

SPECIALE WALKING & TREKKING













































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HYKE & FLY ED ESCURSIONISMO SPORTIVO.
Furiosa è una calzatura comoda, agile e precisa, ideale per l’escursionismo sportivo. L’intersuola in Supercritical Foam migliora ammortizzazione, restituzione dell’energia e resistenza alla compressione su ogni tipo di terreno. La tomaia in engineered mesh garantisce leggerezza e traspirabilità.




































































Editore: MagNet Srl SB - Direttore responsabile: ANGELO FRIGERIO
Direttore editoriale: CLAUDIO PRIMAVESI
Contributors: SARA CANALI, BENEDETTA BRUNI, MATILDE MARELLI, TATIANA BERTERA
Art director: ROSANGELA BARNI
Redazione Italia: Corso della Resistenza, 23 - 20821 Meda (MB) Via Tertulliano, 68 - 20137 Milano Tel. 02.87245180 Fax 02.87245182
redazione@outdoormag.it - www.outdoormag.it Allegato redazionale di Outdoor Magazine Anno 19 - N. 4/2026
Stampa: Ingraph - Seregno (MB)
Chiuso in redazione il 6 maggio 2026
Periodico mensile - Registrazione al Trib. di Milano n.186 del 20 marzo 2007.
Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 - conv. in L. 46/2004 Art.1 Comma 1 - LO/MI
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Secondo il dossier di Terre di mezzo, il 2025 è stato l’anno del boom (e della maturità) del settore. Non solo un trend, ma un vero e proprio cambiamento culturale
C’è un’Italia che non corre, ma avanza a passo lento, crescendo sempre più. Stiamo parlando del settore dei cammini che, secondo il dossier “Italia, Paese di Cammini” di Terre di mezzo Editore, nel 2025 ha raggiunto numeri mai visti prima. Il nono report della casa editrice è stato presentato in occasione della fiera Fa’ la cosa giusta! (13-15 marzo 2026, Fiera Milano Rho) e ha raccolto i dati del settore (cammini, credenziali e Testimonium consegnati) e soprattutto le risposte a 4.328 questionari compilati dai camminatori. Ciò che emerge, dunque, è un salto netto, che non può più essere letto come un semplice trend post-pandemico, ma come il segnale di una trasformazione più profonda nel modo di viaggiare.
I CAMMINATORI
Secondo il dossier, nel 2025 sono almeno 300.046 le persone che si sono messe in viaggio a piedi, segnando un incremento superiore al 56% rispetto al 2024. Un numero impressionante che si inserisce in un trend ormai consolidato: +29% nel 2024, +24,4% nel 2023. Inoltre, il report sottolinea come chi parte in realtà non lo faccia solo per un weekend, visto che la durata media dell’esperienza è di 7,4 giorni, praticamente una settimana intera. Il che significa che il cammino non è più un’esperienza occasionale, ma un vero viaggio. Il turismo lento è diventato un segmento strutturato, con una capacità concreta di generare flussi e permanenza sul territorio. Non si tratta più di pochi pellegrini o appassionati, ma di una comunità ampia, trasversale e in crescita costante. In questo senso, il successo dei cammini racconta qualcosa di più profondo a livello culturale, perché camminare significa accettare un limite, quello del proprio passo, e trasformarlo in esperienza. Il cammino intercetta, dunque, un bisogno contemporaneo di lentezza, autenticità e riconnessione.
IDENTIKIT
Non solo numeri, poiché il nono dossier redatto da Terre di mezzo offre anche uno spaccato interessante sul profilo dei camminatori. Si rileva una leggera prevalenza maschile (51,4%), in inversione rispetto al 2024, con il 27% di under 45, segnale di forte attrattività per le nuove generazioni. Per quanto riguarda la provenienza geografica, si registra una maggioranza dal Nord Italia, con in testa la Lombardia, seguita da Veneto ed EmiliaRomagna.
E
CREDENZIALI E TESTIMONIUM*

CARTA D’IDENTITÀ 2025

PRODURRE ECONOMIA
Se i camminatori sono più di 300 mila, vuol dire che generano un impatto importante sui territori in termini di ricettività e permanenza. Nel 2025 il settore ha generato 2.476.880 pernottamenti, un numero che racconta di una presenza distribuita e continuativa sui territori rispetto al turismo mordi e fuggi che produce l’overtourism, sottolineando come i cammini non concentrino, ma diffondano. Questo ha un impatto positivo anche in termini di economia, visto che il valore generato resta nei territori. Grazie anche alla collaborazione con il Centro di Studi Avanzati sul Turismo (CAST) dell’Università di Bologna, il dossier introduce per la prima volta una stima scientifica dell’impatto complessivo: 336,4 milioni di euro di impatto totale, 216 milioni di spesa diretta dei camminatori, 87,29 euro di spesa media giornaliera. Da considerare che, in questa cifra, non rientrano i costi di viaggio o di preparazione. Si tratta quindi di spesa che resta direttamente sui territori attraversati, rendendo il turismo dei cammini davvero sostenibile.
I PERCORSI
Non solo crescita degli appassionati, ma anche dell’offerta. Infatti, nel 2025 si contano circa 250 cammini censiti, contro i 160 dell’anno precedente. Di questi, 160 hanno fornito dati attivi, segno di una crescente strutturazione del settore. Accanto ai grandi itinerari si moltiplicano i cammini minori, spesso privi di una governance formale, ma ricchi di identità territoriale. Infatti, la grande rivoluzione di questo modo di viaggiare è quella di creare uno strumento di narrazione e valorizzazione locale. Un segnale forte arriva, per esempio, dai percorsi che hanno Roma come destinazione, in particolare lungo la Via Francigena e la Via Romea Strata. Nell’anno giubilare del 2025, i Testimonium consegnati ai camminatori arrivati a piedi alla Basilica di San Pietro sono più che raddoppiati, passando da 5.576 nel 2024 a 12.038 nel 2025. Un dato che conferma quanto gli eventi religiosi e culturali possano amplificare dinamiche già in crescita.
I TERRITORI
I sentieri e i tracciati attraversano territori che diventano protagonisti tanto quanto i camminatori. I cammini, infatti, attraversano un’Italia spesso marginale che include borghi spopolati, zone montane, aree lontane dai grandi flussi turistici e questo contribuisce a riattivare servizi, mantenere aperte attività e creare nuove opportunità. La vera sfida ora, dopo il boom dello scorso anno, sarà quella di sostenere questa crescita senza snaturare l’esperienza, evitando di trasformare i cammini in un turismo standardizzato.

336,4 milioni € Impatto economico dei cammini in Italia nel 2025*
Credenziali distribuite nel 2025 158.034
Quanti ritirano la Credenziale 73,7%
Cammini che rilasciano Credenziali 139
Camminatori (stima media annua) 300.046

Spesa media locale/giorno (in cammino) 87,29 €
Pernottamenti (stima media) 2.476.880
Spesa diretta complessiva 216.206.836 € (valore aggiunto 121.508.242 €**)
Fonte: ©Terre di mezzo Editore con Università Bologna, Centro studi avanzati sul turismo
l’intero Cammino in una volta sola un tratto / alcune tappe l’intero cammino in più anni una sola tappa / gite giornaliere
1-4giorni 5-7giorni8-10giorni11-15giornioltre15giorni
7,4 giorni di media in cammino
Quasi il 70% percorre cammini brevi, seppur completi, perché ben il 68% afferma di aver percorso l’intero cammino

* La Credenziale è il passaporto da timbrare durante il cammino, mentre il Testimonium è l’attestato rilasciato alla fine del percorso
>> L'INTERVISTA
MIRIAM GIOVANZANA
tra i fondatori di Terre di mezzo, oggi direttrice editoriale di Fa’ la cosa giusta!
Siamo alla nona edizione del dossier “Italia, Paese di Cammini”. Perché avete dato vita a questa ricerca e da dove arrivano i dati?
In Italia mancavano metriche per misurare la crescita dei camminatori e di tutto l’universo che ruota attorno ai cammini. Avevamo la percezione di un fenomeno in forte movimento, ma senza dati strutturati. Il riferimento è l’Officina del Pellegrino di Santiago di Compostela, che da anni raccoglie informazioni sui pellegrini al momento del rilascio della Compostela, ovvero il documento ufficiale di fine cammino, attraverso un questionario che oggi è digitale. In Italia non esisteva nulla di simile, ma alcuni cammini ispirati a quel modello rilasciano Credenziale e Testimonium. Da lì abbiamo iniziato a raccogliere dati e da circa nove anni contattiamo i cammini e integriamo le informazioni con un questionario online molto ampio, che quest’anno ha raccolto 4.328 risposte. Incrociamo questi dati con quelli forniti dai cammini e, su circa 250 realtà contattate, hanno risposto in 160. È da lì che stimiamo il numero di cammini effettivamente attivi. Più dei numeri assoluti, però, contano gli andamenti.
Com’è cambiato lo strumento guida nel tempo? Il boom dei camminatori si riflette anche sulle vendite?
Lavoriamo sui cammini dalla fine degli Anni ’90, quindi da quasi 30 anni.
In questo tempo il cambiamento è stato enorme. All’inizio siamo stati anche parte dell’origine dei cammini italiani, con la prima guida sul Cammino di Santiago nel 2000, quando in Italia il fenomeno praticamente non esisteva. Nel 2004 arrivano le prime guide italiane, sulla Via di Francesco e sulla Via Francigena, quando ancora mancava perfino un tracciato ufficiale. Oggi il processo si è invertito: sono i cammini che nascono autonomamente e arrivano da noi per la pubblicazione, che spesso rappresenta ancora il loro atto di nascita. Anche il digitale ha cambiato il settore, ma non ha sostituito la guida cartacea. Le tracce GPS servono per camminare, la guida per sognare, restando un oggetto identitario, oltre che uno strumento.
Oggi camminare è sempre più uno stile di vita. La fiera Fa’ la cosa giusta! nasce da questa visione?
Sì, è un’esperienza che unisce autenticità e semplicità. Si viaggia con pochi vincoli, si scoprono i luoghi e si vive anche una sfida personale. Ma soprattutto è un’esperienza relazionale visto che, anche partendo da soli, sul cammino da soli non lo si è mai. Fa’ la cosa giusta! nasce proprio dentro questa visione: è la fiera degli stili di vita sostenibili e dei consumi critici, e dedica un’ampia sezione al turismo sostenibile. In questo ambito, il mondo dei cammini e dell’outdoor è centrale.

Light hiking e modelli mid/low trainano il mercato delle calzature da escursionismo, un settore in salute secondo i manager dei principali marchi
di Benedetta Bruni
Considerata una delle attività outdoor più accessibili, l’escursionismo –inteso nel senso più ampio di trekking, hiking e cammini a lunga percorrenza – è spesso il primo approccio al mondo della montagna e degli sport all’aria aperta. Negli anni successivi al Covid il mercato si è ampliato, attingendo a un bacino sempre più ampio anche per via di una progressiva urbanizzazione dell’outdoor. Questo trend, che ha traslato in città sempre più scarpe da trail running e light hiking, ha d’altro canto riportato le stesse calzature dalle
FABIO FURLANETTO
SALES MANAGER ITALIA AKU
1. Nel 2025, in un andamento generale per AKU positivo, il comparto “scarpe per escursioni” è andato molto bene. Le categorie “hiking” e “fast/light hiking” sono il cuore delle nostre collezioni e pesano per circa il 70% del fatturato Italia. Molto positivo, inoltre, questo inizio del 2026, nel quale queste due categorie in particolare segnano un dato già oggi in incremento rispetto al full year 2025.
2. Assolutamente d’accordo con il fatto che sempre più persone si approcciano al mondo delle “camminate”. Sicuramente i cammini, da quelli più famosi ai più locali e meno conosciuti, hanno portato un aumento di utilizzatori di questo tipo di calzature. C’è però da fare un distinguo, in quanto, secondo me, non sempre il “camminatore” utilizza le scarpe più adatte. Molte volte predilige modelli con membrane anche se non è necessario, oppure utilizza prodotti che nascono per il running quando, invece, una calzatura pensata per il cammino, lento o veloce che sia, sarebbe più adatta e aiuterebbe l’utente nella camminata. In collezione abbiamo vari prodotti studiati per il cammino e che possono essere indicati per questo tipo di consumatore e, ovviamente, nello sviluppo di nuovi
LE DOMANDE
1. Com’è andato il segmento delle scarpe da escursionismo rispetto all’anno scorso? Quanto conta nel vostro fatturato annuale?
2. Negli ultimi anni sempre più persone si sono approcciate al mondo della camminata e delle escursioni tramite una prima scarpa leggera, da light hiking, o spesso anche da trail running. Riscontrate questo fenomeno?
Avete un segmento light hiking? Quanto questo trend traina lo sviluppo del segmento e quanto, invece, le scarpe “leggere” contribuiscono ad avvicinare il consumatore alle escursioni?
3. Qual è la tipologia di scarpa da escursionismo più venduta in Italia per il vostro marchio?
4. Com’è andato il sell-in della SS 26?
Avete notato qualche particolare trend? Cosa vi aspettate in termini di sell-out?
strade asfaltate ai sentieri. Un trend che ha interessato escursioni dolci, avvicinamenti facili e tutte le attività che non richiedono una pedula pesante, così come le prime uscite sulle mulattiere da parte di chi ha conosciuto le terre alte prima come una tendenza e solo successivamente come un modo per passare del tempo di qualità in natura. Abbiamo intervistato i responsabili di alcuni dei marchi di calzature outdoor più importanti per fare un check-up del comparto.

modelli abbiamo un occhio di riguardo per questo tema.
3. Parlando di escursionismo veloce, sicuramente il modello Flyrock, tanto da essere stato adottato da diversi atleti dell’hike & fly. Per noi è un best seller ormai da qualche stagione. Bene anche i primi riscontri delle novità SS 26, come i modelli Furiosa Boa e Aira.
4. Il sell-in della SS 26 si era concluso positivamente rispetto alla campagna estiva precedente, così come è avvenuto per la campagna FW26, conclusasi recentemente. Non possiamo quindi che essere soddisfatti per le basi poste in questo 2026. Il trend delle scarpe basse e adatte a light/fast hiking in estate è senz’altro sempre più presente, mentre in inverno vendiamo molto bene anche la classica “pedula”. In termini di sellout, la situazione geopolitica e l’incertezza riguardante il futuro, con l’aumento generale dei costi e il potere di acquisto sicuramente diminuito, sono fattori che non aiutano e non favoriscono la vendita dei prodotti. Per fortuna il comparto outdoor è stato meno impattato rispetto ad altri settori e quindi, con una situazione più stabile, ci aspettiamo un dato non negativo.
NICOLA FACCINETTO RESPONSABILE MKT & COMUNICAZIONE ANDE
1. Negli ultimi tempi, la scarpa ha avuto in generale un andamento costante e anche quest’anno, rispetto al precedente, abbiamo registrato un incremento sensibile. Sul fatturato annuo di Ande le calzature hanno un’incidenza di circa il 50%; considerando solo quelle da trekking, che per noi è la disciplina core business, il valore è di circa il 40%.
2. In questi anni abbiamo sviluppato scarpe da trail running e fast hiking e le prime sempre più spesso vengono utilizzate anche da chi va in montagna solo per camminare; tuttavia, per il nostro brand fa da padrone ancora il trekking puro, con i classici scarponcini strutturati, alti alla caviglia e con membrana waterproof. Il consumatore contemporaneo sicuramente è molto sensibile al prezzo senza perdere di vista una buona qualità: l’argomento leggerezza è più affine ai clienti tecnici piuttosto che alla massa.

3. Il pubblico si dimostra molto affezionato al nostro best seller Dosdè 2.0, uno scarponcino da trekking classico, leggero e affidabile.
4. Il sell-in di Ande per il 2026 è stato migliore rispetto al 2025, a dimostrazione di un continuo trend positivo per il brand. La gente vuole prodotti di qualità a prezzi accessibili e questo ci rende ottimisti, anche se la situazione geopolitica globale in questo momento non agevola il commercio. Non abbiamo notato un trend particolare, ma nel mondo dell’abbigliamento estivo l’inserimento della nostra collezione di gamma più alta con dispositivo RECCO ci ha dato buone soddisfazioni. Fare leva su una maggiore sicurezza in montagna sembra essere un messaggio accolto positivamente dall’utente finale, che può praticare attività outdoor con più consapevolezza e tranquillità.
SEBASTIAN STÄDTLER DIRETTORE MARKETING HANWAG

1. Stiamo osservando un crescente interesse nei confronti del nostro brand e dei prodotti, un segnale che accogliamo con grande soddisfazione. I consumatori stanno tornando ad attribuire maggiore valore a durabilità, qualità e riparabilità: principi che Hanwag rappresenta da sempre. Il segmento hiking, insieme ai nostri modelli più versatili da trekking e outdoor, al momento sta registrando uno sviluppo particolarmente positivo.
2. Negli ultimi anni abbiamo notato come alcuni segmenti dell’hiking classico siano stati progressivamente presidiati dai modelli da trail running. Come specialisti della calzatura da escursionismo, il nostro obiettivo è rafforzare la presenza di Hanwag in queste aree con soluzioni chiaramente orientate all’hiking. Con la nuova famiglia Kaduro e con i nuovi modelli SS 27, come Lightstone Low, Banks NF Mid e Low GTX, stiamo definendo una direzione precisa in quest’area, offrendo soluzioni innovative e leggere per diverse applicazioni dell’escursionismo moderno.
3. Attualmente, nel mercato italiano le nostre calzature hiking e trekking più classiche, insieme agli scarponi da alpinismo, rientrano tra le categorie più vendute. Questi segmenti continuano a registrare performance particolarmente solide, a conferma di una domanda orientata verso prodotti durevoli, tecnici e ad alte prestazioni, adatti a un’ampia varietà di condizioni outdoor.
4. Il sell-in della SS 26 in Italia si è inserito in un contesto di mercato ancora selettivo, con retailer attenti nella valutazione di assortimenti, rotazioni e posizionamento prezzo. Per Hanwag, la stagione ha confermato la solidità delle categorie più tecniche, mettendo al tempo stesso in evidenza l’opportunità offerta da modelli più leggeri e versatili, come la famiglia Kaduro e, in prospettiva, le nuove proposte low-cut SS 27. Guardiamo quindi al sell-out con realismo, ma anche con fiducia, soprattutto nel segmento light hiking.
LUCA ZANATTA
CEO ASOLO
MATTEO DEMICHELI SPORT MARKETING MANAGER SCARPA
1. Dopo un calo generale dovuto al post-Covid, il segmento hiking/trekking ha mostrato una performance positiva rispetto all’anno precedente, una crescita double digit che conferma il trend già osservato negli ultimi anni. In particolare, abbiamo registrato una domanda solida sostenuta da un progressivo interesse verso attività outdoor accessibili e da un allungamento della stagione di utilizzo. Dal punto di vista del peso sul fatturato, l’escursionismo rappresenta una delle categorie più importanti in termini di volumi, contribuendo in modo significativo al business complessivo. Si tratta di un pilastro strategico, con un’incidenza rilevante sul fatturato annuale.
2. Negli ultimi anni abbiamo osservato una crescita costante di calzature leggere e ibride, a cavallo tra hiking e trail running, spinte dalla ricerca di comfort e versatilità. Per noi non si tratta di un trend nuovo, ma di un’area che presidiamo già da tempo con prodotti dedicati. Queste soluzioni rappresentano spesso un primo punto di accesso all’escursionismo, contribuendo ad ampliare la base di utenti. Allo stesso tempo, una parte dei consumatori evolve poi verso calzature più strutturate, in funzione delle esigenze e del livello di esperienza.
1. Il segmento delle calzature per l’escursionismo ha registrato un andamento positivo rispetto all’anno precedente, confermando un trend di crescita che riflette sia l’evoluzione della domanda sia il posizionamento distintivo del nostro marchio. Abbiamo osservato un incremento sia in termini di volumi sia di valore, sostenuto da una maggiore attenzione dei consumatori verso le attività outdoor e da una crescente sensibilità per prodotti tecnici, affidabili e durevoli. Questo risultato è stato ulteriormente rafforzato dalla nostra capacità di innovare in modo coerente con il dna di Asolo, introducendo soluzioni tecniche avanzate e migliorando costantemente comfort, performance e sostenibilità dei materiali. La risposta del mercato, sia nei canali tradizionali sia in quelli digitali, è stata particolarmente incoraggiante. Per quanto riguarda il peso sul fatturato complessivo, il segmento hiking rappresenta una componente centrale del nostro business, contribuendo in modo significativo al giro d’affari annuale. Si tratta infatti di uno dei pilastri strategici dell’azienda, su cui continuiamo a investire con convinzione in termini di sviluppo prodotto e di espansione commerciale nei mercati chiave. Guardando avanti, riteniamo che questo segmento continuerà a giocare un ruolo determinante nella nostra crescita, grazie a fondamentali di mercato solidi e alla nostra capacità di interpretare le esigenze di un consumatore sempre più evoluto e orientato alla qualità.
2. Sì, è un fenomeno che osserviamo con chiarezza da diversi anni. L’ingresso nel mondo dell’outdoor è diventato più graduale e accessibile: molti consumatori iniziano con prodotti leggeri, versatili e immediatamente confortevoli, spesso provenienti dal trail running o dal light hiking. Questa evoluzione riflette un cambiamento culturale più ampio, in cui l’escursione non è più percepita come un’attività tecnica riservata a pochi, ma come un’esperienza diffusa, dinamica e integrata nello stile di vita. Per quanto riguarda Asolo, il segmento light hiking è già parte integrante della nostra offerta. Negli ultimi anni abbiamo lavorato per sviluppare calzature che combinino leggerezza, comfort e supporto, mantenendo però il nostro dna: protezione, affidabilità e qualità costruttiva. Questo ci consente di intercettare sia un pubblico nuovo, che si avvicina all’escursionismo, sia un utente più esperto che cerca prodotti agili per uscite veloci o meno impegnative. Il trend delle calzature leggere ha un duplice effetto. Da un lato, traina lo sviluppo del segmento light hiking, spingendo le aziende a innovare in termini di materiali, costruzioni e design per offrire prodotti sempre più performanti ma accessibili. Dall’altro lato, e forse an-

3. Sebbene da tempo ci sia una chiara tendenza all’utilizzo di modelli da hiking leggero e fast hiking con una prevalenza di low-cut, per SCARPA è ancora rilevante il segmento delle calzature più strutturate. Questo perché ci sono ancora molti consumatori con esigenze tecniche, che ricercano maggiore protezione, supporto e stabilità. In contesti come l’escursionismo alpino o il multi-day trekking, per alcuni utilizzatori questa tipologia di prodotto rimane una scelta imprescindibile, garantendo performance e affidabilità nel tempo.
4. Il sell-in in della SS 26 è stato positivo, con risultati in linea o in crescita rispetto alla stagione precedente, a seconda dei mercati. Abbiamo riscontrato una buona risposta da parte dei retailer su tutta la linea hiking/trekking. Si confermano i trend già visibili da qualche anno nel settore outdoor: forte attenzione a leggerezza e comfort e una crescente domanda di prodotti ibridi, a metà tra hiking e trail running. Per quanto riguarda il sell out, ci aspettiamo una stagione positiva e vogliamo rimanere ottimisti nonostante un contesto macroeconomico ancora incerto.

cora più importante, rappresenta una vera porta d’ingresso all’outdoor: scarpe più leggere e versatili abbassano la barriera all’ingresso, rendendo l’escursionismo più immediato e meno “intimidatorio”. Dal nostro punto di vista, queste due dinamiche sono strettamente collegate. Il consumatore che oggi inizia con una scarpa leggera, se accompagnato da un’esperienza positiva, è più propenso a evolvere verso prodotti più strutturati e tecnici. Per questo motivo, il segmento light hiking non è solo una risposta a una domanda di mercato, ma anche un investimento strategico sul futuro dell’escursionismo e sulla crescita della community outdoor.
3. All’interno del portafoglio prodotto Asolo, questo si traduce in una forte preferenza per modelli mid-cut performanti e polivalenti, che coniugano tecnicità e comfort, risultando ideali sia per l’escursionista evoluto sia per l’utente più occasionale che cerca affidabilità e durata nel tempo. Accanto a questa categoria principale, si osserva comunque una domanda crescente anche per hiking shoe basse e leggere, orientate a velocità e attività outdoor meno impegnative, mentre gli scarponi alti tradizionali mantengono una quota più di nicchia, legata a utilizzi tecnici o a condizioni ambientali più estreme.
4. Il sell-in della stagione SS 26 ha mostrato un andamento complessivamente coerente con le nostre aspettative di pianificazione, con una dinamica più selettiva rispetto alle stagioni precedenti. La distribuzione degli ordini ha evidenziato una maggiore concentrazione su modelli core e continuativi, a conferma di una fase di consolidamento delle referenze ad alta rotazione. Dal punto di vista dei trend, si osserva una progressiva polarizzazione della domanda: una tenuta solida dei prodotti tecnici e performance-oriented, che continuano a rappresentare un driver importante per il sell-in. Si conferma inoltre una maggiore attenzione alla gestione del rischio inventariale, con ordini più frammentati e una pianificazione più aderente alla stagionalità reale. In termini di sell-out atteso, ci aspettiamo una stagione caratterizzata da una buona tenuta dei prodotti ad alto contenuto tecnico e dei best seller consolidati, che dovrebbero garantire una rotazione regolare e costante lungo tutta la stagione. Nel complesso, la lettura attuale suggerisce un mercato ancora selettivo ma stabile, in cui la capacità di esecuzione a punto vendita e la focalizzazione sull’assortimento core saranno determinanti per il risultato finale di sell-out.
GÜNTHER ACHERER
CEO PANORAMA DIFFUSION, DISTRIBUTORE ITALIANO MEINDL

1. A mio parere, dopo due anni non facili, il segmento delle scarpe per le attività outdoor sta mostrando segnali di ripresa. Non siamo ancora ai livelli che desideriamo, ma la direzione è quella giusta. Il settore calzature rappresenta circa un terzo del nostro fatturato annuale.
2. Il fenomeno della calzatura leggera è reale e, allo stesso tempo, genera anche molta confusione. Il consumatore tende sempre meno a scegliere la scarpa in base alle proprie esigenze specifiche, lasciandosi invece influenzare da determinate attività sportive in montagna. Il risultato è che molte persone affrontano attività outdoor con prodotti non adeguati.
3. Attualmente la tipologia più venduta è sicuramente la scarpa leggera, sia da trail running sia da escursionismo light.
4. Il sell-in della SS 26 è fortemente caratterizzato dal trend delle calzature leggere, una dinamica che prevediamo si rifletterà anche nel sell-out. Resta però fondamentale investire maggiormente nell’informazione al consumatore, per guidarlo verso una scelta più consapevole e coerente con l’utilizzo reale del prodotto.

ALDO FELICI
SALES MANAGER ITALIA DOLOMITE

1. La risposta del mercato è sostanzialmente in linea con quella dello scorso anno. Attualmente le scarpe da hiking coprono il 40% della domanda del mercato italiano rispetto al 60% delle calzature lifestyle/multisport.
2. Parlare di light hiking o trail running, dal punto di vista dell’utilizzo finale, significa riferirsi a termini molto generici, interpretati in modo diverso dalle aziende, dai negozi e soprattutto dal pubblico finale. Non a caso, su percorsi che si sviluppano su strade bianche, asfalto o prato, il consumatore utilizza indifferentemente le diverse tipologie di calzatura. Per quanto riguarda il light hiking, proponiamo la nostra Vernale Hike sia nel taglio mid sia in quello low. Le loro caratteristiche (leggerezza, comfort, versatilità multisport e facilità d’uso) hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo di questa tipologia di prodotto. Allo stesso tempo, sono qualità che permettono al consumatore di avvicinarsi alle escursioni con una calzatura confortevole, facile da utilizzare, dal prezzo accessibile e soprattutto sicura.
3. Il prodotto più apprezzato dal mercato è la gamma Vernale. Una linea che parte dal light hiking con i modelli Vernale Hike Mid GTX e Vernale Hike Low GTX, fino ad arrivare all’escursionismo più tecnico con Vernale High GTX e Vernale Leather High GTX.
4. In termini assoluti, il sell-in SS 26 è in linea con la SS 25. È emerso in modo ancora più evidente che i modelli low cut e mid cut hanno superato nettamente l’high cut. In particolare stiamo puntando sul mid cut, perché unisce la leggerezza del low cut a una maggiore sicurezza e supporto della zona malleolare durante la camminata. L’attività outdoor, in tutte le sue declinazioni, dalla montagna al viaggio, è un trend in costante crescita; ci aspettiamo quindi che le persone che la praticano possano generare un mercato e vendite positive.
GIAN LUCA FARINAZZO
DIREZIONE COMMERCIALE ITALIA LOWA

1. Nel 2025 il segmento delle calzature escursionistiche e outdoor ha registrato una crescita a doppia cifra rispetto all’anno precedente, rappresentando oltre il 70% del fatturato complessivo.
2. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescita significativa della domanda di scarpe più leggere per le attività escursionistiche. Per questo motivo, la nostra linea di prodotti si è arricchita di modelli hiking e light hiking che garantiscono leggerezza e comfort, ma non compromettono grip e supporto durante la camminata. Una calzatura leggera non solo facilita l’avvicinamento del consumatore alle escursioni, ma contribuisce anche ad ampliare il bacino di utenti potenziali, rendendo la pratica più accessibile e piacevole.
3. Accanto all’eccezionale e sempreverde Renegade Evo Mid, presente sul mercato da oltre 30 anni in posizione di leadership e chiaro benchmark per tutto il mercato, assistiamo al successo di calzature basse che permettono la mobilità alla caviglia come l’Innox Evo e la Maddox Pro, che hanno incontrato il favore del nostro pubblico di riferimento. Questi modelli rispondono perfettamente alle esigenze di chi cerca versatilità e comfort senza rinunciare a prestazioni elevate, confermando come la varietà dell’offerta sia una chiave vincente nel mercato italiano della scarpa da escursionismo.
4. La campagna vendite SS 26 è stata molto positiva e i primi feedback e i riassortimenti confermano la bontà della nostra offerta commerciale, pur in un contesto incerto. Abbiamo notato anche un’ottima accoglienza delle novità nelle calzature da trail running come Skyterra e Amplux, che è possibile testare nei molti eventi di corsa off-road a cui prendiamo parte. Queste iniziative ci permettono di dialogare direttamente con gli appassionati, raccogliere impressioni sul campo e rafforzare la fiducia nel marchio, favorendo così un incremento delle vendite e della notorietà dei nostri nuovi modelli.
ANDREA BELLOTTO
SALES AREA MANAGER ITALIA GARMONT

1. Il segmento escursionismo ha registrato un andamento positivo rispetto allo scorso anno, con particolare vivacità nelle categorie low e mid, che intercettano una domanda trasversale e in continua espansione. L’hiking rappresenta oggi una quota rilevante del nostro fatturato annuale, intorno al 40%, ed è uno dei pilastri strategici di Garmont, sia per volumi generati che per il ruolo nell’acquisizione di nuovi consumatori.
2. Sì, è un fenomeno che osserviamo chiaramente. Molte persone iniziano il loro percorso outdoor con scarpe leggere, light hiking o addirittura trail running usate in modo versatile, riflettendo un’evoluzione verso comfort immediato, leggerezza e versatilità. Proprio per intercettare questa tendenza, Garmont ha rafforzato il segmento dell’escursionismo leggero come leva strategica, mentre per scelta non vogliamo entrare nel trail running puro. Questo trend traina potentemente lo sviluppo del light hiking, aprendo la disciplina a un pubblico ampio e curioso. Allo stesso tempo, le scarpe leggere sono il primo passo fondamentale per avvicinare nuovi consumatori all’escursionismo: rappresentano l’ingresso soft che, con l’esperienza, evolve verso modelli più strutturati. Un esempio concreto è Nexus, nuova calzatura nata dalla riorganizzazione prodotto e commerciale di Garmont: suola Vibram disponibile con e senza Gore-Tex, perfetta per chi passa dal city walking all’hiking leggero.
3. Attualmente, nel low hiking le più vendute sono le calzature light per pubblico amatoriale come Nexus, ma resta un bestseller assoluto Dragontail, precisa e tecnica per chi cerca performance mirata. Nel comparto mid/high, dominano Lagorai e Nebraska, calzature tradizionali per escursionismo a 360 gradi: versatili, affidabili, perfette per l’escursionismo quotidiano e le uscite più impegnative.
4. Il sell-in SS 26 è stato positivo, con crescita del 35% e ottimi riassortimenti, segnale di un sell-out solido. Abbiamo notato un forte interesse per modelli leggeri e trasversali, meno stagionali, nel light hiking e speed approach. Un esempio perfetto è 9.81 Onyx, che incarna la vestibilità comfort del trail con la struttura e protezione di una scarpa approach: esattamente ciò che cercano i consumatori moderni. Questi risultati sono in crescita continua dopo gli ORBDAYS 2025 a Riva del Garda, dove si sono visti i primi frutti della nuova Garmont: innovazione prodotto, design rinnovato e approccio commerciale potenziato, che ci stanno aprendo scenari di performance sempre più brillanti.


Stelvio Historical Trek è un progetto promosso da Bormio e dal Parco Nazionale dello Stelvio che unisce trekking, natura e memoria storica. I sentieri, un tempo utilizzati dai soldati della Grande Guerra, sono stati trasformati in percorsi escursionistici
nostra inviata Tatiana Bertera - foto Giacomo Meneghello
A spasso nella storia, come in un grande, enorme museo a cielo aperto, dove i cimeli sono le fortificazioni e le trincee costruite durante la Prima Guerra Mondiale fanno da cornice ad alcune delle cime più alte dell’Arco Alpino. Qui quella del 1915-18 prende il nome di Guerra Bianca, a indicare un conflitto combattuto in alta montagna, spesso oltre i 3.000 metri, in condizioni estreme di neve e freddo. Nato con l’obiettivo di collegare il patrimonio naturale del Parco con le testimonianze storiche che si trovano letteralmente dietro ogni sasso e in ogni tratto di sentiero, “Stelvio Historical Trek” unisce sport e cultura. Grazie all’uso della tecnologia, i visitatori possono utilizzare l’app gratuita Valtellina Outdoor e usufruire di audioguide e contenuti multimediali, favorendo un’esplorazione consapevole e in autonomia. Gli itinerari attraversano trincee, gallerie e postazioni militari. Tra i percorsi più famosi il “Filon del Mot” da Passo Stelvio e il “Sentiero della Pace” in Valle dei Forni. Oltre alla storia, i trek offrono panorami spettacolari sulle cime dell’Ortles-Cevedale e sulla Punta San Matteo.
FILON DEL MOT, LA “MACHU PICCHU DELLE ALPI”
Il villaggio militare del Filon del Mot si trova a quota 2.768 metri, sulla cresta occidentale del Monte Scorluzzo, nei pressi del Passo dello Stelvio. Uno straordinario complesso costruito dai soldati italiani durante il conflitto con la funzione strategica di controllare la Valle del Braulio oltre a sorvegliare i movimenti delle truppe austro-ungariche. Edifici in pietra, baracche, postazioni difensive, camminamenti, sca-

linate e muri di protezione, disposti su più livelli e letteralmente “aggrappati” alla montagna. Il villaggio è spesso definito la “Machu Picchu delle Alpi” per la sua spettacolare posizione e per l’impatto visivo delle strutture. È raggiungibile attraverso diversi itinerari con partenza dalla zona del Passo dello Stelvio. Il percorso più frequentato parte dalla Terza Cantoniera della Strada Statale 38 dello Stelvio. Da qui si segue una strada militare sterrata che sale dolcemente verso la Malga Scorluzzo, per poi procedere su un sentiero ben segnalato fino ai resti del villaggio. In alternativa, è possibile raggiungere il sito anche dal Passo dello Stelvio, passando dal Monte Scorluzzo, lungo un itinerario più panoramico, ma anche leggermente più impegnativo.
UN SENTIERO PER NON DIMENTICARE
Il Sentiero della Pace, che include tratti come quello nella Valle dei Forni, collega i luoghi e le memorie della Prima Guerra Mondiale (fronte meridionale) per riflettere sul passato e promuovere la pace. Un percorso escursionistico ad anello di circa 9 chilometri che parte e ritorna al Rifugio Forni, in Valfurva, con vedute sul Gruppo Ortles-Cevedale e sul Ghiacciaio dei Forni. Attraversa i pascoli della Malga dei Forni, dove durante l’estate si possono incontrare animali al pascolo. Proseguendo verso la Cima Branca, compaiono le prime testimonianze della Grande Guerra (trincee, fortificazioni e tanto, tantissimo filo spinato che giace come un animale dormiente da oltre 100 anni). L’itinerario prosegue verso la Valle delle Rosole, per poi risalire fino al Rifugio Branca prima di tornare al punto di partenza.



Non solo guida all’inclusione: il libro “Escursionismo e accessibilità” promosso dal CAI offre la visione di chi la montagna non la può ancora vivere totalmente
di Matilde Marelli
PARLA FABIO PELLEGRINO, PRESIDENTE DI CAI SODAS

Pubblicato dal Club Alpino Italiano (CAI) in collaborazione con Terre di mezzo Editore, “Escursionismo e accessibilità” è il nuovo volume della collana I Manuali del CAI ed è stato scritto da Pietro Scidurlo insieme alla Struttura Operativa di Accompagnamento Solidale (SODAS) del club, nata nel 2024 per promuovere l’inclusione attraverso la montagna.
COSTRUIRE UNA MONTAGNA ACCESSIBILE
Da un lato una riflessione culturale sull’inclusione, ancora troppo spesso percepita come eccezione o diversità e non come normalità; dall’altro un vero e proprio manuale con strumenti concreti per renderla possibile. Percorsi ad hoc, segnaletica chiara, infrastrutture adeguate e itinerari differenziati e integrati nel territorio rappresentano il nodo centrale del libro. Non si tratta di “portare” le persone con disabilità in montagna, ma di costruire una montagna che sia
La Struttura Operativa di Accompagnamento Solidale (SODAS) del CAI è un’associazione nata nel 2024 con lo scopo di promuovere la montagnaterapia e l’escursionismo adattato, rendendo la montagna un luogo accessibile
Come e perché il CAI ha deciso di avvicinarsi al mondo della disabilità?

È un percorso che parte da lontano e che si è consolidato durante la presidenza di Antonio Montani. Già dal 2017 è emersa con forza l’esigenza di creare progetti di accompagnamento rivolti a persone che, per la loro condizione o fragilità, desideravano conoscere e vivere la montagna. Da qui è nato un gruppo di lavoro all’interno della Commissione centrale per l’escursionismo, fino ad arrivare, nel 2024, alla nascita di SODAS. Oggi lavora su due fronti: l’accompagnamento in progetti di montagnaterapia e il tema dell’accessibilità, con particolare attenzione all’escursionismo adattato.
Qual è l’idea di fondo di SODAS?
Per noi la montagna deve poter essere vissuta non solo come esperienza assistita, ma come occasione di relazione, socialità e partecipazione, costruita attorno ai bisogni concreti delle persone. Non si tratta semplicemente di “portare” qualcuno in montagna, ma di accompagnarlo in un momento condiviso, pensato con attenzione e competenza.
Nel manuale emerge la volontà di costruire una montagna accessibile. Cosa significa concretamente?
Significa progettare l’esperienza prima ancora dell’uscita: studiare i percorsi, verificarne la fattibilità, capire quali strumenti siano necessari e adattare ogni proposta alla persona che si accompagna. Vuol dire non intervenire dopo, ma pensare fin dall’inizio a sentieri, accoglienza, strumenti e linguaggi inclusivi. L’accessibilità non è solo tecnica: è anche qualità della relazione, capacità di far sentire ogni persona parte dell’esperienza.
Si parla tanto di sostenibilità nei territori montani, ma sull’accessibilità a che punto siamo? Esistono già degli esempi virtuosi?
Siamo in una fase di crescita che negli ultimi anni ha visto una forte accelerazione. Il tema è ancora in evoluzione, ma ci sono segnali concreti: molte sezioni del CAI si sono impegnate direttamente su questo fronte e crescono i
soci che partecipano ai corsi promossi da SODAS. Questo dimostra che l’accessibilità non è più un tema marginale, ma una questione trasversale all’intera associazione.
Quali sono gli ostacoli principali per rendere la montagna davvero inclusiva? Quanto è difficile applicare gli strumenti concreti offerti dal manuale?
Uno degli ostacoli principali è culturale, prima ancora che organizzativo o infrastrutturale. Rendere la montagna inclusiva significa imparare a progettare le uscite a partire dalle esigenze reali delle persone, con competenze, formazione, tempo e attenzione alla relazione. Un altro nodo è l’accoglienza: serve lavorare anche con chi gestisce rifugi e strutture, per eliminare difficoltà e barriere e costruire un rapporto più consapevole con chi arriva.
Le istituzioni stanno supportando questo percorso?
Il quadro è ancora molto disomogeneo. La disponibilità di risorse economiche e la capacità di risposta ai bisogni sociali cambiano molto da territorio a territorio, e questo incide anche sulle possibilità concrete di sviluppare percorsi inclusivi in montagna. In questo scenario il volontariato del CAI svolge un ruolo fondamentale: grazie alla competenza tecnica delle Sezioni e all’impegno dei soci, riusciamo a garantire esperienze in natura a persone che altrimenti ne resterebbero escluse. In questo senso, il CAI non offre solo un’attività ricreativa, ma contribuisce attivamente a rendere effettivo un diritto.
Una montagna accessibile a tutti rappresenta un’opportunità per il turismo?
Sì, senza dubbio. L’accessibilità rappresenta una grande opportunità sia dal punto di vista sociale sia da quello turistico. In un Paese come l’Italia, dove gran parte del territorio è montano o collinare, aprire davvero le terre alte significa ampliare il numero delle persone che possono viverle: non solo persone con disabilità, ma anche anziani e famiglie. Un territorio capace di offrire sentieri accessibili, segnaletica adeguata e rifugi accoglienti diventa anche più attrattivo e competitivo. Per questo, accanto ai progetti di accompagnamento, stiamo investendo molto anche nella formazione e nella cultura dell’accoglienza inclusiva.

già pensata per accoglierle e che permetta loro di vivere tutte le esperienze che può offrire. Un cambio netto, che chiama in causa operatori del settore e istituzioni. Ed è proprio in questo contesto che il Club Alpino Italiano diventa centrale. Da sempre attivo nella tutela e valorizzazione dei territori montani, il CAI promuove progetti, formazione e strutture dedicate con l’obiettivo di trasformare l’escursionismo in una disciplina adatta a tutti, che possa rendere la montagna un luogo di incontro.
L’AUTORE: PIETRO SCIDURLO
Tra le voci del volume c’è quella di Pietro Scidurlo, figura chiave nel panorama dell’accessibilità outdoor. Nato nel 1978 a Somma Lombardo (VA), ha trasformato la propria paraplegia in un punto di partenza per creare qualcosa di diverso, diventando negli anni un riferimento per il turismo accessibile in Italia e un esempio concreto di come il cambiamento personale possa influenzare il destino anche di altre persone. Viaggiatore, autore e co-fondatore dell’associazione Free Wheels, creata nel 2012 per promuovere il viaggio lento accessibile lungo i cammini europei, lavora da tempo per rendere gli itinerari davvero aperti a tutti, dimostrando che l’inclusione non è solo possibile, ma

anche motivo di arricchimento. La sua esperienza diretta dà al manuale una credibilità rara, visto che ogni indicazione nasce da esigenze reali, vissute e affrontate lungo i sentieri.
UNA RESPONSABILITÀ COLLETTIVA
Un libro scritto per un target ampio, che comprende operatori turistici, progettisti di itinerari, gestori di strutture, accompagnatori, ma anche per chiunque frequenta la montagna e voglia imparare a farlo con più consapevolezza. Oltre a una guida per le esperienze sportive, “Escursionismo e accessibilità” accompagna i lettori verso una comunicazione che prende in considerazione realtà più ampie, dedicando spazio a un glossario di “parole preziose” e rendendo l’inclusione una responsabilità formativa e collettiva.
Far sì che l’outdoor sia accessibile non è solo una questione etica, ma anche un dovere culturale e sociale. In un momento in cui il settore del trekking e dei cammini cresce e si diversifica, il manuale arriva come uno strumento necessario per vedere e vivere questo mondo da un’altra prospettiva: riconoscere che la montagna è già uno spazio condiviso e che siamo noi ad averlo reso esclusivo.


di Sara Canali

Nel cuore delle Alpi Cozie torna la seconda edizione di KOM – Kulture of Mountain, l’evento che permette di vivere lo spirito più autentico delle montagne
Dal 26 al 28 giugno, KOM – Kulture of Mountain torna a Colle Fauniera, cuore selvaggio delle Alpi Cozie, in provincia di Cuneo, come un’esperienza esclusiva per soli 60 esploratori che scelgono di scambiare il rumore della quotidianità con il respiro delle vette. Si tratta di una tre giorni tra escursioni guidate, musica dal vivo e incontri culturali, e rappresenta un invito a vivere la montagna in modo autentico e condiviso. Situato a 2.400 metri di altitudine, il Rifugio Fauniera rappresenta il cuore pulsante del festival, durante il quale attività outdoor, momenti di ascolto e musica si intrecciano, creando uno spazio autentico in cui natura e cultura dialogano senza filtri. L’esperienza è all-inclusive: si dorme in tenda già attrezzata, con materassino e sacco a pelo/lenzuolo, e con food & beverage inclusi per tutta la durata. Una formula che permette di concentrarsi solo sulle attività e sul vivere il contesto. Le giornate sono scandite da diverse attività. Un festival che rappresenta la “risposta lenta” di Karhu, Garmin, Alba Optics, Ferrino, Officine Mattio e Silva.
LE ATTIVITÀ
Hiking e orienteering sono tra le attività principali proposte. Non semplici escursioni, ma percorsi guidati e tecnici, con l’utilizzo di dispositivi Garmin per imparare a orientarsi e leggere il territorio. L’obiettivo è rendere l’esperienza più consapevole e coinvolgente, anche per chi ha già familiarità con la montagna. Al mattino si parte con sessioni di yoga all’aperto, utili per attivare il corpo e prepararsi alla giornata. Durante tutto l’arco del giorno la musica accompagna l’esperienza con live acustici e set pensati per integrarsi con l’ambiente, senza sovrastarlo. Non mancano momenti di confronto grazie a talk e incontri con ospiti e artisti, spesso in formato informale, per approfondire temi legati alla montagna, al viaggio e allo stile di vita outdoor. Accanto alle attività più strutturate, c’è spazio per la parte più leggera, come i giochi, gli aperitivi al tramonto e i momenti di relax condiviso, che contribuiscono a creare una dimensione di gruppo spontanea. È incluso anche un gift kit tecnico, con attrezzatura e accessori utili durante l’esperienza, pensati per essere utilizzati subito sul campo.
A RIVA DEL GARDA
Sabato 16 maggio, nel tardo pomeriggio, il progetto KOM – Kulture of Mountain fa tappa a Riva del Garda in occasione della European Outdoor Week, con un appuntamento che promette di essere un’immersione lenta e condivisa tra paesaggio, storia e socialità. Un trekking di 7 chilometri, con 150 metri di dislivello, percorre la Tagliata del Ponale e si conclude con un happy hour vista lago e live music (con artista a sorpresa).
kom-experience.com
Tre giorni di escursioni, attività outdoor e incontri sul Monte Bibele con Cammini d’Italia e la sua community

Sono da poco state svelate le date dello Yunka Festival 2026, l’appuntamento dedicato alla cultura del cammino e del turismo lento. Dall’11 al 13 settembre, sul Monte Bibele, nel cuore dell’Appennino bolognese, lo Yunka si conferma evento che mette al centro il trekking come esperienza di incontro, scoperta e condivisione. Tra sentieri, boschi e paesaggi dell’Appennino tosco-emiliano, la community di Cammini d’Italia si riunirà per vivere l’outdoor a 360 gradi. Le giornate saranno scandite da cammini guidati di diverso livello, pensati per tutti, dai principianti agli escursionisti esperti. Accanto al trekking troveranno spazio yoga all’aperto, workshop, forest bathing e attività di orienteering. Non manca la dimensione culturale, con talk e incontri dedicati. Un approccio che rende il festival non solo un evento outdoor, ma anche un luogo di scambio e narrazione. Durante l’edizione 2025 il format ha confermato la sua natura community-based, con la partecipazione di creator e divulgatori come Il Cammino del Cretino, 2F Hiking, Tom Search e Itinerario a colori, insieme alla community di Cammini d’Italia. Presenti anche diverse realtà dei sentiri italiani, tra cui la Via degli Dei, la Via Mater Dei, la Via della Lana e della Seta, il Cammino di Oropa e la Via degli Abati.
yunkafestival.it
Noi Camminiamo in Sardegna torna con di 26 weekend per scoprire itinerari, sentieri e luoghi di pellegrinaggio

Anche per il 2026 torna la rassegna Noi Camminiamo in Sardegna, uno degli appuntamenti più strutturati in Italia dedicati al turismo lento e alla cultura del delle escursioni di più giorni. Presentata alla Fiera dei Grandi Cammini “Fa’ la cosa giusta!” a Milano, l’iniziativa promossa dalla Regione Sardegna rinnova il suo format con un approccio ancora più diffuso e continuativo, pensato per accompagnare viaggiatori e camminatori per gran parte dell’anno. Il progetto si sviluppa da aprile all’autunno attraverso un calendario di 26 weekend di trekking, organizzati dal venerdì alla domenica lungo la rete dei cammini ufficiali dell’isola. Il programma coinvolge gli otto Cammini di Sardegna e le otto Destinazioni di Pellegrinaggio riconosciute, a cui si aggiunge un percorso speciale dedicato alla mobilità dolce in bicicletta, con l’obiettivo di valorizzare il territorio attraverso esperienze lente e distribuite nel tempo. La struttura del progetto punta a trasformare le escursioni lunghe in una modalità stabile di scoperta della Sardegna, favorendo la conoscenza dei territori, dei borghi e delle comunità locali. L’iniziativa si chiude con la tradizionale Settimana dei Cammini, prevista tra fine settembre e inizio ottobre, che rappresenta il momento conclusivo e celebrativo dell’intero programma. Il format si inserisce in una strategia più ampia di promozione del turismo sostenibile, con l’obiettivo di rendere il cammino non solo un’attività esperienziale, ma una vera e propria motivazione di viaggio, capace di valorizzare l’isola durante tutto l’anno.
noicamminiamoinsardegna.it








Dal 5 al 17 luglio, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino tra Calabria e Basilicata, andrà in scena un festival, sì, ma soprattutto un modo diverso di abitare i luoghi
di Sara Canali
Il Pollino è il Parco Nazionale più grande d’Italia e si estende tra Calabria e Basilicata, formando un territorio che chiede di essere attraversato, osservato e vissuto con il ritmo del cammino e con la calma di chi vuole davvero capire dove si trova. Qui le montagne non sono solo scenari, ma custodi di storie antiche, tradizioni radicate e paesaggi che cambiano a ogni curva. Il Va’ Sentiero Fest, nella sua edizione 2026, sceglie proprio questo luogo per 11 giorni di evento (dal 5 al 17 luglio), 10 giorni di cammino, circa 190 chilometri e 10 comuni coinvolti, lungo un itinerario che unisce natura, cultura e comunità.
Un trekking partecipativo, gratuito e aperto a tutti è come si presenta questo evento, ma la semplicità è solo apparente. Infatti il percorso del Fest è impegnativo poiché si tratta di un trekking e non un cammino. Per questo richiede una buona preparazione fisica e non è adatto ai bambini. Ovviamente non serve essere degli atleti, ma è fondamentale essere allenati poiché ogni giorno si cammina e si arriva in un borgo dove avvengono incontri, racconti e musica. A rendere unico questo festival è la cosiddetta scuola della montagna visto che, durante questi giorni, si impara a orientarsi, a leggere il paesaggio, a riconoscere le piante, a capire i ritmi della natura. Si ascolta-
>> SARA FURLANETTO, CO-FOUNDER VA’ SENTIERO
Il Va’ Sentiero Fest nasce dall’esperienza di un cammino lungo il Sentiero Italia (oltre 8.000 chilometri) realizzato tra il 2019 e il 2021 da un gruppo di giovani e che ha coinvolto migliaia di persone, trasformando l’esplorazione in un’esperienza collettiva. Co-fondatrice del progetto “Va’ Sentiero” insieme a Yuri Basilicò è Sara Furlanetto, a cui abbiamo rivolto alcune domande.
Qual è la differenza tra il Va’ Sentiero Fest e un semplice racconto del territorio?
Il Fest non è solo un progetto di comunicazione: è in primo luogo un evento per animare il territorio con eventi pubblici, per esplorare un trekking inedito con persone da tutta Italia (e oltre), facendo scoprire il parco nazionale più grande d’Italia e valorizzando gli operatori locali attraverso collaborazioni sul campo. È un evento unico e speciale, che però vuole essere ripetibile. Infatti come Va’ Sentiero realizzeremo la documentazione dell’intero percorso per una restituzione al territorio, affinché Catasta (hub turistico e culturale nonché main partner del Fest) possa riproporre l’esperienza a chi vorrà riviverla.
Come cambia il modo di viaggiare proposto dal Va’ Sentiero Fest rispetto al turismo tradizionale?
Il Fest è prima di tutto un’esperienza di comunità. Tra i camminatori, che lungo il sentiero condividono giorni intensi trasformando rapidamente un gruppo di sconosciuti in una rete di relazioni autentiche, fatte di confidenza e spontaneità.
no le storie degli abitanti, entrando in contatto con chi quei luoghi li vive ogni giorno.
IL PROGRAMMA
Si parte dal mare, dalla Riviera dei Cedri, inaugurando il sentiero costiero che collega Scalea a Praia a Mare, passando per lo scenografico Arcomagno. A Laino Borgo, il 7 luglio, si entra subito nell’atmosfera con la festa patronale e un concerto di giovani zampognari. Il giorno dopo, invece, si cambia completamente prospettiva: si scende lungo il fiume Lao in rafting, lasciando che sia l’acqua a guidare il viaggio. Il 9 luglio si sale in sella a una e-bike per raggiungere Masistro, dove ad attendere i camminatori c’è un campo tendato realizzato da Ferrino, immerso nella natura. Una notte essenziale, condivisa, sotto le stelle. Poi ci sono i borghi Bandiera Arancione come Morano Calabro e Civita, raccontati attraverso visite con il Touring Club Italiano: luoghi dove il tempo sembra essersi fermato, ma che oggi tornano a vivere attraverso nuove forme di turismo. E ancora: cammini con le guide di Infopollino, momenti di divulgazione, lettura del paesaggio, fino a esperienze che parlano anche al gusto, come la cena a Terranova di Pollino con lo chef Federico Valicenti. Il viaggio si chiude a Sibari, con un evento finale che intreccia territorio ed enogastronomia, insieme agli ospiti di Vinitaly.
vasentiero.org
Ma è anche un momento di incontro con i territori: nei borghi attraversati, grazie agli eventi organizzati insieme a comuni e pro loco, si creano occasioni di scambio genuine con i local, tra musica e tradizioni enogastronomiche. A questo si aggiunge una dimensione più “didattica”, legata alla scoperta consapevole dell’ambiente naturale, accompagnata da figure esperte come il naturalista del team VS, Federico Biguzzi, che ogni giorno offre strumenti per leggere e comprendere il paesaggio. Più che un’esperienza turistica, il Fest è un vero e proprio esperimento sociale, ovvero una scuola della montagna in cammino.

Sara Furlanetto
Perché camminare rappresenta il miglior esempio di “turismo lento e sostenibile”? Non so se sia il migliore, ma ha sicuramente tanto potenziale. Dipende sempre da come una persona si pone, se ha curiosità e rispetto verso il territorio in cui si muove. Teoricamente camminare favorisce un approccio delicato e profondo, semplicemente perché è la modalità più lenta che esista ed è quando andiamo veloci che si fa danno, perché non si pone attenzione al presente, si consumano luoghi per spuntare la lista. Camminare insegna che ogni tappa è una fatica e una conquista, dall’inizio alla fine, e il viaggio sta in mezzo, non solo nella destinazione.



Cammini d’Italia è la realtà che meglio racconta gli itinerari a piedi nel nostro Paese e crea connessioni tra chi li vive. Ne abbiamo parlato con il ceo Davide Nanna
di Sara Canali
A volte, da una sventura, può nascere qualcosa di inaspettato. È quello che è successo a Davide Nanna, ceo e co-founder di Cammini d’Italia, il progetto dedicato alla valorizzazione della rete dei cammini e itinerari a piedi italiani, cioè quei percorsi storici, religiosi, culturali e naturalistici che attraversano il Paese collegando borghi, santuari, parchi e territori rurali.
LA GENESI
“Il progetto Cammini d’Italia nasce, in realtà, da una disavventura sulla Via degli Dei. Era il 2017, ero all’università e con un paio di amici decidemmo di partire senza avere praticamente alcuna esperienza di cammini”. Davide racconta così la sua estate di quell’anno in cui parte con uno zaino troppo pesante, attrezzatura non adatta, scarpe sbagliate e condizioni climatiche impegnative. “A un certo punto ero davvero in difficoltà, ma il mio compagno di cammino Mattia era intenzionato a continuare a tutti i costi. Alla fine sono rimasto anche io e da quel momento è cambiato tutto”. Al termine dell’esperienza nasce l’idea di uno spazio per raccogliere informazioni sui cammini italiani, dando vita a una prima pagina Facebook che, in modo spontaneo, crea una piccola community. Con l’inizio del corso universitario di economia e marketing, durante un laboratorio pratico, Davide propone di condividere con gli altri studenti il progetto, che si trasforma progressivamente in un lavoro collettivo. Anche i docenti vedono in “Cammini d’Italia” una possibilità di sperimentazione digitale. Insomma, una semplice pagina Facebook diventa prima un blog e poi una community in costante crescita.

CAMMINI D’ITALIA OGGI
Nel tempo il progetto si consolida ulteriormente con l’ingresso nel team di collaboratori come Vincenzo Caruso, divulgatore scientifico, e Francesco Boggi, con cui Davide fonda la SRLS nel 2022, anno in cui avviene la svolta definitiva. Cammini d’Italia diventa una realtà strutturata a tutti gli effetti, con portale, app, produzione editoriale ed eventi, trasformandosi da iniziativa spontanea a piattaforma organizzata dedicata alla cultura del cammino. Completano il team Fabrizio, Gianluca, Sara, Marta e Alessandra. Abbiamo chiesto proprio a Davide Nanna di raccontarci cosa rappresenta oggi questa community che, anno dopo anno, ha raggiunto numeri incredibili.
Che cos’è oggi Cammini d’Italia? Come lo definiresti?
Cammini d’Italia è tante cose insieme. La definizione che ci rappresenta di più è quella di una community di camminatori, ma allo stesso tempo è anche una start-up. Stiamo lavorando per innovare questo settore che cresce sempre più, anno dopo anno.
Come è cambiata nel tempo l’interazione con la vostra community?
All’inizio il pubblico era prevalentemente adulto, spesso molto esperto, e ci forniva anche critiche costruttive. Oggi invece siamo percepiti come un contenitore di riferimento per i camminatori di tutte le età. Ci sono moltissimi giovani, anche giovanissimi, che si avvicinano al mondo dei cammini e si amalgamano al pubblico adulto dell’inizio, che è rimasto con noi nel tempo. Le persone ci chiedono consigli, ci utilizzano per scegliere il prossimo itinerario.
Oggi il pubblico è molto più variegato, dal neofita all’esperto. Come riuscite a parlare a entrambi?
Il nostro obiettivo è mettere in connessione questi due mondi. Lavoriamo molto sulla community e sugli eventi per creare scambio tra persone con livelli di esperienza diversi. Un esempio è lo Yunka Festival, tre giorni di cammino, workshop, incontri e talk dove molti neofiti si avvicinano al cammino e iniziano a creare relazioni. Inoltre produciamo contenuti e strumenti come la guida al primo cammino, pensata proprio per aiutare chi parte da zero.
Il panorama è più affollato rispetto agli inizi. Come vi posizionate rispetto ad altri creator e realtà simili?
Non li vediamo come competitor. È un settore ancora giovane e chi lavora in questo mondo contribuisce a far crescere l’interesse generale. Anzi, collaboriamo con altri creator, giornalisti e professionisti: la nostra community non è fatta solo di utenti, ma soprattutto di appassionati che creano contenuti. L’idea è costruire ponti, non alzare muri.
Come si rapportano i brand outdoor al mondo dei cammini?
C’è ancora una certa diffidenza da parte dei brand. È un settore in crescita, ma richiede un approccio specifico, sia a livello di prodotto sia di comunicazione. Non si può semplicemente prendere l’attrezzatura da alpinismo e usarla sui cammini. Noi selezioniamo molto le collaborazioni: non ci interessa fare semplice pubblicità, ma lavorare con i brand per creare contenuti utili e valore per la community.
Su quali strumenti e progetti state investendo?
Stiamo investendo molto sul portale e sull’app, oltre ai social. Parallelamente lavoriamo su contenuti editoriali, eventi, produzioni video e documentari sul territorio. A questo si aggiunge la parte cartacea, con l’Atlante dei cammini e la Guida al primo cammino.
camminiditalia.org

HIKING EXPLORER
© Claudio Focarazzo



Partendo da questa domanda, ci siamo fatti raccontare il passaggio dall’idea alla traccia e la ricostruzione della rete di persone che lo rende vivo. Ecco cosa abbiamo scoperto sulla via per Matera
di Sara Canali
Era la primavera del 2015 quando tre amici diedero il via a un progetto ambizioso, quanto semplice: diffondere e radicare la cultura del viaggio a piedi anche nel sud d’Italia. È nato così il Cammino Materano, un percorso che voleva collegare Bari a Matera e che oggi conta ben sei Vie che vanno dai monti della Basilicata alle bianche rive dello Jonio. Ma quando tutto questo è stato concepito, il mondo dei cammini era molto diverso rispetto a come lo conosciamo ed esistevano pochissime esperienze organizzate, tra cui la Via Francigena e pochi altri percorsi. Nel Mezzogiorno, in particolare, mancava del tutto un’offerta che permettesse agli appassionati di cammino di intraprendere un vero viaggio a piedi, capace di attraversare e raccontare le aree interne. “Il nostro obiettivo era quello di costruire un itinerario, o meglio, diversi itinerari che conducessero a Matera”, racconta Claudio Focarazzo, uno dei fondatori insieme a Angelofabio e Lorenzo dell’associazione. La scelta della città lucana non è un caso. “Innanzitutto Matera è una delle città più antiche, che esiste da circa 8.000 anni, in cui uomo e ambiente hanno sempre vissuto in armonia. Camminare, in questa prospettiva, significa entrare in relazione autentica con i luoghi, imparare a riconoscerli in ogni loro dettaglio, dalle piazze agli alberi, dalle strade ai segni archeologici e vivere il territorio in tutte le sue stratificazioni, naturali, storiche e umane”.
L’IDEA

_Il nostro obiettivo era costruire un itinerario, o meglio, diversi itinerari che conducessero a Matera, una delle città più antiche, che esiste da circa 8.000 anni, in cui uomo e ambiente hanno sempre vissuto in armonia
Claudio Focarazzo, co-fondatore Cammino Materano
conducono tutti verso Matera, ciascuno con una propria identità paesaggistica, culturale e simbolica. Non è un unico tracciato, ma un sistema di cammini nati nell’intento di tenere insieme una direzione che fosse anche un’idea, ovvero quella di attraversare le sconosciute aree interne del Meridione d’Italia per giungere nel cuore di un territorio che per millenni è stato un centralissimo punto di equilibrio tra le tante popolazioni e culture che hanno composto lo straordinario mosaico del Mediterraneo.
IL CAMMINO
Claudio e Angelofabio sono laureati in archeologia, mentre Lorenzo in botanica, per questo la loro curiosità nei confronti del proprio territorio è piuttosto viva. Insieme, decidono di mettersi in cammino iniziando una prima esplorazione, alla scoperta degli aspetti naturalistici, dei boschi, ma anche delle presenze archeologiche e paesaggistiche. “Dopodiché abbiamo iniziato a organizzare i primi eventi attraverso i quali far conoscere il percorso, individuando delle tappe, quindi rivolgendoci soprattutto ai cittadini della zona e, così facendo, abbiamo cominciato a strutturare il cammino”. Ecco come nasce l’associazione di promozione sociale non a scopo di lucro del Cammino Materano che, grazie alle offerte raccolte durante le visite, può cominciare a investire in segnaletica e cartellonistica per indicare il percorso, riuscendo a farlo diventare una realtà nel 2018. È stato necessario mettere a sistema strade secondarie romane, vie medievali e sentieri già esistenti. “Avevamo una direzione, ma poi bisognava andare tantissime volte sul territorio per vedere che cosa esisteva ancora di quelle strade e dei sentieri, per trovare l’itinerario più particolare. Il Cammino Materano è stato un lavoro di restituzione di un patrimonio di tutti, per arrivare fino a Matera”, continua Claudio. Quello che è venuto fuori non è un cammino lineare, visto che in linea retta Bari e Matera sono distanti una sessantina di chilometri, mentre se ne percorrono 160, lungo un itinerario che porta alla scoperta di luoghi carichi di significato.
LA TRASFORMAZIONE
“Per essere tale, il cammino doveva superare i 100 chilometri, perché l’esperienza doveva durare almeno quattro giorni, altrimenti rischiava di diventare un trekking. Ecco perché abbiamo ragionato su lunghe percorrenze, superiori ai 150 chilometri”. Il Cammino Materano è oggi una rete articolata di percorsi che
Per quanto riguarda la regolamentazione dei cammini, nel 2018 in Italia non ne esisteva una definita. “Noi abbiamo creato una nostra identità, siamo stati tra i primi”, dice Claudio. “Prima di tutto, abbiamo dato vita alla rete dei volontari, fondamentale per tutta l’organizzazione. La risposta è stata incredibile e il nostro approccio fin dall’inizio è stato quello di trasformare l’esperienza del cammino in un progetto condiviso”. Oggi sono tante le persone che gravitano intorno al progetto e questo ha permesso di creare le cosiddette “Case del Cammino”, che rappresentano molto più di semplici strutture ricettive. “Sono il cuore umano dell’esperienza. Si tratta di una rete di accoglienze, come B&B, agriturismi, case private, selezionate nel tempo per la loro capacità di condividere lo spirito del viaggio lento e dell’ospitalità autentica. Qui il camminatore non trova solo un posto dove dormire, ma un ambiente capace di adattarsi ai suoi ritmi, offrire supporto concreto e, soprattutto, creare relazione”, spiega Claudio. Nelle Case del Cammino si entra in contatto diretto con le comunità locali, si ascoltano storie, si ricevono consigli, si vive il territorio dall’interno. Non a caso sono considerate i veri pilastri del percorso, visto che rendono possibile il Cammino, sostengono le economie locali e contribuiscono a mantenere viva quella dimensione di scambio e condivisione che accompagna ogni passo verso Matera. “Poi tra le varie persone che si sono avvicinate a noi c’è anche il grafico Paolo che ha sviluppato tutta l’immagine coordinata, dal simbolo al merchandising, dalle credenziali fino alle maglie. Essendo un’associazione di promozione sociale, il Cammino è sostenuto dalle donazioni, dalle credenziali e dal merchandising, che poi vengono reinvestiti”.
Insomma, un cammino non nasce da una linea tracciata su una mappa, ma da uno sguardo e dalla capacità di leggere un territorio, di attraversarlo passo dopo passo, di riconoscerne le tracce e restituirle a chi verrà dopo. E se all’inizio è l’impegno di persone profondamente legate ai luoghi a gettare il primo seme, alla fine camminare diventa un gesto collettivo che riporta alla luce ciò che esisteva già per rimetterlo in movimento.
camminomaterano.it


Be ready to get out there from the moment the first spring dawn burns through the mist.
Bags already packed and boots by the door, we are there at first light and the last to return.


Dalla collaborazione tra rifugisti e territorio nasce il Palaronda Trek, un modello di trekking organizzato che unisce accoglienza, sentieri e visione condivisa della montagna
di Sara Canali
Un progetto escursionistico strutturato, nato con l’obiettivo di trasformare una rete di sentieri già esistenti in un circuito organizzato di trekking e ferrate da rifugio a rifugio. Un modello di escursionismo a pacchetti, con varianti di difficoltà e combinazioni differenti, che permettono di attraversare il plateau dolomitico sopra i 2.500 metri in modalità hut-to-hut, con logistica semplificata e appoggi ben distribuiti. Un nome evocativo: Palaronda Trek. “L’idea nasce nel 2010, su iniziativa dei rifugisti delle Pale di San Martino, con l’obiettivo di proporre una formula di vacanza trekking più efficace e distintiva per il territorio”, racconta il direttore dell’APT Manuel Corso. “Un elemento decisivo è stata la forte collaborazione tra i gestori, rivelatasi la vera chiave di successo del progetto. Per strutturare e promuovere l’iniziativa, in particolare sui mercati internazionali, i rifugisti si sono quindi rivolti ad APT, dando così avvio concreto al Palaronda Trek”. Rifugio Rosetta (2.581 m), Rifugio Pradidali (2.278 m), Rifugio Treviso – Canali (1.634 m), Rifugio Mulaz (2.571 m), Rifugio Velo della Madonna (2.358 m) lavora-
no insieme e rappresentano qualcosa di più di semplici punti di sosta, ma definiscono la struttura stessa degli itinerari. “Il modello Palaronda Trek è potenzialmente replicabile, ma non in modo automatico”, continua Manuel Corso. “Il successo nelle Pale di San Martino dipende da una combinazione di fattori: la qualità e varietà degli itinerari, una logistica che consente tappe flessibili e percorribili in più modalità e un’offerta adattabile a diversi livelli ed esigenze. Determinante è anche la possibilità di costruire un prodotto modulare, con un pacchetto base integrabile con servizi aggiuntivi”. L’offerta del Palaronda Trek si presenta oggi come un prodotto consolidato, capace di offrire un’esperienza completa e articolata su più livelli, dal trekking alle vie ferrate, con diverse durate e gradi di difficoltà. “Lo sviluppo futuro guarda soprattutto ai mercati internazionali”, continua il direttore. “Dopo il consolidamento di quelli di lingua tedesca e olandese, si stanno aprendo nuove opportunità, per esempio in Polonia e nel mercato americano, con particolare interesse per il segmento trekking e le alte vie”.
DUILIO BONINSEGNA, GESTORE DEL PRADIDALI, E MARA IAGHER, DEL TREVISO – CANALI
Come è nata l’idea del Palaronda Trek e quali esigenze hanno portato i rifugisti a collaborare?
In passato molti escursionisti dell’Alta Via n. 2 tendevano a interrompere il percorso alle porte delle Pale di San Martino. Da qui l’idea di strutturare un trekking da rifugio a rifugio, simile a un’alta via, capace di offrire un’esperienza continua e organizzata. Allo stesso tempo cresceva la richiesta di poter prenotare con un unico interlocutore e di avere una rete di percorsi più strutturata.
In che modo il progetto ha cambiato le relazioni tra i rifugi?
La collaborazione tra i rifugi esisteva già, ma con Palaronda si è rafforzata ed è stata resa più strutturata. Oggi il confronto è più frequente, soprattutto nella gestione dei flussi degli escursionisti. Si lavora anche su aspetti pratici come la definizione dei menù, per garantire varietà lungo il percorso ed evitare ripetizioni.

Quali sono stati i principali vantaggi dell’adesione?
Il booking centralizzato ha alleggerito il lavoro dei rifugi, riducendo la gestione diretta di prenotazioni, caparre e pagamenti. Inoltre, rappresenta una garanzia sia per gli operatori sia per gli escursionisti. Anche sul piano promozionale il progetto ha portato benefici, grazie alle attività coordinate con APT e a una comunicazione più strutturata.

Come immaginate la sua evoluzione nei prossimi anni?
Negli anni il prodotto è stato migliorato grazie ai feedback degli escursionisti. Tra gli sviluppi futuri c’è l’ampliamento delle esperienze legate alle vie ferrate, valorizzando le possibilità offerte dal territorio. Un altro punto chiave sarà la sensibilizzazione a un approccio consapevole: attenzione ai rifiuti, al consumo delle risorse e al rispetto di flora e fauna, elementi fondamentali per la sostenibilità dell’esperienza in quota.
Nata all’inizio degli Anni ’90, Lyofood con i suoi pasti liofilizzati ha trasformato il concetto dell’alimentazione all’aria aperta. Il cibo non è più solo sostentamento energetico, ma parte integrante dell’esperienza
di Matilde Marelli
L’alimentazione è un concetto fondamentale nel mondo outdoor. Non solo perché è il “carburante” che ci fa raggiungere i traguardi più alti e faticosi, ma perché mangiare nella natura è diventato parte stessa della performance e dell’esperienza. È su questo concetto che si basa Lyofood, brand polacco che ha trasformato l’idea di pasto in alta quota: non più solo semplice energia, ma cibo reale e appagante, un vero e proprio percorso degustativo più simile alla cucina casalinga che alle classiche razioni tecniche. Perché per raggiungere alte prestazioni, è necessario mangiare bene. E bene significa sapore, qualità degli ingredienti e valore nutrizionale equilibrato.
LA STORIA DEL MARCHIO
Lyofood affonda le proprie radici nei primi Anni ’90, quando Jerzy, un ingegnere polacco impiegato in una banca del sangue, osservando la liofilizzazione del plasma si chiese se lo stesso processo tecnico potesse funzionare anche con il cibo. Da quel momento iniziò la costruzione dei macchinari e poi i primi esperimenti con l’erba cipollina, che veniva liofilizzata, poi lavorata e infine spedita all’estero. La qualità era fin da subito palpabile: il prodotto convinceva e la domanda cresceva. Il salto però arrivò quando alpinisti e viaggiatori impiegati in lunghe spedizioni iniziarono a richiedere pasti completi: si passò dalla liofilizzazione di singoli ingredienti, alla liofilizzazione di veri e propri pasti. Da lì, Lyofood ha iniziato a costruirsi una propria identità e a rinforzare la struttura, evolvendosi e crescendo continuamente fino a contare oggi quasi 50 piatti principali, oltre a zuppe, colazioni, dessert e snack distribuiti in più di 30 Paesi in tutto il mondo. Nonostante l’ascesa in termini di notorietà, il legame tra il marchio polacco e l’outdoor rimane centrale, tanto che alcune ricette sono sviluppate in collaborazione con gli atleti ambassador del brand. Il menù include piatti firmati del climber e alpinista Seán Villanueva O’Driscoll, dal celebre alpinista Marko Prezelj, dalla campionessa mondiale di arrampicata su ghiaccio Ines Papert e dallo scialpinista Mathieu Maynadier. Una novità assoluta e tutta italiana è la collaborazione con il gruppo dei Ragni di Lecco, con cui Lyofood


è riuscita a creare la versione liofilizzata dei pizzoccheri, piatto tipico valtellinese.
TRASPARENZA DELLA FILIERA
Il motivo del successo sta nel processo produttivo a dir poco rigoroso: materie prime genuine, che vengono cucinate tradizionalmente prima di essere liofilizzate, mantenendo in questo modo struttura, gusto e valori nutrizionali. Ogni prodotto nasce da un processo completamente controllato, tutto interno all’azienda, dalla selezione delle materie prime fino alla distribuzione. Lyofood sceglie accuratamente i propri fornitori, che devono rispettare l’etica trasparente del brand, ma non solo: spesso coltiva direttamente parte degli ingredienti, tra cui frutta, verdure ed erbe aromatiche. Questo permette un controllo totale sulla qualità e soprattutto consente di eliminare completamente additivi e conservanti. Il risultato è una linea di prodotti “clean label” al 100%.
L’approccio all’etica del brand non parte da slogan, ma dal semplice concetto secondo cui produrre cibo significa consumare risorse. Lyofood, però, lo fa nel modo più responsabile possibile: niente prodotti superflui, né linee costruite ad hoc per vendere di più. Ogni ricetta viene pensata, studiata e prodotta solo se realmente utile, non per inseguire un trend o la moda del momento. All’interno del processo produttivo, le decisioni prese non sono solo teoriche: ingredienti naturali, spesso locali o coltivati direttamente in azienda, nessun additivo, nessun pesticida, recupero dell’acqua dal processo di liofilizzazione, riutilizzo del calore, riduzione dei consumi energetici e alimentazione da fonti rinnovabili sono tutte scelte reali e operative che Lyofood ha fatto per ridurre l’impatto ambientale. E poi ci sono le persone. Come negli Anni ’90 la produzione coinvolgeva tutta la famiglia, anche oggi l’azienda rimane a conduzione familiare, senza investitori esterni. Non cerca altrove, ma trova internamente tutti gli elementi utili e necessari per ottenere un team omogeneo ed equilibrato che possa mantenere la coerenza del marchio nel corso del tempo. Ed è proprio questa continuità con il passato che rende il brand credibile, dentro e fuori dal mondo outdoor.

lyofood.com


EXPERIENCE UNTAMED EXPLORATION

La collezione Puez di Salewa si rivolge ai giovani che vedono nella montagna un luogo di disconnessione e colgono ogni occasione utile per ritrovare il benessere che solo l’outdoor sa donare
In un’epoca in cui l’unica costante è il cambiamento, anche le priorità assumono forme nuove. Le nuove generazioni oggi vivono con più intensità il loro desiderio di disconnessione: diventa una necessità più diffusa, un bisogno spesso impellente di fuggire dall’esposizione costante alle informazioni e alla frenesia dei consumi. Perciò anche andare in montagna si traduce più nel piacere disinteressato di stare all’aria aperta e meno nella ricerca della vetta tecnica in senso prettamente alpinistico. La collezione Puez di Salewa si rivolge proprio a questo tipo di consumatore: il giovane escursionista abituato a muoversi nella natura, dove ricerca un momento di pace, serenità e benessere cimentandosi in trekking di uno o più giorni.
PUEZ SPORTY DRY’TON UOMO
T-shirt tecnica dalla vestibilità regolare, a maniche corte e con girocollo classico realizzata con l’83% di poliestere riciclato. Offre comfort funzionale e ottima gestione dell’umidità grazie al tessuto Dry’ton ad asciugatura rapida, che allontana l’umidità dalla pelle, supportando il controllo della temperatura del corpo e prevenendo il freddo eccessivo, rendendola ideale per escursionismo e trekking in montagna. Inoltre, viene trattata con una finitura naturale anti-odore per restare al fresco più a lungo.
PUEZ GORE-TEX 3 LAYERS EPE
Giacca in tessuto Gore-Tex 75D certificato bluesign con trattamento DWR privo di PFAS. Progettata per essere il più leggera, comprimibile e traspirante possibile garantendo comunque il massimo della protezione in condizioni estreme. La membrana Gore-Tex ePE unisce un’alta traspirabilità (RET <20 m² Pa/W) con un’ottima impermeabilità (colonna d’acqua 28.000 mm). Inoltre, è dotata di cuciture nastrate, cerniera frontale impermeabile, cappuccio con coulisse sul retro, due tasche con cerniere impermeabili e polsini regolabili con Velcro. Un guscio dal look minimalista ma dall’animo funzionale con un minimo impatto ambientale.
PUEZ 2 MID POWERTEX
Scarpa dal design innovativo per una calzata fluida e un comfort prolungato, ideale per un uso versatile sia in città sia in montagna. La tomaia di taglio medio, resistente all’abrasione, è rinforzata da un puntale esterno e da una fascia protettiva in gomma con membrana Powertex impermeabile e traspirante. La sua forma, studiata in maniera specifica per il trekking, agisce insieme alla doppia intersuola in EVA e al plantare Volume Reducer per offrire maggiore comfort e una calzata personalizzata. La suola Pomoca Alpine Trekker garantisce aderenza e trazione sui terreni tecnici. Il cuore della costruzione è il nuovo Salewa Edging Plate, una speciale struttura termoplastica incorporata nella soletta che attraversa tutta la lunghezza dello scarpone; questa unisce flessibilità e ammortizzazione, assicurando comfort nelle escursioni di lunga durata, con livelli specifici di rigidità e flessione nell’avampiede e nel tallone per un supporto mirato e maggiore stabilità. Inoltre, il sistema Salewa 3F con cavi in Kevlar sostiene la caviglia e dona un’avvolgente stabilità al mesopiede.



Our innovative outdoor supports made with merino wool relieve pressure on the joints for untroubled outdoor adventures: More stability – More comfort – More freedom in the mountains.




Tante novità nella gamma SS 26 di CMP dedicata al trekking: si amplia la linea tecnica Unlimitech, arrivano la scarpa Rigel 2.0 e due nuovi zaini e bastoni
L’escursionismo conosce varie forme, dall’uscita in giornata per cambiare aria ai trekking di più giorni in alta montagna, in condizioni atmosferiche variabili. Per la SS 26, CMP risponde alle esigenze di tutti gli appassionati della camminata con l’ampliamento della linea Unlimitech, la più tecnica del marchio, e l’introduzione di novità anche nel segmento complementare di calzature e accessori.
L’EVOLUZIONE DELLA LINEA UNLIMITECH
Punto di riferimento per chi cerca tecnicità senza compromessi, per la SS 26 la linea Unlimitech di CMP evolve con nuovi capi ad alte prestazioni, tra cui gusci a tre strati, giacche stretch extralight e pantaloni in ripstop 4-way stretch. Progettati e testati per durare a lungo, rappresentano il perfetto equilibrio tra protezione, leggerezza e traspirabilità, diventando essenziali per chi ama vivere l’outdoor intensamente. Le palette di colori per la stagione estiva 2026 si articolano in tre proposte per l’uomo e tre per la donna. Per lui: la prima include tonalità dall’antracite al grigio, poi corda, vaniglia e arancione; la seconda punta su black blue, petrolio, curcuma e limone; la terza resta su tonalità tenui come verde pino, salvia e mela. Per lei: pistacchio, avocado e coral come primi toni; si passa poi a colori più accesi come space, sky blue, magenta e pink fluo; infine sfumature più delicate tra cui toffee, crema, off white e lagoon.
LE NOVITÀ NEI SEGMENTI SCARPE E ACCESSORI
Per la SS 26, CMP introduce interessanti novità anche nel mondo calzature e accessori: tra i progetti più significativi spicca Rigel 2.0, evoluzione del modello di scarponcino da trekking più iconico del brand. Bestseller di collezione, disponibile nelle

Massima protezione e performance tecnica. Realizzato in poliestere da 110 g/m² con membrana Clima Protect (WP 20.000/MVP 20.000), trattamento water-repellent, cuciture completamente nastrate e zip waterproof, garantisce un’elevata protezione da pioggia e vento senza rinunciare alla traspirabilità. Il design comprende cappuccio fisso con visiera sagomata e regolazioni laterali e posteriori, collo alto frontale, zip di aerazione sottomanica con inserto in mesh, ampie tasche frontali e una pratica secret pocket interna. Completano il modello i polsini regolabili con alamaro e velcro e il fondo regolabile con coulisse laterale. La vestibilità è regolare, pensata per assicurare comfort, libertà di movimento e massima versatilità nelle attività outdoor più intense.

versioni mid e low, si presenta oggi rinnovato nell’estetica e nella progettazione tecnica. Nuove proposte arrivano anche sul fronte accessori, con l’introduzione di due zaini compatti per le escursioni più brevi – Wayfar 30L e Tind 20L – che si affiancano ai modelli di punta Nordwest 30L e Havre 40L. Completano l’equipaggiamento i bastoncini da trekking, segmento in cui il marchio propone una gamma sempre più completa con le novità Panamara e Aeryth.
PER LUI


T-SHIRT IN PERFORMANCE MERINO
Pensati per le attività outdoor nelle giornate più calde e realizzati nello stesso tessuto tecnico 4-way stretch, garantiscono massima libertà di movimento e comfort. La vita è preformata e regolabile con velcro sui fianchi, mentre le tasche laterali con zip assicurano funzionalità e praticità anche in movimento.
Il Performance Merino è un materiale dalle grandi proprietà tecniche e traspirante grazie all’unione tra fibre sintetiche e lana. Il design a blocchi di colore segue le tendenze dell’abbigliamento sportivo e rende originale il capo che, grazie al trattamento odor-inhibiting, è particolarmente adatto per lo svolgimento di attività ad alta intensità. Prodotto interamente negli stabilimenti di proprietà, è certificato Oeko-Tex Standard 100.
ACCESSORI

L’evoluzione stilistica e tecnica dello scarponcino da trekking più rappresentativo del brand. Il design della suola è stato aggiornato con un inserto mediale in TPU sull’intersuola che garantisce maggiore supporto e stabilità durante la camminata. Il battistrada con tasselli texturizzati, abbinato al compound in gomma CMP FullOnGrip, assicura una trazione efficace anche sui terreni più impegnativi, confermando le prestazioni che hanno reso questo modello un bestseller internazionale.


ZAINO HAVRE 40L
Calzatura tecnica per percorrere i sentieri di montagna più impervi. Realizzata in suede con collarino in tessuto a base di poliestere, presenta dei rinforzi in gomma su punta e tallone. La tomaia è decorata con imbossature sul laterale che ne caratterizzano il design. A garantire che il piede rimanga asciutto in caso di pioggia c’è la membrana impermeabile Clima Protect, brevettata da CMP. La suola è composta da un’intersuola in EVA montata su fondo Vibram S3018 in gomma con compound XS-Trek, che garantisce ottima tenuta su qualsiasi tipo di sentiero.

Progettata per offrire protezione avanzata e comfort, grazie alla presenza della membrana Clima Protect con impermeabilità WP 10.000 e traspirabilità MVP 5.000, assicurando resistenza a vento e pioggia leggera pur mantenendo ventilazione e comodità. Il capo è dotato di cappuccio fisso e due tasche laterali con zip, per riporre in sicurezza piccoli oggetti durante escursioni e attività dinamiche. Ultraleggera e tecnica, questa giacca è perfetta come strato esterno nelle giornate più miti o come parte di un sistema a strati nelle condizioni più impegnative.

Progettato specificamente per il trekking, con una capacità di 40 litri, presenta due accessi diretti al vano principale: un’entrata superiore tramite coulisse e una frontale tramite zip. Dotato di uno schienale in EVA termoformato e regolabile, offre un comfort ottimale e una ventilazione efficace, garantendo una distribuzione uniforme del peso e riducendo il rischio di sudorazione eccessiva durante l’uso. Lo schienale è estraibile, così da poterlo lavare a mano. Realizzato in poliestere resistente, è inoltre fornito di rain cover, che protegge il contenuto dello zaino da leggere piogge e schizzi d’acqua, mantenendo gli oggetti al suo interno asciutti e protetti.
PER LEI
PANTALONI CON GINOCCHIA RINFORZATE
Realizzati in light nylon, un materiale leggero e resistente che nella sua versione 4-way stretch garantisce una libertà di movimento ottimale. La tecnologia Dry Function assicura una traspirabilità eccellente, mantenendo la pelle fresca anche durante i trekking più intensi. Il trattamento sulla superficie del tessuto ripara dai raggi solari, offrendo protezione aggiuntiva contro l’esposizione ai raggi UV. Il design dei pantaloni presenta una vita con banda elastica sul retro per una vestibilità comoda e adattabile al corpo. I rinforzi in ripstop sulle ginocchia offrono una garanzia extra contro l’usura, rendendoli ideali per affrontare terreni impegnativi.

BASTONE PIEGHEVOLE AERYTH
Aeryth è il bastone pieghevole da hiking in cinque sezioni realizzato in lega d’alluminio 7075. Pesa 225 grammi ed è regolabile da 105 a 120 centimetri per la massima apertura. L’impugnatura lunga ed ergonomica è in EVA e così risulta leggera e pratica. La punta del bastoncino è realizzata in tungsteno, che assicura resistenza e durabilità nel tempo.

T-SHIRT IN PERFORMANCE MERINO
T-shirt tecnica realizzata in tessuto Performance Merino che unisce i benefici naturali della lana alle prestazioni elevate delle fibre sintetiche. Questa combinazione garantisce elevata traspirabilità, regolazione termica e gestione dell’umidità, assicurando comfort anche durante l’attività più intensa. Il design sportivo è caratterizzato da un dinamico color blocking che conferisce un’estetica moderna e contemporanea. Il trattamento anti-odore contribuisce a mantenere una sensazione di freschezza anche in caso di utilizzo prolungato. Certificata Oeko-Tex Standard 100, a garanzia dell’utilizzo di materiali responsabili e coloranti non tossici, sicuri per la persona e per l’ambiente.
L’ampliamento del bacino di utenti che frequenta la montagna in estate aumenta anche i rischi per i neofiti. Ande risponde con una collezione tecnica con sistema RECCO integrato, ma dal prezzo contenuto
Negli ultimi anni, sempre più persone hanno iniziato a frequentare assiduamente la montagna, spinte dalla tendenza del momento senza però possedere la consapevolezza necessaria per non mettersi in condizioni di rischio. Infortuni, impreparazione ed errori di valutazione nei percorsi possono richiedere l’intervento da parte dei soccorritori. È su questa base che le aziende sono chiamate a una riflessione su come possano facilitare il lavoro dei professionisti del soccorso. Una responsabilità da cui Ande ha deciso di non fuggire.
LA COLLEZIONE CON SISTEMA RECCO INTEGRATO
Ande ha risposto a questa esigenza con la nuova collezione top di gamma per il trekking e per l’alpinismo, presentando capi che integrano il sistema RECCO accompagnati dalla campagna “Esplora in sicurezza”. La linea include prodotti tecnici, realizzati con materiali di qualità e adatti anche alle escursioni più impegnative, ma che mantengono lo stile Ande e il payoff “Questione di equilibrio”, che garantisce un posizionamento alto, ma sempre a un prezzo contenuto. Si possono dunque trovare i Midi Pant, il pile tecnico Eccles Fleece e il guscio a tre strati Peuterey Jkt, con un’impermeabilità di 15.000 mm e una traspirabilità di 15.000 g/m2/24h, disponibili sia per uomo sia per donna. L’integrazione con RECCO nasce da una riflessione basata su ricerche e dati da cui emerge una tendenza di utilizzo sempre maggiore di questi dispositivi anche nel periodo estivo, dimostrando la versatilità del riflettore oltre la ricerca del sepolto in valanga. Grazie alle ultime innovazioni della casa svedese, infatti, un elicottero con dispositivo di ricerca RECCO può sorvolare un’area di 1 km2 (30 campi da calcio) in soli sei minuti. Con questa linea, Ande conferma il suo impegno verso una frequentazione della montagna più sicura e non si sottrae alla responsabilità di accompagnare ogni appassionato con serenità nelle sue avventure verticali.

MIDI PANT
• Vita elasticizzata
• Resistenti all’abrasione
• Ad asciugatura rapida
Ovvero le due parole che formano Arrio, lo zaino Gregory della nuova collezione Mountain Products che verrà testato agli Activation Days di Riva del Garda
Da “air” e “rio”, aria e fiume, la linea di zaini Arrio incarna due principi di design che definiscono la nuova collezione Gregory Mountain Products, ovvero ventilazione superiore e maggiore flusso d’aria in movimento. Per la SS 26 il brand presenta quindi dei modelli rivisitati, pensati per la velocità sui sentieri più impegnativi, combinando al tempo stesso comfort avvolgente con traspirabilità e funzionalità pratiche.
LA LINEA ARRIO
Composta da zaini dalle misure di 20, 22 e 30 litri, la linea Arrio offre una gamma di funzionalità intelligenti per diverse esigenze escursionistiche, senza sacrificare la libertà di movimento o la circolazione dell’aria. La caratteristica base della collezione Mountain Products è lo schienale ventilato VaporSpan. Progettato con una struttura perimetrale anatomica, questo sistema utilizza una rete tesa, che agisce come una molla per sostenere il carico e garantire un flusso d’aria senza ostacoli. La struttura in rete 3D combina una sezione più densa lungo la parte inferiore, per un supporto ammortizzato, con una più aperta e traspirante nella parte superiore dello schienale, per la massima ventilazione. A completamento, la cintura ventrale CloudControl offre una sospensione flessibile ma stabile. Gli spallacci sono volutamente sottili, con una schiuma perforata posizionata strategicamente e una rete traspirante aperta su tutta la superficie. Arrio si distingue per i suoi elementi pratici: presenta infatti due ampie tasche laterali angolate in rete elasticizzata, facilmente accessibili anche in movimento, una tasca frontale con cerniera ad accesso rapido e, all’interno, un’altra tasca con gancio SpeedClip che mantiene salda la sacca idrica. I bastoncini da trekking si agganciano tramite un anello elastico superiore e una robusta cinghia inferiore. Il corpo dello zaino è realizzato in Nylon Ripstop 210D, il fondo in Nylon 420D riciclato al 40% e la fodera in poliestere 135D riciclato al 40% ed elementi post-consumo, tutti con trattamento DWR C0. I materiali sono privi di PFAS e le fibbie sono certificate bluesign.
• Traspirante e ad asciugatura rapida
• Termoregolatore
• Bordature in Lycra


• Impermeabilità: 15.000 mm H2O
• Traspirabilità: 15.000 g/m2/24h
• Inserti antistrappo e antiabrasione sulle spalle
• Zip di aerazione sotto le braccia
• Zip waterproof e cuciture termonastrate
Avantgarde - +39 0341 288573 - customer@ande.it




È questo il claim che accompagna il rebranding di Lowa e nasce da una visione dell’outdoor come ricerca di libertà

Cosa significa davvero sentirsi liberi? È la domanda da cui Lowa è partito per immaginarsi un nuovo capitolo della sua storia più che centenaria e lanciare una nuova identità visiva che non è solo un restyling estetico, ma un “UnCompass”, ovvero una bussola che invita a smarrirsi per ritrovarsi, guidata da un claim che è un invito all’azione: Go find out. Infatti, per chi vive la montagna come alpinisti, escursionisti e trail runner, la libertà è qualcosa che ha che fare con quel momento in cui si lascia il sentiero segnato e si sceglie di andare oltre. Un attimo di esitazione, poi tutto si apre. E questo concetto rappresenta la base non solo di nuove collezioni di prodotto, ma di una visione e un cambio di paradigma. Quando si dà alle persone la possibilità di esplorare secondo i propri termini, si crea un valore che va oltre i numeri. La nuova brand identity segna questo passaggio, ovvero restare fedeli alle proprie radici, continuare a realizzare calzature d’eccellenza e, allo stesso tempo, affermare un’idea di libertà. Aperta, curiosa, indipendente.
LA GENESI
Dal 1923, anno in cui Lorenz Wagner realizzò le prime calzature, Lowa ha costruito la propria identità su affidabilità, qualità e competenza artigianale. Un dna che non è cambiato nel tempo, arrivando fino ai giorni nostri. Quello
che è mutato, invece, è il mondo intorno. Oggi l’outdoor è spesso misurato, condiviso, giudicato. Talvolta sembra che contino più i codici estetici e i “like” che la gioia autentica, la curiosità o il contatto con la natura. Per questo motivo Lowa ha voluto ribadire che l’outdoor deve liberare, non limitare. Senza copioni, senza istruzioni.
L’EVOLUZIONE
Oggi Lowa punta a evolvere da brand rispettato a brand amato. “Il consumatore sa esattamente cosa vuole. Non sta solo comprando un prodotto, sta scegliendo una mentalità e un modo di vivere” afferma Matthias Wanner, cso di Lowa Sportschuhe GmbH. “Vogliamo ispirare curiosità. Non diciamo alle persone come esplorare la natura dettando regole; diamo loro una spinta gentile affinché vadano a scoprirlo da soli”. Il rebranding tocca ogni aspetto del brand, dal logo alle iconografie, fino alla palette cromatica. I nuovi colori traggono ispirazione dai vasti cieli blu, simbolo di libertà sconfinata, fondendoli con le radici cromatiche dell’eredità bavarese. Il passato diventa così la base solida per costruire il futuro. Come sottolinea Ulf Michels, head of marketing: “Con Go find out non parliamo solo di prodotti, ma di ciò che i nostri prodotti rendono possibile. Ci stiamo evolvendo per connetterci profondamente con il consumatore finale”.
GLI HIGHLIGHT DELLA COLLEZIONE SS 27
IN QUESTO SCENARIO, I PRODOTTI SI CONFERMANO STRUMENTI PER SBLOCCARE NUOVE ESPERIENZE
EXPLORER HYBRID FLOWTERRA

Pensato per le giornate in cui il ritmo fluisce spontaneo, questo modello rappresenta la scarpa ideale per quando la mente si svuota e un passo segue l’altro senza sforzo. È un modello “door-to-trail”, leggero e traspirante, perfetto per le corse che si allungano e per chi vuole aumentare il passo seguendo l’istinto. L’ammortizzazione in EVA lavora in modo morbido e uniforme, supportando la facilità di movimento senza troppi pensieri. La suola Lowa TRAC garantisce sicurezza su ghiaia, sottobosco e sentieri umidi. Disponibile nelle versioni Low o Mid, con o senza membrana Gore-Tex, è una scarpa che non chiede nulla, se non di iniziare a muoversi.

Sulla scia del successo della stagione SS 26, Lowa presenta una versione alleggerita dell’iconico modello Explorer, progettata per offrire il perfetto equilibrio tra la solidità di uno scarpone da trekking e la dinamicità di una scarpa da fast hiking. Mantiene stabilità e affidabilità, ma le reinterpreta in una costruzione più leggera, fluida e contemporanea.
PRO

Progettata per affrontare trail tecnici senza compromessi, integra un’intersuola in Dynatpe con schiuma supercritical TPE, capace di offrire un importante ritorno di energia senza sacrificare la stabilità. La tomaia in materiale Matryx, altamente resistente all’abrasione, mantiene il peso ridotto ai minimi termini (solo 416 grammi al paio), mentre la suola Vibram Megagrip Litebase assicura un grip millimetrico anche sulle superfici più insidiose. Con soli 208 grammi per scarpa, porta la sensazione di leggerezza e velocità a nuovi livelli nel trail running.
Tecnica Group SpA - +39 0422.8841 - info@lowa.it

Trekker Lite IV GTX di AKU arriva alla quarta edizione, restando fedele alla filosofia orientata alla versatilità con un’attenzione ancora maggiore al comfort
Nel panorama dell’outdoor, sempre più orientato verso scarpe leggere e veloci, ci sono prodotti che scelgono una strada diversa: quella di evolvere senza stravolgersi. È il caso della Trekker Lite IV GTX di AKU, uno dei modelli più rappresentativi del marchio italiano, che per la stagione SS 27 arriva alla quarta versione. Questa longevità racconta molto dell’approccio dell’azienda nel non inseguire necessariamente le tendenze, ma continuare a sviluppare quei prodotti che, sul campo, funzionano davvero. AKU continua a investire nella categoria dello scarponcino da trekking versatile, protettivo e affidabile, rispondendo a quel pubblico che cerca una scarpa capace di accompagnarlo in contesti diversi, con il giusto equilibrio tra comfort, supporto e sicurezza. Per questo presenta la quarta evoluzione della Trekker Lite GTX, un modello pensato per adattarsi a più situazioni, dall’escursione tranquilla alle uscite più dinamiche, senza diventare mai troppo specialistico. Nella nuova versione si è lavorato soprattutto su comfort e calzata, senza snaturare il dna del prodotto.
Il successo di Trekker Lite è dovuto all’esperienza di utilizzo unica che questo tipo di prodotto garantisce. A differenza di calzature a taglio basso, avvolge, protegge e sostiene piede e caviglia affaticando di meno le articolazioni e permettendo all’utilizzatore di sentirsi sicuro a ogni passo e di godere appieno di ogni escursione.

LE PRINCIPALI NOVITÀ
CALZATA
Disponibile anche nella versione con forma WIDE (pianta larga) per adattarsi a diverse tipologie di piede.
TOMAIA PIÙ FLESSIBILE
In grado di migliorare la libertà di movimento senza compromettere il supporto. È realizzata in pelle scamosciata (suede) da concerie italiane certificate LWG combinata con il sistema AIR8000, una tecnologia esclusiva di AKU che garantisce un’eccellente traspirabilità. Inoltre, la tomaia è stata aggiornata nel design e dotata di nuovi e più funzionali ganci per i lacci.
FODERA IN GORE-TEX MORE SEASONS
Priva di PFAS, assicura impermeabilità mantenendo al contempo la traspirabilità necessaria per diverse condizioni climatiche.
INTERSUOLA
Con un nuovo design in EVA a doppia densità (Double Density Die Cut EVA), più spessa per fornire una migliore ammortizzazione.
SUOLA VIBRAM CURCUMA CON TECNOLOGIA WAVE
Progettata per ridurre il peso garantendo comunque la massima trazione e grip in ogni condizione.
PER LUI

M Marrone-Arancio

M Oliva-Antracite
PER LEI

W Antracite-Fuxia

W Beige-Grigio

“Non abbiamo mai smesso di sviluppare”
A raccontare il percorso evolutivo della Trekker Lite GTX è Giulio Piccin, product manager di AKU. Dalla scelta di continuare a investire su un modello “storico” fino al lavoro di aggiornamento su comfort e struttura, emerge una visione chiara, quella di migliorare senza stravolgere, ascoltando chi la montagna la vive davvero.
Perché continuare a investire su un modello come Trekker Lite? È un modello in collezione da sempre. Non lo abbiamo mai abbandonato: continuiamo a svilupparlo anno dopo anno. Anche se una parte del mercato si è spostato verso prodotti più leggeri, è un segmento che resta molto interessante. C’è ancora una reale esigenza di questo tipo di scarponcino, soprattutto per chi cerca più protezione.
Qual è il punto di forza di questo prodotto?
La versatilità. È una calzatura che puoi usare per attività tranquille ma anche per qualcosa di più dinamico. Non è limitata a un solo utilizzo: è l’utente che decide come sfruttarla.
Cosa cambia nella nuova versione?
Abbiamo lavorato molto sulla struttura, soprattutto nella zona della caviglia. Il modello era un po’ costrittivo: lo abbiamo reso più flessibile, con una tomaia più morbida e adattabile. In generale lo abbiamo alleggerito e reso più fluido.
Come nasce l’evoluzione di un modello già esistente?
A volte partire da zero è più facile. Quando invece hai un prodotto già sul mercato, devi migliorarlo senza snaturarlo. Noi lavoriamo molto ascoltando i feedback dei negozianti e degli ambassador, cioè persone che utilizzano i prodotti sul campo, dagli alpinisti ai professionisti.
Quanto è importante oggi il trekking per AKU?
È una categoria fondamentale e continua a crescere. Negli ultimi anni c’è stato un boom della montagna e il trend continua.
E il fenomeno dei cammini?
È in forte crescita. Spesso viene affrontato con calzature più leggere, ma dipende molto dal tipo di percorso. Noi crediamo comunque in questo segmento.
Qual è la direzione futura del prodotto?
Sempre più versatilità e durata. Parliamo di prodotti realizzati in Europa, con materiali resistenti e riparabili. Allungare la vita della calzatura significa ridurre l’impatto ambientale e anche il costo per chi la utilizza.
Atmos e Aura sono gli zaini di Osprey pensati per trekking di più giorni e viaggi in autonomia
Progettati per accompagnare ogni passo, anche quando il carico aumenta, offrono una combinazione unica di comfort, ventilazione e stabilità grazie al sistema AntiGravity che avvolge il corpo in modo naturale, distribuendo il peso e rendendo ogni movimento più fluido. Questa tecnologia comprende sospensione, schienale e spallacci in mesh, che offrono il comfort necessario per affrontare le lunghe camminate. La modalità Fit-on-the-Fly per spallacci e cintura lombare offre maggiore benessere e una regolazione precisa per una vestibilità ottimale per diverse taglie, mentre il sistema AG estende lo schienale direttamente nella cintura per un supporto continuo. Il Design ErgoPull distribuisce il peso verso la zona lombare quando la cintura è ben allacciata, mentre il raincover integrato mantiene zaino e attrezzatura asciutti anche in condizioni meteo avverse.
Il cappuccio superiore è flottante ed è dotato di punti di fissaggio. Sul fronte si trova una tasca rinforzata “shove-it”, invece ai lati sono presenti tasche alte con doppio accesso pensate per le borracce. Il porta-piccozza è doppio e prevede un fissaggio tramite le cinghie di compressione, mentre nella parte inferiore uno scomparto con zip è dedicato al sacco a pelo. Sono inoltre incluse

cinghie rimovibili per il materassino. All’interno si trova una tasca per la sacca idrica con uscita centrale sullo schienale, insieme al sistema di aggancio rapido Stowon-the-Go per i bastoncini da trekking.

La Miura GTX è la scarpa da hiking di Kayland per terreni misti e per chi cerca leggerezza e protezione all’interno dello stesso modello
Con la Miura GTX, Kayland introduce una calzatura da hiking pensata per escursionismo dinamico, itinerari tecnici e terreni misti, con una costruzione che richiama, per impostazione e precisione, il mondo delle scarpe da approach. Il modello si colloca nella fascia “fast hiking evoluto”, rivolgendosi a chi cerca maggiore sostegno e protezione rispetto a una scarpa da trail running, senza arrivare agli ingombri di uno scarponcino tradizionale.
TOMAIA
Uno degli elementi più caratterizzanti della Miura GTX. Presenta infatti una costruzione a tre zone differenziate, sviluppata per distribuire in modo mirato protezione, contenimento e flessibilità. Composta principalmente in suede, permette di adattarsi progressivamente alla morfologia del piede e offrire un buon equilibrio tra robustezza e comfort. Inoltre, la lavorazione con schiacciatura a caldo contribuisce a irrigidire alcune aree della tomaia senza ricorrere a inserti aggiuntivi. Nella sezione inferiore, si trova un fascione perimetrale in poliuretano che protegge la scarpa da abrasioni e urti laterali, mentre davanti è presente un puntalino in gomma ad alta resistenza. La membrana Gore-Tex Extended Comfort Footwear, pensata per attività ad alta intensità in condizioni variabili, privilegia traspirabilità e gestione dell’umidità interna rispetto all’isolamento termico, rendendo la Miura GTX più adatta a un utilizzo in tre stagioni che a contesti invernali.


SCHEDA TECNICA
• Sospensione AntiGravity con telaio periferico completo e sistema di regolazione del busto
• Schienale AntiGravity con uno spacer in mesh per maggiore resistenza e un inserto in silicone nella zona lombare per maggiore grip
• Spallacci AntiGravity con sistema Fit-on-the-Fly per maggiore vestibilità, parte superiore in schiuma sagomata e parte inferiore in mesh Exoform

SISTEMA DI ALLACCIATURA
Esteso verso l’avampiede, consente una regolazione precisa del fit, utile nei passaggi tecnici. Gli occhielli integrati riducono gli spessori, mentre la linguetta in hotmelt con inserto in microfibra distribuisce uniformemente la pressione, migliorando il comfort anche con chiusure serrate.
SOTTOPIEDE INTERNO IN PU
Piuttosto spesso, incrementa il livello di cushioning e contribuisce a ridurre l’affaticamento durante uscite lunghe o su terreno molto duro.
INTERSUOLA IN EVA BICOLORE E BIDENSITÀ
Consente di ottenere una zona più morbida per assorbire gli impatti e una più compatta per aumentare stabilità e sostegno laterale. La sensazione è quella di una scarpa leggera, ma con un supporto più strutturato.
SUOLA VIBRAM MULTIVERSE
Sviluppata per offrire prestazioni su terreni eterogenei. Il disegno del battistrada alterna tassellature a zone piene e, nel complesso, offre un comportamento convincente su sterrato, sentieri sassosi e terreno misto asciutto, con una risposta che strizza l’occhio alle calzature da approach leggere.


Arrivata alla terza versione, Ultra Raptor di La Sportiva rimane un punto di riferimento per escursioni lunghe e intense, riprendendo la sua eredità e adattandola alle tecnologie odierne
Ci sono prodotti subito riconoscibili e resi iconici negli anni. Articoli che hanno battuto migliaia di sentieri, segnato intere generazioni di appassionati outdoor e lasciato un’eredità da cui i brand hanno attinto per perfezionarne ulteriormente le performance. Così è successo per la Ultra Raptor, giunta alla terza versione: calzatura da mountain hiking storica di La Sportiva che ha conquistato escursionisti da ogni parte del mondo con il modello precedente e oggi migliorata grazie alle ultime tecnologie.
Prodotto tanto tecnico quanto versatile, è in grado di offrire la massima protezione, elevata flessibilità e durata senza compromettere la sua comodità. Caratteristiche che la rendono ideale per ogni tipo di percorso, dall’off-road più tecnico alle strade sterrate, fino ai trekking o cammini estivi di media durata.
TECNOLOGIE E LOOK
Duratura e traspirante grazie alla tomaia in ripstop (resistente rete riciclata che lascia respirare il piede), questa calzatura riesce comunque ad assicurare protezione da rocce e radici per via del puntale in gomma e della fascia protettiva laterale; il comodo colletto, inoltre, integra una ghetta per evitare che i detriti entrino nella scarpa. L’intersuola in EVA combina due materiali: uno strato più morbido a diretto contatto con il piede e uno più strutturato sotto il tallone per aumentare il sostegno. Il doppio contrafforte esterno in TPU migliora la stabilità del tallone e della caviglia e il supporto strutturale. La soletta è Ortholite Hybrid Mountain Hiking 5MM, a ulteriore garanzia di comodità. La suola è realizzata con la mescola FriXion White di alta qualità, nota per la sua aderenza elevata in pendenza, mentre il design del battistrada presenta la collaudata tecnologia Impact Brake System, con alette strategicamente angolate per migliorare la trazione in salita e la frenata in discesa. Anche i tasselli esterni hanno una forma specifica per aumentare il sostegno e la stabilità e le scanalature di flessione attraversano l’intera suola per aumentare la flessibilità a ogni passo. Ultra Raptor 3 è lo strumento perfetto per tutti gli amanti dell’escursionismo e dell’avventura che cercano un prodotto iconico e altamente versatile, affidabile su ogni tipo di sentiero, per raggiungere serenamente le vette più belle e ogni obiettivo personale.



SCHEDA TECNICA
• Tomaia: 100% nylon riciclato ripstop
• Fodera: Mesh
• Soletta: Ortholite Hybrid Mountain Hiking 5MM
• Intersuola: morbida CM EVA nella zona a diretto contatto con il piede, combinata con CM EVA più compatta nella zona del tallone
• Suola: FriXion White
La linea Backpacking di Trezeta può ora fare affidamento sulla membrana H-Dry che garantisce protezione per le escursioni di lunga distanza
Sui lunghi sentieri e nelle escursioni di più giorni, comfort prolungato, protezione e gestione dell’umidità diventano fattori determinanti. Trezeta ha scelto di rinnovare la propria proposta nel segmento backpacking, in cui propone una linea specifica rivolta a escursionisti che affrontano condizioni meteo variabili e terreni tecnici. Una gamma di scarponi resistenti, robusti, dal colore marrone e dal design intramontabile, basata sulla tecnologia H-Dry. L’obiettivo è quello di eliminare l’assorbimento d’acqua da parte della tomaia e garantire una barriera impermeabile più efficace rispetto alle costruzioni tradizionali con membrana interna.
TECNOLOGIA H-DRY
Il cuore della collezione è la laminazione diretta della membrana sulla parte interna della tomaia. A differenza dei sistemi classici, in cui la membrana è separata dai materiali esterni, H-Dry viene applicata direttamente, sigillando completamente la scarpa e assicurando impermeabilità totale, assenza di assorbimento d’acqua e asciugatura più rapida.
M.G.M. S.p.A. - +39 0423.489310 - info@trezeta.com


All’interno della linea Backpacking con tecnologia H-Dry, Trezeta propone diversi modelli pensati per coprire esigenze specifiche di utilizzo.
TREZETA FITZ ROY H-DRY
Modello top di gamma per backpacking intensivo semiramponabile, progettato per lunghe distanze e carichi pesanti. Offre massimo livello di protezione, supporto e comfort in condizioni impegnative
TREZETA TOP EVO H-DRY
Pensato per trekking di più giorni con carichi medio-importanti, garantisce elevata stabilità e affidabilità su tutti i terreni di montagna, anche bagnati
TREZETA TOP EVO LEATHER H-DRY
Variante con fodera interna in pelle del Top Evo, mantiene lo stesso approccio tecnico con un focus su resistenza, durata e stabilità, ideale per utilizzi prolungati su terreni misti
TREZETA PAMIR H-DRY
Scarpone versatile per trekking di media montagna e utilizzi professionali outdoor. Costruzione robusta in nubuck a pezzo unico e suola Vibram Rothorn assicurano durabilità, trazione e protezione






La nuova collezione di calze di BV Sport dedicata al trekking e all’hiking garantisce stabilità a ogni passo e comfort su tutti i terreni con un design riconoscibile
La Trek Summit è la gamma di calze pensata per le escursioni hiking e le uscite trekking che garantisce performance su ogni tipologia di terreno e su qualsiasi distanza. Ideati e prodotti in Francia, questi calzini sono progettati sulla base di una costruzione tecnica ormai collaudata, sviluppata per offrire comfort e supporto. Il design integra rinforzi mirati nelle aree del piede più sollecitate, in particolare su punta e tallone, per limitare gli sfregamenti, migliorare il comfort e ridurre gli impatti ripetuti per tutta la durata dell’uscita. La struttura della maglia garantisce un’efficace distribuzione della pressione sotto il piede, contribuendo a una camminata più stabile e confortevole nel tempo. Il supporto stabilizzante
assicura un sostegno affidabile e sicuro sia al piede che alla caviglia, limitando i movimenti indesiderati pur preservando la libertà di movimento, mentre le zone traspiranti favoriscono l’evacuazione dell’umidità e aiutano a mantenere il piede asciutto, anche durante lunghe giornate di cammino. Grazie al gambale alto, le calze Trek Summit offrono una protezione aggiuntiva intorno alla caviglia e al tendine d’Achille, adattandosi a tutti i tipi di calzature da trekking senza compromettere il comfort. Disponibile in diversi modelli ispirati alle catene montuose Alpi, Pirenei, Dolomiti e Olimpo, la gamma di calze di BV Sport dedicata al trekking unisce prestazioni tecniche, resistenza e identità visiva
• Rinforzi su punta e tallone per limitare gli sfregamenti
• Supporto a piede e caviglia per limitare i movimenti bruschi
• Zone traspiranti per evacuare l’umidità
• Gambale alto per proteggere ulteriormente il tendine d’Achille
+39 335.5927456 - info@bvsport.it
L’obiettivo della SS 26 di Fjällräven era progettare capi per muoversi nella natura con più libertà. Da questa visione nasce la versione lightweight della proposta trekking del brand
La ricerca della leggerezza fa parte della storia di Fjällräven fin dalle sue origini: già nel 1960 venne sviluppato il primo zaino Lätt con l’obiettivo di offrire una soluzione leggera, ma comunque robusta e funzionale. Oggi
Questo zaino concentra in poco più di un chilogrammo tutto ciò che serve per affrontare il trekking con comfort e praticità: una capacità di 45 litri, un sistema di trasporto modulare, una tasca frontale rimovibile, una tasca interna staccabile e utilizzabile anche separatamente e una struttura portante in legno di betulla, scelta per essere un’alternativa rinnovabile a materiali come metallo e plastica. Il prodotto è stato inoltre sviluppato per adattarsi a diverse corporature, con spallacci ergonomici, cintura lombare anatomica e schienale regolabile.
• Peso: ≥ 1 kg
• Capacità: 45 L
• Telaio in betulla
• Design modulare

questa eredità prende nuova forma in Kajka X-Lätt, zaino da trekking che reinterpreta uno dei modelli più iconici del marchio in chiave più essenziale e contemporanea, e nella nuova collezione Keb Lätt in arrivo a giugno.
Pensata per chi vuole ridurre il peso complessivo dell’equipaggiamento senza rinunciare a comfort, protezione e funzionalità, questa giacca dal fit regular è dotata di design, costruzione e finiture ottimizzate per offrire prestazioni lightweight reali. Realizzata in poliammide riciclato e ripstop leggero, resiste agli strappi mantenendo una sensazione di leggerezza, mentre il suo peso ridotto e la possibilità di essere ripiegata nella propria tasca la rendono ideale per essere trasportata facilmente. Le maniche raglan offrono maggiore libertà di movimento e il cappuccio aderente garantisce protezione dal vento.
• Fit: regular


• Materiale: poliammide 100% riciclata e ripstop 20D (40 g/m²)
• Peso: 119 g nella taglia M e 108 g nella taglia S
• Possibilità di essere ripiegata nella sua tasca
Fenix Outdoor Austria Italy GmbH - customerservice@fenixoutdoor.at
Per la stagione estiva SS 27, Hanwag ripensa il concetto di escursionismo proponendo tre modelli low-cut che combinano comfort, durabilità e performance con un look rinnovato
HIGHLIGHT
Massima durata

Comfort e performance si incontrano nella Lightstone Low, reinterpretazione moderna della classica scarpa da hiking e outdoor Gritstone II XC GTX. Grazie alla membrana Gore-Tex ePE, priva di PFAS, impermeabile e traspirante, offre una protezione affidabile in tutte le condizioni meteo. Dotata di suola Vibram ad alta aderenza, questa calzatura è ideale per escursioni sia su sentieri battuti che in percorsi forestali.
Progetatte per uso intensivo

Multifunzionale, leggera e resistente, garantisce un’ammortizzazione duratura e un elevato ritorno di energia grazie alla Hanwag Bead Technology presente nell’intersuola. La tecnologia Gore-Tex Invisible Fit rende la scarpa idrorepellente e traspirante. Come la maggior parte dei modelli Hanwag, Kaduro è risuolabile, confermando l’attenzione del brand per la durata nel tempo dei suoi prodotti, evitando sprechi inutili e favorendo un futuro più sostenibile.
100% Made in Europe

Unendo tomaia bassa a comfort estremo, il risultato è la nuova versione low-cut del classico scarpone Banks. Realizzata in pelle nubuck e suede di alta qualità e costruita sulla forma Natural Fit, la variante bassa dello scarpone risulta ottimizzata dal punto di vista biomeccanico. Supporta il movimento naturale del piede, mentre la zeppa in schiuma PU e la soletta premium garantiscono un’ammortizzazione affidabile.
Fenix Outdoor Austria Italy GmbH - customerservice@fenixoutdoor.at
Nordsen presenta una collezione di giacche softshell e t-shirt tecniche ideali per affrontare ogni condizione, all’insegna di performance, comodità e versatilità
La nuova proposta firmata Nordsen è una collezione pensata per accompagnare ogni fase dell’attività all’aria aperta, dal trekking più impegnativo alle sessioni multisport, senza rinunciare a comfort e funzionalità. Tra capi tecnici e soluzioni leggere, il focus è su materiali evoluti, costruzioni intelligen-

Giacca tecnica sfoderata in softshell a tre strati con costruzione a navetta e impermeabile (colonna d’acqua 8.000 mm). Dotata di cappuccio removibile, polsi elastici e fondo regolabile per un fit preciso, presenta anche tasche frontali, taschino sul petto e tasca di sicurezza interna. Ideale per escursionismo e condizioni meteo variabili.

T-shirt tecnica girocollo con maniche raglan per massima libertà di movimento. Realizzata in tessuto traforato con inserti a rete per favorire ventilazione e dispersione del calore, presenta un design grafico che richiama i paesaggi alpini. Leggera, a rapida asciugatura e facile da gestire, è pensata per trekking e attività multisport.
Per la SS 27 Zamberlan amplia la famiglia Free Blast con la nuova Mid GTX, una scarpa pensata per offrire controllo e stabilità passo dopo passo
ti e un’estetica che richiama in modo essenziale il paesaggio naturale. Una proposta completa, declinata al maschile e al femminile, che mette al centro libertà di movimento, protezione e leggerezza, interpretando l’abbigliamento tecnico come un vero alleato di performance.

Giacca tecnica sfoderata in softshell a tre strati e impermeabile (colonna d’acqua di 8.000 mm), è progettata per protezione e comfort outdoor. Cappuccio removibile, polsi elastici e fondo regolabile assicurano aderenza e vestibilità adattabile, mentre le tasche funzionali e quella interna la rendono un capo versatile.

Con la nuova Free Blast Mid GTX, la famiglia Free Blast di Zamberlan si arricchisce di una calzatura in versione mid-cut pensata per l’hiking, che porta sul sentiero la leggerezza e la versatilità del modello low insieme a una maggiore protezione della caviglia. La tomaia in Hydrobloc suede dispone di un’allacciatura fino alla punta capace di assicurare una regolazione che si adatta perfettamente al piede, offrendo un fit personalizzato, mentre la fodera Gore-Tex Extended Comfort, grazie al tessuto altamente idrorepellente e traspirante, mantiene il piede asciutto e fresco. Il collarino è termoformato e avvolge la caviglia con precisione, assicurando supporto e stabilità a ogni passo, anche sui fondi irregolari. La calzata anatomica, con zona di flessione ampia e una maggiore superficie di appoggio nella zona del tallone, assicura invece comfort e controllo su ogni tipo di terreno. L’intersuola in EVA assorbe gli impatti grazie alla sua capacità di ammortizzazione, mentre la suola Vibram Junko Lite Megagrip garantisce grip affidabile in ogni situazione, mantenendo al tempo stesso un peso contenuto. Prodotta interamente in Italia, la Free Blast Mid GTX è disponibile nelle taglie dalla 37 alla 48, comprese le mezze misure.

T-shirt tecnica girocollo con maniche raglan, pensata per garantire comfort e libertà di movimento. Il tessuto traforato con inserti a rete favorisce traspirabilità e gestione del calore. Il pattern grafico floreale reinterpretato in chiave contemporanea aggiunge un tocco distintivo. Leggera, traspirante e a rapida asciugatura.
Nordsen - +39 045.8299289 - nordsen.it

SCHEDA TECNICA
• Tomaia in Hydrobloc suede per un fit personalizzato
• Fodera Gore-Tex Extended Comfort impermeabile
• Calzata anatomica per maggiore comfort e controllo
• Intersuola in EVA per assorbire gli impatti
• Suola Vibram Junko Lite per un grip affidabile

Icepeak sa cosa serve per sentirsi comodi per l’intera durata dell’escursione: traspirabilità, protezione naturale dai raggi UV e un fit rilassato ed elastico
GIACCA ANTIVENTO BRINSON W

Funzionale nelle giornate estive per ripararsi dal vento e dagli acquazzoni improvvisi: questa giacca ultra leggera si comprime nella sua stessa tasca per portarla facilmente sempre con sé in ogni avventura, anche quando non sembra necessaria. Il tessuto assicura una protezione UPF 30 e impedisce ai raggi UV nocivi di raggiungere la pelle: solo 1/30 di questi raggi riesce a passare oltre il materiale idrorepellente.
Maglia a maniche lunghe dal fit rilassato, pensata per le attività dinamiche estive. Il tessuto garantisce una protezione UPF 30, riparando la pelle dall’esposizione ai raggi solari: appena 1/30 dei raggi UV riesce a passare attraverso la maglietta. Questo risultato non è ottenuto tramite l’uso di sostanze chimiche, ma grazie all’innovativa trama del filato. Il materiale ad asciugatura rapida assorbe efficacemente l’umidità, assicurando comodità per tutta la durata dell’escursione outdoor.
Traspiranti, idrorepellenti e dal taglio rilassato: questi pantaloni si adattano a ogni tipo di avventura, con un comfort garantito per tutto l’arco della giornata. Sono dotati di due tasche frontali, due tasche con zip laterali e gambe elasticizzate con orlo regolabile. Questa libertà di movimento è assicurata anche dalla vita elastica e dal tessuto 4-way stretch. I pantaloni presentano protezione UPF 40, dunque solo 1/40 dei raggi UV riesce a passare attraverso il materiale e raggiungere la pelle, un vantaggio ottenuto senza trattamenti chimici. Inoltre, si comprimono completamente nella loro tasca, rendendo facile portarli ovunque con sé, dall’inizio del sentiero fino alla fine, quando è ora di rilassarsi.


info@luhta.it - luhta.com
Mustang TRK GTX di SCARPA copre un’ampia
gamma di escursioni: dall’hiking su terreno complesso ai trekking di uno o più giorni. Senza mai rinunciare a comodità, trazione e traspirabilità
Materiali ad alta performance, equilibrio, aderenza e supporto strutturale anche su fondo irregolare sono le caratteristiche di Mustang TRK GTX di SCARPA. Ideale per escursioni giornaliere o trekking di breve e media durata, così come per i nuovi appassionati delle attività outdoor, le sue caratteristiche lo rendono adatto per chi cerca uno scarpone versatile, leggero e confortevole.



LE CARATTERISTICHE DI MUSTANG TRK GTX
La membrana Gore-Tex Prism XT rappresenta un elemento centrale della calzatura: la tecnologia assicura infatti la massima protezione in qualsiasi condizione meteorologica, mantenendo le sue proprietà impermeabili insieme a una buona traspirabilità. Il piede resta dunque asciutto e ben ventilato sia durante i trekking estivi sia su fondi bagnati. L’intersuola, che integra la geometria IKS (Interactive Kinetic System) con un PU leggero e un rivestimento in TPU, offre supporto e stabilità durante l’appoggio ma anche agilità e continuità nel passo. La suola in Vibram XS Trek con tasselli da 5 millimetri garantisce trazione anche su terreni irregolari o scivolosi, mentre la protezione in gomma sulla punta aumenta la durabilità dello scarpone, oltre ad attutire gli impatti sul piede. Infine, la tomaia combina pelle scamosciata idrorepellente ed eco mesh riciclato al 45%. La costruzione con collarino e linguetta imbottiti migliora il comfort e la protezione, mentre lo stabilizzatore del tallone in TPU supporta il piede durante la fase di appoggio. L’allacciatura differenziata per zone consente di modulare la chiusura tra avampiede e caviglia, migliorando stabilità e comfort durante la camminata.
Calzaturificio S.C.A.R.P.A. - +39 0423.5284 - info@scarpa.net
Per la stagione estiva 2027, Mico propone due nuovi modelli di calze per l’hiking e il trekking che uniscono efficienza e design
Ci sono una calza unisex e una dedicata alla donna: fanno parte della collezione Outdoor Extradry Hike e offrono un’estetica ricercata dei colori oltre alla tecnologia funzionale tipica del brand bresciano. Tra le novità, l’uso di un filato di cotone organico che garantisce un tocco morbido e un comfort avanzato che si adatta al piede e l’impiego della fibra nanoGLIDE su punta e tallone, che riduce abrasione, frizione e calore, prevenendo la formazione di vesciche anche durante camminate lunghe o attività intense.
La struttura elastica della calza unisex, con un design anti-torsione, agevola la stabilità in ogni movimento, mentre l’impiego della fibra LYCRA mantiene la flessibilità senza aggiungere spessore. Per la versione femminile, è stata studiata una fascia elastica nell’arco plantare, con costru-


U
zione romboidale, che si adatta alla forma del piede, aggiungendo supporto e comfort. Le calze sono dotate anche di speciali zone di ventilazione sia sul collo che sulla soletta, che favoriscono una traspirazione continua, mantenendo il piede fresco e asciutto per tutta la giornata. La cucitura piatta e invisibile, particolarmente delicata, riduce al minimo lo sfregamento, soprattutto nella zona dell’avampiede, attorno alle dita, offrendo un comfort totale senza irritazioni. Per quanto riguarda il design, la calza unisex presenta un motivo grafico elegante e moderno, mentre nella versione femminile il motivo floreale stilizzato, realizzato con una lavorazione a punto trattenuto, crea un look a prova di mode passeggere e di classe. Prodotte interamente in Italia, queste calze sono pensate per chi cerca il massimo in termini di performance e stile.
Backcountry GT è il bastoncino realizzato da C.A.M.P. che offre leggerezza e precisione durante le escursioni più lunghe e faticose
ll bastoncino Backcountry GT, progettato per le uscite più lunghe ed impegnative, è la risposta per chi cerca il perfetto equilibrio tra solidità, stabilità e leggerezza. Realizzato in alluminio a tre segmenti con tubi a sezione ridotta, garantisce un’eccellente resistenza senza compromettere la maneggevolezza. Il design telescopico, con segmenti inferiori graduati, permette una regolazione semplice e precisa della lunghezza, che varia da 64 a 135 centimetri nella versione da uomo e da 60 a 125 centimetri in quella da donna. La regolazione è facilitata dalla leva in plastica montata sull’anello in alluminio delle clip, progettate per un bloccaggio sicuro e affidabile. L’impugnatura in schiuma assicura una presa salda e confortevole. La parte inferiore, con nervature, consente di variare la presa in base alle caratteristiche del terreno. I passamano morbi-
SCHEDA TECNICA
• Bastoncino telescopico in alluminio a tre segmenti
• Segmenti inferiori graduati per regolare la lunghezza (da 64 a 135 cm nella versione uomo e da 60 a 125 cm in quella donna)
• Doppia impugnatura ergonomica in schiuma
• Lunghezza variabile da 64 a 135 cm
• Sistema di blocco/sblocco rapido
• Punta in metallo duro
• Peso: lightweight
• Altezza: crew – sotto il polpaccio
• Versioni: unisex e donna
• Materiali: cotone organico, fibre nanoGLIDE e fibre LYCRA
Mico Sport Spa - +39 030.2003211- info@mico.it
di, ergonomici e regolabili favoriscono la libertà di movimento senza compromettere la stabilità, mentre la punta in metallo duro garantisce durata ed effica cia, offrendo un’ottima aderenza su qualsiasi superficie. Il bastoncino Backcountry GT W, oltre a essere più cor to rispetto alla versione maschile, è anche più leggero, risultando ancora più maneggevole ed estremamente versatile. Entrambi sono forniti di rotelle Dart (montata di serie), Small e Large (incluse) per l’utilizzo in ogni stagione e hanno un imballaggio minimalista, coerente con l’idea di sostenibilità di C.A.M.P.














































Aster GTX è una calzatura studiata per il fast hiking: agile e protettiva, consente di muoversi velocemente anche sui sentieri più tecnici.
Aster GTX è caratterizzata da una piastra interna che protegge la pianta del piede dalle asperità del terreno.

































































Calzatura robusta e leggera che offre un elevato comfort e traspirabilità, Trekker Lite IV GTX presenta un nuovo design della tomaia e dell’intersuola, unitamente ad un’allacciatura più efficiente, mantenendo l’elevato livello di comfort che ha sempre caratterizzato la serie Trekker Lite.





Siamo entusiasti e determinati per ogni tipo di esperienza a contatto con la natura.
Alpinismo, lunghi trekking, escursionismo lento e veloce, lavoro duro ma in sicurezza.


Abbracciare l’outdoor in ogni suo aspetto per AKU significa viverlo con questo spirito: libero ma consapevole, dinamico ma responsabile.








