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Bike4Trade 6 2019

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Photo: Maratona dles
Dolomites / Alex Moling

BICI ACADEMY 10 Pianificare l’evento

di gravità

opzione sostenibile

16 Uno spin off tutta sostanza

20 Sulle strade che portano al “Duman”

28 Campagnolo: dalla parte dei dealer

PRODOTTO 30 Brera: Combat-ere la noia

DI BENEDETTO SIRONI

benedetto.sironi@sport-press.it

Bici e territorio, un tesoro da scoprire… in viaggio

Viaggio. Una semplice parola in grado però di evocare immagini, mondi e suggestioni affascinanti e molteplici. Tanto più sulle ruote di una bicicletta. Un tema al quale spesso dedichiamo spazio sulle pagine di Bike4trade. Anche - sempre più - per l’incidenza che questo settore ha sul nostro mercato in termini di numeri, business e non solo.

Le stesse località turistiche credono sempre di più nella bici e si moltiplicano gli eventi che legano indissolubilmente il territorio alle due ruote. Con esempi emblematici che già da parecchi anni rappresentano delle case history virtuose e di successo a livello mondiale. Uno di questi divenuti ormai un cult è senz’altro la Maratona dles Dolomites. Non una semplice gara, ma l’occasione per scoprire alcune tra le montagne più belle del mondo in sella a una bici. Con numeri impressionanti anche quest’anno: ben 32.400 le richieste d’iscrizione provenienti da 90 paesi su 9 mila posti disponibili.

Non mancano svariati altri esempi virtuosi. Da segnalare il ritorno di Pila tra le grandi competizioni europee con l’IXS European DH Cup del 27-28 luglio e il Campionato Europeo Giovanile UEC del 20-25 agosto. Per non parlare della classica tappa di Coppa del Mondo UCI Mountain Bike World Cup in Val di Sole (2-8 agosto). Ma anche di eventi alla portata di un pubblico ben più allargato come gli ultimi Bike Days a Ponte di LegnoTonale di cui vi parleremo nei prossimi numeri. O la Vallagarina Experience Festival (19-22 settembre) tra i monti attorno a Rovereto. Dove saremo partner con le nostre testate Bike4trade e Bike Hotel Guide e dove la bici avrà un ruolo fondamentale per la promozione di un territorio bellissimo e magari non ancora conosciuto al pari di altri.

Il tema del viaggio in bici è ripreso anche dalla seconda puntata del nostro speciale sul cicloturismo, che rappresenta una delle alternative più in crescita alla classica vacanza. Il successo di questo tipo di avventure su due ruote ci lega direttamente al nostro speciale sui Media Days (per il secondo anno a Kronplatz - Plan De Corones, 2-4 luglio). Dove, insieme alle bici elettriche hanno avuto grande risalto le gravel adatte ad affrontare i viaggi più lunghi e avventurosi, con bike packing a seguito. Un evento dove c’è stata grande qualità più che quantità. Chi c’è stato ha ricevuto grande attenzione da parte dei media, che comunque hanno apprezzato la formula e sono accorsi in buon numero.

Già, perché non lo abbiamo detto ma vale la pena di sottolinearlo...tutti gli eventi di cui sopra, oltre a numerosi altri che trovate spesso sui nostri media, li abbiamo vissuti, raccontati e pedalati di persona sul campo, o lo faremo, con il nostro team di inviati. Anche e sempre più grazie al progetto Bike Hotel Guide, parallelo e complementare in termini di contenuti e target a Bike4trade (seguite tutte le novità su bikehotelguide.com e relativi social) Perché per raccontare al meglio il viaggio e le sue connessioni dentro e fuori il mercato, non c’è cosa migliore di viverli dal di dentro.

Editore Sport Press S.r.l. - Direttore responsabile: Angelo Frigerio - Direttore editoriale: Benedetto Sironi

Redazioni: Corso della Resistenza, 23 - 20821 - Meda (MB) Via Roncaglia, 14 - 20146 - Milano - Tel. 02.87245180-1-2 - Fax 02.87245182 info@bike4trade.it - bike4trade.it

Anno 7 - Numero 6-7/2019 - Periodico mensile

Registrazione al Trib. di Milano n. 39 dell’8 febbraio 2013 Poste Italiane SpA Spedizione in abbonamento postale

D.L. 353/2003 - Conv. in Legge 46/2004 - Art.1 Comma 1 LO/MI

Stampa: Ingraph - Seregno (MB) - Una copia 1,00 euro L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati personali in suo possesso. Tali dati saranno utilizzati per la gestione degli abbonamenti e per l’invio di informazioni commerciali. In base all’Art. 13 della Legge nº 196/2003, dati potranno essere rettificati o cancellati in qualsiasi momento scrivendo a: Sport Press S.r.l. Responsabile dati: Benedetto Sironi - Corso della Resistenza, 23 - 20821 - Meda (MB) Chiuso in redazione il 19 luglio 2019

Bike virtuale con due nuovi videogame

I due giochi di riferimento per i fan del ciclismo sono tornati: Tour de France 2019 e Pro Cycling Manager 2019 sono ora disponibili per console (PS4 e Xbox One) e PC. Con Tour de France 2019 sarà possibile vivere l’esperienza della leggendaria corsa dall’interno e competere con i più forti ciclisti del mondo. Tutte le 21 tappe ufficiali del Tour de France sono state meticolosamente ricreate così da garantire al giocatore la possibilità di vivere le emozioni e l’adrenalina di una vera corsa, incluse le fughe in solitaria, gli sprint, e la gestione della stamina durante le ardue scalate sulle vette più importanti della corsa. Pro Cycling Manager stabilisce il nuovo standard per un gioco di ciclismo manageriale su PC, per diventare il manager di un team professionistico e gestire gli atleti che correranno il Tour de France e altre 200 gare disponibili nel gioco.

bigbeninteractive.it

PILLOLE DI SOSTENIBILITÀ BY

Bioeconomia, Economia Circolare e Sviluppo Sostenibile: parole chiave per la continuità del business

Il 23 maggio 2019 è stata istituita la Giornata Nazionale sulla Bioeconomia, coordinata e promossa dal Cluster SPRING con Assobiotec – Federchimica. Un’occasione per approfondire le caratteristiche e le opportunità offerte dall’economia circolare e da un sistema industriale che fa della sostenibilità la sua leva strategica. RadiciGroup ha partecipato all’iniziativa con un contributo video (disponibile sul sito radicigroup.com/news&media/ video) dove ha spiegato come tradurre in pratica queste linee guida.

Maria Teresa Betti del team Sostenibilità del Gruppo ha dichiarato: «Il tema della bioeconomia si inquadra perfettamente nel progetto di sostenibilità di RadiciGroup, all’interno del quale l’uso attento delle materie prime e delle risorse è di vitale importanza. Per realizzare i suoi polimeri, infatti, il Gruppo è sempre più propenso all’uso di materiali derivanti da fonti rinnovabili non in competizione con l’alimentazione umana, da trasformare poi attraverso un uso delle risorse prevalentemente da fonte rinnovabile (idroelettrico)».

Sul fronte dell’economia circolare è intervenuto Filippo Servalli, direttore sostenibilità di RadiciGroup: «Il valore dei prodotti va mantenuto quanto più a lungo possibile, la produzione dei rifiuti è da ridurre al minimo e, quando un materiale raggiunge il fine vita, va usato nuovamente per creare altro valore. Come? Attraverso l’eco-design. Pensare cioè ai prodotti anche in funzione della loro seconda vita». Stefano Alini, direttore Innovazione&Ricerca di RadiciGroup è entrato nel dettaglio e ha spiegato quali sono i prodotti BIO di RadiciGroup «Oggi RadiciGroup ha già in gamma poliammidi ottenute parzialmente (PA 6.10) o totalmente da fonti rinnovabili (PA 5.10) che consentono quindi di ridurre notevolmente l’uso di risorse non rinnovabili rispetto ad altre poliammidi interamente basate su intermedi petrolchimici. Stiamo lavorando su due fronti: ampliare ulteriormente questa gamma ma anche replicare i materiali più tradizionali come le PA 66 andando a produrre i monomeri con vie alternative che partono da fonte rinnovabile».

A settembre bike, outdoor e gusto si incontrano in Vallagarina

Dal 19 al 22 settembre 2019 si terrà Vallagarina Experience Festival, quattro giorni dedicati all’outdoor tra le bellezze naturali e paesaggistiche della Vallagarina, punto di ingresso alle porte del Trentino, a due passi dal Lago di Garda. Un territorio ricco di storia e cultura con castelli, musei, itinerari della Grande Guerra, unico dal punto di vista naturalistico. Il Festival si pone l’obiettivo di promuovere la Vallagarina sotto molteplici aspetti: come destinazione e meta di vacanza attraverso servizi e strutture all’avanguardia; paradiso naturale di esperienze outdoor come trekking, nordic walking, trail, eBike, pesca, climbing e yoga; e ancora come territorio ricco di prodotti enogastronomici da gustare e assaporare. Nei quattro giorni dell’evento sarà possibile vivere delle vere e proprie outdoor experience, previa registrazione online, come escursioni organizzate dalla Scuola Italiana di eBike (SleB) e dalla Scuola Italiana di Nordic Walking (SINW). Oppure trekking, enduro, trail, pesca sportiva e incontri di yoga. Vallagarina Experience Festival conterà inoltre su un’area espositiva outdoor in Corso Bettini a Rovereto, che vedrà la presenza di numerosi stand di brand importanti del mondo outdoor. Prevista anche un’area espositiva travel con stand di associazioni ed enti locali che si occupano di incoming e promozione della regione. I visitatori avranno modo di scoprire le novità del mercato e di conoscere in maniera approfondita l’offerta turistica della Vallagarina. Il Festival sarà anche gourmet e wine, con una vetrina sul patrimonio culinario della zona. Sarà infatti possibile acquistare un ticket che consentirà di ricevere, in ognuna delle casette posizionate in Corso Bettini, un menù di assaggi di prodotti tipici accompagnati da vini locali. Un evento dunque adatto a chiunque voglia avvicinarsi al mondo dell’outdoor, per chi cerca benessere esplorando una parte di Trentino ancora incontaminata e lontana dal turismo di massa, in un tipico paesaggio alpino, preludio al Patrimonio Unesco delle Dolomiti che svettano più a nord. Nel comitato organizzatore anche Dolomeet, società di consulenza in ambito turistico e sportivo, nonché vero e proprio lab composto da un’agenzia creativa, un team IT e una business unit outdoor oriented.

Trentino Arena Experience

L’evento sarà occasione per presentare la Trentino Arena Experience, un insieme di percorsi mappati e catalogati che consentono agli amanti dell’outdoor di esplorare il territorio in maniera attiva. Si tratta di un format che permetterà di scoprire un angolo di Trentino da nuove prospettive attraverso molteplici attività outdoor: trekking, nordic walking, eBike o trail. I percorsi saranno catalogati per livello di difficoltà e saranno presentati con indicazioni accurate: lunghezza, profilo altimetrico, fondo stradale, informazioni naturalistiche e storico-culturali, noleggi, punti di ristoro e punti panoramici. La prima area sviluppata sarà quella della Vallagarina. L’app di Trentino Arena Experience sarà presto disponibile e sarà comprensiva di QR CODE personale che permetterà di attivare sconti esclusivi presso i tour operator, le strutture ricettive, i rifugi, i ristoranti, i noleggi e i negozi convenzionati.

vallagarinaexperiencefestival.it

Scott Italia scende in campo con Croce Viola Milano

II progetto del soccorso su bici di Croce Viola Milano ha l’obiettivo di prestare un servizio di primo soccorso ai cittadini garantendo loro una prima assistenza, stabilendo un contatto qualificato con l’infortunato. Le bici selezionate per questo tipo di attività sono le Scott Sub Cross 20, bici ibride dalla geometria sportiva. Dotate di forcella con bloccaggio remoto e di componenti Syncros, le Sub Cross sono perfettamente configurate per le escursioni, anche in fuoristrada. Le squadre in bici dei volontari pattuglieranno il territorio cittadino milanese nelle zone dove Croce Viola Milano quotidianamente opera ed è conosciuta (Milano Nord), arrivando a garantire la copertura del servizio anche al Parco Nord, area molto frequentata durante la

Mips acquisisce

GlideWear e i suoi brevetti

C’è una new entry in casa Mips: si tratta del marchio neo acquisito GlideWear. Così, il marchio che per primo ha puntato sui sistema di protezione del cervello nell’ambito della sicurezza dei caschi, ha stipulato un accordo per acquisire il brand GlideWear e i diritti di brevetto associati alla tecnologia di proprietà di Tamarack Habilitation Technologies, Inc. Un affare che è costato all’azienza svedese circa 1 milione di USD e la chiusura dell’accordo è avvenuta in concomitanza con la firma del contratto di compravendita. L’acquisizione della tecnologia GlideWear è un passo importante nell’ambizioso progetto di Mips di continuare a sviluppare e ampliare la propria offerta di prodotti. La collaborazione tra le due realtà è iniziata già nel 2018 quando Mips ha inserito la tecnologia GlideWear in alcune delle sue soluzioni di protezione del cervello con risultati positivi e la successiva azione di acquisto rappresenta un’estensione naturale della cooperazione esistente. La tecnologia acquisita è un tessuto a doppio strato, a basso attrito, utilizzato principalmente in applicazioni mediche per proteggere la pelle dall’attrito. Come parte della transazione, Tamarack ha ottenuto una licenza royalty-free da Mips di otto anni per continuare a utilizzare la tecnologia nelle sue applicazioni mediche. Siamo soddisfatti dell’acquisizione della tecnologia GlideWear e dell’accesso ai materiali che miglioreranno il nostro catalogo di prodotti. Abbiamo avviato il lavoro di sviluppo con Tamarack alcuni anni fa e abbiamo rapidamente compreso il valore di avere la tecnologia GlideWear nei nostri prodotti” afferma Max Strandwitz, ceo di Mips.

mipsprotection.com

giornata, nei weekend e in primavera-estate. Il servizio delle bici ricopre un ruolo cruciale nella catena del soccorso, integrando le attività di intervento coordinate dalla Centrale Operativa AAT 118 di Milano; nelle aree urbane è possibile che si verifichino eventi che non necessitino dell’attivazione dell’ambulanza o, al contrario, incidenti la cui tempestività del soccorso può fare la differenza nel salvare una vita. In entrambi i casi l’equipaggio in bici, più veloce e snello, può intervenire prestando le prime cure e verificando la gravità della persona soccorsa, attivando così il personale medico qualificato o un’ambulanza. croceviola.org

Hayes completa l’acquisizione di Reynolds Cycling

Hayes Performance Systems, proprietaria dei marchi Hayes, Manitou, Sunringlé, ProTaper, Reynolds Cycling e Wheelsmith, ha completato l’integrazione dello specialista delle ruote in carbonio Reynolds Cycling. Secondo il quartier generale del gruppo a Mequon, ora sono completamente pronti per partire. “Reynolds è la soluzione perfetta per ampliare il nostro portafoglio di prodotti e ruote “, ha dichiarato il ceo di Hayes Performance Systems Phil Malliet. Da gennaio tutto l’inventario di Reynolds si è spostato da Salt Lake City a Mequon. La spedizione ai rivenditori negli Stati Uniti e in Europa è iniziata già a marzo. A fine gennaio il team R&D di Reynolds si è trasferito in un nuovo ufficio di progettazione e sviluppo di Salt Lake City. “Intendiamo aumentare la nostra presenza sul mercato ciclistico globale e Reynolds è la soluzione perfetta per espandere il nostro portafoglio di prodotti e ruote”, dice sempre Malliet. “Con Reynolds, ora copriamo l’intero mercato dalle ruote: in lega Sunringlé, in carbonio Reynolds”. Todd Schmidt, direttore vendite e marketing di Hayes Bicycle Group (HBG), spiega: “A partire da maggio, i nostri rappresentanti di vendita con sede negli Stati Uniti hanno iniziato a offrire freni Hayes Dominion ai rivenditori. Inoltre, a partire da maggio, una posizione di nuova creazione, Customer Care Manager, è stata ricoperta da Evan McMillen, un manager di lunga data di Hayes”. HBG è stata costituita quando Hayes Performance Systems, Inc. ha acquisito Sunringlé e Manitou. “Richard Abram è stato assunto a giugno. In qualità di direttore vendite nazionale statunitense, gestisce i 22 rappresentanti attraverso l’acquisizione del marchio Reynolds e il team di marketing mobile Hayes”. Hayes Performance Systems EU ha sede a Garching, vicino Monaco di Baviera, in Germania. La filiale europea è stata fondata nel 2011 e si occupa della distribuzione, delle vendite e del marketing di tutti i marchi HBG in Europa. Reynolds ha anche rilasciato una nuova ruota in carbonio “ATR” e “ATR X” destinata al mercato gravel, perfetta per il mercato europeo.

reynoldscycling.com

Rms porta il grip di Kenda al Mottolino

Una vacanza adrenalinica tra le discese e i salti di una delle strutture più importanti d’Italia e d’Europa dedicata ai biker: è la proposta per l’estate del Mottolino Bike Park di Livigno, dove RMS è presente con le gomme Kenda. Per il 2019 e il 2020, infatti, Kenda e RMS sono sponsor ufficiali della struttura e forniscono i copertoni per le bici a noleggio. Ci sarà la possibilità, per chiunque lo voglia, di testare questi prodotti su 120 modelli, praticando differenti attività nel Bike Park di Livigno. L’obiettivo della collaborazione è far conoscere maggiormente in Italia il brand di Taiwan, oggi uno dei più importanti e completi produttori di gomme per bicicletta, e far toccare con mano l’eccellente qualità dei suoi prodotti. Quella di Livigno sarà un’occasione unica per provare, su un terreno che sappia esaltare al massimo le loro caratteristiche, questi copertoni dalle caratteristiche uniche. Sulle biciclette presenti al Mottolino saranno montati differenti modelli di gomme Kenda. Il prodotto top di gamma è Hellkat che si distingue per il controllo in frenata, la trazione e la scorrevolezza: è una gomma specifica per le discipline gravity Downhill, Freeride e Enduro. Hellkat è utilizzata anche dal cinque volte vincitore della Coppa del Mondo di Downhill Aaron Gwin. Le qualità più importanti del modello AGC sono l’essere resistente a tagli e forature e avere una tenuta allo stallonamento superiore; nella versione AEC, studiata appositamente per l’Enduro, oltre a una massima resistenza a tagli e forature i tecnici Kenda sono riusciti a creare una gomma con un peso ottimizzato per questa disciplina. Chi, invece, vuole fare del trial immerso nella natura di Livigno, potrà testare il copertone Nevegal 2. Evoluzione del modello Nevegal, ha un’ottima resistenza alle forature, un peso contenuto e un rolling resistance dimezzata rispetto alle Nevegal. La terza serie che potrà essere testata sulle bici al Mottolino Bike Park è Havok pro emc con protezione specifica per le eBike. Battistrada versatile con tasselli centrali bassi per avere un’ottima scorrevolezza e tasselli laterali studiati per condurre la bici con massima stabilità sia in curva sia in discesa.

rms.it

Padova sale in sella con Bike City

A settembre Padova festeggia la bicicletta con la prima edizione di Padova Bike City. Un palinsesto di eventi promosso dal Comune di Padova che sarà animato e sostenuto da decine di realtà sportive, culturali e commerciali della città. Un’intera settimana, dal 16 al 22 settembre, dedicata al mondo della bicicletta in tutte le sue forme: a chi la usa per spostarsi, per giocarci, per andare incontro al vento, per disegnare nuovi itinerari rispettosi dell’ambiente, per restare in forma. Da sempre Padova celebra la Settimana europea della mobilità sostenibile e Padova Bike City diventerà, in tal senso, non solo una festa, ma anche un'occasione di confronto e di crescita, anche per ragionare su un’idea di città pulita e green, vicina al benessere delle persone. La prima edizione del festival diffuso della bici è pronta a ospitare gli eventi che associazioni, aziende, gruppi informali, singoli organizzeranno, sia che si tratti di appuntamenti per ciclisti sia che si tratti di momenti pensati per chi ancora non va in bici, o ci va troppo poco. Ci saranno pedalate all’alba, incontri per appassionati di bici storiche, presentazioni di libri, spettacoli, giri alla scoperta delle bellezze nascoste della città e molto altro: più la città e gli appassionati saranno coinvolti, più il programma sarà ricco e coinvolgente. proprio per questo, a partire da oggi, è attiva la chiamata alla partecipazione e sul sito di Padova Bike City si possono fin da subito candidare propri eventi: chiunque può partecipare, dall’associazione di quartiere che vuole proporre una pedalata, al negozio che ha pensato a un aperitivo con sconti per chi arriva in bici e anche al singolo che ha un progetto per le bici a Padova e lo vuole presentare. Tutti sono benvenuti a Padova Bike City, un progetto che trae la sua ricchezza proprio dal fatto di essere frutto di collaborazione tra realtà diverse. Padova Bike City è organizzata in contemporanea con Milano Bike City che, alla seconda edizione, è già divenuta un riferimento per la città. Per una settimana Padova si animerà dunque con una serie di iniziative dedicate alla mobilità sostenibile e alla bicicletta. padovabikecity.it

Waze è Mobility Partner di Formula Bici

L’app di navigazione gratuita

Waze diventa Mobility Partner di Formula Bici, l’Associazione punto di riferimento dei migliori eventi amatoriali del mondo ciclistico italiano, con lo scopo di migliorare la viabilità nelle aree di passaggio delle numerose manifestazioni sportive e indicare a partecipanti e appassionati come avvicinarsi il più possibile ai percorsi di gara. Formula Bici racchiude al proprio interno 25 eventi ciclistici su strada, mountain bike, eventi vintage e prove a tappe dove ogni anno più di 80.000 partecipanti percorrono oltre 10 milioni di chilometri in bicicletta. La mission dell’Associazione è di migliorare la cultura ciclistica nel Bel Paese su vari livelli: dall’organizzazione alla sicurezza senza dimenticare il divertimento e i servizi per gli atleti, il tutto grazie a un lavoro continuo di collaborazione e scambio di esperienze a più livelli tra gli organizzatori degli eventi associati a Formula Bici. Grazie all’intervento della Community di Map Editor volontari, sul sito e sull’app di Waze verranno inserite le strade chiuse al traffico e gli orari di apertura e chiusura delle vie che coinvolgeranno gli eventi. Scaricando gratuitamente l’app Waze, tutti coloro che vorranno assistere al passaggio degli atleti potranno avvicinarsi al percorso e allo stesso tempo, impostando la navigazione su Waze, gli automobilisti in viaggio eviteranno di restare bloccati nel traffico a causa delle modifiche alla viabilità locale.

waze.com - formulabici.com

Pila torna ad essere teatro di grandi manifestazioni agonistiche di respiro internazionale: la sua anima downhill verrà celebrata a luglio con una tappa del circuito IXS European Downhill Cup, che torna a Pila dopo 5 anni, mentre ad agosto il nuovo circuito XCO sarà sede del Campionato Europeo Giovanile UEC, quest’anno in categoria 13/16 anni. Pila è legata alle ruote tassellate dagli anni ’90, con importanti competizioni sportive che hanno visto i più grandi campioni di mountain bike sfidarsi tra le sue vette, da Paola Pezzo a Gery Kerschbaumer per il cross country, da Lorenzo Suding a Manuel Gruber nella disciplina downhill. L’IXS European Downhill Cup, istituito nel 2008, è diventato il circuito più importante dopo la Coppa del Mondo. Pila avrà l’onore di ospitare la tappa nei giorni dal 25 al 29 luglio sul collaudato percorso già tracciato della Coppa del Mondo nel 2005. Questa tappa di Coppa Europa è già stata ospitata da Pila per 5 edizioni consecutive, dal 2010 al 2014, rendendo il bike park “Pila Bikeland” talmente apprezzato a livello europeo da essere tutt’ora meta per tanti agonisti e appassionati di downhill provenienti da diverse nazioni europee.

All’IXS European Downhill Cup 2019 parteciperanno circa 400 atleti provenienti da 20 nazioni diverse, portando con sé i propri team di tecnici meccanici e accompagnatori, per un totale di presenze che supererà le 1500 persone durante i giorni della manifestazione. Dopo il grande debutto del nuovo anello di cross country di Pila, omologato per competizioni XCO, la location si conferma terreno di gara internazionale anche per il 2019, con il Campionato Europeo Giovanile UEC (UEC Mountain Bike Youth European Championships), che si svolgerà dal 20 al 25 agosto sui 4,5 km circa di percorso costellato da ostacoli di vario tipo, con 111 mt di dislivello positivo. Il Campionato Europeo Giovanile è una manifestazione nata in Austria diversi anni or sono, inserita lo scorso anno nel circuito dell’Unione Europea del Ciclismo per il livello agonistico di categoria 13/16 anni. L’evento rientra anche nel calendario gare FCI ed è già stato ospitato a Pila nel 2018, in categoria U23. Per quest’anno sono attesi circa 600 concorrenti, per un totale di 2500 presenze complessive tra pubblico e addetti ai lavori. Al Campionato Europeo Giovanile parteciperanno infatti 170 squadre, incluse le Nazionali. pila.it

BIS srl nuovo distributore italiano di Rotor

L'azienda, già agente esclusivo per l’Italia del marchio taiwanese CST Tires, da oggi è agente e distributore esclusivo per il nostro paese del marchio spagnolo Rotor, sinonimo d’innovazione e qualità. Rotor nasce nel 1994 dal sogno di due amici che condividevano la passione per il ciclismo: Pablo Carrasco, ingegnere aeronautico e Ignacio Estellés, avvocato, credevano che fosse possibile rivoluzionare la tecnologia della bicicletta semplicemente attraverso un’idea. A loro molto presto si è unito Enrique del Rey, proprietario di EDR, che si è impegnato sin dall’inizio nella fabbricazione di componenti Rotor con una spinta fortissima al miglioramento continuo. La sfida iniziale consisteva nello sviluppare un modo più naturale di pedalare che sfruttasse in maniera più efficace la forza applicata al pedale. L’obiettivo era quello di migliorare l’efficienza della pedalata e ha ispirato fin dall’inizio l'innovazione di Rotor, iniziata con la registrazione dei primi brevetti in tutto il mondo. Come la corona ovale Q-Rings.

COOL MESH SUPERLIGHT

Baselayer per attività ad alta intensità a temperature calde. Tessuto a rete a maglia larga per una ventilazione esasperata e dispersione dell’umidità. Disponibile con fit ergonomico uomo e donna.

bissrl.it - rotorbike.com

craftsportswear.com

craft@newwave.it

CONSIGLI

Pianificare l’evento garantisce il successo

BiciAcademy non si è conclusa in aula.

Ancma e Bike4Trade ti danno la possibilità di accedere agli aggiornamenti sulla pagina Facebook: facebook.com/biciacademy.

Sono molti i fattori in gioco che decretano un esito positivo o un flop.

Non solo inerenti all’organizzazione. Anche una finale di Champions League può mettere in pericolo la buona riuscita di un evento

Nell’ edizione 2019 l’evento riminese, fondamentale per l’aggiornamento del negoziante bici, ha introdotto il tema dell’organizzazione degli eventi sportivi nel programma didattico. La sessione di formazione e confronto è stata particolarmente frequentata, sebbene complessa ed articolata su due fronti: eventi inclusivi (rivolta a potenziali utenti esterni) ed eventi esclusivi interni al negozio (per fidelizzare e creare il giusto “mood”). Nei 50 minuti di formazione è stata accennata anche la parte riguardante le manifestazioni sportive su strada (agonistiche o amatoriali) intrinsecamente vincolate alle incombenze amministrative, assicurative ed organizzative, argomento talmente articolato da meritare, in futuro, un focus ad hoc.

La pianificazione economica dell’evento Molto seguito ed appassionante è stato il tema di come affrontare il business plan di un evento in bici, cosa che spesso non viene approfondita con adeguata attenzione, con conseguenti spiacevoli sorprese sia operative che economiche. Dalle Academy è emerso che chiaramente che non è mai troppo presto per iniziare a progettare l’evento (su strada o in negozio), tanto che certi appuntamenti sono calendarizzati un anno per l’altro, generalmente con almeno sei mesi di anticipo sulla data prescelta. Definire con chiarezza gli obiettivi e le tempistiche dell’evento è infatti la prima regola da rispettare per il raggiungimento del successo. Spesso accade di non prevedere che eventi concomitanti possano interferire con il buon esito dell’evento (come una fiera, un concerto o una finale di Coppa). Quindi è assolutamente indispensabile schedulare appuntamenti locali e globali che potrebbero alterare l’affluenza al nostro progetto.

L’unione fa la forza

Una volta steso il progetto bisogna affidare ad un team compiti specifici. Sì, occorre un team, perché non bastano una o due persone. I negozianti (titolari o dipendenti) devono seguire il punto vendita, gli acquisti, i clienti, l’officina, i fornitori. A ognuno il proprio compito, quindi componete un bel team con il quale condividere il progetto e assegnate ad ogni membro un compito, anche di responsabilità. Allo stesso modo è necessario saper

definire un budget per l’evento perché in questo modo sarà possibile coinvolgere e valutare la partecipazione di potenziali sponsor o business partners in modo da ottenere mutuo profitto. Ricordatevi che voi siete i primi e gli ultimi responsabili dell’evento, sia legalmente che operativamente, quindi non fatevi trovare impreparati perché la qualità generale dell’evento che proponete rifletterà l’immagine del vostro negozio.

Identità e visibilità: fondamentali per il successo

Altrettanto efficaci e motivanti sono gli eventi formativi, conviviali e ludici organizzati all’interno del negozio. Questi momenti di condivisione e confronto sono dei veri e propri appuntamenti che i clienti adorano frequentare e che permettono al negoziante sia di mostrare, magari in anteprima, novità commerciali sia di creare fidelizzazione. Qualsiasi evento deve avere una periodicità specifica ed essere connotato da una chiara identità in modo da evidenziare i valori promossi dal brand e dal negozio. Anche per questi eventi apparentemente “easy” è necessario avvalersi di strumenti di marketing e comunicazione ben ponderati (ad esempio è indispensabile individuare una risorsa che possa seguire i social adottando una precisa strategia) affinché ogni sforzo venga massimizzato e il successo dell’evento possa essere misurato a posteriori.

Be unique!

Quello che fa la differenza tra un "timido" aperitivo in negozio e un evento di successo è la connotazione di eccezionalità dell’evento stesso. Un banale brindisi che diventa “il brindisi” del negozio può creare (anche con risorse limitate) un momento topico che genera l’effetto “wow“. E i partecipanti saranno ben lieti di farsi promotori nella vita reale così come sui social di un evento ben riuscito. Basterà introdurre un gioco, un racconto, una premiazione (anche goliardica), per associare l’immagine dell’evento ad una emozione positiva, rendendolo unico. Infine, è sempre bene pensare anche a chi vive di riflesso la passione del proprio partner, quindi suggeriamo di organizzare contestualmente attività alternative per mogli, mariti, figli o parenti che saranno presenti all’evento, per farli sentire a loro agio ed invogliarli ad avvicinarsi al mondo bike. Non bisogna preoccuparsi di fare troppo, piuttosto di non fare abbastanza o di non farlo con la stessa qualità con cui, ogni giorno, vi adoperate con passione e professionalità per far funzionare il vostro negozio.

info: rocca@comunications.it bici-academy.it

Enrico Rocca e Beatrice Marzioli

Centro di gravità permanente

Il mozzo è l’elemento che sta nel mezzo della ruota.

Il suo peso non influenza quindi la dinamica di guida. Meglio puntare sulla scorrevolezza, magari usando cuscinetti ceramici

Ultima parte della rubrica tecnica riguardante i sistemi ruota nella quale vedremo in dettaglio i mozzi, che sono la parte più interna della ruota e pertanto sono coinvolti nell’effetto giroscopio in maniera del tutto trascurabile (si ricorda che tale effetto è tanto maggiore quanto la massa è distante dall’asse di rotazione). Per tale motivo il peso del mozzo è del tutto assimilabile ad un qualsiasi altro componente statico della bici, nonostante concorra al peso globale del sistema ruota. La cosa curiosa è che ci vengono sempre forniti i valori riguardanti i sistemi ruota completi, trascurando che il peso che dovrebbe realmente interessarci è principalmente quello del cerchio, influenzando in maniera decisiva il comportamento dinamico della bici.

Il mozzo ha il compito di trasferire la forza di frenata e di pedalata ai raggi e pertanto ha dei fori che ne permettono il loro ingaggio. Tali fori possono essere paralleli o perpendicolari al cerchio. I fori paralleli necessitano di raggi con testa piegata per l’accoppiamento (detti anche J bend) mentre i fori perpendicolari utilizzano raggi dritti detti anche straightpull. Come spiegato nell’approfondimento precedente i due diversi sistemi danno caratteristiche differenti ai sistemi ruota.

Il rapporto tra mozzo e freno a disco I mozzi possono essere per disco center lock o sei fori. Il primo è uno standard di Shimano e consiste in un millerighe a cui va fissato l’apposito disco mediante una ghiera di serraggio. Il sistema sei fori è il più “antico” dei due e consiste in sei viti che fissano il disco al mozzo. È interessante notare che un mozzo center lock è trasformabile in sei fori attraverso l’apposito adattatore mentre un mozzo sei fori non ha tale possibilità di conversione. Se uniamo il fatto che un mozzo center lock con l’adattatore montato nella media dei casi pesa meno dell’equivalente sei fori, la scelta del sistema center lock sembra la più ovvia tra le due possibilità.

La ruota libera

Il mozzo posteriore è poi il cuore di quella che viene definita “ruota libera”, ossia il sistema che permette (nella maggior parte delle bici circolanti) di poter tenere i pedali fermi mentre la ruota gira liberamente. Nel momento in cui riprendiamo a pedalare il sistema ruota libera “aggancia” il mozzo dandoci la trazione per poter aumentare la velocità della bici. Esistono tanti sistemi ruota libera, principalmente utilizzano dei cricchetti interni, una ghiera dentata e delle molle, il rumore che sentiamo quando smettiamo di pedalare è dovuto all’azione di questi cricchetti che scorrono lungo la ghiera dentata. Nel momento in cui riprendiamo a pedalare i cricchetti, spinti in fuori dalle molle, ingaggiano la ghiera e ci danno trazione. Un secondo sistema è quello “ratchet” che sostanzialmente consiste in due anelli dentati che scorrono tra di loro spinti da molle, il suono del mozzo in questo caso è creato dai denti delle due ghiere che scorrono e la trazione viene creata nel momento in cui le stesse si ingaggiano su impulso della pedalata. Esistono diversi standard di aggancio dei pacchi pignoni

al corpo ruota libera e altri ne sono arrivati di recente, quindi occorre assicurarsi sempre di avere il corpo ruota libera compatibile con la cassetta del gruppo che state acquistando.

La scorrevolezza, questione di cuscinetti I mozzi sono i responsabili della scorrevolezza della ruota. Sostanzialmente hanno un asse centrale che viene fissato alla forcella o al telaio ed un corpo mozzo esterno a cui sono attaccati raggi e disco. Questi due componenti sono messi in comunicazione attraverso un sistema sfere/coni o dei cuscinetti. Il primo sistema consiste in una gabbia all’interno del corpo mozzo in cui scorrono le sfere, un cono avvitato sull’asse viene regolato in modo che la scorrevolezza tra le parti sia ottimale, si tratta quindi di un sistema regolabile che permette anche di recuperare giochi dovuti ad usura delle parti. I mozzi su cuscinetti invece non hanno la possibilità di regolazione in quanto i cuscinetti sono semplicemente inseriti nel mozzo e non hanno regolazioni. Esistono diversi tipi di cuscinetti con scorrevolezza e caratteristiche differenti. Importante è sapere che i cuscinetti ceramici scorrono generalmente meglio in quanto le sfere in ceramica sono più dure rispetto a quelle in acciaio. Infine, la scorrevolezza è dovuta principalmente alla precisione dei cuscinetti quindi in molti casi la prova del far girare la ruota sulla bici e vedere quanti giri fa è del tutto fuorviante in quanto potrebbe semplicemente essere indice di scarsa precisione che in ordine di marcia, con le varie forze applicate, creerebbe disallineamenti e scarsa scorrevolezza. Meglio un cuscinetto preciso che faccia meno giri in “scarico” rispetto alla situazione precedente.

Dal prossimo ottobre, saranno disponibili anche in Italia i corsi di formazione BBI, l’istituto di formazione e certificazione americano con una manualistica indipendente di più di 14.000 pagine.

I.B.S. svolge esami di certificazione dei meccanici per l’accesso al registro internazionale dei meccanici professionisti sulla base di un formato attivo negli Stati Uniti da oltre 30 anni. Ha inoltre attivo un corso specifico per la formazione inerente la teoria e il montaggio dei sistemi ruota.

Per info scrivete a: office@internationalbikeschool.com

Mozzo posteriore Chris King con center lock e ruota libera
Mozzo Shimano XTR con center lock e ruota libera
Mozzo anteriore Chris King con center lock

Cicloturismo come scelta sostenibile

La vacanza su due ruote è in forte crescita. In un mondo in costante accelerazione questa scelta rappresenta un'alternativa sempre più apprezzata. Portando beneficio sia all’utente sia all’economia delle località

Come evidenziato nel precedente numero, il mercato cicloturistico è in forte espansione. Sempre più Italiani prediligono una vacanza attiva e le due ruote si rivelano la scelta d’elezione per renderla tale. Il bel paese offre infinite opportunità per sfruttare al meglio un mezzo che permette di compiere grandi spostamenti a una velocità utile ad apprezzare a pieno la magia dei territori attraversati. Mare, montagna, colline e pianura, sono la cornice di un'opera che, oltre alla bellezze naturali può vantare delle eccellenze artistiche ed enogastronomiche che non hanno eguali nel mondo. Il tutto viene reso sempre più facile dalla costruzione di nuove infrastrutture adatte a vivere al meglio questo tipo di vacanza. Se anni fa le ciclabili erano il tallone d’achille dello stivale, adesso si sta decisamente compiendo uno sforzo per migliorare tale situazione. Al nord, ma non solo, sono sempre più i cantieri e le opere a supporto dei cicloturisti: non solo brevi tratti, ma progetti faraonici, come ad esempio la ciclovia VenTo, che dovrebbe collegare Venezia e Torino. Non solo asfalto, ma attenzione per l’innovazione, infatti iniziano a comparire le prime ciclovie dotate di torrette di ricarica per eBike, segno di un interesse sempre maggiore verso gli spostamenti eco-friendly. L’Italia è sicuramente il giusto campo di gioco per questa tipologia di vacanza, ma come si spostano gli italiani? E quali sono le attività più ricercate da chi sceglie il turismo a due ruote? Nonostante, per ora, il nord sia la parte della nazione con più presenza di ciclovie, quasi un quinto dei cicloturisti proviene dalla Campania, a seguire Lombardia e Lazio. Oltre al movimento nord-nord, si prefigura un altrettanto significativo flusso sud-nord. Le regioni più scelte dai turisti in bicicletta sono Toscana, Emilia-Romagna e Trentino.

La community dei cicloturisti

L’analisi delle scelte delle destinazioni da parte dei cicloturisti evidenzia come in questo settore si stia creando una vera e propria community. Ben più del 50% dei turisti attivi sceglie

Come sono influenzati nella scelta della destinazione

la propria meta in base all’interazione con altri cicloturisti, perchè i turisti che amano i pedali non solo cercano nuove esperienze, ma amano condividerle. Dimostra che la passione per la bici non è solo un modo di prendersi cura della propria salute e dell’ambiente che ci circonda, ma un vero e proprio fenomeno d’aggregazione. Questo indirettamente potrebbe risultare essere un buon feedback per la crescita della qualità di questo settore, in quanto inevitabilmente vengono premiate le realtà virtuose e le eccellenze, e vengono forniti spunti critici a chi magari ha ancora qualche cosa da migliorare. A conferma di questa tendenza alla condivisione troviamo internet al secondo posto come fonte d’informazioni per chi sceglie di avventurarsi nell’universo cicloturismo. Interessante la discrepanza tra turisti attivi e cicloturisti: mentre i primi cercano le informazioni principalmente sui social network, gli altri prediligono la ricerca delle informazioni su siti dedicati e specializzati. Come risulta evidente in tabella, le percentuali praticamente s’invertono.

Le scelte e le preferenze

Tra le molteplici informazioni che possono essere ricercate sul territorio, tre richieste dominano nettamente tra tutte le altre: le informazioni relative a come ci si può muovere all’interno del territorio, ma anche uno spiccato interesse verso le produzioni tipiche locali e verso la presenza di centri benessere. Segnale positivo che mostra quanto il cicloturismo possa essere un ottimo volano per l’economia locale, portando l’interesse sui prodotti tipici. A seguire vi è un interesse per musei, prenotazioni di ristoranti o escursioni, ma le percentuali sono decisamente ridotte rispetto alle prime tre.

Pedali ma non solo Il cicloturista non pensa solo a stare in sella, ma è spesso interessato a vivere e conoscere il luogo che sta visitando. I dati d’interesse rispecchiano lo spirito attivo di questa categoria, infatti le attività più svolte riguardano la escursioni, le gite e il contatto con le offerte naturalistiche. A seguire si trova la degustazione di prodotti locali, da sempre fiore all’occhiello della nostra offerta turistica. Quello che si riesce a dedurre da questi dati è che il cicloturismo è senza dubbio un'attività che fa bene sia alla persona sia ai territori, è un movimento in forte espansione che all’interno di un mondo in costante accelerazione riporta il tutto a una velocità più umana e sostenibile. Questa tipologia di turismo non è solo positiva per l’utente, ma anche per la regione che la offre, infatti le bici consentono di inserire nuovamente nel panorama turistico realtà che sfortunatamente erano state tagliate fuori dalle grandi vie e dalle grandi mete. Questo si traduce nello sviluppo di una nuova economia e nell’arrivo di nuovi investimenti in grado di portare rinnovata linfa nell’economia di molte aree. Sicuramente un attività positiva, sostenibile e in grado di portare beneficio a tutti coloro che si siedono a questo tavolo.

Quali informazioni cercano durante la vacanza
Osservare
Cosa fanno

La valle creata dall’Adda è sempre più a misura di ciclismo e cicloturismo. Un’offerta che si amplia e si rinnova offrendo ai suoi turisti nuove soluzioni ed esperienze sempre più accessibili e interattive

Valtellina 2(ruote).0

Da Morbegno a Livigno passando per Chiavenna e Madesimo, la Valtellina gira su due ruote. Per non perdere gli eventi più importanti e scoprire gli itinerari più belli, quelli più semplici oppure i più impegnativi, la Valtellina mette a disposizione numerosi mezzi (digital e non) per organizzare al meglio il proprio itinerario.

Valtellina Bike Magazine

Questo nuovo magazine è una guida in cui il lettore viene accompagnato alla scoperta del territorio attraverso i suoi numerosi itinerari. Dalle salite che hanno scritto la storia del Giro d’Italia: Stelvio, Gavia e Mortirolo, agli altri passi su strada. Ampio spazio è dedicato anche ai sentieri ciclabili e ciclopedonali, come il Sentiero Rusca, che dal centro di Sondrio passa per i vigneti terrazzati e risale la Valmalenco troviamo poi le ciclabili dell’Alta Valtellina con il Sentiero Viola, un percorso che collega Bormio a Valdidentro con lo sfondo del Parco Nazionale dello Stelvio e la Ciclabile Livigno, fino alla Via dei Terrazzamenti, percorso ciclo-pedonale che si snoda sul versante retico della bassa e media Valtellina attraverso i terrazzamenti che ospitano le coltivazioni delle uve. Il magazine guida il lettore anche a fondovalle, percorrendo la ciclabile Valchiavenna, che costeggia il fiume Mera e il sentiero Valtellina, che si snoda per ben 114 chilometri seguendo il corso del fiume Adda da Bormio al lago di Como in un percorso pianeggiante, che permette di scoprire le bellezze della Valtellina, immersi nel verde e in compagnia di vigneti, prati e meleti. La ferrovia corre parallela a buona parte dei due tracciati, si può quindi arrivare e ripartire in treno portando con sé la propria bicicletta oppure decidere di noleggiarla con “Valtellina Rent a bike”, il servizio che mette in rete ben 6 punti di noleggio, dislocati nei pressi del sentiero Valtellina e della ciclabile della Valchiavenna, con oltre 300 mezzi tra biciclette, mountain bike, city bike, eBike, tandem, carrelli per il trasporto dei bambini. Il valore aggiunto del servizio è che si può noleggiare la bici in un punto e consegnarla in un altro. Novità della stagione, la “Guida eBike in Valtellina , scaricabile online gratuitamente dal sito valtellina.it: 90 diversi itinerari per ognuno dei quali sono riportati i dati tecnici (fondo stradale, difficoltà, dislivelli, lunghezza, rappresentazioni altimetriche, tempi di percorrenza), immagini e una breve descrizione del percorso (anche in inglese e tedesco). Tutti gli appassionati delle due ruote potranno così raggiungere le vette tanto sognate.

Enjoy Stelvio National Park

Il progetto Enjoy Stelvio National Park nasce con l’obiettivo di valorizzare i grandi passi alpini del Parco Nazionale dello Stelvio. Mortirolo, Gavia, Stelvio e Cancano, che verranno chiusi al traffico motorizzato. Gli appassionati di montagna e di ciclismo potranno quindi approfittare di 8 appuntamenti per vivere le forti emozioni trasmesse da una passeggiata in bici senza macchine e in totale sicurezza, per godere dei meravigliosi paesaggi valtellinesi. Le giornate, dedicate alle bici e agli amanti del trekking, sono aperte a tutti: è necessaria un’iscrizione gratuita obbligatoria che garantisce ai partecipanti il gadget dell’iniziativa e la possibilità di usufruire dei servizi previsti dall’organizzazione, come ad esempio quello di noleggiare bici, eBike e l’attrezzatura necessaria. Una novità del 2019 è la giornata dedicata al Mortirolo, uno dei passi alpini più noti e temuti dagli appassionati di ciclismo, che vedrà la partecipazione di Vincenzo Nibali come testimonial d'eccezione. Si terrà l’8 settembre e sarà un’esperienza unica per i cicloamatori che avranno la possibilità di scalare il Passo in compagnia del campione siciliano percorrendo la suggestiva dorsale panoramica TrivignoMortirolo per poi discendere a Grosio. Tutte le vie d’acceso saranno percorribili in totale sicurezza grazie alla chiusura al traffico delle strade, per dare a chiunque deciderà di sfidare se’ stesso su questa salita la possibilità di misurarsi con il tempo.

Parco JuriBa
Alta Valtellina Val Sobretta Bei Laghetti (Photo Roberto Moiola) Valfurva cima Zebru

Uno spin off tutta sostanza

Per la seconda volta Plan de Corones, resort nei pressi di Brunico (Bz), è la sede di Eurobike Media Days, evento dedicato unicamente alla stampa. Un progetto sottovalutato dalle aziende, che meriterebbe più attenzione

Siamo oramai in dirittura di arrivo, manca poco a quella che è la fiera del settore bike più importante del mondo occidentale. Di per sé resta sempre da verificarne l’impatto reale, dato che, in effetti è rimasta anche l’unica con un carattere internazionale. Gli anni scorsi, vista la grande defezione di alcuni importanti brand, l’organizzazione decise anche per uno slittamento delle date a luglio, per poi ritornare presto sui propri passi e riproporsi con il consueto appuntamento di inizio settembre. Quest’anno l’organizzazione sembra un po’ aver deciso di perseguire la propria strada senza troppe distrazioni da parte del mondo esterno, infatti sono già state comunicate le date per il prossimo anno. Solo pochi anni fa si pronosticava una vita breve, o comunque un ridimensionamento importante per questa kermesse, cosa che però, di fatto non è avvenuta. Certo, i grandi marchi non ci sono più, ma sono stati sostituiti da altri attori del settore e, secondo alcuni espositori, si troverebbe spazio a fatica all’interno dei vari padiglioni. Non male per un “prodotto” dato per finito.

I PARERI DEI PROTAGONISTI

Marco Cittadini, responsabile comunicazione Shimano Italia

Un’occasione formidabile per incontrare media e per dare loro tutte le informazioni e il supporto affinchè possano interagire in modo corretto con i nostri prodotti. Ovvero capire i dettagli e le caratteristiche funzionali per poterne parlare in maniera corretta al pubblico. Dal nostro punto di vista questi eventi sono fondamentali perché fanno da volano allo sviluppo dei rapporti con i media e ci permettono di veicolare la conoscenza corretta dei nostri prodotti tecnologici.

Il settore cambia, la fiera si adatta Certo il mondo della bici, come non mai, è in continua evoluzione in tutto il mondo e l’attenzione crescente verso la mobilità green e il cicloturismo non fa altro che alimentare ulteriormente questa fiamma, che avrà il suo massimo fulgore quest’anno tra il 4 e il 7 di settembre come sempre sul lago di Costanza. Eurobike però non è solo l’evento di Friedrichshafen: da qualche anno, ha luogo in una sede itinerante il suo spin off più conosciuto e per quanto ci riguarda più interessante. Parliamo dei Media Days, che quest’anno, come nel 2017 sono andati in scena nel resort di Plan de Corones, a Brunico (Bz). Molti potranno dissentire, però a nostro parere si tratta di un prodotto davvero interessante e, per certi versi parecchio sottovalutato.

Più media che aziende

Infatti, se da parte dei media di settore vi è stata grande attenzione e grande presenza, non di certo possiamo dire lo stesso per le aziende. Gli espositori non sono stati moltissimi, ma

Roberto Sambinelli e Paolo Bettini brand manager e ambassador TITICI

(Roberto) Un evento molto interessante e per una azienda come la nostra è uno dei migliori eventi a cui ho partecipato perché possiamo parlare con i media con calma e senza fretta, cosa che per vari motivi non si riesce a fare in una fiera indoor. L’organizzazione dovrebbe spingere di più su questo evento e dare la possibilità anche ad aziende che non saranno in Germania a settembre di venire ai Media Days. (Paolo) La mia prima volta, interessante è l’opportunità di avere la giusta tranquillità e il contatto non solo con i media, ma anche tra aziende. Confrontarsi in maniera rilassata porta a conoscersi in maniera diversa e sincera.

Alessandro Confalonieri, marketing manager FSA

C’è tanta qualità in una fiera del genere. Si punta sulla qualità e sul contatto reale, i brand possono parlare tra di loro e condividere idee. Anche i prodotti possono essere testati e si possono approfondire subito le caratteristiche tecniche. Le fiere di settore ora servono di più al business puro e al commerciale. La bici è un settore fatto di passione e le vibrazioni che si respirano in queste occasioni aiutano alla crescita del mercato che è fatto anche di persone e di passione.

Qr code del video recap dei Media Days 2019

chi c’era, dopo le prime titubanze del martedì mattina, ha iniziato ad accorgersi dell’aumentare progressivo del flusso dei media e rendersi conto che, in effetti, l’attenzione che si riusciva ad avere da parte loro era in effetti di un certo livello generale. Molte aziende, forse quelle più furbe, si sono presentate con delle novità interessanti, alcune purtroppo ancora sotto embargo e di cui non vi possiamo parlare, altre invece hanno forse un po’ sottovalutato la cosa, facendo fermare il numero di brand complessivo a soli 23. Diciamo quindi che possiamo parlare più di sostanza che di quantità, ma a volte è proprio questo ciò che serve per meglio approfondire gli argomenti e le relazioni. Nel complesso le lamentele sono state poche e sicuramente l’evento ha fatto registrare un gradimento certo al di sopra delle aspettative all’apertura dei cancelli. Dal punto di vista redazionale, i media days sono un concetto piuttosto interessante per due motivi principali: il primo riguarda il fatto che non si parla solo di marketing, ma soprattutto di prodotto, il segreto è che lo si fa lontano dai soliti “agenti disturbanti” delle fiere di settore.

Il prodotto bici al centro dei lavori

Per cui l’attenzione dei vari product manager o marketing manager è tutta per la stampa. Allo stesso modo, anche chi ha portato una flotta test “furba” ha beneficiato di una grande attenzione da parte degli addetti ai lavori. In secondo luogo, i Days sono importanti perché, al quarto anno consecutivo di partecipazione, oramai disponiamo di alcuni dati statistici. Quello più interessante è che, in piccolo, rappresentano abbastanza fedelmente una cartina tornasole di quelli che saranno i trend di mercato e le novità che ci saranno durante Eurobike a settembre. In quest’ottica possiamo sicuramente dirvi che sono stati tre i focus su cui si è concentrata grande attenzione. Prima di tutto, come da prassi si è parlato tanto di eBike, con i primi modelli dotati del nuovo motore Bosch, oppure con brand che stanno

cercando di imporsi sul mercato con prodotti di indubbia qualità, come Fantic o Greyp. Come volevasi dimostrare, anche l’eRoad è un segmento in crescita e qui BMC ha deciso di proporre il suo nuovo modello che deriva direttamente dai prodotti trekking/urban con batteria sul tubo sella; mentre ha sorpreso un po’, il continuo avanzare dell’attenzione sul settore gravel. Viste le presenze a questi Media Days di prodotti di questa nicchia (ma ha ancora senso chiamarla nicchia o moda?) si prevede un ulteriore salto avanti di questa categoria anche alla fiera di settembre. Oramai queste bici sono alla seconda o alla terza generazione e le aziende puntano anche a differenziare la gamma con materiali diversi e la possibilità di montare ruote con diversi standard. Del resto sulle nostre pagine quest’inverno abbiamo già parlato in uno speciale di questa tendenza, anticipando forse un po’ questo movimento che sembra proprio essere lì per “esplodere” definitivamente. Abbiamo quindi dato spazio tra i prodotti che siamo riusciti a testare, al mondo della ghiaia, cercando di proporre prodotti diversificati e non scontati, tra quelli presenti a Plan de Corones.

Plan de Corones, una scelta vincente

Per il resto, la solita organizzazione impeccabile ci ha permesso di scoprire le bellezze dei trail, dei sentieri e delle strade, che si snodano sulla sommità o sulle pendici di Kronplatz (per chiamarlo alla “sudtirolese”), facendoci scoprire anche gli impegnativi ed esigenti tracciati del bel bike park, di cui abbiamo apprezzato la possibilità di alternare tratti costruiti con salti e paraboliche, a tratti più naturali dal sapore prettamente freeride. Oltre ai test, anche una visita al nuovo museo/ristorante Lumen, che si affianca al Messner Museum progettato dall’archistar Zaha Hadid per aumentare ancora di più l’offerta ricreativa e culturale della località altoatesina.

eurobike-mediadays.com

In bicicletta in Alto Adige tra sport e natura

Percorsi e circuiti per ogni tipo di ciclista: dal biker che ama i trail più adrenalinici all’escursionista che cerca una vacanza a contatto con la natura circondato dalle vette dolomitiche. Plan de Corones rappresenta il paradiso per gli amanti delle due ruote

Gli Eurobike Media Days si sono svolti a Riscone, frazione di Brunico in provincia di Bolzano, nello splendido scenario di Plan de Corones. La tre giorni dedicata ai giornalisti ha trovato in quest’area dell’Alto Adige la località perfetta per presentare alla stampa italiana ed estera le novità riguardanti biciclette e accessori, anticipazioni di quello che si vedrà a settembre a Friedrichshafen in Germania. Gli espositori avevano a disposizione un’area expo, dislocata ai piedi degli impianti di risalita, da cui partivano una serie di percorsi per mountain bike, gravel bike, road bike e eBike, studiati per consentire ai presenti di testare al meglio le biciclette disponibili.

Con i suoi 2.000 chilometri di vie sterrate l’Alto Adige è particolarmente indicato per gli amanti della mountain bike. Proprio a Plan de Corones si snoda uno dei percorsi più belli e conosciuti delle Alpi, all’interno del parco naturale Fanes-Senes-Braies, mentre in Valle Aurina il tour sul Monte Spico (“Speikboden Ronda”) offre scorci panoramici unici. Per quanto riguarda il settore gravity e freeride sono stati tracciati nove trail che coprono il territorio sui vari versanti e si avvalgono degli impianti di risalita. Tra questi c’è l’"Herrensteig", uno dei primi freeride trail in Alto Adige, che abbiamo provato anche noi in sella ad alcune bici test durante Media Days. Con i suoi 8,6 chilometri di lunghezza e 1.300 metri di dislivello si presenta come un trail vario, molto naturale e tecnicamente impegnativo. Sempre da Plan de Corones partono anche il “Gassl”, flow trail che porta giù in valle a Valdaora, il “Furcia” che conduce al passo omonimo, e il “Piz de Plaies”, 3,6 chilometri su tracciato flow di media difficoltà che porta a San Vigilio di Marebbe nella Valle di Mareo. Un’area turistica, quella dell’Alto Adige, che presenta un’offerta bike completa con le sue 400 guide di mountain bike e i 36 bike Hotel.

sudtirol.info

Photo credit: Alto Adige Marketing/Harald Wisthaler

BMC - URS

Una sigla che sta per “unrestricted”, illimitato, come le possibilità di utilizzo di questa bicicletta gravel. Ancora il brand svizzero non aveva a catalogo una bici di questo tipo, ma la precisione svizzera ha voluto che l’accesso sul mercato avvenisse con un prodotto già maturo, pronto al 100% per accompagnare gli amanti delle strade dissestate nei loro viaggi ed esplorazioni. Il telaio è in carbonio ultraleggero, dotato del sistema softtail Micro Travel Technology (MTT) a escursione ridotta rispetto ai modelli mtb. Rispetto a altri sistemi di smorzamento di urti e vibrazioni, questo è direttamente percepibile. Lavora in combo con il reggisella BMC D-Shape, e di fatto i due sistemi non hanno nessuna influenza realmente percepibile sull’efficienza della pedalata. La geometria è appositamente studiata e si presta a un utilizzo unisex. Con le cugine da strada ha in comune il cockpit integrato ICS nelle versioni top di gammache, nel caso di percorsi gravel nella vegetazione, riduce anche al minimo il pericolo di incastrarsi nella vegetazione. Sul top tube sono presenti agganci per la borraccia e sotto il tubo obliquo una protezione in plastica. Le gomme scelte da BMC per questa bici sono le WTB Resolute da 42 mm, ma con ruote più stradali il campo di utilizzo di questa bici performante e versatile si amplia ulteriormente verso il viaggio e le randonneur.

bmc-switzerland.com

Rondo - Ruut ST

Parliamo di un brand che forse non è così conosciuto nel nostro paese, ma le cui realizzazioni destano sempre attenzione tra gli addetti ai lavori e durante le fiere di settore. La gamma è ampia e comprende bici urban e road, ma il claim dell’azienda è: “Il futuro è oltre l’asfalto”. Va da sé che il core business di Rondo sia il mondo gravel. La linea dedicata prende il nome di Ruut, e nasce dall’esigenza di molti ciclisti di avere una bici versatile, comoda per le lunghe distanze, pur mantenendo un carattere sportivo. Le bici di Rondo non hanno quindi spiccate caratteristiche racing, ma sono fatte per andare forte e a lungo, anche sulle strade più accidentate. Un modello che ha destato la nostra attenzione è stata sicuramente la Rondo ST, che starebbe per Steel. Infatti, si tratta di un telaio in acciaio, offre quindi una risposta e delle sensazioni uniche, con tutta la robustezza del più classico dei materiali. La Ruut ST è una bici all’insegna della versatilità e permette di destreggiarsi sui campi di gara di CX, nelle lunghe “divide” o semplicemente nelle esplorazioni gravel. L’aria vintage e le sottili tubazioni, unite alla geometria relativamente comoda, la rendono un mezzo perfetto anche per gli sportamenti in città, oppure, con le giuste ruote per prendere parte alla propria granfondo preferita.

rondo.cc

TITICI

A-GR01 -

L’universo gravel è proprio il caso di dirlo, è in continua espansione e una disciplina di questo tipo lascia spazio alle interpretazioni più varie. Per l’occasione infatti TITICI abbandona il suo celeberrimo “fasciato” per passare al metallo. Non parliamo di certo di una seconda scelta però, perché le tubazioni sono quanto di meglio si possa trovare sul mercato, puro alluminio italiano Dedacciai 7005. La filosofia TITICI quindi rimane, il telaio è rigorosamente made in Italy, tanto che con un piccolo sovrapprezzo anche questa bici si può avere su misura. La versione standard è quindi venduta nelle taglie usuali, mentre le colorazioni sono sempre customizzabili. La forcella è in carbonio, ovviamente made in TITICI. Questo telaio nasce dall’esigenza di avere un prodotto più “da battaglia” e multiuso per il cliente Flexy, ma anche per l’amante del gravel a tutto tondo che non vuole rinunciare alla qualità del prodotto italiano. Questa piattaforma può montare due tipologie di ruote, da 700 e da 27,5”. Con quest’ultima misura si possono montare coperture anche da 50mm mentre con la 700 fino a 42 mm.

Flexy - GR02 -

La seconda generazione del mezzo gravel di TITICI, rappresenta un prodotto più consueto per il marchio mantovano. Infatti, parliamo di un telaio in carbonio fasciato e fatto a mano in Italia (come c’è scritto anche sugli obliqui posteriori). Stessa filosofia della versione precedente, ma migliorata con alcune features che la portano verso un nuovo grado di versatilità. nella GR02 abbiamo più spazio per gli pneumatici, e un comfort ancora maggiore a parità di prestazioni. Il top tube è sempre con tecnologia brevettata TITICI Plate Absorbin Technology (PAT) ma con uno slope leggermente più accentuato e un tubo sella di 30,9 mm per dare la possibilità ai più temerari di montare anche un dropper. Pensiamo a gare al limite del cross country come l’ultima Jeroboam, e a quanto questa caratteristica potrebbe tornare utile anche in termini di sicurezza. Come per il modello in alluminio, anche per questa nuova versione del gravel in carbonio, è possibile montare coperture fino a 700x45mm o 27,5” (650b)x50mm. Inoltre, vi sono i supporti per il portapacchi e i parafanghi. Ovviamente tutto personalizzabile, dalla taglia al colore, in piena filosofia TITICI.

titici.com

Nicolai - Saturn 14

Parliamo di un marchio storico tedesco, che nel nostro paese ha avuto a fasi alterne, periodi di notorietà e periodi meno fortunati. Sta di fatto che in Germania è un’istituzione e dagli anni ’90 continua a fare innovazione tecnologica, sperimentando anche fra i primi sul mercato geometrie ardite, come la “forward geometry”, in questo caso chiamata Geolutional Trail, oramai comunemente usata anche su prodotti più mass market. Questa bici è una delle più versatili della gamma, una mtb che spazia dal trail all’enduro, dal tipico aspetto raw che caratterizza i mezzi Nicolai. Il telaio è in alluminio con tubazioni della serie 7000 e il linkage posteriore (e altri particolari) è ricavato da un unico pezzo tramite fresa CNC sempre in alluminio ma 7068 e lavora su cuscinetti a sfera. Queste caratteristiche lavorano a migliorare la rigidità e il peso del telaio e a far lavorare le sospensioni in maniera ottimale. Ne esce una mtb agile e facile da pedalare,con un comportamento in discesa da vero cavallo di razza. Questa bici è disponibile con ruote da 27,5” o da 29”, con perni passanti di tipo Boost e come tutti i telai Nicolai è disponibile con una gran quantità di personalizzazioni nelle geometrie ma anche nelle colorazioni, quella che abbiamo provato ai Media Days è un classico per Nicolai, ovvero il look “grezzo” con saldature a vista, che ne accentua l’anima artigianale.

nicolai-bicycles.com

Magura - Cockpit Integration – Mci

Nell’era dell’integrazione pensavamo oramai di averle viste tutte, invece, evidentemente la fantasia delle aziende più votate all’ r&d non ha limiti. Magura si presenta infatti in Trentino con un prodotto che da subito ha destato la nostra curiosità, un sistema per integrare il freno idraulico nella piega manubrio. In sostanza, un cilindro che contiene il pompante e il serbatoio dell’olio viene inserito in un’apposita handlebar e tramite un foro si connette alla leva, che è l’unica parte esposta del corpo freno. Ciò offre numerosi vantaggi, in primo luogo la parte più delicata del freno è protetta da cadute accidentali e in caso di rottura occorrerà sostituire solo la leva, inoltre in accoppiata ad esempio con un cambio e un dropper wireless, si può ottenere cockpit veramente minimale. I cavi corrono nella piega manubrio e si connettono con quelli provenienti dal telaio tramite un connettore semplice e veloce. Anche lo spurgo, ci assicurano tecnici di Magura, è facilitato da questo prodotto, che è abbinabile a freni a due e quattro pistoni. La prova sul campo inoltre ci ha parecchio soddisfatto e il freno si è comportato in maniera impeccabile, potente modulabile e soprattutto instancabile, forse un dubbio sorge sulla possibilità di regolazione della posizione della leva che si riduce parecchio. Sta di fatto che il prodotto sembra studiato davvero bene, anche dal punto di vista ergonomico e utilizzandolo non abbiamo riscontrato nessun affaticamento dovuto alla posizione “imposta”. magura.com

Niner - Rip 9 RDO

Il marchio americano si presenta ai Media Days con i suoi grandi classici, le mtb da trail. Niner salì alla ribalta nei primi anni duemila come pionieri delle ruote da 29”. Dalle prime front, che all’epoca parevano tanto avveniristiche, siamo passati a questi mezzi versatili da trail, disponibili in versione 27,5” e 29”. Per rimanere fedeli alla filosofia iniziale del marchio abbiamo voluto provare il modello con il diametro maggiore di ruote. Una bici con una sospensione da 140 mm, pedalabile e divertente, con un dna gravity spiccato. Il telaio è full carbon, con un angolo sterzo di 66° e una rigidità migliorata, grazie al rinforzo tra il tubo sella e l’obliquo e al carro posteriore ridisegnato. Questa bici è più lunga e più bassa del modello precedente, con un chip flip la geometria può essere modificata, rivelandone le due diverse anime, rendendola adatta ad affrontare anche lunghe giornate in park, come pedalate sui trail più tecnici. La sospensione è denominata CVA (Constantly Varying Arc), studiato per essere attivo in salita e in discesa. Oltre alle caratteristiche tecniche di sicuro rilievo, abbiamo apprezzato anche l’estetica di questa mtb, con una colorazione veramente azzeccata che ne accentua le linee sinuose e aggressive. La pedalabilià ci è sembrata piuttosto buona, e il carro lavora sulle asperità donando grande trazione ed è sempre pronto a favorire il rilancio, ma è nei tratti discesistici che forse dà il meglio di sé, raggiungendo livelli da bici enduro race, lavorando in maniera ottimale sulle asperità, ma rimanendo agile e maneggevole grazie anche al peso ridotto e alle geometrie azzeccate. ninerbikes.com

FSA - Vision -Icr

Si parla sempre di integrazione, in questo caso con FSA e il suo sistema di passaggio cavi interno, ora disponibile anche in versione mtb. La piattaforma deriva direttamente dal modello stradale, denominato ACR (Aerodynamic Cable Routing), gli ingegneri di Vision hanno trasferito il know how acquisito nello sviluppo di questa tecnologia anche nell’offroad. Come tutti i prodotti di questo tipo all’apparenza sembra tutto molto semplice, ma non pensiamo che sia così, infatti è evidente il grande sforzo in termini di ricerca, per arrivare a una soluzione così avanzata dal punto di vista tecnico ed estetico. Vision ICR, si compone di una serie sterzo con un particolare foro che permette il passaggio dei cavi dalla piega allo stem, fino dentro il telaio. La bici ha cos’ un aspetto molto pulito e non si rischia di tagliare o danneggiare i cavi in caso di caduta o impatto. Inoltre, il manubrio ha una fluidità di movimento e maneggevolezza unica, non essendoci più il “tiro” dei cavi esterni. Questo sistema richiede un telaio appositamente progettato con serie sterzo da 1,5” e un cuscinetto maggiorato, ai Media Days l’abbiamo visto infatti montato su un nuovo modello TITICI da XC.

fullspeedahead.com

visiontechusa.com

Sulle strade che portano al “Duman”

L’edizione numero 33 della Maratona dles Dolomites si è svolta quest’anno sotto il segno del domani e nell’attenzione continua verso il presente. Unico modo per costruire un futuro che sia migliore del passato. Una kermesse perfetta, che unisce sport, natura e un pizzico di mondanità nella cornice dell’Alta Badia

Come da rito ogni anno la Maratona dles Dolomites si sceglie un tema, rigorosamente introdotto da una parola in lingua ladina. Ricorrere a questo idioma, parlato da una popolazione inferiore alle 100 mila unità, in realtà suona come una dichiarazione di appartenenza, di legame alla propria terra, ma soprattutto di orgoglio. Orgoglio verso un modo di essere, un modo di fare, un modo di intendere il turismo e una manifestazione di questo tipo in un territorio splendido quanto fragile. Ci troviamo infatti in Alta Badia, all’ombra del massiccio del Sella, sovrastato dai 3.152 m della cima del Piz Boè; tra i comuni di Corvara in Badia, Colfosco, La Villa e San Cassiano. Attorno a noi alcune tra le montagne più belle che la natura abbia avuto la capacità di creare, ma anche luoghi storici, di un passato spesso dimenticato, fatto di aneddoti che arrivano dalla grande guerra, come le storie intorno alle aspre battaglie sul Col di Lana, che qui si tramandano da generazioni.

Montagne e luoghi sospesi nel tempo

Un passato a tratti tormentato e un presente fatto invece di consapevolezza del proprio valore come territorio e di indiscussi successi dal punto di vista del turismo e delle attività locali, non possono che far decidere l’organizzazione, anche quest’anno capitanata dal vulcanico “filosofo della ristorazione” Michil Costa, per una parola che spesso spaventa ma con cui occorrerebbe sempre fare i conti: domani, Duman in lingua ladina. Un Duman che la Maratona vuole dedicare alla natura, intesa in senso lato come la Madre Terra, con un impegno profuso concreto a trasformare l’evento in una gara di sostenibilità ambientale a impatto ridotto, piuttosto che a una gara a chi per primo arriva al traguardo. La bellezza di questi luoghi è uno stimolo a essere ottimisti. E da queste parti l’ottimismo passa anche dal pensare ai passi chiusi al traffico, con i luoghi restituiti al loro naturale silenzio grazie anche alla bicicletta, il mezzo perfetto per percorrerli.

L’impegno ambientale e la solidarietà, non parole ma fatti concreti Oltre alla sostenibilità ambientale, l’organizzazione pensa anche alla solidarietà, quest’anno soprattutto verso comuni che hanno visto il maltempo distruggere milioni di alberi lo scorso 29 ottobre. Proprio nei pressi di alcune delle strade da cui passa la Maratona. La raccolta fondi di quest’anno infatti è stata destinata ai comuni di Colle Santa Lucia e Livinallongo del Col Di Lana. Avendo preso parte alla maratona siamo anche noi passati da quei territori martoriati e dobbiamo dire, per dovere di cronaca, che veramente si tratta di una situazione piuttosto desolante, ma la forza di risorgere di queste popolazioni montane è chiara e percepibile, anche dallo stato perfetto in cui abbiamo trovato le strade. Molti alberi sono ancora lì, sdraiati sul declivio della montagna, come pezzi di un immenso shangai. Insieme a questa iniziativa charity, anche progetti sviluppati dall’associazione “Insieme si può” in Uganda e da Healty Seas con Ghost Fishing nel mare delle Eolie. Insomma, la fortuna di poter partecipare a un evento di questo tipo si lega anche alla possibilità di essere parte, seppur indiretta, di iniziative a sostegno di territori con problematiche ambientali di vario genere.

Maratona dles Dolomites è Green Event Il villaggio, cui partecipano attivamente una schiera di sponsor ed espositori dal mercoledì precedente, è il cuore pulsante della manifestazione e quindi anche qui l’organizzazione non ha potuto esimersi dall’intraprendere ragionamenti rivolti all’ecosostenibilità. È stato ridotto al massimo l’uso della plastica, e le casette degli espositori sono state costruite inte-

Gli sposnor tecnici

Castelli - Enervit – Selle Italia – Technogym – Pirelli – Pinarello – Kask

La sofferenza di Alex Zanardi scalando passi dolomitici con la

Hanno pedalato anche

Martina Colombari • Paolo Bettini • Davide Cassani • Federico Pellegrino • Pippo Pozzato • Dorothea Wierer • Lisa Vitozzi • Sofia Goggia • Nicola Savino • Alex Zanardi • Carlos Checa • Vittorio Brumotti • Robert Kibica • Kristian Ghedina • Fausto Pinarello…

La partenza all'alba della MDD33
hand bike

ramente in legno, con materiale acquistato dalle zone disastrate di Colle Santa Lucia. Tutto ciò ha fatto si che la Maratona dles Dolomites 2019 fosse riconosciuta come Green Event, un riconoscimento che certifica la qualità delle iniziative legate alla sostenibilità. Questo e molto altro fanno della Maratona una kermesse che può vantarsi di pensare al Duman, ma oltre a ciò sono molte le cose che rendono questo evento speciale e soprattutto fanno sentire unici coloro che, come noi, hanno avuto la fortuna e il privilegio di prendervi parte. La Maratona infatti non è qualcosa che inizia e finisce il giorno della gara. Moltissimi dei partecipanti, che arrivano da tutto il mondo, ne approfittano per arrivare qualche giorno prima e godere dell’atmosfera che regalano questi luoghi unici. Nelle giornate precedenti le strade dei passi sono infatti già dominate da una massiccia presenza di ciclisti che hanno la possibilità di incontrare personaggi noti dello sport e del ciclismo che partecipano alle varie “ride” organizzate. Ai blocchi di partenza infatti oltre ai vari manager, anche esempi di vita e di sport come Alex Zanardi o la campionessa Sofia Goggia, insieme ai campioni del motorsport Carlos Checa e Robert Kibica, o del ciclismo come Paolo Bettini e Davide Cassani. Più che una gara, una grande festa della bici, che fa di tutto per sensibilizzare il mondo intero al rispetto per la natura che passa anche dall’utilizzo sempre più massiccio e consapevole di questo mezzo di trasporto.

Non dimentichiamoci della gara, la grande protagonista La maratona, parte presto, alle 6.30 del mattino, l’aria che si respira è quella dei grandi eventi, tra mongolfiere ed elicotteri della RAI che trasmette in diretta. La partenza, forse perché praticamente è in salita, è meno rischiosa che in altre gf e ognuno può tenere il proprio ritmo senza troppi problemi. Praticamente non esistono parti pianeggianti, quindi se si vuole fare il percorso più lungo, 138 km per 4232 m+, e non si è dei grandi scalatori, conviene prendersela con calma, e godersi il piacere di far parte del lunghissimo serpentone che sale da Corvara su per il primo passo: il Compolongo. Se si ha qualche chilometro sulle gambe e un discreto allenamento, il giro dei passi scorre veloce e si affrontano Pordoi, Sella e Gardena quasi di slancio, per ritrovarsi nuovamente al passaggio dal via con già 1780 m+ scalati. Chi ha deciso di fare il percorso più corto, qui si ferma. Gli altri si rimettono in viaggio, scalando per la seconda volta il Passo Campolongo. Ad Arabba però questa volta si cambia direzione e si punta dritti verso il passo Giau, mentre quelli del “medio” hanno già preso la svolta del passo Falzarego che li riporterà a Corvara dopo 106

I numeri della Maratona

• Percorsi: 3

• Lungo: 138 km, 4.230 m+

• Medio: 106 km, 3.130 m+

• Corto (Sella Ronda): 55 km, 1780

m+

• Richieste di partecipazione: 31.600

• Partenti: 9.000

• Nazioni rappresentate: 72

• Provincie: 104

• Tour operator: 32

• Orario della partenza: 6,30

• Volontari: 1.500

• Ore di lavoro: 23.250

• Ciclista più anziano: 81 anni

km. Attraversando la stretta valle in costa al Col di Lana fino a Selva di Cadore, c’è la possibilità di tirare un po’ il fiato con la consapevolezza che il peggio deve ancora arrivare. Ben presto si attacca infatti lo spauracchio di giornata, quel passo Giau con pendenza media che sfiora il 10% per una lunghezza di 10 km. In cima però la vista ripaga della salita e, soprattutto la consapevolezza di averla quasi “portata a casa” fa affrontare la splendida discesa in mezzo al bosco con una marcia in più. Si arriva quindi a Pocol, nei pressi di Cortina d’Ampezzo, da cui si sale più dolcemente verso passo Valparola prima e poco più su passo Falzarego, con i suoi meravigliosi paesaggi rocciosi e la vista verso l’Alta Badia. Da li manca veramente poco, e per lo più si tratta di discesa o falsopiano, non fosse per il terribile Muro del Giat, corto, ma che raggiunge la pendenza del 19%. Chi ha ancora gambe lo affronta in sella tra due ali di folla, chi no, scende e lo fa a piedi, va bene lo stesso. La maratona è terminata e il traguardo è poco più in là. Il percorso è duro e selettivo ma non impossibile, equilibrato e mai esagerato, e soprattutto lo sguardo e la mente si perdono tra i paesaggi di montagne che appaiono sempre nuove e sempre diverse, a seconda delle angolazioni, del tempo atmosferico, ma anche degli stati d’animo, che certo, non potranno che migliorare vincendo la sfida contro sé stessi di aver concluso e completato una delle imprese più faticose ma più belle che si possano fare in bicicletta. maratona.it

Quanto si mangia alla Maratona?

• Ristori: 6

• Banane: 2.100 kg

• Arance: 800 kg

• Panini: 10.500

• Formaggio: 320 kg

• Prosciutto: 280 kg

• Torte e dolci: 800 kg

• Bibite: 4.500 litri

• Acqua: 9.000 litri

• Succhi: 1.300

• Sali minerali: 11.500 litri

• Tortellini: 11.000 piatti

• Bistecche e salsiccie: 8.500

La più forte si decide al Giro Rosa

Chiusa l’edizione 2019, l’evento di punta del ciclismo femminile internazionale si conferma in crescita

Dal 5 al 14 luglio si è disputata l’edizione numero 30 del Giro Rosa Iccrea, la gara a tappe femminile più lunga e prestigiosa al mondo, inserita nel calendario UCI Women’s World Tour 2019, riservata alle atlete della categoria Donne Elite e alle Elite Under 23. La corsa ha preso il via venerdì 5 luglio da Cassano Spinola in provincia di Alessandria e si è conclusa domenica 14 luglio ad Udine, sapientemente orchestrata dalla macchina organizzativa che fa capo al patron Giuseppe Rivolta. 144 atlete si sono date battaglia in 10 tappe contendendosi le cinque maglie in palio: Rosa (Iccrea) per la classifica generale a tempo, Ciclamino (Selle SMP) per la classifica generale a punti, Verde (Effebiquattro) per la classifica generale dei G.P.M., Bianca (KRU) per la classifica generale riservata alle giovani, e Blu (GSG) per la classifica generale riservata alle atlete italiane. Quattro le regioni toccate da questa edizione: Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia per un totale di 920,400 chilometri di lunghezza. Un percorso studiato nei minimi particolari e un programma dettagliato con un’unica variazione in corsa: la cancellazione della tanto attesa salita al Passo Gavia, prevista nella quinta tappa, a causa di una frana sulla statale che sale verso Santa Caterina Valfurva. Cambio di programma dunque da parte degli organizzatori con lo spostamento dell’arrivo di tappa in Valdidentro nella zona dei Laghi di Cancano a 1.936 metri di altitudine. Un cambio di programma che ha saputo regalare comunque spettacolo con la vincitrice del Giro Rosa Iccrea 2018, Annemiek Van Vleuten della Mitchelton Scott, che si è aggiudicata la tappa grazie a un attacco in salita, prima all’inseguimento delle fuggitive e poi in solitaria, guadagnando in pochi chilometri un vantaggio sempre più ampio. Podio tutto tricolore invece nella quarta tappa Lissone - Carate Brianza, che ha visto la vittoria di Letizia Borghesi del team Aromitalia – Basso Bikes – Vaiano.

Copertura mediatica in aumento

I numeri

• regioni: 4

• tappe: 10

• chilometri: 920.400

• tappe a cronometro: 2

• team iscritti: 24

• atlete al via: 144

• maglie in palio: 5

Il Giro Rosa Iccrea è stato trasmesso in differita da RaiSport e ha avuto delle finestre live durante la diretta del Tour de France su RaiSport e Rai2. Ampie sintesi anche in streaming su vari canali nazionali e internazionali e trasmissioni in highlights su 70 piattaforme televisive aderenti al Gruppo Eurovisione. La copertura mediatica non è ancora comparabile a quella del Giro d’Italia maschile, ma sta guadagnando sempre più spazio, di pari passo con l’interesse crescente del pubblico per il ciclismo femminile. News e aggiornamenti sono stati diffusi inoltre tramite i canali social del Giro: Twitter, Facebook e Instagram. Il professionismo in campo femminile forse non è poi così lontano. girorosaiccrea.it

GSG fornitore ufficiale delle maglie di leader

Una partnership che dura nel tempo

Siete al quarto anno consecutivo di partnership col Giro Rosa Iccrea giunto alla sua trentesima edizione. Cosa vi spinge a questa collaborazione?

In effetti è una partnership di lunga durata e continuerà sino al 2021. I motivi principali sono due: crediamo nel movimento ciclistico femminile come veicolo per promuovere lo sport in generale e si sposa con i valori di GSG e del nostro core-business, ossia la produzione di una collezione ampia e completa di capi personalizzabili per i ciclisti, realizzata ancora interamente in Italia con accessori e tessuti italiani. Un ulteriore motivo è che siamo in sintonia con gli organizzatori, che ogni anno danno conferma di capacità organizzativa e riescono a dare visibilità eccellente ai loro partner.

In cosa si traduce concretamente questa partnership?

La nostra collaborazione è relativa alla fornitura delle maglie di leader di tutte le classifiche presenti al Giro Rosa Iccrea, con un prodotto pensato e sviluppato specificatamente per atlete professioniste in quanto a scelta di materiali e fitting. Forniamo inoltre anche il materiale extra per tutto lo staff.

Avete sempre creduto nel ciclismo femminile realizzando da anni capi specifici per atlete donne. Continuerete in questa direzione?

Assolutamente si, il mercato fornisce precise indicazioni a riguardo e le donne che pedalano sono sempre di più a tutti i livelli, sia agonistico che amatoriale. Con l’introduzione, inoltre, nel mercato ciclistico di un numero sempre maggiore di modelli a pedalata assistita anche per le donne, sarà sempre più importante pensare nuovi capi, meno racing e più orientati ad uscite rilassate in famiglia con forte attenzione alla comodità e all’ eleganza.

Parliamo più nello specifico delle maglie della competizione: oltre alla maglia rosa anche le maglie di leader. Caratteristiche e punti di forza.

Le maglie di leader del Giro Rosa sono cinque e GSG si pregia di essere lo sponsor della maglia di migliore italiana: un prestigioso traguardo per un’azienda italiana che fa made in Italy. Malgrado le diverse colorazioni il modello è lo stesso ed è un top di gamma della linea ciclismo Woman GSG. Si tratta di una maglia realizzata con un mix di 3 tessuti bielastici, con tessuto in bioceramica sul davanti e microfibre in rete per la schiena e i fianchi. Questo mix garantisce una forte anatomicità quando indossata e un vantaggio in termini di performance, legati all’uso della bioceramica, che grazie ai minerali contenuti garantisce una protezione totale dai raggi ultravioletti UV-A UV-B, favorisce la termoregolazione corporea e stimola il sistema microcircolatorio rafforzando il metabolismo. I tessuti in rete permettono ampia traspirazione e veloce asciugatura. giessegi.com

Alessandro Costa, marketing manager GSG

Una donna in corsa

Veronica Passoni è team leader sports marketing & events Shimano e coordina la squadra di meccanici del Servizio Corse. In questa intervista ci spiega il dietro le quinte dell’assistenza neutrale durante le grandi gare

Shimano Italia dal 2018 offre l’assistenza neutrale in numerose competizioni World Tour, tra cui il Giro d’Italia. Questo impegno fa parte di un accordo triennale con RCS Sport e l’obiettivo è quello di garantire a tutti i corridori in gara l’assistenza tecnica necessaria per poter competere anche a fronte di problemi meccanici. Si tratta dello stesso servizio che Shimano svolge anche in Spagna e in Belgio. Una squadra di meccanici, automobili e motociclette che segue gli atleti durante le corse per fornire tutto il supporto tecnico necessario. Responsabile della squadra italiana è Veronica Passoni a cui abbiamo rivolto qualche domanda sul suo ruolo e sull’organizzazione del team.

Le principali gare ciclistiche

Cosa ti ha portato a ricoprire questo ruolo? Di cosa si tratta?

Prima di approdare in Shimano, lavoravo in Vittoria dove mi occupavo del Servizio Corse, ossia l’assistenza neutrale durante le gare di ciclismo organizzate da RCS Sport, tra cui anche il Giro d’Italia. L’occasione che mi ha portata dove sono ora è stato il passaggio nel 2018 del contratto di RCS Sport da Vittoria a Shimano. Dalla casa madre in Olanda mi hanno contattata e chiesto se volevo continuare a seguire il servizio di assistenza neutrale. L’obiettivo era quello di formare una squadra italiana di meccanici. Ho accettato questa nuova sfida molto volentieri e con me anche il team, che mi ha seguita condividendo lo stesso progetto. Ci sentiamo tutti parte della stessa famiglia.

Oltre al Servizio Corse mi occupo anche di marketing ed eventi. Con Shimano, infatti, mi si è aperto un mondo, perché è sponsor di diversi eventi e manifestazioni non solo nel settore strada, ma anche mountain bike e e-bike, come gli Internazionali d’italia, l’Italian Bike Festival, l’Italian Bike Test e molti altri eventi. Shimano inoltre è partner dell’UCI e saremo prossimamente in Val di Sole per i Mondiali di mountain bike, dove cureremo la parte di promozione del brand con attività di marketing, oltre ad offrire supporto tecnico pre-gara ai team partecipanti con cui abbiamo una collaborazione.

Cosa ti piace in particolare del tuo lavoro? Quali invece le difficoltà?

È un lavoro dinamico che mi dà l’opportunità di viaggiare, vedere posti nuovi e conoscere nuove persone. Mi piace molto anche la parte di promozione del brand e dei suoi valori. Grande la soddisfazione quando a fine gara riceviamo ringraziamenti e riconoscimenti per il lavoro svolto, da parte dei professionisti così come dagli amatori. L’apprezzamento per la presenza di Shimano sul campo è ciò che ci ripaga di tanto impegno. Le difficoltà, invece, che ho incontrato soprattutto all’inizio riguardano sostanzialmente l’aspetto tecnico. Quello della bici è un settore in cui le soluzioni cambiano in continuazione e sono sempre più variegate. Per questo motivo ll Servizio Corse è diventato sempre più complicato da gestire e bisogna prevedere una casistica ampia: il 12 velocità, i freni a disco da 140 mm oppure da 160 mm, così come cinque o quattro tipi di pedali

Veronica Passoni, team leader Sports Marketing & Events Shimano
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L’ALLESTIMENTO

PER OGNI AUTO

Sulla bagagliera:

2 bici con freno a disco

4 bici con freno tradizionale

1 coppia di ruote con freni a disco

2 coppia di ruote con freni tradizionali

In auto:

1 coppia di ruote in carbonio profilo alto freni tradizionali

1 coppia di ruote in carbonio pista frenante in alluminio freni tradizionali

1 coppia di ruote con freni a disco da 140 mm

1 coppia di ruote con freni a disco da 160 mm

1 ruota posteriore con pignone 12 velocità freni tradizionali

1 ruota posteriore con pignone 12 velocità freni a disco

differenti, tanto per fare degli esempi. Fortunatamente in questo sono sempre stata supportata da meccanici e tecnici competenti.

Un lavoro che richiede passione. Come nasce quella per la bici? Ho cominciato ad appassionarmi seguendo nelle gare mio marito, che era un atleta della specialità downhill. L’interesse per la bici crebbe sempre di più, specialmente per la mountain bike, fino a farne il mio lavoro. Risposi, infatti, a un’inserzione per un posto di assistente marketing in Vittoria che al tempo aveva una collaborazione con Mavic, grazie alla quale ho mosso i primi passi nelle gare professionistiche. Successivamente mi venne proposto il progetto Servizio Corse ed accettai. Così è partito tutto, fino al mio incarico attuale in Shimano.

Parliamo un po’ del Servizio Corse Shimano. Quali sono i tuoi compiti? Quando entri in gioco? Come è composto?

Il nostro compito è quello di dare assistenza tecnica neutrale durante le gare ciclistiche di un giorno o a tappe. Diamo supporto ai vari team, in poche parole, intervenendo laddove l’ammiraglia è assente, come si verifica per esempio quando il distacco tra la fuga e il gruppo è sotto il minuto e mezzo e le auto non possono inserirsi. In questo caso la nostra moto segue i fuggitivi ed è pronta a intervenire per effettuare il cambio ruota se necessario. In dotazione abbiamo tre auto più una quarta di scorta. Siamo passati da tre bici a sei per macchina, per un totale di 24 mezzi di diverse misure e con tipologie di pedali differenti, così da coprire il maggior numero di corridori in caso di necessità. La moto è utilizzata solo per le tappe di montagna ed è preparata con quattro ruote, ma nel prossimo futuro vogliamo allargare a sei. Nelle auto abbiamo anche un frigo con barrette, gel e borracce con acqua per ogni necessità.

In corsa dobbiamo essere veloci e in grado di assistere tutti. La pressione è elevata anche perché l’assistenza neutrale non comunica in gara con i corridori, quindi non sappiamo in anticipo cosa succede. È dunque fondamentale essere pronti a tutto con la massima efficienza possibile. Per questo durante una corsa a tappe ogni giorno si prepara minuziosamente la tappa successiva, compresi gli aspetti logistici. Il nostro team di lavoro è composto da 15 persone che si alternano, per garantire 10 specialisti ad ogni gara. Il turn over interno è necessario anche perché i meccanici dell’assistenza neutrale hanno un proprio lavoro,

qualcuno è titolare di negozio, dunque non potrebbero garantire la copertura a tutti gli eventi. L’impegno è importante se consideriamo i giorni di trasferta del Servizio Corse che complessivamente sono circa 80 in un anno.

Il Giro d’Italia rappresenta un grande impegno. Come vi preparate a questo evento? L’attività di organizzazione si svolge per lo più nel mese di aprile, quando vengono definiti tutti gli aspetti logistici e operativi, compresa la preparazione del materiale vero e proprio. A questo proposito abbiamo creato un database con tutte le tipologie di bici in gara, la componentistica e l’altezza dei vari atleti, così da stabilire al meglio bici e materiale da portare. Sempre ad aprile c’è anche un grande lavoro di segreteria per l’accoglienza ospiti durante l’evento e pianificare le attività collaterali. Quest’anno per esempio abbiamo organizzato delle uscite in bici con i negozi vicini alla partenza, i nostri Shimano Service Center, così come abbiamo lanciato dei concorsi per coinvolgere il pubblico. L’organizzazione che precede il Giro è fondamentale per lavorare al meglio durante le tappe e, se fatta bene, ci consente di curare con più serenità i rapporti con le squadre, con i meccanici e gestire in real time una serie di aspetti che non si potrebbero prevedere prima, come per esempio decidere quali bici montare sulla bagagliera delle auto in servizio in base all’andamento della classifica. L’auto che precede il peloton dovrà infatti portare le bici più idonee per i leader di classifica.

Quali sono le gare in calendario che vi impegnano nel 2019?

Seguiamo tutte le corse targate RCS Sport iniziando dal Tour di Abu Dhabi fino a il Lombardia con un calendario fitto che comprende Strade Bianche e Milano-Sanremo solo per citarne alcune, oltre naturalmente al Giro d’Italia. Seguiamo inoltre alcune granfondo di OEM con cui Shimano ha una partnership oppure granfondo che sono organizzate sempre da RCS Sport, offrendo agli amatori lo stesso tipo di assistenza che garantiamo ai professionisti. Altre partecipazioni sono in collaborazione col team europeo, come il Mondiale di ciclismo su strada dell’anno scorso, a cui abbiamo partecipato insieme al team belga. Collaborare insieme ad altri team stranieri è sempre un’occasione di confronto positivo che ci aiuta a migliorare, anche nell’ottica di uniformare il Servizio Corse a livello europeo.

Seguite anche le gare femminili? Se sì, quali sono le differenze?

Per il momento l’unica gara femminile del calendario UCI a cui partecipiamo come Servizio Corse è Strade Bianche. Dal punto di vista del materiale, le differenze con una gara maschile riguardano soprattutto le misure più omogenee delle bici, anche se in quanto a componentistica è più difficile definire uno standard, perché nelle squadre femminili non è inusuale trovare diverse tipologie di ruote o pedali all’interno dello stesso team. Per quanto riguarda il clima di gara, nelle competizioni femminili si percepisce meno la tensione, forse anche perché la pressione mediatica non è elevata come nelle gare maschili.

Quali sono i prossimi obiettivi del Servizio Corse Shimano?

Metterci naturalmente tutto l’impegno possibile in quelli che saranno i prossimi appuntamenti in calendario. Ci piacerebbe un coinvolgimento in ambito europeo e non nascondo un sogno nel cassetto: la partecipazione del team alle Olimpiadi di Tokio 2020. Obiettivi ambiziosi che, insieme agli apprezzamenti ricevuti l’anno scorso e quest’anno da parte dei responsabili europei della casa madre, ci spingono a lavorare sempre con grande entusiasmo.

Vivere una corsa ciclistica da dentro e in qualche modo farne parte a pieno titolo dev’essere un’esperienza unica. Quali emozioni si provano?

È un’emozione che si rinnova ogni volta, anche a distanza di tempo. L’anno scorso alla partenza delle Strade Bianche, la mia prima corsa con Shimano, non ho trattenuto le lacrime. Quando ho visto le auto blu tutte schierate l’emozione ha avuto il sopravvento. La stessa emozione che si prova ogni volta che parte una corsa: i corridori, la gente sulle strade e la soddisfazione di essere dietro le quinte.

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Novità gravity in casa Scott

Scott risponde alla richiesta di una bici specifica per le gare downhill con la nuova Gambler Tuned. Risultato di diversi anni di ricerca e sviluppo in collaborazione con alcuni tra i migliori atleti al mondo nella specialità, l’obiettivo era quello di produrre una bici leggera e adatta al circuito di Coppa del Mondo, votata alla velocità pura. Progressione, dimensione della ruota e un peso del telaio di soli 2.650 grammi sono gli elementi che in combinazione tra loro fanno di questo mezzo un prodotto race a tutti gli effetti. Quattro i fattori principali che sono stati considerati: costruzione, orientabilità, geometria e integrazione. Nella costruzione e progettazione del telaio in carbonio si è cercato di combinare leggerezza e rigidità per ottenere un prodotto competitivo sotto tutti i punti di vista: rigido e reattivo ma col giusto livello di flessibilità laterale per fornire aderenza e comfort nei tratti più difficili del percorso. Leggerezza dunque ma anche resistenza, perché dopotutto si parla di una bici da downhill che deve resistere a tutte le sollecitazioni in discesa e alla forza che un atleta professionista esercita sul mezzo durante una stagione di gare. Altro punto di forza della Gambler è la possibilità di regolazione. Si può infatti variare sia il diametro ruota, così come la lunghezza del carro indipendentemente dal diametro ruota. È possibile inoltre variare l’angolo di sterzo in base al diametro ruota e la scelta della forcella. Che dire poi del movimento centrale eccentrico a quattro posizioni che permette un set-up su misura a seconda delle condizioni? Nulla è stato lasciato al caso nella progettazione della nuova Gambler, neppure i dettagli. Come il guida catena che è stato studiato appositamente per questo telaio, per lavorare con uno specifico range di dentature delle corone. Il concetto di integrazione si esprime al massimo, però, nella zona manubrio che sfrutta i recenti studi Syncros sui manubri integrati. Il risultato è il cockpit da downhill più leggero sul mercato, una struttura super resistente che può sopportare fino a 260 chilogrammi di carico verticale per lato.

Nel 2018 Scott ha lanciato Ransom, il suo modello da enduro che è piaciuto molto al pubblico. Ora che sempre più donne si avvicinano alla mountain bike e non disdegnano i percorsi più insidiosi sconfinando anche nel gravity, la casa svizzera ha deciso di introdurre nella gamma Ransom il modello da donna, che andrà a popolare la linea di bici Contessa. Nel 2020 a catalogo troveremo infatti Scott Contessa Ransom 910. Con 170mm di escursione anteriore e posteriore, il sistema di sospensione TwinLoc e sospensioni Fox con settaggio specifico per il target femminile, la Contessa Ransom vuole essere un mezzo per ogni tipo di terreno anche il più difficile. L’allestimento si avvale del gruppo Sram Eagle 12 velocità con cassetta pignoni 10-50. I componenti sono Syncros, compreso il set di ruote tubeless ready. Il telaio è in carbonio con carro posteriore in alluminio ed è compatibile con ruote da 27,5” e 29”. Il sistema TwinLoc che consente di impostare le sospensioni su tre settaggi differenti, consente alla Contessa Ransom di adattarsi ad ogni tipo di terreno. Per questo la Ransom è in grado di affrontare anche la salita: in modalità lockout diventa leggera e reattiva quasi come una bici da xc. Si tratta, dunque, di una bici versatile, che si comporta bene anche nei tratti più impervi. Scott Contessa Ransom è disponibile in tre taglie (S,M,L) e una colorazione dedicata. A completare il quadro i punti di contatto specifici per le donne. scott-sports.com

Contessa Ransom 910
Gambler Tuned

Tomorrow Starts Here & Now!

Come discover the future of bicycling and micro-mobility

Sept 4 – 7, 2019 Friedrichshafen,Germany

Dalla parte dei dealer

Aumenta l'attenzione di Campagnolo verso i negozianti che portano risultati tangibili. Per questo l'azienda ha creato il suo Retail Program.

Vendere con fiducia e soddisfazione condividendo benefici e valori del business

Rispondere alle necessità dei clienti in fase di consulenza all’acquisto e problem solving, con in più la capacità concreta di illustrare in maniera chiara e univoca tutta la vasta gamma dei prodotti Campagnolo, questo e molto altro sta alla base del Retail Program pensato da Campagnolo per instaurare una vera e propria partnership con i negozianti che scelgono il brand. Questo programma prevede un meccanismo a punti, simile a quello delle carte fedeltà, sulla falsa riga della famosa Mille Miglia. Acquisendo punti, il negoziante può migliorare anche le proprie condizioni di acquisto sui prodotti Campagnolo.

A chi è destinato questo speciale programma?

Il programma è basato sul sell out di alcune categorie specifiche, o per meglio dire famiglie di prodotti, quindi ad esempio si acquisiscono punti con: gruppi completi, ruote, bici assemblate. L’intenzione reale di Campagnolo è quella di ricompensare il

negoziante per tutta la professionalità messa in campo, quindi tramite questo Retail Program gli si riconosce un ruolo consulenziale, inoltre gli viene direttamente riconosciuto un ritorno economico del tempo necessario per spiegare al meglio i prodotti e le tecnologie di cui sono dotati tutti i prodotti Campagnolo. Spesso infatti il negoziante gioca un ruolo chiave nella scelta, ma non sempre per vari motivi questo impegno viene adeguatamente ricompensato, spingendo il dealer a proporre nella maggioranza dei casi il prodotto più facile da vendere. Non per forza il migliore o il peggiore, ma quello che costa meno fatica. Il retail program di Campagnolo è dedicato a una rete selezionata di partner, scelti tra i negozi Campagnolo Pro-Shop e Campy CODE e si basa prima di tutto sulla fiducia reciproca, elemento necessario perchè si instauri un rapporto destinato a evolvere nel tempo in una collaborazione premiante per tutte le parti in causa. Un approccio win/win, destinato alla soddisfazione reciproca, senza dimenticare quella del cliente, il vero beneficiario finale del Retail Program di Campagnolo.

Il metodo di funzionamento

Il sistema è semplice e prevede che al negoziante vengano assegnati dei punti in base alle attività che porta a termine, senza distinzioni tra i vari shop. Con l’aumentare dei risultati, migliorano anche le condizioni di acquisto, premiando chi lavora nel modo migliore indipendentemente dal proprio canale di fornitura. Inoltre, Campy cerca di lavorare anche sull’affiliazione dei clienti, sulla base di una registrazione in cui sarà direttamente coinvolto. Oltre alle condizioni economiche migliori, Campagnolo offre anche la possibilità di seguire dei corsi e seminari video on line, il cui superamento, andrà ad aggiungere punti ulteriori; ma questo avviene anche in maniera diversa, tramite training off line, direttamente in sede o in varie altre location definite di volta in volta. Riscattare i punti sarà semplice e potrà essere fatto attraverso l’acquisto dei prodotti disponibili sul portale Retail di Campagnolo. In aggiunta, a ogni negoziante sarà riservato un ulteriore sconto per l’acquisto di alcuni prodotti presenti sul portale, ciò dipenderà dall’andamento del saldo dei negozi campagnolo.com

Pagina dello shop online in cui il negoziante può "spendere" i propri punti

Brera: Combat-ere la noia

La bici da ragazzo è una cosa seria per il produttore brianzolo. Che propone questa bici in varie misure e colorazioni, per stupire tutti. Anche il mondo delle ragazze che si avvicinano alla mtb

Parliamo di un prodotto nato dalla matita di Brera Cicli con un intento specifico. Quello di stupire, catturare l’attenzione. Che si tratti delle strade delle nostre città, dei boschi delle nostre campagne, Combat non passa di certo inosservata. Oltre a catturare l’attenzione “in action”, Combat è un prodotto realizzato per destare un sicuro effetto anche nelle vetrine dei negozi, dove la sua colorazione spicca in mezzo alla monotonia. Gli abbinamenti di colori colpiscono l’osservatore per le scelte fuori dagli schemi e catturano l’attenzione. Outdoor e indoor, una bike nata per stupire e per conquistare le pagine social a suon di selfie. Insieme alle grafiche innovative, abbiamo una bici che ricerca le sue performance nella tradizione. Il telaio è infatti un classico front suspended in alluminio, semplice e funzionale, arricchito dalla forcella ammortizzata e dalla componentistica Shimano, sicura e affidabile. I freni sono sono di tipo V-Brake, l’ideale per la prima mtb, che uniscono doti di leggerezza, potenza di frenata e fluidità di attivazione. Inoltre, sono semplici da mantenere e robusti. Combat inoltre è nata per accompagnare i ragazzi lungo tutto il loro percorso di crescita. Abbiamo infatti varie misure di ruote e di telaio, in modo da potersi adattare a varie età, varie stature e con una colorazione anche dedicata alle ragazze. Questo modello rappresenta per Brera un vero e proprio “best-seller”. A riprova del lavoro fatto sulla qualità e sul design, infatti, oltre alle ruote da 24”, 26” e 27,5”, dalla gamma 2020, la novità assoluta, sarà la presentazione del modello con ruote da 20”. breracicli.it

SCHEDA TECNICA

Telaio: alluminio

Forcella: ammortizzata

Freni: V-Brake

Leve freno: alluminio

Cerchi: alluminio

Cambio: Shimano

Deragliatore: Shimano

Comandi cambio: Shimano

Reggisella: alluminio

Piega manubrio: Hi-Ten/ alluminio

Attacco manubrio: Hi-Ten/ alluminio

Misure: 24” unica

26” 38 e 42

27,5” 28, 43 e 48

SLR Boost: l'evoluzione della specie

SOTTO LA LENTE

Selle Italia riesce nel tentativo di migliorare ulteriormente un classico partendo dalla nuova tendenza delle selle "corte"

Il famoso detto “nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma” assume una connotazione tutta sua nel caso delle nuove nate in casa SLR, Selle Italia infatti evolve uno dei propri “must”. La sella più iconica di Selle Italia ha rappresentato per anni il punto di riferimento in quanto a stile, performance, comfort e leggerezza. SLR Boost è nata con l’obiettivo di consolidare il suo mito riducendo ulteriormente lunghezza e peso. Si tratta della sella corta più leggera attualmente sul mercato e che, con una linea compatta e accattivante, rinforza l’immagine di un modello che rappresenta il top in fatto di tecnologia e prestazioni. Caratteristiche uniche per una sella che, grazie a tecnologia e materiali di altissimo livello qualitativo, con i suoi 122 grammi nella versione top di gamma, è insuperata da ogni altra sella short-fit, con una lunghezza di quasi 25 mm inferiore rispetto alla versione tradizionale della SLR (248 mm contro 275 mm). Oltre all’estetica raffinata che le regala immediatamente il titolo di “instant classic”, SLR Boost è anche comoda grazie alla sua struttura compatta, al leggero rialzo sulla parte posteriore e alla cover microforata che aiutano a trovare e a mantenere facilmente la posizione ideale di seduta, garantendo un appoggio corretto delle ossa ischiatiche e prevenendo eventuali disturbi da schiacciamento. SLR Boost presenta una punta ridisegnata che permette di aumentare ulteriormente il comfort in fase di spinta e di sfruttare al massimo le caratteristiche della sella. Inoltre, le regolazioni diventano più semplici, grazie ad una linea nera lucida applicata sulla parte inferiore della scocca che indica la posizione del BRP (Biomechanical Reference Point), il punto in cui la sella raggiunge la larghezza di 70 mm e dal quale misurare i parametri utili per il giusto posizionamento. La SLR Boost è disponibile in quattro versioni: Kit Carbonio, TI316, TM con rail in manganese e la SLR Boost Lady, con rail in TI316 e padding più confortevole, pensata e concepita per adattarsi alle necessità del pubblico femminile, grazie ad una maggiore imbottitura in gel e alla tecnologia Superflow. selleitalia.com

SLR Boost Kit Carbonio Superflow Difficilmente lo facciamo sulle nostre pagine ma talvolta è dovuto. Dopo aver utilizzato questa sella per parecchi chilometri, ci sentiamo di dire che si tratta di un prodotto veramente valido. E questo sotto molti punti di vista. Selle Italia è riuscita se possibile a migliorare un classico, la SLR, che dalla sua ha una linea classica ma contemporanea e soprattutto equilibrata, adatta a tutte le bici; ma la linea di questa Boost alza l’asticella del design proiettando la linea SLR nel futuro, forse anche grazie alla punta tronca e alla sinuosità del largo appoggio posteriore. Anche il livello qualitativo e di costruzione della sella, sotto la quale campeggia la scritta “made in Italy”, non si discute. E i molti particolari, come la foratura del rivestimento o i particolari carbon look visibili anche nella parte superiore, le danno quel tocco tecnologico che non guasta mai, mixando sapientemente passato e futuro. La catalogazione da parte dell’azienda, che la inquadra come una sella da medio fondo, in realtà appare riduttiva, anche dopo molte ore in sella. Il taglio della punta permette di assumere varie posizioni mantenendo il comfort e la pedalata non viene in qualche modo disturbata, tanto che sotto questo aspetto la sella sembra “sparire”. L’appoggio è comodo, per lo meno per la nostra ergonomia, e con il giusto pantaloncino ( e il giusto allenamento) non si giunge mai al punto di fastidio, rendendola adatta per ogni utilizzo, su ogni bdc. Da quella più classica alle aerobike, fino, perché no, alle scatto fisso.

SCHEDA TECNICA

Peso: S 122 g / L 129 g (Superflow)

Cover: Fibra-Tek

Taglie idmatch: S3 130 x 248 mm / L3 145 x 248

Rail: CarboKeramic Tube Ø 7x9 mm.

Utilizzo: Medio Fondo 5/5

Gran Fondo 3/5

Touring 2/5

SLR Boost Lady Superflow

Questa sella è stata concepita e pensata esclusivamente per il pubblico femminile. Mantiene le caratteristiche tipiche della serie SLR BOOST, che si contraddistingue per comfort e leggerezza, ma è studiata per adattarsi nella forma al bacino e conformazione delle ossa ischiatiche della donna. Con rail in TI316 e padding più confortevole, è pensata e concepita proprio per adattarsi alle necessità del pubblico femminile, anche grazie ad una maggiore imbottitura in gel, che unita alla tecnologia Superflow assicura il giusto comfort di pedalata. Proprio la tecnologia Superflow di cui si avvale riduce drasticamente tutti quei disturbi fisici causati da una prolungata pressione sulla zona pelvica consentendo di trovare sempre una posizione di seduta ottimale ed estremamente confortevole. Altre caratteristiche che condivide con le altre selle della serie SLR Boost riguardano l’imbottitura in gel e la cover microforata che aiuta a trovare e mantenere facilmente la posizione ideale di seduta, garantendo un appoggio ottimale ed evitando disturbi da sfregamento. Dopo averla provata possiamo dire che, anche dopo svariati chilometri, la seduta in sella rimane stabile e non c’è alcun attrito o fastidio dovuto al contatto. Oltre al comfort anche la SLR Boost Lady Superflow, come le altre selle della serie, si contraddistingue per l’eleganza della linea, che nonostante l’imbottitura rimane slim ed è accentuata dalle parti in carbonio. SLR Boost Lady Superflow nasce per le competizioni ed è particolarmente indicata per le granfondo, ma trova la sua giusta espressione anche in mediofondo e cycle-touring.

SCHEDA TECNICA

Peso: S 198 g / L 206 g (Superflow)

Cover: Fibra-Tek

Taglie idmatch: S3 130 x 248 mm / L3 145 x 248

Rail: TI 316 Tube Ø7 mm

Utilizzo: Medio Fondo 3/5

Gran Fondo 5/5

Touring 3/5

PRODOTTI 2019 R c _

R Ciclo Promo Components - Bryton Aero 60

Il primo computer GPS aerodinamico di Bryton, studiato per soddisfare le esigenze dei ciclisti più evoluti e che fanno della velocità un loro marchio di fabbrica. Bryton Aero 60 è progettato sulla base di un design semplice e minimale, insieme al nuovo supporto Aero Mount, per offrire un sistema integrato dalla resistenza all’aria minima. Non si tratta però unicamente di un prodotto aerodinamico, parliamo infatti di un potente ciclocomputer GPS con OpenStreetMap precaricato a supporto del sistema di navigazione satellitare con supporto completo GNSS (Sistema di Navigazione Satellitare Globale) e accesso ai sistemi GPS, Glonass (Russia), BDS (Cina), Galileo (Europa) e QZSS (Giappone), garantendo una copertura molto più affidabile in qualsiasi situazione, specialmente in presenza di edifici/alberi e un avvio rapido. Il display è più grande, per una visibilità migliorata e un’interfaccia studiata per migliorare l’esperienza in bici. Si tratta di uno schermo da 2,3” bianco e nero, per una facile lettura dei dati (fino a 10 per pagina). Inoltre, è possibile creare delle tracce da seguire sul sistema di navigazione comodo e sicuro, che fornisce anche distanze e svolte prima di ogni cambio di direzione. Bryton

R Mandelli - Taya TOLV-121 Galaxy

L’azienda taiwanese produce catene ad alta tecnologia dal 1969, quindi è grande il suo know how nel settore. La produzione, fin dalla sua fondazione, avviene rigorosamente sull’isola, legando il proprio nome indissolubilmente alla qualità dei prodotti ciclo made in Taiwan. Nel 1999 Taya apre un nuovo stabilimento per la produzione di catene antiruggine destinate ai paesi costieri dove prevalgono condizioni metereologiche avverse; mentre 2009, in anticipo sui tempi, lancia il nuovissimo trattamento ecologico GST, privo di cromo, rispettoso dell’ambiente, che fornisce fino a 1000 ore in più di protezione sulla catena. Oggi Taya ricopre una posizione estremamente competitiva nel proprio segmento presentando sempre prodotti in linea con le tendenze di mercato. Il modello Galaxy fa parte della linea ad alta efficienza TOLV-121, derivata da una progettazione attraverso un’analisi degli elementi finiti seguita da innumerevoli test in condizioni reali. Questo per sviluppare una catena specifica 12 v che garantisca scorrimento e cambiate morbide anche nelle condizioni climatiche e di utilizzo più avverse. Taya TOLV-121 Galaxy è compatibile con i deragliatori Sram a 12 velocità presenti sul mercato. La collezione Galaxy è studiata per garantire anche una particolare finitura estetica, grazie al trattamento antigraffio. La durabilità è garantita da uno strato superficiale più resistente del 25%, inoltre è dotata di un sistema anti allungamento che ne prolunga la vita utile e auto lubrificazione. IL trattamento dell’acciaio è inoltre eco friendly, pur garantendo resistenza alla ruggine.

SCHEDA TECNICA:

Lunghezza: 126 maglie

Peso: 265g

Vita: 10 mila Km

Tecnologie: Nano Coating, Anti ruggine, Anti Scratch, DHT

Distribuito in Italia da: mandelli.net - tayachain.com

Aero 60 è compatibile anche con le funzionalità dei cambi elettronici Shimano Di2, Sram eTap e Campagnolo EPS, visualizzandone tutte le informazioni utili. Bryton Aero 60 dispone di ben 78 funzioni e la batteria ha una durata fino a 32 ore, consentendo comunque la ricarica tramite power bank. Collegato allo smartphone Aero 60 avvisa il ciclista di telefonate, mail e messaggi. I dati di allenamento possono essere automaticamente sincronizzati via Bluetooth dal dispositivo alla Bryton Active App, si visualizzano i progressi con analisi grafiche è inoltre possibile condividere i percorsi sui social media. La nuova applicazione permette di pianificare gli allenamenti, scaricare itinerari, modificare i dispositivi, impostare la griglia dati e calibrare l’altitudine, il tutto senza connessione WLAN. L’app verificherà anche la versione del firmware e i dati GPS del dispositivo, notificando agli utenti la disponibilità degli aggiornamenti e assicurando che la versione più recente del firmware sia sempre installata. brytonsport.com

SCHEDA TECNICA:

Dimensioni: 53,7x83,9 mm

Profondità: 18,2 mm

Peso: 71 g

Display: LCD mono a 2.3°

Durata batteria: 32 ore

GPS: chipset ad elevata sensibilità

Impermeabilità: IPX7

Lap: 130 lap

Temperatura operativa:

Mons Royale

Arriva dalla Nuova Zelanda questo brand da poco sbarcato anche in Italia. La parola d’ordine dell'azienda è rispetto: per le persone, per gli animali e per l’ambiente. Infatti, i capi Mons Royale, sono confezionati con un’alta percentuale di lana Merino, proveniente da allevamenti certificati ZQ Merino, un marchio che certifica gli allevatori che utilizzano i più elevati standard in materia di benessere degli animali e cura dell’ambiente. L’abbigliamento Mons Royale è progettato per offrire prestazioni tecniche senza dimenticarsi di design e stile. Inoltre, i materiali offrono grande comfort sotto ogni punto di vista, grazie alla lana Merino e alle sue grandi doti di termoregolazione e al fitting morbido. Questa lana è super morbida, calda (anche quando è inumidita dal sudore o bagnata da pioggia e agenti esterni), ultra-traspirante, aiuta a regolare la temperatura, asciuga rapidamente e non ha odori sgradevoli anche dopo l’utilizzo più intenso. Mons Royale crea un abbigliamento tecnico che può essere usato tutti i giorni, anche lontano dai trails, l’outdoor come stile di vita. Un approccio che nel tempo ha creato una “fan base” a livello globale che condivide la convinzione che le prestazioni e lo stile non si debbano per forza escludere a vicenda. Mons Royale è presente in oltre 400 store al dettaglio in tutto il mondo, inoltre è indossato da alcuni dei migliori atleti action sport e outdoor del mondo, tra cui la squadra olimpica della Nuova Zelanda.

Redwood Enduro VLS

Info sul brand: monsroyale.com

Distribuito in Italia da: Nitro Distribution - 0464.514098 - nitro.it

Un capo adatto a tutte le condizioni meteo grazie a Merino Air-Con che mantiene le sue caratteristiche di comfort anche da bagnato, rendendo questa maglia perfetta per le lunghe escursioni esplorative in sella alla trail bike.

Scheda Tecnica

- Vestibilità comoda e versatile

- Scollo a V alto, perfetto per il riding

- Corpo laterale in mesh termoregolante e pannelli ascellari

- Tasca posteriore con zip

- Foro passapollici

- Salvietta integrata per occhiali

- Tessuto Merino Air-Con 140 g / m²

- Ben l’83% di lana merino

PRODOTTI 2019 R c _

c Craft

Hale XT Jersey W

Maglia da mountain bike realizzata in una miscela di poliestere riciclato altamente funzionale. La maglia Hale XT è elastica e resistente e le sue caratteristiche tecniche consentono un’ottima traspirazione così che il corpo si possa mantenere asciutto anche durante le uscite più impegnative. Vestibilità e libertà di movimento sono garantite dalle doti di elasticità del capo e la rendono ideale per le uscite di tipo all mountain e enduro. Dispone di una tasca posteriore con zip e foro per filo auricolare.

SCHEDA TECNICA:

• Miscela di poliestere durevole e riciclata

• Tessuto morbido ed elastico

• Trasporto efficiente dell’umidità

• Tasca posteriore con zip e foro per filo auricolare

• UPF 25+

c MET- Parachute MCR SPECS 2020

MET esce con un nuovo casco specifico per enduro, all-mountain e eMtb. L’innovazione di questo casco risiede soprattutto nella mentoniera ad aggancio magnetico che consente di passare in un attimo dalla versione integrale a quella aperta. MCR è il sistema brevettato di MET in partnership con Fidlock. L’ispirazione del nuovo Parachute MCR arriva dalla tradizione enduro di MET e nasce come evoluzione del suo iconico predecessore. Sviluppato e testato in collaborazione con i rider professionisti di tutto il mondo, questo casco si avvale del sistema MIPS che garantisce la massima protezione del cervello in caso di urti e grazie al parametro di conformità ASTM 1952-15 /2032-15 della calotta e della mentoniera, il livello più alto di protezione dagli impatti lineari e rotazionali. In aggiunta troviamo la visiera flessibile per evitare la rotazione eccessiva del collo in caso di incidente.

met-helmets.com

Hale XT Shorts W

I pantaloncini Hale XT sono pantaloncini elastici e resistenti progettati per l’uso in mountain bike. Realizzati in un tessuto tecnico funzionale, i pantaloncini garantiscono la giusta traspirazione e ventilazione durante gli allenamenti intensi. Questo pantaloncino è inoltre dotato di pannelli elasticizzati per una vestibilità ottimale e libertà di movimento, una tasca con cerniera, dettagli riflettenti e cerniere di ventilazione che consentono una termoregolazione efficiente. craftsportswear.com

SCHEDA TECNICA:

• Tessuto morbido, elastico e resistente

• Trasporto efficiente dell’umidità

• Cerniere di ventilazione

• Pannelli elastici

• Tasca con zip

• Dettagli riflettenti

• Vestibilità ergonomica

c Tucano Urbano - Opossum

I copri-seggiolini multifunzione Opossum, adattabili sia a seggiolini anteriori sia posteriori, consentono di muoversi in bicicletta con i propri bambini anche in presenza delle rigide temperature invernali o delle piogge improvvise in estate. Resistenti a vento, acqua e freddo, grazie all’utilizzo di materiali performanti e sicuri, i prodotti della gamma Opossum garantiscono il comfort dei piccoli passeggeri e la tranquillità dei “grandi”. La linea è composta da tre opzioni, per l’uso in ogni stagione: i copriseggiolini Opossum, compatibili con seggiolini posteriori da bicicletta, e Opossum Front, per i seggiolini anteriori, entrambi antivento e impermeabili a elevata colonna d’acqua, con un morbido e caldo interno in ecopelliccia; la versione Opossum Summer per il seggiolino posteriore , compattabile e trasformabile in un pratico poncho impermeabile, per riparare da vento e pioggia i bambini e i seggiolini durante le mezze stagioni. Tutti i modelli sono dotati di occhielli antifurto incorporati e di inserti rifrangenti, per essere visibili in mezzo al traffico, aumentando la sicurezza in sella. Grazie agli alti standard di qualità, funzionalità e innovazione, il termoguscio Opossum è stato premiato con il Cosmo Bike Tech Awards (2015) e l’Eurobike Award (2017).

La prima copertina per bimbi in bici
tubike.cc

Torino gioca il suo Jolly

Bike, eBike e passione per lo sport, i tre pilastri che contraddistinguono questa realtà del capoluogo piemontese. Da anni lo shop è attivo nel mondo delle due ruote con professionalità e intraprendenza

Questo mese abbiamo avuto il piacere d’intervistare Andrea Celeste, responsabile comunicazione e social media di Jolly Sport Torino, realtà poliedrica che sorride e guarda con interesse al futuro delle due ruote e alle sue novità

Cosa caratterizza la vostra attività?

Nome negozio: Jolly Sport

Indirizzo: Via Nizza 51, 10125 Torino

Sito internet: jollysport.it

Mail: servizio-clienti@jollysport.it

Facebook: Jolly Sport Torino

Il progetto Jolly Sport nasce nel 1976 quando Domenico, giovane disegnatore tecnico, decide di rilevare una piccola bottega di articoli sportivi sita in corso Dante. Lo spazio era poco e la crescita impossibile, ma la voglia di espandersi ha fatto sbarcare l’attività nella sua sede attuale, ovvero nei locali di una vecchia ferramenta, in via Nizza 51. Da allora, il magazzino di 2500 mq dotato di parcheggio interno, ha permesso che la piccola bottega di quartiere diventasse un punto di riferimento per tutti gli sportivi di Torino e provincia. Il web ha rivoluzionato il modo di intendere l’acquisto dando al consumatore grande potere contrattuale grazie alla globale concorrenza che ogni singolo venditore trova online. Il nostro punto di forza? Il rapporto personale. Vogliamo offrire ai clienti che si affidano a noi, come negozio fisico, non solo una vasta gamma di prodotti tra cui scegliere, ma anche l’assistenza di uno staff competente a completa disposizione, prezzi concorrenziali e tanta esperienza nel settore. Consapevoli dell’evoluzione tecnologica, ci siamo attivati sul web con un sito che vanta circa 300.000 visualizzazioni mensili e che ospita più di 8000 articoli, notizie promozionali ed eventi. Siamo inoltre presenti sui principali social network con oltre 10.000 utenti attivi, per condividere ogni giorno la nostra passione: lo sport. Abbiamo stretto partnership con aziende importanti e collaboriamo attivamente ogni anno con decine di associazioni sportive della regione. Il negozio ospita inoltre un’attrezzata officina per la riparazione delle biciclette, un laboratorio per la regolazione degli sci e degli snowboard, un forno per la termoformatura degli scarponi e un servizio di noleggio attrezzatura.

Instagram: jollysport_torino

Telefono: 0116507553

Metri quadrati negozio: circa 2500mq

Metri quadrati officina:circa 100mq

Bici: showroom bici nuove 150mq / bici usate e noleggio 350mq

Marchi: Giant, Liv, Olmo, Pinarello, Scott, Rocky Mountain, Santa Cruz, Moondraker, Yeti

Noleggio: possibilità di noleggio bici da strada, ebike, enduro e downhill

Test Bike: possibilità di testare i nuovi modelli stradali, mtb e ebike

Nr. Vetrine: 6

Avete una bella collaborazione con Liv e la sua Ambassador Roberta Finessi, volete parlare un po’ di questo progetto e di come approcciate l’universo femminile che ama i pedali? Collaboriamo con la Liv-Giant ormai da diversi anni, è un’azienda che ha collezionato successi e riconoscimenti internazionali, pioniera nei processi di progettazione più all’avanguardia che coinvolgono la produzione di telai in carbonio e alluminio. L’abilità nel produrre biciclette di alta qualità con un prezzo accessibile ha permesso a molti ciclisti di provare una nuova esperienza in sella. Tutto questo rispecchia esattamente la nostra mission, ovvero consentire a tutti di avvicinarsi ed amare lo sport, ad ogni suo livello. Il brand Liv Cycling è nato con l’obiettivo di presentare alle donne prodotti davvero studiati per le esigenze femminili, in ogni dettaglio. Dalle biciclette alle calzature, un progetto unico ed ambizioso, per rendere l’esperienza sulle due ruote davvero a misura di tutti. Conosciamo da tempo Roberta, una ragazza piena di entusiasmo, passione e vitalità che rispecchia a pieno i valori della nostra azienda e di Liv. Con quest’energia spinge l’universo femminile a non rinunciare alle proprie passioni ma anzi a mettersi in gioco e scoprire che i limiti sono fatti solo per essere superati, attività che peraltro, le donne, fanno ogni giorno.

Sempre più ragazze oggi ottengono risultati di spicco nelle più grandi competizioni sportive segno che, se c’è la voglia e la determinazione, di certo non mancheranno le soddisfazioni. Possiamo vedere quindi come le donne abbiano tutte le risorse necessarie per approcciarsi e affrontare l’attività sportiva, grazie anche all’impegno e a progetti ambiziosi come quello di Liv.

Il segmento delle eBike è in forte espansione, come vi approcciate a questo nuovo mondo e in che modo lo proponete ai vostri clienti? Negli ultimi anni la domanda di biciclette elettriche in Italia è più che raddoppiata, un successo certamente attribuito sia all’innovazione tecnologica in costante ascesa, sia alla sempre più frequente sensibilità verso il tema ambientale dei consumatori. Dalle normali biciclette a pedalata assistita che permettono spostamenti, con maggiore velocità e meno fatica, si è passati ad una forte richiesta di eMtb ed eBike da corsa, che rendono accessibile l’enduro e le grandi salite stradali anche a ciclisti che non possiedono un allenamento adeguato. Il nostro negozio è in costante evoluzione al fine di riuscire a seguire al meglio tutte le esigenze dei consumatori; con grande entusiasmo abbiamo investito nel progetto eBikes introducendo svariati modelli e proponendo diverse demo, così da garantire ai nostri clienti una scelta completa, mirata e consapevole. Talvolta i costi di alcuni modelli di biciclette elettriche possono sembrare scoraggianti, così abbiamo scelto di lanciare spesso promozioni particolari, opzioni di noleggio a breve e lungo termine e rateizzazioni, permettendo a tutti di avvicinarsi a questo universo green.

La bici non è solo un mezzo, ma un'esperienza e un punto di aggregazione. Organizzate attività sui pedali?

Così come la bici non è solo un mezzo, Jolly Sport non è solo un negozio di articoli sportivi, ma una famiglia che ama lo sport e ogni suo membro è il primo a praticarlo con passione. Grazie a questo abbiamo la possibilità non solo di offrire una grande competenza, ma anche di coinvolgere i nostri clienti in diverse attività, sia settimanali sia nel weekend. Organizziamo spesso uscite in bicicletta, sia stradali che off road. Nel torinese ci sono spot per tutti i gusti: dalle vicine salite del colle della Maddalena e Superga, ai sentieri del parco della Rimembranza e Cavoretto, fino ai giri più lunghi verso la bassa Val di Susa, Val Sangone e il Moncenisio. Grazie a queste occasioni di ritrovo si sviluppa con naturalezza la possibilità di confrontarsi, migliorare le interazioni, scambiare opinioni e, talvolta, creare splendide amicizie.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Il nostro impegno è mantenerci sempre aggiornati sulle novità del settore, in modo da essere sempre preparati ad affiancare i nostri clienti nella scelta del prodotto che meglio può soddisfare le proprie esigenze. Continueremo a supportare e promuovere progetti come quello di Liv, per garantire a tutti le stesse possibilità di trasformare le proprie passioni in momenti indimenticabili.

Domenico Cravero, proprietario del negozio
Ambassador di Liv Roberta Finessi

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