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SportBusiness Mag 6_2018

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editoriale #

Altro che digital experience

Lo scorso editoriale sulle paventate chiusure domenicali ha creato reazioni e dibattiti, anche per quanto riguarda l’inevitabile paragone con il commercio online (che – è bene ricordalo ancora una volta – non chiude mai). Nell’attesa di capire cosa succederà, torniamo a parlare di e-commerce. Ma da una prospettiva diversa. Complice un viaggio stampa, siamo freschi reduci da una trasferta a Seattle, proprio la patria dell’indiscusso gigante del settore. Parliamo ovviamente di Amazon.

Arrivando nella città dello stato di Washington e girandola nei giorni successivi, abbiamo notato ampie zone interessate da lavori di costruzione. Molti dei nuovi edifici e hotel appartengono alla società di Jeff Bezos, sono a essa collegati o beneficiano della sua crescita esponenziale. E sono destinati ad accogliere ancor più dipendenti, collaboratori e clienti del gigante del commercio online (che proprio quest’anno ha raggiunto i 1.000 miliardi di capitalizzazione, al pari di Apple). Ma Seattle non è solo la citta dove è nata Amazon (oltre che Boeing e Microsoft). Qui nel 1971 fu aperto il primo Starbucks. Inoltre, molti anni prima, precisamente nel 1935, Lloyd e Mary Anderson fondarono REI (Recreational Equipment, Inc) cominciando a importare piccozze da ghiaccio dall’Austria. Due realtà molto diverse per storia, categoria merceologica e diffusione. Se Amazon oggi conta ormai 31mila negozi in tutto il mondo, REI ne ha “appena” 151 nei soli Stati Uniti, con un fatturato totale di 2,6 miliardi di dollari.

Ma entrambi i brand hanno vari punti in comune, come abbiamo potuto verificare di persona visitando due dei loro punti vendita. Sulla 222 Yale Ave N sor-

ge infatti il più grande REI di tutti gli States. Uno store sensazionale, con una superfice di quasi 10.000 mq su tre piani, con ambienti caldi e curati nei minimi dettagli, per la maggior parte costruiti in legno e altri materiali naturali. Un inno all’autentico spirito outdoor americano, dove è possibile acquistare ogni genere di amenità in fatto di sport e non solo. Ambienti ampi, accoglienti e con allestimenti da set cinematografico. A pochi isolati di distanza, nel 2014, è stata inaugurata la prima roastery firmata Starbucks. A dominare il locale una grande macchina tostatrice al centro, che produce caffè di grande qualità (provare per credere) servito con un pervasivo senso di accoglienza tutta italiana. Ne esistono per ora solo altre due al mondo, una a Shanghai e l’altra di recente apertura a Milano. Città peraltro celebrata con numerosi rimandi e riferimenti all’interno dello store americano: proprio in un caffè milanese, Howard Schultz fu colpito dal senso di comunità e contatto umano dei nostri bar e ne ripropose il modello a livello globale.

Due ambienti decisamente diversi ma allo stesso modo evocativi, coinvolgenti e suggestivi, dove si percepisce un’atmosfera di reale passione. Sia da parte di chi li ha ideati e realizzati, sia da parte dei dipendenti che vi lavorano. Gentili, preparati, mai invadenti. Se vi capita di passare da quelle parti, non mancate di visitare questi due spazi (chiamarli negozi è riduttivo). Da entrambi siamo usciti dopo un bel po’ di tempo con più di una borsa in mano (difficile non acquistare) e due certezze in tasca: nessuna digital experience può competere con simili situazioni reali e plurisensoriali; i negozi fisici - a patto di puntare senza compromessi su qualità, empatia e servizio - non moriranno mai.

Direttore

Direttore

# newsmarket

Per la montagna bianca investiti 150 milioni di euro

È Valeria Ghezzi, presidente di ANEF – Associazione Nazionale Esercenti Funiviari, a fare il punto sulla situazione dei territori montani e degli impianti di risalita in occasione dell’incontro Montagna Domani, in occasione di Skipass. “Nel 2018 sono stati investiti nei territori montani oltre 150 milioni di euro, fra nuovi impianti, battipista, sistemi per l’innevamento, opere per mettere in sicurezza le piste, strumenti per migliorare l’accesso e il controllo del territorio. Si tratta di investimenti davvero ingenti che sono indice della vitalità della montagna italiana e di tutta la sua industria”, dichiara. E poi continua: “Si investe per stare al passo con il mercato, sia per un’esigenza di rinnovamento sia, soprattutto, per una volontà condivisa da tutti gli operatori di puntare sull’innovazione di tecnologie, procedure e strumenti di comunicazione, al fine di migliorare i servizi, preservare l’equilibrio del contesto ambientale e sviluppare un dialogo più costante e bidirezionale con il cliente”. Alla conferenza hanno partecipato anche Flavio Roda, Presidente FISI, Mario Vascellari del Consorzio Esercenti Impianti a Fune di Cortina d’Ampezzo, San Vito di Cadore, Auronzo e Misurina; Augusto Mabboni, Business Process Engineering Srl per Skicarosello Corvara; Massimo Feruzzi di Skipass Panorama Turismo.

A Milano il primo pop-up store di Amazon in Italia

Il colosso dell’e-commerce ha aperto, dal 16 al 26 novembre, Amazon Loft for Xmas, il primo pop-up store in Italia situato a Milano in via Dante 14, in pieno centro città. Nel periodo del Black Friday, in una location di oltre 500 metri quadrati, sarà quindi possibile toccare con mano moltissimi prodotti delle categorie disponibili su Amazon.it. A ogni articolo esposto sarà associato uno Smile Code attraverso il quale i visitatori potranno effettuare l’acquisto dello stesso direttamente dall’app di Amazon. Amazon Loft for Xmas vedrà nelle sue stanze anche Garmin. La proposta tecnologica dell’azienda accompagna l’utente in ogni momento della giornata grazie all’offerta wearable che comprende la serie smart sportwatch fenix 5 Plus, le fitness band vívosmart 4, vívomove HR e vívofit jr nelle collezioni Disney, Marvel e Star Wars e gli smartwatch vívoactive 3 Music e Forerunner 35. Oltre agli indossabili, Garmin offrirà la possibilità toccare con mano anche altri prodotti della linea sport come il GPS ciclocomputer Edge 130 e il sistema radar Varia RTL510 senza dimenticare la action cam Virb 360, la bilancia Index e lo stereo portatile Fusion StereoActive.

# newsmarket

Bollé Brands, la nuova holding di A&M Capital

Nasce una nuova holding che riunisce tutti i marchi di A&M capital sotto il nome di Bollé Brands. Questo dopo aver acquisito dal Gruppo Vista Outdoor i marchi Bollé, Bollé Safety e Serengeti e Cébé. La scelta del nome non è casuale visto che deriva da Bollé, brand che rappresenta il più grande fatturato globale con le divisioni Safety,

Eyewear e Helmets. Da parte sua, la nuova realtà fornirà servizi a ogni livello aziendale, anche per gli altri brand. Per quanto riguarda la parte operativa, il cambio nome verrà attuato nel corso delle prossime settimane su scala globale. La sede di Bollé Brands rimarrà in Francia, casa del marchio dal 1888. bolle.com/it

Dainese entra in Fondazione Altagamma

Si tratta di una delle fondazioni più prestigiose che vede riunire, dal 1992, le imprese dell’alta industria culturale e creativa italiana. Parliamo di Fondazione Altagamma di cui è entrata da poco a far parte anche Dainese, riconosciuta come una delle aziende ambasciatrici dello stile italiano nel mondo. L’inclusione all’interno di questa realtà permette a Dainese di affiancarsi a eccellenze italiane come Ferrari, Maserati, Lamborghini, Riva e Ducati, a cui si aggiunge una lista

di altre realtà non prettamente legate al mondo dei motori. Di questo elenco fanno parte anche Gucci, Cucinelli, Bulgari e Versace che, come Dainese dal 1972, sono vere ambasciatrici dello stile italiano a livello internazionale. Da parte sua Dainese rappresenta da oltre 45 anni uno dei punti di riferimento, nonché un brand riconosciuto e apprezzato per quanto riguarda il settore delle protezioni e dell’abbigliamento per gli sport dinamici. dainese.com

La sport industry italiana raggiunge i 9,3 mld

“Quando all’estero si parla di macchinari o di fibre all’avanguardia, si parla di Italia”. Queste le parole del presidente di Assosport (Associazione Nazionale fra i Produttori di Articoli Sportivi), Federico De Ponti, relativamente alla crescita registrata nell’ultimo anno dal mercato italiano in questo settore. La soddisfazione di De Ponti, subentrato il 25 ottobre a Luca Businaro dopo otto anni di presidenza, è motivata dai dati divulgati in occasione dell’assemblea di Assosport del mese scorso. Il giro d’affari del 2017, infatti, ha fatto registrare un incremento del 2% rispetto all’anno precedente, raggiungendo una cifra complessiva di 9.3 miliardi

di euro. Questa crescita ha interessato diversi settori e l’aumento dei ricavi è stato consistente soprattutto nei comparti bike (+5%) e footwear (+4%), oltre che nell’attrezzatura sportiva (+1%). L’unico settore in calo rispetto al 2016 è quello dell’abbigliamento sportivo (-1%), che ha comunque mantenuto intorno ai 3 miliardi di euro il totale dei ricavi. Nel primo semestre del 2018, come sottolineato da Businaro in occasione del suo discorso di congedo, le aziende operanti in ambito sportivo hanno dato seguito ai segnali incoraggianti dei dodici mesi precedenti. Nell’export si è infatti registrato, rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, un ulteriore incremento del 9.3%, che ha portato a 4.5 miliardi di euro il fatturato aggregato delle 130 aziende e dei 350 brand rappresentati dall’Associazione.

# newsevent

Al via il Prove Libere Tour by Pool Sci Italia

Il Pool Sci Italia inaugura le Prove Libere Tour 20182019 partendo da Skipass, la fiera di Modena che ha inaugurato l’inizio della stagione invernale. Lo spirito del Consorzio è quello di regalare un’emozione sulla neve a tutti gli appassionati facendo divertire, ma anche riflettere su alcune importanti tematiche spesso banalizzate o trascurate ricordando che la neve è divertimento, sì, ma anche attenzione, consapevolezza e competenza. Il Consorizio unisce le aziende fornitrici delle squadre nazionali di sci alpino e ha voluto sviluppare questo nuovo Concept intorno al suo Tour itinerante dando sempre la possibilità di testare nella stessa giornata tutti gli sci dei migliori marchi presenti sul mercato. Si parte con la prima delle 12 tappe il week-end del 17 e 18 novembre a Solda, per poi passare da Pampeago l’1 e 2 dicembre, da Santa Caterina Valfurva l’8 e 9 dicembre, da Corvara il 16 e 17 dicembre, Allegh il 28 e 29 dicembre. L’anno nuovo vedrà il Tour fare tappa al Tonale il 3 e 4 gennaio, per passare poi il 26 e 27 gennaio a Corno alle Scale; il mese di febbraio vedrà la tappa di Pila il 9 e 10, mentre il 16 e 17 febbraio il villaggio sarà a Folgaria, per terminare il mese di febbraio a Ovindoli, il 23 e 24; a marzo si terranno le ultime due tappe, il 23 e 24 alle Tre Cime di Lavaredo e il 30 e 31 il gran finale di Campiglio.

I test prodotto di Friendistribution in tour

Provare in prima persona le attrezzature per praticare il proprio sport preferito è un gran privilegio. Per questo Friendistribution è attivissima sul fronte Test, interpretando il momento di confronto con l’utente finale come estrmamente costruttivo. Già da Novembre 2018 c’è stata la possibilità di testare i prodotti di Rome Snowboards, ThirtyTwo ed Electric. Nel caso in cui non si riesca a partecipare alle date di test, si può comunque fare affidamento sui negozi di Sestriere e Bardonecchia. Qui basterà entrare nel negozio di riferimento e prenotare il prodotto da testare. Inoltre, lo Chalet Weal di Sestriere permette di sfruttare un centro test permanente allestito con tutte le collezioni dei brands distribuiti dal gruppo Friendistribution.

Ecco le date del test tour:

• Sestriere Demo Split I Love Split 17 – 18 novembre 2018

• Cervinia 25 – 25 novembre 2018

• Madonna di Campiglio 1 – 2 dicembre 2018

• Ovindoli 12 -13 gennaio 2019.

friendistribution.it

# newsproduct

Oysho Ski, tecnologia e tecnicità sulla neve

Fitness, boxe e ora anche Sci. Oysho non si ferma nel suo esplorare i diversi ambiti dello sport e lo fa coniugando tecnologia e fashion. La nuova linea sportiva di Oysho Ski è dotata delle migliori tecnologie, come il rilevatore RECCO integrato nella giacca, importante in caso di emergenze in montagna. Inoltre utilizza materiali molto tecnici, come la fibra ultraleggera PrimaLoft che mantiene la temperatura corporea e isola dal freddo sulle piste da sci. Ovviamente senza dimenticare l’a -

spetto fondamentale dell’impermeabilità e la traspirabilità per garantire la migliore performance quando si pratica sport. La collezione dispone di una vasta gamma di giacche aderenti in tessuto resistente all’acqua 10K, con cuciture sigillate che garantiscono la protezione climatica, un sistema di tasche integrate e cappuccio regolabile.

oysho.com/it

Columbia Sportswear celebra 80 anni

Columbia Sportswear, brand outdoor fondato nel 1938 a Portland, celebra il suo ottantesimo compleanno, passando in questo lungo periodo di tempo, da essere una piccola azienda fondata dai genitori di Gert Boyle (attuale Chairman), emigrati dalla Germania prima della Seconda Guerra Mondiale, a una delle aziende leader nel mercato dell’outdoor, presente in oltre 90 paesi. Per celebrare questo importante traguardo, Columbia ha creato una limited-edition 80th Anniversary della

Bugaboo Jacket. Questa giacca 3-in-1 heritage è ispirata alla collezione del 1986 ed è disponibile sia nella versione uomo che donna, nelle colorazioni originali. Il parka presenta il logo Columbia e patches che celebrano il suo ottantesimo compleanno, mentre il rivestimento zip-out è in tartan scozzese, elemento iconico del Brand. La giacca celebrativa è venduta online e nei negozi con marchio Columbia in tutto il mondo.Columbia Sportswear ha deciso di festeggiare il suo compleanno con questa giacca in quanto ha segnato, nel 1986, una svolta per l’azienda che negli anni a seguire ha venduto oltre 5 milioni di versatili giacche.

columbia.com

Jaked compie 10 anni e festeggia con una capsule

Jaked celebra il proprio decimo anniversario presentando per l’occasione una speciale capsule collection. Tecnologia, stile, alta qualità dei materiali e spirito innovativo: questi i valori cardine del marchio, cui sono ispirati i capi celebrativi “Jaked10”. La collezione propone, infatti, costumi e maglie total black dal sapore moderno, caratterizzati da una particolare stampa del numero 10 in stile college e con effetto fibra di carbonio. Troviamo dunque un costume olimpionico da

donna, realizzato con un particolare tessuto dal look simil-pelle e dalla straordinaria lucentezza, capace di far vibrare i colori in un gioco di luci e ombre che ne esaltano il pregio estetico. I modelli da uomo (slip e trunk) sono realizzati invece con un tecno-tessuto ecosostenibile, composto da un filo di nylon rigenerato: costumi traspiranti, resistenti e confortevoli, dunque, con un particolare occhio di riguardo anche all’aspetto della sostenibilità. Infine, a completare la proposta, due t-shirt girocollo in cotone a manica corta, sia donna che uomo, perfette da indossare nei momenti di sport o per un look più casual in città.

# newspillole di sostenibilità by

Capi riciclabili: si può fare

ECO-DESIGN: NUOVE PROSPETTIVE

PER L’ABBIGLIAMENTO TECNICO

Quando si tratta di abbigliamento per la pratica del nostro sport preferito, siamo tutti attenti alle caratteristiche di quello che indossiamo: leggerezza, traspirabilità e comfort sono “irrinunciabili”. Ma che ne è dei nostri capi usurati e non più utilizzabili? Quanti se lo sono mai chiesto?

Quel che è certo è che oggi stra maglietta da running o pan taloncini da biker non sono riciclabili. Perché non sono stati progettati nell’ottica dell’eco-design, un approc cio che consentirebbe, a fine vita, di riutilizzarli (dopo opportuna trasformazione) in altri settori. Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di economia circolare. Impossibile. Oggi se ne discute in lungo e in largo, tutti i media ne parlano. Ma vogliamo capire in concreto cosa significa?

A partire da questo numero ospiteremo alcuni approfondimenti sulla sostenibilità sviluppati in collaborazione con RadiciGroup – multinazionale attiva nei settori della chimica, della plastica e delle fibre sintetiche – con l’obiettivo di fornire chiavi di lettura relativamente a importanti argomenti che riguardano da vicino anche il mondo sportivo in generale. Stay tuned!

Un esempio, realmente messo a punto, è il gilet che RadiciGroup (produttore di filati sintetici anche per il mondo sportswear) ha realizzato in collaborazione con gli altri operatori della filiera. Collaborazione, già questa è una parola da tener presente. Si tratta di un capo monomateriale (100% nylon) pensato, progettato e realizzato secondo l’approccio dell’eco-design: a fine vita, il gilet verrà sminuzzato, macinato,

rilavorato termo-meccanicamente in estrusione e compoundato per dare una nuova vita nel mondo plastico. Questo perché tutte le sue componenti, dal filato al tessuto, dall’imbottitura a tutti gli accessori (zip, etichette, cuciture), sono stati realizzati in nylon, un materiale a elevate performance che, se “non contaminato” da altri materiali, è facilmente (e auspicabilmente) riciclabile. Facile, no?

Non è fantascienza, ma realtà se i designer, i brand, i produttori di materie prime, i tessitori e tutti gli opera- tori della filiera tessile si coordinano per un progetto ambizioso. E anche la sensibilità di noi consumatori può giocare la sua parte. In questa direzione, lo scorso 18 aprile 2018, il Parlamento Europeo ha definito che entro il 2025 tutte le municipalità dovranno organizzarsi per la raccolta dei rifiuti tessili, con l’obiettivo di avviarli al riciclo. Facciamoci trovare pronti!

Brand e calcio: molto più di una sponsorizzazione

La Juventus festeggia un anno di adidas store a Milano

L’evoluzione della sponsorship in ambito sportivo è sotto gli occhi di tutti. Le esigenze dei brand sono cambiate perché oggi da questo tipo di attività vogliono poter avere sempre un maggior ritorno. Per questo richiedono sempre maggiore flessibilità nell’elaborazione dei relativi progetti di posizionamento e diventa anno dopo anno più im-

portante la valutazione del constesto e la misurazione dei risultati. Ogni campagna viene monitorata nei suoi risultati, elementi imprescindibili per far continuare il discorso di sponsorizzazione.

A cambiare sono anche gli sport, per esempio il calcio che nel tempo si è evoluto da evento sportivo a una vera e propria esperienza

Il rapporto sport e aziende diventa sempre più

ibrido tanto da prevedere condivisione di obiettivi e integrazione di strategie

di entertainment svincolandosi così dalla percezione di sport mass-mediale. Un fenomeno a cui hanno contribuito anche i detentori dei diritti che, agendo come agenzie media, in grado di trasferire l’immagine del club calcistico allo sponsor. Quello che sta succedendo e che Nielsen Sports ha elaborato in una delle sue ricerche, è il fatto che la sponsorship si stia via via trasformando in una partnership dove le due parti, quella commerciale e quella sportiva, lavorano sempre più in condivisione di obiettivi e integrazione di strategie. Spesso le due parti diventano funzionali: non è più un rapporto univoco, ma un vero e proprio scambio che fa capire che questo rapporto si sta trasformando poco a poco da una sponsorship a una vera e propria partnership.

Sponsorship o partnership?

Le trasmissioni calcistiche hanno un seguito sempre più frammentato, questo perché la fuizione delle stesse passa da diverse piattaforme e lo sarà sempre di più con il progredire della tecnologia. Sempre secondo le ricerche di NLSN solo il 52% dell’audience calcistica europea segue il calcio. Questo ci fa capire e sottolinea come le sponsorizzazioni permettano una comunicazione diffusa e integrata tra molteplici media e per essere davvero efficiace è necessario attivare e controllare le performance di tutti gli asset da esso offerti. È molto articolato, infatti, l’impato che un’azienda può ricevere tramite un contratto di sponsorizzazione di una squadra e cambia anche a seconda dello

scenario in cui viene collocato: diversa sarà l’audience tra un match nazionale e uno internazionale. L’impatto per uno sponsor di un top club europeo è veicolato in media per solo il 45% dalla TV; la seconda voce per importanza è l’intangibilità, ovvero la capacità della sponsorizzazione di impattare il percepito del brand sponsor. Utilizzare e “attivare” tutti gli asset offerti da una sponsorizzazione è cruciale per la sua efficacia; una corretta e completa attivazione nel calcio genera circa il 40% dell’impatto mediatico totale, e un incremento medio del 25% sulle metriche di brand equity.

Da fan ad “ambassador” Riportando quello che dice la ricerca pubblicata da Nielsens

Sport: “L’awareness media di un brand sponsor di una squadra di medio-alta importanza di Serie A, tra i suoi fan, è di circa 25%. Questo dato varia molto dal livello di sponsorizzazione dal 90-95% del Jersey e 85-88% Kit Supplier fino a Top Partner 30-35% e Premium Partner 20-25%.”. Questo significa che gli effetti delle sponsorizzazioni ricadono sui fan della squadra stessa visto che quello che si viene a creare è un forte legame tra il tifoso e il brand che sostiene il team. Il fan diventa così non solo consumatore, ma anche “ambassador”, facendo emergere un senso di grande esclusività.

Questo forte impatto sui tifosi permette di migliorare l’immagine dello sponsor adattando le proprie strategie di promozione e comuni-

cazione con il club, creando un piano conigunto e coordinato in cui le due parti sono di supporto reciproco. Quello che succede è il realizzarsi del processo decisionale per l’acquisto di un oggetto/servizio. Infatti la sponsorship aiuta a far conoscere il brand e farlo rimanere nella memoria del fan dopodiché influisce significativamente nella

decisione finale di acquisto oppure trasforma il fan in un possibile consumatore

Valore delle sponsorizzazioni

Nel periodo 2016/2017 il totale degli investimenti nel calcio per le sponsorizzazioni si attesta sui 375 milioni. L’investimento nell’adverti-

sing invece ammonta a 177 milioni. Interessante è capire anche quali siano i brand che maggiormente investono nel calcio, o meglio le aree merceologiche che vedono in questo business un possibile ritorno di immagine. Sono nove le principali categorie che investono, cinque di queste investono di più in sponsorizzazioni e altre cinque in advertising. L’unica eccezione è il settore automobilistico, unica presente in entrambe le top 5. Quello che ne deduciamo è che in realtà ogni categoria è predisposta per diversi progetti di comunicazione e che vedono in questa attività un investimento proficuo. Date queste informazioni, si evince che ogni categoria è predisposta per diversi progetti di comunicazione, e i right holders che dovrebbero strutturare dei pacchetti ad hoc per massimizzare gli investimenti.

Nielsen Sports è il principale fornitore di analisi e insight nel settore dello sport

# event Shimano Steps Italian Bike Test, un successo da nord a sud

Quattro tappe per il tour itinerante. Quasi 50 le aziende che hanno messo

Si è appena chiuso il test tour organizzato da Taking Off che ha permesso a tutti gli appassionati di bici di provare in anteprima i prodotti delle più importanti aziende del settore. Una due giorni, per un totale di quattro week end alla scoperta delle novità del mercato, ma anche dei territori che hanno ospitato i villaggi. Per i tanti appassionati accorsi, la possibilità di provare ogni genere di mezzo a due ruote: strada, urban e mtb; tradizionali o eBike, lungo

a disposizione le novità 2019, da testare lungo i tracciati preparati per l’occasione

percorsi sapientemente tracciati di volta in volta da guide locali che hanno allestito per ogni tappa, da Malpensa a Palermo, passando per Montecatini e Formello, dei tracciati che meglio si sono adattati alle caratteristiche geografiche e orografiche di ogni tappa. Creando di volta in volta un’esperienza unica, sempre diversa. Il tutto reso possibile dagli sponsor e dai partner che hanno supportato il progetto: BiciSupport per l’allestimento del bike park gratuito per i visita-

tori, Ciclo Promo Components che ha fornito gadget nel welocme kit e BRN.

Vola alta la prima tappa lombarda

Più di 1.500 biker si sono dati appuntamento a Malpensa, sabato 15 e domenica 16 settembre, per partecipare alla prima tappa. Nei dintorni del Village, situato presso il Museo Agusta di Samarate (Varese), i biker hanno potuto provare le 533 biciclette messe a dispo-

sizione dalle 41 aziende partecipanti su tre diversi tracciati: road, mtb e urban. I percorsi, pensati per sperimentare le prestazioni tecniche delle diverse bici, hanno divertito e soddisfatto i consumatori finali, entusiasti di aver vissuto una bike experience concreta e gratuita. A battezzare la prima tappa del tour, un ospite d’eccezione: l’ex campione di ciclismo su strada Mario Cipollini. “Super Mario”, presente al Village con il suo brand MCipollini, ha colto l’occasione per incontrare

Samarate (Varese)

# event

I brand presenti alle quattro tappe

Samarate: 41 brand

Alba Optics, Alé, Atala, BH Bikes, Bianchi, Biemme Sport, Bottecchia, Cannondale, CGDE, Cicli Elios, Cipollini, CST, DMT, Eddy Merckx, Eplus, FM Bike, Giant, GT, Haibike, HJC, Ice Key, Kawasaki, Limar, Liv, Look, Merida, My Life, Orbea, ProAction, Proed, Ridley, Scott, Shimano, Shimano Steps, Selle SMP, Specialized, Thok eBikes, Titici, Topeak, Trek, Whistle.

Montecatini: 39 brand

3T, Alè, Atala, BH, Bianchi, Bike Stepper, Biemme, BMC, Bottecchia, Cannondale, Cicli Elios, Cipollini, CST, DMT, Eddy Merckx, Eplus, Fabric, Fm Bike, Giant, Kawasaki, Kuota, Limar, Liv, Look, Merida, Orbea, ProAction, ProEd, Ridley, Saby Sport, Scott, Shimano, Shimano Steps, Selle SMP, Specialized, Thok, Topeak, Trek, Whistle

Formello: 35 brand

Alè, Atala, BH, Bianchi, Biemme, BMC, Bright, Cannondale, Cicli Elios, Cipollini, CST, DMT, Eddy

Merckx, Eplus, Fabric, FM Bike, GT, Haibike, Kawasaki, Limar, Look, Merida, Orbea, ProAction, ProEd, Ridley, Scott, Shimano, Shimano Steps, Selle SMP, Specialized, Thok, Topeak, Trek, Whistle PALERMO: 36 brand presenti

Alè, Atala, BH, Bianchi, Biemme, BMC, Cannondale, Cicli Elios, Cicli Fina, Cipollini, CST, DMT, Eddy Merckx, Eplus, Fabric, Giant, GT, Kawasaki, Limar, Liv, Lombardo, Look, Merida, Orbea, Pinarello, ProAction, ProEd, Ridley, Saby Sport, Scott, Shimano, Shimano Steps, Thok, Topeak, Trek, Whistle

Palermo: 36 brand

Alè, Atala, BH, Bianchi, Biemme, BMC, Cannondale, Cicli Elios, Cicli Fina, Cipollini, CST, DMT, Eddy Merckx, Eplus, Fabric, Giant, GT, Kawasaki, Limar, Liv, Lombardo, Look, Merida, Orbea, Pinarello, ProAction, ProEd, Ridley, Saby Sport, Scott, Shimano, Shimano Steps, Thok, Topeak, Trek, Whistle

i suoi fan, contenti di poter vedere e conoscere il loro idolo.

La tappa in Toscana

A Montecatini, il 29 e 30 settembre, i tester erano invitati ad arrampicarsi sui pendii che conducono alla città Alta, in cui, tra la vista sulle colline toscane e sentieri dai caratteri enduristici, c’era la possibilità di impegnare anche le bici dalla vocazione più gravity. Qui è avvenuto un importante lancio: durante la tappa toscana di Shimano Steps Italian Bike Test, per la prima volta in Italia c’è stata la possibilità di provare la nuova Specialized Turbo Levo, tra le più attese novità della stagione in fatto di eBike. Il Village, situato di fronte all’Hotel Belvedere (viale Fedele Fedeli 10, Montecatini Terme, PT) è rimasto aperto al pubblico dalle ore 8.30 fino alle 18.00 il sabato e dalle ore 8.30 alle 16.00 la domenica. Nello specifico, il percorso mountain, lungo 13,5 km, si districava tra salite sterrate e passaggi tecnici che hanno messo alla prova le doti dei rider e le qua-

lità delle biciclette. Il tracciato ciclocross – gravel si snodava su un primo tratto di strada asfaltata e in piano di circa 2,4 km, per poi raggiungere il parco Villa Ankuri, da cui si potevano poi scegliere vari livelli di difficoltà. Per aggiungere alla pedalata anche una vista unica e mozzafiato, bastava inforcare una bdc tra le molte a disposizione e seguire le frecce del percorso road: 8,9 km tra salite e discese che attraversavano le strade di Montecatini Alto.

La tappa nel Lazio

Sabato 6 e domenica 7 ottobre a Formello (Roma) è andata in scena la terza tappa di Shimano Steps Italian Bike Test In questa nuova avventura per la macchina organizzativa di Taking Off, sono stati tre i tracciati progettati per valorizzare al massimo

le caratteristiche delle bici di oltre 40 aziende. La capitale ha accolto i tester con un percorso mtb/ enduro che iniziava con una salita da affrontare tutta d’un fiato e portava a Via Formellese. Dopo circa 2 km si arrivava all’ingresso della Macchia di Sacrofano dove finalmente ci si poteva sbizzarrire e mettere alla prova le qualità delle biciclette e le proprie capacità di guida sui diversi trail a disposizione. Il tracciato road, lungo 11 km, era accessibile a tutte le tipologie di ciclisti, dai neofiti ai professionisti; più breve e semplice, ma non meno divertente, l’urban trail, che si snodava all’interno del Village, proprio nel cuore dell’evento. La tappa di Formello è stata anche l’occasione per un evento eccezionale allo stand Shimano Steps. Sabato mattina alle 10.00, era infatti in programma una Social Ride gui-

Montecatini (Pistoia)

data da Omar Di Felice, campione di ultracycling.

Nelle terre di Sicilia

Non poteva chiudersi meglio il tour IBT se non con una tappa nella calda Sicilia che ha sorriso a tutti i bikers sabato 27 e domenica 28 ottobre. Quattro i tracciati studiati e realizzati per testare e mettere in risalto le performance delle bici dei 36 brand presenti. Il percorso MTB si sviluppava per circa 5 km all’interno della riserva naturale del Parco della Favorita con un dislivello totale di 245 metri. Il tracciato Ciclocross – Gravel si snodava per circa 4 km. Il trail Enduro si sviluppava interamente su una strada sterrata di 1,1 km e con un dislivello negativo di 250 mt. Infine, il percorso Road di 10 km era dedicato a chi macinava asfalto e voleva mettersi alla prova in tutte le condizioni che si possono affrontare pedalando. Un successo che permette di guardare già al prossimo anno con grandi aspettative per un evento che si sta affermando tra i più importanti a livello nazionale.

Palermo
Formello (Roma)

# prize Vibram Furoshiki, la suola avvolgente sempre più premiata

L’anno 2018 ha regalato molte soddisfazioni a Vibram, tra cui un riconoscimento che, sulla carta, sembrava essere quello più inaspettato. Parliamo del premio più ambito nel mondo del design, il Compasso d’Oro ADI (Associazione Design Italiano), che l’azienda si è aggiudicata per il prodotto Vibram

Furoshiki The Wrapping Sole. Il Compasso d’Oro, giunto alla XXV edizione, è stato consegnato dal Presidente dell’ADI Luciano Galimberti alla storica azienda di Albizzate, premiando il concept che è alla base dell’innovativo prodotto: una suola avvolgente che permette di calzare piedi di ogni morfologia in ogni loro condizione,

garantendo un fit personalizzato e un comfort eccezionale. Premio inaspettato perché, da quando il progetto Furoshiki è nato, ha fatto parecchia strada che forse inizialmente non era stata nemmeno preventivata. E invece Vibram arriva in fondo al suo cammino e lo fa confermandosi tra le aziende più innovative del settore e dando un

Alla lista dei riconoscimenti, nel 2018 si aggiunge anche il

Compasso D’Oro per questa

calzatura dell’azienda di Albizzate.

Parlano Simona Montemari e

Masaya Hashimoto

valido proseguo al successo che fu delle FiveFingers. Vibram Furoshiki The Wrapping Sole aveva già ottenuto diversi riconoscimenti italiani e internazionali per la sua originalità e l’innovazione progettuale. Infatti, la “suola avvolgente” è stata insignita del Premio Com-

passo d’Oro International Award sul tema “Sport - Performance and Innovation” e del “Premio per l’innovazione” ADI Design Index 2017, grazie al quale è stato segnalato anche alla Presidenza della Repubblica Italiana per il conferimento del Premio Naziona-

di Sara Canali

# prize

le per l’Innovazione (“Premio dei Premi”); ha ottenuto poi il “Grand Award” del concorso Design for Asia Awards 2017 a Hong Kong e il più recente “Design Intelligence Award” categoria “Excellence” presso la China Academy of Art, a Hangzhou.

Abbiamo intervistato Simona Montemari, finished goods innovation manager e Masaya Hashimoto, finished goods innovation concept manager per entrare più a fondo nel mondo Furoshiki.

Oggi vincitrice di diversi riconoscimenti per il suo design innovativo, eppure questa scarpa arriva da un’arte antica. Cos’è il Furoshiki?

Con il termine “furoshiki” si fa riferimento all’arte giapponese che permette di avvolgere in un unico tessuto qualsiasi tipo di oggetto. È una tradizione tuttora in utilizzo in Giappone. Essendo Vibram leader mondiale nel mondo delle suole, ha avuto l’idea di creare “la suola che avvolge”. Ispiran-

dosi a tale usanza, è nata quindi la calzatura Vibram Furoshiki

The Wrapping Sole, dotata di una suola in gomma Vibram XS City che continua anche sulla tomaia consentendo alla calzatura di adattarsi perfettamente a ogni morfologia di piede, garantendo stabilità, durabilità e grip su superfici urbane.

Come è nata l’idea di trasformare quest’arte giapponese in una calzatura?

L’idea in realtà è nata cercando una soluzione per riuscire a realizzare un progetto inizialmente un po’ diverso, ovvero il single size mold: uno stampo capace di poter essere applicato a vari numeri di scarpa/piede. In questo l’arte del furoshiki, proprio per la sua capacità di prendere la forma di quello che contiene e adattarsi perfettamente a ogni morfologia di piede, abbracciando la teoria del Foot diversity, ci è apparsa un’ottima idea e la strada giusta da perseguire.

Quali sono state, inizialmente, le difficoltà progettuali?

Le prime difficoltà sono state strutturali, ovvero come contenere il piede nel modo più corretto, e di messa a punto della tecnologia con le giuste elasticità applicate a un tessuto 4 way stretch.

Dai primi bozzetti, pensavate potesse raggiungere questo successo?

In realtà no. Sapevamo di aver rotto un po’ gli schemi di realizzazione della calzatura, ma non a tali livelli.

Oggi Furoshiki conta un numero di modelli pensati anche per l’inverno. Quanto è cresciuto nel tempo il progetto?

Io direi più delle nostre aspettative iniziali. Il progetto sta infatti crescendo e noi stiamo cercando di applicare questa scoperta ai vari mondi con diverse derivazioni che verranno svelate nel tempo. Stay tuned!

vibram.com

Simona Montemari e Masaya Hashimoto

Il lato marketing di Furoshiki

Su che mercati va “forte” questa calzatura?

La distribuzione di Vibram Furoshiki copre sia il mercato americano, che quello asiatico fino al Giappone e ovviamente il mercato EMEA, in principal modo: Italia, Regno Unito, Spagna e Francia. Il prodotto è apprezzato ovunque per le sue distintive caratteristiche di funzionalità, unicità e design innovativo.

Com’era inizialmente la percezione del cliente e com’è oggi rispetto al prodotto?

Inizialmente i clienti mostravano molta curiosità nei confronti di Vibram Furoshiki in quanto prodotto unico e nuovo dal punto di vista della tecnologia e del design. La caratteristica principale, ovvero il fatto che la suola Vibram fosse stata studiata per continuare anche sulla tomaia garantendo, oltre alle tipiche performance, un perfetto adattamento della calzatura a ogni morfologia di piede, suscitava molto interesse e curiosità da parte dei clienti. Oggi è sempre presente questa reazione da parte del pubblico con però anche maggior consapevolezza.

Nel tempo sono cambiati anche i materiali. Qual è l’ultima novità

in termini di innovazioni tecnologiche e tessuti?

Per la prossima collezione primavera/estate abbiamo utilizzato tessuti particolari con nuove trame e colori studiati appositamente per seguire le tendenze del momento. Questi, assieme alla speciale tecnologia della suola che continua sulla tomaia consentendo così di avvolgere perfettamente qualsiasi morfologia di piede, hanno portato alla realizzazione di una collezione in grado di distinguersi sul mercato. Abbiamo introdotto poi anche una novità nella collezione autunno/inverno, creando il modello Vibram Furoshiki OSLO WP: una calzatura con suola Vibram dotata della tecnologia Vibram Arctic Grip che consente di avere grip eccezionale su ghiaccio bagnato, e in più con tomaia totalmente waterproof. Una calzatura ideale per l’ambiente urbano.

Cosa ha voluto dire per voi di Vibram ricevere il Compasso d’Oro?

È stato un momento per noi di grande orgoglio e soddisfazione. Dietro alla creazione di ogni prodotto nuovo c’è sempre un team Vibram che lavora con determinazione e passione per mesi, anche anni, prima che il prodotto possa esser pronto ad andare sul mercato. Raggiungere questo traguardo è stato per noi una conferma del nostro lavoro e progetto, e ovviamente anche una spinta ad andare sempre oltre.

Davide Canciani, global marketing director di Vibram

Vibram, azienda leader nel mondo delle suole, come è nata l’idea di creare una calzatura completa?

Per Vibram creare collezioni di calzature complete significa utilizzare il prodotto finito come miglior strumento di marketing e comunicazione della tecnologia che possiamo garantire nelle suole. Sia per le aziende che già ben ci conoscono sia per coinvolgere un pubblico sempre più ampio, in diversi settori. Tutto è iniziato con Vibram FiveFingers: la suola, e calzatura, a cinque dita. Questa ha cambiato totalmente il mercato, creando un settore nuovo prima inesistente: il minimalismo. La suola è infatti una parte integrante della calzatura, se non quella fondamentale. Da qui lo sviluppo di Vibram FiveFingers prima, di Vibram Furoshiki poi, della Vibram Portable Performance Sole, e di tanti altri progetti su cui Vibram sta lavorando.

# cover story

Al centro della natura con Fjällräven

Da 1950 a oggi, il brand svedese ha sempre cercato di essere fedele alla sua missione, quella di rispetto del mondo. I suoi capi iconici sopravvivono al tempo e ispirano gli amanti dell’outdoor

La storia dell’azienda svedese Fjällräven - oggi tra i marchi leader in Nord Europa nella produzione e fornitura di capi di abbigliamento, accessori e attrezzature outdoor dall’inconfondibile look nordico - comincia nel 1950. Quando il fondatore Åke Nordin, scout e appassionato di outdoor all’epoca quattordicenne, stanco degli scomodi zaini in voga in quegli anni, inventò e realizzò il primo

zaino con telaio in legno che permetteva di distribuire al meglio il carico sulle spalle e trasportare un peso maggiore. Grazie alle sue intuizioni, nel 1960 Åke Nordin fondò Fjällräven. E lo fece in uno scantinato di Örnsköldsvik, città a Nord della Svezia, dove lì presero vita alcune tra le più importanti invenzioni e innovazioni nel settore outdoor, unitamente al suo sogno. Quello di realizzare

prodotti senza tempo, funzionali e di lunga durata, agendo responsabilmente nel rispetto degli esseri umani, degli animali e dell’ambiente. E soprattutto con l’intento di ispirare e incoraggiare le persone a scoprire la vita all’aria aperta, a stretto contatto con la natura. Una mission che, ancora oggi, guida ogni iniziativa del brand. Giacche, t-shirt, camicie, pantaloni, borse, sacche, zaini e

cappelli per uomo, donna e bambino. Oggi la gamma di prodotti Fjällräven è ampia e completa. Dal design semplice, con reminescenze vintage, e un assortimento di colori tutti ispirati alla natura, i prodotti Fjällräven si caratterizzano per essere altamente versatili e utilizzabili in molteplici situazioni, dalla montagna al mare, dalla pianura alla città. In armonia con la natura.

# cover story

Sostenibilità

L’azienda svedese ha sviluppato una propria politica di sostenibilità chiamata “The Fjällräven Way”, attraverso la quale si impegna ad avere il minor impatto ambientale possibile grazie a un’accurata selezione delle materie prime, e a diminuire il consumo di acqua, energia e prodotti chimici. Fjällräven inoltre, da molti anni, partecipa a progetti di salvaguardia delle specie ani -

mali come la volpe artica scandinava - celebrata nel logo e nel nome dell’azienda - o le oche da cui ricava l’imbottitura per i piumini, che protegge attraverso la propria “Down Promise”. Questa garanzia certifica che gli animali godano del maggior benessere possibile e che i partner con cui Fjällräven si interfaccia condividano la medesima politica in fatto di trattamento responsabile degli animali.

I prodotti iconici

Dire Fjällräven vuol dire parlare di Greenland Jacket e Kånken, i suoi due capi iconici. Prodotti che hanno insito in sé il dna dell’azienda. La prima è una giacca che è stata lanciata 50 anni fa dal suo fondatore e fu una grande rivoluzione. Il Kånken invece nasce nel 1978 come valida alternativa ai classici zaini scolastici a tracolla dell’epoca, introducendo i due spallacci e proponendo una forma rettangolare, come un A4.

Greenland Jacket

Si tratta di una giacca che è stata in grado di combinare due

tecnologie proprie dell’azienda scandinava, il G-1000, un tessuto a trama fitta, particolarmente resistente ma al contempo traspirante, realizzato con il 65% di poliestere e il 35% di cotone, e il Greenland Wax, Una cera che viene applicata al tessuto già durante la fase di produzione per rendere i capi G-1000 ancora più resistenti a intemperie e usura. Il resistente tessuto impermeabile, la comoda fodera in pile e le sue caratteristiche pratiche l’hanno resa una scelta apprezzata sia per le attività a contatto con la natura, sia per i piccoli spostamenti di tutti i giorni verso il lavoro o la scuola.

Questa versione aggiornata è realizzata nel materiale sostenibile G-1000® Eco (65% poliestere riciclato, 35% organic cotton) e ha un taglio più aderente.

Kånken

A quarant’anni dalla sua nascita, Kånken è cresciuto e vanta una gamma di ben 54 colori, sei taglie e tre diversi tipi di materiale. Partendo da qui è stata lanciata la collezione Kånken Essentials di Fjällräven che comprende 10 accessori, studiati per abbinarsi perfettamente ai modelli della collezione.

fjallraven.com

Greenland winter jacket
Kånken Essentials

# sponsorship La Sportiva e Michele Boscacci assieme per altri 5 anni

Fresco della miglior stagione della sua carriera, il

Campione del Mondo di sci alpinismo riconferma la sua collaborazione con lo storico sponsor trentino

Prosegue nel migliore dei modi l’esaltante annata di Michele Boscacci, sci alpinista classe 1990 originario di Sondalo (Sondrio), che dopo aver vinto tutto il vincibile nella stagione invernale 17/18, Coppa del Mondo compresa, firma un nuovo importante prolungamento di contratto con La Sportiva. Il brand, da sempre al suo fianco nel mondo delle gare sci alpinistiche, oggi è pronto a coin-

volgerlo non solo nello sviluppo del proprio comparto hardgoods e della celebre “formula uno” da corsa Stratos (che il prossimo inverno vedrà la sua 5° versione dal primo lancio nel 2008) ma anche nello sviluppo del proprio abbigliamento gara e lifestyle.

“Michele ci ha permesso di crescere molto nelle gare skialp portando la serie Stratos e il nostro brand sui

Racetron

Racetron è lo scarpone in Grilamid studiato per l’avvicinamento alle gare internazionali da parte degli atleti più giovani. Perfetta alternativa agli scarponi da gara in materiali compositi, adotta soluzioni e tecnologie

gradini più alti del podio nelle competizioni internazionali – dice Alessandro Tedoldi, responsabile atleti ed eventi La Sportiva. – L’impegno

dell’azienda è sempre stato quello di fornirgli i migliori materiali possibili per competere ad alti livelli, come ad esempio la partnership

con SkiTrab per la fornitura degli sci da gara, e oggi siamo fieri di annunciare che Michele sarà con noi anche con abbigliamento e ac-

Race-Ready. Il sistema di chiusura a leva singola con l’esclusivo meccanismo CavoBike Lever Pro brevettato, permette il passaggio dalla modalità walk a quella ski in un unico rapidissimo movimento svincolando totalmente il gambetto. La patella superiore con triplice regolazione e la chiusura inferiore Spider Buckle Evo permettono la personalizzazione massima del fit e di poter scaricare in sicurezza la potenza in fase di discesa. Compatibile con attacchi Tech, adotta la rivoluzionaria e brevettata piastrina frontale S4 Insert che facilita l’inserimento nell’attacco. Grazie alla mobilità eccezionale garantita dai 75° d’inclinazione, alla suola La Sportiva RaceGrip e compatibile ISMF, Racetron è un prodotto veloce, performante in salita e discesa e tra i più leggeri della categoria.

# sponsorship

cessori con un contratto total-look che chiude il cerchio e sposa totalmente la causa La Sportiva nello sci alpinismo”

Light & Fast è il motto dell’azienda di Ziano di Fiemme giunta nel 2018 al suo novantesimo anniversario e Michele ben rappresenta questo credo, lo dimostrano sul campo le sue performance fuori dal comune, che l’hanno reso oggi l’atleta italiano (ma non solo) più forte al mondo nella propria disciplina. Ce n’è per tutti i gusti: 1° posto al Mountain Attack, al Campionato Italiano Vertical, alla Pierra Menta, al Tour du Rutor, all’Epic Ski Tour, e primo nella Coppa del Mondo Overall e nel circuito La Grand Course. Secondo posto nel campionato italiano individuale, nella Coppa del Mondo Individuale, nella Coppa del Mondo Vertical e nel Campionato Europeo Individuale e infine terzo assoluto ad Altitoy. Il meglio del meglio.

LaSpo e Bosca dunque: un binomio vincente che si declinerà non solo sul parterre di gara ma anche all’interno delle mura del nuovissimo Innovation Center di Ziano di Fiemme, dove il team di Ricerca e Sviluppo del marchio trentino sono pronti ad ascoltare i feedback ed i suggerimenti per migliorare ancora i propri prodotti con risvolti positivi non solo sul comparto gara ma anche sui prodotti più commerciali che proprio dal mondo delle gare riprendono materiali e soluzioni per fornire le migliori performance

possibili allo sci alpinista esigente.

“Ci aspettano altre stagioni esaltanti – afferma Michele – nonostante una super stagione la voglia di migliorare ancora e di rimanere al top della forma è altissima. Il grande obiettivo sono le Olimpiadi Invernali e anche contribuire allo

sviluppo dei prodotti che vestiranno la prossima generazione di sci alpinisti: in La Sportiva le idee corrono veloci e sono pronto a correre con loro”. Appuntamento dunque a novembre con l’inizio di una nuova esaltante stagione. lasportiva.com

I momenti più esaltanti delle tappe della stagione 17/18 di Michele

# partnership Colmar pop mountain e la France

Il tratto deciso, inimitabile e pop di Van Orton apre la stagione delle gare di sci con una reinterpretazione personalissima delle tute da gara francesi: montagna, neve,

Van Orton Design per la prima volta disegna le nuove tute da gara della nazionale Transalpina. Con giochi e disegni di colore in perfetto stile anni ’80

bandiera tricolore e immancabile galletto sono stati di ispirazione per i gemelli Van Orton che hanno disegnato una tuta divertente e di design dopo la capsule collection

presentata a Ispo nel 2018 e nei negozi in questa stagione invernale. Lo stile inconfondibile dei colori accesi della bandiera francese, incorniciati dal tratto spesso

e nero sono dedicati alle tute delle discipline alpine e dello skicross della squadra che proprio lo scorso anno a Val D’Isere ha rinnovato il suo impegno con Colmar fino al 2021.

Van Orton Design per chi non lo sapesse è il nome d’arte di Marco e Stefano Schiavon, classe 1983, gemelli di Rivoli, figli del digitale e grandi appassionati di musica che interpretano, con i loro disegni, la loro grande passione: i mitici anni ’80. Con film iconici come “Back to the future” e “Gremlins”, hanno spopolato sul web e iniziato così a lavorare con brand internazionali, dalla discografia al design.

Con Colmar per il prossimo inverno iniziano la loro avventura nell’abbigliamento sportivo dando vita a un’edizione limitata e numerata di capi di forte impatto. Una sfida nuova e diversa per Stefano e Marco per i quali “Lavorare con Colmar è stata davvero un’opportunità enorme soprattutto perché ci ha permesso di sperimentare un nuovo tipo di approccio al nostro metodo creativo. applicando le geometrie direttamente su sezioni predefinite invece che su un piatto

# partnership

foglio bianco”. Con un’estetica visiva fortemente Eighties il risultato è stato un omaggio ai simboli iconici di Colmar, tutto in versione pop.

Soddisfatto di questa partnership anche Giulio Colombo, ceo e direttore creativo dell’azienda: “Questi due giovani grafici di successo sono riusciti, con il loro stile virtuale e pop a realizzare tute giovani e colorate, cogliendo appieno il nostro stile coniugato all’attenzione verso la performance, grazie a una continua ricerca e innovazione. Da sempre siamo impegnati nello studio di nuovi progetti ed è stato per noi entusiasmante lavorare con loro”.

#lesbleuspop è l’# per questo progetto colmar.it

SI CORRE DA SOLI. SI VINCE INSIEME.

FRANCESCA CANEPA - PRIMA CLASSIFICATA UTMB ® 2018

L’ Ultra Trail du Mont Blanc è riservato ai trail runner più temerari. Un’esperienza unica, che porta gli atleti ben oltre i propri limiti. 170 km, 10.000 metri di dislivello, 26 ore di corsa.

Francesca Canepa è stata la prima italiana a vincere questo grande evento, con ai piedi le Spin di SCARPA®

Senza fermarsi davanti a niente e arrivando davanti a tutti.

Grazie Francesca!

# heritage Tre special edition per gli 80 anni di Scarpa

Un anno di grandi emozioni per Scarpa che spegne le sue 80 candeline e non smette di festeggiare con una serie di iniziative e linee dedicate a questo prestigioso traguardo. Tra le varie idee lanciate dal brand di Asolo ce ne è una in particolareche risponde alle aspettative degli appassionati, ovvero un’edizione limitata di tre modelli speciali a cui si collega anche il concorso #Scarpaunlimited, Il contest che mette in palio soggiorni a Courmayeur, Cortina d’Ampezzo e Livigno e altri speciali giveaway. Modelli celebrativi che toccano tre dei mondi trattati da Scarpa: lo sci alpinismo con lo scarpone F80, l’arrampicata con Furia 80 e il lifestyle con la doppia versione della Zero8. Un valore tecnico altissimo a cui si aggiunge un significato simbolico e tecnologico. Alle caratteristiche tecniche si somma il peso dei premi messi in palio: coloro che acquisteranno un esemplare in edizione limitata avranno la possi-

bilità di iscriversi al sito celebr80. scarpa.net e partecipare all’estrazione di giveaway brandizzati (felpa, t-shirt e altri accessori) e di tre pacchetti per un soggiorno per due persone della durata di tre giorni a Courmayeur (AO), Corti-

na d’Ampezzo (BL) e Livigno (SO), accompagnati in un’esperienza outdoor a 360 gradi dalle qualificate guide alpine SCARPA. Inoltre, registrandosi al sito sarà possibile rimanere aggiornati su promozioni speciali, inviti e anteprime.

Sci alpinismo, arrampicata e lifestye. Sono questi i tre mondi a cui il brand di Asolo ha deciso di dedicare rivisitazioni di modelli iconici

F80

Il modello F1, primo scarpone per lo sci alpinismo dotato del sistema Recco in grado di rendere rintracciabili le vittime di valanga, si veste di rosso e si impreziosisce del logo storico SCARPA nella versione F80, realizzata in 2018 pezzi numerati. Parliamo di uno scarpone adatto a tutte le attività scialpinistiche, dalla salita con i ramponi, fino alla discesa in neve fresca.

La leva posteriore ha ingombri minimi, e permette un agevole e sicuro passaggio dalla fase ski a quella walk.

Il duplice sistema di chiusura garantisce la massima precisione di calzata: il sistema Boa per l’avampiede e la leva Fast Buckle con fascia a velcro referenziata per l’area tibiale.

La suola Vibram offre un grip eccezionale in fase di camminata.

La Carbon Core Technology nello scafo e X-Cage Evo nel gambetto garantiscono una diretta trasmissione degli impulsi allo sci, favorendone il controllo e il divertimento.

# heritage

Dell’uso tecnico originale, il modello conserva l’allacciatura in punta tipica del climbing e la protezione, rinnovata attraverso un materiale innovativo come il TPU, alla base della tomaia.

Zero 8

Trae ispirazione dal leggendario modello da arrampicata “Rock Star”, vero best seller degli anni Settanta, e presenta nella Collezione Lifestyle. Rivisitazione eccellente di una calzatura performante e tecnica dedicata al climbing, Zero 8 viene reinterpretata per entrare nell’uso quotidiano degli sportivi metropolitani e di coloro che desiderano indossare in ogni momento l’autentico heritage del mondo dell’arrampicata.

La suola Vibram sviluppata per l’approach rende Zero 8 ideale per un uso versatile su superfici differenti e nelle diverse situazioni.

Sarà disponibile in un numero limitato di 1000 pezzi e 2300 paia per la versione GTX.

Furia 80

Questa special edition è prodotta in soli 900 pezzi numerati. Con nuovi ed esclusivi contenuti tecnologici ed una veste grafica estremamente accattivante. Caratterizzata dalla tomaia ultra morbida e da una punta estremamente sensibile e precisa, regala la sensazione di arrampicare a piedi nudi e al tempo stesso trasmette la sensazione di poter sfruttare appoggi quasi inesistenti.

CMP un modello che funziona

L’ampio piano di espansione retail, cominciato tre anni fa, è proseguito quest’anno con l’inaugurazione degli store di Bolzano a inizio aprile e Tarvisio a giugno. Due spazi di quasi 200 mq, dove sono presenti tutte le collezioni CMP e che sono collocati geograficamente in punti molto strategici del territorio. Bolzano è il capoluogo dell’Alto Adi-

ge e importante centro turistico, soprattutto per il pubblico tedesco. La Germania è, infatti, il paese in cui CMP è tra i marchi più riconosciuti nel settore outdoor. Tarvisio, invece, è l’ultimo comune prima del confine austriaco e sloveno, dove transitano ogni anno migliaia di turisti, tra cui molti provenienti da altri paesi. Inoltre, le

collezioni presenti in questi negozi situati in località alpine riescono a soddisfare anche l’utenza locale, oltre che la clientela turistica. Un’espansione che non si ferma, grazie all’inaugurazione di store all’interno di alcuni outlet Village in Italia. Il primo a Valdichiana nel 2017, seguito poi dalle aperture nel 2018 a Palmanova e Francia-

È stato un altro anno di espansione per il brand.

Dopo l’apertura del flagship store a Milano in corso Vercelli e di altri cinque store nel 2017 nel 2018 conta l’apertura di altri sette monomarca

corta. La presenza in questi villaggi aumenta il prestigio del brand, che coglie così l’opportunità di essere presente al fianco di altri importanti marchi. Inoltre, risponde all’esigenza dell’azienda di gestire in modo intelligente e controllato le rimanenze.

Il progetto di negozi monomarca CMP inizia nel 2015, dopo l’esperienza positiva dello store a Cortina, aperto in collaborazione con la Cooperativa di Cortina. Da qui l’esigenza di creare un format retail che fosse di interesse per alcuni partner storici dell’azienda interessati ad am-

foto: Daniele Molineris

# retail

pliare la loro offerta e adattabile ad aperture di negozi di proprietà. Dopo Cortina sono seguite nuove inaugurazioni, inserite in un più ampio piano di distribuzione su tutto il territorio Italiano, che vanno di pari passo con la nascita di nuove linee del brand, come quella Urban Lab, dedicata a chi vuole vivere il contesto cittadino in totale libertà, con capi funzionali e tecnici, grazie al profondo know-how dell’azienda nel mondo outdoor.

L’apertura del flagship store di Milano è il coronamento dell’obiettivo di essere presenti anche nei grandi centri urbani, dove già si contavano gli store di Padova e Verona, oltre ad altri come il già citato Bolzano, Imperia, Cuneo,

Cremona e Aosta. Ad inizio 2019, infine, il CMP Store Firenze aprirà le sue porte, in pieno centro storico, su una superficie di oltre 200 mq. Quello di Firenze sarà il ventesimo negozio monomarca in Italia, che si aggiungerà alle aperture a fine 2018 di Bormio e Cavalese. Da un punto di vista visual, tutti i negozi sono accomunati dallo stesso concept, che rispecchia l’identità del brand e mette in risalto le caratteristiche e i valori che da sempre lo contraddistinguono: varietà di colori e capi, stile italiano, linee pulite e richiami alla natura, il tutto in un’offerta di articoli pensati per ogni componente della famiglia.

Questo viene tradotto in spazio “fresco”, arredato con un mix di

materiali che alternano leggeri telai in ferro e accessori in acciaio satinato, con legno in rovere chiaro. I primi elementi vogliono esprimere il contenuto tecnico dei capi, mentre i secondi vogliono far vivere un’esperienza d’acquisto al cliente che ricorda l’ambiente naturale, outdoor.

A completare l’arredamento grandi display e grafiche con immagini di campagna, paesaggi naturali e di montagna dal forte contenuto emozionale. Tutto questo in uno spazio flessibile, pronto a esporre le diverse collezioni esistenti, e a cambiare disposizione e aspetto per adattarsi alle variazioni stagionali o alle esigenze del mercato.

cmp.campagnolo.it

# women Agenda ricca per il lato rosa di Tecnica Group

Una sola missione: creare dei prodotti disegnati appositamente per la donna che possano rispondere alle esigenze di tutte le sciatrici appassionate, qualsiasi sia il loro livello di sciata. La linea WomenToWomen di Tecnica riparte da qui anche quest’anno con l’idea di coinvolgere, rinforzare ed educare la community di sportive a condividere le loro esperienze outdoor e celebrare la loro passione per lo sport. Sicuramente l’ambiente della montagna è quello che ci permette di fuggire, di resettare e ricominciare per provare un senso di libertà e vivere la migliore esperienza che unisce sensi ed emozioni. Secondo una ricerca svolta proprio da Tecnica Group, 7 donne su 10 ammettono di voler passare più tempo all’aria aperta rispetto a quello che già fanno, ma sono frenate da delle barriere come le condizioni atmosferiche, il tempo e la mancanza di una buona compagnia. Il 74% di loro vede l’outdoor come un luogo dove si possno liberare dalle pressioni della vita quotidiana tanto che il

72% di loro ammette di sentrisi libere quando sta all’aria aperta. Il progetto W2W inizia nel 2015 con un primo focus tra sciatrici che condividono la passione per la montagna bianca concretizzato poi in un brainstorming per porta-

Sono diversi gli eventi organizzati per la stagione alle porte nel progetto W2W con il focus sempre acceso su quello che le donne vogliono. Almeno sulla neve

re il discorso a un livello successivo di sviluppo. Nell’agosto del 2016 è stato organizzato un summit di atlete in Cile al fine di far condividere loro le esperienze vissute e il proprio modo di vedere l’attività sulla neve e nello stesso anno a

dicembre è stato organizzato un focus group a Park City per unire prodotti, passione e stile. Il 2017 è stato un anno davvero molto proficuo per il progetto visto che si sono moltiplicati gli appuntamenti con un focus group a Cortina a

# women

gennaio, un summit ad Aspen in marzo, un altro focus group ancora a Cortina in Aprile e infine lo woman ski clinic a luglio, il primo di questo genere per portare la tecnica dello sci al top. Quello che è emerso da questi numerosi appuntamenti sono state le caratteristiche che una consumatrice cerca da un prodotto per lo sci: performance, confidenza e stabilità, divertimento e leggerezza. E sono questi i punti da cui Tecnica e Blizzard sono partiti per costruire e migliorare la linea “rosa” con sci e scarponi

che ricercano il comfort, il calore e la costumizzazione. Un primo anno che si chiude in positivo quindi per questo progetto e che “fa parlare di sé” visto che in termini di comunicazione, c’è stata una crescita importante sia su instagram che su facebook. La stagione alle porte quindi merita il bis a livello di appuntamenti da segnare in agenda insieme a WomenToWomen sempre interessata a mettere insieme atlete e sciatrici appassionate al fine di avere un feedback reale dalle dirette interessate.

Eventi

Per prima cosa gli Women Ski Test, un momento importante per testare le novità della linea.

Si parte con l’appuntamento di metà gennaio che si svolgerà nel comprensorio sciistico italo-francese della Vialattea, composto da sette località piemontesi.

A febbraio invece questa prova di materiali si sposterà sulla neve di Cortina.

Infine, l’8 marzo in occasione della festa della donna, si replicherà l’evento del 2018: una festa in Alta Badia con festa al Moritzino dall’alto dei 2100 metri del Piz La Ila, da anni uno dei migliori après ski dell’arco alpino. WomenToWomen di Tecnica Group sarà anche al fianco del Girls Dolomite Basecamp di cui vi abbiamo parlato nel numero precedente, un’iniziativa dedicata alle donne che unisce

sport, buon cibo e divertimento. Dopo quella estiva, l’edizione invernale si svolgerà dal 31 Gennaio al 3 febbraio sempre in Alta Badia. Un calendario fitto di appuntamenti a cui si aggiungerà un altro evento con data da definirsi, ma sicuramente a inverno inoltrato: Namaski, ovvero un evento che si rivolge a yoga e ski alp.

womentowomenski.com

# fiere

Grandi investimenti per i 25 anni di Skipass

L’economia della montagna bianca è stata il focus del salone del turismo e degli sport invernali. Positivo il bilancio che arriva da ModenaFiere. Registrati numeri da record

Venticinque anni festeggiati come si deve per Skipass, il salone del turismo e degli sport invernali che si è svolto a Modena dall’1 al 4 novembre e che ha fatto registrare numeri da record. Questo anche grazie all’organizzazione della tappa di Coppa del Mondo FIS di Big Air, dopo il primo appuntamen-

to in Nuova Zelanda. Un evento di caratura internazionale che ha visto la partecipazione dei migliori atleti al mondo e, di conseguenza, la presenza di un pubblico appassionato e numeroso.

Big Air

Per rendere tutto ciò possibile è

di Sara Canali

stata costruita la rampa più grande di sempre, un mastodonte di ferro alto 46 metri per 130 di lunghezza che per tre giorni, dalle qualificazioni alle finali vere e proprie, è stato palcoscenico di un grande spettacolo. “L’edizione del venticinquesimo chiude con un bilancio molto positivo. Con la Coppa del mondo di Big Air, Skipass si conferma l’appuntamento leader in Italia per il mondo della neve”,

così Paolo Fantuzzi, direttore di ModenaFiere che fa anche un bilancio dei visitatori con un totale di 90 mila passaggi tra i padiglioni A e B della fiera della città emiliana e 140 atleti internazionali in gara. “Tutto ciò è stato raccontato da due dirette su Rai Sport e diffusione delle immagini dell’evento in mondo visione, in 24 paesi. La spettacolarità della gara e il gradimento del pubblico danno ragione del gran-

de sforzo organizzativo compiuto da ModenaFiere in sodalizio con la Federazione internazionale sci e con la Federazione italiana sport invernali”. Per quanto riguarda lo sci freestyle, a portarsi a casa la Coppa del Mondo è il norvegese Birk Ruud davanti all’americano Hall e allo svizzero Ragettli. Per le donne il titolo va alla campionessa olimpica Mathilde Gremaud. Parlando di snowboard, sono stati due giapponesi a portare a casa la vittoria nella competizione dedicata. Fra le ragazze la giovanissima promessa Reira Iwabuchi, sul fronte maschile la battaglia è stata vinta dal giapponese Takeru Otsuka.

Montagna bianca

Non solo competizione, per il salone che, come ogni anno, inaugura l’inizio della stagione invernale, ma soprattutto un focus sul mondo neve considerato nel senso più ampio che comprende enogastronomia, benessere, attivismo sportivo e relax. Oggi parlare di montagna vuol dire toccare diversi aspetti per-

# fiere

ché l’esperienza del consumatore possa ritenersi positiva e gli addetti ai lavori sono ormai consapevoli di ciò. All’interno dei padiglioni era possibile anche pianificare le prossime vacanze invernali grazie agli stand delle diverse località montane che hanno presentato i loro comprensori e allo stesso tempo tutte le novità che, anno dopo anno, le rendono sempre più esclusive e al passo con le esigenze del consumatore. Sicuramente un clima molto positivo quello che si è respirato in questa tre giorni, forse il migliore degli ultimi anni, anche

in seguito all’inverno appena trascorso ricco di neve. Percezione che è stata confermata da Skipass Panorama Turismo, l’osservatorio del turismo montano promosso da ModenaFiere e realizzato da Jfc. Quello che è emerso dalla ricerca (i cui dati completi verranno presentati sul prossimo numero di Sportbusiness) è che il desiderio di fuga verso le località montane è davvero molto alto perché considerate come luoghi ideali per rigenerarsi e rilassarsi. Il dato che fotografa la relazione tra italiani e montagna invernale è quel 66,8%

degli italiani che ha il desiderio di andare in montagna e tra questi è il 93,7% a scegliere una località montana italiana. “Sono dati confortanti per il sistema neve a cui, ogni anno e da 25 anni, Skipass offre una vetrina importante alla vigilia dell’apertura della stagione turistica”, continua Paolo Fantuzzi. A questo si aggiunge anche la dichiarazione di Valeria Ghezzi, presidente di ANEF – Associazio-

Paolo Fantuzzi

LA RAMPA PIÙ

GRANDE DI SEMPRE

46 metri di altezza per una mastodontica struttura di ferro

130 metri di lunghezza

3 giorni il tempo in cui è stata palcoscenico di un grande spettacolo

140 atleti internazionali in gara

24 paesi raggiunti in mondo visione

2 dirette di Rai Sport

ne Nazionale Esercenti Funiviari, durante l’incontro “Montagna Domani, Stagione 2018/2019 un’iniezione da 150 milioni di euro sull’economia della montagna”: “Nel 2018 sono stati investiti nei territori montani oltre 150 milioni di euro, fra nuovi impianti, battipista, sistemi per l’innevamento, opere per mettere in sicurezza le piste, strumenti per migliorare l’accesso e il controllo del territorio. Si tratta di investimenti davvero ingenti che sono indice della vitalità della montagna italiana e di tutta la sua industria”.

Montagna di gusto È stata la novità di quest’anno: il padiglione dedicato ai prodotti enogastronomici della montagna, per un viaggio tra i gusti e i profumi tipici dell’alta quota. L’importanza del mangiare bene anche durante le giornate sulla neve sta crescendo sempre più e il classico panino ha lasciato spazio a pranzi più completi, spesso anche caratterizzati da ricercatezza di qualità nelle materie prime. I rifugi si stanno attrezzando per offrire una pausa su misura delle aspettative dello sciatore moderno e non stupisce il vedere piatti di alta cucina serviti in una baita di montagna. Una scelta, quella di dare spazio a questo settore, che siamo sicuri troverà sempre più spazio all’interno di una fiera che si identifica ormai come lo specchio del settore neve.

skipass.it

Valeria Ghezzi

# focus shop Maxi Sport cala il poker di sedi in Lombardia

Sarà il quarto punto vendita quello che verrà inaugurato a Brescia il 10 novembre. Maxi Sport allarga e solidifica la sua presenza in Lombardia confermandosi punto di riferimento per il mondo retail Moda&Sport, mantendo inalterata la sua filosofia: trovare il giusto connubio tra fashion e tecnicità. Dopo le sedi di Cernusco Lombardone (LC), Lissone (MB) e Sesto San Giovanni (MI) verrà inaugurato un centro di 2.500 mq di superficie dove poter trovare la risposta alla diverse esigenze di chi ricerca uno

shopping di qualità. La scelta della sede in via Orzinuovi risponde ai bisogni proprie dell’attività, ovvero una location facilmente raggiungibile in macchina con un ampio parcheggio a disposizione dei visitatori grazie alla sua vicinanza a tangenziali e autostrade. Il punto vendita è comodo da raggiungere anche per chi si sposta con i mezzi pubblici, dal centro città e dalla stazione ferroviaria. Quella di Maxi Sport è una storia che è iniziata 30 anni fa e che ha trovato la formula vincente per distinguersi

rispetto ad altri punti vendita. Abbiamo chiesto a Ester Sala, responsabile marketing ed e-commerce di Maxi Sport, di raccontarci l’evoluzione di un marchio che è molto più di un negozio di articoli sportivi.

Come comincia l’avventura di Maxi Sport?

“Torniamo indietro di circa 30 anni, visto che il primo negozio a Cernusco Lombardone è nato nel 1989 con un claim innovativo: “il tuo grande centro moda e sport”. All’inizio la selezione di brand e

A Brescia a metà novembre inaugurerà il nuovo centro in via Orzinuovi. Le novità raccontate da Ester Sala, responsabile marketing ed e-commerce

merce trattata era più limitata rispetto a oggi, anche perché parliamo di un’area espositiva di 4.000 mq. Nel 1998 è nato maxisport.com e insieme al sito anche l’avventura dell’e-commerce culminato nel 2002 con il primo pagamento elettronico. Nel 2005 è nata la sede di Lissone, mentre a Sesto San Giovanni ci siamo arrivati nel 2014”.

Questo mix di moda e sport si è rivelato vincente?

Assoluamente sì. È quello che ha permesso di fare la differenza e di differenziarci nel mercato. Noi ci definiamo “centro” che è una parola molto anni ‘80, ma in questo ci rivediamo ancora oggi perché la nostra essenza non è cambiata negli anni. Il nostro obiettivo è quello di selezionare le migliori marche per offrire prodotti tecnici alla moda e prodotti moda con qualità tecniche elevate. Quando i responsabili di grandi aziende vengono a visitarci capiscono davvero la nostra essenza. Oggi aprite la quarta sede. Con quale consapevolezza ci arrivate?

Conosciamo le esigenze dei nostri clienti e per questo investiamo molto sulla formazione del personale. A partire da un mese prima dell’apertura, abbiamo portato tutto il team negli store di Lissone e Sesto per affiancare e integrarsi con le squadre in loco ed essere il più possibile formati per l’inaugurazione.

Come avete scelto la location?

Sicuramente abbiamo tenuto conto del fatto che Brescia rappresenti un punto nevralgico perché si trova vicino alle montagne e ai laghi, è una città alla moda, ma anche sportiva grazie alla passione in primis per la pallacanestro, il calcio e il running. Inoltre è una città green e questo risponde alle nostre esigen-

# focus shop

ze aziendali che trovano affinità con i nostri valori. Infine, ma non ultimo, è il fatto di sorgere vicino a campi da golf.

Come mai questo focus sul golf?

Nel 2007 abbiamo aperto un reparto golf e, invece di fare campagna pubblicitaria, abbiamo pensato di avvicinare le persone a questo mondo invitandole a partecipare a dei corsi. In un’estate abbiamo organizzato un totale di 1.400 lezioni per persone tra i 25 e 40 anni. Inoltre il punto vendita di Brescia avrà un reparto golf con un simulatore di ultima generazione per testare l’attrezzatura, monitorare lo swing e costumizzare i prodotti e un putting green che permette di testare il put, la mazza per “accompagnare” la pallina in buca.

Organizzate iniziative anche per altre attività sportive?

Abbiamo creato un buon movimento anche intorno alla subac-

quea visto che proponiamo corsi di sub composti da cinque lezioni con istruttori certificati per ottenere il brevetto di primo livello fino a 18 metri. Brescia è vicino al lago e questo renderà l’attività più interessante. Anche il running è centrale per noi visto che proponiamo servizi di analisi della tecnica di corsa per consigliare scarpe e plantari ad hoc per ogni runner. Organizziamo anche degli appuntamenti mensili con i tecnici delle aziende con la possibilità di testare le nuove proposte sia sul tapis roulant che all’aperto.

L’incontro con i tecnici delle aziende è pensato solo per il consumatore finale?

Assolutamente no, anzi. Per noi è molto importante la parte della formazione del personale, per questo ci teniamo a individuare giornate di incontro con le aziende in modo da dare al team del negozio gli strumenti giusti per la vendita.

Ci sono delle differenze di vendita a livello di stagionalità?

Il fatto di avere un’ampia gamma di prodotti ci consente di essere un negozio aperto 365 giorni all’anno. Possiamo rispondere alle esigenze degli sportivi di ogni genere. Forse la differenza principale si vede di più nel settore moda, dove si passa dalla vendita di capispalla e piumini a costumi per il mare.

Sotto il cappello di Maxi Sport Merato s.r.l. convivono diverse realtà. Quali?

Nell’utimo anno stiamo gestendo anche l’insegna Frisco, una realtà bresciana specializzata nel segmeno skateboard e street style e Space 23, negozio di sneakers e abbigliamento urban style. Questo a partire dalla FW 18. Si tratta di brand che continuano ad avere le loro proprie identità e mantenere la propria direzione. C’è una quarta insegna che è Special Milano, specializzato in sneakers limited edition.

Ci hai parlato di valori di sostenibilità. Come si traduce in Maxi Sport?

Innanzittutto dalla scelta dei brand che abbiamo in negozio. Trattiamo Patagonia, Save the Duck e Rewoolution e altri brand che hanno fatto della responsabilità sociale e ambientale il proprio core business. Poi c’è un progetto parallelo che prenderà vita nel 2019 per i trent’anni di Maxi Sport che sarò felice di poter condividere al più presto.

scheda tecnica

Nome negozio /Maxi Sport

Indirizzo /Via Orzinuovi, angolo via Rieti 6 Brescia

Gli altri punti vendita / my.maxisport.com/punti-vendita.html

Numero di telefono /02 99775540

E-mail /marketing@maxisport.com

Sito /maxisport.com

Pagina punto vendita Brescia / my.maxisport.com/brescia.html

Pagina Facebook /facebook.com/maxisportcom/

Pagina punto vendita Brescia / facebook.com/ maxisportbrescia/

Altre pagine social / instagram.com/maxisport_com/

Gestione del magazzino /logistica presso GEODIS, Landriano (PV)

Numero sedi /4

Titolari / Emanuele Sala e Giovanni Sala

Anno di nascita negozio / il primo negozio (Merate): 1989 Shop online / 1998

Numero vetrine

Il nuovo punto vendita di Brescia non ha vetrine esterne, ma un ingresso molto d’impatto

Numero del personale / più di 200 in totale, a Brescia 40

Personal Shopper e Tecnici Specializzati

Metri quadrati totali / tutti i negozi: più di 11.500 mq

Brescia: 2.500 mq

Nel punto vendita di Brescia

Metri quadrati dedicati alle calzature / 450 mq calzature moda

Metri quadrati dedicati all’abbigliamento / 900 mq abbigliamento moda

Metri quadrati dedicati all’attrezzatura / 1.150 mq sport e attrezzatura

Discipline trattate / Moda, Sneaker, Running, Training e CrossFit, Calcio, Basket, Golf, Subacquea, Sci, Snowboard, Montagna e Arrampicata, Skateboard e Pattinaggio, Tennis, Volley, Nuoto.

Outdoor e neve

Marchi attrezzatura trattati / Atomic, Head, Rossignol, Salomon, Black Diamond, Camp, Beal, Oakley

Marchi calzature trattati / La sportiva, Garmont, Dolomite, Aku

Marchi abbigliamento trattati / Arc’teryx Patagonia Karpos Colmar Dainese Peak Performance Picture, Quicksilver Altri servizi / fondo lamine e sciolina

# restyling Inaugurato il nuovo Michelin Sport Club di Cuneo

Fondato nel 1968, si è rinnovato completamente nella struttura e nelle proposte. Ora comprende una palestra fitness con un centro fisioterapico e anche una SPA. Il settore tennis verrà seguito da un nuovo staff con l’appoggio di Karhu

Il Michelin Sport Club è l’interfaccia tra lo stabilimento e il territorio che negli anni si è trasformato in una moderna società industriale, integrandosi senza snaturarne le caratteristiche geografiche e sociali. Il rapporto con le comunità locali è al centro della filosofia del gruppo Michelin, così come del nuovo centro sportivo che propone a dipendenti e abitanti del territorio attività sportive, culturali e ricreative. Tra cui il tennis, le arti marziali e il calcio in collaborazione con il CONI e il Centro Sportivo italiano, fino ai corsi di lingue e informatica. Oltre a iniziative di solidarietà e promozione sociale, come incontri per genitori e figli su problematiche adolescenziali, bullismo e utilizzo dei social.

Il settore tennis è seguito da un nuovo staff con l’appoggio di Karhu che al suo interno ha anche un

di Manuela Barbieri
Il corner Karhu

• 2 campi da tennis

scoperti in terra rossa

• 1 campo coperto in terra rossa riscaldato

• 1 campo sintetico

bivalente calcetto a 5 e tennis

• 1 campo sintetico coperto calcetto a 5 e tennis riscaldato

• 3 campi da pétanque

• 1 campo di calcio in erba, 100 x 60 m

• 1 campo da beach volley e beach tennis

• 4 tavoli da ping pong professionali

• 1 palestra sport fitness

• 1 centro fisioterapico

• 1 sala spinning

• 1 SPA

corner dedicato a scarpe e abbigliamento. “L’impegno di Karhu è quello di creare, all’interno del Michelin Sport Club, un network di persone, strutture e servizi che uniscano le proprie energie e sinergie per accompagnare gli utenti verso il raggiungimento dei propri obiettivi sportivi. Stiamo lavorando per strutturare un polo provinciale che possa offrire servizi sportivi e didattici alle famiglie dei dipendenti, ma anche a tutti gli appassionati

di sport”, ha dichiarato Franco Arese, presidente Karhu Holding – in occasione dell’inaugurazione del Michelin Sport Club avvenuta lo scorso 6 ottobre.

Con 2.266 soci tra dipendenti, famigliari, pensionati e abitanti della Provincia Granda, il Michelin Sport Club è un luogo d’incontro, condivisione e trasmissione di valori fra generazioni diverse. msccuneo.com

Franco Arese, presidente Karhu Holding
Le esibizioni di Camilla Rosatello e Alessandro Barbero durante l’inaugurazione

Urban Wall, la montagna in città

La palestra d’arrampicata di Milano si rinnova sia nel servizio che nel nome. E si conferma tra le più belle e complete d’Italia. Abbiamo intervistato il fondatore Mario

Invernizzi di Sara Canali foto: Matteo Broggi, Dario Ballabio, Paola Magni

Un rinnovo che vale come una nuova vita per la palestra d’arrampicata più grande d’Italia. Gli appassionati climber milanesi l’hanno conosciuta come Rockspot Nordovest e se ne sono innamorati proprio per la sua struttura e per la grande offerta che ha saputo portare nel panorama dell’arrampicata indoor nazionale.

Oggi la sala di arrampicata è stata ampliata con nuove vie lead, nuovi muri boulder e un’ampia area di allenamento a secco, con travi, sfere in legno, fasce elastiche per il riscaldamento e molto altro. Non solo, ha cambiato anche nome: Urban Wall, per dare l’idea di come si possa portare un angolo di montagna anche in città. Una realtà che piace e convin-

ce anche gli sponsor che crescono insieme alla struttura: Oliunìd, Millet e Cielo Terra Mare si aggiungono a La Sportiva, Climbing Technology, adidas sport eyewear e RRG Milano. Oliunìd, inoltre, ha scelto proprio Urban Wall per aprire il suo primo store in Lombardia, dopo quelli di Vicenza e Padova.

L’inaugurazione ha visto la partecipazione di atleti internazionali, quali Gabriele Moroni e Stefano Ghisolfi, facendo registrare un notevole successo di pubblico con oltre 500 appassionati presenti. L’ampia area boulder è attrezzata per andare incontro alle esigenze di tutti: su una parete si sviluppano circuiti ideali per il riscaldamento, mentre il resto dello spazio

è occupato da boulder problem di varia difficoltà, tracciati in modalità gara. Completa lo spazio un’area attrezzata con Moon Board e System Wall. La recente area dedicata all’allenamento a secco è dotata di travi, pan gullich e molto altro. Inoltre, a disposizione degli atleti, ci sono materassini per lo yoga e lo stretching e fasce elastiche per il riscaldamento. L’aera Lead è composta da 100 catene, con oltre 200 linee di salita; su alcune vie sono installati i sistemi auto belay così da poter scalare anche senza compagni. Le vie hanno un’altezza massima di 17 metri e uno sviluppo di 30; lo strapiombo ha un aggetto massimo della parete di 16 metri. Per parlare di questa eccellente

struttura abbiamo intervistato Mario Invernizzi, uno dei soci fondatori della palestra e presidente della srl che gestisce la palestra.

Quando e come è nata Urban Wall?

Esattamente cinque anni fa sotto il nome di Rockspot Nordovest da un progetto di noi soci. C’era la possibiltà di fare le cose in grande, occorreva solo trovare la location che ci permettesse di avere le giuste altezze e fosse in una posizione strategica. Pero ci ha risposto a tutte le nostre esigenze.

Cosa avete trovato a Pero?

Un luogo perfetto, ovvero un capannone industriale dove assemblavano motori elettrici per i treni

o compontenti per i camion. Uno spazio molto ampio che permettesse a questi mezzi di fare manovre e in più tre carri ponti nel centro della palestra che abbiamo trasformato in una delle caratteristiche principi: lo strapiombo di 16 metri di aggetto.

Cosa vi ha spinto a creare l’allora Rockspot?

Sicuramente una grande passione di noi soci per l’arrampicata. Ci siamo conosciuti nelle varie palestre di Milano e lì abbiamo cominciato a sognare di poter avere un luogo più grande, attrezzato e completo per poterci allenare. Insomma, creare una delle più grandi strutture d’Europa dove fare ciò che ci piaceva fare.

Il vostro segreto quindi è stato l’amore per il climbing?

No, il nostro segreto è stato quello di fare entrare nel progetto anche persone non così innamorate della scalata, ma competenti in altri ambiti, soprattutto gestionali e di marketing in grado di portare il loro know how. Oggi vantiamo un super team organizzativo, e un altro tecnico di grande eccellenza.

Cosa vuol dire avere un forte team tecnico?

Vuol dire appoggiarsi ai migliori tracciatori, guide alpine e istruttori per creare le condizioni migliori per le diverse esigenze. Con noi

collaborano i tracciatori migliori a livello internazionale come Gabriele Moroni, atleta di altissimo livello e grande conoscitore del mondo dell’arrampicata anche indoor.

In questi cinque anni quanto è cambiata l’arrampicata?

Questo mondo è cambiato molto. Anni fa la scalata era solo per gli scalatori, una sorta di concezione un po’ “machista”. Oggi ci sono due evoluzioni importanti: da una parte la versione tecnica, che vede la scalata come uno sport vero e proprio per cui si organizzano competizioni, dall’altro l’aspetto sociale. Portare la montagna indoor vuol

dire raccogliere un bacino di persone che si approcciano alla montagna in modo diverso, non solo per la performance, ma anche solo per tenersi in forma, per divertimento, per il lifestyle. Una palestra diventa un vero e proprio hub o, come diciamo noi, una climbing factory.

In questi cinque anni siete cambiati anche a voi, a partire dal rebranding..

Sì, esatto. C’era una forte volontà di crescere. Nel 2017 abbiamo aumentato le pareti boulder, ampliato il bar, ma anche migliorata l’attrezzatura, come i materassini ergonomici. Abbiamo fatto così

tante evoluzioni che alla fine il cambio nome ci sembrava doveroso, accompagnato anche da un cambio di connotazione, un miglioramento a livello digital con un nuovo sito, canale youtube e pagine social, il tutto gestito da una persona dedicata. Abbiamo scelto Urban Wall che per noi vuol dire tante cose, ma in primis portare la scalata a Milano creando una vera e propria officina del climbing.

Quante persone transitano da Urban Wall?

La nostra base dati di associati conta circa 27mila persone di cui 10mila ci frequentano con conti-

nuità. Al mattino ci dedichiamo alle scuole, che vengono da noi nelle due ore di educazione fisica, mentre i professionisti tendono ad allenarsi in pausa pranzo. Dalle quattro in poi arrivano i ragazzi che escono dalle scuole e la sera gli adulti che ci fanno registrare il picco di presenza giornaliera.

Prossimi progetti in calendario?

A gennaio 2019, più esattamente dal 25 al 26, proporremo la seconda edizione di Milano Climbing Expo, una vera e propria fiera della scalata. Ci saranno una trentina di atleti internazionali che daranno spettacolo e che si mette-

ranno a disposizione per scalare con tutti. Non mancherà una parte di workshop e tavole rotonde dove si discuteranno e affronteranno diversi temi legati alla montagna. Questo è un evento per noi importante e che lo scorso anno ha fatto registrare un totale di 1450 persone presenti. Un bel successo che, siamo sicuri, nella seconda edizione si replicherà.

Contatti:

Via Gramsci 29, Pero (MI) - 02 93549162

urbanwall.it - info@urbanwall.it facebook.com/urbanwallmilano/ instagram.com/urbanwallmilano/

# green Milano è più responsabile con Patagonia

Dieci giorni di attività per sensibilizzare i milanesi sui temi della sostenibilità e della tutela in confronto del mondo che ci circonda

Dieci giorni di attività per sensibilizzare i consumatori sull’importanza della tutela dell’ambiente. Patagonia sbarca a Milano con questa intenzione e con l’obiettivo di coinvolgere sempre più realtà e aziende nella lotta a rendere il nostro un mondo migliore. La mission aziendale non si è modificata nel tempo, ma anzi ha cercato di toccare sempre più settori, non ultimo

quello della moda, ritenuto uno dei settori produttivi più inquinanti al mondo, cercando di portare consapevolezza nel bisogno collettivo di invertire la tendenza e salvaguardare ciò che ci circonda. L’azienda californiana adotta da sempre, infatti, un metodo di business alternativo in cui ogni decisione rispecchia la volontà di “realizzare il prodotto migliore, non

provocare danni inutili e utilizzare il business per ispirare e implementare soluzioni per la crisi ambientale”. Questo claim è stato grande protagonista anche del murales che è stato affisso a partire dal 1 ottobre in Ripa di Porta Ticinese 39. Insomma, un insieme di diverse iniziative dislocate sul territorio meneghino che hanno riscosso un grande successo, mettendo in luce l’attenzione che sempre più ruota intorno a questi temi così caldi e attuali che Patagonia utilizza in campagne mirate.

La rassegna di Milano è stata inaugurata giovedì 4 ottobre con la serata Patagonia History Night, una serata sulla storia di Patagonia narrata dalle leggende dell’alpinismo e dell’arrampicata. Dopo la presentazione è stato proiettato Mountain of Storms, il film sulla straordinaria storia all’origine del nome e della filosofia di Patagonia.

Il più grande successo è stato registrato sabato 6 ottobre quando è stato aperto un temporary store, il Thrift Shop, per celebrare e vendere prodotti di seconda mano appartenenti al brand, riparati e personalizzati. Un capo a persona per dare a tutti la possibilità di acquistare e per incoraggiare gli acquisti ponderati. I guadagni della giornata hanno raggiunto un totale di 21.217 euro, somma che è stata interamente devoluta in beneficenza a quattro organizzazioni no profit italiane: Mountain Wilderness Italia, che lotta per difendere e recuperare gli ultimi spazi incontaminati del pianeta; Cittadini per l’Aria, che ha scelto di impegnarsi per difendere il diritto di respirare aria pulita; Genitori Antismog, che

conduce azioni di sensibilizzazione ed educazione alla mobilità sostenibile; Io non ho paura del lupo, associazione che ha l’obiettivo di favorire la conservazione e la convivenza tra il lupo e le attività umane. L’idea della riparazione e della seconda vita degli abiti nasce insieme al progetto Worn Wear del brand, che dal 2013 incoraggia i clienti a prendersi cura dei propri abiti, adottando corrette modalità di lavaggio e riparandoli quando necessario al motto “se è rotto, aggiustalo”. Durante la campagna di Milano, il Worn Wear Truck, il camioncino che gira il mondo per riparare articoli usati, si è spostato tra lo store Patago-

nia in Corso Garibaldi, la palestra di climbing Rockspot, l’Università Statale e l’Università Bocconi per essere a disposizione di tutti. Successo replicato anche per un altro interessante incontro, quello organizzato martedì 9 ottobre dal titolo “Una serata di surf e attivismo”. Dove avvincenti storie e racconti, seguiti dalla proiezione di alcuni cortometraggi sono stati introdotti da Greg Long, surfista di fama mondiale. Davanti a 350 persone è stato presentato anche l’ultimo film di Patagonia, ovvero Never Town che intraprende un viaggio lungo alcune coste selvagge e parla con la gente che lotta per mantenerle tali: girato lungo i

litorali australiani, è un’esplorazione di ciò che questi luoghi significano per i surfisti e di cosa i surfisti sono disposti a fare per salvarli. Il ricavato dei biglietti della serata è stato devoluto in beneficienza all’associazione SIMBIO. La serata di mercoledì 10 ottobre era dedicata alla pesca a mosca e alla mutazione dei fiumi, italiani ed europei, negli ultimi 40 anni. In questa occasione è stato proiettato Blue Heart, il documentario di Patagonia che racconta la lotta per proteggere gli ultimi fiumi incontaminati d’Europa dalla minaccia di 3.000 progetti idroelettrici. Tempo di festa invece giovedì 11 quando nel negozio Patagonia di Corso

Garibaldi è stato proposto l’evento The Pill Magazine launch party. L’appuntamento finale invece è stato quello di sabato 13 ottobre intitolato Una giornata di avventura e attivismo, che ha raccolto le testimonianze di persone che lottano per queste cause. Tra i relatori, Fabrizio Girardi e Manuela Schirra, fotografi e giornalisti del National Geographic; Luca Albrisi, splitboarder e videomaker e Zoe Heart, ambassador Patagonia e mamma amante dell’avventura. Più di 100 i biglietti staccati il cui ricavato è stato devoluto in beneficenza all’associazione no profit Selva Urbana Lab. patagonia.com

# piscina d’inverno

Con MP alla scoperta del back to pool da waterbeat society

Nuove discipline dai nomi anglossassini da eseguire in acqua. Un concept innovativo per raggiugere una perfetta forma fisica

L’autunno segna il ritorno in piscina ma non più solo per nuotare, anzi! Negli anni si sono moltiplicate, infatti, le attività che si possono fare in acqua tanto che, da meno di un anno, a Milano ha aperto una struttura dedicata completamente all’hydrospinning: Waterbeat Society. L’abbiamo provata con i costumi di MP-Michael Phelps. Ormai è risaputo che l’allenamento in acqua sia meno traumatico di

quello a terra e che procuri diversi benefici. Al tradizionale corso di Acquagym o a quello di acquaticità si sono aggiunte numerosissime nuove discipline dai nomi anglosassoni come WaterBike, Hydroabdominal, Deep Running o addirittura Acqua Jump. L’acqua alleggerisce il peso che grava sulle ossa e sulle articolazioni permettendo così di lavorare a degli esercizi che sulla terra sarebbero più gravosi per il

corpo. In più aiuta a ridurre lo stress tonificando, modellando, aumentando la resistenza e migliorando la cardiocircolazione. Perché allora non buttarsi subito in piscina?

Con MP - Michael Phelps siamo andati da Water Beat Society a testare i costumi della nuova linea Elite proprio durante una lezione di hydrospinning. Con il loro tessuto Aqua InfInity, tecnologicamente avanzato, traspirante e altamente resistente

al cloro, si prestano perfettamente anche per tutte quelle attività che non sono legate strettamente alle bracciate in vasca, e garantiscono un’asciugatura rapida. Colorati o a tinta unica esprimono lo stile scelto dallo squalo di Baltimora.

WaterBeat Society è il primo e unico centro completamente dedicato all’hydrospinning in Italia. Si trova

a Milano, in via Santa Tecla, in pieno centro, proprio a due passi dal Duomo. Aperto a gennaio 2018, è un concept davvero innovativo e inedito che propone la sinergia tra una notevole varietà di lezioni di hydrospinning e l’efficacia di massaggi body shaping, per garantire il raggiungimento non solo della forma fisica ma anche del benes-

sere psico-fisico. La location strizza l’occhio a Instagram e non sarà difficile trovarne le foto seguendo gli hashtag. Colori e materiali sono stati combinati per trasmettere una sensazione di serenità ed energia tipici degli scenari californiani. L’hydrospinning gode della fama del momento: infatti sempre più persone hanno deciso di sfruttare la piscina a 360°, ma è anche un metodo di allenamento che aiuta a dimagrire e tonificare, è utile nella riabilitazione e nel potenziamento di cuore e polmoni. I muscoli coinvolti da questa attività, contrariamente a quanto si possa pensare non sono solo quelli delle gambe. Si muovono molto anche le braccia, gli addominali e i dorsali.

La particolare struttura meneghina offre ai suoi clienti quattro tipi diversi di workout adatti alle più diverse esigenze: Waterbeat Cardio, Waterbeat Low Body, Waterbeat Sculpt e Waterbeat PowerUp. Le mamme non devono sentirsi escluse perché per loro c’è la lezione Waterbeat FitMom: un corso pensato per le donne in dolce attesa dal terzo mese di gravidanza. I costumi della linea del campione olimpico, distribuita da Aqua Sphere, hanno assecondato i movimenti del nostro corpo restando ben saldi e aderenti al corpo, senza segnare la pelle, e ci hanno sostenuto in una lezione Cardio, di circa 45minuti, bella tosta. Se all’inizio si aveva quasi la sensazione di non faticare nemmeno, già a metà si sentiva la fatica del lavoro delle gambe sotto l’acqua e di quello con i pesi fuori a rinforzare le braccia, ma alla fine anche se sudati siamo scesi dalla hydrobike soddisfatti!

# collection

Marsupio: J Line per avventure urban

SPACE J 20

Zaino intelligente, funzionale e sicuro. Ha un bastino ergonomico con cuscinetti in rete traspirante, cinghia per fissarlo al trolley, spallacci sagomati e imbottiti con taschino. La particolarità che lo contraddistingue è l’ampia chiusura antifurto: si trova nella parte posteriore dello zaino per proteggere gli oggetti durante gli spostamenti. Lateralmente ha una comoda porta USB con cavo estraibile che permette di caricare il cellulare collegando nella tasca interna qualsiasi tipo di dispositivo powerbank (non incluso). Internamente è molto spazioso e ben organizzato. Può essere aperto a 180° e ospita comodamente un PC. Bande riflettenti a scomparsa.

VIRGINIA J

Il design della nuova linea J Line è essenziale e moderno, studiato per rendere il prodotto funzionale in ogni momento della

• capacità: 20 lt

• peso: 680 gr

• dimensioni: 43x27x14 cm

Borsa unisex, ideale per il tempo libero. È dotata di tracolla regolabile, tasca frontale con organizer e zip posteriore. Lo scomparto principale è ampio, e può ospitare comodamente un tablet.

• peso: 410 gr

• dimensioni: 21x28x11 cm

Realizzata per chi ama vivere con stile e praticità. Dal taglio essenziale e dai colori neutri. Adatta a tutte le età e in ogni situazione

giornata e in ogni situazione: business, viaggio, tempo libero, ecc... Il materiale, scelto appositamente per soddisfare le varie esigenze, è in tessuto texture jeans, disponibile in due colori (blu e grigio). Due tonalità volutamente neutre e quindi facilmente abbinabili a ogni stile. Anche il packaging è curato e ricercato. Ogni zaino è profumato con una fragranza unisex che conferisce al prodotto una nota raffinata e viene fornito con il rispettivo sacchetto di cotone che mantiene pulito il prodotto e preserva più a lungo il profumo. marsupio.it

ALFA J 18

Zainetto super compatto. È dotato del confortevole vertical system imbottito in rete traspirante, spallacci imbottiti e sagomati con cinturino pettorale con fischietto. Ha un accesso comodo e due taschine frontali porta oggetti. Due tasche laterali elasticizzate porta borraccia. Lateralmente ha una comoda porta USB che permette di caricare il cellulare collegando internamente qualsiasi tipo di dispositivo powerbank (non incluso). Foro per l’uscita delle cuffiette nella parte superiore dello zaino.

• capacità: 18 lt

• peso: 607 gr

• dimensioni: 40x23x11 cm

# technology Trekker X4 per rivivere ogni avventura

La new entry della famiglia di Crosscall è pensata per mettere al centro il video. Per questo integra una action cam nel suo smartphone perfetto per gli amanti dell’outdoor

Era quello che mancava. Ora Crosscall si posiziona davvero al primo posto per quanto riguarda il mercato dell’outdoor mobile grazie all’ultimo arrivato dell’azienda francese. Parliamo di Trekker X4, lo smartphone progettato per rispondere alle esigenze dell’esploratore appassionato che non vuole perdere nemmeno un istante delle sue avventure. Come? Facile, inserendo una action cam come plus integrato del telefono stesso. Ma andiamo con ordine. La presentazione del nuovo modello in casa Crosscall è stata fatta a Parigi, occasione che ci ha visti partecipare in prima persona per scoprire le attesissime novità preannunciate dall’head quarter. Davanti a una numerosa platea di giornalisti internazonali, presso il cinéma Les Fauvettes di Parigi, il ceo e fondatore Cyril Vidal ha catturato la nostra attenzione lanciando una serie di filmati promozionali che hanno messo subito il focus sull’argomento principale della giornata: la centralità delle immagini nel modo di vivere l’outdoor. Il tutto senza dimenticare resistenza, autonomia e impermeabilità, caratteristiche

alla base della reputazione del brand. Oggi per fare comunicazione e per condividere le proprie esperienze non si può prescindere da una comunicazione fatta di immagini, con il video che diventa sempre più centrale. I social media “premiano” a livello di visibilità chi sceglie di utilizzare il video sulle diverse piattaforme, ma spesso le attività outdoor rendono difficile questo tipo di riprese. Le action cam progettate appositamente per i video hanno spesso alcune limitazioni come l’utilizzo di cavi, la durata della batteria, il controllo dello schermo e il montaggio che le rendono un prodotto per persone entusiaste e non adatto alla condivisione istantanea. Nasce proprio da qui l’intuizione del brand francese, ovvero integrare una action cam in un cellulare per un utilizzo ottimale dei tools foto e video. Grazie alla tecnologia Panomorph è possibile non perdere neanche un minuto o un dettaglio del paesaggio scegliendo tra quattro angolazioni di scatto: 88°/ 110° / 140° / 170° con qualità eccezionale grazie al 4K. La gestione delle immagini viene poi garantita

Cyril Vidal

dall’app X-CAM attraverso cui si può fotografare e riprendere, oltre che svolgere le azioni di editing e condivisione, tutto in un singolo dispositivo connesso. Questo grazie anche alla facilità dell’interfaccia grafica pensata come una media gallery da cui selezionare i file necessari per editare montaggi video velocemente e in modo semplice. Inoltre l’applicazione permette di vedere, elaborare e raggruppare tutte le foto e i video fatti tramite la sola interfaccia dell’applicazione.

# technology

Performance estrema

L’idea che ci ha trasmesso è quella di essere uno tra i più resistenti dispositivi telefonici in commercio creato da Crosscall. Certificato IP68, può essere immerso a una profondità di 2 metri per un’ora ed è dotato di una batteria di 4400 mAh. Conforme allo standard americano militare MIL-STD 810G, il Trekker X4 è in grado di sopportare anche le temperature più estreme. Equipaggiato con un doppio guscio TPU che assorbe gli impatti, resiste alle cadute da 2 metri e può sopportare la maggior parte di impatti, graffi e urti. La performance fuori dagli sche-

mi si ha anche a livello di ripresa delle immagini grazie a due tecnologie: da una parte l’Hyperstab che permette di compensare movimenti e vibrazioni tramite l’analisi gyro data ed eliminare così i movimenti del telefono non necessari, dall’altra la Dashcam. Quest’utlima costituisce una vera e propria novità di Crosscall per registrare le azioni passate. Con l’attivazione di questa funzione, il telefono scatta continuamente e permette di tenere in memoria gli ultimi 30, 60 o 90 secondi così da poter salvare un momento raro e inaspettato. Con le funzioni Dynamic, Slow- motion, Time-Lapse e

Live Streaming, inoltre, è possibile far rivivere le proprie avventure.

Un compagno per ogni avventura

Altra caratteristica che ci ha conquistati di questo smartphone della famiglia rugged è la possibilità di poter condividere direttamente con il mondo le proprie avventure attraverso la funzione live streaming. Lo sbloccaggio è facilitato da un lettore laterale di impronta digitale, e attraverso l’applicazione X-Cam, è possibile condividere video e sequenze grandangolari sui social network. Altro plus di questo dipositivo sono gli accessori che

permettono di indossare lo smartphone e portarlo sempre con sé Dotato della tecnologia X- Link, un sistema di connessione magnetica unico nel suo genere integrato nel design, il Trekker X4 è compatibile con un intero universo di accessori in costante sviluppo e progettati per supportare l’utilizzo su tutti i tipi di terreno. Lo smartphone può essere collegato al braccio con un semplice movimento tramite X-Armband, ricaricato con un semplice contatto magnetico tramite X-Sunpower o posizionato sul petto tramite X-Chest.

crosscall.com

# trade show

ISPO più grande, più tecnologico

L’edizione 2019 è in programma dal 3 al 6 febbraio presso il Centro Fieristico di Monaco di Baviera. La fiera attenta osservatore dei cambiamenti e con un occhio fisso verso il futuro ha ampliato i padiglioni, due in più della precedente

Un nuovo centro Centro Conferenze, due padiglioni in più, per un totale di diciotto in un’area espositiva di 200.000 metri quadrati: ISPO Munich sottolinea così la sua leadership come fiera degli sport invernali più importante del mondo.

Nulla è lasciato al caso, tutto è studiato per offrire al visitatore il meglio delle proposte da parte degli espositori. E le diciotto sale

della Messe München coprono tutte le aree del settore sportivo, dell’health & fitness e dell’outdoor. Conferenze e tavole rotonde sulle nuove tecnologie, le tendenze, i materiali e le innovazioni offrono, inoltre, al visitatore la possibilità di approfondire specifici argomenti. Vediamo nel dettaglio la nuova planimetria di ISPO di Monaco: otto aree espositive che offrono una visone completa dell’intero mondo del business dello sport.

# trade show

Halls A1-A4: Outdoor

Alpinismo, bouldering, CSR, arrampicata, trekking, trail running e sci alpinismo. Anche gli sport urbani all’aperto sono rappresentati, come il boot camp, la nuova

tendenza in palestra e il CrossFit nel parco, oltre al fitness verticale. Nell’area degli sport acquatici c’è un grande serbatoio d’acqua che mostra, per esempio, il surf e lo stand-up paddle.

Hall A5: Urban

Nella area espositiva urbana, i marchi più famosi presentano le mode sportive del futuro. I temi principali sono lo streetwear, lo scooter, il ciclismo urbano, il longboard e lo skateboard.

Hall A5: Teamsports

Qui i riflettori sono puntati sulla comunità, le emozioni, le alte prestazioni: semplicemente lo sport di squadra, come calcio, hockey, floorball, pallacanestro, tennis e ping pong, badminton, pallavolo o hockey su ghiaccio.

Halls A5-A6: Health & Fitness

Il settore Health & Fitness è in piena espansione e ISPO Munich ha ampliato lo spazio dove vengono illustrate le nuo-

ve tendenze sia nel settore corpo e mente, sia nell’abbigliamento sportivo, athleisure (la moda sporty e casual), l’allenamento fitness e la nutrizione.

Hall B1: Vision

Il mondo degli sportswear premium è di casa qui. L’attenzione si con-

centra su prodotti esclusivi e uno stile da prima classe come l’abbigliamento da sci premium. Inoltre, in questa sala si trovano produttori di accessori di lusso e alta moda.

Halls B2-B6: Snowsports

Queste sale ospitano sport e atleti della neve. Tutto riguarda lo sci

su e giù per le piste, il freeride, lo splitboarding e lo sci alpinismo, lo sci di fondo e altri sport invernali. L’area di interesse “Welcome to Snowsports” evidenzia il settore dello snowboard.

Halls

C1-C5:

Manufacturing & Suppliers

Tessuti performanti e prodotti di alta qualità come cerniere e velcro, chiusure lampo e fibbie sono la chiave per abbigliamento sportivo. Produttori di materie prime si incontrano qui. I designer, i responsabili di prodotto possono scoprire tutte le novità sui tessuti e materiali isolanti.

Halls C6: Trends, Innovation & Industry Services

L’obiettivo principale del segmento “Trends, Innovation & Industry Services” è scoprire le tendenze più attuali o future e le innovazioni nel settore sportivo. Avere informazioni su conferenze e seminari internazionali dell’ISPO Academy e del Retail Lab e visitare l’area Digitalizzazione ISPO.

EUROJARSEY VAGOTEX

# FOCUS TESSUTI

Première Vision a Parigi, Perfomance days a Monaco e ancora Milano Unica. Solo per citare alcune delle fiere più importanti quando si parla di tessuti e tecnologie legate alla base di ogni prodotto di abbigliamento. Senza contare altre fiere importanti per gli addetti del settore sportivo, come ISPO, dove lo spazio dedicato a questo mercato cresce anno dopo anno, in linea con l’interesse sempre più manifesto nei confronti della performance. Fashion e tecnicità hanno raggiunto un livello di commistione ormai imprescindibile, arrivando a rendere ibridi i mondi della moda e dello sport. Aziende attive nel mercato dello sportswear con tessuti e isolamenti pensati per affrontare anche le situazioni più estreme negli ultimi anni hanno cominciato a collaborare e produrre anche per marchi da sempre riconosciuti come icone della moda accorciando le distanze e mettendo al centro la qualità. In questo senso, l’appuntamento con fiere di settore diventa ogni anno più importante per le aziende, anche quelle italiane

POLARTEC

visto che il Belpaese è da sempre considerato tra i più importanti produttori al mondo di tessuti e filati. Il made in Italy rappresenta oggi sinonimo di qualità e ha un valore in questo senso davvero molto alto che mercati di tutto il mondo vengono a ricercare, anche se il focus sulla “materia prima” sta guadagnando importanza ovunque, soprattuto in seguito alla deriva green che, ci permettiamo di dire finalmente, ha preso il settore dell’abbigliamento. La cura nella selezione di materie ecologiche, rispettose della natura e a basso impatto ambientale ha fatto sì che crescesse l’interesse e la curiosità intorno alle tecnologie utilizzate così come la richiesta sempre più specifica da parte del consumatore di capi che possano durare nel tempo, rispondendo ai diversi bisogni quotidiani. Insomma, un momento d’oro per il mondo dei tessuti a cui viene riconosciuta un’importanza strategica e non sottovalutabile nella catena produttiva e che, in parte, vi racconteremo in questo Speciale Tessuti.

# focus tessuti L’urban grunge di Sensitive Fabrics

I tessuti tecnici Sensitive Fabrics, super traspiranti e ingualcibili, garantiscono una varietà di look per uno stile su misura, con tagli cool, oversize o sovrapposizioni, per outfit innovativi e di qualità. È l’autenticità a guidare la nuova collezione Ready to Wear dei tessuti Sensitive Fabrics che fa riferimento ad un patrimonio tessile reinventato in chiave contemporanea. Le influenze grunge anni ‘90 sono rivisitate da Eurojersey prendendo ispirazione dai progetti di Massimo Osti, padre della techno-fashion moderna che ha rivoluzionato la moda negli anni ’80 e ’90 grazie a sperimentazioni di trattamenti tessili innovativi. Per la stagione autunno/inverno ’19’20 Eurojersey propone la tecnica della tintura in capo e del lavag-

Dall’ufficio alla strada. Un’eleganza funzionale per un abbigliamento versatile che trasporta energia e comfort in ogni situazione

Novità anche nell’ambito delle tecnologie di stampa: l’azienda italiana, infatti, presenta l’evoluzione della stampa digitale attraverso una tecnica che riproduce l’effetto tinto filo su tessuti Sensitive Fabrics, simulando un intreccio di filati già tinti. Si tratta di una tecnologia digitale ad altissima definizione che prevede la preparazione del file di stampa con un software esclusivo, realizzando così una nuova categoria di decori che riproducono le armature tessili tipiche dei tessuti tinto filo.

Grazie alla superficie estrema-

gio a freddo sui tessuti Sensitive

Fabrics: tinture in un bagno di colore e successivo lavaggio che consentono ai capi di mantenere le loro caratteristiche naturali oltre ad assumere sfumature cromatiche uniche. Una reinterpretazione di bomber jackets e pantaloni che rievocano lo stile Grunge, dove i toni sporchi sono lavati a freddo con enzimi e sovrastati per creare coloriture slavate, dimostrando la variazione di colore a temperature differenti. Le finiture stropicciate e dagli effetti cerati, grazie all’accoppiatura dei tessuti Sensitive

Fabrics con membrane esterne, aggiungono ulteriore consistenza tattile per creare un look vissuto e senza eguali.

sensitivefabrics.it

Effetto tinto filo

mente liscia e uniforme dei tessuti Sensitive Fabrics è possibile ottenere micro disegni stampati senza dispersione di colore. Il risultato è una resa di stampa che consente di ottenere una definizione unica di dettagli anche in caso di maggiore tensione del tessuto, con sottili intrecci testurizzati o disegni micro geometrici stampati su tessuti Sensitive Fabrics su fondo tinto che sorprendono per uniformità e precisione.

# focus tessuti

Cifra in continua evoluzione

Un perfetto connubio tra innovazione e sostenibilità all’insegna di capi dalle performance uniche. Per rispondere alle esigenze del mondo dello sport sempre più orientato a prodotti etici a basso impatto ambientale

Cifra, sempre più attenta alla sostenibilità con l’impegno Zero Waste e il crescente utilizzo di filati ecologici o rigenerati come ad esempio Econyl di Aquafil, QNova ed Evo di Fulgar e Sensil Ecocare di Nilit Fibers, lancia la prima linea di abbigliamento outwear, frutto di una lunga e scrupolosa progettazione che oggi si unisce alla produzione di seamless warp body size per base layers. La nuova strada intrapresa punta alla produzione di modelli urban casual contemporaneo con un avanzato contenuto tecnologico, ovvero la creazione di zone di ventilazione body mapping che consentono di attivare una piace-

vole sensazione di freschezza sul corpo unitamente a un innovativo impatto estetico.

“Trasportare la tecnologia wks dall’abbigliamento intimo o sportivo “a pelle” a quello esterno quindi urbanwear e outwear hi tech – spiega Cesare Citterio, ceo di WKS Cifra – è un’innovazione che siamo sicuri saprà conquistare i brand sportivi e fashion. Dal punto di vista sportivo stiamo inoltre studiando una collezione di capi che presenteremo a ISPO 2019 di Monaco di Baviera, pensati per i prossimi mondiali di calcio del Qatar, proprio per combattere gli effetti dovuti alle alte temperature”. Cifra è anche impegnata in un ambizioso progetto dedicato alla lana per un confort totale e naturale. Per la prima volta nella storia un filo 100% lana Merino, sviluppato dall’azienda Schoeller, viene utilizzato nella tecnologia Warp Knit Seamless per ottenere capi tecnici ma dalla mano naturale capaci di

mantenere costante la temperatura del corpo grazie all’isolamento termico che genera un microclima ideale e una totale traspirazione con assorbimento del sudore e dell’umidità. Abbinato a elastane, garantisce una perfetta vestibilità e un comfort totale durante l’attività fisica. Cifra proporrà un’altra novità, abbinando il caldo naturale della lana Merino alla tecnicità di Tencel, la fibra di origine naturale prodotta dalla base del legno di eucalipto completamente rigenerabile e riciclabile. Un tessuto leggero e piacevole al tatto e sulla pelle, ideale per confortevoli baselayer. La fibra di Tencel è in grado di assorbire in modo del tutto naturale l’umidità in eccesso e di trasportarla all’esterno del capo. Grazie a questa perfetta gestione dell’umidità, la proliferazione batterica viene dunque ridotta senza l’aggiunta di nessun additivo chimico.

wks-cifra.com

# focus tessuti

Fibre biodegradabili 100% riciclate per PrimaLoft Bio

Grazie a una particolare tecnologia brevettata, nasce un isolamento sintetico che assicura una biodegradazione molto più rapida

Un grosso passo avanti nel ridurre l’impatto dei capi di abbigliamento termici, così appare la notizia che PrimaLoft, tra i leader in assoluto nelle imbottiture sintetiche, ha introdotto il suo nuovo materiale PrimaLoft Bio.

Si tratta della prima isolamento sintetica realizzata con il 100% di fibre riciclate e biodegradabili. Il suo sviluppo da parte degli ingegneri e scienziati del team dell’azienda americana è iniziato circa quattro anni fa. Le caratteristiche di sostenibilità di questa nuova isolamento non incidono tuttavia sulle sue performance. In condizioni test la nuova fibra ha raggiunto la quasi totale biodegradabilità in un terreno o in ambiente marino in 394 giorni, un risultato estremamente rapido se confrontato con quello del poliestere tradizionale nelle

stesse condizioni.

Per ottenere questo traguardo i tecnici sono riusciti a rendere la fibra più attraente per i batteri naturalmente presenti solo in questi ambienti, garantendo al contempo

che l’isolamento rimanga intatta durante il suo intero ciclo di vita.

La tecnologia, ha comunicato PrimaLoft, sarà disponibile ai consumatori per l’autunno 2020.

“Con PrimaLoft Bio la nostra azien-

# focus tessuti

da fa da guida nel settore ridefinendo cosa davvero significhi sostenibilità - ha dichiarato un raggiante Mike Joyce, presidente e ceo di PrimaLoft, che ha proseguito dicendo - l’adozione di fibre riciclate è stato un buon punto di partenza ma non era sufficiente. Questa tecnologia rappresenta uno dei lanci più importanti della nostra storia”. PrimaLoft Bio è la conferma che PrimaLoft desidera proseguire lungo la strada della responsabilltà, fornendo lungo il suo percorso soluzioni sostenibili, così da diminuire l’impatto sul nostro pianeta. Dal 2020, il 90% dei prodotti d’isola-

Contrastare gli sprechi dell’industria tessile con fibre biodegradabili*

Cosa combattiamo

Dopo il petrolio 1 l’industria dell’abbigliamento è il maggior produttore di inquinamento al mondo.

= 1 miliardo di bottigle di plastica

500.000 tonnellate 1 di microfibre di plastica arrivano negli oceani ogni anno dal lavaggio di tessuti- equivalente a più di 50 miliardi di bottiglie di plastica.

Una risposta migliore

Il solo riciclo non è più sufficiente. L’isolamento composto da fibre biodegradabili* contrasta il rifiuto plastico a livello dei materiali. In aggiunta a questo, PrimaLoft® progetta i suoi isolamenti per mantenere identiche nel tempo le caratteristiche, e aumentare in tal modo il ciclo di vita del capo.

Meno del 10% 2 delle plastiche prodotte nel mondo oggi è riciclato.

I microbi “mangiano” le fibre ad un ritmo accelerato restituendo l’isolamento alla natura

PrimaLoft ha ottimizzato le fibre in modo da essere più attrattive per i microbi che si trovano naturalmente in questi ambienti 3

L’isolamento sintetico si trova in:

Abbigliamento Accessori Sacchi a pelo Biancheria da letto

PrimaLoft è specializzato in soluzioni avanzate di tecnologia dei materiali

PrimaLoft ha creato il primissimo isolamento sintetico in fibre 100% riciclate biodegradabili*

Cosa rimane? Il processo di biodegradazione si lascia alle spalle Acqua, Metano, CO2 e Biomasse *80.3% biodegradation in 394 days under ASTM D5511 conditions

è un marchio registrato di PrimaLoft, Inc. ©2018 PrimaLoft, Inc.

mento di PrimaLoft avranno almeno il 50% di contenuto riciclato, senza compromettere la performance. Ad oggi PrimaLoft sta lavorando e investendo per ridurre il suo impatto anche sulla catena di distribuzione, cercando soluzioni

per diminuire energia ed emissioni di carbonio, utilizzando prodotti biodegradabili e incorporando fibre naturali nei suoi prodotti.

Queste fibre si rompono quando esposte a specifici ambienti

PrimaLoft®

# focus tessuti Windtex Vagotex ricerca e innovazione

Il sistema Storm Shield nasce dall’esperienza dell’azienda scaligera: mantiene il calore, favorisce la massima traspirabilità, protegge dalle intemperie. Piacevole al tatto e da indossare

L’azienda veronese Vagotex, già nota al grande pubblico per l’invenzione di Windtex, la prima membrana impermeabile e traspirante elastica, negli anni ‘90, ha dato una vera svolta nel settore cambiando il modo di vestire in molti sport all’aria aperta, rendendo l’abbigliamento più confortevole e performante. A oggi Windtex Vagotex è sicuramente una delle aziende con l’offerta più completa nel settore dell’accoppiatura. La continua ricerca e innovazione hanno portato l’azienda scaligera a fare ancora un passo avanti, creando Storm Shield, un tessuto leggero, antivento, impermeabile e idrorepellente.

Storm Shield è un sistema di tessuto nato dall’esperienza consolidata di Vagotex in ambito tessuti tecnici sportivi e la passione verso il mondo dello sport e le sue esigenze, senza dimenticare il tempo libero di qualità. Mantiene il calore, favorisce la massima traspirabilità, protegge dalle intemperie; bello da toccare e da indossare!

Nel cuore del sistema Storm Shield, batte la membrana Windtex, traspirante e antivento. Al suo interno troviamo tessuti totalmente realizzati in microfibra, altamente idrofila, che consentono la dispersione del sudore evitando la sgradevole sensazione di umido. Si modella e

si adatta perfettamente sul corpo, grazie al sistema super stretch a quattro vie, favorendo la massima adattabilità ed elasticità in ogni attività fisica.

Il sistema Storm Shield protegge e riscalda allo stesso tempo, grazie alle caratteristiche di massima traspirazione ed elevata capacità di coibenza termica. Storm Shield

risulta, quindi, un tessuto completamente aerodinamico, traspirante e protettivo. Il meglio della tecnologia in ambito tessuti tecnici sportivi unito a caratteristiche di vestibilità e aderenza. Amato da professionisti e da sportivi, adatto a tutte le stagioni e a tutti gli sport.

vagotex.it

# focus tessuti

Carvico anima green

Due fibre eccezionali si incontrano e danno vita a uno dei tessuti più innovativi di sempre: XLAnce Eco. Un tessuto unico per un beachwear che coniuga stile, comfort e tecnica

XLAnce Eco di Carvico è l’unione tra la fibra elastomerica XLA e il filo di Nylon rigenerato ECONYL, un tessuto perfetto per gli amanti degli sport acquatici, capace di resistere alle sollecitazioni e allo stress delle attività agonistiche più impegnative. Inattaccabile dal cloro grazie alle incredibili proprietà della fibra elastomerica XLA, il tessuto ha una lunga durata e un’ottima capacità di “rientro” che permette di mantenere inalterata la propria

elasticità anche dopo 240 ore di immersione in acqua clorata. Resistente al sudore, alle creme e agli olii solari e ai raggi UV, XLAnce Eco è un tessuto robusto che dura nel tempo anche grazie alla temperatura con cui avviene la sua fase di finissaggio, più bassa rispetto alla procedura standard.

Proprietà eccezionali cui va a sommarsi il vero valore aggiunto del tessuto: la sua anima “green”. XLAnce Eco è per natura

Caratteristiche

tecniche:

Composizione: 80% PA

riciclata 20% Elastolefin

Altezza: 150 cm

Peso: 190 g / m²

Lunghezza: 70 m

eco-sostenibile e attento all’ambiente in quanto realizzato con ECONYL, filo di Nylon recuperato da materiali di rifiuto (reti da pesca, scarti di tessuto, tulle, fluff dei tappeti) e rigenerato attraverso un processo di pulitura e lavorazione che riporta il Nylon recuperato alle sue qualità iniziali. Di rapida asciugatura e ottima traspirabilità, XLAnce Eco è ideale per la realizzazione di costumi da bagno tecnici ma con un alto contenuto glamour, originali e innova-

tivi anche dal punto di vista della resistenza e comodità. Compatto, confortevole e morbido, XLAnce Eco è un tessuto senza età, dedicato al beachwear e swimwear competition, una vera e propria seconda pelle, comoda e performante, che esalta le prestazioni dello sportivo senza mai dimenticarsi l’importanza dell’estetica.

carvico.com

# focus tessuti

Polartec a Première Vision incontra la moda

Diventa sempre più labile il confine tra fashion e performance. In questo contesto, anche il brand americano risponde alle esigenze dello stile

Una prima volta che si conferma essere promotrice di un nuovo inizio. Così si può leggere la partecipazione di Polartec alla fiera parigina di Première Vision. In un momento storico in cui lo sportswear e il fashion si fanno sempre più ibridi e dove l’estetica del capo non può rinun-

ciare alla sua tecnicità, ecco che l’azienda produttrice di soluzioni tessili innovative gioca il suo asso partecipando alla fiera globale per i professionisti del fashion. Un’opportunità unica di sostenere lo stile “tech casual”. Questo termine è stato coniato dal ceo di Polartec Gary

Polartec per Bleed

Smith che riconosce quella attuale come un’evoluzione successiva. “I cambiamenti causati dal comportamento dei consumatori odierni hanno portato Polartec ad adottare un nuovo approccio allo sviluppo del prodotto. In particolare per quanto riguarda i millennial, i quali si aspettano una tecnologia che nessun’altra generazione abbia mai posseduto”, afferma. “Abbiamo bisogno di realizzare la tecnologia che il consumatore si aspetta dal tessuto. Allo stesso tempo, la componente “moda” non può mancare – e questa sarà la tendenza. Il consumatore attuale ricerca un abbigliamento performante ma con uno stile meno sportivo e più alla moda”. L’ingrediente su cui punta il brand americano è quello dell’adattabilità dei suoi tessuti. Secondo questo concetto, si pensa che gli stessi debbano riuscire a rispondere e soddisfare le nostre esigenze senza sacrificare alcun comfort e design. Per questo motivo, Polartec lavora a stretto contatto con fashion designer che vogliano creare capi che mantengono il consumatore finale al sicuro, asciutto, fresco o cal-

Intervista

Tomas Carrara, product manager, ci racconta la fiera parigina vissuta da Polartec in una breve intervista.

Che impressione hai avuto alla prima partecipazione a Première Vision Paris?

Che fosse la scelta giusta al momento giusto. La conferma che sempre più brand nel mondo della moda sono alla ricerca di innovazione, materie prime con reali benefit per il consumatore finale oltre che un DNA green.

do. Una collaborazione che mette designer e tecnici dei materiali a stretto contatto al fine di sviluppare soluzioni su misura offrendo così stile e prestazioni elevate. Quello che Polartec ha voluto portare a Première Vision è stato il suo know how in termini di progettazione e produzione di tessuti tecnici. Fu l’azienda americana a inventare per prima il pile (nel 1981) e da quel momento in poi non ha fatto che continuare a proporre soluzioni alternative e innovative, fino a creare un portfolio di oltre 300 tessuti diversi e all’avanguardia.

Siete rimasti soddisfatti?

Molto. La creazione da parte di Premiere Vision Paris dell’area Sport&Tech abbinata a specifici seminari ha permesso un afflusso continuo, costante e qualitativo.

Credi che sia stata un’ottima possibilità per Polartec per iniziare ad affacciarsi al mondo della moda?

Nel mondo della moda già abbiamo una discreta presenza, la fiera indubbiamente ci permette di rafforzare ed espandere la nostra posizione.

Tomas Carrara

# focus tessuti

Airloft Hoodie di Millet

Oggi Polartec collabora con diversi e numerosi brand che utilizzano le sue tecnologie per rendere i propri capi più performanti a livello tecnico. Tra le ultime novità, la Elevation Airloft Hoodie di Millet che fa parte di una nuova generazione di strati intermedi termici per alpinisti esigenti. Ha il minimalismo leggero di una costruzione ibrida, concentrando il calore nei punti giusti e promuovendo flessibilità e traspirabilità. Polartec Power Fill trattiene la massima quantità d’aria utilizzando un nuovo processo di fusione che aumenta le prestazioni termiche a bassa temperatura. La configurazione senza cuciture della sezione superiore offre un calore più intenso, mentre la parte inferiore cucita ottimizza l’umidità wicking durante lo sforzo.

Power Fill

Tra le diverse proposte del brand americano c’è un isolamento esclusivo che costituisce il focus della produzione nel reparto calore. Power Fill è sviluppato per l’80% con contenuto riciclato post-consumo, cruelty-free, leader nel settore.

La tecnologia di isolamento proprietaria garantisce una maggiore ritenzione del calore nelle condizioni più fredde, senza aggiunta di peso o volume. Quello che rende così diverso e unico questo tipo di isolamento è la matrice morbida e cedevole di fili di poliestere

Polartec LLC, fornitore leader di soluzioni tessili innovative, annuncia l’imminente lancio di Polartec Power Fill ™ , un isolamento esclusivo che va ad aggiungersi alla gamma di tessuti tecnici dell’azienda nel campo della regolazione della temperatura.

Power Fill ™ è una soluzione di qualità per l’isolamento completo sviluppata per l’80% con contenuto riciclato post-consumo, cruelty-free, leader nel settore. La tecnologia di isolamento proprietaria garantisce una maggiore ritenzione del calore nelle condizioni più fredde, senza aggiunta di peso o volume.

tessuti con geometria esclusiva. La matrice forma migliaia di piccole tasche d’aria che catturano continuamente e trattengono il calore del corpo, mantenendo nel contempo uno strato termico resistente tra l’aria più fredda sull’esterno e le temperature più calde all’interno.

Anche le proprietà idrofobe intrinseche delle fibre di poliestere contribuiscono a garantire la capacità di Polartec Power FillTM di resistere all’assorbimento.

Polartec® Power Fill ™ è una matrice morbida e cedevole di fili di poliestere tessuti con geometria esclusiva. La matrice forma migliaia di piccole tasche d’aria che catturano continuamente e trattengono il calore del corpo, mantenendo nel contempo uno strato termico resistente tra l’aria più fredda sull’esterno e le temperature più calde all’interno.

polartec.com

Un processo di fusione controllato, esclusivo, lega le fibre vuote, aumentando la durata e la drappabilità, eliminando la necessità di pannelli o altri elementi stabilizzanti. Questo conferisce a Power Fill™ proprietà di calore senza uguali e grande versatilità di design, ideali per un’ampia gamma di stili e condizioni d’uso.

# focus tessuti Dryarn: nato per lo sport

Filato innovativo, offre a chi lo indossa comfort, tecnologia e praticità. Leggero, isolante, traspirante, è l’alleato delle performance sportive di un atleta

Scegliere Dryarn significa optare per una fibra che punta tutto sul comfort degli sportivi, e moltissimi brand la preferiscono come ingrediente principale dei loro capi. Test di laboratorio hanno dimostrato, infatti, che è superiore alle altre fibre in termini di termoregolazione, traspirabilità e velocità di asciugatura. Ed è più isolante del cotone e della lana. Dermatologicamente testato, a contatto con la pelle previene problemi di dermatite, irritazione e allergie. Anche in presenza di abbondante sudorazione la grande traspirabilità di Dryarn evita la proliferazione di batteri.

Idrorepellente e termoregolatore Grazie alla capacità della microfibra di espellere l’umidità e il sudore, i capi realizzati con Dryarn offrono un comfort assoluto ed elevate prestazioni in termini di vestibilità controllata e di idrorepellenza. Ha la capacità di trasferire il sudore attraverso la struttura del tessuto, mantenendo una pelle sempre asciutta e permettendo di

soddisfare il senso di benessere in condizioni di clima variabile. Non assorbe l’umidità prodotta dal corpo durante l’attività fisica ma la raccoglie dalla pelle, la trasferisce lungo la superficie delle fibre e la smaltisce all’esterno con un’efficienza di scambio tra pelle, tessuto e ambiente tale da assicurare il massimo comfort. Gestisce infatti il flusso di calore e vapore della traspirazione in modo tale da non sbilanciare il sistema di termoregolazione e conservare la pelle asciutta.

Leggero, pratico e confortevole

È la fibra più leggera esistente in natura. Grazie al suo basso peso specifico permette di realizzare capi estremamente leggeri, creando indumenti che a parità di confezione possono pesare molto meno. Il medesimo indumento realizzato in Dryarn può pesare il 32% in meno rispetto all’equivalente in lana e il 34% in meno rispetto all’equivalente indumento in poliestere. Questa leggerezza, unita alla capacità d’isolamento termico, superiore a quella della lana, permette di alleggerire il numero d’indumenti da indossare garantendo una maggiore libertà di movimento

Dermatologicamente testato e batteriostatico

È dermatologicamente testato e pertanto non crea effetti indesiderati sulle pelle delle persone più

sensibili o che presentano problemi dermatologici e allergici. Assolutamente traspirante, è resistente a muffe, tarme, batteri o altri microrganismi.

Stabile, no stiro, no wrinkle

Dryarn non cambia nel tempo per colore, dimensione e aspetto estetico. Vanta una lunga solidità di colore, resiste ai lavaggi frequenti, non assorbe acqua e asciuga molto velocemente. Non si stira. Molto stabile, non subisce variazioni dimensionali neanche dopo ripetuti lavaggi ed è resistente alle abrasioni. dryarn.com

Montura

# focus trattamenti Huntsman e Chemours un‘alleanza a lungo termine

È un’alleanza storica quella tra Huntsman Textile e Chemours Company che ha inizio negli anni ‘90, la prima a fornire soluzioni all’avanguardia per l’industria tessile con trattamenti idrorepellenti durevoli (DWR).

“Il rafforzamento della partnership tra Huntsman Textile Effects e Chemours sblocca il potenziale di entrambe le aziende per incrementare la tecnologia e arrivare a offrire prodotti in idrorepellenza duratura e sostenibile. La nostra cooperazione ha oramai superato la prova del tempo. Siamo entusiasti di portare avanti un’alleanza più ampia, rafforzando la nostra posizione di leader del settore nelle

Unendo i punti di forza di entrambe le aziende nell’innovazione, nel supporto tecnico e nel marketing, nascono nuove soluzioni per prodotti chimici DWR sostenibili

soluzioni tessili DWR “, ha dichiarato Jay Naidu, vice presidente, marketing strategico e pianificazione, Huntsman Textile Effects. “Chemours è entusiasta di ampliare la partnership con Huntsman Textile Effects, che rinforza il no-

stro impegno ad assumere un ruolo di leadership nell’innovazione e nello sviluppo di prodotti più sostenibili e performanti che soddisfino le esigenze in continua evoluzione dell’industria tessile e dei consumatori che utilizzano questi prodotti“,

ha detto Jesal Chopra, vice president, Chemours fluoropolimeri. Insieme, Huntsman Textile Effects e Chemours hanno lavorato per guidare la transizione dell’industria tessile dai prodotti idrorepellenti a catena lunga a una chimi-

ca a catena corta più ecologica. Chemours ha introdotto Teflon EcoElite con tecnologia Zelan R3 nel 2015, una finitura idrorepellente a base di acqua rinnovabile e non fluorurata e recentemente Teflon Eco Dry con tecnologia Zelan R2

Plus, che integra Teflon EcoElite. Huntsman Textile Effects ha messo a punto l’idrorepellente a lunga durata non fluorurato Phobotex RSY, che aumenta le prestazioni in termini di resa su materiali sintetici, consentendo ai marchi di offrire protezione dalle alte temperature con una garanzia di sostenibilità eco-compatibile. Attraverso la loro alleanza allargata, gli sforzi congiunti di ricerca e sviluppo in DWR consentono a Huntsman e Chemours di mantenere il primato delle tendenze del settore e dei cambiamenti normativi per un’industria tessile più sostenibile. teflon.com

# focus tessuti Thindown è sportwear ma anche fashion

Première Vision, andata in scena a Parigi dal 19 al 21 settembre, è stata l’occasione per presentare al mercato europeo una nuova versione del tessuto in piuma, proposta in anteprima all’ultima edizione di Milano Unica

Thindown Flex, studiato principalmente per il mercato sportwear e activewear, è innovazione nell’innovazione.

Grazie a un importante lavoro di ricerca, la piuma viene resa elastica, stretch, permettendo al tessuto di allungarsi e rientrare senza rompersi e senza perdere le caratteristiche che lo contraddistinguono. Con una percentuale di elasticità di circa il 3-5%, segue i movimenti

Il settore moda sceglie Thindown

Sono sempre più numerosi i brand del settore moda e accessori che scelgono Thindown, il primo e unico tessuto di piuma al mondo, 100% made in Italy, per realizzare le loro collezioni. Dal capospalla al trench, dal pantolone ai boots ai guanti da neve.

Massima traspirabilità, calore, isolamento termico assoluto, leggerezza, comfort, resistenza e traspirabilità sono

solo alcune delle straordinarie caratteristiche del tessuto in piuma prodotto da NIPI R40, l’innovativo macchinario nato dall’attività di ricerca e sviluppo di un team internazionale di ingegneri. Allegri, Berwich, Brums, Boxer des Rues, Dachstein, Eska e Mackintosh sono alcuni dei brand che hanno realizzato le le collezioni FW 2018/2019 con Thindown.

del corpo e garantisce un elevato comfort.

A Première Vision Paris, Thindown ha presentato anche un nuovo progetto realizzato in collaborazione con Estethia G.B. Conte, azienda del Gruppo Marzotto, specializzata nella produzione di tessuti ma-

schili e femminili sempre in linea con le ultime tendenze del mercato. Estethia G.B. Conte propone due innovativi tessuti, uno in jersey e l’altro a navetta accoppiati con Thindown Flex, particolarmente confortevoli grazie alla loro straordinaria elasticità. Traspiranti,

idrorepellenti, waterproof e windstop, sono caratterizzati da un isolamento termico assoluto, leggerezza e morbidezza, e si contraddistinguono per un moderno stile activewear. thindown.it

Pantalone Berwich
Boots Dachstein Guanti Eska

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