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Bikefortrade #10-2023

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EDITORIALE

DI BENEDETTO SIRONI

benedetto.sironi@mag-net.it

COLMARE IL GAP

Un numero un po’ fuori dagli schemi, con tanti articoli e argomenti diversi e stimolanti. Non manca comunque il focus del mese, questa volta dedicato al triathlon, trattato soprattutto nella sua componente bike (fin dalla copertina). Certo, nonostante i numeri che riguardano la disciplina siano in costante crescita, rimane un’attività “minore” se parametrata al settore bike nel suo complesso. Ma è altrettanto vero che rappresenta una palestra unica e preziosa per spingere sempre un po’ più in là l’asticella dei limiti sia da parte degli atleti che per quanto riguarda prodotti e materiali. Soprattutto per quelli inerenti alla frazione a due ruote.

Sempre rimanendo in tema, buone nuove anche sul fronte agonistico per quanto riguarda l’Italia: Europe Triathlon ha stilato la classifica finale del medagliere relativo alle competizioni europee Age Group per la stagione 2023. Il nostro Paese, con 90 medaglie (38 d’oro, 30 d’argento e 22 di bronzo), ha conquistato il secondo gradino del podio, alle spalle del Regno Unito (prima con ben 289 medaglie) ma davanti al Belgio (terzo) e a nazioni storicamente sempre ai vertici in termini di risultati quali Germania, Francia e Spagna.

Possiamo infine ben dire che è ormai tecnicamente scorretto parlare di “sport di nicchia”. Considerando il movimento in continua crescita, i numeri dei partecipanti a molti eventi e la crescita numerica e qualitativa delle stesse gare. Nonché analizzando l’indotto che il triathlon è in grado di generare sui territori. Soprattutto per le medie e lunghe distanze (70.3 e Full), la permanenza media di atleti e accompagnatori è di tre giorni nelle città e dintorni, con introiti davvero considerevoli. Prendiamo come esempio il caso di Cervia, con tre distanze competitive (Full, mezzo e olimpico) e tante iniziative collaterali: la manifestazione quest’anno ha coinvolto ben 6.000 atleti da 98 Paesi, per

un totale di 45.000 presenze, con una ricaduta economica di oltre cinque milioni di euro.

A proposito di indotto, decisamente interessante rilevare anche quello che produce il Giro d’Italia (ne parliamo a pagina 18). Vale a dire ben due miliardi di euro. Un dato relativo all’edizione 2023 e così suddiviso: 620 milioni dovuti all’impatto immediato, prodotto dalla spesa degli spettatori lungo le tappe della kermesse e dalla macchina organizzativa dell’evento. Gli altri 1,4 miliardi di euro generati da benefici economici “differiti”, ossia dalla spesa di chi, dopo aver assistito all’evento, torna entro 18 mesi nei territori del Giro per vivere altre tipologie d’esperienze turistiche.

Altre tematiche importanti che troverete nelle prossime pagine sono quelle dell’inclusività e della sostenibilità. All’interno della consueta rubrica Dati & Statistiche analizziamo il rapporto “Diversity in the Cycling Industry. International Perception Survey”, volto a esaminare esperienze dei gruppi marginalizzati nell’industria bici e mostrare come questi differiscono da quelli maggioritari e sovrarappresentati, che tendono a incontrare meno barriere alla naturale progressione della carriera. Alle pagine 12-13, invece, il secondo report Corporate Social Responsibility di Schwalbe ci offre l’occasione per parlare delle azioni del marchio nei confronti dell’ambiente e della società.

Inclusione, sostenibilità, responsabilità: termini sempre più frequenti e – dobbiamo dirlo – talvolta abusati o non sempre utilizzati con la dovuta consapevolezza e coerenza. Dobbiamo altresì rilevare come la bike industry, fatte alcune debite eccezioni, sia obiettivamente rimasta un po’ indietro su questi fronti rispetto a settori più evoluti come l’outdoor e perfino il fashion. Ma non è mai troppo tardi per colmare il gap. E si sa che i recuperi o i sorpassi, specialmente su due ruote, possono essere ancora più facili e veloci.

Editore: MagNet Srl SB - Direttore responsabile: Angelo Frigerio - Direttore editoriale: Benedetto Sironi Editors: Davide L. Bertagna, Benedetta Bruni, Daniele Pansardi, Riccardo Penna, Gabriele Vazzola Art Director: Simone Comi

Redazioni: Corso della Resistenza, 23 - 20821 - Meda (MB) Via Tertulliano, 68 - 20137 - Milano - Tel. 02.87245180-1-2 - Fax 02.87245182 redazione@bike4trade.it - bikefortrade.it

Anno 11 - Numero 10 - 2023 - Periodico mensile

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A PLACE WHERE MOUNTAINS FEEL

CAMELBAK ENTRA A FAR PARTE DELLA SOCIETÀ REVELYST

MERCATO

In seguito a una pianificata separazione, il segmento dei prodotti outdoor di Vista Outdoor – l’azienda a cui CamelBak fa capo – prenderà il nome di Revelyst, Inc. e sarà quotato alla Borsa di New York con la label “Gear”. CamelBak è uno dei marchi di punta della nuova società, insieme a Giro, Bell e Fox. Revelyst riunisce un collettivo di produttori che superano i confini di precisione, prestazioni e protezione. Secondo le parole dell’international marketing manager di CamelBak

Sebastian Ohrmann, il piano di dividere l’azienda in entità separate, con la conseguente nascita di Revelyst, intende portare più forza nella parte outdoor del business e Camelbak, che sarà uno dei produttori chiave, beneficerà sicuramente del nuovo corso.

I PROBLEMI DI SIGNA SPORTS NON SI LIMITANO AL SETTORE BICI

Non sono solo i problemi della cycling industry ad aver messo a repentaglio il futuro di Signa Sports United, che deve affrontare quelli del suo shareholder principale, Signa International Sports Holding GmbH. A inizio ottobre Signa Sports aveva annunciato una riorganizzazione finanziaria e il delisting dalla borsa di New York. Il programma è stato in parte finanziato da una lettera di impegno capitale (ECL) di Signa Holding per 150 milioni di euro, che l’ha poi chiusa anche alla luce delle difficoltà che l’hanno portato a vendere molte delle sue sussidiarie, ultima delle quali SportScheck. Problemi che al momento non conoscono battute d’arresto, come attesta la previsione di vendita della Galeria Karstadt Kaufhof.

REVONTE DICHIARA BANCAROTTA E METTE IN VENDITA LA PROPRIETÀ INTELLETTUALE

A fine settembre, il produttore di drive system finlandese Revonte ha dichiarato bancarotta. L’azienda, dopo un primo periodo favorevole, non è stata capace di assicurarsi ulteriori finanziamenti a sostegno dell’attività. Iniziato nel 2018, lo sviluppo di questi sistemi è sfociato in un motore eBike definito “naturale”. La produzione doveva partire nel 2020, ma è stata ostacolata dalla mancanza di componentistica. Nel maggio 2022 Revonte aveva annunciato una partnership con hGears per prepararsi alla distribuzione di massa, salvo poi finire tempo e denaro. La finlandese ha quindi dichiarato bancarotta il 20 settembre 2023. È in vendita la proprietà intellettuale dei suoi prodotti.

ARGON 18 SPOSTA L’ASSEMBLAGGIO DALL’ASIA ALLA DANIMARCA

Da quest’anno, la sede danese di Argon 18 non sarà più solo il suo headquarter europeo, ma anche il sito di assemblaggio per le bici destinate al mercato EU, spostandolo di fatto dall’Asia alla Danimarca per centralizzare distribuzione, deposito e customer service. Il tutto, insieme al controllo qualità delle bici, avrà luogo a Lynge, appena a nord di Copenhagen. In Europa, il brand opera con un modello di vendita ibrido che include un DTC tramite “click and collect” e una vendita diretta ai dealer. In tutti gli altri mercati il marchio lavora con distributori locali. Ora, per via della sua crescente popolarità in UK, sta introducendo un modello direct-to-retail anche in questo mercato.

SHIMANO: VENDITE PRODOTTI BIKE IN CALO DEL 25% NEI PRIMI TRE TRIMESTRI

Shimano ha riportato un -24,8% nelle vendite dei prodotti bici nei primi tre trimestri nel 2023 rispetto al 2022 e un -48,8% di reddito operativo nello stesso periodo e settore. L’azienda ha dichiarato che il programma di ispezione gratuita delle guarniture Hollowtech è costato 114 milioni di dollari, catalogati come perdita straordinaria. Anche i livelli di inventario sono rimasti relativamente alti in Europa e Nord America, dove nella prima regione Germania e Benelux sono risultati i più interessati al mercato bike, mentre nella seconda le vendite retail sono rimaste basse. In generale, le vendite nette di Shimano sono scese del 19,8% anno su anno, le entrate operative del 43%, quelle ordinarie del 35,8% e quelle nette del 47%.

PEOPLE

SIMONE MALTAGLIATI

È IL MARKETING DIRECTOR DI MERIDA ITALY

Simone Maltagliati (nella foto a sinistra) entra a far parte di Merida Italy nel ruolo di marketing director. Il manager toscano ha alle spalle una lunga esperienza maturata in quasi 30 anni di carriera in numerose e importanti aziende del settore sportivo. Nel 1996 è infatti product manager in Rossignol Lange, nel 2000 passa in Lotto Sport Italia come business unit manager e successivamente in Diadora come marketing manager, ruolo che ricopre per quasi cinque anni. Nel 2006 entra professionalmente nel settore ciclismo diventando brand manager Italy in Cannondale, ruolo che manterrà fino a quest’anno prima di entrare in Merida Italy. A dargli il benvenuto l’iridato di BMX Gianluca Bonanomi (a destra), oggi sales director nella stessa azienda.

IL CAMPIONE DI PADEL AGUSTÍN TAPIA SI UNISCE ALLA FAMIGLIA MMR BIKES

L’asturiana MMR Bikes ha annunciato che uno dei suoi nuovi ambassador è l’argentino Agustín Tapia, riconosciuto come il più forte giocatore del momento nel padel. MMR metterà dunque a disposizione la sua gamma di bici per il talento sudamericano. Insieme a Coello, Tapia è il grande protagonista della stagione 2023: i due hanno vinto 14 tornei tra World Padel Tour e Premier Padel, affermandosi come migliore coppia al mondo nonostante abbiano cominciato a giocare insieme solo all’inizio dell’anno. Il classe 1999 si unisce ad altri ambassador come i piloti di F1 Fernando Alonso e Carlos Sainz, l’allenatore di calcio Luis Enrique e gli ex ciclisti professionisti Oscar Freire e Samuel Sanchez.

LA DIVISIONE EBIKE DI BROSE

HA UN NUOVO RESPONSABILE DELLA BUSINESS UNIT

Dr. Daniel Wolde-Giorgis è il nuovo responsabile della business unit eBike di Brose, parte importante nelle strategie del produttore di motori elettrici tedesco. L’azienda fornisce più di 200 milioni di drive unit ogni anno. Wolde-Giorgis porta con sé 18 anni di esperienza e conoscenza nei settori automotive ed eBike, come Bosch Automotive Electronics e Bosch eBike Systems: l’ideale per condurre lo sviluppo delle bici elettriche del brand. Wolde-Giorgis si dice impaziente di rendere il marchio tedesco un fornitore di sistemi per eBike ed espandere il range di servizi per dare un ulteriore valore aggiunto reale ai suoi clienti.

PER LA PRIMA VOLTA

A ROMA LA COPPA

DEL MONDO DI TRIATHLON

La coppa del mondo di triathlon per la prima volta è stata ospitata a Roma. Sabato 7 ottobre 2023 si è svolta una tappa della World Triathlon Cup, con in palio punti preziosi in vista delle qualificazioni delle Olimpiadi di Parigi 2024. I più forti campioni nazionali e internazionali hanno dovuto affrontare 750 m di nuoto, 20 km di ciclismo e 5 km di corsa. Sono stati 46 donne e 65 uomini in rappresentanza di 28 nazioni a cimentarsi in questa impresa. Eni è stato main sponsor, al fianco di Enjoy come mobility partner, e4life che ha misurato la qualità dell’aria, Suzuki ed Erreà, già partner della FITRI. I media partner sono stati Dimensione Suono Roma e il Corriere dello Sport

MVC GROUP ACQUISISCE IL 70% DI ZOOT

MVC Group, specializzato in abbigliamento outdoor e ciclismo con i marchi Castelli, Karpos e Sportful, ha annunciato l’acquisizione del 70% di Zoot, americana leader nell’abbigliamento e accessori per il triathlon. Fondato nel 1946 dalla famiglia Cremonese, MVC Group è partecipato al 40% dal fondo Equinox e nel 2022 ha raggiunto un fatturato consolidato di 132,4 milioni di euro. Zoot, nata nel 1983 a Kona, è oggi una delle realtà più importanti e riconosciute per il triathlon e prevede di chiudere il 2023 con un fatturato di circa 10 milioni di dollari. A seguito dell’acquisizione, Doug Vargo, attuale cfo di Zoot, sarà nominato ceo di Zoot e MVC US. Shawn O’Shea sarà responsabile mondiale della divisone triathlon e gestirà sia il marchio Zoot che Castelli.

TRIATHLON

LE NOVITÀ DELLA 1 A EDIZIONE DI CHALLENGE CESENATICO

L’11-12 maggio 2024 si terrà la prima edizione di Challenge Cesenatico, il triathlon di media distanza del circuito Challenge Family. La competizione tornerà sul territorio per un triennio con un percorso completamente rinnovato. La frazione di nuoto di 1,9 km prenderà il via dalla spiaggia di Cesenatico; a seguire i 90 km della frazione ciclistica, in via di definizione, inizieranno in piano per poi snodarsi sulle colline e su circa 900 m D+. Infine, la frazione di corsa di 21 km sarà sul lungomare di Cesenatico. Il percorso attraverserà anche Cesena e i comuni di Montiano, Roncofreddo, Longiano, Gambettola e Gatteo, così come altre zone colpite dall’alluvione con l'intento di richiamare l’interesse collettivo e accelerare gli interventi di riqualificazione delle aree ancora in stato di necessità.

PARTNERSHIP

LAPIERRE CONCLUDERÀ LA STORICA COLLABORAZIONE CON LA GROUPAMA-FDJ

Dopo 22 anni di corse ai massimi livelli mondiali insieme a Marc Madiot e alla squadra ciclistica Groupama-FDJ, Lapierre non sarà più al fianco della compagine transalpina. Grazie alle prestazioni dei corridori del Groupama-FDJ (che nel 2002 si chiamava Fdjeux. com), Lapierre ha ottenuto grandi successi nei tre Grandi Giri e nelle classiche e ha gareggiato con i migliori ciclisti del mondo sulla scena internazionale. Tuttavia, il marchio con sede a Digione non abbandona il ciclismo professionistico di alto livello. Continuerà infatti a sponsorizzare il team femminile FDJ-SUEZ, l’unica squadra francese che gareggia a livello World Tour e che, guidata da Stephen Delcourt, quest’anno ha battuto il suo record di vittorie (18).

SPORTFUL VESTIRÀ LA BORA-HANSGROHE DAL 2024

Sportful e Bora-Hansgrohe hanno annunciato che il loro accordo di collaborazione avrà inizio dal 2024. La partnership vedrà il brand con sede a Fonzaso (BL) fornire tutto l’abbigliamento tecnico sia estivo che invernale a supporto della squadra tedesca durante le gare. Negli anni, Sportful ha saputo essere al fianco di leggende del ciclismo come Paolo Bettini, Peter Sagan, Alberto Contador e Fabian Cancellara. Anche Bora-Hansgrohe vanta atleti e campioni del calibro di Primoz Roglic, Jai Hindley, Lennard Kamna, Daniel Felipe Martinez e Bob Jungels. Conta, inoltre, numerosi successi nelle corse a tappe (l’ultima al Giro d’Italia 2022) e nelle corse di un giorno, cosa che la rende una delle squadre più attive e vincenti del World Tour.

TEAMMACHINE R:

BMC E RED BULL VOGLIONO PUNTARE ALLA PERFEZIONE

La partnership tra BMC e Red Bull Advanced Technologies (RBAT) si rafforza con il lancio della nuova Teammachine R, che fa seguito alla recente Speedmachine e si inserisce nelle bici top di gamma del gruppo elvetico. Una partnership strategica di lungo termine, che ha permesso alle due aziende tra le altre cose di adottare e applicare delle ricerche provenienti dalla Formula 1, di cui Red Bull è protagonista con la squadra campione del mondo in carica. L’obiettivo di BMC era quello di cercare un equilibrio ottimale tra aerodinamica e trasferimento di potenza, in modo da produrre una bicicletta da corsa di livello assoluto. Il trasferimento di potenza sarebbe il più efficiente che BMC abbia mai sviluppato finora.

EVENTI

IBF 2024: LA SETTIMA EDIZIONE DAL 13 AL 15 SETTEMBRE

La settima edizione dell’Italian Bike Festival prenderà vita da venerdì 13 a domenica 15 settembre 2024. Per la terza volta consecutiva l’evento si terrà al Misano World Circuit. IBF consolida il suo format dedicato ad appassionati, buyer e operatori economici grazie a vari fattori, quali la possibilità di partecipare a bike test e a un articolato programma di incontri e di attività dinamiche per tutti. I numeri del 2023: oltre 600 i brand presenti, 17 i Paesi degli espositori, più di 25 mila i bike test, 300 i media accreditati, 20 gli incontri di approfondimento e 50 gli speaker protagonisti nell’Arena Talk Turismo. Straniero il 4% dei visitatori, giunti in particolare da Spagna, Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Svezia e Danimarca.

INAUGURATA LA STAGIONE DI SCRATCH RACE E MATCH RACE DE IL GIRO DEI VENTI

Si è aperta ufficialmente la nuova stagione di Scratch Race e Match Race targata Il Giro dei Venti, l'evento che unisce vela e ciclismo ideato da Workness. Le prime gare hanno avuto luogo in Sardegna, rispettivamente a Santa Giusta (OR) e a Caprera (SS). Qui, domenica 15 e sabato 21 ottobre, 30 ciclisti e più di 40 velisti hanno vissuto due esperienze adrenaliniche all’insegna del gioco di squadra e del benessere. Salendo sul podio, Michele Vincis, Cristian Melis, Stefano Crosta e Emanuele De Spirito si sono aggiudicati la partecipazione alla prossima edizione del Giro dei Venti. Gli Scratch Race e i Match Race mirano a diventare un appuntamento fisso tra le competizioni amatoriali italiane di ciclismo e vela, nonché un’occasione di primo contatto con l’experience esclusiva greca-salentina.

SPECIALIZED GRANFONDO SERIES 2024: TORNA IN SCENA LA GRANDE BELLEZZA

Da aprile a ottobre 2024 torna il circuito Specialized Granfondo Series, che riunisce sotto un’unica egida quattro delle Granfondo più prestigiose d’Italia. Si parte il 28 aprile 2024 con la Bra Bra Fenix tra Langhe e Monferrato, per proseguire poi il 9 giugno con Montblanc al cospetto del Monte Bianco. Il terzo appuntamento sarà il 23 giugno a Sestriere con l’ascesa al Colle delle Finestre. Infine, il 6 ottobre nella cornice di Varese e i suoi laghi si disputerà la UCI Granfondo World Series della Tre Valli Varesine, gara di qualificazione al campionato del mondo amatori. Tra i sostenitori del circuito, oltre a Specialized, anche Gobik e ProAction. Gli ambassador saranno i campioni Fabio Aru e Chiara Ciuffini.

HERO BIKE FESTIVAL: DAL 13 AL 16 GIUGNO 2024 LA MTB SI FA REGINA

L’appuntamento con la HERO Südtirol Dolomites è fissato per il 15 giugno 2024. Ad attendere migliaia di biker da tutto il mondo, oltre agli ormai leggendari percorsi da 86 e 60 km, quest’anno si aggiunge un nuovo percorso da 71 km. Con la gara torna anche HERO Bike Festival, quattro giorni dal 13 al 16 giugno dove la mtb è protagonista assoluta. Giovedì 13 giugno 2024 verrà inaugurato l’area espositiva HERO Village e lo ZERO Village. Quest’ultimo sarà uno spazio interamente dedicato alla sostenibilità. In questa giornata sarà possibile testare i percorsi di gara e percorrere gli HERO Trails accompagnati dalle guide di mountainbike. Si passa poi alla HERO Charity Night, la serata in cui verrà ufficialmente inaugurato il lungo weekend dedicato alla HERO.

A MESTRE IL PRIMO NOLEGGIO GRATUITO DI BROMPTON NEL NOSTRO PAESE

Brompton è tornata a Venezia per il primo progetto italiano di noleggio gratuito. A partire dal 24 settembre, è infatti possibile noleggiarne una gratuitamente presso gli spazi di FabLab Venezia e Prossimi, all’interno del Parco Scientifico Tecnologico Vega. Il progetto, che era stato proposto anche prima del Covid, avrà una durata biennale, fino a settembre 2025, ed è realizzato grazie alla collaborazione con Brompton Italia, Scavezzon Biciclette, Vega e FabLab Venezia. Grazie alle nuove infrastrutture ciclabili, come in via Torino, viale San Marco e Porto Marghera, la scelta di una bici pieghevole rappresenta una comoda opportunità per muoversi velocemente e in maniera sostenibile, potendo anche salire su treni e vaporetti.

MOWI BIKE: L’APP AL FIANCO DELLE TRAIL AREA ORA IN TUTTA ITALIA

Il progetto Mowi Bike, nato nel 2020 in Paganella come app e piattaforma a supporto dei Bike Park e delle Trail Area, si estenderà ora in tutta Italia. Le bike area all’interno della piattaforma Mowi Bike sono adesso anche Val di Sole Bikeland, Kronplatz Bike Area, Bologna Montana Bike Area, Etna Bikeland, Natisone Bike Arena, Val di Non e Monti Sibillini Bike Area. Questo upgrade è all’insegna del sostegno alle trail area emergenti in Italia per essere un vero e proprio catalizzatore di nuove opportunità per lo sviluppo turistico di realtà poco note ma molto attive. Non solo: nel 2024 sarà presentato un sistema innovativo che permetterà alle trail area di diventare sempre più competitive e indipendenti, oltre a compiere il grande passo al di là dei confini nazionali.

INIZIATIVE

LA NUOVA CAMPAGNA DI FINALE OUTDOOR REGION

Due anni fa veniva lanciata la For You Card, un sistema di fundraising ideato per intercettare risorse economiche da destinare alla manutenzione del territorio di Finale Outdoor Region. I sentieri mountainbike del Finalese portano centinaia di migliaia di turisti, da qui la necessità di trovare un sistema per garantire continuità alla manutenzione degli ormai oltre 220 tracciati. La campagna “Take a Ride on the Right Side” vuole pertanto sensibilizzare i clienti della zona invitandoli a scegliere per le loro vacanze gli operatori che aderiscono al progetto, donando una piccola percentuale della spesa del cliente per la manutenzione. L’elenco degli operatori (non solo del Finalese) che hanno abbracciato il progetto è disponibile nella web app For You Card.

Section 1: Key issues and problems

Lack of gender equality

There is broad recognition that the cycling industry currently falls short in terms of gender equality. Less than a third of respondents overall (30%) agree that there is gender equality.

DIVERSITÀ E INCLUSIONE NELLA CYCLING INDUSTRY

I had to ask for a promotion after finding fewer professional qualifications was on a higher White, heterosexual woman, aged 25-34, no accessibility needs, moving supplier/manufacturer/brand in the UK

I had to ask for a promotion after finding out that a male colleague with fewer professional qualifications was on a higher salary for the same job.

Il report di Bicycle Association è una fotografia del vissuto lavorativo di operatrici e operatori che affrontano ostacoli e discriminazioni su base identitaria. E invita ad azioni concrete in un settore dove le differenze non devono essere viste come un limite, bensì come un modo per aumentare le vendite e attrarre talenti

More than half of respondents actively disagree that there is gender equality, including 55% of respondents in the UK and in the rest of Europe. However, fewer respondents disagree in North/ Central America (41%) and the rest of the world (37%)

White, heterosexual woman, aged 25-34, no accessibility needs, moving ahead in career, working for a large supplier/manufacturer/brand in the UK

AFigure 12: Agreement with the statement “I feel there is gender equality in the cycling industry”

The survey also shows that half of those just entering the industry, or in an early stage of their careers, think there is gender equality, but this drops with experience to under a third of those in intermediate or established career stages.

d agosto 2023 la Bicycle Association, l’associazione nazionale di categoria per l'industria del ciclo del Regno Unito, ha rilasciato il rapporto “Diversity in the Cycling Industry. International Perception Survey”, volto ad analizzare le esperienze dei gruppi marginalizzati nell’industria bici e mostrare come questi differiscono da quelli maggioritari e sovrarappresentati, che tendono a incontrare meno barriere alla naturale progressione della carriera. L’analisi individua le principali problematiche (tra cui bullismo, razzismo e molestie di carattere identitario) e propone alcune soluzioni che possano da un lato promuovere un ambiente sicuro dove tutte e tutti possono sentirsi a loro agio, e dunque lavorare meglio; e dall’altro rallentare la strutturale e incessante perdita dei nuovi assunti entro i prossimi 12 mesi, privando dunque il settore di un asset molto importante in termini di talenti, profitti e consumi. Il campione del sondaggio ha preso in considerazione caratteristiche legate all’identità di genere, l’orientamento sessuale, l’etnia, la presenza di handicap fisici o mentali e la conseguente necessità di supporto.

LE PRINCIPALI PROBLEMATICHE

Il sondaggio ha rivelato una quantità significativa di bullismo, molestie e discriminazioni in tutti i rami del settore sulla base di genere, etnia, sessualità e disabilità. Più della metà delle donne e delle persone non-bianche e due terzi di quelle non-eterosessuali hanno dichiarato di essersi sentite a disagio per comportamenti altrui e direttamente collegati a una loro caratteristica identitaria. Questi episodi stigmatizzano in un certo senso la persona e ne mettono in secondo piano le effettive capacità, tacciandola al contrario per peculiarità non conformi a quella della maggioranza (maschio, bianco, eterosessuale, abile) e non considerando le conoscenze lavorative con cui può arricchire il team e portare più profitti. Le donne tendono a dichiararsi meno “libere di essere se stesse” rispetto agli uomini nel posto di lavoro (rispettivamente 76% e 84%). Il dato si abbassa se si considerano altre caratteristiche: si sente a suo agio il 52% delle donne non-bianche, mentre quasi la metà di coloro che hanno bisogno di supporto di accessibilità (45%) non ha nemmeno espresso tale bisogno a capi e superiori.

When I was the president of ..., during the work and when I was trying to make some decisions, some colleagues used to call me dictator, arrogant, with a militaristic style, and that I didn’t let others participate (and so on), until I gave up the job. Never seen this happen when it was a man in the presidency.

Figure 12: Agreement with the statement “I feel there is gender equality in the cycling industry”

CONSENSO CON L’AFFERMAZIONE

“CREDO CHE CI SIA PARITÀ DI GENERE NELLA BIKE INDUSTRY”

Base: 989 people aged 18+ who work in the cycling industry

Some 70% of men but only 50% of women answer yes. Almost a third of female employees do not believe people are paid equally in their organisation, while just under a fifth of women are unsure. By comparison, 51% of women working in the sports industry believe they are paid less than men for the same work. 2

Molto d'accordo

Abbastanza d'accordo

Neutrale

Abbastanza in disaccordo

Molto in disaccordo

Non lo so

Figure 13: Agreement with the statement “In your organisation, do you believe people are paid equally for a job of equal value, regardless of gender?”, by gender

LAVORO DAL VALORE UGUALE, INDIPENDENTEMENTE DAL GENERE?”

There is also some perception gap between men and women. 58% of female and 45% of male employees disagree that there is gender equality in the industry. This compares with 33% of women working in the sports industry. 2

Base: 960 people aged 18+ who work in the cycling industry

There is also some perception gap between men and women. 58% of female and 45% of male employees disagree that there is gender equality in the industry. This compares with 33% of women working in the sports industry. 2

White, heterosexual woman, aged 25-34, no accessibility needs, moving ahead in career, working as a freelance/consultant in Europe

La mancanza di parità di genere segue lo stesso trend: meno di un terzo dei rispondenti concorda che ci sia uguaglianza in tal senso. È presente anche un divario di percezione tra uomini e donne. Il 58% delle donne e il 45% degli uomini non crede che ci sia parità di genere nella bike industry. Questo dato è significativo se letto in contrasto con il 33% delle donne appartenenti alla sport industry in risposta allo stesso quesito. Questo scostamento percettivo è reso ancora più evidente alla domanda sull’uguaglianza salariale: il 70% degli uomini crede che vi sia pari retribuzione tra i generi, a differenza del 50% delle donne.

The gap in perception between genders becomes clearer when respondents are asked whether they believe there is gender pay equality in their workplace.

Se 8 persone su 10 hanno incontrato almeno un ostacolo o una barriera nello sviluppo della propria carriera, l’incidenza aumenta alla scomposizione del dato: è una condizione che interessa l’85% delle donne, l’89% delle minoranze etniche, il 90% dei non-eterosessuali, il 91% di coloro con necessità fisiche o mentali.

The gap in perception between genders becomes clearer when respondents are asked whether they believe there is gender pay equality in their workplace.

2 Sporting Insights (2023) Tackling inequality: The voice of women working in Some answer do organisation, are in than Figure “In are regardless

Campione: 989 persone con 18+ anni che lavorano nel settore bici
Diversity in the Cycling
CONSENSO CON LA DOMANDA “NELLA TUA ORGANIZZAZIONE, CREDI CHE LE PERSONE SIANO PAGATE EQUAMENTE PER UN
Campione: 960 persone con 18+ anni che lavorano nella bike industry
2121
Diversity in the Cycling Industry | International Perception Survey 2023
Uomini
Donne

Eight out of ten people surveyed have experienced at least one barrier or blocker to their career development. The leading obstacles cited overall are a lack of promotion opportunities (experienced by 32% of respondents), lack of opportunity for personal development (29%), lack of access to training (27%) and lack of diversity in senior management (25%)

Lack of opportunities for promotion is most likely to be selected by those working in the UK (40% of respondents), compared to 31% in Europe and 21% elsewhere.

Figure 14: Experience of career barriers and blockers

Base: 960 people aged 18+ who work in the cycling industry

“Have you experienced any barriers or blockers in your career development? (Tick any that apply.)”

ASPETTATIVE SU QUANTO TEMPO LE PERSONE PREVEDONO DI RIMANERE

NEL SETTORE DEL CICLISMO, IN BASE AL GENERE, ALL’ETNIA, ALL’IDENTITÀ SESSUALE E ALLE ESIGENZE DI ACCESSIBILITÀ

Uomini

Donne Bianchi

Non bianchi

Eterosessuali

Non eterosessuali

No esigenze di accessibilità

Esigenze di accessibilità

employees, 90% of non-heterosexual (and 78% of heterosexual) employees have experienced barriers or blockers. 91% of those with special physical or mental needs at work have also experienced barrier or blockers.

Lack of diversity in senior management is seen as a significant barrier by women (29%), ethnic minorities (31%) and non-heterosexual respondents (29%)

Women are also more likely to cite lack of flexibility to meet lifestyle

(17%), and the impact of intimidating people in senior roles (20%). Women aged under 35 are especially likely to cite lack of opportunities for promotion (40% of that group).

Lack of opportunities for personal development is also more likely to be cited as a career blocker by women as a whole (32% versus 25% of men), and by nonheterosexual respondents (38% versus 27% of heterosexual employees).

Section 2: The consequences

Probabilmente prenderà in considerazione l'idea di restare per il resto della mia carriera

Probabilmente se ne andrà nei prossimi 5 anni

989 persone con 18+ anni che

CONSEGUENZE

The most important steps the industry can take to improve its diversity are seen by survey respondents overall as:

• Increasing the visibility of women and underrepresented groups in the industry (selected as one of the three most important actions by 50% of respondents overall);

Il sondaggio ha mostrato un numero significativamente preoccupante di trattamenti ingiusti, comportamenti inappropriati, mancanza di pari opportunità e ostacoli allo sviluppo professionale. Tali questioni portano quasi un terzo dei partecipanti al sondaggio a prevedere di lasciare l’industry nell’arco dei prossimi cinque anni (il 12% crede nei 12 mesi successivi e il 20% tra i due e cinque anni; il dato si alza al 56% se si parla di neoassunti). Il 18% intende restare di più, sebbene non per tutta la vita. Solo poco più di un terzo (35%) non vorrebbe cambiare ambito. Le donne, non a caso, sono molto più esposte degli uomini ad aspettarsi di lasciare l’industry entro i prossimi cinque anni. Queste toccano quota 71%, un numero estremamente più elevato del 40% di quelle appartenenti al mondo automotive. Ancora più grave se si considera lo sport system in generale, dove solo l’8% delle donne si aspetta di cambiare settore, mentre il 39% non se ne andrebbe mai.

• Increasing diversity in leadership positions (selected by 46% of total respondents);

• Raising awareness of cycling as a career for a broader range of people (selected by 33% of total respondents).

Figure 15: Experience of career barriers and blockers, by gender Base: 907 people aged 18+ who work in the cycling industry

ESPERIENZE DI BARRIERE E OSTACOLI LAVORATIVI, PER GENERE

Intentions to stay in/leave the cycling industry

The survey shows a significant and worrying number of reports of unfair treatment and inappropriate behaviour, a perceived lack of equal opportunities, and barriers to career development. These are likely to have substantial consequences for the industry unless they are addressed.

Almost a third of respondents overall say they are likely to leave the industry over the next five years (12% in the next 12 months and 20% in the next two to five years). 18% expect to stay longer but not for the rest of their career. Just over a third (35%) plan to stay or would consider staying in the industry for the rest of their career.

Figure 18: Expectations of how long people will stay in the cycling industry

907 persone con 18+ anni che lavorano nella bike industry

Base: 989 people aged 18+ who work in the cycling industry

“How likely are you to remain working in the cycling industry? (Please select the statement that MOST fits.)”

QUANTO TEMPO LE PERSONE PREVEDONO DI RIMANERE NEL SETTORE BICI, PER GENERE, ETNIA, IDENTITÀ SESSUALE E BISOGNI DI ACCESSIBILITÀ

The key takeaway here is that diversity needs to be applied (and be clearly visible) across all three interconnected industry strata: employees as a whole, industry leadership and cyclists (ie customers) themselves.

Le implicazioni sono chiare. Perdita di diversità significa perdita di rappresentanza, cosa che riduce inevitabilmente l’efficacia e la competitività della cycling industry. Che rischia pertanto di non riuscire a trattenere le nuove leve (un terzo dei neoassunti si aspetta di lasciare il segmento bici entro i prossimi 12 mesi, e più della metà entro i prossimi cinque anni). Tra le principali motivazioni: paga, promozioni e migliori opportunità lavorative altrove.

AFFRONTARE IL PROBLEMA

• Increasing the number of women and underrepresented groups positively engaged in cycling (selected by 33% of total respondents).

“How could the cycling industry improve its diversity? (Please select up to three that are most important for you.)

La parte conclusiva del sondaggio invita all’adozione di alcuni step proattivi per stabilire una cultura del lavoro inclusiva e anti-discriminatoria: implementare una policy contro molestie e bullismo, stabilire una chiara procedura di risoluzione delle controversie, implementare una formazione a tema DEI (diversità, equità e inclusione) per il senior management e fornire uno spazio di collaborazione per i dipendenti dei gruppi marginalizzati.

Increasing diversity in leadership positions was the top ask for women, non-heterosexual people, those with accessibility needs, and respondents aged 34 and under.

Per quanto venga riconosciuto il valore di una maggiore visibilità alle donne e ai gruppi sottorappresentati, gli uomini preferiscono approcci più “soft” circa tale cambiamento culturale: sensibilizzare più persone alla carriera nel mondo bici ed essere più trasparenti e mentalmente aperti durante il processo di recruiting. Le donne, dall’altra parte, sono più propense degli uomini a dare priorità ad azioni concrete sul miglioramento della diversità nella leadership, della paga e delle condizioni di lavoro.

Ad ogni modo, c’è una diffusa consapevolezza dell’importanza del fattore diversità. Il 78% dei partecipanti concorda sull’importanza di lavorare in un’azienda impegnata in questo senso. E gli uomini in misura più o meno uguale alle donne: 79% e 83%. La chiave principale risiede nell’applicazione della diversità nei tre strati interconnessi dell’industry: dipendenti, leadership e acquirenti. Soprattutto alla luce di svariate ricerche che testimoniano l’influenza positiva di un management diversificato sulla componente aziendale e sulla vicinanza ai consumatori. Per favorire così una situazione win-win di benessere nell’ambito lavorativo e di maggiore coinvolgimento dei ciclisti-consumatori, che si possano sentire rappresentati in una realtà spesso molto verticale.

It is worth noting that while ‘Increasing diversity in leadership positions’ came second overall, it was the most important action for women, nonheterosexual people, those with accessibility needs, and respondents aged 34 and under.

Non saprei, non sono sicuro

COME PUÒ LA CYCLING INDUSTRY AFFRONTARE LA DIVERSITÀ?

Accrescere la visibilità delle donne e dei gruppi sottorappresentati nell'industry

Aumentare la diversità nelle posizioni di leadership

Aumentare il numero delle donne e dei gruppi sottorappresentati positivamente coinvolti nel ciclismo

Aumentare la conoscenza della carriera nel mondo bike a un maggior numero di persone

Riconsiderare lo stipendio e le condizioni di lavoro alla luce di bias esistenti

Essere più aperti mentalmente e trasparenti nelle fasi di recruitment

Fornire opportunità di mentoring

Non lo so/non sono sicuro/a

Campione:
Campione:
lavorano nella bike industry
Campione: 989 persone con 18+ anni che lavorano nella bike industry
Campione: 932 persone persone con 18+ anni che lavorano nella bike industry
Figure industry, Base:
The sexuality cause Women, heterosexual those likelier industry Only 23% white heterosexual heterosexuals) accessibility without) rest
Section 3: Tackling the problems - actions for employers
Diversity in the Cycling Industry | International Perception Survey
Figure 24: How the cycling industry can improve its diversity Base: 932 people aged 18+ who work in the cycling industry
Donne Uomini

SCHWALBE SEGNA LA STRADA

Il rapporto CSR 2022 ribadisce il posizionamento del brand tedesco in tema di ecologia ed economia circolare. Il sistema di riciclo di camere d’aria (e ora anche di pneumatici) sta diventando uno dei tratti distintivi dell’azienda, che vuole diventare un punto di riferimento per la bike industry

La Corporate Social Responsibility è ormai parte integrante della cultura di Schwalbe. Nel secondo report CSR, l’azienda tedesca ha voluto ribadire con forza il proprio impegno nel rendere la bicicletta un business responsabile dal punto di vista sia sociale sia ambientale, creando un valore aggiunto che possa essere il più ecologico possibile per noi e per le generazioni future. Oltre a essere uno dei leader di mercato nel proprio settore, infatti, Schwalbe vuole diventare un punto di riferimento nel promuovere il ciclismo come un’attività chiave per contrastare la crisi climatica ed energetica che stiamo vivendo. Il rapporto CSR 2022, pubblicato pochi mesi dopo un importante rebranding, è lo strumento con cui il marchio ribadisce il proprio posizionamento e, perché no, cerca di essere una fonte d’ispirazione per l’intera industria. “Consideriamo un nostro dovere e nostra responsabilità non solo avere degli obiettivi economici, ma anche dare un contributo positivo alla nostra società e all’ambiente”, si legge nella presentazione del report. “Vogliamo essere dei pionieri in questo ambito e usare la nostra forza innovativa per sviluppare sistemi e soluzioni ecofriendly”.

CIÒ CHE CONTA PER SCHWALBE

Innovazione, ricerca, sviluppo. Tre pilastri fondamentali, che nel tempo hanno definito l’identità aziendale. Non a caso, sono le tre voci che hanno ottenuto i

ANALISI DI MATERIALITÀ

punteggi più elevati nell’analisi di materialità, ovvero il processo che identifica le tematiche prioritarie di un'impresa. L’indagine è stata condotta secondo due direttrici: l’impatto sulle persone e sull’ambiente delle proprie attività e la rilevanza per gli affari e i risultati economici di Schwalbe. Oltre a mettere in luce i settori più strategici, l’analisi ha sottolineato anche i campi in cui la società può crescere ancora per migliorare i propri risultati. Gli argomenti identificati da Schwalbe sono stati 14, suddivisi in quattro macrocategorie: prodotto, core aziendale, supply chain e impegno sociale.

UN’ECONOMIA SEMPRE PIÙ CIRCOLARE

In questo senso, il 2022 è stato l’anno dell’introduzione dello Schwalbe Recycling System, che il marchio considera una pietra miliare nella propria storia. Il simbolo più concreto del suo progetto di economia circolare del brand: invece di incenerire le gomme usate, l’azienda le riprende dai retailer specializzati e le trasforma in prodotti nuovi, diminuendo in maniera sensibile le emissioni inquinanti. Ma non solo. Il sistema è studiato in modo da includere nei prodotti la maggior quantità possibile di materiale riciclabile: Schwalbe, infatti, è stata la prima azienda della bike industry a sviluppare una mescola (la Green Compound) composta interamente da polimeri riciclati e a loro volta riciclabili. Azioni concrete che si

SCHWALBE IN BREVE NEL 2022

5 5

progetti avviati in sostegno dei bambini

184 184 mila

sposano con la filosofia generale dell’azienda, che ha ormai da tempo avviato una transizione da una linea di produzione lineare a una cradle-to-cradle, quindi circolare. Questo secondo Schwalbe, porterebbe una serie di vantaggi non indifferenti quali:

• minore dipendenza da supply chain lunghe e complesse;

• utilizzo di materie prime seconde (scarti di produzione e materiale da processi di riciclo) evitando di estrarre risorse fossili;

• riduzione della carbon footprint;

• riduzione dell’incenerimento di prodotti usati;

• evitare sprechi che altrimenti sarebbero generati durante lo smaltimento.

Alla fine del 2022, 1.300 dealer in Germania avevano aderito al progetto di Schwalbe, che ha nel leader del settore Pyrum Innovations il suo partner principale. L’intero cerchio dello Schwalbe Recycling System si è chiuso per la prima volta con il progetto del Green Marathon. Diretta evoluzione dello storico Marathon, è il primo pneumatico riciclabile composto interamente da nerofumo riciclato. Non presenta gomma sintetica al suo interno e quella impiegata rientra per il 100% nel progetto Fair Rubber, l’associazione che si occupa di promuovere un commercio

100 %

gomma certificata Fair Rubber nel nuovo Green Marathon

1 1..8  8 milioni di camere d'aria riciclate 70

39 %

equo-solidale della gomma. Il Green Marathon, in ogni caso, è solo l’inizio: dal 2024 altri prodotti Schwalbe saranno costruiti con le nuove tecnologie implementate dal brand insieme ai suoi partner.

UN SISTEMA VINCENTE PER RICICLARE LE CAMERE D’ARIA

Dal 2015, inoltre, Schwalbe offre un servizio ad hoc per le camere d’aria in collaborazione con lo storico partner indonesiano Hung-A, la cui sede è vicina allo stabilimento locale dell’azienda tedesca. I retailer da Germania, Paesi Bassi, Regno Unito, Belgio e Svizzera possono inviare a Schwalbe le camere d’aria usate di tutti i brand, per un sistema che negli anni punterà a includere anche altri grandi Paesi come Stati Uniti, Francia, Austria e Italia.

A quel punto, il materiale raccolto viene inviato a Hung-A che, grazie a uno speciale processo di devulcanizzazione del butile, riesce a ottenere del materiale riciclato utilizzabile per il 20% in nuove camere d’aria. A fine 2022, il numero di camere d’aria riciclate ammontava a 8.581.714. Il processo di riciclaggio, secondo Schwalbe, ha un bilancio energetico positivo: considerando il trasporto intercontinentale del materiale, il sistema di riciclo consente di risparmiare l’80% di energia e di eliminare il 90% di CO₂e rispetto alla produzione della stessa quantità di nuovo materiale.

8,5 MILIONI le camere d’aria riciclate dal 2015

90% la riduzione delle emissioni di CO₂e rispetto alla produzione di nuovo materiale

80% l’energia consumata nel processo di riciclo

MORE TALKS… MORE RIDE!

Cosa sono gli MTB Talks e perché esserci?

Parliamo della conferenza evento numero uno nel mondo del turismo off-road in Italia.

Qui si discute tanto e non si dice mai nulla di scontato di Gabriele Vazzola

Ottobre sembrerebbe un mese strano per organizzare un evento che ruota attorno al variegato mondo della mtb. La stagione di apertura dei park è appena finita, e i rider già cercano nell’armadio pantaloni lunghi e giacche impermeabili, insomma ci si prepara all’inverno e a scendere di quota. Ottobre è però anche un mese in cui si tirano le somme per i protagonisti del turismo off road e inevitabilmente si gettano le basi per la nuova stagione facendo progetti e programmi. Proprio per questo l’inizio autunno sembra invece un periodo ideale per organizzare un evento dedicato agli operatori del settore. Questi, durante gli MTB Talks, possono confrontarsi apertamente e imparare dalle reciproche esperienze, nel tentativo di lavorare tutti insieme per migliorare quella che è l’offerta sul territorio italiano, e di conseguenza rendere la vacanza in mountainbike un’esperienza sempre più a misura di utenti. Migliorare la qualità dell’offerta significa, potenzialmente, aumentare la quantità di rider, andando a intercettare anche alcune categorie per cui l’approccio alle strade sterrate risulta per lo più ostico. Anche di inclusione si è parlato in questa edizione, con alcuni esempi riportati dai ragazzi di Bologna Montana Bike Area (BO.MBA), che hanno aperto un trail dedicato a chi si approccia alla mtb partendo da una situazione svantaggiata di disabilità. MTB Talks ha dato spazio a questa realtà, nata a pochi chilometri a sud dal capoluogo dell’Emilia Romagna, partendo da una rete di sentieri già esistenti e molto spesso costruiti in maniera illegale su terreni privati.

L’iniziativa nasce in maniera spontanea unendo associazioni diverse con lo scopo di creare quello che a tutti gli effetti è uno dei pochi trail park in Italia. I ragazzi ci hanno raccontato della sfida nel trattare con le amministrazioni pubbliche e i proprietari dei terreni, riuscendo a ottenere il patrocinio di ben quattro comuni, che hanno dato un grande supporto. Inoltre, sono stati in grado di convincere i proprietari dei terreni a permettere il passaggio dei biker tramite l’istituzione di un’apposita tutela legale. Il risultato è stato quello di trasformare una zona poco frequentata, ma ricca di possibilità, in un paradiso per la mtb raggiungibile in poco tempo sia da Bologna che da Firenze. Siamo solo all’inizio dell’avventura per i ragazzi di BO.MBA e aspettiamo con ansia di avere aggiornamenti e imparare ancora dalla loro esperienza nelle prossime edizioni dei “Talks”.

Proseguendo con il fil rouge dell’inclusività per tutti i rider, il ciclo di conferenze ci porta nella Mecca della mtb a scoprire quali sono le iniziative dedicate alle “girls who ride” di quello che è il bike park più famoso del mondo. Parliamo di Whistler Bike Park, rappresentato da Darren Kinnaird. Nato come sciatore proprio nel resort canadese, viene folgorato dalle ruote grasse nei primi 2000 e scala le gerarchie del più celebre park, fino a ricoprire la prestigiosa carica di managing director del circuito Crankworx, che in poco più di 20 anni ha saputo trasformarsi da evento locale, a vero e proprio campionato mondiale di slopestyle. Parliamo quindi (senza paura di esagerare) di una delle persone più influenti della mtb mondiale che durante la

conferenza di sabato 7 ottobre ha parlato di Whistler Bike Park, ma anche di quella che è la gara indipendente più importante delle ruote grasse. Darren ha sciorinato dati senza peli sulla lingua e raccontato anche molti segreti riguardanti l’aspetto economico e la macchina organizzativa che sta dietro alle tappe dei Crankworx. La sola organizzazione dell’evento può richiedere ingenti investimenti che raggiungono anche i tre milioni di dollari, generando però un indotto sulla località ospitante che può arrivare fino a otto milioni. Ciò non stupisce se si pensa ad esempio che per località piuttosto remote e fuori dai radar del turismo internazionale, come Rotorua in Nuova Zelanda, i Crankworx rappresentano una vetrina per farsi conoscere in tutto il mondo e che ci sia un supporto sopra ogni aspettativa rispetto all’evento da tutta la comunità locale. La kermesse rappresenta, oltre che uno spettacolo unico, anche una fonte di sussistenza, che regala grande orgoglio e la sensazione di essere, per una volta, al centro del mondo. Non c’è da stupirsi quindi se il Crankworx in versione Kiwi sia quello con maggiore successo di pubblico, secondo solo alla tappa di Whistler.

Proprio in questo sta anche lo spirito della mtb e l‘importanza che può rivestire in termini di ritorno su piccole comunità locali isolate e spesso periferiche, che proprio tramite lo sviluppo dell'offroad possono trovare un volano che alimenta una nuova spinta verso un turismo 2.0 di prossimità ma non solo. In questo sta anche la grande importanza di eventi come MTB Talks, unico nel suo genere in Italia. Basta sapere

Luca D'Angelo, destination manager di Dolomiti Paganella

come poter fare, e il modo giusto per farlo. A tal proposito un grande aiuto può arrivare anche dalla tecnologia e la presenza su piattaforme come MowiBike, che restituisce mappe tridimensionali di vari resort e località in tutta Italia, un modo perfetto per farsi conoscere da una comunità tra le più social e attente alle nuove tecnologie. MowiBike è infatti app ufficiale di alcune tra le destinazioni mtb più importanti in Italia, e ogni anno di nuove se ne aggiungono. La mission è quella di portare l’esperienza di riding a un livello superiore con descrizioni dettagliate dei trail che comprendono classificazioni IMBA, altimetrie e ogni altra info utile.

Ad Andalo, durante gli MTB Talks non si parla di marketing e non si promuove nessun brand. Il dibattito è tra professionisti che spesso hanno trasformato la loro passione in un lavoro, o di attivisti impegnati sul campo tramite l’associazionismo a favore dello sport. Qui si parla di come costruire tutti insieme un movimento che per forza di cose deve passare da un dibattito, in cui i primi interlocutori sono proprio gli operatori nel settore del turismo in mtb. Non si parla di gare, di prodotti più o meno tecnologici, ma di come dare agli appassionati luoghi divertenti e sicuri per praticare lo sport che amano, creando al contempo i presupposti per portare più gente in sentieri di qualità sempre maggiore. Questo avviene nel modo più semplice, ma al contempo più efficace, attraverso il dibattito e lo scambio reciproco di know how che viene condiviso sia sul piano teorico ma anche pratico, con l’ormai atteso clinic sul campo tenuto da Ezio Cattani di Danger Zone Trail Solution, società che gestisce e costruisce i percorsi dei tre versanti di Dolomiti Paganella Bike Park. Con lui siamo stati sui nuovi tracciati Interstellar e Supernatural, per vedere come vengono costruiti e quali sono le nuove tecnologie e le ultime tendenze attuate nella costruzione dei trail. Sotto esame quest’anno due nuovi percorsi che vedranno l’apertura durante la stagione 2024 e renderanno l’offerta del park di Fai, Andalo e Molveno ancora più varia e completa.

PILLOLE DI MTB TALKS 2023

MTB Talks è un appuntamento che sta diventando imperdibile per tutti quelli che si occupano di destinazioni turistiche a misura di mountainbike, dalle trail area ai bike park. MTB Talks è organizzato da Dolomiti Paganella Bike in collaborazione con Bike Connection Agency, con il sostegno di Crankbrothers, Merida, Trentino Marketing e Andalo Vacanze.

SONO INTERVENUTI: Crankworx Whistler, Bike Park Leogang, Trail Trust - FoxFactory, Bologna Montana Bike Area e Mowi Bike, Paganella Bike Area/ Trail Zone

IL PROGRAMMA: suddiviso nella conferenza di venerdì 6 e nel workshop di sabato 7 ottobre, con storie di successo di destinazioni mtb, raccontate da professionisti con alto profilo nel settore, scambio di opinioni, idee, esperienze, consigli.

Track walking durante il workshop sui nuovi tracciati di Dolomiti Paganella Bike Park Il team di

ON SITE EXPERIENCE: visita in anteprima assoluta del cantiere di costruzione dei nuovi trail Interstellar e Supernatural, che saranno inaugurati in primavera 2024 nella Dolomiti Paganella Bike Area. Ezio Cattani di Trail Zone ha guidato i partecipanti alla scoperta delle tecniche innovative impiegate per coniugare divertimento e sostenibilità.

MEDIA DIFFUSION: al termine dei lavori si è tenuta una puntata di “Contropendenza”, una tavola rotonda conclusiva, sotto forma del noto podcast di Andrea Ziliani, Erwin Ronzon e Tobia Poloni, a cui hanno partecipato attivamente Luca d’Angelo, direttore dell’APT Dolomiti Paganella, Giulio Neri e Simon Cittati di Bike Connection Agency. Un format innovativo in cui i conduttori hanno dialogato con il pubblico e i relatori sui temi principali del convegno.

IL TOUR PLANNER 2.0

Komoot rappresenta oggi la piattaforma digitale più grande al mondo che consente di pianificare e condividere itinerari e avventure all’aria aperta. E che mira a essere anche uno strumento di marketing e comunicazione per marchi outdoor e destinazioni cicloturistiche

Con oltre 35 milioni di utenti sparsi in tutto il globo, komoot è la piattaforma digitale più grande al mondo che consente di trovare, pianificare e condividere avventure all’aria aperta. Ciclismo nelle declinazioni strada, mountainbike, turismo e gravel, oltre alle attività a piedi come escursionismo, corsa e trail running sono gli sport praticati dalla community di komoot. È qui che gli amanti dell’avventura possono trovare percorsi pronti all’uso, pianificare da zero tour su misura e condividere esperienze con altre persone, proprio come su un canale social media.

COSA DICONO I NUMERI

Stando ai dati raccolti, si tratta della piattaforma preferita da chi è alla ricerca d’ispirazione per avventure outdoor. Ad esempio, in Germania, dove l’app è presente dal 2010, komoot è oggi utilizzata da un tedesco su cinque. Un altro primato lo può vantare anche in Italia: è infatti del 28% la quota di utenti attivi nel trimestre maggio - luglio 2023 (fonte: data.ai), un dato che ha portato komoot in vetta alle classifiche delle app più utilizzate da chi pratica sport all’aria aperta.

IL TARGET DI RIFERIMENTO PER AZIENDE OUTDOOR E OPERATORI DEL TURISMO

Da chi ha appena comprato la prima bici a chi macina migliaia di chilometri all’anno, komoot è la piattaforma che mette in contatto persone alla ricerca di contenuti a tema outdoor. Percorsi in una determinata regione, consigli su luoghi imperdibili (i cosiddetti Highlights) e ancora raccolte divisibili per aree geografiche o tematiche: su komoot aziende e operatori turistici del settore bike possono intercettare il loro target di riferimento e ispirarlo con contenuti in grado di creare valore aggiunto.

Sono infatti sempre di più i top player del settore outdoor che si affidano a komoot per implementare campagne marketing inspirational. Una delle più recenti è Beyond the City – Riscopri la tua città promossa da Brompton (scannerizzabile nel QR-Code in basso a destra), una Raccolta di percorsi in diverse città europee (Milano in Italia) per motivare la community a esplorare

le strade meno note fuori dai centri urbani, combinando bici e trasporti pubblici. Ma non solo. Nel 2022 il Giro d’Italia ha firmato un contratto pluriennale con komoot per creare Raccolte con le tappe ufficiali, oltre a percorsi cicloturistici nelle regioni interessate dalla Corsa Rosa. Sempre in tema di cicloturismo, sono diverse fino ad oggi le Aziende di Promozione Turistica (come ad esempio Calabria, Garda Trentino, Sicilia e Val di Sole) che hanno scelto komoot per condividere itinerari ciclabili e far scoprire le bellezze d’Italia promuovendo il turismo sostenibile delle due ruote a pedali.

IL PROFILO PARTNER SU KOMOOT

Il profilo partner è il centro di tutte le attività di comunicazione e marketing. L'apertura è gratuita. Oltre a logo, descrizione dell’azienda, lista dei follower e bacheca, ogni profilo partner contiene la lista dei percorsi e delle relative Raccolte, entrambi facilmente integrabili su pagine web tramite embed o su materiale cartaceo tramite QR code.

LE RACCOLTE SPONSORIZZATE

Formato pubblicitario a pagamento di komoot, le Raccolte sponsorizzate offrono alle aziende la possibilità di promuovere le proprie campagne al target di riferimento, selezionato in base a interessi (tipologia di sport) e area geografica. Basate su criteri di spesa cost per click, le Raccolte sponsorizzate sono disponibili in diversi pacchetti: a ogni budget corrisponde un numero di clic garantiti (si pagano solo i clic effettivamente raggiunti) e l’andamento è tracciabile e monitorabile con strumenti messi a disposizione da komoot.

L’ACADEMY

Riservata ai partner b2b, la komoot Academy è una piattaforma di e-learning che prevede corsi per imparare a utilizzare al meglio l’app e sfruttare il potenziale marketing. Il programma è diviso in quattro fasi e la partecipazione è gratuita tramite contenuti disponibili on demand.

Desideri conoscere maggiori dettagli sulle opportunità offerte da komoot e metterti in contatto con la community outdoor più grande al mondo? Scrivi una mail a Fiorenza Favero,

QUANTO VALE IL GIRO D’ITALIA?

Banca Ifis ha effettuato uno studio per stimare l’impatto economico della Corsa Rosa e per individuare comportamenti e attitudini degli spettatori. L’edizione 2023 ha generato un valore pari a due miliardi di euro, per un totale di cinque milioni di presenze

di Davide L. Bertagna

Due miliardi di euro: è questo il giro d’affari generato dall’edizione 2023 del Giro d’Italia, a testimonianza del valore di una manifestazione dal fascino senza tempo. Il dato emerge dal rapporto “Giro d’Italia: la tradizione di eccellenza che valorizza il territorio” realizzato dall’Osservatorio sullo Sport System Italiano di Banca Ifis e dedicato al valore economico del Giro d’Italia 2023. Un’analisi che, oltre a dare una dimensione economica, sottolinea come la Corsa Rosa sia un evento in grado di generare grande forza attrattiva, che si traduce in un ritorno economico per i territori che sopravvive ben oltre la durata della manifestazione stessa. Entrando nel dettaglio, l’analisi evidenzia come dei due miliardi di euro di ricavi generati, ben 620 milioni siano dovuti all’impatto immediato, prodotto dalla spesa degli spettatori lungo le tappe della kermesse e dalla macchina organizzativa dell’evento. Gli altri 1,4 miliardi di euro, invece, sono generati da benefici economici “differiti”, ossia dalla spesa di chi, dopo aver assistito all’evento, torna (entro 18 mesi) nei territori del Giro per vivere altre tipologie d’esperienze turistiche.

I DRIVER CHE CREANO VALORE

Secondo quanto emerge dallo studio, l’elevata capacità attrattiva del Giro d’Italia si basa su due pilastri: da una parte il brand della manifestazione che attrae ogni anno alcuni tra i più forti ciclisti del mondo; dall’altra, la cornice suggestiva che ogni tappa, grazie alle peculiarità uniche del paesaggio italiano, sa offrire allo spettatore. Questi due elementi sono a loro volta alla base di due categorie di valore economico: quello immediato e quello differito. Il primo filone, quello del valore di lungo periodo, è direttamente legato alle azioni immediate poste in atto dalla carovana rosa e dal flusso di spettatori che ne va al seguito. Nel 2023, questi sono stati oltre 2,1 milioni dal vivo (7,3% dei quali stranieri) che hanno seguito in media 2,4 tappe a spettatore.

La passione per la Corsa Rosa va di pari passo con la voglia di scoprire il territorio italiano e di farlo in compagnia di amici e parenti: lo dimostra la dimensione media del gruppo, che raggiunge 2,8 persone. Si tratta di gruppi che, secondo lo studio,

2 MILIARDI

di euro di ricavi generati: di cui 620 milioni dovuti all’impatto immediato e 1,4 miliardi generati da benefici economici differiti

2,1 MILIONI

persone dal vivo (7,3% delle quali straniere) che hanno seguito in media 2,4 tappe a spettatore

spendono un importo pro capite giornaliero di 121 euro. Inoltre, seguendo più di una frazione, il 34% degli spettatori sceglie di effettuare almeno una notte di pernottamento nelle aree interessate dalla manifestazione. Le attività di questa fetta di tifosi, sommate a una macchina organizzativa da oltre 2.300 persone coinvolte lungo i 45 giorni di attività, sono gli elementi che contribuiscono a creare l’impatto economico immediato sui luoghi toccati dal Giro.

La generazione di benefici economici differiti è invece sostenuta anche dall’esposizione mediatica dei territori: gli scorci e i paesaggi di borghi, città e bellezze naturali italiane spingono lo spettatore a voler tornare. Sono ben 1,8 milioni gli spettatori che dopo aver seguito la manifestazione sui media intendono visitare i luoghi della Corsa Rosa e 618 mila quelli che, pur avendo assistito alla kermesse dal vivo, non si sentono “paghi” e programmano un pronto ritorno tra le meraviglie paesaggistiche toccate dalla manifestazione.

IL PROFILO DELL’APPASSIONATO

Conoscere il profilo dell’appassionato e le attività che sceglie di svolgere nelle diverse tipologie di tappe comporta la creazione di un vero e proprio marketing tool per l’offerta di servizi. In primo luogo, è bene sottolineare che il Giro può fare affidamento su uno zoccolo duro di appassionati: il 59% di chi l’ha seguito dal vivo nell’edizione 2023 lo aveva già fatto in passato ma, al contempo, il Giro ha una sua capacità di rinnovamento, considerando che per il 41% degli spettatori quella del 2023 è stata la prima edizione vissuta sul territorio. L’appassionato della Corsa Rosa cerca di viverla il più a lungo possibile: il 27% dei partecipanti si concede un vero e proprio tour, con una media di sei tappe seguite. Ci si trova di fronte a un viaggiatore che ha una molteplicità di interessi, svolge attività e cerca esperienze differenti. La percentuale di spettatori che pratica attività cresce anche in base alla disponibilità di esperienze che le frazioni sanno offrire: non a caso se la media, tra i vari cluster di tappa, di chi fa attività extra rispetto alla manifestazione, è del 21% questa sale addirittura al 39% nelle stage cosiddette “iconiche”.

2.300

persone coinvolte nella macchina organizzativa dell’evento lungo i 45 giorni di attività

1,8 MILIONI

di spettatori che dopo aver seguito la manifestazione sui media intendono visitare i luoghi della Corsa Rosa

+ Telaio Full Carbon con escursione posteriore di 160mm.

Nuovo Motore Shimano EP801 potente, compatto, silenzioso e compatibile con la Fine Tune Mode sull'app E-Tube Project.

Batteria DARFON da 708Wh per un’autonomia mai provata.

Design grintoso e distintivo.

SHIMANO ALZA LA MEDIA

Con il lancio della linea di componentistica Cues, il colosso giapponese punta a rivoluzionare il proprio catalogo sulla gamma active. Non solo, con sé porta anche un mutamento della filosofia progettuale al servizio del ciclista attivo

Shimano ci ha abituato nel corso degli ultimi anni a presentare le proprie innovazioni sull’alto di gamma. Prodotti spesso progettati pensando alla performance pura. In una fase successiva i contenuti tecnici più interessanti e innovativi, vengono poi di norma “calati” verso il basso a completare le gamme inferiori, declinati in maniera più semplice e con un occhio in più al prezzo. Infatti se nei componenti high end c’è largo uso di materiali pregiati e un’attenzione maniacale verso il peso, scendendo di categoria questi vengono un po’ dimenticati a favore del risparmio, della funzionalità e della durata. Con Cues, questo concetto viene completamente sovvertito. Il nuovo gruppo, o forse sarebbe meglio chiamarla “famiglia” di componenti, è pensato con delle caratteristiche peculiari e un design distintivo e proprio, studiati appositamente per il ciclista attivo e il commuter. Cambiano quindi i paradigmi e le proprietà di Cues rispetto ai suoi predecessori e muta l’approccio verso il cliente finale. Ma andiamo per gradi.

In primo luogo, Cues è destinato a sostituire tutti i gruppi della gamma media di Shimano. Parliamo per ora di quelli destinati alle bici a manubrio dritto (mtb,

SHIMANO CUES U8000

LEVA FRENO

BL-U8000

Progettata per garantire modulabilità e controllo della frenata. La forma rinnovata della leva crea un'interfaccia più confortevole con ottimizzazione dell'ergonomia migliorata grazie all'avvicinamento al manubrio del centro di rotazione della leva del freno.

PINZA FRENO BR-U8000

Frenata idraulica a due pistoni per un controllo affidabile (disponibile una variante anche a quattro pistoni).

Pinza leggera per freno a disco idraulico con Ice Technologies. Affidabile anche sulle eBike grazie alla modulazione e l'eccellente controllo.

trekking, urban, ecc…) come: Alivio, Acera, Altus e in parte Deore, ma non è difficile comprendere come presto la stessa sorte toccherà anche ai gruppi di fascia media destinati ai modelli con drop bar come Tiagra, Sora e Claris. In secondo luogo, cambia completamente l’approccio progettuale. Il concetto spiegato in apertura viene sovvertito in favore della durata, della semplicità d’uso e della funzionalità. I prodotti Cues risultano infatti più facili da usare, riducono al minimo la manutenzione, e ben si adattano alla tipologia di bici ed eBike cui sono destinate. Il range di utilizzo, tra le varie versioni del gruppo, è davvero ampio e comprende in pratica tutte le categorie che non necessitano di componentistica pensata per un approccio “race oriented”. Nei numeri precedenti abbiamo ben spiegato quelle che sono le tecnologie che sono alla base del progetto del nuovo Cues, raccontato a cosa servono nel dettaglio, e le loro differenze rispetto alle tecnologie destinate alle gare.

Cues è quindi una famiglia di prodotti che non abbiamo paura di definire 100% user friendly. L’esperienza di utilizzo risulta infatti diversa da quella dei gruppi studiati per le competizioni (pensiamo ai vari XTR, Saint, XT…). Qui infatti vengono in parte

COMANDO CAMBIO SL-U8000-11IR

Il comando cambio I-SPEC II, progettato in modo aerodinamico, si distingue per il design e la maneggevolezza. La sua nuova forma, il funzionamento leggero e l’instradamento semplificato del cavo rendono questo comando cambio piacevole da usare.

DERAGLIATORE

RD-U8000

Studiato per avere un comportamento fluido e deciso permette di adattarsi anche a uno stile di riding urbano più attivo grazie ai cambi marcia immediati di questo robusto deragliatore posteriore per sistemi a 1x11-v. Il design a profilo ribassato e la stabilizzazione della catena offrono affidabilità anche sui percorsi più accidentati.

LA VERSIONE DI2 PENSATA PER L’EBIKE

La nuova configurazione Cues Di2 offre molte funzionalità rivolte all'utente

eBike e soprattutto a coloro che desiderano l'esperienza di guida più semplice possibile. Integra infatti il sistema di cambiata intelligente che utilizza sensori di cadenza e coppia nel motore per muoversi in maniera autonoma tra i vari rapporti di marcia.

sacrificate la velocità, la precisione e il peso piuma in cambio di altri fattori come l’estrema fluidità e la durabilità, che va di pari passo a una minore manutenzione. Ciò permette di utilizzare i prodotti della famiglia Cues, che è costruita intorno alla tecnologia originale Linkglide, per fornire una cambiata fluida e intuitiva sulla quale i ciclisti di ogni tipo possono fare affidamento in qualsiasi situazione. Inoltre, con fino a tre volte la durata dei componenti Hyperglide, questo gruppo può sopportare anche il maggiore stress che subisce la trasmissione di una bicicletta elettrica. Sono in grado di sopportare un utilizzo daily e intensivo, grazie ad esempio alla cassetta più spessa e robusta e quindi più durevole, oppure alla guarnitura Hollowtech II. Shimano non pensa solo all’utilizzatore finale, ma anche ai negozianti. Il nuovo gruppo di fascia media permette un’intercambiabilità interna tra molte delle opzioni e configurazioni, e ciò porterà a dipanare un po’ la confusione derivata dall’immenso catalogo della casa giapponese, ma anche a semplificare di gran lunga i magazzini dei vari retailer sparsi per il mondo. Per esempio la stessa catena può essere utilizzata su gruppi da nove o da 11 velocità. Grazie anche all’intercambiabilità tra i componenti, i costruttori potranno scegliere dove risparmiare a seconda della fascia di prezzo che si vuole

raggiugere sul prodotto finito, oppure al tipo di prestazione ricercata o ancora all’utilizzatore cui ci si vuole riferire.

La classificazione delle varie fasce di prodotto avviene ora distinguendo i prodotti per numero di pignoni (quindi in velocità) per le configurazioni standard proposte dall’azienda giapponese, ma come già detto, è possibile intercambiare i vari componenti (non tutti ma una buona parte) a seconda della necessità. Al top di gamma abbiamo la serie Cues U8000 a 11 velocità (1x o 2x) che più strizza l’occhio ai high end e offre le performance migliori, Cues 6000 a 11 velocità si impone per la grande versatilità, Cues U6000 10 v si adatta all’avventura come all’uso quotidiano, infine Cues U4000 per l’uso quotidiano più informale. Anche il design riflette appieno la funzione e l’immagine che Shimano vuole dare di questi prodotti in tutte le sue varianti. Ci troviamo di fronte a un disegno essenziale, quasi minimale, che non lascia spazio a fronzoli e che ben sembra adattarsi a ogni tipologia di bici. Soprattutto le serie di fascia più alta mantengono alcune lavorazioni raffinate nella guarnitura, nel deragliatore posteriore e nelle leve freno. Infine, comandi sono stati completamente ridisegnati al fine di dare un aspetto integrato.

CASSETTA LINKGLIDE 11V

CS-LG700-11

La progressività dei rapporti personalizzata Rider-tuned e i materiali ultraleggeri garantiscono prestazioni durature e una fluida cambiata bidirezionale. Il peso della cassetta è ridotto notevolmente dal ragno in alluminio.

GUARNITURA HOLLOWTECH II

1X11/10/9-V

Garantisce una pedalata rigida ed efficiente adatta anche al trekking e le esplorazioni urbane. La guarnitura Hollowtech II, con la sua ritenzione della catena superiore e il design leggero e performante è versatile e garantisce efficacia anche sulle lunghe percorrenze.

PIÙ DI UN TERZO IN BICI

Il triathlon comprende tre discipline: nuoto, ciclismo e corsa. Ma qui ci occuperemo nello specifico della seconda frazione. Tra telai e componenti la sfida dei produttori è quella di ottenere il massimo dell’aerodinamicità e dell'ergonomia

a cura della redazione

Il mondo della bici sta cambiando rapidamente. Abbiamo visto negli anni le aziende proporre prodotti sempre più versatili, che coniugano leggerezza e velocità, oppure siamo stati testimoni dello sviluppo oramai senza freni del mondo gravel e dei viaggi in bici, le cui gare, per i molti appassionati, rappresentano più una sfida personale che con il cronometro. C’è una disciplina in cui però sembra che le cose cambino più lentamente e in cui nuove bici e nuove componenti sembrano insistere sempre sugli stessi argomenti. Questo è il triathlon e la spiegazione di un’evoluzione apparentemente così lenta sta in un fattore principale che segna il passo di tutto il settore: il marginal gain. Abbiamo spesso parlato di questo aspetto legato al prodotto bike, ma mai come in questo caso risulta importante. Infatti, il vero nemico in gare in cui è vietato stare in scia è la resistenza aerodinamica. Ogni watt risparmiato in tal senso può far guadagnare tempo, ma anche far spendere meno energie in quello che è un settore decisivo, in cui molti atleti sono in grado di fare la differenza. Soprattutto negli Ironman e nelle competizioni più estreme

LOOK

Rigorosi test in galleria del vento e su strada, un design che combina l’esperienza in pista e le competenze acquisite nella lavorazione del carbonio. Tutto ciò rende la 796 Monoblade RS di Look una macchina da corsa, nata dalla collaborazione con la squadra World Tour del Team Cofidis. La composizione del carbonio è la più complessa creata dall’azienda: l'uso di fibre Ultra High Modulus leggere e rigide, combinate con fibre ad alta resistenza in aree chiave (movimento centrale, tubo di sterzo, tubo sella), offre equilibrio tra reattività, prestazioni e leggerezza. Con il cockpit Aergo e il reggisella reversibile W3T, Look ha voluto garantire un’ampia gamma di regolazioni per il massimo dell’ergonomia. Le estensioni sono adattabili in lunghezza, larghezza, altezza, inclinazione e rotazione, compresi gli appoggi per i gomiti. Un livello di precisione che regola e ottimizza la posizione al millimetro, senza compromettere leggerezza e aerodinamicità.

Look Italia - 02.96705309 - info@lookcycle.it

SCHEDA TECNICA

Freni: Shimano Dura-Ace a disco

Telaio: 796 Monoblade RS

Forcella: 796 Monoblade RS

Gruppo: guarnitura Kronos, deragliatori

e cassetta Shimano Dura-Ace

Ruote: Corima WS TT 3-spoke, Disc C+ WS TT

Gomme: Michelin Power Time Trial

Componentistica: Look, Selle Italia

si sta molte ore in bicicletta, pedalando ma anche alimentandosi, il tutto sempre cercando di mantenere la posizione più efficiente possibile. Questa lunga permanenza rende la seconda frazione un passaggio chiave che può determinare la vittoria di una gara. Pertanto è necessario affrontarla con l’ausilio di prodotti studiati nel dettaglio, proprio come avviene nel caso della Felt IA 2.0 che unisce aerodinamicità estrema a features che migliorano la vita a bordo come il reggisella che assorbe le vibrazioni e gli optional che rendono più semplice la permanenza "a bordo"… Altri must have sono delle ruote ad alto profilo, se non addirittura la lenticolare al posteriore; oppure i misuratori di potenza, necessari a mantenere prestazioni continue lungo tutta la gara e in allenamento; immancabile tra gli amanti della triplice anche il body aerodinamico. Nelle pagine successive presentiamo una serie di prodotti selezionati dalla redazione e che rappresentano un overview dello stato dell’arte dell’evoluzione dei prodotti appositamente pensati per sfidare la forza del vento.

SCOTT

Prima di iniziare il progetto di nuova bici da crono, Scott ha riunito attorno a un tavolo le squadre World Tour del Team DSM per capire le esigenze di atlete e atleti. Accorciando l’offset della forcella e aumentando il trail, gli ingegneri hanno migliorato la stabilità in sella, diminuendo la resistenza all’aerodinamicità quando si spinge sui pedali a 55 km/h. Le analisi condotte, inoltre, hanno svelato che l’utilizzo di un reggisella dal profilo ridotto ha permesso di risparmiare due watt mentre il ciclista è seduto in fase di spinta. Scott ha poi depositato un brevetto per una serie sterzo con un anello con scanalature, che permette ai cavi di passare internamente. La Plasma RC TT è stata studiata anche per garantire ai pro la posizione perfetta sulle appendici, senza comprometterne una corretta respirazione. Il nuovo cockpit, infatti, è regolabile in molteplici configurazioni e su diversi assi sulla base dei dati raccolti ad hoc su ogni ciclista. Scott Italia - 035.756000 - marketing@scott-sports.it

SCHEDA TECNICA

140 mm

Telaio: Scott Plasma RC TT

Forcella: Scott Plasma RC TT

Gruppo: Shimano Dura-Ace 54/40 11/30T

Freni: Shimano Dura-Ace idraulici, rotori

Ruote: Syncros

Gomme: Vittoria Corsa Speed 25 mm

Componentistica: Syncros

SELLE ITALIA WATT 3D

La Watt 3D è la prima sella per il triathlon progettata in 3D di Selle Italia, il cui design aerodinamico consente di mantenere una posizione di pedalata precisa ed efficiente. Conserva la stessa forma di successo della versione precedente, ma con la trama in 3D sviluppata con tecnologia Carbon DLS che ha permesso la realizzazione di zone di cushioning differenziato, create in base alla zona di contatto delle ossa ischiatiche. Nella parte anteriore, infatti, la trama è più fitta per sostenere al meglio la posizione aerodinamica del triatleta. Un pattern proprietario, quello utilizzato per Watt 3D, diverso da quello utilizzato per SLR Boost 3D e da quello per Novus Boost Evo 3D, perché differente è l’applicazione d’uso. La Watt 3D è dotata di un inserto anti-slittamento per garantire il posizionamento fisso sulla sella, ed è disponibile in due versioni: con telaio in carbonio, con rail dalla lunghezza maggiorata di 10 mm che assicura resistenza e una maggiore possibilità di regolazione della sella, e con telaio in TI316. Entrambe le selle hanno uno scarico centrale Superflow, che riduce i fastidi causati da una prolungata pressione sulla zona perineale. La taglia (U3) è unica.

SCHEDA TECNICA

Misure: 133 (larghezza), 255 (lunghezza) mm

Rail: TI316 o carbonio

Cover: 3D printed

Uso: triathlon

Taglia idmatch: U3

GARMIN

RK200, RS200

I sensori di potenza Rally sono pensati per essere trasferiti da una bici all’altra, in modo da avere sempre dei parametri di riferimento concreti per i propri allenamenti. Il doppio sensore (RK200, RS200 e XC200) misura potenza, cadenza, bilanciamento destra/sinistra e in che punto della pedalata viene applicata maggiore forza. Il sensore singolo (RK100, RS100 e XC100), invece, misura potenza e cadenza. Inoltre, il mandrino trasferibile può essere montato su diversi corpi pedale. Il sensore ha un design sottile e senza pod, per una maggiore luce dal suolo e un migliore stack per una perfetta ergonomia. Misura la potenza con una fallibilità del +/- 1%. La batteria dura fino a 120 ore di utilizzo. Il RS200 è compatibile con tacchette Shimano SPD-SL, mentre il RK200 con quelle Look KEO.

Garmin - info@garmin.it

TREK

SPEED CONCEPT SLR 6 AXS

Speed Concept SLR 6 AXS è una bici in carbonio progettata all’insegna della velocità e della perfetta integrazione. Dal leggero telaio aerodinamico all'IsoSpeed che rende la guida più scorrevole, dai sistemi di alimentazione e idratazione all'avanguardia fino alla trasmissione SRAM Rival AXS, tutto è stato studiato nel dettaglio. La ricerca delle prestazioni non compromette il comfort di guida, che è garantito dal disaccoppiatore IsoSpeed sul tubo orizzontale, una tecnologia che adatta la bici al fondo stradale in modo da assorbire i sobbalzi dei percorsi più sconnessi. Una delle caratteristiche che più cattura l’attenzione della Speed Concept SLR 6 è il portaoggetti intelligente e integrato per alimenti e idratazione, che ottimizza il rifornimento senza dover abbandonare la posizione aerodinamica. La bici è personalizzabile nei colori e nei componenti con il configuratore di Trek, Project One.

Trek Italia - 035.302502 - trekbikes.com

SCHEDA TECNICA

Telaio: Carbonio OCLV 800 Series

Forcella: Speed Concept SLR

Gruppo: SRAM Rival eTap AXS

Freni: SRAM, rotori 160 mm

Ruote: Bontrager Aeolus Pro 51

Gomme: Bontrager R3 Hard-Case Lite, 25 mm ant., 28 mm post.

Componentistica: Trek, Bontrager

ZIPP

858 NSW TUBELESS DISC-BRAKE

La 858 è la ruota aerodinamica per eccellenza di Zipp, resa ancora più veloce alla tecnologia Total System Efficiency. Con la TSE, le 858 NSW Carbon Tubeless per freni a disco presentano un profilo del cerchio hookless e tubeless per un’interfaccia con la copertura senza soluzione di continuità e una notevole diminuzione di peso. Le 858, infatti, offrono i vantaggi del cerchio ad alto profilo ma con un peso che in genere è quello di cerchi più bassi di 20 millimetri. La gola interna del cerchio, da 23mm, è ideale per l’utilizzo delle coperture più larghe con pressioni inferiori, per una minore resistenza al rotolamento. Il design Sawtooth, con la forma ondulata del profilo del cerchio, è brevettato dall’azienda statunitense e offre prestazioni di alto livello in termini di efficienza aerodinamica e stabilità con vento trasversale. Le 858 NSW hanno il Carbon Internal Reinforcement di Zipp (CiR), che rende il cerchio il 10% più leggero con la stessa resistenza delle versioni precedenti. Il risultato è velocità pura, in modo particolare per triatleti e specialisti delle cronometro. Al centro delle 858 NSW ci sono i mozzi Cognition V2, progettati con il meccanismo Axial Clutch V2 per un ingaggio più veloce, un attrito inferiore e una durata nel tempo aumentata.

selleitalia.com

IA 2.0: PIÙ FORTE, PIÙ AERODINAMICA, PIÙ VELOCE

Il design avveniristico della nuova bici Felt rappresenta l'apice del concetto di "forma che si basa sulla funzione". Utilizzata da Daniela Ryf a Kona, è dotata del sistema reggisella brevettato InternaLoc e può essere configurata con tutte le opzioni di cambio da triathlon attualmente disponibili

Itecnici Felt nello sviluppo della IA 2.0 sono partiti da un semplice, quanto importante assunto: “Per una pedalata più veloce è necessario aumentare l'aerodinamicità”. Per la IA 2.0 ci si è allontanati dalla progettazione tradizionale del telaio e il design del frame rappresenta l'apice del concetto di "forma che si basa sulla funzione". Il modello è equipaggiato con il sistema del reggisella brevettato InternaLoc 2.0 che offre sicurezza e comfort. Il suo morsetto a doppio bullone consente di regolare con estrema precisione la posizione di guida, impedendo al contempo lo slittamento del reggisella. Il nuovo manicotto co-stampato avvolge saldamente il reggisella attenuando le vibrazioni ad alta frequenza per una guida fluida e un minore affaticamento del ciclista che può così mantenere più a lungo la posizione. IA 2.0 può essere configurata con tutte le opzioni di cambio da triathlon attualmente disponibili: sia elettronico sia meccanico; 1x o 2x. L'esclusivo anteriore include una copertura per nascondere in modo sicuro un'unità di comando SRAM BlipBox o una giunzione elettronica Shimano. Inoltre, la bici offre uno spazio extra per tenere a portata di mano cibi e liquidi necessari, avendo a disposizione un assortimento di gel, barrette e altri piccoli rifornimenti per un'intera giornata di gare o allenamento. Il nuovo modulo di idratazione THIRSTpac si trova sotto il vano portaoggetti CALpac, vanta una capacità di quasi un litro e la sua porta a riempimento rapido consente di ricaricarlo senza che si verifichino fuoriuscite. Il THIRSTpac è stato progettato insieme al pacchetto aerodinamico, ciò significa che garantisce l'integrazione nel telaio senza compromettere la velocità. IA 2.0 è dotata infine di un vano portaoggetti sul lato della catena del telaio. Fornito con una borsa Silca nella quale custodire ordinatamente gli elementi essenziali, si tratta di una soluzione comoda per trasportare una camera d'aria e un attrezzo extra o per riporre uno smanicato dopo la fase di riscaldamento durante un allenamento. I 16 DEALER FELT ATTIVI IN ITALIA

Telaio: Felt IA 2.0, UHC Ultimate + TeXtreme carbon

Forcella: Felt IntegratedAero Disc 2.0 Freni: SRAM S-900 AERO HRD, 2 pistoncini, a disco idraulico

NOME NEGOZIO

Barale Florido

Bike Shop Giuliani

Ciclomania

Crea La Bici Di Geraci Ernesto

Csbike

Cycle Lab

Masciarelli Group Srls

Milano Cycling

Grbike

Rt96

Tendola Cycling Srl

Triathlon Store

Yep Srl

Zero Gravity Di Lorenzi Davide

Garlatti Bikes

La Bicicletta

REGIONE

Gruppo: SRAM RED eTap AXS, 12-S Cassetta: SRAM RED XG-1290, 10-33 T Ruote: Zipp 454/858 NSW Carbon Gomme: Continental Grand Prix 5000 TR, 700x25 mm

INDIRIZZO

Via Papa Giovanni Xxiii, 64

Via Bruno Galas, 29

Corso Italia 48/50 Via Aquileia,49/A

Viale San Martino,  126

Viale XXIV Magtgio, 64 Via Cavour 71 Via Tagiura, 13/15 Via Rizzarda,5 Via Firenze, 125

Ss 1 Via Aurelia, 327 Via Cavour 13 Via Borromeo, 4/B Via Galizia, 11

Via Monsignor Pietro Corazza, 33 Via dei Peuceti, 150

Domodossola (VB)

Arco (TN)

Alcamo (TP)

Palermo

Taurianova (RC)

Conegliano (TV)

San Giovanni Teatino (CH)

Milano

Feltre (BL)

Palazzolo S.o. (BS)

Castelnuovo Magra (SP)

Nettuno (RM)

San Casciano Val Di Pesa (FI)

Sella Giudicarie (TN)

San Vito Al Tagliamento (PN)

Gioia Del Colle (BA)

Piemonte

Trentino-Alto Adige

Sicilia

Sicilia

Calabria

Veneto

Abruzzo

Lombardia

Veneto

Lombardia

Liguria

Lazio

Toscana

Trentino-Alto Adige

Friuli Venezia Giulia

Puglia

info@ciclomania.com bikegiuliani@gmail.com ciclomania.pizzitola@virgilio.it crealabici@libero.it csbiketaurianova@gmail.com info@cycle-lab.it palmasci@yahoo.it info@milanocycling.it info@gr-bike.com info@rt96.it tendolacycling@libero.it triathlon.store22@gmail.com ontheroadinchianti@gmail.com lorenzi85@hotmail.it info@garlattibikes.it labiciclettastore@gmail.com

CITTÀ
SCHEDA TECNICA - IA FRD 2.0 ULTIMATE RED ETAP AXS

DEDA: AERO ADDICTION

Lavorare con alcuni tra i migliori ciclisti professionisti, triatleti e meccanici al mondo permette al marchio lombardo di sviluppare prodotti in grado di fare la differenza in gara e contro il tempo.

La serie Crono è composta da prolunghe in carbonio Time Trial e ruote per freni a disco

SL4 e SL6 sono le due nuove proposte Deda per quanto riguarda le ruote in carbonio per freni a disco, compatibili con gomme tipo copertoncino e tubeless. I mozzi con tecnologia “RS” (sviluppati da Deda con sistema a doppio ratchet per una maggiore scorrevolezza e migliore trasmissione della forza del pedale), sono gli stessi del set

Il cerchio delle SL4 ha un profilo asimmetrico da 45 mm con sezione maggiorata a 26 mm per garantire leggerezza e stabilità, rendendolo adatto a diversi tipi di terreni: rappresentano infatti un’ottima scelta per il triathlon, ma anche per road e gravel. Il cerchio allargato fornisce un miglior supporto allo pneumatico e riduce la resistenza al rotolamento, aumentando al contempo la resistenza meccanica e l’aerodinamicità della ruota.

top di gamma RS4, andando a completare con quest’ultima il segmento racing del brand italiano, mantenendosi però su una fascia di prezzo al pubblico molto più “aggressiva”. Completa il design l’accurata grafica POB (Polish on black) con decalcomanie nero lucido.

SL6 invece è un set progettato per le alte velocità e per percorsi mossi con continui saliscendi. Punti chiave sono il cerchio ad alto profilo da 62 mm con sezione maggiorata a 26 mm che offrono leggerezza e stabilità. Come per le SL4 la raggiatura a 24 raggi si traduce in alta rigidità. Un’ottima ruota per utilizzo triathlon, accoppiata eventualmente con la lenticolare Hero DB tubeless-ready.

Jet clip-on sono le estensioni full carbon appositamente progettate per le gare a cronometro e triathlon. La versione Jet One è realizzata in carbonio monoscocca unidirezionale per ottenere un peso di 660 g inclusi tutti i distanziali. Il design è caratterizzato da poggiagomiti aerodinamici integrati ed ergonomici che consentono una regolazione completa di lunghezza, larghezza, angolo e altezza. La piastrina di fissaggio delle prolunghe sul ponticello è asimmetrica e permette di regolare l’arretramento di ulteriori +/15mm rispetto all’asse del manubrio. Le Jet One vengono fornite con tutte le parti necessarie per adattarsi al manubrio Deda Tribar o a qualsiasi altro con diametro Ø31,7. Disponibile in due misure, small (340 mm) e medium (370 mm) con ulteriori 60 mm di lunghezza di taglio. Le Jet sono state progettate con un angolo di 15 gradi per soddisfare le regole UCI all'altezza massima consentita.

Jet Two è composto solo da prolunghe in carbonio, senza spessori e morsetti per l'installazione al manubrio. La piastra di fissaggio regolabile infatti è progettata per adattarsi ai distanziali originali del manubrio da crono, rendendola compatibile con la maggior parte dei modelli sul mercato. Anche questa versione è realizzata in carbonio monoscocca unidirezionale (peso 330g). La piastra di fissaggio delle prolunghe permette di regolare l'arretramento di +/- 20 mm rispetto all'asse del manubrio. Disponibile in due misure, small (340 mm) e medium (370 mm) con ulteriori 60 mm di taglio a misura. È importante assicurarsi di rispettare le regole UCI quando montato con gli spessori originali del manubrio da crono, controllando l'altezza massima consentita. Sia nel Jet One sia nel Jet Two, le prolunghe sono compatibili con il passaggio dei cavi interno (solo gruppi elettronici) e sono dotate di comode imbottiture e un supporto integrato per Garmin, Wahoo e Bryton. Disponibili nella finitura POB (Polish On Black).

info@dedaelementi.com - dedaelementi.com

UNA SECONDA PELLE, ANCORA PIÙ DURA DELLA PRIMA

Il body Jessie Trisuit Long Distance di Hardskin combina comfort e performance per rendere al massimo in tutte e tre le discipline. Un mix aerodinamico fatto di materiali ultralight, anti-sfregamento e ad asciugatura rapida: ideali per cambi pratici sulle lunghe percorrenze

Il motore che muove la passione dietro ai prodotti di Hardskin è la fame di vittoria: la stessa che, d’altronde, fa muovere anche gambe e braccia quando si disputa una gara di triathlon. E il brand di Brescia lo sa bene, come conosce cosa serve agli atleti per performare al massimo delle loro capacità, senza doversi preoccupare in alcun modo dell’abbigliamento tecnico e, anzi, sentendosi certi di avere un alleato in chi ha realizzato il proprio body. L'azienda nasce combinando due passioni: quella per il lavoro in un’azienda che produce barre cromate per cilindri idraulici e quella per l’endurance e il triathlon. Così come la caratteristica delle prime è avere la pelle dura, per resistere a usura e intemperie, anche lo sport richiede doti di resistenza fisica e psicologica che possono essere racchiusi nella parola Hardskin. L’approccio scientifico, lo studio dell’aerodinamica, l’innovazione tecnologica e l’attenzione al dettaglio sono le costanti che governano il modo di lavorare del marchio, nonché il modo di interpretare l’attività fisica. Hardskin è dunque prestazione, studio, progettazione, il tutto volto alla realizzazione di prodotti aerodinamici che siano un perfetto mix di comodità ed efficienza. Il desiderio di performare al meglio e l’ossessione per il costante miglioramento sono ciò che li spinge a ricercare sempre il giusto compromesso tra comfort e prestazione. Il marchio è infine supportato da La Galleria del Vento, il laboratorio dove gli ingegneri del team pensano i prodotti e ne ottimizzano le prestazioni per permettere di raggiungere i propri obiettivi. Hardskin mette inoltre a disposizione, sia di team che di privati, il servizio di personalizzazione dei capi, così da ottenere pezzi altamente performanti e unici, anche nel design.

IL BODY JESSIE TRISUIT LONG DISTANCE

Il body Jessie Trisuit Long Distance da triathlon di Hardskin è studiato per le lunghe distanze e per far rendere al meglio in tutte e tre le discipline. Dotato di pratica zip anteriore che permette di indossarlo e toglierlo comodamente, presenta inoltre delle tasche posteriori per portare con sé tutto il necessario durante la gara. Leggero, aerodinamico, confortevole, ad asciugatura rapida: la seconda pelle che consente di guadagnare terreno e tempo sugli avversari, che fa del comfort la caratteristica principale. Il Taglio Aero TRI è volutamente lungo per essere aerodinamico, mentre il fondello Pad TRI presenta uno spessore ridotto anti-sfregamento e ad asciugatura rapida, oltre a proprietà smorzanti. Realizzato appositamente per la disciplina, questo body è stato trattato per garantire protezione UV fattore 50 e un’elevata resistenza al cloro.

SPECIFICHE TECNICHE

Aerofit

Taglio e tessuti sono studiati in ogni cm² per ridurre al minimo l’attrito aerodinamico

Ultralight

Utilizzo di materiali ultra leggeri: non lo sentirai neanche addosso

Racefit

Vestibilità race, vita stretta e compressione elastica per il massimo della performance

2 Way Breathable

Tessuti studiati per la massima ventilazione e la dissipazione del calore

4 Way Stretch

Tessuto che si allunga in tutte le direzioni per il massimo del comfort

hardskin.it - info@hardskin.it - 030.6481205

Da oggi il nuovo store è a Brescia in Via Orzinuovi 46

VISION: RICERCA AERODINAMICA NEL CUORE DELLE PRESTAZIONI

Il brand americano è all'avanguardia nello sviluppo dei propri prodotti in galleria del vento, con l'obiettivo di creare componenti che non solo minimizzano la resistenza all'aria, ma ottimizzano ogni aspetto della performance. Perché si sa: per i triatleti ogni secondo conta

Da oltre tre decenni, Vision è all'avanguardia nella produzione di componenti di alta qualità per il ciclismo, con un’attenzione particolare sul mondo affascinante e sfidante del triathlon. La storia del brand affonda le radici negli Anni '90 a Kona, in uno dei luoghi più iconici delle

competizioni della triplice. In questo contesto unico, è partita la missione di rivoluzionare il settore con l'innovazione tecnologica e l'artigianato di precisione. Ecco qui una selezione di prodotti per pensare solo a spingere sempre più forte e per più tempo in sella.

Partendo dal manubrio Carbon Pro Integrated Bar, che rappresenta il primo tra gli aerobars in carbonio Vision, il percorso di continua evoluzione del marchio americano ha portato allo sviluppo del Metron TFA ACR. È dotato di una basebar a flip-flop in carbonio, estensioni ergonomiche e un attacco manubrio “snakebite” che integra il sistema. Ciò consente di montare una scatola di giunzione Di2 interna per l’instradamento interno dei cavi. La possibilità di regolare le misure di reach, stack, angolazione delle estensioni e la posizione dei braccioli sono le fondamenta del design del Metron TFA. Sviluppato attraverso l'esperienza e i feedback di atleti professionisti, Metron TFA è un sistema di attacco e manubrio integrato disponibile per tutti coloro che sono in cerca della massima prestazione aerodinamica.

• Base interamente in carbonio ed estensioni ergonomiche

• Diverse regolazioni possibili

• L'attacco consente di posizionare la scatola di giunzione Di2 interna e di accogliere i cavi internamente

• Peso: 1.155 g (con stem)

AERO CRANKSET

Pedivella di nuova generazione, al top di gamma della linea Metron di Vision. Progettata e perfezionata con CFD (fluidodinamica computazionale), questa guarnitura ha il 7,5% in meno di resistenza all'aria rispetto al suo già aerodinamico predecessore.

• Monoscocca progettata con pedivelle in carbonio e finitura UD

• Idonea per sistemi Shimano e SRAM a 10-11 velocità

• Lunghezza: 165, 170, 172.5, 175, 180 mm

• Chainrings: 54/42T, 53/39T

• Peso: 782,5 g (172.5mm - 53/39T)

TFW

La lenticolare Metron TFW (acronimo di “The Fastest Wheel”) è l'epitome della prestazione aerodinamica nel mondo del triathlon. Progettata per gli atleti che cercano la massima velocità su lunghe distanze, questa ruota è stata sviluppata, utilizzando i migliori materiali in fibra di carbonio, per ottenere una forma ottimizzata per la riduzione della resistenza all'aria. La costruzione leggera e rigida offre un’ottima efficienza di trasferimento della potenza, garantendo che ogni watt venga tradotto in velocità. È inoltre dotata di cuscinetti sigillati di alta qualità per un'eccellente scorrevolezza.

• Costruzione interamente in carbonio

• 4 cuscinetti a cartuccia sigillati in acciaio al cromo

• Idonea per sistemi Shimano 10-11v

• Peso: 970 g

La Vision Metron 91 è stata progettata per offrire una vantaggiosa combinazione di aerodinamica avanzata e leggerezza. Con un profilo di 91 millimetri di profondità, Metron 91 taglia l'aria con precisione, riducendo la resistenza al vento e migliorando la velocità in bici. È una scelta ideale per le tappe di lunga distanza. Realizzata con materiali di alta qualità, tra cui il carbonio, è leggera e rigida. Questa caratteristica si traduce in una grande reattività durante la gara. I cuscinetti sigillati di alta precisione garantiscono una scorrevolezza impeccabile, riducendo al minimo la perdita di potenza e massimizzando l'efficienza del pedale. Inoltre, il profilo del cerchio conferisce stabilità anche nelle condizioni più impegnative.

• Interamente in carbonio con profilo di 91 mm di profondità

• 6 cuscinetti a cartuccia sigillati (2F+4R)

• Costruzione artigianale

• Peso: 950 g

METRON TFA
METRON
METRON
METRON 91

TACKY CHAN: L’EVOLUZIONE DELLA SPECIE

Il nuovo pneumatico per gravity racer di Schwalbe è il frutto di un percorso lungo tre anni.

L’azienda tedesca si è servita dei preziosi feedback di alcuni tra i più forti downhiller al mondo, che hanno messo la firma su una gomma pensata per garantire le massime prestazioni possibili

Il percorso di sviluppo del Tacky Chan di Schwalbe è durato quasi tre anni. Un progetto iniziato nel 2020, con l’obiettivo di garantire ancora più velocità, controllo e precisione per le gare gravity. Non a caso, durante l’intero processo sono stati coinvolti anche i rider del team Commencal/Muc-Off, composto da Myriam Nicole, Thibaut Dapréla e Amaury Pierron, che hanno offerto i loro feedback per affinare il prodotto e renderlo adatto allo stile più aggressivo della nuova generazione di gravity racer. Fin dai test iniziali, condotti nel 2020, il Tacky Chan raggiunge subito velocità maggiori e un’elevata trazione in frenata. L’anno seguente Thibaut Dapréla è il primo a testare il prototipo in gara, ma il francese rimedia una doppia caduta che consente agli ingegneri di ottenere delle indicazioni molto preziose: i tasselli sono un po' troppo rigidi e cedevoli. E si lavora quindi per avere un supporto più progressivo in curva. Gli interventi successivi, infatti, permettono di arrivare alla realizzazione di una gomma che definisce a tutti gli effetti un nuovo standard nel catalogo del marchio tedesco.

ANCORA PIÙ VELOCE, SEMPRE PIÙ IN CONTROLLO

Uno dei punti chiave per il team di Schwalbe era la ricerca di un miglior cornering che permettesse un controllo maggiore in curva. Per questo motivo, è stata

creata una spalla che fosse più stabile e sono stati introdotti alcuni accorgimenti che potessero migliorare anche la qualità della frenata e permettere così delle staccate al limite. Gli ingegneri della casa tedesca hanno lavorato su ben 12 diverse combinazioni, al fine di ottenere la migliore configurazione dei tasselli laterali (che sono più stabili del 10% rispetto al Magic Mary, per un’entrata in curva ancora più decisa) e allungando allo stesso tempo quelli centrali. I tasselli più lunghi, inoltre, consentono maggior controllo della frenata, mentre la particolare spaziatura e il disegno specifico rendono migliore il grip anche sui terreni poco stabili. È una gomma progettata per dare il meglio di sé con i rider esperti, alla ricerca di un prodotto specifico che può garantire prestazioni di alto livello se maneggiato nel modo corretto. Dal nostro test effettuato a Leogang, che si può approfondire sul n.6/2023 di Bikefortrade, è evidente infatti come il Tacky Chan premia la guida aggressiva e il corretto posizionamento in sella, soprattutto in curva, per sfruttare al massimo la consistenza dei fianchi e l’aumentata progressività in tenuta della tassellatura laterale. Nel complesso, si tratta di uno pneumatico mediamente più leggero dell'8% rispetto al Magic Mary. Il Tacky Chan è disponibile sul mercato in diverse configurazioni specificamente pensate per downhill ed enduro.

“Se si vuole rendere felici i rider di Coppa del Mondo, è semplice: basta uno pneumatico che li faccia andare più veloci. Tacky Chan è utile a tutti coloro che vogliono accelerare e testare i propri limiti con la massima potenza” Carl Kämper, product manager Schwalbe"

A destra Amaury Pierron, vincitore della Coppa del Mondo di downhill nel 2018

A SOSTEGNO DEI MECCANICI

Il Pro Mechanic HD di Feedback Sports, marchio statunitense entrato nel catalogo di Beltrami TSA, è un cavalletto progettato per reggere fino a 45 kg di peso, ma allo stesso tempo anche per essere leggero e facilmente trasportabile per i viaggi e le gare

Feedback Sports è l’ultima novità entrata a far parte del catalogo di Beltrami TSA. L’azienda statunitense, con sede a Golden (Colorado), è specializzata in supporti professionali e sostegni per bici, strumenti e utensileria per meccanici, e dispositivi per l’allenamento indoor. Tra i prodotti che, a partire dal 1° ottobre, sono disponibili nella rete di rivenditori autorizzati di Beltrami c’è anche il Pro Mechanic HD, un cavalletto per la riparazione e la manutenzione delle biciclette. È progettato per garantire la massima affidabilità su tutti i tipi di due ruote presenti oggi sul mercato, anche quelli più pesanti come eBike e cargo. Grazie alla riconosciuta qualità del design e dell’ingegneria di Feedback, considerato uno dei brand di riferimento nel settore, il Pro Mechanic HD riesce a mantenere un peso contenuto che, oltre all’utilizzo in

officina, garantisce un facile trasporto per i viaggi e le gare. I tubi sono in alluminio anodizzato sovradimensionati per una base ampia e stabile garantita anche dal treppiede, i cui cappucci in gomma permettono di lavorare senza problemi anche su superfici irregolari. Può supportare biciclette fino a 45,5 kg e diametri dei tubi fino a 6,6 cm. Quando è ripiegato misura 21x115 cm, per un peso complessivo di 8 kg. Rispetto alla versione precedente, il Pro Elite, è più rigido del 145% e garantisce una presa migliore del 45% a prescindere dall’angolazione della bici, in modo da effettuare qualsiasi riparazione.

Beltrami TSA - 0522.300523 - beltramitsa.it

PIENO DI ENERGIA PER PEDALARE PIÙ A LUNGO

Argivit è un neutraceutico in grado di far fronte a diverse richieste di carattere metabolico e di garantire l'apporto di nutrienti corretto per svolgere al meglio l’attività fisica

Un aiuto importante per affrontare la vita quotidiana e con essa anche l’attività fisica, soprattutto se praticata con costanza: Argivit è un valido integratore che contiene ben 10 componenti che agiscono in sinergia tra loro. I suoi ingredienti di standard qualitativi elevati lo rendono tra i migliori integratori sportivi, grazie anche all’importante certificazione “Play Sure Doping Free”, che permette agli atleti di qualsiasi livello di gareggiare in tranquillità. L’Arginina e la Carnitina ottimizzano l’utilizzo di ossigeno da parte delle cellule e l’impiego dei grassi come fonte energetica, predisponendo l’organismo a condizione ottimale per affrontare le competizioni e promuovendo la vasodilatazione per una buona circolazione sanguigna. La Creatina è uno dei depositi energetici muscolari, fonte per rigenerare ATP durante i primi secondi della contrazione muscolare.

La presenza in Argivit di Magnesio pidolato e Potassio citrato previene, inoltre, l’insorgenza di crampi durante l’attività e contrasta stanchezza e affaticamento.

Una bustina di Argivit contiene ben 250 mg di Vitamina C, fondamentale per il mantenimento della normale funzione del sistema immunitario, durante e dopo un intenso esercizio fisico e per contrastare lo stress ossidativo. Completano il “team” vincente dei componenti Argivit l’acido L-Aspartico, la Vitamina E, il Ferro e il Selenio. Argivit è disponibile nella confezione da 14 bustine (si trova in farmacia e parafarmacia). È gluten free, privo di lattosio e di aspartame e contiene vero succo di arancia. Grazie all’azione combinata dei suoi 10 componenti, Argivit esercita un effetto sinergico sul metabolismo energetico e sul ripristino dell'equilibrio elettrolitico, riducendo stanchezza e affaticamento, svolge un’azione antiossidante e favorisce il trasporto di ossigeno alla muscolatura e all’intero organismo: prima, durante e dopo lo sforzo fisico. Non solo attività fisica però. Le vitamine e i sali minerali di Argivit infatti supportano la salute psicologica, contribuiscono a preservare il sistema nervoso e ad arginare l’affaticamento mentale.

PAROLA ALL’AMBASSADOR

Lorenzo Pancisi atleta di enduro e dirt bike

“L’obiettivo di un atleta è quello di muoversi costantemente verso un traguardo: alimentarsi nel modo corretto, dormire bene e mantenersi idratatati sono elementi chiave in una gara, ma è l’integrazione che permette di concentrarsi solo sulla guida e controllare la mtb senza sentire la fatica. Nella mtb ci vuole una base di tecnica, ma anche una gran preparazione fisica per sopportare le fasi più impegnative in discesa che ti mettono alla prova sia a livello muscolare, mentale e di fiato. L’enduro è uno sport abbastanza estremo e pericoloso: ci buttiamo giù dalle montagne per dei sentieri pieni di rocce, dove potremmo colpire gli alberi, quindi il cervello deve stare molto attivo e concentrato su quello che si fa. Se nel dirt la componente fisica è in un certo senso quasi marginale, nell’enduro serve tanta energia per controllare la bici nei tratti più impegnativi, ma una volta terminata la discesa serve abbastanza resistenza per riportare su la propria mtb e prepararsi per un’altra sfida. Una gara può durare dalle quattro fino alle sei ore. Utilizzo Argivit pre, durante e dopo le gare, ma devo dire che è fondamentale anche nel periodo di allenamento perché mi permette di recuperare al meglio”.

TAAC: IL CITY BRAND DI MANDELLI

Il nuovo marchio del distributore brianzolo fa della praticità il cardine di una vasta gamma di prodotti, pensati per rendere più semplice e comoda la vita di chi viaggia in bici nei centri urbani

Mandelli amplia ulteriormente la sua sfera di attività confermandosi, oltre che distributore, anche produttore presentando il nuovo brand TAAC, specializzato in borse e accessori che si va ad affiancare ai propri marchi di biciclette Brera e di abbigliamento Tucano Urbano. Il nome è significativo: lavoro, spesa, palestra o qualunque altra commissione o impegno, con il sole o con la pioggia, a medio o a lungo raggio, non importa… TAAC e, via, si pedala dritti alla meta!

La linea Urban nasce nel segno della massima praticità e velocità, per rispondere alle esigenze di chi sceglie la bici come il mezzo di trasporto più comodo per muoversi nei centri urbani. Dunque, zero perdita di tempo ma massima funzionalità in ogni dettaglio: sistema rolltop per aprire e chiudere la borsa velocemente, clip magnetica per l’aggancio ermetico automatico e fodere chiare a contrasto

URBAN TOP TUBE BAG

• Capienza: 2 litri

• Peso: 100 g

• Borsa da telaio

• Esterno in nylon 210D

• Sistema di fissaggio al veicolo con velcri

• Top con finestra trasparente per smartphone

• PP board antiriflesso del sole per smartphone

• Tasche interne in rete

• Stampe riflettenti

• Portachiavi in dotazione

• Capienza: 30 litri

• Peso: 1.600 g

• Borsa da portapacchi per la spesa

• Esterno in nylon 210D

• Sistema di aggancio sul veicolo tramite velcri, più nastro “antisventolio”

• Carico massimo: 10 Kg URBAN DOUBLE SIDE PANNIER

• Sistema di aggancio al carrello del supermercato

• Maniglia rinforzata

• Stampe riflettenti

• Portachiavi in dotazione

che fungono da “antipanico” quando si va alla ricerca delle chiavi. Basta inoltre arrotolare un po’ di più o un po’ di meno la chiusura per regolare il volume. Resistenti e durevoli, le borse Urban non temono l’usura da giungla urbana.

La linea Commuter fa un ulteriore passo avanti: pensata per coloro che fanno della bici uno stile e una scelta di vita, oltre a tutte le caratteristiche della collezione Urban introduce il vantaggio del tessuto impermeabile. Quindi niente panico anche in caso di acquazzone: il tarpaulin fabric effect, con costruzione saldata a ultrasuoni, salva dalla pioggia tutti gli oggetti personali, abiti di ricambio e portatile dell’ufficio compresi. Inoltre, i dettagli riflettenti, i passanti multiuso, gli schienali e gli spallacci tecnici sono studiati per adattarsi a diverse situazioni: dalle pedalate “a tutta” nel traffico del lunedì per arrivare puntuale al lavoro al tour di piacere nel weekend.

COMMUTER HANDLEBAR BAG

• Capienza: 3 litri

• Peso: 100 g

• Borsa da manubrio

• Esterno in doppio tarpaulin 500D: liscio e con texture effetto tessuto

• Costruzione waterproof con cuciture

saldate in HF

• Sistema di fissaggio sotto la sella tramite velcri

• Top con finestra trasparente per smartphone

• Fibbia magnetica

• Stampa riflettente

• Impermeabilità: > 10.000 mm

COMMUTER BACKPACK

• Capienza: 24 litri

• Peso: 750 g

• Esterno in doppio tarpaulin 500D: liscio e con texture effetto tessuto

• Costruzione waterproof con cuciture saldate in HF

• Fibbia magnetica

• Schienale e spallacci traspiranti e

confortevoli

• Tasche interne ed esterne

• Tasca porta laptop imbottita

• Stampe riflettenti

• Elastici porta casco

• Carico massimo: 10 Kg

• Impermeabilità: > 10.000 mm

INFO: Mandelli srl - 0362.1797888 - info@mandelli.net - mandelli.net

45 GIORNI IN NEPAL

Un viaggio in bikepacking nella natura maestosa dell’affascinante Paese asiatico, per un totale di circa 40 mila metri di dislivello. Davide Ciarletta e Marco Ricci di Esplora ci hanno raccontato preparativi e obiettivi di questa sfida

L’avventura come strumento per uscire dalla propria zona di comfort, per scoprire cosa c’è al di fuori dal proprio giardino. È con queste premesse che due anni fa è nata Esplora, un team di appassionati di sport, natura, fotografia, comunicazione e visual art che nasce durante un viaggio in bikepacking sull’Alta Via dei Monti Liguri. Un’esperienza che unisce la squadra attorno a un unico filo conduttore: esplorare i luoghi più incontaminati, remoti e mozzafiato e condividerne la bellezza. Gran Canaria, Monti Sibillini, Ecuador, Argentina, un Giro delle Tre Nazioni tra Italia, Svizzera e Austria. Sono i viaggi raccontati dalla squadra di Esplora, che negli ultimi mesi invece

e Marco Ricci co-fondatori di Esplora

Da dove nasce l’ispirazione per le vostre avventure?

Dall’idea che fuori c’è un mondo da esplorare. E che è figo farlo attraverso il bikepacking, un modo per viaggiare alla velocità ideale per godersi la natura, ma non solo. Ci fa chiedere anche quali sono le cose davvero essenziali da portare.

Cosa porterete in Nepal per il vostro viaggio?

In genere viaggiamo con una saddle bag (15/17 l), una handlebar bag (15 l), una borsa piccola da telaio e un piccolo zaino. Per quest’avventura, abbiamo aggiunto altre due piccole borse per accessori, due per il cibo, una da mettere sotto il telaio e quattro fork bag. Il vestiario sarà minimal: due fondelli a testa, tre maglie più le termiche, un pile, un piumino e una giacca in Gore-Tex. Dormiremo in sacchi a pelo molto compatti adatti per le temperature molto rigide, con materassini gonfiabili. Per cucinare useremo il jetboil, un sistema pentolino-fornello integrato per far bollire acqua in due minuti.

Quanti chilometri percorrerete?

Parliamo di un viaggio di circa 1.700-1.800 km, ma quello che ci preoccupa di più è il dislivello di circa 40 mila metri. È difficile prevedere quanto pedaleremo ogni giorno, ma abbiamo l’obiettivo di mantenere una media di circa 50 km, anche perché nel frattempo dovremo anche fare delle riprese per docufilm. In caso di necessità, ricorreremo all’autostop, che in Nepal funziona ancora (ridono, ndr).

Cos’ha di diverso questo viaggio in Nepal rispetto ai precedenti?

L’Asia di per sé è una regione con una cultura molto diversa rispetto ai soliti luoghi in cui viaggiamo. Cercheremo di conoscere anche le persone e le comunità locali, perché vogliamo che diventi parte integrante dell'esperienza. C’è poi una generale incertezza su ciò che ci aspetta e l’approccio da avere sui potenziali problemi che potrebbero emergere. Vogliamo che diventino delle opportunità, o delle situazioni divertenti da cui imparare.

Avete già un’idea su quali difficoltà potreste incontrare e su come affrontarle? I problemi principali potrebbero essere legati alla bici e a eventuali problemi tecnici.

si è preparata a quella che finora è l’avventura più lunga e sfidante mai affrontata. Mentre leggete questo articolo, Davide Ciarletta, Marco Ricci e uno “special guest” ed esperto esploratore come Giuseppe Papa sono nel bel mezzo del loro viaggio in bikepacking in Nepal. Iniziato il 24 ottobre, il trio pedalerà e si sposterà per 45 giorni in un Paese dove la natura è tutto: montagna, spiritualità, tradizione, maestosità. Prima della loro partenza abbiamo intervistato Marco e Davide, tra i co-fondatori di Esplora, che ci hanno raccontato la filosofia dietro al loro progetto e come si sono preparati al viaggio, che sarà poi raccontato in un documentario da loro prodotto.

Cercheremo poi di evitare di restare senza acqua o cibo. Per la prima avremo con noi un filtro ai carboni attivi che ci permetterà di recuperare dell’acqua potabile anche da una pozzanghera. Per il cibo ci porteremo una serie di liofilizzati di emergenza, che però terremo nelle borse fino al momento in cui ci troveremo in luoghi senza possibilità di trovare altro da mangiare. Per il resto Giuseppe, che abbiamo conosciuto alla Fiera del Cicloturismo a Bologna ad aprile e che ci ha proposto il viaggio, è un avventuriero esperto. È stato in Patagonia, in Islanda e arriverà in Nepal direttamente dall’India. Ci ha dato consigli molto utili riguardo i viaggi lunghi e in luoghi remoti. La sua figura, sia in fase di preparazione sia quando saremo lì, ci dà molta sicurezza.

Quali sono i partner che vi sostengono durante i vostri viaggi e com’è nato il rapporto con questi brand?

Quando abbiamo proposto il progetto ad aziende come Apidura, Bergamont e Briko c’è stata subito grande disponibilità. Apidura è uno dei brand di borse per eccellenza, mentre Bergamont è fatto da persone che viaggiano in bici e si rivedono in quello che stiamo facendo. È il loro modo di essere in viaggio con noi. Ci sono altri sponsor tecnici come Samaya per le tende, che testeremo per 40 giorni di fila come nessuno ha fatto finora. Sloe Nature fa invece prodotti specifici e compatti per l’igiene da viaggio, permettendo di risparmiare peso.

Come potremo seguire e sostenere il vostro viaggio?

Con Instagram sulle pagine di Esplora e Briko. Collaboreremo inoltre con Vispe (Volontari Italiani Solidarietà Paesi Emergenti), un ente che fa da tramite con l’associazione nepalese Gonesa che supporteremo con il ricavato della nostra campagna di raccolta fondi organizzata per l’occasione. Si tratta di una ong nepalese che si occupa di formazione scolastica e promozione sociale per famiglie che vivono negli slum. Andremo anche a Pokhara, dove Gonesa sta gestendo la ristrutturazione di un asilo nido. L’idea del crowdfunding è partita da una riflessione: in ogni viaggio che facciamo ci riempiamo di esperienze bellissime, ma poi andiamo via. E cosa lasciamo al luogo che visitiamo? Così abbiamo deciso di organizzare questa raccolta fondi in cui il 50% del ricavato sarà devoluto a Gonesa, mentre il restante verrà utilizzato per sostenere una parte delle spese di viaggio e del documentario, che ne deriverà un modo per raccontare anche la cultura e le comunità nepalesi.

Giuseppe Papa, guida ciclotutistica
Scannerizza il QR code per sostenere la raccolta fondi di Esplora

AUTOMOTIVE E BIKE INDUSTRY: SFIDE ANALOGHE?

Il settore automobilistico ha vissuto anni fa una circostanza simile a quella che sta affrontando ora il comparto del pedale. Prendendo spunto dal primo, ecco qualche consiglio e suggerimento per i negozianti

di Riccardo Penna

Dopo il boom di vendite causato dalla pandemia, la bike industry sta affrontando una serie di prove: una domanda in calo, un’eccessiva offerta e una crescente concorrenza anche di outlet multimarca online. Tanti produttori si stanno orientando verso la vendita diretta al cliente finale, relegando agli store ufficiali l’assistenza e il post-vendita. Nel settore automobilistico, si è verificata una circostanza simile a quella dell’industria delle biciclette. Proporremo un’analisi comparativa su vari punti, esaminando l’evoluzione delle bici e le sfide affrontate dal comparto dell’auto.

SCONTI: CHE STRATEGIA SEGUIRE?

L’affermazione di Enzo Ferrari, “produciamo sempre una vettura in meno!”, si riferisce a un concetto economico noto come "scarsità pianificata". Questo principio è basato sulla legge della domanda e dell’offerta: quando un produttore decide di produrre una vettura in meno rispetto alla domanda effettiva, crea scarsità sul mercato. Quando invece c’è un’elevata offerta di un bene o servizio, ma la domanda non è sufficiente, il prezzo tenderà a diminuire. Una correlazione che sta iniziando a protrarsi nei bike store, dove, a causa della situazione contingente, la risposta più imminente sono gli sconti.

Nel mondo automotive, gli sconti servono per: aumentare le vendite, raggiungere gli obiettivi mensili, sbarazzarsi dello stock di modelli pronti per la consegna o a chilometraggio zero, attuare una strategia promozionale su tutto il territorio per incentivare i clienti a scegliere il finanziamento per l’acquisto, che garantisce un margine più alto sia per il concessionario sia per la finanziaria.

Nei bike store, la dinamica degli sconti segue le stesse logiche. I principali attori sono: • brand, che decidono quando e come applicare gli sconti; • negozi, che gestiscono le promozioni e offrono prezzi scontati ai clienti; • clienti, che approfittano degli sconti per acquistare modelli a prezzi più convenienti.

Per entrambi i settori, gli sconti sono uno strumento per aumentare le vendite in risposta alla domanda calante, ma una volta attivati è difficile tornare indietro. Questi rappresentano di fatto una minaccia per la redditività e scatenano la "guerra dei prezzi" sia offline che online tra i venditori. La situazione dei prezzi fluttuanti sta portando a una naturale incomprensione per chi deve effettuare un acquisto. Il problema però è da ricercare a monte. Gli stabilimenti dei produttori possono rimanere funzionanti solo se esiste una pianificazione annuale che non fermi la catena di montaggio. Altrimenti, sono costretti a interrompersi sia per la mancanza di forniture, sia se il calo delle vendite persiste. Per recuperare la perdita di volumi, i produttori entrano direttamente in gioco con delle nuove politiche di vendita, concedendo ai negozi il minor numero possibile di sconti per massimizzare i margini.

Per quanto riguarda la distribuzione sul territorio, ad esempio, il settore auto preferisce essere presente tramite gruppi imprenditoriali rilevanti che, grazie alla loro capitalizzazione, garantiscono le quote di mercato per i diversi brand. Al contrario, le piccole realtà dei bike store potrebbero faticare per raggiungere gli impegni di vendita. I negozi si trovano a dover gestire queste nuove logiche: da un lato, sono venditori (per i clienti) e devono bilanciare gli sconti con le vendite (meno sconti significano maggiori guadagni, ma più sconti significano più clienti).

Dall’altro lato, sono anche clienti (per i produttori) e desiderano ottenere il massimo sconto possibile. La sfida consiste nel trovare un equilibrio tra il prezzo e il numero di vendite, mantenendo sempre la sostenibilità del business che passa comunque attraverso l’aumento dei volumi di acquisto. E arriviamo alla fase finale: i clienti. Il dibattito costante riguarda il costo attuale delle bici e il reale valore in termini di prezzo rispetto a un’auto o una motocicletta.

COMUNICAZIONE EFFICACE

La mancanza di una comunicazione efficace in questo momento specifico della bike industry comporta il rischio di perdere clienti, opportunità e competitività. Per migliorare la partecipazione a tutti i livelli, ecco alcuni suggerimenti.

• Tra la rete vendita e i produttori è essenziale stabilire una politica commerciale chiara e condivisa, che includa prezzi, strategie e sconti massimi. Questo eviterà che il mercato si svaluti e preverrà conflitti tra i vari attori. Ad esempio, nel settore automobilistico sono in atto politiche dove viene razionalizzato il numero dei dealer attraverso una selezione in base alle caratteristiche finanziarie e agli intenti comuni, creando una nuova immagine, nuovi format e layout per migliorare l’esperienza del brand.

• Tra produttori e clienti è fondamentale trasmettere il valore aggiunto del prodotto. Questo valore non si limita alla qualità e al design, ma abbraccia anche la storia, la cultura e l’innovazione. La “product brand experience” rappresenta un’esperienza d’intrattenimento che si sviluppa dal primo contatto con l’utente fino al momento successivo all’acquisto.

• Tra i negozianti e i clienti è importante mantenere le cosiddette due C (coerenza e congruenza) per le promesse fatte. Dal brand alla sua declinazione nel punto vendita dei bike store, è fondamentale offrire un’esperienza di acquisto unica e personalizzata. Un moderno processo di vendita deve far sentire il cliente speciale e soddisfatto. Oltre a fornire consigli, servizi e assistenza, è importante creare un rapporto umano basato su fiducia e competenza. Se il negozio rappresenta un’estensione del brand e incarna la sua unicità a livello locale, i clienti hanno bisogno di poter contare su una consulenza professionale e su biciclette personalizzate per le loro esigenze. Non si tratta solo di pagare di più (anche se i dati dimostrano che esiste questa volontà), ma di investire nel proprio benessere e nella propria sicurezza.

COSA VOGLIONO I CLIENTI OGGI

Affermare che i clienti oggi “non sono più quelli di una volta” è riduttivo. Di certo non si limitano solo a comprare, ma “scelgono” un negozio con una precisa ricerca di servizi aggiuntivi come la messa in sella, l’assistenza, il cambio gomme, la biomeccanica e l’abbigliamento. Inoltre, tanti desiderano partecipare a veri momenti di condivisione durante tour, eventi sportivi e viaggi.

Questi clienti vogliono poter godere di una bici sempre in perfetta forma e di una maggiore durata del mezzo. Non si tratta solo di spendere di più, ma di risparmiare nel lungo periodo e di ottenere una maggiore soddisfazione da chi condivide con loro la propria passione. La fidelizzazione “duratura” dei clienti passa attraverso una comunicazione efficace e trasparente da parte del negozio. I canali a disposizione devono comunicare il cuore pulsante dei servizi offerti, creando fiducia e relazioni basate sul rispetto e sulla simpatia.

RICCARDO PENNA è un executive business e sport coach nato a Torino nel 1957. Ha una lunga esperienza nel settore delle vendite e del marketing, avendo lavorato come responsabile della Formazione Commerciale Worldwide per Alfa Romeo in FCA. Ha svolto diversi ruoli e funzioni in molte aziende, offrendo consulenza e supporto a imprenditori e manager. Il suo obiettivo è aiutare i suoi clienti a superare gli ostacoli che impediscono la vendita efficace dei loro prodotti o servizi, fornendo metodi e processi con una formazione innovativa: Mindfulsell. me. È anche docente in diversi master, per varie discipline legate al lavoro di squadra. Come atleta-manager partecipa a gare di triathlon e rally. Ha scritto diverse pubblicazioni, tra cui “Performance Sportiva-Performance di vendita”, in cui applica le tecniche di preparazione degli atleti olimpici alla vendita.

Per una consulenza specializzata nel retail

Mindfulsell.Me 348.8289312

riccardo@riccardopenna.com

A CHI SI AFFIDANO I GRANDI MARCHI

International Bike Service fa del training specializzante il suo punto di forza, e lo fa avvalendosi di brand d’eccezione con cui ha saputo costruire rapporti di fiducia reciproca nel corso degli anni.

Da cui proviene anche la qualità della formazione erogata

La storia di IBS inizia nel 2009, su volontà congiunta di Lorenzo Oldrati e DT Swiss, per la gestione del servizio assistenza esclusivo dell’azienda elvetica per il mercato italiano. Proprio per l’estrema diffusione del prodotto svizzero, Oldrati si pone da subito in contatto con i principali produttori, gestendone le problematiche tecniche. Trattandosi di un modello di business dedicato ai professionisti del settore, nell’arco di pochi anni si crea un network di punti vendita sul territorio dall’alto valore tecnico. Non molto tempo dopo, anche Ritchey sceglie IBS come suo centro assistenza esclusivo e ufficiale per il mercato italiano, consolidando una partnership tecnica con una gamma prodotti ancora più ampia.

L'INTERNATIONAL BIKE SCHOOL

Gli anni corrono e l’esperienza data dalla conoscenza e la conseguente gestione delle problematiche tecniche porta Lorenzo Oldrati a comprendere che è necessaria una formazione di base per i tecnici del settore, attualmente non fornita se non su prodotti specifici. Per tale motivo, viene avviato un progetto formativo e di certificazione dei meccanici ciclo, basato sul format della BBI di un’azienda con sede in Colorado che svolge tale attività a livello internazionale da più di 40 anni. È il 2018 quando viene avviato ufficialmente il progetto della International Bike School, che inizia le proprie attività erogando in prima istanza formazioni e certificazioni ai meccanici presenti, per poi proseguire alla creazione di corsi generici e specifici con l’obiettivo di creare figure professionali specializzate. I training proposti spaziano da quello base fino a quelli specifici inerenti ruote, sospensioni ed eBike. La connessione a doppio filo con l’ente americano ha portato poi allo sviluppo di un progetto internazionale, in cui le scuole operano congiuntamente con l’obiettivo di creare tecnici sempre più professionali. Proprio legato alle bici elettriche, IBS viene scelta da Stromer per la gestione del service esclusivo per il mercato italiano, con cui avvia anche un progetto formativo specifico. Il contatto con il produttore svizzero

di S-Pedelec favorisce al contempo una crescita a livello di conoscenza di questi sistemi e l’ampliamento dell’offerta formativa.

FORMAZIONE DI TECNICI QUALIFICATA

La lungimiranza del training trova riscontro oggi nelle principali case madri, che stanno infatti spingendo sempre di più sul lato formativo per poter disporre di tecnici qualificati sul territorio. Per tale motivo, IBS è parte attiva nella creazione di questi format presso diverse aziende tra cui DT Swiss e Stromer, che necessitano la qualificazione dei tecnici sui loro prodotti specifici. Questo, unito alla formazione di base, permette la creazione di personale in grado di gestire ogni tipo di problematica. A completare la gamma di servizi, nel 2020 viene ampliato a tutti i marchi il già decennale reparto sospensioni dedicato a DT Swiss, in modo da poter toccare con mano e classificare le varie problematiche prodotto al fine di rendere ancora più efficiente la formazione specifica.

Negli anni, IBS ha collezionato le criticità tecniche dal mercato ciclo di media-alta gamma, e continua a farlo tuttora per trasferire i metodi di risoluzione agli esperti del settore, basandosi su casi reali. Questo rende il sistema formativo molto più efficiente e costantemente aggiornato. DT Swiss contribuisce per quanto concerne ruote e sospensioni (insieme agli altri produttori di tali sistemi), Stromer collabora per quanto riguarda i sistemi a pedalata assistita. Le problematiche generiche vengono classificate attraverso i partner con cui vengono create le formazioni, o semplicemente con la varietà di tecnici con cui IBS è in contatto.

Raccolta di complicazioni tecniche, analisi e risoluzione delle stesse e successiva formazione e diffusione del know-how alla rete di specialisti: è questo che ha permesso a IBS di diventare un riferimento per le aziende che necessitano di gestire i propri prodotti sul territorio, portando diverse realtà di noleggio bike ad affidare la manutenzione delle proprie flotte bici alla International Bike Service.

IL PERICOLO È QUELLO DI DIVERTIRSI TROPPO

Danger Zone è un’attività commerciale divisa su quattro punti vendita e noleggio, la cui evoluzione ha seguito di pari passo quella del park Dolomiti Paganella Bike. Qui si trova tutto per il gravity ma anche per esplorare in famiglia i sentieri dell’altopiano

di Gabriele Vazzola

Torniamo a occuparci di resort e attività legate al turismo in montagna. Questa volta siamo in Trentino, regione che punta sempre all’eccellenza in questo tipo di esperienze e che, anche ora, non è da meno. Siamo nell’area circostante al gruppo montuoso della Paganella, famosa per le sue piste da sci, ma che più e meglio di altre ha saputo ritagliarsi un posto speciale nel cuore degli appassionati di mtb grazie all’attività del Paganella Dolomiti Bike Park. Per gli amanti del gravity il nome non sarà di certo nuovo. Infatti in quest’area si sviluppano sentieri adatti a tutti i rider che si snodano su tre versanti ognuno con una peculiarità specifica. Partiamo da Fai della Paganella, dove gli appassionati del downhill possono trovare pane per i loro denti, passando per Andalo e Molveno. Qui ci sono sentieri più lavorati, adatti anche ai neofiti, ma divertenti per tutti. La grande varietà dell’offerta è supportata da impianti a fune moderni, trasferimenti segnalati, guide specializzate e, “last but not least”, da una serie di servizi che permettono di godersi una vacanza senza pensieri, come ad esempio i negozi Danger Zone. Qui è possibile acquistare o noleggiare tutto il necessario per la pratica della mtb e l’eMtb (dal turismo al gravity), ma anche trovare pezzi di ricambio, abbigliamento, oppure far riparare la propria bici in caso di rotture improvvise, che, come sanno i rider più accaniti, sono all’ordine del giorno. Titolare di Danger Zone è Ezio Cattani, trail builder e anche deus ex machina di Trail zone, (la società che si occupa della manutenzione e costruzione dei trail in Paganella e non solo), mentre a gestire i negozi è Ivan Baria, che abbiamo intervistato e ci ha raccontato come si svolge l’attività di una realtà così particolare.

I negozi sono tutti uguali?

No, ognuno ha una sua anima ben distinta, ma tutti offrono i servizi necessari ai clienti del park e non solo. Si sono sviluppati secondo le esigenze specifiche del luogo. Quello di Fai della Paganella è orientato più sul downhill ad esempio, quindi noleggiamo bici specializzate per questa disciplina con doppia piastra e grandi escursioni. Il secondo ad aprire è stato quello di Molveno che è completo in tutto: offre noleggio di bici enduro sia da adulto che da bambino e le eBike sia front che full suspended per chi vuole fare del turismo in bici per i nostri sentieri. Uno dei punti vendita di Andalo è alla partenza degli impianti di Paganella 2001 e ha la flotta più

numerosa. Questo negozio ha un servizio completo di noleggio e officina e ha molta scelta in termini di ricambistica e abbigliamento. Poi c’è lo shop presso il Trail Center “The Cave” sempre ad Andalo, in cui sono presenti tutti i servizie il rent l’unico che resta aperto tutto l’anno, che è anche la nostra base operativa. Gli altri negozi hanno un’apertura stagionale che va di pari passo a quella degli impianti, che qui è comunque molto lunga.

Come viene gestita la stagionalità rispetto ai dipendenti?

Abbiamo un certo numero di collaboratori che svolgono attività stagionali che sono comunque molto fidelizzati, infatti spesso sono gli stessi tutti gli anni. Questi sono solitamente persone che d’inverno svolgono attività legate alla neve e d’estate lavorano per noi. Poi ci sono risorse prettamente stagionali, molte delle quali però ripetono l’esperienza di anno in anno.

Ci racconti l’evoluzione di Danger Zone?

Tutto è partito dall’apertura del bike park a Fai. La costruzione dei primi trail ha attirato qui molti appassionati, e si è quindi reso subito necessario offrire un’attività di noleggio, che si è presto tramutata in un negozio vero e proprio. Nell’arco di circa 12 anni tutta l’area si è sviluppata con i nuovi trail costruiti nei vari versanti e quindi l’attività è cresciuta di pari passo. In concomitanza con l’apertura delle piste a Molveno abbiamo aperto anche noi. Nel 2018 è stata la volta di Andalo e nel 2019 è venuta l’idea di sviluppare un luogo come il trail Center, sempre ad Andalo. Qui è possibile trovare due pump track e una skill area, che vengono utilizzate anche dalle guide per fare lezione. Quest’ultimo è diventato la nostra base e potete trovarci qui tutto l’anno a pianificare le attività di Danger Zone. La proprietà è rimasta la stessa, ovvero la medesima di Trail Zone, la società di trail building di Ezio Cattani, anche se ora, vista la crescita di entrambe le realtà, sono due entità ben distinte.

Quale è il vostro cliente tipo?

Il cliente tipo è il "mordi e fuggi" che viene qui in vacanza o a girare nel park, quindi a parte un certo numero di clienti fidelizzati, l'utenza è concentrata nel periodo da metà aprile a inizio novembre. La nostra attività, inoltre, è legata alla stagionalità e allo sfruttamento del bike park, al quale negli anni si è però affiancata un’offerta che definiamo “family”. Sono sempre di più i turisti che ci richiedono questi servizi e bici non così estreme, generalmente più orientati a fare escursioni, passeggiate e a visitare l’area. L’utenza è cambiata un po’ dopo il Covid: ora è prevalentemente italiana, anche se continuiamo ad avere clienti da tutto il mondo, soprattutto da

Il punto vendita di Molveno
Il trail center "The Cave" di Andalo

Germania e Austria, ma si vedono anche molte persone da Israele, Stati Uniti, Canada, Australia e Spagna. Negli ultimi due anni sta tornando l’utenza internazionale. È chiaro comunque che gli italiani hanno scoperto la montagna anche d’estate e non intendono mollarla più. Grazie al lavoro fatto la nostra zona si è animata molto nel periodo estivo anche con una presenza di persone diverse da prima, spesso più giovani e questo grazie anche al movimento dietro alla mountainbike.

Quali sono le vostre attività online?

Abbiamo un e-Commerce piuttosto articolato, in cui è possibile trovare tutto quello che c’è in negozio, offrendo la possibilità di fare i propri acquisti ai clienti che non riescono a raggiungerci fisicamente. Poi abbiamo i nostri profili social Facebook e Instagram dove facciamo comunicazione e parliamo delle nostre attività e delle novità. Periodicamente inviamo anche newsletter legate alle promozioni in negozio e spingiamo su nuovi prodotti facendo molta comunicazione condivisa.

Danger Zone

Numero di telefono: 0461.1740012

Mail: trailcenterdz@gmail.com

Sito: dangerzonebike.com

Sito noleggio: dangerzonerent.com

Instagram: dangerzonebike

Facebook: Danger Zone Bike

Sedi: 4

• Andalo (TN) partenza impianti Paganella 2001 Via Rindole, 3/B, 38010

• Andalo (TN) presso il trail center “The Cave”, Via Priori 14, 38010

• Fai Zone (TN), località Santel, 380109

• Molveno (TN), via Nazionale 63, 38018

Titolare: Ezio Cattani

Barbieri presenta tre modelli innovativi di camere in TPU.

La Piuma è leggerissima e la versione da strada pesa solo 29 grammi.

La Roccia è attuamente la camera d’aria per bici più resistente al mondo. ( Test consultabili sul sito Barbieri).

La NXT è la camera più versatile, eredita le qualità migliori delle precedenti.

Le camere in TPU Barbieri PNK sono le uniche camere d’aria per bicicletta prodotte 100% in Italia, per la precisione nella sede di Bologna.

Tutte le camere sono prodotte con TPU ITALIANO di elevata qualità, questo permette di ottenere una camera d’aria molto più leggera e resistente rispetto alle camere d’aria standard. Barbieri vuole inoltre dare il proprio contributo al futuro delle camere in TPU, per questo dal 2023 ha cominciato a produrre le proprie camere con la tecnologia DiTh (Differentiated Thickness), grazie alla quale lo spessore della parete della camera a contatto con il copertone viene maggiorato a differenza del lato opposto, riuscendo così a ottimizzare la resistenza alla foratura mantenedo il peso ridotto.

Presto sarà disponibile il sigillante e le bombolette gonfia e ripara per tutte le camere in TPU Barbieri.

Gestore/direttore: Ivan Baria

Impiegati: in stagione fino a 14 addetti, fuori stagione fino a tre Marchi bici: Giant, Mondraker, Merida (noleggio e vendita)

Marchi eBike: Giant, Mondraker (noleggio e vendita)

Tipologie: tutti i tipi di mountainbike tradizionali ed elettriche, comprese quelle da bambino e le bici più specializzate destinate all’uso gravity

Abbigliamento: Endura, TLD, Leatt, O’Neal, Poc, Alpinestars, Crankbrothers, Dainese, Evoc

Componentistica: Shimano, SRAM, Rock Shox, Maxxis, Continental, Pirelli, Crankbrothers

Bike care: Resolve Bike

PIUMA, NXT e ROCCIA: a ciascuno la camera d’aria in TPU
SCHEDA NEGOZIO
ideale
Il punto vendita di Andalo presso il Trail Center "The Cave"

A DUE PASSI DAL MONDO

Il progetto “Varese Do You Bike?” vuole dare valore ai territori ciclistici della provincia, prendendosi cura dei sentieri storici e recenti e promuovendoli tramite un portale che permette di ricreare il proprio viaggio su misura

di Benedetta Bruni

Situata in una zona considerata “baricentrica”, la provincia di Varese gode in effetti di un posizionamento favorevole che può soddisfare pressoché tutti i palati. Con Milano a un tiro di schioppo, le montagne dietro casa e il balcone che affaccia sui laghi, basta allungare il braccio per afferrare l’esperienza dei propri sogni. Oppure, come nel caso del progetto “Varese Do You Bike?”, è sufficiente un colpo di pedale.

Questa provincia rappresenta un microcosmo a sé stante. L’estensione della superficie non si limita a uno sviluppo orizzontale, bensì comprende un’ascesa in termini di altitudine che abbracciare le Prealpi e scende poi dolcemente sulle colline intorno ai laghi, rincorrendo i fiumi alla scoperta dei parchi naturali e dei Patrimoni Unesco fino alla rassicurante pianura dove poter finalmente distendere le gambe. "Varese Do You Bike?" è il progetto della Camera di Commercio di Varese per lo sviluppo del cicloturismo nella provincia, che si propone esattamente di dare lustro a questa varietà di percorsi, rendendoli agevoli, ben segnalati, alla portata di tutti. Il portale dedicato offre la possibilità di costruire il proprio itinerario ideale, ma riporta anche informazioni, immagini e video che raccontano della tradizione locale, nonché del patrimonio storico e artistico riscontrabile pressoché in ogni angolo della provincia. Il sito raccoglie tutte queste fonti di ispirazione e le cataloga sotto una serie di etichette che aiutano a orientarsi in questa miriade di percorsi. Sì, perché questo ricco territorio, che si porta dietro un heritage ciclistico non indifferente, è segnato da una varietà di tracciati perfetti da solcare sulle proprie due ruote preferite: gravel, mountainbike, cargo,

persino da corsa. Ed è esattamente perché le possibilità sono tante che torna necessaria una classificazione accurata, fatta per zone, tipologie di ambiente, categorie di viaggio, difficoltà, tempo di percorrenza. Il tutto corredato da indicazioni di carattere turistico su dove pernottare e mangiare, oltre ovviamente alle strutture e le realtà che sappiano dare supporto al ciclista sia in caso di riparazioni e manutenzioni, ma anche per semplici motivi di noleggio. Un servizio completo che lascia solo il positivo della programmazione: l’entusiasmo del viaggio, l’impazienza di partire, la curiosità di scoprire nuovi paesaggi. La piattaforma di fatto propone una serie di percorsi in base alle proprie abitudini di pedalata, allo scopo del giro (cicloturistico, formato famiglia, sportivo), al territorio che si desidera visitare, e suggerisce oltre 40 itinerari dislocati su sei aree. Dulcis in fundo: il supporto di 50 guide cicloturistiche formate e certificate, che potranno all’occorrenza accompagnare in sicurezza i viaggiatori lungo i 2.500 km di percorsi mappati.

Varese è terra di bicicletta per eccellenza, con i suoi grandi ciclisti, con le sue classiche come la Tre Valli Varesine e due edizioni dei Mondiali. La Camera di Commercio punta sullo sviluppo di un sistema cicloturistico e di mobilità sostenibile e inclusiva con il coinvolgimento di imprese della filiera, associazioni di categoria ed enti locali. Ciascun percorso è contrassegnato e dotato delle informazioni necessarie nonché dei servizi correlati: assistenza, mappe, noleggio attrezzature, punti ristoro, bike hotel, ristoranti e pubblici esercizi bike friendly. Per non lasciare niente al caso, e vivere la propria esperienza in bici proprio come la si immagina.

The Power of Fun!

Con una batteria portatile da 504 Wh, un motore a trasmissione centrale Bafang da 80 Nm, cambio Shimano a 10 velocità e un display LCD a colori, AGO X offre prestazioni elevate sia in città che fuori porta.

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