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Stadium n. 5/1919

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Periodico Sportivo Officialo per gli atti della F\ A. S. C.

Si pubblica l’ultima domenica del mese Direzione ed Amministrazione

ROMA - Via della Scrofa, 70 - ROMA Lo Stadium col presente numero tor­ nerà ad uscire ogni quindici giorni. Era questa una necessità e siamo certi che la notizia sarà appresa con viva gioia da tutti gli amici che ancora seguono con amore e con fede l’opera nostra. La guerra aveva allontanate le migliori energie ed aveva impedito alla F.A.S.C.l. l’esplicazione del suo antico programma. Più ardui e difficili compiti erano a tutti affidati e bisognava zibbidire. Oggi l’Italia torna alle feconde opere del lavoro e della pace e, cessato il fragore delle armi anche le nostre organizzazioni debbono riprendere il loro ritmo di vita. Fu lungo il silenzio, fu dolorosa l’attesa: ora, con miovo vigore e con la visione esatta dei veri compiti morali ed educativi della opera nostra dobbiamo rimetterci in cam­ mino. Lo Stadium è ancora qui al suo posto di battaglia, pronto alle nuove e più ardue imprese per il trionfo del nostro programma cristiano. Fatti nuovi sono maturati nel mondo, idee nuove si agitano e sospingono l’uma­ nità verso ignoti lidi. Solo con un più gagliasdo lavoro di collaborazione potremo avvicinarci alla meta, senza esser vinti dalle opposte correnti. Lo Stadium apre le sue modeste colonne a tutti gli uomini di buona volontà ; nes­ suno deve mancare all’appello. Lo Stadium, memore del suo passato, guarda con fiducia l’avvenire.

Condizioni d’Abbonamento: Dal 1° Gennaio al 31 Dicembre L. 3. Dal 1° Maggio al 31 Dicembre L. 2« Dal 1° Settembre al 31 Dicembre L. 1.

Abbonamento sostenitore L. 5. L'Abbonamento comulativo con L’Esploratore, bollettino corriere dell’A.S.C.I., per l'intero anno 1919, con diritto agli arretrati, L. 5.

Dal 1° Maggio al 31 Dicembre L. 3. Dal 1° Settem. al 31 Dicembre L.1.50-

Gol mese di maggio lo Stadium, tornato quindicinale, si pubblicherà la prima e la terza domenica di ogni mese.

ANNO XIV — N 5

ABBONAMENTO ANNUO:

ROMA — 4 Maggio 1919 — ROMA

Italia e Colonie L. 3, — Estero L. 5,— Abbonamento sostenitore L. 5,

Conto corrente postale

Un numero Cent. 10 — Arretrato Cent. 15.

UN

PROGRAMMA

L’appello da noi lanciato neH’ultimo numero del­ lo « Stadium » ha trovato qua e là un'eco favore­ vole ; il desiderio vivissimo di tornare a rivivere è in tutti. Anche i più sfiduciati, anche coloro che nella facile critica credono di aver esaurita tutta la loro attività, non hanno in fondo che un desiderio : uscire dalla morta gora presente. Come ? ci siamo noi domandati. Perchè è giusto parlare di vita nuova, di più fattivo lavoro, ma è anche necessa­ rio tracciare la via da seguire per scendere riso­ lutamente dal cielo delle idee sul terreno dei fatti. Dunque un programma. Parlare di programma oggi può ad alcuni sem­ brare prematuro quando ancora la. grande guerra vive nell’agonia del lungo armistizio, quando fatti nuovi rendono purtroppo ancora lontano il giorno della pace finale e completa ; ina non è prematuro se si pensa che ogni giorno che passa è fatale per­ la nostra organizzazione. Oggi molti sono tornati alle antiche abitudini, alle antiche occupazioni ; .di­ sorientati dai fatti maturati nell’assenza di mesi e di anni, incerti sulla via precisa da seguire, at­ tendono con ansia una parola che li orienti, una volontà superiore che li decida e li sospinga nei solchi del lavoro fecondo. Noi questa parola dobbiamo dirla, questa volon­ tà dobbiamo manifestarla. Dunque un programma. * * *

Abbiamo noi un programma? Certo, se volgiamo lo sguardo indietro negli an­ ni ed esaminiamo il lungo e glorioso cammino per­ corso e rievochiamo specialmente le nostre sto­ riche e grandiose manifestazioni, un programma preciso e concreto noi lo ritroviamo. Ma i tempi da allora ad oggi sono un po’ cambiati; i giovani hanno oggi desiderio di cose nuove e tendono più aH'individualismo sportivo che al collettivismo gin­ nastico. .C’è in Italia un'apatia generale per ciò che riguarda la ginnastica e sopratutto la ginna­ stica educativa. Il quadro è semplice : in alto pochi studiosi che parlano e scrivono di educazione fìsica e di igiene ; nel mezzo il ceto tecnico degli insegnanti che attendono invano dallo Stato un aiuto e una soddisfazione ; nel basso la grande massa che sen­ za ordine e senza nessun fine educativo fa lo sport della réclame, dell’industria, lo sport individuale, che crea il professionismo, ma è incapace di pre­ parare alla vita le nuove generazioni. Possiamo andare contro la grande massa? No! Perchè saremmo anche noi una voce inascoltata e perderemmo tempo e fatica. Possiamo andare con la grande massa? Neppure. Verremmo meno ai fini stessi dell’opera nostra, che vuole essere eminentemente educativa. Dobbiamo adunque scegliere una via di mezzo che ci permetta di assecondare i desiderii dei gio­ vani senza rendercene schiavi, cercando con una nropaganda tenace di dare a tutte le nostre mani­ festazioni ginnastiche e sportive una base di vera e propria educazione fisica. Lo so; enunciato così il nostro programma sem­ bra facile : la difficoltà vera è nell’applicazione. C’è troppo dilettantismo tecnico fra noi e troppa disparità di vedute. Da coloro che tutte le orga­ nizzazioni vorrebbero ridurre al minimo comun denomitore della salvezza della gioventù, a co­ loro che perseguiscono il loro ideale di educazione fisica senza transizioni, convinti di riuscire allo stesso scopo, c’è un abisso.

Solo un congresso annuale può con competenza stabilire il vero programma d’azione e colmare«, se lo potrà, questo abisso, imponendo il dovere della disciplina par il bene della federazione. Noi non possiamo che formulare l’augurio che il con­ gresso prossimo sappia e voglia affrontare senza paura il grande problema e risolverlo con fer­ mezza e competenza; ma intanto l’azione pratica reclama i suoi diritti ed urge provvedere. Entriamo adunque nella via di mezzo sopra ac­ cennata con piena libertà, con quella libertà che in armonia alle disposizioni dello Statuto e del Regolamento federali, ha permesso anche nel pas­ sato lo sviluppo delle nostre società e l’esecuzio­ ne dei nostri programmi. Il tempo che ancora ci separa dal congresso ci permetterà di studiare e di formulare quei prov­ vedimenti pratici che dovranno iniziare il vero secondo periodo di lavoro della F. A. S. C. L, il periodo del dopo guerra. * * * Azione pratica. L’attività federale si manifestava con i concorsi internazionali, nazionli, regionali e locali ; con 1 convegni, le giornate sportive, i saggi pubblici, le gare individuali e collettive e tutte quelle altre feste che tanto bene facevano alla propaganda del nostro movimento. Oggi non è possibile pensare ai concorsi inter­ nazionali, ed anche, per varie ragioni politiche ed economiche, ai concorsi nazionali. Nulla vieta pe­ rò le altre manifestazioni e le altre iniziative lo­ cali e regionali. Si cominci con poco; con brevi riunioni locali. Due o tre società più vicine si accordino insieme e facciano una giornata ginnastico-sportiva : la spe­ sa è poca, le difficoltà sono minime; i premi c'è sempre modo di procurarli senza molta fatica. I delegati regionali chiamino a raccolta le antiche e nuove società, si mettano d’accordo anche con i presidenti dei Consigli Regionali della G. C. !.. con i presidenti dei circoli giovanili e promuovano senza tante solennità, ma con serietà e praticità, dei convegni e magari dei concorsi regionali. Se a queste prima manifestazioni avremo solo allie­ vi non importa ; saranno gli allievi di oggi i gin­ nasti di domani. Bisogna avere il coraggio di uscire all’aperto, di vedere quanti siamo, quali sono le nostre forze. Basta pubblicare qualche seria e facile manife­ stazione perchè nasca il * desiderio di partecipare, specialmente se vi sarà il tempo sufficiente. Mol­ te squadre parteciperanno al Concorso di Roma : ebbene, queste squadre sono già pronte per altri concorsi e possono formare il primo nucleo della rinascita federale. Noi abbiamo fiducia perchè ab­ biamo volontà. Da notizie giunteci dalle varie parti d’Italia, specialmente dalla Lombardia, dalla Li­ guria e dal Lazio c’è molto da sperare. Nella To­ scana si nota un principio di ¿risveglio e molti circoli della G. C. hanno manifestato il desiderio di conoscere la F. A. S. C. I. e il suo organa­ mento. Era necessario formulare un programma ed il programma è fatto : studiare e lavorare. Da parte nostra cercheremo con tutte le forze di aiutare e facilitare le iniziative e di collabo­ rare all’altrui lavoro. Chi comprenderà i fini no­ bilissimi che ci spingono in questa impresa piena di sacrifici e scevra di ogni umana soddisfazione, siamo certi sarà con noi e apprezzerà tutta intiera l'opera nostra. C. A. OSSICINI.


STADIVM

co» n» ww BN ROMA La preparazione Da varie parti d’Italia ci giungono notizie con­ fortanti circa l’intervento delle nostre squadre e anche di squadre formate nei repartí dell’A. S. C. I. e nei Circoli Cattolici, al prossimo Conve­ gno di Roma. Siamo lieti che il nostro appello non è stato vano e che molti ci abbiano compresi. Purtroppo la ristrettezza del tempo impedirà ai più di intervenire ; non è facile, dopo una grande tempesta tornare subito al cielo sereno ; molte so­ cietà pur avendo la buona volontà saranno quindi nella impossibilità di venire, ma noi di questa buona volontà prendiamo atto volentieri. Possiamo intanto dire a tutti che in Roma, pur essendo questo un Concorso estraneo al nostro movimento, e quindi pur trovandoci noi nell’im­ possibilità di facilitare le nostre squadre concor­ renti per ciò che riguarda l'applicazione delle norme dei Concorso, si cercherà di accogliere fra­ ternamente coloro che verranno. Preghiamo quindi fin da oggi i direttori e i ca­ pisquadra di farci sapere quando saranno in Ro­ ma, in modo precisò, e noi cercheremo di far loro da guida e di facilitarli ir. tutto» ciò che avranno da chiederei. La Presidenza della G. C. I. ha intanto stabi­ lito di riunire in una sera tutti i concorrenti delie nostre squadre per porgere loro il fraterno saluto e ner dire loro una parola di entusiasmo e di fede. Non rimane Quindi che formulare l’augurio di una facile preparazione e di una bella vittoria.

Osservaz'oni sul programma tecnico Per chiarire alcuni dubbi e facilitare gli istrut­ tori delle squadre accenneremo ad alcuni criteri di carattere tecnico per l'esecuzione di qualche numero del programma./ Gli esercizi di lancio che sono, in certo modo, il complemento di una cultura ginnica ben progre­ dita, richiedono una accurata preparazione. Il regolamento del concorso stabilisce che il lan­ cio della.pietra del peso di kg. 5, deve essere ese­ guito da fermo;.è dunque necessario che il gin­ nasta prenda bene la posizione prima di eseguire l’esercizio. Il regolamento non dice quale posi­ zione deve avere il braccio prima e dopo il lan­ cio, per conseguenza è lasciata piena libertà di esecuzione, in modo che ciascuno possa concen­ trare tutte le proprie forze nell'arto che deve agi­ re per ottenerne il massimo rendimento. Il volteggio, o salto con appoggio delle mani, di un trave o staccionata, è semplice e richiede poco lavoro di preparazione. Nel caso prescritto dal regolamento l’appoggio delle mani sull’ostacolo e l'impulso dei piedi sul suolo debbono essere si­ multanei. Le gambe in questi salti possono, senza mai toccare l’ostacolo, passare o flesse framezzo alle mani, o tese lateralmente in fuori. L’istruttore avrà cura di scegliere la maniera più adatta per i suoi allievi, anche per uniformare l’esecuzione del­ le squadriglie. Varie domande ci sono state rivolte anche sul n. 8 del Regolamento riguardante il « giuoco gin­ nastico ». Basta leggere un qualunque manuale di ginna­ stica per trovare eleganti giuochi ginnastici : ci sono poi, ultimamente molto diffusi, i manuali dei giovani esploratori che si occupano largamente di questa varietà educativa e non sarà difficile sce­ gliere il giuco che più sarà adatto alla mentalità ed alla agilità dei propri allievi. Non pochi ottimi libri si trovano vendibili presso la segreteria della F. A. S. C. I. fra cui vi è un buon manuale di raccolta compilato dal rev. Naz­ zareno Orlandi. Una parola ancora sul primo numero del Re­ golamento. • Gli esercizi elementari collettivi, con o senza piccoli attrezzi, possono essere gli stessi già fatti altre volte in nostri concorsi e in nostre feste gin­ nastiche. Nessuna difficoltà, dunque, sia nella scel­ ta, sia nella esecuzione' 11 fatto stesso che il pro­ gramma esclude gli esercizi soettacolosi, teatrali, acrobatici o puramente meccanici, dimostra che il tipo di elementari largamente da noi eseguito nei nostri concorsi è pienamente in corrispondenza con Quanto si chiede nella presente gara di ginnastica educativa premilitare.

Per le Società Federate Riportiamo, perchè ne prendano cognizione an­ che coloro che non avessero ricevuto l’ultimo nu­ mero dello « Stadium », le seguenti facilitazioni per le squadre che intendono intervenire al Con­ corso premilitare di Roma.

« Il Consiglio Direttivo Federale della F. A. S. C. I. nella seduta del 15 aprile c. a., considerata la opportunità di favorire l'intervento delle Società federate al Concorso premilitare di Roma, ha ap­ provato quanto segue : a) Le squadre delle Società regolarmente iscritte alla F. A. S. C. I. che, secondo l’art. 37 del Regolamento del Concorso, saranno ammesse in Gara Reale, avranno il rimborso dell’importo della tassa di ammissione e delle tessere d’iscri­ zione, dietro domanda. b) Per Società regolarmente iscritte alla F. A. S. C. I. s’intendono quelle che abbiano rin­ novato l'iscrizione versando 1’ abbonamento allo « Stadium » per l’anno 1919. c ) Le Società che vorranno usufruire di que­ sta agevolazione dovranno avvisare il Consiglio Direttivo della avvenuta iscrizione ». ❖ * * Per qualunque dubbio, informazione ecc., sul Concorso, i nostri amici sono vivamente pregati di rivolgersi sempre alla Federazione Ginnastica Italiana, Via della Mercede, 33, Roma. Il rivolgersi a noi non farebbe che produrre grave, ritardo nelle risposte, dovendo noi, prima di rispondere, assumere le infermazioni neces­ sarie.

Ginnastica Educativa. Pubblichiamo un interessante studio del Prof. G. Demeny sulla maniera di ottenere dai movi­ menti ginnastici risultati più generali e più educa­ tivi. Siamo sicuri che gli insegnanti di ginnastica e tutti coloro che con competenza e capacità si de­ dicano all’educazione fisica dei giovani, apprezze­ ranno nbl suo giusto valore questo studio, che non ha il pregio della novità, ma che è certamente pochissimo conosciuto.

I.

Nell’educazione fisica vi sono ancora più affer­ mazioni gratuite che non fatti sperimentali defi­ nitivamente acquisiti. Esempio : lo studio approfondito degli effetti ge­ nerali dell’allenamento nell’organismo umano, ci fornisce delle nozioni completamente differenti da quelle che ci vengono date dalla ricerca degli ef­ fetti locali. E’ impossibile farsi un’idea della causa d’au­ mento di capacità al lavoro, o della resistenza di un soggetto che se si contenta delle misure este­ riori e delle constatazioni nei dettagli della sua forma invece di investigare i rapporti intimi delle funzioni tra di loro e di cogliere l’armonia neces­ saria in un organismo vivente; per poter conser­ vare il proprio equilibrio mentre produce lavoro. Eppure senza questo adattamento reciproco del­ le funzioni, non vi è alcun reale perfezionamento fìsico, a meno che non si consideri tale soltanto l’aumento di volume degli organi. I metodi analitici sono basati su questo punto di vista ; si applicano a sviluppare i muscoli singoli, trascurando la sintesi e l'educazione dei nostri movimenti. Di fatto queste sono sottigliezze pedagogiche ; tutti i risultati particolari possono ottenersi ugual­ mente eseguendo un lavoro intenso ma ben mi­ surato, lavoro al quale ciascun organo contribuisce seguendo i propri bisogni, ma resta sempre cogli altri in un rapporto funzionale necessario all’equili­ brio generale, e questo si regola inconsapelvolmente per l’azione e il meccanismo stesso delia vita. L’origine dei nostri movimenti è mentale : noi ci muoviamo generalmente per compiere un atto pensato e voluto. Se noi separiamo i movimenti per coltivarli singolarmente, automaticamente, ren­ dendoli quasi indipendenti dall’atto cerebrale, que­ sta non è più educazione fisica. Sono stato condotto a vedere l'importanza di questa armonia funzionale in opposizione all’au­ tomatismo inintelligente osservando soggetti che non hanno altra educazione all’infuori del loro mestiere professionale, e studiando gli animali viventi allo stato naturale. La comparazione degli effetti prodotti dai mo­ vimenti analitici con quelli dei movimenti sinte­ tici dà risalto ugualmente alle loro differenze es­ senziali. Nella ginnastica analitica si segnano tempi di fermata nel cambiamento di direzione del movi­ mento, si sostituisce così il lavoro meccanico con­ tinuo collo sforzo statico, sopprimendo momenta­ neamente il movimento, il fattore più importante del lavoro. Ne risulta una cattiva circolazione nei muscoli e nel torace sopratutto, se si eseguiscono i movi­ menti senza ragione e senza armonizzarli con gli esercizi respiratori. I movimenti di respirazione volontari possono

servire all’educazione del meccanismo respirato­ rio, ma non possono sostituirsi al reflesso respira­ torio intenso che ha per punto di partenza e per fine gli scambi chimici gassosi tra il sangue e i tessuti ; essi non riguardano che il meccanismo to­ racico colla dilatazione passiva del polmone senza aumentare la funzione emostatica. Bisognerebbe conoscere anche il vero ritmo dei movimenti respiratori per avere qualche diritto di imporli ai fanciulli senza esporli al rischio di di­ sturbare profondamente la loro circolazione polmo­ nare e la funzione del cuore, data la ripercus­ sione dell'inspirazione e dell’espirazione negli or­ gani contenuti nel torace. I movimenti analitici non hanno infine alcun rapporto coi movimenti naturali ; il loro meccani­ smo è tutt’altra cosa, come gli atti nervosi sen­ zienti o motori che li accompagnano. _ Non si può dunque pretendere di fare l’educa­ zione dei nostri movimenti e acquistare in parti­ colare l’elasticità con mezzi assolutamente opposti alle qualità ricercate. I movimenti sintetici hanno un altro effetto edu­ cativo. Il tipo dei movimenti è la locomozione nor­ male : marcia, corsa, salto, nuoto, lanciare, ar­ rampicarsi, lottare e tutti gli sports ed esercizi pra­ tici. Per lo spostamento della massa totale del corpo occorre un impiego di lavoro ben più importante dei movimenti parziali delle membra, senza resi­ stenza da vincere. Questo lavoro, capitalizzato al­ la fine di un certo tempo, costituisce un vero al­ lenamento e fa acquistare le qualità fondamentali. Di più, gli esercizi sintetici hanno sempre uno scopo pratico; il loro tirocinio ci insegna a coor­ dinare la nostra azione con lo scopo. E’ questo un risultato profondamente educativo. Si fa ap­ pello allo sforzo volontario intenso e si cerca nel tempo stesso il miglior adattamento di questo sforzo al lavoro, per ridurne al minimo lo spreco della nostra energia. L’utilizzazione totale dello sforzo è l'ideale, e si ottiene coll’azione armonie'1 dei muscoli necessari, e l’accordo tra le funzioni incaricate di riparare all’eccesso del lavoro e alla eliminazione delle perdite dovute appunto al la­ voro. Il movimento sintetico costituisce dunque un tut­ to completo, vi è in esso una successione di atti nervosi muscolari-nutritivi conservati rei loro rap­ porti normali, e che presentano le condizioni più favorevoli al perfezionamento fisico e morale : bi­ sogna dunque che l’insegnamento prenda questo indirizzo. (Continua}. ,

ASTERISCHI Si paga....ma!

Nel n. 2 dello « Stadium » di questo anno è stato pubblicato un articolo riguardante la propa­ ganda, e fu anche specificata in una annessa ta­ bella la somma che il Consiglio Federale teneva a disposizione dei Delegati Regionali per iniziare subito, alacremente, il nuovo lavoro federale. Fino ad oggi, però, pochi Delegati hanno doman­ dato quanto loro spetterebbe di diritto, il che fa supporre molte cose : a) che neppure i Delegati leggono lo « Sta­ dium » ; b) che i danari non sono la causa dell’inat­ tività delle regioni ; c) che la crisi è stata creata dalla guerra e anche... dalla cattiva volontà! Vogliamo sperare che i Delegati si sveglino un poco e facciano il loro dovere. « * * Onorificenza

Apprendiamo dall’ultimo numero del periodico mensile della Società « Fulgor » di Asti, che S. S. Benedetto XV ha conferita la Croce « Pro Ecclesia et Pontefice » al rev. don Filippo G. Berzaao l’infaticabile direttore della gloriosa società cat­ tolica. L’alta onorificenza, che il Sommo Pontefice ha voluto accordare, viene a premiare l’apostolo in­ vitto della gioventù astigiana, ammirevole non so­ lo per la limpida figura morale, ma anche per lo zelo, per l’abnegazione, per lo spirito di sacrifi­ zio che porta nell’organizzazione cristiana delle forze giovanili. Lo « Stadium » associandosi al coro degli am­ miratori dell’illustre e zelante organizzatore, invia le sue più vive congratulazioni.

Alfredo Foglietti, gerente responsabile Tip. Ed. Laziale - S. Maria in Monticelli, 73-a - Roma


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