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Stadium n. 5/1963

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C. S. I.

f PRESIDENZA NAZIONALE )

Stadüi ■ problemi *po°t

Il pugilato ha fatto un’altra vittima. Davey Moore è caduto sul ring di Los Angeles sotto i colpi di Sugar Ramos. Lascia la maglie e cinque bambini. Il Santo Padre Giovanni XXIII, parlan­ do ai fedeli del Lido di Ostia a Roma, ha fatto un chiaro riferimento al tragico in­ cidente pugilistico: «Gare che sono con­ trarie ai principi naturali, barbarie che il fratello usa contro il fratello ». E’ la prima volta che un Sommo Ponte­ fice si pronuncia apertamente sulla boxe professionistica, dettando parole di così pre­ ciso e grave ammonimento.

L’ ’’Osservatore Romano” ha fatto eco in termini altrettanto aperti e significativi. « Nessuna legge ancora si promuove per vie­ tare il delitto: nessun veto insorge e si im­ pone da parte della coscienza civile... ». « Come dosare e distinguere fra il pugno che abbatte e il pugno che uccide? Si par­ lerà ancora di sfortuna e fattori acciden­ tali, invece i fatti del genere sono da con­ siderarsi veri e propri omicidi ». Ora attendiamo i soliti difensori d'ufficio. Sono cose che succedono in America, di­ ranno, in Italia è diverso. Chi conosce bene il mondo del nostro pugilato sa bene che le cose non sono cosi limpide come si vor­ rebbe lasciar credere. Lo confermano gli stessi incidenti accaduti poche settimane fa al Palazzo dello sport di Milano e i retrosce­ na che hanno rivelato.

In Italia gli arbitri intervengono in tem­ po e non lasciano ammazzare i pugili, di­ cono altri. Dunque si ammette che la vita di un uomo è legata alla decisione arbitra­ le, di una persona cioè che per vari motivi non può essere sempre in grado di interve­ nire tempestivamente e che soprattutto non è in grado di giudicare con competenza spe­ cifica il verificarsi di traumi interni che sfuggirebbero anche all’esame di un esper­ to medico.

Ma in fondo in altri sport la casistica degli incidenti, mortali o meno, è molto più numerosa, si dice ancora. Se anche fosse, resta la differenza sostanziale che mentre negli altri sport si tratta di fattori esterni e accidentali come ce ne sono in tutte le attività dell'uomo, nel pugilato il colpo mor­ tale è inferto direttamente da un essere umano contro un suo simile. E se pure non v’è l’intenzione di uccidere ma solo di stor-

dire (e non è lecito) esiste tuttavia la di­ mostrata possibilità che la morte arriva ab­ bastanza frequentemente e che arriverà an­ cora finché impereranno un regolamento e una prassi che fanno coincidere la bravura con la quantità e la gravita delle offese arrecate. In realtà difendere il pugilato professio­ nistico quale è attualmente praticato è co­ me voler sostenere che nella scherma si po­ trebbe benissimo togliere il puntale con il pretesto che gli atleti, spadaccini allenati e abili come sono, diffìcilmente potrebbero ferirsi gravemente e comunque ci sarebbe sempre l’intervento tempestivo dell’arbitro per scongiurare gli incidenti mortali! (« cura di Duilio (Umetti)

V ARCHÌVIO STORICI) /

£- ANNO LVII - N. 5 - 31 MARZO 1963 - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO □ POSTALE GRUPPO II - QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO

Parlare di impianti sportivi è fa­ cile e lo prova il fatto che tutti ormai in Italia ne parlano. Siamo persino riusciti a suscitare un’eco ai nostri problemi presso qualifi­ cati organi di stampa sportiva estera. E’ facile parlare di impianti per­ ché è facile fare della polemica, perché è facile protestare e pre­ tendere da altri il compimento di doveri che non investono la nostra diretta responsabilità. Il problema dello sport giovanile, però, non si esaurisce nella caren­ za (grave e drammatica) di attrez­ zature sportive. E se un giorno (sospirato giorno!) il nostro gover­ no si deciderà a considerare lo sport con la serietà che merita e provvederà finalmente l’Italia di adeguate attrezzature, il problema dello sport giovanile non sarebbe per questo risolto. Non basta più fare dello sport, occorre farlo bene. Soltanto dei dirigenti preparati, competenti e coscienziosi, possono garantire un’attività sportiva sana, utile, educativa. Ma quello dei dirigenti non è un compito da assegnare sbrigativa­ mente allo Stato come si fa per le attrezzature. La formazione dei dirigenti inte­ ressa un vasto settore di enti pub­ blici e privati insieme, interessa i sodalizi e le associazioni, interessa, in certo senso, ogni individuo co­ sciente delle sue responsabilità verso la società. Lo Stato, certamente, non potrà lavarsene le mani, perché se ad es­ so compete di assicurare alla gio­ ventù gli strumenti per. la sue educazione, tra questi i maestri occupano il primo posto. Ma oltre allo Stato, in questo settore, sono chiamati direttamente in causa anche il CONI, gli Enti di Propa­ ganda, i sodalizi sportivi. Non basta organizzare una qual­ siasi attività sportiva per assolvere ai propri doveri verso la gioventù o per pretendere il titolo di mece­ nati o benemeriti dello sport gio­ vanile. Se parimenti non si affron­ ta con cosciente impegno la prepa­ razione di un organico quadro di dirigenti organizzativi e tecnici sa­ rebbe preferibile, spesse volte, che di sport non ci si occupasse. Per la formazione dei dirigenti, dei ’’maestri” dello sport, tutti pos­ sono e debbono fare qualcosa, nes­ suno può tirarsi indietro addossan­ do ad altri un compito che invece è di tutti, come di tutti è il dovere di contribuire all’educazione dei giovani. Forse è proprio per questo mo­ tivo che molti evitano di parlarne.

le aule non bastano.., occorrono

Occorre ’’sentire” lo sport oer amare i giovani sportivi. Bisogna ’’conoscere” lo sport per capi­ re gli atleti / Il dirigente organizzativo che non possiede un minimo di cognizioni tecniche ri­ schia di pregiudicare la retta impostazione dei programmi, l’opportunità e la tempestività degli interventi, l’efficacia concreta e specifica della sua azione / Il dirigente tecnico che difetti di competenza perde presto l’ascendente sul giovane, compromette la sua attività agonistica e la efficacia educativa’ della stessa sul suo fisico e il suo carattere / Il dirigente deve vivere a con­ tatto dei suoi ragazzi, la loro vita di società perché questa è la vera scuola dove si impara ad amare e a sacrificarsi / Un allenatore che non abbia vissuto la vita di società, anche se dota­ to dì buona preparazione, è un tecnico freddo, che dello sport fa un mestiere / Non si può badare all’educazione del corpo trascurando lo spirito, si danneggerebbe irrimediabilmente l’u­ no e l’altro / Non si possono considerare i muscoli dell’atleta alla stregua di organi mecca­ nici: sono parti integranti di un essere vivo e intelligente e vanno educati rispettando l’armo­ nico sviluppo di tutto l’individuo / La tecnica non può pretendere di pianificare alle sue esi­ genze tutti gli individui, ma essa stessa deve piegarsi e adattarsi alle esigenze dei singoli / (segue a pag. 3)


per te, atleta

ERRORE DI DROGAGGIO

Stadlum QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO

ANNO LVII - N. 5 Roma, 31 marzo 1963 Via della Conciliazione, 1 Tel. 655.561 - 650.113

Sped. abb. post., gruppo II Pubblicazione in omaggio a tutti gli iscritti

Per te, atleta

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Gli italiani alla Milano-Sanremo 1963

I ’’maestri” dello sport p. 3

preti anticopertina

Campestre, Tennis Tavolo e Pallavolo

p 4-5 p.

Tuttocsi

titolato ”Preti da copertina”. Lei ne era entu­ siasta. Io non l’ho letto. La signora ha superato felicemente i suoi cinquant’anni e io non mi fido mai dei giudizi dati da signore cinquan­ tenni. Però ’’Famiglia Cristiana” è una rivista indovinata e difficilmente sbaglia un articolo. Adesso mi viene il dubbio che l’articolo non ;sia su ’’Famiglia Cristiana”; se così fosse, la pre­ messa non ha valore, serve solamente per intro­ durre il discorso. Infatti voglio parlare di un prete anticoper­ tina. Un prete di cui nessuno mai farà la storia. Domani, quando sarà morto, il suo nome sbia­ dirà sulla pietra di marmo saccaroide, nel pic­ colo cimitero del paese; e magari il marmista scriverà Don Nazareno còn due zeta sicché i soliti curiosi, passando, si domanderanno se è bene scrivere Nazareno con una o due zeta. Don Nazareno non è quindi un prete da co­ pertina. Quando l’ho conosciuto era vecchio e adesso è ancora vecchio. Sembrava dovesse mo­ rire tre anni fa. E’ stato sottoposto ad un vero bombardamento di ’’accidenti”. Li ha schivati come un mago. Non corre più in bicicletta ma seguita a camminare. Non è più loquace ma par­ la. I suoi occhi hanno gli stessi colori di quelli fatti da sua madre. Ha corso tanto nella sua vita e non mi meraviglierei se russi o americani ar­ rivando sulla luna o su Marte trovassero non un marziano ma Don Nazareno ohe... è arrivato pri­ ma di loro, in bicicletta. Quando gli dico que­ sta frase, ride come solamente i preti santi san­ no ridere a settanta anni. Non ha una grande cultura e non conosce bene il significato della parola ’’psicologia” però quando spiega il V'an-_ gelo la sua gente lo capisce e ritorna a casa con il cuore buono. Non ha un soldo in tasca e spesso si presta il denaro dalla sua domestica che gli consegna lo sparuto mensile con la stessa devota sotto­ missione con cui l’aveva accettato. La Chiesa è bella; vicino alla Chiesa sono sor­ ti un asilo, un laboratorio, un cinema-teatro, un ambulatorio. Ha sudato venticinque anni per costruire tut­ to. Ma che sapete voi quello òhe ha costruito nelle anime? Neppure lui lo immagina. A volte mi domando se sia un uomo, e lo prendo per le braccia oppure stringo con le mie mani il suo volto asimmetrico per convincermi che... è proprio un uomo. La sua gente è ricca di cuore ma povera di parole come la gente che suda sulle colline verdi delle Marche. Magari per farti un complimento ti dice una parolaccia e se non sei abituato a guardarla negli occhi non riuscirai a capire come si possa amare una per­ sona, tanto da parlarne male. Nessuna copertina di giornale porterà l’im­ magine di questo grande prete a spasso sopra i tavoli sporchi di cognac dei nostri bar o nei sa­ lotti fumosi di tabacco acre delle inutili signore cinquantenni, e sarà meglio così perché il Buon Dio, appena lo rivedrà, riconoscerà subito il vol­ to uscito dalle sue mani. Don Nicola

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Stadium

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Ognisport

una brava signora se avessi let­ Mitohaunchiesto articolo su ’’Famiglia Cristiana” in­

EPPURE L'AVEVA DETTO!

SILVIO BETTOCCHI Direttore responsabile Pubblicazione Iscritta _ al numero 4987 del registro della stampa del Tribunale di Roma In data 14-1-1956

Stampatore Tummlnelll Città Universitaria - Roma

De Piccoli: — Clay spara a destra, Liston a sinistra: me mi vedrete sul ring (!?!).

nsiu Mi SPORTIVO I863 Domenica 31 marzo i nostri atleti e dirigenti si sono dati appuntamento davanti ai teleschermi per assistere al­ la cerimonia trasmessa da Bologna e organizzata dal locale Comitato Provinciale del Centro Sportivo Italiano. ORA E' IL MOMENTO DI PROGRAMMARE L'INIZIATIVA IN SEDE LOCALE, IN OGNI COMITATO C.S.I. D'ITALIA, IN OGNI SOCIETÀ' O GRUPPO SPORTIVO PERCHE'

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che dà un senso cristiano all'attività del C.S.I. che avvicina a Cristo il mondo dello sport che qualifica e distingue la nostra organizzazione

L’atleta cristiano ha la sua legge E' l'opuscolo che molti dei nostri Consulenti Ecclesia­ stici e Dirigenti già conoscono. Don Gianni Pinto, il nostro Consulente Regionale delle Puglie, prendendo spunto dal Decalogo dell'Atleta C.S.I., condensa in dieci agili e succosi capitoli i principi che deb­ bono essere alla base di uno sport rettamente inteso e ai quali ogni buon atleta, cristiano o meno, deve ispirare la sua attività sportiva e la sua vita. E' un opuscolo utile, come si è detto, ai Consulenti e ai Dirigenti come sussidio per il loro lavoro, ma è anche un'opera da consigliare direttamente alla lettura degli stessi atleti. L'atleta cristiano ha la sua legge - Gianni Pinto - Volume di pagine 96, formato 21x14,5 - Prefa­

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DIRIGENTI NUOVI PER II NUOVO HI

dello sport La nostra organizzazione ha sem­ pre posto la preparazione di Dirigen­ ti organizzativi e tecnici tra i com­ piti fondamentali della sua azione. Sorta com’è per fare dell’attività sportiva un mezzo di formazione umana e morale del giovane e con­ vinta che questa non può perseguir­ si senza la cura assidua e competen­ te di validi dirigenti, fin dal suo na­ scere non ha cessato di attuare ogni iniziativa utile ad assicurare al CSI efficienti quadri dirigenti. Nel dar vita alle sue Società Spor­ tive si è sempre preoccupata che le stesse fossero delle effettive società, e non soltanto delle squadre; am­ bienti cioè in cui i giovani atleti potessero trovare un clima sano, un complemento della famiglia, della scuola, del mondo del lavoro. Gli incontri nazionali, i convegni, •i congressi, che periodicamente han­ no richiamato al Centro i dirigenti organizzativi e tecnici dell’Ente, non hanno mai esaurito la loro funzione nelle discussioni burocratiche e tan­ to meno nelle questioni elettorali. Al contrario sono stati sempre incen­ trati su problemi educativi e morali di orientamenti e di aiuto concreto all’opera loro in mezzo ai giovani. Lo sforzo maggiore del CSI, dal punto di vista organizzativo ed eco­ nomico, è stato rivolto da dieci anni a questa parte all’organizzazione an­ nuale di ’’Corsi per dirigenti orga­ nizzativi e tecnici » ispirati ai più moderni criteri di pedagogia applica­ ta allo sport. Da questi Corsi Nazionali sono usciti centinaia e centinaia di dirigenti e allenatori, con una visio­ ne esatta di quello che deve essere

sport e di come debba essere prati­ cato dai giovani d’oggi. E’ un’opera coraggiosa di avanguar­ dia questa che il CSI va compiendo da anni. Nonché incontrare appog­ gio e incoraggiamento spesse volte ha dovuto superare opposizioni da parte di chi considerava il danaro dedicato alla preparazione dei diri­ genti come inutilmente sottratto al­ le loro attività sportive. La periferia del Centro Sportivo Italiano si muove anch’essa sulle li­ nee programmatiche della Presiden­ za Nazionale. La preparazione dei di­ rigenti è tra le preoccupazioni prin­ cipali dei Comitati e delle società sportive. Anche in sede regionale, provin­ ciale e nell’ambito locale si organiz­ zano periodicamente corsi, incontri, e convegni allo scopo di preparare le nuove leve dirigenziali ai loro com­ piti. E non ci si preoccupa soltanto dei dirigenti organizzativi ma anche di quelli tecnici, degli istruttori, al­ lenatori e arbitri. Il numero dei tecnici CSI si ac­ cresce ogni anno in maniera molto considerevole. Non sono pochi, ad esempio, i Comitati che riescono a coprire le proprie esigenze arbitrali interamente con elementi preparati e abilitati dal Centro Sportivo Ita­ liano, in pieno accordo con gli or­ gani Federali e con il rispetto di tut­ te le disposizioni ufficiali. Anzi non è raro il caso che elementi del CSI passino al servizio delle Federazioni e si guadagnino il rispetto degli or­ gani federali assolvendo al loro com­ pito con assoluta competenza, con serietà e senso di responsabilità

Si parla molto oggi di una svolta decisiva dello sport ita­ liano. Non tutti però si sono ancora resi conto della portata dell’indirizzo che lo sport sta prendendo e delle profonde mu­ tazioni ohe esso comporta nel modo di concepire l’attività sportiva e nelle misure da .prendere per controllarla e gui­ darla con sufficienza di mezzi e chiarezza di scopi. Si dice, ed è giusto, che lo sport sta diventando, e dovrà essere sempre più, un fatto sociale: ma molti interpretano questa socialità ancora e soltanto dal punto di vista spetta­ colare, per il numero di spettatori che interessa e per gli interessi economici che investe. Si dice, a ragione, che l’attività sportiva non potrà essere più considerata come un privilegio di pochi, un feudo di de­ terminate classi o ambienti; ma non son pochi quelli che ve­ dono in un allargamento della base sportiva giovanile sol­ tanto il mezzo di operare una più vasta selezione a vantaggio del prestigio nazionale. Si .parla anche, è vero, della diffusione capillare dello sport fra la gioventù per consentire ad essa un’esperienza di vita che tempri al tempo stesso il corpo e lo spirito. Ma troppo spesso se ne parla in modo vago, impreciso, mentre la reto­ rica fa capolino ad ogni frase, e la facile polemica per inte­ ressi e scopi di parte si riesce faticosamente a mimetizzare. Un discorso serio e responsabile sui nuovi orientamenti dello sport nel nostro paese deve necessariamente compren­ dere il problema dei dirigenti, deve anzi affrontarlo tra i pri­ mi perchè ogni altra impostazione che non consideri que­ sto aspetto tradisce o ignoranza o mancanza di reale sensi­ bilità verso i problemi e gli interessi dei giovani. Quella dei dirigenti è in primo luogo una questione di quantità. Senza un adeguato numero di dirigenti organizzativi e tec­ nici, innanzitutto non si potrà sperare di avere una reale diffusione dello sport: sarebbe lo stesso che pretendere una abbondante raccolta senza l’opera adeguata di seminatori. Quand’anche per assurdo i ragazzi e i giovani si accostassero in gran numero allo sport, senza la garanzia educativa di di­ rigenti e allenatori capaci sarebbe certo da temerne le con­ seguenze negative. In secondo luogo il problema dei dirigenti è di qualità. Lo sport educativo, l’unico per il quale si deve auspicare un serio incremento, ha esigenze, finalità e programmi del tutto differenti da quelli soltanto agonistici e spettacolari. Se si vuole che lo sport incida beneficamente sullo sviluppo fisico del ragazzo è necessario che lo sport sia fatto con im­ pegno, con preparazione tecnica conveniente; per questo oc­ corrono dei tecnici competenti. Se si vuole, inoltre, che l’at­ tività sportiva influisca anche sul carattere e sull’educazione morale del giovane, occorre che ad essa si affianchino altre iniziative e attività che completando la prima facciano com­ piere al giovane quell’autentica e piena esperienza di vita che è lo sport. Infine, quella dei dirigenti è una questione di responsabi­ lità. Non per nulla si parla di « maestri » dello sport. I dirigenti sportivi devono essere degli educatori nel vero senso della pa­ rola. Perciò, oltre che preparati tecnicamente a svolgere il loro compito, debbono essere in possesso di sensibilità peda­ gogica e di coscienza educativa. Sentire, in una parola, il loro lavoro non come una professione o un passatempo ma come una vera e propria missione.

Non si tratta di utopie : la svolta nello sport italiano ci sarà perchè è la stessa opinione pubblica che sta prendendo co• scienza del valore educativo dello sport, perchè sono gli stessi giovani che reclamano ogni giorno di più il loro diritto al­ l’attività sportiva. Il problema, allora, diventa di coerenza e di lungimiranza. Affrontando l’argomento dello sport quale dovrà essere do­ mani si deve avere il coraggio di tracciare un quadro com­ pleto e trattare anche quegli argomenti per i quali tutti gli interessati possono già da oggi cominciare ad operare. Met­ tendo magari a maggior frutto tanti denari troppo facil­ mente offerti sull’altare del prestìgio sociale, <di ” organizza­ zione e nazionale. nti dirigente

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CAMPIONATI NAZIONALI

min Il 31 Marzo prossimo scade il termine utile per la effettuazione delle fasi provinciali per i Campio­ nati Juniores e Ragazzi di Pallavolo. Tutti i Comitati, quelli naturalmente interessati a tale disciplina, saranno presenti all’appuntamento, tranne quelle poche eccezioni che in considerazione delle precarie condizioni climatiche che hanno im­ perversato quest’anno sul territorio nazionale, sono riusciti ad ottenere la proroga dalla CTN. Oggi come oggi è ancora un po’ troppo presto per dire come si presentano i campionati, troppo poche essendo le fasi già omologate dalla Commissione Na­ zionale, comunque possiamo affermare fin da ades­ so che Finteresse non mancherà anche quest'anno intorno alla pallavolo e diciamo ciò non perché con­ tiamo sulla partecipazione delle solite grandi, bensì perché siamo convinti che sentiremo parlare di nuove squadre, e non potrebbe essere altrimenti a pensar­ ci bene, se consideriamo il fatto che i Campi Scuola dovrebbero cominciare a dare i risultati su cui tutti noi, a partire dalla Presidenza, contiamo tanto. A tale scopo vogliamo ancora una volta ricordare agli abilitati allievi allenatori il compito che si sono automaticamente assunto partecipando ai Corsi; nel limite delle loro possibilità ci auguriamo che lo as­ solvano. D'altra parte la Presidenza non li dimen­ tica e proprio in questi giorni gli stessi hanno rice­ vuto ima lettera alla quale alcuni hanno già rispo­ sto; aspettiamo che lo faciano anche gli altri.

ARCOBALENO SPORT

THDFEO BIANCO Con l’inizio della buona stagione tornano a bril­ lare i colori dell’iride! I nostri Comitati consci della bontà dell’iniziativa che permette loro di creare nei giovanissimi una coscienza sportiva e di conseguenza di assicurarsi le future leve per l’attività agonistica, hanno già messo in ’’cantiere" i vari Trofei dagli af­ fascinanti nomi. Innanzi tutto il Trofeo Bianco (la cui colorazione, a detta di un nostro Comitato marchigiano, sarebbe tale in quanto questa manifestazione di norma si or­ ganizza quando il candore della neve ricopre borghi e città) che vede impegnati i nostri pongisti in erba. Attorno ai tavoli più o meno verdi, più o meno regolamentari, senza tante pretese ma con una pas­ sione ed un entusiasmo commoventi, centinaia e cen­ tinaia di ragazzini, forse tenendo per la prima volta una racchetta in mano, imparano i primi dettami dello sport ed imparano nello stesso tempo i primi articoli della vita sociale. Infatti la formula di svolgimento è stata studiata espressamente per inculcare in questi giovanissimi che si affacciano nel mondo non l'ebbrezza dell’indi­ vidualità, non il prepotente trionfo dell’io, ma la co­ rale vittoria, in una prova a squadre; quella che dà la soddisfazione di sentirsi utili, di sentirsi accomu­ nati ad altri per il raggiungimento di un luminoso traguardo, di sentirsi difensori per la prima volta dei colori della propria Società o Associazione! Quanti valori possono scaturire da semplici con­ siderazioni su delle modeste competizioni sportive, e i genitori, gli educatori riflettano essi per primi e collaborino attivamente con gli Organi periferici del CSI per far sì che questa attività, lanciata esclusi­ vamente per educare e nello stesso tempo divertire i più teneri virgulti attraverso la sana pratica dello sport, che tonifica e rafforza il corpo e lo spirito ai futuri cimenti della vita, abbia il più lusinghiero dei successi.

MV EBBE Pure se in Italia, la maggior parte dei giovani o dei giovanissimi sono portati a occuparsi, sportiva­ mente parlando, solo di calcio è pure vero che, e questo specie negli Oratori, vi sia sempre una pic­ cola minoranza che di sport non solo non se ne occu­ pa ma in alcuni casi non ne ha mai sentito nep­ pure parlare. Ora diciamo noi, non sarebbe possibile dire a que­ sti ragazzini di smetterla di giocare a rincorrersi così a vanvera e di cominciarlo a fare secondo schemi preordinati quali possono essere per esempio quelli previsti dalla pratica del Rugby Educativo? A que­ sto punto ecco che si leva il solito coro a base di «E’ qui che volevate arrivare?» oppure «Ma non lo sapete che i ragazzi se non è calcio, non vogliono fare altri sport? ». E così via. Al che noi rispondia­ mo: « Certo! Sappiamo che ciò è tutto vero. Ma si è sicuri di aver fatto del tutto per interessare i ra­ gazzi a questa nuova disciplina specialmente nell’am­ bito di Arcobaleno sport? ». A tale scopo ancora una volta vogliamo richia­ mare l’attenzione sia dei nostri Comitati, che dei Centri Diocesani e delle Associazioni Giac per far sì che vengano presi dei contatti e da questi possa scaturire una buona attività di Rugby Educativo. Qui non si tratta di avere o non avere mezzi e attrez­ zature a disposizione poiché per il R.E. in pratica occorre... nulla, salvo il pallone! Vogliamo dunque provare? Alcuni Comitati hanno già iniziato e non è per fare propaganda che diciamo che i ragazzi ne sono entusiasti. Basta provare per credere o chiedere conferma a Genova. Napoli. Milano. Messina ecc.

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Stadlum

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FIDENZA, CAMPESTRE... punte (come è ormai buona ono 70 i Comitati che al norma nelle gare nazionali di 23 marzo hanno acquisito l’ammissione alla Finale Na­ cross - country), perché in quelle zone dove l’erba viene zionale e quelli che hanno a mancare, careggiate di cam­ effettuato attività campestre si pagna faciliteranno il passo possono contare oltre la no­ dei nostri atleti. vantina. Sono cifre che parla­ Il solito giro di due km per no da sole, tanto sono elo­ gli allievi, due giri per gli ju­ quenti. E maggiormente lo so­ niores. E per la categoria su­ no se si considera che tutti periore, molto probabilmente questi Comitati hanno svolto anche una variazione, nel se­ attività (o hanno ottenuto la condo giro, che se renderà ammissione) in due categorie. maggiormente sensibile la se­ Ma basta con le statistiche lezione, permetterà di far am­ (sempre interessanti, però e mirare, l’ultima parte della che testimoniano quanto il no­ gara, proprio a tutti gli ap­ stro movimento si sviluppi passionati che converranno ogni anno di più) e passiamo nella mattinata a Fidenza. alla cronaca di questi giorni Sappiamo che il percorso è di vigilia. già stato visionato dai tecnici La vigilia delle finali nazio­ del CSI, e della Fidai (sullo nali che, come abbiamo an­ stesso tracciato si sono svolte nunciato lo scorso numero, si gare federali, anche naziona­ svolgeranno a Fidenza il 7 li), ma per la definitiva trac­ aprile. ciatura, tutto è rimandato proprio alla vigilia della ga­ om’è il percorso? Facile, ra, come ormai si è usi fare diffìcile? Piano, montagno­ so? Erboso, a careggiate? Co­ da qualche anno. me è, insomma? hi saranno i partecipanti? Possiamo anche illustrarveSarebbe troppo facile dire ilo, senza però scendere troppo ”i migliori’’ atleti del CSI at­ in particolari, ché, un preciso tuale. Sarebbe facile, anche se articolo del Regolamento Tec­ così facendo, si potrebbero nico della Fidai (art. 35, com­ evitare righe e righe di piom­ ma 1, per intenderci!) dice bo e soprattutto quei pronochiaramente che i concorrenti stici che alla fin fine, sconten­ non avranno conosciuto prima tano proprio tutti (ad inizia­ della partenza il percorso re da ehi li redige). (’’bona fide”). Quindi, stiamo Dai molti nomi riportati sui sulle generali, anche se pen­ moduli, alcuni (perché già ab­ siamo che coloro i quali do­ bastanza noti) saltano subito vranno cimentarsi il 7 aprile in evidenza. E noi questi scri­ a Fidenza sapranno trarre da viamo, senza ordine di prefe­ queste poche righe che se­ renza essendo impossibile, guono ampi motivi di inte­ proprio, poter accennare ad resse. una rosa (anche limitata) di Percorso apparentemente favoriti, considerando i nostri facile. Attenzione, abbiamo atleti tutti giovani (per non scritto apparentemente perché dire giovanissimi) e dalle il tracciato che si snoda a esperienze agonistiche... molte neppure duecento metri dal volte del tutto sconosciute. centro di Fidenza, se si pre­ Nella categoria allievi, su senta in "piana uniforme’’, sa una quarantina di iscrizioni anche offrire per la sua varie­ giunte, notiamo i nomi di Raf­ tà di terreno, difficoltà a pri­ faele Viscusi di Gaeta, anno di ma vista impensabili. Per una nascita 1947, atleta che, anche buona parte erboso, il percor­ in campo federale, si è posto so permetterà a tutti di calza­ in evidenza con ottime prove re le classiche scarpette con

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AEROMODELLISMO SUI PRATI Il primo anno di attività ae­ romodellistica del Comitato CSI di Cremona si è concluso con ottimi risultati. L’attività è sta­ ta limitata al settore interpro­ vinciale. Per la prossima sta­ gione agonistica, invece, gli ae­ romodellisti CSI parteciperanno anche a gare interregionali. So­ no già pronti modelli da veloci­ tà team racing, acrobazia e, fra poco, due modelli radiocoman­ dati. Nella fotografia, un rifor­ nimento di Capelli al suo Team Racer sulla pista del Boschetto.

nei nazionali FIDAL e che nella sua provincia non ha avuto difficoltà a seminare (è la parola) ogni avversario. E’ un bell’atleta; come il geno­ vese Canniceli! òhe nella sua Liguria si è messo in luce molto bene. Ma altri elementi ,di riguardo potrebbero essere, il romano Fi'loia, il piacentino Cavallotti che è stato preferi­ to ad Agogliati che nelle pro­ ve provinciali ha sempre vin­ to, l’avellinese Savino (gli atleti del Comitato campano hanno sempre figurato ottima­ mente), il goriziano Crisman ed il vicentino Pastorello che scende a Fidenza per difende­ re il titolo conquistato lo scor­ so anno dal suo compaesano Giometto. Negli juniores a guidare il gruppo dei finalisti si presen­ terà il campione in carica Bianchi di Trento, ma l’atleta potrà avere vita diffìcile (an­ che se il terreno potrebbe fa­ vorirlo) dal piacentino Capucciati, dall’avellinese Cindolo che ricordiamo protagonista a Pisa della finale dei 3 km. do­ ve giunse secondo, dal vero­ nese Pozza, quarto a Pisa sempre nei 3 km., dal gorizia­ no Pinatti, specialista delle lunghe distanze, dal parmense Boschi, che avrà il grande pri­ vilegio di correre quasi in ca­ sa, dal sardo Corona di Ales, e da Riva di Pinerolo. Mancano ancora molte iscri­ zioni, e fra queste quelle di Comitati che vanno per la maggiore (vedi Milano, Ber­ gamo, Torino) e quindi è for­ se bene fare punto ed aspet­ tare... il risultato di Fidenza. Le gare non ci tradiranno, e ci daranno ancora una volta la possibilità di osservare tanti ’’piccoli” campioni che, in un prossimo domani, dovranno, forse, difendere il nome d’Ita­ lia. Come è già accaduto ai vari Ambu, Conti, De Florentiis, Chillé, Lavelli. Rizzo, Si­ cari, Sommaggio. Scusateci se ce ne siamo dimenticati altri. Aldo Cappellini


A Salsomaggiore i finalisti del tennistavolo

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nche le interregionali di Ten­ nis da Tavolo sono terminaI te e i sedici qualificati, otto Juniores e otto Ragazzi, già comin­ ciano a respirare l’aria della fi| naie nazionale che si disputerà [ tra quattordici giorni e nella quale due di essi hanno appunItamento con l’ambito triangolo tricolore. Saranno giorni di tensione in­ tensa questi per i finalisti, ma siamo sicuri che si presenteran­ no all’appuntamento fissato nei magnifici saloni dell’Azienda di Soggiorno e Cura di Salsomag­ giore, completamente padroni di se stèssi e al meglio delle proMapossibilità, chi sono, cionde si chiederà Èprie dar vitadaa incontri ogni più parti spettacolari i finalisti delsotto 7 aprile? Eccoveli uno per uno, analiz­ punto di vista. zando quel poco che abbiamo Nei ragazzi sempre potuto sapere invece, in merito allela stessa persona, ci ha indicato quattro fasi interregionali e coin ­ Pierozzi l'elemento di maggior minciando dal Raggruppamento spicco di tuttoche il nei lotto, magra sia nei ragazzi juniores questa volta per diconsolazione Pescara. l’Questa amico Marinone il quale se è fase che comprendeva pur vero di chesicuro dopo valore, pochi mesi elementi è ridi ­ attività da lui diretta riuscito sultata handicappata perè le ma­ a portare assenze in finale non laugurate di Pierozzi, Corinaldesi direimprovvisamente di esserne soddisfatto, e deve Muzi, am­ anzi deve ammettere ne chehanuna malatisi. Naturalmente occasione come gli questa per por no approfittato avversari e­ tarequesti in finale unofatdei fra coloro almeno che hanno ­ due fratelli De Sanctis ben dif to la parte del leone sono il pe­ ­ ficilmente gli si ripresenterà an­ rugino Stefanoni e il leccese che senei il De Sanctisil Pino aveva *Longo juniores; pescarese ben cominciato battendoPierozzi per due Angiolelli e il romano a zero proprio Longo che dove­ nei ragazzi. va poi vincere fase. resta il Comunque di lacerto fatto, e i vincitori stessi devono riconoscerlo e ciò vale specialmente per i ragazzi, che con Muzi e Corinaldesi le classifiche sarebbero state senz’altro di­ verse. Tuttavia vogliamo congratu­ larci sia con Stefanoni che con Longo. Questi due atleti provengono da Comitati che sono in fase di rilancio e la loro partecipazione non potrà non giovare, più di qualsiasi altra propaganda, al­ l’azione di conquista dei giova­ ni, che i dirigenti responsabili si sono prefissa. Per quanto riguarda la leva­ tura del gioco messa in mostra dai due protagonisti juniores, persona competentissima ci ha Iriferito che Longo è in possesso di un’ottima classe, mentre Ste­ fanoni come unica dote possiede solo una grande concentrazione la quale gli permette così di supplire alle carenze tecniche.

muscolare poi l'ha fatto gareg­ giare in condizioni minorate ed è stata la catastrofe! Chi invece farà salti di gioia sarà senz’altro Vittorio Maturo; il suo Angio­ lelli ha mantenuto le promesse e approfittando di giocare in ca­ sa si è assicurato il posto per Fidenza! Ed eccoci alla fase di Napoli. Questo concentramento ha fatto registrare una conferma ed una sorpresa. Conferma di D’Amora che non ha potuto ’’portarsi die­ tro” il compagno di squadra D’Ambrosio anzi ha dovuto ’’giustiziarlo” con le proprie ma­ ni per giunta; e sorpresa di De Notaris nei ragazzi, che non so­ lo non ha vinto, ma non si è neppure assicurato il secondo posto e pensare che anche De Notaris aveva esordito battendo colui che doveva essere poi il vincitore della fase, il calabro Barbalace. Pertanto insieme a D’Amora hanno acquisito il di­ ritto alla finale il cagliaritano Giordano nei juniores e nei ra­ gazzi oltre al citato Barbalace l’altro cagliaritano Manca. Nel concentramento di Berga­ mo affermazione piena dello squadrone milanese con Raineri e Guerci nei juniores e Geroni nei ragazzi con il seguito del piemontese Conti di Acqui. Da un breve colloquio telefonico avuto con il rappresentante del­ la CTN Mario Bonom. abbiamo potuto sapere che le gare non si sono sollevate da un livello di aurea mediocrità, forse sof­ focate dalla presenza dei tre atleti milanesi; ma la cosa non potrà ripetersi a Fidenza dove i lombardi saranno compietamente e letteralmente messi al­ la frusta dagli avversari. Infine eccoci a Vicenza. Anche qui una mezza sorpresa. La cop­ pia Ghida-Cerin ha dovuto scin­ dersi e l’autore di ciò va ricer­ cato nel bolognese Garuti il qua­ le ha preso il posto di Zanobini e fin d’ora gli auguriamo di sopportare nel migliore dei mo­ di la pesante eredità lasciatagli dal concittadino e diciamo ciò, non per farci perdonare dal si­ gnor Galli, poiché riteniamo di non aver scritto niente di of­ fensivo nei riguardi di Zanobi­ ni, bensì perché siamo convin­ ti che Garuti avendo superato l'ostacolo Cerin, abbia le carte in regola per dire la sua parola in-occasiona della finale. Ecco dunque il lotto comple­ to dei finalisti júniores: Raineri. Guerci, Ghida, Garuti. Stefano­ ni, Longo, D’Amora e Giordano. Finalisti ragazzi: Geroni, Conti. Meneghini. Miseri, Angiolelli. Pierozzi. Barbalace e Manca. E' possibile fare un pronostico? Per gli juniores faremo così; D’Amo­ ra. Ghida, Guerci, Raineri (non è una eventuale classifica, ma solo l’ordine alfabetico), li ve­ diamo tutti su uno stesso piano e con pari possibilità per la con­ quista del titolo. Garuti, Gior­ dano. Longo e Stefanoni saran­ no gli "outsiders”. Nei ragazzi invece sicurezza per Geroni e dopo di lui vediamo Meneghini. Agli altri il ruolo di sorpresa! Se ne riparlerà comun­ que dopo il 7 aprile. Alvaro Gaetani

a cura di GIANNI TURELLA con la collaborazione di ALVARO GAETANI

IL PALLEGGIO N

«terza

parte)

sotto la palla, in modo da ave­ elle puntate precedenti abre tra palla e busto sempre lo abbiamo analizzato insieme la meccanica del palleggio e la stesso rapporto. Se per caso ca­ pitate in una spiaggia dove esi­ posizione delle mani. Nel pal­ ste una rete più o meno tesa leggio, come per ogni altro col­ tra due traballanti pali e vi ca­ po si può suddividere la cosa piterà di assistere ad ima par­ in tre fasi: la prima, (fase di tita di pallavolo, vedrete tutta preparazione); la seconda, (con­ una serie di riprese basse non tatto con la palla); infine la in palleggio e tuffi anche pre­ terza (fine del movimento). gevoli, (non ci si fa male a ca­ Ognuna di tali fasi presenta le dere sulla sabbia) ma raramen­ sue norme e le sue particolari­ te si vedrà il giocatore spostar­ tà. La scomposizione del mo­ si per andare a prendere in vimento non corrisponde però palleggio una palla che gli ca­ in pratica alla realtà. da ad un metro dal naso. Tutto il movimento poi è su­ Questa lunga chiacchierata l’ab­ bordinato ad un principio che biamo fatta per introdurre il possiamo scrivere a lettere discorso sul palleggio basso. Può maiuscole ’’PORTARE IL COR­ capitare che la palla, invece che PO SOTTO IL PALLONE”. E con una traiettoria alta e tran­ se è difficile insegnare a pal­ quilla, ci venga indirizzata con leggiare con una certa disinvol­ una traiettoria bassa e tesa. tura è altrettanto difficile far Non dobbiamo necessariamente capire che la prima, elementare, pensare che questo sia opera essenziale regola della pallavo­ dell’avversario maligno e anti­ lo attuale, è quella di andare

patico, ma può succedere che ad indirizzarla a noi sia proprio un compagno che non abbia po­ tuto fare altrimenti. Comunque questa palla arriva ed arriva co­ me abbiamo detto piutosto bas­ sa. La prima cosa che viene istintiva di fare è di portare le mani all’altezza del petto, o me­ glio alla stessa altezza della palla che è in arrivo e tentare un palleggio in queste condi­ zioni. Così invece di migliorar­ la, peggioriamo la situazione, perché la palla continuerà a viaggiare rasoterra e non riu­ scirà mai a passare la rete. Ma se non si possono abbas­ sare le braccia che cosa si può fare? La risposta è molto sem­ plice. E’ il solito uovo di Co­ lombo. Se non si possono ab­ bassare le braccia, si piegano le gambe. Ih questo modo si mantiene inalterato il rapporto tra arti superiori e busto, di cui abbiamo parlato in prece­ denza. La palla si alzerà da terra perché verrà colpita nella sua parte inferiore ed il gioco ne trarrà grande beneficio e so­ prattutto ne trarrà grande be­ neficio la squadra che potrà co­ sì svolgere a suo piacimento il gioco. Se riesce difficile capire quanto abbiamo scritto, vi sa­ rà più facile capirlo guardando le fotografie. Una precisazione da fare circa le foto è che le foto stesse sono state scattate da fermo e quin­ di non rendono tutta la dina­ micità dell’azione ma sono sta­ te scattate appositamente per far vedere la differente altezza alla quale vengono palleggiati i due palloni. Il criterio predetto si adotta quando la palla ci viene data più bassa del normale, ma non solamente in quel caso. Consi­ derate anche il caso che una palla abbia una traiettoria suf­ ficientemente alta, ma molto distante da noi. Per quanto ve­ loce possa essere il nostro spo­ stamento non arriveremmo mai in tempo per poterla palleggia­ re in posizione eretta. Anche in questo caso, prima di tentare qualsiasi altro tipo di salvatag­ gio, dovremo tenere presente la possibilità dj eseguire un pal­ leggio basso. Volendo concludere diciamo che nel palleggio basso tutte le condizioni per il palleggio nor­ male debbono sussistere. Varia solo la posizione degli arti in­ feriori. Questi debbono essere piegati al massimo, fino ad ave­ re magari un ginocchio, quello dell’arto posteriore, a terra.

RISERVATO AGLI ALLENATORI ome ci comporteremo se davanti a noi, sorpresi ed increduli ci si presentassero una dozzina di frugoletti di dieci dodici anni de­ siderosi di imparare a giocare la pallavolo? La prima domanda alla quale vorremmo trovare una risposta sarebbe: « E adesso da dove comincio? ». In queste poche righe tenteremo di dare una risposta a questo interrogativo. Il lettore abbia la compiacenza di leggersela e poi trag­ ga le proprie conclusioni e si metta poi al lavoro. Preghiamo sola­ mente di non voler considerare quanto andremo scrivendo come il metodo migliore in senso assoluto, primo perchè noi per primi non ci sentiamo di affermarlo e in secondo luogo perchè se ciò facessimo significherebbe che non esistono uomini capaci di fare meglio di noi. Per prima cosa crediamo sia necessario inculcare nel ragazzo l’idea del continuo movimento e nel frattempo curare che il ragazzo abbia delle gambe forti. Un esercizio che si può considerare anche un gio­ co ed i ragazzi fanno molto volentieri essendo fonte di divertimento è questo: l’istruttore si pone davanti ai ragazzi disposti liberamente nella palestra o nel prato. Quando l'istruttore farà cenno ai ragazzi di indietreggiare i ragazzi correranno indietro, con passi brevi e rapidi senza volgere le spalle all'istruttore; quando farà loro cenno di avvicinarsi i ragazzi correranno in avanti; quando porterà il brac­ cio sinistro fuori i ragazzi eseguiranno la corsa lateralmente con passi brevi e rapidi senza tuttavia incrociare i piedi, nella direzione indi­ cata dall’istruttore. Analogamente faranno nella direzione opposta quando l'istruttore porterà in fuori il braccio destro. Non bisogna però trascurare una preparazione ginnico-atletica che sia adatta alla giovane età dei ragazzi. E parliamo ora del battesimo del fuoco o meglio il primo contatto con l'attrezzo che nel nostro caso è il pallone. Permetteteci di aprire qui una parentesi. Il problema dei palloni è uno dei problemi più scottanti per le squadre di pallavolo. Molte, troppe squadre si eser­ citano con pochissimi palloni e qualche volta il numero di questi palloni scende fino ad arrivare all’unità. Ogni squadra dovrebbe al­ meno avere un numero di palloni corrispondente ad un terzo se non addirittura alla metà dei giocatori. Ma come si fà ad averne tanti. Prima di tutto tenendo in gran conto quelli che si hanno in modo da farli durare il più a lungo possibile e poi facendo magari a meno di magliette sgargianti e tute appariscenti. In molti casi infatti si tiene molto alla forma e niente alla sostanza. In questo caso la so­ stanza sono i palloni, e nel caso specifico diciamo anche che i palloni usati dalle squadre maggiori sono troppo pesanti per le dita non ancora esercitate dei ragazzi per cui rappresentano un pericolo per l'integrità delle medesime tanto necessarie al pallavolista. Si cerchi di utilizzare allora un tipo di pallone di plastica che abbia la stessa circonferenza ed un peso di poco inferiore al normale. Di palloni di plastica ce ne sono tanti in commercio e qualche tipo addirittura rigonfiabile Con poca spesa se ne possono comprare molti e si ha an­ che il vantaggio che non sono facilmente deteriorabili. L'allenatore curerà personalmente l’impostazione dei ragazzi nel palleggio; li correggerà uno per uno ed in seguito lascerà che i ragazzi si esercitino liberamente a coppie; un ragazzo lancerà la palla al compagno che la restituirà in palleggio. Dopo qualche palleggio i ragazzi si scambieranno le mansioni. Quando si vedrà che il palleggio comincia a diventare possibile, si farà palleggiare di continuo pre­ gando i ragazzi di fermare il pallone quando questo venga indiriz­ zato in modo da non poter essere palleggiato con precisione.’ Si evi­ terà così, che il ragazzo ricorra a pugni, schiaffi ed altri interventi strani per riprendere la palla. *si toglieranno così al primo insorgere tutti quei difetti di impostazione che una volta acquisiti sarebbe poi molto, ma molto difficile eliminare.

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Nelle due foto possiamo ve­ dere molto bene come sia possibile palleggiare una pal­ la bassa senza tuttavia do­ ver mutare quelli che sono i principi basilari del palleg­ gio. Il rapporto corpo palla non muta col variare dell’al­ tezza alla quale viene preso il pallone. Varia solamente la posizione delle gambe, ma ciò è necessario per poter avere il corpo sotto la palla.

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Società C.S.I. alla ribalta ATLETICA RICCARDI Alla nostra società atletica Riccardi di Milano è stato assegnato il 1. Premio CONI con medaglia d’oro per l’attività 1962. Il meritato e ambito riconoscimento sarà consegnato nel corso d'nna solenne cerimonia che avrà luogo il 4 aprile prossimo presso la Terrazza Martini del capoluo­ go lombardo. La stessa benemerita Società CSI il 24 aprile riceverà dal Panathlon Club di Milano la medaglia d’oro che premia la Riccardi per aver svolto la più vasta attività di propaganda sportiva giovanile nella Regione.

DA ZONALE A PROVINCIALE

CALCIO A CARBONIA

CAPUA. Un relatore d'eccezio­ ne, ha polarizzato l’attenzione degli atleti convenuti da tutta FArcidiocesi, per il 1. Convegno zonale di questo Comitato. Mons Nicola Pavoni, infatti, ha parlato nel salone-teatro di S. Caterina, a più di duecento atleti, alla presenza di Autorità e del nostro Arcivescovo Mons. Tommaso Leonetti che ha rice­ vuto là tessera di socio d’onore ed ha impartito la Pastorale be­ nedizione ai presenti La prima parte della cerimo­ nia è terminata con la premia­ zione di venti società. Poi il Comitato si riuniva sot­ to la guida del Vice Segretario Dott. Giuseppe Burdisso, che insediava ufficialmene il Comi­ tato Provinciale, fissandone l’at­ tività da svolgere in avvenire. H convegno proseguiva con il colloquio di Don Nicola, con 1 dirigenti delle società presenti, che addirittura bombardavano di domande il Consulente Eccle­ siastico Nazionale. Un torneo di Tennis da tavo­ lo, che vedeva impegnati i mi­ gliori pongisti in campo regio­ nale e nazionale, ha fatto cala­ re la parola fine sul convegno. Ma il fatto“?orse più saliente del Convegno è che il nostro Comitato è passato da zonale a provinciale, assumendo da oggi il compito di Comitato guida di tutta la provincia di Caserta. Salvatore Capasso

CABONIA. — Con sacrificio e dopo aver dovuto superare mol­ te difficoltà, sta avviandosi al­ la conclusione il Campionato Zonale CSI di Calcio. Hanno preso parte alla fase due squa­ dre di recente leva della città di Iglesias: la Vaiverde e il Sulcis e le già sperimentate in campionati precedenti di Car­ bonia: Santos, Orione e Don Bosco. Non tutte le compagini han­ no espresso la loro possibilità, tuttavia è da lodare lo spirito con cui esse hanno difeso i co­ lori sociali e la correttezza pro­ pria di atleti militanti nel Centro Sportivo Italiano. Tra le squadre in lizza s’è di­ stinta per tenuta e capacità lo Orione di Carbonia, con un di­ screto corredo di reti messe a segno e, finora, a reti inviolate. Segue la Vaiverde dTglesias, una compagine ancora inesper­ ta ma tanto simpatica, che unisce alla tecnica un ben di­ stinto livello morale. In misu­ ra alquanto minore, ma sempre lodevolmente va rilevato il comportamento di Santos e Sulcis, mentre la Don Bosco non ha mantenuto affatto i pronostici e le speranze che le si erano accreditate alla vigi­ lia. In tutte queste squadre so­ no emerse delle buone indivi­ dualità. T.P.A.S.

AZZURRI CSI ALDO STELLA, del Comitato CSI di Vicenza, è nato ad Asiago il 28 gennaio 1943. A soli venti anni il curriculum delle sue vittorie sciistiche è già mol­ to ricco e di notevolissimo si­ gnificato tecnico. Elenchiamo le sue vittorie principali. Campione italiano Júniores nella Combinata nordica (Fon­ do-salto) nel 1961. Nel 1962 e 1963 campione Italiano nel fon­ do e nella staffetta. Secondo classificato nella Combinata nordica. In campo Internazionale ha vinto nel 1962 la gara interna­ zionale Júniores a Le Brassus (Svizzera). Nel 1963 si è bril­ lantemente aggiudicato la pre­ stigiosa internazionale Júniores ’ Coppa Kurikkala” ad Asiago. Da tre anni fa parte della squadra nazionale B di fondo. Nella foto: Aldo Stella alla ’Coppa Kurikkala” del 1963.

C.S.I. REGGIO ATLETICA La C.S.I. Reggio Atletica - è un’altra di quelle società del CSI che risaltano sulla scena del Centro Sportivo e di tutta l’Atletica Italiana. La CSI Reggio Atletica ha tesserato, nella stagione scor­ sa ben 216 atleti. Ha svolto attività in seno al CSI e al­ la FIDAL in quasi tutte le specialità dell’Atletica. Ha conseguito il primo posto nella classifica regionale di società FIDAL per la Corsa Campestre. In campo nazionale da se­ gnalare. nella categoria Juniores e Seniores, il 4. posto di Ermanno Fontanesi nel salto in lungo con m. 7,29 e il 13. dello stesso atleta nel salto con l’asta con m. 3,90.

Fontanesi, inoltre, ha rivesti­ to l'anno scorso la maglia az­ zurra ed è incluso tra gli atleti di interesse nazionale. Nella categoria Allievi, se­ gnaliamo il 3. posto di Gio­ vanni Caselli nei 60 metri ostacoli e nel salto, e il 5. nel triathlon; 1’8. posto del CSI Reggio Atletica nella staffetta 4x100. L’altro azzurro della So­ cietà, Pietro Montanari, rien­ trato dal servizio militare, nel corso del quale gareg­ giando con le Fiamme d’Oro di Padova ha rivestito la maglia azzurra, si è ritesse­ rato per la CSI Reggio Atle­ tica. I suoi primati personali sono: 10”6 nei 100 piani, 21”7 nei 200 e 49” nei 400 metri.

Il Comitato Provinciale Romano ha dato vita anche quest’anno a due simpatiche quanto ormai tradizionali manifestazioni sportive. Un incontro di calcio e ano di pallavolo tra le rispettive squa­ dre della Pontificia Università Gregoriana e le rappresentative provinciali del Centro Sportivo Italiano. Nella foto a sinistra le due squadre fan­ no il loro ingresso al campo Orione dove il 17 mar­

zo si è svolto rincontro. I seminaristi della Gre­ goriana, (brasiliani, eolumbiani, inglesi e italiani), molto affiatati e di ottimo valore tecnico, hanno battuto i Dilettanti CSI per il terzo anno conse­ cutivo. Nella foto a destra il Presidente del Co­ mitato, Vincenzo Natalizia, premia i pallavolisti della Gregoriana al termine dell’incontro vitto­ riosamente disputato presso il CSI romano.

ARBITRI CSI TORINO. — La sezione torinese del Gruppo Giudici di gara del C.S.I. è stata inaugurata Mercoledì 13 marzo al­ la presenza di molte autorità sportive della città, dei dirigenti delle Federa­ zioni, dei rappresentanti del Comitato Provinciale e Regionale del C.S.I. non­ ché di tutti i Presidenti delle Commis­ sioni Tecniche provinciali del C.S.I. Il ragionier Pietro Basso-Pietrino, vice presidente del Comitato Provinciale, ha portato il saluto del Presidente del Co­ mitato e di tutti i consiglieri afferman­ do che « l’iniziativa vuol essere il de­ gno contributo che il comitato torinese del C.S.I. vuol dare alle federazioni per potenziare la classe arbitrale e per ot­ tenere un vero aumento numerico e tecnico in questo settore». Il rag. Bas­ so prosegue presentando il Presidente del Gruppo Giudici di gara nella per­ sona del cav. Liverani. Si sono susse­ guiti al tavolo degli oratori il cav. Bertoglio dell’A.I.A.-SA, fi cav. Moretti pre­ sidente del settore Locale di Lega gio­ vanile, il dott. Osvaldo Savio presiden­ te del comitato torinese dell’A.I.A. Tut­ ti gli oratori si sono detti certi della buona riuscita del costituendo gruppo. Il gruppo giudici di gara organizzerà una riunione tecnica al mese, predisporrà per alcune gite, attuerà il suo program­ ma estendendolo ad una vera e propria attività di amici che si mettono al ser­ vizio dello sport giovanile. Abbiamo pertanto appreso dalla voce di Liverani che il 20 Marzo ha inizio il co^so arbìtri di calcio che attualmen­ te ha raggiunto la quota di 80 (ottan­ ta) iscritti che, se promossi, saranno ag­ giunti ai 24 direttori di gara che han­ no già ottenuto l’ufficiale brevetto del personale tecnico del C.S.I. e che at­ tualmente dirigono molto bene le com­ petizioni in città. Sono in programma altri corsi per direttori di competizioni di Pallavolo, Pallacanestro e per giu­ dici di Atletica Leggera. Se tutti que­ sti corsi daranno l’ottimo risultato spe­ rato il C.S.I. della provincia di Tori­ no coprirà tutte le sue competizioni con arbitri C.S.I., arbitri altamente quali­ ficati. Pier Luigi Rubatto

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anni di totocalcio

oltre Un grave lutto ha colpito la famiglia arbitrale padovana II 7 marzo scorso è deceduto BRUNO BOCCARDO, Com­ missario Provinciale Delia FIGC e rap­ presentante della stessa in seno alla Commissione Tecnica Calcio del CSI provinciale.

25.000

milionari

MILIONI

Vi ricordiamo

IL CONCORSO FOTOGRAFICO Ci sono giunte le prime foto­ grafie al nostro "Concorso”: le abbiamo pubblicate nelle pagine centrali di ’’Stadium'’. Ricordia­ mo che tutti gli addetti stampa possono partecipare al concor­ so inviando immagini di vita sportiva (e non i soliti gruppi!) in formato almeno 13x18.

Nei prossimi numeri

L'ELENCO DEI PREMI

le cifre parlano chiaro


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Astucci per medaglie mm. 50 Astucci per medaglie mm. 28 Ciondoli smaltati generici sportivi Diplomi Csi generici o per i principali sport Distintivi Csi Medaglie mm. 50 - soggetto generico - dorate Medaglie mm. 50 - soggetto generico - argentate Medaglie mm. 50 - soggetto generico - bronzate Medaglie mm. 28 - soggetti vari - dorate Medaglie mm. 28 - soggetti vari - argentate Medaglie mm. 28 - soggetti vari - bronzate Scudetti Csi - (semplici o per campioni) Targhe tipo generico grandi - in bronzo fuso Targhe tipo generico medie - in metallo stampato Targhe tipo generico piccole mod- A Targhe tipo generico piccole mod. B. .

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