“Il padel ha nella forza di aggregazione una delle chiavi del proprio successo”
L'intervista
A PAOLO BATTACCHI pag 42 34 24 16 14
FOCUS PRODOTTO
28 SOLAR, AURORA E HORIZON DI HIROSTAR
29 HURAKN TEAM 2023 DI WILSON
29 JET PREMURA 2 DI BABOLAT
WHAT'S NEXT?
30 LA COLLEZIONE DI UYN
30 ATOMIK E OXYGEN DI MUNICH
FOCUS CENTRI
32 URBAN PADEL DI CASTELFRANCO VENETO (TV)
34 COLORS PLAY DISTRICT DI MONTESILVANO (PE)
FOCUS ON
36 PADELAB CONSULTING, UN LABORATORIO DI SOLUZIONI
FOCUS SERVIZI
38 ECOVER: “IL PADEL È UNO SPORT INDOOR”
IO APRO PERCHÉ
40 WORLD PADEL STORE DI MILANO
EVENTI
42 VENETO PADEL CUP, UN BIS STELLARE PREMI
44 ITALIAN PADEL AWARDS PEOPLE
45 COPPIE IN MOVIMENTO COMMUNITY 46 PADEL SOCIETY
BEATA GIOVENTÙ
di Benedetto Sironi
Come le persone, anche gli sport hanno in qualche modo un’età e un loro percorso di crescita che li porta a evolversi con il tempo. Se dovessimo considerare strettamente l’anno di nascita riconosciuto del padel (il 1962, quando il messicano Enrique Corcuera involontariamente ne gettò le basi), potremmo forse pensare che sia in qualche modo avviato verso una parziale maturità. Certo, non sono i circa 150 anni del tennis moderno o del calcio, ma 60 anni non sono comunque pochi per una disciplina sportiva. Tuttavia, pensando alla prima vera reale diffusione del padel, soprattutto in Spagna e Argentina prima e in altri mercati poi, dovremmo più correttamente attribuirgli un’età a cavallo tra fanciullezza, adolescenza e gioventù. Ne abbiamo avuto conferma da alcune analisi e approfondimenti, oltre che da esperienze dirette vissute nelle scorse settimane. Una ricca selezione di tutto ciò è confluita in questo terzo e assai ricco numero di Padelbiz, che chiude le uscite 2022 e vi dà appuntamento al 2023, quando assumerà una periodicità quasi mensile (9 i numeri previsti).
Prendiamo per esempio in esame l’argomento dati di mercato. Fondamentale per comprendere correttamente contorni, dinamiche e prospettive di un settore. Possiamo dire che c’è talvolta una certa confusione a riguardo, nonché statistiche contrastanti. Ha in parte sorpreso, per esempio, lo studio di Banca Ifis sul padel reso noto a inizio novembre, secondo il quale il giro d’affari complessivo dell’intero settore sarebbe stato di 554 milioni di euro nel 2021, mentre dovrebbe sfiorare i 700 milioni alla fine di quest’anno tra ricavi derivanti dal noleggio dei campi, investimenti per la costruzione per nuovi impianti sportivi e vendita di prodotti, in particolare racchette: sarebbero poco meno di 180.000 quelle vendute nel 2019, 310.000 nel 2020, più di 700.000 nel 2021 e 880.000 a consuntivo 2022.
Sono proprio i numeri relativi a quest’ultima voce a essere messi in discussione da alcuni importanti player del mercato, i quali hanno rivelato in esclusiva a Padelbiz come dati e stime in loro possesso parlino di cifre quasi da dimezzare. Una puntualizzazione degna di nota, sulla quale non mancheremo di tornare con approfondimenti, analisi e inchieste a partire dal prossimo numero. Veniamo poi al tema fiere. Tra l’esperimento poco riuscito del Padel Expo di Stoccolma (come constatato di persona dai nostri inviati), c’è attesa per verificare il bilancio dell’area padel a ISPO di Monaco
(28-30 novembre). Ma soprattutto per il Padel Trend Expo di Milano (13-15 gennaio), che dopo spostamenti di date e location pare aver imboccato la strada giusta. Non a caso anche noi saremo media partner di questo atteso evento. Anche se rimane da capire la validità della formula e quale sarà l’adesione dei marchi (a oggi alcuni big paiono ancora incerti sulla partecipazione). Mentre secondo i rumors sarebbe annullata l’edizione romana di Padel Expo prevista per il 20-22 gennaio. Vedremo se le comunicazioni ufficiali confermeranno o smentiranno.
Concludiamo parlando dei circuiti internazionali e degli atleti. Prosegue la disputa tra WPT e Premier Padel, anche se gli ultimi sviluppi paiono riportare un po’ più di serenità e pare ci sia la ricerca di un punto di incontro tra le due realtà, nell’interesse dell’intero settore e dei giocatori. A proposito di questi ultimi. Abbiamo avuto l’opportunità di incontrare e intervistare di persona e in esclusiva nel giro di pochi giorni due “numeri uno” mondiali, entrambi spagnoli: Juan Lebrón e Ariana Sánchez. Trovate nelle prossime pagine tutti i contenuti a riguardo. Oltre a colpirmi molto come persone per vari e anche differenti motivi, c’è una cosa apparentemente secondaria che mi ha sorpreso parlando con loro. Nessuno dei due parla di fatto l’inglese. Circostanza che sarebbe quanto meno improbabile e insolita per dei numeri uno in altri sport.
Da questo fatto, oltre che da tutto quello di cui abbiamo parlato in precedenza, nasce una considerazione forse tanto ingenua quanto non scontata e corretta: ossia che senz’altro è necessario e doveroso che il settore padel si strutturi meglio sotto vari punti di vista per consolidare e idealmente anche accrescere la propria visibilità. Ma è altresì vero che una parte del suo contagioso fascino alberghi proprio in questa sua assenza di troppe sovrastrutture, nelle poche “barriere all’ingresso”, nella sua estrema socialità, nel suo essere più scanzonato e “easy” di altri sport. Nel suo rivelarsi, mi spingo a dire, talvolta ancora quasi più gioco che uno sport. In fase di crescita, certo, ma ancora in un’età scanzonata, sincera, spontanea, senza troppe preoccupazioni e rigidità (se non quelle di alcune racchette). Ecco perché, pur in un doveroso e inevitabile percorso verso l’età matura, sarebbe comunque bello che non perdesse mai la contagiosa, benefica, corroborante energia di una… beata gioventù.
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*World Padel Tour #1 in 2019, 2020, 2021, 2022. TEAM BABOLAT PRO PLAYERS MAY PLAY WITH A CUSTOMIZED OR DIFFERENT MODEL THAN THE EQUIPMENT DEPICTED
Juan Lebrón
World #1 Padel Player*
NORD
SPECTOR PADEL HOUSE:
INAUGURATO UN CENTRO A VENEZIA
Lo Spector Padel House ha aperto un centro sportivo a Venezia lo scorso 9 novembre. È situato a Mestre, a pochi passi dalla stazione e dal campus scientifico Cà Foscari, e conta cinque campi indoor. Si tratta del decimo impianto aperto sotto il brand SPH, dopo quelli già presenti a Milano (tre), Firenze, Livorno, Fano, Napoli, Pescara e Varese. La nuova House è il risultato di un più ampio progetto di riqualificazione urbana e sociale. Il centro è nato su un’area di 1800 mq (per circa 10 metri di altezza).
ANTONIO CASSANO COSTRUIRÀ DEI NUOVI CAMPI A GENOVA
Antonio Cassano costruirà degli impianti di padel nella zona di Valletta Puggia, ad Albaro, quartiere residenziale di Genova. L’ex calciatore avrebbe scelto dei terreni di sua proprietà per portare avanti il suo progetto. Il comune ha confermato la notizia e si è mostrato favorevole a un intervento di riqualificazione del genere nel capoluogo ligure, dove la domanda di strutture in cui giocare è in aumento da parte degli utenti. La data di inizio dei lavori non è stata ancora resa nota.
LA PADEL TRENTO ARENA PER RIQUALIFICARE UNA PARTE DELLA CITTÀ
A fine ottobre a Trento è stata inaugurata la Padel Trento Arena. Si tratta di un progetto ideato da Massimiliano Pisetta, che grazie alla creazione di una start up è riuscito a raccogliere gli investimenti necessari. Al momento, i campi disponibili sono quattro, inseriti all’interno di un’area di circa 8mila metri quadrati. L’Arena fa parte di un piano di riqualificazione di una parte di territorio cittadino nella frazione Vela, con l’obiettivo di renderlo un fulcro di socialità, incontro e rigenerazione. Al suo completamento, la Padel Trento Arena vedrà un totale di sette campi coperti.
A BUCCINASCO È NATA
LA MC2 PADEL ARENA
Si chiama MC2 Padel Arena il nuovo club nato a Buccinasco, in provincia di Milano, e offre sei campi panoramici di ultima generazione, corsi per bambini e adulti, lezioni, tornei ed eventi. Si tratta di un progetto di Olimpia Energy Padel e fa parte di un network di altri cinque circoli in Toscana e in Sardegna. Il club è dotato di ampi spazi immersi nel verde con campi all’aperto in primavera ed estate, e coperti e riscaldati con un pallone pressostatico di ultima generazione in autunno e inverno. Sono dotati infatti di una copertura amovibile che consente di giocare all’aperto nei mesi più caldi e al chiuso durante l’inverno
BOVES PADEL CLUB, APRE IL PIÙ GRANDE CENTRO INDOOR DEL CUNEESE
Inaugurato lo scorso 8 ottobre, Boves Padel Club, a Boves, rappresenta la struttura più grande interamente indoor del cuneese. Con i suoi 4.000 metri quadri, aree relax e co-working, snack e warm up, quattro campi da padel di ultima generazione e due innovativi multisport (badminton, calcio tennis e volley), il centro è aperto a persone di tutte le età, livello o preparazione. L’idea del progetto è quella di dare vita a un ambiente accogliente e dinamico che stimoli la voglia di incontrarsi e trascorrere del tempo in buona compagnia. Particolare attenzione sarà rivolta ai più piccoli ed ai ragazzi, con iniziative sportive ed altre complementari.
ANCHE FIRENZE
HA LA SUA SPECTOR PADEL HOUSE
CENTRO
Inaugurata lo scorso ottobre l’8 ottobre, la nuova sede toscana sorge all’interno del centro sportivo polivalente Hidron di Campi Bisenzio (FI), in collaborazione con Tennis 2M. La struttura conterà sette campi da padel. La Spector House di Firenze è aperta sia agli amatori che ai professionisti che possono giocare sui nuovissimi campi Italian Padel e, allo stesso tempo, godere di servizi di elevata qualità: aree relax, spogliatoi, punti ristoro, palestre e piscina dove i coach Spector gestiscono l’attività sportiva e didattica.
IN ARRIVO UN NUOVO POLO SPORTIVO NEL CAPOLUOGO TOSCANO
Il via libera della giunta di Palazzo Vecchio per l’avvio dei lavori di un nuovo polo sportivo per la zona di Rovezzano e Varlungo a Firenze è arrivato lo scorso settembre. In base al regolamento urbanistico vigente, per caratteristiche e localizzazione l’area risulta adeguata a ospitare un impianto sportivo da realizzare con demolizione e ricostruzione. Nel dettaglio, l’area ovest ospiterà ingresso, parcheggi, campi da tennis e padel, tennis club con bar, negozio, palestra e magazzino mentre per l’area est è previsto un campo da beach volley e percorso jogging.
ROMA: IL PADEL NEL PROGETTO DEL NUOVO STADIO
Nella relazione presentata a ottobre dall’amministratore delegato del club giallorosso Pietro Berardi al comune, sono presenti tutti i dettagli relativi allo sviluppo di un piano da 582,1 milioni di euro. L’impianto (che dovrebbe ospitare 61.891 spettatori) troverà posto all’interno di un parco da circa 140mila metri quadrati, ma ne è previsto anche un altro da 47mila metri quadrati destinato ai bambini. Inoltre, tra le intenzioni della società capitolina ci sono la realizzazione di un anfiteatro all’aperto e un centro sportivo con tre campi da padel e altrettanti per tennis, basket e calcio a 5. Per quanto riguarda la mobilità, la Roma vorrebbe aprire 4.044 posti auto e 10mila stalli per bici e moto.
YNDOORS:
IN PROVINCIA DI NAPOLI LA START UP DEL PADEL
In provincia di Napoli, a Mariglianella, sorge Yndoors New Padel Experience, una vera e propria “start up” innovativa per il padel. All’interno della struttura sono presenti un’area di riscaldamento pre allenamento o partita con attrezzatura Technogym, quattro campi panoramici dotati di tappeti Supercourt, un sistema di registrazione del match con capacità di rivedere gli highlights degli incontri e il servizio di Padel Score per il tracciamento dei punti. A questo elenco va aggiunta un’area di 100mq rialzata sopra il livello dei campi adibita a servizio di cassa e bar, che permette ad amici e appassionati di affacciarsi direttamente sui campi da padel e vedere i giocatori in azione.
ITALIAN PADEL DONA
AL COMUNE DI AMATRICE
DUE NUOVI CAMPI
Italian Padel ha donato due nuovi campi alla città di Amatrice (RI), colpita dal terribile sisma del 24 agosto 2016. “Come Italian Padel abbiamo aderito ad ‘Amatrice-report' donando alla città due campi. Crediamo che questo sport meraviglioso, in grado di spingere a giocare anche chi normalmente non pratica attività fisica e capace di avvicinare persone con un range anagrafico che va dagli otto agli ottant’anni, possa essere di ispirazione, di aggregazione e di spinta per far ripartire il tessuto sportivo, sociale ed economico del territorio colpito dal terremoto del 24 agosto 2016”, ha commentato Claudio Galuppini, ceo di Italian Padel.
SUD
Un nuovo assetto societario e un ampliamento dell’offerta sono i paletti su cui si basa la trasformazione del centro Green Park di Bari, per anni un riferimento per le sfide calcistiche nella città pugliese. Al padel saranno dedicati ben 14 campi, tra cui uno per i grandi eventi internazionali, denominato Porsche Bari Central Field. Tutti saremo dotati di vetri stratificati temperati e superficie di gioco ‘Mondo SuperCourt XN’. A questo si aggiungeranno poi spazi per il beach tennis e beach volley, per il nuoto con una piscina esterna dotata di solarium e per un campo da calcio a 7, unico vero ricordo del ‘vecchio’ Green Park.
18.000mq INTERAMENTE DEDICATI AL PADEL
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NEL 2022 IL PADEL IN ITALIA FATTURERÀ QUASI 700 MILIONI DI EURO
Secondo l’Osservatorio sullo Sport System di Banca Ifis, il fatturato del padel in Italia nel 2022 si attesterà a circa 693 milioni di euro. I numeri restituiscono la rapida crescita di questa disciplina, che tra il 2019 e il 2022 ha visto aumentare i ricavi dell’800% con il salto decisivo compiuto nel 2021. Nell’anno in corso, la componente che pesa di più è il noleggio dei campi (61%), mentre il restante 39% riguarda la vendita delle pale (880mila) e la costruzione di nuovi impianti. Lo spazio di crescita per questo sport sembra ancora ampio: si arriverebbe a un giro d’affari annuo di 1,4 miliardi di euro. Come sottolineato nel nostro editoriale, tuttavia, alcuni dati sarebbero sovradimensionati rispetto a quelli reali. La redazione è al lavoro per verificare i numeri effettivi.
IL WPT USERÀ LE TECNOLOGIE
DI FOXTENN DAL 2023
LA PROPOSTA DELL’ITF NON PASSA: IL PADEL RESTA INDIPENDENTE
L’assemblea generale dell’Itf ha respinto la proposta del consiglio d’amministrazione della Federazione di inserire il padel all’interno della propria governance. La risoluzione discussa lunedì a Glasgow avrebbe avuto bisogno dell’approvazione dei due terzi dei presenti, ma il numero non è stato raggiunto. Lo ha annunciato la stessa Fip (Federazione internazionale di padel) con un proprio comunicato ufficiale, in cui si dichiara lieta che il “tentativo di scalata ostile nei confronti dell’associazione sia stato respinto dai membri della community mondiale di tennis”.
PARTNERSHIP
WILSON E PADEL GALIS INSIEME NELLA COSTRUZIONE DI NUOVI CAMPI
Il World Padel Tour e Foxtenn hanno raggiunto un accordo pluriennale a partire dal 2023 per l’utilizzo delle tecnologie dell’azienda. Il circuito si avvarrà del sistema attualmente più preciso per la rilevazione della pallina, impiegato nel tennis da tutti i tornei più importanti a livello internazionale. Foxtenn userà quattro laser e 20 camere ad altissima velocità per rendere l’arbitraggio il più preciso possibile, con 2500 immagini al secondo per garantire la massima chiarezza al momento di valutare qualsiasi rimbalzo della pallina. Con quest’accordo, il WPT mira a eliminare tutti i dubbi legati a un possibile rimbalzo contro il muro o all’altezza o alla profondità del servizio, grazie al sistema per le chiamate elettroniche e alla Real Bounce technology.
LA FITP SARÀ AL FIANCO
DI PADEL TREND EXPO
Padel Trend Expo ha firmato un accordo con la Federazione Italiana Tennis Padel in vista dell’esposizione che si terrà dal 13 al 15 gennaio al centro congressi MiCo Fiera Milano City, vicino al quartiere di CityLife. La partnership porterà in dote all’Expo delle attività che coinvolgeranno i principali asset della Fitp. Uno dei quattro campi per la pratica del padel allestiti nel padiglione sarà gestito dalla Federazione, con la collaborazione dell’Istituto Superiore di Formazione “Roberto Lombardi”. A Padel Trend Expo saranno presenti i principali operatori del settore: aziende produttrici di racchette, abbigliamento, scarpe, palle, accessori così come costruttori di campi, fornitori di servizi, tecnologie e soluzioni innovative per la gestione di un club.
IKE S. FRANCO DIVENTA AZIONISTA DI APT PADEL TOUR
Da quest’anno Wilson Sporting Goods e Padel Galis collaborano per la realizzazione di campi da padel in tutto il mondo, in una partnership che vede insieme due aziende leader in questo sport nei rispettivi settori. I “Wilson Courts”, come saranno chiamati gli impianti, saranno inaugurati negli Stati Uniti, in Europa e negli Emirati Arabi Uniti. “Il padel è una priorità per Wilson, con cui cerchiamo di ampliare il nostro reach a livello internazionale”, ha dichiarato Ignacio Cabrera, global business director di Wilson Padel. “Siamo entusiasti di collaborare con Padel Galis per rendere questo sport più accessibile agli appassionati e ai professionisti”.
PADELMBA COLLABORA CON PADEL RECRUITS PER CONNETTEREI MIGLIORI PROFESSIONISTI
Mettere in contatto i professionisti del padel con i principali attori del settore: questo l’obiettivo di PadelMBA, punto di riferimento nella formazione del padel, e Padel Recruits, una società specializzata nel mercato del lavoro internazionale. Le due realtà hanno concluso un nuovo accordo secondo cui gli studenti e i clienti di PadelMBA riceveranno servizi di assistenza nello sviluppo della loro carriera e offerte di lavoro a livello globale, senza alcun costo. Come sport con il più alto tasso di crescita a livello mondiale, sono necessari nuovi specialisti in materia, a supporto della crescita del settore.
PEOPLE
Un nuovo azionista al fianco di Fabrice Pastor: l’ingesso di Ike
S. Franco di Infinity Global segna una prima volta nella storia dell’APT Padel Tour, che fino a questo momento non aveva permesso a nessuno di far parte del board. L’arrivo di Ike S. Franco aiuterà APT Padel Tour a espandersi negli Stati Uniti e in Canada e la sua agenzia avrà un ruolo chiave nella distribuzione dei diritti televisivi del circuito. Lo sviluppo del torneo, la distribuzione televisiva e le partnership commerciali saranno orchestrati da Infinity Sports, l’agenzia di riferimento per l’APT Padel Tour. “L’APT Padel ha avuto un enorme successo a livello internazionale e sono entusiasta di collaborare con Fabrice per sviluppare una presenza negli Stati Uniti e in Canada”, ha dichiarato Ike S. Franco.
WILSON: JASON COLLINS NUOVO GLOBAL GENERAL MANAGER PER GLI SPORT DI RACCHETTA
Jason Collins è il nuovo global general manager degli sport di racchetta di Wilson Sporting Goods Co. Collins sostituirà Hans-Martin Reh, che la società ha ringraziato per la visione e la leadership mostrate con i partner e gli atleti in tutto il mondo. Laureato in sociologia alla Western University nel 1994, Collins è stato in precedenza global product senior director e ha un trascorso di 22 anni all’interno di Wilson. Ora cercherà di portare le sue competenze nel marketing e nelle innovazioni per far crescere ancora il ruolo del brand statunitense in questo settore.
“Collins ha una leadership affermata all’interno di Wilson e porterà tutta la sua esperienza nel suo nuovo ruolo”, ha dichiarato il presidente e ceo di Wilson Sporting Goods, Joe Dudy.
Fabrice Pastor (in basso) e Ike S.Franco (in alto)
Col boom del gioco in buona parte d’Europa, sono nati anche tanti campi da padel molto particolari, come quelli sui tetti degli edifici, sugli yacht, all’interno di centri commerciali o addirittura un paio sull’acqua. Il più alto del mondo si trova a Madrid, all’interno di una delle quattro torri della zona business della capitale. Il campo è stato costruito nel 2011 al 55esimo e penultimo piano del grattacielo “Torre Espacio”, a quasi 250 metri d’altezza. L’impianto non è pubblico, ma di proprietà del Grupo Villar Mir titolare della torre, in cui giocano solamente i dirigenti della società.
IMPEGNO FISICO IN UN MATCH
Come osservato in alcuni studi, le azioni di una partita di padel durano in media tra i 10 e i 20 secondi circa. Il tempo di gioco è leggermente inferiore al tempo di pausa tra le azioni e raggiunge il 45-50% del tempo totale di un match. La distanza totale che si percorre giocando una partita completa va normalmente da 1 a 3 km, e deriva dall’insieme di tanti brevi scatti o spostamenti effettuati in campo nel corso delle diverse azioni di gioco. La frequenza cardiaca media durante una partita è di circa il 75% della massima individuale. Questi valori possono comunque variare rispetto al livello di gioco e all’intensità con cui si affronta la partita.
LO SAPEVATE CHE...
COME MAI C'È LA SABBIA?
Chi non ha mai messo piede su un campo da padel potrebbe non saperlo: sull’erba sintetica è presente la sabbia. Spesso a occhio non si vede, in quanto può venirne utilizzato un tipo dipinto dello stesso colore dei campi. Ma la presenza della sabbia è fondamentale per diversi motivi. Serve in primis al giocatore, perché aiuta a prevenire gli infortuni, rendendo la superficie più morbida e favorendo gli spostamenti. In più, ha un effetto importante anche sul comportamento della pallina, garantendo un rimbalzo più regolare. Tanto che, specialmente ai giocatori più esperti, capita di notare la carenza di sabbia proprio dalla velocità del gioco e dai rimbalzi non più impeccabili. Infine, la presenza di sabbia allunga la vita dei campi, perché assorbe l’umidità e previene la formazione di funghi o di altri organismi che potrebbero danneggiare la superficie. Da notare che la sabbia è sempre meno utilizzata nella progettazione di nuovi campi.
IL CAMPO DA PADEL
PIÙ ALTO AL MONDO
PADEL GLOBAL REPORT: FOCUS SU UTENTI E COSTI
Il report condotto da Monitor Deloitte insieme a Playtomic ci permette di capire come cambiano le esigenze, i prezzi e le preferenze tra i diversi Paesi. Emerge, per esempio, che in Italia la rendita media per campo sia stata nel 2021 di 82mila euro e il tasso di occupazione di otto ore al giorno di Davide L. Bertagna
Lo studio fa un confronto tra i campi da tennis e padel: se i primi hanno una superficie di 650 m2, i secondi coprono solo 200 m2 e quindi tre campi da padel possono rientrare in uno da tennis. Sono naturalmente ancora più marcate le differenze nei confronti di altri sport, come calcio o pallacanestro, come possiamo vedere
Perché investire in un campo da padel? La risposta appare semplice. È uno sport con sempre più appassionati, che coinvolge la sfera della socialità, un dettaglio per nulla trascurabile considerando gli anni di pandemia che stiamo passando. E quindi come ci stiamo muovendo in Europa per sfruttare “l’onda padelista”? Come nella puntata precedente di Padelbiz, anche in questo caso ci vengono in supporto i dati e i numeri del Global Padel Report, documento che prende in esame il periodo dal 2016 al 2021, condotto dall’azienda di consulenza Deloitte in collaborazione con Playtomic, app di prenotazione di campi da tennis e padel, con oltre un milione di utenti attivi in 37 nazioni.
nel grafico a destra. Già questo elemento ci permette di comprendere perché tante superfici da gioco di altre discipline sono state convertite in pareti di vetro e questa crescita si riflette (come sempre) nei numeri. A livello europeo sono infatti stati aperti ben 98 campi e 29 club ogni settimana durante la pandemia (2020-2021). - DISCIPLINE A CONFRONTO -
Nello stesso spazio di un campo da tennis si possono realizzare 3 campi da padel, potendo così moltiplicare per 6 la rendita oraria
Calcio
6,000m2
Ma quanto costa giocare 60 minuti a livello mondiale? Si parte dai 55 euro di media degli Emirati Arabi ai 40 euro della Svezia, passando per i 32 di Francia e Norvegia, ai 28 dell’Italia, fino ai 15 della Spagna. Non sorprende che le città europee con le tariffe più alte siano in nord Europa, dove il costo della vita (ma anche la qualità dei servizi) è decisamente maggiore: si parte dai 40 euro all’ora di Stoccolma, quindi i 38 di Helsinki e i 34 di Trondheim, in Norvegia. Nel sud Europa
la musica è ben diversa con i 27 euro di Roma, i 20 di Barcellona e i 12 di Madrid.
In termini economici, la revenue più interessante è quella degli Emirati Arabi dove un campo genera 155.000 euro all’anno (occupancy media di 7,7 ore al giorno); a seguire, la Svezia con 95.000 euro, l’Italia con 82.000, la Gran Bretagna con 67.000, la Finlandia con 63.000 e via via fino ai 39.000 della Spagna e ai 25.000 del Portogallo.
- PREZZI E COSTI DIFFERENTI -
Media dei prezzi per noleggio campo
- GLI UTENTI -
Per Playtomic sono sostanzialmente tre le chiavi dietro al successo della disciplina:
- è uno sport con cui i principianti o i giocatori che hanno provato altre attività con la racchetta possono facilmente divertirsi;
- è accessibile a tutti perché può essere praticato da persone indipendentemente dall'età, dal sesso o dalle condizioni fisiche;
- è uno sport dove è facile attrarre nuovi giocatori disposti a fare attività fisica e contemporaneamente socializzare.
Media campi visitati dagli utenti
Preferenze delle prenotazioni nella settimana su Playtomic
Source: Playtomic
Dal report emerge una particolare difficoltà nel trovare campi disponibili nell'immediato, fatto che spinge gli utenti a prenotare con grande anticipo: in Belgio la media è di 8,5 giorni prima del match (ci sono circa 500 campi in tutto il Paese), in Italia 6,1, in Spagna 3.6. Ma quanto giocano in un anno i singoli giocatori? I più appassionati sembrano i belgi con una media di 30,6 match all’anno, quindi gli svedesi (29,2) e poi gli italiani (23,4). Interessante anche notare come il giorno “preferito” dagli utenti Playtomic per fissare una nuova partita sia la domenica con il 16% di prenotazioni. Inoltre, secondo i dati Playtomic, fidelizzare il cliente a un solo club non è semplice: mediamente ogni giocatore prenota in 2,8 club differenti, dato che sale a 3,9 in Italia, a 4,8 in Spagna e che scende a 1,3 nel Regno Unito e a 1,1 in Germania.
FOCUS SUL MERCATO ITALIA
Concludiamo questo articolo con qualche dato sul mercato italiano. Dal report emerge come nel Belpaese gli appassionati preferiscano giocare su superfici all’aperto rispetto al chiuso (67% contro 27%) e che disputino match di 90 minuti (89%). Solo il 10% sceglie di giocare un’ora (su questo forse un ruolo chiave è il tempo a disposizione, dato che molti giocano nella pausa pranzo del lavoro). A differenza del re sto d’Europa, il giorno preferito dagli italiani per prenotare un match è il sabato. Mediamente, inoltre, l’86% delle prenotazioni su Playtomic è di utenti uomini e solo il 14% di donne. Anche guardando le varie fasce d’età vediamo poche differenze con il dato medio sul genere, elemento che ci fa dire come ci sia ancora un enorme spazio per le quote rose in questa disciplina che, forse più di tutte, è accessibile a chiunque perché può essere praticata indipendentemente dall'età,
Maschi vs femmine: prenotazioni e fasce d'età a confronto
Source: indagine su 10.000 giocatori a campione
L’ESPANSIONE
NEL PROFONDO NORD
Nel biennio 2020-2021, la Svezia ha investito 83,5 milioni nel settore del padel. La somma più alta tra tutti i Paesi d’Europa di Sara Canali
Una crescita sorprendente, tanto da attestarsi a secondo mercato del padel in Europa dietro solo alla Spagna. Parliamo della Svezia che, dal 2019, ha fatto registrare un aumento esponenziale degli appassionati alla disciplina, tanto da superare il rapporto iberico tra tasso di popolazione e numero di campi. Anche a livello professionistico, negli ultimi quattro o cinque anni, i giocatori svedesi hanno raggiunto un livello molto alto, sfidando i grandi campioni spagnoli e sudamericani nei più importanti tornei internazionali. Insomma, la Svezia ha fatto registrare una crescita davvero importante nel mondo del padel e il 10% della sua popolazione ci ha giocato almeno una volta, vale a dire poco più di un milione di persone. Al punto che il mercato dei nuovi campi da gioco sta diventando saturo, per cui i club più grandi si stanno "fondendo" per creare delle vere e proprie catene. È il caso di Zenter, il brand lanciato da Zlatan Ibrahimovic con cui ha aperto una serie di centri e ne sta costruendo di nuovi. In un'intervista a Padelmagazine.fr, Maria Agrell, membro del consiglio della federazione svedese, ha dichiarato: “Nel 2020 circa 500.000 giocatori hanno prenotato un campo da padel. Dieci anni fa questo sport non lo conosceva quasi nessuno in Svezia. Sono numeri spettacolari e inimmaginabili per un Paese da 10 milioni di abitanti. Più del 5% della popolazione svedese ha prenotato un campo nel 2020. Un aumento del 185% rispetto al 2019”.
- INVESTIMENTI -
Secondo il Global Padel Report, di cui parliamo ampiamente a pagina 10-11, va notato che, mentre la Spagna è in testa per numero di club e campi da padel nel 2021, in termini di investimenti, è dietro (di gran lunga) a Svezia e Italia, che negli ultimi due anni hanno speso entrambe circa 80 milioni di euro (83,5 milioni per la Svezia e 77,6 per l'Italia). Questo spiega perché, mentre la crescita in questo periodo è stata del 13% in Spagna, si attesta al +374% e +388% rispettivamente in Italia e Svezia.
Investimenti fatti negli ultimi due anni
L'investimento totale per la costruzione di campi da padel negli ultimi due anni è stato di 279 milioni di €
Nei Paesi nordici il padel è cresciuto soprattutto come sport indoor a causa delle condizioni climatiche sfavorevoli: infatti, in Svezia, solo il 26% dei campi è outdoor, mentre il restante 73% è al chiuso e qui, come in Spagna, c'è un campo ogni 3.500 cittadini. Una crescita che non sembra fermarsi visto che le previsioni del Global Padel Report parlano di un incremento nella costruzione di terreni di gioco anche per il 2023, pari al +112% rispetto al 2020. Nel triennio 2019-2022 in Svezia i club sono arrivati a 925 per una crescita pari al +320%, mentre i campi da gioco sono oggi 3500 che corrisponde a un +388% rispetto a tre anni fa. Inoltre, quello scandinavo rappresenta l’unico Paese dove le strutture con le pareti di cristallo hanno superato di gran lunga i campi da tennis (1640). In occasione della fiera Padel Expo Stoccolma, abbiamo appurato di persoa come il mercato del settore nel Paese nordico cominci a essere saturo: almeno una ventina di campi hanno chiuso o sono in vendita questo perché si è andati oltre il giusto rapporto tra terreni di gioco e popolazione.
N°
- IL CASO PADEL NUESTRO -
L'interesse non è solo del pubblico, ma anche delle aziende e dei retailer. Infatti, Padel Nuestro, uno dei principali player del settore in ambito di distribuzione e vendita, ha deciso di investire nel Paese nordico, continuando così il suo processo di crescita in Europa. In Svezia il colosso aveva già fatto nascere cinque franchising negli ultimi tre anni e, nell'agosto 2021, ne ha aperto un sesto basato su un nuovo modello: il Test Center. Dopo gli opening di Avesta, Stoccolma, Helsingborg, Vaxjo e Kristianstad, il nuovo centro arriva a Hyllinge. Nel Padel Nuestro Test Center di Hyllinge gli utenti possono trovare racchette di tutti i modelli disponibili nel negozio così da provarle prima dell'acquisto grazie alla costruzione di un club adiacente.
Source: Padel Land, All for Padel, Padel Galis,Market Experts Interviews
Crescita del numero di campi
Crescita dei campi per Paese
Source: Padel Land, All for Padel, Local federations
Crescita dal
2019 al 2021
N° totale di campi nel 2021
Crescita dei club per Paese
Crescita dal
2019 al 2021
totale di campi nel 2021
Credit: padelnuestro test center hyllinge dal sito di padelnuestro.com
Credit: padelzenter.se
L’ IMPRONTA VINCENTE… DEL LOBO
Siamo volati a Malmö per incontrare Juan Lebrón e vivere due eventi d’eccezione: la seconda tappa svedese del WPT (poi puntualmente vinta dal numero uno del mondo insieme al fidato compagno Ale Galán) e l’atteso lancio della nuova pala Babolat 2023, dedicata proprio al campione andaluso dal nostro inviato Benedetto Sironi
Incontrare il numero uno del mondo in un determinato sport è sempre un’emozione particolare. A maggior ragione se a questo “semplice” incontro è abbinato un evento collaterale. Se poi le occasioni in questione sono due, anche se davvero breve e intensa (praticamente in giornata), la nostra trasferta svedese si è rivelata decisamente produttiva e stimolante. Oltre che permetterci di assistere al sempre piacevole spettacolo del World Padel Tour, il team italiano e internazionale di Babolat ha organizzato per un ristretto numero di giornalisti internazionali il lancio in anteprima della nuova Technical Viper Juan Lebrón 2023. Il primo signature model dedicato al suo più celebre e vincente ambassador.
ANCORA PIÙ TECNICA
Come sappiamo la Technical Viper (che rimarrà invariata nella collezione 2023), è già di per sé un modello dedicato ai giocatori d’attacco avanzati e tecnici. Ci vuole “braccio” e una certa potenza per gestirla al meglio. Il nuovo signature model di Juan Lebrón, come messo in chiaro dalla stessa azienda per voce di Enric Valdés, global sport marketing padel, alza ulteriormente l’asticella. A differenza dei modelli precedenti, la gomma della nuova pala ha un solo livello di densità e un piatto interamente in fibra di carbonio 12K. Un combinato che la rende ancora più rigida. Ecco perché il brand francese ha deciso di inserire un paio di fori anche nella sezione inferiore, allo scopo di diminuirne in parte la rigidità e renderla un po’ più permissiva anche in fase di difesa. Non tutti considerano, infatti, che oltre ad essere uno dei migliori giocatori di attacco pur stando a destra, Lebrón è un eccezionale difensore, in grado di recuperare palle imprendibili ai più. Un prodotto quindi per giocatori a tutto campo ed esigenti, oltre che per tutti i fan del giocatore andaluso.
UN’IMMAGINE DA NUMERO UNO
Una nota doverosa sulla grafica e il packaging, davvero curate e d’impatto. Bellissimo l’abbinamento colori tra rosso, nero, piccoli inserti di giallo (tonalità che richiamano il precedente modello) e un inedito verde acqua che traccia la sagoma inconfondibile…di un lupo (in spagnolo “Lobo”, ormai celebre soprannome di Juan). Altro dettaglio “premium”, in verità
FORMA: DIAMANTE
TELAIO: FIBRA DI CARBONIO 12K
PESO: 365 G
NUCLEO: GOMMA EVA (UNA SOLA
utilizzato anche da altri marchi ma non così comune: il doppio laccetto removibile disponibile in duplice colorazione rossa e verde. Il tutto confezionato in un packaging molto curato di colore rosso acceso, con tanto di firma e claim motivazionale “Be the best version of yourself” (v. immagine nel box).
(QUASI) SEMPRE VINCENTE
DENSITÀ)
BILANCIAMENTO: 270 MM (MEDIO-ALTO)
SPESSORE: 38 MM
GRIP: SYNTEC PRO
Insomma, con questo lancio Babolat riconferma e celebra la sua più importante collaborazione nel settore padel, associandosi a quello che negli ultimi anni è stato - insieme al compagno Ale Galán - il giocatore più vincente del circuito, oltre che uno tra i più celebri e mediatici. Basta citare alcuni numeri, prendendo a esempio quelli riferiti al WPT: 435 match giocati, 299 vinti, una serie di 18 vittorie consecutive. Particolarmente dominanti anche le cifre di quest’anno, nel quale su 59 match sono state 48 le vittorie, per un totale di sei tornei vinti e altre cinque finali giocate. In attesa del Master Final di Barcellona. A questo vanno aggiunte le due vittorie nel Premier Padel, peraltro in due location iconiche come il Foro Italico a Roma e il Roland Garros di Parigi. Unico “neo” della trionfale stagione del Lobo il secondo posto ai mondiali di Dubai dietro l’Argentina. Anche se, a dire il vero, Lebrón la sua partita in finale insieme a Paquito l’aveva pure vinta.
Vibrabsorb System: riduce le vibrazioni e permette di avere più potenza in spinta
3D Spin+: rilievi sulla superficie che permettono maggior rotazione nei colpi e controllo
POTENZA
PRECISIONE
PARTNERSHIP A TUTTO TONDO
Gli esponenti di Babolat, insieme a Lebrón, hanno tenuto anche a sottolineare come la loro partnership, iniziata nel 2017 quando lui era “solo” al 26esimo posto della classifica, sia sempre più migliorata con il tempo sotto molteplici punti di vista. Durante questi anni, il brand e il giocatore sono cresciuti insieme e si sono migliorati a vicenda. Lo spagnolo, infatti, è molto esigente dentro e fuori dal campo e ha dichiarato come anche il suo sponsor sia stato importante nei suoi progressi sul campo, avendo ricevuto peraltro sempre grande sostegno nel corso del tempo. Fino a diventare anche parte attiva nello sviluppo dei prodotti, come è accaduto per la sua nuova racchetta nonché per le scarpe. L’ultimo modello lanciato proprio quest’anno sono le Jet Premura 2, più leggere e traspirabili del modello precedente. Nei primi mesi, inoltre, del 2023 verrà lanciata anche una scarpa coordinata con la Technical Viper Juan Lebrón.
LA NUOVA TECHNICAL VIPER JUAN LEBRÓN 2023
Il package della Technical Viper 2023, con il logo di Lebrón e i due cordini intercambiabili
2017
Il 28 febbraio firma il suo primo contratto con Babolat e vince il premio come miglior esordiente dell’anno
2018
Il 28 aprile vince il suo primo torneo da professionista ad Alicante con ‘Paquito’ Navarro
2019
Il 23 novembre diventa il primo spagnolo a raggiungere la posizione n°1 al mondo
I TRAGUARDI RAGGIUNTI
2022
Vince i tornei del Premier Padel a Parigi (nello stadio del Roland Garros) e a Roma (al Foro Italico) con Galán e chiude per il quarto anno di fila al primo posto del ranking
2021
Si laurea campione del mondo con la Spagna. Vince il suo primo titolo Masters e conclude per il terzo anno consecutivo in testa alla classifica mondiale
L'intervista
2020
Inizia a giocare insieme ad Alejandro Galán e insieme vincono sei tornei del World Padel Tour
JUAN LEBRÓN, UN NUMERO UNO A TUTTO CAMPO
Parlando con i manager di Babolat, sembrava difficile che Lebrón utilizzasse la nuova racchetta già a partire da quest’anno. Cambiare durante la stagione avrebbe potuto rappresentare un rischio di adattamento a un modello che, pur all’insegna della continuità, presenta comunque alcune differenze sostanziali rispetto alla Technical Viper “classica”. Invece il Lobo ha sopreso anche il suo sponsor, presentandosi al WPT di Buenos Aires con la sua nuova pala. E peraltro vincendo la penultima tappa del circuito.
Ciao Juan, cosa ne pensi della nuova pala che Babolat ha progettato per te?
Anche se presenta alcune caratteristiche differenti è comunque un modello simile a quello del 2022 e per questo sarà anche più semplice adattarsi. Mi sento già a mio agio nell’utilizzarla e in qualche modo la sento ancora più mia, sia perché ho dato il mio contributo attivo nel suo sviluppo, sia perché la grafica mi piace davvero molto. Non solo perché in qualche modo c’è la mia immagine sopra (la sagoma del lupo, ndr) ma anche per l’abbinamento colori, a mio parere il migliore di sempre sul modello Viper che utilizzo da sei anni. Sono molto contento e grato a Babolat per questo, mi fa sentire ancora più parte della famiglia.
campi molto veloci. Ma quello che ho sempre detto è che nel padel è un bene avere campi differenti, veloci, lenti e intermedi. Questo cambia le variabili in gioco e talvolta può essere più stimolante per gli stessi atleti, che devono adattarsi alle differenti condizioni e cambiare anche tattica e strategia.
Parlando dei Mondiali appena giocati a Dubai, hai notato miglioramenti in termini di organizzazione e coinvolgimento rispetto allo scorso anno a Doha?
La Federazione sta facendo senza dubbio un grande lavoro in questo senso e a ogni edizione noto dei miglioramenti in termini organizzativi e di comunicazione, oltre che di valorizzazione del ruolo di noi giocatori. Credo sia stato davvero un ottimo Mondiale, insomma. Anche se ho un miglior ricordo dallo scorso anno…(quando la Spagna aveva vinto il titolo sull’Argentina a differenza di quest’anno, ndr).
Oggi, rispetto a prima, la tua routine è cambiata: una settimana sei in Argentina, quella dopo a Dubai, quella dopo ancora in Spagna. Considerando anche il jet lag, quanto è difficile organizzare gli allenamenti?
Cosa rende il padel diverso dagli altri sport? È uno sport molto attrattivo, con cui tutti possono divertirsi. Credo che questa sia la componente che riesce a fare la differenza rispetto a molti altri sport: divertirsi e apprendere in poco tempo. Inoltre permette di aggregare facilmente molte persone e di arricchire la propria vita sociale.
Per il futuro ti vedi come coach? Oltre a questo ti piacerebbe l’idea di aprire tue academy o centri?
Nel primo caso decisamente no. Conoscendo il mio carattere non è forse la carica migliore che potrei ricoprire, ho poca pazienza! Mentre senz’altro un’accademia è nei miei pensieri. Penso che nella vita sia importante imparare tante cose diverse anche in altri ambiti e quello imprenditoriale è uno di questi. Ovvio che mi piacerebbe molto rimanesse connesso al mondo padel e che possa generare un impatto positivo, specialmente sulle nuove generazioni.
La tua passione più grande al di fuori del padel? Non ho molto tempo attualmente per coltivare altre passioni, quindi dico…l’abbigliamento.
Una curiosità: ti piacerebbe in futuro giocare su differenti superfici oltre al sintetico, come accade nel tennis?
Io i campi non li costruisco (ride, ndr) e più che di differenti superfici, tema sul quale deciderà magari la federazione in futuro, per ora mi piace parlare di differenti condizioni dei campi. Per le caratteristiche mie e di Ale potrei dire che preferisco giocare su
Viper Tour 2017
Diamante, bilanciamento alto, piatto in fibre di vetro e carbonio, gomma morbida Ultra Power Core 2
Quando passi tanto tempo in aereo, è difficile cambiare le proprie routine. Cerco di seguire sempre la stessa, ma chiaramente bisogna ottimizzare i tempi di allenamento e organizzarsi in maniera molto precisa. Da questo punto di vista ho anche un team di professionisti (preparatore, fisioterapista, nutrizionista) che mi aiuta nell’impostare al meglio ogni momento della mia giornata, per rendere al meglio specialmente nei momenti più importanti di un torneo o di una stagione.
Pare che il padel si potrà giocare le sue possibilità di diventare uno sport olimpico solo a partire dai Giochi del 2032, in Australia.
Ci sarai?
Dipenderà ovviamente dalla FIP, che sta facendo un grandissimo lavoro e lo sta dimostrando in tutti i tornei che sta organizzando. L’Australia è tra 10 anni, non sarò più giovanissimo (Lebrón è un classe ’95 e ha quindi 27 anni, ndr) e le nuove leve crescono in fretta e saranno sempre più agguerrite. Ma spero di saper fare ancora benino qualche smash e di poter dire la mia anche in quell’occasione.
I SUOI CINQUE MODELLI DI RACCHETTE DAL 2017 AL 2022
Viper Carbon 2018-2019
Diamante, bilanciamento alto, piatto 100% in fibra di carbonio, più rigida, gomma EVA Ultra Soft
Viper Carbon 2020: Differenti colorazioni, ma stessa tecnologia e stessi materiali
Technical Viper 2022
Diamante, bilanciamento alto, piatto in fibra di carbonio 12K, gomma multi-EVA con due strati esterni più rigidi e uno interno più morbido, manico più lungo e largo, finitura ruvida per un maggiore spin, adatta a giocatori che abbinano potenza e tecnica
Technical Viper 2021
Diamante, bilanciamento alto, piatto in fibra di carbonio 12K, gomma multi-EVA con due strati esterni più rigidi e uno interno più morbido
Sorridente e solare quanto umile, a volte quasi schiva. Ma decisa e risoluta in campo. Tanto da diventare l’attuale numero uno del ranking WPT, nonché campionessa del mondo per la seconda volta. A tu per tu con Ari Sánchez, con la quale abbiamo trascorso una piacevole giornata in occasione della tappa finale degli Head Experience Day, in scena al X4 Padel Club di Ostia
di Benedetto Sironi e Daniele Pansardi
Due numeri con uno carattere decisamente diverso. Di Lebrón - che abbiamo incontrato pochi giorni prima e intervistato nelle pagine precedenti - colpiscono subito la grande sicurezza e spavalderia, oltre a una certa dose di presunzione, non così rara e per forza negativa se parliamo di un campione “dominante” in un determinato sport (che abbia un carattere non certo facile è noto a tutti e lo ha candidamente ammesso pure lui). Al contrario, Ariana Sánchez Fallada, per tutti semplicemente “Ari”, è una ragazza di 25 anni molto timida e perfino timorosa in certi frangenti fuori dal campo. Nel rettangolo blu,
L'intervista
invece, è decisamente più decisa e risoluta. Specialmente quest’anno, anche a giudicare dai risultati davvero notevoli finora ottenuti (mentre scriviamo è in corso la penultima tappa del WPT in Messico, in attesa del Master Final di Barcellona): sette titoli conquistati e altrettante finali insieme a Paula Josemaría (con la quale fa coppia dal 2021), medaglia d’oro ai Mondiali (bis dopo il 2021) e primo posto nel ranking. Abbiamo avuto il piacere di passare un’intera giornata con Ari e di intervistarla in occasione della tappa finale degli Head Experience Day presso il X4 Padel Club di Ostia, dove è stata acclamata special guest.
ARI SÁNCHEZ: "VINCERE RAPPRESENTANDO IL TUO PAESE... È IL MASSIMO"
Stai facendo una stagione fantastica. La consideri la tua migliore di sempre?
Sì, credo che quest’anno stiamo giocando a un grande livello. Abbiamo migliorato molte cose rispetto allo scorso anno, e lo dico anche per quanto riguarda il mio livello individuale. Ho molto da dare, e questa è la cosa impor tante. Voglio terminare la stagione nel mi glior modo possibile.
Vincere il Mondiale è stata la tua più grande emozione quest’an no? Quali altri momenti sono stati speciali per te?
Vincere rappresentando il tuo Pae se è il massimo che si può vivere da sportiva, anche perché condividiamo una settimana con giocatori e giocatrici con cui sei in competizio ne. Siamo rivali, ma sappiamo essere compagni di squadra quando siamo chiamati a farlo.
Sinceramente più speciale la vittoria del 2021, perché era la prima volta per me. È stata una sensazio-
È stata più speciale la vittoria al Mondiale 2021 o 2022?
Per la prossima stagione è confermata la coppia con Paula Josemaría?
Direi proprio di sì, abbiamo voglia di proseguire insieme.
Ci sono grandi cambiamenti nel settore con il nuovo Premier Padel, anche se solo per gli uomini. Cosa pensi di queste novità? Ti piacerebbe che ci fosse anche per le donne o il World Padel Tour è sufficiente?
Chiaramente mi piacerebbe che ci fosse il Premier Padel anche al femminile. Lo vogliamo e siamo in fase di trattativa. Alla fine, la cosa più importante è che noi giocatrici siamo messe al centro, che ci sentiamo valorizzate e che cresciamo insieme a tutto il movimento. Penso che sia quello che sta accadendo con il Premier Padel al maschile.
Per gli uomini esiste l’associazione PPA (Professional Padel Association) formata dai giocatori e presieduta da Ale Galán. Per le donne come siete organizzate?
È forse meno conosciuta e visibile ma anche noi abbiamo la nostra associazione: si chiama IPPA (International Padel Players Association), la cui presidente è Lucía Sainz, mentre Gemma Triay è vicepresidente. Noi ragazze siamo consapevoli che il futuro del padel femminile passa anche da queste realtà e tutte insieme vogliamo diventare più forti.
Negli ultimi due anni i premi e gli sponsor sono aumentati. Credi che siano adeguati o sono ancora troppo bassi rispetto ad altri sport?
Il livello sportivo sta crescendo al pari di quello economico, ma ciò che mi piacerebbe in futuro è che le ragazze raggiungano parità di genere nel montepremi. In questo senso per me è molto importante che il padel femminile continui a crescere esponenzialmente.
IN TOUR CON GLI HEAD EXPERIENCE DAY
Come vi avevamo già raccontato sullo scorso numero, gli Head Experience Day sono una serie di 60 appuntamenti (30 nel padel e altrettanti nel tennis) organizzati nel corso del 2022 da Head in altrettanti circoli di tutta Italia, in collaborazione con due importanti partner come Mini Italia e Forte Village. Entrambi attivamente coinvolti durante e dopo gli eventi. Per tutti i partecipanti infatti è stato possibile provare le auto elettriche del brand. E per i vincitori di otto tappe “super” è stato messo in palio un weekend al Forte Village, in Sardegna. Oltre ad altre giornate di test drive e a vari gift firmati Head. Cominciato a maggio, il tour si è concluso proprio con il gran finale al X4 Padel Club di Ostia, dove oltre alla super ospite Ari Sánchez erano presenti alcuni top atleti italiani, tra i quali Riccardo Sinicropi, Emanuele Fanti e
19/07/1997
Martina Puglisi. In generale, avendo partecipato di persona a due tappe del tour, abbiamo avuto la conferma della particolare efficacia di questa formula, che permette di testare su diversi campi le varie racchette Head, per trovare la racchetta ideale per il proprio gioco nonché di ricevere al contempo consigli utili per migliorare i principali colpi sotto la supervisione dei coach. Ottima l’organizzazione del team di Head, capitanato da Stefano Cavuto (racquetsports manager Italy), Fabio Rossi (promo manager racquetsports) e Valentina Mortello (responsabile comunicazione). E davvero notevoli i numeri complessivi, considerando che sono state oltre 1.500 le persone coinvolte e circa 6.000 i test effettuati. Tanto che per il prossimo anno si pensa già di ripetere l’iniziativa, con altre possibili novità e altri ospiti d’eccezione.
ARI... IN BREVE
Altezza: 165 cm Posizione in campo: sinistra
Se potessi cambiare una cosa nel padel, cosa sceglieresti? Magari il punto d’oro o altro?
Non cambierei nulla, perché per esempio l’introduzione del punto d’oro mi è piaciuta e mi sembra assolutamente adatta al gioco.
Ti piacerebbe giocare su diverse superfici, un po’ come avviene nel tennis, e non solo su sintetico?
Non lo so. Vedremo in futuro. Può darsi che ci saranno dei cambiamenti del genere, e che alla fine noi giocatori ci dovremo adattare a superfici differenti.
Da quanti anni giochi con Head? Qual è la tua racchetta preferita?
Gioco da quattro anni con Head. La racchetta che utilizzo è l’Alpha Motion, con la quale mi sono sempre torvata molto bene. Rispetto alla Delta è un po’ più permessiva e permette un miglior controllo dei colpi, si adatta bene al mio stile di gioco. Per il Masters finale e per la prossima stagione utilizzerò il nuovo modello 2023, che sarà sicuramente una
grande racchetta…(della nuova linea Speed, che sostituirà l'Apha, vi parleremo sul prossimo numero, ndr).
Nel tuo rapporto con Head puoi dare dei feedback sui prodotti? Noi giocatori abbiamo la possibilità di esprimere le nostre opinioni sui prodotti, e di questo sono molto contenta.
Com’è il tuo rapporto con Head? Partecipi spesso a eventi come questi in Spagna o in altri Paesi?
Da quando sono al fianco di Head partecipo a quattro o cinque eventi del genere ogni anno. Finora principalmente in Spagna, ma il padel comunque si sta internazionalizzando. L’Italia per esempio sta diventando un mercato importante per lo sviluppo di questo sport. Sono molto felice di conoscere altri Paesi e realtà.
Cosa pensi del padel in Italia? Quanti anni siamo indietro noi rispetto alla Spagna?
Credo di 10 anni, ma penso che il padel femminile italiano stia crescendo moltissimo. È il movimento più forte dopo Spagna e Argentina e questo è molto importante. Il livello si sta alzando in modo evidente.
Ti piacerebbe aprire un club o una scuola di padel? Hai idee o progetti in merito?
Aprire una scuola per lavorare con i bambini è uno dei miei sogni, perché ritengo sia alla base della crescita di uno sport. Ora sto valutando di aprire una scuola a Reus (vicino a Barcellona, ndr), perché è la mia città, e vorrei dare ai bambini tutto ciò di cui necessitano per realizzare i propri sogni. Non so ancora quando. Ora sono presa dai tornei, ma lo farò appena vi sarà l’opportunità.
Immaginando il tuo centro di padel, quali sarebbero le tre cose più importanti da insegnare per apprendere al meglio questo sport?
Per prima cosa, il valore dei sacrifici. In secondo luogo, l’importanza del gioco di squadra e poi l’umiltà. Per me queste sono le cose più importanti.
Sopra e sotto: immagini della tappa conclusiva al X4 Padel Club di Ostia. Sotto, in particolare, da sinistra: una delle Mini elettriche a disposizione per i test. Valentina Mortello e Ari Sanchez. Ari con il team dei coach e gli atleti Head.
Nata a: Reus (Catalogna) Data di nascita:
DOPO LA TEMPESTA, ARRIVA IL SERENO?
Il World Padel Tour, per la prima volta dopo gli ultimi mesi burrascosi, sembra voler cercare un punto di incontro con la Professional Padel Association e con il Premier Padel. Ecco tutte le novità di Davide L. Bertagna
Come abbiamo spiegato sin dal primo numero di Padelbiz, la diatriba tra il World Padel Tour e il Premier Padel, il circuito organizzato dalla FIP (Federazione Internazionale Padel) con il supporto del Qatar Sports Investments, sta caratterizzando negli ultimi mesi il mondo professionistico. Una disputa che ogni settimana si arricchisce di retroscena e che sorprende gli addetti ai lavori. Ripercorriamo le ultime novità.
- IL WPT CAMBIA PELLE
A PARTIRE DAL 2023 -
A Menorca, martedì 18 ottobre il presidente del World Padel Tour Ramón Agenjo e il suo vice Àlex Corretja hanno spiegato quali sono i piani futuri per il circuito, che sta vivendo una fase molto complicata per via della concorrenza del Premier Padel e delle cause legali con molti dei migliori giocatori maschili al mondo. All’evento, infatti, hanno presenziato solo le donne e pochi degli uomini all’interno della top 20 del ranking, visto che la Professional Padel Association (PPA) aveva espressamente comunicato al WPT che non sarebbe andata in Spagna all’incontro.
Come ha riportato il quotidiano Marca, che ha potuto leggere la proposta, tra i punti più importanti c’è la fine dell’esclusività che legava i giocatori ai soli tornei organizzati dal WPT e che i contratti saranno inviati individualmente a ciascun atleta di entrambi i sessi e non più collettivamente. Rimane invece inalterata la durata che sarà ancora di cinque anni, come l’accordo precedente. È stato annunciato, inoltre, il ritiro delle azioni intentate nei mesi scorsi contro i giocatori che firmeranno il nuovo contratto. Le denominazioni dei tornei cambieranno nel seguente modo:
Per gli uomini
Master Final > World Masters Final Master > BIG Open > Open 300 Challenger > Open 100
Per le donne
Master Final > World Masters Final Master > BIG Open > Open 150 Challenger > Open 60
Il WPT ha previsto anche un aumento dei montepremi. Chi firmerà il contratto con il circuito già a partire dal 2023 riceverà un compenso maggiorato rispetto a chi aderi-
rà al tour in un secondo momento. Per avere questo bonus, sarà necessario rientrare dentro la top 30 della classifica e giocare almeno 15 tornei nel corso della stagione.
- SOSPESE TEMPORANEAMENTE
LE CAUSE CONTRO I GIOCATORI -
A inizio novembre, il WPT ha deciso di sospendere temporaneamente le cause legali contro i giocatori con l’obiettivo di iniziare con loro delle trattative per un nuovo accordo. Come riportato dal sito Padelazo, che ha avuto accesso alla dichiarazione inviata dal circuito al Tribunale Commerciale spagnolo, questa tregua durerà tre mesi, un arco di tempo in cui il WPT (che è gestito dalla società Setpoint Events) auspica di negoziare con gli atleti il rinnovo del contratto della loro partecipazione al tour, che scadrà nel 2023. Se al termine di questo periodo non dovessero esserci novità, i procedimenti legali ripartiranno. È importante chiarire che le cause portate avanti dal WPT riguardano praticamente tutti i migliori atleti al mondo, tra cui Alejandro Galán, Francisco Navarro, Juan Lebrón, Fernando Belasteguin e Arturo Coello.
Questa mossa di Setpoint Events è un passo in avanti rispetto a quanto era stato annunciato durante la presentazione del World Padel Tour 2023, in cui l’organizzazione aveva detto di essere disponibile a ritirare le cause
contro i singoli giocatori se avessero firmato il nuovo contratto.
Le azioni legali contro la FIP, Qatar Sports Investments e la PPA, nel frattempo, sono rimaste in piedi. Dall’altra parte, proprio il sindacato degli atleti aveva posto come condizione non negoziabile per aprire delle trattative il riconoscimento della propria organizzazione da parte del WPT come suo interlocutore ufficiale. Inoltre, il collettivo dei giocatori ha anche sottolineato il fatto che si tratta di una sospensione delle cause legali e non del ritiro totale delle stesse, altro presupposto non derogabile che la PPA aveva posto per poter imbastire una negoziazione. Il rammarico, dal punto di vista degli atleti, è che il WPT non sembra (ancora) essere intenzionato a voler discutere seriamente la questione.
- SETPOINT EVENTS
“SCONFITTA” IN TRIBUNALEEd ecco la novità che più di tutte sembra mettere la parola fine (almeno per il momento) alla querelle. Il Tribunale Commerciale di Madrid a metà novembre ha respinto la richiesta del WPT di sospendere il Premier Padel e di vietare ai giocatori di parteciparvi. La notizia è stata diffusa dalla Federazione, che ha rivendicato in un comunicato stampa la vittoria legale ottenuta e ha sottolineato la sconfitta del circuito rivale.
"Dall’inizio di quest’anno, il WPT ha intrapreso una guerra legale senza precedenti contro l’intera comunità di padel - i giocatori professionisti, la FIP e chiunque sia collegato al Premier Padel – cercando di prevenire la libera concorrenza e di mantenere il suo decennale monopolio sul padel. La sentenza a Madrid è solo l’ultimo risultato negativo e dannoso per il WPT".
SCENARIO
Il Tribunale madrileno non ha accolto le richieste di Setpoint Events, basate sul fatto che il Premier Padel avrebbe forzato i giocatori a violare la clausola di esclusività con il WPT. Per la corte mancavano però le basi legali per portare avanti quest’ingiunzione e ha evidenziato anche altri aspetti relativi alla natura della situazione creatasi quest’anno: – i contratti del WPT conferirebbero all’organizzazione una posizione dominante nel circuito, rendendo impossibile una libera competizione;
– i professionisti hanno il diritto di scegliere di giocare in altri tour e il fatto che il Premier Padel proponga condizioni migliori non può essere considerato illegale;
– i giocatori riescono a partecipare a entrambi i circuiti regolarmente, visto che il Premier Padel non ha imposto alcuna clausola di esclusività;
– il WPT non ha inserito dei termini di
esclusività nel nuovo contratto proposto ai giocatori, dimostrando come non sia un elemento necessario; – l’offerta del WPT di ritirare le azioni legali contro i giocatori che decideranno di continuare con questo circuito, inoltre, dimosterebbe che la loro partecipazione ad altri circuiti non è dannosa per Setpoint Events.
Il presidente della FIP Luigi Carraro ha dichiarato: “Sono state date indicazioni chiare per chiunque avesse dubbi sul futuro del padel. Il WPT ha perso nettamente la causa con cui voleva rafforzare il suo monopolio. La FIP continuerà a lavorare notte e giorno per promuovere lo sport, sia a livello professionistico sia amatoriale in tutto il mondo, difendendo il diritto dei giocatori professionisti di avere le migliori opportunità per giocare e portare avanti le loro carriere”.
Lebrón e Galán in azione al Premier Padel di Roma
Belasteguin e Coello al Buenos Aires Padel Master 2022
PLAYTOMIC: IL DILEMMA DELLA AUTO-VALUTAZIONE
Tanti appassionati si saranno imbattuti, utilizzando l’app per la prenotazione dei campi, nel cosiddetto Livello Playtomic. Ma che cos’è esattamente e a che cosa serve?
di Andrea Fierro
Le motivazioni che spingono una persona a iniziare a giocare a padel sono molteplici e spesso personali. Ma a prescindere dal fatto che un giocatore approcci questo sport solo per stare in forma, piuttosto che per socializzare o divertirsi, prima o poi verrà catapultato in una partitella, che sicuramente verrà proposta come “amichevole”, ma che dopo i primi due scambi si trasformerà in un match agonistico dove in palio ci saranno gloria, onore e aperitivi, ma soprattutto modificherà il Livello Playtomic. Ma che cos’è esattamente e a che cosa serve?
Il Livello Playtomic è un valore numerico compreso tra 0.01 e 7.00 che viene assegnato a ogni utente che utilizza l’applicazione. Questo valore verrà indicato nel vostro profilo personale ed è il primo metro di misura per mostrare le abilità di gioco agli uten-
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ti che non vi conoscono. Più è alto il valore, più alta sarà la vostra abilità (ipotetica) in campo. Può essere visto come un vero e proprio ranking che viene influenzato positivamente o negativamente da un algoritmo ogni volta che effettuate una ‘Partita Competitiva’ tramite Playtomic dopo aver inserito e confermato il risultato del match.
Questo valore decimale non è da confondere con la classifica dei giocatori della FITP, nella quale un numero di valore inferiore indica un giocatore di livello maggiore.
Su Playtomic esistono sette macrocategorie definite ‘Gruppi Livello’. Ognuna di esse descrive a grandi linee le capacità che ci si aspetta da un giocatore il cui livello cade dentro i suoi parametri.
DENOMINAZIONE E VALORI
GRUPPO INIZIAZIONE (RANGE MINORE DI 0.99): giocatori neofiti che non hanno solitamente esperienza con nessuno sport di racchetta. Non conoscono né la tecnica dei colpi base del padel né la tattica.
GRUPPO PRINCIPIANTE (RANGE DA 1.0 A 1.49): utenti che hanno appena iniziato a giocare e stanno imparando a controllare il palleggio. Nel loro gioco non utilizzano le pareti e non differenziano fase di attacco e fase di difesa.
GRUPPO PRINCIPIANTE VERSO INTERMEDIO (RANGE DA 1.5 A 2.49): giocatori che cominciano a prendere confidenza con la tecnica dei fondamentali, senza però padroneggiarla. Il diritto manca di controllo e direzione della palla, il rovescio è incompleto. Evitano di scendere a rete e si sentono sicuri a fondo campo. Iniziano a utilizzare le pareti.
GRUPPO INTERMEDIO (RANGE DA 2.5 A 3.49): giocatori che hanno già un discreto controllo del diritto e del rovescio, ma non sono solidi a rete. I movimenti diventano più tecnici e l’utilizzo delle pareti inizia a essere una componente importante dei loro scambi. Il loro stile di gioco comincia a delinearsi, ma commettono ancora qualche errore tecnico e tattico di posizionamento.
GRUPPO INTERMEDIO VERSO AVANZATO (RANGE DA 3.5 A 4.49): giocatori che padroneggiano bene i fondamentali del padel e che utilizzano con regolarità le pareti. Distinguono fase di attacco e difesa inserendo nel gioco anche i colpi speciali come bandeja, smash e vibora, seppur senza regolarità.
GRUPPO AVANZATO (RANGE DA 4.5 A 5.49): sono giocatori che padroneggiano tutti i fondamentali del padel, utilizzano regolarmente le pareti e gestiscono i colpi dall’alto e quelli specifici, si allenano e giocano con regolarità.
GRUPPO COMPETIZIONE (RANGE DA 5.5 IN SU) : sono giocatori agonisti che partecipano regolarmente a tornei della Federazione Italia Tennis Padel.
Affidabilità attuale
Grafico dell'evoluzione del livello dell'utente
Livello attuale
Profilo Playtomic dell'utente
L’obiettivo principale del Livello Playtomic è quello di offrire agli utenti uno strumento affidabile per l’organizzazione di partite equilibrate, sia amichevoli (che non influenzano il livello) che competitive (che invece lo influenzano). Questo è particolarmente utile nel caso in cui il match organizzato sia “aperto”, ovvero quando viene data la possibilità a qualsiasi utente Playtomic di iscriversi alla partita.
Il problema principale che si riscontra in questo metodo di valutazione è che è molto complicato “indovinare” l’esatta fascia di gioco di un utente senza effettivamente vederlo in azione. Non è insolito, infatti, iscriversi a una partita e scoprire che il proprio avversario, o peggio ancora il proprio compagno, ha un' abilità in campo molto inferiore a quella indicata dal suo livello (è più raro il contrario).
Questo accade perché il valore iniziale assegnato agli utenti è basato su una auto-valutazione che avviene rispondendo a una serie di domande riguardanti la conoscenza di alcuni colpi fondamentali, le ore di gioco effettuate, l’esperienza in altri sport di racchetta e la condizione fisica. Non è affatto semplice autovalutarsi, specialmente se non si ha una conoscenza più che buona delle reali dinamiche e tecniche della disciplina.
Ovviamente più utenti organizzano partite competitive, più il livello generale dei giocatori si regolarizza da sé. È però impensabile che
questo avvenga in breve tempo, per questo Playtomic mette a disposizione altri due strumenti molto utili che sono la “Affidabilità” e il “Livellamento”.
L' “Affidabilità” è riferita a quanto il livello è attendibile. Più partite competitive l’utente gioca, più è probabile che la fascia indicata nel profilo giocatore sia appunto attendibile. Questo è un valore rappresentato in percentuale che si trova nel profilo del giocatore.
Il “Livellamento”, invece, è un vero e proprio test che l’utente può effettuare con un Certificatore di Livello. Alla fine del test il Certificatore, che è solitamente anche un istruttore o maestro di padel, identifica il grado dell’utente modificandolo e portando soprattutto l’affidabilità all' 85%.
In conclusione, che utilizziate Playtomic o meno, conoscere il proprio livello di gioco è utile per poter partecipare a partite, tornei o eventi del giusto range di difficoltà e permettere a ogni utente di divertirsi. Questo strumento di valutazione è anche indispensabile per gli istruttori e maestri di padel per impostare gli obiettivi tecnici e tattici dei propri allievi a breve, medio e lungo termine.
E tu, in quale Gruppo ti troveresti se potessi scegliere il tuo Livello? Questo è il grande dilemma tra Playtomic e la realtà.
ANDREA FIERRO
Sono nato e cresciuto sui campi da tennis a Milano, grazie alla passione di mio padre per questo sport, ed è diventata la mia professione ufficiale dal 2005. Ho maturato molte esperienze all’estero (USA, UK, Spagna) lavorando anche nella prestigiosa Academia Sanchez-Casal di Barcellona. Proprio qui ho iniziato a giocare a padel per divertimento, senza sapere che da lì a tre anni, una volta tornato in Italia, sarebbe diventata la mia professione. Oggi sono istruttore di 2° livello (in procinto di concludere il corso di maestro nazionale) per la Spector Padel House presso il centro SPH Barona. Per SPH ricopro anche la posizione di coach manager.
SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA
Il legame tra Argivit e racchetta affonda le sue radici nel tennis. Anche se l’integratore è apprezzato in ambito medico, il crescente utilizzo sportivo ha definito una comunicazione mirata e di successo.
Parla Lorenzo Lazzarini, direttore vendite di Aesculapius di Cristina Turini
La svolta digital di Aesculapius è iniziata in pieno periodo pandemico, con il posizionamento del suo prodotto di punta, Argivit, nel mondo degli sport endurance. La comunicazione social del prodotto è stata poi incentrata sul padel, assecondando il trend positivo del mercato. Una naturale evoluzione di quello che è stato lo sport da cui tutto è iniziato: il tennis. Ma Argivit nasce dall’ambito medico e qui (anche) rimane, avendo caratteristiche che possono soddisfare una più ampia tipologia di consumatore. Lorenzo Lazzarini, direttore vendite dell' azienda bresciana, ci spiega perché l’integratore viene apprezzato sia nel settore sanitario che in quello sportivo.
L'intervista
LORENZO LAZZARINI, DIRETTORE VENDITE DI AESCULAPIUS
Sostegno fisico e mentale certificato doping-free
Perché avete deciso di investire nel segmento padel?
state pensando a una distribuzione diversificata (o la state già attuando)?
Argivit si è affacciato al mondo del digital in piena pandemia; nonostante il periodo storico in cui non si poteva praticare sport, era comunque un prodotto molto ricercato. Abbiamo iniziato a fare una campagna social ad hoc per posizionarci negli sport di endurance. L’azienda in passato aveva già un pregresso sportivo con il tennis. Dal 2020 sui social abbiamo associato il prodotto al running, al ciclismo, al triathlon e al CrossFit e ci siamo anche avvalsi del supporto di un nutrizionista che declinasse le caratteristiche di Argivit in base alla disciplina di cui si parlava. Poi siamo arrivati a padel. Perché, se è vero che abbiamo avuto buoni risultati canalizzandoci sull’endurance, Argivit è ideale anche per quegli atleti che praticano sport più esplosivi e hanno bisogno di energia pronta. Il padel è uno sport in forte espansione anche a livello mediatico e ha delle caratteristiche affini con il tennis. Da qui la nascita del progetto #Padeltips, con il coach Andrea Fierro, per realizzare contenuti brandizzati che siano utili e a disposizione delle persone che, seguendo le nostre pagine social, possano ricevere consigli sull’utilizzo del prodotto, da associare all’attività sportiva.
Come si lega la filosofia del prodotto a questo sport?
Una delle motivazioni per cui abbiamo inizialmente associato Argivit al tennis (e vale anche per il padel), risiede in quello che il prodotto vuole comunicare nel suo claim principale: “combatte l’affaticamento fisico e mentale”. In questi sport da racchetta sostenere anche la concentrazione è determinante per raggiungere la performance. Il prodotto si cala totalmente in questa tipologia di sport, dove non sono importanti solo lo sforzo fisico, l’esplosività e la prestazione muscolare, ma anche la componente “testa”. Inoltre Argivit è certificato doping free, un fattore da tenere in considerazione soprattutto per chi affronta tornei agonistici.
Visto il target sportivo di chi utilizza il prodotto,
Al momento no, per una motivazione che riguarda il fatturato del prodotto. Argivit nell’ultimo anno ha subìto un’accelerazione impressionante. Sappiamo per certo che i due canali per mezzo dei quali è sempre stato venduto sono differenziati. Da un lato c’è il segmento sportivo, dove la comunicazione social che stiamo facendo da oltre due anni ha portato ottimi risultati. Dall’altro c’è il canale medico ed essendo noi un’azienda farmaceutica, vogliamo dare un messaggio di prodotto utilizzabile anche in questo ambito. I medici hanno sempre consigliato Argivit per le sue caratteristiche energetiche. Lo hanno fatto ancora di più con l’avvento della pandemia e il conseguente aumento di casi di Sarcopenia (perdita della massa e della forza muscolare) a causa dell’immobilità, che nei soggetti fragili come gli anziani, può diventare un problema serio. Continueremo quindi a venderlo nelle farmacie per esaltare la doppia valenza di questo prodotto.
La comunicazione mirata che state facendo sui social (Padeltips) sta portando a buoni risultati? Da quando abbiamo iniziato a metà luglio con i Padeltips, i contatti su Facebook sono cresciuti di oltre il 50% mentre su Instagram abbiamo avuto una crescita del 116%. Sicuramente questi numeri hanno dato una spinta ulteriore alla campagna che si sta prolungando, siamo nel terzo anno. L’altro aspetto che ci ha spinto a investire sui social sono stati i feedback delle persone che lo hanno provato, veicoli importanti affinché altri lo provino. Sono quindi aumentati i follower, ma soprattutto la copertura dei nostri post, con numeri che parlano di un aumento di oltre il 500% da quando abbiamo puntato sul padel. La scelta del video è vincente, perché anche se ha breve durata è un contenuto utile e immediato con visualizzazioni notevoli.
Vi state affiancando a qualche competizione padel come sponsor o intendete farlo?
Al momento rimaniamo sulla comunicazione digital per quanto riguarda la declinazione sportiva del prodotto. I manager locali a volte decidono di investire in loro iniziative agonistiche. Capita di inserire dei sample di Argivit nei pacchi gara di alcune maratone
per esempio, o di sponsoriz zare con piccole cifre alcuni eventi sportivi di vario tipo. Abbiamo più volte parteci pato alla sponsorizzazione di eventi internazionali di tennis. Si potrebbe valu tare in futuro di sponsoriz zare una competizione di padel. Dipende dal livello di investimento richiesto e al possibile ritorno.
Quanto incide lo “sportivo” sul vostro fatturato?
Potrei sbilanciarmi col dire che il fatturato deriva per il 50% dal comparto sportivo e il 50% da quello medico. Non tendiamo a stringerci in un solo unico settore e nello stesso tempo non intendiamo associarci a un unico sport, proprio perché le caratteristiche del prodotto sono molto varie. C’è chi lo utilizza per avere un maggiore apporto energetico prima di affrontare l’attività, c’è chi lo utilizza per avere un miglior recupero post attività. Il prodotto è ottimo per migliorare la prestazione, ma anche la concentrazione.
Per il 2023 su quali progetti/mercati avete deciso di investire?
Questa strategia sta portando bene e andremo avanti, valutando se cambiare qualcosa in base ai nuovi obiettivi. Non vogliamo che Argivit venga settorializzato, ma non possiamo dimenticare i numeri che stiamo avendo: negli ultimi mesi abbiamo fatturato il +100% e i dati di mercato ci dicono che in parte è dovuto anche allo sport. Presumo che proprio il padel ci abbia fatto arrivare a questo risultato. A noi interessa diversificare il consumatore, poiché l’integratore aiuta sia dal punto di vista mentale che fisico. Vorremmo aumentare i post legati al padel, che funzionano benissimo in organico. E sviluppare un piano editoriale che parli a tutti, agli sportivi e non, con spin off dedicati. Vorremmo inoltre collaborare con gli influencer legati a questa disciplina che parlino anche di prodotto, tenendo il budget di investimento uguale a quello del 2022.
HEROE’S: PRO’S NEEDS
Il brand emiliano ha sviluppato per il 2023 racchette che vanno incontro alle esigenze di tutti gli appassionati. Ci soffermeremo su quelle progettate per giocatori esperti, che garantiscono un ottimo controllo di palla e colpi potenti di Davide L. Bertagna
Passione, creatività e impegno: è questa la filosofia di Heroe’s, giovane marchio di Padel & Beach Tennis, fondato nel 2018 a Bologna, che sviluppa prodotti eleganti e funzionali. L’obiettivo della realtà emiliana è quello di innalzare continuamente la qualità grazie alla ricerca e alla collaborazione con atleti professionisti. Heroe’s realizza da circa un lustro attrezzature tecniche, abbigliamento e accessori per entrambi gli sport di racchetta. Per il
beach tennis è già posizionato come uno dei migliori brand sul mercato mondiale e adesso l’obiettivo è diventare un riferimento anche “tra le pareti di vetro”. Nella linea 2023 sono presenti pale progettate in ogni minimo dettaglio per andare incontro alle esigenze di tutti gli appassionati. Su questo numero presenteremo i modelli Pro, sviluppati per chi è già un giocatore esperto e cerca un prodotto in grado di fare la differenza.
La struttura della racchetta è in una speciale fibra di carbonio resistente all’impatto e flessibile quanto basta per non concedere alle pale l’effetto vibrante che ne penalizza l’uso. La struttura viene sottoposta a diversi test ed è composta da resine particolari.
Il primo sistema utilizzato per aumentare lo spin, caratterizzato da un foglio con esagoni per rendere ruvido il piatto e favorire un buon grip sulla pallina.
Un carbonio di alta fascia mischiato con fibre di Carbon Silver, che è stato studiato per offrire agli appassionati un livello avanzato di gioco.
La struttura a diamante è quella più avanzata sul mercato, adatta a giocatori esperti. Su questa tipologia di racchetta il peso è distribuito verso la punta. Questo comporta un bilanciamento della pala verso l’alto, così da valorizzare al massimo l’intensità della forza nel colpo.
BEAST
Una pala con telaio completamente in fibra di carbonio che, grazie alla forma a goccia del piatto in Carbon Silver 18K con nucleo interno in gomma Eva Black S3, permette un gioco potente e garantisce grande divertimento. Questa racchetta è stata progettata per giocatori di livello medio alto.
SPESSORE:
La gomma E garantisce una maggior durata della pala nel tempo. Conferisce più potenza ai colpi d’attacco ma, allo stesso tempo, fa sì che la racchetta perda in uscita di palla sui colpi lenti, dove sarà necessario impegnare più forza rispetto a una in Foam.
Una tecnologia che si basa su strati intrecciati di carbonio che permettono al giocatore di colpire la palla sempre con la potenza corretta. La risposta della racchetta è immediata a seconda delle varie rigidità. È importante trovare il giusto compromesso tra le diverse misure del carbonio 3, 12 e 18, che incidono notevolmente sulle performance.
Il sistema Predator è stato sviluppato per garantire un ottimo assorbimento delle vibrazioni verso il manico e offrire anche una maggiore stabilità del piatto.
Il piatto della racchetta più complesso e tecnologicamente avanzato: rispetto ai modelli tradizionali questa versione è composta da tre layer che assistono l’un l’altro l’assorbimento dei colpi e la conseguente risposta.
ISON
Una racchetta progettata con telaio totalmente in fibra di carbonio, pensata per offrire un gioco potente e veloce. Il piatto, composto con nucleo interno in gomma Eva Black RS5, presenta la nuova foratura con diametri differenziati che permette una maggior stabilità e una migliore gestione dei colpi. TELAIO: CARBON
TELAIO: CARBON
PIATTO: 2 LAYERS PRFV + 18K CARBON SILVER
LUNGHEZZA: 45,5 CM
SPESSORE: 38 MM
BILANCIAMENTO: MEDIUM
SCHIUMA: EVA EXTRA SOFT BLACK
PESO: 360GR (+/- 10G)
LE TECNOLOGIE NELLA LINEA 2023
ARES
Progettata per padelisti esperti, permette un gioco veloce sempre in controllo. Una racchetta con una gomma dura che consente di sviluppare molta potenza durante gli scambi. Il piatto è composto in Carbon Silver 18K con nucleo interno in gomma Eva Black. Il telaio è in fibra di carbonio al 100%.
TELAIO: CARBON
PIATTO: 2 LAYERS PRFV + 18K CARBON SILVER
LUNGHEZZA: 45,5 CM
SPESSORE: 38 MM
BILANCIAMENTO: MEDIUM/HIGH
SCHIUMA: EVA BLACK XH8
PESO 360GR (+/- 10G)
ROWAN
Pensata per padelisti di livello professionistico, è una racchetta con telaio completamente in fibra di carbonio che permette di sviluppare un’ottima potenza sui colpi senza perdere mai il controllo durante le diverse fasi di gioco. Il piatto è in Carbon Silver 18K con nucleo interno in gomma Eva black RS3.
PREDATOR PWR
Con telaio in carbonio al 100%, grazie alla sua forma a diamante, permette un gioco potente e dall’alto rendimento senza perdita di controllo e con alta velocità di palla. Il piatto è in carbonio 3K e triplo strato di fiberglass, mentre il nucleo interno presenta una gomma super soft. Il dise gno del ponte VibraX offre un ottimo assorbimento delle vibrazioni.
TELAIO: CARBON
PIATTO: 2 LAYERS PRFV + 18K CARBON LUNGHEZZA: 45,5 CM
SPESSORE: 38 MM
BILANCIAMENTO: MEDIUM
SCHIUMA: EVA BLACK R PESO: 360GR (+/- 10G)
“Predator è una racchetta molto maneggevole, mi aiuta nei colpi in spinta ma con un ottimo controllo. Può essere utilizzata da giocatori da medio livello in su, è una combo perfetta tra spinta e controllo”.
EMILY STELLATO (campionessa italiana)
TELAIO: CARBON
PIATTO: 2 LAYERS PRFV + 18K CARBON SILVER
LUNGHEZZA: 45,5 CM SPESSORE: 38 MM
“Rowan è una perfetta combinazione tra una racchetta d’attacco e una per chi vuole sentire la palla senza la sensazione che scappi. La consiglierei per un livello medio/alto”.
GIULIA SUSSARELLO
MANIAC
Sviluppata per un giocatore di livello avanzato che vuole avere il massimo dalla propria racchetta, privilegiando il gioco ad alta velocità. Il telaio è completamente in fibra di carbonio, mentre il piatto è in carbonio 12K e fiberglass, con il nucleo interno in gomma Eva soft HR3. La particolare superficie del piatto con lavorazione 3D permette di ottenere un ottimo equilibrio tra velocità ed effetto di palla.
SPESSORE: 38 MM
TELAIO: CARBON
PIATTO: 2 LAYERS PRFV + 12K CARBON
LUNGHEZZA: 45,5 CM
BILANCIAMENTO: MEDIUM/HIGH
SCHIUMA: HR3 SOFT EVA BLACK
PESO: 360GR (+/- 10G)
PREDATOR LTD
Una pala in edizione limitata che, grazie alla sua forma a diamante, permette un gioco potente e dall’alto rendimento senza perdita di controllo con alta velocità di palla. È progettata per giocatori professionisti o esperti e grazie al suo ampio spot permette un gioco sempre divertente. Il piatto è in carbonio 12K e due strati di fiberglass. Il disegno del ponte VibraX permette un ottimo assorbimento delle vibrazioni.
SPESSORE: 38 MM
TELAIO: CARBON + FIBER
PIATTO: 2 LAYERS PRFV + 12K CARBON
LUNGHEZZA: 45,5 CM
BILANCIAMENTO: MEDIUM
SCHIUMA: EVA BLACK RS0
PESO: 360GR (+/- 10G)
PATRIOT HYPER XT
Questo modello in fibra di carbonio al 100%, è stato progettato per un giocatore esperto che privilegia il controllo di palla e la potenza. La particolare superficie del piatto 3D permette di ottenere un ottimo equilibrio tra controllo ed effetto di palla. Patriot PWR è prodotta con un particolare “proteggi testa” integrato nella racchetta per preservare la pala da colpi accidentali contro le pareti in vetro.
TELAIO: CARBON
PIATTO: 2 LAYERS PRFV + 3K CARBON
LUNGHEZZA: 45,5 CM
“Patriot è una racchetta maneggevole, morbida e leggera. La consiglierei a un atleta alla ricerca di una pala molto comoda e rapida. Perfetta per chi gioca sia a destra che a sinistra”.
ALESSANDRO TINTI
SPESSORE: 38 MM
BILANCIAMENTO: MEDIUM/HIGH
SCHIUMA: EVA SUPER SOFT
PESO: 360GR (+/- 10G)
- LA COLLEZIONE “BE UNIQUE“ DI DROP SHOTI modelli della gamma sono cinque: Tacoma, X-Bass, Bronco, Quantum e X-Drive. L’obiettivo del brand spagnolo è garantire una migliore maneggevolezza, maggiore fluidità nel movimento e nell’accelerazione e un migliore assorbimento delle vibrazioni. Tutte le racchette sono fabbricate al 100% in carbonio e si sposano con le diverse esigenze che un giocatore può avere sul campo. Drop Shot Tacoma è a forma di lacrima, è prodotta in fibra di carbonio 24K e si caratterizza per dinamismo e resistenza. Progettata in fibra di carbonio 18K, la X-Bass si presenta come una racchetta molto resistente e con un design accattivante. Drop Shot Bronco è in fibra di carbonio 18K e ha un nucleo in gomma Eva Soft a bassa densità. Quantum è la pala a forma di diamante di Drop Shot ed è in fibra di carbonio 12K: punta a soddisfare i giocatori più esigenti in campo. Infine, la pala X-Drive è a forma di lacrima e con fibre di carbonio 24K, nucleo Eva Pro e un bilanciamento medio-alto.
dropshot.es
- DUE PALE IN EDIZIONE LIMITATA PER NOX -
Nox ha lanciato due nuove pale in edizione limitata, firmate dagli atleti di punta del brand Agustín Tapia e Miguel Lamperti: la AT.2 Genius LTD 2023 Edition e la ML10 Pro Cup LTD 2023. La caratteristica principale dei due nuovi prodotti è il telaio in fibra di carbonio da 18K, che garantisce una combinazione di solidità e consistenza per il giocatore. Da segnalare anche la doppia finitura ruvida dell’esclusiva tecnologia SPIN+, che permette una migliore resa nei colpi tagliati, e il primo sistema brevettato (Smartstrap) per sostituire il laccetto di sicurezza. Entrambe sono disponibili dallo scorso 20 novembre. Per quella firmata da Tapia, l’azienda spagnola immetterà sul mercato 10.000 unità, mentre la produzione della racchetta di Lamberti si fermerà a 6.000 pezzi.
Padel Sport - 392.0731698 - info@padelsport.it
- SIUX LANCIA LA SG BLACK LIMITED EDITIONSi chiama SG Black Limited Edition la nuova pala presentata da Siux nello flagship store a Madrid, alla presenza di Sanyo Gutierrez e di Felipe Navarro di Energy Padel. La racchetta è stata perfezionata secondo lo stile di gioco di Gutierrez, con le migliori finiture che esistono oggi sul mercato. Una forma ibrida, un bilanciamento medio, una gomma media e il carbonio 12k sui piatti. Le facce sono lisce e per dare vita a questo gioiellino è “sceso in campo” proprio Sanyo Gutierrez, che ha partecipato alla sua progettazione.
siuxpadel.com
- SHOOTER PADEL, LA START-UP CHE RIDUCE GLI INFORTUNI AL POLSONato a Lleida, in Catalogna, Shooter Padel è un marchio di racchette che riduce di un’alta percentuale, l’80%, il rischio di subire lesioni alle braccia e alle mani quando si gioca, grazie a una tecnologia esclusiva chiamata “Low Vibration Technology”, basata su un sistema multistrato di assorbimento degli urti.
Una buona correzione della posizione della pala e l’educazione posturale del corpo sono fondamentali. Tuttavia, anche la qualità della racchetta influisce sull’usura a cui sottoponiamo le nostre braccia. Shooter è stato testato dai giocatori professionisti con cui collabora e può confermare la sua efficacia. Inoltre, per ridurre il rischio di infortuni, ha creato il servizio di prova delle racchette TEST+ che assicura agli atleti di aver scelto la racchetta più adatta al suo tipo di gioco.
shooterpadel.com
- MIZUNO WAVE EXCEED LIGHT PADEL: AMMORTIZZAZIONE SUPERIOREQuesta calzatura è studiata per coloro che cercano un comfort leggero, perfetta per un gioco veloce. La Wave Exceed Light Padel di Mizuno offre una struttura superiore con base in mesh per una grande flessibilità, una soletta altamente ammortizzata e una forma larga per una calzata confortevole. In questo modo il brand dà vita a una scarpa che offre la stessa struttura dei modelli concorrenti, ma con un’ammortizzazione maggiore. Questo garantisce una sensazione integrata e confortevole dal momento in cui si indossa e per tutta la partita. Mizuno Italia - 011.3494811 - info.it@eu.mizuno.com
- PUMA: NUOVI COLORI PER LA GAMMA FASTER PADELPuma ha presentato una nuova linea di colori per racchette da padel, scarpe e abbigliamento, che arricchisce la collezione Faster Padel lanciata nei mesi scorsi. La vedremo indossata dagli ambassador di Puma come ‘Momo’ Gonzalez, Victoria Iglesias, Marco Cassetta e Xènia Clascà.
Tra i prodotti a cui il marchio tedesco ha dedicato delle nuove colorway ci sono le sneakers solarATTACK RCT, che sono ora in vendita con una suggestiva tonalità di rosso abbinata a scanalatura in bianco. La parte superiore è in nero, che contrasta con i lacci di un rosso intenso e il logo Puma.
Puma - 06.89970526 - service@puma.com
- BULLPADEL PRESENTA UNA LINEA DEDICATA A GEMMA TRIAYBullpadel ha deciso di allargare il proprio catalogo con una linea di abbigliamento dedicata a Gemma Triav. La nuova collezione comprende delle giacche, delle felpe, un gilet e un paio di vestiti, per un totale di una dozzina di capi. Tre li ha firmati in tutti i sensi la giocatrice di Mahon, visto che c’è proprio il suo autografo riprodotto sulla parte posteriore. Si tratta di due vestiti “Yacer” realizzati in nylon elasticizzato di alta qualità, con inserti in ottoman nella parte interiore e schema incrociato nella parte posteriore. Incorporano la tecnologia Drylum, che garantisce traspirabilità evitando di trattenere il sudore. La felpa, invece, è realizzata con un tessuto Interlock di poliestere elastico, ed è dotata di cappuccio, tasche con cerniera, orlo a costine e polsini.
Acerbis - +39 035773577 - acerbis.com
bullpadel.com
SCARPE
ABBIGLIAMENTO
NUOVA VESTE, SOLITA SICUREZZA
Hirostar rinnova la sua linea di pale cambiandone l'estetica, continuando a offrire a tutti l’attrezzo perfetto per praticare lo sport preferito di Sara Canali
Solar, Aurora e King indossano una nuova veste. Si tratta infatti della seconda collezione di pale lanciata da Hirostar che rinnova la sua linea cambiandone la grafica. Restano ancora protagonisti i colori distintivi della collezione, mentre cambiano i dettagli tecnici tra cui le finiture a rilievo per rendere la superficie più ruvida all'impatto. La gomma viene presentata con la stessa densità, ma rimodernata nella struttura per renderla più duratura nel tempo.
SOLAR
La collezione vede dunque ancora una volta la racchetta Solar, di colore giallo, con la sua forma rotonda perfetta per trovare comodità da fondo campo e sicurezza sotto rete.
L'intervista
LUCIO MORMILE, CEO DI HIROSTAR
AURORA
Il modello Aurora invece è pensato nel colore verde acqua e, con la sua forma a goccia, risulta ideale per una platea più ampia di giocatori che hanno bisogno di garanzie da fondo campo, ma anche precisione e aggressività sotto rete e sulle palle alte.
Da quali esigenze è nato questo restyle delle racchette di Hirostar?
Con questo restyling abbiamo sviluppato in maniera ampia il concetto grafico delle racchette, siamo andati a cogliere dei trend e delle indicazioni che abbiamo ricevuto durante l'anno dai nostri clienti per poi tradurli nella pala vera e propria. Abbiamo migliorato tutta la parte di finitura a rilievo per rendere la superficie più ruvida all'impatto. Abbiamo poi cambiato la gomma, sviluppando una miscela che garantisce maggiore durabilità per tutti e tre gli articoli.
Perché avete cambiato il nome della racchetta King?
La King era nata in corsa l'anno scorso e in questo restyling le abbiamo cambiato nome in Horizon per essere in linea con l'intera collezione. D'ora in avanti quella tipologia di racchetta avrà una nuova nomenclatura, ma le medesime caratteristiche tecniche a cui il nostro pubblico è abituato.
Quali saranno i prossimi cambiamenti?
Quest'anno non abbiamo fatto grandi stravolgimenti perché quella presentata l'anno scorso è stata una collezione che ha funzionato bene e non necessitava di grandi stravolgimenti, cosa che invece ci aspettiamo per il 2024. In generale,
HORIZON
Torna in una nuova veste invece la King, dal colore azzurro, resa oggetto del desiderio dei tanti fan dal fenomeno del padel Tolito Aguirre. In questa sua seconda versione cambia nome e diventa Horizon, ma lascia invariato forma e potenza per una racchetta decisamente d'attacco. Insieme alla Redstone e Blackstone dunque, con questi tre restyling, si rinnova la collezione per la stagione 2023.
nel nostro piano di sviluppo biennale, prevediamo di program mare un restyling ogni 12 mesi e l'introduzione di novità più sostanziali ogni 24.
Dove e quando nasce Hirostar?
L'azienda nasce a Milano nel 2020 con il nome di Hiro Padel. Nel settembre del 2021 è stata costituita la Hirostar srl, in modo da rendere il marchio univoco e inconfondibile. Hirostar è nata per permettere ai giocatori di qualsiasi livello di poter giocare con una racchetta dalle alte prestazioni ad un costo ragionevole fornendo una delle migliori alternative qualità/prezzo del mercato. Pur essendo una realtà molto giovane, lavoriamo già con 10 Paesi nel mondo, tra America Latina, Emirati e diversi mercati europei. Oggi produciamo racchette, abbigliamento, accessori, protettori ma abbiamo un piano di espansione con diverse novità in caldo. Tutto il reparto di ricerca e sviluppo è qui in Italia, è nei nostri laboratori che abbiamo dato vita alle nuove gomme, così come lo studio di telai proprietari di cui abbiamo ideato il sistema di azzeramento di vibrazioni nel cuore della racchetta.
UNA SCARPA PER TUTTI
Con le nuove Hurakn Team 2023, Wilson vuole offrire un prodotto trasversale ed ecologico
Wilson ha lanciato le nuove Hurakn Team 2023, con cui vuole offrire una calzatura adatta ai giocatori di tutti i livelli. Si tratta di scarpe progettate con una suola specifica per il padel, che si presentano con una veste più ecologica e che sono rivolte a entrambi i sessi.
Dal punto di vista tecnico, le Hurakn Team 2023 coniugano sostegno, ammortizzazione extra per i giocatori amatoriali e, in particolare, una sensazione di comfort a tutto campo, vantaggio chiave fornito dal modello. Una combinazione resa possibile da un dislivello tra tallone e punta di 12 mm e a un materiale R-DST+ nell’intersuola.
Per garantire maggiore resistenza all’usura e all’abrasione, Wilson ha utilizzato Duralast, una gomma ad alta densità che migliora la trazione su tutte le superfici. L’efficacia nei movimenti laterali è invece assicurata da un supporto all’area mediale del piede, contenuto nella tomaia.
TECNOLOGIE
Duralast: gomma composita ad alta densità della suola, resistente all’abrasione e capace di fornire un’ottima trazione su tutte le superfici
DF3: dislivello da tallone a punta di 12 mm che offre un’ammortizzazione extra per i giocatori amotoriali
Midfoot Support: supporto extra nella parte centrale del piede che stabilizza il movimento laterale e fornisce ulteriore comfort
OrthoLite EVA Bidensity: la struttura della soletta assicura sostegno e comfort allo stesso tempo
R-DST+: schiuma dell’intersuola che combina ammortizzazione e rimbalzo
INFO DI BASE
Peso: uomo 338 g, donna 298 g Misure US: da 7 a 14 uomo, da 5.5 a 11 donna Amer Sports - 0422.5291 - amersports-italy@amersports-com
PER “VOLARE IN CAMPO”
Nuova release per la Jet Premura di Babolat, ancora più leggera e traspirante
Inserto sotto il tallone: in EVA ad ammortizzazione elevata, garantisce protezione dagli urti
Soletta interna: OrthoLite, è modellata per adattarsi alla forma del piede; le proprietà della formulazione della schiuma contribuiscono a rendere la scarpa confortevole, traspirabile e durevole
Suola: realizzata insieme a Michelin, è ancora più flessibile e ha tacchetti appositamente progettati per il padel; offre una combinazione ideale di ammortizzazione, flessibilità e resistenza
La nuova scarpa di Babolat - la Jet Premura Padel 2 - punta a offrire il massimo del comfort e della traspirabilità. Le innovazioni alla base di questa nuova release riguardano il peso ridotto e l'aggiunta di due aperture di ventilazione sulla tomaia, che permettono di limitare il riscaldamento e gli sfregamenti in campo sia durante gli allenamenti che in partita. Per rendere la calzatura più leggera, ma non per questo compromettendo la qualità del sostegno, Babolat si è affidato alla tecnologia Matryx EVO. Si tratta di un materiale esclusivo e brevettato, sviluppato da
Tomaia: garantisce una calzata più aderente ed è dotata di due grandi aperture di ventilazione
Protezione avampiede: in gomma ad alta resistenza, per una durata superiore della tomaia
Rinforzi laterali: aumentano la stabilità durante i cambi di direzione bruschi
Babolat in stretta collaborazione con Chamatex, azienda esperta nei tessuti tecnici. I colpi vengono attutiti con qualsiasi appoggio grazie all'evoluzione del sistema KPRS-X, in grado di proteggere tutta la zona del tallone. Questo è possibile per via delle scanalature aggiuntive sull'avampiede e sulla struttura dei tacchetti, progettati appositamente per il padel, che permettono di avere una maggiore stabilità e fluidità a ogni colpo giocato. Con i due rinforzi laterali presenti, i giocatori possono gestire al meglio qualsiasi cambio di direzione, anche quelli più bruschi.
Babolat - babolat.com
TECNOLOGIA DA INDOSSARE
UYN debutta nel padel con una collezione completa per lui e per lei.
Fibre ecologiche e innovazioni studiate dagli ingegneri di AREAS
Padel Series è la linea con cui UYN – Unleash Your Nature debutta nel padel, portando con sé la sua tecnologia avanzata che promette libertà di movimento e traspirabilità superiore, esattamente le caratteristiche più richieste dai giocatori. UYN ha messo in campo soluzioni innovative per garantire il massimo delle prestazioni progettate dagli ingegneri di AREAS (Academy for Research and Engineering in Apparel and Sport), il centro di ricerca e sviluppo del brand italiano. La linea comprende due maglie a manica corta, la polo tecnica, i pantaloncini aderenti, regular e 2-in-1. L’outfit è completato dalle nuove calze Padel One.
- LE CARATTERISTICHE -
I capi della linea Padel Series sono realizzati con Natex, la bio-fibra ad alte prestazioni di UYN che pesa il 25% in meno, asciuga il 50% più velocemente del nylon tradizionale e ha un naturale effetto batteriostatico di riduzione degli odori. Natex deriva dall’olio dei semi di ricino, una pianta non destinata all’alimentazione umana. La sua lavorazione ha un ridotto impatto ambientale e permette di sostituire le tradizionali fibre sintetiche a base di petrolio. Le qualità della fibra
Natex sono potenziate dalle tecnologie brevettate da UYN per una migliore gestione del micro-clima corporeo.
Coolvent: sul petto e sulla schiena trasporta rapidamente il sudore verso l’esterno e crea un flusso d’aria sulla pelle attraverso micro canali tridimensionali.
Hypermotion: la zona delle spalle è realizzata a partire da un unico pezzo di tessuto, senza cuciture verticali. Più libertà di movimento, maggiore supporto per la muscolature e la postura.
- LA COLLEZIONE-
La collezione Padel Series è strutturata per rispondere a ogni esigenza del giocatore. Per l’uomo, la maglia a manica corta è disponibile anche nella versione “Smash” dal look più grintoso e dinamico. La polo Padel Series unisce funzionalità e stile grazie a dettagli raffinati come il colletto con tecnologia Bi-Flow per una ventilazione evoluta nella zona del collo. Per la donna, la canotta ultra leggera per i match più intensi. Le calze Padel One di UYN sono progettate analizzando i movimenti tipici del gioco e propongono un design ergonomico, specifico per piede destro e sinistro, con tecnologia brevettata Target Compression Bandage, che fornisce una compressione mirata esattamente dove serve. Protezioni tridimensionali agiscono come micro-airbag in corrispondenza del malleolo, del tendine d’Achille e del lato esterno del piede per assorbire gli urti. Il sistema di canali Cool Air Flow integrati nella superficie interna permette una costante ventilazione del piede, che rimane fresco e asciutto.
DALLA MODA AL CRISTALLO
Munich torna alla sua anima sportiva e lancia un catalogo completo per l'estate 2023. Punto forte, le calzature
Sono 80 gli anni di storia del brand catalano Munich, che affonda le sue radici nello sport, in particolare nel calcio. Nonostante in Italia fosse diventato piuttosto noto intorno al 2010 nel mondo della moda, con l'idea di dare la possibilità all'utente finale di personalizzare ciascun modello con colori e inserti a piacimento, nel dna del brand è forte lo spirito active.
ATOMIK
Questa scarpa è progettata per garantire massimo sostegno e flessibilità, al fine di rendere i movimenti più fluidi in campo. Ideale per i giocatori di buon livello, si attesta come il modello di punta del brand e promette una calzata solida e confortevole in grado di adattarsi a ogni tipo di piede. La tomaia è in mesh traspirante, e la parte esterna è rinforzata con materiali sintetici nelle zone maggiormente soggette all’usura. Rifinita in TPU sulla parte superiore, nell'intersuola presenta la tecnologia X-Lite che dona morbidezza alla suola che presenta motivi e texture miste. Nella zona del tallone è invece incorporato un gel morbido, per assorbire – almeno in parte – gli impatti più forti.
Non stupisce dunque che Munich sia tornato alle sue origini e lo abbia fatto scegliendo il padel, lanciando sul mercato un catalogo completo per l'estate 2023, che comprende anche pale e abbigliamento. Il punto forte naturalmente sono le calzature, grazie a vari modelli di qualità che si distinguono per colori accesi e design accattivante.
OXYGEN
Si tratta di un altro modello di scarpe professionali, indirizzato a qualsiasi tipo di giocatore. Promette grande rendimento agli atleti, che si muovono rapidamente e cercano colpi decisivi. La zona della caviglia è protetta da un’imbottitura apposita. Grazie al suo interno in materiale elastico, il piede è perfettamente supportato durante tutto il match. Anche in questo caso, la tecnologia principe è la X-Line, con un’intersuola che offre grandissima ammortizzazione. Realizzata con una base in mesh con rinforzi nelle zone più esposte all'attrito, è caratterizzata da leggerezza e comfort. La tecnologia Grip Line del battistrada presenta motivi e texture miste e, grazie a un piccolo doppio chiodo, aumenta in modo ottimale sia l'aderenza che la mobilità.
AMORE A PRIMA PALA
Urban Padel, a Castelfranco Veneto, nasce nel 2016 da una scommessa di Alberto Griggio.
Oggi il centro conta 500 soci ed è uno dei più apprezzati del territorio
di Daniele Pansardi
Alberto Griggio ha scoperto il padel ormai più di dieci anni fa, quando in Italia era semisconosciuto ai più. Dopo essersene innamorato fin da subito, ha deciso di provare a farlo diventare il suo lavoro quotidiano, con l’obiettivo di combinare la passione per questo sport con la volontà di portare avanti la propria attività economica.
Una scommessa personale iniziata con il circolo Padel Isolaverde, in provincia di Padova, nel 2016: due campi, tanto lavoro di promozione di un gioco ai tempi sconosciuto, e inevitabili sacrifici. Il tempo, alla fine, gli ha dato ragione. Quel piccolo club è diventato oggi Urban Padel, un centro che conta 500 soci, tre squadre agonistiche militanti in Serie D e quattro amatoriali, e che si contraddistingue per la qualità nell’insegnamento della disciplina.
L'intervista
ALBERTO GRIGGIO, FONDATORE DI URBAN PADEL E INSEGNANTE
IL FONDATORE
Alberto Griggio, classe 1988, apre il circolo Padel Isolaverde a Loreggia (PD) nel 2016 iniziando la propria attività da maestro. Nel 2021 inaugura Urban Padel spostandosi a Castelfranco Ve neto (TV). Come insegnante, è istruttore Fitp di 2° grado. Nel 2022 ha iniziato la collaborazione con Ptr (Professional Tennis Registry) e Pcr (Padel Coaches Registry), associazioni inter nazionali che formano maestri di tennis e padel. Da esami natore, certifica il livello di insegnamento degli iscritti ai cor si di formazione. Di recente è stato nominato Ptr Italy Padel Professional of the Year, ovvero maestro di padel dell’anno.
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Proviamo a far sentire i nostri soci parte di un grande gruppo
Quando è nata la tua passione per il padel?
Ho approcciato il padel nel lontano 2009/2010 quando, in Spagna, in una nota catena di negozi di sport in cui lavoravo, ho partecipato a un meeting internazionale a Madrid. Da li è stato amore “a prima pala”.
Cosa ti ha fatto innamorare di questo sport?
La facilità con la quale sono riuscito a giocare e soprattutto divertirmi dalla prima volta in cui ho provato. L’ho trovato immediato ed estremamente sociale come sport. Venendo dal tennis sono stato sicuramente avvantaggiato rispetto ad altri, e pian piano ho poi cominciato a comprendere l’arte delle pareti.
Quali sono state le prime reazioni in Italia quando hai cominciato a parlare di padel?
Nonostante ci fossero due campi dal 1991 a Costabissara (Vicenza) molto prima della mia scoperta, nessuno conosceva lo sport e la reazione era sempre la stessa: “Mai sentito…Ma che cos’è questo padel?”. Puntualmente mi trovavo a spiegare
come fosse strutturato un campo e quali fossero le regole del gioco, il tutto poi terminava con l’esibizione di un video del Pro Padel Tour (si chiamava così prima dell’avvento del WPT) e con la stessa reazione: “Che figata!”.
Da dov’è nata l’intuizione di aprire dei campi sette anni fa e com’è andata all'inizio? È nata sicuramente dallo studio dell’andamento del padel in Paesi come Spagna e Argentina e un po' anche per una scommessa lavorativa. Lavoravo nel commercio sportivo e sentivo il bisogno di provare a creare da me un business in questo settore, in modo che diventasse la mia attività quotidiana. Oggi non riuscirei ad immaginarmi diversamente. Non nascondo che all’inizio sia stata dura. Ci sono voluti molti sacrifici. Per il primo anno ho alternato l’insegnamento del tennis alla gestione dei campi, cercando di promuovere al massimo il padel attraverso open day, prove gratuite e volontariato nelle scuole per fare avvicinare bambini e ragazzi. Poi, col tempo, le persone si sono avvicinate sempre di più, e alla fine eccomi qui. Sono passato da un cir-
colo di due campetti scoperti in provincia, all’interno di un complesso sportivo, a un centro indoor di cinque campi interamente dedicato al padel.
Com’è nata l’idea del nome Urban Padel e che slancio ha dato al brand della tua attività nel corso degli anni?
Insieme alla mia socia Sandra Zuin, abbiamo scelto il nome Urban Padel con i colori nero-giallo-antracite per dare una connotazione “street”, avendo ricavato il circolo all’interno di un capannone industriale e volendo creare aggregazione e appartenenza.
Quand’è che vi siete accorti che il progetto poteva davvero decollare?
Da subito. I campi del circolo che gestivamo prima erano saturi e il business plan che avevamo preparato, anche con le previsioni meno ottimiste, ci dava buone basi su cui sperare. Siamo partiti bene, e in breve le proiezioni non solo sono state eguagliate, ma anche superate. Dopo l’apertura di Urban Padel, essendoci posizionati in una città con un bacino d’utenza più ampio del precedente e
I SERVIZI DI URBAN PADEL
Prenotazione dei campi: dalle 9 alle 24 dal lunedì al venerdì e dalle 9 alle 20 il sabato e la domenica tramite app personalizzata
Orgaizzazione di lezioni e partite tattiche: con quattro istruttori federali tutti i giorni, esclusa la domenica
Corsi collettivi: per ragazzi e adulti
Percorsi individuali: per agonisti under e non
Organizzazione di tornei sociali: con cadenza mensile
Organizzazione di tornei Open Fit e Tpra: con cadenza bimestrale
Clinic: con maestri o giocatori internazionali con cadenza trimestrale
Servizio di preparazione atletica: con personale qualificato per agonisti e amatori
Partecipazione a campionati di Serie D e Coppa Italia Tpra con sei squadre
Partner: Zurich, Radio Company, Farmacie Monti, Heroe's, Head, Sane
5 campi indoor, di cui 3 panoramici
Spogliatoi
Bar Reception Pro shop
avendo investito sulla promozione e la formazione già da tanti anni, abbiamo continuato a ricevere ottime risposte dal territorio.
Quali sono le attività principali del vostro business?
Sicuramente la promozione del padel attraverso la prenotazione dei campi e la scuola di formazione per tutte le età e i livelli di gioco.
Qual è il valore aggiunto che Urban Padel dà ai propri soci e in generale a chi sceglie i vostri servizi?
Crediamo che il nostro valore aggiunto sia la passione, la professionalità e la familiarità che mettiamo ogni giorno nel nostro club. Ci aggiorniamo costantemente a livello professionale e personale per garantire ai soci il meglio che possiamo esprimere a livello di gestione e insegnamento. Altri punti cardine della nostra gestione sono la familiarità e il senso di appartenenza a Urban Padel. Proviamo a far sentire i nostri clienti parte di un grande gruppo.
Come seguite le squadre agonistiche del vostro centro?
Attraverso allenamenti di gruppo personalizzati, che comprendono una parte di preparazione atleti-
ca, una parte tecnica e una tattica di match analysis. Oltre a questo, diamo loro la possibilità con cadenza trimestrale di allenarsi con maestri internazionali o giocatori di alto livello.
Pensi che si stia sviluppando una cultura tutta italiana legata al padel? E in che cosa potrebbe differire dalle visioni spagnole e argentine?
Decisamente sì. Stiamo notando moltissima partecipazione agli eventi anche internazionali organizzati in Italia. La febbre del padel è altissima e crediamo possa crescere ancora. Si differenzia dalle visioni spagnole e argentine, ma rispetto a queste due si vede che viene preso un po' più seriamente a qualunque livello.
Collabori con associazioni internazionali che formano maestri di tennis: cosa possono imparare dall’estero gli insegnanti italiani e in cosa invece l’Italia può considerarsi più avanti in questo settore?
In ambito puramente padelistico, a livello di insegnamento tecnico/tattico abbiamo ancora molto da imparare, ma trovo che l’organizzazione italiana possa fare la differenza nel confronto con i paesi latini.
In che cosa consiste il ruolo di international tester per le associazioni con cui collabori?
Per Ptr (Professional Tennis Registry) e Pcr (Padel Coaches Registry) svolgo il ruolo di “tester”, ovvero di esaminatore. Certifico il livello di insegnamento degli iscritti ai corsi di formazione per il padel.
Quali sono i progetti per il futuro?
In questo momento, dopo il prestigioso riconoscimento di “Ptr Italy Padel Professional Of The Year” sto lavorando insieme alla direzione di Pcr per diventare relatore, e quindi poter occuparmi, non solo della valutazione dei candidati, ma anche della loro diretta formazione in campo. Per quanto riguarda Urban Padel ci piacerebbe invece replicare il modello in un altro centro.
Infine, ci dici tre idee che proporresti per far fare un ulteriore salto di qualità al padel italiano?
Investire sui giovani, dal loro avvicinamento al padel alla loro formazione, incentivare l’attività agonistica attraverso l’organizzazione di tornei dedicati alle diverse età e categorie e ospitare sempre di più eventi a carattere internazionale.
IN BREVE
Da sinistra: Sandra Zuin, Martin Echegaray e Alberto Griggio
TUTTI I COLORI DEL PADEL
Il Colors Play District sorge sulle colline pescaresi da un’iniziativa dell’imprenditore Giancarlo Rabuffo, che ha donato a un luogo carico di storia un futuro variopinto
di Andrea Farano
Quando un circolo riesce a incarnare e restituire lo spirito del luogo in cui sorge, l’esperienza di gioco si trasforma in qualcosa di magico. È il caso del Colors
Play District, una delle strutture più grandi e tecnologicamente avanzate del centro Italia. Nato grazie al restyling di uno storico sito industriale di Montesilvano (PE) – a pochi passi
L'intervista
GIANCARLO RABUFFO,
TITOLARE DI COLORS PLAY DISTRICT
dall’Adriatico e dal Gran Sasso – è oggi possibile vivervi un’esperienza padelistica totalizzante, dove l’attenzione e la cura per il cliente si sposano con proposte sportive e gestionali tra le più innovative del panorama nazionale. Un club "forte e gentile", come le genti d’Abruzzo, in cui convivono in armonia passato e futuro. Ne parliamo con il patron Giancarlo Rabuffo.
Stiamo esplorando opportunità che altri circoli non sono ancora riusciti a concepire
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Quando è nato il circolo? Di chi è stata l’idea originale?
Il club nasce a dicembre 2021 su mio personale progetto, che per quanto mi riguarda è il completamento di un percorso di vita. Sono sempre stato un imprenditore e al termine del mio percorso lavorativo volevo lasciare un segno nel territorio e creare un qualcosa che restasse alla comunità.
A cosa si riferisce un nome così evocativo?
Ho deciso di chiamare così il centro perché ho sempre avuto a che fare con il colore. Sono proprietario di un'azienda specializzata nella costruzione di macchine per la stampa digitale, applicazioni speciali nel mondo del colore e color design… Colors Play District quindi non poteva che essere la migliore denominazione possibile per il nostro circolo.
Qual è la filosofia alla base della struttura?
Che tipo di servizio cercate di offrire ai vostri clienti?
La voglia di proporre qualcosa di unico si traduce in una visione in cui l'elemento fondamentale è fare aggregazione per mezzo del padel. In un periodo storico come il nostro, sono convinto che avere uno
spazio dove poter riunire genitori, figli e amici – e in cui lo sport diventa il tramite per condividere ore di felicità – sia l'elemento cardine della nostra filosofia gestionale. Per questo ai nostri clienti offriamo un servizio a 360 gradi: chi arriva al Colors può, in totale libertà, decidere di provare una pala nuova, allenarsi da solo con la nostra macchina lancia palle, fare lezione con i maestri oppure ovviamente giocare una partita nei nostri nuovi campi singoli o di coppia, senza dimenticare altre opportunità come i summer camp per i bambini o gli eventi privati.
La riconversione di un capannone industriale è stata frutto di una necessità o è una scelta mirata?
Il club ha trovato la sua sede all'interno di uno storico stabilimento dove fin dagli Anni '70 era allocata la produzione di tessuti e filati di Ermenegildo Zegna. Negli Anni ‘80 ospitava quasi 250 operai ed è un luogo dove si respira anco ra immutato il senso del lavoro di tante persone che sono passate da qui. Ha una superficie di circa 3.500 metri quadri e un'altezza di oltre 12 metri. Nel momen to in cui ho avuto la possibilità di acqui
sire la struttura ho pensato che accanto agli spazi dedicati al padel avrei dovuto conservare le testimonianze di un trascorso così reale e fascinoso. Le opere di ammodernamento e ristrutturazione sono state quindi concepite rispettando le tracce del vissuto e l'anima profonda di questo luogo. L’impiantistica, l'illuminazione e gli arredi lasciano convivere la memoria di ciò che fu con il presente sportivo, ed è stato il solo modo di poter ridare vita a uno spazio così ampio.
“Padel Ghost”, una proposta unica in Abruzzo... raccontaci di più.
L'iniziativa parte dalla necessità di incrementare l’occupazione dei campi in orario serale. Abbiamo intuito che con alcune modifiche la gabbia poteva acquisire luminescenze che consentivano una nuova modalità di gioco. È diventato così possibile giocare al buio e scorgere dell'avversario esclusivamente alcuni elementi della sagoma, come la racchetta fluo o il vestiario rifrangente, che diamo in dotazione agli utenti. La spensieratezza in queste partite è evidente, ma non ne va sottovalutato l'aspetto strategico: i nostri istrutto-
ri ne stanno perfezionando l'utilizzo per allievi di capacità avanzata, perché consente lo sviluppo di abilità difficilmente allenabili in altro modo.
Da un punto di vista sportivo che ambizioni avete? Di chi si compone la vostra squadra tecnica?
Il nostro direttore sportivo Mattia Paoletti si farà carico dell'organizzazione di tutte le attività di natura agonistica del circolo. Il club è giovane, essendo nato da un anno, ma la nostra ambizione è quella di formare internamente i giocatori che in futuro ne difenderanno la bandiera. Già da ora però nella cosiddetta Area Gold della struttura abbiamo collocato i due campi più performanti e li abbiamo dotati di tribuna. Questo ci consente di ospitare match di esibizione con i migliori giocatori d’Abruzzo e Marche e infatti siamo sede delle fasi finali dei più importanti tornei locali.
Veniamo alla gestione dei campi: abbiamo visto politiche dei prezzi decisamente innovative: puoi parlarcene nel dettaglio?
Forse le caratteristiche peculiari dei luoghi che ospitano il circolo – e quindi il ricordo della fabbrica che fu – influiscono anche sulla sensibilità e sulle politiche gestionali e mi riferisco al fatto che il Colors presta particolare attenzione ai clienti più maturi. Riteniamo che averli con noi sia una vera fortuna, perché ci permette di condividerne la saggezza e i percorsi di vita, mentre a noi consente di restituire loro qualcosa. Il nostro obiettivo è quello di aiutarli a ritrovare o mantenere una migliore forma fisica attraverso uno sport che significa anche socialità e compagnia, ed è per questo che abbiamo pensato a una serie di agevolazioni economiche per gli over
60. Oltre a questo, ogni fine mese organizziamo l'estrazione delle promocard, dando la possibilità a 10 nostri clienti selezionati casualmente di poter vivere il club con ancor maggiore intensità, perché con una quota minima riescono a utilizzare i campi per tutto il mese successivo senza ulteriori esborsi. Si è rivelata una politica premiante perché ha aumentato la fidelizzazione degli utenti, che a loro volta hanno portato altre persone a condividere lo spirito del Colors.
Chi vince non paga… è uno scherzo?
No! I campi dell’Area Gold sono dotati di apparecchiature per la videoanalisi “Eyes On” e questo ci consente di offrire ai giocatori non solo un servizio tecnico innovativo, ma anche di coinvolgerli in una particolare modalità competitiva racchiusa nella formula “chi vince non paga”. In questo caso non sono i giocatori a stabilire l'esito del match, ma è il software gestionale sul campo a darci la risposta in maniera direi scientifica. La contemporanea diretta della partita trasmessa sui canali social permette di abbinare al divertimento sportivo una certa vena goliardica, per cui alla fine chi perde… paga il campo.
Avete appena lanciato il progetto “D+ Padel Experience”: di cosa si tratta?
Possiamo definire la “D+ Padel Experience” come l’espressione di un vero e proprio programma fedeltà, che nasce con l’ovvio intento di aumentare le presenze nel centro, ma anche dalla voglia di offrire all’utenza un servizio personalizzato e di maggiore qualità. Giocare abitualmente in un circolo in cui gli istruttori hanno preventivamente definito e mappato il livello tecnico dei frequentatori mette in con-
Bar
Pro shop
Area fitness: per riscaldamento pre partita
Spogliatoi e area termale
Distributore gratuito di acqua
Area “Quarto Tempo”: con calcio balilla, ping pong, sedute e altalene
Area Privè: per feste private, compleanni, eventi aziendali
Ampio parcheggio
IN BREVE
Capannone industriale: di 3.500 mq
Copertura fissa a doppia campata con soffitto di 12 metri 6 campi coperti ultrapanoramici (GimPadel)
dotati di tabellone segnapunti elettronico 2 campi coperti ultrapanoramici (“serie gold”): dotati di telemetria con software Eyes One e tribune
2 campi coperti 1vs1
Modalità di gioco Ghost Padel: con dotazione di racchette fluo e pettorine Macchina sparapalle Dragonet
dizione il management della struttura di organizzare iniziative mirate e puntuali, come la creazione di tornei e partite adeguate alle abilità di ognuno, evitando così le delusioni derivanti dallo scontro di capacità impari. Il cliente che quindi si dota della card permette ai maestri presenti a bordo campo di aggiornare anche l’evoluzione del suo livello tecnico, e consente – a noi e a lui – di cercare e trovare altri giocatori del suo livello. L'iniziativa è appena nata ma verrà via via arricchita di altre utilities.
Come vedi il Colors Play District tra 10 anni?
Quali sono i prossimi obiettivi?
Mi piacerebbe poterti dare una risposta precisa. Quello che so per certo è che stiamo esplorando opportunità che magari altri circoli non sono ancora riusciti a concepire. Una struttura di queste dimensioni e un’offerta sportiva ampia come la nostra ci consentono di percorrere vie inusuali anche da un punto di vista manageriale. Il padel rimane il fulcro aziendale, ma la nostra attenzione è allo stesso tempo rivolta a prodotti e servizi collaterali e stiamo lavorando affinché le sponsorizzazioni siano sempre più protagoniste nel centro. La mia visione è quella di utilizzare lo sport come momento di socializzazione per poter al contempo veicolare l’incontro di domanda e offerta, come se il club fosse anche una sorta di “centro di ascolto”. I giocatori, sotto un’altra ottica, possono essere anche considerati gli ideali destinatari di iniziative commerciali mirate – parlo di attrezzatura tecnica ma anche, per esempio, di servizi per la salute della persona – sfruttando il traino di un ambiente e un contesto che per loro significa benessere. Nel Colors del futuro vedo un circolo ancor più aggregante, anche come luogo di convivenza tra i nostri eventuali sponsor e i loro potenziali clienti.
I SERVIZI
Premiazione exhibition match
UN LABORATORIO DI SOLUZIONI
Numerosi paiono gli ostacoli che separano l’ideazione di un padel club dalla sua realizzazione. Ma c’è chi offre la bussola per raggiungere anche gli obiettivi più ambiziosi di Andrea Farano
Quante volte avete pensato di aprire il vostro club, ma vi siete quasi subito arenati di fronte a burocrazia, mancanza di capitali o investitori, difficoltà a orientarsi tra decine di preventivi e fornitori? Oppure, nel gestire un circolo, avete mai avuto la sensazione di non saper sfruttare tutte le potenzialità del centro, o di non riuscire a ideare e proporre un’offerta adeguata a bisogni e richieste di una clientela sempre più esigente? Abbiamo incontrato Alessandro Cimino, titolare di PadeLab Consulting, società di consulenza che promette di aiutare chiunque a trovare la soluzione giusta per ogni necessità.
L'intervista
ALESSANDRO CIMINO,
TITOLARE DI PADELAB CONSULTING
Parliamo un po’ di voi: quando nasce la vostra società?
PadeLab Consulting nasce nel 2021 per mia iniziativa personale: tutto parte tre anni prima, quando decido di lasciare il mio lavoro di account manager in ambito marketing & comunicazione per intraprendere un percorso del tutto nuovo a contatto con un Paese, la Spagna, che ancora non conoscevo così bene e con uno sport che mi ha fatto appassionare fin da subito, ma di cui ignoravo gran parte delle sue infinite sfaccettature. Alla lunga queste esperienze mi hanno permesso di concepire modelli di gestione in grado di migliorare ulteriormente la redditività di circoli e strutture sportive.
Come si compone oggi il vostro team?
Attualmente nel team sono quattro le figure chiave con cui riusciamo a supportare il cliente in tutte le fasi del suo progetto: l’architetto Giovanni di Fiore (membro Commissione Impianti sportivi Coni Lombardia, rappresentante Scais Milano e membro comitato tecnico Asi Lombardia), il dott. Paolo Iaconcich, commercialista con esperienza ventennale in ambito sportivo, financial & tax consultant, e Daniele Fazzone, social media manager con oltre 10 anni di esperienza. Accanto a loro ci sono io a tenere le fila di tutto e a dedicarmi in particolare alla stesura di previ-
"Il nostro obiettivo è quello di definire una strategia gestionale che costituisca la bussola che il gruppo di lavoro dovrà seguire e che, al contempo, fornisca alla proprietà degli indicatori in base ai quali valutare le performance e la resa dell’investimento"
sionali economici-finanziari e alla strategia di club management in vista dell’apertura dei circoli.
La formula che immediatamente vi definisce è “consulenza a 360 gradi”: in cosa si traduce? Negli ultimi anni ci siamo resi conto di quanto per l’investitore fosse difficile partire da zero senza alcun ausilio: è estremamente complesso definire un ordine di priorità se non si conosce bene la materia, e può rivelarsi addirittura frustrante coordinare tante figure professionali molto distanti tra loro e che magari non dialogano. Il nostro “programma di accelerazione” nasce proprio allo scopo di prendere per mano il cliente, accompagnandolo nelle prime fasi di indagini tecnico-economiche, passando poi allo sviluppo del progetto e arrivando infine alla supervisione gestionale del nuovo club. Chiaramente è possibile anche scegliere solo alcuni specifici aspetti su cui si sente la necessità di essere supportati, andando così a “disegnare” una consulenza 100% tailor made.
Dalla vostra esperienza diretta, quali sono i settori in cui notate le maggiori difficoltà nell’investitore o nel gestore del centro?
Senza dubbio il primo punto spinoso riguarda la definizione della destinazione urbanistica del sito individuato e le prescrizioni di carattere edilizio. Subito dopo, ma potrei dire a pari merito, viene la costituzione della società, ovvero l’identificazione della migliore formula giuridica in base al progetto scelto. C’è infine il focus legato alla gestione del centro:
molto spesso chi sceglie di investire nel padel non si occupa poi in prima persona del club, ma delega a un team operativo, con conseguente incertezza sulla interpretazione dei risultati del circolo. Il nostro obiettivo è quello di definire una strategia gestionale che costituisca la bussola che il gruppo di lavoro dovrà seguire e che, al contempo, fornisca alla proprietà degli indicatori in base ai quali valutare le performance e la resa dell’investimento.
Il cliente solitamente arriva da voi in quale fase dello sviluppo del suo progetto?
Non esiste una regola definita: talvolta dialoghiamo in fase embrionale, quando magari sul tavolo è presente semplicemente una potenziale location (che vagliamo con i nostri tecnici). Altre volte il cliente è una società già costituita che vorrebbe ampliare il proprio ventaglio di servizi. In altri casi ancora il committente è un padel club già operativo, ma che ha bisogno di rivedere la sua strategia di una presenza digitale che sia all’altezza.
La selezione dei fornitori è un argomento spesso ostico: quanto può incidere la scelta giusta tra le innumerevoli proposte di mercato rispetto alle economie di scala di un progetto?
Può incidere eccome! In un mercato in continua crescita è consigliabile affidarsi a fornitori non solo all’avanguardia, ma che siano anche in grado di garantire un valore aggiunto nel tempo. Usare come unico metro di valutazione il costo è ovviamente un errore: un prodotto/servizio di primo prezzo po-
trà soddisfare l’esigenza momentanea, senza fare lo stesso in seguito. Noi cerchiamo di valutare le aziende anche in base alla loro visione, a quanto investono in ricerca e innovazione, e osserviamo il servizio pre e post vendita per assicurarci di guidare il cliente verso un “porto sicuro”.
Visione e strategia: ho l’impressione che ormai l’assenza di programmazione possa - soprattutto in alcune realtà territoriali e contesti molto competitivi - nel medio/lungo periodo tagliare fuori dal mercato un circolo: è davvero così?
È davvero così! L’approccio usato nei primi anni è stato in grandissima parte molto superficiale, con il solo obiettivo di cavalcare ciò che era definito una moda: il trend evolutivo del padel sta invece dimostrando che non è un fenomeno passeggero ma continua a crescere, e lo fa con costanza e sempre maggiore struttura.
Quello che consiglio sempre ai miei clienti è di avere la lungimiranza di concepire il proprio club come qualcosa che possa funzionare al meglio anche dopo 10 anni: si tratta di un concetto non semplice da trasferire poiché richiede spirito imprenditoriale, fiducia nella propria visione e ottimo management, ma è l’unica via per la creazione di un’impresa sostenibile e vincente non solo negli anni del boom, ma anche e soprattutto in quelli successivi.
Chi sono i vostri principali partner sul campo?
Sono due i partner con cui abbiamo scelto di lavorare a prescindere dal progetto e del cliente, e si tratta di due realtà estremamente allineate alla nostra filosofia aziendale. La prima è Italgreen, storica azienda italiana nella produzione di manti sintetici e fornitore ufficiale della Fip, da sempre capace di anticipare tendenze e bisogni futuri, investendo in continua ricerca e sviluppo. La seconda è Playtomic, che ha scelto come obiettivo una sfida che per molti sembrava utopistica solo due anni fa, ovvero connettere i giocatori e i club di tutto il mondo, secondo un meccanismo valido a tutte le latitudini. L’innovazione, la qualità, la digitalizzazione rappresentano le milestone del progetto di PadeLab Consulting e siamo orgogliosi di avere al nostro fianco partner così autorevoli.
Questione energetica e impianti green o a basso impatto ambientale sono temi attualissimi: come incidono questi fattori sulla concezione dei nuovi progetti? Quali le soluzioni per il futuro?
La recente crisi energetica ha cambiato il modo di concepire gli sports club di nuova generazione. Come noto, il padel indoor durante l’inverno è un’attività piuttosto energivora: riscaldare strutture con altezze superiori a 10 metri o, peggio ancora, mantenere in tensione palloni pressostatici, ha
costi che oggi non tutti i centri sono in grado di sostenere. Per questo la tendenza è sempre di più quella di dotarsi di un impianto fotovoltaico che assicuri una parte di fabbisogno energetico, garantendo alla struttura una certa autonomia termica. In futuro l’utilizzo di sistemi di domotica sempre più sviluppati consentirà di gestire al meglio l’energia necessaria e restituire report di performance utili anche per valutare un cambio di gestione.
Sistemi di controllo e automazione del club, comunicazione e social media – le cosiddette digital solutions – sono elementi spesso in secondo piano nella ideazione o gestione di un circolo. Quanto possono invece influire nel successo di un’iniziativa?
Ritengo che oggi un club non possa prescindere da una connessione con il mondo digitale e su questo nel padel c’è ancora molto da fare: sono troppi i circoli ancora legati all’analogico, dalla anagrafica clienti, al sistema di prenotazione, fino ad arrivare alla comunicazione.
Questo approccio non solo è inefficace ma non permette di osservare i risultati raggiunti nel tempo: è fondamentale poter analizzare il trend di occupazione dei campi e lavorare affinché raggiunga una percentuale più alta possibile, nonché creare contenuti di qualità per i social e coinvolgere i propri utenti nella narrazione. Per questo PadeLab ha ideato due servizi ad hoc di strategia di club management e di social media management, adatti a centri già esistenti ma anche a quelli in procinto di aprire, che mixano ai capisaldi della strategia e della gestione digitale la conoscenza verticale sul mondo del padel.
Quali sono i progetti realizzati di cui andate maggiormente fieri? E cosa bolle in pentola? Il 2022 è stato un anno estremamente positivo: stiamo seguendo diverse operazioni in progress in tutta Italia, a cui se ne affiancano innumerevoli altre in cui supportiamo i nostri clienti nella fase più gestionale del club. Come accade per i figli non è possibile esprimere preferenze, ma se dovessi dare a tutti i costi un parere tra i progetti in corso direi che quello nella provincia di Treviso è senza dubbio uno dei più completi e stimolanti. Per il 2023 ci sono in vista un sacco di novità: nuovi servizi, nuovi partner e il progetto di un club con un’identità ben chiara, un brand che vada al di là del padel ma che ne impersoni appieno valori e dna.
Lavorando in tutta Italia, come avete visto evolversi il settore padelistico nazionale? E quali le sfide all’orizzonte?
L'estrema rapidità della iniziale curva di sviluppo si sta via via assestando e la sfida per il futuro è puntare a una crescita che sia non solo quantitativa ma anche qualitativa, tanto in termini di infrastrutture quanto di servizi offerti.
"Un padel club non è solo un luogo di sport, bensì anche un posto in cui ritrovarsi: deve essere quindi concepito per poter essere vissuto anche fuori dal campo, con aree lounge, club house all’altezza, parcheggi adeguati, decoro ottimale".
Un padel club non è solo un luogo di sport, bensì anche un posto in cui ritrovarsi: deve essere quindi concepito per poter essere vissuto anche fuori dal campo, con aree lounge, club house all’altezza, parcheggi adeguati, decoro ottimale. Questo bel contenitore va poi riempito di contenuto, e quindi da tornei, eventi, presentazioni, feste, lezioni, clinic.
So che siete spesso all’estero per seguire fiere, visitare circoli o partecipare a tappe Premier e Wpt: in quali aspetti notate il maggior gap del nostro Paese rispetto a contesti internazionali? Quali i modelli virtuosi a cui ispirarsi?
Tralasciando il padel “giocato”, sicuramente il Nord Europa e in particolare la Svezia possono insegnarci molto in termini di estetica, design e funzionalità degli spazi. La Spagna ci indica invece la modalità con cui un club andrebbe amministrato, la proattività e le soluzioni di gestione. La sfida per chi sceglie oggi di investire nel padel è concepire questo impegno finanziario come finalizzato alla creazione di una vera e propria azienda che richiederà una visione chiara a monte e un management in grado di rispettarla.
Infine, come immaginate lo sviluppo futuro di questo sport da un punto di vista imprenditoriale?
L’avvicinamento a questa industry di grandi fondi di investimento sta in parte rivoluzionando il concetto di circolo, facendolo convergere da “padel club” a “padel brand”. La nascita di grandi catene è senza dubbio un fattore da tenere in considerazione, essendo molto sviluppato in Europa ma giunto in minima parte in Italia. La nascita del circuito del Premier Padel sta diventando inoltre una spinta per molti club di prossima apertura e con grandi ambizioni per progettare il centro in funzione di poter ospitare un evento di portata mondiale, con una risonanza mediatica senza precedenti. Secondo me il club del futuro avrà dimensioni medio-grandi, una cura del dettaglio più vicina al residenziale che allo sportivo, una compagine societaria spesso frammentata, un orientamento verso la formazione in campo di alto livello e un general manager in grado di coordinare le varie anime del centro.
PROGRAMMA DI ACCELERAZIONE
Un percorso completo pensato per chi ha intenzione di trasformare la propria idea in progetto imprenditoriale nel più breve tempo possibile.
Si compone di 11 step che toccano tutti gli ambiti di intervento necessari per avviare un padel club.
1- Analisi del contesto
2- Destinazioni d’uso e vincoli urbanistici
3- Comparazione tipologie padel club
4- Analisi dei competitor
5- Piano economico-finanziario
6- Iter procedurale
7- Analisi costituzione società
8- Analisi tipologia di affiliazione
9- Strategie di club management
10- Scelta del campo
11- Analisi sistema gestionale
“IL PADEL È UNO SPORT INDOOR”
Ecover propone soluzioni personalizzate grazie all’esperienza maturata sul campo. Parla il direttore commerciale dell’azienda abruzzese Leonardo Ravizzini di Sara Canali
Èil 2010 quando Davide Bazzucco, insieme a dei collaboratori provenienti dal mondo industriale, fonda una società dedicata alla realizzazione di progetti e strutture di carpenteria e telo che si chiama Ecover. E lo fa a Montesilvano, in provincia di Pescara, uno dei distretti del settore. Fin da subito, ha l’intuizione di assumere persone che arrivavano dai mondi più disparati, da quello che riguarda il sistema di chiusure fino a quello sportivo, una scelta che, a quattro anni di distanza, si dimostrerà vincente. Alla fine del 2014, con l’ingresso in azienda di Leonardo Ravizzini, oggi direttore commerciale, inizia l’avventura di Ecover nel settore sportivo, prima con strutture e coperture per il mondo del tennis e del calcetto, poi con il settore del padel. “Il mio primo incontro con il padel è avvenuto al circolo dell’aeroporto di Bologna, nel 2007”, racconta Leonardo. “Vedevo queste persone giocare in una struttura arrangiata, dove il retro non era in vetro, ma in muratura e anche le reti erano improvvisate. Nonostante ciò, ho capito subito che sarebbe stato lo sport del futuro e abbiamo comincia a pensare quali sarebbero potute essere le soluzioni per coprire i campi di questa attività”. Questa prima fase risulta molto importante per Ecover, perché ha il tempo di elaborare i primi progetti e metterli su carta senza la pressione di dover realizzare velocemente soluzioni replicabili.
“La
forza di Ecover è stata quella di
studiare soluzioni dedicate al mondo del padel partendo da zero, non modificando le coperture che già produceva per campi da tennis o da calcetto”.
Continua Ravizzini. “Il padel è uno sport a sé rispetto al tennis: il tennista gioca con lo sguardo verso la rete perché l’altezza dello scambio è entro un metro sopra di essa. Il colpo principale del padel è il pallonetto e questo determina la caratteristica stessa della struttura in cui si gioca: più alta è, meno vincoli dà e meglio si adatta”.
-IL BOOM -
Il padel ci mette poco tempo a diffondersi lungo tutta la penisola e in sette anni ha una crescita esponenziale importante. I progetti che erano rimasti su carta, diventano per Ecover il punto di partenza da cui cominciare a fare migliorie e inventare un business. “All’inizio anche per noi era solo una teoria”, dice il direttore commerciale. “Io stesso andavo in questi centri apripista e proponevo loro delle soluzioni per coprire i propri campi, però mancavano le risorse e le capacità imprenditoriali per capire che si era di fronte a uno sport indoor. In Italia infatti, le condizioni di pioggia e sole sono praticamente paritetiche e
non permettono di avere una fruibilità e una giocabilità ottimale: con il sole l’erba sintetica si scalda notevolmente e spesso il riflesso dei raggi sul vetro creano effetti distorti.
"Un sistema di copertura garantisce uno standard perfetto 365 giorni all’anno”.
La risposta iniziale da parte dei circoli padel è titubante, poi piano piano la situazione si evolve, si crea più cultura e consapevolezza intorno alla disciplina e nel mercato entrano anche imprenditori e fondi di investimento cambiando notevolmente gli orizzonti. Se nel 2018 le percentuali raccontavano di un 10% di campi coperti contro un 90% di strutture outdoor, oggi in tutta Italia si parla di un 35% indoor, con delle punte che nel centro nord che raggiungono il 70%. “La reddittività di un terreno all’aperto e sì e no pari al 50% di uno al chiuso”, dice Leonardo. “Per organizzare una partita di padel bisogna mettere in conto che, tra l’ora e mezza della partita, lo spostamento per raggiungere il campo e un boccone veloce, bisogna considerare come minimo 3 ore del proprio tempo libero. E oggi sappiamo quanto sia importante il tempo libero delle persone. È qui che subentra l’importanza della copertura, sia in termini di reddittualità sia in termini strategici nei confronti dei propri competitor a prescindere dalla collocazione geografica del centro”.
-LE SOLUZIONI -
“Ecover è un grande porto dove tutti hanno cercato di apportare la propria esperienza per cercare di arricchire l’esperienza generale, portando innovazione anche da altri mondi. Per esempio, il sistema di apertura e chiusura delle coperture, che è un nostro fiore all’occhiello, arriva dal mondo industriale”. La grande capacità dell’azienda abruzzese infatti è quella di proporre soluzioni su misura che si adattano alle necessità del richiedente. Passata da 5 dipendenti a un totale, tra interni ed esterni, di 50 collaboratori, oggi Ecover lavora per il 75% nel mondo sportivo e il 25% nel settore industriale. “Se riguardo le prime strutture che abbiamo realizzato per il padel nel 2016 quasi mi impressiona per quanto fossero semplici.
"Con il tempo, continuando a sviluppare soluzioni, abbiamo ottimizzato, capito gli errori e migliorato di volta in volta".
Leonardo Ravizzini, direttore commerciale
Oggi in Italia ci sono circa 7000 campi, più o meno 2000 sono in ambito indoor tra capannoni e strutture pressostatiche. I campi coperti sono circa 900, e di questi più o meno 350 li abbiamo coperti noi. Siamo probabilmente leader di mercato e grazie a questo siamo riusciti a fornire soluzioni migliorative ai nostri clienti. In una prima fase vendevo solo un prodotto. Oggi, vista l’esperienza, io e tutti i miei colleghi cerchiamo di vendere soluzioni”. In questo momento storico in cui ci sono campi diffusi su tutto il territorio, il plus può essere garantito solo da una migliore offerta di servizi, con un particolare accorgimento sulla scuola padel dedicata ai giovani campioni di domani.
- SU MISURA -
Per prima cosa, Ecover raccoglie in maniera specifica quelle che sono le esigenze del cliente per formulare una proposta congrua, affidandosi al proprio ufficio tecnico interno. “Il problema è che in Italia i comuni in-
terpretano la tipologia delle nostre strutture in modi diversi. Per questo abbiamo deciso di fornirci di un ufficio tecnico interno di alto livello, vero fiore all’occhiello di Ecover, capace di proporre due soluzioni: standard se il comune non crea difficoltà nell’installazione della copertura oppure personalizzata se ci sono vincoli. La nostra quindi, non è solo la proposta di un prodotto, ma una vera e propria consulenza sulle migliori soluzioni”. Anche in ottica di sostenibilità, quella della realtà del pescarese è una visione consapevole, proiettata verso le esigenze di mercato. “Oggi la sostenibilità è un tema fondamentale ed imprescindibile. Dobbiamo essere attenti alla gestione energetica delle strutture e per questo stiamo studiando soluzioni che ci permettano di andare oltre quella di carpenteria e telo, trovando forme ibride con pannelli per contenere la dispersione termica. Il nostro intento è quello di trovare la migliore soluzione che abbia costi di gestione più bassi possibile per innovare il prodotto e capire come poterlo evolvere”.
L'intervista
SOCI / TITOLARI
IN DIREZIONE OSTINATA E FAVOREVOLE
Dal primo punto vendita di Roma del 2020 al negozio di Milano inaugurato lo scorso novembre. La storia di World Padel Store e dei suoi cinque negozi è lo specchio della trasformazione che il padel ha avuto in Italia negli ultimi tre anni. Parlano i titolari
di Cristina Turini
JACOPO FEGATELLI E GABRIELE LORDI,
Prima di tutto World Padel Store è una storia di amicizia, quella tra Jacopo Fegatelli e Gabriele Lordi, iniziata quando i due avevano cinque anni. Mentre li intervisto percepisco una complicità e un’armonia nel loro modo di porsi e di essere, le stesse che gli hanno permesso di realizzare il loro comune progetto imprenditoriale. Che oggi possiamo definire una realtà consolidata, nonostante le tante vicissitudini dovute soprattutto al periodo pandemico, portata avanti con entusiasmo e passione dai due soci titolari.
I NEGOZI WORLD PADEL STORE
Roma Sud: via Guido De Ruggiero, 30/32
Roma Nord: viale Pinturicchio, 19/A
Roma Tuscolana: viale S.Giovanni Bosco, 30
Pescara: via Corradino D’Ascanio, 4
Milano: via Nicola Piccinni, 27
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Volevamo creare qualcosa di davvero unico
Come e perché vi siete avvicinati al mondo del padel?
Noi siamo giocatori di padel e lo eravamo anche prima dell’apertura dei nostri punti vendita. L’idea di entrare in questo settore dal punto di vista imprenditoriale è nata perché abbiamo visto che a Roma mancava una realtà fortemente specializzata in questa disciplina. Il padel si è sviluppato da subito a Roma Nord, ma in breve tempo è arrivato anche nella parte Sud dove non c’era nessun punto vendita, se non qualche multi-sport o negozio di tennis. Questa è stata la spinta ad aprire il primo negozio dedicato. Possiamo dire di essere cresciuti insieme a questo sport.
Quando avete aperto i negozi a Roma?
Il primo negozio, a Roma Sud, lo abbiamo inaugurato il 7 marzo 2020. Era un sabato. Il lunedì dopo è subentrato il primo DPCM e abbiamo chiuso subito… Abbiamo resistito, avevamo speso talmente tanta fatica per realizzare il primo store, per avere un punto vendita unico prima di allora, che a differenza di altri era stato realizzato con un layout dove
si percepiva la cura estetica. Avevamo un negozio bello e ci dispiaceva che nessuno potesse vederlo. Il secondo negozio, a Roma Nord, lo abbiamo aperto a ottobre 2020. E anche in quel momento non siamo stati fortunatissimi, perché sono subentrate ancora le restrizioni dovute al Covid.
Perché poi avete scelto Pescara?
Da ottobre 2020 a gennaio 2021 abbiamo aperto una campagna di franchising. Siamo stati inondati da tantissime richieste, nel giro di due giorni avevamo le caselle di posta intasate, oltre 300 persone che ci hanno scritto da tutta Italia perché avevano visto il nostro negozio e volevano replicare il progetto World Padel Store. Il periodo però era difficile a causa della pandemia e dei blocchi di produzione in Asia, per cui reperire la merce era davvero difficile. E quindi potevamo dare il franchising solo a una società. Il nostro parametro di scelta si è basato principalmente sul fattore umano. Quelle di Pescara ci sono sembrate brave persone e il tempo ci ha dato ragione. Abbiamo aperto ormai da un anno e mezzo, maggio 2021. E poi anche quel ter-
ritorio in poco tempo ha visto una forte espansione dei campi da gioco; nel giro di pochi mesi sono passati da 10 campi a 60.
E poi un nuovo store a Roma, inarrestabili… Sì, l’11 settembre 2021, anche questa data è notevole, abbiamo aperto il negozio di Tuscolana. Avevamo capito che la città non era ancora satura da un punto di vista di negozi e abbiamo trovato questo spazio comodo da molti punti di vista. Lo store è molto grande, oltre 200 mq con un campo interno di 70 mq. In una città come Roma che è la patria del padel per numero di campi e di giocatori, abbiamo pensato che servisse un megastore dove l’amatore e anche il professionista potessero trovare tutto. Il punto vendita di Tuscolana è stato il più grande d’Europa fino a qualche mese fa.
Infine siete arrivati a Milano… Come è andata?
Da due anni facevamo su e giù Roma-Milano per cercare una location in una bella zona e per capire se il momento per aprire un punto vendita specializzato fosse quello giusto. Ogni volta domanda-
Lo store di Tuscolana
Gabriele e Jacopo con al centro il campione Juan Lebrón
vamo ai tassisti, ma anche alla gente comune, se conoscessero il padel. Fai conto che in due giorni la domanda veniva fatta a 50/60 persone di estrazioni sociali diverse. In una prima fase rimanemmo un po’ scioccati: nessuno conosceva questo sport. In seguito è andata meglio, man mano che passava il tempo la percentuale di coloro che sapevano di cosa stavamo parlando cresceva, fino all’ultima trasferta milanese, dove qualche tassista addirittura ci ha raccontato che voleva investire in capannoni da trasformare in campi…In quel momento abbiamo capito che il mercato era maturo ed era il caso di accelerare la nostra ricerca. Fino a quando abbiamo trovato il posto giusto.
A Roma avete siglato partnership con realtà che erogano servizi, a Milano come intendete muovervi?
Con i circoli cerchiamo di fare delle collaborazioni che esulino dalla mera sponsorizzazione, creando delle vere e proprie sinergie. Su Milano abbiamo già qualche contatto, ci stiamo muovendo con alcuni club che ci piacciono molto, perché offrono ai clienti molto di più di un campo, che abbiano magari anche un’Academy per i bambini, che offrano dei servizi ai propri clienti, dove si possano creare delle realtà e delle aggregazioni importanti. Gli affitta campi non ci interessano.
Parliamo del vostro e-commerce. Che tipo di esperienza di acquisto offrite e quanto incidono le vendite online rispetto ai negozi fisici?
Abbiamo aperto il nostro shop online proprio durante la pandemia, anticipando ovviamente i tempi. Anche per farci conoscere, dal momento che il negozio non poteva rimanere aperto. L’e-commerce esiste quindi da due anni e mezzo e vendiamo in tutta Italia. Nel corso del tempo lo abbiamo reso
SCHEDA TECNICA
Nome: World Padel Store
Indirizzo: via Nicola Piccinni, 27 - 20131 - Milano
Marchi calzature trattati: Adidas - Babolat - Head - Joma - NOX - Wilson
Marchi abbigliamento trattati: Adidas - Babolat - Bullpadel - Head - JomaVarlion - Wilson
Altri servizi: Servizio di riparazione racchette
più performante e attualmente stiamo lavorando a tantissime novità sulle collezioni. Le spedizioni sono efficienti, avvengono nelle 24/48 ore, le recensioni sul servizio che offriamo sono molto positive, anche per l’assistenza post vendita: capita che alcune racchette vendute possano essere fallate, in quel caso ci occupiamo noi direttamente di risolvere il problema. Le vendite sono senz’altro più basse rispetto ai negozi. Lì andiamo a prendere quella fetta di mercato che non può raggiungerci fisicamente. Ma se potessimo scegliere punteremmo solo sugli store fisici, dove offriamo un servizio di livello grazie al nostro personale molto preparato e dove con il cliente si instaura un rapporto di fiducia. Siamo contenti di giocare a padel con i nostri clienti.
Quali sono i brand con i quali collaborate e con quali avete sviluppato un maggior rapporto di fiducia?
Scegliamo i brand con i quali collaborare soprattutto per una questione tecnica più che economica. Innanzitutto i tre marchi di tennis, che hanno prodotti da padel di altissima caratura, quindi Babolat, Wilson, Head. Hanno anche una struttura alle spalle con la quale ci si può relazionare meglio. Poi ci sono le aziende non legate al mondo tennis: NOX, Bullpadel, Varlion, azienda artigianale spagnola a cui teniamo particolarmente, Cork, ProKennex, adidas che sta crescendo tanto in questo segmento, Siux che è un’altra ottima scelta. A febbraio inseriremo Drop Shot.
Secondo voi il movimento italiano del padel di cosa ha bisogno per crescere e migliorare?
Gabriele: Secondo il mio punto di vista, da qui ai prossimi anni è necessario che la federazione svi-
luppi un controllo mirato sulle Academy e sulla formazione reale dei maestri. Sto parlando come giocatore di padel. Negli ultimi anni con questo boom secondo me si è trascurato un po’ questo aspetto: ci sono maestri con attestato di primo livello che non sono realmente preparati per esercitare. Questo aspetto è importante da cambiare per migliorare il movimento, soprattutto nell’interesse dei più giovani. E poi è auspicabile che le tv continuino a investire in questa direzione per far conoscere lo sport a più persone possibili.
Jacopo: per far crescere bene il movimento padel è necessario che i proprietari delle strutture continuino a investirci, mantenendole sempre ben organizzate creando delle vere e proprie community, per legare questo sport all’aggregazione. Ci sono circoli che già lo fanno ma sono ancora una parte minore.
Avete in programma nuove aperture dopo Milano?
Sì certo, non possiamo dire dove. Avverrà nel primo quadrimestre del 2023. Tre anni fa quando abbiamo ideato il progetto World Padel Store il nostro obiettivo non era mettere in piedi un negozio di racchette ma creare qualcosa di unico, un progetto che poi nel corso degli anni è stato replicato da altri in forma più piccola: il campo all’interno dello store, i pannelli espositivi retroilluminati, l’esposizione dell’abbigliamento, sono tutte peculiarità nostre. In passato ci avevano proposto, realtà estere importanti, di aprire in franchising sotto il loro brand, ma noi abbiamo voluto creare un nostro imprinting, una nostra realtà imprenditoriale tutta italiana mai esistita prima. È stata una scommessa per due giovani ragazzi investire in un settore che tre anni fa non era in crescita come adesso. Una scommessa che oggi stiamo vincendo.
L'interno del negozio di Milano
UN BIS STELLARE
Si è conclusa lo scorso 11 settembre la seconda edizione della Veneto Padel Cup che ha ospitato il primo torneo FIP Platinum della storia a livello mondiale
di Manuela Barbieri
Due settimane di grandi emozioni e spettacolo, oltre 5.000 giocatori provenien ti da più di 40 paesi tra Europa e America e un montepremi da 180mila euro complessivi. Sono questi i numeri della seconda edizione della Veneto Padel Cup che si è conclusa lo scorso 11 settembre dando ancor più un respiro internazionale all’evento. Novità più importante: il primo torneo FIP Platinum al mondo. Grazie alla Federazione internazionale di padel e al presidente Carraro, la Veneto Padel Cup è stata infatti scelta come rampa di lancio di quella che d'ora in poi, sarà la nuova categoria massima per il Cupra FIP Tour. Obiettivo della terza edizione: far diventare la Veneto Padel Cup uno degli eventi internazionali più importanti al mondo, un riferimento per tutti i giocatori. Ne abbiamo parlato con Paolo Battacchi, general manager e organizzatore della Veneto Padel Cup.
Giocatori totali: oltre 5.000
Partecipanti donne: oltre 1.000
L'intervista
Paesi di provenienza tra Europa e America: oltre 40
Montepremi complessivo: 180mila euro
Spettatori: quasi 3.000 I NUMERI
PAOLO BATTACCHI, GENERAL MANAGER E ORGANIZZATORE DELL’EVENTO
Quando e perché ti sei avvicinato al padel?
La mia passione per il padel è nata in modo puramente casuale. Nel 2017, durante una vacanza a Formentera, mi incuriosì una locandina nel Big Store di San Francesco dell’amico Losio, con le informazioni relative a un torneo di padel. Non conoscevo questo sport e, vedendo alcune partite nel club di Tennis e Padel Illa de Formentera del Presidente Jorge Jimenez, per me è stato amore a prima vista. Ho respirato immediatamente un’atmosfera di grande partecipazione e inclusività unita a un clima di divertimento e di sano agonismo. Quest’estate, nello stesso club, abbiamo organizzato uno dei tornei di qualificazione all’Open Veneto Padel Cup con la straordinaria partecipazione di quasi 300 giocatori e giocatrici che si è concluso con una fantastica grigliata per tutti i partecipanti e accompagnatori.
Come è nata l’idea della Veneto Padel Cup? L’idea è nata dall’incontro con gli imprenditori Irma e Ricardas Sveikauskas, anche loro grandi appassionati di padel che hanno avuto l'idea di organizzare la VPC, un torneo unico in grado di unire, all’interno dello stesso format, due livelli di competizione differenti: il VPC Master per i giocatori professionisti e il VPC Open per i non professionisti. Il tutto pensato in un contesto di grande festa del padel, per far vivere delle emozioni uniche sia al pubblico presente, grazie allo spettacolarità del gioco offerta dai professionisti, sia ai giocatori
Il padel ha nella forza di aggregazione una delle chiavi del proprio successo
amatoriali che hanno così la possibilità di vivere l’atmosfera di un torneo di massimo livello.
Il progetto è stato posticipato a causa del Covid e la prima edizione si è svolta solo nel 2021 con le finali disputatesi a Padova, coinvolgendo oltre 400 giocatori partecipanti in tre club: l’Urban Padel di Castelfranco Veneto degli amici ed esperti maestri Alberto Griggio e Sandra Zuin, il Limena Padel Club di Padova dell’appassionato Benetton (tra i pionieri dello sviluppo del Padel in Veneto) e lo Sporting di Vacil con la direzione di Camarin (il primo a contagiarmi con “il virus del padel” al ritorno in Italia dopo la scoperta a Formentera).
Bilancio di queste due prime edizioni: punti di forza e aspetti da migliorare. Siamo molto soddisfatti per lo straordinario successo di partecipazione ai tornei di qualificazione con oltre 5.000 giocatori e giocatrici iscritti. Uno dei punti di forza è l’idea originale e distintiva del format con un network di quasi 40 tornei in più di 20 nazioni, dal continente americano all’Europa. La Veneto Padel Cup si colloca probabilmente al primo posto fra i tornei di padel a livello internazionale, per giocatori e giocatrici pro e non-pro, per il maggior numero di nazioni e partecipanti. "La stretta collaborazione con la FIP ci ha permesso di costruire un torneo di straordinario livello e grande visibilità. Il presidente Luigi Carraro sta dando un contributo straordinario a tutto il movimento per rafforzare ulteriormente le prospettive di sviluppo del padel e, in questo contesto, si colloca anche l’obiettivo per il futuro della Veneto Padel Cup". Riuscire a trovare la giusta collocazione in un calendario internazionale che è sempre più affollato diventa la sfida più delicata. Rimane la volontà di continuare a lavorare sul territorio
per dare al Veneto e alla Veneto Padel Cup l’opportunità di diventare uno degli eventi più attesi nel panorama dei tornei internazionali di padel. Un altro punto di forza è la scelta delle location dove organizzare gli eventi. Per l’edizione di quest’anno, le fasi finali si sono svolte in una delle più importanti strutture di formazione ed educazione, ossia l'H-Farm Campus, dove, oltre ai due campi esistenti, ne sono stati installati altri due creando una cornice straordinaria che tutti i giocatori hanno apprezzato. Ringrazio in particolare il fondatore Riccardo Donadon per aver supportato questa partnership.
Spiegaci perché la seconda edizione ha avuto un’apertura ancora più internazionale rispetto alla prima.
La prima edizione è stato un ottimo test per capire il gradimento del format da parte dei giocatori e del pubblico. Il grande interesse ottenuto ci ha dato la confidenza che si potesse puntare a un profilo di grande respiro internazionale con un calendario di quasi 40 tornei di qualificazione in oltre 20 nazioni coinvolte, da Spagna a Grecia, Finlandia, Svizzera, Croazia (solo per citarne alcune in Europa per il torneo VPC Open) e tutto il continente americano in ben otto Nazioni (dal Canada agli Stati Uniti sino all’Uruguay e Brasile per il torneo VPC Master). Inoltre, con l’edizione del 2022 abbiamo raddoppiato andando a integrare nella prima settimana di eventi della Veneto Padel Cup anche il primo torneo FIP Platinum della storia a livello mondiale.
Nella seconda edizione c’è stato anche un grande successo di pubblico che già dalla prima aveva cominciato ad affluire in maniera importante al palazzetto. Parlaci di questa partecipazione alla
MA CHE SPETTACOLO!
“Quest’anno abbiamo avuto l’opportunità di vedere nelle due competizioni della Veneto Padel Cup - FIP Platinum e VPC Master - un livello di gioco straordinario, sia in campo maschile che femminile”
- FIP PLATINUM
-
Nel primo FIP Platinum della storia hanno vinto Virseda/Las Heras e Silingo/Belluati. Con la vittoria della coppia spagnola al femminile e di quella argentina al maschile alla Zoppas Arena di Conegliano abbiamo assistito a due finali avvincenti. Il programma prevedeva, come apertura, la finale femminile con l’incontro tra le due coppie più titolate dell’evento, le spagnole Virseda/Las Heras e Carnicero/Martinez. Veronica Virseda e Barbara Las Heras hanno vinto in tre set per 3-6 7-6 6-4 riuscendo a ribaltare una partita che le vedeva in grossa difficoltà per un set e mezzo. Nella categoria maschile trionfo degli argentini Agustin Silingo e Juan Belluati che hanno vinto un match nella dinamica fotocopia della finale femminile. I rivali spagnoli Pablo Lijo e Javier Ruiz hanno dominato per un set e mezzo (6-2 3-1 e servizio a loro favore) per poi crollare sotto i colpi della “Bestia” Silingo e del suo compagno che hanno rimontano nel secondo set vincendolo 6-4 per poi chiudere 6-3.
Zoppas Arena di Conegliano e di come l’evento si è integrato col territorio godendo di una così bella visibilità internazionale?
Una delle sfide più difficili era portare il pubblico ad avvicinarsi a questo sport, in particolare durante due weekend estivi nei quali le persone stavano rientrando dalle ferie e c’era ancora voglia di mare. Siamo molto soddisfatti di aver portato quasi 3.000 spettatori ad apprezzare lo spettacolo offerto nelle finali. Anche per questa seconda edizione la scelta è stata quella di creare una sinergia con il territorio per far apprezzare le eccellenze e le bellezze locali, come le Colline del Prosecco che sono Patrimonio dell’Unesco. La struttura dell’Arena di Conegliano, grazie alle caratteristiche di polifunzionalità, è stata eccezionale, con la possibilità di avere le sedute molto vicine al campo da gioco in ogni zona. Un ringraziamento particolare va al sindaco, l’ing. Fabio Chies e all’assessore allo sport Primo Longo per il supporto logistico che ci hanno garantito.
Quali sono i brand che vi hanno supportato e in che modo sono stati coinvolti?
Ringrazio in particolare i brand Lotto, Heroe’s e Noene per la fiducia che hanno dato alla Veneto Padel Cup, per il successo di quest’edizione che non era scontato viste le numerose novità. È stato entusiasmante condividere con i team di queste aziende le idee e creare insieme a loro prodotti specifici per i welcome kit dei giocatori, come le t-shirt Lotto e le sacche Heroe’s. Abbiamo dato la priorità alla ricerca di partner del mondo dello sport con solida reputazione tecnica e radici italiane. Tutti i tornei prevedevano anche premi in materiale sportivo fornito dagli sponsor e, inoltre, durante le fasi finali, potevano esporre le loro collezioni. In particolare, ringrazio per questo Francesca Costalonga per Lotto e Roberto Bortolanza per Heroe’s. Mi fa piacere citare anche la collaborazione con Padel In che organizzerà in Qatar delle giornate di clinic con i migliori coach internazionali per i semifinalisti, i finalisti e i vincitori del VPC Open. Nell’ambito degli allestimenti, abbiamo avuto come partner Ville Venete che, sin dalla prima edizione, ci ha accompagnati per rendere gli ambienti sempre
- MASTER -
Nel master hanno partecipato due icone del padel mondiale, come Juan Martin Diaz in coppia con Fernandez Cano e Miguel Lamperti con Jon Sanz. Nella finale del master, la coppia iberica-portoghese Marta TalavanSofia Araujo ha vinto contro le spagnole Nuria Rodriguez-Teresa Navarro. L’ultimo match del torneo, la finale maschile, è stata la partita più bella delle due settimane di tornei e ha visto fronteggiarsi la coppia ibericaargentina Francisco Gil-Ramiro Moyano contro gli spagnoli Alejandro Arroyo e Gonzalo Rubio. Gli spagnoli sono stati rimontati nel secondo set dagli avversari con il punteggio di 6-3. Il terzo e decisivo set è stata una girandola di emozioni e colpi spettacolari, che alla fine, ha visto vincere al tie break per 11-9 la coppia Moyano-Gil dopo oltre due ore di gioco. Ramiro Moyano ha bissato il successo della prima edizione vinta in coppia con Barahona, il quale con Garcia Mora avevano sconfitto ai quarti la coppia vincitrice del Platinum la settimana precedente Silingo/Belluati.
più accoglienti e confortevoli grazie all’esperienza e alla passione dei fratelli Gatti, Antonio e Massimo. Prezioso, infine, il coordinamento d’immagine garantito da Elso Bandiera, architetto del verde e paesaggista.
Inclusività e aggregazione sono stati il trade mark di questo evento. In che modo?
Il padel ha nella forza di aggregazione una delle chiavi del proprio successo. Il nostro obiettivo è stato quello di riuscire a creare, nei singoli tornei, dei contesti aggreganti dove lo spirito di partecipazione e sportività diventassero elementi cardine. Alcuni circoli hanno organizzato una serata, a conclusione del torneo, invitando tutti i giocatori partecipanti. Anche attraverso queste iniziative il padel viene vissuto con uno spirito aggregante che diventa un collante straordinario. Anche per le fasi finali, sia per i giocatori partecipanti sia per il pubblico, abbiamo voluto ricreare quest’atmosfera. Per i giocatori, sia quelli pro che non, abbiamo organizzato delle serate che permettessero loro di apprezzare Venezia con due eventi alla Certosa e al Fontego, proprio in ottica di quell’inclusività che ha permesso ai giocatori non professionisti di sentirsi parte dello stesso movimento. È stato anche bello vedere come molti di questi giocatori, pur non conoscendosi, sono arrivati alla fine del torneo dopo aver condiviso, durante le giornate, aree di gioco, pranzi e cene e si siano dati appuntamento per ritrovarsi nel club degli uni o degli altri nella logica aggregante che abbiamo cercato di creare.
Quote rosa nel padel: quante donne hanno partecipato alla Veneto Padel Cup?
La partecipazione in termini numerici delle giocatrici è spesso una delle difficoltà nell’organizzazione dei tornei per non professionisti. La Veneto Padel Cup ha dimostrato un grande interessa anche da parte delle donne, con oltre 1.000 partecipanti nei vari tornei. Una bella storia nell’ambito del torneo Open è quella di Aurora Buscaino, la più giovane giocatrice (16 anni) a essersi iscritta a tutte le tappe in Italia e in Europa, che è arrivata alla finalissima alla Zoppas Arena. Nel VPC Master, tra le donne, si sono particolarmente distinte le coppie
italiane con una sfida tutta nostrana ai quarti tra OrsiTommasi vs Zanchetta-Parmigiani che sono riuscite a vincere con una straordinaria prova contro le testa di serie numero 3 Fernandez Sanchez / Julieta Bidahorria. Mentre un’altra coppia azzurra - Stellato-Petrelli – è uscita sconfitta ai quarti in un match giocato alla pari con le n.4 del torneo Blanco-Ruiz.
Tanto sport ma anche solidarietà: in che modo la Veneto Padel Cup supporta Fondazione Dynamo Camp Onlus?
Ammiriamo il lavoro del team Dynamo Camp e cerchiamo di aiutare, da un lato, a far conoscere le loro encomiabili iniziative e, dall’altro, di dare un contributo economico destinando alla onlus parte del ricavato della vendita dei biglietti e del merchandising.
Credi che il padel sia un fenomeno destinato a crescere e durare nel tempo? In cosa, secondo te, il movimento italiano deve ancora migliorare?
Ci sono ancora ampissimi margini di crescita per questo sport in Italia se pensiamo ai numeri della Spagna. Il percorso è lungo, ma stiamo procedendo a velocità impressionante in termini di crescite percentuali. A mio parere è necessario un maggior investimento da parte di tutti i circoli e della Federazione nello sviluppo del settore junior perché è la chiave per dare un futuro di successo a questo meraviglioso sport. Per l’edizione 2022 i ragazzi delle scuole padel avevano la possibilità di accedere gratuitamente con un accompagnatore proprio per cercare di avvicinare il più possibile i ragazzi al padel.
State già lavorando alla terza edizione? Ci puoi anticipare qualcosa sul format?
Abbiamo delle idee per rendere ancor più spettacolare la terza edizione della Veneto Padel Cup. Stiamo valutando diverse novità, sia lato format che per la scelta delle location per le fasi finali. Stiamo già ricevendo numerose richieste da club di tutta Europa e anche dei paesi del Golfo per ospitare i prossimi tornei di qualificazione per il 2023.
AL FORO ITALICO LA PRIMA EDIZIONE
DEGLI ITALIAN
PADEL AWARDS
Quindici premi assegnati, divisi in sette categorie, in una serata dedicata a campioni, progetti e idee
di Daniele Pansardi
La prima edizione degli Italian Padel Awards si è tenuta lo scorso 22 settembre nella Sala delle Armi, al Foro Italico di Roma. Durante l’evento, organizzato dal Corriere dello Sport-Stadio, sono stati assegnati quindici premi, suddivisi nelle sette categorie scelte dall'organizzazione: Legend, Rising Star, Team, Club, Academy, Ambassador e Amateur. Tra i riconoscimenti assegnati, va segnalato il successo della nazionale italiana femminile della ct Marcela Ferrari nella categoria Team, conquistato grazie allo storico terzo posto ottenuto ai Mondiali 2021 in Qatar. Una delle protagoniste di quella squadra, Giorgia Marchetti, ha vinto invece tra le Rising Stars insieme a Marco Cassetta tra gli uomini. La serata è stata invece aperta dal premio assegnato virtualmente ad alcune delle figure iconiche di questo sport come Juan Martin Diaz, Fernando Belasteguin e Marta Marrero. Nessuno dei tre ha potuto presenziare all’evento per via dei tornei in cui erano impegnati, ma hanno ringraziato gli organizzatori con un video messaggio proiettato in sala. Molto spazio è stato dedicato anche ai club presenti in Italia, che rappresentano di fatto il vero cuore pulsante del movimento. I centri premiati sono stati
il Padel Arena Perugia e il Padel 924 di Avigliano, un centro di circa 10.000 abitanti in provincia di Potenza. Il Circolo Canottieri
Aniene, per la promozione del padel in carrozzina, e l'Avantgarden Padel di Palermo come esempio di imprenditoria femminile nella disciplina hanno invece vinto della categoria Academy.
Una nota di colore è stata poi offerta dall’assegnazione dei premi agli Ambassador, nello specifico a Paolo Bonolis, Gianluca Vacchi, Roberta Vinci e Roberto Mancini, e alla categoria Amateur. Per quest’ultima, il protagonista è stato Lamberto Di Giulio, il tesserato FIT più anziano in assoluto con i suoi 83 anni. La cerimonia, presentata dal giornalista di Sky Sport Alessandro Lupi, è stata arricchita anche dall’Italian Padel Awards Challenge, un torneo tra dodici ex campioni di calcio.
La vittoria è andata alla squadra guidata da Christian Panucci e formata da Andrea Barzagli, Marco Materazzi, Alessandro Budel, Giampiero Maini e Tomas Locatelli, che ha battuto la formazione di Stefano Fiore, composta da Dario Marcolin, Giuliano Giannichedda, Paolo Paganin, Gianluca Zambrotta e Paolo Di Canio.
I PREMIATI DEGLI ITALIAN PADEL AWARDS
Categoria Legend: Fernando Belasteguin, Juan Martin Diaz e Marta Marrero
Categoria Rising Star: Giorgia Marchetti, Marco Cassetta
Categoria Team: nazionale femminile
Categoria Club: Padel Arena Perugia e Padel 924 di Avigliano (Potenza)
Categoria Academy: CC Aniene di Roma e Avantgarden Padel di Palermo
Categoria Ambassador: Paolo Bonolis, Gianluca Vacchi, Roberta Vinci e Roberto Mancini
Categoria Amateur: Lamberto di Giulio come tesserato FIT più anziano d'Italia
Giorgia Marchetti e Marco Cassetta
Roberta Vinci riceve il premio per la categoria Ambassador
La nazionale italiana femminile
Marco Materazzi e Andrea Barzagli durante il torneo
COPPIE IN MOVIMENTO
Nel 2023 quasi tutti i migliori giocatori al mondo avranno un nuovo partner. Un effetto domino iniziato con la separazione tra Navarro e Di Nenno. Chi riuscirà a contrastare l’egemonia di Galán e Lebrón?
di Daniele Pansardi
Con il 2022 che si avvia alla conclusione, è il momento di fare il punto sulle novità che vedremo nel prossimo anno. Molte coppie hanno deciso di separarsi e c’è grande curiosità per capire se e quanto funzioneranno gli inediti abbinamenti che vedremo in campo tra qualche mese.
Il domino di cambiamenti che ha caratterizzato la seconda parte di stagione sembra essere partito dalla notizia più clamorosa di tutte, quella dell' addio fra Francisco ‘Paquito’ Navarro e Martin di Nenno. I due si sono salutati a ottobre con il successo nel Santander Open, ultimo dei sei titoli conquistati insieme tra World Padel Tour e Premier Padel.
Alla base di questa decisione, secondo Di Nenno, c’è stata la volontà di lanciarsi in nuovi progetti per ritrovare motivazioni. “Per molto tempo abbiamo resistito più per i risultati che per ciò che provavamo in campo”, ha dichiarato l’argentino.
Con due giocatori così importanti alla ricerca di un nuovo partner, gli scombussolamenti sono stati inevitabili. Navarro si sposterà dalla sua posizione abituale a sinistra per fare coppia con Juan Tello, che nel frattempo ha chiuso la sua esperienza con Federico Chingotto dopo sette anni.
La nuova coppia ha anticipato i tempi e ha già
esordito insieme alla tappa del Premier Padel in Egitto a fine ottobre.
Di Nenno giocherà gli ultimi tornei dell’anno al fianco di Jorge ‘Coki’ Nieto, separatosi da Mike Yanguas, mentre dal 2023 ritroverà al suo fianco il connazionale Franco Stupaczuk, con cui ha condiviso il campo all’inizio della carriera.
Dopo due stagioni si concluderà anche la liaison tra Fernando Belasteguin e Arturo Coello. Il 20enne iberico (il più giovane vincitore sul World Padel Tour) formerà una coppia molto attesa con Agustin Tapia.
Quest’ultimo romperà un sodalizio da cinque tornei vinti nel 2022 con Carlos Daniel ‘Sanyo’ Gutierrez, con cui è arrivato fino alla terza posizione nella classifica mondiale del WPT. Al pari della separazione tra ‘Bela’ e Coello, si tratta probabilmente del cambiamento più sorprendente in assoluto proprio per i risultati ottenuti fin qui.
“Con Arturo sono sempre stato molto chiaro”, ha commentato Belasteguin. “Gli ho detto fin dall’inizio che non volevo essere un impedimento alla sua crescita sportiva, e lui mi ha sempre detto che se mai avesse ricevuto la chiamata di Galán o Tapia gli sarebbe piaciuto giocare con loro”.
Dopo qualche settimana d'incertezza, la leggenda argentina ha invece ritrovato un suo
vecchio compagno d'avventura. A giocare con lui nel 2023 sarà 'Sanyo' Gutierrez, in un ritorno al recente passato vista l'esperienza già avuta insieme nel 2021.
Chi invece si è separato in maniera più burrascosa è stata la coppia Garrido-Campagnolo. Il primo ha cominciato a giocare con Chingotto al Premier Padel in Egitto, ma Garrido ha accusato il suo ormai ex compagno di averlo tenuto all’oscuro delle scelte del partner fino all’ultimo. L’argentino sta terminando la stagione con Jon Sanz, che ha lasciato Miguel Lamperti. Quest’ultimo ha ricomposto almeno temporaneamente il duo con Yanguas, ma senza programmare nulla per ora in ottica 2023.
Nel circuito femminile, al contrario, la situazione è rimasta piuttosto stabile all’interno della top 20. Gli unici cambiamenti hanno riguardato la coppia formata da Marta Marrero e Lucia Sainz, reduci da un 2022 tutt’altro che brillante con una sola vittoria conquistata a Maiorca. Tra gli uomini, invece, chi osserverà da lontano il grande rimescolamento degli ultimi mesi è la coppia più forte del pianeta. Dopo un’altra stagione di dominio, Alejandro Galán e Juan Lebron resteranno in attesa di capire quali soluzioni troveranno i rivali per cercare di interrompere la loro egemonia.
Fernando Belasteguin - Arturo Coello
Francisco ‘Paquito’ Navarro - Martin Di Nenno
GIOCATORI
Pablo Lima - Jorge ‘Coki’ Nieto - Miguel Lamperti - Mike Yanguas
LE NUOVE COPPIE
Francisco ‘Paquito’ Navarro – Juan Tello Agustin Tapia – Arturo Coello Federico Chingotto – Javi Garrido
Marta Marrero – Delfi Brea Lucia Sainz – Tamara Icardo Fernando Belasteguin - Carlos Daniel ‘Sanyo’ Gutierrez Martin Di Nenno – Franco Stupaczuk
IL PADEL VISTO
DAL FUTURO
Creare una grande community reale e virtuale è l’obiettivo di Fabio Rota con Padel Society, un progetto finora unico nel suo genere
di Daniele Pansardi
Blockchain, criptovalute, metaverso, Nft, web 3.0. Concetti che non sono ancora ben noti al grande pubblico, ma di cui si parla sempre di più come gli strumenti che potrebbero stravolgere internet per come lo conosciamo oggi.
Ne è convinto anche Fabio Rota, che con Padel Society ha fondato il primo progetto che guarda a questa disciplina con l’idea di sfruttarne il successo facendo uso di queste tecnologie.
L’obiettivo è rivoluzionare il concetto di community sportiva. Padel Society vuole far confluire giocatori, appassionati e circoli in un unico ed esclusivo club, mixando il mondo reale con quello virtuale. Tutto è scandito da una roadmap precisa, a testimonianza delle grandi ambizioni per il futuro.
FABIO ROTA, FONDATORE DI PADEL SOCIETY
Quando è nata l’idea di questo progetto e in cosa consiste?
L’idea è nata a settembre 2021. Avevo iniziato a giocare a padel da poco, mentre nel mondo cripto sono entrato nel 2016. Ho impiegato quasi un mese prima di trovare un collegamento tra i due ambiti.
Com’è nata la passione e la curiosità per web 3.0, Nft e blockchain?
Mi sono avvicinato per pura curiosità, ma poi mi sono accorto che questo tipo di tecnologia nel tempo sarebbe entrata sempre di più nella vita delle persone. Dimentichiamoci per un attimo gli Nft legati ai progetti speculativi dello scorso anno oppure quelli legati all’arte, che sono un mercato a sé. Oggi possiamo parlare degli Nft come un mezzo per fidelizzare i propri clienti attraverso esperienze esclusive. Li vediamo e li vedremo sempre più in settori come musica, moda, food e automotive. Per quanto riguarda il web 3.0, è importante mettere in evidenza il concetto di decentralizzazione del potere delle grandi aziende e l’affermazione del ritorno in “possesso” dei propri dati da parte degli utenti.
Ci descriveresti in poche parole cosa significano questi termini, che spesso sono ancora poco conosciuti o compresi al grande pubblico?
Semplificando al massimo, possiamo vedere la blockchain come un grande registro suddiviso in blocchi concatenati in ordine cronologico in cui vengono annotate tutte le operazioni, la cui integrità è garantita dall’uso della crittografia. Gli Nft possono essere visti come veri e propri certificati di proprietà al portatore che possono identificare qualsiasi cosa, una foto, un video, una canzone, un biglietto, una mimetica su Fortnite, eccetera.
Come provate a convincere i più scettici del vostro progetto?
Siamo in società con Padelisti Anonimi (la più grande community italiana su Instagram) e abbiamo creato un gruppo Telegram per rispondere a qualsiasi dubbio. Per spiegare il progetto faccio sempre riferimento a quanto accade oggi. Mi piace il padel, prenoto il campo, pago, gioco e torno a casa. Non mi torna indietro nulla nel tempo. Entrando in Padel Society, si potrà accedere a una serie di vantaggi quali sconti nei circoli affiliati, accesso a eventi e tornei esclusivi ai soli proprietari dei nostri Nft, guadagno di 10 token $VIBORA al giorno per dieci anni (è la nostra moneta che si attiverà appena avremo terminato la fase di vendita della nostra collezione), accesso esclusivo al nostro videogame manageriale e al nostro metaverso. C’è davvero tanta carne al fuoco.
Che tipo di servizio offrite ai centri padel che vogliono collaborare con voi?
I club sono al centro del nostro progetto tanto quanto lo sono i giocatori. A loro offriamo la possibilità di entrare in contatto con un modo differente di fare business, creando relazioni con i nostri partner, organizzando eventi esclusivi, offrendo servizi innovativi quali per esempio gli Nft Poap (acronimo di Proof of Attendance Protocol), ovvero Nft unici che vengono distribuiti alle persone per dimostrare la loro partecipazione a un evento virtuale o meno.
Quanti club si sono affiliati finora?
mettere alla prova contro il resto della community, allenando i propri giocatori sia fisicamente che tatticamente per partecipare a tornei di diverso genere. Tutto sarà basato sul nostro algoritmo alimentato da Padel Intelligence (la più grande banca dati del padel). Sarà possibile conquistare il ricco montepremi in $VIBORA, vincere Nft speciali che potranno migliorare le prestazioni dei giocatori oppure regalare esperienze uniche nella vita reale attraverso i nostri partner.
Cosa ci sarà dentro Padeland, il metaverso che lancerete nel 2023, e come si potrà accedere? L’accesso al nostro metaverso indipendente sarà esclusivo per i proprietari degli Nft di Padel Society e sarà il luogo in cui gli utenti potranno incontrarsi virtualmente per partecipare a eventi, feste, mini giochi e trovare anche negozi o showroom. Sarà anche il luogo in cui sarà possibile sviluppare la propria idea di business nel padel 3.0, acquistando un pezzo di terra su cui costruire il proprio futuro. Scordiamoci i film in cui tutti restano a casa in pigiama sul divano a vivere una vita virtuale in sostituzione a quella reale. Il nostro sarà un metaverso che avrà lo scopo di portare l’esperienza nel padel su un altro livello completando l’esperienza della vita reale, non sostituendola.
Quali sono i prossimi step nell’evoluzione di Padel Society per il 2023?
Abbiamo appena annunciato il Palapadel di Seriate (BG) e tanti altri arriveranno. Stiamo parlando con oltre 20 circoli. Anche in questo caso, stiamo facendo le cose con calma. Stiamo selezionando accuratamente le prime collaborazioni per creare delle basi solide.
Ci spieghi in cosa consisterà il videogioco “Gioca e guadagna” che avete intenzione di lanciare?
Sarà un gioco manageriale in cui ci si potrà
L’obiettivo principale è quello di terminare la fase di vendita e di affiliare i primi circoli, seguendo la roadmap che abbiamo stabilito. Il nostro è un progetto a lungo termine, siamo qui per restare per molto tempo. In futuro abbiamo in programma di aprire dei circoli di nostra proprietà, con una formula davvero particolare e interessante. Siamo certi che la community apprezzerà molto, ma per ora non posso proprio dire di più. Posso aggiungere che da lunedì 5 dicembre, su YouTube, lanceremo la prima puntata di Padel Society TV, un programma che vedrà alternarsi personaggi di spicco del nostro sport.
L'intervista
Banana Steampunk, l'identità di Fabio Rota in Padel Society Padeland, metaverso di Padel Society