In cover: Juan Lebrón In foto: Víctor Ruiz - Padel Mi Amor
Periodico mensile - Registrazione al Trib. di Milano n. 6796/2023 del 12 giugno 2023 - Poste Italiane SpA Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 - conv. in Legge 46/2004 Periodico mensile - Registrazione al Trib. di Milano n. 6796/2023 del 12postale giugnodi2023 - Poste SpA Spedizione abbonamento D.L. 353/2003 Art. 1 Comma 1 - LO/MI - In caso di mancato recapito, inviare all'ufficio Roserio per laItaliane restituzione al mittenteinche si impegna apostale pagare- la relativa tariffa. - conv. in Legge 46/2004 Art. 1 Comma 1 - LO/MI - In caso di mancato recapito, inviare all'ufficio postale di Roserio per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa.
@padel.biz
N.N. N. 07-08/2023 04/2023 4/2026 4/2024 --ANNO ANNO - ANNO 3 52 2
D AT I E S TAT I S T I C H E
PREMIUM CLUB
T O TA L PA D E L
REAL (PADEL) ESTATE
OPEN PADEL PARK DI LECCE
INTERVISTA A MARCO CASSETTA
TO R N E I
FOCUS ON
V I S TO DA L C OAC H
LONDRA, LA TAPPA DELL’ANNO
COME POSIZIONARSI SUL MERCATO
IL MANUALE DEL BRAVO ALLIEVO
padelbiz.it
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N.4/2026 - ANNO 5
D AT I E S TAT I S T I C H E 1 0 G LO BA L PA D E L R E P O RT D I P L AY TO M I C ( PA RT E I I )
W H E E LC H A I R PA D E L 1 2 C O M E R E N D E R E U N C LU B A P E RTO A T U T T I
TO R N E I 1 4 I P RO B L E M I D E L L E F I N A L I D I S E R I E A E S E R I E B 2 8 LO N D R A : L A TA P PA D E L L’A N N O
TOTA L PA D E L 1 5 I N T E RV I S TA A M A RC O C AS S E T TA
S OT TO L A L E N T E 1 6 C A M P I DA PA D E L A R EG O L A D ’A RT E
FO C U S T E C H 1 7 LO O K AT M E
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P R E M I U M C LU B 1 8 O P E N PA D E L PA R K D I L EC C E
FO C U S P R O D OT TO 20 HEAD EXTREME 2 2 L E P R E M U R A 3 D I BA B O L AT
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RESPONSABILMENTE 24 S O S T E N I B I L I TÀ : M E N O O B B L I G H I , P I Ù S O S TA N Z A
Credo che alla lunga non vedremo più questa grande differenza tra giocare a sinistra o a destra
FO C U S O N 2 6 I L G I U S TO P O S I Z I O N A M E N TO S U L M E RC ATO
Marco Cassetta, pag15
V I S TO D A L C O A C H 3 0 I L M A N UA L E D E L B R AVO A L L I E VO
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L’A N G O LO D E L M E N TA L C O A C H 3 1 L A V E R A PA RT I TA È N E L L A T UA T E S TA
INTERVISTE 3 2 Q U E L L I D E L PA D E L
PA D E L L E G A L 34 LA DIFFICILE CONVIVENZA T R A C A M P I E FAS C I A D I R I S P E T TO C I M I T E R I A L E
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EDITORIALE
GIOCO, BUSINESS, SPORT? di Daniele Pansardi
E
siste un’industria del padel? Secondo il report della FITP, in Italia nel 2025 c’erano 2,1 milioni di praticanti. “E questi due milioni stanno alimentando una vera filiera? Da questo dato, bisognerà prima o poi far emergere la sensazione di avere dei giovani interessanti, o degli amatori che ‘crescono’ al servizio della struttura: magari qualcuno diventa dirigente, giudice arbitro o istruttore”. La considerazione è di coach Marco Paialunga, co-conduttore del nostro podcast Total Padel, che da maestro nazionale ha un osservatorio privilegiato sulla natura di questo settore in Italia. E che sta ancora cercando la sua evoluzione definitiva in prodotto sportivo, senza essere cannibalizzato dalla parte economica. “I mercati vivono di onde, che possono salire e scendere, mentre il sistema ti sostiene sempre”, ha continuato Marco nel suo discorso, che restituisce uno spaccato ideale dello stato d’arte del movimento italiano. Il padel è nato sulla scia dell’entusiasmo e di un’accelerazione improvvisa, e si è assicurato una quota di praticanti impensabile in poco tempo, ma il rischio è che sul lungo termine il sistema non riesca a fare passi in avanti. Su Padelbiz ci occupiamo di questo tema già da diversi mesi, grazie al prezioso lavoro svolto dall’O&B diretto da Adelio Rosate, che ha sottolineato a più riprese la necessità per la disciplina di evolversi da semplice fenomeno speculativo e legato all’affitto dei campi a movimento strutturato, puntando sui giovani e su una reale accessibilità economica. Una transizione che non può essere immediata, né tantomeno semplice o scontata. I praticanti Under 18 in Italia nel 2025 si sono attestati al 10% del totale, un dato rimasto stabile rispetto al 2024. Se da un lato dobbiamo ricordarci che è tutto nato relativamente da poco, questa stagnazione dovrebbe quantomeno far riflettere. Cosa si sta facendo per attirare i più giovani in questo momento? Quanto stanno investendo i club per sviluppare una scuola? Qualche mese fa, nella sua rubrica, Adelio Rosate sintetizzava così: “Vedia-
mo in alcuni centri tante risorse dilapidate: troppi i tornei, alcuni poco qualificati, con cui comprensibilmente i gestori vogliono concorrere alla saturazione degli slot. Privilegiare un’azione tattica in luogo di una strategica (la scuola) in proiezione rischia di essere deleterio”. La sua efficienza economica, del resto, lo ha reso un prodotto fin troppo appetibile per non essere sfruttato fino in fondo. Ne parliamo alle pagine 10-11, in cui partendo dal Global Padel Report di Playtomic analizziamo il grande successo avuto dal nostro sport a livello finanziario, che può garantire un eccellente fatturato per metro quadro. Il padel è riuscito a trasformare spazi improduttivi in centri di profitto ad alto rendimento, e sganciarsi da questa logica può essere poco invitante. Servirebbe però una visione di lungo termine, con la Federazione in testa nell’indirizzare e promuovere le strategie ideali, passando magari dal suo progetto Racchette in Classe. “A oggi l’Italia è il secondo Paese al mondo per campi e strutture, è molto ben commercializzato ma non lo si riesce a rendere un prodotto sportivo”, diceva Marco Paialunga nel corso del suo puntuale intervento. Ma in fin dei conti siamo solo all’inizio, ed è legittimo rimanere ottimisti. Anche quando si vedono degli eventi di portata teoricamente nazionale come le finali di Serie A e Serie B un po’ bistrattati e non così valorizzati (p. 14). Su altri lidi, invece, si fanno le cose in grande. A Londra, per esempio, dov’è andato in scena uno dei tornei del Premier Padel più riusciti in assoluto, soprattutto per le attività extra campo e il coinvolgimento della community (p.28). O a Parigi, dove il Major del Roland Garros si è confermato come il torneo più prestigioso del calendario, capace di regalare una finale maschile tra le più belle degli ultimi anni. Quella che potrebbe essere l’ideale fonte d’ispirazione per tutti i giovani.
Editore: MagNet srl SB - Direttore responsabile: ANGELO FRIGERIO - Direttore editoriale: BENEDETTO SIRONI Editor: Daniele Pansardi, Davide L. Bertagna, Andrea Farano, Marcello Ferrarini, Andrea Fierro, Sara Fumagallo, Gabriele Marini, Marco Paialunga, Adelio Rosate Art director: Simone Comi Redazione: via Tertulliano 68, 20137 Milano Tel: 02.87245180 - Fax: 02.87245182 Corso della Resistenza, 23 - 20821 Meda (MB) Email: redazione@padelbiz.it Website: padelbiz.it Anno 5 - Numero 4/2026 - Periodico bimestrale Registrazione al Trib. di Milano n . 6796/2023 del 12 giugno 2023. Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 - conv. in L. 46/2004 Art.1 Comma 1 - LO/MI. Iscrizione al ROC n. 16155 del 23 novembre 2007 Stampa: Ingraph - Seregno (MB) Una copia 1.00 euro. L'editore garantisce la massima riservatezza dei dati in suo possesso. Tali dati saranno utilizzati per la gestione degli abbonamenti e per l'invio di informazioni commerciali. In base all'Art. 13 della Legge n° 196/2003, i dati potranno essere rettificati o cancellati in qualsiasi momento scrivendo a: MagNet srl SB Responsabile dati: Benedetto Sironi Questo numero è stato chiuso il 2 ottobre 2026 @padel.biz
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ULTIMATE PRO LIGHT 2027
OXDOGPADEL.IT 5
NEWS
MERCATO
LACOSTE DEBUTTA NEL PADEL E PRESENTA IL SUO TOTAL LOOK
PLAYTOMIC ACQUISISCE LA PIATTAFORMA TIMP: MAGGIORE INTEGRAZIONE PER I CENTRI MULTISPORT
Lacoste lancia ufficialmente la sua prima collezione nel mondo del padel. Dopo aver accompagnato il tennis lungo tutta la sua storia, ora il marchio del coccodrillo prova a inserirsi anche nel mercato della pala y bola. Per sviluppare la linea di pale, Lacoste ha collaborato con Tecnifibre, marchio francese molto rinomato negli sport di racchetta e di proprietà di Lacoste Holding. Da questa collaborazione è nata una gamma concepita per offrire potenza, precisione e comfort, sviluppata attorno a due modelli: L.MAX, per giocatori di livello avanzato, e L.SOFT più leggera e orientata ai principianti e intermedi.
Playtomic ha completato l'acquisizione di TIMP, piattaforma SaaS specializzata nella gestione di palestre, impianti sportivi e strutture dedicate al fitness e al benessere. Fondata a Valencia nel 2014, TIMP serve attualmente oltre 3.500 centri tra Spagna e Italia, fornendo strumenti integrati per la gestione dei clienti, delle prenotazioni, degli orari, delle attività, dei pagamenti, della fatturazione e delle comunicazioni, oltre all'automazione dei processi operativi d'impianto. TIMP continuerà a operare in modo indipendente anche dopo l'acquisizione e manterrà il proprio marchio e il focus sul settore fitness e wellness.
JOMA DIVENTA LA SCARPA UFFICIALE DELLA FEDERAZIONE SPAGNOLA
CUPRA È IL NUOVO OFFICIAL AUTOMOTIVE PARTNER DI LTA PADEL
Joma e la Federación Española de Pádel (FEP) hanno raggiunto un accordo in base al quale il marchio spagnolo diventa la scarpa ufficiale della Federazione. L'alleanza prevede la presenza di Joma nei diversi eventi e competizioni organizzati dalla Federazione e rappresenta un nuovo passo nell'impegno del brand verso questo sport. Gli arbitri e i membri dello staff tecnico dei tornei federali indosseranno le calzature ufficiali Joma durante le competizioni. Il marchio accompagnerà anche le nazionali spagnole e i rispettivi staff tecnici, che utilizzeranno le scarpe dell'azienda in alcuni dei loro impegni.
CUPRA rafforza l’impegno nel padel diventando official automotive partner di LTA Padel, la Federazione britannica per il tennis e il padel. CUPRA diventerà anche title partner della CUPRA LTA Padel National League, la più importante competizione a squadre del Regno Unito. La partnership include inoltre il supporto all'LTA Padel British Tour, agli LTA Padel National Championships e alle squadre nazionali. “Lavoreremo a stretto contatto con LTA Padel per offrire a sempre più persone l'opportunità di scendere in campo e vivere l'energia e l'entusiasmo che rendono questo sport unico", ha dichiarato Marcus Gossen, managing director di Seat e Cupra UK.
UK: SOUL PADEL RACCOGLIE 3,6 MILIONI DI STERLINE PER CONTINUARE A CRESCERE
NOX AFFIANCA LA RACQUET SPORTS PROFESSIONALS ASSOCIATION
Soul Padel ha raccolto 3,6 milioni di sterline da un round di finanziamento, sulla base di una valutazione di 30 milioni di sterline. L'investimento finanzierà l'espansione di Soul Padel da quattro a dieci club operativi nei prossimi 12 mesi. L’obiettivo entro il 2032 è quello di installare 250 campi a livello nazionale. Negli ultimi due anni, Soul Padel ha testato e perfezionato il proprio modello operativo, portando i propri club a essere redditizi e ad avere un tasso di utilizzo costantemente superiore all'80%, sia in zona con elevata concorrenza sia in contesti con minore penetrazione dello sport.
La Racquet Sports Professionals Association (RSPA) ha annunciato NOX come partner esclusivo per racchette da padel e pickleball e calzature per i professionisti certificati RSPA. NOX, inoltre, ha anche annunciato l’ingaggio di Marcos del Pilar come nuovo ambassador del marchio. Del Pilar ha costruito la sua carriera rappresentando NOX in Spagna prima di tornare negli Stati Uniti, dove è diventato l’architetto del programma di certificazione del padel della RSPA, head coach del Team USA in due campionati mondiali e una delle figure di maggiore impatto nella crescita del padel in Nord America.
PADEL NUESTRO APRE IL SUO PRIMO NEGOZIO NEL REGNO UNITO
IN AUSTRALIA UN'INIZIATIVA PER AUMENTARE LA PRESENZA DEL PADEL NEI CENTRI
Padel Nuestro prosegue la sua espansione internazionale entrando nel mercato retail del Regno Unito. L'azienda ha aperto un nuovo negozio a Manchester, situato in una posizione strategica vicino ad alcuni dei principali club di padel della città. Con questa apertura, Padel Nuestro diventa il primo rivenditore europeo specializzato ad avere una presenza fisica nel Regno Unito. L'azienda gestisce ora 68 punti vendita fisici in tutto il mondo, di cui 29 in Spagna, offrendo un catalogo di quasi 8.000 prodotti che spaziano dalle racchette alle calzature, fino all'abbigliamento e agli accessori.
Padel Australia, l'ente che gestisce la disciplina nel Paese, lancia l'iniziativa Padel Investment Program per facilitare l'integrazione dei campi all'interno dei club già esistenti. Il programma introduce un approccio alternativo agli investimenti tradizionali in infrastrutture. Il capitale iniziale necessario per la realizzazione dei campi viene fornito tramite l'Investment Program: ciò significa che i club non devono sostenere l'investimento iniziale né indebitarsi per coprire i costi infrastrutturali. In cambio, viene stabilito un modello di condivisione dei ricavi basato sulle prenotazioni dei campi, personalizzato in base alle dimensioni e alle condizioni di ciascuna struttura.
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NEWS
ATLETI
UN CAMPIONATO DEGLI SPORT DI RACCHETTA: A BOLOGNA UN TORNEO ALL-INCLUSIVE
CLUB CONDANNATO A RISARCIRE UN AMATORE PER LA ROTTURA DI UN VETRO
Bologna ospiterà dal 26 al 29 novembre il campionato italiano degli sport di racchetta, una nuova manifestazione che riunirà per la prima volta in un unico progetto sette discipline: badminton, beach tennis, padel, pickleball, squash, tennis e tennistavolo. La manifestazione propone una formula originale e trasversale: le coppie partecipanti, ciascuna iscritta a una delle sette discipline, si confronteranno in tutte le altre discipline a eccezione di quella in cui sono tesserate, accumulando punti in base ai risultati ottenuti. La classifica finale sarà determinata dalla somma dei punti conquistati nelle diverse discipline e decreterà la coppia campione d'Italia degli sport di racchetta. Le iscrizioni dovranno essere effettuate entro il 15 novembre.
In Spagna, un giudice ha condannato un centro sportivo a risarcire con 28.700 euro un giocatore che era rimasto ferito a causa della rottura di una delle pareti di vetro dopo un impatto. I fatti risalgono al 2023, nel corso di una normale partita amatoriale. Il racconto della vittima parla di una situazione di gioco piuttosto tipica: sul tentativo di recuperare una palla vicino alla parete di fondo, il giocatore è finito contro il vetro, che in teoria avrebbe dovuto reggere l'urto come succede di solito. In pratica, la lastra di vetro temperato si è frantumata in centinaia di pezzi, causando un trauma cranico e ferite alla testa. Il giocatore ha sporto denuncia contro il club, sostenendo che non si fosse trattato né di un’azione atipica né di un colpo dalla forza eccessiva.
ISIDORO CASTELTRIONE SCELTO COME RESPONSABILE TECNICO TENNIS E PADEL DI SPORTIT SportIT annuncia l’ingresso nel proprio team di Isidoro Casteltrione, che assume il ruolo di responsabile tecnico tennis & padel. Casteltrione porta in SportIT un’esperienza maturata tra analisi e test dei materiali, divulgazione tecnica e gestione di realtà retail specializzate. Nel nuovo ruolo, lavorerà per sviluppare ulteriormente la qualità della consulenza dedicata ai clienti SportIT, sia nello store sia attraverso i canali online. “Il mio obiettivo principale sarà alzare l’asticella della consulenza tecnica, sia nel nostro store sia online", ha dichiarato Casteltrione. La sua attività non si limiterà alla scelta del prodotto: particolare attenzione sarà dedicata anche alla ricerca del setup più adatto, alle incordature, alla personalizzazione dell’attrezzatura e alla prova di pale e calzature.
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NEWS
CAMPI
LET'S PLAY: IL PROGETTO DI ANDRE AGASSI PER SVILUPPARE UNA RETE INTERNAZIONALE DI CLUB
NWG ARENA: NUOVA STRUTTURA DA 12 CAMPI E L'ACADEMY DI MAXI SANCHEZ
Agassi Sports Entertainment (ASE), la società di Andre Agassi, lancia la sua iniziativa globale "Let's Play". Il progetto mira a sviluppare una rete internazionale di club dedicati al padel e al pickleball, attraverso l’acquisizione di strutture già esistenti, partnership strategiche, collaborazioni commerciali o formule di franchising. Il concept di impianti concepiti come vere e proprie destinazioni per lo sport, il tempo libero e la socialità. La prima fase del progetto prevede di partire da Germania e Australia: lo sviluppo dell'iniziativa in territorio tedesco sarà guidato da Steffi Graf, mentre Darren Cahill supervisionerà le operazioni in Australia.
A Prato è stato aperto un nuovo centro sportivo da 12 campi: la NWG Arena. Il progetto è stato portato avanti da una rete di imprenditori locali, e punta a diventare uno dei punti di riferimento della zona. Dei 12 campi da padel due sono outdoor e nove indoor, più un'arena centrale interno da oltre 400 poMaxi Sanchez, nuovo direttore dell’Academy nella NWG Arena sti, completati da tre campi da tennis e quattro da pickleball. L'area di sport e benessere comprende anche piscine, aree wellness, ristorazione e spazi dedicati alla convivialità, pensato per famiglie, giovani e adulti. Nell'offerta della NWG Arena, spicca in particolare anche l'accademia di Maxi Sanchez, che guiderà la Shark Academy.
VIBORA LIVERPOOL WATERS: NEL REGNO UNITO APRIRÀ UNA STRUTTURA GALLEGGIANTE
FERNANDO BELASTEGUÍN INAUGURERÀ IL SUO QUARTO CLUB AD ANDORRA
Il padel continua a conquistare nuovi territori nel Regno Unito... compresa l'acqua. Sono ufficialmente iniziati i lavori di costruzione per il Vibora Liverpool Waters, un progetto destinato a diventare la prima struttura galleggiante al mondo dedicata al padel. La nuova struttura fonde l'esperienza sportiva con quella dell'entertainment e della socializzazione urbana, offrendo una vista suggestiva sulla città di Liverpool. Le prenotazioni prevederanno sia la formula pay-and-play che opzioni per abbonamenti corporate ed eventi privati. Entro fine anno l'impianto verrà ampliata con un terzo campo da gioco.
Fernando Belasteguín ha svelato i dettagli del suo nuovo Bela Padel Center Andorra, la quarta struttura legata al suo brand dopo quelle già presenti ad Alicante, Barcellona e quella in programma Buenos Aires nel 2027. Situato a Encamp, il progetto prevede un investimento di 5 milioni di euro con una concessione operativa della durata di 25 anni. La struttura offrirà nove campi al coperto, una palestra di circa 800 m² equipaggiata Technogym, l'area hospitality "Casa Bela", un ristorante dedicato alla community dei giocatori e ai visitatori, oltre 100 posti auto e ampie zone comuni per favorire networking e aggregazione.
EVENTI BABOLAT E PLAYTOMIC LANCIANO LA BABOLAT PADEL WORLD CUP
IL CLUSTER SIGLA UN ACCORDO PER LA PRESENZA A PADELNESS E SPORT
Babolat e Playtomic lanciano la Babolat Padel World Cup, la nuova competizione internazionale partita il 21 settembre. Il torneo coinvolge giocatori da otto Paesi (Spagna, Portogallo, Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Belgio e Paesi Bassi). Il campionato è suddiviso in due categorie: Viper Soft, per giocatori con un livello compreso tra 0 e 3, e Viper, per chi ha un punteggio superiore a 3. Al termine della fase nazionale, i migliori di ciascuna categoria formeranno la squadra che rappresenterà il proprio Paese nella finale internazionale in programma dal 20 al 22 novembre alla Rafa Nadal Academy di Maiorca.
L’International Padel Cluster (CIP), associazione spagnola che riunisce produttori, costruttori e operatori del settore, ha ufficializzato la propria partecipazione alla terza edizione di Padelness e Sport, in programma alla Mostra d’Oltremare di Napoli dal 20 al 22 novembre 2026. Il Cluster disporrà di uno stand dedicato per presentare la propria rete internazionale a visitatori ed espositori. L’accordo garantisce inoltre vantaggi diretti alle aziende associate al Cluster, che potranno usufruire di pass vip e di uno sconto del 50% sul noleggio degli spazi espositivi per partecipare alla fiera.
EXCLUSIVE PADEL CUP: RIPARTE IL GIRO DELL’ITALIA CON QUATTRO TAPPE
GLI EUROPEI DI PADEL 2027 SI GIOCHERANNO NEI PAESI BASSI IN TRE SEDI DIVERSE
L’edizione 2026 dela Exclusive Padel Cup ha avuto inizio sabato 26 e domenica 27 settembre da Roma, al Ponte Milvio Tennis Club, e proseguirà al Dorado Padel Center di Trani (24-25 ottobre), al 27 Padel Club di Bergamo (7-8 novembre) e al Pro Green Padel di Parma (28-29 novembre). Il circuito amatoriale è riservato alla categoria "non classificati" o mai classificati oltre la terza, quarta e quinta. È Gianluca Basile, uno degli ambassador della Exclusive Padel Cup organizzato da MSP Italia, ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI, e firmato da Exclusive, la carta di credito premium del Gruppo Intesa Sanpaolo. Per esaltare lo spirito della competizione, nel segno del fair play, le coppie si arbitreranno da sole, con la supervisione dei direttori di gara di MSP.
Le Final 8 degli Europei di padel 2027 (7-11 luglio) saranno ospitate da Amsterdam, L'Aia e Arnhem. Il cammino verso le finali prenderà il via con la Fase 1 (710 marzo), e proseguirà con la Fase 2, dall’11 al 13 marzo. Le prime due fasi si svolgeranno in contemporanea in due città: Zwolle ospiterà il torneo femminile, mentre Dronten sarà la sede di quello maschile. Al termine di queste, le migliori nazionali conquisteranno l’accesso alle Final 8, dove raggiungeranno le quattro squadre femminili e maschili già qualificate per diritto di ranking FIP (Spagna, Portogallo, Italia e Paesi Bassi nel maschile; Spagna, Francia, Italia e Belgio nel femminile).
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NEWS
ATLETI
PADEL GALIS LANCIA GALIS LAB: UN ECOSISTEMA AL SERVIZIO DELL'INNOVAZIONE
Il presidente FIP Luigi Carraro e il presidente della WADA Witold Bańka
Padel Galis ha lanciato Galis Lab, un nuovo spazio progettato per avvicinare processi produttivi, innovazione e l'esperienza di prodotto ai diversi stakeholder dell'ecosistema del padel. Situato a Silla, nei pressi di Valencia, lo spazio si estende su 550 m² ed è incentrato su un campo modello Atlas ad alte prestazioni. La struttura consente a clienti, partner, giocatori e professionisti di settore di testare e confrontare diverse configurazioni in reali condizioni di gioco. L'obiettivo è offrire un'esperienza che superi il concetto di showroom, ma che faccia comprendere come viene costruita una struttura e testare con mano il campo finito. Gli stakeholder possono sfruttare la struttura per testare prodotti, scoprire le ultime novità di mercato, creare contenuti media e organizzare meeting.
LA FIP DIVENTA FIRMATARIA DEL CODICE MONDIALE ANTIDOPING DELLA WADA La FIP annuncia di essere diventata ufficialmente firmataria del Codice Mondiale Antidoping dell'Agenzia Mondiale Antidoping (WADA). Diventare firmataria del Codice WADA conferma che la FIP è pienamente conforme ai requisiti stabiliti dal Codice Mondiale Antidoping, e inserisce il padel all’interno dello stesso solido quadro antidoping seguito dai principali sport olimpici e internazionali a livello mondiale. In qualità di firmataria, la FIP si impegna formalmente ad applicare il Codice e i relativi Standard Internazionali, nonché a collaborare a stretto contatto con WADA e ITA in tutte le competizioni sanzionate dalla FIP. Si tratta di un passo importante e doveroso anche per il potenziale percorso olimpico dello sport, che punta a entrare nel programma a cinque cerchi a Brisbane 2032.
PADEL PRO + CONTROL THE GAME
PADEL PRO S + SPEED UP THE GAME
L’INDUSTRIA DEGLI ARTICOLI SPORTIVI VALE 675 MILIARDI DI DOLLARI Secondo uno studio sull'impatto economico globale del settore sportivo, condotto dalla World Federation of the Sporting Goods Industry (WFSGI) insieme alla società di consulenza Oliver Wyman, l’industria globale degli articoli sportivi genera ogni anno circa 675 miliardi di dollari di PIL e sostiene 28 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo. Considerando anche l’impatto della filiera e la spesa dei lavoratori, il contributo complessivo del settore raggiunge circa lo 0,6% dell’economia mondiale. L’industry genera inoltre circa 120 miliardi di dollari di entrate fiscali dirette ogni anno, mentre se si considerano anche la filiera e la spesa dei lavoratori, la cifra sale a circa 230 miliardi di dollari. Anche l’innovazione ha un ruolo importante: negli ultimi 10 anni, le richieste di brevetti legate allo sport sono cresciute in media del 7,6% all’anno.
TWO SUPERIOR WAYS TO WIN ONE GREAT GAME
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DAT I E S TAT I S T I C H E
I campi galleggianti alle Jumeirah Lake Towers di Dubai
REAL (PADEL) ESTATE Il settore immobiliare e i fondi d’investimento hanno messo da anni occhi e capitali sullo sport. Il Global Padel Report di Playtomic offre una panoramica di questa evoluzione di Daniele Pansardi
L
’evoluzione del settore sportivo negli ultimi anni si è manifestata anche attraverso un passaggio sempre più evidente: la transizione da attività puramente ricreativa e frammentata ad asset riconosciuto dell’investimento immobiliare istituzionale. Questo cambio di paradigma riflette una mutazione nella domanda globale di esperienze orientate al benessere, dove lo sport non è più un semplice servizio, ma un pilastro centrale nella strategia di creazione di valore. Il padel, in particolare, è diventato un protagonista di questo nuovo trend grazie alla sua capacità di essere il punto di contatto tra diversi beni, servizi e attività, anche in mix complessi. La ‘finanziarizzazione’ dello sport non è cominciata grazie al (o a causa del) padel, ma la pala y bola ha acquisito lo slancio decisivo per presentarsi sul mercato al momento giusto, accelerando di fatto la parabola che stiamo vedendo in questi anni. L’ingresso massiccio di fondi di investimento e società immobiliari sta trasformando i centri sportivi in strumenti di estrazione di valore economico, basati su metriche precise. Se da un lato si può guadagnare in standardizzazione e maggiore professionalità, dall’altro il rischio è che la logica del rendimento finanziario a breve termine orientata alla massimizzazione dell'occupazione per metro quadro - possa erodere la funzione sociale e ludica originaria. Il Global Padel Report di Playtomic cerca di esplorare questa tensione, analizzando come l’attivazione degli spazi, la separazione tra gestione e proprietà e il riposizionamento degli asset stiano ridefinendo i confini tra sport e finanza immobiliare.
PERCHÉ IL REAL ESTATE PUNTA SULLO SPORT L'interesse del settore immobiliare per le infrastrutture sportive è guidato da cambiamenti profondi nelle modalità di monetizzazione degli spazi urbani. Playtomic identifica quattro pilastri fondamentali che spiegano l’interesse verso queste risorse, viste ora come strumenti per migliorare la resilienza e il rapporto rischio-investimenti dei portafogli. • Ancore esperienziali In un panorama dominato dall'e-commerce, le strutture sportive fungono da "ancore" fisiche che estendono il tempo di permanenza. • Flussi di cassa stabili e intensità operativa A differenza di asset stagionali, lo sport beneficia di prenotazioni ad alta frequenza e modelli di membership che garantiscono maggiore continuità nei ricavi. L’intensità operativa si traduce in flussi costanti. • Rinnovo urbano Gli asset sportivi sono strumenti agili per ristrutturazione location secondarie senza dover affrontare cicli completi di ristrutturazione edilizia pesante, offrendo una "nuova vita" a spazi sottoutilizzati con investimenti di capitale contenuti. • Allineamento con i trend di wellness e benessere L'agenda della salute pubblica e i criteri ESG (Environmental, Social e Go-
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vernance) spingono il denaro verso progetti che promuovono l'interazione sociale e il benessere. Questo allineamento facilita l'accesso a finanziamenti agevolati e aumenta l'appetito dei fondi pensione e delle assicurazioni. Playtomic mette in evidenza alcuni dei modelli dove le infrastrutture sportive agiscono in maniera molto efficace da moltiplicatrici di valore. C’è il Dubai Sports City, dove la presenza di accademie d'élite e infrastrutture integrate ha agito come catalizzatore per lo sviluppo del capitale dell'intero distretto, dimostrando che lo sport può guidare l'intera domanda immobiliare di un'area vergine. Il Finca Cortesín, sulla Costa del Sol spagnola, e il Mayakoba in Messico hanno utilizzato grandi eventi per aumentare l’esposizione mediatica internazionale, che si è tradotta in un incremento diretto della valutazione degli asset e in una drastica accelerazione della velocità di assorbimento delle unità residenziali. In Italia, il Verdura Resort a Sciacca è un modello di hospitality di lusso dove golf e wellness integrati generano flussi di cassa stabili, mitigando la stagionalità intrinseca del settore turistico. Le metriche consolidate evidenziano l'impatto di tali investimenti. L’EFFICIENZA DEL PADEL Nel mix sportivo, il padel emerge come l'asset più efficiente e scalabile per gli investitori. La sua superiorità economica deriva da una combinazione di fattori demografici e tecnici che ottimizzano la resa per metro quadro. Un elemento di successo è la natura stessa del padel, che non ha bisogno di grandi stadi o complessi polifunzionali pesanti. Il padel richiede permessi edilizi più snelli e tempi di realizzazione significativamente più brevi. Questa agilità amministrativa e costruttiva è il vero motore che permette di raggiungere una copertura dell'investimento di circa tre anni. Dal punto di vista della gestione, il padel garantisce un'altissima densità di utenti su superfici ridotte (circa 200 mq per campo). Le metriche operative mostrano performance eccezionali: un margine lordo medio del 55% e tassi di utilizzo che, nelle strutture ben gestite, superano il 70%. La demografica degli utenti, prevalentemente Under 40 con alta capacità di spesa, rende i centri padel dei potenti magneti di affluenza, capaci di generare cross-selling sia con il food & beverage sia con servizi di benessere integrati. Il padel dunque è riuscito a trasformare spazi spesso improduttivi in centri di profitto ad alto rendimento. GLI INVESTITORI E I MODELLI OPERATIVI L’evoluzione del settore ha portato alla definizione di modelli di investimento sia speculativi sia conservativi, basati sul profilo di rischio del capitale. • Core & Core + Real Estate Investors Questi investitori puntano sulla preservazione del capitale. La loro tesi si basa
DAT I E S TAT I S T I C H E
Il Waldorf Astoria delle Maldive
sulla proprietà degli asset fisici con contratti di locazione a lungo termine garantiti da operatori solidi. Cercano rendite stabili e protezione dall'inflazione. • Value-Add e Private Equity Acquistano asset sottoutilizzati (es. capannoni industriali) per convertirli in centri padel, puntando sulla creazione di valore nel medio termine e sull'uscita verso altri fondi d’investimento una volta stabilizzati i flussi. • Sviluppatori Lo sport viene utilizzato come strumento di attivazione nella fase iniziale all'interno di progetti di sviluppo a uso misto, e con rischio elevato. • Platform & portfolio investors Aggregazione di club tramite strutture con proprietà immobiliare e gestione commerciale distinte e separate, con l’obiettivo di costruire piattaforme scalabili. • Family Office e capitali privati Proprietà diretta di asset dedicati al tempo libero, con eventuale coinvolgimento operativo opzionale. GEOGRAFIA DEGLI INVESTIMENTI La penetrazione del padel segue logiche differenti in base alla maturità dei mercati geografici. Nei Paesi dove il padel è ormai consolidato (Spagna, Argentina, Italia e Portogallo) il mercato è in una fase di ottimizzazione e la penetrazione del Real Estate è già piuttosto profonda, con livelli differenti sulla
The Padel Resort di Como
base delle varie strategie predefinite. Playtomic ne individua tre in particolare. a) Il padel come fattore propulsivo di attivazione all'interno di sviluppi a uso misto e progetti da zero. Viene usato come complemento all’interno di più ampi distretti, e richiedono autorizzazioni più snelle e tempi di realizzazione relativamente brevi. Livello di penetrazione: 2/5 (basso) b) Il padel come strumento di accrescimento del valore degli immobili, grazie a un uso efficiente degli spazi, all'elevata frequenza di gioco e alla forte attrattiva sociale. L'integrazione delle attività sportive consente ai proprietari di attivare gli spazi sottoutilizzati, generare reddito operativo e incrementare in modo significativo l'affluenza. Livello di penetrazione: 4/5 (alto) c) Il padel e i club sportivi come asset a reddito stabili all'interno dei portafogli immobiliari. Ancora poco diffusa come strategia, per la quale bisognerebbe separare gestione immobiliare e gestione operativa (OpCo-PropCo). Secondo Playtomic, la crescita del settore potrebbe portare sempre più investitori a optare per questa soluzione, in modo da gestire in modo più oculato i rischi e i rendimenti. Livello di penetrazione: 1/5 (molto basso) Negli Sweet Spot (Paesi Bassi, Belgio o Francia) il padel funge da servizio strategico per l'attrazione e la fidelizzazione della domanda, con decisioni immobiliari guidate dall'intensità di utilizzo e dall'efficienza operativa. Il settore immobiliare è ancora un po’ frenato negli Hotspots come Regno Unito e Germania, dove l’espansione è ostacolata dalla scarsità di siti idonei e dai tempi delle autorizzazioni, portando a utilizzare le riconversioni prevalentemente come soluzione alternativa. Nei Diamonds in the Rough (Stati Uniti, Australia, India, Indonesia o Brasile), il padel supporta progetti di sviluppo selettivi e di alto livello (premium), tipicamente all'interno di interventi a uso misto, ad alto capitale d'investimento o concepiti come vere e proprie destinazioni. Laddove il mercato ha raggiunto il suo punto di saturazione, come Svezia e Finlandia, l’attenzione si concentra sul riposizionamento degli asset e sul consolidamento, ma senza nuovi sviluppi. L’EQUILIBRIO DA TROVARE L’analisi dei dati Playtomic evidenzia come il padel abbia completato la sua evoluzione da fenomeno leisure a componente fondamentale del Real Estate. L’unione di spese contenute, tempi di attivazione rapidi e margini operativi elevati lo rende un asset unico per resilienza e capacità di attrazione. Tuttavia, la sfida per il futuro riguarderà non tanto la continua ottimizzazione degli investimenti, quanto la gestione di questa "commercializzazione estrema" dello sport. Se l'approccio rimarrà esclusivamente focalizzato sull'estrazione di valore immediato, il rischio di alienare la base sociale dello sport, o quantomeno di restringerla a una piccola élite, potrebbe essere concreto. La longevità dell'asset padel dipende dalla capacità degli investitori di mantenere un equilibrio tra redditività per attirare capitali e la funzione di aggregazione sociale, che tanto successo ha fruttato a questo sport. E che ha contribuito a portarlo nella posizione di forza in cui si trova oggi.
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W H E E LC H A I R PA D E L
COME RENDERE UN CLUB APERTO A TUTTI Non bisogna fermarsi alle sole barriere architettoniche. Un centro diventa davvero condiviso quando la forza relazionale del padel riesce a connettere normodotati e disabili, senza ricorrere a etichette di Pippo Galliano
First Padel a Pescantina (VR)
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a qualche anno giro l’Italia per promuovere il padel in carrozzina nei club. Il Para Padel Project ha già raccolto diverse adesioni, e molte altre ne arriveranno nel prossimo futuro. Le difficoltà e gli ostacoli per la piena accessibilità dei circoli sono reali e concreti, ma con il nostro lavoro di promozione e cultura cerchiamo di superarli. Non parliamo solo di barriere fisiche. La nostra filosofia vuole che normodotati e giocatori in carrozzina possano stare sullo stesso campo, non in due mondi paralleli. Ma preferisco parlare di compartecipazione e di condivisione, non di inclusione. Un club non concede uno spazio a qualcuno per gentilezza: condivide gli stessi campi, le stesse partite e lo stesso circolo. Senza aver interiorizzato tutto questo, lavorare sulle sole barriere architettoniche non può bastare. STRUTTURE Essendo nati perlopiù negli ultimi anni, i centri sono quasi sempre già vicini agli standard necessari per ospitare il padel in carrozzina, sia per i tornei sia per l'attività quotidiana. Servono rampe e porte a norma, parcheggio accessibile con posti riservati, ingressi senza barriere architettoniche. I campi, nella maggior parte dei casi, sono già accessibili. Negli spogliatoi contano una doccia con sedile ribaltabile o reclinabile (o comunque uno sgabello pensato per questo) e un doccino regolabile in altezza; armadietti e bagni devono essere facilmente fruibili. Un dettaglio che si nota solo quando manca: tra un campo e l'altro serve almeno un metro o un metro e mezzo per passare con la carrozzina sportiva montata.
Un torneo al Padel Zenter Scalo Farini (Milano)
COMUNICAZIONE Il modo più semplice per far capire che in un club non ci sono problemi è avere gente di ogni tipo che lo frequenta, normodotati e disabili, ogni giorno. Quando tutti condividono gli stessi spazi e le stesse strutture, non serve spiegare nulla. Al Padel First di Pescantina, per esempio, non c'è bisogno di annunciare o organizzare granché: ci si incontra, si chiedono le disponibilità e si scende in campo, e basta. Si vive il circolo, si creano in-
Pisa Padel Club di Asciano (PI)
croci e conoscenze come accade naturalmente nel padel, e una volta che vivi il centro, ne fai parte, senza bisogno di etichette. PARTITE E TORNEI Un consiglio che rivolgo sempre ai club che si avvicinano al progetto: non chiudete il circolo solo per il padel in carrozzina. I tornei dei normodotati devono continuare, in parallelo, perché la gente deve vederci giocare. Quando le due cose convivono, chi passa si ferma a guardare, resta colpito da questo sport, e lo scopre. È così che il padel in carrozzina smette di essere un'eccezione e diventa una disciplina come le altre. Detto questo, capita anche di incontrare club che si avvicinano solo per apparire, per un beneficio politico o fiscale, o per una foto di rito. Si riconoscono presto, perché a un primo entusiasmo non segue nessun cambiamento concreto. MAESTRI La Federazione sta lavorando per formare i maestri su questo fronte. Alcuni sono già molto attenti, altri meno, e spesso il primo approccio al wheelchair passa dall'atleta stesso, prima ancora che dalla formazione. È un percorso di crescita reciproca, fatto di confronto quotidiano su movimenti, tecnica e tattica. L'obiettivo, dal mio punto di vista, sarebbe arrivare ad avere maestri che giocano in carrozzina: ognuno di noi ha abilità e caratteristiche diverse che determinano i propri movimenti in campo, ed è un sapere che solo chi lo vive può insegnare fino in fondo. Vedere un giorno un maestro FITP in carrozzina sarebbe, per il progetto, un traguardo naturale. GLI ESEMPI DA SEGUIRE Il Padel Zenter Scalo Farini è stato il primo a credere nel progetto: Walter Valloni ha voluto che il padel in carrozzina avesse un ruolo concreto nel suo club, e per me è stato come trovare una casa. Il Pisa Padel Club di Asciano ha ospitato quest'anno il loro primo torneo, e il titolare si è reso disponibile fin da subito per promuovere questo sport. Al First Padel di Pescantina (Verona), Luca Antonini ha sposato la causa senza riserve, ha adeguato il circolo e mette il campo a disposizione anche di ragazzi con disabilità intellettivo-relazionale seguiti da FISDIR. Si sono aggiunti da poco anche The Padel Resort di Como e Starpadel di Legnano, due centri che hanno scelto di entrare a far parte di Para Padel Project. La lista, per fortuna, continua a crescere.
Para Padel Project è un’associazione no profit nata dall’iniziativa di Pippo Galliano, che nasce dalla sua esperienza diretta con il wheelchair padel. Para Padel Project lavora per rendere questo sport accessibile a tutti coloro che hanno subito una lesione midollare, collaborando con circoli, istruttori e Unità Spinali per creare dei percorsi di ritorno all’attività sportiva.
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TORNEI
QUESTE FINALI MERITANO DI PIÙ Gli atti conclusivi di Serie A e Serie B hanno regalato grande spettacolo sul campo, grazie agli atleti e alla posta in palio. Ma la cornice organizzativa e mediatica lascia ancora a desiderare di Gabriele Marini
Milano Padel femminile e Happy Village maschile festeggiano la vittoria dello Scudetto al Corbetta Sport Center
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el mese di giugno sono andate in scena le finali scudetto di Serie A e quelle di promozione di Serie B, rispettivamente al Corbetta Sport Center nell’hinterland milanese e al Bola Padel Next di Ancona. I due appuntamenti che segnano il massimo livello del padel a squadre italiano (nazionale esclusa) hanno messo in campo tanto spettacolo, grazie alla qualità degli atleti a disposizione ma anche per il tipo di competizione che aggiunge sempre quel pizzico di imprevedibilità in più. Purtroppo le note liete si fermano quasi sostanzialmente al campo in quanto in termini di visibilità, organizzazione e rilievo bisogna fare molto di più.
FORMULE CERVELLOTICHE E NON SOLO Partiamo dalle Finali di Serie A che vedevano contendersi lo scudetto maschile e femminile tra squadre come Milano, le varie società di Roma e Lazio, ma anche delle realtà in forte crescita come Firenze e Terni. Nel tabellone femminile la favoritissima Milano Padel ha confermato le attese dominando la competizione, mentre c’è stata molta più incertezza nel maschile dove, complice l’unico merito di una formula perlomeno discutibile, l’esito del torneo è stato in bilico fino all’ultimo. I rimpianti maggiori sono sicuramente per il Magic Padel di Giulio Graziotti, che ha avuto il match point contro Terni salvo essere sconfitta spianando così la strada agli umbri per il primo posto in classifica nel girone. Un vantaggio risultato poi decisivo, con Milano che ha dovuto giocare una partita in più prima dello spareggio in gara secca che assegnava lo scudetto, dove Aris Patiniotis e Victor Ruiz hanno avuto la meglio su Juanlu Esbrì e Noa Bonnefoy regalando così ai granata la vittoria finale. Se in campo è stato spettacolo purtroppo non si può dire lo stesso del resto. La cervellotica formula ha scontentato tutti togliendo certezze e costringendo a complicati calcoli aritmetici per definire le qualificazioni alle fasi finali. Inoltre, il periodo scelto per questo evento non ha di certo aiutato, in quanto giocare in orari impossibili con un caldo infernale e in una location indoor ha sicuramente precluso l’arrivo del pubblico e limitato la performance degli atleti. Ma è la totale mancanza di creazione di un evento intorno alla massima espressione del padel italiano a squadre che lascia l’amaro in bocca, con un impatto mediatico molto limitato e una copertura lasciata solamente agli addetti del settore, che di certo non rende giustizia alle bellissime partite di cui sono stati testimoni i pochi che hanno sopportato caldo e umidità.
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Ma è la totale mancanza di creazione di un evento intorno alla massima espressione del padel italiano a squadre che lascia l’amaro in bocca, con un impatto mediatico molto limitato e una copertura lasciata solamente agli addetti del settore Al Bola Padel Next di Ancona, invece, si assegnavano infatti le promozioni in Serie A e il titolo di campione maschile e femminile di Serie B all’interno di una manifestazione ricca di talento e spunti interessanti. Il protagonista assoluto è stato il Tennis Club Alba, capace di portare a casa una storica doppietta che li ha incoronati dominatori assoluti della competizione al termine di una finale tiratissima contro la Padel Arena Fastweb di Perugia e le sue ragazzine terribili. Il club umbro diretto da Fabricio Cattaneo conquista la Serie A con una formazione costellata di ragazze under 18 come Matilde Minelli, Sophie Caruso e Emma Speziali, prodotti di un percorso pluriennale fatto di programmazione e visione a lungo termine, che cedono solo in finale a giocatrici già abituate al circuito FIP come Francesca Ligotti, Camilla Ronchini e tante altre. In campo maschile invece le promozioni in palio erano quattro, tutte decise il primo giorno di gare con Nola, Forlì, Alessandria e Alba che disputeranno la prossima Serie A. Tra i talenti che hanno riempito la tre giorni del Bola è impossibile non citare Alessandro Ferraro e Lorenzo Bogarin, così come Lorenzo Romano, Simone Vaccari, Jorge Ruiz, Joel Ventura e tanti altri capaci di dare spettacolo davanti a un buon numero di appassionati. Le finali di Serie A e Serie B 2026 vanno in archivio lasciandoci tante buone sensazioni per quanto riguarda l’agonismo, lo spettacolo e un concept di gara a squadre che sicuramente arricchisce il palinsesto delle competizioni con qualcosa di diverso. Occorre però fare molto di più dal punto di vista della promozione e dell’organizzazione a monte, creando un evento capace di fare da traino a tutto il padel italiano capace di allargare la fan base e attirare nuovi investitori, altrimenti questo tipo di manifestazioni rischiano di essere solamente un impegno in più in un calendario già molto compresso.
La cervellotica formula della Serie A ha scontentato tutti togliendo certezze e costringendo a complicati calcoli aritmetici per definire le qualificazioni alle fasi finali
TOTA L PA D E L
“PORTIAMO IL DOPPIO MISTO NEI MAJOR” Marco Cassetta, ospite di Total Padel, lancia la sua proposta: allargare il format anche al Premier. Con il torinese abbiamo parlato anche delle evoluzioni del gioco e di limitazioni ai cambi di coppia di Gabriele Marini e Marco Paialunga
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arco Cassetta è stato il primo italiano a entrare nella top 100 del ranking mondiale (al netto dei vari oriundi argentini) nel 2024. In questi due anni ha fatto della costanza di rendimento il suo tratto caratteristico, ed è diventato soprattutto uno specialista dei tornei FIP. Mentre scriviamo ne ha vinti 16, ed è attualmente il più titolato in assoluto per la categoria. L’azzurro, presenza fissa in nazionale,
L'intervista Marco Cassetta
sa come sporcarsi le mani: è abituato alla lotta nel fango e nei tornei dove si combatte per sopravvivere, ma a 27 anni ha ancora margini per migliorare e puntare più in alto. Di seguito un estratto dell’intervista con Gabriele Marini e Marco Paialunga a Total Padel, il podcast realizzato in collaborazione con Padelbiz. La puntata completa è disponibile sui profili ufficiali di Total Padel su YouTube, Spotify e Apple Podcast.
Marco Cassetta e Giulia Dal Pozzo ai Giochi del Mediterraneo
Si parla sempre tanto dei continui cambi di
Per un certo periodo hai cambiato lato di gioco, passando da sinistra a destra, una
coppia, grazie anche allo sfogo di Gonzalo
cosa che non succede frequentemente. Secondo te, nel futuro del padel questa
Rubio. Jorge Martinez propone di inserire
versatilità sarà un valore importante o si andrà verso una specializzazione estrema?
delle finestre di mercato come nel calcio. Che
Credo che alla lunga non vedremo più questa grande differenza tra i due lati. Un giorno, secondo me, sarebbe anche molto bello vedere più schemi classici, non solo all’australiana, oppure vedere due mancini insieme. Tornando alle posizioni di gioco, è chiaro che ci sarà un lato dominante o preferito, ma ormai il giocatore di destra non è più solo il costruttore: difendono tutti, schiacciano tutti e si gioca lo smash tutti da tutte le parti. Personalmente mi trovo meglio a sinistra con un mancino a destra.
ne pensi?
Da una parte, se uno non ce la fa nel modo più assoluto, secondo me è giusto cambiare subito. Inserire una regola del genere, secondo cui puoi cambiare solo a gennaio o a giugno, è difficile. Se succede qualcosa di grave con il tuo compagno non puoi continuare a giocarci insieme. Ne va anche della tua carriera. Sono d’accordo con Gonzalo (Rubio). Anche a me piacerebbe che si considerasse la coppia più del singolo. Possono esserci altre idee per limitare i cambi?
Secondo me è molto buona anche l'idea di cui ha parlato Federico Chingotto, che proponeva di togliere tutte le teste di serie dal tabellone. Magari non le toglierei tutte, però anche solo quattro potrebbe funzionare. Questo porterebbe a non lasciare un compagno per andare con chi ti garantisce più punti e un tabellone migliore.
Il giocatore che più ti ha impressionato?
Ho avuto l’onore di allenarmi con Arturo Coello. Mette una pressione psicologica enorme, perché sai di non poter sbagliare nemmeno di un centimetro. Quello che mi ha impressionato più di tutti durante un torneo è stato Juan Lebrón a Genova: non capivi mai cosa stava per fare o cosa voleva giocare. E come coppia invece?
Tapia/Di Nenno durante i mondiali a Dubai nel 2022, al fianco di Simone Cremona. Di Nenno tirava con una potenza incredibile da fondo campo; Tapia faceva quello che voleva.
Sei passato dal tennis al padel nel 2017. Se potessi tornare indietro con la macchina del tempo, visto quello che è successo, avresti desiderato oggi che la tua prima racchetta sarebbe stata una da padel?
Guarda l’intervista completa
Assolutamente sì. Non avrei neanche mai giocato a tennis, e avrei iniziato ancora prima. A Torino è arrivato forse tra il 2015 e il 2016. Il passaggio definitivo al padel per cercare di fare il professionista è arrivato nel 2018, perché alla fine del 2017, nel mio circolo di tennis, facevano una preselezione per andare agli allenamenti della nazionale juniores. È andata bene e sono finito ai Mondiali juniores a Malaga, dove ho anche battuto Tapia… a ping pong!
Ai Giochi del Mediterraneo hai disputato il torneo misto con Giulia Dal Pozzo, vincendo la medaglia d’argento. Cosa ne pensi di questo format anche in vista di un potenziale ingresso nel programma olimpico?
Io e Giulia lo abbiamo detto anche durante un’intervista con la FITP: vorremmo fare come nel tennis, cioè almeno prevedere questo format per i quattro Major, perché è veramente bello. È anche molto più imprevedibile, a me piacerebbe tanto. In nazionale potrebbe essere aggiunto ai Mondiali o agli Europei, oltre alle competizioni come gli European Games, perché aumenterebbe di più lo spirito di squadra. Anzi, in questi tornei si potrebbe studiare un format in cui si gioca tutti insieme: uomini, donne e misto, con cinque partite per ogni turno. Non sarebbe male.
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SOTTO LA LENTE
CAMPI DA PADEL A REGOLA D’ARTE Grazie al lavoro coordinato dalla FITP, l’UNI ha pubblicato il primo documento tecnico che stabilisce i criteri di progettazione, costruzione e gestione degli impianti, atti a garantire la sicurezza dei giocatori e la funzionalità dei campi. Un riferimento unico applicabile su tutto il territorio nazionale di Daniele Pansardi
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l mercato italiano del padel ha una nuova norma di riferimento. L'UNI, Ente solo il rumore del gioco ma anche quello dei generatori d’aria dei palloni pressoItaliano di Normazione, ha pubblicato la UNI 12023:2026 "Campi da padel", statici, parcheggi e movimentazione interna: “Il rumore non è solo l'impatto della in vigore dal 2 luglio 2026: il primo documento tecnico che stabilisce in modo pallina sulla racchetta: prima di realizzare un campo bisognerebbe sempre fare organico i requisiti di funzionalità e sicurezza, i criteri di progettazione, costruzione una valutazione professionale dell'impatto acustico, soprattutto vicino a edifici e gestione degli impianti, oltre ai metodi di prova per verificarne la conformità, atti residenziali”. Sulla manutenzione, il testo distingue interventi ordinari - verifiche a garantire la sicurezza dei giocatori e la funzionalità dei campi. periodiche indicate dal costruttore - da quelli straordinari, con indicazioni per r r o a T n i a , i in g Il testo è stato elaborato dal Gruppo di Lavoro 20 "Padel", attivo nella superfici, reti metalliche e impianti esposti ad ambienti particolari, come S il v eg ne Commissione Tecnica UNI/CT 020 "Impianti ed attrezzi sportivi e quelli vicini al mare. r ricreativi", con la Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP), che ha coordinato i lavori nella figura dell'ingegnera Silvia Torrani. Alla base Dal punto di vista di UNI, il progetto risponde a un'esigenza dello studio di questa norma, c'è la fotografia di un settore cresciuto segnalata direttamente dal mercato. Lo spiega Elena Mocchio, molto in fretta e in maniera spontanea: il padel in Italia è passato in responsabile innovazione e standardizzazione dell'Ente: “Il padel pochi anni da fenomeno di nicchia a disciplina di massa - il Paese in Italia ha vissuto un boom straordinario, spesso accompagnato è oggi secondo al mondo per diffusione, con oltre 5 milioni tra da una crescita spontanea e da una grande frammentazione praticanti e appassionati - ma questa crescita si è spesso tradotta in dell'offerta. UNI risponde alle esigenze del mercato espresse dai campi costruiti senza criteri condivisi. La UNI 12023:2026 nasce per diversi stakeholder: la norma nasce perché il mercato si è reso conto colmare questo vuoto, offrendo per la prima volta un riferimento tecnico - vista l’espansione disomogenea e improvvisata - di avere bisogno di e r s , p o o i n h unico e applicabile in modo uniforme sul territorio nazionale. riferimenti tecnici applicabili in modo uniforme sul territorio. Fornisce un s ab cc ile Mo a i n linguaggio comune per chi progetta, produce, installa e gestisce gli en UNO STRUMENTO PER FARE CULTURA TECNICA impianti, e per gli utenti finali”. Coordinatrice del gruppo di lavoro, l'ingegnera Silvia Torrani racconta la genesi del documento: “Abbiamo avvertito l'esigenza di Sul piano legale, la natura volontaria della norma non ne riduce il avere criteri di progettazione e costruzione comuni e uniformi per peso pratico: “Chi ha usato la norma tecnica dimostra di aver adottutti gli impianti. Abbiamo pensato di coinvolgere UNI perché è tato le migliori pratiche possibili nell'ambito tecnico. La conformità l'Ente Nazionale di Normazione, quindi chi meglio di loro poteva non elimina le responsabilità dei gestori, ma permette loro di diaiutarci in questo compito. D'accordo con la Federazione e con i mostrare di aver operato entro un perimetro ben delineato, con la principali costruttori, abbiamo coinvolto esperti e analisti e organizdiligenza professionale necessaria a garantire sicurezza e adeguatezza zato più di 50 riunioni, dividendo il gruppo di lavoro in otto sottogruppi dell'impianto”, precisa Mocchio. Che poi precisa la differenza tra conformitematici”. La norma, spiega Torrani, è volontaria come tutti i documenti UNI: tà e certificazione: “Sono due approcci diversi. Essere conformi è dimostrabile “È uno strumento di autoregolamentazione del mercato e di trasferimento delle con documentazione tecnica; la certificazione richiede l'intervento di un organismo indicazioni tecnologiche”. Ha un perimetro molto ampio: classificazione dei camterzo. La UNI 12023 non impone obblighi di certificazione: l'una non implica l'altra, pi, requisiti di funzionalità e sicurezza, superfici di gioco, basamenti (compresi e la certificazione può aggiungersi in un secondo momento”. Guardando oltre i conquelli per le strutture temporanee), illuminazione, acustica, posa in opera e mafini nazionali, Mocchio indica una prospettiva già in movimento: “Da giugno l'ISO nutenzione, emissioni nocive e contenuti pericolosi dei materiali, fino ai metodi di sta ragionando sullo sviluppo di una norma internazionale sui campi da padel, ed è prova. “Per la prima volta abbiamo dato indicazioni puntuali, entrando nel dettafondamentale la partecipazione delle esperte e degli esperti italiani, visto che l'Italia è glio delle superfici, dei test prestazionali e dei supporti di gioco”. il primo Paese a essersi dotato di una normazione dedicata. L'interfaccia già esiste, perché il gruppo di lavoro si sta confrontando con il livello internazionale, con l'obietFacendo un esempio sull’illuminazione, Torrani sottolinea che “abbiamo dato intivo di armonizzare le norme”. Infine, per chi investe nel settore, la direttiva è un'opdicazioni su come si misurano le luci e in quanti punti va rilevata l'illuminazione, portunità più che un vincolo: “È un investimento più che un costo: serve a valorizzare allineandoci ai regolamenti nazionali e internazionali”. Sul fronte acustico, che l'impianto, garantendo sicurezza, affidabilità e durabilità nel tempo. Bisogna chiedersi tanti problemi e cause legali ha sollevato in questi anni, la norma affronta non cosa significhi non applicarla, più che quanto costi farlo”. FI
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FOCUS TECH
DOPO IL MATCH INIZIA UN’ALTRA PARTITA IA e community si incontrano in LookAtMe, start up italiana che porta nel padel amatoriale tecnologie di analisi finora disponibili solo tra i pro. Una piattaforma che connette giocatori, allenatori e club e trasforma ciò che accade in campo in dati, contenuti e nuove opportunità di coinvolgimento di Davide L. Bertagna
obiettivi personali. Ogni match contribuisce così ad alimentare una dimensione competitiva e sociale che va oltre la singola partita. Per l'allenatore, la piattaforma rappresenta uno strumento di supporto all'osservazione e alla crescita dell'atleta. I dati e i contenuti raccolti possono infatti contribuire a definire una visione più ampia del percorso del giocatore, anche oltre la singola lezione. Per il club, invece, la tecnologia può diventare un nuovo strumento di engagement: ranking, sfide, contenuti, eventi e diverse modalità di interazione permettono di trasformare la struttura fisica in una community attiva anche quando i giocatori non sono in campo. È proprio questo uno degli elementi centrali della filosofia LookAtMe: non limitarsi a digitalizzare la partita, ma utilizzare il match come punto di partenza per creare una relazione più lunga tra giocatore e club.
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e è vero che una partita di padel mediamente dura 90 minuti, tutto ciò che genera emozioni, progressi, sfide e connessioni può continuare molto più a lungo. È da questa visione che nasce LookAtMe, start up italiana sport-tech che sta sviluppando una nuova generazione di piattaforme dedicate all'esperienza sportiva. Il progetto che combina intelligenza artificiale, computer vision e analisi video è stato sviluppato per trasformare ogni match in un'esperienza digitale che non si esaurisce con l'ultimo punto. L'obiettivo è rendere accessibili anche al mondo amatoriale strumenti di analisi evoluti, portando ai giocatori una tecnologia finora associata soprattutto agli atleti professionisti. DALLA PARTITA AI DATI Attraverso un sistema di videocamere installate sul campo e una piattaforma digitale proprietaria, LookAtMe registra e analizza la partita, restituendo agli utenti una nuova lettura del proprio gioco: highlights, statistiche, progressi e informazioni utili per comprendere la propria evoluzione tecnica. L'esperienza è pensata per essere semplice. Il giocatore crea il proprio profilo, accede al campo tramite QR Code e avvia la sessione. Da quel momento la tecnologia lavora in background, acquisendo i momenti più significativi del match e trasformandoli in contenuti personali, condivisibili e consultabili nel tempo. La tecnologia di LookAtMe è il punto di partenza di una visione più ampia: costruire una community nella quale giocatori, allenatori e club possano incontrarsi, confrontarsi e creare valore anche al di fuori del campo. TRE PROTAGONISTI, UN UNICO ECOSISTEMA Per il giocatore, LookAtMe diventa una vera identità sportiva digitale: un percorso costruito attraverso partite, risultati, video, statistiche, classifiche e
COME FUNZIONA? 1. Installazione Il kit LookAtMe viene installato nel club in circa 30 minuti. Il sistema comprende due videocamere e una Wi-Fi Station con SIM dati. 2. Tracking Durante il match, la Computer Vision analizza le immagini e identifica i giocatori, tracciandone movimenti e posizionamento attraverso modelli di pose estimation. 3. Analisi L'intelligenza artificiale elabora i dati raccolti per generare diverse tipologie di statistiche: colpi per tipo, velocità della palla, chilometri percorsi, heatmap del campo, confronti tra giocatori e, progressivamente, suggerimenti personalizzati. 4. Dopo il match Al termine della partita, i dati sono disponibili sull'app LookAtMe. Il giocatore può rivivere i momenti chiave, consultare le proprie performance, confrontarsi con gli altri utenti, scalare il ranking del club e condividere i contenuti con la community. DALLA RICERCA AL CAMPO Fondato nel novembre 2023, il progetto LookAtMe è stato selezionato nel 2024 dall'incubatore HAIP di Reggio Emilia e ha ottenuto il sostegno di un bando regionale dedicato alle startup innovative. Nel 2025 il team si è rafforzato con l'ingresso di Carlos Hernandez nel ruolo di Cto, accelerando lo sviluppo della piattaforma, dei sistemi di tracking dei giocatori e dei modelli di intelligenza artificiale dedicati all'analisi del gioco. Il 2026 rappresenta una fase importante di validazione sul campo e industrializzazione. LookAtMe è entrata nei primi club, raccogliendo feedback da giocatori e operatori del settore e continuando a sviluppare nuove funzionalità in vista di una crescita anche internazionale. Tra gli sviluppi futuri c'è l'AI Coach, un sistema progettato per interpretare i dati raccolti e trasformarli in insight personalizzati. L'obiettivo non è sostituire la competenza dell'allenatore, ma affiancarla con una maggiore quantità di informazioni. OLTRE IL PADEL La visione di LookAtMe di lungo periodo è sviluppare una piattaforma trasversale dedicata ai racquet sport, applicando la propria tecnologia a discipline nelle quali analisi, crescita personale e community rappresentano elementi centrali dell'esperienza. Perché il vero obiettivo, in fondo, non è soltanto sapere come si è giocato. È fare in modo che ogni partita abbia qualcosa da raccontare, qualcosa da migliorare e un motivo per tornare in campo.
lookatmesport.it
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PREMIUM CLUB
OPEN PADEL PARK UN’OASI DI SPORT A Lecce, crocevia turistico della penisola salentina, alla scoperta di un club nato dall’unione di performance agonistiche e rispetto per l’ambiente di Andrea Farano
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a strano pensare come nel nostro Paese siano molto più diffusi i centri padel di proprietà di (ex) calciatori, piuttosto che i circoli riconducibili ad agonisti della racchetta (anzi, della pala), come se, in fin dei conti, la maggior capacità di spesa abbia sempre la meglio sulle competenze, magari acquisite in anni di effettiva pratica e sudore tra griglie e vetri. Ed è un vero peccato, perché poter attingere a un patrimonio di conoscenza così specifico consentirebbe di tracciare un percorso
imprenditoriale certamente più mirato e consapevole: ne siamo ancora più convinti dopo la visita all’Open Padel Park di Lecce, vera e propria oasi sportiva e fresco riparo dall’arsura salentina. Ci racconta la sua storia e la sua evoluzione il socio e direttore tecnico Francesco Kowoll, che partendo dal proprio vissuto ha concepito e realizzato un circolo in cui la qualità dell’esperienza di gioco si fonde con la cura per i dettami naturali e la dedizione alle iniziative solidali.
L'intervista Francesco Kowoll DIRETTORE TECNICO
La struttura ruba davvero l’occhio del visitatore per dimensione ed estrema cura di spazi e arredi, portando il club in un ambito che travalica la categoria
Come nasce questo progetto? Qual è il percorso
di mero centro sportivo.
che vi ha condotto all’apertura del centro?
Oggi parliamo di complessivi 15mila metri quadri, dopo l’acquisizione di un’area attigua al primo insediamento. Il circolo si regge sul perfetto equilibrio tra l’impiantistica sportiva e i servizi complementari dedicati alla famiglia e agli avventori non necessariamente padelisti, quali la piscina e il bistrot. Non a caso oggi l’area food vive indipendentemente dai campi, con richieste per feste ed eventi privati, complice il fatto che i suoi colori e il suo allestimento lo fanno sembrare una parentesi esotica dentro il contorno metropolitano.
Tutto parte dalla mia storia personale: nel 2018 mi innamoro del padel e - forte del mio passato di sportivo - in poco tempo approccio questo sport nella sua dimensione agonistica, cominciando a girare prima la Puglia e poi tutta Italia per tornei e competizioni. Questo percorso sfocia qualche anno più tardi nel diploma di maestro nazionale, ma ormai ero talmente immerso nel mondo padel da accorgermi che le sue potenzialità potevano essere sfruttate anche a livello imprenditoriaImpossibile in effetti non notare la presenza di così tanta vegetazione le. Nel 2021 insieme ai miei soci Vincenzo Rocco, con esperienza integrata nella struttura. nel food, e Alessandro Greco, abbiamo visto nella piazza di Lecce Ulteriore elemento fortemente distintivo è proprio il verde: il termine il luogo ideale per avviare questa av“Park” che completa il nostro nome non "Il termine “Park” che completa il nostro nome non è è certo casuale, potendosi intendere ventura. certo casuale, potendosi intendere come riferito tanto come riferito tanto al concetto di parco al concetto di parco divertimenti e giochi, quanto A cosa si deve la scelta di questa specifica divertimenti e giochi, quanto all’aspetall’aspetto puramente botanico del centro" location? to puramente botanico del centro. Lo Indiscutibilmente il voler aprire il cirabbiamo curato in maniera speciale sin colo nel capoluogo – anziché in un contesto di paese – ha con- dall’edificazione del circolo, anche a discapito del numero dei campi dizionato la configurazione del progetto, nel senso che la concorinizialmente immaginati: meglio qualche campo in meno, ma maggiore renza già presente sul territorio ci ha indotto a preferire un’area superficie dedicata alla natura. che si facesse notare e spiccasse per le sue caratteristiche fuori dal comune. Abbiamo quindi identificato questo terreno, all’epoca Questo è un luogo in cui convivono due anime di pari spessore: come si svilupuna vera e propria campagna ai margini della città, scegliendolo pa l’interazione tra le aree sport e food-wellness? innanzitutto perché situato all’interno dell’anello della tangenziale Finora è innegabile che sia stato il padel a trainare l’intero ecosistema di Lecce. Abbiamo poi puntato sulla massima qualità di servizi, do- dell’OPP, ma con la bella stagione l’attrazione della piscina ha portato antazioni e attrezzature, portando a termine un progetto interamente che nuovi giocatori alla struttura: la frequentazione degli spazi accessori ai frutto della nostra visione. Di fatto, oggi il club è esattamente come campi si è rivelato un pretesto naturale per cedere al richiamo irresistibile lo abbiamo prima sognato, e poi disegnato e voluto. di provare il gioco. Senza dimenticare che l’area bistrot consente durante
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PREMIUM CLUB
IN BREVE 5 campi super panoramici, indoor Servizi Clubhouse Bistrot Piscina Pro Shop Spogliatoi Spazio multiservizi Parcheggio Indirizzo: via Vernole 26 - 73100 Lecce Telefono: +39 327.7491222
Email: info@openpadellecce.it Facebook: openpadelparklecce Instagram: @openpadelpark Sito web: openpadellecce.it Orari di apertura Campi padel: lunedì-domenica 08:00-23:30 Ristobar: lunedì-domenica 08:00-00:00 Piscina: lunedì-domenica 10:00-18:30
tutto l’anno il miglior svolgimento del classico “terzo tempo” padelistico, immancabile epilogo di ogni partita. Siete riusciti a sfruttare in qualche modo anche la vocazione turistica del territorio salentino?
Grazie ai motori di ricerca siamo una realtà non solo già nota agli avventori locali, ma anche scopribile e raggiungibile da chi frequenta queste zone durante il periodo estivo: non è rara ormai la prenotazione di grandi gruppi di amici che si trovano qui in vacanza, e che possono sfruttare al meglio il binomio padel più piscina. Tuttavia il circolo prospera durante tutto l’anno grazie a una platea di giocatori ormai consolidata. Cosa spinge dunque il player leccese a scegliere proprio l’Open Padel Park?
A mio avviso l’elemento distintivo del club è senza dubbio la qualità dei campi: chi li prova per la prima volta ne rimane così piacevolmente stupito da faticare poi a farne a meno. Quando abbiamo progettato il centro ci siamo avvalsi della mia esperienza di agonista che aveva calcato i manti delle migliori strutture nazionali. Abbiamo quindi guardato all’abitabilità e all’accoglienza degli spazi contigui ai campi, alla tipologia delle strutture di supporto, oltre ovviamente a vetri e tappeti.
Oltre ai partner tecnici che hai citato, quali sono i vostri sponsor?
Non posso non menzionare le realtà locali che hanno creduto in noi e ci supportano: mi riferisco a PVK-Your Energy, azienda fornitrice di impianti fotovoltaici ed energia pulita, e il Gruppo Camer, anch’essa leader nel settore energetico.
"La migliore ammortizzazione, unita al maggior invaso della sabbia, sono stati da subito percepiti come elementi di pregio anche dal giocatore amatoriale, che ha poi apprezzato il minor stress articolare"
Dalla rassegna stampa locale emerge che il vostro nome sia spesso associato a iniziative a forte impatto sociale e benefico.
L’Open Padel Park si è da sempre mostrato sensibile a queste tematiche: negli ultimi due anni abbiamo supportato un’associazione di sostegno ai bambini affetti da autismo che organizza la “Abbracciata Collettiva”, devolvendo alla causa una quota dei proventi dei campi durante la settimana dell’evento. A fine agosto abbiamo poi ospitato la Vibora Padel Cup in favore dell’Associazione Genitori Oncoematologia Pediatrica “Per un sorriso in più”, raccogliendo fondi nel corso di un’intera giornata di padel e animazione. Per finire vorrei conoscere la tua opinione sullo stato di salute del movimento,
Su quale fornitore è quindi ricaduta la vostra scelta?
e sapere cosa c’è nel futuro dell’Open Padel Park
Si è optato per l’azienda spagnola Gimpadel, a cui si è abbinato il tappeto texturizzato proposto dalla Mondo, per un’accoppiata che ricalca qualità e livello del Premier Padel, il massimo circuito professionistico. La migliore ammortizzazione, unita al maggior invaso della sabbia, sono stati da subito percepiti come elementi di pregio anche dal giocatore amatoriale, che ha poi apprezzato il minor stress articolare. Senza dimenticare che la copertura di colore bianco favorisce la visibilità interna, oltre a respingere la luce e, quindi, abbassare la temperatura sotto il tendone.
La fase di assestamento del sistema padel italiano è sotto gli occhi di tutti, ma la perdita dei giocatori è limitata o comunque compensata dai nuovi innesti. Dal nostro punto di vista, il feedback della clientela è così positivo che stiamo valutando di implementare i nostri servizi: mi immagino il club tra qualche anno con altri tre campi – anche per favorire la crescita dell’Accademy e lo sviluppo delle giovani generazioni, pure in funzione agonistica – e, con la crescita dei giocatori, l’ingrandimento degli spogliatoi e la creazione di un’area fitness, con palestra attrezzata e una piccola sauna.
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FOCUS PRODOTTO
LA SCELTA DI "PAULITA” Head presenta l'atteso aggiornamento della sua linea più aggressiva Extreme 2026. Caratterizzate da un rinnovato design e dai colori moderni e d'impatto, le nuove racchette si confermano il punto di riferimento in termini di potenza Head cambia pelle alla sua linea più aggressiva, ma non ne modifica la filosofia. La nuova Extreme 2026 si presenta con un design completamente rinnovato, moderno e deciso, pensato per esprimere visivamente il carattere offensivo della collezione. Restano invece i tratti distintivi che hanno contribuito a rendere la linea un riferimento per i giocatori che cercano potenza: la forma a diamante e lo schema dei fori studiato per ampliare lo sweetspot. Due elementi che, insieme alle tecnologie sviluppate da Head, continuano a caratterizzare una racchetta progettata per spingere il gioco sempre verso l'attacco. EXTREME MOTION 2026 È la versione scelta da Paula Josemaría e quella che interpreta la filosofia Extreme attraverso un equilibrio tra potenza e maneggevolezza. Pensata per giocatori di livello avanzato, la Motion ha un peso inferiore rispetto alla Pro e punta quindi su una maggiore rapidità nei movimenti, senza rinunciare alla vocazione offensiva della serie. “La nuova Extreme Motion è esattamente ciò di cui ho bisogno in campo. È una racchetta incredibilmente veloce e maneggevole che mi permette di attaccare con la massima sicurezza. Inoltre, il nuovo design 2026 è spettacolare”, ha affermato Paula Josemaría (attuale numero 4 del ranking FIP). EXTREME PRO 2026 La Extreme Pro rappresenta invece l'interpretazione più potente della nuova collezione. È il modello più pesante della gamma ed è stato sviluppato per giocatori di livello avanzato che cercano la massima spinta nei colpi d'attacco. Smash, víbora e volée offensive sono il terreno ideale per una racchetta che privilegia la potenza e una risposta decisa all'impatto. “Con la serie Extreme 2026 volevamo portare il design a un livello superiore. Allo stesso tempo, la combinazione della tecnologia Auxetic 2.0 con la fibra di carbonio unidirezionale offre lo stesso livello di risposta e potenza che i giocatori più offensivi hanno sempre apprezzato”, ha dichiarato Israel Luis Lepiz, product manager di Head Padel. INNOVAZIONE TECNOLOGICA AL CENTRO Le nuove pale rappresentano il risultato dell'ingegneria di precisione più avanzata del marchio austriaco. Entrambi i modelli integrano le tecnologie più evolute del brand. • Auxetic 2.0: sensazioni eccezionali all'impatto e maggiore potenza. • Fibra di carbonio unidirezionale: lo strato in carbonio sulla superficie d'impatto aumenta rigidità e potenza esplosiva. • Extreme Spin Technology: finitura superficiale testurizzata che incrementa la presa sulla palla e lo spin. • Power Foam: massima reattività per un’ottima uscita di palla. • Soft Cap+: sistema di fondello intercambiabile per una migliore personalizzazione dell'impugnatura. Head Water Sports spa – 018.52011 – info-head@it.head.com 20
Dentro le storie del padel. Una volta a settimana. con Gabriele Marini e Marco Paialunga
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FOCUS PRODOTTO
L’EVOLUZIONE DELLA REATTIVITÀ Giunta alla terza generazione, Premura 3 di Babolat in colorazione fall winter conserva gli elementi che hanno costruito la storia e li combina con nuove soluzioni dedicate a stabilità e leggerezza. Dalla tomaia in Matryx Micro alla suola Michelin, tutto è progettato per accompagnare il giocatore nelle situazioni più intense
N
el padel, la velocità non è soltanto una questione di corsa. È la capacità di reagire a una palla improvvisa, di frenare dopo uno scatto, cambiare direzione in pochi istanti e ripartire immediatamente. È un insieme di movimenti che si susseguono senza soluzione di continuità e che richiedono alla scarpa di diventare una vera estensione del piede. È partendo da questa esigenza che Babolat ha sviluppato la terza generazione della Premura 3 Men, una calzatura che aggiorna il modello senza rinunciare al suo DNA. Restano, infatti, i caratteristici “denti” nella zona dell’avampiede, uno degli elementi che hanno reso riconoscibile la Premura e che contribuiscono a fornire supporto durante gli spostamenti. Attorno a questa struttura, però, Babolat ha introdotto una serie di interventi mirati a migliorare la risposta della scarpa, lavorando contemporaneamente su sostegno, comfort, flessibilità e leggerezza. L'obiettivo è trovare il giusto equilibrio tra caratteristiche che, in una scarpa da padel, devono necessariamente convivere. Una calzatura troppo rigida può limitare la libertà di movimento, mentre una struttura eccessivamente morbida rischia di perdere precisione nei cambi di direzione. Premura 3 cerca la sintesi attraverso una costruzione studiata per accompagnare il piede durante l'intero movimento.
PIÙ SUPPORTO, PIÙ LEGGEREZZA Uno dei punti centrali dello sviluppo riguarda proprio la reattività. Babolat ha lavorato sull'avampiede introducendo supporti laterali destinati a migliorare la stabilità durante gli spostamenti e ha integrato schiuma EVA per favorire un maggiore ritorno di energia. L'idea è semplice: rendere più efficace ogni appoggio, così che la spinta successiva possa essere più rapida e precisa. Il lavoro è stato supportato dal programma Human Fab Padel, attraverso test effettuati in condizioni di gioco reali. Secondo i dati forniti da Babolat, la Premura 3 offre un 7% di supporto in più rispetto alla generazione precedente. Un dato che racconta l'evoluzione del modello e che si traduce, nell'utilizzo, nella ricerca di una maggiore sicurezza nei movimenti laterali e nelle fasi in cui il giocatore deve passare rapidamente dalla frenata alla ripartenza. La stabilità, però, non deve andare a discapito della libertà di movimento. Per questo la scarpa (con drop di 10 mm) integra la tecnologia 360° Flex, sviluppata per aumentare la flessibilità attraverso specifiche scanalature presenti nella suola. Il sistema accompagna la naturale articolazione del piede e favorisce una maggiore libertà durante gli spostamenti, soprattutto nei continui cambi di direzione che caratterizzano il gioco. IL MIGLIOR COMPROMESSO TRA COMFORT E VENTILAZIONE Un altro elemento distintivo della Premura 3 è la nuova tomaia in Matryx® Micro, un tessuto esclusivo e brevettato sviluppato da Babolat insieme a Chamatex, azienda specializzata nei tessuti tecnici. La scelta di questo materiale risponde alla necessità di combinare due esigenze fondamentali: mantenere il piede sostenuto e, allo stesso tempo, garantire un'elevata traspirabilità. La struttura del Matryx® Micro è stata infatti progettata per offrire un compromesso tra comfort e ventilazione, aiutando a mantenere i piedi asciutti anche durante gli scambi più lunghi e intensi.
babolat.com
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RESPONSABILMENTE
MENO BUROCRAZIA, PIÙ SOSTANZA Come le nuove normative europee trasformano la sostenibilità da obbligo amministrativo a motore di crescita e competitività aziendale? Minore compliance obbligatoria, maggiore responsabilità volontaria. Ecco cosa è davvero cambiato di Sara Fumagallo
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DALLA COMPLIANCE AL VALORE
SEMPLIFICAZIONE EUROPEA
DIRETTIVA OMNIBUS
DATI ESG SEMPRE RICHIESTI
La sostenibilità passa da obbligo normativo a leva di competitività
Nel 2026 l’Europa riduce burocrazia, scadenze e obblighi ESG
Meno aziende sono obbligate a rendicontare, con costi amministrativi più leggeri
Banche, investitori, retailer e imprese continuano a chiedere informazioni sostenibili
er anni la sostenibilità è stata raccontata come una corsa agli obbli-
Se un brand comunica un prodotto come sostenibile, dovrà dimostrare che
ghi: nuove direttive, nuovi standard, nuove scadenze, nuovi report. Un
quel claim è fondato, verificabile e non fuorviante. Se un investitore guarda
mondo complesso, tecnico, spesso percepito dalle aziende come un la-
a rating ESG (Environmental, Social, And Corporate Governance) più traspa-
birinto di regole da rispettare più che come una leva di crescita. Poi qualcosa
renti, cercherà dati solidi, comparabili e credibili. Nasce così un nuovo sce-
è cambiato. Oggi, nel 2026, sta andando in scena una vera e propria Simpli-
nario che prevede maggiore credibilità, migliore accesso alla filiera e minore
fication Revolution in Europa e la domanda da porsi non è più soltanto: “A
esposizione al rischio di greenwashing.
cosa siamo obbligati?”, ma “Quanto siamo pronti a dimostrare il nostro valore sostenibile al mercato?”. Il punto di svolta è netto. La normativa europea si è
MAGGIORE COMPETITIVITÀ CON LA DIRETTIVA OMNIBUS
alleggerita, il pacchetto Omnibus ha letteralmente riscritto le regole del gio-
Fino a poco tempo fa, l'universo ESG veniva percepito prevalentemente attra-
co, rinviando alcune scadenze e riducendo del 90% la platea di aziende diret-
verso una lente etica o puramente ambientale. Negli ultimi 18 mesi abbiamo
tamente obbligate alla rendicontazione ESG, tagliando di conseguenza oltre
assistito a un cambio di paradigma totale che vede la sostenibilità coinvolta
6 miliardi di euro i costi amministrativi annui. Meno imprese coinvolte in modo
anche nelle logiche di sicurezza economica, autonomia industriale europea e
formale, meno burocrazia, meno pressione amministrativa. Ma questo non si-
posizionamento competitivo rispetto ai colossi USA e Cina. Le tensioni geo-
gnifica che la sostenibilità sia diventata meno importante. Al contrario, sta
politiche sulle materie prime critiche e la necessità di mitigare la volatilità dei
diventando più concreta, selettiva e legata al business. Se prima questo tema
mercati hanno reso la tracciabilità delle filiere e la decarbonizzazione elemen-
era spesso vissuto come un adempimento normativo, oggi entra sempre più
ti cruciali di risk management e di efficienza dei costi. Sulla scia delle racco-
nella logica della competitività. Non è più soltanto una questione ambientale
mandazioni espresse nel Report Draghi sulla competitività e della successiva
o reputazionale, ma un tema di accesso al credito, solidità della filiera, fiducia
Dichiarazione di Budapest, il legislatore europeo ha compreso che per non far
degli investitori, posizionamento del brand e capacità di stare sul mercato.
perdere terreno alle imprese continentali era necessario semplificare i requisiti
Banche, retailer, investitori e partner di filiera continuano infatti a chiedere
burocratici. Da questa premessa è nata la Direttiva (UE) 2026/470 (Omnibus
dati ESG. Se una grande impresa deve rendicontare le proprie emissioni Sco-
I), pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea (GUUE) il 26 febbraio
pe 3, avrà bisogno di dati dai fornitori. Se una banca integra indicatori ESG
2026 e in vigore dal 18 marzo 2026. Questa nuova norma ha innalzato significa-
nella valutazione del rischio, chiederà informazioni alle aziende che finanzia.
tivamente le soglie della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD),
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RESPONSABILMENTE
LE REGOLE DEL PANORAMA ATTUALE I Rating ESG diventano trasparenti A partire dal 2 luglio 2026, il Regolamento (UE) 2024/3005 impone ai fornitori di rating ESG l'autorizzazione dell'ESMA, la trasparenza metodologica (con voti separati per i pilastri E, S e G) e la netta separazione tra attività di rating e consulenza. Un buon profilo ESG permette così alle aziende di veder valorizzato il proprio impegno e abbassare il costo del capitale.
La fine del Greenwashing (Direttiva ECGT) Sebbene la complessa Green Claims Directive sia stata sospesa dalla Commissione Europea a giugno 2025, la direttiva ECGT (Empowering Consumers for the Green Transition - Dir. 2024/825) è pienamente operativa. Essa vieta tassativamente l'uso di claim generici come "green", "eco" o "climate neutral" basati su mere compensazioni di carbonio (carbon offsets) anziché su riduzioni reali delle emissioni, vietando anche i marchi autoattribuiti e prevedendo sanzioni severissime fino al 4% del fatturato. La scadenza critica per conformarsi è fissata al 27 settembre 2026.
Il Passaporto Digitale di Prodotto (DPP) Introdotto dal regolamento Ecodesign (ESPR - Reg. UE 2024/1781), richiede la tracciabilità tramite QR code o NFC dei dati di composizione, origine e riciclabilità dei prodotti, con i settori del tessile e della moda in prima linea con atti delegati attesi nel 2027 e applicazione effettiva prevista dal 2028. Senza passaporto, l'accesso al mercato dell'Unione Europea viene categoricamente negato.
Regolamento Deforestazione (EUDR) Vieta l'immissione sul mercato UE di prodotti legati alla deforestazione per sette materie prime chiave (tra cui bovini, cacao, caffè, olio di palma, gomma, soia e legno), richiedendo geolocalizzazione e due diligence di filiera con sanzioni pari almeno al 4% del fatturato e scadenze per grandi e medie imprese fissate al 30 dicembre 2026.
FILIERA E RISCHIO
MERCATI GLOBALI DIVERSI
CREDIBILITÀ CONTRO IL GREENWASHING
IL SUPPORTO DI GREEN MEDIA LAB
Tracciabilità, Scope 3 e decarbonizzazione: strumenti di gestione del rischio
Europa, USA e Cina seguono regole e velocità differenti sulla sostenibilità
Dati solidi, claim verificabili e report volontari rafforzano fiducia e reputazione
Consulenza e comunicazione aiutano le aziende a costruire percorsi ESG credibili
limitando l'obbligo di rendicontazione solo alle aziende con più di 1.000 dipen-
mercati più deregolati, alcuni statali molto attivi e Paesi, come la Cina, dove
denti e oltre 450 milioni di euro di fatturato. Di conseguenza, il nuovo standard
l’obbligo ESG sta diventando sempre più strutturale.
ESRS (European Sustainability Reporting Standards) semplificato riduce del 61% i data point obbligatori e rende volontari gli standard settoriali, garan-
LA RESPONSABILITÀ COME MOTORE DI CRESCITA
tendo alle PMI sotto soglia il diritto legale di rifiutare richieste di dati che ec-
In questo labirinto di scadenze imminenti e mercati che si muovono a velo-
cedano tali parametri volontari. Anche la direttiva sulla Due Diligence di filiera
cità differenti, la vera sfida per le aziende non è la compliance passiva, ma
(CSDDD) ha subito un forte alleggerimento: l'obbligo è stato ristretto alle sole
la capacità di trasformare la complessità normativa in un asset di vendita
imprese con oltre 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di fatturato, rinvian-
e posizionamento strategico. Cosa è davvero obbligatorio? Cosa è utile e
done l'applicazione definitiva al 26 luglio 2029.
può generare valore? Cosa è urgente? I servizi più richiesti vanno proprio in questa direzione: assessment ESG, analisi della catena di fornitura, doppia
FUORI DALL’EUROPA LO SCENARIO È DIVERSO
materialità, carbon footprint, misurazione delle emissioni Scope 3, report
Se Italia ed Europa si muovono dentro un quadro ESG sempre più regolato,
volontari, certificazioni, audit dei claim ambientali e sociali, piani di decar-
anche se oggi più “semplificato” rispetto al passato, nel resto del mondo lo
bonizzazione, supporto alla parità di genere, comunicazione ESG, bilanci di
scenario è più frammentato. Negli Stati Uniti si osserva una ritirata a livello
sostenibilità e percorsi B Corp. Ed è esattamente qui che si inserisce il valore
federale, compensata però dall’attivismo di alcuni Stati come California e New
di Green Media Lab Srl SB. In qualità di Società Benefit e azienda certifica-
York; la Cina, al contrario, accelera sugli obblighi di rendicontazione e usa la
ta B Corp fin dal 2018, vanta credenziali solide e un'esperienza profonda
transizione anche come leva di politica industriale, forte della leadership in so-
sul campo. Il vero vantaggio competitivo dell'agenzia risiede nella formula
lare, eolico, veicoli elettrici e batterie. Per le aziende che operano a livello inter-
"consulenza + comunicazione": l'unico approccio in grado di costruire una
nazionale, quindi, la differenza principale non è più solo “fare sostenibilità”, ma
sostenibilità basata su solidi dati scientifici e, allo stesso tempo, raccon-
capire in quale risiko normativo e commer-
tarla al mercato in modo potente e legal-
ciale muoversi: in Europa e Italia pesa la
mente difendibile, azzerando i rischi di
combinazione tra compliance, credito
sanzioni legati alla nuova era della
e filiera; fuori dall’Europa convivono
direttiva ECGT. Per saperne di più e rimanere aggiornati scrivi a: esg@greenmedialab.com
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FOCUS ON
IL GIUSTO POSIZIONAMENTO SUL MERCATO In mezzo a un’offerta confusa e spesso imprecisa, spiccano alcuni centri con strategie virtuose e lungimiranti guardando al futuro. È il caso dell’O2 Padel di Brembate di Sopra di Adelio Rosate, team e marketing manager di O&B Padel
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ontinuiamo la carrellata sui centri padel, convinti del loro delicato ruolo nel consolidamento di questo sport. Permane una diffusa confusione nella scelta dell’offerta, dei servizi complementari allo slot (il prodotto core), senza una precisa identificazione delle leve push e pull. Le energie sembrano concentrate sulle prime, per esempio con il susseguirsi di tornei amatoriali, inflazionandoli. Tre gli errori più comuni (specie nei centri maggiori): • il servizio di ristorazione, dove c’è un vero ristorante in luogo di un fast food, con dispendio di energie e complessità; • investimenti dispersivi per l’aggiunta di strutture di altri sport, con scarso ritorno ma che vanno comunque inseriti nel piano di ammortamento; • il posizionamento del prodotto, cioè il prezzo degli slot molto elevato. Il posizionamento di un bene, rispetto al mercato, è questione centrale. Come ci ricordano due guru della materia. Gli statunitensi Alfred Paul Ries e Jack Trout, autori di una vasta letteratura sul “Positioning”. Sottolineano come il consumatore debba percepire coerenza tra il prezzo e il valore del bene. Il padel, per le origini, il contesto in cui nasce e si sviluppa (nei centri suburbani di Buenos Aires) ha un’impronta inequivocabilmente popolare. Lo rimane IL MARKETING APPLICATO AL PADEL Quest’articolo fa parte di una serie di interventi di O&B Padel sulle strategie di marketing dei centri padel. Gli esempi da seguire, le criticità e le best practice per costruire un modello di business sostenibile sul lungo termine, che oltre all’affitto dei campi tenga in considerazione anche lo sviluppo di una scuola padel. Scaricate o sfogliate le nostre riviste su padelbiz.it/rivista per leggere gli altri articoli sul tema.
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quando si diffonde in Spagna. In Italia, chissà per quale ragione, viene concepito come “premium”, complice un approccio provinciale e un business plan approssimativo nel bacino potenziale. Investimenti per prodotti e servizi poco attinenti al “core” e conti da far quadrare producono i prezzi slot maggiori del 25%, 30% rispetto alla Spagna (che rimane il benchmark). In Lombardia e al Nord, i prezzi unitari per slot sono di € 15-16. Anche nei centri maggiori che dovrebbero confidare in economie di scala. I servizi aggiuntivi attinenti al core e il prezzo congruo dello slot sono i fattori chiave. Ve n’è un terzo, la scuola (plus che abbiamo già precedentemente analizzato e al quale daremo spazio nel prossimo numero, con un’appendice). Queste sono sostanzialmente le leve su cui sviluppare piani, obiettivi e strategie. Emerge chiara una sfida: quella di riuscire a coniugare maggiore spesa e minori ricavi nel breve termine. Il focus sul prezzo è inevitabile. È il marketing a ricordarcelo, nella storia del trend dei mercati: con l’offerta satura, è il fattore che ha la maggior incidenza a sostegno della domanda.
I CENTRI VIRTUOSI Di imprenditori illuminati, che si muovono secondo i criteri sopra, ne esistono. È il caso per esempio della Kavallotta di Novara, lo SmashX3 di Varese o il 7 Padel Village di Siracusa. Apprezzabile la gestione di due centri bergamaschi. Il Berga Padel di Albino e dell’O2 di Brembate di Sopra. È in quest’ultimo che abbiamo rilevato una particolare attinenza con quanto teorizziamo da tempo. Gianmarco Muzzarelli, tra i più giovani imprenditori lombardi del settore, ha individuato leve e strategie che possono essere la riprova di quanto sosteniamo e raccomandiamo. Comprovandone valore aggiunto ed efficacia. Lo abbiamo incontrato per un’intervista.
FOCUS ON
L'intervista Gianmarco Muzzarelli O2 PADEL
Gianmarco, sei certamente uno dei più giovani imprenditori del mondo del padel. Com’è nata l'idea di investire in questo progetto?
fossimo noi i clienti, dove vorremmo giocare? La risposta era: “In un ambiente confortevole, in ogni periodo dell'anno”. Per questo abbiamo realizzato un impianto di riscaldamento in grado di mantenere i campi a una temperatura costante e gradevole, evitando gli sbalzi termici che spesso si riscontrano in altre strutture. Un impianto in grado, con la climatizzazione, di garantire la giusta temperatura anche nei mesi estivi. Si tratta di investimenti molto importanti e onerosi, soprattutto considerando l'incidenza dei costi energetici, ma riteniamo che oggi il comfort non sia un lusso, bensì una parte integrante della qualità del servizio. Abbiamo voluto progettare un centro mettendo al primo posto il benessere dei giocatori. Siamo convinti che siano proprio questi dettagli a fare la differenza.
L'idea è nata subito, dopo averlo conosciuto nel 2021. Quasi naturalmente ho iniziato a immaginare un progetto che potesse distinguersi, con l'obiettivo di creare un luogo in cui le persone potessero sentirsi a casa prima, durante e dopo la partita, mettere il giocatore al centro, curando qualità dei campi ma anche l'accoglienza e tutti quegli aspetti che rendono piacevole il tempo lì trascorso. La ricerca della location giusta è durata circa un anno. Nel 2022 la soluzione ideale è questa, e abbiamo deciso di dare vita a O2 Padel. Da allora continuiamo a crescere e a migliorare la struttura, con l'obiettivo di offrire un'esperienza sempre più completa.
Avete indirettamente anche sovvertito il comportamento emerso in un recente
Hai consolidato già un’esperienza di quattro anni, con una costante crescita
disponibili per raggiungere un centro sia non superiore ai 20-25 minuti. Qui,
anche nei ricavi.
come dicevamo sopra, avete una clientela che vi raggiunge anche da più
Credo che questo risultato sia anche frutto dei continui investimenti che abbiamo fatto nella struttura, nei servizi e nell'innovazione per offrire sempre un'esperienza di qualità. Continueremo a investire e, qualora si presentassero opportunità, valuteremo anche un'espansione del progetto.
lontano .
sondaggio, nel quale risultava che il tempo massimo di percorrenza che si è
Quali sono i costi di maggiore incidenza nella gestione e in quanti anni avete previsto di pareggiare gli investimenti nelle strutture?
I costi principali sono sicuramente il personale, l'energia e la manutenzione. Gestire un centro padel significa investire costantemente, non solo nella qualità degli impianti, ma anche nei servizi e nell'esperienza offerta. Un aspetto che spesso viene sottovalutato è la manutenzione. In O2 dedichiamo grande cura sia alla pulizia quotidiana, compresi i vetri dei campi, sia alla manutenzione degli impianti. Ogni sei mesi eseguiamo interventi straordinari come la sanificazione dei tappeti, la spazzolatura delle fibre, il controllo e il ripristino della sabbia eccetera. Offrendo le migliori condizioni di gioco e soprattutto, la sicurezza per i giocatori. Per quanto riguarda il break-even, posso dire che, fin dall'inizio, abbiamo scelto di privilegiare una crescita costante rispetto a un ritorno economico immediato. I continui investimenti citati, sono espressione di questa politica. Consapevoli che questa scelta avrebbe richiesto tempi più lunghi di ritorno, ma convinti che fosse il modo migliore per costruire un progetto solido, destinato a durare nel tempo e con un posizionamento coerente.
"Gestire un centro padel significa investire costantemente, non solo nella qualità degli impianti, ma anche nei servizi e nell'esperienza offerta" Ci pare che tu abbia centrato un paio di fattori verso i quali l’utenza ha
maggiore
sensibilità
(riduzione
dei prezzi e temperatura ottimale) e, al tempo stesso, in modo coerente con gli obiettivi alla base della tua filosofia di gestione. Al momento, per quanto riguarda i campi rinfrescati, siete l’unico caso nel circondario. Un servizio molto apprezzato, ma per questo anche una scelta coraggiosa, visto l’incremento dei costi energetici. Due
fattori
di
notevole
impatto
economico. Però funziona anche come strategia “pull”, con tanti padelisti che vi raggiungono anche da fuori.
È stata una scelta assolutamente voluta. Fin dall'inizio ci siamo posti una domanda molto semplice: se
Sì, è un riscontro che abbiamo avuto concretamente. Ci capita spesso di conoscere nuovi clienti che ci scelgono per la climatizzazione dei campi, pur avendo altri centri più vicini. Va anche detto che la città di Bergamo rappresenta un bacino molto importante da cui attingere. Non è così lontana e per arrivare qui non ci si scosta molto dai tempi che hai detto. Per noi tutto questo è motivo di grande soddisfazione, perché significa che quando si investe realmente nella qualità del servizio, le persone se ne accorgono e sono disposte anche a percorrere qualche chilometro in più, per un maggiore comfort. È la conferma che, nel lungo periodo, investire nella qualità e nel benessere dei clienti rappresenta sempre una scelta vincente.
"Abbiamo realizzato un impianto in grado, con la climatizzazione, di garantire la giusta temperatura anche nei mesi estivi. Si tratta di investimenti molto importanti e onerosi, soprattutto considerando l'incidenza dei costi energetici, ma riteniamo che oggi il comfort non sia un lusso, bensì una parte integrante della qualità del servizio" Avete provato a stimare l'impatto economico di questa scelta sui consumi energetici?
Per quanto riguarda i consumi, dai dati che abbiamo rilevato, nei periodi in cui la climatizzazione è in funzione il consumo di energia può arrivare a triplicare, se non addirittura quadruplicare, rispetto ai periodi in cui non viene utilizzata. Si tratta quindi di un incremento molto significativo, che incide inevitabilmente sui costi di gestione. Questa scelta, non sappiamo quanto voluta, indirettamente può segnare un solco importante tra l’O2 e concorrenti del bacino di attrazione. Presuppone disponibilità finanziaria o il decidere di allungare i tempi dei legittimi ritorni rispetto all’investimento. Una scelta, ribadiamo, non comune e coraggiosa. L’O2 di Brembate ha dimostrato lungimiranza unendo strategia e filosofia, centrando leve percepite di valore aggiunto, quali temperatura campi e fasce orarie con prezzi ridotti. Ma a proposito di leve pull, torneremo a parlare di O2 sul prossimo numero per la loro strategia sulla scuola, altrettanto interessante.
O&B Padel è un osservatorio specializzato nel marketing legato al padel. Effettua indagini e sondaggi mirati su mercati nazionali e internazionali, si occupa di definire bacini di attrazione per centri e accademie e propone stime di mercato e business plan dedicati. Chi volesse approfondire il nostro lavoro, può contattarci all'indirizzo mail: arosate@yahoo.com
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TORNEI
LA TAPPA DELL’ANNO Il P1 di Londra era forse l’appuntamento più atteso del Premier Padel 2026. Le aspettative non sono state deluse, in particolare per l’organizzazione fuori dal campo di Gabriele Marini
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La finale maschile tra Galán/Chingotto e Coello/Tapia
l torneo di Londra era uno di quelli cerchiati in rosso sul calendario di Premier Padel 2026, soprattutto per la visibilità all’interno di uno di quei mercati internazionali chiave per lo sviluppo di questo sport. Londra è indubbiamente la città più internazionale d’Europa, una sorta di New York in cui si intrecciano business, moda e opportunità di rete ove ovviamente il padel non poteva assolutamente mancare. Il torneo è stato un successo da ogni punto di vista. Innanzitutto la scelta della location ricaduta sull’Olympia Exhibition Center è stato un fattore determinante, con la maestosità delle volte ad arco e le suggestive vetrate che ricordano un po’ la stazione di Milano Centrale al cui interno sono stati sistemati cinque campi rigorosamente neri. Un altro punto forte è stata sicuramente l’area commerciale, tra le migliori viste di recente nel circuito con tante attività pensate anche per i più piccoli, con quasi tutti i marchi principali presenti e diversi punti ristoro. In generale, si respirava un’atmosfera di festa che è riuscita a pervadere persino il pubblico british, magari poco avvezzo alla “fiesta” spagnola che accompagna solitamente questo tipo di eventi.
A proposito delle attività collaterali, che hanno riempito la settimana: sono state un vero e proprio fiore all’occhiello di un’organizzazione che ha puntato deClaudia Fernández e Martina Calvo cisamente sull’esperienza per i fan. Oltre agli immancabili meet & greet a cui hanno partecipato Agustin Tapia, Arturo Coello, Aimar Goñi, Edu Alonso e tanti altri, c’erano diversi giochi di abilità apprezzatissimi da grandi e bambini, un’area disegno dedicata ai più piccoli e un paio di chicche che abbiamo avuto il piace-
In generale, si respirava un’atmosfera di festa che è riuscita a pervadere persino il pubblico british, magari poco avvezzo alla “fiesta” spagnola che accompagna solitamente questo tipo di eventi 28
re di provare, tra cui la possibilità di giocare tre punti su uno dei campi secondari contro i numeri 1 del padel britannico. Un’altra attività che ha avuto molto successo è stata il mini campo prenotabile gratuitamente per cinque minuti al cui interno era possibile giocare con amici e sconosciuti utilizzando palline di gommapiuma e racchette Nox, un’esperienza davvero divertente. La risposta del pubblico è stata importante per tutta la settimana fino al quasi sold out del weekend, in un crescendo di curiosità verso uno sport ancora poco conosciuto nel Regno Unito, ma destinato a diventare un trend consolidato nel tempo. In campo è stato spettacolo come sempre, con il tabellone maschile che ha visto andare in scena l’ennesima edizioL’Olympia Exhibition Center ne del “superclasico” Tapia/Coello vs Chingotto/Galán, mentre tra le donne Claudia Fernández e Martina Calvo hanno portato a casa il primo trofeo della loro storia, mostrando sprazzi di padel celestiale che hanno entusiasmato i tantissimi presenti.
Il bilancio di questa prima edizione del P1 di Londra è dunque ampiamente positivo con la location suggestiva, l’area commerciale e l’organizzazione generale sicuramente tra i fattori positivi di un torneo che ha ampi margini di crescita OLTRE L’EVENTO Ma Premier Padel non era l’unico evento in una città completamente invasa dal nostro sport preferito. Grazie alla collaborazione tra i maggiori circoli londinesi, infatti, è nata la London Padel Week, un programma coordinato di eventi, test racchette, tornei e party a tema che hanno permesso a migliaia di curiosi di avvicinarsi a quello che nel Regno Unito è decisamente un trend in forte crescita, sostenuto da numeri in rapida ascesa e da un entusiasmo facilmente percepibile in ogni situazione che abbiamo avuto modo di visitare. Il bilancio di questa prima edizione del P1 di Londra è dunque ampiamente positivo con la location suggestiva, l’area commerciale e l’organizzazione generale sicuramente tra i fattori positivi di un torneo che ha ampi margini di crescita. Peccato solamente per i pochi posti disponibili nei campi secondari, che hanno reso molto difficile vedere giocatori come Paquito Navarro, Martin Di Nenno, Aimar Goñi ed Edu Alonso dare spettacolo in uno di quegli appuntamenti che sicuramente diventeranno un grande classico del futuro nel massimo circuito mondiale.
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VISTO DAL COACH
IL MANUALE DEL BRAVO ALLIEVO Alcuni consigli per iniziare nel modo giusto un percorso di allenamento nel padel di Andrea Fierro
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ssere un maestro o istruttore non significa solamente entrare in campo con il cesto di palline e spiegare come si eseguono una serie di colpi. Insegnare uno sport significa entrare in relazione con una persona, capirne le capacità motorie, le aspettative, i punti di forza e le debolezze, e accompagnarla in un percorso di apprendimento completo. Per certi versi, il lavoro di un maestro di padel è molto simile a quello di un insegnante scolastico. Entrambi veniamo messi di fronte a persone con esperienze, caratteri e motivazioni differenti. E dobbiamo trovare il modo di trasmettere le nostre conoscenze, correggere gli errori, mantenere alta l'attenzione e, soprattutto, creare le condizioni affinché l'allievo possa migliorare. C'è però una differenza fondamentale: a scuola, almeno fino a un certo punto, lo studente deve esserci. Sul campo da padel invece, l’allievo sceglie volontariamente di esserci. Paga una lezione, e decide di affidare il proprio tempo libero a un professionista per migliorare. Qui nasce una grande responsabilità dell’allievo: se si sceglie di intraprendere un percorso con un maestro, bisogna anche essere disposto a lasciarsi guidare. E a dare la possibilità al maestro di essere tale. Attenzione quindi a non commettere questi errori, che alla lunga deteriorano il rapporto con l’insegnante. 1. Non prendere la correzione come una critica personale Il maestro non ti sta giudicando, ma sta analizzando il tuo modo di giocare per capire come aiutarti a migliorare. Se durante una lezione ti corregge dieci volte sulla stessa cosa, non significa che sei scarso. Significa che quella determinata situazione, colpo o abilità necessita ancora di lavoro e di ripetizione. Accettare una correzione senza sentirsi messi in discussione personalmente è una delle
qualità più importanti che un allievo possa sviluppare. 2. Non pretendere risultati immediati Il padel può essere uno sport molto gratificante perché quasi sempre permette di divertirsi fin dalle prime volte. Crea anche la pericolosa illusione di poter migliorare velocemente in tutto. Ricordo sempre a tutti i miei allievi che imparare o cambiare un gesto tecnico, migliorare il posizionamento in campo e imparare a leggere le situazioni di gioco richiedono tanto tempo ed esperienza. Un concetto che viene spiegato in cinque minuti può richiedere ore e ore di allenamento per essere affinato nella pratica. Se dopo poche ripetizioni dici al tuo maestro che “non funziona”, forse non hai ancora dato al tuo cervello e al tuo corpo il tempo necessario per imparare. 3. Non cercare continuamente il “maestro guru” Cambiare istruttore non è assolutamente un problema, anzi. Può essere utile conoscere metodologie diverse o trovare una persona più adatta alle proprie esigenze. Il problema nasce quando si cambia continuamente allenatore perché non si vedono i risultati sperati, magari senza avergli dato il tempo necessario per ottenerli. Fate attenzione, quindi, al tanto ricercato “maestro guru”, che nella maggior parte dei casi vi dirà probabilmente le stesse cose che vi aveva già detto quello precedente. 4. Non aggirare sempre i tuoi punti deboli Migliorare significa anche uscire dalla propria zona di comfort. Un esercizio difficile può essere frustrante e risultare anche noioso, ma è proprio perché ti sta mettendo alla prova su qualcosa che ancora non padroneggi che può portarti beneficio. 5. L'allenamento non finisce quando termina la lezione La lezione è il momento specifico in cui si acquisiscono nuove informazioni, si correggono gli errori e si sperimentano nuove soluzioni. Queste informazioni vanno però testate il prima possibile in partita e soprattutto in occasioni in cui il maestro non è presente per correggerti. Il maestro può indicarti cosa fare e come farlo, ma il vero miglioramento passa necessariamente attraverso la pratica continua, in ogni occasione. 6. Non trasformare la partita guidata in una sfida da vincere È una tipologia di lezione indispensabile per il miglioramento dei giocatori, ma che ho scoperto non essere diffusa ovunque. Per chi non la conoscesse, la partita guidata è una lezione dove il maestro, insieme a tre allievi, si sfidano in vari match solitamente cambiando spesso le squadre. Il maestro verifica quindi che i giocatori facciano scelte tattiche efficaci, che siano posizionati correttamente durante il gioco, che siano in grado di compiere tutti i colpi, e così via. L'obiettivo però non è vincere. Permetti al maestro di metterti in difficoltà e trova il modo di uscirne così da poter affrontare avversari sempre più forti. 7. Evita il continuo confronto con gli altri Il tuo vero avversario, durante un percorso di crescita, è il giocatore che eri ieri, la settimana o il mese scorso. Il confronto con gli altri deve essere uno stimolo, ma può diventare facilmente un ostacolo. Ognuno di noi ha caratteristiche, esperienze, capacità motorie e tempi di apprendimento differenti. Il compito del maestro non è rendere tutti uguali, ma aiutare ogni allievo a sviluppare il proprio potenziale. Ricordati che anche gli altri giocatori si allenano, non solo tu. Non è detto che un “gap” tra il tuo livello di gioco e quello del tuo acerrimo nemico sia colmabile dopo una clinic a Madrid. Più il livello di gioco è alto, più ci vuole tempo, perseveranza e precisione per superare gli avversari.
Seba Nerone con Gemma Triay
ANDREA FIERRO Sono nato e cresciuto sui campi da tennis a Milano, grazie alla passione di mio padre per questo sport, diventando la mia professione intorno al 2005. Ho maturato molte esperienze all'estero (USA, UK, Spagna) lavorando anche nella prestigiosa Academia Sanchez-Casal di Barcellona. Proprio qui ho iniziato a giocare a padel per divertimento, senza sapere che da lì a pochi anni sarebbe diventato il mio lavoro una volta tornato in Italia. Sono Maestro Nazionale di padel della FITP e ricopro la posizione di direttore tecnico di STARPADEL con sede a Legnano.
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L ' A N G O LO D E L M E N TA L C O A C H
Coki Nieto
Martina Calvo
LA VERA PARTITA È NELLA TUA TESTA Il dialogo interiore è silenzioso, ma costante. E ci accompagna in ogni momento. La vera differenza sta nella qualità del pensiero e di come formuliamo le nostre espressioni di Marcello Ferrarini
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l dialogo interno, ossia le parole che sussurriamo mentalmente a noi stessi e spaziano nella nostra testa durante un allenamento o una partita, diventano uno strumento di performance. In psicologia dello sport questo fenomeno viene indicato con il termine self-talk, ovvero il dialogo che una persona intrattiene con sé stessa attraverso pensieri o verbalizzazioni rivolte alla propria azione e alla propria esperienza emotiva. La letteratura scientifica e le ricerche condotte sostengono che il dialogo interiore non può essere condensato semplicemente con l’assunto “pensare positivo = giocare meglio”. È un concetto molto più articolato, che comprende pensieri e verbalizzazioni con funzioni istruttive, motivazionali, cognitive ed emotive, che aiutano ogni atleta a orientare il proprio comportamento e a mantenere il focus sul compito. Una meta-analisi condotta su 32 studi ha rilevato effetti positivi degli interventi di self-talk sulla prestazione sportiva, sottolineando quindi l’importanza di allenare adeguatamente anche questa abilità, anziché limitarsi a utilizzare occasionalmente mere frasi motivazionali. Questo orienta una prospettiva utile anche per un giocatore di padel: non si tratta di avere una mente sempre positiva, ma di imparare a utilizzare un dialogo interno funzionale a ciò che la situazione richiede. La domanda da porsi non è soltanto “cosa penso?”, ma soprattutto: “Quello che mi sto dicendo mi aiuta a giocare meglio questo punto?”. Quindi non basta eliminare per quanto possibile i pensieri negativi, ma capire se quel dialogo risulti funzionale alla situazione. ALLEATO O NEMICO? Nel padel, infatti, prima ancora di parlare con il proprio compagno, ogni giocatore parla continuamente con sé stesso, commentando ciò che è appena successo. Si tratta di un dialogo spesso silenzioso, quasi invisibile, che accompagna ogni fase della prestazione: prima di servire, durante lo scambio, dopo un errore, nei momenti di pressione e quando il risultato sembra prendere una direzione precisa. In questo ambito, esiste un linguaggio e pensiero di tipo tecnico-tattico. “Devo stare più basso”, “non devo aprire troppo”, “dobbiamo attaccare di più”, “ma che palla ho giocato?”, “quella volée era facile”, e un dialogo interno motivazionale o anticipatorio come: “Non sbagliare”, “stai calmo”, “pazienza prima di attaccare”, “adesso dobbiamo recuperare”. Pensieri difformi, con funzioni molto diverse, che possono comparire nel giro di pochi secondi se non istanti. Alcune vengono pronunciate a voce alta, altre rimangono infossate nella nostra mente. Spesso non ce ne accorgiamo nemmeno: fanno parte del rumore di fondo della prestazione. Eppure quel rumore non è neutro, ma si tratta di un dialogo interno che può diventare un prezioso alleato della prestazione oppure trasformarsi in uno dei suoi principali ostacoli. Bisogna capire, tuttavia, quali di questi pensieri aiutano la prestazione e quali la sabotano. E arrivare a una domanda molto concreta: “Cosa mi dico quando gioco?”. Ecco che nella pratica un buon esercizio è quello di registrare, soprattutto dopo una
partita, alcune delle frasi che ogni giocatore ricorda di essersi detto e analizzarne l’effetto sulla prestazione. Nel padel, dove ogni punto richiede rapidità decisionale, adattamento e capacità di rimanere presenti, imparare a riconoscere come ci parliamo può essere importante quasi quanto imparare a colpire bene una bandeja o uno smash. Uno degli errori più frequenti quando si parla di preparazione mentale è pensare che l’obiettivo ultimo sia “non pensare”. In realtà, durante una partita non è possibile svuotare completamente la mente. Pensieri, immagini, valutazioni e sensazioni continueranno a comparire. L’obiettivo analitico del mental coaching non è quindi eliminare il dialogo interno, ma renderlo funzionale alla prestazione. Un giocatore, per esempio, può commettere un errore e pensare: “Come ho fatto a sbagliare una palla del genere?”. Oppure: “Ho sbagliato la scelta. La prossima volta torno sulla soluzione semplice.” In questa analisi l’errore tecnico di fondo è il medesimo. La situazione di punteggio è la stessa. Tuttavia, il secondo pensiero contiene un’informazione utile per il punto successivo, mentre il primo tende a riportare il giocatore sul punto precedente e ad alimentare il giudizio. La differenza non sta quindi nel fatto che uno dei due giocatori pensi e l’altro no. Sta nella qualità del pensiero della voce. A volte può osservare: “L’avversario sta iniziando a giocare più profondo”. Oppure orientare: “Giochiamo una palla alta e torniamo a rete”. Può certamente motivare: “Continuiamo a spingere”. Ma può anche giudicare: “Stai giocando malissimo”. Si può essere severi con stessi, oppure giudicarsi in modo da produrre una soluzione. Dire a sé stessi “sto giocando malissimo” non spiega cosa fare nel punto successivo. Anzi, spesso sposta l’attenzione dalla situazione di gioco alla propria identità di giocatore. È una differenza sottile, ma fondamentale. Frasi come “Ho sbagliato tre bandeja” descrivono un comportamento, mentre “Non sono capace di fare la bandeja” definisce la persona. Nel primo caso esiste un problema che può essere affrontato. Nel secondo si crea un’etichetta. Nel padel, questa distinzione può diventare decisiva soprattutto quando il livello di pressione aumenta e la sfida anche con noi stessi entra nel vivo. SAPER UTILIZZARE LE PAROLE È chiaro che le parole che utilizziamo modificano l’attenzione e ogni frase che formuliamo indirizza la nostra concentrazione verso qualcosa. Concludendo, il punto cardine sta nel sapere utilizzare delle espressioni chiave che orientino l’applicazione verso ciò che possiamo effettivamente e realmente fare, diventando nell’immediato veri e propri ancoraggi attentivi, senza essere autotrasportati nel passato o nel futuro, proprio nel momento in cui l’unica nostra necessità è quella di rimanere concentrati nel presente. Ecco che utilizzare validi strumenti di self-talk ci permette di evitare ogni volta di entrare in campo con un compagno invisibile: noi stessi!
MARCELLO FERRARINI Sono Maestro Nazionale di Padel e Istruttore di Pickleball FITP e collaboro con club di padel tra Modena e Reggio Emilia. Ricopro l’incarico di Fiduciario Territoriale Padel nel Comitato Regionale Emilia Romagna. Ho la qualifica Instructor Professional PCR-Padel Coaches Registry, avendo conseguito l’International Padel Certification e frequentato clinic e corsi di formazione per l’insegnamento agonistico, over, under, fisico-motorio e mentale. Laureato in Scienze e Tecniche Psicologiche, ho sviluppato Padel Player Program - ilpadel.org, un progetto didattico di programmazione strategica multilaterale e mental coaching in campo, nonché percorsi speciali rivolti a bambini e ragazzi DIR.
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INTERVISTE
“È INIZIATA PER DIVERTIMENTO” E poi è diventato un lavoro vero. Content creator, organizzatori di tornei, punto di riferimento per gli ex calciatori con la racchetta sempre in mano. Alessandro Crippa e Francesco Po, in arte QuellidelPadel, si raccontano in questa intervista di Daniele Pansardi
Da sinistra: Alessandro Crippa, Luca Toni, Francesco Totti e Francesco Po
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Francesco Po e Alessandro Crippa
IL PADEL È UNA LIVELLA Nel corso degli anni, i video simpatici su Instagram sono diventati una piccola parte dell’impegno di Alessandro e Francesco. “L’organizzazione degli eventi e dei tornei, che siano amatoriali o con personaggi famosi, è l’aspetto che ci impegna maggiormente”, ci spiegano i due. QuellidelPadel è diventato rapidamente il punto di riferimento di una categoria che nel padel ha trovato una seconda giovinezza, o forse il buen ritiro perfetto: gli ex calciatori. Che se nel corso della carriera sembravano intoccabili e lontani dalla gente comune, ora diventano improvvisamente persone alla portata di tutti. Il padel come la livella di Totò: azzera tutte le differenze sociali e di status. “Il nostro segreto è non rompere mai loro le scatole”, spiega Alessandro. “Quando lavoriamo, siamo sempre seri”. Un atteggiamento che li ha portati a curare per esempio l’organizzazione sportiva e i social del Grand Slam Padel Show, in cui 24 ex calciatori (tra cui Toni, Totti, Candela, Papu Gomez e Amoruso) si sfidano in un circuito a tappe da nove appuntamenti più un Master finale. Oppure ad affiancare Gabriele Conrotto nella Gundu Padel Cup alle Maldive (di cui abbiamo parlato nei numeri precedenti). Sfruttando le rispettive lauree (Francesco in matematica, Alessandro in ingegneria gestionale), i due stanno anche lavorando allo sviluppo di gestionali che possano servire all’organizzazione di eventi e tornei e all’amministrazione di un centro. Lo schema all’interno della coppia è consolidato, come Chingotto e Galán. “Francesco è la parte più estrosa e creativa del duo, io Il primo vero torneo organizzato da QuellidelPadel è stato nel 2021, al Country di cerco di rendere tutto realizzabile”, ci dice Alessandro. “Siamo complementari, e Paderno Dugnano, con 130 persone; nello stesso anno sono stati invitati da Demetrio questo ci rende molto affiatati”. Oltre al Gran Slam Padel Show, questa intesa ha permesso ai ragazzi di organizzare tra le altre cose il Web Padel Tour, con 10 inAlbertini al City Padel Milano (antenato dell’attuale Golden Goose Arena) per giocare con Juan Lebrón, all’epoca numero uno al mondo. “E se questo era il biglietto fluencer a sfidarsi in un format unico e a collaborare con del Milano Premier Padel d’ingresso, allora aveva senso davvero metterci la testa e farlo diventare un impegno e del Luxury Padel Open e a diventare le voci di Red Bull TV per le telecronache del vero a tempo pieno”, dice Francesco. “Dal 2021 abbiamo cominciato a collaborare Premier Padel (insieme a Ematoshi). “Red Bull era presente durante il Web Padel con Juggle Padel, a Somma Lombardo, dove si allenava Tolito. Con lui abbiamo reaTour e ci avevano notato anche per la trasmissione legata al padel sulla Bobo TV. lizzato dei contenuti spettacolari, che ci hanno permesso di alzare davvero l’asticella”. Volevano una telecronaca più giovane e fresca, ci divertiamo molto”. Un divertimenE di diventare riconoscibili al pubblico. “In to che a volte può diventare il rischio del QUELLIDELPADEL occasione del primo torneo di Premier mestiere. “In alcune occasioni dimentico Padel a Milano, un ragazzo dalla Sicilia ci di guardare l’orologio”, confessa AlessanInstagram: +30k follower ha chiesto ‘ma voi siete QuellidelPadel? dro. “Ma bisogna ricordarci che parliamo Servizi: contenuti social, eventi e tornei, consulenza aziendale Ci dobbiamo fare una foto!’. Per questa del nostro lavoro a tutti gli effetti. Serve il Organizzazione eventi: Web Padel Tour, Grand Slam Padel Show persona eravamo qualcuno. Personalgiusto pragmatismo”. Efficacia e gestioCollaborazioni: Gundu Padel Cup, Luxury Padel Open, The Juggle Padel, mente ha lasciato un segno”, ha aggiunto ne prima di tutto, esattamente come su Milano Premier Padel, Red Bull, Bobo TV, Tesla, Murat4All Francesco. un campo da padel.
ono quelli che predispongono i tornei, quelli dei contenuti social virali, dell’organizzazione di eventi speciali con vip ed ex calciatori. Anche quelli delle consulenze per aziende e centri. Sono QuellidelPadel, presenti sui vostri schermi e nei vostri club preferiti dal 2020. Per Alessandro Crippa e Francesco Po, fondatori del progetto, la pagina Instagram era nata per divertimento, un grande classico del mondo dell’intrattenimento nel periodo Covid. Come vedremo, il passatempo è sfuggito di mano anche piuttosto velocemente. “Volevamo ironizzare sulle situazioni che si creavano nel corso di una partita, per uno sport di fatto appena arrivato in Italia e in forte crescita, e portare leggerezza in un periodo complicato per tutti”, ci raccontano i due monzesi classe 1997, che prima di entrare tra le pareti di vetro calcavano gli stessi campi da tennis. Una tipica transizione da uno sport di racchetta all’altro, come accaduto a centinaia di migliaia di persone. Ma con una grande differenza: Alessandro e Francesco sono riusciti fin da subito a riempire uno spazio che sul mercato si stava appena creando, non solo sui social. Il progetto QuellidelPadel è uscito presto dall’universo mematico per affacciarsi a quello degli eventi, e proprio in occasione di un torneo organizzato in Veneto i due si sono accorti di poter dare una svolta alla loro vita. “È stata la prima volta in cui abbiamo capito il potenziale della nostra piattaforma”, racconta Alessandro. “Eravamo al tavolo con Marco Materazzi e Gianluca Zambrotta e personalmente mi sono detto ‘ma cosa ci faccio qua’?”.
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NON LIMITARTI A GIOCARE. RESISTI. Presentiamo Endure. Progettato per i giocatori che richiedono controllo preciso, maneggevolezza e sensibilità per rendere al meglio sotto pressione. PRENDI IL CONTROLLO CON ENDURE V1
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padeLegal pillole di padel e diritto
LA DIFFICILE CONVIVENZA TRA CAMPI E FASCIA DI RISPETTO CIMITERIALE Il TAR piemontese si esprime sulla questione della prossimità tra centri sportivi e aree a funzione sepolcrale, anche sotto il profilo acustico di Andrea Farano, avvocato in Milano
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utti i giocatori di padel sono consapevoli di quanto l’allocazione sul territorio di un circolo incida sull’appetibilità dei suoi campi: in altre parole, l’ubicazione del club è senza dubbio un fattore primario nel decretarne o meno il successo, condizionando la fedeltà dell’utente a una specifica insegna. Eppure, i vincoli e le normative restano spesso elementi alieni alle valutazioni del grande pubblico e, di fatto, possono influenzare il percorso di un imprenditore sportivo, determinando la scelta preferenziale, in ipotesi, per uno specifico terreno ai margini dell’abitato, piuttosto che di un capannone sito in zona industriale. Partendo da questa (financo banale) dicotomia, particolare interesse ci ha destato la sentenza in commento, che quindi sottoponiamo al nostro attento pubblico: è la prima volta, infatti, che ci troviamo di fronte a una pronuncia che tratta il rapporto tra le strutture dedicate al padel e lo specifico regime urbanistico che attiene alle aree a vocazione cimiteriale.
L’ANTEFATTO E LE RAGIONI DEL RICORSO Nel marzo 2022 la società affittuaria del terreno ove sorge il Tennis Club Chamois (area di proprietà del Comune di Bardonecchia), presentava al Comune stesso un’istanza per poter sostituire un campo da tennis con due da padel. Ottenute le prescritte autorizzazioni e realizzate le opere come assentite, la titolare del circolo comunicava al Comune la propria intenzione di rinnovare il contratto di affitto ma, nonostante varie interlocuzioni, il contratto non veniva confermato, terminando nel successivo aprile 2024. Sul punto, il Comune giustificava il diniego all’istanza sostenendo, tra le altre motivazioni, che l’area concessa in affitto ricadesse nella cosiddetta “fascia di rispetto cimiteriale”. Pertanto, l’attività sportiva – tennis e padel, nello specifico – sarebbe risultata incompatibile con la classe acustica (I) di riferimento dell’area in questione: da qui, il conseguente ordine impartito di riconsegnare il terreno già occupato dall’impianto. Avverso i richiamati atti e provvedimenti il soggetto gestore del club ha promosso giudizio di impugnazione dinnanzi al competente Tribunale Amministrativo, sulla scorta di molteplici ragioni. Nello specifico - e per quanto oggetto di maggiore attenzione in questa sede - la ricorrente ha dapprima evidenziato come nei trent’anni precedenti l’Amministrazione comunale avesse ritenuto che l’esistenza degli impianti sportivi in parola entro la fascia cimiteriale di 50 metri non integrasse una violazione delle previsioni urbanistiche, né della disciplina prevista dall’art. 27 della Legge Regionale n. 56/1977 (recante “Disposizioni in materia di pianificazione, programmazione, tutela, conservazione, trasformazione, a scopi insediativi, residenziali e produttivi commerciali e turistico-ricettivi” del territorio piemontese). Per la stessa ragione, continua la ricorrente, neppure il parere della Regione – incentrato sulla tutela della tranquillità dei luoghi di sepoltura, e sul rispetto della classe acustica – sarebbe stato ostativo al rinnovo del contratto, posto che la fascia I comprende attività come le “aree destinate allo svago” e i “parchi pubblici”, che, sempre a suo dire, non si differenzierebbero dai campi da padel con specifico riferimento al rumore prodotto. Infine, a quanto sopra si aggiungerebbe che l’art. 338, comma 5, del Regio Decreto n. 1265/1934 consentirebbe al Comune, previo parere favorevole della competente azienda sanitaria locale, la riduzione della zona di rispetto in caso di realizzazione di attrezzature sportive, mentre il provvedimento impugnato si limiterebbe a sancire l’impossibilità di contenere la fascia di rispetto, in virtù del disposto dell’art. 27-ter della richiamata Legge Regionale, senza però valutare tale facoltà.
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LA DECISIONE DEL TAR Il Tar del Piemonte, prima sezione, con la sentenza n. 1250 del 4 giugno 2026 ha rigettato, nel merito, il ricorso della società interessata, per l’effetto confermando la validità dei provvedimenti comunali impugnati. Il Giudice ha dunque avvalorato la tesi della pubblica amministrazione, richiamando la puntuale applicazione del Regio Decreto n. 1265/1934. Secondo il Tribunale, infatti, il vincolo cimiteriale determina “un regime di inedificabilità ex lege e integra una limitazione legale della proprietà a carattere assoluto e non consente in alcun modo l’allocazione sia di edifici, sia di opere incompatibili con il vincolo medesimo, e ciò in considerazione dei molteplici interessi pubblici che la fascia di rispetto intende tutelare, quali le esigenze di natura igienico-sanitaria, la salvaguardia della peculiare sacralità che connota i luoghi destinati alla sepoltura e il mantenimento di un’area di possibile espansione della cinta cimiteriale”. La situazione di inedificabilità può quindi essere rimossa solo in ipotesi eccezionali e, comunque, solo per considerazioni di interesse pubblico (nonché in presenza delle condizioni specificate dal comma 5 dell’art. 338 R.D. n. 1265/1934). Tuttavia - proseguo il Giudice - trattasi di una disposizione “di stretta interpretazione che non presidia interessi privati”, quali possono invece intendersi quelli del Tennis Club, “e opera in relazione a specifiche domande edificatorie, nel senso che l’autorizzazione eventualmente rilasciata è frutto di una valutazione caso per caso e non può mai costituire la base legale di un’autorizzazione a costruire in futuro nella fascia di rispetto”. Venendo alla questione delle immissioni sonore astrattamente imputabili alle strutture sportive, in rapporto alle peculiarità della zona sepolcrale limitrofa, secondo il TAR dagli atti di causa sarebbe emerso che gli attuali campi collocati a circa 5 metri dal muro di cinta cimiteriale non sono "conformi né al rispetto della tranquillità e del decoro dei luoghi di sepoltura, e neppure alla classe acustica I nella quale giace l’area del cimitero", come attestato dal parere regionale sulla Variante generale del P.R.G.C.. Ebbene, tale apprezzamento sarebbe stato legittimamente fatto proprio del Comune al momento dell’adozione del provvedimento impugnato, ben potendo l’Amministrazione accertare la compatibilità dell’attività sportiva rispetto alla sacralità del luogo; di conseguenza, non sussisterebbero le ipotesi derogatorie previste dall’art. 27 della L.R. n 56/77. Infine, secondo il Tribunale anche le stime circa la criticità acustica dell’attività, evidenziata sia dalla Regione che dal Comune, appaiono immuni da censure di ordine logico “posto che le asserzioni delle ricorrenti, secondo cui l’amministrazione avrebbe effettuato una valutazione errata in quanto l’impatto acustico pressoché nullo, ossia del tutto analogo a quello generato dagli utenti dei parchi giochi per bambini o dei parchi pubblici generalmente intesi, sono meramente asserite e non supportate da alcun dato o misurazione”. LA POSIZIONE DEL CONSIGLIO DI STATO Dinnanzi alla concreta prospettiva di dover rilasciare l’area oggetto della conclusa locazione, la società sportiva ha impugnato la citata sentenza presso il Consiglio di Stato. Tuttavia, il Giudice di secondo grado non ha ritenuto che la pronuncia fosse affetta da vizi tali da giustificarne la sospensione dell’efficacia in via cautelare, respingendo quindi l’appello. La vicenda non è ancora definitivamente conclusa, e contiamo di tenervi aggiornati.
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