22 Montura: in sella con uno shop dedicato alla bici
EVENTI
24 Dal tramonto all’alba…
12 ore a tutta
25 Bike like a Deejay PARTNERSHIP
26 Il dinamico duo FOCUS ON
28 MET: sempre più dalla parte del retailer
REPORTAGE EUROBIKE 2019
30 Istinto di sopravvivenza teutonico
32 Eurobike Awards, gli oscar della bici
34 La fiera sotto esame EVENTI & FIERE
38 Conferme da Rimini FOCUS PRODOTTO
40 Trelock: il brevetto sulla sicurezza
41 PRODOTTI
DI BENEDETTO SIRONI
benedetto.sironi@sport-press.it
Sguardi a est
Andiamo in stampa con questo numero alla vigilia di EICMA, ultimo grande appuntamento dell’anno legato al mondo della bici. Se si considera ovviamente l’area dedicata alle bici elettriche, di cui vi parliamo in particolare nelle pagine di E-Bike4trade. In attesa di vedere come andrà (al netto della situazione non proprio tranquilla che regna in ANCMA), possiamo comunque tracciare un bilancio generale del 2019 in termini di fiere ed eventi del nostro settore (escluse gare agonistiche e granfondo).
Cosmobike Show di Verona e Travel Outdoor Festival di Parma avevano aperto di fatto la stagione, pur tra esiti non proprio eclatanti, soprattutto nel secondo caso. Verona ha comunque appena annunciato di riprovarci con convinzione nel 2020 (15-16 febbraio).
Confermando la partnership con La Gazzetta dello Sport, numerosi talk con grandi campioni, un forte focus sul turismo in bici e nuove partnership (come quella con Ferrovie dello Stato e Trenitalia).
È stata poi la volta a maggio dell’ormai consolidato Bike Festival di Riva del Garda (anche se come sappiamo di matrice ancora molto tedesca nell’organizzazione e nel pubblico). I “piatti forti” del mercato bici italiano e internazionale sono però arrivati tra settembre e ottobre. Non a caso alcuni ve li raccontiamo nelle prossime pagine. Eurobike e Italian Bike Festival in primis. Alla fiera tedesca, che rimane nonostante tutto la più grande e importante al mondo, abbiamo dedicato due reportage su entrambi i nostri magazine, con l’obiettivo di raccontarne pregi e virtù, valori aggiunti e limiti.
Per arricchire il dibattito e offrire un interessante e ispirato punto di vista sulla kermesse tedesca - e più in generale sul tema fiere – ospitiamo con piacere anche l’intervento di Marco Rossignoli di Expo Time, che potete leggere nel box a fianco. Certo, si potrebbe obiettare: un panegirico di una fiera da parte di una società che eroga proprio servizi (peraltro sempre di alto livello) ad essa connessi. Ma per chi conosce Marco, Dilva e tutto il team Expo Time, sa che le sue parole sono disinteressate e sincere. Per questo abbiamo deciso di ospitarle proprio in apertura di questo numero e non possiamo che condividerle.
Del resto, siamo proprio sicuri che sia positivo per il mercato della bici mondiale indebolire e magari far morire una fiera europea come Eurobike, lasciando il monopolio anche delle fiere internazionali ai “cugini” asiatici? La fiera di Taiwan Taipei Cycle, con una superficie espositiva di 90.000 mq e più di 1250 espositori da 35 paesi, è ormai diventata la seconda al mondo e – in controtendenza – continua a crescere. A proposito di Taiwan e delle dinamiche globali del mercato bici…beh ci sarebbe parecchio da dire. Ancor più dopo la nostra interessantissima visita esclusiva di una settimana proprio nell’isola asiatica una volta conosciuta come “Formosa”, oggi sempre più centro nevralgico della produzione mondiale del nostro settore, con un livello qualitativo peraltro spesso medioalto. Non perdetevi dunque i prossimi numeri di Bike4trade, dove capirete perché è sempre più importante tendere con attenzione (anche) lo sguardo a Est. E nei quali vi racconteremo tutto. O quasi…
Redazioni: Corso della Resistenza, 23 - 20821 - Meda (MB) Via Roncaglia, 14 - 20146 - Milano - Tel. 02.87245180-1-2 - Fax 02.87245182 info@bike4trade.it - bike4trade.it
Anno 7 - Numero 9/2019 - Periodico mensile
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Chiuso in redazione il 30 ottobre 2019
LETTERA APERTA
Le cicale e le formiche di Friedrichshafen
Pubblichiamo con molto piacere questa “lettera aperta” di Marco Rossignoli, project manager della società Expo Time, che da 20 anni collabora con le aziende e le coadiuva nell’organizzare la loro presenza nelle più importanti fiere europee e internazionali. Una lucida riflessione sulla fiera più importante del settore bici, ma soprattutto sul trend che vuole l’industria del ciclo sempre di più frammentarsi e divedersi portando i più grandi a “fare per sé”. Dimenticandosi a volte che grandi lo sono diventati anche grazie ad eventi come quello tedesco, che certo non è esente da “colpe” sulle quali dovrebbe riflettere seriamente…ma che rimane pur sempre la più importante kermesse mondiale del settore. O grazie alla costellazione di piccole e medie imprese (sovente anche italiane) che hanno alimentato quel vasto e variopinto “formicaio“ chiamato bike industry.
Spettabili aziende, si è appena conclusa la ventottesima edizione di Eurobike (1.400 espositori, 40.000 operatori di settore e 20.000 visitatori il giorno aperto al pubblico) che, come ben saprete, è ritornata nelle storiche date di settembre dopo alcuni anni di tentativi. A tal proposito vorrei condividere con voi alcune riflessioni: è fuori di dubbio, almeno sentendo le voci della maggior parte degli espositori, che la fiera – nonostante un settore non particolarmente roseo e l’assenza di alcuni importanti brand internazionali – rappresenti, ancora oggi, un importante strumento (per alcune aziende addirittura l’unico) per affacciarsi sul mercato mondiale delle due ruote. Camminando negli affollati padiglioni mi sono immaginato Eurobike vista dall’alto, magari su un dirigibile. Quello che si vedrebbe credo sia un gigantesco formicaio, abitato da formiche operose che lavorano incessantemente non solo per sopravvivere, ma per alimentare l’intero ecosistema. Sappiamo benissimo che questi piccoli animali cooperano e si aiutano reciprocamente e credo che il loro modus operandi abbia diverse affinità con il settore delle due ruote, composto prevalentemente da piccole (a volte piccolissime) e medie imprese che sono obbligate a collaborare per difendersi dal grande formichiere che viene da oriente e che ha un grande appetito. Poi, come ci hanno insegnato a scuola, quando ci sono le formiche compaiono sempre le cicale che, nel nostro caso, hanno le sembianze di tutte quelle aziende che non espongono alla fiera ma la vivono e ci lavorano per tutti e quattro i giorni. Si portano dietro il campionario o i cataloghi della nuova collezione e svolgono le proprie attività commerciali incuranti del fatto che quella fiera esiste grazie a tutti quegli espositori che, correttamente, riconoscono un valore a Eurobike e a chi ci lavora, esponendo ufficialmente e investendo tempo e denaro. Espositori formiche che, di conseguenza, si accollano anche i costi delle cicale, animali che non restituiscono nulla al settore di cui fanno parte. Purtroppo, questo fenomeno è in continuo aumento, non so se si troverà un modo per evitare o almeno ridurre il numero di cicale alle fiere, so però che ognuno di noi deve fare la propria parte. Probabilmente Eurobike non è la fiera perfetta ma è quanto di meglio ci sia attualmente. Inoltre, Eurobike non è della fiera di Friedrichshafen ma è di ognuno di noi, è un patrimonio che va salvaguardato perché permette a chiunque partecipi di confrontarsi con il mercato globale e di entrare in contatto con una qualità del visitatore unica nel suo genere. Infine, se fossimo tutti cicale, non ci sarebbe neanche il formicaio e quando arriverà l’inverno non avremmo un posto dove ripararci.
Pensateci, pensiamoci
Cordialmente
Marco Rossignoli
Sahara Bike Experience: affrontare le dune con la mtb
ASD W.W.P Organization, in collaborazione con Il Podio Travel di Cuneo presenta l’avventura nord africana dell’anno in sella alle mountain bike. Si tratta di Sahara Bike Adventure, giunta alla sua seconda edizione. Il percorso è suddiviso in cinque tappe itineranti, per un totale di 220 chilometri attorno a uno dei luoghi più suggestivi e affascinanti del Marocco: l’Erg el Chebby di Merzuoga. Per questa seconda edizione, che si terrà dal 21 al 28 febbraio 2020, il tour sarà aperto anche alle eBike, quindi si aprono le porte dell’avventura anche ai principianti, oltre che agli atleti più esperti e veloci che desiderano perfezionare e finalizzare il proprio allenamento con uno specifico programma. Saranno cinque le mattine di stage, organizzate con ride su distanze in base al proprio specifico grado di preparazione atletica; inoltre un esperto di orientamento impartirà lezioni pratiche e teoriche sulla navigazione nel deserto. Si consiglia di iscriversi prontamente, nel caso si desideri partecipare, perchè posti sono limitati. Per il 2020, grande novità, sarà ammessa anche la partecipazione alle eBike (minimo 6 partecipanti), con programma e percorsi delle “muscolari”. In questo caso è previsto il trasporto delle batterie a cura dell’organizzazione. Sarà possibile la ricarica delle batterie ad ogni bivacco grazie a un gruppo elettrogeno in dotazione. Inoltre è prevista la possibilità di partecipare al Sahara Bike Adventure in qualità di accompagnatore, in questo caso gli accompagnatori affronteranno l’intero percorso sui fuoristrada d’appoggio, vivendo comunque le stesse emozioni dei ciclisti.
Arriva anche in Italia la piattaforma Patagonia Action Works
Patagonia ha lanciato in Italia Patagonia Action Works, una piattaforma digitale per collegare le comunità alle organizzazioni ambientaliste locali che si battono per salvare il pianeta. L’iniziativa nasce in un momento di minacce ambientali senza precedenti, in cui cresce la domanda da parte del pubblico di intraprendere azioni urgenti per affrontare la crisi climatica. Il lancio a livello europeo è avvenuto in seguito al grande successo ottenuto in Nord America, dove i numeri parlano di mezzo milione di persone intervenute per supportare le questioni ambientali. Gli utenti hanno offerto volontariamente tempo e competenze, senza dimenticare la loro partecipazione agli eventi, l’adesione a importanti petizioni e le donazioni a favore della conservazione ambientale. Patagonia Action Works rappresenta una nuova pagina nel percorso di attivismo intrapreso dal brand in 45 anni, che comprende anche il programma "1% For The Planet", un movimento globale creato dal fondatore di Patagonia Yvon Chouinard e dall’ambientalista Craig Mathews. Il supporto dell’azienda alle organizzazioni ambientaliste ha totalizzato oltre 100 milioni di dollari e ha raggiunto migliaia di gruppi. Molte no profit operano con risorse limitate e, attraverso Patagonia Action Works, l’azienda mira a rendere questi gruppi più efficaci e potenti che mai. “Abbiamo perso la fiducia nei leader mondiali e nella loro volontà di agire in tempo per fermare la crisi climatica. Le persone vogliono sapere cosa possono fare per contribuire e questa piattaforma permette loro di agire nelle comunità in cui vivono. Patagonia Action Works consente di battersi per i problemi che più ci stanno a cuore”, ha dichiarato Mihela Hladin Wolfe, direttrice delle iniziative ambientali di Patagonia, EMEA.
Le supermamme di #ridelikeamummy
Alle mamme che affrontano momenti complicati durante la gravidanza e il parto è dedicato il progetto #ridelikeamummy portato avanti da tre mamme e atlete, che si sono misurate in una staffetta al IM Triathlon di Cervia, salendo sul gradino più alto del podio. Sono Paola, Jasmine e Alice le tre neomamme che hanno dato il via al progetto e alla community, il cui messaggio è forte e chiaro: “Mamme, anche nei momenti più difficili non sarete mai sole”. #ridelikeamummy è un progetto a scopo benefico che ha l’obiettivo di sostenere le mamme che vivono gravidanze o parti difficili, permettendo loro di ricevere un aiuto concreto in situazioni difficili, come ad esempio laddove ci sono bimbi ricoverati in terapia intensiva neo-natale, grazie al supporto di ginecologi, psicologi, professionisti e animatori. Grazie a una raccolta fondi tramite crowdfunding, l’obiettivo immediato di #ridelikeamummy è quello di effettuare donazioni al reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Bergamo per supportare il ricovero delle mamme con situazioni cliniche difficili o neonati ricoverati. Gli obiettivi più a lungo termine sono di diventare presto un’associazione onlus e di far crescere una community digitale attraverso cui sostenere e motivare mamme e ragazze, così che possano riappropriarsi di una vita attiva, fare sport, coltivare interessi e riprendere a lavorare dopo la nascita dei loro figli, condividendo le proprie esperienze e ispirare possibilmente altre mamme. Un’iniziativa che non mancherà presto di coinvolgere personaggi famosi e influencer, sia uomini che donne, del mondo dello sport, della radio, dello spettacolo, ma che ha nelle sue tre fondatrici le testimonial più efficaci di questa iniziativa.
Svelato il tema della Maratona dles Dolomites 2020
Ancora non è finita la stagione a pedali 2019 che già si pensa alla prossima estate. L’autunno sta prendendo il sopravvento sul caldo, ma è tempo di bilanci e di nuovi obiettivi. Per questo, con ancora nella mente il ricordo dell’edizione appena trascorsa, l’organizzazione della maratona già svela quello che oramai è diventato un must: il tema dell’edizione a venire. Con le Dolomiti chiuse al traffico, per una giornata non si poteva che pensare all’arte, anche quella sui pedali. Per non perdere l’opportunità di partecipare alla 34a edizione della Maratona dles Dolomites-Enel dedicata all’arte, che si terrà domenica 05 luglio 2020, è on line il nuovo sito con tutte le date e le novità dall’Alta Badia.
Smith Optics si aggiudica l’oscar dell’ottica
L’oscar del mondo dell’ottica, il Silmo D’Or, la cui premiazione si è svolta a Parigi durante la fiera di settore Silmo 2019, è andato ad Attack MTB. Un premio che sottolinea l’impegno di Smith nello sviluppo di prodotti ad alta tecnologia e prestazione destinati gli appassionati di mountainbike. Le caratteristiche di Attack MTB, comprendono una grande adattabilità a ogni forma del viso e una versatilità di utilizzo nelle diverse condizioni di luce grazie alle innovative lenti e alla possibilità di cambiarle in pochissimi secondi e utilizzare, quindi, sempre la miglior soluzione cromatica in base alle condizioni atmosferiche. La montatura, infatti, è stata sviluppata utilizzando la tecnologia MAG di Smith che garantisce la facilità e la velocità di sostituzione delle lenti ChromaPo. Il segreto sono i magneti integrati nella montatura che consentono, con un semplice clic, il cambio lente. Creato per divertirsi in ogni sentiero off road, il nuovo Attack MTB si aggiunge alla numerosa collezione di occhiali da sole Smith per lo sport caratterizzati da lenti intercambiabili e montatura avvolgente con curvatura torica delle lenti 7x4. Nell’ Attack MTB il profilo della lente segue il profilo delle guance offrendo una silhouette avvolgente per una copertura estesa del viso e occhi contro arbusti e polvere. Il design della montatura è stato studiato per creare uno spazio tra viso e la lente che garantisce un ottimo flusso d’aria e una ventilazione efficace durante la pedalata, eliminando così l’appannamento e l’accumulo di sudore. Attack MTB è offerto con la lente solare ChromaPop e una seconda lente ChromaPo non specchiata e progettata per enfatizzare il contrasto degli oggetti in condizioni di poca luce.
All’asta la maglia virtuale di Fausto Coppi
In occasione della fiera Eurobike di inizio settembre a Friedrichshafen, De Marchi, la nota azienda di Conegliano (TV) e BlockStar, colosso americano pioniere della tecnologia IBM Blockchain, hanno lanciato un’asta veramente fuori dal comune. In palio c'era la prima (e unica) copia digitale Digital Authentic Good (DAG) della storica maglia indossata da Fausto Coppi dopo la vittoria ai Campionati del Mondo del 1953. Questo bene digitale, unico nel suo genere, viene emesso e archiviato su Blockchain, consentendo non solo di garantire l’autenticità del manufatto, ma anche di ottenere la vera proprietà dell’unico rendering digitale autorizzato della maglia fisica originale. Il file è stato acquistato da un anonimo offerente per 10.500 dollari. Unitamente alla copia digitale il compratore ha ricevuto anche un duplicato fisico della maglia, il cui originale è oggi esposto al Museo del Ghisallo. La storia di questa celebre maglia ha un che di magico. La leggenda vuole, infatti, che Elda De Marchi, oggi ottantottenne, avesse sognato la vittoria di Coppi ai Mondiali e per non incorrere nelle ire del padre, contrario a che si distogliesse l’attenzione dalla produzione del Maglificio, dedicò le sue notti a cucire quel capo unico e poi lo portò, sempre di nascosto, a Fausto. Sia la copia digitale sia la copia della maglia sono state approvate dalla famiglia di Coppi.
PILLOLE DI SOSTENIBILITÀ BY
Fare squadra per un’economia circolare del mondo tessile
RadiciGroup è parte del progetto “Make Fashion Circular” della Ellen MacArthur Foundation
Gli abiti sono una necessità quotidiana e, per molte persone, costituiscono un aspetto importante dell’espressione di sé. Tuttavia, il modo in cui sono realizzati e utilizzati attualmente comporta spesso elevati sprechi. Dall’obsolescenza programmata che fa sì che capi nuovi siano distrutti perché rapidamente “fuori moda” alla mancanza di adeguate soluzioni di riciclo su vasta scala dei tessili usati, tutto questo contribuisce a una grande perdita di valore.
Il progetto “Make Fashion Circular” incoraggia la collaborazione tra i leader del settore industriale e gli attori della filiera a creare un’economia circolare nel mondo tessile. L’obiettivo è quello di realizzare abiti con materiali sicuri e rinnovabili o da fonte bio, di prolungarne la vita e di promuoverne il riuso e il riciclo secondo modalità che ne preservino il valore.
Dal 2018 RadiciGroup - multinazionale attiva nei settori della chimica, della plastica e delle fibre sintetiche - è ufficialmente membro del team di questo progetto promosso dalla Ellen Mac Arthur Foundation, prestigiosa associazione internazionale nata nel 2010 con l’obiettivo di accelerare in ogni ambito possibile la transizione verso un’economia circolare. In particolare, le attività del Gruppo nell’associazione si concentrano sui temi della riciclabilità, del riciclo e dell’ecodesign, sfide che da tempo vedono il Gruppo in prima linea, senza ignorare la sfida, più generale, di un nuovo modello di business sostenibile.
DISTRIBUZIONE
I nuovi brand della famiglia
Ciclo Promo Components
Con l’entrata dei nuovi marchi Limar e Topeak, il distributore italiano apre alla prospettiva di dividere l’offerta commerciale in due parti. All’ampia gamma di prodotti già a catalogo che comprendono parti e accessori, si affianca una nuova categoria di prodotti denominata soft goods, quindi caschi, abbigliamento e prodotti per la cura del corpo. L’ampliamento dell’offerta però non finisce qui, l’azienda pensa di espandere ulteriormente il proprio catalogo anche in una terza via: quella delle bici a pedalata assistita, ma per questo dovremo attendere comunicazioni future. ciclopromo.com
Limar
Limar da trent’anni è sinonimo di eccellenza nella produzione di caschi e occhiali, abbinando lo stile italiano alla ricerca tecnologica, per offrire prodotti performanti a tutti gli appassionati di ciclismo. Ciclo Promo condivide appieno il claim di Limar: “C’è sempre un nuovo limite da superare!” per migliorarsi, offrire prodotti e servizi di qualità a tutti i clienti. Inoltre, parte del DNA Limar è la continua collaborazione con i professionisti. Il marchio è Official Technical Partner del UCI World Tour Pro Team Astana e del team UCI Professional Continenta Gazprom-Rusvelo. Non solo, è forte anche l’impegno nell’offroad con la collaborazione con il forte team MTB Topeak-Ergon Racing Team. Parliamo quindi della garanzia di prodotti testati e approvati di alcuni tra i più forti corridori del mondo che, insieme a Limar, fanno del ciclismo una professione oltre che una passione.
limar.com
Topeak
Dal mese di settembre 2019, il distributore Ciclo Promo Components è anche distributore esclusivo per l’italia di Topeak. La lista dei prodotti di questo marchio è veramente lunga da quasi un trentennio progetta e realizza accessori per una serie di innumerevoli usi, dai tool, alle borse alle pompe. Sempre seguendo logiche di praticità e qualità. Senza rinunciare all’innovazione, ne sono la prova i vari award che Topeak ha avuto nel corso degli anni: 16 riconoscimenti Reddot per il design, 7 da Eurobike come miglior prodotto, 2 da Taipei Cycle Show, 4 da Mountain Bike Magazine, uno come brand più apprezzato dai lettori di Bike e uno da Road Bike Magazine per il miglior multi tool. I prodotti Topeak sono apprezzati da amatori e professionisti di ogni disciplina e lo sviluppo passa anche dalla collaborazione con team di caratura internazionale come lo Scott-Sram Racing Team di Nino Shurter o il team Mitchelton-Scott. topeak.com
Freni Universal, una mostra per i 100 anni dell’azienda
Dal 25 settembre al 3 novembre, allo Spazio Mostre N3 di Palazzo Lombardia, si terrà l’esposizione celebrativa dei cento anni dalla nascita del marchio Universal: l’azienda che ha dominato la scena ciclistica internazionale per quasi 40 anni. I Freni Universal, iconici e facilmente riconoscibili nelle foto e i filmati dei vari Giri di Italia, dei Tour de France, delle Vuelta, delle Parigi-Roubaix, e di tante altre grandi classiche, dagli anni ’30 agli anni ’70, hanno segnato un’epoca e ora vengono celebrati con una mostra che racconta l’evoluzione dell’azienda di Eugenio e Carlo Pietra. Dalla Società Collettiva alla Universal, dai suoi innumerevoli successi alle cause che l’hanno portata a scegliere di chiudere nei primi anni ’90. Una mostra voluta e organizzata dagli eredi, da Maurizio, Giancarlo e Marina Pietra, nipoti dei fondatori: «Lo abbiamo fatto per rendere omaggio a papà e nonni che hanno brevettato freni tuttora funzionanti, ma è anche per ringraziare tutte quelle persone che hanno lavorato per noi, facendo enormi sacrifici. Gli artefici silenziosi del nostro successo. Cento anni non sono pochi» racconta Giancarlo. Quando nel novembre del 1919 i fratelli Pietra fondarono a Milano una piccola officina meccanica, per la costruzione di stampi e ferri da trancia, ancora non sapevano cosa sarebbero stati in grado di creare. Dalla meccanica ai ricambi per auto e attrezzeria pesante, la ditta ha seguito la corrente delle richieste di mercato fino a far coincidere la loro passione per il mondo del ciclismo con il loro lavoro. In meno di 10 anni arrivarono a sfornare la prima linea produttiva dedicata alle due ruote: i freni da bicicletta. Da quel momento in poi, Eugenio e Carlo capirono che quello dei freni per bici da corsa era un settore su cui puntare. Nel 1931 la Società Fratelli Pietra marca il suo prodotto con la denominazione Universal, e la consacrazione non tardò ad arrivare perché nel 1935 Gepin Olmo vinse la Milano-Sanremo su una bicicletta equipaggiata Nuovi Freni Universal. Si aprì così la stagione dei grandi campioni come Girardengo e Binda, Coppi e Bartali ma anche Gimondi e Merckx, Vigna, Moser, Adorni, solo per citarne alcuni, che hanno dominato il ciclismo internazionale anche grazie i freni ideati dai fratelli Pietra. Innovatori e sperimentatori, nel 1950 brevettarono lo Sgancio Rapido, sistema che ancora oggi viene regolarmente utilizzato, seppero stare al passo con competitor più “strutturati” per tanti anni.
Nicolò Ildos, l’uomo nuovo di Campagnolo
Campagnolo e Nicolò Ildos, annunciano l’inizio della loro collaborazione. Nicolò si aggiunge infatti alla “Campy Family” come group press & PR manager, per tutto il gruppo, quindi Campagnolo e Fulcrum. Sicuramente sarà in grado di dare un grande apporto al brand vicentino, grazie al suo background e alla sua professionalità derivata da un decennio di esperienza nell’ambiente bici, nonchè dalla sua grande passione per il ciclismo, elemento chiave per fare del lavoro una passione e della passione, un’esperienza di successo. “Sono davvero orgoglioso di essere passato da un’eccellenza italiana ad un’altra. Per un appassionato di ciclismo come me, il territorio vicentino è ricco di aziende che hanno fatto la storia del ciclismo e continuano ad innovare quotidianamente. Campagnolo rappresenta tutto questo: un marchio che sa emozionare per quello che rappresenta e sa vincere le competizioni più importanti del mondo. Nel mio nuovo ruolo avrò proprio questa responsabilità, riuscire a raccontare a tutto il mondo quanto succede quotidianamente in azienda come: la ricerca continua delle migliori performance, l’attenzione maniacale a design e dettagli e reale passione per il ciclismo”, afferma Nicolò, da noi interpellato riguardo alla sua nuova avventura professionale.
NEWS internazionali
DI CLAUDIA VIANINO
Crescono le eBike, giù mtb e kids
L’AMBE (Associación de Marcas y Bicicletas de España) ha pubblicato a luglio 2019 i dati relativi al mercato spagnolo della bicicletta. Lo studio prende in esame tutto il 2018 ed evidenzia, per la prima volta dal 2014, ossia da quando l’associazione si occupa di rilevare la situazione di mercato, un calo delle vendite totali di biciclette, in termini di unità (-6%). Di contro, il volume d’affari totale tra biciclette, componenti, accessori, abbigliamento e caschi, ha continuato a crescere, registrando un +5%. La crescita è principalmente motivata dall’aumento del prezzo medio registrato dal comparto bici (706 euro ossia +17% rispetto al 2017) e causato dalle maggiori vendite di eBike. Analizzando i numeri delle vendite di biciclette complete, sia tradizionali sia a pedalata assistita, tre dati rilevanti spiccano tra gli altri: le vendite di mountain bike scendono (-11% rispetto al 2017), le vendite di biciclette per bambini si sono ridotte in modo significativo, il che viene visto dall’associazione come un dato piuttosto preoccupante (-15%), e l’unico segmento che cresce a un ritmo più che sostenuto sono le biciclette a pedalata assistita (+54%), che superano per unità vendute le bici da strada e si avvicinano di molto alle biciclette da città.
Dove comperano le bici gli spagnoli
L’89,9% del prodotto bici in Spagna si vende tramite i negozi specializzati, l’11,1% nei negozi multisport e solo l’8% è opera della gdo. Il prodotto bici & Co rappresenta il 26,42% del mercato spagnolo degli articoli sportivi. Una cifra ragguardevole, pari a 1.711,9 milioni di euro, e che posiziona il ciclismo, in termini di vendite del settore dell’articolo sportivo, addirittura al di sopra di sport più mediatici e nazionali come il calcio. I negozi specializzati in Spagna sono 3.016 (-2,39% rispetto al 2017) e danno lavoro a oltre 12.700 persone. Sebbene il numero di negozi si sia leggermente ridotto, la loro superficie media è aumentata del 10%. Infine, se da un lato i negozi chiudono, dall’altro l’industria spagnola della bicicletta, così come i grossi distributori/importatori, ha dato lavoro a oltre 522 persone in più rispetto al 2017, portando a un aumento dell’impiego quasi del +6%.
Spagna Cina
Bafang apre uno stabilimento in Polonia
A inizio settembre la cinese Bafang, uno dei principali produttori mondiali di componenti dedicati alla mobilità elettrica, ha inaugurato il suo primo stabilimento produttivo fuori dalla Cina. L’edificio, che si sviluppa su una superficie totale di circa 6000 m², con oltre 800 m² di uffici, è situato in Polonia, nella zona industriale Panattoni Park Wroclaw, già scelta da colossi come Amazon o Schenker. Crocevia strategico tra Est e Ovest, la nuova sede (per la cui costruzione si stima siano stati investiti oltre 16 milioni di dollari) impiegherà circa 50 dipendenti. Il progetto di Bafang è quello di produrre qui, in un prossimo futuro, i suoi sistemi di trasmissione più noti, modelli M400, M420 e M300, grazie a due linee di assemblaggio. La produzione per il primo anno è stimata a 150.000 unità, per arrivare a 600.000 unità entro tre anni. La Bafang, che ha già una sede di vendita ed assistenza nei Paesi Bassi ed un ufficio in Germania, è stata fondata nel 2003 ed è arrivata sul mercato europeo nel 2004. Il ceo Qinghua Wang ha spiegato che “l’Europa è il mercato principale per Bafang; pertanto, qualsiasi investimento viene effettuato a lungo termine”. La scelta della Polonia quale sede del primo stabilimento Bafang in Europa è stata motivata dalla sua posizione centrale: è vicina ai mercati chiave e ai principali produttori di bici del Vecchio Continente. In aggiunta, la regione di Wroclaw è in pieno sviluppo e il mercato del lavoro locale (che comprende anche molti immigrati) è estremamente attivo. “Grazie a questi importanti investimenti – ha spiegato Wang – i tempi di consegna dei nostri prodotti ai clienti europei verranno ridotti da sei a quattro mesi. E stiamo già programmando una riduzione graduale a due mesi”.
Nuovo studio sul consumatore
L’Osservatorio Cetelem (parte del gruppo BNP Paribas) esegue ogni anno ricerche di mercato per analizzare il comportamento di acquisto degli spagnoli e anticipare il futuro della distribuzione. A metà settembre, Cetelem ha presentato la quarta edizione de “l’Osservatorio Cetelem della bici” che dà informazioni sulle principali macro-variabili dell’economia del paese, nonché un’analisi approfondita dei consumi nel settore bici e di vari aspetti legati alle tendenze generali, sia nel consumo che nella vendita al dettaglio. I dati più importanti, riguardanti l’indagine condotta, rivelano che il 20% dei 2.200 spagnoli intervistati afferma di aver effettuato un acquisto legato al settore bici, negli ultimi 12 mesi, con una spesa media di circa euro 306; è il 17% in più rispetto a quanto dichiarato nel 2018. Di questo 20%, il 37% ha comprato bici complete, un altro 37% ha speso in abbigliamento, un 27% in componenti e caschi e il restante in parti e accessori vari. Se segmentati per età, sono i consumatori tra i 25 e i 34 anni a distinguersi, sopra la media, nell’acquisto di biciclette complete. Queste sono prevalentemente mtb (48%) e poi bici da corsa (23%). Le bici elettriche rappresentano solo il 7%. Il 40% dei consumatori si è recato in un negozio specializzato per i suoi acquisti, tuttavia un 32% ha comprato online (+2% rispetto al 2018). Per quanto riguarda l’uso della bici, gli spagnoli vanno su due ruote, ancora e per lo più, a fini sportivi. Diminuisce, inoltre, l’uso della bicicletta nel quotidiano, viste anche le molte esigenze di miglioramento delle infrastrutture ciclabili, nonché lo scarso rispetto per i ciclisti sulle strade.
USA NEWS internazionali
DI CLAUDIA VIANINO
Wahoo Fitness acquisisce i pedali Speedplay Spy Optic entra a far parte della famiglia Bollé
Wahoo, società nota nel ciclismo per i suoi smart trainer indoor e computer gps per bici, ha annunciato, a metà settembre, di aver acquisito Speedplay, azienda famosa per i suoi pedali da strada dalla caratteristica forma tonda. L’importo della transazione non è stato divulgato.
È la seconda acquisizione di Wahoo in poco tempo: la società americana ha già acquisito, solo tre mesi fa, la piattaforma di allenamento indoor ”Sufferfest”. Secondo quanto reso noto da Wahoo, l’azienda diventerà proprietaria dell’intera attività di Speedplay, che ha sede a San Diego, in California. Oltre 24 bevetti di pedali sono inclusi nell’acquisto, tra cui anche pedali da cross e da mtb. “Wahoo e Speedplay condividono lo stesso approccio di sfruttamento della tecnologia per sviluppare prodotti che migliorino le prestazioni dei ciclisti”, ha detto Chip Hawkins, fondatore di Wahoo Fitness. “I pedali Speedplay sono i pedali più innovativi e ad alte prestazioni oggi disponibili; si adattano perfettamente a Wahoo ”. Quando, con Sharon Worman, ho fondato Speedplay, volevo aiutare gli atleti a raggiungere il loro pieno potenziale”, ha commentato Richard Bryne, ceo di Speedplay Inc. “Entrando a far parte della famiglia Wahoo possiamo portare quella missione a un sempre maggior numero di atleti, con prodotti sempre più performanti. Wahoo e Speedplay lavoreranno insieme per offrire un’eccellenza senza pari nel settore dei pedali”. Quest’ultima frase, secondo i più accreditati gossip dell’industria internazionale, significherebbe probabilmente l’introduzione sul mercato di un nuovo misuratore di potenza, integrato al pedale.
Bollé Brands, società di A&M Capital Europe, ha annunciato l’acquisizione della californiana Spy Optic. Il prezzo di acquisto non è stato reso noto. Bollé Brands, creata un anno fa, comprende Bollé, Bollé Safety, Serengeti, Cébé e H2Optix. Spy Optic, fondata nel 1994 era, fino ad oggi, una società a capitale privato. L’azienda è nota negli Stati Uniti per la sua produzione di occhiali da neve e maschere da motocross. L’acquisizione è stata descritta da Peter Smith, ceo di Bollé Brands, come un modo per “posizionare Bollé tra i principali attori del mercato degli occhiali e dei caschi dedicati allo sport e al lifestyle di alta qualità. Spy Optic ha una sua identità unica e particolare, con un enorme potenziale di crescita in Nord America. Nel mercato internazionale Spy Optic sfrutterà la nostra rete di distribuzione Bolle Brands”. Al contempo, Bollé Brands spera che l’accordo aumenti la propria presenza in Nord America.
SiS Science in Sport: +150% di fatturato nei primi sei mesi 2019
Le azioni dello specialista in nutrizione sportiva Science in Sport hanno fatto un deciso balzo in alto al recente annuncio, da parte dell’azienda inglese, di aver riportato una forte crescita dei ricavi (+152%, pari a 24,9 milioni di sterline) nei primi sei mesi del 2019. Secondo quanto reso noto, la crescita sarebbe stata motivata dall’acquisizione, a dicembre 2018, della PhD Nutrition. Di fatto, dall’acquisizione in poi, la PhD avrebbe contributo con ricavi aumentati del 16% (12,4 milioni di sterline) mentre il marchio SiS ha visto un aumento dei propri ricavi del 25% (12,5 milioni di sterline). Fattori chiave sono stati la crescita internazionale (+55%) e il forte aumento delle vendite online (+52%). I due brand hanno operato in totale sinergia: dopo un’attenta ristrutturazione del sito web PhD.com e l’apertura di una piattaforma e-commerce, PhD è stato lanciato tramite i canali SiS su
numerosi mercati; di contro la SiS ha testato l’introduzione di alcuni prodotti SiS nel network distributivo di PhD. SiS ha dichiarato di voler continuare a operare bene e in linea con le aspettative del mercato. Secondo stime Reuters, i ricavi dell’azienda di nutrizione, al 31 dicembre 2019, dovrebbero raggiungere i 50 milioni di sterline.
Un’idea assolutamente innovativa quella dell’olandese Schroer (Smart Web Solutions): una piattaforma virtuale, un grande portale-vetrina dedicato ai negozi di biciclette. FietsDigitaal è stato sviluppato appositamente per i rivenditori olandesi di bici e consente di presentare prodotti e servizi su internet, in vari modi. Con un abbonamento mensile di euro 17,50 FietsDigitaal sviluppa il sito web e la vetrina del negozio online, con centinaia di combinazioni e lay-out tra cui scegliere. Inoltre, grazie al valutatore di biciclette BikeTax, offre a tutti i suoi abbonati un vero e proprio listino delle bici, che presenta non solo il valore attuale del mezzo ma anche il suo prezzo rivalutato nel tempo. Uno strumento molto utile sia per dimostrare ai possibili acquirenti il valore di listino della bici che si ha in negozio, sia per
informarsi su modelli che non vengono gestiti dal punto vendita. La piattaforma si integra con i sistemi informatici più utilizzati dai negozianti olandesi, lo stock del negozio si aggiorna in automatico e il sito consente anche di linkare le principali piattaforme d’acquisto online per rendere visibile il sito a una vasta community di compratori. Volendo, FietsDigitaal calcola anche, automaticamente per ogni bicicletta in mostra, l’eventuale premio assicurativo indicativo o la rata per il finanziamento. Recentemente la piattaforma ha lanciato anche un tool per il noleggio online di biciclette. Il punto vendita, quindi, potrà facilmente trasformarsi in punto noleggio bici, aggiungendo il modulo noleggio al suo sito, oppure reindirizzando suoi utenti verso un sito di noleggio già esistente.
METHODIK DER BEFRAGUNG survey method
2019 erneut deutlich mehr Befragte.
Le novità dalla terra delle “fahrrad”
METHODIK DER BEFRAGUNG survey method
2019 erneut deutlich mehr Befragte.
Un resoconto sulle scelte d'acquisto dei consumatori tedeschi. Sotto i riflettori le preferenze di oltre 42mila amanti della bici. Un importante approfondimento relativo al principale mercato europeo
I magazine della casa editrice Delius Klasing Verlag
road/ granfondo
mountain bike
Pare che secondo i tedeschi le eRoad siano il futuro, e questo è certamente uno dei risultati più eclatanti dello studio commissionato ogni anno dalla Delius Klasing Verlag e presentato, il 5 settembre scorso, durante la fiera Eurobike di Friedrichsafen. Oltre 42.000 gli intervistati, moltissime le aree di interesse analizzate: la ricerca dà una bella panoramica di uno dei mercati più importanti al mondo per il nostro settore. Il tema della eMobility fa discutere da tempo, così come quello delle bici da strada elettriche. Sì o no? In Germania l’argomento è “hot”. Lo dimostra l’attuale studio sul mercato della bicicletta, commissionato da Delius Klasing Verlag, presentato come ogni anno durante la fiera Eurobike di Friedrichshafen. Delius Klasing è una delle case editrici europee più importanti del settore. Da quasi mezzo secolo è l’editore di testate riconosciute nell’ambiente bici, tra le più professionali e accreditate; mezzi che, in tempi di crisi della carta stampata, possono ancora permettersi di dichiarare una tiratura certificata di oltre 80,000 copie. Parliamo innanzitutto delle blasonate Tour e Bike, ma anche delle meno conosciute e più di nicchia eMtb e MyBike. Ogni anno, durante un evento denominato Branchen Treff (n.d.r. incontro di settore) la Delius Klasing offre gratuitamente all’industria della bicicletta, non solo locale, i risultati di uno studio commissionato all’istituto di ricerca Market Research. All’evento 2019 c’era anche Bike4Trade, che ha ottenuto dalla casa editrice tedesca il permesso di pubblicare un estratto dello studio e delle molte interessanti slide presentate.
Il lettore dà il polso del mercato La ricerca si basa su questionari a domande aperte e chiuse, a cui quest’anno hanno risposto oltre 42.470 lettori. Allettati da premi messi in palio dalla casa editrice, gli intervistati forniscono informazioni sulle intenzioni di acquisto, i marchi preferiti, i prodotti acquistati, le preferenze per il futuro, fornendo uno spaccato più che concreto del mercato e dei suoi trend. Lo studio, condotto dall’istituto di ricerche di mercato Market Research di Neuhausen (Stoccarda), è considerato un barometro significativo e di tendenza dell’industria della bi-
eMountain bike
cicloturismo/ urban
42.471
Befragte respondents
cicletta, in quanto unico in tutta Europa, nel suo segmento, per profondità e ampiezza. Tra gli appassionati di bici da strada l’argomento clou è la eRoad. “La bici da corsa elettrica polarizza l’attenzione tra i partecipanti al sondaggio di Tour (la testata dedicata al ciclismo da strada n.d.r.). Il 54% degli intervistati è contrario all’acquisto di una eRoad. Colpisce il fatto che ad essere meno interessati siano gli intervistati più anziani, mentre le donne sono le più curiose verso questo nuovo mezzo, rispetto agli uomini. Di contro, è sorprendente che un intervistato su due ritenga però che la eRoad rappresenti il futuro della bici da corsa!” afferma il ricercatore di mercato Paul Farber di Market Research “Inoltre, lo studio mostra che la percentuale di bici da strada gravel (5%) è aumentata in modo significativo”. Nel complesso, secondo lo studio, la volontà dei tedeschi di spendere in una nuova bici nonché in accessori o in vacanze in bicicletta è aumentata anche quest’anno o è rimasta ad un livello costantemente alto. Gli appassionati di eMountain bike, ad esempio, prevedono di investire la maggior parte del loro denaro in una nuova bici: il 76% dei lettori di eMtb sta prendendo in considerazione l’acquisto di una nuova eMountain bike. Sono disposti a spendere in media 4.789 euro (2018: 4.423 euro) nei prossimi 24 mesi.
Alta disponibilità di spesa per il consumatore tedesco Le biciclette di alta qualità sono state acquistate principalmente tramite rivenditori specializzati (76%), ma sono in aumento gli acquirenti online, anche di costose eMountain bike. La disponibilità di spesa dei lettori di Bike, la testata dedicata alla mountain bike, ha raggiunto un nuovo record, con una media di 3.678 euro (2018: 3.374 euro). Complessivamente, il 74% degli intervistati da Bike ha intenzione di acquistare una nuova bici offroad nei prossimi due anni. Lo studio rivela anche che un intervistato su 20 possiede anche una eMtb, oltre a quella tradizionale, mentre una persona su dieci ha intenzione di acquistare una elettrica nei prossimi mesi. I partecipanti al sondaggio di Tour hanno dichiarato di aver speso in media 3.334 euro per la propria bici da strada attuale e sono disposti a investire più di 4.000 euro
A fianco un riassunto delle bici possedute dagli intervistati in confronto alle intenzioni d'acquisto.
Ciò permette di fare una valutazione su quali siano i brand più apprezzati sul mercato
tedesco anche tenendo conto della tendenza futura.
road/granfondo
TOUR, BIKE, EMTB und MYBIKE Leserumfrage 2019
TOUR, BIKE, EMTB und MYBIKE Leserumfrage 2019
(2018: 3.663 euro) per un nuovo acquisto. Un buon 70% dei lettori di MyBike (urban, city, lifestyle, eBike) è interessato all’acquisto di una nuova eBike, bici da trekking e biciclette da turismo. Per una bici da trekking o da turismo sono disposti a spendere 2.240 euro; per una nuova eBike anche 3.474 euro. Oltre il 54% del totale degli intervistati ha intenzione di spendere nei prossimi dodici mesi in abbigliamento, mentre il 49% cambierà le gomme della bici. Tra gli acquisti in previsione, ci sono anche porta bici e gps. Tre i motivi principali per andare in mountain bike o su strada, evidenziati dai lettori tedeschi: principalmente il divertimento, la natura e la salute. I lettori delle testate inerenti all’elettrico hanno ovviamente aggiunto motivi più consoni al mezzo: uso molto versatile della bici e la possibilità di andare dove si vuole, senza limiti fisici. Tra le destinazioni più popolari per una vacanza in bici con mtb o touring e trekking, troviamo al primo posto la Germania, seguita dall’Austria e dall’Italia. Diverso il discorso dei ciclisti da strada: l’Italia predomina tra tutte, seguita dalla Spagna e dalla Germania.
La Germania premia anche l’industria italiana Lo studio è anche l’occasione per verificare quali sono i brand di bici, accessori e componenti più amati dai tedeschi. Dalle risposte dei lettori viene stilata una classifica e vengono assegnati i “Readers’ Award”. Lo studio 2019 ha preso in considerazione 321 marchi di bici complete ed oltre 1.450 marchi di accessori e componenti: sono tutti prodotti rigorosamente distribuiti o presenti sul mercato tedesco. Per la cronaca, i tre premi più blasonati, “Bike of the Year 2019”, “Rennrad of the Year 2019” e “eMtb of the Year 2019” sono andati rispettivamente a:
• Mtb of the Year: “Simplon Razorblade” (hardtail), “Canyon Lux” (marathon), “Canyon NeuronCF” (trail), “Specialized Stumpjumper“ (all mountain) e nella categoria enduro alla “Scott Ransom”.
• Road bike of the Year: “Basso Diamante” (competizione), “Canyon Endurace CF SL” (marathon) e “CanyonGrail CF”.
• eMtb of the Year 2019: “Cube Reaction Hybrid HD 500”(hardtail), “Specialized Turbo Levo” (trail, tour) e “HaibikeFlyon Xduro Nduro Nduro 10.0” (enduro).
I brand italiani, nelle oltre 69 categorie prese in considerazione dallo studio, si difendono, soprattutto nel settore “strada”. Prima tra tutte è Selle Italia, che vince sia nella categoria “selle mtb” sia in quella “selle da strada” (seguita da Fi’zi:k) ed è terzo nelle “selle eMtb”; Selle Royal è terzo nelle “selle urban-city”. Sidi è primo nella categoria “scarpe da strada” e Northwave è al terzo posto nella scelta dei lettori per quanto riguarda le scarpe da mtb. Castelli si posiziona al secondo posto nella categoria “abbigliamento da strada”, 3T è secondo nei manubri da strada, Elite è al secondo posto per gli home-trainer mentre Campagnolo e Vittoria si posizionano al terzo posto rispettivamente per “Gruppi da strada” e “Pneumatici da strada”.
OLTRE ALLA BICI
La slide mostra i diversi interessi degli intervistati, per macro-gruppi. Ai ciclisti da strada interessano maggiormente temi come l’economia, la finanza, gli sport outdoor. I biker mettono al primo posto gli sport outdoor, seguiti da auto e bricolage. Gli eMountain biker si interessano ad auto, sport outdoor e scienza. I cicloturisti e i ciclisti urbani prediligono scienza, natura/ecologia e fotografia.
DEMOGRAFIA
La fascia d’età dei 42.470 intervistati varia con il cambiare della disciplina: la maggioranza dei ciclisti da strada ha un’età compresa tra i 40 e i 60 anni, lo stesso dicasi per gli eMountain biker; nei biker l’età media va dai 30 ai 40 anni mentre, tra i cicloturisti e i ciclisti urbani, la maggioranza ha un’età compresa tra i 50 e 60 anni.
SPESE EFFETTUATE NEGLI ULTIMI 12 MESI
I ciclisti da strada sono la categoria che ha speso di più negli ultimi 12 mesi, seguiti dai biker. Gli eMountain biker hanno investito il loro denaro soprattutto in nuovi componenti o equipaggiamento per la bici, mentre i cicloturisti e I ciclisti urbani hanno dedicato la maggioranza del loro budget ai viaggi.
Made in Italy, bene ma non benissimo
Dopo un 2018 in calo, i primi mesi del 2019
sembrano invertire la tendenza. Gli indicatori parlano infatti del migliore avvio degli ultimi dieci anni. Ma come sempre non è tutto oro quel che luccica
Composizione dell'export del settore della bicicletta
L'export del settore della bicicletta dei paesi dell'Ue
Parliamo ancora di export. E non possiamo fare altrimenti, visto che come pare chiaro da ormai un po’ di tempo, la maggior parte dei fatturati di molte aziende italiane è proprio a questa specifica voce cui maggiormente fanno riferimento. L’estero è quindi sempre di più la valvola di sfogo per i prodotti (spesso d’eccellenza) che le piccole e medie aziende italiane producono. Le cause di tutto ciò sono da discutere sicuramente a livello di ragionamenti macroeconomici, di certo questa non è la sede adatta per parlare di questioni del genere. Certi discorsi comunque lasciano un po’ il tempo che trovano, ma si intrecciano e sfociano in tre fattori principali di cui sì possiamo parlare, se non altro per fare un po’ il punto. Primo: è sempre più chiaro che in Italia le nuove generazioni hanno un potere d’acquisto nettamente inferiore rispetto a quelle precedenti. Questo fa sì che l’alta qualità della produzione nel settore ciclo, espressa dai nostri brand (ma lo stesso discorso vale anche ad esempio per un altro settore nevralgico del made in Italy, come quello del mobile e del design), si esprima con oggetti dal costo elevato, che produciamo, ma che spesso non possiamo più permetterci.
Dietro al marketing c’è sempre anche il prodotto?
Un altro fattore rilevante è sicuramente anche quello dello strapotere del marketing, che sul popolo italico ha sempre avuto un certo richiamo. Allora le logiche dell’immagine e del “saper far parlare di sé” crea un appeal speciale verso alcuni brand internazionali che certamente non hanno nulla di particolare in più rispetto ai nostri, se non milioni di euro investiti nella comunicazione, sempre più incessante e sempre più cool, che si trasmette inesorabilmente sul costo del prodotto finito. In Italia spesso ad alzare le cifre di vendita sono invece altre cose, come l’alto costo della manodopera dovuta all’ipertrofica tassazione e la difficoltà oggettiva del fare impresa. Un ultimo fattore perfettamente riscontrabile è rappresentato dall’eccessiva esterofilia della nostra popolazione, per la quale, non si sa perché, non si sa da quando, ciò che è prodotto nella penisola è per forza di cose peggiore di ciò che viene prodotto all’estero. A questi fattori se ne aggiungono un paio altrettanto difficili da digerire e che apparentemente non hanno nulla a che vedere tra di loro: uno si riversa inesorabilmente sulla produzione degli accessori e componenti, mediamente in calo; i maggiori brand internazionali hanno iniziato a proporre la loro componentistica, anche di alto livello, diventando in pratica gli OEM di sé stessi e rubando quote di mercato alla manifattura italiana. Un altro è la logica campanilistica, derivata un po’ dall’orgoglio, un po’ dai malumori del settore, di non riuscire mai a fare “comunità”, ovvero a creare situazioni in cui ci si sospinga a vicenda, invece che continuare a litigare, e farsi assurde guerre, proprio come descritto da Manzoni nel famoso passo dei “capponi di Renzo”.
I piccoli litigano, i grandi si rafforzano
In questo substrato i grossi attori internazionali sguazzano e, dati alla mano, fanno precipitare le nostre quote di mercato. Gli indici parlano chiaro, e tra alti e bassi negli ultimi cinque anni l’export del settore cala inesorabilmente dell’8,2% mentre in Europa si registra una crescita di quasi il 20%. Il totale dell’export vale fino al 2018: 572 milioni di euro annui. Suddivisi tra un 65,2% per la componentistica e 34,8% per le bici complete. Nel comparto bici, l’Italia è il terzo
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esportatore europeo dietro alla Germania che passa il bilione di euro e il 20% del totale dei paesi della UE, e all’Olanda, che sfiora la fatidica quota “mille milioni” e si attesta vicino al 19% del totale. Questi due paesi staccano di molto, quasi del 100% noi e tutti gli altri. Alle spalle abbiamo la Francia, il Portogallo (che esporta gran parte della sua produzione) e il Belgio.
Saldo positivo, un dato da interpretare
Un indicatore importante delle performance dei vari paesi è però anche il saldo estero. Una sorta di arma a doppio taglio. Perché un saldo positivo può significare anche una scarsità del mercato interno, o viceversa. Insomma, di per sé non dice nulla, ma va allineato agli altri fattori. Qui infatti primeggia il Portogallo e noi siamo al secondo posto. Seguiti a distanza dalla Romania. Ciò è un bene o un male? Visto che siamo tra i primi in entrambe le classifiche verrebbe da dire un bene, ma le potenzialità sono maggiori e questo lascia l’amaro in bocca. La Germania dal canto suo è all’ultimo posto di questa classifica, e prima nell’altra, a indicare un mercato interno enorme e un gran potere d’acquisto.
Gli ultimi dati: mai meglio di così negli ultimi 10 anni Dati confortanti arrivano però dal primo trimestre del 2019, che fa registrare un +4,1%, superiore alla media europea (+3,6%). La maggior crescita delle esportazioni italiane avviene verso paesi del nord Europa, come la Polonia ad esempio, dove evidentemente cresce il potere d’acquisto della popolazione, che richiede un prodotto di qualità e vede ancora il prodotto italiano bike come un “must”. Anche se si parla di cifre generali ancora piuttosto basse. La Germania cresce, come la Spagna e il Belgio, meno bene gli Stati Uniti, in crescita nel 2018, ma in fase calante per l’avvio dell’anno in corso. Qui le performance altalenanti probabilmente sono riflesso di anni in cui il settore è nettamente in calo generalizzato e in cui (ricordiamo) non esiste più una fiera internazionale, infatti Interbike è stata cancellata dopo i colpi subiti dalle continue defezioni degli operatori e dall’incapacità di dare al mondo del business ciò di cui aveva bisogno. Dall’altra parte dell’Atlantico non sono così pazienti e legati alle consuetudini come lo siamo noi, non ci mettono nulla ad abbattere un edificio, figuriamoci una fiera, che tutto sommato non ha necessita di esplosivo per essere eliminata. Coincidenza o conseguenza? Ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni. A parte questo, i primi mesi del 2019 sono stati i migliori degli ultimi dieci a livello mondiale. Ciò arriva però dopo anni negativi. I settori che non sono calati sono quelli di pedali e pneumatici, mentre molti, come apparecchi per illuminazione, mozzi e pignoni, accessori, telai e forcelle, sono drasticamente diminuiti, con punte anche del meno 11%.
Chi acquista sul nostro mercato?
Ma chi sono i maggiori clienti dell’Italia? Strano a dirsi, ma il primo è la Francia, che acquista merce per 117 milioni di euro, seguito dalla Germania e dal Regno Unito, insomma i paesi che dominano la scena europea e che hanno una base di appassionati ampia e consolidata. Ma non è qui che il made in Italy deve concentrarsi se vuole aumentare le quote di export, infatti se si guardano le cifre, stupisce che siano spesso in drastico calo nei paesi extra europei. Ma se siamo noi i primi a non credere nei nostri prodotti e a scegliere, anche a parità di prezzo, quelli provenienti dal Far East, come possiamo pretendere che vengano per forza apprezzati anche all’estero? Su che base? Le generazioni stanno cambiando e le nuove sempre meno subiscono il fascino dell’heritage, della storia dei nostri grandi marchi e della bicicletta italiana; inoltre sempre di meno glielo si spiega nel modo corretto. Mentre sempre di più sono attirate dall’immagine e dall’idea di se stessi che si vuole esprimere all’esterno, scegliendo un brand piuttosto che un altro. Il mercato va verso prodotti con una doppia faccia, che mischiano unicità e sicurezza di aver fatto la scelta giusta. Insomma, si vuole essere riconosciuti come raffinati intenditori, come gente che “ne sa”, ma al contempo non si vuole uscire troppo dal coro, per restare all’interno del porto sicuro che rappresenta un prodotto mass market. Questo è uno dei grandi inganni della società del consumo contemporanea, iniziata in parte da Steve Jobs e compagnia bella. Che crea esclusività in un prodotto che di esclusivo non ha in realtà nulla, con i soli mezzi della comunicazione e giochetti psicologici. Scegliere significa spesso dover difendere le proprie posizioni e non sempre è semplice argomentare le proprie idee, si lascia quindi che a decidere per noi siano altri. Su questo dovremmo lavorare, su un modo nuovo e tutto nostro di comunicare il prodotto artigianale italiano.
Il quadro per regione e provincia delle imprese e dell'artigianato Filiera della bicicletta
La dinamica dell'export del settore della bicicletta nei 12 principali paesi clienti
foto Basso Bikes
Freni a filo: i cavi e le guaine
La bicicletta è un mezzo di trasporto di per sé molto semplice, ma che racchiude tecnologie diverse e complesse. Anche in due elementi per lo più sottovalutati che trasmettono la forza dalle leve ai corpi freno
In questo articolo andremo ad analizzare nel dettaglio i sistemi frenanti a filo. Essi sono composti sostanzialmente da quattro componenti principali: la leva freno, il filo, la guaina e la pinza freno. La leva e la pinza sono messe in relazione da una guaina freno e un filo in acciaio. La leva, che come avevamo anticipato può avere diversi orientamenti in base al tipo di manubrio utilizzato, ha sempre al suo interno una sede in cui fissare il filo in acciaio. Tale sede è sempre libera di ruotare in quanto nel momento in cui viene azionata la leva la sede deve potersi allineare con la direzione in cui andrà il filo. Un problema a tale sede (la sua non rotazione libera per esempio) comporterebbe un malfunzionamento dell’impianto frenante con probabile rottura del filo freno. Come anticipato, le leve freno hanno un loro specifico rapporto di leva, ossia sviluppano una forza differente a seconda del punto in cui è posizionato il fulcro della leva stessa, questo le rende compatibili con le loro specifiche pinze freno. Si avrà infatti che montando una leva freno non compatibile con la relativa pinza, la frenata risulterà non modulabile o troppo lunga. Una volta azionata la leva, il cavo trasmette la forza di trazione fino alla pinza, questo avviene facendo scorrere lo stesso lungo la guaina freno.
La guaina, un elemento da non sottovalutare Quest’ultimo elemento è composto da tre parti: un tubo che generalmente è di teflon o materiale plastico a basso attrito, un filo di acciaio e un rivestimento plastico esterno. La parte più interna della guaina è quella in cui scorre il filo e quindi deve permettere una scorrevolezza ottimale; per tale motivo generalmente, nelle guaine di qualità è composta da un tubicino di teflon (che permette di ottenere attriti bassissimi senza lubrificazione). Il filo di ferro che troviamo più all’esterno avvolge letteralmente il tubicino interno come una lunga spirale, questa forma ricorda vagamente una lunga molla a spirali fittissime. Il filo metallico ha dimensioni di circa 1,5 mm e la sua forma specifica permette di ottenere una frenata modulabile. Immaginatevi di iniziare a frenare, la leva inizia a tirare il filo, la sede del filo si allinea con l’ingresso della guaina che ha sede nella leva, la forza di trazione arriva sino alla pinza freno che muovendosi fa arrivare i pattini freno fino al cerchio: continuando ad imprimere forza da questo punto la pinza freno non avrebbe più modo di muoversi e quindi tutta la forza impressa sulla leva arriverebbe direttamente al cerchio. La spirale contenuta nella guaina in questo momento inizia ad operare come una vera e propria molla, smorzando la
forza che stiamo imprimendo e permettendoci di modulare la frenata, questo per ottenere una performance di frenata superiore e uno spettro di modularità compatibile con le esigenze di guida. L’ultima parte della guaina è il rivestimento esterno, che sostanzialmente è una parte in plastica colorata (generalmente di nero, ma esistono di svariati colori) che ha lo scopo di contenere il filo a molla interno e di proteggerlo dagli agenti esterni. La guaina per poter funzionare correttamente deve essere vincolata a dei punti fissi, in quanto su tali punti va a sviluppare la forza impressa dal filo. Si avranno sistemi in cui si avrà una guaina unica dalla leva freno sino alla pinza e quindi i due vincoli saranno la leva e la pinza stessa, in altri sistemi la guaina è spezzata lungo il percorso del filo quest'ultimo risulta visibile in alcuni punti. In tale caso il telaio ha degli innesti dove la guaina va posizionata, senza tali punti fissi il filo non potrebbe esercitare tensione. In tali punti la guaina ha un capoguaina, un cilindro metallico alto circa 10 mm che la riveste e rende il sistema compatto per il trasferimento della forza del filo. Generalmente l’innesto della pinza e della leva fungono da capoguaina senza dover utilizzare elementi aggiuntivi.
Il filo, l’elemento che connette leva e freno
Il filo che scorre all’interno della guaina è composto da tanti fili avvolti su sè stessi in modo da renderlo flessibile e più robusto. Ad un capo del filo vi è una testa saldata che è quella che andrà ad innestarsi nella sede della leva. Esistono tante variabili di testa del filo, che dipendono dalla leva freno e devono assolutamente essere tra di loro pienamente compatibili. Nuovamente abbiamo scoperto che un filo e un tubicino di plastica possono nascondere una tecnologia che non ci aspettavamo su una semplice bicicletta. Alla prossima puntata con le pinze freno!
Da questo mese sono disponibili anche in Italia i corsi di formazione BBI, l’istituto di formazione e certificazione americano con una manualistica indipendente di più di 14.000 pagine.
I.B.S. svolge esami di certificazione dei meccanici per l’accesso al registro internazionale dei meccanici professionisti sulla base di un formato attivo negli Stati Uniti da oltre 30 anni. Ha inoltre attivo un corso specifico per la formazione inerente la teoria e il montaggio dei sistemi ruota.
Per info scrivete a: office@internationalbikeschool.com
Guaine e cavi Campagnolo
La difesa di un Valore
Parliamo di dazi, questa volta non solo riferiti al settore eBike.
Il pericolo è sempre lo stesso, il famigerato dumping con cui la Cina “dopa” le prestazioni delle proprie aziende
Il 2019 sarà ricordato come l’anno in cui, in Europa, il settore ciclo ha ricevuto da Bruxelles ben due misure contro la concorrenza sleale proveniente dalla RPC: quella a favore della bici a pedalata assistita e quella per il rinnovo per la bici tradizionale. A febbraio di quest’anno infatti la Commissione Europea ha confermato il dazio provvisorio di luglio 2018 ad un valore medio del 66% per le eBike e ad agosto il dazio antidumping del 48,5% per la bici tradizionale. Che significato hanno queste misure per l’industria europea e italiana della bicicletta? Per valutare l’impatto di queste misure sul mercato occorre dare un senso alla parola “dumping”. La traduzione dalla lingua inglese è “vendita sottocosto”. In buona sostanza un mercato, un paese, un distretto industriale decide di finanziare un attacco commerciale presso un’altra nazione/continente/mercato (in questo caso quello europeo) attraverso la vendita sotto costo dei propri prodotti finanziando questa strategia commerciale con riserve finanziarie proprie. Tutti sanno che una vendita, continuativa, sottocosto dei propri prodotti porta ad un fallimento dell’attività. E tanto più è aggressivo l’attacco, con i prodotti cinesi i divari erano anche dell’80%, più rapida sarà la chiusura delle attività sul mercato oggetto di attacco.
Un attacco strutturato all’industria europea Una volta ottenuto l’azzeramento delle fabbriche di quel mercato il paese che ha mosso l’attacco può aumentare i propri prezzi e rifarsi dell’investimento finanziario. Tale strategia è annoverata sui libri di economia come una delle possibili mosse per attaccare un mercato. Ha delle controindicazioni e dei rischi, dipende da quali siano le capacità finanziarie di chi attacca e da quanto siano disposte a sopportare, sempre in termini finanziari, le imprese che ricevono l’attacco. Al di là di queste indicazioni, tecnicamente opinabili o discutibili, va segnalato che il dumping è vietato dalle regole di commercio internazionale dal WTO. Non si tratta di uno sconto del 20 o 30%, o delle vendite “sottocosto” che reclamizzano molti centri commerciali vicino casa, per le quali ci sono ferree regole di applicazione, si tratta di una strategia continuativa e costante, procrastinata fino al fallimento di tutte le imprese locali. Definire e attuare una strategia a salvaguardia delle imprese significa quindi salvaguardare il valore delle aziende che vi operano e mantenere in vita una concorrenza leale.
Come si definisce il valore di un mercato o di un settore? Il valore di un mercato ha tanti indicatori, fra cui quelli di carattere monetario che sono i più facili da misurare. L’Europa ha il mercato bici a maggior valore in assoluto al mondo, frutto
di una storia del veicolo che supera i duecento anni, di un utilizzo pressoché in tutti i paesi dell’Unione, di una tradizione produttiva di bici e componenti in almeno 24 dei 28 paesi dell’Unione Europea. Tutto questo è un valore che si riflette nella vendita dove, moltiplicando i numeri e i prezzi medi, si ottiene un fatturato industriale di 12 miliardi di euro, si crea lavoro a oltre 100mila addetti e fa esistere, in Europa, 900 PMI. I numeri in Italia sono di 1,2 miliardi di fatturato industriale, 14mila addetti e 250 PMI. Anche solo immaginare che i prezzi medi, artificiosamente tenuti bassi da una concorrenza sleale di origine asiatica, possano compromettere il valore industriale del settore ciclo in Europa e in Italia, rendendo di fatto impossibile sostenerne i costi industriali, tra cui 1 miliardo solo per gli investimenti, ha convinto, da oltre trent’anni, un certo numero di associazioni nazionali e un paio di europee (EBMA e CONEBI) a difendere, grazie ai TDI, Trade Defence Instruments (Sistemi di Difesa Commerciale dell’Unione Europea), gli interessi dell’Industria Europea della bicicletta.
Questi dazi hanno valore anche per gli importatori?
Questo ha senso anche per gli importatori di bici di qualità, che altrimenti vedrebbero diminuire i valori di vendita con conseguente impossibilità di coprire i propri costi di esercizio. Con questa strategia, infatti, diminuiscono fatturati delle aziende ma non i costi. Questi rimangono invariati e uccidono le imprese.
Chi ha portato avanti questo prezioso lavoro in Europa? È stato, è un lavoro di squadra, lungo e minuzioso, delle associazioni europee EBMA e CONEBI, nazionali come ANCMA per l’Italia, coadiuvato dalle rappresentanze ministeriali nazionali dei maggiori paesi coinvolti e sintetizzato nel Regolamento esecutivo di mantenimento dei dazi antidumping per le biciclette tradizionali, pubblicato il 29 agosto 2019 sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea. Che restituisce, al mercato della bici in Europa, il senso di avere una concorrenza sempre libera ma rispettosa dei criteri di concorrenza leale stabiliti in ambito WTO così come abbiamo ampiamente illustrato prima. Le associazioni continuano a vigilare il mercato per garantire il rispetto delle regole internazionali di concorrenza leale e ci muoveremo nelle sedi opportune per evitare che succeda in Europa quel che successe negli Stati Uniti tanti anni fa. Nel 1992 si producevano 11 milioni di biciclette mentre nel 1996, solo quattro anni dopo, a causa della decisione del governo degli USA di non difendere l’industria da questo attacco cinese, la produzione si attestò a 350mila biciclette per lo più artigianali (e quindi impossibili da attaccare) secondo una strategia di massa ottenuta grazie al dumping della Repubblica Popolare della Cina.
ancma.it
WOMEN4BIKE
DI PAOLA BRAZIOLI
L'unione fa la forza
Tecnologia, sostenibilità e supporto ai negozi. I concetti della strategia Schwalbe portati avanti anche dalla filiale italiana. Ne parla in questa intervista la responsabile vendite Elisabetta Dell’Orto
La filiale italiana di Schwalbe tra le aziende leader a livello mondiale nella produzione di pneumatici e camere d’aria per biciclette, da una decina d’anni è guidata da una donna: Elisabetta Dell’Orto. Abbiamo fatto con lei quattro chiacchiere sul suo lavoro, sul settore ciclo in generale e sulla strategia dell’azienda tedesca in merito a temi come la sostenibilità e l’online. Elisabetta ci ha anche parlato di una nuova figura, introdotta dallo scorso luglio sul mercato italiano, che ha il compito di formare i negozi ed aiutarli nella vendita.
Parlaci un po’ di te. Come sei approdata in Schwalbe?
Dopo il liceo linguistico ho cominciato a lavorare in una società di spedizioni internazionali. La voglia di cambiare settore e accettare nuove sfide in seguito mi ha portata in Schwalbe. Era il 2002 ed iniziai come assistente del responsabile di filiale. Un incarico da subito stimolante perché siamo l’unica filiale italiana, non abbiamo agenti o distributori. L’impegno e la responsabilità, quindi, sono via via cresciuti fino al 2009, anno in cui per naturale turn over sono diventata responsabile della filiale italiana. Ruolo che occupo tuttora.
Cosa ti piace soprattutto del tuo lavoro?
Rivolgersi a più interlocutori trovo sia uno degli aspetti più interessanti. Dal consumatore finale al dealer, alle aziende, oppure ai produttori di biciclette: tipologie di persone e realtà diverse che rendono necessaria un’azione ampia e diversificata. Si tratta di un lavoro dinamico, mai noioso, che mi porta spesso anche all’estero per fiere e che richiede una buona conoscenza delle lingue.
Il settore ciclo registra numeri sempre più positivi anche grazie alle bici elettriche. Cosa ne pensi? Posso confermarlo. Pur essendo produttori di un accessorio, quali sono di fatto gli pneumatici, avvertiamo da tempo questo slancio positivo del mercato bike trainato dal comparto dell’elettrico. Abbiamo, infatti, registrato un incremento nella produzione di copertoni specifici per le biciclette a pedalata assistita. Pensiamo a ragione che il settore eBike sia il presente e il futuro della mobilità in bicicletta. Continuiamo per questo a sviluppare prodotti specifici tecnologicamente avanzati. Pneumatici adatti a un tipo di bicicletta che per peso, prestazioni e caratteristiche tecniche richiede soluzioni studiate ad hoc. Grip, stabilità, protezione contro le forature, frenata e bassa resistenza al rotolamento: queste le caratteristiche che uno pneumatico speciale per eBike deve avere.
Quali sono le novità più interessanti, quali prevedi siano le tendenze future? Come novità 2020 abbiamo presentato la nuova gamma corsa che si avvale della tec-
nologia Tubeless Easy, realizzata con carcasse dalla tecnologia avanzata per ottenere la massima prestazione in assenza di camere d’aria. Questa tecnologia esclusiva per uso tubeless è il risultato di molti anni di ricerca e di sviluppo. Siamo arrivati così a uno pneumatico facile da montare, con un peso eccellente e che regala un’esperienza di guida unica, fluida come in presenza di un classico copertone tubolare. Una tecnologia di cui siamo molto fieri, perché testimonia la nostra esperienza in questo settore. Nel futuro vedo, dunque, un maggiore utilizzo del tubeless anche nel ciclismo su strada. Prodotti che registrano un trend positivo in fatto di vendite sono, inoltre, i copertoni con colorazione classic skin, disponibili per diversi tipi di bici: dalla mountain bike alla corsa, dalla gravel alla city bike.
Da luglio avete introdotto la figura del promoter. Di cosa si tratta?
Noi della filiale italiana non abbiamo mai avuto agenti diretti, ma ci siamo sempre affidati ai grossisti, i quali a loro volta si affidano ad agenti plurimandatari. Da luglio abbiamo introdotto una figura da noi coordinata, quella del sales promoter. Luca Bergamini, questo è il suo nome, avrà il compito di fornire informazioni tecniche ai dealer, agevolare la loro conoscenza del prodotto e così indirettamente aiutarli nella vendita dello stesso. La casa madre già da tempo si avvale di promoter dipendenti dell’azienda, che hanno proprio il compito di supportare i dealer sul territorio. Anche in presenza di questa figura, nuova per il mercato italiano, siamo comunque sempre disponibili per informazioni tecniche sul prodotto e l'assistenza. Rimangono infatti attive le linee di customer care già esistenti. Non possiamo, invece, vendere direttamente al pubblico.
Si parla tanto di sostenibilità. Quali strategie adottate in questo senso, considerando che i vostri prodotti sono soggetti per loro natura a usura e smaltimento?
La nostra sfida è quella di continuare a produrre prodotti con tecnologie d’avanguardia, utilizzando materie prime riciclate. Un esempio è il battistrada Green Compound, la cui mescola è realizzata con polimeri provenienti esclusivamente da materie prime e rinnovabili. Altro esempio dell’attenzione di Schwalbe per l’ambiente sono le camere d’aria: 100% riciclabili, ogni nuova camera d’aria è prodotta con circa il 20% di materiale riciclato. Per quanto riguarda il ritiro e smaltimento di copertoni e camere d’aria usate, in Germania è già attivo un servizio di ritiro del materiale presso i dealer. Auspichiamo sia presto possibile anche in Italia. Abbiamo nel frattempo preso contatti con un’azienda italiana che ricicla i prodotti in gomma.
Un tema molto sentito è anche quello del commercio online, che per qualcuno penalizzerebbe la rete distributiva tradizionale, in particolare i negozi. Qual è il tuo parere a riguardo?
Non facciamo e-commerce e in linea di massima non appoggiamo le vendite online, perché pensiamo sia meglio la distribuzione classica tramite dettagliante, più vicina al consumatore finale. Ci sono, inoltre, casi di vendite online in cui il prodotto risulta svalutato da una politica dei prezzi selvaggia. Da questo punto di vista il commercio su internet andrebbe regolamentato.
Utilizzi la bici anche nella tua vita quotidiana?
Non giornalmente, ma mi piacerebbe. Per questo ho in progetto di acquistare una bicicletta a pedalata assistita per i miei spostamenti urbani.
Elisabetta Dell’Orto, area sales manager di Schwalbe Italia
Luca Bergamini, Elisabetta Dell'Orto, Luca Mauri - Staff Schwalbe Italia
Un paradiso in Alto Adige
Sulla ciclabile tra borghi e frutteti oppure in mountain bike e bici da corsa nel Parco Nazionale dello Stelvio. La Val Venosta è ideale da scoprire su due ruote anche grazie a servizi specifici per il cicloturista come la bikemobil Card
Dolcemente attraversata dal fiume Adige e ricca di bellezze paesaggistiche, la Val Venosta è un piccolo paradiso alpino. Una valle potremmo dire incontaminata, che vive molto di agricoltura, dove i meleti a fine estate dipingono il paesaggio e dove gli antichi canali di irrigazione ne segnano la trama. Una valle dal clima mite, la cui posizione unica tra la cresta principale delle Alpi e il massiccio dell’Ortles ne fa la regione caratterizzata dal minor tasso di precipitazioni annue dell’intero arco alpino. Anche detta il “granaio del Tirolo”, qui si coltivano mele, pere, albicocche, fragole, segale e viti. Tra le specialità di questa regione ci sono anche i formaggi eccellenti e le pere Pala, chiamate “pere del farmacista” grazie alle loro qualità salutari. Territorio e clima ideali, dunque, per una vacanza in bicicletta alla scoperta anche di sapori unici. La Val Venosta è lunga 90 chilometri dal Passo di Resia, dove nasce il fiume Adige fino a Merano, passando per Malles, Glorenza Silandro e Laces. Senza dimenticare Prato allo Stelvio, piccolo borgo e porta d'ingresso al Parco Nazionale dello Stelvio. Un territorio vasto che offre tante opportunità per ogni tipo di ciclista: dalla ciclabile e i sentieri pianeggianti del fondovalle ai trail più impegnativi sui monti e all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, per non dimenticare la Strada del Passo dello Stelvio, tra le più belle e panoramiche di tutto l’arco alpino. Questa valle che confina a nord con l’Austria e a ovest con la Svizzera, è costellata inoltre da numerose testimonianze storiche. Nei secoli, infatti, è stata attraversata da popoli di diversa provenienza, di cui ancora oggi sono visibili tracce, non solo nell’agricoltura, ma anche nell’arte, nella cultura e nelle tradizioni. Tra le testimonianze storiche troviamo il Castello di Castelbello e il Castel Coldrano. Oppure ancora il Castel Coira e il Castel Juval. Altra attrazione è il campanile di Curon Vecchia, che emer-
L’ampio fondovalle è ideale per escursioni in famiglia e giri non impegnativi. Particolarmente apprezzata per una gita in bicicletta la ciclabile che segue il fiume Adige: ottanta chilometri lungo l’antica via Claudia Augusta, tra storici borghi, meleti, castelli e piccoli bacini idrici. Questa ciclabile, che ripercorre l’antica rotta commerciale, è la ciclovia più lunga della rete ciclabile trentina. Protetta dal traffico attraverso frutteti e vigneti, parte dal Passo Resia e si conclude a Merano. Il percorso, che attraversa tutta la valle, è per lo più pianeggiante o in discesa: per questo motivo ideale anche per famiglie con bambini. Dal Passo Resia la ciclabile dell’Adige passa davanti al pittoresco campanile sommerso nel lago di BIKE
ge dalle acque del lago di Resia, vero e proprio simbolo della Val Venosta e unico testimone di un passato doloroso che racconta di un borgo cancellato dalla diga costruita subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Numerose anche le chiese romaniche, come la chiesa di San Procolo a Naturno e alcune parti dell’Abbazia di Monte Maria a Malles, risalente al XII secolo e considerata l’abbazia benedettina più alta d’Europa. Tante attrazioni dunque che insieme al Parco Nazionale dello Stelvio, tra le più estese aree naturalistiche protette delle Alpi, fanno della Val Venosta una destinazione ideale da scoprire in sella a una bicicletta. Un territorio che si avvale di ciclabili in ottime condizioni, sentieri di mountain bike ben segnalati, diversi bike hotel e punti noleggio che spesso sono anche punti vendita disponibili per ogni necessità del cicloturista, una rete di mezzi di trasporto adeguata e in qualche caso specifica per chi viaggia in bicicletta.
La ciclabile che attraversa la valle
PAOLA BRAZIOLI
La pista ciclabile dell’Adige sull’antica via Claudia Augusta si sviluppa a fianco della tratta ferroviaria. È così nata l’idea della combinazione treno e bicicletta. In Val Venosta sono attivi ben sette punti di noleggio bici di “Bici Alto Adige” presso altrettante stazioni ferroviarie. Presso ogni punto noleggio i mezzi possono essere noleggiati e restituiti. La restituzione può avvenire in una qualsiasi delle sette stazioni interessate dal servizio. Tutti possono così conoscere la Val Venosta e le sue bellezze pedalando sulla ciclabile che la attraversa. In alternativa al treno, il servizio si avvale di bike shuttle che permettono di raggiungere il punto di partenza del proprio tour. Tutto usufruibile tramite una card: la “bikemobil Card”, che permette di utilizzare tutti i mezzi di trasporto pubblici in Alto Adige in combinazione con un unico noleggio di una bici. La Card include l’utilizzo illimitato di tutti i mezzi di trasporto pubblico del Trasporto integrato Alto Adige per uno, tre o sette giorni consecutivi a seconda della scelta e il noleggio di una bicicletta per un giorno presso punti “Bici Alto Adige” situati lungo le stazioni. Per bambini e ragazzi da 6 a 14 anni la bikemobile Card è a metà prezzo. suedtirol-ra.com
Resia, continua lungo la sponda del lago di San Valentino alla Muta, raggiunge Burgusio, da dove si gode la vista su Malles con le sue sette chiese romaniche, e attraversa la cittadina medievale di Glorenza, la città più piccola d’Italia, che merita di essere visitata per i suoi edifici storici e l’impronta medievale. La ciclabile procede poi pianeggiante in direzione di Prato allo Stelvio e attraversa Lasa, il paese del marmo bianco estremamente apprezzato anche oltreoceano: a New York ne sono stati utilizzati 40.000 mq per la nuova stazione della metropolitana a Ground Zero. Lasciata la località di Lasa si arriva, quindi, a Silandro (località Covelano) e, passando tra i frutteti, a Laces. Da Laces l’itinerario continua passando per il castello di Castelbello e la chiesa di San Procolo a Naturno, una delle più antiche dell’Alto Adige, per poi terminare a Merano.
In mountain bike da marzo a novembre
Grazie al clima mite e secco in Val Venosta è possibile pedalare fino a novembre. Un’articolata rete di sentieri e trail ne fanno il territorio ideale per gli appassionati delle ruote artigliate. Dai percorsi a bassa quota adatti ai principianti, fino ai trail più impegnativi come quello del Barbarossa, sopra Laces, da poco costruito con linee flow e salti, particolarmente apprezzato anche dai più esperti. Tra i tour possibili, da segnalare il Montesole Trail, percorribile quasi tutto l’anno e caratterizzato dal bellissimo panorama sul Monte Tramontana. La Val Venosta è anche teatro della Ortler Bike Marathon, la gara di mountain bike che con i suoi percorsi di 51 e 90 chilometri attraversa l’Alta Val Venosta e la zona dell’Ortles. Gli itinerari per mountain bike in Val Venosta sono segnalati con un sistema uniforme e tutta la zona è coperta dal segnale GPS.
VENOSTACARD AL SERVIZIO DEL TURISTA
La promozione turistica in Val Venosta passa anche per una carta che l’esercente mette a disposizione dei propri ospiti da marzo a novembre e che comprende diversi servizi.
Tra i servizi messi a disposizione dei turisti compresi nella VenostaCard troviamo per esempio L’Alto Adige Guest Pass, ossia un unico biglietto con il quale si possono utilizzare senza limiti i mezzi di trasposto pubblici in tutto l’Alto Adige, comprese le funivie del Renon, di Maranza, di S. Genesio, del Colle, di Meltina e di Verano, il trenino del Renon e la funicolare della Mendola. Per il trasporto della bicicletta si può acquistare un biglietto giornaliero.
I vantaggi della VenostaCard si traducono anche in sconti per l’utilizzo delle funivie, per l’ingresso nei musei e strutture per il tempo libero. Tra i servizi aggiuntivi ci sono escursioni e tour esclusivi per i possessori come il tour in eBike all’insegna del gusto sulla Via romanica delle Alpi: un’escursione in bicicletta sulle tracce del romanico, alla scoperta della cultura altoatesina, sostando in masi tipici e degustando vino e altri prodotti locali. Oppure ancora il tour in eBike al maso di montagna destinato alla coltivazione di cereali più alto d’Europa con visita all’antico mulino. Questo maso si trova nel Parco Nazionale dello Stelvio, in Val Martello, a quasi 2.000 metri di altitudine e da nove generazione vi si coltiva segale oltre a dedicarsi all’allevamento.
La sfida bellissima della salita al Passo dello Stelvio
Gli amanti della bici da corsa possono cimentarsi sulle strade della Val Venosta che dal fondovalle si inerpicano pedalata dopo pedalata sui monti circostanti. Nonostante le idee di tour che sono pubblicate sul portale web venosta.net, l’attrazione maggiore per gli appassionati di ciclismo è senza ombra di dubbio la strada panoramica del Passo dello Stelvio, che parte da Prato allo Stelvio e con i suoi 48 tornanti conduce al valico più alto d’Italia a 2.757 metri s.l.m. La bellezza di questa salita è dovuta anche alla vista sui ghiacciai e sulle formazioni rocciose del gruppo dell’Ortles-Cevedale, che dalla località di Trafoi accompagnano fino al valico. In totale 1.800 metri di dislivello che rappresentano una sfida per qualsiasi ciclista. Uno dei percorsi più belli da fare in bici da corsa parte da Prato allo Stelvio e raggiunge il Passo dello Stelvio attraversando Trafoi, per poi proseguire per il Passo dell’Umbrail verso Santa Maria Val Monastero in Svizzera.
venosta.net
Treno e bici in Val Venosta
Montura: in sella con uno shop dedicato alla bici
Dalla mountain bike alla strada, il brand porta tutto il suo know-how nel mondo outdoor al servizio del ciclista con il primo shop di Isera (TN)
Da luglio 2017 Montura ha aperto ad Isera il primo negozio bike. Montura Bike Isera è situato in prossimità dell’Alpstation Isera e con esso crea un centro outdoor Montura dove è possibile trovare tutti i prodotti necessari per le passioni in montagna e su strada. Dedicato totalmente alle novità del mondo a due ruote, il nuovo concept shop entra nella rete di negozi Montura come l’unico dedito alla nuovissima linea di abbigliamento bike Montura. In aggiunta, si può trovare la migliore attrezzatura presente sul mercato per il mondo delle due ruote, sia on che offroad. Montura è rivenditore autorizzato del marchio BMC in Trentino, i cui prodotti saranno acquistabili all’interno del nuovo negozio bike. Montura Bike Isera dispone di addetti con lunga esperienza nel settore bici, sia per la fornitura di prodotti idonei ad ogni esigenza, che per garantire efficaci servizi di messa a punto e riparazione delle biciclette. Questo mese abbiamo avuto il piacere di fargli qualche domanda.
Nome negozio: Montura Bike Isera
Indirizzo: Loc. Le Fosse 1/E, Isera (TN)
Sito internet: montura.it
Mail: bike.isera@montura.it
Facebook: Montura Bike Isera
Telefono: 0464.483201
Metri quadrati negozio e show room: 250-300 mq
Metri quadrati officina: 40 mq
Bici: Bianchi (muscolari + eBike)
Centro assistenza: Bosch e Shimano
Noleggio: sì
Test Bike: no
Nr. Vetrine: 3
Sono passati poco più di due anni dall’apertura di questo shop Montura, come sta andando quest’esperienza e cosa c’è nel vostro futuro?
L’esperienza è senz’altro positiva. Attualmente il mondo bici è in forte cambiamento, in questi anni abbiamo visto il mutamento di alcune tendenze. La novità principale, potremmo dire la vera rivoluzione, è data dall’avvento delle bici a pedalata assistita, che ha modificato l’approccio alla bici e l’ha resa accessibile a tutti. Tanti sono gli elementi nuovi che caratterizzano questa nuova modalità di andare in bici. Montura sta cercando di andare incontro anche alle esigenze di questi nuovi utenti, e nella nuova collezione ha creato dei capi dedicati proprio a chi vuole andare in bici in tutta comodità, non rinunciando però ad alcuni dettagli tecnici che fanno la differenza.
Montura è un marchio a forte vocazione outdoor e off-road, ma non ha avuto problemi a inserirsi anche nel mercato road. Com’è avvenuto il contatto tra questi due mondi apparentemente diversi ma che hanno tanto da condividere?
Montura è sempre in cerca di nuove sfide, fedele al suo claim “Searching a new way”. L’entrata nel Bike è nata dalla richiesta sempre più pressante dei clienti, che conoscendo i capi Montura hanno espresso il desiderio di poterli indossare anche in bici. Il mondo road è apparentemente più distante dai settori tradizionalmente presidiati dal brand, ma il nostro arrivo ha destato comunque grande interesse. Così Montura ha deciso di realizzare capi tecnici destinati a questo mondo, sia road che offroad. Le tecnologie ed i materiali impiegati sono in gran parte utilizzati e testati da molti anni nella collezione outdoor con risultati molto soddisfacenti da parte della nostra clientela. Le esigenze di chi va in bici sono molto simili a quelle di chi pratica sport outdoor in montagna, pertanto il passaggio alla produzione di una linea dedicata alla bike è stato piuttosto naturale. Inoltre molto spesso avviene che
i capi bike, specie nel mondo offroad, si prestino ad un utilizzo trasversale anche nell’outdoor, ed i nostri clienti sono stati i primi a mettere in pratica e a riconoscere tale valore aggiunto.
La montagna ha un fascino senza tempo e le eBike hanno permesso a un pubblico più ampio di godere delle sue bellezze. Come vi approcciate a questa rivoluzione della pedalata assistita?
L’eBike rappresenta una bella sfida e una bella opportunità. Come detto, stiamo diversificando la proposta bike cercando di individuare le esigenze di ogni tipo di cliente: road, off-road, eBike. Ogni attività richiede un’attenzione specifica al dettaglio, pur mantenendo una base di comfort e di tecnologia nei tessuti e nella costruzione dei capi. Per questo motivo, come accennato sopra, abbiamo realizzato in vista della prossima stagione estiva 2020 una linea di capi destinati prettamente all’utilizzo in eMtb, attingendo a tessuti e costruzione derivanti dalla collezione outdoor, seppur con dettagli più consoni al target di riferimento prevalente. Linee sobrie e colori anche meno accesi, per chi vuole vivere la bici con un approccio più urbano e legato ad una mobilità sostenibile, contraddistinguono la nostra nuova linea dedicata, unitamente ad una ricercatezza delle finiture ed attenzione ai dettagli che fanno la differenza per chi ricerca capi funzionali all’attività in bicicletta. Vorremmo che ognuno, entrando nei nostri Store, possa sentirsi accolto e possa trovare il capo più idoneo per le proprie esigenze.
Bici spesso vuol dire aggregazione, avete una community che orbita attorno al negozio?
Organizzate degli eventi?
Sì, regolarmente organizziamo e promuoviamo numerosi eventi collegati direttamente al mondo bici. Proponiamo serate tematiche, che si tengono presso la sala comunicazione adiacente al Montura Bistrò, situato accanto al negozio, dove invitiamo tecnici o atleti per raccontare la loro esperienza e fornire utili consigli al pubblico. Supportiamo e promuoviamo uscite in bicicletta nella zona oltre a progetti, anche di respiro più ampio, che abbiano come oggetto la bici e la filosofia dell’andare in bici. Tutte le attività che valorizzino il territorio, a partire da eventi sportivi fino a quelli di natura culturale, sociale ed artistica, sono il riferimento del nostro modo di comunicare, che molto spesso è disgiunto da una mera rappresentazione del prodotto, ma ben si integra con la filosofia del sostegno da parte dell’azienda a chi merita adeguata attenzione poiché si mette in gioco ogni giorno tramite azioni ed ambiti diversi, ma accomunati dalla passione per tutto ciò in cui ci si riconosce. Nell’ambito sportivo per il settore della bike, Montura sostiene gare ed eventi principali quali il Tuscany Trail la Top Dolomites Granfondo, la 100 Km dei Forti, la Val di Fassa Marathon, la Granfondo delle Cinque Terre ed altri eventi, che in ogni caso riconducono alla filosofia di cui sopra.
Laetitia Roux, atleta francese Montura
Dal tramonto all’alba…
12 ore a tutta
La Ganten 12H Cycling Marathon ha aperto anche quest’anno il tempio della velocità al mondo del ciclismo. Una gara suggestiva che lega il suo fascino a quelle emozioni che solo la notte sa trasmettere
Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 settembre si è svolta la quinta edizione della Ganten 12H Cycling Marathon, evento endurance di ciclismo che ha siglato l’apertura del weekend Follow Your Passion. Nel pomeriggio di sabato le danze si sono aperte con l’inaugurazione del 1° raduno di bici storiche Colnago organizzato in collaborazione con la ASD Ciclostoriche di Lombardia. Una bella occasione di memorie che si rinnovano per i collezionisti brianzoli, celebrati dal Cavalier Ernesto Colnago che non ha voluto mancare all’evento. Il clima “retrò” si è poi respirato anche in pista, con diversi atleti “vintage” che hanno rispolverato le vecchie geometrie e si sono cimentati, rigorosamente in abiti d’epoca, in una 3 ore non competitiva che ha arricchito il programma della 12H.
Partenza lanciata dietro macchina
La prova di endurance cycling ha preso il via alle 19:30, alle spalle della safety car i ciclisti hanno cominciato ad assaporare l’asfalto del tempio della velocità in un giro di lancio in cui agonismo e voglia di divertirsi erano palpabili. La gara si è sviluppata durante la lunga notte brianzola, che ha visto i team partecipanti darsi battaglia tra ritmi forsennati in pista e strategie da scacchisti gestite finemente dai box. Nonostante il buio, la stanchezza e i primi freddi di stagione, i cambi ai box e l’adrenalina hanno mantenuto la competizione accesa durante tutta la notte portando primi atleti a chiudere con spettacolari arrivi in volata.
Soli o in squadra
L’evento non ha visto al via solo team agguerriti composti da amici pronti a passarsi il testimone dal tramonto all’alba, ma si sono presentati carichi ed eroici atleti che hanno accettato la sfida in solitaria, andando ad affrontare questa maratona notturna potendo contare solo sulle loro gambe e sulla loro determinazione. Tra gli atleti individuali da segnalare il successo di Francesco De Candido dell’ASD Swatt Club che ha percorso ben 469 km no stop. L’evento tuttavia non è stato legato solo alle battaglie in pista e alle strategie dei gruppi, il paddock è stato vivo tutta notte, dimostrando un’altra volta quanto gli sport di fatica siano un ottimo mezzo per unire le persone e creare legami forti.
A supporto di una lunga notte
L’organizzazione e le aziende partner dell’evento hanno saputo tener viva l’atmosfera e fornire il giusto supporto a tutti i partecipanti durante tutta la durata dell’appuntamento. In apertura c’è stato il tradizionale pasta party che ha fornito il giusto carico di carboidrati agli atleti che si accingevano a vivere la lunga notte di Monza, mentre lo stand Lavazza ha affrontato una maratona parallela, in cui lo staff non ha mai fatto mancare accoglienza e caffè caldo a tutti i partecipanti traghettandoli fino all’arrivo e offrendo la colazione una volta tagliato il traguardo. Una vera e propria staffetta dello sport che, terminata la 12 ore, ha visto i ciclisti passare il testimone della competizione ai colleghi podisti, pronti a partire per la Monza 21. Un weekend di sport siglato Follow Your Passion che ha visto partecipare oltre 4.000 atleti nelle due diverse competizioni.
monza12.com
Bike like a Deejay
Sulla falsa riga della celebre gara podistica organizzata dalla famosa radio, da tre anni si svolge anche la sua versione a pedali. Ma guai a sottovalutarla o chiamarla gara "da social"
Cento chilometri in pianura con partenza e arrivo nel centro di Milano. Questa è in sostanza la Deejay100, la medio fondo che fa il verso alla ormai mitica DeejayTen, una delle manifestazioni podistiche che è divenuta un tour, con spin off che si svolgono in tutta la penisola. Sembrerebbe quindi una situazione tranquilla, quasi una scampagnata che dal centro del capoluogo lombardo si spinge fino a Magenta e al Parco del Ticino. Certo, se uno non ha intenzioni troppo bellicose in effetti è così, infatti per chi non lo conosce, si tratta di un territorio anche piuttosto attraente da scoprire, tra boschi e borghi (o forse meglio dire amene cittadine). Purtroppo, o per fortuna, c’è sempre qualcuno che un minimo sente la pressione quando si appunta il pettorale, finisce così che si macinino i cento chilometri del percorso in meno di due ore e mezza, nonostante la pioggerellina incessante che ha reso viscido il fon-
do stradale e le numerose rotonde e curve a gomito, che hanno tra l’altro fatto diventare la gara certamente più “challenging”, interessante e, perché no, divertente. Certo alcune situazioni, soprattutto se si vuole stare là davanti, vanno accettate, altrimenti conviene prenderla con filosofia e godere senza troppa fretta delle campagne a ovest di Milano.
Un percorso piano percorso forte
Si esce dalla città con relativa calma, dietro la safety car, ma già c’è chi scalpita e la situazione è chiara fin da subito. O si accetta di darci dentro per rimanere attaccati ai primi gruppi, oppure si sta inesorabilmente nelle retrovie. Certamente non si tratta di una gran fondo qualunque: per stare li davanti occorre saper andare in bici, saper stare in gruppo, saper tenere la scia e soprattutto avere testa e gambe per richiudere gli elastici in uscita dalle rotonde. Il percorso è piatto ma di tanto in tanto ci sono strappetti (verso la metà del percorso) e cavalcavia, che se si vuole restare in contatto occorre prendere a tutta. Tutte queste cose alla lunga stressano e si fanno sentire sulle gambe. Certe situazioni non si ritrovano così spesso nelle classiche granfondo, dove generalmente per fare prestazioni decenti è necessario avere un buon passo in salita. Purtroppo, ciò che pensa una parte del mondo del ciclismo amatoriale, è che un ciclista vada giudicato unicamente sulla prestazione in salita, non curandosi di alcuni “fondamentali” per dirla alla sport di squadra. Capita quindi che qualcuno possa anche lamentarsi di un percorso di questo tipo, ma chi ha padronanza della bici, un po’ di tecnica e di gamba e quel pizzico di fortuna che l’ha tenuto lontano da forature o scivoloni, non penso possa dire di non essersi divertito.
Il villaggio e gli eventi connessi Oltre alla gara in sé un evento del genere deve, per definizione, portarsi dietro anche una serie di altre cose che ne fanno una situazione che merita di essere vissuta fino in fondo. In primis il villaggio, proprio in Piazza Tre Torri, una location di sicuro effetto e una scusa per chi ancora non l’ha visitata, per addentrarsi nel cuore di City Life e del suo parco e godere dell’”effetto wow” che regala al primo contatto. Durante il sabato che ha preceduto il race day, ci sono state molte occasioni di divertimento e intrattenimento, come la visita di Linus di Radio Deejay, oppure la gara di wattaggio sui rulli, ma la cosa che ha messo tutti, ma proprio tutti d’accordo è stata la maglia presente nel pacco gara. Frutto di una trade union tra Polartec e Santini, si posiziona sicuramente tra le migliori maglie dell’anno associate a un evento ciclistico, un capo che da solo è valso la quota d'iscrizione.
Un evento che merita di diventare un classico Insomma, Radio Deejay e gli sponsor, regalano alla città di Milano una bella giornata di sport in una domenica di per sé piuttosto grigia, la speranza è che questa manifestazione possa continuare a crescere di anno in anno, perché i grossi centri urbani hanno sempre più sete di bici. E sembra veramente un peccato lasciarli a bocca asciutta. deejay100.it
Linus con Elisa Scarlatta, organizzatore e madrina dell'evento
Le fasi concitate prima della partenza
Il gruppo in uscita da Milano
Il peloton
Il dinamico duo
Sede principale: Lallio (BG)
Data di fondazione: 1965
Metri quadrati: circa 7.000 mq
Numero addetti: 90 dipendenti più indotto di un’altra novantina
Fatturato: il fatturato 2018 è 17 milioni e segna un 7.5% in più rispetto al 2017. Nel 2019 Santini sta segnando un incremento del 15% circa.
Mtb/cx: Bianchi-Countervail, Trek Factory Racing XC e MTB, Selle ItaliaGuerciotti, Trek-Selle San Marco
Triathlon: 707 Team + singoli atleti come Giulio Molinari, Tim Reed, Kyle Buckingham, Helle Frederiksen, Holly Lawrence, Daniel Hofer, Nicolas Dougall,
SANTINI CYCLING WEAR POLARTEC
Leader nella produzione di soluzioni tessili innovative. Fin dall’invenzione del moderno pile sintetico nel 1981, il Team R&D Polartec non ha mai smesso di sviluppare tecnologie altamente performanti in grado di migliorare il modo in cui i prodotti vengono creati e realizzati. Unico ingredient brand a offrire reale innovazione e versatilità
Federica De Nicola, Jonas Schomburg, Richard Murray, Adam Bowden. Brand Ambassador: Lizzie Deignan, Alessandro Vanotti, Jenny Fletcher, Daniel Hofer
N° capi prodotti all’anno: 700mila
Prodotto di punta: pantaloncino Redux
Prodotto più venduto: maglia Trek Segafredo
Percentuale personalizzato / non personalizzato: 28% personalizzato
Paesi nel mondo in cui è presente: Italia, Francia, Spagna, Germania, UK, Irlanda , Austria, Svizzera, Svezia, Finlandi, Norvegia, Danimarca, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Grecia, Turchia, Slivenia, Slovakia, Ungheria, USA, Australia, Taiwan, Malesia, South Korea, Indonesia, Thailandia, Giappone, Hong Kong, Singapore, Russia, Estonia, Argentina, Colombia, Chile, South Africa, UAE.
Atleta di punta: Per noi sono tutti atleti di punta.
attraverso una gamma di tessuti che spaziano dal contatto pelle, all’isolamento, fino alla protezione dagli elementi. Le tecnologie Polartec sono oggi utilizzate dai brand leader nel settore sportivo, militare e professionale e sono sinonimo di performance senza compromessi. Vai su polartec.com per maggiori informazioni.
L’esperienza nella confezione d’alta qualità made in Italy di Santini incontra la tecnologia americana di Polartec per la realizzazione dei tessuti più tecnologici. Nasce così una collezione invernale che unisce stile e performance
Cosa succede quando la tradizione e lo stile collaborano a stretto contatto con l’innovazione tecnologica? Semplice, nascono prodotti che si attestano ai massimi livelli di qualità nella propria categoria. Proprio questo è ciò che è accaduto a Lallio (BG), sede del maglificio sportivo Santini, dove i designer della nuova gamma invernale hanno lavorato fianco a fianco con Polartec, tra i leader nella progettazione di tessuti ad alta tecnologia per lo sport. Il risultato: una serie di capi invernali destinati a diventare un must. Parliamo di un nuovo completo, costituito da tutti gli elementi per affrontare il freddo in bici: giacca, calzamaglia, intimo e sottoguanto, rigorosamente confezionati in Italia da un’azienda ricca di storia.
Santini, quando la passione diventa prodotto
Da più di mezzo secolo, precisamente dal 1965, l’azienda di Pietro Santini progetta e realizza al proprio interno capi per ciclisti e triatleti, esportati in tutto il mondo. Dalla passione per il ciclismo di Pietro nasce un’azienda che oggi è in grado di produrre più di 3.000 capi al giorno ed è conosciuta e riconosciuta in tutto il mondo tra i leader del settore. Esporta infatti l’80% della propria produzione, aiutando coloro che amano il ciclismo a vivere al meglio la propria passione. Proprio come la famiglia Santini, che ancora si trova alla guida dell’azienda, con le due figlie del patron, Monica e Paola. Il principio fondamentale che sta alla base di ogni prodotto ruota intorno al ciclista: la mission è produrre capi che coniughino comfort e stile, design e prestazione. Capi che “non si sentono addosso” per evitare che l’abbigliamento sia in qualche modo di impedimento alla prestazione. Per questo Santini ha deciso di disegnare e realizzare il proprio abbigliamento in Italia, l’unico modo per avere un controllo completo di tutta la filiera produttiva e mantenere la qualità del prodotto finito ai livelli più alti. Una scelta controcorrente, quasi rivoluzionaria visti i tempi che corrono, ma che testimonia il legame del brand con la propria terra e la passione per il ciclismo tutta italiana. E proprio questo, secondo Monica Santini, ad di Santini Cycling Wear, fa la differenza: ”Lo sportivo è un’enorme risorsa per un’azienda, perché ha la naturale tenden-
za a battere i record. Quando questo talento incontra l’industria, diventa innovazione. Così creiamo prodotti che possono soddisfare le esigenze di una vasta comunità di consumatori di ogni livello”.
Con i pro, per i pro Proprio per arrivare a questo risultato e produrre i kit che soddisfino anche il più capriccioso dei professionisti, è costante l’investimento nella ricerca tecnologica nel reparto r&d di Lallio. Ciò ha permesso di individuare i migliori produttori di materia prima, con i quali instaurare collaborazioni al fine di creare prodotti sempre all’avanguardia. Non solo, anche molti tra i più grandi ciclisti del mondo hanno continuamente contribuito allo sviluppo del prodotto, consentendo, tramite continui feedback, a migliorare sempre e costantemente le collezioni. A tal proposito prosegue Monica: “La nostra ricetta per il successo è la creazione di capi innovativi di altissima qualità, qui in Italia, dove possiamo svilupparli in modo rapido ed efficiente. Il nostro metodo di produzione (ndr. completamente hand made!) ci dà la possibilità di supportare team e atleti garantendo loro prototipi tecnologici e performanti”. Road, off road, granfondo, lunghissima è la lista delle collaborazioni di Santini con il mondo del ciclismo professionistico e amatoriale. Questo, nel mondo della bici è una sorta di pedigree, un sigillo di garanzia, da cui nessuna azienda che voglia definirsi tra i “leader del mercato” può esimersi. Tra i vari team possiamo parlare delle nazionali Slovacca e Australiana, del team Boels-Dolmans e del top team Trek-Segafredo; tra i team off road Trek Factory Racing e Bianchi Countervail. Per non parlare dell’impegno nella “triplice” con la collaborazione con IRONMAN e i vari atleti. Completano il quadro le grandi manifestazioni, come Tour Down Under e Campionati del Mondo UCI, La Vuelta, Deutschland Tour, Tour de Suisse e le gf Eroica e Deejay100. santinicycling.com
Giacca Vega Multi
Realizzata in collaborazione con Polartec, è confezionata utilizzando Polartec Power Shield Pro, un tessuto impermeabile con il valore di 5.000 colonne d’acqua (come una giacca da sci per intenderci), ma allo stesso tempo è leggero e traspirante. Questa tecnologica membrana permette infatti di rilasciare il calore in eccesso e l’umidità creata dal sudore durante l’attività sportiva intensa, garantendo quindi una grande traspirabilità, necessaria alla termoregolazione di un capo sportivo. Inoltre, è anche impermeabile. La giacca può quindi essere utilizzata in un range di condizioni meteo piuttosto ampio, coprendo di fatto le mezze stagioni e, abbinata al giusto underwear, anche l’inverno. Ne risulta pertanto un prodotto piuttosto conveniente da acquistare, un “all-in-one” pratico e minimale. Le maniche sono tagliate a vivo e foderate con termo felpa, con uno strato esterno in PU impermeabile. Anche il posteriore ha le stesse caratteristiche, è stato però allungato per offrire maggiore protezione anche dagli schizzi che provengono dalla ruota posteriore. La visibilità è garantita invece da due strisce elastiche sulle spalle con pois catarifrangenti, come anche la scritta “Santini” sul retro della giacca. Non può mancare una tasca a zip impermeabile per mantenere all’asciutto gli oggetti di valore. Vega Multi è disponibile nella variante nero e in quella arancio, e in versione donna in nero e rosa.
RESISTENZA AL VENTO
RESISTENZA ALLA PIOGGIA
TRASPIRABILITÀ
ISOLAMENTO
AERODINAMICO
VISIBILITÀ NOTTURNA
INTERVALLO DI TEMPERATURA +5/+15
Calzamaglia Adapt
Sempre all’insegna della versatilità anche Adapt, che si adatta alle variazioni di temperatura esterna e può quindi essere usata in primavera come nelle più rigide giornate invernali. Non solo, è l’ideale quando il clima subisce continue variazioni e permette di fronteggiare tutti i capricci del meteo. Anche questo prodotto è frutto della collaborazione con Polartec, il pantalone è confezionato con Polartec Power Wool con compression stretch bidirezionale: una combinazione di lana merino nello strato più interno, con fibre sintetiche posizionate esternamente. Una combo che offre il meglio tra performance termica e resistenza. Questa soluzione regola la temperatura consentendo traspirabilità e caldo quando scendono le temperature. Come nella migliore tradizione, Adapt è disponibile in versione total black, e presenta sul polpaccio sinistro un design con il logo Santini in materiale iridescente e riflettente high visibility. Il fondello scelto è il C3 con conchiglia ergonomica 3D a densità differenziata e inserti in gel nella zona delle ossa ischiatiche.
TRASPIRABILITÀ
ISOLAMENTO
ELASTICITÀ
VISIBILITÀ NOTTURNA
INTERVALLO DI TEMPERATURA +7/+15
Maglia intima Alpha
Polartec Alpha, negli ultimi anni, si è conquistato un posto nel cuore dei ciclisti invernali. Santini pensa così di utilizzarlo per una maglia underwear calda e confortevole, che sparisce sotto ogni first layer. Santini Alpha utilizza questa tecnologia “active insulation” che regola la temperatura corporea, mantiene il calore del corpo e al contempo permette all’umidità di defluire in maniera efficace. Realizzata in nero e bianco, ha l’aspetto traforato e garantisce grande durata nel tempo e performance di alto livello.
TRASPIRABILITÀ
ISOLAMENTO
ELASTICITÀ
INTERVALLO DI TEMPERATURA +5/+15
MET: sempre più dalla parte del retailer
L'azienda ha attivato il nuovo sistema online b2b per la propria rete di vendita. Semplicità, velocità e completezza le caratteristiche del portale.
Obiettivo: facilitare il lavoro del negoziante a tutto vantaggio del business
La filosofia di MET è quella di supportare i ciclisti di ogni tipo e livello nel portare avanti la loro passione per la bicicletta. Che si tratti del ciclista di tutti i giorni oppure del grande atleta che si mette alla prova nelle competizioni più importanti, MET è presente coi propri prodotti per sostenere ogni persona che sale in bicicletta. Questa filosofia, espressa a chiare lettere all’interno del sito web del brand, si traduce anche nell’attenzione di MET per la propria rete distributiva fatta di negozi e retailers su tutto il territorio nazionale. In quest’ottica a fine agosto l’azienda valtellinese ha reso disponibile un nuovo portale b2b, che punta su semplicità, completezza e velocità: tre qualità che promettono un servizio efficiente. Il nuovo b2b di MET, infatti, semplifica e aggiunge delle feature a vantaggio dei negozianti che così possono avere facilmente una visione globale del proprio business. Gli obiettivi sono infatti quelli di facilitare il lavoro del negoziante ed aumentare la sua autonomia in modo tale da fare crescere il suo business. Abbiamo chiesto a Ulysse Daessle, media e pr di MET, di spiegarci questo nuovo sistema b2b disponibile online dallo scorso agosto.
Quali sono le caratteristiche principali che rendono questo nuovo sistema più veloce e facile da consultare?
Oltre al menù molto semplice e immediato, abbiamo aggiunto il pulsante “ordina subito”. In questo modo non è più necessario andare sulla pagina prodotto prima di effettuare l’ordine e il negozio ha subito visibilità delle taglie e dei colori disponibili. La disponibilità è, infatti, aggiornata in tempo reale e nel caso il prodotto non sia in magazzino è visibile la data di disponibilità dello stesso. Sono necessari in poche parole meno passaggi per arrivare alla fase di check out, a tutto vantaggio del negoziante che così può sfruttare il servizio anche quando ha poco tempo.
Oltre alle attività legate agli ordini, il nuovo portale offre anche delle funzioni di statistica e monitoraggio del business. Di cosa si tratta? Riguardo allo stock, per esempio, il negoziante ha la possibilità non solo di trovare gli ordini ma anche di confrontare l’andamento delle proprie attività tramite statistiche, monitorarne le fasi, controllare i preordini, ecc. Si possono anche controllare i pagamenti fatti e trovare i documenti di trasporto. Accedendo alla propria area riservata, il negoziante può avere così una visione d’insieme del proprio business e della propria attività con noi.
È prevista anche una parte di formazione e aggiornamento sui prodotti?
L’aspetto legato alla facilità con cui il negoziante può, con questo nuovo sistema b2b, reperire le informazioni sui prodotti, costi-
tuisce per noi un altro punto di forza, oltre a quelli già citati più strettamente legati alla facilità di inserimento ordini e alle statistiche o analisi del business. Che sia una promozione o dei tutorial per aiutare la vendita, si potrà facilmente accedere a questi contenuti secondo necessità. Il negoziante, comunque, troverà sempre gli ultimi contenuti e potrà così essere informato in tempo reale sui prodotti. Potrà per esempio visionare in modo completo le caratteristiche del nostro nuovo MET Parachute MCR, con il suo sistema innovativo di mentoniera staccabile.
Restando in tema prodotti, quali sono i punti di forza per la prossima stagione?
L’offerta per il 2020 è davvero completa anche grazie a tre nuovi prodotti che completano rispettivamente il settore strada, la gamma active e il mountain biking: in ordine MET Allroad, MET Vinci e MET Terranova. Nella collezione anche un flagship come il MET Parachute MCR. Non dimentichiamo inoltre il nostro marchio Bluegrass, che copre il settore gravity con protezioni e caschi e che ha avuto un'ottima visibilità quest'anno grazie ai numerosi successi dei nostri atleti. I nostri prodotti si avvalgono delle tecnologie più avanzate e offrono i giusti argomenti chiave per la vendita.
Puntate molto anche sul marketing. Come questo aspetto aiuta i negozianti?
Oltre al b2b che supporta il negoziante nella sua attività quotidiana, l’aiuto alla vendita arriva anche dalla nostra azione di marketing, molto forte sia in Italia sia all’estero. Il nostro piano di comunicazione copre sia la stampa, sia le sponsorizzazioni di atleti, che raccolgono risultati importanti in tutti i campi, e quelle di eventi. Siamo stati, per esempio, il title sponsor del Trophy of Nations a Finale Ligure con Bluegrass, prima World Championship di enduro. Come MET, invece, abbiamo sponsorizzato la tappa di Enduro World Series a Canazei. Oltre alla visibilità, che segue a questa azione di marketing, abbiamo un continuo feedback positivo su tutta la gamma e i potenziali clienti hanno una buona conoscenza dei nostri prodotti come il Parachute MCR. Un aiuto secondo noi decisivo per convertire l’interesse in vendita in negozio.
Cosa deve fare un negoziante per aderire alla vostra rete di vendita?
Per informazioni e adesioni è sufficiente inviare una email a: met.italia@met-helmets.com oppure contattarci al numero telefonico +39 0342 605 249. met-helmets.com
Ogni anno, da più di un lustro, le voci parlano del declino di Eurobike. La fiera tutto sommato sembra tenere, e già pensa al 2020
Inutile nascondersi dietro un dito, nel mondo dell’industria della bicicletta è uno degli argomenti più trattati, chiacchierati e, per forza di cose, controversi. Eurobike si, Eurobike no. Anche quest’anno ci siamo recati a Friedrichshafen, più di ogni altra volta, certi di trovare un visibile calo degli espositori e dei presenti, che in parte c’è stato, ma non per forza così drastico e tangibile come previsto. Infatti, se da un lato i buchi lasciati liberi da Scott, Campagnolo e “compagni di abbandono” sono stati riempiti da altri espositori, spesso provenienti da Far East; dall’altro i presenti, noi compresi, hanno trovato un ambiente in cui, grazie a un certo calo di presenze di pubblico, hanno potuto lavorare con maggiore serenità.
Meno presenza, più attenzione
In molti infatti hanno intravisto nel “mood” di questa edizione 2019, un atteggiamento complessivo più B2B e votato al busi-
EUROBIKE IN NUMERI
28 le edizioni
39.834 visitatori professionali accreditati
21.240 curiosi e appassionati
1.345 rappresentanti dei media
99 nazioni rappresentate
1.000 le demo bike dell’area test
15 le edizioni degli Awards
400 i prodotti iscritti agli Awards
43 gli Awards assegnati
ness e allo scambio tra operatori. Come peraltro dovrebbe essere, per lo meno per i primi tre giorni. Insomma, curiosi, infiltrati e personaggi di vario genere che in anni passati “ingolfavano” Eurobike, non si sono visti, alla stregua di alcuni tra i più grossi brand però. Forse, il fatto di vederci restituito un ambiente di lavoro più gradevole, non ripaga lo scotto di una fiera di settore che sta chiaramente subendo “attacchi” di vario genere e da più fronti. L’organizzazione prova, in vari modi, a correre ai ripari, proponendo di anno in anno inclusioni, adeguamenti strutturali e idee nuove, prese dall’osservazione dei trend del mercato e udite udite, da quest’anno anche dalle richieste specifiche di clienti e operatori.
L’organizzazione ascolta i suggerimenti degli operatori Infatti, il carrozzone dimostra una certa flessibilità, ascoltando le richieste che sono arrivate da più direzioni di aprire a tutti gli spin
off: Media Days e Urban Mobility Media Days. Anche a coloro che non hanno lo stand in fiera. Forse una mossa del genere non è sufficiente per invertire il trend negativo, ma è sicuramente un segno della volontà di provarci e di assecondare le richieste e rendersi disponibile a un certo dialogo. Il nostro auspicio è comunque quello che Eurobike riesca a compiere trent’anni (quella appena trascorsa era la 28esima edizione) perché, nonostante ci piaccia il proliferare di eventi come test e festival, forse serve un momento di confronto esclusivo e prettamente rivolto al B2B, in cui media, aziende e operatori di vario genere possano interagire tutti insieme, tutti nello stesso momento. Mentre ora sono quasi tutti sul carro dei lamentosi, tanto che sembra quasi una moda sparare a zero su Eurobike. Spesso auspicando la fine dei giochi per la rassegna tedesca. Siamo sicuri che questa stessa gente non sentirà la mancanza della fiera se dovesse chiudere battenti? Certo chi pensa solo per sé e chi ha un certo potere forse no, ma il pensiero è sempre quello che una logica di questo tipo possa non essere molto lungimirante per tutta l’industria.
I numeri dell’edizione 2019
Tolte le considerazioni più personali, rimane comunque che anche quest’anno l’organizzazione di Friedrichschafen dichiara dei bei numeri. Sicuramente sopra la media di una fiera B2B riferita a una categoria specifica di prodotti. Si parla infatti di 60mila presenze, divise tra 21mila appassionati e curiosi, che hanno affollato gli stand il sabato e i restanti 39mila operatori diluiti sui primi tre giorni di apertura dei cancelli. Confermata anche quest’anno un’ampia platea internazionale quindi, che ha incontrato i 1.400 espositori. Le aziende partecipanti hanno presentato una vasta selezione di innovazioni e soluzioni. “Eurobike 2019 è stato uno spettacolo della mobilità guidata dall’innovazione, in cui i produttori di tutto il mondo hanno puntato i riflettori sulla bici e su tutti i suoi componenti come veicolo sportivo o come modalità di trasporto alternativa. Espositori affermati e un gran numero di nuove aziende hanno tutti dimostrato la fase positiva del mercato con i loro prodotti. Alimentato dal particolare impatto delle eBike, a Friedrichshafen è stato chiarito che la bici svolgerà un ruolo sempre più importante, sia in città che in campagna, per il tempo libero o il pendolarismo quotidiano”, ha affermato il ceo Messe Friedrichshafen Klaus Wellmann. Un po’ di sana retorica, ma anche qualcosa di vero nelle sue parole come lo spostamento del focus della fiera sempre più verso l’elettrico e sempre più verso la mobilità urbana. Buone notizie solo in parte, visto che il sottointeso è che il mondo della bici più sportivo e “performance” non sembra essere più così interessato al suo prodotto. Comunque, 1.345 sono stati i rappresentanti dei media e 99 le nazioni rappresentate. Confermando Eurobike come la più grande fiera del settore al mondo. Siegfried Neuberger, amministratore delegato della German Bike Industry Association (ZIV), spiega: “La risposta dei membri ZIV è positiva sotto tutti gli aspetti e il ritorno alla data settembrina dello show è stato accolto bene. I visitatori commerciali della fiera
EUROBIKE CONNECT
La prima rete commerciale per il settore della bici che collega produttori, fornitori e rivenditori. La nuova piattaforma online è stata presentata a Eurobike 2019. Con essa la fiera consente agli utenti di stabilire e gestire i contatti del settore delle biciclette più facilmente e presentare la propria azienda 365 giorni all’anno. La sfida sembra ardua: passare da organizzatore di fiere a intermediario di settore completo e sostituire Google come principale fonte di informazioni e sviluppo di rapporti commerciali. Insieme all’agenzia digitale Scholz & Volkmer, che è responsabile del concetto e dell’implementazione, l’idea è quella di fornire uno strumento di rete moderno e specializzato con funzioni di ricerca e fornitura intelligenti, profili individuali e contatti internazionali. Il concetto si basa sulla ricerca condotta con esperti del settore ciclistico internazionale, che sono stati consultati in merito a sfide e requisiti futuri. Ciò ha fornito i criteri per l’ampia gamma di funzioni di ricerca mirate per poter trovare prodotti, aziende, singoli contatti e altro con sofisticate opzioni di filtro. Servizio disponibile da ottobre 2019.
sono molto interessati e le discussioni sono di alta qualità. Quest’anno abbiamo anche assistito a una risonanza particolarmente forte da parte dei media e della politica “.
Un cambiamento di focus rivolto a nord Le persone hanno esigenze di mobilità sempre più differenziate: questa è una delle cose che saltano all’occhio visitando i padiglioni. La società sembra prepararsi quindi a forme sempre più diversificate di trasporto individuale e pubblico. Presenti per incoraggiare le vendite di veicoli elettrici, anche gli espositori di mini veicoli, biciclette da carico, soluzioni di mobilità elettrica e scooter elettrici che si sono ritrovati molto soddisfatti. La Cargo Area è stata uno dei punti caldi di Eurobike 2019. In particolare, i gestori di flotte e gli esperti di logistica dei trasporti sono sembrati particolarmente interessati a questa zona. Le nuove offerte di mobilità e le innovazioni digitali nel mercato delle biciclette potrebbero diventare sempre più significative. Una delle novità di quest’anno, Eurobike ha lanciato il format congressuale: “Bike Biz Revolution”, per produttori, rivenditori e rappresentanti dei media. Questo il giorno prima dell’apertura vera e propria dei lavori. Il nuovo formato affronta essenzialmente il fatto che la digitalizzazione è ben consolidata nel settore e che è importante informarsi e ascoltare anche approcci controversi. Sono rimasto molto colpito. C’erano eccitanti argomenti, ottimi oratori e un’atmosfera rilassata. Era l’impostazione giusta per parlare con molte menti intelligenti e andare avanti con nuove idee “, afferma Thomas Sauter-Servaes, dell’Università di scienze applicate di Zurigo (ZHAW). Tirando le somme, Eurobike ci prova, muta per cercare di restare uguale, inseguendo le nuove tendenze del mercato e provando ad adattarsi alle richieste di un pubblico sempre più esigente e che si discosta dall’immaginario del ciclista classico che ha dominato la scena negli ultimi anni.
Friedrichshafen è sempre più distante
Un mondo che forse in Italia è ancora difficile da comprendere fino in fondo, visto come siamo legati al trasporto a motore anche per i piccoli spostamenti quotidiani. Questo mondo, nonostante se ne parli molto, da noi rimane una nicchia della nicchia, ma sta conquistando un’attenzione sempre crescente nel nord Europa. Un mercato che per fatturati, numeri e appoggio delle pubbliche amministrazioni. È sempre più tra quelli che dominano la scena e, di conseguenza, dettano le leggi di mercato. Poco importa quindi se le “specialissime” in carbonio sono sempre meno a Friedrichschafen, perché, al di là di quello che crediamo al di sotto delle Alpi, l’industria della bici non è solo quello, e ricerca e sviluppo non sempre fa rima solo con “racing”. Forse è il caso che lo capiamo anche noi (e chi ci governa), se si vuole sfruttare un volano di crescita e le grandi possibilità economiche di questi nuovi trend. eurobike.com
Grande attenzione ai prodotti urban e alla mobilità
In arrivo l'era delle Cargo Bike
Le gravel bike hanno tenuto alta l'attenzione sulle sportive
Eurobike Awards, gli oscar della bici
Prestazioni, comfort e tecnologia al servizio di tutti. Sviluppati dai professionisti e ottimizzati per gli amatori, ecco tutti i premi assegnati dalla fiera
AirWinder - gomma autogonfiante
Categoria: Bike Components
Giudizio giuria: ci sono troppe bici sulla strada con una pressione dell’aria eccessivamente bassa. Questo prodotto aumenta la sicurezza e consente ai ciclisti di dimenticarsi di controllare le loro gomme.
Bike Box Company - Bike Box
Categoria: Start-up
Giudizio giuria: questa soluzione economica per il trasporto di biciclette offre una protezione maggiore rispetto a molte alternative che hanno un prezzo di tre a quattro voltesuperiore. Il sistema è adatto per mountain bike e bici da strada e può essere modificato per proteggere i componenti fragili. Si dimostra anche molto facile da riporre.
SRAM - gruppo AXS
Categoria: Bike Components
Giudizio giuria: un sistema wireless perfettamente funzionante e collaudato in gara che ha il potenziale per rivoluzionare il design della bici. Semplifica il montaggio dei componenti e ha un finitura eccellente. Ad oggi i cambi di marcia elettronici e la regolazione del reggisella sono stati integrati nel sistema.
Tatze - pedale Integral
Categoria: Start-up
Giudizio giuria: Tatze presenta un nuovo interessante approccio alla tecnologia dei pedali, con i cuscinetti incorporati nella pedivella anziché nel pedale stesso. Una nuova tendenza futura forse?
FOX Factory - Live Valve
Categoria: Bike Components
Giudizio giuria: un sistema intelligente che legge il terreno e rende molto veloci le modifiche alle impostazioni della sospensione. È stato dimostrato ai massimi livelli. Abbiamo particolarmente apprezzato la maggiore sicurezza che aiuta il rider a concentrarsi maggiormente sul tracciato e ovviamente a divertirsi di più.
Magura - Cockpit Integration
Categoria: Bike Components
Giudizio giuria: due aspetti particolarmente impressionanti sono l’aspetto pulito grazie all’idraulica nascosta all’interno del manubrio e la resistenza extra che fornisce. Eventuali tubi non esposti non possono essere danneggiati in caso di incidente.
Limotec - Air Suspension Dropper Post
Categoria: Bike Components
Giudizio giuria: questo reggisella è destinato ai ciclisti per l’uso quotidiano. Permette ai ciclisti di abbassare il reggisella da un controllo sul manubrio quando si smonta o si attende a semafori. Le sospensioni integrate aumentano anche il comfort di marcia.
Basil - Commuter Carrier
Categoria: Bike Components
Giudizio giuria: fanale posteriore integrato con un ampio raggio, una vasta gamma di impostazioni in modo che il supporto possa essere adattato alle dimensioni della ruota e del ciclista (più spazio per i piedi) e il modulo GPS come funzione antifurto. La giuria è rimasta impressionata dal prezzo molto interessante per l’intero pacchetto.
Apollo Vredestein
Fortezza Flower Power
Categoria: Bike Components
Giudizio giuria: questo pneumatico in edizione limitata è prodotto dal dente di leone russo. Non solo la gomma offre prestazioni migliorate e ha anche un punteggio elevato in termini di sostenibilità poiché la pianta cresce più rapidamente rispetto alle fonti tradizionali.
TOUT TERRAIN - Cinq Shift
Categoria: Bike Components
Giudizio giuria: con questo cambio Cinq fornisce un modo efficiente per azionare la trasmissione del manubrio. Può essere utilizzato anche su bici gravel. La manutenzione è semplice grazie al posizionamento aperto dei cavi sulle leve.
WD-40
WD-40 Flexible
Categoria: Bike Components
Giudizio giuria: un’ingegnosa aggiunta al prodotto. Dove lo spazio è un dono, è persino difficile trovarlo spazio per una bomboletta spray. Il nuovo tubo flessibile con ugello è un giusto compromesso tra flessibilità e rigidità, basta dirigere il suo spruzzo con precisione verso dove è necessario WD40
Kervelo - Kwick Drumlin Cargo
Categoria: Bike Components
Giudizio giuria: ogni aspetto delle bici da carico deve essere adattato al peso aggiuntivo e le gomme non sono esenti. Questo è il motivo per cui abbiamo particolarmente apprezzato il Kwick Drumlin Cargo. Il pneumatico può trasportare fino a 150 chilogrammi.
Sport Components
MilKit Tubeless Booster V2
Categoria: Bike Components
Giudizio giuria: questo pratico accessorio funge anche da borraccia resistente e da booster per pneumatici tubeless. Un must per gli appassionati di mountain bike e un vantaggio anche per l’ambiente, consente di risparmiare sulle cartucce di anidride carbonica monouso.
Alfred Kärcher - OC 3 Plus
Categoria: Bike Components
Giudizio giuria: conveniente, intelligente, pratico - super! L’unità di lavaggio mobile per biciclette dagli specialisti Kärcher ha una costruzione modulare, una propria batteria in modo da poter essere installato quasi ovunque ed è generalmente ben congegnato. Il serbatoio dell’acqua è sufficiente per la pulizia iniziale. Senza dubbio ti invoglierà a entrare nel fango più spesso.
Fizik - Vento Powerstrap R2 Aeroweave
Categoria: Apparel
Giudizio giuria: siamo rimasti molto colpiti da questa scarpa stradale ultraleggera e traspirante. Il tessuto garantisce un’eccellente ventilazione mentre il design del le cinghie esaltano ulteriormente lo stile elegante.
adidas | Five Ten - 5.10 Trailcross Mid Pro
Categoria: Apparel
Giudizio giuria: una scarpa utilissima per il segmento del trekking in bici. Una calza interna protettiva a rapida asciugatura proteggedal lo sporco mentre il design ergonomico della suola assicura conforto quando si cammina.
La fiera sotto esame
Abbiamo chiesto ad alcune aziende presenti alla scorsa edizione di Eurobike di rispondere alle nostre domande e di esprimere un giudizio sull’evento. Ecco quali sono stati i loro feedback
LE DOMANDE -
COSA NE PENSI DELLA LOCATION DI FRIEDRICHSHAFEN?
NOTE POSITIVE RIGUARDO ALLA FIERA IN GENERALE
NOTE NEGATIVE RIGUARDO ALLA FIERA IN GENERALE
QUALE È LA NOVITÀ DI PUNTA CHE AVETE PRESENTATO?
IL NUMERO DI OPERATORI CHE HANNO VISITATO IL TUO STAND HA SODDISFATTO LE ASPETTATIVE? 2 4 6 1 3 5
PENSI CHE IL PROSSIMO ANNO LA TUA AZIENDA PARTECIPERÀ ANCORA ALLA KERMESSE TEDESCA?
Skopre
1 Ottima.
voto 8
2 Tutto ottimo, a parte l’ atteggiamento ingiustificatamente scortese degli incaricati alla gestione del traffico degli espositori, che dovevano accedere per lo smantellamento degli stand.
3 Non siamo contenti del cambiamento di padiglione, storicamente eravamo in uno che ci soddisfaceva appieno (da B4 ad A4), ma c'è stato cambiato d'ufficio.
4 Tra le novità presentate: bici Grail Chrono Carbo (la “Marinoni”) e la linea SPRAYKE manutenzione bici by Siliconia.
5 Sì.
6 Sì, ma preferibilmente in una posizione migliore.
Nonostante tutti i malumori, nessuno tra gli interpellati ha espresso un vero e proprio giudizio negativo riguardo alla fiera. I problemi sono sempre gli stessi lamentati anche negli scorsi anni, si parla ovviamente del tema della logistica. Il lago di Costanza non sembra essere più un luogo così adatto per ospitare un evento di questo tipo, i costi sono alti, sia per i metri quadri di fiera che, banalmente, per alloggiare. Capita quindi che operatori e aziende siano costretti ad alloggiare a svariati chilometri dai padiglioni di Friedrichshafen. Alcuni riscontrano un certo miglioramento nella viabilità, che forse è più dovuto a un calo generalizzato dei visitatori, ma questo aspetto è tutto da verificare. In ogni caso nessuno ha detto un no secco alla partecipazione il prossimo anno, che è in quasi tutti i casi, in via di definizione. Ecco le nostre domande e alcune delle risposte che ci sono pervenute.
TITICI
1 Nonostante i miglioramenti degli ultimi anni in termini di viabilità, resta comunque una location lontana e scomoda.
2 Abbiamo apprezzato in mado particolare sicuramente l’organizzazione.
3 Abbiamo riscontrato costi alti e un'affluenza costantemente in calo nelle ultime edizioni.
4 Abbiamo presentato aggiornamenti per tutta la gamma TITICI.
5 No.
6 La nostra partecipazione il prossimo anno è da valutare. Roberto Sambinelli, brand manager TITICI, Futurum Cycle
voto 6
Stefano Doldi, ceo di Skopre
Elastic Interface
1 Per quanto sia una location storica e riconosciuta da molti settori come il luogo di riferimento per le fiere, non è sempre ottimale per gli spostamenti e i collegamenti aero/treno.
2 Anche se ci sono dei “grandi assenti”, la fiera rimane sempre punto di incontro e momento di confronto con clienti attuali e nuovi contatti. Inoltre, è un momento perfetto per comunicare le novità ai media e alla stampa le novità, ottimizzando i costi.
3 Il nostro padiglione, nel giorno del festival, rimane praticamente vuoto e poco visitato. I consumer non sono interessati a visitare padiglioni di aziende B2B come noi.
4 La novità di quest’anno è il Palmo Elastic Interface. Si tratta del primo guanto per ciclismo con Palmo tridimensionale, elastico, anatomico, e senza cuciture. Per la prima volta, Elastic Interface approccia la seconda interfaccia del corpo con la bici, rimanendo nel mercato B2B.
5 Si, sia a livello di clienti che a livello di media presenti.
6 Si, dato il numero di visitatori; per Elastic Interface è ancora importante essere presenti.
Schwalbe
1 La location sul lago è sicuramente molto panoramica. Negli anni si è sviluppata in modo esponenziale, salvo stabilirsi negli ultimi due anni. Raggiungerla dal nord Italia, è abbastanza semplice e anche il viaggio è piacevole, salvo i limiti di velocità in Svizzera! Tuttavia, i collegamenti da alcuni aeroporti non sono semplici. La zona è poco servita di strutture alberghiere e spesso, bisogna prenotare da un anno con l’altro.
2 É la prima fiera di settore per importanza e sicuramente è interessante per vedere in anteprima le novità. La struttura è moderna e organizzata.
3 La mancanza di alcuni brand importanti per il settore tende a ridurre la partecipazione di operatori del settore e del pubblico.
4 Abbiamo presentato diverse novità in tutti i settori:per il road c’è la nuova gamma Pro One e One “Souplesse”, per la mountainbike abbiamo introdotto le colorazioni classic-Skin, per il gravel il nuovo G- One ultrabite e per il touring il nuovo Marathon E-Plus.
5 Il nostro stand raccoglie sempre molta partecipazione di pubblico. La curiosità di scoprire in anteprima le novità e di vederle dal vivo, attrae sempre un grande numero di visitatori, anche se in particolare i colleghi tedeschi hanno segnalato un sensibile calo di dettaglianti e pubblico tedesco, ma in generale numeri sono ancora soddisfacenti. Quest’anno, abbiamo presentato le novità con un nuovo concept, moderno e sostenibile. Infatti, il materiale utilizzato per realizzazione dello stand era costituito da elementi riciclati e sostenibili. La nostra azienda è molto sensibile alla sostenibilità dell’ambiente.
6 Non è ancora stato definito nulla, ma ci sono buone probabilità che confermeremo la nostra presenza.
Limar
1 La location è da sempre il punto debole della fiera, lontano dai principali aeroporti, con scarsa offerta sia per quanto riguarda hotel che ristoranti. Questo costringe i partecipanti (espositori e visitatori) a prenotare anche con un anno di anticipo a prezzi sproporzionati rispetto alla qualità offerta.
2 È sempre interessante vedere le ultime novità di prodotto proposte (quest’anno le eBike l’hanno fatta da padrone) e i brand concorrenti o comunque del settore, come si presentano, come si evolvono, ed in generale avere l’opportunità di scambiare opinioni e coltivare le pubbliche relazioni con gli operatori del settore presenti.
3 Importante contrazione del numero di visitatori fuori Europa e dealer tedeschi.
4 Abbiamo portato in fiera tre differenti caschi certificati per l’utilizzo con eBike e sPedelec. Berg-em, per un utilizzo all mountain, Urbe per utilizzo urbano e commuting e Delta il nostro nuovo casco da Enduro.
5 Non completamente. Abbiamo avuto molti visitatori con appuntamenti prefissati, ma pochi di passaggio.
6 Il rapporto costo / ritorno di una fiera è difficilmente quantificabile a breve termine, e gli alti costi di immagine/esposizione che una fiera impone a brand rilevanti vanno valutati seriamente prima di poter dare risposta definitiva. La presenza alla prossima edizione è quindi tuttora in fase di valutazione da parte di Limar.
Basso Bikes
1 La fiera in sé è un’ottima struttura, niente da dire. Il vecchio problema del traffico quest’anno è diminuito, non so perché ci sono stati meno visitatori.
2 Meno traffico di macchine ma buona quantità allo stand, non mi sono accorto di una diminuzione di visitatori. Per quanto mi riguarda ho impegnato tutto il tempo disponibile tra impegni e riunioni, vale a dire che per me la fiera è andata molto bene e il mio bilancio è stato positivo.
3 L’unica lamentela è il discorso delle poche strutture alberghiere nelle immediate vicinanze, ciò costringe in molti a prenotare alberghi lontano dai padiglioni.
4 Abbiamo presentato la nuova colorazione per i nostri top di gamma Diamante SV e Diamante. Inoltre la nuova Venta la nostra entry level e la Astra di media gamma, sempre con la filosofia Basso made in Italy. Anche la palta riceve sempre molta attenzione.
voto 7
5 Per quanto mi riguarda ho impiegato tutto il tempo disponibile tra impegni e riunioni, e lo stesso è ciò che hanno fatto anche i miei colleghi di Basso Bikes, vale a dire che per me la fiera è andata molto bene e il mio bilancio è stato positivo.
6 Visto il grande successo di quest’anno non vedo perché l’anno prossimo dovrebbe essere diverso, quindi sicuramente ci saremo ancora.
Elisabetta Dell’Orto, sales manager Italia Schwalbe
Alice Donadoni, junior sales manager Limar
voto 8
voto 6
Irene Lucarelli, marketing Elastic Interface
Joshua Riddle, marketing manager Basso Bikes
Alé Cycling
voto 5
1 Sicuramente una location bella ma con diverse problematiche, prima fra tutte la scarsa possibilità di raggiungere l’ente fiera con I mezzi pubblici. L’affluenza ha causato spesso problemi di traffico, sia in entrata sia in uscita. Senza contare la grande difficoltà a reperire alloggi e hotel nelle vicinanze.
2 Buona organizzazione, ampi spazi e varietà di prodotti.
3 Poca affluenza, sia di pubblico che di operatori del settore (negozianti e distributori)
4 La novità di punta presentata è la collezione Alé SS 2020 con i completi GREEN Road (Recycled) e Velocity G+ (Grafene) e la nuova linea Off Road Gravel.
5 Purtroppo no. L’80% degli appuntamenti avuti in fiera sono stati fissati dall’azienda nei mesi precedenti.
6 No, APG/Alé non parteciperà più il prossimo anno.
DMT Diamant
Matteo Burato, sales & marketing DMT Diamant
voto 6
1 In generale la location non la reputo all’altezza di un evento di questo tipo, molti sono i problemi logistici
2 L’evento è un buon palcoscenico per il lancio di nuove collezioni o per dare maggiore visibilità a brand in crescita. Ho riscontrato una scarsa presenza del consumer, in particolare quindi la fiera sta diventando un evento prettamente b2b.
3 Si riscontra una figa dei grossi nomi
4 Ci siamo presentati a Eurobike con una collezione nuova 2020 full knit per DMT e la nuova Bond 2 per Cipollini
5 Sicuramente il bilancio è stato superiore alle aspettative della vigilia abbiamo avuto un’affluenza media piuttosto alta, in controtendenza. Soprattutto paragonato al trend negativo riscontrato da altri brand
6 Siamo in fase di valutazione in generale penso però che ci saremo anche il prossimo anno
voto 8 Bellelli
1 Sicuramente suggestiva a livello paesaggistico e adatta alla mobilità ciclistica. La zona è immersa nel verde, una fitta rete di piste ciclabili, lo sfondo del lago completa ottimamente il panorama. Per noi operatori un po’ scomodo il piccolo aeroporto che limita l’afflusso da parte di chi arriva da lontano. L’afflusso da e per la fiera risulta ovviamente congestionato nelle ore di punta, apertura e chiusura. Anche la ricettività alberghiera non è sufficiente a soddisfare le richieste di visitatori ed espositori.
2 La fiera è un appuntamento fisso. Ottimo per testare il polso e per capire gli andamenti di mercato. Un appuntamento fisso e consolidato per gli operatori di settore.
3 Sicuramente i costi sono mediamente più elevati rispetto a fiere simili che si tengono nel resto del mondo. Anche la logistica non è agevole. Fiere come Taipei o Shangai sono raggiungibili direttamente con linea metropolitana: questo agevola l’afflusso di visitatori insieme alla presenza di aeroporti internazionali nelle vicinanze.
4 Abbiamo presentato una nuova serie di accessori per il cicloturismo tra cui una serie di borse termiche e non, da abbinare al nostro carrello Btourist, trainabile con bici o a mano. Le borse sono di nostro disegno esclusivo. Abbiamo presentato anche un sistema di fissaggio del nostro cestino anteriore Plaza che si adatta alle eBike dotate di ciclocomputer: un sistema innovativo, non presente sul mercato, ideato e realizzato completamente da noi. Infine un innovativo sistema di fissaggio dei nostri seggiolini posteriori.
5 Si, tutti gli appuntamenti presi sono andati a buon fine. Abbiamo avuto contatti con clienti prospect molto interessanti che stiamo sviluppando.
6 La fiera rappresenta per noi un appuntamento fisso da anni, un’occasione per rinvigorire e consolidare i rapporti di partnership con i nostri Clienti. Saremo sicuramente presenti.
Fantic Motor
voto 6
1 Il territorio circostante non offre strutture adeguate ad ospitare un numero così alto di espositori. La viabilità attorno alla fiera è limitata.
2 Ottimo assortimento componenti e accessori del comparto urban e presenza dell’industria del mondo elettrico (motori+batterie).
3 Assenza dei brand che rappresentano il mercato ed i trend di prodotto. È solo una fiera b2b per buyer. No customer experience.
4 Come novità di punta abbiamo presentato ISSIMO.
5 No.
6 Non credo.
Alessia Piccolo, amministratore delegato di A.P.G. (Alé Cycling)
Antonio Di Salvia, purchasing manager di Bellelli
Francesco Gorghetto, responsabile marketing di Fantic Motor
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CON THE TRICK® BIKE 4.0
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Il completo The Trick di X-BIONIC® è ideato per preservare le energie trasformandole in prestazioni più efficaci. I capi attivano un piccolo trucco con una fascia di tessuto più spessa sulla schiena che “inganna” i recettori dorsali facendo percepire una temperatura corporea più alta di quella reale, con lo scopo di anticipare la sudorazione e di investire le energie sul movimento dei muscoliinvece che sulla termoregolazione.invece che sulla termoregolazione.
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EVENTI & FIERE
DI GABRIELE
Conferme da Rimini
Dopo una prima edizione nata già grande, era semplice perdere la bussola. L’organizzazione invece riesce nell’impresa di confermare Italian Bike Festival senza scontentare nessuno
Quando ti riesce bene una cosa la prima volta, i casi sono due. Hai ricevuto l’aiuto della divina “fortuna del principiante”, oppure hai fatto la cosa giusta, al momento giusto, nel modo migliore possibile. Dopo l’edizione 2018 era chiaro quindi che l’organizzazione avesse, insieme a un folto numero che ha riconfermato la partecipazione anche per la seconda edizione, anche gli occhi addosso di tutto il mondo italiano della bici. Viste le impressioni, i numeri e come tutto sia andato liscio, certamente l’evento non ha disatteso le aspettative di nessuno, confermando di fatto la seconda ipotesi. Tra i più entusiasti gli espositori, che si sono dichiarati tutti contenti di aver partecipato, registrando inoltre una gran quantità di negozi presenti (proprio come ad una fiera), nonché la qualità generale dei contatti con i clienti. Secondo le parole anche di chi, notoriamente, è più scettico, molti hanno manifestato intenzioni reali d’acquisto, molti altri invece erano preparati e consapevoli di ciò che stavano testando o per lo meno “toccando con mano”.
Un evento dal carattere inclusivo
Molti sono stati anche i curiosi o i semplici passanti. Al di là di quello che qualcuno possa pensare, dal nostro punto di vista valutiamo questo dato in maniera positiva. Così infatti si costruisce una massa critica, e si coltivano i ciclisti di domani. In questo Italian Bike Festival è sicuramente riuscito nello scopo più difficile, accorciare le distanze tra l’uomo della strada e quello che sulla strada ci pedala, portando i brand in diretto contatto con futuri potenziali clienti. Certo, non è detto che tutti lo saranno, ma la grande affluenza di pubblico è sintomo di un interesse crescente e generalizzato nei confronti del nostro mondo. Così crea un insieme di persone, non di certo chiudendosi a riccio in una logica unicamente autoreferenziale.
I numeri dell’organizzazione
Numeri alla mano, IBF si impone quindi come la manifestazione che parla di bici più
importante in Italia; infatti, più di 300 erano i brand presenti nell’area espositiva cresciuta rispetto allo scorso anno e oltre 40mila i visitatori. A contribuire al successo di questa edizione di Italian Bike Festival sono stati anche i tanti contenuti immaginati per rendere ancor più coinvolgente la partecipazione del pubblico, che non ha certo avuto modo di annoiarsi. Ad esempio, è sembrato un esperimento riuscito la realizzazione di “Talk Like This”, una serie di approfondimenti dedicati al mondo della bici. Una ulteriore fonte di interesse ha rappresentato sicuramente la presenza di grandi campioni del ciclismo su strada, della mtb e del triathlon (Mario Cipollini, Gilberto Simoni, Damiano Cunego, Alessandro Ballan, Davide Cassani, Alessandro Petacchi, Marco Aurelio Fontana, Davide Uccellari e tanti altri).
Cosa si potrebbe migliorare (secondo B4T)
Non sono mancati eventi sportivi con la bici come protagonista, anche se forse una manifestazione di questo tipo meriterebbe di avere una bella granfondo dedicata, oppure un evento dedicato alla mtb tipo marathon o xc. In attesa di qualcosa di più grosso, comunque il pubblico si è divertito con lo show in notturna dell’eEnduro International Series, l’IBF Junior Trophy – Memorial Gianluca Grossi, le esibizioni di Paolo Patrizi e del Cobra Team di BMX Freestyle; l’organizzazione della cicloturistica Malatestiana e la realizzazione del Tourism Village dedicato al mondo del cicloturismo, il quale forse avrebbe meritato un po’ più di visibilità, forse la posizione era infelice o forse non è stato adeguatamente evidenziato, sta di fatto che passandoci è sembrato di vederlo sempre un po’ vuoto, mentre il settore del cicloturismo dovrebbe avere una parte da protagonista viste le potenzialità ancora inespresse e la sua possibilità di crescita.
bikevents.com
Trelock: il brevetto sulla sicurezza
Di anno in anno i prezzi medi di vendita delle bici si alzano, complice l’aumento della percentuale di bici elettriche vendute, certamente, ma non solo. Anche l’attenzione del consumatore per il prodotto di qualità sale, anche per gli spostamenti cittadini sempre più persone scelgono la bici, la propria bici, spesso unica e personalizzata. Che sia una foldable, una eBike, una classica bici da città, una scatto fisso, il ciclista urbano ha un unico problema e un’unica preoccupazione: quella di non farsi rubare il proprio amato mezzo di trasporto. Per questo è importante scegliere il giusto lucchetto di qualità. Non solo, anche sistemi per prevenire furti nel proprio garage, e qui il discorso si amplia, uscendo dal puro contesto urbano e riferendosi a ogni tipologia di ciclista sulla faccia della terra, che ogni sera si addormenta sperando di ritrovare il proprio mezzo intatto il giorno successivo. Trelock è un’azienda tedesca specialista nella sicurezza delle nostre bici e tutti i suoi prodotti soddisfano i più alti standard di sicurezza e sono controllati e ottimizzati per offrire livelli qualitativi tra i più alti e apprezzati dal mercato. Il team Trelock lavora sfruttando tecnologie all’avanguardia per creare prodotti non solo sicuri ed efficienti, ma anche con un design ricercato e funzionale. La gamma di prodotti è ampia e completa per cercare di soddisfare le esigenze di tutti i ciclisti. A garanzia di questo, tecnologie brevettate da Trelock come il cilindretto IN-X, il resistente acciaio Tredur e le chiusure rinforzate Armadon.
trelock.de
Lucchetti a catena
• Lunghezze da 600mm a 1000mm
• Catena in acciaio con copertura esterna anticorrosione
• Diametro maglie da 5 a 8 mm
Ancora di sicurezza 660
• Anello in acciaio
• Diametro 14 mm
• Ultra resistente
• Uso Interno/Esterno
• Fissaggio a terra o parete
• Viti speciali incluse
• Ideale per la sicurezza della bici in garage
Lucchetti pieghevoli
• Lunghezze da 750mm a 1000mm
• Componenti in acciaio con copertura esterna anticorrosione
• Copertura in gomma salva-telaio
• Maglie speciali “Security Link”
• Cilindretto con chiave di sicurezza IN-X anche con combinazione
• Supporti inclusi
• Cilindretto con chiave di sicurezza IN-X anche con combinazione
Lucchetti a spirale
Lucchetti ad arco
• Archi da 150mm a 350mm
• Arco in acciaio con diametro da 14mm a 16mm
• Trattamento superficiale gommato salva-telai
• Disponibile con kit cavo in acciaio
• Supporti inclusi
• Lunghezza da 1500mm a 1800mm
• Cavo in acciaio spiralato con diametro da 8 mm a 15 mm
• Copertura in gomma salva-telai
• Cilindretto con chiave di sicurezza IN-X anche con combinazione
• Supporti inclusi
PRODOTTI 2020 R c _
c SUOMY - Vortex
Il team di designer di Suomy, nella sfida di progettazione di questo casco ha dato il meglio di sé, creando un prodotto polivalente, leggero e con un rapporto qualità prezzo di tutto rispetto (prezzo consigliato 59 euro). Stile e sicurezza senza pesare troppo sul portafogli per un casco che al solo guardarlo esprime un’anima corsaiola, ma dotato anche di frontalino removibile che lo rende adatto anche all’off road. In ultimo, Vortex di Suomy piacerà sicuramente anche a chi intende il commuting in un’ottica sportiva, con un peso che lo rende anche pratico da trasportare. Vortex è realizzato con una tecnologia in-moulding con una calotta esterna in policarbonato, applicata sull’interno in EPS, ciò garantisce i massimi standard di sicurezza, infatti, il casco è omologato EN 1078 - CPSC - AS-NZS 2063:2008. I fori di aerazione sono ben 30, a direzione variabile per ottimizzare i flussi in/out dei flussi d’aria. Suomy dota vortex anche di un sistema di regolazione bidirezionale a quattro posizioni verticali, una orizzontale e regolazione micrometrica della taglia e l’imbottitura interna è in tessuti anallergici e antibatterici testati anche nei caschi delle Moto GP. Come detto, incluso nella confezione, anche un frontalino parasole di facile montaggio senza attrezzi, che sicuramente piacerà agli amanti della mtb, trail e cross country. Il massimo confort è garantito dall’esclusivo sistema SMC (Suomy Minimum Contact) che crea una intercapedine tra testa e casco. Suomy Vortex è disponibile in 6 colori e due taglie, il peso nella taglia M è di 230 grammi, mentre nella taglia L di 250.
Sidi è un brand italiano conosciuto per le calzature road e xc di alta qualità, apprezzate da professionisti e amatori di tutto il mondo per la comodità della calzata, la durevolezza e il livello dei materiali utilizzati. La grande novità per il 2020 è rappresentata però dall’introduzione in gamma di un prodotto dedicato alle discipline gravity della mtb (ma siamo sicuri piaceranno anche ai più avventurosi eBiker) , il modello Dimaro. Sidi entra quindi nel mondo dh ed enduro forte dell’esperienza maturata nel settore cross e mtb xc, in partnership con Vibram, una garanzia in fatto di suole performanti e aderenti. La suola in gomma rigida e piatta offre grande stabilità, mantenendo la flessibilità richiesta dai gravity racer. La suola Vibram garantisce anche grande aderenza e connessione tra pedale e scarpa. Un tappo removibile permette alla Dimaro di essere utilizzata con pedali flat o spd. La tomaia è resistente all’abrasione e le stringhe sono protette da un doppio strap, inoltre la calzata e la protezione del piede è migliorata da un collarino a protezione della caviglia.
sidi.com
c Elastic Interface - Palm Technology
Dopo i fondelli, l’azienda italiana pensa anche a un altro punto di contatto tra bici e uomo, progettando il primo palmo tridimensionale, elastico e senza cuciture, per il massimo comfort dei guanti da ciclismo. Per evitare dolori e formicolii, Elastic Interface rispetta l’anatomia della mano, migliorando il flusso di sangue e alleviando la pressione sul nervo ulnare. Il suo design tridimensionale è sviluppato secondo parametri antropometrici e in collaborazione con l’Università di Padova (Dipartimento di Scienze Biomediche), le imbottiture aiutano ad assorbire l’energia che proviene dalla presa sul manubrio. La gamma comprende diversi prodotti per differenti usi, come il modello Race, quello Gravel, Slim e Ultra. Palm Technology è un prodotto dedicato al mondo B2B.
elasticinterface.com
c Gore Wear - C5 Gore-Tex Infinium
Questi nuovi prodotti Gore Wear sono perfetti per le giornate con il tempo variabile e proteggono da intemperie ma anche da fango e polvere. Il modello Hybrid si indossa come una giacca soft shell e i punti più critici come: spalle, busto e maniche, sono realizzate in tessuto Gore-Tex Active, per la massima protezione dalle intemperie. La giacca Trail è destinata a chi non vuole rinunciare a pedalare anche sotto la pioggia, è leggera, robusta e packable e soprattutto completamente impermeabile e traspirante; per ottenere il massimo delle prestazioni offerte dalla tecnologia Gore-Tex Infinium anche nelle escursioni più impegnative.
gorewear.com
Hybrid
• Tessuto Gore-Tex Active su spalle e parte superiore delle braccia
• Regolabile in vita con ferma cordino
• Sotto casco regolabile per una maggiore protezione dalle intemperie
• Tasche anteriori con zip
• Costruzione ibrida per un capo caldo, confortevole e protettivo, senza l’ingombro di una giacca protettiva
• Elastico parziale su polsini con regolazione in velcro
• Dettagli riflettenti su tutti i lati
• Cuciture nastrate su spalle e dorso per una migliore protezione dalle intemperie
• Antivento, resistente all’acqua ed estremamente traspirante
• Abbigliamento Gore-Tex Infinium con tecnologia Gore Windstopper
Trail
• Prodotto Gore-Tex Paclite Plus: leggero, traspirante, impermeabile e antivento
• Tessuto Gore-Tex Active su busto, cappuccio e maniche per la massima traspirabilità
• Cappuccio regolabile con visiera integrata e ferma cordino
• Taschino sul petto
• Retro più lungo per la massima protezione dagli spruzzi sui sentieri
• Dettagli riflettenti su tutti i lati
• Posizionamento delle cuciture progettato per l’uso con zaino
• Cuciture nastrate
• Regolazione in vita con coulisse
c Sidi - Dimaro
PRODOTTI 2020 R c _
Pilogen Sport - Kit Sport
Pillogen è un marchio italiano che vanta un’esperienza di oltre un secolo nel campo della cosmesi. Nata a Salsomaggiore a fine ‘800, il suo focus è sempre stato posto nello sviluppo di nuove preparazioni volte alla cura e al benessere della persona e della sua pelle. La storia dell’azienda è passata attraverso uno dei secoli europei più tumultuosi, passando attraverso due guerre mondiali e infine attraverso il grande boom economico degli anni’60. Sempre saldamente a conduzione familiare, il brand italiano ha sempre puntato molto su ricerca e innovazione, presentando prodotti che vanno a coprire qualsiasi tipo di necessità nel campo della cura della pelle. Visto il crescente interesse per lo sport e la presenza di un numero sempre maggiore di praticanti, era inevitabile che un marchio così attento alle necessità dei suoi clienti presentasse una linea completamente dedicata al mondo dello sport “Pilogen Sport” i grado di prendersi cura dell’utente sia prima sia dopo la sua attività fisica.
Pratico kit da portare sempre con sé durante l’attività fisica, dall’allenamento alla gara: 5 prodotti nel comodo formato MINI da 30 ml.
Crema massaggio - warming gel PRE-GARA: Crema da massaggio con effetto riscaldante ed emolliente. Da utilizzarsi quando si desidera un’immediata risposta funzionale prima di un evento sportivo o durante la rieducazione di un arto o di un muscolo. Ideale nei mesi freddi, consente all’atleta l’abbigliamento minimo utile alla prestazione.
Artiglio del diavolo - recovering cream PRE/POST-GARA: Ottima per massaggiare le parti dolenti e alleviare le conseguenze di sforzi dovuti a intensa attività fisica. Le proprietà lenitive dell’Artiglio del Diavolo favoriscono lo stato di benessere dei muscoli e delle articolazioni, contribuendo al miglioramento della mobilità ed elasticità articolare.
Crema zinco sottosella - protective cream DURING/POST-GARA: Morbida crema protettiva indicata durante l’attività sportiva per lenire e idratare la cute nelle zone sottoposte a sfregamento o ad attrito. Ideale dopo l’allenamento per attenuare le irritazioni locali e promuovere i processi riparativi cutanei.
Arnica gel freddo - cooling gel POST-GARA: gel da massaggio con effetto rinfrescante e defaticante. Allevia la tensione dei muscoli e contribuisce alla loro riparazione. Attenua la comparsa di crampi e dolori muscolari, senza ungere e macchiare.
Crema piedi e gambe - anti-fatigue cream POST-GARA: Formula fondente con effetto rinfrescante e defaticante, aiuta gambe e piedi a combattere la stanchezza. Applicata con un vigoroso massaggio allevia la tensione muscolare e favorisce velocemente il recupero delle prestazioni.
I prodotti sono ideati per sopportare con maggiore facilità gli sforzi fisici, a recuperare nel minor tempo possibile la forma fisica e a prevenire stress cutanei. Utili durante l’attività sportiva perché tascabili, professionali ed efficaci nell’immediato.
pilogen.it
R Skopre - Intyre
Intyre tubeless è un prodotto studiato per ottimizzare il funzionamento dello pneumatico nei sistemi aria/lattice, ma è disponibile anche per l’utilizzo con ruote tradizionali con camera d’aria. Entrambe le soluzioni prevedono un elemento che si inserisce all’interno della gomma e il suo impiego è destinato a ogni tipo di rider e specialità: dagli amatori ai professionisti, dall’ xco alla downhill. Il vantaggio in termini pratici è quello di eliminare rischi e preoccupazioni derivanti da forature, tagli e “snake bikes”, ovvero le classiche pizzicate. Intyre inoltre previene lo stallonamento e protegge i cerchi, in più funziona anche con pressioni d’aria minime nel copertone, migliorando di conseguenza l’aderenza e la scorrevolezza di guida. Realizzato in leggera techno-schiuma, permette oltre 2000 ore di utilizzo complessivo e oltre un’ora in “run-flat”, ovvero con ruota buca e pressione zero, ciò per una rider di un peso stimato di 80 kg. In termini di guida l’utilizzo di Intyre permette una guida più precisa, con uno smorzamento delle vibrazioni e un conseguente miglior comfort di marcia. Sono disponibili modelli per le diverse misure di ruote e coperture e si adatta perfettamente anche all’uso gravoso proprio delle pesanti eBike.
skopre.com
R Specialized – Ruote Roval Terra
La casa americana presenta le suo ruote gravel. La mission è quella di proporre agli amanti delle strade sterrate un prodotto che sia quanto più robusto, affidabile e professionale. Specialized punta il focus anche sulla leggerezza del prodotto, infatti un set di ruote Terra CLX ferma l’ago della bilancia a soli 1296 grammi, nastro e valvola tubeless inclusi. Specialized ha progettato questo prodotto direttamente sulle strade miste e accidentate, ne è nato un sistema che fornisce, oltre alla robustezza, anche maneggevolezza e comfort. Parola d’ordine quindi versatilità, anche nella possibilità di montaggio. Le Terra possono infatti alloggiare un’ampia quantità di coperture, ad esempio sul già citato modello CLX possiamo montare pneumatici da 28 a 42mm. specialized.com
TERRA CLX
Cerchio: Advanced Carbon Composite
Larghezza interna: 25 mm
Profondità: 32 mm
Raggi: DT Swiss Aerolite T-head
Mozzo ant: Roval AFD1 Centerlock asse 12 mm
Mozzo post: Roval AFD2 Centerlock DT Swiss EXP
Assemblaggio: a mano
Peso: 1296 grammi (coppia)
TERRA CLX EVO
Cerchio: Advanced Carbon Composite
Larghezza interna: 30 mm
Profondità: 25,3 mm
Raggi: DT Swiss Aerolite T-head
Mozzo ant: Roval AFD1 Centerlock asse 12 mm
Mozzo post: Roval AFD2 Centerlock DT Swiss EXP
Assemblaggio: a mano
Peso 700c: 1357 grammi (coppia)
Peso 650b: 1301 grammi (coppia)
PRODOTTI 2020 R c _
c GSG - Namur
Un prodotto race-oriented, pensato soprattutto per il ciclocrossita, ma adatto a tutte le gare in cui è prevista una partenza a basse temperature. Si tratta infatti di un pantalone da riscaldamento invernale in tessuto bielastico felpato, che permette di rimanere caldi nelle fasi pre gara, migliorando la performance dell’atleta fin dall’inizio della competizione. Namur è dotato di zipp laterali a tutta lunghezza per facilitare la rapida svestizione del capo, inoltre sopra alla cerniera è applicata una copertura con chiusura a velcro per un maggiore comfort. Sul fine gamba vi è un elastico siliconato, per permettere di pedalare nelle fasi precedenti alla gara senza che il pantalone si muova dalla propria sede. Sulle bande anteriori le cuciture sono piatte e la parte bassa anteriore è realizzata con un tessuto leggero con membrana anti acqua per rimanere asciutti, oltre che caldi durante il riscaldamento. Questo pantalone, date le caratteristiche race, è studiato da GSG anche per poter essere personalizzato a richiesta da squadre e gruppi sportivi sulle bande frontali e laterali superiori. giessegi.com
c Craft - Giacca impermeabile Hale SubZ
Giacca da ciclismo calda e antivento con sistema body-comfort studiato per posizionare diversi tessuti in diverse zone del corpo, in modo da ottenere il massimo delle prestazioni. Poliestere termico altamente elastico e spazzolato sul retro delle maniche per il calore e la ventilazione. Design ergonomico per una perfetta vestibilità in posizione di guida. Un tessuto elastico, antivento e impermeabile è posizionato nella parte anteriore della giacca e nelle maniche. Hale SubZ è inoltre impreziosita da dettagli riflettenti per una visibilità ottimale. La giacca è disponibile in colore giallo fluo con dettagli neri e in cinque taglie.
R Bryton - Rider 420
craftsports.us
L’ultimo ciclocomputer GPS di Bryton migliora e si evolve, nel software come nel design. I dati sono ora più visibili e sono state aggiunte nuove caratteristiche e funzioni. La durata della batteria è stimata in ben 35 ore ed è compatibile con Power Meter Bluetooth. La tecnologia optical bonding migliora la lettura dei dati in maniera significativa, e la navigazione è migliorata grazie a features come la modalità “Segui Percorso” e all’attivazione dei punti d’interesse, sono inoltre più di 80 le diverse funzioni del Rider 420. Le dimensioni del display sono di 2,3” ed è facilmente leggibile da ogni angolazione. I dati visualizzabili per pagina sono otto per permettere al ciclista di avere una overview generale della propria performance. É possibile importare dati di terze parti come in formato .gpx che verranno automaticamente sincronizzati. Rider 420 fornisce inoltre, durante la navigazione, anche i nomi delle strade e la distanza da ogni svolta. La precisione dei dati deriva dai cinque diversi sistemi satellitari supportati: GPS, Glonass, BDS, Galileo e QZSS, che permettono di non perdere il segnale nemmeno tra alberi e palazzi. L’associazione con i vari device avviene tramite sensori ANT+/BLE e la registrazione dei dati tramite Bluetooth è stata ulteriormente migliorata. Bryton Rider 420 è inoltre ottimizzato anche per la navigazione notturna con la possibilità di regolare la luminosità, adattandola a ogni circostanza. Distribuito in Italia da: ciclopromo.com - brytonsport.com
_ Selle San Marco - GND Supercomfort
Considerato il particolare successo di questo allestimento, arriva anche per GND la versione
Supercomfort che mette a disposizione degli amanti del Road e dell’off-road tutte le principali features di questo fortunato pacchetto:
• un’imbottitura più generosa a doppia densità
• una copertina microforata per mantenere asciutte le superfici in contatto tra di loro
• uno strato supplementare di Gel e l'inserimento di due cuscinetti shock absorber localizzati in corrispondenza dell’appoggio delle ossa ischiatiche.
Inoltre GND Supercomfort presenta la tecnologia OPEN SHELL che sfrutta lo scarico dato da una scocca aperta, che garantisce stabilità e pulizia grazie alla copertura chiusa con un apposita membrana
“CORE ZONE” che funge sia da filtro che da cuscinetto.
Design ed ergonomia di GND sono stati concepiti ad hoc per raggiungere il mix perfetto tra zone di scarico e zone di appoggio. La parte anteriore è più larga e morbida rispetto alle altre selle della collezione, ne deriva un comfort maggiore anche quando si adottano posizioni aggressive (ad esempio in salita). La larghezza della parte posteriore della sella offre un perfetto supporto al ciclista anche quando non carica sui pedali oltre che una maggiore stabilità su diversi tipi di fondi.
La versione Supercomfort è indicata per varie tipologie di utilizzatori, sia per chi trascorre poco tempo in bici dove la pedalata media dura non più di 2 ore e si predilige l’utilizzo di un’imbottitura generosa, sia per chi trascorre molto tempo in bici e protrae l’appoggio sulla sella oltre le 5-6 ore necessitando di un’imbottitura più spessa visti i tempi in gioco entro i quali le zone sottocutanee sono soggette a pressione.
La GND Supercomfort è disponibile nelle larghezze wide 145 mm e narrow 135 mm, nelle varianti:
• “Racing": con telaio in Xilite, inserti in Gel e copertura micoforata
• ”Dynamic” con telaio in Manganese senza inserti in Gel e Microforatura
sellesanmarco.it
PRODOTTI 2020 R c _
c Alé Cycling – Green Road
Alé Cycling ha presentato la nuova collezione Primavera/Estate 2020 a Eurobike. Tra le novità i capi Green Road. Mantenendo i punti cardine che contraddistinguono il brand, sia da un punto di vista qualitativo sia di grafiche, la nuova collezione punta su trend avanguardisti, come l’uso di materiali eco-compatibili, riciclati alla fonte, e tecnologie di altissimo profilo, come i tessuti in grafene. Con la nuova collezione Green Road, Alé esprime il proprio impegno nella salvaguardia dell’ambiente. Buona parte dei materiali utilizzati sono certificati Global Recycle Standard (GRS) e sono composti al 90% da tessuti, filati, inserti ed elastici per bretelle a basso impatto ambientale. Il Global Recycle Standard (GRS) è promosso da Textile Exchange, una delle più importanti organizzazioni non-profit, che certifica i prodotti ottenuti da materiali da riciclo e da attività manifatturiere mirate alla promozione, a livello internazionale, di uno sviluppo responsabile e sostenibile nel settore tessile. I capi Green Road in materiale riciclato comprendono maglie e pantaloncini, sia per l’uomo che per la donna, fondello e calze. I tessuti utilizzati presentano caratteristiche di ventilazione, asciugatura ed elasticità che non hanno nulla da invidiare a quelle dei filati non riciclati. Le ragazze del team professionistico Alé Cipollini hanno già provato le nuove maglie durante il Giro d’Italia Femminile Giro Rosa Iccrea 2019: la divisa delle ragazze fa parte, infatti, della collezione Green Road 2020. Tutti i capi di questa linea offrono una protezione UPF50+ e presentano dettagli verdi, che sottolineano lo spirito eco-friendly della collezione.
Maglia Green Road
Una maglia leggera, di soli 115g/m, progettata per affrontare anche le giornate più calde. Il suo tessuto facilita la ventilazione e la rapida asciugatura. La schiena è leggera, traspirante e resistente; il gripper ecologico sul riporto delle maniche permette di averle sempre ferme al loro posto. Completa il look un funzionale “taschino ecologico”, un quarto taschino posizionato sul fianco indicato anche per riporre rifiuti come confezioni vuote di barrette, gel e altro.
Pantaloncino Green Road
Bibshort con buona compressione muscolare grazie alla sua elasticità multidirezionale. Le bretelle sono realizzate con un tessuto a rete dalla grande elasticità e resistenza. Il riporto fondo gamba ha un taglio vivo e veste come una seconda pelle. Il nuovo fondello GREEN 4H per l'uomo GREEN W4H per la donna è realizzato con schiume di spessore 8 mm per proteggere sia su strada sia in mountain bike ed offre ottima traspirabilità, oltre a garantire una sensazione di freschezza e asciutto. alecycling.com
c Scott – Scarpa Vertec Boa da donna
La nuova collezione di scarpe Scott si avvale del modello Vertec Boa, disponibile nella versione da mountain e per bici da corsa. La scarpa Scott MTB Vertec Boa da donna ha un carattere da XC ed è pensata per donne che si dedicano anche alle competizioni. Efficiente su qualsiasi tipo di distanza ha una tomaia in microfibra e il sistema Boa IP-1 Fit con microregolazione. Caratteristiche che garantiscono il giusto comfort. La scarpa può essere personalizzata anche grazie alla soletta regolabile ErgoLogic e grazie a una maggiore gamma di regolazione della tacchetta. Nella versione road la scarpa Scott Vertec Boa da donna oltre ad avere un design specifico femminile, ha un indice di rigidità 9 e la suola in carbonio HMF. Adatta anche per le competizioni, il sistema Boa e la linguetta consentono una calzata ottimale. Il comfort è garantito dalla tomaia leggera in microfibra e dalla soletta regolabile ErgoLogic.
scott-sports.com
c
Gaerne - G.ICE Storm GoreTex
Questa scarpa è ideale in condizioni climatiche rigide o con la pioggia. La tomaia abbina la microfibra G.active Airflow ad alta traspirabilità alla membrana Gore-Tex Duratherm . Questa combinazione offre traspirabilità, impermeabilità, isolamento termico anche nelle condizioni di freddo più intenso. Si avvale inoltre di collarino elasticizzato in Gore-Tex Rattler, tirante posteriore per facilitare la calzata e inserti reflex per aumentare la sicurezza in condizioni di visibilità ridotta. I rinforzi anti-abrasione nelle zone della punta e laterali ne aumentano la resistenza agli agenti atmosferici. L’intersuola è altamente isolante anche grazie all’aggiunta di alluminio termo riflettente ed è posta tra la suola e la tomaia. Crea così una barriera termica, consentendo al piede di rimanere caldo e asciutto. Il comfort è assicurato anche dal tallone anti scalzante e anatomico. Questa scarpa ha sistema con rotore BOA IP-1 per una chiusura precisa, veloce e uniforme su tutta l’area frontale della calzatura. Soletta interna anatomica con supporto nella zona tarsale per garantire comfort ed efficienza nella pedalata. La scarpa G.ICE Storm GoreTex Sole ha la suola EPS Carbon Power nella versione da strada. Disponibile anche nella versione mountain bike con suola Gaerne Mtb 2Density Sole 7.0. gaerne.com
Gaerne - focus suole
EPS Carbon Power Sole - Suola per un utilizzo con bici da strada realizzata in nylon rinforzato con fibre di carbonio per garantire maggior rigidità. Lo spessore ultrasottile consente al piede di posizionarsi ad una distanza minima dal pedale, garantendo una pedalata rotonda senza dispersioni di energia. Inserti di gomma antiscivolo nella parte posteriore offrono sicurezza durante la camminata. Questa suola è compatibile con tutti i pedali a sgancio rapido.
MTB 2Density Sole 7.0 - Si tratta di una suola progettata appositamente per la mtb. La struttura è realizzata in nylon e fibra di vetro, che la rendono resistente, leggera e sottile. Il battistrada è disegnato per garantire il massimo dell’aderenza, della stabilità e un’ottima resistenza su ogni tipo di terreno. Due alloggiamenti nella punta, predisposti per l’inserimento dei tacchetti avvitabili consentono di migliorare la presa sui terreni sterrati e fangosi.
_ Selle Royal – Le nuove selle con versione Moderate Woman
Selle Royal ha presentato lo scorso settembre a Eurobike una nuova serie di selle. Tra le novità la gamma Lookin 3D e la gamma Float, entrambe disponibili anche nella versione Moderate Woman, specifica per l’anatomia femminile.
Evoluzione della gamma originale Lookin, pur mantenendo la forma e lo stile moderni, la nuova serie si è evoluta per offrire ancora più comfort e protezione. Questa sella si avvale del sistema 3D Skingel, il cui risultato finale è un peso più leggero che garantisce la riduzione di pressione del 40% sia nella zona perineale, sia nell’area ischiatica. Il sistema Flexite bilancia la flessibilità con la forza e massimizza l’assorbimento degli urti durante la guida grazie all’esclusiva struttura “scanalata” con intagli nella parte inferiore. Nuovo anche il design con un inserto che mette in mostra il 3D Skingel all’interno.
La gamma Float presenta un foro anatomico per un maggiore comfort mentre si è in bicicletta. In combinazione con questa apertura centrale si trovano gli interni in schiuma Slow-Fit. Questa speciale schiuma attraverso un movimento a lento rilascio offre un comfort superiore modellandosi ai punti di contatto del corpo; questo crea una distribuzione uniforme della pressione mantenendo un supporto efficace. Il nuovo Float presenta anche una superficie opaca liscia incisa per una maggiore sensazione di comfort. selleroyal.com
PRODOTTI 2020 R c _
c 7mesh - Women's Resistance Jacket LE c GSG Cycling Wear
Scott
Ideale anche in autunno nei giorni più ventosi o umidi, la giacca Resistence di 7mesh mantiene il corpo asciutto e caldo grazie al tessuto antivento e water resistant. La giacca è anche dotata di un sistema di ventilazione integrato a tutto vantaggio della traspirazione. Piegata occupa poco spazio e si può facilmente riporre nella tasca della maglia quando la temperatura sale. Tra le caratteristiche: tasca laterale con cerniera, orlo elastico antiscivolo e dettagli riflettenti. Tessuto Windstopper Active 50d Polyester / 2L PU, peso 110 grammi.
7mesh.com
SCHEDA TECNICA
Materiale: Windstopper Active 50 dPolyester, 2L
PU Backer
Peso: 110 grammi
Caratteristiche: tasca laterale con zip, prese d’aria, prese d’aria sui polsi, orlo elastico antiscivolo, cuciture nastrate, dettagli riflettenti, Trim Fit, Antivento Gore-Tex Infinium
Il settore legato alle bici gravel sta conoscendo sviluppi sempre più interessanti anche in campo femminile. Per questo motivo a partire dalla stagione 2019 Scott ha inserito all’interno della propria gamma Contessa, dei modelli specifici per un uso gravel con geometrie proprie. La nuova gamma 2020 si avvale di tre modelli: un modello con telaio Addict
Contessa Addict Gravel 15
All’interno della propria gamma di bici da donna Contessa, Scott ha a catalogo il modello Addict in versione gravel. Si tratta di una bicicletta che punta alla leggerezza grazie al telaio in carbonio HMF. Si avvale di una trasmissione con 22 velocità. Disponibile in quattro misure dalla XS-49 alla L-56, è una bicicletta ideale per percorsi gravel anche su lunghe distanze.
La collezione SS 2020 di GSG conferma la cura per i dettagli 100% made in Italy ed è studiata per un uso road, gravel e mountain bike. Tra le novità assolute la maglia Maestro, disponibile in versione anche maschile. Maestro è una pratica polo in tessuto traspirante che regala un fitting moderno e una maggiore libertà di movimento. Anche la maglia Grool, occupa un posto di spicco tra le novità della stagione. Realizzata in tessuto tecnico traforato, questa maglia si adatta alle varie temperature a ai cambiamenti di quota. Nei pantaloncini, invece, si conferma l’attenzione per soluzioni che puntano al comfort con fondelli che assicurano il massimo della protezione. Non mancano infine gli accessori, come la mantellina antipioggia o il gilet della serie Pieve. Sono capi studiati per garantire una traspirazione e protezione ideali adattandosi a tutte le condizioni metereologiche.
giessegi.com
in carbonio, e due modelli Speedster con telaio in alluminio. Tre soluzioni che vogliono accontentare un target ampio e variegato.
scott-sports.com
Contessa Speedster Gravel 15
Con telaio in lega di alluminio e forcella in carbonio, questa gravel bike è indicata per escursioni su ogni tipo di terreno anche grazie agli pneumatici Schwalbe G-One Allround 700x35 in dotazione. Il freno a disco idraulico garantisce controllo ed efficienza. La guarnitura si avvale di 22 velocità con un set di corone 46x30. Disponibile in 5 taglie: dalla XXS-47 alla L-56.
La gamma gravel della serie Contessa si completa di un modello entry level: la Speedster Gravel 25 che differisce dal modello Speedster Gravel 15 sostanzialmente per il tipo di allestimento. Identica alla sua compagna della serie Speedster per quanto riguarda il telaio in alluminio e la forcella in carbonio, questa gravel bike ha un pacco pignoni da 10 per un totale di 20 velocità, grazie alla coppia di corone 46x30. Disponibile in 5 taglie: dalla XXS-47 alla L-56.