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Stadium n. 4/1968

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STADIUM V

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SPORTIVO

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propaganda ? servizio-inchiesta a pag. 6

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1968

nazionali di sci a Tarvisio servizio a pag. IO _________________

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fi Caro Stadium. non sono del C.S.I., o me­ glio non lo sono più, ma se­ guo ancora con interesse la vita locale e. attraverso te, quella nazionale dell'organiz­ zazione. Leggo con molto piacere che il C.S.l. sta fa­ cendo grandi sforzi per « svecchiarsi » (mi permetti la parola), per aggiornarsi e adeguarsi ai tempi. Mi au­ guro che abbiano successo, ma mi rattrista il constatare che per qualche parroco o sacerdote l'attività sportiva si riduca ancora al binomio Messa più partita, anzi pri­ ma la Messa poi la partita e quindi niente Messa niente partita. Tu che ne pensi? Grazie e cordiali saluti.

cupa è conoscere piuttosto perché non partecipano. Non è raro incontrare gio­ vani che hanno difficoltà dì fede e che tralasciano la pratica religiosa per un sen­ so di « autonomia », perchè non vogliono essere come quelli che ci vanno « per tra­ dizione » o per « abitudine » o perché « lo comandano i genitori ». Comunque, a mio parere, due potrebbero essere le diret­ trici di impegno: 1) il Con­ sulente con dialoghi indivi­ duali, là dove lo vede oppor­ tuno, aiuta « quel » determi­ nato atleta a scoprire il va­ lore della Messa e la sua connessione vivificante con la nostra vita quotidiana;. 2) favorire, con discrezione e rispetto della libertà perso­ nale, la partecipazione agli atti di culto della comunità cristiana, scegliendo orari di incontri sportivi il meglio possibile compatibili. A par­ te poi il fatto che a dare il « buon esempio » devono es­ sere sempre i Dirigenti!

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AUGUSTO STEFANINI Pontedera

Caro Stefanini, ti sei rivolto agli amici di Stadium e noi, a ttitolo ‘ .personale con altrettanta franchezza, ti rispon­ diamo: d’accordo. Questa è una tribuna aperta. Chi ha opinioni da esprime­ re è il benvenuto. STADIUM

DON GIUSEPPE PAROLIN Consulente prov.le CSI

i libri

che mancano abbiamo bisogno della GIAC

Cari amici di Stadium, cresciuto nelle file della GIAC e del CSI, non posso non essere dispiaciuto quan­ do sento parlare di « sgan­ ciamento » dell’uno dall'al­ tra. Il CSI, in quanto emana­ zione dell’Azione Cattolica, per continuare ad essere azlone cattolica, deve restare in compagnia della GIAC. Al­ meno per ora. Quando poi anche il CSI avrà tanti dirigenti cosi for­ mati da poter garantire la continuità di azione educati­ va, formativa della gioventù come fino ad oggi ha fatto, o per lo meno tentato di fare, grazie all'appoggio del­ la GIAC, allora potrà anche essere completamente auto­ nomo. Ma se lo ■« sganciamento » dovesse avvenire entro poco tempo, penso che rischie-

giuocatori (adottata nel 1925 in luogo di quella a tre), si è concluso da poco. Le pub­ blicazioni esistenti non pos­ sono essere perciò aggior­ nate nei confronti delle tra­ sformazioni del giuoco verifi­ catesi dopo la loro appari­ zione. Detto questo, occorre ag­ giungere che le pubblicazio­ ni delle quali il calcio ha ve­ ro bisogno dovrebbero spie­ gare i motivi di queste tra­ sformazioni, dovrebbero chia­ rire quali sono i modi di giuocare che hanno favorito l'evoluzione del giuoco e quali altri l’hanno invece ri­ tardata, dovrebbero indicare, infine, quali sono gli schie­ ramenti che meglio rispon> dono alla logica del giuoco, illustrandone le manovre di­ fensiva ed offensiva. In attesa di queste pubbli­ cazioni, « Stadium » presenta una serie di articoli riguar­ danti il principale e più di­ battuto problema del giuoco di squadra del momento. Quello del difensore in più rispetto ai cinque tradizionali. Tali articoli cercano di dare risposta ai seguenti interro­ gativi che esso problema

pone:

Vicenza

ANTONIO MANTINI Napoli

Tempo fa un Parroco al qua­ le facevo le più vive congra­ tulazioni per i brillanti risul­ tati tecnici e per lo spirito di coesione della società CSI della sua parrocchia, mi ri­ spondeva freddamente: « Ma sa, lei, che per andare alla partita parecchi di quei gio­ vani mi mancano dalla mes­ sa della domenica o diser­ tano più frequentemente la Comunione? ». Non mi fu difficile risponder­ gli che non era « colpa » dello sport, ma difetto piut­ tosto di educazione religiosa e di convinzione. A volte, po­ teva darsi, non si fosse fat­ ta attenzione sufficiente alla cosa, ma la partita era il co­ modo « alibi » e la facile oc­ casione di « evasione ». Però il problema era serio. Ricordo che altre volte in incontri con Dirigenti era saltato fuori il discorso su come favorire la partecipa­ zione degli atleti ai loro do­ veri religiosi domenicali. Non è certamente mia inten­ zione di avallare II metodo veramente deleterio, del « se n?n se* stato a messa, non giuochi ». || CSI non è una organizzazione per «far an­ dare » a Messa. Ne mi interessa „ _ qui — di „r -----“ Pere quanti sono I gioli erxzv»*!..! ** vani sportivi”“che r.cr. s non vanno a messa- CIÒ che — mi ...i preoc-

remmo di trovarci poi a ri­ comporre i • cocci rotti ». In fatto di mezzi e di capa­ cità organizzative penso che il CSI non possa competere con le Federazioni. Sono in­ vece convinto che tante So­ cietà CSI hanno urgente bi­ sogno di una più consisten­ te, fattiva, generosa presen­ za di dirigenti formati dalla GIAC. Ecco, se un torto si può muovere a questa, è di aver travasato pochi diri­ genti veramente tali nel CSI. Tanti cari saluti a tutti e buon lavoro.

Mi è capitato di leggere « Stadium » (N. 1 del 31-1-68) e mi è piaciuto molto il servizio di Guaitini sulle « in­ sufficienze del WM ». Mi pia­ ce interessarmi sulla evolu­ zione tattita del calcio, quin­ di per questo, ho deciso di scrivere per domandare se conoscete qualche libro dove sia spiegata questa evoluzio­ ne tecnico-tattica del calcio, (es.: metodo, WM, 4—2—4, 4+3—3, ecc.). Sicuro di una Vostra rispo­ sta, vi ringrazio anticipatamente e vi saluto distinta­ mente. In fede.

C.P. - FANO

Non sono ancora apparse, almeno in Italia, pubblicazioni in grado di spiegare in modo chiaro ed esauriente l’evolu­ zione del giuoco di squadra. Fra le molte ragioni di ciò, eccone una. Il processo di assestamento del giuoco entro I limiti consentiti dalla regola del fuori giuoco a due

— quando il difensore in più è necessario; — quando è superfluo; — come schierarsi con un difensore in più, quando ne­ cessario, senza porre il pro­ prio attacco in condizioni di inferiorità numerica rispetto a quello avversario. Sul momento, la sola via da seguire per ottenere queste risposte è la seguente: esa­ minare gli schieramenti suc­ cedutisi in Italia dal 1925 ad oggi; individuare i motivi che, man mano, li hanno ori­ ginati; accertare in qual mi­ sura questi motivi risultino in armonia con la logica del giuoco. Sono già apparsi i primi set­ te articoli della serie (nu­ meri 18, 20, 21 e 22 del 1967 e numeri 1, 2 e 3 del 1968). Quelli successivi sono in preparazione. ALBERTO GUAITINI


un convegno che ci riguarda da vicino al 16 al 19 marzo i Dirigenti diocesani della Gioventù femminile e ma­ schile di Azione cattolica si incontreranno a Roma per un Convegno nazionale. Vi parteciperanno i dirigenti diocesani di tutti i movimenti e sezioni delle due organizzazioni. L’occasione dell’incontro è data dal centesimo e cinquantesimo anniversario di fondazione rispettivamente per la GIAC e per la GF. Ma il convegno unitario nasce da motivi e si propone finalità che vanno molto di là da una pur storica celebrazione. La GTAC e la GF si incontrano insieme per un colloquio sui temi di fondo che ispirano la loro azione nella cristianità italiana. Da un discorso comune dovrà scaturire una prospettiva unitaria di inserimento e azione pastorale nelle Chiese locali a livello diocesano e parrocchiale. Noi del C.S.I. non possiamo passare sotto silenzio l'avvenimento. I temi affrontati dalla GF e dalla GIAC interessano e investono anche la nostra organizzazione. Non solo per motivi storici che legano la nostra esistenza a quella della GIAC, ma per la natura stessa della nostra isti­ tuzione che, in quanto cristiana, deve essere costantemente inserita in un contesto pastorale unitario e adeguare sempre il suo impegno allo sforzo missionario della Chiesa.

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n questi ultimi tempi in seno al CSI, soprattutto in vista del prossimo Congresso Nazionale, si è molto discusso della natura del nostro ente e delle sue funzioni in quanto ente di propaganda sportiva e in quanto istituzione temporale cristiana a carattere educativo. E si è parlato, non sempre con sufficiente chiarezza di idee, di « sganciamento », di « auto­ nomia », di « indipendenza ». In questa sede non intendiamo entrare nel merito di tali argomenti. Diciamo soltanto che parlare di questi ar­ gomenti senza rifarsi ad un discorso globale, un discorso a monte, come si dice oggi, comporta notevoli pericoli e molti equivoci. Il punto di partenza è identico per noi e per i convegnisti GIAC e GF. Da una analisi della realtà giovanile occorre risalire alla Chiesa come risposta sempre nuova agli interrogativi di sempre; dalla Chiesa all'esperienza di Chiesa vissuta concretamente nella Chiesa locale; di qui ai vari gruppi e associazioni che nella Chiesa locale, e nelle par­ rocchie, vivono « una » esperienza di Chiesa o agiscono per farlà vive­ re ai giovani d’oggi.

"7 nche il CSI, in quanto organizzazione promossa da cristiani, nasce alHnterno della Chiesa, del Popolo di Dio. Esso non si propone, come 1 Azione cattolica, di far compiere un’esperienza globale di Chiesa. Il CSI nasce anzitutto e principalmente per l’animazione di una realtà temporale, quella sportiva, ma è chiaro che ogni gruppo di laici impe­ gnati esprime un modo di realizzare l’unica missione della Chiesa. Di qui bisogna partire per una giusta e corretta impostazione dei rapporti del C.S.I. con la realtà ecclesiale e con quella ecclesiastica, cioè con la Gerarchia locale e con le altre istituzioni e gruppi che agi­ scono in coerenza ad un medesimo impegno missionario e all'interno di uno stesso contesto pastorale. Se a questo si aggiunge che il C.S.I. è stato promosso dalla GIAC e con essa mantiene tuttora sostanziali le­ gami, si comprende ancor meglio come ogni discorso sul modo d’essere e di rapportarsi del C.S.I. sia strettamente connesso con quello di tutta la Chiesa e in particolare dei gruppi, come la GIAC e la GF, che si sforzano di tradurre in vario modo l’unico impegno missionario di tut­ to il popolo di Dio.


medicina distorsioni per tutti... La distorsione, cioè la dissociazio­ ne dei normali rapporti articolari senza frattura, altro non è che una temporanea lesione dei tessuti mol­ li, intendendo così muscoli, tendi­ ni, legamenti ecc. Può avvenire nel­ la pratica di qualunque disciplina sportiva sia essa leggera o pesan­ te, come del resto può capitare an­ che scendendo le scale. Le articolazioni che più di tutte vanno incontro a questo fastidioso disturbo sono quelle malleolari (col­ lo del piede), il ginocchio, il polso e le articolazioni delle dita delle mani. Subito dopo avvenuta la distor­ sione, la zona dell’articolazione si gonfia e naturalmente diviene do­ lente. ma spesso lo sportivo — a caldo — avvertendo poco dolore continua con sforzo la sua presta­ zione. E’ questo un grave errore in quanto si facilita il versamento, tra i capi articolari, di piccole quantità di liquido e sangue pro­ veniente dai piccoli vasi lesi. Il primo intervento è quindi quel­ lo di immobilzzare l'articolazione, garantendoci così una guarigione più rapida. Ottimo è il sistema in uso da poco tempo, di praticare una medicazione occlusiva. Questa consiste nello spalmare sulla zona gonfia una pomata a base di so­ stanze eparinoidi (che sciolgono e assorbono sangue e liquido), co­ prire con un foglio di plastica, indi fasciare con una benda elastica sufficientemente alta (cinque centimetri). Questo vale naturalmente per il collo del piede, per il ginoc­ chio e il polso. Per le prime 24 ore sarebbe op­ portuno mantenere assoluto riposo e rinnovare la medicazione occlusi­ va per almeno due bolte. In terza giornata si pulirà la zona con al­ cool denaturato in modo da aspor­ tare qualunque residuo di sostan­ ze grasse, si lascerà aperta la zo­ na; dopo di ché si procederà ad una ulteriore fasciatura con benda elastica a secco, cioè senza usare pomata. Di solito con questo trattamento la mobilità dell'articolazione è già buona in quinta giornata, e in otto giorni è assicurata la guarigione. Ogni sportivo dovrebbe essere in condizione di fare una fasciatu­ ra stretta colla benda elastica, in­ trecciando alternativamente, senza stringere troppo per non ostacola_______ :____ re l„ la circolazione.

ADRIANO MONTI

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pedagogia maturità dell’educatore Il compito di « educare « richiede da parte dell'educatore una matu­ rità che non sì può inventare, né acquistare con « nozioni • imparate da un libro. La vita non si può sfogliare come un libro, ma per essere capita va vissuta in tutta la sua normalità. Ogni uomo quindi che abbia respon­ sabilità educative deve vivere il mistero della normalità, accettare tutto ciò che accade nella « quoti­ dianità • della sua vita. Per noi poi, che abbiamo una visio­ ne cristiana della vita, ciò è asso­ lutamente necessitante: anche Cri­ sto infatti, il grande educatore di uo­ mini, è stato normale, cioè feriale, di ogni giorno. Ed è per questo che dalla piatta­ forma della normalità si può tenta­ re di costruire quella che gli stu­ diosi chiamano maturità psicologica deH'uomo. E’ molto importante che i nostri educatori nella società sportiva siano « uomini • veri, e purtroppo è così facile illudersi di esserlo. Forse l’affermazione più preziosa per raggiungere tale maturità ci fu offerta da un noto studioso di psicologia: « L'uomo psicologica­ mente maturo, disse, è quello che è capace di amare e di lavorare ». Dietro a queste due prerogative umane si nascondono realtà psico­ logiche molto profonde, anche se essenzialmente semplici. Vediamo di esplicitarle brevemente. Capacità di amare che significa? E’ capace di amare certamente co­ lui che a conclusione della sua evoluzione (età evolutiva!) riesce ad unificare le componenti della propria personalità, a capire « chi • è lui, quindi a cogliere il senso della propria identità personale ed in tal modo a differenziarsi defini­ tivamente dagli altri. Egli è così una unità psicologica singolare, unica ed irrepetibile, che avendo finalmente preso coscienza di sè può liberamente .amare un altro; non solo saprà riconoscerlo come diverso e separato, ma saprà anche amarlo in un reciproco scambio non più di natura narcisi­ stica, bensì oblativa ed altruistica. Purtroppo, non sempre chi ha re­ sponsabilità educative è riuscito a compiere integralmente questo cammino verso la propria « iden­ tità » e tracce di immaturità si la­ sciano scorgere spesso, con pe­ noso effetto, fra le pieghe di per­ sonalità anche di alta reputazione sociale o di vasta responsabilità educativa: soggetti che hanno co­ struito con sforzo una facciata este­ riore di oggettività, arroccandosi di fatto entro una difesa narcisistica del proprio io; soggetti incapaci di uscire da sé stessi per tendere una mano non ambivalente verso gli altri; soggetti che da un punto di vista psicologico sfruttano gli altri in modo più o meno sottile,

giocando talvolta sulle loro stesse debolezze. Sto pensando a quei ge­ nitori che vogliono fare a tutti i costi del loro bambino un campio­ ne di sci o di nuoto, riversando su di lui il vuoto che non hanno sa­ puto colmare in loro; a quegli al­ lenatori che si comportano in mo­ do analogo con i loro allievi. Colui che ha superato l’egocentri­ smo infantile, sostituendolo con un sano amore di sé, che ha raggiun­ to la fase di una vera separazio­ ne con « l'oggetto » mediante la maturazione di una individualità autonomia, proprio in virtù di ciò sarà in grado di protendersi e fondersi armonicamente con gli al­ tri, nel segno di un amore che ri­ sparmia e favorisce l’integrità del­ le persone. Capacità di lavorare che significa? Oggi si fa spesso confusione fra attività e attivismo, fra frenesia dell'azione e genuina capacità la­ vorativa o produttiva. In realtà il significato di saper lavorare e pro­ durre si comprende meditando sul valore del binomio: dare e rice­ vere, attività e passività. La persona matura ha un orienta­ mento spontaneamente attivo, do­ nativo; più che nel ricevere prova gioia nel dare ed anche ricevendo lo fa in modo attivo. Esiste gioia nella persona che dà in senso maturo. Il fatto di dare comporta una rivelazione a sé stes­ si delle proprie capacità interiori, delle proprie energie, delle proprie potenzialità. Dietro il desiderio di • dare » non si nasconde nella per­ sona un latente bisogno di avere, non ha asilo in essa quell’orientamento narcisista per cui ogni atto di donazione o di produzione pre­ suppone un atto di ritorno, di com­ penso. Al contrario, nel dare, nel produrre in senso maturo, l’uomo avverte profondamente un senso di arricchimento, un’implicita gioia che scaturisce dalla presa di co­ scienza delle proprie più intime potenzialità. La persona genuina­ mente produttiva si rinnova di con­ tinuo, flessibilmente, con freschez­ za, persino nella tarda età; tipo imprevedibile se poniamo attenzio­ ne alle sue doti di creatività e di spontaneità che testimoniano un senso squisito di libertà interiore, tipo prevedibile se rileviamo la sua prerogativa di comportarsi sempre nel modo migliore che la situa­ zione richiede e consente. Nel lavoro mostrerà il senso di un impegno ragionevole, costruttivo, creativo; con le persone con cui collabora offrirà quello che di più vivo ha in sé, la sua stessa vita. Senza nemmeno accorgersene, for­ se, donerà infatti la propria com­ prensione ,la propria gioia, la pro­ pria mentalità, i propri interessi, il proprio amore, la propria tristezza e tutto questo con immediatezza e spontaneità al di fuori dei giri tor­ tuosi dell’ambivalenza affettiva. Sto pensando ai nostri educatori nella società sportiva (dirigenti), al­ lenatori, arbitri, consulenti) e mi chiedo: hanno essi, questo tipo di maturità psicologica? Me lo auguro; altrimenti anche lo sport, come ogni attività umana, può diventare una « trappola » per l’uomo. DON CLAUDIO


una difesa di cinque elementi i quali, al fine di offrirsi le protezioni e coper­ ture consentite dal meccanismo di­ fensivo del WM, si disponessero anch’essi ad M. rinuncerebbero — con le conseguenze ben note — al diret­ to controllo dei singoli avversari. Assumendo, invece, questo diretto controllo ( e disponendosi perciò a W). essi rinuncerebbero alle prote­ zioni e coperture suddette. Col ri­ sultato che i due elementi incaricati del controllo delle due mezze ali avanzate avversarie non potrebbero chiudere alle stesse, con sufficien­ te continuità, i varchi che conducono a rete, e non potrebbero coprire in modo adeguado i tre compagni della linea antistante. Il loro W difensivo mancherebbe insomma — e ciò è lapalassiamo — di quella 4a linea su tre elementi che, sola, può consentire a cinque difensori di porre in atto quelle coperture che costituiscono il naturale punto di partenza per l’ef­ fettuazione di appropriati, tempesti­ vi scambi. Ciascun difensore dovreb­ be cosi fronteggiare l’attaccante con­ trapposto senza avere le spalle ade­ guatamente coperte; col risultato che ogni componente la difesa — e perciò la difesa tutta intera — sarebbe co­ stantemente alla mercé di un dribbling o triangolazione ben riusciti o, addi­ rittura, d'un qualsiasi rimpallo sfa­ vorevole. Vita ancor più facile per i componenti di un attacco ad M, se i difensori avversari assumessero il loro diretto controllo marcandoli secondo i numeri ( terzini e centro­ mediano rispettivamente sulle ali e centroattacco arretrato; mediani la­ terali sulle mezze ali avanzate). Queste ultime, veri e propri elementi di punta, trarrebbero infatti vantaggi non indifferenti dall’essere control­ late da avversari di caratteristiche atletiche spesso inadeguate. Queste marcature attuate secondo i numeri ci suggeriscono un inciso. Se è giusto che i difensori seguano gli attaccan­ ti contrapposti nei loro spostamenti attuati durante ciascuna azione, non sembra conveniente che essi riman­ gano a stretto controllo degli attac­ canti medesimi quando il loro cam­ biamento di ruolo si protrae. Ogni squadra assegna evidentemente ai propri giuocatori i ruoli più conge­ niali. E’ perciò preferibile lasciare un attaccante spostatosi in altra po­ sizione. al controllo del difensore che ricopre abitualmente la posi­ zione stessa, piuttosto che portarvi un difensore di altro ruolo. Fra l’altro, l'immutato assetto della squadra la­ sserebbe inalterati i consueti collegamenti. ALBERTO GUAITINI (8 - continua)

calcio insufficienza del WM 6 - Lo schieramento con l’attac­ co ad M. L’attacco schierato ad M ha consen­ tito di porre riparo alle lamentate de­ ficienze strutturali del WM. In conseguenza della loro disposi­ zione a scacchiera, tuti i componen­ ti della squadra possono infatti of­ frirsi quelle protezioni e coperture (tratteggiate in figura 10), indi­ spensabili per consentire la corret­ ta utilizzazione del meccanismo di­ fensivo del WM. Da rilevare che le distanze ali-terzini sono ridotte di un terzo rispetto a quelle del WM stesso e che, perciò, le une possono arretrare tempestivamente a prote­ zione degli altri. La M difensiva del WM assume co­ sì piena validità. I cinque difensori sono ora infatti in condizioni di af­ frontare da soli cinque attaccanti disposti a W. L’adozione dell’attacco ad M con­ sente anche un altro importantissimo vantaggio. Quello di porre in grave difficoltà la difesa contrapposta. Ed ecco il perché. Come già sappiamo, una difesa può considerarsi sufficientemente so­ lida se essa assicura con la necessa­ ria continuità: — il controllo ravvicinato degli at­ taccanti avversari più direttamen­ te impegnati nelle singole azio­ ni ( ciò al fine di non concede­ re loro libertà d’inziativa ) ; — l’efficace partecipazione di tutti i suoi elementi al giuoco difensi­ vo d’assieme ( coperture tali da rendere possibile la tempestiva e corretta attuazione degli scambi di ruolo eventualmente neces­ sari ). Cinque difensori possono appagare entrambe le esigenze soltanto con­ tro un attacco disposto a W. Postisi infatti a diretto controllo dei rispet­ tivi avversari, essi assumono au­ tomaticamente un assetto ad M. Il quale assetto, lo abbiamo già visto, consente a centromediano e terzini di ben contenere, applicando il mec­ canismo difensivo del W. tre avversa­ ri che operino in linea. E di offrire la necessaria copertura ai mediani laterali amici. Contro un attacco ad M. i componenti

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Fig. 10 Squadra con l’attacco schierato ad M

flash la Giunta del Coni La Giunta esecutiva del C.O.N.I., riunitasi il 28 febbraio, ha ascolta­ to una lunga relazione sui lavori della 66ma Sessione del C.I.O. a Grenoble, esposta daH’avv. Giulio Onesti, a cui si è associato il dott. Giorgio de’ Stefani. La Giunta ha reso atto al Presidente di aver individuato e denunciato già, in occasione delle Sessioni dei C.N.O. del 1965 a Roma e del 1967 a Teheran, certe palesi violazioni delle Regole Statutarie, da parte di un Comitato Nazionale Olimpico che per struttura, azione e prassi elude gli art. 1 e 24 delle Regole Olimpiche stesse. La Giunta ha infine espresso la sua profonda solidarietà al Comitato Olimpico del Messico che sta or­ ganizzando con lodevole spirito di sacrificio e con passione i Giochi della 19ma Olimpiade, i quali meri­ tano di diventare una autentica festa della gioventù e non già un pretesto per divisioni tra i popoli. La Giunta dopo un approfondito esame tecnico -delle prestazioni agonistiche di Grenoble, ha invitato le due Federazioni competenti a studiare programmi e provvidenze per la estensione dell’attività e per il rafforzamento delle specialità in cui si ravvisano carenze o scarsi progressi. La Giunta ha rammen­ tato che l’interessamento del CONI allo sviluppo di discipline sportive, verso cui l’opinione pubblica dimo­ stra una crescente propensione, è dimostrato dal fatto che già in fase preolimpica era stata approvata la creazione di nuove installazioni e di impianti per la neve ed il ghiac­ cio a Cervinia, Ortisei, Madonna di Campiglio. Torino. Merano. Trento e Roma. Con la stretta collabora­ zione tra CONI e Federazioni si può pertanto sperare in un pro­ gresso futuro degli sports invernali. Passando agli impianti sportivi, è stato stanziato un ulteriore cospi­ cuo contributo per la finitura della pista di slittini della Valdaora (Bol­ zano). Sono stati inoltre adottati provvedimenti riguardanti numero­ se opere in via di esecuzione, tra cui gli autodromi di Putignano e Vallelunga, l’attrezzatura del cen­ tro pugilato di Fiuggi, la realizza­ zione del campo scolastico di Bol­ zano, il centro di preparazione al pentathlon moderno a Passo Corese, le piste in tartan alla scuola nazionale di atletica leggera di Formia. La Giunta si è complimentata per la intensa attività esplicata nel 1967 dalla Commissione interministeriale impianti sportivi, presieduta dal prof. ing. Cesare Valle, ed ha ap­ provato i nuovi premi per le tesi di laurea su orgamenti di edilizia sportiva.

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STADIUM INCHIESTE

che cos’è l’ente di propaganda Lo sport italiano attraversa un momento molto importante. Da qualche parte si parla di crisi, ma il termine va senz’altro inteso nel suo senso po­ sitivo. E’ un momento di transizione in cui la so­ cietà sta prendendo coscienza del valore della attività sportiva in tutte le sue espressioni e, nello stesso tempo, è colpita e stupita dal veloce svilupparsi del fenomeno sportivo. Senza peccare di ottimismo, crediamo di poter affermare che da questo periodo di evoluzione è lecito attendersi una svolta radicale e positiva per l’idea e la pratica sportiva del Paese. Un ruolo di primo piano hanno storicamente gio­ cato gli Enti di Propaganda Sportiva. Fino a poco tempo fa hanno lavorato in silenzio, fra l’indif­ ferenza e a volte fra l’incomprensione generale. Adesso sono venuti prepotentemente alla ribal­ ta ed aspirano giustamente al riconoscimento ufficiale del ruolo che hanno svolto e di quel­ lo, altrettanto essenziale, che si apprestano a svolgere. Si impone, dunque, una chiara definizione della loro natura, funzione e inquadramento. E’ nel tentativo di contribuire a questa chiarifi­ cazione che Stadium inizia la presente inchiesta tra i maggiori esponenti dello sport italiano. 6


le nostre domande

Quale è secondo lei, la natura dell’Ente di propaganda sportiva e quali sono le finalità che dovrebbe perseguire?

In ordine a queste finalità da conseguire, quali potreb­ bero essere le attività da promuovere, le categorie sociali da interessare e i criteri operativi da tener presenti?

Quale è il posto dell’Ente di propaganda nell’attuale situa­ zione giovanile italiana e quali le sue relazioni con gli Enti privati e pubblici sportivi?

Dott. GUIDO VIANELLO Vice Delegato Nazionale Centro Sportivo Libertas

« Non ci sono altre forze sostitutive dell’Ente di Pro­ paganda ».

Q Nel costante sviluppo dell'at­ tività sportiva, nelle forme nuo­ ve della sua pratica, nel sempre più vasto interesse che susci­ ta, nel suo crescente tecnici­ smo, cafnpionismo e professio­ nismo — più o meno palese — acquistano maggiore evidenza le grosse deficienze che vi sono nella sua diffusione fra i gio­ vani, ed in ciò che si riferisce alla loro effettiva partecipazio­ ne alle sue varie discipline. Ad una presenza quantitativa, si contrappone in Italia l’indi­ rizzo alla specializzazione, alla gara, al campionato e ciò è ne­ cessariamente riservato a quei giovani che hano mezzi cospicui per affermarsi, e che sono di­ sposti a sottoporsi al duro la­ voro di una lunga e pesante preparazione. Inoltre, questa partecipazione è in dipendenza delle possibilità economiche, dei vincoli di lavoro, delle caratte­ ristiche di ambiente e dei mez­ zi locali.

dentemente interessarsi le or­ Ecco perciò che, di fronte a ganizzazioni che mirano all’ec­ questa mentalità ed alle condi­ cellenza sportiva, e che per­ zioni esistenti, dobbiamo subi­ tanto non possono curare in­ to ammettere che i risultati che discriminatamente grandi mas­ l’Italia ottiene in campo spor­ se di giovani. tivo sono eccezionalmente buo­ Per queste organizzazioni è ni. la qualità che conta, per cui Noi infatti abbiamo un ver­ la quantità è necessariamente tice particolarmente consisten­ trascurata. te, ben organizato e diretto. Ecco così che per riempire I guai sono invece alla base questo grande vuoto, con un misera e sguarnita. intervento di alto valore socia­ Per prima cosa, ritengo che le, necessita l’opera, adeguatasi debbono chiaramente pun­ mente riconosciuta e sostenu­ tualizzare i diversi aspetti, fun­ ta, degli Enti di propaganda. zioni, scopi dell’attività spor­ Non ci si faccia illusioni, cre­ tiva. Come dicevo, per quanto dendo di poter trovare altre si riferisce alla specializzazione * forze che possano operare in ed alle gare più impegnative, tal senso. Gli attuali Enti idi in Italia le cose vanno molto propaganda, e specialmente al­ bene, per merito particolare del cuni di essi, hanno raggiunto, Coni delle sue Federazioni e attraverso1 più di 20 anni di delle società sportive. lavoro, una rilevante efficien­ E’ questo un settore squisi­ za ed una specifica capacità e tamente tecnico, che ha le sue competenza, che li qualificano esigenze, i suoi scopi e le sue elementi insostituibili per lo leggi, ed è meritevole di parti­ sviluppo di un vero e proprio colare considerazione ed apprez­ servizio sociale di assistenza zamento. sportiva giovanile. Usciamo da questo settore per entrare in un mondo nuo­ vo, ed eccoci di fronte ad al­ tre esigenze, ad altri scopi e funzioni che non possono tro­ vare adeguata realizzazione. In una generale esposizione, Siamo entrati nel campo che si potrebbero indicare gran nu­ considera l'attività fisico-spor­ mero di attività che gli Enti tiva, formativa, ricreativa di di propaganda dovrebbero po­ valore educativo fisico e mo­ ter svolgere. rale. Di essa non possono evi7


L’esposizione sarebbe però molto lunga, poiché riguarde­ rebbe molteplici interventi a favore dei giovani nelle disci­ pline sportive più utili al fisico, più gradite e di più alto valo­ re ricreativo. Senza entrare nell'esame spe­ cifico, si possono enunciare le caratteristiche che devono ave­ re queste attività. Come pre­ messa si può ricordare che qualsiasi forma di attività de­ ve fare del bene, deve cioè ren­ dere forti e sani. Bisogna per­ ciò curare, soprattutto nei gio­ vanissimi, l’armonico sviluppo di tutte le qualità fisiche, in modo che si possa efficacemen­ te passare all’esercizio sporti­ vo. Ci troviamo di fronte alla parte di avvio allo sport, ed ecco allora il grande valore del­ l’istituzione di efficienti Centri giovanili di addestramento sportivo. Lo sviluppo di queste orga­ nizzazioni dovrebbe estendersi capillarmente su tutto il terri­ torio nazionale, con una prov­ vida opera di bonifica fisica e di assistenza sportiva rivolta a favore di tutti i giovani. Verrebbero poi le caratteri­ stiche competizioni, sia indivi­ duali che di squadra, adatte agli esordienti, come leve, bre­ vetti, gare e tornei locali. Sono proprio queste gare locali che hanno un valore preminente, e che devono quindi essere te­ nute in grande conto. Esse sono facilmente realizzabili, possono interessare ed attirare molti giovani, e non richiedono spo­ stamenti dai luoghi ove si abi­ ta, studia e lavora, sempre im­ pegnativi e dispendiosi. Tutte le categorie sociali do­ vrebbero essere considerate nello sviluppo di questa attivi­ tà, che sarà tanto più benefica quanto più saprà giungere in profondità, favorendo anche, e soprattutto, i giovani più po­ veri e deboli che hanno mag­ giormente bisogno di tale assi­ stenza. Come sviluppare nel modo migliore un siffatto program­ ma? Stimolando il sorgere di gran numero di associazioni sportive; curando la formazio­ ne di capaci dirigenti; promuo­ vendo la preparazione di ido­ nei istruttori tecnici. Di pari passo dovrebbero ri­ solversi i problemi locali degli 8

impianti sportivi. Questo pun­ to non deve considerarsi distac­ cato da quello dell'organizza­ zione e da quello del materia­ le umano. Su tale asserto spe­ ro che concordino gli organi responsabili, alcuni dei quali sembra che non abbiano una precisa e completa visione della materia. Il problema degli impianti è certamente importante, ma nel­ lo stesso tempo ha uguale, se non maggiore importanza, quel­ lo delle associazioni, dei diri­ genti e degli istruttori. D'altra parte è ben più facile fare dei progetti di costruzione di im­ pianti, che configurare idonee organizazioni, valide strutture, efficaci programmi e conside­ rare la preparazione di dirigenti e tecnici. Anche cospicui im­ pianti, senza questi elementi, a ben poco serviranno.

Nel vasto ed articolato mon­ do giovanile, varie sono le for­ ze operanti, fra queste s'inseri­ scono autorevolmente gli Enti di propaganda. La loro autore­ volezza deriva dalla forza rea­ le che hanno, dalla qualificazio­ ne che possiedono e dalla con­ seguente funzione che svolgono in un particolare aspetto della vita giovanile: in quello sporti­ vo. E’ fuor di discussione che si tratta di un aspetto di prima­ ria importanza, poiché lo sport attrae grandemente i giovani ed ha un alto valore formativo fi­ sico e morale. Il posto che compete dun­ que agli Enti di propaganda nel mondo giovanile dipende dalla importanza della funzione che svolgono e che ancor meglio devono poter svolgere. E' au­ spicabile che tale funzione sia sempre più e sempre meglio ri­ conosciuta e sostenuta da par­ te degli organi pubblici e di quelli sportivi. Non vi possono essere dubbi o preoccupazioni in merito ad interferenze, indebite ingeren­ ze, mire particolari, poiché è un nuovo campo che interessa gli Enti di propaganda; un campo del quale ben poco ci si cura e che ha bisogno di es­ sere seminato a piene mani.

Dott.ssa GRAZIA FUCCARO Presidente Nazionale Federazione Attività Ricreative Italiane

« Sono utili, ma non è solo per questo che debbono esistere ».

© L’Ente di Propaganda Spor­ tiva è un'organizzazione che promuove lo sport fra i giova­ ni, coprendo quello spazio la­ sciato vuoto da altre organiz­ zazioni, situandosi nella real­ tà democratica del pluralismo associativo. Direi quindi che l'Ente di Propaganda Sportiva è nato: a) per rispondere alle esi­ genze di libero associazionismo sportivo dei giovani che tendo­ no a realizzare un’esperienza so­ ciale integrata allontanandosi daH'ambiente che psicologica­ mente li determina (scuola, uf­ ficio, fabbrica); b) per agire in un campo che altri hanno lasciato scoper­ to per le diverse finalità che si propongono; c) per ovviare alle carenze di interventi statali e di altri enti chiamati dall'Autorità Pub­ blica ad agire nel campo della formazione fisico-sportiva dei giovani. Naturalmente dall'essere di una istituzione scaturiscono le finalità. Quindi: — attività di propaganda sportiva per tutti i giovani e i giovanissimi; — attività di formazione di


quali sono considerati enti di propaganda

propri dirigenti qualificati a li­ vello educativo-organizzativo; — attività di collaborazione con tutti gli enti pubblici e pri­ vati impegnati in un servizio sportivo per: una più completa formazione della coscienza sportiva italiana; una chiarifi­ cazione del rapporto educativo sport-giovani; la costruzione di una seria linea di politica spor­ tiva.

® Mi pare di dover dire in­ nanzi tutto che non si può fare una distinzione di categorie so­ ciali a cui rivolgere i nostri ser­ vizi. Tutte le categorie ci interes­ sano e ugualmente sono inte­ ressate a noi. Se una attenzione particola­ re c’è, questa è rivolta ai giova­ nissimi, ai preadolescenti per l’importanza educativa che un autentico momento di esercizio fisico e sportivo (non parlo qui di agonismo vero e proprio) ha nello sviluppo della personali­ tà; per l’esigenza fortissima che hanno di realizzarsi nel ritmo e nel movimento; per le scarse possibilità che hanno di con­ cretizzare, in un modo costrut­ tivo per la loro persona, tale esigenza. Il metodo di azione scaturi­ sce evidentemente dai contenu­ ti di ogni singola istituzione. Data per condannata qualsia­ si ansia strumentalistica dei servizi che ogni ente di propa­ ganda sportiva offre, si posso­ no sintetizzare, a mio parere, alcuni criteri operativi comuni a tutti gli enti di propaganda sportiva ossia: — studio serio del fenome­ no sportivo in tutta la sua am-

Gli Enti di Propaganda che lavorano in Italia, riconosciuti dal CONI, sono i seguenti: AICS - Associazione Italiana Circoli Sportivi sorta nel 1962. CN FIAMMA - Centro Nazionale Fiamma sorto nel 1948. CNS LIBERTAS - Centro Nazionale Sportivo Libertas sorto nel 1944. CSI - Centro Sportivo Italiano sorto nel 1906 (nel 1944 ha assunto l’attuale denominazione). ENDAS - Ente Nazionale Democratico di Azione Sociale costituito nel 1949 (dal 1965 ha riassorbito nel suo seno il Centro Italiano Sportivo Edera). Federazione Attività Ricreative Italiane sorta nel 1945. FARI UISP - Unione Italiana Sport Popolare costituitasi nel 1948. Lavorano neH’ambito della propaganda sportiva anche l’ACSI (Associazione Centri Sportivi Italiani) l’ENAL (Ente Nazionale Assistenza Lavoratori) e l’U.S. ACLI (Associazione Cristiana Lavoratori Italiana).

piezza con ricerca di applica­ zioni psicologiche pedagogiche, sociologiche; ;—i attenzione alla problema­ tica giovanile per mantenere at­ tuale il servizio; — costruzione, assieme agli altri responsabili, di una poli­ tica con la gioventù per la gio­ ventù; — apertura, dialogo fra tutti gli enti di propaganda sportiva, con gli enti pubblici e privati; — offerta di attività dal for­ te contenuto educativo organiz­ zate in un modo tecnicamente qualificato. Da questi criteri operativi è semplice estrarre dei suggeri­ menti di attività pratica da pro­ muovere.

Già in parte a questa doman­ da ho risposto. Penso sia utile ripetere che gli enti di propaganda sporti­ va sono stati voluti dai giova­ ni, perché rispondono alla loro esigenza di associarsi liberamen­ te. Il posto degli enti di propa­ ganda è chiaro, e i giovani non lo contestano se non quando vi riscontrano un certo asservire lo sport ad una qualsiasi ideo­ logia. E’ evidente che sono stan­ chi di essere presi in giro! Il posto che i giovani hanno con­ cesso ‘agli enti di propaganda sportiva deve servire a questi ultimi per essere con i giovani, per aiutarli a diventare persone complete, per garantire loro una libertà di espressione e di impegno sportivo. Ho già accennato al proble­ ma delle relazioni che gli enti di propaganda sportiva dovreb-

bero avere con gli enti pubblici e privati sportivi. Ho parlato di apertura, di dialogo costruttivo, di collaborazione. Finora credo che queste aperture dialoghi ecollaborazioni non sono stati sempre inter­ pretati e realizzati esattamente. Gli enti pubblici preso atto dell'essere di tali istituzioni hanno sfruttato un po' la situa­ zione: — « Ci stanno e lavorano non ci dano noia, lasciamoli vi­ vere » —; — « Qui gli enti di propaganda ci servirebbero... » — Ed ecco le prime sovven­ zioni. Poi — « Ormai gli enti di pro­ paganda non hano nessuna ra­ gione di esistere, hanno fatto il loro tempo ». Gli enti privati certe volte li riconoscono, altre volte non li riconoscono, altre volte ancora li ignorano. Una certa colpa in questa si­ tuazione ce l'hanno anche gli . enti di propaganda sportiva. Qualche volta hanno peccato di poca opportunità; qualche volta hanno accettato delle con­ dizioni favorevoli solo per l'al­ tra parte; forse con ritardo hanno ritenuto opportuno met­ tersi assieme non per creare un « fronte di resistenza », co­ me alcuni hanno creduto, ma per prendere coscienza assieme del loro essere e del loro porsi in un contesto sportivo italia­ no che li aveva visti « protagoni­ sti costruttori » non meno di tutti gli altri; per promuovere un'azione per un loro riconosci­ mento giuridico. E’ evidente sperare, a questo punto, di poggiare le relazioni con enti pubblici e privati spor­ tivi su un piano di stima reci­ proca e di fiducia in quello che ogni parte può e deve dare, nel limite delle proprie competen­ ze, per un nuovo sport. 9


Qui accanto: Claudio Secondari di Foligno; segue Amerigo Romanin di Udine; quindi Angelo Fosco di Trento, 1° nello slalom speciale del criterium.

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sciatori ad alto livello

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Tarvisio, adesso, è lontano. Tanto lontano. Sono passate le lunghe, estenuanti, ore di viaggio; siamo nuovamente qui a Roma; e qua­ si quasi stentiamo, guardando una carta geo­ grafica, a ritrovarlo, Tarvisio. Eccolo lassù; sulla estrema destra d’Italia, un piccolo « puntino » vicino vicino a due sta­ ti, l’Austria e la Jugoslavia. E’ un estremo lem­ bo nazionale, dove maggiormente si respira l’aria « vera » d’Italia. E’ un incanto, Tarvisio. Una delizia, poi, di questa stagione, per la neve splendida che fa da tappeto meraviglioso alle sue vallate, ai suoi boschi, ai suoi monti. Ebbene, a Tarvisio, il CSI ha radunato i suoi sciatori più bravi. Li ha portati lassù, al confine, quasi, dell’Austria e della Jugoslavia, per due giorni di gare importanti: le gare vale­ voli per i titoli nazionali. Una scelta indovinata, ottima, perfettamente idonea per una manife­ stazione ad alto livello come, ormai è consue­ tudine, sono le gare nazionali del CSI. Una sede, quindi, che ha favorito una manifestazione che quest'anno (forse proprio _grazie a Tarvisio) ha puntualizzato, come non mai, il vigore dello sci gialloblù. Le gare sono state tutte belle, appassio­ nanti, decise. Hanno detto molto in fatto di tecnica, hanno fatto intravedere elementi di si­ curo avvenire, hanno testimoniato che il « vìvaio » del CSI è in continua evoluzione e sa fornire ogni anno numeri stupefacenti. Mancavano, ad esempio, all’appuntamento nazionale, nomi di Comitati « grossi », quali Verona, Reggio Emilia, Cuneo, Modena e si 10

poteva anche temere per la riuscita tecnica dell’intera manifestazione. Ma ecco apparire gli atleti di Brescia, della Valtellina, di Foligno, di Gorizia, di Feltre, che hanno saputo, non diciamo annullare ma qua­ si sopperire, per entusiasmo, vivacità, orgoglio, agli atleti di cui sopra. Lo scorso anno a Cervinia mancava Trento. Quest’anno Trento è giunto a Tarvisio con una squadra veramente idonea per un campionato nazionale. Ha messo in mostra i suoi ultimi gioielli, ha fatto « vedere » di quale « pasta » sono formati i suoi atleti, ha detto chiaramen­ te che voleva ritornare al primo posto in ogni classifica. Che voleva mettere una seria ipoteca anche per il futuro. Tutti traguardi regolarmente raggiunti, for­ se a danno di quell’Udine (rivelazione dello scorso anno a Cervinia) che voleva, sulle nevi di casa, confermare la sua posizione di pre­ stigio. Un campionato, quindi, con tanti motivi e soprattutto con tanti atleti alla ribalta, come si potrà constatare esaminando, anche se rapi­ damente, le singole gare. Le due discese dei Campanili Alpini (speciale e gigante) sono state appannaggio del campio­ ne in carica, il milanese Andrea Fiume. Fiume ha ancora una volta dimostrato le sue ottime doti di discesista. Impostato alla migliore tecnica, l'atleta di Milano ha sfoggia­ to i suoi innumerevoli « numeri » sciistici lun­ go i tre severi percossi che dovevano laurearlo, nuovamnete, campione nazionale. La vittoria dello speciale è stata più « ragio-


nata » (e così deve essere), anche se più soffer­ ta. Fiume si è trovato sulla sua strada un « nuo­ vo » atleta di Trento, Sandro Gabrielli, che do­ vrebbe recitare, fra non molto, una parte vera­ mente importante nella vita dello sci naziona­ le. Fiume nella prima discesa scendeva in quin­ ta posizione ed otteneva il tempo di 45”8; Ga­ brielli scendeva in nona posizione ed affron­ tava il labirinto delle sessanta porte con vera maestria. Il tempo confermava la bontà della discesa: 43”7. Nessuno si avvicinava, nella pri­ ma manche, ai due atleti che, pertanto, si gio­ cavano il titolo nella seconda discesa. Gabrielli partiva prima di Fiume, e forse questo pregiudicava la sua conSa. Anziché « ra­ gionare » sulle porte, Gabrielli « forzava » e a circa metà percorso incappava in un errore che gli costava parecchi secondi. Terminava in 52”9; tempo mediocre. Fiume, visto il suo principale avversario finire in quel modo, scendeva in tranquillità, terminando in 49”2, ma con un vantaggio di l ” e 6/10 su Gabrielli. Il miglior tempo nella seconda manche era di Lazzaroni di Bergamo con 48”2. Hanno im­ pressionato, oltre a Fiume e Gabrielli, anche Ccol, Amplaz, Di Donato e il piccolissimo Se­ condari di Foligno. Nel Gigante (tracciato di 2400 metri, spet­ tacolare al massimo), Fiume dimostrava molta sicurezza, terminando in l’29”9, tempo inferio­ re di tre secondi c nove decimi al tempo di Laz­ zaroni che confermava il suo speciale. Delude­ va un poco Gabrielli, mentre in evidenza Ceol, Monga e Di Donato.

Una battaglia « epica » nel fondo Campani­ li. Addirittura tre atleti nel brevissimo spazio di otto decimi di secondo! Quasi uno sprint atletico! Nones di Trento, Romanin e Vidale di Udine hanno gareggiato allo spasimo per la vit­ toria che alla fine ha premiato Nones per un solo decimo (sic!) su Romanin. Da notare che Nones era partito un minuto prima di Romanin ed otto minuti prima di Vi­ dale. Una vera lotta lungo il bellissimo tracciato. Nones è atleta forte, deciso, sicuro. Ma non voleva una vittoria sul filo del cronometro. La voleva più netta. Ce lo ha confessato dopo la gara, dopo che i cronometristi avevano annunciato i due tempi e soprattutto lo scarto. « Non mi piace vincere per un decimo. Dovevo vincere più nettamen­ te. Per un decimo no, è troppo poco! » Mode­ stia e sicurezza di un atleta che non manchere­ mo di rivedere su altre scene nazionali. Romanin è altro atleta forte, deciso. Anche lui « credeva » di vincere, e non « pensava » di poter perdere per un decimo. Nella staffetta Udine « voleva » vincere. E Trento, che capiva l’intenzione dei pa­ droni di casa, componeva una staffetta perfet­ ta con Croce (atleta che aveva vinto il Trofeo Laurino di fondo) in prima, Nones in seconda e Cavada in terza. La scelta di Gramegna (l’appassionato diri­ gente trentino) era giustissima. Croce partiva velocissimo (voleva farsi perdonare la posizio­ ne mediocre del fondo individuale) e concin­ 11


deva in 14'18”8 (che doveva, poi, risultare il miglior tempo in senso assoluto), portando un vantaggio di oltre un minuto e venti secondi a Nones. Nones aveva vita facile, anche se dietro Udine con uno splendido Vidale, cercava la clamorosa rimonta. In ultima i trentini (il van­ taggio era sceso a circa un minuto e dieci) ave­ vano Cavada il quale aumentava ancora il van­ taggio. Le gare del Criterium si aprivano con un risultato a sorpresa. Un pari merito nello speciale! Fosco e Valeruz al termine delle due discese facevano constatare lo stesso tempo complessivo di 104”3. Fosco otteneva il miglior tempo (47”2) nella prima manche; Valeruz otteneva il miglior tempo (54”6) nella seconda. Due splendidi atle­ ti, della ben nota scuola trentina. Hanno meri­ tato entrambi di vincere, anche se una parità può lasciare perplessi. Dietro a loro, un altro trentino: Amplaz (116”4 il complessivo), poi quattro atleti di Udine! Nel gigante, vittoria netta di Valeruz con ben otto secondi e nove decimi sul secondo, l’udinese Veluscek! Fosco, partito decisissimo, si faceva squalificare per un salto di porta. In evidenza anche Ramat di Torino e Timpano di Vicenza. Nel fondo, finalmente, un successo udinese per merito di Della Mea che stroncava la resi­ stenza di un altro Nones (Marco) lungo gli ot­ to chilometri del tracciato. Della Mea vinceva bene con ventitré secondi di vantaggio, a dimo­ strazione di ottime qualità atletiche. Dopo No­ nes Marco, bella la gara di Gervasoni e Balduzzi entrambi di Bergamo, che con la loro prova ipotecavano anche la vittoria nella staffetta. Infatti il terzetto bergamasco (Bianzina, Ger­ vasoni eBalduzzi) non mancava alla attesa, e conquistava, al termine di una combattuta ga­ ra, una bella vittoria. Da segnalare, la prima frazione di Bianzina e di Franetti di Brescia, entrambi accreditati di 28'56”, miglior tempo totale. Dopo Bergamo, Trento squadra A ed Udine, con Sommavilla un poco in ombra. Come già accennato, Trento vinceva le tre classifiche (Campanili, Criterium e Generale), su Udine (secondo in tutte e tre). Nella classifica generale al terzo posto, Ber­ gamo al quarto il brillantissimo Brescia, poi Torino, Lecco e Vicenza. Premiazione ricchissima, onorata dalla Me­ daglia d'Oro del Presidente della Repubblica e da tantissime Coppe. Presenti alla cerimonia, il Presidente della Regione Friuli e Venezia Giulia On. Berzanti, oltre ad innumerevoli Au­ torità Civili e Militari. Organizzazione, curata dal Comitato di Udi­ ne in collaborazione con il Comune e l'Azienda di Soggiorno di Tarvisio, veramente perfe'tta ed eccellenti. ,,Un grazie sincero a tutti; ai tanti Amici che abbiamo lasciato lassù, a Tarvisio al termine di tre giornate sportive belle come poche. ALDO CAPPELLINI 12

QUESTI I RISULTATI criterium c.s.i. SLALOM SPECIALE

Iscritti n. 34, non partiti n. 4, squalificati n. 10. 1° Fosco Angelo (Marmoiada - Trento); 2° Valeruz Antonio (Marmolada - Tren­ to); 3° Amplaz Andrea (Mar­ molada - Trento); 4° Velushek Dario (Raibl - Udine); 5° Ben Renato (Raibl - Udi­ ne); 6° Valas Miroslavo (Raibl - Udine); 7° Kravaja Ladislao (Raibl - Udine); 8° Tovo Enrico (Altopiano - Vi­ cenza); 9° Semperboni Do­ menico (Barbellino - Berga­ mo). 11° Artuso Silvano (Raibl Udine); 12° Pedrotti Tom­ maso (Tremonti - Brescia); 13° Bava Giuseppe (Olimpia Torino); 14° Ramat Ezio (USSET - Torino); 15° Piffari Genesio (Barbellino - Ber­ gamo); 16° Serangeli Giorgio (Sci Cai - Foligno); 17° Paleari Enrico (San Carlo - Mi­ lano); 18° Ronco Claudio (Al­ topiano - Vicenza); 19° Ro­ magnoli Alfredo (Sci Cai Foligno); 20° Vigani Giacomo (Rovere - Bergamo).

SLALOM GIGANTE

Iscritti n. 38 - Non partiti 4 Squalificati 7 .

1° Valeruz Antonio (Marmolada Trento); 2° Velu-

shek Dario (Raibl - Udine); 3° Ramat Ezio (USSET - To­ rino; 4° Amplaz Andrea (Marmolada - Trento); 5° Valas Marislavo (Raibl - Udine); 6° Trotner Paolino (Vigo di Fas­ sa - Trento); 7° Timpagno Mario (Altopiano - Vicenza); 8° Miscoria Armando (Raibl Udine); 9° Ravanja Ladislao (Raibl - Udine); 10° Tovo En­ rico Altopiano - Vicenza). 11° Semperboni Eugenio (Sci Club Bergamo); 12° Cantoni Marco (Don Bosco Valtellina); 13° Concet Mar­ cello (USSET - Torino); 14° Semperboni Domenico (Sci Club - Bergamo) 15° Ronco Claudio (Altopiano - Vicen­ za); 16° Pifferi Genesio (Sci Club - Bergamo); 17° Paleari Enrico (S. Carlo - Mila­ no); 18° Formica Mauro (Sci Cai - Foligno); 19° Vigani Giacomo (Sovere Bergamo); 20° Artuso Silvano (Raibl. - Udine). 21° Pedrotti Tommaso (Tremonti - Brescia); 22° Vecchio Ambrogio (Shuster Milano); 23° Compagnoni Pierino (Valfurva - Valtelli­ na); 24° Rech Giuliano (Serenese - Feltre); 25° Serangeli Giorgio (Sci Cat - Foligno); 26° Romagnoli Alfredo (Sci Cai - Foligno); 27°- Pat Carlo (Dinamo - Feltre). Q

dello

Andrea Fiume (Milano) vincitore slalom speciale e di quello gigante nei Campanili Alpini.


FONDO KM. 8 Iscritti n. 29 - Partiti n. 29 Arrivati n. 29.

1° Della Mea Danilo (U.S. Raibl - Udine); 2° Nones Marco (S. Giorgio Castello Trento); 3° Gervasoni Mari­ no (S. Martino Bergamo); 4° Balduzzi Angelo (Stella Alpina - Bergamo); 5° Primus Maurizio (Marmi Timau-Cleulis - Udine); 6° Pederina Ma­ rio (Dolomitica Prcdazzo Trento); 7° Bianzina Celeste (Dossena - Bergamo); 8° On­ garo Franco - (Stella Alpi­ na - Bergamo); 9° Puntel Car­ melino (Marmi Timau-Cleulis - Udine); 10° Dei Cass Sandro (C.S.I. Valfurva Valtellina). 11” Massi Carlino (Tra.nwm. monti - Brescia); 12° Milesi Giovanni (S. Martino - Ber­ gamo); 13° Trionfini G. Pie­ tro (Dossena - Bergamo); 14° Puntel Romeo (Marmi Timau-Cleulis - Udine); 15° Sommavilla Mario (M.ti Pal­ lidi - Trento); 16° Puntel Giordano (Marmi TimauCleulis - Udine); 17° Puntel Amato (Marmi Timau-Cleu­ lis - Udine); 18° Franetti Do­ menico (Tramonti - Brescia); 19° Micheli Fedele (Dossena Bergamo); 20° Bonzi Antonio (Dossena - Bergamo). 21° Zorzi Primo (Molina Trento); 22° Piccoli Gastone (U.S. Raibl - Udine); 23° Strukeli Marino (U.S. RaiblUdine); 24° Ferraris Ciro (Tramonti - Brescia); 25° Bazzara Vincenzo (Tremonti Brescia) 26° Compagnoni Pie­ rino (C.S.I. Valfurva - Vaitellina); 27° Felicetti Federi­ co (Dolomitica - Trento); 28° Dal Sass Roberto (U.S. Pine - Trento); 29° De Silvestro Erminio (M.ti Pallidi Trento). STAFFETTA 3x8 KM

Iscritte n. 7 squadre - Arri­ vate n. 7.

1° COMITATO DI BERGA­ MO - SQUADRA « A »; Bian­ zina Celeste, Gervasoni Ma­ rino, Balduzzi Angelo; 2° COMITATO' DI TRENTO SQUADRA « A »: Sommavilla Mario, Pederiva Mario, No­ nes Marco; 3° COMITATO DI UDINE - SQUADRA « A »: Puntel Carmelo, Primus Mau­ rizio, Della Mea Danilo; 4° COMITATO DI BERGAMO SQUADRA « B »: Trioenfinni G. Piero. Milesi Giovanni, Ongaro Franco; 5° COMITA­ TO DI BRESCIA: Franetti Domenico, Ferrari Siro. Mas­ si Carlino; 6° COMITATO DI UDINE - SQUADRA « B »: Puntel Romeo, Puntel Gior­ dano, Puntel Amato: 7° CO­ MITATO DI TRENTO SQUADRA « B »: Felicetti Fedrigo, Dal Sass Roberto, Zorzi Primo. CLASSIFICA FINALE

1° Comitato di Trento p. 187; 2° Comitato di Udine p. 179; 3° Comitato di Ber­ gamo p. 140; 4° Comitato di Brescia p. 56; 5° Comitato di Vicenza p. 47; 6° Comi­ tato di Torino p. 41; 7° Co­ mitato Valtellinese p. 22; 8° Comitato di Foligno p. 12 9° Comitato di Milano p. 9; 10° Comitato di Feltre p. 3.

campanili alpini

1° Fiume Andrea (Schuster Milano); 2° Gabrieli Sandro (Sci Soldà - Trento); 3° Ceol Fulvio (Dolomitica - Trento); 4°) Piva Pierino (U.S. Raibl Udine); 5° Lazzaroni Angelo (Colere - Bergamo); 6° Veluscek G. Carlo (U.S. Raibl Udine); 7° Amplaz Diego (Marmolada - Trento); 8° Di Donato Erberto (USSET Torino); 9° Losa G. Luigi (CSG - Lecco); 10° Valerus Roberto (Trento). 11° Cellotto Giuseppe (La­ rici - Vicenza); 12° Belingheri Aurelio (Colere - Ber­ gamo); 13° Bonato Stefano (U.S. Raibl - Udine) 14° Ben­ dotti Umberto (Colere - Ber­ gamo) 15° Beringhieri Dome­ nico (Colere - Bergamo); 16° Micottis Bruno (U.S. Raibl Udine); 17° Carpano Luigi (Trento); 18° Corridori Giu­ seppe (G.S.G. - Lecco); 19° Siega Stefano (U.S. Raibl Udine); 20° Carrara Emilio (Marinelle - Bergamo); 21° Mandelli Max (Mandel­ lo - Lecco); 22° Rossi Nicola (Larici - Vicenza); 23° Se­ condari Claudio (Sci Cai Foligno); 24° Rasom Martino (Campitello - Trento); 25° Michelotti Maurizio (Campo­ rosso - Udine); 26° Loviscek Pietro (Olimpia - Gorizia); 27° Kocjancic Nicolò (Olim­ pia - Gorizia); 28° Plesnicar Giovanni (Olimpia - Gorizia).

rino); 10° Alberti Renato (Valfurva ■ Valtellina). 11° Bonato Stefano (U.S. Raibl - Udine); 12° Carpano Luigi (Marmolada - Trento); 13° Veluscek G. Carlo (U.S. Raibl - Udine) 14° Celotto Giuseppe (Larici - Vicenza); 15° Mandelli Max (Mandello - Lecco); 16° Ferrari Alberto (Montecalvo - Brescia); 17° Carrara Emilio (Colere Bergamo);, 18° Pedrini Um­ berto (Reit - Valtellina); 19° Maiori Giovanni (Reit - Val­ tellina); 20° Rossi Nicola (Larici - Vicenza). 21° Secondari Claudio (Sci Cai - Foligno); 22° Michelotti Maurizio (Camporosso Udine); 23° Bendotti Umber­ to (Colere - Bergamo); 24° Losa G. Luigi (G.S.G. - Lec­ co); 25° Ferrari Enzo (REIT Valtellina); 26° Rason Mar­ tino ( Campitello - Trento); 27° Lazzaroni Giuseppe (Co­ lere - Bergamo); 28° Berlinghieri Domenico (Colere Bergamo); 29° Siega Stefano (U.S. Raibl - Udine); 30° Valerus Roberto (Marmolada Trento). 31° Amplaz Diego (Marmo­ lada - Trento); 32° Micottis Bruno (U.S. Raibl - Udine); 33° Corridori Giuseppe (G. S.G. - Lecco); 34° Plessincar Giovanni (Olimpia - Go­ rizia); 35° Romagnoli Walter (Sci Cai - Foligno); 36° Loviscek Pietro (Olimpia - Go­ rizia); 37° Marcon Angelo (Serenese - Feltre); 38° Scopel Federico (Serenese Feltre).

SLALOM GIGANTE

FONDO

SLALOM SPECIALE Iscritti n. 39 - Non partiti n. 3 - Squalificati n. 9.

1° Fiume Andrea (Schuster - Milano); 2° Lazzaroni An­ gelo (Colere - Bergamo); 3° Ceol Fulvio (Dolomitica Trento); 4° Gabrielli Sandro (Soldà - Trento); 5° Monga Lecco); Ettore (Mandello Erberto 6° Di Donato Torino); 7° Ber(USSET linghieri Aurelio ( Colere Bergamo); 8° Piva Pierino (U.S. Raibl - Udine); 9° Ste­ fanini Roberto (G.E.T. - To-

Iscrìtti n. 29 - Partiti n. 29 Arrivati n. 29. 1° Nones Aurelio (S. Gior­ gio Castello - Trento); 2° Romanin Narciso (Ardita For­ ni Av. - Udine); 3° Vidale Elvezio (Ardita Forni Av. Udine); 4° Cavada Sergio (S. Giorgio Castello - Trento); 5° Croce Luigino (M. PallidiTrento); 6° Tommasini Ce­ sare (Poi. Molina - Trento); 7° Balduzzi Italo (Stella Al-

pina Cluson - Bergamo); 8° Puntel Olivo (Marmi TimauCleulis - Udine); 9° Carmi­ nati Battista (Diana - Ere Brescia); 10° Ongaro Santino (Stella Alpina Clus. - Berga­ mo). 11° Dell'Addio Giuliano (Cornacci Tesaro - Trento); 12° Primus Bruno (Marmi Timau-Cleulis - Udine); 13° Combi Graziano (C.S.I. Lecco); 14° Romanin Ameri­ go (Ardita Forni Av. - Udi­ ne); 15° Sottocorona Claudio (Marmi Timau-Cleulis - Udi­ ne); 16° De Silvestro Cclest. (M. Pallidi Moena - Trento); 17° Balduzzi Giovanni (Stella Alpina - Bergamo); 18° Pietrogalli Attilio (Stella Alpina Clus. - Bergamo); 19° Poivara Alessandro (C.S.I. - Lecco); 20° Rupil Paolo (Weisefls Udine). 21° Soprano Enno (Malborghetto - Udine); 22° AVI Do­ menico (Pine - Trento); 23° Salvetti Fausto (S. Martino Bergamo) 24° Arrigoni Natalino (C.S.I. - Lecco); 25° Bianzina Ettore (Dossena Bergamo);; 26° Ventura G. Battista (Diana - Brescia); 27° Carminati Martino (Dia­ na - Brescia); 28° Bonetta Bruno (Valfurva - Valtelli­ na) - 29° Confortola Ema­ nuele (Valfurva - Valtellina).

STAFFETTA 3x4 KM Iscirtte n. 8 squadre - Arri­ vate n. 8.

1° COMITATO DI TREN­ TO - SQUADRA « A »: Croce Luigino, Nones Aurelio, Ca­ vada Sergio; 2° COMITATO DI UDINE - SQUADRA « A »: Punte! Olivo, Vidale Elvezio, Romanin Narciso; 3° CO­ MITATO DI TRENTO SQUADRA « B »: Delladio Giuliano, De Silvestro Cele­ stino, Tomasini Cesare; 4° COMITATO DI UDINE SQUADRA « B »: Romanin Amerigo, Sottocorona Clau­ dio; Primus Bruno; 5° CO­ MITATO DI BERGAMO SQUADRA « A »: Balduzzi Italo, Ongaro Santino, Bal­ duzzi Giovanni; 6° -COMITA­ TO DI LECCO: Combi Gra­ ziano, Poivara Alessandro, Arrigoni Natalino; 7° COMI­ TATO DI BERGAMO SQUADRA « B »; Salvetti Fausto, Bianzina Ettore, Pitrocarli Attilio; 8° COMITA­ TO DI BRESCIA: Ventura G. Battista, Carminati Mar­ tino, Carminati Battista.

CLASSIFICA GENERALE CLASSIFICA FINALE

1° Comitato di Trento punti 375; 2° Co­ mitato di Udine p. 338; 3° Comitato di Ber­ gamo p. 270; 4° Comitato di Brescia p. 101; 5° Comitato di Torino p. 81; 6° Comitato di Lecco p. 80; T Comitato di Vicenza p. 66; 8° Comitato di Milano p. 49; 9° Comitato Val­ tellinese p. 40; 10° Comitato di Foligno p. 15; 11° Comitato di Feltre p. 6;, 11° Co­ mitato di Gorizia p. 6.

1° Comitato di Trento pun­ ti 188; 2° Comitato di Udine p, 159; 3° Comitato di Ber­ gamo p. 130; 4° Comitato di Lecco p. 80; 5° Comitato di Brescia p. 45; 6° Comitato di Milano p. 40; 7° Comitato di Torino p. 40; 8° Comitato di Vicenza p. 19; 9° Comita­ to Valtellinese p. 18; 10° Co­ mitato di Gorizia p. 6; 11° Comitato di Foligno p. 3; 12° Comitato di Feltre p. 3.

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Alberto Pelizzola

(Milano), campione nazionale

TENNIS TAVOLO DOPO LE FASI REGIONALI A VERONA MOLO E FACCIN Verona ha accolto con una bellissima giornata di sole gli atleti degli otto comitati ve­ neti ammessi alla fase re­ gionale del Compionato Na­ zionale Allievi ed Juniores. Ben 34 i partecipanti su 46 ammessi. Iniziate le gare di gran carriera subito si sono distinti per classe, per agonismo e per entusiasmo gli atleti di Vicenza Molo e Givani e quelli di Verona ra­ vanello, Breda e Fiorini ve­ terani tutti di fasi regionali. Per tutti gli altri sia Allie­ vi che Juniores una parola di merito in quanto si sono dimostrati all'altezza di av­ versari come i sopracitati; soprattutto fra gli allievi va ricordata l'ottima prova di Faccin Ruggero (Vicenza) e De Lillo Luciano (Treviso). La finale Juniores ha visto di fronte Molo e Givani vin­ ta facilmente da Molo, Cam­ pione Regionale 1968 per la categoria Juniores. Un discorso a parte merita invece la finale Allievi. Que­ sta finale, anzi queste due finali, è stata seguita con grande interesse ed atten­ zione dal pubblico, numero­ so, presente. Per dir tutto bastano i soli risultati: la fi­ nale Faccin-De Lillo: 21/15, 19/21, 18/21; 2a finale FaccinDe Lillo: 22/20, 21/19. Per­ tanto Faccin Ruggero è il

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CSI

1967 categoria Juniores.

Il tennis tavolo continua in questo periodo a polarizzare l’attenzione e l’attività dei nostri Comitati, mentre già cominciano a sfoltirsi le folte schiere dei partecipanti a questa attività, mano a mano che ci avvici­ niamo alle finali nazionali del 31 marzo. Il prossimo 17 marzo avremo i 6 concentramenti interregionali ai quali parteciperanno i migliori di ciascuna regione e del loro valore possiamo renderci conto leggendo i commenti giuntici sulle recenti fasi regionali.

nuovo Campione Regionale Allievi. A conclusione della bellis­ sima cerimonia il Presidente del Comitato Provinciale di Verona; Cav. Curzio Francesconi ha proceduto alla pre­ miazione degli atleti e delle società con le coppe offerte rispettivamente dal Comitato di Verona e del Comune di Verona. Ottima l’organizzazione del GS Tebaldi e della locale CTP Tennis Tavolo.

A PESCARA ALLIEVI DI FUOCO Nella sede del Gruppo Sportivo Antoniana di Pesca­ ra, si sono svolte le fasi re­ gionali Allievi e Juniores. Al­ le gare hanno preso parte pongisti provenienti dalle fa­ si eliminatorie di Avezzano, Chieti, Pescara e Termoli. Il singolo allievi è stato senza dubbio la gara agoni­ sticamente e tecnicamente migliore; mai in Abruzzo si era visto negli allievi un li­ vello tecnico così elevato. La lotta si restringeva tra i pon­ gisti avezzanesi e pescaresi. Favoriti d'obbligo D’Alessan­ dro della Robur Avezzano e Foglia dell’Antoniana Pesca­ ra; ma le gare hanno dimo­ strato che al loro stesso li­ vello si trovavano almeno al­ tri quattro concorrenti per cui la competizione è risul­ tata ricchissima di colpi di

scena. Infatti Foglia è stato eliminato nei quarti, mentre D’Alessandro, dopo essersi qualificato per la finale bat­ tendo Amicucci, ai vantaggi nel terzo set veniva « surclas­ sato » dal pescarese Claudio De Nicola che conquistava lo scudetto di campione re­ gionale. Per il terzo posto Amicucci, vincitore di Foglia, veniva battuto dal compagno di squadra Tafarelli. Il singolo juniores è risul­ tato un monologo dei pesca­ resi; Visci Pierluigi, già più volte campione regionale, si è imposto su Marcello D’Urso e Massimo Muccioli.

A BARI APPLAUSI A SCENA APERTA Si è conclusa a Bari la fase regionale di tennis da tavolo, per le categorie Ju­ niores ed Allievi. Hanno pre­ so parte i comitati di Bari, Brindisi, Foggia, Conversano e Molfetta. I giovani partecipanti, se­ lezionati dalle fasi zonali e provinciali, hanno dimostra­ to molto impegno in questo sport che magnificamente si inserisce nella vita moderna per la prontezza di riflessi, l'attenzione e l'agilità che es­ so richiede. Le partite sono state giocate con il massimo impegno da parte di tutti, riuscendo di alto livello tec­

nico, il quale è stato notato e più volte applaudito dai numerosi presenti. La giornata si è fatta sen­ za dubbio più avvincente verso la conclusione, quando si sono svolti gli incontri per l’assegnazione dei primi posti. Spettacolare è stato rincontro disputato dai due giovani tarantini Leta e Campa per l’assegnazione del primo e secondo posto nella categoria juniores. Essi han­ no dato prova di possedere ottime doti di tennisti, fa­ cendo sfoggio di bravura e meritando i numerosi ap­ plausi dei presenti. Nella cat. Allievi si è superbamente di­ stinto il barese Mancaniello, disputando gli incontri con stile c con classe ed ha chia­ ramente dimostrato di pos­ sedere le capacità di compe­ tere in campo nazionale. La giornata, immersa in un clima di serena cordialità, è stata conclusa con la pre­ miazione effettuata dal pre­ sidente del CSI dr. Vittorio Tundo c dal vicepresidente regionale. rag. Saverio Ale­ ?... dei primi manno, dui l.i.i 4 classificati, di cui i primi 3 andran■gionali. no alle fasi ' : l° Leta Categoria i (Taran(Taranto) ;2 r’r'vanto); to); 3° Ma’-

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che cosa manca al tennis tavolo italiano

servizio di DOMENICO MAIELLO 16

Il tennis da tavolo, uno degli sport più belli e moderni, in Italia non trova la sua giusta col­ locazione e dimensione. Eppure la sua pratica è piuttosto diffusa, ma non riesce a svincolarsi per molteplici fattori da una assurda pratica di gioco da oratorio-ricreativo, dopolavoristico e da salotto. Invece proprio in virtù della gran­ de diffusione che ha nelle parrocchie e nelle as­ sociazioni di vario genere fa sì che ad esso si avvicini una grande massa di principianti. Una conseguenza delle sue limitazioni sta nel fatto che la quasi totalità dei giovani non su­ pera la fase del « principiante », anche se in alcuni casi si notano notevoli predisposizioni ad una buona acquisizione della tecnica. Il tennis da tavolo si presenta, quindi, in Italia come sport praticato da eterni princi­ pianti, ma quali sono le cause che portano a questo permanente stato di inferiorità non solo in campo mondiale, ma anche europeo? « La carenza di una scuola, la carenza tec­ nica, la carenza di mentalità sia nel considerarlo uno sport sia nel volerlo praticare come uno sport ». Queste caratteristiche negative sono legate fra loro a catena chiusa ed è difficile aggredirle per rompere il primo anello che consenta di imboccare la strada della maturità. Infatti, la carenza di una scuola fa sì che chi si avvicina a questa specialità, impari a volte nelle maniere più impensate a respingere la pallina in campo aversario. Non essendoci scuola, come conseguenza lo­ gica ed immediata si cade nella mancanza di tecnica e, quindi, anche i giocatori che emer­ gono, molto spesso, troppo spesso, ne hanno una che se può apparire sostanzialmente giusta


In quasi tutti gli altri Paesi esistono vere e proprie scuole per il tennis tavolo. In alcuni, poi, è sollecitato dallo Stato come per esempio in Giappone, dove è materia obbligatoria nelle scuole a partire dagli otto anni.

è, al fine delle elevate prestazioni agonistiche, « rozza ». Da qui lo scarso valore di molti gio­ vani che pur avendo delle buone possibilità non riescono a giungere a livelli nazionali ed inter­ nazionali accettabili. Solo pochi giocatori in Italia sanno portare con una tecnica perfetta i colpi fondamentali. E un circolo vizioso: la ca­ renza di una scuola non consente la formazione di una scuola e di una tradizione. Queste due situazioni negative correlate fra loro contribuiscono a mantenere il tennis da tavolo italiano nella impossibilità di emergere e lo rafforzano nella convinzione di essere solo un gioco da passatempo. Il considerarlo gioco da diletto provoca, inoltre, una nuova carenza: impedisce la formazione di insegnanti ed alle­ natori. Infatti, quei giocatori che emergono in virtù della loro predisposizione, considerando il tennis da tavolo un gioco, cercano e giocano solamente con chi si adegua alle loro caratteri­ stiche perché questo li diverte e rifiutano sde­ gnosamente di giocare con i « meno bravi » per­ ché questo li « annoia ». Se in qualche rara oc­ casione si « abbassano » a giocare con qualche principiante, non si impegnano, tanto che man­ dano in campo aversario solo poche palline giocabili. Questa stessa mentalità si ripercuote ne­ gli allenamenti dove gli « atleti » rifiutano di allenarsi perché non riescono ad impegnarsi e a divertirsi. Cioè, non riescono o si rifiutano di fare lunghi palleggi che permettono di affi­ nare la tecnica e migliorare la precisione dei colpi sino ad acquistarne la perfetta esecuzione continuata nel tempo (ripetere lo stesso colpo per cinquanta, sessanta, cento volte senza sba­ gliare). Durante i tornei internazionali, specialmente quelli ai quali partecipano i popoli orientali (Ci­

na e Giappone) ed alcune nazioni europee (Sve­ zia, Ungheria), i nostri atleti rimangono impres­ sionati dalla vitalità dimostrata dai giocatori delle altre nazioni e, pur informandosi sul come riescano ad ottenere un così alto livello di ren­ dimento fisico, quando tornano nelle loro sedi non mettono in pratica quanto hanno apreso e nemmeno lo trasmettono agli altri con la parola e con l’esempio. Il segreto dei grandi campioni, che è poi il segreto di Pulcinella, è, oltre ai lun­ ghi palleggi di perfezionamento tecnico dei va­ ri colpi, la grande e continua preparazione atle­ tica. Ma, come sappiamo, la preparazione atleti­ ca è faticosa e poco divertente. « Allora non ha alcuna importanza farla », dicono, senza sapere che maggiore è la perfezione tecnica che si rag­ giunge, più alto diventa il divertimento ed il piacere di giocare. In questo modo si chiude la catena che soffoca il tennis da tavolo italiano e che è necessario rompere. Ma come romperla? Si può rompere forman­ do tante piccole scuole dove i giovani vi si avvi­ cinino sia per divertirsi, sia per acquisire la mi­ gliore tecnica. Iniziando dalle scuole si lavora su ragazzi nuovi aperti a tutte le richieste degli insegnanti ed a tutte le sfumature della tecnica. E’ anche meno difficile dare loro la mentalità dell’atleta che cercare di cambiare quella trop­ po « giocosa » degli attuali « campioncini ». Sorge allora il problema degli insegnanti. Si può abiettare: « se in Italia vi sono solo giocatori di scarsa levatura come si può ovviare alla carenza dei maestri che oltre ad essere bravi giocatori devono saper insegnare? ». Questa è la parte fondamentale del pro­ blema e per risolverlo è opportuno organiz­ zare una scuola per maestri di vario livello 17


dove vengono insegnati gli elementi fonda­ mentali della tecnica e della didattica del ten­ nis da tavolo. Non è necessario all'inizio ave­ re grandi maestri ed allenatori, questo sarà un problema di poi, che non è difficilmente ri­ solvibile. E' necessario, invece, che ci siano numerosi maestri che sappiano impostare con correttezza gli elementi fondamentali, di mo­ do che la base inizi da un livello tecnico sod­ disfacente che automaticamente aumenterà, nel breve giro di pochi anni, il livello tecnico generale, dal quale emergeranno nuovi atleti con mentalità e possibilità differenti e supe­ riori alle attuali. Da questa nuova generazione si potrà ricavare un nuovo gruppo di maestri ad un più alto livello che certamente contri­ buirà a migliorare ulteriormente il pongismo italiano. Con una serie di interventi di questo ge­ nere certamente si potrà non solo risalire la corrente, ma sì avrà la possibilità di vedere brillare in campo internazionale la nazionale italiana che il mancato apporto di nuova e valida linfa vitale ha costretto a retrocedere dalla seconda categoria mondiale agli ultimi posti della terza categoria. E’ triste dover constatare che la magior parte degli atleti classificati fra i primi dieci in Italia è compreso fra i trenta ed i quaranta anni. Se vi era bisogno di prove dello stato di decadentismo della specialità, crediamo che queste siano anche troppo probanti. Noi siamo lieti che i nostri « matusa » siano sempre va­ lidi ma saremmo ancor più lieti se conservan­ do la loro validità attuale, fossero relegati al centesimo od al millesimo posto della classifi­ ca nazionale. Vi è un altro fattore importante da consi­ derare: fra un numero piuttosto grande di maestri, diciamo elementari, vi è sempre un gruppo anche se ridotto, che per le sue qua­ lità riesce a migliorare sino a raggiungere i valori nazionali ed intemazionali. Il primo pro­ blema quindi non è ricercare i grandi allena­ tori che faranno emergere dal lavoro di massa quegli elementi di spicco che potrebbero es­ sere avviati all’attività internazionale con buo­ ne possibilità di fare non solo buona figura, ma di ottenere anche qualche successo. Il primo passo quindi è un maestro ed un allenatore in ogni parrochia, società sportiva e dopolavoro.

Non a caso insistiamo per la creazione di una scuola; prendiamo ad esempio l'impugna­ tura della racchetta. Bene, girando per i vari « santuari » del pongismo se ne vedono di tutti i tipi e troppo spesso si scambia per impugna­ ture buone solo delle cattive imitazioni. Sfo­ gliando una rivista giaponese di tennis da ta­ volo, e citando il Giappone parliamo di una delle nazioni guida dove impera l'impugnatura a penna, viene illustrata anche l'impugnatura 18

di tipo occidentale cioè quella che dovremmo usare anche noi italiani e la paragonano alla impugnatura a penna. In Italia quanti sanno con precisione come deve essere impugnata la racchetta? « pochi » e pochissimi sanno a quali conseguenze si va incontro cadendo nei vari errori di impugnatu­ ra, mentre i piapponesi che sono al vertice si interessano e studiano l'impugnatura occiden­ tale. Quanti sanno che il piatto della racchetta deve assumere rispetto all’avambraccio la stessa posizione della mano distesa ed in linea con esso; che la racchetta si impugna strin­ gendo il manico con il medio l’anulare ed il mignolo, mentre l’indice deve essere poggiato disteso sulla faccia della racchetta corrispon­ dente alla palma, detta, anche, diritto? Cer­ tamente sono ancora più rari quelli che san­ no motivare queste caratteristiche dell’impu­ gnatura, cioè che la posizione del pollice e dell'indice sulle due faccie oltre a permettere una ottima solidità di impugnatura dà anche una eccezionale sensibilità neuro-muscolare, tale da consentire un perfetto controllo dello strumento con il quale si deve colpire la pal­ lina. I buoni giocatori riescono a capire dal tipo di impatto che ha la pallina con la rac­ chetta come si svilupperà la traiettoria. Que­ sto è dovuto anche alla perfetta impugnatura che deve permettere, inoltre, di fare tutti i movimenti possibili con il braccio ed il polso senza far perdere alla racchetta la caratteri­ stica fondamentale di essere un tutt’uno con il braccio. Deve consentire insomma, alla rac­ chetta di diventare un prolungamento del braccio.

Abbiamo preso ad esempio l'impugnatura, ma possiamo fare la stessa cosa con la posi­ zione da assumere davanti al tavolo. Due ca­ ratteristiche tecniche queste, impugnatura e posizione, che sono due cardini fondamentali senza le quali non vi può essere inizio di gio­ co che meriti questo nome. Al di fuori della distanza che si può o si vuole assumere dal tavolo, che dipende dalle capacità e dal tipo di gioco che si vuole sviluppare, ma che nella norma varia dai cinquanta ai cento centimetri, quanti san­ no quale deve essere la posizione?- di attesa e le sue caratteristiche e per quale ragione deve essere quella e non un'altra qualsiasi? Prendiamo in esame questa posizione par­ tendo dagli arti inferiori che devono essere divaricati e leggermente piegati: devono esse­ re divaricati oltre che per dare al giocatore una larga e, quindi, più equilibrata e salda base di appoggio, anche perché, in caso di spostamento, gli arti devono fare movimenti meno lunghi per assumere la posizione buo­ na per colpire la palla; devono essere legger­ mente piegati perché da questa posizione è


Il

giovanissimo e promettente Francesco Provvedi (Firenze), 3° classificato nei campionati nazionali CSI 1967 categoria allievi.

possibile spostarsi con maggiore rapidità, e questo è essenziale per una specialità basata sulla rapidità di spostamento. Il corpo deve essere leggermente flesso avanti con un accenno di curva nella schiena. Questi due particolari nella posizione del cor­ po hanno le loro buone ragioni per esistere. La flessione avanti, oltre a consentire agli ar­ ti superiori di assumere una buona posizione di attesa, permette, con lo spostamento del baricentro in avanti, movimenti più rapidi del giocatore nella direzione voluta. La leggera curva della schiena, oltre ad assecondare le flessioni del corpo avanti, è indice di una per­ fetta decontrazione della muscolatura del bu­ sto che è così pronto a sostenere ed aiutare lo spostamento del braccio nel raggiungere la posizione migliore sia per colpire la palli­ na sia per la effettuazione del tiro. Della posizione di attesa non ci rimane che esaminare quella degli arti superiori. Provia­ mo a giungervi per logica. Dopo aver effettuato un tiro e non sapen­ do da quale parte l’avversario farà la sua risposta quale è la posizione più logica da fare assumere alla racchetta? Certamente non una posizione di diritto, perché inviteremo l’avversario a sparare dalla parte opposta prendendoci di sorpresa, né sul rovescio per evitare di essere infilati sul dritto. Non vi è, quindi, che una soluzione: una posizione in­ termedia che ci permetta con movimenti bre­ vi di giungere sia sul dritto che sul rovescio. La racchetta dovrà essere messa di conseguen­ za diciamo di « taglio », cioè senza assumere una posizione né di dritto né di rovescio, an­ che qui sempre per le ragioni dette prima. Rimane un solo particolare da definire: a quale altezza deve essere mantenuta la rac­ chetta. La risposta è anche qui la più semplice:

all’altezza che prevediamo di dover colpire la pallina. Abbiamo parlato solo del braccio che man­ tiene la racchetta; e l’altro cosa deve fare? Pri­ ma di tutto non deve ostacolare e poi deve as­ sumere posizioni equilibratrici dell’arto che tiene la racchetta. Nel nostro caso l’arto con la racchetta è centrale, quindi, anche l'altro deve assumere una posizione simetrica simile.

Come abbiamo potuto constatare, da questo breve esame di due componenti basilari, la tec­ nica di un giocatore di tennis da tavolo, le po­ sizioni o i movimenti da assumere e da fare sono sempre i più logici e che sono sempre frutto della semplicità. Quanti giocatori vedia­ mo fare cose complicate perché illogiche men­ tre potrebbero essere fatte molto meglio con una tecnica più semplice ed efficace e natu­ ralmente, data la maggiore semplicità, con mi­ nori probabilità di sbagliare. Certamente non è possibile che tutti coloro i quali si avvicinano al tennis da tavolo sap­ piano intuire in breve tempo quello che si è riuscito a conseguire a livello internazionale con il continuo confronto fra varie scuole ed individualità nel continuo e disperato tentativo di superarsi. Siccome non si può pretendere questo dai principianti è necessario che si or­ ganizzi una « scuola » e per creare una scuola è necessario la formazione di maestri prima e poi di allenatori. Solo gli organi competenti hanno la possi­ bilità di farlo ed a loro sta l’onere e l’onore di iniziare la trasformazione del pongismo ita­ liano.

1 • continua

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MINI BASKET PER CESTISTI IN Abbiamo illustrato nei numeri precedenti al­ cuni aspetti dell’azione che il Centro Sportivo sta da anni spiegando per avviare allo sport sempre nuove masse di giovanissimi ed in par­ ticolare abbiamo messo in evidenza quanto si sta facendo attraverso i Centri di Addestramento Olimpia per l’atletica leggera e con l’attività del Mini-Volley per la pallavolo. Logicamente, continuando in quest'opera di divulgazione, non potevamo tralasciare di illu­ strare ampiamente anche l’attività di Mini­ basket, che ha ottenuto così ampi consensi e brillanti risultati per lo sviluppo della pallaca­ nestro in tutta Italia. D'altra parte il Mini-basket è stata forse una delle prime, se non la prima attività delle Fe­ derazioni Sportive Nazionali rivolta ai bambini di età inferiore a quella consentita per legge per l’attività agonistica, ed è quindi da consi­ derarsi, nel campo dello sport « ufficiale », l’antesignana del concetto, oggi accettato da tutti, che un’attività fisico-sportiva priva di agonismo fortemente impegnato poteva essere fatta da giovanissimi (il mini-basket si pratica dai 6 ai 12 anni) senza alcun danno, ma anzi con be­ nefici effetti. Il Centro Sportivo Italiano, che in questo campo ha avuto sin dalla sua fondazione idee chiarissime e precise, non poteva non interes­ sarsi di curare anche questo importante settore e quindi ha affiancato ufficialmente dal suo sorgere lo sviluppo del Mini-basket, collaborando attivamente e positivamente in tutti i Centri ufficialmente costituiti. Inoltre in molte loca­ lità i nostri Organi Periferici hanno costituito e fatto funzionare egregiamente Centri di Mini­ basket e fra questi ci piace segnalare quelli di Trieste, Milano, Bari, Bergamo, Bologna, Fi­ renze, Messina, Roma. Ma non si è ritenuto sufficiente, data l'im­ portanza che può rivestire quest'attività per le

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sue indubbie qualità non soltanto sotto l’aspet­ to fisiologico ma in quello ben più importante educativo e sociale, limitare in tal modo il no­ stro impegno e quindi si sta cercando di rendere più incisiva la nostra azione attraverso un piano di interventi e di iniziative molto preciso. Innanzi tutto attraverso una Convenzione con la F.I.P. si renderanno più organici e di­ retti i rapporti con la Commissione Nazionale Mini-basket, in modo da coordinare la loro azione con la nostra, facilitando il sorgere del Mini­ basket nelle zone più sportivamente depresse o nelle zone federalmente carenti. Ma l’impegno nostro non può certamente li­ mitarsi ad affiancare od anche a stimolare in certe direzioni l'opera della Commissione Mini­ basket della F.I.P.: esso deve avere una pro­ pria dimensione ed un proprio ampio respiro. Infatti la nostra Commissione Tecnica Na­ zionale Pallacanestro ha avuto il compito di allargare al massimo il piano di interventi per la realizzazione del Mini-basket, oltre ai limiti imposti dalle disponibilità della C.N.M.B. della F.I.P. (che può operare in base ai mezzi messi a sua disposizione dal Consiglio Federale del­ la F.I.P.), provvedendo ad istituire dei Centri a conduzione diretta e cioè assegnando direttamente le attrezzature necessarie, messe a sua disposizione dalla Presidenza Nazionale del CSI. Siamo quindi certi che attraverso gli sforzi congiunti e l'appassionata opera dei nostri Di­ rigenti l'attività del Mini-basket avrà l’auspi­ cato rilancio. Nel rinnovato clima di rapporti di cordiale collaborazione siamo lieti di ospitare una sim­ patica illustrazione del Mini-basket fatta dal Presidente della Commissione Nazionale del Mi­ ni-basket della F.I.P., signor Piero Puntoni, del quale condividiamo in pieno le convinzioni. FILIPPO DRAGOTTO


Quando nel 1965 l’Organizzazione Italiana della Coca-Cola, chiese alla Federazione Italiana Pallacanestro il suo interessa­ mento al Mini-basket, questa dopo un attento esame, accolse l'invito e trovò il giusto inse­ rimento di questa nuova attivi­ tà nel piano programmatico fe­ derale di sviluppo e promo­ zione dell'attività, alla base del quale stava proprio l’indirizzo verso un reclutamento massi­ vo e non qualitativo. Questo gioco si pensò che avrebbe col tempo portato al­ la pallacanestro una imponen­ te massa di giovani, sino ad allora rappresentata da quelle poche migliaia di allievi e di juniores, i quali iniziavano a giuocare a 14 anni eccezional­ mente a 13 in sporadiche Le­ ve, che già avevano compreso la necessità di anticipare il re­ clutamento. Alla base di questa supposi­ zione stava anche il fatto che la nuova attività, ovverosia il Mini-basket, era stata concepi­ ta, elaborata ed inquadrata con concetti, modernissimi, che ne avrebbero agevolato la diffu­ sione. Il concetto secondo noi più importante è quello di aver fat­ to comprendere agli sportivi italiani o meglio allo sport uf­ ficiale italiano, che un'attività fisico-sportiva priva di agoni­ smo impegnato, poteva benis-

simo essere insegnata ed ap­ presa fin da tenera età (il Mi­ ni-basket si pratica dai 6 ai 12 anni) ridimensionando l'an­ tiquata convinzione che la fa­ ceva ritenere dannosa per i giovanissimi. Il Mini-basket, ripetiamo è ottimo dal punto di vista del­ lo sviluppo fisico, in quanto praticandolo, tutto il corpo vie­ ne ad essere interessato e sti­ molato (articolazioni, muscoli, apparato cardio-circolatorio, re­ spiratorio, nervoso, ecc.) in ma­ niera così equilibrata che nes­ suna parte del corpo può pre­ valere sulla corrispondente, de­ terminando così uno sviluppo armonico e perfetto del fisico. Oltre a questo vantaggio fi­ siologico, c’è da far rilevare la funzione educativa che esso ha; non è che questa sia propria del Mini-basket, essa è insita in qualsiasi attività sportiva, ma in esso la troviamo chiaramente manifesta attraverso le sue re­ gole, tra le quali la più tipi­ camente esemplare, a conferma di questa funzione, è quella che vuole la denuncia del fallo commesso da parte dello stes­ so giocatore reo di averlo com­ piuto, alzando la mano. Ed infine ultima, ma non per questo meno importante delle precedenti, la funzione sociale che esso ha, che presente nello sport in genere, assume mag­ giore proporzione negli sport a

squadre. Detta funzione inte­ gra quanto fatto dalla scuola nelle aule, contribuendo nelle palestre e nei campi da gioco alla formazione dei caratteri di questi giovani, ad insegnare lo­ ro la disciplina, la perseveran­ za, alcune volte la sottomissio­ ne, nonché l’aspirazione ed il sacrificio. In sintesi i vantaggi del Mi­ ni-basket possono essere consi­ derati fisiologici, educativi e so­ ciali, e questa attività potreb­ be considerarsi utile per impe­ gnare i giovanissimi durante il cosiddetto tempo libero. Ma la Federazione Italiana Pallacanestro, di fronte alle im­ mense prospettive di questa at­ tività, sente la necessità di una disinteressata collaborazione con quanti sono interessati ai problemi dei giovanissimi. La migliore testimonianza di ciò, stà oggi, il dialogo che la Com­ missione Mini-basket ha aperto con il Centro Italiano Sporti­ vo, il cui risultato non potrà essere che positivo, colliman­ do in questo campo le finalità e gli intenti di due Enti. Certamente da questa colla­ borazione si riuscirà più capil­ larmente a portare lo sport nel­ la società dei ragazzi, per dare loro un migliore sviluppo fisi­ co ed educativo e meglio con­ tribuire alla formazione della loro personalità. PIERO PUNTONI

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•NOTIZIARIO ANDES-ISEF

RIUNIONE DEGLI STUDENTI Nell’aula Magna dell’ISEF di Roma si è tenuta lune­ dì 12 febbraio una riunione organizzata dagli studenti alla quale hanno partecipato i rappresentanti studente­ schi degli ISEF di Bologna, Firenze, Milano Napoli, Roma e Torino. Sono state invitate anche le organizzazioni di categoria, nonché il prof. Antonio Venerando presidente della Fede­ razione Medici Sportivi. Ha presieduto la riunione il prof. Vincenzo Virno. Scopo della riunione: concordare una linea di azione sui problemi di fondo dell’educazione fisica per avere una maggiore forza di pressione affinché siano messi in discussione ed avviati a soluzione dagli organi legisla­ tivi ed esecutivi. La discussione si è concentrata per la maggior parte sul problema attuale e scottante della trasformazione degli ISEF in facoltà, per permettere agli studenti della materia di usufruire di programmi di studio più consoni per una buona preparazione professionale, poiché, gli ISEF hanno mostrato, da molto tempo, le loro limitazioni, soprat­ tutto per quanto concerne l’incarico agli insegnanti tecni­ co pratici. Durante i lavori sono intervenuti: il prof. V. Virno, con una breve relazione di apertura, che ha messo in luce le difficoltà che si devono superare, e contro le quali sino ad oggi egli inutilmente ha cozzato, affinché le sue esperienze possano servire a concordare una più fortunata azione comune in favore della Facoltà. Il prof. Rocco Tufarelli, presidente della F.I.S.A.M., ha illustrato i lavori che hanno portato alla stesura del di­ segno di legge presentato alla camera dall'on. Finocchiaro per la istituzione della Facoltà di Scienze delle Attività Motorie e le molteplici possibilità di utilizzazione per i futuri laureati. Il prof. Venerando, che ha partecipato ai lavori per il disegno di legge della Facoltà di Scienze delle Attività Motorie, ha, tra l’altro, fatto notare che il momento è favorevole per giungere ad una sua approvazione se le for­ ze dell’Educazione Fisica troveranno la compattezza au­ spicata. Ha parlato poi il prof. Amedeo Loforese, vice presiden­ te dell’ANEF, ed ha ricordato che da molti anni l’ANEF chiede il quarto anno per gli ISEF per poi chiedere la laurea, senza ottenere risultati positivi. Il prof. Ciammaroni a nome dell’U.N.C. ha sottolineato la necessità dell’albo professionale. Ha preso quindi la parola il presidente dell’ANDES che ha fatto constatare come sino a quel momento si era parlato solo di storia dell’educazione fisica, ma che nulla era stato tentato negli ultimi tempi dalle Associazioni presenti in favore della facoltà. A questo proposito ha te­ nuto a sottolineare che invece l’ANDES non ha cessato un solo momento di lavorare per l’educazione fisica, e per con­ validare questa affermazione si è attardato sulla parte più recente della storia dell'educazione fisica illustrando come l’ANDES ha contribuito a modificare l’opinione negativa che si aveva negli ambienti decisionali sensibiliz­ zando posivamente sui problemi dell'educazione fisica, le segreterie politiche, gli uffici scuola ed i deputati di tut­ ti i partiti politici presenti in parlamento. Gran parte di questo lavoro ha anche detto, è stato condotto in collaborazione con la F1SAM. Lavoro che ha fatto ottenere, tra l’altro, il risultato non indifferente di portare all’approvazione dell’emendamento dell’on. Finocchiaro. che ha soppresso l’articolo 32 del piano per la riforma universitaria con la seguente motivazione: « per­ ché il livello di preparazione dei docenti non può essere che quello di laurea ». Ha terminato il suo intervento invitando gli studenti presenti ad un lavoro comune con l’ANDES per concor­ dare un’azione diretta al raggiungimento dell'approvazione da parte delle Camere della Istituzione della Facoltà. Hanno, quindi, preso la parola i rappresentanti dei vari ISEF che, con un linguaggio che denota la loro matu­ rità e preparazione a trattare i problemi dell’educazione fisica, hanno preso atto della situazione della attuale divisione su alcuni problemi di fondo deH'educazionc fisica ed hanno auspicato di vedere presto superate le attuali divergenze per studiare la soluzione di almeno alcuni im­ portanti problemi della nostra disciplina. Nella serata sono proseguiti i lavori delle delegazioni ISEF che sono poi stati aggiornati alla mattina succesiva. Di questi lavori daremo il resoconto nel prossimo nu­ mero.

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FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMATOGRAFIA SPORTIVA Dal 4 al 9 marzo si svolge, come annunciato, a Cortina il' Festival Interna­ zionale di Cinematografia Sportiva giunto quest’anno alla sua XXIV edizione. Sono stati iscritti alla ma­ nifestazione 114 film di 25 nazioni e precisamente: Au­ stria 6, Australia 2, Belgio 5, Bulgaria 2, Canada 5, Ce­ coslovacchia 3, Francia 10, Germania 5, Giappone 1, Gran Bretagna 3, India 2, Iran 2, Israele 1, Italia 6, Malaya 2, Olanda 2, Polonia 2, Romania 11, Spagna 5, Sud Africa 2, Svizzera 1, Ungheria 4, USA 21, URSS 9, Jugoslavia 2. La commissione di prese­ lezione, che ha svolto que­ st’anno il proprio lavoro a Roma, ne programmerà una sessantina, che verranno proiettati come di consueto al Gran Hotel Savoia. Nella Giuria Internazio­ nale il C.S.I. sarà rappre­ sentato dal prof. Borghi. Nella giornata di apertura, al Cinema Ariston viene proiettato il film « Das Gros­ se Gluck » sul pattinaggio ar­ tistico con interpreti princi­ pali Marika Kilius e Hans Jurgen Bàumler, seguono un documentario recentissi­ mo su Eugenio Monti, la duplice medaglia d’oro olim­ pica di Cortina, ed altri pre­ sentati da diverse nazioni. Di particolare rilievo quat­ tro ’ film. C’è anzitutto, un lungometraggio giappone­ se, firmato dal regista Motoo Ogasawara (operatori Seizi Nakamura e Takcbico Sakagaki), intitolato, in lingua inglese, « For thè Word! of Tomorrow » (per il mondo di domani). Si tratta di una pellicola che documenta le fasi salienti delle Universia­ di svoltesi nell’agosto 1967 a Tokio, presenti milletrecen­ to atleti di trentaquattro na­ zioni e si inizia con la ce­ rimonia inaugurale del 28 agosto, quando allo stadio nazionale della capitale nip­ ponica fu acceso il fuoco « La fiamma dell’amicizia », simbolo degli alti ideali del­ le competizioni sportive. Il film è, in sostanza, la do­ cumentazione pittorica delle

gare sportive di quei giova­ ni atleti che hanno cercato di dare il meglio di loro stessi, al motto appunto « per il mondo di domani ». Altre tre pellicole appaiono subito di singolare rilievo. Due di esse, poi, sono fir­ mate da registi altre volte presentati e premiati ai fe­ stival di Cortina. Il cecoslovacco Bruno Sefranka (operatori Jiri Pipka e Vladimir Lorenc) è auto­ re di « Gymnasticks symfonie » (sulla ginnastica arti­ stica). L’autore ha così com­ mentato questa sua opera: « E’ uno studio del movi­ mento; non ho concepito questo lavoro come una glo­ rificazione della ginnasta Ve­ ra Caslavska. E’ insomma un film sullo sport come spettacolo estetico. Ai rèportages orientati verso i mo­ menti drammatici delle pre­ stazioni eccezionali degli spor­ tivi, manca in generale la soddisfazione estetica. Ho scelto un giorno qualsiasi della Caslavska. un giorno d’allenamento. Abbiamo usa­ to il rallentatore per coglie­ re l’armonia dei movimenti ». Un film sull’hokev presen­ terà lo iugoslavo Mica Milosevic (operatore Nikola Majdak) al quale già si deve « La corsa » che ha vinto tre anni fa il nremio come migliore film televisivo. Allo stesso sport è dedicata an­ che una pellicola canadese, firmata da William Canning (operatore Don Virgo), che si preannuncia di particolare accurata fattura, come del resto altri film prodotti dal National Film Board of Ca­ nada. anch'essi presenti a Cortina. Una giuria apposita sce­ glierà il migliore « film te­ levisivo » per l’assegnazione del premio Carlo Alberto Chiesa, il regista televisivo i m m a t u ra mente scomparso. In occasione del Festival Savoia di Cortina il Consisi riunirà al Grand Hotel glio Nazionale della Stampa Sportiva Italiana (8-10 mar­ zo) ospite dell'AAST. Per i giornalisti sportivi sarà or­ ganizzata una tavola roton­ da sul terna: « Cinematogra­ fia e sport ».


T U TTOCSI

da Torino una iniziativa da studiare 2) La Consulta è formata da un Presidente e da dieci componenti, e dura in carica un anno. Fa parte della Con­ sulta, di diritto, il Consulen­ te Ecclesiastico Provinciale od un suo delegato. 3) Sono compiti della Con­ sulta: — esprimere parere su ogni questione ad essa de­ mandata dal Consiglio Di­ rettivo Provinciale, o dalla Presidenza Provinciale; — favorire i rapporti tra Comitato e Società, secon­ do gli indirizzi della Presi­ denza Provinciale, studiando­ ne gli aspetti e le eventua­ li soluzioni;

— nominare tre compo­ nenti della Commissione Controllo Tesseramento con funzioni di vigilanza, secon­ do le norme emanate, in proposito, dal Consiglio Direttivo Provinciale e pre­ viste dal regolamento or­ ganico della Commissione stessa.

4) Il Presidente della Consulta è nominato dal Consiglio Direttivo Provinciale fra i propri membri. I dieci componenti la Con­ sulta sono invece eletti dalle Società in sede di Assemblea Annuale, convo­ cata entro il mese di feb­ braio dal Consiglio Diretti­ vo Provinciale, con avviso sul comunicato ufficiale al­ meno dieci giorni prima della data di effettuazione. 5) Sono eleggibili a mem­ bri della Consulta tutti i di­ rigenti delle società affiliate alla data della convocazione dell'Assemblea, purché gli stessi rivestano, alla data dell'Assemblea stessa, una carica nell’ambito del Consi­ glio Direttivo della Società. Non sono eleggibili a mem­ bri della Consulta: i Con­ siglieri Provinciali del C.S.I., i Dirigenti del Comitato ed i componenti il Gruppo Giu­ dici di Gara. 6) Potrà fare parte della Consulta un solo dirìgente

Il Comitato provinciale di Torino ha dato vita alla Consulta delle Società affiliate, una iniziativa nuova che ben si inquadra in quello sforzo di valorizzazione delle Società Sportive che il C.S.I. sta compiendo. Per valoriz­ zare e vitalizzare le nostre società è indispensabile un collegamento stretto e continuo con i Comitati provinciali. La consulta delle società affiliate potrebbe essere un utile sistema. Per darne ai nostri dirigenti un’idea, pubblichia­ mo uno stralcio degli articoli del regolamento approvato dal Consiglio Direttivo provinciale di Torino.

per ciascuna Società. Nel ca­ so in cui fossero eletti due o più dirigenti di una mede­ sima unione sportiva, sarà nominato il candidato che avrà ottenuto il maggior nu­ mero di voti. In caso di ulte* riore parità, si procederà per sorteggio.

7) L'elezione dei dieci componenti la Consulta av­ viene, qualunque sia il nu­ mero delle Società rappre­ sentate, a scrutinio segreto ed a maggioranza relativa. Hanno diritto a voto i dele­ gati all'Assemblea di tutte le Società affiliate alla data della convocazione dell'Assemblea stessa, purché ab­ biano almeno dieci atleti tes­ serati. Ogni Società ha diritto ad un solo voto qualunque sia il numero dei tesserati, e potrà votare non più di cinque nominativi. 9) Il Presidente ha il compi­ to di presiedere le riunioni e di coordinare i lavori del­ la Consulta. In ciò, d'intesa con i componenti la Consul­ ta, stabilirà le norme per

un ordinato svolgimento dei lavori. Per questo è in sua fa­ coltà: — formare all'interno della Consulta commissioni ri­ strette di studio: — richiedere la partecipa­ zione temporanea, in sede di consulta o di commissio­ ne, di esperti, anche se estranei alla Consulta stessa, sentito il parere della Pre­ sidenza Provinciale; — promuovere tutte quel­ le iniziative per l'espleta­ mento di quanto previsto dall'art. 3). Al Presidente non spetta­ no funzioni di rappresentante della Consulta che sono at­ tribuite al Vice Presidente. 11) La Consulta deve te­ nere. nell'anno almeno tre riunioni e può validamente operare quando sono presen­ ti almeno cinque componen­ ti. escluso il Presidente. Le decisioni ed i pareri espres­ si dalla Consulta non sono, in alcun modo, vincolanti per gli Organi del Comitato Pro­ vinciale.

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Qui sotto: Claudio De Nicola, campione regionale allievi dell’Abruzzo; in basso: il presidente provinciale CSI di Bari, dott. Tundo, premia l'atleta Mancaniello di Bari, campione regionale allievi; a destra: il campione regionale del Friuli nella cat. allievi, Archidiacono.

(continua da pag. 14)

TENNISTAVOLO DOPO LE FASI REGIONALI

A CIVIDALE OTTIMI SPUNTI DI BEL GIOCO Si è svolta a Cividale presso la palestra dell’I.F.O. la fase regionale del Cam­ pionato Nazionale di Tennis da Tavolo del C.S.I. Quest'anno si sperava nel­ la partecipazione di tutti e quattro i Comitati Provin­ ciali; purtroppo però all'ul­ timo momento si è avuta la defezione del Comitato di Pordenone. Hanno parteci­ pato quindi con i loro atleti i Comitati di Udine, Trieste e Gorizia. Le gare sono sta­ te ricche di ottimi spunti di bel gioco ed alla fine sono risultati vincitori nelle rispet­ tive categorie i due gioca­ tori più forti. Nella categoria « Juniores ■> ha vinto Renni di Trieste, il quale si presentava a que­ sta fase con una buona car­ ta d’identità avendo vinto recentemente a Novara un torneo nazionale del G.I.Te.T. Questo ragazzo è molto ben impostato ed ha un’ottima difesa, intercalata sovente da un buon dritto d’attacco. Per lui pensiamo ci siano otti­ me possibilità di piazzamen­ to nel prosieguo di questo Campionato Nazionale C.S.I. Nella categoria « Allievi » ha vinto Archidiacono di Udi­ ne, il quale, pur non es­ sendo stato molto impegna­ to dagli avversari, ha dimo­ strato di avere una buona impostazione generale con un gioco molto redditizio anche se non appariscente. Per lui ci sono già le premesse per una brillante carriera pongistica anche se, essendo an­ cora abbastanza giovane, do­ vrà attendere qualche an­ netto.

A TORINO DOMINIO DEI NOVARESI Alla palestra del C.U.S. di Torino si sono svolte le ga­ re per l’assegnazione dei ti­ toli regionali delle varie ca­ tegorie. I campionati di quest’anno sono stati dominati dagli atleti novaresi che dei tre ti­ toli in palio ne hanno con­ quistati due. Nella categoria Allievi dopo combattuti scon­ tri eliminatori, si sono af­ frontati per il titolo il no­ varese Bertoncello, che ave­ va eliminato in semifinale

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l'ottimo compagno Monti, ed il vercellese Manuelll; dopo tre bellissimi sets, ha pre­ valso la superiorità e la classe dell’atleta novarese che ha meritatamente vinto. Una citazione merita anche il monregalese Barbera. Nella categoria Juniores, una citazione meritano il no­ varese Orlando, il pinerolese Paradisi ed il monregolese Barale; infine il favorito l’a­ lessandrino Barazzuti è stato sconfitto in semifinale dal novarese Marovino che nel­ l’incontro per il titolo ha do­ vuto cedere di fronte all’e­ sperienza del torinese Agosti­ ni. Sono stati due sets tira­ tissimi e che hanno entusia­ smato il pubblico presente. Nella categoria Seniores chiaro successo del « solito » novarese Grossi che ha avuto ragione sulla tenacia del vecchio biellese Baldo. L’organizzazione è risulta­ ta perfetta merito della com­ missione organizzativa for­ mata dai Sigg.: Bonom, Gat­ to, Bosso, Urro e Corrado.

EMILIA: ANCORA STEFANELLI Si sono svolti nella palestra dell’istituto Gualandi di Bologna i Campionati Re­ gionali di Tennis Tavolo per le categorie Allievi e Juniores. Attorno ai tre tavoli 26 atleti Juniores e 29 Allievi hanno dato vita in continua­ zione a numerosi incontri giocati con impegno e con leale ardore agonistico. Dopo i primi due turni di elimi­ nazione sono entrati in se­ mifinali i seguenti allievi: Rastelli (Fidenza), Maluberti (Parma), Contorni (Fidenza), Bisi (Modena), i quali han­ no dato vita ad un combat­ tuto girone all’italiana. Alla fine risultava vincitore Malu­ berti Gaetano di Parma, un ragazzo ben dotato che potrà in futuro aspirare a più alti traguardi; secondo Bisl che

regolava i due fidentini Rastilli e Contorni, i quali con la loro buona presenta­ zione hanno fatto sì che il loro Comitato vincesse la classifica per comitati. Nella cat. juniores ha vin­ to il noto Stefanelli Luigi di Reggio Emilia, il quale ha avuto ragione dei suoi av­ versari con largo margine, fra essi i più forti sono sta­ ti il reggiano Ettorre, il ra­ vennate Mainardi e il ferra­ rese Turolla, classificatisi nell’ordine. Grazie alla scon­ tata vittoria di Stefanelli e al secondo posto di Ettore, il Comitato di Reggio Emilia si è aggiudicato il primo po­ sto della classifica per Comitat icat. Juniores. Al termine delle gare si è svolta la premiazione degli atleti e dei Comitati vincenti la speciale graduatoria; a tutti i partecipanti è stata consegnata dal Comitato Re­ gionale Emiliano CSI una medaglia ricordo, oltre ai premi di classifica. GIANLUIGI GALLI


congressi dei comitati

AL CONGRESSO DI NAPOLI INTERESSANTE ORDINE DEL GIORNO

A PERUGIA GARE TIRATE PALLINA SU PALLINA Trentasei atleti hanno, par­ tecipato, nelle tre categorie alla fase regionale umbra in rappresentanza del Comitato di Perugia, Foligno, Terni e Spoleto. S’è notata una no­ tevole preparazione sia tec­ nica ed atletica da parte dei concorrenti che hanno dato luogo ad incontri interessan­ ti ed a tratti spettacolari. Netta la prevalenza sugli altri dei pongisti perugini e di Foligno che si sono bat­ tuti, all’insegna della caval­ leria e della più schietta sportività, pallina su pallina. Le gare, svolte all'istituto Salesiano di Perugia, sono iniziate alle ore 9 del matti­ no c si sono protratte inin­ terrottamente, per espresso desiderio degli atleti e diri­ genti accompagnatori stessi, fino alle ore 16,30 del po­ meriggio. Quasi una intera giornata dedicata a questo sport che ogni anno in Um­ bria aumenta di popolarità. I vincitori sono i seguenti: Categoria Allievi: l°Cardinali Marco, (Foligno); 2° Micheli Giulio (Foligno); 3° Picrgiovanni Andrea (Perugia). Ca­ tegoria Juniores: 1° OrlacchioQuinto (Foligno); 2° Caia Vincenzo (Perugia); 3° Ridolfi Italo (Foligno). Catego­ ria Seniores: 1° Alessi Lucio (Foligno); 2° Baiocco Massi­ mo (Terni); 3° Talevi Ales­ sandro (Foligno).

A MESSINA BUON LIVELLO TECNICO A Messina la manifestazio­ ne si è svolta presso l’istitu­ to S. Luigi messo gentilmen­ te a disposizione dai Padri Salesiani. Hanno preso parte i se­ guenti Comitati: Juniores: Noto, Caltagirone, Acireale, Enna, Trapani, Siracusa, Ra-

gusa, Messina, Catania, con 23 atleti partecipanti. Allievi: Acireale, Enna, Trapani, Ra­ gusa, Messina, Catania, con 16 partecipanti. I partecipanti della catego­ ria Juniores sono stati divi­ si in 4 giorni. I primi due classificati per girone han­ no disputato un girone fi­ nale. Le gare sono state ti­ rate e lo dimostra che quasi tutte sono state risolte do­ do tre set. Anche nel gi­ rone finale si è dovuto ri­ correre allo spareggio per il 3° e 4° posto. Livello tecnico buono. Ha vinto la fase Salemi di Noto, mentre si sono qualificati per la interregionale anche Parisi di Messina c Coppola di Trapani, dopo un entu­ siasmante incontro di spa­ reggio con Fortunato di Mes­ sina. Gli Allievi sono stati divisi in 3 gironi. I primi due clas­ sificati in ogni girone han­ no disputato il girone finale. Incontri tecnicamente en­ tusiasmanti. La giovane età dei partecipanti, il loro ago­ nismo hanno dato vita ad in­ contri avvincenti. Nel girone finale si è dovuto disputare lo spareggio, per il 1° e 2° posto tra Mangano di Aci­ reale e Monaco di Trapani. La gara è stata vinta da Mangano. Hanno ottenuto la qualificazionc, a]|e interregionali. oltre a Mangano, Monaco (Trapani) e Giardina (Messina). Il Comitato organizzatore ha messo in Palio una cop­ pa e medaglie che sono sta­ te distribuite ai primi clas­ sificati. Giudice Arbitro En­ zo Milia.

II 4 febbraio, nel Salone d’Onore dell’Ente Provincia­ le per il Turismo, si è te­ nuto il Congresso Provin­ ciale del Centro Sportivo Italiano a cui hanno parte­ cipato i Comitati di Napoli, Aversa, Castellammare, limale, Sor" rento, Nola e Pozzuoli, in rappresentanza di cento società affiliate e di olirle 2.500 atleti tesserati iper — le varie discipline sportive. In apertura la relazione tecnico-morale del Presidente Provinciale ing. Marcello Ro­ dino, assente per un grave lutto familiare, è stata letta dall’aw. Pasquale Cirillo Consigliere. Quindi il prof. Notario, Presidente Naziona­ le del CSI e per l’occasione Presidente della Assemblea, ha parlato sull’importante ruolo dei giovani in una so­ cietà moderna, auspicando che tutti i ragazzi italiani siano seguiti e sostenuti con ogni mezzo e che a tutti venga data la possibilità di praticare lo sport, perché lo sport, inteso nel senso più sano e puro, serve a curare non solo la formazione fi­ sica ma anche morale della gioventù.

Al Congresso sono inter­ venute numerose personali­ tà fra cui il Prefetto dott. Bilancia, gli assessori allo sport del Comune e della Provincia, dott. Del Barone e dott. De Feo, l’on. Stefa­ no Riccio, il prof. Rosario Formisano, l’aw. Nino Mo­ sca, il dott. Otello Sorbi, il dott. Adriano Falvo, mons. Antonio Bruno ed altri. Dopo la lieta parentesi del pranzo tenutosi in un noto ristorante del Borgo Mari­ naro, i lavori sono ripresi nella sede dell’A.P. Partenope.

La relazione letta al mat­ tino è stata discussa ed approvata all’unanimità, do­ po che il Presidente Notario e Don Renato Cervo hanno risposto ai vari interventi dei dirigenti di Comitato e di Società. Il dott. Maione della Commissione Tecnica Gioco Calcio, ha illustrato e presentato il seguente or-

dine del giorno approvato da tutti i congressisti.

« Il IX Congresso Provin­ ciale di Napoli del Centro Sportivo Italiano riunito nel­ la sede dell’Ente Provinciale per il Turismo sotto la pre­ sidenza del prof. Notario Pre­ sidente Nazionale, esaminati i gravi problemi dello sport dilettantistico scaturiti dalla relazione del Presidente pro­ vinciale ing. Rodino ed in particolare la carenza degli impianti sportivi esistenti nella provincia e nella città di Napoli, conoscendo che è allo studio della pubbli­ ca amministrazione il Piano Regolatore e di Coordina­ mento fa voti: 1) perché nel piano rego­ latore della città di Napoli vengano inseriti degli im­ pianti sportivi nella zona della città strutturata a par­ co pubblico; 2) perché vengano create delle zone sportive nei ter­ ritori della 167 di Ponticelli e di Secondigliano;

3) perché nel piano Ter­ ritoriale di Coordinamento si tenga presente la esigenza, sportiva per la completa for­ mazione dei giovani ». Si è quindi passato alle elezioni dei dieci Consiglieri del CSI che aggiunti ai die­ ci nominati dalla GIAC for­ meranno il nuovo Consiglio Provinciale per il triennio 1968-1970. I nominati dalla GIAC sono: Rodino Marcel­ lo, Salerno Amedeo, Forte Fabrizio, Casola Enrico, Ci­ rillo Pasquale, Taffuri Anto­ nio, Aiello Giacomo, Causa Sergio, Spera Pasquale e Ceccotti Enrico. Gli eletti sono: Caggiano Alfonso, Maione Carmine, Siciliani Paolo, Bianco Pasquale, Maturo Sal­ vatore, Diana Giuseppe, Pa­ renti Renato, Orioni Dome­ nico, Fusco Marino e Mo­ larazzo Nunzio.

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NUOVI ARBITRI DI CALCIO AL COMITATO FIORENTINO

IX Congresso di Napoli: il prof Notarlo pronunzia il suo discorso; alla sua destra l'avv. Cirillo e l'on. Riccio; alla sua sinistra il dott. Del Barone, Assessore allo Sport, di Napoli.

CONGRESSO DI GUBBIO

UN MODO PIACEVOLE

PER TROVARSI INSIEME ATLETI E DIRIGENTI

II Congresso del C.S.I. di Gubbio è ormai divenuto un modo piacevole di ritrovarci tutti insieme atleti e dirigenti. Il Congresso si è aperto con il saluto del Presidente della Giac Francesco Sacchet­ ti. che ha invitato tutti a rivivere, a riscoprire i valori umani dello sport. Quindi il nostro valente Presidente Bedini Giampiero ha ricordato che il C.S.I. si configura come una organiz­ zazione che nel suo ambito tende ad avvicinare il giova­ ne a Dio. Quindi le finalità del C.S.I. sono quelle di edu­ care fisicamente ma soprat­ tutto moralmente il giovane rispettando però la sua li­ bertà. E questo compito duro e pieno di responsabilità spet­ ta ai dirigenti, allenatori, te­ cnici che prima di essere tali devono essere degli edu­ catori perché il fine del C.S.I. non è quello di creare cam­ pioni ma veri uomini. Questi fini, questi compiti del C.S.I. sono stati ribaditi dal Dott. Mario Imperia de­ legato Nazionale che ha defi­ nito il C.S.I. una organizza­ zione che insieme alla fami­ glia, alla scuola vuole essere uno strumento di educazione. Breve, concisa, più ricca di cifre che di parole è stata la relazione finanziaria del te­ soriere Burzacchi Umberto, relazione che vede il C.S.I. con un passivo di circa 54.223 (17 mila lire però erano il passi-

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vo dell’anno 1965-66). Quindi nel complesso un ottimo lavo­ ro rispetto alle modeste en­ trate per manifestazioni per tesseramento, per contributi. Con le parole commosse di Araldo Vispi sullo Stadio del­ la Gioventù e con il pensiero di Don Vittorio Peri si è chiu­ so il III Congresso. Araldo Vispi ha fatto un pò la storia del C.S.I. eugubino dal 1952 ad oggi, 15 anni che hanno visto dei progressi grandiosi attuarsi per la Gio­ ventù. Hanno visto sorgere nelle varie parti della diocesi campi sportivi e soprattutto una sana generazione di ra­ gazzi. Come sto scrivendo sembra una cosa da niente ma quan­ ti impedimenti, quanti dispia­ ceri, quante volte tutto sem­ brava andar in fumo eppure eccoci qui a sentir quell’Araldo che con la voce quanto mai commossa avvisa che il 31 Marzo spera di inaugurare una parte dello Stadio Benia­ mino Ubaldi. Una grande ve­ rità trapelava dalle parole del Presidente Regionale quel­ la che la Provvidenza di Dio è infinita e che quindi mai accasciarsi vinti ma lottare sempre. E finalmente don Peri cosa poteva dire? Avevano detto tutto gli altri? Eppure anche lui ha detto qualcosa, un qualcosa di una grande im­ portanza e che cioè il C.S.I. è una organizzazione laicale af-

fidata alla responsabilità di noi laici, laici che hanno fat­ to sì che si sviluppasse fino a contare 300.000 iscritti lai­ ci che hanno sulle spalle tut­ to l’avvenire del C.S.I. CECILI GIULIANO

Domenica 18 febbraio scorso si sono svolti gli esami di abilitazione al termine del corso per ar­ bitri di calcio, organizzato dal Gruppo Arbitri del Co­ mitato Provinciale Fioren­ tino. La commissione esami­ natrice era composta da Cesare Jonni, ex-arbitro internazionale, dal dott. Alfonso Magnani, arbitro in servizio effettivo e dal rag. Gino Tapinassi. Gli ot­ to esaminati hanno bril­ lantemente tutti superato l’esame e dirigeranno quin­ di gare ufficiali di cam­ pionato. Gli otto abilitati sono: Paolo Mazzanti, En­ rico Brizzi, Fulvio Tesi, Mario Aprile, Moreno Giu­ seppe, Paolo Romagnoli, Giovanni Veneranda e Ma­ rio Chini.

IL FIORENTINO STEFANO MALESCI NELLA NAZIONALE GIOVANILE Ottimo esordio fra le fi­ la della nazionale azzurra di tennis da tavolo, quel­ lo fatto registrare dome­ nica 18 febbraio scorso al Palazzetto dello Sport di Milano, dal fiorentino Ste­ fano Malesci, campione italiano per la categoria « allievi » del C.S.I. Malesci è stato uno de­ gli artefici della vittoria italiana che ha in parte ripagato i dirigenti fede­ rali e gli sportivi della co­ cente sconfitta, subita sem­ pre ad opera della Svizze­ ra, dalla nazionale « A » che è stata battuta per ben 6 a zero. La nazionale Giovanile italiana ha al contrario, sconfitto la consorella svizzera per 5 a 3. La squa­ dra italiana era formata dal fiorentino Malesci, dal pontederese Mannucci e dal novarese Caglierò.

ATLETICA A BENEVENTO L'attività sportiva dell’a­ tletica leggera nell'ambito, del Comitato di Beneven­ to, ha avuto il suo batte­


simo ufficiale. Essa si è ri­ messa a camminare dopo una stasi invernale che sembrava interminabile. Le tre prove provinciali di corsa campestre non sono state gare particolar­ mente epiche; sono state però gare logiche, con tempi finali scrupolosa­ mente iprogrammati —;-----------------e ~ rispettivamente, ritmo alto ma uniforme, di gente che allo sprint si giocava gli ultimi spiccioli. La terza ed ultima pro­ va è stata — e chi segue l’atletica sa cosa intendia­ mo dire — la prima gara alla francese', in cui cioè l’uso dei « razzi vettori » non ha subito intoppi, e il satellite è entrato in orbi­ ta liscio; intendiamo allu­ dere alla smagliante vitto­ ria di Michele Covino il quale sin dal primo giro mettendosi alle calcagne di Massaro e Savinetti, è riuscito a staccare tutti gli altri concorrenti per poi presentarsi con ben 11" di vantaggio sul secondo ar­ rivato. Una vittoria che non è stata mai messa in dubbio per le ottime doti atletiche di questo giova­ ne allievo del « Grippo ». Per quanto riguarda la gara degli Allievi essa è stata vinta negli ultimi 500 metri da Gerardo Bontiempo; il quale portando-

si in testa al gruppo ha resistito al gran finale di alcuni concorrenti; a nulla è valto il «forcing» opera­ to da Ricci per soffiare il titolo provinciale a Bontiempo. In ambedue le gare il « sottoclan » è stato messo in ombra da queste due sfolgoranti vittorie. AJB.

PREMIAZIONE AD AVERSA Nel salone delle confe­ renze del seminario vesco­ vile di Aversa si è svolta la cerimonia di premiazio­ ne delle società affiliate al comitato zonale a chiusu­ ra dell’anno sportivo '66-67. La manifestazione, che beneficiava della presenza di S.E. Mons. Antonio Cece, dell’avv. Cirillo, dell’ass. allo sport rag. Mazzarella e di altre autorità cittadi­ ne, è stata aperta da un discorso del presidente del comitato geom. Taffuri che ricordando le finalità del­ l’ente, ha sottolineato il costante aumento degli iscritti e la brillante affer­ mazione in campo regio­ nale del C.U. e L. nel cam-

pionato juniores di palla­ volo. Dopo il saluto del vesco­ vo e la promessa dell’as­ sessore di fare quanto è nelle loro possibilità per la crescita e lo sviluppo della vita del comitato, so­ no stati premiati società ed atelti delle varie disci­ pline. Sono stati altresì pre­ miati il dott. Paolo Farinaro presidente del Cuel, il rag. Giuseppe Golia, il presidente diocesano della GIAC Antonio lodice, l'ass. Mazzarella, i rev. Gramma­ tico e Pagano, il sig. Fran­ co Borzacchiello.

UN ANNO DI SCI Udine ha concluso la prima parte di quella ch’è stata un’intensa attività invernale in preparazione ai Campionati Nazionali. Basterà dare uno sguar­ do al calendario delle pro­ ve valligiano svoltesi da gennaio a tutto febbraio. Si è gareggiato, per la « Coppa Carnia » a Sauris, Timau, Rigolato e ancora Timau; mentre per la « Coppa Val Canale » sono

state effettuate tre prove: due a Cave del Predii e una a Sauris. Tre ulteriori giornate sono state (dedica­ te ai campionati provin­ ciali: 1’11 febbraio a Cave del Predii per le prove al­ pine (slalom speciale e gi­ gante) ed il 17 e 18 a Ti­ mau per le prove nordiche (fondo e staffetta). All'at­ tività erano interessate una decina di società del­ la Val Canale, Val Tagliamento, Val Degano e Val But con oltre 100 atleti: tant’è che alle prove nor­ diche di Timau le presen­ ze-gare sono state di ben 130 atleti. In questi giorni l’appo­ sita commissione provin­ ciale diramerà l'elenco de­ gli atleti che formeranno la rappresentativa provin­ ciale ai nazionali che si svolgeranno a Tarvisio. A conclusione di queste note è doveroso esprimere un ringraziamento ed un plauso al presidente del Comitato geom. Giovanni Cesca ed ai suoi collabo­ ratori della Commissione: Piero Buligan (presiden­ te), Claudio Buosi, Giovan­ ni Crivellare, Alfredo Matiz,Luciano Cerno, Giusep­ pe Ben e Dario Schiavi.

LORENZO GALLO

LA PALLAVOLO A UDINE Da anni i nostri Dirigenti, ed in particolar modo quelli che fanno parte del comitato da prima del I960, vanno dicendo che la pallavolo non è più come un tempo allorché le società iscritte ai vari campionati e tornei raggiunge­ vano le 25 ed anche 30 unità. E' vero, erano altri tempi. E' anche vero che prima del 1960 c'erano delle persone che con la loro passione avevano reso un gran servigio a questo sport favorendo il suo sviluppo in zone particolari come nei comuni di Tricesimo, Tarcento, Povoletto, Rivignano, Mortegliano, S. Maria di Lestizza ecc. Erano queste zone fertili dove a lavorarci per primi furono un prete (tragicamente scom­ parso la vigilia di Natale di qualche anno fa) ed il vice presidente del CSI cav. Luigi Modena. Il prete era il parroco di Cortale (un paesello vicino a Reana del Roiale) che per pròna cosa si rese conto che bisognava conoscere lo sport; logico quindi che partecipasse ad uno dei primi campi scuola del CSI: andò a Mezzoldo (e se la memoria non mi tradisce ci andò nel 1954 — qualche anno più o meno non ha importanza — con il prof. Ovidio Bernes, altro appassionato e cultore — ancor oggi — della palla­ volo). Dopo Mezzoldo don Mario Fabrizio si diede da fare e fece un po’ da missionario a questo giovane sport: ne favorì la crescita. Fu appunto in quegli anni che il CSI contò su quella trentina di società di cui abbiamo fatto cenno all’inizio. Oggi a distanza di parecchi anni le cose sono cambiate e la pallavolo conta su una decina di società al massimo. V'è da dire però che gli attuali componenti la commis­ sione provinciale di pallavolo (Claudio Moreale, presiden­ te; Walter Tarnold, vice presidente e segretario) fanno del loro meglio per continuare questa nobile tradizione. Pen­ sate che proprio in questi giorni il comitato CSI di Udine

ha programmalo il campionato provinciale juniores: al via solo quattro squadre! Ebbene i dirigenti stilano il rela­ tivo calendario e lo spediscono alle società interessate. Mancava una settimana all'inizio ed ecco che una squadra intende partecipare al campionato. I nostri Dirigenti l'ac­ cettano, rivedono il calendario e lo rispediscono alle cinque società. Altra innovazione qualche giorno dopo a se­ guito di una nuova domanda di partecipazione: sono sei quindi le squadre partecipanti; ennesima variazione (defi­ nitiva) di calendario e rinvio del medesimo alle società. In un primo momento si sarà portati a credere che l'organizzazione difetti, visto che le iscrizioni erano quat­ tro a chiusura avvenuta, ragion per cui gli organizzatori avrebbero dovuto respingere quelle dei ritardatari. Ma bene hanno fatto i no.stri dirigenti ad accettare anche i ritardatari. La pallavolo ha bisogno di essere potenziata e non importa per ora che si chiuda un occhio e si arrivi a modificare il calendario per ben due volte, importante è che il numero delle partecipanti sia sempre maggiore. In un secondo tempo si potrà fare anche la voce grossa per far rispettare i termini convenuti. Per ora è più che mai necessario mettere il saio ed armarci tutti di pazienza e buona volontà. Il potenziale pallavolistico Udinese conta sull'attività di queste società: CSI Salt di Salt di Povoletto; Kennedy di Adegliacco; Pav Dermisch dì Udine; Pozzo di Pradamano; Ricreatorio di Reana del Roiale; Pav Ribium di Spilimbergo; Aurora di Remanzacco. Un'appropriata propaganda capillare potrebbe portare ad un aumento di queste società e non sarebbe azzardato crederci! LORENZO GALLO

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CATTIVITÀ’ AGONISTICA A MANTOVA Senza voler essere incol­ pati di campanilismo pos­ siamo sinceramente afferma­ re che il nostro comitato è uno dei più attivi in cam­ po nazionale. Infatti grazie alla dinamicità dei dirigen­ ti provinciali, ben spaleg­ giati dai membri delle com­ missioni tecniche, l'attività agonistica 1967-68 marcia a gonfie vele con atleti già in possesso dell'ambito scudet­ to di campione provinciale. In poche righe tracceremo qui di seguito una breve sintesi di questa intensa at­ tività.

TENNIS DA TAVOLO. Tre gli scudetti di campione pro­ vinciale assegnati per la ca­ tegoria di singolo e uno per la categoria di doppio. I neo campioni provinciali, usciti da una severa selezione sono: Clarenzo Bonatti (Mantova­ na) allievi singolo; Ferrari Venanzio (Cavriani) juniores singolo; Maurizio Gandolfi (Cavriani) seniores singolo; Maurizio Gandolfi - Massimo Mossini (Cavriani) doppio ju­ niores. PALLACANESTRO. Basket che passione! Questo lo slo­ gan attuato dalle sette squa­ dre partecipanti al campio­ nato provinciale juniores. I sette quintetti infatti sono stati protagonisti di un av­ vincente torneo, incerto sino agli ultimi incontri. La vitto­ ria finale è toccata al com­ plesso dell’Acli Bancole, una « provinciale » che dopo anni e anni d’inseguimento ha fi­ nalmente aggiunto alla sua collana di successi questo ti­ tolo di campione provincia­ le. Alle sue spalle sono finite nell'ordine: Vitellianense. Vi­ gor (la grande sconfitta). Mantovana, Canneto, Poli­ sportiva Asola e Nuova Ostiglia.

CORSA CAMPESTRE. An­ nata « boom » per il crossismo gialloblù mantovano. Dopo quattro prove, delle cinque programmate dalla C.T.P. per le categorie ragazzi, allievi, juniores e seniores il totale degli atleti partecipanti ha superato le cinquecento uni­ tà, un numero assai elevato. Alla vigilia deH’ultima prova le quattro graduatorie vedono al comando questi atleti: Fau­ sto Sanfelici (Splendor) per i ragazzi quattro vittorie su quattro prove; Torreggiani Renzo (Poi. Asola) per gli al­ lievi tre vittorie e un secon­ do posto. Livio Vicari (Curtatone) tre vittorie e un terzo posto ne­ gl1 ìuniores; Remo Mori (Splendor) una vittoria e tre secondi posti Aei seniores. Per l'assegnazione dei quat­ tro titoli di campione provindecisiva quinta prova sarà

i PALLAVOLO. Grazie ai so­ lerti dirigenti della C.T.P. que­ sto sport ha avuto un grande «lancio nella nostra provin-

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notizie da casa nostra NOZZE Il prof. Benito Paolo Simone, segretario del Comitato zonale di Piedimonte d’Alife e arbitro federale dell'A.I.A., si è unito in matrimonio con la sigma Maria Pasticcio. Stadium si unisce alle felicitazioni e agli auguri dei dirigenti zonali.

ONORIFICENZA Il sig. Mario Caprini, Presidente del Comitato zonale di Chiavari, è stato insi­ gnito deH’onorificenza al merito della Repubblica. Le più vive felicitazioni nostre e di tutti gli sportivi chiavaresi.

LUTTI Sia pure con ritardo, vogliamo dar notizia della scomparsa di Giancarlo Corsi del Comitato Fiorentino del C.S.I. E' morto a Natale, investito da una utilitaria. I dirigenti e gli atleti del CSI di Firenze sono intimamente uniti al dolore della consorte, signora Vanna, e dei figli Claudio, Giovanna e Cecilia. Lo somparso era una grande e benemerita figura dello sport fiorentino, valente atleta e appassionato animatore in particolare dell'attività tennistica del Comitato. Partecipiamo anche noi vivamente al dolore dei familiari e degli amici di Firenze. A Cremona è scomparso il papà del sig. Angelo Ferrari, segretario e tesoriere del Comitato C.S.I. Le più vive condoglianze della Presidenza Nazionale e di Stadium.

eia. Infatti i due campionati, allievi e juniores, annovera­ no ben 22 squadre delle quali 18 sono del forese. I ventidue sestetti stanno dando vi­ ta a due competizioni inte­ ressanti con sette squadre in grado di aggiudicarsi i due titoli, i loro nomi? Eccoli: Mantovana, San Benedetto, Splendor e Vigor per la ca­ tegoria juniores. Curtatone, Splendor e Vigor A per gli allievi. CALCIO. Il calcio, che per antonomasia è lo sport più seguito e praticato, annovera in questa stagione sportiva 1967-68 ben 48 squadre divise nelle seguenti categorie: ju­ niores 22; allievi 7; giovanis­ simi 19.

Mentre questi due ultimi campionati, allievi e giova­ nissimi stanno dando vita al­ la seconda parte del campio­ nato, gli juniores, conclusa la fase" eliminatoria si appre­ stano a dar vita alle prime partite di finale. Risultano ammesse, per aver ottenuto la loro qualificazione nei gi­ roni eliminatori le seguenti squadre: Polisportiva Asola e Oratorio Canneto per il gi­ rone A; Mantovana e Frassi­ no per il girone B; Sermide e Bergamino per il girone C. Vitellianense e Villaggio del Ragazzo per il girone D. A chi di queste squadre lo scu­ detto di campione provincia­ le? Ad una prossima pubbli­ cazione la risposta.

GUIDO BERTOLI

AFFIDATO A BIELLA IL CAMPIONATO PIEMONTESE DI CAMPESTRE Anche nel Biellese, come in ogni parte d’Italia, è in pieno svolgimento la sta­ gione crossistica mentre il Campionato Biellese è giunto in vista della dirit­ tura di arrivo. La manife­ stazione campestre, orga­ nizzata dal CSI di Biella e giunta alla 4a edizione del­ la rinnovata serie, sta rac­ cogliendo unanimi consen­ si a conferma della bontà dell’azione intrapresa dai dirigenti del settore atleti­ co capitanati dall'inesauribile Galfione. Come già nelle passate edizioni all’i­ niziativa del CSI si è « ac­ codata la Fidai. Ghiotta novità! l’ammis­ sione della categoria Pul­ cini che pur gareggiando fuori classifica si sono su­ bito lasciati contagiare dal particolare clima delle campestri, anche se per lo­ ro si tratta di percorsi ba­ by adatti alla loro verde età. Ora campestre in campo biellese vuol dire successo certo; ne è conferma le oltre 350 presenze al ter­ mine della seconda prova! Le belle imprese della pas­ sata stagione del duo Gherardi-Pizzato, che hanno ri­ lanciato il CSI biella in campo nazionale, lanno contributo, dal loro canto, e in notevole misura a creare questo clima eufo­ rico attorno alla severa di­ sciplina. Tornando alt Campionato Biellese si sta assistendo all’ormai solito massiccio

dominio del vivaio della U.S. Stronese mentre in campo individuale, la par­ te del leone è toccata al CSI Lessona plurivittorioso con Maschietto (Ragaz­ zi), Foroasier (Allievi) e naturalmente il già citato Pizzato passato fra gli Ju­ niores. Nei Pulcini invece in primo piano Rosso, Perolio, Masarin e Zambito Splendor Cossato, dello Ozino (Stronese) e Chiorboli (Vallemosso). La ter­ za ed ultima prova si ter­ rà a Trivero il 3 marzo prossimo venturo. Per concludere una nota ancora. Al Comitato CSI di Biella è stato assegnato il Campionato Piemontese di Corsa Campestre, anche quest’anno in prova unica, che si disputerà a Strone B.se il prossimo 17 marzo. L’Unione Sportiva Strone­ se che ne cura l’organiz­ zazione, affiancandosi al CSI Biella, rivolge un in­ vito a tutte le consorelle piemontesi affinché tutti i Comitati della regione sia­ no degnamente rappresen­ tati. Oltre ai titoli di Cam­ pione Piemontese è in pa­ lio un sostanzioso monte­ premi. Ricordiamo il Tro­ feo inviato dalla Presiden­ za Nazionale del CSI, la Coppa d'argento inviata dall’on. Pastore, la meda­ glia d’oro offerta dall’on. Pella, la Coppa Comune di Strona.

ROCCHI LUCIANO


FRANCO FERRONI PRESIDENTE Il rag. Franco Ferroni è stato riconfermato alla presidenza della sezione ciclismo, del Centro Spor­ tivo Italiano di Verona, nel corso dell’annuale as­ semblea. Il voto è stato unanime e questo certamente è sta­ to il miglior riconoscimen­ to e la miglior soddisfa­ zione per il modesto quan­ to capace Dirigente che da sei anni guida mirabilmen­ te il Ciclismo del CSI Ve­ rona. E la scelta non po­ teva certamente essere mi­ gliore sia per l’abilità ap­ punto dimostrata dal rag. Ferroni sia per il suo di­ sinteressato attaccamento al ciclismo del CSI in poco meno di vent’anni di ap­ passionata attività. Ricor­ diamo inoltre che il rag. Ferroni è attualmente membro della Commissio­ ne Nazionale Ciclismo del CSI.

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Premiazione campionati provinciali 1967 a Verona: il ciclismo del CSI, porge il saluto della Presidenza

Comm. Quattrocchi,

Presidente

CTN

Nazionale.

Alla vice presidenza, do­ po la rinuncia di Ferrari per impegni di lavoro, è stato eletto Dino Stradiotto ed anche questa è sta­ ta certamente una scelta assai indovinata.

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SANDRO FERRARI

CATTIVITÀ’ PONGISTICA NEL COMITATO DI TRIESTE Quest'anno l’attività pongistica nel nostro Comitato è stata seguita con molto in­ teresse da parte di un vasto numero di atleti. Notevole è stata la partecipazione a tutti i tornei organizzati dal­ la Commissione Tecnica Pro­ vinciale, c per quanto ri­ guarda il. Campionato Pro­ vinciale possiamo dire che ben pochi Comitati ci han­ no superato per numero di iscritti. Il successo che que­ sta disciplina sportiva sta ottenendo si può trovare nel fatto che quest’anno non ci si è limitati ad organiz­ zare uno o due cam­ pionati nel corso della sta­ gione sportiva, ma con un programma di attività abba­ stanza bene equilibrato si tende a coprire tutti i mesi. Anche il valore tecnico degli atleti sta aumentando sensi­ bilmente. Dei sei nostri atle­ ti che hanno partecipato alla fase regionale, ben quattro si sono qualificati per quella interregionale.

Quante faece ha il progresso? Quante? Ogni giorno se ne intravede una nuova che anticipa la realtà di domani e, sempre, il petrolio resta un elemento costante nell'infinita combinazione delle facce del progresso. Anche nel nostro paese, il petrolio è tra i massimi fattori dello sviluppo economico. La Esso, protagonista nel campo petrolifero, offre agli occhi di tutti un forte esempio di questa attività all'avanguardia. f~l Produzione, raffinerie, trasporti, distribuzione, ricerca scientifica sono i principali aspetti del suo programma in continua espansione.

Tssa

Da 75 anni in Italia.

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RATIFICA CC.TT.PP. e ZZ.

comunicati

Dalla Direzione Tecnica

ATLETICA LEGGERA COMUNICATO N. 6 Roma, 1 marzo 1968

CORSA CAMPESTRE Approvazione regolamenti fasi provinciali e zonali cat. Allievi e Juniores

FERRARA, MONDOVI’, SI­ RACUSA, CHIETI, MACE­ RATA. Approvazione regolamenti cat. Ragazzi

MONDOVI’, TRANI. Omologazione risultati

ACQUI TERME: 2a prova allievi, Juniores, Ragazzi; BELLUNO: 1“ prova Allievi e Juniores; BOLOGNA: 4a pro­ va Allievi e Juniores; CAGLIA­ RI: la e 2a prova Allievi, Ju­ niores, Ragazzi; CARPI: la e 2” prova Juniores; 2a prova Allievi e Ragazzi; COMO: la e 2a prova Allievi, Juniores, Ragazzi; CONVERSANO: la prova Allievi e Juniores; FAENZA: 4° prova Allievi, Juniores, Ragazzi; FERRA­ RA: la prova Allievi, Junio-

res; FOLIGNO: la, 2a, 3a pro­ va Allievi, Juniores; GENO­ VA: 2a prova Allievi, Junio­ res, Ragazzi; JESI: 1“ prova Allievi e Juniores; LECCE: la e 2a prova Allievi e Ju­ niores; LECCO: 5“ prova Al­ lievi, Juniores e Ragazzi; MANTOVA: 4a prova Allievi, Juniores, Ragazzi; MILANO: 2a prova Allievi e Juniores; MOLFETTA: 2a e 3a prova Allievi, Juniores, Ragazzi; NAPOLI: 2° e 3“ prova Al­ lievi, Juniores; NICASTRO: la prova Allievi e Juniores; NOVARA: 3° prova Allievi, Juniores, Ragazzi; PADOVA: la, 2a e 3a prova Allievi, Ju­ niores e Ragazzi; PARMA: 3a prova Allievi, Juniores, Ra­ gazzi; PIACENZA: 9a prova Allievi e Juniores; PINEROLO: 5a prova Allievi, Junio­ res, Ragazzi; REGGIO CALA­ BRIA: la e 2“ prova Allievi e Juniores; REGGIO EMI­ LIA: 2a e 3a prova Allievi, Juniores, Ragazzi; RIMINE 3a prova Allievi, Juniores, Ragazzi; ROMA: 2a prova Al­ lievi, Juniores, Ragazzi; SIE­ NA: 2a prova Allievi e Ju­ niores; SORA: la e 2a prova Allievi e Juniores; SORREN­ TO: 3a prova Allievi, Junio­ res, Ragazzi; TARANTO: la prova Allievi e Juniores; TORINO: 3a e 4a prova Al­ lievi, Juniores, Ragazzi; TRANI: 4a prova Allievi e Junio­ res; TREVISO: 3a prova Al­ lievi,Juniores, Ragazzi; TRIE­ STE: 2a prova Allievi, Junio­ res, Ragazzi; VALTELLINA: 2a prova Allievi, Juniores, Ra­ gazzi; VERONA: la e 2a pro­ va Allievi, Juniores, Ragazzi; VICENZA: 3° prova Allievi, Juniores, Ragazzi; VITTORIO VENETO: la, 2a, 3a prova Allievi e Juniores.

PROSSIME SCADENZE TENNIS TAVOLO

18-25 FEBBRAIO - fasi regionali. 17 MARZO ■ concentramenti interregionali. 30-31 MARZO • COMO: finali nazionali allievi e juniores. CAMPESTRE

31 MARZO • COMO: juniores.

finali nazionali allievi

BARI: presidente: Eduar­ do Milillo; v. pres.: Bene­ detto Maggi; rappr. FIDAL: Tomasino Antonino; compo­ nenti: Fiorino Nicola, Posca Andrea; UDINE: presidente: Borghi Giovanni; segretario: Grossi Danilo; componenti: Marostegan Amelio, Pittarella Pietro. FAENZA: presiden­ te: Samory Renzo; segreta­ rio: Sintoni Claudio; consi­ glieri: Savorani Sergio; Dal­ le Fabbriche Cesare, Mariani Remo. FOGGIA: presidente: Mazzoni Giovanni: v. pres.: Gentile Luciano; componenti: Calabrese Michele, Vaira Raffaele, Sgrignoli Roberto. FELTRE: componenti: Ga­ brielli Gabriele, Tisot Fran­ co, Giordano Cremonese, Ga­ brielli Carlo, Tonin Sante; presidente: Brambilla Enri­ co. ROVIGO: presidente: Grigolato Alceste; componen­ ti: Carrara Gianfranco, Man­ tovani Fabio, Ragazzoni Pao­ lo. VITTORIO VENETO: presidente: Abriani Enrico; componenti: Tonon Guido, Piccin Bruno, Borsoi Giovan­ ni, Ossi Guido, Gregoletto Mario; rappr. Giudici: Artico Elio. TRIESTE: presidente: De Vido Gianfranco; segreta­ rio: Meriggioli Franco; com­ ponenti: Bandelli Gino, Predonzan Alessandro, Vegliach Gianni, Veronelli Giancarlo IESI: Giudice arbitro: Angelucci Carlo; segretario: Giampaoletti Sandro; componenti: Frezzotti Bruno, Termentini Lamberto, Filipponi Fabio. SIENA: presidente: Porcù Mauro; v. pres.: Salvini P. Luigi; segretario: Poggialini Daniele; delegato FIDAL: Ciccarelli G. Paolo; compo­ nenti: Vanni Roberto. TOR­ TONA: presidente: Baldo Tarquinio; segretario: Bazzo Enrico; componenti: Po­ destà Vincenzo, Sacco Fran­ co. VICENZA: presidente: Serafin Sergio; v. pres.: Con­ solare Gino; segretario: Fra­ casso Vittorio; componenti: Bernardi Eliseo, Bertozzi En­ zo, Bruni Bruno, Ceron Ser­ gio, Grando Secondo. PINEROLO: presidente: Limonta Carlo; componenti: Astesano Luigi, Audenino Severino, Merletti Giacomo, Micca Giacomo. RIMINE presiden­ te: Brigo Carlo; componenti: Gamberini P. Paolo, Fabbri G. Carlo, Muratori Carlo Prioli P. Luigi, Sartini Piero; NOTO: presidente: Cannarella Corrado; segretario: Fa­ bio Armando: componenti: Muscarà Concetto, La Rosa Rosario; rappr. FIDAL: Aiello Giuseppe. ACIREALE: presidente: Rosario Guarrera; v. pres.: Alfio Foti; segreta­ rio: Cesare Vinci; componen­ ti: Pennisi Tommaso; Di Mauro Angelo; Di Pino Luigi.

e IL PRESIDENTE

ALDO CAPPELLINI

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CALCIO

COMUNICATO N. 14 Roma, 29 febbraio 1968 Omologazioni risultati fasi provinciali e zonali Aut. Campionato Nazionale Juniores

FAENZA: vincente U.S. Re­ da; ORVIETO: vincente G.S. Olimpia.

Approvazione regolamenti campionati provinciali NUORO: cat. Juniores; CREMONA: cat. Alliev;i SPO­ LETO: cat. Dilettanti; CO­ SENZA: cat. Juniores; POGGIBONSI: cat. Allievi; GO­ RIZIA: campionato « giova­ nissimi », cat. A; PARABITA: cat. Dilettanti; GROSSETO: cat. Juniores; NICASTRO: cat. Juniores; BRINDISI: cat. Juniores; ROVIGO: cat. Allievi; ALBENGA; cat. Ju­ niores, cat. Allievi; GUBBIO: cat. Juniores; GALLIPOLI: cat. Allievi; PISTOIA: cat. Allievi, cat. Giovanissimi; FOLIGNO: cat. Giovanissimi «A» e «B FAENZA: cat. Giovanissimi « A » e « B ».

Approvazione regolamenti tornei ORTE: Torneo Parrocchia­ le per Giovanissimi; ALES: Trofeo « Tonino Tiddia » per Giovanissimi, cat. A e B; Coppa « P. Uccheddu »; RO­ MA: III Torneo Coppa Pri­ mavera; III Targa Primave­ ra, cat. Giovanissimi « B » (zona di Civitavecchia); III Coppa Primavera, cat. Junio­ res (zona di Civitavecchia); VOLTERRA: Targa Primave­ ra 1968, cat. Giovanissimi; PESARO: 3° Trofeo Prima­ vera cat. Giovanissimi; SAS­ SARI: Torneo Provinciale Giovanissimi; LATINA: Tor­ neo Provinciale Giovanissimi: PESCARA: Torneo Giovanis­ simi « Trofeo P. Felice »; SA­ LERNO: 1° Torneo Armando Cerino; Torneo « Primi Cal­ ci »; FAENZA: 6° Torneo Ri­ creativo cat. Dilettanti; ORI­ STANO: Coppa « Luigi Milia»; SIENA: 2“ Coppa Lu­ ciano Maggi; NOLA: Coppa Paolo VI.


Omologazione risultati tornei GALLIPOLI: Trofeo Blu, vincente U.S. Guido Negri. Organizzazione corsi arbitri

SASSARI: Juniores; ALBENGA: (zonale) Allievi e Junio­ res; FIRENZE: Allievi e Ju­ niores; PESCARA: Allievi e Juniores; CHIAVARE Junio­ res (zonale); AGRIGENTO: Allievi e Juniores; CATANIA: Allievi e Juniores; MESSI­ NA: Allievi e Juniores.

CAVA DEI TIRRENI, MOLFETTA, AGRIGENTO, CON- Omologazione risultati fase zonale e provinciale VERSANO, COMO.

RATIFICA COMMISSIONI CALCIO PP. e ZZ. FIRENZE: presidente: Romano Buralli; segretario: Di­ no Benvenuti; componente: Aldo Bausi; rappr. FIGC: Agostino Binzagi; rappresen­ tante AIA/SA: Dante Sanimicheli; FAENZA: presidente: Antonio Cacciaci; segretario: Antonio Piazza; componenti: Giuliano Donati, Giannantonio Ghetti, Roberto Piazza; VITTORIO VENETO: presi dente: Bruno Bonato; com­ ponenti: Elio Artico, Vittorio Longo, Luigi De Poli; rappr. arbitri CSI: Gianni De Bastiani; rappr. AIA/SA: Giu­ seppe Mazzon; PAVIA: presidente: Aldo Vai; i . pres.: William Sabbadini; segretario: Paolo 1 • Spada; rappr. FIGC: Gianfranco Parenti; rappr.. AIA/SA: Mario Mi­ gliorini; componente: Romano Dini; UDINE: presidente: Luigi Bernardis; componenti: Pietro Pittarella, Dino Tomadini; rappr. FIGC: Giordano Visintin; rappr. AIA/SA: Giu­ seppe Cattivello. Rinnovo tessere arbitri

REGGIO EMILIA: Allievi: 1° Correggio A, 2° Novellare, 3° Arbor; Juniores: 1° Astor, 2° La Torre, 3° Fortitudo. TRIESTE: Juniores: 1° U.S. Centro Giov.le Studenti, 2° D. Bosco, 3° C. G. Roiano. CITTA DI CASTELLO: (zo­ nale) Juniores: 1° CSI Tiferno, 2° R. Duomo, 3° S. Giovanni. FELTRE: (zonale)

1° Boscariz, 3° Arten.

2°

Loretana, ponenti: De Seenen, Calabre­ se e Verde. TORINO: Il rag. Franco Grosso sostituisce al­ la Presidenza il sig. R. RutMANIFESTAZIONI tignol, dimissionario per mo­ LOCALI tivi professionali. CHIAVA­ RE presidente: Barotti; mem­ Approvazione regolamenti bri: Ricchini, Giussani, Dane­ si e Caviglia. BARI: presi­ FOLIGNO: Campionato Gio­ dente: Maggi B.;rappr. FIP: vanissimi; BOLOGNA: 2a Maggi B., rappr. Arbitri: MiCoppa F.lli Gualandi. lillo E.; membri: Monaco L. e Quatrato D. AGRIGENTO: Dirig. attività: Raccuio G. Omologazione risultati UDINE: presidente: Gallo L.; MOLFETTA: Pre-Campio- membri: Battistella R., Annatp 1° Fidens, 2° Frassati, soldi G.C., Votta C., Zanghi D. PAVIA: presidente: Verri 3° S. Girolamo A. L.; v. pres.: Parisio A., segr.: Molteni F.; rappr. FIP-GAP: RATIFICA Formentin T. COMPOSIZIONE IL SEGRETARIO CC.TTJ’P. e ZZ. ANGELO RAINERI IL PRESIDENTE FOGGIA: presidente: Lo UMBERTO GARCEA Storto, v. pres. Russo, colli­

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ALGHERO: n. 2 tessere; FAENZA: n. 1 tessera; BER­ GAMO: n. 35 tessere; NOTO: n. 10 tessere; NAPOLI: n. 4 tessere; FIRENZE: n. 3 tes­ sere.

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IL PRESIDENTE

GENEROSO

DATTILO

IL SEGRETARIO

RENATO BERNINI

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PALLA CANESTRO COMUNICATO N. 9 Roma, 29 febbraio 1968 CAMPIONATO NAZIONALE

Approvazione regolamenti

prenota il tuo turno per domenica prossima

LATINA: Allievi e Juniores; ROVIGO: Allievi e Juniores;

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MINI/VOLLEY un successo che ha superato ogni aspettativa Dobbiamo fare un pubblico ringraziamento a tutti i nostri dirigenti periferici per la risposta pronta ed entusiasta alla nostra iniziativa.

Ci giungono lettere di gradimento da tutta Italia e richieste del volumetto-vademecum per iniziare l'attività. Qualche giorno di pazienza, amici: stiamo rispondendo a tutti, e a tutti invieremo i consigli, l’aiuto e il volumetto pro­ messo.

Confessiamo con vera gioia che ci avete colto un po’ alla sprovvista. Eravamo certi che il terreno era pronto per la pallavolo, ma non potevamo immaginare fino a che punto!

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E’ il momento d’aver fiducia nella pallavolo e nei nostri ra­ gazzi. Essi non solo non hanno più pregiudizi, ma apprezzano e chiedono uno sport nuovo, uno sport « diverso » come la pallavolo!

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MINI/VOLLEY si richiede alla CTN Pallavolo - CSI Via della Conciliazione, 1 00193 - ROMA

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