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Bikefortrade & eBikefortrade 07/08 2021

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FIERE IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

DIGITAL A PROPOSITO DI WEB MARKETING

FOCUS TECH TREK ÉMONDA VS SPECIALIZED TARMAC REPORTAGE VERBIER E-BIKE FESTIVAL

Cinque nuove costruzioni degli pneumatici che cambiano tutto. Al 100% su misura per le tue esigenze. schwalbe.com/decadeofsuper

DI BENEDETTO SIRONI

benedetto.sironi@sport-press.it

PEDALANDO NEL FUTURO

Finalmente il velo è calato su molte delle più importanti novità 2021. Dopo alcuni cambi di strategia e tempistiche nei lanci della nuova gamma, dovuti ovviamente anche ai complicati mesi di lockdown, tutti i principali brand hanno messo sul tavolo le proprie carte. Pronti a giocare, come di consueto, la partita del mercato. Forti di mesi inaspettatamente ricchi di soddisfazioni, vendite e crescite a doppia cifra.

Un mercato che pare non aver affatto risentito della cancellazione forzata di EuroBike perlomeno nelle sue date previste (2-5 settembre). In attesa di capire se lo spostamento a novembre permetterà lo svolgimento della fiera e quale sarà la risposta delle aziende (su entrambi questi aspetti i dubbi non mancano). Tanto che sul fronte internazionale già si guarda agli appuntamenti del prossimo anno, primo tra tutti Taipei Cycle Show, a Taiwan dal 3 al 6 marzo 2021. Mentre su quello italiano c’è attesa per capire se anche in un anno difficile per gli eventi come questo, Italian Bike Festival (Rimini, 11-13 settembre) saprà confermarsi appuntamento di riferimento per il settore.

In questo contesto in continua mutazione, abbiamo deciso di realizzare un’uscita davvero speciale di Bikefortrade: tre numeri in uno. Abbiamo accorpato per questo mese Bike + eBike (da pagina 31). La stessa scelta che abbiamo compiuto sulla ricca Guida Prodotti 2021 allegata, con molte delle più importanti novità della prossima stagione, tra muscolari, elettriche, ma anche abbigliamento, accessori e componenti. Il tutto con un’importante extra-tiratura, rafforzata da lanci e rimandi sulle nostre piattaforme digitali.

Sfogliandola ci si accorge che, nonostante gli inevitabili rallentamenti o le chiusure forzate nelle settimane più dure della pandemia, le aziende hanno di fatto confermato (magari ritardandoli) i principali lanci, confermato grande vitalità e voglia di innovare anche per le prossime collezioni. Il 2021 sarà un anno ricco di novità interessanti, tra cui molte bici nuove. Si conferma la crescita di due settori, ulteriormente spinti dal corso degli eventi, che hanno visto la cancellazione di molte gare, la voglia di outdoor e di iniziare a pedalare. Parliamo del gravel e dell'eBike.

Se poi allarghiamo lo sguardo a un orizzonte temporale più ampio, non mancano suggestioni e spunti curiosi e affascinanti. Alcune aziende e start up stanno già pensando al futuro a lungo termine. Con la consueta rubrica mobil(nov)ità dal mondo alle pagine 34 e 35 vi portiamo negli States e in UK, dove troviamo le risposte ad alcune domande sulla direzione che sta prendendo il mondo della mobilità e della tecnologia applicata al settore bike.

La pandemia e tutte le relative implicazioni hanno portato a un’accelerazione di alcuni processi che hanno visto protagoniste sia le aziende che le amministrazioni. Anche su questi due fronti non mancano alcuni spunti sulle nostre pagine, come nel caso di una crescente attenzione al mondo della sostenibilità (si veda a questo proposito l’articolo dedicato a Polartec a pagina 28). O come ci conferma l’esclusiva intervista realizzata (pedalando) con il sindaco di Milano Beppe Sala (pagina pagine 12 e 13).

Ma futuro significa anche nuovi approcci e visioni. Si legga a questo proposito l’analisi di pagina 14 riguardo uno studio inglese nel quale si evidenzia un’evoluzione del marketing, che supera gli stereotipi e i preconcetti di etnia e di genere. Puntando a una visione più etica e inclusiva cercando di coinvolgere fasce di popolazione finora poco considerate nell’ambito della comunicazione della bike industry.

Chiudiamo con un’ultima riflessione. Anche nel nostro settore si assiste a una sempre maggiore compenetrazione tra i mondi fisico e virtuale. Tutto questo confermato anche dal grande successo dei nostri webinar, che in molti di voi hanno seguito. Ma anche le aziende iniziano a sperimentare nuovi format. Come nel caso dell'evento Ammiraglia di RMS, che torna quest'anno in una nuova formula digitale dal 21 al 25 settembre (dettagli a pagina 22). Nessuno ha la palla di cristallo per sapere come esattamente evolverà il mercato. Ma considerato anche quanto detto sopra, alcune strade sono ben delineate. Con una certezza: il futuro sarà (sempre più) a due ruote.

Editore Sport Press S.r.l. - Direttore responsabile: Angelo Frigerio - Direttore editoriale: Benedetto Sironi

Redazioni: Corso della Resistenza, 23 - 20821 - Meda (MB) Via Roncaglia, 14 - 20146 - Milano - Tel. 02.87245180-1-2 - Fax 02.87245182 info@bike4trade.it - bikefortrade.it

Anno 8 - Numero 07/08 - 2020 - Periodico mensile

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Stampa: Ingraph - Seregno (MB) - Una copia 1,00 euro L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati personali in suo possesso. Tali dati saranno utilizzati per la gestione degli abbonamenti e per l’invio di informazioni commerciali. In base all’Art. 13 della Legge nº 196/2003, dati potranno essere rettificati o cancellati in qualsiasi momento scrivendo a: Sport Press S.r.l. Responsabile dati: Benedetto Sironi - Corso della Resistenza, 23 - 20821 - Meda (MB) Chiuso in redazione il 03 settembre 2020

Il bacio, Francesco Hayez, Pinacoteca di Brera
Cicli,

NUOVI NOMI NEL MANAGEMENT DI TREK ITALIA

Trek Italia ha annunciato l’ingresso di Filippo Zoboli nel ruolo di marketing manager, che segue l’entrata in organico dallo scorso giugno di Stefano Gualtieri nella posizione di sales manager per il mercato italiano. "Negli ultimi anni la nostra azienda ha mostrato una costante crescita di fatturato e un consolidamento di posizione nel mercato italiano, tutto ciò grazie all’introduzione di prodotti tecnologicamente avanzati e a precise politiche distributive. Per raccogliere le sfide del prossimo futuro, abbiamo voluto potenziare due ruoli cardine nella strategia aziendale: le esperienze di Filippo e Stefano saranno estremamente preziose in vista dei progetti che abbiamo in cantiere per prossimi anni", commenta Davide Brambilla, country manager di Trek Italia. Filippo Zoboli, classe 1981, entra a far parte della famiglia Trek dopo un’esperienza di quasi dieci anni nel settore delle moto, in particolare di produzione giapponese. Nato e cresciuto a Treviglio, dopo una laurea in Information Technology a Crema, Filippo Zoboli ha conseguito un Master in Marketing e Comunicazione presso l’Università degli Studi di Torino. "Dalle pedaline ai pedali il passaggio sembra cosa naturale, ed era l’occasione giusta per mettersi in gioco: il momento storico che viviamo è certamente interessante per sviluppare nuove sinergie tra mondi che si stanno avvicinando sempre più" ha commentato Zoboli. Stefano Gualtieri, classe 1977, dallo scorso giugno è il sales manager per il mercato nazionale di Trek Italia. Veronese di nascita, laurea in Scienze della Comunicazione presso l’Università di Verona, un Master in Sales & Marketing e tutta una carriera passata nel mondo del ciclismo. "Arrivo in Trek con tanta energia e voglia di mettere la mia esperienza a disposizione di questa grande azienda. Non credo ci siano segreti particolari per ottenere buoni risultati: ciò che serve è reale passione per il ciclismo e credere in ambiziosi traguardi, ingredienti che qui in Trek ho trovato fin dal primo momento in cui sono arrivato" ha tenuto a sottolineare Stefano. Gualtieri ha iniziato la sua avventura nel mondo del ciclismo in Olanda oltre 15 anni fa, e da allora ha costruito una solida esperienza per alcuni player di rilievo del comparto fino a ricoprire il ruolo di responsabile vendite per il mercato italiano e anche svizzero.

A MILANO CERTOSA IL NUOVO EXPERIENCE CENTER DI GARMIN

Un experience center dedicato all’innovazione firmata Garmin apre nel nuovo MediaWorld Tech Village inaugurato a Milano Certosa. Una “bottega” tecnologica, un punto di riferimento per tutti coloro che desiderano essere supportati dal brand americano nella quotidianità e nelle proprie imprese sportive. Quello proposto è un concept del tutto nuovo, poliedrico e contemporaneo che punta a rispondere alle esigenze in continuo cambiamento dei consumatori. L’idea nasce dalla volontà di ricreare uno spazio che riporti alla mente la classica piazza italiana, con tante “botteghe” altamente specializzate con un focus ben preciso. Quello targato Garmin sarà il primo flagship store in Italia così concepito in cui si potrà trovare strumenti affidabili e precisi, ma soprattutto dove poter avere utili consigli e indicazioni da persone competenti. "Tecnologia ed evoluzione sono parte imprescindibile dei nostri mondi, ed è per questo che un brand come Garmin non poteva mancare in un contesto moderno e innovativo come il nuovo MediaWorld Tech Village di Milano Certosa", queste le parole di Stefano Viganò, amministratore delegato di Garmin Italia. E continua: "Il nostro non è solo un semplice punto vendita, ma un punto di incontro per chi vuole raggiungere nuovi traguardi e obiettivi. Abbiamo una risposta a ogni esigenza, e il nostro personale è pronto a mettere a disposizione del cliente la propria preparazione per la scelta dello strumento più adatto alla sua esigenza". All’interno dello store ci saranno tutte le nuove serie ed i nuovi modelli del brand americano, per gli amanti del running e del ciclismo immancabili le serie Forerunner ed Edge; ci saranno i modelli dedicati all’outdoor come gli sportwatch Fenix e Instinct, e i portatili per l’escursionismo inReach. Verrà anche dato spazio ai motori con i PND dedicati ad automobilismo e motociclismo. Non mancherà, infine, l’innovativa proposta per il mondo fitness e wellness, a cui Garmin ha voluto dedicare le serie di smartwatch Venu e Vívoactive 4, caratterizzate dalla presenza di funzioni di analisi dell’attività e del benessere di chi li indossa, contemporaneamente a funzioni smart come la gestione delle notifiche dallo smartphone, musica integrata e pagamenti contactless direttamente dall’orologio.

SMITH OPTICS RAFFORZA IL PROPRIO TEAM

Notizia recente è la nomina di Francesco Rinaldi Ceroni in qualità di nuovo general manager del brand. Francesco entra a far parte dell’azienda con un’esperienza di oltre 13 anni nel mondo dell’eyewear, sia nel settore wholesale che nel retail, avendo rivestito recentemente la posizione di vicepresidente international strategy & business development presso Costa Del Mar. Nel suo nuovo ruolo in Smith, Rinaldi Ceroni sarà a capo del business globale per tutti i canali commerciali dalla sede centrale di Portland, rispondendo direttamente ad Angelo Trocchia, ceo del Gruppo Safilo. "Diamo il benvenuto a Francesco, un professionista altamente qualificato e un grande esperto del settore, dotato di grandi capacità imprenditoriali e con un background di successo", dichiara Angelo Trocchia. "Concentrandoci sull’attuazione del nostro nuovo business plan stiamo scoprendo incredibili opportunità di sviluppo per i nostri marchi di punta e sono certo che, sotto la guida di Francesco, Smith si affermerà sul mercato con ancora maggior forza". Oltre a questa nomina ci sono altre novità nel team dell'azienda. Grazie ai notevoli risultati conseguiti durante gli ultimi anni in qualità di bike category manager, Jon Raymer viene promosso alla nuova posizione di senior marketing manager di Smith. La sua esperienza trasversale e il suo entusiasmo per il brand supporteranno la crescita di Smith in tutte le categorie di prodotto e in tutti i canali vendita. Nel suo nuovo ruolo, Jon supervisionerà i team marketing, social media, public relations e le collaborazioni con le agenzie partner, rispondendo a Rinaldi Ceroni. Allie Flake, il cui responsabie è Graham Sours, category director di Smith, si unisce al team in qualità di eyewear category manager, con il compito di supportare, rafforzare e sviluppare il canale dell’occhialeria sportiva e il settore degli occhiali da vi-

sta. Allie vanta un’esperienza di oltre 10 anni nel settore dell’eyewear, avendo seguito lo sviluppo prodotto per le aziende Oliver Peoples, Fox Head, ROKA Sports e Costa Del Mar. Tuomas Kronqvist, infine, è stato nominato cfo di Smith, mentre Ken Salvador è stato promosso al ruolo di senior finance manager.

LA RACCOLTA FONDI DI SCOTT PER LA FONDAZIONE DI ESTEBAN CHAVES

Per aumentare la consapevolezza verso la fondazione FUN di Esteban, Scott ha presentato una Addict RC speciale al Campionato del mondo UCI 2019. Un anno dopo, sono stati raccolti 52.400 € con la sua vendita. L’incasso è stato donato alla fondazione, che fornisce supporto al suo programma medico e alla promozione degli sport ciclistici in Colombia. La fondazione di Esteban si fonda su due pilastri principali: sport (ciclismo) e medicina (ortopedia). La squadra di ciclismo "FUN Esteban Chaves" offre ai giovani colombiani la possibilità di svilupparsi attraverso lo sport e la sana competizione. Il programma Gran Fondo Esteban Chaves (programma medico) è stato istituito per cambiare la vita dei bambini che potrebbero non avere le risorse per trattare i loro problemi ortopedici. “Il fatto che le persone in tutto il mondo possano avere il telaio FUN è eccitante ed è stato possibile solo grazie a Scott. Ogni persona che ha acquistato la bicicletta sta migliorando la vita di questi bambini e questo significa davvero molto per me “, spiega Esteban Chaves. “Esteban Chaves è senza dubbio uno dei corridori più ammirati nel mondo del ciclismo. Il suo sorriso e il suo atteggiamento positivo sono contagiosi e portano luce nel mondo, spesso superficiale, degli sport professionistici. Ho avuto la possibilità di visitarlo lo scorso anno in Colombia e vedere quanta energia e passione mette in ogni giorno. È stata una decisione facile da parte nostra aiutarlo il più possibile a portare avanti il suo progetto“, afferma Janosch Wintermantel, road & triathlon marketing manager presso Scott Sports.

X-TECH IL PROCESSO PRODUTTIVO “GREEN” DI SELLE ITALIA

Nonostante il periodo appena trascorso ci sono aziende in Italia che non hanno smesso di innovare e lo fanno con un occhio alla sostenibilità, continuando a produrre qualità sul suolo nazionale. È il caso di Selle Italia. Il noto produttore di selle infatti, dopo anni di ricerca e sviluppo, introduce nel proprio processo produttivo nella sede di Asolo la tecnologia X-Tech che consente di ottenere selle di alta gamma da un impianto automatizzato interamente sviluppato in Italia: i componenti della sella verranno assemblati senza l’utilizzo di colle e con la possibilità di riciclare il prodotto a fine vita e dopo averne separato adeguatamente le varie componenti. Nel solco della tradizione, l’azienda trevigiana vuole mantenere la produzione “made in Italy”: la nuova offerta di prodotti sarà completamente italiana e questo consentirà di evitare la delocalizzazione della produzione all’estero. Le selle che nasceranno grazie alla tecnologia X-Tech saranno composte da una miscela di tecnopolimeri che le renderanno ecosostenibili. «Con l’introduzione dell’innovativo processo produttivo X-Tech vogliamo confermare il nostro impegno per una produzione di selle di alta gamma e soprattutto dimostrare che la sostenibilità ambientale è un valore aggiunto della nostra offerta – continua Giuseppe Bigolin, presidente di Selle Italia – e con la tecnologia X-Tech saremo in grado di soddisfare tutte le richieste dei nostri interlocutori e far fronte in modo veloce, preciso e puntuale alle sfide dei mercati internazionali».

NUOVO INVESTITORE PRIVATO PER WILIER TRIESTINA

Con l'investimento recentemente annunciato di Pamoja Capital SA in Wilier Triestina, il produttore di biciclette italiano fondato nel 1906 mira ad espandere la propria presenza sul mercato mondiale. Quanto Pamoja Capital, un investitore canadese a conduzione familiare con sede in Svizzera, abbia pagato per la sua quota di minoranza, non è stato reso noto. Secondo Wilier Triestina, Pamoja Capital è stata selezionata tra diversi candidati forti. Una scelta effettuata perché "l'unione di due aziende familiari con valori simili promette una partnership di successo". Commentando l'investimento, il ceo di Wilier Triestina, Andrea Gastaldello, ha affermato: "Wilier Triestina è un'azienda a conduzione familiare con una visione internazionale. Dopo una fase di valutazione, in Pamoja Capital abbiamo trovato il partner ideale per supportarci nella nostra visione di diventare un marchio globale. Questa soluzione consente alla nostra famiglia di mantenere il controllo strategico e operativo dell'azienda ". "Allo stesso tempo", prosegue Gastaldello, "rafforza i nostri valori fondamentali e la nostra cultura unendo le forze con la McCall MacBain Foundation e il suo lavoro nei settori delle borse di studio e nella lotta al cambiamento climatico. I nostri prodotti sono già apprezzati in tutto il mondo e ora, con l'aiuto di Pamoja Capital, è giunto il momento di competere in tutti i mercati internazionali rilevanti. Con questo capitale, il 2020 sarà l'inizio di un'importante azione di crescita per l'azienda". Nel corso degli anni, Wilier Triestina è cresciuta da piccola officina a Bassano del Grappa diventando un'azienda riconosciuta a livello mondiale per biciclette high-tech dal design italiano. Tuttavia, mancavano le risorse finanziarie per proseguire sulla via della crescita internazionale. Con Pamoja Capital l'obiettivo è "espandere continuamente la posizione del marchio come leader nel campo delle bici da strada, gravel e mountain bike di alta qualità". Pamoja Capital è una società di investimento che gestisce i fondi della famiglia McCall MacBain e della McCall MacBain Foundation (co-fondatrice della European Climate Foundation, tra gli altri). Attualmente gestisce un valore patrimoniale di circa 1 miliardo di dollari. Il pro-

fitto generato da tutte le loro attività è completamente incanalato nella McCall MacBain Foundation. Entrare in Wilier Triestina è il primo investimento di Pamoja Capital in Italia. L'obiettivo generale secondo le proprie dichiarazioni è "creare un hub internazionale nel settore della bicicletta". Obiettivo da raggiungere attraverso una serie di future acquisizioni.

IL SETTORE BIKE TIENE ALTE LE VENDITE DI FOX FACTORY

I bilanci del secondo trimestre hanno dimostrato come il settore bike tenga alte le vendite di Fox Factory, facendo registrare un aumento dei ricavi pari al 14% su base annua. Il tutto nonostante sia stata rilevata una contrazione generale delle vendite in altri settori in cui l'azienda è impegnata. I risultati hanno portato a un aumento anche del prezzo delle azioni dell’azienda che è vicina a raggiungere il suo massimo storico a $ 98,19 , fenomeno che attualmente non risulta insolito per le aziende impegnate nel settore delle bici. Questo grazie anche a un picco nell’interesse per il ciclismo di tutti i tipi, ma anche all’incremento della produzione per soddisfare gli aumenti della domanda. In effetti la divisione di Fox Factory che si occupa dei “Power Sports” ha subito un calo del 14,5%, principalmente a causa della pandemia. Quelli definiti “Sports Speciality” tra cui la bici, sono invece cresciuti del 10%, compensando il calo e bilanciando i conti. L’aumento delle vendite dei prodotti del gruppo “Sports Speciality” è principalmente guidato dall’aumento della domanda sia nei canali OEM che in quelli aftermarket. "I risultati resilienti di Fox nel secondo trimestre riflettono la forza della nostra base di clienti diversificata e del portafoglio di prodotti che definiscono le prestazioni, nonché l’impegno e la dedizione del nostro talentuoso team di gestione", ha commentato Mike Dennison, amministratore delegato di FOX. "Abbiamo superato una chiusura senza precedenti delle nostre fabbriche e dell’economia negli Stati Uniti associata alla pandemia Covid-19 che è durata per oltre la metà del nostro trimestre e siamo stati in grado non solo di riavviare efficacemente la nostra attività, ma anche di supportare un aumento incredibilmente forte della domanda dei nostri prodotti in tutto il mondo. Ciò in tutti i canali. Inoltre, il nostro Specialty Sports ha avuto un successo straordinario nel trimestre, superando le nostre aspettative pre-Covid e offrendo una crescita del 10,0%. Rimaniamo ottimisti e fiduciosi sulle opportunità di crescita che ci attendono, e nella fidelizzazione dei consumatori”, ha continuato Dennison. Le vendite per i sei mesi chiusi al 3 luglio 2020 sono state di $ 367,5 milioni, con un incremento del 3,9% rispetto allo stesso periodo del 2019. Fox Factory ha presentato inoltre Scott Humphrey, il nuovo cfo. Oltre ad annunciare, in un comunicato stampa, a partire dal 4 agosto 2020 che Humphrey succederà al cfo ad interim, John Blocher, il quale tornerà ad assumere il ruolo di vicepresidente senior Finance.

USA SVEZIA

ÖHLINS ALLA CONQUISTA DEL MERCATO OEM

L'iconico marchio di sospensioni svedese Öhlins ha annunciato una crescita ulteriore nel suo commercio OEM con l'aggiunta di quattro nuovi brand al suo portafoglio clienti. Mondraker, Commencal, Thok e Intense, introdurranno con i MY21 nuove bici equipaggiate con sospensioni Öhlins. Le aggiunte danno al brand della "O gialla" una nuova spinta con marchi chiave nel mondo mtb e eMtb, oltre a essere già presenti sui montaggi high end dei più esoterici brand: Hope Technology, Stanton, Starling, Canfield, Greyp, Privateer e Antidote. Mondraker presenterà la nuova forcella RXF38 M1 sulle sue eMtb Level RR e Crafty Carbon XR super enduro. Montaggi Öhlins anche per le mtb tradizionali della casa spagnola: Foxy Carbon XR 29 e Foxy Carbon RR 29. Debutta anche la forcella RXF38 M1 che offre un design più leggero, più corto e più compatto rispetto alla cugina DH38 a doppia piastra, e fino a 180 mm di corsa disponibile con spazio per ruote da 29 con pneumatico da 2.8". Thok è stato il primo brand a lanciare una bici elettrica con la nuova RXF38 M1 sul

UK

VITTORIA AFFIDA

LA DISTRIBUZIONE IN UK A MADISON

Vittoria ha annunciato una partnership con Madison, cui affiderà l’esclusiva della distribuzione dei propri prodotti. Il colosso inglese Madison è già distributore di Shimano e proprietario dei brand Saracen e Genesis (tra gli altri). Vittoria, precedentemente distribuita nel Regno Unito da ZyroFisher, è uno dei principali produttori mondiali di pneumatici per biciclette, con oltre sette milioni di pneumatici all’anno. Con sede in provincia di Bergamo, è stato il primo marchio a utilizzare la tecnologia del Graphene negli pneumatici, e ora offre il materiale innovativo in una gamma di prodotti per diverse discipline. "Sono lieto che Vittoria abbia nominato Madison come distributore esclusivo per il Regno Unito e l’Irlanda, in un momento molto emozionante nella storia della loro attività", ha dichiarato Dom Langan, ceo di Madison. "Vittoria sta aprendo la strada all’innovazione con le sue tecnologie applicate agli pneumatici e abbiamo pianificato di essere altrettanto innovativi sulla distribuzione del marchio sul mercato. Abbiamo preparato una gamma completa di pacchetti per tutti gli specialisti, con disponibilità immediata delle scorte e tutta la formazione e le risorse necessarie per iniziare a correre". Rene Timmermans, ceo di Vittoria, ha aggiunto: "Vittoria è felice di iniziare una nuova collaborazione con un partner per il Regno Unito affidabile e solido come Madison. Collaboreremo per aumentare la nostra penetrazione nel mercato attraverso gli IBD con i nostri pneumatici stradali, mtb e urban. Abbiamo lavorato insieme a Madison per preparare un piano dedicato, supportato da grandi investimenti per implementarlo dal 1° settembre in poi. La formazione dei rivenditori

modello Thok TK01 LTD. Il marchio californiano Intense segue a ruota, scegliendo Öhlins per il suo ultimo modello di eMtb: il Tazer MX. Infine, Commencal ha scelto di montare Öhlins su Meta AM 29 Öhlins ED 2021, con forcella RXF36 M2. La forcella DH38 M1, invece, progettata per il downhill, sarà presente sulla nuova mullet Supreme DH 29/27 Öhlins ED con il TTX22M, alla ruota posteriore da 27,5 "della bici un'ampia trazione. Torkel Sintorn, direttore generale mtb di Öhlins Racing, ha dichiarato: “Siamo davvero onorati di lavorare con alcuni dei più grandi marchi di biciclette mountain bike. Siamo orgogliosi di produrre prodotti di alta qualità e ci piace lavorare con i produttori per contribuire a creare alcune delle migliori biciclette sul mercato. Lavorare con Mondraker, Commencal, Thok e Intense è l'inizio di un lungo viaggio per noi, con molti altri marchi in arrivo nel prossimo futuro ". ohlins.com

e i supporti di comunicazione inizieranno immediatamente. Non vediamo l’ora di lavorare insieme a Madison sostenendo tutte le attività necessarie per portare le nostre gomme sulle bici di ciclisti e appassionati".

CPREVENIRE È MEGLIO CHE RUBARE

Settembre è il mese del rientro in città. Il luogo per eccellenza dove la mobilità alternativa all’automobile si sta facendo sempre più strada.

Per questo è importante proteggere dai furti il proprio mezzo di trasporto

omplice il periodo di pandemia che ha svuotato le città e gli incentivi statali che ne agevolano l’acquisto, sono sempre di più le persone che decidono di percorrere le strade con mezzi alternativi come la bici o il mo nopattino. Ma nella lunga attesa che il rapporto tra le automobili e i mezzi green si inverta, occorre imparare a tutelare il proprio veicolo di trasporto, così facilmente esposto alla mercé dei ladri. Ecco perché 24hassistance propone un piccolo vademecum composto da dodici suggerimenti semplici ma preziosi per tutelarsi dai furti, più uno, fondamentale per fare in modo che il nostro mezzo preferito di trasporto non venga mai a mancare. Si tratta di Bikepla tinum, un’assicurazione che tutela contro il furto e, rispetto ad altre assicurazioni, copre il rischio di furto anche su strada. Una volta assicurata la propria bici o eBike, infatti, in caso di furto totale, la compagnia fornisce una bici della medesima tipologia, marca e modello. Inoltre è possibile aggiungere anche la garanzia infortuni al conducente e danni alle parti elettriche. La polizza è valida per bici ed eBike regolarmente registrate al Ciclo Registro.

24hassistance.com

12 REGOLE PER PROTEGGERE LA BICI DAL FURTO BY 24hassistance

1. Lega sempre la bicicletta, anche quando la lasci per pochi istanti

2. Parcheggia preferibilmente in posti frequentati, lasciando il più possibile la bici “in vista”

3. Sulla bicicletta che si usa in città meglio non utilizzare ruote e selle a sgancio rapido

4. Scegli una buona chiusura anche se pesante e costosa o se la bicicletta è vecchia e di poco valore. Preferire catene a maglia quadrata che dopo un taglio non si torcono facilmente o archetti di buona qualità

5. Fare in modo che la catena (o l’archetto) allacci la ruota anteriore e il telaio a un elemento saldamente ancorato al terreno, possibilmente una rastrelliera. La chiusura deve essere il più in alto possibile. Per tagliare le catene più resistenti i ladri sono favoriti se possono poggiare a terra uno dei bracci della trancia, e la serratura meglio sia rivolta verso il basso per complicare la possibilità di forzarla

6. Quando si lascia la bicicletta parcheggiata in luoghi “a rischio”, meglio utilizzare una seconda chiusura che allacci telaio e ruota posteriore a un elemento ancorato a terra. Meglio ancora se questa seconda chiusura è diversa dalla prima, così il ladro sarà costretto a disporre di attrezzature diverse (ad esempio, trancia per la catena, sega per l’archetto)

7. Per brevi soste davanti ai negozi e per una seconda chiusura meno impegnativa e sempre disponibile (anche se meno sicura di una catena o di un archetto di qualità), può risultare molto comodo disporre di un lucchetto circolare sulla ruota posteriore

8. Chiudere sempre le biciclette parcheggiate nei cortili. Nelle zone dove i furti sono più frequenti, è preferibile legare la bicicletta a un elemento fisso (ancorata al muro o al pavimento o a un mobile) anche quando riposa in garage o in cantina

9. Adottare tutti gli accorgimenti utili a favorire il riconoscimento della propria bici in caso di furto:

- fotografandola in modo che si possano individuare anche particolari come adesivi o abrasioni;

- annotando il codice che molte case costruttrici incidono sotto la pedaliera;

- facendo punzonare il proprio codice fiscale sul telaio (nelle città dove il comune ha attivato questo servizio) o ricorrendo a uno dei molti sistemi di identificazione presenti sul mercato

10. Se hai una bici elettrica è buona norma quando la parcheggi rimuovere la batteria e la centralina sul manubrio, per rendere inutilizzabile la bici in caso di furto

11. In caso di furto, denunciare sempre. Alla denuncia andranno allegati la foto, il codice della casa costruttrice e una nota sulla posizione nella quale è stato eventualmente punzonato il codice fiscale (che potrà essere coperto con un adesivo dai ladri, ma difficilmente abraso). La denuncia è indispensabile per recuperare la bici una volta eventualmente ritrovata. È indispensabile anche per aggiornare amministratori e forze dell’ordine sulla gravità del problema e pretendere così azioni di contrasto efficaci

12. Quando compri una bicicletta assicurati che non sia rubata. Come fare?

Registra sempre la bici che acquisti su Ciclo Registro. Si tratta del primo database di biciclette centralizzato realizzato in collaborazione con i comuni e le forze di polizia.

Nel Ciclo Registro puoi:

• registrare la tua bici

• inserire i dati tecnici

• certificare la proprietà

• effettuare il passaggio di proprietà

• segnalare il furto

• consultare la sezione delle bici rubate denunciate dagli utenti

Grazie al tuo contributo e all'azione delle forze dell'ordine, il registro permette di risolvere uno dei problemi più significativi riguardo il mondo delle due ruote: il furto.

Ciclo Registro è:

• gratuito, sia per il cliente sia per i negozianti

• istituzionale, realizzato per coinvolgere forze di polizia e comuni

• condiviso, realizzato a quattro mani con produttori di bici e negozianti

• centralizzato

TLO STRANO CORSO DEGLI EVENTI

Quest'anno il calendario delle fiere legate al settore è stato stravolto a causa dell'emergenza sanitaria. Tra cancellazioni e rinvii la stagione si salva solo parzialmente.

Intanto qualcuno ha già annunciato l'edizione 2021

ra gli effetti della pandemia da Covid-19 c'è sicuramente la cancellazione di numerosi eventi. Le manifestazioni di ogni tipo in programma nei mesi scorsi sono state posticipate o cancellate a causa delle restrizioni anti-Covid, che avrebbero reso impossibile il regolare svolgimento delle stesse. Tra queste anche le fiere, che per natura implicano la presenza di molte persone nello stesso luogo, con conseguente rischio di assembramento. La situazione di incertezza che sta influenzando ancora oggi numerosi aspetti della vita sociale ed economica si riflette anche sugli eventi in programma nella seconda parte dell'anno. Molti hanno scelto di annullare e rimandare l'appuntamento al 2021 per evitare problemi all'ultimo momento o vedere vanificati gli sforzi organizzativi. È il caso di Taipei Cycle Show, una delle più importanti fiere internazionali del settore, la più importante del sud-est asiatico, che era in calendario lo scorso marzo. Dopo l'ipotesi di cambiare data entro il 2020, arriva la decisione di rimandare all'anno prossimo. In ogni caso possiamo dire a ragione che il comparto degli eventi sia tra i più penalizzati dallo stato di emergenza, prorogato in Italia al prossimo 15 ottobre. A questo proposito sono stati stanziati 20 milioni di euro dal Governo per le fiere e i congressi cancellati o rinviati a causa dell'emergenza sanitaria. L'intero settore delle fiere presenta lo stesso quadro critico che interessa il turismo.

UN CALENDARIO WORK IN PROGRESS

Nonostante la situazione che, mai come quest'anno, è in costante aggiornamento e non si può considerare definitiva, qualche evento ha confermato lo svolgimento entro l'anno. Per stare sul territorio nazionale risulterebbe confermato EcoMob Expo dal 4 al 6 settembre a Pescara (PE), fiera dedicata alla mobilità sostenibile, al cicloturismo e all'ambiente. Confermata anche la terza edizione di Italian Bike Festival che si terrà come da previsioni dal 11 al 13 settembre 2020 al Tourism Village di Rimini (RN). Altri eventi confermati sono: Mtb Festival Bressanone dal 17 al 20 settembre 2020 a Bressanone (BZ); Flow Outdoor Festival dal 25 al 27 settembre 2020 a Finale Ligure (Sv) e Ruotando Show dal 28-29 novembre 2020 a Cesena Fiera, Cesena (Fc). Rimandati invece al 2021 importanti appuntamenti come Eicma (Esposizione Internazionale Ciclo e Motociclo) che si terrà sempre a novembre, ma del prossimo anno, a Fiera di Rho Milano e il Bike Festival Garda Trentino, uno dei più importanti appuntamenti internazionali che si tiene solitamente a Riva del Garda (Tn) a inizio stagione.

DOPPIO APPUNTAMENTO PER EUROBIKE 2020

Fuori dai nostri confini c'era grande attesa per Eurobike 2020, confermata ma slittata da settembre a fine novembre, dal 24 al 26 a Friedrichshafen. L'organizzazione vede in questa edizione, aperta solo agli operatori, un'importante opportunità proprio perché le altre

EUROBIKE IN EDIZIONE ANTI-COVID

Sul sito ufficiale della manifestazione sono state pubblicate le linee guida antiCovid per lo svolgimento sicuro dell'evento, come da direttive dello stato tedesco del Baden-Württember in cui si svolge. Tra le indicazioni comuni valide per espositori e visitatori quelle inerenti l'utilizzo della mascherina (che è da indossare laddove non si riesca ad osservare la distanza indicata), le norme di igiene, la distanza minima consentita di 1,5 metri e la modalità di registrazione che deve avvenire tramite servizio online. Per gli espositori non ci sono, invece, restrizioni per quanto riguarda la costruzione e progettazione dello stand. Anche per i visitatori, dunque, obbligatoria la registrazione online, motivo per cui saranno venduti solo ticket con questa modalità. Ciò consentirà di tenere monitorata l'affluenza e il numero giornaliero delle persone così da non eccedere a scapito del distanziamento. Non saranno applicate tariffe di parcheggio e sarà garantito il trasporto pubblico. Sono stati inoltre aumentati tutti gli spazi.

grandi fiere del settore nel mondo sono state cancellate. Grazie a linee guida dettagliate e a misure igieniche per gli espositori e i visitatori, gli organizzatori ritengono sarà una fiera sicura. Nella data originale prevista per Eurobike a inizio settembre si terranno comunque i "digital days", conferenze con contenuti e tematiche specifiche, un forum digitale che verterà sostanzialmente su tre aree principali: mobilità, sostenibilità e vendita al dettaglio.

TAIPEI CYCLE SHOW CI RIPROVA

Dopo la doppia cancellazione di quest’anno la più importante fiera asiatica apre le iscrizioni e conferma le date 2021, dal 3 al 6 marzo. Preparandosi a essere protagonista nell’anno del rinascimento della bike industry internazionale

Taipei Cycle Show si è imposto negli ultimi anni come uno degli eventi più grandi e importanti del calendario internazionale del settore ciclo. Con responsabilità e senso pratico, l’organizzazione ha deciso di evitare spostamenti di data e “balletti” vari, che avrebbero potuto mettere in difficoltà operatori ed espositori, scegliendo per un annullamento definitivo dell’edizione 2020. La macchina organizzativa non si è però fermata a lamentarsi, ha invece utilizzato il tempo a disposizione per raccogliere le idee e decidere di tornare il prossimo anno con sempre più da sottoporre a un mercato che quest’anno ha avuto una vera e propria “renaissance”. L’esperienza di questi mesi ha insegnato molto, soprattutto al nostro settore che, a dispetto di altri, è uscito con una nuova consapevolezza della propria importanza dall’emergenza sanitaria. Così sembra avere fatto anche Taipei Cycle, che annuncia con largo anticipo che lo “show”, come chiamano le grosse fiere trade all’estero, si svolgerà dal 3 al 6 marzo 2021.

UNO SGUARDO OLTRE L’EMERGENZA SANITARIA

Sarà quindi uno dei primi eventi ciclistici globali che si svolgono dopo la pandemia di Covid-19 e offrirà a produttori, acquirenti, distributori e designer del settore la possibilità di fare rete, fare affari e testare prodotti innovativi. Un’occasione unica per essere tra i primi a dare un’occhio al futuro del movimento e del mercato bike dopo gli sconvolgimenti nel comparto, a seguito degli eventi del 2020. Da oggi i produttori e i brand che volessero partecipare alla kermesse potranno registrarsi e unirsi ai 1.200 espositori già attesi in 3.800 stand durante i quattro giorni della fiera. Essa si svolgerà presso il centro espositivo di Taipei Nangang.

RICONFERME DA PARTE DI TUTTI GLI ESPOSITORI

Da Taiwan giunge inoltre la bella notizia che il 98,8% degli espositori prenotati per l’edizione cancellata del 2020 ha già confermato la propria presenza e prenotato nuovamente i propri spazi espositivi per l'edizione 2021. Registrandosi online sul sito dell’evento sarà possibile vedere tutta la lista dei partecipanti che già hanno confermato e ufficializzato la propria presenza. Fin dalla sua istituzione nel 1988, Taipei Cyclie Show è stato recepito dal settore come un evento essenziale, sia per i principali fornitori sia per il mercato post-ven-

TAIPEI CYCLE SHOW 2021

Data: 3 - 6 marzo

Luogo: Centro espositivo di Taipei Nangang, padiglione 1 e padiglione 2

Esibizione di biciclette complete, parti di biciclette, accessori per biciclette, eBike e unità motrici, servizi di ciclismo, dispositivi di ciclismo intelligenti e altro ancora

Padiglioni nazionali tra cui: Italia, Giappone, Corea e la Confederazione delle industrie europee della bicicletta (CONEBI)

Operatori turistici

Area dimostrativa per bici all'aperto

Taipei Cycle + Salon

Sessioni del Taipei Cycle Forum: discussioni e approfondimenti del settore

Taipei Cycle “d&i Design Awards”

Sfilate di moda: passerelle che mostrano le ultime tendenze dell'abbigliamento ciclistico

dita e OEM, nonché un gateway nei mercati chiave Asia-Pacifico. I brand in visita al di fuori di Taiwan, che rappresentano quasi un terzo degli stand, hanno padiglioni dedicati raggruppati per mercati chiave, tra cui: Europa, Giappone e Corea, in uno spazio di 55.000 mq. L’evento si caratterizzerà anche nel 2021 per la doppia anima business e consumer, infatti l’accesso sarà consentito ai rappresentanti del settore bike per i primi due giorni e aperto invece anche al pubblico negli ultimi due, il Taipei Cycle Show presenterà anche una propria area demo per bici all'aperto, passerelle di moda, forum e award che lo scorso anno sono stati grandemente partecipati con ben 150 iscrizioni.

LE PAROLE DI TAITRA

Emilia Shih, direttore esecutivo del dipartimento fieristico di Taitra, ha dichiarato: “È con grande entusiasmo che annunciamo le date dello spettacolo Tapei Cycle 2021, offrendo al settore un'opportunità molto attesa per riunirsi, fare affari e stabilire strategie che riguardano il futuro del ciclismo, insieme alla sua cultura e tecnologia ad esso applicata. Il 2020 è stato un anno importante per l'industria del ciclismo, con sempre più persone in tutto il mondo che si divertono in bicicletta, sia nel tempo libero che per i trasporti quotidiani. Nel 2019 abbiamo introdotto il padiglione LEV ed Electrical Systems poiché Taiwan ha visto un boom nella produzione di eBike, quest’anno abbiamo saputo fare ancora di meglio per questo settore. La nostra fiera del 2021 rifletterà questo aspetto con settori espositivi dedicati a eBike, batterie, motori, parti elettriche e componenti".

Per ulteriori informazioni sugli espositori, sulle novità e sugli eventi del Taipei Cycle Show: taipeicycle.com.tw Per informazioni su Taitra: taitra.org.tw

"CHAT&RIDE" CON BEPPE SALA

Sviluppo sostenibile, trasporto elettrico e metropoli a misura d’uomo.

Questi i temi toccati con il Sindaco di Milano in questa analisi su città e trasporti del futuro

Il tema dell’eco sostenibilità e dello sviluppo in ottica green è sempre stato caro alle nostre redazioni. Nel mese di luglio abbiamo avuto il piacere d’intervistare Giuseppe Sala, Sindaco di Milano, città simbolo in Italia per innovazione e sviluppo. Ne sono emersi spunti interessanti sul presente e sul futuro delle metropoli.

La viabilità all’interno delle città sta cambiando rapidamente, è sempre più evidente il desiderio comune di vivere con livelli di traffico e di inquinamento inferiori, sia acustico sia dell’aria, questo si trova tuttavia in contrasto con un commercio sempre più concentrato nei centri urbani e con il bisogno di avere tutto e subito. Come si può trovare il corretto equilibrio tra queste due anime nel periodo storico in cui viviamo e in che direzione stiamo andando?

Le città stanno vivendo una fase di grandi cambiamenti che l'emergenza sanitaria Covid-19 ha accelerato. Tra questi sicuramente c'è una presa di coscienza ambientale forte che si concretizza in modi differenti. Ad esempio, Parigi sta investendo molto sulle piste ciclabili, Barcellona sta realizzando degli "isolati" pedonali; a Los Angeles gruppi di cittadini possono sostenere delle petizioni online per rendere le proprie vie delle "slow street", in modo da far rallentare il traffico in transito in specifiche vie. Per questo motivo credo che oggi sia più opportuno vedere l'attenzione all'ambiente e lo sviluppo economico-produttivo come aspetti complementari, entrambi fondamentali, per il miglioramento della qualità di vita, la crescita e, soprattutto, vista la crisi che la pandemia ha acuito, la ripresa delle città. A Milano, la questione ambientale è al centro delle politiche di sviluppo da tempo: penso al potenziamento della rete metropolitana, ma anche ad Area C e ad Area B. In questo periodo, la necessità di contenere il contagio ci ha permesso di sperimentare e ripensare la città in un'ottica più sostenibile. Così il piano di ripartenza post lockdown che abbiamo messo a punto da un lato rafforza l'idea di una città con servizi raggiungibili a 15 minuti a piedi, valorizzando le risorse e l'economia dei quartieri, e dall'altro rivede la mobilità cittadina grazie alla realizzazione di 35 nuovi chilometri di piste ciclabili (che si aggiungono agli oltre 220 km esistenti), incentivando in maniera decisa l'uso della bicicletta o di altri mezzi ecosostenibili (scooter elettrici o monopattini elettrici), in modo da ridurre il traffico veicolare.

Il futuro della mobilità è senza dubbio elettrico. Come si stanno adeguando le grandi città europee come Milano a questa novità e quale sarà il panorama di questa rivoluzione tra 10 anni? Credo che la mobilità elettrica sia davvero il futuro per una città contemporanea come Milano così come lo è per tutte le grandi città internazionali. Confrontandomi con i sindaci di molte metropoli del mondo, soprattutto in questo difficile periodo, siamo tutti concordi sul fatto che non esiste ripresa che non sia green ed equa. Perciò sostenere, anche con incentivi economici, l'acquisto e la diffusione di mezzi elettrici (biciclette a pedalata assistita, monopattini, scooter) e continuare ad attuare politiche per ridurre la circolazione di mezzi privati e pubblici inquinanti è doveroso nel rispetto dell'ambiente, dei giovani e del futuro che lasciamo loro in eredità.

Il trasporto ecologico per definizione è la bicicletta, Milano nell’ultimo periodo ha fatto grandi passi nella realizzazione di piste ciclabili e nel rendere questa forma di trasporto più sicura. Come mai in Italia, rispetto ad altri paesi europei, questa viabilità è così osteggiata e povera d’investimenti?

C'è sicuramente un problema legato alle risorse che Comuni hanno a disposizione per fare investimenti di questo genere. E c'è una questione di tempi di realizzazione. A Milano, ad esempio, stiamo sperimentando una soluzione molto pratica, ovvero stiamo facendo nuove piste ciclabili "leggere", senza cordoli, in sola segnaletica, più economiche e di facile realizzazione. Inoltre, le bici possono transitare anche in molti controviali, dove il limite di velocità è stato portato a 30 km all'ora.

Giuseppe Sala, sindaco di Milano

Il fenomeno della micromobilità, come ad esempio i monopattini elettrici, è molto di moda in questo periodo. Offrono un grande vantaggio in termini di velocità di spostamento e di abbattimento di traffico e inquinanti, tuttavia risultano essere rischiosi e a tratti fuori controllo. Quale può essere lo sviluppo di quest’opportunità e che spazio troverà nelle città di domani?

La micromobilità elettrica si sta diffondendo molto in tutto il mondo. Credo che la sua diffusione continuerà a crescere nei prossimi anni, soprattutto per quanto riguarda servizi di sharing. La possibilità di ridurre i tempi di percorrenza di piccoli tragitti urbani, senza trascu-

Un esempio della rapida attuazione di piste ciclabili grazie all'utilizzo della semplice segnaletica orizzontale. Un approccio che porterà rapidamente e in modo economico a una rete ben sviluppata all'interno della città

rare la dimensione ecologica è un aspetto che non va sottovalutato. I monopattini elettrici sono veicoli nuovi e sicuramente utili per gli spostamenti in città, ma devono essere usati in modo consapevole, il che implica prudenza e rispetto delle regole da parte di chi li guida.

Milano e Cortina ospiteranno le Olimpiadi invernali nel 2026, un'altra grande vetrina per la città dopo Expo. Si è pensato anche a degli investimenti per implementare il trasporto ciclabile o quello elettrico? Dopo Expo il capoluogo lombardo ha cambiato volto, potrebbe essere questa l’occasione per renderla a tutti gli effetti una “città del futuro”?

Le Olimpiadi invernali del 2026 saranno uno straordinario volano per Milano e una nuova occasione per sperimentare e per mettersi alla prova, anche sotto il profilo ambientale.

La sostenibilità è uno dei pilastri del dossier di candidatura e si declinerà in ogni ambito dell'organizzazione dei Giochi, diventando legacy per il futuro delle aree protagoniste delle gare e modello per il Paese. Per questo, i territori coinvolti si sono impegnati sin da ora a incentivare sistemi di mobilità green, a basso impatto, in modo da arrivare pronti al grande evento. Milano lo sta facendo da tempo. La nostra "città del futuro" è una città in cui verde, rigenerazione degli spazi urbani e riconnessione tra quartieri vanno di pari passo con il potenziamento dei mezzi di trasporto pubblici e "green", a cominciare da nuove metro e autobus elettrici, e con la sempre più capillare diffusione di mezzi ecologici ed elettrici in sharing, che si tratti di eBike, scooter e monopattini. Una visione che, in vista delle Olimpiadi, si farà ancora più viva e concreta.

Da poco si è avvicinato al mondo del ciclismo, come sta andando questa nuova esperienza? Passare più ore in sella le ha dato modo di cambiare alcune sue visioni sul trasporto in bicicletta o le ha evidenziato problematiche che precedentemente non aveva avuto modo di affrontare?

Sta andando bene, ma sono ancora all’inizio! Il ciclismo non è uno sport facile, pretende concentrazione e capacità di gestione delle risorse. L'ho sempre seguito con passione, come la maggior parte degli italiani, e non vedo l'ora di accogliere a Milano il vincitore nella tappa conclusiva del prossimo Giro d'Italia, eppure mi sono cimentato sulle due ruote in maniera più determinata solo nell'ultimo periodo. Vivere la bici in una città come Milano è altrettanto questione non banale: richiede una discreta dose di attenzione e pazienza, oltre che conoscenza e rispetto del codice della strada. DAL 21 AL 25 SETTEMBRE

DATI E STATISTICHE

QUANDO L’ETICA SUPPORTA IL MARKETING

Nuovi utenti si avvicinano al mondo della bici. Si modifica quindi l’idea del ciclista e anche la comunicazione dovrebbe rendersene conto. Come conferma anche uno studio inglese

Secondo un rapporto di Sustrans.org, il 55% delle persone appartenenti a gruppi di minoranze etniche desidera andare in bicicletta. Una frase che sembra non essere così clamorosa, parliamo però di persone che attualmente non pedalano ma vorrebbero iniziare a farlo nel prossimo futuro. Il sondaggio è stato fatto nel Regno Unito, ma rispecchia comunque una tendenza che vede l’allargamento delle fasce di popolazione interessate al ciclismo, e forse una nuova leva di marketing per coloro che sono impegnati nella comunicazione del settore del ciclo. Del resto, il ciclismo è venuto finalmente alla ribalta in una nuova crisi che l’umanità ha dovuto affrontare, proprio come in tempo di guerra, quando la bici era il mezzo di trasporto preferito da larghissime fasce della popolazione. In emergenza sanitaria ha dimostrato tutto il suo valore come modo sicuro per spostarsi garantendo la distanza sociale, inoltre ha permesso alle persone di fare esercizio fisico. In tanti l’hanno scelta quindi come mezzo per recarsi al lavoro e per i viaggi a corto raggio quotidiani (nonostante la demonizzazione iniziale da parte di molti). Secondo il report di Sustrans però il 74% delle persone appartenenti a gruppi di minoranze etniche che vivono in città e provincia attualmente non utilizza la bici. Questo dato ha due facce, come tutte le medaglie che si rispettano, infatti, nonostante i bassi livelli di utilizzo della bici, il rapporto ha rilevato che più della metà delle persone appartenenti a gruppi di minoranze etniche, che attualmente non usano la bici, vorrebbero iniziare.

LAVORARE PER ESSERE PIÙ INCLUSIVI

Questo rapporto ha inoltre rilevato che il settore dei trasporti non sta facendo abbastanza per affrontare gli ostacoli che questi nuovi ciclisti devono affrontare. L’incremento della sicurezza, attraverso piste ciclabili protette e quartieri a basso traffico, è fondamentale. Tuttavia, il rapporto evidenzia come mancanza di fiducia, e spese finanziarie per l'acquisto di un ciclo, siano viste come alcune delle barriere che hanno maggiori probabilità di impedire ai praticanti neofiti di andare in bicicletta. Al fine di superare questi ostacoli,

la relazione mette in evidenza raccomandazioni che mirano a contribuire e ridurre le disparità che impediscono ai gruppi etnici minoritari di intraprendere la pratica del ciclismo, che sia per sport o per gli spostamenti quotidiani. Sebbene esistano ancora delle nette contrapposizioni tra diversi gruppi demografici, il rapporto rileva che molti degli ostacoli alla crescente diversità nel ciclismo sono condivisi. Le raccomandazioni chiave evidenziate nel rapporto comprendono un'estensione del programma Cycle to Work del governo del Regno Unito, per includere coloro che svolgono lavori a basso reddito, e garantire che costi non costituiscano un ostacolo per chiunque desideri acquistare una bicicletta come mezzo di trasporto. La relazione sottolinea inoltre la necessità di migliorare lo stoccaggio sicuro dei cicli nelle aree residenziali, che risulta problematico. Il fattore più importante è la sicurezza: secondo il report è necessario fornire dei corsi gratuiti di guida e comportamentali a tutti: bambini e adulti. Inoltre, sarebbe necessario lavorare sulle infrastrutture che andrebbero ampliate così da raggiungere anche le aree periferiche in cui le opzioni di trasporto sono inferiori ad altre zone della città o delle province.

Ecco secondo il sondaggio quali sono le barriere che sembrano frapporsi tra queste minoranze e l’uso della bici:

- Il 33% di persone appartenenti a gruppi di minoranze etniche non è fiducioso nelle proprie capacità di condurre una bici in maniera sicura.

- Il 25% delle persone appartenenti a gruppi di minoranze etniche ha dichiarato che la mancanza di strutture a casa o al lavoro (per esempio un deposito sicuro dei cicli) costituisce un ostacolo all’uso della bici.

- Il 20% delle persone appartenenti a gruppi di minoranze etniche ha dichiarato che il costo troppo elevato della bici ha impedito loro di possederne una.

COSA PENSANO I DEALER A RIGUARDO?

Questa situazione porta chiaramente alla luce un problema che riguarda tutto il marketing. Infatti, negli ultimi anni l’industria ha visto come oggetto principe delle sue attenzioni il cliché del maschio bianco metropolitano, spesso e volentieri già esperto ciclista. Giusto o sbagliato, forse è il caso di provare a reindirizzare il target, visto che anche lo studio annuale sui canali di vendita al dettaglio di Cycling Industry News che presenta alcuni risultati interessanti su questo argomento: il 67% ritiene che la spesa per il marketing debba essere indirizzata ai non ciclisti. La rappresentazione del ciclista nei canali di stampa è visto al secondo posto come fattore deterrente allo sviluppo della bici, dietro solamente alla mancanza di infrastrutture sicure. Infatti Il 48% dei dealer d’oltremanica considera le immagini eccessivamente stereotipate un problema per lo sviluppo del commercio. Daisy Narayanan, direttore dell'urbanistica di Sustrans, ha dichiarato: “Questo rapporto mette in luce che per troppo tempo i bisogni di così tanti sono stati ignorati nella pianificazione e nello sviluppo del ciclismo. Al fine di lavorare per un vero cambiamento e rendere la

bicicletta più inclusiva, chiediamo all'industria, alle autorità locali e al governo centrale di supportare e aprire a tutte le tipologie di persone il mondo della bici. Solo quando ci allontaniamo dal progettare le città per coloro che ne hanno già accesso possiamo davvero creare luoghi equi in cui vivere e lavorare ”.

I DATI SULL’USO DELLA BICI NEL 2020

Nonostante si possa fare ancora molto quindi per avvicinare sempre più persone alla bici, nuove cifre del Dipartimento dei trasporti inglese hanno rivelato che il numero di persone che usano una bicicletta per lavoro o tempo libero è aumentato considerevolmente da quando è iniziato il blocco.

I dati indicano che l'uso quotidiano della bicicletta è aumentato in media:

- Del 50% nei giorni lavorativi durante il blocco

- Di oltre il 136% nel fine settimana e nei festivi

- Del del 78% nel corso del blocco

Greg Wilson, fondatore di Quotezone.co.uk, che ha lanciato uno dei primi servizi di comparazione dei prezzi nel Regno Unito per l'assicurazione della bicicletta, ha dichiarato: “I picchi del weekend, riferiti all’utilizzo della bici, sono perfettamente naturali, ma è

interessante il fatto che più persone hanno iniziato ad andare al lavoro in bici anche se negli ultimi tempi è tornato a livelli più “naturali”, ma il ciclismo nei fine settimana rimane costantemente aumentato. Le persone sembrano favorire esercizi a distanza sociale anche se le misure di blocco si allentano e le palestre stanno riaprendo, forse perché desiderano capitalizzare il loro recente investimento in nuove attrezzature sportive. I dati sull'assicurazione per biciclette riflettono queste tendenze, con un aumento del 321% mese dopo mese dall'inizio del blocco ". Forse inevitabilmente, con l’aumento del numero di ciclisti sulle strade è in aumento anche il livello di criminalità, con i furti di biciclette segnalati in aumento del 48% nel solo giugno, secondo il database BikeRegister.

EFFETTI DEL COVID-19 SULLE GARE

La ricerca Nielsen Sports e ENDU è volta a misurare le conseguenze dell’emergenza sanitaria sulle manifestazioni nel mondo endurance. Analisi su consumatori, organizzatori e sponsor

L’indagine è volta ad analizzare gli esiti della pandemia sulle gare e gli eventi legati agli sport endurance limitatamente al periodo febbraio-giugno. Sono state prese in considerazione diverse variabili quali per esempio la quantificazione delle manifestazioni rinunciate, annullate o recuperabili, l’impatto economico sull’incasso delle vendite e la volontà a investire in futuro da parte delle aziende.

CONSUMER IN DIFFICOLTÀ, ALLENAMENTO A CASA

(15.865 UTENTI)

Profilo socio-demografico dei consumer: 70% uomini, età media 49 anni, in prevalenza del Nord-Ovest (46%), lavoratori dipendenti (40%), reddito medio di 2.500 euro mensili.

In media l’88% degli sportivi aveva previsto di partecipare ad almeno un evento e quasi la metà (42%) è pessimista sulla possibilità di ripresa. Il restante 58% si aspetta che potrà recuperarne almeno uno. Il lockdown ha costretto i praticanti di sport endurance a rimandare l’acquisto di articoli sportivi e a ridurre la spesa per le gare che sono state annullate. Secondo la ricerca ENDU-Nielsen Sports, il danno economico derivante da questa situazione si attesta tra i 475 e 535 milioni di euro. L’impatto economico individuale relativo alla spesa media in preparazione fisica per singola gara è di 46€. Il 56% aveva programmato l’acquisto di articoli sportivi tra febbraio e giugno, di cui l’81% li ha rimandati.

Il 56%, tuttavia, ha continuato ad allenarsi a casa e solo il 14% ha rinunciato del tutto all'attività sportiva. Una piccola percentuale dei praticanti ha completato acquisti di attrezzature per allenamento a seguito del blocco. Un 36% dei praticanti ha percepito positivamente la comunicazione dei marchi al tempo del Covid; la predisposizione generale verso brand è positiva, come evidenziato da una bassissima percentuale di “inutilità percepita” legata alla loro comunicazione. Il fatto che un 31% dei praticanti vorrebbe ricevere offerte per acquisti in questo periodo segna un’opportunità per poter lavorare promozionalmente anche in queste circostanze avverse. I consumer hanno manifestato predisposizione positiva, e grande disponibilità, verso nuove tipologie di canali, contenuti e interazioni, per continuare a “consumare sport” durante il lockdown. Tali nuove modalità si affermeranno come contenuti collaterali e complementari, una volta ripresa l’attività sportiva “ordinaria”.

ORGANIZZATORI IN ROSSO: PERDITE FINO A 208 MLN (94 UTENTI)

Quasi la totalità delle gare sono state annullate; c’è confidenza che una su quattro potrà essere recuperata in futuro. Gli organizzatori hanno mostrato senso di responsabilità, poiché ben più della maggioranza hanno annullato le manifestazioni di propria iniziativa.

GARE ANNULLATE

PROFILAZIONE SOCIO-DEMO COMMUNITY ENDU

IMPATTO ECONOMICO TOTALE

IMPATTO ECONOMICO INDIVIDUALE

Si evince una stima del danno economico tra i 176 e 208 milioni di euro. La maggior parte deriva da introiti relativi a sponsor e turismo, con le categorie hotel e finanziamenti politici a soffrire di più. Da comuni e regioni, in ogni caso, si aspettano interventi con contributi e finanziamenti diretti verso gli eventi. Gli organizzatori hanno bisogno del sostegno e supporto dal settore pubblico non solo per resistere all’impatto del lockdown, ma anche per investire in formati e soluzioni innovative per i

loro eventi, al fine di minimizzare la perdita nel breve e medio periodo. hotel e finanziamenti politici a soffrire di più. Da Comuni e Regioni, in ogni caso, si aspettano interventi con contributi e finanziamenti diretti verso gli eventi. Gli organizzatori hanno bisogno del sostegno e supporto dal settore pubblico non solo per resistere all’impatto del lockdown, ma anche per investire in formati e soluzioni innovative per i loro eventi, al fine di minimizzare la perdita nel breve e medio periodo.

Il 58% degli organizzatori è a conoscenza della possibilità di allestire gare in modo virtuale. Tuttavia, solo l’8% è intenzionato a percorrere questa strada. Un ulteriore 23% dimostra interesse e potrebbe essere motivato da ulteriori informazioni. Il restante 68% dichiara di non essere proprio interessato: sono coloro i quali è necessario sicuramente un maggiore sforzo in informazione.

SPONSOR OTTIMISTI PER IL FUTURO (51 BRAND)

Circa quattro brand su cinque valutano come determinante l’impatto del blocco delle attività sportive sul proprio marketing. Solo un 36% confida di riuscire a recuperare in maniera sufficiente le attività programmate. Il 78% dei brand sponsor aveva programmato attività che poi sono state rimandate o annullate a causa del Covid-19. Di questi solo un terzo riuscirà a recuperare le attività in maniera soddisfacente. Sul futuro, però, prevale un generale ottimismo: oltre l’80% dei brand continuerà a sponsorizzare e ben oltre la metà

DANNO ECONOMICO TOTALE

D: In futuro continuerete a investire in sponsorizzazioni?

D: Rispetto agli investimenti attuali in sponsorizzazioni, in futuro...

investiranno più o alla pari del passato, soprattutto in comunicazione (47%) per mantenere l’engagement con i fan.

Quasi la metà dei brand ha compensato il ritorno di visibilità delle sponsorizzazioni tramite investimenti in comunicazione. La restante metà non è riuscita a intervenire tempestivamente. Un 35% sta ancora valutando come intervenire. I social sono il canale più utilizzato per recuperare il ritorno di visibilità e rimanere in contatto con il target, sia aumentando il numero di post che creando eventi dedicati.

Infine, la totalità dei brand sa della possibilità di organizzare competizioni sportive online e un terzo ha già svolto simili attività. Oltre il 50% intende organizzare o sponsorizzare un evento online. La maggior parte sa già anche come farlo; resta però quasi un 30% che non sa come procedere in tal senso. Lo sport, e l’endurance, rimarrà una componente strategica del loro marketing mix; sono pronti e aperti all’innovazione dei formati e dei contenuti, ma sarà importante individuare tematiche e narrative credibili e distintive.

DANNO ECONOMICO TOTALE

DANNO MEDIO SUBITO PER ORGANIZZATORE

D: Qual è il danno economico derivante dalla cancellazione delle gare/eventi a causa del Covid-19 che avevate in programma di organizzare entro la fine di maggio? Indicate a quanto ammontano i mancanti incassi per ognuna delle voci che trovate di seguito

ISTITUZIONI

ATTIVAZIONI IN PERIODO DI STOP

D: In questo periodo di sospensione delle attività live come vi state comportando/vi comporterete?

CONCLUSIONI

• Il danno economico derivante dalle restrizioni si attesta tra i 475 e 535 milioni di euro. Quasi la metà dei praticanti prevedono di non poter recuperare nessuna competizione a cui era iscritto

• Il 36% dei praticanti ha una predisposizione positiva verso la comunicazione dei brand in questo periodo

• Il danno economico stimato per il totale di organizzatori di eventi endurance in Italia ammonta tra i 176 e 208 milioni di euro. La maggior parte deriva da introiti sponsor, turismo & territorio (in particolare hotel e finanziamenti pubblici)

• Si richiede sostegno soprattutto agli enti locali tramite contributi e finanziamenti diretti agli eventi, il rimborso di spese già sostenute, la concessione gratuita (o agevolata) dell’utilizzo del suolo pubblico

• Solo l’8% sta prendendo in considerazione di organizzare versioni virtuali dei loro eventi; un ulteriore 23% manifesta il bisogno di maggiore informazione e supporto

• L’82% valuta come elevato o molto elevato l’impatto del blocco sulle loro iniziative di marketing

• Oltre l’80% dei brand continuerà a sponsorizzare l’endurance, e ben oltre la metà investiranno più o almeno la medesima entità che in passato

• Un terzo degli sponsor intervistati ha già dimestichezza con eventi in versione virtuale, e circa la metà ha intenzione di organizzarli e/o sponsorizzarli in futuro

IL DECALOGO DEL CONTENT MARKETING

Consigli utili per comunicare online in modo efficace. Dieci suggerimenti di base che possono aiutare a impostare una valida strategia di comunicazione online, soprattutto sui social

1

INDIVIDUARE IL TARGET

Il primo passo per impostare una strategia di comunicazione è stabilire il tipo di pubblico, anche detto target. A chi ci rivolgiamo? Età, genere, interessi di chi ci ascolta sono elementi importanti per capire cosa e come comunicare. Dobbiamo chiederci in poche parole a chi vogliamo rivolgerci e chi vogliamo "colpire" comunicando sul web. Quali sono i potenziali clienti? Quali sono le domande che si pongono? Come possiamo rispondere? Profilando da subito il nostro pubblico non rischieremo di disperdere energie inutilmente con contenuti che non rispondono al nostro target. La profilazione del pubblico è un'attività da fare in partenza, ma richiede un'attenzione costante nel tempo per adeguarsi a richieste e atteggiamenti, che possono cambiare.

2

DOVE COMUNICARE?

Le modalità con cui oggi è possibile comunicare online sono molteplici, forse troppe, impossibile essere presenti e attivi ovunque, a meno di non avere un team di persone a nostra disposizione che si occupa di digital marketing. Per ottimizzare tempo e risorse è dunque indispensabile decidere dove comunicare, soprattutto se parliamo di social media. In base agli obiettivi, al target, alle nostre caratteristiche e anche al tempo che stimiamo di dedicare, dovremmo individuare i canali più adatti, quelli in cui possiamo esprimerci al meglio ottenendo i migliori risultati. Facebook, Instagram e YouTube sono attualmente i canali da prediligere.

3

USARE UN TONO DI VOCE ADEGUATO

Per tono di voce appropriato, si intende uno stile nella comunicazione che sia coerente col pubblico a cui ci rivolgiamo, con il canale su cui comunichiamo, con le nostre caratteristiche e nel caso di un'attività, come può essere anche un negozio, con il nostro "brand". Cosa ci distingue? Quali valori vogliamo trasmettere? Come possiamo comunicarlo in modo efficace? Teniamo inoltre presente che ogni social media ha delle peculiarità che richiedono un format particolare. Instagram per esempio è il social visual per eccellenza, dove contano molto il tipo di foto e gli hashtag, e si presta a contenuti di ispirazione, mentre Facebook è più indicato per condividere contenuti informativi oppure creare una community tramite gruppi che nel tempo hanno preso sempre più piede. YouTube invece è la piattaforma per eccellenza dove caricare i video, un tipo di contenuto molto apprezzato, che vengono indicizzati dai motori di ricerca, alla pari di un articolo pubblicato su un qualsiasi sito online.

4

CONTENT IS THE KING

Foto, video e testo (copy) è necessario che siano di qualità. Esistono delle applicazioni anche gratuite che permettono di creare dei contenuti visual molto curati da pubblicare sui social, anche in assenza di strumenti professionali. Rivolgiamoci invece a professionisti (fotografo, videomaker, grafico) per le foto di anteprima del sito web, oppure per contenuti strategici che useremo per i post più importanti o per progetti particolari. Tutto naturalmente in linea con le nostre risorse. Anche la parte testuale è importante. Che si tratti di un contenuto promozionale oppure d'ispirazione o ancora informativo, lo stile e le parole che usiamo possono fare la differenza.

5

PRODURRE CONTENUTI CON UN'ANIMA

Contenuti accurati ma che abbiano anche un'anima. Riprendiamo quanto scritto sul numero precedente, ossia che ci possono essere contenuti informativi sul proprio settore di riferimento altri, più di ispirazione e motivazionali e altri ancora di intrattenimento. Con una regola di base, però: metterci la faccia. Chi ci segue lo farà più volentieri se percepisce che il negozio è fatto di persone prima di tutto. Al contrario non puntiamo solo su contenuti promozionali dei prodotti in vendita. Non dobbiamo solo "vendere prodotti", bensì "raccontare una storia", la storia quotidiana del negozio, della passione che c'è dietro, della qualità del servizio.

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PROGRAMMARE LE PUBBLICAZIONI

Per ottimizzare il tempo è utile stabilire un calendario editoriale mensile con alcune pubblicazioni fisse, da aggiornare settimanalmente in base ai contenuti del momento, secondo gli ultimi aggiornamenti in materia per esempio di: ultimi arrivi in negozio, consegne ai clienti oppure notizie legate al settore che trattiamo. In un'era in cui l'informazione corre veloce succede spesso di pubblicare qualcosa che non abbiamo potuto programmare prima. Stabilire però dei giorni di pubblicazione con un'indicazione di massima sul tipo di contenuto (informativo, d'ispirazione, promozionale, ...) è molto utile e ci aiuta ad essere costanti nelle pubblicazioni: altro elemento fondamentale per un'efficace comunicazione online.

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CONDIVIDERE È IMPORTANTE

Superfluo dire che la condivisione è parte importante di una comunicazione online. Pubblicare infatti significa in qualche modo condividere. Sfruttare però tutte le possibilità di condivisione dei contenuti che pubblichiamo non è così scontato. Questo presuppone una buona conoscenza delle opportunità che i social media e il web ci offrono. Oltre alle normali funzioni di sharing, ci sono anche strumenti di advertising per le sponsorizzazioni, che devono essere mirate sul proprio target. Sui social per esempio la giusta attività di sponsorizzazione è fondamentale per dare più visibilità ai nostri contenuti raggiungendo un maggior numero di persone in linea col nostro pubblico. Oppure non dimentichiamoci la newsletter che se usata bene è uno strumento molto utile per comunicare e condividere informazioni con un pubblico mirato.

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ALIMENTARE LA COMMUNITY

Nel numero precedente abbiamo detto quanto sia importante il concetto di community in una comunicazione online. I social media in questo aiutano molto, sono lo strumento ideale per stare in contatto con il proprio pubblico, che siano clienti o potenziali tali. Il suggerimento è quello di interagire, rispondere ai commenti e alle richieste soprattutto se legate all'attività. Il consumatore chiede sempre più spesso informazioni e assistenza anche tramite i social media. Sito web e social sono infatti strumenti sempre più preziosi anche per gestire l'attività di customer service.

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PUNTARE SULL'UNICITÀ

Guardarsi intorno, prendere spunto da chi nel nostro settore comunica online con ottimi numeri è senz'altro utile, ma l'originalità fornisce quel qualcosa in più che... fa la differenza. E che magari spinge qualcuno a seguirci. Altro concetto legato all'originalità è anche la specializzazione. Come negozio, come professionisti sarà più facile se emerge che siamo esperti di una particolare nicchia. Nel campo della bicicletta che è molto vario e copre diverse discipline, potrebbe essere più "strategico" puntare su un comparto specifico e diventare punto di riferimento per quel tipo di prodotto. Far emergere in poche parole l'unicità che ci distingue.

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FARSI AIUTARE

Fare comunicazione online non è più un passatempo da portare avanti nel tempo libero, tra una vendita e l'altra. Richiede risorse, competenza e strategia. Affidarsi a persone competenti, almeno nella fase iniziale per impostare un content plan efficace, non è una spesa inutile, al contrario ci farà risparmiare del tempo e contemporaneamente ottenere risultati. Ci sarà comunque sempre bisogno del nostro supporto per la creazione di contenuti che abbiano un'anima.

L’AMMORTIZZATORE POSTERIORE

Spesso sottovalutato, è in realtà uno degli elementi più complessi di tutta la bici.

Per funzionare correttamente deve far fronte a molte problematiche e sopportare grandi sollecitazioni. Vediamo com’è e come si comporta

Proseguiamo la serie di articoli riguardanti le sospensioni parlando degli ammortizzatori posteriori. Tali sistemi ammortizzanti sono pensati per lavorare in sinergia con il carro posteriore delle bici e questo rende il sistema completo molto complesso. Infatti, non è sufficiente capire il funzionamento di un ammortizzatore posteriore per comprendere come la bici si comporterà durante la fase ammortizzante, è necessario analizzare come il carro farà muovere la ruota. É praticamente impossibile analizzare tutti i tipi di carro posteriore in quanto ogni telaio e produttore adotta sistemi differenti e spesso esclusivi. Focalizziamo però l’attenzione sugli ammortizzatori, in generale si dividono in due famiglie, quelli ad aria e quelli a molla. Nel primo caso una camera d’aria si occupa di funzionare come organo di compressione, la loro forma è cilindrica e presentano una valvola per la regolazione della pressione. Gli ammortizzatori a molla sono facilmente riconoscibili in quanto la molla è all’esterno dell’ammortizzatore stesso e presentano una ghiera che permette di comprimere la molla in modo da ottenere una regolazione della compressione della stessa in relazione al sag (affondamento iniziale) che si vuole ottenere. Esistono diverse molle, per permettere a biker di diversi pesi di poter ottenere un sag corretto, negli ammortizzatori ad aria invece lo spettro di regolazione è ottenuto utilizzando diverse pressioni. Gli ammortizzatori sono solitamente di forma cilindrica ed hanno un piccolo pistone che entra in una camera di diametro maggiore. In alcuni casi hanno un piccolo serbatoio esterno che serve per contenere l’olio, tale sistema viene utilizzato su ammortizzatori che necessitano di quantità di olio maggiore, tipicamente per uso in enduro o downhill dove le sollecitazioni sono maggiori e di conseguenza anche la quantità di calore sviluppata.

IL FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA: AZIONE E REAZIONE

Analizziamo ora il funzionamento del sistema, la ruota posteriore prende un colpo, in seguito a questa forza la ruota inizia a percorrere la traiettoria imposta dal carro posteriore e l’ammortizzatore inizia a comprimersi, quindi la molla si comprime oppure la camera dell’aria inizia ad aumentare la propria pressione in seguito alla compressione. Una volta assorbito l’urto la molla vorrà estendersi, così come la camera dell’aria, per ritornare alla pressione iniziale. Questo farà estendere l’ammortizzatore senza alcun freno, restituendo l’energia assorbita nello stesso modo e rendendo l’ammortizzazione non efficace. Per tale motivo tutti gli ammortizzatori hanno una parte idraulica che serve per frenare l’estensione regolandola attraverso il classico registro del ritorno. Stesso discorso per il blocco dell’ammortizzatore che viene attuato come nelle forcelle impedendo il passaggio dell’olio. Nascono però due problemi differenti rispetto alle forcelle, le sollecitazioni su un carro posteriore sono maggiori in quanto il peso del rider è molto più spostato sulla ruota posteriore e lo spazio per mettere l’olio nel sistema è molto limitato rispetto a quello di una forcella.

I PROBLEMI DELLA CINEMATICA SULL’AMMORTIZZATORE

Per ovviare al primo problema i produttori hanno preferito la strada di valvole anti-ondeggiamento rispetto a valvole di blocco completo, infatti l’energia da assorbire su un urto posteriore romperebbe facilmente la struttura del blocco, per tale motivo la maggior parte degli ammortizzatori ha dei limitatori che se azionati non fanno ondeggiare lo stesso, ma se fortemente sollecitati lasciano passare l’olio rendendolo libero di muoversi. Il secondo problema riguarda la quantità di olio che un ammortizzatore può contenere nel suo ridottissimo spazio. Avere poco olio nell’idraulica implica che lo stesso si scaldi molto velocemente degradando le performance del sistema ammortizzante, per tale motivo negli ammortizzatori più sollecitati (enduro e downhill) vi è un serbatoio esterno con un volume d’olio aggiuntivo. Un secondo problema relativo la modesta quantità d’olio è la cavitazione, ossia la formazione di piccole bollicine all’interno del liquido. Se tale fenomeno non fosse limitato le bollicine scorrerebbero nel pistone rendendo il registro del ritorno e tutte le funzioni idrauliche (tra cui il blocco o anti-ondeggiamento) del tutto inefficaci, in quanto l’idraulica per funzionare correttamente deve essere completamente immersa in olio privo di gas (che ricordo è comprimibile a differenza dei liquidi). Per limitare tale fenomeno l’olio degli ammortizzatori è compresso ad alta pressione (dalle 25 alle 40 atmosfere) attraverso una camera di azoto che tiene appunto in pressione il sistema idraulico attraverso un pistone flottante (IFP). Tale caratteristica rende gli ammortizzatori molto più difficili da

revisionare in quanto le attrezzature per tali manutenzioni sono specifiche e richiedono una formazione specifica per il loro utilizzo. Come anticipato il mondo delle sospensioni posteriori è veramente ampio e difficilmente trattabile in poche righe ma quantomeno abbiamo capito insieme la base di funzionamento di tali sistemi.

A sinistra: il modello ad aria Fox DPX2 con serbatoio di raccolta dell'olio, remote per il bloccaggio e trattamento Kashima coat per il miglioramento dello scorrimento In alto da sinistra: il modello ad aria di Rock Shox Deluxe RT3, il modello vivid di Rock Shox, ammortizzatore a molla per uso Gravity e il posizionamento di un ammortizzatore posteriore su una Transition Patrol da enduro

Sono disponibili anche in Italia i corsi di formazione BBI, l’istituto di formazione e certificazione americano con una manualistica indipendente di più di 14.000 pagine.

I.B.S. svolge esami di certificazione dei meccanici per l’accesso al registro internazionale dei meccanici professionisti sulla base di un formato attivo negli Stati Uniti da oltre 30 anni. Ha inoltre attivo un corso specifico per la formazione inerente la teoria e il montaggio dei sistemi ruota.

Per info scrivete a: office@internationalbikeschool.com

Tutti gli esami e corsi formativi IBS/BBI sono ovviamente sospesi a causa dell’emergenza sanitaria. I corsi formativi che si sarebbero tenuti ad aprile sono tutti rimandati a settembre/ottobre. Gli esami di certificazione sono stati bloccati da Febbraio a data ancora da confermare.

UN’“AMMIRAGLIA” DEL RETAIL

Nata nella prima metà del secolo scorso, RMS oggi è tra le aziende più innovative nel settore della distribuzione di ricambi e accessori per bici, moto e eBike. E tra i suoi punti di forza c’è anche un appuntamento speciale dedicato ai dealer, che quest’anno torna in forma digitale

In origine (1945) si chiamava “F.lli Mandelli” e svolgeva attività di riparazione di biciclette e motocicli. Nel corso degli anni il business è cresciuto evolvendosi, fino ad arrivare al 1980, anno della nascita ufficiale di RMS, che diviene il nome ufficiale della società. Adottando fin da subito politiche di rinnovamento e modernizzazione, negli Anni ’90 viene introdotta una nuova linea di prodotti per il primo equipaggiamento (OEM) dedicata esclusivamente ai produttori di biciclette. Nel 2000 l’azienda diventa S.p.A. oltre che una realtà all’avanguardia e punto di riferimento in Italia e in Europa. In seguito le divisioni aftermarket moto&scooter, ciclo e OEM vengono accorpate sotto un unico tetto nell’attuale sede di Seregno, che in 24.000 mq ospita il quartier generale. Nel 2018 nasce un nuovo magazzino automatizzato, Hive (alveare), che diventa il fulcro dell’azienda. Con una logistica ai massimi livelli, il magazzino è oggetto di continue modifiche e miglioramenti per velocizzare e soddisfare la richiesta di mercato sempre più diversificata. Hive rientra sicuramente tra i punti di forza di RSM, per dare un valore aggiunto ai negozianti in termini di forniture e competenza. In

quest’ottica, due anni fa è nato il progetto “Ammiraglia”, un evento annuale fondamentale per dare ai dealer gli strumenti giusti per piazzare i prodotti sul mercato. Nel 2019, seconda edizione dell'evento, hanno partecipato più di 500 negozi venuti da ogni regione d'Italia non solo per imparare come proporre in modo diverso e soddisfacente i prodotti alla loro clientela, ma anche per avere una visione più ampia del mercato tramite il confronto e la condivisione.

Quest’anno la terza edizione di “Ammiraglia” sarà davvero speciale, dal momento che le normative anti Covid-19 impongono che l’evento si svolga in forma totalmente digitalizzata. Ma non per questo meno partecipata. RMS vuole continuare a stare a fianco dei propri clienti e per farlo cambia solo la modalità di fruizione, lasciando integri i principi che l’hanno contraddistinta anche nelle passate edizioni. Dal 21 al 25 settembre i negozianti potranno prendere parte a cinque giornate di formazione e di confronto dedicate al mondo ciclo con corsi tecnici, meeting one-to-one e attività di showroom in cui scoprire le principali novità presenti nel catalogo 2021.

AMMIRAGLIA, L’EVENTO RMS PER I DEALER, DIVENTA DIGITALE

- CORSI TECNICI

Cinque corsi tecnici con alto contenuto formativo in grado di offrire nozioni e pillole tecniche fondamentali per migliorare il servizio della propria officina. I corsi affronteranno alcune delle principali tematiche del mercato. L’appuntamento è tutti giorni dalle 13.30 alle 15.00

LUNEDÌ 21 SETTEMBRE

Argomento: eBike

Relatori: Francesco Marzari - Bosch Ebike System - e Silvio Burzio - product specialist Magura

Marchi: Bosch e Magura

• Presentazione novità Bosch: nuovo display Nyon e nuovo software

• Principali differenze tra le diverse generazioni

• Presentazioni casistiche di intervento più comuni

• Servizi aggiuntivi Bosch

• Procedure spurgo completo e rapido freni Magura

MARTEDÌ 22 SETTEMBRE

Argomento: ruote

Relatori: Gabriele Marinari – DRC

Marchio: DRC

La costruzione di una ruota è una delle competenze più specifiche del settore ciclo e richiede elevate conoscenze ed esperienza. Durante il corso verranno approfonditi diversi aspetti tecnici e le procedure del montaggio ruote

• Scelta dei materiali - caratteristiche e differenze:

- Cerchio

- Mozzi

- Raggi

- Nipples

• Principali procedure montaggio ruote

MERCOLEDÌ 23 SETTEMBRE

Argomento: sospensioni

Relatori: Davide Cerutti - Rulezman

Marchio: Cane Creek

Ammortizzatori

• Presentazione novità Cane Creek: DB Kitsuma

PER MAGGIORI INFORMAZIONI E PER ISCRIVERSI ALL’EVENTO: RMS-EVENTI.IT T

• Analisi del diverso comportamento degli ammortizzatori ad aria e a molla

• Calcolo corretto della molla mtb e della molla eBike

• Montaggio hardware

Forcelle

• Presentazione novità Cane Creek: HELM MKII

• Procedure cambio corsa forcelle

• Procedura cambio progressione forcelle

• Procedure gonfiaggio corretto

GIOVEDÌ 24 SETTEMBRE

Argomento: cuscinetti

Relatori: Niki Giussani - SGM SPORT/CW Bearing + Alberto Milesi - meccanico KTM Protek team

Marchio: BTA

• Presentazione delle principali caratteristiche dei cuscinetti

• Tipologie cuscinetti e diverse applicazioni in ambito ciclistico

• Manutenzione e lubrificazione cuscinetti

• Principali procedure montaggio cuscinetti (attrezzatura, tolleranza e sedi del cuscinetto)

VENERDÌ 25 SETTEMBRE

Argomento: reggisella telescopici

Relatori: Nicolò Fossati - product specialist Tranzx

Marchio: Tranzx

• Presentazione novità 2021

• Come scegliere il telescopico corretto

• Manutenzione e cura

• Funzionamento e sostituzione cartuccia

- MEETING ONE-TO-ONE

• Novità assoluta della terza edizione è la possibilità di prenotare un incontro in livechat con uno dei responsabili commerciali e/o product specialist per poter approfondire le novità 2021 sotto tutti gli aspetti tecnici o commerciali.

- SHOWROOM

• Nello showroom digitale, grazie alle parole dei product specialist di RMS e dei suoi partner commerciali, si potranno scoprire le principali novità presenti nel catalogo 2021.

CICLISMO

QUANDO IL GIOCO SI FA DURO

Un calendario serrato, gare spesso stravolte nella loro natura e ancora qualche incertezza a causa dell'emergenza coronavirus. È ripresa così la stagione UCI 2020, mentre un tema si fa strada: la sicurezza dei corridori in gara.

Appena archiviato il Giro di Lombardia che si è corso eccezionalmente sotto il sole ferragostano, possiamo dire che la stagione del grande ciclismo sia entrata a pieno titolo nel vivo. Una stagione che definire particolare è poco e che vedrà concentrati in tre mesi quegli appuntamenti agonistici che di solito si disputano in sei. La situazione presenta ancora delle criticità, come i Mondiali di ciclismo in programma dal 20 al 27 settembre che, notizia recente, non si svolgeranno più in Svizzera. Il Consiglio federale ha infatti confermato le misure restrittive anti-Covid e detto stop agli eventi con più di mille persone fino al 30 settembre. L'UCI "cerca" una location. L'ipotesi è che si possano disputare in Italia. Tanta attesa, inoltre, per le grandi gare a tappe. La prima è il Tour de France in programma dal 29 agosto al 20 settembre, seguirà il Giro d'Italia dal 3 al 25 ottobre e la Vuelta di Spagna dal 20 ottobre all' 8 novembre. Appuntamenti che saranno condizionati da questo calendario del tutto inusuale con ripercussioni anche sullo stato di forma degli atleti.

UN INIZIO DI STA GIONE

Così dopo un lungo stop forzato e numerose incertezze sulla ripresa del calendario agonistico, il 1° agosto i corridori sono tornati a darsi battaglia sugli sterrati senesi delle Strade Bianche, che hanno visto la vittoria del belga e pluricampione di ciclocross Wout Van Aert del team Jumbo Visma in campo maschile, mentre tra le donne si è

Un passaggio della corsa durante la Milano Sanremo. In alto, il passaggio dei corridori durante Il Lombardia

imposta la campionessa del mondo in carica, l'olandese Annemiek Van Vleuten, in forza anche quest'anno alla Mitchelton Scott. Van Aert ha poi concesso il bis alla MilanoSanremo, la prima classica Monumento della stagione, che si è corsa sabato 8 agosto su un percorso inedito e per gran parte piemontese: la gara ha transitato per Alessandria e Asti, raggiungendo il mare dal Colle di Nava senza passare dal Turchino e dai tre Capi. Effetti del Coronavirus e di alcuni sindaci liguri che non hanno dato il permesso alla corsa di passare nei loro territori. Pochi giorni prima, il 5 agosto, sempre in Piemonte l'arrivo della Milano-Torino con vittoria del velocista francese Arnaud Demare (team Groupama-FDJ) e la conferma del belga Van Aert in grande forma, sul terzo gradino del podio. Tra le gare in linea si è disputata anche la 104esima edizione del Gran Piemonte vinta dal corridore neozelandese George Bennett (team Jumbo - Visma) che ha preceduto l'italiano Diego Ulissi (UAE Team Emirates) e il belga Mathieu Van del Poel (Alpecin - Fenix), giovane fuoriclasse campione di mountain bike e di ciclocross. Il giro di Lombardia infine è stato vinto dal danese dell'Astana Jakob Fuglsang, che ha staccato tutti a cinque chilometri dall'arrivo portandosi a casa la vittoria sul traguardo di Como. Un inizio di stagione, dunque, che ha visto molti protagonisti noti e non ha regalato sorprese da questo punto di vista, se non il caldo, condizione particolare per le prime gare di stagione. Tra gli italiani buone

La vincitrice delle Strade Bianche, Annemiek Van Vleuten, dopo l’arrivo in Piazza del Campo a Siena

le prestazioni di Davide Formolo (UAE Team Emirates), secondo alle Strade Bianche e Diego Ulissi (UAE Team Emirates) secondo al Gran Piemonte. Piazzamenti per Alberto Bettiol (Education First) 4° alle Strade Bianche, Giulio Ciccone (Trek-Segafredo) 5° a Il Lombardia e Vincenzo Nibali (Trek-Segafredo) che a Il Lombardia è arrivato sesto, preda dei crampi negli ultimi 50 chilometri.

AL VIA ANCHE LE GARE A TAPPE

Tra le gare a tappe si è appena chiuso il Giro del Delfinato che va al colombiano Daniel Martinez della Education First dopo il ritiro del leader di classifica, lo sloveno Primoz Roglic del team Jumbo Visma, rimasto vittima di una caduta in discesa. Si è svolto nei giorni scorsi anche il Giro di Polonia (dal 5 al 9 agosto) che con tutta probabilità sarà ricordato soprattutto per il rovinoso incidente del velocista olandese Fabio Jakobsen della Deceuninck-Quick-Step durante la prima giornata. Una drammatica caduta in volata che ha messo in luce, al di là delle responsabilità del suo connazionale Dylan Groenewegen che l'ha stretto alle transenne, le lacune dell'organizzazione in quanto a sicurezza. Dopo giorni di coma farmacologico ora Jakobsen è tornato in Olanda, di nuovo in piedi, dove inizierà la riabilitazione. Un Giro di Polonia che ha anche consacrato il grande talento di Remco Evenepoel (Deceuninck Quick-Step), 20enne corridore belga definito da qualcuno il nuovo Merckx, l'astro nascente del ciclismo mondiale che fino al 2017 giocava a calcio. Peccato che proprio Evenepoel sia stato vittima durante Il Lombardia di una caduta che ne ha compromesso tutta la stagione: frattura del bacino e contusione al polmone destro dopo essere finito in un burrone scendendo dalla Colma di Sormano (Co).

SEMPRE PIÙ CALDO IL TEMA DELLA SICUREZZA

Incidenti che avrebbero potuto avere conseguenze ben più gravi e che pongono alcune questioni sulla sicurezza in gara dei corridori. Durante il Giro del Delfinato corridori insieme all'associazione mondiale dei ciclisti professionisti (Cpa) hanno chiesto di neutralizzare i primi chilometri di discesa della quinta tappa per la pericolosità del percorso, con l'intento di lanciare un segnale di protesta in riferimento alle gravi cadute delle ultime gare. Il Cpa chiede in particolare all'Uci e a tutte le parti del ciclismo l'istituzione di una tavola rotonda per affrontare la revisione dei regolamenti "per tutelare al massimo l'integrità fisica dei corridori e consentire lo svolgimento del loro lavoro in maggiore sicurezza" si legge in una nota. Ben altro tema invece la sicurezza in materia anti-covid. Finora gare senza pubblico per evitare assembramenti.

Foto: Rcs Mediagroup

FOCUS PRODOTTO

ARGIVIT: COMPLETO SUPPORTO ALL’ALLENAMENTO

Argivit è un integratore alimentare con lo scopo di ottimizzare le funzioni fisiologiche e dare supporto all’attività sportiva e al quotidiano. Al suo interno troviamo diversi componenti in grado di migliorare il metabolismo e ridurre la stanchezza. Il ferro è un elemento fondamentale sia durante l’attività sportiva sia nella vita di tutti i giorni. Senza di esso non sarebbe possibile legare l’ossigeno ai globuli rossi e di conseguenza trasportarlo in tutti i distretti del nostro organismo. Un organismo sottoposto a stress, come ad esempio quello di uno sportivo, potrebbe andare incontro a forme di anemia sideropenica. Per questo motivo è importante curare l’integrazione di quest’elemento al fine di mantenere sempre un livello sufficiente da garantire il corretto svolgimento di tutte le funzioni metaboliche. Grazie alla quantità di ferro presente in Argivit è possibile mantenere sempre un livello adeguato di quest’elemento. Uno dei problemi più comuni legati all’attività sportiva è la perdita dei sali minerali attraverso la sudorazione. Questo può portare progressivamente a un calo della performance e a una condizione di stanchezza generalizzata. Tra le problematiche principali legate a questo tipo d’integrazione vi è la difficoltà di assorbimento di questi composti, in particolar modo di quelli in forma inorganica. Per questo motivo composti organicati come il magnesio pidolato e il potassio citrato sono dei validi alleati per limitare questo tipo di problematica, la loro forma chimica ne permette un migliore assorbimento e di conseguenza un funzionamento più rapido ed efficace argivit.it

Il vincitore del Giro di Lombardia, Jakob Fuglsang, dopo l’arrivo a Como. Sopra, un passaggio dei corridori alla Milano-Sanremo

FOCUS TECH DI GABRIELE VAZZOLA

DUELLO ALL'AMERICANA

Trek e Specialized, i due mattatori del mercato a stelle e strisce, sembrano sfidarsi sullo stesso campo da gioco. A distanza di pochi giorni escono infatti le nuove Émonda e Tarmac, due race bike che puntano entrambe su riduzione dei pesi e aerodinamica

Si marcano stretto i due giganti a stelle e strisce, e lo fanno presentando a distanza ravvicinata quelli che hanno tutta l’aria di diventare due best seller per il mercato italiano. I brand sono infatti molto apprezzati dalle nostre parti e questa è anche una delle tipologie preferite dagli stradisti evoluti del bel paese. Parliamo di due “race bike” di razza che, partendo da modelli precedenti, cercano un perfezionamento facendo l’una un passo verso l’altra. Un’evoluzione estrema del perfetto bilanciamento tra peso e aerodinamica, che le porta ad avvicinarsi al mezzo definitivo. In grado di essere veloce in salita e al contempo di accontentare passisti e velocisti grazie all’aerodinamica e alla rigidità, il tutto senza dimenticarsi del piacere di guida. L’ É monda si è sempre presentata come un prodotto super light per scalatori, mentre

TREK

Supportata nel lancio dai professionisti del Team Trek Segafredo, che ha tra le sue fila i nostri Vincenzo Nibali e Letizia Paternoster, Émonda evolve ulteriormente senza dimenticarsi ciò che ha comportato il successo della precedente versione, cercando di spingere oltre i concetti di leggerezza che l’hanno tanto fatta apprezzare dai grimpeur. Questa nuova release però sembra spingersi oltre, andando a cercare anche quei corridori più versatili grazie a un telaio con una maggiore aerodinamicità. Una bici da professionisti quindi, destinata però a un ampio pubblico. La potente macchina di marketing americana si è messa in moto anche nel vecchio continente e ha sfoderato i suoi pezzi da novanta per “spingere” questo prodotto, che ha indubbiamente impegnato l’azienda di Waterloo in uno sforzo di ricerca e sviluppo non indifferente.

la Tarmac come un mezzo forse più versatile, ma entrambe pensate per soddisfare le esigenze dei professionisti e dei più veloci amatori per supportarli nelle gare di un giorno come nelle corse a tappe. Vincenzo Nibali e Peter Sagan corrono su queste bici e anche da loro arrivano i feedback per la continua evoluzione di prodotti che, ogni volta, sembrano superare di un gradino l’evoluzione del modello precedente. Vediamo qui come hanno lavorato le due case che dal Wisconsin (Trek) e dalla California (Specialized) si sfidano in questo duello senza vincitori né perdenti, ma innovando un prodotto che da oltre 100 anni fa battere il cuore di milioni di appassionati in tutto il mondo: la bici da corsa.

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SPECIALIZED

L’intento dei tecnici di Specialized sembra essere stato quello di togliere ciclisti dall’imbarazzo della scelta. Con il modello 2021 SL7, infatti, l’obiettivo era quello di trovare il miglior mix tra leggerezza e aerodinamica. In California sembrano aver raggiunto il loro scopo utilizzando tecnologie sofisticate come la FreeFoil Shape Technology, con la quale è stato creato un telaio leggero secondo i dettami della Rider-First Engeneered di Specialized. Questo tipo di design garantisce prestazioni ottimizzate per ogni taglia di telaio, il tutto ottenuto da continua ricerca sui materiali e dai feedback dei corridori più forti del mondo. Frutto della collaborazione con McLaren, i telai Rider First Engeneered si basano sul concetto che un telaio più piccolo sia più rigido di uno grande. Per correggere queste disparità i tecnici hanno analizzato miriadi di dati e ottimizzato ogni taglia in modo da evitare diversità di comportamento rispetto a quello che era l’obiettivo iniziale, anche su taglie sensibilmente differenti.

UN CONCENTRATO DI TECNOLOGIE "MADE IN SPECY"

Proprio Tarmac è stata la prima bici su cui è avvenuta questa sperimentazione, che con il modello 2021 raggiunge l’apice dello sviluppo. Un’altra caratteristica su cui Specy ha lavorato e costruito un solido know how è sicuramente l’aerodinamica. Con il modello Venge, infatti, ha portato questo concetto a un livello superiore, in pratica inventando la nicchia delle bici da corsa “aero”; da allora di acqua sotto i ponti ne è passata e la nuova Tarmac è frutto di questi anni di studio incessante in galleria del vento, per garantire al ciclista un prodotto dall’aerodinamica superiore. Una bici studiata per l’agonismo su strada non può però prescindere da un altro fattore dominante, il peso. Infatti, generalmente, più si riduce la resistenza all’aria più aumenta il peso. Il focus di questo nuovo telaio ha preso in considerazione un fattore fisso per trovare il compromesso migliore, parliamo del peso legale stabilito dall’UCI (o poco meno) e trovare tramite la FreeFoil Shape Lybrary e strumenti come l’analisi FEA la quadratura del cerchio.

LEGGEREZZA E AERODINAMICITÀ CONVIVONO

Il telaio del modello di punta ferma l’ago della bilancia a soli 700 grammi, infatti il focus per ottenere il nuovo design di Émonda è stato quello di mantenere la bici leggera, una purosangue per scalatori, ma aggiungendo anche una nuova sagomatura del telaio, in modo da migliorare le caratteristiche di penetrazione aerodinamica. Solitamente i profili aerodinamici sono anche più pesanti di quelli tradizionali e offrono un peggior feeling di guida, due aspetti su cui un telaio come quello dell’Émonda non poteva comunque scendere a compromessi. Da queste basi è partito il grande lavoro di ottimizzazione e di ricerca che ha portato alla quadratura del cerchio; il nuovo modello infatti, secondo quanto dichiarato da Trek, è 60 secondi all’ora più veloce in pianura e 18 secondi più veloce a una pendenza media dell’8%, il tutto con 182 grammi risparmiati. I test in galleria del vento hanno confermato le misurazioni cronometriche grazie alla minore resistenza all’aria, da qualunque direzione essa provenga.

LA TECNOLOGIA DIGITALE A SERVIZIO DELL’INNOVAZIONE

Ciò è stato ottenuto in oltre due anni di studio, con software di modellazione tridimensionale e simulazione, nonché con una nuova stratificazione dei fogli di carbonio. Questo nuovo software ha permesso di restringere il campo tra i profili utilizzabili fino a trovare i più veloci e leggeri tra migliaia di combinazioni possibili e centinaia di migliaia di interazioni tra tubo e tubo. La nuova stratificazione OCLV 800 Series invece, dopo i test su vari prototipi, ha permesso di utilizzare meno materiale nonostante creare cross section aerodinamiche comporti generalmente l’utilizzo di più carbonio e quindi un aumento di peso. Una volta pronti i prototipi definitivi è stata la volta dei feedback sul campo da parte degli atleti professionisti del team Trek Segafredo, da questo sono derivati suggerimenti fondamentali per la bilanciatura della bici. Così l’azienda americana ha creato quella che definisce la bici da scalatore più veloce della sua gamma, dopo un processo durato mesi, che ha coinvolto anche uno studio sulla componentistica, come la piega manubrio integrata Bontrager Aeolus RSL VR-C disponibile sulle versioni top di gamma Émonda SLR. La gamma è completa e piacerà anche per la vasta offerta un po’ per tutte le tasche. Si passa dai modelli SLR, con piega integrata, carbonio OCLV 800 Series, ruote in carbonio Bontrager, con cambio elettronico e meccanico, fino ad arrivare prodotti più accessibili come i modelli SL con carbonio OCLV 500 Series e prezzi di accesso al di sotto dei tre mila euro. trekbikes.com

TRE “DREAM TEAM” A SERVIZIO DELL’R&D

In tutto ciò è stato fondamentale che il settore ricerca e sviluppo di Morgan Hill lavorasse a stretto contatto con alcuni tra i più forti ciclisti in circolazione. Sono ben tre le squadre pro che sono state coinvolte nello sviluppo della nuova Tarmac SL7, parliamo di Boels-Dolmans, Deceuninck-Quick-Step e Bora-hansgrohe, i quali hanno contribuito ad affinare ulteriormente il progetto. Un telaio leggero e disegnato dal vento non è l’unico elemento distintivo, le prestazioni superiori di questa bici sono da ricercarsi anche in un cockpit che racchiude in sé la medesima filosofia. Tarmac SL7 monta infatti nelle versioni high end l’Aerofly II, così come le ruote, le aerodinamiche Roval Rapide CLX con profili differenti, una soluzione interessante ma ancora poco utilizzata. Il passaggio cavi è stato migliorato sia per il cambio meccanico che per quello elettronico. Il risultato finale è un mezzo da gara che farà felici gli amanti di Tarmac, ma che verrà apprezzato anche dagli amanti dell’alta velocità. Infatti le caratteristiche ereditate dall’esperienza Venge si vedono nelle forme sinuose ma pulite, accentuate dalle colorazioni che sembrano piuttosto azzeccate, soprattutto nei modelli top di gamma, così come nelle geometrie, che nella sostanza confermano quelle tanto apprezzate del precedente modello. Diamo ora un po’ di numeri, Specialized dichiara che la nuova SL7 è più veloce del modello precedente di 45 secondi su 40 km, con prestazioni molto simili a quelle della Venge ma con un peso del telaio di soli 800 grammi.

NIENTE COMPROMESSI NELLA GAMMA SL7

Come sempre le versioni partono dai modelli più performanti marchiati S-Works che, in linea con la concorrenza, passano abbondantemente i 10 mila euro. Siamo però al top, con un telaio Fact 12r, cambio elettronico e tutto ciò che serve per non passare inosservati. L’S-Works è disponibile anche in versione “solo telaio” in cinque colori, più tre con le livree delle squadre pro tour, per chi volesse sbizzarrirsi con montaggi personalizzati o “traslocare” la propria componentistica. Si passa poi alle versioni Pro ed Expert con montaggi meno raffinati ma comunque piuttosto performanti, per chi volesse entrare in possesso di questo nuovo mezzo da gara Specialized senza alleggerire troppo il portafogli.

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INTERVISTA

LA SOSTENIBILITÀ DALL’ALPHA… ALL’ “AFTER LIFE”

Intervista a Tomas Carrara di Polartec, che ci parla di prodotto, ma anche della svolta “green” dell’azienda. Una scelta di responsabilità che non ha ripercussioni sulla qualità e fa da volano per lo sviluppo di nuove tecnologie

Il “tessuto” Alpha è uno dei vostri prodotti di punta, ed è anche uno di quelli che maggiormente hanno beneficiato della rivoluzione green di Polartec, spiegaci la sua genesi Alpha nasce come soluzione a un problema specifico delle forze speciali americane. Fino dieci anni fa i sistemi per la protezione dal freddo erano di due tipi: fleece oppure ovatta sintetica. Il primo non era resistente all’aria, mentre il secondo non era traspirante. Da qui la necessità di avere un prodotto che garantisse traspirabilità e calore per i soldati in missione, che potevano indossare lo stesso capo in varie condizioni anche per più giorni. Alpha permette alta coibenza termica e può essere inserito in un pacchetto che funziona da barriera agli agenti atmosferici. Si possono utilizzare molti tessuti elastici all’esterno, permettendo di creare capi più ergonomici e portarli più vicino al corpo. Inoltre, Alpha risolve un altro problema, quello dell’evacuazione del sudore non condensato, è idrofobo e non assorbe acqua ma funziona da trasportatore dall’interno verso l’esterno, cosa fondamentale soprattutto per gli utenti attivi. Da qui Alpha ha trovato un ideale applicazione anhe negli sport dove l’utilizzatore affronta molta attività aerobica.

Quali sono i prodotti in cui viene utilizzato Polartec Alpha nel mondo del ciclismo?

Inizialmente Alpha è stato impiegato come mid layer, tra i primi, Rapha ha creato gilet che andavano sopra il jersey. Perfetti per il clima e il mercato UK, in quall’ ambiente spesso si esce con una protezione aggiuntiva al jersey. Da allora a cascata sono seguiti altri client come Santini, che hanno capito esattamente il meccanismo di funzionamento di questo prodotto e hanno evoluto l’offerta pensando anche a capi underware e sotto-guanti. Essendo Alpha utilizzabile anche a contatto diretto con la pelle. Rh+ invece l’ha utilizzato, in passato, accoppiato con tessuti impermeabili per giacche invernali. Insomma le applicazioni possono essere davvero varie e si possono confezionare capi utilizzabili in mezza stagione come in inverno.

Quale pensi sia oltre ad Alpha il prodotto “cycling oriented” più rappresentativo?

Sicuramente la piattaforma Neoshell, una soft shell che per la prima volta ha un trasporto concreto di aria dall’interno all’esterno. L’abbiamo rivista specificatamente per il ciclismo, creando dei tessuti che arrivano a contatto pelle, quindi tessuti a maglia che al tempo stesso sono membranati, con la possibilità di scambiare fino a 8 mq di aria al secondo. I nostri client hanno creato delle jersey per i climi molto piovosi grazie al fatto che la membrana scambia aria e mantiene il ciclista asciutto.

Come avviene il processo produttivo di Polartec Alpha? In che percentuale viene utilizzato materiale riciclato e quale?

Parliamo di uno dei prodotti più green a catalogo Polartec, usiamo un poliestere 100% riciclato da PET (plastica per uso alimentare), è green anche il trattamento impermeabile delle fibre, con certificazione PFC Free.

L’utilizzo di materiali riciclati influisce sulle performance del prodotto? No, la scelta di utilizzare materiale riciclato non ha risvolti negativi dal punto di vista tecnico. Oramai l’industria chimica ha reso disponibile un’ampia gamma di filati senza riduzione di performance. I costi sono però in alcuni casi maggiori e per questo diventa una scelta aziendale quella di puntare sulla sostenibilità, assorbendone I costi aggiuntivi. Polartec da sempre ha deciso di convertirsi al riciclato senza applicare incrementi di listino. Il consumatore finale non si aspetta di pagare di più rispetto al prodotto normale, quindi è una scelta tutta nostra. L’ecosostenibilità però sta spingendo il nostro brand, perché i nostri clienti cercano sempre di più questo tipo di materiali.

Polartec utilizza materie prime “green” anche in altri prodotti in gamma?

Si certo, più di un bilione di bottiglie riciclate sono state utilizzate da Polartec in questi anni, non consideriamo più nuovi prodotti che non siano fatti con poliestere al 100% riciclato e con certificazione GRS. Il mondo della chimica non ha proposto ancora soluzioni perfette su nylon e elastan, in cui per ora siamo a un livello di post industrial recycle, quindi un recupero del materiale di scarto. Più del 65% della nostra collezione è fatta però da materiali riciclati. Oltre al poliestere “green” utilizziamo anche fibre biodegradabili come la

lana. Inoltre, ecosostenibilità non significa solo l’uso di materie prime riciclate, ma anche non sprecare l’energia impiegata nei processi industriali, la quantità di emissioni di Co2 ecc…

Quali sono i limiti eventuali o le difficoltà che si devono affrontare nell’utilizzo di materiali di riuso? E cosa succede a un prodotto riciclato alla fine del suo ciclo “vitale”

Onestamente non vedo limiti in fase di produzione e uso, però quando si parla di ”after life” si entra in un meccanismo in cui ogni azienda ha un suo punto di vista. C’è chi si concentra sul fare un prodotto monofibra e quindi ulteriormente riciclabile. Altri lavorano sulla durabilità del capo lavorando per estenderne la vita o per poterlo riutilizzare una volta rigenerato. Altri si buttano sulle fibre naturali e biodegradabili, anche se è sempre difficile trovare un’azienda che vada al 100% in questa direzione, su grosse produzioni questa politica potrebbe compromettere la food chain locale, con un impatto alla fine negativo.

Come vedi il futuro delle aziende che puntano sulla tecnologia sostenibile?

Dopo 20 anni in Polartec non ho mai visto come negli ultimi mesi un’attenzione così alta per il pianeta e per il mondo outdoor. L’ambiente è la priorità principale dell’industria e dei client nella supply chain. Stiamo a vedere, ma risultati nei prossimi anni prevedo saranno molto interessanti. La tecnologia è in continua evoluzione con processi rivuluzionari e attenti all’ambiente, come la nostra piattaforma Power Air, in cui evitiamo lo shedding, ovvero la quantità di fibre che il tessuto perde, con questa costruzione creiamo l’isolamento termico attraverso una lavorazione particolare che ci permette avere un valore di coibenza termica senza “garzare” il tessuto e la propensione della materia prima a perdere fibra. polartec.com

SHIMANO: VENDITE DIMINUITE NEL PRIMO SEMESTRE 2020

Le vendite della divisione bici di Shimano, a causa dell’emergenza sanitaria, sono diminuite del 14,6% nella prima metà del 2020. Shimano ha visto le vendite nette del comparto scendere a 122.613 milioni di yen, rispetto allo stesso periodo del 2019. Anche i ricavi operativi del segmento “bike division” sono diminuiti del 19,7%. La società ha attribuito parte di questo calo alla chiusura forzata di molti rivenditori di biciclette in Europa dall’inizio della pandemia, tuttavia ha visto aumentare rapidamente la domanda di biciclette con l’eliminazione delle restrizioni in tutto il continente, quindi certamente ci sono margini per contenere le perdite della società, anche perché in ciascun paese sono stati attivati sussidi e altre politiche per incoraggiare l’acquisto di biciclette come mezzo di trasporto alternativo al trasporto pubblico. Complessivamente, il colosso giapponese ha registrato un calo delle vendite nette dell’11,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La società ha osservato che il virus ha eroso in modo significativo il potere d’acquisto dei consumatori durante la prima metà dell’anno, con le economie europee che si stanno deteriorando a causa del blocco e di altri fattori. Nel frattempo, l’economia americana ha visto un calo del reddito salariale che ha provocato un “notevole rallentamento dei consumi personali”. Shimano ha anche presentato le sue previsioni per il 2020, dopo aver ritirato le precedenti previsioni sulla performance del primo trimestre. In base alle informazioni e alle proiezioni attualmente disponibili, l’impresa prevede vendite nette per l’intero anno di 350.000 milioni di yen (363.230 milioni di yen nel 2019) e un reddito operativo di 63.500 milioni di yen (68.010 milioni di yen nel 2019). Fonte: cyclingindustry.eu

EUROBIKE 2020, UN'EDIZIONE SPECIALE CHE SFIDA L'EMERGENZA

L’industria della bicicletta sembra vivere un anno d’oro. Nonostante i brutti momenti causati dall’emergenza sanitaria molti paesi hanno registrato forti aumenti delle vendite. Tuttavia, l’aumento della domanda pone anche notevoli sfide a produttori, rivenditori e clienti. "L’edizione speciale dell’Eurobike Show di novembre è l’occasione ideale per condurre importanti colloqui faccia a faccia alla fine della stagione e per dare il via al nuovo anno di attività ciclistica 2021", spiega Klaus Wellmann, ceo di Messe Friedrichshafen. Le nuove direttive sull’emergenza nello stato del Baden-Württemberg hanno stabilito requisiti per poter realizzare una fiera sicura e protetta, con linee guida dettagliate e misure igieniche. Eurobike è stata riprogrammata con soluzioni tarate sulla situazione in atto. Bernhard Lange, amministratore delegato Paul Lange & Co. afferma: "Naturalmente, molte cose sono diverse in questo anno straordinario e Eurobike sarà molto diversa da quello a cui siamo stati abituati. Tuttavia la manifestazione è particolarmente importante quest’anno in quanto tutte le altre grandi fiere di settore nel mondo sono state purtroppo cancellate. Pertanto, siamo lieti che Eurobike ci offra ancora l’opportunità unica di presentare le soluzioni per una mobilità sostenibile e salutare". Ernst Brust, amministratore delegato, Zweirad-Industrie-Verband, la German Bike Industry Association, vede anche l’importante potenziale del meet-up fieristico unico: "La crisi legata al coronavirus ha creato grandi sfide per tutti i settori economici e il business degli eventi in particolare. Per questo motivo, siamo molto felici che Eurobike abbia sviluppato una soluzione per consentire all’industria della bicicletta di incontrarsi dal vivo almeno una volta, quest’anno a novembre. Niente batte il contatto diretto. Insieme all’offerta digitale aggiuntiva. A Eurobike 2020 sono attesi oltre 450 brand espositori e diecimila visitatori professionali e rappresentanti dei media. Dato che il 2020 è stato un anno particolare, questa fiera in edizione speciale sarà un’importante piattaforma di comunicazione. Stiamo supportando il tanto necessario scambio di idee in tutto il settore offrendo un’ampia gamma di opzioni di partecipazione", afferma il “boss” di Eurobike Stefan Reisinger, delineando le varie alternative: dai classici stand fieristici alle business lounge per riunioni individuali. I più importanti fornitori di tecnologia, come ad esempio Bosch, Shimano o Brose hanno aderito a questa fiera di tendenza e altre importanti aziende di assemblaggio e produttori di componenti hanno prenotato i loro spazi espositivi. Eurobike 2020 inoltre offre i seguenti punti a programma: presentazione e cerimonia dell’Eurobike Award, Eurobike Start Up Area, Eurobike Indoor Test and Demo Area, Eurobike Cargo Area, Eurobike Academy, Eurobike Service Area, Eurobike Blogger Base, E-Mobility Area e ultimo, ma non meno importante, l’Eurobike Networking Dinner. Eurobike 2020 si svolgerà dal 24 al 26 novembre a Friedrichshafen ed è aperta solo ai visitatori professionali. Per ulteriori informazioni visitare: www.eurobike.com .

AUMENTANO GLI INVESTITORI "ESTERNI" NEL MERCATO BICI

Continuano gli investimenti da rappresentanti di altri settori, tutti alla ricerca di “un posto al sole” nel business delle bici elettriche (e in generale della mobilità su due ruote). Recentemente, anche la famiglia Agnelli ha investito in una start-up belga di eBike.

COWBOY INTENSIFICA LA SUA CRESCITA IN EUROPA

Il produttore belga di eBike, Cowboy, ha annunciato di aver ottenuto un investimento di 23 milioni di euro per intensificare la sua crescita europea. I fondi sono stati generati da cinque investitori tra cui Exor Seeds, di proprietà della famiglia Agnelli. “Dato che il gruppo della famiglia torinese è uno dei maggiori conglomerati industriali europei, speriamo di avere accesso ad alcuni specialisti, produttori, ecc.” dice Adrien Roose, uno dei tre cofondatori di Cowboy. Sebbene l’ammontare degli investimenti di Exor Seeds non sia stato reso noto, si ritiene che sia il maggiore tra i cinque coinvolti. Roose ritiene che Cowboy possa beneficiare dell’esperienza del produttore automobilistico in termini di organizzazione, linea di produzione, ecc. Gli altri investitori includono Future Positive Capital e Index Ventures. "Con questi fondi continueremo a far crescere il nostro team, i nostri prodotti e la nostra impronta di vendita al dettaglio e assistenza in tutta Europa", afferma Adrien Roose, co-fondatrice e ceo. Fondato nel 2017 dagli imprenditori Adrien Roose, Karim Slaoui e Tanguy Goretti, Cowboy ha sede a Bruxelles, in Belgio. Attualmente opera in Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito.

BUZZBIKE RACCOGLIE 1,7 MILIONI DI STERLINE

I soci di Mini Cooper e di adidas, invece, hanno collaborato a un programma di abbonamento per biciclette con sede a Londra. La piattaforma di abbonamento bici, Buzzbike, ha raccolto ulteriori 1,7 milioni di sterline (1,86 milioni di euro) da vari investitori, tra cui: The Future Fund del governo britannico, l’esperto di tecnologia sportiva leAD (e la sua famiglia di azionisti tra cui adidas), Cooper (la compagnia dietro Mini Cooper) e Paddy Byng, uno dei primi investitori in Rapha e presidente di Brompton. "Nelle ultime settimane abbiamo

riscontrato grandissimo di interesse per il nostro servizio. Il nostro ultimo round di investimenti ci fornirà i mezzi per investire in tecnologia, sviluppo del prodotto, assunzioni chiave e capacità di adattamento alla domanda a cui stiamo assistendo", ha affermato Tom Hares, ceo e co-fondatore di Buzzbike, parlando dell’ultimo round di finanziamento. Buzzbike è stata fondata nel 2016 da Tom Hares, ex dirigente pubblicitario di Apple e Andy Nunn, ex consulente strategico di KPMG con l’ambizione di rendere più semplice per i londinesi muoversi in città in sella a una bicicletta. La società ha recentemente registrato un aumento del 440% delle vendite da febbraio a maggio, con un picco dopo che il governo britannico ha annunciato un pacchetto di incentivi da £ 2 miliardi (€ 2,2 miliardi) per il ciclismo per alleviare le pressioni sui trasporti pubblici all’inizio di maggio. Fonte: bike-eu.com

LE RISPOSTE ARRIVANO DAL FUTURO

Quattro progetti innovativi, per altrettante domande, ripensano nel profondo il mondo della bici. E lo fanno avvalendosi di studi e processi innovativi destinati (forse) a cambiare il mercato e la mobilità

CAMBIERÀ IL MODO DI PENSARE LE TRASMISSIONI?

New Motion Labs dichiara il suo prodotto “un grande passo avanti” nelle prestazioni generali della catena delle trasmissioni bike, merito del suo brevetto Link Drive, un sistema che modifica i punti di “ingaggio” fra catena e corona eliminando le dispersioni e aumentando la potenza trasmessa al di sopra di quel 60% che normalmente viene dichiarato. La tecnologia Link Drive utilizza un nuovo sistema a doppio innesto per distribuire la potenza trasferita “in modo molto più efficace di una tradizionale catena a rulli“. Il risultato, afferma il ceo Marcel Fowler, è “un cambiamento radicale in termini di efficienza, durata e miniaturizzazione, oltre a una riduzione del rumore e della necessità di manutenzione“. Inoltre, pare che il risultato finale porti a un prodotto più piccolo e leggero di una catena tradizionale. Con due punti di contatto che stabiliscono un ingaggio stabile con il pignone sul suo sistema, il Link Drive dovrebbe raggiungere una potenza di uscita massimizzata, rispetto al solo punto di contatto dei sistemi tradizionali.

L’APPLICAZIONE SULLE EBIKE, UN PUNTO CHIAVE DEL NUOVO

SISTEMA

Questa nuova distribuzione della forza sulla catena pare sia un vantaggio chiave in termini di prestazioni, anche per i sistemi di bici elettriche, che prevedono una coppia più elevata, e dovrebbe avere dei vantaggi anche in termini di usura dei componenti. Un punto interrogativo resta sulla possibilità di adattare questo tipo di sistema alle trasmissioni presenti sul mercato. Staremo a vedere se si tratta di una vera rivoluzione o di un tentativo vano di cambiare un paradigma tra i più radicati nel mondo della bici.

LA VELOMOBILE DI CANYON INFLUENZERÀ LE CITTÀ DEL FUTURO?

ASPETTO DA AUTO, CUORE DA EBIKE

Il velomobile a doppio motore di Canyon porta l’automotive nel design delle eBike. Canyon ha proposto un nuovo concetto di “velomobile” progettato con l’intento di allontanare le masse dall'auto con un prodotto funzionale per l'ambiente urbano. Al momento si tratta di un “concept”che, se ben accolto, che potrebbe pronto per la versione definitiva entro un massimo di cinque anni, forse prima. Il concept sarà presentato in tutta Europa nel tentativo di valutare se il mercato in generale sia pronto. "Questa non è una eBike da città solo per i ciclisti, ma pensata per un pubblico ampio, è un cambio di direzione", spiega Jack Noy, marketing manager di Canyon UK. Se il prodotto verrà accolto in modo positivo, Canyon inizialmente sembra non agirà per ottenere il massimo profitto, ma cercherà di perseguirne la massima diffusione, con un prezzo inferiore a una piccola utilitaria. “Dovrà essere fattibile e di buona qualità, ma non otterrà il successo sperato se avrà lo stesso prezzo dei veicoli esistenti e che possono fare più o meno la stessa cosa. L’idea è quella di fare un ragionamento “alla Apple", ovvero fare in modo che le persone lo rendano popolare, afferma Noy, suggerendo che Canyon ha calcolato un costo compreso tra 5.000 e 7.000 euro.

Il sistema a doppio motore sarà sia auto che eBike, per questo dovrà superare alcune controversie legislative che potrebbero fermarne lo sviluppo. Il progetto prevede, nella parte posteriore del telaio, due motori da 1.000 Wh che offriranno un'autonomia combinata di 150 km. Uno dei due spingerà il veicolo fino a 60 km/h, il che lo colloca nel segmento automobilistico. L'intenzione è che sulle strade extraurbane il veicolo sia in grado di muoversi a una velocità ragionevole, insieme al traffico tradizionale e coprendo distanze più lunghe. Uno switch dovrebbe attivare un motore alternativo, che rispetterà la legislazione sulle eBike. Ciò, significherà che il veicolo potrà entrare nel traffico cittadino e spostarsi anche sulle ciclabili. Il passo previsto non sarà superiore a quello di una cargo bike. Le dimensioni del mockup di progetto misurano: 830 x 1.011 x 2.300 mm, sufficiente per un interno a due posti. Il prototipo di Canyon ha due sedili su binari scorrevoli eregolabili. Il peso previsto sarà di circa 95 kg, con il guscio di rivestimento in plastica rinforzata al carbonio. Il che risolve uno dei maggiori ostacoli all'uso della bicicletta tutto l’anno, ovvero la presenza di un tetto. “C’è un accenno di stile automobilistico nel design e questo è intenzionale. Pensiamo che questo sarà accettato più facilmente dal pubblico ", afferma Noy. “Il Coronavirus è stato un catalizzatore per portare avanti il progetto. Abbiamo visto il numero di persone diminuire l’utilizzo di treni, autobus e automobili e le città svuotarsi dalla congestione. Ciò ha dato un'idea di cosa potrebbe essere se quelle persone scegliessero una forma alternativa di mobilità ", conclude Noy.

Il team di New Motion Lab, giovani e motivati

I TELAI DEL DOMANI SARANNO STAMPATI IN 3D?

La californiana Arevo ha presentato a Eurobike 2019 il primo telaio per bicicletta personalizzato al mondo in carbonio monoscocca stampato in 3D. Inizialmente Arevo ha collaborato con un piccolo produttore di biciclette di nicchia statunitense, Franco Bicycles. Con il

modello Superstrata, l'azienda con sede nella Silicon Valley si concentra sulla produzione di telai per biciclette ed eBike estremamente leggeri e resistenti. Grazie ai compositi avanzati in fibra di carbonio e a un'innovativa tecnologia di stampa 3D, ogni bicicletta viene prodotta individualmente in base alle dimensioni e allo stile di guida del cliente. La Superstrata è offerta in due versioni (tradizionale ed elettrica). La consegna in tutto il mondo è prevista per dicembre 2020.

IL VANTAGGIO DI UNA TECNOLOGIA DI PRODUZIONE INNOVATIVA

Secondo Sonny Vu, ceo di Arevo, il mercato stesso delle biciclette è incredibilmente diversificato: “Tuttavia, ci siamo subito resi conto che la combinazione perfetta di stabilità, leggerezza e produzione custom non esiste sul mercato. Abbiamo quindi voluto sviluppare una bici che non solo combinasse questi tre fattori, ma reinterpretasse anche il tema della mobilità. Dopo quattro anni di sviluppo, possiamo introdurre un telaio molto avanzato basato sulla nostra tecnologia di produzione innovativa". Il telaio di Superstrata può essere adattato all'altezza del ciclista, al peso, alla lunghezza delle braccia e alla lunghezza delle gambe, alla posizione di seduta e alla rigidità preferita per un totale di 500.000 combinazioni diverse. La bici Superstrata è disponibile, come detto, in due versioni: la classica bicicletta denominata "Terra" e l'eBike modello "Ion". Quest'ultimo può essere caricato completamente in due ore. Una carica della batteria dovrebbe bastare per circa 90 chilometri. Entrambi i modelli saranno dotati di cablaggio integrato. I clienti possono anche scegliere tra diversi stili di guida (racing, street, gravel, touring), materiali (metallo o fibra di carbonio) e colorazioni.

DOBBIAMO ASPETTARCI LA GUIDA AUTONOMA ANCHE SULLE BICI?

Non sono molti i luoghi al mondo che potrebbero sviluppare un’ idea di questo tipo. Uno di questi è sicuramente il MIT di Boston, arriva da li infatti questo prototipo di eBike a guida autonoma. Un problema dello “sharing” è sempre stato quello di dover scegliere tra le piattaforme fisse di raccolta, oppure le bici con sistema gps per il tracciamento della loro posizione. Il primo metodo è scomodo per gli utenti, il secondo più per le società che erogano questo servizio. Questo nuovo progetto sembra accontentare un po’ tutti, benché siano molti i problemi che sovvengono quando si pensa a biciclette che scorrazzano sole per le città. Le infrastrutture ciclabili sono però in aumento in tutti i centri urbani, quindi se per ora rimane un’idea un po’ "visionaria", magari in un futuro non troppo lontano potrebbe avere un suo campo specifico di attuazione. La bici a guida autonoma potrebbe raggiungere gli utenti, e tornare nella propria piattaforma di autoricarica in autonomia, ogni qual volta ce ne fosse la necessità. Una bici ha però due ruote, quindi al MIT si sono dovuti scontrare con un effettivo problema di equilibrio, i cervelloni di Boston probabilmente avranno pensato a magnetismo e giroscopi all’inizio, però alla fine si sa, la soluzione più semplice è sempre la migliore, e quindi hanno presentato il progetto con una ruota posteriore che si disaccoppia facendo diventare l’eBike un triciclo che sta in piedi da solo quando viaggia in autonomia. Un ulteriore motore, rispetto a quello al mozzo per azionare la ruota, sarà presente anche nello sterzo. Come avviene anche per altri servizi di sharing, le bici sono rintracciabili sul territorio con un’app dedicata, con la differenza che non sarà il cliente ad andare a cercare la bici, ma il contrario. Va da sé che una volta raggiunta la destinazione, l’eBike farà da sola dietro-front e raggiungerà un nuovo cliente, oppure una nuova postazione di autoricarica.

UNA SOLUZIONE POTENZIALMENTE “WIN-WIN”

Come detto all’inizio l’intenzione dei tecnici del MIT Autonomous Bicycle Project è quello di lavorare sui punti deboli dello sharing contemporaneo, ovviando ai vari problemi che ne derivano. Le flotte infatti si potranno così redistribuire sul territorio cittadino in totale autonomia, oppure spostarsi la mattina verso le periferie e la sera verso il centro della città, adattandosi ai flussi dei pendolari. In questo modo si risparmierà anche sul numero di veicoli e non vi saranno più centinaia di bici parcheggiate lungo i marciapiedi. Certamente un sistema del genere potrà essere adattato anche ai monopattini, e nel lungo termine anche alle auto elettriche in sharing. A chi pensa che questo futuro sia lontano o irrealizzabile non resta che ricordare dove si trovava il mercato delle bici elettriche solo cinque anni fa e dove è giunto ora. Le possibilità sono infinite, le nostre città, il modo di lavorare e di muoversi, l’economia, tutto sta cambiando e la mobilità elettrica e lo sharing sono parte di questo cambiamento.

FIERE DI PAOLA BRAZIOLI

"UNA PIATTAFORMA DI MOBILITÀ INNOVATIVA"

Il Salone internazionale dell'automobile IAA 2021 di Monaco apre alla bici e insieme alla nuova sede avrà un nuovo format. Con uno scopo: stimolare e promuovere soluzioni per il futuro

Automotive e biciclette insieme per una formula sostenibile di mobilità. È questo il concetto alla base del nuovo format del Salone IAA (Internationale AutomobilAusstellung), in programma dal 7 al 12 settembre 2021. Abbandonata la sede di Francoforte, dove si svolgeva dal 1951, per passare a Monaco, IAA 2021 si concentrerà sulle innovazioni e non su complete gamme di prodotti. Nell'ottica di indicare soluzioni per soddisfare le esigenze di mobilità "in modo efficiente, economico, socialmente accettabile e naturalmente rispettoso dell'ambiente'', il nuovo Salone punterà anche sulle biciclette, con lo scopo di "stimolare e promuovere soluzioni per la mobilità del futuro". Lo afferma il dottor Martin Koers, managing director di VDA (Associazione dell'industria Automotive) in un'intervista doppia con Tobias Gröber, executive director business unit consumer goods del polo fieristico di Monaco. "La mobilità è un bisogno essenziale dell'umanità" - continua Koes - "e soddisfare i desideri di tutti è una sfida sempre più importante che la nostra società, la politica e la finanza, devono affrontare. Il nuovo IAA mostrerà come queste sfide possono essere collegate: ecologicamente, efficientemente, economicamente e socialmente. Il nuovo salone IAA di Monaco ha lo scopo di stimolare e promuovere soluzioni per la mobilità del futuro". Secondo Koers la mobilità e la protezione dell'ambiente non sono concetti antitetici, bensì connessi.

UNA MOBILITÀ VARIEGATA E ONNICOMPRENSIVA

La mobilità in poche parole può essere sostenibile e ha tante sfaccettature, come per esempio l'automobile e la bicicletta. Per questo motivo l'IAA considera diversi mezzi di trasporto. "In aggiunta all'automobile, ci sono anche biciclette, e-bike, monopattini elettrici e, naturalmente, trasporto pubblico in tutte le sue forme", afferma Koers che continua: "Perciò l'IAA dall'essere una piattaforma puramente automotive si svilupperà diventando una piattaforma di mobilità onnicomprensiva. Il salone dell'auto sarà l'occasione per sviluppare la città ospitante in una smart city con concetti di trasporto intelligente e un network innovativo che mette insieme diversi mezzi di trasporto, sostenibili e attrezzati per incontrare i bisogni della gente". Secondo Koers Monaco, con la propria concezione della città stessa, offre le migliori condizioni per questo scopo, e per la ripartenza dell'IAA. Smettere di pensare in termini opposti inoltre dovrebbe rispondere anche agli scettici e a chi teme che la bici sarà usata come una scusa durante l'IAA. "L'IAA non è più una fiera commerciale nel senso tradizionale", afferma Koers, "ma una piattaforma di mobilità innovativa.

OUTDOOR BY ISPO NON È UN PROBLEMA

Sempre a Monaco di Baviera si tiene un altro appuntamento importante per il settore delle biciclette: Outdoor by Ispo. Secondo Tobias Gröber non c'è conflitto tra i due appuntamenti. "Outdoor by Ispo continuerà a concentrarsi sui soft goods (apparel) e accessori (caschetti, borse, lucchetti,.. )", afferma, "e la fine di giugno rimane un timing perfetto per il pre-order dell'abbigliamento". I dealer di biciclette saranno meno di quelli all'IAA, che si concentrerà di più sugli hard goods. Come convincere, però, un dealer specialista di bici a venire in fiera? "Negli ultimi anni lspo ha sviluppato e testato un tool di attivazione retail chiamato “Tutti insieme a Monaco” - afferma Gröber. "È una piattaforma online per

i brand che espongono per poter mandare inviti automatici in sette lingue, inclusi un numero illimitato di biglietti per i retailer. È importante, inoltre, creare incentivi che invoglino e incuriosiscono: eventi collaterali, ma anche corsi di training, workshop e piattaforme per un network generalizzato esplicitamente per retail e wholesale. La base è il concetto dell'Ispo “Future of Retail Lab”. Lo scopo è comunque quello di creare una piattaforma di network B2B in fiera per tutti gli stakeholder di biciclette, retailers e wholesalers, manager di prodotto, marketing e sales di brand e suppliers, per quelli che decidono le policy dei trasporti, le associazioni e le start-up tecnologiche. IAA non vuole essere semplicemente una piattaforma per ordini (secondo Gröber concetto ormai superato) anche perché si terrà a settembre quando il 90% degli ordini sulle bici saranno già stati effettuati.

Manca ancora un anno al prossimo IAA. A breve dovrebbero iniziare colloqui con le aziende del settore. Tra gli step previsti anche un dialogo con le associazioni ciclistiche per intercettare le loro esigenze. "Per lanciare la piattaforma, abbiamo bisogno dell'impegno di partner selezionati e più grandi: E-drive, cambi/componentistica e biciclette complete", afferma, infine, Gröber. Una bella sfida per il Salone internazionale dell'automobile, comunque in linea con la sua mission: evidenziare i punti di forza particolari dei vari mezzi di trasporto e integrarli in un concetto di mobilità globale. iaa.de

AREA PUBBLICA PER EVENTI E BLUE LANE TRA GLI ELEMENTI "FORTI"

Per la nuova IAA, la VDA e la Messe München stanno progettando un'area pubblica per eventi nel centro di Monaco oltre alle esposizioni nei padiglioni espositivi. L'Open Space coinvolgerà varie zone del centro dove verranno presentati e discussi concetti di smart mobility e smart city, che coinvolgeranno soluzioni di mobilità intelligenti e sostenibili. Le località previste includono Königsplatz, Odeonsplatz insieme a Ludwigstrasse e Marienplatz. Forum sull'innovazione per gli operatori del settore, scambi B2B e confronti si svolgeranno nell'area della fiera. Altro elemento su cui punterà il nuovo IAA di Monaco sarà la Blue Lane, una pista di prova per la mobilità sostenibile che collegherà il polo espositivo di Monaco con il centro città permettendo al maggior numero possibile di visitatori di provare i nuovi concetti di mobilità e conoscerli in prima persona. Blue Lane integrerà il traffico automobilistico e il trasporto pubblico locale per realizzare una nuova esperienza di percorso multimodale.

PENSARE FUORI DAGLI SCHEMI

Telaio: tutti i tubi che costituiscono la struttura di una bicicletta Pensare fuori degli schemi: uscire dai limiti imposti

L’EBIKE ACCENDE L’ESTATE SVIZZERA

A Verbier, nella Svizzera francese, si è svolta la seconda edizione di un festival dedicato al mondo dell’eBike. Tante le presenze e tanti i test bike, con un’offerta dedicata a tutti gli amanti dell’elettrica

Il segmento del settore bici più dinamico in assoluto è senza dubbio quello dell’eBike, non stupisce quindi che stiano nascendo anche eventi espressamente dedicati, del resto le più grandi fiere di settore negli ultimi anni hanno in parte continuato a esistere grazie alla spinta propulsiva e alla curiosità verso le elettriche. Gli svizzeri si sono attivati, e approfittando della cancellazione di quasi tutti gli eventi in Europa, hanno realizzato una grande seconda edizione per il Verbier E-Bike Festival. Aiutata anche da un sole splendente ha visto esaurirsi i biglietti di ingresso per un sold out piuttosto prevedibile, visto anche la splendida location all’ombra del Monte Bianco.

UN FESTIVAL PER TUTTI I GUSTI

Questa seconda elezione che si è conclusa il 16 agosto ha visto come protagoniste ogni tipologia di eBike differente. Sugli scudi eMtb, eGravel ed eRoad per la felicità degli amanti di tutte le discipline, L’affluenza è stata di oltre 2.700 persone nei quattro giorni della durata dell’evento. I brand presenti erano 25, con stand che hanno offerto al pubblico presente gli ultimi modelli, per effettuare test di qualità nei percorsi messi a disposizione dall’organizzazione. Tutti hanno quindi potuto provare l’eBike dei propri sogni, quella che desiderano acquistare, oppure per la prima volta hanno potuto entrare nel mondo delle elettriche. Gli organizzatori hanno optato per il formato più inclusivo possibile, per essere all'altezza delle aspettative di tutti, dai principianti ai riders esperti. Con diversi eventi e animazioni, il festival ha mostrato le molte sfaccettature dell'eBike con percorsi test e ride dai più semplici ai più impegnativi. Ben 3500 test sono stati effettuati, il che significa che ogni partecipante ha provato in media più di una bici. Le due iniziative più partecipate sono state come da copione anche le più semplici e rilassanti: il

Credits: Kifcat

Credits: Jeremy Bernard

"Rando Gourmande" e il "Discovery Trail", mentre la più estrema “L'E-Tour du Mont-Blanc”, un tour d'élite di 3 giorni, 3 paesi e 300 chilometri è stato apprezzato dai rider più estremi (vedi box).

GLI APPASSIONATI DI EBIKE, INSIEME IN SICUREZZA

Nonostante le restrizioni legate alla crisi sanitaria, il festival ha accolto più di 2.700 partecipanti nel rispetto delle misure restrittive svizzere. Sabato è stato un grande successo per l'E-Tour du Val de Bagnes di Altis, evento di enduro aperto agli amatori. Ha attirato alcune figure emblematiche del mondo del ciclismo, tra cui il vincitore della gara Rémy Absalon (FRA). Diversi grandi nomi della disciplina hanno gareggiato nella Bosch E-MTB Challenge supportata da Trek come: Marco Fontana (ITA), Nathalie Schneitter (SUI), Emeric Ienzer (FRA) e Thomas Faivre (FRA ).

LE PAROLE DEGLI ORGANIZZATORI

Il comitato organizzativo è molto soddisfatto del grande successo di questa seconda edizione. "Essere in grado di organizzare un evento nel clima attuale lo riteniamo un grande successo, siamo lieti di aver portato a termine questo grande progetto. Il feedback dall'industria e dai partecipanti è stato eccellente ed è una grande motivazione per sviluppare l'E -Bike World Tour a partire dal 2021" queste le parole di Nicolas Hale-Woods - Presidente del Comitato Organizzatore e ceo di E-Bike World Tour. La località di Verbier-Val de Bagnes e il suo direttore Simon Wiget sono altrettanto soddisfatti. "Lo sviluppo del Verbier E-Bike Festival e la creazione dell'E-Bike World Tour contribuiscono allo sviluppo dell'eBike. Ciò consente a Verbier di rafforzare la sua posizione di leader in questo mondo" verbiererbikefestival.com

E-TOUR DU MONT-BLANC 2020

Credits: Dom Daher

La seconda edizione dell'ETMB ha offerto la sua giusta dose di colpi di scena e sorprese. I team Lapierre e Haibike si sono aggiudicati i massimi riconoscimenti rispettivamente nelle competizioni maschili e femminili. La bellezza dei luoghi ha fatto in parte dimenticare agli spettatori e ai concorrenti le sfide fisiche estreme cui si sono sottoposti nei giorni di gara. Gli atleti, dopo tre giorni di intensa competizione sul percorso dell'evento, vengono sopraffatti dalla gioia di aver concluso una prova di abilità fisica e tecnica così dura. In 19 squadre si sono affrontate sulle pendici del massiccio del Monte Bianco, affrontando oltre 300 chilometri e 16.000 metri di dislivello in salita e in discesa. Partiti da Verbier il 12 agosto alle 7 del mattino, prima di proseguire per Courmayeur e Chamonix-Les Houches il giorno successivo, hanno attraversato tre paesi. Al ritorno a Verbier il 3° giorno, Golay / Grossrieder per gli uomini e Sapin / Deslandes per le donne sono stati incoronati campioni dell'evento.

UN’AZIENDA CON I BAFFI

Innovazione, ecosostenibilità, benessere dei dipendenti e cura maniacale del dettaglio.

Sono le fondamenta su cui si regge Moustache, realtà iconica del mondo della pedalata assistita

Afine luglio abbiamo avuto il piacere di far visita alla sede di Moustache, azienda francese esclusivamente votata alla produzione di eBike. L’azienda si trova nella regione dei Vosgi, il paesaggio di questa regione è una perfetta rappresentazione di una corretta convivenza tra uomo e natura. Più il luogo d’arrivo si avvicinava, più era chiaro perché proprio qui ha trovato terreno fertile un’impresa che ha come suo motto “Per lasciare l’auto a casa”. La mobilità sostenibile è oggi sulla bocca di tutti, qui era già un’idea chiara e concreta nel 2011, quando Grégory ed Emmanuel decisero di credere e investire nel settore delle eBike. Il tempo gli ha dato sicuramente ragione.

IL MOTTO CHE DIVENTA REALTÀ È suggestivo come talvolta lo sviluppo degli avvenimenti sembri voler favorire determinate idee e il modo in cui sono nate. Moustache è una realtà molto solida e in forte espansione, che cresce e porta lavoro al territorio. In questa sua espansione l’azienda ha trovato un'altra compagnia locale che era legata all’automotive, che sfortunatamente non condivideva la stessa crescita. Inizialmente vi è stato solo uno spostamento dell’organico in esubero che è passato dal settore auto a quello della pedalata assistita e, in definitiva, Moustache è entrata in possesso degli stabilimenti produttivi spostando la sua produzione dalla vecchia sede a quella nuova. Una bella rappresentazione di come il mondo delle eBike possa scalzare quello delle auto, mantenendo allo stesso tempo un’influenza positiva sul territorio.

UNA CRESCITA ESPONENZIALE

Descrivere una realtà attraverso dei numeri spesso può risultare banale, ma sicuramente è sempre efficace. I numeri di quest’azienda sono impressionanti e lo sono ancor di più se collocati nel periodo storico in cui si sono sviluppati. Infatti Moustache nasce poco

MOUSTACHE IN NUMERI

DIMENSIONI AZIENDA: 10 000 METRI QUADRI

BICI PRODOTTE 2019 : 42 000

OBIETTIVO PRODUZIONE 2020: 60 000

DIPENDENTI: 120

FATTURATO 2019: 62 000 000 €

MODELLI A CATALOGO: 65

dopo la crisi economica mondiale nata nel 2008 e si sviluppa in questo clima d’incertezza. Oggi si è trovata ad affrontare l’emergenza legata al Covid-19. Parlando in termini di crescita immobiliare vien quasi da sorridere pensando che è tutto partito in un monolocale, per transitare dal vecchio stabilimento produttivo, che nella sua massima espansione vantava le dimensioni di 2.500 metri quadri, ed approdare alla nuova sede di Thaon-les–Vosges che può vantare ben 10.000 metri quadri. Ovviamente va di pari passo la crescita dell’organico, che è passato dai due dipendenti del 2011 ai 120 del 2020, ed è tuttora in espansione. Questa crescita si rispecchia perfettamente nei dati di produzione e di vendita: se nel 2011 le bici vendute erano 1.200 per un volume d’affari che si attestava intorno ai 2,4 milioni di euro, nel 2019 le bici prodotte sono state 42.000 con un fatturato che ha raggiunto quota 62 milioni di euro. Numeri che lasciano a bocca aperta, ma che non impressionano la proprietà, che ci ha apertamente dichiarato che la crescita dell’azienda è solo all’inizio e che loro non si pongono alcun limite.

METRONOMI DI PRODUTTIVITÀ

Oltre ai numeri, quello che impressiona di Moustache è l’efficienza organizzativa, nello stabilimento nulla è lasciato al caso e la parola d’ordine è semplicità. L’intero magazzino e la linea produttiva sono strettamente regolati dai codici a barre in questo modo è facile mantenere ogni cosa al suo posto e avere un posto per ogni cosa. Telai e componenti sono stoccati e numerati con precisione, vi sono degli addetti che sono responsabili della “raccolta” di tutto il materiale necessario e dell’invio alla stazione di montaggio. Nella compagnia francese non ci sono catene di montaggio, vi sono delle postazioni di assemblaggio, dove del personale altamente specializzato assembla le bici da zero e ne controlla con precisione maniacale il montaggio. Questa è una scelta etica volta a migliorare

Grégory Sand ed Emmanuel Antonot, fondatori di Moustache
Ingresso della nuova sede di Thaon-les–Vosges

la qualità del lavoro e la soddisfazione dei dipendenti, infatti, in questo modo l’organico si sente parte della realtà produttiva e della creazione delle bici con il baffo. Un metodo di produzione inclusivo che pone al centro la persona e non il macchinario. La produttività dei vecchi stabilimenti era di circa 120 bici al giorno, mentre nella nuova sede produttiva la casa dichiara di poter produrre 300 bici al giorno, anche se durante il nostro soggiorno la produzione si attestava intorno alle 350; la direzione di reparto ci ha parlato di record inaspettato, ma il numero resta senza dubbio emblematico.

PRECISIONE MANIACALE

Uffici della nuova sede con area relax e architettura volta a ottimizzare il benessere dei dipendenti. Negli uffici è presente anche un'area espositiva delle bici più significative della produzione di Moustache

Ciò che stupisce maggiormente di quest'azienda è la cura maniacale per i dettagli, dall'organizzazione allo sviluppo del prodotto. La mente geniale dietro a queste creazioni è quella di Emmanuel Antonot, ingegnere dall'estro creativo decisamente spiccato e con una passione viscerale per il mondo del ciclismo. Ogni componente è studiato accuratamente e sviluppato per un impiego preciso e altamente funzionale. Un esempio concreto sono i cerchi asimmetrici sviluppati appositamente per un copertone prodotto da Maxxis, l'attacco dedicato ai manubri per il display dei motori Bosch, ovviamente creato in modo tale da essere di facile regolazione e per non avere alcun tipo di problema con il passaggio cavi o le leve dei freni. Fiore all'occhiello del reparto R&D della casa francese è il mono ammortizzatore, sviluppato non solo per la discesa ma anche per la salita: Emmanuel ha sviluppato un sistema in grado di migliorare enormemente la trazione e l'efficienza del motore, oltre ad essere in grado di assecondare perfettamente la guida in discesa. Come

CRESCITA IMPIEGATI

CRESCITA BICI PRODOTTE

Area produttiva dei nuovi stabilimenti. Da sinistra: i nuovi elevatori che consentono una maggiore efficenza di produzione, un tecnico specializzato intento ad assemblare una bici e a verificarne la qualità, sito di stoccaggio della produzione Moustache

sia costruito per ora è un mistero, ma speriamo di riuscire a darvi qualche dettaglio in più nei mesi futuri. Una passione che non si traduce solo nello sviluppo del prodotto, ma anche nel suo settaggio, infatti Moustache è molto precisa non solo nel presentare un prodotto efficiente ma anche a spiegare come regolarlo nel modo migliore. A questo scopo ogni sistema ha dei piccoli dispositivi di feedback, facilmente comprensibili dall'utente, che consentono di regolare nel migliore dei modi il mezzo per goderne a pieno i vantaggi tecnici.

LA FILOSOFIA ALLA BASE

I numeri parlano da soli, inutile dilungarsi ulteriormente. Quello su cui è importante soffermarsi ora è il perché sia stato possibile generare un'esplosione di questo tipo. Per capire bene quest’azienda bisogna soffermarsi sulle persone che la compongono e sulla forte passione che le muove. In Moustache non esiste il compromesso, si cerca sempre la miglior bici possibile per l’ambito in cui questa andrà a operare e soprattutto per la persona che la guiderà. Uno dei motti legati al prodotto dell’azienda francese è “smiling machine”, perché uno degli snodi su cui si basa lo sviluppo di queste bici è far sì che queste portino il sorriso alle persone. Che a una visone superficiale può sembrare quello che vogliono far tutti, associando la bici al divertimento, ma Moustache ha sviluppato questo concetto. Infatti l’idea è quella di minimizzare i problemi, come la durata della batteria per esempio, o le difficoltà di guida, l’affidabilità del mezzo. Il passaggio a un eBike deve migliorare la qualità della vita di chi l’acquista e dev’essere realmente un deterrente all’utilizzo dell’auto.

IL RISPETTO PER

L’AMBIENTE

L’ecosostenibilità e il riciclo sono temi centrali nella gestione dell’azienda e nella produzione. Ad esempio il polistirolo e le plastiche d’imballaggio sono state completamente eliminate, per la protezione dei prodotti durante il trasporto viene impiegata una coperta di tessuto che avvolge delicatamente le bici, garantendone una produzione ottimale, ed è completamente riciclabile o riutilizzabile. La produzione dei telai è esclusivamente in alluminio, materiale che consente un riciclo facile ed efficace, a differenza della fibra di carbonio il cui smaltimento è decisamente più difficoltoso. La casa vanta una stretta collaborazione con Bosch, non a caso entrambe le aziende stanno celebrando il decimo anniversario. Questo le consente di avere un sistema efficiente e certificato nello smaltimento delle batterie. Affascinante il plesso dedicato allo stoccaggio delle batteria, una

stanza dotata di un portone in acciaio di 700 kg e una muratura in grado di resistere a temperature elevatissime, una soluzione che consente di salvaguardare l’azienda, le persone al suo interno e l’ambiente esterno. Moustache è una realtà sana, un buon esempio di come la determinazione e il credere nel potenziale di unidea positiva possano portare lontano L’era delle eBike è solo all’inizio e chi 10 anni fa era stato preso per folle ora ride sotto ai baffi.

moustachebikes.com

CRESCITA FATTURATO

RISPARMIO

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