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Stadium n. 8/1920

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Si pubblica il 15 e il 30 elei mese Direzione ed Amministrazione

ANNO XV — N. 8

ROMA — 30 Aprile 1920 — ROMA

ROMA - Via della Scrofa, 70 ROMA

Parole sincere Caro Stadium,

specificato quale è stato il torto di coloro che ieri si sono lasciati sgretolare in mano una possente organizzazione e un rimedio ve­ ro non so trovarlo. Non so trovarlo perchè qualche cosa della F.A.S.C.I. è morto fisi­ camente e moralmente, perchè in questa ora tragica in cui tutti cercano ['immediato, man­ cano energie che nell’ombra sappiano silen­ ziosamente, ma tenacemente tessere la nuo­ va tela. Per conseguenza non so dire il ri­ medio ma sento di poter dire una parola che potrebbe non essere vana. La F. A. S. C. I. ha perso la strada perchè si è dimenticata la sua origine... Io prendo in mano un umile fiaccola, la fiaccola della fede e illumino la grande scena. Se tutti invece di correre die­ tro alle varie luci del mondo e ai vani allet­ tamenti di uno sport materialistico, volge­ ranno lo sguardo verso questa fiaccola, forse la via sarebbe trovata di nuovo. Lo sport è nemico della fede : le società sportivamente più forti sono moralmente e cristianamente le più deboli... Io non so il rimèdio, io so solo ciò che ia mia coscienza mi dice : tornaiamo a Cristo ! Un vecchio amico.

Siamo oramai nel periodo dell’anno in cui è necessario aprire le palestre e fare uscire le schiere dei giovani per i grandi cimenti. E’ maggio! Ma, ohimè, per la F. A. S. C. I. non è ancora tornata la bella stagione! La promettente attività di ieri si è affievolita e tutto lascia supporre non sia vicino il giorno del risveglio... Tu seguiti, caro « Stadium » il tuo umile lavoro e credi, tenendo ancora accesa la piccola fiamma, di poter preparare il giorno della luce; ebbene, no! La F. A. S. C. 1., se seguita così, fra poco non sarà più che un cadavere. Bisogna essere rigidi ed inflessibili per vincere, chi cede e si adatta subisce la forza delle altrui volontà e sarà sopraffatto. Fece male ieri la Federa­ zione a creare i giovani esploratori cattolici, perchè in alto e in basso ha distolto energie e volontà, e perchè i nuovi reparti, innestati sui vecchi tronchi ginnastici e sui vecchi cir­ coli, hanno non fatto nuovi proseliti, ma so­ lo orientato differentemente antiche opere, ottenedo una semplice variazione di metodo. Fece male ieri, e fa male oggi, la Fasci a Abbiamo ricevuto questa vivacissima let­ permettere alle sue più gloriose società di tera e l’abbiamo pubblicata integralmene met­ dimenticare l’educazione fisica e morale dei tendola sotto il breve titolo parole sincere... giovani per darsi, con pazza prodigalità, agli Parole sincere, ma non tutte esatte e anche sports atletici e sopra tutto al dannosissimo non tutte vere. Non è qui il caso di fare foot-ball. una polemica; diciamo semplicemente che il Cosa può fare ancora una federazione >n passatoi è passato, e sarebbe tempo perduto queste condizioni ! Perchè, quasi questo non tornare ancora a discutere ciò che è una real­ bastasse, le presenti difficoltà economiche, tà, ma che l’avvenire è ancora un nostro po­ basta pensare al problema arduo e capitale tere, se avremo la volontà necessaria per vin­ dei viaggi, troncano qualunque opera, spez­ cere. Torniamo a Cristo, e sia; Tutta l’attività zano qualunque volontà. Si dice presto an­ date a Torino... e coinè? Hanno pensato sul giovanile nostra in questi giorni si orienta serio gli organizzatori alle infinite diffi­ con nuovi propositi, verso i principi del Van­ coltà che oggi inchiodano le squadre dentro gelo e le società sanno quale è il programma le proprie palestre? Si è parlato di concorsi di tutta la gioventù cattolica italiana : ma decentrati... idea ottima che, correi sbagliar­ i fini della Federazione non potranno essere mi, appunto perchè ottima resterà lettera raggiunti se le condizioni d'ambiente non sa­ morta..... ranno cambiate. Noi siamo certissimi che la Ma voi mi direte: allora? Cosa deve fare vita della FASCI dipenda direttamente non questa povera federazione? Non lo so! Sia­ da ragioni ideali ma dalla quantità di carbone mo purtroppo ad un tale svolto della strada 'che possiede l’Italia! E però in questa at­ che non ci permette di orientare il vostro tesa ci conforta ancora la speranza che il gior­ cammino. Io ho solo prospettato difficoltà, no in cui in Italia si tornerà a viaggiare, quel

CONDIZIONI D’ABBONAMENTO: Dal 1° Gennaio al 31 Dicembre L. 3 - Dal 1° Mag­ gio al 31 Dicembre L. 2 Dal 1° Settembre al 31 Di cembro L. 1. - Abbonamento sostenitore L- 5. L’Abbonamento cumulativo con L’Esploratore, per l’intero anno 1919, con diritto agli arretrati L. 5. Dal 1° Maggio al 31 Dicembre L. 3 - Dal 1° Set­ tembre al 31 dicembre L. 1.50.

giorno i nostri ginnasti ridiveranno* il vivo sangue pulsante che circolerà di nuovo per le arterie della penisola e la vittoria sa­ rà nostra. N. S. R.

OUOTE FEDERALI Pubblichiamo l'elenco, che speriamo com­ pleto, della società ginnastiche e sportive che hanno pagato la quota federale per il 1920. Siamo già a maggio e molte sono ancora le assenti. La F. A. S. C. I, ha bisogno i sentirsi incoraggiata e soretta, di vedere le società fiorenti desiderose di unirsi insieme per riprendere il difficile cammino. La quo­ ta veramente tenute di 3 lire, dati i tempi che corrono, non può spaventare nessuno e noi siamo certissimi che la cattiva volontà potrà essere vinta, non dai grandi immedia­ ti vantaggi che oggi non possiamo dare, ma dalla tenacia con la quale perseguiamo nel­ l’opera feconda di bene per la gioventù italiana. Le quote debbono essere indirizzate alla : Segreteria della FASCI, Via della Scrofa 70, Roma.

Elencai delle società in regola per l’anno 1920. 1. Gynnasium di Brescia. 2. Nuova Pompei di Valle Pompei. 3. San Filippo Neri di Albegna. 4. Spes di Mestre. 5 Alacres di Pavia. 6. Virtus di Osimo. 7. Ardor di Padova. 8. Constantia di Como. 9. Fortes in Fide di Milano. 10. Fides et Robur di Torino. 11. Victor di Torino. 12 XV Maggio di Torino. 13. San Martino di Torino. 14. Bertolotti di Aqui. 15. Ardisci e Spera di Como. 16 Fulgor di Spezia. 17 S. Giacomo di Genova. 18. Libertas di Spoleto. 19. Voluntas di Novara. 20. Re Arduino di S. Benigno Canavese. 21. Aurora di S. Benigno Canavese. 22. Amedeo delle Lanze di S. Benigno Can.


2 23. Barolo di Torino. 24. Valdoceo di Torino. 25. Excelsior di Biella. 26. S. Giorgio di Mondovì. 27. S. Benedetto di Montecassino. 28. Juventus di Biella. 29. Excelsior di Torino.

• rtLOOiO MLR SIMM.. In questo mondo pieno di miserie, vi sono moltissimi uomini che fanno compassione : vi sono quelli che non mangiano abbastanza e quelli che mangiano troppo e male ; vi so­ no le donne senza bellezza e gli uomini sen­ za spirito ; vi sono gli ambiziosi senza inge­ gno, e gli uomini d'ingegno senza ambizio­ ne; vi sono i padri senza figli e figli senza padre; vi sono tanti ammalati, tanti annoiati e tanti scorticati ; vi sono tanti che sbadiglia­ no e tanti che piangono; vi sono tanti che per tutta la loro vita cercano uno sposo e non lo trovano, una missione e non la rin­ vengono, una croce e non sono crocifissi. Per tutti questi poveracci io sento una pro­ fonda, una sincerissima compassione ; ma v’ha alcuno che mi ispira una compassione cento volte più profonda ; direi quasi che si avvicina allo strazio. Questo alcuno, questo colui, è l’uomo che non ha mai provato ’a voluttà infinita, la gioia suprema della stan­ chezza. Conosco nel mondo i fakiri i santoni dell’Oriente, conosco quelli che fanno dell’ozio una religione, e passano la loro vita contem­ plando il proprio ombellico e meditando. Ma quell'ozio è un fanatismo, una manìa,'ma quella gente non ha il cervello sano ; ma gente sana di mente, che possa rimaner sana di corpo e lieta senza lavoro e senza stan­ carsi, io non ho mai conosciuto, per quanto abbia frugato tanta parte di questo nostro pianeta. Il riposo è l’ideale di moltissimi, è la stel­ la polare di molte esistenze, ma non lo si raggiunge senza il lavoro, non lo si conqui­ sta senza la stanchezza. Un uomo senza appetito e senza sete, sen­ za ambizione e senza amore, senza desiderii e senza speranze, è una statua o un cadave­ re,, ma certamente non è un uomo. I bisogni sono la semente da cui nasce la gioia; e il bisogno di muoversi è uno dei semi più fe­ condi di salubri e intense voluttà. Oh s’io potessi mandare un corriere per tutte le parti del mondo e convocare dinanzi a me con una tromba stentorea gli annoiati e i sbadigliami, li vorrei schierare in fila co­ me tanti soldati, e vorrei guarirli dal tarlo della noia! E li guarirei certamente, purché riuscissi a stancarli. Vorrei far ballare gli uni e far saltare gli altri; all’uno vorrei im­ porre una passeggiata,ad un altro una corsa, ad un terzo comanderei un’ora di ginnasti­ ca, ad un quarto una cavalcata. Purché tutti si muovano, purché tutti su­

STADIVM dino del giusto sudore del lavoro, purché tut­ ti si stanchino! E sarei sicuro di guarirli tutti, perchè tutti hanno carni; anche quelli che non han­ no cervello : perchè muoversi è molto più fa­ cile che pensare ; perchè frustar muscoli e dar di sprone alle membra è impresa più semplice che educar cervelli e far scintillare pensieri. * **

O dolce, o voluttuosa, o beata stanchezza sii tu benedetta! La natura ha dato all’uomo il mal di ventre e il soprasensibile ; gli ha dato i calli e l’invidia; lo ha formato di cuo­ re che non si vede e di denti chi non mor­ dono; gli ha dato il fiele e la polvere da cannone, ma insieme a tutto questo gli ha dato la divina gioia della stanchezza ! La febbre del lavoro, la passione che lo scalda, il martellar dei muscoi che lo accom­ pagna, son tutti fiori del giardino della vita; ma il vero frutto del fiore è sempre la stan­ chezza, è sempre la beata coscienza di aver lavorato. Il contadino accompagna col canto l’alter­ nar della zappa che rompe le zolle, l’operaio segue, colle note dello zufolo, lo strider della lima, il colpo del martello, il girar delle ruo­ te; il viaggiatore pedestre numera i passi del lungo cammino col rosario dei suoi pensieri ; ma il contadino, l’operaio e il viaggiatore aspettano l’ora del riposo con una trepida ansia, col desiderio che attende una gioia si­ cura, il premio della fatica. La stanchezza è l’anello che congiunge la gioia del lavoro colla gioia del riposo ; e l’ultima nota della fatica si perde armoniosa e dolce nella molle ondulazione della stan­ chezza. 1 Non riposa che chi ha lavorato, non gode della voluttà più deliziosa del riposo, che chi è stanco. La natura non permette mai che le sue leggi siano impunemente violate, non ha mai dato ad una pianta il suo frutto, sen­ za che una lunga lotta con gli elementi le avesse dato il diritto di un fiore; non ha mai dato ad una madre un figlio senza un dolore. Chi vuole riposare senza aver lavorare, vuole il frutto senza il fiore ; e la natura -ide di lui, facendogli stringere una buccia piena di ceneri. Il riposo senza la fatica è lo sbadiglio, è la noia, è il tedio della vita. Il riposo col fido compagno della stan­ chezza, il riposo dopo il movimento, è ar­ monia è salute, è gioia! * ** O dolce, o cara, o divina stanchezza, tu sei il balsamo della vita. Tu indori del più bel raggio di sole il crepuscolo della sera all’uomo che ha faticato nella sua giornata; tu serbi al crepuscolo della vita il più roseo tramonto all’uomo che ha lavorato nei su'.n anni di vigore e di gioventù. Tu posi silenziosa al suo letto, e chiu­

dendogli soavemente le palpebre, gli dai il conforto d’un sonno tranquillo e sicuro. Tu prepari al vecchio una culla che lenta e dolce lo addormenti e lo prepari all’ultimo sonno. Tu sei il micie per ogni assenzio del’a vita, tu cairn.' i dolori del cuore e medichi le piaghe del corpo, tu sei balsamo e medi cina, tu sei il sale e la mirra della vita. Una specie di fremito lento lento, una spe­ cie di ondulazione tiepida vibra per ogni mu­ scolo stanco; e in quel fremito e in quell’on­ da par che la natura ci nasconda la sua ope ra di riparazione, il suo lavorio, con cui ri prepara a nuove Etiche, ci dispone alla ra tica dell’indomani. E1 l’uomo stanco non si cruccia al dubbio di teoriche agitairici, non si tormenta l’anima con fantasmi immaginari! ; e lo imbeve sol­ tanto un’intima, una profonda compiacen­ za ; quella di aver fatto il proprio dovere, quella di aver lavorato, di aver ubbidito alla xoce potente dèlia natura, che gli diceva La vita è un lavoro; se vuoi viver molto, e tu molto lavora. O eterni convalescenti della stufa e dei cocchio, o voi che eternamente riposate, pro­ vatevi ad affaticare quei vostri muscoli molli e gelatinosi; sudate anche voi sul dorso di un cavallo ardente o nella nobile palestra della scherma, e poi ritornate a casa, so­ spendete su due alberi del vostre giardino un’amaca, coricatevi dolcemente in essa, e, cullandovi amorosamente, guardate l’azzur­ ro attraverso il verde ; volate fra le nubi del­ l’ideale, covando la vostra voluttuosa stan­ chezza; e poi sappiatemi dire se la vita abbia gioia maggiore, più innocente o più salubre. E voi, o operai dèlia gleba o deH’offìcina, che troppo sudate, ricordatevi che ogni sera nel vostro letto duro e ispido, provate una compiacenza intiera, serena, che pochissimi ricchi dividono con voi. E faticando, ricor­ datevi di porre da parte ogni giorno un po’ del frutto del vostro sudore ; siccnè nel lon­ tano orizzonte abbiate anche voi a sperare il riposo della vecchiaia. Nel riposo della sera, nel riposo della domenica, non consumate tutto il frutto della fatica, serbatene anche all’ultimo riposo, all’ultima stanchezza della vita.

Libri vendibili presso la Segreteria della F- A.S.C.I. Bauraann comm. dott. Emilio : Psicocinesia, ov­ vero L'educazione dello spirito mediante quella del corpo — L. 2. Id. : Manuale di ginnastica italiana — L. 2.50. Id. : Ginnastica e scienza — L. 6. Id. : I primi soccorsi in caso di infort. — L. 0.70. Frattini prof. Vincenzo : Guida teorico-pratica per gli esercizi con le clave — L. 2. Orlandi Nazzareno ; Giuochi ginnastici — L. 2. Terminologia tecnica, adottata nei concorsi della F. A. S. C. I. — L. 0,50. La ginnastica naturale secondo il sistema di Gior­ gio Herbert — L. 0,70. Manuale pratico per gli istruttori di squadre — L. 1. Indirizzare vaglia alla Segreteria F. A. S. C. I. in via della Scrofa, n. 70.


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Concorso Internazionale di Torino risultino abbassati e avvicinati al tron­ Esercizi elementari a corpo libero gomiti co, e [’avambraccio visto di fianco copre il (Maestro: FELICE MA SSOCCO)

TEMA. — Slanci - rotazioni - flessioni piegate - circonduzioni e posizioni di coniraffondo. SCHEMA DEGLI ESERCIZI

La progressione è composta di tre gruppi, ogni gruppo di tre esercizi, ogni esercizio di quattro movimenti. Tutti i movimenti si ripetono simmetricamente. TIPO RITMICO FONDAMENTALE I Gruppo

II Gruppo

1. movimento 1. 2. 3. 4. 2. » 1.2. 3. 4. 3. » 1. 2. 3. 4. 4. » 1. 2. 3. 4.

1. movimento 1. 2. 3. 4. 2. » 1. 2» 3. 4. 3. » 1. 2. 3. 4. 4. * 1.2 3.4.

III. Gruppo 1. movimento" 1 2. 3. 4. 2. » 1.2. 3. 4. 3. » |. 2.3. 4. 1.2. 3. 4. 4. »

I numeri più marcati designano il tempo di esecuzione, i numeri più piccoli, il tem­

po di fermata. Gli esercizi si eseguiscono alla cadenza del metromono a 80 al minuto. Per tutti i gruppi, la posizione di riposo si prenderà immediatamente dopo il 4. tem­ po dell’ultimo movimento del 3. esercizio. NORME GENERALI

1. II voltarsi di fianco e di fronte, si eseguisce sempre girando sui talloni. 2. Nelle posizioni di gambe infuori, avanti indietro, tutto il piede appoggia sul suolo e il peso del tronco è egualmente distribuito sui due arti. 3. Nelle circonduzioni, quando Peserei-' zio viene eseguito a sinistra, il braccio sini­ stro, nell'incrocio, passa sopra al destro; e viceversa, quando l’esercizio viene eseguito a destra. 4. Ad eccezione delle braccia flesse, le mani sono sempre aperte in tutti gli esercizi. Nelle mani aperte, le dita devono essere ben tese ed il pollice non abdotto. Nelle mani a pugno le mani si flettono serrando forte­ mente tutte le articolazioni delle dita e so­ vrapponendo il pollice all’indice e al medio. 5. Nelle « braccia flesse » si ha la posi­ zione di mani alle spalle con palme avanti chiuse a pugno. 6. Quando le mani sono a pugno, viene indicata la posizione della mano in relazione alla» sua palma.

POSIZIONI FONDAMENTALI DEGLI ARTI SUPERIORI La posizione delle braccia flesse per la spinta in fuori, viene presa in modo che i

braccio, mani a pugno, palme avanti. La posizione di braccia flesse per la spinta in alto è come la precedente, soltanto che le mani a pugno sono col palme indentro. La posizione delle braccia flesse per la spinta in fuori-alto viene presa coi gomiti, abbassati indietro, avambraccia orizzontali, mani a pugno, palme indentro. Per le braccia — in fuori, avanti, indietro alto (quando non è indicato) s’intende sempre il passaggio più diretto e corrispondente al comando. POSIZIONI FONDAMENTALI DEGLI ARTI INFERIORI E DEL TRONCO

La posizione di 1. distanza tra gamba e gamba è di due piedi la posizione di distanza è invece di tre piedi Nelle piegate il tronco dovrà sempre es­ sere verticale La posizione di contraffondo viene presa posando a gamba tesa, un piede alla maggior distanza possibile, mentre l’al­ tro piede rimare l'ermo e la gamba corrispon­ dente ad esso assume il massimo grado della piegata. Nel contraffcndo a 2. distanza, la distanza da tallone a tallone è di soli tre piedi. Nella posizione di contraffondo il tronco si disp one sempre sul prolungamento della gamba tesa e il capo rimane sempre in rap­ porto col tronco.

NORME PER LA BUONA ESECUZIONE;

1. Curare la retta posizione di « attenti » : talloni uniti, busto a piombo, ventre rattratto, petto sporgente, spalle basse e portate in­ dietro, braccia tese in basso, mani tese, pol­ lice unito, capo di fronte, bocca chiusa. 2. Nel passaggio della braccia in prima, evitare le battute delle palme contro le coscie. 3. Evitare scatti nell’eseguire le rotazio­ ni e le flessioni. Tutti gli altri movimenti devono essere energici e rapidi.

1. Gruppo 1. Esercizio.

I 2 Slancio del braccio sinistro in fuori, destro flesso al petto, (avambraccio orizzon­ tale, gomito sollevato all’altezza della spalla, palme in giù) capo rotato a sinistra. 3-4. Gamba sinistra in fuori a 1. distan­ za, braccia avanti, (palme indentro) capo fisso. I. Unire la gamba sinistra alla destra, slan­ cio delle braccia in fuori (palme in su). 2-3-4 Rotare il tronco a sinistra.

I. Slancio delle braccia in alto (palme indentro). 2-3-4 Rotare il tronco di fronte. 1-2 Slancio delle braccia avanti (palme in dentro) capo flesso indietro. 3-4 In prima, capo fisso. •

Analogamente a destra.

2. Esercizio. 1.2. 1/4 di giro a sinistra, (girando sul tallone sinistro) braccia flesse per la spinta in fuori. 3.4. Contraffondo sinistro indietro a 2.a di­ stanza, spinta delle braccia in fuori, (palme in giù). I. Unire la gamba sinistra alla destra. 2.3.4. Flettere il tronco in avanti ad an­ golo retto. I. Palme indietro. 2.3.4. Stendere il tronco e flettere il bu­ sto indietro, braccia in fuori (palme in dentro). 1.2. 1/4 di giro a destra (girando sul tal­ lone sinistro) braccia in fuori (palme in giù). 3.4. In prima, passando per fuori.

Analogamente a destra. 3. Esercizio.

1.2 Slancio del braccio sinistro in fuori, destro flesso avanti al petto, (avambraccio orizzontale, gomito sollevato all’altezza della spalla, palme in giù) capo flesso in dietro. 3.4. 3/4 di circonduzione delle braccia tese per basso, fuori, alto, (palme in dentro) gamba sinistra in fuori a 2.a distanza, capo fìsso. I. Unire gamba sinistra alla destra e brac­ cio sinistro in prima, passando per fuori. 2.3.4. Flettere il busto a sinistra (il brac­ cio destro segue il movimento del busto). I. 1/8 di giro a sinistra, stendere il busto e slancio del braccio sinistro, in altro pas­ sando per avanti (palme avanti). 2.3.4. Flettere ii busto in avanti (la fron­ te deve rasentare le ginocchia, mantenen-. dosi le gambe ritte ; le punte delle dita de­ vono sfiorare la terra). 1.2. Stendere il busto e contemporanea­ mente piegare sugli lavamlpiedi, ginocchia divaricate, talloni uniti e sollevati, braccia avanti (palme in dentro). 3 4. Ritti e in prima compiendo 1/8 di giro a destra. Analogamente a destra.

2. Gruppo 1. Esercizio. 1.2. 2/4 di circonduzione delle braccia per dentro, alto (palme in dentro). 3.4. Flettere il busto a sinistra e braccia a circolo sopra il capo (gli apici delle dita me­ die si toccano). 1.2.3.4. Piegata sinistra in fuori a 2.a di­


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stanza, stendere le braccia in alto (palme in dentro). 1.2.3.4. 1/4 di giro a sinistra (girando sui talloni), slancio delle braccia in dietro ( palme in dentro), tronco sul prolungamento della gamba destra tesa, piede destro a terra. 1.2. 1/4 di giro a destra, (girando sui tal­ loni) stendere gamba sinistra e slancio delle braccia in fuori (palme in su). 3. 4. Unire la gamba sinistra alla destra e contemporaneamente 3/4 di circonduzione delle braccia per alto, dentro, basso, in pri­ ma.

Analogamente a destra.

.2. Gamba sinistra in fuori a 2 distanza spinta delle braccia in alto (palme in den­ tro). 3.4. 3/4 di circonduzione deille braccia per dentro, basso, fuori (palme in basso). 1.2.3.4. Piegata sinistra, flettere il tronco lavanti ad angolo retto, slancio delle braccia tese in basso (palme in dentro). 1.2. Stendere gamba sinistra, (tronco avanti ad angolo retto) slancio delle bracccia ,’n fuori (palme in basso). 3.4. Unire gamba sinistra alla destra, sten­ dere il tronco, in prima.

Analogamente a destra.

2. Esercizio.

1.2. 1/4 di giro a sinistra, (girando sul tallone sinistro) braccia flesse per la spinta in alto. 3.4. Contraffondo sinistro in dietro, spinta delle braccia in alto (palme in dentro). 1.2.3.4. Gamba sinistra in fuori a 2 di­ stanza, slancio delle braccia in fuori, (palme in su) busto e capo flessi in dietro. 1.2.3.4. 1/4 di giro a destra, (girando sui talloni) piegare gamba sinistra, slancio delle braccia obblique in dietro, (palme avanti) tronco e capo in linea della gamba destra tesa. (Posizione di contraffondo destro avanti). 1.2. Stendere la gamba sinistra, slancio delle braccia in alto, passando per fuori (pal­ me in dentro). 3.4. Unire gamba sinistra alla destra e in prima passando per fuori. Analogamente a destra. 3. Esercizio.

1.2. 2/4 di circonduzione delle braccia per dentro, alto, (palme in dentro) sguardo in alto. 3.4. 3/4 di circonduzione delle braccia per dentro, basso, fuori, (palme in giù) contraf­ fondo sinistro in dietro a 2. distanza. 1.2.3.4. Gamba sinistra in fuori a 2 di­ stanza, tronco flesso in avanti ad angolo retto, (braccia avanti, (palme in dentro) capo fra le braccia. 1.2.3.4. Contraffondo sinistro avanti a 2 distanza, slancio' delle braccia in alto (palme in dentro). 1.2. Unire gamba sinistra alla destra e piegare sugli avampiedi, (ginocchia divari­ cate, talloni uniti e sollevati) bràccia in fuo­ ri, passando per fuori (palme in giù). 3.4. Ritti e in prima passando per fuori.

2. Esercizio. 1.2. 1/4 di giro a sinistra, (girando sul tallone sinistro) braccia flesse per la spinta in fuori-alto. 3.4. Contraffondo sinistro avanti, spinta delle braccia in fuori-alto (palme in dentro). 1.2. Unire gamba sinistra alla destra, sgan­ cio delle braccia avanti (palmfe in dentro). 3 4. Gamba sinistra in fuori a 2 distanza slancio delle braccia in d'ietro (palme in dentro). 1.2.3.4. Piegata destra flettendo il tron­ co in linea della gamba sinistra, braccio de­ stro obliquo in basso, sinistro in alto (palme in basso). I. 2. 1/4 di giro a destra, (girando sui talloni) e senza muovere il tronco, slancio delle braccia in alto, (palme in dentro, il braccio sinistro compie 3/4 di circonduzione passando per basso, avanti, alto). 3.4. Unire la gamba sinistra alla dèstra e in prima passando per avanti.

PRESENTAZIONE ED ORDINATIVO OBBLIGATORIO Ogni squadra entra nel campo, designato per gli eliminari, in colonna per due, sfila davanti allja' Giuria eseguendo l'attenti a destr. o sinistr. e si dispone su due righe, avanti alla Giuria. Il capo squadra procede quindi all allineamento, alla numerazione, e dopo d’aver fatto eseguire i movimenti per due e per quattro, di fianco e di fronte (da fermo) farà eseguire una marcia di fronte, una marcia di fianco, un cambiamento di fronte mediante il. comando « squadra destra-o sinistra » e disporrà infine la squa­ dra in colonna per quattro e a doppia di­ stanza, avanti alla Giuria. (La doppia distanza da squadriglia a squa­ driglia deve essere di 2 passi). Comanderà quindi : (Dalla sinistra a dop­ pio intervallo - via). I ginnasti portano le braccia in fuori (un braccia solo quelli che formano le file laterali) e prendono in fretta il doppio intervallo dalla sinistra. - (Per ve­ rificare le distanze per quattro fronte sinistr. - Front-). I ginnasti compiono 1/4 di giro a sinistra, portando le braccia in prima e su­ bito portano le braccia in fuori e correggono il doppio intervallo verso destra. (Fianco destr. - destr.). I ginnasti compiono 1/4 di giro a destra con braccia in prima. Terminati gli esercizi si comanderà : (A sinistra serrate). Le squadriglie si stringo­ no di corsa verso sinistra. Si inizierà quindi la marcia avanti, sfilando per quattro davan­ ti alla Giuria, eseguendo l’attenti a destr. o sinistr. e di corsa si uscirà dal campo.

Analogamente a destra. PALAZZO DELLA

3. Esercizio.

1.2. Slancio delle braccia in fuori-alto (pal­ me in dentro). 3 4. Braccia flesse per la spinta in fuori­ alto, coscia sinistra elevata orizzontalmente (sedia). .2. Spinta delle braccia in fuori-alto, (palme in dentro) gamba sinistra in dietro a 2 distanza. 3.4. 2/4 di circonduzione delle braccia per dentro, basso con slancio in diero, (palme in dentro) e contraffondo destro in dietro. 1.2.3.4. Un saltello avanti, arrivo (al po­ sto di partenza) sugli avampiedi, gambe pie­ gate, (ginocchia divaricate, talloni uniti e sol­ Analogamente a destra. levati) braccia avanti (palme in dentro). 1.2. Stendere le gambe, piegata sinistra in 3. Gruppo fuori a 2 distanza, slancio della braccia in 1. Esercizio. fuori (palme in basso). 3.4. Unire gamba sinistra alla destra, cir­ 1 .2. Slancio delle braccia in fuori - alto, conduzione delle braccia per basso, dentro (palme in dentro). alto, fuori, in prima. 3 4. Braccia flesse per la spinta in alto, coscia sinistra elevata orizzontalmente (sedia). Analogamente a destra.

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