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Stadium n. 10/1971

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N. 10 - 26 GIUGNO 1971

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I PROBLEMI DELLO SPORT QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO ANNO LXVI n. 10 - 26 GIUGNO 1971

SOMMARIO

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Investire sugli uomini - Aldo Notarlo Pallavolo, pallacanestro, calcio nella settimana CSI - Filippo Dragotto, Angelo Raineri, Ge­ neroso Dattilo La società sportiva e le sue relazioni con l'ambiente ester­ no - Paolo Andreoli L'atletica leggera nelle prime età scolari - Giuseppe Russo Il CSI e la FIP, una collabora­ zione da potenziare - Lorenzo Borghi Pallavolo, pallacanestro e ten­ nistavolo, tre finali nazionali della FARI Mondo grande e piccolo - Pao­ lo Andreoli e Giulio Martinucci il mondo dello sport - Paolo Valenti Sport in controluce Nando Martellini Criterium studenteschi di atle­ tica leggera Tuttocsi

IN COPERTINA: Una foto dedicata alle finali di cal­ cio, pallacanestro e pallavolo svol­ tesi a Montecatini Terme. L’atleta è il pallavolista Giannizzo del CUS Catania, campione allievi, durante l'incontro con la S. Egidio di Manto­ va. Servizi e risultati delle tre fi­ nali nell'interno.

SPORT E SOCIETÀ’

La socializzazione dello sport in un intervento della « discussione »

Lo sport come servizio sociale, la gene­ si di questa idea, le sue prospettive e i mezzi di cui si può avvalere per uscire dal limbo delle idee per divenire una realtà operante, sono oggetto di un’attenta anali­ si da parte di Antonino Fugardi sulle pagine de « La Discussione », il settimanale uffi­ ciale della Democrazia Cristiana.

Fulgardi parte dalla considerazione che il concetto di uno sport che non sia spet­ tacolo, ma fattore di promozione umana e civile, sta trovando sempre più largo credi­ to anche tra gli amministratori della cosa pubblica. Per ora sono i Comuni ad operare, nei limiti di bilanci spesso angusti e defici­ tari; domani saranno le Regioni, che, nella quasi totalità, hanno già iscritto la voce sport nei loro statuti. Il discorso dell'on. Piccoli in favore di una politica dello sport, l’istituzione da parte del Ministro del La­ voro e della Previdenza sociale di una com­ missione di studio sui problemi del tempo libero e l’insediamento della Commissione Matteotti fanno credere che anche a livel­ lo governativo si è decisi ad intervenire. Lo stesso CONI — ricorda Fugardi — con il « Libro Verde » ha segnato la conclusio­ ne dell'epoca de « lo sport agli sportivi », sia pure delegando ad altri il compito di dare a tutti i cittadini il « servizio » sport, sottraendosi però in questo modo ad alcuni dei compiti che la legge istitutiva dell'Ente stabilisce.

E allora bisognerà — dice l'articolista de « La Discussione » — che prima di creare nuovi provvedimenti legislativi o economici si provveda a riformare ciò che è stato già fatto, poco o molto che sia. Prima di parlare di nuovi impianti è necessario giungere alla piena utilizzazione di quelli esistenti; prima di trovare nuove fonti di finanziamento oc­ corre giungere ad un adeguato sfruttamen­ to di quelle a disposizione; occorre, ancora, che prima di creare nuove strutture, quelle già operanti, che finora operano come a compartimenti stagni, trovino la loro giu­ sta collocazione in uno schema organico e ben preciso.

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In questo senso — prosegue — la fun­ zione di coordinamento può essere svolta solo dalla Presidenza del Consiglio dei Mi­ nistri, istituendo magari un Servizio o un Ufficio nazionale per lo sport, il cui primo compito dovrebbe essere la revisione del­ la legislazione sportiva vigente perché « qualsiasi iniziativa o amministrativa o le­ gislativa o anche di semplice coordinamen­ to sarebbe in contrasto con l'attuale legge istitutiva del CONI, che delega all’Ente ogni competenza ed ogni potere in materia di sport ». Si dovrebbe provvedere poi ad articolare i servizi sportivi sociali in armo­ nia con il nostro decentramento ammini­ strativo.

« Il Comune — scrive Fugardi — è neces­ sariamente l’unità di base di tale servizio. Ad esso spetta la realizzazione e la gestio­ ne delle strutture sportive comunitarie in stretta colaborazione con tutte le forze sportive interessate. Dopo il Comune, la Regione, cui spetta il compito di creare i servizi sportivi dei Comuni, coordinandone le scelte su tutto il territorio regionale, in armonia con i piani di programmazione na­ zionale. Allo Stato, infine, al livello naziona­ le e sempre con la partecipazione delle forze del settore, spetta il compito di deter­ minare, sostenere e coordinare le scelte di carattere generale a servizio degli interven­ ti regionali e della azione comunale. « Solo così sarà possibile superare l'attua­ le immobilismo provocato da una parte dalla assenza dell'impegno statale e favorito dall' altra dal settorialismo concorrenziale delle forze sportive. Si tratta di porre lealmente su un unico piatto possibilità, capacità ed energie esistenti per utilizzarle in maniera funzionale ed organica, non più a servizio di centri di potere o di prestigio, ma a servizio dell'intera comunità, in particolare del mon­ do giovanile che attende dallo Stato e dalle organizzazioni interessate una prova di re­ sponsabilità e di autentico impegno anche in questo settore ».

Sport e regione nel convegno di Napoli La Polisportiva Partenope di Napoli ha vo­ luto celebrare I vent'annl di attività organiz­ zando un Convegno Nazionale sul tema


a cura di

Andrea De Pascalis

« Sport e Regione ». Ai lavori hanno parte­ cipato rappresentanti della Stampa sporti­ va, del Coni, delle Federazioni, degli Enti di Propaganda, della Scuola, delle Forze Armate e dell’industria.

Interventi e dibattiti hanno confermato l'interesse con cui tutto il mondo sportivo guarda alla Regione, considerata come la occasione più prossima per modificare una situazione di carenza. Al termine dei due giorni di Convegno, è stata stilata la se­ guente mozione: « I partecipanti al terzo convegno indetto dalla Associazione Polisportiva Partenope sul tema « Sport e Regione », ascoltate le relazioni e dopo ampio dibattito rilevano:

che le istanze avanzate nell’arco quasi ventennale dei precedenti convegni circa la partecipazione dei pubblici poteri alla dif­ fusione della pratica sportiva del nostro Paese sono purtroppo tuttora attuali; CONSTATANO

1) che negli ultimi tre anni sono affio­ rati, sia pure timidamente, fermenti a livel­ lo parlamentare, governativo, sindacale, de­ gli enti locali e di libere iniziative, nei quali si possono intravedere linee di azione tese a spezzare l'immobilismo ormai unanimamente condannato; 2) che va crescendo giorno per giorno la pressione della base popolare espressa a tutti i livelli: individuale, giovanile, fami­ liare, associativo perché le iniziative passi­ no al più presto dalle enunciazioni teoriche a concrete realizzazioni; 3) che nel quadro delle grandi rifor­ me in preparazione non può essere più ignorata quella riguardante il settore sporti­ vo giovanile, strettamente collegate alla evoluzione del Paese nei settori sanitario, scolastico, urbanistico o delle comunicazio­ ni, con particolare riguardo ad una capilla­ re organizzazione dello sport di quartiere e di frazione comunale;

vizio sociale deio sport, consolidando le iniziative esistenti, denunciando inerzia e carenze, ed impegnandosi persino attraver­ so le indicazioni di riconosciuti esperti, al di sopra di ogni qualificazione politica, a realizzazioni concrete ovunque di esse si avverta l'esigenza con rigorosa esclusione di interventi agevolati nel settore profes­ sionistico; 3) che quanti siano investiti di cariche responsabili in seno alla Regione si battano a fondo per una globale revisione legislati­ va in materia di finanza locale, con parti­ colare e urgente riferimento alla norma che considera tuttora facoltative, e non ob­ bligatorie, le spese per ['esercizio della pra­ tica sportiva popolare; 4) che alla parziale copertura delle spe­ se nel servizio sociale dello sport sia de­ voluto quanto l'Erario ricava da giochi, scommesse, lotterie, prelievi fiscali, co­ munque legati a manifestazioni sportive;

AUSPICANO

che tutti i cittadini, consapevoli che la pratica delle discipline sportive costituisce una fondamentale e naturale aspirazione dei giovani, si rendano essi stessi promotori di opportune iniziative per studiare, proporre, organizzare i sistemi più rapidi ed efficaci per soddisfare tali aspirazioni, costituendo­ si in Comitati regionali e di quartiere; IMPEGNANO

ogni uomo di sport, nell'ambito delle pro­ prie attività e delle proprie competenze a portare avanti queste istanze sino al loro adempimento; CHIAMANO i giovani tutti a sostenerli con vigore nel­ l’azione intrapresa. F.to: Claudio Di Uccio, Gualtiero Zanetti, Adriano Falvo, Marcello Rodino di Miglione.

Napoli, 29 maggio 1971 ».

4) che per la parziale copertura delle spese nel servizio per una radicale soluzio­ ne di un problema che in Italia non è ancora riuscito a trovare la sua naturale definizione;

PROPONGONO

1) la creazione immediata del servizio sociale dello sport, inteso come impegno da parte dello Stato — fra i suoi compiti essenziali — di fornire impianti, attrezza­ ture e assistenza ad ogni cittadino per la pratica sportiva e ricreativa; 2) che la Regione — punto d'incontro fra il momento politico e quello sportivo­ associativo — attui, sulla base della più am­ pia e libera partecipazione popolare, il ser-

MEDICINA SPORTIVA

Le lesioni del polpaccio o gamba da tennis Non è un'evenienza molto frequente ma neanche molto rara quella che colpisce il polpaccio sotto forma di una lacerazione

a livello dell'inserzione tendinea del mu­ scolo gastrocnemio, che è un muscolo importante nei movimenti del piede e"della gamba. Il dolore che consegue a questo trauma sportivo è molto violento, tale da far cadere a terra l'atleta. Può capitare nell’esercizio di qualunque specialità spor­ tiva ma specialmente nel tennis, nel cri­ cket, nell'atletica leggera, nello sci, ecc. Il polpaccio gradualmente, nellè prime 24 ore, si gonfia e il dolore persiste anche nei più piccoli movimenti del piede.

La lesione è più frequente nei giocatori meno giovani ed è la conseguenza di una battuta eseguita col piede situato poste­ riormente in posizione supina e col ginoc­ chio esteso. Come il giocatore avanza da quella posizione la caviglia si flette dorsalmente e, sul polpaccio, si manife­ sta un’eccessiva tensione. Anche la rottura del tendine di Achille (che mette in rapporto la gamba col pie­ de) può manifestarsi con improvviso, acu­ to dolore al polpaccio e la diagnosi diffe­ renziale va fatta proprio con la lacerazio­ ne del muscolo del polpaccio.

Il trattamento immediato del trauma del polpaccio consiste nell'applicazione di ghiaccio, quindi riposo assoluto per 24-36 ore e ripresa dell'attività sportiva solo dopo 5 settimane.

Dopo i primi giorni di riposo assoluto particolare cura va anche rivolta nella rieducazione della deambulazione: il cam­ minare riesce la prima volta molto peno­ so. Un consiglio utilissimo è quello di rialzare il tacco della scarpa di cm. 2,5 onde sostenere meglio l’arto, evitando che il peso del corpo abbia ad aggravare la sintomatologia dolorosa. La lesione del polpaccio è anche chia­ mata dai medici « gamba da tennis », an­ che se si verìfica nell'esercizio di nume­ rose attività sportive, perché fu descritta la prima volta da un medico americano nel 1884, dal Dr. W.P. Hood che così scri­ veva: « la grande popolarità acquistata dal tennis sul prato ha dato il sopracitato nome ad una lesione ben nota da tempo ai chirurghi, ma il particolare tipo di sfor­ zo richiesto dal gioco l'ha reso, in que­ sti ultimi tempi, molto più frequente di prima. Tale lesione consiste nella rottura di qualche parte della struttura muscola­ re o tendinea del polpaccio ». Da allora di questi infortuni ne sono capitati molti e la loro prevenzione rien­ tra sempre nella regola dell’adeguato eser­ cizio fisico che si ottiene con un adatto allenamento. Adriano Monti

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LA VITA DELLO SPORT

La presenza dei dirigenti nei centri di addestramento In questo numero vogliamo occuparci di un altro interessante aspetto che caratte­ rizza l’attività dei Centri e cioè di quello relativo ad un sicuro successo evolutivo dei singoli nuclei di istruzione. Non è facile dettare delle norme a cui attenersi per ot­ tenere un buon esito del lavoro che ci si accinge a svolgere, specialmente non sa­ pendo le diverse particolarità organizzative, ambientali e tecniche in cui ogni singolo Centro si prepara a muoversi. Non è asso­ lutamente pensabile di poter dettare magi­ che formule universali. Ciononostante, a nostro avviso, pur non entrando nel dettaglio più stretto, possia­ mo indicare senz'altro nella continua ricer­ ca di una costante perfezione neH’ambito organizzativo e in tutte quelle azioni che, apparentemente irrilevanti, definiscono la validità di una qualsiasi organizzazione, un elemento determinante ed insostituibile per il successo dell’attività. L’aspetto poli­ sportivo e Io scopo apertamente divulgativo di ogni disciplina sportiva che scaturiscono dalla funzione dei nostri Centri fanno sì da richiedere naturalmente una compiutezza ed una esattezza in tutto l’apparato propul­

« ESTATE 1971 » è il titolo di una pubbli­ cazione uscita in questi giorni che costitui­ sce un manuale completo per chi volesse scegliere i luoghi e i programmi della sua estate. Prezzi, soggiorni, servizi per viaggi, sono indicati nel manuale realizzato dal Centro Turistico Giovanile. Il C.T.G. presenta in un fascicolo di 133 pagine un elenco completo delle « case per ferie » esistenti per giovani e famiglie nelle varie zone turistiche d'Italia; una serie di indicazioni utili per la visita nei maggio­ ri paesi europei, passaggi aerei e ferrovia­ ri per studenti e infine un elenco aggiorna­ to dei campi di lavoro in molti paesi euro­ pei con tutta la serie delle norme e dei permessi necessari all’espatrio. « ESTATE 1971 » si può richiedere alla Pre­ sidenza Nazionale del C.T.G. - Via Alberico II. 35, 00193 - ROMA. Ogni copia costa 500 lire (da inviare anche In francobolli).

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sore. Quello che andiamo dicendo potrebbe risultare banale, e noi speriamo per molti, ma chi, come noi, ha vissuto o vive la vita di periferia, dove si è fortunati nel trova­ re persone disposte a lavorare per lo sport puro, dilettantistico, senza prospettive lu­ crose, sa che l’elemento preso in conside­ razione merita più che altri particolare at­ tenzione e quindi richiede maggiori rifles­ sioni dall’inizio alla fine di una attività. Tutto va coordinato e potenziato; da una presidenza efficiente, sempre presente, ad un insieme di istruttori capaci e ricchi di entusiasmo altruistico, da un complesso di collaboratori più vicini ad una schiera di simpatizzanti sempre idonei a sostenere nel morale, per finire a quegli elementi che nell'interno del complesso svolgono man­ sioni oscure ed a volte ritenute indecorose. Si pensi ad esempio a colui che al termine di una manifestazione, per dire, di pallavo­ lo, si prende la briga di raccattare i palloni o di sciogliere e custodire la rete. Quante volte, abbiamo visto ragazzi sudati, appena al termine di una fatica, arrampicarsi sui pali di ferro a sciogliere i tiranti, mentre pubblico, avversari e sedicenti dirigenti ab­ bandonavano ormai disinpegnati il luogo della gara. Ed è proprio di questi ultimi che vale la pena di parlare per approfondire le considerazioni nel contesto del tema in­ trapreso. Si possono avere tutte le doti e le carateristiche volute da parte di istrut­ tori ed atleti, ma se esse non sono messe insieme e sorrette da un complesso diri­ genziale idoneo non si potrà mai ottenere una continuità ed una efficacia nel rendimen­ to. Abbiamo visto nella nostra, seppur an­ cora giovane, carriera, dissolversi le aspi­ razioni più oneste di ragazzi promettenti per non avere avuto dietro una tranquillità conduttiva, mentre per contro abbiamo as­ sistito al successo di ragazzi, forse meno dotati, ma meglio guidati e più « tranquilli ». Quante volte lo stesso giocatore ha dovuto fungere da allenatore, da segretario, da pre­ sidente e da « raccattapalloni »! La funzione del dirigente in una società, così come in un Centro di Adestramento, ha una impor­ tanza inconfutabilmente determinante an­ che per l'ottenimento di buoni risultati di sapore prettamente agonistici per quella in­ discussa interdipendenza esistente tra diri­ gente ed atleti. Ed il nostro sforzo deve perciò tendere non solo alla formazione di atleti ed istruttori, ma anche e soprattutto di coscienze dirigenziali, coscienze che tut­ ti noi del CSI possiamo e dobbiamo contri­ buire a formare: dai responsabili dei comi­ tati, agli Istruttori ed agli atleti stessi. For­ za, diamo tutti corpo a questa azione for­ mativa. Darlo Serapiglia

Lo sport nella Grecia antica in un’opera completa e aggiornata La casa editrice Olschki ha pubblicato re­ centemente, per la collana « Arte e archeo­ logia », il volume « Lo sport nella Grecia antica » di Roberto Patrucco. » Lo Sport nella Grecia antica » è lo stu­ dio di uno dei fondamenti più caratteristici e significativi della civiltà ellenica classica. E’ stato realizzato, sulla base di una docu­ mentata esperienza degli aspetti morali e tecnico-organizzativi propri dello sport mo­ derno, attraverso un minuzioso esame del­ le fonti letterarie, epigrafiche, papirologiche, artistiche ed archeologiche, e condotto al raggiungimento di un preciso obiettivo: la eccezionale attualità dell'attività sportiva greca. In raffronto critico di circa 700 brani ed espressioni tratti dalle fonti greche — in particolare i passi di interesse sportivo dei poemi omerici, di Pindaro, Filostrato, Lu­ ciano, Galeno — con alcune delle 190 rap­ presentazioni artistiche di cui è arricchito il volume, consente all’autore di valutare lo sport ellenico secondo una prospettiva psi­ cologica e sociologica attualissima, In cui si inquadrano gli ideali della perfezione fi­ sica, l’esigenza agonistica dell'uomo, il de­ siderio di divertimento e l'occupazione del tempo libero. A questi aspetti essenziali si rivolge l'in­ teresse primario della panoramica sulle singole specialità sportive dell’antica Gre­ cia, che esamina con uguale attenzione le forme sportive più famose (il salto, la cor­ sa, la lotta, le gare ippiche, ecc.) e l cosid­ detti sport minori (i giochi con la palla, il nuoto, ecc.), per evidenziare in quale misu­ ra sia possibile verificare nello sport greco la terminologia tecnica, la metodologia ginnlco-atletica e i particolari organizzativi del­ lo sport del giorni nostri. La citazione per esteso di innumerevoli passi delle fonti classiche, le precise ed utili note bibliografiche specifiche al ter­ mine dei singoli capitoli e l'abbondante bi­ bliografia generale conclusiva conferiscono, inoltre, al volume l'impronta di una sicura e peculiare validità scientifica nel vasto campo degli studi sulla civiltà dell'antica

Grecia. « Lo sport nella Grecia antica » due volumi rilegati e corredati di numerose Illustrazio­ ni, può essere richiesto alla casa editrice Leo S. Olschkl, Casella Postale 295, 50100 Firenze. Il prezzo dell'opera è di L. 20.000


Il miglior investimento produttivo che possa fare un’associazio­ ne sportiva giovanile come il CSI è senza dubbio quello sugli uomini. Quando si parla di crisi dello sport si va subito a pensare agli im­ pianti sportivi che mancano, invece la vera causa è un’altra: mancano gli uomini.

Se è vero che lo sport è scuola (almeno lo sport che intendiamo noi e cioè quello capace di servire l’uomo e non di servirsene, di farlo crescere culturalmente), per far scuola è vero che ci vuole l’aula ma ci vuole soprattutto il maestro. Al limite si può fare scuola senza aula, ma non si può fare scuo­ la senza maestro. Lo ha dimostrato don Lorenzo Milani che nella sua piccola par­ rocchia di Barbiana ha tenuto scuola, e che scuola! sotto ad una pianta.

Il maestro nello sport elementare (quello che manca in Italia) è l’allenatore animatore, colui che sceglie di vivere con i ragazzi, di vi­ vere con loro l'esperienza sportiva, che fa da presidio contro tutte le manipolazioni, che li difende da tutte le strumentalizzazioni, che si batte perché siano ragazzi liberi in uno sport libero, affinché domani siano uomini liberi in una società libera.

E' ciò che sognano i ragazzi i quali ce lo dicono con i loro occhi più che con le parole. Un allenatore-animatore che sia profeta, cioè capace di vedere ne­ gli occhi dei ragazzi i quali vedono chiaramente ciò che noi vediamo confusamente.

La ricchezza del CSI sta tutta qui; non nei soldi, non nelle sedi, non negli impianti (infatti non ne possiede), ma negli uomini. I corsi animatori che tutti i comitati del CSI organizzano e organiz­ zeranno nei 1971 costituiscono una scelta non solo coerente ma anche intelligente, perché si innesta sul futuro. Siamo Ente di promozione sportiva non solo perché promuovia­ mo attività, ma perché siamo capaci di promuovere uomini di questo stampo.

E questo è il miglior servizio che possiamo rendere allo sport ma anche alla società: è il servizio che sport e società (i giovani fanno parte di essa) ci chiedono. E’ una risposta autentica ad una domanda.

Aldo Notarlo

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Corsi di formazione oer dirigenti • La stagione estiva del C.S.I. e della F.A.R.I. è tradizionalmente de­ dicata ai corsi di formazione per di­ rigenti, anche se si va sempre più diffondendo l'abitudine di organiz­ zarne anche nel periodo autunno-in­ verno con incontri a carattere pe­ riodico.

• I corsi di formazione son svol­ ti dalle nostre organizzazioni da ol­ tre quindici anni. Sono nati forse per una necessità pratica. Oggi si vanno imponendo come una scelta di carattere politico perché rappre­ sentano, accanto ai centri di forma­ zione per atleti, un’attività che qua-

lifica la nostra azione di ente di propaganda e di promozione spor­ tiva.

• Dall’anno scorso si è compiu­ to un importante passo avanti per lo sviluppo dell’attività dei corsi di formazione. Un’opportuna opera di decentramento organizzativo, ap­ poggiata sui comitati regionali e provinciali, ha consentito un au­ mento del loro numero, una miglio­ re caratterizzazione e soprattutto la diffusione dei corsi di base per animatori di cui società sportive e comitati provinciali avvertivano una sempre più urgente necessità.

O II piano per i corsi lanciato l'anno passato e anche per questo anno. In questi giorni le due presi­ denze nazionali hanno inviato a tutti i comitati una lettera in cui si dànno delucidazioni e indicazioni circa le finalità, i partecipanti, il programma e i sussidi dei corsi di base. Alla lettera sono uniti anche alcuni sussidi tra cui una copia del volume « La vita comunitaria della società sportiva ».

La vita comunitaria della sncietà snortiva

la vita comunitaria _______

• E' un agile volumetto, redatto a cura delle presidenze CSI e FARI, che viene raccomandato come il testo-guida per lo svolgimento dei corsi di base per animatori di so­ cietà.

© In esso sono trattati, in forma chiara e sintetica, tutti i temi di un corso di base incentrato, come è doveroso, sulla vita delle società sportive: il fenomeno sportivo nel­ l’attuale società italiana, la socie-

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società sportiva ÌUOl NAZIONALI A CURA DELLE FRESICI C3J. t F.AJU.

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Congresso nazionale straordinario CSI-FARI ner la riforma dello statuto Il 19 e 20 giugno si svolge a Roma la seconda tornata del Con­ gresso straordinario del CSI e della FARI per la riforma dello sta­ tuto. Come noto, i lavori si erano dovuti interrompere a Pesaro per insufficienza di tempo. A Roma, i lavori riprendono dal punto in cui erano stati interrotti, cioè dall’approvazione dell'articolo 18. Con questa seconda tornata dei lavori congressuali la riforma del­ lo statuto del CSI e della FARI unificati sarà portata a termine. Nel prossimo numero pubblicheremo il nuovo testo statutario e dare­ mo notizia dei prossimi impegni istituzionali che attendono la nostra nuova associazione fino al prossimo congresso nazionale ordinario che perfezionerà questo periodo di transizione e di pro­ fondo rinnovamento della nostra vita associativa.

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tà sportiva del CSI e della FARI, i valori della vita sportiva di gruppo, la dinamica comunitaria della so­ cietà sportiva.

• II volume è prezioso per la équipe dei dirigenti del corso e al­ lo stesso tempo è perfettamente accessibile anche ai giovani par­ tecipanti.

La vita comunitaria della società sportiva, a cura delle presidenze nazionali CSI e FARI, pagine 80, L. 500. Si può richiedere al: CSI-Ognisport, via della Traspontina n. 19, 00193 ROMA, inviando il relativo im­ porto anticipatamente (onde evitare I ag­ gravio delle spese di contrassegno) a mezzo vaglia postale o assegno bancario. Si può richiedere anche alla: presidenza nazionale FARI, v. Aurelio 481,00165 Roma.


Quest’anno la tradizionale « Settimana del CSI » ha trovato ospi­ talità nella stupenda cornice di Montecatini Terme. Una settima­ na di gare che hanno interessato complessivamente trentadue squadre ed hanno assegnato sei titoli nazionali CSI. Qualche conferma e molte sorprese, dal punto di vista tecnico, a riprova di una vivace dinamica all’interno delle singole discipline in costante sviluppo numerico e qualitativo.

mifiimaiMM) CAIO raa sibmm <En iti* siculi Le squadre sicule hanno « sbancato » Montecatini, aggiudicandosi con pieno merito i due scudetti! Per la prima volta nella storia della pallavolo del CSI squadre della Sicilia si sono affermate ed addirit­ tura hanno vinto in tutte e due le Categorie. Soltanto all’Emilia, patria della pallavolo, era riuscita l’impresa di vincere i due titoli insieme, e quindi l’exploit delle squadre isolane desta stupore, ma nello stesso tempo ammirazione. I ragazzi di Fabio Rocca in passato ave­ vano già dato dimostrazione delle loro indubbia capa­ cità, frutto di una scuola e di una intensa attività a tut­ ti i livelli, ma i ragazzi di Italo Rapisarda, un « allievo » dei Campi Scuola Nazionali, non si presentavano con delle credenziali altisonanti. Invece le loro prestazioni hanno smentito i pronostici della vigilia e hanno da­ to una probante dimostrazione di quanto si possa fare anche e specie in campo qualitativo con la tenacia e la passione di capaci educatori. La squadra di Catania nell'ultimo incontro con il Mantova, stava per compromettere il suo sicuro titolo e ha dovuto lottare al limite delle sue capacità per ave­ re ragione del S. Egidio, dimostrando nel momento cruciale della partita la sua saldezza morale ed il suo perfetto affiatamento fra il terreno di gioco e la « pan­ china ». Il Palermo ha dimostrato invece delle non co­ muni doti di fondo; infatti il suo miracoloso recupero in extremis non è merito suo diretto (anche se intensa­ mente voluto e sofferto ai bordi del campo), ma la sua affermazione è scaturita dal perfetto equilibrio di va­ lori che caratterizzava tutti i componenti della squadra,

e che ha permesso a Fabio di alternare in campo tutti gli elementi senza scompenso di rendimento, e dalia non abituale preparazione fisica della squadra. La manifestazione ha avuto il suo inizio con il sa­ luto rivolto dalle Autorità comunali ai partecipanti nel maestoso Palazzo Comunale. In quella occasione il V. Presidente Natalizia nel ringraziare ha anche puntua­ lizzato il valore dello sport come mezzo di crescita cul­ turale dei giovani e come valido componente della loro educazione civica. Avevano quindi inizio le gare della 1* giornata della Cat. Allievi che vedevano le vittorie delle squadre di Firenze, di Catania e di Ravenna, quest’ultima stentan­ do molto a superare il tenace Napoli, dava subito l’im­ pressione di non essere, come il passato, il « rullo compressore » della finale. Nella prima giornata Junio res, prima sorpresa: la squadra di Fabio perdeva mala­ mente con quella di Livorno, dopo aver vinto con faci­ lità il primo set ed aver condotto per lungo tempo nel secondo: facile invece la vittoria della squadra di Cep­ pare su una irriconoscibile VISPAL di Ancona, brutta copia della simpatica squadretta che con pieno merito si era aggiudicata la fase interregionale di Chieti. Nel pomeriggio seconda giornata Allievi, in cui l'unico risultato di rilievo è stato il secco 2 a 0 inflitto dal Catania alla Ruini, prima ipoteca ad una afferma­ zione finale, come tranquillamente continuava a ripete­ re Italo Rapisarda. La terza giornata vedeva le scontate vittorie delle tre squadre favorite; mentre nel pomeriggio si aveva lo scontro decisivo Catania-Ravenna, la cui posta era per 1'80% lo scudetto di Campione. Iniziava a spron battuto il Catania che si aggiudi­ cava il r set; subiva la reazione del Casadio che si batteva veramente bene e riusciva a spuntarla a nove; terzo set al cardiopalma, con Angelino Costa spettatore delle gesta del figlio, suo bravo successore in panchina, visibilmente appassionato per l’impegno agonistico dei suoi ragazzi. Parte nuovamente di slancio il Catania che ha la sua forza nel settore di attacco e in breve riesce a por-

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A sinistra: Il rappresentante del Comitato provinciale CSI di Ca tania riceve dalla Presidente dell’Ist. Alberghiero di Montecatini il Trofeo dell'Associazione Indu­ striali. Sotto: il CUS Catania, campione nazionale allievi; il Cannizzaro Conca d'Oro di Pa­ lermo, campione nazionale juniores; i dirigenti nazionali e gli arbitri delle finali, da sinistra in alto Di Bello, Priolisi della CTN, gli arbitri FIPAV Moritesi, Borgato, e Nicoletto, il rappre­ sentante FIPAV Grazzini, l'arbi­ tro Catanzaro, il Direttore Tec­ nico Nazionale CSI Dattilo, Capo­ bianco della CTN; in basso l’ar­ bitro FIPAV Visconti, gli arbitri CSI Scirè e Ordine, l'arbitro FIPAV Soprani e Daily della CTN.

tarsi ad 8; al cambio di campo il gioco sembra fatto es­ sendosi portato a 13, ma invece si dovrà girare a vuoto per ben 8 volte prima che i ragazzi di Catania, mirabil­ mente orchestrati dal bravo Castorina, riescano a vin­ cere la tenace resistenza dei ravennati e a porre la pro­ pria candidatura alla vittoria finale, sconvolgendo il programma stilato dalla C.T.N., che non aveva « visto -• la rivelazione Catania ed aveva pronosticato fallace mente una finalissima tradizionale Casadio-Ruini. Nella cat. Juniores la vittoria della squadra di Pa­ lermo su quella di Copparo e la vittoria, veramente sof­ ferta (non tanto dai diretti interessati quanto dai paler­ mitani i cui sogni di scudetto erano legati al risultato di quest'incontro) degli atleti ferraresi sui bravi atleti labronici, sostenuti da un tifo incandescente, riponeva tutto in discussione, in uno spareggio a tre, con l’unica tenue speranza di un solo spareggio a due in caso, im­ probabile date le scadenti prestazioni fino allora fatte, di vittoria della squadra di Ancona nell’incontro che la opponeva a quella di Palermo, di contro galvanizzata dall’insperata fortuna di essere nuovamente in corsa per una affermazione finale. L’incontro è stato vera­ mente avvicente sia sotto l’aspetto spettacolare che su quello tecnico: le squadre non si sono risparmiate ed hanno lottato al limite delle possibilità psico-fisiche: infatti nel set decisivo, finito 16 a 14, al punteggio 14-13 per il Copparo si sono avuti ben 12 cambi palla, ad ognuno del quale avveniva una trasformazione nei volti dei « picciotti » palermitani,: speranza e sconforto si alternavano ad ogni cambio per esplodere poi in un tri­ pudio di gioia per lo scampato pericolo. Tutto era pos­ sibile negli spareggi, anche conquistare quello scudetto che al primo incontro sembrava definitivamente perso! Ordinaria amministrazione nell’ultima giornata di gare per la Cat. Allievi, con il solo momento di suspence prima ricordato durante l’incontro fra il Catania e il Mantova, come pure per l’incontro Juniores e quindi prima cerimonia di premiazione per la Cat. Allievi solamente, in quanto quella Juniores avrebbe conclu­ so la sua fatica nel pomeriggio con i 3 spareggi.

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Prima della consegna delle coppe, targhe e meda­ glie, Dattilo e Dragotto ringraziavano sentitamente tut­ ti coloro che avevano reso possibile la perfetta realizza­ zione dei Campionati ed in particolare il Rappresentan te della FIPAV Grazzini, i componenti della C.T.N. Palla­ volo del CSI Capobianco, Di Bello, Paratici, Dallaj, Murgia e Priolisi, gli arbitri FIPAV Catanzaro (che dal 1951 è un affezionato partecipante alle nostre finali), Viscon­ ti, Soprani, Borgato, Nicoletto e Montesi, nonché gli ar­ bitri del CSI Ordine e Scirè, (che impiegati per la prima volta in manifestazioni di carattere nazionale hanno dato una probante dimostrazione delle loro capacità). Un particolare ringraziamento ed un cordiale prolunga­ to applauso hanno espresso la gratitudine dei Dirigenti e degli atleti alla Preside dell’istituto Alberghiero di Montecatini, che, con squisita sensibilità ha messo a disposizione la bella palestra dell’istituto. Nel pomeriggio si riaprono le ostilità: le tre squa dre Juniores sono decise a tutto pur di conquistare lo scudetto di Campione Nazionale. Sono di pari valore te­ cnico e quindi le possibilità di vittoria di una o dell’altra si debbono per forza basare su altri fattori: affiatamen­ to, resistenza fisica, saldezza morale e nervosa. Iniziano Copparo e Palermo e il primo set è appan­ naggio della squadra di Ferrara. Questo parziale insuc-

cesso non demoralizza i ragazzi di Rocca, ma anzi fa lo­ ro da energetico, li sprona a rinserrare le fila e a bat­ tersi con maggiore determinazione. La loro tenacia e il loro migliore « fondo » determina in loro favore il risul­ tato. Subito dopo il Don Bosco di Livorno ha facilmente ragione sugli sfiduciati ferraresi che vengono così re­ legati al terzo posto. Si rinnova quindi lo scontro della prima giornata, fra i livornesi del Don Bosco, allenati con tanto amore e competenza da un altro allievo dei Campi Scuola Na­ zionali. Paolo Corrieri, e i ragazzi di Fabio Rocca. Que­ sta volta i palermitani non si fanno sorprendere, ma at­ taccano decisamente e, approfittando anche del com­ prensibile calo fisico e morale dei loro avversari, sfa­ voriti dal sorteggio che li ha costretti a giocare le due partite decisive una di seguito all'altra, si aggiudicano l'incontro e il titolo in 35 minuti. Un’intima cerimonia di premiazione, con i prota­ gonisti della bella appendice a familiare contatto con il loro Presidente, che ha avuto per loro toccanti parole di plauso e di compiacimento, ha degnamente concluso questa edizione dei Campionati.

Filippo Dragotto

I RISULTATI DEL CAMPIONATO DI PALLAVOLO ALLIEVI

5. G.S.W.F Radula

G.S. VV. F. Ruini - U.S.S. Egidio 2-0 (18/16-15/4) arbitri: Suprani, Montesi, Visconti. C.U.S. Catania - U.S. Pallavolo Virtus 2-0 (15/6-15/4) arbitri: Borgato, Ordine, Scirè. G.S.W.F. Casadio - G.S.W.F. Padula 2-0 (15/12-15/13) arbitri: Visconti, Scirè, Ordine. U.S. S. Egidio - G.S.W.F. Padula 2-0 (15/11-15/10) ar­ bitri: Suprani, Borgato, Ordine. G.S.W.F. Casadio - U.S. Pallavolo Virtus 2-0 (15/4-15/8) arbitri: OrdrnerVisconti, Scirè. C.U.S. Catania - G.S.W.F. Ruini 2-0 (15/7-15/9) arbitri: Catanzaro, Montesi, Suprani. G.S.W.F. Ruini - Pallavolo Virtus 2-0 (15/0-15/14) ar­ bitri: Nicoletto, Scirè, Ordine. C.U.S. Catania - G.S.W.F. Padula 2-0 (15/3-15/0) arbi­ tri: Montesi, Suprani, Borgato. G.S.W.F. Casadio - U.S. S. Egidio 2-0 (15/5-15/8) ar­ bitri: Visconti, Borgato, Nicoletto. C.U.S. Catania - G.S.W.F. Casadio 2-1 (15/11-9/15-15/7) arbitri: Catanzaro, Nicoletto, Ordine. U.S. S. Egidio-Pallavolo Virtus 2-0 (15/7-15/12) arbitri Borgato, Visconti, Nicoletto. G.S.W.F. Ruini - G.S.W.F. Padula 1-2 (10/15-15/7-9/15) arbitri: Nicoletto. Montesi, Visconti.

6. U.S. Pallavolo Virtus

5 5

2 0

4 7 0 10

3 5

124 149 80 153

4 0

JUNIORES

ACLI Don Bosco - Cannizzaro Conca d’Oro 2-1 (8/1516/14-15/4) arbitri: Montesi, Suprani,Borgato. VIS PAL - Scar Fiat 0-2 (3/15-5/15) arbitri: Borgato, Ordine, Scirè.

ACLI Don Bosco - VIS Pai 2-0 (15/10-15/13) arbitri: Suprani, Nicoletto, Montesi.

Cannizzaro Conca d’Oro -Scar Fiat 2-1 16/14) arbitri: Catanzaro, Scirè, Ordine.

(11/15-15/9-

Scar Fiat - ACLI Don Bosco 2-1 (8/15-15/5-16/14) ar­ bitri: Visconti, Borgato, Suprani.

Cannizzaro Conca d'oro - VIS Pai 2-0 (15/11-15/4) ar­ bitri: Catanzaro, Nicoletto, Scirè.

U.S. Scar Fiat U.S. Cannizzaro Conca d’Oro ACLI Don Bosco VIS Pai

3 3 3 3

2 2 2 0

1 1 1 3

5 5 5 0

3 3 3 6

107 105 103 46

84 92 95 90

4 4 4 0

Risultati spareggio dal primo al terzo posto: Scar Fiat - Cannizzaro Conca d'oro 1-2 (15/7-11 /15-11/15) arbitri: Grazzini, Suprani, Ordine.

ACLI Don Bosco - Scar Fiat 2-0 (15/11-15/9) arbitri: Montesi, Ordine, Scirè.

C.U.S. Catania - U.S. S. Egidio 2-1 arbitri: Borgato, Montesi, Scirè.

Cannizzaro Conca d’Oro - ACLI Don Bosco 2-0 (15/515/4) arbitri: Nicoletto, Scirè, Ordine.

G.S.W.F. Casadio - G.S.W.F. Ruini 2-0 (15/6-18/16) arbitri: Visconti, Nicoletto, Ordine. CLASSIFICA FINALE 1. 2. 3. 4.

C.U.S. Catania G.S.W.F, Casadlo G.S.W.F. Ruini U.S. S. Egidio

5 5 5 5

5 4 2 2

0 1 3 3

10 9 5 5

2 2 6 6

169 99 156 111 136 134 124 143

10 8 4 4

;

CLASSIFICA FINALE 1. 2. 3. 4.

G.S.W.F. Padula - Pallavolo Virtus 2-0 (15/10-17/15) arbitri: Suprani, Visconti, Ordine.

(10/15-15/9-15/7)

I

CLASSIFICA DEFINITIVA Cannizzaro Conca ACLI Don Bosco Scar Fiat

d’Oro

2 2 2

2 0 4 1 1 1 2 2 0 2 1 4 Pertanto, in base ai risultati degli spareggi fica risulta: 1. U.S. Cannizzaro Conca d’Oro, 2. Don Bosco, 3. Scar Fiat, 4. U.S. VIS Pai.

67 39 57

46 50 67

4 2 0

la classi­ U.S. ACLI

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MIMISI Basket al olasllco Non vi allarmate. La pallacanestro continuerà ad essere giocata con il regolamentare oallone (privo di sostanze esplosive) come anche i canestri, una volta centrati, non faranno scattare diabolici congegni collegati a detonatori in precedenza innescati. Il motivo del titolo mi è stato suggerito dalla ra­ gione sociale della vincente della categoria allievi (Siloplast Novellara), dall’ultima classificata della cate­ goria juniores (Mobilplastica Chieti) e dalle tante al­ tre squadre che, in sede di fasi preliminari, si erano av­ vicendate in difesa di denominazione societaria avente per radice comune il termine « plastica ». Ma la ragione prima del surrichiamato titolo, mi è stata fornita da quanto è accaduto nella categoria juniores. Il Berckmans di Napoli, nelle prime due delle tre gare in programma, era sceso in campo con una for mazione che sembrava composta da artificieri. Alcuni con il compito di predisporre, in difesa dei proprio cesto, insuperabili campi minati, altri, di far saltare la difesa avversaria con micidiali cariche detonanti. E sotto questi attacchi erano cadute sia il Nastro Azzurro che l’Urania. Ma la strategia escogitata e i suoi esecutori ri­ sultavano troppo ben istruiti, al punto di suscitare il legittimo sospetto che invece di trovarsi, come vuole il nostro regolamento, di fronte a delle reclute, si aves­ se a che fare con dei militari di professione. Così era, difatti. E la bomba al plastico, che si tentava di innescare al traliccio dei campionati, è scoppiata in mano a chi voleva farne uso. Ci dispiace, anche perché il Berckmans, tornato a far uso delle prescritte reclute nell'ultima gara in pro­ gramma, ha dimostrato di aver tutte le « chanches » per poter aspirare al titolo. Sta di fatto che il Nastro Azzurro e l’Urania, cura­ tesi le ferite subite durante le cruenti prime battaglie, sono scese sul campo prive di altre preoccupazioni che non fossero quelle di prevalere sulla diretta anta­ gonista, per potersi aggiudicare il titolo. Ha vinto il Nastro Azzurro (simbolo, in materia di navigazione, di primato), prevalendo non tanto per tec­ nica, ad alto livello in tutte e due le contendenti, quan­ to per la solidità del sistema nervoso di cui hanno dato prova tutti i suoi aiteti. Fra cotanti avversari, la Mobilplastica di Chieti non ha certo sfigurato. Ha semplicemente pagato il pedag­ gio per la mancanza di esperienza a tal genere di ma­ nifestazioni. Molto meno bellico il clima della finale degli allievi. Anzi, addirittura idilliaco. In virtù di una proporzionata capacità tecnica, i risultati hanno progressivamente dato forma alla clas­ sifica, il cui esito finale ha visto al primo posto (e con

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I RISULTATI DEL CAMPIONATO DI PALLACANESTRO CATEGORIA ALLIEVI r giornata

B.C. Piscinola (Napoli) - G.S. Siloplast (Novellara) 2760; arbitri: Cagnazzo di Roma e Mantovani di Genova. G.S. Stelle Marine (Ostia-Roma) - A.P. Lisone (Milano) 63-79; arbitri Coglitore di Messina e Montella di Napoli. 2‘ giornata G.S. Siloplast (Novellara) - G.S. Stelle Marine (OstiaRoma) 92-59; arbitri: Stefanutti di Venezia e Montella di Napoli. A.P. Lissone (Milano) - B.C. Piscinola (Napoli) 70-40; arbitri: Buonomini di Roma e Baldini di Firenze.

3“ giornata G.S. Stelle Marine (Ostia-Roma) - B.C. Piscinola (Na­ poli) 75-48; arbitri: Mantovani e Baldini. A.P. Lissone (Milano) - Siloplast (Novellara) 68-77; arbitri: Buonomini e Vitolo. Classifica finale 1. Siloplast Novellara 2. A.P. Lissone 3. Stelle Marine Ostia 4. B.C. Piscinola Napoli

3 2 1 0

229 217 190 115

0 1 2 3

154 180 226 205

6 4 2 0

CATEGORIA JUNIORES

giornata CSI Urania (Milano) - SS Mobilplastica (Chieti) 56-44; arbitri: Stefanutti di Venezia e Baldini di Firenze. SS Nastro Azzurro (Cividale) - G.S. CSI Berkmans (Na­ poli) 2-0 (a seguito irregolarità di tesseramento).

2’ giornata SS Mobilplastica (Chieti) - SS Nastro Azzurro (Civi­ dale) 46-51; arbitri: Coglitore di Messina e Mantovani di Genova. GS CSI Berkmans La Sorgente (Napoli) - CSI Urania (Milano) 0-2 (a seguito irregolarità di tesseramento). 3' giornata SS Mobilplastica (Chieti) - La Sorgente Berkmans (Na­ poli) 46-47; arbitri: Coglitore e Cagnazzo. SS Nastro Azzurro (Cividale) CSI Urania (Milano) 56-60: arbitri: Stefanutti e Montella.

Classifica finale 1. 2. 3. 4. *

SS Nastro Azzurro Cividale CSI Urania Milano La Sorgente Berk. Napoli Mobilplastica Chieti penalizzata di due punti

3 2 1 0

0 1 2 3

113 114 47 136

102 104 50 154

6 4 0* 0

GARA TIRI LIBERI Categoria allievi: Soc. 1* classificata: Nastro Azzurro di Cividale; atleta 1" classificato: Tuzzi Francesco della Nastro Azzurro. Categoria juniores: Soc. 1“ classificata: A.P. Lissone; atleta 1" classificato: Cogliati Mario dell’A.P. Lissone.

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pieno merito) il Siloplast di Novellare, davanti alla tenace e vigorosa squadra di Lissone. Nel confronto diretto, le Stelle Marine di Ostia e il B.C. Bisciola di Napoli si sono contese il terzo posto. Ha prevalso la società di Ostia. Questo è quanto, in materia di classifiche. Campionati movimentati, ma, tecnicamente, i più belli finora disputati e, sotto il profilo della condotta degli atleti, anche i più disciplinati. Ottimi anche gli arbitraggi, come ottima è stata l'assistenza tecnico-logistica fornita dalle locali autorità e dai funzionari dell’Azienda Soggiorno di Montecatini. A tutti vada il nostro ringraziamento. A chi ha voluto e saputo renderci indimenticabile il soggiorno nella bella Montecatini, a chi ci ha assisti­ to nell’organizzazione e lo svolgimento delle gare, agli atleti che hanno voluto onorare il CSI, con la loro disci­ plinata compostezza ed anche a chi, per troppo amore verso i suoi colori, ha perso, sia pure per un solo istan­ te, il senso e la logica dello sport. Angelo Raineri

Nella pagina accanto: il Siloplast Novellara, campione nazionale allievi; qui sotto: la campione nazionale jujniores, Nastro Azzurro di Cividale; la seconda classificata allievi, AP Lissone; la seconda juniores, Urania di Milano.

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così un atleta ha vissuto l'esperienza della tinaie nazionale I Era una sera piovosa e fredda di novembre, quando il fischio di un arbitro federale dava il « via • al girone eliminatorio provinciale che avrebbe portato me e la mia squadra, attraverso le varie fasi regionale ed interregio­ nale, al concentramento nazionale di Montecatini. A mano a mano che il giorno cruciale della partenza si avvicinava, l'emozione cominciava a fare la sua com­ parsa nei nostri animi. La prima notte in albergo è trascorsa letteralmente in « bianco » per molti di noi e il mattino stentava ad ar­ rivare. Poi, tra il dormiveglia, un rumore alla porta. Il no­ stro allenatore ci invitava ad uscire dalle stanze, poiché l’ora del primo incontro era vicina. Lungo la strada per raggiungere la palestra si parlò del più e del meno, di cose staccate Luna dall’altra, che denunciavano un certo nervosismo. Fu questo sentimento profondo ed invincibile che contri­ buì a fare perdere la nostra prima partita. Il giorno dopo una nuova sconfitta, più pesante, più definitiva della prima. Con queste due sconfitte, dopo tante schiaccianti vittorie nel Campionato, crollavano i nostri sogni di conquistare il titolo CSI. In poche ore è sfumato il sacrificio di un anno di lotte contro avversità di ogni tipo; se non altro abbiamo, però, avuto la « consolazione » di essere stati sconfitti da squa­ dre di alto livello tecnico, certamente di gran lunga su­ periore al nostro. Ma tutto questo non gioca che a favore del nostro carattere, perché queste esperienze nuove, valide, vissute serenamente, tendono a formare nei nostri animi, senti­ menti di lealtà e di amicizia che si riscontrano solo nel cuore di un vero sportivo. Alla terza giornata di gara, finalmente, una nostra vit­ toria, Vittoria agognata, cercata ad ogni costo, conquistata col netto proposito di rendere meno « cocente - la delu­ sione di tuti coloro che avevano « creduto » in noi. Nella stupenda premiazione che chiudeva la manife­ stazione di Montecatini, ci veniva così assegnato il terzo posto che giungeva ugualmente gradito e, quasi d’incanto, cancellava le amarezze subite nei giorni precedenti. Fulvio Fede G.S. Stelle Marine di Ostia

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■■ Buon livello tecnico e acceso agonismo Montecatini ha ospitato quest’anno « la Settimana del C.S.I. » in cui sono state svolte le finali dei campio­ nati di calcio, pallavolo e pallacanestro. La bellissima cittadina, che esprime con i suoi fiori ed i suoi verdeg­ gianti parchi un clima di serenità, ha offerto con la sua spontanea ospitalità un gradito soggiorno. E’ ben noto che il gioco del calcio con il suo vivace agonismo può turbare talvolta le vicende delle varie partite. Senonché i giocatori delle Unioni Sportive sono stati aderenti, con il loro comportamento, allo spirito e alla sostanza di una genuina sportività. In ogni gara è emersa la reciproca lealtà degli atleti facilitando sotto tutti gli aspetti l’opera degli arbitri, tutti appartenenti al Centro Sportivo Italiano. Il buon andamento delle partite, d’altronde, costituisce anch'esso un autentico successo della nostra classe arbitrale. E’ stato un motivo di vivo rincrescimento non po­ ter ammettere alle finali il G.S. Zoli di Pontedera per questioni riferentisi ai documenti di identificazione. So­ no decisioni che turbano perché è indubbio che, in tali casi, non sussistono doli, ma errate interpretazioni che comportano purtroppo conseguenze negative. Sono proprio queste le circostanze in cui lo spirito e la com­ prensione dei dirigenti deve emergere, così come è emerso in Montecatini il comportamento esemplare di tutti gli atleti. Non abbiamo mai creduto alle infallibilità nel difficile campo calcistico, abbiamo però puntualiz­ zato in ogni circostanza il rispetto dei regolamenti. Purtroppo lo sport del calcio è tremendamente va­ rio e comporta talvolta il crearsi di presunzioni che non sono aderenti alla costante semplicità che sempre ci deve accompagnare nell’agonismo sportivo. Ottavi di finale: hanno inaugurato il Campionato Allievi le squadre « Dio e Patria » di Acquaviva delle Fonti e la Vigor di Jesi. La partita si è svolta sotto la sigla dell’equilibrio ed ha avuto la sua soluzione dopo i tempi supplementari con il classico quanto antisporti­ vo lancio della monetina che ha premiato la squadra della Vigor. L’incontro tra la Fulgor di Vimodrone (Milano) e l’Interciane di Siracusa si è risolto con la vittoria dei siciliani per 3 aO, malgrado che i milanesi abbiano oppo­ sto una pur valida resistenza. I bravi ragazzi della Sardegna, rappresentati dalla Don Bosco di Oristano, sono stati eliminati dalla Pra Folgore di Genova per 1 a 0. Anche questa partita è sta­ ta equilibrata considerando che i genovesi non hanno demeritato la vittoria. Nella categoria Juniores l’U.S. Madonnina del Grap­ pa di Firenze è stata battuta dopo i tempi supplemen­ tari dalla Prolaquense di Macerata, per sorteggio. Le eccellenti difese delle due squadre non hanno consen­ tito reciproche segnature e così, solamente la « sorte » ha emesso il verdetto della vittoria dei maceratesi. La Victor di Cesena ha dominato la Tyndaris di Pat­ ti con una certa facilità, malgrado il generoso impegno dei giocatori siciliani. I ragazzi di Cesena sono emersi tecnicamente ad un alto livello presentando quindi

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fin da questa prima gara palesi caratteristiche per il raggiungimento della vittoria finale. La Virtus Carano di Sessa Aurunca, avente una maggiore esperienza, ha potuto eliminare l'U.S. Olimpie di Mondovì per 2 a 0, comunque la prova dei piemontesi può considerarsi positiva. L’Enaoli di Trieste è stata eliminata dopo i tempi supplementari dalla Città dei Ragazzi di Roma per 1 a 0. Anche questa partita si è svolta con un certo equilibrio ed i romani hanno potuto raggiungere la vittoria, so­ prattutto per una maggiore efficienza fisica. Semifinali: nella categoria Allievi ha veduto la vittoria la Vigor di Jesi sulla Juventina Bardolino di Verona per 2 a 1 dopo i tempi supplementari. E’ stata una gara ap­ prezzabile ed equilibrata; i marchigiani hanno dimostra­ to un maggiore agonismo che li ha portati ad una vittoria che può considerarsi meritata. L'Interciane di Siracusa ha battuto con chiarezza la Pra Folgore di Genova per 4 a 0. La classe dei siciliani e soprattutto l’amalgama della squadra, ha potuto pre valere nettàmente sui volenterosi liguri. Nella categoria Juniores la Victor di Cesena ha bat­ tuto la Prolaquense di Macerata per 2 a 0. E' stata una partita molto bella dove ancora una volta la maggiore classe degli emiliani ha potuto emergere sui marchigia­ ni, che comunque hanno offerto una elogiabile combat- j tività mantenuta sempre nei limiti della più spiccata correttezza. La Città dei Ragazzi di Roma è riuscita a battere per 1 a 0 la Virtus Carano di Sessa Aurunca. Anche questa gara è stata equilibratissima e con palese incer tezza per il risultato. Le finali: nella categoria Allievi, i ragazzi di Siracusa sono riusciti vittoriosi per 2 a 0 contro la Vigor di Jesi, il titolo in favore dei siracusani devesi considerare me­ ritato e nell’elogio dobbiamo accomunare la Vigor, i cui ragazzi hanno offerto una stupenda prova per impegno e decisione fino allo scadere della gara. Nel mentre i siracusani, pur meritatamente vittoriosi, sono stati for­ se attanagliati dall’emozione che non ha loro consentito di ripetere le magnifiche gare svolte in precedenza.


Nella categoria Juniores la vittoria è andata alla Victor di Cesena che ha nettamente battuto la Città dei Ragazzi di Roma per 6 a 0. Indubbiamente la Victor ha presentato una compagnie che ha destato l'ammirazio­ ne, sia sotto un profilo tecnico che agonistico. Trattasi di una squadra di alto rilievo che potrebbe partecipare con probabilità di successo anche nelle categorie fe derali. La Città dei Ragazzi di fronte ad una squadra di così alto pregio non ha mancato di impegnarsi con elo­ giabile bravura ma la differenza dei valori nei confronti degli avversari non ha potuto consentire ai ragazzi di Roma un risultato migliore. Sappiamo che sussiste un reclamo nei riguardi della Victor e vogliamo augurarci che non vi siano ombre sulla legittimità di una vittoria tanto vistosamente apparsa meritata sui campi di giuoco. Nel complesso possiamo affermare che il livello tecnico delle squadre partecipanti della categoria Allie­ vi può considerarsi eccellente sotto tutti gli aspetti. Nel mentre nella categoria Juniores non sempre il livello tecnico ha assunto proporzioni di un certo rilievo, fatta eccezione per la Victor di Cesena. Un particolare elogio desideriamo indirizzare agli arbitri del C.S.I. che hanno diretto le difficili gare con

il massimo impegno e con apprezzabile serenità. Ne trascriviamo l'elenco: Giuliano Goggio di Torino, Fran­ co Tiberio di Rovigo, Mario Rossoni di Bergamo, Lino Forni di Genova, Alberto Renassi di Modena, Mario Giu­ gni di Firenze, Silvio De Bellis di Roma, Carmine Maione di Napoli, Matteo De Benedictis di Bari, Settimo Puc­ cio di Palermo, Mario Cocco di Cagliari. Vada ad essi il nostro sentito ringraziamento e con la circostanza ci è gradito inviare saluti augurali a tutti gli arbitri del Centro Sportivo Italiano. La conclusione della settimana del C.S.I. ha vedu­ to la partecipazione del Presidente Nazionale Notario, del V. Presidente Natalizia, del Consigliere Nazionale Puccetti e del Presidente Regionale toscano Grassi. Non si tratta di una formalità rivolgere particolare ringraziamento alle Autorità locali, al Sindaco, all'Assessore allo Sport, al Comm. Magnani che è stato il fulcro dell’organizzazione nel suo complesso. La signorile ospitalità di Montecatini Terme è ri­ masta impressa nei Dirigenti e in tutti gli atleti del Centro Sportivo Italiano. Nella cerimonia di chiusura è stato formulato l’augurio che circostanze avvenire con­ sentano agli atleti del C.S.I. di ritornare nella bellissima città termale.

Generoso Dattilo

Nella pagina accanto: premiazione della Victor Cesena, prima classificata juniores. A lato: l'Interciana di Siracusa, campione allievi; la seconda allievi, Vigor di Jesi; la seconda juniores, Città dei Ragazzi di Roma.

I RISULTATI DEL CAMPIONATO DI CALCIO CATEGORIA ALLIEVI Ottavi di finale Dio e Patria (Acquaviva delle Fonti - Bari) - Vigor (Jesi) 1-1 (vince Vigor per sorteggio). Zoli (Pontedera) - Juventina Bardolino (Verona) non disputata per irregolarità di tesseramento deirU.S. Zoli. Fulgor Vimodrone (Milano) - Interciana (Siracusa) 0-3. Don Bosco (Oristano) - Pro Folgore (Genova) 0-1. Semifinali

Vigor (Jesi) - Juventina Bardolino (Verona) 2-1 (dopo i tempi supplementari). Interciana (Siracusa) - Folgore (Genova) 4-0.

Finale Vigor (Jesi) - Interciana (Siracusa) 0-2.

CATEGORIA JUNIORES Ottavi di finale Madonna del Grappa (Firenze) - Pro Laquense (Mace­ rata) 0-0 (vince Pro Laquense per sorteggio). Victor (Cesena) - Tindarys (Patti) 5-0. Virtus Carano (Sessa Aurunca) - Olimpie (Mondovì) 2-0. Enaoli (Trieste) - Città dei Ragazzi (Roma) 0-1 (dopo i tempi supplementari).

:

Semifinale Pro Laquense (Macerata) - Victor (Cesena) 0-2. Victor Carano (Sessa Aurunca) - Città dei Ragazzi (Ro­ ma) 0-1.

Finale

Victor (Cesena) - Città dei Ragazzi (Roma) 6-0.

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Ogni gruppo è sottoposto a pressioni esterne. Il gruppo sportivo subisce anch’esso, inevitabilmente, queste pressioni che possono essere dirette o indirette. Conoscerle è fondamentale per chi voglia animare dal di dentro la vita di una società sportiva che permetta agli atleti l’affermazione e lo sviluppo della propria personalità.

LA SOCIEW BINA E LE II Ifflffl CON L'AMBOTE Sili Se una persona qualsiasi scen­ desse in uno spogliatoio pochi mi­ nuti prima di una partita e assi­ stesse alla riunione di una delle squadre mentre sta « ripassando » con l’allenatore la tattica da adot­ tare nel corso della gara ormai imminente, con tutta probabilità ne potrebbe avere un’impressione totalmente sbagliata. Infatti, osservando quella riunio­ ne potrebbe arrivare alla conclu­ sione che quella squadra è un grup­ po in cui non esiste democrazia e in cui non v'è possibilità di par­ tecipazione; si tratterebbe, secon­ do questo osservatore, di un grup­ po diretto dall’alto, e in cui non esi­ stono relazioni tra i componenti la squadra, ma solo relazioni dei membri con un vertice che, in que­ sto caso, sarebbe l’allenatore. Un giudizio che questa persona sarebbe costretto a cambiare radi­ calmente un paio d’ore dopo,a gara finita, osservando come gli atleti e l'allenatore si comportano, agi­ scono e parlano tra di loro. In quel momento, infatti, egli potrebbe os­ servare come le relazioni sono mul­ tiple: gli atleti discutono tra di lo­ ro e con l’allenatore sulla gara con­ clusa, sul risultato, sugli errori e sulle prodezze che i singoli e la squadra tutta hanno compiuto. In quel momento, lo stesso osserva­ tore, arriverebbe a dire che si trat­ ta di un gruppo assolutamente in­ formale, in cui non esistono ruoli così importanti da accentrare su di sé l’attenzione di tutti contem-

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poraneamente. Egli potrebbe addi­ rittura arrivare a pensare che si tratta di un gruppo « anarchico ».

Questo esempio può essere uti­ le per capire come non è possibile arrivare a conoscere un gruppo e a capire il tipo di meccanismi psi­ cologici che gli danno vita, serven­ dosi solo di impressioni. La dinamica della vita di gruppo, infatti, ci insegna che l’osservato­ re o l'animatore della vita di gruppo

deve avere costantemente presen­ ti, tra l’altro, sia l'ambiente natu­ rale o materiale, sia l'ambiente so­ ciale e storico in cui il gruppo si trova a vivere, sia anche la pressio­ ne che questo ambiente arriva a esercitare sul gruppo stesso attra­ verso quei gruppi, grandi o piccoli che siano, che ormai comunemente vengono chiamati « gruppi di pres­ sione ». Ossia, la dinamica della vita di gruppo chiede che, per arrivare a una conoscenza profonda del grup­ po e della sua vita (mutamenti,


tensioni, dissidi, tipi di relazioni ecc.) si tenga conto del tipo di re­ lazioni che intercorrono tra il grup­ po stesso e ciò che lo circonda. Anzitutto occorre tener conto dell’ambiente circostante naturale o materiale. Anzitutto non perché sia il fattore più importante e de­ terminante, ma perché, soprattut­ to quando l’animatore è nato e vis­ suto nel medesimo ambiente in cui è sorto il gruppo, tende a conside­ rare quest’ambiente come fatto normale, naturale, quotidiano e, quindi, a tenerlo scarsamente pre­ sente nella sua riflessione. Al contrario, il fatto che il grup po appartenga a un ambiente rura­ le, o di paese, o di città, costitui­ sce un fatto che ha un peso e un rilievo non indifferenti sul tipo di relazioni che intercorrono tra i membri del gruppo e tra il gruppo stesso e l’ambiente che lo circonda. Pare evidente, infatti, che dei giovani di paese che formano un gruppo posseggono già in parten­ za una reciproca conoscenza, reci­ proci legami d'affetto o di avver­ sione, proprio a causa del tipo di ambiente in cui vivono. Mentre un gruppo di giovani di un quartiere urbano danno inizio alla loro vita in comune partendo da basi di re­ ciproca conoscenza assai diverse.

Così, considerando l'ambiente, circostante, occorrerà tener conto

di ogni suo possibile aspetto: dall’ alimentazione al lavoro, dai carat­ teri socio-economici ai diversi modi di concepire la vita e l'esi­ stenza; nonché del tipo di ambien­ te in cui il gruppo vive: dal tipo di sede al tipo di attrezzature in esso contenute ecc. Tutti questi elementi sono di ri­ lievo e influenzano direttamente la vita del gruppo e la sua storia. E ciò sia che il gruppo tenda a pro­ cedere in modo da integrare i suoi componenti alle lìnee del contesto che lo circonda, sia che il gruppo tenda a essere un fatto di « contestazione » rispetto all'ambiente stesso. Nel primo caso, infatti, il gruppo favorirà tutte le tendenze latenti nei suoi componenti che sono in sintonia con le idee generali della società circostante e tenderà a marginalizzare al suo interno colo­ ro che propongono innovazioni o che presentano idee diverse; ne! secondo caso, al contrario, il grup­ po tenderà naturalmente a margi­ nalizzare ogni comportamento con­ formista e valorizzerà un comples­ so di valori che non è in sintonia con la società circostante. E nell’ uno o nell'altro caso, evidentemen­ te, le relazioni tra i membri del gruppo, i leader naturali che si esprimeranno, i valori che verran­ no sottolineati saranno di tipo ra­ dicalmente diverso. Così come di­ verso sarà il tipo di solidarietà che si formerà all’interno del gruppo favorendo o meno il suo sviluppo

e il modellarsi delle personalità dei singoli. Inoltre l’animatore di gruppo do­ vrà tener conto di quelli che sono i « gruppi di pressione » che, ap­ partenendo all’ambiente esterno al gruppo, ne influenzano direttamente o indirettamente la vita o I’ attività, costringendolo ad adottare schemi e princìpi di ordine morale e pratico.

Per capirci meglio, vediamo nel­ l’ambito di una società sportiva, l'opera che questi gruppi di pres­ sione (che influiscono direttamen­ te o indirettamente) possono eser­ citare nella sua vita e sui tipi di re­ lazioni tra i suoi membri. La pressione diretta esterna può essere esercitata, per esempio, da un « mecenate », da uno di quei molti piccoli industriali che finan­ ziano per generosità, prestigio o megalomania, una piccola società di dilettanti. Se si riunisce l’assemblea della società ed è presente questo finan­ ziatore, trasparirà chiaramente che l'assemblea è condizionata diret­ tamente dalla sua presenza. Le idee, le proposte, la dinamica stes­ sa della riunione ne verrà falsata. La « filosofia » del « mecenate », infatti, influenzerà ogni tipo di de­ cisione spingendo i componenti del gruppo ad adottare delle soluzioni ai propri problemi probabilmente molto diverse da quelle che avreb-

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be adottato se egli non fosse stato presente. La pressione indiretta esterna si ha, per esempio, nel corso di un Congresso provinciale o nazionale delle società. In questo caso il de­ legato al Congresso può avere una libertà di manovra (di approvazio­ ne o di disapprovazione) limitata dalle decisioni che il proprio grup­ po di base ha adottato in ordine ai problemi discussi nel corso del Congresso stesso. In questo caso, infatti, il delegato è così vincolato da queste decisioni che gli è pra­ ticamente impossibile elaborare con gli altri delegati una nuova idea. L'assemblea si presenta dun­ que sterile, incapace di dar vita a decisioni nuove, a elaborare nuovi progetti. Ora, le pressioni esterne, siano essere dirette o indirette, non fan­ no altro che influenzare la riunio­ ne di gruppo creando al suo inter­ no delle tensioni, delle reazioni, delle posizioni che non esistereb­ bero se mancasse questa pressio­ ne. E. in genere, le pressioni eser­ citano un influsso negativo sulla vita del gruppo in quanto ne dimi­ nuiscono la capacità di ricerca, la libertà creativa, così che tutti i ti­ pi di partecipazione possibile ne restano marchiati e influenzati a priori. E’ quindi da scartare l’idea che una pressione esterna diretta sia valida solo perché accelera le de­ liberazioni e, come si sul dire, « non ci si perde in chiacchiere ».

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Questo è dimostrato dal fatto che in queste riunioni non è infrequen­ te che le tensioni create artificial­ mente esplodano poi in dissensi clamorosi tali da arrivare a provo­ care anche il dissolversi del grup­ po stesso. Così come nel caso della pres­ sione indiretta si vengano a verifi­ care delle situazioni diverse a se­ conda che questa pressione modifi­ chi l’atteggiamento di tutti o di al­ cuni soltanto. In entrambi i casi il gruppo arriva alla « paralisi ». Non riesce a procedere oltre, a prende­ re decisioni, a risolvere i propri problemi. E allora o si verifica una specie di « guerra » tra i compo­ nenti per cui ciascuno combatte tutti gli altri essendo a sua volta combattuto (e qui si può verificare la disintegrazione del gruppo stesso), oppure (nel caso che si modifichi l'atteggiamento di uno soltanto o di pochi), tutto il resto del gruppo lavorerà accanitamen­ te per espellere da sé coloro che considera devianti o comunque li marginalizzerà rendendoli impo­ tenti a operare, a cooperare e a far valere le proprie opinioni.

Questa semplice nota dovrebbe riuscire a far capire a ogni tipo di animatore che tutto il « sistema esterno » al gruppo è di grande e delicata importanza per la vita e lo sviluppo (o la distruzione) del gruppo stesso.

Pertanto resta valido il principio fissato dal Muchielli relativamen­ te a questo problema, e precisamente che la comprensione della dinamica della vita di gruppo non può essere completa senza porre un'attenzione speciale alla situa­ zione globale nella quale il gruppo si trova, cioè al suo ambiente cir­ costante e alle sue condizioni esterne di esistenza. Questo, peraltro esige, da una parte che il gruppo venga conside rato come un tutto compatto, come un’unità organica vivente e operante in un certo ambiente; dall'al­ tra parte, che si arrivi a compren­ dere la situazione non nelle sue ca­ ratteristiche apparenti (che sono sempre illusorie, come s’è cerca­ to di mostrare nell'esempio ini­ ziale), ma nei suoi significati a li­ vello della vita del gruppo.

Paolo Andreoli Il nostro discorso sulla dinamica della vita di gruppo si è sviluppato finora at­ traverso i seguenti interventi: n. 1/1971 « Viaggio all’interno di un gruppo sporti­ vo comunitario »; n. 2 « Le leggi non scritte della società sportiva »; n. 3 « Che significa dinamica di gruppo»; n. 5 «I due volti dell'io: la personalità e il per­ sonaggio ».


Nel numero precedente, il prof. Russo aveva introdotto il tema della pratica sportiva dei giovanissimi. Egli sviluppa ora quelle premesse trattando specificamente dell’atletica leggera.

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NELL! PRIME EIA' SCOLARI L'atletica leggera è considerata giustamente lo sport di base e quindi il mezzo più adatto per iniziare i giovanissimi alle attività fisiche più semplici e istin­ tive. In effetti la preparazione atletica razionale mira a costituire alcune specifiche capacità motorie che pos­ sono utilmente affiancare, completandole, quelle che vengono create dall'educazione fisica scolastica. A cominciare dalla prima classe della scuola media inferiore (11 anni circa)) possono essere introdotti nei programmi di lezione gli elementi fondamentali dei ge­ sti atletici più naturali, quali il marciare, il correre, il superare ostacoli, il saltare, il lanciare. A questo primo livello l'insegnante dovrà limitarsi a guidare l’esecuzione spontanea dei movimenti, correg­ gendo gli errori più grossolani ma incoraggiando tutta­ via l'allievo a trovare la sua naturale coordinazione a seconda della particolare struttura fisica individuale. Dai 10 sino ai 14 anni i ragazzi posseggono ancora l'agilità ed il dono dell'imitazione e dispongono inoltre di un grande potenziale organico. Basterà adattare la misura del lavoro alle varie età, iniziando gli allievi di ambo i sessi ai «movimenti giu­ sti» dei principali esercizi atletici, seguendo il concetto della globalità dell'insegnamento ed evitando la specia­ lizzazione precoce. Si passerà così - con attenta gradualità - ad una vera e propria impostazione atletica, ricorrendo tutta­ via alle forme di attività fisiche più varie, agli attrezzi più diversi, ai giochi presportivi, in altri termini, facen­ do svolgere agli allievi un lavoro generale che interessi diverta e crei al tempo stesso le coordinazioni e le ca­ pacità motorie più importanti.

Criteri della formazione atletica giovanile

Se i bambini hanno svolto un programma razionale di educazione fisica nella scuola elementare (la man-

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La resistenza organica nei bambini

La possibilità di resistenza dei bambini dei due sessi sono maggiori di quanto non si pensi. Citiamo dei « casi limite », che resteranno l'incre­ dibile, e che non consigliamo, naturalmente, di appli­ care in pratica con i nostri ragazzi.

1) La Rivista U.S.A., Amateur Athlete del dicem­ bre 1970, porta la fotografia di un piccolo corridore, un bambino di 7 anni, Gene Merkin, figlio di un medico già corridore di maratona. Questo bambino cominciò a correre a quattro anni e mezzo, per superare i postumi di un incidente auto mobilistico in cui aveva subito lesioni alle gambe; si è quasi appassionato alla corsa e l’ha scelta, senza aver mai subito costrinzioni di sorta, come hobby preferito. A7 anni Gene Merkin ha corso il miglio (mt. 1.609). in una prova svolta presso l'università di Georgetown, nel tempo stupefacente, per la sua età, di 5'7”, pari circa a 3’50" il chilometro di passaggio! Questo bambino prodigio è un bravo ed attento studente e considera... una grave punizione il fatto che gli venga proibito di correre!

canza di un'attività psico-motoria nell'età infantile rap­ presenta la più grave lacuna della scuola primaria ita­ liana), essi hanno fatto un grosso passo in avanti sulla strada dello sviluppo armonico ed equilibrato del loro corpo. Sino ai 10-12 anni si può notare nei bambini sani e normali poca differenza della forza e della resistenza fra i due sessi, soprattutto della resistenza organica. E' l'età della formazione respiratoria e al tempo stesso l'età in cui può essere sviluppato un cuore sano e robusto. A quest'ultimo scopo bisogna porre in rilievo che il lavoro fisico più adatto ai bambini è quello basato sui ritmi lenti di marcia e di corsa, protratti nel tempo ed alternati con altri tipi di attività quali gli esercizi a carico naturale o con piccoli attrezzi, gli esercizi di mobilità articolare e di coordinazione generale, i giochi collettivi, gli esercizi respiratori. Non a caso l'istinto porta i bambini dai 6 ai 10 anni a compiere il cosiddetto « piccolo trotto », quindi a fer­ marsi ogni volta che gli scatti o le azioni di corsa sono stati concentrati nel tempo esecutivo. Esiste un mezzo magnifico per controllare gli allie­ vi in materia così delicata: il ritmo pulsatorio che non deve superare il doppio del numero dei battiti a riposo. Dai 10 ai 14 anni, quindi, sono validi tutti gli eser­ cizi atletici che non richiedano eccessivi impegni anaerobici, e specialmente quelli rivolti a creare la resisten­ za organica mediante lavoro aerobico tipo « steady sta­ te », in cui esiste, cioè, un equilibrio fra ossigeno as­ sunto mediante la respirazione. In altre parole, la natura ci suggerisce di creare gradualmente nei bambini dei due sessi un motore po­ tente, e cioè validi apparati cardio-vascolare e respira­ torio; solo in un secondo tempo, dopo i 16 anni circa, si penserà a costruire una forte carrozzeria mediante esercizi diretti a sviluppare la muscolatura, e cioè dopo che le strutture portanti (lo scheletro) si sono con­ solidate.

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Gene Merkin

2) La rivista della Germania Ovest, LeichtathIetik nel n. 20 del 18 maggio u.s. riporta la foto di una bam­ bina, Carolyn Me Donald, mentre corre insieme a Donna Gookin di 34 anni... una maratona (Km. 42,195) in Sud California. Questa ragazzina ha compiuto il percorso nel teni po incredibile di ore 3,37 minuti e 4 secondi! Si tratta, lo si ripete, di casi limite, ma da tali esempi (ed altri ancora potrebbero essere citati) si de duce che i bambini di ambo i sessi sono naturalmente portati verso un lavoro di resistenza più che verso un lavoro che richieda velocità e forza.


Carolyn Me Donald

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D’altra parte, nella Germania Ovest, un gruppo d; insegnanti e di fisiologi ha sperimentato su un gran nu­ mero di scolari di circa 12 anni una preparazione fisica basata soprattutto su corsa giocosa protratta nel tempo a ritmi piuttosto lenti. Al termine di un relativamente lungo periodo di allenamento sono stati fatti dei « test » con risultati straordinari dal lato atletico e fisiologico; d’altronde i proff. Nocker e Bohlan hanno trovato, con un carico costante della bicicletta ergometro, un’assunzione di ossigeno nei bambini di 10 anni quasi identica a quella dei diciottenni sottoposti allo stesso carico! Per sintetizzare l’argomento, sono questi i dati che bisogna tenere presenti nella compilazione dei pro­ grammi delle attività fisiche dei giovanissimi. Molti insegnanti penseranno che ciò rappresenta un capolavoro delle idee acquisite in questo campo, secondo le quali le corse veloci sono più adatte ai bam­ bini ed ai ragazzi delle corse di lunga lena. Si può al proposito replicare che la pratica delie corse veloci è la più comune perché la più facile da im­ provvisare e quindi la più pericolosa. Il cuore dei bambini dai 10 ai 12 anni costretti a prove di velocità, soprattutto su distanze superiori ai 60 metri, va presto « fuori giri ». Se poi la preparazione, come spesso avviene, è nulla, se i piccoli atleti non sono stati sottoposti a visita medica preventiva, si può andare incontro a dolorose sorprese, non limitate allo scarso rendimento sul pia­ no sportivo. A tutto ciò si possono aggiungere i guai muscolari e tendinei, frequenti nelle prove di velocità e di scatto. Questo discorso non viene fatto perché siano abo­ lite le corse di velocità per i giovanissimi; si vuole sol­ tanto far capire che la preparazione specifica per le corse veloci deve essere preceduta per tutte le età da un buon periodo di allenamento su corsa lunga a ritmi blandi, in modo che il cuore possa rafforzarsi e quindi meglio rispondere, in un secondo tempo, alle richieste di lavoro intenso e concentrato.

Una cosa è certa: fra una prova e l’altra di corsa veloce il recupero deve essere pressoché totale e cioè il cuore deve tornare al numero dei battiti pari a quello preso allo stato di riposo. E non si dimentichi, infine, l’importanza di un « riscaldamento » preventivo, da eseguire prima di una seduta preparatoria o di una gara. Si può obbiettare che anche nel caso di prove agonistiche improvvisate su lunghe distanze, quali le corse campestri o le gare su pista dei 1.000 metri fem­ minili e dei 2.000 metri maschili (categoria ragazzi e ragazze), si può sollecitare indebitamente l’organismo; ma il rischio è sempre meno grave perché i piccoli atleti tendono per istinto a rallentare o addirittura a fermarsi quando si accorgono che la stanchezza è ecces­ siva, che mancano il fiato e le forze, che il traguardo è ancora lontano. Altrettanto non può dirsi che accada nelle corse veloci! Data la brevità del percorso, i bambini si im­ pegnano a! massimo e cercano di raggiugere il tra­ guardo ad ogni costo. Da quanto esposto si ha la conferma della razio­ nalità dei principi basilari della formazione atletica, che se sono validi per i campioni, altrettanto bene si adattano nelle linee fondamentali ai bambini di ambo i sessi a partire dal decimo anno di età.

Sono tre le grandi fasi della preparazione, da svol­ gere in ogni anno. L’enunciazione sarà piuttosto generica, poiché bi­ sognerebbe programmare un lavoro ben determinato per ogni anno di età, od al massimo per ogni biennio, ad esempio per gli anni 10-11 e gli anni 12-13. Tuttavia, lo schema seguente può dare utili indi­ cazioni ai fini dell’impostazione del lavoro per allievi ed allieve dai 10 ai 13 anni, pur tenendo presente il fatto che le femmine hanno uno sviluppo fisico precoce rispetto ai maschi di pari età. Il ciclo (che dovrebbe essere programmato per almeno quattro anni) ha sempre inizio con l’anno sco­ lastico e continua negli anni successivi, con breve in­ terruzione (massimo un mese).

l Fase: periodo autunno - inverno (da ottobre a gennaio) © Tre sedute settimanali di circa 75’ ciascuna minimo 60’)

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Due sedute di; — condizionamento generale basato su mar­ cia e corsa alternate a ritmi leggeri, par­ tendo da 15’ iniziali di corsa continua (con il progredire degli allenamenti), senza che il ritmo pulsatorio superi il doppio del nu­ mero dei battiti a riposo. Possibilmente su terreno vario, che distolga dalla mono­ tonia, da eseguire per gruppi di alunni di pari capacità. — Giochi sportivi. — Al termine, esercizi vari, esercizi respira­ tori, gioco sportivo.

Effetti: miglioramento degli apparati cardio-va­ scolare e respiratorio; maggiore resistenza organica generale; maggiore efficienza degli arti inferiori.

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Il Fase: periodo inverno-primavera (da febbraio ad aprile) • Tre sedute settimanali di circa 75’ ciascuna (minimo 60’).

•

•

Due sedute di: — condizionamento generale su distanze di corsa e di marcia più lunghe e con varia­ zioni di ritmo, da eseguire possibilmente sui percorsi più diversi, con salite e disce­ se e tratti pianeggianti. Il numero dei bat­ titi cardiaci deve superare di poco il dop­ pio dei battiti a riposo. Inserire, di volta in volta, delle accelera­ zioni, seguite da adeguato recupero. — Giochi sportivi ed esercizi respiratori.

•

Una seduta di: — preparazione fisica generale con maggio­ re impegno sugli esercizi a carico natu­ rale e sugli esercizi atletici basilari (pre­ atletici specifici e didattici); — in aprile far eseguire qualche « test », in preparazione a piccole prove agonistiche, specie dagli alunni dai 12 anni in sù; — giochi sportivi, lavoro a circuito, usando gli opportuni attrezzi; — cura particolare del riscaldamento e de­ gli esercizi defaticanti, degli esercizi di mobilità articolare e di allungamento mu­ scolare.

Una seduta di:

— preparazione fisica generale basata su esercizi a corpo libero ed a carico naturale interessanti gli arti superiori ed inferiori, ed il tronco, con particolare cura degli esercizi antiparamorfici, e cioè di quelli atti ad evitare la curvatura del dorso (cifosi), le scapole alate, le deviazioni laterali del­ la colonna vertebrale (scoliosi), i piedi piatti;

— esercizi di mobilità articolare e di allun­ gamento muscolare; esercizi respiratori; — avviamento ai principali esercizi atletici, adatti all’età; cioè: corsa di velocità su brevi tratti, partenze, staffette, corsa con ostacoli, salti in lungo e in alto, lanci del pallone medicinale leggero tipo peso, del­ la palla vibrata leggera tipo disco e tipo giavellotto;

III Fase: periodo primavera-estate (da maggio a settembre) • Tre sedute settimanali di circa 75' ciascuna (minimo 60').

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Due sedute di: — Corsa (o marcia) di ritmo medio, con va­ riazioni di impegno; qualche accelerazio­ ne o qualche allungo su 100-150; — gioco sportivo, esercizi respiratori.

•

Una seduta di: — preparazione fisica generale e preatleti­ smo specifico; lavoro a circuito con at­ trezzi vari, qualche esercizio atletico ab­ binato (velocità-lungo; alto-ostacoli ecc.).

•

Una seduta di: — previo riscaldamento particolarmente ac­ curato, preparazione su più esercizi atle­ tici analoghi, o su taluno specifico, in vi­ sta di prove agonistiche.

— cura dei sistemi di riscaldamento e di av­ viamento prima che sia iniziato il lavoro principale;

— insegnamento degli esercizi di decontra­ zione, rilassamento, automassaggio.

Nota bene. Bisogna evitare che gli esercizi atle­ tici siano eseguiti in modo unilaterale; bisogna cioè:

— superare gli ostacoli alternando le gambe di stacco;

Nota bene. Nella HI fase sarebbe opportuno ag­ giungere un'altra seduta settimanale di prepa­ razione atletica specifica.

—saltare in alto e in lungo usando lo stacco pari, da fermi; con rincorsa, alternare il piede di stacco;

Le prove agonistiche atletiche, specialmente quelle che richiedono i maggiori impegni musco­ lari od organici, devono essere accuratamente preparate. Devono essere riservate, in partico­ lare. ai ragazzi di almeno 13 anni ed alle ragazze di almeno 12 anni.

— lanciare usando le due braccia, oppure lanciare tipo peso, disco e giavellotto alternan­ do il braccio di lancio.

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E' interessante conoscere come viene organizzato il lavoro atletico preparatorio nella Germania Ovest. Pubblichiamo una tabella di attività riservate agli allie­ vi dai 10 ai 14 anni, oltre l’orario normale delle lezioni di educazione fisica scolastica.

Età e categoria

sport ed allenamento extra-scolastico

10-12 anni (scolari B)

Varietà generale di allenamento, va­ rietà generale e specifica agonistica, 1-2 allenamenti settim. di 60 minuti

13-14 anni (scolari B)

Varietà generale e specifica di alle­ namento, varietà generale e specifi­ ca agonistica, 2 alien, sett. di 60 min.

Ripartizione fra attività atletica ed attività specifi­ ca (secondo Drechsel)

Età

Impostaz. fisica gen.

allenam. specif. atl.

da 11 a 12 anni da 13 a 14 anni

50% del tempo tot. 40% del tempo tot.

50% del tempo tot. 60% del tempo tot.

Per quanto rguarda l'età dai 10 ai 12 anni il Thiess dà una ripartizione ancora più minuziosa, e cioè: giochi 27,5%, esercizi con gli attrezzi, 22,5%, atletica legge­ ra 50%. A seconda delle condizioni ambientali, le propor­ zioni possono essere leggermente variate: tuttavia, il rapporto 50: 50 resta la méta da raggiungere, nonché il valore medio da ricavarsi dai diversi periodi dell'alle­ namento annuale.

Come scegliere le specialità cui dedicarsi?

La risposta a tale quesito non è facile anche perché fino ai 14 anni, i ragazzi e le ragazze non devono porsi il problema della specialità atletica cui dedicarsi: in al­ tre parole, i giovanissimi devono svolgere in prevalen­ za una preparazione fisica generale che loro assicuri le qualità di base, e non devono preoccuparsi di cerca­ re una specializzazione precoce, che più di una volta risulta essere rivolta ad un esercizio inadatto. D'altronde, la logica dice che se i ragazzi non pro­ vano tutti, o quasi tutti, gli esercizi atletici, e più volte nel corso del loro sviluppo fisico, non possono certa­ mente capire quali sono le attitudini verso questa o quella specialità atletica, né a maggior ragione, posso­ no capirle l'insegnante od il tecnico di atletica leg­ gera. Ci sono esempi clamorosi di atleti che hanno tro­ vato la strada giusta, dopo aver tentato molte specialità.

Comunque, a titolo esemplicativo, si possono fare i seguenti accostamenti fra gli esercizi che hanno ca­ ratteristiche similari, o richiedono una preparazione analoga (per i ragazzi di ambo i sessi): • velocità - salto in lungo • velocità - corse con ostacoli

• corse con ostacoli - salto in alto • salti in alto - lancio del peso o lancio del disco • salto in lungo - lancio del giavellotto o della palla con manico • mezzofondo: corsa o marcia.

Nel caso dei lanci, è stato fatto un accostamento con i salti, poiché sono esercizi che richiedono scatto e forza nell'impiego degli arti inferiori.

L’attività atletica per le bambine e le ragazze

Nella maggior parte dei casi, se viene rispettata la gradualità degli impegni organici e muscolari in re­ lazione alle età evolutive, non vi sono controindica­ zioni atletiche per le bambine e per le ragazze. Per i lanci occorrerà soltanto limitarsi all'impiego di peso ridotto. E' stato detto già che dai 10 ai 12 anni esiste po­ ca differenza nella forza fisica e nella resistenza or­ ganica fra i due sessi. Anzi, le dodicenni superano sovente i maschietti di par: età sia nelle corse veloci che nei salti o nelle corse di media distanza. Se la preparazione atletica è razionale e ben equi­ librata in tutte le sue componenti, le bambine e le ra­ gazze ne traggono immensi benefici sia dal lato este­ tico, sia da quello della salute. Non si dimentichi che le attività atletiche sono svolte aH’aperto, all’aria li­ bera e, normalmente, negli ambienti più salubri. I corpi diventano più affusolati, più armoniosi, poiché la muscolatura si rafforza allungandosi e pla­ smandosi attorno ai vari segmenti scheletrici, la co­ lonna vertebrale prende un assetto eretto e i piedi, potenzialmente, consentono un portamento equilibrato ed elegante. Se ne avvantaggia anche la mente sia per lo svago che lo sport comporta, sia per la migliore os­ sigenazione del sangue che affluisce al cervello. Le preoccupazioni di tanti genitori circa gli « sforzi eccessivi » cui verrebbero sottoposte le figliole non hanno fondamento, poiché un'attività atletica razio­ nale, cioè su basi scientifiche, può dare nelle età dai 10 ai 13 anni il contributo più importante ai fini dello sviluppo corporeo e della robustezza generale, aiu­ tando a superare nel migliore dei modi la crisi pube­ rale. Gli studi e le ricerche svolte dall’istituto di Medi­ cina dello Sport sugli allievi dei Centri giovanili di Addestramento sportivo del CONI, hanno fornito la più luminosa conferma di quanto viene affermato. La partecipazione alle gare deve rappresentare soltanto un « test » del patrimonio di efficienza moto­ ria che le ragazze hanno saputo costituirsi nel tempo. Tuttavia l’attività agonistica è necessaria sia come sti­ molante obbiettivo dopo tanti mesi di allenamento, sia come elemento formativo di un carattere forte e de­ ciso. Le ragazze impareranno a reagire con fermezza agli « stress » emotivi che le gare comportano. Grazie a questi elementi, le ragazze completano la propria personalità e vengono così preparate ad affron­ tare con animo più sereno e determinato i problemi della vita.

Giuseppe Russo 21


Le Federazione Italiana di Pallacanestro ha solennemente celebrato i suoi cinquant’anni di vita. Nel corso delle va­ rie manifestazioni in programma sono state rievocate le più significative vicende di questo sport che ha visto negli ultimi anni un successo sbalorditivo, conquistando in particolare la simpatia dei giovani e dei giovanissimi. Questo nostro breve intervento vuoi sottolineare la nostra adesione alla Federazione con cui abbiamo strettamente col­ laborato e il nostro augurio per un successo ancora maggiore nel futuro.

IL CSI E LA FIP UNA COLLABORAZIONE DA POTENZIARE La Federazione Italiana Pallacanestro ha compiu­ to 50 anni. La storia di questa Federazione la quale, dopo la FIGC, ha la maggiore incidenza sulla passio­ ne degli sportivi italiani, è ricca di momenti luminosi, ma anche di grosse delusioni. Condizionata dalla preoccupazione di affermazio­ ni in campo internazionale e dalla impossibilità di una selezione su grandi masse di praticanti, il basket ita­ liano non ha avuto vita facile ed anche oggi — periodo di boom — le cose non vanno ancora nel migliore dei modi. Uno dei momenti luminosi che riteniamo di mag­ giore interesse è l’assunzione e l’impegno organizzati­ vo dei centri mini basket. Forse con un certo ritardo rispetto per esempio alla Francia, e grazie all’impegno di una grossa industria, anche in Italia si è finalmente capito che la vita di una disciplina sportiva dipende non tanto dalla pubblicità che può venirle daH’importazione di grossi nomi del cestismo oltre atlantico, ma dalla ca­ pacità di avvicinare all’attività stessa le più vaste mas­ se possibili di giovanissimi. Creare una scuola che sia capace di recepire la psicologia dei giovani italiani e, di conseguenza, trovare i sistemi pedagogici idonei a dare ai nostri centri giovanili un metodo nuovo e no­ stro, è la condizione indispensabile perché si possa avere effettivamente il boom del cestismo italiano. E’ dalla collaborazione che deve esistere tra FIP ed enti di promozione sportiva che può svilupparsi la pratica del basket.

In questo campo il C.S.L non ha mancato di dare il proprio incondizionato appoggio. Basti pensare agli anni di « Ju-Sport » e delle « Olimpiadi Vitt » per avere un’idea di come la nostra costante preoccupazione sia sempre stata quella della più vasta propaganda delle principali discipline sportive tra le quali la pallacane­ stro. Attualmente l’attività ragazzi, subentrata alle pre­ cedenti formule, continua le tradizioni del passato e vie­ ne costantemente incrementata sia attraverso i centri mini basket sia attraverso particolari accorgimenti or­ ganizzativi che la pongono come principale e fondamen­ tale impegno di tutti i nostri organi periferici. Dobbiamo dare atto che da parte della FIP vi è stata sempre la massima collaborazione, ma riteniamo che sia ormai giunto il momento di fare un ulteriore passo avanti e cioè trovare il modo di studiare assieme ed attuare assieme nuove formule che, lungi dal creare nei ragazzi il senso del campionismo, li ponga nella mi­ gliore condizione possibile per prepararsi a svolgere l'attività cestistica. Perché ciò possa avvenire è altresì necessario po­ ter disporre di qualificati istruttori provenienti da una scuola impostata non solo al tecnicismo. Saranno certamente anni di faticoso lavoro, ma riteniamo valga la pena di affrontarli se vogliamo che anche in Italia la pallacanestro abbia effettivamente il proprio boom e ci si possa svincolare da tutti i condi­ zionamenti che ora sussistono. Lorenzo Borghi

William Jones, Segretario Generale della FIBA premia Carlo Cerioni ex-azzurro e attualmente istruttore federale della FIP. Accanto a Jones, il presidente della Federazione, avv. Claudio Coccia.

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PALLAVOLO - PALLACANESTRO E IRE FINALI NAZIONALI DELLA FARI

il doppio dalla coppia Paris-Trani di Trieste. Queste le classifiche finali:

Singolo campionato 1. D'Aniello Immacolata (Salerno), 2. Lodi Rizzini Pao­ la .Verona), 3. Tram' Marinuccia (Trieste). 4. De Loren­ zi Manuela (Vicenza), 5. Bennati Francesca (Reggio Emilia), 6. Castellani Nidia (Verona). Doppio campionato

1. Paris-Trani (Trieste), 2. Reggio-Monopoli (Geno­ va), 3. D’Aniello-Scafuri (Salerno), 4. Breviglieri-De Ni colò (Verona). Nel trofeo, al primo posto nel singolo Franca Frigerio di Bergamo; nel doppio la coppia Colautti-Colautti di Trieste.

Queste le classifiche finali:

Singolo trofeo 1. Frigerio Franca (Bergamo), 2. Colautti Donatella (Trieste), 3. Bedocchi Giovanna (Reggio Emilia), 4. Gal­ letto Donatella (Vicenza), 5. Di Lascio Ernesta (Sa­ lerno) .

Doppio trofeo

Dal 29 maggio al 2 giugno, Pesaro ha ospitato le finali dei campionati nazionali di pallavolo, pallacane stro e tennistavolo della FARI, nelle due categorie di campionato (14-18 anni) e di Trofeo (19 anni in su). Nove le squadre finaliste nella pallavolo (6 di campionato e 3 di trofeo), giunte in finale attraverso le fasi provinciali, pre-interregionali e interregionali che hanno visto la partecipazione di oltre 300 squadre. Ha vinto il titolo di campione nazionale 1971 la Vignoni di Brescia. Seguono: 2. D.PO. di Milano, 3. Fi­ lippini di Frascati, 4. Sommano di Vicenza, 5. Adi Ma­ rassi di Genova, 6. Juvenilia di Cagliari. Nel Trofeo, vittoria della Virtus di Ravenna, segui­ ta da: 2. Virtus Monselice di Padova, 3. Zannoni di Faenza. Nella pallacanestro, otto finaliste (4 nel campio­ nato e 4 nel trofeo), giunte in finale su circa 150 squa­ dre partecipanti al campionato nelle varie fasi. Il titolo di campione nazionale è stato vinto dalla Soc. Azzurre di Gorizia, seguita da: 2. Edelwaiss di Bergamo, 3. Virtus di Cagliari, 4. Porcari di Lucca. Il Trofeo è stato vinto dal Basket Brescia, seguito da: 2. Venezuela di Roma, 3. Pentagono di Milano, 4. Mercedes di Roma. Nel Tennistavolo, 13 ì Comitati partecipanti al cam­ pionato: Molfetta, Palermo, Verona, Cuneo, Vicenza, Biella, Reggio Emilia, Bergamo, Conversano. Genova, Trieste, Salerno, Cagliari, e 10 al Trofeo: Palermo, Ve­ rona, Vicenza, Biella, Reggio Emilia, Bergamo, Conver­ sano, Trieste, Salerno, Cagliari. Il titolo di campione nazionale 1971 è stato vinto, per il singolo da immacolata D’Aniello di Salerno; per

1. Colautti-Colautti (Trieste), 2. Bedocchi-Burani (Reg­ gio Emilia), 3. Testa-Grumelli (Bergamo).

Qui sopra: una fase dell'incontro di pallacanestro tra Mercedes Roma e Basket Brescia. In alto, la vice presidente nazionale della FARI, Chiara Terzani, consegna il trofeo alla capitana della Virtus Ravenna.

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■■ sai e a cura di PAOLO ANDREOLI e GIULIO MARTINUCCI

ij LA TRAGEDIA DEL DENGALA E' LONTANA M» I

Scrivere di un dramma che ha colpito milioni di uomini a migliaia di chilometri di distanza dalle nostre case e dai nostri problemi rischia sempre l’accusa di moralismo. Ma ciò che avviene da due mesi nel lontano Bengala — della cui esistenza molti di noi sanno solo per avventurosi ricordi salgariani — non può continuare a rimanere, al massimo, semplice notizia di cronaca. Il colera si è affacciato in proporzioni apocalittiche sulle frontiere tra India e Pakistan e sta dilagando verso i grandi concentramenti umani: Calcutta che ha nove milioni di abitanti, è ormai raggiunta. Sono i profughi pakistani a portarla nella terra che, paradossalmente, li aiuta a rifugiarsi e li salva. La tragedia è iniziata su un altro piano, al limite della ferocia più assurda. Sino al 25 marzo di quest'anno vivevano nel Pakistan dieci milioni di indù e musulmani bengalesi. Sostenitori quasi tutti dell’unità del Bengala — oggi smembrato, appunto tra India ie Pakistan — essi avevano votato alle ultime elezioni per l'uomo che ai loro occhi incarnava l'idea dell'agognata indipendenza, lo sceicco Mujibur Rahman. Il voto compatto non poteva che dare una vittoria schiacciante a Rahman. L'entusiasmo per il

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successo è durato lo spazio di un mattino. L’oligarchia militare pakistana, infatti, imbestialita dal risultato e già esarcerbata dalle violente polemiche che erano sorte per l'inettitudine dimostrata durante il tragico ciclone d’inizio d’anno, dà l’ordine il 25 marzo alle truppe governative di massacrare i bengalesi. Da allora ha preso l’avvio, in quel territorio che sulla carta risulta Pakistan ma che i profughi si ostinano a chiamare Bengala orientale, una spietata caccia all’uomo difficilmente concepibile anche per chi ha conosciuto gli orrori dell’ultima guerra mondiale.

Non esiste distinzione: bambini ed adulti, uomini, donne, vecchi vengono eliminati. Le pattuglie militari hanno soprattutto il compito d’impedire la fuga oltre confine, di chiunque. Ma i bengalesi, quelli che hanno potuto, sono fuggiti; quasi tutti hanno impiegato un mese, un mese e mezzo, camminando solo di notte e nascondendosi il giorno, per buttarsi sfiniti sul primo lembo di terra indiana che li potesse salvare dalla morte. Il governo indiano, che ha già difficili problemi di sostentamento per le proprie popolazioni, si è trovato di colpo di fronte al

E’ BBIfà ■ INN Ho scoperto recentemente e con ritardo un modo per restare sempre giovani e ciò senza far cure parti­ colari o inghiottire bottiglie d'acqua speciale ogni giorno. Avete mai notato che quando uno cerca di non lasciarsi integrare dal sistema imperante e in qualche modo risulta essere, rispetto alla media del­ le persone, un contestatore (anche se pacato e ragionevole), di lui si conti-

nua a dire: « E’ proprio un bravo ra­ gazzo! Un po' strano, magari; con del­ le idee tutte sue, però è un bravo ragazzo ». E questo sia che la perso­ na interessata abbia 20, 30, 40, 50 o anche più anni. Propongo la cura ai tanti che sono un po’ preoccupati dal trascorrere de­ gli anni e che vedono ormai sbiadirsi l'inchiostro col quale furono trascritti sul registro dell'anagrafe.


Un discorso di economia che interessa anche lo snort dramma. Si calcola che cinque milioni di bengalesi siano già filtrati oltre le linee di confine e che ne continuano a giungere al ritmo di centomila al giorno. I cinquecento campi per ospitarli non bastano più già da aprile. Mancano medicine, medici, mezzi di trasporto, cibo, attrezzature. Ora è scoppiato il colera e la stagione dei monsoni è alle porte. Nulla meglio dell’acqua diffonde i germi del terribile male e se i soccorsi non giungono prima dello scatenarsi delle piogge l’india rischia una catastrofe. Ma i soccorsi non sembrano giungere: le grandi potenze nicchiano, le nazioni europee hanno le questioni del MEC e i grattacapi della Ostpolitik, i giornali italiani devono dare spazio all'elezione del 13 giugno (che sono costate ai partiti — ovverosia a tutti noi — una non trascurabile fetta di miliardi) e a Mino Reitano che, bontà sua, ha « creato » da sé medesimo, vincendo per giunta, un mediocre disco per una mediocre estate, che ci renderà comunque felici sino a fine agosto su tutte le spiagge e montagne della penisola. Il Bengala? Già il Bengala...; ne parlava Salgari, è vero, ma soltanto per divertirci.

La fine del mese di maggio è sem­ pre attesa con una certa ansia da chi, anche se non da vero « esperto », si occupa dei problemi dell’economia. La fine di maggio infatti è la data in cui il Governatore della Banca d'Ita­ lia fa la sua pubblica relazione che è anche una valutazione della situazione economica del nostro paese. Si tratta di un « indice » molto importante per sapere come vanno le cose di casa nostra sotto il profilo economico, il che non è per nulla secondario rispet­ to alla nostra vita quotidiana.

Bene. Anche quest'anno c’è stata la Relazione tanto attesa. Ed è risul­ tata una situazione per nulla simpati­ ca poiché ha confermato la stagnazio­ ne dell'economia durante il 1970 e un peggioramento di questa situazione nei primi mesi di quest'anno.

Tutti i giornali, quotidiani o specia­ lizzati, hanno commentato ampiamente questa Relazione vedendola da centro, da destra, da sinistra e anche al di là di questi confini immaginari delle po­ sizioni politiche. Ma quello che non salta fuori da nessun commento, anche se traspare tra le righe di qualcuno è un fatto che, invece, dovrebbe risultare determinan­ te: precisamente che lo stato di crisi dell’economia non è altro che lo stato di crisi di un sistema di cui l'economia è uno specchio quanto mai sintoma­ tico. E di un sistema in cui l'econo­ mia gioca un ruolo decisivo anche in termini politici e sociali proprio per­ ché considera l'uomo, la persona, co­ me oggetto del fatto economico e non come soggetto, interprete, protagonista.

Ora non fa meraviglia che un siste­ ma di questo genere entri periodica­ mente in crisi e subisca gli alti e bas­ si dei cicli che ineluttabilmente si suc­ cedono. Non si tratta altro che delle

logiche conseguenze di un certo punto di partenza. Pertanto, tutte le soluzioni che vengono proposte per uscire dalle situazioni critiche, ma restando nell'àm­ bito di un sistema dato, non fanno altro che rimandare possibili collassi. Occorrerebbe, invece, ripartire da un altro punto di vista, da una logica totalmente diversa. Infatti, chi consi­ dera l’azione umana della persona in una prospettiva di liberazione, non riesce a vedere nella scienza econo­ mica una scienza irrisoria delle ric­ chezze (come fanno A. Smith, J. B. Say o Cannan), o la scienza sociale dello scambio (come fanno A. Landry e G. Pirou), o ancora, la scienza delle scelte opportune ed efficaci (come fa Robbins). Per quest'uomo, entrato in una nuova e radicalmente diversa lo­ gica. l'opera economica non si ridu­ ce mai alla produzione di un oggetto, alla realizzazione di uno scambio, alla soddisfazione di un bisogno con un minimo di mezzi: essa resta sempre « una creazione di creature -, come si esprime un’economista tanto impor­ tante quanto ignorato (H. Bartoli). In­ fatti, la scienza economica risulta es­ sere una scienza dell'azione dell'uomo, scienza dei rapporti sociali nati dal lavoro nel loro sviluppo storico. E in essa, la razionalità che la muove, comporta sempre due poli: quello del­ l’opera da compiere e dei mezzi da impiegare, e quello della coscienza e delle esigenze motrici dell'azione.

Non vai la pena di stupirsi se in un giornale sportivo, a un certo punto, salta fuori un discorso suH'economìa e sul modo d'intenderla. Lo sport, og­ gi più che mai, infatti non è investito e determinato per tanta sua parte dal fatto economico? Allora, forse, vai la pena di riflettere, anche fra sportivi sul modo d’intendere l’economia e quindi la vita e quindi lo sport.

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I ■■ ■■ MM a cura di PAOLO VALENTI

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PROFESSAN O IN CRISI NON E* SOLO OOESTIONE DI SOLDI Ci stiamo avvicinando alla sagra della così detta campagna acquisti del calcio. Il serrate finale del ■■ Gallia » di Milano è atteso questa volta con molta curiosità. Infatti si andrà al traffico dopo la rivoluzione francese dei calciatori, dopo la così detta rivolta degli schiavi d’oro, in cui l’ex calciatore avvocato Campana, Mazzola, Rivera e compagni sono stati gli Spartachi, i Marat, i Saint Just (non si è trovato il Robespierre). Si arriva a questa per il solito disdicevole fiera di uomini e di miliardi (molti per altro agitati solo a voce) con la speranza che qualcosa sìa cambiato. Si dice che i presidenti siano « stanchi », più inclini a lasciare che a raddoppiare i loro impegni; vedremo se i calciatori hanno veramente assimilato l’esperienza sindacale vera che consiglia il sindacalista a porre le sue richieste nel quadro della sopravvivenza dell’azienda; oppure se una contaminazione del gatto selvaggio porterà una delle parti a imbambolare la piazza con il clamore delle rivendicazioni colossali, fini a se stesse; osserveremo se i presidenti smetteranno quell’aria da « gran papà » che sono disdicevoli coi tempi. Certo, sarà un giuoco sintomatico, non scevro da taluni pericoli. Non osiamo esser così ingenui da richiamare le parti « nel nome dello sport ai loro doveri ». Anche se frasi come - ha vinto il 26

calcio » sono state drammaticamente e solennemente pronunciate al termine delle trattative fra i calciatori « resi coscienti » di se stessi, e la controparte. Vorremmo richiamare tutti nel nome dello stesso « interesse ». Lo sport professionistico è senz’altro in crisi. Almeno, è in crisi lo sport professionistico tradizionale di casa nostra. Il ciclismo si regge solo sulla pubblicità. Il Giro d’Italia può ancora radunare folle di curiosi lungo le strade; non sono però folle paganti, sono folle fuori dal tempo, intente ad una scampagnata a fondo sportivo. Tranne Mercx, non esistono più, almeno in casa nostra, i campioni capaci da soli di affascinare la massa. Il Giro senza Mercx è un prodigio di equilibrismo fra la capacità degl: organizzatori, l’inventiva dei colleghi al seguito, la propaganda dei prodotti. Il Giro, tranne un paio di tappe che vivono, più che altro nel ricordo, nel nome, di antiche gesta, non « cale » a nessuno. Se c’è Mercx, vince lui; se non c’è, vince ovviamente un altro, su « licenza » di Mercx, per il semplice fatto che il belga non si è presentato. E i prodotti fabbricati su « licenza » non hanno mai il sapore dell’originale. Mercx può col tempo — come pare avvenga — perdere anche dei colpi: tanto peggio, perché coi tempi correnti, un campione sorge ogni dieci anni. E, finito

Mercx, il decennio buio del ciclismo potrebbe essere l’inizio della fine. Nel pugilato (nostrano) la stessa cosa. Le riunioni si fanno rare, rispetto all’inflazione di un paio di anni fa’:, è la classica crisi di silenzio che segue il fuoco d’artificio finale. Organizzare riunioni di pugilato, forse, non è mai stato un vero affare: ora è quasi solamente un rischio. Si guadagna quando interviene addirittura la « mondovisione »: ma noi, dopo il « gran rifiuto di Amaduzzi e Nino », chi abbiamo da offrire agli occhi del cosmo? Per quanto si riferisce ai « nuovi » sport che con prosopopea si affacciavano al professionismo, i tempi sono stati prematuramente grami: citiamo, per tutti ,la pallacanestro, i cui aspiranti nababbi si vedono sciogliere sotto il naso le società. Con i « pubblici » da qualche migliaio di persone, con un campo pubblicitario ampio in sé, ma limitato in assoluto, taluni stavano pretendendo di essere trattati come i divi del calete! Stiano dunque attenti le due « controparti » del calcio nelle future trattative; il mondo dei " soldi » nello sport è in crisi. C’è un passo fra il sommo (assurdo) della vetta e il baratro della rovina. Il denaro, in giro ci può anche essere: ma se i maggiori esperti delle cose finanziarie lamentano in ogni campo della vita produttiva la scarsa voglia e il timore di investire, stiamo


La Commissione Matteotti ha scelto la sia strada La Commissione d'iniziativa per lo sport « servizio sociale » istituita dal Ministro Matteotti si è riunita per la seconda volta il cinque giugno scorso. Come si sa, la Commissione si era riunita per la prima volta il quattro maggio scorso con l'impegno di ritrovarsi mensilmente. Nel frattempo, un Comitato ristretto ha preparato un documento sul meto­ do dei lavori della Commissione e sui problemi da discutere. Nel presentare il documento, il presidente dell'AlCS, Guabello, ha ricor­ dato l'indispensabile necessità, ai fini dei risultati pratici della Commissione, che questa «sia nominata con decreto ministeriale che ne stabilisca le fun­ zioni e le scadenze. Ciò allo scopo di ufficializzarne le responsabilità, defi­ nendone la funzione e la struttura ». L’on. Matteotti, dal canto suo, ha con­ fermato che la Commissione non sarà allargata ad altre forze, ma che esiste tuttavia un'area di ascolto che il Ministero non può trascurare. Tale area di ascolto è identificabile nei Dicasteri della P.I., della Difesa, soprattutto della Presidenza del Consiglio. In tema di impianti, il Ministro ha detto che la prima mossa è quella di « dilatare l'utilizzazione del già esistente, cosi da non pro­ durre in partenza timori di aggravi economici. Questo non significa che non si possa e non si debba poi chiedere ai Ministeri competenti la necessaria perequazione geografica delle strutture di base ». Il documento del comitato ristretto, che riportiamo integralmente qui di seguito, è stato approvato aH'unanimità. Prima di sciogliersi, la Commissione ha deciso di riunirsi prossimamente il 5 luglio.

accorti « quelli del calcio »: l’investimento in stipendi e in premi di ingaggio è il più sballato che esista (sul piano finanziario puro, s’intende). Qualcuno si meraviglierà che noi, sempre ostili a! professionismo nello sport, anche se sostenitori di una giusta sistemazione economica per compensare, modernamente, il tempo di lavoro o studio impiegato nella pratica agonistica, suoniamo campanelli d'allarme per « avvertire » i professionisti e le persone del « loro mondo » delle buche di cui è disseminata la strada. Non c'è invece da fare meraviglia. Il professionismo — lo si consideri come fenomeno positivo o no in sede teorica — è una realtà del nostro tempo sportivo; le realtà vanno guardate in faccia e prese come tali, cioè come cose « esistenti » che si possono modificare, col tempo, anche totalmente, ma non abolire (spesso solo a parole per scaricarsi la coscienza). E sarebbe male che le strutture esistenti, anche destinate a modificarsi fino a mutare del tutto, fossero di colpo abbattute: voi vedete anche in politica quanti vecchi valori e termini si vanno a rispolverare in fretta quando sembra che i puntelli del castellone non tengano più! Figuriamoci nello sport! Ecco perché ci battiamo « per » un professionismo: ma onesto e responsabile.

Metodologia di lavoro

Problemi da discutere

1. Il Comitato suggerisce che la Com­ missione di iniziativa sia nominata con decreto ministeriale che ne sta­ bilisca le funzioni e le scadenze. Ciò allo scopo di ufficializzarne le respon­ sabilità impegnando la Commissione a proporre, defininendone la funzione e la struttura, l'articolazione del Servizio Sociale dello Sport, sottoponendo contemporaneamente alla Pubblica Amministrazione i relativi problemi che possono essere affrontati e risolti dai singoli settori della stessa. La commissione sarà altresì impegnata ad indicare possibili interventi legisla­ tivi da inserire nell’ambito delle leggi di riforma che sono attualmente al­ l'esame del Parlamento direttamente o indirettamente connesse con i pro­ blemi che sono propri dello sport qua­ le servizio sociale; per concludere al­ meno la prima fase dei propri lavori entro un termine prefissato e possi­ bilmente entro il corrente anno 1971; per stabilizzare la formazione della Commissione di Iniziativa. 2. Il Comitato suggerisce la costi­ tuzione di tre gruppi di lavoro in cia­ scuno dei quali sia rappresentato cia­ scuno dei tre settori operativi compo­ nenti la Commissione stessa (Associa­ zione del tempo lìbero, Confederazio­ ne del lavoro, Enti di propaganda). Ciascun ristretto gruppo di lavoro po­ trà essere integrato da uno o due esperti indicati dalla commissione. 3. Il Comitato suggerisce che la Commissione di Iniziativa si riunisca almeno una volta al mese, nella prima decade, compreso il periodo estivo, presso il Ministero. 4. Il Comitato suggerisce che nella sede del Ministero per il Turismo e lo Spettacolo sia assegnato un ufficio, al quale siano attribuiti i compiti Se­ greteria e Archivio e presso il quale risieda stabilmente un funzionario mi­ nisteriale con compiti di segreteria della Commissione, assistito even­ tualmente da esperti.

1. Il Comitato suggerisce che, in relazione al precedente punto 1. 2. i costituenti gruppi di lavoro assumano le seguenti denominazioni ed esami­ nino intanto le soluzioni da proporsi per i seguenti problemi. 2. Gruppo di lavoro per i temi inca­ ricato di predisporre relazioni e pro­ poste di azione connesse con: a) formazione e gestione di Centri Giovanili di Addestramento; b) utilizzazione di ausili didattici e formazione di quadri promotori; c) utilizzazione della RAI-TV; d) rilancio fisico-sportivo nella scuola d’obbligo. 3. Gruppo di lavoro per i temi legi­ slativi incaricato di studiare i proble­ mi e proporre relazioni su: a) norme legislative relative alla programmazione economica e al pro­ getto 80; b) riforma della sanità; c) leggi urbanistiche; d) riforma della edilizia; e) riforma universitaria; f) statuti regionali e relativi ai re­ golamenti; g) proposte di legge con possibile interesse sportivo. 4. Gruppo di lavoro per gli apporti allo sport e le utilizzazioni incaricato di staticizzare ogni rapporto allo sport « servizio sociale » con conseguenti proposte intese ad utilizzarne almeno l’impiego, come ad esempio: a) individuazione degli impianti e delle risorse economiche attualmente esistenti; b) avviamento alla gestione pub­ blica degli impianti per il « servizio sociale »; c) utilizzazione massimale e di­ stribuzione territoriale e tipologia; d) individuazione delle fonti di fi­ nanziamento dello sport come servizio sociale.

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«■ ■ HBHIB a cura di NANDO MARTELLINI

ricordi; uhi MA SENZA RETOREA La morte di Armando Picchi non ha portato nel mondo dello sport quel senso di tragedia che la giovane età e la notorietà dell'atleta potevano far supporre.

Forse perché sapevamo da tempo, anche se ci rifiutavamo di credere. Forse perché Armando non era un personaggio nel senso moderno del termine.

La sua carriera di calciatore era cominciata piuttosto tardi e, per lungo tempo, era stata di assoluta normalità.

Livorno, Ferrara, tappe di un calcio minore che Picchi percorreva con serena umiltà.

Quando arrivò la grande occasione forse non se l'aspettava nemmeno più. L’Inter! Helenio Herrera. Capitano dei campioni d'Europa e del mondo! Alfiere soprattutto di un nuovo gioco difensivo che non a caso scompare con lui. Oggi l’evoluzione tattica affida al « libero « compiti diversi da quelli inventati e svolti da Picchi. Egli portava sul campo, nella gara, il suo carattere pieno di contrasti: polemico e mite, indipendente e sottomesso. Irriducibile nei contrasti, restava tuttavia sempre al di fuori di episodi di violenza.

Toscano, livornese per giunta, non rifuggiva certo da atteggiamenti e dichiarazioni piccanti. Ma il tratto era

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da gentiluomo, sempre compito. Parlava sottovoce, più spesso taceva. Accettò con dignità regale l’esilio di varese, quando Helenio lo giubilò dall’lnter. Disputò le sue più belle gare proprio a Varese, nel tramonto della sua attività di giocatore.

In maglia azzurra, a Sofia, il destino si compì improvvisamente. Un giocatore avversario aveva osato fargli un « tunnel »: fargli passare cioè la palla in mezzo alle gambe divaricate, per andarla a raggiungere alle sue spalle.

Era affronto impensabile per un uomo come Picchi. Si voltò con uno scatto rabbioso e qualcosa cedette. Cadde, seriamente ferito. Non abbandonò la partita e peggiorò il male.

Dieci giorni terribili in un ospedale straniero, il rientro in Italia con un aereo privato, la lenta convalescenza. La sua grinta vinse ancora una volta, ma forse l’insidia fatale aveva già preso possesso del suo fisico. Proprio mentre la sorte stava per regalargli finalmente quello per cui aveva combattuto e sperato: la direzione di una grande società: la Juventus. Quella piega amara agli angoli della bocca andava acuendosi di giorno in giorno.

Stavolta l’avversario non stava davanti a lui ad

armi pari, era il destino, e Armando non poteva opporvi il suo carattere di ferro, la sua intelligenza, la sua arguzia toscana. Doveva piegare la testa.

Non è stato un personaggio nel senso deteriore del termine, dicevamo all’inizio. A pensarci bene non ricordiamo una partita particolarmente giocata da protagonista, non ricordiamo una intervista o una foto clamorosa. Ma sempre constatammo un rendimento elevato in campo e una presenza a se stesso nella vita, in completa dedizione al mestiere che aveva scelto e che onorava nel migliore dei modi. Questa preziosa normalità lo salva ora dalla retorica delle commemorazioni e lo lascia nella sua dimensione umana. Forse ognuno di noi ritrova in lui un poco della sua vicenda: fatto intravedere, ci ha fatto intravvedere, ci ha promesso e, poi, quando potevamo toccarla con la mano, ci ha portato via.

Per questo ci siamo trovati a commemorare Picchi sui giornali, al microfono, sui campi di calcio in quel frettoloso minuto di silenzio e sempre abbiamo evitato accenti drammatici. La morte di Picchi non ci lascia lo strazio di un momento. Piuttosto una malinconia che sappiamo perenne...


Criterium studenteschi di atletica leuuera Il 10 giugno si sono svolti in sei località i concentramenti inter­ regionali del Criterium Studentesco di atletica leggera valevoli per le qualificazioni alla finale nazionale. Come d’abitudine, an­ che quest’anno i comitati provinciali CSI e la presidenza naziona­ le hanno offerto la loro collaborazione organizzativa. Riportiamo i risultati dei primi classificati nelle varie specialità. CONCENTRAMENTO DI ENNA

Classifiche finali Mt. 80 hs.: 1. Guercio Salvatore (Agri­ gento) 11’8; 2. Ruffino Giuseppe (Paler­ mo) 11 ”8; 3. La Porta Giovanni (Caltanissetta) 12”6. Mt. 100 piani: 1. Vitale Leonardo (Trapani) 11 ”5; 2. Cappello An­ tonio (Caltanissetta) 11 ”7; 3. Borsellino Gaspare (Agrigento) 12”00. Mt. 1500 pia­ ni: 1. Riga Giulio (Catanzaro) 4’06”4; 2. Betto Guglielmo (Enna) 4'29"9; 3. Giamblanco Salvatore (Siracusa) 4'34”8. Salto in alto: 1. Vaiana Fiorenzo (Agrigento) 1,75; 2. Scandurra Antonio (Catanzaro) 1,75; 3. Guzzo Nunzio (Palermo) 1,70. Salto in lungo: 1. Catalano Alfredo (Mes­ sina) 6,75; 2. Milan Mauro (Caltanissetta) 6,23; 3. Catania Domenico (Catanza­ ro) 6,06. Getto del peso: 1. Ciliari Enri­ co (Palermo) 13,70; 2. Pellegrino Giusep­ pe (Messina) 13,60; 3. Caridà Letterio (Catanzaro) 12,70. Lancio del disco: 1. Chiodo Stefano (Catanzaro) 37,22; 2. Od­ do Franco (Trapani) 34,40; 3. Vullo Salva­ tore (Agrigento) 34,14. Staffetta 4x100: 1. Siracusa (Bellofiore, Campisi, Insolia, Migliocco) 46 '00; 2. Ragusa (Di Trapani, Stateli!, Di Franco, Corallo); 3. Agrigento (Casa, Vaiana, Genovese, Borsellino).

CONCENTRAMENTO DI BOLOGNA

Classifiche finali

Mt. 80 hs.: 1. Chiappatti Valentino (Bo­ logna) 10”8; 2. Borsari Carlo (Modena) 10"9; 3. Manzini Marco (Reggio Emilia) 11"2. Mt. 100 piani: 1. Melotti Uber (Mo­ dena) 11 ”00; 2. Saloni Mauro (Bologna) 11 ”1; 3. Serafini Daniele (Ravenna) 11 "4. Mt. 1500 piani: 1. Puccianti Riccardo (Fi­ renze) 4'13"3; 2. Cucchi Gianalfredo (Reggio Emilia) 4'15”00; 3. Mazzolar! Lui­ gi (Cremona) 4'19. Salto in alto: 1. Neri Mauro (Firenze) 1,81; 2. Scaramuzza Clau­ dio (Parma) 1.81; 3. Musiani Marco (Bo­ logna 1,78. Salto in lungo: 1. Gardoni Vir­ ginio (Parma) 6,96; 2. Salsi Sergio (Reg­ gio Emilia) 6,78; 3. Alocchio Marcello (Cremona) 6,59. Getto del peso: 1. Badodi G. Franco (Reggio Emilia) 15,71; 2. Casana Viscardo (Parma) 15,21); 3. Dal­ la Giovanna Luigi (Piacenza) 14,55. Lan­ cio del disco: 1. Tirinnanzi Franco (Fi­ renze) 46,26; 2. Barbarinl Maurizio (Par­ ma) 44,84; 3. Manfredini Lorenzo (Fer­ rara) 43,10. Saffetta 4x100: 1. Firenze

(Nannelli, Girotti, Nanni, Scartabelli) 44"7; 2. Reggio Emilia (Salsiv Ferretti, Spaggiari, Vezzari) 45"4; 3. Cremona (Cavagnoli, Maccagni, Allocchio, Cadenazzi) 45”5.

CONCENTRAMENTO DI UDINE

Classifiche finali Mt. 80 hs.: 1. Capitanio Diego (Vicen­ za) 10"9; 2. Gualeni Paolo (Brescia) 11 ”1 ; 3. Frezza Renzo (Treviso) 11 "2. Mt. 100 piani: 1. Tonetti Sergio (Bolzano) 11 "00; 2. Rossi Michele (Treviso) 11 "00; 3. Zoc­ ca Edo (Verona) 11 "2. Mt. 1500 piani: 1. Fontanella Vittorio (Vicenza 4'03”2; 2. Bonardi Fiorenzo (Brescia) 4'04"5; 3. Cantarello Claudio (Padova) 4’08"00. Sal­ to in alto: 1. Piccolo Mario (Padova) 1,96; 2. Cattaruzza Claudio (Gorizia) 1,93; 3. Buasina Giuseppe (Vicenza) 1,93. Salto in lungo: 1. Modena Gianni (Verona) 6,72; 2. Giordan Roberto (Vicenza) 6,55; 3. Tre­ visan G. Franco (Padova) 6,42. Getto del peso: 1. Sberrini Carlo (Brescia) 18,35; 2. Carli Roberto (Vicenza) 16,26; 3. Cerne Dario (Gorizia) 15,70. Lancio del disco: 1. Guida Raffaele (Bolzano) 47,12; 2. De Biasi Enzo (Belluno) 41,98; 3. Varotto Ro­ berto (Padova) 41,72. Salto con l'asta: 1. Bosetti Roberto (Trento) 3,30; 2. Devetag Ugo (Gorizia) 2,90; 3. Fontanella Armanro (Vicenza) 2,90. Staffetta 4x100: 1. Vi­ cenza (Tasinazzo, Zanazzo, Bertone, Capi­ tanio) 44"2; 2. Brescia (Sangalli, Duiella, Savetti, Bertoni) 44”2; 3. Verona (Marti­ nelli, Castellini, Zanetti. Marolsi) 44"6.

CONCENTRAMENTO Di ALESSANDRIA

Classifiche finali

Mt. 80 hs.: 1. Bagoli Luciano (Milano) 10"6; 2. Masoero Massimo (Torino) 10"7; 3. Cagnone Gianni (Varese) 11"00. Mt. 100 piani: 1. Catalano Gianni (Milano) 11 "00; 2. Scarpato Roberto (La Spezia) 11 "00; 3. Orsi Enrico (Genova) 11 "2. Mt. 1500 piani: 1. Catoreggi Roberto (Varese) 4'03"3; 2. Sparagna Luca (Milano) 4'04"1; 3. Leporati Federico (La Spezia) 4’04"5. Salto in alto: 1. Pico Giovanni (Imperia) 1,87; 2. Occello Fabio (La Spezia) 1,87; 3, Studer Jan Pier (Torino) 1,84. Salto in lun­ go: 1. Ghisdulich Alfredo (Bergamo) 6,53; 2. Salzotto Renato (Torino) 6,41; 3. De

Martini Antonio (Vercelli) 6,33. Salto con l'asta: 1. Negretto Renò (Torino) 4,00; 2. Rasore Mario (Genova) 4,00; 3. Nardlni Fabrizio (La Spezia) 3,80. Getto del peso: 1. Grippa Sandro (Bergamo) 15,26; 2. Venzi Giuseppe (Varese) 15,01; 3. Patrucco Enrico (Milano) 14,87. Lancio del disco: 1. D'Angelo Maurizio (La Spezia) 43,44; 2. Somaschini Luigi (Milano) 42.32; 3. Biason Giorgio (Torino) 40,78. Staffetta 4x100: 1. Milano (Colombo, Fugazza, Mocchi, Bagoli) 44'9; 2. La Spezia (Ber­ nardi, Panizzi, Monducci, Bedano) 45"6; 3. Bergamo (Gorini, Gamba, Passera, Con­ sonni) 45"6.

CONCENTRAMENTO DI TARANTO

Classifiche finali Mt. 80 hs.: 1. Vernetti Gilberto (Napo­ li) 11 "5; 2. Ciarapica Giuseppe (Macera­ ta) 11 "9; 3. Carlino Dario (Caserta) 12"6. Mt. 100 piani: 1. Curini Stefano (Napoli) 11”5; 2. Fantasia Raffaele (Macerata) 11 "9; 3. Zanella Francesco (Prosinone) 12”1. Mt. 1500 piani: 1. Trombetti Claudio (Napoli) 4'09”9; 2. Cesari Ascenzio (A. Piceno) 4’11 ”6; 3. Mancini Ermanno (Ca­ serta) 4’14”5. Salto in alto: 1. Raggi Adriano (Prosinone) 1,81; 2. Della Pietra Domenico (Benevento) 1,78; 3. Forani Guerrino (Macerata) 1,70. Salto in lungo: 1. Giansante Nicola (Pescara) 5,96; 2. Micozzi Sandro (Macerata) 5,94; 3. Piccioni Giuseppe (A. Piceno) 5,91. Salto con l’a­ sta: 1. Di Adezio Claudio (A. Piceno) 3,40; 2. Taddei Bruno (Macerata) 2,60. Getto del peso: 1. Milano Domenico (Ta­ ranto) 14,20; 2. Varelli Franco (Macerata) 13,72; 3. Addesso Vincenzo (Napoli) 13,25. Lancio del disco: 1. Ferretti Riccardo (A. Piceno) 39,34; 2. Margiotta Carmelo (Ta­ ranto) 36,96; 3. Lauria Donato (Matera) 35,88. Staffetta 4x100: 1. Macerata 44"5; 2. Caserta 44"8; 3. Prosinone 45”7.

CONCENTRAMENTO DI GROSSETO

Classifiche finali Mt: 80 hs.: 1. Castelli Fabrizio (Livor­ no) 11 "21; 2. Pisaneschi Andrea (Arezzo) 11 ”2; 3. Bizzaglia Giulio (Roma) 11 "3. Mt. 100 piani: 1. Marianelli Leopoldo (Pi­ sa) 11 "3; 2. Chieli Edoardo (Pistoia) 11 "4; 3. Rasori Stefano (Roma) 11 "4. Mt. 1500 piani: 1. lori Amanzio (Roma) 4’11 "1; 2. Panetti Ennio (Rieti) 4’18"2; 3. Bertolini Claudio (Perugia) 4'20"8. Salto in alto: 1. Cologni Roberto (Livorno) 1,91; 2. Ra­ pini Valerio (Roma) 1,81; 3. Conti Stefano (Lucca) 1,70. Salto in lungo: 1. Arfaioli Marco (Livorno) 6,49; 2. Scardocci Gino (Roma) 6,41; 3. Biondi Cesare (Pisa) 6,28. Salto con l'asta: 1. Zuccoli Luciano (Li­ vorno) 3,70; 2. Battelli Francesco (Lucca) 2,60. Getto del peso: 1. Fioravanti Gino (Livorno) 17,30; 2. Maccioni Mario (Pi­ stoia) 17,26; 3. Gregori Stefano (Perugia) 14.61. Lancio del disco: 1. Monforte Fi­ lippo (Roma) 46,90; 2. Emili Emilio (Rie­ ti) 41,34; 3. Pescini Fabrizio (Livorno) 37,68. Staffetta 4X100: 1. Roma 44"3; 2. Livorno 44"8; 3. Perugia 45"00.

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La CSI Riccardi compie 25 anni

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La società CSI Atletica Riccardi di Milano non è soltanto una grande società, ma un esempio di come sia possibile conciliare l’eccellenza tecnico-agonistica con le ge­ nuine finalità promozionali ed educative.

Tra queste scelte vanno ricordate particolarmente tre: 1) l'impegno a lavorare tra i giovanissimi che hanno sempre corrisposto abbon­ dantemente alle attese dei diri­ genti, per cui la Riccardi non è mai stata una società di pochi privilegiati ma di molti che hanno trovato in essa un modo di vive­ re l’esperienza sportiva del tutto particolare; 2) la resistenza alla facile tentazione dì abbinamen­ to commerciale, nel momento in cui altre società si attestavano su queste posizioni, aprendo il varco al professionismo sportivo, per difendere un impegno e una proposta coerente; 3) l'impegno a rendere un servizio all'atletica leggera nel senso di mettersi a disposizione di altri e creare nuo­ ve società perché nuovi giovani potessero accedere alla pratica dell'atletica leggera... Come Pre­ sidente del CSI, non posso che dare atto ai due Tammaro e a tutti i loro collaboratori e rin­ graziarli perché la loro presenza nell’atletica italiana è stata nello stesso tempo un segno e una te­ stimonianza. Nel segnalarli e nel ringraziarli, accomuno anche tutti gli atleti del passato e del pre­ sente e auguro alla Riccardi di non smarrire nel futuro la stra­ da coraggiosamente scelta ».

MILANO — L'Atletica Riccar­ inutile comunque rifare qui di ha compiuto il quarto di seco­ la storia della Riccardi e della lo. Dal 1946, quando ad opera di « Pasqua », che tutti gli appas­ pochi appassionati incominciò sionati certamente conoscono. Le pagine dell'annuario '71 oa muovere i primi passi nello scoraggiante panorama sporti­ spitano ache un messaggio au­ vo del primo dopoguerra, la so­ gurale del Presidente del CONI, cietà milanese si è saputa con­ avv. Onesti, e un saluto del Pre­ quistare pian piano, con una per­ sidente nazionale del CSI. Nel­ fetta organizzazione sociale e l'intervento del prof. Notarlo tanti risultati, un posto di rilievo tra l'altro è detto che la Riccardi nell'ambito dell’atletica italiana. * ...è stata vessillifera del CSI Anche quest'anno la Riccardi nel campo dell'atletica leggera ha curato, come ogni anno, la non solo perché ha sempre tenu­ pubblicazione di un annuario del­ to la testa della classifica per so­ la propria attività. La particola­ cietà della FIDAL, ma perché ha re ricorrenza, logicamente, non saputo fare coraggiosamente del­ poteva non trovare un ampio ri­ le scelte che l'hanno qualificata. salto sulle pagine della pubbli­ cazione che è diventata quindi una vera e propria edizione specia con la storia, arricchita da numerose fotografie, di questi venticinque anni, con i nomi de­ gli atleti, dei dirigenti e dei tec­ nici che questa storia hanno contribuito a creare. Parallelamente alla storia del­ la società viene sviluppata la storia della » Pasqua dell'atleta », Il boom del basket è arrivato anche in la manifestazione di apertura Sardegna. L’entusiastica adesione del della stagione atletica italiana che più di ogni altra ha contri­ mini-basket dei ragazzi di Olzai e l’in­ buito a far conoscere il nome tensa attività della Polisportiva Mesina. della Riccardi. Nata con lo scopo di divulgare l’atletica a livello regionale, la « Pasqua dell'atleta » crebbe in­ OLZAI — Il boom cestistico prendere i primi segreti del sieme alla società, assumendo che in questi ultimi anni si è basket. prima carattere interregionale registrato in Italia non ha la­ Uno dei numerosi esempi di e poi, nel 1958, carattere nazio­ sciato indifferente la Sardegna. attività cestistica del nuorese nale, finendo col diventare col è rappresentato dalld « Polispor­ In provincia di Nuoro, anzi, la passare degli anni un appunta­ reazione a questo nuovo e affa­ tiva Mesina » di Olzai, un pic­ mento d'obbligo con i maggiori scinante sport si può definire colo centro poco distante dal campioni dell'atletica nazionale. indubbiamente molto positiva. capoluogo della Barbagia. Berruti, Morale, Consolini, MeIl gruppo sportivo olzaese, nel­ Ogni giorno migliaia di ragaz­ coni, Pamich, Frinolli, Lievore, zi di buona volontà, magari con l'ambito della sua attività poli­ Dionisi, Arese e tanti altri han­ la segreta speranza di diven­ sportiva, ha lanciato il mini­ no iscritto finora il loro nome tare dei futuri campioni, si al­ basket già nel 1966. E finora pur nell'albo d'onore della manife­ ternano a ritmo incessante nel­ contando solo pochi anni di at­ stazione. le palestre e nei cortili per ap- tività, il mini-basket della poli­

noie sraltìre ■ wB

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sportiva Mesina ha saputo esprimersi su livelli tecnici ed agonistici veramente notevoli, grazie all'impegno dei piccoli ce­ stisti e alla serietà e compe­ tenza dei giovani istruttori Sec­ chi, Piu, Fagotto e all’entusia­ smo del presidente, fratei Pao­ lino Ercolani. Questo nonostan­ te le numerose difficoltà di or­ dine finanziario e tecnico, risolte peraltro discretamente grazie alla collaborazione di tutti. Il 1967 per il mini-basket del­ la Polisportiva Mesina rappre­ senta una data di tutto rilievo in quanto, con l'iscrizione alla Fe­ derazione Italiana Pallacanestro, da piccola associazione sporti­ va, opera di pochi appassionati, diviene un vero e proprio grup­ po sportivo. La partecipazione al Trofeo Ragazzi 1968-69 e ai Giochi del­ la Gioventù segna il primo anno di vita, sotto il profilo competi­ tivo, del mini-basket di Olzai, impostosi subito all'attenzione generale per aver conseguito ri­ sultati veramente lusinghieri. Nella stagione 1969-70 l'atti­ vità agonistica si è limitata alla partecipazione da parte degli Aquilotti al Gran Premio Coca Cola, al Trofeo Ragazzi e ai Gio­ chi della Gioventù. Gli impegni si sono però moltiplicati nella stagione in corso, grazie ai con­ tinui tornei che vengono soven­ te organizzati sia per i ragazzi che per le ragazze. Ormai è di­ venuto spettacolo consueto ve­ dere il piccolo cortile dell'isti­ tuto Mesina di Olzai brulicante di ragazzi e ragazze di ogni età, tutti impegnati in un costante allenamento, accomunati dall'i­ dentica passione. GIUSEPPE VINCI

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fflfc art CARLOFORTE — Per un paese come il nostro, Carloforte, anche il Congresso locale del CSI di­ venta un avvenimento. Carloforte, l'isola nell'isola, a sud-ovest della Sardegna, era


tutta in fermento il giorno in cui atleti, dirigenti e genitori degli atleti si sono incontrati nel ma­ gnifico salone di Villa Aurora per il consueto Congresso annuale. Il secondo per la verità, ma già tanto importante da poter diven­ tare un avvenimento eccezionale per la nostra giovane comunità. Oltre 250 persone gremivano la sala del Convegno, presieduto dal Presidente del comitato pro­ vinciale di Cagliari, rag. Nino Assorgia, e alla presenza dei massi­ mi esponenti della sport locale. La relazione sull'attività svolta e da svolgere dal CSI Carloforte è stata presentata dal presidente della Commissione di Carloforte, sig. Alimonda, che ha posto in lù-

ce i principi ed i valori eminen­ temente educativi dello sport concepito cristianamente. Appun­ to su » Lo Sport come comple­ mento alla educazione familiare » verteva II dibattito animato dai vari relatori, seguito dagli inter­ venti dei genitori e degli atleti. Tutti hanno avuto parole di elo­ gio per il lavoro svolto dal CSI nel settore ragazzi, rilevando in­ vece il mancato avvicinamento e interessamento delle ragazze alla pratica sportiva. Al termine del dibattito, il più giovane degli atleti, Gianni Mi­ gliaccio, ha recitato una poesia alle mamme, mentre i più piccoli offrivano a tutte le mamme un fiore, simpatico segno di affetto.

lomento Élla Puglia su suurt e cristianesimo Analizzato, in un convegno regionale, il contenuto del primo articolo del nuovo statuto del CSI e della FARI. L’animazione cristiana e il ruolo del sacerdote nello sport. Il documento presentato a S. E. Mons. Motolese preposto dalla CEI alla pastorale giovanile per turismo e sport. MOLFETTA — Al termine del­ l'incontro organizzato qualche tempo fa ad Ostuni dai consigli regionali CSI e FARI di Puglia per esaminare con i consulenti ecclesiastici e i presidenti' dei comitati operanti nella regione i metodi di lavoro alla luce del primo articolo della bozza di statuto, fu approvato un docu­ mento in ordine alla presenza dello sport nella realtà ecclesia­ le in cui si diceva: « visto che: lo sport, privilegio ancora di pochi, quando è industrializzato, esalta l'uomo in un vuoto divi­ smo, spersonalizza gli atleti e crea dei professionisti evitando che sia strumento di maturazio­ ne ed elevazione deH’uomo; 10 sport, d'altra parte, contiene in sé dei valori altamente educa­ tivi: disciplina infatti, la volontà, fa percepire i valori dell’altro, al di là di ogni spirito antagoni­ sta, promuove il senso della real­ tà, del sacrificio, dell'altruismo, 11 senso sociale e comunitario: il CSI e la FARI assolvono, in questo campo, un compito di recupero dei valori, per cui sono apparse, nella discussione, vali­ de strutture, almeno nella attua­ le e reale situazione sociale, per una educazione allo sport in una visione cristiana deH'uomo; si è affermato che: l’animazione cristiana è la sal­ vezza della realtà sport In un processo di liberazione dai di­ versi condizionamenti psico-so­ ciologici, culturali e ambienta­ li: come divismo, professioni-

smo, non in una autonomia mor­ tificante il soprannaturale, ma in un rapporto vitalizzante con Cristo Dio UOMO, che in sé ha elevato e salvato ogni autentico valore umano: nel laico l'animazione cristiana del mondo si compie prima di tutto dentro sé stesso attraver­ so il dialogo interiore tra valori cristiani assimilati e valori tem­ porali vissuti. Vi è animazione quando vi è revisione cristiana dei valori temporali, sia come visione nuova in Cristo e sia co­ me atteggiamento verso di essi. Se questo dialogo interiore si realizza, fluirà di conseguenza anche il dialogo esteriore tra questo laico cristiano e gli altri

suoi compagni ancora cristiana­ mente animati (sia per una umanizzazione e sia per una evan­ gelizzazione). Il dialogo esteriore sarà co­ me la testimonialza del dialogo interiore avvenuto. Nel caso di laici sportivi, que­ sto dialogo interiore consiste in un confronto tra valori cristiani e valori sportivi, in quanto valori creaturali e culturalizzati. Il dia­ logo, diretto dal cristiano, pro­ muove gli aspetti culturali con­ naturali e libera l'uomo dagli aspetti culturali innaturali. La integrazione giusta tra sport e cristianesimo, quello che revi­ siona i valori sportivi in senso cristiano, è dato dal rapporto di salvezza tra Cristo e l'uomo con tutte le sue attività. Vi è quindi animazione cristiana o lievitazio­ ne cristiana della vita umana, anche quando si esprime con at­ tività sportive: la presenza del Sacerdote in se­ no al gruppo sportivo: indica ed aiuta a realizzare tale visione cristiana: ne è l'animatore, il trasmettitore del messaggio di salvezza; illumina i laici respon­ sabili dello sport ad assumere gli impegni propri di ogni cre­ dente che per vocazione battesi­ male è luce e lievito in ogni

realtà temporale; tale presenza del Sacerdote non è solo una esigenza statutaria, ma riveste una particolare im­ portanza per una visione cristia­ na dello sport: Il che richiede nel Sacerdote spiccata sensibi­ lità al problema e modi di es­ sere altamente qualificato: si chiede perciò di: valutare con maggiore sensibi­ lità pastorale il problema che investe un momento educativo particolarmente delicato nella evoluzione dell'animo giovanile: comunicare tale sensibilità al Clero interessato al problema per una presenza del Sacerdote più animatrice nei gruppi spor­ tivi: inserire lo sport nella program­ mazione pastorale regionale, diocesana e parrocchiale, in quanto attività oltremodo pre­ sente nell'impiego del tempo li­ bero dei ragazzi e dei giovani di ambo i sessi ». Questo documento è stato ora presentato a S. E. Motolese, Ar­ civescovo di Taranto ed Ordina­ rio preposto alla pastorale gio­ vanile per il Turismo e lo Sport, che dicendosi favorevole ad es­ so, ha assicurato che lo avreb­ be presentato in sede di Confe­ renza Episcopale Pugliese.

Lo suurt a servizio dei centri minorili

Per gli organizzatori il torneo CATANZARO — Il 30 e 31 mag­ gio si è svolto a Catanzaro il riservava una duplice importanza, primo torneo di tennistavolo - Si­ dato che oltre alla novità della la Verde », riservato ai giovani manifestazione (in Calabria esi­ ospiti dei centri giovanili degli ste una sola società affiliata) vo­ leva promuovere un incontro tra i Istituti minorili. La manifestazione, promossa ragazzi dei centri giovanili per dai giovani del club culturale uno scambio di idee e di metodi « Bertrand Russel » dell’istituto adottati all'interno dei centri. S. Paternostro, con la collabora­ A fare da cornice al « Sila Ver­ zione del comitato regionale CO­ de » non sono mancate né le au­ NI e del CSI e con il patrocinio torità nè i giovani catanzaresi. della Presidenza della Repubbli­ Successo completo, quindi, tec­ ca, ha visto di fronte giovani o- nico e di pubblico, di cui va dato spiti dei centri giovanili di Roma, ampio merito al dott. Ziccone, Ancona, Eboli, Reggio Calabria, direttore dell'istituto che ha ospi­ Lecce, S. Cataldo (CI) e Catan­ tato le gare, all'educatore Corra­ zaro. do Franzò e a tutti i loro collabo­ ratori. Prima di chiudere la manifesta­ zione, il dott. Ziccone ha accom­ pagnato gli ospiti a visitare la mostra di pittura, scultura e mo­ dellismo allestita nell'atrio dello L-. / 1. / u ■ ,V » Istituto, opera dell'attività di tem­ po libero dei giovani del S. Pater­ nostro. La premiazione ha avuto luogo nel teatro dell'istituto, dove coppe, medaglie e diplomi sono stati consegnati ai vincitori dal Prefetto di Catanzaro, dal Que­ store dal Presidente regionale CONI, dal delegato CSI e da altre autorità civili e sportive. In serata, infine, i giovani di La squadra allievi della U.S. « Leone XIII » di Bologna che nel corso Eboli hanno voluto allietare i loro di un incontro del campionato provinciale di basket ha ottenuto una giovani ospiti con il loro com­ vittoria record con il punteggio di 266-15. Nella foto, da sinistra: il plesso musicale, chiudendo il presidente Zucchini, Guidi, Santoro, Valli, Sportoletti, Canova e l'al­ « Sila Verde » in un clima di ami­ lenatore Bacchilega; accosciati Flora, Rosettì, Camisa, Lo Cigno e cizia, con l'augurio di ritrovarsi Colonna. I il prossimo anno.

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tenuti a t seguirò II regolamento tino predisposto dalla r»TKi CTN. Una copia del regolamento delle provo di Campionato Provinciale o zonaie dovrà essere Inviata alla CTN w... almeno 5 giorni prima della effettua­ zione della prova alla quale si rife­ riscono. E* data facoltà al Comitati Pro­ vinciali o Zonali di Inviare alla CTN sla un regolamento per ogni distinta prova di Campionato, sia un regola­ mento unico comprendente il calenda­ rio completo di tutte le prove di campionato. I regolamenti per essere approvati dalla CTN dovranno conte­ nere tutti I dati richiesti. Non si terrà conto delle prove del­ le quali non siano pervenuti tempesti­ vamente i relativi regolamenti. Art. 9 — Per acquisire il diritto a partecipare alla successiva fase del campionato. I Comitati Provinciali e Zonali Autonomi dovranno organizzare almeno due prove di ciascuna specia­ lità nella quale Intendono partecipare alla fase successiva del Campionato Le gare Individuali di Campionato Provinciale o Zonale, per essere rite­ nute valide, dovranno aver raccolto almeno quattro atleti classificati; la gara di staffetta almeno due squadre classificate. La CTN si riserva di ritenere valide anche le gare di Campionato Provin­ ciale o Zonale con meno di quattro atleti classificati o con meno di due staffette, allorché ne ravvisi la oppor­ tunità per particolari motivi tecnici od organizzativi. Campionato cat. Allievi

r

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atletica Roma,

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ATTIVITÀ’

giugno

1971

RAGAZZI

La CTN desidera richiamare l’atten­ zione di tutti I Comitati sull’attività atletica della cat. Ragazzi Il CSI lo scorso anno ha ottenuto ri­ conoscimenti lusinghieri in questa sua opera di proselitismo atletico a testi­ monianza dell’ottimo lavoro di base ottenuto dal propri dirigenti preposti al settore giovanile. Ancora una volta II CSI desidera essere presente nel Settore Propaganda della Fidai con propri Nuclei della Gioventù ed a questo proposito Invita I Comitati ad Interessare le proprie Società praticanti Atletica ad aderi­ re al Settore Propaganda, della Fidai, sottoscrivendo l’apposita affiliazione con l’indicazione, chiara ed evidente, dell’appartenenza al Centro Sportivo Italiano. Al fine di essere sempre a cono­ scenza delie varie situazioni locali, è opportuno che I Comitati invllno perio­ dicamente alla CTN elenchi delle pro­ prie Società aderenti al Settore ~ Propaganda della Fidai. La CTN è a disposizione di tutti co_ loro che desiderino Informazioni o no­ tizie sul Settore Propaganda e sulle sue norme burocratiche.

1® CRITERIUM NAZIONALE CORSA CAMPESTRE ENTI PROPAGANDA La CTN desidera, ancora una volta, evidenziare la prova delie due rappre­ sentative del CSI (maschile e femmi­ nile) che hanno preso parte a Roma il 4 aprile scorso al 1" Criterium Na­ zionale di Corsa Campestre. Le due Rappresentative erano così composte:

Rappresentativa

Maschile:

Bergonlzlni Massimo (US CSI Mo­ dena). Casagranda Maurizio (Falchi Vlllazzano Trento), Curasi Riccardo (S. Agata Patti), D'Andrels Danilo (Ca­ mino Udine). De Renzls Enzo (Vlrtus Campobasso), Fontana Walter (Vigor

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Mosso Biella), Godanl Maurizio (Don Bosco La Spezia). Locatelll Marco (Ponte S. Pietro Bergamo), Lombardi Giovanni (CSI Turrls Pisa), Montechlarl Nazzareno (Potentia Macerata), Ono­ rato Giacomo (Astro Taranto), Savino Vincenzo (Acquapresana Cosenza). Sentito Carmelo (CSI Vis Abano Pa­ dova), Turchi Mario (CSI Perugia). Va­ lentin! Alberto (Felix 66 Roma).

Rappresentativa

Femminile:

Accardi Tiziana (Salus Vlmodrone Milano), Alfieri Isabella (Sef Macera­ ta), Cagnuccl Fausta (Vigor Roma). Casamenti Cinzia (Salus Vlmodrone Milano). Casasanta Alessandra (Ful­ gor Chieri Torino), Croci Tiziana (Ri­ trovo Giovanile Cerro Maggiore Mila­ no), Maltese Rosa (Ritrovo Giovanile Cerro Maggiore Milano), Mosca Eralda (Sef Macerata). Pacchio!! Angela (CSI Sasso Marconi Bologna), Pailadino Ro­ saria (Vlrtus Campobasso), Pelizza Fiorella (CSI Vis Abano Padova). Ros­ si Cinzia (Vigor Roma). Russo Con­ cetta (CSI Fari Ratto Cava dei Tirre­ ni), Salvatori Francesca (Sef Mace­ rata), Zalamena Emanuela (CSI Ar­ dita Moriago Treviso). I piazzamenti Individuali sono stati i seguenti:

Gara 90:

maschile (metri classificati 82):

2500:

partenti

Sentito Carmelo: settimo: Locatelll Marco: ottavo Bergonzini Massimo: decimo; Godanl: tredicesimo; Curasi Riccardo: quattordicesimo: Fontana Wal­ ter: quindicesimo; Lombardi Giovanni: ventitreesimo: Vaìentlnl Alberto: ven­ tiseiesimo: Casagranda Maurizio: ventlsetteslmo Montechlarl Nazzareno: trentottesimo; Onorato Giacomo: clnquantunesimo: Turchl Mario: clnquantotteslmo: De Renzis Renzo: clnquantanoveslmo.

Gara 90:

femminile ((metrl ._ classificati 89)

1200;

partenti

,Pacchio! I Angela: seconda: Accardi Tiziana: quarta; Palladino Rosaria: ot­ tava; Polizza Fiorella: nona; Casasanta Alessandria: diciannovesima; Zalamena Emanuela: ventunesima Alfieri Isabel­ la: trentaselesima; Maltese Rosa: qua­ rantunesima; Croci Tiziana: sessante­ sima: Salvatori Francesca: sessantaclnquesima- Rossi Cinzia: scttantadueslma: Casamenti Cinzia: settantaquattreslma: Mosca Eralda: settantaseleslma: Cagnuccl Fausta: ottantacinque. slma. La CTN, oltre a rivolgere un calo­ roso complimento al giovanissimi rap-

presentanti che hanno saputo onorare il nostro Ente di Propaganda, desidera ringraziare I Comitati Regionali per la costante e preziosa ”1. collaborazione, nonché tutti i Dirigenti che hanno accompagnato I Ragazzi a Roma.

REGOLAMENTI ATTIVITÀ’ SU PISTA Lo speciale inserto contenente tut­ ti I Regolamenti dei Campionati su pi­ sta, cat. Ragazzi, allievi e junlon •res è stato pubblicato sul numero 7-8 dili Stadium del 15 maggio 1971. La CTN, su richiesta, può Inviare al­ tre copie dell’inserto.

ARTICOLI DEL REGOLAMENTO SU PISTA DA NON DIMENTICARE La CTN desidera richiamare l’atten­ zione dei Comitati sul seguenti arti­ coli del Regolamenti del Campionati. Come si può notare I sottosegnati an­ tlcoll sono di base per un organico svolgimento dell’attività di camplonato.

Campionato Nazionale e cat. Juniores

cat.

Allievi

Art. 3 — Gli atleti, tesserati al CSI, che svolgono attività federale, devono essere tesserati per la stessa Unione Sportiva affiliata al CSI per la quale prendono parte al Campionato, o per I Comitati Provinciali o Zonali ove questi stessi siano affiliati alla FIDAL oppure per una Unione sportiva della stessa Provincia preventivamente desi­ gnata a svolgere attività Federale e la cui denominazione risulti nella affilia­ zione FIDAL, preceduta o seguita dalla sigla CSI. Le Unioni Sportive che svolgono at­ tività federale e che non essendo sta­ te affiliate al CSI nell’anno 1969-70 ri­ sultano affiliate al CSI por la prima volta nell’anno 1970-71 por prendere parte con I propri atleti alla fase na­ zionale del Campionato dovranno far apparire nella propria denominazione sociale depositata presso la FIDAL la sigla CSI. Dal Comitato sono esclusi gli atleti che hanno fatto parto della squadra nazionale Azzurra sino a tutto II 1970, nonché gli atleti che partecipano all’at­ tività degli altri Enti di Propaganda. L’accertamento dell’effettiva esisten­ za delle condizioni anzidetto è doman­ dato al Comitati Provinciali o Zonali che ne saranno I dirotti responsabili. Art. 7 — Per la compilazione dei re­ golamenti delle prove di Campionato Provinciale o Zonale I Comitati sono

nazionale

Art. 5 — Le gare per I Campionati Provinciali v o Zonali MvwnO devono essere or_. ganlzzate rispettivamente dai Comitati Provinciali o Zonali nel periodo tra l’inizio della stagione primaverile su pista ed il 5 settembre 1971, tenendo presente che l’attività dovrà essere so­ spesa dal 1° al 31 agosto. Art. 8 — I risultati delle prove di Campionato Provinciale o Zonale do­ vranno essere Inviati alla CTN firmati dal Giudice Arbitro delle gare, entro e non oltre una settimana dalla loro ef­ fettuazione. I risultati delle ultime prove dovranno comunque pervenire non oltre il 9 settembre 1971 alla CTN. Non si terrà conto delle prove I cui risultati giungano alla CTN oltre l ter­ mini stabiliti. Art. 10 — Le Unioni Sportive posso­ no Iscrivere alle prove di Campionato Provinciale o Zonale un numero illi­ mitato di atleti, purché risultino tesse­ rati al CSI in data anteriore a quella della gara. Art. 11 — Ogni atleta pu >uò portecipare ad una gara Individuali Je ed alla staffetta. I partecipanti alle gare del metri 1.000 e 3.000 non possono prendere parte alla staffetta. Le gare si svolgeranno seconde ido 'le norme tecniche emanate dalla Fl^^u FIDAL per l’attività della categoria. Campionato nazionale cat. Juniores

Art. 5 — Le gare per I campionati Provinciali o Zonali devono essere or­ ganizzate rispettivamente dal Comitati Provinciali o Zonali nel periodo tra l'inizio della stagione primaverile su pista ed il 5 settembre 1971. Art. 8 — I risultati delle prove , di Campionato Provinciale o Zonale dodo­ vranno essereInvlatl alla CTN firmati dal Giudice Arbitro delle gare, entro e non oltre una settimana dalla loro effettuazione. Il nominativo del Giudice Arbitro della Fidai dovrà apparire - per este­ so - in calce al risultati stessi. La CTN si riserva il diritto di interpollare I Comitati Provinciali o regionali della FIDAL per l'autenflcazlone delle firme poste sul verbali stessi. I risultati delle ultime prove do­ vranno comunque pervenire non oltre Il 9 settembre 1971 alla CTN. Non si terrà conto dello provo I cui risultati giungano alla CTN oltre I termini sta­ biliti. Art. 10 — Lo Unioni Sportive pos­ sono Iscrivere allo provo di Campio­ nato Provinciale o zonale un numero Illimitato di atleti. Art. 11 — Ogni atleta può partecipa­ re ad una gara Individuale. Tutto lo gare di corsa devono essere svolto, ove II numero di partecipanti wiiia, attraverso batterle, semilo consenta, (Inali o• finali. Por I concorsi devono eliminatorio e finali. essere disputato <


approvazione regolamenti campionato su pista

i

JESI: Allievi (con variante: cat.cat. nella gara mt. mi. 300 a mt. 400), cat. Junlores- PERUGIA: “RUGIA: cat. Ragazzi: MANTOVA: cat. Ragazzl F (con variante: aggiungere giiI atleti nati nel 1959); cat. Allievi (con varianti: nella gara _ ____300 __ a mt. 400, nella marcia da metri km. 5 a km. ki 6); cat. Junlores: MASSA CARRARA: cat. Ragazzi e Allievi; MO­ DENA: cat. Ragazzi (con variante: ag­ giungere gli atleti nati noi 1959); cat. Allievi (con variante nella gara da mt. 300 a mt. 400): cat. Junlores; cat. femminili ragazze od allievo: NOVA­ RA: cat. Allievi (con variante: nella gara mt. 300 a mt. 400); cat. Junlo­ res; cat. femminili ragazze, allieve, Junlores; PAVIA: cat. Ragazzi (con va­ riante: aggiungere atleti nati nel 1959); cat. Allievi (con variante: nella gara da mt. 300 a mt. 400); cat. Junlores: REGGIO EMILIA: cat. Ragazzi, allievi e Juniores; TREVISO: cat. Ragazzi, al­ lievi. Junlores; VICENZA: cat. Ragaz­ zi (con variante: aggiungere atleti na­ ti nel 1959): cat. Allievi e Juniores.

APPROVAZIONE REGOLAMENTI ATTIVITÀ’ VARIA TREVISO: 1° Trofeo Gressinificio Gianni, corsa su strada; ACQUI TERra di corsa campestre di proME: gari pagando;; TRENTO: Campionato Provlnclale di corsa su strada cat. Ragazzi, allievi, juniores, Jun____ seniores; Campionato Provinciale di ” società ed Individuale su pista cat. Ragazzi, allievi, juniores, seniores; VERONA: Gara su pi­ sta valida per la fase comunale del Giochi della Gioventù; Prima prova Campionato Provinciale Fari cat. allleve. Juniores, seniores; ROVIGO: Trofeo Giovanissimi 1971 su pista; FELTRE: Il Gara nottiturna di corsa campestre San Vittore; I Trofeo Pro Loco FeCARPI: Gara ner di corsa campestre; camp Podistica a staffetta; staffeti . TEMPIO PAUSANIA: Torneo> Giornata CSI Ozierese; VITTORIO VENETO: Ili ili Edizione Tro­ feo di Primavera; BOLOGNA: Prova provinciale preparatoria al Giochi del­ la Gioventù di podismo e marcia; MODENA: Prova zonale di campestre per I Giochi della Gioventù; REGGIO EMILIA: Coppa di apertura su pista; AVELLINO: la Coppa Tritone su stra­ da e campestre; MESSINA: Il Cop­ pa Santa Croce su strada; VENEZIA: Maratonlna 2 Torri; Ili Coppa Città di Noale; ASCOLI PICENO: I Trofeo San Giovanni Evangelista: AVERSA: I Pro­ va Campionato Regionale di corsa po­ distica; CAGLIARI: XIII Edizione del Giro Podistico di Cagliari; SPOLETO: IV Staffetta su Strada; LA SPEZIA: I Trofeo Caduti della Libertà, su stra­ da; MOLFETTA: Trofeo Primavera su strada.

OMOLOGAZIONE RISULTATI ATTIVITÀ’ VARIA CARPI: Gara podistica a staffetta; FELTRE: Corsa Campestre In notturna: Trofeo Carlo Riva; I Trofeo Colori­ ficio Paulin; ACQUI TERME: Gare di corsa campestre di propaganda, dispu­ tate a Melozza e Bubblo; TREVISO: I Prova Trofeo Verde su pista; Manife­ stazione di apertura su pista; MESSI­ NA: Il Coppa S. Croce, su strada; TEMPIO PAUSANIA: Torneo Giornata Ozierese; VERONA: Trofeo Arcobaleno Sport, su pista, prima prova elimina­ toria; la prova Campionato Provinciale e Fari; ASCOLI PICENO: I Trofeo S. Giovanni Evangelista; BOLOGNA: Gio­ chi della Gioventù, gara provinciale podismo e marcia; marcia: REGGIO EMILIA: Coppa d’Apertura PRATO: apertura su pista; Campionati Studenteschi 1971 su pista. APPROVAZIONE CORSI AGRIGENTO: Corso per Giudici di Gara; Corso por Animatori di Atletica Leggera; CREMONA: Corso per Giu­ dici di Gara; VERONA: Corso per Animatori di Atletica Leggera COMI­ TATO REGIONALE LOMBARDO: Cor­ so per Giudici di Gara. RATIFICA COMPOSIZIONE CC.TT.PP. SESSA AURUNCA: Presidente: D'Amello Luciano; V. Presidente: Trasa» jSacco Alfredo; Segretario: Cericela M Mlchele; Componenti: Sasso Antonio o Tommaslno Gabriele; ANDRIA: Presi­ dente: Troia Antonio; Segretario: Ser­ gio Salvatore; Componenti: DI Nanni Emanuele. Cicco Giuseppe, Paradiso Giuseppe; PERUGIA: Presidente: Con­ cetti Stefano; Componenti: Boschetti Stefano, Scarponi Paolo.

Il Presidente ALDO CAPPELLINI

calcio

. . ....... .-J 26 maggio 1971

OMOLOGAZIONE RISULTATI FASI PROVINCIALI E ZONALI CAMPIONATI REGIONALI TRAPANI: cat. Giovanissimi, vincen­ te G.S. A.D.P. di Alcamo; SIENA: cat. Giovanissimi, vincente G.S. Belvedere; ALBA: cat. Giovanissimi, vincente U.S. Gemini; POSSANO: cat. Giovanissimi, vincente U.S. Movimento Giov. Centallese.

APPROVAZIONE REGOLAMENTI CAMPIONATI REGIONALI

EMILIA: vanissimi.

Campionato

Regionale

Gio­

RECLAMI U.S. Tyndaris di Tindari Tindarl (Messina) avverso risultato incontro Incontro di calcio U.S. Peros-Tyndarls (Campionato Junio­ res) del 16-5-71. — Esaminati gli atti ufficiali, rilevato che l’A.S. Calcio Peros non si è atte­ nuta alle norme regolamentari riferentlsi all'identificazione dei pr< "roprl glolegolamento catorl, vedi art. 20 del Reg del Campionato Nazionale rAllievi e Juniores, si delibera: — di accogliere II reclamo dell’U.S. Tyndaris. modificando II risultato in 2 a 0 In favore della Tyndaris, la quale acquisisce il diritto di essere ammes­ sa alle finali nazionali; — di squalificare per mesi 6 il di­ rigente responsabile dell’U.S. Tynda­ ris, signor Santospirito Francesco, per contegno gravemente scorretto e mi­ naccioso nel riguardi del direttore di gara e di un guardalinee. — SI deplora il comportamento della squadra dell’U.S. Tyndaris per proteste collettive nel riguardi della « terna arbitrale ». — SI restituisce la tassa reclamo. U.S. Enaoli di Trieste - Gara A.C. Victoria di Calolziocorte (Lecco) del 16 maggio 1971, valevole per II Cam­ pionato Nazionale Junlores. — In deroga a precedente delibera del 19 maggio 1971, prot. n. 6307/CA, si rileva che le procedure osservate dal direttore di gara sono state aderenti a quanto previsto dal Regolamento dei Campionati Nazionali del C.S.I. In me­ rito al numero del giocatori di riserva, anche se non collimante con quanto stabilisce il regolamento federale; — considerato che trattasi di norma prevista, la stessa è valida a tutti gli effetti regolamentari e conseguen­ temente si omologa II risultato acqui­ sito sul campo: U.S. ENAOLI 1 - A.C. VIGORIA di Ca­ lolziocorto 0 accogliendo quindi li reclamo dell’U.S. Enaoli. — SI restituisce la tassa reclamo. G.S. Calcio « Banca del Poi >polo » avverso delibera della C.P. Calcio Belo u.o.i. C.S.I. di Trapani - Gara G.S. Posto - Banca del Popolo (I Trofeo deH'AmiclzIa) del 6-3-71. — Esaminati gli atti ufficiali e rile­ vato dal referto e dal relativi supple­ menti del direttore di gara che nessu­ na infrazione è stata commessa nella sostituzione di un giocatore dell'U.S. Poste, si delibera: — di respingere II reclamo e di inca­ merare la relativa tassa.

OMOLOGAZIONE RISULTATI FASI PROVINCIALI E ZONALI AUTONOME CAMPIONATI NAZIONALI

LUCCA: cat. Junlores. vlncento U.S. S. Leonardo In Borghi; MOLFETTA: cat. Allievi, vincente U.S.’Libertas Terllzzi. APPROVAZIONE REGOLAMENTI TORNEI VASTO: Tor.neo Ricreativo S.I.V.: R. CALABRIA: I Torneo Calabria Sud; NAPOLI: Torneo INPS (con riserva): CAVA DE’ TIRRENI: Trofeo • Arcoba­ leno Sport • (con riserva); AVELLINO: XVIII Torneo degli Uffici (con mo­ difica)SALERNO: Il Torneo Inter­ bancari; SESSA AURUNCA: I Coppa Giovanissimi; CESENA: IV Torneo not­ turno di Macerono (con modifica)-. 1

Torneo Poi. • Ponte Abbadesse - (con modifica); III Torneo • Bar Valle del Savio» (con modifica); I Torneo not­ turno « Enal Ronta • (con modifica); FAENZA: III Coppa deU’AmicJzla » (con modifica); X Coppa Reda (con riserva); V Torneo notturno-S. Pier Laguna 1971; III Torneo Interaziendale U.S. Duomo; RAVENNA: I Coppa Bar Centrale; Torneo Ricreativo notturno U.S. Filétto; I Torneo per Giovanissi­ mi U.S. Audace (con modifica età); PIACENZA: Torneo • Don Bosco »; Tor­ neo Enti Locali; Trofeo « Antonio Pa­ gani »; FERRARA: Torneo U.S. CSI Ripaperslco; UDINE: Torneo notturno di Rlvignano; ORTE: Coppa • Città di So­ riano » (con precisazione età); ALATRI: Torneo cat. Allievi; Torneo cat. Junlores; SORA: Torneo Giovanissimi; SANREMO: Torneo notturno per Ama­ tori - Il Trofeo CSI-17. Coppa U.S. Rivese »; LA SPEZIA: IV Torneo nottur­ no ■ S. Stefano » (con riserva); NO­ VARA: V Torneo Anzaschlno; Torneo notturno U.S. S. Cristina di Bórgomanero; I Torneo notturno U.S. O.M.T. Trecate; ALESSAI ALESSANDRIA: XI Coppa Pri­ mavera cat. Allievi; Il Coppa Glovamodifica età massima); nlssimi (con . MONDOVI OVI’: Coppa Vltt • Cesare Giusta •; jASTI: VI Trofeo notturno Porta(con modifica); comaro> cat. Allievi MOLFETTA: I Coppa Istituto Focolare; ANDRIA: I Coppa Città di Andria; FOGGIA: I Trofeo Diocesano CSI (con modifica); CAGLIARI: Coppa G. Lai. cat. Juniores;; Coppa CSI G.S. Arie­ te, cat. Junior ires; ORISTANO: III Coppa Grighine; ALES: * Coppi Città >a di San Gavino, cat. >Allievi; SASSARI: Torneo • Coppa Allievi »■ e Torneo • Coppa Junlores »; NOTO: I Coppa S. Francesco (con modifica); modifica) >AGRIGENTO: Il Trofeo Amicizia 19711: SlRACUSA: VII Edizione Coppa fPeres: MASSA: XV Torneo Luniglanese .(con modifica); Coppa Città di Massa; Ll-3ppa e Silvano CarVORNO: _ Decima Coi piteli! -; LUCCA: VII Trofeo « Ugo Ga­ brielleschl »; PISA: li Trofeo « Torre Pendente_ • ;. I Torneo o in notturna « Vallegraziosa »; VOLTERRA: VOLTER Targa Primavera. cat. Giovanissimi; Gl ‘ il; VERONA: Ili Trofeo ABA (con modifica)edifica) • FELTRE: Coppa Primavera 1971; * Trofeo Inter­ Trofei aziendale (con modifica); VICENZA: V Torneo Biennale • Don Bosco »; Il Torneo Notturno dei Bar Maranesl; VE­ RONA: Trofeo Mantoan.

mine della gara U.S. Città del Ragazzi - U.S. Olympia Cisterna; FARINA Sil­ vio o SAMPAOLESI Elio dell’U.S. Olympia Cisterna: 6 mesi di squalifica a datare dal 2.5.71 perché al termine della gara U.S. Città del Ragazzi U.S. Olympia Cisterna tentavano di aggredire l’arbitro minacciandolo; NORECI Gaetano. dell’U.S. Oscar Marta (Torino): ritiro definitivo della tesse­ ra, per aver colpito con un pugno, di striscio, l'arbitro della gara Oscar Marta - Juventus Blrlchln del 5.12.70: BIANCO Dolino, dell'U.S. Pantera (To­ rino): 3 anni di squalifica, a datare dal 28. 2 71, per ripetuti tentativi di aggressione e reiterate azioni offensi­ ve nel confronti dell'arbitro durante e a fine gara (partita del 28.2.71 fra Pantera - Barracuda). NOMINA

NUOVI

ARBITRI

PALERMO: Lo Cacciato Salvatore. Marsala Luigi, Marsala Santino. Ore­ fice Santo, Sances Salvatore, Schifano Franco, Glallanza Giovanni, Bonomo Giorgio, Bertorotta Antonino; PESCA­ RA: Schiazza Francesco. Di Gregorio Walter. Viola Antonio, Francano Da­ rlo, Macerone Eugenio, Leva Roberto: ALATRI: Clanfrocca Aurelio. Ardulni Antonio, De Brlto Bernardino, Florletta Antonio. Legge Giuseppe Mario. Mattone Domenico, Morlconi Sisto, Novelli Lanfranco, Piccirilli Antonio, Rossi Renato. Tornei Antonio; VICEN­ ZA: Chimetto Tarcisio, Bellétto Pie­ tro. Cattelan Gabriele; ORISTANO: Co­ ni Palmiere. Mells Costantino. Celli Quinto, Mura Mario, Llcheri Fausto: ORTE: Rinaldi Federico; BRESCIA: Gavazza Gaetano Angelo, Scanzi Gio­ vanni Battista, Olivieri Alessio, Boz­ zoli Sergio, Brunello •menu z-M Antonio, Itili lll>, Vischlo. ni Ferdinando. Signorini Olindo, Baro­ ni Guerrino. Giancarlo, <Gallo uuv, Busatta Giancarlo. Emilio; ROMA: Corsini Maurizio, De Lorenzls Mario, Flamini Fabio, Pensa Pei uiuiyiu, Giorgio, o< Salomone Serafino, Sgarra Gui­ do, do. Ala'lo Alello Antimo, Basso Paolo; TORI­ NO: De Martino Federico. II Segretario CONCETTO D'AQUINO Il Presidente GENEROSO DATTILO

APPROVAZIONE REGOLAMENTI FASI PROVINCIALI E ZONALI CAMPIONATI REGIONALI SAVONA: cat. Giovanissimi (con mo­ difica); CAGLIARI: cat. Giovanissimi; ENNA: cat. Giovanissimi; MASSA: cat. Giovanissimi.

OMOLOGAZIONE

RISULTATI

TORNEI

NAPOLI: Trofeo Interaziendale, vin­ cente U.S. U.S. Italcold; SALERNO: VII Coppa Città di Salerno, cat. Ju­ niores, vincente G.S. Angelo di San Severino, la Coppa Disciplina è stata assegnata ai GG.SS. Virtus Galano di Pisciano e Virtus Giffonl di Glffoni Valle. ATTIVITÀ’ LOMBARDA DAL C.R. LOMBARDO

BERGAMO: IV Torneo notturno Gio­ vanni Castelli; I Trofeo Esercenti e Commercianti: XVII Torneo Estivo di Martinengo; Trofeo Giuseppe Merelli; IV Torneo C.T.G. Stezzano; I Trofeo G. Battista Vitali di Trevlolo; Torneo dell’Amicizia; Trofeo Roberto Austonl; COMO: I Trofeo Maglierie Mimosa: I Trofeo Interbancario; IV Edizione Tor­ neo Serale Industria e Commercio; CREMA: III Trofeo S. Giovanni Bo­ sco; I Trofeo Capralbese; I Trofeo Pierino Nichettl. PROVVEDIMENTI

DISCIPLINARI

Ad Atleti: CANETT1 Giorgio dell'U.S. Vico Po (Parma): ritiro definitivo della tessera por aver colpito con uno schiaffo, do­ po essere stato espulso dal campo, l'arbitro della gara luv. Vlcopò - Llb Sissa dell'11-4-71; PROVIZI Marcello. dell'U.S. Olimpia Cisterna (Latina): 3 anni di squalifica a datare dal 2-5-71. per gravi Ingiurie e spinte all' arbitro della gara U.S. Città del Ra­ gazzi di Roma - U.S. Olimpia Cisterna, alla fine della gara stessa, tentando inoltre di aggredirlo e per aver colpi­ to con un calcio ad una mano un guardiallnee " tee ufficiale; ufficiale RIGGI Franco, dell’ U.S. C Olympia Cisterna: 3 anni di squa­ lifica. a datare dal 2.5.71, per aver colpito l'arbitro ad un braccio al ter-

Roma, 3 giugno 1971

REGISTRAZIONE REGOLAMENTI CAMP. NAZ.LI APPROVATI DAL COMITATO LOMBARDO PAVIA:

Giovanissimi

OMOLOGAZIONE RISULTATI FASI PROVINCIALI E ZONALI AUT. CAMP.TI NAZ.LI

TEMPIO PAUSANIA: Allievi sq. part. 5 ha vinto U.S. Efislo Corona di La Maddalena; TORINO: Allievi sq part. 13 ha vinto C.U.S. • A .; TRIESTE: Al­ lievi sq. part. 10 ha vinto U.S. Are-Li­ nea ■ A •: Juniores sq. part. 7 ha vin­ to U.S. Enaoli . A VITTORIO VENETO: Juniores sq. part. 8 ha vinto U.P. CSI Provvidenza;

APPROVAZIONE REGOLAMENTI FASI REGIONALI CAMPIONATI NAZIONALI SARDEGNA: Allievi e Junlores: OMOLOGAZIONE RISULTATI FASI REGIONALI CAMPIONATI NAZIONALI LOMBARDIA: Allievi comitati part. 10 ha vinto U.S. S. Egidio di Mantova; Junlores comlt. part. 9 ha vinto U.S. Nese di Bergamo; MARCHE: Allievi comlt. part. 2 ha vinto G.S. Fulgor di Ancona: Junlores comlt. part. 3 ha vin­ to G.S. Vis Pai di Ancona; PUGLIA: Allievi comit. part. 6 ha vinto CRAL Aeronautica di Gioia del Colle (Bari); Juniores comit. part. 5 ha vinto U.S. Landolfl di Molfetta; TOSCANA: Junlo­ res comit. part. 7 ha vinto U.S. Don Bosco di Livorno;

33


MANIFESTAZIONE A CARATTERE LOCALE

belunghe Vito, Passalacqua Carmelo, Coltivasene Sergio, Panizzardl Sandro. Cerlani Romano; Ha altresì nominato Segnapuntl CSI con stessa anzianità I sottonotatl signori: Masera Edoardo. Soragni Paolo. Portafusero Massimo, CaPJ^onl M. Luisa, Naranzonl Daniele, Milanesi Tiziana;

Approvazione Regolamenti

ASCOLI PICENO Torneo Giovanissi­ mi; FELTRE: 2 Edizione Torneo Boscariz; NAPOLI: Coppa CSI Giovanissimi. REGISRAZIONE RISULTATI OMOLOGATI DAL COMITATO LOMBARDO

RINNOVO TESSERE PERSONALE TECNICO AUSILIARIO STAGIONE SPORTIVA 1970.71

LECCO 2 Torneo Femminile sq. part 13 ha vinto G.S. Monte Siro;

Arbitri

CORSI TECNICI

CAGLIARI: Marco Enrico. Sai Sau Marisa; vale Carlo:

Ratifica Risultati

Concentramento di Potenza Crai Aeronautica - CSI Palmi

arbitri: 2-1 (14/16-15/7-15/1) Pezzano. Delfino. Angrisani 2-0 (15/1-15/0) arbitri: Scannapleco. Pezzano, Cafarelli Crai Aeronautica - CUS Catania 0-2 (12/15-7/15) arbitri: Delfino, Scannapleco. Cafarelli

CUS Catania - CSI

1) CUS Catania 2) Crai Gioia del 3) CSI Palmi

Palmi

Classifica Finale 2 2 4 0 2 1 1 2 2 0 2 1

Colle

60 63 25

0 3 4

20 54 74

4 2 0

Il CUS Catania è ammesso alla finale nazionale.

Sercl. Scarpetta S TORINO:: Carne-

Il Seijgretario FABRIZIO PI ’RIOLISI

VIGEVANO: La CTN visti I verbali d' esame ha nominato I sottonotati si­ gnori Arbitri CSI con anzianità 26.4.71: Ornati Roberto. Tessarin Natale, Gam-

Il Presidente FILIPPO DRAGOTTO

JUNIORES

Pro - eliminatorie: Vicenza: A.P. Bolzano - Enaoll Trieste letto, Faulirl, Salmaso

3-1

(15/3-15/4-9/15-15/7)

Classifica Finale 110 3 10 11

1) A.P. Bolzano 2) Enaoli Trieste

24 54

54 24

1 3

arbitri:

Nlco-

2 0

L’A.P. Bolzano è ammessa alla fase Interregionale.

Sassari: S. Paolo Cagliari - Albadocila arbitri: ~ Calieri, Coni, ~ Cherchi

Savona

3-1

(15/13-15/10-4/15-15/7)

Classlfica Finale

1) S. Paolo Cagliari 2) Albadocilia Savona

110 3 10 11

L’U.S. S. Paolo di Cagliari è ammessa alla fase

49 45

1 3

45 49

2 0

interregionale.

Fasi Interregionali:

Concentramenti di Lucca

Roma, 3 giugno 1971

Viglianese - Sporting - w Club - -----Don Bosco ~S. ~Paolo Don Bosco ..... Sporting Club S. Paolo - Viglianese

CAMPIONATI NAZIONALI PALLAVOLO OMOLOGAZIONE FASI INTERREGIONALI

Don Bosco - Viglianese

Sporting

Club

S.

Paolo

0-2 i (12/15-7/15) v-t it/ w-i/ i

arbitri: munii. uciu, Setti Mlchellni, Sclrè 2-0 (15/5-15/7) arbitri: Vandelli, aiiuem, Meschlarl. Meschlarl, Setti 2-0 (15/11-15/2) arbitri: Setti, Vandelli, Meschiari arbitri: Meschlarl 1-2 • “ (15/13-13/15-1/15) arbitri: Meschiari. Scirè, Michellni 2-1 (15/9-5/15-15/4) arbitri: Meschlarl, Setti, Vandelll 2-0 (15/9-15/10) arbitri: Michelini, Scirè, Meschiari

Classifica Finale

ALLIEVI

Concentramento di Casadio Rosmini Casadio

Padova 2-0 (15/8-15/4) arbitri: Ciocca. :ca, Nlcoletto, Feltini 2-0 (15/13-15/6) arbìtri: Nlcoletti icoletto. olet Bertoldin, Faulìeri arbitri: 2-0 (15/9-15/10) ‘ "Bardolin. ‘ ‘ Faulìeri, Feltini

Are Linea Are Linea Rosmini

1) 2) 3) 4)

Don Bosco Livorno Sporting Club Ostia Viglianese Biella S. Paolo Cagliari

3 3 3 3

6 4 2 2

ò 3 5 6

90 78 81 72

44 78 92 108

6 4 2 0

L’U.S. ACLI Don Bosco di Livorno è ammessa alla finale nazionale.

Classifica Finale 1) Casadio Ravenna 2) Rosmini Trento 3) Are Linea Trieste

2 2 2

Il G.S. VV.F Casadio di

2 1 0

0 1 2

4 2 0

31 49 60

60 49 31

0 2 4

Concentramento di Chieti

4 2 0

Landolfi - Fresilia Tacito ■ Vise Pai

Ravenna è ammesso alla finale nazionale.

Landolfl

Tacito

Fresilia

Vis

Pai

Vandelli.

Landolfl

Vis

Pai

Vezzoni,

Fresilia

Tacito

Concentramento di Vigevano

Pallavolo Don CUS Torino

S.

Bosco - S.

arbitrl:

Egidio

Pallavolo Don

Egidio - CUS Torino

0-2 (8/15-12/15) Anzaloni Bosco 2-0 (16/14-15/5) Vandelli 2-0 (15/6-15/7) Vezzoni Classifica Finale 4 2 2 0 1 1 2 2 2 2 0 0

1) U.S. S. Egidio Mantova 2) C.U.S. Torino 3) Pallavolo Don Bosco Ge

Vezzoni, Ansaioni.

arbitri: arbitri:

0 2 4

Vandelli,

60 44 39

33 49 61

2-0 (15/4-15/5) arbitri: Angelini, Angelini, Cataluccl, Ordine 0-2 (8/15-4/15) arbitri: Zurovich, Cataluccl, D’Amicodatri 2-1 (15/13-9/15-15/9) arbitri: Cataluccl, Zurovich, Cerreto 0-2 (7/15-1/15) arbitri: Ordine, Angelini, D'Amicodatri arbitri. 0-2 (9/15-7/15) Angelini, Ordine, D'Amicodatri 0-2 (10/15-2/15) arbitri: Cataluccl, D’Amicodatri. Cerreto

Ansalonl.

Classifica Finale 1) 2) 3) 4)

4 2 0

Vis Pai Ancona Landolfi Molfetta Tacito Terni Fresilia Campobasso

3 3 3 3

3 2 1 0

0 1 2 3

6 4 3 0

0 3 4 6

90 85 79 29

36 76 81 90

6 4 2 0

L'U.S. Vis Pai di Ancona è ammessa alla finale nazionale.

L'U.S. S. Egidio di Mantova è ammessa alla finale nazionale Concentramento di Messina Concentramento di Faenza

Ruini - Fulgor Monselice - Fulgor Ruini - Monselice

Zaghi, Braglla, Meschiari 2-0 (15/1-15/5) arbitri: Zaghi 2-0 (15/4-15/4) Braglia, Meschiari, Zagni . . . . arbitri: F „ K4 io i 7 ìo 2-0 (15/5-15/13) arbitri: Meschiari. Zagni, Braglia

Classifica Finale 4 2 0 1 1 2 0 2 0

1) Ruini Firenze 2) Monselice Padova 3) Fulgor Ancona Il G.S. VV.F. Ruini di

2 2 2

Firenze è ammesso alla

60 48 14

0 2 4 finale

24 38 60

4 2 0

Cannizzaro • Padula Sporting Club - Juvenllia Cannizzaro - Juvenilla Padula - Sporting Club Cannizzaro - Sporting Club Padula - Juvenilla

1) 2) 3) 4)

nazionale

Cannizzaro Palermo Padula Napoli Sporting Club VII. S.G. Juvenllia Potenza

2-0 2-0 2-0 2-0 2-0 2-0

(15/5-19/17) (15/8-15/9) (15/4-15/12) (15/7-15/9) (15/5-15/7) (15/7-15/3) Classifica 3 3 3 2 3 1 3 0

arbitri Freni, Garozzo. Sozzi arbitri: Garozzo.. Sangiorgi, w w . Ardizzone arbitri: Sozzi, Ravenda, Biondo arbitri: Sangiorgi, I, Sozzi, Ardizzone Ardizz< arbitri: Garozzo. Biondo, Ravenda ' ' • • arbitri: Ravenda, Freni, Biondo

Finale 0 1 2 3

6 4 2 0

0 2 4 6

94 82 58 43

50 60 77 90

6 4 2 0

L'U.S. Cannizzaro Conca d’Oro di Palermo è ammessa alla finale nazionale. Concentramento di Grosseto Virtus - Arlstana S. Tarcisio - Virtus

Arlstana - S.

Tarcisio

2-0 (15/8-15/0) arbitri: Nenclnl. Saviozzi. Borgato 1-2 (11/15-15/8-3/15) arbitri: Borgato, Nenclnl, Saviozzi Borgato, 1-2 (12/15-15/13-4/15) arbitri: Savlozzl, Nencini

Concentramento di Rovigo A.P. Bolzano - Aurora Nese Ferronl - Scar Fiat A.P. Bolzano Ferroni Aurora Nese Scar Fiat

Classifica Finale 1) Virtus Perugia 2) S. Tarcisio Roma 3) Aristana Oristano

2 2 2

2 1 0

0 1 2

4 3 1

1 3 4

68 72 39

37 69 73

A.P. Bolzano Aurora Nese

4 2 0

Classifica Finale

L'U.S. Pallavolo Virtus di Perugia è ammessa alla finale nazionale.

Concentramento di Napoli Padula - Virtus

3-0 (15/4-15/1-15/12)

arbitri:

1) 2) 3) 4)

Castagna. Testa.

Classifica Finale

1) Padula Napoli 2) Virtus Campobasso Il G.S. W.F. Padula di Napoli

34

110 3 0 45 17 10 10 3 17 45 è ammesso alla finale nazionale.

2 0

Scar Fiat Ferronl

Moreale, arbitri: Canclanl, 1-2 (10/15-17/15-6/15) Callln 0-2 (3/15-13/15) arbitri: Callln, Marcon, Moreale ’ Canclanl, Marcon 0-2 (6/15-1/15) arbitri: Moreale. Marcon, Callln, Con1-2 (10/15-15/11-4/15) arbitri: L ciani 0-2 (9/15-4/15) arbitri: CanclanlI, Marcon, Callin 0-2 (9/15-1/15) arbitri: Callln. (Canclanl, Marcon

Scopa

Scar Fiat Ferrara Ferronl Verona Aurora Nese A.P. Bolzano

L'U.S. Scar Fiat Copparo di

3 3 3 3

3 2 1 0

0 1 2 3

6 4 3 1

1 2 5 G

Ferrara è ammessa olla

101 76 87 53

58 50 104 105

6 4 2 0

finale nazionale. Il Segretario icgretario PRIOLISI

fabrizio

Il Presidente FILIPPO DRAGOTTO


Categoria

14

pallacanestro Roma, 16 maggio 1971 CAMPIONATO NAZIONALE

II Segretario ANGELO RAINERI

Visti i verbali delle Commissioni Esecutive in campo, si ratificano i risultati dello fasi Interregionali, adot­ tando I provvedimenti conseguenziali di propria competenza.

1.) CONCENTRAMENTO

DI

il presidente UMBERTO GARCEA

GENOVA

I

15

Categoria Juniores

58 (AA. C.S.I Biella - Urania 56 Fossati-Mantovani) Manzoni Siena _ Urania Milano 52-69 (AA Schlaffino-Panclera) La SS. Urania Milano è ammessa alla fase nazionale. PROVVEDIMENTI

pallacanestro

2.) CONCENTRAMENTO

DI

FERRARA

Categoria Allievi C.G. Studenti Trieste G.S. Olim­ pia di Pesaro 42 po (AA. MlngazziRotondo) Siloplast R. Emilia - U.S. Condor di Pesaro 75 • 38 (AA. Guidozzi-Maselli) C.G. Studenti Trieste - Siloplast R. Emilia 33 • 91I (AA. Rotondo-Soglia) L’U.S. Slloplastt di Reggio Emilia è ammessa alla fase nazionale.

Categoria Juniores

G.S. Idachina di Padova - Nastro Azzurro di Udine 60 - 62 (Degli Espo­ sti-Soavi) U.S. Loreto di Pesaro - S S. Murrl di Bologna 81 - 79 (Soglia-Bonaretti) Nastro Azzurro di Udine - U.S. Lo­ reto di Pesaro - 82 - 62 (Maselli- Guldazzi) L’U.S. Nastro Azzurro di Udine è am­ messa alla fase nazionale.

ATTIVITÀ’ LOCALE Approvazione Regolamenti TORTONA: Torneo pallacanestro Ctg. Juniores « Coppa CSI 1971 »; ALESSAN­ DRIA: Coppa 1 maggio Ctg. Allievi, 1 Coppa Città di Valenza - Ctg. Juniores 1 Coppa città di Alessandria; MILANO: Torneo di Maresso e Torneo femminile pallacanestro » Lombardia ■: BOLOGNA: Torneo Camera di Commercio Ctg. Al­ lievi e Torneo Cassa di Risparmio Ctg. Juniores; VICENZA: Torneo primaverile Juniores; NAPOLI: 1 Coppa G.S. La Salle 1971 Ctg. Giovanissimi; CATAN­ ZARO 1 Torneo Mini-Basket G.S. Acri; Omologazione Regolamenti LAMEZIA TERME: Ct< tg. Juniores 1 Basket Virtus A. 2 CSI Nicastro A. 3 Basket Virtus B;

GIOVANISSIMI

CAMPIONATO Omologazioni

Risultati

MESSINA: 1 GS. Pantaleon. 2 G.S. Cuore. 3 CSI Mini-Basket: MATERA: 1 Libertas Picciano, 2 Libertas Santuario, 3 Libertas S. Bene­ detto: S.

CORSI TECNICI LAMEZIA TERME: so arbirtri; NOTO:

Autorizzazione corCorso Arbitri:

PORWEDIMENTI DISCIPLINARI

3) CONCENTRAMENTO

DI

ROMA

Categoria Allievi

Stello Marine Ostia - G.S. Silver Chieti 76 - 36 (AA. Di Leila- Scardaone) G.S. Enpas Spoleto - G.S. Ferrini Ouartu 35 - 39 (AA. Vassallo - Dato) Stelle Marine Ostia - G.S. Ferrini Ouartu 75 - 32 (Fornarl-Teofili) Il G.S. Stelle Marine Ostia è ammes­ so alla fase nazionale. Categoria Juniores

G.S. Aquila Cagliari - U.S. Sam Ro­ ma 55 - 47 (AA. Fornari-Forcina) Mobilplastica Chieti - Pai. Robur Spo­ leto 42 - 18 (AA. Tooflll-Rozzi) Mobilpastlca Chioti - G.S. Aquila Cagliari 49 - 38 (AA. Vassallo-Forcina) Il G.S. Mobilplastica di Chieti è am­ messo alla fase nazionale. 4.) CONCENTRAMENTO DI SALERNO Categoria Allievi

G.S. Fiamma Poi. Catanzaro Lido Taranto 52 ___ ____ 35 (AA. Ugatti-Parcnte) B.C. Piscinola Napoli - S. Cuoro Mllazzo 47 - 45 (AA. Monastero-Allegro) B.C. Piscinola Napoli - Poi. Catan­ zaro Lido 50 - 45 (A.A. Mllocco-Allogro) Il B.C. Piscinola Napoli ò ammesso alla fase nazionale.

Classifica finale

G.S. Slloplast (Novellara) - G.S. Stel­ le Marine (Ostia-Roma) 92-59; arbitri: Stefanutti di Venezia e Montella di Napoli. A.P. Lissone (Milano) B.C. Piscinola (Napoli) 70-40; arbitri: Buonomini di Roma e Baldini di Firenze.

1. SS Nastro Azzurro 3 0 113 102 6 Cividale 21 114 104 4 2. CSI Urania Mlano 3. La Sorgente Berck. 1 2 47 50 0 Napoli ’ 0 3 136 154 0 4. Mobilplastica Cheti • penalizzata di 2 punti La Società Nastro Azzurro di Cividale del Comitato CSI di Udine è proclama­ ta campione nazionale juniores del CSI per II 1971.

pallacanestro Roma, 14 giugno 1971 OMOLOGAZIONE RISULTATI FINALI CAMPIONATI NAZIONALI MONTECATINI TERME 8-10 GIUGNO 1971 CATEGORIA ALLIEVI

3J giornata Roma, 25 maggio 1971

DISCIPLINARI

Verdesca Ugo (Aiuto allenatore Ura­ nia) - Sospeso a tutto il 9 luglio 1971 perché In occasione di una decisione arbitrale, comminata nel confronti di un giocatore della sua squadra, rivolge­ va agli arbitri frase lesiva della loro dignità e, sebbene espulso, al termine della gara, rientrava sul terreno di gio­ co ed indirizzava nuovamente, ai pre­ citati giudici, una similare frese.

2J giornata

16

1a giornata

Categoria Allievi A.P. Lissone - I Passi Pisa 57 38 (A.A. Guccini-Panclera) La Salle Torino - A.P. Lissone 66 - 67 (A.A. Baletto-Benzi) L’A.P. Lissone di Lissone è ammessa alla fase nazionale.

B.C. Piscinola (Napoli) - G.S. Silo­ plast (Novellara) 27-60; arbitri: Cagnaz­ zo di Roma e Mantovani di Genova. G.S. Stelle Marine (Ostia-Roma) A.P. Lissone (Milano) 63-79; arbitri: Co­ glitore di Messina e Montella di Napoli.

fatti gli opportuni ed immediati aocertamentl; considerato che effettivamente I pre­ detti giocatori hanno preso parte a gare di promozione, anche se nulla risultava sui cartellini FIP e sulla dichiarazione presentata dalla Società; visti gli articoli 6 del Regolamento del campionati nazionali del CSI e 6/c, 6/c2 del Regolamento delle finali na­ zionali e l’art. 240 del R.E. della FIP; delibera: — a) accogliere II reclamo, omologando la gara G.S. Berckmans La Sorgente di Napoli - CSI Urania di Milano con il risultato di 0-2 (arbitri: Vitolo di Pisa e Cagnazzo di Roma) ; — b) penalizzare di 1 punto In classifi­ ca la squadra Berckmans La Sorgente di Napoli; — c) sospendere, con effetto Immedia­ to. I giocatori Petrucciolo Domenico e Briganti Aniello; — d) rimettere gli atti alla CTN Pallacanestro per gli ulteriori defiinitlvi prov’ cir~“ vedlmenti nei confronti della precitata Società e suindicati giocatori; — e) restituire la tassa reclamo.

Juniores

C.S.I. Berckmans La Sorgente Napo­ li - Basket Virtus Nicastro 80 - 41 (AA. Ugatti-Mllocco) C. Ferrini Brindisi - Juvenilia Tra­ pani 67 - 48 (AA. Glannone-Glordano) C.S.I. Berckmans La Sorgente Napo­ li - Ferrini Brindisi 85 - 50 (AA. Ugatti-Giannone) Il C.S.I. Berckmans La Sorgente di Napoli è ammesso alla fase nazionale.

OGCETTO: RICORSO POL. C.S.I. S. iv.. /-M-oiiNvj, avverso la deliM. ALBINO. bera assunta dalla C.T.R. CSI di Na­ poli di respingere il reclamo inerente alla gara allieviPiscinola-Cava (San Egidio) del 10.4.1971. Visto il ricorso in oggetto indicato: La C.T.N. Pallacanestro si ò riunita por esaminare le motivazioni del ri­ corso stesso. Esaminato il carteggio allegato e la causale addotta; Constatato che la delibera Inficiata è inerente ad una gara disputata nell’ ambito della fase regionale; Considerato che questa C.T.N.. ai sensi dì quanto disposto dall’art 260 R.E. della F.I.P. cui si richiama l’ulti­ mo comma dell’art. 13 del Regolamen­ to Nazionale dei campionati del C.S.I. non può prendere in considerazione re­ clami presentati in seconda istanza, per quanto attiene a gare di concentra­ menti: DELIBERA luiuiu EGIDIO

1.) Considerare improponibile reil clamo presentato in seconda Istanza dalla Poi. C.S.I.. S. Egidio M. _________ . . Albino: 2.) Restituire la tassa reclamo. ti Segretario ANGELO RAINERI

Il Presidente UMBERTO GARCEA

G.S. Stelle Marine (Ostia-Roma) - B.C. Piscinola (Napoli) 75-48; arbitri: Man­ tovani e Baldini. A.P. Lissone Milano) - Siloplast (No­ vellara) 68-77; 68-77: arbitri: Buonomini e Vitolo.

Classifica finale

Siloplast Novellara 3 0 229 154 6 A.P. Lissone 2 1 217 180 4 Stelle Marine Ostia 1 2 190 226 2 B.C. Piscinola Napoli 03 115 205 0 La Società Siloplast Novellara del Comitato CSI di Reggio Emilia è proclamata campione nazionale allevi del CSI per il 1971. 1. 2. 3. 4.

GARA TIRI LIBERI

Categoria allievi: Soc. I3 classifica­ ta: Nastro Azzurro di Cividale: atleta 1° classificato: Tuzzi Francesco della Nastro Azzurro. Categoria juniores: Soc. 1a classifcata: A.P. Lissone: atleta 1° classificato: Cogliati Mario dell’A.P. Lissone. egretario Il Se< RAINERI ANGELO F.

Il Presidente UMBERTO GARCEA

CATEGORIA JUNIORES 1a giornata

CSI Urania (Milano) - SS Mobilplasti­ ca (Chieti) 56-44; arbitri: Stefanuti di Venezia e Baldini di Firenze. SS Nastro Azzurro (Cividale) - G.S. Berkmans (Napoli) 2-0 (a seguito irre­ golarità di tesseramento) (1).

?

2- giornata

3

SS> Mobilplastica (Chieti) SS Nastro Azzurro irro (Cividale) 46-51; arbitri: Co­ glitore di Messina e Mantovani di Ge­ nova. G.S. CSI Berkmans La Sorgente (Na­ poli) - CSI Urania (Milano) 0-2 (a seguito irregolarità di tesseramento) (2).

34 giornata

SS Mobilplastica (Chieti) - La Sor­ gente Berkmans (Napoli) 46-47; arbitri: Coglitore e Cagnazzo. CSI Urania (Milano) - SS Nastro Az­ zurro (Cividale) 56-60; arbitri: Stefanut­ ti e Montella. (1) — La Commissione Esecutiva in campo; considerato che alla gara in questio­ ne hanno preso parte i giocatori Petric­ ciuolo Domenico e Briganti Aniello (Berckmans La Sorgente di Napoli) da ritenersi in posizione Irregolare per accertata partecipazione a gare del cam­ pionato di promozione della F.I.P.: visto l’art. 6 del Regolamento dei campionati nazionali CSI, l’art. 6/c del regolamento finali nazionali e l’art. 243 del R.E. della F.I.P.; delibera: — omologare la gara suindicata: SS Nastro Azzurro Cividale - G.S. CSI La Sorgente Berckmans di Napoli 2-0 (arbi­ tri: Buonomini di Roma e Vitolo di Pisa) — penalizzare di 1 punto In classifica la Soc. Berckmans La Sorgente. (2) — La Commissione Esecutiva in campo: letto il reclamo presentato dal G.S. Urania per la posizione irregolare dei giocatori Petricciuolo Domenico e Bri­ ganti Aniollo della Società Berckmans La Sorgente di Napoli, in quanto tesse­ rati alla F.I.P., hanno preso parte ad alcuni incontri del campionato di pro­ mozione nella giurisdizione della Zona 22 di Napoli:

nuoto Roma, 30 maggio 1971

CAMPIONATI

NAZIONALI

Approvazione

Regolamenti

MANTOVA: Campionati provinciali Categ. Giovanissimi. Allievi e Juniores. riserprevio aggiornamento delle gare r:ser= vate alla Ctg. C dei giovanissimi; ni: laziali: ROMA: Campionati provinciali laziali; Omologazione Risultati ROMA: Campionati provinciali laziali: ATTIVITÀ’

LOCALE

Approvazione

Regolamenti

TRENTO: Campionati sociali maschi­ li e femminili; PAVIA: Trofeo Azzurro; MODENA: Incontro fra le rappresen­ tative di Modena e Trento in memoria di Bertolani Francesco: SALERNO Coppa Betlemme: SALERNO: 1 Trofeo Giochi della gioventù; Omologazione Risultati SALERNO: Coppa Betlemme ■ Ctg. Esordienti: Ragazzi e Juniores: TRENTO: Manifestazione sociale Ctg. Maschile e Femminile; PAVIA: Trofeo Azzurro; CC.TT.PP. e ZZ. ROMA: Presidente Vespa C., Mem­ bri Lattanzi V. e Fiorentino C.; Il Segretario ANGELO RAINERI Il Presidente ARMELLONI CARLO

35


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