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HUB Style #03-2026

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PUNTI DI VISTA

Selezione, identità, nuovi modelli di valore. Se dovessimo trovare tre parole che descrivono lo scenario più recente del fashion system, sceglieremmo queste. Come emerge dai temi di questo numero e dalla seconda parte della nostra inchiesta esclusiva “100 punti di vista”, l’analisi sulla distribuzione italiana più attesa del nostro settore. Che si conferma uno strumento utile e prezioso per leggere il presente del mercato, con dati reali e raccolti sul campo. 100 operatori, 100 prospettive diverse, ma un messaggio sorprendentemente coerente: il negozio fisico resta centrale, purché evolva. Non più solo spazio espositivo, ma luogo di relazione, servizio e competenza. Cresce il peso del post-vendita, della fidelizzazione e dell’esperienza. E allo stesso tempo emerge con forza una criticità condivisa: la pressione promozionale permanente, tra saldi anticipati e Black Friday, continua a rappresentare uno degli elementi più destabilizzanti per il sistema.

La sintesi ci restituisce, in generale, un 2025 molto selettivo. Dopo la lunga fase di espansione post-pandemica, il settore luxury è stabilmente entrato in una stagione fatta di maggiore disciplina, razionalizzazione del retail e crescente centralità dell’esperienza rispetto al prodotto. La personalizzazione guidata dai dati e dall’intelligenza artificiale, l’espansione del second-hand e la ridefinizione delle geografie della domanda stanno modificando le priorità strategiche dei brand.

In ogni caso e nonostante tutte le difficoltà, l’Europa continua a mantenere un ruolo chiave come piattaforma produttiva e culturale, sostenuta anche dal turismo internazionale e dalla solidità delle filiere. Una centralità resa possibile dal tema della qualità del posizionamento. Un aspetto che ritroviamo spesso quando raccontiamo storie imprenditoriali sulle pagine di HUB Style. Ne è un esempio la cover story dedicata a Invicta: dimostrazione evidente di come un brand possa attraversare generazioni diverse mantenendo coerenza e riconoscibilità, evolvendo da prodotto tecnico a piattaforma lifestyle contemporanea.

Lo ritroviamo anche nello speciale dedicato al foulard, oggi sempre meno accessorio e più elemento strutturale del linguaggio stilistico, con un mercato globale in crescita costante e un CAGR (Compound Annual Growth Rate) previsto intorno al 6% nei prossimi anni. Una dinamica che conferma la centralità di categorie che uniscono heritage, libertà d’uso e contenuto identitario, con una filiera europea, in particolare italiana, molto forte. In occasione della Design Week abbiamo inoltre intervistato Maria Porro, presidente del Salone del Mobile, evento mondiale, italianissimo e sempre più “ibridato” tra moda e stile. Che conferma Milano un’infrastruttura culturale ed economica capace di connettere industria, creatività e visione internazionale. La kermesse genera quasi 300 milioni di euro di impatto diretto sulla città: un dato che spiega bene come oggi il valore non si misuri più solo nel prodotto, ma nella capacità di attivare relazioni, mercati e sistema.

Tuttavia, sarebbe difficile non ricontestualizzare questi elementi considerando il contesto internazionale delle ultime settimane. Le tensioni geopolitiche in diverse aree strategiche, l’instabilità dei mercati energetici, la volatilità delle valute e l’incertezza sulle rotte commerciali stanno introducendo un livello di imprevedibilità su diversi fronti.

Ed è proprio in questi momenti storici che la flessibilità delle imprese e della distribuzione, oltre che la capacità di intuire e governare le evoluzioni di mercato, diventano ancor più fondamentali. In un’epoca caratterizzata da una ricorrente instabilità, è forse meglio scordarsi le certezze definitive. E imparare a leggere il cambiamento con maggiore attenzione e consapevolezza. Appunto, da più punti di vista.

BENEDETTO SIRONI

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Editore: MagNet S.r.l. SB Direttore responsabile: ANGELO FRIGERIO Direttore editoriale BENEDETTO SIRONI

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Art Director: RICCARDO RECCAGNI Contributors MARCO RIZZI ANGELO RUGGERI

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Anno 10 - N.03 / 2026 Periodico bimestrale - Registrazione al Trib di Milano n° 178 del 9 giugno 2017 - Iscrizione al ROC n. 16155 del 23 Novembre 2007

L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati personali in suo possesso. Tali dati saranno utilizzati per la gestione degli abbonamenti e per l’invio di informazioni commerciali. In base all’Art. 13 della Legge n° 196/2003, i dati potranno essere rettificati o cancellati in qualsiasi momento scrivendo a: MagNet S.r.l. SB Responsabile dati: Benedetto Sironi - Corso della Resistenza, 23 - 20821 Meda (MB) Chiuso in redazione il 16 aprile 2026 follow us on hubstylemag hubstylemagazine

UN OUTERWEAR LEGGERO

Il giubbotto con zip in merinos extrafine, dal punto speciale e manica dritta, ha una costruzione pulita che trasforma la maglieria in outerwear leggero. Firmato KANGRA, racconta una raffinatezza silenziosa fatta di comfort, precisione e tattilità. Un capo che non ostenta: accompagna, protegge e si muove con chi lo indossa

KAWAII STYLE

ANTEPRIMA incontra l’universo di Cinnamoroll, il celebre personaggio creato da Sanrio, in una capsule che unisce artigianalità e spirito giocoso. La collaborazione reinterpreta la sua iconica figura in tre accessori della linea Wirebag: una 3D bag, una tracolla Confetto e una pouch. Tra lavorazioni a maglia, dettagli tridimensionali e texture luminose, il design trasforma l’estetica kawaii in accessori raffinati ma dall’anima pop.

COMFORTABLE DESIGN

Due miti del footwear si incontrano in una capsule che unisce estetica e funzionalità. Melissa e Scholl fondono i rispettivi codici stilistici reinterpretando il sandalo Possession e l’iconico Pescura Heel, che nel 2026 celebra i 70 anni. Nasce così il Melissa Possession Pescura, modello che combina il Melflex flessibile e traslucido di Melissa con la suola anatomica di Scholl. Il risultato è una silhouette contemporanea che unisce spirito giocoso, comfort ergonomico e heritage di design.

LA FORMA INCONTRA IL MOVIMENTO

Per l’autunno-inverno 26/27, Issey Miyake rinnova la collaborazione con Camper presentando Anna, nuova proposta footwear svelata in passerella durante la sfilata Creating, Allowing. Il design nasce dall’idea di indossare le scarpe come calze: una tomaia in maglia elasticizzata avvolge il piede con naturalezza, in contrasto con la suola affusolata e scolpita. Essenziale e sensoriale, il modello segna il primo design con tacco della partnership tra i due brand.

SPORTIVA E SOFISTICATA

MOTHER porta a Parigi la capsule Hail Mary in collaborazione con Merci: 11 pezzi che fondono athleisure, dettagli vintage-prep e ricami femminili. Oltre ai capi ready-to-wear, le iconiche tote Merci vengono reinterpretate con patch co-branded. Il pop-up trasforma cortile e atrio in un playground tra baseball, Wall of Fame e spogliatoi scenografici, celebrando sport, stile e creatività condivisa.

SARTORIALITÀ IN AZIONE

My Mancini e Boglioli uniscono design e artigianalità in una collaborazione unica: le iconiche sneaker My Mancini vengono reinterpretate con tre tessuti pregiati Boglioli, due Principe di Galles in lino e una lana hopsack, diventando pezzi totalmente personalizzabili. Ogni cliente collabora fianco a fianco con gli artigiani, scegliendo materiali e dettagli, trasformando la scarpa in una creazione irripetibile che fonde eleganza sartoriale, innovazione e made in Italy.

URBAN

VIBES, ICONS REBORN

Emporio Armani rende omaggio ad Armani Jeans con una capsule uomo e donna che rilegge i codici iconici della linea nata nel 1981. Protagonista il denim, tra jeans e giacche in lavaggi chiari e scuri che richiamano un’estetica metropolitana. Una selezione che punta su pezzi solidi e riconoscibili, pensata per chi cerca icone da rimettere in rotazione.

DENIM STORIES

‘ergon lancia una capsule che mescola istinto e memoria senza cadere nella nostalgia. Jeans e giacche denim diventano superfici vive: ricami a punto croce, patch e segni grafici attraversano i capi con un’energia spontanea, quasi istintiva. Le linee restano pulite, ma lo spirito è ruvido, con un’attitudine rock Anni ‘80.

LA MODA IN MOSTRA

Al Salone del Mobile debutta “ABITO”, mostra itinerante curata da Palomba Serafini Associati e promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Dal 16 al 21 aprile, a Rho Fiera Milano, la prima tappa del progetto esplora il dialogo tra moda, design e ruolo della donna, unendo abiti storici e icone del made in Italy. In un racconto culturale in movimento.

L’ARTE DEL DETTAGLIO

OBEY e Paraboot uniscono controcultura e artigianato francese nella capsule Montana. Cuore della collezione le scarpe d'arrampicata Anni ‘70, in pelle martellata, Icon Face sulla linguetta e dettagli chartreuse ispirati alle montagne omonime. Completa la linea un’interpretazione moderna del baseball americano, tra camicie Bochy ricamate, tee Kranks e pantaloni Lanceur.

BLACK & YELLOW TAKEOVER

GUESS JEANS incontra Borussia Dortmund e porta il calcio fuori dallo stadio. La capsule traduce il dna giallo-nero in chiave denim: giacche, jeans e hoodie si caricano di dettagli legati al club senza scivolare nel merchandising. Il risultato è un guardaroba ibrido, tra street e matchday, pensato per tifosi e non, dove identità e stile giocano nella stessa squadra.

DESIGN IN AZIONE

L'heritage di MYKITA | RIMOWA accoglie il nuovo modello Black/Shadow Black: monocromo elegante, con lenti minerali polarizzate che combinano precisione ottica e comfort assoluto. Un incontro di maestria, leggerezza e design tedesco, dove acciaio e alluminio si fondono in silhouette classiche reinterpretate che richiamano le iconiche finiture delle valigie.

UN NUOVO CONCEPT STORE DI BLAUER A BRESCIA

Blauer inaugura a Brescia, in corso Palestro 2, un nuovo concept store di 100 mq che trasforma il retail in un’esperienza immersiva. Il design dello spazio riflette l’identità del brand, combinando materiali industriali come ferro ossidato e acciaio con superfici autentiche in cemento e rovere naturale. Interno ed esterno dialogano, il percorso valorizza i modelli SS 26 e racconta heritage, stile urbano e visione moderna del marchio.

AGNONA INAUGURA

GOLDEN GOOSE APRE A MILANO IL PRIMO YOUNIQUE CAFFÈ EUROPEO

Golden Goose inaugura a Milano Cusani il primo Younique Caffè in Europa, unendo design, cultura e community. Ispirato ai bar italiani vintage, lo spazio mixa cemento, legno e dettagli dorati con elementi industriali contemporanei. Il menù celebra la cultura italiana del caffè e il rituale dell’aperitivo, mentre eventi settimanali e musica live curata da Futura rendono Younique un luogo dinamico e inclusivo, dove individualità e creatività fioriscono in pieno spirito milanese.

KAMPOS PORTA IL MEDITERRANEO A ROMA

KAMPOS porta il mare in città, offrendo un’esperienza di vacanza urbana tutto l’anno. Il brand di luxury beachwear made in Italy apre infatti la sua prima boutique nella Capitale, in via Bocca di Leone 89, cuore del quadrilatero dello shopping. Lo spazio di 30 mq, elegante e minimalista, impreziosito dall’iconica stampa Coral Red, evoca luce, libertà e il profondo legame del marchio con la cultura mediterranea, trasformando lo shopping in un momento di evasione.

Agnona inaugura a Milano il suo nuovo flagship store in Via Santo Spirito 14, nel cuore del Quadrilatero della Moda. Uno spazio immersivo dove luce, materia e tessuto si fondono in un racconto architettonico essenziale e sensoriale. Tra marmorino bianco, dettagli in ottone e richiami alla tradizione tessile piemontese, il brand celebra la propria eredità reinterpretandola in chiave contemporanea. Un’apertura che segna una nuova era tra eleganza, memoria e visione.

FERRARI STYLE APPRODA A LONDRA

Ferrari Style svela il nuovo flagship store di Londra, un dialogo tra heritage e innovazione nel cuore di Piccadilly. Progettato da Rocco Iannone con Gonzalez Haase AAS e Formafantasma, lo spazio di 850 mq unisce artigianalità e ingegneria Ferrari. La facciata storica in stile Queen Anne contrasta con interni contemporanei, tra acciaio spazzolato e pavimenti in cemento. Collezioni uomo, donna e Ferrari Collectibles convivono in un percorso curato, mentre l’Atelier Tailor Made offre creazioni su misura, incarnando lusso, design e sperimentazione.

IDENTITÀ IN MOVIMENTO

Un viaggio nel mondo Invicta, tra heritage e innovazione, dove il brand ripercorre la propria evoluzione. Un racconto che intreccia memoria e futuro, tra icone, nuove traiettorie e visione internazionale

Invicta è uno di quei nomi che attraversano il tempo senza bisogno di reinventarsi a ogni stagione.

Nato a Torino all’inizio del Novecento come laboratorio artigianale, il brand ha costruito la propria identità partendo da prodotti tecnici, evolvendosi poi in una realtà capace di andare oltre funzione e design, fino a diventare un segno riconoscibile nel quotidiano di più generazioni. Dalla montagna alla città, dai banchi di scuola in poi, Invicta ha accompagnato la vita di chi l’ha scelta, diventando nel tempo qualcosa che va oltre il semplice marchio: un oggetto familiare, parte delle abitudini e delle esperienze di chi lo ha indossato. È qui che si misura la sua continuità, nella capacità di restare presente in contesti molto diversi tra loro, senza perdere coerenza né riconoscibilità. Nel tempo, prodotti come lo zaino Jolly o il Minisac hanno contribuito a definire un immaginario preciso, immediato, quasi istintivo. Accanto a questa

dimensione iconica, il brand ha continuato a evolversi, ampliando linguaggi, materiali e categorie, fino all’abbigliamento come estensione naturale del proprio universo. Oggi Invicta si muove in uno scenario contemporaneo più ampio, tra sviluppo internazionale, sostenibilità e nuove traiettorie di prodotto. Il dialogo con partner industriali e realtà innovative apre prospettive diverse, mentre resta centrale l’idea di una label che non rincorre le tendenze, ma le attraversa con continuità, restando fedele a ciò che è sempre stato: un compagno discreto ma costante del quotidiano. Abbiamo incontrato Aldo Di Stasio, ceo di Seven, figura centrale nella guida della realtà e nel suo percorso evolutivo degli ultimi anni. Il suo lavoro si inserisce in una storia lunga più di un secolo, contribuendo a traghettare l’azienda tra heritage e contemporaneità, mantenendo saldo il legame con l’identità originaria e aprendo al tempo stesso nuove direzioni di sviluppo.

Alcuni scatti della collezione spring-summer 2026 di Invicta

Aldo Di Stasio, ceo Invicta / Seven Spa

Il nome “Invicta” evoca forza e continuità. Qual è la storia dietro questa scelta e quale significato porta ancora oggi?

Forza e continuità restano caratteristiche inscindibili del brand, grazie all’innovazione e alla costante presenza, nei prodotti, di elementi che ne rappresentano al meglio l’identità e ne garantiscono la riconoscibilità nel tempo e attraverso le generazioni.

Partendo dal laboratorio artigianale di Torino, come ha fatto Invicta a mantenere il suo spirito autentico senza rinunciare all’innovazione e alla modernità?

Invicta ha mantenuto il suo spirito autentico senza mai rinunciare alla propria storia e all’eredità culturale che la contraddistingue. In ogni prodotto riesce a coniugare innovazione e modernità, preservando quei tratti distintivi che ne definiscono l’identità.

Lei guida il brand da anni accompagnandolo attraverso acquisizioni e sfide internazionali (come quella da parte di Seven nel 2006): quanto la continuità manageriale ha influenzato la crescita e il posizionamento globale di Invicta?

La continuità manageriale è stata fondamentale perché ha garantito una visione coerente nel tempo, pur adattandosi a un target in continua evoluzione. Questo ha permesso al brand di mantenere intatta la propria riconoscibilità.

generazioni, contribuendo a costruire una forte riconoscibilità e awareness basate su valori solidi e condivisi.

Guardando indietro, quando ha capito che Invicta non sarebbe stata solo un prodotto tecnico, ma un’icona culturale capace di raccontare storie di vita e avventura?

Invicta, grazie al suo heritage, rappresenta da sempre un’icona culturale e un simbolo dello stile italiano nel mondo. Nel tempo è diventata un punto di riferimento per intere

Dai celebri zaini Jolly e Minisac agli ultimi modelli urbani, come bilanciate funzionalità, estetica e lifestyle in ogni nuova collezione?

L’estetica è fondamentale per catturare l’attenzione del target, ma oggi anche il pubblico più giovane è molto attento alla fun-

zionalità. Per questo cerchiamo di bilanciare questi elementi, affinché innovazione e qualità siano sempre centrali, senza perdere coerenza con le tendenze contemporanee.

Heritage, Legacy e Trend rappresentano tre anime del brand: come riuscite a far convivere tradizione, innovazione e desiderio di modernità senza perdere coerenza stilistica?

Invicta ha sempre saputo equilibrare tradizione e innovazione, seguendo l’evoluzione delle tendenze senza perdere i propri valori storici. Questo è possibile grazie a un’identità forte e consolidata. Innovare, per noi, significa mantenere vivo il dna del brand, garantendone continuità e riconoscibilità.

Le collaborazioni con marchi come Diesel e Dsquared2 hanno ridefinito l’appeal urbano di Invicta: ci racconta come nascono queste partnership e quali storie cercano di trasmettere?

La collaborazione con Diesel si è sviluppata intorno all’incontro tra i valori del brand e un prodotto iconico come lo zaino Jolly. Con Dsquared2, invece, Invicta ha espresso in modo più marcato i temi legati al viaggio e alla libertà, elementi centrali nel suo immaginario.

Con progetti come Re-ordinary e Monviso X Eco Project, Invicta si misura con la sostenibilità: quanto questo impegno è parte integrante dell’identità del brand e quanto diventa driver competitivo?

Questi progetti dimostrano come la sostenibilità sia una componente essenziale e strategica. L’attenzione all’ambiente e alla sua salvaguardia è parte integrante della mission del brand e rappresenta uno degli asset fondamentali per il suo sviluppo futuro.

Dietro ogni tessuto riciclato e packaging plastic-free c’è una scelta strategica. Come riuscite a coniugare qualità, responsabilità ambientale e controllo dei costi lungo tutta la filiera?

Innovazione e know-how sono elementi chiave che ci permettono di sviluppare progetti sostenibili, ottimizzando al tempo stesso l’impatto lungo tutta la filiera.

Guardando al futuro, quali sono le opportunità che vede per Invicta nei prossimi dieci anni, tra moda, performance, sostenibilità e nuove esperienze retail?

Le opportunità sono molteplici. Il brand sta lavorando su un posizionamento contemporaneo, con una comunicazione che mette al centro esperienze, viaggio ed espressione personale. Parallelamente, le collezioni di abbigliamento saranno fondamentali per rafforzare la presenza nel retail.

Invicta nasce con lo zaino ma evolve oggi verso un total look sempre più definito: che ruolo strategico ha l’outerwear nello sviluppo futuro del brand e nel dialogo tra funzionalità e stile, anche alla luce della collaborazione con una realtà innovativa come Space 2000?

Lo zaino resta l’elemento più iconico della storia di Invicta, ma anche l’abbigliamento rappresenta da sempre una naturale estensione del brand, capace di generare valore e opportunità di sviluppo interessanti.

Qualche immagine della SS 26 di Invicta

NON SOLO FORMA, MA MATERIA VIVA

Il Salone 2026 raccontato da Maria Porro, la presidente, tra cultura del progetto e potere del design. Milano diventa sistema globale di industria e visione contemporanea. Tra industria, valore e nuove geografie

Dentro il perimetro del Salone del Mobile, il design non è mai solo forma. È un sistema che racconta un’idea di mondo. Milano diventa un’infrastruttura culturale ed economica che ridisegna il design globale. L’edizione 2026, riporta la materia al cuore del progetto con la campagna “A Matter of Salone”. Al centro Maria Porro, presidente del Salone, giovane e talentuosa figura di sintesi tra impresa e visione culturale, capace di leggere il design come linguaggio economico, politico e creativo insieme. Intervistata in occasione della kermesse.

“A Matter of Salone”. In un’epoca dominata da AI e realtà virtuale, la campagna del Salone riporta il discorso alla materia: pietra, legno, superfici vive. È una dichiarazione su cosa significa oggi fare design? Non è solo linguaggio visivo. È una presa di posizione. In un tempo di astrazione digitale, riportare la materia al centro significa ricordare che il design nasce da gesto, responsabilità e trasformazione. La materia, non è fondale ma soggetto: porta con sè origine, geografia, lavori, impatto ambientale e memoria. È questo il design che ci interessa oggi: evolutivo, consapevole, non decorativo.

Il Salone è infrastruttura del design globale: quanto business attiva davvero e che ruolo ha oggi nel mercato internazionale?

Il Salone è un’infrastruttura culturale ed economica che con-

nette imprese, buyer, architetti e investitori. In una settimana si muovono decisioni e relazioni che maturano nel tempo. Più che una vetrina è un’acceleratore. Dove il valore si sposta dal prodotto al sistema: produzione, servizi, sostenibilità, capacità esecutiva.

Milano diventa capitale temporanea del mondo creativo. Come cambiano il pubblico e le mappe che segnano il design globale?

Milano non ospita un evento, ma attiva un ecosistema, in una simultaneità unica tra fiera, showroom, scuole, istutuzioni culturali, ricerca, ospitalità e spazio urbano. Il pubblico si è ampliato: oltre ai buyer, developer, investitori e nuove comunità internazionali. Crescono nuove geografie - India, Medio Oriente, Turchia, Marocco, Portogallo - e si aprono ponti tra design, arte e cultura.

Il nuovo “lusso” del progetto: cosa significa oggi valore nel design?

Non amo usare questa parola. Se la sostituiamo con “valore”, il tema cambia e parla di qualità senza compromessi, densità culturale, durata. La decorazione, da sempre amata da clienti altospendenti di certe geografie, lascia spazio alla rarità di pensiero, alla responsabilità e alla manifattura. È il senso di Salone Raritas: oggetti unici che contano nel tempo, non nella stagione.

Moda e design: contaminazione o convergenza?

Siamo oltre la contaminazione. Lo spazio è parte del rac-

credito ph. ©Andrea
Mariani
Maria Porro, presidente

conto del brand. Moda e design lavorano sullo stesso terreno: costruire esperienze e immaginari abitabili. Il Salone è il luogo in cui questo linguaggio comune diventa visibile.

Il Fuorisalone è più racconto urbano o estensione del sistema Salone?

È estensione naturale del Salone. La differenza non è tra fiera e città, ma tra attivazione e potenziale. Milano ha già tutto: il Salone attiva ciò che esiste. Per una settimana la città entra in risonanza: gli spazi si aprono, le discipline dialogano. La fiera concentra il business, la città diffonde il racconto. Insieme costruiscono un sistema unico.

Materia, tecnologia e nuove filiere: è questa la nuova condizione del design?

Sì, è inevitabile. Non esistono più separazioni tra artigianato, industria e tecnologia. Il design oggi tiene insieme queste dimensioni. Contano filiere, materiali, dati e sostenibilità. Molte aziende italiane già integrano processi artigianali e industriali. Il design diventa competitivo quando trasforma la materia in sistema.

Designer emergenti: cosa sta cambiando davvero nel loro progettare?

SaloneSatellite è il nostro osservatorio sulle nuove generazioni. Non emerge solo estetica, ma anche, e soprattutto, consapevolezza. I giovani designer affrontano sfide ambientali e sociali e lavorano sulle condizioni del progetto: materiali, filiere, processi, ciclo di vita. Il valore è nella responsabilità e nella fattibilità. Il SaloneSatellite trasforma intuizioni in opportunità reali.

Il design è ormai un soft power italiano. In che misura il Salone è uno strumento di diplomaziona culturale e industriale?

Sì. Il design è uno dei linguaggi più efficaci del made in

"IL SALONE È UN’INFRASTRUTTURA

CULTURALE ED ECONOMICA, DOVE IL VALORE SI SPOSTA

DAL PRODOTTO AL SISTEMA. NON È UNA VETRINA, È UN ACCELERATORE"

MARIA PORRO, PRESIDENTE SALONE DEL MOBILE.MILANO

Italy perché tiene insieme cultura, industria e qualità della vita. Più che immagine è relazioni. Il Salone esporta un modello di filiera e competenze, e costruisce fiducia nel tempo. È diplomazia industriale e culturale.

Milano dopo Milano: come si resta il centro del design globale?

Evolvendo. La sfida non è tanto difendere una posizione, ma andare avanti. Milano è un sistema permanente, non va considerato un evento. Resta il centro di gravità del design perché lavora su un unicum: imprese, scuole, ricerca, industria, cultura, città. E si apre senza perdere densità, evitando autoreferenzialità.

Il valore economico del design: quanto vale il Salone? Il valore economico del Salone è concreto e misurabile: circa 278 milioni di euro di impatto diretto sulla città. Il valore reale si costruisce nel tempo: contratti, mercati, crescita del sistema. È un moltiplicatore per l’intero ecosistema del design italiano.

Il futuro del design sarà sempre più digitale e tecnologico o legato alla materia e al fare?

Entrambi. Più il design diventa digitale, più cresce il bisogno di materia. Il futuro è ibrido: tecnologico nei processi, fisico nei risultati.

credit ph. ©Ruggiero Scardigno

GEOGRAFIE TEMPORANEE

Design Week 2026. Milano metabolizza moda e design, trasformandoli in un unico organismo urbano fatto di installazioni e percorsi narrativi. E la città diventa una mappa in continua trasformazione

Milano torna al centro della scena internazionale con la Design Week e il Salone del Mobile a Rho, dal 19 al 26 aprile 2026. In questa settimana la città non si limita a ospitare eventi: li assorbe e li rielabora, trasformandosi in un organismo vivo dove moda e design lavorano sullo stesso terreno, quello della costruzione di spazi e immaginari abitabili. Il Fuorisalone diventa infrastruttura diffusa, una trama urbana che attraversa Brera, 5Vie, Durini, Tortona e Porta Venezia come nodi di una stessa narrazione in movimento. Qui la moda non è più contaminazione, ma linguaggio progettuale che si innesta nel disegno della città e ne ridisegna le percezioni. Le maison costruiscono una Milano parallela fatta di installazioni e ambienti temporanei: non una somma di luoghi, ma una sequenza continua di soglie che si accendono e si spengono nel tempo breve della settimana. Nel cuore della città, Armani/Casa presenta Origins collection & Armani/ Casa Icons in corso Venezia 14, mentre Borbonese Home sviluppa la nuova collezione 2026/2027 in corso Venezia 5. Dolce&Gabbana Casa articola un doppio intervento tra corso Venezia 7 e via Durini 23, tra nuove collezioni e performance live. Fendi Casa occupa piazza della Scala angolo via Verdi con la nuova collection, mentre Versace Home svela la collezione 2026 in via Durini 11. La dimensione domestica si apre a narrazioni più intime con Luisa Beccaria Home, che presenta Celebrations in via Medici 15 in dialogo con Anne de Carbuccia, e con Roberto Cavalli,

che interpreta Mediterranean Heritage da Tommasi Milano in piazza Giovine Italia 2. La DoubleJ trasforma il flagship di via Sant’Andrea 10/A con Size Matters, dove la scala diventa linguaggio. PRADA presenta PRADA FRAMES – In Sight al complesso di Santa Maria delle Grazie in via Caradosso 1, symposium curato da Formafantasma dedicato al rapporto tra ambiente e immagine contemporanea. Gucci porta ai Chiostri di San Simpliciano, piazza Paolo VI 6, Gucci Memoria, mostra curata da Demna che rilegge i 105 anni della Maison. Il sistema diffuso di 10 CORSO COMO si conferma hub trasversale con Moncler Gallery, Linde Freya Tangelder con Cassina, Visionnaire, Imperfettolab, Kinraden e Garage Italia Customs con Mariaflora, estendendo la propria presenza nello spazio urbano. Nel segmento più sperimentale, Alessandro Enriquez interviene tra Cappellini in via Borgogna 8 e il Teatro Franco Parenti con Il Giardino di Carta, mentre Giada dialoga con Ella Art Gallery in via Monte Napoleone 15. ECCO apre suo primo pop-up italiano in via Borgogna 5, presentando in anteprima ECCO.Kollektive AW 26, progetto con Craig Green, Yosuke Aizawa (White Mountaineering) e Natacha Ramsay-Levi, tra artigianalità, innovazione e sperimentazione progettuale. Kris Van Assche, con Laffanour Galerie, presenta Nectar Vessels Bronzes alla Fondazione Sozzani in via Tazzoli 3. Anteprima propone Link of Moments × Link of Existence in via Borgospesso 23. La ricerca sul materiale attraversa Valextra con Objects of Common Interest in via Manzoni 3, mentre Bottega Veneta affida a Kwangho Lee un’installa-

A sinistra la nuova collezione Objets Nomades di Louis Vuitton. Sotto, una figurine di Swarosvki

Martino Midali presenta ORBITA — F205 / In Relazione

zione luminosa in via Sant’Andrea 15. Fratelli Rossetti chiude questo asse con Atlantico in corso Magenta 17. Furla Casa presenta Bubble Up tra UNA|Esperienze Hotel e lo store di piazza Duomo 31, con installazione e cocktail experience.

Città estesa

La città si muove poi verso interventi immersivi e ibridi. Hermès presenta un’installazione sulla luce a La Pelota, via Palermo 1. Buccellati sviluppa Aquae Mirabiles in piazza Tomasi di Lampedusa. Louis Vuitton espone Objets Nomades a Palazzo Serbelloni, corso Venezia 16. Tod’s dedica il progetto al Gommino in via Savona 56, reinterpretandolo attraverso le opere di Joe Colombo, Gaetano Pesce, Michele De Lucchi e Achille e Pier Giacomo Castiglioni. Nel distretto tra Brera e Tortona, Aesop presenta The Factory of Light e Aposē negli spazi di Santa Maria del Carmine, mentre Swarovski celebra i 50 anni dell’home décor con il libro illustrato The Quest for Light. IQOS attiva interventi diffusi tra Brera e Tortona, mentre DONE! occupa Turbo Moka in corso Garibaldi 38. Roseto e Jarvés presentano la mostra collettiva Optical Art, Vasarely e dintorni, a cura di Milo Goj, allo Spazio Roseto in corso Garibaldi 95. Piantala torna al Fuorisalone con una green partnership con Seletti, entrando nei vasi della collezione Magna Grecia di Antonio Aricò x Seletti all’interno dell’installazione esperienziale BUILDING DESIGN LTD. nel flagship store di corso Garibaldi 117. La dimensione quotidiana si intreccia con quella esperienziale: Trussardi attiva The Gentle Society in via Burlamacchi 4, mentre Martino Midali sviluppa Orbita – F205 / In Relazione in via Mercato 6. Blauer presenta Overflow con

l’artista Alvin in piazza XXV Aprile 1. ASICS SportStyle presenta Kinetic Playscape da Garage 21 in via Archimede 26. TRC presenta le collezioni Glacier Edition e Mineral Collection al Candiani Corner, piazza Mentana 3

Mappe mobili

Nel dialogo tra design e lifestyle, Valentino Beauty presenta le fragranze Born to Rome attraverso il linguaggio artistico di Taboo, in via Capelli 5. K-Way presenta Architecture of Freedom in corso Garibaldi 30. Persol e Cassina attivano la loro collaborazione in via Durini 18. Tra gli altri interventi, Manuel Ritz con IMOLARTE presenta The Art of Color in via Solferino 1. Eleventy propone un evento in via della Spiga 7 dedicato al dialogo tra moda e design. D.A.T.E. presenta Super Giunto 0,0,0 nello store di ponte Vetero con CARA\DAVIDE e 70Materia. Simone Guidarelli x Weissestal e Coin presentano King of the Roses nelle vetrine di piazza Cinque Giornate. Antonio Marras costruisce PicNic a Le Vasche di Ciu’ Peppì da NonostanteMarras in via Cola di Rienzo 8. Sesia&Co. x My Style Bags attiva Palazzo Bocconi con collaborazioni trasversali sul colore. CUPRA interpreta Essere Progetto nel Garage di corso Como 1. Loro Piana presenta Studies Chapter I: On the Plaid in via della Moscova 33. Diego M con Lisa Pessotto e Linea Zero apre la boutique di corso Venezia 8 con un evento tra moda e design. Nel perimetro del Salone, ABITO, progetto a cura di Palomba Serafini Associati promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, debutta a Rho come indagine sulla trasformazione dell’abitare.

Un pezzo della collezione Hermès Maison

Dall'alto in senso orario: Architecture of Freedom di K-way. L’installazione Overflow di Blauer. Prada Frames In Sight by Formafantasma.
Tod’s ICONS by ICONS presenta il Gommino ispirato al tavolo Kristall di Michele De Lucchi per Memphis Milano

THE ACCESSORY SHIFT

Sette player del settore raccontano la trasformazione di foulard, sciarpe e bandane: da accessori stagionali a nuovi codici di stile, tra heritage tessile, innovazione e crescita globale

C’è un momento preciso, nelle ultime stagioni di passerella, in cui il foulard smette di essere un accessorio. Non accompagna più il look: lo costruisce. Da Parigi a Milano, dalle passerelle più note fino ai brand di ricerca, la seta torna a occupare il corpo in modo diretto, annodata, stratificata, trasformata in top o bandana. Non è styling: è struttura. Il fenomeno non è solo estetico. Il mercato globale delle sciarpe e accessori in seta si muove oggi in un segmento stimato in crescita costante, con un valore di diversi miliardi di dollari e un CAGR previsto intorno al 6% nei prossimi anni (Future Market Insights, Luxury Scarves Market Report, 2024). Dentro questa traiettoria, l’Europa resta un hub produttivo e culturale centrale, con una filiera serica ancora fortemente legata all’Italia e al distretto di Como. Ma è dalle interviste ai sette player analizzati, Claudio Cutuli, Faliero Sarti, E. Marinella, Mantero, Bahobab, Archivio Camerucci e Franco Ferrari, che emerge la chiave reale del cambiamento: il foulard non è più stagionale, né deco-

1 Per un brand che pone lusso e ricercatezza al centro della propria identità, come si è trasformato negli anni il ruolo di foulard, sciarpe, stole? Oggi, in che modo questi accessori definiscono la strategia del brand e sostengono la sua crescita?

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Avete osservato un’evoluzione nel modo in cui i clienti scelgono e indossano sciarpe, stole e foulard? In che misura le preferenze cambiano tra mercati, generazioni o canali di vendita, e come influenzano il vostro approccio?

FEDERICO SARTI commercial director

FALIERO SARTI

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La seta rimane il materiale simbolo degli accessori in questa categoria, ma nuovi tessuti e filati (cotone, cashmere, lino, ecc.) e alternative entrano sempre più nel mercato. Come decidete quali materiali utilizzare e quali fattori, come posizionamento, prezzo, sostenibilità o innovazione, guidano le vostre scelte?

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Quanto influisce la tradizione manifatturiera, ad esempio realtà iconiche come Como, nella definizione dei vostri prodotti? E parallelamente, quanto spazio dedicate a tecnologie

rativo, ma un oggetto narrativo. Ogni brand lo interpreta come linguaggio diverso, tra heritage, sperimentazione e ricerca tessile, ma la direzione è unica: il valore si sposta dal materiale al significato, dall’accessorio all’identità. Il secondo dato è la libertà d’uso. Tutti i player registrano una rottura progressiva dei codici: il foulard, in tutte le sue declinazioni, non è più legato a genere o stagione, ma entra nello styling quotidiano come gesto libero. La bandana, in particolare, diventa uno dei formati più trasversali, ponte tra cultura street e lusso, capace di attraversare pubblici e generazioni. Sul piano geografico, il quadro è altrettanto chiaro. L’Europa resta stabile e strutturata, ma la spinta più dinamica arriva dall’Asia, con Corea, Giappone e Cina in prima linea per crescita e sperimentazione estetica. È qui che l’accessorio assume sempre più una funzione culturale oltre che estetica. In questo scenario, foulard, sciarpe e bandane non sono più categorie accessorie del guardaroba. Sono diventati un sistema autonomo di linguaggio, dove il tessuto non completa il look: lo definisce.

moderne, come la stampa digitale o nuovi trattamenti dei tessuti, nel bilanciare heritage e innovazione?

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Negli ultimi anni foulard e bandane hanno trovato nuove interpretazioni nello styling contemporaneo, sempre più creative e sorprendenti. Come ha influenzato questo trend il vostro approccio al design e allo sviluppo prodotto?

6 Il concetto di sciarpa/foulard/ bandana agender rappresenta oggi una tendenza consolidata o è

tra mercati e generazioni restano forti: i più giovani cercano sperimentazione e versatilità, altri privilegiano qualità e unicità. Il digitale ha accelerato tutto, rendendo il prodotto più accessibile e immediato.

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La seta resta centrale, ma oggi i materiali sono un linguaggio più ampio. Cashmere, lino, cotone e mischie innovative non sostituiscono la seta, ma ampliano le possibilità espressive. Le scelte nascono da un equilibrio tra estetica, innovazione e responsabilità. Il posizionamento alto richiede eccellenza, ma anche evoluzione continua, con crescente attenzione a sostenibilità e tracciabilità.

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Negli anni i foulard Faliero Sarti sono passati da semplici accessori a elementi identitari del brand. Oggi non sono più complementi, ma strumenti espressivi che raccontano ricerca tessile, know-how e visione contemporanea. Sono il cuore della strategia: prodotti iconici e senza tempo che evolvono attraverso materiali innovativi, lavorazioni d’eccellenza e collaborazioni artistiche. L’equilibrio tra tradizione e sperimentazione sostiene la crescita e il posizionamento nel lusso.

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Il cambiamento principale riguarda il cliente, che oggi non acquista solo un accessorio ma un oggetto narrativo. Sciarpe, stole e foulard vengono indossati in modo libero, trasversale, spesso oltre stagionalità e genere. Le differenze

La tradizione manifatturiera italiana è parte del nostro dna. Realtà come Como rappresentano un patrimonio unico di cultura tessile che continua a ispirare le collezioni. Allo stesso tempo, innovazione e tecnologia, come la stampa digitale e nuovi trattamenti, ampliano le possibilità creative. Il nostro approccio è un equilibrio naturale tra passato e futuro.

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Foulard e bandane sono oggi strumenti narrativi più che accessori decorativi. Questo ci ha portato a progettare prodotti più fluidi, pensati per essere indossati in modi diversi, senza regole rigide. Dimensioni, pesi e grafiche diventano strumenti per stimolare libertà e creatività nello styling contemporaneo.

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Il superamento delle categorie di genere è un’evoluzione naturale. Foulard e bandane sono oggetti liberi, da sempre pensati per valorizzare l’espressione individuale oltre i codici tradizionali.

ancora in fase di definizione nel mercato e nel vostro brand?

7 Quali sono i fattori che guidano oggi la crescita globale del mercato di questi accessori? E quali aree geografiche stanno registrando le migliori performance?

8 Guardando al futuro, come immaginate l’evoluzione della categoria? Prevedete crescita nel segmento lusso, ampliamento dei volumi o nuove modalità di utilizzo che possano ridefinire il ruolo di questi accessori?

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La crescita della categoria è sostenuta da più fattori: accessori sempre più centrali nell’espressione personale, accelerazione dei trend via social, attenzione crescente a qualità e sostenibilità, e grande versatilità del prodotto. Anche gifting e ricerca di pezzi iconici incidono. L’Europa resta centrale, ma l’Asia è in forte crescita.

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Guardando avanti, foulard, sciarpe e bandane cresceranno nel segmento alto grazie a materiali innovativi, sostenibilità e lavorazioni artigianali. Rimarranno però oggetti leggeri e personali, con una crescita guidata da consumo consapevole e ricerca di pezzi iconici e durevoli.

E.

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Foulard, sciarpe e stole sono da sempre una forma di espressione artistica per il lusso, e oggi questa dimensione è ancora più centrale. Il brand è storicamente legato alla cravatta e alla seta, e in questi accessori troviamo lo spazio più libero per trasformare il tessuto in una superficie narrativa. Le stampe diventano opere d’arte, rese più vive da tecniche produttive evolute che garantiscono livelli di qualità e dettaglio sempre più alti. Il risultato è un accessorio capace di dare identità immediata a chi lo indossa.

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Il modo in cui i clienti scelgono e indossano questi accessori è cambiato. I ritmi di vita più frenetici hanno modificato l’uso dei tessuti: si esce al mattino e spesso si rientra la sera, quindi cresce la richiesta di materiali leggeri e versatili. Anche il clima più caldo ha spinto verso fibre più tecniche e traspiranti rispetto a lane pesanti e cashmere. Ne deriva una

FRANCESCA

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Il ruolo di sciarpe e foulard si è evoluto in modo evidente negli ultimi anni. Non sono più semplici accessori, ma elementi capaci di cambiare la lettura di un outfit. Oggi un foulard non completa un look: lo sposta, lo definisce, in alcuni casi lo costruisce da zero. È diventato un vero strumento di styling.

2 In questo momento la bandana è senza dubbio il pezzo più trasversale e riconoscibile. È un must-have destinato a restare. Il suo punto di forza è la libertà: non impone regole, ma lascia spazio all’interpretazione personale. È proprio questa apertura che la rende così attuale.

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Il cliente oggi è molto più attento al rapporto tra qualità e prezzo. Questa sensibilità è cresciuta in modo evidente nell’ultimo anno. In questo scenario, la

palette più luminosa e vivace, in netto contrasto con i toni scuri del passato. Il cambiamento è evidente in Italia, ma ancora di più in mercati come Stati Uniti e Regno Unito.

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La seta resta il nostro materiale di riferimento, ma la ricerca sui filati ibridi apre nuove possibilità. L’unione tra cashmere e seta genera tessuti morbidi, leggeri e traspiranti. La sostenibilità è centrale: collaboriamo con Orange Fiber, realtà siciliana a guida femminile che produce una fibra dalla buccia delle arance. Un progetto che unisce innovazione e responsabilità, mantenendo il focus su prodotti belli da indossare.

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Sul piano manifatturiero abbiamo fatto una scelta controcorrente. Stampiamo da sempre le nostre sete in Inghilterra, nostro principale centro produttivo, con un legame solo marginale con Como. È una decisione legata al rispetto della tradizione e alla volontà di preservare saperi. Non puntiamo su stampa digitale o processi invasivi: l’innovazione passa dalla ricerca cromatica, con colori vegetali e stampe più leggere che rispettano la materia.

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L’evoluzione dello styling contemporaneo ci ha resi soddisfatti. Foulard e bandane sono oggi usati in modo più libero e creativo, permettendoci di esprimere il nostro dna, legato all’estro e all’identità napoletana. È un trend che amplifica la libertà del prodotto e le sue possibilità espressive.

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Il concetto agender è ormai consolidato. Foulard, sciarpe e bandane hanno superato le distinzioni di genere, aprendo un campo creativo quasi illimitato. È sempre più interessante vedere come i clienti reinterpretano questi accessori, dando ogni volta un significato diverso al prodotto.

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La crescita globale della categoria è guidata dal superamento dei codici tra moda maschile e femminile. Questo ha ampliato il mercato e liberato nuove forme di styling. Il traino principale arriva oggi dall’Asia, con Corea, Giappone e Cina in prima linea per performance e sperimentazione estetica.

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Guardando al futuro, la categoria crescerà e diventerà sempre più centrale nell’ecosistema moda. Anche la cravatta evolve e con essa tutto il sistema di capi collegati come giacche, camicie e colletti pensati per valorizzare questi accessori. Non è un segmento statico ma un’area in trasformazione, sempre più integrata nel linguaggio del fashion.

nostra forza è la produzione interna, che ci permette di controllare ogni fase e mantenere un livello qualitativo costante. La qualità resta il nostro punto fermo.

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La nostra identità nasce dall’arte tintoria e da una tradizione tessile precisa. Negli anni abbiamo lavorato per mantenerla viva, senza cristallizzarla. Con l’ingresso della nuova generazione in azienda, rappresentata da mia figlia Francesca, abbiamo affiancato alla tradizione nuove tecniche e nuove sperimentazioni. L’obiettivo è semplice: evolvere senza perdere le radici.

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La bandana non è stata una risposta tardiva al mercato. Al contrario, è stata una lettura anticipata del trend. L’abbiamo inserita nelle collezioni circa sette stagioni fa, quando non era ancora diventata un fenomeno diffuso. Per noi è stata una naturale evoluzione del linguaggio del brand.

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Oggi più che di tendenza si può parlare di consolidamento. Il foulard e la bandana sono entrati stabilmente nel guardaroba contemporaneo, con un ruolo sempre più centrale nello styling.

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Sul fronte mercati, stiamo assistendo a un ritorno molto forte dell’Asia. Corea e Cina sono oggi tra i nostri clienti più importanti in termini di interesse e capacità di spesa. In questi Paesi il made in Italy viene letto come un valore culturale prima ancora che estetico. È un riconoscimento che andrebbe preservato e non diluito.

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Non abbiamo mai inseguito i volumi come obiettivo primario. Il nostro approccio è diverso: preferiamo seguire il cliente, costruire un rapporto diretto e continuo, quasi personale. È un modello più lento, ma coerente con la nostra identità.

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L’accessorio tessile ha mantenuto nel tempo una presenza costante nelle collezioni. Per molti marchi rappresenta una vera porta d’ingresso nel brand. Per chi lavora sulle stampe è uno spazio di sperimentazione continua: motivi, colori, formati e utilizzi cambiano ogni stagione. È anche il prodotto ideale per osare con dettagli come frange, ricami e applicazioni, mantenendo un investimento accessibile. Per Mantero 1902 il foulard è il punto di partenza: da qui nascono le stampe che definiscono l’identità del brand e si estendono all’abbigliamento.

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La categoria segue i trend: le sciarpe classiche lasciano spazio a formati più compatti come bandane, bandeau e losanghe, più accessibili. Il foulard tradizionale resta però centrale e viene reinterpretato dai più giovani in chiave casual, anche al maschile. Questo apre a

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Il ruolo di foulard, sciarpe e stole è passato da funzione prettamente pratica a una dimensione sempre più decorativa. Oggi non sono più solo accessori funzionali, ma elementi capaci di arricchire e definire un look, diventando un vero e proprio “plus” stilistico. Per Franco Ferrari il foulard ha un ruolo centrale, perché il brand nasce proprio sul concetto del 90x90: un elemento “madre” da cui prende forma tutto lo sviluppo creativo.

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Il foulard è oggi un prodotto trasversale. Se un tempo era legato a una clientela più adulta, oggi viene scelto anche da un pubblico giovane. Cambia soprattutto il modo di indossarlo: cresce la creatività, tra utilizzi come cintura, cravattino o fino a diventare un top annodato sul corpo. Il layering è diventato una tendenza chiave e il foulard ne è protagonista, anche complice un

una maggiore libertà creativa, con motivi e colori sempre più trasversali.

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L’uso più disinvolto del prodotto porta a filati più leggeri e diurni, come cotone e lino, spesso mischiati alla seta. La seta resta il riferimento per i prodotti iconici come il 90x90, ma sugli altri formati le composizioni variano molto, anche con lane e cashmere fuori stagione. Il prezzo è rilevante per un prodotto entry, ma non può mai compromettere la qualità: il foulard, apparentemente semplice, richiede lavorazioni complesse su tessuti delicati, dove ogni difetto è visibile.

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Il savoir-faire di Como è unico e continua a essere un riferimento per il settore. Heritage e innovazione convivono: disegni a mano e stampa serigrafica si affiancano a tecniche digitali che offrono maggiore flessibilità e nuovi effetti. La vera innovazione sta nella combinazione di questi strumenti. A questo si aggiunge il tema della produzione responsabile, che richiede di bilanciare estetica, sostenibilità e tempi.

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I nuovi trend di styling ci hanno spinto ad ampliare le fonti di ispirazione oltre i nostri archivi. Le recenti acquisizioni, bandane, camicie hawaiane, kimono, portano nel nostro universo materiali e linguaggi lontani, che diventano nuovi punti di partenza progettuali.

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Il concetto agender è in crescita, ma ancora in fase di definizione. Osserviamo un interesse sempre maggiore verso prodotti versatili e non legati a un genere specifico, e stiamo lavorando per capire come integrarli nelle nostre collezioni mantenendo il giusto equilibrio tra stile, qualità e identità del brand.

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L’accessorio tessile resta una categoria chiave, talvolta autonoma, talvolta integrata con la collezione, come nel nostro caso. Il cliente è sempre più globale: asiatici e mediorientali sono molto attenti al prodotto, ma la categoria è trasversale. Resta inoltre un segmento forte nel gifting.

8 Guardando al futuro vediamo crescita in una proposta più ampia, tra casa, maglieria e foulard arricchiti da dettagli distintivi. Il recupero di tecniche del passato, integrato con nuove tecnologie, è una leva importante. La sostenibilità è ormai uno standard e lavoriamo per ottimizzare ogni fase produttiva. Mantero 1902 resta il nostro spazio di sperimentazione su formati, tecniche e applicazioni.

clima sempre più instabile che spinge a costruire look flessibili e adattabili durante la giornata.

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Tutti questi fattori guidano le scelte di Franco Ferrari. Cambiamento climatico, layering e attenzione alla spesa orientano la proposta verso prodotti sempre più versatili. Cotone e lino rispondono ai climi più caldi, la lana a quelli rigidi, mentre il cashmere, spesso in blend, diventa una soluzione trasversale per tutto l’anno. La seta resta il materiale simbolo, presente in tutte le stagioni.

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La tradizione del gruppo Achille Pinto è alla base dello sviluppo del brand. Un know-how di

quasi 100 anni garantisce qualità e competenze tecniche consolidate, unite a una ricerca continua che guarda all’innovazione e alla competitività. Il tutto nel segno del made in Italy, elemento centrale dell’identità aziendale.

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Le nuove interpretazioni dello styling hanno ampliato lo spazio di sperimentazione. Il foulard viene oggi pensato in forme più creative e trasversali, con utilizzi diversi che ne aumentano la flessibilità in termini di clientela, funzione e prezzo.

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Franco Ferrari nasce con una vocazione femminile, ma questo non esclude una lettura agender del prodotto. La fluidità non è imposta dal brand, ma dal cliente, che interpreta il foulard in modo personale. Non è raro vederlo indossato indifferentemente da uomini e donne durante le campagne vendita.

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La crescita del mercato è guidata da più fattori: la ricerca di un accessorio capace di trasformare un look senza investimenti eccessivi, la necessità di adattarsi a un clima sempre più variabile e la diffusione del layering. Sul piano geografico, l’America resta uno dei mercati più forti per capacità di acquisto, seguita dalla Spagna, molto ricettiva verso colore e accessori. Il made in Italy rimane un driver decisivo.

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La categoria è ormai evoluta e destinata a stabilizzarsi ulteriormente. È diventata un segmento di lusso trasversale che ha conquistato uno spazio proprio nel mercato. La domanda costante permette al brand di continuare a sviluppare, innovare e sperimentare, mantenendo alta la competitività.

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La strategia di Camerucci è quella di mantenere la propria identità, rileggendo la tradizione tessile del passato: tonalità, stampe e ricami antichi vengono rielaborati e modernizzati attraverso tecniche artigianali e nuovi finissaggi. Sciarpe, foulard e stole cambiano ruolo ogni stagione: da accessori funzionali diventano elementi di distinzione e personalizzazione del look. Ogni collezione racconta atmosfere diverse, con palette e texture che dialogano con le tendenze del momento.

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L’evoluzione di questi accessori segue direttamente la moda e incide sulle scelte di stampa, ricamo, forma e soprattutto misura. Se in passato la sciarpa era stretta e lunga, oggi diventa un grande rettangolo da avvolgere o reinterpretare in modi sempre nuovi. Anche il modo di indossarla è diventato parte del progetto.

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Negli anni questi accessori hanno cambiato completamente ruolo. Da elementi complementari sono diventati strumenti centrali di espressione dell’identità. Per Bahobab rappresentano una sintesi immediata di design, colore e materia: prodotti che comunicano subito, senza mediazioni. In un mercato sempre più affollato, la riconoscibilità in pochi secondi è decisiva. Dal punto di vista strategico sono anche una porta d’ingresso al brand, utile per costruire relazione, frequenza d’acquisto e coerenza estetica.

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Il cliente oggi non compra più un foulard per un solo utilizzo. Compra un oggetto aperto all’interpretazione. Non esiste più un uso corretto, ma un uso personale. Le nuove generazioni cercano versatilità e libertà, mentre una parte più tradizionale continua a pri-

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Le nostre scelte nascono dal know-how tessile e dal contesto produttivo tra India e Nepal. Lavoriamo solo con fibre naturali, con stampe e ricami realizzati a mano dagli artigiani. La possibilità di tessere internamente i materiali ci permette di controllare leggerezza, morbidezza e sostenibilità, riducendo gli sprechi. La ricerca nasce anche da fiere e vintage store internazionali, che alimentano ogni stagione nuove texture e disegni unici.

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La tradizione comasca ha avuto un ruolo importante negli inizi, quando Camerucci nasceva come azienda di cravatte. Oggi rappresenta solo una piccola parte della produzione, anche per ragioni di competitività e ampiezza di gamma. Accanto a questo, utilizziamo stampa digitale, nuovi trattamenti e finissaggi, pur mantenendo la stampa tradizionale come valore identitario.

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Negli ultimi anni il formato della sciarpa si è trasformato: abbiamo introdotto il quadrato 120x120 come bandana, foulard in seta e piccoli accessori in cotone con funzione quasi “gioiello”, da indossare non solo al collo ma anche su polso, capelli o borse. L’ultima evoluzione è il triangolo, pensato anche come cintura o elemento laterale del look.

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Camerucci nasce maschile e, anche nella successiva estensione al womenswear, mantiene un’impronta mascolina. Molti prodotti sono di fatto agender, ma il mercato non è ancora completamente pronto a una totale assenza di distinzione di genere, soprattutto quando la stampa resta protagonista.

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La crescita del mercato è guidata dalle tendenze moda e dal ruolo del capo spalla o del dolcevita, che influenzano direttamente la domanda di sciarpe e foulard. Il prezzo resta un fattore decisivo: essendo un acquisto emozionale e non essenziale, deve rimanere accessibile al target. Le migliori performance arrivano da Europa, Asia, in particolare Giappone, e paesi arabi, dove foulard e stole sono parte integrante dello stile quotidiano.

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Nel futuro vediamo il ritorno a una piccola produzione italiana, con capsule di nicchia fatte di tessuti pregiati e dettagli made in Italy. Parallelamente, l’obiettivo è consolidare la parte abbigliamento: le stampe Camerucci già oggi si trasformano in abiti, camicie e chemisier in tessuti leggeri, ricchi di texture e ricamo.

vilegiare qualità e continuità. Il nostro approccio è tenere insieme queste due esigenze, progettando oggetti coerenti ma non rigidi.

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La scelta dei materiali non è ideologica, ma strategica. Partiamo sempre dal risultato finale che vogliamo ottenere, estetico e sensoriale. La seta resta un riferimento, ma oggi serve una gamma più ampia di materiali per rispondere a esigenze diverse di posizionamento e utilizzo. Centrale è anche il tema della responsabilità della filiera, ormai parte integrante del prodotto.

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In Europa abbiamo una cultura manifatturiera molto forte, che si percepisce nella qualità e nella sensibilità per il prodotto. Ma non siamo romantici a tutti i costi. Il mercato richiede velocità, flessibilità e capacità di adattamento. Il punto non è scegliere tra tradizione e innovazione, ma farle convivere. Serve equilibrio: una base solida e un approccio dinamico, perché alla fine conta ciò che funziona oggi.

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Lo styling contemporaneo ha reso questi accessori molto più dinamici. Non progettiamo più solo la superficie, ma anche il comportamento del prodotto. Il foulard diventa parte attiva dello styling, ampliando le possibilità creative.

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La dimensione agender per Bahobab è stata una direzione naturale. Foulard e sciarpe si prestano a un utilizzo trasversale, fuori dagli schemi. Significa progettare senza rigidità, lasciando spazio all’interpretazione individuale.

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Il mercato oggi è più selettivo. Cresce chi sa costruire coerenza, qualità e riconoscibilità. Gli accessori funzionano perché uniscono valore percepito e accessibilità. In Italia e all’estero abbiamo registrato un forte interesse verso il nostro brand, con una domanda sempre più attenta all’identità.

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Il futuro sarà una crescita più in profondità che in volume. Questi prodotti diventeranno sempre più versatili e centrali nello styling. La direzione è sviluppare capi di qualità che rafforzino l’identità del brand e aumentino le possibilità d’uso, sia nel lusso sia nel quotidiano.

FRESH BREEZE

In un panorama sempre più saturo e reiterativo, dove la creatività fatica spesso a ritagliarsi uno spazio autentico, sono proprio i giovani talenti a emergere, incrinando l’omologazione e portando una ventata d’aria fresca

MISENITHE

MISENITHE non si limita a vestire: definisce un modo di essere. Nato dalla visione condivisa di Lucia Borini e Anna Lardì, due giovani designer, il brand reinterpreta l’alta sartoria italiana attraverso un linguaggio contemporaneo fatto di linee pure, materiali pregiati e una ricerca estetica essenziale. Ispirato all’arte, all’architettura minimalista e alla fotografia, il brand costruisce un immaginario raffinato ma profondo, dove tailoring e accessori made in Italy diventano strumenti di espressione personale. Lane compatte, mohair morbidi, popeline strutturati e sete fluide definiscono capi che uniscono qualità tattile e rigore formale, mentre le silhouette accompagnano con naturalezza il passaggio dal quotidiano alla sera. La “collezione zero” segna l’inizio del progetto fondato nel 2025 dalle due creative, entrambe formatesi all’Istituto Marangoni e con esperienze in importanti maison italiane come N°21, Alberta Ferretti, Philosophy by Lorenzo Serafini e Moschino. Il risultato è un guardaroba essenziale ma al tempo stesso sofisticato, pensato per una clientela trasversale che cerca capi capaci di riflettere identità, eleganza e libertà espressiva.

misenithe.com Instagram. @misenithe

GOROD 1965

GOROD 1965 nasce come esito di una tensione progettuale maturata all’interno della sartoria su misura, universo governato da regole rigorose e codici consolidati, che il brand sceglie di decostruire senza mai rinnegarli. Il risultato è un linguaggio essenziale e disciplinato, in cui le silhouette si fanno pulite, le linee si purificano e le cuciture si riducono fino a diventare quasi invisibili, lasciando emergere capi concepiti come composizioni continue. Al centro resta una ricerca ossessiva di equilibrio tra eleganza, comfort e qualità assoluta, sostenuta da lavorazioni artigianali e tessuti provenienti dalle migliori manifatture italiane. Firma distintiva è la doppia cucitura, elemento strutturale che attraversa ogni capo come simbolo di precisione e permanenza.

Instagram. @gorod_1965

CULTO MENEGHINO

Quando Porta Venezia non era ancora un polo creativo, The Loft Shop nasceva da un’intuizione visionaria. Oggi è un simbolo di stile e ricerca, capace di raccontare l’evoluzione di Milano attraverso moda e identità

Anni fa Porta Venezia non era ancora il crocevia vibrante e internazionale che oggi definisce una delle anime più sofisticate di Milano, ma c’era già chi ci intravedeva un futuro. In un contesto urbano ancora lontano dai riflettori della moda e del lifestyle, 25 anni fa Alessandro Tramarin fece una scelta controcorrente: aprire la sua boutique in via Malpighi. Nasce così The Loft Shop, uno spazio di 140 metri quadrati che nel tempo è diventato molto più di un semplice negozio. È un luogo identitario, dove estetica, ricerca e quotidianità convivono in equilibrio. All’inizio non c’erano grandi insegne né flussi continui di clienti ed è proprio per questo che la sua decisione, oggi, sembra così rivoluzionaria. La sua è stata una vera e propria intuizione che ha dato vita a un contenitore all’interno del quale il suo gusto personale è diventato il fulcro e il punto di partenza per una selezione di marchi costruita nel tempo senza compromessi, seguendo istinto e coerenza. “Ho sempre scelto ciò che mi rappresentava”, racconta oggi il fondatore. Ed è proprio questa autenticità ad aver definito il dna del negozio. Dai capi heritage di Manifattura Ceccarelli alle iconiche linee di Ralph Lauren RRL, passando per brand di nicchia come Tellason, Tela Genova e Rakkì Wear, fino agli accessori firmati Sebago, Luigi Gentile e Fausto Colato belts: ogni proposta è parte di un racconto preciso, mai casuale. Nel corso degli anni, mentre Porta Venezia si trasformava in uno dei quartieri più dinamici e inclusivi della città, The Loft Shop consolidava il suo ruolo di pioniere. Non solo ha anticipato il cambiamento, ma ha contribuito attivamente a costruirlo, diventando punto di riferimento per una clientela attenta, trasversale e spesso internazionale. Un luogo dove il retail incontra la cultura urbana, dove il tempo sembra rallentare per lasciare spazio alla scoperta. Oggi, parlare di The Loft Shop significa raccontare una storia di visione e resilienza, ma anche di profondo legame con il territorio. Perché se è vero che Milano evolve rapidamente, è altrettanto vero che alcune realtà ne guidano il ritmo. E The Loft Shop è una di queste.

PANORAMICA

Nome boutique: The Loft Shop

Titolare: Alessandro Tramarin

Indirizzo store: via Malpighi 8, (20129) Milano

Mq store: 140

Sito web: theloftshop.eu/it

Tra i marchi più venduti: Manifattura Ceccarelli, Ralph Lauren RRL, Tellason, Sebago, Rakkì Wear, Tela Genova, Luigi Gentile, Fausto Colato belts

Alessandro Tramarin, titolare
The Loft Shop

PREMIUM YARNS KNITWEAR

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Kangra turns the world’s finest natural fibers into timeless expressions of elegance and authenticity. Each piece reflects the art of Italian craftsmanship, where material becomes emotion, and beauty endures through time.

IL LUSSO ITALIANO ACCELERA, MENTRE I GIGANTI RALLENTANO

Prada vola, Moncler sorprende e il sistema moda dimostra di saper crescere anche in un mercato globale più incerto

Angelo Ruggeri

Il finale dello show primavera-estate 2026 di Miu Miu

Il 2025 conferma una trasformazione sempre più evidente nel panorama globale del lusso. Dopo anni di crescita sostenuta, il settore sta entrando in una fase più selettiva, in cui non tutti i gruppi riescono a mantenere lo stesso ritmo di espansione. Le tensioni geopolitiche, l’incertezza economica e il rallentamento di alcuni mercati chiave stanno ridisegnando gli equilibri di un comparto che resta comunque tra i più dinamici dell’economia mondiale. In questo scenario il sistema moda dimostra ancora una volta una forte capacità di adattamento. Se alcuni giganti internazionali iniziano a registrare segnali di rallentamento, altri gruppi riescono invece a consolidare il proprio percorso di sviluppo grazie a strategie mirate, brand forti e una presenza globale ben distribuita.

Prada guida la corsa del lusso Il 2025 si chiude con numeri che raccontano molto più di un semplice buon anno: per il gruppo Prada è la conferma di una traiettoria di crescita solida e costante, capace di battere il ritmo di un settore che negli ultimi mesi ha mostrato segnali di rallentamento. I ricavi netti hanno raggiunto quota 5,718 miliardi di euro, in aumento del 5% a cambi correnti e del 9% a cambi costanti. Nel dato è inclusa anche la contribuzione di Versace, entrata ufficialmente nel perimetro del gruppo dal 2 dicembre, pari a 65 milioni di euro. Al netto dell’effetto Versace, la crescita organica

resta comunque robusta e si attesta all’8%. Un risultato che colloca Prada tra i gruppi più performanti del lusso insieme a EssilorLuxottica e Brunello Cucinelli. Ancora più significativo è il dato di continuità: 20 trimestri consecutivi di aumento e cinque anni di progressione ininterrotta. Numeri che, come sottolinea l’amministratore delegato Andrea Guerra, confermano una performance solida su basi di confronto pluriennali sfidanti e rafforzano l’ambizione del gruppo di continuare a crescere più velocemente della media del mercato.

L’effetto Miu Miu Il vero motore di questa corsa resta Miu Miu. Il marchio guidato da Miuccia Prada continua a vivere una fase di straordinaria espansione, con vendite retail in aumento del 35% a cambi costanti nell’intero 2025. Un aumento meno esplosivo rispetto al clamoroso +93% del 2024, ma comunque impressionante per dimensioni e continuità. Nel quarto trimestre l’incremento è stato del 20%, con una performance equilibrata tra categorie di prodotto e mercati. Ormai Miu Miu pesa per il 32% dei ricavi complessivi del gruppo, segno di come il brand sia diventato una colonna strategica dell’ecosistema Prada. Diversa la dinamica per il marchio Prada, che nel 2025 resta sostanzialmente stabile: le vendite retail registrano un lieve -1% a cambi costanti, ma il quarto trimestre mostra segnali di miglioramento con un +0,4%. A livello di gruppo il canale

retail resta comunque il cuore del business, con una crescita del 9,3% anno su anno, sostenuta soprattutto da vendite likefor-like e da una strategia sempre più orientata al full price.

I francesi rallentano

Il confronto con i grandi player francesi rende il risultato ancora più interessante. LVMH ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 80,8 miliardi di euro ma in calo del 5% a cambi correnti e con profitti scesi del 13% a 10,9 miliardi. Il rallentamento è stato evidente soprattutto nel segmento Fashion

& Leather Goods, che ha registrato una flessione dell’8%. Anche altre divisioni hanno mostrato segnali di debolezza: l’area Perfumes & Cosmetics è diminuita del 3%, mentre Wines & Spirits ha registrato una contrazione del 9%.

L’Europa, in particolare, ha evidenziato un calo nella seconda metà dell’anno, mentre l’Asia ha mostrato segnali di ripresa solo nella parte finale del 2025.

Moncler sorprende il mercato

In questo scenario più complesso si inserisce anche la performance del gruppo Moncler, che ha chiuso il 2025 con vendite pari a 3,13 miliardi di euro, in crescita dell’1% a cambi correnti e del 3% a cambi costanti. Il quarto trimestre ha sorpreso positivamente il mercato con ricavi per 1,29 miliardi e un incremento del 7% a tassi costanti, trainato soprattutto da Americhe e Asia. Quest’ultima, in particolare, continua a rappresentare il motore del marchio arrivando a pesare per oltre la metà del fatturato complessivo. Nel dettaglio, il brand Moncler ha totalizzato 2,72 miliardi di euro nell’anno, con un aumento del 3% a tassi costanti, mentre Stone Island ha contribuito con ricavi per 123 milioni nel solo quarto trimestre.

Il ruolo del premium

Il quadro che emerge è quello di un settore del lusso sempre più selettivo e polarizzato. Alcuni marchi riescono a mantenere una crescita sostenuta, mentre altri stanno affrontando una fase di normalizzazione dopo anni di boom. In questo contesto di maggiore volatilità, il segmento premium potrebbe assumere un ruolo sempre più centrale. Quando l’incertezza aumenta, infatti, molti consumatori iniziano a riconsiderare il rapporto tra prezzo, qualità e valore percepito. Il premium rappresenta proprio questo equilibrio: prodotti con forte identità, qualità elevata e posizionamento aspirazionale, ma con prezzi meno estremi rispetto al lusso più esclusivo. Per una parte crescente di clienti diventa quindi una scelta razionale oltre che emotiva, capace di offrire status, stile e qualità senza raggiungere i livelli di spesa richiesti dai marchi più elitari. In una fase di trasformazione del mercato, potrebbe diventare uno dei nuovi rifugi del consumo di moda globale.

A sinistra, l’attrice Emma Stone con un look firmato Louis Vuitton ai Golden Globe
2026. In alto, un look della collezione primavera 2026 di Moncler Collection

UN PUNTO DI SVOLTA

Selettivo, relazionale, tecnologico e responsabile. Secondo il report “Global Powers of Luxury 2026” di Deloitte, dopo anni di crescita accelerata sono queste le qualità che nel 2026 caratterizzano il lusso. Meno quantità, più qualità

Dopo il rallentamento causato dalla pandemia, il rimbalzo del 2021–2022 ha portato a una crescita esplosiva. Oggi, però, quel ciclo si è concluso e il 2026 si presenta come un anno di transizione: meno euforia, più disciplina. Secondo il report

Deloitte “Global Powers of Luxury 2026”, l’industria sta entrando in una nuova fase, caratterizzata da un cambiamento profondo nel modo in cui il valore viene creato. Tra inflazione, tensioni geopolitiche, aumento dei tassi di interesse e incertezza globale, il contesto macroeconomico è diventato più complesso e il comportamento dei consumatori sta cambiando. In particolare la fascia di quelli aspirazionali, storicamente fondamentale per la crescita del lusso. Eppure, il settore non è in crisi. Dal punto di vista geografico, il panorama è eterogeneo: la Cina rimane centrale nonostante un rallentamento recente, il Medio Oriente emerge come uno dei mercati più dinamici, l’India si distingue per il suo alto potenziale e l’Europa continua a beneficiare del turismo internazionale, consolidando il proprio ruolo di epicentro del lusso globale.

Il lusso come ecosistema

Uno dei cambiamenti più evidenti riguarda la natura stessa del lusso. Se in passato era centrato sull’oggetto, oggi si sposta sempre più verso l’esperienza. Entrano quindi in gioco viaggi, hospitality e retail immersivo che conducono molte aziende a investire in flagship store esperienziali, eventi esclusivi, collaborazioni culturali e spazi narrattivi, piuttosto che su beni tradizionali. Parallelamente, cresce in modo significativo la domanda di personalizzazione. I clienti si aspettano esperienze su misura, costruite attorno ai propri gusti. E qui la tecnologia gioca un ruolo decisivo. Grazie a dati, intelligenza artificiale e sistemi CRM avanzati, i brand sono in grado di anticipare i desideri del cliente, offrendo prodotti, contenuti e servizi altamente personalizzati.

Un settore che rallenta, ma non si ferma: evolve Il cambiamento verso il valore si riflette anche nelle scelte operative. Molte aziende stanno riducendo gli investimenti e ottimizzando la rete retail. Più di un terzo dei dirigenti prevede una diminuzione del capitale investito, mentre circa il 40% si aspetta una razionalizzazione dei negozi. In quest’ottica, vengono privilegiate location iconiche e ad alto impatto, capaci di rafforzare l’immagine del brand e generare valore nel lungo periodo. E la centralità del cliente gioca un ruolo fondamentale: dopo anni di espansione rapida, le aziende stanno riscoprendo l’importanza della relazione. Questo significa che la crescita futura non passerà tanto dall’acquisizione di nuovi clienti, quanto dall’aumento del valore e della fidelizzazione di quelli esistenti. Il risultato? Maggiore frequenza di acquisto, aumento dello scontrino medio e rafforzamento della loyalty. Un altro tema centrale è l’intelligenza artificiale, in particolare quella generativa. Il settore si trova ancora in una fase intermedia in cui molte aziende sperimentano, alcune hanno iniziato a implementare e poche altre hanno già integrato pienamente queste tecnologie. Il potenziale dell’AI di trasformare l’intera catena del valore è elevato, tuttavia le sfide principali sono gli investimenti, la richiesta di competenze e la revisione profonda dei modelli operativi. Un fenomeno sempre più rilevante, infine, è la crescita del mercato second-hand. Il lusso usato non è più una nicchia, ma un segmento strutturale, destinato a crescere rapidamente nei prossimi anni. E le aziende stanno reagendo positivamente, sviluppando programmi interni di rivendita certificata e/o collaborando con piattaforme esterne. Guardando ai prossimi cinque anni, il settore del luxury sarà profondamente trasformato da tecnologia e sostenibilità, due forze che da una parte rappresentano il motore dell’efficienza e della personalizzazione, dall’altra ridefiniscono i modelli produttivi e il rapporto con i consumatori.

Segmenti
Beauty Apparel & footwear Jewelry Watches Fine dining/food/ beverage Leather goods

LA PASSERELLA NON È PIÙ SOGNO: È STRATEGIA

Le scenografie delle sfilate non servono più solo a creare atmosfera: oggi sono progettate per generare immagini virali e rafforzare l’identità dei brand

Per anni le sfilate sono state il luogo del sogno. Luci soffuse, scenografie teatrali e quell’aura quasi mistica che trasformava pochi minuti di passerella in un racconto aspirazionale. Oggi però qualcosa è cambiato. Le location e il set-up non sono più soltanto una scelta estetica, bensì un vero e proprio strumento di marketing. Nel sistema moda contemporaneo, l’obiettivo rimane quello di stupire gli ospiti in sala, ma a questo si aggiunge la conquista dello schermo dello smartphone. Ogni scenografia deve diventare “fotografabile”, condivisibile, virale. La passerella si trasforma così in un contenuto pensato per Instagram, TikTok e per la circolazione globale delle immagini. Prada lo ha dimostrato più volte con ambientazioni volutamente spiazzanti e concettuali. In alcune stagioni lo spazio della sfilata è stato ridotto a un ambiente quasi industriale, essenziale, dove la scenografia minimalista diventava una dichiarazione di linguaggio. Non solo estetica, ma posizionamento: rigore intellettuale, modernità, controllo. Gucci ha scelto invece la strada opposta, trasformando le sfilate in veri spettacoli immersivi. Tra nastri trasportatori, ambienti specchiati e passerelle circolari, il brand ha costruito scenari pensati per moltiplicare i punti di vista e generare immagini iconiche. Ogni ospite, ogni telefono, diventa così una piccola regia. Chanel rimane maestra nella costruzione di mondi narrativi ricono-

scibili. Dal supermercato ricreato al Grand Palais alla spiaggia artificiale del passato, fino ai pianeti dell’universo di oggi, ogni set è una scenografia cinematografica. Il messaggio è chiaro: la sfilata non è solo moda, ma esperienza totale. Saint Laurent ha invece puntato sulla potenza simbolica delle location. Le passerelle davanti alla Tour Eiffel illuminata o in scenari monumentali parigini trasformano la città stessa in un manifesto visivo del brand. Insomma, la sfilata non è più soltanto un evento per addetti ai lavori. E il risultato è evidente. È un dispositivo narrativo globale, progettato per produrre immagini memorabili. Il sogno non è scomparso, si è semplicemente trasformato in strategia. Qui la scenografia diventa quasi più importante dei vestiti per il primo impatto mediatico. Le immagini del set circolano ore prima dei look e spesso restano più impresse nella memoria collettiva. Il pubblico ricorda “la sfilata nella città illuminata”, “quella con il pavimento che si muove”, “quella dentro un supermercato”. È branding visivo allo stato puro. Per i marchi di lusso la passerella è ormai un palcoscenico editoriale, racconta valori, estetica e identità con la stessa precisione di una campagna pubblicitaria, ma con la forza dell’evento dal vivo. Ed è proprio questa fusione tra spettacolo, architettura e comunicazione a definire la nuova grammatica della moda contemporanea. Tutto studiato perfettamente, nei minimi dettagli.

In alto, un momento della sfilata primavera-estate 2026 di Chanel
In basso, un look della collezione SS 26 di Saint Laurent e il finale dello show PE 26 di Prada

100 PUNTI DI VISTA

La quinta edizione dell’inchiesta esclusiva di HUB Style, che analizza l’andamento delle vendite del mercato nel 2025 e le previsioni sul 2026, è arrivata alla seconda e ultima parte. Parola ai retailer

Il 2025 si è rivelato un anno complesso, fatto di risultati incoraggianti ma anche di sfide significative. Questo è quanto emerge dalla prima tranche della nostra inchiesta esclusiva 100 punti di vista. I primi 50 protagonisti coinvolti restituiscono un quadro complessivamente positivo, pur in un contesto segnato dalle criticità legate all’anticipo dei saldi, dall’impatto del Black Friday e da uno scenario globale ancora incerto. In questo equilibrio tra opportunità e difficoltà, si delinea –seppur con cautela – un progressivo ritorno al negozio fisico, sempre più integrato con e-commerce e social network, oggi strumenti imprescindibili e vere e proprie vetrine digitali per la maggior parte delle boutique. Resta però centrale l’esperienza in store, che continua a rappresentare il principale fattore distintivo per i retailer. È proprio su questo fronte che si concentra l’impegno degli operatori: un’attenzione

crescente alla shopping experience e a un servizio al cliente a 360 gradi, pensato per costruire relazioni solide e durature. Non a caso, molte realtà stanno investendo in servizi post-vendita interni, come riparazioni e sartoria, rafforzando ulteriormente il legame con la propria clientela. Proposta, ricerca e affidabilità si confermano leve strategiche, soprattutto nei momenti chiave dell’anno come il periodo natalizio. Guardando al 2026, una parte degli operatori punta a consolidare i risultati degli ultimi 12 mesi, mentre altri intravedono margini di crescita. Il sentiment generale resta prudente, lontano da facili entusiasmi, ma il settore, insieme ai retailer, dimostra resilienza e determinazione. E anche quest’anno noi di HUB Style abbiamo scelto di dar loro voce. Con la seconda parte della quinta edizione, vi presentiamo gli ultimi 50 feedback.

VALTELLINI - ROVATO (BS) DIDI CORBETTA, BUYER E CO-OWNER

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

21 19 10 SENTIMENT:

1. BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

a) Nel 2025 qual è stato l’andamento delle vendite in store?

b) Quali sono stati i principali fattori che hanno influenzato l’andamento?

c) Quanto hanno inciso (in %) le vostre vendite online sul totale del fatturato?

d) In termini di vendite, quali sono le previsioni per il 2026?

2. CONSUMATORE

a) Il 2025 è stato l’anno dell’acquisto ragionato. I clienti sono stati più selettivi o impulsivi?

b) Avete notato nuovi trend nei comportamenti d’acquisto negli ultimi 12 mesi?

c) Chi è il vostro cliente tipo?

d) Come sta cambiando il vostro pubblico?

3. SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

a) Sempre più, i clienti chiedono un’esperienza di acquisto personalizzata. Come rispondete a questa richiesta?

b) I clienti tendono a fare una ricerca online prima di recarsi in negozio o la shopping experience in boutique è ancora predominante?

c) Avete partecipato con promozioni ufficiali durante il Black Friday e i saldi o avete scelto di non aderire? Perché?

d) Ritenete che il Black Friday sia compatibile con l’immagine di un multibrand premium-luxury?

4. SOCIAL MEDIA

a) Quali social media utilizzate maggiormente?

b) Li sfruttate per vendite dirette, promozioni o per costruire la vostra community?

5. TREND

a) Quali sono state le principali tendenze moda del 2025 che hanno registrato il maggior interesse e inciso sulla vendita dei prodotti?

b) Quali saranno, invece, i trend del 2026?

6. I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

a) Quali sono, in ordine, i vostri 3 top brand di abbigliamento donna?

b) Quali sono, in ordine, i vostri 3 top brand di abbigliamento uomo?

c) Quali sono, in ordine, i vostri 3 top brand di accessori uomo e donna?

d) Quali sono, in ordine, i vostri 3 top brand di calzature uomo e donna?

7. BRAND BEST SELLER DEL 2025

8. ALTRE OSSERVAZIONI

1a) È stato stabile rispetto al 2024. 1b) La proposta, la ricerca e la serietà ripagano, soprattutto in momenti cruciali dell'anno come il periodo natalizio. Le consegne fuori tempo e gli sconti determinano negativamente l'andamento delle stagioni.

1d) Si spera ottime, ma abbiamo imparato a tenere gli occhi aperti, comprare il giusto, rinunciare (a volte a malincuore) a ciò che non funziona e puntare sui riassortimenti.

CONSUMATORE

2a) Nel nostro caso, trattando uomo, donna e bambino, possiamo dire che gli acquisti junior e man sono più selettivi, quelli woman più impulsivi.

2b) Sicuramente la tendenza, almeno nella metà delle vendite, è informarsi prima visitando il nostro e-commerce - che funge quindi soprattutto da vetrina - contattarci e arrivare preparati all'acquisto, che in alcuni casi si trasforma in ritiro.

2c) Siamo un negozio storico, trattiamo tutte le categorie, perciò la clientela moltro ampia. Età media 40 anni, uomo e donna, imprenditori e imprenditrici, con interessi nella moda, nel bel vestire e nei viaggi.

2d) Il nostro negozio spegnerà quest'anno 43 candeline e ovviamente il consumatore è cambiato e cresciuto insieme a noi. Possiamo contare su una parte storica che ci segue da anni, da tanti “junior” ormai diventati grandi, come su tanta clientela nuova, di passaggio dalla Franciacorta o che viene a trovarci dopo averci conosciuto tramite Instagram. Il pubblico sta seguendo le nostre abitudini e sa cosa aspettarsi.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO 3a) È imprescindibile e lo facciamo da anni, è il cuore del lavoro di un negoziante: la vendita parte dall'ascolto e dal tempo dedicato in esclusiva al cliente.

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Incremento dell’8-10%.

1b) Positivi: periodi di promozione. Negativi: Mid Season Sale e Black Friday. 1c) Non abbiamo un e-commerce.

1d) A marzo abbiamo lavorato bene grazie all’arrivo, quasi improvviso, del caldo. Più contenuto, invece, il comparto cerimonia, che registra una fase poco brillante: il quadro non è ancora positivo, ma restiamo fiduciosi in un’inversione di tendenza nei prossimi mesi. In prospettiva, le stime di fine anno indicano una crescita compresa tra il 5% e l’8%.

CONSUMATORE

2a) L’acquisto d’impulso resta presente, ma si orienta sempre più verso prodotti di nicchia, lontani dalle logiche della massificazione. Per il resto, il consumatore mostra un atteggiamento più selettivo e consapevole nelle scelte d’acquisto. 2b) No. Più attenzione sulla qualità.

2c) Uomini e donne lavoratori con un’età media di 35 anni e interessi eterogenei.

2d) Il pubblico è rimasto invariato, ma abbiamo notato un incremento dei ragazzi (dai 20 anni in su).

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Anche noi offriamo un’esperienza d’acquisto personalizzata

3b) Sono due aspetti assolutamente legati: spesso arrivano già informatissimi, ma è in negozio che avviene la magia. 3c) Il Black Friday è l'autogol più clamoroso nel mondo della moda. Non abbiamo partecipato in passato e non parteciperemo mai. Se sei anni fa mi avessero detto che un evento a fine novembre avrebbe potuto turbare le vendite natalizie, non ci avrei creduto. D'altra parte, da ormai tre anni abbiamo deciso di non saldare la stagione in corso, spiegandolo ai nostri clienti. 3d) No. Il lusso, più o meno premium che sia, non sconta.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram e Facebook.

4b) Principalmente li sfruttiamo per costruire la nostra community, o meglio per portare i clienti all'interno del nostro negozio e lavoro. Ci piace raccontare il perché delle nostre scelte, oltre a mostrare outfit, selezioni, nuovi arrivi e così via.

TREND

5a) C'è stato un grande interesse nei teen nei confronti di Polo Ralph Lauren e allo stile preppy in generale.

5b) Personalmente auspico in un ritorno al minimal Anni ‘90, la serie Love Story su John John Kennedy e Carolyn Bessette ha dato un interessante input.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) POLO RALPH LAUREN, HERNO, FABIANA FILIPPI

6b) STONE ISLAND, POLO RALPH LAUREN, BARBOUR

6c) ORCIANI, accessori di ricerca

6d) FLOWER MOUNTAIN, POLO RALPH LAUREN, REEBOK

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) POLO RALPH LAUREN

ALTRE OSSERVAZIONI

8) Da circa due anni abbiamo implementato l'offerta nell'ambito della profumeria artistica che sta dando ottimi risultati.

7) WOOLRICH Q STORE - PIEDIRIPA (MC) MASSIMO

che spesso si traduce nella conoscenza approfondita del cliente e conseguenti consigli ad hoc.

3b) No.

3c) Ogni scenario lo vedo come un’opportunità, a patto che sia affrontato con un approccio lucido e strategico.

3d) Sì, se fatto in modo ragionato.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram e Facebook.

4b) Community, conoscenza del prodotto.

TREND

5a) Prodotti confortevoli da utilizzare nel quotidiano. Inoltre, stiamo riscoprendo la camicia, i tessuti tecnici e - purtroppo - il ritorno delle pellicce vere. 5b) Camicia.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) BARBOUR, VICOLO, KAOS

6b) WOOLRICH, ROY ROGER'S, BLAUER

6c) Non commercializziamo la categoria.

6d) Non commercializziamo la categoria.

BRAND BEST SELLER DEL 2025

GASTE MILANO - MILANO (MI) RUDOLFO STEFANI, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Incremento del 20%.

1b) Positivi: scelta di brand che rispecchiassero l'immagine del negozio e in cui fin da subito abbiamo creduto.

1c) Non abbiamo un e-commerce.

1d) La stagione primaverile è partita con slancio. La strategia resta quella di acquistare meno, ma con maggiore qualità e precisione: un approccio che ci porta a guardare con fiducia alle prospettive future.

CONSUMATORE

2a) Dipende dal cliente.

2b) Sempre qualità.

2c) Età media 45 anni, uomo e donna lavoratori che ricercano la comodità in tutto.

2d) Tanta gente nuova, qualche giovane.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Sì, offriamo servizi di riparazione.

3b) Tante cose le vedono prima online ma la shopping experience in boutique rimane predominante.

3c) No, siamo contrari al Black Friday.

3d) Assolutamente no: proprio in linea con questa

CORNER - ALESSANDRIA (AL) MASSIMO CASTELLI, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Decremento ci circa il 15-20%.

1b) Oggi il vestirsi con gusto, attraverso capi di qualità o di ricerca, non sembra più rappresentare una priorità per una parte del pubblico. A incidere è anche la facilità d’acquisto: con un semplice click è possibile ricevere qualsiasi prodotto a casa in tempi rapidissimi. In questo contesto, il fast fashion - capace di replicare rapidamente le tendenze e renderle accessibili a tutti - finisce per penalizzare il lavoro dei negozi indipendenti, che ogni stagione investono tempo, competenze e ricerca per costruire un’offerta distintiva.

1c) Meno del 10%.

1d) Non saprei, perché da quando ho aperto la boutique non c'è mai stato un anno che abbia rispettato le previsioni per motivi differenti.

CONSUMATORE

2a) Più selettivi.

2b) I brand che raccontano il proprio impegno etico sono apprezzati. La provenienza e la qualità dei materiali risultano molto importanti.

2c) Il nostro store ha un’età molto variabile: passiamo dai giovanissimi alle persone più anziane. Una media potrebbe essere 30 anni. Sono uomini e donne con uno stile di vita classico e interessi nel calcio, cibo, viaggi e musica.

impostazione, abbiamo progressivamente eliminato numerosi marchi presenti negli outlet.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram e Facebook.

4b) Per creare una community e come vetrina.

TREND

5a) L’inverno ha registrato una forte presenza nei capispalla di lane ricercate, affiancate da materiali tecnici effetto pelle, come il nabuk. Completano l’offerta una maglieria curata, sneaker e denim declinato in silhouette sia ampie che più aderenti. 5b) Tessuti tecnici, tanti cotoni e tessuti leggeri, t-shirt e polo.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) MASON’S, MAX MARA, CIRCOLO 1901 6b) RRD, MAISON, PALTÒ 6c) Non commercializziamo la categoria. 6d) PREMIATA, ASH, NO MAP SOCIETY

BRAND BEST SELLER DEL 2025 7) RRD

2d) Pubblico molto eterogeneo. Abbiamo notato l’arrivo di qualche giovane in più, figli dei nostri clienti.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) La shopping experience è importante, propongo tanti servizi interni dal 2019.

3b) Alcuni sì.

3c) Partecipato ai saldi, no al Black Friday.

3d) Il Black Friday è uno svilimento del prodotto, del lavoro di noi retailer e una mancanza di serietà nei confronti dei clienti.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram e Facebook.

4b) Un po’ tutto.

TREND

5a) Vestibilità over.

5b) Sempre vestibilità over.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) UNIVERSAL WORKS, BOTTEGA CHILOMETRI

ZERO, ALPHA INDUSTRIES

6b) UNIVERSAL WORKS, BOTTEGA CHILOMETRI

ZERO, SEADOG

6c) DANEFÆ, 47.BREDFORD

6d) Non commercializziamo la categoria.

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) UNIVERSAL WORKS

BEWILD STORE - COURMAYEUR (AO) CINZIA DUCOURTIL, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Incremento del 25%.

1b) La nota positiva sono stati i flussi turistici.

1c) Meno del 10%.

1d) Prevediamo un anno positivo in termini di vendite. CONSUMATORE

2a) Impulsivi.

2b) Attenzione alla composizione del prodotto e ricerca del made in Italy.

2c) Età media 50 anni, uomo e donna con interessi nei motori e amanti della ricercatezza. Il loro stile di vita è emozionante e adrenalinico.

2d) Non sta cambiando.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Più che personalizzata direi esclusiva, non per tutti.

3b) Predomina la shopping experience in boutique.

DAVICO - TORTONA (AL) MONICA TRICHES, BUYER E STORE MANAGER

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Stabile.

1b) Negativo: crisi economica mondiale. 1c) Meno del 10%.

1d) Incremento del 10%.

CONSUMATORE

2a) Più selettivi.

2b) Maggiore attenzione al prodotto made in Italy. 2c) Età media 40 anni, un uomo e una donna con uno stile di vita medio-alto.

2d) Classe medio-alta.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Anche noi offriamo un’esperienza di acquisto personalizzata. È fondamentale.

3b) La vendita in boutique è sempre predominante. 3c) Sì, abbiamo partecipato.

3d) Riteniamo che il mercato sia ormai fortemente

condizionato dalla leva promozionale; un contesto che, nostro malgrado, impone un adeguamento per restare competitivi.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram e Facebook.

4b) Come vetrina.

TREND

5a) Nessuna in particolare.

5b) Una moda un po’ più easy.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) RALPH LAUREN, AUTRY, MC2 SAINT BARTH 6b) AUTRY, RALPH LAUREN, MC2 SAINT BARTH

6c) MC2 SAINT BARTH, BARBOUR, AVENUE 67

6d) AUTRY, FLOWER MOUNTAIN, VALSPORT

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) AUTRY

CHICCHI GINEPRI - MILANO (MI) LODOVICA DAVOLI, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Quest'anno è stato moderatamente positivo, circa il 5% in più. La primavera purtroppo ha segnato una flessione derivante prevalentemente dalla Pasqua vicina ai ponti di fine aprile, la stagione invernale positiva anche se non facile.

1b) Il nostro negozio online è in crescita, forniamo principalmente un servizio a chi già ci conosce. I tempi cambiano e lo smartworking, per esempio, non permette sempre una visita fisica. In continua crescita sono i profili social, sia Instagram che Facebook.

1c) Meno del 10%.

1d) Prevediamo una piccola crescita che, in questo momento storico, è la via per mantenere la presenza e il fascino dei nostri punti vendita.

CONSUMATORE

2a) Assolutamente selettivi. Le nostre collezioni sono ricercate e prodotte in numero limitato. Questo rende i capi che presentiamo molto speciali e veramente esclusivi.

2b) Aumentano i clienti che, partendo dall'online, vengono a trovarci nei punti vendita. 2c) Età media: 45 anni. Donne professioniste, con interessi nella cultura.

2d) Si rinnova sempre.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Le nostre assistenti servono le nostre clienti in

maniera personalizzata, spesso derivante dalla frequentazione delle boutique di una clientela fedele e dalla nascita di una relazione amichevole e sincera.

3b) Shopping experience ancora predominante.

3c) Non aderiamo, Chicchi Ginepri non fa Black Friday, continuiamo a perseguire l'ambizione di vestire le nostre clienti con capi di qualità oltre che di ricerca. Facciamo il nostro lavoro con grande amore.

3d) No.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram e Facebook.

4b) Esistono programmi fedeltà, invio di newsletter e sms anche per presentare eventi.

TREND

5a) Il nostro è un gusto ben definito e senza tempo, fatto di piccole ma significative novità inserite ogni stagione.

5b) Uguali al 2025.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) A.B, FRIDA ZAZOU, SUZUSAN

6b) Non commercializziamo la categoria. 6c) Non commercializziamo la categoria. 6d) Non commercializziamo la categoria.

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) A.B

BILIARDO - MIRANO (VE) GIOVANNI ZARA, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Incremento del 10%.

1b) Il cliente torna volentieri in store, apprezzando il brand mix molto ricercato. Di negativo abbiamo riscontrato le tempistiche dei saldi da ripensare completamente.

1c) Non abbiamo un e-commerce. 1d) Prevediamo un trend positivo con incremento del 6%.

CONSUMATORE

3c) Assolutamente no, è controproducente.

3d) No.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram e Facebook.

4b) Per entrambe le cose.

TREND

5a) Giubbotti in pelle e maglioni stile handmade. 5b) Minimal.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6) Siamo anti-brand, valutiamo i nostri acquisti solo guardando qualità e ricercatezza. Questo ci porta a non tener conto quale marchio vende di più, bensì quale ha un valore aggiunto.

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) Nessuno in particolare

LA TENDA - MILANO (MI) VITTORIO LONGONI, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Stabile.

1b) Aspetti positivi: ritorno degli stranieri, soprattutto per il negozio in via Solferino, in pieno centro, e una forte fidelizzazione nello store di Pagano.

1c) Non abbiamo un e-commerce.

1d) La previsione dipende da molti fattori esterni. Al momento, nonostante un minor flusso di clientela estera, stiamo mantenendo una certa stabilità.

CONSUMATORE

2a) Selettivi, sia per il prezzo che per lo stile: sanno

cosa vogliono e cercano proposte innovative, non facilmente catalogabili.

2b) No, sempre attenzione alla novità.

2c) Donna di 50 anni lavoratrice che ama il prodotto di buona manifattura.

2d) Non cambia: nella nostra boutique è sempre una dinamica generazionale, con la madre che accompagna la figlia.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Organizziamo appuntamenti ad hoc, selezionando clienti che partecipano a esperienze curate diretta-

2a) Selettivi.

2b) Sempre più ricerca di prodotti speciali che danno emozione.

2c) Un uomo di 40 anni che sempre più spesso viaggia dedicando tempo alla vacanza. Interessato a moda, sport e musica, con uno stile di vita sano.

2d) Il pubblico sempre meno attratto da sconti per overdose di offerta, ricerca invece prodotti unici.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) La vendita diretta e personalizzata resta sempre l’approccio più efficace, nonché quello che il cliente si aspetta.

3b) Ricerca preventiva su calzature seppur in diminuzione.

3c) Saldi normali. Il Black Friday non esercita più attrattiva sul pubblico, ma al contrario lo destabilizza. 3d) Assolutamente no.

mente da noi. La professionalità è al centro: accompagniamo il cliente dall’inizio alla fine, creando un rapporto di fiducia.

3b) L’esperienza di acquisto resta predominante. Sono fermamente convinto che l’online non abbia un valore determinante: l’e-commerce può rappresentare un valore aggiunto, ma richiede tempo e risorse che inevitabilmente vengono sottratti alla gestione in store.

3c) No mai, saldi sì.

3d) No assolutamente. Il Black Friday, come le svendite, portano solo alla perdita di fiducia da parte del cliente e alla svalutazione del prodotto.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram e Facebook.

4b) I social sono parte fondamentale delle nostre attività di vendita.

TREND

5a) Nel comparto menswear predomina lo sportswear, caratterizzato da volumi confortevoli, in particolare su pantaloni e top. Si afferma un pantalone pseudo-classico, abbinato a mocassini e maglieria ricercata, insieme a overshirt realizzate in tessuti pregiati. 5b) Abito, overshirt e pantaloni dal volume boxy, realizzati in tessuto unito effetto color block

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) Non trattiamo la categoria.

6b) BARBOUR, BARENA VENEZIA, CARHARTT WIP

6c) CAMPOMAGGI, BAGSINPROGRES NEW YORK, CARHARTT WIP

6d) SALOMON, NEW BALANCE, SEBAGO

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) BARBOUR

ALTRE OSSERVAZIONI

8) Il commercio necessita di una rivoluzione e di una visione meno provinciale. Servono lungimiranza e dedizione per cambiare radicalmente il modo di fare business.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram. 4b) Come vetrina e per creare community.

TREND

5a) Non esiste più un unico stile né colori dominanti.

5b) Idem, ognuno si costruisce il proprio mondo.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6) Ci siamo allontanati dalle griffe.

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) Nessuno

PESSINA ABBIGLIAMENTO - MONZA (MB) SIMONA PESSINA, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Stabile.

1b) Un’accurata selezione dell’offerta e un brand mix calibrato su un corretto rapporto qualità-prezzo, insieme a un’attenzione personalizzata al cliente, rappresentano i pilastri della strategia. A questi si affiancano la rapidità nell’interpretare i desideri del pubblico e un utilizzo mirato dei social. 1c) Tra il 10% e il 30%.

1d) Purtroppo con la situazione attuale è impossibile fare delle previsioni, sicuramente saremo molto attenti negli acquisti per avere maggiore flessibilità e adattarci all’evoluzione del mercato.

CONSUMATORE

2a) Sicuramente più selettivi per quanto riguarda la qualità ma hanno comunque scelto capi emozionali.

2b) L’omnicanalità ha registrato una crescita significativa: il cliente oggi cerca rapidità e ispirazione sui social, ma poi desidera vivere in negozio un’esperienza relazionale autentica.

2c) Età media 40 anni. Uomo e donna con interessi nei viaggi, nella cultura, nel food e lo sport, che lavorano in contesti dinamici e amano alternare il formale e informale.

2d) In generale il pubblico è sempre più attento e informato.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Nascendo nel 1900 la personalizzazione e il su misura fanno parte del nostro dna. Negli anni abbiamo posto sempre più attenzione alle esigenze della clientela.

3b) La nostra clientela ama indubbiamente l'esperienza in boutique per ritrovare anche un contatto umano che l'online

non permette.

3c) Non abbiamo mai aderito al Black Friday e per il periodo ufficiale dei saldi facciamo una selezione di prodotti continuativi che non hanno alcuno sconto.

3d) Assolutamente no, anzi trovo sia svilente per il negozio, le aziende e i brand stessi.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram e Facebook.

4b) Per vendite e community.

TREND

5a) Donne: capsule di capi speciali e one of a kind. Uomo: classico contemporaneo e il mondo heritage.

5b) Donne: prodotti speciali proposti in mix and match innovativi. Uomo: classico contemporaneo e heritage.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) CLOSED

6b) PAOLO PESSINA (per tutto il su misura),

TAGLIATORE, BARBOUR

6c) Piccoli brand di ricerca

6d) PURAAI, FLOWER MOUNTAIN, SEBAGO

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) Nessuno.

ALTRE OSSERVAZIONI

8) Quello che la nostra clientela ha apprezzato è il brand mix tra marchi noti e di ricerca con proposte fresche e accattivanti.

MULINO DOCKSMART - MILANO (MI) FABRIZIO ELIA, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Incremento del 6%.

1b) Fattori positivi: aver inquadrato un target medio-alto che risponde bene, attento alla qualità. I fattori negativi dipendono da Milano: una città cara e, di conseguenza, la fascia media diminuisce sempre di più.

1c) Meno del 10%.

1d) In crescita, 2026 partito bene ma è presto per trarre un bilancio.

CONSUMATORE

2a) Selettivi.

2b) Più attenzione alla qualità.

2c) Un uomo e una donna di circa 40 anni, lavoratori e liberi professionisti, con interessi nella cultura e nell’informazione.

2d) Purtroppo è meno ma più alto spendente.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Abbiamo il personal shopper, il servizio di armocromia acquistabile, la sartoria, personalizzazione di ricami e stampa. Siamo attrezzati.

3b) Shopping experience da noi è tutto.

3c) Abbiamo aderito, perché costretti, ma in maniera

intelligente. A novembre, dicembre e gennaio il fatturato è stato ottimo.

3d) Il calendario commerciale è distorto, ma è un elemento al quale non ci si può sottrarre e va affrontato con studio e strategia. Da parte nostra, la regola è chiara: niente sconti estremi, ma promozioni pensate in modo intelligente.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram e Facebook.

4b) Costruire community.

TREND 5a) Heritage e un occhio al vintage. 5b) Si mantiene la stessa direzione.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) MANIFATTURA CECCARELLI, DAVIDE CECCARELLI, BARBOUR

6b) BARBOUR, MANIFATTURA CECCARELLI, ACUPUNCTURE

6c) FILSON, RAINS

6d) BLUNDSTONE, calzature artigianali

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) BARBOUR

MARIO & SONS - SEREGNO (MB) DANIELA PALEARI, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Decremento del 15%.

1b) Concorrenza dello shopping online e sconti selvaggi al di fuori delle date prefissate.

1c) Tra il 10% e il 30%.

1d) Stazionarie.

CONSUMATORE

2a) Più selettivi.

2b) Gli acquisti sono più ragionati.

2c) Età media: 35 anni. Un uomo e una donna con uno stile di vita vicino alla natura e al tempo libero e che sceglie prodotti più ricercati e meno diffusi.

2d) Sempre più attento alla qualità e al prezzo.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Cerchiamo di coccolare al massimo la nostra clientela rendendoci disponibili a possibili appuntamenti al di fuori degli orari di apertura.

3b) Cercano online i prodotti ai quali sono interessati, passando poi in boutique per effettuare l’acquisto.

3c) Nel 2025 abbiamo aderito solo per due giorni con piccoli sconti, ma siamo convinti che il Black

Friday non sia una buona soluzione per vendere di più. Quest’anno pensiamo di non aderire più al Black Friday. 3d) No.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram e Facebook. 4b) Sì, giornalmente teniamo informati i nostri follower con nuovi arrivi e varie iniziative.

TREND

5a) Maglieria.

5b) Sicuramente una tendenza alla pulizia e al mondo heritage.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) BARBOUR, TELA, A.P.C

6b) STONE ISLAND, BARBOUR, C.P. COMPANY 6c) PURAAI, A.P.C., HIDESINS

6d) AUTRY, PURAAI, SEBAGO

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) BARBOUR

PASÌ MILANO - MILANO (MI) SILVIA MEGGIARIN, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Stabile.

1b) Affluenza diminuita, smartworking e crisi economica globale.

1c) Meno del 10%.

1d) Nessun incremento rispetto al 2024-2025.

CONSUMATORE

2a) Selettivi.

2b) Attenzione alla composizione e alla provenienza.

2c) Una donna di 40 anni, professionista, imprenditrice con interessi nei viaggi e nella cultura, con uno stile di vita agiato. 2d) Più selettivo.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Produciamo capi esclusivi per il nostro negozio. 3b) La ricerca online viene fatta soprattutto per chi cerca di comprare lo stesso prodotto al prezzo più basso. 3c) Non aderiamo a promozioni o Black Friday, solo saldi nei tempi stabiliti. 3d) Assolutamente no.

MINUSH - MONTEBELLUNA (TV) ALESSANDRO TONELLO, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Dopo anni in continua crescita, abbiamo avuto per la prima volta una flessione del fatturato del 3%. 1b) La flessione riguarda il reparto uomo perché, come sempre, nei momenti di crisi, è il primo soggetto a tagliare le spese “superflue”. E quindi, in primis, c’è stato un calo delle entrate in negozio. Poi devo ammettere che un altro fattore che ormai penalizza molto le vendite sono gli sconti scellerati dell’online.

1c) Tra il 10% e il 30%.

1d) Fatturato stabile, invariato.

CONSUMATORE

2a) Molto selettivi.

2b) Negli ultimi tempi si registra una crescente attenzione al prezzo, soprattutto tra i clienti online. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di chiudere il nostro sito e concentrare le vendite attraverso i social: in questo modo possiamo offrire un servizio più curato, quasi come in negozio, mantenendo un contatto diretto e personalizzato.

2c) Età media 40 anni, 60% donna e 40% uomo, con interessi nella moda, nel ben vestire, buon cibo, viaggi e uno stile di vita dinamico. I nostri clienti non si fanno mancare nulla.

2d) È un pubblico sempre più attento e informato.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Conosciamo o cerchiamo di conoscere al meglio i nostri clienti per dar loro un servizio il più personalizzato possibile. Anche per quelli che ci seguono via social e acquistano da lontano.

3b) L’acquisto è ricco di contaminazioni, non può esistere solo la shopping experience in boutique. 3c) Sì, aderiamo ogni anno il Black Friday, ma stiamo

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram e Facebook.

4b) Per incrementare visibilità e condividere, sono utili anche per vendite dirette.

TREND

5a) Camicia, bandana e triangolo, capospalla

5b) Capi più “fittati”.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) POMANDÈRE, DANIELAPI, TRUE AVENUE

6b) Non commercializziamo la categoria. 6c) ALTO MILANO, DESTIN, MIRROR IN THE SKY CASHMERE

6d) GUGLIELMO ROTTA, I.N.K. SHOES, PASÌ MILANO

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) DESTIN

ALTRE OSSERVAZIONI

8) Per noi è importante valorizzare e tutelare il made in Italy.

valutando di non proporlo più. 3d) Sempre meno compatibile.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram e Facebook. 4b) Assolutamente sì: fondamentale.

TREND

5a) Le tendenze sono talmente veloci e altre consolidate che si fa fatica a cogliere quale sia veramente la tendenza. Forse una su tutte è l’heritage. 5b) L’heritage sempre di più, sia per l’uomo che per la donna. La maglieria, in particolare il cardigan, al posto della giacca. E poi il cappotto.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) SEMICOUTURE, TAGLIATORE, TELA 6b) WHITE SAND, BRIGLIA 1949, CHESAPEAKE’S 6c) ALBERTO LUTI, FEDERICO TOSI, COLORFUL STANDARD

6d) FLOWER MONTAIN, 4B12 E RED WING BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) SEMICOUTURE

ALTRE OSSERVAZIONI

8) Online regna una forte confusione sui prezzi. Il volume di vendite e-commerce è cresciuto in modo esponenziale, e ci si chiede perché lo Stato non intervenga per regolamentarlo come avviene per i negozi fisici. Serve una normativa chiara, con regole e sanzioni, che garantisca parità di trattamento tra canali: non è accettabile che lo stesso articolo si trovi online a prezzi significativamente più bassi rispetto al negozio. Per tutelare il mercato, sarebbe necessario un intervento deciso.

ISELLA MODA - MEDA (MB) ANGELO ISELLA, SOCIO

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Stabile, con un leggerissimo incremento dell’1%.

1b) Fattori negativi: consegne e marginalità.

1c) Meno del 10%.

1d) Stabili, in diminuzione.

CONSUMATORE

2a) Acquisto ragionato, riflessivo. 2b) Niente particolare.

2c) L’età media del nostro cliente è molto variabile perché abbiamo molti ragazzi e ragazze, dai 25 ai 30 anni, ma anche uomini e donne dai 50 ai 60 anni. I loro interessi sono rivolti al benessere.

2d) Pubblico più maturo e consapevole.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Confermo questa tendenza, rispondiamo con un personale sempre informato sulle proposte e attento alle esigenze personali della clientela.

3b) I clienti sono informati ma l’experience è ancora predominante.

3c) Non aderiamo al Black Friday. Per quanto riguarda i saldi di fine stagione non abbiamo nessun meto-

GREEN CORNER - LEGNANO (MI) FABIANO COLOMBO, CO-FOUNDER

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Incremento del 10%.

1b) Positivi: maggior numero di clienti. Ne-

gativi: margini troppo bassi, inizio troppo anticipato dei saldi (in particolare quelli estivi).

1c) Non abbiamo un e-commerce.

1d) Incremento del 5%.

CONSUMATORE

2a) Selettivi. 2b) Acquisti più frequenti ma di minor im-

porto, il cliente è continuamente a caccia di promozioni (es. Black Friday) e saldi anticipati. 2c) Età media: 30 anni. Sia uomo che donna con uno stile casual-elegante, spesso alla ricerca del capo particolare da indossare. Interessi nella cucina, letteratura, vita sociale e uno stile di vita dinamico. 2d) Non riscontriamo un significativo cambiamento nel nostro pubblico.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Siamo disponibili a fissare appuntamenti ad hoc al di fuori dell’orario di apertura del negozio.

3b) Il cliente ci frequenta per il gusto, per l'assistenza e i consigli ricevuti in fase di vendita.

3c) In forma molto limitata partecipiamo al Black Friday, per i saldi aderiamo invece per tutto il periodo consentito dalle

disposizioni regionali. 3d) No.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram. 4b) Sì.

TREND

do particolare di promozione.

3d) No.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram, Facebook e TikTok. 4b) Community.

TREND

5a) Nella stagione invernale maggior interesse verso cappotti, tessuti di lana e minor interesse verso imbottiti. Per l’estate, tessuti leggeri con prevalenza di lino.

5b) Una conferma delle stagioni 2025 con inserimento di tessuti eco.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) BRUNELLO CUCINELLI, MAX MARA, TAGLIATORE

6b) BRUNELLO CUCINELLI, LARDINI, TAGLIATORE

6c) Non commercializziamo la categoria.

6d) SANTONI, MAX MARA

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) MOORER

5a) Capi con vestibilità over. 5b) Continueremo con le vestibilità un po’ più generose e i tessuti tecnici.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) ELEH, NINE:IN:THE:MORNING, OTTOD’AME

6b) XACUS, ROY ROGER’S, AMARANTO

6c) Non commercializziamo la categoria.

6d) D.A.T.E. ANNA F., ASH

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) NINE:IN:THE:MORNING

VENTI5 SHOP - BRESCIA (BS) ROVERSI CATERINA, SOCIA

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Incremento del 2%.

1b) Il marketing. 1c) Meno del 10%.

1d) Vorremmo sempre aumentare.

CONSUMATORE

2a) Selettivi.

2b) Guardano prima l’online.

2c) Età media 45 anni. Uomini e donne liberi professionisti.

2d) Il cliente sa già quello che vuole.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Cerchiamo di accompagnarli in tutto il processo della vendita, in base al cliente.

3b) Cercano prima in negozio. 3c) Non abbiamo aderito.

3d) Assolutamente. È controproducente.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram. 4b) Per vendite dirette.

TREND

5a) Calzature e giacche. 5b) Sempre calzature e giacche. I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) BARBOUR, AUTRY, CLOSE 6b) BARBOUR, AUTRY, CLOSE

6c) BARBOUR 6d) AUTRY

BRAND BEST SELLER DEL 2025 7) BARBOUR

RE ARTÙ - MONDOVÌ (CN) CARLOTTA GOVONE E FEDERICO ARTUSIO, LEGALI RAPPRESENTANTI

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Incremento del 15%.

1b) Negativi: concorrenza del mondo online e lo scarso turismo sul nostro territorio. Positivi: la presenza in negozio durante i giorni festivi e tutte le domeniche. 1c) Meno del 10%.

1d) Ci si aspetta - e si spera - in una risalita per il nostro settore e un aumento per quanto riguarda lo shopping online.

CONSUMATORE

2a) Abbiamo visto un cliente più attento all’acquisto. 2b) Soprattutto l’attenzione al prodotto, meno brand ma più qualità.

2c) Abbiamo notato una clientela più attenta alla qualità ma anche alle nuove tendenze.

2d) Età media 40 anni, uomo e donna con interessi nell’abbigliamento di qualità e durevole nel tempo e uno stile di vita medio-alto.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Non ci capita spesso ma la condividiamo soprattutto quando vediamo un cliente più attento e interessato.

3b) Sicuramente una parte di pubblico arriva già informata ma la shopping experience è la percentuale maggiore.

3c) Non condividiamo e non partecipiamo al Black Friday. Per quanto riguarda i saldi, invece, li applichiamo eccetto su alcuni prodotti.

3d) Personalmente riteniamo che il Black Friday non

c’entri nulla con il nostro settore e non compatibile con il multibrand.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram, Facebook e TikTok. 4b) Utilizziamo Instagram come canale di vendita ma principalmente lo usiamo per creare la nostra immagine e community, oltre che per presentare i nostri prodotti.

TREND

5a) Principalmente la tendenza di vestire più casual e comodo, con volumi over e rilassati.

5b) Immaginiamo un 2026 con tendenze simili ma con maggior attenzione al prodotto.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) NINE:INTHE:MORNING, 8PM, SCAGLIONE

6b) MANIFATTURA CECCARELLI, TELA GENOVA, NINE:INTHE:MORNING

6c) FILSON, MANIFATTURA CECCARELLI, JEAN DESSEL

6d) COPENAGHEN STUDIO

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) MANIFATTURA CECCARELLI

ALTRE OSSERVAZIONI

8) I saldi, che dovrebbero essere un’occasione per eliminare le rimanenze e non per recuperare l’invenduto, andrebbero spostati di almeno un mese perché troppo vicini alla stagione e alle consegne. Il Black Friday, invece, contribuisce a uccidere il mercato.

MICLÒ - BORGO SAN DALMAZZO (CN) OLIVIA CLAUDIA, SOCIA

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Decremento del 3%.

1b) Concorrenza dell’online e poca voglia di comprare. Marzo-aprile non sono andati come ci saremmo aspettati per la cerimonia.

1c) Non abbiamo un e-commerce.

1d) Speriamo in un piccolo incremento rispetto al 2025.

CONSUMATORE

2a) Selettivi.

2b) Il nostro mondo è cambiato anche per l’acquisto diretto.

2c) Età media 45 anni, uomini e donne lavoratori con interessi nell’abbigliamento di qualità.

2d) La nostra clientela prima comprava in maniera più impulsiva, ora più selettiva.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO 3a) Vendita assistita.

3b) Cercano prima online. 3c) No, siamo contrari. 3d) No, rovina tutta la stagione autunno-inverno.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram. 4b) Fidelizzare il nostro cliente.

TREND

5a) Eco-pellicce.

5b) Per quanto riguarda la primavera stiamo vendendo bene il jeans, un mondo che ricorda l’English.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) LIU JO, IBLUES, KAOS 6b) ROY ROGER’S, BLAUER, MANUEL RITZ 6c) LIU JO

6d) Non commercializziamo la categoria.

BRAND BEST SELLER DEL 2025 7) LIU JO

SALVINI GROUP - MOTTA (VI) IVO VOLPON, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Incremento 5%. 1b) Maggiore presenza nei social e integrazione di nuove aziende. 1c) Meno del 10%. 1d) Positive.

CONSUMATORE

2a) Più selettivi.

2b) Attenzione al made in Italy. 2c) Età media 40 anni. Uomini e donne lavoratori con interesse nei viaggi e uno stile di vita benestante.

2d) Clienti con idee molto chiare.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Abbigliamento su misura e personalizzazione. 3b) Esperienza in negozio è predominante.

3d) No.

3c) Non facciamo sconti perché non si riesce più a marginare.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram e Facebook.

4b) Entrambe le cose.

TREND

5a) Sile meno casual.

5b) Ritorno al capo d’abbigliamento sartoriale. I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) MISSONI, ERMANNO SCERVINO, PESERICO 6b) CANALI, HERNO, BALLANTYNE 6c) CANALI, ERMANNO SCERVINO, SANTONI 6d) SANTONI, ORTIGNI, PELLETTIERI DI PARMA

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) HERNO

IMARIKA - MILANO (MI) MARTA MARCONI, BUYER

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Incremento del 10%.

1b) Strategia di comunicazione nuova.

1c) Meno del 10%.

1d) Speriamo di mantenere l’andamento del 2025.

CONSUMATORE

2a) Selettivi.

2b) Selettività, maggiore attenzione ai materiali e ai tessuti.

2c) Era un pubblico che comprava outfit completi e ora invece acquista il singolo capo.

2d) Donna lavoratrice e professionista con un’età media di 50 anni.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Offriamo una shopping experience a 360 gradi: le clienti possono prenotare un personal shopper o scegliere chi le seguirà durante l’acquisto, garantendo un servizio su misura. Parallelamente, abbiamo sviluppato strategie di contorno pensate per accogliere e coccolare il cliente fin dal suo arrivo in negozio, arricchendo ulteriormente l’esperienza complessiva.

3b) Ancora predominante la shopping experience.

3c) Sì.

3d) No, assolutamente.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram. 4b) Community.

TREND

5a) Le nostre clienti mostrano un interesse crescente per materiali innovativi e selezioni di ricerca, più che per le tendenze del momento. Si tratta di un pubblico alto spendente che non segue necessariamente i grandi brand di lusso, ma è sempre alla ricerca di pezzi particolari e distintivi.

5b) Osserviamo una crescente attenzione verso tessuti ecologici e colori naturali, con una rinnovata voglia di ritorno alla natura, all’essenza e alla purezza. I clienti mostrano interesse per prodotti sostenibili e per articoli che raccontano una storia, legati a contesti e significati precisi, andando oltre il semplice acquisto estetico.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) TAGLIATORE, SALONI, PERO 6b) Non commercializziamo la categoria. 6c) DRAGON DIFFUSION, GREVI, ZILLA 6d) FLABELUS, EMMA HOPE, ALEXANDER HOTTO BRAND BEST SELLER DEL 2025 7) PERO

GIANNI ITALIA - MILANO (MI) MAURIZIO ITALIA, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Stabile.

1b) Il clima generale non roseo è stato un aspetto negativo. Positiva, invece, è stata la fidelizzazione della clientela.

1c) Non abbiamo un e-commerce.

1d) Per la situazione geopolitica attuale, spero almeno in una stabilità.

CONSUMATORE

2a) Acquisti ragionati, più selettivi. 2b) Niente.

2c) Uomo di 35 anni lavoratore, con interesse nei viaggi e nella vita sociale, con uno stile di vita medio-alto.

2d) Fortunatamente rinnovo clientela

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Offriamo dei servizi interni, come quello di sartoria, e conosciamo molto bene il nostro cliente. Questo ci porta a seguirlo in ogni step in modo ottimale e preciso.

3b) Sicuramente, su alcuni prodotti le clienti cercano informazioni approfondite e si lasciano guidare nella valutazione della qualità: un rapporto di fiducia che valorizza la consulenza personalizzata offerta dal

BEL BOUTIQUE - MILANO (MI) BARBARA CASAZZA E LUIGIA MOROSIN, CO-TITOLARI

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Incremento del 20%.

1b) Stiamo puntando a una ricerca più approfondita dei prodotti, privilegiando un rapporto qualità-prezzo coerente e trasparente. Il contesto geopolitico crea tensioni sul mercato, ma grazie alla nostra clientela prevalentemente italiana l’impatto è stato contenuto. La fidelizzazione, invece, si conferma un elemento positivo e strategico.

1c) Non abbiamo un e-commerce.

1d) Al momento si registra una contrazione delle vendite, ancora contenuta, ma lo scenario rimane aperto e incerto. L’attenzione è completamente rivolta alla ricerca e alla selezione dei prodotti, strumenti chiave per stimolare l’interesse della cliente e differenziarsi nel mercato.

CONSUMATORE

2a) Selettivi.

2b) Volontà di preservare il bello, attenzione al tessuto e al prodotto.

2c) Una donna imprenditrice, lavoratrice, con un’età media che si aggira sui

40 anni e con interessi in viaggi, bel vestire, cultura e mostre.

2d) Il pubblico sta evolvendo e si registra un progressivo ingresso di una fascia più giovane. Si tratta però di una clientela attualmente più orientata all’acquisto per occasioni specifiche, piuttosto che al quotidiano.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Sì, è fondamentale. Offriamo un servizio interno di sartoria. 3b) Shopping experience predominante: alla nostra cliente piace ancora curiosare tra gli scaffali e farsi consigliare da noi.

3c) Saldi sì, Black Friday no. 3d) No, non è una pratica corretta nei confronti dei clienti e, soprattutto, non rappresenta una necessità per noi: gli acquisti sono pianificati con attenzione.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram e Facebook. 4b) Come vetrina.

nostro team.

3c) Abbiamo aderito ai saldi, non al Black Friday. 3d) No, lo troviamo non corretto nei confronti della clientela.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram.

4b) Come vetrina.

TREND

5a) Colori: nuance blu, terra e bianchi. Abbigliamento sport-informale.

5b) Niente di diverso, più o meno in linea con il 2025.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) Non commercializziamo la categoria. 6b) KANGRA, SARTORIA LATORRE, FAY 6c) MC2 SAINT BARTH, ZERBINI CLAUDIO 6d) JEROLD WILTON, ORTIGNI

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) RRD

ALTRE OSSERVAZIONI

8) Le scontistiche, come il Black Friday, fatte durante l’anno rovinano il multibrand.

TREND

5a) Maggiore attenzione verso la giacca, non più relegata al solo ambito lavorativo ma reinterpretata in chiave più elegante, adatta anche alle occasioni importanti.

5b) Si registra un ritorno a un abbigliamento estivo fresco e naturale, ispirato alle atmosfere della campagna inglese e al mare californiano. Protagonisti inserti in pizzo, fiori delicati e tessuti leggeri.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) IBRIGU, N°21, MOTHER

6b) Non commercializziamo la categoria.

6c) BENEDETTA BRUZZICHES, CAMPOMAGGI, accessori di ricerca

6d) N°21, HEREU

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) Nessuno in particolare, ognuno si è distinto a modo suo.

DITTA GUENZATI - MILANO (MI)

LUIGI RAGNO, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Stabile.

1b) Abbiamo avuto un incremento sulla maglieria. Fino alla fine dello scorso anno c’è stato un buon aumento del flusso turistico oltre che dei nostri clienti abituali.

1c) Meno del 10%.

1d) Siamo partiti male, le Olimpiadi hanno influito in maniera negativa dal punto di vista dello shopping.

CONSUMATORE

2a) Acquisto ragionato.

2b) Più attenzione alla qualità.

2c) Età media 30 anni, uomo e donna con uno stile di vita dinamico.

2d) La fascia d’età si è abbassata.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Ovviamente, è imprescindibile. Accompagniamo il cliente in tutte le fasi dell’acquisto e post-vendita.

3b) Shopping experience predominante.

3c) No, non partecipiamo.

3d) No.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram e Facebook. 4b) Community.

TREND

5a) Siamo molto classici, il fashion da noi non esiste ma ci sono state tendenze condizionate dal colore e modello di certi cappelli. 5b) Non si riesce a fare una previsione in questo momento.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) WILLIAM LOCKIE, GLOVERALL 6b) WILLIAM LOCKIE, GLOVERALL 6c) STETSON, JOHN HANLY 6d) Non commercializziamo la categoria.

BRAND BEST SELLER DEL 2025 7) WILLIAM LOCKIE

LAZZARI ABBIGLIAMENTO - ORZIVECCHI (BS)

ALBERTO LAZZARI, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Stabile.

1b) I fattori sono molteplici: la crisi internazionale, la concorrenza dell’online, le scontistiche che condizionano tutto l’anno. Fattori positivi: competenze, cortesia e disponibilità, qualità dei prodotti e se possibile made in Italy.

1c) Non abbiamo un e-commerce.

1d) La speranza è di lavorare e ottenere risultati positivi, anche se i primi tre mesi del 2026 non sono andati in questa direzione.

CONSUMATORE

2a) Entrambi.

2b) No.

2c) Età media 35 anni, uomo e donna con vari interessi e uno stile di vita medio-alto.

2d) Sempre più attento e selettivo.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Dipende dal cliente, offriamo un’esperienza su misura.

3b) Predomina ancora la shopping experience.

3c) No Black Friday, saldi sì anche se le date sarebbero da posticipare di un mese.

3d) No.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram. 4b) Per costruire la community.

TREND 5a) Volumi e colori. 5b) Volumi come nel 2025 e nuance naturali.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) RINO & PELLE, EMME, ECO 6b) XACUS, GRAN SASSO, AT.P.CO

6c) ID.EIGHT, TOMMY HILFIGER, ROSSI 6d) ID.EIGHT, TOMMY HILFIGER, ROSSI

BRAND BEST SELLER DEL 2025 7) GIANNI LUPO

COMME TOI - TORINO (TO) RAFFAELLA CARIGNANO, SOCIA

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Abbiamo riscontrato un leggero decremento in store, un incremento online. Tutto sommato direi che il 2025 ha avuto un andamento stabile.

1b) L’abbigliamento non è più al primo posto, per questo stiamo vivendo una difficoltà.

1c) Più del 50%.

1d) È difficile fare previsioni. La realtà è che, pur trovandoci in una posizione centrale, lavoriamo soprattutto con la nostra clientela, costruita in oltre 32 anni di presenza sul territorio.

CONSUMATORE

2a) Acquisti più ragionati.

2b) Maggiore attenzione alla qualità e al prezzo.

2c) Età media 55 anni. Donna professionista che ama vestirsi bene in tutte le occasioni: dal lavoro al tempo libero, fino alle cerimonie.

2d) Fascia di età sempre più alta.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Abbiamo sempre puntato su un’esperienza personalizzata: operando in una città come Torino, grande ma relazionale, offriamo un servizio costruito sulla conoscenza diretta del cliente, con una vendita assistita e una persona dedicata.

3b) Ricerca online prima. La nostra clientela entra in boutique già preparata.

3c) Sì.

3d) Sì e no, sono diminuiti i margini e si vende più durante gli sconti.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram. 4b) Community.

TREND

5a) Grazie all’ampia diversificazione, ogni cliente può costruire il proprio look. Tra le tendenze più rilevanti: il testa di moro, il jeans dal fit largo e la giacca over, anche se i filoni davvero forti restano pochi. 5b) Sneaker e cuoio.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) CIRCOLO 1901, OTTOD’AME, ALYSI 6b) Non commercializziamo la categoria. 6c) GIANNI CHIARINI, CAMPOMAGGI, VIC MATIÉ

6d) AUTRY, ELENA IACHI, VIC MATIÉ

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) Nessuno

ALFIERI - ASTI (AT) PIERLUIGI ARZANI, AMMINISTRATORE UNICO

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Stabile.

1b) Margini e shopping online.

1c) Non abbiamo un e-commerce.

1d) Stabile.

CONSUMATORE

2a) Selettivi.

2b) Piacere della vendita assistita.

2c) Età media 45 anni, uomo e donna, con uno stile di vita sportivo e attento al proprio benessere e alla propria immagine. Interessi nella cultura,

DOLCI TRAME - SIENA (SI) ELISABETTA TERI, BUYER

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Leggero decremento del 4%.

1b) Gli sconti.

1c) Più del 50%.

1d) Non facciamo previsioni perché c’è troppa incertezza. Non sappiamo neanche se arriveranno turisti e questo è un problema.

CONSUMATORE

2a) Selettivi.

2b) Molto più attenti a quello che comprano. 2c) Donne con un’età media di 55 anni e uno stile di vita agiato.

2d) Sempre lo stesso anche se abbiamo notato una maggiore curiosità. La proposta unica è la carta vincente.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Lo facciamo. Cerchiamo di cambiare il look rendendolo più contemporaneo.

QUEEN’S - PORDENONE (PN) ELDA PAGOTTO, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Abbiamo mantenuto la stessa media dell’anno precedente con, forse, un leggerissimo decremento. 1b) Negativi: poca chiarezza nel futuro, momento storico difficile. 1c) Meno del 10%. 1d) Sicuramente caleranno.

CONSUMATORE

2a) Più selettivi. 2b) Sono attenti al prezzo a discapito della qualità. 2c) Età media 45 anni. Donne professioniste con uno stile di vita mondano. 2d) Sta diminuendo.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Totale disponibilità e flessibilità. Il servizio fa la differenza così come la sartoria. 3b) Shopping experience ancora predominante. 3c) No, non crediamo nelle promozioni. 3d) No, anche perché alcuni brand chiedono di non aderire.

3b) Predomina la shopping experience. 3c) No. 3d) Sì, ma non ci interessa.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram. 4b) Costruire la nostra community.

TREND

5a) Le tabi di Maison Margiela. 5b) Non saprei.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) DANIELA GREGIS, BOBOUTIC, DRIES VAN NOTEN

6b) Non commercializziamo la categoria.

6c) GHERARDINI, PURAAI, ASICS

6d) ASICS, PURAAI, MAISON MARGIELA

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) DANIELA GREGIS

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram, Facebook e WhatsApp. 4b) Vendite dirette e creare una community.

TREND

5a) Sembra aver vinto il cappotto. Pochissimi abiti a favore dei pantaloni larghi.

5b) Cappotti, pantaloni larghi e maglieria meno over.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) CIRCOLO 1901, EUGHENES, 3/B 6b) Non commercializziamo la categoria. 6c) FETS STUDIO, HERVE CHAPELIER 6d) Non commercializziamo la categoria.

BRAND BEST SELLER DEL 2025 7) 3/B

UNIVERSAL SHOP - CASORATE PRIMO (PV) ALESSIA VALÀ, AMMINISTRATRICE DELEGATA

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Decremento del 10%.

1b) Negativo: situazione eonomica europea, scarso interesse alla moda, cambiamento delle spese da parte del cliente finale. 1c) Meno del 10%.

1d) Speriamo in un miglioramento, anche se cauto. CONSUMATORE

2a) Dipende, ci sono clienti che acquistano prevalentemente di “pancia” e chi in modo ragionato.

2b) Nuovi trend no. Sicuro interesse nei prodotti green e un acquisto minore.

2c) Età media 40 anni. Uomo e donna con uno stile di vita medio-alto e interessi nei prodotti di qualità, con un buon rapporto con il prezzo.

2d) Stiamo notando un aumento della clientela più giovane.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Storicamente i nostri negozi hanno sempre puntato su un acquisto personalizzato, rimaniamo dell’idea che il rapporto reale sia molto più soddisfacente dell’acquisto online.

3b) Con l’era digitale credo sia ormai comune ricercare prodotti online. L’experience in boutique, però, rimane predominante. Come? Grazie alla fidelizzazione dei clienti avvenuta nel corso degli anni.

3c) Non aderiamo al Black Friday: decisione presa da anni ormai. Saldi sì.

3d) Assolutamente no.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram, Facebook e TikTok. 4b) Sì. Non solo per vendite, ma anche per ampliare il nostro pubblico di acquirenti.

TREND

5a) Prodotti “quotidiani”, capispalla, magliera e accessori.

5b) Fare una previsione per il 2026 non è facile, ma sicuramente abbiamo notato una richiesta maggiore sugli accessori.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) OTTOD’AME, DONDUP, LIU JO

6b) BARBOUR, CP COMPANY, DONDUP

6c) PURAAI, SAINT BARTH

6d) PURAAI

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) BARBOUR

enogastronomia e viaggi.

2d) Più attento al rapporto qualità-prezzo.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Migliore servizio e attenzione vendita e post-vendita.

3b) La fascia più giovane usa ricerca online.

3c) Non abbiamo mai aderito.

3d) No.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram, Facebook e TikTok. 4b) Costruire community.

TREND

5a) British style e funzionalità.

5b) British style.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) RALPH LAUREN, BARBOUR, MC2 SAINT BARTH

6b) RALPH LAUREN, BARBOUR, RRD

6c) GIANNI CHIARINI, HIDESINS, MC2 SAINT BARTH

6d) SEBAGO FLOWER MOUNTAIN PREMIATA

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) BARBOUR

1931 BARTOLI LUI - PIETRASANTA (LU) PIETRO BARTOLI, AMMINISTRATORE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Buono, leggero incremento del 3%.

1b) Turismo in crescita, storicità del punto vendita.

1c) Meno del 10%.

1d) Stazionarie rispetto a un 2025 da record. CONSUMATORE

2a) Selettivi.

2b) No.

2c) Età media 45 anni: uomini della borghesia europea e business italiani, interessati a prodotti con una storia da raccontare.

2d) Più stranieri e meno italiani.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Sì, ma non trovo un riscontro specifico.

3b) In forte crescita il browsing online ma nel mio tipo di negozio credo sia ancora predominante la shopping experience.

3c) No, la percepisco più come un trend anglosassone e per negozi appartenenti a grandi gruppi.

3d) Per una bottega a gestione familiare come la mia, assolutamente no.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram e Facebook.

4b) Sì, ma potrei svilupparli molto di più.

TREND

5a) Qualità e storie autentiche dietro al prodotto finale.

5b) In forte calo il military a favore di un gusto più “preppy” Anni ‘90.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) Non commercializziamo la categoria.

6b) BARBOUR, FILSON, TAGLIATORE 6c) Non commercializziamo la categoria. 6d) Non commercializziamo la categoria.

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) BARBOUR

DANDY’S - BOTTEGA SARTORIALE - ROMA (RM) ALESSIO GIGLIANI, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Incremento del 20%.

1b) L’andamento positivo deriva dalla presenza costante e da un’assistenza completa in boutique, con una vendita che accompagna il cliente in ogni esigenza. La posizione centrale a Roma garantisce inoltre un flusso turistico qualificato, fatto di una clientela sofisticata e attenta allo stile, valorizzata da un prodotto interamente made in Italy.

1c) Non abbiamo un e-commerce.

1d) Il periodo che stiamo vivendo a livello mondiale non aiuta il nostro settore. Nel 2024 abbiamo investito aprendo anche il servizio del “su misura”, con un atelier accanto al nostro store.

CONSUMATORE

2a) Sicuramente selettivi, perché consapevoli e attenti alla qualità del prodotto.

2b) Il prodotto mostrato sui social viene preferito rispetto a quello che si vede esclusivamente in boutique.

2c) Un uomo professionista di 45 anni con uno stile di vita medio-alto.

2d) Si sta posizionando in una fascia di età maggiore e alto spendente.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Siamo il contenitore perfetto per questa clientela.

3b) Da noi è ancora predominante, anche se ci rendiamo conto che la ricerca online aiuta a far entrare il cliente in negozio.

M9 - ROMA (RM)

3c) Questo è forse il tema più rilevante per il nostro settore. Siamo contrari al Black Friday, non lo abbiamo mai adottato. Non contestiamo i saldi in sé, ma la loro tempistica: partono troppo presto, già nei primi giorni di gennaio, a ridosso del Natale, proprio all’inizio della stagione invernale. Siamo di fatto l’unico settore che applica sconti quando il cliente ha una reale esigenza e sceglie spontaneamente di acquistare.

3d) Assolutamente no.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram.

4b) Stiamo cercando un’agenzia che curi la nostra immagine sui social.

TREND

5a) Pantalone con volumi ampi e capispalla dalle forme più morbide.

5b) Giacca doppiopetto.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) Non commercializziamo la categoria.

6b) SANTANIELLO, BERWICH, GRAN SASSO

6c) ARCURI

6d) DOUCAL’S BOTTI 1913 VALSPORT

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) SANTANIELLO

ALTRE OSSERVAZIONI

8) Un grande aiuto sarebbe quello di spostare di un mese il periodo dei saldi.

MELANIA ZAMBUSI, PROPRIETARIA E BUYER

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Stabili.

1b) I margini sono stati una nota positiva.

1c) Non abbiamo un e-commerce.

1d) Prevediamo un minor flusso di turisti mediorientali. Speriamo comunque in una stabilità.

CONSUMATORE

2a) Selettivi.

2b) No.

2c) Età media 35 anni, uomo e donna con interessi vari e uno stile di vita medio-alto.

2d) Sicuramente un livello più alto di clientela.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Anche noi offriamo un’esperienza di acquisto personalizzata.

3b) Per noi sì.

ZETA STORE - GIULIANOVA (TE)

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) +15%.

3c) Non abbiamo aderito perché crediamo sia controproducente. 3d) No.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram e TikTok. 4b) Solo per costruire la nostra community.

TREND

5a) I colori bordeaux e marroni. 5b) Nuance rosa e sempre marroni.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) HERNO CHIARA BONI ARMA 6b) TAGLIATORE, HERNO, BERWICH 6c) ORCIANI 6d) FLOWER MOUNTAIN

BRAND BEST SELLER DEL 2025 7) Nessuno in particolare

1b) Turismo estivo in crescita in tutto l'Abruzzo e lo shop online.

1c) Tra il 10% e il 30%.

1d) Aumento del fatturato tra il 5% e il 10%.

CONSUMATORE

2a) Molto selettivi.

2b) L’online resta un’abitudine consolidata, mentre si registra un ritorno al prodotto: la rincorsa al brand a tutti i costi appare in calo.

2c) Età media: 35 anni. Uomo professionista o imprenditore attento ai trend, con interessi nel fashion di ricerca e nelle sneaker.

2d) La clientela è sempre più attenta al rapporto qualità prezzo.

AGNETTI - MACERATA (MC) ANDREA AGNETTI, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Stabile.

1b) Negativo: troppi sconti e in periodi sbagliati.

1c) Tra il 30% e il 50%.

1d) Stabili.

CONSUMATORE

2a) Selettivi.

2b) Attenzione alla qualità.

2c) Uomo e donna con un’età media di 45 anni e con uno stile di vita contemporaneo, medio-alto.

2d) Sempre più esigente.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Non abbiamo avuto questa richiesta.

3b) La shopping experience in boutique è predominante, ma molti prima di entrare in boutique guardano online.

3c) Sì, abbiamo aderito.

3d) Sì, se fatto massimo per tre giorni e con un criterio univoco.

DONATI - PERUGIA (PG) SERGIO DONATI, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Incremento del 3%.

1b) Tutto sta nel servizio, nella comunicazione sui social e nella qualità.

1c) Tra il 10% e il 30%.

1d) Siamo partiti bene ma ora siamo stabili.

CONSUMATORE

2a) Clientela che programma l’acquisto.

2b) No, assolutamente nulla. 2c) Età media 45 anni. Uomo professionista con interessi nel lavoro.

2d) Stiamo riuscendo a diminuire l’età.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Esperienza di acquisto personalizzata, seguiamo il cliente nella scelta: molti di loro lavorano e non vogliono perdere tempo, ma al tempo stesso vogliono un prodotto di qualità, consigliato da esperti. 3b) Shopping experience ancora predominante. 3c) Assolutamente no. 3d) No. Black Friday è l’inizio della fine.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram e TikTok.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram.

4b) Sia per promozioni, vendite dirette che per costruire una community.

TREND

5a) Maglioni, giacconi, pantaloni in denim oversize. Colore: marrone.

5b) Pelle scamosciata, denim gamba larga, frange, sneaker basse. Nuance: color block

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) WEEKEND MAX MARA, BARBOUR, ROTATE

6b) C.P. COMPANY, TAGLIATORE, BARBOUR

6c) MC2 SAINT BARTH, A.P.C., BARBOUR

6d) NEW BALANCE PURAAI AXEL ARIGATO

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) BARBOUR

4b) Usiamo i social come se fossero delle vetrine nel mondo. Qualità al primo posto.

TREND

5a) Qualità.

5b) Sempre più qualità.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) HERNO

6b) TAGLIATORE, CARUSO, MOORER

6c) BARRETT, HENDERSON BARACCO, ORCIANI 6d) BARRETT, HENDERSON BARACCO

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) HERNO

ALTRE OSSERVAZIONI

8) I nostri negozi, di livello medio-alto, devono prestare attenzione alla provenienza dei capi proposti. Se un prodotto è realizzato fuori dall’Europa, va comunicato chiaramente al cliente.

MARTINI SAS - SESTO FIORENTINO (FI)

MATTEO MIANO, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Decremento del 15%.

1b) Negativo: richiesta di abbigliamento informale (noi siamo più forti sul formale) e il grande caldo.

1c) Non abbiamo un e-commerce.

1d) Prevediamo risultati migliori del 2025.

CONSUMATORE

2a) Estremamente selettivi.

2b) No, abbiamo avuto tanti clienti nuovi.

2c) Un uomo professionista con un’età media di 50 anni e uno stile di vita proiettato al lavoro.

2d) Il cliente compra in più negozi. Abbiamo clienti storici ma tanti vengono richiamati da certi brand.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Super flessibilità dell’orario, aperture extra. 3b) Shopping experience predominante.

3c) No. 3d) No.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) La customer care è in continua evoluzione per soddisfare le richieste, sia online sia in store.

3b) Dipende dall’età.

3c) Abbiamo aderito a saldi e Black Friday perché ormai i clienti se lo aspettano, ma senza eccessi nelle percentuali né nella durata.

3d) Sì, compatibile ma non indispensabile.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram, Facebook e TikTok.

4b) Cerchiamo di trasmettere la nostra vision e favoriamo le interazioni con l’e-commerce.

SOCIAL MEDIA

4a) Non abbiamo social.

4b) Lavoriamo sul cliente, non sui social.

TREND

5a) L’informalità, dalla camicia alla maglieria. Si torna a un vestire più morbido.

5b) Comfort.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) Non commercializziamo la categoria.

6b) LARDINI JACOB COHEN XACUS 6c) Non commercializziamo la categoria. 6d) GALLO, LARED

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) JACOB COHEN

ALTRE OSSERVAZIONI

8) Con73 anni di serietà e attività alle spalle, ispiriamo fiducia e puntiamo su quello. Dare tranquillità d’acquisto al cliente.

TREND

5a) Per l’uomo pantaloni “fashion” e sneaker.

5b) Calzature e accessori.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) RAINS

6b) C.P. COMPANY, NINE:IN:THE:MORNING, BARBOUR

6c) RAINS, SPRAYGROUND, CHPO

6d) AUTRY, PRO-KEDS 1949, EXTR4

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) C.P. COMPANY

SACCHI FIRENZE 1958 - FIRENZE (FI) RICCARDO SACCHI, SOCIO

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Incremento del 10%.

1b) Fattori positivi: storicità del multibrand che ha portato a fidelizzare sempre di più il cliente. 1c) Meno del 10%.

1d) Prevediamo stabilità.

CONSUMATORE

2a) Sono più selettivi. 2b) Attenzione al vero valore delle cose. 2c) Età media 50 anni, uomini e donne con una vita attiva e che amano il bello.

2d) Sempre più giovani entrano in boutique. SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Sì, da tempo ormai.

3b) Le due cose sono combinate..

3c) No.

3d) No.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram e Facebook.

4b) Community. TREND

5a) Vestire sportivo, casual-chic. 5b) Come nel 2025.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) BARBOUR, MOVER, ROBERTO COLLINA

6b) BARBOUR, ASPESI, BRIGLIA 1949

6c) Non commercializziamo la categoria.

6d) BERWICK 1707

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) BARBOUR

DELL’OGLIO - PALERMO (PA) MARIO DELL’OGLIO, AMMINISTRATORE UNICO

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Incremento dell’8%.

1b) Una crisi congiunturale sull’acquisto dei beni di alta gamma.

1c) Tra il 10% e il 30%.

1d) Stabile.

CONSUMATORE

2a) Preferiscono riflettere più a lungo soprattutto per gli articoli di fascia alta.

2b) No. La maggior parte dei consumatori continua a preferire prezzo, marchio ed estetica.

2c) Non abbiamo un cliente tipo specifico, poichè i nostri negozi e articoli vestono diversi tipi di persone, di entrambi i generi e di qualsiasi età. Sicuramente il nostro cliente tipo è attento alle tendenze, ama la qualità, prediligendo capi di alta sartoria e brand prestigiosi.

2d) Non è cambiato.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Cerchiamo di dare un servizio personalizzato con vendite su appuntamento e con tutto ciò che neces-

sita una specializzazione dell’offerta per il cliente. 3b) Lo shopping in boutique è predominante in questo momento.

3c) No Black Friday, sì saldi. 3d) Assolutamente no.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram. 4b) Li sfruttiamo per promozioni e per costruire una community fedele alla nostra azienda.

TREND

5a) Colori burgundy e marrone, il materiale suede, lo stile quiet luxury, le maxi bags e le ballerine.

5b) Quiet luxury.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) PRADA, GUCCI, MONCLER 6b) PRADA, GUCCI, MONCLER 6c) GUCCI, PRADA

6d) RENE CAOVILLA, JIMMY CHOO, PRADA

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) PRADA

RAFFAELE PANARELLI - L’AQUILA (AQ)

RAFFAELE PANARELLI, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Stabile.

1b) La stabilità deriva da un prodotto consolidato nel tempo e dalla collaborazione con aziende storiche.

1c) Meno del 10%.

1d) Andamento stabile rispetto al 2025, ma in una stagione altalenante: si alternano settimane con segnali positivi ad altre più deboli.

CONSUMATORE

2a) Selettivi sia sul prezzo sia nell’offerta dei prodotti: abbiamo compreso che alcuni elementi andavano rivisti e di conseguenza l’assortimento è stato aggiornato.

2b) No.

2c) Uomo e donna con un’età molto varia: da noi entra il giovane e l’adulto. Professionisti o studenti. 2d) Cercano più sicurezza e affidabilità.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Abbiamo una sartoria ben strutturata e offriamo al cliente un servizio attento e personalizzato.

3b) L’esperienza d’acquisto in boutique resta predominante, anche se negli ultimi tempi alcuni clienti arrivano già avendo visto il capo online.

3c) No.

3d) No.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram. 4b) Community e per dare un’idea della nostra immagine al cliente anche online.

TREND

5a) Nel capospalla sportivo si osserva un’inversione di tendenza: ciò che era tecnico lascia spazio a una maggiore attenzione ai tessuti, anche grazie al ritorno di Barbour. Si registra inoltre una preferenza per l’abito intero rispetto allo spezzato e una buona richiesta di doppiopetto, segno di un classico più attuale e aggiornato.

5b) Più o meno stessi del 2025.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) RALPH LAUREN, BARBOUR, TAGLIATORE

6b) RALPH LAUREN, BARBOUR, TAGLIATORE 6c) AUTRY, ZANELLATO, ORCIANI 6d) HENDERSON BARACCO DOUCAL’S

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) BARBOUR

TORELLO LAB - LUCCA (LU) ANDREA LUPORINI, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Decremento del 15%.

1b) Pochi turisti e la gente compra solo durante i saldi.

1c) Meno del 10%.

1d) Spero in un miglioramento, ma al momento la situazione non appare positiva, tra guerre, rincari, aumento del costo della benzina e in generale del costo della vita.

CONSUMATORE

2a) Molto più selettivi.

2b) No, forse il cambio di modellistica. 2c) Età media 40 anni. Uomo con interessi vari.

DEFLORIO DAL 1948 - NOICATTARO (BA)

GAETANO DEFLORIO, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) +5%.

1b) Positivi: assortimento, comunicazione e servizio. 1c) Tra il 30% e il 50%.

1d) Siamo fiduciosi.

CONSUMATORE

2a) Selettivo moderato.

2b) Abbiamo notato più visite di nuova clientela e ritiro in store.

2c) Un uomo e una donna professionisti con un’età media molto variabile, intorno ai 40 anni, e uno stile di vita dinamico.

2d) Molto più attento.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Ci siamo già attrezzati dal Covid. 3b) Assolutamente sì.

3c) Ci siamo adeguati anche noi. 3d) No.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram, Facebook e TikTok. 4b) Dipende dai periodi.

TREND

5a) Cerimonia. 5b) Cerimonia.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) ELISABETTA FRANCHI, HERNO, FAY

6b) TAGLIATORE, EMPORIO ARMANI, FAY

6c) ETRO, ORCIANI, HOGAN

6d) HOGAN, PREMIATA, DOUCAL’S BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) TAGLIATORE

WOOD SANTARCANGELO - SANTARCANGELO DI ROMAGNA (RN) MATTEO FORNI, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Stabile.

1b) Positivo: marginalità.

1c) Tra il 10% e il 30%.

1d) Prevediamo un incremento del 10%.

CONSUMATORE

2a) Come sempre, i clienti si distinguono per il periodo d’acquisto: all’inizio della stagione troviamo i cultori, più attenti e appassionati, mentre verso la fine e con l’avvio dei saldi prevale un pubblico più sensibile al prezzo che alla novità.

2b) Sicuramente un’attenzione più marcata rispetto alla provenienza e ai materiali utilizzati.

2c) Un uomo e una donna con un’età media di 50 anni, con interessi nella moda luxury, vintage, automobili, viaggi, gioielli e orologi. Professionisti e imprenditori con buon gusto e sensibilità per il bello.

2d) Quest’anno festeggiamo 20 anni, vestiamo le nuove generazioni con uno spirito più di ricerca e contemporaneo, mantenendo sempre alta l’asticella della qualità e della sartorialità della nostra proposta.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Creando momenti di collaborazione con i brand come giornate dedicate al su misura, trunk show ed eventi collaterali.

SINAGRA - PALERMO (PA)

3b) Direi 50/50. C’è chi, inizialmente, fa un’attenta valutazione del prodotto online e chi ha ancora piacere a venire in boutique, toccare con mano il prodotto e scoprirlo sul momento.

3c) Abbiamo aderito con la merce di rimanenza delle stagioni precedenti.

3d) No.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram, Facebook, TikTok. 4b) Entrambi.

TREND

5a) Il sartoriale è tornato a farsi spazio e anche i giovani mostrano una crescente attenzione per capi di qualità. 5b) L'heritage ormai è giunto al termine. C'è un ritorno dello street, più pulito rispetto al passato.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) TAGLIATORE, LANEUS, ROBERTO COLLINA

6b) TAGLIATORE, ROBERTO COLLINA, DONDUP

6c) ORCIANI, CAMPOMAGGI

6d) SEBAGO, PURAAI, BIRKENSTOCK

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) TAGLIATORE

VINCENZO SINATRA, OWNER E BUYER

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Incremento del 5%.

1b) Ritorno al piacere di acquistare nel negozio fisico.

1c) Non abbiamo un e-commerce. 1d) Prevediamo di mantenere lo stesso risultato del 2025.

CONSUMATORE

2a) Impulsivi.

2b) Maggiore attenzione per prodotti di qualità e al made in Italy.

2c) Età media 45 anni. Un uomo professionista, appassionato del prodotto di qualità da utilizzare per il lavoro, ma anche il tempo libero.

2d) Pubblico che si sta scremando con un pubblico più esigente, meno di massa, più clientela selezionata

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Essendo una boutique di vecchio stampo, offriamo grande attenzione al cliente anche nel post-acquisto, seguendolo e “coccolandolo” in ogni fase del percorso.

3b) Shopping experience predominante, ma sono

2d) Non cambia.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Vendita anche su appuntamento.

3b) Guardano prima online.

3c) Sì, ma non con sconti eccessivi.

3d) Lo abolirei.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram, Facebook e TikTok.

4b) Community. TREND

attenti a cercare anche online prima di recarsi in boutique.

3c) No.

3d) No.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram. 4b) Community.

TREND

5a) Un ritorno al classico però un po' più contemporaneo, la giacca, l’abito, il cappotto, pantalone con un certo taglio. Finita l’attenzione verso un mondo fin troppo casual e street. Si va verso uno sportivo chic. 5b) Sportivo casual chic, meno felperia t-shirt o comunque di qualità

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) Non commercializziamo la categoria.

6b) TAGLIATORE, PT TORINO, FILIPPO DE LAURENTIIS

6c) Non commercializziamo la categoria.

6d) BARRETT, DOUCAL’S, CROCKETT & JONES

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) TAGLIATORE

5a) Denim, pantaloni più morbidi e sneaker. In calo i giubbotti tecnici, a favore di cotone e lana.

5b) Uguali al 2025.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) Non commercializziamo la categoria.

6b) PAOLO PECORA, DONDUP, ROY ROGER’S

6c) ORCIANI

6d) D.A.T.E., PHILIPPE MODEL, G.H. BASS

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) PAOLO PECORA

MAISON BORRACCI - NOICATTARO (BA)

PIETRO BORRACCI, AMMINISTRATORE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Stabile.

1b) I pagamenti rateali come Scalapay e Klarna hanno aumentato il carrello medio: prima si acquistava meno, oggi si tende a comprare di più grazie alla possibilità di dilazionare il pagamento. L’andamento dipende anche dal contesto locale, legato al settore agricolo.

1c) Tra il 30% e il 50%.

1d) Stabile.

CONSUMATORE

2a) Più selettivi.

2b) Si informano prima sul sito e sulle varie piattaforme e vengono più mirati per l’acquisto.

2c) Target molto ampio: partiamo dai 15enni e arriviamo ai 70. Età media, a grandi linee, 40 anni. Ragazzo e uomo, dall’imprenditore allo studente con interessi vari. 2d) Abbiamo più fasce di clientela.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Lavoriamo molto con intelligenza artificiale, abbiamo database con tutte taglie del cliente e dettagli.

3b) Predominante la shopping experience.

3c) Sì.

3d) Sì, però con scontistiche ragionevoli.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram, Facebook e Google. 4b) Entrambe.

TREND

5a) I colori terra, marrone e beige, l’uomo non cerca più la giacca: meno elegante, più sportivo.

5b) Molta maglieria, meno capispalla in negozio. Ricerca di tessuti nuovi e modellistiche.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) Non commercializziamo la categoria.

6b) ROY ROGER’S, BRIGLIA 1949, L.B.M. 1911 6c) SPRAYGROUND, ARMANI

6d) CRIME LONDON, BARRACUDA , HEY DUDE

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) DANIELE ALESSANDRINI

MARKETSTORE AUGUSTA - AUGUSTA (SR) RAFFAELE MARAZIA, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Lieve flessione del 10%.

1b) Sicuramente le politiche aggressive di promozioni e sconti fuori stagione, a partire dal Black Friday in poi.

1c) Tra il 10% e il 30%.

1d) Prevediamo di consolidare il fatturato del 2025.

CONSUMATORE

2a) Selettivi.

2b) Maggiore spesa online.

2c) Un uomo e una donna con un’età media di 40 anni e uno stile di vita normale.

2d) Fortunatamente non sta cambiando.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Cercando di analizzare il cliente e consigliarlo al meglio.

3b) No.

3c) Abbiamo dovuto aderire, anche se con una percentuale molto bassa rispetto alla concorrenza, per non essere fuori dal mercato.

3d) Assolutamente no.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram, Facebook e TikTok. 4b) Community.

TREND

5a) Nonostante sia un prodotto-marchio, il Barbour è diventata una vera e propria tendenza.

5b) Volumi più comodi.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) BARBOUR, MC2 SAINT BARTH, K-WAY 6b) BARBOUR, K-WAY, MC2 SAINT BARTH

6c) MC2 SAINT BARTH, MY BEST BAG FIRENZE, SPRAYGROUND

6d) SEBAGO, D.A.T.E., FLOWER MOUNTAIN BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) BARBOUR

GRIECO - MATERA (MT) MAURIZIO GRIECO, AMMINISTRATORE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Stabile.

1b) Cambiamento dello stile di vita dei consumatori nel nostro ambito. 1c) Non abbiamo un e-commerce. 1d) Spero positivo.

CONSUMATORE

2a) Ragionato. Alcuni fanno un acquisto emozionale impulsivo, per il resto ci riflettono. 2b) Attenzione maggiore al rapporto qualità-prezzo. 2c) La fascia varia: età media 35 anni. Uomo e donna con uno stile di vita medio-alto, un forte interesse al brand e allo stile. 2d) Non sta cambiando.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Li affianchiamo durante tutta la permanenza in boutique.

3b) Il rapporto sociale da noi al Sud Italia rimane predominante, ancora conserviamo quel calore affinchè il cliente gradisca un acquisto in boutique

piacevole e amichevole.

3c) Saldi sì.

3d) No.

SOCIAL MEDIA

4a) Facebook e Instagram. 4b) Avvisi di promozioni.

TREND

5a) Nuovi colori basati sulle gradazioni naturali e soft come i beige, la comodità e il comfort, sia nell’indossarli che nella gestione pratica di lavaggio e stiratura. 5b) Gli stessi.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) K-WAY, BARBOUR, RRD

6b) K-WAY, BARBOUR, RRD 6c) ORCIANI, K-WAY 6d) SAUCONY, FLOWER MOUNTAIN, SEBAGO BRAND BEST SELLER DEL 2025 7) K-WAY

MARCOS - COSENZA (CS) ETTORE MARSICO, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Decremento del 15%.

1b) La stagione invernale registra una crisi, soprattutto nell’abbigliamento, penalizzato da scontistiche anticipate come il Black Friday e dai saldi già nei primi giorni di gennaio.

1c) Non abbiamo un e-commerce.

1d) Ulteriore decremento. Gli sconti sono il male.

CONSUMATORE

2a) Principalmente selettivi. 2b) No.

2c) Uomo lavoratore con un’età media di 30 anni, stile di vita medio-alto e interesse nei viaggi. 2d) Non sta cambiando.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO 3a) Servizio sartoria interno, conosciamo il cliente e sappiamo dove dirigerlo. 3b) Pochissimi cercano prima su internet, molti si

fanno consigliare da noi. 3c) Black Friday no, saldi sì. 3d) No, non ha senso.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram e Facebook. 4b) Come vetrina.

TREND

5a) Tessuto active, specie in estate si vende. 5b) Tessuto active sempre I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) Non commercializziamo la categoria. 6b) XACUS, DIKTACT, SATORIA LATORRE 6c) GALLO 6d) Non commercializziamo la categoria.

BRAND BEST SELLER DEL 2025 7) XACUS

MASCIOPINTO BOUTIQUE - MOLFETTA (BA)

LIVIO MASCIOPINTO, TITOLARE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Stabile

1b) Resta centrale il tema dell’online: l’e-commerce sottrae spazio, mentre la concorrenza diminuisce con la riduzione dei negozi fisici. Mancano nuove proposte: quando emerge un brand con idee fresche si registra un picco di interesse, ma il mercato tende alla standardizzazione, alimentando un malcontento diffuso anche legato al periodo attuale.

1c) Meno del 10%.

1d) In linea con l’anno scorso.

CONSUMATORE

2a) Selettivi.

2b) Attenti alla composizione e ai prodotti green.

2c) Dai teenager ai 30 anni rappresentano il 25–30%, mentre la quota principale è tra i 30 e i 60 anni. Si tratta di una boutique storica orientata alla sartoria, con una clientela prevalentemente composta da uomini tra i 30 e i 60 anni, imprenditori e liberi professionisti.

2d) Non sta cambiando: sta invecchiando. La clientela storica si sta riducendo, mentre il nuovo pubblico fatica a consolidarsi e si disperde.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Consigliamo, abbiamo servizio di sartoria molto attento.

STEFANO BOUTIQUE - CERIGNOLA (FG) MICHELE PETRAROLO, AMMINISTRATORE

BILANCIO DI FINE ANNO E PREVISIONI

1a) Stabile.

1b) Fattore climatico e poi questione saldi che non si risolve sono state le problematiche principali.

1c) Meno del 10%.

1d) Mi auguro di mantenere stesso livello.

CONSUMATORE

2a) Selettivi.

2b) Il green non interessa, storicità dell’attività e qualità dei prodotti hanno aiutato.

2c) Età media 40 anni, uomo professionista che ama il bello e la qualità.

2d) Si approccia in maniera diversa, guarda prima sui social.

SHOPPING EXPERIENCE E TREND DI ACQUISTO

3a) Prendiamo appuntamenti, dedichiamo tempo.

3b) L’esperienza d’acquisto resta predominante: i più giovani comprano online anche prodotti di qualità inferiore, mentre con l’età, anche per una maggiore consapevolezza di gusto, si tende a preferire il negozio e il contatto diretto.

3c) No.

3d) Contrari e non ha senso.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram e Facebook.

4b) Community.

TREND

5a) Non c’è una tendenza precisa: in calo le giacche.

3b) I clienti fanno più ricerche online, ma in una piccola cittadina del Sud resta forte il passaparola.

3c) No, non ci credo.

3d) No.

SOCIAL MEDIA

4a) Instagram e Facebook.

4b) Community.

TREND

5a) Il capo spalla Barbour resta un riferimento, con una costante ricerca di stile British e filati pregiati. Accanto al cashmere emergono nuovi interessi per lavorazioni su telaio e lane di alta qualità, soprattutto nella maglieria. Si registra inoltre un ritorno al cappotto classico in lana, sempre in chiave British e con materiali pregiati.

5b) Ancora Barbour, ritorno della qualità, capi pregiati.

I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) Non commercializziamo la categoria.

6b) ARMANI BARBOUR LACOSTE

6c) ORCIANI

6d) BERWICH

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) BARBOUR

5b) Vestibilità over ma noi siamo più sull’abbigliamento sobrio e raffinato. I MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025

6a) Non commercializziamo la categoria.

6b) RRD, L.B.M. 1911, XACUS

6c) ROSSI, ALEXANDER SMITH, PANCHIC

6d) ROSSI, ALEXANDER SMITH, PANCHIC

BRAND BEST SELLER DEL 2025

7) RRD

ALTRE OSSERVAZIONI

8) In Italia dovrebbero eliminare i saldi e tornare nei centri commerciali.

PONTE TRA CREATIVITÀ E BUSINESS

Dal 1983, Showroom Severini si è affermato come uno degli interlocutori più solidi nella rappresentanza di marchi moda in Italia, costruendo nel tempo un modello capace di coniugare visione commerciale e sensibilità stilistica

Con base a Roma e un raggio d’azione in espansione tra Lazio e area M.U.A.M. (Marche, Umbria, Abruzzo e Molise), Showroom Severini ha saputo evolversi senza perdere coerenza. Trasformando oltre 1.000 mq di spazio espositivo in un hub strategico dove prodotto, mercato e identità dialogano in modo continuo. Tra intuizioni pionieristiche, come lo sviluppo del Centro-Sud, e un approccio curatoriale nella selezione dei brand, l’agenzia si distingue per una filosofia chiara: rappresentare solo ciò che rispecchia un preciso linguaggio estetico e commerciale. Abbiamo scambiato due chiacchiere con il founder Saverio Severini che oggi, in un settore profondamente cambiato, continua a interpretare il ruolo dello showroom come ponte attivo tra aziende e retail, mantenendo al centro qualità, relazione e visione.

Come scegliete i marchi da rappresentare? Quali caratteristiche devono avere per entrare nel vostro portfolio?

Cerco aziende solide, non solo nei pagamenti ma nella struttura: visione a lungo termine, competenze e affidabilità. Poi viene la coerenza. In tal senso, seleziono brand in linea con il mio gusto e con il nostro posizionamento. È proprio questo il nostro punto di forza, offrire un portfolio armonico, che permetta ai clienti di acquistare più marchi mantenendo un’identità chiara.

Lo spazio fisico resta imprescindibile o state integrando sempre di più strumenti digitali?

Showroom Severini nasce nel 1983: quali sono stati i momenti chiave che hanno definito la vostra identità nel panorama moda italiano?

L’incontro con Remo Ruffini e le collaborazioni con New England, Church’s e Blanc Bleu hanno segnato l’inizio di un percorso coerente con il mio gusto. Ho sempre scelto marchi in cui mi riconoscevo, da Willis & Geiger a Incotex fino ad Annapurna: vendevo ciò che mi rappresentava. Sono stato anche tra i primi a strutturare il Centro-Sud, dagli Anni ’80 con Church’s e Peter Scott, fino al 2000 con Ralph Lauren Jeans. Oggi si parla di macro-aree, ma per me era già una visione consolidata.

In che modo è cambiato il ruolo di uno showroom oggi rispetto agli Anni ’80 e ’90? E quanto è importante il rapporto con le aziende?

Il mondo è completamente cambiato. Negli Anni ’80 e ’90 si vendeva tutto, con processi molto più semplici e stagionalità diverse. Oggi lo showroom è attivo 12 mesi l’anno: non solo vendita, ma anche analisi, merchandising, supporto continuo al cliente. Il rapporto con le aziende si è evoluto di conseguenza, diventando più articolato. Allo stesso tempo, però, molte aziende hanno progressivamente internalizzato la distribuzione, scaricando parte del lavoro sulla rete vendita e sul trade, che oggi ne risente.

Lo spazio fisico resta fondamentale. Anche in un mondo prettamente online, il contatto diretto con i materiali è insostituibile. Il digitale è un supporto importante, soprattutto grazie alle nuove generazioni che lo utilizzano con naturalezza. La vera sfida è trasferire online la qualità dell’esperienza fisica, raccontando in modo efficace prodotto e materiali.

Quali sono i prossimi obiettivi per Showroom Severini? State esplorando nuovi modelli di business o collaborazioni?

Resto sempre aperto a nuove opportunità, sia nel lancio che nel riposizionamento dei brand. Continuiamo a lavorare su una distribuzione coerente e omogenea, che considero un fattore chiave di successo. Allo stesso tempo, osserviamo con attenzione nuovi modelli di business e possibili collaborazioni.

PANORAMICA

Nome: Severini Showroom

Founder: Saverio Severini

Indirizzo: via Cantalupo in Sabina 5, Roma (00191) Mq: 1.000

Sito web: agenziaseverini.com

Elenco marchi: Abarca, Betta Corradi, Boglioli, Camplin, Caruso, Devoré, Doucal's, Fisico, Fortown, Harris Wharf London, Kangra, Malìparmi, Mc2 Saint Barth, Montecore, Park Place, Rakkì Wear, Universel, Valstar, Waxed

Showroom Severini a Roma
Saverio Severini, founder

NO EXCUSES

La seconda edizione dell’Outdoor Impact Summit 2026 raggiunge Riva del Garda il 14 e 15 maggio, riunendo esperti e aziende per affrontare in modo concreto le sfide della sostenibilità

Il Centro Congressi di Riva del Garda dove si svolgerà l'Outdoor Impact Summit

Dopo il debutto nel 2025 a Monaco, l’Outdoor Impact Summit approda per la sua seconda edizione a Riva del Garda il 14 e 15 maggio 2026 con il claim “No Excuses”. Organizzato da European Outdoor Group e dal gruppo MagNet, in collaborazione con Green Media Lab, l’evento si conferma come un importante momento di confronto per la filiera dell’outdoor e della sport industry in generale sui temi della sostenibilità e della sua integrazione nei modelli di business. Due giornate di keynote, panel e workshop offriranno un’agenda strutturata e operativa, pensata per affrontare le principali sfide del settore: dall’economia circolare alla tracciabilità, dalla comunicazione responsabile alla governance.

Il programma e gli interventi più attesi

Il programma entrerà nel vivo già dalla prima giornata, con interventi e momenti di confronto dedicati a ridefinire il concetto stesso di “impatto” nell’outdoor industry, tra strategie aziendali, innovazione e responsabilità lungo tutta la filiera. Tra gli appuntamenti, anche format esperienziali come il “Walk and Talk”, che porterà i partecipanti fuori dalla sala conferenze per favorire un confronto più diretto e immersivo sui temi della responsabilità e della comunicazione. Ampio spazio sarà dedicato anche alla condivisione di esperienze concrete, con case study e progetti che spaziano dalla tutela ambientale alla trasformazione degli eventi sportivi, fino alle partnership pubblico-private per la gestione sostenibile dei territori e dei sentieri. Tra gli interventi più attesi quello di Sylvie Goulard, professor of practice SDA Bocconi, geopolitics and global issues & co-chair of the International Advisory Panel on Biodiversity credits, che porterà al centro del dibattito il pensiero dell’economista Partha Dasgupta:

la biosfera non come risorsa inesauribile, ma come capitale naturale da preservare. Un cambio di paradigma che chiama direttamente in causa le imprese, invitate a ridurre le proprie dipendenze ambientali, minimizzare gli impatti negativi e gestire i rischi fisici, di transizione e reputazionali per costruire modelli di business realmente sostenibili. Un tema particolarmente rilevante per l’outdoor, settore intrinsecamente legato alla salute degli ecosistemi naturali. Ad aprire la seconda giornata, invece, ci sarà Enrico Giovannini, direttore scientifico ASviS, con un intervento dedicato all’Agenda 2030 e alle sfide globali della sostenibilità, offrendo una lettura sistemica delle trasformazioni in atto. La leadership inclusiva sarà affrontata in un panel dedicato all’empowerment femminile, con la partecipazione di Nat Jackson (The Outward Bound Trust), Patagonia e Global Game Shapers, e nel keynote “The Culture of Respect” di Arianna Colombari di Tecnica Group. Al centro, il ruolo delle imprese nel promuovere ambienti di lavoro equi e rispettosi, in cui ogni individuo possa sentirsi valorizzato, e la necessità di riconoscere e superare i bias che influenzano comportamenti e processi decisionali. Tra i temi in agenda anche la circolarità come leva industriale, con approfondimenti sull’end-of-life dei prodotti, la responsabilità estesa del produttore (EPR) e le implicazioni normative per brand e retailer, insieme a focus su tracciabilità digitale, impatti sociali delle transizioni circolari e pratiche di responsible withdrawal lungo la supply chain. Un momento dedicato al networking, elemento centrale per favorire connessioni e collaborazioni tra i protagonisti del settore, sarà la cena del 14 maggio alla Spiaggia Olivi che rappresenterà uno dei momenti chiave dell’evento, offrendo un contesto informale per approfondire i temi emersi durante le sessioni e stimolare nuove progettualità.

Scarica l’agenda completa Iscriviti qui

IL NUOVO LESSICO DEL COMFORT

Nel panorama contemporaneo della calzatura, dove estetica e funzionalità si rincorrono spesso senza incontrarsi davvero, BIRKENSTOCK ribadisce la propria identità con la campagna Utti Lace & Icons

La nuova campagna Utti Lace & Icons di BIRKENSTOCK crea un dialogo tra passato e futuro con modelli iconici come Arizona e Boston

Il dna di BIRKENSTOCK è chiaro: essere un “universal footbed brand” capace di coniugare heritage, innovazione e cultura del benessere. E lo fa con una nuova campagna, Utti Lace & Icons, che segna un ulteriore passo strategico verso l’espansione nel segmento delle scarpe chiuse. Al centro della narrazione Utti Lace, modello introdotto nel 2024 come evoluzione della slip-on Utti e già un nuovo pilastro dell’offerta del brand. Una silhouette che si inserisce con naturalezza nel linguaggio progettuale di BIRKENSTOCK e che crea un dialogo tra passato e futuro con icone come Arizona e Boston, simboli culturali oltre che prodotti di successo. L’obiettivo? Riaffermare un principio chiave: il plantare resta il cuore di ogni prodotto.

Un manifesto progettuale Sviluppato oltre un secolo fa da Konrad Birkenstock, il footbed anatomico rappresenta ancora oggi il fulcro della filosofia aziendale. Un elemento tecnico che diventa anche simbolico: progettato per distribuire il peso in modo uniforme, ridurre la pressione e accompagnare il movimento naturale del piede, il plantare definisce un’estetica funzionale che ha saputo attraversare epoche e trend. Con Utti Lace, questa tecnologia si evolve senza snaturarsi. Il modello integra il Deep Blue Footbed, una costruzione multistrato che enfatizza comfort e stabilità, mentre la tomaia in suede premium avvolge il piede con un effetto “seconda pelle”. La suola in gomma leggera e flessibile completa il design, garantendo aderenza e libertà di movimento. Dal punto di vista stilistico, Utti Lace reinterpreta il mocassino in chiave contemporanea. Le linee sono morbide ma scultoree, definite da cuciture a vista e da una stringatura essenziale, priva di elementi metallici. Un approccio che riflette l’influenza di un’estetica quasi brutalista, dove ogni dettaglio risponde a una logica precisa. Il risultato è una scarpa versatile, capace di muoversi tra contesti diversi, dal quotidiano urbano a uno styling più ricercato. E per la stagione estiva 2026, si arricchisce di nuove tonalità: New Navy, Pink Clay e Cork Brown.

INDUSTRIA 4.0

Come tecnologia e visione ridisegnano il sistema moda? Questo è il modello Space 2000, raccontato dall’ad Manuele Musso

Un sistema distributivo articolato, una forte spinta sull'innovazione tecnologica e una visione industriale che integra creatività e logistica. È su questi pilastri che si costruisce il modello di crescita di Space 2000 Spa, oggi attiva su più livelli e mercati. "Gestiamo circa 2.200 punti vendita wholesale, per l'80% in Europa e per il restante 20% in Asia, con un focus particolare sulla Corea del Sud, che rappresenta una porta d'accesso strategica verso la Cina e il Sud-Est asiatico", racconta Manuele Musso, ad. A questo si aggiungono i negozi diretti, gli outlet - articolati tra grandi poli e centri di medie dimensioni - oltre a circa 400 corner in consignment all'interno di department store e catene retail. Completa l'ecosistema il canale digitale, con quattro e-commerce proprietari e tre marketplace gestiti da un team di appena 10 persone. Per governare una rete così complessa, l'azienda ha intrapreso un deciso percorso di efficientamento logistico, puntando su uno stoccaggio sempre più performante, autonomo e multicanale. In questa direzione si inserisce AutoStore, un sistema di nuova generazione basato su un magazzino compatto e completamente automatizzato, progettato per rispondere in modo rapido alle richieste provenienti da tutti i canali distributivi. Il risultato è una moltiplicazione dei metri cubi disponibili senza la necessità di ampliare o modificare le strutture esistenti. La merce viene conservata in apposite vasche e movimentata da robot radiocomandati che si muovono sulla superficie del sistema, prelevando i contenitori e trasportandoli direttamente agli operatori. In questo modo, sono i prodotti a raggiungere le persone, e non viceversa, eliminando gli spostamenti all'interno del magazzino. I benefici sono evidenti: riduzione significativa dei tempi di evasione degli ordini, maggiore efficienza operativa e ottimizzazione dello spazio. Un'evoluzione che si inserisce in un percorso più ampio di investimenti legati a Industria 4.0. Già nel 2018, infatti, Space 2000 Spa è stata tra le prime aziende europee del settore abbigliamento a introdurre uno storage verticale a contenitori multidimensionali: un magazzino completamente autonomo, gestito da un software centrale, in grado di processare le richieste provenienti dai cinque canali distributivi e di gestire la merce dei nove brand senza una collocazione fissa. Il cuore del sistema è un magazzino altamente automatizzato, capace di gestire centinaia di migliaia di capi. Qui robot e lettori RFID lavorano in sinergia, riducendo drasticamente i margini di errore e aumentando la velocità operativa. In pochi secondi il sistema individua il prodotto e lo porta all'operatore, indicando esattamente cosa prelevare. La logica è quella del flusso continuo: solo una minima parte della merce viene stoccata, mentre la maggioranza segue un percorso dinamico, ottimizzato in tempo reale. L'automazione non riguarda solo la movimentazione, ma anche la preparazione degli ordini. Grazie alla lettura simultanea dei capi e alla verifica automatica tramite RFID, ogni spedizione viene controllata in tempo reale, con un livello di precisione prossimo allo

zero errori. Parallelamente, l'azienda ha sviluppato un modello industriale che integra produzione e domanda. Gli ordini vengono tracciati fin dall'origine e accompagnano il capo lungo tutta la filiera, dai fornitori fino alla spedizione finale, dando priorità ai clienti strategici e adattando le consegne alle esigenze del mercato. Lo sguardo è ora rivolto al futuro, con l'integrazione dell'intelligenza artificiale nei processi creativi e operativi. "Stiamo già sperimentando applicazioni lato design e sviluppo. L'obiettivo non è sostituire, ma rendere il sistema ancora più efficiente".

"CIRCA 15 ANNI FA ABBIAMO INVESTITO NELL’RFID, INSERENDO UN MICROCHIP IN OGNI CAPO.

UNA SCELTA PIONIERISTICA

CHE OGGI CONSENTE

DI RENDERE OGNI PRODOTTO UNIVOCO E TRACCIABILE, PERMETTENDO UNA GESTIONE REALMENTE OMNICANALE.

SE SO ESATTAMENTE DOVE SI TROVA UN CAPO, POSSO METTERLO CONTEMPORANEAMENTE

A DISPOSIZIONE SU TUTTI I CANALI DI VENDITA, COME SE FOSSE ESPOSTO IN PIÙ VETRINE NELLO STESSO MOMENTO" MANUELE MUSSO, AD

Tra i macchinari di Space 2000, Autostore è un sistema di nuova generazione
Cristiano e Manuele Musso, managing directors

UNA STORIA DALLE SOLIDE RADICI

F.lli Campagnolo, gruppo a cui fa capo il premium sportswear brand Jeanne Baret, è una realtà industriale italiana con una presenza consolidata in Europa, che coniuga sviluppo internazionale e visione responsabile

Esplorare se stesse e il mondo con l'audacia di chi, per prima, circumnavigò il globo alla fine del 1700. Il brand Jeanne Baret nasce da questa eredità: la storia della botanica francese che sfidò le convenzioni sociali travestendosi da uomo per unirsi a una spedizione scientifica. Oggi quel coraggio rivive all’interno di collezioni pensate per la donna contemporanea, dinamica e indipendente - una "daily explorer" - che ricerca uno stile versatile, capace di unire una forte personalità estetica alla funzionalità necessaria per vivere la quotidianità come un viaggio. Ma Jeanne Baret non è solo una visione stilistica, è il fiore all'occhiello di una realtà industriale che ha fatto della concretezza la sua cifra distintiva. Dietro il brand si muove infatti il Gruppo F.lli Campagnolo, una piattaforma solida con oltre 60 anni di storia. Fondato nel secondo dopoguerra dall'intuizione di Maria Disegna, il Gruppo ha attraversato le tappe chiave della manifattura italiana, dalla costituzione societaria del 1965 alla definizione dell’identità industriale nel 1973, fino alla svolta internazionale del 1982 con le prime forniture per i giganti dello sportswear mondiale. Oggi è un attore globale che ha chiuso l’esercizio 2025 con un fatturato consolidato di circa 215 milioni di euro, confermando una progressione stabile nonostante la complessità dei mercati. La proiezione internazionale è il vero motore della crescita: se

"CON JEANNE BARET VOGLIAMO

REINTERPRETARE L'ABBIGLIAMENTO

FEMMINILE IN CHIAVE CONTEMPORANEA, DOVE

TESSUTI TECNICI E STILE CONVIVONO SENZA COMPROMESSI. È UN RACCONTO DI LIBERTÀ E MOVIMENTO, PENSATO PER UNA DONNA CHE VIVE OGNI GIORNATA COME UN PERCORSO DI SCOPERTA, E ISPIRATO A UNA GRANDE FIGURA ICONICA, COME QUELLA DELLA PRIMA DONNA

A CIRCUMNAVIGARE IL MONDO" ALICE TESTI, MARKETING MANAGER

l'Italia copre il 41,7% delle vendite, il 54% dei ricavi è generato nei Paesi dell’Unione Europea. In testa spicca la Germania, primo mercato estero con una quota del 34,1%, seguita da Francia, Spagna, Austria, Polonia, Danimarca e Svizzera. Il Gruppo possiede tre stabilimenti produttivi dislocati tra Italia, Tunisia e Romania, in grado di immettere sul mercato circa 10 milioni di capi l’anno. Questa forza produttiva sostiene un portafoglio diversificato di cinque marchi: oltre a Jeanne Baret, figurano CMP (leader nell’outdoor), Melby (kidswear), Maryhome (tessile casa) e FC F.lli Campagnolo. A distinguere il Gruppo nel panorama tessile non sono solo i ricavi, ma l'assetto sociale. Su oltre 1.000 dipendenti totali (di cui 670 in Italia), la componente femminile rappresenta il 73%, un dato ben superiore ai benchmark di settore. Un impegno che ha portato, nel 2026, all'ottenimento della certificazione UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere rilasciata da Bureau Veritas, rafforzata nel 2024 dall'istituzione di un Comitato Guida dedicato. Il welfare aziendale si traduce in azioni dirette: nel 2025 il bonus bebè è stato erogato a 25 dipendenti, accompagnato da programmi di prevenzione sanitaria estesi a tutto il personale. Sul fronte ESG, infine, l’azienda si muove d'anticipo perché, sebbene non ancora soggetta a obblighi normativi, redige da anni il Report di Sostenibilità e dal 2024 ha avviato l'allineamento agli standard europei ESRS. Tra i progetti di punta figurano la partecipazione al Consorzio Cobat Tessile per l'economia circolare e l'iniziativa RELOVE, che dal 2025 introduce negli store CMP servizi di riparazione

Alcune immagini della spring-summer 2026 di Jeanne Baret, una collezione che segna un momento chiave nell’evoluzione del brand, rafforzandone il posizionamento nello sportswear tra design essenziale, performance tecnica e forte identità al femminile

20 / 21 MAY

Creative
Direction: Ali Flores and Victor Olmos
/ Production: Martha Flores
/
Photography: Ana Pau Rosales
/ Model: Rodrigo Zúñ iga

DRESS THE MOMENT

Nella stagione delle occasioni speciali, quando gli eventi tornano a scandire il ritmo dello stile, l’eleganza si muove tra nostalgia e slancio contemporaneo: il black & white si veste di richiami retrò, mentre l’etnico si fa urbano e sofisticato. Tra nuance naturali, fioriture leggere e accenti vitaminici, sono gli accessori, che siano scarpe, borse, gioielli e occhiali, a firmare ogni look, trasformandolo in un racconto d'identità

CODICI IN EVOLUZIONE

Tagliatore costruisce un guardaroba che nasce dal movimento: suggestioni di viaggio, materiali nobili e dettagli d’archivio si trasformano in capi che seguono il ritmo della giornata. Tra silhouette morbide, outerwear destrutturati e crochet rieditato, la sartorialità si apre a nuove proporzioni, mantenendo un’identità precisa e riconoscibile.

PASSO DA SOGNO

Le creazioni Christian Louboutin trasformano ogni passo in un ricordo indimenticabile. Tra raso perfetto, morbida pelle e scintillanti dettagli, ogni scarpa e accessorio accompagna la sposa con eleganza, stile e quel tocco di magia che lascia il segno.

LEGGEREZZA IN EQUILIBRIO

SU trasforma materiali naturali in gesti di stile: cotone, lino e seta si intrecciano in volumi misurati e dettagli studiati, dove trasparenze e plissé raccontano movimento e armonia. Ogni capo, dal trench versatile alle gonne morbide e agli abiti fluidi, diventa un piccolo laboratorio di matericità e leggerezza.

TESORI UNICI

CLASSE IN MOVIMENTO

Ogni capo Marella racconta gesti quotidiani con personalità: tessuti che scivolano, dettagli che sorprendono, silhouette che si muovono con naturalezza. Non è solo moda, è un’esperienza viva e vibrante, fatta di piccole scoperte e dettagli che restano impressi, per una femminilità autentica e mai scontata.

INTRECCI DI LUCE

Rodo trasforma borse e scarpe in piccoli oggetti d’arte: intrecci di metallo, cristalli e ricami creano dettagli inaspettati che brillano tra giorno e sera. Ali di farfalla, fiori e volumi scolpiti animano ogni modello, trasformando la manualità in poesia tangibile e rendendo ogni gesto incantevole.

Ogni gioiello ÂGÉE Scouted by LIL Milan racchiude una storia unica, scoperta e custodita con passione tra tesori nascosti. Le imperfezioni dei pezzi vintage non sono difetti, ma la vera bellezza che li rende irripetibili. ÂGÉE celebra il fascino del tempo, l’emozione di ciò che è raro e prezioso, e la magia di ciò che vive oltre le apparenze.

STORIA DA INDOSSARE

Church’s Chapters è un viaggio tra tesori nascosti: scarpe iconiche, schizzi originali e materiali d’archivio che raccontano oltre 150 anni di eccellenza inglese. Ogni pezzo, dalla derby del 1922 alle décolleté degli Anni ‘50, è testimone di innovazione e maestria artigianale, trasformando la memoria del passato in un racconto vivo e pulsante.

SUSSURRI DI ELEGANZA

Ogni capo di Romeo Gigli è un piccolo racconto: linee che fluiscono come poesia, dettagli che catturano lo sguardo e sorprendono. Tessuti effimeri che accarezzano la pelle e silhouette geometriche che giocano tra audacia e raffinatezza, trasformando l’ordinario in straordinario.

BEYOND TIME

La SS 26 di Montecore esplora l’essenza delle forme con un guardaroba funzionale e moderno. Capi iconici come Peacoat, Trench e Field Jacket si reinventano in chiave pulita e versatile, con materiali tecnici e naturali. La palette naturale accompagna ogni momento della giornata, mentre il design “Beyond Time” supera la moda per durare nel tempo.

INDOSSARE ENERGIA

12 PM interpreta il gioiello come segno di personalità: forme dinamiche e materiali di carattere danno vita a pezzi che completano e definiscono ogni outfit. Indossarli significa affrontare la giornata con audacia, lasciando un’impronta elegante, decisa e immediatamente riconoscibile.

BAGLIORI IN SCENA

Benedetta Bruzziches trasforma la borsa in gesto teatrale. Cristalli, raso e volumi scultorei catturano la luce e riscrivono l’idea di accessorio. Ogni creazione nasce per sorprendere, tra ironia e glamour, diventando presenza scenica e dettaglio che resta impresso. Più che un accessorio, un piccolo spettacolo da portare con sé.

PASSI RAFFINATI

Le calzature AGL raccontano un’eleganza raffinata: materiali pregiati e stilemi audaci trasformano ogni passo in un gesto di carattere. Linee ricercate ne esaltano la personalità, rendendole protagoniste di ogni occasione. Indossarle significa camminare con sicurezza, lasciando una scia di stile unico e sofisticato.

CONTRASTI

Daniele Alessandrini costruisce un guardaroba che vive di contrasti: rigore e libertà, struttura e movimento. I capi si muovono tra tagli decisi e materiali vissuti, lasciando emergere un’attitudine spontanea, mai costruita. È un racconto fatto di equilibrio instabile, dove ogni dettaglio sembra trovato più che progettato.

Berwich costruisce un’estate che si indossa come un’emozione. Il colore guida, cambia ritmo e suggerisce direzioni. Tra tessuti che respirano e volumi che si muovono liberi, ogni capo nasce per essere scelto d’istinto, mescolato, vissuto. Non segue regole, ma umori, e lascia spazio a chi lo indossa di riscriverlo ogni giorno.

Brioni presenta La Donna Atelier, il nuovo progetto "Su Misura" dedicato alle donne. Un servizio personalizzato che unisce sartorialità maschile e sensibilità femminile, tra tessuti pregiati e dettagli bespoke. Un guardaroba elegante e contemporaneo, pensato per una donna indipendente che sceglie un lusso discreto e intramontabile.

COME UN RIFUGIO

La Stramberia trasforma ogni copricapo in uno spazio personale: leggere trame, tessuti pregiati e forme che parlano di protezione e identità. Dalla treccia fiorentina al sisal, ogni stilema rivela artigianalità e audacia. Un accessorio che custodisce storie, emozioni e gesti, rendendo il quotidiano un piccolo rituale di stile.

La KAOS Car Bag unisce design audace e funzionalità: forma trapezoidale, dettagli ispirati a una macchina e vera pelle made in Italy. Compatta e versatile, si porta a mano o a tracolla, custodendo l’essenziale con stile. Un’icona che cattura lo sguardo.

UN NUOVO STILE

La SS 26 di DUNO nasce per chi è sempre in movimento, tra viaggi, città e momenti informali, nel ritmo fluido della quotidianità. La versatilità si racconta attraverso capi estivi leggeri che accompagnano ogni passaggio, tra comfort e performance, con naturale eleganza. I materiali tecnici dall’anima sofisticata, sono morbidi al tatto ma altamente funzionali.

PASSI CHE RACCONTANO

Satorisan trasforma la Chracona Metta Linen in un gesto unico: lino premium, dettagli in rafia e due tonalità che rendono ogni paio irripetibile. La suola Metta Love accompagna il passo con leggerezza, mentre materiali sostenibili raccontano rispetto per la natura. Lo stile si unisce alla responsabilità, trasformando ogni camminata in un’esperienza sensoriale.

QUANDO LA SCENA PRENDE VITA

Succede tutto in un attimo: un riflesso su un satin, una spalla che struttura la silhouette, un passo che cambia ritmo. Alley Docks lavora su contrasti netti, linee pulite, dettagli che spostano l’equilibrio, presenza che si impone senza alzare la voce. È quel tipo di energia che non si spiega, ma si riconosce subito.

AMORE INTESSUTO A MANO

Ogni espadrilla Castañer nasce da mani esperte e celebra l’artigianalità e il tempo. La collezione Bridal 2026 trasforma semplicità e cura in raffinatezza, regalando calzature che raccontano legami autentici. Dalla linea platino al tessuto delicato, ogni scelta riflette dedizione e savoir-faire.

LA DONNA ATELIER

STILE CHE SCIVOLA

TRA I MOMENTI

Manuel Ritz reinventa l’eveningwear in chiave daily: tailoring raffinato, raso tono su tono e palette sofisticata che accompagna ogni gesto. Capi versatili e dinamici, pensati per pool party, beach wedding o serate, unendo rigore sartoriale e spirito moderno. Un guardaroba che veste sicurezza e personalità, trasformando ogni occasione in un momento memorabile.

RACCONTO TEATRALE

L’estate di Pierre-Louis Mascia si muove come un racconto teatrale, dove seta e stampe si intrecciano in un gioco poetico di memoria e immaginazione. Una collezione fluida e sofisticata, ispirata al mondo del cinema e del palcoscenico, che trasforma ogni capo in una narrazione visiva in continuo movimento.

ELEGANZA SENSORIALE

The Archivia esplora una femminilità contemporanea e consapevole, fatta di presenza sottile e sensibilità che si esprime attraverso la sensazione. Una collezione estiva che costruisce un’eleganza sensoriale, dove texture, movimento e percezione si intrecciano in un racconto che si svela lentamente.

DICHIARAZIONE DI STILE

Stuart Weitzman racconta una femminilità contemporanea, elegante e sicura, pensata per muoversi con naturalezza tra città e quotidianità. Una collezione che reinterpreta l’iconico footwear del brand attraverso linee essenziali e un lusso discreto fatto di comfort, precisione e stile.

UN VIAGGIO EMOZIONALE

Sodini presenta la linea Tarocchi, nuova proposta della colle zione SS 26 Romantic Remembrance: Ode to Italian Summer, un viaggio emozionale nel cuore dell’estate italiana. Ispirata alla Toscana, tra spiagge, colline e giardini, la collezione intreccia arte, natura e colori in un racconto poetico e suggestivo.

CONNESSIONE PROFONDA

La collezione estiva di Patrizia Pepe celebra la connessione profonda con sé stesse e con le proprie emozioni, in un tempo sempre più veloce, che lascia poco spazio alla libertà. La proposta invita a ritrovare equilibrio attraverso ciò che si sceglie di indossare ogni giorno, trasformando il gesto del vestire in un momento di consapevolezza e riconnessione personale.

DOVE IL COLORE DANZA

mando ogni capo in un piccolo racconto da indossare. Linee fluide e materiali pregiati accarezzano il corpo, mentre pattern e texture parlano di libertà e spirito bohémien. Un guardaroba che trasforma ogni gesto in poesia spontanea e inconfondibile.

IL VALORE DEL TEMPO

Kiton invita a rallentare e a vivere il tempo con consapevolezza. Le figure si allungano, i volumi si rilassano e i tessuti, nobili e leggeri, seguono il corpo senza costringerlo. Un guardaroba essenziale e preciso, costruito attorno al proprio ritmo.

LUCE E FORMA

Trasparenze che catturano lo sguardo e superfici che riflettono ogni movimento. Corte Glass lavora sul confine tra materia e luce per gioielli delineati da un’estetica pulita ma decisa. Un gioco visivo diretto che non passa inosservato.

ESTATE ESSENZIALE

La SS 26 di Skills Milano è un respiro d’estate sulla pelle: acqua, vento e luce che diventano forma. Una femminilità silenziosa, essenziale, che si muove tra lino, seta e forme che sfiorano il corpo senza mai forzarlo. Neutri che sussurrano e accenti che vibrano. Una bellezza naturale, pensata per durare, come un’estate che non finisce.

VIAGGIO LEGGERO

Tra partenze lente e weekend improvvisati, il guardaroba si alleggerisce e segue il ritmo del viaggio. Tombolini disegna una vacanza fatta di leggerezza tecnica e libertà fine, che non pesa mai. Giacche impalpabili, dettagli funzionali, gesti che passano dal relax all’occasione senza cambiare tono.

VALENTINA PRENDE FORMA

Studio Tondini presenta Valentina, un piccola borsa che racconta un’idea di bellezza essenziale e curata nei dettagli. La pelle di vitello e la catena luminosa costruiscono un equilibrio tra forza e delicatezza. Un accessorio pensato per accompagnare momenti diversi, con naturalezza e carattere.

TACCHI CHE BRILLANO

Casadei accende la primavera-estate 2026 con tacchi che scolpiscono la figura e catturano la luce. Dal Blade metallico alle intrecciature che evocano estati mediterranee, ogni modello gioca tra precisione e libertà. Con cristalli, rafia e design 3D, la collezione trasforma ogni passo in un gesto deciso.

IL RITMO DEL MOMENTO

Una serata all’opera, una cena di gala, un momento da ricordare: quando tutto si accende, lo stile diventa protagonista. HIGH Moments costruisce un equilibrio tra rigore sartoriale e accenti romantici. Silhouette fluide, tessuti luminosi e volumi modulabili danno forma a una ricercatezza che si adatta, senza mai perdere intensità.

AFAR non è solo un nome, è un invito a partire e a sentirsi vivi nel mondo. Ogni storia è un passo oltre l’ordinario, dove il viaggio diventa emozione pura. Qui non si guardano luoghi, si attraversano sensazioni e si respirano possibilità. E quando pensi di essere arrivato, è proprio lì che il brand chiede di continuare, viaggiando leggero.

SEGNO SOSPESO

Per la SS 26 Arovescio lavora per sottrazione e precisione, fino a trasformare il knitwear in spazio che respira con il corpo. La maglia diventa architettura morbida, dove il movimento è parte stessa della costruzione. L’aerografo si fa scrittura unica, pittorica, mai ripetuta, come una traccia che sfuma invece di fissarsi.

IL GIARDINO IN SCENA

Tra le luci della Stazione Centrale di Milano, Atelier Emé trasforma la passerella in un viaggio emotivo. Ogni abito è una tappa di luce tra memoria e trasformazione dove tessuti e ricami si muovono come un giardino che respira.

FIORITURA NEL DESERTO

Nel silenzio dorato di Marrakech, Giada Curti immagina un deserto che fiorisce di luce e colore. Ogni abito nasce come un petalo che si apre tra sabbia e vento. Kaftani, sete e ricami si muovono come un respiro caldo sulla pelle. Una femminilità che non segue il tempo, lo trasforma in fioritura.

MATERIA E DESIDERIO

Con la collezione primavera-estate 2026, Rosantica trasforma accessori e gioielli in creazioni scultoree. Cristalli, perline e intrecci artigianali danno vita a oggetti preziosi e contemporanei. La Koala Bag e le borse della linea Main raccontano un Mediterraneo caldo e sensoriale. Un racconto che nasce dal gesto e si accende nel dettaglio.

L’EMOZIONE DI VESTIRSI

“Bella” è la primavera 2026 di forte_forte un racconto etereo di luce, mare e fioriture, dove tessuti impalpabili e dettagli poetici disegnano una femminilità spontanea. Una raffinatezza intima e senza tempo che intreccia sogno e materia, vestendo emozioni prima ancora che abiti.

LIBERTÀ

IN

MOVIMENTO

Tra colori che si inseguono e tessuti che raccontano storie, Dixie dà forma a una raffinatezza libera e istintiva. Ogni capo è un frammento di creatività che vibra tra femminilità e carattere. Fantasie vivaci e dettagli ricercati diventano linguaggio personale, mai uguale a sé stesso. Un modo di vestire che segue le emozioni, non le regole.

OLTRE OGNI LUOGO

THE ART OF KNOTTING

Il foulard in tutte le sue declinazioni, attraversa brand e visioni diverse, trasformandosi in accento, gesto e presenza. Tra stampe, texture e colori, diventa un elemento che definisce il look senza mai restare uguale di Valeria Oneto e Micaela Panzini

TRAME IDENTITARIE

Ogni pezzo di Cettina Bucca una storia visiva dove la seta accoglie simboli e suggestioni culturali, dando vita a accessori che custodiscono identità e immaginazione. Più che ornamenti, sono tracce di un viaggio emotivo che continua a evolversi.

FILATI VISIONARI

Inoui Editions trasforma il tessuto in racconto visivo, tra tratti incisi e visioni oniriche. Disegni evocativi, cromie vibranti, composizioni che sembrano muoversi come quadri indossati. Materia sensibile e gesto sapiente, dove ogni dettaglio custodisce stupore.

CROMIE INDOCILI

I foulard di Edoardo Gallorini nascono da un gesto istintivo e pittorico, dove il colore si stratifica e prende ritmo. Superfici vive, quasi in movimento, che trasformano l’accessorio in un’espressione diretta e dinamica.

Max Mara tramuta il foulard in una presenza misurata, costruita su equilibrio e materia. Tessuti morbidi, cromie controllate. Un’eleganza che non cerca attenzione.

PETALI FLOREALI

Ferragamo converte il carré in un giardino sospeso, dove la seta diventa aria e movimento. Stampe floreali e archivi iconici si dissolvono nello spazio, tra ganci di memoria e cromie vibranti. Fluttuano come petali leggeri, sospesi tra gesto e luce, dando forma all’heritage in chiave sensibile.

MOTIVO DINAMICO

Trussardi reinterpreta questo classico accessorio come gesto grafico che attraversa il corpo. Pattern netti, vibrazioni cromatiche misurate, una raffinatezza che si muove con decisio-

SETA VIVA

Genny racconta una femminilità che scivola sulla pelle: seta che respira, luce che si muove. Linee fluide, drappeggi che accarezzano, dettagli che parlano senza alzare la voce.

Lola Casademunt reinventa il foulard come segno fluido di stile, mai accessorio secondario. Si arrotola, si annoda, si sposta: vive sul corpo come un gesto istintivo. Qui il colore e la stampa diventano presenza.

RADICE MISURATA

Misenithe nasce dalla visione di Anna Lardì e Lucia Borini come incontro tra quotidiano e costruzione sartoriale. Linee pulite, volumi equilibrati e proporzioni precise disegnano un’estetica essenziale ma raffinata. Un progetto che definisce il capo come atto consapevole.

SECONDA ORIGINE

È un’idea di rigenerazione quella di Rifò, che diventa stile e responsabilità. Materiali recuperati e lavorazioni consapevoli costruiscono capi essenziali e autentici. Una visione pulita della moda, dove la semplicità diventa scelta e il riuso una nuova forma di bellezza.

NODO VERDE

Bomboogie costruisce il look su una base pulita e funzionale, dove ogni elemento è pensato per essere vissuto. La bandana al collo diventa l’accento distintivo: nel verde intenso aggiunge carattere e identità a una silhouette quotidiana.

SPONDE PREZIOSE

Vert Lago prende vita sul Lago di Como, dove il foulard diventa espressione di un lusso responsabile e consapevole. Qualità che unisce bellezza, etica e durata, in un equilibrio tra natura e design. Un gesto che racconta il made in Italy e una visione della moda attenta all’ambiente e ai suoi ritmi.

SEGNO AUTENTICO MATERIA STRUTTURATA

Avant Toi reinterpreta il foulard vintage come superficie viva, dove memoria e gesto creativo si intrecciano. Cashmere e seta si fondono in texture preziose, attraversate da colore nebulizzato che sembra respirare.

Giovanni Gerosa costruisce una visione essenziale, fatta di equilibrio e coerenza. Un approccio pulito, dove ogni scelta diventa traccia e stile riconoscibile.

GESTO ARTIGIANO

Santoni estende il suo savoir-faire alla seta, dove il foulard diventa un oggetto di equilibrio e texture. Tessuti pregiati e lavorazioni accurate trasformano l’accessorio in un segno discreto ma riconoscibile. Una grazia misurata che nasce dalla cura del dettaglio e si esprime con naturalezza.

LINEA MATERICA

Il linguaggio di 40WEFT si basa su materie concrete e linee misurate. Tessuti vissuti, dettagli funzionali, una libertà che nasce dal movimento quotidiano. Un’eleganza senza enfasi, che si riconosce nel gesto semplice di indossare.

LA MODA HA IMPARATO LA LEZIONE

Come maison e brand di lusso riescono finalmente a valorizzare le sneaker di Marco Rizzi

Guardando gli ultimi 25 anni, è facile notare come il mondo della moda abbia avuto un rapporto particolare con le sneaker. Se nel passato si possono trovare episodi di grande successo per quanto riguarda le calzature sportive, le Prada World Cup sono un ottimo esempio, è più complicato trovare situazioni in cui marchi importanti abbiano trovato il modo di realizzare delle buone sneaker, prestando quindi attenzione anche al lato culturale del prodotto, alle sue origini e al modo in cui doveva essere comunicato. Nonostante a cavallo tra Anni ’90 e ’00 l’industria della moda abbia attinto a piene mani dalla cultura street, ha sempre faticato a tradurne alcuni elementi e le sneaker sono uno di questi. Per molto tempo le “sneaker di lusso” sono state nel migliore dei casi scarpe dal look un po’ sportivo con prezzi spropositati, magari giustificato con l’utilizzo di qualche materiale esotico o di pregio. Nel peggiore, invece, assemblaggi di elementi “presi in prestito” qua e là, pensando bastasse la somma di tante sneaker belle per crearne una nuova. Per capire un po’ meglio cosa fare è servito andare alla fonte e in questo processo le numerose collaborazioni tra moda e sportswear sono state particolarmente utili. Tra i primi ci fu Riccardo Tisci, seguito da Kim Jones nel periodo alla guida del ready-to-wear maschile di Louis Vuitton. Anche in questo processo, però, la figura chiave fu quella di Virgil Abloh, capace di portare cultura, esperienze ed estetica dello streetwear nella moda. Modelli di enorme successo come le LV 408 Trainer traggono diretta ispirazione dalle linee e dalle proporzioni degli altissimi modelli da basket Anni ’80 di marchi come adidas, Nike e Avia, simbolo di opulenza di strada ostentato dai rapper dell’epoca sulle copertine dei dischi fino a diventare modelli di culto. Con le Triple S, Balenciaga ha totalmente rivoluzionato il modo in cui il linguaggio della moda può comunicare con i prodotti sportswear, mentre designer come Thibo Denis con Dior hanno saputo dimostrare come fosse possibile integrare materiali, trame e pattern provenienti dal mondo del lusso

con le forme dei grandi classici. Negli ultimi anni, i modelli di Dior, Balenciaga e Louis Vuitton sono entrati stabilmente a far parte delle liste di best seller e modelli più desiderati non soltanto tra gli appassionati di sneaker, ma anche dal pubblico più giovane, in precedenza poco interessato a questo tipo di prodotti. Finalmente le maison hanno capito il valore delle sneaker e hanno trovato la giusta chiave per includerle in modo coerente nei look di stagione, nonché utilizzarle come un nuovo strumento per esprimere la direzione creativa di stilisti e designer. Un ottimo esempio sotto questo punto di vista sono le nuove Radar Sneakers di Balenciaga, ben lontane dai volumi esagerati e dal look trasandato delle creazioni di Demna Gvasalia per ribadire, se ce ne fosse il bisogno, che ora

Sopra: la prima collezione di Louis Vuitton Trainer curata da Virgil Abloh Sotto: le nuove Balenciaga Radar

VICINA LA VENDITA DI CONVERSE?

Da anni ormai si chiacchiera delle possibili intenzioni di Nike riguardo un’imminente vendita di Converse. Il marchio è di proprietà dell'azienda americana dal 2003 e presto celebrerà i 120 anni di attività, un traguardo molto importante che potrebbe però essere festeggiato sotto una diversa proprietà. Come riportato da diverse testate di settore alla chiusura dell’ultimo trimestre fiscale, Nike ha dichiarato un calo nei ricavi di Converse, oltre a circa 300 milioni di dollari di spese legate a ristrutturazione societaria e tagli, di cui fanno parte anche gli oltre 700 licenziamenti negli uffici statunitensi del brand già annunciati in precedenza. In molti credono che queste azioni possano essere un segnale chiaro che la cessione dello storico marchio sia sempre più vicina.

ALL’ASTA LA COLLEZIONE

DI SCOTTIE PIPPEN

All’inizio di marzo la sede newyorkese di Sotheby’s ha battuto all’asta la “Scottie Pippen Collection”, un catalogo unico nel suo genere composto da memorabilia, ricordi e pezzi unici raccolti dal leggendario giocatore dei Chicago Bulls durante la sua quasi ventennale carriera. Pippen, sei volte campione NBA e due volte medaglia d’oro olimpica, e il dipartimento “modern collectables” di Sotheby’s hanno raccolto in una collezione mai vista prima in sede d’asta maglie indossate, divise, palloni e trofei provenienti dalla carriera collegiale e professionistica dell’atleta, oltre a molti regali ricevuti dai molti illustri compagni di squadra, tra cui Michael Jordan. Stando a quanto riportato da ESPN, l’asta ha raccolto 6.2 milioni di dollari per settantuno articoli.

ALD PRONTO PER ALTRE APERTURE

Teddy Santis, fondatore e guida creativa di Aimé Leon Dore, è un personaggio atipico nell’attuale mondo dello streetwear. In un contesto dove spesso regna la sovraesposizione, Santis ha scelto di limitare il più possibile apparizioni, comunicazioni e interviste. Per questo la nota rilasciata a inizio marzo agli utenti registrati del programma ALD ha colto molti di sorpresa: il designer newyorkese di origini greche ha condiviso alcune riflessioni riguardo la situazione attuale del brand, oltre ad annunciare il lancio di una nuova collezione femminile e l’inaugurazione di un nuovo negozio negli Stati Uniti. Si tratta del primo spazio retail ad aprire i battenti dopo quello di Londra, nonché il secondo in assoluto negli USA. L’attuale store di Mulberry Street, a Manhattan, è stato inaugurato nel 2019 e ha riaperto lo scorso anno dopo un breve periodo di rinnovo dei locali.

AIR JORDAN ALLA COPPA DEL MONDO

La nazionale brasiliana di calcio ha scelto un evento in grande stile per presentare la maglia da trasferta che sarà utilizzata quest’estate durante la Coppa del Mondo in programma a Los Angeles: la suggestiva cornice di Times Square a New York e la leggenda Ronaldinho come modello d’eccezione, che per primo ha potuto indossare la nuova maglia parte della collezione “Joga Sinistro” che segna il debutto di Air Jordan non solo nel calcio internazionale, ma anche ai Mondiali. Da qualche anno ormai il “Jumpman” campeggia su edizioni speciali delle maglie di alcune tra le più importanti squadre del mondo, tra cui il Paris Saint-Germain, ma con questa collezione inedita Air Jordan può fregiarsi dell’onore di apparire su una delle divise più iconiche dello sport e partecipare a una spedizione che sogna di riportare la Coppa del Mondo in Brasile dopo 24 anni.

Dopo poco meno di dieci anni, Slam Jam lascia il suo negozio milanese di via Lanza 1 per trasferirsi nei locali di Spazio Maiocchi. L’annuncio è arrivato un po’ a sorpresa a fine febbraio sui canali social del retailer e distributore ferrarese, che ha confermato che lo spazio a pochi passi da Castello Sforzesco resterà attivo su appuntamento e per eventi speciali, mentre il negozio è ora aperto nell’hub di via Achille Maiocchi, in zona Porta Venezia, inaugurato nell’autunno 2017 in partnership con Carhartt WIP per ospitare uffici e uno spazio espositivo utilizzato per molti degli eventi organizzati in questi anni.

UNA NUOVA CASA PER SLAM JAM

SECONDO PROGETTO PER HAGEL E ASICS

Studio Hagel, la compagnia olandese fondata da Mathieu Hagelaars, ha nuovamente unito le forze con ASICS a meno di due anni dal lancio del progetto Neocurve. Il nuovo modello firmato da Hagel si chiama Neotide ed è un seguito naturale di quanto presentato nel 2024: un progetto in cui ecologia, riciclaggio ed economia circolare sono protagonisti grazie al recupero di materiali di scarto dei processi produttivi in tutta Europa per realizzare una silhouette inedita. Per la tomaia

Studio Hagel ha tratto ispirazione dalla GEL-NYC, uno dei recenti best seller del marchio nipponico, e dalla complessità delle linee dei modelli running Anni ’90 e ’00. ASICS Neotide di Studio Hagel è stata lanciata ufficialmente il 6 marzo in due diverse colorazioni, disponibili in tutti i migliori sneaker store europei.

OVERKILL E ADIDAS DI NUOVO INSIEME

Il rapporto lavorativo che unisce adidas Originals a Overkill dura ormai da quasi 20 anni e per la sua ultima release esclusiva il retailer berlinese ha voluto pagare tributo proprio a uno di questi progetti, l’EQT Racing ’93 del 2015. Il team di Overkill ne ha ripreso colori, pattern e dettagli e li ha riproposti sulla Spiritain 2000, modello running Y2K su cui il negozio ha già lavorato nell’ambito della collezione realizzata per il suo ventesimo compleanno. Oltre alla versione color champagne Overkill ha prodotto una seconda colorway “notturna” con base blu navy, un’edizione promozionale destinata agli amici e allo staff del negozio. L’adidas Originals Spiritain 2000, invece, è disponibile solo da Overkill online e nei negozi di Berlino e Colonia fino a esaurimento scorte.

MADHAPPY RIVOLUZIONA LE PUMA SPEEDCAT

Il marchio losangeleno Madhappy ha lanciato la collezione primaverile del suo progetto collaborativo realizzato con Puma, una capsule che contiene oltre 20 capi d’abbigliamento e due paia di sneaker. Si tratta di quattro colorway speciali della Puma Speedcat, modello lifestyle ispirato alle linee degli scarpini da automobilismo realizzati dal marchio tedesco a inizio Anni 2000 per i team di Formula 1. Questa volta, però, i materiali sintetici normalmente presenti sulla Speedcat sono stati rimpiazzati con del raso azzurro e rosa arricchito con dei ricami floreali. Una variazione radicale che dona alla Puma Speedcat un look completamente nuovo, contribuendo al rilancio di questo modello, che nelle speranze di Puma può bissare l’enorme successo di altri grandi classici.

SI APRONO LE PORTE DEI VIRGIL ABLOH ARCHIVES

Mancava soltanto l’ufficialità: Air Jordan e la fondazione Virgil Abloh riproporranno una delle tre colorazioni dell’ormai leggendaria Air Jordan 1 Rétro firmata dal designer statunitense. La versione scelta è la “Alaska”, nuovo nome della “NRG” rilasciata nel 2018, e sarà proposta in edizione limitata come collaborazione tra il “Jumpman” e Virgil Abloh Archives. I più attenti avevano già intuito un possibile ritorno lo scorso ottobre durante la mostra “The Codes” ospitata al Grand Palais di Parigi. Bisognerà avere pazienza per scoprire se VAA si occuperà soltanto di gestire il ritorno sugli scaffali delle vecchie creazioni di Abloh o firmerà anche nuovi progetti.

IN ARRIVO

UN’AIR MAX ’95 DI PALACE?

Quando è stato annunciato nell’ottobre del 2025 l’approdo di Palace Skateboards nel roster dei partner di Nike ha fatto molto scalpore e, secondo alcuni addetti ai lavori, la prima collezione “calcistica” realizzata con lo Swoosh non è stata all’altezza delle aspettative. Il secondo progetto congiunto potrebbe però riscuotere ben altro successo, almeno stando alle prime reazioni sui social: Lev Tanju, uno dei fondatori del marchio londinese, a metà marzo ha partecipato a un incontro con il pubblico indossando una colorway inedita della Nike Air Max ’95 “Big Bubble” con base argentata e una sfumatura nera lungo i fianchi. Immediatamente gli appassionati hanno iniziato a discutere e fare previsioni e pare proprio possa trattarsi del secondo capitolo della collaborazione tra Nike e Palace, probabilmente in arrivo entro la fine del 2026.

KITH E ON RACCONTANO IL RUNNING NEWYORKESE

Prosegue il rapporto collaborativo tra KITH e ON, con Ronnie Fieg che ha voluto includere il marchio tedesco tra i partner che parteciperanno alla collezione celebrativa per i 15 anni di attività del negozio newyorkese. Non solo un’esclusiva collezione di abbigliamento, anche due modelli disegnati appositamente per KITH: la K-Tech 1 e la K-Tech 2, proposte in tre diverse colorway ciasciuna. Fieg e KITH hanno annunciato anche l’inizio di una partnership a lungo termine che vedrà ON sponsorizzare il nuovo KITH Run Team, una squadra con base a NYC che a marzo ha partecipato alla locale mezza maratona.

DUE CLASSICI PER CONVERSE E FRAGMENT DESIGN

Dopo oltre 30 anni di onorata carriera Hiroshi Fujiwara continua a essere una delle figure più importanti nel panorama streetwear e, a poche settimane dall’uscita del progetto realizzato insieme ad Air Jordan e Union Los Angeles, si appresta a lanciare un nuovo progetto con Converse. Formalmente una collaborazione tripla, che vede il leggendario marchio statunitense lavorare con Fragment Design, uno dei marchi fondati da Fujiwara, e V.A. Tokyo, il suo concept store di Harajuku. Una Chuck Taylor All Star e una Jack Purcell, entrambe in canvas bianco con dettagli neri e triplo branding sul tallone; nulla di eccessivo, semplicemente una celebrazione di due classici dell’abbigliamento sportivo USA da sempre venerati dagli appassionati e collezionisti nipponici.

JOHN ELLIOTT AL DEBUTTO CON HOKA

Dopo una pausa durata ben due stagioni John Elliott ha fatto il suo ritorno sulla scena presentando non soltanto una nuova collezione ma anche la sua prima collaborazione con HOKA. Il designer californiano ha scelto la Rocket X 3 come tela per il suo primo progetto collaborativo con il marchio, lavorando per ammorbidire il look di un modello tecnico utilizzando colori tenui e approfittando delle trasparenze della tomaia per creare un effetto inedito grazie a un pattern a metà tra tie dye e camouflage. Le Hoka Rocket X 3 di John Elliott sono state rilasciate in

SAUCONY E 3SIXTEEN SCAVANO NEGLI ARCHIVI

3sixteen è un marchio con sede a New York City, nato producendo brand e specializzatosi successivamente in maglieria e sportswear. Negli ultimi anni ha lavorato a stretto contatto con Saucony per realizzare alcuni progetti speciali in cui le sneaker erano trattate con i processi di tintura ereditati dal mondo del denim, creando effetti unici e particolari colorway monocromatiche divenute presto celebri online. Per questo secondo progetto con l’azienda di Boston 3sixteen ha scelto di ripescare dagli archivi la ProGrid Guide 7, modello running che fa il suo ritorno sugli scaffali per l’occasione. Due diverse colorway, presentate in anteprima nei negozi 3sixteen di Los Angeles e NYC e, successivamente, nei negozi di sneaker di tutto il mondo.

NELLE VANS DI GOODHOOD SI NASCONDE UN MESSAGGIO SOCIALE

Goodhood e Vans tornano a lavorare insieme, per la prima volta da quando il negozio londinese si è trasferito nel suo nuovo spazio al 15 di Hanbury Street a Shoreditch. Questa volta il modello scelto è la classica 44 Authentic LS, proposta in due colorazioni speculari con base in suede: una bianca e una nera, con dettagli a contrasto. Sulle due punte campeggia ricamata la scritta “Dissident”, uno statement politico e sociale in questi momenti di grande incertezza. Un concetto ribadito anche con la comunicazione social preparata per la release e le affissioni che hanno coperto le vetrine del negozio a pochi passi da Brick Lane. Entrambe le versioni della Vans 44 Authentic LS “Dissident” sono al momento in vendita esclusiva online e in negozio da Goodhood.

LA PUNTA DELL’ICEBERG

Fino a qualche anno fa le sneaker erano ovunque, oggi dove sono finiti tutti gli appassionati?

di Marco Rizzi

Potrà sembrare incredibile, ma tra qualche mese sarà trascorso un intero decennio dal 2017, l’anno in cui, secondo molti, anche in Italia il grande pubblico ha “scoperto le sneaker”. Per un attimo sembrava che tutti avessero un amico esperto, collezionista o “reseller”, ogni settimana circolavano le immagini di code infinite e si passava il tempo sui social e in qualche salotto televisivo a discutere della moralità di certi prezzi e di scarpe da ginnastica come se fossero titoli in borsa. Quando poi negli ultimi anni l’interesse per le sneaker ha avuto il suo naturale calo, in molti hanno utilizzato proprio la scomparsa delle code, della ressa e dei prezzi folli per chiedersi: ma che fine hanno fatto tutti gli appassionati? Una domanda certamente legittima, che contribuisce però a spostare l’attenzione per non discutere altre situazioni. Chi allora provava a raccontare come quelle code e quella ressa fuori dai negozi non fossero rappresentazione di quella che gli appassionati chiamano “Sneaker Culture” veniva visto come un alieno. D’altronde, cosa se non la passione potrebbe spingere dei ragazzi a trascorrere ore se non giorni seduti davanti alle vetrine di un negozio del centro o a spendere migliaia di euro per accaparrarsi l’ultima e più ambita uscita di questo o quel marchio? La realtà che in molti non hanno voluto accettare è che le scarpe c’entravano ben poco: c’è chi ha provato a giustificare il tutto con la “fear of missing out” che domina i trend attuali, chi con i soliti superficiali discorsi di vuota apparenza e chi con complessi discorsi economici. Tra gli addetti ai lavori forse la speranza che, almeno per una volta, nel retail le cose stessero andando meglio del previsto ha fatto perdere la giusta prospettiva su un fenomeno fin dall’inizio di natura chiaramente temporanea, se non altro per chi aveva i giusti mezzi e l’esperienza per leggere la situazione in modo lucido. Seppur semplice e banale, la realtà è che la Sneaker Culture era ed è ben altra cosa. La componente “buy, sell & trade” su cui molti hanno finito per concentrarsi ne farà sempre parte, com’è in ogni contesto di collezionismo. Forse, però, è giunto il momento di fare una riflessione e ammettere che tutti - dai brand fino ai media generalisti e di settore - hanno preferito forse per superficialità vendere al pubblico l’idea di business, giustificare l’accumulo e dipingere un’immagine di apparente esclusività di un “club delle sneaker” a cui sembrava indispensabile dover appartenere. Le scarpe, tanto quanto l’aspetto culturale ad esse legato, sono diventati rapidamente elementi secondari pronti per essere inevitabilmente rimpiazzati dal prossimo trend in rapida e vertiginosa crescita o, peggio ancora, il nuovo mezzo di facile guadagno. La verità è che in questi anni c’è chi è cresciuto, chi ha cambiato interessi e anche chi ha cambiato business. Gli appassionati e i collezionisti sono certamente meno ma ci sono ancora, hanno semplicemente smesso di raccontarveli.

La stampa tedesca mostra la ressa fuori dal negozio berlinese Overkill

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