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Bikefortrade #09-2023

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EDITORIALE

DI BENEDETTO SIRONI

benedetto.sironi@mag-net.it

TRE UOMINI E UNA BICI

Possiamo dire che con Il Lombardia di sabato 7 ottobre si è chiusa la stagione del ciclismo professionistico su strada. Un anno per certi aspetti memorabile quello del 2023, nel quale abbiamo assistito a un evento unico nel suo genere: il team Jumbo-Visma ha conquistato il Giro d'Italia, il Tour de France e la Vuelta, realizzando un'impresa che entrerà negli annali. Non solo. Una delle fotografie che ci porteremo nel cassetto dei ricordi è quella scattata lo scorso 17 settembre al termine della 21esima e conclusiva tappa proprio della Vuelta. Sul podio di Madrid c’era infatti l’ormai celebre trio della Jumbo-Visma: Sepp Kuss (1°), Jonas Vingegaard (2°) e Primož Roglič (3°). Un’impresa eccezionale quella dei gialloneri, visto che mai nessuna squadra aveva piazzato tre atleti sul podio di un Grande Giro.

Un successo che, come spesso accade nel ciclismo, è senz’altro da attribuire in primis al fattore umano e alle qualità degli atleti, oltre che a tutto il loro team. Ma non bisogna sottovalutare il ruolo dei prodotti e delle tecnologie. Spesso nel ciclismo si sostiene che la vera differenza tra i corridori la fanno i cosiddetti marginal gain nelle metodologie di preparazione e allenamento. Ma forse non si considera nel modo corretto quanto possono essere importanti tutti gli accorgimenti legati a componentistica e accessori. Ecco perché su questo numero abbiamo deciso di smembrare proprio la Cervélo R5 utilizzata da Vingegaard e compagni (scelta per le tappe con i dislivelli più importanti), oltre che di presentare gli altri prodotti da loro adoperati. Ed ecco perché, in generale, sulle pagine e i canali di Bikefortrade trovano sempre ampio spazio, con un taglio comunque differente e peculiare, gli approfondimenti tec-

nici su questo fronte, oltre ai vari contenuti che contraddistinguono un media b2b come il nostro.

Del resto è anche grazie alle innovazioni di prodotto nonché alla volontà degli appassionati di “emulare” a loro modo le prestazioni dei big che i brand della bike industry mantengono viva l’attenzione dei propri clienti. Soprattutto se parliamo della fascia alta del mercato. Guarda caso quel segmento che, in molti casi, sta tenendo in termini di vendite, aiutando gli operatori a rendere meno pesante il forte rallentamento degli scorsi mesi del quale abbiamo già più volte parlato. Da questo punto di vista sono stati numerosi e interessanti gli spunti raccolti dal nostro team durante l’ultimo Italian Bike Festival di Misano (15-17 settembre).

Dove non sono mancati anche dibattiti e confronti accesi, oltre a qualche polemica. Del resto, in un periodo di calo delle vendite alcune aziende sono accusate di sgomitare un po’ troppo per “piazzare” i propri modelli a tutti i costi, con relativi brontolii verso chi, ad esempio, punta su politiche di sconti troppo aggressive, oppure solo sulla mera immagine piuttosto che sulla qualità del prodotto.

Dobbiamo però altresì riconoscere che proprio durante IBF, parlando con svariate decine di esponenti della industry, in particolare aziende e retail, abbiamo rilevato una più diffusa consapevolezza e una quasi unanime (forse un po’ rassegnata) serenità nell’accettare questa contingenza di mercato. Fiduciosi che probabilmente il momento peggiore è passato e ci si avvia lentamente verso una nuova normalizzazione. Confidando in una vera ripartenza, auspicabilmente più sana e solida, per il biennio 2024-2025.

Editore: MagNet Srl SB - Direttore responsabile: Angelo Frigerio - Direttore editoriale: Benedetto Sironi

Editors: Davide L. Bertagna, Benedetta Bruni, Francesca Cassi, Daniele Pansardi, Riccardo Penna, Gabriele Vazzola

Art Director: Simone Comi

Redazioni: Corso della Resistenza, 23 - 20821 - Meda (MB) Via Tertulliano, 68 - 20137 - Milano - Tel. 02.87245180-1-2 - Fax 02.87245182 redazione@bike4trade.it - bikefortrade.it Anno 11 - Numero 9 - 2023 - Periodico mensile

Registrazione al Trib. di Milano n. 39 dell’8 febbraio 2013 Poste Italiane SpA Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 - Conv. in Legge 46/2004 - Art.1 Comma 1 LO/MI Iscrizione al ROC n.16155 del 23 Novembre 2007 Stampa: Ingraph - Seregno (MB) - Una copia 1,00 euro L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati personali in suo possesso. Tali dati saranno utilizzati per la gestione degli abbonamenti e per l’invio di informazioni commerciali. In base all’Art. 13 della Legge nº 196/2003, i dati potranno essere rettificati o cancellati in qualsiasi momento scrivendo a: MagNet Srl SB Responsabile dati: Benedetto Sironi - Corso della Resistenza, 23 - 20821 - Meda (MB)

Chiuso in redazione il 10 ottobre 2023

VEGA MULTI JACKET

MERCATO

BMZ ACQUISISCE

IL PRODUTTORE DI BICI AUSTRIACO NOX CYCLES

Il gruppo BMZ, specialista nelle batterie agli ioni di litio, ha acquisito Nox Cycles Austria e le filiali in Germania e in Svizzera, così come il brand Hawk Bikes prettamente tedesco, sotto forma di investimento strategico. Entrambe le aziende contano su una relazione lavorativa di lunga data. BMZ è fornitore sia di batterie sia di motori per le eMtb ad alte prestazioni di Nox. Inoltre, è anche il suo distribution partner nella vendita al dettaglio e online. Con l’incorporazione di Nox e Hawk, il brand ha ora accesso a svariati anni di sviluppo prodotto, produzione e conoscenza di mercato nel segmento di eBike city, trekking e mtb.

MMR ENTRA IN ITALIA

GRAZIE A GREENLIFE MOBILITY

MMR Bikes è un’azienda spagnola la cui storia attuale inizia nel 2008, grazie all’imprenditore Daniel Alonso. In Italia è distribuito dalla società Greenlife Mobility di Daniel Schön. Il marchio asturiano offre una gamma completa di bici, dalla strada alla mtb passando per l’elettrico e le gravel, senza dimenticare le proposte dedicate ai più piccoli. È impegnata nel settore racing sia su strada, con la fornitura alla squadra maschile Professional Team Caja Rural-Seguros RGA e a quella femminile della Sopela Women’s Team, sia off-road con la NestaMMR Cyclocross Team.

BELTRAMI TSA DIVENTA

DISTRIBUTORE ESCLUSIVO DI FEEDBACK SPORTS

A partire dall’1 ottobre 2023, Beltrami TSA è diventato distributore esclusivo per l’Italia dei prodotti Feedback Sports. L’azienda di Golden (Colorado, USA) fondata nel 2004 da Dug e Lisa Hudson è oggi uno dei brand leader nell’utensileria e negli strumenti a sostegno dei meccanici professionisti e degli appassionati che amano curare personalmente la propria bici. Feedback Sports offre una linea completa di supporti di livello professionale, strumenti e utensili di precisione oltre che alcuni dispositivi per l’allenamento indoor. I prodotti Feedback saranno disponibili a partire da novembre.

PIERER MOBILITY: FATTURATO RECORD NONOSTANTE LE DIFFICOLTÀ DEL SETTORE

Nei primi sei mesi del 2023 Pierer Mobility ha raggiunto il nuovo record di 1,39 milioni di euro di fatturato, con un +20,2% rispetto al 2022. Tuttavia, il marchio di eBike e moto avverte: "Il mercato della bici è caratterizzato da enormi cambiamenti. L’assestamento già in corso e quello che ci si aspetta avranno effetti significativi per tutta l'industria di settore". Per l'intero gruppo, circa il 59% del fatturato è generato in Europa, il 28% in Nord America compreso il Messico e il 13% nel resto del mondo. Approssimativamente il 94% delle vendite totali provengono fuori dall’Austria, il Paese in cui ha sede il gruppo.

R RAYMON TORNA NELLE MANI DEI FONDATORI

Dopo quattro anni di accordi per la distribuzione con Pierer New Mobility, R Raymon è tornata nelle mani dei fondatori del marchio, Susanne e Felix Puello. Dallo scorso 1 ottobre, infatti, i due imprenditori e il loro team assumeranno la guida del brand, che inizierà così un nuovo percorso attraverso la società R Raymon Bicycles GmbH, di recente costituzione, con sede a Schweinfurt, in Germania. Pierer New Mobility e R Raymon Bicycles GmbH hanno raggiunto un accordo per effettuare una transizione completa, fino al totale trasferimento di tutte le operazioni nella nuova struttura.

MONDRAKER PASSA ALLA VENDITA DIRETTA NEL NOSTRO PAESE

Mondraker ha annunciato il passaggio alla vendita diretta in Italia, dopo 18 anni di collaborazione con il distributore DSB. Alla base della scelta c’è una strategia che il marchio ha già adottato gli anni passati in Paesi come Germania, Francia e Regno Unito. Il brand ha ringraziato DSB per come ha permesso a Mondraker di affermarsi nel territorio italiano. La posizione attuale dell’azienda, nella sede di Elche (Spagna), ha tuttavia aiutato il marchio a comprendere le esigenze del mercato italiano, dei suoi clienti e della sua cultura, nello stesso modo in cui ha fatto con altri Paesi europei.

VITTORIA APRE UNA NUOVA ECO-FACTORY IN THAILANDIA

Vittoria apre una nuova fabbrica a emissioni zero dedicata alla produzione di pneumatici in cotone per biciclette in Thailandia. L'investimento di 20 milioni di euro vedrà la superficie dello stabilimento Vittoria Tyres Thailand (VTT) crescere da 36.000 a 51.000 metri quadrati nel distretto industriale di Bangpoo. Il nuovo edificio da 10.000 metri quadrati darà lavoro a circa 200 persone. Le operazioni di costruzione sono iniziate a gennaio 2022 e si sono concluse a marzo 2023. Nell’edificio verrà costruito lo pneumatico più sostenibile mai realizzato da Vittoria, che sarà lanciato nel segmento gravel nella primavera del 2024.

PORSCHE EBIKE PERFORMANCE: NEI PIANI UNO STABILIMENTO PER LE DRIVE UNIT

Porsche eBike Performance sta cercando una sede in Europa per la propria fabbrica di sistemi integrati per bici elettriche. L’azienda, inoltre, cesserà entro fine anno le attività di Greyp Bikes (di cui era diventata principale shareholder a novembre 2021), le cui tecnologie continueranno a essere usate da Porsche. Sfruttando anche il knowhow di Greyp e Fazua, ora la divisione per le eBike del marchio tedesco potrà concentrarsi sullo sviluppo e la produzione delle proprie drive unit. Secondo i media locali, la nuova fabbrica potrebbe essere costruita in Croazia.

ALL AROUND EMTB BOSCH: UN BIS DI SUCCESSO

PER LA GARA VALDOSTANA

Si è conclusa domenica 10 settembre ad Aosta All Around eMTB Bosch 2023. Dopo il successo della prima edizione, la manifestazione ha saputo attirare di nuovo atleti italiani e stranieri di alto livello, ma anche chi predilige la dimensione di viaggio o avventura e meno la sfida col cronometro. Quest’anno gli appassionati hanno potuto scegliere tra tre diversi percorsi: AA 200 (230 km), AA 100 (95 km), AA 50 (44 km). L’AA200 è stata vinta dal trentino classe ’77 Martino Fruet, seguito dal francese Théo Charmes. Terzo Kevin Bettineschi, rider della Valcamonica del Bikeside Team. La AA100 ha visto come protagonista Andrea Garibbo del team Haibike, vincitore dell’AA 200 l’anno scorso. Nella AA50 a imporsi è stato il britannico William Catchpool.

SCELTO IL TEMA PER LA MARATONA

DLES DOLOMITES 2024

Come ogni autunno, l'organizzazione della Maratona dles Dolomites, una delle granfondo più attese dagli appassionati, ha annunciato il tema che porterà avanti per tutto l'anno in avvicinamento all'evento del prossimo 7 luglio. Per il 2024 la comunicazione ruoterà attorno alla parola "Mutatio", ovvero mutazione, metamorfosi, in riferimento a come tutto cambi in continuazione nelle relazioni con gli altri e con l’inumano. Nel logo è forte la presenza del viola, che per antonomasia è considerato il colore della metamorfosi, della trasformazione e l’unione degli opposti. Grazie a questo colore, è stato sviluppato il concetto di creare un lettering etereo, incompleto e... mutevole. Le iscrizioni si sono aperte il 10 ottobre.

EVENTI

IL BIKE FESTIVAL DI RIVA DEL GARDA CAMBIA LOOK (E NON SOLO) PER IL 30° COMPLEANNO

La prossima edizione del Bike Festival Riva del Garda (dal 2 al 5 maggio 2024) sarà la prima a essere organizzata da Garda Dolomiti - Azienda per il Turismo S.p.A, che ne ha completato l’acquisizione dalla casa editrice Delius Klasing Verlag nei mesi scorsi. L’evento, che segna l’avvio simbolico della stagione off-road, è rinnovato nel nome, nella veste grafica e nel nuovo logo. Il tema visivo centrale è rappresentato da una griglia mimetica che simboleggia la vicinanza alla natura, mentre il design vivace del nuovo logo ricorda i sentieri rocciosi del territorio, mettendo in luce la combinazione di colori ispirati al paesaggio del lago di Garda. Un “new deal” nello stile e nella comunicazione che coincide con il 30esimo anniversario dalla prima edizione.

PARTNERSHIP

PON E VOLKSWAGEN: ALLEANZA STRATEGICA

PER IL LEASING DI BICICLETTE

Volkswagen Financial Services (VW FS) ha acquisito una partecipazione del 49% in Bike Mobility Services (BMS), la sussidiaria di Pon Holdings incentrata sul noleggio bici. La partnership ha l'obiettivo di accelerare l'espansione del leasing di biciclette in Europa e negli Stati Uniti. BMS opera in sei Paesi (Germania, Paesi Bassi, Austria, Belgio, Svezia e recentemente anche USA). Attualmente, fornisce bici aziendali a oltre 600.000 dipendenti che lavorano per 65.000 aziende, da grandi società a piccole e medie imprese. Le bici in leasing sono per il 90% elettriche, e sono consegnate e manutenute tramite un network di 8.000 dealer.

PARTE LA COLLABORAZIONE

TRA BLUBRAKE E URBIKE PER LA LAST MILE DELIVERY

Blubrake e Urbike hanno recentemente iniziato a collaborare per condurre un test pilota mirato a migliorare la sicurezza nelle consegne dell'ultimo miglio. Il punto focale di questa partnership è stata l'installazione dell’ABS Blubrake sulle eCargo della società belga Urbike. Il progetto ha messo in luce risultati notevoli che dimostrano l’efficacia del sistema in termini di sicurezza, che è studiato per regolare e ottimizzare la frenata in caso di emergenza. Tutti i mezzi sono stati impiegati in operazioni di consegna reali a Bruxelles, testando il sistema in diverse e imprevedibili condizioni.

BELTRAMI TECH ACADEMY E SRAM INSIEME PER CORSI DI FORMAZIONE E WEBINAR

Beltrami Tech Academy avvierà una nuova serie di corsi di formazione sui prodotti e sui marchi della famiglia SRAM. Per la prima volta, i corsi organizzati da Tech Academy Training saranno gestiti in collaborazione con SRAM Technical University (STU), il programma del brand statunitense attraverso il quale il distributore emiliano ha inaugurato a maggio il primo SRAM Tech Center italiano. Per Beltrami, l’intento di questo progetto è quello di proseguire nell’attività di workshop specifici per meccanici di bici, progetto iniziato oramai quasi un decennio fa, ampliando l’offerta formativa con corsi su più livelli.

POLTRONE

AMBROGIO GRILLO

NOMINATO SALES MANAGER DI TREK ITALIA

Classe 1976, torinese di nascita, Ambrogio Grillo è laureato in economia e commercio con specializzazione in marketing dei servizi presso l’università di Torino. Ha anche un trascorso da atleta: è stato infatti il primo dirt jumper mtb professionista in Italia, dal 2000 al 2004. Da oggi il suo lavoro sarà quello di portare l’attenzione di Trek all’ampia rete di rivenditori dislocata su tutto il territorio nazionale nel ruolo di sales manager per il mercato italiano. Grillo ha ricoperto in passato questo ruolo con Thok, Scott, Raceware, Pedal Domain, Studio Trend Gastaldi e MDE Bikes.

ACCELL GROUP SI AFFIDA

ALL’ESPERIENZA DI TJEERD JEGEN

Accell Group ha scelto Tjeerd Jegen come nuovo ceo e presidente del board a partire dall’1 novembre. Jegen ha 25 anni di esperienza nel retail e prende il posto di Juan de Ochoa, che aveva ricoperto la carica di amministratore delegato ad interim da quando Ton Anbeek aveva lasciato nei mesi scorsi. Jegen arriva dal suo ultimo lavoro in Takko Fashion, uno dei principali marchi europei di abbigliamento low cost con quasi 2.000 store attivi in 17 Paesi. In precedenza ha lavorato per HEMA, catena di negozi olandese e per le catene di supermercati Tesco (in Thailandia e Malesia) e Woolworths in Australia.

DEREK BOUCHARD-HALL SCELTO COME CEO DI POC

Derek Bouchard-Hall è stato scelto come nuovo ceo del marchio svedese POC. Ex ciclista ed ex ceo di USA Cycling e Assos, nella sua carriera da atleta Bouchard-Hall ha corso per la nazionale statunitense di ciclismo su pista, ha fatto parte delle Olimpiadi di Sydney 2000 e ha vinto diverse medaglie in competizioni nazionali e mondiali. "POC è un brand iconico, che viene giustamente considerato un punto di riferimento per la sicurezza e l'innovazione", ha dichiarato Bouchard-Hall. "Ho osservato la crescita globale di POC in questi anni e non vedo l'ora di far parte di tutto questo. Per il brand si prospetta un futuro brillante".

BASTIEN DONZÉ NUOVO PRODUCT DIRECTOR DI GOODYEAR BICYCLE TIRES

Rubber Kinetics ha annunciato che Bastien Donzé sarà il nuovo product director di Goodyear Bicycle Tyres. Donzé sarà incaricato non solo dello sviluppo, ma anche della pianificazione a lungo termine e del nuovo impianto di produzione di pneumatici situato a Nantou, Taiwan. Donzé porta con sé una vasta conoscenza dell'industria globale della bicicletta e in particolare delle categorie di pneumatici e ruote. Ha iniziato con Mavic come product manager, aiutando l’azienda a realizzare le prime ruote UST Tubeless per mtb, per poi passare in SRAM nel 2008 trasferendosi negli Stati Uniti.

L’EX AD THULE MAGNUS WELANDER ENTRA NEL CDA DI HESTRA GLOVES

La storica azienda svedese Hestra Gloves, specializzata nella produzione in guanti per diversi sport, cambia marcia e nomina Magnus Welander come nuovo membro del consiglio di amministrazione, con l'obiettivo di rafforzare la propria crescita e presenza sul mercato a livello globale. Welander entra a far parte di Hestra Gloves dopo aver ricoperto per 14 anni la carica di ceo del gruppo Thule, azienda leader nel settore outdoor a livello mondiale, che nel corso degli anni ha intrapreso una forte crescita proprio grazie alla sua guida. Welander è anche presidente del cda di Mips, azienda specializzata nei sistemi di sicurezza per i caschi.

DEDICATED RECYCLIST:

IL SECONDO RAPPORTO CSR DI SCHWALBE

SHIMANO: RICHIAMO DI GUARNITURE HOLLOWTECH

11V PRECEDENTI AL 2019

Shimano ha lanciato un programma volontario di ispezione e sostituzione per alcune guarniture stradali Hollowtech II a 11 velocità antecedenti a luglio 2019, a causa di un possibile problema di delaminazione dei materiali. Le pedivelle interessate, modelli Dura-Ace e Ultegra prodotti tra giugno 2012 e giugno 2019, possono scollarsi e rompersi. L’azienda ha ricevuto segnalazioni di incidenti che hanno portato alla separazione delle pedivelle e di conseguenti infortuni ai ciclisti. Il richiamo riguarda specificamente le guarniture stradali 11 velocità incollate Shimano Ultegra FC-6800, Dura-Ace FC-9000, Ultegra FC-R8000, Dura-Ace FC-R9100 e FCR9100-P Hollowtech II in Europa.

BOSCH: DAL 16 OTTOBRE RIPARTE LA FORMAZIONE PER I RIVENDITORI SPECIALIZZATI

Il 16 ottobre Bosch eBike Systems inaugura la 14esima stagione di formazione per rivenditori specializzati di eBike. In oltre 450 eventi in 21 Paesi, gli esperti Bosch convideranno il loro know-how su prodotti e feature del model year 2024 ai negozianti, concentrandosi sulle novità del sistema intelligente come la Drive Unit Performance Line SX. Durante le sessioni di formazione, i partecipanti impareranno a conoscere i nuovi componenti e le nuove caratteristiche dell'attuale generazione di sistemi, che garantiscono un divertimento di guida ancora maggiore, una maggiore sicurezza e una sensazione di pedalata più naturale. I partecipanti riceveranno anche consigli su vendita, funzionamento, installazione e rimozione dei prodotti.

Schwalbe ha pubblicato il suo secondo rapporto CSR intitolato "Dedicated Recyclist", in cui spiega il suo impegno in materia di responsabilità sociale d'impresa. Nel corso dei mesi precedenti, uno dei punti salienti delle attività del brand è stata la presentazione del proprio sistema di riciclo, che ha messo Schwalbe in una posizione d'avanguardia nel riutilizzo di camere d'aria e pneumatici usati. È stato stabilito anche un nuovo record con 1,8 milioni di camere d‘aria per bici riciclate, con l'obiettivo di produrne di nuove in tutto il mondo. Quest’anno la produzione del Green Marathon ha rappresentato un ideale chiusura di un cerchio, visto che si è trattato del primo pneumatico al mondo realizzato, tra l‘altro, con gomme usate. Sul prossimo numero di Bikefortrade analizzeremo nel dettaglio il bilancio CSR dell’azienda tedesca.

QUALI SONO LE MIGLIORI CICLOVIE D’ITALIA?

L’Oscar del cicloturismo premia le infrastrutture che dimostrano di possedere criteri di eccellenza per accogliere chi viaggia in bici. Un settore che ha avuto lo scorso anno un impatto economico diretto di 4,1 miliardi di euro, con 33 milioni di presenze generate. Ecco chi ha “vinto” nel 2023

Ne abbiamo già parlato sui precedenti numeri di Bikefortrade, ma come si sa repetita iuvant: il 2022 è stato senza ombra di dubbio l’anno del boom del cicloturismo in Italia. Lo ha certificato la terza edizione del Rapporto “Viaggiare con la bici 2023”, realizzato da Isnart per l’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio promosso con Legambiente e presentato al Forum del Cicloturismo.

L’importanza del comparto è facilmente riassumibile in pochi dati: 33 milioni di presenze generate nel 2022, pari al 4,3% di quelle totali registrate in Italia, per un impatto economico diretto di 4,1 miliardi di euro. Non è quindi un caso che questo Terzo Rapporto fotografi un mercato consolidato, caratterizzato da una domanda andata sviluppandosi verso forme di cicloturismo sempre più “pure” che, a propria volta, hanno innescato un’offerta ad alto valore aggiunto e posizionata nella fascia alta di mercato. Nel complesso, appare evidente che quando si parla di cicloturismo

in Italia non si parte certo da zero, ma da quella che in molte aree del Paese già oggi è un’eccellenza nel panorama turistico. Tuttavia, molto resta da fare, in termini di crescita culturale, di consolidamento di un’offerta di servizi specifici e, naturalmente, di ulteriore integrazione di nuove ciclovie nei sistemi di offerta locali del turismo, tanto in ambiente urbano che extraurbano.

UN SETTORE ANCORA TROPPO POLARIZZATO

Analizzando più approfonditamente come è andato evolvendo il cicloturismo nel nostro Paese, si osserva che l’Italia ha visto esplodere più di recente il fenomeno rispetto alle regioni europee settentrionali, dove la cultura della bicicletta duole dirlo, è molto più diffusa. L’offerta si è concentrata e consolidata prima in alcune regioni rispetto ad altre e larga parte del sud d’Italia rappresenta ancora una novità come destinazione da vivere in sella. Come è intuibile, il mercato è ancora piuttosto polarizzato: tre regioni, Veneto (19,0% di cicloturisti), Trentino-Alto Adige (16,5%) e Toscana (11,4%) hanno da sole attratto il 47% del flusso totale nel 2022. Tuttavia, se andiamo a confrontare le macroaree geografiche di destinazione dei cicloturisti, prendendo a riferimento il dato del 2019 (primo anno del Report), appare evidente il trend di crescita che fanno segnare tanto le regioni del centro (che passano dal 10,9% al 15,8%), quanto quelle del sud Italia (che addirittura crescono più del doppio, passando dal 7,0% al 17,4%). Non a caso, se passiamo a calcolare questi stessi dati in termini di specializzazione turistica regionale (ossia rapportando la percentuale di cicloturisti sul totale dei turisti attratti), emerge una fotografia del fenomeno più frastagliata e per certi aspetti sorprendente, in termini di diffusione oltre le rotte classiche del cicloturismo italiano. Infatti, Abruzzo, Piemonte e Sardegna attraggono una quota di cicloturisti percentualmente maggiore sul totale dei turisti per regione, seguite da Liguria, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia.

Provenienza dei cicloturisti

GLI OSCAR DELLE CICLOVIE

In occasione della Giornata mondiale della Bicicletta del 3 giugno c’è stata a Cesena l’ottava edizione dell’Oscar del cicloturismo, evento che premia in Italia le ciclovie che dimostrano di possedere criteri di eccellenza per accogliere chi sceglie la bicicletta per viaggiare. Non si valuta quindi solo la bellezza del territorio perché vengono esaminati anche parametri come progettazione, costruzione, promozione, attrezzature, segnaletica e servizi

CICLOPEDONALE PUCCINI (TOSCANA)

58 km da Lucca a Torre del Lago Ha colpito la giuria non solo per la bellezza dei percorsi ma anche per l’originalità la Ciclopedonale Puccini, ciclovia musicata che, raccontando la vita e i luoghi del compositore toscano, valorizza il patrimonio culturale e naturale tra Lucca e la Versilia. La segnaletica consente di accedere, tramite QR Code, a un accompagnamento musicale per ascoltare le sinfonie suggerite durante la pedalata. Si estende per 58 chilometri da Lucca a Torre del Lago, un percorso pianeggiante e adatto a tutti, dotato di servizi di noleggio bici, aree ristoro, guide e punti di assistenza e di ricarica per le eBike. Ottima l’intermodalità con le stazioni ferroviarie e la possibilità di percorrere tratti in bici e ritornare in treno. La ciclovia attraversa uno scenario naturale che corre sull’argine del fiume Serchio, con i rilievi pre-appenninici sulla sinistra e vigne, oliveti e boschi sulla destra, arrivando alla riserva naturale dell’Oasi Lipu.

SICILY DIVIDE (SICILIA)

457 km da Trapani a Catania Di tutt’altro tipo è l’itinerario della Sicily Divide, un percorso ciclabile di 457 chilometri che va da Trapani a Catania lungo strade secondarie ma anche ex ferrovie, sterrati sugli argini di fiumi e canali, passando per ben 48 centri abitati fra borghi e città. Un itinerario che attraversa orizzontalmente la Sicilia centrale più nascosta, con paesaggi mozzafiato che offrono la giusta dimensione per chi ama l’avventura. Sull’intero percorso si trovano bike hotel, fontane, punti di ristoro, assistenza, noleggio e ricarica bici e i check point, dove i viaggiatori possono farsi timbrare il Divider’s pass, un “passaporto” che permette di usufruire di condizione agevolate negli hotel convenzionati. Sicily Divide è un progetto nato nel 2020 durante il Covid grazie a un gruppo di giovani dell’Associazione ciclabili siciliane, che si sono autofinanziati per generare nella loro terra nuove economie con l’obiettivo di aiutare le realtà delle aree interne dell’isola tramite la diffusione di buone pratiche nell’accoglienza dei turisti su due ruote e di invertire la tendenza all’emigrazione dei giovani.

CICLABILE TREVISO-OSTIGLIA (VENETO)

70 km da Treviso a Ostiglia La Ciclabile Treviso-Ostiglia è ricavata da una ex ferrovia realizzata negli anni Trenta per ragioni militari e commerciali: sono 70 chilometri di facile percorrenza lungo una fascia boschiva che attraversa campi, paesi di campagna, oasi naturalistiche, corsi d’acqua e ville venete, nelle province di Treviso, Padova e Vicenza, dal Sile al Po. Realizzata a partire dal 2009, è oggi tra le maggiori arterie del cicloturismo in Veneto e facilita i collegamenti con altre piste ciclabili come la ciclovia GiraSile, la ciclovia della Riviera Berica, l’Anello dei Colli Euganei e la ciclovia del Brenta, oltre a intercettare i grandi itinerari come la Dolomiti-Venezia, la Lago di Garda-Venezia e la Aida (alta Italia da attraversare). Interamente dotato di segnaletica, il percorso recupera anche i vecchi caselli come punti di ristoro e officine.

che si incontrano strada facendo. L’obiettivo del premio è quello di stimolare le amministrazioni a valorizzare i propri percorsi eccellenti, promuovendo gli investimenti nel settore. Nel podio del 2023 troviamo la Toscana, la Sicilia e il Veneto a dimostrazione che l’Italia è ricca di itinerari meravigliosi lungo tutto lo Stivale: spetta ora alle pubbliche amministrazioni saperli valorizzare nel migliore dei modi.

CIÒ A CUI TENIAMO

Il nostro gruppo MagNet Srl SB pubblica il primo bilancio di sostenibilità, relativo al biennio 21/22. Uno strumento importante a sostegno del percorso verso un futuro più leggero, simbolo dei nostri valori e della nostra dedizione di Francesca Cassi

La sostenibilità è un argomento infinitamente complesso, che tocca ogni ambito delle nostre vite quotidiane. Si tratta di un benessere sì ambientale, ma non soloanche sociale ed economico. Abbiamo iniziato a parlare seriamente di sostenibilità a partire dagli Anni ‘90 - con la crisi climatica, energetica e della biodiversità. Piano piano, l’idea di una crisi globale sta iniziando a prendere piede nell’immaginario collettivo. Ora, si presenta sempre più necessario un cambiamento nella maniera che abbiamo di percepire le entità non-umane che ci circondano: l’aria, l’acqua, gli oceani, i ghiacciai, le foreste, ma anche quelle umane e il modo in cui viviamo. L’attuale crisi sottolinea chiaramente la rilevanza di queste entità che abbiamo sempre dato per scontate, come risorse a nostra disposizione. Una tale manifestazione ci colpisce e dovrebbe tradursi nell’intuizione di non poter più, moralmente e materialmente, trattare queste ricchezze come dei mezzi: ovvero, è necessario ormai trattarle come dei fini. Questa rivendicazione di un nuovo “statuto” rimette in questione la nostra posizione di esseri umani, e persino quella di esseri e basta. Che tipo di soggetti vogliamo essere di fronte a questo dibattito? Come vogliamo rispondervi?

Parte dell’industria outdoor e fashion cerca di rispondervi già da tempo, e si impegna nella riduzione del proprio impatto per la conservazione degli ambienti naturali dei quali si è fatta espressione. Tuttavia, il percorso è appena iniziato, e si presenta lungo e difficile; mentre gli effetti della crisi si amplificano sotto i nostri occhi.

“Le montagne sono le sentinelle del clima, […] fragili termometri della Terra che misurano la febbre del nostro pianeta. E nelle montagne gli effetti del riscaldamento globale sono molto gravi e densi di ripercussioni”, ha scritto Luca Calzolari, ex direttore di Montagne360. Per noi, che viviamo di outdoor ogni giorno, questo è dolorosamente chiaro e riteniamo non si possa più non parlarne. E questo, nell’interesse di tutti, sia di chi vende capi e attrezzature destinati all’uso in montagna, sia di chi li produce ma anche di chi li compra.

La sostenibilità non è un compartimento stagno: è un concetto che dovrebbe essere considerato sempre in relazione alla produttività, l’efficienza e la redditività di un’azienda.

Proprio per queste ragioni e per il contesto in cui ci troviamo, la pubblicazione del primo bilancio di sostenibilità di MagNet assume un valore particolarmente importante per tutti noi. Non solo come coronamento di un percorso aziendale, ma anche come conferma del commitment del gruppo a contribuire agli obiettivi di sviluppo sostenibile indicati dall’Agenda 2030, implementandoli all’interno della nostra strategia, lavoro e cultura aziendale.

Il percorso di MagNet è iniziato ufficialmente nel 2020, quando siamo diventati Società Benefit. Due anni dopo, nel settembre del 2022, siamo entrati a far parte del movimento globale delle B Corp e del Global Compact delle Nazioni Unite. Questo testimonia il nostro concreto impegno nel campo della responsabilità sociale e ambientale. Nulla di tutto ciò comunque è solo un traguardo: sono momenti di un percorso di miglioramento continuo.

Riteniamo la funzione socio-economica del bilancio fondamentale, poiché presenta e analizza in un unico documento tutti gli aspetti sociali, economici e ambientali legati allo svolgimento dell’attività di business dell’azienda. Ma non solo: ci permette di rafforzare la nostra visibilità nella maniera più trasparente possibile e di potenziare il rapporto con i nostri stakeholder attraverso un dialogo continuo. Siamo persuasi che ci permetta anche di incrementare il senso di fiducia che la nostra community ci ha sempre dimostrato. Internamente, siamo convinti che questo bilancio vada a sostegno del senso di appartenenza dei nostri lavoratori e della consapevolezza che hanno del ruolo che MagNet ricopre nel suo settore.

Basandoci sul Global Reporting Initiative (GRI) il bilancio di MagNet è stato stilato seguendo una lista di indicatori, divisi per ambito, che raccontano l’azienda dal punto di vista economico, ambientale e sociale e forniscono informazioni sul board, sulla governance, sulle caratteristiche dei dipendenti (genere, età, inquadramento), sulla sicurezza e la salubrità dell’ambiente lavorativo, sul codice etico e su altri aspetti che permettono di conoscere l’organizzazione sotto ogni punto di vista. Il bilancio è pubblico ed è disponibile sul nostro sito, oppure scaricabile tramite il QR Code qui sotto. Vi auguriamo una buona lettura.

IL BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ DIVENTA OBBLIGATORIO

La Direttiva UE 2022/2464, pubblicata il 16 dicembre 2022, va a rivedere e modificare la precedente Direttiva EU 2013/34 relativa all’obbligo di “comunicazioni di informazioni di carattere non finanziario” da parte di aziende di grandi dimensioni. Nell’ultima Direttiva si fa presente che dal 2024 la rendicontazione societaria di sostenibilità (Corporate Sustainability Reporting Directive – CSRD) diventerà obbligatoria per tutte le aziende con più di 250 dipendenti, un fatturato superiore ai 50 milioni di euro e un ricavo annuo di almeno 43 milioni. Ha un impatto notevole: a oggi, in Italia, sono circa 300 le aziende che pubblicano i propri bilanci di sostenibilità - aziende quotate in borsa o di interesse pubblico - il cui numero andrà ad aumentare notevolmente. Saranno più di 6.000 le PMI italiane, e oltre

50.000 in tutta Europa, che verranno impattate dalla direttiva e che avranno l’obbligo di pubblicare il proprio bilancio di sostenibilità dal 2024, con i dati e le informazioni riferite all’anno precedente.

La Direttiva ha come obiettivo di dare una maggiore rilevanza ai temi ESG, imponendone la rendicontazione all’interno della relazione finanziaria annuale, eliminando la possibilità di pubblicare tali dati in una relazione separata. Inoltre, viene richiesto che la rendicontazione sia in formato digitale XHTML e che prima della pubblicazione questa sia sottoposta ad assurance, rafforzandone l’attendibilità, una maniera simile a quanto accade con la revisione dei bilanci economico-finanziari di esercizio.

LA BIKE INDUSTRY APRE IL GAS A MISANO

Fare business nel nostro settore è un po’ come affrontare un tortuoso circuito.

Molte curve in cui occorre cercare la giusta traiettoria e pochi rettilinei in cui “aprire”.

All’Italian Bike Festival abbiamo potuto apprezzare le tattiche di gara tra le tante novità presenti

Inutile nascondersi dietro un dito. Il 2023 della bike industry non verrà certo ricordato come un anno di grandi numeri. Calano le vendite, le aziende sgomitano per “piazzare” i propri prodotti e sono molti anche i brontolii verso chi sceglie politiche di sconti aggressivi, oppure punta tutto sulla mera immagine piuttosto che sulla qualità del prodotto. Non sta a noi giudicare quale siano le tattiche migliori per affrontare un periodo di stanca del mercato, ma ciò che abbiamo potuto toccare con mano è stata una certa serenità di fondo, una consapevolezza che il momento d’oro non poteva durare all’infinito, e che ora si lavora per consolidare le proprie posizioni, in attesa magari di un miglioramento delle condizioni economiche generali e magari (speriamo) la fine di una guerra dannosa per tutti nel cuore dell’Europa. Ancora una volta non sta a noi giudicare, quindi passiamo a sciorinare i numeri di un nuovo IBF di successo. Baciato dal sole e dalla fortuna, questo

evento continua a crescere con ben 53 mila visitatori nella sua sesta edizione, con un aumento del 26% rispetto al 2022. Si conferma quindi l’evento di riferimento in Italia per gli appassionati, i buyer e gli operatori del settore. Un’area expo di 60 mila metri quadrati ha ospitato la tre giorni di manifestazione dedicata al mondo bike, mobilità urbana e cicloturismo, coniugando expo, presentazioni di prodotti, test ed entertainment, ma anche meet & greet con i grandi protagonisti del mondo cycling con incontri, convegni e talk di approfondimento. Oltre 300 le aziende espositrici rappresentative di oltre 600 brand, tanti i test eseguiti proprio nel circuito di Misano e nella lunga pista sterrata dedicata alle mtb. Quest’anno si sono visti anche molti eventi collaterali, e un grande focus su prodotti e innovazione. Alcune tra le novità più interessanti le potrete trovare di seguito nella nostra personale selezione dei “Visti in Fiera”.

BIANCHI

SPECIALISSIMA

RASO TC

Uno dei più raffinati produttori italiani si presenta a IBF con la nuova Raso TC, l’edizione speciale del suo ultimo modello endurance. Costruita nel quartier generale in Veneto, mette a disposizione del ciclista una soluzione tecnologica che deriva dal settore delle automobili da corsa per affrontare le salite più impegnative come il pavé, grazie alla fibra di carbonio tri-composite che offre comfort e resistenza, riducendo le vibrazioni e le sollecitazioni meccaniche in tutto il telaio. Si tratta di una tecnologia alla cui fibra impregnata di resina si aggiunge il rame. È disponibile in cinque diverse varianti: blu, rosso, verde, argento e rame. La Raso TC ha le medesime geometrie e soluzioni della Raso, con cockpit integrato e tubi sagomati, per ottimizzare l’aerodinamica; lo spazio per pneumatici fino a 35 mm garantisce un nuovo standard di duttilità, comfort e sicurezza. Il manubrio con flare della Raso TC, sviluppato da Sarto per combinare comodità e controllo, si allinea perfettamente alle linee anatomiche delle spalle e delle braccia. Come ogni bici Sarto è disponibile con misure e specifiche personalizzate o standard. Sarto - 041.5190563 - info@sartobikes.com

La casa lombarda rinnova una delle sue bici più apprezzate e convince, sia per caratteristiche che per design. Riprende in parte i concetti espressi con la Oltre RC, ma in maniera meno spinta, e ne esce un prodotto nuovo che non farà rimpiangere il vecchio modello. La versione di punta con i suoi 6,6 kg di peso e un rapporto rigidità-peso ai vertici di mercato va direttamente a sfidare i modelli più blasonati, forte anche di un design più personale e dell’heritage di Bianchi. L’obiettivo era quello di migliorare la performance aerodinamica senza compromettere leggerezza e reattività, e garantire un vantaggio anche in salite minime. Se la precedente generazione aveva bisogno di una pendenza di 8,8% per garantire un vantaggio agli atleti professionisti, ora la soglia si abbassa al 6%. Concretamente, su una salita di 10 km al 6% le soluzioni adottate sulla nuova Specialissima portano un vantaggio di 8,7 secondi per un atleta che produce una potenza media di 200 watt. bianchi.com

SARTO
VISTI IN FIERA

FORBIDDEN DRUID

Finalmente disponibile anche in Italia, grazie a Tribe Distribution, uno dei brand con più hype del momento nel settore fuoristrada. Si tratta della canadese Forbidden, e, nello specifico, il modello Druid, una bici da trail aggressiva e giocosa, che punta sulla trazione derivata dal suo particolare sistema di sospensione. Il carro posteriore con sospensione Trifecta si muove grazie a un perno alto Horst Link invertito e una geometria One Ride ottimizzata per ogni taglia. Avendo il centro anteriore e posteriore specifici per taglia, la distribuzione del peso del ciclista è identica su tutte le misure, il che significa che i rider di tutte le altezze beneficeranno della stessa manovrabilità e prestazioni. Il telaio della Druid è compatibile con ruote da 29 pollici e può essere allestito anche come mullet bike, ha una corsa della sospensione posteriore di 130 mm ed è progettato per alloggiare una forcella ammortizzata da 150 mm. La grande particolarità della sospensione posteriore della Druid è che lavora allungando la bici conferendo più stabilità e al contempo uno slancio in avanti mentre lavora. Distribuita da Tribe Distribution - 0174.330152 - info@tribedistribution.com

X-BIONIC

COREFUSION

La nuova famiglia di capi di X-Bionic si presenta come punto di incontro tra i tessuti performanti tipici degli articoli da ciclismo e la tecnologia di termoregolazione che ha reso l’azienda svizzera un player protagonista nel settore. I capi Corefusion presentano, nei punti di maggiore necessità di dissipazione del calore, il sistema brevettato 3D Bionic Sphere con la tecnologia ThermoSyphon, che permette un rapido trasferimento dell’umidità all’esterno grazie alla struttura tridimensionale. L’Aero Jersey è una maglia tecnica, che unisce i tessuti di alta qualità con tecnologie di termoregolazione sviluppate dall’azienda. Tra le scapole, nel punto che ha più bisogno di dissipazione di calore, presenta il sistema brevettato 3D Bionic Sphere con la tecnologia ThermoSyphon, innesto tessile che facilita la traspirazione durante l’attività e fa da isolante nei momenti di riposo. È disponibile in due colorazioni a tinta unita e una stampa che rappresenta una mappa termica del corpo. Inoltre, X-Bionic ha presentato i suoi primi bib shorts con fondello interno a quattro densità, foderato e imbottito in schiuma. Il pantaloncino presenta bretelle con sistema 3D Bionic Sphere sulla schiena, che lavora in sinergia con l’analoga tecnologia sulla jersey.

x-bionic.com

RUDY PROJECT

KELION

I nuovi occhiali Kelion di Rudy Project sono un prodotto tra i più versatili in gamma, si adattano infatti a ogni disciplina della bici e a nostro avviso non sfigurano nemmeno in altre attività outdoor o in un contesto più “casual”. Sono pensati però per la performance in bike e per essere eco-friendly. Puntano su un grande campo visivo e su un’ottima vestibilità. Sono progettati per fornire alte prestazioni, adattabilità e comfort e sono disponibili con diverse lenti e in varie colorazioni.

Rudy Project - 0422.433011 - info@rudyproject.com

MAGNETIC DAYS BINARY

Espressione della creatività italiana, questo nuovo prodotto è un sistema di cambiata che consente di modificare il rapporto istantaneamente anche in fase di massima spinta, agendo direttamente a livello del movimento centrale della bici. Il movimento Binary offre una qualità di cambiata unica in grado di sfruttare i benefici offerti dal monocorona applicati a un sistema a doppia marcia e ottenere così il massimo della potenza e della versatilità di questo sistema apprezzato dai mtbiker, gravel rider e cicloviaggiatori. Un grande vantaggio sta nella sua versatilità: ogni ciclista, infatti, può scegliere la corona in base alle caratteristiche della bici o della disciplina, e la cambiata modificherà il rapporto da 1:1 a 1:1.25. In pratica, a ogni pedalata la corona effettuerà un quarto di giro in più consentendo con lo stesso sviluppo metrico di raggiungere maggiori velocità a parità di cadenza.

MagneticDays - 348.7078770 - info@magneticdays.com

NORTHWAVE

TAILWHIP ECO EVO

La scelta sostenibile di Northwave. Una calzatura che esprime a pieno l’impegno della casa veneta di creare prodotti responsabili partendo dall’assunto di mantenere le performance al pari dei modelli tradizionali. Si tratta di una scarpa tra le più versatili della gamma, adatta al mondo gravity, dirt e perfetta anche per l’eBike trekking, grazie alla suola flat che permette una camminata “da sneakers”. I materiali di tomaia, lingua, lacci e fodera interna della nuova Tailwhip Eco Evo sono al 100% in RePet, materiale riciclato derivante da bottiglie in PET che utilizziamo e gettiamo ogni giorno, mentre la suola flat Hybrid mantiene tutte le caratteristiche di grip e assorbimento degli urti con un occhio attento all’utilizzo del composto ReRubber, che fonde materiale vergine con gomma riciclata dagli scarti di lavorazione. Anche la soletta interna rispetta l’ambiente, perché è costituita per l'86% in ReFOAM, schiuma poliuretanica riciclata.

Northwave - 0423.2884 - northwave.com

FACCIA A FACCIA CON I PROTAGONISTI

Nel paddock di Misano abbiamo intervistato i rappresentanti di alcune delle più importanti aziende di settore. Tra i temi affrontati: l'andamento del mercato bike, le novità per il 2024 e un punto sulla situazione fiere

a cura della redazione

LE DOMANDE AI "BIG" DELL'INDUSTRY

1. Quali sono le grosse novità per il 2024? Qualcuna l’avete presentata a IBF?

2. A quali altre fiere o eventi avete partecipato quest’anno? Cosa differenzia IBF dalle altre? Avete già pianificato il 2024?

3. Come sono andate le vendite fino ad ora nel 2023? E quali sono i prodotti che hanno avuto maggior successo o più difficoltà?

Marta Villa Liv marketing coordinator

1. A Misano abbiamo portato in esposizione quasi tutti i modelli del 2024. Tra le grandi novità della prossima stagione per quanto concerne Liv abbiamo una bici Endurance che si chiama Avail, un modello comodo e performante, in grado di esaltarsi nelle lunghe uscite. Avail è stata la prima bici in assoluto di Liv nata nel 2008 e viene rinnovata quest’anno. Per Giant sulla stessa tipologia abbiamo presentato la nuova Defy, con passaggio cavi integrato, votata al comfort e alle lunghe distanze grazie a geometrie più rilassate e a soluzioni che migliorano l’assorbimento delle vibrazioni.

2. Nel 2023 abbiamo scelto di essere presenti al BikeFestival di Riva del Garda e a IBF tra le fiere di settore. Inoltre, abbiamo preso parte ad altre manifestazioni con un taglio diverso, dove c’è stata una partecipazione attiva del pubblico con delle gare. IBF in questo momento rappresenta l’unica kermesse in Italia dove puoi trovare e incontrare praticamente tutti gli operatori della industry, anche se mancano alcune presenze. Devo ammettere che questa è una manifestazione in cui si amalgamano al meglio le due anime b2b e b2c. Il pubblico che viene a Misano è sempre molto interessato e vuole testare le bici e le ultime novità.

3. Per quanto riguarda il 2023 faremo le nostre valutazioni a fine anno ed eBike, road e gravel sono sempre settori molto importanti per noi.

Alberto Fumagalli marketing and communication

1. La piattaforma del nuovo 795 Blade RS è la novità che abbiamo portato a IBF 2023. È stata presentata al pubblico a luglio ed è stata utilizzata al Tour de France dal team Cofidis (con le due vittorie di tappa di Ion Izagirre e Victor Lafay). Posso anticipare che ci saranno nuovi prodotti in arrivo nei prossimi mesi, sia come bici sia come pedali.

2. IBF è stato il primo grande appuntamento a cui abbiamo preso parte nel 2023. Avremo modo di partecipare a diverse manifestazioni (strada, mountainbike e

gravel), ma saremo presenti anche a granfondo, eventi test o fiere di settore. Italian Bike Festival rimane per me il punto di ritrovo e l’appuntamento principale nel nostro Paese dove si ha la possibilità di vedere e provare le novità dei grandi marchi, così come di incontrare nello stesso momento la rete di rivenditori e pubblico finale.

3. Dal punto di vista commerciale l’anno è stato abbastanza sotto tono, decisamente inferiore se lo confrontiamo con le due annate post Covid. Il settore è un po' in calo, ma dopo il cosiddetto “bike boom” c’era da aspettarselo. I negozi ora sono pieni di prodotto e si fa fatica a vendere tutto. I modelli dove si registrano meno difficoltà sono quelli top di gamma, in cui il consumatore non soffre la crisi. I segmenti gravel e cicloturismo sono quelli in più grande ascesa.

Francesco Zamboni art director e responsabile marketing

1. La grande novità per noi è la distribuzione di 7anna, proprietario dei brand polacchi di bici Rondo, NS Bikes, Octane One e Creme. Abbiamo portato a IBF delle anteprime per il mercato italiano di alcuni modelli che sono stati appena presentati a Eurobike a Francoforte. Nel nostro stand gli appassionati hanno inoltre potuto vedere le novità top di gamma di Giro e di Bell.

2. Tra le fiere di settore, nel 2023 siamo stati solo a Eurobike. Ciò che differenzia

IBF rispetto alle altre manifestazioni è l’accesso dei consumatori finali, che per la maggior parte sono dei veri appassionati e che, su un circuito storico, possono testare i modelli e le bici più importanti del mondo. Anche a Francoforte c’è la giornata dedicata al b2c, ma a Misano si respira un’aria completamente diversa.

3. Non è un mistero che il nostro settore sia un po' in difficoltà. I prodotti che hanno avuto maggiore successo sono quelli top di gamma in generale, mentre quelli che hanno sofferto maggiormente sono quelli di bassa-media gamma. Anche la parte legata agli accessori ha avuto un rallentamento, a differenza della ricambistica che si è mantenuta sui livelli standard degli ultimi anni.

Alvise Rizzi road communication specialist Europe

1. La novità principale nella categoria mtb è il gruppo GX Eagle Transmission. Grazie all’interfaccia hangerless senza forcellino e connessone diretta fra asse della ruota e cassetta, GX amplia la gamma Eagle Transmission e porta performance di cambiata e robustezza senza pari nel cuore del mercato. Abbiamo recentemente presentato anche i freni Stealth e per RockShox le novità principali sono le forcelle Boxxer per il downhill e SID per il cross country. Nella categoria dropbar abbiamo lanciato Apex, il nuovo gruppo gravel e allroad che porta il cambio elettronico AXS a un nuovo punto prezzo e la novità dell’opzione meccanica a 12 velocità.

2. Per quanto riguarda l’Italia, oltre all’evento di Misano abbiamo partecipato al Bike Festival di Riva del Garda, dove è molto forte anche la componente tedesca, mentre a metà ottobre organizziamo i RockShox Tuning Days a Finale Ligure, un evento più piccolo e dedicato esclusivamente alle forcelle. In Europa,

gli eventi principali sono stati Sea Otter, Roc d’Azur, The Traka e Dirt Masters, i due italiani già citati e ovviamente Eurobike che è di portata globale. IBF rappresenta l’evento italiano più grande per dimensioni e numero di visitatori. Un evento che è sia b2b che b2c e ci consente di rafforzare le relazioni con partner e rivenditori, raggiungerne di nuovi e ovviamente entrare in contatto con i clienti finali che a Misano sono sempre appassionati e competenti, non turisti di passaggio. Per quanto riguarda l’anno prossimo, siamo ancora nella fase di pianificazione.

3. È difficile estrapolare l’andamento dei singoli prodotti per un brand come il nostro che si interfaccia in misura maggiore con i produttori di bici. Il contesto globale è di un generale calo delle vendite, un fenomeno che avevamo previsto. L'aumento della domanda registrato durante la pandemia ha creato un effetto a catena su tutto il canale, e ora stiamo assistendo a un rallentamento delle vendite che riguarda soprattutto le biciclette di fascia bassa e quelle del mercato di massa. L’alto di gamma, come il nuovo Eagle Transmission, per esempio, risente meno di questa dinamica. Ci vorranno alcuni mesi prima che il settore riesca a gestire questo fenomeno.

Elisabetta Dell’Orto area sales manager Schwalbe Italia

1. Abbiamo presentato diversi prodotti per differenti segmenti: il nuovo Green Marathon per il touring; il Tacky Chan per l’enduro; il Pro One Aero, il One 365 e One Plus per la strada; il G-One e l’Overland 365 per il gravel; l’X One R e X One RS per il ciclocross; Smart Sam e Smart Sam Plus per Suv bike e, per gli accessori, la nuova camera d’aria Aerothan Plus.

2. A livello aziendale abbiamo partecipato a Eurobike a Francoforte. In Italia siamo stati in Val di Sole per la World Cup, a Punta Ala per il Grinduro e a IBF di Misano. IBF è la prima fiera nazionale che negli anni è cresciuta ed è riuscita a

Marco Ferretti e Matteo Lurati brand manager, trade marketing manager

1. Le grosse novità di casa Wag sono i completamenti di gamma dei pedali (Flat Nylon), manopole in silicone, luci specifiche per eBike, reggisella telescopico, ruote complete 29", 27,5" tubeless ready per enduro e cross country, camere in TPU (700x25,28 - 29x2.2-2.40 - 700x35,40), sella race, pastiglie ventilate, pedivelle e corone specifiche per eBike. Ogni prodotto nuovo inserito nell’offerta Wag segue la missione del brand: praticità (ampia gamma e scelta, con facilità di gestione degli acquisti) e utilità (ottima gestione del lavoro dei nostri clienti con un eccellente rapporto qualità/prezzo). Tra le novità in distribuzione abbiamo: cinghie Gates Carbon Drive, Elvedes, Cane Creek, Shanren, TranzX, RTparts, Ebike battery.

riunire tanti marchi tutti insieme, dopo tanto tempo. In Italia abbiamo bisogno di un evento di questo genere, che ormai è più orientato al b2c. Forse si dovrebbe pensare anche di dare un po' di spazio al b2b. Per il 2024 stiamo valutando diverse possibilità che definiremo nel corso dei prossimi mesi.

3. Come tutto il nostro settore, anche noi stiamo risentendo del calo delle vendite. La stagione non è stata promettente come ci aspettavamo. Gli anni precedenti hanno creato molte aspettative, ma a causa di situazioni non del tutto inerenti al mondo bici, che hanno causato problemi di liquidità a 360 gradi, i consumatori sono stati costretti a fare delle scelte e di conseguenza il nostro settore ne ha risentito negativamente in tutti i segmenti. Purtroppo gli investimenti fatti nel corso degli ultimi due anni per adattare la produzione alla domanda ci ha penalizzato, con magazzini pieni di merce e pochi ordini da evadere. Probabilmente questa condizione ci vedrà impegnati ancora per diversi mesi.

2. Quest'anno, prima di Misano siamo stati a Eurobike e a Festbike. Riteniamo IBF la fiera dedicata al mercato italiano, mentre Eurobike guarda il comparto europeo e Festbike quello spagnolo. Le due manifestazioni estere per noi sono dedicate al brand Wag che, da quest'anno, è stato affiancato da Myland.

3. Nel 2023 abbiamo vissuto una partenza a rilento, con i negozi ancora molto carichi di materiale dalla stagione precedente. C’è stato sicuramente un miglioramento nella seconda metà dell'anno in cui è ricominciata la normale rotazione dei prodotti da officina con consumi in sensibile aumento. In ottica futura, ci aspettiamo che questo trend prosegua, quindi con i negozi sempre più orientati al lavoro di officina piuttosto che alla mera vendita di prodotti e/o accessori (sempre più ad appannaggio dell’online).

CHE PENSANO GLI ITALIANI DI BICI ED EBIKE

Uno studio pubblicato dall’Osservatorio Findomestic ha analizzato i comportamenti dei consumatori. È emerso che il 61% degli intervistati possiede almeno una bicicletta, ma solo uno su quattro la utilizza tre volte a settimana. E tra chi sceglie il pedale per i propri spostamenti, appena il 28% ha provato una eBike

di Davide L. Bertagna

Analisi di mercato, inchieste esclusive, interviste ai negozi, domande alle più importanti aziende della bike industry. Questi elementi rappresentano senza ombra di dubbio uno dei punti di forza della nostra rivista. Ma forse qualche volta è giusto fermarsi, ragionare e andare ad analizzare cosa pensa la massa critica di italiani di bici e di eBike.

Per rispondere a questo dubbio, “in soccorso” arriva il Focus sulla mobilità sostenibile pubblicato a settembre dall’Osservatorio Findomestic, strumento di informazione che mette a disposizione di stampa, associazioni, università e operatori commerciali studi e indagini sui comportamenti dei consumatori e sull'evoluzione del contesto sociale e di mercato. Le indagini pubblicate dall’Osservatorio Findomestic sono condotte in collaborazione con primari istituti italiani ed europei: in questo caso insieme all’ente di ricerca Eumetra e alla società di consulenza Research Dogma.

Dallo studio emerge un quadro in cui quasi 7 italiani su 10 possiedono almeno una bici o un monopattino elettrico: tuttavia quelli che li utilizzano spesso (3/4 giorni alla settimana) sono molti meno: il 19% per quanto riguarda le biciclette e il 7% per gli eScooter. Se i possessori di almeno una bici sono il 61%, chi dichiara di utilizzarla ogni tanto è il 74% del campione. La maggior parte di questi usa la propria (57%), mentre uno su tre (31%) la noleggia. Gli altri alternano un mezzo proprio e un mezzo noleggiato.

Diametralmente opposto è il rapporto proprietà-noleggio quando si tratta di monopattino: il 25% dichiara di usare l’eScooter, solo il 14% di questi utilizza il proprio, mentre la stragrande maggioranza (il 78%) lo noleggia.

Il sondaggio si è concentrato anche sulle eBike. Nello studio emerge che 9 ciclisti su 10 si muovono solo con il modello tradizionale e di questi solamente il 28% ha provato un’elettrica. Chi ha testato un modello a pedalata assistita ne dà quasi sempre (85%) un giudizio positivo, ma non lo compra perché o troppo costoso (51%), perché preferisce la bici tradizionale (21%) o altri mezzi di trasporto (17%), oppure perché ritiene di poter noleggiare un’eBike al bisogno (13%) o ancora perché teme il furto (13%). Non a caso il 55% del campione intervistato ritiene che, qualora dovesse valutare l’acquisto di una bici a pedalata assistita, sarebbe interessato a un’assicurazione sul furto.

Interessante il dato legato all’eventualità di acquisto di un’eBike usata: il 46% non vuole, il 12% è propenso solo se utilizzata precedentemente da un amico o conoscente e il 33% è disposto a impegnarsi nella spesa solo se il mezzo è ancora in garanzia. Inoltre, tra chi oggi non possiede una eBike, il 76% afferma che si rivolgerebbe a un rivenditore specializzato, mentre il 17% la acquisterebbe anche presso la grande distribuzione organizzata. Il 9% si affiderebbe a un concessionario auto-moto.

COSA DIRESTI DI USARE TRA NOLEGGIO E MEZZO DI PROPRIETÀ?

CHE COSA PENSI DEL NOLEGGIO DI BICI E MONOPATTINI?

DIRESTI DI USARE LA TUA BICI PER... SARESTI INCENTIVATO AD ACQUISTARE UN'EBIKE CON LA POSSIBILITÀ DI RATEIZZARE L’ACQUISTO?

PERCHÉ NON HAI ANCORA ACQUISTATO UN'EBIKE?

HAI MAI PROVATO UN’EBIKE? IN QUALE OCCASIONE L'HAI PROVATA?

SARESTI DISPOSTO AD ACQUISTARE UN’EBIKE USATA?

IL FUTURO DELLA CLIMATE ACTION

È già qui: Climate Partner sarà collaboratore della quarta edizione degli Emoving Days di Milano in CityLife il 22-23 e 24 marzo 2024. La società si occuperà di calcolare e compensare le emissioni dell’evento

Definire un piano solido e concreto di riduzione delle emissioni e contribuire finanziariamente ai progetti globali per il clima: così Climate Partner, società tedesca attiva dal 2006, nata a Monaco di Baviera, affianca le aziende nel loro percorso verso l’impegno sociale e ambientale, ormai imprescindibile in un mondo che ogni giorno deve fare i conti con le conseguenze del cambiamento climatico. La società offre progetti di neutralità ambientale che rispettano standard riconosciuti, come il Gold Standard o il Verified Carbon Standard. Questi progetti

Lisa Mazzon e Francesca Milani commercial sustainability managers

Cos’è Climate Partner e di cosa si occupa?

FM: Climate Partner è rimasta una start-up finché la tematica ambientale non ha preso piede, per poi crescere fino a diventare una realtà internazionale, con sedi in tutta Europa e America e un team di più di 500 persone. Seguiamo aziende del calibro di Volkswagen e Nestlé, ma anche piccole e medie imprese, cuore del tessuto imprenditoriale italiano. Il network di realtà è molto eterogeneo: alcune aziende vanno sensibilizzate, altre prestano già una certa attenzione alla sostenibilità senza però valorizzarla.

sono orientati verso i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Nel contesto di un insieme di valori in comune e del percorso di responsabilità climatica intrapreso da MagNet, la società tedesca sarà partner degli Emoving Days 2024 di Milano (22-23-24 Marzo). Ma come funzionano il calcolo, la riduzione e la compensazione delle emissioni? Cosa assicura la trasparenza di queste azioni? Ne abbiamo parlato con Francesca Milani e Lisa Mazzon, commercial sustainability managers di Climate Partner Italia.

Con quante aziende lavorate?

FM: in Italia, lavoriamo con più di 180 aziende. A livello globale, invece, siamo a più di 6.000.

Qual è il vostro obiettivo principale?

FM: misurare l’impronta carbonica e aiutare le aziende a ridurre le loro emissioni. La misurazione avviene attraverso lo studio di una serie di voci regolate dal Greenhouse Gas Protocol (GHG Protocol), che fornisce standard e strumenti per aiutare realtà ed enti diversi a tracciare i progressi verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Ci sono diversi tipi di emissioni, classificate come Scope 1 (emissioni dirette), Scope 2 (emissioni indirette) e Scope 3 (emissioni indirette della catena del valore). Classificare le proprie emissioni all’interno di queste categorie può essere difficile, ma è un passo fondamentale per ridurre l’impatto climatico della propria azienda. Una volta raccolte tutte le voci, vengono trasformate in CO2 usando gli Emission Factors – database internazionali dove per ogni materia prima viene definita una quantità precisa di anidride carbonica. Questo report serve a capire dove si può andare a ridurre. Ovviamente non si può fare in modo casuale: bisogna essere sicuri che le strategie di riduzione apportate avranno un impatto decisivo.

Ci parlate meglio dei differenti Scope?

LM: le emissioni Scope 1 sono quelle dirette, delle fonti di proprietà o controllate dall’azienda. Vi rientrano quindi il riscaldamento, l’aria condizionata, la flotta aziendale (auto, furgoni, camion) ma anche quelle rilasciate durante i processi industriali e la produzione in loco. Le emissioni Scope 2 sono quelle indirette, di gas a effetto serra derivanti dall’energia acquistata o acquisita. Generalmente, si tratta di un impatto relativamente basso. Le emissioni più impattanti sono lo Scope 3: viaggi di lavoro, spostamenti dei dipendenti, materie prime, logistica in entrata e in uscita, scarti di produzione. Si tratta in media del 70-90% delle emissioni totali dell’azienda, molto spesso a causa delle materie prime. È difficile ridurle, a meno che uno non si produca la propria materia prima o abbia degli studi molto precisi sulla sua provenienza. Per questo, molto spesso occorre coinvolgere la propria filiera a monte e a valle.

Come funziona la riduzione?

LM: si tratta di definire degli obiettivi e le misure per raggiungerli. Possono essere le azioni più semplici – come rimborsare ai dipendenti l’abbonamento ai mezzi pubblici, come incentivo, oppure utilizzare energia “green” – oppure strategie

Il team italiano

complesse, science-based target, in allineamento con la commissione di Parigi e con l’obiettivo di tagliare il 90% delle emissioni entro il 2030. Aiutiamo l’azienda a definire i loro target, supportandoli attraverso workshop con i diversi dipartimenti.

La riduzione è un processo intrapreso da molte aziende?

LM: sempre di più e per vari motivi. Primo, perché l’IPCC e gli scienziati ci stanno chiedendo di ridurre l’impronta carbonica in tutti i modi, per limitare l’innalzamento delle temperature globali. Poi, in risposta alle accuse di greenwashing che sovente sono state mosse contro le aziende che compensano solamente, senza ridurre, perché la compensazione è come lavarsi la coscienza. Infine, per i prezzi dei crediti che stanno crescendo: conviene prima di tutto ridurre per risparmiare sulla compensazione.

Come avviene invece la compensazione?

FM: l'idea è nata dal protocollo di Kyoto: ovvero, quella di sostenere i Paesi in via di sviluppo per far sì che prendessero già la strada più sostenibile possibile. Successivamente si sono sviluppati il Gold Standard e il VCS Standard, che attestano che i progetti da loro certificati evitano ed eliminano CO2 dall’atmosfera: energie rinnovabili (impianti fotovoltaici o eolici); progetti nature-based (riforestazione, piantumazione); progetti sociali per la protezione della comunità sociale (fornelli con gas “pulito”, fonti di energie sane, pozzi, ec.). L’idea alla base di questi progetti è che le emissioni sono nell’atmosfera e non importa da dove arrivino: se emetto x a Parigi, possono togliere x da un’altra parte.

Come funzionano i crediti carbonio?

LM: ogni credito ti dà diritto a una tonnellata di CO2. I crediti ovviamente sono disponibili solo un certo periodo di tempo dopo l’avvio del progetto: se pianto un albero, non inizio immediatamente a togliere CO2. Tutte le aziende con cui lavoriamo si impegnano sia nella riduzione che nella compensazione: ciò che non si riesce a ridurre, si compensa.

Come funziona il “mercato” dei crediti?

Rimane iniziativa di ogni singola azienda?

FM: è un mercato di base volontario. Quello obbligatorio è gestito dalla Comunità Comunità Europea che ha imposto alle aziende più energivore (petrolifero, acciaio) di acquistare dei crediti.

Veniamo, invece, agli eventi: come funziona in questo caso?

LM: per gli eventi si misurano le emissioni generate durante lo svolgimento di ogni anno. Per esempio, si calcola l’energia elettrica utilizzata (luci, installazioni, ecc.); il catering (a minor impatto se vegano o vegetariano); spostamenti dell’organizzazione e degli sponsor e eventualmente dei partecipanti; materiale in generale (gadget, bottiglie di plastica, altri imballaggi). Il calcolo viene fatto inizialmente a priori, per capire dove si può già ridurre, che attività si possono evitare o modificare, così da avere un minore impatto. Poi, si ricalcola post evento per conferma. Con il totale, si acquistano i crediti per compensare l’inquinamento provocato per rendere l’evento il più sostenibile possibile.

LA GRANDE REGINA DEL 2023

Non era mai successo. Tutti i Grandi Giri sono stati dominati da tre atleti dello stesso team. Scopriamo bici, componenti e kit che hanno permesso loro di primeggiare sulle strade d’Europa

di Davide L. Bertagna

Una delle fotografie che gli appassionati di ciclismo si porteranno nel cassetto dei ricordi in questo 2023 è quella scattata al termine della tappa 21 della Vuelta a España. Sul podio di Madrid c’era l’ormai celebre trio magico della Jumbo-Visma: Sepp Kuss, Jonas Vingegaard (2°) e Primoz Roglic (3°). Un record clamoroso quello fatto segnare degli uomini gialloneri, visto che mai nessuna squadra aveva piazzato tre atleti sul podio di un Grande Giro. Ma non è tutto. La squadra neerlandese è riuscita in un’impresa difficile anche solo da immaginare, visto che è stata in grado di vincere tutti e tre i Grandi Giri nella stessa stagione, con le vittorie dei tre ragazzi presenti sul podio di Madrid. Un en plein reso possibile, oltre che dalle

CERVÉLO

R5

Il marchio canadese ha messo a disposizione del team Jumbo-Visma per il 2023 due modelli: la S5 per le tappe mosse e veloci e la R5 per quelle con un ampio dislivello. Quest’ultima è il modello più leggero di Cervélo e presenta un telaio con geometrie tradizionali, con un design elegante. R5 è stata sviluppata dalla casa di Toronto per offrire un ottimo mix di maneggevolezza, stabilità e trasferimento di potenza. Il produttore di ruote Reserve ha dato la possibilità agli atleti del team olandese di scegliere tra tre diversi profili di altezza del cerchio. I tubolari adottati dal team Jumbo-Visma sono i Vittoria Corsa Pro da 28 mm, mentre il gruppo è lo SRAM Red eTap AXS wireless a 12 velocità.

SCHEDA TECNICAR5 UTILIZZATA DA SEPP KUSS ALLA VUELTA 2023

Telaio: Cervélo R5

Forcella: Cervélo R5

Gruppo: SRAM Red eTap AXS, 12v

Freni: SRAM Red 160 mm anteriore e 140 mm posteriore

Ruote: Reserve 40/44 (40 mm anteriore e 44 mm posteriore)

Gomme: Tubeless Vittoria Corsa Pro da 28 mm

Manubrio: FSA K Performance 40/42

Attacco manubrio: FSA SLK da 120 mm

Reggisella: Cervélo SP20 Carbon

Sella: Fizik Vento Antares 00

qualità psicofisiche dei tre campioni, anche dall’ottima struttura organizzativa a sostegno del team. Ma alle spalle di prestazioni come quelle sulle strade del Giro, del Tour e della Vuelta ci deve essere una progettazione e uno sviluppo di bici e componentistica attento, meticoloso e portato avanti per anni. Spesso nel ciclismo si dice che la vera differenza tra gli atleti la fanno i cosiddetti marginal gain nelle metodologie di preparazione e allenamento e forse non si considera nel modo corretto quanto possono essere importanti tutti gli accorgimenti legati alla componentistica e agli accessori. Vogliamo per questo presentare nel dettaglio tutto ciò che ha permesso alla Jumbo Visma di fare il “grande slam” nel 2023.

Da sinistra: Jonas Vingegaard, Sepp Kuss e Primož Roglič sul podio di Madrid alla Vuelta a España 2023

SRAM

RED ETAP AXS

Il gruppo Red eTap AXS è il top di gamma della casa americana e utilizza tutte le più avanzate tecnologie introdotte da SRAM negli ultimi anni. Tra queste AXS, la piattaforma wireless di integrazione che connette i componenti elettronici e il software di gestione; le maglie Flattop che garantiscono una catena più stretta, silenziosa e resistente, necessaria per avere un’ampia gamma di rapporti e una progressione fluida tra gli stessi e il corpo ruota libera XDR, sistema che consente di montare un pignone più piccolo da 10 denti. Il gruppo si caratterizza per la grande versatilità, visto che il deragliatore posteriore è compatibile sia con guarnitura singola (che semplifica e alleggerisce il sistema) sia doppia, che la Jumbo-Visma ha spesso alternato a seconda delle tappe. Le leve cambio/freno sono personalizzabili con AXS sia nella sequenza di cambiata sia nella distanza dal manubrio. I corridori, inoltre, utilizzano sempre i controlli remoti Wireless Blips per poter cambiare anche da altri punti del manubrio.

VITTORIA

CORSA PRO

Corsa Pro utilizza la mescola in grafene e silice, mentre il cotone nella carcassa consente di conformarsi alla piccole asperità dell’asfalto, consentendo un contatto costante tra lo pneumatico e la superficie. Il battistrada in gomma è stato incorporato con la carcassa in cotone attraverso un nuovo processo di vulcanizzazione elettrica sostenibile.

FIZIK

VENTO ANTARES 00

Antares 00 è progettata per i ciclisti che cercano una sella performante e che non sacrifichi il comfort. La 00 è l'opzione più leggera della gamma Fizik, con imbottitura in EVA iniettata a basso profilo per risparmiare peso combinata con un guscio e binari completamente in carbonio ad alto modulo, il tutto ottimizzato per migliorare la potenza. Antares 00 è dotata di un ritaglio ergonomico, sviluppato utilizzando un'analisi dettagliata della pressione e il contributo di esperti medici, che aiuta ad alleviare la pressione e facilitare il flusso sanguigno.

Lunghezza: 270 mm

Larghezza: 140 mm – 150 mm

Peso: 140 mm – 118 gr | 150 mm – 124 gr

LAZER

VENTO KINETICORE

Casco dal design leggero e aerodinamico, presenta il sistema di regolazione ScrollSys che permette di modificarne l'aderenza in corsa con un semplice scorrimento della fascia. Implementa il sistema di ventilazione a Effetto Venturi, che incanala l'aria calda nella parte posteriore per aumentare la freschezza, mentre la fascia anteriore flottante aumenta il flusso dell'aria ed elimina i punti di pressione per garantire il massimo comfort.

RESERVE

40/44

Il set 40/44 è caratterizzato da un profilo alla ruota anteriore più basso e largo accoppiato a una posteriore più stretta e più alta, che ha dimostrato nei test in galleria del vento di offrire maggiore velocità e grande stabilità. È inoltre progettato per offrire una guida confortevole per tutto il giorno. L’assetto a profilo misto del set 40/44 garantisce minor peso e un’aerodinamica ottimizzata. Permette di montare gomme di varie sezioni, tubeless o senza camera d’aria. Reserve utilizza fori dei raggi rinforzati internamente per sostenere l’area in cui il cerchio subisce le sollecitazioni maggiori. Ciò consente di migliorare la robustezza della ruota senza aggiungere peso inutile.

AGU

MAGLIA JUMBO VISMA 2023

La maglia utilizzata quest’anno dal team olandese è realizzata in poliestere Summerit, un tessuto traspirante che si asciuga rapidamente. Le maniche in lycra rifinite al laser si adattano come una seconda pelle e, grazie all’inserto in silicone, rimangono in posizione durante tutta la corsa. Dotata di cerniera YKK intera con chiusura Camlock, e dotata tre comode tasche posteriori che garantiscono spazio sufficiente per snack, ricambi e indumenti extra durante le uscite.

Il top di gamma di Nimbl, che costruisce a mano le scarpe dei campioni della Jumbo-Visma. La base è la suola in monoscocca in carbonio brevettata dall’azienda italiana. L’Ultimate è rifinita in microfibra bianca o nera ed è disponibile con i rotori Li2 di BOA dorati. Per il suo sviluppo, Nimbl ha interpellato direttamente i professionisti della squadra olandese.

PERFORMANCE DA WORLD TOUR

Mentre il ciclismo professionistico continua a ispirare appassionati in tutto il mondo, FSA e Vision si impegnano a offrire prodotti all'avanguardia per consentire di raggiungere il massimo delle prestazioni in sella

Come spiegato nelle pagine precedenti, nel 2023 il ciclismo professionistico ha assistito a un evento unico nel suo genere: il team Jumbo-Visma ha conquistato il Giro d'Italia, il Tour de France e la Vuelta a España, realizzando un'impresa straordinaria nella storia del pedale. Questo successo non è stato possibile solo grazie al talento dei corridori, ma anche al contributo dei prodotti FSA e Vision. Per esempio, durante il Giro d'Italia, Primož Roglič ha affidato le sue performance al manubrio Vision Metron 5D 3k, scelto poi al Tour de France anche da Jonas Vingegaard. Sepp Kuss ha invece optato per il K-Force di FSA durante la Vuelta. In questo articolo, esploriamo il ruolo cruciale di questi prodotti con un focus sulle ruote, le guarniture, i manubri e le estensioni utilizzate non solo dal team JumboVisma, ma anche da squadre come EF Education-Easypost, Bahrain Victorious e Israel Premier-Tech.

VISION METRON 5D 3K L'ARTE DELL'AERODINAMICA

Realizzato in carbonio, si distingue per la sua leggerezza (363 g nella taglia 110x420 mm) e il suo design ergonomico, caratterizzato da un "forward angle" di 10°, che migliora la posizione in sella e la respirazione dei corridori. Inoltre, è compatibile con il sistema ACR per l'integrazione dei cavi, fornendo una soluzione completa per le esigenze dei professionisti.

• Compatibile per Di2 e passaggio cavi interno

• 5 mm di offset

• Drop (125 mm), reach (80 mm)

• Finitura: carbonio 3K

VISION METRON L'ARMA SEGRETA

Sinonimo di aerodinamica avanzata, leg gerezza e velocità, le ruote Vision Metron hanno dimostrato di essere “l'arma segre ta” nei percorsi pianeggianti e nelle cro nometro dei Grandi Giri. Squadre come EF Education Easypost e Bahrain Victorious hanno scelto le Metron 60, 45 e la lentico lare TFW per ottenere un vantaggio com petitivo fondamentale.

• Cerchio in carbonio

• Profilo 45-60 mm TA-12 e X-12

• 6 cuscinetti sigillati (2F + 4R)

• Canale interno 21 mm

• Costruzione artigianale interamente a mano

• Mozzo Ratchet 72 denti PRS

• Peso Metron 45: 1390 gr

• Peso Metron 60: 1490 gr

FSA GUARNITURE LA POTENZA DEL PEDALARE

FSA K-FORCE LA STORIA DI UN CAMPIONE

Questo classico manubrio in carbonio è stato uno dei più vincenti nella storia del ciclismo moderno, grazie al suo peso contenuto e alle prestazioni eccezionali. Gli atleti hanno potuto contare su una presa salda e confortevole, garantendo il controllo anche nelle situazioni più impegnative.

• Realizzato interamente in composito di carbonio UD

• Compatibile con passaggio cavi aerodinamico integrato (ACR)

• Compatibile con passaggio cavi semi-integrato (SCR)

• Sezione centrale di 110 mm compatibile per montaggio clip-on e accessori

• Drop (125 mm), reach (78 mm)

• Peso: 185 g (400 mm), 190 g (420 mm), 195 g (440 mm)

Le guarniture di FSA sono tra le più vincen ti nella storia del ciclismo moderno. Squadre come EF Education Easypost e Israel Pre mier Tech hanno sfruttato le tecnologie delle guarniture FSA per affrontare le salite più im pegnative, scattando negli strappi più critici.

• Lunghezza: 165, 167.5, 170, 172.5, 175 mm

• Corone: 53/40, 52/39, 50/37, 48/35, 46/33 (12S SRAM)

54/40, 50/34T 46/30 (12S Shimano/FSA)

• Peso: 544 g (53/39)

VISION ESTENSIONI METRON TFE PERSONALIZZAZIONE ESTREMA

Durante le prove a tempo, il team Jumbo-Visma ha fatto affidamento sulle estensioni Metron TFE, componenti altamente personalizzabili realizzate in carbonio. Queste estensioni sono state ingegnerizzate con tecnologie 3D basate sulle esigenze specifiche dei professionisti. L'esperienza acquisita con i team ha portato alla creazione delle Metron TFE disponibili per il pubblico in tre diverse misure, offrendo la possibilità a tutti di sfruttare il knowhow accumulato nel ciclismo professionistico.

• Costruzione in carbonio

• Compatibile con Metron TFA e Trimax Carbon SI 013

• Compatibile con manubrio Specialized Shiv MY19+ col rispettivo adattatore (disponibile separatamente)

• Taglie: 265 mm (small), 285 mm (medium), 305 mm (large)

• Peso: 360 g (305 mm)

UN NUOVO LIVELLO DI AERODINAMICA

Il Pro One Aero di Schwalbe, frutto di una collaborazione con Scott, Syncros e Radiate, ha intenzione di alzare ulteriormente gli standard degli pneumatici da gara, con una costruzione differente tra gomma anteriore e posteriore

Schwalbe presenta il Pro One Aero, che nelle intenzioni dell’azienda tedesca dovrebbe portare gli pneumatici per bici da corsa a un nuovo livello di aerodinamica. Il copertone è il risultato di numerosi test nella galleria del vento, in laboratorio e su strada, che hanno sottolineato una riduzione totale della resistenza aerodinamica del 20% del Pro One Aero Front rispetto al Pro One TT, con rilevazioni compiute a 45 km/h e con uno pneumatico largo 28 mm. Allo stesso tempo, la tecnologia RaceGuard garantisce un‘elevata resistenza alle forature. Schwalbe si è avvalsa del sostegno di numerose squadre professionistiche e di triatleti nella fase di sviluppo, coinvolgendoli in prima persona e mettendo alla prova gli pneumatici già in alcune competizioni. Il primo utilizzo su larga scala del nuovo copertoncino è stato ai campionati del mondo Ironman maschili a Nizza (Francia) e femminili a Kona (Hawaii).

Il Pro One Aero, inoltre, è frutto di una collaborazione fra quattro realtà. Schwalbe

ha unito le forza con Scott, Syncros e la società di ingegneria svizzera Radiate. Nella ricerca della maggior aerodinamicità possibile (ma senza compromettere le prestazioni di guida), gli sviluppatori hanno ottimizzato la forma del nuovo copertone adattandola ai moderni cerchi con un canale interno largo, utilizzando dei test nella galleria del vento. Secondo gli studi condotti, lo pneumatico da 28 mm Pro One Aero Front supererebbe in termini di aerodinamicità il Pro One TT largo 25 mm, preso come punto di riferimento da Schwalbe.

La fase di progettazione ha previsto anche una differente costruzione tra gomma anteriore e posteriore. Per la prima, l’obiettivo era garantire uno pneumatico che offrisse leggerezza e velocità, mentre per la seconda una minima resistenza al rotolamento e un’elevata protezione contro le forature. Tutto questo si è tradotto in un peso differente (235 g per l’anteriore, 270 g per il posteriore) e in un diverso spessore del battistrada. Gli pneumatici sono tubeless-ready e adatti a cerchi hookless. Saranno disponibili sul mercato solo nella misura 28 mm

TAYA CHAIN: SIMPLIFY YOUR RIDE

In un mercato dominato da colossi internazionali, il marchio taiwanese è riuscito a ritagliarsi un ruolo di tutto rispetto, grazie a una produzione annuale di 24 milioni di catene e a standard di qualità altissimi

Taya Chain nasce nel 1969, dopo aver ereditato la divisione catene di bici e motociclette dall'azienda giapponese Tsubaki. Oggi la produzione è localizzata al 100% a Taiwan, divisa su cinque stabilimenti per un totale di circa 31.000 m2 di superficie coperta. Il marchio ha introdotto la procedura automatica TCP che aumenta sia la capacità produttiva che il controllo qualità ed è in grado di creare fino a 24 milioni di catene per bici all'anno. Taya Chain reinveste il 10% dei suoi ricavi nel miglioramento, nella ricerca e nello sviluppo e gli standard di sicurezza soddisfano i più recenti requisiti internazionali con oltre 100 brevetti in tutto il mondo.

UN’AMPIA GAMMA

Sono disponibili catene per tutti i tipi di trasmissioni dall’1 v al 12 v in diverse fasce prezzo in base alla finitura e alla composizione. Dal 2023 sono disponibili i rotoli da 30 metri per le catene più popolari, che permettono di equipaggiare circa 20 bici con un risparmio del 20/25% dei costi e riduzione degli sprechi di maglie superflue.

LE PRINCIPALI TECNOLOGIE

DHT (Diamond Hard Technology)

Questa tecnologia migliora la durezza della superficie della catena a 15002000 HV, estendendone la durata media a 8.000 km. Il segreto sta nel rivestimento DHT, che penetra nella catena fino a 0,050 mm, superando la portata superficiale dei trattamenti convenzionali che arrivano solo fino a 0,015 mm. La durezza della catena è maggiore del 125% rispetto a quelle tradizionali.

GST (Greener Surface Treatment)

Con questo trattamento è possibile mantenere la catena sempre priva di ruggine, non importa dove si pedali. Il rivestimento GST ha sostenuto 1.000 ore di test in nebbia salina estendendo la resistenza alla corrosione a 25 anni. Il trattamento superficiale GST è ecologico, privo di cromo esavalente al 100% e conforme agli standard RoHs e REACH. Inoltre, il GST rende più facile la pulizia specialmente in fase di risciacquo dello sporco.

Catene per le eBike

Le catene specifiche per bici a pedalata assistita hanno sia il trattamento DHT che GST e sono appositamente studiate per resistere a un’elevata coppia istantanea erogata dal motore elettrico centrale. Sono disponibili per tutti i gruppi dal 7 v al 12 v.

ASKOLL METTE IL BOOST A FOCARINI

Il produttore marchigiano ha scelto la power unit dell’azienda vicentina per le sue cinque nuove eBike, in una collaborazione tutta italiana che guarda agli appassionati dell’off-road

Focarini ha scelto Askoll ULTRA C90A per equipaggiare le sue nuove cinque eBike, presentate in anteprima all’Italian Bike Festival 2023. A Misano Adriatico, il produttore marchigiano ha svelato dei modelli pensati per gli appassionati dell’off-road, che potranno beneficiare dell’assistenza fornita dalla power unit di Askoll. La top di gamma di Focarini è la Catria 1701 (in foto), eMtb biammortizzata con telaio monoscocca in carbonio che è l’unica bici a montare sia il motore Askoll ULTRA C90A sia la batteria Askoll InTube da 630 Wh. Durante la

fiera, i visitatori hanno potuto ammirare anche le altre bici della linea: la Nerone, una full suspension con telaio in carbonio, e l'Estrema+, che presenta telaio in alluminio e doppia sospensione. A differenza di quest’ultima, invece, la Rapace+ è una front suspended. Focarini ha pensato anche al mondo gravel, a cui si è rivolto con la Grav+. Anche in questo caso il telaio è in alluminio ma con forcella in carbonio. Come detto, tutte sono equipaggiate con il motore Askoll ULTRA C90A. Frutto dell’esperienza pluridecennale dell’azienda vicentina, garantisce un rapporto peso-potenza di primo livello con i suoi 2,9 kg capaci di erogare 250 W con un picco di potenza di 1.200 W. La coppia di 90 Nm è ottimizzata tra le 60 e le 80 pedalate al minuto (con un supporto fino a 138 pedalate/minuto), ma in combinazione con la batteria può raggiungere i 110 Nm in modalità Boost. L’assistenza è regolabile su cinque livelli che supportano il ciclista dall’80% al 400% della forza espressa. “La scelta di Focarini rappresenta per noi un ulteriore traguardo nel mondo delle due ruote a pedali”, ha affermato Gianfranco Nanni, amministratore delegato Askoll Eva. “Askoll ULTRA sta consolidando sempre di più la sua posizione al fianco di brand importanti, e riesce a distinguersi dalla concorrenza per la combinazione di leggerezza e prestazioni elevatissime”.

Askoll ULTRA - askollultra.com

LEGGEREZZA O AUTONOMIA? BH SCEGLIE ENTRAMBE

La iLynx+ nasce dall’esperienza dell’azienda nei telai da competizione, che ha fatto da base per un’eBike capace di sostenere un motore potente e una batteria di elevata capacità, con un peso contenuto

Lo sviluppo della BH iLynx+, orientata al trail e all’enduro, si è basato sull'obiettivo di creare una eBike leggera senza rinunciare alla potenza del motore. Il marchio spagnolo ha trovato nello Shimano EP801 la soluzione ideale, vista la coppia di 85 Nm capace di aumentare la potenza in uscita fino a 600 W. Per ridurre il più possibile il peso complessivo, invece, BH ha attinto dall'esperienza acquisita negli anni nella realizzazione di telai da competizione con il processo di costruzione Hollow Core Internal Molding. Il risultato è un frame di appena 2,45 kg (per un totale di 19,8 kg), che non va in contrasto con una riduzione dell’autonomia. La BH iLynx+, infatti, monta una batteria da 540 Wh, espandibile fino a 720 Wh grazie all'extender XPro installabile senza attrezzi in corrispondenza del secondo portaborraccia. La batteria principale è rimovibile, può essere ricaricata una volta smontata dalla bicicletta o direttamente dalla porta di ricarica integrata nell'asse principale del sistema di sospensioni. BH ha presentato due collezioni della iLynx+. La gamma trail vanta un'escursione di 140 mm, che per le enduro sale a 160 mm. Entrambe le versioni includono il sistema di sospensioni Split Pivot e utilizzano un asse principale dell’ammortizzatore sovradimensionato per garantire un miglior grado di rigidità torsionale.

SCHEDA TECNICA

Telaio: 140 mm (trail) o 160 mm (enduro) full suspension carbon 29”

Forcella: Fox 36 Float Factory 140 mm (trail), 160 mm (enduro)

Ammortizzatore: Fox Float DHX2 Factory (enduro), Fox Float X Factory (trail)

Gruppo: Shimano XT 12 (10-51T)

Freni: Shimano XT quattro pistoni 203 mm

Ruote: Race Face Turbine 30 TR

BH - 335.6442523 - g.orsi@bhbikes.com

Gomme: S Maxxis Minion TPI120 Terra Exo TR 29”X2,5/2,4

Componenti: attacco BH, mozzi e reggisella Race Face, sella Prologo

Specifiche eBike

Motore: Shimano EP801

Batteria: da 540 Wh (più range extender espandibile fino a 720 Wh)

Display: Remoto EN600L

A PLACE WHERE NO SUMMIT IS OUT OF REACH

FOCUS PRODOTTO

IL BIKEPACKING FATTO SEMPLICE

Viaggiare in bicicletta non deve necessariamente essere un’avventura “scomoda”, in cui preparare i bagagli diventa un gioco di equilibri e compromessi. Con la sua nuova serie Trail, Vaude propone una gamma di borse per raggiungere a pedali ogni meta, senza rinunciare a nulla

Ogni anno sono sempre di più le persone che si buttano in un’esperienza in bici di lunga percorrenza o dall’attività intensiva, le cui caratteristiche prendono spunto sia dal turismo slow che dall’uscita di una sola notte a totale contatto con la natura. A fronte dell’allargamento di questo fenomeno a un bacino sempre più ampio e diversificato di ciclisti, la serie Trail di Vaude offre soluzioni di bikepacking combinabili che possono personalizzare il viaggio in base alla distanza che si desidera affrontare. La comodità di questa linea risiede nella totale

Borsa da manubrio impermeabile da 13 litri con chiusura a portafoglio, adatta per indumenti leggeri, un sacco a pelo, attrezzatura extra o una piccola tenda, posizionabile sopra la borsa. Le cinghie di fissaggio sono compatibili con tutti i manubri di mountainbike, ma la loro larghezza di 30 cm le rende adatte anche alla maggior parte dei manubri gravel o da strada. Sono inoltre regolabili in larghezza e un distanziatore garantisce sempre spazio sufficiente per frenare e cambiare marcia. Cinghie di compressione in velcro orizzontali colorate e due cinghie verticali mantengono la borsa salda per evitare spostamenti di carico anche su sentieri più accidentati. È trasportabile in spalla.

BORSA SOTTOSELLA TRAILSADDLE II

Questa borsa sottosella da 10 litri, impermeabile e priva di PVC, è il luogo ideale dove riporre gli attrezzi grazie al facile accesso al vano con chiusura modulare. La copertura della sacca ha un design snello, mantiene intatta la forma e funge anche da parafango. Nella cinghia si possono inserire e raggiungere comodamente una giacca antipioggia o una torcia. La staffa di montaggio è fissata al reggisella e tenuta in posizione con una fibbia di bloccaggio che passa attraverso i foderi. Per la sicurezza al buio, il retro della staffa e la sacca stessa riportano delle stampe riflettenti.

BORSA DA TELAIO TRAILFRAME II

La borsa da telaio impermeabile da 2,5 litri è ottima per gli attrezzi più pesanti grazie al suo baricentro basso. Questa sua caratteristica la rende comodamente posizionabile anche in aree molto piccole.

libertà di scelta su dove montare le borse: sul manubrio, nel triangolo del telaio, sul reggisella, sulla forcella o sul tubo superiore. I diversi punti di attacco consentono una distribuzione ottimale del carico. In totale, le quattro borse che compongono la collezione offrono un volume di quasi 40 litri, ampliabili all’occorrenza con uno zaino ripiegabile. Le sacche e i relativi sistemi di montaggio sono realizzati con materiali riciclati al 100%, a eccezione dello zaino che utilizza materie recuperate nello scomparto principale e nella patta frontale.

DA BICI TRAILPACK II

Lo zaino da ciclismo impermeabile e versatile che completa la gamma bikepacking. Le sue dimensioni ridotte, pur con un volume da 8 litri, lo rendono un salvaspazio pratico e utilizzabile anche per giri gravel o nel quotidiano. È legato nella parte bassa e ai lati di modo che attrezzatura extra o una sacca idrica fino a due litri possano essere riposti nel vano dall’alto. C’è inoltre spazio per un casco, una giacca o altri attrezzi dietro la patta anteriore grazie a due cinghia di compressione. Gli oggetti di valore possono essere riposti nella tasca con cerniera sul retro. Le stampe riflettenti sulla parte anteriore e sui lati aumentano la visibilità in condizioni di scarsa illuminazione.

DA TUBO SUPERIORE TRAILGUIDE II

Dalle dimensioni ridotte da 3 litri, questa borsa è perfetta per tenere al sicuro e portata di mano oggetti essenziali come documenti, telefono o portafoglio. È montata con due cinghie al tubo superiore e assicurata al tubo sterzo con un cinturino in velcro per limitare movimenti bruschi. Nelle due tasche laterali si possono inserire snack o barrette proteiche. La sacca impermeabile si chiude con una cerniera e la parte superiore può essere arrotolata e fissata saldamente al punto di montaggio con fibbie a sgancio laterale. È inoltre possibile portarla a tracolla.

BORSA DA MANUBRIO TRAILFRONT II
BORSA
ZAINO

HYBE, NATA PER CORRERE

Haibike presenta questa nuova eBike per i rider più evoluti. L’obiettivo è dominare nelle competizioni di E-Enduro e nei trail più aggressivi

La casa tedesca continua a proporre alcuni tra i mezzi più performanti all'interno del mondo della eMtb, di cui è sicuramente stata uno degli innovatori e precursori. Un marchio votato a portare le elettriche in ogni contesto, non poteva certo dimenticarsi delle competizioni e delle esigenze dei rider più estremi, che richiedono il massimo supporto sia in salita che in discesa. A questo scopo è dedicata la nuova arma race oriented, che vedremo presto sui più impegnativi sentieri di montagna, nei bike park e nelle gare mondiali di E-Enduro a disposizione degli atleti della disciplina. Un prodotto nato per dare il massimo, ma con la versatilità per mettere i rider di tutti i livelli a proprio agio. È dotata di componenti top di gamma e punta sulle prestazioni e sul design, consapevole di quanto gli atleti siano attenti anche a questo aspetto. È realizzata sulla piattaforma AllMtn, ma con una

trasmissione SRAM GX Eagle a 12 velocità AXS, freni Magura MT5 e ruote Mavic E-Deemax.

geometria modificata che le dona caratteristiche più corsaiole. Il tubo orizzontale consente di migliorare l'altezza di standover. Il sistema con tubo obliquo chiuso offre il vantaggio di una batteria rimovibile e contribuisce a un'estetica elegante e integrata. Inoltre, garantisce rigidità torsionale, peso ridotto e massime prestazioni. I cavi integrati contribuiscono a migliorare l'estetica, garantiscono sicurezza di funzionamento ed evitano che si possano impigliare o rompere facilmente proprio nel mezzo della prova speciale decisiva. Due le versioni disponibili che condividono la stessa piattaforma ma differiscono per componentistica: la top di gamma Hybe 11 e la Hybe 9. Entrambe condividono l’impostazione delle sospensioni da 170 mm all’anteriore e 160 al posteriore, nonché la configurazione mullet, che ne aumenta l’handling nei tracciati più tortuosi.

ristiche della top di gamma è dotata di componentistica diversa e un prezzo di accesso inferiore. Condivide con la Hybe 11 l’escursione da 170/160 mm e l’impostazione mullet.

haibike.com

“NOT

JUST A BIKE, BUT A BRAND NEW DAY”

È stato questo il claim con cui Moustache ha presentato J, eBike full supended disponibile in tre versioni che non solo promette il massimo livello di comfort di guida, ma con il suo design dal telaio in alluminio finemente lavorato senza saldature visibili impressiona anche in termini estetici

Si chiama J l'eBike full suspensed a scavalco basso equipaggiata con motore Bosch Performance Line (75 Nm), con una geometria del telaio che dà priorità al comfort, grazie al manubrio ergonomico di Moustache e all'attacco manubrio regolabile per una postura eretta e naturale. Il marchio transalpino mirava da diverso tempo a creare una bici che fosse più accessibile e comoda, producendola totalmente in Francia, con una catena di approvvigionamento corta. Per realizzare J sono stati necessari tre anni di sforzi da parte del team di sviluppo: potremmo dire lavoro ripagato visto l’Eurobike Gold Award 2023 vinto a giugno. Il modello è caratterizzato da un ammortizzatore posteriore idro-pneumatico Magic Grip Control, progettato per superare tutti gli ostacoli. Il telaio della J è composto da solo due parti, collegato da un asse e due cuscinetti oversize, simultaneamente aperto, rigido e sospeso, privo di saldature. L’eBike è equipaggiata con un reggisella telescopico che si abbassa con la semplice pressione del pollice. Il telaio rigido e la sospensione a braccio oscillante sono stati sviluppati per trasferire tutta l’energia della pedalata alla ruota posteriore senza disperderla. Inoltre, è possibile aumentare l'autonomia inserendo una batteria di 250 Wh in aggiunta ai 625 Wh di serie. Moustache ha deciso di equipaggiare J con parafanghi tubolari robusti, stabili e avvolgente e con una potente luce anteriore regolabile e integrata da 100 lux. Tre sono le versioni della J: ON, pensata per gli spostamenti urbani; ALL, per andare anche su strade sterrate e con capacità di carico aumentato, grazie al portapacchi maggiorato; e OFF, molto simile a una eMtb ma con telaio a scavalco basso.

Vittorio Mangano

Area sales manager north

+39 335.6657088 - v.mangano@moustachebikes.com

Hugo Martin

Area sales manager central and south

+33 (0)7 85 75 36 24 - h.martin@moustachebikes.com

Telaio: in alluminio AlSi10Mg T6, fuso in un unico pezzo

Forcella: SR Suntour, XCR 34 Air Boost

2CR LOR, 120mm

Ammortizzatore: Moustache Magic Grip

Control 115, con piattaforma a 2 posizioni e controllo dinamico del ritorno

Gruppo: Enviolo Pure, cassetta Gates 22T

Catena: Gates, cinghia CDX

Freni: Alhonga, HJ-472, a disco idraulico

ALL

Ruote: cerchi asimmetrici, alluminio 6061E, 27.5"

Gomme: Schwalbe Johnny Watts, 27.5x2.60

Specifiche eBike

Motore: Bosch Performance Line, 250W, 75Nm

Batteria: Bosch PowerTube 625Wh, vertical, Smart System

Display: Kiox 500, Smart System, con schermo a colori

SCHEDA TECNICA -

LA MISSIONE DI SHIMANO: CAMBIARE IL CAMBIO

Con Shadow RD e Shadow RD+, il colosso giapponese delle trasmissioni introduce due tecnologie poco visibili ma di grande impatto. Utilizzate in ottica prevalentemente off-road, sposano la nuova filosofia di Cues, l’ultimo arrivato tra i suoi gruppi

di Gabriele Vazzola

Quando si parla in generale di “cambio” riferito alla bicicletta, la mente va subito a un componente specifico più che all’intero gruppo. Gli appassionati sanno che in realtà è un concetto sbagliato, ma ciò a cui si pensa è sempre al deragliatore posteriore. Valeva in passato ma anche ora, soprattutto perché sono sempre di più gli ambiti in cui si ritrovano trasmissioni 1x. La storia di questa parte essenziale delle due ruote è stata lunga, fin dai primi esperimenti degli Anni ’50, che cambiarono prima il mondo della bici sportiva e poi anche di quella utilizzata tutti i giorni. Shimano, nascendo come azienda decisa a migliorare la trasmissione, ha speso molte risorse in questo ambito fin dal 1954. Fu però nel 1965, a seguito del boom della bici da corsa, che lanciò “Shimano”, un deragliatore che adottava un meccanismo a pantografo e che divenne la base del meccanismo attuale. Da quel momento, l’azienda giapponese ha sviluppato una grande competenza tecnica nel campo fino a diventarne leader. Seguì infatti nel 1967 il modello Sky Lark, equipaggiato con l'originale meccanismo a servo-pantografo. Da allora la storia e l’evoluzione del ciclismo vanno a braccetto con l’introduzione di cambi sempre più performanti, come Dura-Ace, immesso nel mercato europeo nel 1973, oppure il primo Deore XT, espressamente studiato per il mondo off-road, che vede la luce nel 1982. Al centro di ognuna di queste evoluzioni vi è un approccio olistico che considera tutta la trasmissione, sempre però con un’attenzione speciale verso quello che viene, come detto all’inizio, percepito come il fulcro della stessa: il deragliatore posteriore. A oggi quest’ultimo viene declinato per molti usi, discipline e fasce di gamma. Nuovi materiali e nuove tecnologie vengono sperimentate, alcune destinate a cambiare il modo di intendere la bici, come per esempio il sistema indicizzato SIS. Di recente, il deragliatore posteriore è diventato sempre più preciso, leggero e performante. Continuando nel nostro mensile excursus attraverso le più recenti tecnologie introdotte da Shimano, possiamo certamente citarne due che, seppur poco visibili a occhio nudo, hanno portato le funzionalità delle trasmissioni (1x e 2x) al cosiddetto “next step”. Parliamo di Shadow RD e Shadow RD+.

Il cambio con meccanismo Shadow RD è pensato appositamente per chi cerca uno stile di pedalata più aggressivo. Il suo design a profilo ribassato offre numerosi vantaggi: unito alla struttura unica di tensionamento, il deragliatore non entra mai in contatto con la catena, anche in presenza di fondo molto accidentato. Il risultato è un funzionamento altamente efficiente e anche molto silenzioso.

Lo Shimano Shadow RD+ è una tecnologia introdotta per una maggiore efficienza delle trasmissioni 1x, evitando eccessivi movimenti della stessa in uso off-road e la sua caduta in determinate condizioni di fondo sconnesso. L’intento era quello di superare il concetto di guida-catena e le problematiche derivanti, come eccessivi attriti e peso. Funziona mediante uno stabilizzatore che agisce sulla molla della gabbia del cambio tramite un meccanismo a frizione, attivabile e disattivabile, evitando movimenti o sobbalzi eccessivi. Unito a una corona con apposita dentatura (per esempio con Dynamic Chain Engagement+, di cui abbiamo parlato sullo scorso numero di Bikefortrade) evita le fastidiose cadute di catena e permette una pedalata più fluida e sempre pronta anche in gara.

SHADOW RD
SHADOW RD+
La tecnologia a profilo ribassato Shimano Shadow RD permette una riduzione degli ingombri laterali del deragliatore posteriore di 12 mm rispetto a quelli tradizionali
Sistema di stabilizzazione della catena tramite azione sulla molla della gabbia Shimano Shadow RD+. Disponibile sulle trasmissioni off-road di Shimano come: XTR, Saint, Zee, XT, Deore, GRX e sulla nuova trasmissione Cues, di cui tratteremo in maniera approfondita sul prossimo numero.

IL SEGRETO DEL SUCCESSO NEL BIKE BUSINESS?

Il servizio clienti è sempre stato una parte fondamentale nel nostro mondo, ma ora è più importante che mai. Molti negozianti purtroppo trascurano di valutare la soddisfazione del cliente durante e dopo l’acquisto. Ecco quali strategie adottare per fare la differenza

Nell’indagine di Bikefortrade “La Carica dei 101”, al quarto punto si chiedeva: "Come gestite il postvendita e l’assistenza clienti?" La maggior parte degli imprenditori ha risposto con una premessa fondamentale: “Abbiamo puntato tutto sul servizio”. Ma cosa significa offrire un buon servizio? Evitiamo di dare frettolose risposte scontate e superficiali. Una buona assistenza clienti significa superare le loro aspettative, le esigenze e i loro desideri. Stupirli in un certo senso. Il servizio clienti influisce su tutto dato che riguarda ogni transazione, ogni interazione: è il risultato complessivo del reparto commerciale e del supporto tecnico. È la base della fedeltà del cliente. E nel settore bike, prima di riparare una bici (dopo) bisogna sempre che qualcuno l’abbia venduta (prima). I clienti fedeli sono la risorsa più preziosa per un negoziante. Ma non parliamo subito di “fidelizzazione”, cerchiamo invece di capire meglio il contenuto strategico e la realizzazione pratica del tanto decantato servizio che tutti i negozianti dicono essere la loro principale strategia imprenditoriale.

COME ESSERE ORIENTATI AL SERVIZIO CLIENTI NEL 2023

Il servizio clienti è sempre stato una parte fondamentale del business, ma ora è più importante che mai. Gli utenti si aspettano molto dai marchi che scelgono e hanno diverse opzioni a disposizione. Per fidelizzarli e soddisfarli, è necessario offrire loro un’esperienza di qualità in ogni fase del percorso. Ma non sempre le cose vanno come pensiamo. Alcuni acquirenti fanno subito il loro acquisto e sono pronti a “dare la prima pedalata”, mentre altri ritornano con un dubbio nascosto o una domanda, una lamentela non espressa. In ogni situazione, lo scopo è di usare ogni interazione per creare relazioni di lunga durata con la propria impresa, i propri prodotti o servizi nell’esperienza di pre-vendita, nel processo di acquisto e infine nel supporto clienti post-vendita.

COME CAPIRE SE SI OFFRE UN SERVIZIO DI QUALITÀ?

L’opinione del cliente è fondamentale per il futuro, perché può influire positivamente o negativamente sulla propria reputazione (e quindi sul profitto) attraverso le recensioni e il passaparola. Il successo o il fallimento del business di un’impresa dipendono dal rapporto duraturo con il cliente, che se è buono favorisce la fidelizzazione stabilizzando e aumentando i guadagni nel lungo periodo. Molti proprietari di negozi trascurano di valutare la soddisfazione del cliente nei loro settori vendita/officina. Non è che non si curino dei risultati, ma non sanno bene come fare. Purtroppo, il costo di non monitorare la soddisfazione può essere elevato. C’è una percentuale di clienti che abbandonano un’azienda: il 37% lo fa perché l’esperienza non è abbastanza personalizzata, mentre il 60% dice di aver avuto un’esperienza negativa ma non l’ha comunicato. Per contro se un cliente ripete in uno store il suo acquisto è perché attribuisce a quel prodotto un valore aggiunto rispetto ad altri concorrenti, come una qualità superiore o, nel caso di un marchio leader nel settore, una certa notorietà legata alla brand reputation.

RICCARDO PENNA

Vede in quel determinato negoziante la condivisione dei suoi stessi valori. Quella stessa comprensione dei valori dei clienti può essere vantaggiosa in quanto spesso quell’acquisto avviene in conseguenza a una risposta sempre più emotiva e inconscia. Un’azienda orientata al servizio clienti si impegna a migliorare continuamente l’attenzione e la soddisfazione dell’utente in ogni momento. L’appagamento dei consumatori dipende principalmente dalle loro aspettative (che a volte non vengono espresse) prima dell’acquisto o delle percezioni che ha dopo. Per costruire la customer satisfiction del cliente, è importante offrire un’offerta che rispetti o superi le aspettative, mantenere le promesse fatte, monitorare il livello di soddisfazione con dei questionari specifici sugli aspetti critici con semplici domande.

“Come valuterebbe la sua soddisfazione circa il prodotto/servizio ricevuto?”

Le possibili risposte sono: • Molto soddisfatto • Abbastanza soddisfatto • Neutrale • Poco soddisfatto • Per niente soddisfatto

La domanda va posta subito dopo che il cliente ha acquistato o usufruito del prodotto o servizio. Ci sono modalità anche incentivanti per questa fase per invogliare il cliente “frettoloso“. Come invitare a compilarlo prima del pagamento e per renderlo anonimo si dovrà posizionare una scatola in una zona confortevole del locale dove i clienti potranno inserire il questionario compilato. Le risposte vanno poi tradotte in un coefficiente numerico che rifletta gli standard di qualità dell’azienda. In questo modo, si può capire se il prodotto o servizio ha soddisfatto le aspettative del cliente. A partire dalle risposte, si possono poi definire dei piani d’azione concreti per migliorare il servizio. Ed è solo a questo punto che si fa la differenza.

Per offrire un servizio d’eccellenza, bisogna conoscere come percepisce e si comporta il cliente. Bisogna coinvolgerlo in un’esperienza di acquisto senza frizioni, che includa tutti i punti di contatto, anche quelli digitali. Basterebbe ascoltarlo. Il servizio al cliente d’eccellenza è una sfida aperta e una grande opportunità: il 70% degli utenti è disposto a pagare di più per un’experience personale e completa. Per raggiungere questo obiettivo, serve una strategia ben definita, una cultura aziendale orientata al cliente, una formazione adeguata del personale, una tecnologia all’avanguardia e una misurazione costante dei risultati.

Un servizio d’eccellenza porta numerosi benefici: aumenta la soddisfazione e la fedeltà degli utenti, migliora la reputazione e l’immagine del brand, genera passaparola positivo e referenze, incrementa le vendite e i profitti. È un investimento che si ripaga nel tempo e che fa la differenza nel mercato competitivo di oggi ma soprattutto di domani.

Questo è…. puntare tutto sul servizio!

è un executive business e sport coach nato a Torino nel 1957. Ha una lunga esperienza nel settore delle vendite e del marketing, avendo lavorato come responsabile della Formazione Commerciale Worldwide per Alfa Romeo in FCA. Ha svolto diversi ruoli e funzioni in molte aziende, offrendo consulenza e supporto a imprenditori, e manager. Il suo obiettivo è aiutare i suoi clienti a superare gli ostacoli che impediscono la vendita efficace dei loro prodotti o servizi, fornendo metodi e processi con una formazione innovativa: Mindfulsell. me. È anche docente in diversi master, per varie discipline legate al lavoro di squadra. Come atleta-manager partecipa a gare di triathlon e rally. Ha scritto diverse pubblicazioni, tra cui “Performance Sportiva-Performance di vendita”, in cui applica le tecniche di preparazione degli atleti olimpici alla vendita.

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ALTRI MEZZI PER MUOVERSI FELICI

Situato nel cuore pulsante della Capitale, Bicificio Dinamo è stato sin dalla sua inaugurazione nel 2013 ricettivo alle novità e portavoce di una mobilità alternativa. Che passa senza timori anche per l’elettrico e, anzi, ne fa un suo punto di forza

di Benedetta Bruni

Un negozio dedicato a chi ama impreziosire la propria bici con il dettaglio ricercato, accolto sotto consiglio del proprio specializzato di fiducia. Ma dedicato anche a chi delle due ruote non ne ha voluto sentire parlare finché non è scoppiato il colpo di fulmine e ora non sa da dove partire. Paolo Spinozzi ha iniziato a progettare uno store per la città di Roma che fosse un nuovo spazio urbano per veterani e neo-appassionati della bici ben 20 anni fa, ma è diventato realtà solo nel 2013 alla vista della prima, modernissima, rivoluzionaria bici elettrica: la soluzione perfetta che permette a chiunque di viaggiare in sicurezza, velocemente, nel pieno delle proprie possibilità. Gli abbiamo chiesto le sue impressioni su questi primi 10 anni di Bicificio Dinamo.

Paolo Spinozzi titolare

Quando è nato il negozio e da chi è partita l’idea?

Abbiamo aperto il negozio tra fine aprile e inizio maggio del 2013, esattamente 10 anni fa. Da poco abbiamo infatti festeggiato il primo decennale della nostra attività. L’idea in realtà era in gestazione da tempo: io mi occupavo di altro, ma nutrivo una profonda passione per le biciclette e sapevo che, prima o poi, ne avrei fatto il mio lavoro. Già dal 2000/2001 e con la crisi in corso mi ero ormai reso conto che le bici stavano subendo un periodo di “rinascimento”, di riscoperta. La scintilla che mi ha spinto poi ad aprire uno spazio moderno per le due ruote è stato l’incontro casuale con la prima eBike. Oltretutto, da ciclista muscolare. Al posto di cedere alla diffidenza, mi è sembrato un modo rivoluzionario di cambiare le città. A partire da quel momento ho incontrato varie persone che sembravano intenzionate ad aprire il negozio con me, salvo poi tirarsi indietro. Alla fine sono partito da solo, e da allora sono rimasto l’unico titolare. Posso comunque contare su alcuni collaboratori, ed è è soprattutto grazie a loro se questi 10 anni sono stati così belli e pieni di emozioni.

Quanto occupa la parte di officina nel vostro store?

L’officina è il cuore del negozio: trovo che averne una adeguata, all’avanguardia, professionale e di alto livello sia imprescindibile per chi vuole fare un’attività come questa. Anche perché poi diventa impossibile prendersi cura di una bici venduta a un cliente.

“Bicificio” implica una certa attenzione nei confronti dei prodotti che trattate. Come declinate questa filosofia nel quotidiano del negozio?

Il nome “Bicificio” si lega all’idea e al desiderio di ricreare uno spazio urbano dedicato non tanto a chi aveva la possibilità di andare in bicicletta e già la conosceva bene, bensì per tutto il sottobosco di coloro che avevano “dimenticato” la sua esistenza, tra chi – seppur giovane – non la considerava un’opzione di mobilità urbana, e chi l’aveva abbandonata consapevolmente. È un nome inteso a creare un nuovo mercato di utenti bici, pescandoli dal bacino di coloro che non sono soliti al suo utilizzo quotidiano per trasformarli in ciclisti e appassionati. Poi, certo, c’è una parte di ricerca e selezione che determina la qualità dei prodotti in negozio: tutto ciò che abbiamo scelto lo utilizzeremmo anche noi. Una cernita che inevitabilmente definisce la filosofia della nostra offerta.

Qual è il vostro cliente tipo? Riuscite ad avere un raggio d’azione per tutta la città? Grazie alla nostra esperienza decennale, il passaparola che si è ricreato in questi anni e l’affidabilità dimostrata sia dal punto di vista commerciale che tecnico riusciamo ad attirare utenti da tutta Roma. E senza vendere online, che non consideriamo il nostro mercato. Il nostro è un lavoro molto legato al contatto e ci piace che sia così. Lo prediligo di gran lunga a una vendita in più fatta su un sito, così come vendere prodotti di cui sono certo piuttosto che inserirne in catalogo alcuni forte commercialmente ma che non reputo adeguati. Il fascino di in un negozio di bici secondo me è un’emozione impagabile che nessuna vendita online potrà mai eguagliare, tantomeno battere. Ed è una filosofia che si è dimostrata vincente, perché anche senza un supporto digitale alla vendita riusciamo lo stesso ad attirare

clienti da tutta la città. Ci fa gioco anche la centralità della nostra zona, per cui il 60% dei clienti proviene dai cinque quartieri (molto grossi e popolati) che compongono la nostra area di diretta influenza. Nel corso degli anni, inoltre, ci siamo focalizzati su prodotti specifici e in un certo senso rivoluzionari, per cui non era raro che le persone venissero apposta da noi per procurarseli.

Roma è una città di certo molto trafficata e con una viabilità unica nel suo genere. Trovate che la bici muscolare o elettrica possa essere la risposta all’ingorgo urbano? Sicuramente la bici in ogni sua forma è una concreta opzione di mobilità. A mio giudizio, lo è più una elettrica perché copre un range molto più ampio sia di utilizzatori sia di zone, consentendo quindi a una tipologia di utenti molto più diversificata –che va dal ragazzo molto giovane a una persona anziana – di muoversi in un’area decisamente più vasta con un grado di sicurezza molto superiore. Tra la muscolare e l’assistita, abbiamo notato un cambio di direzione netto verso la seconda. Poi, è ovvio, ci mancano le infrastrutture, su questo non c’è alcun dubbio. Mi è capitato di assistere alla costruzione di una ciclabile in un quartiere distante qualche chilometro dal negozio, in una zona neanche così centrale in città. Questa rivisitazione urbana ha cambiato completamente il rapporto degli abitanti dell’area con la loro bicicletta. Sembra una banalità, ma lo abbiamo percepito anche noi in prima persona: sebbene non fossimo esattamente vicini alla nuova ciclabile, abbiamo comunque ricevuto richieste di nuove bici provenienti dagli abitanti dell’area. L’infrastruttura, va da sé, è necessaria. Ovviamente una città come Roma non potrà essere mai eguagliabile a una Copenaghen, tuttavia ci sono molti interventi che si possono fare per migliorarla. E la bici, in particolare l’elettrica, può essere un’alternativa concreta.

E le cargo? Pensate che la capitale sia pronta ad accoglierle?

La reputo quasi una cosa “superata”, soprattutto se si parla a livello più europeo che prettamente italiano. La mia idea iniziale era addirittura quella di aprire un negozio dedicato solamente alle cargo bike, ed effettivamente a oggi ci occupiamo soprattutto di questo segmento. Lo considero un mezzo molto attuale, che non ha bisogno di ulteriori sviluppi perché già ben integrato nell’area urbana per il trasporto sia di persone sia, in particolare, di merci e prodotti.

Avete dei progetti per il futuro?

Abbiamo in cantiere due progetti che ci portiamo dietro da quando abbiamo aperto e che aspettiamo di concretizzare per questioni di consolidamento dell’attività. Uno è legato al lato escursionistico della bici, una nuova “experience” del turismo per far esplorare ai clienti non solo l’area urbana, ma anche le zone circostanti. L’altro è aprire una divisione focalizzata su un mercato specifico. Sono entrambe proposte molto importanti che non vediamo l’ora di realizzare.

SCHEDA NEGOZIO

Bicificio Dinamo

Indirizzo: Piazza della Marina, 15, 00196 Roma RM Telefono: 06.31056238 / 333.2123422

Mail: info@bicificiodinamo.it

Sito: bicificiodinamo.com

Facebook: Bicificio Dinamo

Instagram: @bicificiodinamo

Numero titolari: 1

Numero dipendenti: 4

Grandezza negozio mq: 170 mq + 170 mq di magazzino

Grandezza officina mq: 40 mq + 30 mq magazzino

Servizi offerti: assistenza, consulenza, vendita, riparazioni

Marchi: Genesis, Haibike, Ibis, Olmo, Puky, Riese & Müller, Surly, Tern, Winora, Woom

Marchi accessori: Abus, Basil, Brooks, Giro, Klickfix, Kryptonite, Lezyne, Nuitcase, Ortlieb, Schwalbe, Topeak

GIRLS JUST WANNA BIKE TOGETHER

La MIA Women Ride è la prima tre giorni cicloturistica pensata per sole donne, senza limiti o barriere di alcuna sorta e che desiderano gustarsi il piacere di pedalare insieme. Arrivando alla terza edizione con successo, determinazione e più partecipanti

Sebbene l’esperienza ciclistica stia diventando sempre meno appannaggio maschile e stia insieme riconoscendo una crescita nella presenza femminile, le donne che pedalano e si sentono a loro agio nel farlo sono ancora un numero esiguo rispetto alla loro controparte. Complici una serie di fattori che contribuiscono a erigere barriere nell’accesso al mondo delle due ruote: il tempo da togliere – volenti o nolenti – ad altre incombenze, un certo stigma sull’attività sportiva legata alla performance, la stessa scarsa presenza di altre compagne con cui macinare chilometri. È in questo quadro che si inserisce una ride pensata per le donne, dove potersi concentrare solo nel viaggio in bici nella sua forma più pura e rilassata, incoraggiando allo stesso tempo l’adesione femminile in maniera più continuativa e numericamente importante. D’altronde, tutte le partecipanti condividono e comprendono la ragione che le ha spinte a ritrovarsi: mandare forte e chiaro il messaggio che le donne in bici ci sono, vogliono esserci e vogliono farlo insieme.

Questa è stata la base di partenza della MIA Women Ride, il viaggio da Verona a Venezia in bici su 180 km divisi in tre tappe per la ciclovia AIDA, svoltosi dal 22 al 24 settembre 2023. Non si è trattato di un unicum: quest’anno ha raggiunto la terza edizione segnando il successo del format. Ben 200 cicliste hanno deciso di prenderne parte, il 25% in più rispetto al 2022. Da tutta Italia, di tutte le età e percorsi di vita, le partecipanti hanno incarnato il senso più profondo del turismo in bici: il “roadtrip” – proveniente dall’ideale trasognato americano e tradotto nelle idilliache località italiane – dove condividere storie, esperienze, la magia dell’essere insieme in una dimensione unica, meravigliosamente distaccata per tre giorni dal reale. Il progetto, ideato da Cicliste per Caso, Witoor e AIDA e FIAB, si è rivolto infatti a tutte

le cicliste: a quelle che già scendevano per discese sterrate e dormivano sotto le stelle, e anche a quelle che invece non erano ancora mai partite, ma volevano sentirsi libere e mettersi alla prova. Alla partenza in piazza San Zeno a Verona si sono ritrovate mamme con figlie, cicloviaggiatrici reduci da viaggi intercontinentali, studentesse alle prese per la prima volta su distanze lunghe, socie FIAB, donne di tutte le età, dai 9 ai 75 anni. Erano presenti anche due tandem con due cicliste non vedenti, e un’intera famiglia con nonna, mamma e nipote. Più che un viaggio, l’incontro di una comunità.

Una ride per donne non è una cosa scontata. La loro partecipazione agli eventi ciclistici è in costante crescita, e per questo deve essere incoraggiata e supportata. Dal 2014 a oggi la presenza media femminile alla Bike Night Witoor è arrivata al 25%, e negli ultimi 10 anni le donne che fanno sport in Italia sono aumentate del 12% (dati Censis). "MIA Women Ride è nata per raccogliere la domanda femminile di cicloturismo sempre più crescente e dalla visione comune di puntare a un target molto spesso poco presente agli eventi ciclistici", racconta Simone Dovigo, presidente Witoor. "Abbiamo scelto di indirizzarci a un pubblico tutto al femminile per scovare le donne appassionate che hanno bisogno di un'idea forte, stimolante ma allo stesso tempo alla loro portata per scegliere di iniziare a viaggiare da sole o in gruppo".

Lo spirito della ride viene riassunto perfettamente da Linda Ronzoni di Cicliste per Caso: "Per tre giorni ci siamo prese la strada per dire a chiare lettere che siamo forti, coraggiose, complici, solidali, belle, divertenti, indipendenti. Per dimostrare che le donne, quando sono assieme, sono una vera potenza".

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