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eBike4Trade Mag 10_2019

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Photo: Kellys Bike

EVENTI

10 La grande avventura dell’eMtb (anche in autunno)

DATI E STATISTICHE

11 Nel mondo dei grandi

PRODOTTO DEL MESE

12 Officine Parolin-Agilis

INTERVISTA

14 "Social ed elettrico: ora mi diverto"

EVENTI

16 Il "moto rivoluzionario" passa anche dall’eBike

FIERE

18 Micro soluzione urbana

BRAND PROFILE

19 Moustache, un’eBike con i baffi

e BIKE TECH

20 Motore TQ: in nome della potenza

PRODOTTI 21

FOCUS SHOP

22 Il progetto ONES Moving è anche franchising

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L’Europa al centro del mondo (eBike)

Il 2019 si chiude con un altro importante annuncio che riguarda il mercato europeo dell’ eBike. L’azienda cinese Golden Wheel Group ha annunciato investimenti per 10 milioni di euro in Repubblica Ceca per realizzare una sede produttiva con una capacità di 180mila bici assemblate all’anno. Non si tratta di un caso isolato. Per citarne un altro recente: Merida aveva a sua volta confermato un investimento di 18 milioni di euro volto a un grande aumento della produzione di biciclette elettriche presso lo stabilimento di Merida & Centurion Germania a Hildburghausen, in Turingia. Aumentando così la produzione annua fino a 90.000 unità entro il 2022 (nel 2019 è stata di 18.000 unità e per il 2020 sarà di 30.000).

Ovviamente si tratta di un trend dovuto a più fattori. In primis, i dazi sulle importazioni dalla Cina istituiti a gennaio hanno certamente prodotto i loro effetti. Le importazioni di eBike dalla Cina nei 28 stati membri sono diminuite ben del 91% nei primi sei mesi del 2019, come avevamo già sottolineato (solamente 54.643 unità, mentre nello stesso periodo del 2018 il totale delle importazioni si era avvicinato a 612 milioni). questo comunque conferma il fatto che l’Europa è ad oggi il mercato principale per questo segmento in termini di tendenze e di richiesta del mercato. Anche se ovviamente bisogna mettere sul piatto la vertiginosa crescita del mercato taiwanese, di cui vi abbiamo già più volte parlato e che abbiamo avuto modo di approfondire dall’interno, grazie al nostro viaggio (di cui vi raccontiamo nel numero di Bike4Trade e sul quale torneremo a parlare anche nelle prossime uscite).

Un paese di soli 23 milioni di abitanti ma che è stato in grado di creare la seconda fiera più importante al mondo nel settore ciclo (Taipei Cycle Show) e di diventare un grande protagonista della bike industry mondiale. Incrementando sensibilmente - tra le altre cose - le esportazioni di eBike nei primi nove mesi del 2019 (ricordiamo comunque che Taiwan non è soggetto ai dazi). Da gennaio a settembre il valore dell’export relativo alle eBike è aumentato del 131,42% a volume (con 452mila unità) e del 119,51 % a valore (591 milioni di dollari, con un prezzo medio per unità di 1307,59 dollari). Con Nord America ma soprattutto Europa a farla da padroni: non a caso i primi cinque mercati sono Olanda, Germania, USA, UK e Spagna.

Un'ulteriore conferma della centralità del nostro continente quando si parla di eBike. Certo, questo non significa non considerare le problematiche che comunque restano e che potrebbero ripresentarsi, vista l’aggressività dei produttori asiatici. Ma, almeno per il momento, molto deve passare dall’Europa per chi intende consolidarsi come un player mondiale di questo settore.

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Allegato redazionale a Bike4Trade n. 10 - Anno 2019

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Chiuso in redazione il 3 dicembre 2019

Bafang quotata in borsa, azioni in rialzo

Bafang Electric ha debuttato alla Borsa di Shanghai (SSE). Trenta milioni di azioni (codice stock: 603489) sono state emesse sul mercato dei capitali, rappresentando il 25 percento del capitale azionario totale dopo il rilascio. Il valore di apertura è stato di 43,44 yuan (5,62 euro) e il primo giorno, il prezzo delle azioni di Bafang è salito del 43,99 percento, toccando 62,55 yuan (8,09 euro). Il “raccolto” è stato di 1.303 miliardi di yuan (168 milioni di euro) e il fondo netto, dopo aver dedotto le spese di emissione, è di 1.238 miliardi di yuan (160 milioni di euro). Secondo Bafang, “verranno effettuati investimenti tra cui la produzione e la costruzione di motori elettrici e sistemi di controllo per eBike e la produzione prevista di batterie agli ioni di litio. Investiremo anche in progetti di marketing internazionale, ricerca e sviluppo e reintegreremo il nostro capitale circolante. L’obiettivo di Bafang è quello di sviluppare e produrre prodotti innovativi e di alta qualità per i nostri clienti“. Ha dichiarato il presidente e amministratore delegato di Bafang Qinghua Wang: “Dopo il completamento di questo progetto di investimento azionario, la nostra capacità di produzione di sistemi a motore centrale per tutti i tipi di eBike sarà aumentata in modo significativo. La nostra rete di marketing globale sarà ulteriormente sviluppata per migliorare la quota di mercato dell’azienda e l’influenza del marchio. Allo stesso tempo, il nostro centro tecnico svolgerà attività di ricerca e sviluppo mirate e migliorerà costantemente il livello tecnico dei prodotti di sistemi elettrici correlati alle eBike“. Oggi Bafang impiega circa 500 persone in tutto il mondo in cinque sedi. La sede principale, il centro di sviluppo e laproduzione hanno sede a Suzhou, vicino a Shanghai. Bafang ha centri di vendita e assistenza nei Paesi Bassi, negli Stati Uniti e in Germania. La fabbrica di recente apertura in Polonia si concentrerà sulla produzione di sistemi a motore centrale per i mercati europei.

Le foldable di Eovolt arrivano in Italia grazie a Modolo

Modolo Italia, già distributore di Kellys, Dahon, Pancho e Tubolito arricchisce la sua offerta distribuendo in esclusiva il marchio francese di eBike foldable per la città Eovolt. Questo brand va a completare l’offerta di biciclette pieghevoli. La gamma Eovolt si caratterizza per un design minimalista con la batteria a scomparsa nel tubo sella, snodi di alta precisione, componentistica di marca, garanzie a vita per il telaio e due anni per le parti elettriche inclusa la batteria, ed infine per la leggerezza e la comodità di traino. La fabbricazione è francese, e la ditta dispone quindi di tutti i ricambi con tempi rapidi di consegna. Eovolt sarà disponibile in quattro versioni, City, Rétro, Sport e Confort in modo da soddisfare tutte le tipologie d’utente.

Kawasaki, Jeep, Garelli e Mondial scelgono Polini E-P3

Fedele al suo slogan, l’azienda bergamasca conosciuta in tutto il mondo per la produzione di parti speciali per le due ruote motorizzate, continua con passione il proprio lavoro di sviluppo non solo nel mondo dei motori, ma anche in quello delle eBike, dove il motore elettrico E-P3 è diventato un importante punto di riferimento. Top brand come Kawasaki, Jeep, Garelli e Mondial hanno scelto Polini E-P3 per equipaggiare le proprie eBike: un motore elettrico compatto, potente e leggero, che grazie alle sue straordinarie caratteristiche si dimostra un prodotto altamente performante e di altissima qualità. Le eBike nate da queste nuove partnership sono nello specifico di tipologia off-road per Jeep e Kawasaki, gravel per Garelli e scrambler per Mondial. A completare queste partnership si aggiunge quella con il gruppo CODE, produttore di eBike, che ha sviluppato una handbike in collaborazione con Alex Zanardi, Elba4All. Polini Motori arricchisce così la rosa con brand di alto livello che testimoniano ulteriormente le qualità e le caratteristiche del motore E-P3.

Premiati a Eicma i comuni che investono sulla sostenibilità

L’Urban Award si propone di premiare le realtà virtuose, che decidono di investire in mobilità sostenibile tramite la realizzazione di progetti, il cui obiettivo è principalmente di trasformare le città in realtà più green a tutto vantaggio dei propri cittadini. I Comuni interessati presentano il proprio progetto all’ANCI e una giuria assegna il premio. Questa terza edizione ha visto Pescara sul gradino più alto del podio grazie alla ciclopolitana, agli incentivi per la mobilità casa-lavoro e casa-scuola e alle citybike a pedalata assistita per i dipendenti delle aziende locali. A seguire sono state premiate Fiumicino e Grisignano di Zocco. Il Comune di Pescara col progetto PESOS, PEscara SOSTenibile, si è aggiudicato il primo premio dell’Urban Award 2019. Oltre a promuovere forme alternative all’auto privata con modelli di mobilità condivisa, trasporto pubblico e piste ciclabili, la candidatura di Pescara ha colpito anche per il progetto Bike Trial, ossia la messa a disposizione per un mese di 140 citybike a pedalata assistita a favore dei dipendenti di alcune aziende del territorio. Al secondo posto troviamo quindi Fiumicino, premiato per la realizzazione di 25 km di piste ciclabili, 22 stazioni di ricarica elettrica per le auto, stazioni di ricarica eBike, sostituzione di oltre 90mila punti luce urbani con lampioni led e pannelli fotovoltaici sulle coperture degli edifici scolastici. Soluzioni che costituiscono solo l’inizio verso un futuro sempre più green del comune laziale. Al Comune di Bari, fuori concorso, è stata consegnata infine una menzione speciale dalla Fondazione Iseni Y Nervi. Il merito è quello di aver promosso degli incentivi per l’acquisto di biciclette tradizionali o elettriche per uso urbano e di avere avviato un programma sperimentale che prevede un rimborso chilometrico per le distanze percorse in bicicletta e dei premi mensili per coloro che hanno accumulato più chilometri.

Ambrogio Grillo è il nuovo sales manager di Thok

A quasi tre anni dalla sua nascita, Thok eBikes, il marchio made in Italy specializzato in eMtb di alta gamma, incrementa il suo organico con l’arrivo di Ambrogio Grillo, che ricoprirà il ruolo di sales manager. Ben noto nel settore ciclo, per essere stato il primo atleta italiano professionista di dirt/freestyle nei primi anni 2000, Ambrogio Grillo, oltre ad essere un ex atleta, è uno sportivo appassionato. Laureato in economia aziendale, Ambrogio è cresciuto professionalmente collaborando con aziende leader negli action sport, come K2, Gola, Smith Optics, Munich e, negli ultimi 5 anni, con Scott Italia, come Sales Manager di Bergamont e Dolomite Apparel. “Ho scelto di entrare in Thok innanzitutto perché credo nel progetto: le eBike sono un “game changer” dell’industria del ciclo, come furono le MTB alla fine degli anni ’80, e la MIG è un mezzo incredibile, ben bilanciata e che regala, immediatamente, un grande feeling. L’innovativa strategia commerciale di Thok eBikes, con vendita ibrida è di grande stimolo per il mio ruolo. Infine, l’amicizia con Stefano Migliorini (AD di Thok E-Bikes) è ventennale, da quando mi scelse nel team ufficiale di freestyle che gestiva, dandomi l’opportunità di crescere come atleta, partecipando a gare in Italia ed in Europa. È stato lui, in quegli anni, ad insegnarmi che puoi anche non chiudere tutti i salti al primo colpo, ma se ti impegni a fondo alla fine ce la puoi fare. Tradotto nella vita e nella carriera: puntare l’obiettivo a testa bassa e gomiti larghi, aiuta a raggiungere il successo“. Nel suo nuovo incarico in Thok eBikes Ambrogio Grillo si occuperà dello sviluppo della rete di Thok Point, gli “show room” dove gli appassionati possono provare le MIG, eventualmente acquistarle ed effettuare l’assistenza post-vendita.

Le iniziative solidali di Tern

Lo specialista della mobilità urbana Tern comunica i risultati del primo GSD Giveaway. Tern ha selezionato cinque organizzazioni non profit a cui donare la bici GSD per aiutare durante le operazioni quotidiane: due dall’Europa (Belgio) e le altre tre dal Nord America (Stati Uniti e Canada). Ogni anno, Tern fornisce almeno l’1% dei suoi profitti netti a cause ambientali o sociali. Questa iniziativa riflette l’impegno nel sostenere individui e gruppi che stanno lavorando per un pianeta migliore e più sano. Quest’anno l’iniziativa ha avuto una nuova svolta: regalando GSD anziché denaro, Tern è stato in grado di superare il benchmark dell’1% e idealmente di dare un contributo ancora più efficace. “Dare GSD alle organizzazioni che stanno facendo una differenza significativa nella vita delle persone ispira l’intero team”, ha dichiarato Josh Hon, capitano del team Tern. “Ad esempio, Duo for a Job lavora specificatamente con gli immigrati per aiutarli a ottenere un impiego significativo.

Mobil(nov)ità dal mondo

La stagione invernale è spesso il momento migliore per le aziende di bici di ripensare agli assetti societari. Nelle ultime settimane alcune notizie si sono rincorse riguardo ad alcune tra le società protagoniste. Vediamo le principali mosse

Pexco diventa parte integrante di Pierer Group

Pon acquisisce il brand di cargo bikes Urban Arrows

Il consiglio di amministrazione di KTM Industries ha già proposto di cambiare il suo nome in Pierer Mobility per porre fine alla confusione sulla società e sul marchio con KTM Fahrrad (il produttore delle bici che ben conosciamo). Il prossimo passo annunciato è l’acquisizione in toto delle quote di Pexco, precedentemente detenute dalla famiglia Puello. Secondo una dichiarazione rilasciata da Pierer Mobility, “Una parte sostanziale della transazione assumerà la forma di un pacchetto azionario per la Pierer Mobility quotata in borsa”. Dal 2020 Pierer Mobility distribuirà quindi Husqvarna e R Raymon, mentre KTM Fahrrad continuerà a commercializzare biciclette ed eBike con marchio KTM. Voci su colloqui tra Stefan Pierer con Susanne e Felix Puello sulla piena presa in consegna di Pexco esistevano già da tempo. Il ceo di Pierer Mobility Stefan Pierer annunciò già a metà del 2019 che in futuro Pexco sarebbe stata integrata al 100% nella sua azienda. La transazione di proprietà non comporta però un cambio di gestione. Susanne Puello, ceo di Pexco, è fiduciosa sull’acquisizione della sua azienda da parte di Pierer Mobility: “Si tradurrà in un’accelerazione dello sviluppo della nostra azienda. Negli ultimi due anni siamo cresciuti più rapidamente del previsto, il che non ha potuto tenere il passo con le nostre capacità finanziarie. La decisione per l’acquisizione di Pexco è un investimento nella continuazione della nostra espansione internazionale. Il nostro obiettivo è ancora quello di sfruttare appieno il potenziale di innovazione e sviluppo nella mobilità elettrica. Vogliamo contribuire a plasmare il futuro mercato delle eBike come un attore globale forte”. Stefan Pierer è fiducioso che il mercato della mobilità elettrica abbia appena iniziato a dividersi in segmenti separati: “Il che apre opportunità sia per noi come produttori sia per i rivenditori specializzati. L’eBike è il prodotto ideale per la mobilità elettrica, ma ci sono numerosi altri esempi, che rappresentano interessanti opportunità per tutti i soggetti coinvolti”.

Mentre i produttori di moto guardano al mondo delle bici elettriche, chi già conosce bene le eBike cerca di aumentare le proprie quote di mercato, lavorando su nicchie in crescita. È il caso ad esempio di Pon, una holding - che già da tempo ha nel suo pacchetto dei brand premium del settore bike, che dopo aver adeguatamente sondato le possibilità offerte dal mercato, acquisisce Urban Arrow e si accaparra uno dei più interessanti produttori di cargo bike. Questo marchio con sede ad Amsterdam ha visto una forte crescita negli ultimi anni, a tal punto che il loro eCargo da 5mila euro per trasporto bambini, in Olanda è oramai diventato un fenomeno di costume. Urban Arrow è attualmente attivo in 20 Paesi. La società, che ha uno staff di circa 60 persone nel suo quartier generale e nello stabilimento di produzione di Amsterdam, sembra essere “Uno dei produttori in più rapida crescita di bici da carico elettriche al mondo”, come afferma Pon Bike in un comunicato stampa. Nel commerciale l’azienda si concentra sulle cosiddette soluzioni di mobilità dell’ultimo miglio e fornisce biciclette per aziende come DHL, UPS e la catena di supermercati olandese Albert Heijn. Urban Arrow è stata fondata ad Amsterdam da Jorrit Kreek e Gerald van Weel 10 anni fa. Il brand continuerà a operare dalla sua sede sotto la guida dei suoi fondatori, avendo quindi in modo indipendente all’interno di Pon Bike.

Golden Wheel Group investe nella produzione in Europa

Golden Wheel Group, esportatore di telai e componenti per bici con oltre 300 milioni di euro di fatturato, gestisce decine di fabbriche. Quest’anno ha aperto un nuovo stabilimento nella Repubblica Ceca, dove a settembre ha iniziato la produzione di eBike a marchio Totem. Accanto alle eBike a marchio Totem, l’azienda offre anche prodotti OEM dal 2017. L’attuale capacità produttiva annua del nuovo impianto Golden Wheel ammonta a circa 50.000 eBike. Secondo un recente rapporto di “Aggiornamen-

to del mercato di biciclette ed eBike“, Frank Hou, vice direttore generale di Totem Bikes, ha affermato che la capacità sarà notevolmente ampliata. Ha dichiarato che Golden Wheel Group sta investendo 10 milioni di euro nell’acquisto di terreni nelle vicinanze della nuova struttura in cui prevede di costruire un nuovo impianto con sei linee di assemblaggio di eBike. Si prevede che il nuovo impianto sarà completato entro la fine del 2020. A quel punto Totem Bikes avrà una capacità annuale di 150.000-180.000 eBike.

Microprogram: servizi integrati made in Taiwan

Nel nostro viaggio nell’isola asiatica abbiamo conosciuto una tra le aziende leader di questo mercato per i servizi IoT. Che ora lancia il brand Bikonnect, con nuove soluzioni di elaborazione dati e connessione al servizio di utenti, brand e retailer

Microprogram, azienda taiwanese leader nel settore IoT per il ciclismo, fornisce ai produttori di biciclette servizi completi di dati virtuali e integrati, avvalendosi del know how di Taiwan nel settore ciclo. L’azienda ha tra le sue soluzioni l’ultima nata: Bikonnect eBike Data Service Solution, che comprende computer per eBike, applicazioni per smartphone, smart lock, gestionale di negozio e piattaforma di elaborazione dati per il ciclismo.

"Connect Your Bike, Ride the Future" Microprogram ha lanciato il marchio Bikonnect nel giugno di quest’anno, combinando “bike” e “connect”, e dando vita così a una moltitudine di possibilità legate alla connessione in bicicletta. Con lo slogan del marchio “Connect Your Bike, Ride the Future”, Bikonnect offre servizi di digitalizzazione tecnologica one-stop rivolti a ciclisti, marchi, produttori e negozi. Bikonnect nasce dallo studio del mercato europeo e da sei mesi di ricerche sugli utenti. Il progetto è frutto anche della forte domanda di aggiornamenti di soluzioni IoT per biciclette che proviene dalle aziende.

La soluzione Bikonnect include cinque servizi chiave: 1. App eBike

L’applicazione per bici elettriche di Microprogram è collegata al computer dell’eBike e offre funzioni avanzate che rispondono alle esigenze dei ciclisti in merito alle informazioni sulla bicicletta prima, durante e dopo una pedalata. Tra queste: la registrazione dei dati ciclistici, la diagnosi del sistema eBike e l’aggiornamento del firmware del dispositivo con tecnologia

Il ceo di Microprogram Tony Wu. A fianco la presentazione dei nuovi servizi e un modello di una delle migliaia di station per il bike sharing presenti a Taiwan che utilizza il software dell’azienda. Sotto la foto con alcuni rappresentanti dell'azienda.

A PROPOSITO DI MICROPROGRAM

Fondata nel 1995, Microprogram Information Co., Ltd. è un fornitore di servizi IoT che garantisce alle industrie servizi tecnologici innovativi. È il più grande fornitore di apparecchiature per il pagamento elettronico di Taiwan. Microprogram è specializzata nella tecnologia di base dell’IoT, a partire dalla ricerca degli utenti, il rilevamento e l'identificazione di terminali intelligenti, applicazioni mobili, piattaforma di servizi di

monitoraggio del cloud fino all’analisi dei big data. Fornisce tecnologie innovative, software e hardware, servizi di integrazione della realtà virtuale, soluzioni per i trasporti, la finanza digitale, il commercio al dettaglio, la produzione e trasformazione. Crea inoltre energia innovativa per l’industria sfruttando la cooperazione strategica intersettoriale tra vari attori del settore creando maggiori opportunità per il mercato globale.

bluetooth. Questa app può essere utilizzata per organizzare i tempi di manutenzione della bicicletta e interagire con le sue funzioni intelligenti, inclusi i dati sul percorso, la stima del chilometraggio residuo della batteria e la condivisione sui social media.

2. Sistema per la gestione del negozio

Fornisce servizi ponderati, tra cui la prenotazione online delle attività di manutenzione e la cronologia delle attività di manutenzione, migliorando la qualità del servizio post-vendita e la soddisfazione del cliente.

3. Piattaforma di raccolta ed elaborazione dati

Fornisce ai venditori e rivenditori dei marchi di biciclette un’analisi dei dati ciclistici dei fruitori in modo semplice e intuitivo. Tramite servizi digitali collega inoltre ciclisti, negozi e brand. Questa piattaforma può aiutare le aziende legate alla bicicletta a tracciare le tendenze dei ciclisti in tempo reale, utilizzare i dati per tracciare i risultati del servizio post-vendita e fornire i big data come riferimento per la ricerca e lo sviluppo nell’innovazione e nel design. Questo servizio è strategico per convertire grandi quantità di informazioni in statistiche, da usare per decisioni aziendali e per prevedere le tendenze del settore, migliorando la competitività aziendale.

4. Smart Lock

Questa smart eLock è una serratura elettronica intelligente progettata per biciclette ed eBike, sviluppata dalla collaborazione tra Microprogram e un produttore di serrature di Taiwan (Yuan Wen Shing Industries Corp.) È sicura e facile da usare attraverso l’interfaccia di comunicazione CANbus che consente di bloccare e sbloccare in modo agevole.

5. Computer per bici elettriche

Il computer per eBike può visualizzare dati come ora corrente, velocità di percorrenza, stato della batteria, ODO e modalità assistenza; i dati dal computer possono quindi essere trasmessi istantaneamente a una piattaforma cloud tramite l’applicazione.

I dati determinano la direzione delle decisioni aziendali e migliorano la competitività Il direttore del settore eBike di Microprogram Alan Hsiao ha dichiarato di essersi recato alla fiera del ciclo di Taipei a settembre 2019 per interagire attivamente con i marchi e i distributori locali. Microprogram ha fornito la sua piattaforma di dati ciclistici per aiutare aziende e produttori ad analizzare le preferenze di guida degli utenti, i percorsi, il tempo e altri comportamenti. Microprogram ha anche fornito grandi quantità di dati come riferimento per lo sviluppo del prodotto per le attività di promozione marketing. program.com.tw

La grande avventura dell’eMtb (anche in autunno)

Garda Trentino offre una possibilità unica nel panorama nazionale.

Una tre giorni di riding nell’entroterra di Torbole con la possibilità di partecipare a un clinic con Stefan Schlie, il filosofo dell’uphill flow

Tra i vari meriti che vanno dati all’eBike, uno di quelli che più mi sento di elogiare riguarda un fenomeno cui inizialmente nessuno aveva pensato, chiamiamolo effetto collaterale: l’utilizzatore dell’elettrica e in particolar modo lo sportivo amante dell’eBike non smette mai di pedalare, nemmeno quando la colonnina di mercurio scende e i nuvoloni prendono il posto degli azzurri cieli estivi. Questo trend è più che assodato e gli addetti ai lavori iniziano a chiedersi il perché, a prenderne atto e ad agire di conseguenza. Lo stesso fanno le località turistiche, soprattutto quelle che sono il cuore del movimento in Italia, come appunto il caso di questo evento promosso da Garda Trentino; come scopo, non troppo celato, ha quello di allungare la stagione bici con un format adatto a essere riproposto tutto l’anno. Le particolari caratteristiche dell’alto Garda e le valli adiacenti, infatti, permettono di pedalare un po’ tutto l’anno in un’orografia che garantisce dislivelli senza eccedere troppo. con la quota e l’influenza del lago, che mitiga in parte le temperature.

Per molti? No, per tutti

Dal 18 al 20 ottobre sono stati in tanti a voler pedalare con noi e con Garda Trentino, in un evento che si è svolto secondo una formula in parte consolidata per le “ride” in eBike. Questa comprendeva vari punti fissi che garantiscono il successo di una manifestazione di questo tipo: un territorio da scoprire, eBike di livello da testare per i partecipanti, formula su più giorni con giri diversi tra loro, differenti livelli di difficoltà adatti a tutti, enogastronomia locale, guide preparate e disponibili, tanta professionalità da parte dell’organizzazione. Il tutto a costi per la verità più che ragionevoli e, rispetto ad altre formule, un po’ più di libertà organizzativa, che ad alcuni può non dispiacere. Tre giorni dedicati alla scoperta del Garda

Trentino e dei suoi mitici sentieri, proprio i primi in cui si è sviluppata la passione per la mtb in Italia. Un evento di questo tipo, con le bici elettriche deve essere quanto più completo ed inclusivo, permettendo a tutti di potervi accedere, ma ciò che ha reso veramente unico questo appuntamento rispetto ad altri è stata la possibilità di partecipare, nella giornata di sabato, a un vero e proprio clinic sulla eMtb tenuto da un professore d’eccezione, il primo atleta che ha fatto della eBike la sua professione e amico da tempo di eBike4Trade; parliamo di Stefan Schlie, teorico dell’uphill flow di Bosch eBike System, e autore di un libro sulla tecnica di guida della eMtb.

A lezione dal maestro, tra tecnica e cultura delle eMtb

Una lezione completa e interessante chiamata: “eMtb Adventure School” tenuta dall’ex campione di trial che ha rappresentato una delle proposte di maggiore successo di questa edizione. Un percorso fra teoria e pratica applicata che non solo ha permesso ai partecipanti di godere di più e meglio dell’esperienza, ma anche di creare momenti di condivisione ed aggregazione. Una prima volta di grande successo per un appuntamento che certamente non mancherà anche nel programma delle prossime edizioni. Una scelta davvero intelligente da parte degli organizzatori che ci teniamo a consigliare a tutti, ma soprattutto ai neofiti, in un percorso sulla tre giorni che può partire dal “giro facile” del venerdì, per poi proseguire nella lezione del sabato, che potrà sfociare nella scelta del giro difficile della domenica, per mettere in pratica gli insegnamenti di Stefan. Un modo giusto e progressivo per approcciarsi a un mondo che troppo spesso viene preso sottogamba e in maniera superficiale. Tanto che spesso, la diffusione delle eBike, non va di pari passo con la preparazione tecnica e culturale di coloro che la possiedono o la noleggiano. Un elogio va quindi all’organizzazione di una tre giorni completa, fra itinerari più o meno tecnici, che ha visto la partecipazione di biker italiani e internazionali. Prima di partire, ogni partecipante ha potuto scegliere la eMtb più adatta alle proprie caratteristiche grazie al supporto dei partner tecnici. Tre i tour proposti: Tour Valle del Sarca, Tour Monte Calino e l’inedito Tour Malga Campei, che hanno mostrato scorci e panorami unici nei tratti di pedalata per poi offrire pause di gusto in alcuni dei migliori agriturismi e locali della zona (Azienda Agricola Fratelli Pisoni, Rifugio San Pietro e Malga Campei; Agritur Madonna delle Vittorie, Ai Conti d’Arco, Forte Charme Hotel). Un’avventura che si è conclusa con un ospite d’eccellenza, l’asso del motociclismo Marco Melandri, che ormai da alcuni anni ha scelto il Trentino come casa: “Da quando mi sono spostato qui, fra me e la eBike è stato amore a prima vista, coniuga allenamento e divertimento, permettendomi al tempo stesso di raggiungere posti che viceversa mi sarebbero rimasti preclusi. Proprio come Malga Campei: è stato un bell’itinerario con un gruppo di persone veramente piacevoli e divertenti, più o meno esperte ma con grinta da vendere. Credo che sia questo lo spirito dell’evento: la eMtb è il mezzo per vivere una giornata da ricordare, in un contesto eccezionale come il Garda Trentino”. gardatrentino.it

Marco Melandri campione di motociclismo lungo i sentieri di eMtb Adventure
Stefan Schlie durante la lezione teorica ci mostra la tecnica del surplace

Nel mondo dei grandi

Crescono le vendite, ma soprattutto cresce la produzione. E il mondo della mobilità si accorge dell’eBike. Anche insospettabili colossi dell’automotive guardano sempre più in questa direzione

Sembra scontato, ma forse non tutti ci hanno ancora pensato. L’importanza dell’eBike e della sua continua e inarrestabile espansione porta con sé molti fattori che esulano anche da quelle che sono le logiche di prodotto, la passione per il ciclismo e quant’altro riguarda il mondo delle due ruote a pedali. Sì, perché la presenza di motore, batterie, sistemi integrati e smart portano i nostri mezzi di trasporto preferiti su un altro livello non solo prestazionale ma anche “istituzionale”. Questo avviene anche in termini legislativi e di normative, catapultando il nostro mondo nel dibattito che riguarda la mobilità urbana e i sistemi di trasporto interconnessi, di cui tanto si discute in Europa. Mentre in Italia infatti si parla molto dell’eBike come strumento ludico e per fare sport, soprattutto nei Paesi del nord, dove la bici elettrica è spesso il mezzo di trasporto che la fa da padrone nelle città, viene vista come un modo per migliorare le condizioni di vita nelle aree cittadine e sub urbane.

Contare a livello istituzionale per aumentare la sicurezza

Per questo Conebi, nel suo annuale rendiconto sull’andamento del mercato (siamo al report riferito al 2018), ribadisce il proprio ruolo come attore in gioco con le istituzioni, e prende parte attiva ai gruppi di lavoro e di studio sulla sicurezza, partecipando al “Global Forum for Road & Economics Trends” promosso da Unece (United Nations Economic Commission) a Ginevra. Possiamo dire che siamo a una fase matura dello sviluppo di questa categoria di prodotti, ma i trend di crescita e l’attenzione dei media e del pubblico non si sono ancora normalizzati. Come per le auto e gli scooter elettrici ci sono grandi aspettative e ciò comporta anche molte responsabilità; oltre che per le istituzioni anche per le aziende che devono soddisfare un cliente ormai maturo ed esigente. Le nuove tecnologie applicate all’alluminio e al carbonio, unite alle batterie sempre più potenti e leggere, rendono le eBike sempre più performanti e in taluni casi anche fonte d'ispirazione nella progettazione e sviluppo di auto e moto elettriche; siamo al cospetto di un prodotto che necessita meno sviluppo e meno investimenti e, con tutta probabilità, si trova a essere anche una specie di banco di prova per lo sviluppo della mobilità elettrica tutta.

I mezzi smart parleranno tra di loro Il futuro prevede smart bike e servizi interconnessi, anche l’automotive sta lavorando in questa direzione e finalmente sta iniziando a coinvolgere anche l’industria della bicicletta in questi ragionamenti. Ciò avviene, come detto, grazie soprattutto al fenomeno chiamato eBike. Creare un contesto più sicuro per i ciclisti, i motociclisti, in un ambiente più pulito sembra essere il punto di arrivo in un mondo cui i mezzi di trasporto comunicheranno tra di loro per la sicurezza degli utenti della strada. Parliamo ora di dati, dopo un 2017 incerto e l’arrivo dei dazi sulle importazioni dalla Cina, le aziende europee sembrano proprio essersi date uno scossone. La produzione, infatti, se non è raddoppiata poco ci manca (+66,1%) e si va verso un 2019 in cui presumibilmente si supererà quota due milioni di eBike prodotte.

La produzione “impenna” e le vendite continuano ad accelerare Le vendite vanno di pari passo, ma la tendenza, rispetto alla produzione che ha visto anni di incertezza, è in costante segno più e qui l’obbiettivo da raggiungere è quota tre milioni di pezzi venduti. Anche per questo dato non si fa certo fatica a credere che nel 2019 avverrà lo sforamento di questa cifra; per il 2018 i dati ci dicono che siamo fermi a quota due milioni e settecento mila pezzi, ma come avviene dall’ormai lontano 2006, anche in anni di cambiamenti socioeconomici e crisi, il trend positivo non accenna a smettere. Per lo meno, secondo una nostra personale previsione, fino a quando non si assesterà a circa un terzo del mercato europeo e un quarto di quello mondiale. Insomma, anche se forse ragioniamo in maniera un po’ cauta, ancora ne manca all’arrivo della saturazione del mercato. In questo a soffrire sarà sicuramente la bici tradizionale, soprattutto la gamma media, ma il colpo verrà assorbito dall’aumento dei prezzi di vendita delle eBike, e un futuro fatto dalla diffusione ancora maggiore delle elettriche anche nelle città, soprattutto quelle italiane dove ancora non si vedono troppo. La grande diffusione di questi mezzi nel nord Europa sembra essere spinta soprattutto dall’utilizzo della bici elettrica nei contesti urbani o per gli spostamenti di tutti i giorni. In Germania si vendono infatti quasi un milione di eBike all’anno, con statistiche prossime a un quarto del totale delle bici vendute: la maggior parte nel segmento urban-trekking, e non eMtb da enduro come avviene in Italia, dove le cifre parlano di una eBike ogni otto bici tradizionali vendute.

Produzione europea di eBike 2014-2018 (x 1.00 unità)

Vendite europee di eBike 2006-2018 (x 1.00 unità)

Vendite europee di eBike 2006-2018 (x 1.00 unità)

Fonte: conebi.eu

Minimo sforzo… massima resa

Un banco da lavoro pensato per il meccanico, adatto anche a chi è appassionato, si presenta come un prodotto altamente professionale e ricco di contenuti tecnici di rilievo. Si tratta di un prodotto brevettato e costruito al 100% in Italia. Nasce dal bisogno di un banco su cui si possa intervenire su qualsiasi tipologia di bici, ma che ovviamente, date le sue caratteristiche di movimentazione automatica, ben si presta a lavorare sui mezzi più pesanti, come appunto le eBike. La principale innovazione di Agilis Officine Parolin, sta nella possibilità di sollevare la bici in maniera automatica e senza sforzo, tramite un pistone a gas, azionato con una leva simile a quella dei freni.

Il meccanico posiziona la bici a terra sul banco e può portarla facilmente alla quota desiderata, per intervenire nel migliore dei modi. Inutile dire che le possibilità offerte da questa stazione di lavoro permettono di intervenire nel migliore dei modi sulle bici e quindi offrire al cliente il migliore dei servizi possibile, grazie anche alla facilità di accesso a tutte le parti meccaniche. Il banco di per sé ha un peso di 48 Kg, e può essere utilizzato con bici fino a 40 kg di peso, funziona senza collegamenti elettrici o idraulici e quindi può essere facilmente posizionato e mosso, a tal proposito sarà presto disponibile anche una versione su ruote. Il prodotto è acquistabile da officine, negozianti e team ed è omologato secondo le normative CE per l’utilizzo nei luoghi di lavoro. Permette di fissare la bici tramite un ancoraggio direttamente al perno passante anche senza togliere la ruota. Un sistema veloce e sicuro sviluppato appositamente da Officine Parolin. Molti sono gli optionals disponibili, come quello per sostenere il manubrio senza lasciarlo penzolante durante gli interventi allo sterzo. Il fissaggio può avvenire su entrambe le ruote ovviamente, ma vi è la possibilità anche di posizionare sul banco eBike con particolari motori o batterie grazie a un sostegno che si fissa al chain stay. Un prodotto intelligente, semplice e utile, destinato a stupire anche per il vantaggioso rapporto qualità/prezzo.

Officine

Pensato per le eBike

Il primo banco da lavoro pensato per le elettriche, grazia al suo sistema di carico allevia dall’onere di sollevare bici che pesano oltre 20 chili e permette un fissaggio stabile e sicuro delle stesse. Si accompagna la bici sulla pedana e con un gesto si inizia a lavorare in modo veloce e sicuro.

Supporti e ganci

Il banco Agilis dispone di ben quattro diversi supporti per offrire la massima versatilità di manutenzione su tutte le bici, eBike incluse. Inoltre gli stessi sono facili e veloci da azionare e garantiscono la stabilità del mezzo. Un bel risparmio di tempo e di fatica.

Scansionando il QR Code sarà possibile accedere a un video tutorial sulle funzionalità del banco da lavoro Officine Parolin Agilis

Pistone a gas

Questo sistema che solleva il banco permette uno scorrimento graduale e fluido e non necessita di manutenzione. Inoltre, funziona senza dover essere collegato a punti di adduzione dell’energia.

Parolin-

Adattatori

Gli optional di Agilis

Il sistema di fissaggio è dotato di una serie di differenti adattatori che permettono di lavorare su tutti perni e le forcelle presenti sul mercato

Supporto manubrio

Offre un supporto pratico per fissare il manubrio negli interventi allo sterzo o quando è necessario levare la forcella

Vassoio magnetico

Delle dimensioni di 14x24 centimetri permette di contenere e mantenere gli attrezzi e gli oggetti metallici, possiede un potente magnete, permette di essere posizionato sul piano di lavoro di Agilis

Supporto forcelle

Sono disponibili apposite boccole per il fissaggio di forcelle quick release, perno passante, Fox e Suntour

Supporto eCity

Si fissa al chain stay e permette di fissare in maniera facile e sicura city bike con particolari configurazioni di motore e batteria anche con le ruote montate

Scheda Tecnica

Materiale: acciaio S235

Verniciatura: a polvere

Dimensioni da chiuso:

Dimensioni da aperto: 150x60xH63/H135 con supporto al bb

"Social ed elettrico: ora mi diverto"

Parla Marco Aurelio Fontana, campione di mtb, fresco della nuova stagione nella categoria eEnduro. Ci racconta del suo anno ricco di esperienze, della community, delle social ride e dei suoi progetti futuri. Con tanta voglia di elettrico e una certezza: la bicicletta a pedalata assistita è il presente e il futuro

Tra i protagonisti che hanno animato l’ultima edizione di Milano Montagna anche Marco Aurelio Fontana, campione di mountain bike, reduce dalla sua prima stagione nella categoria eEnduro, dopo 23 stagioni al vertice nel cross-country con diversi risultati di prestigio, tra cui la medaglia di bronzo alle Olimpiadi del 2012. Durante i Sustainable Outdoor Days Fontana ha raccontato la sua “nuova avventura” nel mondo eMtb. Al BASE di Milano è stato proiettato per l’occasione il video clip “Fingers Cross” del campione che ha parlato anche del progetto Social Ride e del suo Vlog personale Posh Privateer. Per noi è stata l’occasione di rivolgergli qualche domanda sulla stagione appena passata e i progetti futuri.

Si è appena conclusa la tua prima stagione in sella a una eMtb. Si possono dunque tirare le somme. Contento delle scelte fatte un anno fa?

Direi di sì. È stato un anno incredibile, anche a livello personale, perché mi ha dato la consapevolezza che ciò che conta oggi nel settore ciclo è la voglia di fare, la voglia di mettersi in gioco ed essere pronti a toccare diverse situazioni, non solo quelle legate alle gare. Tutti in questo momento parlano di bici, ancora di più di bici elettriche e quindi il primo anno è stato davvero ricco e pieno di opportunità. Ho fatto tante di quelle cose che fatico quasi a ripercorrerle tutte. Ho toccato tanti argomenti e tante bici, non solo elettriche. Non ci sono dubbi comunque che l’elettrico offra tante possibilità, soprattutto a chi vuole muoversi al di fuori dell’ambito racing, che, per quanto sia molto importante, per quanto sia disciplina olimpica se parliamo di cross country, rappresenta comunque una nicchia, una piccola parte di quello che si può fare con una bicicletta.

Quello delle bici elettriche è un settore che nel nostro Paese ha ancora ampi margini di crescita. Cosa ne pensi?

Le biciclette a pedalata assistita aprono a una fetta nuova di utenti e anche per questo motivo stanno registrando numeri davvero interessanti. Aumentano inoltre gli utenti che passano da una bici muscolare a una elettrica. Le eBike sono cresciute anche tecnologicamente: se guardiamo alla situazione di cinque anni fa, vediamo che sono stati fatti enormi progressi. Detto questo, non ho comunque abbandonato la bicicletta tradizionale. Durante l’anno, per esempio, con la bici da corsa ho creato dei contenuti legati al Tour de France a Parigi e sul Tourmalet, così come ho continuato a usare la bici da cross country per gli allenamenti e alcune uscite con la community.

Questo per dire che la bici mi piace in tutti suoi aspetti, ed è una cosa che voglio sottolineare. L’elettrico, però, dà la possibilità anche a un professionista di raggiungere delle vette e coprire delle situazioni, che altrimenti non sarebbero fattibili. Parlando di montagna, per esempio, quest’anno abbiamo fatto il giro del Monte Bianco: in tre giorni 15mila metri di dislivello positivo e quasi 17mila metri di dislivello negativo. Si è trattato di montagna vera, un’esperienza dura, quasi al limite. È chiaro allora che la bici elettrica può servire al sedentario che pedalando riesce così a fare una salita altrimenti impossibile per lui, ma è comunque anche il mezzo che porta un atleta a fare cose che vanno davvero oltre.

Tra le gare in sella a una eMtb, quest’anno hai affrontato il circuito World eBike Series, che hai vinto, e il Campionato del Mondo, che hai chiuso al sesto posto. Qual è la formula che preferisci?

Dal profilo Instagram @fontanaprorider: social ride in Val Trebbia

La Focus usata dal campione nel 2019 è una bicicletta a pedalata assistita allmountain, che si avvale di diverse sponsorizzazioni.

Modello: Focus Jam Squared

Telaio: lega di alluminio

Motore: Bosch Performance Cx Drive

con batteria integrata da 625 wh

Sospensioni: Öhlins imported by Andreani, 150mm di escursione, ad aria Pneumatici: Kenda Hellkat da 2.4 di

sezione con tecnologia EMC per bici elettrica e AGC per discesa

Componentistica: FSA (manubrio, pipa, reggisella e ruote Gradient 29” in carbonio)

Taglia: M Peso: 22 kg

Sono convinto che non ci sia ancora la formula di gara ottimale per le bici elettriche. È normale che ci siano prodotti diversi, è normale che ci siano motori diversi ed è normale che in determinate situazioni non ci sia equilibrio tra bici e atleta. È l’anno zero, il primo anno con un Campionato del Mondo, quindi è normale che ci sia da sviluppare la formula e creare un prodotto che funzioni a livello competitivo. Ho fatto gare di enduro, ho fatto gare di cross country, ho fatto il primo Campionato del Mondo in Canada per bici elettriche ed è stato un vero successo, sia a livello di partecipazione sia a livello di media. Mi è piaciuto molto il format del cross country, che trovo sia molto adatto a questi mezzi. È chiaro che, avendo a che fare con dei motori che funzionano in modo diverso, se si vuole una competizione equa sarà necessario porre delle regole e pensare a dei percorsi in grado di premiare le qualità tecniche dei partecipanti.

Quali sono le differenze con una gara di cross-country classico?

Se il percorso è molto nervoso e non ci sono tratti in pianura, una gara di cross country con eMtb non è molto diversa da una con bici tradizionale nella stessa disciplina. In realtà ad alti livelli i passaggi tecnici di una gara per eMtb sono nella maggior parte dei casi più impegnativi. Quest’anno, per fare un esempio, al Campionato del Mondo di eMountain bike a Mont Sainte Anne, in Canada, hanno tracciato un percorso che aveva delle difficoltà tecniche superiori al tracciato di cross country standard cui ero abituato da atleta di mountain bike. Con l’elettrica ho provato a raggiungere velocità tali in discesa che, dopo il primo giorno di prova, mi sono detto “qui siamo al limite, roba da mettere le protezioni”. A livello cardiaco si raggiungono lo stesso picco e la stessa frequenza media. Jaroslav Kulhavy, il vincitore delle Olimpiadi nel 2012 quando io ho fatto terzo, durante una gara con eMtb ha registrato 175 battiti al minuto di frequenza cardiaca media raggiungendo quasi 190 di frequenza massima, come aveva scritto su Instagram. Significa che il fisico è portato comunque al limite in una gara con eMtb. L’unica differenza è che il mezzo su cui si pedala permette cose differenti. Pensare che la bici elettrica sia solo per chi non vuole fare fatica è come dire che le gare di moto o automobilismo sono per tutti, solo perché si ha un acceleratore. Con una eBike semplicemente si va più forte, è un mezzo che pesa il doppio, quindi da un certo punto di vista per il fisico è comunque impegnativo. Quello che cambia è la spinta delle gambe, e il lattato prodotto è leggermente inferiore. L’impegno muscolare è però complessivamente maggiore, perché anche la parte alta del corpo è molto coinvolta nella tenuta e conduzione del mezzo.

Tra i tuoi programmi quest’anno c’erano anche i Social Ride, eventi in bicicletta che hanno coinvolto i tuoi fan. Com’è andata?

Sono molto soddisfatto, anche perché i Social Ride nascono da un progetto che avevo già in testa l’anno scorso. Una bella occasione per coinvolgere la community con dei giri in bici in location che decido io: perché mi piacciono, perché mi hanno colpito in passato. Il con-

cept è quello di un’uscita tra amici. Un po’ come dire: io mi faccio un giro, chi vuole venire con me? Possiamo essere in venti, trenta o quaranta come è successo anche quest’anno. C’è quello che vuole sapere come mi alleno, come si curva e quello invece che vuole l’aneddoto sulle Olimpiadi. È bello condividere la stessa passione, ma soprattutto far capire che andare in bici non è solo fatica e velocità, come nelle gare, ma anche divertimento. Nelle Social Ride sono riuscito un po’ a trasmettere questa cosa. Qualcuna è andata meglio di altre per circostanze anche meteo, però devo dire che complessivamente sono state un successo. Un progetto a cui tengo molto, perché ora finalmente ho tempo da dedicare alla community, cioè alle persone che mi hanno sostenuto negli anni dell’agonismo, e ricambiare in questo modo la fiducia che mi hanno sempre dimostrato.

Parliamo di collaborazioni e sponsorizzazioni. Il tuo main sponsor è Focus: quali sono i valori che condividi con questo brand e che tipo di collaborazione c’è?

Io lavoro principalmente con Focus Italia Group, che è l’importatore italiano. Collaboro anche con la casa madre che comunque fa un gran lavoro per me. È iniziato tutto con una chiacchierata sul mio nuovo progetto, che avevo proposto a pochissime persone, pochissimi sponsor e brand di bici, perché ci tenevo a raccontarlo a quei partner che secondo me aveva un senso interpellare. Di Focus mi piace in particolare che faccia delle grandi bici, chiaramente, e allo stesso tempo ha un mood che si rivolge un po’ a tutti. Il motto di Focus “E is for everyone” si traduce, infatti, in una gamma di bici elettriche per un target ampio, dal professionista al beginner. In Focus, inoltre, sono stati molto flessibili e hanno capito subito il mio progetto. Per me era fondamentale, perché quest’anno avevo proprio bisogno di fare le cose a modo mio, per toccare gli argomenti che secondo me erano importanti.

Altri brand con cui collabori? Ci sono novità all’orizzonte in termini di partnership?

Ce ne sono tanti. Posso citare per esempio Kenda Tire, brand tedesco che fa pneumatici, con cui lavoro da qualche anno e con cui mi trovo molto bene, perché ha sposato subito il progetto. Lavoro con Red Bull, il brand che mi segue da più tempo e che ha deciso di supportarmi nonostante abbia cambiato rotta, e non era così scontato. Con loro ho creato tante situazioni: ho una grossa passione per i motori e ci sono state diverse occasioni di assistere a gare ed eventi. Lavoro anche con Oakley, che è un brand molto importante. Farei un elenco di tutti ma posso dire in generale che, oltre a darmi supporto economico, sono tutti fonte di opportunità, che se colte, possono davvero fare la differenza. A livello di partnership dovrebbe essere tutto confermato per il 2020. Nell’ultimo mese mi hanno contattato tre o quattro importanti produttori di bici che vogliono investire sull’elettrico. È bello vedere che il progetto funziona molto bene.

Come vedi invece il futuro delle eBike?

Secondo me la pedalata assistita si svilupperà su più fronti. Se qualche anno fa avrei detto che la pedalata assisitita avrebbe toccato enduro e all-mountain e in generale solo l’ambito adventure, adesso mi sento di dire che ci saranno sempre più bici elettriche da qui in avanti, di ogni tipo, come citybike per esempio. Le bici tradizionali forse resteranno per l’uso racing con una gamma più ristretta. Le eBike si svilupperanno parallelamente ai motori. Volendo azzardare un po’, avranno probabilmente l’acceleratore e faranno i 40 km/h anziché i 25 km/h come ora.

Tecnologicamente parlando, qual è secondo te la direzione che dovrebbero seguire le case produttrici? Batterie più performanti per durata e peso?

Secondo me la prima cosa da sviluppare dovrebbe essere il cambio integrato. Se c’è una cosa che vorrei domani è proprio questa. Tutto il resto va bene così, comprese le batterie che non andranno verso più autonomia, ma piuttosto diminuiranno di peso. Dipende ovviamente dal dislivello, ma una gara di cross country si fa tutta in boost senza problemi e solitamente si arriva anche con un po’ di margine con una batteria da 625 Wh. Abbiamo sospensioni da moto, freni da moto, telaio adeguato, ma un cambio che, se prendi un sasso, ti lascia a piedi.

Quali sono i tuoi programmi per l’anno prossimo?

Rimangono simili perché continuerò a fare gare prettamente per bici elettriche. Continuerò a fare social ride, così come i video educational che trovate su moto.it. Voglio un po’ concentrare le energie su alcuni contenuti, perché a volte ti impegni mille e ottieni cento o viceversa. Sappiamo che social media sono un po’ complicati e cambiano di continuo, ma sono importanti non tanto per numeri, quanto perché mi permettono di comunicare qualcosa: posso dire perché mi piace andare in bici e cosa faccio con la bici, per esempio. Lato gare, farò ancora il Campionato del Mondo per bici elettriche e probabilmente l’Enduro World Series (EWS), che nel 2020 apre alle bici elettriche con percorsi e regole dedicate, al posto del trofeo WES (World eBike Series).

Per quanto riguarda le donne, com’è la loro partecipazione nelle neonate gare di eMtb? Ci sono donne nelle gare di eMtb, ma sono molto poche. Sicuramente cresceranno in futuro e senz’altro le aziende investiranno sul target femminile. Siamo però ancora all’inizio, ci vuole tempo. Pensiamo per esempio alle gare di mountain bike di 20 anni fa: i numeri non erano quelli di oggi.

La eMtb di Marco Aurelio Fontana
Scheda Tecnica

Il "moto rivoluzionario" passa anche dall’eBike

I numeri di Eicma (secondo l’organizzazione)

5 • i giorni della manifestazione 2 • le giornate dedicate agli operatori 3 • le giornate dedicate al pubblico 800mila • presenza di pubblico

1.887 • i brand espositori

4.053 • i giornalisti 4.065 • gli influencer 43.623 • totale degli operatori del settore 23.971• operatori esteri

Il claim dell’edizione 2019 di Eicma sembra fatto apposta per il mondo della mobilità elettrica sostenibile. Tra bici, monopattini e scooter fa registrare un vero e proprio boom, sotto gli occhi attenti di un pubblico che raggiunge quasi le 800mila unità

Anche quest’anno la redazione di eBike4Trade non si è lasciata scappare l’occasione di partecipare alla kermesse milanese, che in questa edizione, più di ogni altra, fa segnare numeri da record. Oltre alla marea umana presente dentro e fuori dai padiglione del polo fieristico, siamo stati partecipi di una vera e propria “esplosione” del numero di veicoli elettrici. In molti stanno seguendo il trend della mobilità a emissioni zero, sia fra i produttori di moto che fra quelli di prodotti più alternativi, di cui fanno parte anche le eBike; questo alla faccia di personaggi che ancora si auspicano un ritorno da parte dei ragazzini ai rumorosi “cinquantini”. Non solo i classici produttori cinesi e taiwanesi portano in fiera un’ondata di prodotti di ogni genere tra scooter, monopattini, eBike di ogni tipo, specie e (sic!) qualità; non solo i produttori di eBike, anche e soprattutto nostrani che in effetti sono stati presenti in buon numero; ma anche storici brand che da sempre producono motocicli a motore termico si stanno affacciando al mondo dell’elettrico, a partire proprio dai più insospettabili, ma forse da sempre più attenti all’immagine che alla prestazione.

Gli insospettabili dell’eBike

È il caso ad esempio di Harley Davidson, che insieme ai suoi rombanti mostri di acciaio ha portato a Eicma 2019 anche una vera e propria gamma elettrica, che va dalle moto alle eBike. Si, perché ben tre prototipi a pedali erano in bella vista allo stand dello storico brand americano. Non si trattava però del classico esercizio di stile, pare infatti che a breve ne sia prevista la commercializzazione in Europa. Altro grande attore in campo nel mondo della

La pista test dedicata alle eBike al padiglione 18
Gli stand dedicati all'eBike

pedalata assistita è Ducati, che prosegue e rafforza la propria collaborazione con Thok, presentando ben due nuovi modelli: una city trekking aggressiva che fa il verso alle moto Scrambler e da cui eredita anche il nome, e una versione “affordable” del modello MigRR, chiamato Mig-S, destinato a un pubblico più ampio, mantenendo però l’anima racing propria dei brand. Non solo i produttori di moto si stanno sempre più affacciando al nostro mondo, grazie soprattutto al ponte ideale tra i due mondi offerto dalle eBike, ma anche i produttori di accessori. Non si sa se per la necessità di darsi un aspetto un po’ “green”, oppure perché hanno intuito nuovi orizzonti nel proprio business, o forse entrambe le cose.

Dalle moto alle bici grazie al motore elettrico Possiamo citare un brand che già è apparso sulle nostre pagine come Five Gloves, oppure l’italiana Just1 Racing che, dall’abbigliamento e dai caschi per moto, sviluppa una gamma

apposita per bike, proprio come fanno la sudafricana Leatt e l’americana Troy Lee Design, in bella mostra allo stand del distributore Athena. Come non citare poi Tucano Urbano, sempre attiva nel mondo del commuting, con prodotti che permettono di viaggiare asciutti e sicuri in ogni stagione. Non solo accessori e prodotti trasversali all’insegna di brand che sondano il terreno della mobilità sostenibile e del mondo bike, anche marchi che nascono e si sviluppano da sempre nel nostro contesto scelgono Eicma come vetrina. Come ad esempio Askoll, che porta in fiera la propria gamma di motori proprietaria, prodotti italiani che puntano a invadere il mercato, sia con le bici prodotte con il proprio nome, che su quelle di altri costruttori. Molta attenzione da parte dei media e del pubblico hanno invece destato altre due italianissime realtà: Fantic e Atala.

Nuovi paradigmi e tecnologie

Il primo porta finalmente all’attenzione del pubblico B2C italiano una delle eBike più chiacchierate dell’ultimo periodo: Issimo, un prodotto destinato a cambiare il paradigma della mobilità urbana. Siamo pronti a scommettere che fra qualche anno verrà ricordato come il “primo” di una nuova categoria, destinata a sostituire motorini e scooter. Il mercato stava solo aspettando qualcuno che rompesse il ghiaccio (e gli schemi), e ci pare proprio che l’abbia trovato. C’è anche invece chi è abituato a ragionare in ottica bike, ma che sta puntando molto sul mondo nuovo delle elettriche. Parliamo di Atala, con il suo brand performante Whistle. Ha scelto la vetrina di Eicma per presentare una grande novità, il primo telaio di serie in carbonio stampato, quindi con una nuova tecnologia. Con questo realizza una eMtb dall’aspetto pulito e gradevole e, ci sembra, anche dalle performance e dai contenuti tecnici interessanti. La livrea nera e pulita ben si sposa con l’uso aggressivo per cui è pensata. Si tratta però ancora di una pre-pre serie, di una eMtb destinata a entrare nel mercato per il 2021. Impossibile citare tutto quanto visto girovagando per i padiglioni, ma la carne al fuoco era tanta e l’entusiasmo alle stelle, tanto che siamo stati costretti a prolungare la nostra presenza tra gli stand oltre il previsto.

L’edizione dei record Il “moto rivoluzionario” ha coinvolto una cifra impressionante di visitatori. Si sfiora quota 800mila presenze (secondo l’organizzazione). I partecipanti hanno preso d’assalto gli otto padiglioni occupati, due in più rispetto all’edizione 2018, per scoprire le novità messe in mostra dai 1.887 brand presenti in totale (record storico della rassegna: +47,54% sul 2018 e +10,29% sul 2017), il 63,86% provenienti dall’estero in rappresentanza di 43 Paesi. Successo anche per il format studiato per promuovere le due ruote tra i più piccoli, Eicma For KIids, l’iniziativa che ha regalato a più di mille bambine e bambini, dai 4 agli 11 anni, l’emozione di provare gratuitamente moto e bici e apprendere i primi rudimenti della sicurezza stradale. Ma l’effetto del “moto rivoluzionario” non si è fermato alle giornate di apertura al pubblico. Anche i numeri che riguardano i giorni dedicati agli operatori e alla stampa sono stati più che soddisfacenti. Con 43.623 operatori del settore presenti, di cui 23.971 provenienti dall’estero (55%), si evidenzia l’attrattività internazionale di Eicma, come anche l’altrettanto significativa natura B2B della manifestazione.

I numeri della stampa internazionale

Sono stati 4.053 i giornalisti e i media accreditati, a cui si sommano altre 4.065 presenze tra influencer, tecnici e operatori della comunicazione accolti nel quartiere espositivo e nella nuova sala stampa, quest’anno trasferita (intelligentemente) nel cuore dell’esposizione. “Molto soddisfatto” dei risultati si dichiara il presidente di Eicma Andrea Dell’Orto, che ha elogiato “l’ottimo lavoro della struttura organizzativa” e affermato: “Quello trascorso dalla scorsa edizione è stato un anno molto impegnativo, durante il quale abbiamo messo in campo una serie di importanti investimenti strategici, a diverse latitudini, che ci hanno permesso di alzare ulteriormente il valore indiscusso del nostro evento espositivo. Non era facile, ma dopo questa sei giorni entusiasmante possiamo affermare con orgoglio di essere ancora più attrattivi, più competitivi e imprescindibili per il settore e di aver contribuito in maniera inequivocabile a riempire Eicma di novità”. Il riferimento di Dell’Orto è, tra le altre cose, alle attività di comunicazione e promozione svolte, all’importante conseguimento della certificazione ISO 20121 che ha reso EICMA il primo evento espositivo sostenibile al mondo nel suo settore, alle forti azioni di rilancio della presenza digitale di Eicma con la realizzazione di un nuovo sito web, una nuova app, alla vendita dei biglietti online. eicma.it

I prototipi delle eBike di Harley Davidson
La Whistle con telaio in carbonio stampato presentato a Eicma
Issimo, l'eBike che vuole fare il ciclomotore

Micro soluzione urbana

Nonostante i rallentamenti dovuti a una normativa confusionaria, la micromobilità convince sempre di più il pubblico. A Eicma è stato evidente quanto il mercato sia vivo e quanto le aziende stiano investendo in tale direzione

Il moto rivoluzionario di Eicma non si è limitato alle novità inerenti alle due ruote, ma ha cominciato a esplorare tutte le possibilità che possono contribuire a modificare la mobilità del futuro. Senza dubbio il filo conduttore tra tutte queste realtà resta la propulsione elettrica, in grado di offrire soluzioni compatte e di conseguenza appli -

Askoll - eKick scooter

Motore elettrico posizionato nella ruota anteriore, ha un'autonomia che supera i 35 km. La sua particolarità sono le due ruote posteriori che conferiscono una grande stabilità e sicurezza alla guida. La principale vocazione di questo prodotto sarà lo sharing, mercato in cui Askoll sta puntando in modo molto deciso.

• Motore: ruota anteriore con funzione rigenerativa

• Batteria: estraibile agli ioni di litio

• Autonomia: oltre i 35 km

• Freno: posteriore a disco askoll.com

cabili a mezzi di trasporto non convenzionali. La problematica principale è trovare soluzioni a basso impatto ambientale in grado di decongestionare il traffico cittadino e di conseguenza in grado di limitare sia l’inquinamento dell’aria sia quello acustico. In fiera a Milano è stato possibile visionare diversi tipi di soluzioni, alcune decisamente futuristiche come i monoruota; altre a cavallo tra il mezzo di trasporto e il divertimento personale, come ad esempio i pattini motorizzati. Senza dubbio però la soluzione che sta avendo più presa sui consumatori sono i monopattini, facili da guidare, comodi da ripiegare, trovano sempre più successo di pubblico. Nonostante la burocrazia cerchi, come al solito, di rendere tutto più complicato per il cittadino e per l’innovazione. I monopattini consentono di spostarsi a una velocità compatibile con la sicurezza e sono in grado di garantire, grazie allo sviluppo tecnico continuo, autonomie sempre maggiori. Impossibile non vedere i vantaggi nel traffico cittadino. Piegandoli è possibile trasportarli comodamente sui mezzi pubblici o riporli sotto la scrivania dell’ufficio. Come detto precedentemente, grazie alla connettività che sono in grado di sviluppare, stanno trovando anche il favore di alcune case automobilistiche, che li propongono come dotazione nelle loro auto alla stregua di "tandem" urbani. In questo modo si cerca di lasciare le auto fuori dai grandi centri abitati e utilizzare il monopattino per raggiungere la destinazione finale. Non solo sul privato, ma anche sharing. La condivisione dei trasporti aveva riscontrato grandissimo successo di pubblico. Sfortunatamente messa in pausa a causa di una normativa confusionaria, vede aziende come Askoll sviluppare servizi innovativi per incontrare le esigenze del consumatore.

Segway - Ninebot MAX G3

Il G3 con i suoi 65 km di autonomia è ad oggi il monopattino con più autonomia, candidandosi ad aprire un salto qualitativo nel settore della micromobilità. Monta pneumatici tubeless da 10 pollici che conferiscono maggior ammortizzazione e stabilità. Segway ha sviluppato anche un'applicazione che cosente all’utente di avere un'analisi dei suoi spostamenti.

• Motore: posteriore

• Batteria: integrata con sportello di ricarica

• Autonomia: 65 Km

• Freno: elettrico rigenerativo all’anteriore, sul parafango al posteriore Distribuito da: Athena - athena.eu - segway.it

Moustache, un’eBike con i baffi

Sono passati dieci anni dalla nascita di questo brand francese, nato con lo scopo di diffondere l’uso della bici e diminuire quello dell’auto. Ora produce performanti mtb, bici trekking e urban.

Anche tandem e balance bike nella sua gamma, tra le più innovative del mercato

Avere la scusa per lasciare l’auto in garage. Questo è stato il motivo per cui i fondatori di Moustache hanno fondato la loro azienda quasi dieci anni fa. Con questo scopo preciso, l’azienda francese ha iniziato a produrre eBike che aprono la strada a nuove esperienze a vecchi e nuovi amanti delle bici. La gamma iniziale includeva sette modelli, oggi a catalogo Moustache ne ha quasi 65. Un bel salto in avanti, specchio della qualità dei prodotti e del lavoro che è stato fatto dalla fondazione dell’azienda. Il curioso nome deriva dal fatto che da sempre i "moustache", ovvero i baffi, sono legati al mondo delle bici, dal manubrio a “baffo”, storico e riconoscibile, cui l’azienda francese si è ispirata per produrre i propri.

La base di tutto, fin dagli albori della gamma è stato il manubrio (ancora montato sul modello Lundi). Il brand francese infatti non si limita a progettare i telai: anche la componentistica è molto importante per lo sviluppo dei prodotti. Così Moustache produce: ruote, ammortizzatori, portapacchi, reggisella e manubri, tra questi il celeberrimo modello urban. L’ultima versione è l'evoluzione in chiave moderna del prodotto primigenio, con ancora più comfort, che garantisce una posizione delle mani molto naturale. È disponibile in ben quattro versioni diverse con piccole variazioni degli angoli. É oltretutto leggero e robusto, grazie all’alluminio 6061, lo stesso utilizzato per la produzione dei telai.

Un prodotto che negli anni è diventato un’icona. È anche la prima bici entrata a catalogo Moustache e qui abbiamo la sua ultima evoluzione. Nonostante siano passati gli anni, rappresenta ancora uno dei prodotti di punta del brand ed è disponibile in tre versioni e sei colori. Il suo telaio ha un’ottima rigidità torsionale per garantire la massima stabilità, ma è flessibile verticalmente per migliorarne il comfort e attutire le asperità della strada. Anche gli ampi pneumatici migliorano la comodità di Lundi, che ben si districano nella giungla urbana, fatta di binari e porfido. Le comode selle sono fornite dall’italiana Selle Royal, mentre i parafanghi tubolari sono sempre Moustache, in tinta con il telaio. Lo speciale manubrio offre una postura eretta e un’ampia visuale. Le luci led sono integrate e la loro posizione elevata permette di vedere e, anche di essere visti da tutti, mentre ulteriore sicurezza è garantita dai freni Shimano idraulici. Le versioni 26.2 e 26.3 hanno inoltre integrato un blocco sotto foderi per proteggere l’eBike nelle soste veloci. È disponibile come optional anche una catena Axa. Il motore è il Bosch e il cambio è Shimano, diversi a seconda dei modelli di gamma.

Al centro del progetto c’è l’utilizzatore

Le eBike di Moustache coprono tutto il range di possibilità offerte da questo mezzo di trasporto, dalle bici urban alle mtb (di cui abbiamo già avuto modo di parlare sulle pagine di eBike4Trade). A catalogo anche dei tandem elettrici; ma sempre con un focus sulla qualità, sul design e soprattutto sull’utilizzatore e sull’ergonomia, con una visione diversa e innovativa del prodotto. La gamma si struttura in diverse famiglie in grado di soddisfare il bisogno di ogni eCiclista. L’azienda, come accennato, si trova in Francia, nella regione dei Vosgi, in cui i valori e le tradizioni ancora hanno un posto importante nella società. Per questo Moustache dà molta importanza ai propri dipendenti e ha sviluppato una forza lavoro partendo dalle caratteristiche delle persone. I due fondatori, Manu che ora si occupa dello sviluppo del prodotto e Greg nelle vendite, hanno ora 100 dipendenti che lavorano costantemente per migliorare le eBike del brand.

moustachebikes.com

IL MANUBRIO MOUSTACHE, UN NOME UNA GARANZIA
LUNDI 26
Gregosy Sand e Emmanuel Antonot, fondatori del marchio Moustache

In nome della potenza

Arriva dalla Germania TQ HPR 120S. Un nuovo concetto di motore che sviluppa 120 Nm di coppia, per superare ostacoli e pendenze estreme, garantendo grande supporto alla pedalata

Particolare del motore TQ montato sulla M1 della nostra prova

M1-Sporttechnik

Das Spitzing Evolution Bobby Root Edition Abbiamo provato il motore TQ su questo esclusivo modello della casa tedesca M1, una bici massiccia, full carbon, dal montaggio al top della categoria. Un prodotto di alta qualità con una capacità di trazione che ben si allinea con la potenza del motore e doti discesistiche che non fanno percepire il peso piuttosto elevato di questa eMtb trail enduro.

Distribuita in italia da: elektamobility.com

Scheda tecnica

Telaio: fibra di carbonio alto modulo

M1, Spitzing Evolution

Forcella: Fox 36 Float Kashima, 170 mm

Motore: TQ 120 S, 250 W

Batteria: M1 48 V, 1050Wh

Gruppo: Shimano XT Shadow Plus 11x

Freni: Magura MT5e, rotori 203 mm

Ruote: DT Swiss H1900 Spline 27.5”

Gomme: Schwalbe Hans Dampf

27,5x2,6

Dropper: Fox Transfer 150 Kashima

I motori delle eBike si somigliano tutti, soprattutto se consideriamo quelli del movimento centrale? A un osservatore disattento potrebbe anche sembrare, ma non è così. Essi si differenziano per molti fattori, spesso derivanti dal software e dall’algoritmo di funzionamento, altri per il peso, altri per la forma, più o meno compatta. Ma uno si distacca in modo netto dal coro ed è proprio questo TQ HPR 120S. Un prodotto che non segue il sentiero tracciato da altri produttori, ma se ne discosta e propone una propria filosofia. Per ora due produttori, entrambi teutonici, si sono affidati a TQ per motorizzare le proprie bici, e parliamo di Haibike e M1-Sporttechnik, che lo montano sui propri modelli di punta (ma anche altri stanno arrivando). A prima vista la qualità percepita di questo prodotto è molto alta, e la costruzione made in Germany si vede, anche nell’aspetto solido e massiccio.

Una forma che non ti aspetti TQ HPR 120S è veramente molto compatto e si presenta come un cilindro. Rispetto alla concorrenza, che propone prodotti più “allungati”, questa forma deriva da una caratteristica tecnica particolare, la stessa utilizzata nella motorizzazione delle parti mobili dei satelliti, che funziona tramite un sistema concentrico e permette una trasmissione fluida e potente che arriva fino a 120 Nm di coppia e 250 W di potenza, con un’assistenza che ha picchi fino al 500% per la modalità di assistenza Extreme, studiata per affrontare i passaggi più impervi. HPR sta per Harmonic Ping Ring Technology, un sistema concentrico per cui un cuscinetto agisce su una ellittica che trascina tramite un movimento ondulatorio la ruota dentata interna. Un concetto un po’ complesso da capire, sappiate comunque che avviene in maniera estremamente fluida, precisa e potente. Queste caratteristiche si portano dietro alcune problematiche, forse dovute anche alla novità del prodotto, sul mercato da meno tempo dei diretti concorrenti.

Più potente ma anche più pesante

Scheda tecnica TQ HPR 120S 25 Km/h

Potenza: 250W

Coppia: 120 Nm

Voltaggio: 48 V

Efficienza: >80%

Peso: 3,9 kg

Se la rumorosità è solo di poco superiore alla media, ma comunque non eccessiva rispetto alla concorrenza, TQ paga in termini di peso, sia dell’unità motore (circa un chilo in più di Bosch e Shimano), che del sistema. Infatti, tanta potenza ha un prezzo e si traduce anche nella necessità di portarsi dietro una batteria più capiente. In generale il pacchetto completo ha un peso maggiore rispetto alle soluzioni tradizionali, ma offre una soluzione vantaggiosa in termini di potenza, fluidità e intuitività, con in più il plus di un disaccoppiamento totale della pedalata a motore spento e oltre 25 Km/h. TQ HPR è disponibile anche in versione S-Pedelec con velocità fino a 45 Km/h (500 W) e in versione Race con potenza di 920 W.

tq-group.com

Ducati – E-Scrambler

La gamma di eBike Ducati costruita su licenza da Thok Ebike si amplia di nuovi modelli tra cui la E-Scrambler, la prima trekking eBike nata dalla collaborazione dei due brand. Questa bicicletta a pedalata assistita si ispira al mondo Ducati Scrambler ed è ideale per spostarsi in città. Grazie alle sue caratteristiche si adatta bene anche a un uso più offroad come le strade sterrate di campagna. Dotata di telaio in alluminio 6061 idroformato con parti CNC, la E-Scrambler monta motore Shimano Steps E7000 e batteria Shimano da 504Wh che garantisce autonomia e maneggevolezza anche grazie agli pneumatici Pirelli Cycl-e GT da 27,5 x 2,35. Nell’allestimento troviamo anche: fari anteriore e posteriore, trasmissione Sram ND ad 11 velocità (11-42), parafanghi in alluminio, portapacchi idoneo al trasposto di borse laterali, forcella Suntur XCR 34 a molla da 80 millimetri di escursione e reggisella telescopico. Quest’ultimo accessorio aumenta il comfort perché permette di salire e scendere dalla bici in modo agevole e consente di appoggiare comodamente il piede a terra durante le soste. Grazie al baricentro basso e alla geometria del telaio questa eBike offre le stesse sensazioni di guida di una bicicletta tradizionale. In generale l’allestimento la rende perfetta per l’uso quotidiano. Il peso (misura M senza pedali) si attesta intorno ai 22,5 chilogrammi. Disponibile nella colorazione yellow/black.

scramblerducati.com

Una eBike dall’anima versatile e disponibile in tre diverse varianti, con scavalco basso (nella foto), con top tube ribassato e con top tube alto e tre diverse varianti di colore: grigio, arancione e azzurro. Le sue caratteristiche permettono di affrontare varie situazioni, come un viaggio, oppure l’utilizzo giornaliero da parte dei pendolari, questo grazie anche alla sua robustezza. Flyer punta molto su questo aspetto per la Upstreet 5, infatti all’acquisto della bici, si avrà una garanzia di 5 anni su motore, display, centralina e comando remoto e 10 anni sul telaio, che è omologato fino a 149 kg di portata. Il potente motore è di Panasonic, che muove le grandi e scorrevoli ruote da 28” di diametro con larghi copertoni che offrono comfort di marcia e sicurezza di guida e in frenata. La bici è piena di soluzioni intelligenti, come l’intuitivo controllo del displey a colori e della trasmissione, con la possibilità opzionale di avere anche il cambio automatico. Inoltre, la trasmissione è a cinghia, rinforzata in carbonio, per ovviare a problemi di manutenzione per pensare solo al piacere della guida. La batteria è integrata nel tubo obliquo, e consente la rimozione in maniera semplice. Upstreet 5 è disponibile anche in versione S-Pedelec, che arriva alla velocità di 45 km/h, un vero e proprio “incrociatore” urbano.

flyer-bikes.com

Distribuito in Italia da: tribedistribution.com

SCHEDA TECNICA

• Telaio: Flyer in alluminio idroformato con passaggio cavi interno

• Taglie disponibili: da S a XL

• Colori: Anthracite Gloss, Glacier Blue Gloss, Tangerine Orange Matt

• Forcella: SR Suntour

• Motore: Panasonic GX

• Batteria: Flyer Smart Integrated

Battery 630 Wh

• Display: Flyer

• Gruppo: disponibile in varie configurazioni

• Coperture: Schwalbe Big Ben 28x2.15

• Sella: Selle Royal Ariel

City: il primo modello nato della gamma. Un vero e proprio “tender” urbano

Eovolt Sport: l’ultima nata, con sensore di coppia e trasmissione a cinghia

Il brand francese Eovolt è arrivato nel nostro paese grazie a Modolo Italia (vedi news). Le sue eBike foldable sono assemblati con materiali di alta qualità e si caratterizzano per il design minimale. La linea di queste bici è pulita e semplice, che fa trasparire anche l’efficienza tecnica che sta dietro al progetto. Inoltre, Eovolt punta anche su un customer service di primo piano, tanto che componenti e ricambi sono disponibili in tempi molto brevi. Per soddisfare le tendenze di mobilità urbana, ecologia e stile di vita sano e soprattutto muoversi in città nel modo più veloce e pratico. Le eBike pieghevoli Eovolt sono potenti, leggere e compatte e disponibili in vari modelli: City, Retro, Sport o Comfort. La batteria è integrata nel reggisella, quindi protetta e di facile estrazione, per poterla ricaricare in ogni luogo; i livelli di assistenza sono cinque, e la velocità massima di 25 km/h. I tempi per piegarla si riducono a soli 10 secondi per un peso piuma di 13 kg. Eovolt è anche smart, tanto che tramite una presa usb è possibile collegarvi lo smartphone per ricaricarlo in ogni momento. Con il sistema Fold&Go invece la Eovolt può essere trasportata anche da piegata per salire su metro, treni e autobus senza difficoltà. Lunghissima è la lista degli accessori, che vanno dai cestini, alle borse, ai lucchett, ai portapacchi.

eovolt.com

Distribuito in Italia da: modoloitalia.it

Eovolt – brand overview
Eovolt
Eovolt Retro: la bici piegevole dall’aspetto “vintage” grazie ai particolari classici
Eovolt Comfort: con ruote da 20” e batteria Samsung da 14 Ah è la maggiore delle sorelle

Il progetto ONES Moving è anche franchising

Parte dal negozio “madre” di Trieste il progetto di Bernardo Zerqueni, vulcanico imprenditore triestino con un passato nel campo delle energie rinnovabili. Sempre alla ricerca di nuovi partner per creare una rete di negozianti/ambassador che vogliano diventare parte della famiglia

L’idea è chiara, offrire un servizio a chi volesse aprire un negozio/ noleggio con un’impronta ben precisa. Il progetto ONES nasce da un negozio focalizzato sulla mobilità urbana a Trieste, con un’immagine innovativa e un carattere del tutto particolare. ONES non è però solo un negozio ma è un brand, che si propone di ampliarsi con l’apertura di nuovi punti vendita licenziatari in tutta Italia. Ora, con l’apporto anche di William Avignone, esperto di renting stagionale di attrezzature da sci e bici focalizza la propria attenzione anche sul noleggio. Abbiamo intervistato Bernardo, che ci parla della sua attività e del concept che sta dietro al brand ONES.

Come nasce il tuo progetto e come si caratterizza?

Scheda negozio

Prima di ONES Moving, ero specializzato nello sviluppo di reti commerciali nel campo dell’energia. Avevo un’attività che si occupava di efficientamento energetico e ad un certo punto iniziammo a vendere anche le eBike. Successivamente aprii un negozio che si occupava unicamente di city bike elettriche. Fin dall’inizio il mio obiettivo era quello di creare un brand che potesse espandersi, focalizzato sulla vendita e assistenza di city bike elettriche. Guardando un po’ quello che c’era in giro, ho ritenuto di inserire anche il concetto di sostenibilità tra i nostri obbiettivi, nonché quello del design realizzando un primo concept store. Ho conosciuto William Avignone quando aveva una scuola di snowboard, arrivava quindi da una solida esperienza nel mondo del rent. Abbiamo visto che potevamo unire le nostre conoscenze specifiche, gli ho quindi presentato il mio progetto di espansione e abbiamo aperto due ONES Moving nel 2019 uno all’Isola d’Elba e un altro a Castagneto Carducci, che si affiancano al negozio di Trieste. Gli shop in toscana ci hanno permesso di testare aperture fatte da altri che non fossimo noi, utilizzando questo periodo per fare esperienza. Ora ci troviamo ad avere un sacco di richieste senza esserci di fatto pubblicizzati e le stiamo selezionando. Non è semplice, siamo molto selettivi sia per quanto riguarda la location che le persone, per noi è importante la nostra credibilità.

Nome negozio: ONES Moving Indirizzo: Sede Operativa – Trieste via Trento 1/A Sito internet: onesmoving.com

Mail: info@onesmoving.com Facebook: ones moving Telefono: 331 3105307

Bernardo Zerqueni fondatore di ONES Moving

Il negozio Ones Moving a Trieste

Quali sono vostri punti di forza? Cosa vi distingue?

I nostri punti di forza sono la mia esperienza nel concepire un progetto di facile espansione e la capacità di formare le persone sulla vendita. Tanti aprono il negozio come appassionati ma non sanno vendere. Il nostro target è più city/urban, quindi fatto di clienti non così specializzati, ma in cerca un mezzo alternativo per spostarsi in città, ora però stiamo alzando il livello dei prodotti. A Trieste ho preso un negozio che ha 20 anni di storia e l’ho portato ad aprire l’officina con me ed è diventato un ONES Moving. Anche se un potenziale partner non ha mai avuto un negozio, noi siamo in grado di dargli la possibilità e le skill per poterlo portare avanti e avere successo

Perché avete scelto la città di Trieste come primo punto vendita?

Perché è in forte espansione dal punto di vista turistico e di piste ciclabili. Un avamposto importante per il cicloturismo in Italia. In più in città ci sono molti sali scendi, ideali per le eBike. Per noi era però importante anche fare il “negozio zero”, dopo aver lavorato tanti anni in altre città ho scelto la mia città natale per creare la madre di tutti i negozi ONES

Su cosa si focalizza principalmente la vostra attenzione?

I nostri punti forti sono il marketing, lo sviluppo delle reti commerciali e la vendita, il design e il layout dei nostri shop, con William ci siamo anche accaparrati un grande esperto di noleggio. Non è semplice come si pensa. Abbiamo chi si occupa del marketing, della formazione, del SEO, di selezionare i brand giusti e non parlo solo di bici ma anche di monopattini, scooter e moto, accessori e abbigliamento.

A che pubblico vi rivolgete?

Per il noleggio chiaramente il turista, per la vendita invece ci concentriamo molto sul mondo city, anche se a Trieste, per come siamo strutturati possiamo mettere mani su qualunque bici

Traccia un bilancio dell’attività fino ad oggi

Per fare un’azienda di successo ci sono molti fattori in gioco, dal concepire un brand a sapersi posizionare con i nuovi strumenti di comunicazione e saper selezionare i prodotti, fare un visual del negozio, avere esperienza nel servire il pubblico e capire le esigenze del cliente, avere i giusti strumenti informatici, ecc... Solitamente nessun negoziante fa dei corsi di formazione alla vendita, in questo campo non basta la pratica, ma c’è anche la teoria. Abbiamo concepito questo progetto consapevoli di questi fattori per essere sempre al top di questo settore. Offriamo corsi di formazione, un brand dinamico e di successo, lavoriamo sul marketing relazionandoci con le aziende, trattando i prezzi ecc… in sostanza offriamo servizi di primo piano al negoziante. I brand produttori di accessori e bici ci stanno cercando perché sono consapevoli che i loro negozi hanno bisogno di una mano. Noi siamo disposti a farlo laddove l’imprenditore ci riconosce come progetto, si lasci guidare e sia un po’ umile nell’affidarsi a noi. Non vogliamo di fatto convincere nessuno, sono quelli che vogliono far parte della nostra famiglia a doverci convincere, a quel punto siamo disposti ad ascoltare e recepire il loro contributo, in una sorta di collaborazione, proprio come è avvenuto anche con William.

Apri con Ones Moving…

Ones non cerca investitori, ma persone che vogliano stare all’interno della loro attività e metterci la faccia, perché il lavoro diventi una passione; oppure aziende produttrici che investano sul progetto. In sostanza chi apre un negozio deve anche essere un nostro brand ambassador, l’esperienza insegna che per far funzionare un’attività occorre essere presenti.

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