Si pubblica il 15 e il 30 del mese
anno xvii — N.
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ROMA — 15 Gennaio 1921 Direzione ed Amministrazione
ROMA - Via della Scrofa, 70 - ROMA
Per il 1922 E’ questo il primo numero dello « Stadium » che vede la luce nel nuovo anno 1922. Cogliamo, adunque, questa occasione per augurare agli amici tutti vicini e lon tani, antichi je nuovi un anno, non felice nel ■senso volgare, perchè per noi cristiani la felicità e più ih alto, ma fecondo di buo ne opere e di,buoni frutti. E’ questo il 17. anno di vita per lo Stadium il quale si av vicina alla sua maggiore età, e speriamo fer vidamente che possano vedere e registrare i nupvi fasti della federazione. Gli abbonamenti anche per il 1922 non ■ sono mutati: solo diamo alcune facilitazioni agli enti regionali perciò che riguarda le tessere federali c i distintivi, sicuri che anche questo sarà utile a qualche casa. Curino gli amici la diffusione del nostro periodico e cerchino di farlo leggere nei circoli c nelle società e anche, se sarà loro possibile, cer chino di collaborare. Non è facile, lo sap piamo, scrivere cose utili, interessanti e serie sull’educazione fìsica, specialmente og gi in cui lo cronaca senza grammatica e semza senso riempie tutti i giornali : non è fa cile dare indicazioni, consigli, istruzioni tec niche e scientifiche; però, si guardino in torno i nostri amici e ci sappiano dire quale periodico riesce a dare ogni quindici giorni qualche cosa che si avvicini a quello che da lo « ^Stadium ». Per questo, se specialmente ci saranno dati aiuti e collaborazione, siamo sicuri di fare in avvenire più e meglio che per il ■passato e corrispondere a tutte le aspettative. Buon anno, adunque, con tutto il cuore, con tutta la speranza ! * * * • c Diamo qui alcune indicazioni utili per la propaganda e la diffusione del nostro movi mento ; Possono essere ammesse nella Federazio ne come Società federate tutte le associa zioni residenti in Italia, (o all’Estero se Ita liane) purché siano regolarmente costituite, dirette da una Presidenza propria, abbiano per scopo essenziale l’educazione fisica e lo sport, e siano comunque assistite, nell’in dirizzo morale, dall’Autorità ecclesiastica. Possono essere ammessi nella Federazio ne come Istituzioni aderenti tutti gli Istituti (collegi, seminarii, stuoie, educatorii ecc.) residenti in Italia (o all’Estero se Italiani) nei quali sia regolarmente curata l’educa zione fisica e praticato lo sport, ed il cui indirizzo morale sia comunque assistito dall’Autorità Ecclesiastica. Possono essere ammessi’ nella Federazio ne anche de Soci Isolati, puichè ne rispec-
chino il carattere fondamentale, e questi sono di tre categorie : Soci d’onore, che abbiano reso servizi ec cezionali alla Federazione o le versino una obblazione unica non inferiore a L. 500 cui corrisponde analogo ciploma e tessera permanente. Soci fautori, che versano alla Federazione una oblazione unica non inferiore a L. 100 cui corrisponde analogo diploma e tessera permanente. Soci aderenti, i quali se versano una obla zione unica non inferiore a L. 30. avranno una tessera di socio aderente permanenae,. e se versano L. 5 all’animo (non più tardi dèi 28 febbraio d’ogni anno) avranno una tessera di socio aderente temporaneo col timbro annuale. I ginnasti appartenenti alle società fede rate devono tutti essere muniti di una licen za obbligatoria, con fotograie e bollo annua le, e per cui pagano ogni .uno L. 2.
CONDIZIONI D’£DBON4MENTO
Abbonamento annuo. » sostenitore . Per i ginnasti tesserati .
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L. 5.— » 10.— » 3.—
Dòve esistono Delegati Regionali, nomina ti dal Consiglio Direttivo, a questi è devo luto per le'spese d'organizzazione della Re gione, la metà dell’importo dei contributi dei soci d’onore, fautori, e aderenti, non ché la metà dell’importo delle licenze obligatorie dei ginnasti.
Diffondete lo “ Stadium „ Per aumentare sempre più la nostrai forza federale occorre farci conoscere, e per que sto è necessario che abbia la massima dif fusione il nostro bollettino « Stadium ». L’abonamento sostenitore còsta L. 10 al l’anno, quello ordinario L. 5. Le società che richiedono più copie per distribuirle fra i loro, ginnasti ed i loro pa1tronati, possono avere abbonamenti di favore a L. 3 la copia e per anno Tutti coloro che in qualsiasi modo bene ficano le nostre società, dovrebbero leggere sempre.*; 1 nostro bollettino.
Il saluto del nuovo Presidente Nell’assumere l’alta carica di presidente federale, a cui gli amici mi hanno voluto chiamare, sento il dovere, di rivolgere loro un saluto e un ringraziamento. So di essere troppo povera cosa per poter guidare un organismo, come la F. A. S. C. I., specialmente dopo che il Conte Mario di Carpegna, per ben quindici anni, ha saputo con competenza e capacità veramente rare esser ne il ’presidente ideale; ma nutro speranza1 che il lungo amore e la fede costante mi aiu teranno nell'ardua impresa. Amo la Federa zione sinceramente,’ prò fondamente, perchè fin da quando^ umile ginnasta entrai nelle sue file sentii la bellezza del suo programma e la purezza delle sue finalità. Son passato quindi attraverso tutti i gradi della gerarchia lavorando ed operando fino a eie, premio del mio lavoro e delle mie fatiche, mi è stata datai la più alta carica federale, che forse non meritavo e di cui sento tutte le respon sabilità. Oggi sono qui al mio nuovo posto di bat taglia. E sia! Ho sempre guardato in faccia la vita e con la stessa volontà con cui partii volontario per la guerra mi .accingo ora ad affrontare la battaglia, meno cruenta, ma non più facile che mi aspetta. Conto però e, sopra tutto, nelle forze dei miei collaboratori, fra cui vi sono uomini attivissimi e capacissimi e che hanno dato non dubbie prove del loro amore alla F. A. S. C. I.. e della loro volontà di lavorare. Tutta la storia gloriosa delle nostre gran di manifestazioni mi passa ora dinanzi alla fantasia ; tutto il programma di rinascita fisi-
ca e morale, che è il fine vero della federa zione, veggo ora a me dinnanzi ; e un fremito di nuova vita, e un palpito di più grande spe ranza mi riempie l’animo di gioia. La gioventù d'Italia,' trascinata dietro i falsi idoli di uno sport brutale e di una gin nastica che non educa corre fatalmente per la china; è la F. A. S. C. I. che deve fer marla, che deve ad essa insegnare il cam mino. Pure giovinezze* cristiane dobbiamo noi educare, perchè fisicamente forti siano degne di levare la fronte verso il Cielo. Il compito della F. A. S. C. I. non è fini to : comincia oggi la sua nuova giornata più difficile, più ardua ancora. E' la nostra Federazione che prima ha aperto ai venti una bianca bandiera simbolo di pace e di amore : che ha partecipato alle riunioni internazionali cattoliche giovanili per '’educazione fisica e lo sport; sono stati i no stri ginnasti che hanno contro la cieca rabbia nemicai opposti i loro petti in memorande giornate, riaffermando il diritto dei cattolici alla libertà. Ed io questo vorrei che le falangi dei no stri giovani fossero all’avanguardia cristiana per aprire la marcia .all’esercito glorioso di Cristo ;' vorrei che i giovani nostri temprati in una fiamma di purezza fossero gli artefici primi’ di tutte le conquiste e di tutte le vit torie. Che Iddio benedica l’opera nostra, aiuti la nostra buona volontà e ci dia la forzai e la gioia dell'apostolato cristiano! Ora guardiamo il domani ! CESARE A. OSSICINI.
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STADIVM
PROBLEMA PREMILITARE
PER GLI ISTITUTI PRIVATI « I corsi premilitari si svolgono su pro Non sarà inutile tornare ancora una volta sulla) dibattuta questione dei corsi premili grammi fissati dallo Stato, il quale ne affida tari e sulla preparazione della gioventù alle l’esecuzione sotto la sua vigilanza, a Società armi. Da informazioni dirette e indirette sap od Enti liberi di educazione fisica a ciò de piamo che purtroppo il progettato decreto signati e ne controlla i risultati mediante eministeriale sarà, salvo qualche lieve ritoc same ecc. ». Qui, dunque, non vi sono più neppure le co, portato alla ribalta parlamentare. E sia. scuole pubbliche ci sono le Società e gli Enti Noi da parte nostra ancora una volta dicia mo, anche a costo di non andare a genio a liberi a ciò designati. E quali saranno queste chi’ha molto interesse a che il detto progetto Società e questi Enti? Anche nella migliore ipotesi che si lasci piena libertà a tutte le passi, che siamo irriducìbilmente contrari. Dicemmo già come in nome di un princi private iniziative, gli alunni delle scuole pri pio di libertà non si debba in Italia monopo vate, i convittori dei collegi dovranno anda lizzare l'educazione giovanile, sia pure que re a questi corsi, con grave discapito della sta intesa nel senso fisico della parola. Ma disciplina e della educazione. Ma come è possibile che la gioventù dai oggi faremo presente in modo più evidente se è possibile il danno grave che derivereb sei ai venti tanni debba essere schiava del be agli istituti privati dall’applicazione del lo Stato il quale poi per le sue caratteristi progetto in parola. Riportiamo1 intanto il passo che è il più incapace ad educare e a prepa rare i giovani alla vita? della relazione che più ci interessa : Libertà gridiamo ancora una volta a gran « L'obbligo di frequentare un corso di educazione fisica, che è fatto agli alunni in voce, e se pure vi sarà nel nostro campo chi scritti in scuole pubbliche primarie e medie, è capace, anche per un momento, di sup maschili e femminili dall’art. 1 della legge porre che il progetto in questione potrebbe 26 dicembre 1909 n. 805, si intende appli sotto certi aspetti essere dia noi accettato, cabile agli alunni delle scuole medie di pari ebbene noi dobbiamo dire a costui che per grado, anche se non dipendenti dal Mini giudicare del vasto e complesso problema della educazione fisica e morale della gio stero della P. I. ». ventù, che per giudicare fatti e questioni E continua ancora : « Ai fini della educazione fisica nei singoli generali non si può guardare dal basso in Comuni i giovani dai 6 ai 20 anni, i quali non alto, ma dall'alto in basso, perchè le piccole abbiano impedimento fìsico, siano essi o non cose particolari velano lai visione grande del siano iscritti alle scuole pubbliche, ^saranno l’insieme. aggruppati in squadre con particolare riguar *** do alle condizioni che fra loro hanno comuni Avevamo già scritto queste note quando è di sviluppo del loro corpo ». Basta per chi conosce lo spirito che anima apparsa sul giornale « La Tribuna » una lun i vecchi liberali che in cinquanta anni di vita ga intervista del generale Grazioli, il quale italiana hanno completamente svalorizzato il cerca evidentemente di far un po’ di recla significato ideale dell istruzione e sopra tuLo me al famoso progetto di cui la stampa poco hanno in tutti i modi uccisa la libertà d in per verità si è occupata, e anche di difende segnamento, basta, dico, leggere questi due re la sua tesi. Ma per rifendere la sua tesi non parla più brani per dire ancora una volta che il lupo delle forme restrittive e addirittura liberti cambia il pelo, con quel che segue... Dunque, mentre siamo alla vigilia di ve cide del progetto, lumeggiai solo i grandi van dere finalmente riconosciuto il diritto di tutti taggi che saranno arrecati all’educazione fìsi ad insegnare, nel campo della educazione fi ca dagli aiuti che lo Stato darà ai privati en ti. Dice però qualche cosa che non sarà inu sica lo Stato monopolizza di nuovo! Gli enti privati debbono mandare i propri tile riportare, e cioè che : « In sostanza il fulcro delle conclusioni giovani o alle scuole pubbliche o, peggio che mai. ai corsi che istituzioni autorizzate po della Commissione sta nella chiara afferma tranno organizzare. In parole povere la ti zione che l’Ente direttivo il quale dovrà rannia più sfacciata e il colpo più tremendo provvedere all’educazione fisica, sia in quan to intende al migliore e graduale sviluppo fi alle nostre opere di educazione giovanile. Nè si venga a dire che anche qualche isti sico della gioventù, sia in quanto può inte tuzione nostra potrà avere il riconoscimento ressare la preparazione della difesa naziona e quindi potrà neutralizzare i dannosi effetti le, debba essere lo Stato ». Lo Stato, sempre lo Stato! Perchè si fa della legge. Se anche questa nostra! istituzio ne fosse per ipotesi la Gioventù Cattolica presto da Ente direttivo a diventare ente acItaliana, e facciamo una ipotesi, per chi com centratore — è la vecchia storia di ieri — prende, addirittura assurda, ci sarà sempre e così impedire la libertà di vita e di svilup una città, un paese, una borgata dove noi po di tante nostre istituzioni ! Lo abbiamo detto, lo torniamo a ripetere, non potremo arrivare e dovremo essere schia vi degli altri ! Si giunge a questo colmo, che reclamiamo nel campo fisico, come nel cam se in un paese non c’è che una istituzione po della cultura, la pieona libertà di azione. anticlericale noi saremo obbligati a mandare Lo Stato deve impedire che le attività private vadano a svantaggio di quelle pubbliche, che i nostri giovani dai nostri nemici ! E badate che si parla fino ad ora di educa- i singoli siano contro la nazione; ma deve zioné fisica obbligatoria, non di corsi pre lasciare a chi opera nell’orbita costituzionale militari. Qui le cose diventano ancora più e fa quello che lo Stato vuole sia fatto, il complicate- vediamo ciò che dice il pro diritto di vivere. Noi possiamo affermare, sicuri di non es getto :
sere smentiti, che i giovani dei nostri istituti cattolici rappresentano il più omogeneo e più preparato nucleo di elementi capaci di assol vere il loro dovere per la patria; il primo riconoscimento per la capacità dimostrata de ve ad essi essere dato. Non ultimo deve es sere il riconoscimento per la nostra federa zione che dove nessun'altra istituzione spor tiva è capace di giungere, è già arrivata, nei piccoli centri cioè, nei piccoli paesi, dove all’ombra di un campanile c’è un circolo cat tolico e nel circolo una sezione ginnasticosportiva. Perchè il grande progetto a tutto pensa fuorché alla più grande massa dei futuri’ uo mini di trincea, ai cintadini che resteranno abbandonati nei loro piccoli paesi senza gui da e senza aiuti. Ma su questo potremo anche ritornare. Og gi ancora una volta1 diciamo ai nostri amici : in guardia ! CESARE A. OSSICINI.
Il Betalogo dei Ginerale telili Ecco le dieci condizioni alle quali secondo il pensiero del generale Grazioli deve ri spondere l'educazione fisica perchè essa pos-> sa essere fattore di educazione sociale : 1) Che sia apolitica, pur interessando egualmente tutte le classi e tutti i partiti, come funzione di somma importanza nazio nale ed umana. 2) Che prima di ogni altra cosa miri al miglioramento fìsico della razza, indipenden temente da ogni finalità specifica, civile e militare. 3) Che, subordinatamente alla condizione fondamentale precedente, si proponga : nel1 ambito civile, l'incremento dell’attitudine del cittadino ai lavoro produttivo (intellet tuale o manuale) e, nell’ambito militare, l’in cremento dell'attitudine dei singoli e della massa alle supreme esigenze della difesa della Patria, badando in special modo a coor dinare quanto più è possibile queste due finalità specifiche. 4) Che sia bene ordinata; cioè sia rego lata da organi scientificamente competenti ; che sia disposta in modo che tutte le classi sociali possano parteciparvi; che sia propor zionata negli sforzi alle condizioni delle va rie età e delle diverse attitudini fisiche ; che abbia infine un organo direttivo, ufficial mente riconosciuto, che coordini le varie attività e imparzialmente regoli la distribu zione degli aiuti e degli incoraggiamenti. 5) Che si inspiri a un alto ideale di vita sana e gioconda, fondata .sulla salute del cor po come fattore di forza fisica, di equilibrio morale e di robusta formazione del caratte re, inteso come espressione di volontà co sciente e disciplinata. 6) Che non trascenda mai nella volgare esaltazione della forza bruta ed egoista, ma ecciti invece a nobili gare nelle quali siano sopratutto in pregio la generosità, il rispetto reciproco e la subordinazione dell'interesse individuale all’interesse collettivo, in un fe condo spirito di cooperazione per un fine comune. 7) Che il virtuosismo di eccezionali cam pioni dediti a particolari .rami di sport sia considerato ed apprezzato solo (in quanto l’esempio che essi offrono e l’emulazione che ne deriva possano riuscire utili come
STAD1VM forza stimolatrice della attività fisica della massa; senza degenerare mai nella adora zione fanatica di forme di « divismo fisico » che, per quanto fondato sulla esaltazione della forza, è più sintomo di decadenza che di energia sociale. 8) Che distingua esattamente la funzione educativa fisico-psicologica, interessante tut ta la massa dei giovani cittadini, dalla fun zione applicativa corrispondente ai diversi bisogni sociali, la quale può essere favori ta e completata da speciali forme di sport, praticati in opportuna età. 9) Che accompagni l'uomo in tutta la sua vita, compresa l’età matura come mezzo di conservazione della energia fisica e di leazione contro il precoce invecchiamento. 10) Che nel suo indirizzo e nelle sue for me si plasmi al genio e al carattere partico lare del popolo al cui incremento fìsico e alla cui educazione morale deve servire. FRANCCESCO GRAZIOLI.
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LA CULTURA FÌSICA Gli inconvenienti
Nello stesso modo che la cultura fisica ha bùminurie, non sono adatti a fare sforzi pro per l'uomo reali vantaggi per il corpo e per lungati. Lo strapazzo può dare origine an l’anima, si deve sapere che essa arreca pure che nei soggetti‘sani, ad albuminurie fortu certi inconvenienti a questi due elementi co natamente passeggere. Lo scheletro, le articolazioni infine posso sì intimamente uniti del nostro essere. Ancne qui mi è duopo sorvolare sugli incon no subire dei danni reali, e certe deforma venienti morali che i presidenti e direttori zioni possono essere la conseguenza di sforzi prolungati. delle società conoscono benissimo. II risultato è allora contrario a quello che Non è forse vero che certi giovani cerca no talvolta nella cultura fisica una occasio si proponeva, dato che la cultura fìsica è ne di indipendenza, di uscite più frequenti ed spesso ordinata per combattere certe devia anche di dissipazione? A questo proposito bi zioni o inclinazioni viziose che possono mo sogna fare una piccola distinzione. La cul dificarsi favorevolmente sotto l'azione di una tural fisica sotto forma di ginnastica raziona ginnastica giudiziosa e sorvegliata da medici. le espone meno a questo inconvenienti. Que Oltre ciò, nei giovani che non hanno ancora sti“ generi di esercizi formano una gioventù completato il loro sviluppo, le ossa, non più disciplinata, più corretta, che ha meno completamente ossificate, nelle parti cartilagi mollezza, e un contegno migliore. Le vostre nose sono ancora fragili. Attenti dunque agli numerose società ginnastiche propriamente arresti di sviluppo, alle esagerazioni, alle de Non crediamo necessario commentare lo dette dall'andatura così briosa e svelta ne so formazioni, alle infiammazioni, che possono arrivare anche alla mortale osteomalacia, in sforzo fatto dal Generale Grazioli per con no un bell'esempio. densare in questo decalogo tutto il program Non è purtroppo sempre'la stessa cosa per quelli che troppo giovani, da una ginnastica ma dell’educazione fisica. C è in esso del la ginnastica sportiva o atletica i cui adepti di forza esigono dal loro ¡apparato osseo ar ■buono ed è la prima volta che idee moderne mostrano talvolta una libertà di modi, e par ticolare un lavoro che supera la sua misura così fatte sono espresse da un alto ufficiale ticolari inclinazioni che possono presentare di resistenza e l’elasticità. dell Esercito ; notiamo però d'ue cose: pericoli. IV. Regole della cultura fisica. a) la apoliticità. Che ancora una volta E i nostri gruppi cattolici favorendo del Da queste nozioni sommarie ne risulta che con questa parola si vogliano escludere le loro meglio i rami sportivi o atletici delia opere nostre le quali, secondo tutti i vecchi ginnastica debbono fare tutto ciò che è loro il medico soltanto può giudicare seguendo dirigenti le organizzazioni sportive e ginna possibile per preservare la gioventù da si l'età e la costituzione del soggetto se può o no intraprendere la ginnastica e nel caso af stiche, sono politiche perchè sono confes mili inconvenienti. I principali pericoli per la salute che de fermativo a quale genere d’esercizio può de sionali? b) un organo direttivo, ufficialmente ri- rivano da una ginnastica mal compresa, sono dicarsi per averne benefìci risultati. Il medi conosciuti) ecc. Ma di che colere sarà questo sopratutto, per l’apparato circolatorio, respi co sarà dunque il primo consigliere del gio ratorio, renale e per il sistema osseo artico vane ginnasta, e ciò perchè, lo ripeto, se organo?. Ecco il problema! (Nota d. R.). la cultura fìsica può essere utile a tutti, essa lare. Ben inteso che mi è diffìcile di entrare differisce secondo letà e la costituzione la in dettagli troppo tecnici sui diversi punti professione e anche il sesso. Ai fanciulli giuochi variati non troppo fa davanti ad un uditorio non di medici. Tutti possono però capire con facilità che ticoso, che facciano lavorare l’insieme dèi la dilatazione del cuore, la sua ipertrofia pa loro muscoli. Inutile costringerli a quel gene E' stata immatricolata la nuova società tologica, insomma il suo funzionamento di re di ginnastica ritmica che li disgusterebbe « Fulgor » del Patronato S. Gaetano di Thie- fettoso può risultare da una cultura fìsica sre per dopo, imponendo troppo presto una at ne (Vicenza). golata .sproporzionata all’età e alla forza del tenzione e una costrizione incompatibile con l’individuo, sopratutto se egli è affetto, e la loro tenera età, e la loro estremai vivacità. Hanno pagato la quota annuale pel 1922 Agli adolescenti (al disotto dei 18 anni) soltanto il medico può capirlo, da un difetto consigliamo sopratutto la ginnastica ritmica di circolazione preesistente, o da una lesio Fulgor di Thiene. detta svedese, eccellente scuola di discipli ne cordiaca congenita o acquisita. *** Dal lato dell'apparecchio respiratorio il pe na, esercizio efficace per l’armonico-svilup E’ stato nominato Delegato Regionale per ricolo non è minore, sopratutto in coloro po del corpo. In questo periodo della vita, altetismo pru il Lazio l’egregio prof. Montiroli Ernesto che che soffrirono di pleuriti, e in quelli, predi dente e sorvegliato, ginnastica di forza rego sposti alla tubercolosi. da anni lavora con fede e competenza nel lata e saggia, perchè il cuore e sop'ratutto Serie complicazioni possono essere la con nostro campo. seguenza di un allenamento troppo violento il sistema osseo incompletamente sviluppati soffrirebbero per un esercizio non ben re o inconsiderato. golato. E questo mi permette, a proposito di gin In questo mese un membro del no Non è quella l’età delle imprudenze, de stro Consiglio Direttivo farà un giro di pro nastica di segnalare i seri inconvenienti che gli eccessi fatti spesso per bravura o per possono derivare dall ’ impiego di certi ¡stru paganda in Liguria, Piemonte e Lombardia. ostentazione. Siamo sicuri che i delegati regionali favori menti di musica in individui deboli di polmo Giovani, per essere veri specialisti in me ni o troppo giovani. ranno la sua azione perchè il lavoro di orga Per questo i nostri suonatori di clarinetto dicina, è necessaria una esperienza consu nizzazione se-ne possa giovare efficacemente. non dovrebbero mai essere scelti tra i fan mata e sopratutto una eccellente cultura ge ciulli. Il tamouro deve bastare a soddisfare nerale. Per le Società federate Il giovane medico che appena uscito dai la loro attitudine musicale o il loro gusto di Presso la nostra segreteria sono in ven rumori cadenzati e armoniosi, essi satino, banchi della scuolai si dichiara specialista, dita tutti i distintivi dei Concorsi passati, al quando vogliono, colle loro mani agili trarre ignora tutto della sua arte, e si lascia con prezzo di Lira Una ognuno. durre per la legge del minimo sforzo. anche da quello belle armonia. I distintivi federali per i ginnasti sono in In ginnastica avviene lo stesso, non vi Di più nessun suonatore di clarino dovreb vendita al prezzo di L. 1.50. be essere accettato senza esame medico, co sono atleti, nè specialisti veri, senza una cul 1 distintivi grandi, dorati, per le bandiere me noi facciamo regolarmente nell’esercito. tura generale. In altre parole la specializza si vendono a Lire Dieci ognuno. / delicati di reni coloro che soffrono di al- zione in ginnastica atletica non può esistere
ATTI UFpIGIflLìI
4 senza una conoscenza seria e profonda della ginastica fisiologica o razionale. Dopo viene l’età del servizio militare e delb sua preparazione. Da oliera fino ai 30 e anche 35 anni, se la costituzione esami nata da un medico lo permette, è il periodo che l'atletismo degli sports variati della spe cializzazione mediante l'allenamento ai cama pionati, sempre colla' prudenza e moderazio ne che è necessaria in ogni cosa. Infine, viene l’età dell’uomo maturo, e del vecchio. Ebbene, anche qui la cultura fisica e lo sport trovano il loro posto, rpa sempre più calmi e più prudenti. In quel memento sopratutto il genere di vi ta, e la professione intervengono e pesano sulla scelta dell’esercizio da farsi. Agli intellettuali, ginnastica svedese, sports ricreativi secondo i gusti e le forze, ai lavoratori del « piede », uscieri e girova ghi, a quelli le cui membra inferiori inter vengono sopratutto nell'atto professionale, si consiglierà la lotta, la boxe, lai scherma, il canottaggio. Ai lavoratori del braccio : fabbriferrai, ma novali, meccanici, saranno indicati la corsa, il foot-ball, le marcie, il ciclismo. I vecchi stessi possono chiedere alla cul tura fisica di mantenere la loro agilità, ritar dando la decadenza progressiva. Sono noti gli inconvenienti e i pericoli nei vecchi dell'immobilità. Ma qui più che altro ve : più ancora che per i fanciulli saggezza e prudenza. Una paralisi, una morte improv visa possono essere la conseguenza di sforzi inconsid'erati. Gli esercizi quotidiani saranno marcie e ginnastica svedese. Conclusione. — La conclusione di tutto ciò è che la cultura fisica sarà utile a tutti a condizione di saperne far uso. A parte rare eccezioni, la massa deve ricercare nella pra tica dei diversi giuochi e sports atletici, una salute migliore mediante un organismo più sano, un’occupazione fisica e morale di prim’ordine. Non perdiamo mai di vista che per mezzo della cultura fisica iben compresa, come quel la impartita dalle nostre società, noi possia mo non soltanto fortificare i nostri corpi e le nostre amine, ma servire efficacemente le belle e grandi cause della religione e della patria, della religione, riunendoci sempre più numerosi, senza, paura di rispetto uma no, fieri della vostra fede religiosa. Non ap partenete voi forse al partito della verità e della più nobile abnegazione? « E della patria ». « Fate degli uomini, ha detto il generale Chauzy, noi ne faremo i soldati ». E non mi accusate di chauvinisme e la parolai soldato non vi spaventi. No. Come molti di voi io ho vissuto i lunghi anni della guerra. Ne ho considerato abbastanza le tristezze e gli orrori per non desiderarne anche io la sparizione. Ma> possiamo noi con . la nostra povera umanità cambiare il corso inevitabile delle cose e cancellare gli inse gnamenti della storia? E l’eroico soldato che ci è stato ieri prezioso, non ci sarà più ne cessario domani? Del resto, se grazie a un po’ di saggezza dei popoli, dòpo una così terribile lezione, se sopratutto grazie ad un cristianesimo più vivo i soldati della guerra potranno farsi più cari, ci saranno sempre necessari ogni giorno ¡più gli uomini completi, una immensa ar
STADTVM mata degli uomni della pace. Sì, tutti i rami dell umana attività (scienza, industria, arte, agricoltura) hanno bisogno'di uomini nel pie no equilibrio morale e fisico. Dott. J. BERCHOUD. (Fine, vedi n. 22 dello Stadium).
INFORMAZIONI E NOLZIE Società sportiva
Fortior „ di Venezia
Domenica 16 dicembre u. s. nell’ampio salone del Patronato salesiano Leone XIII la « Fortior » si produsse in unione al 3.o rep. Esploratori Cattolici con una riuscitissima ac cademia ginnastica sotto la inappuntabile di rezione del maestro sig. Narciso Dal Pup. Applauditissime riuscirono le progressioni alle clave e alle parallele, e le sei piramidi umane che coronarono il programma ginna stico. Seguì la proclamazione dei premiati nelle gare sociali interne che ebbero luogo nello scorso mese sotto la direzione del presidente della giuria sig. Giovanni Pallerin delegato regionale veneto della F. A. S. C. I. e la distribuzione delle medàglie agli interessati. Presenziarono la bella festa : in rappre sentanza del Cardinale Patriarca mons. Ce rniti, del sindaco l’assessore dott. Vaisecchi, per l'ammiraglio il capitano di fregata cav. Vittori, un ufficiale superiore dell’esercito in rappresentanza del Comando di presidio, la contessa Lovatelli, varie altre nobili patro nesse del patronato, l’assessore dott. Ponti, il deputato provinciale Lionello, il consigliere comunale Serra, il cav. Zanardi, il presiden te della; « Fortior » dott. Cipollato, l’assi stente ecclesiastico degli Esploratori don Ma rio Vianello il delegato federale di Torino sig. Doria. Ai bravi ginnasti che in sì breve tempo hanno saputo prendere un posto così spic cato nelle simpatie dell'opinione pubblica l’augurio che il nuovo anno segni una nuova tappa ascensionale nelle pacifiche competizio ni del movimento ginnico-sportivo cattolico italiano. Primo saggio pubblico della squadra “ Ful gor,, Thiene.
Dopo insistenti domande di veder la squadra ginnica prodursi coi medesimi eser cizi privatamente fatti nell’inaugurazione del la, medesima 1’8 dicembre, fissata la festa della Epifania, ecco la novella « Fulgor » esporsi al pubblico thienese. Presenti la gentilissima sig. a madrina An na Rossi-Corà, sempre lieta di presiedere al le nostre manifestazioni di destrezza e forza giovanile; benefattori, parenti dei bravi gin nasti e allievi si svolse uno svariato program ma ginnico-drammatico musicale, fra un nu meroso pubblico cultore appassionato d'elio sport e della ginnastica eh esi pronunciò sod disfatto per ogni riuscita produzione. Sempre ¡ammirati nella elegante divisa bianco-nera i ginnasti furono di una preci sione meravigliosa nei corpi liberi a suon di banda, così pure applauditi gli allievi Fulgorini nei bastoncini pel perfetto .accordo. Quello però che trasportò all’entusiasmo fu la progressione alle parallele, distinguen dosi i più piccoli dei ginnasti Monti e Borgo
coi passaggi varii e la verticale. DairAmico e Corà più forti coi loro volteggi : desiderato per la sua eleganza il bravo Dal-Santo che colla verticale e spaccata fece «Del contrasto coi giuochi di nervo di Mascotto, Corà, Dal la Rovere e Barausse e Dal Ferro Antonio. Ebbe termine l’indovinata accademia coi gruppi figurativi degli allievi unitamente ai ginnasti e coll’inno: « Su, sorgiam » di pub blica soddisfazione. Ginnasti, allievi della ormai provata « Ful gor » il battesimo del fuoco ha seguito queF lo della inaugurazione e con crescente ani mazione vostra, degli ammiratori nonché dei genitori vostri e dei padri del Patronato : se « chi ben incominciai è alla metà dell’opera » sappiate però che il premio, su tanti che cor rono allo stadio, è dato solamente a chi per severando arriva al traguardo... voi capite che intenda dire il vostro Assistente Eccle siastico : Costanza e fedeltà nel bene intrapreso !
Una magnifica giornata sportiva nell’Oratorio salesiano di Napoli. In occasione della benedizione della ban diera del circolo « Sacro Cuore » al Vome re, la sezione sportiva « Partenope » del pre détto Circolo, con l’adesione della F. A. S. C. I. ha organizzata per il 26 dicembre una giornata sportiva riuscitissima, fra i so ci della S. C. Napoletana. Al mattino una movimentatissima gara di corsa alla quale han preso parte 16 concor renti. Il percorso di km. 2 era in buona piarte in salita, ma ben dieci corridori sono giunti al traguardo. L’ordine d’arrivo dei vincitori è stato il seguente : 1. Righetti Mario del « C. Ferrin^ ». 2. Napoli Francesco del « A. Manzoni ». 3. Bonfìgli Aniello del « C. Ferrini ». 4. Cardone Riccardo della « Partenope ». 5. Aìieri- Riccardo del « Benedetto XV ». Ammirevole il piccolo Rubino A 'di anni 4 della « Partenope », il quale è giunto 7.o con appenia un minuto di svantaggio dal primo. Il premio di- rappresentanza è stato con quistato dalla « Patenope », avendo avuto 5 arrivati in tempo massimo. E’ seguito un saggio di lotta greco-roma na. Della prima coppia, dopo 4 minuti di lotta Acampora vinceva l’avversario. Della seconda coppia Leone del C. Ferrini ben più forte di Inzoglia del M. Immacolata, al terzo tempo doveva cedere all’avversario ben più addestrato nella tecnica e nella tattica della lotta. Infine un magnifico saggio di « Palla al cesto » della « Partenope » metteva termine alla magnifica giornata. Il giuoco nuovo per Napoli, interessò mol to gli intervenuti, e mentre al primo tempo si chiuse con la vittoria dei rossi : De Mellis, Formisano, Pennetti, Gargiuio, Sieyler; al secondo tempo si chiuse la partita con la vit toria dei gialli : Cardone, De Rogati, Pog gioli A., Scateni, Portauova, i quali ripor tarono 4 punti contro 9 dei rossi. Ci congratuliamo con la « Partenope » e ci auguriamo di vederla all’avanguardia di un vasto e sano movimento sportivo in tutta la plaga napoletana. Alfredo Foglietti, gerente responsabile TEL. — S. Maria in Monticelli, 73-a, Roma