A T~'X T T T A i periodico sport. A ) | HV| UFFIC.PERGLIAT2 k 1_ Z 1 J 1 Z 1 TI DELLA F.A.S.C.I. Si pubblica il 15 e il 30 del mese Direzione ed Amministrazione
ROMA - Via della Scrofa, 70 - ROMA
anno xviii — N 8
ROMA — 30 aprile 1923 Conto corrente postale
intenderei La F.A.S.C.I. non ha un programma! Ecco quello che si va dicendo un po’ dapper tutto, rendendo cosi più difficile che mai l'opera
federale. Parleremo ampiamente della cosa sotto tutti gli aspetti, ogni volta che se ne presenterà l'occa sione. Oggi crediamo opportuno accennare ad una vecchia storia che in questi tempi di rinnovate attività rei campi ginnici sportivi è stata rimessa in circolazione. « Voi della F.A.S.C.I., avete fatto il contr’altare : voi non avete il diritto di dividete le organiz zazioni sportive, voi non potete entrare nel campo libero dello sport... ». Noi intanto siamo al nostro posto non per vo lontà nostra, ma perchè l’Autorità da cui dipen diamo così ha voluto, nell’interesse dei giovani, per i fini complessi dell'azione cattolica. In se condo luogo noi non ci occupiamo di una sola cosa; non facciamo il contr’altare per gusto o per settarietà. Noi ci occupiamo di educazione fisica nel1 senso più lato perchè per noi l’educazione fisica non è fine a sè stessa, ma mezzo di edu cazione morale. Perciò se ieri prevalentemente ci occupammo di ginnastica fu perchè la ginnastica strappava i giovani dai nostri circoli, oggi sem pre per le stesse ragioni — il deliberato del con gresso di Asti del 1922 informi — vogliamo oc cuparci di tutto il complesso degli sports perchè oggi gli sports sono quelli che più ci danneg giano. C’è un punto in cui siamo in fondo tutti d’ac cordo che cioè oggi la gioventù deve fare moto, deve esercitarsi fisicamente e che la G. C. I. non può disinteressarsi de! movimento sportivo. La società sportiva cattolica si??? Su questo siamo tutti d’accordo... Ma si è pen sato alle conseguenze di ciò? E i pericoli? Spesso quando un giovane domanda di entrare a far parte di una società sportiva cattolica ignora quali differenze sostanziali vi siano fra essa e le altre, e crede di potersi occupare di ginnastica e di sport, esclusivamente, facendosi un dovere di mancare a tutte le manifestazioni che la società promuove nel campo della cultura, della morale e della religione. Accade così che la società manca di una forza organica e lentamente si trasforma da cattolica a neutra ed anche peggio! Bisogna che i principii essenziali su cui si basa la vita di una società cattolica vengano sempre rigidamente ri spettati, bisogna che i soci comprendano di esse re insieme riuniti per attuare un programma che
non è solamente fisico ma che attinge le sue ra gioni di vita ai più alti ideali della morale e del
la fede. Ci vuole un miracolo federale per la disciplina, per il controllo per la difesa, perchè il circolo sportivo deve avere per fine di risvegliare nei so ci una salda e sicura coscienza cattolica per farne degli individui che pratichino la vita cristiana, per innamorarli del dovere, della carta sociale, per iniziarli all’esercizio di Questa carità, per far sì, in una parola, che la fede loro, eccitata, custodita e rafforzata nei primi tempi, si traduca in forza operante per il bene del prossimo e per l’orien tamento della società verso Dio. Le società sportive spinte nel gran mare della attività i az’onal' non hanno più che una finalità da raggiungere, quello di vincere a qualunque costo. Non si può del resto unire vasi di creta t a vasi di rei"o, la ba'tagaa si fa -llori ad armi impari e si perde necessariamente. Difatti quando una società vuole prender parte ad un concorso a grande stile ad un campionato di fcot-ball ad una gara importante, si preoccupa subito di una cosa : preparare un lotto capace di concorrenti e, se i buoni concorrenti mancano si cercano in casa altrui. Così s’infiltrano in un am biente sano e morale giovani anche corrotti che in nome delle loro specialità ginnico-sportive credo no d’avere il diritto di passar sopra a regolamenti e statuti. Quando poi il concorso è terminato i ginnasìi di ventura presi i premii, così poco lealmente vin ti, se ne tornano là donde erano venuti lasciando però nella società un principio di indisciplina e magari di ribellione. I direttori, i presidenti, gli assistenti ecclesia stici debbono tener presente questo principio car dinale per una società cattolica che l’essere un campione non dispensa dai più elementari doveri sociali, e che la società può vivere anche senza campioni, per il principio costantemente affé-mato che è meglio ottenere poco da molti che molto da pochi. E’ bello l'entusiasmo che spinge i giovani ad una sapiente preparazione per conquistare un al loro. ma non è degno di cattolici il premio car pito con inganno o con arzigogoli da leguleio. Per far vivere una società sportiva o ginnastica ci vuole molto. Anzi moltissimo, è meglio non costituirla, però, quando non si vede la possibilità di saperla ben guidare e far prosperare ; le so cietà sportive anemiche sono più dannose che
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Abbonamento annuo . . . L. 5.— » sostenitore. . » 10.— Per i ginnasti tesserati . . » 3. •utili, perchè fanno nascere nei giovani il deside rio dello sport senza poterlo soddisfare. Lo sappiamo i problemi non sono facili, nè semplici. Non si crea tutto un movimento per ca priccio, nè per capriccio si uccide. La verità è questa che i cattolici si sono preoc cupati da anni della educazione fisica dei giova ni, hanno cercato di difendere un principio di educazione per non far si che la ginnastica e gli sport divenissero fine a sè stessi : Ha F.A.S.C. 1. ha cercato di assolvere nel modo migliore il compito che ad essa era affidato... Per l’avvenire si deve cambiar strada? E’ oggi opportuno un nuovo indirizzo federale? Sia: discutiamo, sere namente, senza personalità della cosa, e poi nul la vieterà si possa prendere la decisione che sia più vantaggiosa per la gioventù cattolica d’Italia. R. d’A.
Il Pontefice Santo In questi giorni una breve nota di cronaca ci ha informati che è stata introdotta la causa per la beatificazione di S. S. Pio X, di venerata memo ria. La F.A.S.C.I. non può lasciar passare sotto si lenzio un fatto di così alta importanza; non può non ricordare la grande bontà, la paterna prote zione, l’incoraggiamento mai venuto meno del Pontefice Santo, oggi in cui una nuova gioia ral legra la Chiesa di Roma. Se infatti sorse la nostra Federazione fu per opera Sua : fu perchè dall’alto del Vaticano una voce nuova e piena di ardire chiamò a raccolta tutti i giovani ginnasti cattolici. Bisogna oggi ri cordare ; è la nostra storia ed è la nostra gloria ; è il passato che deve in una rievocazione serena aprire le porte dell’avvenire. L’Anima mite e buona del Pastore aveva com preso subito quello che molti oggi ancora non sanno non riescono a comprendere. La gioventù ha bisogno di svago, di diverti mento per non pensare al male; la gioventù ha bisogno di addestrarsi nelle membra per essere forte fisicamente, ma anche per logica conseguen za, moralmente. Il vizio uccide e corrode ; nel male si perde la gioventù ogni giorno irreparabilmente, bisogna salvarla. Non solo : con Io scopo di fare ginna stica e sport i nemici da tutte le parti c’invidia no. I giovani attratti dalla passione per gli sports abbandonano le nostre .società giovanili, i nostri crateri; bisogna difendersi... Ed eccto la parola alta e benefica del Padre che scende dal Vaticano e traccia la via : « Ammiro e benedico di cuore tutti i vostri giuochi e passatempi : fa ginnastica, il ciclismo, l’alpinismo, la nautica, il podismo, le passeggia te, le gare, i concorsi e le accademie alle quali vi dedicate : perchè gli esercizi materiali del cor-
STADIUM po influiranno mirabilmente sugli esercizi delio spirito ; perchè questi trattenimenti richiedendo pur del lavoro, vi toglieranno all’ozio che è pa dre dei vizi ; e perchè finalmente le stesse gare amichevoli saranno in voi una immagine dell'e mulazione nell’esercizio della virtù ». Dopo la benedizione del Padre il movimento no stro doveva prosperare, svilupparsi, ingigantirsi..* Dopo che furono aperte le porte del Vaticano al l’onda della giovinezza nuova forte e pura, non restava che mettersi al lavoro alacremente senza posa. E la F.A.S.C.I. lavorò, tenacemente liberamen te perchè si sentiva sicura, sentiva che l’occhio vigile del Padre la seguiva, l'incoraggiava, la be nediceva. Il periodo più luminoso della nostra vita iu quello appunto quando, tinto di sangue l’orizzon te d’Europa, il grande Animatore della F.A.S.C.I. si ripiegò in un dolore profondo e straziante, quando davanti allodio che iniziava la strage il Suo Cuore si spezzò vinto, ci sentimmo come abbandonati, come soli davanti all’opera nuova da seguire, davanti all'incendio che oramai le vava le sue lingue di fuoco nei cieli d’Italia. La. guerra fu per noi causa di grandi rovine. Morto il Pontefice che ci aveva spinti nell’ar duo cammino, sembrò che mille difficoltà, mille ostacoli ci si parassero dinnanzi. Le rovine in fatti si accumularono le une sulle altre facendo perdere alla nostra Federazione la linea da se guire e la forza per le difese. Dopo la morte del Prof. Baumann, scrivevo così dal fronte, un po’ sgomento un po’ ancora fiducioso nelle forze federali : « Morti il Fratei Biagio, l’instancabile orga nizzatore, il Padre Vitali, il Padre Strickland, il Prof. Baumann, partiti pel fronte migliaia di gio vani e di direttori era inevitabile che la gloriosa istituzione nostra rimanesse come sgomenta, nel la impossibilità di riprendere l’antico programma. Ma la F.A.S.C.I. non morrà, la via così lumino samente tracciata da questi colassi della volontà e del sapere sarà ripresa quando le frontiere del la patria saranno di nuovo sicure e segneranno il limite di libere nazioni ». Ma pure non fu così! La morte di S. S. Pio X fu veramente per noi fatale, più della guerra, più della morte dell’atleta dell'azione e del sacri ficio, l’indimenticato nostro Fratei Biagio. Ma oggi che il Pontefice della Bontà, Colui che seppe comprendere il valore completo dell’opera nostra che seppe sorridere pieno di entusia smo e pieno di gioia sulle schiere balde e vario pinte dei nostri ginnasti ; oggi che Colui che chia mò noi a questo difficile posto di battaglia e di sacrifìci viene dalla Chiesa chiamato a maggior gloria e mentre col consenso unanime di tutti i cattolici — neppure una voce si leva negativa ne.' coro osannante — si inizia la causa della beati ficazione, oggi noi leviamo a Lui una preghiera mentre il cuore è pieno di rinnovellate speranze. Il Papa che ci ha benedetto e incoraggiatOk, dal l'alto dei Cieli, ci benedirà e incoraggierà ancora. Noi siamo oggi, come ieri, i Suoi diletti figli; se ieri questa opera nostra era capace di salvare la gioventù d'Italia, lo sarà una volta ancora e le nuove vie dell’azione federale si apriranno davan ti a noi. In questo giorno, o Padre Sarto, tutte le nostre gloriose bandiere si aprono al sole e rientrano nel tempio. Sono le bandiere vecchie delle mille incruente battaglie, scolorite dal tempo, dimenti cate nelle attese; hanno forse troppe medaglie, troppi trofei... Ma esse s'inchinano riverenti, commosse come allora... le mani che le stringo no nel pugno sono ancora le stesse... La gioven tù chiede ancora una benedizione ed un sorriso.. C. A. O.
Gli sforzi utili E' incredibile, quante persone di buon senso vi sono in Italia! Queste brave peisone, nela loro qualità di individui ragiorevoli, dicono ine vitabilmente delle bestialità. L’illogismo è il loro cavallo di battaglia e, di ragionamento in ragio namento, essi, da persone saggie e prudenti, fi niscono con Faccettare a priori le più storte idee che mai siano sbocciate in un cervello umano : fortuna che interviene sempre a tempo qualche pazze, per rimettere in careggiata le idee del tempo. Sono le persone ragionevoli che, agli inizi del ciclismo, dichiararono essere matematicamente impossibile tenersi in equilibrio su due ruote, e classificarono il ciclismo fra gli esercizi acrobati ci ; sono le persone di buon senso che, dopo le prime corse automobilistiche, gridarono al sui cidio collettivo e che, aH’indomani di certe « aberrazioni del buon senso » come le maratone e le grandi prove ciclistiche, accusarono gli or ganizzatori e i concorrenti di elefantiasi del sen timento sportivo, e sono sempre i medesimi in dividui ragionevoli che condannarono inesorabil mente tutti i podisti alle lesioni cardiache ed i ciclisti al rammollimento cerebrale, alla deviazio ne vertebrale, alla febbre gialla e al colera asia tico. Le due proposizioni che, in ogni tempo, que sti individui si sono ingegnati di sostenere, sono . la’prima, che le corse richiedono sforzi funesti, nei quali l’energia umana si consuma inutilmente, come in un gigantesco crogiuolo, e l’altra che al l'uomo intelligente e preoccupato della sua salute è assai più conveniente l’esercizio moderato — tipo padre di famiglia — il quale sta ugualmente lontano dal minimo pericolo come dalla più pic cola fatica, che non gli strapazzi di un faticoso esercizio fisico. Queste ragioni sarebbero eccellenti se non si trascurasse un solo argomento, e cioè che l'uomo, animale intelligente, non ha valore se non in ra gione della sua forza morale ; ora questa medesi ma forza morale si acquista solamente con l'abi tudine dello sforzo, vale a dire grazie all’esercizio fisico ed al concorso sportivo. Nessun dubbio che per diventare forti l’esercizio continuo e razionale è indispensabile ; ma occorre mettersi bene m mente che la confidenza in sè stessi, cioè l’e nergia morale, è anche più indispensabile della forza brutale ; il monello di sedici anni, scamicia to e pedalante su una trappola che egli nobilita col nome di bicicletta, e il quale si trascina, con tale arnese, fino al traguardo di una faticosa corsa ciclistica, vale talvolta molto di più del massiccio vincitore di un torneo di lotta. Gli scienziati, che studiarono a fondo la que stione, sono concordi nell'ammettere che la for za muscolare deriva piuttosto dalla qualità dell’e nergia nervosa che non dalla massa muscolare stessa; la fatica è dunque un fenomeno di siini mento dei centri nervosi impulsivi,, piuttosto che un avvelenamento delle fibrille muscolari. Non si vedono forse ogni giorno degli atleti dai muscoli sovrabbondanti dare mediocri prove di valore, mentre, nello stesso campo, degli uomini di ap parenza meno coreografica, stupiscono per la for za di cui dispongono? Noi viviamo sfruttando il patrimonio di progres so e di benessere che le generazioni precedenti trovarono e perfezionarono per noi, e che noi la scieremo in eredità, intatto ed aumentato, alle ge nerazioni future; noi viviamo dunque sull'appa renza degli altri, e il progresso che un qualun que individuo riesce a realizzare è a diretto bene ficio dell’umanità intera. L’allenamento morale si fa dunque sotto lo sti molo dell'esempio altrui; ora, sotto l’impulso da to dall’esempio, anche gli individui inattivi fini
scono insensibilmente con l’assimilare l’attività degli individui superiori. Non per nulla, Seneca, che conosceva assai bene il bipede implume, ’asciò scritto : « L’uomo va al passo ccn le parole, al trotto con le prove e galoppa con gli esempi ». La schiacciante performance di un grande cam pione. agli occhi delle sullodate persone ragione voli, può parere perfettamente inutile e vuota di senso ; eppure è appunto questa prova ecceziona le che farà nascere in molti petti l'amore per la vita fisica ed è da essa che deriverà domani l’at tività di migliaia di persone. Sono i grandi cam pioni che fanno la migliore propaganda sportiva. Le cJamcrose vittorie di Gerbi Giovanni, nel campo del ciclismo, la tragica sconfitta di Doran do Pietri, a Londra nelle Olimpiadi, hanno fatto di più, per l’educazione fisica, che non i mille volumi, cpuscoli, discorsi e conferenze di propa ganda in favore dell’educazione fisica, che nes suno legge e che nessuno si cura di sentire. La nostra psiche vive eminentemente di vita nervo sa : ci vuole l'emozione che ci scuota, la prodez za che ci entusiasmi, l’esempio che ci trascini. Senza la spinta delle creature privilegiate che ec cellono nello sport, le parti adipose prenderebbe ro il sopravvento nel nostro organismo e la no stra vita nervosa ne resterebbe soffocata. Natu ralmente, al pari del lavoro artistico, l’opera. del campione è tanto più grande quanto meno se ne vede l’utilità immediata; essa agisce in via indi retta, con l’esempio, essa non realizza niente subito, ma propóne agli uomini uno scopo da con seguire, una meta da raggiungere, e questo mo do di innalzar sempre più in alto il nostro idea le,, sia nel campo dell'attività fisica cóme in quel lo dell'attività intellettuale, è ¡I compito più no bile che esista. Per questo, tutti gli atleti guar dano al record come a uno stimolo incessante, co me a una grande porta sempre aperta sull’infini to, per varcare la quale lottano e si preparano con disperato accanimento. L’esempio dei grandi campioni è dunque indispensabile per la propa ganda dell’idea sportiva; ma anche il proprio esempio è indispensabile per fissare le tappe del•lo sviluppo fisico individuale. Mi spiego. Nei a lenta progressione che noi dobiamo seguire, ogni sforzo dev’essere da noi compiuto in via de finitiva e non in Via temporanea. Se noi oggi, e dopo un razionale allenamento, facciamo in un giorno ottanta chilometri di marcia, dopo un an no o due noi li dobbiamo rifare perchè li abbia mo già fatti una volta e perchè l’allenamento morale ci sosterrà quando l'allenamento fisico verrà a mancare. In tutti gli esercizi si verifica questo stesso fenomeno. Chi è prodigo delle sue forze non è uno sprecone di energia fisica, è un individuo che aggiunge la sua pietra, e non del le più piccole, all’edificio del perfezionamento umano, è un uomo che sfrutta il capitale ricevuto dalla natura a deneficio de’ suoi simili, incitan doli con l'esempio a superare sè stessi.
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Un numero separato, Cent. 20
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arretrato,
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JYote in giorgine L’aviazione ! Sogno delle nostre prime giovinezze, entusiasmo di folle, conquista di popoli, arma possente di guerra! Ricordare tutto il lungo cammino fatto dalle fragili ali di tela sarebbe degno di una epopea : è il desiderio di salire sempre più in alto verso le più grandi conquiste che ha spinto gli uomini al
l'ardua impresa... Bello è sparire, divenire un punto per l'occhio umano, e grandeggiar lassù, bello donar per sempre alla natura un falco nuovo, un'aquila di più!
Io sono un eterno poeta, ma è certo che davanti a questa nuova possibile conquista, esulto. Non più la morte di una povera creatura umana perdu ta nel vuoto, ma un semplice apparecchio che vo la. Non porterà questo passeggieri, ma sarà, con corrente vero e nuovissimo del telegrafo; la nuotia forza che annullerà le distanze e accelererà àn
del Pascoli, quell' ideale che lo spingeva a can
cora il ritmo della vita. Sarà meno bello forse vedere trasvolare i dieli, come un enorme cervo volante, un apparecchio carico di corrispondenze e di merce, ma sarà an che meno pauroso e meno pericoloso. Troppo si è parlato di morte e se una volta, per i primi ar diti aviatori la morte portava la gloria, se pdr Geo Ghavez che valicò le Alpi, poteva il Butti un
Ma quante vittime, quante giovinezze spezzate, quanti eroi caduti ed uccisi! Mai forse umana con quista, o meglio conquista della scienza, ha chiesto olocausti così frequenti e dosi dolorosi. E ben a ragione canta il Poeta Bertacchi, che : ... dai fieri tropici, ai mari, alle artiche distese e per tutto un dormir di pionieri. Per questo seguendo le cronache sportive di questi ultimi tempi ho letto notizie che mi hanno riempito il cuore di speranza. Poter votare, o po ter lanciare nello spazio un apparecchio senza passeggierò. Sz è tentato con i vecchi motori a scoppio dando, a seconda dei venti direttive pre cise agli apparecchi, si è anche fatto qualche espe rimento con le onde herziane sì da regolare e guidare da lontano l’apparecchio che valica gli
spazi...
Il Giuoco della Palla-Canestro (Continuaz. vedi num. prec.). La palla viene lanciata in giuoco nel circolo centrale nel seguente modo : 1 Ciascuno dei due giuocatori di centro si porrà con ambedue i piedi all’infuori della metà dei circolo centrale che guarda il suo campo con una mano dietro la propria schiena ed in contatto con essa ; la mano dovrà rimanere in tale posizione fino a che la palla non sia stata toccata da uno o da ambedue i giuocatori. Gli altri giuocatori pren deranno sul campo la posizione che crederanno più opportuna in modo però da non ostacolare nè l'arbitro nè i giuocatori di centro. L Arbitro get terà la palla in alto, fra i due giocatori di cen tro, in un piano perpendicolare alle linee laterali di delimitazione del campo, ad un’altezza tale che sia superiore a quella raggiungibile da l’uno o l’al tro dei giuocatori, ed in modo che essa cada frr. di loro. Articolo 6. — Lanciata in giuoco la pialla, l'Arbitro dà un fischio quando essa ha raggiunto il punto più elevato della parabola, dopo di che essa può essere toccata da uno od ambedue i giuocatori di centro. Se la palla cade a terra sen za erccre stata toccata da uno dei giuocatori. ¡’Arbitro ripete il lancio libi medesimo posto. Articolo 7. Quando l’Arbitro lancia la palla fra due giuocatori in altro luogo che non sia il centro del campo, questi devono assumere la me desima relativa posizione di quando la palla è lanciata nel centro. Articolo 8. La partita termina al relativo segnale dei Cronometristi.
tare : Pace fratelli e fate che le braccia che ora e poi tenderete ai più vicini non sappiano la lotta e la minaccia...
potrà un giorno divenire realtà, io credo che non estraneo sarà stato nel difficile lavoro l’apparec chio che potrà valicare i confini senza macchie di sangue, portando la vita dopo ¿iter dato la morte... E il progresso umano volerà :
tare :
ove non giungati murmuri di mare, nè del tempo le voci...
CIAO.
Ai nostri lettori
Nella difficoltà in cui oggi si trovano molti ca pisquadra di avere libri e manuali adatti per l’in segnamento della ginnastica, potrà essere utile il forse... seguente elenco di pubblicazioni che noi diamo a Uomo, per la tua gloria ti premiò con la morte ! prezzi ridottissimi per propaganda : Baumann Emilio : Ginnastica Italiana L. 10. se per i grandi combattenti dell’aria c'era sempre Id. : Ginnastica e Scienza » 12~ dopo il volo mortale un ramo d’alloro sulla bara Roscio Augusto : La clavicella ” 3pietosa, oggi si muore senza che la cronaca si com De Simoni Alessandro : Educazione fisica « Premilitare . ” muova più davanti alla nuova tragedia. Si è trop O. Caroncino-L. Reguzzoni : / grandi giuo po parlato di morte che oggi non si sa dare più il chi collettivi ” — Manuale pratico per gli istruttori di squanome di eroe a chi cade in un volo sfortunato. . . » 2.50 dra Però venga la scienza, la scienza che sa parlare Hebert Giorgio: La ginnastica naturale » 1-50 ancora di conquiste incruente, a darci an mezzo Politici Vincenzo : Il salto, teorie e norme per vincere le distanze per stringere i popoli con per l’allenamento ” 1-— Progressione di Esercizi Elementari a Corpo legami di più intimo amore. libero « Letizia » obbligatori per tutti i Perchè c'è una grande conquista ancora da fare ’Concorsi della F.A.S.C.I. negli anni 1923 ed è quella di uccidere l'odio; l'aeroplano che sol e 1924 ” 0125 cherà i cieli non annullerà i confini delle patrie, Aggiungere spese postali. Per ordinazioni rivolgersi alla segreteria fede ma unirà i cuori degli uomini che troppo spesso si odiano perchè non si conoscono. E se l’ideale rale : Via della Scrofa, 70.
L’Alpe nel suo corruccio fu grande, magnanima
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REGOLA NONA Valutazione dei punti
Articolo 1. — Il punto segnato dal campo va le 2., il punto segnato con un tiro libero vale 1. Articolo 2. - Quando il risultato di una parti ta è 2-0 è forfait. Articolo 3. — La partita è vinta dalla squadra che ha segnato il maggior numero di punti nel tempo di giuoco. Articolo 4. — Se al termine della seconda ri presa le squadre sono pari, il giuoco sarà conti nuato senza interruzione o cambio di campo per altri 5 minuti, od anche per periodi successivi di 5 minuti ciascuno, finché una riesca a vincere. Articolo 5. — La squadra che rifiuti di giuocare al formale invito dell’arbitro, si considererà come avesse abbandonato (forfait) la partita.
limiti del campo ad una distanza di almeno 90 centimentri (3 piedi) dalle linee di delimitazione. Nes sun altro giuocatore di ambedue le squadre in giuoco potrà trovarsi più vicino di questi al giuo catore fuori campo. Si ritiene opportuno che vi sia una sottile linea tracciata nel campo ad una distanza di 90 centimetri dalle linee di delimi tazione. Art. 2. — Se l’arbitro non riesce a determinare quale qiuocatore toccò per ultimo la palla prima che essa uscisse dal campo, egli porrà in gioco la palla in un punto situato entro il campo a 90 centimetri perpendicolarmente alla linea di deli mitazione nel punto in cui la palla lasciò il cam po. Egli la lancerà nel medesimo modo come nel caso di palla prigioniera, tra due giuocatori av versari da lui scelti.
REGOLA UNDICESIMA
REGOLA DECIMA
Sospensione del giuoco.
Fuori campo.
Articolo 1. — La partita viene sospesa unica mente per ordine dell’arbitro. Egli può sospen derla per non più di due minuti su richiesta di un capitano o per disgrazia ad un giuocatore ma non più di tre volte per ciascuna ripresa della partita. Se però un cambio è effettuato in un tempo inferiore ai due minuti, la sospensione non viene considerata.
Articolo 1. — Se in qualsiasi momento della partita, la palla va fuori campo, essa deve esse re dichiarata in tali condizioni dall’arbitro e ri lanciata in giuoco da uno qualunque degli avver sari del giuocatore che cagionò la sua uscita dal campo, il quale si porrà fuori della linea di de iimi'azione ad angolo retto con essa di fronte al punzo ne! quale la palla è uscita. Egli potrà allora lanciare g far rotolare la palla ad un altro giuo catore entro campo. Nota. Quando Io spazio fuori le linee di delimi tazione del campo è limitato per qualsiasi cagio ne, l’arbitro dovrà porre un avversario del giuo catore che ha la palla fuori del campo, entro i
Nota. Se l’arbitro ordina la sospensione della partita per più di tre volte durante la partita a motivo di una sola squadra, sia a richiesta del ca pitano che per accidenti ai giuocatori, tale squa dra verrà penalizzata per ostruzionismo e verrà segnato un fallo tecnico a carico del capitano. (Continua).
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Gare - Concorsi - Convegni Concorso Internazionale di Saronno fuori a sinistra a terra con mano destra sullo Gara speciale - Grandi Attrezzi Organizzazione staggio di sinistra. Progress'oni alla sbarra
(Obbligatori di squadra)
II. GRADO
Dalla Toscana Consiglio Regionale
1. — Sott’entrare gamba destra sotto mano de I. GRADO stra all’appoggio a squadra, slancio indietro, Nell’ultima tornata consigliare furono confer mati a Delegati Provinciali il Rev.mo D. Bistasalt ’ onda discendente arrivando all ’ accaval 1. — Sospensione tesa, impugnatura sopra. cioni a dosso (circa 1/3 della lunghezza del gnino per Livorno e il rag. Del Medico per Pisa. 2. — Squadra, raccolta, passaggio delle gamoe le parallele). Con la nomina del cav. Betti a Vice Presiden sotto sbarra e subito stendere il corpo ad te, ritenuta incompatibile la carica di Delegato 2. — Squadra, slancio indietro, onda discenderne arco contro sbarra. con doppia posata a dosso a destra e subito con quella di V. P., si è dichiarata la necessità 3. — Abbassare le gambe, passando dall’orizzon dietro front a sinistra,, arrivando all’accaval di provvedere con altra nomina. Per te Provin tale indietro, alla sospensione dorsale, e su cie a cui devesi provvedere è stato dato incarico cioni a petto. bito elevare le gambe alla sospensione equi al Presidente e al Segretario Regionale di solle 3. Slancio avanti (riunire gambe indietro e librata, raccolta, passare le gambe sotto sbar citare le trattative già da vario tempo iniziate. subito slancio avanti), slancio indietro, ele ra, stenderle e capovolta sopra sbarra all’ap vando il corpo alla verticale appoggiata. poggio teso. Da Cuneo 4. — Onda discendente, e subito passare gamba 4. — Slancio avanti, indietro e subito guizzo aNella passata settimana, nei locali del Col:> sinistra (avanti) sullo staggio destro e con un vanti e a terra. gio San Tommaso, convennero i rappresentanti quarto di giro a sinistra impugnare con la della Federazione Giovanile Cattolica, i delegai mano destra lo staggio di sinistra (appoggio della F.A.S.C.I. e i delegati sportivi dei circoli. II. GRADO trasversale con gamba destra fra gli staggi). Erano pure presenti il Dev. Padre Filippi, Cav. 1. — Sospensione tesa, impugnatura sopra. 5. — Leggera oscillazione o della gamba desi’a Uff. Don Stoppa, Don Regazzoni. 2. — Slancio avanti, indietro, avanti sbalz’appog a destra e subito portarla infuori con uno Scopo della riunione era il nuovo decreto sul gio (Kippe) all’appoggio teso. scatto a sinistra e a gambe unite volteggio in l’educazione fisica nei riguardi degli studenti. 3. — Passane gamba destra infuori a destra e fuori a destra, a terra col dorso rivolto alte Dopo un plauso alla F.A.S.C.I. provinciale ed gamba sinistra infuori a sinistra (seduti sopra paraliete. alla Società ginnastica e sportiva Excelsior, ven sbarra) e capovolta indietro e lentamente ad ne deciso di occuparsi in modo speciale presso le 111. GRADO arco passando dall’orizzontale indietro, arri competenti autorità per il riconoscimento ufficiate vando alla sospensione dorsale, salire alla so 1. — Staccata all’appoggio & squadra e subito di dette organizzazioni sportive cattoliche da par spensione equilibrata, raccolta, passare le slancio indietro, salt’onda discendente, arri te dell’Ente Nazionale. gambe sotto sbarra, stenderle con capovolta vando all’appoggio teso (circa 1/3 della lun Fu anche stabilito sul caso di riconoscimento sopra sbarra all’appoggio teso. ghezza delle parallele). della Società Excelsior, che questa avrebbe avuto 4. — Volteggio a gambe unite sopra sbarra a de 2. — Slancio avanti, indietro, onda discendente carattere sportivo federale e tutti gli studenti cat stra, e a terra avanti sbarra. finita con dietro front a sinistra all’accaval tolici* della città sarebbero invitati a iscriversi soci di detto sodalizio ginnastico sportivo. cioni a petto. III. GRADO Auguriamo che tutte te nostre società abbiano 3. — Slancio avanti (riunire le gambe indietro e slancio avanti), indietro elevando il corpo al ad essere valorizzate per poter unire all’educa 1. — Sospensione tesa, impugnatura sopra. zione fisica l’educazione religiosa e morate. la verticale a braccia tese. 2. — Elevare te gambe tese fino a toccare con la punta dei piedi la sbarra, stendere il cor 4. — Flettere te braccia alla verticale appog Dalle Puglie giata. po e salire ad arco all’appoggio dorsale (se (Reggio Calabria) duti sopra sbarra). 5. — Passando dall’appoggio teso, slancio avan Nell’ultima tornata del 5 aprile la società gin ti, e nel retro slancio, volteggio a gambe u3. — Cadere indietro, passando le gambe sotto nastica « Fortitudo » ha così ricostituito il suo nite a petto e a dosso a destra, a terra con sbarra, e subito gamba destra sotto sbarra in Consiglio d’Amministrazione : mano sinistra sullo staggio destro. fuori a destra arrivando all’appoggio, accaSac. Antonio Attanasio : Assistente Ecclesia valcioni a destra, (1/2 accavalcioni a destra). stico. N.B. - 1 Partenza a petto, i ipugnan.ra alle e4. — Riunire gamba sinistra alla destra (seduti La Camera prof. Giovanni : Presidente. stremità. sopra sbarra), ternamente capovolta indietro Donato Salvatore : Vice-Presidente. 2. Gli staggi prendono il nome di sini ad arco arrivando all’orizzontale indietro. Vazzana Francesco : Cassiere. stra e destra sulla fronte del Ginnasta, Alati Pasquale, Donato Domenico, Occhiuto Fe 5. — Di scatto raccolta passare le gambe sotto che eseguisce l’esercizio. lice, Jelo rag. Carmelo : Coasiglieri. sbarra, e stendendole, slancio avanti, indie Abbagliato rag. Felice : Direttore di palestra. tro, avanti, sbalz’appoggio (Kippe) e subito La Giuria del Concorso passando te gambe raccolte fra te braccia, a Donato Gaetano : Vice-Segretario. Funzionerà la Giuria della Federazione Ginna Maestro Labate rag. Francesco : Direttore tec terra avanti sbarra. stica Reg. Lombarda. La Presidenza delle Fede nico. razioni Ginn, delle altre Regioni, aventi squadre Progressione obbligatoria alle Parallele La presa di possesso del nuovo Consiglio è av concorrenti, potrà proporre alla C. T. del Con venuta nel vicino paese di Diminuiti, dove la corso Giurati di propria fiducia che verranno ac I. GRADO squadra ginnastica, nell’occasione delia festa Pa cettati a giudizio della Commissione Tecnica del 1. — Sott'entrare gamba destra sotto mano de tronale ha dato un bellissimo saggio, ricevendo in Concorso che è così composta : stra all’appoggio sll'accavateioni a dosso. doro dal Sindaco locale e dal Rettore della festa Sigg. De-Simoni Cav. Alessandro, Oliviero una magnifica medaglia d'oro con relativo diplo 2. — Slancio indietro, salt’onda discendente, ar ma. rivando all’accavalcioni a dosso (circa 1/3 Cav. Prof. Luigi. Bevati Augusto. Direttore del Concorso ; Sig. Bevati Augusto. Il nuovo Consiglio non ha mancato all'atto de! della lunghezza delle parallele) suo insediamento di inviare il suo deferente oPresidente Giuria . Sig. De-Simoni Cav. Ales 3. — Slancio indietro, onda discendente, dop maggio al Consiglio Direttivo della F.A.S.C.I. co sandro. pia posata a dosso a destra e dietro front a me pure ha telegrafato nell’occasione a S. Santi sinistra all’accavalcioni a dosso. Tutte quelle Società che per mancanza d’indi tà Pio XI a S. Ecc. il Presidente del Consiglio, 4. — Elevare il corpo alla verticale appoggiata. rizzo non avessero ricevuto il programma, e che al Ministro della Pubblica Istruzione, dandone 5. — Passando dall’appoggio teso, slancio avan intendessero partecipare al Concorso, possono far partecipazione ufficiate alle Autorità sia Eccle ti e subito passare gamba destra sullo staggio ne richiesta al seguente indirizzo : Sac. Volpi Don siastiche che Civili della propria città. sinistro, e passando sinistra per indietro, in Vittorio - Saronno (Milano). S. A. A.
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STADIUM
aiti vffldAU nove immatricolazioni Il Consiglio Direttivo nella sua ultima seduta ha ratificato l'immatricolazione della Sezione Spor tiva Aurora di Petroio (Firenze).
Quots federali Hanno pagato la quota federale per il 1923 le seguenti società : Vigor di Veìano. zlrs et Robur di Cesena. Ardor di Padova. Vita di Recanati. Giosuè Borsi di Capua. Excelsior di Catania. Fortitudo di Reggio Calabria. Fides et Robur di Bassano Veneto. Aurora di Petroio. Nova Juventus di Reggio Emilia.
Fiori d’arancio Il 25 aprile il nostro Consigliere Federale Cav. Augusto Brilli realizzava il suo sogno d'amore. A lui ed alla gentile sposa gli auguri più fervi di del Consiglio Direttivo e della Direzione di Stadium.
Avvertimento ai corrispondenti Si raccomanda caldamente a tutti coloro che in viano resoconti di manifestazioni e rapporti del l’attività sociale, di scrivere con carattere molto chiaro, e sopra una sola facciata di ogni foglio, e ciò per esigenze tipografiche.
C^lLe Regioni
a——a---- »----- a---- 8 Dal Veneto La « Fulgor » di Thiene
L’A. C. P. Fulgo- festeggiò solennemente il 4.o anniversario della sua fondazione. Nel mattino del 19 Marzo i soci si accostarono devoti al banchetto Eucaristico, nel pomeriggio gareggiarono vittoriosamente con l'A. C. Thiene mista e alla sera si riunirono per la cena sociale in Patronato. In una seduta plenaria tenuta la sera del 3 marzo u. s. dinanzi al Sig. Direttore del Patronato ai soci fondatori, ai soci onorari, anziani e gioca tori, il presidente fece un’ampia relazione mora le, calcistica e finanziaria di quattro anni di vita. Dopo di essersi compiaciuto per i risultati mora li ottenuti e riaffermati i principi su cui è basata l’Associazione, traccia l’azione sportiva svolta. < La nostra Associazione promosse riuscitissi me polisportive, indisse due tornei, partecipò a quattro tornei indetti da altre Associazioni, vinse due splendide Coppe, riuscì seconda nel Campio nato della Canicola 1922 e partecipa per la se conda volta al Campionato di l.a Categoria Li beri e per malaugurata fortuna è terza in classi fica. Avrebbe potuto esser la prima se alcuni giuocatori non fossero stati ammal.-ti durante p-’rte de! Campionato. Ne la fede l’ultima partita in cui battè netta mente per 5 a 1 l’U. S. Marostica, la più forre delle squadre partecipanti. In quattro anni giocò 84 partite, ne perdette 3, in 9 pareggiò e in 52 riuscì vincitrice ». Fatto quindi il bilancio finanziario e ringrazia te tutte le persone che amarono d’una benevolen
za generosa l’Associazione, e ricordata in modo speciale la madrina Sig.a Anna Rossi, il Presi dente fece voti per un avvenire migliore in cui col ritorno dei soci militari la squadra sarà resa invincibile, sempre formata però da giovani cri stiani, coraggiosi e praticanti. Da Padova
27, Marzo 1923.
Grande movimento ieri sera al Patronato del Santo per la seduta plenaria col seguente ordine del giorno : Relazione morale e finanziaria 192223 ; Elezioni della presidenza. Per i risultati morali fu sotto tutti i rapporti ottima ; non però in merito alla questione finan ziaria, in perpetua primavera... Dopo aver ringraziata l’acsembela per la nuova prova di fiducia data al Presidente (sig. Bennato) scaduto e rieletto ad unanimità di voti, ha Li parola il nuovo vice-presidente sig. Glauco D Agnolo, il quale esordisce calmo calmo raggiun gendo il massimo della sua scala cromatica quan do con indovinata allegoria invita i soci a lavo rare, a lavorare in modo da aggiungere ai pri schi, nuovi allori basati sul retto vivere cristia no, ili solo che posa dare in un non lontano do mani, alla città, alla Patria nostra pure, nuove, sane energie e che soltanto all'ombra della croce possono germogliare, crescere, fruttificare. La «Spes» di Mestre inaugura la nuo va Sede.
Domenica 15 aprile nell’ex campo sportivo Spes di Via Mirane&e verso le 16 si dettero convegno le associazioni e moltissimi cittadini per recarsi in corteo all'inaugurazione delia nuova sede del la Società in Viale Garibaldi. Alle 16.30 precise si inizia la bella sfilata : Apre ili corteo la Banda del Coletti di Venezia che alterna la Msfrcia Reale, l'inno di Mameli, Can zone def Piave ; segue la gloriosa « Spes » con la bandiera carica d’allori e le associazioni nei seguente ordine : A. C. Calcio. Libertas (Sezio-, ni femminile e maschile), Laetitia di Venezia, Premilitari di Mestre, Esploratori di Mestre e Corpenedo, Combattenti, Mutilati, Pensionati, Ti ro a Segno, Scuola Tecnica, Circolo S. Lorenzo, Esercenti, Automobilisti, Mutuo Soccorso, Corale Verdi, Sezione Fascista, Audax di Carpenedo, Re duci di Guerra, Z. R. Federazione Italiana Spots Atlètici, Sindacale Ferrovieri ecc. Fra le personalità notiamo : avv. Ticorzi per il Sindaco. Monsignor C. Pavon, signor Romanello, comm. Castellani, cav. Gatto, doti. Pannone, cav. Giambane, sig. Gaudin, i Consiglieri co munali Riccato, Miserocchi, Fiozza e Colonna, cav. Vanti, Favero Luigi, dott. Zanini, cav. Sotti, cav. uff. Zennaro, Morando Angelo, E. Ulisse e il prof. Passiedi ecc. Il corteo diretto dai sigg. Bobbo, rag. Piccin'ri ■e Romagnoli percorre Via Rosa, Piazza Umberto, Via Palazzo, Viale Garibaldi. Vi partecipano un migliaio di ptrsone. La pittoresca sfilata si svolge fra continue ac clamazioni. Di fronte al Municipio il corteo sostò in divoto omaggio ai caduti ricordati nelle lapidi. Le note del Piave ricordano alla gioventù nuo va il sacrificio eroico di un’altra gioventù che vi ve eterna nelle pagine immortali della Patria. E si giunge alla nuova Sede. La vasta sala di circa 250 mq. è addobbata con gusto signorile ; gruppi di bandiere all’intorno, lesioni tricolori, trofei d’ar mi, attrezzi ginnastici sono arltisticapnente di sposti. Al posto d’onore ornato di drappi sta il croci fisso e il ritratto del Re, all’intorno le diverse onorificenze fra He quali il diploma della «Vittor a Alata» di Torino. Sotto il ritratto del Re c’è una
targa commemorativa : 1903-1923, i 20 anni di vita della popolare società. Sul palco prendono posto le autorità, il Cav. Monsignor benedice solennemente la Sede. La signorina Di Colbertoldo Milla per incarico deLa contessina Di Rosa, assente, funge da mattina e spezza la tradizionale bottiglia ; saluta la gioventù cristiana, bella di speranza, lieta per la fortuna della Patria. Alla signorina fra grandi applausi viene offerto un mazzo di fiori. Il cav. Andrea Cavalieri, presidente della Spes, lietissimo di trovarsi in mezzo ai giovani suoi, che da tanti anni coltiva, ringrazia le autorità, le rappresentanze auspicando ai gi nasti con la for tuna dello sport il più lieto avvenire. I ginnasti, cui si associa il pubblico, fanno una simpatica di mostrazione all’amato' Presidente. Il cav. Michieletto, oratore ufficiale, pronuncia un elegante discorso. Tributa innanzi tutto un commosso saluto ai giovanissimi eroi Padovan, Checchin e Goattin, forze gagliarde e sane di que sta nostra Spes cadute per la grande Patria. Ram menta Mons. Bertanza ispiratore della Spes, si dice grato a Mons. Pavon e a tutti i fondatori della simpatica associazione. Esalta la munificen za del conte Di Rosa presidente onorario. Tri buta un elogio al cav. Cavalieri, prodigo all As sociazione del suo buon cuore e della sua auto rità, ha parole simpatiche ed entusiastiche pei modesto maestro Potette Gaetano, istruttore idea le dei suoi consoci. Esalta la coscienza cristiana vita ideale della Società e chiude auspicando ai prossimi trionfi sportivi di Saronno e Parigi. « Sulla torre Eiffel risuonerà vittorioso il bel nome d'Italia ». Una grande ovazione saluta 1!a fine del discorso. L’avv. Ticozzi, in rappresentanza del Sindaco, si congratula coi giovani per questa grandiosa di mostrazione di simpatia cittadina che essi hanno saputo provocare attorno a toro, inneggia alla gio ventù fiorita d’Italia, alla Patria, al Re. Grandi applausi. Il pubblico re lama sul palco il maestro Potet te cui viene fatta una grande dimostrazione. Finita l’inaugurazione, all’albergo Italia viene offerto alle autorità e rappresentanze un sontuoso rinfresco servito egregiamente dal sig. Divorati.
Dalla Lombardia La «Robur et Virtus» di La Santa
Eccoci alla fine di aprile, e altri due mesi sono passati, senza aver ottenuto quel grado di prepa razione che pur è necessario, ed a grandi passi s’avviciniamo ali settembre, e’poca in cui le squa dre che con sacrificio hanno lavorato, avranno la giusta ricompensa dei toro sforzi compiuti. Finalmente dopo una. parentesi di quattro mesi, a sostituire il carissimo amico Arnaldo Cesann, defunto il 9 dicembre u. s., nella carica di capo squadra è stato proclamato il sig. Ornago Pao lo ; a questi ed al sig. Verderio Cesare (capo-squa dra allievi) l'augurio del Consiglio affinchè con sci delle loro responsabilità abbiano con sacrificio e amore a perseverare, con una buona e leale in tesa, a collaborare pel be essere della Società, ed in ciò, sia a loro come guida e sprone, la ret titudine e la bontà del carissimo Arnaldo. Già dal gennaio in linea di massima il Con siglio ha deciso di partecipare a detto Consorso, ma avendo ricevuto il programma mentre non ab biamo nulla da contestare per la gara allievi e soci A, non possiamo accettare toto corde il pro gramma come è esposto per la gara speciale, cvendo il Comitato esecutivo cercato di favorire so lo la società promotrice, ad ogni modo partecipere mo all’adunanza dei 22 aprile, e dimostreremo le nostre obbiezioni.
STADIUM
6 Il nostro carissimo assistente Don Arturo Giovenzana nel mese di febbraio-marzo fu ammala to, ma il Signore accolse i voti dei ginnasti, ed ora sta bene, e ancora continua a lavorare per il bene della nostra Società e del nostro Oratorio. L'appello lanciato il 1. marzo al paese, per l’i scrizione dei giovani ai corsi premilitari, venne raccolto con entusiasmo tanto da iscriverne 140, numero forte se si considera ili piccolo paese, e per facilitare l’istruzione abbiamo divise le squa dre come segue : Squadra 1 corso, istruttore Sampietro Carlo. Squadra N. 1, Ìstruttcre Orniago Paolo. Squadra N. 2, istruttore Malegori Angelo. Squadra N. 3 (arcore), istruttore Montrasio Fer dinando. Squadra N. 4 (interna), istruttore Canto Luigi. Squadra N. 5 (mista), istruttore Bonfanti Carlo. Hanno già incominciato a fare i tiri e squadra per squadra continueranno, e per domenica 29 aprile è già stata stabilita la passeggiata ; voglia mo sperare che tutti premilitari approfitteranno di questi corsi con quella serietà e puntualità che si rende necessaria, così potranno facilmente ot tenere il loro brevetto. C. M.
Dalia Campania Da Napoli
Domenica 15 aprile si è svolta la corsa «Giro del Vomero» (Km. 5) indetta ed organizzata dalla sez. sportiva «Partenope». Alle ore 8.30 dal prof. Rossitto è stato dato il «via» e sono partiti animosi 12 concorrenti. L’ul timo tratto, in salita, ha stancato i meno allenati, che si soro ritirati. Ecco la classifica : 1. Napoli F. in m. 16’, med. vermeil grande. 2. Germano B. in m. 18’30”, id. id. media. 3. Cardone R. in m. 18’31”, id. id. piccola. 4. Colarnese L. in m. 19’20”, id, argento media 5. Rubino A. in m. 19’30”, id. di bronzo. A Rubino è stata assegnata anche la medaglia d’argento piccola, come il più giovane arrivato :n tempo massimo. La medaglia di rappresentanza è stata assegnata al Circolo «Sacro Cuore» avendo avuto 3 arrivati in tempo massimo. 20 aprile — Partita di pallacanestro con il Col legio militare dell’«Annunziatella» arbitrata con abilità dal prof. Sicca. La «Partertcpe» ha dovuto cedere alla squadra avversaria che è la più forte della Campania. 29 aprile — In occasione della festa di S. Gior gio, gli esploratori cattolici del I. V e IX Riparto, hanno fatto una festa scautistica nel cortile del l'istituto salesiano del Vomero. In un intervallo la «Partenope» ha dato un saggio di pallacane stro. Il giuoco è piaciuto molto agli intervenuti. T. S.
fisica e morale. Fisica perchè i polmoni si svilup peranno in modo considerevole, ossigenando il sangue più facilmente e dando a tutto l’organi smo una maggiore vitalità. Morale perchè il potere di fissazione della vo lontà sarà disciplinato e si acquisterà la grande arma psichica della vittoria che è l’attenzione. Essa, come lo dice chiaramente il titolo, è a base di respirazione ; e qui si badi che in tutti gli esercizi di una buona respirazione bisogna eseguire l’inspirazione per mezzo del naso con la bocca chiusa, e l'espirazione con la bocca lar gamente aperta. « I tre esercizi che formano tutto il sistema del Marage (professore alfe Sorbona) sono : 1. Le braccia pendono abbandonate lungo i fianchi ; inspirazione : si fa loro descrivere un arco di 180. parallelamente in un piano verticale. — Espirazione : si abbassano lentamente le brac cia in un piano perpendicolare al precedente. L’a ria sfugge lentamente dai polmoni, a traverso la bocca aperta, mentre te braccia si abbassano lun go le gambe. 2. Gli avambracci sono piegati in modo che le estremità delle dita tocchino sulla linea media na del corpo; l’avambraccio e il braccio si trova no in un medesimo piano orizzontale. Le braccia non cambiano posizione. — Inspirazione ; gli avambracci, nel piano orizzontale delle braccia, de scrivono un arco di 180. — Espirazione : gli a vambracci ritornano nella primitiva posizione. 3. Le spalle sono alla medesima altezza, le braccia penzoloni. Inspirazione : si fa descrivere alle spalle un arco di 180. in avanti. — Espira zione : si fa continuare l’arco di circolo indietro fino a 360. Questi esercizi, da un minimo di quattro van no ripetuti proporzionatamente crescendo fino ad un massimo di dieci volte ogni giorno. Dopo po che settimane la cavità addominale cessa di esse re ovoide, i polmoni si allargano, la voce acqui sta un’energia considerevole » (1). Ecco uno specchio riassuntivo dei movimenti della ginnastica respiratoria, quali saranno per dare il miglior risultato : 1. Esercizio .... Prendere la posizione di attenti. Uno. Inspirazione alzando le braccia. Due. Espirazione riabbassandole. 2. Id....... Prendere la posizione di attenti e pie gare gli avambracci. Uno. Inspirazione facendo descrivere agli avambracci un arco di 180. Due. Espirazione ritornando alla posizione primitiva. 3. Id. .... Prendere la posizione di attenti. Uno. Inspirazione descrivendo con le spalle un arco di 180. in avanti. Due. Espirazione continuando l’arco di cer chio fino a 360.
Per r dere
I bambini di oggi. — Se sarai buono per due giorni — dice la mamma — ti darò un pezzo di cioccolata. Bebé non risponde. — A che pensi? —- Penso se mi conviene.
Tra frateflini. Che cosa ti ha dato da leggere mammà? — Le poesie di papà. — Allora sei stato cattivo ! GIUOCHI
Quale è il paese dove uno solo è pulito? Spiegazione del giuoco precedente ■_ JO-LANDA
Rosta in Economia
G. MAGRI (Catania). — Per le tessere o li cenze obbligatorie dei ginnasti, mandi le relative fotografie (formato cm. 3x4) e dietro ad ognuna scritto cognome, nome e data di nascita. Unisca l’importo di L. 2 per ogni licenza.
ARDOR (Padova). — Ricevuta fa scheda di censimento, ed attendo per le vecchie e nuove licenze. Come vede ho pubblicato in questo nu mero perchè la relazione arrivò che il N. 7 era già stampato.
G. D. S. (Cassino). — La sua relazione non è ancora pervenuta. Si sta lavorando per far abi litare le nostre società all’insegnamento ginnasti co per conto dell’Ente; ma le difficoltà sono enor mi e molti sono i nemici. Da parte nostra non trascuriamo. Per le figurine il Cons. Dir. ha sta bilito di fare delle fotografie dirette a giovani nelle varie posizioni. Attendo le corrispondenze della passeggiata a Teano, la quota e la regola rizzazione delle licenze.
FIDES (Lugano). — Abbiamo eseguito quanto richiesto per Io Stadium. La quota per le società estere è di L. 30. per la maggior spesa postale, nell’invio del giornale. TOSATO (Vicenza). — Spedito manuale.
DI QUA E DI LÀ Definizioni
Per ben sviluppare l’crganismo e renderlo atto a superare, mediante la vigoria, e l’agilità musco lare, ceni ostacolo che l’individuo possa incon trare, durante una eventuale lotta collettiva, so no utilissimi per non dire necessari, alcuni, eser cizi ginnastici, che vanno studiati con amore e praticati con perseveranza. Primo esercizio importantissimo è la ginnasti ca respiratoria. Essa non serve soltanto a sviluppare i polmoni ed i muscoli pettorali, ma ancora a rendere enor memente forte la volontà. La riuscita di questa ginnastica sarà duplice :
per punto di partenza e per scopo il ricambio chi mico gasoso ne’ sangue e nei tessuti. Essi riguar daoo so’o il meccanismo toracico con la lilatazio.’e passiva dei polmoni senza aumentare fe funz’cne emostatica. Note di M.r G. Demeny.
Nella ginnastica analitica si segnalano dei tem pi d’arresto nel cambiamento di direzione del mo vimento, si impiega di nuovo così il lavoro mec canico continuo nello sforzo statico, sopprimendo momentaneamente il movimento, il più importan te fattore del lavoro. Ne risulta così una cattiva circolazione nei mu scoli e nel torace se si eseguiscono sopratutto sconsideratamente senza akuna ragione eserciti respiratori. I movimenti respiratori volontari possono ser vire a fare l’educazione del meccanismo della re spirazione, ma essi non possono sostituirsi al l’intenso movimento respiratorio riflesso che ha
SFEREO (Panenzo). — Grazie mille di quanto ha mandato ; spedisco tutti gli arretrati. DELLERA (Thiene). — Spedito tutto secondo sua richiesta. Ritorno i saluti dei colleghi.
POLETTO (Mestre). — Il programma lo ripor terò nel prossimo numero, perchè in questo c’era già troppa materia.
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STADIUM Alfredo Foglietti, gerente responsabile TEL. — S. Miria in ’’ontlee":. 73 a. Roma