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Bikefortrade #05-2026

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Periodico mensile - Registrazione al Trib. di Milano n. 39 dell’8 febbraio 2013 - Poste Italiane SpA Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 - conv. in Legge 46/2004 Art. 1 Comma 1 - LO/MI - In caso di mancato recapito, inviare all’ufficio postale di Roserio per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa.

DATI E STATISTICHE

COMPANY PROFILE

FIERE

D ATA R E P O R T 2 0 2 6

Z É FA L : I N N O VAT I O N

E U R O B I K E : L’ E D I Z I O N E

DI GARMIN

MADE IN FR ANCE

PIÙ DISCUSSA

FOCUS ON

REPORTAGE

NEW BR AND

B E LT R A M I T S A : O LT R E

D E N T R O L’ H E A D Q U A R T E R

L A R I PA R T E N Z A

L A "SEMPLICE" DISTRIBUZIONE

EUROPEO DI BOA

DI GES CON RMS

In foto: Racemax² Italia di 3T

bikefortrade

ANNO 14 - NUMERO 5 - 2026


ANNO 14 - NUMERO 5 - 2026

NEWS 6 MERCATO 7 POLTRONE 8 PARTNERSHIP 9 EVENTI DATI E STATISTICHE 10 DATA REPORT 2026 DI GARMIN

14

COMPANY PROFILE 12 ZÉFAL: INNOVATION MADE IN FRANCE FIERE 14 IL REPORT DI EUROBIKE 2026 15 MATTHIAS PIETSCH, NUOVO SHOW DIRECTOR DI EUROBIKE 16 VISTI IN FIERA, SUBITO VIRALI SPECIALE ITALIA 18 CONTRO L’ABITUDINE 20 GUERCIOTTI, COPPI, DE ROSA, BASSO 21 BOTTECCHIA, 3T, DRALI MILANO, GREGARIO 22 DEDA: UN PONTE PER LE LUNGHE DISTANZE 24 NALINI: AEROBAG BIBSHORT, SAFETY REVOLUTION 25 ABUS: IL MADE IN ITALY COME MOTORE DI CRESCITA 26 PERUZZO: TRASPORTANDO L’EVOLUZIONE 28 HIGH PERFORMANCE LINE DI PIRELLI 29 PREDATOR//02 DI PROLOGO

18

FOCUS PRODOTTO 30 LA LINEA DI MANUBRI GRAVEL DI FSA 31 795 BLADE RS3 DI LOOK 31 SUPER SGRASSATORE DI SVITOL 32 LE NOVITÀ ENTRY LEVEL DI BRERA 33 LA LINEA TOUR DI SCHWALBE 34 BONIN, GLI SPECIALISTI DELLA GOMMA FOCUS ON 36 BELTRAMI TSA: OLTRE LA "SEMPLICE" DISTRIBUZIONE INIZIATIVE 37 WAYEL: ZERO MAGAZZINO PER I NEGOZIANTI

26

NEW BRAND 38 LA RIPARTENZA DI GES GRAZIE A RMS FOCUS SHOP 40 EBIKE STORE FRANCHISING EVENTI 42 LA 39^ MARATONA DLES DOLOMITES 43 IL DOPPIO APPUNTAMENTO DI BIKEUP

42

RESPONSABILMENTE 44 MENO BUROCRAZIA, PIÙ SOSTANZA REPORTAGE 46 DENTRO L’HEADQUARTER EUROPEO DI BOA RETAIL COACHING 48 MADE IN ITALY O MADE IN SHOWROOM? MENTAL COACHING 49 DALLA TESTA AL CORPO E VICEVERSA ACTIVE TRAVEL 50 LA GRANFONDO ALÉ A LIVIGNO 3


EDITORIALE DI DAVIDE L. BERTAGNA davide.bertagna@mag-net.it

SAPER LEGGERE LA CORSA

L

e aziende italiane sono ancora nel gruppo di testa della bike

nosciute dal grande pubblico che, ogni giorno, progettano e realizza-

industry? È la domanda che ci siamo portati a casa dall’ulti-

no prodotti capaci di competere sui mercati internazionali. Realtà che

mo Eurobike di Francoforte. Una domanda semplice, forse

magari non possono più rivendicare un “Made in Italy” assoluto, ma

provocatoria, ma che in quel momento ci è sembrata tutt’altro che

qualcosa di altrettanto importante: un know-how italiano. Ed è spes-

scontata. In Germania abbiamo visto un’industry diversa da quella a

so proprio da quel patrimonio di competenze che nasce l’innovazione.

cui eravamo abituati. Non soltanto per il numero di espositori, sensi-

Pensiamo, per esempio, al Nalini Aerobag Bibshort, di cui parliamo a

bilmente diminuito rispetto al passato, ma anche per una quantità

pagina 24: il primo pantaloncino da ciclismo con un sistema airbag in-

di novità decisamente inferiore. A colpire, però, è stata soprattutto

tegrato, un progetto che unisce ricerca, tecnologia, materiali e cultura

la loro provenienza: componentistica, telai, manubri, motori, eBike.

racing in una soluzione finora inesplorata. Oppure al nuovo Pure Instin-

Sempre più spesso le proposte più interessanti arrivano da fuori Eu-

ct Icon di Peruzzo, portabici da gancio traino sviluppato per rispondere

ropa e, in particolare, dall’Asia (tra i grandi protagonisti dell’ultima

alle esigenze della mobilità contemporanea. Due prodotti molto diversi

edizione sicuramente Gobao e Avinox). E l’Italia? Qualche realtà, na-

tra loro, ma accomunati da un elemento: la capacità di trasformare

turalmente, c’era. Ma la sensazione, forse per la prima volta in modo

competenze consolidate in soluzioni nuove. In altre parole, quel “saper

così netto, è stata quella di non essere più al centro della scena in-

fare” e problem solving italiano che forse oggi valgono più della sem-

ternazionale. Di aver lasciato ad altri il compito di tirare il gruppo.

plice provenienza geografica di ogni singolo componente. A sostenere

Poi siamo tornati a casa. E, smaltita la “sbornia teutonica”, abbiamo

questa cultura industriale c’è poi un altro elemento che spesso diamo

iniziato a guardare le cose da una prospettiva diversa. Ci siamo ac-

per scontato: in Italia esiste ancora una cultura della bicicletta profon-

corti che forse il problema non è che l’Italia abbia smesso di avere

damente radicata.

qualcosa da dire. È che il mondo intorno a noi è cambiato e, con esso, anche il ruolo che possiamo giocare nella bike industry.

Il Cycling Data Report 2026 di Garmin, di cui parliamo alle pagine 1011, mostra che gli utenti sportivi italiani percorrono mediamente 55,89

Le cose, in Italia, le sappiamo ancora fare. E spesso anche molto bene.

chilometri per uscita. Più di Belgio e Spagna e sensibilmente più della

È proprio questo il punto di partenza dello “Speciale Italia” che trovate

media globale, che si ferma a 46,01 chilometri. È un dato basato sugli

in questo numero. Una scelta terminologica non casuale: abbiamo de-

utenti della piattaforma Garmin Connect e va quindi interpretato per

ciso di abbandonare la definizione utilizzata negli scorsi anni, “Made in

quello che è. Ma resta un indicatore interessante di quanto la pratica

Italy”, per parlare semplicemente di “Italia”. Non perché il Made in Italy

ciclistica, almeno tra gli utenti più attivi, continui ad avere un peso im-

abbia perso valore, tutt’altro. Ma perché oggi quel concetto, se inter-

portante nel nostro Paese.

pretato in senso strettamente produttivo, rischia di raccontare soltanto una parte della realtà. Immaginare che una bici, un componente o un

Da una parte, dunque, abbiamo un tessuto di aziende che conserva

accessorio venga progettato, sviluppato e prodotto interamente nello

competenze, cultura di prodotto e capacità di innovazione. Dall’altra,

stesso Paese appartiene sempre più a un’altra epoca. La bike industry

una comunità di appassionati che continua a vivere le due ruote con

è una filiera globale: le aziende collaborano con partner internazionali,

intensità. Allora forse la domanda di partenza era sbagliata. Non do-

producono dove esistono competenze e condizioni industriali adeguate

vremmo chiederci se c’è ancora spazio per l’Italia nella bike industry,

e vendono in tutto il mondo. È la realtà. E non serve negarla per difen-

ma chiederci quale vogliamo occupare. Pensare di riportare indietro le

dere l’identità italiana. Anzi, forse è proprio il contrario. Se smettiamo di

lancette dell’orologio non avrebbe senso. L’Asia continuerà ad avere un

misurare l’italianità soltanto attraverso la percentuale di prodotto rea-

ruolo centrale nella produzione mondiale con filiere sempre più inter-

lizzata entro i nostri confini, scopriamo che abbiamo ancora moltissimo

nazionali. La competizione sarà globale e il concetto stesso di prodot-

da raccontare. L’Italia è progettazione, cultura del prodotto, capacità

to italiano continuerà inevitabilmente a trasformarsi. La partita non

manifatturiera, ricerca, design, conoscenza dei materiali e ingegno.

si gioca quindi sulla nostalgia, ma sulla capacità di rinnovare il nostro

È quella combinazione tra tecnica e creatività che per decenni ha co-

patrimonio senza limitarci a celebrarlo.

struito la reputazione delle nostre aziende nel mondo. In un mercato globale non basta più essere italiani per essere compeNon è un caso se il marchio Italia continua ad avere un valore ricono-

titivi. Forse, dopo tutto, a Eurobike abbiamo guardato la questione dal-

sciuto nell’alimentare come nell’automotive, nella moda come nello

la prospettiva sbagliata. Forse non siamo più necessariamente quelli

sport. Un prodotto può avere una filiera internazionale e conservare,

chiamati a tirare il gruppo. Ma stare nel peloton significa anche saper

allo stesso tempo, un’identità profondamente legata al Paese che lo

leggere la corsa, scegliere quando attaccare e avere ancora la forza

ha concepito. Nella bicicletta succede la stessa cosa. Ci sono marchi

per farlo. Nella bike industry di domani non basterà ricordare quanto

che hanno scritto pagine della storia del ciclismo e aziende meno co-

eravamo forti ieri, ma dimostrare di esserlo ancora.

Editore: MagNet Srl SB - Direttore responsabile: Angelo Frigerio - Direttore editoriale: Benedetto Sironi Editor: Manuela Barbieri, Davide L. Bertagna, Sara Fumagallo, Daniele Pansardi, Riccardo Penna, Gabriele Pezzaglia, Gabriele Vazzola Art Director: Simone Comi Redazioni: Corso della Resistenza, 23 - 20821 - Meda (MB) Via Tertulliano, 68 - 20137 - Milano - Tel. +39 02.87245180-1-2 - Fax +39 02.87245182 redazione@bike4trade.it - bikefortrade.it Anno 14 - Numero 5 - 2026 - Periodico bimestrale Registrazione al Trib. di Milano n. 39 dell’8 febbraio 2013 Poste Italiane SpA Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 - Conv. in Legge 46/2004 - Art.1 Comma 1 LO/MI Iscrizione al ROC n.16155 del 23 Novembre 2007 Stampa: Ingraph - Seregno (MB) - Una copia 1,00 euro L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati personali in suo possesso. Tali dati saranno utilizzati per la gestione degli abbonamenti e per l’invio di informazioni commerciali. In base all’Art. 13 della Legge nº 196/2003, i dati potranno essere rettificati o cancellati in qualsiasi momento scrivendo a: MagNet Srl SB Responsabile dati: Benedetto Sironi - Corso della Resistenza, 23 - 20821 - Meda (MB) Chiuso in redazione il 26 agosto 2026 @bikefortrade

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MERCATO IL NUOVO SRAM TECHNICAL SERVICE CENTER DI VARESE È OPERATIVO Il nuovo SRAM Technical Service Center di Varese rende più accessibili ai rivenditori italiani servizio clienti, assistenza e competenze tecniche sui prodotti del portfolio del marchio americano. La nuova sede italiana, situata a Morazzone e aperta a maggio 2026 ospita il centro dedicato all’assistenza tecnica e lo staff di Ochain, brand italiano parte della famiglia SRAM, che ha concepito l’innovativo spider damper per ridurre il pedal feedback e migliorare l’esperienza di guida. La sede di Morazzone, in cui attualmente lavorano circa 20 dipendenti, diventerà un hub per lo sviluppo prodotto e un hotspot in cui stringere ancor di più i legami con tutti i partner della bike industry. Il centro, guidato da Ivan Barnett, in queste settimane ha iniziato a effettuare i primi interventi e a supportare la rete vendite italiana.

TWENTYSEVEN: LA RIBELLIONE DEL TITANIO MADE IN ITALY Nonostante le difficoltà nella realizzazione dei telai in titanio, le sue caratteristiche lo hanno sempre reso uno dei migliori materiali per il cycling, ma per qualche ragione il suo utilizzo nel mondo gravity resta un tabù, in particolar modo nell’enduro. Questa reticenza nasce forse dal fatto che il titanio viene percepito come difficile da progettare, complesso da lavorare e quindi lontano dalle tendenze di un settore legato ad alcuni dogmi. E se fosse arrivato il momento di mettere in discussione tutto questo? È questa la sfida raccolta da TwentySeven, nuovo brand italiano che si presenta al mercato internazionale con un obiettivo ambizioso: dare vita a una mtb da enduro progettata in titanio con linee di design moderne, sviluppata e costruita interamente in Italia. Un progetto nato da una visione rivoluzionaria e da anni di ricerca, con lo scopo di riportare al centro del progetto gli aspetti tecnici. Il telaio è stato sviluppato per sfruttare le caratteristiche uniche del titanio attraverso geometrie e soluzioni che verranno svelate solo al momento del lancio ufficiale a IBF 2026.

BROMPTON CEDE QUOTE A DECATHLON E A BA CAPITAL

RUDY PROJECT PASSA AL CONTROLLO DIRETTO IN USA Rudy Project ha completato il passaggio dal tradizionale modello di distribuzione tramite importatore indipendente a una gestione diretta del mercato nordamericano nominando contestualmente Jaclyn Mayer nuova general manager. In seguito all'acquisizione di Rudy Project North America, avvenuta all'inizio del 2026, la filiale nordamericana è diventata una società controllata dalla casa madre italiana. La nomina di Jaclyn Mayer è diventata effettiva il 1° maggio. Entrata in Canyon Bicycles alla fine del 2019, Mayer ha ricoperto diversi incarichi di responsabilità, l'ultimo dei quali come senior leader retail & service partnerships per gli Stati Uniti. Nel corso della sua esperienza ha contribuito alla crescita delle attività rivolte ai clienti, allo sviluppo delle partnership di assistenza, all'organizzazione di eventi e all'evoluzione delle strategie di brand experience.

X-BIONIC UFFICIALIZZA LA GESTIONE DEL MERCATO ITALIANO DAL 2027 A partire da gennaio 2027, X-Bionic assumerà la gestione diretta del mercato italiano. Un passaggio che è stato ufficializzato lo scorso 18 giugno a Montebelluna, in occasione dell’evento dedicato alla presentazione della Terraskin X03. Durante l’incontro con la stampa, Flavio Guarnier, chief product officer, ha spiegato come l’Italia rappresenti un mercato strategico per il brand. Proprio questa centralità ha portato l’azienda a rafforzare il proprio presidio diretto sul territorio, con l’obiettivo di rendere ancora più stretto il dialogo con retailer, partner commerciali e operatori specializzati. Il percorso distributivo con Colmar proseguirà fino al 31 dicembre 2026. X-Bionic ha ringraziato il Gruppo per il lavoro svolto negli anni, fondamentale per accompagnare lo sviluppo del marchio in Italia. A rendere ancora più concreta questa nuova fase, l’ingresso di Günther Hell, dal mese di aprile 2026 come country sales manager.

BRN DISTRIBUTORE DEL SISTEMA GR-PRO DI BREMBO

Il produttore britannico di bici pieghevoli

BRN amplia il proprio catalogo introducendo

Brompton ha venduto una quota della so-

uno dei marchi più iconici a livello internaziona-

cietà a Decathlon e alla venture capital ci-

le nel mondo della frenata: Brembo. L’azienda

nese BA Capital, con l’obiettivo di accelera-

italiana entra ufficialmente nella rete distribu-

re la propria espansione sui mercati esteri.

tiva BRN con l’ecosistema GR-PRO dedicato al

Decathlon, tramite Decathlon Pulse, ha ac-

mondo mountainbike. Il sistema Brembo GR-

quisito una partecipazione del 10%, mentre

PRO rappresenta l’ingresso ufficiale dell’azien-

BA Capital, investitore con sede a Shanghai

da bergamasca nel segmento off-road cycling

noto per aver sostenuto realtà come il pro-

ad alte prestazioni e nasce direttamente dal

duttore di Labubu Pop Mart e il marchio di

know-how sviluppato nelle competizioni inter-

gioielli di lusso Laopu Gold, ha acquisito il

nazionali. Un progetto pensato per rider gra-

5%. Il fondatore Andrew Ritchie resta il principale azionista, mentre Will Butler-Adams,

vity, downhill, all-mountain ed eMtb che cercano massima potenza frenante, modulabilità e

amministratore delegato di Brompton dal 2008, mantiene anch’egli una quota. Il nuovo

costanza di rendimento anche nelle condizioni più estreme. “Siamo orgogliosi di accogliere

apporto di capitale dovrebbe consentire ai dipendenti e agli investitori di lungo periodo

Brembo all’interno del catalogo BRN. Parliamo di un marchio che rappresenta l’eccellenza ita-

di monetizzare parte delle proprie partecipazioni, oltre a introdurre competenze di mer-

liana nel mondo e che porta nel settore bike una competenza maturata ai massimi livelli del

cato e tecnologiche da parte dei nuovi partner, preservando al contempo indipendenza,

motorsport. Il progetto GR-PRO introduce una nuova visione della frenata e siamo certi che

identità e modello operativo del brand.

saprà conquistare rider e rivenditori”, ha dichiarato Marco Bernardi, ceo di BRN.

ACCELL GROUP: UN PUNTO SULLA CRISI DEL COLOSSO EUROPEO Accell Group sta attraversando una delle fasi più delicate della sua storia. Dopo la sospensione dei pagamenti del 6 agosto, l’11 agosto il Tribunale di Amsterdam ha dichiarato il fallimento di sei entità olandesi, tra cui Accell Nederland BV e Accell Group Holding BV. L’insolvenza conferma il fallimento della ristrutturazione finanziaria avviata a inizio anno e l’insostenibilità della struttura del capitale, aggravata da overstock e contrazione della domanda. La gestione straordinaria è stata affidata ai trustee Thijs Hekman ed Erik Schuurs. I fiduciari, supportati da FTI Consulting come advisor M&A, puntano ora a una vendita rapida per preservare il valore dei brand. Un gruppo di creditori avrebbe già raggiunto un accordo di garanzia con un potenziale acquirente interessato a rilevare tutti i marchi, mentre resta aperta la possibilità di offerte cash anche per singoli brand. I creditori potranno inoltre utilizzare il meccanismo del “credit bid”, impiegando i propri crediti come parte del pagamento. Tra i soggetti che avrebbero manifestato interesse figurano Quanta Capital e Dutech Holdings. Sul fronte operativo, la situazione appare particolarmente critica nello stabilimento di Tószeg, in Ungheria, progettato per produrre fino a 300.000 bici l’anno. L’impianto avrebbe cessato le attività e presenterebbe debiti a breve termine per 570 milioni di euro.

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POLTRONE GIANLUCA BONANOMI SALUTA MERIDA ITALIA DOPO SEI ANNI

RCS SPORT ANNUNCIA L’INGRESSO DI LUCA GUERCILENA

SCHWALBE COMPLETA IL PASSAGGIO GENERAZIONALE ALLA GUIDA DELL’AZIENDA

Gianluca Bonanomi

Luca Guercilena

Da sinistra: Nico Simons, Vanessa Schulte, Felix Jahn, Giovanna Salvato, Felix Schäfermeier, Philipp Jahn e Clara Bohle

Gianluca Bonanomi ha annunciato su LinkedIn la conclu-

RCS Sport ha annunciato che dal 1° settembre Luca Guer-

Dal 1° gennaio 2027 Schwalbe completerà un passaggio ge-

sione della sua esperienza in Merida Italia dopo sei anni.

cilena dirigerà l’area ciclismo sia per l’organizzazione del-

nerazionale. Dopo tre decenni alla guida, tre dei quattro at-

La decisione arriva a seguito del cambiamento organiz-

le corse sia per la gestione della logistica. Paolo Bellino,

tuali amministratori delegati (Frank Bohle, Andreas Grothe e

zativo che ha interessato la filiale italiana. Dallo scorso

direttore generale di RCS Sports & Events, ha afferma-

Holger Jahn) cederanno il testimone. La quarta generazione

ottobre, infatti, Merida Italia è passata sotto la gestione

to: “L’ingresso di Luca rappresenta un passo strategico

si assumerà la responsabilità imprenditoriale come parte

di Merida Spagna, una riorganizzazione che ha spinto il

per il rafforzamento dell’area ciclismo del nostro gruppo.

di un team eterogeneo. La continuità è garantita da Nico

manager a valutare il proprio futuro professionale. “Que-

La sua competenza, unita alla profonda conoscenza del

Simons, che rimane come amministratore delegato. Nel suo

sta evoluzione mi ha portato a riflettere sul mio percorso

movimento internazionale, ci consentirà di compiere un

ruolo di cco sarà responsabile della strategia e della direzio-

e a scegliere di intraprendere nuove strade professio-

ulteriore salto di qualità sia sul piano organizzativo sia

ne delle vendite a livello globale. Il ceo Frank Bohle ha dichia-

nali”, ha scritto Bonanomi. Nel suo saluto, il manager ha

nello sviluppo futuro”. Luca Guercilena ha aggiunto: “È

rato: “Dopo tre decenni trascorsi ai vertici aziendali, provo

voluto ringraziare colleghi, collaboratori, atleti, clienti

una sfida entusiasmante che affronto con grande mo-

una profonda gratitudine nel vedere quanto Schwalbe sia

e amici che lo hanno accompagnato durante questi sei

tivazione e senso di responsabilità. L’obiettivo sarà va-

ormai ben posizionata per il futuro. La nuova generazione

anni: un ricordo particolare è stato dedicato a Dario Ac-

lorizzare ulteriormente le competenze già presenti, raf-

sta prendendo il testimone insieme a un team eterogeneo

quaroli, con il quale Bonanomi ha condiviso i primi anni

forzare il dialogo con istituzioni e squadre e contribuire

che vanta una profonda conoscenza dell’azienda. In questo

dell'esperienza in Merida. Sempre su LinkedIn, Bonanomi

allo sviluppo di nuovi progetti internazionali, portando il

modo, preserviamo ciò che ci contraddistingue da decenni:

ha annunciato il suo passaggio in Atala.

ciclismo a livelli sempre più alti”.

affidabilità, innovazione e un chiaro sistema di valori”.

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PARTNERSHIP COMPEX OFFICIAL RECOVERY PARTNER DI NSN CYCLING TEAM Compex consolida la propria presenza nel ciclismo d’élite affiancando NSN Cycling Team in qualità di Official Recovery Partner, offrendo agli atleti soluzioni di eccellenza per la gestione del carico di lavoro e della preparazione atletica. La partnership nasce da una visione condivisa: integrare la scienza dello sport con strumenti pratici e scientificamente validati per permettere ai corridori di esprimersi sempre al massimo potenziale. Nell’ambito di questa collaborazione, Compex fornisce al team una dotazione completa di tecnologie all’avanguardia, tra cui i rinomati stimolatori muscolari EMS con tecnologia TENS, i dispositivi massaggianti Fixx e i sistemi di pressoterapia wireless Ayre. “Siamo entusiasti di collaborare con Compex, un punto di riferimento mondiale nel settore dell'elettrostimolazione muscolare”, ha dichiarato Andrew Gerrans, medical coordinator di NSN Cycling Team. “I dispositivi Compex avranno un ruolo importante nei nostri protocolli di recupero e riabilitazione, contribuendo ad accelerare il rientro degli atleti dopo gli infortuni”.

SPONSORSHIP PLURIENNALE TRA ADIDAS E ALPECIN-PREMIER TECH Wielerteam Ciclismo Mundial BV e adidas hanno annunciato una partnership pluriennale, che coinvolge le squadre World Tour Alpecin-Premier Tech e Fenix-Premier Tech. Per il resto della stagione 2026, corridori e membri dello staff indosseranno una selezione di capi da allenamento, calzature e leisurewear firmati adidas. La nuova dotazione definirà l'identità dei team nei momenti fuori dalle competizioni. Elemento centrale della collezione è il look completo ZNE, pensato per rafforzare il senso di appartenenza al team. Kerryn Foster, general manager Specialist Sports di adidas, ha commentato: “Siamo entusiasti di collaborare con i team e orgogliosi di vedere il nostro marchio rappresentato da due squadre sempre più protagoniste nel panorama internazionale, con atleti di livello mondiale come Mathieu van der Poel, Jasper Philipsen, Charlotte Kool e Puck Pieterse. Questa partnership rappresenta un nuovo capitolo di un percorso che intendiamo continuare a sviluppare anche in futuro”.

TADEJ POGAČAR FIRMA UN CONTRATTO A VITA CON DMT

Tadej Pogačar al centro con Federico (sinistra) e Philippe (destra) Zecchetto

Mathieu van der Poel

IL PILOTA DI F1 CARLOS SAINZ E GOBIK SIGLANO UN ACCORDO DI COLLABORAZIONE

DMT ha annunciato il rinnovo dell'accordo

Gobik ha annunciato l’avvio di una partnership

con Tadej Pogačar con quello che definisce

con il pilota Carlos Sainz. L'accordo prevede

un “contratto a vita”, prolungando una colla-

lo sviluppo di linee esclusive di abbigliamen-

borazione iniziata nel 2019. Nel corso di questi

to ciclistico curate e co-progettate insieme al

anni il rapporto tra atleta e azienda si è tradot-

campione spagnolo. Vincitore di quattro Gran

to anche nello sviluppo di prodotto. Insieme a

Premi di F1 e attualmente in forza al team Wil-

Pogačar, infatti, DMT ha sviluppato e perfezio-

liams, Sainz è anche un grande appassionato di

nato la propria scarpa con chiusura a lacci, arri-

ciclismo, disciplina che rappresenta una parte

vando all'attuale modello top di gamma Pogi's

fondamentale della sua preparazione atletica

Superlight. “Con DMT ho cominciato a vincere

durante tutta la stagione agonistica. La col-

e continuerò a farlo. È la scarpa perfetta per

laborazione nasce da valori condivisi: le radici

me, abbiamo lavorato assieme per migliorarla

spagnole, la ricerca della massima performan-

Carlos Sainz

e portarla al massimo livello possibile”, ha dichiarato Tadej Pogačar. “Ritengo che questo non

ce, l'attenzione alla qualità, all'artigianalità e alla cura dei dettagli. Per Gobik, lavorare con uno

sia un semplice rinnovo di contratto, bensì la conferma di un percorso condiviso che va molto

degli spagnoli più riconosciuti a livello internazionale rappresenta un'opportunità per ampliare

al di là di una partnership. Il lavoro quotidiano, il coraggio di mettersi in gioco e la volontà di

la propria presenza anche nel segmento premium lifestyle. “Il ciclismo è una parte fondamenta-

costruire qualcosa che lasci il segno nel tempo sono caratteristiche che contraddistinguono

le del mio allenamento. Trascorro almeno due ore al giorno in sella e chi mi conosce sa quanto

la nostra azienda e che abbiamo ritrovato in Tadej. Siamo legati all'incredibile atleta ma an-

ami stare all'aria aperta. L'attenzione che Gobik dedica alla vestibilità e ai tessuti è di un altro

cora di più ai valori della persona”, ha affermato Federico Zecchetto, fondatore di Diamant.

livello, e questa collaborazione è sembrata naturale fin dal primo incontro”, ha dichiarato Sainz.

UNA NUOVA ERA NEL WORLD TOUR: DAL 2027 NASCE IL TEAM SOUDAL SAFETY JOGGER A partire dal 2027 Safety Jogger diventerà co-title partner della squadra oggi nota come Soudal Quick-Step, che assumerà ufficialmente il nome di Soudal Safety Jogger. Questa partnership è stata presentata attraverso un video ispirato a Top Gun, a simboleggiare l'inizio di un ambizioso capitolo per il team e a celebrare la naturale evoluzione di un percorso condiviso durato cinque anni. Safety Jogger, azienda belga leader nei dispositivi di protezione individuale, è entrata a far parte del progetto della squadra maschile nel 2022, estendendo poi l’impegno anche alla formazione femminile nel 2023. Oltre alla presenza ben visibile su maglia, calze e pantaloncini, Safety Jogger ha fornito costantemente una protezione completa, dalla testa ai piedi, a tutto lo staff, contribuendo a garantire un'importante visibilità sia durante le gare sia al di fuori delle competizioni. L'accordo rappresenta anche un'evoluzione dello storico rapporto con Quick-Step, che ha confermato il proprio sostegno alla squadra fino al 2030 e che continuerà a essere ben visibile sull'abbigliamento da gara del team.

LA FAMIGLIA DRALI ACCOGLIE LO STORICO MARCHIO CICLI CASATI La famiglia Drali si allarga e accoglie Cicli Casati, storico marchio monzese del panorama ciclistico italiano. Si tratta di un’importante acquisizione a livello strategico con l’obiettivo di preservare e rilanciare un brand che da oltre un secolo incarna l’eccellenza italiana nella progettazione e realizzazione di biciclette artigianali. La realtà brianzola, fondata nel 1920 da Pietro Casati, negli anni si è distinta sul mercato per la produzione di telai su misura in acciaio e successivamente anche in carbonio. Nel corso di tre generazioni tanti atleti e appassionati hanno pedalato sulle bici e tra loro anche il due volte campione del mondo Gianni Bugno che proprio su un telato della ditta monzese ha conquistato il titolo italiano nel 1983. Il primo incontro tra Drali e Cicli Casati risale al 2024. Inizialmente la collaborazione è stata con un rapporto cliente – fornitore; da quell’esperienza è nata una stima reciproca professionale a cui è seguita la decisione di costruire un progetto comune. “Fin dal primo momento abbiamo riconosciuto in Casati una realtà straordinaria per competenza, qualità produttiva e tradizione. Allo stesso tempo abbiamo visto un marchio che meritava di tornare protagonista. La nostra volontà è quella di unire la loro capacità artigianale alla forza commerciale e alla visione strategica di Drali dando continuità a una storia che non poteva andare perduta”, ha dichiarato Gianluca Pozzi, amministratore delegato di Drali.

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EVENTI CYCLINGWORLD EUROPE AMPLIA IL FORMAT PER IL 2027 PUNTANDO ANCORA SUL B2C Cyclingworld Europe evolve il proprio format in vista dell’edizione 2027, rispondendo sia alla crescente richiesta da parte degli espositori sia al dibattito sul futuro delle fiere. L’organizzazione ha scelto di non introdurre una tradizionale giornata riservata esclusivamente agli operatori, puntando invece a rafforzare ulteriormente l’incontro nell’Areal Böhler a Düsseldorf tra pubblico, aziende e negozianti. La principale novità riguarda il programma del venerdì. Per la prima volta, il 12 marzo 2027 la fiera aprirà alle ore 12 e proseguirà fino alle 20, con un programma completo che comprenderà anche test ride. Fino a oggi, il venerdì era accessibile al pubblico soltanto in fascia serale: l’estensione dell’orario consentirà di distribuire in modo più uniforme l’affluenza durante i tre giorni della manifestazione, offrendo allo stesso tempo maggiori occasioni di confronto tra produttori, retailer e consumatori. Gli organizzatori hanno invece escluso l’introduzione di una giornata b2b dedicata, inizialmente ipotizzata per il giovedì.

POSIZIONAMENTO DIFFERENTE PER IL PROSSIMO TAIPEI CYCLE Taipei Cycle rafforza il proprio ruolo di punto di riferimento per mettere in connessione fornitori, brand e protagonisti dell’innovazione. L’edizione 2027 si terrà dal 24 al 27 marzo presso il Taipei Nangang Exhibition Center. Forte dei risultati ottenuti nel 2026, con oltre 3.450 stand rappresentativi della filiera, e con il nuovo claim “Trust Drives the Future”, la manifestazione si vuole proporre come una piattaforma globale capace di generare opportunità per l’intero ecosistema delle due ruote. Tra le novità più significative del 2027 spicca la “Total Taiwan Experience”, un percorso immersivo pensato per i professionisti che consentirà di conoscere da vicino l’intera filiera produttiva taiwanese attraverso visite esclusive agli stabilimenti, ai centri di innovazione e incontri con i principali protagonisti dell’industria.

LA GRANVIA: UNA NUOVA GRAVEL UNSUPPORTED ATTRAVERSO IL VENETO Dal 9 all’11 ottobre 2026 debutterà La GranVia, un nuovo evento gravel unsupported pensato per chi desidera vivere la bici come esperienza d’esplorazione e scoperta. Con partenza e arrivo presso Borgoluce a Susegana (TV), La GranVia propone due percorsi di 350 e 200 chilometri. Dalle campagne della pianura ai vigneti delle Colline del Prosecco, dai borghi storici alle strade che conducono verso le Prealpi attraversando l’Altopiano di Asiago. L’evento si svolgerà con una finestra di partenza distribuita nell’arco di due giorni, consentendo ai partecipanti di scegliere il momento migliore per iniziare il viaggio. Elemento distintivo dell’evento sarà la Guida Narrante, un documento digitale che accompagnerà ogni partecipante lungo il percorso.

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DATI E STATISTICHE

IN TESTA AL GRUPPO CI SIAMO NOI Il Data Report 2026 di Garmin incorona l'Italia come il Paese con la maggiore distanza media percorsa in bici. Ma l'indagine racconta molto di più: tempo trascorso in sella, abitudini d’utilizzo, prestazioni e tendenze che possono trasformarsi in indicazioni utili per produttori e retailer di Davide L. Bertagna

T

ra gli utenti Garmin, quelli italiani percorrono mediamente più chilometri

di 23,96 km/h e un dislivello positivo medio di 353 metri. Nel complesso emerge

in bicicletta. È il dato che emerge con maggiore evidenza dal Cycling Data

il profilo di una community particolarmente attiva, caratterizzata da uscite più

Report 2026, l'indagine pubblicata dall'azienda americana e realizzata

lunghe della media sia in termini di distanza sia di durata.

sulla base dei dati anonimi raccolti attraverso Garmin Connect, la piattaforma utilizzata da milioni di ciclisti nel mondo. Il report fotografa le abitudini di utilizzo

UN INDICATORE UTILE ANCHE PER IL MERCATO

degli utenti, offrendo una panoramica interessante non solo dal punto di vista

Al di là dell'aspetto sportivo, il report rappresenta uno strumento di lettura

sportivo, ma anche per aziende, distributori e retailer del settore bike. Secondo

interessante anche per tutta la filiera. Comprendere quanto pedalano gli

l'analisi, ogni uscita registrata in Italia ha fatto segnare una media di 55,89 km,

utenti, quanto tempo trascorrono in sella e con quale frequenza utilizzano la

davanti a Belgio (53,19 km) e Spagna (52,78 km), mentre la media globale si ferma

bici consente infatti di interpretare meglio le esigenze del consumatore finale.

a 46,01 km. Pur riferendosi esclusivamente agli utenti Garmin Connect, il dato

Per il trade significa poter pianificare assortimento, consulenza e strategie

suggerisce che nel nostro Paese prevalga una pratica della bicicletta orientata

commerciali sulla base di comportamenti misurabili e non soltanto delle tendenze

alle lunghe percorrenze, con uscite strutturate dedicate soprattutto al ciclismo

del mercato. Un ciclista che percorre abitualmente oltre 50 chilometri ha infatti

su strada e al cicloturismo.

esigenze differenti rispetto a un utilizzatore occasionale. Comfort, affidabilità e autonomia assumono un peso sempre maggiore nelle decisioni d'acquisto,

L'ITALIA GUIDA ANCHE PER TEMPO TRASCORSO IN SELLA

così come cresce l'interesse verso prodotti dedicati alle lunghe percorrenze:

Il primato non riguarda soltanto i chilometri percorsi. Gli utenti Garmin italiani

selle ergonomiche, fondelli performanti, ciclocomputer, borse da bikepacking e

sono infatti anche quelli che trascorrono mediamente più tempo in sella: 142,7

accessori per alimentazione e idratazione. Per il negozio specializzato, conoscere

minuti per uscita, davanti a Spagna (134,4 minuti) e Colombia (130,3 minuti). A

queste abitudini significa poter offrire una consulenza più mirata e costruire

livello globale, invece, ogni attività dura circa 115 minuti, con una velocità media

un'offerta realmente aderente ai bisogni della propria clientela.

CHILOMETRI MEDI PER PEDALATA PER FASCIA D'ETÀ

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VELOCITÀ MEDIA IN KM/H PER FASCIA DI ETÀ


DATI E STATISTICHE

MINUTI MEDI PER PEDALATA PER GRUPPO DI ETÀ

DOMENICA IL GIORNO PREFERITO, AGOSTO IL MESE PIÙ ATTIVO

L'analisi evidenzia inoltre come la domenica sia il giorno con il maggior numero di uscite registrate, mentre agosto il mese più attivo dell'anno, complice il periodo delle ferie estive. Le partenze si concentrano prevalentemente nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio. Anche queste informazioni possono rivelarsi utili per il mercato: conoscere quando i ciclisti pedalano permette infatti di pianificare con maggiore efficacia eventi, test ride, iniziative dedicate alle community e attività promozionali. LE DIFFERENZE TRA LE FASCE D'ETÀ

Il report mette in luce alcune differenze interessanti anche tra le diverse fasce anagrafiche. I ciclisti compresi tra 20 e 29 anni e quelli tra 60 e 69 anni percorrono mediamente poco più di 48 chilometri per uscita, mentre le fasce 30-39 e 40-49 anni si attestano poco sopra i 43 km. Il tempo trascorso in sella aumenta invece con l'età: si passa dai 111,6 minuti medi dei 20-29enni fino ai 134,2 minuti registrati dagli over 70. Il dato conferma come il mercato non possa considerare il ciclista un consumatore uniforme. Cambiano la durata delle uscite, le aspettative e le modalità di utilizzo della bici e, di conseguenza, anche le esigenze in termini di prodotti e servizi. Tra gli indicatori presi in esame dal report compare anche la Functional Threshold Power (FTP), uno dei principali parametri utilizzati da chi si allena con il misuratore di potenza. La ormai celebre FTP rappresenta la massima potenza che un ciclista riesce a sostenere per circa un'ora ed è oggi uno degli strumenti più diffusi per valutare il livello di allenamento. I valori medi più elevati di FTP massima sono stati registrati in Norvegia (234 watt), Slovacchia (231 watt) e Repubblica Ceca (228 watt). I DATI COME STRUMENTO PER LEGGERE IL MERCATO

Il Cycling Data Report 2026 conferma il valore crescente dei dati nel mondo

A CHE ORA DEL GIORNO GLI UTENTI INIZIANO LE LORO PEDALATE?

della bicicletta. Pur rappresentando esclusivamente la community Garmin e non l'intera “popolazione dei ciclisti”, il report offre indicazioni utili per comprendere come stanno evolvendo le abitudini di una fascia di utenti particolarmente coinvolta nella pratica sportiva. Per i produttori significa poter sviluppare prodotti sempre più aderenti alle esigenze reali degli utilizzatori; per distributori e retailer rappresenta invece uno strumento aggiuntivo per orientare assortimento, consulenza e strategie commerciali sulla base di comportamenti concreti. Il primato italiano per distanza e durata media delle uscite racconta un mercato composto da utenti particolarmente attivi e orientati a un utilizzo intenso della bicicletta. In un settore sempre più guidato dai dati, analisi come quella di Garmin non rappresentano soltanto una fotografia della propria community, ma diventano un utile punto d’osservazione per comprendere l'evoluzione del ciclismo e anticipare le esigenze del mercato.

FTP MAX MEDIA PER CHILOMETRAGGIO MEDIO SETTIMANALE PERCORSO

FTP MAX MEDIA PER FASCIA DI ETÀ

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COMPANY PROFILE

"INNOVATION MADE IN FRANCE" Da oltre 140 anni Zéfal porta avanti una storia familiare fondata su affidabilità e innovazione. Dalla valvola Presta alle soluzioni per il bikepacking, il marchio continua a interpretare l’evoluzione del ciclismo. Aurélien Brunet ci racconta le strategie, il ruolo dei negozi specializzati e la crescita sul mercato italiano di Davide L. Bertagna

Z

éfal è uno di quei marchi storici che hanno costruito la propria reputazione

zazione quotidiana del lavoro e nella capacità di sviluppare strategie orientate

lontano dai riflettori, attraverso una presenza costante e profondamente ra-

al lungo periodo. Nella sede di Jargeau, nel dipartimento del Loiret, circa cento

dicata nel mercato degli accessori. Nato in Francia nel 1880, è oggi uno dei

collaboratori lavorano all’interno di un unico sito, che riunisce ricerca e svilup-

brand più longevi del settore ciclistico e continua a distinguersi per un approccio fon-

po, ingegneria e produzione. La vicinanza tra i diversi team favorisce il confron-

dato su innovazione, affidabilità e produzione locale. Il claim aziendale, “Innovation

to, la condivisione delle competenze e il coinvolgimento diretto dei dipendenti

Made in France”, sintetizza una filosofia che unisce ricerca e sviluppo, competenze

nei progetti aziendali.

industriali e una visione di lungo periodo. Circa il 60% dei prodotti viene infatti realizzato nello stabilimento di Jargeau, nella regione del Loiret. Oggi il catalogo compren-

PERCHÉ ZÉFAL?

de un’ampia gamma d’accessori dedicati a differenti modi di vivere la bici: pompe e

Il nome Zéfal nasce dall’unione di due termini: Zefiro, personificazione del vento

sistemi di gonfiaggio, borracce e portaborraccia, borse da bikepacking e da viaggio,

nella mitologia greca, e Duralumin, lega di alluminio utilizzata per produrre la

parafanghi, specchietti, luci e prodotti per la manutenzione e la riparazione.

prima pompa nel 1934. Nel corso della sua lunga storia l’azienda ha cambiato

I fratelli Matthieu e Aurélien Brunet rappresentano la quinta generazione alla

più volte denominazione, fino ad assumere nel 1998 il nome del suo marchio

guida dell’azienda. Una continuità familiare che si riflette anche nell’organiz-

principale: Zéfal.

L'intervista Aurelien Brunet,

managing director Zéfal

bike riconosce ancora il valore della produzione europea? Oggi circa il 60% dei nostri prodotti viene realizzato in Francia, nel nostro unico stabilimento produttivo situato nei pressi di Orléans, dove i team di ricerca e sviluppo,

Zéfal nasce nel 1880: pochi marchi nel

ingegneria e produzione lavorano fianco a fianco. Per noi produrre in Francia non è

mondo del ciclismo possono vantare una

una questione di nostalgia o di immagine. Significa continuare a investire nelle no-

storia così lunga. Quali valori sono rimasti

stre capacità industriali per rimanere competitivi e sempre più sostenibili. L’esempio

invariati in oltre 140 anni di attività?

più recente è rappresentato da un investimento di un milione di euro nell’energia

L’innovazione ha sempre fatto parte del

geotermica, che ci ha consentito di ridurre del 12% le nostre emissioni complessive di

DNA di Zéfal. La nostra storia è iniziata

carbonio. Naturalmente il mercato è sensibile al prezzo, così come lo siamo noi, ma

con una delle invenzioni più importanti

crediamo che un numero crescente di ciclisti guardi oltre il semplice costo di acqui-

nella storia del ciclismo: la valvola Pre-

sto. Le persone apprezzano prodotti durevoli, dalle prestazioni costanti e sui quali

sta, brevettata nel 1880 dal nostro fon-

sia possibile fare affidamento anno dopo anno. Spesso, il prodotto più sostenibile è

datore Étienne Sclaverand. Quello stesso spirito innovativo continua ancora oggi

proprio quello che non deve essere sostituito.

a guidarci. Fin dall’inizio, la nostra ambizione è stata quella di progettare prodotti affidabili, capaci di migliorare concretamente l’esperienza in bici. Che si tratti di una

Quanto incidono i feedback di negozianti, professionisti e utenti finali nello sviluppo

pompa, un parafango o un portaborraccia, il nostro obiettivo è sempre lo stesso:

della vostra gamma prodotti?

eliminare ogni possibile inconveniente durante la pedalata. Essendo un’azienda fa-

I feedback sono assolutamente fondamentali per noi. Tuttavia, essendo un produtto-

miliare giunta alla quinta generazione, possiamo inoltre contare su una visione di

re che vende principalmente attraverso distributori e rivenditori specializzati, man-

lungo periodo. Non sviluppiamo prodotti pensando al trimestre successivo, ma con

tenere un rapporto diretto con l’utilizzatore finale rappresenta una sfida costante.

l’obiettivo di conquistare e mantenere la fiducia dei ciclisti per molti anni.

I nostri partner distributivi e i negozi sono quindi preziosissimi, perché ogni giorno raccolgono le domande, le esigenze e le aspettative degli utenti. Le loro indicazioni

“Innovation Made in France” è il vostro claim. Cosa significa oggi produrre ancora

ci aiutano a migliorare continuamente i nostri prodotti. Allo stesso tempo, riteniamo

in Francia e quali vantaggi offre rispetto a una produzione completamente

sempre più importante costruire un rapporto diretto con i ciclisti. Per questo motivo

delocalizzata? In un mercato molto orientato al prezzo, secondo voi il consumatore

abbiamo rafforzato la nostra presenza nei principali eventi aperti al pubblico in

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COMPANY PROFILE

tutta Europa, durante i quali possiamo incontrare gli appassionati, osservare come

Che ruolo riveste il mercato italiano per Zéfal?

vengono utilizzati i nostri prodotti e raccogliere direttamente informazioni e sug-

L’Italia è da sempre una delle grandi nazioni europee del ciclismo. Curiosamente,

gerimenti di grande valore. Stiamo inoltre investendo nel nostro ecosistema digi-

però, per molti anni ha rappresentato anche uno dei mercati più complessi per

tale e nella community online, con l’obiettivo di creare sempre maggiori occasioni

Zéfal. Si tratta di un mercato estremamente competitivo, caratterizzato dalla pre-

di dialogo con i ciclisti. Ascoltare le persone che utilizzano i nostri prodotti è uno dei modi migliori per innovare e nei prossimi anni intendiamo moltiplicare queste opportunità di confronto.

senza di importanti marchi e da ciclisti con aspettative molto elevate sia in termini di prestazioni sia di design. Riuscire ad affermarsi richiede tempo, costanza e solide relazioni a livello locale. Negli ultimi anni, tuttavia, la nostra presenza è cresciu-

Negli ultimi anni sono cresciuti molto segmenti come gravel e bikepacking. Quali discipline stanno offrendo oggi le maggiori opportunità a Zéfal? E come cambia la progettazione di un accessorio quando ci si rivolge a utilizzi e target differenti? Molto prima che il bikepacking diventasse uno dei segmenti in più rapida crescita, avevamo intuito che un numero sempre maggiore di ciclisti cercava qualcosa che andasse oltre la sola prestazione. Desideravano avventura, esplorazione e viaggi in completa autonomia. Questa intuizione è nata all’interno dell’azienda. Molte persone che lavorano in Zéfal sono a loro volta ciclisti appassionati, compreso il nostro ceo Matthieu Brunet, che è stato tra i primi ad avvicinarsi alle lunghe distanze. La loro esperienza personale ci ha permesso di comprendere queste nuove esigenze molto prima che diventassero una tendenza diffusa. Questo approccio ci ha portato naturalmente a sviluppare quella che oggi rappresenta una delle nostre categorie di prodotto più importanti: le borse da bikepacking. Piuttosto che limitarci a seguire una tendenza, abbiamo progettato prodotti dedicati a un nuovo modo di vivere la bicicletta che noi stessi stavamo già sperimentando. Il Challenge du Tourmagne rappresenta perfettamente questa filosofia. Zéfal ha dato vita a questa sfida gravel dopo aver scoperto e pubblicato un manoscritto della fine del XIX secolo che raccontava una straordinaria avventura in bici. Ispirandoci a quella storia, abbiamo ricreato l’itinerario originale trasformandolo in una moderna esperienza gravel, invitando i ciclisti a rivivere lo stesso spirito pionieristico a più

ta in modo significativo. Un fattore determinante è stata la stretta collaborazione con Bonin. Più che un semplice distributore, Bonin è diventato un vero partner strategico, aiutandoci a rafforzare la nostra visibilità, ampliare la rete di rivenditori e comunicare ai ciclisti italiani il valore del marchio Zéfal. La collaborazione è partita nel 2018 ed è diventato il nostro partner esclusivo per l’Italia nel 2022. Da allora, il nostro rapporto si è sviluppato ben oltre il tradizionale accordo tra un produttore e un distributore. Lavoriamo a stretto contatto non soltanto sul fronte delle vendite, ma anche nello sviluppo del marchio, nei lanci di prodotto e nel rafforzamento della presenza di Zéfal all’interno della comunità ciclistica italiana. Nel 2025 abbiamo avuto il piacere di accogliere numerosi membri del team Bonin presso il nostro stabilimento in Francia, consolidando ulteriormente il legame tra le nostre due aziende. Bonin ha, inoltre, recentemente aggiornato la propria piattaforma b2b, rendendola più semplice da utilizzare e arricchendola di nuovi contenuti dedicati ai rivenditori. Grazie al suo supporto, siamo orgogliosi di essere diventati partner di Veneto Gravel a partire dal 2024 e saremo main partner de L’Euganega. Queste iniziative riflettono la nostra ambizione condivisa di far crescere il marchio Zéfal in Italia nel lungo periodo. Ci sono categorie di prodotto sulle quali intendete investire maggiormente nel prossimo futuro?

di un secolo di distanza.

La nostra strategia non consiste nell’espanderci nel maggior numero possibile di ca-

Zéfal è un marchio molto presente nei negozi specializzati. Quanto conta ancora lo

riconoscono già l’esperienza e la competenza di Zéfal. Continueremo a investire nei

tegorie. Vogliamo invece rafforzare la nostra leadership nei settori nei quali gli utenti

store fisico nella scelta e nella vendita degli accessori bike? I rivenditori specializzati continuano ad avere un ruolo fondamentale. Gli accessori possono sembrare prodotti semplici, ma scegliere quello giusto richiede spesso una consulenza specifica. Compatibilità, installazione, durata e modalità di utilizzo sono

sistemi di idratazione, nei parafanghi, nelle borse e nei prodotti per la cura e la manutenzione della bici, aumentando al contempo le nostre capacità produttive per quanto riguarda gli articoli realizzati in Francia. Allo stesso tempo, la sostenibilità continuerà a rappresentare una priorità fondamentale. Non soltanto attraverso la

tutti aspetti nei quali i negozi specializzati sono in grado di offrire un valore concreto.

riduzione dell’impatto ambientale dei nostri processi produttivi, ma anche proget-

I consumatori possono scoprire i prodotti online, ma i rivenditori specializzati riman-

tando prodotti più durevoli, più semplici da riparare e capaci di mantenere presta-

gono partner essenziali per spiegare le innovazioni, mostrare il funzionamento dei

zioni elevate per molti anni. Per noi innovare significa risolvere problemi concreti per

prodotti e costruire un rapporto di fiducia duraturo con il cliente.

i ciclisti e rendere ogni ride piacevole.

IL BIKEPACKING SECONDO ZÉFAL

Z ADVENTURE F1 Z ADVENTURE T3

Borsa da telaio impermeabile per l’ultracycling, che massimizza il volume e riduce al minimo il rischio di toccare con le ginocchia

Borsa da manubrio da 1,2 litri con cerniera impermeabile e sistema antirotazione che consente di trasportare tutto l'essenziale per un viaggio in bici di uno o più giorni.

il prodotto mentre si pedala. Un modello universale che si adatta per road, gravel o mountainbike.

PULSE S2

Portaborraccia progettato per bici con telai di dimensioni ridotte, come le mtb full-suspension, le eMtb o gravel dotate

Z ADVENTURE F5

di borse da bikepacking. Il design unico e

Borsa impermeabile al manubrio ideale per trasportare oggetti

leggero, unito alla struttura in carbonio,

leggeri e ingombranti come il sacco a pelo e la tenda da cam-

offre un prodotto che combina resistenza e flessibilità. È dotato di due ampie fessure che consentono di regolare la posizione nel telaio per accogliere borracce di diverse dimensioni, a seconda delle geometrie dei telai.

peggio, bilanciando il carico sulla bici. Con una capacità di 5 litri, Z ADVENTURE T1 BOLT

è facile da installare e rimuovere grazie alle cinghie con ganci. Le

Z Adventure T1 Bolt è una borsa impermeabile e versatile per

dimensioni compatte la rendono particolarmente adatta ai telai

biciclette, ideale per trasportare l'essenziale senza compromettere il comfort o la maneggevolezza mentre si pedala.

di piccole dimensioni. Dotata di inserti riflettenti e di un passante per l'illuminazione, si adatta in modo sicuro a tutti i tipi di manubri.

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FIERE

DON’T MESS WITH THE MESSE Quella passata è stata senza dubbio l’edizione più chiacchierata di Eurobike, per lo meno da quando seguiamo questa manifestazione. Lo show 2026, come annunciato, è stato disertato da molti, ma chi c’è stato non sembra essersi pentito della scelta di Gabriele Vazzola

mento, ma anche prima. Da quando sono iniziati i primi rumours della rottura

S

All’atto pratico Eurobike 2026 si è presentata agli addetti ai lavori come una di-

con le associazioni di settore tedesche, sono partite elucubrazioni e speculazio-

sfatta annunciata, che non sembra esserci stata, non del tutto. Il grande lavoro

ni, tanto che in molti erano pronti a scommettere che quest’edizione non si sarebbe

dell’organizzazione ha fatto sì che alcuni top brand fossero presenti, insieme a

svolta affatto. Un po’ controcorrente, abbiamo sempre cercato di non dare troppa voce

piccoli produttori, fornitori cinesi e start-up. Ma soprattutto alcune novità perce-

alle speculazioni, e non siamo mai stati convinti sarebbe stata presa questa decisione

pite dal pubblico e dagli addetti ai lavori come veri e propri gamechanger. Pensia-

radicale, anche e soprattutto dopo aver conosciuto e parlato con Philipp Ferger, il nuo-

mo ai nuovi motori con cambio integrato Avinox (ne parleremo presto) o Gobao

vo ceo di Eurobike, che ha sostituito in corsa Stefan Reisinger. Le intenzioni del nuovo

(newcomer dalla Cina), all’interessante proposta di Hepha, fino al grande stand

manager erano chiare fin da subito, ovvero quelle di mantenere la barra dritta, la testa

di Canyon, che aveva un po’ il sapore dei fasti dei tempi andati, ma in cui si poteva

bassa e lavorare perché l’edizione 2026 si svolgesse. E così è stato. Philipp ha mantenu-

vedere molto futuro grazie agli innovativi concept di integrazione smart dedica-

to la promessa data, e non senza difficoltà, ha portato a casa un’edizione certamente

ti alla sicurezza dei ciclisti. Anche Ridley era presente in forze, così come Bosch,

ridimensionata rispetto al passato, ma comunque interessante. Senza nascondere la

Hope Technology. E ancora i motori Vinka, o alcuni prodotti asiatici piuttosto in-

testa sotto la sabbia, con trasparenza e consapevolezza, Ferger si è soffermato pa-

teressanti, le già note bici Winspace, le meno conosciute Troxus, o l’interessante

recchio con chiarezza e disponibilità a parlare con i media, rendendosi disponibile ad

telaio stampato in 3d in titanio di Laget. Nonostante le dimensioni ridotte la carne

ascoltare anche critiche e proposte. Sembra sia stata già raccolta quella fatta da molti,

al fuoco era tanta, e lo ha dimostrato anche il tam tam sui social da parte di tutti

noi compresi, di modificare la posizione della fiera all’interno di Messe Frankfurt. Pare

i divulgatori di settore, anche da parte di chi a Eurobike ha scelto di non andare,

che la prossima edizione verrà riposizionata nei padiglioni est, a prima vista più adatti

ma è dovuto comunque correre ai ripari e ribattere contenuti per restare al passo

alle necessità di una fiera come Eurobike. Inoltre, Philipp sembrava conscio del fatto che

con reel e post che sono presto diventati virali.

i è parlato tanto della kermesse di Francoforte non solo durante il suo svolgi-

UN’EDIZIONE (COMUNQUE) SOPRA LE ASPETTATIVE

il suo lavoro fosse appena iniziato e che, se l’intenzione sarà quella di portare Eurobike nel futuro, dovrà scendere a compromessi con le associazioni di categoria tedesche, i brand e soprattutto con le altre manifestazioni programmate per il 2027.

PAROLA ALL’ORGANIZZAZIONE

Ma diamo spazio a quanto comunicato dall’organizzazione secondo cui:” Nonostante un contesto difficile, caratterizzato da pressioni economiche, dinamiche politiche

SI PREANNUNCIA UNO STALLO ALLA MESSICANA

Per il prossimo settembre infatti è previsto una specie di “stallo alla messicana” tra

del settore e fattori legati al clima, i partecipanti a Eurobike 2026 stanno traendo conclusioni sorprendentemente positive”.

Eurobike, la neonata fiera di Colonia (del cui imminente annuncio avevamo già parlato sullo scorso numero di Bikefortrade nell’articolo “The german affair”) e la nostrana

Circa 800 aziende espositrici provenienti da 44 Paesi hanno sfruttato un momento

International Bike Festival, le cui date sono sempre influenzate dallo svolgimento della

di forte attenzione globale, utilizzando la fiera per presentare innovazioni tecnolo-

gara di MotoGP all’Autodromo di Misano. Da quanto si può sapere (ma stiamo cercando

giche lungo l’intera catena del valore a un pubblico di operatori commerciali inter-

di avere ulteriori informazioni) pare che questi eventi si svolgeranno uno in fila all’altro le

nazionali altamente coinvolti. Tra le aree di interesse principali figuravano soluzioni

prime tre settimane del mese (1/3 settembre Eurobike, 6/8 Bike Show a Colonia, ancora

software che consentono una migliore connettività tra ciclisti e bici, tecnologie di

da definire IBF). Ovviamente una soluzione che da fuori sembra suicida (per lo meno per

trasmissione di nuova generazione e innovazioni progettate per migliorare la sicu-

la doppietta tedesca), con la variabile delle aziende italiane, e forse francesi e spagnole,

rezza e la fruibilità quotidiana. Un totale di circa 15.130 professionisti del settore

che probabilmente preferiranno le comode spiagge di Misano, scegliendo di parteci-

ha partecipato alla fiera (nel 2025 erano 31.270), quasi il 60% dei quali provenienti

pare solo a IBF. Ciò trasformerebbe di fatto Eurobike e la fiera di Colonia in un affare

dall’estero, insieme a 8.970 appassionati al Festival Day. Il nuovo direttore di Eurobi-

tutto tedesco, sancendo in via definitiva quella che sembra una vera e propria politica

ke, Matthias Pietsch, ha aggiunto: “Le numerose conversazioni avute durante Euro-

isolazionista del mercato DACH. Non sappiamo se questa lettura sia quella giusta, ma

bike hanno chiaramente dimostrato una forte volontà da parte dell’intero settore di

da fuori sembra essere quello a cui si sta andando incontro. Anche dopo l’emorragia dei

collaborare per plasmare il futuro di questa fiera leader. Valuteremo attentamente

brand tedeschi al Bike Festival di Riva del Garda. Di certo c’è che ora, a fiera conclusa, lo

questi riscontri e li utilizzeremo per rafforzare ulteriormente il valore commerciale

spazio sarà tutto in mano alla politica, dal nostro punto di vista questa situazione sem-

sia per gli espositori che per i visitatori in vista del 2027. Ora si tratta anche di ripor-

bra essere piuttosto inaccettabile e una qualche soluzione si dovrà pur trovare.

tare i marchi leader a Francoforte”.

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FIERE

DUE PAROLE COL NUOVO DIRETTORE Matthias Pietsch si è recentemente insediato come show director di Eurobike. Una sedia tra le più scomode nel nostro settore. Sentiamo cosa ha da dire sul futuro della fiera in questa chiacchierata di Gabriele Vazzola

M

atthias Pietsch, nuovo show director di Eurobike da giugno 2026, ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato di ASO Germany, dove era responsabile dello sviluppo strategico e operativo dei principali eventi tedeschi dedicati al

ciclismo. Tra questi, il Deutschland Tour, la Eschborn-Francoforte e la Cyclassics di Amburgo. Per oltre 15 anni ha contribuito a plasmare e posizionare piattaforme per eventi nel panorama internazionale del ciclismo e della mobilità. Il suo ruolo si concentra sul posizionamento internazionale dell'evento e sull'ulteriore sviluppo di offerte pertinenti per l'industria, il commercio e gli operatori del settore della mobilità.

L'intervista Matthias Pietsch

nuovo show director di Eurobike

Cosa ti ha spinto ad accettare la sfida di reinventare una fiera che stava attraversando un periodo difficile, in un settore complesso e dinamico come quello del ciclismo? Ciò che mi ha attratto di questa sfida è l'opportunità di lavorare con Eurobike, uno dei

Hai assunto la direzione di Eurobike mentre

marchi più forti nel settore ciclistico mondiale. Occasioni come questa per influenzare

i preparativi per l'evento erano già in corso.

il futuro di un marchio così importante sono rare. Il mio obiettivo va oltre la semplice or-

Qual è stata la tua impressione del settore

ganizzazione di una fiera; punto a sviluppare una piattaforma che crei valore reale per il

fieristico finora, e quali sono state le

settore in un mercato dinamico.

principali sfide che hai dovuto affrontare? Assumere la guida di Eurobike in una fase

È stata annunciata una nuova fiera del ciclismo a Colonia per l'inizio di settembre

così avanzata è stato impegnativo, però

del prossimo anno. Perché, secondo te alcune aziende hanno deciso di sostenere il

mi ha permesso di immergermi rapida-

ritorno di un evento a Colonia? Ritieni che possiate coesistere con successo, o che il

mente nel settore. Ciò che mi ha colpito di

settore dovrà alla fine trovare una soluzione diversa?

più è stata la passione che le persone nutrono per il ciclismo e la loro volontà di plasmarne

Ogni azienda deve valutare quali eventi si allineano meglio con i propri obiettivi di bu-

il futuro, nonostante le sfide che affrontiamo oggi. Piuttosto che arrivare con preconcetti,

siness. Il nostro focus è su Eurobike. All'edizione di quest'anno, abbiamo presentato la

la mia priorità è stata ascoltare. Eurobike 2026 mi ha dato l'opportunità di interagire con

nostra visione per il futuro e ricevuto preziosi feedback da tutto il settore. Ora stiamo

produttori, fornitori, rivenditori e molti altri stakeholder. Queste conversazioni ci stanno

valutando attentamente tutte le ultime notizie e le novità del settore fieristico, perfe-

ora aiutando a plasmare il prossimo capitolo.

zionando il nostro concept insieme all’industry per rafforzare ulteriormente Eurobike come piattaforma b2b internazionale leader.

Ripensando all'edizione di quest'anno, quali consideri siano stati i maggiori successi? E cosa avete imparato attraverso questa esperienza?

Durante la "Leaders' Night", qualcuno ha suggerito che ogni azienda dovrebbe

Eurobike 2026 è stata concepita come un'edizione di transizione. Abbiamo condiviso la

considerarsi e lavorare come una media company. Sei d'accordo con questa idea?

nostra visione per il futuro e, soprattutto, ci siamo impegnati in discussioni aperte con

Quanto è importante oggi per le aziende creare e condividere contenuti di alta

il settore. Il successo più significativo è stata la qualità di queste conversazioni. C'è un

qualità e comunicare in modo efficace?

ampio consenso sul fatto che il settore necessiti di una solida piattaforma b2b interna-

Sono d'accordo con questa affermazione. Oggi le aziende devono comunicare non solo

zionale, con l'aspettativa di un profilo più chiaro e di un maggiore valore commerciale.

i loro prodotti, ma anche la loro competenza, i loro valori e la loro visione. Un altro im-

Stiamo attualmente analizzando questo feedback. Le conversazioni hanno anche con-

portante spunto emerso dalla "Leaders' Night" è stato che le aziende di successo si con-

fermato che le aziende si aspettano che le fiere offrano un valore commerciale misura-

centrano sempre più sulla costruzione di comunità piuttosto che sulle sole relazioni con

bile. Questa consapevolezza giocherà un ruolo importante nel nostro concept futuro.

i clienti. Noi consideriamo Eurobike in quest'ottica: come una piattaforma per il dialogo e le connessioni durante tutto l'anno.

A tuo parere, come dovrebbe rispondere l'industria del ciclismo alle sfide che sta affrontando oggi?

Avete già iniziato a discutere del futuro di Eurobike e a pianificare l'edizione del prossimo

L'industria ha superato brillantemente periodi difficili in passato e sono fiducioso che lo

anno? Con l'annuncio della fiera di Colonia, in programma dal 6 all'8 settembre,

farà di nuovo. Il nostro successo si baserà sull'innovazione, sulla collaborazione e su una

prevedete che saranno necessari cambiamenti o compromessi? Quali sviluppi può

prospettiva globale. Invece di concentrarci sulle incertezze a breve termine, dovremmo

aspettarsi il settore e quali sono le vostre aspettative per il futuro di Eurobike?

unirci per creare le condizioni per una crescita a lungo termine. Il ciclismo continua a

Assolutamente. Le discussioni sono iniziate ben prima dell'evento di quest'anno e

essere una soluzione vitale per la mobilità sostenibile in tutto il mondo.

sono proseguite per tutta la durata di Eurobike. Ora stiamo analizzando attentamente la situazione prima di determinare i prossimi passi. Se la nostra analisi dimo-

Molti ritengono che il settore stia diventando sempre più frammentato e "sulla

strerà che gli aggiustamenti creeranno maggiore valore per il settore, siamo pronti

difensiva", soprattutto in risposta alla crescente influenza dei produttori asiatici. Pensi

ad apportarli. La nostra direzione rimane chiara: puntiamo a rafforzare ulteriormen-

che le aziende della regione DACH stiano cercando di proteggere le proprie posizioni

te Eurobike come piattaforma commerciale B2B internazionale per il settore ciclisti-

attuali, diventando più caute riguardo all'apertura e all'internazionalizzazione che la

co. Allo stesso tempo, stiamo perfezionando il concept insieme al settore e condi-

stessa Eurobike ha contribuito a promuovere nel corso degli anni?

videremo la prossima fase del suo sviluppo una volta completato questo processo.

Credo sia importante adottare una prospettiva più ampia. L'industria del ciclismo è glo-

Il settore del ciclismo ha registrato una crescita notevole, seguita da un necessario

bale ed Eurobike dovrebbe riflettere questa realtà. I produttori asiatici svolgono un

periodo di adattamento. Tuttavia, le opportunità a lungo termine rimangono solide

ruolo cruciale nell'attuale catena del valore, mentre le aziende europee continuano

e su questa certezza dovremmo tutti lavorare. La nostra fiera continuerà a svolgere

a eccellere in settori come l'ingegneria, il branding e la competenza nella vendita al

un ruolo cruciale nella promozione della mobilità sostenibile, nell'incoraggiare stili

dettaglio. L'innovazione prospera grazie all'apertura, allo scambio e a una sana con-

di vita sani e nel valorizzare le città moderne. Il mio messaggio è semplice: ora è il

correnza. La nostra ambizione è quella di unire l'industria ciclistica globale, piuttosto

momento giusto per plasmare il futuro insieme. Questo è esattamente il ruolo che

che creare divisioni.

vogliamo che Eurobike svolga.

15


FIERE

VISTI IN FIERA, SUBITO VIRALI Chi c’è stato ha raccolto gli input e le novità e colto dal vivo l’attenzione verso i nuovi motori con cambio integrato. Chi non c’era è corso ai ripari, ribattendo e ripostando. Nonostante tutto di Eurobike 2026 ne hanno parlato tutti di Gabriele Vazzola

ROAD

ROAD

AVINOX

GOBAO

MG CONCEPT

X1 E X1P

Avinox ha presentato MG Concept,

Gobao ha debuttato alla fiera Eurobi-

creato in collaborazione con Canyon,

ke con i nuovi motori per eBike X1 e X1P.

Commencal, Forbidden e Mondraker.

Si tratta di unità con cambio integrato

In bella mostra a Eurobike erano già

(gear box con trasmissione a variazio-

presenti le realizzazioni di questi top

ne continua) che eliminano il deraglia-

brand con il nuovo motore con gear

tore posteriore. I sistemi offrono fino a

box integrato che si caratterizza per

150 Nm di coppia e un picco di 1500 W.

un cambio marcia fluido a garanzia di

La cambiata è gestita da un secondo

un'erogazione di potenza ininterrot-

motore interno e offre cambiate silen-

ta e un tempo di cambiata inferiore

ziose e intuitive controllabili tramite

a 0,1 secondi. MG Concept supporta

remote al manubrio. Interessante an-

il cambio marcia sia durante la pe-

che la velocità di ricarica del sistema

dalata ad alta coppia che da fermo.

di batterie e caricatore di Gobao, che

I rider potranno scegliere tra cambio

permetterebbero di portare il livello da

manuale o automatico con i vantaggi di una manutenzione minima. Il design del siste-

zero, a 80% in soli 20 minuti. Come per la concorrente diretta Avinox, questo sistema ri-

ma è completamente nuovo, le unità di trasmissione della nuova piattaforma possono

duce la complessità della trasmissione tradizionale e punta su una gestione continua del

essere facilmente adattate a tutti i modelli di bici e tutte le discipline.

rapporto in base a cadenza, potenza richiesta e condizioni di guida.

ROAD

ROAD

BOSCH

HEPHA

HUB LINE

URBAN X

Il marchio tedesco punta a completa-

Urban X punta a rivoluzionare l'e-

re la gamma con la sua interpretazio-

sperienza di guida urbana attraver-

ne del motore al mozzo. Un prodotto

so caratteristiche esclusive pensate

destinato a coloro che desiderano

per semplificare al massimo l'utiliz-

spostarsi in città rapidamente e con

zo quotidiano. La trasmissione eCVT

stile. Hub Line è una drive train leg-

permette di guidare senza leve o co-

gera, agile e quasi invisibile, proget-

mandi del cambio manuale. Urban

tata specificamente per le esigenze

X adatta automaticamente il rap-

urbane. In abbinamento alla nuova

porto di pedalata alle necessità del

batteria compatta PowerTube 360

guidatore. La frenata rigenerativa

consente di avere a disposizione eBi-

permette l'assenza (o quasi) dei fre-

ke particolarmente leggere ed essen-

ni tradizionali. Il motore stesso funge

ziali. Completano l’offerta la nuova

anche da freno: quando si smette di

generazione del Bosch ConnectMo-

pedalare la bici rallenta, e pedalando

dule per la protezione antifurto intelligente, il LED Controller compatto per un utilizzo

all'indietro si aumenta la forza frenante. Questo processo genera energia, ricaricando

intuitivo e il display minimalista Intuvia 200. Con una coppia di 45 Nm, il motore offre

la batteria che è anche dotata di ricarica ultra-veloce. La tecnologia adottata per-

un supporto immediato, fluido e ben controllato grazie ai sensori avanzati. La guida

mette di ricaricare l'unità fino all'80% in appena 15 minuti, rendendola ideale per gli

risulta agile e naturale, semplificando situazioni tipiche della città come la ripartenza

spostamenti quotidiani. La bici non richiede una gestione attiva da parte dell’utente,

ai semafori o le salite leggere.

ma risponde alle necessità dei ciclisti nelle aree urbane. ROAD

ROAD

LAGET

HOPE

AERO ONE X

Cattura

la

Per celebrare i 20 anni dall'uscita

struttura in monoscocca interamen-

del Mono 6Ti originale, Hope lancia

te stampata in 3D in titanio della La-

una Special Mono Edition. Saranno

get Aero One. Il telaio completamen-

solo 1.000 per ora i set disponibili sul

te integrato, realizzato utilizzando

mercato. Un prodotto esclusivo ca-

l'avanzata tecnologia di stampa 3D

ratterizzato da una distintiva combi-

del titanio e le forme ricordano quel-

nazione di colori nero e oro ispirata

le eleganti e affilate di una katana

al modello originale, insieme a un'in-

giapponese. Progettata per la veloci-

cisione speciale e un numero di serie

tà, questa bici è realizzata specifica-

univoco. Ogni set punta a diventare

mente per le competizioni. La forma

un vero oggetto da collezione per gli

affusolata e le tubazioni sottili ridu-

appassionati del brand e del mondo

cono significativamente la resistenza

gravity. EVO V6 Ti punta su una poten-

dell’aria, mantenendo una manovra-

za eccezionale, una gestione termica

bilità precisa e stabile. Le caratteristiche intrinseche del titanio, dovrebbero garantire

avanzata e l'inconfondibile estetica del marchio inglese. Un prodotto adatto a coloro

anche uno smorzamento superiore delle vibrazioni.

che spingono al limite le prestazioni in downhill, enduro e per le eBike più performanti.

16

sicuramente

l’occhio

EVO V6 TI


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SPECIALE ITALIA

CONTRO L’ABITUDINE Anche le cose che sembrano statiche e immutabili di fatto non lo sono mai. Questo vale anche per il mercato della bici, che va sempre interpretato e studiato, soprattutto se si vuole sopravvivere in anni di cambiamenti come quelli che stiamo vivendo di Gabriele Vazzola

S

iamo abitudinari. Purtroppo o per fortuna è una caratteristica di noi italiani.

essere, sempre e comunque, la nostra vocazione. Le logiche di mercato fanno la

A volte da fuori può sembrare qualcosa di buono e rassicurante, anche se

loro parte e la produzione di bici e componenti ad alto valore aggiunto sembrano

a ben guardare, questa nostra caratteristica non gioca sempre a favore.

la strada più facile da percorrere quando si vuole spendere un nome e un know how

L’abitudine può essere un porto sicuro, ma anche una maledizione che ci blocca

costruito in anni. Ma non sempre la via già battuta in passato è quella più costrutti-

in un contesto passato, tenendoci ancorati a punti fissi purtroppo effimeri e non immutabili come può sembrare se non si amplia lo sguardo. Di fatto, quando queste certezze vengono a mancare, ci fanno perdere anche la direzione privandoci al contempo del piacere e della sicurezza che la stessa abitudine ci dava. Spesso questo non accade di colpo, ma in modo impercettibile e progressivo, lasciando sempre uno strascico di speranza che, prima o poi, ciò che era stato possa per magia tornare. Spoiler: non tornerà, per lo meno non in modo uguale. Chi ora ha più di trenta candeline, aveva l’abitudine, ogni quattro anni, di vedere l’estate affollarsi di bandiere tricolore e tifare la maglia azzurra ai Mondiali di calcio, un'abitudine questa che sembrava immutabile. Ora, chi di anni ne ha 20, in pratica non ha mai vissuto un campionato del mondo con l’Italia protagonista. Allo stesso modo, parlando del nostro settore, chi di anni ne ha qualcuno in più era abituato a leggere sui tubi obliqui delle migliori bici da corsa un cognome italiano. In più era praticamente scontato che la bdc in questione fosse mossa da una trasmissione Campagnolo. Per coloro che di anni ne hanno 20, questa non è più una cosa così scontata. Spesso ora sui telai c’è un nome anglofono, mentre sulla trasmissione uno giapponese. Certo, non possiamo pensare di tornare a quel passato, e forse nemmeno lo vogliamo, soprattutto visti i passi da gigante che la tecnologia applicata alla bici ha fatto grazie anche alla competizione e alla concorrenza tra attori internazionali. Questo può insegnarci però che forse l’industry italiana dovrebbe pensare a una strategia per riprendersi lo spazio più ampio, definito e autorevole che merita, anche al di fuori dei prodotti più specifici e raffinati d’alta gamma.

va. Il mercato evolve e muta di continuo e andrebbe costantemente analizzato, anche partendo dal basso. Cambia anche il gusto del cliente, che andrebbe studiato e assecondato nei suoi gusti e nelle sue (sempre nuove) necessità e richieste, tra cui quella di essere credibile e riconoscibile, ma in modo più accessibile e versatile rispetto al passato. In questo, aziende più giovani, flessibili e aggressive, quindi meno portate a proporre la solita ricetta, sono sempre più proattive e riescono a proporre prodotti ben progettati, centrati, dal design raffinato, credibili a un prezzo del tutto abbordabile. E non parliamo dei newcomer cinesi, che invece puntano su politiche di prezzo e di marketing, oltre che sull’esperienza che abbiamo permesso loro di fare costruendo di fatto le nostre bici. Il nuovo cliente non cerca più status symbol: piuttosto che mostrarsi benestante, preferisce sembrare intelligente e competente (o meglio come dicono gli anglofoni "sharp") e pone sempre più attenzione non solo al prezzo, ma anche al suo rapporto con la convenienza della scelta fatta sotto molteplici aspetti. Questo non significa smettere di proporre prodotti premium e di fascia altissima, ma non è nemmeno il caso di aspettare che questa “abitudine” ci si rivolti contro. Per portare il design italiano nel futuro, forse serve iniziare a dare uno sguardo a quello che succede al di fuori, verso chi sta interpretando in maniera più proficua il momento storico e culturale, e occorre farlo con apertura mentale. Di recente, alcuni segnali della voglia di ampliare le vedute sembrano esserci stati, e ci pare che in alcuni casi il momento sia stato ben interpretato anche dall’industry nostrana. Non è detto che ciò significhi un successo planetario immediato, ma di sicuro è un fatto positivo. L’augurio è che l’industria italiana della bici possa seguire

Qui entra in gioco la maledetta abitudine, che ci vede sempre e comunque ragiona-

la strada giusta trovando la direzione e il futuro che merita, in un mercato che di

re in quella direzione, verso ciò che conosciamo, ciò che pensiamo possa e debba

abitudini proprio non vuole sentir parlare.

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Scopri la gamma su brinkebike.com


SPECIALE ITALIA

GUERCIOTTI

GRAVEL

COPPI

VELOCE S

K14

La nuova Veloce S rappresenta l'evoluzione di uno dei modelli più iconici e di maggior

K14 è la massima espressione della filosofia racing di Coppi: una bici da corsa leggera (peso

successo della gamma Guerciotti. Completamente riprogettata, mantiene la propria anima

del telaio in taglia 54 794 grammi), progettata dal marchio italiano per chi cerca velocità,

racing offrendo prestazioni elevate e un ottimo rapporto qualità-prezzo, caratteristiche

reattività e prestazioni di livello pro. Il telaio in carbonio ad alto modulo, sviluppato con

che l'hanno resa una delle road più apprezzate dagli appassionati negli ultimi anni. Il nuovo

geometrie aggressive, garantisce un trasferimento di potenza immediato, un handling

telaio in fibra di carbonio Torayca introduce soluzioni tecniche come il forcellino UDH, che

preciso e una guida stabile anche alle velocità più elevate e in discesa. Un modello pensato

garantisce maggiore efficienza, affidabilità e compatibilità con le trasmissioni più evolute

per gare, Granfondo e performance di alto livello. Ogni dettaglio è stato ottimizzato per

e il movimento centrale PressFit. Da segnalare il manubrio QTC integrato in carbonio con

offrire un vantaggio reale: peso ridotto, rigidità equilibrata, aerodinamica pulita e un

passaggio cavi interno che rende la Veloce S una bici molto elegante. A completare il

ottimo comportamento in salita. Interessante la scelta di garantire un passaggio gomma

rinnovamento arrivano una grafica completamente nuova e tre colorazioni esclusive: Ice,

fino a 34 mm e la possibilità di realizzare verniciature personalizzate per chi desidera un

Dark Grey e Coral Red che sono state pensate dai tecnici del marchio milanese per esaltare

modello davvero unico.

il carattere sportivo e contemporaneo di questa road. Guerciotti – +39 02.2826188 – info@guerciotti.it

SCHEDA TECNICA

Telaio: in carbonio Forcella: in carbonio Gruppo: Shimano 105 7170 12v di2

Freni: a disco Ruote: Vision SC40 carbon TLR Gomme: Michelin Power Cup

F.lli Masciaghi - +39 02.950831- info@masciaghi.it

SCHEDA TECNICA - K14 TEAM REPLICA "PETROLIKE"

Freni: a disco Shimano Dura-Ace Ruote: Vision Metron 45 RS SL Gomme: Vittoria Corsa Pro tubeless ready

Telaio: in carbonio con fibre Toray T1000 Forcella: in carbonio Gruppo: Shimano Dura-Ace, 12 v

DE ROSA

BASSO

Con 70 Origine Blue, il blu torna nella collezione De Rosa. Un colore che per Ugo De Rosa era

Realizzato con fibre Torayca T1100 e T1000, il telaio della SV pesa 780 g e la forcella 370 g,

l’essenza stessa della bellezza su una bicicletta. La 70 Origine nasce per essere una road

garantendo leggerezza e velocità senza compromessi. Rispetto ad altri modelli di alta gamma

essenziale, precisa, pensata per chi cerca controllo, velocità e pulizia progettuale senza troppi

Basso, la rigidità del movimento centrale e del tubo sterzo è stata notevolmente incrementata,

giri di parole. Una piattaforma contemporanea e performante, sviluppata da tre eccellenze

mentre la rigidità del triangolo posteriore al mozzo è rimasta invariata. Grande attenzione è stata

italiane come De Rosa, Campagnolo e Pininfarina. Il modello è dotato di un telaio in monoscocca

data all’ottimizzazione aerodinamica, concentrandosi principalmente sulla riduzione dell’area

in fibra di carbonio ad alto modulo dal peso di 730 grammi (taglia 54), il che la colloca tra le bici

d’impatto frontale. Il team R&D di Basso ha lavorato a stretto contatto con lo studio di bike fitting

aero più leggere sul mercato. La forcella abbinata, anch’essa full carbon, pesa 280 grammi è

4Performance e il campione Mattia De Marchi che ha testato la bici fin da subito, fornendo

progettata per garantire stabilità e precisione di guida. Il profilo generale è leggermente sloping:

feedback in fase di sviluppo. Questa collaborazione ha portato a un’analisi approfondita della

il tubo orizzontale inclinato abbassa il baricentro e accentua il fuorisella, contribuendo a ridurre il

biomeccanica e dell’ergonomia. Il risultato è una geometria della bici (compatibile con pneumatici

peso e a dare un look aggressivo al modello. Lo stack contenuto e il reach piuttosto pronunciato,

fino a 35 mm) progettata con precisione, che consente a ogni ciclista di personalizzare il modello

configurano inoltre una posizione in sella raccolta e aerodinamica.

SV in base al proprio stile di guida, alle proprie capacità e alla propria struttura fisica.

70 ORIGINE BLUE

SV

De Rosa - +39 02.6195171 - derosa@derosa.it SCHEDA TECNICA

Telaio: in carbonio ad alto modulo Forcella: in carbonio Gruppo: Campagnolo Super Record 1x13

20

Freni: a disco Ruote: Campagnolo Bora ULTRA WTO Gomme: Vittoria Corsa N.EXT

Basso - info@bassobikes.com SCHEDA TECNICA - COLORAZIONE IN EDIZIONE SPECIALE SUPERNOVA

Telaio: in carbonio Forcella: in carbonio Gruppo: Campagnolo Super Record 13 v

Freni: Campagnolo Ergopower Super Record Ruote: Campagnolo Bora WTO 45 Gomme: Continental GP5000 TR 700x32


SPECIALE ITALIA

BOTTECCHIA

ROAD

3T

GRAVEL TITAN

RACEMAX² ITALIA

Pensata per chi non accetta compromessi, Gravel Titan è stata progettata da Bottecchia

Racemax² Italia, erede della piattaforma che nel 2020 ha contribuito a definire il concetto di

con l’obiettivo di essere la miglior compagna di viaggio su strada e sterrato. Questo grazie

aerogravel, è stata riprogettata da 3T per coniugare efficienza aerodinamica, precisione di

a un telaio in titanio spazzolato grado 9 che unisce eleganza, robustezza e leggerezza,

guida e compatibilità con gli pneumatici più larghi oggi utilizzati nelle competizioni. Il telaio nasce

progettato per durare nel tempo (ogni frame Gravel Titan è coperto da una garanzia a

nello stabilimento di Presezzo, alle porte di Bergamo, attraverso la tecnologia proprietaria Jazz

vita). Il passaggio cavi interno mantiene linee pulite e protegge da polvere, fango e agenti

Carbon, che combina Filament Winding e Resin Transfer Moulding per ottenere un controllo

atmosferici. La predisposizione per il bikepacking permette di affrontare senza problemi

preciso e ripetibile della struttura in carbonio. Il tubo obliquo cambia larghezza lungo il proprio

lunghi viaggi, mentre il passaggio ruota generoso consente il montaggio di pneumatici

sviluppo: nella parte superiore segue il profilo della ruota anteriore, mentre più in basso

fino a 50 mm, per affrontare anche i tracciati più tecnici. Da segnalare che le tubazioni

contribuisce a indirizzare il flusso d’aria intorno alle borracce. La ricerca della prestazione non

a sezione differenziata riducono la trasmissione delle vibrazioni, migliorando il comfort

esclude la praticità: nel tubo obliquo infatti può essere integrato un vano portaoggetti per

complessivo in sella anche dopo molte ore.

trasportare attrezzi e accessori essenziali. Il risultato è una gravel racing capace di esprimere velocità sui percorsi scorrevoli, ma controllo adeguati al gravel contemporaneo. 3T Bike - +39 035.4943451 - info@3t.bike

Bottecchia – +39 0426.311724 - info@bottecchia.com

SCHEDA TECNICA

SCHEDA TECNICA

Telaio: titanio spazzolato grado 9 Forcella: in carbonio Gruppo: Shimano GRX610 12v

Telaio: Jazz Carbon Forcella: 3T Fango RaceMax2 Integrale Gruppo: Campagnolo Super Record WRL 13S Gravel

Freni: a disco Shimano RX410 Ruote: ITM FUGA 40/5 Gomme: Vittoria Terreno 700x40 TNT

Freni: Campagnolo Super Record con rotori da 160 mm Ruote: 3T Discus 45|40 LTD Gomme: Schwalbe G-One RS 700×45

GRAVEL

DRALI MILANO

GREGARIO

Zenith raccoglie l’eredità di Drali Milano e la proietta verso una nuova idea di avventura, una

VERA AR è il primo modello completo di Gregario, start-up nata nel 2019 dall’intuizione di

forma più raffinata di esplorazione, fatta di lunghe distanze e territori ancora da scoprire.

Salvatore Botrugno e Paolo Baldissera. Il telaio, ideato e sviluppato in Italia, è realizzato

Questo lo si vede sin da subito dalle linee del telaio in carbonio ad alto modulo che sono pulite,

con l’innovativa tecnologia brevettata di stampo a geometria variabile, che consente la

ZENITH

essenziali, prive di eccessi. Zenith mantiene una sensazione di efficienza che ricorda il mondo road, ma senza quella rigidità talvolta esasperata che caratterizza le piattaforme più orientate alla competizione. Il movimento centrale asimmetrico e i foderi progettati secondo la stessa filosofia non rappresentano semplicemente una soluzione ingegneristica, ma un modo per migliorare il dialogo tra ciclista e terreno. La trasmissione della potenza risulta efficace, mentre il controllo rimane costante anche nelle situazioni più impegnative. Il generoso passaggio ruota (fino a 47 mm) amplia ulteriormente le possibilità d'utilizzo. Il telaio integra un attacco UDH, così da garantire compatibilità totale con ogni gruppo trasmissione. Drali Milano - +39 02.84892829 - info@ciclidralimilano.it

VERA AR

creazione di un vero monoscocca integrale su misura, senza giunzioni né compromessi. Prodotto in un unico processo di laminazione, VERA AR è una aero-road frutto di un attento studio dove nulla è lasciato al caso: ogni scelta nasce da un’analisi approfondita delle interazioni tra telaio, componenti e ciclista in movimento, grazie all’esperienza di Gregario nel campo della CFD (Computational Fluid Dynamics). Questa tecnica analizza come un fluido si muove attorno a un oggetto, ed è uno strumento fondamentale per progettare bici e componenti aerodinamici, perché permette di simulare come l’aria scorre intorno al ciclista mentre pedala. La forcella, inoltre, si integra perfettamente al telaio, migliorando l'aerodinamica complessiva di tubo sterzo e obliquo. Gregario - info@gregariocycling.com

SCHEDA TECNICA

Telaio: in carbonio HM - T800 Forcella: Deda Gera Curvy Gruppo: SRAM Red

Freni: a disco Ruote: Fulcrum Sharq Gomme: Vittoria Terreno

SCHEDA TECNICA

Telaio: in carbonio Forcella: in carbonio Gruppo: scelta personalizzata

Freni: scelta personalizzata Ruote: scelta personalizzata Gomme: scelta personalizzata

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SPECIALE ITALIA

UN PONTE PER LE LUNGHE DISTANZE

I

L’adattatore TT 314 e il supporto Tower Bridge sono la dimostrazione pratica dell’ingegno di Deda nel risolvere problemi. In pochi minuti, è possibile riconfigurare la propria bici per il triathlon o l’ultracycling ngegno, fantasia e conoscenza tecnica del prodotto. Sono le abilità che defini-

TOWER BRIDGE

scono la filosofia e l’azione industriale di Deda, e che hanno portato l’azienda

Tower Bridge rappresenta una novità che arricchisce la gamma di soluzioni Deda a

di Campagnola Cremasca a diventare una pioniera nella componentistica di

partire da settembre 2026. Si tratta di un supporto portaborraccia sviluppato ap-

alto livello. Dalle esperienze quotidiane, dai piccoli e grandi problemi della vita in

positamente per il sistema TT314. Progettato per il montaggio frontale, consente di

bicicletta, Deda prova a confezionare sempre nuove soluzioni che possano venire

posizionare l'idratazione in orizzontale tra le estensioni del manubrio da cronome-

incontro alle esigenze dei ciclisti, mettendo a frutto la brillantezza e la creatività

tro o triathlon, creando un set-up estremamente funzionale e aerodinamico. La po-

di ingegneri e progettisti. Per esempio, possiamo ritrovare un manifesto delle ca-

sizione della borraccia contribuisce a "riempire" lo spazio tra le braccia del ciclista,

pacità di problem solving di Deda in una serie di soluzioni intelligenti pensate per

riducendo le turbolenze aerodinamiche e permettendo di bere senza abbandonare

triatleti e ultracyclist. Si tratta di due sistemi compatibili fra loro, che rispondono

la posizione di gara. Il sistema a rail offre la possibilità di installare fino a due porta-

alle esigenze di chi resta per lunghe ore in sella.

borraccia, facilitando l'idratazione e la rapida sostituzione delle borracce nelle zone di rifornimento durante la competizione.

TT 314

Il TT 314, lanciato nel 2025, è un adattatore sviluppato specificatamente per montare protesi da crono o triathlon su Alanera RS e altri manubri integrati sul mercato. Una soluzione di grande interesse per una nicchia ben precisa: triatleti che non hanno una bici da crono, ma utilizzano una bici da corsa per allenamenti e gare, o ultracyclist. Il kit include una clip in materiale composito che consente di adattarsi alla forma aerodinamica del manubrio, la cui l'installazione richiede solo cinque minuti, e viene consegnato con uno spessore da 60 mm e angolo di 30°. Sono anche disponibili come accessori altre opzioni di altezza (20, 40, 80, 100 e 120 mm) e quattro spessori angolati (10°, 15°, 20° e 25°) per una regolazione ad hoc. Il TT 314 può essere montato con le estensioni Deda Jet2, ma è anche disponibile un kit montaggio per Fast Pro, Parabolica Pro o kit morsetti/poggiagomiti/imbottiture per montare Fastblack2 o Parabolica 1 & 2 in base al tipo di utilizzo e livello di performance richiesto. A essere interessante è anche la scelta del nome: 314 non è un numero di serie, ma un piccolo omaggio al pi greco, alla sua impeccabilità e alla capacità di risolvere una grande varietà di problemi. CARATTERISTICHE TECNICHE (TT 314)

Materiale • Clip: composito, stampato 3D • Spessori e piastre: alluminio 6061 Altezza spessori • 60 mm (incluso) • 80 mm (disponibile separatamente) • 100 mm (disponibile separatamente) • 120 mm (disponibile separatamente)

Spessore angolato: 30° Regolazione poggiagomiti: 115 mm – 165 mm Arretramento poggiagomiti: +/- 15 mm Accessori disponibili separatamente: • Clamp kit per estensioni Ø 22.2 mm (Fast Pro) • Clamp kit per estensioni Ø 24.0 mm (Fastblack 2, Parabolica Pro, Parabolica 1/2) Peso: 400 g

info@dedaelementi.com - dedaelementi.com

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Raicam & Fox

International Bike Festival

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SPECIALE ITALIA

SAFETY REVOLUTION Aerobag Bibshort è il primo pantaloncino progettato da Nalini per integrare un sistema airbag. Leggero, ergonomico e riutilizzabile, si attiva automaticamente in caso di caduta, contribuendo a proteggere il bacino e la parte superiore del corpo senza compromettere comfort e libertà di movimento

I

l mondo del ciclismo affascina da sempre appassionati e addetti ai lavori per la

500 grammi, preservando comfort, vestibilità e libertà di movimento anche durante

sua capacità di innovare, sviluppando prodotti che interpretano il presente e an-

le uscite più intense.

ticipano il futuro. Tra le novità che hanno suscitato maggiore curiosità per le loro

potenzialità c’è Nalini Aerobag Bibshort, il primo pantaloncino da ciclismo progettato per integrare un sistema airbag sviluppato specificamente per questo sport. Il prodotto nasce dall’incontro tra innovazione tecnologica, ricerca sui materiali e cultura racing, elementi che da sempre contraddistinguono l’azienda italiana. Pensato per il ciclismo su strada, il gravel e mtb, Nalini Aerobag bibshort introduce un nuovo concetto di protezione attiva: discreta, leggera, ergonomica e completamen-

“Per il momento abbiamo progettato e prodotto per primi il pantalone, che di fatto rappresenta il capo più importante, ma questo è soltanto il primo passo. Seguiranno nuovi sviluppi dedicati ad altri indumenti tecnici. Il dispositivo è già piuttosto leggero, ma con il progredire della ricerca il peso verrà ulteriormente ridotto e, nel tempo, potrebbe diventare essenziale quanto lo è oggi il casco” Giuseppe Bovo, direttore generale di Nalini

te integrata nell’abbigliamento tecnico. Il pantaloncino è stato progettato per accogliere in maniera naturale il sistema sviluppato da Aerobag, costituito da una camera d’aria compatta che si attiva in circa 100 millisecondi quando il dispositivo rileva una caduta. Una volta gonfiato, l’airbag contribuisce a proteggere il bacino e la parte superiore del corpo durante l’impatto. Il design del bibshort è stato studiato per assicurare una vestibilità stabile ed ergonomica, pur ospitando al suo interno una tecnologia particolarmente avanzata. Le bretelle e la struttura della vita presentano asole dedicate all’integrazione dell’airbag,

La sicurezza è ulteriormente rafforzata dalla scelta dei materiali. Il bibshort è infatti realizzato con un tessuto tecnico contenente fibre Dyneema®, tra i materiali più resistenti al mondo, apprezzato per le sue proprietà antiabrasione e antitaglio. Una soluzione pensata per offrire maggiore protezione in caso di scivolamento sull’asfalto, senza rinunciare a elasticità, traspirabilità e comfort in sella. Il sistema è riutilizzabile e concepito per un impiego continuativo. Dopo l’attivazione dell’airbag, è sufficiente sostituire la cartuccia di CO₂ per rendere il dispositivo nuovamente pronto all’uso. Il

mentre una tasca posteriore accoglie il dispositivo e la cartuccia di CO₂. Nonostante

pantaloncino può inoltre essere indossato anche senza il sistema airbag, offrendo

l’elevato contenuto tecnologico, il sistema mantiene un peso complessivo di circa

all’atleta la massima flessibilità in base alle proprie esigenze.

CARATTERISTICHE TECNICHE BIB

• Struttura del bib con asole dedicate per integrazione airbag • Tasca posteriore dedicata per alloggiamento cartuccia CO2 e dispositivo

CARATTERISTICHE TECNICHE AEROBAG

• Tessuto tecnico con fibre Dyneema ad alta resistenza • Proprietà antiabrasione • Proprietà antitaglio

• Modulo giroscopico integrato per il rilevamento della caduta • Attivazione automatica in circa 100 millisecondi in caso di caduta

• Protezione bacino e parte superiore del corpo • Peso totale sistema circa 500 g • Sistema riutilizzabile con sostituzione della cartuccia CO2

Nalini Aerobag bibshort e il dispositivo elettronico di sicurezza sono venduti separatamente e non sono inclusi in un'unica confezione. È quindi importante scegliere la taglia corretta del dispositivo in base alla taglia del bib acquistato, per garantirne la corretta compatibilità e vestibilità. Nalini - +39 0376.660969 - info@nalini.com

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SPECIALE ITALIA

Il Taipan (nella foto a sinistra) è il casco da gravel di Abus; a destra il Targon, specifico per trail ed enduro

ABUS: IL MADE IN ITALY COME MOTORE DI CRESCITA Dalla strada al gravel, fino al trail e all’enduro: con Taipan, Targon e il nuovo polo Maxi Studio, previsto per il 2027, il marchio tedesco amplia il ruolo della produzione italiana nella propria strategia internazionale

P

er Abus il Made in Italy sta diventando un elemento sempre più importante

separati, ma come parti di una visione più ampia, nella quale le conoscenze matura-

nello sviluppo industriale e nell’evoluzione della gamma caschi. Negli ultimi

te in una categoria possono contribuire allo sviluppo delle altre. La leggerezza stu-

anni, la produzione italiana del marchio tedesco si è identificata soprattut-

diata per il mondo road può diventare un vantaggio sulle lunghe distanze gravel. La

to con il segmento road e con prodotti destinati al ciclismo ad alte prestazioni.

gestione della ventilazione può essere applicata a un casco destinato ai percorsi più

Oggi quello stesso patrimonio di competenze viene applicato a discipline diffe-

tecnici. Il lavoro sulla calzata e sul comfort può migliorare prodotti pensati per esse-

renti, con l’obiettivo di costruire una proposta più ampia e trasversale. Il risultato

re indossati per molte ore. È proprio questa contaminazione tra discipline a rendere

è un percorso che parte dalla strada e si estende al gravel, al bikepacking, alla

il Made in Italy un elemento strategico, e non soltanto un’indicazione geografica.

mountainbike e all’enduro. IL NUOVO MAXI STUDIO DAL MONDO ROAD

L’ampliamento della gamma ha determinato anche una maggiore complessità

La crescita di Abus nel segmento dei caschi premium è stata sostenuta da una

produttiva, aumentando il numero di modelli, varianti, taglie e configurazioni da

forte specializzazione nel prodotto road. AirBreaker e GameChanger ne sono gli

gestire. Questo sviluppo ha richiesto una continua evoluzione dell’organizzazione

esempi più rappresentativi, insieme alle rispettive evoluzioni 2.0, che oggi trai-

e dei processi. La capacità produttiva è cresciuta rapidamente rispetto al passa-

nano la gamma performance su strada del brand. Aerodinamica, ventilazione,

to, ma l’aumento della domanda e il progressivo ampliamento dell’offerta hanno

leggerezza, comfort e sviluppo della calzata sono stati per anni i principali ambiti

evidenziato la necessità di una struttura ancora più moderna e dimensionata sulle

di ricerca. Competenze che, però, non rimangono confinate a una sola disciplina.

prospettive future. In alcuni periodi, l’equilibrio tra la crescita della domanda e la

Il mercato è diventato più articolato, i confini tra le categorie sono meno rigidi e

capacità disponibile può riflettersi sui tempi di produzione e sulla disponibilità di

gli utenti alternano spesso diverse tipologie di bici, cercando prodotti capaci di

alcuni prodotti. Il nuovo polo Maxi Studio, previsto per il 2027, nasce per rispondere

accompagnarli in contesti differenti. La gamma Abus Made in Italy segue proprio

proprio a questa esigenza. Il progetto rappresenta un investimento diretto di Abus

questa evoluzione.

e punta a creare una base produttiva più ampia, efficiente e adatta a sostenere la crescita prevista nei prossimi anni. La nuova struttura consentirà di migliorare ... ALL OFF-ROAD CON TAIPAN E TARGON

l’organizzazione dei flussi e rendere più rapido il passaggio tra sviluppo, industria-

Taipan rappresenta il passaggio verso il mondo gravel e bikepacking. È un prodotto

lizzazione e produzione. L’obiettivo non è soltanto produrre di più, ma meglio, con

pensato per chi affronta percorsi misti, lunghe giornate in sella e uscite nelle quali

maggiore continuità e con una struttura capace di accompagnare l’ingresso del

prestazione, comfort e versatilità devono convivere. Non si tratta semplicemente di

marchio in nuove categorie.

adattare un casco road a un nuovo pubblico. Il gravel richiede infatti un approccio specifico, perché combina velocità, durata, superfici irregolari e modalità di utiliz-

UN INVESTIMENTO NEL LUNGO PERIODO

zo spesso molto diverse tra loro. Accanto al gravel, Abus ha deciso di rafforzare la

Il nuovo Maxi Studio conferma che per Abus il Made in Italy non è una scelta legata

propria presenza anche nel mondo off-road più tecnico. Targon segna un ulteriore

a un singolo prodotto, ma un investimento di lungo periodo. Significa mantenere nel

ampliamento della gamma, portando la produzione italiana nel segmento trail ed

nostro Paese competenze, sviluppo tecnico e capacità produttiva, rafforzare il lega-

enduro. La possibilità di passare da una configurazione aperta

me tra progettazione e realizzazione del prodotto, ma anche

a una integrale risponde alle esigenze di chi cerca un modello

rispondere con maggiore rapidità all’evoluzione del mercato.

versatile, utilizzabile sia durante le fasi pedalate sia nei tratti

La crescita della gamma dimostra come il polo italiano sia de-

più impegnativi.

stinato ad assumere un ruolo sempre più rilevante all’interno del gruppo. I prodotti road continueranno a rappresentare una

UNA GAMMA SEMPRE PIÙ MULTIDISCIPLINARE

parte fondamentale dell’identità Abus, ma saranno affianca-

Taipan e Targon raccontano bene il cambiamento in corso. La

ti da una proposta progressivamente più completa. Taipan e

produzione italiana di Abus non è più legata esclusivamente al

Targon sono due esempi concreti di questa trasformazione,

mondo road, ma sta diventando una base industriale e proget-

ma indicano soprattutto una direzione: costruire in Italia una

tuale in grado di sostenere più discipline, ciascuna con carat-

gamma capace di rivolgersi a ciclisti diversi, dalle competizioni

teristiche ed esigenze specifiche. Strada, gravel, bikepacking,

su strada alle avventure gravel, fino ai percorsi più tecnici della

trail ed enduro non vengono interpretati come compartimenti

mountainbike. Abus - +39 0542.34720 - abusitalia@abus.it

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SPECIALE ITALIA

PERUZZO: TRASPORTANDO L’EVOLUZIONE

Con Pure Instinct Icon, l’azienda veneta prosegue un percorso costruito negli anni sull’ascolto delle esigenze dei ciclisti, trasformando esperienza progettuale, qualità costruttiva e produzione Made in Italy in soluzioni concrete per la mobilità

D

di Davide L. Bertagna

al 1972 a oggi Peruzzo ha attraversato oltre mezzo secolo di evoluzione

una gamma articolata che comprende portabici da gancio traino, da tetto e

del mercato ciclistico, trasformandosi da produttore OEM di copricate-

da portellone, soluzioni per veicoli 4x4, cavalletti da manutenzione, supporti da

na a specialista nei sistemi per il trasporto bici. L'azienda, con sede a

parete e numerosi accessori dedicati. La crescita del marchio è stata accom-

Rossano Veneto in provincia di Vicenza, è oggi una realtà familiare che opera in

pagnata da una costante capacità di adattarsi alle trasformazioni del setto-

55 Paesi, mantenendo una produzione dichiarata interamente Made in Italy e

re. Con il progressivo declino del mercato dei copricatena, Peruzzo ha scelto di concentrare competenze e investimenti nello sviluppo di sistemi per il trasporto delle bici, segmento nel quale oggi rappresenta uno dei principali riferimenti a livello europeo. Un percorso che ha ricevuto una nuova accelerazione nel 2015 con l'ingresso della seconda generazione della famiglia Peruzzo, che hanno guidato una fase di profonda evoluzione organizzativa, accompagnando il passaggio da una realtà prevalentemente artigianale a un'azienda con una struttura industriale sempre più orientata all'innovazione, alla qualità e all'internazionalizzazione. Negli ultimi anni è stato soprattutto il mercato delle eBike a ridefinire le esigenze degli utenti. Peso, dimensioni e caratteristiche delle bici a pedalata assistita hanno infatti favorito una crescente diffusione dei portabici da gancio traino, oggi considerati la soluzione più pratica e sicura per il trasporto. Un cambiamento che Peruzzo aveva intercettato con anticipo, puntando sullo sviluppo di prodotti dedicati e nel potenziamento delle attività di ricerca e collaudo. Tra gli investimenti più significativi figura la piattaforma di test sviluppata internamente, una sofisticata apparecchiatura in grado di simulare, nell'arco di poche ore, anni di utilizzo su fondi sconnessi e condizioni di esercizio particolarmente gravose. A questo si affianca una filiera fortemente radicata sul territorio: il 93% dei fornitori è italiano e il 67% si trova in

CARATTERISTICHE TECNICHE - PURE INSTINCT ICON

Carico totale max: 60 kg Numero bici: 1 / 2+1 /3 / 4 Interasse max: 130 cm

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Chiusura bici-portabici: sì Chiusura portabici-auto: sì Fat bikes: no

Veneto, una scelta che consente all'azienda di mantenere un controllo diretto sulla qualità produttiva e sulla rapidità della supply chain. Completa questa filosofia una particolare attenzione alla disponibilità dei ricambi e alla riparabilità dei prodotti, con l'obiettivo di prolungarne il ciclo di vita e ridurne l'impatto ambientale.


SPECIALE ITALIA

Pure Instinct Icon punta su semplicità e funzionalità. Il sistema di aggancio rapido

LA NOVITÀ PER IL 2026

È in questo contesto che nasce Pure Instinct Icon, il nuovo portabici da gancio trai-

al gancio traino, dotato di serratura antifurto integrata, consente un montaggio

no sviluppato per rispondere alle esigenze della mobilità contemporanea. Pensato

veloce e sicuro, mentre il pratico pedale di inclinazione permette di accedere al

per coniugare robustezza, praticità e compattezza, il nuovo modello evoluzione

bagagliaio senza dover rimuovere il portabici. La struttura completamente richiu-

del Pure Instinct è disponibile nelle versioni da una a quattro biciclette, offrendo

dibile facilita il trasporto e lo stoccaggio quando il prodotto non viene utilizzato,

una soluzione versatile sia per gli utilizzatori tradizionali sia per chi viaggia con

mentre gli ampi poggia-ruota e le cinghie con fibbia a cricchetto assicurano un

eBike. La versione da due è infatti compatibile con il trasporto dei modelli a peda-

fissaggio stabile delle bici durante il viaggio. Compatibile con tutti i ganci traino

lata assistita e supporta un carico complessivo fino a 60 kg. Attraverso un appo-

conformi allo standard europeo ISO 50, Pure Instinct Icon è inoltre dotato di verni-

sito accessorio può inoltre essere trasformata in una configurazione da tre posti,

ciatura antigraffio, cavo con lucchetto a combinazione e di una serie di accessori

ampliando ulteriormente le possibilità di utilizzo. Dal punto di vista progettuale,

dedicati, tra cui l'adattatore per modelli con ruote inferiori ai 24 pollici.

L'intervista Paola Peruzzo coo

sviluppare un prodotto che si adatti alle nuove esigenze è sempre più sfidante, ma a Da quali esigenze siete partiti nello

noi le sfide piacciono. Per anni il mercato nazionale, ma anche molti del sud Europa,

sviluppo di Pure Instinct Icon?

si orientavano su portabici con fissaggio a portellone perchè rappresentavano una

Il nostro art.708 Pure Instict, nonostan-

soluzione pratica ed economica, ma l’evoluzione del mondo auto, che prevede un

te rappresenti ancora oggi un top-sel-

alleggerimento sempre più importante delle carrozzerie per limitare i consumi, non

ler, è nato oltre 15 anni fa e rispecchiava

consente più di sfruttare la soluzione a portellone e obbliga molti utenti alla scelta

le esigenze di mercato di quel periodo.

di soluzioni alternative, come il gancio traino. È questa evoluzione che ci spinge a

Come tutti sappiamo il mondo bici ha

focalizzare il nostro team tecnico a costanti miglioramenti nell’ambito del portabi-

avuto una forte spinta verso le eBike

ci a gancio traino che rappresenta, al momento, l’unica soluzione che consente un

e, nonostante l’attuale Pure Instinct si presti ancora a rispondere in modo più che soddisfacente anche alle attuali esigenze di mercato, sentivamo la necessità di migliorare alcune caratteristiche che rappresentavano un limite tra cui, in primis, un interasse binari troppo corto.

trasporto in sicurezza. Quali sono gli elementi che distinguono Pure Instinct Icon dalle altre soluzioni presenti sul mercato?

Quali sono le principali differenze rispetto alla precedente generazione di Pure Instinct? La novità principale si presenta nella possibilità di caricare bici con interasse fino a 130 cm. Considerando che l’interasse dell’attuale Pure Instinct è di 120, cm abbiamo fatto un grosso passo avanti sviluppando, per la prima volta, anche i nostri fanali. Un investimento su un elemento fondamentale sia da un punto di vista funzionale, ma anche estetico, che consentirà di contraddistinguere ancora di più il prodotto su strada con la loro linea moderna e accattivante. Il sistema di chiusura binari e fanaleria, che è sempre stata una delle caratteristiche più apprezzate della precedente versione, si è evoluto con un sistema più veloce, pratico e intuitivo. A questa innovazione tecnica si aggiungono anche piccole accortezze, ma che sono poi, nell’uso quotidiano, un grande aiuto per l’utente finale, come la predisposizione di appositi passacavi integrati al prodotto che consentiranno il corretto alloggiamento dei cavi fanali e che, corredato dall’apposito portaspina già in dotazione nella precedente versione, darà maggiore ordine e funzionalità alla componente elettrica sia in fase d’uso del prodotto ma anche in fase di rimessaggio. Da sottolineare anche gli accessori attuali e futuri che saranno sviluppati per il nuovo Pure Instinct Icon come il kit bici bimbo, che consente il carico agevole di modelli dai 20” in giù, il capiente box Spazio, che anche per la versione precendente ha visto numeri importanti di vendita (oltre le nostre stesse aspettative) e sono in arrivo per la stagione 2027 altri accessori che rappresenteranno un ulteriore completamento per soddisfare le più disparate esigenze di portaggio. Abbiamo, inoltre, aumentato la varietà di offerta che prevedeva la classica versione 2 bici per eBike, la versione 3 e 4 bici, aggiungendo il kit terza bici applicabile sulla versione 2 e la nuovissima versione a una sola bici..

Il punto di forza che ha sempre contraddistinto il Pure Instinct rispetto ad altri della concorrenza è il fatto di non dover costringere l’utente a scendere a compromessi per avere un buon prodotto al giusto prezzo. Il nuovo Pure Instinct Icon è stato progettato, fin dai primi incontri tecnici, tenendo bene a mente questo punto. Poi ci piace sempre sottolineare che ogni nostro prodotto nasce per durare nel tempo; è per questo motivo che, fin dalla fase di progettazione cerchiamo di creare un portabici non solo durevole, ma che sia anche facilmente riparabile in caso di necessità. A ogni lancio di un nuovo modello si corredano una serie di ricambi a prezzi decisamente accessibili per spingere l’utente a riparare piuttosto che a gettare. Questo fa bene alle tasche dei nostri clienti ma anche, e soprattutto, all’ambiente. Quali aspetti dovrebbe valorizzare un negoziante per presentare al meglio Pure Instinct Icon al cliente finale? Il Pure Instinct Icon ha mantenuto le caratteristiche tanto amate dai nostri clienti, come l’estrema compattezza e un prezzo accessibile a un’ampia platea di potenziali acquirenti. Rappresenta però anche una soluzione che offre la possibilità di non vendere solo un portabici ma un prodotto con molti accessori già disponibili, come il box Spazio, che permetteranno al negoziante di mantenere un legame con i propri clienti che, all’emergere di nuove esigenze sportive o famigliari, potranno rivolgersi a loro per l’acquisto dell’accessorio che soddisfi al meglio le loro richieste. Ci preme sottolineare che il Pure Instinct Icon, e tutti miglioramenti apportati rispetto alla versione precedente, nascono dall’ascolto. All’interno della nostra azienda esiste un costante filo diretto tra il customer service che raccoglie informazioni provenienti dai negozianti e dagli utilizzatori dei nostri prodotti, e l’ufficio tecnico. Ogni minimo spunto di miglioramento è stato preso in considerazione ed è stato inserito nello sviluppo progettuale di Pure Instinct Icon, che rappresenta per noi non solo la risposta,

Come è cambiato il mercato dei portabici negli ultimi quindici anni?

ma anche e soprattutto il nostro grazie a quanti anche con critiche costruttive, ci

Di cambiamenti ce ne sono stati tanti. Dall’avvento delle gravel alle bici elettriche,

hanno aiutato a crescere e migliorarci!

peruzzosrl.com

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SPECIALE ITALIA

GRAVEL PRONTO GARA Pirelli introduce la nuova gamma racing High Performance Line. Prodotta in Italia si avvale delle ultime tecnologie per mescole, carcasse e battistrada

C

di Gabriele Vazzola

arlo Di Clemente, product manager di Pirelli per i settori road e gravel, ci introduce la gamma gravel Made in Italy della casa milanese. Il reshoring della produzione ha permesso l’introduzione di nuove tecnologie e un mag-

gior controllo sulla produzione e sulla qualità finale delle gomme che si dividono in quattro differenti pattern, disponibili in varie misure e colori.

L'intervista Carlo Di Clemente product manager Pirelli

America ci aspettiamo che potrà presto spodestarla. I riferimenti più importanti nel Quali sono le novità della gamma gravel

mondo gravel arrivano da lì e tutti guardano come si muovono quei mercati che sono

ad alte prestazioni prodotta in Italia?

dei veri e propri trend setter per il segmento off-road. Basti pensare all’aumento delle

Abbiamo rinnovato la gamma introducen-

sezioni delle gomme, il mercato si sta spostando sempre di più verso le 50 mm secondo

do nuove tecnologie e un nuovo disegno

il mantra: “wider is better”.

del battistrada. La line-up si struttura per tread pattern in base al tipo di terreno a

Ma non c’è uno svantaggio in termini di scorrevolezza?

partire da quelli più compatti (hardpack)

Con le gomme di precedente generazione c'era più differenza tra una misura e l'altra.

dove abbiamo due prodotti, l'RH con il

Adesso le strutture si sono adattate a questi volumi maggiori e la differenza di scorre-

nuovo disegno semi slick racing e l'H. Per i

volezza è molto contenuta. Parliamo di valori intorno al 5% per ogni salto di taglia; è uno

terreni misti, abbiamo l'M e l'RM, quest’ultima dedicata all'utilizzo racing. E infine l’S, una

svantaggio minimo che viene comunque compensato dal maggior comfort e dal miglior

versione per terreni più morbidi come fango o sabbia. Il nuovo RH è il più veloce con un set-

grip. Per ottenere il massimo delle prestazioni, in base all’utilizzo, si possono anche mixare

tore centrale slick e un tassello molto aggressivo ai lati. È la gomma che tutti i nostri atleti

i pattern. È un trend che nella mtb è sdoganato e sta arrivando anche nel gravel. Questo

hanno utilizzato all’Unbound. Abbiamo anche un nuovo compound chiamato SmartEvo

è il motivo per cui le nostre gomme hanno un disegno di costruzione della spalla simile e

GR, con tutte le caratteristiche adatte all’utilizzo off-road e con gomma naturale certi-

possono lavorare bene in cooperazione a prescindere dal diverso disegno del battistrada.

ficata FSC. Non soltanto abbiamo rinnovato il compound, ma anche la struttura ProWall declinata per l'utilizzo gravel con rinforzi nella parte laterale e uno strato ulteriore antifo-

Dove sta andando il gravel? Come sta evolvendo?

ratura sotto la fascia battistrada. Questo tipo di struttura è formato da una carcassa in

Si sta evolvendo su tantissimi fronti, soprattutto a livello tecnico. Si stanno esplorando

nylon 120 TPI, con protezione bead-to-bead , ovvero da tallone a tallone, che ci permette

nuove taglie, nuove combinazioni, l’utilizzo delle sospensioni. Siamo a un punto cruciale in

di migliorare anche la resistenza ai tagli.

cui si sta guardando sempre più alle performance anche in gara e in futuro vedremo team molto più simili a quelli del mondo road. Mi immagino che presto ci sarà molta attenzione

Quali sono i miglioramenti che avete rilevato grazie a queste nuove tecnologie?

sulle gomme anche a livello aerodinamico e le ruote da 32” stanno arrivando. È un trend

Per quanto riguarda i modelli racing, quindi RH e RM ci siamo focalizzati principalmente

che l'industria sta lanciando e difficilmente si fermerà. Inoltre, sembra che ci siano dei be-

sul miglioramento delle caratteristiche di scorrimento ottenendo ottimi risultati. Grazie

nefici tangibili nel gravel più che in altre discipline.

all'introduzione delle nuove tecnologie il vantaggio si attesta tra il 17 e il 20%. In generale abbiamo avuto risultati positivi anche sull’altro aspetto fondamentale per una gomma

Come vi rapportate con il mondo delle gare e i professionisti?

gravel moderna: la resistenza alle forature sia sul battistrada che sui fianchi, con miglio-

A livello di team e atleti abbiamo un roster molto fornito. Gli atleti ci supportano anche

ramenti tra il 7 e il 20%.

nello sviluppo della gamma, dove ci aiutano a lavorare soprattutto sul fine tuning dei nuovi prodotti. Inoltre, gli americani ci danno una visione anche su quel mercato e vanno anche

Qual è la vostra gomma più richiesta?

parecchio forte. Il canadese Ben Perry ha fatto top ten alla The Traka, ed è uno dei più

Dipende dai mercati. Fino ad ora è stata l'M, perché è la gomma più versatile, però da

forti atleti a livello globale. In Europa c’è Mattia De Marchi col suo team The Grip e tutte le

quando abbiamo presentato l'RH, grazie anche al successo che sta avendo in Nord

nostre squadre strada e xc corrono anche su bici gravel.

HARDPACK

MIXED TERRAIN

CINTURATO GRAVEL H

CINTURATO GRAVEL RH

CINTURATO GRAVEL M

CINTURATO GRAVEL RM

CINTURATO GRAVEL S

Misure: 650x45B 650x50B 700x35C 700x40C 700x45C 700x50C

Misure: 700x40C 700x45C 700x50C 700x55C

Misure: 650x45B 650x50B 700x35C 700x40C 700x45C 700x50C

Misure: 700x35C 700x40C 700x45C 700x50C 700x55C

Misure: 650x50B 700x40C 700x45C 700x50C

Colori: standard classic retro

Colori: standard classic retro team edition

Colori: standard classic retro

pirelli.it

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SOFT TERRAIN

Colori: standard classic retro team edition

Colori: standard classic

* non tutte le combinazioni di taglia, tecnologie e colori sono disponibili. Per ulteriori dettagli visitare il sito.


SPECIALE ITALIA

CACCIATRICE DI RECORD PREDATOR//02 è la nuova versione con base in carbonio iniettato della rivoluzionaria sella TT/TRI brevettata da Prologo. Sviluppata insieme a triatleti di fama internazionale e a specialisti delle gare contro il tempo del World Tour, offre maggiore compatibilità e due configurazioni specifiche

S

viluppata con il contributo del triatleta Sam Laidlow e del team World Tour

portato da simulazioni CFD e test in galleria del vento, con l’obiettivo di favorire

Visma | Lease a Bike, PREDATOR//02 rappresenta la nuova evoluzione della

il mantenimento di una posizione avanzata, aggressiva ed efficiente anche per

sella Prologo dedicata al triathlon e alle gare contro il tempo. La principa-

periodi prolungati.

le novità riguarda l’introduzione del rail Nack in Nano Carbon Fiber, con sezione standard da 7 × 9 mm. Questa soluzione permette di installare la sella sulla quasi

La struttura in carbonio iniettato consente di proporre le soluzioni sviluppate per

totalità dei reggisella e dei sistemi di serraggio disponibili sul mercato, ampliando

il progetto a una platea più ampia di triatleti e agonisti. Le dimensioni rimangono

la compatibilità della tecnologia Predator.

compatte, pari a 260 × 110 mm, mentre il peso parte da 159 grammi. Il modello è disponibile in due versioni, differenziate principalmente dalla

Rimane invariata la modularità, uno degli elementi distintivi del progetto. Base e

larghezza della parte anteriore. La PREDATOR//02TT, pensata

rail sono due componenti separate e sono stati riprogettati per essere sostituiti

per le gare contro il tempo, presenta un naso più stretto e com-

con maggiore facilità. L’utente può quindi cambiare o aggiornare la sella conti-

patto, largo 50 mm. La PREDATOR//02TRI è invece dotata di una

nuando a utilizzare lo stesso rail.

parte anteriore più larga e maggiormente imbottita, da 60 mm,

La nuova versione presenta una veste grafica nera opaca e conserva le principali

studiata per offrire più sostegno e comfort durante le lunghe

caratteristiche della piattaforma Predator. Lo sviluppo aerodinamico è stato sup-

frazioni del triathlon.

PREDATOR//02TRI

Dimensioni: 260x110 mm Forma: piatta Larghezza naso: 60 mm Ø Rail: Nack (7 × 9 mm) Peso versione larga: 169 grammi

Visita il sito

PREDATOR//02TT

Dimensioni: 260x110 mm Forma: piatta Larghezza naso: 50 mm Ø Rail: Nack (7 × 9 mm) Peso: 159 grammi

Prologo - +39 039.6823507 - info@prologotouch.com

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FOCUS PRODOTTO

L’ARTE DELLA GUIDA STERRATA Guida completa ai manubri gravel di FSA: dall’ultracycling all’agonismo, passando per avventure e bikepacking, c’è spazio per ogni tipo di richiesta, stile di guida e fascia di prezzo

N

el panorama del gravel contemporaneo, un settore in costante evoluzione dove le esigenze dei ciclisti spaziano dalle competizioni veloci alle grandi avventure in bikepacking di più giorni, FSA si conferma un punto di riferimento per l'intero mer-

cato. L'azienda ha saputo sviluppare un'offerta di manubri capillare, capace di rispondere in modo preciso e dettagliato a ogni tipo di richiesta, stile di guida e fascia di prezzo. Dalla scelta dei materiali fino allo studio ergonomico dei punti di contatto, la gamma gravel di FSA incarna il connubio tra qualità costruttiva, affidabilità e costante ricerca della performance. Un catalogo completo ideato per offrire a negozianti, costruttori e appassionati soluzioni nate sul campo di gara e perfezionate nei viaggi più impegnativi.

K-FORCE AGX + LOOP EXTENSION

Al vertice della proposta FSA svetta la combinazione tra il manubrio K-FORCE AGX e la prolunga AGX LOOP Extension, pensata per i ciclisti che cercano le massime prestazioni nel gravel agonistico e nelle gare di ultra-distanza. Realizzato in carbonio monoscocca, il K-FORCE AGX offre il perfetto equilibrio tra rigidità strutturale, reattività e assorbimento delle vibrazioni sui fondi più sconnessi. Dal punto di vista geometrico, integra un flare di 25°, un'apertura verso l'esterno che allarga l'impugnatura nella parte bassa della piega (drops) di 50 mm. Questo design garantisce stabilità, SCHEDA TECNICA

Costruzione in carbonio Rise: 10 mm Offset: 50 mm Flare: 25° Drop: 100 mm Reach: 70 mm Misure: 31,8 mm x 42-44-46 cm Peso: manubrio - 216 g (42 cm) prolunghe con viteria - 372 g

una migliore distribuzione del peso e grande controllo nei tratti tecnici e in discesa. Con un reach di 70 mm e un drop di 100 mm, consente di passare in modo fluido da una posizione aerodinamica a una postura più eretta, riducendo l'affaticamento di mani e spalle nelle lunghe percorrenze. Sviluppate per eventi di endurance come l'Unbound Gravel, le prolunghe amovibili in carbonio AGX LOOP Extension permettono di assumere una posizione aerodinamica ottimale. Sono regolabili nella lunghezza e nel posizionamento dei poggiabraccia e offrono molteplici punti di presa per scaricare la muscolatura. La struttura ad anello crea inoltre un cockpit pulito e sicuro per il montaggio delle borse da bikepacking, assicurando una guida bilanciata ed efficiente.

PRO-WING AGX SCHEDA TECNICA

Costruzione in alluminio Rise: 10 mm Offset: 50 mm Flare: 25° Drop: 100 mm Reach: 70 mm Misure: 31,8 mm x 42-44-46 cm Peso: 475 g (42 cm)

Pensato per chi intende il gravel come esplorazione e viaggio, il manubrio PRO-WING AGX reinterpreta il concetto di guida grazie a un design distintivo. Il dettaglio che salta all'occhio è la presenza delle prolunghe anteriori integrate, modellate direttamente nella struttura del manubrio. Progettate per rendere la pedalata più confortevole sia sullo sterrato sia sulle lunghe percorrenze asfaltate, le estensioni consentono di mantenere una posizione di maggior riposo riducendo lo sforzo su mani e polsi. Al contempo, agevolano una postura aerodinamica e creano un ampio spazio pratico per l'alloggiamento di accessori come ciclocomputer, luci e borse anteriori. Il PRO-WING AGX è il primo manubrio FSA a vantare un flare pronunciato a 25° (+50 mm nella presa bassa), abbinato a drop e reach riprogettati per ottenere l'assetto ergonomico ideale. Questa configurazione garantisce un controllo ottimale e un'eccellente stabilità anche quando la bicicletta è a pieno carico.

K-WING AGX

A-WING PRO

Ispirato all'ergonomia del K-Wing stradale, questo manubrio full carbon è proget-

L'alternativa in alluminio di FSA per chi cerca la massima solidità. Progettato

tato per impieghi adventure, gravel e ciclocross. Integra la tecnologia ACR (Ae-

per gravel, adventure e ciclocross, adotta il sistema ACR, superfici di contatto

rodynamic integrated Cable Routing) per il passaggio interno dei cavi, punti di

scolpite e drop svasati, assicurando grande affidabilità, guidabilità ed elevata

contatto superiori e inferiori scolpiti per una presa anatomica e drop svasati che

resistenza.

migliorano controllo ed aerodinamica. SCHEDA TECNICA

Costruzione in carbonio Rise: 5 mm Offset: 50 mm Flare: 25° Drop: 115 mm Reach: 76 mm Misure: 31,8 mm x 40-42-4446-48 cm Peso: 238 g (42 cm)

SCHEDA TECNICA

Costruzione in alluminio Rise: 2,5 mm Offset: 50 mm Flare: 15° Drop: 121 mm Reach: 88 mm Misure: 31,8 mm x 42-44-46 cm Peso: 320 g (42 cm)

FSA - +39 039.6885265 - fullspeedahead.com 30


FOCUS PRODOTTO

L'ARMA RACING La 795 Blade RS3 è la nuova road di Look con un telaio più leggero e aerodinamico e grande scelta nella personalizzazione. Per chi cerca performance ed equilibrio al culmine di 40 anni di evoluzione

SCHEDA TECNICA LA NOSTRA CONFIGURAZIONE

Telaio: 795 Blade RS 3, colore Iconic Prisme Replica Gruppo: Campagnolo Super Record 13s wireless Freni: Campagnolo Super Record Ruote: Bora Ultra WTO 60 Team Gomme: Vittoria Corsa Pro Componentistica: Look Aero Carbon

L

a bici da corsa di Look pensata per i professionisti e per gli amatori evoluti che ricerca-

no prestazioni senza compromessi. Nella sua terza generazione, la 795 Blade migliora ulteriormente le caratteristiche che la rendono un perfetto mezzo da gara adatto a soddi-

890 grammi realizzato in Borgogna (e garantito a vita), permettono un handling

sfare anche i ciclisti più esigenti ed

superiore e un trasferimento di potenza diretto, immediato, permettendo a ogni

esaltarne le performance. L'aerodi-

watt di scaricarsi direttamente sull'asfalto. I ciclisti più esigenti possono scegliere

namica avanzata e il telaio da soli

795 Blade RS3 in sei taglie, ciascuna con la propria geometria specifica, e più di 350 configurazioni di assetto possibili. La 795 Blade RS3 (utilizzata dal Team Cofidis all'ultimo Tour de France) è costruita secondo la filosofia olistica alla ricerca del perfetto compendio armonico tra aerodinamica, leggerezza e trasferimento di potenza. Oltre ai test in laboratorio, la bici è stata testata in condizioni reali, alla ricerca di vantaggi nelle fasi tangibili di gara come fuga, salita, controvento, dal primo all’ultimo chilometro. Ogni sezione del telaio è stata ottimizzata individualmente per soddisfare specifici obiettivi aerodinamici e strutturali. Nella parte anteriore la priorità è ridurre la resistenza aerodinamica e garantire rigidità, mentre al posteriore l'obiettivo è quello di migliorare la gestione delle turbolenze con tubi più sottili che offrono maggiore flessibilità. Il risultato è un design integrato in cui ogni elemento è progettato in relazione agli altri e le prestazioni sono massimizzate sotto ogni aspetto. Rigidità e leggerezza sono dosate nei punti cruciali rendendo la 795 Blade RS 3 più rigida del 10% rispetto alla media del World Tour, mantenendo la giusta elasticità dove necessario come nei foderi alti flessibili brevettati. Il passaggio ruota permette il passaggio di pneumatici fino a 34 mm per una guida fluida, silenziosa e un uso versatile in vari percorsi e condizioni.

lookcycle.com

LO SGRASSATORE CHE NON HA BISOGNO D’ACQUA

L

Svitol Bike amplia la propria gamma con una soluzione per la pulizia completa della trasmissione. Disponibile nei formati da 500 ml e 5 litri, questo prodotto risponde alle esigenze del singolo ciclista e degli operatori professionali a trasmissione è una delle aree più delicate e sollecitate della bici: catena, corone, gruppo pignoni, comandi cambio e deragliatore lavorano in modo continuo e sono esposti ad accumuli di grasso, olio e sporco. Una pulizia mirata e

regolare di questi componenti è quindi fondamentale per contribuire a mantenere fluida la pedalata e ridurre l’usura. Super Sgrassatore di Svitol Bike offre una soluzione tecnica e pratica per lo sgrassaggio del gruppo trasmissione. Grazie alla formula a base di solvente e alla tecnologia di sgrassaggio a secco, il prodotto agisce rapidamente, rimuovendo grasso, olio, polvere e catrame senza lasciare residui e senza richiedere risciacquo con acqua. Dopo l’applicazione evapora, lasciando la superficie trattata pulita e pronta per il trattamento successivo. Questa caratteristica lo rende particolarmente adatto anche alla manutenzione delle eBike, per le quali la possibilità di intervenire senza acqua rappresenta un vantaggio concreto. Il prodotto è infatti sicuro sui componenti della trasmissione ed è pensato per un utilizzo mirato su catena, corone, gruppo pignoni, comandi cambio e deragliatore. Super Sgrassatore è disponibile in due formati, pensati per rispondere a esigenze di utilizzo differenti. Il formato spray da 500 ml, con erogazione a 360° e 100% prodotto attivo, è pratico, immediato e ideale per la manutenzione ordinaria della bici. Il formato da 5 litri è invece progettato per un utilizzo più professionale e continuativo, adatto a officine, bike shop, team, noleggi e a tutte le realtà che effettuano interventi di pulizia e manutenzione con maggiore frequenza. Per questo formato è consigliato l’utilizzo con una spazzola a pennello, così da raggiungere con precisione anche le aree meno accessibili della trasmissione. In caso di sporco leggero, è sufficiente distribuire abbondantemente il prodotto su catena, gruppo pignoni e deragliatore, lasciare sgrondare e rimuovere l’eccesso con un panno morbido. Per lo sporco più ostinato, si consiglia di applicare il prodotto sulla parte da trattare, intervenire con una spazzola, ripetere l’applicazione e lasciare asciugare. Al termine, la catena è pronta per essere lubrificata. svitol.it 31


FOCUS PRODOTTO

Kaddy

Kombo

IL RINNOVAMENTO PARTE DALLA CONTINUITÀ Con la gamma 2027 Brera amplia la propria offerta attraverso un'evoluzione dell’intera fascia entry level. Nuovi telai, dotazioni aggiornate e la conferma di Vinka e Bafang come partner a testimonianza di una strategia orientata su affidabilità e competitività

comparto delle eBike, non solo in Italia ma anche a livello europeo, c'è chi con-

I

La nuova collezione che Brera presenterà in anteprima a IBF 2026 (stand J5) rappre-

tinua a crescere puntando su una strategia chiara: prodotti ben progettati, un

senta un aggiornamento trasversale dell'intera offerta urban e trekking, con una ra-

corretto posizionamento di prezzo e partner tecnologici affidabili. Tra le realtà che

zionalizzazione della gamma e un'importante evoluzione tecnica. Saranno ben dieci

n un mercato che continua a registrare segnali di rallentamento, soprattutto nel

LE NOVITÀ DELLA GAMMA 2027

stanno ottenendo risultati più che positivi spicca Brera, che dopo due anni di cresci-

le novità: due modelli muscolari, quattro eBike (protagoniste della stagione), vale

ta sia sul mercato italiano sia su quello estero presenta la nuova gamma eBike 2027,

a dire Freedom (uomo e donna), Domina in taglia 26 e 28, Active, Horizonte Style, e

rinnovata sotto il profilo tecnico ed estetico ma fedele a una filosofia che privilegia

infine quattro da bambino, tra cui la prima propedeutica di Brera, Birba per bimba e

affidabilità e continuità. Il lavoro di sviluppo ha interessato in particolare la fascia

Birbante per bambino. Da segnalare l'adozione di telai di nuova concezione con pas-

entry level, segmento strategico per il marchio italiano. I nuovi modelli introducono

saggio cavi completamente integrato, soluzione che migliora la pulizia delle linee e

telai completamente rivisti, geometrie aggiornate e un design rinnovato, accom-

protegge maggiormente i cablaggi con una progettazione aggiornata che punta a

pagnato da una nuova veste grafica. Tra gli interventi più significativi figurano l'in-

coniugare funzionalità, praticità ed estetica. Inoltre, la gamma 2027 si distingue per

tegrazione del passaggio cavi all'interno del telaio e l'adozione di display di nuova

nuove colorazioni e per una particolare attenzione ai dettagli, con portapacchi e

generazione, con l'obiettivo di migliorare sia l'estetica sia l'esperienza d'utilizzo.

parafanghi verniciati in tinta con il telaio, soluzione che contribuisce a valorizzarne l'immagine senza rinunciare alla vocazione d'uso quotidiana.

LE COLLABORAZIONI STRATEGICHE

Un elemento distintivo della nuova collezione è la conferma delle collaborazioni con

Tutta la line-up condivide una piattaforma tecnica profondamente aggiornata.

Bafang e Vinka, due partner con cui Brera continua a lavorare non soltanto per ra-

Debuttano infatti nuovi display a colori, progettati per offrire una lettura più

gioni commerciali, ma soprattutto per la comprovata affidabilità delle rispettive

immediata delle informazioni e un'interfaccia più intuitiva, mentre l'impianto

soluzioni. Una scelta che conferma la volontà dell'azienda di offrire bici elettriche

di illuminazione è stato potenziato per incrementare sicurezza e visibilità. Bre-

capaci di garantire continuità nelle prestazioni, facilità di assistenza e qualità nel

ra introduce anche nella gamma entry level pneumatici reflex antiforatura di

tempo, aspetti sempre più importanti sia per i rivenditori sia per il consumatore fi-

sezione più generosa, studiati per migliorare comfort, aderenza e affidabilità

nale. La scelta nasce dall'esigenza di ampliare il pubblico di riferimento, offrendo

nell'utilizzo quotidiano, insieme a telai riprogettati per integrare in modo an-

una soluzione per chi cerca una taglia piccola, senza rinunciare alle caratteristiche

cora più ordinato cablaggi, portapacchi e accessori, seguendo le più recenti

tecniche e al comfort che contraddistinguono il modello.

tendenze del mercato.

Freedom Lady

breracicli.it - Mandelli srl - +39 0362.1797888 - info@mandelli.net - mandelli.net

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Domina


FOCUS PRODOTTO

SEMPLIFICARE PER VENDERE MEGLIO È la scelta di Schwalbe con la sua linea Tour, snellita per agevolare negozianti e consumatori finali. Marathon, Motion e Hybrid coprono tutte le sfumature del pendolarismo urbano e delle SUV bike

S

Marathon Almotion

Motion Kojak

Motion Land Cruiser

Hybrid Johnny Watts

chwalbe ha riorganizzato la propria gamma Tour per snellire e rendere più age-

S-pedelec e per mezzi con peso fino a 150 kg. Inoltre, presentano una striscia riflettente

vole la gestione di ordini e vendite per i rivenditori. L’azienda tedesca ha cercato

sul fianco per una maggiore visibilità.

di condensare le esigenze del mercato in tre pilastri chiari, in modo che sia il pub-

blico b2b sia i clienti finali possano percepire una proposta tecnica coerente. Una strada già battuta con la linea mtb, che ha aperto questa nuova fase di maggiore chiarezza espositiva da parte del brand tedesco. La nuova classificazione si poggia su tre macro-famiglie distinte (Marathon, Motion e Hybrid), con una segmentazione che copre il pendolarismo urbano, le gite fuori porta e le SUV bike, cercando di cogliere tutte le sfumature di categorie che a volte tendono a sovrapporsi. Schwalbe ha anche aggiornato i modelli all‘interno della struttura ora ridefinita, aggiungendo il Marathon Almotion, il Motion Kojak, il Motion Land Cruiser (Plus) e Hybrid Johnny Watts (Plus). “Abbiamo ridotto del 30% i prodotti della linea Tour. Questo faciliterà la scelta dello pneumatico giusto per i consumatori”, ha dichiarato Elisabetta Dell’Orto, administrative & commercial manager Schwalbe Italia in un’intervista pubblicata su Bikefortrade n.4/2026. “I negozianti saranno facilitati nella scelta dei prodotti da tenere in negozio, proprio in base alla tipologia di consumatori ai quali si rivolgono”.

LA VERSATILITÀ DELLA LINEA MOTION

Con questa linea Schwalbe si rivolge ai ciclisti che vogliono coniugare estetica e prestazioni e che guidano bici urban più sportive. Parliamo di soluzioni specifiche per l'ambiente metropolitano moderno e per il trekking, includendo una nicchia sempre più rilevante: quella delle cargo bike da trasporto leggero. Motion Kojak: uno pneumatico sportivo, veloce e moderno per le city bike. Il disegno del battistrada è continuo e con una trama a squame. È omologato per le eBike fino a 25 km/h, presenta la mescola ADDIX Green di Schwalbe e la protezione integrata RaceGuard. Motion Land Cruiser (e versione Plus): grazie al battistrada centrale stretto, scorre silenzioso e veloce sull'asfalto, mentre i tasselli aperti sulle spalle garantiscono trazione immediata su ghiaia e terreni sconnessi. Una soluzione ideale per bici da trekking e allterrain. La versione Plus ha fianchi rinforzati in gomma e uno strato antiforatura da 3 mm, che riducono drasticamente la manutenzione e banali imprevisti.

MARATHON, UN PEZZO DI STORIA

La linea Marathon continua a essere il cuore pulsante dell'offerta Schwalbe. Sinonimo di massima qualità e tecnologia all’avanguardia, garantisce affidabilità in ogni situazione e un ricambio costante per tutti i negozi. Con il nuovo modello Almotion, il brand si spinge anche verso parametri più sportivi: oltre all’efficienza e alla resistenza alle forature, offre anche un boost dal punto di vista della performance. Il Marathon Almotion è stato progettato con un battistrada che presenta un'area centrale continua per garantire maggiore efficienza e tasselli esterni ravvicinati per una tenuta sicura su

HYBRID E TECNOLOGIA RADIALE

Uno degli aspetti più interessanti e notevoli delle novità di Schwalbe riguarda i modelli Hybrid, particolarmente indicati per le SUV bike, un segmento sempre più interessante per il mercato europeo. Per il modello Johnny Watts, infatti, l’azienda tedesca ha introdotto la tecnologia radiale, che aveva fatto il suo esordio nella mtb ottenendo subito grandi apprezzamenti. La carcassa radiale, i cui fili si incrociano con angoli differenti ri-

strade bianche o fondi sconnessi. Per i ciclisti più esigenti, Schwalbe ha studiato anche

spetto a quelli tradizionali, aumenta l’area di contatto e assorbe in maniera più efficace

la versione Marathon PRO Almotion: protezione antiforatura V-Guard e mescola ADDIX

le irregolarità del terreno, migliorando il comfort generale. Nella versione Plus è presen-

Race per una resistenza al rotolamento estremamente bassa e un grip eccellente, oltre

te una maggiore protezione antiforatura, che rende il Johnny Watts uno pneumatico

che tubeless ready. Entrambe le versioni sono dotate della certificazione ECE-R75 per le

ancor più all’avanguardia.

Schwalbe Italia - +39 039.6058078 - info@schwalbe.it

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FOCUS PRODOTTO

SPECIALISTI DELLA GOMMA Bonin punta a confermare e rafforzare la sua vocazione come punto di riferimento dei dealer per coperture e camere d'aria. Una scelta chiara per garantire ai negozianti marginalità, assortimento e tranquillità tutto l'anno

pronta a scendere in campo con una strategia ben definita: consolidare il

S

La forza del distributore italiano risiede nelle partnership consolidate con ben otto

proprio ruolo di “Specialista della Gomma”. In un mercato dinamico e sem-

brand di camere d'aria e coperture, che permettono di coprire ogni segmento di

pre più esigente, avere un partner in grado di garantire un'offerta capillare, di-

mercato, dall'urban al gravel, e ogni fascia di prezzo, dal top di gamma all’entry level.

sponibilità costante e marchi di alto livello è fondamentale per il successo di ogni

All’offerta degli pneumatici si affianca un catalogo completo di accessori e ricambi-

punto vendita.

stica che si rinnova quest’autunno con nuovi brand inseriti come KMC.

ettembre segna l'inizio del nuovo anno commerciale 2026/2027 e Bonin è

SCHWALBE: L'INNOVAZIONE INCONTRA L'AFFIDABILITÀ

L'ECCELLENZA DEI BRAND

PANARACER: SPIRITO GRAVEL E TRADIZIONE

In qualità di distributori storici da più di 40 anni, Bonin continua a puntare

Parallelamente, Bonin ha riscosso grandi risultati con Panaracer, ultimo arri-

fortemente su Schwalbe. La qualità indiscussa delle sue mescole e la conti-

vato nel portafoglio e distribuito in esclusiva. Un marchio che è da sempre nel

nua spinta verso l'innovazione tecnologica e la sostenibilità fanno del marchio

cuore degli appassionati, in particolare nel mondo gravel con l'iconica linea

tedesco un alleato indispensabile per il negoziante che vuole offrire ai propri

GravelKing. L'attenzione ai dettagli, il design inconfondibile e le prestazioni

clienti solo il meglio, garantendo performance e durata in ogni condizione di

superiori sui terreni misti rendono Panaracer una scelta di carattere, perfetta

guida. Tante le novità per quest’anno, come la riorganizzazione della gamma

per i ciclisti alla ricerca di un prodotto distintivo e di altissima qualità. L’ultimo

Tour, che è stata divisa in tre famiglie definite: Marathon, Motion e Hybrid,

presentato, il Gravelking ZX, si propone come un ibrido ideale per mantenere

con nuovi modelli pensati per gli utenti orientati alle prestazioni e amanti del

grande velocità su asfalto e ghiaia compatta, senza mai rinunciare all’affida-

design, senza compromettere le performance. Grazie a questa riorganizza-

bilità quando il terreno si fa tecnico e imprevedibile.

zione, i consumatori potranno trovare il prodotto più adatto alle loro esigenze in modo più semplice ed efficiente.

NON SOLO PRODOTTI, MA UN METODO DI LAVORO Avere i prodotti migliori non basta se non si è messi nelle condizioni ottimali per venderli. È qui che entra in gioco il valore aggiunto di Bonin. Sapendo che ogni punto vendita ha esigenze diverse, volumi differenti e clientele specifiche, per l'anno 2026/2027, il distributore italiano ha ulteriormente perfezionato gli accordi commerciali, proponendo diverse soluzioni, calibrate su misura per le necessità delle diverse attività. L’obiettivo è che i dealer si assicurino non solo un approvvigionamen-

COSA SIGNIFICA QUESTO NELLA PRATICA?

• Marginalità sicura: per un dealer è possible pianificare i propri guadagni in modo che vengano meno intaccati dalle possibili sorprese durante la stagione. • Organizzazione ottimale: sarà possibile programmare il materiale quando serve, ottimizzando gli spazi in magazzino e il flusso di cassa.

to sicuro e prioritario, ma soprattutto le migliori condizioni commerciali per tutto

• Tranquillità: quella di lavorare affiancato da un partner solido che tutela il busi-

l'anno.

ness dei propri clienti.

info@ciclibonin.it - boninbike.com

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PERFORMANCE STARTS IN YOUR HEAD.

Helmet Nytron Eyewear Kelion


FOCUS ON

OLTRE LA "SEMPLICE" DISTRIBUZIONE L’attività commerciale di Beltrami TSA sta evolvendo in un sistema di servizi sempre più integrato. Academy, assistenza tecnica, eventi, centri certificati: un modello che ruota attorno all’Experience & Tech Center, indispensabile per diversificare e guardare al futuro di Daniele Pansardi

I

ruoli e le funzioni dei distributori nel mercato b2b stanno attraversando delle trasformazioni interessanti. La semplice gestione logistica e l'offerta di un catalogo prodotti non costituiscono più un elemento suffciente per essere competi-

tivi sul territorio, date le diverse dinamiche che caratterizzano la filiera commerciale e le nuove abitudini dei consumatori. Ciò che fa davvero la differenza è la capacità di supportare concretamente il lavoro dei rivenditori, diversificando quindi la sola attività di transazioni commerciali. Da questo assunto nasce la visione del Beltrami TSA Village, che dimostra come la catena di valore possa estendersi verso la strutturazione di un sistema integrato di servizi a supporto dell'intera rete. Il fulcro operativo di questo modello è rappresentato dall'XPC (Experience Tech Center) di Reggio Emilia. L'infrastruttura è concepita per accentrare diverse funzioni strategiche che affiancano quotidianamente i negozi specializzati: formazione tecnica, assistenza post-vendita avanzata, eventi e attività dedicati ai professionisti del settore. Beltrami TSA non vuole isolare il negoziante, bensì affiancarlo per fornire quotidianamente competenze e strumenti necessari ad affrontare l'evoluzione tecnologica del comparto. Con questa filosofia, l’azienda reggiana continua a investire nello sviluppo del settore bike, creando un punto d'incontro dove marchi, negozi e professionisti possono confrontarsi, formarsi e crescere insieme. L'ecosistema del Beltrami TSA Village si articola secondo tre direttrici specifiche, che coprono le principali esigenze gestionali e tecniche dei negozianti. 1. FORMAZIONE TECNICA (BELTRAMI TSA TECH ACADEMY)

Attraverso corsi d'aggiornamento professionali, sessioni pratiche in aula e clinic tecniche, l'Academy consente ai meccanici e al personale di vendita di restare aggiornati sulle ultime novità tecnologiche di SRAM e RockShox. È possibile scegliere tra webinar, formazione in sede, formazione in trasferta, one-to-one e video call. Con quest’ultima, è possibile scegliere giorno e orario dell’appuntamento e selezionare direttamente anche il tecnico più adatto, in base alle competenze specifiche o a precedenti contatti. Le sessioni di assistenza si svolgono su Zoom o WhatsApp. 2. ASSISTENZA E CENTRI SPECIALIZZATI (SRAM ITALIA TECH CENTER)

Realizzato in partnership tra SRAM e Beltrami TSA, SRAM Italia Tech Center è dedicato esclusivamente ai professionisti del settore ed è l’unico SRAM Technical Support (STS) ufficiale in Italia. Garantisce servizi di assistenza rapida ed efficiente per tutti i prodotti SRAM, RockShox, Zipp, TIME e Quarq, dalle forcelle agli ammortizzatori, passando per trasmissioni, reggisella telescopici e impianti frenanti. Il punto vendita può fare affidamento su un canale qualificato per la gestione di garanzie, ricambi e interventi complessi, elevando lo standard di servizio al cliente finale. 3. OPEN HOUSE

L'organizzazione di momenti d'incontro periodici, come l’Open House, crea occasioni di confronto diretto tra marchi produttori, distributore e dettaglianti. È una piattaforma per analizzare le tendenze di mercato e condividere feedback operativi, per osservare le novità dei partner di Beltrami TSA e porre domande direttamente ai fornitori. Beltrami TSA ne approfitta per organizzare workshop, demo e momenti pratici per mostrare da vicino le tecnologie più innovativi, e per coinvolgere esperti del settore, tecnici e professionisti che condividono la loro esperienza e spunti preziosi per il futuro del ciclismo.

I NUMERI DELL’ULTIMA OPEN HOUSE

1.000+ partecipanti

30 marchi

4

giorni

Beltrami TSA - +39 0522.300523 - beltramitsa.it 36

Scopri i corsi di Beltrami TSA


INIZIATIVE

UN ALTRO MODELLO È POSSIBILE Attraverso il suo marchio Wayel, FIVE sta puntando su una formula commerciale ispirata al mondo auto e moto. Zero magazzino e un patto forte per i concessionari, che possono lavorare con maggiore serenità e meno pressione di Daniele Pansardi

U

n modello commerciale diverso nel settore bici è possibile? Secondo FIVE, Fabbrica Italiana Veicoli Elettrici, uscire dalle logiche di mercato che hanno guidato l’industria negli scorsi decenni è necessario e auspicabile. L’azien-

da bolognese, attraverso il suo marchio Wayel, sta proponendo una strategia che si discosta molto da quello tradizionale del settore ciclo, ispirato piuttosto al mondo auto e moto: nessun impegno finanziario iniziale per il concessionario (che già dal nome non è più un semplice rivenditore), acquisto sul venduto ed esposizione dei prodotti a carico dell'azienda. Il negozio, in sostanza, non immobilizza capitale in magazzino, che nell’ultimo lustro è stato uno dei principali problemi dei commercianti. Il sistema si basa su un'esclusiva di zona, il cui raggio varia in base alla conformazione del territorio. Un solo punto vendita per area, pensato per evitare la concorrenza di prezzo tra rivenditori vicini e garantire margini stabili. In cambio, il negozio aderisce a un format di allestimento comune definito da Wayel, che fornisce a costo zero anche le bici da esposizione, e diventa il riferimento tecnico e commerciale per la zona assegnata. Il modello è omnichannel: gli acquisti online non escludono il concessionario, che partecipa con un ruolo remunerato sia nella fase di vendita sia nel post-vendita. Chi ordina dall’e-commerce di Wayel può scegliere di ritirare la bici in negozio o farsela recapitare a casa, ma con l’indicazione chiara di un concessionario come referente tecnico. Durante l'anno sono previste campagne di marketing locali, attivate specificamente nelle zone dei rivenditori aderenti, con l'obiettivo di sostenere le vendite sul territorio mantenendo un'immagine coordinata tra tutti i punti vendita. Nella comunicazione di FIVE, il concessionario viene descritto come il fulcro del progetto sotto diversi aspetti: dalla fornitura dei mezzi all'esposizione, il cui costo come detto resta a carico di FIVE. “Vogliamo mettere al centro della nostra politica i nostri concessionari, proteggendo i loro margini e sviluppando visibilità sul territorio. Solo lavorando insieme si crea vero valore per il mercato” ha dichiarato Fabio Giatti, ceo di FIVE.

LA TESTIMONIANZA SANREMESE

Danilo Di Giorgio gestisce Danymark a Sanremo dal 2004. In una località come la riviera ligure, dove si va in bici tutto l’anno, il negozio lavora soprattutto su strada e mountainbike di alta gamma - Pinarello, Colnago, Specialized, Cervelo i quattro marchi principali - con il road che pesa per il 75% del fatturato. Negli ultimi anni si è aggiunta la domanda di city bike ed eBike per il largo consumo, ambito in cui è entrato Wayel. “È un marchio italiano che lavora bene sul post-vendita”, ha spiegato Di Giorgio. “Le bici belle ormai le trovi ovunque, ma se hai un problema hai bisogno di soluzioni rapide, e loro sono efficienti”. Sul modello commerciale di concessionaria, il giudizio riguarda soprattutto la gestione del magazzino: “La loro formula propone una visione diversa. Per me e per i colleghi il magazzino ha un costo esagerato: le bici invecchiano in tempo zero e ti ritrovi con 500 mila o un milione di euro che in pochi mesi valgono il 30% in meno. Oggi serve un magazzino leggero, ed è proprio questa la formula del conto vendita che cercavo”. Il negozio lavora con Wayel da oltre un anno, con quattro modelli sempre in esposizione, tutte eBike urban e trekking, su una zona con elevato raggio di esclusiva. Il prodotto più richiesto è la X-Plor: “È cercata soprattutto da chi vuole una bici da trekking di livello più alto: penso a una signora che vuole una eBike da usare tutti i giorni, che si adatti ai saliscendi del territorio che abbia una spinta in salita adeguata. Chi acquista questo tipo di bici spesso ne fa anche un uso più esplorativo, non solo per andare al lavoro”. Sul conto vendita, Di Giorgio smonta anche un pregiudizio diffuso: “Molte aziende pensano che, non avendo comprato fisicamente le bici, il rivenditore sia meno interessato a venderle. Non è così: io lavoro più sereno, senza la pressione del magazzino, e allo stesso tempo sono incentivato a vendere. Sono più libero di testa”. Un giudizio che, unito all'esclusiva di zona e all'assenza di concorrenti diretti sullo stesso marchio nel raggio assegnato, restituisce il senso di un modello ancora poco diffuso nel commercio della bicicletta in Italia, ma che comincia a trovare interlocutori interessati tra i rivenditori tradizionali.

Sono oltre 30 i concessionari Wayel attivati nel 2026

X-Plor

37


NEW BRAND PARTNERSHIP

MANIFATTURA BASCA, ATTITUDINE ITALIANA Con l’acquisizione da parte di RMS Group, GES apre un nuovo capitolo della propria storia partita nel 1941. Il marchio torna sul mercato con un’identità rinnovata per offrire prodotti coordinati, funzionali e immediatamente riconoscibili di Davide L. Bertagna

A

fine 2025 RMS Group ha completato l’acquisizione del 100% di Manufac-

e Sarasua. Una sigla semplice e concre-

turas GES, storica azienda spagnola specializzata nella produzione di ca-

ta, in linea con l’identità originaria di una

schi e selle, con una presenza consolidata nei principali mercati europei.

realtà nata dalla manifattura e sviluppa-

L’operazione rappresenta un nuovo passo nella strategia di espansione interna-

tasi nel tempo attraverso prodotti de-

zionale di RMS Group e contribuisce alla costruzione di una filiera europea sempre

stinati alla bicicletta e alla moto. Il primo

più integrata, unendo la solidità commerciale del Gruppo al know-how produttivo

prodotto simbolo dell’azienda è stato la

maturato da GES in oltre 80 anni di attività.

sella. È proprio da questa categoria che

L’acquisizione coincide con l’avvio di un nuovo capitolo per il marchio basco, che si pre-

GES ha costruito il proprio patrimonio di

para a tornare sul mercato con un’identità rinnovata e una proposta completa dedi-

competenze, lavorando su materiali, im-

cata alla bici. L’obiettivo è chiaro: equipaggiare il ciclista contemporaneo attraverso

bottiture, taglio, cucitura, assemblaggio

una gamma coordinata, funzionale e immediatamente riconoscibile. A partire da set-

e controllo della qualità. Negli Anni '90

tembre, GES presenta una collezione che comprenderà caschi, scarpe, occhiali, ab-

l’azienda ha aperto una nuova fase della propria storia entrando nel mercato dei caschi

bigliamento, accessori, selle e

da ciclismo. Una scelta all'avanguardia per l’epoca, quando il casco non aveva ancora

borse da bikepacking. Una pro-

assunto la diffusione e la centralità che avrebbe raggiunto negli anni successivi.

posta sviluppata per presidiare i

È il periodo dei caschi Soffatti/GES. Soffatti, marchio già conosciuto nel settore e ac-

principali punti di contatto tra il

quisito in precedenza dall’azienda basca, permise a GES di presentarsi sul mercato con

ciclista e la bicicletta (dalla sel-

una credibilità immediata, valorizzando allo stesso tempo le competenze produttive

la ai guanti, fino alle calzature)

sviluppate nello stabilimento di Ermua. Con la progressiva affermazione dei prodotti, il

e accompagnare l’intera espe-

nome GES acquisì una riconoscibilità sempre maggiore, fino a sostituire definitivamen-

rienza di guida.

te quello di Soffatti e a diventare il marchio con cui l’azienda è conosciuta ancora oggi.

La missione del brand è ridefi-

L’investimento nei caschi avvicinò GES al ciclismo agonistico e alle squadre professio-

nire gli elementi essenziali del

nistiche. Il momento di maggiore visibilità arrivò con la sponsorizzazione di Euskaltel

ciclismo contemporaneo, par-

Euskadi. Per anni, i caschi GES indossati dagli atleti del celebre “team arancione” nelle

tendo dalle esigenze concrete

principali corse internazionali hanno rappresentato uno dei simboli più evidenti del lega-

di chi pedala. Ogni prodotto

me tra il marchio, la sicurezza e la cultura ciclistica basca. Oggi questa eredità torna al

viene sviluppato lavorando su

centro del nuovo progetto: una tradizione nata nella manifattura, cresciuta sulle strade

ergonomia, materiali, peso, re-

del ciclismo professionistico e reinterpretata attraverso una gamma contemporanea.

sistenza e facilità d’uso. Il design non risponde quindi soltanto a criteri estetici, ma contribuisce direttamente al comfort, alla protezione e alla funzionalità. Un prodot-

IL PAYOFF

to GES deve essere intuitivo nella scelta, affidabile nell’utilizzo quotidiano e coerente

Il payoff “Ride Ahead” esprime il modo in cui GES guarda al proprio futuro. Non è soltan-

con il resto della collezione. Questo approccio risponde anche alle esigenze del canale

to un invito a pedalare, ma la sintesi della volontà del marchio di evolvere senza rinunciare

retail. Una gamma ordinata e coordinata consente al punto vendita di costruire un

alle proprie origini. GES parte da una storia industriale iniziata nel 1941 e la porta all’in-

racconto chiaro, facilitando l’esposizione dei prodotti e le opportunità di vendita com-

terno di una collezione completa di accessori, componenti e abbigliamento dedicata al

plementare tra le diverse categorie.

ciclista contemporaneo. Con il lancio della nuova gamma, il brand si presenta al mercato con una promessa precisa: reinterpretare gli elementi essenziali del ciclismo attraverso prodotti riconoscibili, funzionali e coerenti tra loro. Una nuova identità costruita su radici

NEL CUORE DEI PAESI BASCHI

GES nasce nei Paesi Baschi, in un territorio in cui ciclismo, industria e cultura tecnica

solide (sottolineata anche nel Support claim "Tested on the tough paths of the Basque

condividono una lunga storia. Strade impegnative, salite, clima variabile e percorsi

Country, crafted for cyclists worldwide") che unisce manifattura basca, sensibilità italia-

tecnici rappresentano da sempre un banco di prova naturale per chi sviluppa prodot-

na e una visione orientata alle esigenze del ciclista e del punto vendita.

ti dedicati alle due ruote. Questa eredità manifatturiera costituisce ancora oggi uno degli elementi più distintivi del marchio. Prima a Eibar e successivamente a Ermua, la fabbrica è sempre rimasta il cuore dell’identità aziendale. Lo stabilimento continua a rappresentare un patrimonio concreto in termini di conoscenza dei materiali, controllo dei processi produttivi e capacità di sviluppo. Il nuovo corso di GES porta questa radice industriale in una direzione contemporanea, combinando la concretezza della manifattura basca con una sensibilità estetica più vicina al gusto italiano: linee pulite, look coordinato, attenzione allo stile e riconoscibilità della gamma. Il concetto è ben sintetizzato nel messaggio “Basque roots. Italian design attitude”. Da una parte si trovano il knowhow produttivo e la cultura tecnica maturati in Spagna; dall’altra, una direzione estetica moderna e internazionale. Il rapporto con il territorio si riflette anche nel naming dei prodotti, ispirato a caratteristiche tecniche, strade, trail e località dei Paesi Baschi. Ogni nome diventa così parte di una geografia reale, fatta di salite, percorsi secondari e cultura ciclistica. Un modo per trasferire nel prodotto non soltanto l’origine geografica del marchio, ma anche il carattere del territorio in cui GES è nata. LE ORIGINI DIETRO LA NUOVA IDENTITÀ

Dietro il nuovo capitolo di GES si trova una storia industriale lunga oltre ottant’anni, nata nei Paesi Baschi e cresciuta nel mondo delle due ruote. Fondata il 14 dicembre 1941, l’azienda prende il nome dalle iniziali delle tre famiglie fondatrici: Guisasola, Elzo RMS Group - +39 0362.27301 - info@rms.it 38


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La prossima generazione dei motori centrali M7100 eCity motor M7200 eTrekking motor M7600 eMTB Motor

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Costruita su una piattaforma condivisa e ottimizzata per diverse esigenze di guida, la serie M7000 combina potenza di picco e coppia elevata, design compatto, funzionamento silenzioso e connettività intelligente in un’unica soluzione.


FOCUS SHOP

DA ARTIGIANI A MANAGER La formula di franchising proposta da Ebike Store punta a trasformare il negoziante/bottegaio in un vero e proprio imprenditore. Andrea Liberini ci spiega tutti i dettagli del suo progetto di Daniele Pansardi

I

l retail ciclistico italiano sta cominciando una lenta metamorfosi? Alcuni segnali

sconto dal 30% al 50% sulle licenze Salesforce e sulle piattaforme proprietarie, e può

sembrano indicarci che la gestione "artigianale", affidata all'intuizione del singolo

contare sui reparti marketing e comunicazione interni alla casa madre, che organiz-

e ai ritmi della bottega, stia iniziando a essere affiancata a modelli più complessi e

zano campagne nazionali e locali. Il portafogli da cui un franchising può attingere è

raffinati dal punto di vista commerciale. Uno degli esempi più lampanti nel nostro Pa-

notevole: si parla di 29 marchi a disposizione, con una flotta di 10 brand (compreso

ese è la visione di Andrea Liberini, che da ormai un decennio si è fatto notare nel mon-

almeno una delle principali aziende sul mercato) per ciascun negozio in base al bu-

do bici per la capacità di innovare un settore fatto di tanta passione ma pochi sguardi

siness plan locale. Tutto lo stock è in conto vendita, eliminando l’onere dei pre-ordini

rivolti al futuro. Dopo aver aperto il negozio di bici elettriche più grande d’Italia con

massicci e di magazzini troppo pieni. Il modello garantisce marginalità fisse poten-

Ebike Store Brescia, Liberini sta portando avanti il progetto Ebike Store Franchising,

ziate da premi su obiettivi e bonus extra, trasformando la casa madre da semplice

che vuole essere una risposta strutturale alle inefficienze del retail negli Anni 2020. Il

fornitore ad alleato che investe direttamente nel successo del punto vendita.

franchising è il culmine di un percorso di studio e affinamento durato otto anni, come ci spiega Liberini, lanciato con l'obiettivo di professionalizzare il settore. Un format che esporta nella bike industry italiana protocolli gestionali e mentalità derivanti dai comparti più evoluti, garantendo scalabilità in un mercato dove l'improvvisazione non è più un'opzione.

COME SI DIVENTA FRANCHISEE DI EBIKE STORE

Nonostante le agevolazioni economiche, Liberini ci tiene a sottolineare le condizioni piuttosto rigide che sono necessarie per accedere al suo network. La selettività è la chiave di tutto. L’imprenditore bresciano cerca affiliati pronti a sposare un progetto di almeno sei anni, e non semplici negozianti che vogliano beneficiare di uno

IL "METODO LIBERINI"

La solidità del franchising affonda le radici nell'automotive, settore in cui la famiglia Liberini opera dal 1971. Questo background ha permesso di importare nel retail delle due ruote un rigore analitico molto differente rispetto a quello a cui siamo abituati. Il cuore pulsante del sistema è Salesforce, la piattaforma CRM su cui Ebike Store ha lavorato a lungo per renderla in linea con le specifiche dei modelli. Per tutti gli stru-

stock gratuito. Sviluppare un progetto - dalla candidatura all’apertura del negozio - richiede all’incirca un anno, la garanzia di protezione di Ebike Store e della futura redditività per il partner. “Forniamo per esempio anche i contratti di assunzione”, ci spiega Liberini. “Sono trattative lunghe e delicate. Non voglio impormi nei confronti del franchisee, ma voglio che lo store manager arrivi a credere davvero nel progetto”. L’investimento nei confronti di chi aderisce all'iniziativa è totale, non solo dal punto di

menti informatici, compresi Salesforce e un gestionale customizzato, l’investimento

vista economico. La casa madre organizza un programma di formazione dettagliato:

complessivo finora è stato di circa 400 mila euro. Salesforce è più di un semplice da-

quattro mesi in sede a Brescia e un periodo di affiancamento diretto agli esperti per

tabase: il sistema automatizza i “recall”, gestisce i post-vendita e monitora oltre 100

apprendere il metodo di vendita e l'uso dei software. Ogni store poi beneficia di un’o-

KPI in tempo reale tramite dashboard dedicate. Questa infrastruttura impone una

ra di consulenza settimanale e di un’esclusività territoriale per un raggio di circa un’o-

specializzazione operativa totale: il meccanico è sollevato da ogni mansione di ven-

ra di percorrenza. Al momento sono state già siglate tre aperture: a Pisa, Padova e in

dita o gestione ordini per concentrarsi esclusivamente sull'efficienza tecnica, per una

Valcamonica. E non finisce qui. Nel futuro di Ebike Store e di Andrea Liberini c’è anche

maggiore precisione procedurale.

l’ingresso nel settore della distribuzione (in parte già avvenuto con Pedroni), in modo

Per mitigare i rischi finanziari dei potenziali affiliati, Ebike Store propone inoltre zero

da avere un controllo maggiore lungo tutta la supply chain. Che il metodo Liberini sia

fee d'ingresso e zero royalty mensili per i primi tre anni. Il franchisee ha diritto a uno

la strada giusta per la sopravvivenza del retail fisico?

L’OFFERTA DI FRANCHISING

40

Zero fee d’ingresso e zero royalty per il primo triennio

Accesso a un’offerta di 29 marchi di bici/eBike

Prodotti in conto vendita e rotazione continua

Accesso a Salesforce per automatizzazione ordini, gestione fornitori, cataloghi, comunicazioni e promozioni

Servizio di noleggio a breve e lungo termine Rent4Ride

Servizio di personalizzazione tecnica LAB

VIP Card, sistema di gestione per fidelizzare ogni cliente

Formazione continua per il franchisee


Tecnologia delle lenti adattive per una visione perfetta in ogni condizione di luce.


EVENTI

LA REGINA È SEMPRE LEI Grande successo per la 39ª Maratona dles Dolomites, che ha richiamato 8.000 ciclisti sulle strade dell'Alta Badia, con 78 Paesi rappresentati e più di 1.500 volontari. Il claim Pax ha accompagnato un'edizione capace di celebrare la bici come esperienza di sport e condivisione di Gabriele Pezzaglia

T

rentanove volte Maratona dles Dolomites, un altro giorno dei giorni come

chilometri e 1.780. A ognuno la sensazione che lascia lo sguardo di queste magnifi-

viene definita. Quelle sei del mattino in griglia in Alta Badia che tutti aspet-

che montagne e vallate ladine fra Alto Adige, Trentino e Bellunese.

tano, quell’alba della corsa amatoriale più rappresentativa al mondo. Più

iconica, antologica per eccellenza. Quel viaggio a cui ognuno degli ottomila parte-

LA VITTORIA DI TUTTI

cipanti assegna il proprio significato. La Maratona dles Dolomites è vincente pro-

La Maratona dles Dolomites è una scommessa vinta da parecchi anni dall’Alta Ba-

prio per questo: trovi gli amatori più forti in circolazione e allo stesso tempo chi

dia perché ha un impatto sul turismo pazzesco. “Grazie alla Maratona abbiamo

pedala senza cercare per forza la performance. Certamente per la maggior parte

fatto un salto di qualità in estate. Grazie al ciclismo e al suo pubblico stiamo fa-

non è la classifica l’unico obiettivo, bensì cercare di correre per migliorare il proprio

cendo la differenza allungando la stagione e facendo del mese di giugno un perio-

tempo. È una sfida con sé stessi, è un viaggio per misurarsi, per dare un senso a mi-

do chiave. Investiamo nella Maratona e nella bici consapevoli che questo indirizzo

gliaia di chilometri consumati fino alla vigilia. Tutti onorano la Maratona: chi cerca

che abbiamo preso in questi anni è una strada vincente e appagante sia per noi

la performance, chi la corre per la prima volta senza attitudini spiccate.

e soprattutto per chi ci viene a trovare”, ha dichiarato il direttore e responsabile marketing di Alta Badia Brand Roberto Huber.

Ma l’agonismo amatoriale è proprio questo e la Maratona riesce ad esprimerlo

Quest’anno non poteva essere più azzeccato lo slogan della Maratona dles Dolo-

al meglio: ognuno fa la sua gara, ognuno con le sue risposte che cerca dal crono-

mites 2026: pax, il motto, che di questi tempi è sicuramente il miglior auspicio. E la

metro. Ma il tempo finale non è solo un giudizio: lo spirito è capire limiti, accettare

pace l’hanno sicuramente trovata gli ottomila al via. Chi sui passi del Sella Ronda,

serenamente chi sei, come ci sei arrivato, essere consapevole di poter tuttavia

su è giù su queste giostre dolomitiche. Chi sulle ascese più severe come l’infinito ed

fare meglio. A ognuno il suo viaggio agonistico, a ognuno l’esperienza di percorsi

esigente Passo Giau. Non è solo fatica, ma pax. Intesa come la serenità che offre

differenti. La Maratona tradizionale con 138 chilometri e 4.230 metri di dislivello

viaggiare sulla bici misurandosi con l’agonismo, che più o meno e in maniera diffe-

con sette ascese, il medio con 106 chilometri e 3.000, quindi il Sella Ronda con 55

rente, è pur sempre dentro ciascuno di noi.

I NUMERI DELL’EDIZIONE 2026

8.000

+30.000

78

+1.500

ciclisti al via

le richieste di partecipazione

paesi rappresentati

volontari

TRE DIFFERENTI TRACCIATI

Maratona

138 km e 4.230 metri di dislivello

Medio

106 km e 3.130 metri di dislivello

Sellaronda

55 km e 1.780 metri di dislivello

Gabriele Pezzaglia Gabriele Pezzaglia si occupa da più di vent’anni di sport invernali e di ciclismo. La bicicletta è la sua grande passione e da almeno un decennio si cimenta in diverse Granfondo su strada. La classica dell’Alta Badia è la decima Granfondo della stagione 2026.

42


EVENTI

CAMBIO DI PASSO BikeUP evolve diventando un ecosistema di eventi dedicati alla mobilità sostenibile, all’outdoor e all’esperienza su due ruote. Gli appuntamenti per quest’anno sono i Travel Days al centro fieristico di Parma (12-20 settembre) e il Festival nel Parco della Cittadella (19-20 settembre) di Davide L. Bertagna

C

on l’acquisizione del marchio BikeUP da parte di Fiere di Parma, la manifestazione dedicata alla mobilità inaugura una nuova fase e si trasforma in un ecosistema di eventi legati alla bicicletta, al turismo

outdoor e alle esperienze su due ruote. Il calendario 2026 comprende due appuntamenti: BikeUP Travel Days, in programma dal 12 al 20 settembre all’interno del Salone del Camper, e BikeUP Festival, che il 19 e 20 settembre animerà il Parco della Cittadella di Parma. Il nuovo progetto nasce con l’obiettivo di creare una connessione concreta tra due settori sempre più vicini: il cicloturismo e la vacanza in camper. Due modalità di viaggio accomunate dalla ricerca di libertà, autenticità e contatto con il territorio. Protagonisti dell’iniziativa saranno quindi la bicicletta e i veicoli ricreazionali, insieme al turismo attivo, alla mobilità urbana e alle nuove forme di viaggio en plein air. L’integrazione tra i due mondi punta ad ampliare il pubblico di riferimento e a generare nuove opportunità per aziende, operatori e destinazioni turistiche.

TRAVEL DAYS

FESTIVAL

SALONE DEL CAMPER, FIERE DI PARMA

PARCO DELLA CITTADELLA DI PARMA

Per la prima volta il settore bike entrerà in maniera ampia e strutturata all’in-

BikeUP Festival rappresenterà la dimensione urbana ed esperienziale del proget-

terno del Salone del Camper, diventando uno degli elementi centrali della ma-

to. Per due giorni il Parco della Cittadella si trasformerà in uno spazio dedicato alla

nifestazione. BikeUP Travel Days sarà un contenitore di attività, esposizioni e

cultura della bici, alla mobilità e al cicloturismo. I percorsi interni e le aree all’aperto

iniziative dedicate alla bici e al cicloturismo. Il format accompagnerà il pubbli-

ospiteranno test di eBike, workshop tecnici, attività educational e momenti di intrat-

co alla scoperta delle nuove modalità di viaggio, con particolare attenzione alle

tenimento rivolti ad adulti e bambini. L’obiettivo è offrire un’esperienza accessibile e

eBike. Gli oltre 110.000 visitatori del Salone del Camper potranno accedere ad

coinvolgente, capace di rivolgersi sia agli appassionati più esperti sia a chi si avvicina

aree esperienziali, test ride, incontri e momenti di approfondimento. La bicicletta

per la prima volta al mondo della bici. Tra le principali novità ci sarà il debutto di BikeUP

verrà presentata non soltanto come prodotto sportivo o tecnologico, ma anche

Cargo Days, un’area interamente dedicata alle cargo bike e ai modelli speciali. I visita-

come strumento per esplorare i territori, vivere il tempo libero e costruire nuove

tori di BikeUP Festival potranno scoprire e provare diverse categorie di mezzi: modelli

esperienze di viaggio.

destinati alla logistica e alle consegne urbane, ma anche tandem, handbike e tricicli. INFO UTILI

INFO UTILI

Quando: 12–20 settembre 2026

Quando: 19–20 settembre 2026

Dove: Salone del Camper, Fiere di Parma, padiglione 2

Dove: Parco della Cittadella di Parma, Viale delle Rimembranze 5/A

Ingresso: aperto al pubblico, ingresso a pagamento

Ingresso: aperto al pubblico, ingresso libero

Sito: salonedelcamper.it

Sito: bikeup.eu

43


RESPONSABILMENTE

MENO BUROCRAZIA, PIÙ SOSTANZA Come le nuove normative europee trasformano la sostenibilità da obbligo amministrativo a motore di crescita e competitività aziendale? Minore compliance obbligatoria, maggiore responsabilità volontaria. Ecco cosa è davvero cambiato di Sara Fumagallo

P

DALLA COMPLIANCE AL VALORE

SEMPLIFICAZIONE EUROPEA

DIRETTIVA OMNIBUS

DATI ESG SEMPRE RICHIESTI

La sostenibilità passa da obbligo normativo a leva di competitività

Nel 2026 l’Europa riduce burocrazia, scadenze e obblighi ESG

Meno aziende sono obbligate a rendicontare, con costi amministrativi più leggeri

Banche, investitori, retailer e imprese continuano a chiedere informazioni sostenibili

er anni la sostenibilità è stata raccontata come una corsa agli obbli-

Se un brand comunica un prodotto come sostenibile, dovrà dimostrare che

ghi: nuove direttive, nuovi standard, nuove scadenze, nuovi report. Un

quel claim è fondato, verificabile e non fuorviante. Se un investitore guarda

mondo complesso, tecnico, spesso percepito dalle aziende come un la-

a rating ESG (Environmental, Social, And Corporate Governance) più traspa-

birinto di regole da rispettare più che come una leva di crescita. Poi qualcosa

renti, cercherà dati solidi, comparabili e credibili. Nasce così un nuovo sce-

è cambiato. Oggi, nel 2026, sta andando in scena una vera e propria Simpli-

nario che prevede maggiore credibilità, migliore accesso alla filiera e minore

fication Revolution in Europa e la domanda da porsi non è più soltanto: “A

esposizione al rischio di greenwashing.

cosa siamo obbligati?”, ma “Quanto siamo pronti a dimostrare il nostro valore sostenibile al mercato?”. Il punto di svolta è netto. La normativa europea si è

MAGGIORE COMPETITIVITÀ CON LA DIRETTIVA OMNIBUS

alleggerita, il pacchetto Omnibus ha letteralmente riscritto le regole del gio-

Fino a poco tempo fa, l'universo ESG veniva percepito prevalentemente attra-

co, rinviando alcune scadenze e riducendo del 90% la platea di aziende diret-

verso una lente etica o puramente ambientale. Negli ultimi 18 mesi abbiamo

tamente obbligate alla rendicontazione ESG, tagliando di conseguenza oltre

assistito a un cambio di paradigma totale che vede la sostenibilità coinvolta

6 miliardi di euro i costi amministrativi annui. Meno imprese coinvolte in modo

anche nelle logiche di sicurezza economica, autonomia industriale europea e

formale, meno burocrazia, meno pressione amministrativa. Ma questo non si-

posizionamento competitivo rispetto ai colossi USA e Cina. Le tensioni geo-

gnifica che la sostenibilità sia diventata meno importante. Al contrario, sta

politiche sulle materie prime critiche e la necessità di mitigare la volatilità dei

diventando più concreta, selettiva e legata al business. Se prima questo tema

mercati hanno reso la tracciabilità delle filiere e la decarbonizzazione elemen-

era spesso vissuto come un adempimento normativo, oggi entra sempre più

ti cruciali di risk management e di efficienza dei costi. Sulla scia delle racco-

nella logica della competitività. Non è più soltanto una questione ambientale

mandazioni espresse nel Report Draghi sulla competitività e della successiva

o reputazionale, ma un tema di accesso al credito, solidità della filiera, fiducia

Dichiarazione di Budapest, il legislatore europeo ha compreso che per non far

degli investitori, posizionamento del brand e capacità di stare sul mercato.

perdere terreno alle imprese continentali era necessario semplificare i requisiti

Banche, retailer, investitori e partner di filiera continuano infatti a chiedere

burocratici. Da questa premessa è nata la Direttiva (UE) 2026/470 (Omnibus

dati ESG. Se una grande impresa deve rendicontare le proprie emissioni Sco-

I), pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea (GUUE) il 26 febbraio

pe 3, avrà bisogno di dati dai fornitori. Se una banca integra indicatori ESG

2026 e in vigore dal 18 marzo 2026. Questa nuova norma ha innalzato significa-

nella valutazione del rischio, chiederà informazioni alle aziende che finanzia.

tivamente le soglie della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD),

44


RESPONSABILMENTE

LE REGOLE DEL PANORAMA ATTUALE I Rating ESG diventano trasparenti A partire dal 2 luglio 2026, il Regolamento (UE) 2024/3005 impone ai fornitori di rating ESG l'autorizzazione dell'ESMA, la trasparenza metodologica (con voti separati per i pilastri E, S e G) e la netta separazione tra attività di rating e consulenza. Un buon profilo ESG permette così alle aziende di veder valorizzato il proprio impegno e abbassare il costo del capitale.

La fine del Greenwashing (Direttiva ECGT) Sebbene la complessa Green Claims Directive sia stata sospesa dalla Commissione Europea a giugno 2025, la direttiva ECGT (Empowering Consumers for the Green Transition - Dir. 2024/825) è pienamente operativa. Essa vieta tassativamente l'uso di claim generici come "green", "eco" o "climate neutral" basati su mere compensazioni di carbonio (carbon offsets) anziché su riduzioni reali delle emissioni, vietando anche i marchi autoattribuiti e prevedendo sanzioni severissime fino al 4% del fatturato. La scadenza critica per conformarsi è fissata al 27 settembre 2026.

Il Passaporto Digitale di Prodotto (DPP) Introdotto dal regolamento Ecodesign (ESPR - Reg. UE 2024/1781), richiede la tracciabilità tramite QR code o NFC dei dati di composizione, origine e riciclabilità dei prodotti, con i settori del tessile e della moda in prima linea con atti delegati attesi nel 2027 e applicazione effettiva prevista dal 2028. Senza passaporto, l'accesso al mercato dell'Unione Europea viene categoricamente negato.

Regolamento Deforestazione (EUDR) Vieta l'immissione sul mercato UE di prodotti legati alla deforestazione per sette materie prime chiave (tra cui bovini, cacao, caffè, olio di palma, gomma, soia e legno), richiedendo geolocalizzazione e due diligence di filiera con sanzioni pari almeno al 4% del fatturato e scadenze per grandi e medie imprese fissate al 30 dicembre 2026.

FILIERA E RISCHIO

MERCATI GLOBALI DIVERSI

CREDIBILITÀ CONTRO IL GREENWASHING

IL SUPPORTO DI GREEN MEDIA LAB

Tracciabilità, Scope 3 e decarbonizzazione: strumenti di gestione del rischio

Europa, USA e Cina seguono regole e velocità differenti sulla sostenibilità

Dati solidi, claim verificabili e report volontari rafforzano fiducia e reputazione

Consulenza e comunicazione aiutano le aziende a costruire percorsi ESG credibili

limitando l'obbligo di rendicontazione solo alle aziende con più di 1.000 dipen-

ropa convivono mercati più deregolati, alcuni statali molto attivi e Paesi, come

denti e oltre 450 milioni di euro di fatturato. Di conseguenza, il nuovo standard

la Cina, dove l’obbligo ESG sta diventando sempre più strutturale.

ESRS (European Sustainability Reporting Standards) semplificato riduce del 61% i data point obbligatori e rende volontari gli standard settoriali, garan-

LA RESPONSABILITÀ COME MOTORE DI CRESCITA

tendo alle PMI sotto soglia il diritto legale di rifiutare richieste di dati che ec-

In questo labirinto di scadenze imminenti e mercati che si muovono a velo-

cedano tali parametri volontari. Anche la direttiva sulla Due Diligence di filiera

cità differenti, la vera sfida per le aziende non è la compliance passiva, ma

(CSDDD) ha subito un forte alleggerimento: l'obbligo è stato ristretto alle sole

la capacità di trasformare la complessità normativa in un asset di vendita

imprese con oltre 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di fatturato, rinvian-

e posizionamento strategico. Cosa è davvero obbligatorio? Cosa è utile e

done l'applicazione definitiva al 26 luglio 2029.

può generare valore? Cosa è urgente? I servizi più richiesti vanno proprio in questa direzione: assessment ESG, analisi della catena di fornitura, doppia

FUORI DALL’EUROPA LO SCENARIO È DIVERSO

materialità, carbon footprint, misurazione delle emissioni Scope 3, report

Se Italia ed Europa si muovono dentro un quadro ESG sempre più regolato,

volontari, certificazioni, audit dei claim ambientali e sociali, piani di decar-

anche se oggi più “semplificato” rispetto al passato, nel resto del mondo lo

bonizzazione, supporto alla parità di genere, comunicazione ESG, bilanci di

scenario è più frammentato. Negli Stati Uniti si osserva una ritirata a livello

sostenibilità e percorsi B Corp. Ed è esattamente qui che si inserisce il valore

federale, compensata però dall’attivismo di alcuni Stati come California e New

di Green Media Lab Srl SB. In qualità di Società Benefit e azienda certifica-

York; la Cina, al contrario, accelera sugli obblighi di rendicontazione e usa la

ta B Corp fin dal 2018, vanta credenziali solide e un'esperienza profonda

transizione anche come leva di politica industriale, forte della leadership in

sul campo. Il vero vantaggio competitivo dell'agenzia risiede nella formula

solare, eolico, veicoli elettrici e batterie. Per le aziende che operano a livello

"consulenza + comunicazione": l'unico approccio in grado di costruire una

internazionale, quindi, la differenza principale non è più solo “fare sostenibi-

sostenibilità basata su solidi dati scientifici e, allo stesso tempo, raccontar-

lità”, ma capire in quale risiko normativo

la al mercato in modo potente e legal-

e commerciale muoversi: in Europa e

mente difendibile, azzerando i rischi

Italia pesa la combinazione tra com-

di sanzioni legati alla nuova era della

pliance, credito e filiera; fuori dall’Eu-

direttiva ECGT. Per saperne di più e rimanere aggiornati scrivi a: esg@greenmedialab.com

45


REPORTAGE

PRESTAZIONI E SICUREZZA AL MILLIMETRO Siamo stati a Mondsee, in Austria, nell’headquarter europeo di BOA. Qui abbiamo potuto toccare con mano il nuovo FS2 Helmet Fit System e assistere alla tappa di Leogang della MTB World Series per vedere in azione la versatilità dei suoi prodotti di Gabriele Vazzola

A

volte capita che una tecnologia riesca a imporsi su vari mercati e possa

che si occupano di sviluppare direttamente con i brand partner i prodotti che ver-

essere declinata per vari utilizzi, migliorando prodotti di uso comune che

ranno dotati dei sistemi BOA, al fine di trovare la miglior soluzione per permette-

per anni si davano per scontati, e pareva dovessero funzionare e apparire

re di performare al meglio insieme. La parte dedicata al cycling (road e off-road)

in maniera immutata. Questo è il caso di BOA Fit System che, dall’intuizione di un intraprendente imprenditore del Colorado, si è trasformata oggi in una realtà internazionale, che lavora fianco a fianco con le principali aziende nel mondo dello sport outdoor (e non solo), cambiando il modo di intendere tanto la calzatura prestazionale, quanto i caschi. Tutto nacque dalla necessità di trovare un modo più semplice, veloce e versatile di concepire l’allacciatura dei boot da snowboard. Fu presto ben chiaro quanto le declinazioni di questo sistema con dial rotante e cavi, si potesse adattare e potesse essere declinato in maniera vincente in molti utilizzi. Ad oggi i sistemi BOA si possono trovare su migliaia calzature di ogni tipo portando sicurezza, precisione e facilità di uso dal mondo del work wear, passando per l'alpinismo, il running, il golf, lo sci e sci alpinismo, lo snowboard e anche (e soprattutto) la bici. Specialized fu la prima azienda a credere in questo concetto applicato alla calzatura bike e in effetti, a ben pensarci, i vantaggi sono innumerevoli rispetto ai sistemi tradizionali. La rigidità e la precisione, la velocità e la possibilità di agire sul dial per modificare la tensione mentre si pedala, anche con i guanti invernali o in situazioni di temperature estreme, quando spesso essere

ha una particolare attenzione da parte di BOA vista l’importanza che riveste nel catalogo dell’azienda, con prodotti pensati e studiati ad hoc per la performance pura, ma dialoga direttamente anche con le altre unità, dal mondo snow, a quello work. Durante la visita nei vari uffici di test, prototipazione, r&d, marketing, è chiaro come l’aspetto collaborativo e di squadra sia fondamentale per BOA, che punta su un team davvero variegato, per età, expertise e composto da donne e uomini di ben sei differenti nazionalità. Con però un minimo comune denominatore: la passione per il mondo dello sport con la consapevolezza di poter fare la differenza. Passando poi dagli uffici al campo di gara di Leogang ci si rende conto facilmente come un'azienda nata nel 2001, in 25 anni sia riuscita a sviluppare, in partnership con i migliori (e più svariati) brand, prodotti adatti a soddisfare le esigenze specifiche di ogni professionista coinvolto nel circus mondiale della mtb, e da lì a scendere per ogni appassionato e utilizzatore di qualsiasi livello. A partire dagli operai che montano i paddock, fino ai trail builders che, pala alla mano, lavorano per la manutenzione e costruzione dei campi di gara, ai fotografi che passano le giornate nel

precisi con le mani diventa complicato.

fango e nella polvere, arrampicandosi sui tracciati alla ricerca dello scatto perfet-

In occasione della tappa di World Cup MTB Series di Leogang siamo stati in visita

in ogni condizione meteo e necessitano della migliore attrezzatura come caschi e

to, fino ovviamente agli atleti in gara, che devono affrontare i percorsi più tecnici,

nelle vicinanze di Salisburgo, in quello che è l'headquarter europeo. Non si tratta

scarpe per performare in sicurezza. Per ognuno di questi esiste un prodotto dotato

solo di una filiale, ma di una vera e propria costola della sede principale in Colo-

di tecnologia di calzata BOA Fit System. E sempre più ne esisteranno, visto anche

rado. Qui infatti sono presenti le divisioni r&d che dialogano direttamente con le

quella che è la vera novità che siamo andati a toccare con mano e analizzare nel

maggiori aziende europee (molte delle quali italiane). Qui vi sono differenti reparti

dettaglio, ovvero FS2 Helmet Fit System, il nuovo sistema per i caschi.

BOA FS2 HELMET FIT SYSTEM La nuova tecnologia introdotta da BOA per il fitting dei caschi è già utilizza-

puntuali tutta la calotta cranica, permettendo al casco di stare in posizione

ta su alcuni modelli già presenti sul mercato in anteprima sia road che mtb

(anche quando soggetto a sollecitazioni) garantendo un comfort ottimale per

(Specialized e Leatt sono stati i primi) ma altri sono in fase di sviluppo e test

molte ore. Tecnicamente si tratta di un sistema adattivo a lacci a basso attri-

e presto arriveranno sul mercato. Prima di parlare a livello tecnico, introdu-

to che avvolge uniformemente la testa per bilanciare la tensione, riducendo i

ciamo quello che è il concetto secondo noi fondamentale, ovvero il fatto che

picchi di pressione e garantendo fino al 6% di tenuta in più con una risoluzio-

si tratta di un sistema di calzata a 360°, che quindi avvolge senza pressioni

ne di regolazione sub-millimetrica grazie al dial FS2, che si ruota senza sforzo in senso orario o antiorario per stringere o allentare la calzata comodamente con una mano. Una guida dentata consente un posizionamento personalizzato con 11 regolazioni verticali distanziate di 4 millimetri. L’elemento che avvolge la calotta cranica viene chiamato Yoke FS2, ed è progettato per bloccare l’osso occipitale e supportare i lati della testa, offrendo precisione calibrata con un peso del sistema di soli 19 grammi. Il nuovo FS2 Helmet Fit System è adattabile per ogni uso, compatibile con sistemi di protezione dagli impatti roto traslazionali e composto per il 60% da materiale riciclato.

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MADE IN ITALY O MADE IN SHOWROOM? Il valore di un prodotto non si esaurisce nella progettazione o nella qualità costruttiva. In un mercato in cui le differenze tecniche tra i marchi si assottigliano sempre più, diventa decisivo il ruolo dello store nel trasformare caratteristiche, storia e identità in una percezione reale per il cliente di Riccardo Penna

L

'Italia continua a essere riconosciuta nel mondo come uno dei Paesi capaci di

che, secondo me, merita una riflessione. Noi italiani siamo sempre stati un po'

trasformare tecnica, cultura e stile in prodotti desiderati. Nel nostro settore

esterofili. Succede in molti settori. L'automobile straniera. L'orologio svizzero. La

questo patrimonio è rappresentato da marchi che hanno scritto pagine im-

tecnologia americana. Il design nordico. È il vecchio principio dell'erba del vicino,

portanti della storia del ciclismo, ma anche da tante aziende che ogni giorno proget-

che ci appare inevitabilmente un po' più verde della nostra. Non è un difetto. È

tano, sviluppano e realizzano bici, componenti, accessori e abbigliamento apprez-

un comportamento profondamente umano. Siamo naturalmente attratti da ciò

zati ben oltre i confini nazionali. Tutto questo è vero. Ma la mia riflessione non vuole

che percepiamo come diverso, nuovo, lontano. Il problema nasce quando questo

concentrarsi sulla capacità delle nostre aziende di costruire ottimi prodotti. Vorrei

meccanismo prende il posto della capacità di valutare il valore reale di ciò che

osservare il tema da una prospettiva diversa. Quella del bike store. Perché è proprio

abbiamo davanti. È proprio in questo momento che lo store assume un ruolo de-

lì che il valore di un prodotto viene confermato… oppure si perde. Negli ultimi anni il

cisivo. Non deve convincere il cliente che il prodotto italiano sia migliore per de-

mercato è cambiato profondamente. Oggi un negozio specializzato può proporre

finizione. Sarebbe un errore. Deve aiutarlo a comprenderlo. Perché ogni prodotto

marchi italiani, tedeschi, americani, spagnoli, francesi, olandesi o asiatici. È un bene.

porta con sé una filosofia progettuale, un'identità, una cultura aziendale e una

La concorrenza stimola l'innovazione, amplia la scelta e costringe tutti ad alzare

storia. Se nessuno le racconta, tutto si riduce a una comparazione di numeri. C'è

continuamente il livello dell'offerta. Il consumatore è più informato, confronta, legge

però un'altra considerazione che spesso sfugge e che, invece, racconta molto

recensioni, guarda video, frequenta forum e arriva in negozio con una preparazione

bene la forza del Made in Italy. Quando affrontiamo questo argomento, il pen-

che fino a pochi anni fa era impensabile. Ma proprio questa evoluzione ci porta a una

siero corre immediatamente alla bicicletta. Ma il Made in Italy non finisce lì. Anzi,

domanda che, forse, dovremmo iniziare a porci con maggiore frequenza. Il Made in

continua proprio nel momento in cui il cliente completa la propria esperienza di

Italy è ancora un valore percepito oppure rischia di diventare semplicemente una

ciclista. Basta osservare ciò che accade all'interno di un bike shop.

dicitura stampata su un cartellino? L'abbigliamento tecnico, le scarpe, i caschi, gli occhiali, i guanti, gli accessori. In DARE SENSO ALLA SCELTA

Il cliente non acquista una bandiera, ma il significato che riesce ad attribuire a ciò che sta comprando. Ed è qui che, a mio avviso, entra in gioco il vero ruolo del bike store. Troppo spesso assisto a trattative costruite quasi esclusivamente attorno alla scheda tecnica. Peso. Materiale del telaio. Gruppo. Geometrie. Ruote. Rapporto qualità-prezzo. Promozioni. Sconti. Informazioni corrette, naturalmente. Sarebbe assurdo sostenere il contrario. Ma oggi non bastano più. Anzi, mi permetto una provocazione. Quando un venditore si limita a trasferire dati tecnici, rischia di trasformarsi in una brochure parlante. Conosce il prodotto in ogni minimo dettaglio, ma non riesce a trasferirne il valore. E sono due cose profondamente diverse.

molti di questi comparti l'Italia continua a rappresentare uno dei punti di riferimento assoluti a livello mondiale. Non soltanto per la qualità dei materiali o per l'innovazione tecnologica, ma per la capacità di trasformare la funzionalità in desiderio. Una maglia tecnica non serve soltanto a pedalare. Comunica uno stile, un'identità, un modo di vivere la bicicletta. Lo stesso vale per un casco, per una scarpa o per un paio di occhiali. Devono essere sicuri, performanti e confortevoli, ma riescono anche a emozionare. Ed è proprio in questo equilibrio tra tecnica ed estetica che il Made in Italy continua ancora oggi a essere riconosciuto e apprezzato nel mondo. È curioso osservare un fenomeno che chi lavora ogni giorno in negozio conosce molto bene.

La conoscenza è indispensabile. Il valore percepito, invece, nasce dalla capacità di dare significato a quella conoscenza. Pensiamoci un momento. Se due biciclette

IL VALORE NASCE NELLA MENTE DEL CLIENTE

hanno componenti molto simili, prestazioni comparabili e prezzi vicini, quale sarà il

Molti clienti stranieri arrivano in Italia cercando proprio questi prodotti. Per loro

vero criterio di scelta del cliente? Sempre più spesso non è così.

rappresentano il massimo dell'espressione del gusto, del design e della cultura ciclistica. E forse qui dovremmo fermarci un momento a riflettere. Perché capita,

La differenza nasce dalla capacità di dare un senso a quella scelta. Ed è proprio

paradossalmente, che siano proprio gli stranieri ad attribuire al Made in Italy un

qui che il Made in Italy può recuperare tutta la sua forza, perché vale quando

valore superiore rispetto agli stessi italiani. Loro lo cercano, lo desiderano, lo rac-

riesce a raccontare qualcosa che va oltre il prodotto. Dietro una bicicletta ita-

contano una volta tornati a casa. Noi, qualche volta, rischiamo di considerarlo

liana non esiste soltanto un progetto industriale. Esistono territori. Esiste una

semplicemente normale. È il classico effetto di chi vive accanto a un monumento

cultura del design. Esiste un modo particolare di interpretare la meccanica, l'e-

e smette di alzare gli occhi per guardarlo. Forse la vera sfida del retail oggi non

quilibrio delle forme, il piacere della guida e perfino il concetto stesso di bellezza

è soltanto vendere prodotti italiani, ma aiutare il cliente a riconoscerne il valore

applicato alla tecnica. Esiste una tradizione costruita in decenni di competenze,

prima ancora delle caratteristiche tecniche. Il valore percepito non nasce in fab-

di corse, di innovazione, di persone che hanno dedicato la propria vita a miglio-

brica ma nella mente del cliente. Ed è proprio il bike store il luogo nel quale quel

rare continuamente ciò che producevano. Tutto questo, però, non si vende da

valore prende forma, cresce e diventa una scelta consapevole. Forse, allora, il

solo. Se il venditore "tuttofare" si limita a confrontare numeri e componenti, quel

tema non è scegliere tra un marchio italiano e uno straniero, ma comprendere

patrimonio scompare. Il prodotto diventa uno dei tanti. E quando tutto sembra

quale storia stiamo proponendo al cliente e quanto siamo capaci di trasformarla

uguale, il cliente finirà quasi inevitabilmente per scegliere sulla base del prezzo

in un'esperienza memorabile. È questa la vera responsabilità dello store moder-

o della promozione del momento. Il vero rischio, oggi, non è avere concorrenti

no. Non essere semplicemente un punto vendita. Diventare il luogo nel quale quel

stranieri, ma rendere anonimo ciò che anonimo non è. Esiste poi un altro aspetto

tipo di valore prende forma.

Riccardo Penna

è un executive business & sport coach con 45+ anni di esperienza in vendite e marketing nei settori della mobilità (auto, moto, bike). Ex responsabile della Formazione Commerciale Worldwide per Alfa Romeo in FCA, specializzato in Digital Transformation. Offre check-up strategici gratuiti per potenziare brand e retailer. Docente in master e atleta-manager, è il partner ideale per eccellere nel mercato della mobilità.

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Per una consulenza specializzata nel retail Mindfulsell.Me - 348.8289312 riccardo@riccardopenna.com


MENTAL COACHING

DALLA TESTA AL CORPO E VICEVERSA Si parla sempre più di mental coaching, ma cos’è davvero? A chi serve e come può influenzare le performance nello sport? E nel lavoro? Ce lo spiega Sabrina Galimberti, atleta ed esperta nelle relazioni tra mente e fisico di Gabriele Vazzola

S

abrina Galimberti è osteopata, massoterapista e mental coach. Laureata in Scienze Motorie si occupa di salute, movimento, prevenzione e performance, integrando competenze cliniche, coaching e neuroscienze applicate per aiutare

persone e atleti a comprendere meglio il funzionamento del corpo e del sistema nervoso. Dalla sua anche un passato nella Nazionale italiana Under 23 di atletica leggera che le ha permesso di conoscere dall'interno il mondo di chi vive e respira sport tutti i giorni.

L'intervista Sabrina Galimberti

nista ha tempo da dedicare allo sport, le persone normali che sono però appassionate di sport ne hanno meno, per questo il lavoro sulla mente può diventare uno strumento

osteopata, massoterapista e mental coach

di visualizzazione messo in pratica mentre si sta facendo attività fisica, riuscendo così a unire due cose. Una sintesi tra benessere fisico e sollievo dallo stress mentale, cre-

Lo sport non coinvolge solo il corpo,

ando al contempo gli strumenti per riuscire a gestire la problematica anche nella vita

ma anche la mente e per le persone

di tutti i giorni.

è sempre più importante il benessere psicofisico. In questo la bici è speciale?

Il mental coach può essere utile anche in un contesto lavorativo per professionisti e

La bicicletta è più di uno sport. Pedalare

imprenditori?

è un gesto semplice che ha un impatto

Certo, l'obiettivo può essere anche di carriera o imprenditoriale. È possibile lavora-

positivo sul nostro benessere generale.

re su sé stessi per migliorare la capacità di attenzione durante il lavoro, migliorare la

Pensiamo spesso al cuore e ai muscoli,

comunicazione con i colleghi o aumentare la performance personale. Il mental coach

mentre il primo organo che entra in gioco è il cervello. Certo c’è un beneficio cardio-

fornisce gli strumenti per raggiungere questi obiettivi partendo dalla comprensione

vascolare e muscolare dato dal movimento, mentre per la mente il vantaggio è lega-

delle cause, degli ostacoli e fornendo gli strumenti adatti alle diverse situazioni. A volte

to alla liberazione delle tensioni. Qualunque sia il motivo per cui vado in bici, quando

la motivazione sul lavoro si perde o si riduce proprio a causa del contesto. Conoscere

scendo sto meglio, la mente si è liberata e svuotata da tutti i pensieri intrusivi. Questo

le cause di ciò, aiuta a fare un bilanciamento tra quella che è la situazione esterna e

avviene concentrandosi sul gesto tecnico, sulla fatica, oppure sulla performance; tut-

interna. Capire questa cosa è fondamentale per riuscire poi a trovare un equilibrio

te cose che “occupano” la mente direzionando il pensiero in maniera occupazionale.

e quindi nuova motivazione interiore, non più così vincolata a stimoli esterni. Certo

Inoltre c’è anche l’aspetto chimico: andare in bici sviluppa endorfine, dopamina, sero-

il mental coach non ha pillola magica, ma piuttosto gli strumenti che permettono di

tonina e ossitocina, che sono i principali neurotrasmettitori prodotti dal sistema ner-

capire come fare per ritrovare la voglia di raggiungere un obiettivo.

voso centrale. Questi sono detti anche "ormoni della felicità" e lavorano in sinergia per regolare il nostro stato psicofisico con benefici sulla salute mentale e sulle patologie

Cosa puoi consigliare a chi percepisce in maniera particolarmente negativa un contesto o un momento di crisi?

croniche.

Quando siamo di fronte a uno stato di crisi il cervello viene messo in difficoltà. AbbiaCosa comporta per un atleta di alto livello intraprendere un percorso con un mental

mo paura del futuro e di conseguenza la pressione, la fatica e le difficoltà aumentano.

coach?

Il mental coach è una figura che in questo caso può aiutare a ritrovare le giuste energie.

La mente è un fattore fondamentale al fine del raggiungimento di un risultato. Allena-

Come abbiamo detto, corpo e mente sono strettamente collegati. Chi si fa schiaccia-

re la mente può aiutare l'atleta a migliorare la sua performance e sé stesso. Il mental

re da questa situazione avrà meno energie, meno lucidità per riuscire a capire cosa è

coach però non è un motivatore, ma più un facilitatore. La mente può essere un gran-

giusto fare e quali sono le migliori strategie da attuare. Il mental coach in questo caso

de ostacolo alla prestazione. In un momento di fatica è facile fare un errore tecnico

aiuta a capire quali sono gli alleati in una situazione di difficoltà. Spesso si diventa pas-

o aver paura della competizione, di sbagliare, del giudizio degli altri. Il primo passo è

sivi alle situazioni, i desideri si confrontano con una realtà che non è quella sperata. In

riuscire a capire perché si innesca questa paura e quindi individuare gli strumenti per

questi casi si possono adottare delle strategie per modificare questa realtà o trovare

sconfiggerla. Per allenare il corpo, serve fare un determinato programma, lo stesso

un modo di modificare il proprio desiderio. Ci sono degli strumenti per riuscire a fare

vale per la mente, rimuovendo i limiti e creando nuovi stimoli. L'obiettivo diventa quindi

questo. A volte basta guardarsi dall'esterno apprendendo i processi di visualizzazione

un mezzo per soddisfare un bisogno e allenare la mente significa migliorare la gestio-

intrinseca ed estrinseca e ritrovare quello che poi è veramente il proprio focus.

ne dell'attenzione, il dialogo interno, la regolazione delle emozioni. Ci sono tanti strumenti che il mental coach può dare, ma non c’è una pratica generica che va bene per

Hai dei consigli per chi fa del contatto con il pubblico una professione, come avviene

tutti. Il processo avviene tramite un dialogo costante per capire cosa blocca l’atleta e

per chi ha un negozio di bici specializzato?

non gli permette di utilizzare tutto il proprio potenziale fisico.

Se ho interesse per la bici e pratico lo sport, di sicuro potrò vendere i miei prodotti con più facilità rispetto a una persona che non va in bicicletta. Al di là di questo concetto

Quali sono i vantaggi del coaching per i ciclisti amatoriali e per chi cerca un

che può sembrare banale, chi ha passione per quello che sta facendo spesso riesce

miglioramento generale della propria vita tramite lo sport?

a trasferirla anche agli altri. Oltre a questo, chi ha una situazione mentale positiva

Tutti quando scendono dalla bici stanno meglio, ma le persone pedalano per i motivi

riuscirà a vendere con più serenità e facilità, perché sarà più propenso a mettersi in

più disparati, magari perché hanno bisogno di liberare la mente da uno stress, da una

una situazione di ascolto. Spesso si è persa la capacità di ascoltare i bisogni degli altri.

insoddisfazione interiore, da uno stato di tensione eccessiva in contesto lavorativo,

Questo avviene anche perché non siamo capaci di comprendere i nostri stessi bisogni.

oppure per avere sollievo da una patologia psicosomatica. Spesso però, senza il giu-

Occorre mettere prima al centro noi stessi, dopodiché verrà automatico comprende-

sto aiuto, quando si ritorna alla propria routine quotidiana, la condizione pregressa si

re i bisogni degli altri e quindi di conseguenza a trasferire e vendere meglio. È impor-

ripresenta. Qui subentra il coaching. In questo caso serve ad affrontare meglio tutte

tante aprire un canale di comunicazione con il cliente fatto di esperienze e di emozioni

quelle situazioni che hanno portato ad aver bisogno di svuotare la mente. Il professio-

positive.

Contatti: sgosteopata.it - +39 339.6179487 49


ACTIVE TRAVEL

LIVIGNO, DOVE IL CICLISMO VIVE IN ALTA QUOTA La Granfondo Alé, con 850 atleti al via, ha inaugurato la stagione estiva delle due ruote nella località valtellinese. Destinazione di riferimento per l’altitude training, è stata scelta anche dal Team Red Bull - BORA – hansgrohe per la preparazione dei prossimi obiettivi stagionali dalla nostra inviata Manuela Barbieri

i sono eventi che vanno oltre la competizione: raccontano il territorio e la

C

ha inaugurato la stagione estiva della località al confine con la Svizzera, conferman-

sua identità. La Granfondo Livigno Alé è uno di questi. Narra la storia della co-

dosi una delle sfide più affascinanti dell'estate alpina. A testimoniarlo sono anche

munità livignasca che vive la bici come parte integrante della propria cultura,

i numeri: 850 atleti al via, con una presenza femminile in costante crescita, pari al

e di un luogo dove la ricerca della performance incontra la straordinaria bellezza della

8,6% del totale dei partecipanti. Tra cui la belga Ils Van der Moeren, vincitrice del-

montagna. Un legame profondo che nella Granfondo Livigno Alé prende forma fin dal

la Granfondo, e l’atleta di casa Manuela Pedrana del team Fire&Ice Livigno, regina

tracciato di gara: dai primi chilometri fino all'ultima salita verso il Mottolino - già arrivo

della mediofondo che ha dichiarato: “Ero un’atleta di scialpinismo, quindi la fatica

della tappa regina del Giro d'Italia 2024 - il percorso attraversa infatti alcuni dei passi

la conosco bene. Queste montagne fanno parte della mia vita e poter arrivare al

più leggendari dell'intero arco alpino.

Mottolino, lo stesso traguardo che ha incoronato il Giro d'Italia due anni fa, ha reso

Andata in scena lo scorso 27 giugno a Livigno, la terza edizione della manifestazione

un percorso già spettacolare ancora più emozionante”.

GRANFONDO LIVIGNO ALÈ: TUTTI I NUMERI DELLA TERZA EDIZIONE

936

46%

54%

totale iscritti

partecipanti granfondo

partecipanti mediofondo

(166.8 km/4.300 m+)

(106.8 km/2.050 m+)

68,9%

31,1%

italiani

stranieri

96,6% uomini

3,4% donne

86,9% uomini

13,1% donne

LA MONTAGNA CHE ALLENA I GRANDI CAMPIONI Negli ultimi anni Livigno ha sviluppato un ecosistema completo, in costante

A inizio luglio, Livigno e il Team Red Bull -

evoluzione, dedicato alla performance. Si chiama 1816 Bike Zone Livigno e

BORA - hansgrohe hanno annunciato una

riunisce, sotto un'unica identità, tutto ciò che la località offre agli appassionati

partnership pluriennale che vedrà la loca-

e ai professionisti delle due ruote: altitude training, infrastrutture, ospitalità

lità diventare Official Altitude Training De-

e servizi specializzati, grandi eventi e una vasta rete di percorsi. Dalla strada

stination della formazione UCI World Tour.

alla mountainbike, fino al downhill, ogni disciplina a Livigno trova spazi e servizi

Nel corso della stagione 2026, il Team uti-

dedicati. In questa strategia, si inserisce anche la candidatura di Livigno a

lizzerà Livigno come base per preparare i

ospitare l’IMBA European MTB Summit, ulteriore tassello di un percorso di

principali appuntamenti del calendario in-

sviluppo che negli ultimi anni ha consolidato località come una delle principali

ternazionale. Dopo i periodi di allenamen-

destinazioni bike in Europa.

to in altura già svolti da Jai Hindley e Nico

@ Giovanni Levi

Denz per il Tour de France, la collaborazione proseguirà con la preparazione dei OLTRE 3.500 CHILOMETRI

successivi obiettivi stagionali, dalla Vuelta a España, con Primoz Roglič nel ruo-

DI PERCORSI CHE ATTRAVERSANO LA VALLE

lo di capitano, fino ai Campionati del Mondo. L’accordo prevede inoltre un pro-

I grandi passi alpini che hanno scritto pagine memorabili della storia del cicli-

gramma condiviso di iniziative dedicate alla community internazionale degli ap-

smo, a Livigno si intrecciano con oltre 3.500 chilometri di percorsi che attra-

passionati e agli ospiti della località. Per Livigno la scelta del Team Red Bull - BORA

versano la valle. Un’offerta che consente di pedalare ogni giorno su itinerari

- hansgrohe rappresenta un ulteriore riconoscimento del ruolo conquistato negli

diversi, strade panoramiche e sentieri immersi nella natura.

ultimi anni come destinazione di riferimento per l’altitude training e la preparazione dei team professionistici.

TRE SEGMENTI UFFICIALI CERTIFICATI STRAVA

A rafforzare il legame tra Livigno e il ciclismo sono anche i tre segmenti ufficiali certificati Strava: la salita verso Passo Eira, il tratto che conduce al traguardo del Giro d’Italia 2024 e l’ascesa verso Passo Forcola. Tracciati virtuali che si sovrappongono a quelli reali, tra i più iconici del territorio.

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“Conosciamo Livigno grazie al Giro d'Italia e abbiamo avuto modo di sperimentare in prima persona le straordinarie condizioni che è in grado di offrire. Per questo siamo particolarmente felici di accogliere Livigno come partner ufficiale del nostro Team”. Melanie Hofbauer, chief of commercial di Red Bull – BORA – hansgrohe


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