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Stadium n. 3/1968

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C. S. I.

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STADIUfi V

CENTRO

SPORTIVO

ITALIANO

♦ I PROBLEMI DELLO SPORT

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LXIII

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FEBBRAIO

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ALDO NOTARIO

pag. 5

la corrida del pallone PAOLO VALENTI SULLA VIOLENZA NEGLI STADI


medicina

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fasti e nefasti della campestre

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A parte la preparazione atletica di base e l'aìlenamento l'allenamento per farsi il fiato necessario per giungere al­ meno a tagliare il traguardo, biso­ gna notare come spesso nella cam­ pestre si verifichino alcuni incon­ venienti ed incidenti. A causa delle scarpette chiodate, non infrequentemente abbiamo no­ tato ferite alle gambe del concor­ rente che segue a brevissima di­ stanza. In caso di ferite, se l'atleta pruden­ temente non si è sottoposto alla vac­ cinazione antitetanica (se non l'ha fatto già, provveda subito), è indi­ spensabile praticare il siero antite­ tanico anallergico, a meno che non siano trascorsi 2 anni da una pre­ cedente sieroterapia specifica. E' ovvio che la ferita deve essere adeguatamente ripulita dal terriccio (nel quale spesso trovansi le spore del terribile agente del Tetano), spruzzata con soluzioni disinfettanti (ottimo lo jodio in spray), e rico­ perta di uno strato di lozione antibio­ tico-cortisonica (che accelera il pro­ cesso di guarigione). L’iniezione antitetanica deve essere praticata subito dopo la gara in tre tempi, dividendo il contenuto della fiala in tre parti e iniettandola a distanza di mezz’ora Luna dall'altra. Ciò al fine di evitare eventuali rea­ zioni allergiche. Compito richiesto a chi segue que­ sto tipo di prestazione, è quello di rianimare l'atleta che è caduto vinto dalla stanchezza, privo di sensi o che avverte violenti dolori gastrici. Molti di questi ragazzi hanno man­ giato troppo o in modo non intelli­ gente poco prima della gara. Nel momento in cui è richiesto il massimo sforzo e sono richiamate tutte le riserve sanguigne ed ener­ getiche, il tubo digerente viene tem­ poraneamente privato di afflusso san­ guigno onde si arresta il processo della digestione già iniziato e com­ paiono dolori. Il collasso da stanchezza può avve­ nire anche in soggetti che invece non abbiano ingerito nulla e quindi manchino di sostanze energetiche. Provvidenziale in questi casi è una iniezione di cardiotonico (coramina, micoren, canfoxil) e, se è presente un medico, una endovenosa di levu­ losio. Questa agisce, sia come dro­ ga antifatica (facilitando l’eliminazio­ ne delle tossine), sia fornendo so­ stanze energetiche che l'organismo Può utilizzare subito. Contro i crampi sono utili i massag­ gi praticati in modo razionale ed il agno molto caldo seguito da stromazione delle zone muscolari con Panno di spugna. ADRIANO MONTI

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tennis tavolo incontri a squadre ATTITUDINI PSICOLOGICHE DEL CAPITANO DI UNA SQUADRA

Verso la squadra Nel corso delle competizioni, il ca­ pitano deve essere un amico per i suoi giocatori e nello stesso tempo un confidente. Egli deve condivide­ re i loro piccoli segreti e deve ispi­ rare loro una fiducia illimitata. Nel­ lo stesso tempo, sul piano sportivo, deve riuscire a farsi ascoltare quan­ do indica una tattica da seguire. Questa fiducia aumenterà di più quando i suoi insegnamenti avran­ no portato a dei successi. Per l'omogeneità della squadra, è ne­ cessario che il capitano partecipi vivamente alle sedute di allenamen­ to. La sua costante presenza ga­ rantisce un maggiore affiatamento con i componenti la squadra. Egli deve essere, naturalmente, un buon tecnico e soprattutto un buon stra­ tega per poter dare giusti consigli. Fra le qualità che portano il capi­ tano ad essere stimato dai suoi gio­ catori, deve essere allegro, simpa­ tico, gioviale in maniera che i gio­ catori si estraneino un po' dall'as­ sillante pensiero dell'incontro da di­ sputare. E' buona politica che il ca­ pitano in questi casi suggerisca una uscita in comune. La sua presenza in mezzo ad essi lo pone allo stesso livello degli altri. Naturalmente, egli dovrà vigilare affinché la squadra non si disgreghi, non tollerando al­ l'interno della squadra uno spirito di clan, pur lasciando libertà di maggio­ re affiatamento fra alcuni atleti, so­ prattutto nel caso di quelli che gio­ cano insieme le partite di doppio.

Durante lo svolgimento delle gare In nessun caso il capitano deve ab­ bandonare i propri giocatori; se è obbligato ad assentarsi, egli farà fa­ re le sue veci ad uno di essi che non gioca. Egli deve comprendere lo stato d'ani­ mo dei suoi giocatori e soprattutto non deve lasciarli pensare troppo ai risultati che devono realizzare. Du­ rante la partita deve dare loro dei consigli tattici, ma non troppi e con insistenza assillante. Caratteristica del capitano è anche la calma che non lo deve mai abban­ donare o mostrare contrarietà nel ca­ so che le cose vadano male. Se gli altri giocatori non in gara si mo­ strano nervosi a vedere la partita in gioco, egli deve invitarli ad an­ dare a fare un giro o a riposarsi in spogliatoio; tuttavia, è preferibile che tutti i giocatori della stessa squadra assistano agli incontri dei loro com­ pagni. Naturalmente le persone estranee alla formazione sono, per

principio, da evitare durante lo svol­ gimento delle partite; il loro com­ portamento potrebbe recare disturbo e danneggiare lo spirito di squadra. Infine, se il capitano desidera il mag­ giore rilassamento dai suoi gioca­ tori, deve convincerli che la respon­ sabilità del risultato è tutta sua e non loro.

Sorteggio e posizione degli atleti in gara Prima del sorteggio, il capitano de­ ve essere in grado di intuire la di­ sposizione della formazione avversa­ ria per poter piazzare i suoi gio­ catori in base ad essa. Può aiutare in questo caso lo studio dei modo con il quale le squadre avversarie dispongono i loro atleti negli altri incontri. Generalmente in ogni squa­ dra esiste un elemento fortissimo che viene fatto giocare per primo; poi un secondo che viene fatto gio­ care al secondo posto e il più vul­ nerabile al terzo posto. E’ buona tattica che il capitano pre­ senti per la prima partita il suo gio­ catore più sicuro. Prima che questo si presenti al tavolo, deve persua­ derlo che l'avversario è nello stesso suo stato di ansietà, cosa questa che non gli consentirà di sfruttare appieno le sue possibilità e quindi, se sarà lui il primo a riprendere il controllo di sé, potrà guadagnare dei punti di vantaggio di estrema importanza. Questo forse potrà se­ gnare l'inizio della vittoria della sua squadra, in quanto i primi punti gua­ dagnati all'inizio gli daranno sicu­ rezza di sé e nello stesso tempo disinvoltura ai suoi colpi per la di­ minuita ansietà. Bisogna che il capitano preveda an­ che la possibilità di recupero dei suoi giocatori tra un incontro e l'al­ tro. Se un giocatore è anziano, è opportuno farlo giocare in modo che egli possa riposare almeno il tempo di due incontri; se un giocatore è più giovane, ciò avrà meno impor­ tanza. Come già detto in precedenza a proposito del « posto adatto ad ogni giocatore in una squadra », nelle pro­ ve della formula « Coppa Swaythling » è opportuno che il capitano fac­ cia giocare due volte nel corso delle prime cinque partite, i due migliori giocatori della squadra. Nelle prove della formula « Coppa Courbillon », il posto indicato con il n. 2, è op­ portuno sia assegnato al giocatore più dinamico e più resistente, in quanto questo atleta dovrà giocare tre volte di seguito (se non vengono variati i giocatori di doppio rispetto a quelli di singolo come avviene il più delle volte). Per questa ragione, se il sorteggio gli è favorevole, il capitano dovrà scegliere di disporre la formazione con le lettere A e B. In questo caso, infatti, le partite che un giocatore deve fare di seguito so­ no al massimo due. (da un testo della F.F.T.T.) (fine)

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flash

regolamenti

quanto costa la campestre

quesiti di calcio

Francia: E. F. e sport

Raramente, in fatto di atletica, si scrive di « bilanci ». Forse perché la parola « bilancio » porta subito a pen­ sare a « spese » e le « spese » sono sempre le vere, uniche e sole preoc­ cupazioni di chi organizza. Ma quanto occorre per organizza­ re una manifestazione atletica? La risposta è ovviamente sempre imprecisa, perché quasi mai si riesce in anticipo a focalizzare tutte le va­ rie voci di un bilancio atletico e soprattutto stabilire, per ogni singo­ la voce, un corrispettivo di spesa. La Corsa Campestre, la manifesta­ zione che ogni anno apre il calen­ dario atletico, è la più facile da or­ ganizzare e di conseguenza è anche la manifestazione dal bilancio più semplice. Tenendo presente che quasi mai si organizza una sola gara di corsa campestre ma più gare nella stessa stagione, nello stilare il bilancio pre­ ventivo della manifestazione si dovrà scindere le spese fisse da quelle ri­ correnti. Fra le spese fisse: numeri di ga­ ra, spille per i numeri, il materiale per la tracciatura del percorso, mate­ riale sanitario; fra le spese ricorren­ ti: premi; materiale di cancelleria (prima, durante e dopo la gara); ge­ neri di conforto; contributo, even­ tuale, per i locali da adibire a spo­ gliatoio o a segreteria. Normalmente le spese che abbia­ mo chiamato fisse, vengono ad in­ cidere una sola volta nel corso di una stagione ed anche nel corso di più stagioni, sempreché gli organiz­ zatori siano sufficientemente oculati nell'impiego (e nel recupero) dei nu­ meri, degli spilli e del materiale di tracciatura. Per quanto concerne le spese ri­ correnti, queste possono variare da gara a gara, ma quasi sempre rien­ trano nella nota sopra fatta. Importante in questa nota la voce « cancelleria » nella quale dovranno rientrare le spese per la stampa (an­ che a ciclostile) dei regolamenti del­ la gara, delle lettere di notifica alle società, dei fogli di iscrizione. Inol­ tre da non dimenticare, per il gior­ no della gara, tutto il materiale di cancelleria per un buon funzionamen­ to della segreteria della manifesta­ zione (carta, matite, penne biro, car­ toni. carta carbone, cucitrici, punti per dette ecc.). Molte volte (e qui sta all’abilità degli organizzatori) la - voce » pre­ mi viene ad incidere pochissimo se si riesce ad ottenere da autorità. Enti, Organizzazioni, Giornali, i pre­ mi da mettere in palio nella gara. In questo caso potrebbero aumenta­ re le spese di « cancelleria • per l’invio, preventivo, delle lettere di richiesta-premi, ma ovviamente, l'eco­ nomia della manifestazione ne verrà agevolata, oltre a dare un « tono » di maggiore qualificazione all’intera gara. ALDO CAPPELLINI

E’ ammessa la partecipazione al giuo­ co calzando scarpe da passeggio? Si, purché le scarpe non siano a punta, stante che sarebbero perico­ lose e non abbiano ornamenti me­ tallici

Franco Missoffe, il Ministro fran­ cese della gioventù e degli sport ha inviato ai professori e ai maestri d’educazione fisica e sportiva una istruzione ufficiale della quale ri­ portiamo i motivi ispiratori: — Definire unitariamente gli ob­ biettivi e le modalità d’una disci­ plina che deve trovare un posto radicalmente nuovo nell’educazione totale dei giovani del nostro tempo, aiutandoli a svilupparsi sia come in­ dividui, sia come esseri sociali. — Promuovere una concezione di­ namica e viva dell'educazione fisica dei ragazzi sani che rappresentano fortunatamente la maggioranza degli effettivi scolastici, e organizzare, in aggiunta, l'educazione fisica dei ra­ gazzi « inadatti » con le caratteristi­ che terapeutiche opportune alla cor­ rezione dei diversi tipi di deficienze. — Riservare un largo posto allo sport nel ventaglio delle attività uti­ lizzate per lo sviluppo delle diver­ se attitudini. Considerarlo come un mezzo privilegiato, ma non esclusivo, dell’educazione fisica dei giovani, giustificando questa preferenza at­ traverso una precisa analisi dei rap­ porti tra la pratica sportiva pedago­ gicamente organizzata e i progressi dello sviluppo organico e motorio del ragazzo e dell'adoloscente. — Appoggiare e favorire una pe­ dagogia moderna, veramente attiva, capace d’interessare il ragazzo nel più profondo del suo essere, asso­ ciando largamente le sue facoltà di osservazione e di riflessione alla padronanza della sua condotta mo­ trice, di offrirgli l’occasione di vive­ re intensamente la vita di gruppo perchè prenda coscienza della sua libertà e delle sue responsabilità. — Unificare, fin dove è possibile, il programma delle attività fisiche educative, al fine d'evitare incoeren­ ze nell’insegnamento. — Organizzare razionalmente l'in­ segnamento e la pratica degli eser­ cizi, tenendo conto degli esercizi ge­ nerali o concreti, delle particolarità regionali o locali, così come delle condizioni materiali esistenti. Il testo integrale della circolare, che risale al 19 ottobre scorso, vie­ ne pubblicato sul numero 90 - gen­ naio 1968 - di « Education phisique et sport ».

Nel caso di un tiro in porta l'arbitro fischia « rete , ma si avvede imme­ diatamente che la palla non era en­ trata in rete. Come e dove farà ri­ prendere il giuoco l'arbitro? L’arbitro emetterà un secondo fischio ed annullerà la rete e metterà in giuoco egli stesso la palla sulla li­ nea della porta. La palla si intende giuocata non appena tocca il terreno giuoco egli stesso la palla sulla lidei sereni lettori quale « mischia » si verificherebbe in un caso del ge­ nere. Può un giuocatore, reo di compor­ tamento scorretto essere escluso dal giuoco: a) prima dell'inizio della ga­ ra nello spogliatoio b) nella via che conduce in campo; c) nell'intervallo fra i due tempi? Per i quesiti a) e b) si precisa che l'arbitro può escludere il giuocatore dalla gara prima che questa abbia inizio. Però il capitano di detta squa­ dra ha il diritto di sostituire il gio­ catore non ammesso alla gara. Per il quesito c) l'arbitro può espellere il giocatore nell'intervallo di una ga­ ra e logicamente il giocatore non può essere sostituito (salvo in quelle gare i di cui regolamenti consento­ no la partecipazione del giocatore di riserva, escluso il portiere).

Un guardialinee ufficiale, cioè anche esso arbitro, segnala l’uscita late­ rale della palla. Prima che l’arbitro interrompa il giuoco un giuocatore colpisce un avversario. Quali prov­ vedimenti prenderà l’arbitro? L’arbitro prenderà solamente il prov­ vedimento disciplinare e precisamen­ te l’espulsione del giuocatore, non può prendere nessun provvedimento tecnico perché la palla non era in giuoco, e ciò indipendentemente dal­ l'intervento arbitrale con l'emettere un fischio. D'altra parte da tenere presente che i direttori di gara non « fischiano » quando la palla esce dalle lìnee delimitanti il campo di giuoco. Su calcio di giuoco?

rigore esiste il

fuori

Un giuocatore compagno di chi tira può porsi fra il portiere e chi calcia il rigore, purché si trovi fuori del­ l’area di rigore e quindi se la palla viene calciata direttamente in porta la rete sarà valida, se viceversa la palla dovesse picchiare sul palo della porta e dovesse pervenire a quel giuocatore, quest'ultimo dovrà consi­ derarsi in fuori giuoco.

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— non può attaccare agevolmente

calcio insufficenza del WM 4 - Le vie seguite per porre riparo alle insufficienze di ordine difensivo del WM. Le vie seguite per porre riparo alle insufficienze d'ordine difensivo del WM sono state due. Attraverso la prima — quella che ha condotto alle varie forme del cosiddetto catenaccio — ci si è cautelati dai più vistosi effetti di queste insufficienze. Attraverso la seconda — quella che ha portato allo schieramento ad M dell'attacco — se ne sono elimi­ nate invece le cause.

5 - Il catenaccio. Come abbiamo visto nel corso del­ la quarta puntata, il WM affida la copertura a tergo del componente la linea terzini-centromediano più direttamente impegnato in ciascuna azione ai suoi due compagni di li­ nea, costretti perciò ad allargare la marcatura dei rispettivi avversari (figure 4 e 5). Il catenaccio affida invece la co­ pertura suddetta al battitore libero (e, cioè, ad un elemento in sopran­ numero posto alle spalle della li­ nea terzini-centromediano). Ciò con­ sente ai tre componenti della linea stessa di attuare l’assidua marcatu­ ra stretta dei diretti avversari. Le possibilità del loro anticipo e con­ trasto aumentano considerevolmente. Si evita così quanto avviene col MM, quando le esigenze della di­ fesa collettiva obbligano, a volte, a lasciare agli avversari la libera ricezione della palla e la conseguen­ te iniziativa del giuoco. Concessio­ ne pericolosa, questa, se a favore di elementi particolarmente abili. Oltre a serhplificare sensibilmente il meccanismo degli scambi di ruo­ lo fra difensori, il catenaccio age­ vola in larga misura la difesa ela­ stica (consistente, come sappiamo, nel cedere all'avanzata avversaria spazio anziché linee). Infatti, l'op­ portuno piazzamento del battitore li­ bero chiude alle azioni di sfonda­ mento i corridoi che conducono a rete, ed incoraggia molto spesso l'av­ versario con la palla ad inoltrarsi, in mancanza di meglio, nello spazio sempre più angusto che gli viene offerto. Il difensore in soprannumero richie­ sto dal catenaccio si è ottenuto, in origine, privando stabilmente la pri­ ma linea di un'ala. Un attacco così mutilato non può agire su tutta la larghezza del campo. Il suo rendi­ mento diminuisce perciò considere­ volmente. Infatti l’attacco stesso: — non può validamente attaccare nel settore privo dell'ala, perché il ter­ zino ivi libero impedisce la forma­ zione degli spazi necessari;

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nemmeno nell'altro settore, perché il centromediano avversario, con le spalle ben coperte dal predetto ter­ zino libero, può dedicarsi a propria volta, con tutta tranquillità, alla pro­ tezione dell'altro terzino. Ciò stronca evidentemente le possi­ bilità offensive della squadra a ca­ tenaccio e trasferisce sulla sua di­ fesa tutto il peso della partita. Di fronte a tale palese menomazio­ ne, il problema più immediato delle squadre a catenaccio è stato quello di ripristinare il perduto equilibrio difensivo-offensivo. Od, in altri ter­ mini, di trasformare lo schieramento a catenaccio da schema rinunciatario. in altro idoneo a svolgere il giuoco nelle condizioni giudicate me­ no sfavorevoli. Si è cercato, perciò, di compromet­ tere nella minor misura possibile l'equilibrio difensivo-offensivo della squadra, impegnando su tutta la lar­ ghezza del campo i quattro elementi residui dell’attacco a W. Mobilità ed organizzazione sono alla base di que­ sto difficilissimo compito. L’origine del catenaccio si ritrova nel­ lo stesso WM, il cui meccanismo prevede un difensore in soprannu­ mero nel corso delle rimesse late­ rali avversarie. Ci sembra di poter concludere (e ciò vale anche come risposta agli interrogativi d’ordine difensivo avan­ zati nel corso della prima puntata), che il catenaccio, fenomeno soprat­ tutto italiano, non ha avuto certo la pretesa di essere considerato una fase positiva del processo di tra­ sformazione del giuoco. Esso è riu­ scito infatti ad appagare le esigenze della sicurezza, solo a grave scapito delle possibilità offensive delle squa­ dre che lo hanno adottato. Molto più modestamente, il catenaccio stesso ha voluto essere soltanto uno strumento per giuocare senza troppi rischi, in attesa di qualcosa di nuovo e di meglio. ALBERTO GUAIT1NI (7 - continua)

flash meno tasse più spettatori L'on. Usvardi, a nome di quaran­ totto parlamentari di tutti i partiti, se fatto promotore di un progetto di legge per la riduzione dei grava­ mi fiscali sui prezzi dei biglietti d’ingresso alle manifestazioni di tut­ te le discipline sportive. Si tratta in pratica di uno stralcio della pro­ posta di Legge Gagliardi riguardan­ ti le società sportive senza scopo di lucro. La proposta dell'on. Usvar­ di ha ottenuto la procedura d’urgenza e quindi è sperabile che possa con­ cludere il suo iter prima della fine della presente legislatura. Il parla­ mentare, nel presentare la sua pro­ posta, ha ricordato l’impegno dei massimi dirigenti del CONI e delle Federazioni sportive di ridurre in concomitanza anche i prezzi dei bi­ glietti per i posti fino a duemila lire. Ecco alcuni dettagli della pro­ posta Usvardi.

Attualmente gli spettacoli sportivi sono tassati come segue: — biglietti d’ingresso sino a L. 500 il 5%; — biglietti d'ingresso da L. 501 a L. 690 il 10%;

— biglietti d’ingresso da L. 700 a L. 1.000 il 20%; — biglietti d’ingresso oltre le Li­ re 1.000 il 25%.

La nuova tabella propone le se­ guenti aliquote: — biglietti d'ingresso fino a L. 500 il 2%; — biglietti d’ingresso da L. 501 a L. 1.000 il 3%;

— biglietti d'ingresso da L. 1.001 a L. 2.000 il 6%; — biglietti d’ingresso da L. 2001 a L. 4.000 il 12%. — biglietti d'ingresso oltre a Lire 4.000 il 25%. Se la proposta, come si spera, verrà approvata, costituirebbe il pri­ mo provvedimento concreto in favore dello sport dopo l’approvazione del cap. XV del Piano Quinquennale. E' curioso, e un po' triste, osservare che s’incominci a realizzare il piano di sviluppo delle attività sportive cercando di mandare più spetta­ tori negli stadi. In tempi di magra ben venga pure questa proposta che sappiamo attesa da molte società. Piuttosto c'è stato fatto osservare che le piccole società ne riceve­ ranno un beneficio molto relativo, perché essendo abituate a praticare prezzi già molto bassi non potranno ritoccarli se non di qualche insigni­ ficante liretta. Ci sono invece gra­ vami fiscali di altro genere, più onerosi, sui quali sarebbe opportuno intervenire.


quando erano sconosciuti

ALDO NOTARIO

ra che Nones ha vinto la medaglia d'oro a Grenoble tutti sanno ( ■ W chi è Nones e molti sanno che nello sci esiste anche il fondo, y-6z pochi sanno invece che gli sci da fondo sono più piccoli e leg­ geri di quelli da discesa, e pochissimi sanno quanta fatica e quanti sacrifici costa il fondo e che per ottenere dei risultati discreti bisogna fare almeno 500 chilometri l’anno per allenarsi. Uno dei meriti delle Olimpiadi è proprio questo: far capire ai tifosi che lo sport non è solo il calcio e che lo sport è più bello, molto più bello, a farsi che non a vedersi. Lo sport deve possedere questo segreto se molti ragazzi si innamorano di esso e cominciano ad assediare le piscine, le pi­ ste di atletica e di sci, i campi sportivi. Piscine, piste e campi cominciano ad essere pochi, insufficienti, i genitori protestano e gli amministratori pubblici si rendono conto che i bilanci de­ vono comprendere con le strade, le scuole e le fognature anche gli impianti sportivi per i ragazzi.

FRANCO NONES del CSI Trento, rivelatosi nel Trofeo Laurino, cam­ pione nazionale CSI di fondo nel 1960. EZIO DAMOLIN del CSI Trento, vincitore del Trofeo Laurino nel salto, ha partecipato ai cam­ pionati nazionali CSI di fondo. FABIO MORANDINI del CSI Trento, proviene come Damolin dall’LI.S. Monti Pallidi di Moena. PALMIRO SERAFINI del CSI Modena, campione nazionale CSI di fondo e staffetta nel 1959-6263-64. ALDO STELLA del CSI Asiago, campione na­ zionale CSI dì staffetta nel 1956 e ‘57. GIANFRANCO STELLA del CSI Asiago, per vari infortuni non ha potuto prendere parte ai cam­ pionati nazionali, ha svolto per molti anni attività locale con il CSI Asiago.

1 rimpianto del ragazzo della via Gluck di Celentano per i prati verdi della sua infanzia è il rimpianto di tutti i ragazzi che si trovano oggi assediati del cemento e devono accontentarsi del marciapiede o del terrazzino di casa per saltare e correre. Gli adulti hanno le superstrade, l'onda verde e le sopraelevate ma i ragazzi non hanno più i prati. La civiltà dei consumi ci ha dato gli elettrodomestici, l’uti­ litaria per tutti, ma ai ragazzi ha tolto i prati: i ragazzi non sanno dove giocare e il gioco per il ragazzo è come l'aria per il polmone. Milano, la città tipica del benessere, ha scoperto che più del­ la metà dei suoi ragazzi è affetta da scoliosi alla spina dorsale; i figli del benessere sono potenzialmente gobbi. a vittoria di Nones ha rilanciato il problema: Nones non ha vinto per sé ma per tutti i ragazzi d’Italia che rivendicano il loro diritto allo sport. Il Centro Sportivo Italiano non si entusiasma per la sua medaglia, accomuna Nones agli altri rimasti nella penombra per­ ché non esaltati dalla vittoria: ma Stella, Morandini, Serafini e Damolin, cresciuti nel vivaio propagandistico del CSI, hanno al pari di Nones il merito di aver scelto la strada della scuola dello sport, fatta di sacrifici ma ricca di intima gioia che solo chi la frequenta può conoscere e gustare. Hanno detto a tutti che la scelta fatta dal CSI è la scelta giusta: quella di lavorare nel silenzio perché tutti i ragazzi co­ noscano e vivano l’esperienza sportiva. Tra l'altro più ragazzi allo sport non significa solo uomini più ricchi spiritualmente e fisicamente domani,, ma anche più medaglie olimpiche per lo sport italiano. E i fatti stanno dando ragione al CSI. 5


la corrida del pallone La violenza negli stadi, esercitata dagli atle­ ti o dal pubblico, è caratteristica di questi ul­ timi tempi. Non ha patria, si può dire, perché affiora in Turchia come in Italia, oltre Oceano e in Inghilterra, al nord e al sud, al caldo e al freddo. La violenza accomuna, purtroppo, diversi popoli di svariato carattere ed assortite latitudini. C’è, come in ogni fatto umano, una concatenazione di cause ed effetti. La violenza negli stadi — come l'abbiamo definita — si può spiegare come originata da diverse componenti: — l'esasperato professionismo di certo sport che pone in gioco grossi interessi economici, di ambizione, manie di grandezza e guadagni ingenti, tutti incentivi ad una lotta senza esclu­ sione di colpi sul campo con un conseguente trasferimento del clima violento sulle gradinate; — lo sfogo quasi inconscio di aggressività di cui hanno bisogno gruppi o individui in un momento, fortunatamente, pacifico per buona parte del mondo;

— il perfezionismo della nostra epoca che porta le persone ad una insofferenza quasi fi­ sica per gli errori di altri, quali arbitri e si­ mili;

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servizio di PAOLO VALENTI

— l’insofferenza per {'autorità paludata il culto dell’individualismo, suscettibile e spettoso, che rendono il pubblico — o una par­ te di esso — sospettoso, pessimista, pronto a

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Reti di protezione fino al cielo battaglioni di polizia e carabinieri... Sono misure necessarie ma insufficenti per porre fine alla violenza negli stadi. I motivi di un malcostume che si fa sempre più generale e preoccupante vanno ricercati in profondità. Le soluzioni si possono attuare soltanto attraverso un serio e civile impegno di tutti.

/aia co(V' a[ criticare selvaggiamente quanto avviene sul cam­ po da parte di arbitri, dirigenti e anche atleti;

— il « complesso di corruzione » che è ti­ pico dei nostri tempi e che porta a sospettare, a torlo o a ragione, di accordi più o meno te­ nebrosi, di « compre » « vendite » e « combines »;

— il bisogno — per contro — di un'oasi ingenua e governata da principi da manuale di cavalleria di arturiana memoria dove rifugiare anche inconsciamente il proprio desiderio di fantasia e ingenuità, frustrato dalla concreta realtà del mondo tecnicizzato: chi sceglie lo sport come sua « oasi », dà in escandescenze, sentendosi « tradito », se in essa ritrova quelle magagne della vita di ogni giorno che vuole sfuggire; — il complesso della faida e del borgo an­ tico, che si risveglia con sussulti tanto più vio­ lenti quanto più sporadici in un tempo sempre più rivolto ad allargare le frontiere non solo al di là delle mura del paese (con p minuscola o maiuscola) ma addirittura al di là dei con­ tinenti;

— la continua tensione nervosa ed emotiva che accompagna la vita dell'uomo moderno; — l'infinita serie di frustrazioni che un mon­ do organizzato e programmato come quello in cui viviamo ci infligge ogni giorno e alle quali 8

si può reagire con inconsulte esplosioni di odio e violenza appena si esce dal mondo economi­ co, di rapporti, di ogni giorno e si crede di eli­ trare, con lo sport liberamente scelto conie mo­ tivo di interesse, in una prateria, in nna foresta primordiale, in una « riserva » di libere espressioni di passione;

— la violenza di taluni atleti di oggi che sopperiscono ad un difetto di prestanza o di preparazione (richieste in sommo grado dal ci­ tato « perfezionismo » moderno applicato allo sport) con la brutalità e la « cattiveria », senti­ menti e atteggiamenti facilmente trasmissibili al pubblico; — l'acquisizione alle manifestazioni sporti­ ve di nuovi spettatori (prodotto dell'inurbanesimo) che non hanno ancora completato la loro assuefazione alle nuove condizioni di vita più evolute della città e che spesso sfogano gli stes­ si squilibri deirambientamento in gesti di in­ tolleranza. Sono tutte cause, dunque, legate in qualche modo — e sembra un paradosso — al progresso del nostro tempo, alla tranquillità relativa, al benessere. Diremmo, meglio, sono connesse al momento di transizione tipico in tutte le vi­ cende e attività umane della nostra epoca. Non ce da meravigliarsi, in quanto i socioioghi e i giuristi indicano — per fare un esem­ pio parallelo — nella floridezza economica e


nella evoluzione organizzativa le cause indiret­ te di un aumento e di un « perfezionamento » della delinquenza comune: un maggior movi­ mento di denaro, una invidia ed intolleranza per gli altrui forti guadagni, un senso di incon­ scia anarchia che assale taluni soggetti in pre­ senza di un ambiente, per contro, pacifico e organico, le migrazioni di popolazione favorite dai rapidi mezzi di trasporto e comunicazione, il tecnicismo trasferito nel crimine.

Non per questo sarebbe giusto fare mac­ china indietro con il progresso (né sarebbe pos­ sibile). Occorre pertanto, nello sport come nel­ le vicende umane di ogni genere, cercare quei motivi di superamento di una situazione che sono consentiti dalla realtà e obbiettività delle cose, senza abbandonarsi a superficiali crociate di comodo, a grida spettacolari. Soprattutto, non accendendo esageratamente le passioni a scopo di cassetta o editoriale. La via è una sola: fare sì che le nuove gene­ razioni (le vecchie e contemporanee è meglio... attendere che passino col minor danno) arri­ vino allo sport da gradinata, allo sport da spet­ tatori — una volta superata la giovane età — dopo aver praticato attivamente le discipline atletiche. Difficilmente chi ha fatto dello sport attivo, anche e soprattutto da modesto dilet­ tante come possono fare tutti, si trova fra i protagonisti di un assalto alle reti protettive e di una sassaiola contro i pullman degli « ospiti ».

Per quanto riguarda gli arbitri, gli scandali, le « camarille », il discorso diventa più ampio e si associa a tutto un movimento di moraliz­ zazione del pubblico costume e, per contro, anche di autocontrollo sullo scandalismo fine a sé stesso o, peggio, fine al... lucro. Una più responsabile coscienza professionale, frutto di accurata preparazione tecnica ed etica, sarebbe auspicabile. Infine, l'educazione della massa a metodi più... garbati, investe un miglioramento, una evoluzione del viver civile in cui gli sportivi entrano solo come propagandisti di una pra­ tica agonistica dilettantistica, dopolavoristica che faccia la sua parte nello sciogliere le tos­ sine del tempo attuale (ogni tempo ha le sue). Un uomo, distintissimo, sta otto ore al gior­ no di fronte ad una calcolatrice, magnetizzato da tasti e cifre; le altre ore, le passa o di fronte a spettacoli generici, collettivi, massa fra la massa o, racchiuso come un isolato improvviso prigioniero, in una scatola di latta a motore, sommerso in tante scatole di latta uguali alle sue, ferme ai semafori: c’è da meravigliarsi se la domenica impazzisce e fa corrida allo sta­ dio, qualpra i suoi nervi non siano saldi? C’è, nel caso, da provvedere, rendendo più « umano » il suo tempo, specie libero. C'è da provvedere, non da meravigliarsi. PAOLO VALENTI 9


la società sportiva

una delle seimila ai raggi X di VITTORIO PERI

L’abbiamo visto tutti, poche sere fa sul video, l'ormai cele­ bre chirurgo sudafricano che per primo ha fatto vivere un bianco con il cuore di un nero, in mezzo ad una équipe di chirurgi italiani. Molti lettori avranno forse anche notato che, riferendosi alle note operazio­ ni di trapianto, il doli. Barnard non parlava mai al singola­ re. « Noi abbiamo fatto », « noi abbiamo sperimentato », conti­ nuava a ripetere, quasi a voler dire: « guardate che il successo delle operazioni si deve a tutto il team dei medici del Groote Schuur, non a me soltanto. Io ero uno della squadra, il capi­ tano, se volete; ma non ero solo ».

«Forse questo notevole spiri­ to di équipe — ha scritto Alfon­ so Fumarola sul Corriere dello Sport — Barnard l’ha sviluppa­ lo grazie allo sport agonistico praticato. Il rugby gli ha inse­ gnato ad accomunare gli sfor­ zi e i sentimenti ». La supposizione ha il valore che ha, naturalmente, ma ci of­ fre lo spunto per mettere in 10

luce uno dei molti vaioli, in questo caso la solidarietà, lo « spirito di corpo », che circo­ lano nella vita sportiva.

Più volte si è parlato in que­ ste pagine, soprattutto da un paio d’anni a questa parte, del­ la società sportiva e del suo evolversi da un gruppo seconda­ rio in gruppo primario, cioè in comunità nella quale i gio­ vani si ritrovano anche perché sono amici, oltre che per fare sport.

Si è lungamente indagato sul­ la « natura » e sui « fini » di una società sportiva come noi vorremmo che fosse ciascuna delle nostre società affiliate; ma il discorso non può esaurir­ si in quella analisi sulla fisio­ nomia per così dire « statica » della società, proprio perché es­ sa è una realtà dinamica, viva, formata di ragazi, giovani, adul­ ti; nella quale si agitano idee, sentimenti, problemi, interessi, aspirazioni; ove si alternano speranze e delusioni. Una fitta rete di relazioni personali si intreccia, infatti,

con le finalità specifiche della società sportiva: relazioni ver­ ticali che implicano interdipen denza tra dirigenti e atleti ed esigono preparazione psico-pe­ dagogica da una parte e disci­ plina dall'altra; relazioni oriz­ zontali che comportano la com­ plementarietà tra gli atleti e si fondano sulla solidarietà. Basta trascorrere qualche ora con un gruppo di giovani, spor­ tivo o no, per accorgersi che ciascuno di essi è una specie di radio rice-trasmittente di idee ed esperienze proprie e altrui su una lunghezza d'on­ da propria, con uno schema mentale e un modo affatto per­ sonali di vedere e giudicare av­ venimenti e persone.

Se per certi aspetti i compo­ nenti di un gruppo sono simili (studenti, operai d’una stessa fabbrica), essi sono diversi per temperamento, doti naturali, oc­ cupazioni e preoccupazioni. E' una uguaglianza disuguale che rende estremamente complessa la viva realtà collettiva di un gruppo giovanile.


tre aspetti d’una stessa realtà

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LA VITA SPORTIVA

Se una specie di deformazio­ ne professionale non c'impedi­ sce di giudicare serenamente, crediamo di poter affermare che poche altre attività umane possono vantare una ricchezza di contenuti, positivi e negati­ vi, come quelli che si trovano nella vita di qualunque società. Farne un inventario è quasi im­ possibile, tanti essi sono: la spotaneità, la libertà, la passio­ ne dell’esperienza ludica; la for­ za e l’agilità fisiche; il coraggio e la paura; la modestia e la va­ nagloria; la pazienza, il sacrifi­ cio, la disciplina accanto all’in­ costanza, alla rinuncia e alla ri­ bellione; l’altruismo e la soli­ darietà accanto all’individuali­ smo egoista; l’altare della esal­ tazione e la polvere della scon­ fitta. Come in un caleidoscopio in cui si susseguono figure eurit­ miche sempre diverse prodotte da pezzi di vetro colorato, tut­ ti questi ed altri contenuti che si muovono nel mondo sportivo, riflettendosi nello specchio del­ la vita dei giovani, assumono forme e significati diversi, ca­ paci di promuovere o di alie­ nare la loro personalità.

2 - LA VITA SOCIALE INTERNA

« Non bisogna però credere — mi diceva un allenatore in­ dicandomi un gruppetto di ra­ gazzi che scalpitavano in un

Sottoposta ai raggi X, la vita interna di una qualunque so­ cietà sportiva rivela tre settori o compartimenti, diversi ma non chiusi l’uno all’altro, in cui si agitano problemi, espe­ rienze, valori tipici dell’attività sportiva ed extrasportiva.

campo di calcio — che per loro esista solo lo sport. Per qualcu­ no, è vero, l’interesse sportivo è centrale, ma per la maggior parte è marginale-, un’occupa­ zione piacevole del loro tempo libero e niente di più. Vogliono [are sport, ma restano sempre ragazzi con tutti i loro problemi di scuola e tanti sogni nel cuo­ re ».

L’osservazione è esatta e cia­ scun dirigente dovrà tenerne conto. I giovani che corrono sui nostri campi non lasciano certamente negli spogliatoi i pensieri, le aspirazioni e gli affetti della vita di ogni giorno: li portano con sé in gara, negli allenamenti, in trasferta e nel­ le conversazioni perché prima di essere giocatori, sono uomini. Lo sport, fortunatamente, non è mai, — se non in certe forme di ipertrofia dell’istinto agonistico che riguardano più la patologia che la psicologia dello sport — una vorace pio­ vra che avvinghia l’atleta e soffoca gli interessi extraspor­ tivi della sua vita. E’ un valore umano che integra gli altri e ne favorisce lo sviluppo.

3 - LA VITA SOCIALE ESTERNA

« Come la vita di ogni indi­ viduo — ha scritto il presiden­ te Notario — non è mai chiusa e conclusa in se stessa, cosi an­ che la vita di una società spor­ tiva si pone sempre in relazio­ ne e ni contatto con quelle di società di natura analoga o diversa ».

Da questa terza dimensione scaturisce un’altra sorgente di

valori e rapporti che un dirigente educatore deve tener pre­ sente se non vuole trasformare la società in ghetto o in edu­ candato.

La società si forma per sod­ disfare alcune esigenze dei gio­ vani, non per appagarle tutte. Ognuno cercherà naturalmen­ te di inserirsi in altri gruppi associativi (culturali, religiosi, turistici, ecc.) per soddisfare esigenze di altra natura ed è compito del dirigente sportivo favorire questi inserimenti che tendono ad arricchire la perso­ nalità dei suoi atleti. Oltre alle libere associazioni giovanili ci sono, però, ambien­ ti istituzionali (famiglia, scuo­ la, parrocchia, federazioni, en­ ti locali, ecc.) verso i quali la società deve mostrarsi aperta sia per collaborare che per rice­ vere collaborazione.

E’ necessario, in altre paro­ le, che essa resti in presa diret­ ta con la realtà sociale e cul­ turale in cui vive; altrimenti ri­ schia l’isolamento e, peggio, di creare giovani con i paraocchi, prigionieri del loro sport. Con queste rapide osserva­ zioni non pretendiamo affatto di aver rivelato cose nuove. Ci premeva soltanto, per ora, ri­ portarle sul tavolo dei nostri più sensibili dirigenti di società perché esse diventino oggetto di riflessione e, perché no?, di utili conversazioni.

L’importante, comunque, è che servano non ad arricchire di retorica e luoghi comuni i di­ scorsi sulla vita delle nostre seimila società, ma a favorire, in esse, l'arricchimento umano dei trecentomila giovani che vi fanno sport.

VITTORIO PERI

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CAMPESTRE IN VISTA DELLA “BATTAGLIA” DI COMO

A TARVISIO I CAMPIONATI NAZIONALI DI SCI

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Novantotto Comitati al 16 febbraio. Il nu­ mero, a tre settimane dal termine ufficiale del­ l’attività provinciale, dice eloquentemente che la campestre anche quest'anno sta vivendo un suo magico momento. Ormai tutte le Regioni sono presenti: ormai non si contano più le prove provinciali e zonali dei Comitati; le iniziative, le gare. E’ confortante, ad esempio, constatale che la quasi totalità dei Comitati hanno anche pro­ grammato il Campionato Ragazzi. Quindi un totale successo. E non è finito, ov­ viamente. A Como (perché le finali si faranno proprio a Como), ci sarà la solita « battaglia » campestre. Ma anche questo è, da parecchi anni, scontato. 12

La vittoria Olimpica di Franco Nones, tri­ colore del CSI nel fondo 1960, apre, come non mai, le prossime finali nazionali in program­ ma per il 1° ed il 2 marzo a Tarvisio. Sono appena passati otto anni dal giorno di Cervinia ed il CSI che non si stanca (e non si stancherà) di lavorare a favore dei giovani e dell’intero sport nazionale, può adesso presen­ tare l'ultimo suo gioiello. Franco Nones con la sofferta e maturata vittoria di Grenoble, ha confermalo che la propaganda attuata dal CSI a favore dello sci (tanto per rimanere in argomento) e sem­ pre efficace e soprattutto giusta. Diciamo di Nones, perché Nones ha vinto e ogni vittoria sa entusiasmare, ma non di­ mentichiamoci dei due Stella, anche loro « usci­ ti » dalla gran massa di atleti che ogni anno il CSI presenta sulla ribalta bianca della neve. Con questi ultimi luminosi esempi, andiamo a Tarvisio per assistere ad altre due splendide giornate di gare, per vedere atleti « nuovi » cimeritarsi nelle gare dei Campanili Alpini e del Criterium. Come sempre sarà impossibile scoprire dal­ la centuria ed oltre di atleti di Tarvisio i v i n ciiori, coloro che emergeranno, forse per• la prima volta, in una gara « importante » coloro che saranno, proprio perché vincitori di gare CSI, « tenuti d’occhio » da tecnici qualificati. Ma vediamo più da vicino chi saranno i Co­ mitati che converranno a Tarvisio con propri atleti. Eccoli: Gorizia, Foligno, Siena, Ascoli Piceno, Acireale, (i Comitati nuovi) Valtellina, Bergamo, Lecco, Novara, Trento, Ferrara, Feltre, Modena, Torino, Milano, Vicenza, Udine. Finora sono 17 i Comitati ammessi, ma siamo certi che in questa ultima settimana aumente­ ranno di qualche altra unità. Attività quindi molta, superiore, ad esem­ pio, a quella dello scorso anno. Molte le gare provinciali, e soprattutto tantissime prove di fondo e slalom, proprio in quei Comitali che hanno iniziato quest’anno l’attività bianca. Più avanti appaiono alcune corrispondenze dai Comitati. Sono « testimonianze » preziose che fanno maggiormente constatare l’entusiasmo e la volontà che anima la periferia del CSI a fa­ vore dello sport bianco della neve. Ora guardiamo a Tarvisio. Saranno altri scudetti che andranno ad or­ nare giovani maglie. Saranno altri ricordi, stu­ pendi, che si aggiungono ai molti avuti in que­ sti anni. Ricordi di gare, atleti, momenti pre­ ziosi, per il nostro sporl e per quello nazionale. ENRICO DREIN


Tarvisio è una cittadina turistica di confine: si trova infatti ad un tiro di schioppo dalla vi­ cina Jugoslavia e dall’Austria. Tarvisio possiede un’invidiabile attrezzatura turistica e chi de­ cide di soggiornarvi, può star certo di goder sin dall’inizio di ogni confort. Ve inoltre il non trascurabile vantaggio che il direttissimo RomaVienna ferma proprio a Tarvisio, ovvero l'ul­ tima stazione italiana prima di varcare i confini della madrepatria. Il Comitato provinciale del Centro Sportivo Italiano, al quale è stata demandata l'organiz­ zazione di questi campionati nazionali, è al la­ voro già da parecchio tempo: le fondamenta erano già state gettate qualche mese fa, ov­ vero fin da quando si ebbe sentore che i « na­ zionali » avrebbero potuto essere ospitati nella ridente località turistica del Tarvisiano. Il pre­ sidente, geom. Giovanni Cesca, con il direttore tecnico Pietro Buligan, hanno mobilitato l'in­ tero apparato dirigenziale del CSI per far sì che la manifestazione abbia già garantito il miglior successo organizzativo ed agonistico: per il successo tecnico si rimanda alle capacità sportive di ogni sciatore partecipante a que­ sta massima assise nazionale. Nei giorni 29 febbraio e 1 e 2 marzo, Tar­ visio sarà invasa dalle rappresentative dei comi­ tati CSI di quasi tutta Italie: in quei giorni Alberghi ed impianti porteranno il « tutto esau­ rito ». La stampa e la radio del Friuli VeneziaGiulia hanno accompagnato questa fase orga­ nizzativa sotto ogni aspetto e si ritiene che nei giorni di gara ci sarà anche la TV con filmati per i telespettatori italiani. Perché le cose vadano bene oltre al già men­ zionato « staff » del CSI sono stati mobilitati i dirigenti dell'Azienda di Soggiorno, quelli del Comune, nonché i responsabili dello Sci Cai Monte Lussaci (una delle più note e veterane società in campo nazionale) la cui sede è a Tarvisio.

Nei tre giorni di gare è prevista una paren­ tesi distensiva allo scopo di abbinare il lato sportivo a quello turistico: i dirigenti del CSI d’accordo con l’Azienda di Soggiorno ed il Co­ mune di Tarvisio metteranno a disposizione delle rappresentative dei torpedoni con destina­ zione Klagenfurt, o Villach (due cittadine au­ striache molto note per le loro bellezze e per l’ospitalità). Il giorno precedente l’arrivo delle rappre­ sentative saranno istituite dei posti tappa dove chiunque potrà attingere notizie ed informa­ zioni per un soggiorno privo di imprevisti: sia alla stazione ferroviaria, che all’Azienda di Sog­ giorno, ci saranno degli incaricati a disposi­ zione di tutti, senza dire che dei torpedoni sa­ ranno a disposizione per trasportare sciatori e dirigenti dal luogo di arrivo a quello dove al­ bergheranno, ed ancora, ai campi di gara: seb­ bene questi ultimi siano a portata... di gambe! Sembra che nulla sia stato tralasciato per assicurare alla manifestazione quel successo che indubbiamente merita. Per quanti non conoscono Tarvisio, vale la pena di ricordare che le sue piste ed attrezza­ ture hanno ospitato manifestazioni nazionali ed internazionali, l’ultima delle quali è stata la COPPA DUCA D’AOSTA, manifestazione che potremmo definire PRE0LIMP1CA (poco tem­ po prima che si effettuasse l’Olimpiadi di Gre­ noble) ed alla quale hanno partecipato i mi­ gliori discesisti internazionali e nazionali Una cornice fastosa sarà data alla manife­ stazione, alla quale parteciperanno le maggiori autorità locali, provinciali e regionali con in testa i presidenti dell’Assemblea Regionale e del Consiglio Regionale del Friuli Venezia-Giulia, dott. Doro De Rinaldini e On. Alfredo Berzanti. A tutti dunque e sin d'ora un buon sog­ giorno a Tarvisio e che sia, in special modo per dirigenti ed atleti, foriero di lusinghieri suc­ cessi tecnici. LORENZO GALLO

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LO SCI IN ALCUNI o DEI NOSTRI COMITATI PERIFERICI S

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L’attività sciatoria è sta­ ta sempre un vanto del CSI di Udine tant’è che in di­ verse occasioni Udine con alcuni suoi sciatori vinse vari titoli nazionali (1959: fondo Campanili Alpini con Cappellari. 1960: fondo Campanili Alpini con Cap­ pellari e staffetta Campa­ nili Alpini con Vueric, Cecconi, Romanini). Dal 1960 e fino al 1964 c’è stata un po’ di crisi dovuta al fatto che molti dirigenti avevano abbando­ nato sicché il « ricambio » è stato difficile e laborio­ so; peraltro i « nuovi » si sono rimboccate le mani­ che ed hanno riiniziato da zero giungendo a risolleva­ re le sorti del CSI Udinese molto bene: l’anno scorso a Cervinia il Comitato di Udine terminò al primo posto assoluto nella classi­ fica per Comitati. L'attività in campo lo­ cale, che serve anche da preparazione all’allestimen­ to della rappresentativa, conta sull’effettuazione di molte prove valligiane sud­ divise in tre vallate: Val Canale, Val Tagliamento, Val Degano; ultimamente si è aggiunta anche la Val But. Per ogni manifesta­ zione la presenza media era di ben 110 sciatori! Un numero che le gare-FISI difficilmente possiedono. Di questo rilancio agoni­ stico, tecnico ed organiz­ zativo fautore primo è il

presidente del comitato geom. Giovanni Cesca; gli è più che valido braccio — dal lato tecnico —> il D.T. Pietro Buligan (Consiglie­ re Nazionale della CTN Sci e Montagna). Non va tra­ scurato inoltre l'apporto organizzativo della segre­ teria con a capo Luigi Bernardis. Una CTP Sci e Montagna che funziona a meraviglia assicura conti­ nuità e successo a ciascu­ na manifestazione.

SIENA Il Comitato C.S.I. di Sie­ na ha iniziato quest’anno l’attività sciistica senza eccessive pretese, ha voluto saggiare, cioè, la propria capacità organizzativa in questo settore. I risultati sono stati soddisfacenti e praticamente ci hanno im­ pegnato a programmare per il prossimo anno un programma più vasto, compresa la partecipazione degli atleti più meritevoli alle finali nazionali. Le gare effettuate sono quelle comunicate alla CTN Sci e Montagna con i ri­ sultati delle medesime; ci interessa precisare comun­ que che abbiamo trovato l’appoggio del C.T.G. Siena nella realizzazione, della F. I.C. e della F.I.S.I.. Le pro­ spettive per il futuro sono buone e lo Sci Club Arma­ ta che non ha potuto par­ tecipare alle gare di que-

st'anno perché non ha fat­ to in tempo ad affiliarsi e a tesserare i suoi atleti, sarà senz’altro una società che ci darà un notevole contributo di esperienza, aiuto organizzativo e di partecipazione di atleti. Il programma 67-68 per il Comitato di Siena si è li­ mitato ad alcune gare pro­ vinciali, questo anche pel­ le particolari condizioni eComitato conomiche del C_.7.™1_ stesso.

FOLIGNO

Il Campionato Zonale di Sci di Foligno si è svolto a Forche Canapine di Norcia il 24 gennaio, in collabora­ zione con lo Sci Cai del Sole di Foligno. La manifestazione, giunta al secondo anno di vita, ha avuto un buon successo anche se non tutte le So­ cietà del Comitato hanno capito l'importanza della disciplina della neve. Nel prossimo anno il Comitato cercherà di sen­ sibilizzare maggiormente lo ambiente delle Società, sul problema dello sci, con riunioni atte a dimostrare che lo sci non è e non de­ ve essere considerato un pretesto o un passatempo, ma bensì un vero e proprio sport Come d'altra parte è av­ venuto nelle gare di For­ che, dove gli atleti presen­ ti hanno dimostrato di possedere ottime doti ago­ nistiche e tecniche, sì da sperare in qualche buon piazzamento nei prossimi nazionali di Tarvisio.

ASCOLI PICENO In una bellissima giorna­ ta appenninica al Monte Piselli, gli atleti dello Sci aderenti a varie Società hanno gareggiato per di­

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Monte Piselli, Ascoli Piceno, gruppo di concorrenti alla partenza nel primo Campionato sciistico.

sputare la prova di quali­ ficazione di Slalom Gigante. Si è così conclusa la fa­ se della stagione « bianca » del Centro Sportivo Italia­ no ascolano che speriamo proseguire con buoni risul­ tati alle nazionali dell’1 e 2 marzo. Questo sport, entrato si­ lenziosamente in questi ul­ timi anni nel nostro am­ biente cittadino, si è impo­ sto autoritariamente e sta portando tanti e tanti giovani a questa disciplina sportiva. Ormai, come si è constata­ to, il « boom » della neve è un dato di fatto. Questo ri­ svegliarsi dell’interesse scii­ stico non poteva non inte­ ressare il CSI, che ne ha fatto subito una attività agonistica. In questo meraviglioso ambiente che è il Monte Piselli i partecipanti alla gran gara di Slalom Gigan­ te si sono dati battaglia sfidando i cronometri. E' stata una bella realtà per il CSI ascolano organizza­ re questo primo Campio­ nato di Sci, e poterlo ag­ giungere agli altri sport da tempo praticati dal nostro comitato. Il CSI ha potuto contare su una buona schiera di atleti, su una organizzazione ]perfetta fatta di cronometristi della FIC TIC e su un personale tecnico capace e ben preparato. Nel pomeriggio del 28 gennaio, nel rustico rifugio del Monte Piselli, alla pre­ senza dell "Assessore allo Sport e Turismo del Co­ mune di Ascoli Piceno si è proceduto all’assegnazione dei numerosi premi messi a disposizione dagli Enti cittadini e dalla Presidenza Nazionale CSI. A Ivo Prio­ ri è andata la coppa offer­ ta dall’Ente Prov.le per il Turismo, quale vincitore della categoria Campanili Alpini.

DOMENICO PESARINI


CSI TECNICA curve veloci e cristiania SERVIZIO DI CARLO COVI

Le curve veloci, considerate dallo sciatore la mèta più ambita, sono quelle che danno, una volta acquisita la perfetta tecnica di esecuzione, le migliori soddisfazioni. Nella perfezione della loro esecuzione si distingue lo sciatore com­ pleto e stilisticamente perfetto. Le curve possiamo dividerle in due gruppi: curve verso monte e curve verso valle. Le curve verso monte sono le più facili perché durante l’esecuzione la velocità diminuisce, mentre quel­ le a valle, specialmente quando vengono aperte verso la linea di massima pendenza, sono le piu difficili perché in esse la velocità aumenta.

JEAN CLAUDE KILLY

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le curve verso monte La Curva a sci paralleli verso monte viene eseguita quando si scende in diagonale un pen­ dio e per effettuarla si fanno i seguenti movi­ menti: 1) Partendo dalkf’ posizione di discesa in linea diagonale si esegue un piegamento de­ gli arti inferiori accentuando la posizione delle ginocchia e degli spigoli a monte.

2) Distendere gli arti inferiori: per la distensione le ginocchia riassumono la posizio­ ne di partenza e gli spigoli vengono rilasciati e si ha di conseguenza uno slittamento delle code verso valle e l’orientamento delle punte verso monte.

3) Dopo qualche istante si devono piega­ re gli arti inferiori di quel tanto necessario per riprendere la posizione di discesa diagonale, con la presa degli spigoli a monte; le ginocchia sono spinte avanti ed a monte ed imprimono agli sci « forza girante » (punte a monte e code a valle) Durante questa fase la spalla a monte, che è stata ulteriormente avanzata, riorna nella posizione normale. Durante tutto l’esercizio gli sci sono rimasti « uniti » e paralleli. Nel fare il parallelo verso monte, che è una curva relativamente facile sia perché la velocità diminuisce notevolmente, sia perché non com­ porta cambio di spigoli, ma solo il rilascio e la successiva ripresa, si possono commettere i seguenti errori: a) portare in avanti lo sci a valle significa provocarne l’apertura della coda con una conse­ guente azione frenante; b) fare gravare il peso più sullo sci a monte impedisce allo sci di avere funzione di guida, mentre la coda dello sci a valle tende a slittare in fuori;

c) avanzare la spalla a valle vuol dire rinunziare ai vantaggi della nuova tecnica e ritornare nella vecchia; d) allargare gli sci significa perdere par­ te dell’efficacia dei movimenti.

cristiania a valle con apertura a monte La tecnica impiegata in questo esercizio vie­ ne normalmente usata dallo sciatore per passa­ re da una diagonale di discesa all’altra e per­ mette in genere di scendere lungo qualsiasi ti­ po di pendio. Partendo dalla posizione base di discesa diagonale per effettuarla si fanno i seguenti movimenti: 1) Portare il peso sullo sci a valle con una successiva parziale apertura della coda dello sci a monte. Si deve nello stesso tempo mante­ nere saldo l’appoggio sullo spigolo a monte del­ lo sci a valle. La spalla a monte deve essere lievemente arretrata. 2) La gamba a valle esegue un parziale e morbido piegamento seguito da una rapida distensione. La distensione rapida aiuta a spo­ stare il peso del corpo dallo sci interno a quello esterno che ha assunto la posizione piatta.

Curva a sei paralleli verso monte. I disegni di questo servizio sono tratti dal volume di Carlo Covi « Sci nella Scuola • Trento, via V. Veneto, 72; L. 800.

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3) Si riunisca lo sci interno all'esterno avanzandolo leggermente e dopo averlo tenuto qualche attimo di piatto eseguire l’inversione di presa degli spigoli. Si esegue quindi contem­ poraneamente una graduale ripresa degli'spigoli interni che continua fino alla fine dell'esercizio mentre si fa una pressione sui talloni che per­ mette di applicare una « forza girante ».


Nell’eseguire l’esercizio si può cadere in vari errori fra i quali citiamo: a) aprire esageratamente lo sci a monte porta ad un equilibrio precario e ad una ese­ cuzione difficile e rigida di tutti i movimenti;

b) arretrare il busto sulla linea di sima pendenza causa uno scarso controllo sci che tendono a « scappare », in questo gente è molto facile perdere l’equilibrio dere;

mas­ degli frane ca-

c) ritardare la chiusura dello sci interno porta ad una cattiva conclusione dell’esercizio;

d) alzare eccessivamente lo sci interno nel riunirlo può portare ad una perdita di equi­ librio o di controllo, comunque è un movimen­ to inutile;

e) l’abbandono nella fase di apertura del­ lo sci a monte dello spigolo interno dello sci a vale provoca uno sbandamento della coda dello sci a valle; /) se si avanza la spalla esterna si causa una chiusura anticipata della curva riducen­ done il raggio.

Cristiania a valle con apertura a monte (verso sinistra). L'illustrazione è tratta da •< Il vero sciatore >» di Freund-Campiotti, Ed. Longanesi.

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cristiania a valle a sci paralleli Il Cristiania a valle a sci paralleli chiamato anche « parallelo verso valle » è la più diffici­ le delle curve veloci perché comporta un cambio simultaneo degli spigoli senza la facilitazione dell’apertura, cioè sempre a sci uniti e paralleli. La sua difficoltà e la sua bellezza e spettacolari­ tà fà si che questo esercizio rappresenti l’aspi­ razione di ogni sciatore, anche se pochi riescono ad impararlo e ad eseguirlo nella sua migliore esecuzione e bellezza. Come per gli altri esercizi si parte nella posizione base di discesa in linea diagonale lun­ go un pendio con un dislivello piuttosto accen­ tuato e per effettuarla si fanno i seguenti movimenti:

1) Si esegue un piegamento con successi­ va distensione degli arti inferiori. Durante la distensione gli sci lasciano gli spigoli e si met­ tono di piatto. Sono quindi in condizione di reagire positivamente ad una forza girante che provoca lo spostamente delle punte degli sci a valle e le code a monte. Nello stesso tempo si porta il peso del corpo sullo sci esterno e si esegue un piccolo avanzamento dello sci e della spalla interna. 2) Con un piegamento graduale degli arti inferiori si continua ad applicare la « forza gì-

Nei disegni: a sinistra il parallelo verso valle; a destra la « serpentina » serie di curve per l'apprendimento del parallelo.


rante » e si riprendono, quindi, gli spigoli in­ terni alla curva, mantenendo sempre avanzata la spalla interna. 3) L'esercizio termina riassumendo la po­ sizione base di discesa in linea diagonale. Nell’eseguire il cristiania a valle a sci paral­ leli si possono commettere degli errori fra i quali citiamo:

«) avanzare troppo lo sci interno porla ad assumere una posizione del corpo poco cor­ retta compreso l’eccessivo avanzamento della spalla; b) l’irrigidimento del corpo durante lo esercizio fà perdere parte della sensibilità e ci si trova nella impossibilità di guidare gli sci fi­ nendo col cadere; c) mantenere il busto in posizione arre­ trata rompe l’equilibrio e si finisce col cadere sulle code;

d) allargare anche di poco gli sci impe­ disce di assumere la corretta posizione del cor­ po;

e) non eseguire con la dovuta continuità e fluidità la successione dei movimenti impe­ disce la esecuzione di una buona curva e soprat­ tutto lo sciatore non riesce a dirigere dove de­ sidera. La esecuzione di serie di curve concatenate di cristiania permette una efficace acquisizione della tecnica.

cristiania e corto raggio Per cristiania a corto raggio si intende un continuato succesivo, rapido cambiamento di direzione. Con questa tecnica è possibile scen­ dere per i corridoi stretti e ripidi senza aumen­ tare di velocità, cioè controllando la discesa a seconda delle caratteristiche del terreno. Nor­ malmente il cortoraggio è usato nello slalom. Si parte dalla posizione base di discesa in linea di massima pendenza e per effettuarla si fanno i seguenti movimenti:

me così la posizione per iniziare l’esercizio dalla parte opposta. L'esecuzione del raggio corto si basa sulla azione degli arti inferiori che con le anche ese­ guono un movimento pendolare a destra ed a sinistra. La parte superiore del corpo viene scarsamente interessata ed il petto rimane pra­ ticamente rivolto sempre verso valle. Fra i principali errori nei quali si può cadere nel fare il raggio corto citiamo: a) fare delle prese di spigolo insufficien­ ti porta lo sciatore a non più controllare la ve­ locità che aumenta progressivamente per cui non si ha più la possibilità di fare il corto raggio; b) appoggiare il bastoncino fuori tempo rispetto al piegamento degli arti inferiori, op­ pure poggiarsi sul bastoncino fuori tempo ri­ spetto al piegamento degli arti inferiori: in questi casi non si può usufruire dell'aiuto dato dal bastoncino anzi, molto spesso, se ne riceve un danno tale da compromettere la curva e l’equilibrio; c) appoggiare il bastoncino troppo lontano non dà la possibilità di avere un efficace punto di appoggio;

d) divaricare le code degli sci, partico­ larmente dello sci a valle, porta come conse­ guenza una perdita della posizione base e, quindi, della possibilità di eseguire un eserci­ zio corretto ed efficace;

e) limitare l’azione della parte inferiore del corpo al solo ancheggiare senza agire con la dovuta tecnica ed efficacia sugli sci non permette di eseguire le deviazioni caratteri­ stiche del raggio corto ed in pratica si ha uno sciatore che discende in linea retta con grandi movimenti dei fianchi.

1) si esegue un parziale piegamento degli arti inferiori e contemporaneamente si punta il bastoncino nella neve dalla parte con cui vuo­ le girare all’alteza della metà anteriore degli sci; 2) si distenndono gli arti inferiori e si esegue uno spostamento delle corde in fuori me­ diante l’applicazione di « forza girante » agli sci, nello stesso tempo lo sci interno viene legger­ mente avanzato; 3) quando si è ottenuta la deviazione vo­ luta gli sci vengono posti maggiormente di spi­ golo, contemporaneamente viene poggiato il bastoncino a valle ed eseguito un piegamento degli arti inferiori con la spinta a monte delle anche ginocchia e caviglie;

4) si esegue la distensione degli arti in­ feriori che permette di mettere gli sci prima di piatto e poi di deviare la parte posteriore degli sci oltre la linea di massima pendenza, si assu-

Con questo numero terminano gli in­ terventi di Carlo Covi sullo sci. I ser­ vizi tecnici di Stadium proseguiranno nel prossimo numero con una ampia analisi sulla più moderna tecnica del Tennis Tavolo.

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i nostri centri olimpia di atletica leggera

A FAENZA UNA VERA GRANDE FAMIGLIA Riteniamo che questa sia la caratteristica che può sintetica­ mente contraddistinguere il Centro Olimpia di Faenza. Tutta la vita, il funzionamen­ to, i luminosi risultati sia tecni­ ci che organizzativi raggiunti nella sua pur breve esistenza, sono in massima parte dovuti ai rapporti di sincera e pro­ ficua collaborazione istaurati sin dall'inizio dal Presidente del nostro Comitato, l’appas­ sionato dott. Gualdrini, mirabil­ mente affiancato in questa sua azione dali’allora Direttore del Centro, l’entusiasta rag. Maccagni. La ragnatela dei rapporti umani del Dott. Gualdrini ha in un primo momento facilitato il lancio dell'iniziativa, che ha avuto nella stima che egli gode in larghi strati della cittadi­ nanza il migliore biglietto da visita. Ma egli ha subito intui­ to che, date le particolari carat­ teristiche della iniziativa, era necessario sensibilizzare le fa­ miglie alle finalità che essa si prefiggeva, e quindi ha sugge­ rito, all altrettanto convinto Direttore, di invitare i genitori dei ragazzi che si erano iscritti per illustrare loro nel modo più i fuso possibile lo scopo ed il funzionamento del Centro. Ma si e fatto di più, si è chiesta oro una diretta collaborazione 20

per migliorarne il funzionamen­ to e le strutture. Inoltre si è permesso ai genitori di assiste­ re alle periodiche visite medi­ che, in modo da dare loro un metro di giudizio, dimostratosi estremamente positivo, imme­ diato sugli indubbi vantaggi fisici che i loro figlioli acquisi­ vano dall'attività sportiva. Questi contatti, oltre a quelli accennati riguardanti le visite mediche hanno avuto una pe­ riodicità mensile, e nel corso di queste riunioni i genitori han­ no costantemente dato il loro valido apporto di idee e sugge­ rimenti. Questa Direzione collegiale, questa costante partecipazione alla vita del Centro da parte dei genitori, entusiasti dei risul­ tati raggiunti, ha avuto anche una determinante incidenza sullo sviluppo del Centro stes­ so, in quanto sono stati i ge­ nitori degli allievi i migliori propagandisti della iniziativa e i più convinti assertori sulla necessità di questo « servizio » per la cittadinanza, sensibiliz­ zando in tal modo anche l’opi­ nione pubblica e di riflesso le Autorità che, raccolta la favo­ revole eco, non hanno man­ cato di facilitare e di sostene­ re in tutti i sensi la vita di questa moderna « Scuola ». E l'atmosfera creata da que-

sta intelligente forma di condu­ zione, è così valida e ricca di positivi risultati che il Rag. Maccagni, costretto a lasciare la Direzione del Centro di Faenza per motivi di lavoro (comunque anche a Como dove si è trasfe­ rito ha portato la sua esperien­ za ed il suo entusiasmo cataliz­ zando subito l'ambiente e con­ tribuendo in modo determi­ nante alla costituzione di un Centro Olimpia del quale egli è Capo Istruttore), sinceramen­ te e testualmente potè scrivere: « la Direzione del Centro è sta­ ta per me una delle soddisfa­ zioni più belle provate da quan­ do seguo l'attività del Centro Sportivo Italiano come Diri­ gente di Comitato e da quando mi interesso di atletica leg­ gera come dirigente e come tecnico ». Ma l’apoteosi si è avuta alla solenne cerimonia di chiusura del 1° Corso svoltasi in una vi­ brante atmosfera di entusia­ smo, alla quale hanno preso parte la quasi totalità dei par­ tecipanti e dei loro genitori e nel corso della quale alcuni genitori hanno preso la parola per esprimere al C.S.I., ai Di­ rigenti ed agli Istruttori del Centro la loro viva irconoscenza per i visibili benefici otte­ nuti dai loro figlioli che non


soltanto avevano migliorato il loro fisico, ma erano diventati più ubbidienti ed avevano ot­ tenuto anche migliori risultati scolastici. Concordemente han­ no chiesto di continuare l’atti­ vità del Centro, sia con la rea­ lizzazione del 2° Corso, che con l’apertura di un nuovo 1° Corso. A rendere più incandescente l’atmosfera si è avuta la pro­ iezione di un film 8 mm, rea­ lizzato dal CSI di Faenza, illu­ strante tutta la vita del primo anno del Centro, che ha viva­ mente interessato sia i piccoli intervenuti che si sono ricono­ sciuti attori, che i loro genito­ ri che hanno potuto così rivive­ re i momenti più belli dei loro « atleti » impegnati nelle varie esercitazioni o nelle prove di brevetto, o nelle gare del Tor­ neo Inter-Centri organizzato dal Servizio Tecnico Sportivo del CONI. Abbiamo così evidenziato abbastanza diffusamente un particolare tipo di esperienza che riteniamo possa essere te­ nuto presente dagli altri Cen­ tri Olimpia, dati i positivi ri­ sultati raggiunti; riservandoci di illustrare prossimamente al­ tri particolari della vita dei nostri Centri che riterremo uti­ li e validi. FILIPPO DRAGOTTO

I CENTRI OLIMPIA DEL C.S.I. Istituiti nel 1967

BRESCIA - Centro maschile e femminile - Ha 109 allievi. Da quest’anno funzionerà anche il Centro Pulcini. FAENZA - Centro maschile e femminile - Ha 104 allievi. FORLÌ’ - Centro organizato in collaborazione con la Polisportiva EDERA dell’ENDAS - Maschile e femminile ' - Ha 75 allievi. Ha 132 iscritti. LECCO - Centro maschile e femminile TERMOLI - Centro solamente maschile - Ha 12 iscritti. TRENTO - Centro solamente maschile - Ha 40 iscritti. Istituiti nel 1968 ACQUI TERME - Centro solamente maschile - Organizzazione U.S. Ricre Fulgor - Dispone di Palestra propria. BOLOGNA BORGO PANIGALE - Centro solamente maschile Organizzazione affidata alla Polisportiva Antal Pallavicini - Di­ spone di attrezzature proprie. COMO - Funzionerà in collaborazione con la Gioventù Italiana Dispone di attrezzature proprie - Centro Maschile e femminile. LUGO DI RAVENNA - Centro solamente maschile - Organizza­ zione affidata alla Società Baracca di Lugo - Dispone della Pa­ lestra di un Istituto Scolastico. PONTEDERA - Centro solamente maschile - Ha avuto la dispo­ nibilità degli impianti Comunali. Centro solamente maschile - Ha ottenuto la dispoRAGUSA nibilità degli impianti locali. ROVIGO - Centro maschile e femminile - Organizzazione affi­ data al Centro Don Bosco - Dispone di un micro-impianto di atletica ed ha ottenuta la disponibilità di una palestra scolastica. TREVISO - Centro maschile e femminile - Ha la piena dispo­ nibilità degli impianti necessari. Ha ottenuta la diVICENZA - Centro mascile e femminile sponibiltà delle attrezzature necessarie.

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UN LIBRO

MONDO GRANDE E PICCOLO cura di GIULIO M4RTINUCC.I

LE DIFFERENZE TRA PAE­ SE E CITTA’, tra mondo lega­ to alla campagna e ambien­ te cittadino vanno notevol­ mente attenuandosi nelle abitudini e nei comporta­ menti dei giovani. Questa la interessante sco­ perta di fondo di una in­ chiesta condotta dal Centro Studi Lombardi sulla gioven­ tù di Milano e provincia. In altre parole, la presenza di zone a forte industrializza­ zione crea influssi tali sul­ l’intera regione circostante da stabilire quasi una unità omogenea di ordine sociale e culturale anche nei tradi­ zionali ambienti dei piccoli paesi dove non manca certo l’economia agricola. La tele­ visione, il cinema, la moto­ rizzazione e la conseguente facilità di spostamenti, l'au­ mentata percentuale di gio­ vani allo studio, le letture, la moda cooperano a questo processo di livellamento che, partendo dall'eguaglianza di comportamenti esteriori (la macchina, il disco, il vesti­ to), giunge sino ai giudizi, alle idee, ai desideri, ai com­ portamenti morali, dove il fatto di abitare nella selva di cemento armato dei quar­ tieri cittadini o nel tranquil­ lo borgo rurale sembra non avere più — almeno per le nuove generazioni — l’impor­ tanza che gli abbiamo sem­ pre dato.

MILANO E PISA, FIRENZE E ROMA stanno conoscendo tempi aspri di occupazioni di sedi universitarie, d'inter­ venti della polizia, di denunce e controdenunce. Quasi tutta la stampa nazionale che s’in­ teressa al fenomeno nasconde accuratamente tra le righe la vera domanda: « Ma, insom­ ma, cosa vogliono questi gio­ vani? » per non lasciar tra­ pelare il fastidio che simili episodi recano ai benpensan­ ti. In realtà, la struttura uni­ versitaria italiana, che da an­ ni va rivelando la sua insuf­ ficienza, è giunta ormai al limite di rottura nello scon­ tro con una nuova coscienza di sé, che i giovani nati nel secondo dopoguerra sembra­ no più chiaramente possede-

re, e con le profonde muta­ zioni che il Paese ha subito nel passaggio da una econo­ mia prevalentemente statica ad una tecnologia industria­ le in continua evoluzione, do­ ve la ricerca universitaria potrebbe giocare un ruolo decisivo. E’ per questo che il proble­ ma di una riforma dell’uni­ versità si presenta in modo tanto complesso, dove l’acca­ demismo dei professori im­ pedisce loro di cogliere gli aspetti positivi delle propo­ ste giovanili e dove anche i giovani non sempre riesco­ no a trovare l’equilibrio per­ ché un dialogo s’instauri e proceda, sia pure in mezzo a resistenze e urti di men­ talità; ed è per questo che a nessuno è lecito far cade­ re dall’alto il solito giudizio sprezzante e frettoloso — co­ me troppi in questi giorni stanno facendo — su un pro­ blema che è di tutti, che ci investe e coinvolge e dalla cui soluzione dipende per buona parte il futuro della società italiana.

L’ARCIVESCOVO DEL «FAC­ CIA A FACCIA», il cardinale Veuillot, è morto a Parigi. Nella grande diocesi della capitale tutti si erano abi­ tuati a chiamarlo così, fedeli ed avversari, per la sua pro­ fonda diffidenza per gli appa­ rati e le cerimonie e per il suo spiccato desiderio di po­ ter sempre trattare con tutti direttamente per ascoltare e dibattere i problemi concreti della vita degli uomini sen­ za il paravento dell'ufficiali­ tà. Una qualità così spicca­ ta, che «rompeva » con la tradizione, lo portò anche ad utilizzare liberamente della televisione e della stampa più diffusa (e non dichiara­ tamente cattolica) perché il dialogo della Chiesa con il mondo non si limitasse ad essere una bella ma vuota enunciazione del Concilio. Non sfuggì alle critiche di molti ma i consensi e gli appoggi furono più numerosi delle incomprensioni anche perché la sua grandissima ca­ rità aveva fatto breccia nel cuore dei parigini.

i gruppi culturali in Italia Questo volume rappresenta il frutto d’una indagine promossa e coordinata da Antonio Di Raimon­ do, condotta dall'ufficio SPES del­ la Democrazia Cristiana. A quanto ne sappiamo è il primo tentativo di un'analisi seria del < fenomeno dei gruppi culturali condotto in Italia.

I motivi che hanno mosso i pro­ motori deH’iniziativa sono princi­ palmente due. Innanzitutto la ne­ cessità di studiare in modo rigo­ roso un fenomeno che ha assunto in questi ultimi anni proporzioni vastissime e di cui non si cono­ scono ancora la portata culturale e l'influenza sull’opinione pubbli­ ca. Poi, la ricerca di tutti quegli elementi che possono fondare una politica aperta alle nuove esigenze e alle nuove manifestazioni attraver­ so le quali si esprime l'opinione pubblica della società. Appare senza dubbio come un obbiettivo particolarmente attuale nel momento in cui le accelera­ zioni provocate dallo sviluppo so­ cio-economico mettono in discus­ sione sia la struttura tradizionale dei partiti, sia quelle forme asso­ ciative più o meno spontanee che in una visione politica democratica debbono essere considerate essen­ ziali ai fini di una maggiore li­ bertà di dibattito e di iniziativa politica. Riteniamo quindi che que­ sta indagine, condotta dalla Spes, non attraverso un metodo di cam­ pionamento anonimo, ma con l'aiu­ to di corrispondenti regionali preoc­ cupati di cogliere in modo ogget­ tivo le caratteristiche del fenome­ no, possa servire come un primo importante contributo su quella che oggi si può dire una dimensione nuova della cultura e della po­ litica.

Dall'indagine scaturiscono propo­ ste concrete sul piano di studio e operativo. In primo luogo quella di' inte­ grare e aggiornare annualmente l'indagine sull'associazionismo cul­ turale in Italia. Secondariamente quella di confrontare con uno stu­ dio apposito, le esperienze che in altri paesi vengono condotte nel campo dell'associazionismo cultu­ rale. Infine, di analizzare atten­ tamente quali possibilità esistono oggi in Italia di coordinare l’asso­ ciazionismo culturale attraverso gli strumenti pubblici e privati, che hanno compiti di promozione cul­ turale e civile.

DC - SPES, I « Gruppi » culturali in Italia, Roma, pag. 150.

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TACKLE

GIOVANI

p-.; -.-'V .-

il generale allo stadio

4 MEDAGLIE PERSONALI

Siamo tornati da Grenoble con quattro medaglie d’oro, Un successo davvero insperato anche dagli ottimisti più incalliti. Sono quattro medaglie chp fanno riflettere. Abbiamo vinto nel fondo noi che siamo i « proprietari » dello sci alpino, Abbiamo vinto nel bob e nello slittino femminile, due specialità, regno esclusivo di pochi appassionati, che non s ci­ no e non diventeranno mai popolari. Non vogliamo dire con ciò che queste medaglie hanno minor valore, anzi. Ma sono la Franco Nones

A

Eugenio Monti

espressione della volontà e della capacità di pochi. Non si può certo dire che esprima­ no la sportività del nostro Paese. E’ triste, ad ogni Olimpiade, dover fare sempre lo stesso bilancio. Ce la caviamo sempre con onore, ma i nostri olimpionici sono il f rutto di se stessi e di alcuni tecnici che li seguono. Dobbiamo sentirci veramente onorati di appartenere ad un Paese capace di esprimere uomini della tempra di un Nones e di un Monti. Ma dob­ biamo anche augurarci che in avvenire essi siano i veri rap­ presentanti di una coscienza sportiva nazionale.

LE LEGGI SON, MA CHI PON MANO AD ELLE?

1972. E allora, che aspettiamo le cerimonie inaugurali per sollevare gli scandali?

Ha detto Brundage: « La famiglia olimpica è largamente aperta a tutti, ma essa ha, come ogni famiglia, le sue regole; quelli che vogliono entrarci siano i benvenuti ma rispettino le nostre usanze e le nostre leggi ». D’accordo, Mister Brundage. Ma chi è che deve far rispet­ tare queste leggi? E perchè se ne parla sempre e soltanto quat­ tro giorni prima delle Olim­ piadi? Brundage e il C.I.O. sanno benissimo che cosa succederà in ottobre a Città del Messico, a Sapporo e a Monaco nel

NON TUTTI GLI SONO UGUALI

ATLETI

Il Sud Africa è stato riam­ messo a partecipare ai Gio­ chi del Messico. La rappresen­ tativa sarà ufficialmente uni­ ca, ma gli atleti di colore non potranno essere selezionati in patria insieme ai bianchi e co­ munque non potranno gareg­ giare con essi nei giochi di squadra. Come commentare una deci­ sione del genere? Abbiamo in­ teso che la delegazione italia­ na ha votato contro la riam­ missione. E' l’unica cosa che ci consola in questo pasticcio.

Gli stadi italiani sono un campo di battaglia. Ogni do­ menica è un fattaccio nuo­ vo che le cronache registra­ no regolarmente: zuffe fra giocatori, fra giocatori e ar­ bitri, fra arbitri giocatori e allenatori, fra arbitri gioca­ tori allenatori e spettatori. Una cosa veramente incivile. Gli amici del Bar dello Sport ne discutono anche lo­ ro in termini sempre più ac­ cesi. Ci vuole una soluzione a tutto questo, non se ne può proprio più. La soluzione l’ha trovata il vice-primo ministro greco degli interni Pattakos che, assistendo ad una partita fra il Panathenaikos e 1’0lympikos, ad un brutto fal­ lo commesso da un giocato­ re, non dimenticandosi di es­ ser stato generale, ha fatto intervenire la polizia per ar­ restare il gioco. Poi ha con­ vocato sotto la tribuna il malfattore e l’ha espulso dal campo dicendogli: « Se lo fai ancora ti faccio mettere in prigione ». Tutto ciò senza aspettare l’intervento di quel­ lo smidollato dell’arbitro che magari avrebbe solo .preso nota nel suo taccuino del nome del giocatore falloso. E’ una soluzione veramente « forte », una di quelle solu­ zioni che accolgono l'appro­ vazione di tanti che, per sal­ vaguardare l’ordine a tutti i costi, sono disposti a lasciar perdere su tante altre cose come, ad esempio, la libertà. E’ un asoluzione che molti vorrebbero applicare anche all’educazione dei giovani che sono così ribelli e protesta­ tari e che non si sa come controllare. Resta il fatto che, come ognuno sa (anche se non lo .vuol ammettere), queste so­ luzioni « forti », se cambiano qualcosa sul momento, alla lunga le cose restano come prima o diventano peggiori. Per noi, perciò, il signor Pattakos, dimenticandosi di essere stato generale, fareb­ be molto meglio, quando va allo stadio, a divertirsi o ar­ rabbiarsi, come fanno tutti i tifosi del mondo, lasciando all’arbitro quello che è del­ l’arbitro e preoccupandosi, nel suo lavoro, di esser quel custode della libertà dei cit­ tadini che dovrebbe essere.

PAOLO

ANDREOLI

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NOTIZIARIO ANDES-ISEF

ASSEMBLEA INSEGNANTI E. F. DI ANCONA Ancora una volta la con­ tinua ed instancabile azio­ ne della presidenza nazio­ nale dell’ANDES ISEF ha permesso di superare de­ gli ostacoli in favore dell’Educaz.ione Fisica. Infatti, in occasione dell'Assemblea degli insegnanti di educazione fisica di Anco­ na e provincia il nostro presidente nazionale e in­ tervenuto ed ha illustrato la necessità di votare ed approvare un ordine del giorno per sostenere l’a­ zione dell’ANDES in favo­ re della istituzione della facoltà delle scienze delle attività motorie. L’Assemblea, pronta e sensibile a recepire le con­ tinue necessità della disci­ plina, dopo l’ampia discus­ sione ha approvalo il se­ guente ordine del giorno. I professori di educazio­ ne fisica di Ancona e Pro­ vincia riuniti in assemblea il giorno 3 febbraio 1968. presente l’On. Giulio Leo­ pardi Dittaiuti, dopo am­ pia discussione in merito ai problemi della catego­ ria e soprattutto in me­ rito alla istituzione della

facoltà di scienze delle at­ tività motorie, approvano il seguente ordine del giorno:

plaudono all’iniziativa dell'On. Beniamino Finocchiaro che ha depositato la proposta di legge n. 4744 con cui viene proposta l’istituzio­ ne della Facoltà di scienze delle attività motorie;

sollecitano

il Parlamento e tutti i par­ titi politici a sostenere questa iniziativa ed a far sì che nel corso di questa legislatura possa essere approvata. Chiedono

che tutte le associazioni di categoria, i sindacati dei lavoratori e tutti gli enti e le persone interessaie al problema svolgano ogni azione perche la pro­ posta di legge Finocchiaro sia approvata e diventi legge dello Stato. Decidono

di inviare copia del presente o.d.g.:

1) all’On. Beniamino Fi­ nocchiaro; 2) all’On. Giuseppe Ermini, presidente dell’VIII Commissione Pubbl. Istru­ zione della Camera dei De­ putati; 3) alla Commissione scuola nazionale dei se­ guenti partiti: a) Democra­ zia Cristiana, b) Partito Socialista Unificato, c) Partito Repubblicano Ita­ liano, d) Partito Liberale, e) Partito Socialista Unità Proletaria, f) Partito Co­ munista Italiano, g) Movi­ mento Sociale Italiano. Alla riunione ha preso parte l’On. Giulio Leopar­ di Dittaiuti che ha illu­ strato la posizione del pro­ prio partito nei riguardi della costituenda facoltà ed ha fatto presente che l'opposizione di principio manifestata dall'On. Valitutti in occasione della di­ scussione della votazione >n sede referente dell’e­ mendamento Finocchiaro, con cui è stato soppresso l'articolo 32 del disegno di legge 2314 di riforma uni­

versitaria sarebbe stata senz’altro superata (l'arti­ colo trentadue prevedeva gli ISEF di tre anni) an­ zi, ha anticipato, che non solo i! suo partito non avrebbe fatto opposizione, ma che avrebbe fatto in modo di accelerare l'iter parlamentare della propo­ sta di legge per la costi­ tuenda facoltà delle scien­ ze delle attività motorie. Con questo ultimo con senso dovuto all’azione dell’ANDES lo schiera­ mento dei partili politici presenti in parlamento è tutto in blocco favorevole alla istituzione della Fa­ coltà delle scienze delle attività motorie. In questi ultimi giorni, inoltre, il Ministro della Pubblica Istruzione on. Gui ha espresso il suo consen­ so ritirando alcune riserve di principio precedentemente espresse ed il sotto­ segretario Elkan ha anco­ ra una volta confermata la sua adesione aperta e totale.

NORME PER IL TESSERAMENTO Ricordiamo ai soci che ancora non hanno rinno­ vato la tessera ed a colo­ ro i quali desiderano iscri­ versi all’ANDES ISEF che possono farlo versando la relativa quota sul conto corrente postale dell’Associazione n. 1/37178 intesta­ to a ('Educazione Fisica Oggi, via di Campo Mar­ zio, 69 - 00196 Roma.

Quota sociale

a) diplomati ISEF lire 3.000 di cui lire 1.000 ven­ gono versate quale premio alla Società Assicuratrice d’Italia. b) studenti ISEF lire 1.000; I soci studenti e diplo­

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mati riceveranno oltre al­ la tessera, la stampa della Associazione e le riviste STADIUM e Dibattili.

Rischio assicurabile L’assicurazione e presta­ ta per la responsabilità ci­ vile derivante all’insegnan­ te ai sensi di legge per danni involontariamente provocati a terzi, compre­ si gli allievi, da fatto pro­ prio o dagli allievi stessi, nell’esercizio dell’attività professionale di insegnan­ te di educazione fisica. Massimali assicurativi:

L. 15.000.000 per ogni si­ nistro, qualunque sia il nu-

merò delle persone che abbiano lesioni corporali od abbiano sofferto danni a cose di loro proprietà, ma col limite di L. 5.000.000 per ogni per­ sona danneggiata e di L. 1.500.000 per danni a cose, anche se appartenen­ ti a più persone. Iniziative varie

La Presidenza Nazionale ha preso contatti ed ha concluso già i primi ac­ cordi con le Federazioni Sportive che hanno pub­ blicato manuali tecnici per metterli a disposizione dei soci con una riduzione di prezzo. Sono stati presi contatti anche con le case

editrici che hanno pubbli­ cato libri sportivi di eleva­ to valore tecnico-didattico. Nel prossimo numero eJencheremo le pubblicazio­ ni che possono essere ri­ chieste, e con quali facili­ tazioni, attraverso l'Associazione. Sono, inoltre, stati presi Contatti per un corso ve­ lico, per corsi di istruitore di nuoto e salvamento, di ginnastica voga e per lo judo. Nei prossimi numeri co­ municheremo le modalità per la partecipazione ai suddetti corsi. IL PRESIDENTE

DOMENICO MAIELLO


TJTTOCSI

UNA BELLA INIZIATIVA Parlare delle opere di generosità che si sono susseguite a ritmo intenso e che continuano a favore delle così tragicamente provate po­ polazioni della Sicilia recentemente colpite dal terremoto, è quasi inutile. Tutti infatti possono seguirne quotidianamente attraverso la stampa le notizie. Non possiamo però tralasciare di dare noti­ zia di due iniziative che provengono proprio dal nostro ambiente. Infatti, il Direttivo del Comitato Zonale Au­ tonomo di Acqui Terme ci ha inviato un con­ tributo di L. 10.000 ciascuno da devolvere a favore di due Comitati delle zone così dura­ mente provate dal terremoto. Altre 10.000 lire da parte degli atleti, dei dirigenti e degli arbi­ tri che svolgono l'attività calcistica del Comitato Provinciale di Salerno, sono state inviate di­ rettamente alla Prefettura di Trapani. I due significativi gesti non hanno mancato di trovare il più lusinghiero consenso della Presidenza Nazionale, soprattutto per fumana solidarietà che gli amici di Acqui e di Salerno hanno voluto così dimostrare. Ad essi ed a tutti gli atleti e dirigenti che in gran numero hanno fatto sentire la loro soli­ darietà e comprensione alla popolazione sici­ liana, vadano i migliori ringraziamenti della Presidenza Nazionale e di Stadium.

PREMI ANNUALI CSI-SCUOLA Fra le molte iniziative dei nostri Comitati, segnaliamo questa del nostro Comitato di Taranto, il quale ha isti­ tuito, di intesa con il locale Provveditorato agli Studi, due premi annuali — consi­ stenti in medaglie d’oro of­ ferte dal C.S.I. Taranto — da assegnare ad uno studen­ te e ad una studentessa, ap­ partenenti ad un istituto su­ periore della provincia, che durante l’attività sportiva scolastica si siano partico­ larmente distinti per doti e prestazioni di particolare ri­ lievo tecnico e agonistico e che. nel corso degli studi abbiano conseguito un pro­ fitto superiore alla suffi­ cienza. Le finalità della iniziativa del Comitato, oltre che ispi­ rarsi ai principi di fondo dell’attività del Centro Spor­ tivo Italiano, vogliono anche consolidare la validità della funzione dello sport nell’am­ bito di un sistema educativo moderno ed efficace. E’ indubbio che gli scopi dell’attività sportiva scolasti-

ca si identificano con i mo­ tivi che stimolano l’azione del C.S.I., in quanto la Scuo­ la ed il Centro Sportivo Ita­ liano affrontano, sia pure su piani e con mezzi diversi, i medesimi e molteplici aspet­ ti del problema della forma­ zione fisica e morale dei giovani, I premi consistono in due medaglie d’oro di conio spe­ ciale. sul retro delle quali è incisa la dicitura: Premio C.S.I. - Scuola - Taranto, completata dall’indicazione’ dell'anno scolastico cui si riferisce la premiazione. La assegnazione dei premi sarà attribuita da una Commis­ sione così composta: Presi­ dente Provveditore agli Stu­ di; Componenti: Presidente Comitato Provinciale C.S.I., Coordinatore per' l’Educazione Fisica e Sportiva, Delega­ to Provincaile del C.O.N.I., insegnante di materie lette­ rarie, designato dal Provve­ ditorato agli Studi. La Com­ missione sarà coadiuvata da un segretario, prescelto dal Comitato del C.S.I.

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congressi dei comitati MOLFETTA

Con l'intervento del prof. Giuseppe Burdisso, Vice Se­ gretario Generale del Cen­ tro Sportivo Italiano e la partecipazione di oltre 150 dirigenti di Comitato, di So­ cietà e dei delegati rappre­ sentanti le 77 società affi­ liate, si è svolto a Molfetta l'atteso 7° Congresso zonale. Affidata la Presidenza del Congresso al prof. Burdisso, rappresentante della Presi­ denza Nazionale del CSI, in apertura hanno porto il sa­ luto con parole di augurio e di impegno alla responsa­ bilità S. Ecc. Mons. Achil­ le Salvucci vescovo di Mol­ fetta, Giovinazzo e Terlizzi, ed il prof. Boffoli Sindaco di Molfetta. Ha preso, quindi, la pa­ rola il presidente uscente dott. Mario Cozzoli che ha tenuto una ampia ed accu­ rata relazione sul triennio che si è concluso: 1964-67. Ha posto in evidenza l’au­ mentato numero delle so­ cietà ed atleti in numero di 77 con oltre 5.000 tesse­ rati nei Comitati di Mol­ fetta e di Trani, quest’ulti­ mo dipendente dal Zonale Autonomo. Si è soffermato ad analizzare gli aspetti dell’attivitlà formativa, orga­ nizzativa e tecnico-agonisti­ ca realizzata dal Comitato e dalle Società è che ha vi­ sto i suoi punti-forza negli « incontri dirigenti », nei Cor-

si Estivi, nella celebrazione di manifestazioni di propa­ ganda. nello sviluppo di in­ numerevoli tornei ed attività fra le nove discipline spor­ tive praticate dal Comitato di Molfetta. Particolare im­ portanza ha assunto, a con­ clusione del triennio, la rea­ lizzazione della Finale Nazio­ nale dei Campionati CSI di Atletica Leggera su pista. Ha concluso richiamando all attenzione dei numerosi presenti i traguardi che si pongono nel triennio futuro e che riguardano; il prose­ guimento dell’azione di for­ mazione dei dirigenti (è pre­ vista la realizzazione del Cor­ so Estivo ad Acerno), la ri­ strutturazione della attività per i giovanissimi (nuovo impulso al « Trofeo G. Chia­ rini »), l’attento studio delle ■ attrezzature inei paesi della ‘ " zona (è stata costituita una apposita Commissione), mag­ giore impulso all’attività senioristica, avvio all’attività femminile dopo la felice esperienza. La relazione è stata appro*vata all'unanimità, mentre il Presidente Diocesano della GIAC ha dato lettura dei Consiglieri nominati per il prossimo triennio: Saverio Cozzoli, Saverio Gaudio, Mau­ ro Caparsi, Gaetano Sorgen­ te, Girolamo De Pinto, Alfon­ so Mezzina, Giuseppe Spam­ pano, Pasquale Cipriani, Gio­ vanni De Biase, Domenico Pisani. Il Congresso ha quin­ di eletto l’altra metà dei

no stati inviati due teleo______ rispettivamente a grammi Sua Santità Paolo VI ed a Sua Eminenza Angelo Del­ l'Acqua. E' seguita la relazione mo­ rale-organizzativa e finanzia­ ria dello scorso triennio. Interessante l'intervento del presidente diocesano del­ la GI.A.C. di Roma, Meloni, che ha messo in evidenza i rapporti tra GIAC e C.S.I., che sono stati sempre im­ prontati alla massima cor­ dialità, amicizia e dovuti ai principi informatori che ac­ comunano l’azione dei due organismi che ha come fine l'educazione dei giovani. Aperta la discussione, sosulla relazio­ no intervenuti i-*....................... ROMA ne i Sigg. Micheli del Torre­ spaccata, Galiuccio del Don ' Il giorno 27 gennaio è' Bosco - Cinecittà, Summa Roma, Vinciotti stato celebrato il Congresso della Pro Roma. delle società sportive del del Torrespaccata, Moretti Comitato prov.le di Roma. della Nuova Ardens, Cacioli del Borgo Don Bosco, Pa­ Dopo un breve pensiero spirituale del Consulente gella e D’Alberti della Città Ecclesiastico, Mons. Mari­ dei Ragazzi i quali hanno no Marani, il presidente u- dimostrato l'alta maturità scente, Natalizia, ha rivolto dei dirigenti romani ed il un sentito ringraziamento ai loro senso di responsabilità dirigenti e consulenti eccle­ come educatori verso gli ot­ siastici presenti ed al Prof. tomila giovani tesserati, per Lorenzo Borghi, rappresen­ il CSI-Roma. tante della Presidenza Na­ Posta in votazione la re­ zionale. lazione, essa su proposta del Espletate le formolità di delegato D’Alberti è stata rito per l’elezione del Pre­ approvata all’unanimità dai sidente del Congresso e del circa duecento dirigenti pre­ Collegio degli Scrutatori so- senti aH'Assemblea.

consiglieri nelle persone di: Antonio Salvemini. Mario Porta. Nicola De Robertis, Liborio Pisani, Domenico Ti­ nelli, Giuseppe Tatuili, Save­ rio Coppolecchia, Pietro Fac­ chini, Giacomo Campanale, Cosmo Barbolla. Il nuovo Consiglio Diretti­ vo ha poi proceduto alla ele­ zione delle cariche direttive riconfermando nello incari­ co di Presidente Zonale il dr. Mario S. Cozzoli, Vice Presidente il dr. Saverio Gaudio, Segretario l’ins. Gi­ rolamo De Pinto, Tesoriere il sig. Gaetano Sorgente, Direttore Tecnico il sig. Alfonso Mezzina.

Congresso di Roma. Da sinistra: i dirigenti del Comitato Cedrone, Manfredi, Stimma; il dott. Meloni Presidente GIAC di Roma; il prof. Borghi Segretario Nazionale CSI; il dott. Natalizia Presidente provinciale; Il Presidente GIAC di Palestrlna; Il Segretario Veneruso.

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Per il triennio 1968-1971 le presidenze diocesane della Provincia hanno nominato i signori: Natalizia Vincenzo, Carscrà Francesco, Manfredi Alfredo, Scuderini Aldo, Pa­ gella Giuseppe. Santi Anto­ nello, Rossi Duilio, Granci Getullio, Troini Andrea, mentre sono risultati eletti i Sigg.: Mazzalupi Franco, Capobianco Giovanni, Sar­ rocchi Livio, Michele Anto­ nio, Pasquinelli Pasquale, Coluzzi Pietro, Sotte Anto­ nio, Curci Aurelio, Rosi An­ tonio.

RAVENNA

Presenti l’Arciv. mons. Baldassarri, il prof. Laudicina del consiglio nazionale C.S.I. e le massime autorità, civili, militari e sportive ed inoltre notissime figure di sportivi in attività e a riposo, ha avuto luogo il congresso pro­ vinciale del Centro Sportivo Italiano. I lavori sono stati aperti da un saluto da parte “elei rag. Benini, presidente del comitato provinciale. E’ se­ guita la relazione tecnica del sig. Montanari. L’ex capita­ no della nazionale di palla­ volo ha ricordato con dati precisi ed eloquenti la mole di lavoro svolta dal comi­ tato nel lasso di tre anni. I Vigili del Fuoco nella pal­ lavolo, l'Olimpia, la Stella Azzurra e il Romagna per il calcio. Baracca e Fiorente Lugo per il tennis da tavolo e l'atletica, i Cervi per il nuoto sono le società che hanno svolto attività di ri­ sonanza nazionale. Ha quindi porto il suo sa­ luto S.E. l'Arcivescovo che ha presentato il nuovo assi­ stente ecclesiastico, don Lui­ gi Lorenzi che è succeduto a don Gastone Bezzi, chiamato

a più gravi incarichi pasforali. Dopo brevi parole del con­ sigliere nazionale, si è pas­ sati alla premiazione degli atleti del Baracca Lugo, di­ stintisi alle finali nazionali d’atletica, c alla consegna di una targa ad un giornali­ sta concittadino per la fatti­ va collaborazione nella divul­ gazione delle notizie C.S.I. Significativa la consegna ai nove nuovi arbitri del distin­ tivo da parte di un ex arbi­ tro di Serie A. Sono stati infine resi no­ ti i nomi dei consiglieri pro­ vinciali eletti dall'assemblea dei presidenti di società e che si vanno ad aggiungere a quelli nominati d'ufficio. Essi sono Bravi, Benedetti, Costa c Zanelli; gli altri so­ no Montanari, Fogli (segre­ tario provinciale) e Casadei oltre al riconfermato presi­ dente provinciale rag. Be­ nini. UMBERTO SUPRANI

Confermiamo l'organizza­ zione da parte dell’U.S. Ardita del Centro Giovanile « Stella Matutina » di Go­ rizia, del 1° Concorso Tri­ veneto di fotografia spor­ tiva. Il Comitato Organizzatore, nella sua ultima riu­ nione, ha fissato le se­ guenti date: termine ulti­ mo per la presentazione delle opere: 12 settembre; riunioni delle Giurie: 14-15 settembre; inaugurazione della Mostra: 22 settem­ bre!; serate di proiezione delle pellicole e delle dia­ positive: 26-27 settembre; chiusura della Mostra: 6 ottobre.

A conclusione di un trien­ nio denso di soddisfazioni, il Comitato Zonale di Oristano ha tenuto il proprio Congres­ so, il 3a dalla sua costituzio­ ne, per il rinnovo delle cari­ che del Direttivo e l’elezione del rappresentante zonale al­ l'imminente Congresso Na­ zionale. La giornata si è aperta con la celebrazione della Santa Messa da par­ te del Consulente Ecclesiasitco zonale Don Antonio Muscas. Ha iniziato i lavori il Consulente Eccl. Don Mu­ scas per la relazione forma­ tiva ove ha tenuto a sotto­ lineare l'importanza dello sport attivo come mezzo educativo e di formazione fisica. E’ stata quindi la volta del Presidente uscente Dr. Sergio Trogu che nella Sua relazione morale-organizza­ tiva ha messo evidenza

i progressi fatti dal Comi­ tato Oristanese che al ter­ mine della decorsa stagione sportiva contava ben 60 Società affiliate e quasi 1.500 atleti. I lavori si sono conclusi con le elezioni dei sette consiglieri che sono risultati nelle persone dei Sigg. Car­ ta V., Perdixi G., Biancu S.. Loddo Tullio, Obino G., Loche V. e Marsille G. che si aggiungono ai 7 preceden­ temente nominati dalla G.I.A.C. In una successiva riunio­ ne il Consiglio Direttivo eletto e nominato per il triennio 1968-70 ha eletto il proprio Presidente Zonale nella persona del Consiglie­ re Salvatore Biancu, men­ tre ha affidato le cariche di Vice Presidente ai Sigg. Loddo Tullio e Scintu. Di­ rettore Tecnico Perdixi; Se­ gretario Pintus e Tesorie­ re Marsille. FRANCO CANI

Congresso di Gubbio. Fra gli altri si notano il tesoriere nazionale Imperia, il Consulente regionale don Vittorio Peri, il presidente Giampiero Bedin e il Presid. reg. Araldo Vispi.

CONCORSO TRIVENETO DI FOTOGRAFIA SPORTIVA GORIZIA

ORISTANO

Ricordiamo che il Con­ corso si articola in 3 sezio­ ni: a) bianco-nero (lato maggiore compreso fra 3040 cm., lato minore libe­ ro); b) diapositive a colo­ ri in formati standard 5x5 e/o 7x7; c) films in bianco e nero o a colori 8 o 16 mm., la cui durata non superi i 20’ di proiezione, muti oppure sonorizzati su pista magnetica, da proiet­ tare a 16, 18 o 24 foto­ grammi al secondo. Tale manifestazione, per la quale è stato chiesto il patrocinio della Presiden­ za del CONI, sarà curata dalla sezione cinematogra­ fica del Centro, affiliata alla FIAF ed alla FEDIC.

INCONTRO REGIONALE DI JUDO DEL CSI JUDO CHIAVARI CHIAVARI Si sono svolti nella pa­ lestra « Marchesani » di Corso Millo a Chiavari, gli incontri regionali di JUDO fra le categorie ma­ schile e femminile, per la disputa della coppa « Città di Chiavari» e coppa «Cen­ tro Sportivo Italiano». Alla manifestazione re­ gionale numerosa è stata la partecipazione dei gio­ vani Judoisti provenienti da varie Società sportive della Liguria. Gli incontri fra le varie categorie di « Cinture » abilmente di­ retti da una triade arbi­ trale, hanno dato luogo a interessanti combattimenti e fasi di alto valore agoni­ stico fra le coppie in gara.

Al termine delle competi­ zioni aveva luogo la pre­ miazione delle Società vin­ citrici e degli atleti, con la consegna da parte del­ le Autorità delle Coppe e medaglie in palio. Ecco le classifiche: Judoiste femminili: 1° An­ drea Doria - Genova - pun­ ti 13, 2° Italsider - Genova punti 6; Judoisti sotto gli anni 16: 1° Accademia Ge­ novese - Genova - punti 14, 2° Kodocan - La Spezia p. 24, 3° Italsider - Geno­ va - p. 17; Judoisti oltre gli anni 16: 1° Marina Mi­ litare - La Spezia - p. 22, 2° Italsider - Genova p. 22, 3° Accademia Geno­ vese - Genova - p. 5. GIUSEPPE BELLI 27


FESTA DELLO SPORT

INAUGURATA LA NUOVA SEDE DEL COMITATO DI PISA PISA Nel dicembre scorso il Comitato Provinciale del CSI di Pisa ha inaugurato la nuova sede, posta nel fabbricato della « Fondazio­ ne Anna e Federico Benve­ nuti », ed ha effettualo la premiazione delle Società e degli atleti per l’anno 1966-67. Alla cerimonia sono in­ tervenuti il Vescovo Ausi­ liare S.E. Mons. Antonio Angioni, il Sindaco Ing. Battistini con gli Assesso­ ri allo Sport, Avv. Supino, e alla Polizia, cav. Lenzi, il vice Prefetto Dott. Longo, il vice Questore Dott. Rimmaudo, l’Assessore allo Sport deH'Àmministrazione Provinciale Prof. Vaglini, il rappresentante del Prov­ veditore agli Studi Prof. Cini, i rappresentanti lo­ cali delle Federazioni Sportive Nazionali. Rivolgendosi agli inter­ venuti, il Presidente del C.P., rag. Brogni, ha posto in risalto come la nuova sede fosse ormai divenuta una esigenza dettata dal sempre crescente sviluppo delle attività del Comita­ to, ed ha rivolto un vivo ringraziamento alla « Fon­ dazione Benvenuti » che ha offerto la sua ospitalità al Comitato stesso. Ha poi illustrato l’attuale situazio­ ne del Comitato, ponendo l’accento sulle non poche difficoltà JlfC—Là che Centro

Sportivo ha incontrato ra, l’U.S. Folgore di S. Mi­ qui a Pisa anche, egli ha niato, l’U.S. Lupi di S. Cro­ detto, «in ambienti e con ce sull’Arno, la Soc. Atleti­ organizzazioni che, per la ca CSI Pisa, il G.S. San loro stessa natura, avreb­ Marco di Pisa, il G.S. San bero dovuto esserci parti­ Francesco di Pisa, il G.S. colarmente e costantemen­ San Panierino di Pisa, te vicine ed amiche », au­ l’U.S. Istituto S. Caterina spicando infine che l'azio­ di Pisa, l’U.S. Giannino di ne del C.P., svolta nell’in­ Colignola, il G.S. CRI Luteresse di una sempre più gnano, il G.S. Spartak di larga massa di giovani, Pisa, il G.S. San Casciano possa nel futuro sviluppar­ di S. Casciano, il G.S. San si con maggiore serenità. Sebastiano di Cascina. Per Ha preso poi la parola la categoria giovanissimi il Sindaco di Pisa, Ing. — Arcobaleno Sport — è Battistini, il quale ha assi­ stato consegnato all’U.S. curato che da parte della Oltrera> di Pontedera il Amministrazione Comuna­ « Trofeo Mons. Alfredo le si guarda con interesse Mariani » che il CSI di e con senso di responsa­ Pisa ha voluto dedicare bilità ai problemi dello alla memoria del compiansport nel Comune, tanto to Assistente Diocesano che si è dato vita alla Con­ della G.I.A.C. sulta dello Sport, un orga­ Il Comitato Provinciale no che ha il compito di ha inoltre offerto una me­ suggerire alla stessa Am­ daglia ricordo a tutte le ministrazione i mezzi più Autorità presenti. validi per avviare a solu­ Ha concluso la cerimo­ zione i non pochi proble­ nia il Vescovo Ausiliare. mi che si presentano at­ Mons. Angioini, il quale si tualmente nel settore spor­ è vivamente complimenta­ tivo cittadino. to per il lavoro del Comi­ Le Autorità presenti han­ tato, affermando che la no quindi consegnato i premi alle Società e agli Chiesa segue con interesse atleti. Sono stati premiati: e cerca di aiutare le atti­ l’U.S. Esperia de la Rotta, vità sportive, che conside­ il G.S. Victoria di Putigna- ra di primaria importanza no Pisano, l’U.S. Turris di per un sano svago e per Pisa, l’U.S. Juventus di un leale agonismo fra i Pontedera, il G.S. Condor giovani, ed ha auspicato di Bientina, l’U.S. Peccio- che il CSI di Pisa possa lese di Peccioli, l’U.S. Stel­ vedere sempre aumentate la Azzurra di Pontedera, le società affiliate e le pro­ l’U.S. Oltrera di Pontede- prie attività.

BOLOGNA

Nel salone S. Domenico ha avuto luogo, alla pre­ senza di S.E. il Cardinale Giacomo Lercaro, Arcive­ scovo di Bologna, e di nu­ merose personalità la «Fe­ sta dello Sport ». Nel corso della cerimo­ nia sono stati consegnati premi ai gruppi sportivi e agli atleti affermatisi nei vari Campionati giallo-blu. La « Coppa Disciplina », che viene assegnata alla Società che si sia distinta per lealtà, classe e sporti­ vità, è andata al Casalecchio Basket, la squadra della vallata del Reno al­ lenata dal Sig. Foschi. Me­ daglie d’oro sono state consegnate al Dott. Gian­ luigi Galli, al rag. Paolo Boschi e al Sig. Franco Pedrini (che per due an­ ni consecutivi ha arbitra­ to la « finalissima » del Campionato Nazionale CSI di calcio), per la loro con­ tinua e disinteressata ope­ ra svolta a favore del CSI. Attestati particolari sono andati: al crossista Marco Righi (del CSI Sasso), che ha vinto lo scudetto na­ zionale CSI Allievi, e ai lanciateri Juniores; Rena­ to Bergonzoni e Maurizio Marsigli, (entrambi dell’Antal Pallavicini), che hanno conquistato i titoli italiani giallo-blu, rispetti­ vamente nel peso e nel disco. Nel corso della « Festa dello Sport » sono state premiate anche le ragazze della « F.A.R.I. »; coppe so­ no andate: alla Nettunia (vincitrice del Campiona­ to Provinciale Seniores di pallavolo) e al Pegaso (vit torioso nel terreno di vol­ ley, svoltosi in maggio a Sasso Marconi).

...E DELLA TESSERA ALTAMURA

li presidente Brogni tiene la relazione sull’attività 1966-67 del Comitato pisano.

28

Ad Altamura si è cele­ brata la Festa della Tesse­ ra e si è tenuta l’Assemblea Generale di tutti i Soci. La manifestazione è stata preceduta da una Ve­ glia Biblica alla quale han­ no partecipato i Presiden­ ti delle Società Sportive con numerosissimi atleti. Il Presidente del Comi­ tato, Ins. Fiorino, nell’esporrc ai Soci il significa­ to della manifestazione, ha spiegato il valore morale che assume la Tessera CSI per la formazione etico­ fisica di ciascun atleta.


PESARO

CORSA CAMPESTRE E TENNIS TAVOLO TORINO Una gara senza prece precedenti quella indetta dalla Commissione Tecnica Atle­ tica Leggera del C.S.I. ed organizzata dall’U.S. Spe­ ranza Collegno per la di­ sputa della IV Prova del Campionato Provinciale di Corsa Campestre. Moltissi­ mi i partecipanti, ottimo il livello tecnico, esempla­ re l’organizzazione curata da Fabrizio Rapetti. La manifestazione ha avuto un carattere veramen­ te di selezione per le dif­ ficoltà del terreno e per la massa dei partecipanti che, più che in ogni altra prova, hanno rappresenta­ to Società di tutta la pro­ vincia. Questi i vincitori: Giova­ nissimi: 1° Santi Luigi (Club 3P Bruere); Ragaz­ zi: Berciti Tito (Club 3P Bruere); Allievi: 1° Colombatti Gilberto (Club 3P Bruere); Juniores: 1° Giai Gischia Luciano (Aldo Por­ ta di Orbassano). A questa prova faranno seguito altre gare di corsa campestre indette nei co­ muni della cintura torine­ se che, oltre ad essere uti­ li per una sempre mag­ giore partecipazione di gio­ vani alle manifestazioni di atletica, danno sempre maggior risultato per il carattere di propaganda sportiva in quanto la mag­ gioranza delle volte ven­ gono svolte in luoghi ove

il C.S.I. non è conosciuto ed attirano decine di spet­ tatori.

COMO

Affermazioni di Fiscale!ti nella categoria Juniores e di Vichi nella categoria Allievi, nel campionato provinciale di Tennis da Tavolo. Fiscaletti si è imposto in scioltezza nella catego­ ria Juniores, davanti ad un Azzi delle grandi occasio-

Con una notevole parte­ cipazione di atleti e di So­ cietà, il Comitato di Como ha iniziato il Campionato Provinciale di Corsa Cam­ pestre che quest’anno ve­ drà la Commissione Tec­ nica Provinciale impegna­ ta in circa 10 prove com­ presa la fase nazionale che si svolgerà a Como il 31 marzo p.v. Sul percorso, a tratti ghiacciato e quasi del tut­ to pianeggiante tracciato dagli organizzatori, un’ot­ tantina di atleti delle di­ verse categorie si sono bat­ tuti senza sosta per la vit­ toria individuale ed ancor più per la conquista della Coppa «Città di Como » offerta dal Comune. Le avvincenti gare han­ no dato i seguenti vinci­ tori: Categoria Giovanissi­ mi: 1° Ripamonti Walter (GS Itala Caccivio); Cate­ goria Ragazzi: 1° Merlo Ma­ rio - GS OR.AL. (Albiolo); Categoria Allievi: 1° Maffia Stefano (GS Stazzona); Categoria Juniores: 1° Bercini Luciano (GS Stazzo­ na); Categoria Seniores: 1° Taccagni Luciano (GS Stazzona). La Coppa « Cit­ tà di Como » è stata vinta dal GS Stazzona.

ni, terzo si è classificato Mainieri, un’autentica ri­ velazione. Nella categoria Allievi, vittoria scontata di Vichi che è stato seriamente im­ pegnato solo dal bravo Principi nelle semifinali, Secondo si è classificato nei Gennari, fortunato turni finali; terzo il discontinuo Giarocchi.

ONORIFICENZA Il doti. Mario Barsotti di Chiavari è stato in­ signito Commendatore dell'ordine al merito della Repubblica Italiana. Il meritato riconoscimento premia l'attività del dott. Barsotti e la sua co­ stante dedizione rtei campo sportivo e umano­ sociale: Presidente e fondatore della squadra CSI Pallavolo e Judo Chiavari; vice presidente re­ gionale del CSI; commissario regionale per il Judo; membro dei medici sportivi internazionali; medico sportivo di quasi tutte le Società spor­ tive chiavaresi; organizzatore del campo profughi e prigionieri di guerra di Pescantina (Verona); si adoperò anche al rilancio nel mandamento del Movimento Donatori di Sangue e organizzò il corso di educazione Sanitaria con i pionieri della fraternità, dando inoltre la Sua opera al Centro Trasfusionale della CRI; organizzatore del Securismo in Italia con l'organizzazione di corsi an­ nuali e formazione del nucleo Securisti chiavarese « Alessio Levaggi » affiliato all’O.I.P.C.; in campo della medicina ricordiamo il Lauro Acca­ demico 1965 dell'Accademia Tiberina.

LUTTO Un grave lutto ha colpito l'amico Renato Ma­ gmi, componente la Commissione Tecnica Nazio­ nale di atletica leggera del CSI, con la morte del figlio. La nostra collaboratrice presso la Direzione Tecnica Nazionale, Sigma Tina Franzini, è stata colpita da grave lutto con l'improvvisa scomparsa del fratello. Agli amici in lutto e alle loro famiglie le più vive condoglianze della Presidenza Nazionale e di Stadium.

®C$1MILANO TANTO TUONO'... Tanto tuoni chi piovve! Ed il Ccmiglio Provin­ ciale de! CSI Milano, nella seduta del 2SJ9/67 ha deli­ berato unj radicale riforma del fervizio di informa tione del Comitato. E" flato infatti decito di dare al secchio "Noti­ ziario ~ una vene tipografica ed una nuova impoftaitone con la funzione i pecifica di informare, divulgare e propagandare Cattiviti del CSI Milano

Inoltre è natii decito thè letttmanalmente le io cieli ricevano i comunicati delle varie Commilitoni Tecniche Provinciali per quelle ducipline iportive in cui iMRno ivolgendo attiviti, latitando che il nuovo " Notiziario " periodicamente informi a grandi linee con una ralligna panoramica ni lutti gli Sporti.

Il “ nuovo " Nctitiario n presenta a Voi dirìgenti. allenatori, atleti, sportivi ed a tutti gli amici del C S.l.

ij iporri.v-rùrrjrr.1 della «muni.'X per prvp rr diffondere . le finalità del CSI che »i rfnr» <*» dalle oltre « organizzazioni ipoetne par le p* romuowio t per lo lfi’i/0 «A* lo f ~CSI ,1 MILANO" -ui« .n u larmmter difficile 4 _

Il Comitato di uva difiuile ii nla iir>rt*i>> d^C'CWlail negli R «a.'riRi-

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Esco Teugenza delle cote ben toste iiu! •< tr«U4tu'«. r.v > ed d desiderio dellaffermazur tonale. mentre li vcnio « propri »<pccita di lotte e di impegno contro Ogm impigrì abbondaci. •lh> delle • Lo ipoet aisume un pù-ruolo re tue npacitd educante ce itene ncfeoaMro o mi vd'crm «.’<■’ tempo libero ali di uta b. chiara infoiti che U impivw tu MWlaH —et saggio impiego di eno cominciando fm edm *’l IVl* da 'ragazzi e lOitcnzianJcla >ua di idee che di cuvoirr mettere in opera ni1 tl.», In • »-r,*i4 dei modi di «m-

Una delle tante testate > dei nostri Comitati e Società. E' il notiziario d'informazione del CSI Milano che da qualche mese esce arricchito ed in nuova elegante veste tipografica. Agli amici redattori di Milano complimenti e auguri... di lunga vita; ai dirigenti delle Società milanesi un caldo invito a sostenere il loro bel giornale.

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MANFIESTAZIONI LOCALI

Approvazione

regolamenti

ALESSANDRIA: (Comuni­ cato Dir. Tecnica Regionale) 3a Coppa Aurora Basket, 1° Coppa Fulvius.

comunicati

Omologazione risultati

TARANTO: IX Coppa Na­ tale - 1° l.N.A. Taranto 2° Virtus A, 3° CIFAP. APPROVAZIONE CORSI TECNICI CAGLIARI: corso aspiranti arbitri; CREMONA: Corso aspiranti arbitri.

RATIFICA COMPOSIZIONE CC.TT.PP. e ZZ.

PAVIA: presidente: Verri, v. pres.: Parisio, Segr.: Molteni, Rappr. FIP e GAP Formentin; PIAZZA ARMERI­ NA: presidente: Leopardi, v. pres.: Dottore, Componenti: Giudice, Ferrara, Raitano, Scollo; LATINA: presidente: Populin, v. pres.: Coccia, Consiglieri: Dragotta, Mari­ nelli e Scotto.

Dalla Direzione Tecnica

ATLETICA LEGGERA COMUNICATO N. 5 Roma, 16 febbraio 1968 CORSA CAMPESTRE

Approvazione regolamenti fasi provinciali e zonali

Ariano Irpino, Potenza, Sessa Aurunca, Spoleto, Piaz­ za Armerina, Saluzzo, Ostuni, Pesaro, Fidenza, Pistoia, Rovigo, Vercelli. Approvazione regolamenti cat. Ragazzi Potenza, Spoleto.

Sessa

Aurunca,

Omologazione risultati ACQUI TERME: 1» prova Allievi, Juniores, Ragazzi; ALTAMURA: prova Allie­ vi e Juniores; AVELLINO: 1“ prova Allievi e Juniores; BARI: 2a prova Allievi, Ju­ niores, Ragazzi; BERGAMO: 2* e 3" prova Allievi e Ju­ niores; BIELLA: 1“ prova Al­ lievi e Juniores; BOLOGNA: 3* prova Allievi e Juniores; CARPI: 1» prova Allievi e Ragazzi; CATANIA: 1* e 2* prova Allievi e Juniores;

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CAMPOBASSO: la prova Al lievi e Juniores; CREMA: 3J prova Allievi e Juniores; CREMONA: 2“ prova Allievi e Juniores; ENNA: la prova Allievi e Juniores; FAENZA: 3“ prova Allievi e•'Juniores. LECCO: 4“ prova Allievi, Ju­ niores, Ragazzi; MANTOVA: 3a prova Allievi, Juniores, Se­ niores; MASSA CARRARA: 6a prova Allievi e Juniores; MOLt-ET LA: la prova Allievi, Juniores, Ragazzi; NICASTRO: la prova Allievi e Ju­ niores; NOVARA: la e 2a prova Allievi, Juniores, Ra­ gazzi; PARMA: la prova Ra­ gazzi; la prova Allievi e Ju­ niores (prove non valide, art. 7 reg. camp.); 2a prova Allievi, Juniores, Ragazzi; PIACENZA: ó3 prova Allievi, Juniores, Ragazzi; PINEROLO: 3a e 4a prova Allievi, Juniores, Ragazzi; REGGIO EMILIA: la prova Ragazzi; la prova Allievi e Juniores (prove non valide, art. 7 reg. Camp.); RIMINE 1° e 2a pro­ va Allievi, Juniores, Ragazzi; SAVONA: 1° prova Allievi e Juniores; SERRA SAN BRU­ NO: 2a prova Ragazzi; SIE­ NA: la prova Allievi, Junio­ res, Ragazzi; SORRENTO: 2a prova Allievi, Juniores, Ra­ gazzi; TORINO: 2a prova Al­ lievi Ragazzi; 2a prova Junio­ res (prova non valida, art. 7 reg. Camp.); TRANI: la, 2a e 3“ prova Allievi, Juniores; TRENTO: la e 2a prova Al­ lievi, Juniores, Ragazzi; TRE­ VISO: 2° prova cat. Allievi, Juniores, Ragazzi; TRIESTE: la prova Allievi, Juniores, Ragazzi; VALTELLINA: 1» prova Allievi, Ragazzi; la pro­ va Juniores (prova non vali­ da art. 7 Reg. Camp.). IL PRESIDENTE

ALDO CAPPELLINI

IL

SEGRETARIO

ANGELO RAINERI IL PRESIDENTE

UMBERTO GARCEA

PALLA CANESTRO COMUNICATO N. 8

PALLAVOLO

Roma 15 febbraio 1968

CAMPIONATO NAZIONALE Approvazione regolamenti fase provinciale e zonale COSENZA: Allievi e Junio­ res; P. ARMERINA: Allievi e Junior; POTENZA: Allievi e Junior; POZZUOLI: Juniores; BARI: Allievi e Juniores; NA­ POLI: Allievi e Juniores; RAVENNA: Allievi; VIBO VALENTIA: Juniores; ALES­ SANDRIA: Allievi e Junio­ res; ACQUI TERME: Junio­ res; NOVARA: Allievi e Ju­ niores (dal comunicato della Dir. Tee. Regionale).

Omologazione risultati fase Provinciale e zonale

TRIESTE: Allievi 1° C.G.S. Trieste, 2° Don Bosco, 3° C. G. Roiano; FERRARA: Juniores: 1° U.S. Benedetto, 2° U.S. La Salle A, 3° U.S. S. Michele; BOLOGNA: Allievi: 1° U.S. Fili Gualandi, 2° U.S. Castiglione, 3° U.S. Turris Baravclli; Juniores: 1° U.S. Leone XIII, 2° U.S. Casalecchio Basket, 3° U.S. Vultur Zodiac.

COMUNICATO N. 6 Roma, 16 febbraio 1968.

ERRATA CORRIGE

Si precisa che la formula di svolgimento delle fasi re­ gionali con un massimo di 5 squadre partecipanti è quella a girone semplice al­ l’italiana e non come erro­ neamente segnalato sui re­ golamento generale del Cam­ pionato dall’art. 4 comma A 4° capoverso pubblicato a pag. 22 dell'inserto n. 2 di Stadium n. 16/1967. CAMPIONATI NAZIONALI

Approvazioni regolamenti fasi provinciali e zonali

ALES: Juniores; ASCOLI PICENO: Allievi e Juniores; BOLOGNA: Juniores: BRIN­ DISI: Allievi e Juniores; CE­ RINOLA: Allievi e Junio­ res; CHIAVARE Allievi e Ju­ niores; CONVERSANO: Al­ lievi e Juniores; FIDENZA: Allievi; FIRENZE: Allievi e Juniores; FORLI’ Allievi e Juniores; GROSSETO: Allie­ vi e Juniores LODI: Juniores;


MILANO: Allievi e Juniores; NOVARA: Allievi c Juniores (C.U. n. 13 Coni. Rcg. Pie­ montese); PIAZZA ARMERI­ NA: Allievi e Juniores; PI­ STOIA: Allievi; RAGUSA: Ju­ niores; RIMINE Allievi; SES­ SA AURUNCA: Allievi e Ju­ niores; TRENTO: Allievi e Juniores; TRIESTE: Allievi e Juniores; VIGEVANO: Al­ lievi e Juniores. Registrazione fasi zonali BARI: Allievi e Juniores; FANO: Allievi e Juniores; VIBO VALENTIA: Juniores.

MANIFESTAZIONE A CARATTERE LOCALE Approvazione regolamenti

FOLIGNO: Trofeo Giova­ nissimi; IGLESIAS: 2a Coppa Città di Iglesias; ORISTA­ NO: Torneo Propagandistico; ROMA: Coppa CSI; Trofeo Giallo; SALUZZO: Torneo Città di Saluzzo; SAVELLI: Trofeo della nece. Omologazione risultati

MESSINA: XVI Ed. Targa Natale sq. part. 8 ha vinto U.S. Frassati; REGGIO EMILIA: Torneo precampiosq. part. allievi 6 ha vinto U.S. Gualtieri; sq. part. Ju­ niores 5 ha vinto U.S. Jol­ ly A; UDINE: Campionato Seniores sq. part. 6 ha vin­ to P.A.V. Dormiseli.

CORSI TECNICI

quello che dice la dietetica agli sportivi

Approvazione corsi

consigliabile la carne di pollo per gli sciatori della domenica 99

ASCOLI PICENO: corsi ar­ bitri; CERIGNOLA: corso arbitri; ROMA: corso arbitri.

RATIFICA ESAMI Visti i verbali di esame si omologano i risultati c si nominano allenatori CSI i sottonotati candidati che vengono iscritti nei Ruoli Tecnici del CSI con anzia­ nità 1° lebbraio 1968: CATANIA: Motta Elio. Gemellaro Antonio, Russo Bru­ no, Intrigliolo Francesco, Di Maria Giovanni; Visti i verbali di esame si omologano i risultati e si nominano arbitri CSI i sot­ tonotati candidati che ven­ gono iscritti nei Ruoli Tec­ nici del CSI con anzianità 20 gennaio 1968: CREMONA: Minoglia Giuseppe, Basiola Daniele, Baderna Daniele, Benelli Giu­ seppe; Cervini Diego, Clapis FerdiMario, Dalle Donne Fcrd; nando, Gabbioneta Enrico, Lazzarini Paride, Marcarini Giovanni, Siena Luigi, Siila Mario, Stabilini Roberto, Vattioni Giovanni, Giovanni Baderna Barbieri FranceEmanuela, L-._~.~ sca, Carletti Gabriella, Co­ dazzi Gianlranco.

Molti luoghi comuni sono stati spazzati via dalla moderna scienza dell'alimentazione: alcoolici a forte concentrazione, zollette di zucchero allo stato soli­ do, bevande gassate, pasti abbondanti, non sono affatto indicati durante l'attività agonistica, anzi è proprio a tutto questo che si fa risalire la princi­ pale responsabilità delle pericolosissime « rotture pomeridiane ».

IL PRESIDENTE

FILIPPO DRAGOTTO

RATIFICA COMPOSIZIONE CC.TT.PP. e ZZ. CERIGNOLA: presidente: Antonio Totaro, v. pres.: Ge­ rardo Monopoli; segr.: Anto­ nino Vincenzo; Componenti Franco Scardigno, Giorgio D’Avino; CHIAVARE presi­ dente: Luigi Spadoni; v. pre­ sidente: Piero Sciutto; segre­ tario: Enrico Valente; Com­ ponenti: Claudio Giorgi, Au­ gusto Rossetto, Arnaldo Monteverde, Luigi Codda; FIRENZE: ~ presidente: Molli Luciano; Segretario: Corsi Stefano; Consigliere: Rolan­ do Frilli; FOGGIA: presiden­ te: Ciro Mimmo; i . pres.: Michele Calabrese; Componenti: Vincenzo Lo Storto, Gaetano Russo, Raffaele De Seneen; LODI: presidente: Carlo Fenini; segretario: G. _. Paolo Pacciarini; Componen­ ti: Bruno Cremascoli. Giu­ seppe Passerini; ORTE: Pre­ sidente: Carlo Medici; v. pre­ sidente: Fernando Paggi; Dirigentc: Francesco Zuppante; PAVIA: presidente: Sergio Cotta Ramusino; v. presidente: Ilario Lazzari; Rappresentante FIPAV: Giovanni Castorina; PIAZZA ARME RINA: presidente: Giovanni Reitano;;v. pres.: Mario Fontanazza; componenti: Giu­ seppe Montana, Salvatore Giudici; TORINO: presiden­ te: Franco Grosso; TRIE­ STE: presidente: Gianeselli Renato; segretario: Ferruccio Rigoni; componenti: Amato Lamberti, Nicolò Molea; rappresentante FIPAV: Re­ nato Ban; VITTORIO VE­ NETO: presidente: Gianfran­ co Pianca Spinadin; compo­ nenti: Bruno Possamai, Ga­ briele Gallio, Albino Carrer, Giovanni Zanelle.

SCI COMUNICATO N. 3 Roma, 16 febbraio 1968 Approvazione regolamenti MILANO: Fase provinciale Campanili Alpini c Criterium Nazionale; ACIREALE: Fase zonale Campanili Alpini e Criterium Nazionale; GORI­ ZIA: Fase provinciale Cam Cam-­ panile Alpini e Criterium Nazionale.

Omologazione risultati GORIZIA: la prova slalom Campanili e Criterium Na­ zionale; VALTELLINA: la prova slalom e fondo Cam­ panili e Criterium Naziona­ le; BERGAMO: la prova sla­ lom e fondo Campanili Alpi­ ni e Criterium Nazionale; TORINO: 1° prova: 2° prova Slalom campanili e Criterium Nazionale; ASCOLI PICENO: ln prova slalom Campanili e Criterium Nazionale; FOLI­ GNO: 1® prova Slalom Cam­ panili e Criterium Naziona­ le; SIENA: la prova Slalom Campanili ------- :,i e Criterium Criterium NaNa­ zionale. IL SEGRETARIO

ALDO CAPPELLINI IL PRESIDENTE

ROMEO REMITI!

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Il fatto che lo sci stia sempre più diventando uno sport di massa, — fenomeno senza dubbio positivo al massimo grado non solo è un da un punto di vista economico, ma anche sotto l'aspetto delle con­ dizioni fisiche della nostra popolazione, sport eminentemente sano. 10 sci è in grado di rispondere alla funzione di ritemprare non solo 11 corpo ma anche lo spirito dei tanti che sono infiacchiti dalla vita sedentaria della città Il suo stesso repentino sviluppo pone però alcuni problemi rela­ tivi all'incolumità, all'allenamento, alla prudenza, alla predisposi­ zione dell'organismo agli sforzi richiesti da questa pratica sportiva. Esistono in proposito prescrizioni tassative. Ma queste, se vengono scrupolosamente seguite dagli atleti in attività di servizio e comun­ que da tutti gli sciatori che possono vantare al riguardo una lunga esperienza, spesso sono sottovalutate, e a volte anzi addirittura sconosciute, da quanti frequentano le stazioni invernali a fine set­ timana. cioè dai cosidetti - sciatori della domenica • che poi sono la grande maggioranza di coloro che praticano lo sport bianco. Un aspetto non secondario di questi problemi, e precisamente quello che si riferisce all'alimentazione, è stato opportunamente preso in considerazione nel corso di una • tavola rotonda • che ha avuto luogo di recente a Madonna di Campiglio, in provincia di Trento, su iniziativa dei medici giornalisti dell'UNAMSI e dell'Unione Gastronomica Internazionale, alla quale hanno preso parte studiosi della nutrizione, noti gastronomi, riconosciuti maestri di sci. Le conclusioni cui sono giunti i qualificati intervenuti a questa • tavola rotonda ■ meritano indubbiamente un'attenta considerazione da parte dei più diretti interessati, e cioè di quelli che abbiamo definito più sopra • sciatori della domenica -. Per esempio, sono stati spazzati via molti luoghi comuni che fino a ieri godevano della massima attendibilità E' stato tra l'altro scientificamente provato che gli alcoolici a forte concentrazione, le zollette di zucchero allo stato solido, le bevande gassate, i pasti abbondanti — vale a dire proprio tutto quanto veniva considerato della massima efficacia — non sono affatto indicati durante l'attività sportiva. Anzi, è proprio dall'uso sbagliato degli alcoolici. delle zollette di zucchero, delle bevande gassate, eccetera, che derivano le cosidette pericolosissime ■ rotture pomeridiane -. A livello agonistico — è logico — l'alimentazione dell'atleta segue schemi ben precisi che tengono conto dei molteplici fattori incidenti sul rendimento del singolo. Nessuno dice che a questi rigidi schemi si debba sottoporre anche il dilettante. Ciò malgrado sarebbe oppor­ tuno che. nel loro stesso interesse, anche gli • sciatori della dome­ nica -. anzi loro soprattutto, tenessero presenti alcune norme ele­ mentari che possono essere giovevoli all'organismo, se non altro per predisporlo a superare nel migliore dei modi l'improvviso sforzo richiesto, il più delle volte senza un adeguato allenamento e senza una preventiva ambientazione al clima montano. In montagna, per superare le condizioni di disagio derivanti dalle più basse temperature, dal lavoro muscolare più intenso e dall’immancabile — —k:i_ disidratazione, l'organismo deve avere un'alimentazione opportuna. E poiché circa 1.000 calorie rappresentano il consumo energetico un'ora di di attività sciistica, ne consegue che questo sovrappiù di calorie deve essere immagazzinato dall'organismo nei giorni immediatamente precedenti quelli dedicati all'attività sportiva. Ai finì energetici sono inoltre consigliabili — in ordine di impor­ tanza — glucidi (amidi e zuccheri), lipidi (grassi vegetali e burro), alimenti a forte contenuto minerale di potassio, magnesio e cloruri, proteine in genere e infine vitamine dei tipi A e B1. Inoltre, nella giornata dedicata alla pratica delio sport bianco, sarebbe opportuno non affaticare lo stomaco con cibi di dilticile digestione, evitare la verdura e le frutta comunque ricche di cellulosa, nonché le be­ vande gassate e te sostanze che possono dar luogo alla formazione di gas intestinali. Tra gli alimenti che meglio rispondono a tutti questi requisiti, non c'è dubbio che si può iscrivere la carne di _. pollo. ____ Prendiamo infatti un etto di carne di pollo e vediamo quali caratteristiche .a pre­ senta, dal punto di vista dietetico, la sua carta di identità, te catone che può fornire un etto di carne di pollo assommano a 200. lorie cioè rappresentano una quantità abbastanza alta tra i vari tipi di carne, se si pensa che un etto di carne di vitello ne dà appena 84 e solo 100 un etto di carne di manzo. Ma andiamo avanti. Vediamo come stiamo, con 100 grammi di carne di pollo, a proteine, cioè proprio a quelle sostanze che più direttamente sono chiamate 'ini causa nell'esercizio di ogni atti­ vità sportiva, in quanto portano a una !solida costruzione dell'orga­ nismo favorendo l'armonico sviluppo delle masse muscolari. Dunque. 100 grammi di carne di pollo contengono 20.20 grammi di protidi e 12,60 grammi di lipidi. Anche qui, come si vede, lo • sciatore della domenica • può dormire su due guanciali. La carne di pollo, pertanto, non deve assolutamente mancare dal suo menù della gior­ nata da trascorrere sulla neve. Quanto alle difficoltà che si potrebbe pensare si dovrebbero incontrare per recare con sé sulla neve questo particolare alimento, nessuna preoccupazione. I maggiori complessi avicoli nazionali si sono perfettamente adeguati alle nuove necessità del consumatori, non solo riducendogli — a confronto di altri cibi proteici — 1 costi d'acquisto, ma facilitandogli perfino i tempi di cottura. A fianco del tradizionale pollo o tacchino o faraona, stanno già avanzando gli arrotolati, le carni disossate, i • wursten ■ o salcicce di pollo, gli insaccati, i precotti, i prodotti refrigerati o surgelati. E. con essi, c'è tutta una gamma di nuove confezioni ed imballaggi, con materiali ed attrezzi connessi.

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è tempo di

TENNIS TAVOLO è tempo di

” GIOVANISSIMI” Regolamento, regole di gioco, indicazioni elementari per im­ parare a giocare, tutto questo potrete trovare su « Giovanis­ simi » un opuscolo utilissimo per avviare i giovani al tennis tavolo. « Giovanissimi » si richiede a: Centro Sportivo Italiano, via della Conciliazione, 1 - 00193 Roma (costo L. 250 a copia su c/c 1/10266).

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