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Outdoor Magazine #07-08/2026

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Periodico mensile - Poste Italiane SpA Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 - Conv. in Legge 46/2004 Art.1 Comma 1 LO/MI In caso di mancato recapito, inviare all’ufficio postale di Roserio per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa

Anno 19 - Num. 7/8 - 2026

EVENTI

INTERVISTE

SPECIALE UTMB

Rock Master

Il sogno realizzato

Numeri, protagonisti

compie 40 anni

di Ben Dhiman

e attivazioni dell'evento

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Anno 19 - Numero 7/8 - 2026

PUNTO IOG

10 Progetto Accademia Outdoor Web #MONTURAPEOPLE

12 Il documentario “142 secondi – Il battito della terra” EVENTI

14 Rockmaster: un’edizione speciale per i 40 anni INTERVISTE

16 Günther Acherer di Panorama Diffusion 17 Gloria Oppici, brand manager del Salone del Camper di Parma FOCUS COLLEZIONE

18 La nuova gamma Ortles FW 26/27 di Salewa FOCUS PRODOTTO

20 Nordsen 22 Trespass, Icepeak 23 Rock Experience, Ternua 24 NAT’S, E9 25 Hypershell, HOVERAir

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SPECIALE

UTMB

MONT-BLANC DATI & STATISTICHE

28 Un evento in continua crescita #INSIDETHERACE

29 I numeri confermano Chamonix capitale del trail running

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INTERVISTE

30 Tom Evans: UTMB da spettatore 31 Il sogno realizzato di Ben Dhiman RESPONSABILMENTE

32 Tom Yiangou, client development manager UTMB Go FOCUS ON

34 La strategia di HOKA durante la settimana del trail running FOCUS SHOP

36 I 92 anni di storia di Snell Sports ATTIVAZIONI

38 “Run All In. All Down” di Merrell 40 Gli eventi di ASICS, Salomon, SCARPA e Vibram 41 Il test all’alba di La Sportiva FOCUS PRODOTTO

42 Rossignol, Salomon 43 Cimalp, norda 44 SCARPA 46 Suunto


EDITORIALE

“Del doman non v'è certezza” Frédéric Lénart, dalla direttrice di corsa Isabelle Poletti e dai sindaci di Chamonix, Orsières e Courmayeur. Al motto di “Il territorio del Monte Bianco non è uno stadio” si invitano atleti, media, appassionati, partner e stakehol-

“Non avrei mai pensato che sarebbe diventata la gara più importante del mondo”. Questa affermazione di Dawa Sherpa, che nel 2003 è stato il primo vincitore dell’UltraTrail du Mont-Blanc, fa sorridere se si pensa a un evento che oggi attira, tra atleti, supporter e appassionati, da 70.000 a 100.000 persone. Si dice che alla prima edizione abbiano partecipato in poco più di 700 persone e siano arrivate al traguardo in 67. A inventare una competizione che in molti credevano impossibile portare a termine, uno sparuto gruppo, capitanato da due coniugi, gestori di un negozio di dischi. Ci sono gli elementi per scrivere un romanzo. In 24 anni (e 23 edizioni, perché una è saltata a causa della pandemia) è cambiato il mondo. “Una volta si andava il venerdì per vedere la gara, oggi si va il lunedì e poi, volendo, si può anche stare a seguire la 100 miglia nel fine settimana”. Tra i giornalisti che da decenni seguono l’evento più importante della scena ultra-trail mondiale questo è il mantra. Un tempo passavi il venerdì mattina da Courmayeur per vedere la partenza della CCC e poi facevi il tunnel e perdevi tempo a Chamonix in attesa del via dell’UTMB nel tardo pomeriggio e di una lunga notte di passione. Oggi l’UTMB è diventato, prima ancora del più importante evento agonistico mondiale, l’appuntamento di riferimento per l’industry globale del trail. Nei giorni precedenti la 100 miglia – che ormai è solo una, seppur la più importante, delle gare che si svolgono alle UTMB Finals – tutti i brand presentano nuovi prodotti o fanno provare quelli in corso. La valle di Chamonix è diventata una grande fiera diffusa, con ristoranti, negozi e chalet brandizzati, slot riservati alle interviste degli atleti, social run, fest. Un enorme fuorisalone che conduce - dulcis in fundo - alla regina delle gare. Questo è stato lo scenario fino a oggi, almeno quello delle ultime edizioni. E domani? Ad annunciare un cambio di sensibilità, una lettera firmata dal ceo di UTMB Group,

der a prestare attenzione all’ambiente e ai suoi abitanti. François-Xavier Laffin, nuovo sindaco di Chamonix, non ha mai nascosto le sue preoccupazioni per un evento divenuto troppo grande per essere sostenibile in un territorio delicato come quello del Monte Bianco e in una cittadina di 9.000 abitanti. Le ipotesi? Ridurre il numero dei partecipanti, invitandoli a non correre per più anni la gara e a limitare il numero di parenti al seguito. Contenere le dimensioni e riposizionare fuori dal centro l’affollatissimo Ultra-Trail Village. Oltretutto sull’edizione 24 pesa anche l’incognita data: UTMB non dovrebbe essere più l’ultima settimana di agosto a causa della concomitanza con i Mondiali di ciclismo. Si parla della settimana subito dopo Ferragosto. Qualche voce su inizio mese. Al momento di andare in stampa non ci sono ancora comunicazioni ufficiali, ma quello che è certo è che l’UTMB che abbiamo conosciuto probabilmente rimarrà un ricordo. Difficile che si vada su un modello opposto, come per esempio la Western States, l’altro grande classico ultra mondiale, alla quale possono partecipare solo 369 runner, però il dado del cambiamento sembra essere stato tratto. Difficile pensare che l’UTMB non venga più organizzata, come è avvenuto, per esempio, per un must degli anni eroici del trail, come il Grand Raid du Cro-Magnon. Però per chi, come tanti di noi, ha frequentato Chamonix, l’ultima settimana di agosto negli ultimi 10 o 20 anni potrebbe essere un cambiamento epocale. Come in parte è stato quello avvenuto negli ultimi 10. Non resta che aspettare. Intanto potete leggere questo numero che, come avrete capito, è dedicato in grande parte all’UTMB.

Claudio Primavesi claudio.primavesi@mag-net.it

Editore: MagNet Srl SB Direttore responsabile: ANGELO FRIGERIO Direttore editoriale: CLAUDIO PRIMAVESI Contributors: SIMONE ALESSANDRINI, MANUELA BARBIERI, BENEDETTA BRUNI, SARA CANALI, MATILDE MARELLI, MAURIZIO TORRI, CRISTINA TURINI Art Director: ROSANGELA BARNI

IN COVER: UTMB foto di Toni Spasenoski

Redazione: Corso della Resistenza, 23 - 20821 Meda (MB) Via Tertulliano, 68 - 20137 Milano Tel. +39 02.87245180 - Fax 02.87245182 redazione@outdoormagazine.it outdoormagazine.it

Stampa: Ingraph - Seregno (MB) - Anno 19 - N. 7/8 - 2026 Periodico mensile. Registrazione al Trib. di Milano n.186 del 20 marzo 2007. Iscrizione al ROC n. 16155 del 23 novembre 2007 Poste Italiane SpA Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 - conv. in L. 46/2004 Art.1 Comma 1 - LO/MI Una copia 1.00 euro. L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati in suo possesso. Tali dati saranno utilizzati per la gestione degli abbonamenti e per l’invio di informazioni commerciali. In base all’Art. 13 della Legge n° 196/2003, i dati potranno essere rettificati o cancellati in qualsiasi momento scrivendo a: MagNet Srl SB Responsabile dati: Benedetto Sironi

Chiuso in redazione il 7 settembre 2026

Outdoor Magazine

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NATURAL STRIDE SYSTEM

EMBRACE THE O UTD O ORS


NEWS

ECONOMIA

DECATHLON PUNTA A SPORT 2000 FRANCIA PER AVVICINARSI AL RETAIL DELLA MONTAGNA Decathlon ha firmato una lettera d’intenti per acquisire il 50% di SAS Sport 2000 France, la struttura centrale che supporta la rete di retailer della cooperativa. Secondo Outdoor Industry Compass, l’operazione riguarda esclusivamente la Francia e dovrà essere sottoposta alla consultazione dei rappresentanti dei dipendenti e all’approvazione delle autorità competenti. I termini economici non sono stati resi noti. Uno degli elementi più interessanti dell’operazione è la forte presenza di Sport 2000 nelle aree montane che permetterebbe a Decathlon di rafforzare rapidamente la propria presenza nelle località sciistiche delle Alpi e dei Pirenei, oltre che in numerose aree rurali.

BOA E PRIMALOFT TRAINANO COMPASS DIVERSIFIED NEL Q2 Compass Diversified (CoDi) registra una crescita solida nel Branded Consumer, nonostante un fatturato reported in calo dell'11,4% a 424 milioni di dollari (362,9 milioni di euro). A perimetro costante i ricavi restano stabili a 410,6 milioni di dollari (351,5 milioni di euro). Boa sale del 22,1% a 59,1 milioni di dollari (50,6 milioni di euro) con EBITDA adjusted a 26,1 milioni di dollari (22,3 milioni di euro, +27,5%). PrimaLoft cresce del 19,7% a 29,7 milioni di dollari (25,4 milioni di euro) con EBITDA a 13,8 milioni di dollari (11,8 milioni di euro). Il debito di CoDi scende a 1.592,3 milioni di dollari (1.363 milioni di euro) da 1.890,7 milioni di dollari (1.618,2 milioni di euro).

WOLVERINE MIGLIORA LE PREVISIONI 2026 SPINTA DA MERRELL E SAUCONY Wolverine Worldwide conferma lo slancio positivo anche nel secondo trimestre: ricavi a 506,4 milioni di dollari (433,5 milioni di euro, +6,8%), utile operativo a 47,3 milioni (40,5 milioni di euro, +16,2%) e margine operativo al 9,3%. Merrell cresce dell'11,1% a 175,5 milioni di dollari (150,2 milioni di euro), Saucony del 9,9% a 158,6 milioni (135,8 milioni di euro). Pesano i dazi USA sulla catena di fornitura asiatica, con margine lordo sceso al 46,5%. L'estero cresce del 10,9% a 277,2 milioni di dollari (237,3 milioni di euro), arrivando al 55% del fatturato. Alzata la guidance 2026: ricavi a 1,98-2 miliardi di dollari (1,69-1,71 miliardi di euro), EPS adjusted a 1,55-1,65 dollari (1,33-1,41 euro).

GREGORY SOSTIENE LA CRESCITA DEL SEGMENTO LIFESTYLE DI SAMSONITE NEL PRIMO SEMESTRE Samsonite chiude il primo semestre 2026 con ricavi stabili a 1,681 miliardi di dollari (1,439 miliardi di euro, +1,1% reported). Il Q2 segna -1,6% a 851,5 milioni di dollari (728,9 milioni di euro), con EBITDA adjusted a 137 milioni di dollari (117,3 milioni di euro) e utile netto adjusted a 65 milioni di dollari (55,6 milioni di euro). A brillare è la categoria lifestyle bags, che sale a 628 milioni di dollari (537,6 milioni di euro, +4,4% reported), arrivando al 37,4% del fatturato di gruppo, trainata da Gregory, Samsonite e TUMI. Il gruppo acquisisce inoltre l'85% di BÉIS, brand fondato da Shay Mitchell, per 178,5 milioni di dollari (152,8 milioni di euro), su una valutazione di circa 210 milioni di dollari (179,8 milioni di euro), con chiusura prevista nel Q4 2026.

ASICS ALZA LE STIME ANNUALI DOPO SEI MESI DA RECORD ASICS rivede al rialzo l'outlook 2026 dopo sei mesi eccezionali: utile netto +53,3%, vendite +32,7% (+22% a cambi costanti). I ricavi semestrali toccano per la prima volta i 534,4 miliardi di yen (circa 2,90 miliardi di euro), con margine operativo record al 22,5% e utile operativo a 120,4 miliardi di yen (652,6 milioni di euro). Nel Q2 l'utile operativo balza a 59,7 miliardi di yen (323,7 milioni di euro, +63,1%), con Nord America a +183%. Trainanti SportStyle (+83%) e Onitsuka Tiger (+35,9%), in scorporo dal 2027. Le nuove previsioni annuali indicano ricavi a 1.050 miliardi di yen (5,69 miliardi di euro, da 950 miliardi di yen/5,15 miliardi di euro) e utile operativo a 195 miliardi di yen (1,057 miliardi di euro). Alzato il dividendo, da 38 a 44 yen.

AMER SPORTS: ARC'TERYX E SALOMON ANCORA PROTAGONISTI Amer Sports registra una crescita diffusa e a doppia cifra nel secondo trimestre 2026, con Arc'teryx e Salomon nuovamente motori principali del portafoglio outdoor. I ricavi salgono del 32% a 1,633 miliardi di dollari (1,398 miliardi di euro), l'utile operativo balza del 339% a 191,7 milioni di dollari (164,1 milioni di euro), mentre l'utile netto sale a 107,2 milioni di dollari (91,8 milioni di euro) da 18,2 milioni (15,6 milioni di euro). Il segmento Technical Apparel, guidato da Arc'teryx, genera 674,2 milioni di dollari (577,1 milioni di euro, +32,5%) con margine operativo adjusted al 18,8% da 14,1%. Nell’Outdoor Performance la crescita più rapida: ricavi a 568,5 milioni di dollari (486,6 milioni di euro, +37,4%), utile operativo adjusted più che triplicato a 83 milioni di dollari (71 milioni di euro), margine al 14,6% da 6,6%, grazie allo slancio di Salomon Softgoods. Amer alza l'outlook 2026: ricavi a +24% circa, EPS adjusted a 1,27-1,30 dollari, Technical Apparel a +25-26%, Outdoor Performance a +27-28%.

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NEWS

ECONOMIA TECNICA GROUP: TRAINANO GLI SPORT INVERNALI Tecnica Group chiude il primo semestre 2026 con una crescita dei ricavi, sostenuta dai brand degli sport invernali e da Moon Boot. La redditività migliora rispetto all'anno precedente. I ricavi H1 salgono dell'1,3% a 173,8 milioni di euro da 171,5 milioni. L'EBITDA resta negativo a 11,4 milioni di euro, ma migliora rispetto ai -12,2 milioni dell'anno scorso, mentre la perdita operativa si riduce a 24,1 milioni da 25,2 milioni. La perdita netta scende a 20,2 milioni da 30,9 milioni. Nel solo Q2 i ricavi crescono del 2,9% a 70,2 milioni di euro. Il business degli sport invernali - Nordica, Tecnica e Blizzard insieme a Moon Boot cresce del 23,6% nel semestre, con un portafoglio ordini solido anche per il secondo semestre. Lowa registra invece vendite in calo, principalmente per il confronto con un primo trimestre 2025 particolarmente forte, dovuto al recupero di ordini arretrati dalla fine del 2024; il ritmo di flessione risulta comunque più contenuto rispetto al Q1. Il miglioramento dell'EBITDA riflette margini industriali più solidi, parzialmente compensati da costi fissi leggermente più alti legati allo sviluppo della piattaforma multibrand. La posizione finanziaria netta è negativa per 163 milioni di euro al 30 giugno, contro i 116,8 milioni di fine anno. Parallelamente, Italmobiliare ha accettato di cedere una quota del 9,09% di Tecnica Group a Prime Holding, controllata dalla famiglia Zanatta, per circa 50 milioni di euro, con chiusura prevista entro il terzo trimestre 2026. Al termine dell'operazione la famiglia Zanatta salirà al 69,09%, mentre Italmobiliare scenderà al 30,91% dal 40% acquisito nel 2017, periodo in cui i ricavi di Tecnica sono passati da 368 milioni a oltre 540 milioni di euro.

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NEWS

CISALFA LANCIA LA CAMPAGNA “C’È SEMPRE SPAZIO PER LA TUA VOGLIA DI SPORT” Cisalfa inaugura la stagione del rientro con “C’è sempre spazio per la tua voglia di sport”, la nuova campagna di settembre che invita le persone a rimettere il movimento al centro della propria quotidianità, incoraggiandole a ritrovare il proprio equilibrio anche quando gli impegni aumentano. Cisalfa vuole essere un punto di riferimento per gli appassionati di tutti i livelli, andando oltre la scelta del prodotto, per far riscoprire il piacere del movimento e renderlo parte della vita di tutti i giorni. In questo senso, la campagna lancia un invito semplice ma concreto: non aspettare il momento perfetto per fare sport, perché raramente arriva da solo. È una scelta da compiere ogni giorno, ritagliandosi consapevolmente uno spazio anche quando la routine si fa più intensa.

RESPONSABILMENTE L'UE IMPONE DAZI ANTI-DUMPING FINO AL 67,6% SUL FILATO DI NYLON CINESE La Commissione Europea ha introdotto dazi anti-dumping definitivi compresi tra il 60% e il 67,6% sulle importazioni di filati di poliammide (nylon) provenienti dalla Cina. Il provvedimento arriva al termine di un'indagine avviata nel luglio 2025 su denuncia formale della Coalizione dei produttori europei di filati di poliammide, che ha rilevato pratiche di vendita a prezzi di dumping lesive per l'industria comunitaria. Il settore coinvolge circa 2.000 posti di lavoro tra Croazia, Italia, Spagna, Romania e Slovenia, per un mercato del valore di circa 400 milioni di euro. Il nylon è ampiamente utilizzato in capispalla, sportswear, intimo e costumi da bagno: gli importatori dovranno rivedere contratti di fornitura e classificazioni doganali. Pechino ha definito la misura "protezionista".

GOCCE DI MONTAGNA: AKU SENSIBILIZZA SULLA CRISI IDRICA DELLE TERRE ALTE "Gocce Di Montagna" è una campagna di sensibilizzazione sul tema dell’uso consapevole dell’acqua in montagna, pensata da AKU in collaborazione con il gruppo Guide Alpine Aquile di San Martino di Castrozza e i rifugisti delle Pale di San Martino nell’estate del 2023. Un progetto che punta a richiamare l’attenzione rispetto al problema della scarsità d’acqua, connesso al tema più ampio della crisi climatica. Poca neve, accompagnata da aumento costante delle temperature, in combinazione con una crescita significativa dei consumi idrici: un mix che comporta in primo luogo una crisi idrica alle alte quote. Il brand di Montebelluna ha deciso impegnarsi nella sensibilizzazione sul tema con un opuscolo, scritto per AKU da Jacopo Gabrieli, glaciologo presso l'Istituto di Scienze Polari del CNR, con informazioni, consigli e dati sullo stato dell’arte per quanto riguarda la condizione del bene primario per eccellenza.

LE CANDIDATURE PER GLI ALPI DESIGN AWARDS CHIUDONO IL 30 SETTEMBRE Si avvicina il termine di iscrizione alla seconda edizione del premio ALPI Design Awards dell’Associazione ALPI+MILANO, rivolto ad aziende, progettisti, architetti, designer e professionisti della comunicazione che sviluppano prodotti e servizi per la sostenibilità e l'innovazione della montagna, ideati e/o realizzati negli anni 2024 e 2025.Le candidature possono essere presentate entro il 30 settembre per le categorie Prodotto&Impresa (qualsiasi prodotto, servizio, progetto o prototipo significativo della propria attività), Comunicazione&Grafica (per esempio il restyling di un brand, un packaging di prodotto o una campagna pubblicitaria), Architettura&Ambiente (dalla nuova sede aziendale sostenibile a un intervento di corporate social responsibility per la propria comunità). Tutte le informazioni necessarie e il regolamento si trovano sul sito alpidesignawards.it. Nell'edizione 2025, per la categoria Prodotto&Impresa, vinta da Ande con la cia-

spola monomaterica Exploral, una menzione d'onore è andata anche allo studio MM Design per la collezione di sci XVST della VTech, basata su un nuovo concetto di sostenibilità grazie a materiali naturali e filiera corta dei fornitori. Un premio speciale alla carriera inoltre è andato a Gioachino Gobbi (alla memoria) e Maurizio Gallo, l’imprenditore e il progettista a cui si deve il moschettone Grivel Twin Gate, unico prodotto alpinistico premiato con il Compasso d’Oro nel 2016. Nella categoria Architettura&Ambiente il vincitore è stato lo studio norvegese Snorre Stinessen Architecture per la riqualificazione integrale di un vecchio rifugio (il Cabane du Glacier de Tortin sulle Alpi Svizzere), mentre l'architetto Enrico Scaramellini ha ricevuto la menzione d'onore per lo Spluga Climbing Gym, una palestra per arrampicata a Campodolcino (Sondrio), una "torre" che svetta come le "architetture" naturali montane a cui si ispira.

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NEWS

NUOVE APERTURE AKIRA E GOATZILLA: DUE NUOVE PALESTRE DI ARRAMPICATA DAI FONDATORI DI MANGA CLIMBING

© Baptiste Gousset

I fondatori della palestra Manga Climbing di Milano hanno avviato una nuova fase di sviluppo aprendo due nuovi centri: Akira Climbing Center a Carate Brianza (MB) e GoatZilla Climbing Gym a Berbenno di Valtellina (SO). L’obiettivo è creare spazi in cui allenamento, formazione e comunità riescano a convivere sotto lo stesso tetto. Akira Climbing Center, aperta dal 27 agosto, si sviluppa su due livelli e offre 1.350 metri quadrati di superficie arrampicabile, mentre GoatZilla Climbing Gym mette a disposizione 500 metri quadrati di superficie arrampicabile, progettati per avvicinare le nuove generazioni all’arrampicata, creando uno spazio moderno, inclusivo e accessibile a tutti, dai bambini ai climber più esperti.

KAILAS FUGA HA APERTO IL PRIMO STORE EUROPEO A CHAMONIX DURANTE L’UTMB Il brand cinese di trail running Kailas Fuga ha aperto il suo primo punto vendita europeo a Chamonix, in Francia, durante la settimana dell'UTMB, segnando un passo importante nel percorso di espansione del marchio sul mercato europeo. Il nuovo store non è però soltanto un punto vendita, ma anche un vero e proprio hub dedicato alla community, con attività di test dei prodotti, sessioni di coaching e incontri con gli atleti. Il brand ha sfruttato inoltre la settimana dell’UTMB per consolidare la propria presenza nel panorama europeo attraverso il team di atleti: sono stati più di 80 i membri del Kailas Fuga Team e del Fuga Mountain Club impegnati nelle diverse competizioni.

EVENTI VALLE ORCO CLIMBING FESTIVAL TORNA DAL 24 AL 27 SETTEMBRE CON UN CAMBIO DI LOCATION Adventure Factory A.S.D. annuncia il ritorno del Valle Orco Climbing Festival (VOCF), il raduno internazionale su arrampicata sportiva, trad e boulder, in programma a Ceresole Reale (TO) dal 24 al 27 settembre. Confermati i main partner Vibram, La Sportiva e Wild Country, insieme a numerosi altri brand e realtà del mondo outdoor. Per il 2026 la nuova area della manifestazione sarà più ampia e versatile e permetterà di migliorare qualità e funzionalità degli allestimenti. Rimane invariato l’obiettivo: diffondere una cultura consapevole della montagna e del rispetto per l’ambiente, valorizzando la Valle Orco attraverso l’arrampicata, le attività outdoor e un turismo sportivo responsabile. valleorcoclimbingfestival.com

RINNOVATA LA PARTNERSHIP TRA ADAMELLO ULTRA TRAIL E MICO Adamello Ultra Trail conferma MICO Sport come main sponsor della dodicesima edizione, in programma dal 25 al 27 settembre. Il 2026 vedrà il brand bresciano ancora protagonista nei pacchi gara di tutte e quattro le distanze, dalla 35 km alla 170 km, confermando l’impegno dell’azienda nel supportare eventi che valorizzano il trail running e gli sport outdoor. MICO sarà presente anche alle Adamello Series del 13 settembre a Vione (BS), dove l’Adamello Vertical Kilometer assegnerà per la prima volta il Campionato Italiano assoluto e di categoria. L’Adamello Trail Junior aprirà i sentieri ai più giovani e l’Adamello Vertical Junior sarà tappa della Coppa Italia Giovani supported by MICO, di cui l’azienda è sponsor ufficiale.

adamelloultratrail.it

E9 PROTAGONISTA A “MODA SOTTO LE STELLE” C'era anche E9 tra i partecipanti a “Moda sotto le Stelle”, la storica manifestazione organizzata da Confartigianato Imprese Macerata – Ascoli Piceno – Fermo, che quest'anno ha celebrato la sua 40^ edizione. Un evento che, ogni estate, trasforma Piazza del Popolo in una vetrina dedicata all'eccellenza della manifattura italiana, riunendo imprese artigiane del tessile, della calzatura, dell'oreficeria e degli accessori insieme a giovani realtà emergenti, in una serata che mette al centro il valore del saper fare e del Made in Italy. Per E9 si è trattato di un debutto dal forte valore simbolico: l'evento si è svolto ad Ascoli Piceno, città dove nel 1998 Mauro Calibani, climber e designer, diede vita al brand, trasformando la passione per l'arrampicata in un pro-

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getto capace di unire funzionalità, creatività e identità. La partecipazione di E9 ha rappresentato per il brand un'occasione di ritorno alle proprie origini. Da oltre venticinque anni il marchio porta nel mondo il suo stile nato tra le falesie e cresciuto mantenendo un legame profondo con il territorio. Un rapporto che riguarda anche un modo di intendere la produzione: valorizzare il Made in Italy significa infatti preservare competenze artigianali, privilegiare una filiera il più possibile vicina e instaurare un rapporto diretto con chi realizza ogni capo. La scelta di utilizzare materiali naturali e fibre organiche va nella stessa direzione, come volontà di realizzare capi pensati per vivere all'aria aperta, durevoli, confortevoli e rispettosi dell'ambiente.


FOCUS ON

PUNTO IOG

ACCADEMIA OUTDOOR WEB: DOVE VUOI, QUANDO VUOI È il principio alla base del nuovo progetto di Italian Outdoor Group dedicato alla formazione continua dei negozianti e del personale di vendita, online dai primi di agosto nell’area dedicata del sito IOG a cura dell'Italian Outdoor Group

LA PIATTAFORMA

Un progetto che è l’evoluzione di Outdoor Scenario, l’evento fisico organizzato da IOG a Verona negli scorsi anni nel mese di aprile. Un percorso che nasce dal confronto e dalla collaborazione tra retailer, industria e distribuzione all’interno dell’associazione e che continuerà in futuro a svilupparsi con nuove iniziative e strumenti dedicati alla formazione. In un mercato outdoor sempre più articolato, conoscere in profondità i prodotti che si propongono al consumatore diventa una parte fondamentale del lavoro del retailer specializzato. Materiali, tecnologie, destinazioni d’uso, caratteristiche tecniche: per orientarsi tra collezioni e novità e, soprattutto, per trasformare queste informazioni in una consulenza efficace è necessario mantenere aggiornate le proprie competenze. È proprio da questa esigenza che nasce Accademia Outdoor Web: una piattaforma digitale che offre al retailer uno strumento di formazione semplice, accessibile e sempre disponibile, che possa essere utilizzato secondo le esigenze di chi lavora in negozio. Attraverso un’area riservata e divisa per marchio, i negozianti possono consultare a titolo completamente gratuito video, cataloghi, presentazioni tecniche e approfondimenti realizzati direttamente dai brand aderenti al progetto. Un patrimonio di contenuti pensato per conoscere meglio i prodotti e avere a disposizione, anche nel momento del bisogno, le informazioni necessarie per affrontare con maggiore sicurezza il rapporto con il cliente. Sappiamo quanto la quotidianità del punto vendita possa essere frenetica e quanto sia difficile ritagliarsi momenti dedicati all’aggiornamento o all’approfondimento di una nuova collezione o di una tecnologia. Accademia Outdoor Web supera questo ostacolo mettendo a disposizione un archivio digitale sempre accessibile, fruibile in qualsiasi momento della giornata direttamente in negozio. Per il retail specializzato significa avere accesso a un ulteriore strumento per rafforzare quella che rappresenta una delle sue caratteristiche distintive: la competenza. In un contesto in cui il consumatore arriva sempre più informato e con esigenze specifiche, la capacità di ascoltare, interpretare e consigliare diventa infatti determinante.

Quello avviato ad agosto è il primo passo di un percorso di lungo termine. Accademia Outdoor Web infatti è un progetto aperto e in continua evoluzione. La piattaforma è concepita come uno spazio dinamico che si arricchirà progressivamente di nuovi marchi, contenuti formativi, moduli tecnici e aggiornamenti stagionali con l’obiettivo di costruire nel tempo un vero e proprio punto di riferimento digitale per la formazione della rete vendita outdoor. L’iniziativa si inserisce nella più ampia attività di IOG a sostegno del canale specializzato e della crescita della cultura outdoor. Investire nella preparazione di chi ogni giorno è a contatto con il consumatore significa migliorare la qualità del servizio, valorizzare il ruolo del negoziante e contribuire a rendere più competente e consapevole l’intero mercato. Accademia Outdoor Web è gratuita ed è accessibile, previa registrazione, dall’area dedicata sul sito Italian Outdoor Group (italianoutdoorgroup.it). Un nuovo strumento a disposizione del retail per continuare a imparare, aggiornarsi e trasformare la conoscenza dei prodotti in valore per il cliente. Invitiamo tutti i rivenditori a esplorare la piattaforma, scoprire i materiali già disponibili e trasformare questo strumento in un alleato quotidiano per far crescere il proprio business e valorizzare la propria professionalità.

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photo: archivio Meroi-Benet

#MONTURAPEOPLE

142 SECONDI - IL BATTITO DELLA TERRA Dieci anni dopo il terremoto dell’Appennino centrale, il documentario che racconta la storia di una montagna ferita e un territorio che vuole rinascere di Simone Alessandrini

Due minuti e 22 secondi. Nella frenesia della vita quotidiana non sono nulla. Ma il tempo, si sa, spesso non scorre alla stessa maniera. Sono bastati meno di due minuti e mezzo per cambiare la geografia di un luogo e con essa il destino delle sue persone. Appennino centrale, 24 agosto e poi 30 ottobre del 2016. Una sequenza sismica composta da centinaia di migliaia di scosse ha cancellato totalmente borghi come Pescara del Tronto e devastato città come Amatrice. I soccorsi, l’emergenza, la solidarietà, e poi… il silenzio. L’area colpita è vastissima: quattro regioni del centro Italia, un’intera catena montuosa dal Lago di Campotosto alla parte settentrionale dei Monti Sibillini. E proprio i Sibillini portano uno dei segni più evidenti del terremoto: la frattura lasciata dalla faglia lungo la dorsale, ancora chiaramente visibile in diversi punti. Sono passati anni, governi e commissari e siamo arrivati al decennale di una tragedia che portò con sé 299 vite e quasi 50.000 sfollati. Molti hanno scelto di restare: prima nelle tende, poi nelle SAE, le soluzioni abitative di emergenza. L’emergenza è progressivamente scemata, ma le casette sono rimaste, diventando a tutti gli effetti “prime case”. C’è una zona del cratere che ha una naturale vocazione per la montagna: Arquata del Tronto, con i suoi paesi affacciati sulla cima più alta dei Sibillini. È qui che i miei ricordi sono più vividi e dove ho sentito maggiormente il dolore di non poter tornare con la stessa frequenza di prima. Per chi, come me, ama la montagna e vive ad Ascoli Piceno, il Monte Vettore non è un modo per staccare dalla quotidianità, ma una parte integrante di essa. Nonostante le diverse problematiche, molte persone hanno scelto di non abbandonare questi borghi e di restare accanto alle proprie comunità. Si passa a prendere un caffè all’Antico Bar, oggi ospitato in un container, oppure a mangiare un piatto di pasta alla sibillina al Rifugio degli Alpini, trasferito in una struttura provvisoria che non consente più il pernottamento. In molti siamo stati testimoni indiretti delle fasi che si sono susseguite: la zona rossa, la demolizione degli edifici pericolanti, l’installazione delle casette, la catalogazione delle macerie, fino ai primi, flebili, segni di ripartenza. È proprio per via di ciò che ho visto che ho sentito il bisogno di raccontare. Troppo spesso abbiamo assistito a passerelle mediatiche nei giorni immediatamente precedenti agli anniversari, per poi spegnere tutto e tornare alla desolazione subito dopo. Il documentario “142 secondi - Il battito della terra”, distribuito in sala da Cineblend, nasce per accendere un riflettore tra ciò che è stato, ciò che è e ciò che potrebbe essere.

BIO I SIMONE ALESSANDRINI Dai primi passi sugli alpeggi al lavoro odierno, la montagna è sempre stata una costante della sua vita. Giurista di formazione, oggi è giornalista e comunicatore. Nel 2021 ha fondato Rifugi d’Italia, un progetto nato per raccontare e promuovere, attraverso i social, la cultura dei territori partendo dai loro rifugi. Nel 2026, insieme ad AKU, Montura, Ferrino e BIM Tronto, ha prodotto il suo primo documentario – “142 secondi - Il battito della terra” – per raccontare la sua montagna, quella dell’Appennino centrale, profondamente segnata dal terremoto del 2016. Fa parte del team comunicazione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, dove è responsabile dell’ufficio stampa nazionale e operatore del Soccorso Alpino e Speleologico Marche.

Il decennale è solo una linea da tracciare tra il prima e il dopo. La scelta più importante è stata quella di diventare io stesso il collante di un cammino simbolico che parte dalla piazza ferita di Arquata del Tronto e termina nell’emblema di una montagna che vuole ripartire: il bivacco Zilioli. Lungo il percorso il racconto si sviluppa attraverso le voci di chi è rimasto e di chi è arrivato per dare nuovo impulso a una terra straziata che rischia ogni giorno l’abbandono. Persone che hanno aperto il cassetto dei ricordi, il cuore e la porta di casa per raccontarci le loro testimonianze e contribuire a mantenere viva l’attenzione su una terra che merita di essere ascoltata. Storie diverse: Annunzio, che prosegue il lavoro portato avanti con sacrificio dalla sua famiglia allevando pecore nella zona di Santa Maria in Pantano; i ragazzi di Arquata Potest, che dedicano tempo e lavoro alla fruibilità di sentieri e aree comuni; Vittoria dell’Antico Bar, il rifugista Gino, il panettiere Stefano e altri ancora. Due minuti e 22 secondi sono bastati per cambiare il volto dell’Appennino. Dieci anni non sono bastati a ricostruirlo, anche se oggi tutto procede a una velocità diversa rispetto al passato. Sono però sufficienti per chiarire che il futuro di queste aree non può essere affidato agli anniversari. Qui è necessario continuare a osservare, frequentare e raccontare, rendendo giustizia a chi, per tutto questo tempo, ha continuato a vivere e lavorare con silenziosa ostinazione, umiltà e con il sorriso sul volto, nonostante tutto.

Montura People è la rubrica del brand per Outdoor Magazine. Uno spazio per le persone, la gente di Montura. Chiunque si senta in qualche e qualsiasi modo affine ai valori dell’azienda, parte della sua community. Qui vengono raccolte le loro storie affinché possano ispirarne altre.

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© Archivio Garda Dolomiti Azienda per il Turismo S.p.A. - Emiliano Villani

EVENTI

40 ANNI DI ARRAMPICATA, TRA STORIA E NUOVE GENERAZIONI Quella in programma dal 2 al 4 ottobre ad Arco sarà un’edizione unica del Rock Master, con l’arrivo di alcuni dei più grandi climber di tutti i tempi a festeggiare un compleanno storico IL CUORE DEL FESTIVAL: ROCK MASTER VILLAGE

Dal 2 al 4 ottobre il Climbing Stadium di Arco (Garda Trentino) ospita la 40ª edizione del Rock Master, l'evento che nel 1986 - allora con il nome di Sport Roccia, ai piedi del Monte Colodri - diede inizio alla storia delle moderne competizioni di arrampicata sportiva. Quarant'anni dopo, Arco è diventata la "Home of Climbing" a livello internazionale e questa edizione si annuncia come la più speciale di sempre: non solo gara, ma un vero racconto corale della disciplina, tra memoria storica e presente agonistico.

Accanto alle competizioni - Lead Duel, KO Boulder, Speed/Chrono Clash e The Fun Bloc, aperto sia a categorie U15 che ad amatori - il Rock Master Village si conferma il punto di incontro tra atleti, brand, appassionati e pubblico. Qui trovano spazio l'area expo, i talk con protagonisti ed esperti del settore, aree dedicate a famiglie e bambini, momenti musicali serali e le proposte di Rock Adventure sulle falesie del Garda Trentino. Per l'occasione del 40° anniversario, il calendario si arricchisce di side event pensati per avvicinare il pubblico ai grandi nomi dell'arrampicata: talk, incontri, signature session e i “Climbin’ Espresso”, format informali che permettono di conoscere da vicino atleti e atlete che hanno fatto la storia della disciplina. Anche nel 2026 Rock Master avrà come event ambassador Adam Ondra, che ha sempre indicato la gara di Arco come uno degli appuntamenti più significativi della propria carriera, rafforzando il legame tra l'evento e la community globale del climbing. Come sottolinea Angelo Seneci, direttore tecnico di Rock Master: "Penso che se l'arrampicata sportiva ha raggiunto il traguardo olimpico, un po' sia merito anche di Rock Master. Non possiamo dimenticare che le moderne gare di velocità in parallelo sono nate nei primi Anni '90 proprio ad Arco".

UN ANNIVERSARIO DA VIVERE IN TRE GIORNI Il fil rouge dell'edizione 2026 è proprio il 40° compleanno. Il programma prevede una mostra celebrativa dedicata a quattro decenni di arrampicata e Rock Master, un percorso che ripercorre tappe, atleti e innovazioni che hanno segnato la storia della disciplina, dai nuovi format di gara alla nascita delle moderne sfide di velocità in parallelo, sperimentate per prime proprio ad Arco e poi adottate a livello internazionale, fino al movimento olimpico. Per celebrare l’anniversario ritorneranno ad Arco alcuni tra i nomi più iconici della storia del climbing: Lynn Hill, François Legrand, Yuji Hirayama, Robyn Erbesfield, Didier Rabaoutou e Muriel Sarkany. Le leggende del passato incontreranno i campioni delle nuove generazioni, in un dialogo tra epoche diverse che rende Rock Master un evento unico nel panorama sportivo internazionale.

INFO EVENTO Le competizioni si svolgono nello storico Climbing Stadium di Arco, centro federale della Federazione Arrampicata Sportiva Italiana dal 2021 e sede di allenamento delle squadre nazionali e degli atleti olimpici SITO UFFICIALE

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INTERVISTE

“È IMPORTANTE LA DIVERSIFICAZIONE” Dal 1985 Günther Acherer, ceo di Panorama Diffusion, distribuisce in Italia alcuni dei marchi più autentici del mondo outdoor di Claudio Primavesi

Chi si occupa di outdoor Günther Acherer non può non conoscerlo. Alla guida di Panorama Diffusion fin dalla sua nascita, presidente di Italian Outdoor Group, si può dire che abbia attraversato più mondi del settore. Dal 1985 a oggi è cambiato molto e velocemente, ma la struttura altoatesina con sede a Varna è sempre lì, a presidiare il mercato con marchi storici (alcuni seguiti dalla fondazione, come Vaude e Meindl) e nuovi. È notizia recente il raddoppio delle “creature” di Günther, con la nascita di ALPA, realtà guidata dal nipote Lukas nella quale sono convogliati un brand già seguito in Panorama Diffusion come Devold e la new entry Hanwag insieme a Royal Robbins.

Importate anche marchi puramente invernali come Majesty, ci sarà ancora spazio per l’attrezzatura invernale in un mondo surriscaldato dal climate change?

Credo di sì, in fin dei conti l’inverno si è ridotto, è cambiato, ma non è sparito. Fa meno freddo, nevica meno, ma si continua ad andare in montagna con gli sci. Prendi lo scialpinismo: si dice che la stagione è andata male perché a fine anno non c’è neve sufficiente, è vero, il consumatore è abituato a vedere nevicare e di seguito acquistare. Ma la vera stagione dello scialpinismo è sempre stata la primavera e negli ultimi anni si è potuto sciare fino alla primavera inoltrata.

Günther, perché è nata ALPA?

Come vedi il mercato?

Per natura sono sempre ottimista, anche se devo dire che un po’ di pessimismo lo vedo ultimamente: si registra un’alta prudenza del conth Gün sumatore e di conseguenza un retailer sempre più attento agli acquisti, ma rimango convinto che il mondo dell’outdoor abbia futuro. Sicuramente cambia il modo di praticare sport nella natura e dobbiamo tutti tenerne conto. Per noi è importante la diversificazione e saper leggere le tendenze per adattare la gamma di prodotti, come è avvenuto proprio nel mondo della calzatura, che ha visto il calo delle tradizionali brown shoes a favore di prodotti più leggeri e moderni nel look. ch

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Bisogna valutare la coerenza delle proposte e dare loro una struttura adeguata alla crescita: crediamo molto in questi tre marchi e pensiamo che in una configurazione nuova possano trovare le giuste sinergie.

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Come è cambiata Panorama Diffusion in questi anni?

Inizialmente eravamo un importatore, ora la struttura è divisa in due: da una parte ci sono i marchi distribuiti, dall’altra il lavoro di agenzia. Con i brand più importanti ormai si lavora come agenzia, l’importazione è organizzata per realtà più piccole.

Come è cambiato il retail?

È cambiato tanto e per certi versi poco. Da una parte ci sono sempre molte realtà indipendenti e piccole e dall’altra le catene, che sono cresciute, mentre i primi sono calati. Però rimangono due elementi vivi con i quali confrontarsi e che ragionano con metriche diverse.

Differenze, o meglio, pro e contro?

La trasformazione è iniziata a metà degli Anni Novanta con l’apertura delle frontiere. Non c’era più bisogno di avere magazzino anche in Italia. Con le logistiche centralizzate il servizio al cliente è più rapido e più diretto e poi non era da sottovalutare la forte pressione sui prezzi. Nella pratica cambia poco, come agenzia non hai magazzino e fatturazione, ma per fare crescere il marchio è richiesto lo stesso impegno e devi garantire gli stessi servizi, soprattutto come “customer service”.

In 40 anni hai fatto conoscere a tanti appassionati marchi come Vaude e Meindl, ma hai anche aperto il mercato outdoor italiano a Thule. Realtà diverse, espressione di un capitalismo familiare o di grandi gruppi finanziari, cosa cambia?

Solitamente quando è presente la famiglia c’è più umanità; questo non vuol dire che i risultati non contino, ma se sei finanziato da un fondo, i risultati contano ancora di più. Però non bisogna generalizzare e ci sono le eccezioni. E poi ci sono anche i marchi che per finanziare la crescita si rivolgono ai fondi e successivamente riacquistano il controllo.

Come è cambiato il mercato?

Agli inizi era più piccolo e meno concentrato, ora c’è più concorrenza e meno spazio, a maggior ragione devi avere un’offerta più varia, con un portafoglio marchi che copra quasi tutti i segmenti, dall’abbigliamento, all’attrezzo e all’accessorio, dall’estate all’inverno.

Non hai mai avuto la tentazione di aprire la filiale italiana di un marchio?

Ho ricevuto delle proposte, ma abbiamo le nostre caratteristiche, il nostro dna, che è anche il nostro punto di forza, e poi c’è un valore fondamentale al quale non abbiamo mai voluto rinunciare: l’autonomia.

DALL’ABBIGLIAMENTO ALLE TENDE Panorama Diffusion distribuisce diversi marchi outdoor che coprono quasi tutti i segmenti. Tra i più importanti Vaude, Meindl, Nordisk, Hydro Flask, Lupine, Vickywood, Chillaz, Maxim, Sea to Summit, Arva, Colltex. ALPA distribuisce Hanwag, Devold e Royal Robbins.

Panorama Diffusion - +39 0472.201114 - info@panoramadiffusion.it // ALPA Agency KG - +39 0472.628020 - info@alpa-agency.it

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INTERVISTE

UN VIAGGIO CHE SI CHIAMA LIBERTÀ È quello che permettono di fare autocaravan e van, un settore che, soprattutto in Italia, sta registrando numeri importanti di crescita. Ne abbiamo parlato con Gloria Oppici, brand manager del Salone del Camper di Parma di Sara Canali

guida quasi come un'auto, mentre chi cerca più spazio si orienta su seminte-

Il camper e i van stanno diventando uno dei modi con cui sempre più viaggiatori scelgono di trascorrere le proprie vacanze alla scoperta dei territori. E i numeri raccontano un mercato tutt’altro che di nicchia. Nei primi quattro mesi del 2026 in Italia sono stati immatricolati 4.050 autocaravan, il 14,96% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Inoltre, nel primo trimestre del 2026 le presenze nell’extra-alberghiero sono aumentate del 14,7%, con una spinta particolarmente forte della componente internazionale. La 17ª edizione del Salone del Camper, in programma alle Fiere di Parma dal 12 al 20 settembre, parte proprio da questi dati, per capire dove sta andando il mondo del turismo itinerante e quali saranno le prossime sfide per il settore. Ne abbiamo parlato con Gloria Oppici, brand manager del Salone del Camper.

grali, mansardati o motorhome. Se parliamo di vanlife strettamente outdoor (tende da tetto, furgoni camperizzati, piccoli van), quanto è grande questa fetta di mercato in Italia? È stabile o in crescita? E rispetto al mercato europeo?

Va fatta una premessa: non esiste una statistica ufficiale che misuri la vanlife come fenomeno a sé, perché le rilevazioni riguardano i veicoli ricreazionali immatricolati e non comprendono tutte le forme di viaggio outdoor come le tende da tetto, furgoni camperizzati o non omologati. Più che ai numeri assoluti, bisogna quindi guardare ai segnali del mercato: cresce l'offerta di allestimenti compatti, di accessori dedicati e di prodotti pensati per un turismo sempre più flessibile e orientato all'outdoor.

Quali saranno le principali novità della fiera?

Il nome che usiamo, Salone del Camper - Caravan Accessori Percorsi e Mete, racconta bene l'evoluzione della manifestazione. Accanto ai veicoli e agli accessori, il visitatore trova un percorso dedicato alle destinazioni e alle esperienze di viaggio. Le attività di intrattenimento si articolano in quattro aree tematiche - Family & Pet, Sport & Lifestyle, Natura ed Enogastronomia pensate per offrire idee, esperienze e occasioni di approfondimento a pubblici diversi. Si va dalle attività per le famiglie e servizi dedicati a chi viaggia con i propri cani, agli incontri sul turismo attivo, fino agli appuntamenti rivolti ai sapori dei territori. Ripartiamo da un'edizione che ha superato i 107.000 visitatori e i 310 espositori.

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“Intorno al pubblico consolidato se ne vede crescere un altro. Sportivi, persone che lavorano da remoto e soprattutto giovani, che al camper arrivano provandolo: un weekend in van a noleggio, una vacanza con gli amici e poi decidono”

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Oltre ai numeri, il trend più significativo è nel modo in cui le persone viaggiano: partenze anche di tre giorni, in qualsiasi stagione, itinerari che variano se cambia il meteo, soste vicino a un borgo anziché in una meta affollata. E il mezzo si è adeguato, così i camper di oggi sono spazi da abitare, con un design curato, spesso firmato e una dotazione tecnologica che 10 anni fa non esisteva.

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Quali sono i trend del mondo camper per il 2026?

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Gloria Oppici, brand manager del Salone del Camper di Parma Il pubblico del Salone del Camper sta cambiando? Cercate di attirare nuovi target? Come?

Il pubblico storico resta chi il camper ce l'ha già: nella nostra survey di primavera il 91% degli intervistati possiede un veicolo ricreazionale. Ma intorno a questo pubblico se ne vede crescere un altro. Sportivi, persone che lavorano da remoto e soprattutto giovani, che al camper arrivano provandolo: un weekend in van a noleggio, una vacanza con gli amici e poi decidono. Con questo pubblico si parla di esperienze più che di mezzi ed è la strada scelta dal Salone: sport, cibo, cultura, viaggi pet friendly.

Il mondo outdoor sportivo sarà un focus?

Lo sport è diventato una componente sempre più naturale del viaggio in camper. Non è un'attività da programmare, ma la possibilità di scegliere sul momento. Un capitolo in cui crediamo è il cicloturismo, che nel 2025 ha generato 49 milioni di presenze in Italia e oltre 6 miliardi di euro di impatto economico, secondo le più recenti analisi del comparto.

Il tema della sostenibilità quanto sarà presente nei giorni di fiera? Come verrà trattato?

Si parte da uno studio di riferimento, nato da un'idea di Paolo Bacci che ha sostenuto e promosso il progetto - e realizzato da Ergo, spin-off della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, che ha misurato l'intera vacanza in camper, non solo il carburante: rispetto al viaggio tradizionale in auto e hotel, le emissioni di CO₂ calano del 70%, il consumo di risorse idriche del 73%. C'è poi un aspetto centrale: il camperista spende in media 100 euro al giorno sul territorio, spesso in borghi che il turismo di massa non tocca. È una forma di turismo che distribuisce valore invece di concentrarlo.

Quanto è cresciuto negli anni il segmento vanlife?

È cresciuto insieme a tutto il mercato, che in poco più di 10 anni è raddoppiato: dalle 3.718 immatricolazioni di van del 2014 alle 7.936 del 2025. In Italia i van rappresentano oggi poco più di un terzo dei camper immatricolati, contro circa il 50% in Europa. È una tipologia scelta soprattutto per il budget di accesso più avvicinabile e la maneggevolezza: un furgonato di 5,40 metri si

salonedelcamper.it

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FOCUS COLLEZIONE

OLTRE IL LIMITE VERTICALE La nuova collezione Ortles FW 26/27 di Salewa unisce prestazioni tecniche e durabilità per affrontare le imprese più impegnative in un ambiente alpino. L’abbiamo testata in Valle Aurina dalla nostra inviata Sara Canali

La Schwarzensteinhütte si trova alla fine del sentiero 23 che parte dal parcheggio di Stallila, sopra San Giovanni in Valle Aurina (BZ), e in sette chilometri di sviluppo ti accompagna dai 1.470 ai 3.026 metri sopra il livello del mare. È qui che Salewa ha deciso di presentare la sua nuova collezione Ortles FW 26/27, dedicata al mountaineering. Un luogo perfetto che, con la sua architettura contemporanea e la posizione sospesa tra cielo e ghiacciai, rappresenta la cornice ideale per parlare di alpinismo. La nostra salita inizia la mattina di un giorno di fine luglio. Nello zaino riserve di acqua e un pranzo al sacco oltre a un guscio della collezione Salewa pronto a proteggerci nel caso il meteo dovesse cambiare. Ai piedi lo scarpone Salewa Ortles 2 Mid GTX, uno dei prodotti simbolo della collezione per questo autunno-inverno che, grazie alla costruzione, garantisce stabilità su un percorso come quello che ci porterà in cima, che parte dai boschi di conifere e pascoli per arrivare al ghiacciaio. Siamo un gruppo numeroso, più o meno una cinquantina di persone, composto da giornalisti e retailer provenienti da Italia, Germania, Polonia, Finlandia e altre parti d’Europa. Per Salewa questa ascesa rappresenta l’occasione perfetta per parlare della propria concezione di mountaineering, attività da sempre profondamente radicata nel dna del marchio dell’aquila. Oggi però parlare di mountaineering vuol dire affrontare il paradosso di un’attività che attira sempre più persone mentre le condizioni per praticarla continuano a variare. Ce ne rendiamo conto anche noi mentre percorriamo il tratto di strada forestale che, attraverso i boschi della Valle del Rio Rosso, ci porta in circa

un'ora alla prima tappa, la Malga Daimer. Le temperature sono elevate e il sentiero è relativamente semplice, ma è solo l’antipasto dell’ascesa. Da qui la situazione cambia, si imbocca il sentiero 23 che, rapidamente, ci porta prima ad ampi pascoli d'altitudine, poi alle pietraie e ai ghiaioni tipici dell'ambiente d'alta montagna. Con ogni tornante il panorama si allarga sulle cime della Valle Aurina e il rifugio Sasso Nero appare sempre più vicino, arroccato sul suo sperone roccioso. Arriva poi un breve tratto attrezzato con cavi d'acciaio e staffe, ideale per mettere alla prova le nostre calzature, soprattutto in prossimità di alcune placche lisce. Mentre si guadagna quota e il respiro si accorcia, arrivano anche dei tratti di nevaio, da attraversare con passo fermo e facendo affidamento sulla tenuta della membrana delle scarpe. Davanti a noi, il rifugio Sasso Nero, uno degli esempi più interessanti di architettura contemporanea in alta montagna. Progettato per sostituire lo storico edificio degli Anni Cinquanta, richiama i profili delle rocce circostanti e si integra con il paesaggio delle Alpi della Zillertal. Ci arriviamo con passo lento. Ad attenderci la gestrice Margit Ainhauser e la sua ottima cucina. All’interno, nella bellissima sala da pranzo rivestita in legno di larice e con una spettacolare terrazza panoramica con vista a 360 gradi sulle vette della Valle Aurina e sui ghiacciai circostanti, è stata messa in mostra la collezione Ortles di Salewa in tutti i suoi elementi, dall’abbigliamento, alle calzature fino all’attrezzatura come casco, imbrago e piccozze. È qui che il brand director Nol Gerritse racconta lo spirito della collezione. “L'alpinismo è il cuore dell'identità di Salewa, ma oggi chi vive la montagna è cambiato. Le condizioni sono più estreme e imprevedibili, mentre cresce una nuova generazione di appassionati che cerca libertà, autenticità e versatilità. La nuova collezione Ortles FW 26/27 nasce proprio per rispondere a questa evoluzione: sviluppata sulle Dolomiti e testata in alta quota, combina prestazioni, protezione e un design essenziale, offrendo tutto ciò che serve per affrontare la montagna con sicurezza”. Poi a raccontare abbigliamento e calzature sono i product manager Emanuele Cola e William Starka, pronti a rispondere a tutte le domande, prima di lasciare spazio alla cena che ci sorprenderà per la sua ricchezza, nonostante siamo a 3.000 metri di quota. Il giorno dopo è quello dell’ascesa alla cima in cordata. Sveglia alle 5:30, una colazione sostanziosa e scarponi ben allacciati. Sotto il piede lavora la nuova suola Vibram multi-zone con geometria ClawLug, studiata per offrire un grip sicuro su roccia, ghiaia e terreno misto. La compatibilità con i ramponi semiautomatici ci permette di sentirci sicuri anche sul tratto di ghiacciaio che porta alla sommità del Sasso Nero, che si raggiunge nel giro di un’ora ed è considerata una delle più belle della Valle Aurina.

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FOCUS COLLEZIONE

L'INTERVISTA

MANUELE COLA, PRODUCT DIRECTOR SALEWA

L’evoluzione dell’alpinismo nei colori classici e nei codici estetici dell'outdoor tecnico. Dall'altra c'è un utilizzatore che cerca prodotti altamente tecnici, ma con uno stile più fresco e contemporaneo. Nel mezzo troviamo il nostro target principale, il "Progressive Mountain Enthusiast", che mette al centro l'esperienza più che la pura performance. È proprio a loro che vogliamo parlare.

Com’è cambiato l’alpinismo negli ultimi anni?

Il praticante tradizionale sta progressivamente invecchiando, mentre il boom della montagna registrato nel periodo post-pandemia ha portato tante nuove persone a frequentare l'ambiente outdoor. Non tutti sono diventati alpinisti, ma molti stanno cercando esperienze sempre più impegnative. Per questo abbiamo voluto creare una collezione capace di parlare anche a un pubblico più giovane, con prodotti tecnici, ma caratterizzati da un linguaggio estetico più contemporaneo e versatile. Per Salewa è fondamentale continuare a investire in questo segmento perché rappresenta il cuore della nostra identità di marchio di montagna e rafforza la credibilità. Quali sono gli highlight della collezione?

Tra i capi d'abbigliamento sceglierei sicuramente la Heavy RDS Down Pro. A seconda della variante colore può essere utilizzata sia in ambiente alpino sia in contesti più urbani. È un capo che rappresenta perfettamente il nuovo equilibrio tra performance e design.

Dal punto di vista tecnologico quali sono le principali innovazioni della collezione?

Per quanto riguarda l'abbigliamento, utilizziamo tutte le tecnologie "ingredient brand" indispensabili per essere credibili sul mercato, come Le vostre ultime campagne hanno un'estetica molto Gore-Tex Pro. Sono soluzioni che oggi rappresenHeavy RDS Down Pro M/W ricercata, quasi fashion. Come mai questa scelta? tano uno standard per i prodotti di alta gamma. All'inizio può esserci un po' di sorpresa, ma è una Parallelamente investiamo molto sulle nostre tecnoloscelta precisa. Nelle nostre campagne raccontiamo tre diversi profili di gie proprietarie, soprattutto nello sviluppo delle membrane, perché è lì che consumatore. Da una parte c'è l'alpinista più tradizionale, che si riconosce possiamo creare una vera differenziazione rispetto ai competitor.

L'INTERVISTA

WILLIAM STARKA, SENIOR PRODUCT MANAGER FOOTWEAR SALEWA

Performance accessibile Quanto è contato il contributo degli ambassador e degli atleti nella progettazione del nuovo Ortles 2 Mid GTX M/W?

È stato fondamentale. Organizziamo focus group con tutti i nostri atleti e sviluppiamo insieme l'intera collezione. Allo stesso tempo abbiamo deciso di ampliare il processo di test. Se si ascoltano esclusivamente gli atleti professionisti, si rischia di creare prodotti perfetti per loro, ma troppo specialistici per il consumatore finale. Noi vogliamo mantenere prestazioni di altissimo livello senza rinunciare all'accessibilità. Per questo coinvolgiamo anche utilizzatori con livelli di esperienza differenti, compresi escursionisti e appassionati che stanno entrando ora nel mondo dell'alpinismo. Il nostro obiettivo è trovare il giusto equilibrio tra le esigenze del professionista e quelle del nuovo praticante.

Oggi la considerate la vostra calzatura di riferimento per l'alpinismo?

Sì. È una scarpa progettata per l'ambiente alpino e testata anche su itinerari impegnativi come quelli del Monte Bianco. Per noi i concetti chiave sono due: accessibilità esclusiva e trusted performance. Deve garantire grip, stabilità e sicurezza ai massimi livelli, perché rappresentano le fondamenta del progetto. Solo dopo aver raggiunto questi obiettivi abbiamo lavorato su comfort, estetica e versatilità.

La nuova scarpa nasce proprio da questa filosofia?

Il progetto ha richiesto oltre due anni e mezzo di sviluppo. Qual è stata

Assolutamente sì. Il comfort è sempre stato uno dei punti di forza delle calzature Salewa, ma con questa nuova generazione abbiamo lavorato ancora di più sull'accessibilità. Un esempio è il sistema della doppia soletta, che permette all'utilizzatore di personalizzare facilmente la calzata. È un po' come configurare un'auto: vogliamo offrire caratteristiche premium adattabili alle esigenze del singolo consumatore.

la difficoltà principale?

Ortles 2 Mid GTX M/W

Più che una difficoltà parlerei di una sfida. L'alpinismo è un mercato molto competitivo e popolato da marchi storici. Inoltre il cambiamento climatico e l'evoluzione della pratica stanno modificando anche il tipo di consumatore. Noi avevamo già una versione precedente della scarpa, ma nel frattempo anche i competitor hanno alzato notevolmente il livello. L'obiettivo era raggiungere gli stessi standard prestazionali introducendo però il nostro punto di vista, fatto di maggiore comfort, adattabilità ed estetica.

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FOCUS PRODOT TO

PERFORMANCE TOTAL LOOK Un mix tra contenuti tecnici ed estetica è la promessa di Nordsen per la sua collezione SS 27, con soluzioni pensate per lui e per lei È dall'incontro tra funzionalità tecnica, comfort e ricerca estetica che nasce la nuova collezione SS 27 di Nordsen nella quale ogni capo è progettato per accompagnare il movimento outdoor con soluzioni studiate nei dettagli. Il brand propone tessuti traspiranti ed elasticizzati, costruzioni antivento, oltre a soluzioni studiate per favo-

rire la gestione dell'umidità. A questa attenzione per la performance si affianca una ricerca cromatica per cui le tonalità dei diversi capi sono pensate per dialogare tra loro e creare combinazioni armoniche, dando vita a una proposta total look versatile, contemporanea e adatta alle attività all'aria aperta.

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Giacca versatile per le escursioni all'aria aperta realizzata in softshell a tre strati, traspirante e antivento. Il cappuccio staccabile, i polsi elasticizzati e il fondo regolabile permettono di adattare il capo alle diverse condizioni, mentre le tasche frontali e sul petto aggiungono praticità. Una soluzione pensata anche per affrontare condizioni di pioggia.

Pensata come secondo strato, questa maglia con colletto in tessuto elasticizzato combina traspirabilità e funzionalità. La particolare struttura alveolare interna favorisce la dispersione dell'umidità, mantenendo il corpo fresco e asciutto. Zip frontale, tasche foderate in rete e finiture elastiche completano un capo pratico e facile da gestire.

Sfoderato e realizzato in softshell a tre strati, il gilet Amaranto offre una combinazione di traspirabilità e protezione dal vento. Il design è completato da giromanica bordati con elastico, fondo regolabile e tasche con zip, inclusa quella sul petto. La fodera in rete contribuisce inoltre alla ventilazione, per un capo versatile nelle attività outdoor.

Leggera e pensata per le giornate più calde, la T-shirt girocollo Mimosa abbina una struttura traspirante a una stampa sublimatica frontale. Le fibre offrono una protezione UPF 30, bloccando il 98% dei raggi UV, mentre il tessuto assicura libertà di movimento e comfort durante l'attività.

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Realizzati in tessuto bielastico e traspirante, questi pantaloni tecnici lunghi seguono il movimento assicurando comfort e libertà d'azione. La fodera in rete e la struttura del tessuto favoriscono la gestione dell'umidità, mentre le tasche anteriori con zip aggiungono funzionalità.

Comfort e libertà di movimento sono al centro di questi short tecnici in tessuto monoelastico traspirante, progettati per favorire l'espulsione dell'umidità verso l'esterno. La cintura elastica e la fodera in rete aumentano il comfort, mentre le tasche frontali, posteriori e laterali con zip offrono praticità anche in movimento.

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FOCUS PRODOT TO

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e variazione di percorso

senza aspettare le condizioni perfette

Per la prossima estate, Trespass amplia la propria proposta con uno zaino packaway e una lanterna multifunzione, mentre la linea tecnica DLX punta su una nuova shell e su una calza in fibra Dryarn. Quattro soluzioni diverse, accomunate da un approccio pratico e funzionale che interpreta alcuni dei bisogni fondamentali dell’outdoor ovvero proteggersi dagli agenti atmosferici, gestire l’umidità e avere sempre con sé l’attrezzatura necessaria. Da oltre 90 anni il brand scozzese con sede a Glasgow sviluppa abbigliamento, calzature e accessori dedicati all’outdoor per accompagnare tutti gli appassionati di attività all’aria aperta in ogni stagione. DLX, la linea più tecnica e performante di Trespass, nasce invece per rispondere alle esigenze di chi affronta condizioni outdoor più impegnative.

La promessa di Icepeak è semplice: rendere piacevole il tempo trascorso all’aria aperta. Qualunque siano le condizioni. Perché avere le proprie radici in Finlandia significa tirare fuori il meglio da ciò che la giornata offre: anche se il sole resiste solo per una manciata di minuti, non significa che sia da buttare. Serve però l’abbigliamento giusto per vivere un'autentica esperienza outdoor. Quando le previsioni meteo sono errate e inizia a piovere improvvisamente, o quando il sentiero è più fangoso del previsto. E, nonostante ciò, resta comunque il momento migliore della settimana. In effetti, il senso di tutto non è mai avere le condizioni perfette, bensì andare dov’è la vita reale: semplicemente fuori. Icepeak invita quindi gli appassionati a non aspettare che esca il sole e a uscire lo stesso, perché non esiste momento migliore di adesso per cominciare. “Out there”, infatti, non è solo un luogo: rappresenta anche i momenti, i ricordi e le esperienze che restano in attesa di essere vissute dall’altra parte della porta chiusa. Il tutto con capi che, se funzionano a febbraio in Finlandia, possono funzionare ovunque, in ogni momento.

DLX ALDRIDGE Design pulito ed essenziale per la nuova shell Trespass, progettata per affrontare condizioni atmosferiche variabili. La membrana da 20.000 millimetri di impermeabilità, la traspirabilità di 10.000 MVP, le cuciture nastrate e le zip idrorepellenti offrono un elevato livello di protezione senza rinunciare a una linea versatile.

GIACCA MIDLAYER TAMPICO W E TABOR M

DLX ARIDIO Leggerezza e gestione dell’umidità sono al centro delle nuove calze Aridio, realizzate con fibra Dryarn. Una soluzione pensata per mantenere il piede fresco e confortevole durante le attività outdoor nella stagione più calda, quando la capacità di disperdere l’umidità diventa fondamentale.

Tampico

TRESPASS INVERSE

Tabor

I midlayer Tampico per donna e Tabor per uomo sono un secondo strato versatile che offre un calore leggero e un comfort eccezionale lungo tutta la giornata. Il tessuto morbido e soffice al tatto risulta confortevole a contatto con la pelle, rendendo il capo ideale sia come layer caldo sotto il guscio sia come strato esterno a temperature miti. La vestibilità regolare, i polsini regolabili e gli orli elastici accompagnano con facilità i movimenti, mentre il colletto offre maggiore protezione dal vento. Include dettagli pratici come due tasche frontali e una sul petto, tutte con zip, per tenere al sicuro e a portata di mano i propri effetti personali. Tampico e Tabor sono la scelta adatta per un weekend passato outdoor così come per una camminata giusto per il piacere di stare all’aria aperta.

Lo zaino packaway Inverse da 15 litri si distingue per la sua leggerezza e compattezza. Offre spazio pratico quando serve e si ripiega in dimensioni compatte quando non viene utilizzato. Una soluzione ideale per viaggi, escursioni giornaliere e deviazioni improvvisate dall’itinerario.

TRESPASS COPTER Lanterna e torcia convivono in un unico dispositivo compatto da 300 lumen. Copter offre sei modalità di illuminazione, dalla luce direzionale alla luce più calda pensata per il campeggio, e aggiunge una batteria ricaricabile e un pratico gancio per essere appeso. Un piccolo accessorio, ma con una grande vocazione alla versatilità. WhatsApp +44 7795.494732 - cristinav@trespass.co.uk

info@luhta.it - luhta.com

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FOCUS PRODOT TO

SVILUPPO E TEST SUL CAMPO Continua la partnership tra Rock Experience e i Ragni di Lecco per portare l’esperienza alpinistica nei capi dove protezione e performance non compromettono la naturale libertà di movimento Quando si dice “testato sul terreno”, si prende una grande responsabilità nei confronti dei consumatori, che devono fidarsi di chi ha provato per loro un capo che potrebbe rivelarsi fondamentale in situazioni più o meno critiche in montagna. Per questo motivo, Rock Experience non solo ha rinnovato la sua partnership con i Ragni di Lecco, ma ha anche portato l’esperienza alpinistica direttamente nello sviluppo dei prodotti. Infatti, il confronto con gli alpinisti del gruppo lecchese accompagna diverse fasi del progetto, dalla definizione delle esigenze alla scelta dei materiali, fino allo sviluppo dei prototipi e, appunto, ai test sul campo. Il feedback raccolto dagli atleti rientra quindi nel processo di progettazione, contribuendo ad affinare materiali, costruzioni e dettagli prima della commercializzazione. Un esempio è l’attività di Giacomo Mauri, Ragno di Lecco e atleta Rock Experience, che prima sulle Alpi, con il recente concatenamento della Divine Providence sul Grand Pilier d’Angle e del Pilone Centrale del Frêney, e poi sul K7, dove ha aperto Rollercoaster, una linea di 1.600 metri e 30 tiri su terreno misto, ha potuto davvero verificare materiali e costruzioni destinati all’alpinismo tecnico.

RE.ALASKA 2.0 Shell 3L - FW 26/27

Giacomo Mauri, membro dei Ragni di Lecco

Nuova shell tre strati pensata per accompagnare le attività più dinamiche in montagna, dall’alpinismo allo ski touring, fino al trekking. La costruzione 3L di RE.ALASKA 2.0 racchiude membrana e tessuti in un’unica struttura, offrendo un equilibrio tra protezione dagli agenti atmosferici, traspirabilità e libertà di movimento. Con 20.000 mm di impermeabilità e 40.000 g/m²/24h di traspirabilità, è progettata per affrontare pioggia, vento e condizioni variabili, mantenendo una buona gestione del calore e dell’umidità. Il risultato è un guscio versatile, pensato per essere utilizzato tutto l’anno.

7 TO 7 Srl - +39 031.692161 - info@rockexperience.it

IN MONTAGNA, LEGGERI La collezione di Ternua è pensata per unire tecnicità a una ricerca responsabile, mettendo al centro sempre la prestazione

COSMIC JAKET | M & W

AEROTECH JAKET | M & W

PUFFY JKT | M & W

Pensata per alpinismo e arrampicata, la giacca Cosmic combina isolamento OCTA e tessuto esterno Ripstop Microshell PFC-free per offrire calore in fase statica e un'elevata ventilazione durante il movimento. La costruzione articolata e l'elasticità meccanica favoriscono la libertà di movimento, mentre le zone senza imbottitura sotto le ascelle aumentano la ventilazione. Cappuccio compatibile con il casco e tasche accessibili con l'imbracatura completano un capo che si compatta nella propria tasca laterale.

La giacca Aerotech è perfetta per le attività alpine più esigenti. L'isolamento OCTA garantisce calore e traspirabilità con un peso ridotto, mentre il tessuto 4-way stretch e il design articolato seguono i movimenti anche nelle attività alpine più impegnative. Elevata capacità di gestione dell'umidità e asciugatura rapida aumentano il comfort. Le tasche, compresa quella invisibile sul petto, sono progettate per essere utilizzate anche con l'imbracatura.

Una giacca leggera e traspirante senza cappuccio realizzata in Warmshell, con una speciale costruzione a tre strati che riduce di circa l'80% il rilascio di microplastiche. Il tessuto impiega inoltre poliestere riciclato Ocean Bound Plastic, ottenuto da plastica raccolta lungo le coste. Un capo trasversale, pensato per accompagnare le attività outdoor così come la quotidianità, con due tasche anteriori con zip YKK e dettagli progettati per il massimo comfort.

Ternua - infor@ternua.com

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FOCUS PRODOT TO

EQUILIBRIO TRA NATURA E CITTÀ Per questo inverno, E9 presenta due capi pensati per muoversi con libertà tra outdoor e contesto urbano sottolineando il valore del made in Italy Un po’ outdoor, un po’ urban per un mix adatto a ogni occasione. Si basa su questi pilastri l’offerta FW 26/27 di E9 che porta nel guardaroba quotidiano capi capaci di unire funzionalità, ricerca dei materiali e un'estetica essenziale. Una collezione in cui il comfort diventa il punto di partenza, senza rinunciare a dettagli distintivi e a una forte identità made in Italy che fanno del brand un’eccellenza.

Tanto da portarlo a partecipare per la prima volta a “Moda sotto le Stelle”, la storica manifestazione organizzata da Confartigianato Imprese Macerata – Ascoli Piceno – Fermo, giunta quest'anno alla 40ª edizione. Una scelta che ribadisce il legame di E9 con il territorio e con una cultura produttiva fondata sul saper fare italiano, sulla cura artigianale e sulla ricerca dei materiali.

UOMO

DONNA

CHARLES

ALY

Calda, morbida e dalla silhouette contemporanea, Charles è una maglia pensata per accompagnare le giornate più fresche dentro e fuori dalla città. Realizzata in Italia in lana vergine e con il 44% di poliestere riciclato, combina la qualità dei materiali con una maggiore attenzione alla sostenibilità. La vestibilità oversize favorisce libertà di movimento e comfort, mentre il logo ricamato su base in velluto introduce un dettaglio dal carattere artigianale. Un capo versatile, da indossare nelle attività outdoor così come nella quotidianità urbana.

Per lei, Aly interpreta lo stesso equilibrio tra funzionalità e stile attraverso una felpa con zip integrale dalla texture ricercata. Realizzata in Italia, è progettata per accompagnare sia le attività all'aria aperta sia il tempo libero, grazie a una vestibilità slim che segue il corpo lasciando libertà di movimento. Le tasche frontali con dettaglio a bottone aggiungono praticità, mentre il logo patch sul lato cuore completa il design con un elemento distintivo. Una proposta versatile e contemporanea, pensata per passare con disinvoltura dall'outdoor alla città.

E9 - +39 0736.391022 - info@enove.it - e9planet.com

LAVAREDO Z/WP

LA NUOVA FRONTIERA DEL FAST HIKING

TOMAIA: in mesh ad alta resistenza all'abrasione con costruzione impermeabile a calza, priva di PFAS

NAT’S Lavaredo Z/WP è la proposta del brand marchigiano per chi cerca una calzatura impermeabile per andature sostenute NAT'S presenta Lavaredo Z/WP, calzatura unisex pensata per il fast hiking in autunno-inverno, la disciplina outdoor che asseconda andature sostenute su terreni misti e condizioni climatiche variabili. Non un generico modello da hiking, ma una scarpa tecnica sviluppata per chi cerca velocità, sicurezza e protezione impermeabile senza rinunciare al comfort nelle uscite più dinamiche. Il progetto si fonda su due tecnologie distinte, ciascuna con un ruolo preciso nelle prestazioni della scarpa.

CONTROLLO DELL’EQUILIBRIO E DELLA TORSIONE GCC Ground Control Chassis è la tecnologia chiave della stagione. Il sistema è composto da una piastra interna in TPU abbinata a un'intersuola in EVA calibrata, progettata per controllare la torsione del piede durante il passo. Il risultato è un appoggio più sicuro e stabile, capace di favorire una spinta fluida anche sui terreni tecnici e irregolari tipici del fast hiking. Il beneficio principale per l'utilizzatore è il controllo dell'equilibrio e della torsione a ogni falcata.

AMMORTIZZAZIONE E COMFORT La seconda tecnologia, ACF Shock Absorption, agisce sul fronte opposto ma complementare: l'assorbimento degli urti. Riproducendo il naturale meccanismo di ammortizzazione del corpo umano, la schiuma ACF riduce l'impatto trasmesso al piede a ogni contatto con il suolo, migliorando il comfort complessivo anche nelle sessioni più lunghe e a ritmo sostenuto.

SOTTOPIEDE: inserto in ACF (Artificial Cartilage Foam) con supporto plantare in PU ad alto ritorno elastico

INTERSUOLA: formula EVA proprietaria NAT'S con piastra di supporto ergonomica

PROTEZIONE WATERPROOF INTEGRATA A completare il pacchetto tecnico, la membrana impermeabile assicura protezione dall'acqua e dall'umidità, elemento imprescindibile per l'utilizzo nella stagione autunnale e invernale, senza compromettere la traspirabilità della calzatura. natsfootwear.com

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SUOLA: mescola Vibram Megagrip con tasselli sharktooth da 4 mm e strato base da 1,5 mm


FOCUS TECH

L’ESOSCHELETRO CHE SI MUOVE CON TE I prodotti della gamma Hypershell X Series sono i primi certificati dal TÜV e SGS e rispondono agli impulsi alla stessa velocità della nostra mente Ispirati al celebre manga giapponese “Ghost in the shell”, i prodotti Hypershell della gamma X Series sono i primi esoscheletri certificati dal TÜV e da SGS. Sono, soprattutto, molto intuitivi. L’idea dalla quale nascono è che un esoscheletro non si deve limitare ad assistere: si muove con te, in modo naturale, in qualsiasi ambiente. Ciò di cui hai davvero bisogno non è solo supporto; è essere compreso, affinché la macchina diventi un tutt'uno con il tuo corpo. Nel momento in cui pensi "passo", il movimento è già iniziato. Tutto questo è reso possibile dalla tecnologia HyperIntuition che è come un motore muscolare digitale indossabile: prevede l'intenzione in tempo reale, si sincronizza con ogni passo e offre un'assistenza naturale, a zero ritardo, per un movimento senza sforzo. Il tempo di reazione è di 0,31 secondi, in pratica in linea con la reazione umana. Materiali e design fanno il resto: leve in lega di titanio, più resistenti delle alternative in alluminio, con design ultrasottile da 0,7 millimetri; struttura cava in fibra di carbonio SpiralTwill 3000 per la massima resistenza; cuscinetto lombare a tre zone per adattarsi a diverse conformazioni corporee; tecnologia antiscivolo in silicone a nido d'ape per una vestibilità sicura e stabile; cuscinetto dorsale ergonomico di supporto per la parte bassa della schiena.

LA GAMMA COMPRENDE I MODELLI • X Pro S (potenza 800 W, autonomia 17,5 km) • X Max S (1.000 W, 30 km) • X Ultra S (1.000 W, fino a 60 km) con pesi compresi tra 2,5 e 2,6 kg

eu.hypershell.tech

AUTONOMIA TOTALE Con X1 Pro Max e AQUA, HOVERAir amplia la propria linea di droni, portando le riprese dalla neve ai sentieri fino alle attività acquatiche Raccontare l’outdoor da una nuova prospettiva: questa è la filosofia alla base dei droni HOVERAir, dispositivi che combinano volo autonomo, tracking intelligente e riprese di altissima qualità. I nuovi modelli X1 Pro Max e AQUA

condividono questo approccio, ma sono pensati per esigenze e attività differenti: il primo punta su versatilità e qualità d’immagine, mentre il secondo è pensato per accompagnare le attività sull’acqua.

X1 PRO MAX

AQUA

Pieghevole e progettato per essere sempre pronto Con AQUA, HOVERAir presenta il concetto di drone all’azione, X1 Pro Max è progettato per decollare dal palmo sull’acqua. Certificato IP67, impermeabile, resistente alla della mano con un semplice tocco o tramite comando corrosione e galleggiante, AQUA può decollare e atterrare vocale. Le sue oltre 10 modalità automatiche, tra cui Follow, direttamente sulla superficie del lago o del mare. Il sistema Hover, Zoom Out e Dolly Track, permettono di realizzare integra oltre 10 modalità automatiche, con tre specifiche diverse tipologie di ripresa senza utilizzare un controller. dedicate a kayak, paddleboard e surf. Ciò che lo contraddistingue dagli altri è la qualità video: Il dispositivo raggiunge fino a 55 chilometri orari X1 Pro Max X1 Pro Max registra in 8K a 30 fps e in 4K verticale, con di velocità e offre resistenza al vento di livello 7, mentre un obiettivo dal campo visivo di 107°, mentre il sistema il sistema TurtleFlip permette di raddrizzarlo automaticaSmoothCapture 2.0, che combina gimbal a due assi, EIS e mente se dovesse atterrare capovolto. Per le riprese utihorizon leveling, mantiene le immagini stabili anche durante lizza un sensore CMOS da 1/1,28", gimbal a un asse e lente il movimento. Il tracking consente di seguire il soggetto idrofobica e anti-appannamento, con video 4K a 100 fps fino a 42 chilometri orari, con velocità massime fino a 60 e HDR fino a 4K/60 fps. Il Lighthouse indossabile sfrutta il chilometri orari. A completare il sistema, sensori ToF e visivi posizionamento RTK per migliorare il tracking, mentre i 128 per il rilevamento degli ostacoli, protezioni per le eliche in GB di memoria integrata permettono di registrare senza HEM di grado aerospaziale e 64 GB di memoria interna, scheda SD. AQUA espandibili fino a 1 TB tramite microSD. Aqipa - +39 0472.480112 - eu.hoverair.com

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LAFUORI

STORY TELLING Come un soffio nell’aria a cura di Marrano

Mario Fantin. A dispetto del cognome, di inequivocabili origini venete, nasce nel 1921 e vive l’intera vita a Bologna, pur discendendo da genitori friulani. Questo dettaglio spiega la radice onomastica, ma dice poco o niente sull’anonimo bolognese che vi propongo a gamba tesa, senza alcun utile preambolo. Con vero piacere vi comunico quindi che il ragionier Mario Fantin è stato il primo vero, autentico e inimitabile storyteller della montagna. Il suo nome, a molti di certo sconosciuto, è scritto in modo indelebile sulle pagine più importanti della storia alpinistica e si lega indissolubilmente, in particolare, alla spedizione italiana sul K2 nel 1954: sì, proprio quella della vicenda mai del tutto chiarita Lacedelli vs Bonatti. Mario, nonostante la sua origine cittadina e contabile, è stato infatti, per una di quelle inspiegabili bizzarrie che a volte capitano nella vita, il cineoperatore che in puro stile documentaristico ha saputo rendere ogni momento di quella grandiosa avventura. Ma Mario Fantin non è stato solo il documentarista della spedizione sul K2. Nella sua lunga carriera ha salito 50 Quattromila sulle Alpi, 20 Cinquemila in varie parti del pianeta, accumulato 100 mila fotografie di montagna, scritto 20 libri e girato complessivamente 40 documentari, religiosamente conservati in massima parte nell’archivio storico del Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino. Dobbiamo quindi a lui una gran parte della miglior cinematografia e della documentazione alpinistica del secondo dopoguerra e con essa la conoscenza, in particolare, dello scenario himalayano nel quale, il nostro, ha vissuto oltre 30 spedizioni restituendo un patrimonio di conoscenza grazie al quale è stato possibile, per generazioni di alpinisti, alimentare il proprio spirito di avventura sulle più alte montagne del mondo. Ossessionato dal perdere anche un solo dettaglio e con esso l’emozione del racconto per immagini, Fantin ha saputo, con le proprie opere, tradurre il vissuto in una vera storia. I documentari di Fantin e di altri che come lui hanno potuto e saputo vivere nel profondo il senso del racconto avventuroso, sono opere indelebili, per il modo in cui furono costruite. Sì, costruite mi sem-

bra proprio il termine adatto per indicare queste vere e proprie opere artigianali, realizzate con lenta cura manifatturiera in ogni minimo dettaglio narrativo, tali da assorbire lo spettatore, fino al punto di farlo sentire parte del racconto. Si deve ad autori come Fantin o ad altri mostri sacri dell’alpinismo esplorativo come l’austriaco Kurt Diemberger, tanto per fare un nome, la conoscenza profonda della montagna e della vera esperienza di contatto con essa. Qualcosa che il tempo non può cancellare. Viene quindi da riflettere, facendo quattro click su YouTube, riguardo alla discutibile qualità dello story telling contemporaneo che affligge il mondo della montagna, quello vomitato a ripetizione dai tanti, troppi, content creator, arrivati con l’alta marea della tecnologia digitale a buon mercato. Strumenti sempre più sofisticati, ma al tempo stesso user friendly direbbe un addetto ai lavori, consentono infatti un po’ a tutti di operare con straordinaria immediatezza, improvvisandosi sceneggiatore, regista e al tempo stesso attore delle più insignificanti vicende montanare. Ma al di là della qualità narrativa, oggettivamente spesso povera, ciò che più fa pensare è l’evidente inutilità di tutto questo furore narrativo, figlio di un sistema in cui tutto si crea e si consuma in un attimo, insieme al ricordo di ciò che è stato. Le opere di Fantin e Diemberger nascevano con lo scopo di rappresentare elementi di conoscenza, prima ancora che di ispirazione e di autocelebrazione, concepite per entrare nella memoria collettiva e, in quanto tali, per diventare storia. Oggi questo senso di impegno, proprio così, di impegno, sembra essersi dissolto; si filma e si racconta tanto guardando verso la montagna (le aziende dell’outdoor in primis), ma mossi da un disperato bisogno di condividere alla svelta, per sentirsi forse meno soli, nell’ansia di ricevere un altrettanto immediato apprezzamento, che ci doni conforto e ci faccia sentire protagonisti. Nella fretta di farlo però si raccoglie e si racconta poco o quasi niente. E certo, quel poco che resta è destinato a disperdersi, come un soffio nell’aria. Tutto il contrario di Mario Fantin!

Per approfondire la conoscenza di Mario Fantin

*Lafuori. Una pagina pubblicitaria in meno, uno spunto di riflessione in più. Lafuori non è un nuovo brand outdoor fondato da due giovani mountain runners appassionati di climbing. Non è l’account Instagram di un influencer. Non è nemmeno il nome di una falesia segreta di un’isola sconosciuta del Mediterraneo o di un hotspot di Hokkaido dove cade la neve più polverosa del mondo. Lafuori è il titolo del contro editoriale di Outdoor Magazine. Un racconto libero e disincantato dell’outdoor scritto sotto mentite spoglie.

Vuoi rispondere a Marrano e dire la tua? Scrivi a redazione@mag-net.it

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SPECIALE

UTMB

© The Adventure Bakery

MONT-BLANC

Ida Amelie Robsahm (quinta classificata) sfinita al traguardo della OCC e confortata dalle compagne del team ASICS: Sara Alonso (terza) e Makena Morley (quarta)

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SPE C I A L E

UTMB

MONT-BLANC

DAT I & S TAT I S T IC H E

NUMERI DA KOLOSSAL 10.000 runner da 129 nazioni in tutto il mondo, oltre 2.500 volontari e un live streaming da 14 milioni di visualizzazioni. Quello del 2026 è stato un evento davvero globale di Matilde Marelli

La settimana del trail running si è conclusa raccogliendo numeri che raccontano, ancora una volta, una UTMB Mont-Blanc sempre più grande, internazionale e seguita, con quasi 10.000 atleti al via, oltre 29.000 candidature per le tre gare Finals, migliaia di persone impegnate nell'organizza-

ritirati. Per quanto riguarda, invece, la CCC hanno tagliato il traguardo a Chamonix 1.516 runner su un totale di 1.974, mentre la distanza più breve delle tre Finals, la OCC, ha contato 1.945 partenti e 1.563 arrivi. Il tasso di arrivo più alto si registra proprio sull'OCC (oltre l'80%), mentre l'UTMB resta la più selettiva, con un tasso di ritiro che sfiora il 30%.

zione e un pubblico in forte aumento.

INCLUSIONE CONCRETA E AUMENTO DELLE ATLETE

PARTENTI, RITIRI E ARRIVI PER GARA

Sono stati circa 10.000 gli atleti che hanno preso parte alle competizioni dell'UTMB Mont-Blanc 2026, con un incremento della componente femminile che continua ad allargarsi: le donne rappresentavano il 26% del totale, un punto percentuale in più rispetto al 2025. Oltre alla crescita femminile, aumenta il carattere internazionale della manifestazione con ben 129 nazioni rappresentate sotto l’arco di partenza delle otto gare. L'Europa continua a fare da padrona con il 76% degli atleti e tra questi più della metà che arriva da soli tre Paesi: Italia, Francia e Svizzera, che insieme formano il 53% del contingente europeo. Un dato che merita di essere sottolineato è quello relativo agli atleti con disabilità: 58 in questa 23ª edizione, 21 in più rispetto al 2025. Un numero che testimonia un percorso di inclusione sempre più concreto per la manifestazione.

PARTENZE E ARRIVI UOMINI/DONNE PER GARA

LE STATISTICHE DELLE TRE GARE PRINCIPALI – UTMB, CCC E OCC Su circa 29.000 candidature, sono solo poco più di 6.300 gli atleti che hanno preso parte alle Finals. Gare ambite, ma comunque difficili e sono proprio i numeri a dimostrarlo. Infatti, nella gara regina UTMB, su 2.407 partenti, 1.681 sono riusciti a completare il percorso, il che significa 726

UN LAVORO DI SQUADRA

PARTENTI U

PARTENTI D

ARRIVI U

ARRIVI D

UTMB

1.988

419

1.414

267

CCC

1.486

488

1.122

394

OCC

1.354

591

1.065

498

scorsa edizione, aumentando del 57,7% nella UTMB, del 38,8% nella CCC e del 120% nella OCC. Il picco massimo è stato durante la 100 chilometri, probabilmente grazie alla prestazione incredibile e alla vit-

Dietro ogni chilometro di gara si muove una macchina organizzativa fatta di migliaia di persone. Sono 100 gli organizzatori al lavoro sulla manifestazione, affiancati da una squadra medica più di 300 persone composta da 150 soccorritori, 65 infermieri, 70 tra fisioterapisti e podologi e 36 dottori. A questi si aggiungono i 2.600 volontari che, lungo i sentieri e nei villaggi di gara, garantiscono assistenza, ristori e sicurezza agli atleti per l'intera durata delle competizioni.

toria dell’azzurro Cristian Minoggio, mentre la gara che ha segnato la crescita più marcata tra gli italiani, raddoppiando le visualizzazioni, è la 60 chilometri.

LA CLASSIFICA DEI MARCHI – ATLETI UOMINI

LA DIRETTA STREAMING Se in passato l'UTMB Mont-Blanc era un evento perlopiù territoriale, vissuto tra le valli italiane, svizzere e francesi ai piedi del Monte Bianco, oggi è sempre più anche un fenomeno mediatico seguito in tutto il mondo grazie alla telecronaca in tempo reale dell’evento. La diretta ha coperto 72 ore di gara, raccontate in cinque lingue, seguite da un pubblico che ha stabilito un nuovo record: 14 milioni di visualizzazioni su UTMB Live, cinque milioni in più rispetto al 2025.

UTMB

CCC

OCC

1°

ASICS

KAILAS FUGA

MERRELL

2°

ON

KAILAS FUGA

SALOMON

3°

NIKE ACG

HOKA

ASICS

LA CLASSIFICA DEI MARCHI – ATLETE DONNE

Nello specifico anche la diretta italiana, condotta da Maurizio Torri e Marco De Gasperi, ha ottenuto risultati maggiori rispetto alla

UTMB

CCC

OCC

1°

KIPRUN

ADIDAS TERREX

NIKE ACG

2°

NORDA

ADIDAS TERREX

SALOMON

3°

HOKA

NIKE ACG

ASICS

NUMERI LIVE STREAMING VISUALIZZAZIONI 2025

I numeri dell'edizione 2026 raccontano una UTMB Mont-Blanc in continua espansione su più fronti contemporaneamente: partecipazione, internazionalità, inclusione, macchina organizzativa e seguito mediatico, consolidando il proprio ruolo di riferimento assoluto per il trail running mondiale.

VISUALIZZAZIONI 2026

UTMB

40.000

63.000

CCC

49.000

68.000

OCC

15.000

33.000

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28


© Marco Gulberti

#INSIDETHERACE

© UTMB Franck Oddoux

BENVENUTI NELLA CAPITALE MONDIALE DEL TRAIL L’UTMB 2026 ha confermato il ruolo di Chamonix come destinazione simbolo della corsa off-road, non solo per gli atleti, ma anche per i brand. Però il futuro potrebbe riservare delle sorprese di Maurizio Torri

La 23ª edizione dell’UTMB Mont-Blanc va in archivio con numeri importanti e, soprattutto, con la sensazione di un evento che continua a crescere per qualità, partecipazione e coinvolgimento del pubblico. Per i numeri rimandiamo all’articolo della pagina a fianco, qui ci concentriamo su quelli degli atleti élite, mai così significativi: 846 i trail runner di livello internazionale accreditati, 34 in più rispetto al 2025. In crescita anche la partecipazione femminile, arrivata al 46% del totale, quattro punti percentuali in più rispetto alla passata edizione. Ben 54 le nazioni rappresentate, a ulteriore conferma della dimensione sempre più globale dell’evento. Questi dati sono relativi agli atleti élite, mentre, se si considerano tutti gli iscritti, la quota femminile diminuisce e il numero delle nazioni aumenta.

MAURIZIO TORRI Giornalista freelance, fondatore del sito sportdimontagna.com, fotoreporter e consulente di comunicazione per alcuni degli eventi più iconici del settore trail, skyrunning e scialpinismo Puppi, Luca Del Pero & company. Un punto deve essere chiaro: i tagli volontari del percorso non sono ammissibili e devono essere sanzionati. Il problema nasce però quando non si parla di veri e propri tagli, ma di interpretazione del tracciato di gara. In montagna capita spesso di trovarsi davanti a più linee possibili, magari con una bandierina nel mezzo: passare a destra anziché a sinistra, oppure restare per qualche metro sul bordo di un sentiero, può avvenire per disattenzione e senza alcuna volontà di trarre un vantaggio. Se episodi di questo tipo portano a penalità importanti, diventa fondamentale stabilire criteri inequivocabili e condivisi. C’è poi un secondo aspetto: quando deve essere comunicata e scontata una penalità? Durante la gara oppure una volta tagliato il traguardo? Anche su questo sarebbe auspicabile arrivare a una linea comune. Gli atleti devono sapere prima della partenza cosa è consentito, cosa non lo è e quali saranno le conseguenze di un’infrazione. Un movimento sempre più professionale ha bisogno anche di regole all’altezza: chiare, condivise e applicate con criteri il più possibile uniformi.

IL LIVE ITALIANO VOLA A certificare la crescita del trail running nel nostro Paese ci sono i numeri del live streaming in italiano con incrementi importanti su tutte e tre le finali, come si può evincere dalla tabella riportata nella pagina a fianco. L’UTMB ha fatto segnare una crescita del 57,5%, la CCC del 38,8%, mentre la OCC ha addirittura più che raddoppiato il proprio seguito, chiudendo con un +120%. Numeri che raccontano un vero cambio di mentalità da parte degli appassionati. Se in passato l’interesse era spesso legato alla presenza e alle prestazioni dei nostri atleti, oggi il pubblico sembra seguire sempre più il grande trail running internazionale indipendentemente dai colori della maglia. Nella OCC e CCC gli italiani hanno corso da protagonisti e questo ha sicuramente contribuito agli ottimi riscontri. Ancora più significativo, però, è quanto accaduto all’UTMB: nonostante i tre azzurri più attesi siano usciti di scena più o meno a metà gara, gli spettatori sono rimasti incollati alla diretta fino alla fine.

ITALIA, IL LIVELLO CONTINUA A SALIRE Sulla OCC c'era grande attesa per Daniel Pattis, che però è arrivato a Chamonix probabilmente in una fase non ottimale della propria condizione e non è riuscito a esprimersi sui livelli che gli competono. Bene invece Francesco Puppi che, nonostante avesse ancora nelle gambe le fatiche della Western States, è riuscito a centrare una prestigiosa top ten. Una prestazione ancora più significativa considerando i cinque minuti di stop che hanno coinvolto sia lui sia Luca Del Pero, altro azzurro autore di una prova positiva. Buone indicazioni anche al femminile con Elisa Desco, Martina Cumerlato e Margherita Vitali: la prima continua a essere un'icona del nostro trail running e, a dispetto dell'età, riesce ancora a confrontarsi ad altissimo livello; le altre due rappresentano invece quel ricambio generazionale di cui il movimento femminile italiano ha assoluto bisogno. Cristian Minoggio, “he did it again”. Dopo il podio OCC 2025, il piemontese si è preso una vittoria semplicemente stellare, costruita con il cuore, con le gambe e soprattutto con la testa. Coperto e intelligente nella prima parte, ha progressivamente recuperato posizioni per poi scatenarsi nel finale, regalando spettacolo ed emozionando migliaia di appassionati italiani. Una di quelle prestazioni che restano e che certificano definitivamente la sua dimensione internazionale. Giornata complicata invece per Nadir Maguet, altro atleta dal quale ci si attendeva molto. All'UTMB gli azzurri erano partiti con il piglio giusto: aggressivi, motivati e preparati per provare a recitare un ruolo importante. Purtroppo Andreas Reiterer, Tobias Geiser, Martina Valmassoi e Fabiola Conti hanno dovuto fare i conti con problemi fisici che ne hanno condizionato la gara. Tirando le somme, resta la fotografia di un movimento italiano in evidente crescita, che oggi può contare su atleti realmente competitivi a livello mondiale dalle distanze più brevi fino alle 100 miglia.

NUMERI, CROCE E DELIZIA Lo avevamo letto alcuni mesi fa e, a quanto pare, non si trattava solamente di una boutade elettorale. Il primo cittadino di Chamonix ha infatti tra i propri obiettivi quello di ridurre il numero dei partecipanti all’UTMB e, più in generale, contenere l’enorme afflusso di pubblico che accompagna la settimana più importante del trail running mondiale. Si vocifera anche di un possibile spostamento del villaggio expo dal centro cittadino. Una questione tutt’altro che semplice: Chamonix è una località alpina straordinaria, ma proprio per questo fragile e numeri così importanti inevitabilmente incidono sulla quotidianità di chi ci abita, compresi coloro che non vivono con particolare entusiasmo l’invasione di atleti e appassionati provenienti da tutto il mondo. La vera sfida sarà quindi trovare un equilibrio tra le esigenze del territorio e quelle di un evento che ha lavorato per anni per raggiungere queste dimensioni. In particolare, spostare il villaggio dal cuore di Chamonix potrebbe rappresentare un grosso problema: oggi è uno degli happening più importanti e appetibili per le aziende del settore e una location più periferica rischierebbe di ridurne sensibilmente l’attrattività. Sarà uno dei temi da seguire con maggiore attenzione pensando al futuro dell’UTMB.

REGOLAMENTI, SERVE UNA LINEA CHIARA E COMUNE Il movimento sta crescendo e le regole devono essere chiare, certe e possibilmente uniformi. Nel corso della stagione si è discusso parecchio di stop e penalità inflitti agli atleti: dai 15 minuti assegnati a Cristian Minoggio al Monte Rosa Walser Waeg fino ai cinque minuti che all’UTMB hanno coinvolto Francesco

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UTMB

MONT-BLANC

© Albin Durand

INTERVISTE

Ve la ricordate questa foto al traguardo dell’UTMB? È il fotogramma di una gioia incontenibile, diventato il simbolo dello scorso UTMB. Infangato ma felice, Tom Evans ha festeggiato così la sua vittoria. Ma cosa c’era davvero dietro a quel sorriso e quel gesto liberatorio ce lo ha raccontato un anno dopo, sempre a Chamonix. C’erano i chilometri al buio sotto la pioggia battente, la disciplina ferrea frutto del suo passato militare e la tenacia di chi, al quarto tentativo, rifiuta di arrendersi. Soprattutto se sai che ad attenderti al traguardo, oltre alla gloria, c’è una bellissima bambina di pochi mesi, inconsapevole che quel papà tutto sporco di fango è un grande campione che ha appena scritto una pagina di storia.

feina e una conoscenza approfondita dell'attrezzatura: so con precisione quanti minuti dura una batteria a ogni livello di intensità luminosa. È un lavoro di routine apparentemente noioso, ma è ciò che mi permette di ottenere questi risultati. Dove ti alleni?

Solitamente trascorro circa due mesi all'anno sulle Alpi, uno sui Pirenei e uno alle Isole Canarie, quindi mi alleno principalmente in Europa. Negli ultimi tempi, però, la mia vita è cambiata: ho una figlia di 15 mesi e oggi per me è prioritario trovare il giusto equilibrio tra gli impegni sportivi e la vita familiare, integrando le sessioni di allenamento con il tempo trascorso a casa insieme alla mia famiglia.

Come ci si sente a essere a Chamonix da campione in carica dell’UTMB, ma senza gareggiare?

Prendermi un anno di pausa mi sta dando l’opportunità di dedicare più tempo alla community e ai brand partner, vivendo la settimana con ritmi decisamente più rilassati. Invece di rimanere chiuso in camera concentrato esclusivamente sulla prestazione, posso vivere appieno l'atmosfera unica di Chamonix. È un’esperienza che mi sta dando ancora più motivazione in vista del prossimo anno.

Tu hai vinto sia l’UTMB che la Western States, le due gare più importanti: quanto sono diverse tra di loro?

Qual è stato il momento migliore e quello più difficile dell’UTMB 2025?

Il momento più bello è stato senza dubbio quando ho tagliato il traguardo. È stato un momento davvero speciale, soprattutto dopo tanti mesi, anzi anni, di sacrifici e duro lavoro per arrivare fin lì. Il momento peggiore, invece, è stato quando ho sentito la prima goccia di pioggia sulla pelle. In quell'istante ho capito che mi aspettava una notte infinitamente lunga e complessa, perché il maltempo, purtroppo, complica tutto. Sentire quella prima goccia è stato per me un duro colpo.

ASPETTANDO IL PROSSIMO UTMB Dopo il trionfo del 2025, il campione britannico del team ASICS Tom Evans è tornato a Chamonix. Senza pettorale,

Il meteo è stato un fattore chiave durante l’UTMB

ma con la stessa sete di vittoria

2025: come ti alleni per essere pronto in qualsiasi

dalla nostra inviata Manuela Barbieri

condizione meteorologica?

nosa, invece, per le ore finali, quando subentra la fatica: è più facile per i miei occhi e il mio cervello. A questo affianco l'integrazione di caf-

La chiave sta nella preparazione minuziosa dell'equipaggiamento e dello zaino. Organizzo il materiale in modo metodico, sia in allenamento che in gara. So esattamente dove si trova ogni cosa, a memoria: la giacca a destra, sul retro, i pantaloni impermeabili a sinistra; il kit di emergenza, la coperta termica e il telefono davanti, su un lato, mentre guanti e berretto sono sull'altro. Quando il materiale è organizzato secondo una logica precisa, la gestione diventa un automatismo. Appena inizia a piovere, indosso subito giacca e guanti per preservare il calore corporeo. Se ci si lascia sorprendere dal freddo, la situazione può precipitare rapidamente. Molti atleti non dedicano sufficiente attenzione a questo aspetto e vanno in crisi; per me, invece, la priorità è semplificare al massimo ogni operazione nel momento del bisogno.

La Western States è una competizione di pura corsa: è molto veloce, si corre con temperature elevate e non richiede particolari doti tecniche. Non occorre utilizzare i bastoncini e uno zaino, e soprattutto non si corre di notte. L'UTMB è una sfida completamente diversa: richiede anche doti da escursionista, oltre la gestione della notte e di un equipaggiamento più articolato. Inoltre, dura circa sei ore in più - quasi il 40% di tempo in più – e questo comporta un approccio alla gestione nutrizionale e termica completamente differente. Anche la preparazione e il percorso per arrivare alla vittoria sono stati molto diversi. La Western States è stata più semplice da preparare e sono riuscito a vincerla al secondo tentativo. L'UTMB, invece, ha richiesto quattro tentativi e due anni in più di delusioni. Proprio per questo, però, la vittoria finale è stata ancora più gratificante. Chi è il tuo rivale più duro e chi, invece, il tuo migliore amico nella community del trail running?

Il mio rivale più duro sono io. È facile diventare molto competitivi con sé stessi e voler vincere sempre di più. La persona con cui preferisco trascorrere il tempo sui sentieri, invece, è mia moglie. Anche lei è un'atleta professionista, nel triathlon, e condivide la mia stessa passione per il trail running. Allenarmi con lei sui sentieri è sempre un’esperienza fantastica. Sei coinvolto nello sviluppo dei prodotti ASICS?

© Albin Durand

Sì, svolgo un ruolo molto attivo. Essendo io a dover utilizzare i materiali nelle condizioni più estreme, sia in gara che in allenamento, per me è fondamentale testarli prima sul campo e contribuire a migliorarli sempre di più. Più la collaborazione con il team di design di ASICS è stretta e continuativa, più la qualità finale di calzature e abbigliamento si alza. Lavoriamo fianco a fianco con un obiettivo preciso: portare sul mercato il miglior prodotto possibile. Cosa ne pensi dell’eventualità che il trail running diventi uno sport olimpico?

Se il nostro movimento continuerà a crescere a questi ritmi, credo sia un passaggio naturale. Sarebbe una vetrina straordinaria per una disciplina che amo, a patto però che non se ne snaturi l'essenza: è fondamentale preservarne le origini, l'etica e i valori tradizionali. Penso a quanto è accaduto con lo scialpinismo alle ultime Olimpiadi invernali e credo che anche per il trail running potrebbero emergere gli stessi interrogativi: quale formato scegliere? Un chilometro verticale o una gara ultra? Su quali terreni? E con quale tipo di regia televisiva? Sono questioni complesse. Il rischio di commettere degli errori al debutto esiste, mi auguro però che i comitati sportivi sappiano ascoltare e coinvolgere la community del trail. Solo così sarà possibile costruire un format che rispetti l’identità di questo sport meraviglioso.

Gran parte dell’UTMB si corre di notte: come gestisci la corsa al buio? Hai una tua strategia?

Il mio passato nell'esercito, dove ho trascorso moltissimo tempo sul campo di notte al buio totale, mi aiuta molto: correre con una lampada frontale, per me, è ora quasi un lusso. Nelle prime ore della notte utilizzo una luce a bassa intensità. Riservo la massima potenza lumi-

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© UTMB Franck Oddoux

INTERVISTE

Primo posto alla Lavaredo Ultra Trail 2025 e secondo all’UTMB Mont-Blanc 2025. Per allenarsi all’UTMB Mont-Blanc 2026, un secondo posto alla Marathon du Mont Blanc. Questi sono solo alcuni dei successi che Ben Dhiman, statunitense di 34 anni, ha conquistato tra il 2025 e il 2026. Ma rimaneva un conto aperto. Dopo la vittoria sfiorata lo scorso anno, l'atleta ASICS e Amazfit è tornato a Chamonix con le idee chiare e un solo obiettivo: vincere la 100 miglia più prestigiosa del mondo. Alla vigilia della partenza gli abbiamo rivolto qualche domanda sulla sua preparazione e sul suo atteggiamento mentale in vista della gara.

Quest’anno punti a migliorare il tuo piazzamento?

Il mio obiettivo per quest’anno deve essere vincere. È quello che voglio davvero. Hai qualche consiglio, tecnico o mentale, per chi si avvicina al mondo delle ultra-distance?

Ben, hai cambiato qualcosa nella tua preparazione quest’anno rispetto al 2025, in termini di allenamento, alimentazione o approccio mentale?

Sì. Quest’anno l’obiettivo era fare un po’ più di lavoro rispetto allo scorso, in modo da arrivare più preparato. Nel 2025 la mia filosofia era maggiormente orientata a capire quanto poco avrei potuto correre, riuscendo comunque a essere performante all'UTMB. Quest'anno invece ho ribaltato la prospettiva: mi sono chiesto non più quanto poco, ma quanti chilometri avrei dovuto correre per affrontare la gara. Entrambi gli approcci partono comunque da un presupposto fondamentale: Era il suo sogno e, al quarto tentativo, rimanere in salute. Se non riesci ad arrivare sulla linea di partenza, non puoi gareggiare. Essere sulla è riuscito a raggiungerlo. linea di partenza in buona forma e in salute è fonIntervista a Ben Dhiman, damentale, ecco perché quest’anno ho deciso di aumentare il volume di corsa, riducendo allo stesso vincitore dell’UTMB Mont-Blanc 2026 tempo l’intensità e devo dire che è stato un buon compromesso: sono riuscito ad allenarmi molto di dalla nostra inviata Matilde Marelli più, rimanendo comunque in ottima forma sia mentale che fisica.

“VINCERE È QUELLO CHE VOGLIO DAVVERO”

Penso che chi inizia con le ultra-distance debba considerarle come un progetto a lungo termine, qualcosa su cui lavorare nell’arco di diversi anni. Se si ragiona su una scala temporale più ampia, si può essere più sostenibili e costanti sia nell’allenamento sia nell’approccio alle gare. E credo che, semplicemente, sia più salutare. Bisogna accettare che potrebbe volerci parecchio tempo per acquisire l’esperienza necessaria a raggiungere i propri scopi. Credo comunque che l’obiettivo di base debba essere semplicemente quello di finire la gara. Anche per i runner più esperti è importante arrivare al traguardo, perché l’ultra-trail è un percorso lungo e può essere estremamente impegnativo per tutti. Per questo, penso che partire da obiettivi molto semplici e poi aumentare gradualmente le proprie ambizioni sia il modo migliore per affrontare la disciplina. Infine, cosa rende l’UTMB così speciale per te?

È la gara più importante che abbiamo nel nostro sport. È l’occasione per avere un grande evento in stile Coppa del Mondo, con atleti internazionali, attenzione da parte dei media, un livello di competizione molto alto e un percorso bellissimo.

Parliamo di scarpe. Quale modello utilizzerai quest’anno all’UTMB e cosa è

E così, Ben Dhiman, circa 72 ore dopo questa intervista, è riuscito a conquistare il suo sogno. Una gara praticamente in solitaria. È passato in testa al chilometro 35, aumentando poi il distacco ora dopo ora fino a tagliare il traguardo nel centro di Chamonix con 31 minuti in anticipo rispetto al secondo classificato, un’ora in meno in confronto alla performance di Tom Evans dello scorso anno e più di un'ora e mezza in meno rispetto al suo crono del 2025. Immediatamente dopo la gara, tra le grida e gli applausi del pubblico, ha risposto ad alcune domande.

cambiato rispetto al 2025?

In realtà indosserò la stessa scarpa, la MetaFuji Trail 2, nella versione che oggi si può acquistare nei negozi. È un modello con piastra in carbonio e un’elevata quantità di schiuma che mi permette di avere maggiore ammortizzazione e migliore ritorno di energia. L’anno scorso ho corso con il prototipo di questa scarpa, mentre quest’anno utilizzerò la versione di produzione del modello. Sei da poco entrato nel team Amazfit, come sta andando la collaborazione? In che modo il brand ti ha supportato nella preparazione?

La collaborazione è funzionale, soprattutto grazie al Cheetah Ultra 2, con cui mi trovo molto bene. Mi sto allenando tantissimo, quasi 30 ore alla settimana, quindi l’autonomia della batteria è un aspetto fondamentale e quella di questo orologio è davvero notevole. Inoltre, riesce ad agganciare molto bene il segnale satellitare e mi permette di raccogliere dati che posso analizzare dopo ogni corsa, per capire come è andato l’allenamento e monitorare i miei progressi nel tempo, in modo da poter migliorare le prestazioni giorno per giorno. Finora è stata una collaborazione fantastica.

Quest’anno hai registrato un tempo decisamente più veloce rispetto all’anno scorso. Cos’è successo?

Uscendo da Les Contamines mi sono reso conto di essere da solo, in fuga. Non avevo nessuno intorno e quindi ho deciso semplicemente di gestire il ritmo e seguire il mio passo. Alla fine è andata davvero bene. Nel 2023 e nel 2024 non avevi concluso la gara, mentre l’anno scorso sei arrivato secondo. Quanto hanno contribuito le precedenti edizioni a ren-

© UTMB

dere possibile questa vittoria?

Mi ha aiutato parecchio conoscere molto bene il percorso. So quanto è duro e ho imparato a individuare i tratti più faticosi per me e questo mi ha permesso di non avere più paura del tracciato. Oggi non ho avuto nessun rispetto per il percorso, ho solo spinto più forte che potevo. A un certo punto della gara ti sei sentito braccato? Come hai gestito mentalmente questa situazione?

Sì. C’era Baptiste Chassagne che spingeva un po’ alle mie spalle. Poi mi è stato detto che era distante da me, ma anche 20 minuti di vantaggio mi facevano paura, quindi ho deciso di spingere ancora di più. E ho fatto bene. C’è stato un momento particolare in cui hai provato una sensazione di gioia nonostante il dolore?

C’era una luna piena, enorme e ben visibile, super luminosa sopra le montagne giusto poco prima che sorgesse il sole. È stato bellissimo.

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RESPONSABILMENTE

© UTMB - Nils Charles Oddoux

MONT-BLANC

QUANDO LA SOSTENIBILITÀ RIPAGA Come per tutti gli eventi, i trasporti sono i principali responsabili delle emissioni di carbonio. UTMB Go è la piattaforma che propone soluzioni meno impattanti in cambio del 30% di possibilità in più di essere sorteggiati alle Finals dalla nostra inviata Benedetta Bruni

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TOM YIANGOU, CLIENT DEVELOPMENT MANAGER YOU. SMART. THING. PER UTMB GO

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>> L'INTERVISTA

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UTMB

Come funziona UTMB Go?

UTMB Go è uno strumento sviluppato da You. Smart. Thing. per fare emergere le opzioni a basso impatto di carbonio più pratiche e realistiche per gli atleti che devono recarsi a Chamonix per HOKA UTMB Mont-Blanc così come per tutti coloro che devono muoversi in città e dintorni durante la settimana delle gare. Si tratta di un vero e proprio tool di supporto alla pianificazione di viaggio che restituisce, mezzo per mezzo, la modalità più sostenibile per arrivare alla meta, includendo anche luoghi di interesse e servizi introdotti specificamente per HOKA UTMB Mont-Blanc. Da quest’anno, per gli atleti, scegliere un trasporto low carbon, se idoneo, dava l’accesso a un “boost” del 30% nella probabilità di essere estratti nel sorteggio per le finali delle World Series. È il journey planner stesso a restituire le regole per ottenerlo. Nella pratica, se per arrivare a Chamonix con i mezzi pubblici impieghi meno di 12 ore, allora sei idoneo per il boost; ma se, pur entro questo limite di tempo, scegli di prendere un aereo o muoverti con la tua auto privata, perdi questa possibilità. L'obiettivo principale è ridurre le emissioni complessive dell’evento, dato che quasi il 90% di esse proviene dai viaggi internazionali, ma anche smaltire la congestione a Chamonix e nella sua valle.

Aggregare un numero consistente di persone in una città montana di 9.000 abitanti per un’intera settimana porta con sé una responsabilità ambientale non indifferente. E questo è stato probabilmente l’anno in cui si è più notato lo scollamento tra ideale e realtà. Settimane in cui il termometro a Chamonix segnava 30 gradi, zero termico a 5.000 metri di altitudine, Refuge du Goûter (3.835 m) chiuso per caduta massi a causa del caldo, temporali estivi più frequenti e violenti, il tutto con una vista privilegiata sul sempre più ridotto Ghiacciaio dei Bossons e sull’ormai estinta Mer de Glace. L’organizzazione di HOKA UTMB Mont-Blanc sembra però consapevole dell’impatto della folla su un contesto di per sé già fragile e da anni si impegna a rendere l’evento più responsabile dal punto di vista ambientale e a favorire la rigenerazione dell’ecosistema. Nel 2022 ha iniziato a calcolare la sua impronta di carbonio e nel tempo – anche sotto la spinta di organizzazioni quali Protect Our Winters – ha adottato soluzioni comunitarie e locali per partecipare all’evento con rispetto, come l’introduzione di "UTMB Mobility", un piano di mobilità su larga scala che annulla totalmente la necessità dell’auto privata. Come per la maggior parte dei casi, sono infatti i trasporti i principali responsabili dell’impatto di un evento. Per HOKA UTMB Mont-Blanc, ben l’86% delle emissioni proviene dai viaggi di andata e ritorno di tutte le persone che si recano all’evento (runner, famiglie, media, partner ecc). Ma da due anni il management ha iniziato a collaborare con You. Smart. Thing., piattaforma di gestione dei trasporti, per lo sviluppo di "UTMB Go", uno strumento per gli atleti che supporta la pianificazione del loro viaggio verso Chamonix con soluzioni a bassa impronta di carbonio. In cambio del 30% di possibilità in più di essere estratti per le finali di UTMB World Series. Ne abbiamo parlato con Tom Yiangou, client development manager di You. Smart. Thing. per UTMB Go.

Come è nata l’idea?

Abbiamo applicato una nostra tecnologia, uno strumento di pianificazione di viaggio realizzato per dare priorità alle opzioni di trasporto più pratiche e disponibili con un minor impatto di carbonio. Lo stesso tool, anche conosciuto come assistente di viaggio, che viene usato in forma custom dal sistema di trasporto della città metropolitana di Manchester, dalla Maratona di Londra, dal torneo di Wimbledon e The Open Golf, per nominare alcuni dei principali eventi e autorità con cui lavoriamo. Due anni fa, abbiamo iniziato a progettare un travel assistant per HOKA UTMB Mont-Blanc chiamato UTMB Go. L’anno scorso ci siamo concentrati per lo più su come rendere chiare le opzioni di trasporto durante la settimana delle gare e come arrivare a Chamonix in quelle precedenti. Il boost è invece una novità di quest’anno. Il periodo di sviluppo e test con HOKA UTMB Mont-Blanc è stato molto lungo, a causa delle complessità legate alla creazione di un sistema a regole fisse e obblighi che rischiavano di rendere il processo poco flessibile. Per molti casi limite, i percorsi non erano logici o non erano proprio possibili. Abbiamo dunque smussato i margini e migliorato le opzioni di volo, permettendo al nostro software interno di mostrare quelle più economiche, con minori emissioni e con il più basso numero di scali possibile, un elemento critico nell’impronta di carbonio di un aereo. La piattaforma è ora in grado di collegare il numero di volo specifico con il trasporto pubblico, offrendo agli utenti le combinazioni più accurate per proseguire verso Chamonix in auto-

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RESPONSABILMENTE

13.000 VIAGGI

REGISTRATI DURANTE IL PERIODO DI UTMB (14-30 AGOSTO) di cui

5.900 (45%)

TRAMITE TRASPORTO PUBBLICO di cui

4.209 (32%)

TRAMITE I SERVIZI UTMB MOBILITY

1.976 (15%)

TRAMITE AUTO PRIVATA

25.000 520 t

EMISSIONI CO2 CALCOLATE DURANTE IL PERIODO DI UTMB (14-30 AGOSTO)

VIAGGI

REGISTRATI PRIMA DELL’EVENTO (DA GENNAIO AD APRILE) di cui

6.420 (26,5%) VOLI AEREI

per un totale di NOTA Il tool è stato usato come una piattaforma di “supporto alle decisioni”. Ciò significa che gli utenti possono aver utilizzato il sistema per testare e verificare la fattibilità del viaggio, senza tuttavia averlo necessariamente intrapreso. Per questo, è possibile che le emissioni di CO2 siano più elevate di quelle reali. UTMB Go si impegna a restituire dati più accurati e rispondenti ai viaggi effettivi per il 2027

17.100 t (32%)

EMISSIONI CO2

partenza. Sarebbe un modo ulteriore per incorag-

bus o in treno. Oggi si può definire uno strumento di supporto alla programmazione che, se entro determinati criteri, può portare vantaggi e intanto ridurre significativamente le emissioni.

giare il viaggio sostenibile e far emergere opzioni altrimenti sconosciute. Come calcolate le emissioni?

Abbiamo lavorato con HOKA UTMB MontBlanc per usare il loro sistema di calcolo e i loro fattori di emissione per i trasporti in Francia. In pratica, abbiamo capito come fanno il carbon offsetting e lo abbiamo applicato al nostro journey planning tool. E in realtà è risultato molto simile a quello che usiamo di solito, ma ci è servito per assicurarci che tutto fosse coerente con ciò che fanno loro.

Gli atleti sono disposti a impegnarsi per un trasporto a minor impatto di carbonio? E i brand?

Il boost del 30% è un ottimo incentivo, ma dobbiamo incoraggiare le persone a fare di più. Allo stato attuale, la maggioranza degli atleti vola ancora verso Chamonix, e c'è una forte dipendenza dal noleggio auto, a causa della complessità dell'evento e della necessità di essere in vari luoghi diversi durante le singole gare. UTMB Go è stato progettato anche per essere usato durante la settimana, visto che lo strumento mette in evidenza servizi specifici per l’evento che non si trovano da nessun’altra parte, mostrando al contempo le chiusure stradali e i principali punti nevralgici sulla mappa. Questo non aiuta solo gli atleti, ma anche gli spettatori e i membri dello staff. Stiamo inoltre incoraggiando HOKA UTMB MontBlanc a considerare come i brand possano collaborare con noi per promuovere la piattaforma e sponsorizzare campagne di viaggio sostenibile su UTMB Go. Questo non solo aumenterebbe l'engagement del marchio, ma probabilmente aumenterebbe anche la fiducia e la credibilità della nostra piattaforma.

Sì, ho sentito molti feedback positivi al riguardo. Io stesso ho usato il tool per venire fin qui, e ha funzionato bene anche in caso di imprevisti. È chiaro, fornisce diverse opzioni tra cui bus, treni e persino carpooling. Tutto calcolato al dettaglio apposta per HOKA UTMB Mont-Blanc. Inoltre, se dovessero esserci dei cambi di programma inaspettati, l’atleta può chiedere assistenza direttamente dalla piattaforma per essere sicuro di non perdere il suo boost: il team di HOKA UTMB Mont-Blanc verifica le informazioni, mentre You. Smart. Thing. e UTMB Go aiutano i runner nella pianificazione del viaggio.

Funziona solo per HOKA UTMB Mont-Blanc?

Avete in programma degli aggiornamenti?

Al momento, il sistema funziona per le otto gare che portano all’evento e durante l’intera settimana dell’evento in sé, ma stiamo parlando con l’organizzazione per espanderlo alle altre gare del circuito. Per arrivare alle finali è necessario collezionare le Stones e recarsi agli appuntamenti più vicini alla propria casa e territorio, e UTMB Go funziona molto bene: include tutti i dati di trasporto pubblico e degli autobus, mostra l’esatto tragitto per arrivare alla linea di partenza della tua gara da qualsiasi posizione, indica i servizi di UTMB Mobility, se presenti, dove ti fanno scendere e dove ti vengono a prendere. È un sistema configurato in modo specifico per questo evento. E lo stesso principio si applicherebbe a molte delle altre gare per le World Series, che dispongono ugualmente di navette e servizi per i corridori alla

Sì, verrà aggiornato l’aspetto della piattaforma e introdurremo una funzione che permette di scegliere l’opzione di viaggio migliore entro un periodo di tre giorni. Sarà anche possibile aggiungere una tappa intermedia e valutarne comunque l’idoneità per il boost. Infine, verrà migliorata l’accuratezza dei voli proposti dal travel planner e la combinazione con i mezzi pubblici locali. Questo è un punto cruciale perché, sebbene la nostra attenzione verta principalmente sul trasporto pubblico, dobbiamo essere realistici: una grande fetta di persone è tenuta a prendere un aereo, perciò dobbiamo assicurarci di collegare questi voli con opzioni di trasporto pubblico davvero affidabili. Si rischia, altrimenti, il paradosso di favorire chi arriva in aereo da un altro continente a scapito di chi è più vicino, che si fa 12 ore di mezzi per arrivare a Chamonix.

Siete soddisfatti di com’è andato quest’anno?

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MONT-BLANC

FOCUS ON

LET’S FLY CHAMONIX HOKA, title sponsor dell’UTMB Mont-Blanc, ha trasformato varie location della cittadina ai piedi del Monte Bianco in hub immersivi dove vivere lo spirito del marchio dal nostro inviato Claudio Primavesi

Se Chamonix-Mont-Blanc durante la settimana dell’UTMB è diventata da qualche anno un “must be” per tutti i brand che producono scarpe, abbigliamento e accessori da trail running, HOKA, title sponsor dell’evento, ha fatto di Chamonix la propria casa. Quest’anno la presenza del marchio era diffusa tra due location in città e un hub alpino: FlyLab, Base Camp e Refuge. Prodotti, a partire dalla nuova Tecton X 4, ma soprattutto community e trail running al centro del messaggio.

FLYLAB, LA CASA DELL’INNOVAZIONE Al centro dell’Ultra-Trail Village, l’HOKA FlyLab era lo showcase dei prodotti e delle tecnologie del marchio, con la Tecton X 4, il top di gamma per gli atleti élite, all’insegna di velocità e reattività, in mostra. Non una semplice esposizione, ma una celebrazione della tecnologia annegata nell’intersuola e nella tomaia, con l’esploso del prodotto e i contenuti hi-tech spiegati da apposite didascalie. Per i runner era possibile provare la calzatura durante 24 ore. Lo spazio è diventato inoltre un punto di incontro per conversazioni dedicate al trail running, con una radio live 24 ore chiamata “On Top Of The World” e una programmazione di podcast.

>> L'INTERVISTA

COLIN INGRAM, VP OF GLOBAL PRODUCT, HOKA

“L'idea di HOKA è nata proprio su queste montagne. Tornare ogni anno ha un valore speciale: non diamo mai per scontato di poter far parte di qualcosa di così straordinario come l'UTMB”

Qual è l'approccio di HOKA all'innovazione nel trail running e come vedete il futuro delle calzature performance?

Il trail rappresenta per noi il terreno più sperimentale su cui lavorare. È uno sport non regolamentato come il resto della corsa su strada o dell'atletica e questo ci lascia libertà di osare. Partiamo da idee molto astratte e, insieme al nostro team di innovazione, proviamo a trasformarle in prodotti concreti, in calzature vere e proprie. Costruiamo in base alle conoscenze su ammortizzazione, propulsione e trazione, per arrivare a un'innovazione specifica per il trail: qualcosa che sia prima di tutto unico, ma che garantisca anche la sicurezza e la sensazione sotto il piede necessarie quando ci si muove in un ambiente montano dalle caratteristiche variabili. Ci piace sognare in grande, ma vogliamo sempre arrivare al punto in cui, quando indossi la scarpa, pensi: “Sì, è esattamente quello che cercavo”.

Quanto conta il rapporto con gli atleti?

Moltissimo. Siamo fortunati ad avere in squadra qualcuno come Vincent Bouillard, che fa parte del nostro roster di atleti e allo stesso tempo lavora con noi: è come avere un esperto interno all'azienda. Più in generale, il rapporto con gli atleti è fondamentale: li consideriamo i nostri “super user”. Sono loro a macinare il maggior numero di chilometri

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FOCUS ON

Rond Point, la maison de la presse La brandizzazione dell’experience UTMB ha coinvolto anche lo spazio dedicato ai giornalisti di settore. Il piano superiore del Rond Point, una brasserie nel cuore di Chamonix, proprio prima dell’ultima curva che immette sul traguardo, è stato trasformato in un ambiente con servizio wi-fi per scrivere o guardare le gare dall’alto e in diretta streaming. Anche in questo caso non una semplice sala stampa, ma uno spazio immersivo personalizzato con i colori del marchio, scritte “fly human fly” e macchine fotografiche usa e getta per immortalare i momenti indimenticabili di un evento memorabile.

Sulla terrazza di Folie Douce Hotels e aperto per 10 giorni, il Base Camp ha ospitato un set broadcast RMC e un’area dedicata ai finisher, dove i runner potevano usufruire di sessioni di recovery e massaggi, oltre a personalizzare un’esclusiva giacca finisher HOKA UTMB Mont-Blanc.

LA COMMUNITY DEL TRAIL RUNNING

REFUGE, L’HUB IN QUOTA L’esperienza diffusa di HOKA ha raggiunto quota 1.877 metri, a La Flégère, dove il rifugio è stato brandizzato, con tanto di insegna, dal marchio. Il giallo e il blu dominavano non solo arredamenti interni, ma anche sdraio e ombrelloni all’esterno, dove era anche possibile farsi un selfie con il Monte Bianco e stampare immediatamente la foto con il pay-off “Let’s fly Chamonix”. Al Refuge si potevano testare le Tecton X 4, magari sulla discesa fino a Chamonix, incrociando per qualche chilometro la parte finale del percorso dell’UTMB, come abbiamo fatto noi. Un’esperienza, quella della Flégère, che iniziava prima, già dalla stazione di valle della telecabina, interamente vestita di colori e slogan HOKA, o salendo in quota sulla cabina completamente gialla.

BASE CAMP, APRÈS-EXPERIENCE Per guardare la diretta delle gare sul maxischermo, recuperare dalle fatiche o festeggiare i risultati c’era l’HOKA Base Camp.

Oltre a queste attivazioni, HOKA ha dato vita a diversi momenti pensati per riunire la community del trail running. Martedì alle nove i runner sono stati invitati a partecipare alla Official HOKA UTMB Mont-Blanc Shakeout Run. Con partenza dall’HOKA Base Camp di Chamonix, la corsa ha offerto un’occasione per ritrovarsi, sciogliere le gambe e condividere l’energia e l’attesa che precedono le gare. Mercoledì alle 19, è stata celebrata una delle personalità più iconiche di questo sport e il primo atleta élite nella storia del brand a essere entrato nel team: Ludovic Pommeret. A 53 anni, Ludovic continua a firmare prestazioni straordinarie, restando una figura unica e profondamente amata nella community del trail running. La serata ha visto la première del primo film interamente dedicato a Ludovic, seguita da un live talk. A UTMB Mont-Blanc, l’impegno di HOKA verso la community si è esteso anche al percorso di gara, con il ritorno della Neutral Assistance: l’iniziativa che offriva supporto imparziale ai runner, indipendentemente dal team o dall’affiliazione. L’assistenza poteva includere incoraggiamento, piccole riparazioni, sostituzione dell’attrezzatura, coordinamento del primo soccorso e altre forme di supporto pensate per aiutare gli atleti ad affrontare la gara in sicurezza e con maggiore fiducia.

con piastra in carbonio, molto performanti e propulsive, basate sulla schiuma PEBA, come la Tecton X 4; modelli pensati per i grandi chilome-

e per questo diventano l'autorità più credibile riguardo a cosa deve cambiare o evolversi nel prodotto. Per noi è importante non solo tenerli aggiornati sulla direzione che stiamo prendendo, ma anche lasciare che siano loro stessi a orientarla.

traggi e per la protezione, come la Mafate X; oppure calzature tecniche e versatili come la Speedgoat. Prodotti molto diversi tra loro, ognuno costruito per un ambiente e una situazione specifici.

Che collegamento c'è tra l'evoluzione della gamma trail HOKA e le esigenze degli atleti, non solo di alto livello?

L'UTMB Mont-Blanc è l'evento più importante a livello mondiale, un'oc-

Per noi sono tutti atleti. Che tu corra una 40K, una 50K, una 100K o una 100 miglia, sei un atleta. Ma lo stesso vale anche per le gare più brevi, penso per esempio alla Sierre-Zinal o a competizioni con un ritmo più veloce: in ogni caso, il nostro obiettivo è creare il miglior prodotto possibile per te, per quel percorso, per quel giorno, per quelle condizioni. È fondamentale non cercare di realizzare una scarpa unica che faccia tutto: servono modelli costruiti in modo specifico per ogni tipo di gara, e lo stesso vale per l'allenamento. Che tu sia impegnato per 24 ore, 48 ore o solo per un'ora, la scarpa deve funzionare perfettamente per quello che stai facendo in quel momento. La nostra gamma, e il modo in cui si è evoluta, riflette proprio questa filosofia: abbiamo calzature

casione perfetta per mostrare e validare il prodotto. Come lo vivete?

È molto importante per noi, non solo dal punto di vista narrativo ma anche per le origini stesse del brand. L'idea di HOKA è nata proprio su queste montagne. Tornare ogni anno ha un valore speciale: non diamo mai per scontato di poter far parte di qualcosa di così straordinario come l'UTMB. Essere qui ci permette anche di ricaricare le batterie, pensare a idee nuove e fresche, e in un certo senso rinnovare il modo in cui affronteremo il prossimo capitolo. Per questo l'UTMB è così importante: lo sentiamo come parte del nostro dna, ma anche come un vero lusso, qualcosa per cui siamo profondamente grati, la possibilità di continuare a sognare il futuro.

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SENZA FRETTA, MA SENZA SOSTA Icona di Chamonix da 92 anni, Snell Sports è ancora oggi un crocevia di appassionati di outdoor gestito dalla quarta generazione della stessa famiglia di Benedetta Bruni

la mia bisnonna, e le ha detto che sarebbe tornato a sposarla una volta terminata la guerra. E così è stato. Si sono quindi stabiliti a Chamonix, la città di Marthe, ed entrambi hanno iniziato a lavorare nel negozio di antiquariato di famiglia. Quelli erano gli anni dell’apertura delle prime vie in montagna e quando Chamonix si è riempita di alpinisti provenienti dall’estero, il negozio è diventato un punto di passaggio dove chiedere consiglio ad Harold, dato che era uno dei pochi a parlare inglese nonché un grande appassionato di montagna. Pian piano dunque hanno cominciato a inserire materiale da alpinismo, fino a rimpiazzare del tutto l’antiquariato e ad arrivare a oggi, 92 anni dopo. Ai miei bisnonni sono succeduti i miei nonni, poi i miei genitori e infine io, che gestisco il negozio dal 2020. ne

ll

“Se dovessero scomparire tutti i negozi al mondo e dovesse restarne solo uno, quello dovrebbe essere Snell Sports”. Un’accoglienza che non capita tutti i giorni di ricevere in uno store, soprattutto se chi parla è il rappresentante di un brand. Eppure nel punto vendita di Chamonix l’aria che si respira è proprio quella di una casa – grande 950 metri quadrati e con due ingressi separati – dove ridere e scherzare con lo staff e intanto comprarsi 80 metri di corda singola. Come se niente fosse. E il tutto nella settimana più caotica dell’anno, quella di UTMB, che in quanto a numero di visitatori non scherza. Per Snell Sports non sembra essere un problema. Sarà forse perché, in 92 anni di attività, qualche trucco del mestiere lo avranno imparato. O perché qui valutano il rapporto umano – con fornitori, dipendenti e clienti – come l’aspetto più importante della conduzione di un negozio. Quel che è certo è che, giunti alla quarta generazione con Olivia Snell, che abbiamo intervistato, la crescita del negozio non accenna a fermarsi, anche se con un approccio cauto, che premia la solidità più della rincorsa ai numeri.

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Com’è cambiato il negozio con le varie generazioni?

Oggi conta una superficie di 950 metri quadrati, distribuita su due entrate e gestita da 45 dipendenti, ma quando è stato convertito alla montagna misurava appena 50 metri quadrati e si trovava nella via di fronte. Tutte le generazioni successive hanno dunque contribuito ad ampliare lo spazio a disposizione. La prima, quella di Harold e Marthe, ha posto le basi per il negozio come lo vediamo oggi, passando dall’antiquariato agli articoli sportivi. I miei nonni, Yvette e Donald, sono stati invece dei veri e propri visionari nel consolidare l’identità di Snell Sports: hanno ampliato l’offerta introducendo le prime piccozze, che ai tempi non esistevano, così come i primi ramponi. I miei genitori Corinne e Olivier hanno ingrandito molto il negozio, quasi duplicandone la superficie, e hanno reso i processi interni più strutturati. Dal 2020 sono subentrata io e in questo breve tempo c’è stata un’ulteriore evoluzione: tre anni fa abbiamo aperto un pro-shop Arc’teryx e lo scorso settembre acquistato il negozio di fianco a Snell Sports per ingrandirci ancora di più. Ora ci daremo un po’ di tempo per stabilizzarci, ma pian piano ci saranno tante novità. O li

Olivia raccontaci, quando è nato Snell Sports?

Il negozio è nato nel 1934 e, con me, è arrivato alla quarta generazione Snell. Il fondatore, il mio bisnonno Harold, era un soldato americano approdato in Francia per la Prima Guerra Mondiale; durante un ballo ha conosciuto Marthe,

Con una superficie così grande, avete mai pensato di aprire altri punti vendita?

Sì, abbiamo già un punto Icebreaker a Chamonix che gestiamo da una decina d’anni. Si trattava di un piccolo rivenditore Snell Sports dal nome Otavalo che è poi stato riconvertito in monomarca. Ci piacerebbe ripetere questo progetto anche per altri brand, ma al momento restiamo cauti. La nostra è un’attività di 92 anni e perciò ogni decisione deve essere ben ponderata e deve potersi sedimentare prima di passare a quella successiva. Siamo pieni di progetti, ma non abbiamo alcuna fretta di realizzarli.

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SCHEDA TECNICA Nome: Snell Sports Sito: snellsports.com Instagram: @snell_sports Titolare: Olivia Snell Anno di apertura: 1934 Vetrine: Chamonix, 7 Punti vendita: 1 Snell Sports, 1 Icebreaker Chamonix Mq commerciali totali: 950 Discipline trattate: alpinismo, arrampicata, escursionismo, trail, sci alpino, scialpinismo Noleggio attrezzatura: alpinismo, arrampicata, sci alpino, scialpinismo

MARCHI* Calzature: adidas, Altra, ASICS, Brooks, Dynafit, HOKA, La Sportiva, Lowa, Meindl, Merrell, New Balance, NNormal, On Running, Salewa, SCARPA, Scott Abbigliamento: Anita, Arc’teryx, Black Diamond, Dale of Norway, Dynafit, E9, Norrøna, Hatsko, HOKA, Icebreaker, Karpos, Montura, Mons Royale, Patagonia, Prana, Rab, 7Mesh, Salomon, Scott, The Mountain Studio, The North Face Attrezzatura: Black Diamond, Blue Ice, Buff, Deuter, Edelrid, Ortovox, Osprey, Petzl

*I marchi sono oltre 250, quelli riportati sono solo una piccola selezione

Come scegliete i marchi che inserite in offerta?

Cerchiamo di proporre dei nomi forti che possano restare a lungo. Questo perché, alla fine, valutiamo il rapporto umano come l’aspetto più importante, che sia con i fornitori, lo staff o i clienti, che ci piace vedere uscire dal negozio felici. Ci sono dei brand con cui lavoriamo da decenni e con cui c’è un’ottima intesa; Salomon e Petzl, per esempio, sono da sempre nella nostra offerta. Credo che il segreto per mantenere il negozio stabile e sano a lungo sia avere dei marchi su cui si può contare, che possono aiutarci in caso di problemi e viceversa. È grazie a loro se oggi siamo qui. Qual è lo stato del mercato outdoor in Francia?

Per noi è stato un periodo complicato perché siamo stati chiusi a lungo durante il Covid oppure abbiamo aperto ma con orario ridotto. Terminati i lockdown, abbiamo fatto molta fatica ad assortire i prodotti e questo momento è coinciso con l’estate in cui tutti riscoprivano la montagna e volevano comprare materiale e attrezzatura nuovi. È andata meglio l’anno dopo, quando abbiamo iniziato ad avere più disponibilità in magazzino. Anche gli e-commerce hanno comprato molto salvo poi vedere la domanda scendere, dunque sono stati costretti a fare molte promozioni per svendere i residui di magazzino. In questi anni ci sono state tante oscillazioni di mercato, tra stock insufficiente e in esubero, e il riflesso di queste variabili si vede proprio dai siti online. Gli sconti massicci impattano anche su di noi, chiaramente, ma la nostra fortuna è che non cerchiamo una cre-

Com’è il lavoro durante UTMB?

È molto intenso. C’è una grande concentrazione di sportivi, ma anche di rappresentanti dei brand, che approfittano del periodo per visitare gli store con cui collaborano. E in negozio passa ogni tipo di cliente, dai semplici appassio-

scita a tre cifre, quanto più di fare dei piccoli cambiamenti positivi ogni anno e, nel mentre, darci il tempo di ristabilizzarci. Non mancano gli alti e i bassi, ma con questo approccio abbiamo registrato un aumento costante dal post-Covid.

nati alle famiglie. Sono giorni molto pieni e dinamici in cui dobbiamo prestare attenzione sia alle richieste delle aziende sia ai consumatori. Commercialmente parlando, per noi è più strategica la settimana prima di UTMB, in quanto meno caotica e ancora senza Village.

Come fidelizzate la vostra community?

Abbiamo una base molto ampia che tocca tutti gli sport che trattiamo: escursionismo, arrampicata, alpinismo, trail running, sci, lifestyle e anche yoga, e per tutti questi cerchiamo di proporre prodotti sempre nuovi. Per esempio, da giugno a settembre di quest’anno abbiamo organizzato un running test gratuito alla settimana per far scoprire brand sempre diversi, come La Sportiva, SCARPA, Scott o Arc’teryx. La maggior parte delle attivazioni si concentra sulla corsa off-road, dato che è lo sport più di tendenza negli ultimi anni, ma copriamo la maggioranza delle discipline di montagna, tra cui anche l’arrampicata, per cui riusciamo a dialogare con tutti i nostri target di clienti.

Avete notato cambiamenti nella settimana di UTMB negli ultimi anni?

Sì, in particolare da quando IRONMAN è entrata nel capitale di UTMB Group: abbiamo visto un grande cambiamento in termini di organizzazione, marketing e posizionamento. Ed è una crescita che prosegue di anno in anno. Quello che ha fatto la differenza è stato l’investimento da parte dei brand, i budget che hanno allocato, le varie attivazioni e anche la presenza di marchi più piccoli che vogliono farsi un nome presenziando a UTMB. Non è tanto la gara in sé a essere cresciuta, ma tutte le attività collaterali che hanno assunto delle dimensioni ormai significative.

Qual è il vostro cliente tipo?

I nostri clienti sono per lo più stranieri. Chiaramente abbiamo anche un bacino nazionale, ma l’offerta premium tende a incontrare più le necessità di un pubblico in arrivo da altri Paesi. Inoltre dipende molto anche dal mese dell’anno: i consumatori di luglio e agosto sono totalmente diversi da quelli di aprile, che a loro volta sono diversi da quelli di gennaio. Non abbiamo un solo cliente tipo, quanto più degli appassionati che scelgono di compiere un investimento importante in termini di prezzo. Li definirei quindi dei “tecnici appassionati”. Ma anche questo dipende dallo sport di cui si parla.

Quest’anno infatti anche il sindaco di Chamonix si è espresso sulle dimensioni che ha assunto l’evento.

Sì, ma non penso che sia contrario a UTMB in sé, che è molto positivo per la nostra vallata ed è gestito bene. Credo invece che, come tutte le persone che vivono qui, tenga conto anche dei disagi che può creare un evento che ormai ha assunto dimensioni sproporzionate rispetto alla città in cui si svolge. Durante un’intervista, ha detto che è come se qualcuno col 45 di piede cercasse di calzare una scarpa taglia 39. L’UTMB ha raggiunto un'ampiezza esagerata per Chamonix. Per questo secondo me ha ragione a voler ridimensionare la sua portata, soprattutto dopo questi ultimi tre anni in cui è arrivato a proporzioni enormi anche per via delle diverse attivazioni dei brand, tema su cui non c’è ancora sufficiente regolamentazione. Le social run, la privatizzazione degli spazi, le serate e tanto altro sono tutte attività accessorie legate all’investimento dei brand e non hanno niente a che vedere con gli atleti che vogliono godersi la gara. Credo che una riflessione sulle attività secondarie possa solo portare dei benefici qualitativi.

Si sente la differenza tra la stagione estiva e quella invernale?

L’inverno è dominato dallo sci e da una clientela straniera che viene a Chamonix apposta per quello. I consumatori sono più cauti a causa dei prezzi elevati di attrezzatura e abbigliamento. In estate, invece, c’è maggiore passaggio di francesi e ovviamente cambiano i prodotti proposti. C’è gran fermento per il Tour du Mont Blanc, ma anche per l’ampia disponibilità di vie di arrampicata e da alpinismo. Per non parlare dell’UTMB.

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ALL IN Dal primo posto di Frédéric Tranchand nella OCC alla singolare staffetta intorno al trampolino del Grépon, Merrell quest’anno non è passata inosservata dalla nostra inviata Benedetta Bruni

Il trampolino del Grépon

MTL SPEEDARC PEAK

Avete mai sentito di una staffetta di trail running intorno a un tram-

polino da sci, in pieno agosto? Probabilmente no, se non come un’idea L’experience è stata l’occasione per testare la MTL SpeedARC Peak, nata abbastanza folle da poter funzionare. Invece il caso di Merrell conferma per le competizioni più tecniche dopo cinque anni di sviluppo nel Merrell Test l’esperimento a pieni voti. Giovedì 27 agosto, nel cuore della settimana di Lab (MTL). Il cuore della calzatura è la nuova intersuola SpeedARC, con una UTMB, il giorno prima della partenza della 100M costruzione a tre strati. La parte superiore utilizza una e poco dopo la vittoria dell’atleta Merrell Frédéric schiuma FloatPro a base PEBA per favorire ammorTranchand alla OCC, il marchio americano ha orgatizzazione e ritorno di energia sulle lunghe distanze, nizzato un’experience piuttosto singolare: ritrovo al mentre lo strato inferiore in FloatPro offre stabilità e trampolino del Grépon, alle porte di Chamonix, per resistenza sui terreni più accidentati. Tra i due livelli testare le ultime scarpe del brand in una serie di trova posto una Carbon Fiber FlexPlate, piastra in giri a squadre in cui vinceva il team che riusciva fibra di carbonio dalla particolare struttura biforcuta, a restare entro i tempi. La staffetta “Run All In. All progettata per migliorare la propulsione senza limiMTL SpeedARC Peak Down” consisteva infatti nel completare un giro tare la capacità dell’avampiede di adattarsi alle irrein salita e in discesa intorno al trampolino, passare il testimone al proprio golarità del terreno. La tomaia è realizzata in Matryx con Kevlar, soluzione che compagno o compagna, e attendere che completasse lo stesso percorso, punta a combinare leggerezza, traspirabilità e resistenza all’abrasione, mentre tutto entro un tempo limite che si riduceva a ogni nuovo loop. E intorno, dj la suola adotta la mescola Vibram Megagrip Elite, sviluppata per garantire eleset e relax, un “apéro” di recupero perfetto dopo la corsa. vata aderenza sia sull’asciutto sia sul bagnato.

Buona la prima © Bruno Barbier

LE SCARPE DELLA VITTORIA Ai piedi di Tranchand le Agility Peak 6, progettate per essere lo strumento più affidabile in uno sport imprevedibile come il trail running. Queste calzature offrono elevata stabilità, ritorno di energia e trazione sulle lunghe distanze e su fondi tecnici. L’intersuola con schiuma FloatPro contribuisce a un eccellente ritorno di energia per una corsa morbida e reattiva, offrendo al tempo stesso un buon livello di protezione durante le uscite più lunghe. La tecnologia FlexConnect, basata su scanalature che corrono su tutta la lunghezza della scarpa, mantiene il piede stabile, adattandosi al terreno e favorendo una transizione più fluida nella corsa. Infine, la suola Vibram Megagrip dotata di tecnologia Traction Lug aumenta l’aderenza e garantisce trazione anche su superfici bagnate o particolarmente tecniche. La tomaia, realizzata in mesh traspirante in TPU, presenta delle stampe in 3D e ulteriori rivestimenti in TPU nelle zone più esposte all’usura per aumentarne la durabilità. Una placca protettiva nell’avampiede e un soffietto sulla linguetta impediscono l’ingresso di detriti nella scarpa.

Al suo debutto sulla distanza, l’atleta Merrell Frédéric Tranchand ha vinto la OCC con un tempo di 05:10:08, dopo 60 chilometri e 3.500 metri di dislivello positivo. Una vera esperienza fuori dalla sua comfort zone considerando che è stata la più lunga corsa a cui ha mai partecipato in vita sua. Per questa prima volta, Tranchand ha testato a lungo la tipologia di terreno per elaborare una strategia che si adattasse perfettamente ai suoi punti di forza. Dopo aver passato diversi mesi a Chamonix per allenarsi, ha fatto la differenza attaccando nei tratti più ripidi fino all'allungo definitivo, verso la fine, che lo ha portato a vincere.

Agility Peak 6

Wolverine Italia SRL - +39 0423.622009 - merrellitcsteam@wwwinc.com

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© Mattia Rizzi

© JolyPics

© JolyPics

AT T I VA Z I O N I


ONE BRAND. EVERY ADVENTURE. SINCE 1984.

DISCOVER THE TRESPASS SS27 COLLECTION


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ASICS DAL MONTE FUJI AL MONTE BIANCO

Per la prima volta ASICS ha aperto un temporary store (che l’azienda ha chiamato Trail Pop Up). Per una settimana un normale negozio di scarpe non sportive sulla Rue Joseph Vallot, quella dove si corrono gli ultimi metri dell’UTMB, è stato trasformato in uno showcase del marchio giapponese, con gli outfit di gara dei principali atleti e il prototipo della Matafuji Trail 2 con la quale Tom Evans ha vinto la gara delle gare nel 2025. ll look della scarpa rende omaggio alle radici giapponesi di ASICS e trae ispirazione dalla calligrafia, l’arte giapponese della scrittura che richiede anni di pratica, richiamata attraverso alcuni elementi grafici presenti sulla tomaia. Lo stesso gesto calligrafico ispirava il design del pop-up, dove materiali naturali, artigianalità giapponese ed elementi tecnici si incontravano. Dal Monte Fuji al Monte Bianco con il lichene come comune elemento denominatore, organismo resistente che cresce sia sulle pendici del monte più famoso del Paese del Sol Levante, sia sulle rocce della valle francese. La seconda attivazione, come negli ultimi due anni, era appena fuori Chamonix, nel bosco, dove ogni giorno al Trail Camp sono state proposte attività e barbecue.

@outdoor_perspectives

© Jose Miguel Munoz

© The Adventure Bakery

AT T I VA Z I O N I

nella teca di vetro, scienziati in camice e distribuzione di report top secret perfettamente realizzati. Dulcis in fundo, l’apparizione di un alieno in scarpe da trail durante la session di corsa dei giornalisti e su altri sentieri attorno al Monte Bianco. Dopo le polemi-

CAPUT TRAIL Quattro brand, quattro modi di parlare con la community UTMB. Oltre il Village, ormai molti marchi hanno deciso di comunicare attraverso la personalizzazione di spazi dentro e fuori la città: temporary store, ristoranti, chalet e camp strade della cittadina francese, con negozi total look, come per esempio Coquoz Sport, dove per l’occasione si potevano anche provare gratuitamente le S/Lab Genesis 2 partendo da un corner dedicato accanto al negozio. Non mancavano le vetrine personalizzate, per esempio presso Snell Sports. Gli allestimenti prevedevano la presenza di sassi e roccia, come nella campagna pubblicitaria della calzatura, a rimarcare la vocazione alpina del modello.

che per un evento sempre più grande e difficilmente sostenibile per un ambiente delicato come quello del Monte Bianco, quella delle apparizioni aliene è stata la notizia più discussa a Chamonix. Una campagna originale come non si vedeva da anni all’UTMB.

VIBRAM IL THINK-TANK DELL’ULTRA

CASA VIBRAM è stata la novità del marchio di Albizzate, storico Official Sole Technology Supplier della manifestazione. Uno chalet appena fuori Chamonix, ma facilmente raggiungibile a piedi dal centro, che si è aggiunto al collaudato Vibram Innovation Mobile Lab, dedicato all’analisi del piede e alla risuolatura, e al Vibram Airstream, uno spazio dedicato alla storia, all’innovazione e alla ricerca tecnologica che da sempre caratterizzano il brand. CASA VIBRAM per tutta la settimana, è stata un think-tank dove incontrare i protagonisti dell’industry e gli atleti per speech e presentazioni in collaborazione con i brand partner.

SCARPA ha sfruttato il nome dei due modelli in lancio a Chamonix in serie limitata e poi in vendita dalla SS 27 per una campagna di comunicazione extraterrestre. Si è partiti dai social, con video di dirette tv interrotte da apparizioni di alieni con scarpe da trail, per proseguire con giornalini distribuiti all’Ultra-Trail Village e la scritta “Aliens are here”. La presentazione dei due modelli Alien ai giornalisti prevedeva la visita a un laboratorio perfettamente ricreato con un alieno

SALOMON ELEMENTO ROCCIA

© Jose Miguel Munoz

Per il lancio della S/Lab Genesis 2 Salomon ha brandizzato un ristorante lungo la via che conduce alla stazione. Nello stesso edificio, al piano alto, era possibile visitare un piccolo showroom con le novità del marchio e i pezzi forti della collezione trail e strada. Cuore delle attività rivolte ai professionisti del settore è stata una corsa all’alba fino al ghiacciaio con rientro a “Casa Salomon” per pranzo e guest star François D’Haene. S/Lab Genesis 2 è stata un elemento ricorrente tra le

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SCARPA ARRIVANO GLI ALIENI

Un format accattivante, intervallato da run e hike con vista sul Monte Bianco per provare i prodotti presentati. Distribuita su più livelli, CASA VIBRAM ha proposto un percorso che raccontava il presente, il passato e il futuro del marchio. Il piano terra, dedicato all’innovazione, ha evidenziato il ruolo al fianco degli atleti d’élite e dei principali brand del trail running. Il primo piano ha accompagnato i visitatori in un viaggio attraverso la storia dell'azienda, ripercorrendone l’evoluzione e il legame con la cultura outdoor e la community del trail running.


PRIMA CHE CHAMONIX SI SVEGLI

© Les Traileurs

© Les Traileurs

AT T I VA Z I O N I

Nel pieno della settimana UTMB, La Sportiva ha riunito una trentina di giornalisti per una run all’alba sul Monte Bianco. Sotto la lente due novità della SS 27 LA SPORTIVA PRODIGIO PRO 2

dalla nostra inviata Cristina Turini

Alle cinque del mattino, durante la settimana dell’UTMB, Chamonix sembrava un altro luogo. Le strade silenziose, le vetrine spente e, della folla che poche ore più tardi avrebbe riempito il centro, non c’era nessuna traccia. È cominciata così, mercoledì 26 agosto, la Sunrise Mountain Run organizzata da La Sportiva per una trentina di giornalisti internazionali, tra cui noi di Outdoor Magazine. Non una semplice presentazione prodotto, ma un’uscita pensata per mettere alla prova due anticipazioni della collezione SS 27: Prodigio Pro 2 e Talento Pro. La partenza è avvenuta in silenzio, con frontali rigorosamente spente e passo tranquillo finché non abbiamo lasciato il centro del paese. Poi, raggiunto l’imbocco del sentiero, le luci hanno illuminato lo sterrato e la camminata veloce ha lasciato spazio alla corsa. A guidare l’experience c’erano Tobias Gramajo, footwear product manager mountain running & hiking di La Sportiva, e Anton Krupicka, ultrarunner statunitense e ambassador del brand. Non è un caso che a guidarci fosse proprio Krupicka, da sempre runner essenziale e lontano dagli eccessi: la sua presenza dava all'esperienza un tono autentico, più vicino a un allenamento condiviso che a un appuntamento ufficiale. All'inizio il sentiero ha preso forma grazie al fascio di luce davanti ai nostri passi. Poi è arrivata l'alba, e con lei il profilo delle montagne si è rivelato, il cielo si è schiarito e il sentiero si è fatto più ripido. Il dislivello maggiore, del resto, era concentrato negli ultimi due chilometri, con Da sinistra, Anton Krupicka, pendenze decisamente più severe. ultrarunner e ambassador del brand e Tobias Gramajo, footwear product Due le soste lungo il percorso. Nella prima manager mountain running & hiking Gramajo ha raccontato la Prodigio Pro 2, evoluzione del modello già conosciuto all'interno della Prodigio Series. La seconda tappa è stata dedicata alla Talento Pro, la vera novità della prossima collezione, presentata insieme a Krupicka. Una volta arrivati al Buvette du Chapeau, con la salita ormai alle spalle e il giorno definitivamente iniziato, ci aspettava una colazione a base di prodotti tipici che, dopo la sveglia prima dell’alba e gli ultimi metri in pendenza, aveva tutto un altro sapore. Il tempo di bere qualcosa di caldo, realizzare foto, contenuti e soprattutto fermarsi qualche minuto a guardare ciò che fino a poco prima avevamo potuto soltanto intuire nel buio: la luce tenue e colorata dell’alba a illuminare le cime intorno a noi. La discesa ha imposto un cambio di ritmo, permettendo di valutare i due modelli in condizioni diverse rispetto alla salita. Appoggi più rapidi, frequenti cambi di direzione e velocità più elevate hanno richiesto maggiore stabilità e controllo, qualità che entrambi hanno saputo offrire. Un secondo terreno di confronto, dopo quello affrontato nelle prime ore del mattino. Al rientro, Chamonix aveva già cambiato volto. Le strade percorse poche ore prima nel silenzio cominciavano a riempirsi e la settimana dell'UTMB tornava a scandire il ritmo del paese. Alle nostre spalle restavano il buio, la salita verso il Buvette du Chapeau e la consapevolezza che una scarpa da corsa si racconta solo dopo averla indossata per praticare il gesto più antico e ancestrale del mondo.

Pensata per il trail running sulle lunghe distanze e per chi vuole mantenere ritmi sostenuti, Prodigio Pro 2 punta su ammortizzazione, stabilità e ritorno di energia. La nuova intersuola XFlow Speed e il rocker pronunciato favoriscono una falcata fluida e reattiva, mentre la suola FriXion White con tasselli da 4 millimetri assicura grip e protezione anche sui terreni più tecnici. La tomaia Power Wire stabilizza il piede e il collare in maglia protegge dall’ingresso di detriti.

© Les Traileurs

• Calzata: Wide Fit • Ideale per: trail running e gare su lunga distanza • Peso: 261,3 g (½ paio, taglia 42) • Drop: 6 mm • Stack: 34 mm tallone / 28 mm avampiede • Tasselli: 4 mm

LA SPORTIVA TALENTO PRO

Velocità e precisione sui terreni tecnici sono al centro della Talento Pro, sviluppata per le competizioni e le uscite brevi e intense in montagna. L’intersuola XFlow Speed offre un mix di ammortizzazione, stabilità e ritorno di energia, mentre la suola FriXion White con tasselli differenziati da 3,5 millimetri garantisce aderenza in salita e controllo in discesa. La tomaia Power Wire mantiene il piede stabile durante le fasi di spinta più dinamiche. • Calzata: Wide Fit • Ideale per: gare brevi e veloci su terreno tecnico • Peso: 237,3 g (½ paio, taglia 42) • Drop: 6 mm • Stack: 31 mm tallone / 25 mm avampiede • Tasselli: 3,5 mm

La Sportiva - +39 0462.57080 - lasportiva.com

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FOCUS PRODOT TO

CATTIVA PER I CATTIVI Rossignol ha presentato in anteprima la Vezor “Race Department”, versione per gli atleti élite del collaudato modello lanciato nel 2024 Presentata il 26 agosto a Chamonix, la Vezor Race Department è la novità 2027 di Rossignol, sviluppata a partire dai feedback raccolti sul campo dal Team Trail Running. Mantenendo i punti di forza del modello originale - reattività, ritorno di energia e grip - il nuovo modello introduce una tomaia completamente ridisegnata e rinforzata in Matryx Kevlar. Il focus? Maggiore supporto, durabilità, protezione, traspirabilità, ma soprattutto stabilità alle alte velocità. Il design prevede anche una ghetta sul collo del piede che protegge dall’entrata dei detriti e lacci dentellati per una regolazione precisa. La suola sfrutta il compound Michelin Formula che lavora in sinergia con le tecnologie proprietarie Rossignol per garantire rebound e aderenza su terreni tecnici. Immutato il plate Diapazon+ in materiale composito e la doppia soletta estraibile per personalizzare il fit. Il modello, già testato con successo in gara nel 2026 dagli atleti del team (podi e piazzamenti di rilievo nei circuiti UTMB e Skyrunner World Series), sarà il primo prodotto a fregiarsi dell'etichetta “Race Department”,

• Terreno: tecnico/accidentato • Mesh: Matryx Micro Open Weave • Intersuola: doppia densità EVA + schiuma iniettata ad azoto supercritico (Diapazon+ e Sensor 3) • Suola: Michelin Formula

il nuovo label Rossignol che nel 2027, anno del 120° anniversario del brand, riunirà gli articoli più performanti dell'azienda. La Vezor Race Department, parte della collezione SS 27, sarà disponibile nei negozi da febbraio 2027.

• Peso: 280 g (UK 8/US 9) – 250 g (UK 6/US 8) • Drop: 6 mm • Stack: 30 mm • Tasselli: 4,5 mm

Gruppo Rossignol Italia - +39 0161.855513 - info.italia@rossignol.com - grupporossignol.it

SEMPRE PIÙ VELOCE Benchmark della gamma tecnica di Salomon, la v2 di S/Lab Genesis punta su maggiore dinamismo e comfort Salomon a Chamonix ha presentato la S/LAB Genesis 2, evoluzione di uno dei modelli più apprezzati della gamma S/LAB, pensata per runner che affrontano lunghe distanze su terreni tecnici e in prevendita da agosto sul sito ufficiale del brand e presso alcuni retailer e store selezionati. L'aggiornamento punta su dinamismo, sostegno e grip, mantenendo l'affidabilità che ha reso Genesis un riferimento nel settore. Il cuore del progetto è la nuova intersuola optiFOAM² a doppia densità, che combina ammortizzazione e reattività, assorbendo gli impatti e restituendo energia a ogni passo. Lavora in sinergia con il sistema activeCHASSIS, riprogettato per migliorare stabilità e allineamento sui terreni irregolari. La tomaia adotta la costruzione Matryx Micro con filati in Kevlar e fibre tecniche rivestiti singolarmente, per resistenza all'abrasione, leggerezza e traspirabilità, mentre la tecnologia Profeel Film protegge dagli impatti più aggressivi senza sacrificare la sensibilità sui passaggi tecnici. La suola All-Terrain Contagrip con tasselli da 4,5 millimetri e battistrada aggiornato è pensata per massimizzare trazione su rocce bagnate, ghiaia e discese veloci. “Genesis 2 offre una sensazione più dinamica e un comfort superiore rispetto alla V1, con un equilibrio eccellente tra precisione e comfort in montagna” ha detto Louison Coiffet, medaglia d'argento ai Mondiali Trail Long Distance 2025.

• Tomaia: Matryx Micro + Profeel Film • Intersuola: optiFOAM² doppia densità • Chassis: activeCHASSIS • Suola: All-Terrain Contagrip

Amer Sports - +39 0422.5291 - amersports-italy@amersports.com

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• Peso: 272 g • Drop: 6 mm • Stack: 31 mm tallone / 25 mm avampiede • Tasselli: 4,5 mm


FOCUS PRODOT TO

ASCIUTTI E ACCESSIBILI Cimalp presenta STORM PRO+, evoluzione del guscio top seller, con soffietto per lasciare spazio alla vest e doppia zip per accedere alle flask Per accedere ai flask di uno zaino indossato sotto il guscio impermeabile, il trail runner è spesso costretto a fermarsi e ad aprire la zip centrale, esponendo il torace a pioggia e vento. Un gesto apparentemente banale che, sulle lunghe distanze, compromette la regolazione termica e il ritmo di corsa. Partendo da questo reale punto di frizione sul campo, Cimalp ha scelto di riprogettare Storm Pro, il guscio hardshell da trail bestseller del brand francese, attorno ai gesti concreti degli atleti. L’occasione per la presentazione del prodotto è stata la settimana dell’UTMB Mont-Blanc. Il progetto è stato affidato al Project Lab - la cellula interna d'innovazione e prototipazione di Cimalp, che ha sviluppato la STORM PRO+ attraverso numerose iterazioni guidate da una sfida tecnica precisa: mantenere un taglio atletico e aderente quando la giacca viene indossata da sola, garantendo al tempo stesso il volume necessario per integrare lo zaino d'idratazione.

AL CENTRO DELL’INNOVAZIONE Per rispondere a questa esigenza, i team di sviluppo Cimalp hanno introdotto due evoluzioni ergonomiche sostanziali: • Gestione intelligente dei volumi - Un soffietto dorsale integrato ad alta elasticità assorbe l'ingombro dello zaino da trail, mentre due mini-soffietti frontali liberano completamente la mobilità di braccia e busto. • Accesso diretto all'attrezzatura - Un sistema innovativo di doppia zip sul petto permette di raggiungere direttamente le flask e le tasche dello zaino senza dover aprire la giacca. Queste soluzioni d'uso si fondano sulla membrana brevettata ULTRASHELL, che garantisce un'impermeabilità di 20.000 mm/Schmerber e una traspirabilità di 80.000 MVP, capace di eliminare l'umidità nei momenti di sforzo più intenso mantenendo al contempo una barriera efficace contro il meteo più severo. cimalp.com

@outdoor_perspectives

COLLAB VINCENTE La nuova norda 000 è la prima scarpa da trail realizzata dal marchio canadese con Black Diamond e sfrutta l’intersuola Vibram Stream Flow norda e Black Diamond Equipment hanno lanciato durante i giorni dell’UTMB Mont-Blanc la loro prima collab dedicata all’alpine running. Al centro della collezione c’è la norda 000, scarpa da trail con tomaia seamless in Dyneema biocircolare e intersuola Vibram Stream Flow (26 millimetri al tallone, 21 millimetri all’avampiede, drop 5 millimetri) con battistrada Vibram in mescola Megagrip e tecnologia Litebase con tasselli da 5 millimetri. La scarpa è stata presentata a Casa Vibram dal co-fondatore del marchio canadese, Nick Martire, durante una session di running sui sentieri del Monte Bianco. La collaborazione, la più ampia nella storia di Black Diamond, comprende anche una selezione di prodotti Black Diamond rivisitati: lo zaino Distance 15 Pack, il bastone Distance Carbon Z FKT, il duffle Mini Mission 30L, il moschettone Miniwire Carabiner, una T-Shirt e un cap. “Sia norda che Black Diamond sono produttori di articoli d’eccellenza, realizzati da marchi visionari che rifiutano di adeguarsi allo status quo”, ha affermato il co-fondatore di norda, Nick Martire. “Grazie alla nostra ineguagliabile esperienza nel settore calzaturiero e alla lunga tradizione di Black Diamond nella realizzazione delle più avanzate attrezzature da montagna, possiamo mettere a frutto le nostre convinzioni e la nostra mentalità condivise per creare strumenti senza pari per la corsa in quota, prodotti che consentono agli atleti di esplorare, scoprire e superare i propri limiti”.

@outdoor_perspectives

A destra Nick Martire, co-fondatore di norda

norda 000

• Peso: 294 g (uomo) - 253 g (donna) • Drop: 5 mm • Stack: 26-21 mm • Intersuola: Vibram Stream Flow • Battistrada: Vibram Megagrip

nordarun.com

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SPE C I A L E

UTMB

MONT-BLANC

FOCUS PRODOT TO

DUE ALIENI SUI SENTIERI La nuova gamma ALIEN di SCARPA, declinata in versione Sky e Ultra, promette precisione e velocità per atleti e runner esperti La cornice dell'UTMB Mont-Blanc è stata scelta da SCARPA per il lancio ufficiale della nuova gamma ALIEN Limited Edition, composta da due modelli: Sky e Ultra. Il marchio di Asolo ha presentato le calzature ai piedi del Monte Bianco, offrendo anche la possibilità di testarle direttamente sui sentieri che ogni anno ospitano una delle gare di trail running più prestigiose al mondo.

Le due Limited Edition, in vendita sullo shop online del marchio e in esclusiva presso Ravanel e Snell, rivenditori autorizzati SCARPA a Chamonix, anticipano la collezione disponibile a partire dalla primavera 2027 e si rivolgono ad atleti professionisti e runner esperti, con tecniche di corsa consolidate, alla ricerca di precisione, leggerezza e propulsione.

ALIEN SKY, PRECISIONE Nasce per affrontare sentieri ripidi e tecnici, privilegiando reattività e precisione di appoggio. La suola Vibram Megagrip garantisce trazione e stabilità su roccia, fango e terreni ripidi, mentre la tomaia con ghetta integrata protegge il piede e assicura un contatto diretto con il terreno. L'intersuola mono-strato TECH-AR/01, realizzata in Supercritical Foam A-TPU al 100%, bilancia leggerezza, reattività e durata nel tempo, mantenendo stabile il tallone e infondendo dinamismo e spinta all’avampiede. La transizione del passo è affidata a una piastra in nylon 3D sagomata nell'avampiede, progettata per ottimizzare la distribuzione dei volumi e massimizzare l'efficienza di appoggio. La suola Vibram Megagrip con tasselli da 4 millimetri posizionati strategicamente assicura grip su ogni superficie eliminando elementi superflui. Tra gli elementi distintivi, la ghetta integrata previene l'ingresso di sassi e sabbia, la tomaia Second-Skin Precision garantisce una calzata precisa e aderente, mentre la geometria dell'avampiede Flow Arch favorisce una transizione fluida e un toe-off rapido.

PESO 235 g (mezzo paio, taglia 42) TAGLIE 38–45½ (con mezzi numeri) + 46 (senza mezzi numeri)

INTERSUOLA TECH-AR/01, mono-strato Supercritical Foam A-TPU PIASTRA nylon 3D nell'avampiede

SUOLA Vibram Megagrip, tasselli 4 mm

ALIEN ULTRA, CONTROLLO E RESISTENZA È pensata per spingersi oltre i propri limiti, trasformando ogni passo in spinta. La suola assorbe e restituisce energia costantemente, accompagnando il gesto tecnico con precisione e reattività lungo tutta la distanza. L'intersuola sandwich TECH-AR/02 in Supercritical Foam A-TPU al 100% unisce leggerezza, rebound e durata nel tempo, con una geometria continua dal tallone alla punta che ottimizza stabilità e scorrevolezza senza aggiungere peso. Il cuore tecnico del modello è l'inserto "Squid Plate", realizzato in Pebax Nylon con il 30% di fibra di carbonio: riduce il peso complessivo mentre aumenta stabilità ed elasticità grazie a geometrie planari e concavità regolabili che bilanciano la resistenza meccanica. La suola Vibram Megagrip, con tasselli da 3,5 millimetri posizionati per massimizzare grip e durata, garantisce trazione affidabile e scorrevole su ogni terreno. Come per il modello Sky, anche ALIEN Ultra integra la ghetta anti-detriti, la tomaia Second-Skin Precision per una calzata naturale e la geometria Flow Arch per una transizione fluida.

PESO 300 g (mezzo paio, taglia 42) TAGLIE 38–45½ (con mezzi numeri) + 46 (senza mezzi numeri)

Calzaturificio S.C.A.R.P.A. - +39 0423.5284 - info@scarpa.net

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INTERSUOLA TECH-AR/02, sandwich Supercritical Foam A-TPU PIASTRA Squid Plate, Pebax Nylon + 30% fibra di carbonio

SUOLA Vibram Megagrip, tasselli 3,5 mm


SPE C I A L E

UTMB

MONT-BLANC

FOCUS PRODOT TO

LA LEGGEREZZA PARTE DAL POLSO Il nuovo Suunto Run 2 facilita la pianificazione dell’allenamento dei runner che si pongono un obiettivo specifico o hanno una gara in vista. Servendosi anche di mappe offline gratuite in tutto il mondo Pensato per i runner che corrono con un obiettivo preciso e che vogliono essere certi di avere il proprio allenamento direttamente al polso, il nuovo Suunto Run 2 è l’orologio di nuova generazione che riunisce corsa, training e recupero in una cassa da 35 grammi: talmente leggero da dimenticarselo, ma abbastanza resistente e affidabile da poter recuperare i dati necessari quando serve. Il modello, presentato in un’anteprima esclusiva a UTMB, mantiene la base che ha reso Suunto Run un successo, migliorandone le caratteristiche: display AMOLED da 2.000 nit tre volte più luminoso, il 29% di capacità della batteria in più, un sensore cardio al polso a 12 canali ridisegnato, il GNSS dual-band di nuova generazione e mappe offline gratuite in tutto il mondo.

• Peso della cassa: 35 g • Spessore cassa: 11,7 mm • Lunetta: in acciaio inossidabile • Vetro: Gorilla Glass • Display: AMOLED

LE NUOVE CARATTERISTICHE

• Luminosità: 2.000 nit

Tra le novità, il peso è uno dei fattori centrali: con soli 35 grammi di peso della cassa e 11,7 millimetri di spessore, resta aderente al polso durante la giornata lavorativa, di notte e soprattutto nelle sessioni di allenamento più lunghe. ll display AMOLED da 1,32 pollici raggiunge oltre 2.000 nit, tre volte più luminoso di Suunto Run, per essere più facilmente consultabile anche con sole diretto. Un aumento del 29% della batteria rispetto al modello precedente garantisce circa 10 giorni di uso quotidiano con allenamento e fino a 24 ore di GNSS dualband, sufficienti per coprire un'intera settimana di attività sportive e lasciare il caricabatterie a casa. Il dispositivo unisce una lunetta in acciaio inossidabile, il vetro Gorilla Glass e un’impermeabilità fino a 5 ATM.

• Autonomia batteria: fino a 10 giorni • Impermeabilità: fino a 5 ATM

mostra la proiezione dell’obiettivo, offrendo una visione in tempo reale del tempo di arrivo previsto. In preparazione a un obiettivo, invece, Suunto Run 2 è in grado di scomporre un traguardo nelle singole sessioni di allenamento grazie al Training Plan. La Training Zone, invece, riunisce informazioni essenziali quali carico di allenamento, HRV, sonno e recupero in un’unica schermata, rendendo facile seguire i progressi per tutta la durata dello sforzo. E il giorno della gara, la modalità Ghost Runner tiene l’obiettivo in vista dalla partenza al traguardo. Per rendere la corsa ancora più facile e piacevole, è possibile scaricare gratuitamente sullo smartwatch mappe offline in tutto il mondo, per avere strade, percorsi e dintorni subito al polso e disponibili ovunque. Infine, la musica può essere anche salvata sull’orologio e riprodotta tramite cuffie wireless, così il telefono può essere lasciato a casa.

MONITORAGGIO E TRAINING Lo smartwatch perfeziona il processo di elaborazione olistica dei dati per restituire un allenamento che prepari l’utilizzatore al raggiungimento dell’obiettivo in base alle sue abitudini, preferenze e parametri. Tra gli strumenti di monitoraggio, EnergySense confronta lo sforzo attuale con la capacità residua, così chi corre può vedere quanto sta spendendo e quanto ha ancora a disposizione, mentre Live Finish Prediction analizza il ritmo attuale e

SUUNTO SMART HEART RATE BELT 2 Suunto Run 2 si abbina anche alla Suunto Smart Heart Rate Belt 2 per un ulteriore approfondimento sui dati pervenuti dal battito. Offre infatti una frequenza cardiaca da sforzo precisa e dati battito su battito R-R ad alta risoluzione nella corsa su strada, nel trail running, nel ciclismo, nel triathlon e negli sport invernali e di montagna dove un sensore al polso fatica a mantenere il contatto con la pelle. Abbinata a un orologio Suunto compatibile, un IMU a sei assi aggiunge la misurazione della tecnica di corsa, che copre cadenza, tempo di contatto al suolo, oscillazione verticale, tempo di volo, rapporto GCT/FT ed equilibrio del contatto al suolo tra piede destro e sinistro, così gli atleti possono vedere come cambia la tecnica con la velocità e la fatica. Suunto ZoneSense inoltre utilizza la variabilità della frequenza cardiaca seguendo come il corpo risponde durante la sessione, mostrando la qualità del lavoro per un quadro dello sforzo ancora più personale.

Suunto Italia - Andrea Perico, account manager - +39 340.4125320 - suunto.com

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Versante™ Instant Versatility

Versante™ porta l’esperienza della montagna nella vita di ogni giorno. Una collezione essenziale, trasversale e versatile, che trova in Arte Sella un luogo affine per raccontare arte, territorio e identità. Opera monumentale: Infinitum | di Gianandrea Gazzola, 2018


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