






EDITORIALE
DI DAVIDE L. BERTAGNA davide.bertagna@mag-net.it
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EDITORIALE
DI DAVIDE L. BERTAGNA davide.bertagna@mag-net.it
Marzo, per ogni appassionato che si rispetti, non è mai un mese banale. Si allungano le giornate, il sole inizia a scaldare davvero, ricominciano le grandi Classiche. In poche parole: si torna a pedalare sul serio. E questo, al netto di tutto, resta la cosa più importante. Perché mentre il mercato fa i conti con overstock, pressione dell’online, sconti aggressivi, aumento dei prezzi, instabilità geopolitica e contrazione della spesa, c’è una certezza che resiste: all’arrivo della primavera le strade si riempiono di ciclisti.
In questo numero abbiamo deciso di mettere a confronto due realtà molto diverse tra loro, accomunate da un elemento chiave: un approccio personale, quasi identitario, al ciclismo amatoriale. Da una parte La Stelvio Santini, che negli anni ha scelto di allontanarsi dalla logica della Granfondo tradizionale, trasformandosi sempre più in un evento da vivere, tra salite iconiche, territorio e dimensione sociale. Dall’altra lo Swatt Club, espressione di un ciclismo contemporaneo, meno ingessato e più vicino ai linguaggi delle nuove generazioni. Cosa ci raccontano queste esperienze? Che il ciclismo non ha perso attrattività, ma se vogliamo ha cambiato significato. Per oltre vent’anni il motore che ha trainato il mercato delle bici da corsa è stato un archetipo molto chiaro: l’amatore competitivo. Si iscriveva a una Granfondo, si allenava, entrava in negozio con un'aspirazione precisa: quella di andare più forte. Il retail ha costruito su questo modello una narrazione perfetta: più leggero, più rigido, più veloce. Ogni acquisto prometteva tempo guadagnato. Oggi quel paradigma non è scomparso, ma non è più dominante.
Chi pedala cerca ancora sfide, ma sempre più spesso desidera anche altro: esperienza, condivisione, sicurezza, benessere, tempo per sé. Non necessaria-
mente una gara, ma una storia personale da vivere e raccontare. È un cambiamento che ha radici profonde, accelerato dal post-Covid, collegato sicuramente all’esplosione del gravel e all’ingressoj di nuove generazioni con codici diversi, meno legati alla performance pura e più a una dimensione sociale e identitaria. Eppure, mentre il ciclista evolve, il mercato sembra spesso rimanere ancorato a logiche passate. Lo raccontano chiaramente i negozianti nella seconda puntata della nostra inchiesta “La Carica dei 101”: mancanza di visione, instabilità, pressione sui margini, concorrenza fuori controllo sono alcune delle problematiche citate. Non si parla più di crisi temporanea, ma di una nuova normalità con cui fare i conti. Una normalità in cui continuare a competere solo sul prezzo rischia di essere una strategia sempre meno sostenibile. A complicare ulteriormente il quadro si aggiungono dinamiche globali difficili da governare, come la questione dei dazi negli Stati Uniti (di cui parliamo approfonditamente a pagina 40), che negli ultimi mesi ha rimesso in discussione equilibri già fragili, coinvolgendo direttamente molte aziende della bike industry e aprendo scenari ancora incerti.
Il punto, però, è un altro. Forse il settore, nel suo complesso, ha continuato a inseguire il cliente di ieri, mentre davanti stava già cambiando quello di oggi. Perché il desiderio di pedalare non è diminuito. Si è trasformato. E allora la domanda non è se il mercato tornerà a crescere, ma chi sarà in grado di interpretare per primo questa trasformazione. Chi saprà costruire prodotti, servizi e narrazioni coerenti con un ciclismo che non è più solo performance, ma esperienza. Non più solo risultato, ma significato. Marzo, in fondo, ci ricorda proprio questo: basta una giornata di sole per rimettere tutto in movimento. Sta al settore decidere se farsi trovare pronto.

Editore: MagNet Srl SB - Direttore responsabile: Angelo Frigerio - Direttore editoriale: Benedetto Sironi Editor: Davide L. Bertagna, Daniele Pansardi, Riccardo Penna, Gabriele Vazzola Art Director: Simone Comi
Redazioni: Corso della Resistenza, 23 - 20821 - Meda (MB) Via Tertulliano, 68 - 20137 - Milano - Tel. 02.87245180-1-2 - Fax 02.87245182 redazione@bike4trade.it - bikefortrade.it
Anno 14 - Numero 2 - 2026 - Periodico bimestrale
Registrazione al Trib. di Milano n. 39 dell’8 febbraio 2013 Poste Italiane SpA Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 - Conv. in Legge 46/2004 - Art.1 Comma 1 LO/MI Iscrizione al ROC n.16155 del 23 Novembre 2007 Stampa: Ingraph - Seregno (MB) - Una copia 1,00 euro
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La Cina è tornata a essere il primo fornitore di bici elettriche per l'UE. Secondo i dati di Eurostat, le importazioni dalla Cina hanno rappresentato il 32,83% del totale per le eBike (circa 200 mila unità). È la prima volta che succede da quando l'Unione Europea aveva siglato delle norme anti-dumping nel 2019 proprio per contrastare l'ingresso massivo nel continente di prodotti cinesi. Taiwan, che ha guidato questa classifica negli ultimi anni, è comunque appena dietro con una quota di mercato del 32,77%. Al terzo posto rimane il Vietnam con il 16,14%. Il totale delle bici a pedalata assistita importato in Europa nel 2025 è stato di 605 mila, in diminuzione del 4% rispetto al 2024 ma allo stesso tempo in fase di stabilizzazione dopo i bruschi cali post-Covid. La Cina è al comando della classifica di export nell'UE anche per le muscolari.
DUTECH: NUOVI INVESTIMENTI PER UN RUOLO PIÙ CENTRALE NELL’INDUSTRY

Nel panorama bike sta emergendo un nuovo protagonista come Dutech Holdings Limited. Secondo quanto riportato da Bike Europe, la holding di Singapore, specializzata in sistemi di sicurezza ad alta tecnologia, sta portando avanti una strategia di acquisizioni mirata a costruire un vero conglomerato di mobilità sostenibile, che di recente si è tradotta nell’acquisizione degli asset di Sprick Rowery, azienda tedesca attiva nella produzione e vendita all’ingrosso di bici e componenti. Dutech ha costruito la sua reputazione grazie alla produzione di sistemi di sicurezza per banche e terminali intelligenti. Tuttavia, negli ultimi anni, il gruppo ha diversificato il proprio business puntando sulla Green Mobility e sfruttando anche la propria capacità produttiva globale di oltre 300.000 mq di stabilimenti tra Asia ed Europa. Dutech ha recentemente acquisito Prophete e Cycle Union, oltre alla maggioranza di Onomotion, specialista nelle eCargo.
Ciclo Promo Components è il nuovo distributore per l’Italia del marchio statunitense Park Tool, realtà attiva nella produzione di utensili professionali per la manutenzione delle bici. Fondata nel 1963 nel Minnesota da Howard Hawkins e Art Engstrom, Park Tool nasce dall’esigenza concreta di migliorare il lavoro dei meccanici. Dal primo cavalletto di riparazione PRS-1, l’azienda ha costruito una reputazione globale basata su innovazione, qualità e affidabilità. Oggi Park Tool produce oltre 500 prodotti distribuiti in più di 70 Paesi. “Siamo entusiasti di collaborare con Ciclo Promo Components in Italia. A breve inizierà a proporre un’ampia gamma di prodotti Park Tool, che saranno disponibili per officine meccaniche, rivenditori, marchi OEM e consumatori. Guardiamo con entusiasmo a un lungo e brillante futuro insieme”, ha affermato il titolare di Park Tool Eric Hawkins.

ACQUISISCE L’INTERA PROPRIETÀ DEL DISTRIBUTORE NORD-AMERICANO
Da febbraio 2026, il brand ha acquisito l’intera proprietà di Rudy Project North America L.P., distributore esclusivo del marchio. Attraverso questa operazione, l’azienda italiana opererà direttamente sul mercato statunitense. Attiva dal 1998 e con sede a San Clemente (California), Rudy Project North America nasce dall’iniziativa di un gruppo d’investitori provenienti dal mondo dell’ottica e dello sport, che hanno creduto nel potenziale del brand sul mercato statunitense. Cristiano Barbazza, ceo di Rudy Project, ha commentato: “Gli Stati Uniti sono uno dei mercati sportivi più rilevanti, stimolanti e al tempo stesso più competitivi al mondo: un contesto che impone velocità, visione e capacità d’innovare in modo continuo. Proprio per questo abbiamo sviluppato un piano pluriennale di investimenti ambizioso, pensato per sostenere la crescita e rafforzare la nostra presenza nel mercato statunitense”.
DSB E ROCKY MOUNTAIN INTERROMPONO LA COLLABORAZIONE
Si chiude dopo oltre tre decenni la collaborazione tra DSB e Rocky Mountain, uno dei marchi storici nel panorama mtb internazionale. Una relazione lunga 31 anni, sviluppatasi nel tempo attraverso diverse fasi di mercato, tra crescita e momenti più complessi. Una separazione che, secondo quanto emerso in un comunicato, arriva in modo consensuale dopo un progressivo venir meno delle condizioni necessarie per proseguire il rapporto. DSB ha comunque confermato il proprio impegno nel supportare la rete durante la fase di transizione, garantendo la disponibilità di ricambi a magazzino di Rocky Mountain e assistenza per eventuali necessità.


MOUNTAIN BIKE INNOVATION CENTRE: PRENDE FORMA IL PROGETTO SCOZZESE

Tutto pronto in Scozia per la nascita del Mountain Bike Innovation Centre nella Tweed Valley, uno dei cuor pulsanti della mtb britannica. Si tratta di un progetto unico destinato a portare benefici all’industria ciclistica e alla comunità locale ma non solo. In Italia esistono simili proposte, ma a carico e per iniziativa di singole imprese private, mentre qui si tratta di un’opera finanziata con fondi pubblici e che coinvolge anche un’Università. Ed Shoote, responsabile del progetto MTB Centre presso la South of Scotland Enterprise, ha dichiarato: “Il centro sarà un polo per la ricerca, lo sviluppo e lo scambio di conoscenze, sostenuto dall’Università di Edimburgo Napier, che sta rapidamente diventando la numero uno al mondo per la ricerca in materia di mtb”. L’edificio, gestito in collaborazione con South of Scotland Enterprise, offrirà alle aziende, sia locali sia internazionali, un luogo d’incontro per sviluppare e presentare i propri prodotti.
ANANDA ANNUNCIA L’EUROPEAN DEALER TRAINING TOUR PER AZIENDE E RETAILER
Ananda ha annunciato il suo European Dealer Training Tour 2026, che mira a preparare rivenditori di bici e tecnici in tutta Europa a lavorare con sicurezza sui sistemi del brand cinese. Il tour è composto da una serie di sessioni tecniche pratiche e operative previste in almeno otto località distribuite in cinque diversi Paesi. Il programma punta a rafforzare la familiarità dei rivenditori con i sistemi Ananda, migliorare le competenze di diagnosi e aggiornamento firmware e condividere le migliori pratiche nella risoluzione dei problemi. Chao Liu, sales director di Ananda, ha dichiarato. “Abbiamo ricevuto subito molte risposte entusiaste quando abbiamo aperto le registrazioni. Questo programma rappresenta la nostra ambizione di essere più di un semplice fornitore di motori. Vogliamo supportare attivamente aziende e retailer che lavorano con la nostra tecnologia”.


JOMA SPORT: ACCORDO DI SPONSORIZZAZIONE CON LA FCI
Joma Sport e la Federazione Ciclistica Italiana hanno annunciato un accordo di sponsorizzazione che porterà il brand spagnolo a vestire le Nazionali azzurre nelle prossime stagioni. Alessandro Annibbale, responsabile Joma Italia, ha affermato: “Siamo entusiasti di legarci alla FCI e di affacciarci al mondo del ciclismo. Si tratta di uno dei tanti settori che stiamo sviluppando, sia per il prodotto tecnico che per il tempo libero”. Il presidente della FCI Cordiano Dagnoni ha aggiunto: “L’accordo con Joma rappresenta una scelta di valore per la FCI. Parliamo di un marchio con una solida esperienza internazionale, attento alla qualità dei materiali e all’innovazione, capace di interpretare con coerenza il ruolo e l’immagine dei team che veste. Joma accompagnerà atleti e staff in un percorso che unisce funzionalità e stile, contribuendo a scolpire l’immagine della squadra azzurra”.

TEAM POLTI VISITMALTA E SVITOL RINNOVANO L’ACCORDO PER IL 2026
Svitol e il team Polti VisitMalta hanno annunciato il rinnovo della collaborazione per il 2026. La partnership si presenta quest'anno con una presenza ancora più integrata. Il logo Svitol sarà visibile sulle bici Aurum Magma utilizzate dai corridori, così come su bus, camion e furgoni ufficiali, accompagnando il team in tutte le fasi della stagione. "La continuità di questo percorso è per noi motivo di soddisfazione," ha commentato Mario Patrick Parenti, presidente e ceo di Arexons. "Collaborare con un team professionistico è un'opportunità concreta per perfezionare le nostre soluzioni attraverso un dialogo continuo con coloro che vivono il ciclismo e la sua manutenzione quotidianamente. Il rinnovo della partnership conferma una visione condivisa di crescita e sviluppo, dove la combinazione di competenza tecnica e performance si traduce in un impegno costante per l'eccellenza”.
Il team Bahrain Victorious ha annunciato l’accordo con Amacx, che diventerà il partner nutrizionale ufficiale della squadra. L'accordo prevede che Amacx fornisca una gamma completa di prodotti per l'alimentazione, l'idratazione e il recupero, supportando i ciclisti in ogni fase dell'allenamento e della gara durante l'impegnativo calendario World Tour. Un'alimentazione mirata, un recupero più rapido e una disponibilità energetica costante sono fondamentali per mantenere le prestazioni nelle lunghe corse a tappe e negli eventi di un giorno ad alta intensità. Lavorando a stretto contatto con lo staff tecnico del team, Amacx fornirà una gamma completa di prodotti che soddisfano le esigenze dei protocolli di alimentazione di ciascun atleta, comprese strategie avanzate di assunzione di carboidrati che consentono ai ciclisti di assorbirne fino a 120 grammi all'ora durante la gara.



MATTEO CASSINA ENTRA NEL CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE DI CAMPAGNOLO
Campagnolo ha annunciato l'ingresso di Matteo Cassina come nuovo membro del consiglio d'amministrazione. Cassina porta con sé oltre due decenni ai vertici della finanza globale, in cui ha ricoperto posizioni senior presso alcune delle principali istituzioni bancarie mondiali. Negli ultimi anni Cassina ha maturato esperienze anche nel mondo del ciclismo, assumendo come azionista di maggioranza la guida di Rouleur e del marchio storico milanese Passoni. Campagnolo è reduce da alcuni mesi difficili, sfociati in una fase di riorganizzazione profonda e nella necessità di semplificare i processi decisionali interni. “Campagnolo è un marchio straordinario, parte integrante della mia storia e di quella della mia famiglia", ha dichiarato Cassina. "Ho scalato il Passo Spluga con mio padre a 14 anni, la mia prima bici era montata Campagnolo. Ho ripetuto lo stesso percorso con mio figlio di 12 anni, e mio padre accanto a noi alla splendida età di 80. Tutti, rigorosamente, su una bici italiana con componenti Campagnolo. Ho acquistato ogni prodotto di questa azienda negli ultimi 40 anni. Conosco ogni gruppo, ogni dettaglio, ogni scelta progettuale. Per questo sono in grado di dire, con convinzione e senza retorica, che Campagnolo è un'azienda solida, sana, altamente capitalizzata e con livelli di automazione produttiva tra i più avanzati del settore".

MARCEL BEEKMAN DIVENTA IL CEO DI BASIL E MIK
Marcel Beekman è stato nominato nuovo ceo di Basil e MIK. Beekman succede a Marc Roelofsen, che lascia l’incarico dopo quasi nove anni alla guida dell’azienda. Porta con sé una vasta esperienza internazionale nello sviluppo e nella crescita di brand e organizzazioni orientate alla produzione. Beekman ha commentato: “Basil e MIK si fondano su una base solida fatta di prodotti distintivi e un team altamente motivato. La mia ambizione è quella di sbloccare ulteriormente il potenziale dei mercati internazionali attraverso un modo di lavorare innovativo, processi ottimizzati e un approccio competitivo al mercato, capace di adattarsi alle condizioni in continuo cambiamento. Ho piena fiducia che questa solida base ci permetterà di rafforzare ed espandere ulteriormente la nostra organizzazione”.
LUCA BRISCHETTO COUNTRY MANAGER ITALIA PER BELGIAN CYCLING FACTORY

Belgian Cycling Factory, produttore dei marchi Ridley, Eddy Merckx, Nukeprook e Aeres, ha comunicato di aver nominato Luca Brischetto country manager per il mercato italiano. Brischetto rientra nel settore ciclo, in cui aveva già lavorato per 27 anni, dopo nove d’esperienza imprenditoriale extrasettore e torna in quella che ha sempre considerato un po’ casa sua, avendo già lavorato in qualità di export manager agli albori di Ridley. Da ora in poi si occuperà esclusivamente di rilanciare e seguire il mercato italiano, ma non più solo per Ridley, avendo la casa madre allargato la propria proposta commerciale, con l’acquisizione nel corso degli anni dei marchi Eddy Merckx e Nukeproof e lanciato a fine 2025 il brand Aeres, per un’offerta-bici a 360°.

BONT CYCLING: ALEX MALONE NOMINATO CEO DEL BRAND DI CALZATURE
Bont Cycling ha nominato Alex Malone nuovo amministratore delegato. Malone assume ufficialmente l’incarico dopo aver guidato il marchio negli ultimi otto mesi, ricoprendo in precedenza il ruolo di global marketing manager. “Le fondamenta del design delle scarpe Bont Cycling sono state, e rimangono, uno degli asset più potenti della nostra storia”, ha affermato Malone. “Ora si tratta di costruire sullo slancio acquisito e portare il brand a un pubblico globale ancora più ampio. Ora più che mai, il nostro obiettivo principale è offrire i migliori prodotti e servizi ai nostri clienti attraverso ogni canale. Assumo questo ruolo con un livello ancora maggiore di motivazione per far progredire concretamente il business”.

GIANT GROUP ANNUNCIA LA SCOMPARSA DEL FONDATORE KING LIU
Giant Group ha annunciato che il fondatore, il signor King Liu, è scomparso il 16 febbraio all’età di 93 anni. Per l’azienda, il signor Liu non è stato solo il fondatore, ma un leader che ha guidato costantemente l’organizzazione verso il futuro. Nel 1972 ha fondato Giant Group a Taichung. Grazie a un forte impegno per la qualità e a una visione lungimirante, ha condotto l’azienda sulla scena globale, contribuendo a far riconoscere al mondo la competenza dell’industria ciclistica taiwanese. È stato ampiamente rispettato come sostenitore instancabile della cultura ciclistica e ha continuato a essere una figura profondamente influente per colleghi, partner e ciclisti di diverse generazioni. La redazione di Bikefortrade esprime le più sentite condoglianze alla famiglia Liu e a tutti i collaboratori di Giant Group.
DUCATI COMPLETA IL ROSTER DI PRO E AMBASSADOR CON ALESSANDRO PETACCHI

Ducati ha annunciato l'ingresso di Alessandro Petacchi nel progetto cycling in qualità di tester, pr, field & marketing specialist. Petacchi porta con sé l'esperienza di una carriera agonistica ad altissimo livello, che lo ha visto vincere tappe in tutti i tre Grandi Giri oltre a una Milano-Sanremo nel 2005. Nel suo nuovo incarico, sarà protagonista nelle attività di pubbliche relazioni, eventi on field, marketing sul territorio e sviluppo prodotto. "Con Alessandro completiamo il roster di professionisti e testimonial, ambassador e tecnici a supporto del nostro reparto ingegneristico e di sviluppo", ha dichiarato Giorgio Favaretto, head of cycling project. "Alessandro porta con sé esperienza e contatto reale con la comunità del ciclismo e ha un profilo stimato e riconosciuto anche all'estero". La presenza di Petacchi si affianca anche a quelli di Elia Viviani e Vincenzo Nibali per i modelli da strada, oltre a Lorenzo Suding, per la gamma eMtb.
IL RIDER SAM HOCKENHULL SI LEGA A MONDRAKER
Mondraker ha annunciato l’ingresso nel proprio roster di Sam Ho ckenhull. Conosciuto per il suo stile dinamico, Hockenhull porta nel team spagnolo una nuova energia. “Entrare in Mondraker è un nuovo capitolo entusiasmante per me. Ho sempre amato il look delle loro bici, quindi ora non vedo l’ora di iniziare a girare seriamente! Ci aspetta un anno intenso e sono super carico per partire con tutti i progetti che abbiamo in programma!”, ha commentato Sam Hockenhull.
“Siamo entusiasti di avere Dave nel nostro rider line-up”, ha dichiarato Pete Drew, UK marketing manager di Mondraker. “Le sue abilità e il suo stile sono un piacere da vedere. Tutto il team è impaziente di vederlo in azione sulle nostre bici”. Nel nuovo ruolo, Hockenhull collaborerà a diversi progetti media e fornirà feedback fondamentali per lo sviluppo prodotto.

IBF CONSOLIDA LA DIMENSIONE GLOBALE DIVENTANDO INTERNATIONAL BIKE FESTIVAL
Dal 4 al 6 settembre 2026, il palco del Misano World Circuit ospiterà una nuova fase della storia di IBF che da Italian Bike Festival diventa International Bike Festival. Un’evoluzione che consolida la dimensione globale dell’evento e rafforza un percorso di crescita che, dal 2018 a oggi, lo ha portato a diventare uno degli appuntamenti di riferimento per la bike industry, la urban mobility e il cicloturismo a livello europeo. Un’evoluzione che aveva già trovato un riconoscimento formale nel 2023, quando IBF ha ottenuto la qualifica ufficiale di Fiera Internazionale. “Il passaggio da Italian a International Bike Festival non è soltanto un’evoluzione del naming, ma la naturale conseguenza di un percorso che negli anni ha ampliato il nostro pubblico, i nostri partner e la nostra visione. IBF oggi è un punto d’incontro europeo per l’industria della bici: un luogo dove business, innovazione e community dialogano su scala internazionale. Questo cambio rappresenta la volontà di posizionarci in modo ancora più forte nel panorama globale e di attrarre sempre più operatori, brand e media dall’estero”, ha dichiarato Lucrezia Sacchi, marketing director di Movestro.
Il 2026 segna un ulteriore salto di qualità per l’Italia Bike Cup Chaoyang, con un calendario che consolida il circuito come punto di riferimento assoluto del cross country italiano ed europeo. Anche nel 2026 sarà Chaoyang il title sponsor, a conferma di un legame ormai solido e strategico. Chaoyang, brand di punta del gruppo ZC-RUBBER, tra i dieci maggiori produttori di pneumatici al mondo, e distribuito in inclusiva in Italia da Mandelli, continua a investire nel mondo della mtb sostenendo eventi e team di primo piano.
Il calendario 2026 propone quattro prove internazionali UCI che attireranno atleti stranieri e team di alto livello, aumentando il prestigio del circuito. Tra le grandi novità di questa edizione c’è anche l’ampliamento del calendario giovanile. Una scelta strategica, come sottolineato da Alessandro Saccu, tra i responsabili organizzativi: “Abbiamo voluto allargare il calendario inserendo classiche nazionali del settore. È un impegno oneroso che darà ulteriori stimoli ai ragazzi per confrontarsi su circuiti di particolare valenza tecnica”.
CALENDARIO 2026


07.03.2026 - Albenga (SV) - UCI international C1+ Junior Series
14.03.2026 - Verona (VR) - UCI international C2
25.04.2026 - Caneva (PN) - UCI international C1
16.05.2026 - Courmayeur (AO) - UCI international C1
06.09.2026 - Lugagnano V.a. (PC) - Allievi ed Eso + Junior Gare nazionali giovanili Gare UCI
08.03.2026 - Albenga (SV) - Allievi ed Eso
15.03.2026 - Verona - Allievi ed Eso
29.03.2026 - Rivoli V.se (VR) - Allievi ed Eso + Junior
26.04.2026 - Caneva, loc.Stevenà (PN) - Allievi ed Eso
17.05.2026 - Courmayeur (AO) - Allievi ed Eso
31.05.2026 - La Salle (AO) - Allievi ed Eso + Junior 14.06.2026 - Gorizia - Allievi ed Eso + Junior
26.07.2026 - Fumane, loc.Cavalo (VR) - Allievi ed Eso + Junior 15.08.2026 - Pergine (TN) - Allievi ed Eso + Junior


Come ci muoviamo in città? Quanto pesano oggi i mezzi alternativi all’auto? Le scelte politiche stanno davvero accompagnando questa trasformazione? A rispondere a queste e altre domande è la decima edizione del Focus2R, l’indagine che analizza lo stato degli spostamenti su due ruote nei capoluoghi di provincia italiani
Come di consueto, a inizio anno Ancma presenta due report fondamentali per il comparto. In attesa dei dati economici del settore ciclo e delle stime di vendita, che saranno resi noti a fine marzo, a gennaio è stata pubblicata la decima edizione del Focus2R. L’edizione 2025 (realizzata da Confindustria Ancma e Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia) ha coinvolto 94 amministrazioni locali, con dati aggiornati al 2024, analizzando sette ambiti chiave, tra cui accessibilità urbana, sicurezza stradale, sharing mobility, infrastrutture, intermodalità e parcheggi, oltre agli strumenti di pianificazione e incentivazione. Il messaggio centrale è chiaro: bici, scooter e motocicli rappresentano ormai una componente strutturale della mobilità urbana italiana. Tuttavia, le politiche locali non sono ancora pienamente allineate a questo ruolo. Il quadro generale che ci viene restituito vede dei progressi selettivi, ma anche ritardi strutturali, con un divario territoriale ancora marcato tra Nord e Sud.
MOBILITÀ ALTERNATIVA ALL’AUTO: QUOTA AL 38,9% Nel 2024 la mobilità urbana alternativa all’auto ha raggiunto il 38,9% degli spostamenti complessivi: il miglior risultato dal periodo pre-pandemico. Un dato che conferma un cambiamento graduale ma consolidato nelle abitudini di spostamento. Sul piano infrastrutturale, la disponibilità media di percorsi ciclabili nei capoluoghi si attesta a 10,39 metri equivalenti ogni 100 abitanti. L’indicatore comprende piste in sede propria, corsie riservate, percorsi promiscui bici/pedoni e zone a 20 e 30 km/h. Il dato segna una lieve flessione rispetto al 2023, ma mostra un incremento del +44,9% rispetto al 2015. Una crescita significativa nel medio periodo, che però non elimina le differenze territoriali: Reggio Emilia, Cosenza e Cremona guidano la classifica per dotazione ciclabile, mentre in diverse città del Mezzogiorno i livelli restano inferiori alla media nazionale. Sul fronte dell’intermodalità emergono segnali incoraggianti:
• il 63,7% dei Comuni consente il trasporto delle bici sui mezzi pubblici; • oltre l’80% delle città dispone di parcheggi bici presso almeno una stazione ferroviaria.
Elementi che incidono direttamente sulla fruibilità quotidiana della bici come mezzo integrato al trasporto pubblico.
SHARING MOBILITY: OLTRE 50 MILIONI DI NOLEGGI
Nel 2024 i servizi di sharing mobility hanno superato i 50 milioni di noleggi complessivi, con una flotta nazionale di oltre 95.600 mezzi. Il bike sharing rimane però fortemente concentrato nelle grandi città: Milano, Roma, Firenze, Bologna e Padova rappresentano da sole oltre la metà delle biciclette condivise disponibili nei capoluoghi. Un dato che evidenzia una forte polarizzazione dell’offerta. Crescono i prelievi dei sistemi free floating, mentre la flotta complessiva registra una lieve
contrazione rispetto al picco del 2022. Lo sharing di monopattini elettrici è attivo nel 40,7% delle città rispondenti, con Roma e Milano che concentrano la maggior parte dei mezzi e dei noleggi.
SICUREZZA: MIGLIORANO GLI INDICATORI
Nel 2024 il numero complessivo di incidenti stradali è purtroppo aumentato, ma il numero di vittime è in calo, con una riduzione del tasso di mortalità. Gli utenti delle due ruote (biciclette e motocicli) continuano tuttavia a rappresentare una quota rilevante di feriti e decessi. Nonostante ciò, solo il 60,6% dei Comuni considera la sicurezza ciclabile una priorità alta o molto alta nei propri strumenti di pianificazione (PUM e PGTU).
Le Zone 30 risultano in espansione: sono 76 i capoluoghi che hanno introdotto limiti pari o inferiori a 30 km/h. Le prime evidenze disponibili mostrano una riduzione degli incidenti nelle aree interessate, confermando l’efficacia della moderazione della velocità come leva strutturale per la sicurezza urbana.
LE DICHIARAZIONI
Il presidente di Ancma, Mariano Roman, ha affermato: “Il Report 2025 evidenzia nuovamente come la mobilità su due ruote sia una risorsa strategica sociale, industriale e ambientale. Pur aumentando l’attenzione delle amministrazioni locali, persiste un impegno ancora insufficiente rispetto alle esigenze di cittadini e del mercato e senza un cambio di passo la mobilità alternativa alle quattro ruote non sarà mai davvero sicura e inclusiva, come nel resto d’Europa. Le due ruote sono una soluzione sostenibile ed apprezzata per la mobilità urbana, come evidenzia, ad esempio, anche l’andamento positivo del mercato scooter, ma in generale servono un approccio culturale più coraggioso e maggiori interventi su infrastrutture, intermodalità e sicurezza, con un’attenzione particolare alle due ruote a pedale”.
Il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, ha aggiunto: “I dati raccolti dalla decima edizione dell’Osservatorio Focus2R mostrano segnali incoraggianti sul fronte delle due ruote, con un percorso avviato ma in maniera ancora troppo timida per rispondere alla sfida climatica, affermando il diritto alla sicurezza, alla mobilità e alla salute. Ancora una volta l’automobile resta il mezzo di trasporto più utilizzato. Per invertire la rotta servono politiche più coraggiose e strutturali. Vogliamo città a misura di persona, strumenti di pianificazione urbana con investimenti in infrastrutture ciclabili diffuse, un deciso rafforzamento del trasporto pubblico locale, incentivi stabili per la mobilità condivisa, misure efficaci di disincentivo all’uso dell’auto privata, soprattutto nei contesti urbani. È fondamentale anche moltiplicare le città a 30 km/h seguendo il modello Bologna”.









CARGO BIKE E FLOTTE COMUNALI Numero complessivo di mezzi

• Nel 2024 , 12 amministrazioni hanno istituito o previsto forme di incentivi per l’utilizzo di Cargo Bike nella gestione della logistica di ultimo miglio.



Raicam è una realtà italiana conosciuta grazie ai suoi raffinati impianti frenanti e alla distribuzione di Fox. Ma non si ferma qui. Il reparto r&d è al lavoro su importanti novità destinate a lasciare il segno
di Gabriele Vazzola
Un paio di anni fa visitammo una delle sedi di Raicam a Mondovì, in provincia di Cuneo, e all’epoca fummo convocati con altri media per assistere alla presentazione dei nuovi impianti frenanti Made in Italy e per l’annuncio della nuova distribuzione dei prodotti del gruppo Fox nel nostro Paese. Raicam è una realtà consolidata del nostro settore e punta tutto sulla qualità e sull'innovazione grazie a un approccio che non lascia nulla al caso. Ne è la prova la cura nella progettazione della gamma degli impianti frenanti, l’attenzione verso il service dei sistemi di sospensione Fox e Marzocchi, nonché i progetti in fase di sviluppo nei reparti r&d, il cui piatto forte sarà sicuramente l’arrivo (previsto per il 2028) di un nuovo motore con gear box integrato. Un salto tecnologico che promette una piccola rivoluzione, soprattutto nella progettazione delle bici. Parliamo del presente e del futuro di Raicam con Andrea Asta, product promoter & technical specialist, nonché appassionato rider che testa in prima persona i prodotti che vediamo sui campi di gara e nelle vetrine dei negozi.
Il prodotto con cui vi siete presentati sul mercato sono stati i freni. Parlaci della loro genesi.

La storia degli impianti frenanti Raicam destinati al mondo della bici nasce ancor prima del mio arrivo. Prima di progettare i freni si partì con un approccio analitico al settore e alla concorrenza. Raicam ha voluto e dovuto studiare a fondo il mercato e analizzare il settore. Questo per capire che caratteristiche dovesse avere rispetto a ciò che già conosceva, ovvero l'impianto frenante destinato all’automotive. Questa è stata la fase più lunga, più difficile e più sudata di tutte quante, perché ha obbligato i progettisti anche ad adattare alla bici il loro punto di vista.
L'expertise di Raicam attinge anche dall’esperienza nell’automotive. Come i vostri freni ne sono stati influenzati?
I freni nella bici, soprattutto nell’uso gravity, tendono a cambiare il comportamento anche nella stessa run. Ci sono tante variabili che ne modificano il feeling tra cui la temperatura, la pressione atmosferica. Per noi biker questo è normale; si inizia una discesa e si sa che a un certo punto la corsa della leva potrà cambiare. Con un paio di pompate tutto solitamente torna a posto, ma immagina questa cosa in macchina a 200 km/h. Semplicemente non può accadere, non sarebbe sicuro. Proprio da questo siamo partiti. Il nostro concetto di performance non passa dalla ricerca della potenza pura, ma della sicurezza e costanza di comportamento. Questo è il valore aggiunto che ci sentiamo di aver portato nella bike industry: nei nostri freni la sicurezza diventa performance. Non è importante solo la potenza o la modulabilità, il nostro cliente si aspetta anche affidabilità dall'inizio alla fine di una discesa o per tutta una giornata di riding.
E quali sono le caratteristiche che lo rendono così?
Dipende da come disegni e progetti un prodotto. Nel mondo bici tutto è nelle mani dei produttori di componenti. Le aziende costruttrici ordinano i freni così come sono, non sono loro a decidere se questi hanno le caratteristiche giuste. Nel mondo auto funziona esattamente al contrario. Le case automobilistiche contattano il produttore dell’impianto frenante richiedendo loro le specifiche del freno. Per esempio ti chiama Lamborghini e ti dice che serve una pastiglia che supporti mille cavalli, dentro un dato range di temperatura, con una data fascia di prezzo. Lo standard del prodotto non lo fa il produttore OEM ma l'assemblatore. Siamo quindi abituati a una cura estrema, con l’obiettivo di ricercare sempre i migliori materiali.
Immagino che anche il controllo di qualità e la semplicità di manutenzione siano fondamentali.
Per dare un'idea, ogni nostro freno prima di uscire sul mercato o essere testato supporta 220.000 cicli a differenti pressioni. In pratica ne simuliamo l'uso continuato per 10 anni. Siccome dietro c'è lo standard dell'automotive, ogni impianto viene provato, spurgato, controllato ad alta pressione, svuotato. Ogni singolo pezzo entra in macchinari che ne provano la tenuta stagna. Prima la pompa, poi la pinza vengono assemblati, poi riempiti d'olio con una macchina che ci siamo costruiti internamente. Poi il freno deve superare un secondo test di tenuta di pressione. Un QR Code inciso sui pezzi ne tiene la tracciabilità in caso di eventuali problemi. Non parliamo quindi di controllo qualità a campione, ma su ogni singolo pezzo. Diamo la garanzia (quasi) assoluta che ogni impianto funzioni alla perfezione senza difetti. Tecnicamente il freno è pensato per avere una manutenzione minima e semplice. Abbiamo il nostro olio minerale e il
nostro kit spurgo, ma è possibile utilizzare anche quelli di Shimano, come anche gli attacchi. Produciamo tutto: il freno, il disco, le pastiglie, e il prodotto è pensato per essere un ecosistema completo che è possibile acquistare e montare a casa. Il nostro impianto è tutto Made in Italy. I freni escono dalla fabbrica di Mondovì, mentre le pastiglie e i materiali da attrito arrivano da Bruzolo. Comunque il 90% delle materie prime viene reperito da fornitori europei.
Quali sono le differenze all'interno della vostra gamma?
Abbiamo sei freni su due famiglie, una gravity e l’altra xc e le differenze sono di costi e prestazioni. I diversi costi derivano più dalle scelte tecniche, le differenti performance raggiunte sono pensate per adattarsi ai diversi tipi di rider. Più si sale di gamma, più ci sono delle soluzioni tecniche specifiche, per abbassare il peso nel caso del cross country; oppure per fornire un feeling completamente diverso nel caso del gravity. La nostra linea di accesso è studiata per essere semplice, con poche regolazioni (solo la corsa della leva). È un impianto che ha una corsa lunga, pensato per chi non ha particolari esigenze di performance in termini di racing. È quello che consigliamo alle persone che si aspettano un freno modulabile, intuitivo e progressivo. Poi abbiamo la linea intermedia che è adatta all’80% degli utenti sul mercato, ha qualche regolazione in più e c'è un feeling più secco, più pronto. Il top di gamma è pensato per le gare e per chi va forte. Ci sono le viti in titanio, i micro cuscinetti per rendere la leva un po' più morbida e abbassare il carico sugli snodi. Inoltre, usiamo tubi speciali armati con acciaio aeronautico. Abbiamo lavorato molto sull'ergonomia del freno, e sul rapporto di leva che ogni singola pompa ha. Questa cosa fa una grande differenza. Ci sono parametri che derivano dalla fisiologia della mano, siamo arrivati all’optimum con un 50% di teoria e un 50% di pratica. Ognuno ha il suo modo di frenare, e noi abbiamo cercato di dare una conformazione che possa adattarsi a vari stili, soprattutto nel gravity dove abbiamo il massimo range di regolazioni, compresa quella della corsa morta.
Ma sappiamo che il freno non è solo fatto di pinza e pompante. Parlaci delle pastiglie Raicam.
La genesi delle pastiglie ha seguito lo stesso iter dei freni, con tanto studio all’inizio per capire se fossero meglio organiche o sinterizzate. Alla fine abbiamo scelto quelle organiche e lanciato due linee con aggiunta di materiale di componenti ceramici, ma la ricetta esatta è segreta. Questo ci ha permesso di avere i vantaggi della pastiglia organica, quindi un mordente maggiore ma con i punti di vetrificazione molto simili a quelli di una pastiglia sinterizzata. La gamma l’abbiamo voluta molto semplice. Spesso c'è poca conoscenza di questi componenti da parte sia della rete vendita, sia dell'utente finale. Abbiamo due modelli: i Ceramic e i Ceramic Plus. Quest’ultima è il top di gamma, con ancora più mordente. La nostra “ricetta perfetta” è un equilibrio tra gli ingredienti, gli elementi ferrosi vengono uniti a resine plastiche, poi c’è il tocco magico dei componenti ceramici. È un processo lungo quello di affinare la giusta ricetta, sempre in equilibrio tra raggiungere un obiettivo e modificare in peggio altre caratteristiche. L’equilibrio si trova nel punto di compensazione tra quattro parametri che sono: rumore, vibrazione, coppia frenante e resistenza al calore.

Non dimentichiamoci però dei dischi.
Per progettare i dischi il parametro più importante è il rapporto tra vuoti e pieni. Per l’xc abbiamo dischi da 160 e 180 mm. In questa disciplina si hanno delle frenate più corte che nel gravity, magari più intense, ma le temperature sono molto più basse. Quindi abbiamo pensato a un rapporto vuoto e pieno che fosse dedicato ad avere coppia frenante più alta rispetto ai dischi gravity, ma una minore resistenza al calore.
Pertanto questi dischi sono molto più forati. I parametri di riferimento sono due: la frenata chimica, ovvero il coefficiente d'attrito tra materiali e la frenata meccanica, che interessa i bordi del disco che scavano il materiale della pastiglia. Con tanti vuoti, si avrà un disco più potente perché ho molta superficie di attrito, ma meno dispersione termica. Nel mondo gravity abbiamo fatto il contrario, cioè abbiamo fatto un disco che è meno potente in termini di coppia frenante per andare però a risolvere il problema del surriscaldamento.


Si parla molto delle ruote da 32” nella mtb, questo nuovo standard influenza il comportamento dei freni?
Teoricamente sì. Avendo un diametro maggiore sulla forza applicata nel centro, si ha un momento della forza maggiore. All'atto pratico, no. Perché la distanza (e quindi la leva applicata) dal perno alla pinza resta la stessa. Dai test fisici non sono risultati particolari problemi o variazioni. Le problematiche stanno più nei raggi e nella campanatura. Nonostante i dubbi, penso che tutti finiranno per fare bici da 32”, il problema a
mio avviso è più nel rapporto tra l'altezza del rider e il diametro della ruota. Nelle prime gare xc della stagione in molti testeranno i prototipi con le “ruotone”.
Cosa c’è nel futuro di Raicam?
Per Raicam è molto importante lo sviluppo del nuovo motore. Sarà una power unit con cambio integrato. Fare un motore di per sé non è difficile, lo fanno in molti, ma noi vogliamo spingerci oltre e cambiare il modo di trasmettere la potenza alla ruota. Stiamo lavorando per eliminare i difetti fino ad ora riscontrati dai gearbox come la rumorosità, l'attrito interno dei componenti, ma soprattutto, i picchi di potenza negativi. È in corso lo sviluppo dei nostri brevetti per un motore con cambio integrato a 12 rapporti, l'idea è quella di dare il massimo della fluidità e presto faremo i primi test sul campo. Stiamo iniziando dall’alto di gamma per l’enduro race, poi scenderemo. Il mondo delle eBike, non ha ricevuto grossi input in termini di tecnologia e avanzamento da un bel po' di tempo, a dispetto di quanto ci si sarebbe potuto aspettare solo qualche anno fa. Con il nostro motore si potrà progettare un telaio senza doverlo fare per forza asimmetrico; con ruote campanate 50-50 sul perno 148 boost si avranno benefici a cascata su tutti quanti i componenti. Inoltre, pensiamo che a un certo punto il sistema ABS diventerà obbligatorio in alcuni ambiti, quindi stiamo lavorando anche su quello. Questo è un input che è arrivato dai costruttori del nord Europa e lo vedremo sicuramente prima di tutto sulle S-Pedelec e sulle cargo. Non si parlerà solo di ABS, ma anche di CGS, cioè del ripartitore di frenata tra anteriore e posteriore. In ambito racing e sportivo nella mtb i pareri sono discordanti, all'anteriore sembra avere senso, meno al posteriore dove a volte serve bloccare la ruota.
Last but not least parliamo di Fox. Ora che avete acquisito il 100% della distribuzione e del service, ci spieghi come e perché vi siete “scelti”?
La connessione con Fox è arrivata tramite il mondo automotive. Il grosso del fatturato di Fox, viene da lì, con le commissioni militari, gli ATV, i camion. Le nostre due realtà già si conoscevano e si rispettavano. È come se si fossero fusi i due mondi di Raicam con l’arrivo di Fox, ma anche Marzocchi, Race Face e gli altri prodotti del gruppo. Abbiamo adattato alcuni dei processi di industrializzazione al service delle sospensioni in modo da rendere tutto molto veloce e preciso. E se c’è un problema ci pensa Paolo Accusato, un tecnico di grandissima esperienza e molto rispettato nell’ambiente, che conosce tutti i segreti dei prodotti Fox. Il nostro obiettivo è quello di rispedire il prodotto lavorato dopo massimo 48 ore. Le tempistiche assolute però dipendono molto anche dalla reattività del negoziante o dal corriere.
RXC
La leggerezza per l’endurance
Un freno che combina prestazioni e leggerezza, studiato e disponibile in versione post e flat mount. Un prodotto forgiato in alluminio monoblocco con leva in carbonio. Il team Raicam ha utilizzato un avanzato software di topology per minimizzare l’utilizzo dell’alluminio e ottenere il massimo dal rapporto peso/potenza frenante. La forma del corpo pinza e la pompa sono generate con l’utilizzo di algoritmi di calcolo e alleggeriti con leva in carbonio e viteria in titanio. Per spingere all’estremo le performance nei campi di gara xco e xcm.

• Leva freno in composito di carbonio
• Stelo in titanio
• Regolazione della corsa della leva
• Tubo R2 trecciato in kevlar e fibra

• Disponibile post e flat mount
• Peso pompa: 78 grammi
• Peso pinza: 77 grammi (p.m.), 98 grammi (f.m.)
RGR
Prestazioni versatili e affidabilità per il gravity
Il freno più estremo pensato per i campi di gara downhill ed enduro, ingegnerizzato per offrire un’alta potenza frenante e la massima affidabilità e costanza di prestazioni, grazie anche alla camera idraulica a quattro pistoni. La pompa è ottimizzata per garantire fluidità e potenza, gestita dall’utilizzo di cuscinetti schermati e autolubrificanti. Progettato per gli atleti più esigenti, è robusto, stabile e adattabile con doppia regolazione senza utensili.

• Leva forgiata in alluminio
• Doppio leverismo su micro
• Cuscinetti e boccole
• Regolazione della corsa morta e della corsa della leva
• Rapporto di leva ridotto

TECNICA
• Tubo R1 trecciato in kevlar e acciaio aeronautico
• Disponibile con attacco flat mount
• Peso pompa: 143 grammi
• Peso pinza: 110 grammi

Il brand tedesco HEPHA sta rafforzando la propria presenza sul mercato con una gamma prodotto sviluppata attorno a soluzioni proprietarie e una rete commerciale in espansione. Ne abbiamo parlato con Beltain Schmid, country manager Italia, per approfondire strategie e obiettivi nel nostro Paese
di Davide L. Bertagna
Fondata nel 2021 e con sede a Maisach, alle porte di Monaco di Baviera, HEPHA è riuscita in pochi anni a farsi conoscere a livello internazionale. Sin dalla nascita il marchio tedesco ha potuto contare su un partner industriale di primo piano come Gobao, realtà globale specializzata nello sviluppo di sistemi di trazione per eBike. Un supporto tecnologico che consente a HEPHA di sviluppare soluzioni proprietarie e di posizionarsi con una proposta tecnica solida in un settore altamente competitivo. In questo contesto anche il mercato italiano ha iniziato a osservare con attenzione l’evoluzione del brand. La nostra redazione aveva avuto modo di entrare in contatto con HEPHA per la prima volta a Eurobike 2024, occasione in cui l’azienda aveva presentato due motori per eBike, S80 e P101.
A poco più di un anno di distanza da quella presentazione, il management ha scelto di rafforzare ulteriormente la propria presenza sul mercato europeo, con l’obiettivo di consolidare il posizionamento nel competitivo segmento delle eBike. Anche il nome del brand racconta molto della sua identità. HEPHA richiama infatti la figura mitologica di Efesto (Hephaistos), dio greco del fuoco e della forgiatura, simbolo di creatività e maestria tecnica. Un riferimento che riflette l’ambizione dell’azienda: fondere ingegneria,

design e tecnologia proprietaria in prodotti coerenti e riconoscibili.
RAFFORZAMENTO STRATEGICO IN EUROPA
Per sostenere la crescita nei mercati chiave, HEPHA ha recentemente ampliato la propria organizzazione commerciale con figure di consolidata esperienza nel settore come Andrzej Luniak per l’Europa centrale e orientale e Sébastien Raymond per l’Europa meridionale, incaricati di guidare lo sviluppo territoriale del marchio. L’obiettivo è chiaro: rafforzare la rete di rivenditori e consolidare la brand awereness.
A fine 2025 l’azienda ha inoltre annunciato la nomina di Beltain Schmid come nuovo country manager per l’Italia. Con esperienze in Shimano (2016–2019) e Pierer Mobility (2022–2024), oltre a collaborazioni con GHOST Bikes e Accell Group, Schmid porta in HEPHA una profonda conoscenza del mercato bike europeo, maturata anche attraverso l’esperienza diretta nella gestione di un servizio di rent bike & ski in provincia di Bolzano. Lo abbiamo intervistato per comprendere meglio visione e strategie del marchio in Italia, un mercato in cui HEPHA ritiene di poter giocare un ruolo significativo.

Come è nata HEPHA? Qual è stata la visione iniziale e come si è evoluta nel tempo?

HEPHA nasce da un’idea del nostro ceo Alex Thusbass, storico ingegnere e designer di Haibike e Husqvarna che ha deciso di intraprendere questo viaggio emozionante nel maggio 2021. Successivamente nel team è entrata una figura chiave come il direttore commerciale Bernd Lesch. La struttura aziendale di HEPHA è snella e dinamica e questo ci permette di essere concreti e rapidi nel portare soluzioni sul mercato per retailer e consumatori finali. Inoltre, avere alle spalle un partner industriale come Gobao rappresenta un grande valore aggiunto, perché ci consente di sviluppare e utilizzare una drive unit proprietaria. Con la nostra gamma prodotto non abbiamo l’ambizione di posizionarci esclusivamente nel top di gamma, fatta eccezione per un modello della collezione, ma piuttosto di offrire eBike tecnologicamente solide e accessibili. Attualmente la produzione dei telai avviene in Cambogia e Vietnam, mentre assemblaggio e montaggio finale sono effettuati in Germania, a Maisach. In prospettiva prevediamo anche la realizzazione di un nostro sito produttivo in Asia.
In un mercato sempre più competitivo come quello delle eBike, quali aspetti rendono oggi HEPHA una scelta di valore per il cliente finale e per i dealer?
Il nostro obiettivo è offrire al consumatore “biciclette eccellenti a prezzi eccellenti”. Nei nostri modelli poniamo grande attenzione alla qualità tecnica, fino ai dettagli più piccoli, come ad esempio le saldature levigate presenti su tutti i telai. Allo stesso tempo, la facilità d’uso e un servizio d’assistenza rapido rappresentano due pilastri fondamentali della nostra visione. Sappiamo inoltre che il design è uno dei criteri più importanti nella scelta di una bici. Per questo dedichiamo molta attenzione sia alle linee sia alle colorazioni, oltre che allo sviluppo tecnologico. In questo senso vorrei citare il nostro ErgoAdjust System, un sistema di regolazione avanzato che ha ottenu-
Al centro della proposta HEPHA per il 2026 c’è il nuovo motore P110, prodotto in collaborazione con Gobao, frutto di cinque anni di sviluppo con l’impegno di oltre cento ingegneri. Con una coppia massima di 120 Nm e una potenza di picco di 850 W, questa drive unit si pone come un protagonista all’interno del settore delle bici a pedalata assistita. Il motore è incapsulato in una resina epossidica che migliora la dissipazione del calore. Da segnalare anche la batteria da 804 Wh, realizzata con celle dello stesso produttore di batterie LG e Samsung che pesa 4 kg e promette un’autonomia elevata.

to l’Eurobike Gold Award 2025. Questa tecnologia consente agli utenti di adattare rapidamente e con precisione le impostazioni ergonomiche della eBike alle proprie esigenze, migliorando postura e comfort durante la guida.
Come vedete l’evoluzione del mercato italiano della mobilità elettrica e quale ruolo desiderate giocare nei prossimi anni?
Il mercato italiano è in una fase che richiede attenzione. Molte aziende hanno ancora stock importanti da smaltire e questo porta spesso a ricorrere a forti scontistiche. Anche brand che hanno rinnovato la propria gamma prodotto si sono trovati coinvolti in questa dinamica. Credo che il mercato attraverserà una fase di riassestamento nel 2026, con l’auspicio di vedere segnali positivi nel 2027. In questo contesto complesso, per noi rappresentano un vantaggio competitivo sia il posizionamento prezzo sia la semplificazione della nostra componentistica.
In quanti negozi siete oggi presenti in Italia?
Dal punto di vista commerciale il 2026 rappresenta per noi un vero punto di partenza. L’obiettivo per quest’anno è consolidare la presenza soprattutto nel Nord Italia. Attualmente la nostra rete vendita conta 40 rivenditori attivati nel giro di pochi mesi – in Europa siamo presenti ad oggi con più di 550 punti vendita. In Italia il nostro obiettivo è arrivare a 100 negozi entro la fine dell’anno: una sfida ambiziosa, ma che ritengo assolutamente possibile.
C’è qualche atleta che vi ha supportato nello sviluppo della gamma prodotto?
Abbiamo collaborato con il rider tedesco di downhill Guido Tschugg. Il suo contributo è stato fondamentale sia come tester del sistema motore (ad esempio per quanto riguarda l’erogazione della potenza e della coppia) sia nelle scelte legate a geometrie e cinematica. Nella gamma prodotto 2026 è presente anche un modello a lui dedicato: la All Mountain 7 Carbon Tschugg Signature.
In quali fiere sarete presenti nel 2026?
Quest’anno daremo massima priorità a IBF a settembre in chiave di fiera internazionale, organizzeremo poi in autunno un evento itinerante riservato ai rivenditori per fargli vedere dal vivo la collezione 2027 e istruirli in chiave tecnica.

RETAILER INFO
Per conoscere le opportunità commerciali offerte dall'azienda sul mercato Italia e per come diventare dealer contattare:
Beltain Schmid - 344.4602014 - beltain.schmid@hepha.com
Cosa hanno in comune La Stelvio Santini e il tanto chiacchierato Swatt Club? Semplice: un approccio del tutto personale al mondo del ciclismo amatoriale. E forse, proprio in questa loro unicità, sta la chiave per affrontare il futuro incerto della bike industry
Gabriele Vazzola
di
L’etimologia della parola crisi deriva dal greco κρίσις (krisis), che significa scelta. Non per forza quindi deve avere un significato negativo, o almeno non solo. Può anche indicare la necessità di attuare (e affrontare) un cambiamento concreto percorrendo nuove strade. Il primo modo per superare una crisi può essere quindi pensare “out of of the box”, fuori dagli schemi comuni e ricorrenti e di seguire la propria via con decisione e convinzione. Se la strada è quella giusta e l’impegno profuso adeguato, i risultati presto o tardi arriveranno. Ne sono la prova le due realtà che abbiamo ascoltato e che hanno un modo tutto loro di vedere il ciclismo amatoriale, senza per questo snaturarlo. Senza mettere in discussione quelli che sono gli elementi fondanti di uno sport fatto di passione, sudore, gambe e abnegazione ma anche di community, divertimento, territori da scoprire ed esperienze da vivere. Inutile incaponirsi cercando d’inseguire i soliti modelli se non funzionano più. Tanto vale cercare una strada nuova e puntare sull’identità, sfruttando la propria unicità e credibilità. Perché anche se il mercato è in balia dell’overstock, dei magazzini, degli sconti selvaggi, dell’online, delle crisi geopolitiche e dell’inflazione, resta comunque una certezza: alle prime giornate di sole della primavera, per quanto tormentata potrà essere, le strade si riempiranno di ciclisti.

La Stelvio Santini si è creata una forte reputazione tra le “gare” amatoriali anche per la sua vocazione internazionale. Più del 70% dei partecipanti arrivano da oltre confine e passano più giorni in valle.

Negli anni l'evento La Stelvio Santini ha voluto distaccarsi dalla logica della classica granfondo all’italiana, prima legando il suo nome a due pietre miliari del ciclismo, l’iconico passo alpino e il brand Santini, poi eliminando la classifica generale e mantenendo cronometrate solo le salite. Novità di quest’anno: l’introduzione del “sabato gravel”. Si esce quindi dalla logica del giorno di gara, per entrare in quella di un evento più sociale che strizza l’occhio al leisure e all'enogastronomia locale. Perché è un peccato andare in Valtellina solo per una toccata e fuga! Molto meglio prendersi il tempo per vivere a pieno La Stelvio Santini, le bellezze dei suoi percorsi e la bontà dei prodotti locali. Un evento che non cerca i numeri, ma vuole essere una celebrazione della bici, all’insegna del divertimento, del gusto della fatica (ma senza ossessione) e senza troppi pensieri. Ne abbiamo parlato con Paola Santini, marketing director di Santini e Mario Zangrande, patron dell'US Bormiese e deus ex machina della manifestazione.
Perché La Stelvio Santini è la Granfondo più importante nel panorama italiano? Paola: Ti correggo. In realtà è da un po’ che non la chiamiamo più “granfondo” ma semplicemente La Stelvio Santini. È il nome che gli amatori ci hanno dato da sempre, inoltre abbiamo tolto la classifica generale e cronometriamo solo le salite. L’obiettivo è di rendere più accessibile e sicuro l’evento, ricalcando ciò che avviene sempre più spesso anche a livello internazionale. Abbiamo un numero incredibile di stranieri, oltre il 70% degli iscritti. La classica granfondo all'italiana spesso non è compresa da chi arriva dall’estero. Per loro diventava pericoloso trovarsi in certe situazioni di agonismo estremo. È un percorso difficile, non da improvvisare. In più se bisogna farlo con l'idea di partire a mille diventa complicato. L'approccio qui è un altro, anche se l’organizzazione è la stessa con le strade chiuse, la sicurezza sul percorso, la polizia, i volontari e i ristori.
Non è una randonnée, ma nemmeno una gara da correre dall’inizio alla fine con il coltello tra i denti quindi?
Paola: No, non è una randonnée, ma non c'è nemmeno quella smania di dover partire e andare a tutta anche in discesa. Un po' perché il percorso non è, come dicono gli inglesi “a piece of cake”. È meglio preservare le energie per il piatto forte, ovvero la salita finale. Dall'altra parte abbiamo tantissime persone che vengono anche solo per scalare lo Stelvio e il Mortirolo, e desiderano affrontare il nostro percorso in sicurezza.

Il mondo delle granfondo è cambiato. Cosa pensi abbia provocato la crisi delle classiche gare amatoriali?
Paola: Secondo me tanto è cambiato nel periodo dei lockdown, è venuto meno il dover andare a fare il tempo a tutti i costi. Semplicemente si è riscoperta la bellezza dell'andare in bici all'aria aperta, di fare attività fisica senza troppi pensieri. In quella fase qualcosa deve essersi rotto anche nella testa di molti agonisti incalliti. Nel frattempo è cresciuto il movimento gravel, sono arrivati nuovi praticanti tra cui molti giovani. Le nuove generazioni hanno iniziato approcciandosi a un concetto di ciclismo più social e rilassato, seppur fatto con passione, dedizione e sacrificio. Ci sarà sempre la nicchia di ultra agonisti, ma non sono più il nostro pubblico. Lo sono invece coloro che vengono qui per scoprire e vivere il territorio, per l’organizzazione perfetta, per i food stop migliori in Europa, per l'enogastronomia locale… Poi servono sempre e comunque anche il fiato e le gambe, perché il percorso non fa sconti.
Quale è la storia del sodalizio di Santini e di questo evento?
Paola: Nel 2011 abbiamo iniziato a collaborare con Mario Zangrando, patron della US Bormiese. Ci propose l’idea di una GF sullo stesso percorso della tappa del Giro d'Italia del 2012. L'idea ci piacque subito, eravamo alla ricerca di un evento interessante cui affiancarci. Non è il classico rapporto tra title sponsor e organizzazione. Ci mettiamo del nostro, ci occupiamo di tutta la parte di comunicazione, social media, newsletter. Mentre Mario e il suo team si occupano di tutta quella che è l'organizzazione in loco e tutte le incombenze burocratiche.
Che notoriamente è una delle parti più complicate.
Mario: La parte organizzativa è abbastanza complessa e richiede molti passaggi. A partire dai contatti con le prefetture, procure, questure. Poi c'è tutta la fase di reclutamento dei volontari. Con le istituzioni abbiamo un bel rapporto e questo ci avvantaggia dato che le strade devono rimanere chiuse molte ore. Tra il primo e l'ultimo arrivato passano anche sei ore, per di più il nostro arrivo è in salita, in cima allo Stelvio. Questo ci porta a una serie ulteriore di difficoltà logistiche. L’alta quota porta con sé l’imprevedibilità del clima durante la corsa. Tutti i concorrenti ci consegnano una sacca con i vestiti di ricambio e noi le portiamo all’arrivo, in modo che giunti in cima allo Stelvio possano cambiarsi, ristorarsi e rientrare poi a Bormio, dove è allestito il pasta party.
Come viene stabilito il percorso, come è cambiato l’evento e quali sono le novità importanti di quest’anno?
Mario: Il percorso originario ricalca la tappa del Giro 2012. All’epoca supportavo Gigi
Negri, l‘uomo dietro le tappe rosa in Valtellina e ne studiammo una che passava tra i vigneti di Teglio, poi si saliva dal nuovo versante di Tovo sul Mortirolo, per finire sullo Stelvio. Decisi di partire da questa base perché era un percorso diverso da quello della ex GF Pantani. Negli anni qualcosa è cambiato, anche per i lavori alla tangenziale di Tirano. Abbiamo introdotto una variante che è piaciuta molto e passa da una dorsale che dà modo di vedere da un lato la Val Camonica, dall'altro la Valtellina.
Paola: Era da tempo che cercavamo il modo perché La Stelvio Santini non restasse solo l’evento di un giorno, ma un weekend di festa in bici e ci chiedevamo come poterlo fare. Inoltre, gli stranieri già si fermano qui più giorni. L’introduzione della gara gravel va proprio in questa direzione. Quello è un mondo in crescita, e ben si adatta alla nostra filosofia di evento.
Mario. Purtroppo è impossibile salire allo Stelvio in gravel dato che in quel periodo c’è ancora neve. Attraverseremo comunque percorsi meravigliosi selezionati con i local

più esperti. Abbiamo associato la gravel al Parco Nazionale e abbracciato le tre valli che lo compongono. Passeremo per la Valfurva, le piste da sci delle Olimpiadi e i laghi di Cancano, con partenza e arrivo a Bormio. Abbiamo pensato anche a un pacchetto combo: gravel più road, che sta avendo già un certo successo.
Siamo in un periodo di emorragia di partecipanti alle GF, come vi ponete rispetto a questa problematica?
Paola: In realtà non ci tocca molto. Per noi è più importante la qualità della quantità. Non abbiamo mai puntato ad avere migliaia di partenti, per noi sarebbe impossibile gestirli anche a livello logistico. Sono cambiate molte cose negli ultimi anni, si è affacciata una nuova generazione di ciclisti, spesso la bici è l'occasione di fare qualcosa che ti porta fuori dalla routine della vita quotidiana, dallo stress e dal traffico, immersi nella natura e in una nuova socialità condivisa.

Credibilità e community sono le parole chiave per descrivere il fenomeno dello Swatt Club. Sono più di 1.300 gli iscritti tra agonisti e membri. Il presidente Carlo Beretta ci parla della sua creazione un po’ folle, provando ad analizzare il segreto di tanto successo.

Da club di provincia a squadra Continental il passo è stato breve. Swatt Club nasce da un blog in cui si parlava (e si parla) di sport e agonismo, per diventare presto una vera e propria squadra corse. La crescita costante e i continui risultati, compreso l’apice dello scorso anno con la vittoria del campionato italiano, hanno cementato intorno alla maglia dello Swatt una comunità di più di 1.300 atleti. La chiave è stata quella di lasciare la massima libertà agli iscritti e creare un senso di appartenenza, una famiglia dove vivere secondo le proprie possibilità, e senza pressione, la propria passione per lo sport.
Partiamo dall’inizio, come nasce lo Swatt Club? Ufficialmente come società sportiva nasciamo nel 2017. Tutto è partito dalla volontà di un piccolo gruppo di amici. Noi quattro fondatori all’epoca eravamo ancora piuttosto giovani e abbiamo iniziato senza sapere dove stavamo andando. Il primo anno abbiamo fatto 30 iscritti e poi il numero è cresciuto esponenzialmente. Siamo partiti dall’esperienza del nostro blog creato nel 2012 con il nome di “SoloWattaggio”, dove parliamo di tutto ma soprattutto di agonismo. Ora sul blog si possono trovare anche i nostri podcast, lo shop e altro. All’epoca non c’erano realtà simili in Italia. Da qui a creare la squadra il passo è stato breve, volevamo mantenere il nostro dna e fare le cose a modo nostro. Eravamo stanchi dei soliti team cycling con gli sponsor delle attività locali sulle maglie e soprattutto degli obblighi.
Ogni tesserato quindi si gestisce in autonomia? Non vi sono obblighi di avere il nostro abbigliamento, di fare un certo numero di gare, di partecipare a uscite di gruppo o cene. Lo scopo era di poter dare a chi la voleva la tessera agonistica. Ma è dopo il Covid che è esploso tutto, un sacco di gente che non aveva mai pedalato è salita in bici. Siamo passati da essere un gruppo di agonisti incalliti, tra cui amatori esperti ed ex professionisti, a tesserare gente che non aveva mai fatto sport.
Un modo di vedere le cose decisamente diverso da quello classico del ciclismo amatoriale. Fin dall’inizio abbiamo legato la nostra squadra a un immaginario, che passava dalla no-
stra filosofia, ma anche dalle nostre maglie che hanno sempre avuto un design unico e distintivo. Il nostro nome è sempre stato legato a un modo di fare diverso, che portava un po’ a staccarsi dal senso comune dell'agonista amatoriale. Queste figure sono sempre state guardate un po' con diffidenza sia dal mondo professionistico sia dagli amatori più rilassati. Forse noi ci siamo messi un po’ in mezzo a tutte queste realtà pur mantenendo forte il nostro animo votato all’agonismo. L’amatore SWATT si allena in media tra le 10 e le 20 ore alla settimana.
Cosa ne pensi della crisi del mondo delle GF?
Sicuramente alcune Granfondo vanno ancora molto forte. Tanti amatori puntano ora a fare pochi grandi appuntamenti, preferiscono concentrare le risorse in situazioni particolari piuttosto che fare 20 gare all’anno. Rimangono sempre i granfondisti incalliti, ma sono sempre meno. In tanti cercano più l’esperienza o l’evento all’estero, come ad esempio la GF di Umago, in Istria. Tra i nostri tesserati ci vanno in 70, se ci pensi è una follia. Ora gli sportivi vogliono vivere esperienze condivise e l’obiettivo non è più quello dell'agonismo fine a sé stesso. Per chi cerca l’agonismo penso che il circuito Granfondo UCI sarà quello che dominerà su tutti. Ha degli standard diversi e potrebbe diventare un po’ come l'Ironman per il triathlon.
Come vedi il prossimo futuro del ciclismo amatoriale?
Di gente che pedala ce n'è veramente tanta. Il ciclismo è molto popolare, come anche il running e il triathlon. Anche le previsioni danno il mondo dello sport outdoor in costante crescita fino al 2030. Secondo me siamo in un periodo d'oro. È vero che c'è stata una flessione negli ultimi due o tre anni, ma se andiamo a vedere i dati pre-Covid, abbiamo due mondi completamente diversi. Tanti hanno iniziato, ma molti ultra-agonisti hanno un pochino rallentato e hanno riscoperto il piacere di pedalare per stare con gli amici e all'aperto. Ci sono trend che vanno e vengono, ma alla fine la gente vuole essere parte di una comunità. E questo sentimento è sempre in crescita.
Che consiglio vorresti dare a chi ha una squadra amatoriale oggi?
La prima cosa è non mettere obblighi alle persone. Poi la credibilità è tutto: devi dimostrare che la bici è la tua passione, che ci metti la faccia. Purtroppo o per fortuna devi far vedere che sei sul campo in prima persona. L’ambiente della squadra deve essere una cosa molto più sciolta, occorre riprendere un po’ le vibe dei negozi del Nord Europa. Anche se non sono un grande amante delle loro “coffee ride”, hanno il vantaggio di essere un momento di aggregazione naturale degli appassionati. Un’iniziativa interessante per un negozio con una squadra, potrebbe essere quella di trovare un giovane o un gruppetto molto affiatato e che va forte da supportare. Questo potrebbe diventare il core di una community nuova.
VELOCE SLR

Veloce SLR si distingue per una forte anima racing e per soluzioni tecniche di alto livello. Il telaio nasce dall’utilizzo di tubazioni in carbonio Mitsubishi T45 con finitura UD, scelta che consente d’incrementare la rigidità strutturale rispetto a Veloce S. Questo si traduce in una trasmissione della potenza più efficiente. Tra gli elementi tecnici spicca l’adozione della scatola movimento centrale T47-68, soluzione che contribuisce ad aumentare la stabilità del telaio e offre ampia compatibilità con diversi tipi di pedivella. Grande attenzione è stata dedicata alla personalizzazione della posizione in sella: Veloce SLR è infatti dotata di un reggisella disponibile in tre versioni di offset (0, -25 mm e -35 mm) per rispondere alle diverse esigenze ergonomiche. Il passaggio cavi completamente interno contribuisce a rendere le linee pulite, migliorando allo stesso tempo l’efficienza. La bici è disponibile in tre varianti cromatiche: rosso/nero, bianco/azzurro e bianco/nero.
Guerciotti – 02.2826188 – info@guerciotti.it
SCHEDA TECNICA
Telaio: in carbonio con tubazioni Mitsubishi T45
Forcella: in carbonio
Gruppo: Shimano Dura Ace 9270 di2, 12v
Freni: Shimano Dura Ace 9270
Ruote: Ursus TC47 Carbon TLR
Gomme: Vittoria Rubino Pro

SL1 completa la gamma road del marchio iberico con una proposta che combina leggerezza, prestazioni ed ergonomia in un telaio in carbonio Toray T400 con tecnologia Hollow Core Internal Molding (HCIM), che eredita soluzioni dai modelli high end di BH e si adatta alle esigenze attuali di chi percorre lunghe distanze senza rinunciare alla velocità. Il triangolo posteriore Compact Stay, progettato in un unico pezzo, offre maggiore reattività e ottimizza la trasmissione della potenza. La geometria della SL1 è stata concepita per offrire una posizione comoda e stabile, mentre la forcella Endurance full carbon, progettata per migliorare sia l’aerodinamica sia l’assorbimento delle vibrazioni, permette di montare copertoni fino a 32 mm, ampliando così la versatilità d’utilizzo su diverse superfici. La nuova SL1 cura anche l’integrazione estetica e funzionale, con passaggio cavi completamente interno che mantiene il telaio pulito e aerodinamico.
BH - 335.6442523 - g.orsi@bhbikes.com
SCHEDA TECNICA (SL1 4.5)
Telaio: in carbonio SL1 Disc ICR
Forcella: in carbonio SL1 Disc Full Integrated Tapeder
Gruppo: Shimano Ultegra DI2 12v
Freni: disco idraulico Shimano Ultegra
Ruote: Vision Team TC30 i23
Gomme: Hutchinson Nitro 700x28
795 BLADE RS

Il design Iconic Black Radial della 795 Blade RS è un tributo all’architettura francese e alla natura. Ispirato alla simmetria e alla struttura dei giardini più celebri del Paese transalpino, da Versailles a Chambord, richiama le linee infinite delle strade di campagna d’Oltralpe e le curve dei tornanti alpini. La 795 Blade RS Iconic Black Radial combina prestazioni da Pro con una bellezza raffinata. Questa bici è stata utilizzata al Tour de France 2025 dal Team Cofidis (fondamentale durante tutto il processo di sviluppo). Dal nuovo gruppo Campagnolo Super Record Wireless a 13 velocità alle ruote Bora Ultra WTO 60 Team Edition in colori esclusivi, ogni componente è stato scelto dal marchio francese per offrire prestazioni di alto livello. Il telaio è costruito con una miscela speciale di fibre di carbonio, con prevalenza di quelle Ultra High Modulus per un rapporto peso/ rigidità senza pari.
lookcycle.com
SCHEDA TECNICA
Telaio: in carbonio Ultra High Modulus
Forcella: in carbonio
Gruppo: Campagnolo Super Record Wireless, 13 velocità
Freni: a disco idraulici Super Record Wireless
Ruote: Campagnolo Bora Ultra WTO 60
Team Edition
Gomme: Vittoria Corsa Pro 28c Tan Wall
SLR 9 AXS 1X

Progettato partendo dal feedback dei migliori ciclisti al mondo per consentire a chiunque la guidi di ottenere ottimi risultati, SLR 9 AXS 1x è la Madone disc più leggera mai creata da Trek. Il telaio scelto dal marchio americano per questo modello è in OCLV 900 Series: l'Optimum Compaction Low Void Carbon è una fibra di carbonio proprietaria e brevettata utilizzata per frame, ruote, manubri e molto altro. L'OCLV prevede una fibra stratificata secondo modelli accuratamente calcolati, quindi compattata utilizzando calore e pressione per ottenere un rapporto perfetto tra carbonio e resina. Con un peso di 6,4 kg, è di 400 grammi più leggera del peso stabilito come requisito minimo dall’UCI, ma mantiene l’efficienza aerodinamica per cui Madone è nota. Inoltre, il nuovo profilo aerodinamico dei tubi Full System Foil migliora il flusso d'aria su tutta la bici mantenendo la leggerezza tanto desiderata dagli scalatori.
Trek - 035.302502 - trekbikes.com
SCHEDA TECNICA
Telaio: carbonio OCLV 900 Series
Forcella: Modello Gen 8
Gruppo: SRAM Red AXS
Freni: SRAM Red AXS E1
Ruote: Bontrager Aeolus RSL 51, carb. OCLV
Gomme: Pirelli PZERO Race, 700x28 mm
FILANTE SLR ID2

De Rosa festeggia 25 anni di lavorazione del carbonio con il lancio della nuova Idol. Una road dal design molto pulito progettata per offrire un equilibrio ottimale tra comfort e prestazioni, che ha come elemento distintivo la forma curva e audace del tubo orizzontale Arc slope. Pensata non solo per la perfomance pura, ma grazie a delle geometrie aggiornate è l’ideale per affrontare al meglio lunghe distanze e Granfondo. Progettata per coloro che ricercano una sensazione di guida vivace e precisa, ma che non vogliono subito investire in una fascia altissima di prezzo. ll frame della Idol è stato realizzato con un mix di tre differenti composizioni del carbonio: 24T (T700) per il 15%, 30T (T800) per il 68,5% e 40T (M40J) per il 16,5%. Tutto questo si traduce in un telaio dal peso di 900 grammi e una forcella di 385. Con un passaggio ruota massimo da 700x34, Idol è compatibile con tutti i gruppi di ultima generazione.
De Rosa – 02.6195171 - derosa.it
SCHEDA TECNICA
Telaio: in carbonio (T700, T800 e M40J)
Forcella: in carbonio
Gruppo: Shimano Ultegra Di2, 12 v
IDOL AT-01
Freni: a disco Shimano
Ruote: Fulcrum Wind
Gomme: Vittoria Rubino

AT-01 nasce dal desiderio di reinterpretare un capitolo importante della storia Passoni attraverso uno sguardo contemporaneo. Animus Titanium non punta semplicemente alla velocità, ma a un’idea di performance radicata nell'identità e nella maestria artigianale. La filosofia progettuale trae ispirazione da due modelli che hanno segnato la storia del brand italiano come Mito e XXTi. AT-01 raccoglie questa eredità: il triangolo inferiore, interamente in titanio, garantisce precisione, sensibilità e durabilità nel tempo, mentre quello superiore, in carbonio monoscocca ad alto modulo, riduce il peso e conferisce al telaio una chiara vocazione aerodinamica. Il processo di sviluppo di Animus Titanium è durato oltre due anni, durante i quali ogni elemento è stato studiato dai tecnici per preservare la purezza dell’idea originale. Per esempio componenti come il tubo sterzo e i forcellini sono realizzati in titanio grado 5, lavorati sia tramite CNC sia stampa 3D.
Passoni - info@passoni.it
SCHEDA TECNICA
Telaio: monoscocca in carbonio ad alto
modulo
Forcella: in carbonio
Gruppo: Campagnolo Super Record 2x13

Filante SLR ID2, sviluppata attraverso test rigorosi nella galleria del vento di Silverstone (Inghilterra), rappresenta l’evoluzione delle road aero di casa Wilier. Dal punto di vista tecnico bisogna segnalare il nuovo F-Bar ID2, un cockpit creato intorno alle esigenze del ciclista moderno, grazie al lavoro congiunto degli ingegneri e degli atleti del team Groupama – FDJ Cycling. Ogni dettaglio è pensato per offrire la massima efficienza e controllo di guida. Il design O.E.F. introduce un flare ortogonale di 3 cm tra presa bassa e presa alta che mantiene invariata l’ergonomia dei comandi. Il carro posteriore è stato leggermente allungato: scelta che permette d’integrare al meglio i nuovi gruppi trasmissione con forcellino UDH, aumentare lo spazio per le gomme (fino a 34 mm) e migliorare la stabilità complessiva. Inotre, grazie al sistema AccuFit di Wilier, ogni taglia mantiene la stessa coerenza geometrica, restituendo un’esperienza di guida bilanciata e performante.
wilier.com
SCHEDA TECNICA
Telaio: in carbonio monoscocca HUS mod
Forcella: in carbonio
Gruppo: Shimano Dura-Ace Di2
Freni: a disco Campagnolo
Ruote: Bora Ultra WTO 60
Gomme: Pirelli P Zero Race TLR RS
Freni: Shimano Dura-Ace BR-R9270
Ruote: Miche Kleos 50 Carbon
Gomme: Vittoria Corsa Pro 700X28c
IRIDIO TEAM EDITION

Progettata, testata e portata in gara con gli stessi standard richiesti dai professionisti, Iridio Team Edition è la bici scelta dalla Drali Repsol per la stagione 2026. La livrea si distingue immediatamente: un blu scuro profondo, colore principale della maglia della squadra, arricchito dagli iconici dettagli Repsol. Il cuore della bici è un pacchetto di componenti selezionati per garantire prestazioni ai massimi livelli: il gruppo Shimano Dura-Ace Di2 assicura una cambiata elettronica precisa, mentre la guarnitura FSA K-FORCE Team Powerbox, con misuratore di potenza integrato, rappresenta l’equilibrio ideale tra rigidità, controllo e stile. Il tutto è completato da ruote Vision Metron SL con colorazione speciale abbinata alla bici e coperture Continental GP5000. Il comfort di guida è un elemento chiave di questo modello grazie a una geometria del telaio attentamente studiata che assicura equilibrio, efficienza e stabilità anche sui percorsi più impegnativi.
Drali Milano - 02.84892829 - info@ciclidralimilano.it
SCHEDA TECNICA
Telaio: in carbonio HM Drali Repsol
Forcella: in carbonio
Gruppo: Shimano Dura-Ace Di2
Freni: a disco
Ruote: Vision Metron SL
Gomme: Continental GP5000
Il brand del gruppo Mandelli lancia la nuova gamma d’abbigliamento ad alte prestazioni accessibile a tutti. Una collezione che si distingue sia per un'estetica sobria sia per una palette colori dalle nuance più naturali
Nuovi tessuti, nuovi tagli, nuovi colori sempre più nel segno del Made in Italy. Per la primavera in arrivo, TAAC, il marchio del gruppo Mandelli specializzato in borse, accessori e abbigliamento, punta tutto sull’innovazione per la sua gamma road e gravel.
“Con la collezione 2026 abbiamo voluto dare uno sprint decisivo allo sviluppo del brand. In linea con le richieste del mercato e con le tendenze del momento, abbiamo puntato a un obiettivo ambizioso: offrire un fitting accessibile a tutti ma al contempo performante. Perché il ciclista che indossa TAAC deve sentire che il capo è stato fatto su misura su di lui e non viceversa”, ha dichiarato Marcello Fusi, brand manager della Divisione Ciclo del gruppo brianzolo, che ha aggiunto: “Abbiamo introdotto tessuti più tecnici per supportare i ciclisti che cercano com -

SPRINTA è la nuova maglia tecnica che dedica due delle sue quattro varianti colore al mondo race: la Blue a fiori e la Red con il lettering TAAC in trasparenza, accanto alle classiche White e Black sfumato. Completamente made in Italy, slim fit, leggera e super traspirante, questa jersey da uomo ha le maniche corte in uno speciale tessuto a taglio vivo anti-arrotolamento ed è totalmente no stress, grazie al filato tecnico elasticizzato e al taglio ergonomico con cuciture minimali. Non mancano il fondo elastico siliconato, la flappa salva pantaloncino sul fondo della cerniera e le tre tasche posteriori per avere tutto il necessario a portata di mano.
SCHEDA TECNICA
• Tessuto principale in poliestere
• Maniche a taglio vivo anti-arrotolamento
• Super confortevole grazie al filato tecnico elasticizzato e al taglio ergonomico
• Cerniera rovesciata con flappa salva pantaloncino sul fondo
• Fondo elastico siliconato
• Tre tasche posteriori
• Slim fit
• Prezzo: 69,90 euro


pressione e aerodinamica e, al tempo stesso, abbiamo rivisto i tagli per garantire comfort ai principianti più appassionati ma meno abituati ai fitting aderenti”. Materie prime, vestibilità e stile sono i tre fronti sui quali ha lavorato il Mandelli Lab, il team Ricerca&Sviluppo che si è fatto erede della ultraventennale esperienza nel mondo delle due ruote di Tucano Urbano, marchio acquisito nel 2021 dall’azienda di Carate Brianza. Quanto allo stile, TAAC ha preso la strada dell’essenzialità: la nuova collezione si distingue sia per un'estetica sobria e pulita sia per una palette colori dalle nuance più naturali: si spazia dai toni della terra a quelli del cielo, con qualche incursione nel mondo racing. E sì, perché in un gioco di equilibrio tra minimalismo e grinta sportiva, il marchio italiano ha anche un'anima racing che si esprime in fantasie ispirate al mondo delle corse e in texture che richiamano la velocità e l'asfalto.

PODIO è la maglia tecnica unisex che si aggiudica il gradino più alto della gamma abbigliamento road e gravel per il fit performance, il techno-tessuto micro nylon bielastico, ultrasottile, avvolgente e super traspirante, l’asciugatura rapida e la protezione solare 20UPF. Tre i colori disponibili: White, Red e Blue.
SCHEDA TECNICA
• Techno-tessuto micro nylon bielastico, avvolgente e super traspirante
• Maniche a taglio vivo anti arrotolamento
• Super confortevole grazie al filato tecnico elasticizzato e al taglio ergonomico
• Protezione solare 20 UPF
• Cerniera rovesciata con flappa salva pantaloncino sul fondo
• Fondo elastico siliconato
• Tre tasche posteriori
• QuickDry: ad asciugatura rapida
• Performance fit
• Prezzo: 79,90 euro

Ideale su strada ma anche sugli sterrati, ecco VOLATA, salopette tecnica da uomo, lunga fino al ginocchio con grip di silicone e taglio al vivo sul fondo. Disponibile in Black e Grey, è realizzata in tessuto 4-Way Stretch traspirante ad alta tenacità e ad asciugatura rapida, con taglio ergonomico, cuciture minimali e, soprattutto, con le bretelle in rete elastica senza cuciture. Il fondello anatomico e traspirante in schiuma ad alta densità consente di pedalare fino a sette ore.
SCHEDA TECNICA
• Esterno in nylon elasticizzato traspirante ad alta tenacità
• Taglio ergonomico
• Super confortevole grazie al tessuto 4 Way Stretch e al taglio ergonomico
• Bretelle elastiche senza cuciture
• Fondello anatomico e traspirante, in schiuma ad alta densità
• Fondo gamba con grip di silicone e taglio al vivo
• QuickDry: ad asciugatura rapida
• Prezzo: 79,90 euro












































Dal riciclo di pneumatici e camere d’aria al Green Marathon, passando per il commercio equo-solidale nei Paesi di produzione.
L’impegno di Schwalbe per un’economia circolare e responsabile è sempre più ampio e diffuso
Schwalbe è una delle aziende della bike industry che in questi anni si è maggiormente distinta in un impegno di maggiore responsabilità produttiva.
Il brand tedesco lavora da tempo con degli obiettivi chiari e precisi: neutralità climatica, trasparenza, cicli chiusi dei materiali e catene di fornitura eque. La strategia di Schwalbe si articola su più direttrici, che prevedono lo sviluppo di nuovi standard legati ai materiali riciclabili e a soluzioni che possano coniugare responsabilità ecologica e sociale con i ritmi industriali necessari. Un equilibrio spesso complicato da trovare, ma secondo Schwalbe necessario per creare una mobilità che preservi le risorse.
IL RICICLO DI PNEUMATICI E CAMERE D’ARIA
Schwalbe ha creato il primo sistema di ritiro degli pneumatici per tutti i brand, una vera e propria pietra miliare per l'economia circolare. Invece di bruciare gli
+2,1 milioni
Pneumatici riciclati al 2022
Quota di nerofumo riciclato (rCB) nella gamma completa degli pneumatici
Schwalbe è il primo produttore di pneumatici ad aver aderito a Fair Rubber, l’associazione che promuove il commercio equo solidale della gomma naturale, nonostante il 70% del caucciù naturale mondiale venga lavorato proprio nell'industria dei copertoni. L’azienda tedesca si propone così di migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori della filiera, pagando un prezzo giusto per ogni chilogrammo di gomma acquistato. Nello specifico, la cifra fissata da Schwalbe è 0,50 euro per kg di caucciù naturale, che per i raccoglitori locali si traduce in un aumento del reddito del 50-100% senza tener conto di eventuali intermediari. Le cooperative che beneficiano dei fondi decidono autonomamente come utilizzare le risorse con scuole, assistenza medica, acqua potabile pulita o infrastrutture.
pneumatici usati, questi vengono riciclati e utilizzati come materie prime. In questo modo, rispetto alla combustione, e possibile ridurre fino all'80% delle emissioni di CO₂. Già oggi il 70% dell'intera gamma è costituito da pneumatici riciclati, e il sistema di ritiro rende semplice lo smaltimento responsabile delle gomme.
E mentre il servizio di ritiro degli pneumatici è attivo solo in Germania, quello relativo alle camere d’aria è già disponibile anche in Austria, Svizzera, Liechtenstein, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Francia, Italia, Regno Unito e Nord America. Schwalbe porta avanti questo progetto dal 2015 con un processo di devulcanizzazione sviluppato internamente che rende riutilizzabile il caucciù: tecnicamente complesso, ma estremamente efficace. Oggi ogni nuova camera d’aria standard contiene già il 20% di butile riciclato proveniente dal processo di riciclo di Schwalbe.
30% 80% 70% 2035 0% 11 +17 milioni
I Paesi in cui è presente il sistema di riciclo di camere d'aria
Le camere d’aria utilizzate nel riciclo
• caucciù naturale proveniente dal commercio equo-solidale (Fair Rubber) IL COMMERCIO EQUO SOLIDALE IL PRIMO DELLA SPECIE
La quota di pneumatici realizzati da Schwalbe attraverso l’adesione a Fair Rubber
Il traguardo fissato da Schwalbe per produrre tutti gli pneumatici con Fair Rubber
Uno dei risultati principali di tutti gli sforzi ecologici prodotti nell’ultimo lustro da Schwalbe, e che è arrivato anche nei negozi e sulle strade dal 2024, è stato il Green Marahon. Si tratta del primo pneumatico per biciclette al mondo con un ciclo di vita completamente chiuso, che mantiene alto lo standard in termini di prestazioni, sicurezza o durata. Il Green Marathon ha utilizzato per l’80% del prodotto dei materiali riciclati e rinnovabili, tra cui:
• nylon riciclato da reti da pesca
• rCB dal sistema di riciclo Schwalbe
• acciaio riciclato
Materiali riciclati e riciclabili utilizzati nel Green Marathon
Schwalbe Italia - 039.6058078 - info@schwalbe.it
Gomma sintetica a base di petrolio nel Green Marathon

Con CILO, l’ingegneria svizzera incontra la leggerezza per trasformare ogni trail in puro flow e massimo divertimento di guida.
Per scoprire i vantaggi di diventare rivenditore Cilo contattaci scansionando il QR code



Negozianti e meccanici hanno bisogno di competenze sempre più avanzate. La Beltrami TSA Tech Academy offre gli strumenti necessari per costruire il presente e il futuro, adattandosi alle esigenze dei propri clienti
di Daniele Pansardi
Se le bici non sono più quelle di una volta, a beneficiarne sono un po’ tutti. Le aziende riescono a garantire prodotti di qualità sempre più elevata al pubblico, che può guidare dei mezzi performanti e molto evoluti. Un tale livello di tecnologia richiede a sua volta una manutenzione approfondita da parte di una manodopera specializzata, che presuppone competenze avanzate e non scontate e che possono essere valorizzate in misura maggiore rispetto al passato. A patto però di restare aggiornati e al passo con i tempi. Il parco bici circolante oggi e in futuro ha bisogno di negozianti e meccanici all’altezza delle richieste, anche perché l’officina è la colonna portante dei retailer e (spesso) la principale voce nel flusso di cassa. Per colmare il divario tra domanda di riparazioni specializzate e offerta di tecnici qualificati, ecco che entra in gioco la Beltrami TSA Tech Academy. Un progetto che risponde a bisogni concreti del mercato da ambedue le parti, avviato ormai da diversi anni e diventato un fiore all’occhiello del distributore reggiano.
L’Academy è sotto l’egida della SRAM Technical University, grazie alla stretta collaborazione tra Beltrami e la multinazionale statunitense, che possono vantare una partnership solida e duratura negli anni. Questo permette ai tecnici di Beltrami di poter accedere agli aggiornamenti e alle novità di prodotti come le trasmissioni SRAM o forcelle e trasmissioni RockShox in maniera diretta, riversando poi le conoscenze acquisite sulla propria rete vendita. Una sinergia costruita attorno a una filosofia ben precisa: quella di un futuro orientato al servizio e al supporto nella fase di post-vendita. La Beltrami TSA Academy si basa su cinque pilastri fon-

damentali: i webinar di un’ora, la formazione in sede in gruppo, la formazione in trasferta, il one to one e l’innovativa assistenza tecnica in videocall, uno strumento quest’ultimo che è stato attivato a settembre 2025 per garantire un supporto rapido e ancor più personalizzato a negozianti e meccanici. I servizi dell’Academy si adattano dunque a tutte le esigenze degli operatori del settore, offrendo un ampio ventaglio di opportunità. Beltrami TSA vuole valorizzare nel miglior modo possibile il lavoro dei negozianti, che in questa fase storica non possono fare a meno di adeguarsi ai tempi che corrono.
Chi pensa di non aver bisogno di una formazione costante su freni, gruppi elettronici, ammortizzatori e sospensioni nel 2026 è di fatto condannato a restare indietro, sia dal punto di vista delle conoscenze sia economicamente. Tutto è diventato più complesso. Non bastano più le sole competenze meccaniche: servono anche quelle idrauliche ed elettroniche, senza considerare la parte di aggiornamenti firmware e centraline che può nascondere non poche insidie. Un’officina moderna fidelizza il cliente, instaura un rapporto di fiducia ed è soprattutto un’officina profittevole, capace di generare reddito in maniera molto più rapida della vendita di bici e accessori. Investire sui corsi e sulla formazione, insomma, è un rischio basso e molto remunerativo, perché crea un tesoretto di fiducia che il cliente potrebbe scegliere di allocare nel negozio. Magari con una bici nuova. E a quel punto il ciclo ricomincia. Beltrami vuole facilitare questo flusso di lavoro, creando una connessione profonda con le ciclofficine che vada oltre il semplice rapporto commerciale.
Formazione online di un'ora su forcelle, ammortizzatori, reggisella, freni e sospensioni. Aperto per un massimo di 20 persone.
Corso organizzato nella training room dell’Academy, che si svolge per tutta la giornata in gruppi di massimo quattro partecipanti. Un approfondimento pratico e teorico sugli aspetti tecnici più complessi, in una training room con quattro postazioni di lavoro indipendenti e attrezzate.
Un’opportunità per sviluppare conoscenze tecniche e migliorare le proprie abilità in modo dettagliato e personalizzato, con un programma su misura adattato alle specifiche esigenze.
LA FORMAZIONE IN TRASFERTA
Il servizio con cui Beltrami Tech Academy lascia la sua sede di Reggio Emilia e porta la formazione direttamente nelle sedi di rivenditori e ciclofficine.



Una videochiamata tramite Zoom o WhatsApp per garantire supporto rapido e personalizzato a negozi e meccanici, che possono accedervi attraverso un sistema di booking online semplice e immediato. Dal sito è possibile scegliere giorno e orario dell’appuntamento e selezionare direttamente anche il tecnico più adatto, in base alle competenze specifiche o a precedenti contatti.

In un mercato che evolve a cadenza stagionale, l'accesso diretto ai protocolli ufficiali SRAM e RockShox permette di eliminare le zone d'ombra tecniche, trasformando le novità in competenze immediatamente spendibili in officina.
Investire in formazione ha un ritorno diretto sui margini e sul flusso di cassa. Ogni intervento risolto internamente, grazie alle competenze acquisite, si traduce in un profitto netto maggiore per l'attività.
SPECIALIZZAZIONE
Elevare il profilo tecnico della propria officina significa distinguersi dalla concorrenza generalista. La formazione certificata trasforma il meccanico in un tecnico specializzato, capace di intervenire su componenti d'alta gamma, e il negozio in un punto di riferimento locale.
The Lab Bike Wellness - Riva del Garda (TN)

Ci sono un sacco di cose che cambiano alla velocità della luce. Devi necessariamente essere aggiornato su tutto, in particolare sospensioni e forcelle, ma anche i freni hanno avuto una grande evoluzione. Nei tecnici di Beltrami riscontro grande passione e competenza. Da diversi anni frequento i loro corsi individuali, che rappresentano una scelta strategica corretta dal mio punto di vista. Puoi lavorare fisicamente sui componenti e farti davvero una cultura. La giornata è dedicata interamente a te, quindi posso decidere in prima persona gli argomenti di discussione. La personalizzazione dell’esperienza è fondamentale.

L’integrazione della videoassistenza e del supporto diretto riduce drasticamente i tempi di diagnosi. Risolvere un problema tecnico senza dover spedire il componente in assistenza esterna ottimizza il flusso di lavoro quotidiano.
FIDELIZZAZIONE DEL CLIENTE
Elevare il profilo tecnico della propria officina significa distinguersi dalla concorrenza generalista. La formazione certificata trasforma il meccanico in un tecnico specializzato, capace di intervenire su componenti d'alta gamma, e il negozio in un punto di riferimento locale.
22 Bike Workshop - Sant’Olcese (GE)

Sono partito da corsi più generici per poi arrivare a quelli più specializzati. Dobbiamo restare aggiornati su prodotti molto tecnici e di grande utilizzo come quelli della famiglia SRAM, in particolare le sospensioni RockShox, e lo puoi fare solo in uno SRAM Tech Center. Nei corsi che ho frequentato, sia in gruppo sia i webinar, ho sempre appreso qualcosa, i tecnici sono sempre stati molto disponibili a risolvere i nostri dubbi sia in presenza sia online. Le sospensioni e gli ammortizzatori in particolare hanno reso più complicate le lavorazioni e necessario avere una formazione costante, in modo da comprendere al meglio il funzionamento di alcuni componenti. Altrimenti si rischia di fare davvero dei danni seri.

XXR Carbon Race conferma la volontà dell'azienda italiana di continuare a investire nell’innovazione tecnologica e di prodotto, con un occhio allo stile e al design. Un modello che nella versione LTD rappresenta il massimo della performance grazie a un allestimento pensato per le gare più sfidanti
Dai sentieri all mountain, alle speciali di eEnduro, questa mtb mullet di Brinke coniuga prestazioni racing, con un design che non passa inosservato, grazie anche alla colorazione che accentua le forme del telaio progettato per la massima rigidezza e per garantire trazione, maneggevolezza e velocità. In particolare, il carro posteriore ha una lunghezza di 445 mm, un valore che secondo i progettisti è il giusto compromesso per ottenere performance in ogni situazione, dalle salite stile trialistico, alle discese più impegnative. In questo aiuta anche la geometria del triangolo anteriore, con angolo sterzo da 65° nella posizione “flip chip high” e reach aumentato, per assicurare un’ottima
GEOMETRIE
L’angolo sella è stato studiato per permettere a biker con altezze differenti di mantenere lo stesso baricentro sulla eMtb: 77° in taglia M, 77.5° per la L e 78° per la XL.
TRAZIONE ELETTRICA
Il motore Shimano EP801 con 85 Nm di coppia è compatto e compatibile con la Fine Tune Mode sull'app E-Tube Project. La batteria Darfon da 708 Wh è autorizzata Shimano e rientrante nel programma Service Center.
SOSPENSIONI
XXR Carbon è equipaggiata con forcella Rock Shox Zeb Ultimate da 170 mm con steli da 38 mm di diametro, mentre l’ammortizzatore è RockShox Super Deluxe Ultimate con escursione da 160 mm.

Bguidabilità anche sui terreni più tecnici. L’angolo sella è studiato con valori differenti per permettere ai biker di diversa altezza di mantenere tutti un baricentro ottimale a prescindere dalla dimensione del telaio. XXR Carbon è disponibile in varie versioni, quello preso in esame è l’allestimento high end per prestazioni, denominato “Race LTD”, studiato per offrire il massimo in gara grazie al motore Shimano EP801 e la batteria Darfon da 700 e 800 Wh. La componentistica non è da meno e si affida a Rock Shox per il comparto sospensioni. Le ruote sono le DT Swiss HXC 1501 Spline in configurazione mullet, i freni Shimano XTR e il gruppo elettronico wireless SRAM XX.


Telaio: Full Carbon, escursione 160 mm
Forcella: Rock Shox ZEB Ultimate 29” Solo Air 170 mm
Ammortizzatore: Rock Shox Super Deluxe Ultimate
Freni: Shimano XTR 4 pistoni, rotori 203 mm
Gruppo: SRAM XX Eagle Transmission 12 velocità
Brinke - 030.9144848 - info@brinkebike.com
Ruote: DT Swiss HXC 1501 Spline (Ant. 29”, post. 27,5”)
Gomme: Schwalbe Magic Mary 29x2.6 (ant), Schwalbe Big Betty 27,5x2.6 (post) Motore: Shimano EP801 250 Watt-85 Nm Batteria: Darfon 708 Wh (compatibile anche con batteria da 800 Wh)
Display: Shimano SC-EN600
Il mini compressore di Barbieri può diventare un must have per tutti i ciclisti. Adatto a tutte le valvole, ha un display digitale per un gonfiaggio semplice e preciso
arbieri ha sviluppato la soluzione ideale per chi dimentica le bombolette di CO2 o il kit gonfia e ripara: un compressore tascabile, che permette di non avere intoppi durante le proprie ride, evitando che un semplice problema rovini una giornata in sella. Un prodotto che potenzialmente può diventare un must have per ogni ciclista. Compatto (70x50x32 mm) e leggero (125 g), questo compressore unisce potenza e praticità: raggiunge 8,3 BAR e dispone di display digitale per un gonfiaggio preciso e semplice. Con la batteria completamente carica, si possono gonfiare:


• quattro copertoni corsa 700x25 a 6 BAR
• quattro copertoni gravel 700x45 a 3 BAR
• quattro copertoni mtb 29" x 2.3 a 1,3 BAR
Il kit è completo di tutto il necessario: attacco reversibile per tutte le valvole
(più tubo per la valvola Schrader), cavo carica batteria USB Type-C, manuale in italiano e inglese, borsellino resistente alla pioggia e adattatori per palloni e gonfiabili. Perfetto da portare sempre con sé, versatile e universale, funziona con tutte le valvole, eliminando la necessità di strumenti aggiuntivi. Da segnalare che per le camere in TPU è consigliato non gonfiare per più di 30 secondi, perché il compressore potrebbe surriscaldarsi e compromettere la valvola: consigliato quindi lasciare raffreddare la valvola e procedere con altri 30 secondi.
CARATTERISTICHE PRINCIPALI
• Capacità di gonfiaggio: fino a 8,3 bar, ideale per road, mountainbike e gravel
• La batteria si ricarica in 25 minuti
• Display digitale di facile lettura per monitorare la pressione in tempo reale
• Leggero e compatto: solo 125 grammi e dimensioni di 70x50x32 mm, facile da riporre e trasportare
• Compatibilità universale per tutte le valvole (Schrader, Presta, Dunlop, Regina)
• Istruzioni in italiano e inglese incluse
Barbieri snc – 051.6646278 - info@barbieripnk.it

La prossima generazione dei motori centrali
M7100 eCity motor
M7600 eMTB Motor M7200 eTrekking motor

Controllo preciso Integrazione totale
Costruita su una piattaforma condivisa e ottimizzata per diverse esigenze di guida, la serie M7000 combina potenza di picco e coppia elevata, design compatto, funzionamento silenzioso e connettività intelligente in un’unica soluzione.
GRANDURANCE CARBON
Bergamont alza l’asticella con la nuova gamma dedicata al gravel. La collezione si articola in tre versioni: Grandurance 10, 20 e 30 in carbonio o alluminio per prestazioni al top, Flatbar, per unire controllo e comfort, e Randonneur, ideale per commuting e turismo leggero
GSTASHBOX PUNTI DI MONTAGGIO MULTIPLI
All’interno del tubo obliquo della Grandurance 10 si trova il pratico vano integrato Stashbox, che contiene tutto il necessario per affrontare ogni imprevisto. Aprendo il coperchio, c’è il multitool Matchbox e due sacche interne: la prima include una mini-pompa, due leve caccia-gomme e un attrezzo catena Matchbox 5. La seconda contiene una camera d’aria Schwalbe originale con la valvola Clik (SCV).

Perché sostituire il classico manubrio drop con una flatbar su una gravel? La risposta è semplice: avere maggior controllo anche sui terreni più impegnativi. Il manubrio largo è più stabile e tollerante, rendendo sicura la guida anche nei tratti tecnici. Inoltre, per chi non è abituato alla piega da corsa sulle lunghe distanze questa soluzione offre un comfort superiore.

La versatilità della Grandurance nasce anche dai numerosi punti di fissaggio distribuiti su telaio e forcella. Oltre ai classici portaborraccia, si possono montare borse da bikepacking, lucchetti o portapacchi aggiuntivi, anche sulla forcella, per vivere avventure senza limiti.

Identificano alcune versioni della Gamma Grandurance. EQ sta per Equipped, mentre RD indica Randonneur: entrambe sono equipaggiate con parafanghi, portapacchi, cavalletto e impianto luci a dinamo, omologate per l’uso urbano. Tutti i componenti sono integrati nel design e abbastanza robusti da non limitare le uscite fuori strada.


hiaia, terra battuta, asfalto, single track. In tanti in questi anni stanno scoprendo la propria anima gravel, dando un’identità precisa alla propria passione per il ciclismo e per gli sport all’aria aperta grazie a questa disciplina. Bergamont è stata da sempre tra i protagonisti in questo segmento proponendo delle bici pensate per esplorare quasi tutti i tipi di terreno alla velocità e all’intensità preferita. Per il 2026 il brand tedesco presenta la nuova famiglia Grandurance che mette al centro lo spirito adventure composta da tre differenti versioni. Ciascuna rappresenta un collage dinamico che cattura l’essenza di libertà, velocità ed esplorazione, perché il gravel non è solo uno sport, ma uno stile di vita. Ovunque ti portino strade, sterrati o sentieri, la gamma Grandurance è progettata per andare lontano. Scott Italia

Geometria bilanciata, copertoni fino a 50 mm, molteplici punti di fissaggio e design dalla personalità inconfondibile. Inoltre, il telaio in fibra di carbonio (Grandurance 10) integra il vano portaoggetti Stashbox per multi-tool e ricambi essenziali, con un forcellino UDH, compatibile con i più moderni gruppi trasmissione e pensato per una manutenzione semplice e immediata. Ideale per le uscite sportive, ma anche comoda e bilanciata per il lunghi tour o avventure in bikepacking.
GRANDURANCE FLATBAR

Una bici pensata per chi ricerca massimo controllo anche sui terreni più impegnativi. L’affidabilità dei componenti Shimano GRX, studiati per l’uso gravel, e le coperture Schwalbe G-One R da 50 mm, assicurano comfort e trazione su ogni tipo di percorso. Il reach del telaio è stato esteso di 20 mm per ottenere la perfetta geometria flatbar. Con un manubrio largo fino a 720 mm, il controllo e la stabilità sono sempre totali, anche sui terreni sconnessi. Da segnalare le coperture Schwalbe G-One R da 50 mm che offrono prestazioni di alto livello e ottima protezione contro le forature.
GRANDURANCE

Le sigle EQ e RD identificano alcune versioni della Grandurance. EQ sta per Equipped, mentre RD indica Randonneur: entrambe le versioni sono equipaggiate con parafanghi, portapacchi, cavalletto e impianto luci a dinamo, omologate per l’uso urbano. Tutti i componenti sono integrati e nel design e abbastanza robusti da non limitare le uscite fuori strada. Il sistema d’illuminazione LED, alimentato da mozzo a dinamo, è estremamente affidabile e garantisce visibilità e sicurezza totali.


Pirelli ha presentato recentemente la linea gravel High Performance, con i Cinturato rinnovati e ora prodotti nello stabilimento di Milano-Bollate. Nel segmento road debutta la misura da 35 mm per il P ZERO Race TLR RS, la più larga finora disponibile
Nelle ultime settimane Pirelli ha introdotto aggiornamenti importanti nella propria collezione prodotti, con due nuove coperture (una dedicata al gravel e una al road) realizzate in Italia nello stabilimento di Milano-Bollate e prodotte con l’utilizzo di gomma naturale certificata FSC. Per quanto riguarda il gravel e all road, i nuovi Cinturato sono stati progettati dal brand italiano per rispondere alle diverse esigenze dei numerosi appassionati della disciplina. Il catalogo della casa milanese si articola ora in due linee distinte: High Performance (HP-Line) e Performance (P-Line). La prima introduce i nuovi Cinturato Gravel H e M, sviluppati con tecnologie avanzate orientate alle massime prestazioni. Entrambi si distinguono dai modelli della Performance Line per due elementi principali: la nuova mescola SmartEVO GR, che garantisce bassa resistenza al rotolamento e un’elevata aderenza su asciutto e bagnato, e la carcassa TLR ProWALL Gravel da 120 TPI, derivata dalle gomme mtb Pirelli di ultima generazione e pensata per offrire un’elevata protezione contro le forature. Se Gravel M punta a un equilibrio ottimale tra scorrevolezza
e trazione sui percorsi misti, mantenendo al tempo stesso una buona robustezza, Gravel H è invece pensato per fondi duri e compatti e si caratterizza per la grande resistenza alle forature.
LA PROPOSTA PER IL ROAD
Per gli appassionati della strada, il nuovo P ZERO Race TLR RS da 35 mm mette al centro scorrevolezza e praticità, senza rinunciare a grip e comfort grazie alla maggiore larghezza del battistrada. Si tratta della versione più larga della gomma tubeless più veloce attualmente disponibile nella gamma. Progettato per chi cerca velocità e affidabilità unite a grip e comodità, è stato testato anche dai professionisti di AlpecinPremier Tech e Lidl-Trek, squadre di cui Pirelli è partner. Il P ZERO Race TLR RS utilizza la mescola SmartEVO2, sviluppata nei reparti Motorsport del marchio italiano: una tecnologia “intelligente” che combina aderenza e velocità, ulteriormente evoluta rispetto alle versioni precedenti.
pirellicycling.com

Prosegue su questo numero l’inchiesta esclusiva di Bikefortrade con cui analizziamo l’andamento del mercato nel 2025, offrendo spunti interessanti sulle prospettive future per la bike industry. Parola ai negozianti di tutta Italia
di Davide L. Bertagna e Gabriele Vazzola
Iretailer rappresentano l’anello fondamentale della filiera bike e proprio per questo è importante raccogliere il loro punto di vista, ascoltarne le richieste e considerarne i bisogni. Con la rubrica “Focus shop” siamo soliti dare loro voce tutti i 365 giorni, ma è in occasione dei primi numeri del nuovo anno che, con la consueta “Carica dei 101” (diventata ormai un marchio di fabbrica di MagNet), realizziamo una vera e propria indagine di mercato a 360 gradi. Bilancio dell’annata appena conclusa e prospettive per quella in arrivo, novità, trend, problematiche, opportunità, proposte: archiviato il 2025 nei bilanci dei punti vendita, qual è il sentiment dei negozianti italiani? Ecco la seconda puntata della nostra indagine con interessanti spunti di riflessione per tutti gli operatori del mercato bike.
“LA CARICA DEI 101”
Sei un negoziante, hai un’officina, gestisci un’attività nel settore bike?
Bikefortrade e il gruppo editoriale MagNet ti danno la possibilità di dire la tua! Come di consueto, anche quest’anno rinnoviamo l’impegno nei confronti dei migliori negozianti italiani. Per rispondere alla nostra inchiesta inquadra il QR Code per il form online oppure richiedi un appuntamento telefonico al seguente indirizzo mail: redazione@bike4trade.it


Bari
Grazia Cascella, amministratore
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Stabile.
3. Officina
4. Il calo della domanda di bici è stato il principale problema nel 2025. TREND DI ACQUISTO
5. Bici bimbo e gravel.
6. L’utente finale ricerca soprattutto professionalità nel nostro settore. SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Utilizziamo poco i social network. MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: LOMBARDO, BOTTECCHIA, CINELLI eBike: LOMBARDO
abbigliamento: GIST, TAAC accessori: SKUAD
10. BOTTECCHIA
11. 6
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Nel 2025 qual è stato l’andamento delle vendite del negozio rispetto al 2024?
2. Indica la percentuale dell'eventuale crescita o decrescita.
3. Vendita bici, vendita accessori e abbigliamento, officina. Quale di queste voci vi ha garantito i maggiori margini nel 2025?
4. In un momento di difficoltà del mercato come quello che stiamo vivendo, quali sono stati i problemi maggiori che avete dovuto affrontare nel 2025?
TREND DI ACQUISTO
5. Quali tipologie di bici/eBike sono state le più vendute nel 2025? E di quale categoria di prezzo?
6. Quale è la caratteristica più ricercata dal cliente e che influenza maggiormente la vendita?
SOCIAL MEDIA
7. Quali social media utilizzate maggiormente?
8. Li sfruttate per vendite dirette, promozioni o semplicemente per costruire la vostra community?
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. Quali sono, in ordine, i vostri 3 top brand di bici?
Quali sono, in ordine, i vostri 3 top brand di eBike?
Quali sono, in ordine, i vostri 3 top brand di abbigliamento?
Quali sono, in ordine, i vostri 3 top brand di accessori?
10. Quale è stato a vostro avviso il marchio rivelazione (azienda che più si è contraddistinta) nel 2025?
11. Voto complessivo al 2025 da 1 (gravemente insufficiente) a 10 (estremamente positivo)?
12. Eventuali considerazioni finali o messaggi alla bike industry.



Andria (BT)
Donato Fuzio, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In decrescita.
2. -30%
3. Officina.
4. Il problema principale è stato l’aumento dei prezzi da parte dei fornitori. TREND DI ACQUISTO
5. Per noi le fat-bike e le eCity (fascia di prezzo tra gli 800 e i 1.200 euro).
6. Abbiamo osservato un interesse crescente della nostra clientela verso le fat bike nell’ultimo periodo.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Sfruttiamo i social per promozioni e per visibilità.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: BIANCHI, ATALA, VELOMARCHE eBike: ARMONY, ATALA abbigliamento: GIST accessori: RMS, MANDELLI, ATALA
10. VELOMARCHE
12. Per contrastare la concorrenza del web dobbiamo garantire assolutamente professionalità e assistenza. Questi elementi sono ancora in grado di fare la differenza.
11. 5




Il design Iconic Black Radial è un tributo all’architettura unica e alla natura della Francia. Ispirato alla simmetria e alla struttura dei giardini più celebri del paese, da Versailles a Chambord, richiama anche le linee infinite delle strade di campagna francesi e le curve dei tornanti alpini. La composizione decisamente moderna riecheggia nei colori Mondrian, firma di LOOK Cycle, integrati come simbolo della nostra eredità racing e dei nostri design senza tempo. Elegante nella forma e determinato nello spirito, la 795 Blade RS Iconic Black Radial porta bellezza e struttura nella ricerca della velocità, in una celebrazione pura dell’Arte del Ciclismo – À La Française. lookcycle.com



Fabio Porciatti, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In decrescita.
2. -15%
3. Officina.
4. Il problema principale è stata la gestione degli sconti effettuati dai vari marchi che hanno distrutto la stabilità del mercato e il margine di guadagno, visto che abbiamo acquistato le bici per il nostro negozio a un prezzo decisamente più alto di quello attuale.
TREND DI ACQUISTO
5. Bici da corsa (dai 3.500 ai 9.000 euro) e gravel (dai 1.500 ai 4.000 euro).
6. Senza dubbio il prezzo.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Li utilizziamo per promuovere i nostri articoli e le nostre offerte.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: TREK, PINARELLO, WHISTLE eBike: TREK, WHISTLE abbigliamento: CASTELLI, TO FIT accessori: BONTRAGER, CONTINENTAL, MAXXIS
10. GIANT
11. 6
12. Sarebbe positivo se ci fossero delle regole più restrittive sulle possibilità di fare sconti eccessivi sugli articoli e sulle biciclette.

Colin Nicholas Buckley, titolare/socio
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In decrescita.
2. -10%
3. Officina.
4. Un problema che ho riscontrato è che i clienti portano i ricambi da casa. Inoltre, i prezzi elevati e margini/ricarichi bassi ci hanno messo in difficoltà.
TREND DI ACQUISTO
6. Il cliente oggi cerca la disponibilità immediata del prodotto e forti sconti.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram, Facebook, LinkedIN
8. Li sfruttiamo soprattutto per costruire la nostra community.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: non le vendiamo.
eBike: non le vendiamo. abbigliamento: non lo trattiamo. accessori: SHIMANO, SRAM, CONTINENTAL 10. SHIMANO
11. 2
12. I marchi devono smettete di alzare i prezzi e vendere online perché in questo modo lo store fisico muore. Inoltre, sono insostenibili gli sconti del 40%. Una situazione ridicola.

Montefiascone (VT)
Mirco Catteruccia, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In decrescita.
2. -30%
“LA CARICA DEI 101”
Sei un negoziante, hai un’officina, gestisci un’attività nel settore bike?
Bikefortrade e il gruppo editoriale MagNet ti danno la possibilità di dire la tua! Come di consueto, anche quest’anno rinnoviamo l’impegno nei confronti dei migliori negozianti italiani. Per rispondere alla nostra inchiesta inquadra il QR Code per il form online oppure richiedi un appuntamento telefonico al seguente indirizzo mail: redazione@bike4trade.it
3. Officina.
4. Purtroppo oggi per vendere ci troviamo costretti a svendere.
TREND DI ACQUISTO
5. Le all-mountain/enduro dai 4.500 euro sono state le più richieste.
6. Il prezzo è l’elemento che ha influenzato maggiormente le vendite.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Li utilizziamo per vendite e promozione.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: BASSO, MONDRAKER, MEGAMO eBike: MONDRAKER, MEGAMO, LEE COUGAN abbigliamento: DAMA, MAVIC, SHIMANO accessori: MAVIC, SHIMANO
10. TABROS
11. 6

Gorizia
Renzo Maniacco, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In crescita.
2. +15%
3. Vendita bici.
4. Tasse e costi fissi sono stati i maggiori problemi con cui abbiamo fatto i conti nel 2025.
TREND DI ACQUISTO
5. Le gravel sono state le più richieste lo scorso anno.
6. L’utente finale è sempre più interessato a gravel capaci di montare un copertone molto largo.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Sfruttiamo i social per inserire le varie inserzioni pubblicitarie, non per le vendite.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: RIDLEY, MERIDA
eBike: non le trattiamo.
abbigliamento: NORTHWAVE
accessori: ABUS, SELLE ITALIA, MAXXIS
10. NESSUNO IN PARTICOLARE.
11. 6
12
. A mio avviso i negozianti dovrebbero comprare meno bici e venderle a prezzi onesti. In questo modo i brand si troveranno costretti ad abbassare i listini. Dal mio punto di vista la colpa dei prezzi fuori mercato è dei retailer grossi.

Sassari
Paolo Fiocca, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In decrescita.
2. -15%
3. Officina.
4. In un momento di difficoltà del mercato come quello che stiamo vivendo, la rincorsa al ribasso dei brand è uno dei problemi principali con cui dobbiamo fare i conti.
TREND DI ACQUISTO
5. Tra i più richiesti ci sono stai i modelli da bambino (tra i 180 e 290 euro) e le mtb full tra i 1.800 e i 3.000 euro. Domanda abbastanza alta per le eUrban sui 1.300 euro.
6. Il prezzo è il fattore che sposta gli equilibri per il consumatore.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Li sfruttiamo per vendite dirette, promozioni e per costruire la community.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: SCOTT, BRERA
eBike: SCOTT
abbigliamento: CASTELLI, PARENTINI, SCOTT
accessori: SCOTT
10. SCOTT
11 10

Bologna
Andrea Guidi, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Stabile.
3. Vendita bici.
4. Il problema principale è legato alle vendite online. Oltre ai soliti siti che vendono materiale contraffatto, le aziende stesse ci hanno messo in difficoltà con sconti mai visti prima per il consumatore finale.
TREND DI ACQUISTO
5. Gravel e road dai 1.500 ai 7.000 euro.
6. L’elemento che influenza maggiormente la vendita è il rapporto qualità/prezzo.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Li utilizziamo per costruire la nostra community. MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: BIANCHI, COLNAGO, GIANT eBike: BIANCHI, GIANT abbigliamento: CASTELLI, ALÉ accessori: OAKLEY, GARMIN, MET
10. BIANCHI
11. 6
12. Gli amatori o i cicloturisti non hanno bisogno di prodotti che sono studiati per i professionisti, anche perché non sfruttano il potenziale per cui sono stati progettati.

Certosa Di Pavia (PV) Filippo Brazzo, proprietario
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In crescita.
2. 5%
3. Vendita bici.
4. La saturazione del mercato bike ha portato a scontistiche troppo elevate. TREND DI ACQUISTO
5. Le più richieste sono state le bici da corsa tra i 4.000 e i 6.000 euro. 6. Novità e prezzo sono i due elementi che fanno la differenza nelle scelte d’acquisto. SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Sfruttiamo i social per vendite dirette, promozioni ma anche per costruire la nostra community.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: SCOTT, WILIER, GIANT eBike: OLYMPIA, SCOTT, KTM abbigliamento: SCOTT accessori: SYNCROS, ABUS, KASK, GARMIN 10. SCOTT
11. 9
12. Ci sono sempre più prodotti sul mercato e nuovi marchi con aggiornamenti continui. Tutto ciò rende difficile vendere, perché quello che pensavi fosse un buon acquisto diventa obsoleto in pochi mesi e il suo valore commerciale, anziché aumentare, diminuisce drasticamente.

Ferrara
Elisa Zaniboni, amministratore
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Stabile.
3. Officina.
4. I problemi maggiori che abbiamo dovuto affrontare nel 2025 sono legati alla concorrenza online (prezzi sottocosto). I fornitori dei principali brand di bici lavorano solo su preordine con marginalità sempre più ridotte, con costi fissi eccessivi di personale e affitto.
TREND DI ACQUISTO
5. Le più vendute sono state le gravel con fascia di prezzo medio/bassa.
6. Le caratteristiche più ricercate dal cliente sono la versatilità dei mezzi e la scontistica.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Li sfruttiamo per costruire la nostra community.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: FOCUS, CERVELO, SANTA CRUZ eBike: TENWAYS, FOCUS abbigliamento: GOBIK, ASSOS accessori: POC, GIRO, GARMIN
10. GOBIK
11 5

(TV)
Matteo Carnio, titolare e amministratore delegato
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In decrescita.
2. -15%
3. Vendita bici.
4. Il grande problema è collegato a colleghi e aziende che, svendendo le rimanenze di magazzino, hanno distrutto il valore della merce che avevamo acquistato e delle biciclette usate.
TREND DI ACQUISTO
5. Gravel muscolari ed eTrekking sono stati i modelli più richiesti nel 2025.
6. Ovviamente il prezzo, dato che tutti sanno che ormai “le bici si regalano”.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Sfruttiamo i social oltre che promozioni e per far crescere la community anche per vendite dirette con il nostro eshop.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: BIANCHI, MEGAMO, MERIDA
eBike: BIANCHI, MEGAMO
abbigliamento: GOBIK
accessori: GARMIN, MAGENE, MAGICSHINE
10. MEGAMO
11. 4
12. Le aziende devono smetterla di affidarsi a manager a scadenza, i quali lasciano poi nel fango chi in questo settore ci rimane in pianta stabile. Smetterla di produrre novità inutili e iper-costose per poi svendere tutto. Ci vuole più presenza sul campo e realtà, meno sogni e illusioni.

Lecce
Bijan Djalili, proprietario
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Stabile.
3. Vendita accessori e abbigliamento.
4. Il forte calo nella richiesta di bici è stato complicato da arginare nel 2025.
TREND DI ACQUISTO
5. Le più richieste sono state le cargo bike sui 5.500 euro.
6. I clienti vogliono risparmiare per una questione di scarsa cultura della bici in generale, pochi apprezzano la qualità.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Li sfruttiamo per vendite dirette, promozioni, ma anche per costruire la nostra community.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: MULI-CYCLES, MERIDA, COMMENCAL
eBike: MULI-CYCLES, MERIDA, COMMENCAL
abbigliamento: CYCOLOGY
accessori: CYCOLOGY, MET, ROCKBROS
10. CYCOLOGY
11. 6
12. Ci piacerebbe che i prezzi delle bici tornassero alla normalità. Per incentivare la mobilità e la cultura delle due ruote servono costi accessibili.

Malo (VI)
Federico Querin, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In decrescita.
2. -7%
3. Vendita accessori e abbigliamento.
4. Abbiamo fatto registrare dei margini molto bassi nella vendita di bici. Gli overstock di magazzino e la gestione difficile dei fornitori ci hanno messo in grande difficoltà. Tra gli aspetti positivi il comparto abbigliamento, in generale, ha performato bene rispetto agli anni precedenti.
TREND DI ACQUISTO
5. Bici da corsa con valore di poco superiore ai 4.100 euro.
6. Ci sono svariati fattori che dipendono dalla tipologia di bici. Nel mondo road la visibilità del brand nel mondo professionistico è sempre importante anche se si sta sempre più cercando il modello di fascia alta proposto a prezzi concorrenziali. Per quanto riguarda le gravel, il segmento è molto frammentato e la scelta è dipesa molto da quello che riusciamo a trasmettere noi negozianti e dalla capacità del brand di essere presente nel territorio. In ambito eMtb si ragiona quasi esclusivamente su watt, NM e prezzi scontatissimi. Spesso c'è molta poca tecnicità nella scelta della mtb a pedalata assistita.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram, Facebook e YouTube
8. Li sfruttiamo maggiormente per costruire le community, per promuovere nuovi prodotti e parlare di argomenti che possono essere interessanti per gli amatori.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: SCOTT, PINARELLO, MONDRAKER eBike: MONDRAKER, SCOTT abbigliamento: CASTELLI, ASSOS, SPORTFUL accessori: FIZIK, SIDI, SCOTT
10. NESSUNO IN PARTICOLARE.
11. 3
12. Il nostro comparto purtroppo è assolutamente privo di visione a medio termine. Il settore dovrebbe essere gestito con un certo criterio dalle grandi aziende che dovrebbero creare il mercato con coerenza e obiettivi, ma che in realtà sembra quasi che lo scopo sia quello di "raccattare" il fatturato mensile senza una vera e propria logica di sistema.

Finale Ligure (SV)
Luca Bondi, titolare BILANCIO DI FINE ANNO
1. In decrescita.
2. -15%
3. Vendita accessori e abbigliamento.
4. Il problema principale affrontato nel 2025 è stato la continua lotta sui prezzi dei nuovi prodotti, specialmente sulle biciclette.
TREND DI ACQUISTO
5. Le più vendute sono state le eBike dai 4.000 ai 7.000 euro.
6. Purtroppo il prezzo.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Pubblicano sui nostri canali social bici nuove e usate e qualche offerta su materiale in stock.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: WHITE, OPEN, BASSO eBike: WHITE, IBIS, ROCKY MOUNTAIN abbigliamento: LEATT, NORTHWAVE accessori: GALFER, MAXXIS, MICHELIN
10. ORBEA
11. 5
12. Tre cose vorrei dire all’industry: ridurre la produzione, ridurre l’inflazione sui prezzi finali e garantire tranquillità d’acquisto ai negozi.

Trento
Roberto Alessandrini, titolare BILANCIO DI FINE ANNO
1. In crescita.
2. +37%
3. Vendita bici.
4. L’elemento più complicato è stato far capire ai clienti la bontà dei prodotti proposti. Tante persone erano solo interessate al prezzo.
TREND DI ACQUISTO
5. I modelli più richiesti sono stati le eMtb e le gravel tra i 4.000 e i 7.000 euro.
6. L’elemento che influenza maggiormente la vendita è senza dubbio il prezzo. Noi negozianti dobbiamo essere bravi a far comprendere le qualità e le peculiarità di certi prodotti.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram
8. Li utilizziamo soprattutto per costruire la nostra community.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: RAYMON, FLYER, MONDRAKER eBike: FLYER, MONDRAKER, RAYMON abbigliamento: GIST, DAINESE, LAZER accessori: TRACKTING, KLICKFIX, TANNUS
10. RAYMON
11. 8
12. Il mercato si sta saturando e i prezzi sono sempre troppo alti.

Chiavari (GE)
Christian Federici, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Stabile.
3. Officina.
4. Il problema principale è stata la mancanza di domanda per la vendita di nuove bici.
TREND DI ACQUISTO
5. Le più richieste sono state le eMtb con fascia di prezzo tra i 6.000 e gli 8.000 euro.
6. Il prezzo è l’elemento che senza dubbio influenza maggiormente la vendita.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Li sfruttiamo principalmente per darci visibilità.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: MONDRAKER, WILIER TRIESTINA, TREK eBike: MONDRAKER, TREK, TORPADO abbigliamento: FOX, CASTELLI accessori: PIRELLI, FOX, SRAM
10. NESSUNO IN PARTICOLARE.
11. 3
12. Ai brand vorrei richiedere una riduzione dei prezzi e della produzione. Inoltre, stop dell'obbligo del preordine stagionale che indebita il negozio.

Fabio Alati, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Stabile.
3. Officina.
4. Quello che ho osservato è stata una difficoltà economica generale da parte dei clienti.
TREND DI ACQUISTO
5. Le più richieste sono state le bici da corsa tra i 3.000 e i 5.000 euro.
6. Il rapporto qualità/prezzo fa la differenza per l’utente finale.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Li sfruttiamo per vendite dirette, promozioni ma anche per costruire la nostra community.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: GUSTO, CINELLI, OLYMPIA eBike: OLYMPIA, VKT, TORPADO abbigliamento: ALÉ accessori: MAGENE, BRYTON, ELEVEN
10. GUSTO
11 6
12. In questo momento storico è importante trovare nuove strategie di vendita per incentivare il cliente all'acquisto.




Marco Salvadori, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Stabile
3. Officina
4. Non abbiamo avuto particolari problemi nel 2025, forse perché abbiamo evitato pre-ordini e accumulo di bike ed eBike in magazzino.
TREND DI ACQUISTO
5. Le più vendute lo scorso anno sono state le mtb/city dai 300 ai 500 euro, ma anche le eTrekking e le eMtb tra i 2.000 e i 3.000 euro.
6. La caratteristica più ricercata dal cliente e che influenza maggiormente la vendita è sempre il rapporto qualità/prezzo.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Li utilizziamo per fare promozioni.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: BH, SMP BIKES, BOTTECCHIA eBike: BH, CONWAY, SMP BIKES abbigliamento: NALINI, GIST accessori: BRN, SMP, LAZER 10. BH
11. 7
12. Il consiglio che vorrei dare all’industry è quello di unificare le componenti per semplificare la reperibilità dei ricambi e le riparazioni sulle bike/eBike di media e alta gamma.

Pesaro (PU)
Luca De Rosa, titolare BILANCIO DI FINE ANNO
1. In crescita.
2. +10%
3. Vendita bici.
4. L’elemento con cui stiamo facendo i conti in questi anni è “l'invasione” dei marchi cinesi della grande distribuzione con prodotti non a norma.
TREND DI ACQUISTO
5. Le più richieste sono state le city bike sotto i 1.300 euro e i modelli trekking fino a 3.000.
6. L’elemento che influenza maggiormente la vendita è l’autonomia delle eBike. SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Li sfruttiamo per fare promozioni.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: SPEEDCROSS, TORPADO, TECNOBIKE eBike: BH, FANTIC, BIKEL abbigliamento: TUCANO URBANO accessori: GIVI
10. GTA
11 6
12. A mio avviso le aziende dovrebbero puntare sulla formazione dei rivenditori prendendo contatto con i produttori di motori, dato che a parte Bosch, gli altri non lo fanno o comunque non abbastanza.

Bolsena (VT)
Andrea Pesetti, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In crescita.
2. +10%
3. Officina.
4. La vendita delle bici ha subito un forte calo, questo a causa dell’online che ha abbassato i prezzi.
TREND DI ACQUISTO
5. Le più richieste nel 2025 sono state le eBike sui 5.000 euro.
6. Le caratteristiche più ricercate dal cliente sono i motori sempre più potenti e le
batterie con 800 Wh minimo.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Li sfruttiamo principalmente per costruire la nostra community. MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: LOMBARDO, BERGAMONT, LAPIERRE eBike: THOK, LOMBARDO, LAPIERRE abbigliamento: ALÉ, MAVIC, GIST accessori: SHIMANO, BRN, GIST
10. AVINOX
11. 8
12. I prezzi devono essere in linea tra online e store fisico.

Casalecchio di Reno (BO)
Paolo Malini, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1 In decrescita.
2. -10/15%.
3. Officina
4. I prezzi delle bici sono stati il problema principale. Le case madri continuano ad abbassare i prezzi anche dopo ad aver venduto i modelli a cifre più alte.
TREND DI ACQUISTO
5. Corsa e gravel dai 1.500 euro a salire.
6. Oggi l’utente finale è alla ricerca di avventura, per questo il gravel ha preso così piede negli ultimi anni.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram, Facebook, TikTok
8. Li sfruttiamo per costruire la nostra community.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: WILIER TRIESTINA, MONTANA, SCOTT eBike: MONTANA, SCOTT
abbigliamento: ALÉ accessori: BRN
10. AVINOX
11. 5
12. Non capire che i mercati si saturano è un grosso problema. Tantissimi marchi hanno fatto gli stessi errori e oggi non sembra ci siano vere strategie con tutti che inseguono tutti.

Sarentino (BZ)
Mike Felderer, proprietario
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In crescita.
2. +22%
3. Vendita bici.
4. Non esistono problemi, ma solo soluzioni. Il mercato varia, ma la differenza la fa chi sa leggerlo con anticipo.
TREND DI ACQUISTO
5. Le più vendute sono state le eMtb alto di gamma.
6. La differenza la fanno il servizio post vendita (officina) e consulenza all’acquisto. SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Più che altro i social sono una vetrina virtuale, dove si presentano novità, continuità e l'andamento quotidiano del negozio.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: AMFLOW, WHISTLE, GHOST, MONDRAKER eBike: SANTACRUZ, MONDRAKER, AMFLOW abbigliamento: FOX, LEATT, TROY LEE DESIGNS
accessori: FOX, LEATT, O'NEAL
10. AMFLOW CON IL SISTEMA AVINOX
11. 10

Paolo Fiore, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Stabile.
3. Officina.
4. In questo momento storico stiamo osservando una mancanza di meccanici. TREND DI ACQUISTO
5. Le più vendute sono state le eMtb front tra i 2.500 e i 3.000 euro.
6. Le caratteristiche più ricercate dal cliente e che influenzano maggiormente la vendita sono l’affidabilità del marchio e le relative garanzie.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram
8. Sfruttiamo i social per costruire la nostra community. MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: WOOM
eBike: RAYMON, GHOST
abbigliamento: CRAFT, UMBRAIL
accessori: SHIMANO, TOPEAK, BLACKBURN
10. AVINOX
11. 7

Sergio Larghi, socio amministratore
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Stabile.
3. Officina.
4. Diciamo che non si può più parlare di problemi, ma di una situazione di mercato che sarà la normalità per i prossimi anni. Le aziende produttrici di bici e accessori si trovano con invenduti importanti senza trovare "valvole di sfogo" per poter risolvere il problema se non con qualche shop online o grandi negozi che riescono ad approfittarne acquistando a prezzi spesso sottocosto. Inoltre, a questo si aggiunge il calo della domanda in generale e la riduzione della capacità di spesa delle famiglie. Dal mio punto di vista, inoltre, sempre più marchi si affacciano sul mercato “rubando” rivenditori ad altre aziende (la fidelizzazione è cosa rara se non per pochi brand).
TREND DI ACQUISTO
5. L'interesse per le gravel continua a essere importante, a discapito di altre tipologie di bici (mtb ma anche road). In questo segmento troviamo un'offerta molto ampia di marchi, purtroppo anche cinesi. La domanda di eBike si è stabilizzata.
6. La professionalità del venditore è in grado qualche volta di fare la differenza, ma quello che influisce maggiormente sulle vendite resta il prezzo abbinato a un'offerta sempre maggiore. Questo porta a rischi importanti per il venditore e spesso a rimanenze di magazzino.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram, Facebook, LinkedIN
8. Li utilizziamo solo per costruire la nostra community.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: GIANT, ORBEA, SCOUT eBike: GIANT, ORBEA, MONDRAKER abbigliamento: SCOUT personalizzato, FOX, GOBIK accessori: SHIMANO, SRAM, FSA
10. Credo che AMFLOW tra le eBike sia la stata la novità più importante. 11. 5
12. C'è tanto margine di crescita nel nostro settore. La scommessa più grande sono certo che sia quella di riuscire a far avvicinare sempre più persone al mondo della bici. Ci sono troppi "ciclisti della domenica" ancora con bici di 20 anni fa e di livello bassissimo.

Catania Francesco Nicotra, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Stabile.
3. Vendita bici.
4. I problemi maggiori che abbiamo dovuto affrontare nel 2025 sono stati gli
eccessivi sconti online e gli stock delle aziende.
TREND DI ACQUISTO
5. Le più richieste sono state le eMtb.
6. Le domande più frequenti dei clienti sono legate a motore e batterie, mentre l’elemento che influenza maggiormente la vendita è il prezzo.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram, Facebook, TikTok
8. Per costruire la community.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: non le trattiamo. eBike: CUBE, LOMBARDO, OLYMPIA abbigliamento: CUBE, FOX accessori: CUBE, FOX
10. CUBE
11. 6
12. Oggi vendere online bici costose non ha senso. Le aziende devono puntare sugli store fisici e invertire la tendenza: basta guardare il mondo auto/moto.

Belluno
Enrico Viel, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In decrescita.
2. -15%
3. Officina
4. Il problema maggiore sono stati i folli sconti sulle biciclette.
TREND DI ACQUISTO
5. Le gravel sono state le più richieste nel corso del 2025.
6. Il cliente guarda solo e soltanto al prezzo.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram
8. Li utilizziamo per costruire una community con cui poi interagire dal vivo.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: BIANCHI, RIDLEY, WOOM
eBike: BIANCHI, RIESE & MULLER, XP abbigliamento: ALÉ, GOBIK, SPORTFUL
accessori: SHIMANO, TOPEAK, MISS GRAPE
10. BIANCHI
11. 4
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Nel 2025 qual è stato l’andamento delle vendite del negozio rispetto al 2024?
2. Indica la percentuale dell'eventuale crescita o decrescita.
3. Vendita bici, vendita accessori e abbigliamento, officina. Quale di queste voci vi ha garantito i maggiori margini nel 2025?
4. In un momento di difficoltà del mercato come quello che stiamo vivendo, quali sono stati i problemi maggiori che avete dovuto affrontare nel 2025?
TREND DI ACQUISTO
5. Quali tipologie di bici/eBike sono state le più vendute nel 2025? E di quale categoria di prezzo?
6. Quale è la caratteristica più ricercata dal cliente e che influenza maggiormente la vendita?
SOCIAL MEDIA
7. Quali social media utilizzate maggiormente?
8. Li sfruttate per vendite dirette, promozioni o semplicemente per costruire la vostra community?
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. Quali sono, in ordine, i vostri 3 top brand di bici?
Quali sono, in ordine, i vostri 3 top brand di eBike?
Quali sono, in ordine, i vostri 3 top brand di abbigliamento?
Quali sono, in ordine, i vostri 3 top brand di accessori?
10. Quale è stato a vostro avviso il marchio rivelazione (azienda che più si è contraddistinta) nel 2025?
11. Voto complessivo al 2025 da 1 (gravemente insufficiente) a 10 (estremamente positivo)?
12. Eventuali considerazioni finali o messaggi alla bike industry.

Capranica
Alessio Accosta, proprietario
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Stabile.
3. Officina.
4. Gli sconti su Internet ci hanno affossato. Si compra a meno di rispetto a quanto compriamo noi dai nostri fornitori.
TREND DI ACQUISTO
5. I modelli più richiesti lo scorso anno sono state le eMtb sui 4.000 euro.
6. Gli elementi che influenzano maggiormente la vendita sono la coppia motore e la capacità della batteria.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Li sfruttiamo per fare promozioni e per costruire la nostra community.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: BH, THOK eBike: BH, THOK
abbigliamento: non lo trattiamo.
accessori: ANDREANI, RMS, BRN
10. AMFLOW
11. 4

Bizzarone (CO)
Manuel Magitteri, proprietario
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Stabile.
3. Officina.
4. In un momento di difficoltà del mercato come quello che stiamo vivendo, abbiamo acquistato con attenzione tutti i ricambi, evitando pre-ordini inutili.
TREND DI ACQUISTO
5. Il medio/alto di gamma è andato bene nel 2025.
6. La caratteristica più ricercata dal cliente e che influenza maggiormente la vendita per quanto riguarda le eBike è la capacità della batteria.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram, Facebook e TikTok
8. Li sfruttiamo per costruire la community e per aggiornare i clienti sulle promozioni.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: SPECIALIZED, PINARELLO, COLNAGO eBike: ORBEA, AMFLOW, FORBIDDEN abbigliamento: LEATT, FOX, O’NEAL
10. ORBEA
11. 6
12. Secondo me le aziende dovrebbero tornare a fare bike test seri e non puntare tutto su influencer che aspettano solo "prodotti" gratis.

18 punti vendita sul territorio nazionale
BILANCIO DI FINE ANNO
Eugenio Zappa, buyer
1. Abbiamo registrato una leggera decrescita.
2. -2%
3. In percentuale l’abbigliamento ha garantito i margini più alti, mentre come ricavo complessivo le biciclette sono risultate la voce principale.
4. Nel 2025 i principali problemi che abbiamo dovuto affrontare sono stati l’instabilità del mercato e dei prezzi di acquisto, la minor affluenza nei negozi fisici e la concorrenza di sconti esagerati praticati dai negozi online. Questi fattori hanno reso la gestione quotidiana più complessa e hanno influenzato sia i margini sia i volumi di vendita.
TREND DI ACQUISTO
5. Nel 2025, per numero di unità vendute, le mountainbike muscolari sono state le più richieste. In termini di valore di vendita, invece, le eBike hanno rappresentato la
quota più significativa.
6. I clienti sono indubbiamente alla ricerca dello sconto dal prezzo di listino.
SOCIAL MEDIA
7. Attualmente utilizziamo Instagram e Facebook per attività legate all'e-commerce e ai punti vendita, Linkedin solo per attività corporate e di branding. Tik Tok non è ancora attivo ma è nei progetti futuri.
8. Utilizziamo i social principalmente per coinvolgere il pubblico tramite contenuti originali, oltre alle comunicazioni di nuovi eventi e lanci di prodotto.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: CUBE, SPECIALIZED, SCOTT eBike: CUBE, SPECIALIZED, CANNONDALE abbigliamento: CASTELLI, RH+, NORTHWAVE accessori: SHIMANO, SPECIALIZED, VITTORIA
10. CUBE
11. 6,5
12. Vorremmo che ci fosse maggiore stabilità di mercato e degli sconti, più disponibilità di prodotto, un controllo efficace sulle vendite online, a difesa dei retailer fisici.

Bari
Michael Mayeux, socio
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Stabile.
3. Officina.
4. La concorrenza dei prezzi su internet è stato il principale problema nel 2025.
TREND DI ACQUISTO
5. Le più vendute sono state le eBike nella fascia di prezzo tra i 1.500 e i 2.500 euro.
6. L’autonomia della batteria è l’elemento che influenza maggiormente la vendita nel segmento a pedalata assistita.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Non li sfruttiamo troppo i social.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: BERGAMONT, BASSO, LEE COUGAN eBike: BERGAMONT, LEE COUGAN, MBM abbigliamento: BRN, SPORTFUL, SCOTT accessori: BRN, ZEFAL, EWHEEL
10. EWHEEL
11. 7

Parma
Barbara Chierici, socio
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In decrescita.
2. -40%
3. Officina.
4. Le vendite online ci stanno mettendo in ginocchio.
TREND DI ACQUISTO
5. City bike (250-300 euro) ed eBike sui 1.400.
6. Il prezzo è l’elemento che influenza maggiormente la vendita.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Li sfruttiamo per promozioni e per costruire la nostra community.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: BRERA, ATALA, ALPINA eBike: WHISTLE, ATALA, BRERA abbigliamento: LOFFLER accessori: SHIMANO, CONTINENTAL, VITTORIA
10. NESSUNO IN PARTICOLARE.
11. 1


Oltre 2000 aziende, tra cui anche grandi marchi ciclistici, hanno fatto causa al governo di Donald Trump dopo che la Corte Suprema ha dichiarato illegali i dazi globali imposti un anno fa
di Daniele Pansardi
Lo scorso 20 febbraio la Corte Suprema degli Stati Uniti ha giudicato come illegali la gran parte dei pesanti dazi imposti dal presidente Donald Trump nel 2025. La sentenza ha rimesso in discussione una delle questioni economiche più controverse dell’ultimo anno, nate dalla volontà di Trump di ‘riequilibrare’ la bilancia commerciale degli Stati Uniti con gli altri Paesi con conseguente aumento delle tensioni e dell’insicurezza sul mercato.
Le conseguenze sul piano politico ed economico sono state da subito molto rilevanti, ma la decisione della Corte Suprema ha comunque lasciato alcune aree grigie nei confronti delle tante aziende danneggiate dai dazi. Il massimo tribunale americano non ha chiarito da subito se e come il governo si occuperà degli eventuali rimborsi, che sono stati stimati in circa 130 miliardi di dollari di imposte doganali pagati da oltre 300mila importatori per far entrare le proprie merci negli Stati Uniti, incluse le aziende del mondo bici.
Non è stato specificato se per ottenere gli indennizzi sarà necessario portare avanti delle azioni legali contro il governo americano, oppure se la procedura verrà presa in carico automaticamente dall’agenzia doganale statunitense (CBP). La prospettiva di dover avviare delle denunce verso il governo federale americano, infatti, rappresenterebbe un freno per la maggior parte delle aziende di piccole o medie dimensioni, che potrebbero essere costrette a sborsare fino a centinaia di migliaia di dollari per portare avanti le pratiche.
LE REAZIONI DELL’INDUSTRIA AMERICANA
Nel frattempo, mercoledì 4 marzo un giudice di un tribunale commerciale di Manhattan (New York) ha ordinato al governo statunitense di iniziare a rimborsare tutte le aziende che hanno dovuto affrontare i dazi negli scorsi mesi. Sul sito della U.S. Customs and Border Protection è stato anche aperto un portale dedicato ai rimborsi, ma non è chiaro se sarà sufficiente per ottenerli. "Penso che l'industry debba stabilire una posizione solida riguardo alla situazione dei dazi prima di ritoccare i prezzi", ha dichiarato Jacob Heilbron, ceo di Kona, a Bicycle Retailer. "Per quanto riguarda la riscossione dei rimborsi, non siamo stati in grado di ottenere quelli doganali (duty drawbacks) per i componenti che abbiamo importato e poi ri-esportato dagli Stati Uniti per oltre un decennio. Dovremmo moderare le nostre aspettative sul fatto che i rimborsi vengano effettivamente erogati, per di più in tempi brevi”.
Chi può permetterselo, insomma, ha preferito le vie legali, sebbene le dispute si preannuncino lunghe e con un orizzonte temporale di anni, non mesi. E tra le 2000 aziende che invece hanno fatto causa, ci sono alcuni dei grandi nomi della bike industry come Trek, Goodyear, Specialized, Shimano, Marin (che secondo il ceo Matt Vanenkevort ha pagato 2 milioni di dollari in più a causa dei dazi, solo per fare un esempio), GoPro, Ibis, Bell Sports e QBP.
Al sito web americano PinkBike, il fondatore di Ibis Scott Nicol ha commentato così la questione: “La bike industry era già sotto grande pressione prima dei dazi. Molte aziende non sono riuscite ad aumentare i prezzi di un ulteriore 20%, e i rimborsi quindi agiranno da compensazione per le perdite dello scorso anno”. Oltre ad aver lasciato dubbi e perplessità sulle modalità di rimborso, la sentenza della Corte in ogni caso non ha spento la volontà di Trump di proseguire nelle sue politiche protezionistiche e punitive. Dopo aver mal digerito l’annullamento dei precedenti dazi, il Tycoon americano infatti ne ha annunciato di nuovi, inizialmente al 10% e poi al 15% per una durata di 150 giorni, sempre con l’obiettivo di indebolire le importazioni da tutto il resto del pianeta. “Le piccole aziende sono il cuore dell’economia statunitense, ma sono state spinte verso un punto di rottura”, ha continuato Nicol. “Ci auguriamo che il rimborso dei dazi illegali sia civile e veloce, e che le nuove misure appena approvate vengano bloccate e rimborsate il prima possibile”.
“C’era da aspettarsi che dopo l’annullamento dei dazi sarebbero comparse delle nuove imposte, e infatti è successo”, ha dichiarato a PinkBike il ceo di Marin, Vanenkevort. “Al momento, vogliamo che il valore della nostra proposta rimanga forte. Il motto di Marin è Made for fun. Andare in bici dovrebbe essere differenti. Pagare dei dazi non lo è, per nessuno di noi”.
LE CONSEGUENZE SULLE IMPORTAZIONI
Com’era ipotizzabile, la confusione generata dalle politiche commerciali statunitensi ha avuto un brusco effetto anche sui dati delle importazioni verso gli USA nel corso del 2025. Come riporta Bike Europe, il valore della merce entrata nel Paese nel 2025 ha toccato un minimo storico di 850 milioni di dollari, per un totale di 8,8 milioni di unità che rappresenta un calo del 21% rispetto all’anno precedente. Una riduzione che può essere chiaramente ricondotta alla strategia protezionistica del governo, vista l’assenza di altri fattori legati al mercato che avrebbero potuto condizionare la domanda e l’offerta e destabilizzare il quadro generale.
Entrando nel dettaglio, il principale esportatore negli Stati Uniti - la Cina - ha visto crollare i suoi affari del 47%, passando da un valore di 415 milioni di dollari a 220 milioni. Se guardiamo alle singole unità, la quota di mercato della Cina verso gli USA è diminuita del 66%, passando dai 16,7 milioni nel 2024 a 5,7 milioni nel 2025. Nel tentativo di riequilibrare il rapporto import-export con il più grande “rivale” commerciale e politico del pianeta, Donald Trump aveva portato i dazi reciproci con la Cina addirittura al 66%. Ad approfittare di questa situazione, tra gli altri, è stata la Cambogia, che nel 2025 è diventata il principale fornitore degli Stati Uniti per un valore delle importazioni pari a 256 milioni grazie a dei dazi pari solo al 19%. L’industria della bici cambogiana è la sede di molte fabbriche taiwanesi e cinesi, tanto da essere diventata il quarto esportatore per l’Unione Europea di eBike. Una crescita che nel mercato globale delle due ruote non passerà inosservata.

Bike House nasce in un contesto inusuale per il settore.
Tiziano Milan ha dovuto vincere le diffidenze iniziali dei biker, grazie a una proposta chiara e coerente, attenta alla personalizzazione e al tailor-made
di Daniele Pansardi
Non avendo un trascorso agonistico nella bici o una famiglia già impegnata in questo settore, Tiziano Milan sapeva di andare incontro alla diffidenza di una community fortemente ancorata alle tradizioni quando ha aperto il suo negozio. Appassionato da sempre di bici e di motocross ma con esperienze nel mondo automotive, nel febbraio 2020 si è lanciato nella bike in -

Qual è l’identità di Bike House?
dustry specializzandosi soprattutto nell’off-road, e facendo diradare pian piano quel velo di scetticismo che poteva esserci all’inizio. La forza trainante di Bike House è l’alta qualità dell’offerta e la personalizzazione delle bici sia nei componenti sia nell’estetica, come ci spiega lo stesso titolare del negozio, per un’esperienza il più possibile su misura.


Anche se non ci si può focalizzare solo su un segmento, il dna del negozio è fortemente improntato al fuoristrada. Per la mtb lavoro con Olympia e Mondraker, che sono riuscito ad acquisire grazie all’apertura della filiale italiana, mentre ho introdotto Bianchi per coprire il settore della bici da strada e sono un Canyon Service Center. Ho anche una grande passione per la personalizzazione delle bici.
Cosa riesci a offrire ai tuoi clienti sotto questo punto di vista?
Cerco di proporre sempre la soluzione migliore per rendere più performante una bici, dalle ruote ai freni, passando per le sospensioni. Sono anche molto forte sulle grafiche. Realizzo e applico pellicolature protettive su misura per la maggior parte dei telai presenti in circolazione, sia nelle versioni trasparenti oppure con grafica personalizzata sui gusti dei clienti.
Quali sono le tipologie di bici più vendute? Che fascia di prezzo hanno?
Il 75% delle vendite riguarda la mtb, per una spesa che va dai 4000 ai 12mila euro. L’elettrico pesa nel complesso per il 70%. Faccio tanti corsi legati al mondo eBike, perché ho sempre creduto in questo tipo di prodotto e dunque bisogna restare sempre molto aggiornati.
Il pubblico predilige le light eBike o le full power?
Le light sembravano un fuoco di paglia, ma ora potrebbero aver trovato un equilibrio tra peso contenuto e potenza. Possono dare risultati interessanti.
Il vostro raggio d’azione si limita solo alla provincia di Alessandria? No, riusciamo anche ad andare fuori regione grazie al lavoro sui social e al canale di vendita su Subito. Non propongo solo il nuovo, ma anche l’usato.
Come si gestisce l’usato di una eBike considerando i cicli di vita delle batterie?
Quando devo ritirare una bici elettrica usata, vado sul sicuro quando so che è stata acquistata nel mio negozio, perché la conosco. Se non sono bici uscite da Bike House, vado in punta di piedi. Il mondo delle bici elettriche somiglia a quello delle auto e delle moto usate, ma non ci sono le stesse garanzie sull’affidabilità dell’usato. Sarebbe una materia per le compagnie assicurative, e sto cercando un dialogo con alcune agenzie per capire se si possono introdurre degli strumenti di questo tipo.
Nella mtb ora il prossimo step sembra essere la ruota da 32”: che ne pensi?
A volte sembra che le aziende tirino fuori innovazioni solo per fare qualcosa di diverso. Sembrano cose studiate per muovere un po’ le acque.
Proponete anche il finanziamento come formula di pagamento: quanto aiuta nel finalizzare le vendite?
Molto. Attraverso la collaborazione con una società finanziaria, ho potuto anche proporre la soluzione della maxi rata un po’ come per l’automobile.
Come si evolverà secondo te il mercato delle bici nei prossimi anni?
A livello tecnologico, sarebbe interessante avere un sistema di ricarica della batteria con recupero dell’energia mentre si pedala. Non mi piace invece la corsa alla massima potenza nei motori, perché si sposta troppo l’attenzione verso quest’aspetto, e può diventare pericoloso anche dal punto di vista regolamentare. Qualcuno potrebbe tornare a proporre temi come assicurazioni, bolli e così via. Si rischia di snaturare per sempre l'essenza della bici.
E dal punto di vista commerciale?
Se fossi in una casa produttrice, cercherei di cambiare un po’ le proprie politiche. La bolla del Covid si è esaurita da un pezzo, eppure molti continuano a chiedere dei numeri in fase di ordine davvero infattibili. È una logica perversa, quasi di pseudo ricatto: ti tolgo il mandato se non si fanno certi numeri. A volte ho l’impressione che al timone delle aziende ci siano persone che guardino solo le cifre, senza pensare ai negozi con cui si collabora.
Se dovessi indicarmi il problema più grande nel mercato della bici oggi, quale diresti? Lo scarso dialogo tra casa produttrice e negozio.


Indirizzo: via Santorre di Santarosa 51 – Alessandria 15121
Telefono: 334.8748802 - 0131.380189
Mail: info@bike-house.it
Sito: bike-house.it
Instagram: @bikehousealessandria
Facebook: BIKEHOUSEAL

Superficie negozio: 190 mq
Marchi bici: Bianchi, Mondraker, Olympia, Via Veneto
Marchi abbigliamento, accessori e componenti: Leatt, Northwave, Mavic, Monaco Bici, Extreme Racing Shox, Fox Suspension, Deity Components, Garmin Servizi: officina, ritiro usato, finanziamenti, revisione sospensioni, Canyon Service Center









Le Granfondo non sono più considerate solo una sfida di performance. Negli anni sono cambiate le motivazioni e i criteri d’acquisto. Per il retail si apre un’opportunità strategica: trasformarsi da punto vendita a hub di preparazione e supporto
di Riccardo Penna
Per oltre vent’anni le Granfondo sono state il più straordinario acceleratore di sell-out che il bike retail abbia mai avuto. Il meccanismo era semplice: l’amatore si iscriveva, si spaventava, si allenava e poi entrava in negozio. Entrava con un obiettivo molto chiaro, andare più forte. Il suo modello mentale era quello della competizione, anche se lavorava in banca, anche se aveva due figli, anche se pedalava tre volte a settimana. La Granfondo era la sua personale prova di valore. Il retail ha prosperato su questo archetipo per anni, costruendo una narrativa perfettamente coerente fatta di telai più rigidi, ruote più leggere, rapporti più aggressivi, abbigliamento più aerodinamico. Ogni acquisto aveva un’unica promessa implicita: questa cosa farà guadagnare tempo. E il cliente comprava tempo. Poi, lentamente, senza fare rumore, il tempo ha smesso di essere la valuta principale.
Oggi chi si iscrive a una Granfondo non lo fa necessariamente per migliorare il piazzamento o confrontarsi con il compagno d’uscita. Lo fa per vivere un’esperienza organizzata, pedalare in sicurezza su strade chiuse, condividere un obiettivo con amici, rimettere ordine mentale attraverso una sfida fisica, avere una giornata che esca dalla routine quotidiana. Non sta cercando una gara, sta cercando una narrazione personale. E questa narrazione non ha bisogno di watt, ma di durata. Durata fisica, durata emotiva, durata relazionale. Il nuovo granfondista non compra per migliorare la performance ma per aumentare la probabilità di arrivare bene, senza dolori, senza crisi, senza stress, con energia sufficiente per godersi anche il ristoro e il post evento. Il passaggio culturale è netto, dalla logica della prestazione alla logica della permanenza. A questo si aggiunge un elemento che ha progressivamente dissuaso una parte dei partecipanti storici: la percezione di sicurezza. Strade aperte durante gli allenamenti, traffico, convivenza difficile con gli altri utenti della strada e una crescente sensibilità verso il rischio hanno cambiato il modo in cui il ciclista amatoriale vive la preparazione. La Granfondo diventa quindi uno spazio protetto, organizzato, in cui la sicurezza è parte integrante del valore percepito. Non è solo una questione di percorso o di assistenza medica, ma di accompagnamento complessivo. Chi partecipa oggi vuole sentirsi seguito prima, durante e dopo l’evento.
CRITERIO DI SCELTA
Quando cambia la motivazione cambia inevitabilmente il criterio di scelta. Il cliente endurance accetta qualche grammo in più, preferisce coperture più larghe, valuta geometrie più stabili, chiede rapporti più gestibili, si interessa al bike fitting orientato al comfort e vuole capire come alimentarsi prima e durante l’evento. Non vuole sapere se quella ruota è più reattiva. Vuole sapere se arriva senza mal di schiena, se riesce a finire senza crampi, se può farla con il proprio gruppo di amici, se si diverte o semplicemente sopravvive. Il problema è che molti bike store continuano a rispondere a domande che il cliente non sta più facendo, proponendo piccoli guadagni di performance a persone che stan -

no cercando altro. Nel frattempo, l’offerta di eventi si è ampliata. Percorsi differenziati, format non competitivi, manifestazioni orientate al turismo sportivo o alla scoperta del territorio hanno frammentato il panorama delle Granfondo. Non esiste più un unico modello di partecipazione e questo rende più complesso per il ciclista orientarsi.
IL NEGOZIO COME GUIDA
È qui che il negozio può recuperare il proprio ruolo di guida tecnica e organizzativa, trasformando la partecipazione a una Granfondo in un percorso strutturato e non in un’esperienza lasciata al caso. La Granfondo non deve essere solo qualcosa per cui vendere una bici, può diventare qualcosa da vendere in sé. Non l’iscrizione, ma la preparazione e l’accompagnamento. Il bike store può trasformarsi da punto vendita a hub di supporto reale, offrendo servizi costruiti attorno alla partecipazione come fitting specifico per lunghe distanze, scelta di un assetto endurance, check-up meccanico pre-evento, supporto nutrizionale di base, briefing del percorso o uscite di gruppo dedicate ai clienti iscritti. Ma soprattutto può prevedere una presenza attiva durante l’evento stesso, organizzando un servizio d’assistenza o una vera e propria ammiraglia per i propri clienti. Sapere che il proprio negozio di riferimento è sul percorso, pronto a intervenire in caso di necessità, cambia radicalmente la percezione dell’experience. In questo contesto il valore di ogni componente installato sulla bici assume un significato diverso. Non è più solo una scelta tecnica ma una garanzia di affidabilità. Il cliente che si sente accompagnato non mette in discussione il prezzo se percepisce un controvalore concreto in termini di sicurezza, continuità e supporto. Il costo diventa un investimento nella riuscita dell’esperienza. Il negozio non vende più semplicemente un prodotto ma partecipa attivamente al risultato finale del cliente.
ESSERE PARTE INTEGRANTE DELL’ESPERIENZA
Partecipare a una Granfondo oggi è sempre meno un atto competitivo e più identitario. Significa prendersi tempo per sé, dimostrare continuità, uscire dalla sedentarietà e condividere una sfida sostenibile. Il bike store che intercetta questo significato smette di vendere prodotti e inizia a vendere sicurezza, competenza e accompagnamento, elementi che generano relazione e fidelizzazione. Chi continuerà a vendere solo velocità rischia di parlare a un segmento che si sta progressivamente restringendo, non perché la performance scompaia ma perché smette di essere l’unico linguaggio rilevante. Le Granfondo stanno evolvendo verso turismo sportivo, benessere attivo e socialità organizzata. Il retail che saprà progettare attorno a questi bisogni diventerà parte integrante dell’esperienza. Gli altri resteranno fornitori di attrezzatura per una gara che il cliente non sta più correndo. Nel ciclismo come nel business, la domanda non è più quanto vai, ma come arrivi. E sempre più spesso, con chi hai scelto di arrivarci.
è un executive business & sport coach con 45+ anni di esperienza in vendite e marketing nei settori della mobilità (auto, moto, bike). Ex responsabile della Formazione Commerciale Worldwide per Alfa Romeo in FCA, specializzato in Digital Transformation. Offre check-up strategici gratuiti per potenziare brand e retailer. Docente in master e atleta-manager, è il partner ideale per eccellere nel mercato della mobilità.





Partirà da questa domanda la seconda edizione dell’Outdoor Impact Summit, evento che andrà in scena a Riva del Garda il 14 e il 15 maggio e che mira a riunire la filiera dello sport a livello internazionale per affrontare i temi della sostenibilità e l’integrazione con la competitività aziendale
di Davide L. Bertagna
Dopo il debutto nel 2025 a Monaco, l’Outdoor Impact Summit approda per la sua seconda edizione a Riva del Garda il 14 e 15 maggio 2026. Organizzato da European Outdoor Group e dal nostro gruppo editoriale MagNet, in collaborazione con Green Media Lab, l’evento si conferma come un importante momento di confronto per la filiera della sport industry in generale sui temi della sostenibilità e della sua integrazione nei modelli di business. Uno spazio di dialogo qualificato e operativo, rivolto a vertici aziendali, decision maker e professionisti ESG, in cui condividere strumenti, dati, esperienze e soluzioni applicabili lungo tutta la catena del valore.
IL CUORE DEL SUMMIT
Con il nuovo claim “No Excuses”, l’appuntamento andrà in scena presso il Centro Congressi di Riva del Garda (certificato ISO 20121, standard internazionale per la gestione sostenibile degli eventi) e aprirà ufficialmente l’European Outdoor Week, che dal 14 al 19 maggio trasformerà il territorio del Garda Trentino in un punto di riferimento internazionale per il mondo dello sport a 360 gradi. Una settimana che coinvolgerà operatori del settore, aziende, istituzioni e appassionati, creando un ecosistema unico di scambio e contaminazione.
I TEMI E RELATORI
Cosa significa davvero “impatto” per l’industry outdoor? È una parola onnipresente nelle strategie, nei bilanci e nei claim di marketing, ma che troppo spesso rimane astratta. All’Outdoor Impact Summit 2026, il termine verrà messo sotto la lente d’ingrandimento con un approccio diretto, critico e, soprattutto, operativo. Ad aprire i lavori il 14 maggio sarà il direttore di EOG Christian Schneidermeier, che darà il benvenuto a una platea chiamata non solo ad ascoltare, ma a ridefinire il perimetro stesso della responsabilità nel settore. Tra le keynote da segnare in agenda, l’intervento dell’esperto di innovazione tessile e sostenibilità Bowie Miles che partirà da una domanda tanto semplice quanto destabilizzante: chi decide cos’è davvero l’impatto? Non è solo ciò che di positivo si genera, ma anche ciò che di negativo si evita o riduce.
CASE STUDY E PROGETTI CONCRETI
A seguire, tre case study daranno concretezza al tema: i progetti ambientali di European Outdoor Conservation Association (EOCA), la trasformazione sostenibile degli eventi trail running con Protect Our Winters (POW) e l’approccio inclusivo di Un Para Ltd. Spazio anche alla celebrazione del Single Use Plastics Project, con la presentazione dei risultati che hanno superato gli obiettivi iniziali nella riduzione della plastica monouso lungo la filiera, a cura di Verity Hardy (EOG), Debbie Read (Equip) e Marta Pellegrino (VF Corp). Tra gli interventi più attesi, quello di Pitt Grewe (AllTrails) sul valore delle partnership pubblico-private per la tutela dei sentieri, e
la presentazione del report “Care for the Outdoors”, condotta da Fredrik Ekström di Above the Clouds. Il pensiero centrale: la fiducia è fragile e la sostenibilità deve essere comunicata con credibilità, chiarezza e coerenza. Giovedì sera si chiuderà con una cena di networking alla Spiaggia Olivi, dedicata a relatori e partecipanti, un’occasione unica per confrontarsi sui temi emersi e contribuire concretamente al futuro responsabile del settore.
LEADERSHIP, ESG E GOVERNANCE INCLUSIVA
La seconda giornata del Summit si aprirà con l’intervento di Hannah Worthington (Astraia), con la presentazione di un’analisi condotta su 100 top brand globali, che evidenzia la crescente integrazione di obiettivi ESG nei sistemi di remunerazione dei dirigenti. Particolare attenzione sarà dedicata al ruolo delle donne nei board e alla correlazione tra governance inclusiva, performance finanziaria e risultati di sostenibilità. Il tema verrà ripreso in un panel dedicato alla leadership femminile, con la partecipazione di Nat Jackson (The Outward Bound Trust), Patagonia e Global Game Shapers, in cui verranno condivisi strumenti concreti per favorire la crescita delle donne in ruoli di governance.
CIRCULAR ECONOMY E INNOVAZIONE INDUSTRIALE
Ampio spazio sarà dedicato alla circolarità come leva industriale: dall’economia dell’end-of-life con REJU e Rematrix (con gli interventi di Gianluca Pandolfo ed Enrico Soffiati), all’approccio progettuale promosso dal Cradle to Cradle Products Innovation Institute, fino all’esperienza di Decathlon sulla riparabilità integrata nel modello retail. La giornata proseguirà con una sessione dedicata alla Extended Producer Responsibility (EPR), che offrirà un aggiornamento sul quadro normativo internazionale, evidenziando implicazioni operative e opportunità strategiche per brand e retailer. Il Summit affronterà altri temi cruciali come il responsible withdrawal, guidato da Fair Wear Foundation, la tracciabilità digitale con Peak 63 e Swedish Textile & Fashion 2030, e le conseguenze sociali delle transizioni circolari, analizzate in un panel con SLCP, Textile Exchange, Fair Wear Foundation e BSR. A chiudere, il workshop di Astraia Collective mostrerà come comunicare la sostenibilità in modo credibile, evitando greenwashing e costruendo fiducia con stakeholder e consumatori.
L’Outdoor Impact Summit 2026 oltre che un’occasione per aggiornarsi sulle tendenze e le sfide del settore, ma un vero laboratorio di idee, experience e soluzioni concrete per guidare la transizione sostenibile della sport industry. Partecipare significa entrare in contatto con i principali protagonisti del settore, scambiare conoscenze, condividere best practice e contribuire attivamente a costruire un futuro più responsabile, inclusivo e circolare per l’intera filiera.





