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Outdoor Magazine #02-2026 - Speciale Skialp

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SPECIALE SKIALP

LIVING THE OUTDOORS SINCE 1870

Editore: MagNet Srl SB - Direttore responsabile: ANGELO FRIGERIO

Direttore editoriale: CLAUDIO PRIMAVESI

Contributors: TATIANA BERTERA, BENEDETTA BRUNI, MATILDE MARELLI, MAURIZIO TORRI

Art director: ROSANGELA BARNI

Redazione Italia: Corso della Resistenza, 23 - 20821 Meda (MB) Via Tertulliano, 68 - 20137 Milano Tel. 02.87245180 Fax 02.87245182 redazione@outdoormag.it - www.outdoormag.it

Allegato redazionale di Outdoor Magazine Anno 19 - N. 2/2026

Stampa: Ingraph - Seregno (MB)

Periodico mensile - Registrazione al Trib. di Milano n.186 del 20 marzo 2007. Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 - conv. in L. 46/2004 Art.1 Comma 1 - LO/MI

L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati in suo possesso. Tali dati saranno utilizzati per la gestione degli abbonamenti e per l’invio di informazioni commerciali. In base all’Art. 13 della Legge n° 196/2003, i dati potranno essere rettificati o cancellati in qualsiasi momento scrivendo a: MagNet Srl SB Responsabile dati: Benedetto Sironi

Chiuso in redazione il 26 febbraio 2026

DOVE VA LO SCIALPINISMO?

Debutto olimpico, svuotamento degli stock riempiti ai tempi della pandemia, interesse dei diversi mercati e del pubblico femminile. Lo scialpinismo è ormai una nicchia ampia e matura, ma frammentata. Qual è lo stato di salute? Abbiamo fatto il punto con alcuni protagonisti del settore

C’è stato un momento in cui lo scialpinismo sembrava crescere senza fine. L’aumento di interesse costante dei consumatori per il mondo di sci e pelli si è trasformato in una crescita vertiginosa negli anni del Covid. Un aumento che ha portato i marchi produttori di tessilfoca, elemento da cui non può transigere nessuno scialpinista, ad affittare nuovi magazzini e adibirli a linee di produzione supplementari e alcuni brand generalisti dello sci alpino a riconvertire parte delle linee dedicate a sci race carve e all mountain. Poi, come è successo anche al mondo bike, ci si è trovati ad affrontare una sovraproduzione, con magazzini pieni e il mercato stagnante. Se quello dello skialp non è più un mercato in forte crescita, passati in buona parte gli effetti della bolla Covid, sembra essere comunque una nicchia di dimensioni discrete e matura, al netto della dipendenza dalle condizioni meteo e della minaccia legata al climate change. Quello che emerge con chiarezza è proprio l’influenza delle condizioni di innevamento sul sell-in, una delle poche certezze di un mercato che ne ha sempre meno.

LE DOMANDE

1. Quanto pesa in percentuale la categoria ski touring nel vostro fatturato?

2. Com’è andato il sell-in per questa stagione e come sta andando il sell-out?

3. Quali sono i mercati più forti per i vostri prodotti da scialpinismo?

4. Lo scialpinismo ha fatto il suo debutto alle Olimpiadi, avete osservato un aumento di interesse e soprattutto di richiesta dei prodotti?

5. Esistono vari scialpinismi: ski

ATK BINDINGS

fitness, light touring, agonismo, freetouring. Qual è più importante per voi e dove vedete più interesse per le prossime stagioni?

6. Dal dialogo con i consumatori finali emerge una richiesta particolare o un trend?

7. La pandemia ha portato a un aumento della domanda e una sovrapproduzione, con magazzini pieni di stock ad anni di distanza. È finito questo effetto onda lunga? Come vedete le prossime stagioni?*

* (solo per i marchi produttori di attrezzatura)

FILIPPO ZANNI, MARKETING MANAGER

1. Pesa per il 100%.

2. Entrambi come ci aspettavamo.

3. Stati Uniti, Germania, Francia, Italia e Svizzera.

4. No, ma comunque è ancora troppo presto per vedere un aumento di interesse. Le Olimpiadi sono appena finite, l’effetto mediatico è appena iniziato. Dovremo aspettare almeno un paio di edizioni e magari sul lungo termine si vedrà qualcosa.

SKITRAB

5. Senza dubbio le categorie degli attacchi per il freetouring e ibridi pin/step-in.

6. Sempre più attenzione alla performance di sciata e sempre più interesse per prodotti ibridi.

7. Non lo diremmo del tutto finito, ma certamente ridimensionato rispetto agli anni 2023 e 2024. Per le prossime stagioni abbiamo grandi progetti e contiamo di fare bene.

ADRIANO TRABUCCHI, AMMINISTRATORE DELEGATO

1. Direi una percentuale pari al 70%.

2. Mentre il sell-in è stabile rispetto alla scorsa stagione, il sell-out è leggermente in crescita.

3. I nostri mercati più forti sono Italia, Francia, Slovacchia/Cechia e Stati Uniti.

4. Al momento direi che non siamo in grado di capire se il leggero aumento del sell-out sia dovuto alle Olimpiadi... Per quanto mi

riguarda direi di no.

5. I settori che consideriamo più importanti e nei quali nutriamo maggior interesse per il futuro sono quelli del light touring, dell’agonismo e dello scialpinismo tradizionale.

6. No.

7. Sta finendo per quanto riguarda alcuni prodotti/modelli, ma non per tutti. Per certi prodotti c’è stock ancora per almeno un anno.

© Layla Kerley SCARPA

1. Sul fatturato invernale lo ski touring pesa quasi il 50%, anche se è importante sottolineare che molti capi, seppur studiati e progettati per l’attività specifica, vengono acquistati e utilizzati anche per altre discipline. Per questa ragione diventa complicato fornire dei numeri precisi. In ogni caso, i capi che vengono presentati nella collezione ski touring sono rilevanti e molto importanti per il fatturato e i clienti Crazy. Questo dato conferma che, nonostante il successo di alcuni prodotti lifestyle, i prodotti specifici, se proposti da brand riconosciuti come tecnici, continuano a essere molto richiesti e ad avere successo.

2. La campagna vendita sell-in non è ancora conclusa, in ogni caso, dopo una discreta accelerazione nella scorsa stagione, stiamo notando un’ulteriore ripresa “a macchia di leopardo”. Ci sono dinamiche non lineari, in alcune zone riscontriamo differenze in funzione della tipologia di negozio, anche perché parecchi dealer, dopo l’entusiasmo dei primi Anni ‘20, hanno abbandonato il settore. Si sta tornando a vendere all’interno di contenitori tradizionali e specializzati. Il sell-out ovviamente sta risentendo delle precipitazioni nevose che non sono state omogenee nel territorio.

3. L’Italia continua a rappresentare la roccaforte per questo mercato, seguita dall’Austria e dal sud della Germania.

1. In Oberalp valutiamo l’importanza del mondo dello scialpinismo non solo in termini di fatturato, ma soprattutto per la visibilità e la credibilità che questa attività ci ha conferito nel tempo. Se Dynafit è il brand specialista e specializzato per eccellenza, Salewa ha saputo distinguersi negli anni per l’attenzione a questo mondo. Lo skialp era e resta nei nostri pensieri e piani, tutti i giorni.

2. Siamo in fase di raccolta ordini FW 26 e, nonostante la stagione abbia avuto inizi diversi a seconda delle regioni, la rinnovata collezione e le novità del comparto attrezzatura ci stanno riconoscendo risultati in linea con le aspettative.

3. Austria, Germania e Italia sono i nostri principali mercati in valore assoluto, affiancati dalla macroregione scandinava e dagli Stati Uniti.

4. Difficile rispondere visto che il ritorno di tali eventi si misura nel corso di anni e non settimane. Da osservare come il mondo race, per noi strategico e nel nostro dna, sia in contrazione ormai da anni per una serie di fattori come l’imprevedibilità del meteo e alcuni temi generazionali, quindi speriamo nel momento olimpico per una maggiore visibilità e rilancio.

5. Facile, tutti. Proponendo un concetto di sistema testa-piedi dedicato allo scialpinismo, sviluppiamo in ogni disciplina abbigliamento e attrezzatura pensati per l’uso specifico. Il touring, nelle sue declinazioni, resta il comparto di mercato più importante per partecipanti e trend.

6. Osserviamo utilizzatori più “progressivi” che spaziano nelle varie attività outdoor, quindi la versatilità è forse una delle richieste che più emerge negli ultimi anni.

7. Partiamo dalle buone notizie, lo scialpinismo non ha mai avuto così tanti praticanti come in questi anni. Registriamo una forte affezione allo sport: molti di quelli che hanno iniziato hanno continuato poi la pratica negli anni e questo ci fa ben sperare per il futuro. L’onda lunga della sovraproduzione si va oramai esaurendo, sarà importante continuare a stimolare il mercato con prodotti e servizi innovativi, facendo tesoro di quanto imparato durante il Covid.

4. L’inserimento dello scialpinismo nel programma olimpico non ha portato alcun incremento di interesse per la specialità, ma era prevedibile. La motivazione principale è che la distanza tra le specialità proposte in campo olimpico e lo ski touring tradizionale è davvero siderale, sono due sport diversi. Gli scialpinisti non si riconoscono in questi format.

5. Lo ski touring tradizionale resta il principale settore di riferimento, in questo settore troviamo molti praticanti “neofiti” che, in ragione della sicurezza, preferiscono percorrere sentieri battuti, vicini alle aree sciistiche, oppure all’interno della “tree line”. C’è poi un discreto numero di nuovi adepti, soprattutto residenti o originari dei paesi di montagna che, in funzione della loro abilità a usare gli sci, praticano il freetouring, percorrendo percorsi più alpinistici, con l’obiettivo o di raggiungere una cima, oppure di percorrere belle discese in neve fresca.

6. Per quanto riguarda l’abbigliamento i praticanti meno esperti si affidano a prodotti sempre tecnici, ma più versatili e multisport, che possono essere utilizzati anche per altre attività. I capi tecnici vengono richiesti dai praticanti più consapevoli ed esigenti. Molti brand stanno proponendo collezioni sempre meno tecniche, Crazy ha preferito dividere la sua proposta in prodotti che chiamiamo “High Mountain”, con specificità tecniche, e “Base Camp”, sempre prodotta con tessuti tecnici, ma meno specifici.

1 . La categoria ski touring rappresenta una quota percentualmente contenuta del nostro fatturato complessivo, in considerazione dell’ampiezza e della completezza dell’offerta WSE di Atomic, che copre in modo trasversale tutte le principali discipline dello sci. Detto questo, lo ski touring riveste per noi un’importanza strategica ben superiore al mero dato percentuale. Il brand è infatti riconosciuto come punto di riferimento assoluto nel segmento grazie a un approccio realmente integrato: siamo in grado di presidiare il mercato con un ecosistema completo che comprende sci, attacchi, scarponi, caschi, maschere, zaini, abbigliamento tecnico e bastoncini. Questa completezza di assortimento ci consente di offrire al consumatore un sistema coerente, performante e tecnologicamente avanzato, pensato per garantire leggerezza in salita, sicurezza e massime prestazioni in discesa. L’impegno dell’azienda è costante nello sviluppo di prodotti e tecnologie innovative dedicate allo ski touring, un segmento in evoluzione che richiede standard elevatissimi in termini di materiali, affidabilità e versatilità. In molti casi i praticanti di questa disciplina sono gli stessi sciatori che frequentano la pista o il freeride: per questo motivo continuiamo ciclicamente a investire con convinzione, rafforzando la nostra presenza in un ambito che rappresenta un’estensione naturale del mondo sci. La volontà è chiara: essere percepiti come un brand globale dello sci, capace di accompagnare l’atleta in ogni esperienza sulla neve, coerentemente con il nostro claim #weareskiing.

2. Per la stagione in corso abbiamo registrato, in fase di sell-in, un atteggiamento decisamente prudente da parte dei clienti. Il mercato sta vivendo una fase di assestamento dopo stagioni caratterizzate da forti oscillazioni della domanda e da importanti livelli di stock. Gli ordini si sono mantenuti sostanzialmente stabili, con un’attenzione mirata soprattutto verso categorie considerate più “sicure” in termini di rotazione, come scarponi e protection. Per quanto riguarda il sell-out, la partenza è stata condizionata dalle poche precipitazioni nevose registrate in gran parte delle regioni italiane. Come noto, lo scialpinismo è fortemente legato alle condizioni nivologiche e, in molte aree, la stagione sta entrando nel vivo solo ora. Questo comporta uno slittamento naturale delle attività di vendita al consumatore. Riteniamo quindi che il reale andamento del sell-out potrà essere valutato in modo più completo nelle prossime settimane, confidando in condizioni meteo più favorevoli che possano stimolare la pratica e, di conseguenza, la rotazione del prodotto nei negozi.

3. Per quanto riguarda lo scialpinismo tradizionale, i mercati di riferimento restano senza dubbio i Paesi dell’arco alpino dove esiste una cultura consolidata della montagna e della pratica invernale outdoor. In particolare, l’Italia rappresenta uno dei mercati più significativi con una forte tradizione legata allo scialpinismo classico e una crescente diffusione dello ski fitness in specifiche aree alpine e prealpine. In alcune regioni la pratica è ormai trasversale, coinvolgendo anche sciatori provenienti dalla pista. Anche l’Austria è un mercato storicamente molto maturo con un’elevata penetrazione dello ski touring sia in chiave performance sia fitness. La Svizzera si conferma un mercato di alta gamma con una clientela particolarmente attenta alla qualità tecnica e all’innovazione di prodotto, mentre la Francia mostra una marcata evoluzione verso il freetouring con un approccio più orientato alla discesa e alla versatilità dei materiali. Accanto a questi mercati, si distingue anche la Spagna, dove la componente agonistica dello scialpinismo ha un peso rilevante e contribuisce a sostenere lo sviluppo di prodotti altamente tecnici e performanti.

4. L’ingresso dello scialpinismo nel programma olimpico rappresenta senza dubbio un passaggio storico per la disciplina e un importante riconoscimento istituzionale. Tuttavia non è rilevabile, al momento, un incremento diretto e significativo della domanda legato esclusivamente a questo evento. In senso generale si rileva anzi una riduzione del numero di partecipanti alle gare di scialpinismo, segnale che il segmento puramente agonistico sta vivendo una fase di razionalizzazione. Parallelamente, assistiamo a una crescita del segmento all mountain e a una sempre maggiore partecipazione del pubblico femminile, due dinamiche che stanno contribuendo a ridefinire il profilo del praticante e le esigenze di prodotto. Il fatto che lo scialpinismo sia diventato disciplina olimpica genererà certamente maggiore visibilità, curiosità e interesse da parte di chi finora non aveva avuto occasione di conoscere o praticare questo sport. È però realistico pensare che eventuali effetti concreti sulle vendite si potranno misurare solo nel medio periodo, quando l’esposizione mediatica e il racconto dei valori olimpici avranno avuto il tempo di consolidarsi. Resta comunque un fattore determinante per lo sviluppo del business: le precipitazioni nevose. La possibilità di praticare lo sport in modo diffuso e continuativo è l’elemento chiave che incide realmente sulla domanda. Senza condizioni nivologiche adeguate, anche un importante impulso mediatico come quello olimpico fatica a tradursi in crescita immediata del mercato.

5. Per noi il segmento attualmente più rilevante è senza dubbio il freetouring, sia per lo sviluppo costante del numero di praticanti, sia per la sua capacità di intercettare uno spettro molto ampio di utenti. È la categoria che meglio rappresenta l’evoluzione moderna dello scialpinismo: non esclusivamente performance in salita né pura competizione, ma un’esperienza completa che combina esplorazione, discesa di qualità e condivisione. Il freetouring coinvolge profili molto diversi tra loro, da chi vive l’uscita come momento sociale da condividere con il proprio gruppo, fino a chi pratica scialpinismo in orari serali per raggiungere un rifugio e vivere la montagna in modo più autentico e personale. Questa varietà di motivazioni amplia la base dei praticanti e rende il segmento particolarmente dinamico e interessante anche in termini di sviluppo prodotto.

6. Guardando alle prossime stagioni, vediamo ancora spazio di crescita nel light touring e nel freetouring, insieme a un consolidamento dello ski fitness in contesti specifici e a una maggiore presenza femminile, che sta contribuendo ad allargare e diversificare la community. L’agonismo resta un segmento importante in termini di immagine e innovazione tecnologica, ma in termini di volumi e prospettive di mercato il light touring e il freetouring rappresentano oggi i driver principali e quelli su cui prevediamo il maggiore interesse nel medio periodo. Gli sci tra 85 e 100 millimetri al centro coprono in maniera piena il pubblico attuale di riferimento con Backland (specialmente le versioni UL) per lo scialpinista tradizionale, Maverick per l’all mountain e Bent per un approccio più orientato al freeride.

7. Un elemento che ha inciso sul sell-in post-pandemia in modo significativo è stata la presenza di importanti giacenze di magazzino presso molti punti vendita. Questo ha inevitabilmente limitato la propensione a nuovi inserimenti di prodotto. Tuttavia crediamo che con il proseguimento della stagione in corso, con le attuali condizioni di innevamento, si dovrebbe progressivamente liberare spazio a scaffale, creando le condizioni per una nuova e più dinamica fase di sell-in in vista della prossima stagione

ATOMIC
LUCA TAVIAN, MARKETING MANAGER ITALIA
© Layla Kerley
© Layla
Kerley

SCARPA

1. Circa il 10%.

2. Per quanto riguarda il sell-in, i risultati sono stati soddisfacenti e in linea con le aspettative, confermando la fiducia dei retailer nel nostro catalogo. Il sell-out ha risentito di una partenza lenta a causa di un meteo non favorevole all’inizio della stagione, ma nelle ultime settimane stiamo registrando un’inversione di tendenza. I dati attuali sono incoraggianti e ci rendono fiduciosi per una chiusura di stagione solida, grazie anche alla qualità del prodotto che sta rispondendo bene non appena le condizioni sono migliorate.

3. Francia, Stati Uniti, Germania, Austria e Italia.

4. Il debutto olimpico dello scialpinismo sta sicuramente generando molta curiosità e visibilità mediatica, il che è un segnale estremamente positivo per tutto il settore. Al momento, tuttavia, non abbiamo registrato un aumento diretto della domanda o dei volumi di vendita legato esclusivamente all’evento. Crediamo che il vero impatto commerciale si vedrà nel post-Olimpiade: se l’evento saprà emozionare il grande pubblico, magari accompagnato da risultati importanti e medaglie dei nostri atleti, allora la curiosità si trasformerà in una richiesta concreta di attrezzatura.

5. È vero, lo scialpinismo si sta frammentando in segmenti molto specifici. Per noi sono tutti importanti, ma con ruoli diversi. Da un lato vediamo il freetouring come il segmento dove il consumatore esperto e tecnico cerca la massima per-

1. La categoria scialpinismo rappresenta per Montura circa il 20% del fatturato complessivo. È un segmento storicamente rilevante per il brand, coerente con il nostro dna legato alla montagna e alla performance tecnica, e continua a mantenere un’incidenza stabile all’interno del mix di prodotto. Montura, infatti, è riconosciuto come punto di riferimento per la tecnicità e funzionalità dei suoi capi, regolarmente studiati e testati per e con i professionisti della montagna.

2. Il sell-in sta andando bene, in linea con le aspettative, anche grazie al rinnovo della collezione scialpinismo, che abbiamo reso più compatta e versatile. Non essendo un brand iper-specialista nel segmento, abbiamo costruito un assortimento completo e coerente, pensato per rispondere alle diverse preferenze del consumatore, ai vari ambienti di utilizzo e alle differenti modalità di pratica. L’obiettivo è offrire prodotti versatili, con un ottimo rapporto qualità-prezzo, arricchiti da piccoli dettagli curati e distintivi. Il sell-out dell’attuale stagione invernale è positivo, ma trainato principalmente dai prodotti più versatili, che intercettano un pubblico più ampio e trasversale. Per noi questa non è stata una sorpresa, anzi. Versatilità, funzionalità ed essenzialità sono le fondamenta nello sviluppo delle nostre linee.

3. Sicuramente il mercato italiano rimane dominante nella ricerca e utilizzo di questi prodotti. Il brand continua a essere un punto di riferimento per il prodotto tecnico sul mercato domestico. Abbiamo inoltre notato un interesse crescente sul mercato spagnolo e francese.

4. L’ingresso dello scialpinismo nel programma olimpico è sicuramente un passaggio importante per la disciplina in termini di visibilità e riconoscimento istituzionale. Tuttavia, al momento non abbiamo registrato un incremento significativo della domanda direttamente collegabile a questo evento. L’interesse verso lo ski touring rimane per noi legato soprattutto a un pubblico consapevole, che sceglie l’attrezzatura in base a esigenze tecniche, versatilità e qualità del prodotto, più che sull’onda della spinta mediatica.

5. La nostra collezione scialpinismo copre un range completo, dal mondo race fino al freetouring. Crediamo molto nello scialpinismo vissuto come esperienza dinamica e di esplorazione; è in questo spazio che vediamo oggi il maggiore interesse e dove prevediamo una crescita anche nelle prossime stagioni, soprattutto per quei capi capaci di coprire più utilizzi. Pochi capi ben studiati nella funzionalità per essere versatili in ogni tipo di uscita.

formance: qui l’interesse è altissimo perché spinto dall’innovazione. Dall’altro lato, però, la nostra priorità per le prossime stagioni resta il comfort. La massa degli appassionati che si sta avvicinando a questo sport non cerca il cronometro, ma un’esperienza piacevole. Per questo, pur mantenendo un’anima tecnica, stiamo investendo molto su calzata, facilità d’uso e termicità, perché è lì che si muovono i volumi principali del mercato.

6. Il trend principale è il ritorno al piacere della montagna senza stress. Se in passato lo scialpinismo era visto come una disciplina di fatica e sacrificio, oggi il consumatore finale – influenzato anche dalla visibilità olimpica e dai social – cerca gratificazione. La richiesta che riceviamo più spesso è: “Voglio un prodotto tecnico che mi faccia sentire sicuro, ma che possa tenere ai piedi tutto il giorno senza dolore”. Ed è esattamente in questa direzione che stiamo spingendo lo sviluppo della nostra collezione FW 27.

7. L’onda lunga generata dall’accelerazione durante la pandemia, caratterizzata da sovra-ordinazioni, tensioni sulla supply chain e conseguente accumulo di stock, è stata progressivamente riassorbita grazie a una gestione più prudente degli acquisti e a politiche di pianificazione più conservative lungo tutta la filiera. Oggi i magazzini sembrano essere sotto controllo e ci si aspetta una normalizzazione del mercato. La pianificazione è tornata più prudente e allineata ai reali tassi di sell-out. Per le prossime stagioni prevediamo uno scenario più stabile, con crescita moderata.

6. Rispetto al passato stiamo osservando un’inversione di tendenza, influenzata anche dalle condizioni sempre più variabili degli ultimi inverni. Il consumatore oggi ricerca meno il prodotto iper-tecnico dedicato esclusivamente a una singola disciplina e mostra invece un interesse crescente verso capi più trasversali e versatili, in grado di adattarsi a diversi contesti e modalità di utilizzo. Questo riflette una tendenza più ampia: si percepisce un minore focus sulla performance pura e una maggiore attenzione all’esperienza e all’esplorazione. Pensate a un mini-viaggio legato allo scialpinismo, avendo a disposizione solo uno zaino da 30 litri, cosa ci mettereste?

IL DEBUTTO OLIMPICO DELLO SKIALP

NON È PASSATO INOSSERVATO

Tantissimo pubblico, share televisivi da capogiro e diverse critiche per un format da rivedere

Il sogno tanto atteso è divenuto realtà. L’approdo tra gli sport a cinque cerchi, per lo skialp race, è stato un importante traguardo e allo stesso tempo un trampolino di lancio. Nella settimana conclusiva delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 migliaia di persone hanno seguito e scoperto le “discipline veloci” dello scialpinismo con feedback contrastanti. Una cosa è certa, questo debutto non è passato inosservato: a dirlo sono i numeri. Complice un costo abbordabile, sprint e mixed relay hanno fatto registrare sold out di biglietti. Anche i dati d’ascolto sono notevoli con share superiori allo slalom maschile e numeri in linea con fondo e biathlon. Una stima abbastanza realistica si assesta su 0,8 – 1,5 milioni di spettatori (share tra il 12% e il 20%). Anche l’engagement social è stato notevole. Bisogna però dire che i giudizi non sono stati tutti positivi…

PURCHÉ SE NE PARLI

La celebre massima spesso attribuita a Oscar Wilde e frequentemente associata a Giulio Andreotti in questo caso calza a pennello. Se l’obiettivo era farsi notare, ci siamo riusciti. Partiamo con il dire che, pur essendo la prova sprint una disciplina ormai consolidata (il suo esordio risale a Pila 2009), il grande pubblico non la conosceva. Chi si aspettava le classiche immagini scialpinistiche con salite a zig zag in fuoripista, ripidi canalini, creste aeree e discese a rotta di collo ha storto il naso e in alcuni casi gridato allo scandalo. Ma bisogna essere realisti. I format olimpici, per motivi televisivi e di sicurezza, sono restrittivi. Questo è il format ammesso, al massimo lo si può rivedere con qualche aggiustamento. Mi spiego meglio: allungando la salita con due minuti a inversioni in tripla traccia e mettendo una discesa in neve fresca non rallentata da porte direzionali, lo spettacolo aumenterebbe notevolmente. A Bormio non abbiamo assistito nemmeno a un sorpasso in discesa in due giorni di gare, con la parte potenzialmente più emozionale del tracciato che si è rivelata la più monotona. Capisco che questa scelta è stata fatta per tutelare gli atleti, ma in tutte le discipline agonistiche rischi e velocità vanno di pari passo. La sicurezza prima di tutto, quello che proponiamo è niente meno che una classica discesa in fuoripista che esalti la tecnica dei concorrenti. Per il futuro (Francia 2030) si parla già di sostituire la sprint con una individual race. Tutto bene, ma per favore ridateci le discese in fuoripista.

I FORMAT DEVONO EVOLVERE, MA ANCHE IL MODO DI COMUNICARE GLI EVENTI

La spettacolarizzazione delle gare passa anche dal modo in cui ce le fanno vedere. Milano-Cortina 2026 ha segnato un passo importante, sdoganando definitivamente i droni FPV. Una specialità dinamica come la sprint non può più essere raccontata con camere fisse e riprese dall’alto che schiacciano l’inquadratura, appiattendo le pendenze. Il maggiore impiego di action camera nelle zone cambio, di cable cam nel tratto a piedi

MAURIZIO TORRI

Giornalista freelance, fondatore del sito sportdimontagna.com, fotoreporter e consulente di comunicazione per alcuni degli eventi più iconici del settore trail, skyrunning e scialpinismo

e di droni in discesa (meteo permettendo, visto che la nevicata che ha caratterizzato la sprint era suggestiva, ma problematica per chi lavora sul campo) aiuterebbero non poco a valorizzare le performance degli atleti.

A LIVELLO DI RISULTATI, NESSUNA SORPRESA. O QUASI

Lo spagnolo Oriol Cardona e la svizzera Marianne Fatton oro nella sprint, i francesi Emily Harrop – Thibault Anselmet vittoriosi nella mixed. Visti i risultati maturati negli ultimi due anni, ci si aspettava una doppietta della campionessa transalpina, ma l’emozione gioca brutti scherzi. Nelle ultime stagioni ha ceduto il passo in due sole occasioni, le più importanti. A Bormio, come ai Mondiali 2025 di Morgins, a rubarle la scena è stata la svizzera Marianne Fatton: un cecchino nel focalizzare l’obiettivo e a farsi trovare pronta nelle gare che contano. Peccato per Giulia Murada, sempre a podio nelle prime tre sprint di world cup della stagione. Anche per lei, forse l’emozione, forse la più classica delle “giornate no”, l’ha privata di una medaglia che era alla sua portata. Per quanto riguarda la mixed relay, i nostri Michele Boscacci e Alba De Silvestro hanno fatto quanto potevano. Nella più rosea delle ipotesi avrebbero potuto piazzarsi ai piedi del podio e mettere dietro la squadra americana. Una cosa è certa, al momento nessun italiano sarebbe stato in grado di competere per il podio. Le prime tre squadre rappresentano il meglio che lo scialpinismo mondiale possa esprimere in questa specialità; sia singolarmente, sia in coppia sono più forti di ogni nostro atleta.

LA STAGIONE NON È FINITA

Archiviati gli impegni olimpici, ora si torna a focalizzare l’attenzione sulle classiche (Transcavallo, Pierra Menta, Tour du Rutor) senza dimenticare gli impegni di nazionale. Dietro l’angolo ci sono i Campionati Europei e diverse gare di Coppa. Una cosa è certa, tecnici e atleti dovranno fare tesoro di questa esperienza olimpica guardando al quadriennio che sta per cominciare con la voglia di fare meglio. A Bormio nazioni come Francia, Svizzera e Spagna sono arrivate focalizzando alla grande l’obiettivo: hanno schierato campioni di altissimo livello, ma alle loro spalle avevano delle seconde e terze linee invidiabili. Un tempo i migliori atleti inseguivano la coppa overall, quella che ti definiva un campione a 360°. Il futuro è la specializzazione. Dobbiamo prendere esempio da chi è più bravo per cercare di tornare in vetta il prima possibile.

_ di Maurizio Torri

QUESTION TIME ALBA DE SILVESTRO & MICHELE BOSCACCI

La doppia intervista agli olimpionici azzurri in occasione della presentazione di Skimofestival del 24 febbraio a Milano

di Maurizio Torri

ALBA DE SILVESTRO

Le Olimpiadi sono il sogno di tutti gli atleti e tu ne hai fatto parte, che cosa ha significato?

Partecipare alle Olimpiadi è stata un’emozione grandissima, accompagnata anche da un forte senso di responsabilità.

I Giochi rappresentano il sogno di ogni atleta e finalmente anche noi dello scialpinismo siamo stati messi alla pari degli altri sport, con la possibilità di vivere questa esperienza straordinaria. Il clima olimpico è diverso da qualsiasi altra competizione: è stato un mese ricco di emozioni e, soprattutto, abbiamo avuto una visibilità che raramente questo sport ottiene. Spero sia passato un bel messaggio, che tanti giovani si avvicinino allo scialpinismo e che si riesca anche a regolamentarlo meglio sulle piste.

Per arrivare alle Olimpiadi, lo scialpinismo ha dovuto accettare un format diverso da quello che amate di più, ma capace di attirare l’attenzione del mondo. Questo non deve essere un traguardo, bensì un punto di partenza?

I format olimpici sono stati abbastanza discussi, perché molto diversi da ciò che il pubblico si aspettava di vedere. È stato un compromesso necessario per ottenere questo palcoscenico. Non credo sia un problema, a patto che da qui si riparta con determinazione: lavorare per essere presenti anche alle prossime Olimpiadi e migliorare il sistema della Coppa del Mondo, dando maggiore visibilità allo sport e agli atleti. Non dobbiamo fermarci qui, altrimenti rischierebbe di essere un’occasione parziale. Se in futuro riuscissimo a inserire anche un’individual o una vertical, sarebbe un passo avanti importante.

Hai sempre avuto nelle gare in ambiente dello scialpinismo classico il tuo habitat. Cosa ti piace di più?

Mi piacciono le gare di endurance, sopra l’ora di durata, ma anche le vertical intorno alla mezz’ora. Amo quei ritmi, così diversi. E poi l’ambiente: gareggiare in montagna, respirare quell’aria, ammirare i panorami. L’atmosfera è completamente diversa rispetto a una sprint. Mi piace la natura, la montagna, l’aspetto più autentico e solitario di questo sport, che alle Olimpiadi si è un po’ trasformato in uno “scialpinismo da stadio”.

Sci e alpinismo: due attività impegnative. Le donne che praticano questo sport sono davvero donne d’acciaio?

È uno sport molto faticoso. Le donne, nelle discipline endurance, affrontano uno sforzo importante anche per ragioni fisiologiche. Ma è uno sport che vale la pena praticare. Non mi sento una donna d’acciaio: faccio semplicemente ciò che amo. Preferisco le gare lunghe, dove la componente alpinistica è più rilevante. Ci sono competizioni davvero sfidanti, come il Trofeo Mezzalama, che per una donna è particolarmente impegnativo. Ma ne vale la pena.

Come prosegue la tua stagione?

Parteciperò ai Campionati Europei in Azerbaigian. Rientrerò qualche giorno prima e salterò la vertical, perché poi sarò al via della Pierra Menta con Lisa Moreschini. Procediamo un po’ a blocchi, valutando anche la condizione fisica dopo la Pierra.

Le Olimpiadi per Michele sono state la chiusura di un cerchio. E per te? Qual è ora il tuo prossimo obiettivo?

Di obiettivi ne ho sempre tanti, forse anche troppi. Dopo essermi concentrata così tanto per conquistare il posto olimpico – e non è stato facile – non sento di aver chiuso un cerchio. Spero di avere ancora una lunga carriera davanti. Questa è stata una sfida bellissima: mettermi alla prova e migliorare in discipline in cui un tempo ero quasi negata. Per il finale di stagione mi concederò un po’ più di libertà: alla Pierra Menta non avrò la preparazione ideale, ma non vedo l’ora di essere al via.

Sogno nel cassetto e gara preferita?

L’individual ai Mondiali e la Pierra Menta.

>>
Alba De Silvestro
_

Michele Boscacci

>> MICHELE BOSCACCI

Hai vinto tantissime gare e corso in tutto il mondo, ma hai chiuso un cerchio correndo le Olimpiadi a casa tua.

È stata un’emozione enorme gareggiare sul palcoscenico olimpico a poco più di un’ora da casa. I ragazzi del mio sci club, dove sono nato e cresciuto, hanno tracciato la gara: essere lì, spinto da un pubblico così numeroso, è stato speciale. Per me è stato davvero chiudere un cerchio: dalle grandi classiche alle gare corte e veloci, fino alle Olimpiadi.

Ti aspettavi così tanto pubblico?

Mi aspettavo tanta gente, ma non immaginavo un’affluenza così grande a Bormio. E non pensavo a un interesse così forte da parte delle emittenti televisive, curiose di conoscere meglio questa disciplina.

La tua storia e quella di Alba sono particolari: compagni di sci club, entrambi nell’Esercito, compagni di nazionale e nella vita. Avete corso insieme la prima mixed relay olimpica dello scialpinismo.

Condividiamo tutto, dall’inizio alla fine: la nostra passione, che è anche il nostro lavoro. Avevamo già corso insieme in Coppa del Mondo, ma questa staffetta aveva un’atmosfera e un sapore completamente diversi. È stato fantastico.

Come proseguirà la tua stagione?

Parteciperò ai Campionati Europei in Azerbaigian, dove correrò l’individual. Poi ci sarà la Pierra Menta, che quest’anno vale anche come Campionato Mondiale Long Distance: la disputerò insieme a Robert Antonioli. Infine chiuderò il circuito di Coppa del Mondo. Sarà un marzo molto intenso.

Il formato olimpico ha attirato molta attenzione, ma non tutti erano pronti a vedere la sprint. Alcuni l’hanno criticato: tu come la vedi?

All’inizio anche noi eravamo un po’ scettici: la sprint non rappresentava il “vero” scialpinismo come lo intendevamo. Però abbiamo capito che, per arrivare alle Olimpiadi, era ne-

cessario accettare dei compromessi. Non si può portare una gara come il Mezzalama ai Giochi: servono format più brevi e televisivi. In questo contesto è stata la scelta più giusta.

L’Italia ha dominato a lungo questo sport. Ora altre Nazioni sembrano più focalizzate sull’obiettivo olimpico. Cosa serve in vista del 2030?

Siamo sempre stati molto forti nelle gare individuali e competitivi anche nelle sprint, ma altre Nazioni hanno creduto prima e con maggiore convinzione nelle discipline veloci, come la Spagna, la Svizzera e la Francia. Con l’arrivo delle Olimpiadi hanno intensificato ulteriormente il lavoro. In vista del 2030 - se lo scialpinismo sarà confermato e con quali format lo vedremo - dovremo concentrarci al cento per cento sulle discipline olimpiche se vogliamo tornare a puntare a una medaglia.

Alba De Silvestro con l’americana Anna Gibson

IL BOOST A CINQUE CERCHI

Dimensioni social e appeal dei primi medagliati dello scialpinismo ai Giochi Olimpici e dei brand di attrezzatura sul podio

Abbiamo analizzato gli account Instagram dei medagliati olimpici dello scialpinismo e dei marchi di attrezzatura, per i quali abbiamo ricavato la classifica divisa per tipologia merceologica. Ne viene fuori un ranking interessante, con qualche sorpresa. La prima considerazione da fare è che nel caso dello scialpinismo non esistono ancora fenomeni globali social. Gli atleti a medaglia raggiungono numeri di follower che non arrivano alle 100.000 unità. Abbiamo preso due riferimenti di altri sport per confrontare i numeri, due eroi dei Giochi di Milano Cortina: Federica Brignone e il fondista Johannes Høsflot Klæbo. La prima ha 485.000 follower, il secondo 654.000. Una considerazione: nello scialpinismo ci sono atleti più globali per popolarità, per esempio lo svizzero Remi Bonnet, con 221.000 follower, ma i format olimpici lo hanno escluso da Milano Cortina. La seconda considerazione riguarda l’engagement rate, che è alto e questo è una diretta conseguenza dell’hype per le medaglie (lo si evince dai valori degli azzurri in gara, che abbiamo voluto inserire nel nostro ranking) e in parte anche della ridotta base di follower. A titolo di esempio, Brignone e Klæbo si attestano su valori alti ma più bassi della media dello skialp, entrambi attorno al 19%. Interessante notare come nel podio dei follower ci siano due dei tre azzurri in gara. Per quanto riguarda i marchi, i valori sono naturalmente più bassi e influenzati sia dalla base di follower che dal coinvolgimento del brand in altri sport.

Dati aggiornati al 22 febbraio 2026

ATLETA / ACCOUNT FOLLOWER

1. Oriol Cardona Coll / @oriolcardonacoll 53.200

2. Alba De Silvestro / @albadesilvestro 36.300

3. Michele Boscacci @micheleboscacci

4. Emily Harrop / @harropemily

5. Nikita Filippov / @filippov.nikita1

6. Ana Alonso Rodriguez / @anitaalonso_17

7. Giulia Murada / @giuliamurada 12.600

8. Marianne Fatton / @marianne_fatton 11.400

9. Thibault Anselmet / @thibaultanselmet

10. Jon Kistler / @jon_kistler 1.491

BRAND / ACCOUNT

1. Atomic / @atomicski

2. La Sportiva / @lasportivagram

3. Dynafit / @dynafit

4. Fischer / @fischerski

5. SCARPA / @scarpa_world

6. Dynastar / @dynastarskis

7. ATK Bindings / @atkbindings

8. Ski Trab / @ski_trab

Ski Trab

Fischer

SCARPA

5. Atomic

6. Dynastar

7. Dynafit

8. La Sportiva

LA MONTAGNA RESPONSABILE

La storia di Homeland, il primo comprensorio sciistico senza seggiovie e funivie, dimostra che un’alternativa amica dell’ambiente può anche essere praticabile dal punto di vista economico

Montespluga è un piccolo borgo alpino a due passi dal confine elvetico che nella stagione invernale rimane pressoché disabitato. Pochissimi abitanti e una pace quasi surreale. Un ambiente super apprezzato da chi preferisce rimanere lontano dalle stazioni sciistiche e dai loro impianti di risalita. In fondo, per i “pistaioli”, la Valle Spluga ha Madesimo e tanto basta. Forse anche per preservare tanta bellezza, forse perché il posto sembrava essere nato appositamente a questo scopo, qui nel 2022, subito dopo la pandemia, è nato Homeland, il primo “comprensorio sciistico” europeo senza impianti di risalita, a misura di scialpinismo. Senza l’utilizzo di funivie o seggiovie, l’impatto ambientale viene praticamente azzerato. Che i tempi fossero quasi maturi perché qualcuno ci provasse, era quasi ovvio. A fare da catalizzatore e ad accelerare il processo è stato, però, quel clima pandemico che ha cambiato, in tanti, il modo di vedere le cose.

Un progetto pionieristico, un “contenitore di esperienze” come amano definirlo i suoi ideatori, concepito per promuovere lo scialpinismo e altre attività montane sostenibili in un contesto naturale incontaminato, con la ferrea volontà di mantenerlo tale, rispondendo in maniera attiva e costruttiva anche alle criticità legate al cambiamento climatico. Il primo in Europa ma… tutta farina del nostro sacco? Come spesso accade quando si parla di “free” (ne sono un esempio il freeride, il freeclimbing o il freesolo) l’ispirazione viene da Oltreoceano. Sviluppato dalla bergamasca Spiagames Outdoor Agency con la direzione di Walter Bossi e la supervisione di Tomaso Luzzana e Paolo Picchiello, Homeland trae ispirazione da Blue-

bird Backcountry, realtà nata nel nord del Colorado nel 2020, che ha chiuso i battenti dopo tre anni di attività perché non è riuscita a creare un modello di business economicamente sostenibile. Jeff Woodward, ceo e co-fondatore di Bluebird, in un’intervista a The Storm Skiing Journal ha dichiarato: “Abbiamo fatto un passo indietro ma allo stesso tempo credo che sia incredibile quello che abbiamo costruito. Si può fare e piace, lo abbiamo dimostrato al settore, e speriamo che ci siano persone che seguiranno le nostre orme”. Detto, fatto. In Italia ci ha pensato l’agenzia bergamasca che, con cognizione di causa e dopo un’attenta analisi delle esigenze delle persone durante e post pandemia, ha creduto nel sogno e, a oggi, i numeri le danno ragione.

La “ski area” di Homeland si estende per circa 70 km di percorsi immersi nella natura, offrendo itinerari di diversa lunghezza e grado di difficoltà, adatti sia ai principianti che agli sciatori più esperti. Tutti i tracciati sono chiaramente segnalati e visualizzati sul totem informativo situato all’esterno della struttura Homeland. L’accesso gratuito ai percorsi rappresenta un valore fondamentale della sua filosofia. I numeri? In tre anni 85 pubblicazioni sulla stampa locale, nazionale e internazionale, 1250 partecipanti alle attività, 1.150 test prodotto e un profilo Instagram con un ER pari al 5,34%.

Homeland rappresenta il punto di partenza di qualcosa assai più ampio, capace di unire Italia e Svizzera, inserito dallo scorso anno nel contesto di “Spluga Bianco”, progetto di cooperazione transfrontaliera finanziato dal Programma Interreg VI-A ItaliaSvizzera 2021-2027.

INTERVISTA A WALTER BOSSI

Quando e come nasce Homeland?

Tra il 2020 e l’inizio dell’anno 2021, all’interno di Spiagames, durante il periodo del Covid. In quel momento ci siamo fermati a riflettere su cosa volessero davvero le persone. I numeri di acquisto e noleggio dell’attrezzatura da scialpinismo stavano crescendo rapidamente: era evidente che stava emergendo un nuovo trend.

Qual è stata l’idea alla base del progetto?

Com’è stata progettata la struttura di accoglienza Homeland?

La struttura è realizzata con materiali riciclati, costruita da un fabbro di Lecco. Ha una grande vetrata a sbalzo sul lago che crea continuità con il paesaggio e durante l’inverno non è neppure necessario, nelle giornate di sole, accendere la stufa. Gli spazi sono divisi a metà tra area corsi e area noleggio e test dei materiali.

Quali attività proponete?

Volevamo costruire un centro di avviamento allo scialpinismo che diventasse anche un punto di ritrovo e un laboratorio di sperimentazione. L’obiettivo era proporre un modello di turismo lento e sostenibile, una sorta di “università dello scialpinismo” capace di offrire formazione, cultura della montagna e risposte concrete al cambiamento del turismo invernale. Un luogo da fare vivere anche con gli eventi, come la Skialp Fest in programma dal 13 al 15 marzo.

Perché avete scelto Montespluga come sede del progetto?

Abbiamo valutato sia la Val Formazza, sia Montespluga, entrambe valli aperte, in quota, con pendii adatti a itinerari di diversa difficoltà. Alla fine abbiamo scelto Montespluga, nel territorio di Madesimo, perché conoscevamo bene la zona e abbiamo ricevuto un grande supporto dagli enti locali.

MONTEROSA SKI, I PRIMI PERCORSI GESTITI

Escursioni di ogni livello, sempre accompagnate da guide alpine, corsi di sicurezza base e avanzati, esperienze per principianti e attività particolari come il night camp (una sorta di spedizione di due giorni). Da due anni collaboriamo anche con le scuole, organizzando campi di sensibilizzazione su neve e inverno, adattando i safety camp ai bambini. Inoltre, lavoriamo con le aziende per attività di team building.

Quali sono i prossimi sviluppi del progetto?

Il prossimo tassello sarà potenziare la ricettività per renderlo ancora più attrattivo anche dal punto di vista economico. Apriremo due tiny house in legno per il pernottamento, rigorosamente a impatto zero. L’obiettivo del progetto Interreg VI-A Italia-Svizzera 2021-27, di cui siamo attori insieme ad altre realtà, è rendere percorribile anche in inverno la Via Spluga, il cammino di 70 km che unisce Italia e Svizzera.

Monterosa Ski è stato pioniere in Italia, già dal 2017, nell’offrire percorsi dedicati all’interno del proprio comprensorio con ticket giornaliero o stagionale. I tracciati, appositamente segnalati e battuti, permettono agli appassionati di allenarsi o semplicemente di vivere la montagna lontano dal traffico delle piste, evitando interferenze e situazioni di rischio. In Val d’Ayas il percorso parte dall’Alpe Forca e raggiunge il Colle Bettaforca, mentre in Valle di Gressoney si può salire da Sant’Anna al Colle Bettaforca oppure dal Gabiet fino al Passo dei Salati. Tutti gli itinerari sono costantemente monitorati e battuti. Gli scialpinisti possono così raggiungere la cima delle piste, sostare nei rifugi e affrontare la discesa anche in pista. L’accesso è regolato da un biglietto giornaliero da 15 euro o da uno stagionale da 105 euro. Lo skipass consente inoltre di utilizzare alcuni impianti – come la funicolare Frachey-Alpe Ciarcerio in Val d’Ayas e gli impianti Stafal-Sant’Anna e Stafal-Gabiet in Valle di Gressoney – per raggiungere la quota di partenza degli itinerari dedicati allo scialpinismo.

LIVIGNO, CINQUE ITINERARI PER TUTTI Palinatura blu e arancio, percorribili anche senza avere con sé ARTVA, pala e sonda: per chi sa già sciare e vuole iniziare con gradualità con le pelli, Livigno mette a disposizione cinque percorsi gestiti (due facili e tre di media difficoltà). Quasi tutti consentono la discesa lungo le piste battute, facilitando la fase più delicata per i meno esperti, mentre i più preparati possono scegliere varianti in fuoripista lungo la linea di salita. I tracciati vengono costantemente monitorati e battuti dopo ogni nevicata, così da garantire il controllo del manto nevoso e la chiusura tempestiva in caso di condizioni non sicure. Resta comunque fondamentale la responsabilità individuale.

INFORMAZIONE TASCABILE

Grazie al contributo degli utenti, che possono commentare le condizioni nevose e meteorologiche in tempo reale, PeakVisor diventa un alleato a portata di mano per le uscite di skialp

di Benedetta Bruni

Le montagne sono croce e delizia: spesso il luogo che più si ama, non per questo meno insidioso. Anzi, è esattamente perché ci si trova in un luogo meraviglioso a praticare le proprie discipline preferite che talvolta si sottovalutano i rischi circostanti. È perciò fondamentale che le persone si siano adeguatamente preparate prima di imboccare il sentiero e iniziare l’ascesa. E se reperire tutte le informazioni necessarie sembra troppo complesso, ci pensa PeakVisor: l’app nata in Italia da Routes Software e dalla passione per la montagna degli sviluppatori stessi. Inizialmente pensata come un modo per riconoscere le vette durante le proprie escursioni, nei suoi 10 anni di vita si è man mano evoluta e da quattro è diventata l’alleato per organizzare le proprie uscite di scialpinismo in maniera consapevole. L’integrazione della realtà aumentata (AR) e l’utilizzo di mappe 3D ad alta precisione permette infatti di avere una panoramica completa sulle catene montuose circostanti e sugli elementi a esse collegati, come sentieri, passi, rifugi, punti panoramici e infrastrutture alpine. Le feature di PeakVisor non nascono solo dall’esperienza in prima persona dei fondatori, e dunque dalle esigenze reali di semplici amatori, bensì anche da discussioni professionali con le Guide e il Soccorso Alpino.

PEAKVISOR E LO SCIALPINISMO

la morfologia reale e si possono scegliere i parametri da mostrare o quelli da nascondere nella schermata. Questa visualizzazione a layer consente una lettura immediata dei tratti critici e aiuta a preparare e adattare le scelte sul campo.

PeakVisor integra inoltre dati ambientali aggiornati in tempo reale: previsioni meteo specifiche per la montagna, stazioni meteorologiche con informazioni su qualità, quantità e stato della neve, e soprattutto i bollettini valanghe forniti da centri ufficiali e tradotti automaticamente dall’app.

In inverno PeakVisor esprime appieno il suo potenziale come strumento di supporto decisionale per chi pratica sci alpino, sci di fondo e soprattutto scialpinismo. Le mappe invernali mostrano in modo chiaro e integrato gli itinerari da risalire con gli sci e per il freeride, gli impianti con indicazioni su apertura e stato di funzionamento, i rifugi e i punti di appoggio corredati di orari e altre informazioni utili. Nello specifico, per lo skialp, l’app mette a disposizione strumenti avanzati per una valutazione più consapevole del terreno, come la pendenza dei versanti (con colorazioni più intense quanto più è alto il grado), l’esposizione dei pendii, le zone in ombra e al sole. Il terreno può essere visualizzato in 3D per comprendere al meglio

SPAZIO ALLA COMMUNITY

Tra le ultime feature aggiunte, la sezione dedicata alle osservazioni locali del territorio punta sul contributo della community di utenti PeakVisor per restituire informazioni in tempo reale sulle condizioni della traccia appena seguita. Durante o dopo un’uscita, infatti, gli user possono inserire in modo rapido e immediato delle osservazioni strutturate direttamente sulla mappa, contribuendo a una comprensione collettiva e aggiornata delle condizioni attuali. Nello specifico, è possibile indicare la conformazione delle valanghe, quando presenti: se a lastroni, a debole coesione, di neve asciutta o bagnata; i segnali di instabilità come rumori (“whumpf”) o le crepe. Allo stesso modo si possono dare indicazioni sul manto nevoso: se polveroso, pesante o bagnato; con crosta da vento, portante o fragile; persino se la neve era presente in grandi o piccole quantità. Per la stessa logica, ovviamente, si può commentare anche il meteo locale, quindi con indicazioni classiche come la presenza di vento forte o pioggia, se c’era abbastanza neve o se era nuvoloso, caldo o freddo. In più, è possibile associare una valutazione sintetica della qualità della neve (scala 1–5) e aggiungere foto geolocalizzate.

Tutte queste informazioni vengono rese disponibili ad altri utenti dell’app e dall’altra parte favoriscono la condivisione di informazioni anche con i centri valanghe, rafforzando un approccio collaborativo alla montagna e alla sua frequentazione consapevole.

peakvisor.com

RADICAL, UN SISTEMA CHE CONTINUA A FUNZIONARE

In arrivo il nuovo sci Dynafit da 88 millimetri al centro, cuore della proposta scialpinistica della prossima stagione

Radical è un marchio nel marchio per Dynafit, brand che ha legato il proprio dna all’essenza più pura dello scialpinismo, in tutte le sue forme. L’attacco è uno dei capisaldi dell’offerta della casa di Kiefersfelden, garanzia di durata nel tempo e affidabilità, e dalla prossima stagione il set si presenta con sci e scarponi completamente rinnovati. Radical 88 e Radical 88 W hanno nella nuova anima la principale novità. Si passa da un nucleo in pioppo al sandwich di legno di paulownia e pioppo. Il primo aggiunge leggerezza, mentre il pioppo è sinonimo di elasticità e rebound. Nella costruzione vengono impiegati anche laminati di carbonio. Il risultato è uno sci pensato per essere preciso e divertente al tempo stesso, ma il 12% più leggero del precedente. Dynafit continua a credere nella

proposta dello ski set completo (sci, scarpone, attacco e pelli), non solo come offerta commerciale, ma come sistema che funziona perfettamente unendo tutte le parti. Ecco perché al centro della proposta c’è anche lo scarpone (di cui parliamo in questo stesso numero, a pagina 25) che è proposto in due varianti, Pro (con scafo in Grilamid e gambetto in Grilamid caricato fibre di vetro) e Radical (in PU). Il posizionamento dello ski set è perfettamente centrale nell’offerta non solo di Dynafit, sopra al mondo della gara e del light touring e sotto a quello del freetoruing, nella fetta più grande del marcato. La larghezza al centro di 88 millimetri risponde a una scelta di versatilità, dalla neve compatta dei terreni più impegnativi a quella fresca. Con un obiettivo: divertimento.

NEW SEVEN SUMMITS

La strada d’entrata per lo scialpinismo in casa Dynafit si chiama Seven Summits, un altro marchio nel marchio. Target di utilizzo simile a Radical, al centro del mercato, per lo scialpinismo più classico, dalle gite alle haute route, ma utilizzatori new comer o in evoluzione. Anche questo ski set si presenta rinnovato dalla prossima stagione, a eccezione dell’attacco, lanciato due inverni fa.

A differenza di Radical 88, in questo caso si è optato per una larghezza al centro di 85 millimetri e per l’utilizzo di un’anima in legno di pioppo abbinata a carbon stringer. La costruzione è semi-cap. Disponibile nelle lunghezze 149, 158, 166, 174 e 182 centimetri, ha raggio 18,5 metri e sciancratura 11685-105 millimetri. Il peso? 1.300 grammi nella misura 174 centimetri. Insieme allo sci arriva anche il nuovo scarpone Seven Summits 2.0. Lo scafo è in PU, mentre il gambetto in Marfran e il peso di 1.520 grammi nella misura 26,5 MP. Last di 103 millimetri, mobilità gambetto 60°. Il sistema ski/walk è lo Speed Lock.

Misure / 158, 166, 174, 182 cm (M)

151, 158, 166, 174 cm (W)

Sciancratura / 121-88-110 mm

Raggio / 20,5 m

Peso / 1.250 g (174 cm)

Anima / legno di paulownia, pioppo, fibre di carbonio

M

Raggio / 18,5 m

Peso / 1.520 g (26,5 MP)

Last / 103 mm

Mobilità gambetto / 60°

Misure / 149, 158, 166, 174 e 182 cm

Sciancratura / 116-85-105 mm

Raggio / 18,5 m

Peso / 1.300 g (174 cm)

Anima / legno di pioppo abbinato a carbon stringer

KÄSTLE TX107, IL PIÙ LARGO DELLA GAMMA

La gamma TX di Kästle è uno dei capisaldi dell’offerta del marchio austriaco, apprezzata sia dai professionisti della neve sia dagli appassionati che desiderano unire grandi performance in discesa a notevoli dislivelli in salita con pesi del tutto contenuti nei vari modelli proposti fino a quest’anno, dal TX88 fino al TX99. Per la prossima stagione invernale c’è un’interessante novità, con l’introduzione del modello più grande per larghezza e performance in discesa: TX107. Dedicato a chi desidera grande portanza in nevi profonde unita a solidità, maneggevolezza ed efficacia in ogni condizione, ha un peso di 1.450 grammi (mezzo paio) per la misura di 171 centimetri e un raggio 15,2 metri. il TX107 si presenta agli appassionati con un rapporto peso/prestazioni di assoluto valore e promette un’esperienza unica e di grande valore per chi cerca aste sopra i 100 millimetri al piede e non vuole rinunciare a un attrezzo pensato per valorizzare ogni curva in discesa. Tra le tecnologie della casa, l’inconfondibile Hollotech Evo, la punta con inserto sagomato.

FISCHER TRANSALP 92 CTI PRO, DURO PER I DURI

Neve compatta, pendii ripidi, condizioni difficili. Sono le situazioni nelle quali Transalp 92 CTI Pro tira fuori il meglio. È un attrezzo pensato per le massime prestazioni in salita, grazie alla leggerezza e in discesa, grazie a controllo e rigidità che sono una garanzia per ingaggio e sciatori esigenti. Un inserto in Titanal esteso dona stabilità, i carbon stringer, rinforzo in carbonio a doppio strato, trasmettono reattività e l’anima in legno di paulownia, selezionato a mano, rende questo sci ancora più leggero. La singola asta raggiunge i 1.205 grammi nella misura 169 e la sua sciancratura è di 124 millimetri in punta, 92 sotto il piede e 111 in coda, con un raggio di 20 metri per soddisfare la sciata in fuoripista.

DYNASTAR M-TOUR 94, DIMENSIONI MODERNE

Vincitore dell’award nella categoria ski touring a Prowinter, è la novità nella collaudata gamma da scialpinismo del marchio del Monte Bianco. Si tratta di un attrezzo all’insegna della modernità, con una larghezza al centro molto versatile, ideale per affrontare le nevi rovinate e la polvere soffice, grazie anche all’ampio rocker in punta, che aiuta a mantenerla sempre fuori dalla neve. Gli ingegneri Dynastar, forti dell’esperienza di un marchio nato ai piedi del Monte Bianco e della collaborazione con uno dei massimi esperti dello sci nella montagna aperta, Vivian Bruchez, sono riusciti a creare un mix di stabilità e leggerezza (il peso varia da 1,1 a 1,4 chilogrammi ad asta in funzione della lunghezza scelta) per rendere questo attrezzo il miglior compromesso tra salite poco faticose e discese di soddisfazione, anche sui terreni più impegnativi, merito anche dell’anima eco-progettata Hybrid Core 2.0. M-Tour 94 si affianca a M-Tour 100 e M-Tour 108, già in collezione.

Peso / 1.100 - 1.400 g

Anima / eco-progettata Hybrid Core 2.0

Kästle Italia - italy@kaestle.com - kaestle.com

Oberalp - alessandro.lazzarin@oberalp.com - fischersports.com

Gruppo Rossignol Italia

LEGGEREZZA E SENSIBILITÀ ECCELLENZA SVIZZERA

Atomic Backland 86 UL, ha subito un restyling completo per la prossima stagione Movement Alp Tracks è da sempre il top di gamma per il light touring

UL, nell’ampio catalogo scialpinismo del marchio di Altenmarkt, sta per ultra-light ed è la gamma in assoluto più leggera, quella che include anche il modello da gara. Una linea prodotto che risponde alle esigenze di chi cerca un attrezzo leggero, per salite veloci o per fare tanto dislivello, ma vuole anche uno sci affidabile, che trasmetta sicurezza quando serve e possa affrontare canali o difficoltà alpinistiche. Backland 86 UL è il prodotto più largo della famiglia, accanto ai fratelli da 65 (gara, lo sci ai piedi dell’azzurro Davide Magnini) e 80 millimetri al centro, con i quali condivide tecnologie costruttive e impostazione. Avere 86 millimetri sotto il piede, significa soprattutto versatilità e anche più divertimento. È una proposta per sciatori esigenti, che unisce stabilità e sensibilità a meno di un chilo per asta, grazie all’anima in legno di carrubo e di pioppo con Carbon Backbone e carbon fiberglass. Per fare cosa? Dislivello, gite di più giorni, pendii difficili, ma anche ski fitness. Versatilità, appunto. Dopo due stagioni, per la FW 26/27 si presenta completamente rinnovato nella veste grafica.

Amer Sports Italia S.p.A. - 0422.5291 - servizioclienti.italia@atomic.com

Movement, il marchio svizzero della mela, è stata pioniere della leggerezza applicata allo sci da scialpinismo. Agli inizi del fast & light ha fissato standard inseguiti dalla concorrenza e alzato sempre più l’asticella della prestazione abbinata a pesi piuma. Ora il brand elvetico è pronto ad affrontare nuove sfide, a partire dalla produzione, che è stata spostata dallo storico stabilimento tunisino a quello di First Track, a La Châble, nel cuore del Vallese. Qui, infatti, vengono realizzati con cura artigianale i modello top di gamma da scialpinismo, mentre parte della produzione è in un altro stabilimento apprezzato per la qualità, quello slovacco di Nové Město na Moravě nella Repubblica Ceca. Poter produrre in Svizzera, non lontano del quartier generale di Vevey, oltre all’affidabilità svizzera, garantisce flessibilità nella produzione dei prototipi da portare sulla neve e controllo di tutto il processo. Nascono proprio qui gli sci della gamma Alp Tracks, da sempre fiore all’occhiello del marchio della mela per utenti esigenti. Pensati per essere leggeri in salita e affrontare qualsiasi tipo di difficoltà (oltre a trovarsi a loro agio sullo zaino nei tratti con difficoltà alpinistica), gli Alp Tracks sono disponibili nelle misure 76, 84, 90, 96 e 102 millimetri al centro e hanno una costruzione che abbina legno di paulownia a fibre di carbonio unidirezionale e fibre di vetro. Il Titanal di rinforzo sotto gli attacchi è stato sostituito da un inserto in legno duro e resistente. I pesi vanno da 970 grammi dello sci più stretto e corto a 1.480 grammi del 102 in lunghezza 186.

Misure / 76, 84, 90, 96 e 102 mm Peso / 970 - 1.480 g Anima / legno di paulownia, fibre di carbonio unidirezionale e fibre di vetro

Boardcore - 02.69017189 - info@boardcore.it

BLIZZARD CANVAS 100, IL FREESKI MODERNO

Il marchio austriaco per l’inverno 2026/27 presenta una nuova collezione freeski con tre modelli (100, 108 e 118 mm) realizzata in collaborazione con l’artista nippo-australiana Penelope Misa. Il concept grafico è iniziato due anni fa: le foto preferite degli atleti Blizzard hanno fornito l’ispirazione per reinterpretare lo sci in un contesto astratto. Penelope le ha trasformate in immagini in bianco e nero, concentrandosi sulle linee e sulle scie, isolate dalle immagini originali. I modelli Canvas ampliano l’offerta freeski di Blizzard, affiancandosi alle linee Rustler e Sheeva. Con un peso inferiore ai due chilogrammi e una costruzione volutamente priva di Titanal, puntano sull’aspetto giocoso della discesa in neve fresca e sono montabili anche con attacchi a pin da scialpinismo per chi vuole anche pellare alla ricerca dei migliori pendii.

Misure / 162-168-174-180-186 cm

Raggio / 14.5-15.5-16.5-17.5-18.5 m

Sciancratura / 132-100-120 mm (180 cm)

Peso / 1.800 g

Anima / legno di pioppo e paulownia

SKI TRAB GARA SPEED E GARA PRO, L’EVOLUZIONE DELLA SPECIE PREVIEW

I format delle gare olimpiche hanno portato alle prime evoluzioni degli sci da gara e Ski Trab, il marchio di Bormio da sempre legato a doppio filo al mondo dello skialp agonistico, ha completamente rinnovato la sua gamma racing per la stagione 2026/27.

Gara Speed è l’attrezzo che gli atleti hanno usato nelle sprint e nella staffetta mista olimpiche e sarà anche a catalogo a partire dal prossimo autunno. È più stretto del modello per le gare in ambiente (61 mm contro 64 mm) ma sciancrato (75 mm in coda e 87 in punta) per restituire leggerezza e scorrevolezza in salita e allo stesso tempo prestazioni in discesa. Le modifiche hanno riguardato anche le code che sono sfinate per essere inserite più facilmente nel portasci dello zaino. Realizzato con nanotubi in carbonio, per essere ancora più resistente, è indicato anche per gare in pista come la Sellaronda Ski Marathon. Il nuovo modello per le gare in ambiente sarà invece Gara Pro, che sostituisce Gara World Cup 70 e 60. Anche in questo caso sono state utilizzate le nanotecnologie, è stata ridisegnata la punta per facilitare il cambio pelli e sostituita la soletta, derivata dal mondo delle gare di sci di fondo (è la stessa utilizzata anche su Gara Speed). Rimane in catalogo anche il prodotto meno “spinto”, Gara Plus, che sostituisce il vecchio Gara e ha subito un restyling.

DPS CARBON PAGODA

TOUR CFL 94, UNA GARANZIA

La gamma Pagoda Tour è da sempre quella più indicata per lo scialpinismo del costruttore statunitense. L’ultimo aggiornamento tecnologico ha introdotto nella costruzione un laminato di lino inserito fra uno strato di fibra di carbonio ad alto modulo e uno di legno di paulownia. Un mix che si può trovare sulla versione da 94 mm al centro, quella da 100, 105 e 112. La collezione 2026/27 si presenta invariata, ma dal catalogo è uscito il modello più stretto, da 90 mm al centro. Una delle proposte più adatte allo scialpinismo sulle Alpi, grazie alla sua versatilità e giocosità, è Carbon Pagoda Tour 94, che propone un rocker più adatto alle nostre latitudini (25-35%) e più contatto lamina dei fratelli (65-75%).

Misure / 157-165-171-178-185 cm

Raggio / 17-18-18,5-19,5-19,5 m

Sciancratura / 129-94-109 mm (171 cm)

Peso / 1.867 g (171 cm)

Anima / legno di paulownia, fibra di carbonio, fibra di lino

Blizzard - blizzard-tecnica.com

ULTRA-LIGHT FREETOURING VERSATILITÀ POLACCA

La Machine 2 di Faction porta lo stile giocoso del mondo freestyle nello scialpinismo

La Machine è la gamma di Faction dedicata al light touring. Una disciplina, secondo la visione del marchio di Verbier, che non rinuncia mai ad attrezzi giocosi per trasformare tutta la montagna in un grande park. Anche le dimensioni al centro dell’asta rispecchiano una filosofia moderna, con tre larghezze: 99, 109 e 126 millimetri. Un attrezzo pensato per guide alpine e clienti, gite in giornata e haute route, polvere profonda e neve compatta. Per l’inverno 26/27 la versione da 99 millimetri, La Machine 2, appare tra le più equilibrate sui pendii alpini. Disponibile nelle lunghezze 157, 164, 171, 177 e 183 centimetri, come gli altri sci della linea è realizzato con un nucleo in leggero legno di paulownia e laminati di carbonio e viene prodotto in Austria con particolare attenzione alla sostenibilità. Gli ingegneri Faction per questa proposta hanno inserito un rocker del 21% in punta e del 13% in coda e la casa indica un valore di 6 su 10 di flex. Che il divertimento abbia inizio.

MISURE / 99, 157, 164, 171, 177, 183 cm

RAGGIO / 16,17, 18, 19, 20 m

SCIANCRATURA / 124-99-116 mm

PESO / 1.330 g (171 cm)

ANIMA / legno di paulownia e fibra di carbonio

Majesty Havoc Carbon 100 punta su robustezza e poliedricità

Majesty è sinonimo di natura selvaggia, robustezza, divertimento, versatilità. Proprio come i monti Tatra, l’ambiente che è all’origine dell’idea di sci del costruttore polacco, dove in una superficie relativamente piccola si trovano contesti diversi, spesso severi. La gamma freeride Havoc, con tre proposte, da 90, 100 e 110 millimetri al centro, sfrutta la costruzione CTi, impacchettando un’anima in leggero legno di paulownia in due fogli di fibra di carbonio unidirezionale e due di fibra di vetro biassiale. Un’ampia lamina di Titanal dona rigidità alla struttura. Il risultato? Uno sci più leggero di circa 150 grammi rispetto ad altri competitor in Titanal, che garantisce stabilità senza aggiungere peso in salita. Il peso va da 1.460 grammi del più corto attrezzo da 90 millimetri a 2.130 grammi del più lungo da 110. La misura centrale è una delle più equilibrate per le latitudini alpine e sfrutta diverse tecnologie. Una delle più utili è la 4x4 che combina quattro raggi di sciancratura e quattro al rocker. I primi aiutano a trovare un’entrata curva più dolce e un maggiore controllo in conduzione, i secondi ad aumentare il galleggiamento e a mantenere con più facilità la velocità. Il profilo dominante è camber e privilegia il contatto lamina, garanzia di confidenza anche sui terreni più ripidi e impegnativi.

MISURE / 164, 170, 176, 182, 188 cm

RAGGIO / 17, 19, 22, 18 m (176 cm)

SCIANCRATURA / 130-100-115 mm (176 cm)

PESO / 1.720 g

ANIMA / legno di paulownia, fibra di carbonio, fibra di vetro, Titanal

KILO XTR E SENDER, DUO VINCENTE

I nuovi scarponi FW 25/26 di La Sportiva aprono orizzonti ancora più ampi agli scialpinisti e a chi cerca la prestazione massima in discesa

La piattaforma Kilo di La Sportiva, dopo l’arrivo nella stagione 24/25 del capostipite, si è arricchita questo inverno di un nuovo modello: Kilo XTR. Uno scarpone che amplia le performance del mondo light touring, guardando a quello del touring classico. Il claim con il quale è stato lanciato non lascia spazio a dubbi: “Quando la salita finisce, inizia il divertimento”. Vale a dire, uno scarpone leggero in salita, ma pensato per essere soprattutto divertente in discesa, che è il vero scopo di un’uscita scialpinistica. Kilo XTR aggiunge meno di due etti di peso, mantiene molto simili le doti di agilità in salita di Kilo e punta sulla discesa, dove regala trasmissioni dirette degli impulsi allo sci, per un gesto più fluido, anche su attrezzi più larghi, tra 90 e 100 millimetri al centro. La chiave di volta è il FORCE Closure System, un nuovo sistema a doppia lingua in Pebax che lascia libertà in camminata e con le pelli sotto gli sci, ma regala sostegno e flex naturale in discesa. Le altre feature che rendono la vita semplice e il gioco divertente sono il meccanismo ski/walk Tilt-Lock Lite, facile da utilizzare anche con i guanti per transizioni fluide, e gli inserti per i pin degli attacchi S4 Inserts che facilitano l’inserimento nel puntale. Le differenze con il fratello Kilo? Il capostipite è uno scarpone più specifico per utilizzo light, anche con ingaggio alpinistico, e con una sciata tipica del contesto, che fa più ricorso al corto raggio e a tecniche per superare pendi ripidi e stretti, dove la bellezza della curva e il piacere della sciata contano meno. Kilo XTR, con meno di due etti di aggravio di peso, rimane leggero e piacevole in salita, facilitando anche chi non ha troppo allenamento atletico, ma punta su sciatori che cercano il vero divertimento in discesa.

KILO XTR M

Taglie / 24-31.5 MP

Peso / 1.190 g

SCAFO / in Grilamid Bio Based

LF Carbon e gambetto Fiberglass, estremamente robusti e leggeri

FORCE Closure System / per una calzata precisa e una pressione omogenea su tutto il piede

FORCE FLEX System / per aumentare flessibilità e sostegno in discesa e facilitare la camminata in salita

SUOLA / a doppia mescola FriXion

Wave Alpine XTR per assorbire gli

KILO XTR W

Taglie / 23-27.5 MP

Peso / 1.130 g

impatti ed evitare l’accumulo di neve MECCANISMO / ski/walk Tilt-Lock Lite facile da usare, per passare facilmente da una modalità all’altra anche con guanti grossi S4 INSERTS / per facilitare l’inserimento dei pin

GAMBETTO / Inclinazione 12-14° Escursione 68°

Non si fermano a Kilo XTR le novità 25/26 La Sportiva nel mondo dello scialpinismo. Sender segna l’ingresso nel modo del freetouring del marchio di Ziano di Fiemme, vale a dire la risalita con le pelli o a piedi di pendii e dislivelli magari più brevi rispetto al focus classico dello scialpinismo, con un obiettivo prima di tutto: la prestazione in discesa. Prestazione che può fornire solo uno scarpone quattro ganci che alzi un po’ l’asticella del peso dello scafo e abbia una scarpetta ben strutturata. Solo così si possono deformare sci con larghezze al centro fino a 120 millimetri. In modalità ski, i quattro ganci sono regolabili al millimetro per una calzata precisa sui tratti più ripidi. Il gambetto Grilamid Bio Based LF Carbon, lo scafo flessibile Pebax Rnew e la scarpetta robusta offrono un supporto a 360 gradi. La linguetta di nuova generazione e il FORCE Wrap System trasmettono la potenza direttamente agli sci per dare più sicurezza, mentre la suola GripWalk ha un’aderenza molto valida durante le transizioni.

SENDER M

Taglie / 24-31.5 MP

Peso / 1.480 g

GAMBETTO / Grilamid Bio Based LF Carbon robusto e leggero

SCAFO / Pebax Rnew flessibile e resistente anche nei climi più rigidi

FORCE CLOSURE SYSTEM / per una calzata precisa e una distribuzione omogenea della

SENDER W

Taglie / 23-27.5 MP

Peso / 1.375 g

pressione su tutto il piede

LINGUETTA / FORCE Wrap System per migliorare il sostegno del piede e trasferire la potenza direttamente agli sci (adatta anche a sci fat fino a 120 mm)

La Sportiva - 0462.57080 - lasportiva.com

FW 26/27

GRANITE TOUR 28+,

Novità per la prossima stagione invernale, è il primo zaino pensato per un utilizzo prevalentemente scialpinistico. Realizzato in Oxford Cordura, a prova di strappi e abrasioni, ha una capacità di carico espandibile fino a 32 litri e l’accesso al vano principale è rapido e intuitivo grazie all’apertura roll-top e al pannello posteriore con zip, mentre la tasca frontale con apertura a J è dedicata all’attrezzatura di autosoccorso. Numerosi sistemi di regolazione, cinghie e passanti permettono di fissare in modo sicuro sci (in diagonale o a telaio), casco, piccozze e altro materiale tecnico. Il fondo rinforzato in Nylon 210D assicura maggiore stabilità durante le operazioni di carico e scarico su superfici rocciose, oltre a proteggerlo.

PERFORMANCE, LEGGEREZZA E COMFORT

Tempo di novità per SCARPA. Il marchio introduce F1 RS, pensato per lo sciatore che ricerca un equilibrio tra efficienza in salita e precisione e solidità in discesa

Il nome è evocativo: F1 RS. La nuova proposta SCARPA per l’inverno 26/27, premiata a Prowinter nella categoria Scarponi Scialpinismo, va a posizionarsi nel segmento ski tourig performance ed è pensata per lo sciatore che ricerca un equilibrio tra efficienza in salita e precisione e solidità in discesa. Non è uno scarpone light orientato all’alpinismo, ma un modello innovativo che combina elevata mobilità e leggerezza con una struttura più stabile e una trasmissione degli impulsi più diretta durante la sciata. È destinato a chi affronta itinerari tecnici e ambiziosi, dove la qualità della discesa diventa parte integrante dell’esperienza, senza rinunciare a rapidità ed efficienza nelle lunghe salite. Il payoff non lascia spazio a dubbi: “Trust what you wear. Live what you seek”. F1 RS utilizza soluzioni innovative e l’obiettivo del progetto è di proporre fit di livello abbinato a facilità di entrata e uscita del piede e comfort su un prodotto con un solo gancio e rotore BOA. In pratica uno scarpone cross tra il performante mondo del light touring e quello del touring classico (che SCARPA presidia con la famiglia Maestrale). Realizzato con scafo e gambetto in Grilamid Fiber Glass LFT e Pebax Rnew, F1 RS ha nel sistema di regolazione BOA Remote Control uno dei suoi punti di forza. Il rotore del sistema H+i1 è in posizione sopraelevata sul lato esterno del gambetto, poco sotto l’unico gancio (per evitare che possa toccare sassi o ostacoli in fase di salita) e, tramite un cavo metallico rinviato, va a serrare con precisione il piede senza generare punti di pressione. È possibile arrivare a chiudere i vuoti più piccoli tra piede e scafo ed effettuare regolazioni multidirezionali precise e veloci durante le gite. BOA Remote Control lavora in sinergia con la costruzione Overlap Flow, che consente entrata e uscita piede semplici (un plus per la categoria), abbinate a una mobilità del gambetto tra le migliori. Nonostante l’appartenenza alla gamma F1, la costruzione dello scafo è una delle principali differenze rispetto agli altri modelli della linea.

PESO / 1.340 g

SCAFO / Grilamid Fiber Glass LFT e Pebax Rnew

GAMBETTO / Grilamid Fiber Glass LFT e Pebax Rnew

MISURE / 24.5 - 31 MP con 1/2 misure (M) - 22-27 MP con 1/2 misure (W)

“Abbiamo cercato di realizzare un prodotto essenziale e pulito nello stile, valori che si traducono in semplicità e praticità nelle

regolazioni”

Massimo Pellizzer, category manager scarponi

FW 25/26 PREVIEW FW 26/27

È uno dei riferimenti del mondo racing, ai piedi di molti tra i più forti atleti di Coppa del Mondo e del circuito La Grande Course. I suoi punti di forza? La rullata in corsa e la velocità delle regolazioni tramite rotore BOA Fit System. Oltre, naturalmente, alle doti discesistiche. Alien, che era arrivato alla versione 4.0, è ora disponibile nella 5.0, che risponde all’esigenza di distinguersi in un contesto altamente specializzato come quello delle gare di scialpinismo. Il nuovo modello mantiene integralmente la struttura tecnica e le soluzioni costruttive che hanno reso la linea Alien un punto di riferimento nel settore, introducendo un restyling con una nuova colorazione e un logo massimalista, finalizzato a rafforzarne l’identità visiva. Lo scafo e il gambetto in fibra di carbonio, realizzati con rinforzo 3D Core a struttura a nido d’ape, forniscono rigidità torsionale elevata e isolamento termico, mantenendo al tempo stesso una mobilità molto ampia. Il meccanismo ski/walk Speed Lock System Lite consente di passare rapidamente dalla modalità di camminata a quella di sciata con un solo movimento, ottimizzando i tempi nelle transizioni. Alien 5.0 è completato da una ghetta Lite Shield Tech in fibre di spandex e nylon, progettata per adattarsi a diversi volumi del piede e garantire una protezione totale dalla neve, e dalla scarpetta interna Race 4.0 SL termoformabile Intuition, a taglio basso, leggera e confortevole, pensata per facilitare l’ingresso del piede e ottimizzare la vestibilità. Il peso? 610 grammi nella taglia 42.

Calzaturificio SCARPA - 0423.5284 - scarpa.com

ALIEN 5.0 SI RIFÀ IL LOOK

DYNAFIT RADICAL PRO, AL CENTRO DEL SISTEMA

Uno dei modelli cult dell’offerta scialpinistica di Dynafit si presenta completamente rinnovato nella stagione 26/27. Radical Pro si candida a modello centrale della proposta della casa del leopardo delle nevi ed è il top di gamma, affiancato dalla versione Radical, che utilizza materiali plastici diversi (TPU al posto del Grilamid caricato fibre di vetro). Radical Pro propone il collaudato sistema ski/walk one touch Hoji Lock abbinato a suola Vibram con Traction Lug ed è uno dei componenti del sistema Radical, con apposito attacco e sci (vedi l’articolo a pagina 18).

PESO /

Radical Pro - 1.400 g nella misura 26,5 MP

Radical - 1.520 g

SALOMON S/LAB SHIFT ALPHA BOA, FREERIDE EXPERIENCE PREVIEW FW 26/27

Pensato per gli atleti che cercano la massima performance in discesa, ma accettano il minimo compromesso in salita, questo nuovo scarpone della casa di Annecy punta tutto sulla solidità e precisione garantite dalla costruzione e dal sistema BOA. Quest’ultimo permette serraggi precisi e lavora in abbinamento con l’inserto plastico Exobelt, che blocca in posizione il collo del piede. Per le risalite c’è un sistema ski/walk con mobilità del gambetto di 45°.

PESO / 1.850 g

SUOLA / da 98 mm di larghezza, con GripWalk

Amer Sports Italia S.p.A - 0422.5291 - amersports-italy@amersports-com

PHAENOM FR 02 110, UN DUE GANCI STRUTTURATO COME UN QUATTRO GANCI

Dopo aver fatto la sua apparizione per la prima volta in questa stagione invernale, per il 26/27 Phaenom, il marchio di scarponi “gemellato” con Faction, propone qualche novità nella gamma. Disponibile sia in versione con pin per attacchi da scialpinismo e ibridi (Fr) che senza (Fs), nel primo caso è commercializzato con flex 130 e 110. Phaenom FR 102 110 viene proposto in un accattivante colore verde. Realizzato in TPU completamente riciclato, è caratterizzato dal grande strap superiore in materiale plastico, che assorbe l’energia e la restituisce, da suola GripWalk ed è sviluppato con last da 100 millimetri di larghezza. Può essere facilmente riparato grazie all’assenza di rivetti e a tutte le componenti avvitabili. Comoda anche la scarpetta estraibile e utilizzabile come una calzatura.

PESO / 1.535 g

GAMBETTO / mobilità di 58°

TECNICA ZERO G DECOY, CAMALEONTE

Zero G Decoy è la nuova linea di scarponi freeski di Tecnica che combina la versatilità del mondo touring di Zero G con la potenza in discesa della serie Mach da pista. Con un peso di soli 1.650 grammi (misura 26,5), Decoy si posiziona perfettamente tra lo Zero G Tour e il Mach1: leggero abbastanza per consentire risalite efficienti, ma sufficientemente potente per discese aggressive. Per offrire una sensazione allo stesso tempo possente e fluida, Zero G Decoy presenta uno scafo in PU a iniezione più spesso. Il Power Frame è rinforzato nelle aree di maggiore stress rispetto alla Zero G Tour, massimizzando le prestazioni in discesa. Un nuovo spoiler rimovibile consente un’inclinazione in avanti più sportiva e di un grado più accentuata rispetto allo Zero G Tour. Oberalp

PIANTA / 99 mm

FLEX / Pro, 130, e 120 (M) - 115, 105 (W)

Ferrino & C. - 011.2230711 - info@ferrino.it - phaenom-footwear.com

Tecnica Group - 0422.8841 - blizzard-tecnica.com

COLLTEX LUCENDRO, GRIP E RESISTENZA

POMOCA TOUR PRO, IL POTERE DEL MIX

Un tempo si chiamava Climb Pro S-Glide, ora ha mantenuto il Pro e aggiunto la destinazione d’uso: tour, anche lunghi, anche ai piedi di gente che la usa tanto, come le Guide Alpine. È un grande classico della casa svizzera e riferimento nel mondo delle mix, le pelli che sono composte da un melange di mohair, la fibra naturale, derivata dalla lana d’angora, e nylon. In questo caso, più precisamente, 65% mohair e 35% nylon. Le mix uniscono le proprietà di scorrevolezza del mohair a quelle di tenuta e durata nel tempo del nylon e Tour Pro porta in dote ottima scorrevolezza, resistenza all’accumulo di neve e lunga durata. Il trattamento idrofobico Ever Dry 3.0 non contiene perfluorocarburi, una sostanza chimica considerata dannosa per l’ambiente, mentre quello Glide, realizzato al termine del processo di produzione e su tutta la lunghezza della fibra, rende la pelle più veloce e ancora più idrorepellente.

Oberalp - 0471.242900 - pomoca.com

KOHLA ALPINIST PRO, 100% MOHAIR

Realizzate nella Stubaital, all’interno dello stabilimento eco-firendly di Mieders, le pelli Kohla sono “Brutal Local”, vale a dire prodotte nel Tirolo austriaco e tracciabili. A confermare la sostenibilità della produzione c’è anche la certificazione Oeko-Tex Standard 100, che garantisce l’assenza di sostanze dannose per l’ambiente e un processo di produzione amico della natura. La gamma del produttore tirolese si compone di quattro prodotti, due a base 100% mohair, Alpinist Pro e Alpinist Free, e due mix, Vertical Pro e Active Basic. Alpinist Pro rappresenta il meglio per utilizzatori anche assidui, grazie alle ottime doti di scorrevolezza. Rispetto a Free è un po’ più veloce e adatta alle nevi umide. Fiber Seal Layer è uno strato waterproof tra la colla e il plush che previene la formazione dello zoccolo e l’aumento di peso, mentre la colla è Smart Glue, efficiente anche con temperature rigide e riattivabile.

Outback ‘97 - 035.61103 - info@outback.it - kohla.at

La gamma di Colltex, marchio svizzero che realizza pelli dal 1948, si articola su quattro prodotti, due 100% mohair, una mix e una sintetica: Lucendro. Il plush è in Techfibre, tessile prodotto in Svizzera, e la Lucendro è indicata per newcomer e per chi cerca prima di tutto grip e aderenza con un buon mix di scorrevolezza. La maggior parte delle pelli di foca sintetiche è composta da fibre di poliammide. Negli ultimi anni queste fibre sono state perfezionate. Le tessilfoca sintetiche sono longeve, robuste e resistenti all’abrasione, anche al contatto con una roccia. Inoltre l’aderenza in salita è molto valida sulle superfici dure e ghiacciate. La scorrevolezza ridotta nel corso degli anni è migliorata molto. Colltex è uno dei marchi con più esperienza in questo tipo di prodotti.

Panorama Diffusion - 0472.201114 - info@panoramadiffusion.it - colltex.ch

Fondata nel 1978 a Innsbruck, nel cuore delle Alpi, Contour è uno degli specialisti delle tessilfoca. Il costruttore austriaco ha un catalogo molto ampio: dalle pelli da gara fino a quelle con tecnologia Hybrid e Hotmelt. La pelle Guide Mix 2.0, completamente rinnovata per questa stagione, è composta per il 65% di mohair e il 35% di nylon. La tecnologia adesiva Hotmelt garantisce la massima affidabilità, anche in caso di ripetute pellate nelle condizioni più difficili. Disponibile in sei lunghezze per sci da 145 a 195 cm, la si può acquistare anche in versione universale con regolazione della lunghezza. Il nuovo supporto è il 10% più leggero e meno ingombrante del precedente e garantisce un ridotto assorbimento dell’acqua. Il prodotto è privo dei dannosi PFAS.

Moroder Alpine - 0471.797315 - info@moroder-alpine.it

LIBERTÀ FUORI DALLA TRACCIA

La Family Tree Hometown Hero 158 di Burton è la splitboard per la bella stagione sulle pelli: agile in salita, all-mountain ideale per galleggiare in powder in discesa

Marzo è il mese perfetto per guardare oltre le piste battute e riscoprire il lato più autentico della montagna. È il momento delle gite in powder, delle risalite con le pelli, dei pendii lontani dal rumore e dalla folla. Burton interpreta questo spirito con un setup pensato per chi vuole esplorare in autonomia, senza rinunciare a performance e affidabilità. Protagonista è la Family Tree Hometown Hero 158 Splitboard, una tavola versatile e potente, progettata per affrontare sia la salita sia la discesa con la stessa solidità. In modalità split, permette una risalita agevole. Una volta raggiunta la cima, basta ricomporre la tavola per trasformarla in una vera all-mountain pronta a galleggiare nella neve fresca. La Hometown Hero è stabile, reattiva e sorprendentemente agile in powder, ideale per linee naturali e terreni variabili. La combo perfetta è con gli scarponi Burton Step On. Il sistema Step On consente un aggancio rapido e intuitivo, particolarmente apprezzabile quando si passa dalla salita alla discesa in condizioni fredde o ventose. Il fit è solido e reattivo, pensato per trasferire ogni movimento alla tavola con controllo e sicurezza. Completano il setup i bastoncini telescopici, indispensabili durante la risalita e facilmente ripiegabili una volta pronti per la discesa. Leggeri e compatti, si fissano comodamente allo zaino senza ingombro, lasciando totale libertà di movimento in fase di riding.

B-Factory - 039.9193830 - info@bfactory.it

QUESTIONE DI PERSONALITÀ

I pantaloni e il guscio Naikoon firmati Picture sono il punto d’incontro tra stile inconfondibile e funzionalità senza compromessi, che sia nelle discese freeride o saltando negli snowpark

NAIKOON 2 LAYER STRETCH JACKET

Giacca leggera e altamente versatile eco-progettata in poliestere Circular, composto al 60% da scarti di produzione e al 40% da capi postconsumo. Integra una membrana Dryplay 20K/20K che garantisce impermeabilità, resistenza al vento e traspirabilità elevate, ulteriormente potenziata dal trattamento idrorepellente Teflon EcoElite, durevole e PFC-free, e da zip impermeabili. La giacca è dotata di ventilazioni ascellari con zip, mentre cappuccio, polsini e fondo sono completamente regolabili. La fodera stretch con costruzione ibrida multi-densità offre massima libertà di movimento. Dal taglio moderno e funzionale, è equipaggiata con tasche tecniche e dettagli studiati sia per gli snowpark sia per il freeride.

NAIKOON 2 LAYER STRETCH PANTS

Progettati per garantire leggerezza, traspirabilità e protezione durante le sessioni di freeride e le lunghe giornate su neve fresca. Realizzati in poliestere Circular, integrano la membrana 20K/20K per impermeabilità e traspirabilità elevate, completata da trattamento idrorepellente senza PFC e zip impermeabili. Offrono protezione efficace contro neve e vento, con il supporto della fodera calda Coremax. Le aperture di ventilazione con zip sulle cosce consentono un rapido controllo della temperatura.

JACKET

Impermeabilità / 20.000 mm

Traspirabilità / 20.000 g/m²/24h

Tessuto / 2 Way Woven Stretch

Costruzione / Plain

Weave 2L 75D

Tecnologie / membrana Dryplay

20K/20K; trattamento

Teflon EcoElite PFCFree; Thermal Dry System; fodera

Coremax Lining; The Circular – poliestere riciclato ad alte prestazioni

Peso / 1.057 g

PANTS

Impermeabilità / 20.000 mm

Traspirabilità / 20.000 g/m²/24h

Tecnologie / membrana Dryplay

20K/20K; trattamento

Teflon EcoElite PFCFree; The Circular – poliestere riciclato ad alte prestazioni; costruzione Plain

Weave 2L 75D; finitura

Cire su entrambi i lati

Peso / 854 g

TECNOLOGIA E DESIGN

L’inverno di CMP sarà votato alla performance con prodotti impermeabili, traspiranti e affidabili sotto ogni condizione atmosferica, adatti alle lunghe risalite con gli sci

GUSCIO TRE STRATI

Guscio realizzato in tessuto tecnico con membrana Clima Protect per garantire leggerezza (140 g) e prestazioni elevate, impermeabile (WP 20.000) e traspirante (MVP 10.000). È dotato di cuciture completamente nastrate e sono presenti zip waterproof, oltre a un cappuccio ergonomico fisso con visiera preformata. Il collo alto protegge dal vento e ci sono le zip di ventilazione sotto le braccia con inserti in mesh. Il fondo della giacca e i polsini preformati sono regolabili. La ghetta elastica interna impedisce l’ingresso della neve. Il capo è arricchito da una stampa in silicone traslucido sulle spalle, che aumenta la resistenza all’abrasione e migliora il grip per zaini o accessori.

PANTALONE TRE STRATI

Realizzato in tessuto tecnico e dotato di membrana Clima Protect, garantisce un’impermeabilità pari a 20.000 mm di colonna d’acqua e una traspirabilità di 10.000 MVP. Le cuciture sono completamente nastrate e le zip impermeabili, mentre le ventilazioni laterali con inserti in rete favoriscono la

A PROVA DI POWDER

regolazione della temperatura. La vita è rinforzata sulla schiena e regolabile con velcro, arricchita da ghetta antineve e da quattro pratici passanti per la cintura. Le tasche laterali hanno un fondo a soffietto per spazio extra e le ginocchia preformate offrono un’ottima libertà di movimento. Il fondo è rinforzato con ghetta elastica interna ed è dotato di zip laterali. Completa le caratteristiche il suo peso incredibilmente leggero (140 g).

ZAINO DA SKI TOURING AEROOX 30L Il modello presenta uno scomparto utile a riporre i piccoli accessori da tenere a portata di mano sulla parte superiore, uno scomparto a rapido accesso per l’attrezzatura di sicurezza nella parte anteriore e una grande apertura, anch’essa di facile accesso, per tutto il resto dell’attrezzatura. Con due cinghie separate, sci, snowboard e racchette possono essere fissati all’esterno in maniera rapida e sicura. Per la compressione laterale è dotato cinghie di legatura flessibili.

CMP - cmpsport.com

FW 25/26

La PowSlayer Jacket di Patagonia è un capo per il backcountry esigente e uscite che durano a lungo. E per questo altamente funzionale e resistente

Con la PowSlayer Jacket, Patagonia vuole offrire ai freerider più estremi il massimo della protezione in un capo che resiste alle cadute su pendii ripidi e alle lunghe giornate passate a cercare la neve perfetta per linee impegnative e discese veloci. Per questo la giacca è più lunga di un modello da scialpinismo, che invece risulterebbe più aderente e adatto anche a indossare l’imbrago. Proprio per essere pronti anche sui terreni più sfidanti, è realizzata con tessuto esterno tecnico a tre strati Gore-Tex Pro con membrana ePE in materiale riciclato al 100%. Questo materiale leggero, traspirante e comprimibile, unito a un design minimalista dalle linee semplici, permette un elevato livello di protezione antivento e antipioggia che perdura a lungo anche nel backcountry più esigente. Il cappuccio non rimovibile e regolabile è caratterizzato da inserti elasticizzati nascosti che consentono di infilarlo facilmente sopra un casco, anche con la zip centro-frontale completamente allacciata. La zip Vislon centro-frontale e quelle spalmate di ventilazione e delle tasche sono idrorepellenti, resistenti e semplici da utilizzare. Presenta delle aperture sottomanica per un rapido rilascio del calore in eccesso e polsini regolabili a basso profilo. È dotata di un soffietto antineve regolabile per maggiore aderenza e tenuta quando allacciato. Completano i dettagli due capienti tasche a soffietto sul petto per custodire oggetti voluminosi come le pelli o dispositivi multimediali; due tasche scaldamani, una portaoggetti nella parte superiore della manica e due interne portaoggetti. Capo prodotto in uno stabilimento Fair Trade Certified e dotato di riflettore RECCO integrato.

SPECIFICHE TECNICHE

Tessuto esterno: a tre strati Gore-Tex Pro, con membrana ePE, in materiale riciclato al 100%

Cappuccio: regolabile in due punti con visiera laminata

Zip: con spalmatura a prova d’acqua

Aperture di ventilazione: sotto-manica con zip

Polsini: regolabili

Soffietto antineve: a basso profilo

Riflettore: RECCO integrato

Prodotto in uno stabilimento Fair Trade Certified Peso: 630 g

TUTTO IN UNO

Ortovox rinnova completamente la linea Ortler, dove si distinguono la Gore-Tex Jacket, vincitrice di un Prowinter Award, e la Metawool 60 Rev Jacket, l’innovativo strato intermedio reversibile con prestazioni specifiche per la salita e la discesa

ORTLER GORE-TEX JACKET

Il classico guscio top di gamma di Ortovox per lo scialpinismo è stato completamente rivisitato.

Grazie al tessuto 2-way stretch Gore-Tex Performance con membrana ePE microporosa priva di PFAS, questo guscio garantisce impermeabilità (colonna d’acqua di almeno 28.000 mm per l’intera durata di vita del capo), protezione dal vento e un’eccellente traspirabilità per un comfort ottimale anche durante gli sforzi più intensi. I designer di Ortovox hanno ridotto tutte le funzioni all’essenziale per ottenere un peso di soli 335 grammi (taglia M da uomo) e un volume ridottissimo nello zaino. Grande cura per la vestibilità ergonomica studiata appositamente per soddisfare le esigenze degli scialpinisti più ambiziosi.

• Cappuccio a doppia regolazione (compatibile col casco)

• Ventilazione sottomanica con cerniera a doppio cursore

• Taschino per skipass

• Maniche preformate

• Due tasche anteriori (ottimizzate per lo zaino)

• Polsini regolabili

• Orlo regolabile

• Parte dorsale più lunga

OLTRE IL LIMITE

ORTLER METAWOOL 60 REV JACKET

Grazie all’innovativa imbottitura Metawool:T da 60 g/m², questa giacca reversibile offre una soluzione esclusiva per le diverse esigenze di protezione dal freddo durante la salita e la discesa nello scialpinismo. In salita, il materiale Tencel Lyocell assorbe efficacemente l’umidità e garantisce un comfort ottimale e una sensazione di asciutto naturale. Una volta raggiunta la vetta, basta girare la giacca per avere la lana merino rivolta verso il corpo, ottenendo una confortevole protezione dal freddo durante la discesa. Due giacche in una, da usare da sola o come strato termico sotto la Ortler Gore-Tex Jacket.

• Due tasche frontali sul lato Going Up

• Tasca sul petto (compatibile con lo zaino) sul lato Riding Down

• Stampa esplicativa

• Polsini elastici

• Orlo elasticizzato

info-it@ortovox.com

Tecnologia e leggerezza si incontrano nei due capi della linea Eiger Nordwand di Mammut realizzata con tessuti Polartec, pensati per affrontare le condizioni più estreme

Sopra, Eiger Nordwand Pro ML Air Hooded Jacket con tecnologie Polartec Alpha Direct e Polartec Power Stretch Pro

A destra, Eiger Nordwand FL Longsleeve Women con tecnologia Polartec Power Dry

EIGER NORDWAND PRO ML AIR HOODED JACKET

Ideale per attività impegnative in condizioni di freddo, questa giacca è uno strato intermedio a rapida asciugatura e altamente traspirante. La sua versatilità la rende perfetta come strato termico sotto un guscio protettivo durante l’inverno, ma anche come giacca leggera da indossare da sola nelle giornate estive. L’isolamento e la protezione sono garantiti dalla tecnologia Polartec Alpha Direct, progettata per trattenere il calore e al contempo favorire la fuoriuscita dell’umidità in eccesso durante le attività più intense e dinamiche. Le aree maggiormente esposte sono dotate di inserti in tessuto Polartec Power Stretch Pro, sviluppati su misura per offrire massima libertà di movimento, comfort elevato e una buona resistenza al vento. Il risultato è un capo tecnico performante, pensato per accompagnare in ogni fase dell’uscita outdoor. Inoltre, questo strato intermedio è realizzato con materiali riciclati, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale senza compromettere qualità, durata e prestazioni.

EIGER NORDWAND FL LONGSLEEVE WOMEN

Il base layer è realizzato in tessuto traspirante Polartec Power Dry, progettato per allontanare rapidamente l’umidità dalla pelle e garantire un comfort costante anche durante le attività più intense. Grazie alla sua capacità di asciugarsi rapidamente, mantiene il corpo asciutto e contribuisce a regolare la temperatura corporea in ogni fase dell’attività. Con temperature più miti, questa maglia leggera e resistente all’abrasione è ideale da indossare da sola, offrendo una protezione dai raggi solari con fattore UPF 50+, mentre durante l’inverno si trasforma in un eccellente primo strato termico. La silhoutte di questo capo assicura un’elevata libertà di movimento, facilitando ogni gesto tecnico durante la progressione verso quote elevate e le cuciture, studiate per ridurre gli sfregamenti, aumentano ulteriormente il comfort. Testato da atleti professionisti in condizioni estreme, il capo si distingue come estremamente versatile, affidabile e performante, pensato per chi cerca qualità e funzionalità senza compromessi.

Schwan Stabilo Outdoor Italia srl Ortovox - 035.008631 -

PERFORMANCE E STILE IN VETTA

LaMunt punta sulla Tiziana 3L Waterproof: la giacca che unisce elementi tecnici a componenti lifestyle in un capo versatile, utilizzabile sia in montagna che in città

UN COMPLETO

CHE SFIDA LE INTEMPERIE

Giacca e pantaloni della collezione Sella Free di Salewa: pensati per affrontare le uscite con leggerezza, impermeabilità e responsabilità

GIACCA

DA UOMO SELLA FREE 3 LAYERS POWERTEX

Progettata per lo scialpinismo e il free touring, combina leggerezza e protezione. Realizzata in Powertex privo di PFAS a tre strati con cuciture interamente termosaldate e zip idrorepellente, assicura un’impermeabilità di 20.000 mm di colonna d’acqua e una traspirabilità di 20.000 g/m2/24h. La giacca è dotata di feature specifiche per l’attività come il cappuccio con visiera regolabile e compatibile con il casco, il sistema Direct Access per accedere rapidamente al dispositivo ARTVA, oltre alla ghetta antineve interna fissa, alle zip di ventilazione laterali con cerniera e a una costruzione tale da garantire massima libertà di movimento. Completano il capo una protezione mento imbottita, diverse tasche per portare con sé gli oggetti necessari per l’uscita, polsini interni elastici con passante per il pollice e polsini esterni regolabili con il velcro.

PANTALONE DA UOMO SELLA FREE 3 LAYERS POWERTEX

Progettato per il backcountry, il pantalone hardshell Sella Free in Powertex a tre strati combina un’ottima impermeabilità (colonna d’acqua: 20.000 mm) con un’elevata traspirazione (20.000 g/m2/24h). Il fit leggermente più ampio, la pettorina, dotata di tasca con cerniera, removibile e con bretelle regolabili, le zip di ventilazione e gli inserti rinforzanti per una maggior protezione dai ramponi rendono questo pantalone ideale per l’alpinismo e le uscite fuorispista. Il fondo gamba, con inserti anti-taglio, è regolabile con un bottone a pressione, mentre la vita è regolabile con uno strato di velcro. Il Powertex è privo di PFAS.

Giacca tecnica pensata per affrontare pioggia e condizioni meteo impervie senza rinunciare allo stile. Realizzata in tessuto a tre strati 100% riciclato, garantisce impermeabilità fino a 20.000 mm di colonna d’acqua e un’elevata traspirabilità, mantenendo il corpo asciutto e protetto anche durante le attività più faticose e dinamiche. Il trattamento DWR è privo di PFAS, mentre le cuciture completamente nastrate assicurano una barriera totale contro gli agenti atmosferici, impedendo infiltrazioni anche sotto piogge battenti, nevicate intense e vento forte. Il cappuccio è regolabile, presagomato e dotato di visiera e, insieme al colletto rialzato, offre massima copertura e protezione anche nelle situazioni più estreme. Dotata di zip impermeabile, ventilazione ascellare e polsini elasticizzati, la giacca dona grande comfort e praticità, adattandosi perfettamente ai movimenti del corpo. Disponibile nei colori Duck Green e Aruba Blue, unisce performance tecnica e design contemporaneo, risultando ideale sia per le uscite outdoor di scialpinismo sia per l’uso quotidiano in città. Completano il capo due tasche laterali con zip e una tasca interna, perfette per custodire in sicurezza piccoli oggetti personali.

ELEMENTI TECNICI

Tessuto / tre strati 100% riciclato

Trattamento / DWR privo di PFAS

Impermeabilità / a 20.000 colonne d’acqua

Cappuccio / regolabile presagomato con visiera

Zip / termonastrate impermeabili

Ventilazione / ascellare

Polsini / elasticizzati

FW 25/26

Oberalp - 0471.242900

PREVIEW FW 26/27 ABBIGLIAMENTO

ADATTABILE PER NATURA

La Kinetic 2.0 Jacket di Rab è lo strato che accompagna ogni fase dell’uscita, dalla progressione in salita alla discesa, offrendo protezione, traspirabilità e libertà di movimento

La Kinetic 2.0 Jacket di Rab nasce proprio per un tipo di utilizzo dinamico ed è pensata per adattarsi alle variazioni di temperatura e intensità senza compromessi. Offre l’elasticità e il comfort di un softshell con la protezione di un hardshell. Un guscio ideale da indossare tutto il giorno, un capo distintivo con vestibilità rivisitata che garantisce prestazioni reali e versatili per attività multiple, senza bisogno di cambiare continuamente indumenti.

Tessuto esterno / in 20D Proflex 3-layer in poliestere riciclato stretch con membrana PU (118 g/m²) e trattamento DWR senza fluorocarburi

Colonna d’acqua / 10.000 mm

Traspirabilità / MVTR 35.000 g/m²/24h

Composizione / 90% poliammide; 5% elastan esterno con 100% poliestere (55% poliestere riciclato)

DALLE NECESSITÀ

DELLE SPORTIVE

CARATTERISTICHE /

• Cappuccio elasticizzato compatibile con casco, con visiera in polimero irrigidita e flessibile

• Regolazione posteriore del cappuccio

• Zip centrale frontale YKK Aquaguard

• Zip delle tasche YKK Aquaguard

• Protezione mento in tricot spazzolato

• Orlo regolabile con cordino

a regolazione singola

• Polsini regolabili con velcro

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Advanced Pant di Cimalp è una salopette da donna in membrana

Ultrashell con traspirabilità di 80.000 MVP. Perfetta per le skialper esigenti che macinano dislivello sia in ascesa sia in fuoripista

Per molto tempo, l’industria outdoor ha progettato la maggior parte dei capi partendo da modelli maschili, adattandoli successivamente nelle taglie e nei colori, senza condurre un reale studio della fisicità e dei movimenti femminili. Con Advanced Pant, Cimalp – marchio francese con una storia di oltre 60 anni e presente in Italia da cinque – rompe questa tradizione e propone una salopette progettata per rispondere alle esigenze specifiche delle donne in montagna.

ADVANCED PANT

Questa salopette è comfort e protezione: grazie alla membrana Ultrashell sviluppata internamente e caratterizzata da una struttura microporosa, questo capo offre un’impermeabilità di 20.000 mm di colonna d’acqua e una traspirabilità di 80.000 MVP, garantendo un riparo totale da neve e pioggia. Le ghette interne impediscono alla neve di entrare dalle caviglie, mentre i bottoni a pressione sul fondo gamba consentono di regolarne l’ampiezza. L’integrazione del sistema RECCO aggiunge un ulteriore livello di sicurezza in caso di emergenza. Tra i punti di forza di questo pantalone c’è il sistema a doppio bottone automatico che consente di aprire la parte posteriore senza dover sfilare completamente la salopette: una soluzione intelligente, discreta e pratica quando necessario. L’inserto posteriore elasticizzato inoltre avvolge la vita e mantiene la perfetta vestibilità anche durante i movimenti più dinamici. A completare il tutto, bretelle regolabili e rimovibili, essenziali per garantire la massima libertà di movimento. Infine, la resistenza: uno degli obiettivi di Cimalp è creare capi che accompagnino gli appassionati stagione dopo stagione. Non a caso, sono stati scelti materiali tecnici di alta qualità e sono stati aggiunti rinforzi contro usura e abrasioni su polpaccio e caviglia. Il risultato è un capo solido e affidabile, pensato per le praticanti più esigenti che cercano performance e protezione senza compromessi.

FW 25/26

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A OGNI QUOTA, IN OGNI STAGIONE

Gli zaini Ferrino offrono praticità, versatilità e accesso immediato all’attrezzatura

MAUDIT 30+5

Robusto e versatile, è progettato per organizzare l’attrezzatura e averla sempre a portata di mano. Il capiente compartimento principale si apre completamente grazie alla zip perimetrale, mentre il vano frontale ospita comodamente pala e sonda. L’estensione da +5 litri offre spazio aggiuntivo per affrontare con serenità anche le uscite più lunghe. Ogni dettaglio è pensato per garantire praticità, comfort e affidabilità, sia nelle escursioni estive che invernali. Lo schienale e gli spallacci sono dotati della tecnologia HBS “Hollow Back System”, in cui traspirazione e dissipazione del calore sono favorite dall’abbinamento di imbottiture con canali di aerazione e rete 3D a rapida asciugatura, che lo rende perfetto per le attività di lunga durata. La fascia a vita amovibile offre allo zaino più versatilità e leggerezza, con un peso minimo

Capacità / 30+5 litri

Tessuti / nylon Ripstop

Tasche / compartimento frontale porta pala e sonda / tasca su fascia a vita / tasca interna con gancio portachiavi / tasca interna per sistema di idratazione H2 Bag

HIGH 23

Uno zaino compatto e altamente funzionale, progettato per organizzare al meglio tutto il materiale necessario alle uscite giornaliere. Il pratico accesso posteriore consente di raggiungere rapidamente il contenuto, mantenendo ogni elemento sempre a portata di mano. Il compartimento dedicato a pala e sonda garantisce ordine e tempestività in caso di emergenza. Spallacci ergonomici e schienale, dotati di tecnologia HBS “Hollow Back System”, insieme alla cintura lombare sono imbottiti e assicurano un comfort e un fit stabile, che lo rendono ideale per affrontare le discese in sicurezza. Completano lo zaino accessori come porta piccozza, porta sci laterale, sistema porta sci frontale, rete porta casco, asole porta materiali su fascia vita e interno dorso, cinturino pettorale con fischietto integrato e istruzioni SOS.

Tessuti / nylon Ripstop

Capacità / 23 litri

Tasche / comparto frontale imbottito porta pala e sonda / accesso sullo schienale / tasca su fascia a vita / tasca interna con gancio portachiavi / tasca interna per sistema di idratazione H2 Bag

- info@ferrino.it

DESIGN SCANDINAVO, APPEAL SOSTENIBILE

Kang Recycled Freeride Adjustable è l’ultima novità del marchio svedese che ha inventato anche il bastone in bambù

Kang ha segnato un cambiamento nel mondo dei bastoni unendo i dettami del design scandinavo e quelli della sostenibiltà in proposte che hanno fatto breccia tra i consumatori più “core” della community backcountry. Una delle proposte più interessanti, oltre all’ormai famoso bastone Bamboo, è quella in alluminio 7075 riciclato. Un bastoncino da freeride progettato per offrire massima versatilità e affidabilità in ogni condizione, dalle giornate ventose in quota alle discese in neve profonda: una soluzione leggera ma estremamente solida, pensata per chi cerca performance costanti senza compromessi. L’alluminio riciclato 7075 garantisce un equilibrio ideale tra resistenza e rigidità, mentre il diametro di 22 mm assicura stabilità e precisione nei cambi di ritmo, mantenendo al tempo stesso un peso contenuto. La lunghezza è regolabile da 100 a 140 cm grazie al Telescopic Lock, prodotto con materiali plastici ad alte prestazioni, selezionati per mantenere affidabilità e tenuta contro le temperature più rigide. L’impugnatura in EVA con lunghezza extra consente prese differenziate lungo il manico, adattandosi facilmente a pendenze variabili e terreni tecnici. Lo strap staccabile completa il bastoncino, rispondendo alle esigenze di chi preferisce sciare senza lacciolo, lasciando totale libertà di movimento. La verniciatura a polvere, priva di indurenti e tossine, assicura una finitura più resistente rispetto alla tradizionale vernice liquida, aumentando la durata nel tempo del bastoncino. Il modello si completa con il Rider’s basket da 90 mm, sviluppato in collaborazione con la freerider Hedvig Wessel.

Struttura / alluminio riciclato 7075

Diametro / 22 mm

Lunghezza / regolabile da 100 a 140 cm

grazie al Telescopic Lock

Impugnatura / in EVA da 35 cm

Verniciatura / a polvere

Colori / Black, Blue, Greige e Red Rider’s basket / da 90 mm, con un peso di soli 13 g

Strap / removibile

Peso / 250 g

JULBO TRIBUTE, UN INCONTRO TRA TRADIZIONE E MODERNITÀ

Il look è quello degli occhiali da alta quota, dei modelli iconici dei pionieri dell’alpinismo. Il risultato è un prodotto tecnico perfetto per il riverbero delle gite primaverili, ma dal forte stile urban-chic, che lo rende ideale da indossare ogni giorno per un look audace. La montatura abbina metallo e materiali plastici, ed è completata da protezioni laterali amovibili in pelle, mentre le aste sono sottili e regolabili e sostengono delle lenti dall’inconfondibile taglio aviator, con il doppio ponte: un vero instant-classic! Con lenti fotocromatiche REACTIV di categoria 2-4, che si attivano rapidamente e garantiscono una visione ottimale, e fotocromatiche REACTIV 2-4 Polarized, con polarizzazione al 99%, per la massima protezione in quota e dal riverbero, il modello garantisce massima protezione e una visione ottimale. Disponibile anche con lenti in policarbonato Spectron, di categoria 3 e 4, e con lenti Spectron HD3 Polarized che prevedono un bilanciamento del colore e dei contrasti, in modo che la visione sia ricca di dettagli, e hanno una polarizzazione al 80%, per leggere anche display e schermi.

PREVIEW FW 26/27

Julbo - Stefano Cronst Stefano.c@julbo.ch - Julbo-pro.com

LO SKI TOURING ORGANIZZATO CON FREEWIND 40L DI CMP

Zaino capiente per gli amanti dello scialpinismo, Freewind 40L presenta numerose tasche per poter organizzare al meglio il proprio bagaglio. Grazie all’apertura posteriore è possibile raggiungere rapidamente l’attrezzatura al suo interno. Se si vuole ridurne il peso, è sufficiente rimuovere la cinta di chiusura sui fianchi. Lo zaino presenta un comodo sistema di trasporto per gli sci e per lo snowboard. La cintura sternale di facile regolazione lo assicura saldamente sulle spalle. Lo schienale è in EVA traforata per una perfetta traspirazione e aerazione. Dotato di rivestimento impermeabile in caso di pioggia o neve.

CMP - cmpsport.com

LEGGEREZZA STRATEGICA. PROTEZIONE INTELLIGENTE

Ski Track Laser e G Dual Warm sono le proposte di C.A.M.P. per vivere lo scialpinismo con controllo e affidabilità in ogni condizione

W

SKI TRACK LASER M/W

Leggero e al contempo robusto, il bastoncino telescopico è particolarmente performante grazie ai due segmenti in alluminio a spessore ridotto che contengono il peso senza compromettere stabilità e resistenza. L’impugnatura ergonomica è in materiale espanso che garantisce una presa salda e confortevole ed è dotato di una parte inferiore con nervature che consente di variare la presa in base al pendio. Il puntale in metallo duro, estremamente resistente all’usura, assicura una tenuta ottimale anche su superfici scivolose, mentre la rotella basculante, in materiale morbido e flessibile, è studiata per adattarsi perfettamente all’inclinazione e alle difficoltà dei pendii innevati. Lo Ski Track Laser è disponibile sia in versione uomo, con una lunghezza variabile da 80 a 140 cm, sia in versione donna, con una misura che va da 80 a 130 cm. L’estensione si regola facilmente tramite una clip in alluminio, pratica da utilizzare anche con i guanti.

• Tubi in alluminio a spessore ridotto

• Doppia impugnatura ergonomica in materiale espanso

• Laccioli ergonomici supersottili e regolabili in materiale morbido

• Puntale in metallo duro per una tenuta ottimale

• Rotella basculante

• Copri puntale in gomma incluso

G DUAL WARM M/W

Estremamente confortevole, dal design pulito ed essenziale con sovraguanto termico a moffola, il guanto si presenta senza cuciture sul dorso e rinforzi sul palmo che, insieme al polso provvisto di strap, garantiscono una vestibilità eccezionale. Le stampe Grip’R in silicone assicurano una presa ottimale, mentre il sovraguanto termico e antivento Warmit’N, realizzato in nylon ripstop con imbottitura in PrimaLoft Gold 60 g/m2, è dotato di un inserto elasticizzato che offre una calzata semplice e veloce e di un taglio che lascia il palmo parzialmente scoperto per non compromettere l’impugnatura. Il sovraguanto a moffola è, inoltre, integrato ed estraibile dalla taschina sul dorso, rendendo l’articolo perfetto per le uscite particolarmente fredde in cui è necessaria maggiore protezione. Le dita hanno, invece, una costruzione Round Finger senza cuciture combinata alla fourchette tra le dita, per una vestibilità performante e una presa solida e precisa.

• Protezione termica e antivento Warmit’N

• Stampe Grip’R in silicone sul palmo

• Dita con costruzione Round Finger

• Inserto tergisudore sul pollice in tessuto assorbente

• Pollice e indice touch screen

• Polso con chiusura a strap e con lacciolo elastico

M

Nello scialpinismo ogni grammo conta. Ecco perché, inizialmente, gli zaini airbag hanno fatto fatica a imporsi. Con l’arrivo di prodotti sempre più leggeri sono diventati un must anche nel mondo di sci e pelli. Però la ricerca della leggerezza non si è fermata e ARVA ha da poco lanciato questo zaino dal peso record di 1.400 grammi (con sistema Reactor 2.0 a ventola e cartuccia in carbonio). Un prodotto dalla buona capienza (30 litri) che permette anche di programmare uscite di più giorni. Il risultato è stato reso possibile anche grazie all’utilizzo dell’ALUULA Graflyte, un composito UHMWPE sette volte più resistente del nylon tradizionale a parità di peso. Tra le impostazioni di derivazione fast & light, da segnalare il porta flask sullo spallaccio. Le altre feature sono: doppio porta-sci (A-frame e diagonale), doppio porta-piccozza, tasche sulla cintura ventrale, compatibilità sacca idrica, accesso frontale al comparto principale e possibilità di configurazione ultralight rimuovendo gli accessori. Il pallone è a doppia sacca per ridondanza e stabilità.

“Con il Plume 30 UL abbiamo rimesso in discussione tutto: materiali, geometrie, componenti. Non volevamo costruire semplicemente un airbag più leggero, ma definire cosa debba essere un airbag per gli utenti più esigenti”

Baptiste Idaszewski, product manager ARVA

Ci sono prodotti che sono diventati icone stesse della categoria merceologica alla quale appartengono. La serie Barryvox di Mammut è una di queste, oltre a essere uno degli apparecchi da ricerca in valanga più diffusi nel nostro mercato. Barryvox S2 è più compatto della serie precedente (pesa 180 grammi) ed è il modello più completo per lo scialpinista e il professionista (esiste anche Barryvox 2, sempre completo, ma con meno funzioni e un punto prezzo più basso). L’autonomia in trasmissione è di 450 ore con batterie alcaline, ma accetta anche due pile AAA al litio ed è aggiornabile via Barryvox app. Lo schermo adotta la tecnologia MIP ed è sempre ben leggibile sotto il sole.

Socrep - 0471 797022 - info@socrep.it

La piccozza più leggera di Petzl è pensata per escursionisti, scialpinisti e freerider che cercano massima efficienza con il minimo ingombro. La sua misura ridotta, di solo 45 centimetri e appena 240 grammi, la rende trasportabile facilmente nello zaino senza appesantire l’equipaggiamento. Nonostante la leggerezza, garantisce eccellenti qualità di ancoraggio grazie alla lama traforata in acciaio affinata a 3 mm all’estremità, progettata per una penetrazione precisa ed efficace. La testa ergonomica offre un appoggio confortevole nel palmo quando utilizzata come piccozza-bastone, mentre il grip integrato nel manico curvo assicura una presa sicura in modalità piolet-traction. La lama traforata contribuisce a ridurre il peso e permette il passaggio di un moschettone. È dotata di una paletta minimale per rimuovere la neve e di un puntale smussato che facilita la sistemazione nello zaino senza danneggiare l’attrezzatura. Certificata CE e UIAA, è anche fornita con la protezione della lama.

ARVA PLUME 30 UL, IL PIÙ LEGGERO
MAMMUT BARRYVOX S2, TOP DI GAMMA

WHEN

ENDS,

Nello scialpinismo touring sono le salite più impegnative che ti regalano le discese più appaganti.

Kilo XTR: più controllo e piacere in discesa, massima leggerezza in salita.

La nuova lingua centrale dà un supporto senza pari: trasmette l’energia in modo ottimale sullo scafo in Grilamid® Bio Based Carbon LF, con flex 120. Reattività immediata. Performance e leggerezza al massimo, come il divertimento. Scopri Kilo XTR su lasportiva.com

Rauris, Austria –Ammererhof area
Veronika Mayerhofer , skier and paraglider from Austria

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