Foto: Aerothan di Schwalbe, la rivoluzione della camera d'aria
CON SISTEMA
LDV500 è la bicicletta a pedalata assistita firmata VENT che coniuga un look ricercato ed elegante alla grinta di componenti con tecnologia d’avanguardia e brevettata Confortevole in città su pavé e rotaie del tram grazie all’innovativa sospensione TST esprime uno stile che la connota come oggetto di tendenza e non disdegna una particolare attenzione ai mondi della moda e del design LDV500 è pensata per un pubblico moderno, amante della Urban Smart Mobility Realizzata in Limited Edition di 120 unità numerate, è acquistabile in esclusiva sul sito ufficiale VENT
TELAIO FULL CARBON A DOPPIA CULLA AMMORTIZZATORE
TST
6 SICUREZZA, AZIENDE, GREEN
NEWS INTERNAZIONALI
7 SEI COME LA MIA MOTO… O FORSE NO? COVER STORY
8 IL POST COVID SI PREVEDE ELETTRICO
GREEN CORNER
9 PACKAGING RICICLABILE, MONTAGGIO VELOCE
FOCUS SHOP
10 I WILL RIDE WITH RIDEWILL
COMPANY PROFILE
12 BH BIKES, SPIRITO COMPETITIVO
PRODOTTO DEL MESE
14 VENT, LA NUOVA FRONTIERA
DELL’ e GRAVEL
INTERVISTA
16 SICUREZZA E STILE
PER LA URBAN MOBILITY
FOCUS ON
18 C.B.T. ITALIA, “ORA LA PRIORITA’ AL MERCATO INTERNO”
FOCUS PRODOTTO
17 SCHWALBE REINVENTA
LA CAMERA D'ARIA
19 C'ERA UNA VOLTA IL CICLOMOTORE...
OGGI C'È ISSIMO
20 BRINKE, LA NUOVA POTENZA
DELL’ e ENDURO
CHARITY
22 PEDALANDO IN TRICICLETTA
L’EBIKE APRE IL GAS
Ve ne avevamo già parlato in più di un’occasione. Guarda caso su questo numero vi sono ulteriori e svariati esempi di una tendenza ormai lampante. La sempre maggior commistione tra il mondo “tradizionale” dei motori e il settore delle bici a pedalata assistita.
Del resto sono ormai sempre di più le realtà del mondo moto e automotive che prendono in seria considerazione le bici elettriche. Portandosi dietro anche una fetta di utenti. Ex motociclisti (o ancora tali) che scelgono un’eBike per muoversi, fare sport o per puro divertimento.
Qualche esempio a riguardo di quanto detto sopra? Pronti, via: due aziende storiche del mondo moto come Harley Davidson e Gas Gas entrano ufficialmente, dopo molti rumor dei mesi passati, nel mondo delle eBike (info a pagina 7).
Non solo: il nostro prodotto del mese è la nuova eGravel Frontier di Vent, realtà lombarda attiva nel mondo moto off-road di cui vi abbiamo parlato lo scorso mese, che propone una gravel full con motore elettrico partendo dal concetto di motard.
Ma anche sul fronte della distribuzione non mancano alcune evoluzioni. Le aziende che producono eBike chiedono, è proprio il caso di dirlo, una “marcia in più” ai negozi. Ricercando un retailer che si avvicini al concetto di concessionario inteso come lo si intende nel mondo moto e automotive.
A tal proposito il nostro focus shop riguarda proprio una realtà di questo tipo: Ridewill, struttura comasca che nasce con la vendita online ma che si è poi specializzata, aprendo un vero e proprio concessionario di eBike attorno al quale ruota una "scuderia" che affronta le gare di eEnduro.
Più in generale, anche in Italia non mancano realtà valide e magari più conosciute all’estero che in patria. È il caso di C.B.T. Italia, che vuole crescere anche sul mercato nostrano con due nuovi modelli studiati partendo dal concetto di leggerezza e performance. Per questo progetta da zero una batteria tutta made in Italy.
Made in Italy che – è bene ricordarlo – nel 2019 ha fatto registrare una produzione di 213mila eBike: oltre il doppio del 2018 (quando erano 102mila). E che spera di replicare il successo di altri prodotti italiani apprezzati e riconosciuti nel mondo. Compresi, magari, certi noti marchi di auto e moto…
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Chiuso in redazione il 30 novembre 2020
L’USO DEL CASCO
E
LA PERCEZIONE DI SICUREZZA IN CITTÀ
Londra ha il più alto tasso di utilizzo di caschi in Europa, mentre nei Paesi Bassi “quasi zero” in pratica il casco in città non lo porta nessuno. Questo secondo i dati rilasciati da DEKRA Accident Research, che coprono 12.000 tra ciclisti e utenti di eScooter in tutta Europa. Questa ricerca si riferisce a molte importanti città (da cui è però stata esclusa l’Italia), come: Amsterdam, Berlino, Copenaghen, Lubiana, Londra, Parigi, Vienna, Varsavia e Zagabria. Lo studio ha cercato di comprendere la relazione tra tassi di utilizzo delle biciclette, infrastrutture sicure e uso del casco. Una cosa è stata immediatamente ovvia, “Quando si considera il numero di incidenti come rapporto della distanza percorsa, i Paesi Bassi sono il secondo paese più sicuro dopo la Danimarca in cui andare in bicicletta“, secondo quanto afferma Luigi Ancona, ricercatore di incidenti Dekra. “Le nostre cifre suggeriscono chiaramente un legame tra un’infrastruttura adatta alla bicicletta, la sensazione soggettiva di sicurezza e il tasso di uso del casco“. I ricercatori hanno notato che, insieme all’elevato uso del casco da parte dei londinesi, c’è anche una correlazione con alti livelli di utilizzo dell’abbigliamento ad alta visibilità, suggerendo che i ciclisti di Londra hanno una maggiore percezione del pericolo sulle strade. Il 60,9% dei ciclisti londinesi osservati infatti indossava un casco. Ciò che colpisce è l’ampiezza del divario tra Londra e Vienna, la seconda in classifica, dove il 26,7% dei ciclisti urbani indossa un casco. Ad Amsterdam, una città costruita a misura di ciclista, si registra quindi il minor livello di uso del casco con una percentuale ferma solo all’1,1%. Tassi bassi sono stati osservati anche a Zagabria (5,9%) e Lubiana (9,1%). A occupare la fascia media della classifica ci sono Copenaghen e Parigi (entrambi 19,9%) e Varsavia (22,0%).
FIAB, ABBATTERE LO SMOG CON L’USO DELLA BICICLETTA
PAOLO PATRIZI È IL NUOVO
AMBASSADOR DI VENT
Se da un lato la mobilità a due ruote e la micro-mobilità sono in continuo aumento, sul fronte della lotta allo smog l’Italia ha ancora molto lavoro da fare. Solo pochi giorni fa la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha condannato Roma per costante violazione della qualità dell’aria. Nel pieno di una pandemia che sta mettendo a dura prova anche il settore dei trasporti, la mobilità ciclistica rappresenta l’unica valida alternativa all’automobile. A tal proposito FIAB, insieme alla Società Italiana di Pediatria, lancia la campagna “A scuola in salute”, per incentivare anche i giovanissimi a utilizzare la bici, evitando quindi i mezzi pubblici con ingressi contingentati. Ricompare inoltre la proposta da parte di FIAB, già fatta a gennaio con l’Urban Health Rome Declaration, di assumere un Health City Manager attivo in ciascun comune. Il Mobility Manager opera per migliorare la ciclabilità e gli spostamenti sostenibili, innestando possibili dinamiche virtuose. L’urgenza è dettata dai fatti: poche settimane fa è stato infatti dimostrato il legame tra alti livelli di smog nella Pianura Padana e la diffusione del Coronavirus: lo ha certificato la SIMA, la Società italiana di Medicina Ambientale. L’inquinamento si può quindi abbattere investendo nelle infrastrutture e, soprattutto, quadruplicando i viaggi in bicicletta. Così facendo, FIAB ha stimato un taglio di 555 milioni di tonnellate di CO2.
BAFANG NON RINUNCIA ALLA PROPRIA FIERA B2B
Per mostrare a tutti di che cosa è capace la all-mountain di Vent, LDV 500, l’azienda della Valsassina sceglie di metterla nelle mani di un campione. Parliamo di Paolo “Pool” Patrizi, pluricampione Italiano Trials, bike performer e personaggio tv. Egli è stato scelto quale “interprete” della prima eBike race ready firmata Vent, L’eclettico, sportivo sarà quindi il primo “ambassador” del brand. Un passo importante per Vent che, dopo l’esordio ufficiale nel mondo delle due ruote a pedalata assistita, affida oggi l’immagine del proprio modello sportivo al volto e alle performance del pluricampione Italiano Trials, oggi anche Tecnico Federale. LDV 500 RR è una bici all’avanguardia in termini di prestazioni e innovazione brevettata. Il telaio è un monoscocca in carbonio a doppia culla con un sistema di sospensioni che si avvale del sistema proprietario chiamato TST. Paolo Patrizi ha conquistato in carriera sei titoli Italiani Trials Elite, oltre a diversi piazzamenti europei e mondiali. La verve espressa in tanti anni di agonismo, lo ha portato a creare lo spettacolo “Paolo Patrizi Show Time”, a divenire conduttore per Bike TV e a partecipare a talent di successo come Italia’s Got Talent, Ninja Warriors e BakeOff Italia. La sua passione smisurata per le bici si è trasformata anche in attività federale. “Conosco Paolo da tanti anni e lo considero un atleta di valore ed esperto”, dichiara l’Ing. Quirino Tironi, amministratore Vent. “Quando si è trattato di scegliere un ambassador che potesse interpretare al meglio le caratteristiche di LDV 500 RR non ho avuto dubbi, ho pensato subito a lui. LDV 500 RR è una eBike sportiva, muscolosa e allo stesso tempo raffinata. proprio nel suo stile. La RR è eclettica e performante proprio come Paolo, che saprà viverla e raccontarla nel modo giusto”.
In Cina sembrano essere per lo più tornati alla normalità pre-Covid, ne è una prova quello che oramai è diventato un appuntamento fisso annuale per Bafang, il noto produttore di drive unit per eBike. Oltre 350 ospiti infatti, hanno preso parte alla quinta kermesse tecnologica annuale di Bafang a Suzhou, in Cina, dal 12 al 13 novembre. Quest'anno, l'attenzione si è concentrata sulla definizione di standard per le eBike e sull'introduzione di nuovi prodotti e innovazioni. L'evento annuale mira a fornire una piattaforma per discussioni congiunte sulle tendenze di sviluppo del settore, la condivisione e lo scambio di informazioni sui cambiamenti dello standard Pedelec e le differenze di mercato in vari paesi e regioni in tutto il mondo, e per aiutare più professionisti del settore a comprendere e entrare rapidamente nel mercati Pedelec cinesi e globali. Con oltre 350 ospiti di oltre 150 brand, OEM, associazioni di settore e agenzie di certificazione invitati a partecipare, si è raggiunto il numero più alto nella storia dell'evento. Guo Wenyu, vice presidente e segretario generale della China Bicycle Association, ha tenuto un discorso di benvenuto a nome dell'associazione. Parlando anche all'evento, Wang Qinghua, presidente e direttore generale di Bafang, ha dichiarato: “Bafang continuerà ad aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo. L'azienda non solo tenterà di espandersi nei mercati esteri e di rafforzare la propria immagine di marchio internazionale, ma risponderà anche alla chiamata della Cina di migliorare la circolazione interna, fornendo prodotti migliori per migliorare la qualità della vita delle persone". Il personale di Bafang ha tenuto diverse sessioni, dimostrando le soluzioni di sistema e nuovi prodotti e presentando una gamma di servizi e vantaggi Bafang. Sono state introdotte le strutture per lo shopping one-stop di Bafang e sono state fornite informazioni sulle molteplici opzioni disponibili per i nuovi accordi di progettazione dei prodotti dei clienti nazionali e globali per il 2021. Il secondo giorno l'evento ha incluso una visita alla sede di Bafang, con un tour della fabbrica, l'opportunità di provare un veicolo dotato di un sistema Bafang e opportunità di networking aziendale.
SEI COME LA MIA MOTO… O FORSE NO?
Il nascente mercato dell’eBike fa gola a tutti. È chiaro che la mobilità elettrica sarà sempre più presente nel futuro, e anche chi è abituato a “dare gas” sembra non voglia perdere il treno rivolgendosi ai clienti vecchi e nuovi
STATI UNITI
HARLEY SI AFFIDA ALLO SPIRITO DELLE ORIGINI
HARLEY-DAVIDSON NEL MONDO EBIKE CON LA START-UP SERIAL 1 CYCLE
Avevamo visto già a Eicma, nello stand Harley-Davidson dei mockup un po’ arrangianti di eBike presentati dallo storico marchio americano. In realtà si trattava di prototipi non funzionanti, stampe 3d, esposte per tastare un po’ il polso del pubblico dei motociclisti. Infatti davano l’idea di essere più che altro un esperimento e inoltre, non sembravano raccogliere l’eredità e lo spirito del brand. Alcuni ragionamenti devono essere stati fatti in questo anno giungendo finalmente a un prodotto che sembra proprio vedrà il mercato, che questo sì, ci pare avere tutte le caratteristiche per non lasciare l’amaro in bocca agli amanti delle Harley. Per sviluppare e commercializzare le eBike, HarleyDavidson crea una società apposita, che prende il nome di Serial 1 Cycle Company e si caratterizza quindi come uno “spin-off” della casa madre.
La prima linea di prodotti della nuova azienda arriverà nella primavera del 2021. Il nome di questa società deriva dal soprannome della prima Harley, la ‘Serial Number One’, essa combina la capacità di sviluppo del prodotto di livello mondiale di Harley-Davidson con l’agilità e l’innovazione di una start-up dadicata esclusivamente al prodotto e al cliente eBike. “Quando Harley-Davidson ha messo per la prima volta il potere alle due ruote nel 1903, ha cambiato il modo in cui il mondo si muoveva, per sempre“, ha detto Aaron Frank, direttore del marchio Serial 1 Cycle Company. “Ispirati dalla visione imprenditoriale dei fondatori di Harley-Davidson, speriamo di cambiare ancora una volta il modo in cui i ciclisti e i curiosi si muovono nel loro mondo con una bicicletta elettrica Serial 1“. Il marchio Serial 1 è guidato oggi da un team di persone formate direttamente in Harley-Davidson tra cui Jason Huntsman, presidente; Ben Lund, vicepresidente, sviluppo prodotto; Aaron Frank, direttore del marchio; e Hannah Altenburg, specialista principale del marketing del marchio. “La costituzione di Serial 1 consente a Harley-Davidson di svolgere un ruolo chiave in questa rivoluzione della mobilità, consentendo al tempo stesso a Serial 1 di concentrarsi esclusivamente sul cliente della bicicletta elettrica e offrire un’esperienza di guida senza pari radicata nella libertà e nell’avventura“.
PAESI BASSI
GASGAS, DALLE MOTO OFFROAD AL MONDO EBIKE
Oramai è chiaro da un po’ di tempo che il cliente delle eBike non è lo stesso delle biciclette classiche, o meglio non in tutti i casi. Le eBike sono biciclette a tutti gli effetti, ma esercitano il proprio fascino anche tra coloro che arrivano da altri mondi. Primi fra tutti i motocilisti, soprattutto quelli che arrivano dal mondo dell’offroad. I produttori di moto non si sono certo lasciati sfuggire questo dettaglio e in molti cercano il proprio posto al sole anche nel crescente mercato delle bici elettriche. È il caso ad esempio del gruppo industriale Pierer, già proprietario di KTM Moto (non KTM Bikes, quella è da sempre un’altra società a sé stante) e Husqvarna. Questo grande gruppo industriale è a capo infatti di Pexco, che si occupa nella fattispecie di produrre eBike. Non potendo utilizzare il marchio KTM sulle biciclette, Pierer Group ha deciso nel corso degli anni di sfoderare altre frecce dalla faretra, utilizzando inizialmente il marchio Husqvarna oltre a R Raymon (che non ha legami con il mondo delle moto).
L’ESPERIENZA NELLE COMPETIZIONI
C’è però un altro asso nella macchina del gruppo Pierer, un altro nome importante e dal respiro internazionale, e soprattutto legato da sempre al mondo della pratica sportiva della moto off road. Quindi sulla carta perfetto per iniziare lo sviluppo di una linea di eBike. Parliamo della spagnola GasGas. Tra i leader indiscussi delle moto da trial. GasGas entra nel mercato delle eBike di prepotenza, con una gamma di prodotti interessanti tutti motorizzati Yamaha. Si parla di bici adatte a soddisfare svariate esigenze, a partire dagli amanti delle competizioni di eEnduro. Il fiore all’occhiello della gamma sarà la Enduro Cross 11.0, spinta dal potente motore Yamaha PW-X2 con batteria da 630 Wh. All’anteriore dotata di una forcella FOX 38 con escursione di 160 mm, mentre al posteriore l’escursione di 160 mm. L’arrivo delle eMtb di GasGas è atteso per il 2021.
IL POST COVID SI PREVEDE “ELETTRICO”
Il rapporto “State of the Nation”, redatto da Shimano, mostra che quest’anno un quarto degli europei (24%) acquisterà una eBike. In Italia la percentuale sale al 30%
Quasi un italiano su tre (30%) ha dichiarato che quest'anno acquisterà o utilizzerà una eBike. Il dato arriva dal nuovo sondaggio di Shimano dal titolo “State of the Nation”, condotto nel 2020 su un campione di 13.000 cittadini di 11 nazioni europee. Questo rapporto, che vede il nostro Paese tra i più volenterosi a voler far parte del mondo della pedalata assistita, tratteggia un profilo interessante: un quarto degli europei (24%) possiede già una eBike o probabilmente ne acquisterà o utilizzerà una in più quest'anno rispetto allo scorso. Scopo della ricerca, che arriva dall'indice Shimano Steps eBike 2020, è confrontare gli atteggiamenti nei confronti delle bici elettriche nei principali stati del continente ed esplorare le motivazioni o le esitazioni delle persone nell'utilizzo delle stesse per la mobilità urbana, il tempo libero e i trasporti.
UNA VISIONE D’INSIEME
L’Europa rappresenta circa il 20% del mercato delle eBike dopo la regione Asia-Pacifico, con la Germania in testa per quanto riguarda gli acquisti seguita da Francia e Italia. Secondo il sondaggio di Shimano, i ciclisti più propensi all’acquisto di una eBike nel 2020 sono coloro che escono sulle due ruote una o due volte a settimana, per un aumento in percentuale pari al 20%. Tra le ragioni principali che motivano la voglia di provare l’esperienza della pedalata assistita c’è la voglia di conquistare distanze più lunghe o salite più ripide (32%); il desiderio di migliorare la propria salute fisica (e mentale 22%) insieme al vantaggio di fare meno fatica, che vanno a braccetto e si assestano entrambi al 30%, mentre per il 18% è una questione di impatto ambientale. In alcuni Paesi come Danimarca, Svizzera e Regno Unito ci sono segnali promettenti tra le nuove generazioni, poiché i giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni hanno affermato di essere più propensi a usarne una rispetto a qualsiasi altro gruppo di età. L’altra faccia della medaglia, però, vede il business dell’elettrico ancora troppo caro e vi riconosce uno dei deterrenti in fase di decisione di acquisto (40%). È anche vero che, per un italiano su quattro l’eBike, a lungo tendere, permette loro di risparmiare e ridurre i tempi di percorrenza per raggiungere il proprio luogo di lavoro.
LA PREVISIONE AL 2025
La società di consulenza indiana Mordor Intelligence ha da poco redatto la relazione “eBike Market - Growth, Trends, and Forecasts (2020 - 2025)”, secondo cui il mercato delle eBike è stato valutato a 15,42 miliardi di dollari nel 2019 e si prevede che vedrà un crescita del 7,49% durante il periodo 2020-2025. Oltre alla crescente preferenza dei consumatori verso attività ricreative e avventurose, si prevede un aumento dell’utilizzo delle eBike in diversi settori, come la logistica e i servizi di noleggio, trend che guideranno il mercato. Il maggior consumo di bici elettriche è stato registrato in Cina. A causa dell'epidemia di Covid-19, dei blocchi e delle restrizioni che ne sono seguite, la produzione di eBike ha subito un declino, ma ora il mercato sta nuovamente accelerando a causa della crescente do-
manda, poiché sempre più persone stanno esplorando le opzioni di viaggio alternative al trasporto pubblico. Alcuni dei principali attori nel mercato delle eBike sono Giant Bicycles, Merida, Trek Bikes, Riese & Muller e M1 Sporttechnik.
IN ITALIA
Sicuramente il periodo post pandemia rappresenta un potenziale con grande possibilità di crescita per il settore, visto che molti lo preferiranno ai trasporti pubblici. Sempre secondo “State of the Nation”, l’Italia è il Paese che più di tutti in Europa ha registrato la propensione da parte dei suoi cittadini all’acquisto di una eBike nei prossimi 12 mesi, percentuale attribuita essenzialmente alla disponibilità del bonus bici che prevede il rimborso del 60% del prezzo fino a un massimale di 500 euro. Lo stesso rapporto ha anche evidenziato come al momento sia la nazione con il più basso numero di eBike possedute (3%).
Un articolo comparso su La Gazzetta dello Sport il 1 novembre riporta alcuni dati rilasciati dall’osservatorio dell’associazione di categoria Ancma, secondo cui anche nel 2020 continua la crescita nel numero di eBike vendute, trend costante negli ultimi anni. Quest'anno circa il 50% di bici a pedalata assistita dovrebbe rientrare nei tipi di bicicletta da città e da trekking, modelli adatti agli spostamenti quotidiani da casa al lavoro per esempio; circa il 45% delle eBike rientra nel tipo eMountain bike; il rimanente 4-5% fa parte delle eBike da strada, che sono in evidente crescita. Per Ancma, infine, le previsioni di vendita entro fine anno vanno nella direzione di due milioni di biciclette (muscolari e assistite) vendute in Italia, con una crescita rispetto al 2019 (quando le vendite furono 1,713 milioni). Cresce la quota di eBike che si dovrebbe attestare intorno al 12-12,5% del totale (nel 2019 la quota era di 11,4%), con un incremento nelle vendite di biciclette a pedalata assistita pari a 30-35 mila unità su base annua: nel complesso, quindi, le e-bike vendute in Italia nel 2020 dovrebbero arrivare a quota 230-240 mila unità.
shimano-steps.com mordorintelligence.com
PACKAGING RICICLABILE, MONTAGGIO PIÙ VELOCE
Cannondale persegue il suo impegno per la riduzione degli sprechi rinnovando gli imballaggi, realizzandoli robusti e riciclabili al 100%.
Per assemblare le bici più facilmente e rapidamente
Sembra un paradosso, ma se da un lato la bicicletta è il mezzo di trasporto più ecologico, l’industria del settore nel complesso produce imballaggi che lasciano molto a desiderare in termini di sostenibilità: i prodotti escono dalle fabbriche in scatole piene fino all’orlo di plastica, polistirolo, fascette, graffette e molti altri elementi usa e getta superflui. Inoltre, una volta aperte queste scatole, l'assemblaggio delle biciclette è sempre risultato eccessivamente complicato persino per i meccanici più abili.
Cannondale, rinnovando completamente gli imballaggi, non ha solo pensato all’ambiente e alla riduzione degli sprechi, ma ha anche semplificato il montaggio, rendendolo meno complicato e più veloce. L’aspetto ecologico quindi si accompagna a quello funzionale. Per ora nuovi packaging “sostenibili” vengono realizzato nell’azienda di Oldenzaal, in Olanda, con l’obiettivo però in futuro di ampliare l’uso dei nuovi imballaggi anche a livello globale.
Eliminando completamente l’uso di nastro di plastica, buste di plastica, polistirolo, PVC e fascette dai suoi imballaggi, le biciclette vengono distribuite solo con scatole certificate FSC, utilizzando inchiostro naturale e di origine vegetale e nastro di carta in fibra rinforzata e biodegradabile. La protezione delle bici all’interno del packaging è assicurata dall’utilizzo di nastro di riso, per proteggere meglio il telaio da eventuali danni, mentre protezioni in cartone per i rotori dei freni a disco, manicotti per le ruote e inserti a cuneo multifunzionali funzionano da protezione e mantengono il prodotto in posizione all'interno della scatola. I tempi di montaggio per il rivenditore sono ridotti al minimo, poiché le biciclette vengono consegnate assemblate al 95%. I freni e il cambio sono già regolati e le guaine dei freni montate. Inoltre, se una bicicletta è dotata di parafanghi e portapacchi, la ruota anteriore viene già montata, velocizzando ulteriormente i tempi di assemblaggio. Questa è un’iniziativa doppiamente vincente: minor rifiuti nell’ambiente e assemblaggio più veloce ed efficiente per il negoziante. La decisione di Cannondale di passare a un imballaggio riciclabile al 100% sarà forse solo un piccolo passo, ma è una mossa significativa per la riduzione dei rifiuti e la salvaguardia dell'ambiente. cannondale.com
“L’obiettivo era quello di progettare un sistema di imballaggio migliore. Per l’ambiente, grazie alla protezione più robusta e alla riduzione significativa del tempo necessario al montaggio - afferma Eugene Fierkens, general manager di Cannondale EuropeSi tratta di una soluzione migliore per il pianeta, un vantaggio per i rivenditori di biciclette e una vittoria per i nostri clienti.”
I WILL RIDE WITH RIDEWILL
Non un semplice negozio, ma un concessionario eBike. Qui acquistare un’elettrica è un’esperienza guidata da un team di esperti. Sia che si faccia affidamento allo store fisico che a quello online, a disposizione un’ampia scelta di bici e accessori
Ridewill nasce come sito eCommerce nel 2013, inizialmente come rivendita online di componenti ciclo e motociclo, ora la piattaforma è suddivisa su quattro market place diversi: ciclo, moto, vintage, fitness e tempo libero ed è è affiancata anche uno store fisico molto particolare, basato su un format che arriva dal mondo dell’automotive. Intervistiamo il titolare, Lorenzo Aliverti, che ci spiega come lavorano e quali sono le novità che ha introdotto nel mondo della vendita delle eBike.
Come si è sviluppata l’attività di Ridewill e qual è il vostro background?
Accessori e componentistica: disponibili online Abbigliamento e protezioni: disponibili online
Con gli anni siamo cresciuti molto e abbiamo iniziato a vendere oltre che i componenti e le bici anche l’abbigliamento, i caschi e le protezioni. Arriviamo da un passato importante nel mondo dello scatto fisso, con il team Baumer con cui abbiamo vinto la Red Hook di New York su un telaio progettato da noi. Le competizioni fanno parte del nostro DNA. Dopo aver abbandonato lo scatto fisso, sostanzialmente quando hanno cancellato il circuito Red Hook, abbiamo deciso di spostare il nostro investimento nell’elettrico. Inizialmente con le prime sperimentazioni insieme a Torpado e poi con il team Husqvarna Factory, con una platea di atleti di alto livello. Questo ci è servito per testare sul campo i componenti. Tutti ad esempio parlano dei famosi “salsicciotti”, ma in quanti li hanno provati in gara e sanno i reali vantaggi che comportano su una eBike? Noi abbiamo i feedback dei nostri atleti e ci rendiamo subito conto dell’affidabilità di un prodotto. Possiamo quindi dire con certezza a un cliente le qualità dello stesso e consigliarlo. Vale anche per l’online, conoscendo le potenzialità del nostro prodotto diamo visibilità o spingiamo ciò che proviamo e scegliamo sul campo. Due dei componenti del team lavorano anche in azienda e quindi possono trasferire direttamente i loro feedback nella vendita.
Quali servizi offrite ai clienti?
Siamo specializzati nell’elettrico già da cinque anni, sia nella piattaforma online che con lo store fisico. Vendiamo più di 250 modelli e 12 diversi brand. Il nostro negozio è coa-
diuvato dal sito eCommerce, dove si possono acquistare sia accessori che bici. Nel nostro store online si può acquistare direttamente con il supporto del customer service diretto, abbiamo un numero di telefono, una sede fisica e facciamo tutto da qui. Il nostro personale specializzato è in grado di rispondere in giornata a qualsiasi domanda. Lo store fisico ha uno show room e un’officina con due meccanici e offre ai clienti un nuovo format. Non vogliamo essere il classico negozio con l’esposizione e i prezzi da negozio. Agiamo come un sito che offre le condizioni dell’online riportate in uno spazio fisico. I nostri addetti seguono i clienti nell’acquisto della bici, e oltre alla bici si possono aggiungere gli altri componenti a catalogo. Quindi è un servizio parallelo e sovrapposto all’online. In pratica il nostro addetto è un personal shopper che può attingere al nostro vasto magazzino. Noi pensiamo un po’ come un concessionario, entri per scegliere una bici e una serie di accessori aggiuntivi. Inoltre abbiamo anche la possibilità del servizio pick&pay. Chi invece vuole toccare con mano l’eBike, entra nel nostro shop con il venditore che segue il cliente passo-passo. Nel caso voglia anche altri accessori il nostro addetto accompagna nella scelta dei componenti migliori da abbinare alla due ruote.
Come siete organizzati internamente?
La nostra sede è due mila metri quadrati, con 400 di negozio e il restante di magazzino, logistica e uffici. Una parte del negozio si occupa del pick&pay, in più c’è la nostra esposizione con più di 60 modelli esposti di tutti i nostri brand. A supporto del negozio
c’è anche l’officina. Le nostre bici sono tutte assemblate e settate per il cliente dai nostri meccanici, in caso di qualunque problema c’è il nostro service. Anche questo in stile concessionario, su appuntamento. Offriamo anche una bici sostitutiva, oppure una riparazione all’istante. Stiamo cercando di portare nel mondo del ciclismo, soprattutto sul nuovo utente dell’eBike un sistema di acquisto e assistenza diverso, prendendo spunto dall’esperienza automotive. Nelle eBike servono delle competenze maggiori. Vogliamo che i tempi qui siano definiti. Fa un po’ fatica questo concetto a penetrare nella testa del ciclista classico, ma ci rivolgiamo soprattutto alle nuove persone che si approcciano a questo prodotto; se sbagliamo il format di vendita e assistenza abbiamo paura di screditare il valore di ciò che vendiamo, quindi abbiamo deciso di intraprendere questa strada. Tutti gli interventi alla bici sono registrati e il costo è ben definito già in fase iniziale. Interveniamo anche sulle bici che non vendiamo, ma con la limitazione di fare l’assistenza unicamente sui brand che abbiamo in negozio.
Il vostro format prevede anche di poter provare le bici?
Per chi vuole acquistare una bici da noi abbiamo un servizio che riteniamo molto importante: facciamo un noleggio finalizzato all’acquisto del prodotto. Significa che chi è intenzionato all’acquisto di una delle nostre bici, siamo in grado di fargliela anche provare, perché è importante capire le differenze e le potenzialità dei vari mezzi. In maniera gratuita forniamo la bici in prova per due ore, oppure diamo la possibilità di affittare la bici per più giorni a pagamento. Abbiamo anche fatto degli eventi, in cui le persone interessate all’acquisto vengono accompagnate sui sentieri, con nostri atleti e i nostri meccanici per rispondere alle domande, educare e seguire il cliente. Capita che le cose non vengano sempre spiegate nella giusta maniera, noi abbiamo tanti marchi tra cui scegliere, e non esiste un “meglio”, ma una bici adatta a una persona piuttosto che un’altra.
Su cosa pensi dovrebbe puntare uno store fisico rispetto all’online?
I negozi di biciclette hanno una risorsa rispetto all’online, un elemento che il mondo virtuale non può avere, parlo della manodopera e della capacità di riparare le biciclette. Quindi credo che il negozio debba concentrarsi sull’assistenza al prodotto, quindi su ciò che internet non può e non potrà mai fare. In futuro per un negozio sarà sempre più difficile stare al passo dei grossi store. Ma potrà essere in grado di riparare e assistere dal punto di vista tecnico.
Il rider Marco Orsenigo, in forze al team Husqvarna factory, durante una competizione eEnduro
Qual è il vostro mercato di riferimento?
Vuoi per il movimento che gira intorno al team, vuoi per il nostro territorio, il nostro mercato principale è quello della mtb full da enduro di alta gamma. Sono prodotti che riusciamo a vendere al meglio, fatichiamo un po’ sul mondo strada perché non abbiamo una clientela storica che passa all’elettrico, però abbiamo la clientela giovane e che si avvicina anche dal mondo moto enduro e trial, e che sono quelli che meglio recepiscono il nostro modo di lavorare.
Come ha reagito la vostra clientela al Bonus Mobilità?
Noi abbiamo sempre lavorato. Dopo il picco di richiesta di rulli e indoor fitness, il mercato si è stabilizzato anche perché ora le misure restrittive sono inferiori. Per il bonus, stiamo vivendo un momento che paga un po’ la scarsità dei prodotti e anche noi inizialmente abbiamo avuto problemi nell’approvvigionamento delle biciclette. Questo bonus non aveva nessun tipo di vincolo e ne hanno approfittato un po’ tutti, con anche alcune contraddizioni. Chi ha preso il vaucher rischia di non poter acquistare la bici che vuole, mentre altri lo hanno preso ma non ne necessitavano veramente. Noi abbiamo la fortuna di avere un grosso magazzino e quindi le bici ora le abbiamo e dichiariamo sempre tempi di consegna del prodotto.
Pensi che il boom della bici continuerà anche nel futuro?
Speriamo che qualcosa sia rimasto nella testa della gente, io non ci credo molto, anche se questo boom ha consolidato il mercato. Quando passerà tutto si tornerà a salire sui mezzi pubblici e sulla macchina, soprattutto perchè mancano ancora le infrastrutture per usufruire in modo corretto della bici. Anche qui a Como mancano le corsie preferenziali per le bici, è ancora difficile e pericoloso muoversi a pedali. La possibilità di utilizzare la bici e stare all’aria aperta andrebbe mantenuta e portata avanti, ma forse i più lo hanno fatto per necessità o per obbligo. Penso che anche per l’anno prossimo potremmo vivere su quest’onda, ma consolidato il mercato, andrebbero migliorate le infrastrutture per tenerlo vivo e farlo crescere ulteriormente.
Un membro dello staff di Ridewill alle prese con la manutenzione di una eBike
SPIRITO COMPETITIVO
La storia di BH inizia più di un secolo fa a Eibar, in Spagna. Da allora innovazione, ricerca, responsabilità sociale e ambientale, impegno e affidabilità hanno caratterizzato il marchio.
Grazie al quale molti campioni del ciclismo hanno costruito la loro leggenda
Nel 1909 i fratelli Beistegui (Beistegui Hermanos) hanno avviato la loro attività, una fabbrica di armi. La svolta arriva nel 1923, con un radicale cambio di direzione della produzione. Con la fine della Prima guerra mondiale, infatti, l’azienda ha iniziato a costruire biciclette leggere, agili e affidabili per fornire alla popolazione un mezzo di trasporto veloce, comodo ed economico. Il resto è storia. Tre anni dopo BH prende forma con una nuova sede, che diventa il simbolo della città. Negli Anni ’30 si svolgono le prime gare in Spagna e la competizione entra nel dna dei Beistegui. Il ciclismo come sport professionistico richiede il supporto dei marchi di bici e l’azienda è in prima linea, contribuendo alla nascita del Giro di Spagna, la Vuelta a España, fortemente sognato e voluto. Ciclisti leggendari hanno cominciato a utilizzare le biciclette BH per farsi un nome e molti appassionati hanno iniziato a praticare questo sport.
La filosofia non è cambiata, ma il design sì. Continua a essere una eMtb, che incrementa i limiti di autonomia di una bicicletta elettrica ad alto rendimento e che offre sensazioni di guida sul terreno da autentica eMtb. Le nuove forme, più prossime a una bicicletta tradizionale e che ne segnano una linea dallo stile proprio, consentono di raggiungere un livello di rigidità superiore. La parte posteriore raggiunge un 36% di rigidità in più, grazie al design della scatola del movimento centrale sovradimensionato e della sospensione Split Pivot. Tutto ciò si traduce in una maggior precisione quando si percorre un terreno accidentato, nonché nella massima resa dell'energia del ciclista e del motore. La sezione del tubo diagonale, che ospita al suo interno la
Nel 1935 l’azienda è saldamente insediata nello scenario ciclistico spagnolo, con il team BH che raggruppa i migliori atleti del periodo e complessivamente si aggiudica sette Vueltas di Spagna, l’ultima delle quali nel 1986 per mano di Álvaro Pino. Unitamente ai successi sportivi, BH ha continuato a crescere e a rendere internazionale la propria attività. Nel 1959 trasferisce il proprio stabilimento a Vitoria, in un edificio più grande e moderno, nel quale sviluppa biciclette e componenti di alto livello per tutte le discipline del ciclismo: da strada, off road, elettriche e addirittura da fitness ed ellittiche. Le sue innovazioni tecnologiche, quali le biciclette NEO, i telai Ultraligth e Global Concept o la doppia sospensione Lynx sulle mtb, sono dimostrazione che BH continua ad anticipare i tempi, innovando e offrendo sempre soluzioni diverse per gli appassionati delle due ruote. Dopo 100 anni di attività, la famiglia Beistegui è ancora alla guida di BH, rimanendo fedele ai valori che l’hanno contraddistinta: innovazione, ricerca e sviluppo tecnologico; responsabilità sociale e ambientale; dinamismo, impegno, fiducia e affidabilità e, soprattutto, passione per le biciclette.
batteria, è la più compatta di sempre. Altro elemento che la avvicina, in termini di look e sensazioni a una MTB tradizionale.
Il telaio, realizzato completamente in carbonio, impiega le stesse tecniche di costruzione delle altre biciclette tradizionali in carbonio di BH e, come molte di queste, si pone quale riferimento in termini di leggerezza. La BH Xtep Carbon ha un telaio dal peso di appena 2.200 grammi.
TUTTA LA TECNOLOGIA DI BH
Grazie al nuovo cablaggio interno attraverso l’attacco manubrio, il telaio non presenta alcun foro e vanta la linea più pulita di sempre. Seguendo la stessa linea di integrazione, risalta anche il nuovo sistema di chiusura della sella, che è visivamente impercettibile e fa parte della linea del telaio. Il nuovo design nasconde completamente i punti di rotazione della sospensione, contribuendo a trasmettere un’immagine pulita e stilizzata. La sospensione posteriore si affida al sistema Split Pivot, il cuore di tutte le doppie sospensioni di BH. L'efficacia e l'indipendenza del suo funzionamento rispetto alla pedalata e alla frenata sono utili, in particolare in una e-MTB ad alto rendimento come la BH Xtep Carbon. La gamma annovera versioni con una escursione posteriore di 160 mm o 140 mm. Il nuovo motore Shimano EP8 si sposa alla perfezione con la filosofia della BH Xtep Carbon. Più leggero, compatto, potente (fino a 85 Nm), più silenzioso e con la sua solita erogazione di potenza morbida e naturale. Adesso, anche senza assistenza, si percepisce una maggiore fluidità nella pedalata. È equipaggiata con una batteria da 720 Wh, che si integra perfettamente nelle forme curve del tubo diagonale. Si può caricare in modo indipendente, rimuovendola dalla bicicletta o direttamente dal telaio: nella parte superiore è stata integrata una porta di ricarica per facilitarne l'accesso. Il sistema di sicurezza senza chiave, Smart Key Bracelet, è stato mantenuto. La Xtep Carbon è disponibile in cinque colorazioni differenti di serie e quattro taglie (S, M, L e XL). Tramite il programma BH Unique, è possibile personalizzare completamente la colorazione della bici.
BH XTEP CARBON
La fabbrica negli anni 50'
Alvaro Pino nel 1987 durante una gara
LA NUOVA FRONTIERA DELL’ EGRAVEL
La nuova Frontier di Vent si avventura in sentieri inesplorati e promette di essere una delle eBike più veratili sul mercato. Una “motard” a pedali
La eGravel Frontier è stata presentata in anteprima assoluta a set tembre, in occasione dell'IBT di Rimini, affermandosi come una delle bici più apprezzate e che ha destato maggiore curiosità tra pubblico e addetti ai lavori. Questo per molti motivi. Innanzitutto parliamo di un brand che arriva da una forte tradizione nel mondo motociclistico e quindi, quando si è trovato a voler intepretare la sua idea di gravel, ha utilizzato il proprio background creando forse la pri ma bicicletta basata sul concetto motociclistico di “motard”. Una bici allround quindi, che può esprimere le proprie qualità sia in strada, ma che affonda salde radici nel mondo dell’offroad. L’ambizione di Vent, azienda eclettica ed innovativa, è quella di dare una nuova impronta ad un segmento relativamente giovane, ma già di grande successo, con la realizzazione di un prodotto che possa soddisfare in modo tra sversale tutte le categorie di eBikers.
I PUNTI CHIAVE DI UN PROGETTO INNOVATIVO
Il concept si basa su tre aspetti fondamentali: gravel, a pedalata assistita e biammortizzata. Partiamo da questa ultima caratteristica. Frontier, come av viene anche per il primo modello presentato dall’azienda di Introbio (LC), la mtb LDV 500, di cui vi abbiamo parlato nello scorso numero di eBikefortrade; utilizza il sistema di linkage del carro posteriore denominato TST. Esso prevede che l’ammortizzatore poste riore sia alloggiato nel tubo orizzontale (o top tube), una soluzione tecnica brevettata e distintiva di Vent, che abbinata a una forcella ammortizzata specificamente studia ta per uso gravel, garantisce un assorbimento delle asperità in off road, allargan done di fatto le possibilità di utilizzo. Ci sentiamo di dire, con una certa sicurezza di non essere smentiti, che un prodotto di questo tipo può essere utilizzato dai più esperti anche sui sentieri che solitamente vengono affrontati con le bici da xc. La pedalata assistita è realizzata grazie alla sinergia della casa lom barda con FSA. Frontier si avvale infatti di una nuova drive unit che già ha fatto parlare parecchio di sé: il nuovo sistema FSA HM 1.0 al mozzo posteriore da 250 W, con batteria integrata nel tubo obliquo da 250 Wh. Il sistema prevede anche un range extender “a borraccia” come optional per aumentare il chilometraggio e quindi affrontare anche viaggi di una certa rilevanza. Esso è completato da un comando remoto che si inte gra nel tubo orizzontale e gestisce cinque impostazioni di assistenza, dalla modalità “eco” (verde) a quella “boost” (rosso), che fornisce fino a un massimo di 250 W e 42 Nm di coppia. Inoltre, il motore è dotato di un sore di coppia integrato e due sensori di velocità, che possono adattarsi facilmente a diversi stili di guida e a condizioni mutevoli del terreno solcato.
UN PROGETTO A FAVORE DELLA DINAMICA DI GUIDA
La filosofia progettuale è quella di avere una eGravel dal peso ridotto, che per metta di regolare il motore in funzione delle situazioni. Quando il motore è spento, Frontier risulta essere comunque leggera e facile da pedalare. Dà quindi la possibilità, in caso di necessità o di terreno pianeggiante e poco accidentato, di viaggiare utilizzan do la propulsione delle gambe a una buona media oraria. Il peso ridotto inoltre ne fa un mezzo divertente e agile da utilizzare nello sterrato e quando la guida si fa più tecnica. La eGravel Frontier arriverà sul mercato nella primavera 2021.
COSA SERVE PER DIVENTARE RETAILER VENT
Vent è alla ricerca di concessionari specializzati che possano rappresentare al meglio la filosofia e il dna del brand. Inizialmente i negozi Vent fungeranno da hub e da appoggio per la manutenzione o l’eventuale consegna del modello LDV500. Quando arriveranno i nuovi modelli, saranno distribuiti attraverso la rete vendita. Secondo l'ing. Quirino Tironi, amministratore del brand: "Il negozio Vent dovrà incarnare il nostro spirito al 100% e avere una particolare cura del proprio spazio fisico. Il cliente Vent deve poter provare lo spirito emozionale che abbiamo sempre dato con le nostre moto, dobbiamo trovare qualcuno che sposi la nostra tecnologia, che sappia proporre al meglio un prodotto insieme a una “experience” ben precisa e possa seguire il cliente in un determinato modo".
1. Il cockpit FSA ACR System in configurazione gravel permette un passaggio interno dei cavi, senza limitazioni di movimento del manubrio. questo permette una migliore aerodinamica del mezzo e la sicurezza nella guida su ogni percorso. Inoltre dona alla bici la pulizia delle linee e un aspetto elegante e minimale
2. L’ammortizzatore si innesta nei foderi obliqui in maniera diretta. La sua corsa è costretta in asse tramite una slitta nel telaio, senza possibilità di deformazioni o scartamenti laterali. Questo rende il funzionamento del sistema brevettato TST fluido, sensibile e al contem-
3. Il nuovo motore FSA System HM 1.0 al mozzo posteriore ha una potenza di 250 w e spinge la Frontier fino a 25 km/h. Oltre questa velocità o quando si decide di procedere senza motore, non influisce nella pedalata grazie allo scarso attrito e al peso ridotto
Il reggisella telescopico FSA è studiato appositamente per le necessità della guida gravel e permette di affrontare in tutta sicurezza anche i passaggi tecnici più complicati. questa dotazione aumenta ulteriormente la versatilià della Frontier
5. Il top tube biforcato crea una culla in cui è posizionato l’ammortizzatore. Una soluzione di derivazione motociclistica che garantisce un efficace assorbimento delle asperità senza compromettere la rigidità strutturale del telai
SCHEDA TECNICA
in alluminio
Forcella: ammortizzata corsa 40 mm
Ammortizzatore: ad aria con sistema TST
Gruppo Trasmissione: Sram Rival
FSA System RM 1.0, 250w
Batteria: integrata 250w
Range Extender: opzionale da 250w
Gomme: Pirelli Cinturato 700x42mm
Reggisella: telescopico FSA
Cockpit: FSA ACR System
ventbike.it - vent@ventbike.it - ventbike_official Vent SRL – Via alla Cascata 5/7 – 23815 Introbio (LC) 0341.901533
SICUREZZA E STILE AL SERVIZIO
DELL'URBAN MOBILITY
Il progetto “Safe Reflex” di Ciesse Piumini è pensato per chiunque voglia vivere la città in modo dinamico e sicuro. Fabio Primerano, presidente esecutivo di SFS, proprietario del brand, ci spiega il progetto in un’intervista
INTERVISTA A FABIO PRIMERANO –
“Grazie al nostro know-how e alla lunga esperienza che ci contraddistingue abbiamo dato vita a un prodotto che garantisce tecnologia e sicurezza, ma anche stile e comfort.”
L’avvento della micro-mobilità non cambia solo il tessuto urbano, che si riadatta ad essa, ma anche la moda. È il caso di Ciesse Piumini, che crea una linea pensata per chi vive a pieno la metropoli. Il progetto Safe Reflex nasce con l’intento di accompagnare i giovani, e tutti coloro che si spostano in città, in modo sicuro, fondendo stile, comfort e innovazione. Il primo modello racconta perfettamente queste caratteristiche: Salar by Ciesse Piumini è realizzato in tessuto “Safe Reflex” caratterizzato da microsfere altamente luminescenti che, sottoposte a raggi luminosi, rendono riflettenti i punti più importanti del piumino. In questo modo il capo (e chi lo indossa) diventa altamente visibile al buio, ma preservando la sua estetica e la sua bellezza.
PRESIDENTE ESECUTIVO DI SPORT FASHION SERVICE, PROPRIETARIA DEL BRAND
Qual è il tuo rapporto con la micro-mobilità urbana?
Sento molto vicino questo tema. Anche io, in prima persona, abitando nel centro città, sono un grande utilizzatore del monopattino elettrico che mi consente rapidi spostamenti. Inoltre, i veicoli maggiormente utilizzati nel contesto della “micro-mobilità” hanno due caratteristiche chiave: peso ridotto e bassa velocità. Questo ovviamente implica una quantità minima di energia per il movimento quindi emissioni basse o praticamente nulle, favorendo un basso impatto sull’ambiente.
Com’è nato il Safe Reflex Project e che obiettivo persegue?
Sentendo vicino il tema dell’urban mobility, Ciesse Piumini ha pensato ai giovani, a chiunque viva la città in modo dinamico e libero e voglia al tempo stesso sentirsi più sicuro senza rinunciare a uno stile moderno e cool. Il progetto ”Safe Reflex” nasce dall’idea di creare un capo in grado di sintetizzare stile, comfort e innovazione e garantire mobilità in totale sicurezza, ed è frutto del lavoro in ricerca e tecnologia che da sempre contraddistingue Ciesse Piumini.
Quali sono stati driver nella scelta dei materiali che caratterizzano il primo piumino “Safe Reflex”: il Salar? Quando abbiamo ideato il progetto Safe Reflex, con un proprio marchio dedicato e registrato, abbiamo risposto all’esigenza di conciliare in una soluzione nuova una tecnologia innovativa e uno stile unico. Da questa combinazione, è nato il modello Salar, primo protagonista del nuovo progetto, divenuto uno dei capi saldi della collezione FW 20-21. Il modello Salar by Ciesse Piumini è realizzato con il tessuto d’avanguardia “Safe Reflex” caratterizzato da microsfere altamente luminescenti che, sottoposte a raggi luminosi, rendono riflettenti i punti più importanti del piumino. Una tecnologia innovativa, che risulta invisibile durante il giorno, ma che al buio sprigiona tutta la sua potenzialità, senza compromettere in alcun modo l’estetica e la bellezza del capo.
Grazie al nostro know-how e alla lunga esperienza che ci contraddistingue abbiamo dato vita a un prodotto che garantisce tecnologia e sicurezza, ma anche stile e comfort.
Abbiamo vissuto questo periodo di continua trasformazione fino ad arrivare a una new normality. Come sta affrontando l’azienda i cambiamenti che vengono imposti dal nuovo scenario?
La pandemia ha accelerato quel processo di cambiamento iniziato con il mio ingresso in azienda oltre un anno fa. Abbiamo reso Ciesse Piumini molto più customer centrica, ascoltando, rispondendo e valorizzando le richieste dei nostri clienti, senza però spostare l’attenzione dal prodotto, cuore pulsante del nostro brand. L’elemento di svolta è stato l’implementazione di una comunicazione bidirezionale cliente-brand. Il consumatore oggi ha accesso a molte più informazioni e in tempi molto più rapidi, puntiamo che arrivi a diventare parte direttamente coinvolta di tutto il processo. Siamo consapevoli che non basti più solo avere il prodotto “più bello” ma sia necessario creare nel proprio target il desiderio di averlo. Ed è proprio questo il cammino che sta intraprendendo l’azienda: realizzare qualcosa in grado di rispondere in maniera specifica alle esigenze del cliente, senza rinunciare a un ottimo rapporto qualitàprezzo.
Questo prodotto in che modo soddisfa i bisogni del cliente-tipo a cui vi rivolgete? Il progetto Safe Reflex si rivolge a un cliente che vive il contesto urbano e la mobilità ad esso connesso in totale libertà e leggerezza ma che, allo stesso tempo, vuole sentirsi sicuro.
La micro mobilità urbana è anche sinonimo di sostenibilità. In città sempre più attrezzate e che agevolano gli spostamenti a zero emissioni. In che modo l’azienda contribuisce a preservare l’ambiente?
La riposta più sincera e concreta è che stiamo lavorando giorno dopo giorno. Abbiamo un progetto che si chiama “mission to green” che non consiste in una semplice ispirazione, ma in un vero e proprio modo di essere e di pensare le collezioni in maniera sempre più sostenibile per il pianeta. Abbiamo raffinato la scelta delle materie prime, focalizzandoci su purezza, qualità e rispetto. Già dalla collezione SS 21 abbiamo introdotto imbottiture ecologiche riciclate, ma la vera svolta arriverà nella prossima collezione FW 21-22. Saranno presenti capi integralmente riciclati: imbottiture, zip, tessuti, tutto realizzato in ottica ecosostenibile. La nostra piuma, inoltre, da sempre deriva da uno scarto del ciclo alimentare, lavorata, controllata e certificata nel rispetto della vita degli animali. Sappiamo che questo è un cambiamento graduale e che presuppone un impegno costante, ed è per questo che noi ci stiamo prodigando per fare la nostra parte.
SCHWALBE REINVENTA LA CAMERA D'ARIA
Leggera e stabile, costruita in Aerophan. Per alti valori di elasticità, peso e protezione contro le forature. È realizzata inoltre senza gomma e adatta a bdc, mtb e trekking bike
Leggera e stabile, costruita in Aerothan. Per alti valori di elasticità, peso e protezione contro le forature. È realizzata senza gomma e adatta a bdc, mtb e trekking bike. Toglie 100 grammi alla bicicletta da corsa, protezione contro le forature per i giri più lunghi, anche su superfici dissestate. Oppure pressioni d'aria ridotte sulle mtb senza aumentare il rischio di foratura. Queste caratteristiche tipiche dei copertoni tubeless, sono ora disponibili anche per le ruote tradizionali. Questo grazie al poliuretano termoplastico di nuova generazione Aerothan che Schwalbe ha deciso di applicare alla costruzione delle sue nuove camere d’aria. Esse sono più robuste e resistenti delle camere d'aria in butile, lattice o in altri materiali sintetici. Il suo peso dichiarato è di circa 41 grammi, e si presenta in un’accattivante e innovativa veste trasparente. Il materiale, un poliuretano termoplastico si distingue per elevata resilienza, singolare tenuta alla trazione, ammortizzazione superiore, estrema indeformabilità al calore ed elevata resistenza all'usura. Inoltre è anche amico dell’ambiente, infatti l’Aerothan è completamente riciclabile. Le sue doti sono dimostrate in prove come il Plunger Test (test di foratura) che simula la penetrazione di un oggetto di piccole dimensioni. Per perforare la camera d'aria Aerothan sono necessari 47 Newton, più del doppio rispetto ad altri materiali. Anche nel test Snake Bite, la nuova camera d'aria Schwalbe resiste ad altezze di caduta maggiori rispetto alle camere d’aria prodotte con butile, lattice o altro materiale sintetico. Una
ulteriore caratteristica è anche la resistenza al calore: è stata testata a temperature di oltre 150°C a 78 km/h in un processo appositamente sviluppato. Quanto al peso, Aerothan si distingue per la leggerezza, dai 41 grammi per la bicicletta da corsa, ai 61grammi per l’allround, fino agli 81 grammi per il modello mountain. Nel test di resistenza al rotolamento si posiziona all'incirca allo stesso livello del materiale in latex per camera d'aria, nonché dei sistemi tubeless tradizionalmente più veloci. La stabilità della forma del materiale apporta ulteriori vantaggi. Le camere d'aria Aerothan non scoppiano all'improvviso, l'aria fuoriesce lentamente in presenza di un danneggiamento. Anche con una pressione estremamente bassa, mantiene la forma e il comportamento di guida stabile. schwalbe.com
“ORA LA PRIORITÀ AL MERCATO INTERNO”
C.B.T. Italia è un brand storico di Cuneo conosciuto più oltralpe che in patria. Con questa nuova eRoad, l’azienda si rivolge ora con più attenzione anche al mercato nazionale
C.B.T. Italia è l’acronimo di “Costruzione Biciclette Tardivo”, nasce a metà degli anni cinquanta del secolo scorso ad opera di Giovanni Tardivo, grossista e distributore di parti per ciclo e motociclo. La zona è quella di Cuneo, solida provincia piemontese al confine con la Francia. Agli inizi degli Anni ’70 l’ingresso in azienda del primo figlio Guido permette alla ditta di ampliare il suo raggio di azione a livello interregionale e iniziare la produzione di bici da corsa. Con l’arrivo del secondogenito Bruno, la produzione di telai e biciclette da corsa diventa preminente, pur restando viva la realtà distributiva della accessoristica collegata. Oggi C.B.T. è ancora un’azienda a conduzione familiare e con l’arrivo di Fabio Tardivo, figlio di Guido, si è arrivati alla terza generazione. Il brand, tuttavia, gode di grande fama all’estero, soprattutto in Paesi a forte tradizione stradista come la Francia, la Spagna o il Benelux. In Italia invece, le sue bici da corsa sono la scelta di un ristretto gruppo di veri estimatori. A settembre di quest’anno C.B.T ha lanciato sul mercato una nuova eRoad: la Artik09; seguita da una eGravel: la Blade99. I due prodotti hanno fatto parlare di sé attirando l’attenzione di molti consumatori italiani. Abbiamo intervistato Bruno Tardivo che ci racconta come è nata l’idea e quali sono i piani futuri dell’azienda per il mercato nazionale.
Com’è strutturata C.B.T?
Siamo una boutique specializzata nella produzione bici e telai da corsa, con 10 persone che lavorano per noi, incluso l’indotto. La nostra quota export è pari al 96% del fatturato annuo, a fronte di un 4% dedicato al mercato nazionale. Produciamo circa 1500-2000 pezzi l’anno, ma di altissima fascia, per un fatturato totale che rientra nel range 7-10 milioni di euro. Va considerato però, che in questa cifra c’è anche una parte di lavoro di trading.
Quali sono le caratteristiche che hanno decretato il vostro successo all’estero?
Come tutte le aziende che nascono con carattere familiare ciò che ci ha permesso di avere successo e restare sul mercato fino ad oggi è sicuramente la specializzazione. Noi abbiamo scelto, sempre e comunque, di produrre bici da corsa. Nel corso degli anni, la nostra expertise si è affinata, così come il nostro prodotto. La bici da corsa rappresenta solo un 4-5% del mercato globale ciclistico, è però una nicchia con un valore aggiunto importante. L’elevato standard qualitativo della nostra produzione è un’altra caratteristica che ci riconoscono. C’è un rigoroso controllo qualità in tutte le fasi, da quando entrano i materiali in azienda fino all’ultimo passaggio, che è quello dell’imballo. Citerei poi il ferreo rispetto dei termini di consegna: all’estero sono sensibilissimi su questo punto e noi ne facciamo un punto d’onore. Ultima, ma prima per importanza, nominerei l’innovazione e la cura nella ricerca di materiali e fornitori e, naturalmente, il design ed il look dei nostri prodotti.
Perché fino a ora avete scelto di espandervi soprattutto all’estero? È una scelta operata circa 30 anni fa. Siamo su una terra di confine, la Francia è a 30 km da noi: qui abbiamo trovato un mercato molto favorevole e aperto nei confronti delle
nostre produzioni. Da lì inevitabilmente il fiume si è ingrossato verso gli altri paesi europei. È nostra abitudine, quando facciamo una scelta, di perseguirla e non abbandonarla fino a che non otteniamo il risultato che vogliamo. Non impegniamo le forze su diversi obbiettivi ma centralizziamo. In questo momento la situazione globale ed economica ci ha premiato pur avendo passato, come tutti, dei momenti difficili.
Come mai avete deciso di rivolgervi al mercato delle eRoad?
Il mondo della bici è stato rivoluzionato dall’arrivo di questi mezzi a pedalata assistita.
Per quel che riguardava la corsa era necessario rivedere il concetto di bici assistita, in un mondo dominato dalla eMtb, che ha però caratteristiche completamente diverse. Il nostro primo obbiettivo, quando abbiamo progettato la nuova Artik09 e successivamente la eGravel Blade99, è stato quello di contenere il peso. Non si può proporre al mercato un prodotto troppo pesante, quando il consumatore è abituato a bici tradizionali al di sotto degli 8 kg. Abbiamo delimitato una cornice che identificava il peso finale e su quello abbiamo lavorato, scegliendo i componenti, la motorizzazione e soprattutto la batteria.
il modello eRoad di C.B.T. Italia
Perché avete deciso di progettare e produrre la batteria in Italia?
Perché non volevamo essere dipendenti da batterie standard. Abbiamo progettato una batteria da zero: in base al progetto essa doveva essere una parte integrante, assoluta, della bici, con una linea ed un design che facessero sì che non venisse nemmeno percepita, quando la bici viene utilizzata normalmente. Questo voleva dire produrre in Italia sia i componenti (ad eccezione delle celle Samsung agli ioni di litio) sia la scheda di controllo, la famosa DMS, il cuore pulsante della batteria. In rapporto ai nostri competitor ci siamo posti anche il problema di una capacità nettamente superiore in termini di watt/ore. Oggi senza tema di smentita posso dire che la nostra eRoad, pur rimanendo su un peso inferiore ai 13 kg, ha una batteria che eroga una capacità al vertice del mercato: oltre 440 watt/ora, con il vantaggio di essere perfettamente integrata nel telaio. La bici può essere utilizzata su qualsiasi percorso, senza fastidiose vibrazioni o rumori. Volevamo poi che la batteria fosse interamente asportabile e ricaricabile. È stato uno studio molto lungo ma oggi siamo pienamente soddisfatti.
Quali obbiettivi avete ora per il mercato italiano?
Il lancio della nuova eRoad ci ha portato sotto ai riflettori, non solo all’estero ma anche e soprattutto in Italia, con un bel ritorno di stampa e soprattutto di richieste e apprezzamento del prodotto da parte dei consumatori italiani. Stiamo quindi riorganizzando la nostra rete distributiva nazionale, che dovrà crescere, però, in maniera non quantitativa ma qualitativa.
Per info commerciali contattare: info@cbtitalia.com – tel. 0171.402380
Artik09,
Bruno Tardivo co-titolare con il fratello Guido di C.B.T. Italia
Blade99, il modello eGravel di C.B.T. Italia
C’ERA UNA VOLTA IL CICLOMOTORE… OGGI C’È ISSIMO
Gli spostamenti urbani sono da sempre un tema caldo. Un tempo erano affrontati spesso con i “cinquantini”, che molti motivi sono sempre meno apprezzati.
Fantic interpreta il tema in chiave eBike puntando su praticità, agilità e sicurezza
Erano gli anni “in motorino sempre in due”, quando Fantic decise di prendersi una fetta di mercato dei ciclomotori, che all’epoca spopolavano tra i post-adolescenti, presentando il suo cinquantino con il nome di Issimo. Trent’anni (o forse più) sono passati, e le generazioni sono cambiate. Con esse anche le modalità di trasporto. Nel frattempo è arrivata la mobilità elettrica e le bici a pedalata assistita, ma il concetto di un mezzo leggero a motore, agile e adatto a tutti un po’ è rimasto, non fosse altro come reale necessità per i micro-spostamenti cittadini. È molto oramai che ci si interroga su un quesito fondamentale, riusciranno le eBike a soppiantare i ciclomotori e salire alla ribalta come i mezzi di trasporto leggeri per eccellenza? Certo forse attorno alle eBike non si svilupperanno culture urbane come fu con i paninari negli Anni ’80, ma di certo possono dire la loro.
CON LE CARTE IN REGOLA PER DIVENTARE UNA MODA
In questo contesto, Fantic ripropone l’Issimo in chiave eBike, un prodotto che sembra adatto a soddisfare le richieste del pubblico che desidera un mezzo comodo e sicuro per gli spostamenti quotidiani. Se è vero come dicono le statistiche, che sono sempre più in aumento le vendite di eBike city e trekking, Issimo si pone come un’alternativa funzionale e di grande personalità per interpretare il nuovo paradigma urbano, che vede gli spo-
MODELLO URBAN
1. Luce anteriore integrata Trelock Veo 50
2. Manubrio regolabile e rialzato, per una guida comoda, sicura e agile
3. Ruote con gomme Vee-tire Co - 20”x4” Speedster stradale
4. Freni Shimano Acera MT200 idraulici, dischi Tourney TX da 180 mm
5. Motore Bafang M500, potenza=250W, coppia max=80 Nm
6. Cambio Shimano Nexus 5 velocità integrato nel mozzo posteriore
7. Portapacchi sportivo minimalista
8. Batteria Simplo 630Wh
9. Carter di copertura del telaio disponibile in varie colorazioni
10. Luce posteriore integrata Spanninga Pimiento
11. Telaio a traliccio in alluminio pressofuso
stamenti a breve raggio sempre più elettrificati. L’eMobility è un trend in crescita, come lo era quello dei ciclomotori negli Anni ’80, il prodotto ha già vinto un Award a Eurobike, quindi sulla carta non gli manca nulla per “sfondare” e fare i numeri.
LE CARATTERISTICHE TECNICHE
Issimo di Fantic è un prodotto piuttosto unico nel suo genere. Il peso è poco al di sopra dei 30 kg, questo sia per la versione Urban che per quella Fun. Le differenze fra le due sono minime, ma incarnano l’essenza di due differenti anime di intendere gli spostamenti in città. IL primo ha gomme dal profilo stradale per maggior scorrevolezza e maneggevolezza in città e portapacchi posteriore con vano portaoggetti integrato per una maggior versatilità; il secondo gomme tassellate per un utilizzo sia in città sia su strade bianche e un parafango minimalista per un look aggressivo. Per l’alimentazione Fantic si affida ai motori Bafang M50 da 250 W e 80 Nm di coppia, con batteria da 630 Wh e autonomia massima di 120 km. Tutto è all’insegna della robustezza e della minima manutenzione, come il cambio Shimano Nexus 5V, interno al mozzo posteriore. La parte più distintiva è sicuramente il telaio che, come il suo antenato con motore termico e acceleratore, ha lo scavalco basso, per essere più agile e pratico. Non si tratta però della classica bici da passeggio, ma il look è molto sportivo, grazie al traliccio in alluminio pressofuso a vista e la batteria posizionata sul tubo sella. Disponibili, per personalizzare Issimo anche delle “cover” per il telaio, in molti colori differenti. fantic.com
LA NUOVA POTENZA DELL’E-ENDURO
Sveliamo in anteprima due dei pezzi forti della collezione Brinke 2021. X5R+Race e X5R+, già disponibili con il nuovo propulsore EP8 di Shimano
Senza dubbio uno dei segmenti di eBike più apprezzati dal pubblico italiano è quello delle eEnduro più performanti. Che le si utilizzi per esplorare i sentieri dietro casa, oppure per gareggiare nelle competizioni dedicate, questi sono mezzi che liberano la voglia di scoperta e di natura. Offrendo anche tutto il divertimento che cercano gli amanti della mtb. Per questo Brinke aggiorna uno dei suoi cavalli di battaglia, il modello X5R+ in versione "no race" per chi non è alla ricerca di un mezzo da gara ma vuole comunque prestazioni e divertimento a un prezzo più abbordabile. Sempre disponibile a catologo anche la versione X5R+ Race, il modello dall'anima più corsaiola. La full suspended della casa di Desenzano del Garda, mantiene le caratteristiche che l’hanno tanto fatta apprezzare dall’esigente pubblico dell’enduro elettrico, e le migliora, con l’introduzione del nuovo telaio che permette il montaggio del potente motore Shimano EP8, l’ultimo nato della casa giapponese. La X5R+, conferma le sue doti, migliorandole ulteriormente grazie al nuovo motore. Si presenta come una enduro agile, reattiva adatta alla velocità come ai sentieri più tecnici. Grandi sono le prestazioni anche in salita, grazie alla trazione superiore che offre la combo telaio / motore. Il nuovo propulsore è più potente, più leggero e più silenzioso della precedente versione, favorendo un miglioramento generale del comportamento della Brinke X5R+ . Inoltre, la gestione dell’erogazione della potenza del nuovo EP8 è stata implementata determinando un aumento di autonomia, per epic ride ancora più estreme.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Il telaio della X5R+ è in alluminio idroformato 6061, quindi robusto e leggero, con un chain stay di 44 mm ed escursione della forcella di 160 mm. Per l’anteriore Brinke ha scelto la Rock Shox 35 Gold RL, che assicura stabilità e assorbimento, e sostiene il rider anche nelle condizioni più impegnative, per una guida sempre fluida sul lento e sul veloce. Al posteriore invece, l’ammortizzatore scelto è il Rock Shox RS Deluxe Select. Una bici di questo tipo non ha solo bisogno di spinta e velocità, deve potersi fermare e rallentare come richiesto dal pilota, quindi Brinke dota la X5R+ dei collaudati e potenti freni Shimano MT501 idraulici con rotori da 203 mm e degli pneumatici Schwalbe Magic Mary da 27,5” con abbondante sezione da 2.8”. Questa combo garantisce grande grip e controllo in fase di rallentamento, e coadiuva il motore EP8 in fase di trazione. La trasmissione è Shimano XT con tecnologia HyperGlide+, per cambiate fulminee e una pedalata sempre fluida. Infatti, riduce i tempi per saltare da una corona all’altra di un terzo. Completa la dotazione l’immancabile reggisella telescopico, che permette di affrontare le salite più pendenti e le discese più tecniche grazie alla modifica dell’altezza di sella e quindi la modifica della posizione di guida del rider. brinkebikes.com
Per il 2021 è stata confermata anche la sorella maggiore, denominata “Race”, che rappresenta la versione top di gamma. Condivide con il modello “no Race” la piattaforma e il motore, ma è dotata di un allestimento di componentistica superiore per quanto riguarda il comparto sospensioni. La X5R+ Race è votata alla pratica agonistica dell’eEnduro, per coloro che non si accontentano e sono alla ricerca di un mezzo “pronto gara”.
SCHEDA TECNICA
Telaio: alluminio idroformato 6061
Forcella: Rock Shox Lyric Select RC 29” Solo Air, 160 mm
Ammortizzatore: Rock Shox RS Super Deluxe Select Plus RT
Freni: Shimano XT, rotori 203 mm
Gruppo: Shimano XT / SLX con tecnologia HyperGlide+
Ruote: Shimano
Gomme: Schwalbe ant. Magic Mary + post. Hans Dampf (29”x2,8”)
Componentistica: Brinke / Selle Italia
Dropper: TranzX, esc. 125 mm
Motore: Shimano EP8
Batteria: Shimano integrata 500 Wh
SCHEDA TECNICA
Telaio: alluminio idroformato 6061
Forcella: Rock Shox 35 Gold RL 29”, 160 mm
Ammortizzatore: Rock Shox RS Deluxe Select Plus RL
Freni: Shimano MT501, rotori 203 mm
Gruppo: Shimano XT / SLX con tecnologia HyperGlide+
Ruote: Shimano
Gomme: Schwalbe ant. Magic Mary + post. Hans Dampf (29”x2,8”)
Componentistica: Brinke / Selle Italia
Dropper: TranzX, esc. 125 mm
Motore: Shimano EP8
Batteria: Shimano integrata 500 Wh
BRINKE X5R+
X5R + RACE
PEDALANDO IN TRICICLETTA
Nata nel 2013 a Campi, vicino a Riva Del Garda, Due Chiacchiere Un Sorriso ODV si impegna a dar voce ai ragazzi con disturbo dello spettro autistico. Che presto percorreranno la strada verso l’autonomia e l’inclusione con la Fun2Go di Remoove
Nell’antico castagneto situato in questa piccola frazione trentina nascono gli orti che i ragazzi dell’associazione coltivano tutti i fine settimana. L’idea nasce da Monica Bertoni, mamma di un ragazzo autistico che, vedendo gli effetti positivi che questo luogo ha sul figlio, decide di condividere ed estendere l’esperienza ad altre famiglie, con delle attività strettamente legate alla natura, fuori dal caos della vita di tutti i giorni, adatte quindi ai ragazzi affetti da questa condizione. Il primo vero progetto dell’associazione nasce nel giugno del 2019 e si chiama “Un’insalata insieme”. Il progetto di orticoltura coinvolge appunto i ragazzi con disturbo dello spettro autistico ma non solo. “Una delle caratteristiche di questa sindrome è la compromissione del linguaggio verbale e delle relazioni sociali. Il nostro obiettivo è creare un legame tra i nostri ragazzi e i ragazzi neurotipici, per questo motivo coinvolgiamo anche gli ex compagni di classe di mio figlio o i ragazzi della Pro-Loco di Campi”- afferma Monica - “La nostra associazione si impegna nel diffondere la cultura dell’inclusione e non vogliamo che questo ambiente diventi un ghetto”. Gli orti impegnano i ragazzi in attività di semina e di raccolto. Uno chalet realizzato ad hoc e arredato da Ikea, che ha omaggiato l’associazione di arredi e interni ed esterni, accoglie una cucina attrezzata dove i ragazzi possono cucinare insieme i prodotti raccolti, condividendo il pranzo con amici e genitori. I fine settimana proseguono poi con passeggiate nei boschi e, durante il periodo natalizio, con la partecipazione ai mercatini si vendono i prodotti bio realizzati dall’attività svolta. Ad accompagnare questi ragazzi lungo la strada dell’autonomia, inoltre, presto arriverà anche una bici speciale, la Fun2Go di Remoo-
SCANSIONANDO QUESTO CODICE QR È POSSIBILE PARTECIPARE AL FUNDRAISING
ve (vi avevamo parlato di questa startup nel numero 9/10). Monica e suo figlio Riccardo hanno avuto occasione di provare la tricicletta durante uno dei “Rebike” dell’azienda, in cui i partecipanti possono provare le bici inclusive e pedalare lungo un giro turistico di Riva del Garda. In seguito i soci di Remoove si sono recati personalmente con il mezzo a Campi, per farla provare ai ragazzi. “Si sono davvero divertiti” - ha raccontato Mattia Bonanome, uno dei fondatori della startup” - “Alcuni di loro non avevano mai pedalato, è stato bello vedere come uno dei nostri mezzi possa dare un contributo più che positivo a questa realtà”.
La Fun2Go sarà presto a disposizione dei ragazzi di Due Chiacchiere Un Sorriso ODV. Grazie al fundraising aperto dalla Pro Loco di Campi, infatti la raccolta fondi per acquistare la tricicletta è già a buon punto. A quel punto pedalare insieme verso l’inclusività sarà molto più semplice.
L’ENCOMIO DEL PRESIDENTE MATTARELLA
Angioletta Malacarne, presidente dell’associazione «Due Chiacchiere e Un Sorriso» di Campi, ha ricevuto il 22 luglio 2020 una lettera di apprezzamento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Il Capo dello Stato ha ricevuto, tramite il prefetto Lombardi di Trento, molte notizie riguardanti l’associazione Due Chiacchere e Un Sorriso che, sotto la Sua guida, si occupa di bambini con sindrome autistica. Nell'esprimere il proprio apprezzamento per la bella iniziativa, volta a includere pienamente i bimbi meno fortunati, e augurandole un meritato successo, il presidente Mattarella invia a Lei, ai Suoi collaboratori a tutti i partecipanti i suoi più cordiali saluti, cui unisco con piacere i miei personali”.
FUN2GO, LA BICI INCLUSIVA DI REMOOVE
Tricicletta a ruota singola anteriore sterzante, su cui accompagnatore e utente sono seduti uno accanto all'altro.
È un mezzo estremamente sociale, con un manubrio sterzante e l'altro fisso. Entrambe le postazioni possono pedalare oppure pedala solo il conducente mentre il passeggero appoggia i piedi su di una pedana.
Disponibile schermo divisorio in plexiglass come protezione anti-contagio Covid-19. Questo mezzo esprime perfettamente il concetto di mobilità inclusiva per utenti con problematiche motorie, neuromotorie, sensoriali e cognitive.
SCHEDA TECNICA
Portata driver 1: 120-180kg
Portata driver 2: 120-180kg
Ruote: 2o"
Motore: Silent Electric HT (opzionale)
Batteria: Li-Ion 36V, 11 o 24 Ah (opzionale)
Dimensioni: 0,98 m x 2 m
Dotazione Base: luci, freni idraulici posteriori, freno di stazionamento, lucchetto, campanello, 5 anni di garanzia sul telaio, cestino, controllo di sterzata, cambio a 8 rapporti
Monica e il figlio Riccardo alla prova della Fun2Go