12 Gestire il futuro tra innovazione e istituzioni OFFICINA
14 Pinze freno: non tutte sono uguali INTERVISTA
16 Claudio Marra: Mister FSA WOMEN4BIKE
18 Paola e Monica Santini: sorelle "made in Italy" COMPANY PROFILE
20 Esporre per farsi conoscere: i vent’anni di Expo Time EVENTI
22 BRN Day: fiera, corsi e divertimento
24 Un’impresa d’altri tempi REPORTAGE
25 In presa diretta
26 Una passione tutta belga SPECIALE TAIWAN
28 Inside Taiwan
30 Apro & X-Fusion
31 Dove l’industria mondiale del ciclo si incontra SPECIALE INTEGRAZIONE
32 Proiettati verso il futuro con NamedSport DATI
34 Numbers of Kona: le cifre della velocità SPECIALE TT
36 Proiettili nel vento SPECIALE ABBIGLIAMENTO
40 Una stagione senza fine 42 PRODOTTI
SHOP
46 Talent Scout
DI BENEDETTO SIRONI
benedetto.sironi@sport-press.it
La cura dell’orto
Quasi 6.000 negozi sono stati chiusi nel 2018 negli Stati Uniti. Una cifra che probabilmente raddoppierà entro la fine di quest’anno, secondo i dati compilati da Coresight Research, un gruppo di analisi dei consumatori. Non va meglio in Europa, Italia compresa. Nel nostro paese da quattro anni chiudono in media 14 negozi al giorno. Il 2019 ha visto dissolversi un miliardo di euro di incassi e con questo circa 5mila attività. A soffrire sono soprattutto gli indipendenti. Un piccolo negozio su due chiude entro suoi primi tre anni di vita. Certo c’è anche chi apre e sui nostri media abbiamo introdotto proprio un’apposita rubrica denominata “Io apro perché”. Anche se le nuove attività sono comunque meno di quelle che chiudono un po’ in tutti i settori (con i distinguo caso per caso).
In generale, nel nostro paese secondo i dati di Confesercenti sono circa 32mila i negozi in meno rispetto al 2011 (tra i quali 13mila di abbigliamento e 3.300 di calzature). Una situazione causata da vari fattori, tra i quali il calo della spesa media delle famiglie italiane, che oggi spendono annualmente 2.530 euro in meno del 2011. E spesso orientano i consumi verso web o outlet, dove la concorrenza sui prezzi è assai più esasperata dei canali tradizionali. Ben 8 miliardi di euro in meno in 8 anni. Nel ’92 la spesa per abbigliamento e calzature si attestava al 13,6%, contro il 4,4% di oggi. La tendenza sul web è opposta. Nel 2018 hanno aperto 22.287 attività online. Con un’età media degli imprenditori molto più bassa (39,7 anni) rispetto a coloro che operano nel commercio al dettaglio (48,2 anni).
Leggendo tali numeri sembrerebbe che il futuro della distribuzione fisica sia fortemente o irrimediabilmente compromesso. È proprio così? Innanzitutto vale la pena ricordare come l’Italia sia il secondo paese al mondo in assoluto dopo la Cina (sì avete capito bene) per numero di negozi fisici (circa due milioni con un totale di 5 milioni di occupati). Inoltre si fa un gran parlare della crescita dell’e-commerce rispetto alle vendite tramite i canali tradizionali. Vero. Ma la sua percentuale d’incidenza sul totale delle vendite è ancora decisamente bassa. In Italia è addirittura del 4%. Ma anche in tutti gli altri paesi più evoluti è ben sotto il 20%: Francia e Germania (11%), Usa (13%), Cina (14%) e UK (17%). Anche le grandi catene in tutto il mondo fatturano non più del 15% con l’online. E i grandi player dell’e-commerce puntano ormai (anche) su punti vendita fisici.
Questo non significa ignorare o sottostimare un fenomeno che sta comunque crescendo a doppia cifra. Ma che certamente non è destinato né a breve né a medio termine a sostituire il negozio tradizionale. Anzi, il futuro è “multicanale”. Per gli stessi dealer fisici l’e-commerce può costituire un’opportunità di espansione e business prezioso e impensabile fino ad alcuni anni fa. A patto di approcciarlo con consapevolezza e preparazione. Quanti di voi sanno che per avviare un e-commerce ad un livello basico occorre sostenere un investimento di minimo 20mila euro? Cifra che raddoppia per un livello medio. E che sale vertiginosamente per chi ha ambizioni di competere nel sempre più affollato mondo delle vendite online a un livello avanzato.
Del resto non si può ignorare il fatto che 54,8 milioni di italiani siano oggi utenti del web (92% del totale), 35 milioni siano attivi sui social media e vi siano qualcosa come 85,9 milioni di contratti di telefonia mobile (145% della popolazione!). Ma molti di loro prediligono effettuare una parte significativa dei propri acquisti ancora nei negozi fisici. I quali, ovviamente, per sopravvivere oggi devono avere bene in mente questa metafora: se un tempo coltivare di tanto in tanto il proprio orticello era sufficiente e le colture crescevano quasi spontaneamente (alias, i clienti entravano in negozio e compravano in automatico e senza grandi sforzi da parte del retailer), oggi questo non basta più. La cura del proprio orto (punto vendita) deve essere ormai maniacale, quotidiana e attuata con le più moderne tecniche, sulle quali è necessario essere sempre aggiornati. Solo così si potrà ottenere una buona resa per sé e per i propri clienti. Riuscendo a rimanere competitivi nei confronti delle “coltivazioni intensive a basso prezzo” dei giganti del web.
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Anno 7 - Numero 10/2019 - Periodico mensile
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Gran Galà Alé, presentate a Verona le attività del brand
Si è tenuto sabato 16 novembre, a Verona, il Gran Galà Alè. Davanti a un parterre di personaggi illustri, grandi nomi del ciclismo e tanti appassionati sono state presentate le iniziative sportive del brand e le partnership con le squadre, tra cui il Movistar Team e la squadra femminile professionistica Alè BTC Ljubljana. L’ appuntamento è andato in scena all’interno del suggestivo palazzo della Granguardia, il cui auditorium si è riempito per l’occasione con oltre 600 persone presenti. Ha ospitato un parterre di ospiti illustri, autorità, grandi nomi del mondo del ciclismo e media da tutta Europa. Barbara Pedrotti e Paolo Savoldelli hanno aperto l’edizione del Gran Galà Alé 2019. A fare gli onori di casa sul palco Alessia Piccolo, amministratore delegato di A.P.G. e, per la città di Verona, l’assessore allo sport Filippo Rando. “Verona è molto vicina allo sport - ha commentato Rando - il ciclismo è nel sangue dei veronesi. Voglio ringraziare a nome della città Alessia Piccolo ed Alè per quello che fanno. La granfondo Alè La Merckx, la granfondo di Verona, è in continua crescita e cresce insieme al territorio. Anche quest’anno è stata un’edizione record. È bello che ci sia questa grande sintonia tra la città e quest’importante evento. Siamo curiosi di vedere cosa ci regalerà l’edizione 2020”. È stata quindi presentata la granfondo Alé La Merckx nel dettaglio. Anche per il 2020 saranno molte e significative le partnership di Alé con le squadre e le istituzioni, a partire dalla realizzazione delle maglie della UEC Union Européenne de Cyclisme passando per il team professionistico Groupama FDJ, fino alla Nazionale di Ciclismo Francese ed al pro-team Bardiani CSF. Tra le partnership con i team annunciata anche la grande novità 2020: Alé sarà partner del prestigioso team World Tour spagnolo Movistar Team, che correrà nella prossima stagione con la livrea firmata dal brand veronese. La serata del Gran Galà Alè è proseguita con la presentazione della collezione di abbigliamento Alé 2019- 2020. In chiusura, e prima delle premiazioni dei brevettati al Challenge Alé 2019, è stata la volta della presentazione del team femminile professionistico Ale' BTC Ljubljana. La squadra ha fatto domanda per l’ingresso nel World Tour. Se sarà accettata il team sarà l’unico italiano, sia maschile sia femminile, inserito nel prestigioso circuito.
BAM 2020, a Mantova si parlerà di viaggi in bici
Capita una volta l’anno: i viaggiatori in bicicletta di tutta Europa si danno appuntamento sotto lo stesso cielo, per condividere storie, passione e un tratto di strada. È il BAM! (european Bicycle Adventure Meeting), il grande raduno europeo dei viaggiatori in bicicletta, la cui sesta edizione si terrà a Mantova, dal 15 al 17 maggio. Tre giorni di incontri, workshop, pedalate alla scoperta del territorio, ma soprattutto di divertimento, nello stile che piace a chi ama viaggiare leggero: musica, birra, un posto magico e tanti amici, vecchi e nuovi, spesso conosciuti proprio durante un viaggio. L’unicità del BAM!, che è il più grande evento in Europa dedicato al viaggio in bicicletta, è lo spirito informale e divertente, che riunisce il grande viaggiatore e la famiglia, chi ama andare lontano, ogni volta mettendosi in gioco, e chi usa la bici per viaggiare anche solo a pochi chilometri da casa. Quello che conta è lo spirito, la voglia di scoprire. Il tema della sesta edizione è la libertà: quella di partire, di tornare, di non tornare per un po’, di cambiare vita, e anche semplicemente di essere sé stessi. La maggior parte dei viaggiatori del BAM! arriverà a Mantova in bicicletta, nello spirito dell’evento, formando dei gruppi spontanei lungo la strada; anche la percentuale di stranieri è in crescita di anno in anno. La città di Mantova, patrimonio dell’Unesco, ospiterà il meeting in una location straordinaria, sul lungolago Gonzaga, di fronte ai laghi e alle mura medievali: un’occasione preziosa per valorizzare un territorio che sta investendo molto sul cicloturismo e sulla mobilità “verde”. La grande area campeggio, dove i viaggiatori potranno piantare la loro tenda, sarà dall’altra parte del lago, con una vista unica sulla città. Rispetto alle precedenti edizioni ci saranno novità sia per il programma, sia per l’allestimento dell’area.
Disc per controlli di sicurezza
Comunicazione di servizio. BMC Switzerland sta emettendo un richiamo per tutte le biciclette da strada Disc Teammachine SLR01 dal Model Years 2018 e 2019 per i controlli di sicurezza. Questi modelli sono stati messi in vendita per la prima volta a giugno 2017. BMC ha identificato un problema tecnico con la forcella che potrebbe provocare la rottura del tubo sterzo con conseguente possibilità di seri danni fisici allo sfortunato utilizzatore. Per salvaguardare l’utente e rispettare i severi standard di qualità del marchio, BMC Switzerland richiede che queste biciclette non vengano più utilizzate e vengano portate da un rivenditore autorizzato per un controllo di sicurezza. Il rivenditore eseguirà un processo di identificazione per determinare se la bicicletta può essere autorizzata a circolare o se la forcella debba essere sostituita. Le biciclette modello 2020 non sono incluse nel richiamo precauzionale del prodotto. Le bici Teammachine SLR02 e i modelli SLR01 con freni a cerchio sono anch’essi esclusi. I seguenti modelli sono inclusi nell’azione di richiamo:
Mandelli è distributore in esclusiva Goodyear per l'Italia
La notizia è freschissima, quasi un’anteprima, dato che i prodotti non saranno disponibili prima degli inizi del 2020 (si pensa verso febbraio): il grosso distributore brianzolo Mandelli, sarà esclusivista per l’Italia della gamma di pneumatici Goodyear. Sviluppati negli Stati Uniti e prodotti in uno stabilimento proprietario a Taiwan, comprendono una gamma già completa, proprio come già sembrava dalle prime indiscrezioni che si sono susseguite nei mesi precedenti. Goodyear è il terzo produttore al mondo di gomme, tra auto, moto, camion ecc... ed ora anche bici, quindi va da se che ci sia stato uno sforzo progettuale non indifferente e i contenuti tecnici della gamma sembrano essere molto interessanti. Parliamo di prodotti che vanno dall’uso strada, a quelli per la dh mtb, passando per pneumatici dedicati al gravel, al trekking e che strizzano un occhio anche alle elettriche e a nuovi settori merceologici che stanno sviluppandosi proprio nelle ultime stagioni, come le cargo bike. Goodyear, insieme a Mandelli hanno studiato una linea di prodotti specifici da commercializzare per l’Italia. Gli pneumatici sono infatti disponibili in diverse configurazioni sia per dimensione che mescola e tecnologia di costruzione, a seconda del modello, questo per soddisfare al meglio le esigenze di ogni ciclista e rider.
Modello
Modello
Anima d’Acciaio, la mostra di Columbus sul design della bici
Columbus Continuum procede nell’esplorazione del carattere eclettico della centenaria azienda Columbus, proponendo dal 20 novembre 2019 al 15 gennaio 2020, negli spazi della Galleria Antonio Colombo Arte Contemporanea, una nuova mostra, dal titolo: “Anima d’acciaio: Columbus e il design della bicicletta”. L’esposizione seleziona alcune serie tubi Columbus, con il loro carattere speciale, a tracciare un ideale percorso dell’innovazione tecnologica del settore. Individua così il contributo che l’azienda ha dato all’evoluzione della bicicletta, aprendo inedite possibilità in termini di materiali, leggerezza, progettazione, design e realizzazione, a partire dai primi tubi rinforzati a spessore variabile in acciaio cromo molibdeno nella storia
Elba e Dolomiti
gemellate nel nome della mtb
Südtirol Dolomiti Superbike e Capoliveri Legend Cup si uniscono in un gemellaggio che promette tante novità per gli appassionati che vorranno cimentarsi nelle due prove la prossima stagione 2020. La Südtirol Dolomiti Superbike si terrà l’11 luglio 2020 a Villabassa e celebrerà la ventiseiesima edizione, mentre la Capoliveri Legend Cup avrà luogo il 9 maggio nella località elbese. Si tratta di due gare tra le più significative d’Europa dal punto di vista numerico e organizzativo. L’Isola d’Elba col Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e la Val Pusteria con le sue Dolomiti Patrimonio Mondiale Unesco diventano con questa partnership un tutt’uno per l’occasione, completando un gemellaggio culturale e territoriale, prima che sportivo. Vi è anche la possibilità di un’iscrizione cumulativa, acquisendo il diritto all’estrazione di premi dedicati. Tramite Datasport gli appassionati avranno infatti garantita una quota di 140 euro da saldare entro il 31 dicembre, oppure di 150 euro entro il 31 marzo o di 160 euro dal 1 ° aprile al 7 maggio 2020. Südtirol Dolomiti Superbike e Capoliveri Legend Cup offriranno inoltre numerosi premi a estrazione tra gli iscritti alla cumulativa. Alla sfida toscana, prova UCI Mountain Bike Marathon Series, i concorrenti potranno aggiudicarsi due iscrizioni gratuite con soggiorno di due giorni per due persone alla Dolomiti Superbike 2021 e tre cesti di prodotti tipici altoatesini. Il comitato organizzatore della Dolomiti Superbike metterà, invece, a disposizione dei bikers più fortunati una settimana di vacanza per due persone a Capoliveri, Isola d’Elba - sfruttando l’offerta tra settembre 2020 e maggio 2021 - due iscrizioni gratuite con pacchetto soggiorno di 2 giorni per due persone alla Capoliveri Legend Cup e tre cesti di prodotti tipici dell’Isola d’Elba.
del ciclismo e i primi bracci di forcella ellittici lavorati a freddo. Nella disanima, un’ampia sezione della mostra non manca di esporre le realizzazioni compiute: le biciclette che hanno visto trionfare grandi squadre e campioni; da un’inedita prospettiva, recentemente offerta da studi e ritrovamenti nell’Archivio Storico Columbus, vengono posti interrogativi talora rimasti aperti anche per gli stessi curatori. Un’altra sezione dell’esposizione ospita i pezzi “fuori concorso”: biciclette, telai, machinerie, strumenti di lavoro e oggetti celebrativi ed evocativi, naturale compendio della prima sezione, a sintetizzare in un racconto e fisicamente in un quadro corale, la celebrazione dei primi cent’anni di un’industria metallurgica milanese.
Trek-Segafredo e Santini rinnovano la loro partnership alla Rouleur Classic
L’evento fieristico dedicato al ciclismo andato in scena dal 31 ottobre al 2 novembre nel cuore di Londra ha avuto tra i protagonisti anche Santini Cycling Wear che, con il team Trek-Segafredo, ha presentato i completi 2020 della formazione World Tour per gli atleti e le atlete della squadra. L’evento di presentazione ha coinvolto due membri delle squadre: l’italiano Giulio Ciccone, al suo primo anno in un team World Tour, vincitore della classifica degli scalatori al Giro d’Italia e per due tappe maglia gialla al Tour de France conquistata nella tappa di Planche des Belle Filles, una delle più dure di tutta la Grand Boucle, e la britannica Lizzie Deignan, campionessa del Mondo 2015. Nel suo ritorno alle competizioni dopo il parto, Lizzie ha vinto quest’anno il OVO Energy Women’s Tour, una delle gare a tappe più significative del calendario ci -
clistico femminile. «Siamo entusiasti di lanciare i nuovi kit che vestiranno gli atleti e le atlete dei team Trek-Segafredo durante una fiera prestigiosa come Rouleur Classic – ha commentato Monica Santini, amministratore delegato di Santini Cycling Wear –l’evento di Londra è una vetrina importante che, grazie alla presenza anche come espositori, ci permette di mostrare alcuni dei prodotti che sviluppiamo per e con gli atleti pro e che sono anche disponibili per gli amatori». Queste invece le parole di Giulio Ciccone: «Sono contento del nuovo kit e la prima impressione che ho avuto è stata davvero positiva. In particolare, abbiamo raggiunto una qualità di livello top in termini di tessuti. L’area in tessuto Impact è ora più ampia sui calzoncini, permettendo maggiore protezione durante le gare, e questo è un elemento che un corridore apprezza molto. Mi piace anche il design del kit, con il giusto mix di colori e l’introduzione del blu nautica a fianco del bianco e rosso». La ciclista britannica Lizzie Deignan ha dichiarato: «Penso che il kit della squadra per il 2020 sia eccellente e mi piace il fatto che non sia cambiato troppo rispetto a quello di quest’anno, perché il nostro completo 2019 è davvero popolare e apprezzato. Abbiamo avuto un anno molto positivo e non vediamo l’ora di continuare. La sezione in tessuto Impact è particolarmente innovativa e ci dà molta sicurezza perché sappiamo che in caso di caduta, saremo protetti». Santini e il team Trek-Segafredo, la cui partnership è iniziata nel 2018, hanno inoltre colto l’occasione per annunciare che continueranno a lavorare insieme per le prossime tre stagioni agonistiche.
PILLOLE DI SOSTENIBILITÀ BY
RadiciGroup veste anche il mondo dell’atletica
Si chiama Raditeck Fine il nuovo filato utilizzato dall’azienda per i calzoncini della società sportiva La Recastello. Dall’aeronautica alla corsa: un super-tessuto resistente a tutto
Un nuovo utilizzo per un filato in poliammide dalle elevatissime performance: si chiama Raditeck Fine e sino a ora è stato utilizzato soprattutto in ambito aereonautico, nel mondo della vela e per i paracadute. Già dal tipo di applicazione è evidente che la resistenza meccanica all’abrasione e alla lacerazione sono dei “must”.
Perché non provare quindi a utilizzarlo per realizzare dei calzoncini da atletica? È stata l’idea di RadiciGroup che, in collaborazione con la società sportiva La Recastello (realtà sportiva con oltre 300 tesserati, nata nel 1952 e attiva nell’atletica, nel ciclismo e nello sci alpino) di cui è sponsor per l’attività di atletica leggera, ha messo a punto un pantaloncino per gli atleti: il nylon a contatto della pelle è in grado di assorbire il sudore, assicura la traspirabilità, garantisce il giusto comfort ed è “leggerissimo”. RadiciGroup propone filati greggi e tinti in massa, con titoli che vanno dai 15 ai 200 denari e brillantezza dall’extra lucido al super opaco. Ce ne sono davvero per tutti gli sport.
Anche la canotta e la t-shirt degli atleti sono in nylon: il marchio del filato RadiciGroup è Radilon, con tessuto “Sensitive Fabrics” realizzato da Eurojersey. Anche in questo caso il capo garantisce ottima gestione dell’umidità e comfort a contatto pelle, fondamentali in caso di performance sportive di lunga durata.
Bianchi ha festeggiato in Giappone insieme al Team Jumbo-Visma
Bianchi ha festeggiato un anno di successi con una serie di iniziative organizzate in collaborazione col Team Jumbo-Visma in occasione dell’ultima edizione della Japan Cup, tenutasi a Utsunomyia, vicino Tokyo. Presenti anche gli atleti di punta del team, che in Giappone contano su un’accoglienza da star. Per l’occasione Bianchi ha preparato una special edition della Oltre XR4 con grafiche dipinte a mano dedicate al Giappone e portata in gara dall’olandese Robert Gesink. Al Bianchi Bike Store nel centro di Tokyo, i fan locali hanno potuto partecipare a una sessione di bike fitting con gli atleti del Team Jumbo-Visma e alla presentazione della
I fondatori di MIPS insigniti del Premio Polhem
Il Premio Polhem è un riconoscimento prestigioso che è stato conferito ai fondatori di MIPS. Peter Halldin, Hans von Holst e Svein Kleiven sono stati così insigniti di un titolo importante per quanto riguarda la categoria degli ingegneri in Svezia soprattutto per il Brains Protection System (BPS) brevettato da MIPS. “MIPS è una testimonianza di innovazione tecnologica che fa la differenza nella vita di tutti i giorni attraverso una maggiore sicurezza per gli amatori e i professionisti”, ha dichiarato Ulrika Lindstrand, presidente dell’associazione svedese. Il sistema di protezione del cervello aggiunto da MIPS e implementato in un casco riduce il movimento rotatorio, assorbendo e reindirizzando energie e forze altrimenti trasmesse al cervello. “Un casco dotato della tecnologia MIPS consente una rotazione tra la testa e il casco e tiene conto dell’impatto da tutte le angolazioni. In questo modo, imitiamo il sistema di protezione del cervello e quindi riduciamo il rischio di danni cerebrali minori e più gravi“, ha spiegato von Holst. Halldin ha aggiunto: “Essere insigniti del Premio Polhem è un grande onore per noi. La nostra ambizione è sempre stata quella di ridurre il rischio di danni al cervello per tutti coloro che utilizzano caschi. Riteniamo che la protezione contro la rotazione nei caschi dovrebbe essere diffusa come la cintura di sicurezza nelle automobili”. La cerimonia di premiazione si è svolta il 6 novembre al Polhemsfesten di Stoccolma. I vincitori del premio hanno ricevuto ciascuno una medaglia d’oro Polhem e parte della somma del premio di 250.000 SEK (circa 24.000 euro).
gamma Bianchi 2020, concludendo la giornata con il party a loro dedicato. Il terzo classificato al Tour de France 2019, Steven Kruijswijk, è stato lo special guest dell’evento insieme agli altri compagni di squadra Robert Gesink, Neilson Powless, Koen Bouwman, Sepp Kuss e Lennard Hofstede. Primoz Roglic, il numero uno del ranking mondiale UCI 2019, volato in Giappone una settimana più tardi per il Criterium Saitama, tenutosi lo scorso 27 ottobre ha incontrato tifosi e ha approfittato della trasferta nipponica per pedalare sul tracciato della prova in linea delle prossime Olimpiadi di Tokyo 2020.
NEWS internazionali
DI CLAUDIA VIANINO
Bicimarket: una strategia multicanale che paga
Bicimarket è uno dei siti online di riferimento per il settore, in Spagna. L’azienda continua a crescere e adattarsi alle esigenze specifiche del mercato. La sua politica di vendita, però, non è unicamente basata sul web, anzi, è multicanale, con vendita online e negozi fisici in franchising. Ad oggi, grazie ai suoi 50 punti vendita dislocati su tutto il territorio spagnolo, Bicimarket è la rete vendita di biciclette, accessori e abbigliamento ciclistico numero 1 in Spagna. In una situazione come quella attuale, dove lo strapotere di certi e-tailer finisce per affossare il punto vendita, Bicimarket propone una soluzione alternativa al rivenditore tradizionale. Con oltre 20.000 referenze a catalogo e più di 200 marchi, permette a un negozio di piccole o medie dimensioni che voglia associarsi, di essere competitivo nei confronti di grandi operatori online. Il tutto senza obbligo di uniformare il punto vendita con immagini coordinate; anzi, il negoziante non deve rinunciare alla personalità del proprio negozio. Il punto vendita ha anche accesso a diversi benefici, come un ufficio acquisti centralizzato, campagne di marketing dedicate, supporto commerciale e tecnico. In aggiunta, il consumatore può ordinare online sul sito bicimarket.com e ritirare in negozio, e viceversa. I vantaggi sembrano essere evidenti per entrambe le parti, ecco perché Bicimarket si è evoluto dall’essere un pure-player online a diventare un modello misto. Oggi la copertura geografica, sulla Spagna, è globale, consentendogli di garantire la fornitura capillare dei brand rappresentati sul territorio spagnolo. In quest’ottica, le previsioni 2020 di Bicimarket, che fa capo a The Bike Alliance S.L. sono di sicura crescita.
Harald Schmiedel è il nuovo VP
Europe di Trek
Trek Bikes ha annunciato la nomina di Harald Schmiedel a vice president Europe. Schmiedel, che è in Trek dal 2003, ossia da quando l’azienda ha acquisito i brand Villiger e Diamond, prende il posto di Malcom Davis, che andrà in pensione a fine anno. Il manager, che vive e opera in Svizzera a Dübendorf, vicino a Zurigo, è stato sin dal suo ingresso significativamente coinvolto nello sviluppo delle filiali tedesche, austriache e svizzere di Trek. Schmiedel eserciterà il suo nuovo ruolo nella filiale DACH del brand americano, in Svizzera. La sua posizione di amministratore delegato della sede GAS (Germania, Austria, Svizzera) sarà assunta dallo svizzero Urs Keller, che dal 2014 è responsabile delle vendite per i mercati europei di lingua tedesca. Il suo predecessore, Malcolm Davies, ha dichiarato: “Siamo lieti che Harald abbia assunto questa nuova posizione e siamo fiduciosi che la sua profonda conoscenza ed esperienza ci aiuteranno a continuare il nostro successo in Europa”.
Sea Otter Europe: evento che vince non si cambia
L’edizione 2019 di Sea Otter Europe, che si è tenuta a giugno di quest’anno in Costa Brava, ha registrato oltre 60.000 visitatori, con 420 brand rappresentati di cui oltre il 40% presente all’evento per la prima volta. Il festival, che ricalca nello stile e nella proposta quello forse più blasonato di Monterey, in California, ha aperto le iscrizioni per l’edizione 2020, annunciando un aumento degli spazi espositivi del 12%. Una delle chiavi del successo di Sea Otter, versione USA o versione Europa, è da sempre la vasta gamma di eventi: di ogni tipo, per tutte le tipologie di ciclista e categoria UCI. Competizioni professionistiche, amatoriali, per bambini, eBike, tandem e via discorrendo; e poi show, concorsi, eventi per famiglie e la possibilità da parte del consumatore ciclista di testare bici, componenti e accessori per poter decidere con calma in merito all’acquisto. Il formato dell’evento spagnolo è stato quindi consolidato anche per l’edizione 2020. Quest’anno, secondo i dati dell’organizzazione, oltre 6.000 ciclisti provenienti da 50 Paesi diversi hanno preso parte ad almeno una delle prove proposte, inclusi molti ciclisti professionisti di tutte le discipline. Il festival si terrà sempre a Girona, in Costa Brava, e avrà luogo dal 29 maggio al 31 maggio 2020.
Un sondaggio USA rivela che nei negozi di biciclette il servizio premia
A giugno di quest’anno il PBMA, Professional Bicycle Mechanics Association, che ha sede negli USA, ha condotto un sondaggio per capire lo stato dell’arte dei negozianti di biciclette americani, con particolare attenzione all’aspetto del servizio. L’idea era di verificare se veramente la situazione fosse così terribile, come veniva descritta dai molti responsabili di punto vendita intervistati. Le otto domande, focalizzate su numero di addetti, formazione e servizi, sono state inviate ai negozianti con un risultato di 400 risposte. Il 55% degli intervistati ha affermato di aver aggiunto personale al suo negozio nel corso dell’ultimo anno, il 79% ha indicato che le entrate relative a servizi e assistenza sono aumentate, mentre 89 negozi su 400 hanno dichiarato di aver ampliato la carta dei servizi per essere più competitivi. Dei 400 intervistati, il 63% ha dichiarato che il proprio personale ha frequentato corsi di formazione in una scuola di meccanica per biciclette mentre 155 su 400 hanno in programma di inviare i propri dipendenti a corsi di formazione entro la fine dell’anno. Più di 160 negozi, infine, hanno partecipato a una fiera del settore nel corso del 2018/2019. Purtroppo solo la metà dei 400 intervistati ha dichiarato di aver pagato per la formazione del dipendente, mentre gli altri o hanno diviso i costi o hanno lasciato che l’impiegato provvedesse per conto suo. Il PBMA, che nasce con l’obbiettivo di unire, formare e certificare i meccanici di biciclette, raggruppa più di 300 meccanici, di cui 10 situati in Europa (Francia, UK, Finlandia, Norvegia, nessun italiano). Molto focalizzato sulle iniziative educative, offre agli associati corsi di aggiornamento, certificazioni, informazioni di mercato, news ed eventi.
NEWS internazionali
DI CLAUDIA VIANINO
GERMANIA
Thomas Seifert nuovo managing director di Sigma Sport
Sigma-Elektro GmbH ha annunciato la nomina di Thomas Seifert a managing director. Già ad di Polar Electro GmbH Deutschland, Seifert ha trascorso quattro anni e mezzo nelle aree di attività dell’azienda finlandese in Germania, Austria e Svizzera, prima di cercare nuove sfide al di fuori del settore sportivo alla fine del 2017. Nella sua nuova posizione Seifert sarà responsabile dei reparti di vendita, marketing, finanza e amministrazione. La sua carriera internazionale, con grandi aziende come Puma, Braun, Gillette, Procter & Gamble e Coleman, gli conferisce la necessaria competenza pur restando ancorato alle sue radici. Figlio di proprietari di un negozio di articoli sportivi, ha fatto sport sin dalla tenera età. Secondo quanto dichiarato nel comunicato ufficiale dell’azienda, ciò che Seifert ha trovato in Sigma è la combinazione di due settori per lui importanti: lo sport, che è stato il suo compagno di vita, e la tecnologia, un settore molto dinamico. L’amministratore delegato di Sigma Sport, Robin Schendel, ha commentato: “Siamo molto contenti di essere stati in grado di convincere Thomas Seifert a unirsi a noi. La sua esperienza internazionale lo rende una risorsa per il nostro marchio. Rafforzerà ulteriormente la nostra presenza sul mercato“.
FAR EAST
Giant Group: ricavi su del 5% nei primi nove mesi del 2019
Il colosso taiwanese Giant continua a registrare una crescita dei ricavi. I dati relativi ai primi tre mesi dell’anno mostrano un aumento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2018. Le sole eBike hanno registrato un aumento di vendite del 40% in Europa. Complessivamente, le entrate del produttore di Taiwan hanno raggiunto i 47,7 miliardi NTD (circa 1,4 milioni di Euro). Giant, che è quotata alla Borsa di Taiwan, negli ultimi nove mesi ha visto il suo corso azionario aumentare del 52,4%. Anche il margine lordo e il margine operativo della società sono aumentati, sicuramente grazie alle vendite in Europa e alla ripresa del mercato interno. Il mercato USA ha ugualmente registrato un aumento della domanda di biciclette elettriche. L’azienda ha anche recentemente rilanciato il suo brand premium Cadex. Proprio poco prima del Tour de France di quest’anno, Giant ha presentato una serie di prodotti premium, ruote da strada, una sella e alcuni pneumatici tubeless, focalizzati sulle prestazioni. “Tuttavia, - si legge nella nota divulgata - il mercato globale nel suo complesso rimane impegnativo. Giant continuerà a concentrarsi sull’offerta di prodotti innovativi ad alto valore aggiunto, sullo sviluppo di componenti a proprio marchio e sul miglioramento del servizio”.
Lightweight si fonde con Murtfeldt Kunststoffe. Nasce la Carbovation GmbH
Il noto brand di ruote Lightweight, le sue aziende produttrici Carbo Fibretec e Wissler Technologie, e Carbon Sports, società di vendita e proprietaria del marchio, hanno annunciato la fusione con il gruppo di società Murtfeldt Kunststoffe (Dortmund), nella nuova Carbovation GmbH. Alla base delle motivazioni della fusione ci sarebbero gli elevati investimenti in ricerca e sviluppo e i recenti problemi di liquidità (per Carbon Sports, che ha base sul lago di Costanza e che conta oltre 80 dipendenti, era stata avviata una procedura d’insolvenza sotto forma di amministrazione ordinaria). Nell’ambito dell’attuale ristrutturazione, verranno acquisiti tutti gli 80 dipendenti, mentre le società Carbo Fibretec, Wissler Technologie e Carbon Sports cesseranno le loro attività commerciali. Murtfeldt Kunststoffe GmbH & Co. KG di Dortmund è un’azienda che, da oltre 60 anni, opera nel settore dell’ingegnerizzazione di materie plastiche e fibre di carbonio, impiegando le tecnologie più attuali, inclusa la stampa 3D, dando lavoro a circa 400 persone. “Conosciamo l’importanza di Lightweight nel settore: saremo un partner affidabile per l’azienda, al fine di continuare a lavorare in modo innovativo e creativo”, ha dichiarato Detlev Höhner, ceo di Murtfeldt.
Ambiziose previsioni di crescita per Motinova: 100.000 motori nel 2020
La cinese Motinova, new player nel modo dei motori dedicati alle eBike, ha recentemente aperto un nuovo stabilimento produttivo in Vietnam, con l’obiettivo di entrare con forza nel mercato europeo. Marchio della cinese HL Corp, proprietaria di brand di parti e accessori per bici e moto, come Zoom o Satori, l’azienda ha lanciato Motinova nel 2018 insieme a TTIUM Motor, con cui da anni collabora per la fornitura di motori di media cilindrata dedicati alle eBike del mercato interno. Il nuovo impianto di produzione, situato nel sud del Vietnam, è stato inaugurato a ottobre di quest’anno. “L’aumento dei
dazi di USA ed Europa sui prodotti eBike cinesi ha messo in seria difficoltà l’industria delle eBike in Cina", ha dichiarato il ceo di Motinova, Daniel Liu. Da qui la decisione di aprire uno stabilimento in Vietnam, che seguirà lo stesso sistema di produzione e organizzazione della fabbrica cinese. Attualmente, due delle quattro linee di assemblaggio sono già operative, ma l’azienda prevede di estendere la capacità produttiva a 100.000 unità nel 2020. Motinova ha inoltre dichiarato che, dopo questo primo step, è prevista una seconda fase, per un’ulteriore espansione degli stabilimenti produttivi, in vista di una capacità produttiva ancora maggiore nel 2021.
Gestire il futuro tra innovazione e istituzioni
Queste sono in linea di massima le tematiche affrontate in seno a Conebi.
I dati sono chiari e parlano di una ripresa della produzione.
In attesa dei numeri riferiti all’anno in corso, il primo dell’era “dazi”
Fatturato della produzione di accessori e componentistica in Europa (EU 28)
Percentuali di produzione di accessori e componentistica in Europa (EU 28)
Come è oramai consuetudine sulle nostre pagine, ci occupiamo di dati provenienti da più parti e che riguardano tutto il variegato mondo dell’industria della bicicletta. Nel 2019, però, non eravamo ancora riusciti a parlare dei dati con la “D maiuscola”, ovvero quelli esposti in maniera ufficiale sull’annuale report Conebi. Siamo alla tredicesima edizione del Profilo dell’industria Europea e del Mercato della Bicicletta (BIMP), il documento si basa sulle statistiche riportate dalle associazioni di categoria europee e riprese da Eurostat, l’ufficio statistiche dell’Unione Europea. Ne esce una visione di insieme sullo stato di salute del mercato della bici nel continente, relativo anche a produzione e occupazione, con statistiche riguardanti anche vendite e importazioni. Un ritratto quindi fedele del nostro mondo, utile anche per cercare di prevedere i trend futuri e dove possibile anticiparli.
La bici: il mezzo di trasporto più diffuso
Un dato su tutti rende l’idea dell’importanza del mercato bike europeo: sono circa 20 milioni le bici (eBike comprese) vendute nel 2018, mentre quelle prodotte sono state la ragguardevole cifra di 12 milioni, per un totale di forza lavoro impiegata, direttamente e indirettamente, di ben 100.000 addetti e 800 piccole e medie imprese. Un dato su tutti rende l’idea della grandezza della diffusione della bici in Europa: i cittadini europei possiedono in media più bici di ogni altro mezzo di trasporto. Certo con differenze geografiche importanti, su ciò comunque è possibile lavorare, intervenendo sulla cultura della bicicletta con i cittadini e sulle infrastrutture con l’amministrazione pubblica. Anche quest’anno, la bicicletta si conferma come il miglior mezzo possibile per gli spostamenti nelle aree urbane essendo il più eco-friendly e sostenibile, quello più economico, anche come mantenimento, il più salutare e “social”, il più silenzioso e a sorpresa anche il più veloce, il più accessibile. A ciò si unisce anche tutto il mondo che esula dalla mera mobilità e trasporto, ovvero quello sportivo che, soprattutto in Italia, rappresenta una grande fetta di appassionati.
La forza di un’industria in crescita
Va da sé che in generale l’industria del ciclo stia guadagnando sempre maggiore considerazione anche in seno alle istituzioni, rappresentando un fattore importante per la riduzione delle emissioni di Co2 e un miglioramento generale della salute pubblica, che comporta anche un gran risparmio economico da parte dei vari stati. A tal proposito, così si esprime Erhard Büchel, presidente di Conebi: ”Oltre centomila persone lavorano in quella che è l’industria più ecosostenibile del pianeta. Sappiamo che la produzione della bici non è al 100% libera da emissioni di Co2, ma è un fattore importante per la salute e per donare tempo libero di qualità alla popolazione europea, inoltre lo sviluppo delle eBike si sta imponendo come una soluzione interessante alla congestione del traffico nei centri urbani” Il board di Conebi è formato da rappresentanti provenienti da tutta Europa, tra cui alla vice presidenza figura il “nostro” Massimo Panzeri, ceo di Atala, che si è espresso così: ”L’industria della bici si è reinventata per affrontare le sfide del nuovo millennio. Nuovi prodotti, nuovi materiali, nuovi standard tecnologici sono sempre in fase di ulteriore sviluppo. I produttori di bike sono ormai sinonimo di tecnologia e sviluppo. Investire nel ciclismo significa un aumento di occupazione e con Conebi lavoriamo per raggiungere sempre nuovi traguardi”.
Un occhio di riguardo alle nuove tecnologie
Interessanti sono anche le parole di una rappresentante femminile di Conebi, Sasha Boedijn: “Lo sviluppo delle legislazioni europee e dei singoli stati deve attuarsi con la velocità dell’innovazione della nostra industria (ndr. Utopia? Vedremo). Ogni ciclista sarà presto connesso tramite infrastrutture digitali con gli altri utenti della strada, questo si tradurrà in maggiore sicurezza, vediamo quindi con piacere il lavoro della European Commission on Cooperate Intelligent Transport System e siamo ansiosi di partecipare attivamente al dibattito sui futuri sviluppi di queste tematiche”.
I dati sotto la lente
Per quanto riguarda le cifre riferite a tutto il mercato europeo, come già accennato, nel 2018 la produzione ha avuto una leggera ripresa. I dati limite di riferimento sono principalmente due, i 14,5 milioni di pezzi dell’anno d’oro 2000, e gli 11,4 milioni del 2013, vero e proprio anno buio per l’industria della bici. Il dato riferito allo scorso anno si attesta praticamente nel mezzo con una tendenza alla crescita, il che non sembra male, visto che nel 2019, a dare nuova linfa a questo dato, ci sarà probabilmente anche l’entrata in vigore dei famosi dazi antidumping alla Cina sull’export di eBike. Rispetto all’economia della nazione, in generale, mentre l’Italia perde pezzi un po’ ovunque, tra industrie dismesse e cessioni coatte ad attori internazionali, nel mondo bike la facciamo ancora da padroni in Europa, per lo meno quando si parla di componentistica e accessori. Ci accaparriamo infatti oltre il 20% totale delle quote della produzione (oltre 410 milioni di euro), seguiti dalla solita Germania. Questo dato consegna di fatto i due gradini più alti del podio a una produzione più attenta alla qualità che alla quantità, a riprova della sensibilità del consumatore europeo. Roma e Berlino sono marcate strette da una Romania in crescita costante, grazie al basso costo della manodopera, dalla Francia e dal Portogallo che di anno in anno si consolida sempre di più come una potenza nell’industria del ciclismo.
I dati di vendita in controtendenza rispetto al fatturato Mentre la produzione sale, la vendita invece è in calo di circa 600 mila unità, ciò non significa però strettamente una perdita di fatturati, essendo i prezzi medi di vendita in costante ascesa, grazie all’attenzione sempre crescente del consumatore europeo verso la qualità del prodotto e la diffusione delle costose eBike. Il mercato più recettivo è chiaramente quello tedesco, che sembra un perfetto mix tra potere d’acquisto, popolazione, cultura della mobilità a pedali e infrastrutture; in Germania infatti si vsono vendute, nel 2018, più di quattro milioni tra bici ed eBike, più del 20% della quota europea. A seguire, Francia, Gran Bretagna e Italia. Qui chiaramente va fatto un ragionamento riguardante la popolazione residente in ogni stato preso in analisi. Infatti, se si considera che questi tre hanno una popolazione di oltre 60 milioni di abitanti e invece l’Olanda di soli 17 milioni, si capisce quanto in realtà questa tematica meriti un ulteriore approfondimento. Facendo una semplice proporzione e prendendo come metro di paragone il nostro Paese, risulta che vengano vendute mediamente 0,25 bici ogni abitante in Italia e ben 0,6 bici ogni abitante nei Paesi Bassi, che rappresenta quindi uno dei mercati di riferimento soprattutto per quanto riguarda il settore urban e trekking.
Il prezzo medio di acquisto ha un nuovo capolista I Paesi del nord Europa e più precisamente il mondo “dutch” domina anche in un’altra singolare statistica, ovvero quella riguardante il prezzo medio di acquisto delle bici. Ci siamo stupiti pochi anni fa quando l’Olanda sfondò, facendo anche molto rumore, la quota psicologica dei mille euro a pezzo; da allora di anno in anno, nuovi compagni si aggiungono e raggingono la quadrupla cifra. In particolare, merita attenzione l’ingresso prepotente in cima alla lista del Belgio, che fa registrare l’incredibile prezzo medio di 1.595 euro per ogni bici venduta. Ben oltre il triplo dell’Italia, con cui condivide una passione per il ciclismo agonistico a livello nazional-popolare senza eguali. Evidentemente qualcosa è andato storto nel nostro Paese, e fattori come il reddito o le infrastrutture non giustificano da soli questa disparità. Tanto più che l’Italia è un Paese dominato dal sole e il Belgio dal vento e dalla pioggia. Evidentemente il problema è sempre e solo uno, la cultura dominante imposta dai media e dalle istituzioni. In attesa di tempi migliori non resta altro che tenere duro e valutare il mercato italiano, più che sulla fotografia dello stato attuale, sulle sue potenzialità di crescita, che sono ancora, in taluni casi, tutte da esprimere.
Fonte: conebi.it
Prezzo medio di vendita di bici ed eBike nei paesi europei
Produzione di bici ed eBike in Europa (EU 28) 2000-2018 (per milioni di unità)
Fatturato della produzione di accessori e componentistica in Europa (EU 28)
Pinze freno: non tutte sono uguali
A prima vista cambia poco tra i freni mtb e road, ma a ben guardare le differenze sono molte e sostanziali. Esse dipendono da vari fattori, tra cui la necessità di avere una frenata più o meno potente. Scopriamoli insieme
Parlando di freni, nello scorso articolo, abbiamo chiarito il ruolo di leve, fili e guaine nei sistemi a pattino. Resta ora da analizzare la parte finale del sistema, ossia la pinza frenante. Essa è sostanzialmente una leva che imprime ed amplifica la forza di tensione del filo su un pattino di gomma che va a strisciare sul cerchio. La forza viene sviluppata sul cerchio che deve avere una superficie opportunamente predisposta per tale scopo (quindi non deve essere ovviamente un cerchio pensato per freni a disco). Dovendo imprimere la forza sul cerchio viene naturale capire che la stessa dovrà essere impressa da entrambi i lati onde evitare che il cerchio si fletta lateralmente. Quindi i corpi freno agiscono proprio come una pinza vera e propria chiudendo il cerchio tra due pattini in gomma. Nuovamente è facile intuire che la gomma è il materiale che meglio si presta a creare dell’attrito tra il cerchio e il pattino, che è poi lo scopo principe dei sistemi frenanti. Questo attrito sviluppa calore e quindi da questa esigenza sono nate molteplici mescole di gomma a seconda delle
caratteristiche di cerchio utilizzato o delle performance richieste. Occorre prestare molta attenzione se il cerchio necessita di pattini appositi dedicati alla pista frenante ed al proprio trattamento superficiale, onde evitare cali di prestazione o ancora peggio danneggiamenti della struttura dello stesso. Un esempio è quello delle piste frenanti nere di diversi produttori, molto belle esteticamente, a tratti migliorative nella performance ma tassativamente da utilizzare con i pattini dedicati.
Strada e mtb: usi diversi, freni diversi Venendo alla struttura delle pinze frenanti esse sono costituite da due braccia tirate dal filo. Nei sistemi tipicamente per uso mtb o trekking, dove la forza frenante richiesta è molto elevata, le braccia della pinza freno sono vincolate a due perni avvitati o saldati al telaio. Questo permette di avere un braccio di leva molto più lungo e conseguentemente poter sviluppare una forza frenante maggiore a parità di forza impressa sulla leva. Tale sistema è in grado di sviluppare grandi attriti sul cerchio che possono essere trasmessi a terra grazie alla generosa superficie di appoggio che offre lo pneumatico. Se pensiamo infatti a tale sistema applicato a una ruota da strada si può capire che tutta questa forza sviluppata su una superficie ridotta avrebbe il risultato di far “inchiodare” la ruota inefficiando completamente la frenata. Per tale motivo nelle pinze dedicate ai sistemi bici strada la pinza è composta da due braccia vincolate ad un perno centrale che viene avvitato all’interno di un foro presente sul telaio o sulla forcella. Queste leve risultano notevolmente più corte e lavorano compiendo una traiettoria più curvata dispetto i sistemi mtb a doppio perno. Questo fa sì che al consumarsi dei pattini la loro posizione durante la frenata si sposti sulla superficie frenante creando la necessità di riallinearli in maniera asimmetrica per prevenire la fuoriuscita del pattino dalla zona di cerchio dedicata alla frenata.
Questione di perni
Una volta impressa la forza frenante attraverso il filo la leva freno verrà rilasciata e la pinza freno tornerà alla sua posizione iniziale allontanando i pattini dal cerchio, tale operazione è svolta da una molla presente nelle pinze freno che si oppone alla forza che imprimiamo sulla leva. Pertanto, quando andiamo a frenare dobbiamo inizialmente vincere tale forza per poi andare a sviluppare la forza frenante vera e propria. Nei sistemi strada la molla è unica e regolabile ma non agisce sulla centratura dei pattini in quanto il sistema stesso lavora in maniera simmetrica e va semplicemente posizionato centralmente rispetto al cerchio facendolo ruotare sul perno che è unico. Nei sistemi mtb invece i perni sono due come le leve e quindi saremo in presenza di due molle distinte che dovranno essere calibrate in modo che i freni siano equidistanti dal cerchio.
Un trucco da maestro
Ultima nozione, è utile sapere che per eliminare le vibrazioni dovute all’attrito di frenata, che si sviluppano solitamente con un rumore stridulo fastidiosissimo, è opportuno “angolare” i pattini freno rispetto la pista frenante in modo che tocchi prima la parte anteriore del pattino e solo in un secondo momento la parte posteriore, la differenza da utilizzare è solitamente di 0,5-1 mm.
Sono disponibili anche in Italia i corsi di formazione BBI, l’istituto di formazione e certificazione americano con una manualistica indipendente di più di 14.000 pagine.
I.B.S. svolge esami di certificazione dei meccanici per l’accesso al registro internazionale dei meccanici professionisti sulla base di un formato attivo negli Stati Uniti da oltre 30 anni. Ha inoltre attivo un corso specifico per la formazione inerente la teoria e il montaggio dei sistemi ruota.
Per info scrivete a: office@internationalbikeschool.com
Freno rim Campagnolo Super Record da strada
Freno V-Brake di Shimano, da anni lo standard per i rim brake mtb
Bici da corsa Cipollini con pattini appositi per piste in carbonio
Mister FSA
Non ama stare sotto ai riflettori e gli piace mettere avanti il lavoro dei suoi collaboratori, eppure Claudio Marra è il vero artefice della nascita e del successo del brand in Europa e non solo. È lui l’eminenza grigia, che ha portato questo brand al successo mondiale
Claudio Marra, brianzolo, classe 1963, è il vice president global sales & marketing di FSA, acronimo di Full Speed Ahead, una realtà nata alla fine degli anni ’90 che, oggi, rappresenta uno dei colossi mondiali nella produzione di componenti per biciclette e il 4° produttore di gruppi al mondo. Lo abbiamo incontrato ad Eurobike per una lunga chiacchierata, che ha ripercorso la nascita, la storia e qualche aneddoto del brand, fino alle novità dei giorni nostri.
Claudio, come nasce FSA Europe? Nasce quasi per scherzo. Il mio lavoro di direttore commerciale di Columbus mi portava in contatto con moltissimi personaggi del mondo bici, tra cui Doug Stuart, che all’epoca era product manager di Marin USA. In Europa FSA non esisteva, l’azienda è di proprietà taiwa-
nese ma è stata fondata nel 1992 in California. La California ovviamente, era stata scelta per dare un’impronta americana al brand; pensiamo a ciò che all’epoca gli USA rappresentavano per l’immaginario collettivo: la mountain bike, i primi atleti di questa disciplina, le prime grandi aziende di ruote grasse e così via. È lì che è iniziata la produzione di serie sterzo, ingranaggi, accessori, con lo scopo di realizzare componenti di alta gamma, con un ottimo rapporto qualità/prezzo e stile americano. Quando l’azienda ha voluto approcciare il mercato europeo i manager taiwanesi si sono resi conto che questo doveva passare attraverso un punto di riferimento europeo. Doug Stuart, che nel frattempo aveva iniziato a lavorare per FSA, mi propose al titolare Douglas Chiang, come possibile manager per gestire il progetto FSA Europe.
Perché dici che l’azienda in Europa, è nata per scherzo?
Perché in realtà io, all’inizio, non avevo grandissime aspettative e se devo dire, non ci pensavo proprio a lasciare Columbus. Quando mi hanno contattato ho provato, quasi come un esercizio, a fare un business plan e uno studio di mercato, per capire le potenzialità del brand in Europa. In quel documento ho presentato una proiezione di mercato a 12, 24 e 36 mesi. La documentazione è piaciuta e ci siamo poi incontrati a Taiwan per approfondirla. Per farla breve, dopo l’incontro ho lasciato tutti i miei dati con l’idea di risentirci in futuro; in realtà, tra me e me pensavo che non ci sarebbe stato un seguito, almeno da parte mia.
E invece?
Tornato in Italia la mia banca mi chiama e mi chiede se ho vinto alla lotteria: sul mio conto era arrivata una cifra consistente, il budget per poter partire con l’azienda in Europa. Insomma, erano talmente entusiasti di me e della presentazione, da fidarsi ciecamente e spedirmi tutti quei soldi senza altra credenziale che la mia conoscenza del mercato e la mia reputazione. La cosa mi ha messo in condizione di non poter rifiutare. Partire non è stato facile perché andava creato tutto da zero: l’azienda, le persone, la logistica. Ho inaugurato l’ufficio il 1° aprile 2001. E da lì è iniziata l’avventura.
In meno di 20 anni, FSA Europe ha rivoluzionato il mondo della bici. Quali le chiavi del successo?
Abbiamo osato sfidare i grandi. All’epoca se nella mtb c’erano svariati brand che opera-
IL team dei distributori FSA riuniti al Bike Festival di Riva del Garda
La sede di FSA a Busnago in Brianza
vano nel settore delle pedivelle, nella bici da strada non c’era scelta: o Campagnolo o Shimano. Noi abbiamo presentato la prima pedivella in fibra di carbonio della storia della bici. Oggi è la normalità ma allora era una rarità. Grazie alle conoscenze con le squadre professionistiche abbiamo lanciato la Compact. Il 90% delle vendite di pedivelle oggi, sono Compact. Abbiamo portato innovazione a livello di grafica, di posizione in sella, di materiali. Dai componenti siamo passati a progettare un gruppo completo, che all’inizio avevamo pensato come meccanico. Nel 2013 abbiamo impiegato un team di 5 ingegneri a lavorare unicamente su questo progetto. Il focus ha dato i suoi frutti e nel 2016 abbiamo lanciato il nostro primo gruppo semi-wireless, il K-Force WE (wireless Electronic).
Com’è strutturata FSA oggi?
FSA è una realtà globale. Il marketing e lo sviluppo vengono fatti tra Europa e Stati Uniti mentre la produzione resta a Taiwan, dove si fabbrica ancora l’80% delle bici di media/ alta-gamma vendute nel mondo, un punto strategico per servire gli OEM. Nel 2003 abbiamo acquistato un marchio di manubri da Crono e Triathlon, Vision, che abbiamo posizionato in una nicchia specifica, quella delle bici aero, come Aero Road, Triathlon e Crono. La parte strategica relativa a vendite e marketing la seguiamo però dall’Europa ed evidentemente funzioniamo talmente bene che i più ci considerano un brand italiano!
Non state pensando, come tanti, anche taiwanesi, di portare una parte di produzione in Europa?
Non è nei nostri piani portare produzioni qui, per ora facciamo assemblaggio di ruote in Italia. Le biciclette di alta gamma si producono a Taiwan che rappresenta, oggi, l’eccellenza in termini di tecnologia produttiva ed efficienza. E qui dove si approvvigionano tutti i brand di bici più importanti al mondo. Non vedo per ora in Europa una realtà tale da rappresentare una vera concorrenza a questo modello di business, per lo meno per la bici di alta gamma, che è il nostro tipo di posizionamento e di target.
Il vostro catalogo conta 308 pagine. Praticamente c’è tutto per costruire una bici, tranne i telai…
Siamo promotori della customizzazione ossia vogliamo lavorare con e per nostri partner, i costruttori di bici. Con Argon18 ad esempio, abbiamo collaborato con i loro ingegneri per creare una bici completa. Vogliamo diventare la Brembo della situazione: mettere nostri prodotti sulle bici dei campioni e su quelle di altissima gamma e poi far mass production in white label (n.d.r per conto di un cliente). La strada è già tracciata, ormai i grandi costruttori, due tra tutti Trek e Specialized, si fanno le parti da soli; o meglio, se le fanno produrre. Ed è qui che entriamo in gioco noi.
Voi avete investito sempre molto sulle squadre. Perché?
Sì, è così, oggi siamo sponsor di ben 14 squadre, tra World Tour, Professional e Continental. Parlo di Bahrain-Merida, Jumbo Visma, EF Cannondale o la Cofidis di Viviani che è da anni un nostro testimonial. Per noi sono state un chiave importantissima di successo e non solo per avere feedback sul prodotto. Le sponsorship rappresentano partnership importanti con i costruttori di biciclette, per lo sviluppo di prodotti che siano sempre più in linea con il mercato e sempre più integrati nelle bici.
Come vedete oggi il rivenditore di biciclette e cosa può fare il negoziante per combattere la vendita online?
Purtroppo, molti negozianti non hanno ancora capito che la vetrina, oggi, non è quella fuori dal negozio ma è dominata dal web. Da parte nostra abbiamo introdotto una policy ben precisa, che prevede l’applicazione di un listino consigliato uguale per tutti, in tutto il mondo, e stiamo cercando di spingere anche l’online a non scendere al di sotto dei costi di acquisto, cosa che sempre più spesso avviene. Il rivenditore deve però entrare nell’ottica che i suoi margini non possono più essere quelli di un tempo. Se una volta poteva permettersi un 30-40% oggi compete con e-tailer che lavorano con il 15-20%. Inoltre, deve investire anche lui sull’online: il consumatore medio su certi prodotti preferisce ancora il canale tradizionale
ABOUT FSA
La Storia
1991: nasce il brand grazie a Douglas Chiang che decide di creare un brand di componenti di alta gamma per il settore ciclo
2001: FSA investe nel mercato europeo. Individua in Claudio Marra l’uomo con la giusta esperienza per portare avanti l’ambizioso progetto
2005: l’azienda in ascesa si trasferisce nella sede di Busnago
2019: FSA è riconosciuta tra i leader del settore grazie anche al gruppo elettronico wireless, una delle poche realtà in grado di offrire questa tipologia di prodotto
FSA Europe
Luogo: Busnago (MB)
Lavora a stretto contatto con più di trenta distributori ed è il punto di riferimento del mercato europeo. La sede ha 3.300 mq di superficie tra uffici e capannoni, in una posizione strategica, vicino a Milano e alle principali vie di comunicazione. Inoltre, è dotata di 12 ammiraglie per il supporto tecnico neutrale e un motorhome a due piani.
FSA Asia
Luogo: Taichung (Taiwan) Nel cuore della “Silicon Valley” del probotto bici. Operativa nelle più grosse fiere asiatiche e negli eventi di settore.
FSA USA
Luogo: Mukilteo (WA), nei pressi di Seattle
Sede di importanti aziende come Boeing, Microsoft, Amazon. Il suo territorio di influenza va dal Canada al Messico, dal Sud America alla Nuova Zelanda. Situato in un’area con forte tradizione nel settore off road, FSA USA ha un servizio di vendita e assistenza a clienti di alto livello.
FSA worldwide
• 40 centri di servizio autorizzati nel mondo
• 17 centri di servizio autorizzati in Euuropa
• 3 sedi internazionali
• 2 brand : FSA e Vision
• 15 team mtb
• 15 team road
• 20 atleti ambassador
• 50 eventi durante l’anno
ma non vuole aspettare, se vuole un prodotto lo vuole subito. Allora cerca online il rivenditore più vicino per acquistarlo. Questo è il mio consiglio: mettete online il vostro magazzino.
Progetti per il futuro che ci vuoi rivelare?
Purtroppo, non sono in condizione di svelare molto, ma non è un segreto che abbiamo sviluppi in corso per trasmissioni e altri componenti dedicati per il mondo eBike, dove quest’anno abbiamo introdotto anche un motore per bici da corsa di altissima gamma, che si chiama FSA E-System. ll motore da 250 W si trova nel mozzo posteriore della bici anziché sulle pedivelle o sul telaio, così la bici mantiene il suo aspetto tradizionale senza ingombri aggiuntivi al movimento centrale. La batteria da 250 Wh è nascosta nel tubo obliquo e il tutto è controllato da un unico tasto.
In termini di crescita che cosa ha significato l’arrivo di FSA Europe per la casa madre? Se nel 2001 FSA fatturava, globalmente, pochi milioni di USD, oggi abbiamo moltiplicato di diverse volte il valore inziale, pur restando un’azienda a conduzione famigliare.
Claudio Marra con Vincenzo Nibali
La visita di Alberto Bettiol, vincitore del Giro delle Fiandre in visita a FSA
Il motorhome di FSA Europe durante un evento di settore
WOMEN4BIKE
DI PAOLA BRAZIOLI
Sorelle "made in Italy"
Cresciute nell’azienda di famiglia, fondata dal padre Pietro nel 1965, e forti di esperienze manageriali all’estero, le due sorelle Santini sono alla guida di una realtà imprenditoriale made in Italy, che punta su materiali sempre più tecnici. Una conduzione tutta al femminile che ha saputo intercettare tra le varie tendenze anche quella del ciclismo rosa. Di questo e altro ci parlano in questa intervista doppia.
Occupate due ruoli importanti in una delle aziende leader nell’abbigliamento per ciclismo. Qual è il vostro background? Quando avete iniziato a lavorare in azienda?
Paola: sono cresciuta letteralmente in azienda. Mio padre mi portava sempre in produzione con lui quando ero piccola. Ciò che accade lì è magico per una bambina: un mondo onirico di colori e tessuti. Ho continuato a essere presente in azienda anche durante le scuole medie e superiori, facendo dei piccoli lavori dopo le lezioni o durante le vacanze estive. Ho iniziato a lavorare in Santini nell’aprile 2009, dopo sei anni passati a Londra come responsabile marketing e PR per un brand di moda.
Monica: essendo un’affare di famiglia ho sempre “vissuto” l’azienda fin da piccola, facendo piccoli lavoretti in fabbrica. Credo che quegli anni mi abbiano regalato il grande amore per il prodotto e per le operations che porto ancora con me. Successivamente, durante l’università, sono passata agli uffici amministrativi e, dopo la laurea in economia, mi sono trasferita all’estero per alcune esperienze lavorative in settori diversi. Sono rientrata in italia nel 2000, iniziando così ufficialmente la mia carriera nell’azienda di famiglia. I primi passi in amministrazione e, dopo due anni, fino al 2004, mi sono occupata della digitalizzazione dell’azienda che all’epoca non aveva un sistema informatico per la parte produttiva. Mi sono, quindi, concentra sullo sviluppo del mercato estero e da dieci anni sono il ceo dell’azienda.
Cosa vi piace del vostro lavoro? Che qualità sono necessarie? P.: del mio lavoro mi piacciono molte cose. Prima di tutto il fatto che il marketing sia un po’ il jolly di tutti i reparti aziendali. Noi dobbiamo confrontarci con il commerciale, con la produzione, con lo sviluppo prodotto, con tutti i dipartimenti. Ogni giorno è una nuova scoperta ed è bello essere al servizio di tutti e avere come obiettivo quello di promuovere l’azienda, la sua immagine, i suoi prodotti. Mi piace molto anche il contatto con gli atleti e le squadre. Vedere che i nostri prodotti sono una parte chiave delle loro performance mi rende molto orgogliosa. Le qualità che servono sono diverse: organizzazione, creatività, problem solving occhio critico. La difficoltà sta nel fatto che oltre ad essere il direttore del dipartimento marketing sono anche parte della proprietà dell’azienda e in questo caso una caratteristica fondamentale da avere è la capacità di guidare le persone, comprenderne pregi e difetti e saperli gestire al meglio. M.: credo che oggi più che mai ci sia bisogno di grande apertura e flessibilità. Il mondo è in forte cambiamento e occorre mettere in discussione ogni cosa in ogni momento. Se ci si ferma pensando di avere tutto sotto controllo, si stanno già perdendo opportunità. Il nostro management è spiccatamente femminile, ben il 90% del personale è infatti formato da donne. In base alla mia esperienza, penso che le donne siano in grado di cogliere l’incrocio meraviglioso tra sport e moda, oltre a saper creare gruppo in modo meno verticale e più in team. In generale però credo che in un ruolo manageriale non si possano definire le persone in base al loro genere, ma servano soprattutto figure professionali con idee nuove ed esperienze diverse.
In questa intervista doppia
Monica e Paola Santini ci parlano dell’azienda di famiglia dove il 90% dei dipendenti è donna. Tra tecnologia e futuro
Sempre più donne si avvicinano al ciclismo. Qual è la strategia di Santini in merito? P.: registriamo, nel mercato italiano dell’abbigliamento femminile, un trend in crescita dal 2016 (in alcuni paesi stranieri anche da prima). A mio avviso, le donne si avvicinano al mondo bike intorno ai venti/trent’anni e scelgono la bici sia per tenersi in forma divertendosi, sia come integrazione ad altri sport. Non si parla solo di allenamento, ma anche di uno stile di vita: sempre più donne scelgono le due ruote anche per spostarsi quotidianamente. A partire dagli anni 70/80 realizziamo collezioni di abbigliamento tecnico specifico. Ogni anno proponiamo dei capi che sappiano rispondere alle esigenze e all’evoluzione dello stile femminile. Nel 2018 abbiamo iniziato a collaborare con la campionessa del mondo 2015 Lizzie Deignan. È nata così la collezione “Lizzie X Santini”, una gamma di capi e accessori for women by women dove l’esperienza dell’atleta si unisce alla tecnicità e al know-how Santini. M.: sappiamo quanto sia importante creare dei capi che permettano anche alle donne di allenarsi al massimo, senza doversi adattare al fitting maschile. Abbiamo voluto offrire un’alternativa realmente “nativa” alle atlete professioniste così come le tante donne appassionate. Per quanto riguarda l’ideazione e la produzione delle collezioni da donna ci affianchiamo ai migliori team femminili professionistici, come il team Boels Dolmans, e alle atlete pro come Lizzie Deignan. Il fatto di lavorare con atlete di questo calibro ci ha permesso di capire cosa fare di diverso per il corpo e le esigenze femminili. Lo abbiamo fatto anche con la Federazione Nazionale Australiana: con loro sviluppiamo il “progetto femminile” da quasi 20 anni.
Quali sono in generale le strategie di comunicazione di Santini per il 2020?
P.: i capi delle collezioni 2020 manterranno le quattro promesse che sono i pilastri fondanti delle nostre linee, ossia fit, performance, comfort e durability. Quattro promesse che sono una garanzia per gli utenti che cercano nei nostri prodotti tecnicità e alta qualità. Continueremo a spingere sul triathlon con nuovi atleti a supporto della nostra partnership con Ironman e con linee di prodotti sempre più performanti, e sulle collezioni donna, con la linea creata in collaborazione con Lizzie Deignan.
M.: parlando di strategie, continuerà la collaborazione attiva con i team professionistici e la partnership con Ironman e UCI, e le gare più importanti del calendario ciclistico: da La Vuelta al Santos Tour Down Under, passando per il Deutschland Tour e il Tour de Suisse. Le collaborazioni con i team professionistici, con i partner e le gare internazionali sono occasioni che ci fanno crescere e ci aiutano a capire meglio cosa cercano sia gli atleti pro, sia gli amatori. Parliamo di abbigliamento, dunque di moda e stile. Quali sono le tendenze? Cosa chiede il ciclista/la ciclista di oggi rispetto al passato?
P.: il ciclista oggi chiede sempre più tecnicità e qualità dai capi che indossa quando pedala. Devono essere comodi e durare nel tempo, proteggere in caso di condizioni meteo avverse, mantenere il corpo al caldo nella stagione fredda ed essere traspiranti al massimo in estate. Capi che non solo favoriscano le prestazioni, ma che siano anche ricercati e curati nello stile. Le tendenze che vediamo sono due: il minimalismo, che nel nostro ambito significa pulizia del design ma altissime prestazioni tecnologiche del prodotto, altri invece sono alla ricerca di pattern unici e particolari spesso usati come all over sul capo. Il ciclista di oggi è un cliente più esigente, che si informa su internet, e per fidelizzarlo bisogna lavorare sodo M.: in generale nelle collezioni 2020 ciò che risalta maggiormente è la scelta dei colori e della fantasia, dove è stata applicata, sia nell’uomo che nella donna. Una filosofia che tecnicamente si chiama mix&match: tutti i capi sono abbinabili tra loro e quindi si possono mixare tutte le maglie con tutti i calzoncini, sia delle linee uomo che donna. Dal punto di vista dei colori, i paesaggi tanto amati dagli appassionati delle due ruote entrano direttamente all’interno dei capi attraverso grafiche creative e colori forti e luminosi.
La bicicletta fa parte della vostra vita. È un interesse che coltivate anche nel tempo libero?
P.: il ciclismo è sempre stato parte della mia vita fin da quando ero piccola, anche se non ho mai gareggiato. Mio papà aveva infatti paura che potessi farmi male in gara e mi ha indirizzato verso il nuoto, sport che pratico tutt’ora. Posso considerarmi una triatleta amatoriale da quando, sei anni fa, mi sono innamorata di questa disciplina.
M.: crescere in una famiglia come la nostra significa essere “immersa” nel ciclismo da subito. Mio papà ci portava alle gare e condivideva con noi la sua passione, passione che in poco tempo mi contagiò. Non ho mai pedalato in un team, ma lo faccio fin da giovane a livello amatoriale perché mi piace e mi fa stare bene.
Da sinistra: Monica Santini, amministratore delegato e Paola Santini, marketing manager Santini Cycling Wear
Esporre per farsi conoscere: i vent’anni di Expo Time
I SERVIZI OFFERTI
1. Una delle campagne pubblicitarie realizzate da Expo Time quando
2. Battaglin durante la presentazione del disco "La bicicletta racconta"
3. Lo stand di Tommasini (tutt'ora cliente di Expo Time) a Eicma nel 1985
4. La famiglia Expo Time, da sin Greta Rossignoli, Marco Rossignoli, Dilva Todini e il marito Walter Rossignoli
5. Il team Expo Time a Eurobike 2018
• Progettazione e allestimenti: Expo Time fornisce al cliente una scelta che spazia dai classici allestimenti modulari alle realizzazioni in legno verniciato o laccato, fino ad arrivare a stand più esclusivi o costruiti con materiali “alternativi”. Tutte le loro realizzazioni sono munite di certificazioni a norma. Si occupa inoltre di progettare e realizzare showroom per negozi e aziende, realizzando allestimenti di qualità e ottimizzando tutti i costi.
• Supporto grafico e immagini: i servizi in questo ambito vanno dalla riproduzione di immagini digitali su supporti di vario tipo, alla realizzazione di concept e cataloghi, brochure adesivi, inviti, campagne adv e realizzazione di espositori. Inoltre, Expo Time ha ampliato il suo impegno anche nel digitale con la possibilità di realizzare siti internet e servizio da web master.
• Assistenza tecnica e organizzativa: noleggio apparecchi audio/video/luci con assistenza tecnica, servizi fotografici digitali e tradizionali, noleggio di attrezzature per catering, rapporti con l’ente fiera, gestione delle iscrizioni alla fiera e contatti con i partecipanti, assistenza di tipo amministrativo e disbrigo delle pratiche burocratiche, scelta e gestione delle aree espositive, assistenza per tutto il periodo della manifestazione, dal montaggio allo smontaggio.
• Servizio Catering: si va dalla realizzazione di un ristorante ad hoc per i clienti che partecipano alle collettive, alla realizzazione di coffee break, aperitivi, light lunch su misura per incontri di lavoro, presentazioni, feste e conferenze stampa; garantendo qualità sulle materie prime utilizzate e un servizio di gestione dell’evento con una totale assistenza prima, dopo e durante la sua realizzazione.
• Assistenza logistica: si occupa direttamente del ritiro del materiale espositivo presso la sede aziendale e della relativa consegna in fiera all’interno dei vari stand.
Le fiere e la comunicazione sono cambiati dagli anni ’80. Ma la società creata da Dilva Todini ha saputo attraversare questo spazio temporale continuando a crescere.
E continua a fornire servizi essenziali alle aziende
Prima di parlare di Expo Time, è doveroso aprire una parentesi che ci porta lontano negli anni. Nel 1980 Dilva Todini, allora agente pubblicitaria per il settimanale “Ciclismo d’Italia”, fonda la Ciclostudio, un'agenzia di marketing e pubblicità legata al mondo delle due ruote a pedale. Ci troviamo nel periodo del boom della bici da corsa made in Italy, una realtà fatta per lo più da aziende a profilo artigianale, buone a muoversi nel proprio ambito ma non ancora mature a operare su un piano internazionale a livello di comunicazione. Dilva, a questo proposito, ricorda quando spesso le veniva consegnato un semplice biglietto da visita (a volte anche sgualcito) da cui partire per la realizzazione di una pagina pubblicitaria. Con malcelato orgoglio, rammenta di come una grande azienda vicentina, leader nel settore della componentistica, rifiutate le proposte di collaborazione
era Ciclostudio
con Ciclostudio, aveva affidato la gestione della propria immagine a una famosa agenzia di pubblicità milanese. La quale, ironia della sorte, essendo avulsa dal mondo della bici, andò a chiedere aiuto proprio a Ciclostudio, che sulla bicicletta la sapeva lunga. Il primo “podcast” sul ciclismo Risale a quell’epoca, ad esempio, la geniale produzione di “La bici racconta”, un disco LP in cui testimoni di tutto rispetto come Alfredo Binda, Vittorio Adorni e Gianni Motta narrano la storia del ciclismo italiano, arricchendola di aneddoti e curiosità. Il valore di questo disco sta soprattutto nel fatto di custodire l’ultima testimonianza vocale del “Signore della montagna”. In questi anni felici per il made in Italy (siamo all’inizio degli anni ‘80), le aziende delle due ruote iniziano finalmente ad ampliare i propri orizzonti, e a muoversi nel mondo, partecipando a fiere ed esposizioni internazionali, e per Dilva e la sua agenzia si aprono nuovi scenari. Piano piano, l’attività legata quasi esclusivamente alla pubblicità, si evolve e si trasforma, puntando quasi unicamente alla fornitura, ai propri clienti (ormai non più limitati al settore bici), di una serie di servizi indispensabili per la buona riuscita delle fiere internazionali.
Da Ciclostudio a Expo Time, dalla pubblicità ai servizi Nel 1999 Ciclostudio, il cui nome legato così com’è al mondo delle due ruote a pedali è come un vestito troppo stretto, viene pensionato, lasciando il posto alla neonata Expo Time. Il suo core business è ovviamente l’organizzazione di spazi espositivi nelle fiere internazionali, dove i clienti espositori vengono accompagnati e assistiti per filo e per segno prima, durante e dopo l’evento. A loro viene assicurata una capillare serie di servizi, che partono dall’acquisizione degli spazi migliori nei vari padiglioni, alla progettazione dello stand; dalla realizzazione dello stesso, all’assistenza tecnica, dal servizio hostess e interpreti alla realizzazione di un ristorante (tanto apprezzato in Italia e all’estero), dal trasporto della merce da esporre, alla soddisfazione di tutta quella serie di esigenze che le manifestazioni internazionali richiedono. Expo Time, che oggi festeggia il suo ventesimo compleanno, ha celebrato qualche anno fa - nel 2013 - il definitivo passaggio del testimone da Dilva al figlio Marco e al suo gruppo di stretti collaboratori, che con la forza e l’energia delle nuove leve hanno sviluppato ulteriormente l’attività, espandendola in altri campi. Da quello sportivo a quello del motociclo, dall’automotive al dentale, solo per citarne alcuni. Scelta azzeccata, questa, da parte di Dilva, che ha saputo plasmare e dare spazio a un team di giovani entusiasti del loro lavoro. In tono scherzoso, su questo tema, lei ci racconta, sorridendo, di una sua visita a una fabbrica di biciclette di illustre fama, in cui il novantenne “pater familiae” distribuiva consigli e dava ordini a tutta l’azienda e, l’anno che non poté venire in fiera, la chiamò per chiederle di dare un occhio al proprio figlio, ormai canuto ultrasessantenne.
Dalla storia all’attualità
Scopo di Expo Time è quindi quello di aiutare le aziende nella comunicazione. Per farlo ha scelto le fiere e gli eventi, come il modo più semplice, diretto e immediato, in quanto permette un rapporto diretto con i potenziali clienti e partner commerciali (B2C e B2B). Questa realtà nel corso degli anni ha maturato un know how unico nel suo genere, che consente loro di superare le piccole e grandi difficoltà che le aziende devono affrontare per partecipare a ogni manifestazione o organizzare un evento promozionale. Si parla di rapporti con le segreterie organizzative, e della scelta dello spazio espositivo, fino alla prenotazione degli alloggi, alla logistica, alle hostess oppure agli interpreti, che spesso in manifestazioni internazionali sono fondamentali. Inoltre, Expo Time è anche in grado di intervenire nella progettazione e nell'allestimento degli stand, oppure, grazie alla grande conoscenza del campo, può realizzare intere collettive di espositori nell’ambito di manifestazioni nazionali ed estere. Lo scopo ultimo è quindi quello di semplificare, di togliere oneri alle aziende impegnate nelle fiere di settore, lasciando loro unicamente gli onori. Spesso alcune complicanze possono sembrare insormontabili; così non è per Expo Time, che fa delle difficoltà di attendere a una fiera o realizzare un evento il proprio “pane quotidiano”.
La prima collettiva di Expo Time per la fiera di Friedrichshafen nel 1998
BRN Day: fiera, corsi e divertimento
Siamo giunti al terzo anno per quello che è diventato oramai un appuntamento fisso e irrinunciabile per molti negozianti e operatori del settore. No, non parliamo di una fiera internazionale di settore o di una gara che richiama migliaia di partecipanti, bensì di un evento promosso, voluto e organizzato da un distributore. Certo, uno dei più grandi e “attrezzati”, ma pur sempre un distributore. Questo non per sminuire l’organizzazione ma, anzi, per dimostrare come con la giusta idea e la volontà, unite ai dovuti investimenti, si possa creare qualcosa di unico partendo dal nulla; anzi dal lavoro di un’azienda consolidata, che fa del rapporto con i propri clienti un punto di forza, un motivo di vanto e orgoglio.
Il risultato: una vera e propria fiera b2b Molti i brand presenti al Palazzo dei Congressi e della cultura di Bologna, che esponevano i propri prodotti, i negozianti presenti potevano visionare tutte le novità, fare ordini, conoscere le aziende, e questo durante tutta la due giorni, negli oltre 5.000 metri quadri di area expo. Insomma, tante le occasioni a disposizione dei presenti per occuparsi del proprio “business”. Tra le aziende presenti: Campagnolo, Brinke, Cicli MBM, Gore Bike Wear, Selle Royal, Five… solo per citarne alcune. Inoltre, un grande spazio è stato dedicato anche al brand proprietario BRN, che ha a catalogo una serie di interessanti soluzioni “money for value”, destinate a chi muove le prime pedalate o al ciclista già evoluto che vuole delle buone performance da prodotti comodi e pratici a prezzi abbordabili. Presentati proprio durante i giorni della manifestazione nuovi modelli specifici, tra cui le scarpe road e mtb, i nuovi occhiali anche con lenti fotocromatiche e i caschi. Non solo, la linea BRN Food si amplia ulteriormente con l’ultimo nato della famiglia, un gel sport specifico che ha necessitato parecchi sforzi in r&d, ma che ora è finalmente pronto per la commercializzazione.
Un’occasione di incontro per gli operatori
In mezzo ai nuovi prodotti e ai contatti commerciali, BRN Day è anche un momento per intrattenere relazioni sociali, scambiarsi opinioni e conoscersi tra addetti dello stesso set -
Terzo anno per la kermesse promossa dal distributore romagnolo.
La ricetta è sempre la stessa ma ampliata nei giorni e nei contenuti riuscendo nell’intento di unire show e b2b
Marco e Gianluca Bernardi, titolari di BRN Bike Parts
tore. Sono state molte infatti le occasioni di scambio interpersonale, a partire dall’area ristoro, allestita in un grande spazio al primo piano del centro congressi, che per l’occasione si trasforma in un mix tra una trattoria tipica romagnola e una sagra paesana, dove è stato possibile assaggiare i piatti tipici della tradizione nell’Osteria BRN, in collaborazione con le Mariette di Pellegrino Artusi. Tra una porzione di ciccioli e un tagliere di salumi, entrambi accompagnati da buon vino, è stato infatti possibile scambiare quattro chiacchiere in amicizia con i vari negozi accorsi e con i rappresentanti delle aziende. A mantenere il clima disteso e rilassato che, non sembra ma aiuta creare un clima positivo anche per parlare di affari e di prodotti, hanno contribuito anche i vari spettacoli di intrattenimento, che hanno portato leggerezza e buon umore.
Il successo è basato sull’accoglienza
Primo fra tutti lo spettacolo del comico Paolo Cevoli, che ha intrattenuto il pubblico nell’auditorium per un’ora fatta di risate e divertimento. A chiusura della prima giornata, BRN ha offerto anche un aperitivo, allietato da un concerto di un’icona degli anni ’80, Sabrina Salerno, che tra pezzi di repertorio e balletti ha accompagnato la giornata di domenica verso il gran finale. L’edizione di quest’anno ha raddoppiato il format, proponendosi su due giorni, domenica 20 e lunedì 21 ottobre, confermando anche il trend in costante crescita dei visitatori e dei negozi accreditati. I primi sono stati infatti oltre 5.500, per un totale di 1.430 shop provenienti da tutta la penisola e oltre. Non sappiamo bene quanti fossero gli stranieri, ma abbiamo intrattenuto un’interessante conversazione con i rappresentanti di un negozio greco, cliente BRN, il che ha contribuito a donare un’ aura internazionale dell’evento.
Il programma: ricco e vario
Il programma delle due giornate è iniziato con la presentazione ai negozianti di tutto il team BRN, a riprova che per i ragazzi romagnoli è importante prima di tutto “metterci la
faccia”. Mattatore di questo momento, il simpatico Paolo Cevoli, che ha aggiunto un po’ di umorismo a un momento che spesso sa un po’ troppo di istituzionale, e quindi di sbadigli e palpebre calanti. Questo incontro, oltre che tutto il team di BRN, ha coinvolto anche le principali novità del catalogo 2020. Oltre 1.200 sono stati i nuovi articoli, in particolare i caschi Cloud2 e Freccia e le creme per il corpo pre e post gara BSkin. Presentate anche le nuove calzature bike, che, come già detto, erano esposte in bella vista nell’area fiera. Queste sono declinate in due modelli, XC MTB e RX Road. Sotto i riflettori anche la nuova linea di abbigliamento da donna Gladiator, fino alla grande e per la verità molto attesa, novità per il 2020, il Catalogo BRN eBike, con una serie completa di componenti e accessori dedicati al mondo in espansione continua della pedalata assistita. Per tutti i negozi che sono anche alla ricerca degli ultimi aggiornamenti e delle ultime novità tecniche, c’è stato molto da lavorare e da imparare alle presentazioni della gamma Selle SMP, di Campagnolo e di Shimano.
Uno show con varie anime per accontentare tutti
Inutile quindi ribadire che si è trattato di uno spettacolo unico nel suo genere, in cui aspetti spiccatamente b2b si sono mischiati con un clima disteso e rilassato, derivato dall’abilità tutta romagnola di mischiare sacro e profano, serio e faceto. Sempre e comunque mantenendo vivo il focus sui prodotti e sulle aziende presenti. “Siamo davvero felici del risultato della terza edizione del BRN Day, la prima con il format di due giorni, l’impegno e la passione del nostro team sono stati premiati dalla presenza e dall’entusiasmo degli oltre 5mila visitatori che sono venuti a Bologna. Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti e i nostri partner, è merito della loro fiducia se abbiamo raggiunto questo importante risultato”, hanno dichiarato Gianluca e Marco Bernardi, titolari di BRN Bike Parts.
brnday.it brn.it
La squadra BRN al completo
L'area expo
Paolo Cevoli durante il suo inedito show al BRN Day
Presentazione del catalogo BRN eBike
Un’impresa d’altri tempi
Quando 22 anni fa i primi eroici iniziarono a pedalare tra le colline del Chianti erano in 92 e forse non immaginavano che nel giro di qualche anno la loro voglia di rievocare il ciclismo di altri tempi avrebbe contagiato migliaia di ciclisti, tanti appassionati che ogni anno la prima domenica di ottobre si trovano a Gaiole per partecipare a L’Eroica e assaporare “la bellezza della fatica e il gusto dell’impresa”, come recita il motto di questa manifestazione ciclo-storica non competitiva nata dall’idea di Giancarlo Brocci nel 1997. Col tempo Eroica è diventato un brand e ha esportato la formula anche all’estero: California, Olanda, Spagna, Gran Bretagna, Giappone, Sudafrica, Germania e dal prossimo anno anche Cina. L’Eroica è un calendario di eventi che cavalca l’onda del ciclismo vintage, quello fatto di maglie in lana e leve del cambio sul tubo obliquo, quello dei pedali a gabbietta e del Chianti ai ristori. Un movimento che è anche stile di vita sostenibile e valorizzazione del territorio. Basti pensare che grazie all’Eroica le strade bianche del Chianti e della Val D’Orcia sono diventate un elemento del territorio da preservare, inserite in un percorso permanente che attira a sé cicloturisti da tutto il mondo durante tutto l’anno. Creando un indotto economico per il territorio circostante che si aggira intorno ai 3-4 milioni di euro. Un contenitore turistico che permette di vivere esperienze, mettendo a disposizione luoghi bellissimi che, in questo caso grazie alla bicicletta, vengono fruiti e valorizzati. Un esempio anche di marketing che ha saputo coniugare il concetto di impresa con l’interesse per il ciclismo eroico di Coppi e Bartali, per il gusto dell’avventura e del viaggio in un’area geografica che è anche terra di eccellenze eno-gastronomiche. L’Eroica ha inoltre dato il via alla passione per le ciclo-storiche. In Italia se ne contano circa 70. Facile dedurre che c’è un mercato interessante intorno a questo fenomeno, fatto di bici vintage, componenti, accessori e abbigliamento. Alcuni brand, compresi top player del settore, hanno creato una propria linea vintage. È il caso, nell’abbigliamento, di Santini, che è anche uno dei global sponsor dell’evento insieme a Bianchi, Brooks, Campagnolo, Continental, Steel Vintage Bikes, Elite e Abus. Proprio Abus, in occasione della 23esima edizione de L’Eroica, ha realizzato un casco da bici moderno in stile vintage con i colori dell’evento.
Boom di stranieri
Il primo weekend di ottobre, dunque, il Chianti si popola di ciclisti, le sue strade sono invase da eroici sulle proprie bici d’epoca con abbigliamento rigorosamente vintage. L’ultima edizione de L’Eroica di Gaiole, la numero 23 che si è svolta il 6 ottobre scorso, ha registrato più di 8mila presenze, raggiungendo così il tetto massimo di iscrizioni consentite. Un evento internazionale che registra una forte crescita delle presenze straniere: quasi il 40% del totale. Tedeschi, svizzeri, olandesi, belgi ma anche australiani e statunitensi, tutti attratti da una formula che ha saputo coniugare sapientemente territorio e ciclo-turismo. Tanti i campioni che si sono presentati al via negli ultimi anni, tra cui il compianto Felice Gimondi, scomparso la scorsa estate, a cui questa edizione ha dedicato il percorso di 108 chilometri. Quest’anno al via si sono presentate anche le olandesi Marianne Vos, pluricampionessa in diverse specialità ciclistiche, e Annemiek Van Vleuten, campionessa del mondo in carica nella prova su strada. Cinque i percorsi disponibili: da quello classico di 209 chilometri e più di 3.800 metri di dislivello che unisce Gaiole a Montalcino (il Chianti al Brunello) al “Piccolo Chianti” che in 46 chilometri regala comunque suggestioni bellissime passando per il Castello di Brolio e i vigneti del Chianti Classico incastonati nella macchia toscana, con Siena sullo sfondo. Partenze scaglionate: la prima, per chi pedalava in sella a biciclette costruite prima del 1930, alle 4.30. Tutti gli altri
La 23esima edizione de L’Eroica ha confermato l’amore crescente per le ciclo-storiche. Un fenomeno che in Toscana rappresenta un esempio virtuoso di valorizzazione territoriale. Una formula vincente che ha conquistato anche l’estero Scheda evento
dalle cinque in poi. Nessuna classifica, nessun vincitore ma solo il piacere di concludere un’esperienza unica.
Il Festival che anima il Chianti L’Eroica è anche una festa che dura un weekend, un Festival che anima Gaiole a partire dal venerdì che precede la ciclo-storica. C’è il mercatino con tante bancarelle piene di ogni accessorio, abbigliamento, pezzi di bici e biciclette. E poi ancora musica, spettacoli, libri, concorsi come quello “d’eleganza” o “barbe e baffi eroici”, la cena eroica e la mini Eroica: pedalata di 6 chilometri riservata ai bambini dai 6 ai 14 anni, alla memoria di Luciano Berruti, che dell’Eroica ha rappresentato lo stile e lo spirito. Il Festival è per molti anche l’occasione di sfoggiare uno stile, vintage sicuramente ma spesso anche più antico. L’occasione per tutti di respirare fino in fondo uno spirito d’altri tempi. eroica.cc
In presa diretta
Abbiamo seguito l’ultima edizione del Giro di Lombardia a bordo di un’auto del Servizio Corse di Shimano. Vivendo per un giorno quello che il team di driver e meccanici mette in campo per dare supporto durante le grandi gare ciclistiche
Nel numero di luglio pubblicammo l’intervista a Veronica Passoni, team leader sports marketing & events Shimano, che coordina la squadra di meccanici del Servizio Corse, ossia coloro che garantiscono l’assistenza neutrale durante le grandi gare ciclistiche targate RCS Sport. Dal Tour di Abu Dhabi a inizio stagione fino a Il Lombardia, passando per il Giro d’Italia e altre grandi classiche come la Milano-Sanremo, gli uomini Shimano intervengono quando necessario in supporto alle ammiraglie dei vari team in corsa. In quell’intervista Veronica ci raccontò il dietro le quinte del servizio, l’organizzazione del team e in cosa consiste l’assistenza neutrale. Alla fine con un’ultima domanda le chiedemmo quali emozioni si provano a vivere una corsa ciclistica “da dentro”. Emozioni e sensazioni che abbiamo potuto toccare con mano durante l’ultima edizione del Giro di Lombardia (anche detto Il Lombardia), il 12 ottobre scorso, a bordo di una delle ammiraglie Shimano, in qualità di ospiti. Con questa esperienza abbiamo così conosciuto in modo più approfondito il servizio di assistenza neutrale durante le grandi corse, anche grazie alla disponibilità di Sergio Pedratti e Duilio Vedovati, rispettivamente driver e meccanico dell’auto che ci ha ospitati.
Assistenza in gara a 360°
Partenza da Bergamo e arrivo a Como, 243 chilometri da coprire e un percorso difficile con tante salite, soprattutto nella seconda parte di gara, che oltre a dare spettacolo come il leggendario Muro di Sormano, rendono la “classica delle foglie morte” – così è chiamato Il Lombardia – una delle competizioni più dure del calendario UCI, anche per chi deve garantire l’assistenza agli atleti. La 113esima edizione, dedicata a Felice Gimondi, improvvisamente scomparso l’estate scorsa, è il banco di prova perfetto per un’assistenza che deve risolvere tempestivamente eventuali situazioni critiche durante la gara. Per dare la massima copertura il Servizio Corse Shimano si avvale di tre auto, più una quarta di scorta, e una moto che è pronta al cambio ruote quando per esempio il distacco tra la fuga e il gruppo è sotto il minuto e mezzo e le auto non possono inserirsi. Prima della partenza la stessa Veronica Passoni ci spiega che solitamente un’auto è al seguito dei fuggitivi, una sta davanti al gruppo e la terza in coda. Noi siamo sulla prima, quella pronta ad assistere i corridori che conducono la gara. Il posto a noi riservato è a fianco del conducente, mentre dietro, sui sedili posteriori, si trova il meccanico pronto ad agire con attrezzi e ruote. Quando un corridore ha bisogno di supporto tecnico e le ammiraglie del suo team non possono intervenire, entra in campo l’assistenza neutrale di Shimano, che in quanto tale non è in collegamento diretto coi corridori e deve saper gestire tutte le possibili situazioni critiche, spesso improvvise. Da qui l’importanza di una pianificazione attenta prima della gara, per prevedere quali bici montare sulla bagagliera oppure, in base alle informazioni che arrivano dall’organizzazione e dalla giuria, sapere già in anticipo quante ammiraglie saranno presenti per ogni team e se ci saranno corridori scoperti. Strategico anche il rapporto con i meccanici delle squadre, in modo da sapere per esempio quante ruote coi dischi è necessario portare. Durante la gara, invece, è sempre attivo il collegamento con Radio Corsa, che trasmette costanti aggiornamenti alle ammiraglie sull’andamento della competizione, il collegamento con i giudici di gara sul percorso e con le altre auto dell’assistenza neutrale. Nessuna distrazione: la richiesta di aiuto da parte di un atleta può arrivare da un momento all’altro. In auto driver e meccanico se-
L’EDIZIONE 2019 DE IL LOMBARDIA IN NUMERI
113 • numero edizione
243 chilometri • lunghezza percorso
oltre 4.000 metri • dislivello positivo percorso
25 • squadre alla partenza 174 • corridori in gara
7 • salite
Vincitore • Bauke Mollema (Trek-Segafredo)
Vincenzo Nibali nel 2017• ultima vittoria italiana
guono attentamente le dinamiche di gara, grazie soprattutto agli aggiornamenti di Radio Corsa, per conoscere la situazione ed essere pronti ad intervenire in qualsiasi momento.
Diverse qualità in campo per non lasciare niente al caso
Una grande attività di coordinamento alla base, che consente al Servizio Corse di Shimano di fornire supporto per qualsiasi cosa: dalle forature al rifornimento in corsa di acqua o integratori in caso di necessità, sempre in accordo con le ammiraglie del team a cui appartiene il corridore. Un compito impegnativo che richiede prontezza e velocità. Una presenza strategica e fondamentale, quella dell’assistenza neutrale, che costituisce un vero e proprio collegamento tra i diversi attori in gioco: atleti, team e giudici di gara. Un’attività portata avanti con tanta capacità organizzativa, ma anche tanta passione. I driver e i meccanici del Servizio Corse hanno un proprio lavoro, qualcuno è titolare di un negozio di biciclette, qualcun’altro lavora sempre nel settore come meccanico. Il team è composto da 15 persone: sette driver e otto meccanici, ma qualcuno all’occorrenza può cambiare di ruolo perché abile sia nella guida sia nell’assistenza meccanica. L’impegno con Shimano si traduce per loro in tante trasferte e una continua attività di aggiornamento. L’assistenza durante una grande corsa, inoltre, è sempre più complicata a causa delle diverse soluzioni tecniche attualmente in campo: freni a disco, freni normali, trasmissioni a 12 velocità. La tensione in gara sull’auto è alta e tanta la responsabilità. Gli uomini Shimano affrontano tutto questo grazie a competenza tecnica e un grande lavoro di squadra.
rideshimano.com
REPORTAGE
DI PAOLA BRAZIOLI
Una passione tutta belga
Il mese scorso siamo stati in Belgio, ospiti di Belgian Cycling Factory, la società proprietaria dei brand Ridley e Eddy Merrckx, in occasione della gara di ciclocross del circuito Superprestige che si tiene ogni anno a Gravere. Un viaggio stampa che ci ha letteralmente catapultati nel mondo del ciclocross belga, in un Paese dove questa disciplina è sport nazionale – un po’ come da noi il calcio – e dove la passione per il fango e la fatica è palpabile. Insieme ad altri giornalisti della stampa internazionale, abbiamo testato la Ridley X-Night SL, bici top di gamma della casa belga per il ciclocross, sul circuito di Gravere, uno dei più belli a livello mondiale, e assistito alla gara dei professionisti, che si sono sfidati sullo stesso terreno.
Il ciclocross in Belgio è una cosa seria.
Quando parliamo di ciclocross inevitabilmente pensiamo al Belgio. Ogni evento di questa disciplina chiama a sé migliaia di appassionati e genera movimento. A partire dai giorni che precedono la gara. Le competizioni a cui prendono parte atleti di tutte le categorie UCI sono il pretesto per un weekend di sport, festa, musica e birra. L’attesa prevede la ricognizione del percorso da parte degli atleti, da fare prima a piedi e poi in bici. Dotati dei tipici stivali in gomma anche noi abbiamo percorso camminando il tracciato di Gravere, di circa tre chilometri, prima del bike test. Un tracciato impegnativo con diverse difficoltà tecniche, curve a gomito e un’alternanza di strappi e discese tale, da mettere a dura prova qualsiasi mezzo. A nostra disposizione per il test anche abbigliamento Bioracer, accessori GripGrab (guanti, calze, base layer), coperture Vittoria, occhiali Rudy Project e casco HJC. Partner
È quella per il ciclocross, disciplina che in Belgio conta sempre su grandi numeri. Un mix di ciclismo e tradizione che coinvolge atleti, pubblico e industrie del settore. Una realtà che abbiamo recentemente testato sul "campo"
tecnici di eccezione, gli stessi che supportano la nazionale belga di ciclismo e il team di professionisti Lotto Soudal. di cui fa parte anche il belga Victor Campenaerts, che lo scorso aprile ha conquistato il record dell’ora su pista con bici Ridley percorrendo 55,089 chilometri. Quella di Gravere è una prova del Telenet Superprestige, circuito di otto gare che si svolge in Belgio e Paesi Bassi da ottobre a febbraio. Considerata dall’UCI come gara di categoria di classe 1 (C1), è tra le più importanti prove del panorama internazionale. Una sorta di "classica monumento" del ciclocross. Per la cronaca l’edizione a cui abbiamo assistito ha visto la vittoria di Eli Iserbyt (Belgio), atleta del team belga Pauwels Sauzen-Bingoal, seguito da Lars van der Haar (Paesi Bassi) del team Telenet Baloise Lions e terzo, il suo compagno di squadra, Laurens Sweeck (Belgio). Grande assente Mathieu van der Poel, rientrato alle gare di ciclocross la domenica successiva, reduce da ben 31 giorni di gare su strada nel 2019. In ambito internazionale oltre alle gare del Telenet Superprestige il calendario UCI comprende diverse prove in giro per il mondo tra cui quelle di Coppa del Mondo, il Campionato del Mondo e il Campionato Europeo, che quest’anno si è tenuto a Silvelle di Trebaseleghe in provincia di Padova. Il ciclocross ha un forte seguito in Svizzera, Italia, Paesi Bassi e soprattutto Belgio. L’egemonia dei team belgi e olandesi in campo maschile però è netta. Tra le donne la situazione è più variegata e tra le leader di classifica troviamo anche le italiane Alice Maria Arzuffi ed Eva Lechner, medaglia d’argento agli ultimi Europei di Silvelle.
La tecnologia che sfida il fango
Quando parliamo di ciclocross intendiamo gare molto brevi e intense. Va da sé che le bici più idonee ad affrontarle devono avere un carattere deciso: rigide e nervose, pronte a reagire in ogni condizione. La Ridley X-Night SL è proprio così: rigida e leggera. Qualità ottenute combinando fibre di carbonio HM unidirezionali di diverso peso distribuite in base alle zone di stress per rendere il telaio più resistente dove necessario. La geometria del telaio risulta più compatta rispetto a una bici da strada (stack più basso e reach più corto), mentre il movimento centrale è più alto per agevolare il superamento degli ostacoli. Il reggisella da 27,2 millimetri regala maggiore comfort al telaio e riduce il peso. Il tubo superiore è appiattito per facilitare il trasporto in spalla della bici. Per lo stesso motivo il triangolo anteriore è più grande. La presa in spalla è agevolata anche dall’assenza di cavi esterni, che sono invece integrati all’interno del manubrio e del tubo sterzo. La tecnologia F-Steerer, curvatura a mezza luna, consente ai cavi di muoversi liberamente quando si gira a destra o a sinistra. Anche la pulizia della bici beneficia di questa soluzione. Cambio Shimano Ultegra elettronico. La soluzione elettromeccanica del gruppo consente una cambiata precisa e veloce, apprezzabile soprattutto nella deragliata. Soprattutto in casi di cambiata estrema e non stupisce che nel cx ad alti livelli sia ormai l’unica soluzione adottata. Copertoni con sezione da 33 millimetri e sistema frenante con dischi da 160 mm all’anteriore e 140 mm al posteriore completano le features della X-Night SL che la rendono una bici specifica per affrontare il fango di Gravere, la stessa bici in dotazione agli atleti del team belga Pauwels Sauzen-Bingoal, che abbiamo avuto il piacere di seguire in gara.
Il gruppo di giornalisti a Gravere durante il viaggio stampa, ospiti di Belgian Cycling Factory
HJC Helmets - Valeco
HJC progetta e produce caschi dal 1971. È distribuito in più di 65 paesi nel mondo. Dal 2018 HJC è fornitore ufficiale di caschi per il team Lotto Soudal UCI Pro Tour. Tutti gli atleti del team Lotto Soudal tra cui il team maschile UCI pro, il team femminile e il team U23 indossano caschi HJC. Tra i caschi prodotti da HJC anche il modello Adwatt, indossato da Victor Campenaerts quando lo scorso aprile stabilì il record dell’ora su pista. Durante il nostro test in Belgio abbiamo indossato il modello Valeco. Tra le caratteristiche principali di questo casco: base occipitale regolabile, supporto per gli occhiali, cuscinetti dell’imbottitura in materiale X-Static antibatterico, 12 canali di ventilazione. Disponibile in 3 taglie: 51-56, 55-59, 58-63.
hjcsports.com
Per l'Italia: EPTA - italiasport@hjc-europe.com
Ridley X-Night SL
La bicicletta che abbiamo provato a Gravere è una cx da competizione pura, la cui geometria è stata perfezionata negli anni grazie alla collaborazione con diversi atleti di spicco e ben 15 titoli mondiali. Attualmente è in dotazione agli atleti del team Pauwels Sauzen-Bingoal, che vede tra le sue fila anche Eli Iserbyt, vincitore della prova di Gravere, terza tappa del Superprestige. Grazie alla tecnologia brevettata da F-Steerer di Ridley, tutti i cavi sono stati integrati nel telaio per facilitarne la presa e per impedire che sporco e fango si accumulino attorno agli inserti degli stessi. Le sue caratteristiche la rendono idonea sia ai tracciati più veloci, sia a quelli con tanto fango, come quello di Gravere. ridley-bikes.com
Caratteristiche tecniche
Telaio: X-Night SL Disc
Gruppo: Shimano Ultegra DI2 Disc
Guarnitura: Rotor 3D+ 46/36
Ruote: Fulcrum Racing 700DB
Copertoncini: Vittoria Terreno Mix
700x33mm
Manubrio: Forza Cirrus Pro Aero
Comfort
Attacco: Forza Stratos
Reggisella: Forza Stratos
Sella: Forza Cirrus Pro
KMC Chain
Il maggiore produttore di catene da bici ha un catalogo molto vasto che copre ogni tipo di bici, utilizzo e gruppo. Per il segmento strada e cross KMC propone il modello DLC disponibile per trasmissioni da 7 fino a 12 velocità, in diverse colorazioni. La tecnologia DLC con cui sono prodotte queste catene garantisce estrema durevolezza e precisione.
Distribuito in Italia da: RMS – rms.it
Caratteristiche tecniche mod. DLC11
• Lunghezza del pin: 5.65 mm
• 118 maglie
• Peso: 247 gr
• non direzionale
• Finitura nichelata
• Compatibile con gruppi Shimano, Campagnolo e Sram 11 velocità.
Vittoria Terreno Mix con Graphene 2.0
Vittoria utilizza il grafene nella produzione dei suoi pneumatici. Questo materiale interagisce con la gomma riempiendo lo spazio tra le sue molecole. Agisce come un magnete, avvicinando le molecole di gomma e migliorando così la struttura generale della mescola. A differenza del grafene di prima generazione, il nuovo grafene 2.0 è studiato per migliorare le prestazioni specifiche degli pneumatici. In altre parole, mentre la prima generazione di composti di grafene ha alzato il livello in modo uniforme, il grafene 2.0 punta sulle singole misurazioni di prestazione e le aumenta in modo in modo tale da ottenere un incremento delle prestazioni in modo specifico per migliorare di volta in volta velocità, aderenza sul bagnato, durata e resistenza alle forature. La bicicletta da ciclocross Ridley X-Night che abbiamo testato a Gravere montava copertoni Vittoria Terreno Mix, che si avvalgono della tecnologia Graphene 2.0 e sono specifici per ciclocross e gravel. vittoria.com
Caratteristiche tecniche della gamma
• 3 composti nel battistrada (3C) per una maggiore durata e aderenza.
• Carcassa tubolare in cotone 320 TPI
• mescola con GRAPHENE 2.0
• Alette aperte per una trazione sicura e senza camber
• Profilo del battistrada tradizionale per transizioni fluide su un’ampia gamma di terreni
L’azienda di Treviso sviluppa, produce e distribuisce in tutto il mondo occhiali da sole, caschi e maschere per lo sport. Presente in oltre 60 paesi supporta diversi campioni e sponsorizza squadre di ciclismo come la Barhain Merida e la Lotto Soudal. A Gravere abbiamo provato l’occhiale Keyblade, modello della collezione 2020 del brand. Questo nuovo occhiale Rudy Project si avvale di un sistema di ventilazione verticale, Vertical Power Flow, che consiste in due prese d’aria all’interno dell’occhiale. Lenti fotocromatiche ImpactX Rudy Project che variano da cat.1 a cat.3. Disponibile anche con lenti statiche in Policarbonato RP Optics Multilaser. rudyproject.com
Geometria del telaio specifica con tubo superiore appiattito per facilitare il trasporto in spalla
Il passaggio dei cavi è intgrato all'interno del tubo sterzo con tecnologia F-Steerer
Inside Taiwan
L’isola asiatica negli anni ha saputo conquistarsi un ruolo di grande protagonista nel mercato della bici. Ne abbiamo avuto piena conferma durante la visita di una settimana a Taichung, nel cuore del distretto produttivo. Durante la quale abbiamo visitato numerose aziende e scoperto vari “dietro le quinte”, oltre alle novità di Taipei Cycle, la seconda fiera più importante del settore
La cultura della bici è sempre più diffusa a Taiwan. A sinistra: un’immagine della partenza del KOM Challenge, importante gara che ogni fine ottobre richiama professionisti e amatori, passando dal livello del mare fino ai 3.275 metri del Monte Wuling, tra panorami molto scenografici. Al centro: le autorità e gli speaker che hanno presentato la nuova edizione della fiera Taipei Cycle. A destra: il gruppo di giornalisti davanti a uno dei siti produttivi di Sram.
Come vi avevamo anticipato sullo scorso numero e come molti avevano già notato grazie ai nostri speciali contenuti “live” su web e social, abbiamo avuto il piacere di trascorrere dal 20 al 26 ottobre un’intera settimana in quel di Taiwan. L’occasione è stata il viaggio stampa organizzato da Taitra e dalla fiera Taipei Cycle per una selezione di giornalisti da tutto il mondo. Le nostre testate sono state le uniche italiane presenti insieme a quelle di Compagnia Editoriale. Davvero tantissime le informazioni e gli spunti emersi partecipando alla presentazione della nuova edizione della fiera, oltre che visitando svariate aziende e siti produttivi. Alcuni materiali sono ovviamente divulgabili, altri sono più…top secret. Per darvi conto di tutto quanto avremmo dovuto dedicare un numero monografico a questa experience. Ma abbiamo deciso di svolgere il tema “a puntate”, proponendovi di volta in volta approfondimenti su particolari tematiche emerse così come focus su marchi, prodotti o servizi.
Taitra
Fondata nel 1970 allo scopo di promuovere il commercio estero: Taiwan External Trade Development Council (Taitra) è la principale organizzazione non-profit per la promozione del commercio estero di Taiwan con obbiettivi simili a quelli delle camere di commercio. Supportato dal governo e da oltre 30 associazioni industriali e diverse organizzazioni commerciali, Taitra assiste le aziende e i produttori di Taiwan nel creare relazioni commerciali con società straniere. Nel caso del segmento bici, l’associazione di riferimento è la TBA (Taiwan Bicycle Association), il cui presidente è Mr Michael Tsend, president e ceo di Merida (che abbiamo incontrato a Taichung). Taitra ha istituito un network ben coordinato per la promozione commerciale che vanta più di 600 specialisti che operano presso la casa madre di Taipei, quattro filiali locali a Hsinchu, Taichung, Tainan e Kaohsiung e più di 50 filiali in tutto il mondo. Tra le quali Milano: fondato nel 2003, il Taiwan Trade Center Milano si pone l’obbiettivo di agevolare e supportare il commercio e le relazioni commerciali tra l’Italia e Taiwan attraverso la realizzazione di diverse attività promozionali e progetti.
Taipei Cycle
Si è imposta come la seconda fiera professionale B2B più importante al mondo e la prima in Asia per il mondo bici. Giunta alla sua 33a edizione, nel 2020 si annuncia ulteriormente in crescita, con una superficie espositiva di 90.000 m2 e più di 1.250 espositori provenienti da 35 paesi. Trovate vari dati e info utili sulla fiera e le modalità di partecipazione da parte di aziende e visitatori nel focus di pagina 31. Le nostre testate saranno peraltro media partner della fiera e parteciperanno alla prossima edizione dal 4 al 7 marzo.
Produzione & export
Come anticipato e come i ben informati sanno bene, oggi Taiwan è un centro nevralgico della produzione mondiale del nostro settore, con un livello qualitativo spesso molto buono, se non elevato. Qui il livello e lo stipendio di un operaio è senz’altro più alto di quello di altri suoi “cugini” asiatici. Questo ha portato negli anni all’apertura di ulteriori sedi produttive (di proprietà di aziende taiwanesi) in paesi a più basso costo come Cina, Vietnam o Cambogia, per poter soddisfare la richiesta di prodotti di gamma inferiore. Senonchè da inizio 2019 la produzione in alcuni mercati è stata fortemente rallentata dai dazi antidumping introdotti dalla UE, come vi spieghiamo proprio in questo numero: da qui l’esigenza anche delle aziende taiwanesi di investire nell’apertura di nuove sedi produttive (anche in Europa). Ma chi sono i clienti delle aziende taiwanesi? Tutti i principali brand del mondo… americani ed europei in primis, in particolare tedeschi e…italiani. Già, perché di brand stranieri prodotti e/o assemblati a Taiwan, ne abbiamo visti davvero tanti. Ma ci torneremo.
Da produttori a brand
Partite come piccole fabbriche di telai e componenti, le aziende taiwanesi negli anni hanno saputo conquistarsi crescenti fette di mercato come OEM (Original Equipment Manufacturer) fornendo aziende in tutto il mondo e nell’after market. Il passaggio successivo è stato quello di costituire anche brand propri, di media o anche elevata qualità. I casi di Merida e Giant insegnano. Ma anche la storia di FSA, che peraltro vi raccontiamo in esclusiva sempre su questo numero alle pagine 16-17, è emblematica. E conferma come le connessioni con l’Europa e anche l’Italia siano numerose e in ascesa da parte delle aziende taiwanesi. Del resto sono i numeri a confermarlo. E proprio a una serie aggiornata di dati e statistiche molto interessanti è dedicata la prima parte del nostro speciale, con le tabelle e i commenti che trovate in queste due pagine.
Factory tour
Davvero ricco il programma del tour, che ci ha visto incontrare decine di aziende e brand, spesso visitando le loro sedi produttive. Riscontrando sempre grande apertura, accoglienza e disponibilità nelle spiegazioni e nel condividere tutte le informazioni sulla loro company, anche nelle aree più sensibili e riservate (pur con il divieto di realizzare in queste zone foto e video). Tantissimi brand intercettati, mentre tra le aziende visitate: Sram, Tektro, Fritz Jou, Sunrise, Jagwire, Flinger, A-Pro, Microprogram. Proprio a queste ultime due abbiamo dedicato un focus a pagina 30 (A-Pro) e a pagina 9 di eBike4trade (Microprogram).
Boom dell'export di eBike: +131% rispetto al 2018
I dati parlano chiaro, l’industria della bici a Taiwan è una realtà consolidata e tra le più importanti al mondo. Un comparto che tra accessori, telai e bici complete fattura milioni di dollari ed è una delle industrie più importanti di quel lontano Paese. Di anno in anno cresce e sa adattarsi ai cambiamenti nel mercato, ed è forse questa la sua caratteristica vincente sul mercato internazionale. Infatti, il volume totale delle bici vendute (eBike comprese) più la componentistica, se si legge l’ultimo dato riportato nella Tabella 1, ha avuto un aumento in doppia cifra nel 2019. Il dato, riferito ai primi nove mesi dell’anno, parla chiaro; le bici tradizionali esportate scendono, ma non in maniera drastica, anche se il valore in termini percentuali cala meno dei pezzi, sarà perché chi compera una bici di alta gamma opta sempre più per un’elettrica e questo soprattutto nel campo delle costose eMtb full suspended. Una tendenza da mettere a sistema con l’aumento esponenziale nel settore delle eBike, con la Cina (quasi) fuori dai giochi a causa dei dazi è Taiwan ora a farla da padrone e a dettare le regole del mercato. L’aumento sia in termini di volumi che di valore è superiore al 100%. Un dato che potrebbe anche non sorprendere se considerato avulso dal piano fisico; occorre però tenere conto del fatto che, per aumentare la produzione di questi numeri in un solo anno, servono organizzazione, flessibilità e coinvolgimento della governance, che non è poco, anzi in Paesi come ad esempio l’Italia sarebbe impossibile in così poco tempo.
Parola d’ordine “responsività”
Ciò dimostra che Taiwan ha una filiera che risponde in maniera quasi immediata a stimoli esterni e una propensione a pensare in divenire, nonché un aiuto da parte delle istituzioni non indifferente. Questo non avviene però con prodotti di bassa qualità, la cosa è resa più complessa dalla tipologia di bici che Taiwan intende esportare, infatti per contrastare l’export cinese, anche storicamente la qualità della produzione da quelle parti si attesta su
posizioni medio alte. Questo si può evincere “matchando” altri due dati, il primo riguarda i Paesi verso cui Taiwan esporta, in cima alla classifica abbiamo gli stati più ricchi del mondo, i cui abitanti certamente non acquistano le biciclette al supermercato, in primis USA e Nord Europa, tra cui, sempre più sorprendente, il dato di quello che è diventato il mercato di riferimento a livello mondiale, sicuramente il più avanzato: l’Olanda. I Paesi Bassi si piazzano sempre nei primi posti assoluti a fronte di una popolazione complessiva di soli 17 milioni di abitanti. Un altro dato che fa percepire la qualità di tutto rispetto dei prodotti provenienti da Taiwan è sicuramente il prezzo medio di ogni bici esportata, che tiene conto di bike ed eBike nel loro complesso. Si passano abbondantemente i 600 dollari, ben al di sopra della media dei Paesi dell’Europa a 28 e quindi del mercato mondiale. Il modello “far east” quindi non funziona solo con prodotti di bassa gamma venduti a prezzi di accesso, ma la qualità espressa da certe manifatture è, di fatto, molto elevata.
La fiera come guida di tutto il settore Uno dei motori del sistema Taiwan legato al mondo bike è sicuramente la fiera Taipei Cycle, che, dopo la dipartita di Inter Bike, è divenuta la seconda fiera al mondo, di sicuro quella più in crescita e che gode di maggiore salute; questo grazie alle continue iniziative che, proprio come fa l’industria, si adatta e anticipa gli umori di un mercato complesso e sfaccettato. Dal 2020 ci sarà un’area dedicata al cicloturismo e alla cultura della bicicletta, tra cui anche l’allenamento. Un’area sarà dedicata esclusivamente ai sistemi per eBike e conta già 200 espositori. Tutta l’industria dell’isola, ovviamente, sarà presente allo show, che sta però diventando sempre più internazionale, con il 25% dei brand internazionali (focus completo sulla fiera a pagina 31).
3: PRIMI 10 MERCATI DI ESPORTAZIONE PER eBIKE PER VOLUME, Q1-Q3 DELL’ANNO 2019
Esportazioni
(in migliaia)
Esportazioni totali di eBike per valore (in milioni di USD)
Prezzo unitario medio biciclette (USD)
Valore dell’esportazione delle parti principali (in milioni di USD)
Valore totale combinato di biciclette ed eBike
(in milioni di USD) Totale
Valore totale combinato di biciclette, e-eBike e componenti completi (in milioni di USD)
*Fonte: Customs Administration, Ministry of Finance, redatte da Taiwan Bicycle Association
TABELLA
TABELLA
Il know how di Apro per X-Fusion
Partito come terzista, il gruppo ha lanciato nel 1999 il proprio brand: specializzato nelle sospensioni, in 20 anni è riuscito a consolidare partnership con alcune tra le più importanti case produttrici di bici
A proposito di APRO Tech. Co.
X-Fusion è un brand
dell’azienda Apro Tech. Co. Che, dal 1982, produce telai bici di alta gamma per l’industria del ciclo (ben 1,2 milioni l’anno in particolare per 10 grandi marchi). Nel tempo l’azienda taiwanese ha esteso la produzione a cerchi (che incidono per il 10%), sospensioni (15%) e bici pieghevoli con linee di produzione proprie e un fatturato di circa 45 milioni di dollari. Con una forte esperienza su materiali come: cromo, acciaio inossidabile, alluminio, titanio e fibra di carbonio, Apro investe costantemente in ricerca e sviluppo di nuove tecnologie e nuovi materiali, contando su più di 3.000 dipendenti, di cui il 10% ingegneri, e 4 fabbriche localizzate in due paesi. Anche Apro parteciperà al Taipei Cycle Show. Ecco una timeline con le principali date che riguardano l’azienda:
1982 - viene fondata nel distretto di Dajia, a Taichung. 1986 – avvio ricerca e sviluppo fascia alta road e mtb
1989 – installazione del sistema di disegno AutoCAD
1990 – prima linea di produzione di telai in alluminio
1993 – Apro Schenzhen (China) inizia la produzione
1994 – avviata ricerca e sviluppo nell’alluminio
1994 – certificazione ISO9002 (in seguito 9001)
1999 – fondato il brand X-Fusion
2001 – implementazione del TPS (Toyota Production System)
2003 – Apro Shangai inizia la produzione
2004 – ERP Enterprise Resource System
2005 – nuova fabbrica dedicata al carbonio
2005 – nasce il brand di bici pieghevoli ORI
2012 – apre lo stabilimento di cerchi in carbonio
2017 – nuova fabbrica di sospensioni e, in Vietnam
nuova fabbrica di telai
2018 – certificazione ISO 9001-2015
2019 – certificazione IATF 16949-2016
Tra le visite più interessanti va annoverata senz’altro quella che ci ha portato a conoscere meglio il gruppo Apro, del quale trovate le principali date nel box dedicato. Focus della visita alla sede produttiva è stato il brand X-Fusion, nato nel 1999 e specializzato nella produzione di sospensioni di alta gamma per le mountain bike. Una realtà che può contare su più di 150 dipendenti e una produzione di 100.000 forcelle, 100.000 ammortizzatori e 150.000 dropper ogni anno. Con una storia ultra-ventennale nella produzione di sistemi di ammortizzazione, non sorprende il livello di attenzione fornito ad ogni dettaglio, che abbiamo avuto in effetti modo di verificare durante la nostra visita, della quale trovate testimonianza nelle varie immagini. Negli ultimi 10 anni il brand è stato in grado di ampliare l’offerta dei prodotti, creando una rete di distribuzione e supporto globale. Fino ad arrivare a incidere per il 50% sul fatturato del gruppo Apro, che continua a essere un importante player nel mercato OEM. Un successo che non sorprende considerando che l’obiettivo dichiarato del brand è costruire sistemi di sospensione di alta qualità, che offrano un livello superiore di prestazioni e durata. Negli anni X-Fusion è stata in grado di consolidare partnership importanti con grandi marchi del mondo bici come Trek, Cannondale, Specialized, Ibis, Jamis, GT, Norco, Scott, Ghost, Canyon e altri. Questi marchi si sono affidati a X-Fusion che offre loro una soluzione tecnica performante e affidabile.
Questione di generazioni
Particolarmente interessante l’incontro con Ivan Lin (assistant vice president) che ci ha peraltro accompagnato nella visita. Non prima di averci illustrato il suo punto di vista sulle dinamiche del mercato e sulla gestione delle aziende taiwanesi. Sul primo punto non si è dimostrato molto preoccupato della concorrenza di altri mercati più “cheap” in quanto un segmento come quello delle sospensioni e dei suoi derivati richiede comunque un livello qualitativo molto elevato, con prezzi corrispondenti. Sul secondo punto ha dichiarato invece: “Se le prime generazioni erano brava a produrre, le seconde hanno imparato a vendere. Ora tocca alla terza generazione fare un passo in più nella costruzione del brand e nel marketing. Le pime due arrivavano da una mentalità puramente produttiva e abituata a investire in macchinari e non in comunicazione. I taiwanesi hanno ancora da imparare (anche se a volte lo hanno fatto), dagli americani e dagli europei”. xfusionshox.com
Ivan Lin, assistant vice president
Foto di gruppo per i giornalisti nella sede di APRO Tech. Co.
Le immagini della sede produttiva con prodotti grezzi lavorati, assemblati e infine testati mediante appositi macchinari.
Dove l’industria mondiale del ciclo si incontra
Parliamo di Taipei Cycle Show, la grande
fiera internazionale del settore
che promette numeri importanti per l’edizione 2020. Ecco i dati e le informazioni utili
Lo scorso 1° novembre si sono aperte le iscrizioni per la fiera internazionale del settore ciclo che si terrà presso il centro espositivo di Taipei Nangang (Hall 1 & Hall 2) dal 4-7 marzo 2020. Taipei Cycle Show, giunta alla sua 33° edizione, si pone come la seconda fiera professionale b2b più importante al mondo e la prima in Asia. Un gateway strategico per i mercati asiatici e del Pacifico, essenziale per i principali operatori sia del comparto post-vendita sia OEM. L’esposizione asiatica rappresenta l’opportunità per tutti gli operatori di fare rete, stringere affari e condividere approfondimenti sul futuro dell’industria ciclistica. La preregistrazione avviene tramite form sul sito ufficiale dell’evento: taipeicycle.com.tw
Evento globale in crescita
Con una superficie espositiva di 90.000 mq e la partecipazione di più di 1.250 espositori provenienti da 35 paesi, Taipei Cycle rappresenta una vetrina omnicomprensiva che propone tutti i prodotti dell’intera filiera produttiva nonché tutte le novità legate all’integrazione del settore ICT nel comparto bici. A Taipei Cycle sarà quindi possibile trovare brand più importanti di biciclette, parti ed accessori, biciclette elettriche ed a pedalata assistita, abbigliamento, servizi, prodotti ed applicazioni smart cycling. La Fiera si svolge in contemporanea con la manifestazione TaiSPO dedicata agli articoli sportivi. L’organizzatore, Taiwan External Trade Development Council (TAITRA), ha affermato che nel 2020 il numero degli stand di Taipei Cycle aumenterà del 17% rispetto all’anno precedente. In linea con le tendenze del mercato globale, ci sarà un’area dedicata ai sistemi di biciclette e motori che include: motori, moduli batteria, carica batterie, sistemi di gestione dell’alimentazione e altre tecnologie. Questo comparto, che già prevede 200 espositori, è il doppio rispetto agli anni precedenti. Ben rappresentata sarà l’industria eBike di Taiwan che ha assistito a una crescita delle esportazioni del 131% nei primi tre trimestri del 2019 e che rappresenta un settore in rapida crescita. L’esposizione di Taipei sarà frequentata da aziende leader a livello mondiale provenienti da tutto il mondo. Sono previsti padiglioni nazionali dedicati ai brand che provengono da mercati chiave tra cui Giappone, Italia, Corea e il padiglione della Confederazione delle industrie europee della bicicletta (CONEBI).
Un riferimento per la vita, la moda e la cultura della bicicletta Una piattaforma in poche parole unica per il commercio, che nell’edizione 2020 si propone anche di promuovere attivamente la cultura della bicicletta. L’edizione 2020 vedrà, infatti, la presenza della sezione “Cycling Service”, che include cicloturismo, community, allenamento ciclistico e altro. Taipei Cycle risponde così al governo di Taiwan che ha dichiarato il 2021 l’anno del turismo in bicicletta. L’edizione 2020, inoltre, darà risalto anche alle collezioni di abbigliamento ciclistico con le ultime novità. Taipei Cycle Show è l’unica fiera a svolgersi
INCENTIVI PER LA FIERA E VOLO
La fiera, organizzata dalla Camera di Commercio di Taiwan, oltre ad avvalersi di voli diretti dall’Italia per Taiwan, prevede incentivi per i buyer italiani, che riguardano il soggiorno oppure le spese di viaggio. Il requisito richiesto è nessun incentivo TAITRA ottenuto nel corso dell’anno. Gli incentivi disponibili sono inoltre fruibili da una sola persona per azienda e la richiesta è subordinata alla disponibilità
DIRETTO DA MILANO
residua dei fondi. Gli incentivi sono di due tipi (non cumulabili):
• Soggiorno fino a 4 notti consecutive in un hotel convenzionato di Taipei (budget massimo NTD 12.000)
• Contributo sulle spese di viaggio pari ad un importo di NTD 12.000 (al tasso di cambio in euro).
Per informazioni: Taiwan Trade Center Milano 02.20241008 – milan@taitra.org.tw
PERCHÉ TAIPEI CYCLE
• Il più importante raduno mondiale del settore del ciclismo b2b
• Accesso diretto ai principali marchi e produttori mondiali del ciclismo
• Permette alle aziende di raggiungere mercati asiatici del Pacifico
• Riunisce i principali fornitori del mercato post-vendita e OEM
• Un hub per esporre e vedere le ultime
Il profilo degli espositori
(dati edizione 2019)
56% Parti di bici e componenti 13% Biciclette complete 24% Marchi d’oltre oceano 2% Accessori bici 4% eBike e unità motore 1% Startup e applicazioni IoT
tendenze, l’innovazione, la ricerca e lo sviluppo nel ciclismo
• Permette di fare affari con i principali attori del settore a livello globale
• Frequentata dai principali distributori mondiali e media specializzati
• Apre la strada al crossover tra elettronica e industria del ciclismo attraverso tecnologie connesse
in concomitanza con un evento UCI: il Tour di Taiwan che si correrà dal 1 al 5 marzo 2020. Tra gli eventi in programma durante la fiera ci sono anche: la cerimonia di apertura, le dimostrazioni outdoor, Taipei Cycle d&i awards, i forum internazionali e i test-drive. Non solo, Taipei Cycle Show continuerà a condurre test, forum internazionali e saloni culturali, attraverso discussioni e contenuti multicanale e multilivello. Un palcoscenico a tutto tondo che metterà i visitatori in condizione di incontrare i brand che influenzano il settore, a stretto contatto con le tendenze più innovative.
Taipei Cycle d&i awards 2020
Le aziende hanno tempo fino al 16 di dicembre per sottoporre propri progetti e prodotti innovativi ai Taipei Cycle d&i awards, una delle competizioni più autorevoli di design per l’industria ciclistica globale. A partire dal 2012, TAITRA e Taiwan Bicycle Association (TBA) hanno commissionato a iF Design Asia Ltd. il premio “Taipei Cycle design & innovation awards” che sta per giungere alla sua ottava edizione. Si tratta di una piattaforma per l’innovazione e il design nel settore ciclistico mondiale, nonché un palcoscenico ideale per i talenti innovativi. Le categorie incluse sono: biciclette complete, parti e componenti, accessori per il ciclismo, eBike e unità motore, applicazioni Internet of Things (IoT) nel ciclismo. Ci sarà, inoltre, il “Gold Award - Young Enterprise” che sarà assegnato di nuovo quest’anno per incoraggiare lo sviluppo di startup. Ogni anno un comitato di valutazione professionale si riunisce a Taipei per la selezione. I vantaggi per i vincitori includono: utilizzo del logo degli awards, presenza alla cerimonia di premiazione, spazio di una mostra dedicata durante Taipei Cycle Show e online, una suite di materiali promozionali. Sul sito ufficiale taipeicycle.com.tw ci sono le linee guida per la registrazione. taipeicycle.com.tw
Proiettati verso il futuro con NamedSport
Nel punto di contatto tra passione sportiva ed esperienza nel settore della medicina naturale nasce questo brand. Con l’ambizioso obiettivo di diffondere una sana e corretta cultura dell’alimentazione e della nutrizione sportiva
Per dare una data di nascita a questo progetto, bisogna risalire al 2014 con il lancio di una nuova linea di supplement innovativi e specifici per migliorare la performance sportiva, sviluppata dal ceo&co-founder Andrea Rosso insieme a Named S.p.a., azienda farmaceutica italiana specializzata nel campo della fitoterapia e della Natural Medicine. In questo modo si è voluto portare l’expertise farmaceutica nell’ambito della nutrizione sportiva per offrire la massima efficacia delle formulazioni, preparate con materie prime ricercate e selezionate, pensate per chi fa del benessere naturale un vero e proprio stile di vita.
Ciclismo
Nel panorama sportivo, il ciclismo rappresenta lo sport di endurance per eccellenza. Lo sforzo fisico e mentale è spinto continuamente oltre limiti e NamedSport si lega da sempre alle competizioni e alle squadre fra le più importanti del ciclismo mondiale. Tanto da diventare, dal 2016, quindi a soli due anni dalla sua nascita, official sponsor del Giro d’Italia e title and presenting sponsor delle Grandi Classiche del ciclismo in Italia: Strade Bianche, Tirreno Adriatico, Milano Sanremo, Milano Torino, Gran Piemonte e Giro di Lombardia. Nel 2017 diventa top sponsor del Giro d’Italia e protagonista, nell’ambito del Circuito Mondiale UCI, come Nutrition Partner di quattro Pro Tour Cycling Team di primissimo piano. Nel 2018 e per altri cinque anni si riconferma il titolo di top sponsor e sponsor esclusivo della classifica “Vincitore di Tappa” del Giro d’Italia e di title and presenting sponsor delle Grandi Classiche del ciclismo in Italia. Il 2018 è anche l’anno in cui l’amore per il ciclismo professionistico si spinge oltre i confini nazionali e in cui NamedSport diventa official sponsor de La Vuelta, il Grande Giro di Spagna, nonché de La Volta Ciclista a Catalunya, il Tour de Yorkshire, la Vuelta a San Juan, l’Adriatica Ionica Race.
Altri sport
Quello che l’azienda ha voluto creare nella sua crescita sono delle risposte mirate per ogni tipo di attività, fornendo supplement che sostengano e alimentino gli atleti di tutti gli sport,
partecipando attivamente a numerosi eventi e competizioni a livello internazionale. Negli ultimi anni NamedSport si lega ad atleti del calibro di Federica Pellegrini, testimonial del suo Omega 3 Double Plus, e a squadre come la Movistar Yamaha MotoGP di Valentino Rossi e la Virtus Pallacanestro Bologna. Dal trail allo sky running, dal crossfit al fitness, dal running al volleyball, dalla MTB al triathlon, dalla pallacanestro al nuoto, dal golf al motociclismo.
namedsport.com
Total Energy Recovery PRO +
NamedSport guarda al futuro e lì ci colloca la novità di prodotto appena lanciata. Si tratta di una bevanda per il recupero post-gara. La sua esclusiva formulazione innovativa e altamente tecnica è stata progettata per essere consumata come supplement ready-to-drink subito dopo una lunga e intensa performance; creato appositamente per l’occasione, è diventata la bevanda ufficiale per il recupero del Tour de France. Il recupero a
base di proteine è rigenerante, rinfrescante e dissetante oltre a risultare leggero al palato grazie alla sua formulazione a base d’acqua. La sua composizione è basata sulle proteine del siero di latte isolate di alta qualità (30 g per bottiglia), che contribuiscono alla crescita e al mantenimento della massa muscolare, mentre l’assenza di grassi e zuccheri lo rendono perfetto per un’assunzione immediata al post-workout.
Numbers of Kona.
Le cifre della velocità
La rassegna iridata del circuito Ironman ci offre come ogni anno un interessante spaccato del mondo del triathlon su lunga distanza. Ecco come nell’ultimo anno sono variate le abitudine e gli interessi degli atleti
Quest’anno il mondiale Ironman a Kona ha sancito il ritorno di Re Frodeno, che dopo due anni di stop non ha voluto lasciare niente a nessuno. Terzo mondiale, record del percorso e una sicurezza così forte da far sembrare quasi facile uni'mpresa sportiva che resterà nell’albo d’oro. Anne Haug vince a sorpresa la gara femminile, interrompendo così quello che sembrava un dominio senza fine di Daniela Ryf. Kona non è importante solo da un punto di vista prestazionale, ma anche per l’importante fotografia che di anno in anno regala su quelle che sono le abitudini e le tendenze del triathlon long distance. Sicuramente all’interno della zona cambio l’attenzione maggiore è catalizzata dalle bici e dai componenti. Trattandosi delle protagoniste della frazione più lunga e snodo determinante per una buona riuscita della frazione di corsa, gli atleti prestano sempre molta attenzione a questo oggetto. Le presenze all’evento offrono uno spaccato abbastanza realistico delle preferenze che i partecipanti accordano alle aziende e di conseguenza un'indicazione su chi, al momento, si sta muovendo meglio nel settore.
Cervélo resiste, ma Canyon vola Tra le bici, Cervelo si conferma ancora leader incontrastata sulla Big Island con le sue 489 unità; non ha più i numeri mostruosi del 2017 in cui sfiorava le 600 unità, ma resta ancora saldamente al comando quasi doppiando la seconda in classifica, Trek, con le sue 258 unità. In ascesa inarrestabile Canyon, che addirittura arriva ad insidiare Specialized e passa dalle 130 alle 179 unità tra il 2018 e il 2019. Sicuramente la vittoria del titolo mondiale negli ultimi cinque anni con Frodeno e Lange ha dato un forte impulso anche a livello di marketing, di fatto mostrando quella di Canyon come la bici vincente. Ancora in calo Specialized, nonostante il lancio della nuova bici, seppur lentamente continua a perdere terreno. Molto bene Quintana Roo, nonostante non sia ancora diffusissima in Europa: a Kona passa dalle 97 alle 122 unità (forte del successo nel mercato statunitense). Che sia pronta per aggredire il mercato del vecchio continente? Male le italiane, prima rappresentante del bel paese è Pinarello, addirittura sotto le 10 unità. È un dato che lascia spazio ad ampie riflessioni in quanto l’anno scorso Wurf in sella alla Bolide ha siglato il record della frazione bici. Wilier, Kuota, Colnago, De Rosa e Guerciotti timbrano il cartellino, ma solo grazie a qualche atleta sponsorizzato e a qualche appassionato. Risulta strano vedere delle eccellenze del mondo del ciclismo, note a tutti gli appassionati di settore per la qualità dei loro prodotti, relegate a fondo classifica. Naufragio BMC, che passa dalle 108 unità del 2018 alle 77 del 2019. Tra le ruote resta regina incontrastata Zipp, che passa abbondantemente il 30% delle quote, molto bene Enve che fa registrare una crescita molto pronunciata, passando dalle 385 unità dell’anno scorso alle 460 di quest’anno.
Tecnologia e dati a supporto della prestazione Una crescita così netta in un mercato quasi monopolizzato da Zipp è sicuramente un bel riconoscimento agli sforzi dell’azienda. Molto interessante il discorso power meters, dalle 256 unità del 2009 si è passati alle ben 1.563 di quest’anno. Quest’impenna-
ta è sintomo delle abitudini degli atleti che si evolvono anno dopo anno, portandoli a essere sempre più interessati a un approccio all’allenamento più tecnico e specifico. Interessante anche il movimento dei singoli brand in questo settore. Garmin, in testa al gruppo, si fa portavoce di tutte quelle case che hanno scelto di porre il misuratore di potenza sul pedale e non sulla guarnitura. Se una volta quest’approccio era guardato con sospetto dagli utenti finali a causa dell’affidabilità minore rispetto a un misuratore posto sulla pedivella, oggi il progresso tecnologico consente di avere un affidabilità della misurazione molto elevata anche sul pedale. Questa caratteristica, legata alla facilità di montaggio, probabilmente è alla base del grande successo di questo prodotto. Nota di merito sicuramente all’italiana Favero, che dall’assenza dell’anno scorso si presenta alle Hawaii su ben 70 bici, mettendosi alle spalle nomi blasonati come Rotor e SRM, un bell’esempio di made in italy che crede nel suo potenziale e nelle sue qualità. Per quanto riguarda i gruppi, la situazione resta sostanzialmente invariata dal 2018: Shimano rimane saldamente in testa alla classifica con 1.927 pezzi, timidamente inseguita da Sram, 430. Presenti anche Campagnolo (19 pezzi), marchio dalle qualità tecniche ed estetiche molto elevate ma forse ancora troppo solo per intenditori, e Vision con una sola presenza. Kona ogni hanno si conferma l’evento nel mondo del triathlon in grado di offrire importanti spunti di riflessione sia sul piano atletico sia sul mercato, un'interessante diapositiva di un mondo in rapida espansione e in grado di catalizzare interesse e investimenti.
fonte dati: triathlete
POWER METER
RUOTE
Canyon - Speedmax CF SLX 9.0 LTD
Ad oggi è la bici da battere, forte di cinque mondiali Ironman vinti consecutivamente, la bici da triathlon della casa tedesca sta dettando la linea da seguire e soprattutto pone al centro il comfort del ciclista, oltre a curare una bici dalle altissime prestazioni. Canyon è stata in grado di sviluppare un sistema integrato per lo storage dell’idratazione e dell’alimentazione in gara, tra i più avanzati nel settore. Inoltre investe tantissimo nello sviluppo del prodotto, è facile ritrovare sulle bici degli atleti soluzioni sperimentali che poi verranno prodotte per gli amatori.
canyon.com
SCHEDA TECNICA
• Telaio: Canyon Speedmax CF SLX Carbonio
• Forcella: Canyon F32 CF Carbonio
• Gruppo: Shimano Dura-Ace Di2 R9150 SS
• Freni: Canyon B11-16 TT Front/Canyon
B12-16 TT Rear
• Sella: Fizik Mistica
• Ruote: Zipp 858 NSW/rear SH11
• Gomme: Continental Grand Prix 5000 / Attack 23 mm
Al centro Anne Haug, vincitrice femminile Ironman World Championship 2019
Proiettili nel vento
La sfida dell’uomo contro il tempo e la ricerca della velocità. Sono temi caldi nel mondo dello sport, in particolare in quello delle due ruote. Le bici da cronometro sono la massima espressione di questa filosofia e, seppur estremamente specifiche, riescono a rivelare due anime radicalmente diverse
Nessuna protezione da parte del gruppo, un mix di tecnica, forza e aerodinamica sono le principali caratteristiche delle bici da cronometro, le assolute protagoniste della sfida dell’uomo contro il tempo. Sempre più simili ad astronavi, sono il frutto di centinaia di ore di ricerca e sviluppo in galleria del vento, volte a minimizzare il più possibile l’impatto con l’aria permettendo all’apparato atleta/bici di scivolare nell’aria. Di anno in anno le case hanno cercato di trovare soluzioni sempre più innovative e funzionali per ottimizzare le prestazioni sia sviluppando tecnicamente il mezzo, sia cercando un’evoluzione che permettesse al ciclista di esprimersi al meglio nella sua disciplina.
Gemelle diverse
Quest’aspetto ha portato progressivamente a bici da cronometro simili ma con vocazioni differenti, le TT "pure" e quelle per i triathlon long distance. La creazione di questi mezzi deve tenere conto anche di regolamenti differenti: quello UCI, molto più vincolante e legato a un telaio tradizionale con forma triangolare, e quello del circuito Ironman, che non pone particolari vincoli strutturali e lascia più libertà alle case di esprimere la loro creatività. Alcune si sono lanciate nello sviluppo di telai appositamente dedicati, mentre altre hanno semplicemente riadattato i loro modelli da TT inserendo dei supporti per l’integrazione e integrandoli nel telaio, in modo da fornire un adeguato supporto nutrizionale all’atleta senza penalizzare la resa aerodinamica del mezzo. Divisione necessaria, in quanto si parla di due discipline che, pur utilizzando mezzi simili, hanno un approccio atletico completamente differente. Le gare a cronometro richiedono sforzi ad altissima intensità per distanze relativamente brevi,
di conseguenza l’atleta deve poter ottenere il massimo della prestazione in questo lasso di tempo e di conseguenza portare ad esaurimento le sue riserve energetiche.
Poca spesa, tanta resa
Nel triathlon long distance, invece, quello che conta maggiormente è l’aspetto gestionale, l’atleta deve poter far affidamento su un mezzo che lo agevoli nel mantenere una buona media durante la frazione ciclistica, ma che gli consenta allo stesso tempo di curare adeguatamente l’integrazione e di avere un gesto atletico che gli permetta di correre efficientemente una volta sceso dalla bici. Nella cura di questo è anche fondamentale l’impostazione biomeccanica dell’atleta sulla bici, le due discipline richiedono posizionamenti differenti, in modo che i carichi muscolari siano adeguati ad affrontare lo sforzo richiesto. Ogni dettaglio può fare la differenza Non solo telai, ma uno sviluppo a tutto tondo, che coinvolge componentistica e abbigliamento; quando si lotta contro il tempo ogni dettaglio è importante, dalle ruote al casco nulla può essere lasciato al caso. Se le ruote in realtà sono le stesse in entrambe le discipline, partendo dai profili bassi fino ad arrivare alle lenticolari, già i body presentano differenze sostanziali. Se i body da ciclismo pongono il loro focus su leggerezza e scorrevolezza dell’aria, consentendo anche l’utilizzo di maniche lunghe, quelli da triathlon devono tener conto anche della frazione nuoto e della frazione corsa, quindi dovranno presentare dei tessuti in grado di asciugarsi rapidamente in gara e che garantiscano un'ampia traspirabilità per evitare che durante la corsa la temperatura corporea salga eccessivamente. Bici simili, vocazioni differenti ma un solo punto in comune, quello di permettere al binomio uomo bici di spingersi sempre oltre. Ogni anno si ha la sensazione che si sia raggiunto il limite, ma le case continuano a presentare novità e gli atleti ad alzare l’asticella, rendendo di fatto questa corsa contro il tempo sempre più avvincente e tecnologica, dove il limite sembra sempre vicino ma difatto non ancora definibile. Forse il successo degli ultimi anni di questa disciplina è anche legato a quest’aspetto, tutti noi abbiamo bisogno di una sfida e questo settore ne offre una nuova ogni giorno.
Bici da cronometro con setup da velodromo
Bici da cronometro stradale
Bici da cronometro con pacchetto per l'integrazione nel triathlon
Cervélo - P5X
La P5X è il frutto di un processo di ricerca e sviluppo con un unico obiettivo: adattarsi quanto possibile alle esigenze del triatleta. Il risultato è una bici da triathlon veloce e intuitiva. Ideale per triathlon sulla scia e triathlon olimpici. La P5X è la più veloce e più aerodinamica della gamma. Non solo in laboratorio, anche pedalando con gli optionals di idratazione e nutrizione di una gara sulla lunga distanza. P5X è progettata per essere facile da usare durante le gare e gli allenamenti, le regolazioni sono precise e facili per poter adattare la posizione del manubrio usando una chiave a brugola. Inoltre, permette di essere facilmente smontata e trasportata in una apposita borsa, per essere subito pronti a imbarcarsi per Kona. cervelo.com
SCHEDA TECNICA
Sella: ISM PS 1.0
Telaio: Cervélo All-Carbon
Forcella: All-Carbon, P5X Fork
Gruppo: Shimano Ultegra Di2, 11 v Freni: Shimano BR-9170
Ruote: HED Jet 6 Plus Front, 9 Plus Rear Disc
Gomme: Continental GP4000 S II 700 x 25c
Colnago –
K.one
L’esperienza di Colnago nel triathlon su lunga distanza si declina nella K.one. Questa bici è stata sviluppata esclusivamente per le gare su lunga distanza, tenendo conto di tutti quegli aspetti fondamentali, come una buona efficienza uomo/mezzo e un sistema di storage dell’integrazione perfettamente integrato nel telaio. La bici offre una grande stabilità alle alte velocità e allo stesso tempo non sacrifica la guidabilità. Ogni dettagli è stato curato e sviluppato in galleria del vento, come l’impianto frenante che nella parte anteriore è stato posizionato nella parte superiore della forcella e coperto con una cover aerodinamica flessibile. La scatola del movimento centrale è basata sullo standard Press-fit con cuscinetti pressati direttamente sulle sedi ricavate nel telaio. Questo permette di ottimizzare le dimensioni di questa parte e d’incrementare la rigidità e la resistenza alle flessioni. Portaborraccia e borraccia si integrano perfettamente con le forme dell’obliquo. quest’aspetto oltre a essere funzionale all’integrazione consente di massimizzare la penetrazione dell’aria grazie all’aumentata superficie.
colnago.com
Giant - Telaio Trinity Advance Pro TT
Progettato utilizzando la fluidodinamica computazionale e i test dinamici in galleria del vento, Trinity Advanced Pro offre un buon vantaggio aerodinamico. Realizzato a mano con materiale composito di alta qualità e meticolosamente formato con la tecnologia AeroSystem di Giant. Creato per gareggiare contro il tempo, dalle distanze triathlon Ironman, alle prove a cronometro su strada, offre un fit confortevole per l’allenamento e le corse su lunga distanza. Il suo esclusivo sistema AeroVault include un’unità di idratazione anteriore integrata, un vano portaoggetti sul tubo superiore e una bottiglia d’acqua per tubo obliquo che, insieme, migliorano le prestazioni aerodinamiche della bici su strada.
giant-bicycles.com
Losa – Air TD2
La Air TD2 utiliza fibre di carbonio unidirezionale con alto grado di resistenza a trazione Toray T700. Il materiale scelto è distribuito e contribuisce ad aumentare la resistenza agli impatti per evitare rotture del telaio. Questo modello ha una geometria che consente un ottima guidabilità. Le geometrie del Losa AirTD2 sono state sviluppate per rendere rigide le parti dove avviene il trasferimento di potenza tra il corridore ed il telaio al fine di rendere minimi gli sprechi di energia. Il telaio è stato progettato anche per rendere ottimale il confort del corridore. Questa bici da cronometro nasce con il concetto di massimizzare la performance dell’atleta che vuole ottenere il meglio dalla sua bicicletta anche su distanze medio-lunghe. Il modello è stato strutturato per ospitare tutti i cavi internamente, garantendo la massima aerodinamica. Questa bici ha un sistema frenante a disco (Anteriori: 140 mm – Posteriori: 140 mm) per garantire una buona forza e modulabilità nella frenata.
telailosa.com
Trek – Madone SLR 6 Disc Speed
Potrebbe sembrare un modello per gli indecisi, in realtà molti atleti (triatleti e cronoman) dividono la pratica delle discipline “veloci” con allenamenti diversi, oppure con la partecipazione a gf o gare a circuito. Per questi Trek presenta questo modello che, a nostro giudizio, sembra piuttosto intelligente e ha tutte le carte in regola per ben figurare nei vari ambiti per cui è stata pensata. Si tratta, di fatto, della prima Madone con la possibilità di montare appendici aerodinamiche, l’attacco manubrio prevede infatti una nuova piastra frontale che semplifica il processo di installazione e rimozione delle stesse. Le appendici Speed Concept Mono sono fissate alla piastra frontale dell’attacco manubrio esclusivamente con una coppia di bulloni: l’installazione o la rimozione richiede circa trenta secondi. La nuova Madone SLR 6 Disc Speed ha lo stesso telaio di tutti i modelli Madone SLR. È realizzata in carbonio OCLV 700 Series, e dispone del disaccoppiatore regolabile IsoSpeed sul tubo orizzontale, che consente di adattare l’elasticità del telaio in base alle proprie preferenze. La Madone SLR 6 Disc Speed è equipaggiata con trasmissione Shimano Ultegra 2x11, ruote in carbonio Bontrager Aeolus Pro 5 e freni a disco flat mount. È già disponibile presso la rete italiana di rivenditori Trek.
trekbikes.com
Tri box è l’idea innovativa che permette all’atleta di posizionare in modo funzionale, ordinato e sicuro tutte le attrezzature prima, duran te e dopo la competizione ed è personalizzabile in base all’utilizzo richiesto. É utilizzabile in 4 diverse modalità in base alle specifiche esigenze dell’atleta o alle caratteristiche della zona di transizione (da utilizzarsi in accordo con i regolamenti di gara).
• Standard, per triatleti che non partecipano a un numero elevato di competizioni agonistiche.
• Pro, consigliata a triatleti avanzati o che vogliono preparare la propria area in tempi brevissimi.
• Lite, ideale quando lo spazio è poco.
_ Limar – Air king
Dopo Air Speed, il casco sviluppato in collaborazione con l’Astana, è stato sviluppato l’Air King, un modello studiato specificamente per le competizioni contro il tempo. Il casco è stato progettato in galleria del vento. Grazie all’effetto Venturi il flusso è costante, mentre la fuoriuscita dall’unico foro posteriore completa il percorso del vento e la chiusura inferiore impedisce la formazione di turbolenze. Ogni dettaglio di Air King è studiato per ottimizzare la performance aerodinamica e per garantire il miglior comfort possibile durante le corse contro il tempo. La visiera in policarbonato si integra perfettamente nel design del casco e si fissa grazie a un innovativo innesto magnetico. limar.com c
• Lite pro, per triatleti avanzati, ideale quando lo spazio è poco. elite-it.com è una sella sviluppata e creata per i triatleti. L’aspetto grintoso e votato al racing è reso evidente dalla tonalità opaca del logo Selle Italia e agli inserti “filanti” rosso Ironman, mentre visibilità e sicurezza sono garantite dall’inserto fluorescente sul retro della sella. Sul fronte tecnico, l’obiettivo di creare un alto comfort durante la pedalata senza intaccare la performance è ottenuto tramite un insieme di caratteristiche che la rendono efficace. Lo shape, regolare e compatto e con la parte anteriore ridisegnata, è capace di adattarsi alle esigenze di seduta del triatleta e permette di mantenere una spinta efficace in ogni momento della performance. La larghezza maggiorata dell’anteriore è garanzia di comodità senza compromessi; mentre un posizionamento in sella stabile ed efficace è reso possibile dall’imbottitura a alta densità e dallo strato anteriore “grippante”.
selleitalia.com
Questo casco è stato progettato appositamente per le prestazioni aerodinamiche. È uno dei caschi da velocista più competitivi, con un risparmio di 10 watt a 50 km / h. Con un condotto corona NACA e prese d’aria posizionate in modo ottimale, MET Manta consente di mantenere ben ventilata la testa, senza aumentare la resistenza aerodinamica. Il Manta è un casco molto leggero, fermando l'ago della bilancia a soli 200 g. Il sistema safe-T Advanced, di adattamento micrometrico di MET, offre un ottimo rapporto peso / comfort. I punti di contatto hanno una superficie più grande che aumenta il comfort e sono anche progettati per mantenere basso il peso e consentire la traspirazione nella parte posteriore della testa. L’imbottitura in poliuretano morbido migliora la vestibilità offrendo una vestibilità comoda. met-helmets.com
I sistemi FC sono stati progettati per creare una soluzione front-end pulita, che integri attentamente le esigenze di idratazione, nutrizione ed elettronica. Le posizioni di montaggio del computer si adattano perfettamente alla parte anteriore del sistema per una visione ottimale. La cannuccia flessibile può essere tranquillamente ripiegata e fissata al lato della borraccia quando non viene utilizzata. La borraccia si adatta alla maggior parte degli aerobar e viene installata sulla staffa della barra di base. profile-design.com
PRODOTTI BICI TT
R Profile Design – FC25
_ MET – Manta
Una stagione senza fine
Sempre più ciclisti scelgono di pedalare anche in inverno. Questo grazie alla loro passione, ma anche all’evoluzione che i capi tecnici hanno avuto negli ultimi anni. Ecco alcune tra le proposte più interessanti del mercato
Facile indossare il proprio kit preferito, inforcare la bici e partire durante una soleggiata domenica di giugno. Diverso è fare la stessa cosa a gennaio, quando ci sono cinque gradi, scarsa visibilità, freddo e strade bagnate. Quando c’è la voglia di pedalare e la passione per il ciclismo però tutto è possibile, anche allenarsi con condizioni meteo avverse. Negli ultimi anni è una tendenza che sta sempre più prendendo piede quella di non perdere la stagione invernale, ma di continuare a pedalare. Per il numero sempre maggiore di ciclisti che decide di farlo, le aziende stanno proponendo prodotti sempre più performanti, in grado di garantire un allenamento confortevole e asciutto con qualsiasi meteo, questo grazie alle numerose tecnologie applicate ai materiali, che hanno portato l’abbigliamento da ciclismo invernale al “next step”, sugli scudi gli storici produttori italiani, che partono da un approccio più tradizionale come base per innovare, ma anche qualche “outsider” straniero, che propone prodotti tecnici innovativi e pensati per passare molte ore in sella anche al freddo. Ecco la nostra selezione per l’inverno 2020.
c GSG - Everest Puff
Il brand veneto GSG propone per l’inverno un giubbino che non passa di certo inosservato, sia per quanto riguarda il design, sia per le sue caratteristiche prestazionali, è infatti molto leggero e dalla elevata capacità di traspirazione. La parte frontale è realizzata in tessuto imbottito, il Duster, morbido al tatto ma al contempo anche con un'ottima protezione antivento. Per proteggere dai rigori invernali i fianchi sono realizzati in materiale antivento, mentre per maniche e schiena il produttore ha optato per il classico tessuto felpato bielastico che permette un’ottima traspirabilità ed una comoda vestibilità. Interessante e utile è la zip di nuova generazione, progettata per facilitare l’innesto del cursore in modo rapido, anche in condizioni scomode e con l’utilizzo dei guanti. Altri dettagli da evidenziare: l’elastico posto nel fine maglia che ha delle applicazioni riflettenti che garantiscono una maggiore visibilità e sicurezza nel traffico. Disponibile nella sola colorazione arancio con dettagli neri. In sintesi una nuova realizzazione di GSG rivolta agli appassionati che pedalano anche nelle giornate invernali e che richiedono un capo particolare e leggero.
giessegi.com
c Santini - Pedalare in inverno come i pro
Santini è fornitore ufficiale di Trek-Segafredo ed equipaggia i corridori con una linea completa di capi adatti a ogni condizione climatica: dalla mezza stagione alla pioggia battente, dal freddo alle condizioni estreme. Una linea che fa parte della collezione Premium Custom Clothing e che è disponibile per tutte le squadre amatoriali. santinicycling.com
Calzamaglia
Vega Extreme
Un prodotto molto tecnico, studiato per avvolgere il ciclista nei climi più freddi. I tessuti scelti sono isolanti e traspiranti, protetti dall’esclusivo sistema Acquazero idrorepellente. Con questa calzamaglia è possibile affrontare la grande varietà di condizioni climatiche riscontrabili in inverno, infatti internamente è in termofelpa Blizzard by Sitip. Grazie alla particolare costruzione i capi Vega garantiscono protezione con un numero contenuto di strati, senza obbligare il ciclista a portare con sé inutili zavorre. Questo prodotto unisce la prestazione della calzamaglia invernale Vega, con fondello endurance C3 con Carving Technology,Vega con una comoda maglia realizzata in microfibra e zip frontale, in un vero e proprio body per affrontare i climi avversi e le scarse condizioni di visibilità. Vega Extreme protegge tutto il corpo, dal collo alle caviglie.
CARATTERISTICHE TECNICHE
• Resistenza al vento: 5/5
• Impermeabilità: 5/5
• Traspirabilità: 4/5
• Isolamento: 5/5
• Visibilità:5/5
• Temperatura: -8/+5
Giacca Guard Mercurio
I professionisti non conoscono tempo avverso quando si tratta di allenamento, e nemmeno gli amatori più appassionati. Per queste Santini ha pensato a Guard Mercurio, da indossare anche quando la pioggia si fa incessante. Si tratta di un capo waterproof co struito con una tripla membrana per proteggere da pioggia e vento. Le cuciture sono termosalda te e le zip resistenti all’acqua. Una giacca ideale anche come antivento, sia per la discesa che per l’eventualità di improvvisi acquazzoni. Il de sign è aerodinamico e nella linea 2020 porta con sé anche un rinnovamento estetico. I polsini sono ergonomici a taglio vivo realizzati in tessuto Super-Roubaix con esterno impermeabile e interno felpato.
CARATTERISTICHE TECNICHE
• Resistenza al vento: 5/5
• Impermeabilità: 5/5
• Traspirabilità: 4/5
• Isolamento: 4/5
• Visibilità:5/5
• Aerodinamicità: 4/5
• Temperatura: +5/+15
Oro
Dal British Columbia, dove ne sanno di sport praticato in condizioni meteo spesso avverse, arriva questa giacca costruita, come tutti i capi 7Mesh, con un approccio minimalista ed essenziale. Questa logica permette alla giacca Oro di essere leggera e funzionale, ma anche ricca di tecnologia. Infatti, è costruita con il rivoluzionario tessuto Gore-Tex Active con tecnologia ShakeDry. Oro è una giacca traspirante e impermeabile, che riesce a stare al di sotto dei 100 grammi di peso. L’azienda canadese ha scelto il tessuto Gore-Tex più leggero e traspirante di tutta la gamma e ha confezionato un capo con delle cuciture ridotte all’osso e una cerniera innovativa. L’orlo in vita è saldato e realizzato in materiale riflettente, garantisce quindi di essere visibili a 360°. Oro è dotata inoltre di prese d’aria e tasche multiuso. Il risultato degli sforzi progettuali di 7Mesh è una giacca anti acqua e anti vento di soli 94 grammi, indispensabile d’inverno, ma adatta a tutte le stagioni.
SCHEDA TECNICA
• Materiale: Gore-Tex Active Shakedry
• Chiusura: Zip frontale
• Peso: 94g in taglia M
• Caratteristiche: apertura che consente l’accesso alle tasche, Tasca per oggetti, custodia integrata
TK1 Tight
• Orlo: a taglio vivo con riflettività a 360 gradi
• Cuciture: nastrate finitura 8 mm
• Logo: riflettente
• Taglie: da XS a XXL
La calzamaglia termica più calda e protettiva della gamma 7Mesh. Il materiale DWR lascia l’umidità all’esterno, mentre un comodo pile spazzolato offre comfort e calore a contatto con la pelle. La calzamaglia è dotata di bretelle elastiche morbide e a bassa tensione, per il massimo comfort. Al posteriore vi sono tre tasche per la garanzia di massima versatilità. La struttura della costruzione è fatta in modo da evitare fastidiose grinze nella parte posteriore dell’articolazione, migliorando la libertà di movimento durante la pedalata. I grandi dettagli riflettenti assicurano la visibilità indipendentemente dal tempo. Il comfort è ulteriormente garantito anche per ride di tutto il giorno grazie al fondello Elastic Interface Performance Force.
SCHEDA TECNICA
• Materiale: composizione 85% nylon, 15% elastan
• Fondello: Elastic Interface Performance Force
• Peso: 290 g in taglia M
• Caratteristiche: grandi dettagli riflettenti, orlo della gamba dal taglio netto, dettagli riflettenti
• Bretelle: elastiche e morbide da 45 mm
• Tasche: 3
• Taglie: da XS a XXL
Supergiara Jacket
Avviene per tutte le nuove tendenze del nostro sport, nascono come una nicchia per pochi appassionati, visti spesso come dei folli dai ciclisti più tradizionalisti. Con il tempo cresce, affascinando dapprima gli sportivi meno convenzionali, e poi convince fette di mercato sempre più ampie, fino a divenire target di vere e proprie categorie merceologiche dedicate. L’abbiamo visto per la mtb negli anni ’90, per il freeride, per il triathlon, ora pare esssere la volta del gravel. Sportful infatti dedica una giacca ai praticanti di questa disciplina, parliamo del modello Supergiara Jacket. Un prodotto dedicato a chi dà il massimo sugli sterrati anche d’inverno. La giacca propone un layering a tre strati: antivento, isolamento e fodera. La parte frontale protegge dalle intemperie, mentre il tessuto posteriore è termico ed elasticizzato per il massimo comfort. Sul petto la giacca presenta due tasche supplementari, per aumentare la possibilità di storage. È perfetta con temperature tra i 5 e i 10°, anche perché il materiale è termico ma molto leggero e non voluminoso. Inoltre, garantisce ventilazione e traspirazione anche nelle fasi più impegnative delle ride su terreni misti.
SCHEDA TECNICA
• Giacca a 3 strati
• Tessuto posteriore termico elasticizzato
7mesh.com
Per l'Italia: info@studiozeta.eu
Intensity 2.0 Jacket
L’evoluzione della specie avviene anche per le giacche road. Questo best seller di Sportful, infatti, riceve un aggiornamento che porta il concept di Intensity a un livello superiore. L’imbottitura in Polartec Alpha Direct è stata alleggerita differenziando gli spessori per lasciare il peso solo dove serve. Il guscio esterno in Polartec NeoShell affre invece una grande resistenza all’acqua e all’aria. La chiusura avviene mediante una zip frontale. Sportful Intensity è un esempio di come si possa sempre migliorare un prodotto semplice ed efficace per portarlo al livello successivo di leggerezza e prestazioni.
• Tre tasche posteriori
• Due tasche aggiuntive sul petto per ulteriore capienza
SCHEDA TECNICA
• Guscio esterno realizzato in Polartec NeoShell
• Inserimento di una zip resistente all’acqua sulla parte frontale
• Parte interna foderata con tessuto Polartec Alpha Direct per garantire
massima termicità con il minimo peso
• Parte posteriore in tessuto NoRain termico ed elastico, doppio polsino per massimo comfort e termicità
• Due tasche laterali e una tasca centrale con zip
sportful.com
PRODOTTI 2020 R c _
c Biotex – Lupetto donna limitless
Taglio slim fit per questa maglia tecnica invernale, le cui caratteristiche di traspirazione e termoregolazione la rendono adatta ad affrontare un range di temperatura compresa tra -15° e +15° Il capo, che fa parte della linea PowerFlex Warm di Biotex, è indemagliabile e interamente senza cuciture, per garantire libertà di movimento e massima performance. Il tessuto in polipropilene permette la traspirazione del sudore e di mantenere così il corpo sempre asciutto. Durante le uscite in bicicletta può essere indossata come primo strato a contatto della pelle, grazie alla sua aderenza anatomica, sotto altri capi più o meno tecnici. La lunghezza delle maniche e del collo è adattabile.
biotex.it
Liv - Flourish
Questo modello da città di Liv è pensata per gli spostamenti urbani. Progettata specificatamente per le donne, ha la geometria del telaio step-through che rende facile salire e scendere dalla bici. È dotata di parafanghi integrati e di una protezione completa per riparare dallo sporco o dai detriti stradali con qualsiasi tipo di tempo, oltre a cestini per trasportare gli oggetti essenziali. Realizzata con la filosofia 3F di Liv per sfruttare al meglio la forza e lo stile di guida di una donna, Flourish è una bici leggera e confortevole anche grazie alla sella ammortizzata. La gamma si avvale di due modelli, Flourish 2 e Flourish 3, che si distinguono principalmente per i colori - cold gray/blue la prima e metallic black la seconda – e per alcuni dettagli nell’allestimento, come la guarnitura. liv-cycling.com
SCHEDA TECNICA FLOURISH 2
• Telaio: ALUXX-Grade Aluminium
• Sella: Liv Comfort
• Leve del cambio: Shimano EF-500
• Cambio: Shimano Altus
• Pacco pignoni: Shimano Altus, 11x34
• Guarnitura: Prowheel TY-CM90, 28/38/48
• Coperture: Kenda K-192, 700x38
c Tucano Urbano - Magic Parka
linea #TUBIKE
Tucano Urbano è studiata per l’urban cycling e comprende una gamma di prodotti specifici per affrontare pioggia, freddo e vento. Il prodotto di punta per i mesi invernali è Magic Parka, disponibile anche nella versione femminile. Questo capo è dotato di polsini con asola per il pollice e di un cappuccio ergonomico regolabile e utilizzabile con o senza casco, utili entrambi per ripararsi dal vento. La giacca interna termica staccabile, con sistema di aerazione, è ideale per proteggersi dal freddo nelle giornate con temperature più rigide. Grazie al sistema Hydroscud, Magic Parka assicura una tenuta del 100% sotto la pioggia: il capo è infatti impermeabile a elevata colonna d’acqua e al contempo traspirante. Tramite due cerniere nella parte inferiore, il parka diventa “magicamente” un’utile mantella copri-gambe da bici, completata da guanti a scomparsa e da anelli elastici ancorabili al pollice o al manubrio, per garantire la stabilità durante l’uso. Per aumentare la sicurezza in sella, Magic Parka è dotato di Relative System – Visibility on demand con inserti rifrangenti a scomparsa: durante la guida gli inserti possono essere tenuti in vista ma, una volta giunti a destinazione, si possono nascondere sotto polsini, bavero e cappuccio. Grazie al Comfort Protection System, inoltre, all’interno del capo è possibile inserire protezioni ergonomiche e leggere su gomiti, spalle e schiena. Insignito del Gold Award a Eurobike 2017, Magic Parka è distribuito in Italia da Montalbetti srl (info@montalbettisrl.com).
Per la stagione invernale, l’azienda di Brembate (BG) propone una serie di articoli specifici dalle proprietà termiche. Ne abbiamo scelti tre per una proposta di outfit completo.
Super Band Donna
Bomber - Tra prodotti specifici per l’inverno di Rosti troviamo il giubbetto Bomber unisex: smanicato pesante, con proprietà antivento, disponibile in sette taglie. Fronte, collo e spalle sono in tessuto 100% poliestere, mentre il retro è in tessuto 100% Blizzard.
Kross maniche lunghe - La maglia con maniche lunghe della serie Kross è pensata per affrontare la stagione invernale grazie al tessuto termo felpato Litepro. Composta in 90% poliestere e 10% elastan, ha tre tasche posteriori applicate, con bordo catarifrangente. Questa maglia unisex è disponibile in sette taglie.
Super Band Donna - Per completare l’outfit il Bomber e la maglia Kross a maniche lunghe si possono abbinare alla calzamaglia Super Brand Donna: calzamaglia termica invernale con ricamo, in tessuto Super Rubaix. Questa calzamaglia ha un taglio ergonomico, il logo ricamato e l’elastico a vista Rosti. Fondello in gel Bormio by DWM. Tessuto: 93% PES - 7% PTFE - 270 gr/m2. Disponibile in sei taglie. rosti.it
La
di
Kross maniche lunghe
Bomber
PRODOTTI 2020 R c _
Pilogen Sport - Kit Sport
Pratico kit da portare sempre con sé durante l’attività fisica, dall’allenamento alla gara: 5 prodotti nel comodo formato MINI da 30 ml.
Crema massaggio
Warming gel pre-gara: crema da massaggio con effetto riscaldante ed emolliente. Da utilizzarsi quando si desidera un’immediata risposta funzionale prima di un evento sportivo o durante la rieducazione di un arto o di un muscolo. Ideale nei mesi freddi, consente all’atleta l’abbigliamento minimo utile alla prestazione.
Artiglio del diavolo
Recovering cream pre/post-gara: ottima per massaggiare le parti doloranti e alleviare le conseguenze di sforzi dovuti a intensa attività fisica. Le proprietà lenitive dell’Artiglio del Diavolo favoriscono lo stato di benessere dei muscoli e delle articolazioni, contribuendo al miglioramento della mobilità e all'elasticità articolare.
Crema zinco sottosella
Protective cream during/post-gara: morbida crema protettiva indicata durante l’attività sportiva per lenire e idratare la cute nelle zone sottoposte a sfregamento o attrito. Ideale dopo l’allenamento per attenuare le irritazioni locali e promuovere i processi riparativi cutanei.
Arnica gel freddo
Cooling gel post-gara: gel da massaggio con effetto rinfrescante e defaticante. Allevia la tensione dei muscoli e contribuisce alla loro riparazione. Attenua la comparsa di crampi e dolori muscolari, senza ungere e macchiare.
Crema piedi e gambe
Anti-fatigue cream post-gara: formula fondente con effetto rinfrescante e defaticante, aiuta a combattere la stanchezza di gambe e piedi a. Applicata con un vigoroso massaggio allevia la tensione muscolare e favorisce velocemente il recupero delle prestazioni.
I prodotti sono ideati per sopportare con maggiore facilità gli sforzi fisici, a recuperare nel minor tempo possibile la forma fisica e a prevenire stress cutanei. Utili durante l’attività sportiva perché tascabili, professionali ed efficaci nell’immediato. pilogen.it
c Fox - Ranger Water Gloves
I guanti Ranger Water sono un elemento essenziale dell’attrezzatura per le uscite in mountain bike in tutte le stagioni. La parte superiore è in tessuto 100% impermeabile come anche il palmo, grazie allo straordinario AX Suede: i guanti Ranger Water offrono infatti ottima resistenza all’acqua e alle intemperie per ridare in condizioni di freddo e umidità. Il trattamento DWR, idrorepellente a lunga durata, allontana l’acqua mentre la compatibilità con il touch screen permette di restare sempre connessi. foxracing.it Distribuito in Italia da: californiasport.info
c Bike Inside – Stars & Stripes Winter
SCHEDA TECNICA
• Collo alto e Zip camlock divisibile coperta
• Taglio anatomico e vestibilità Sport Fit
• Tessuto Termico Bielastico Super Roubaix; traspirante e antibatterico.
• Inserti laterali per una migliore vestibilità
• Fondo con elastico alto in silicone
• Tre tasche posterior
Nasce dall’incrocio delle due passioni dei suoi fondatori la linea Bike Inside. La prima è quella per il ciclismo, la seconda per il design. I kit coniugano infatti un'estetica accattivante e fuori dagli schemi con le performance di capi curati e realizzati con materiali tecnici di altissimo livello e una particolare cura nella lavorazione, garanzia di un prodotto esclusivo e completamente made in Italy. La maglia da ciclismo a maniche lunghe termica ha un taglio anatomico e sportivo ed è realizzata in un tessuto morbidissimo e molto elastico. Inoltre, è antibatterico e garantisce un ottimale isolamento e un migliore controllo del calore corporeo.
bikeinside.cc
_ Rudy Project – Venger Cross
Il casco Venger Cross è stato progettato per garantire i massimi standard di sicurezza e performance in bicicletta su tutti i terreni. Il design leggero e dinamico, combinato con la struttura X-Cross in materiale EPS “In-Mold” abbina protezione e design grazie all’intersezione delle calotte. La ventilazione di Venger Cross si avvale di 22 prese d’aria. Insieme al padding frontale con presa d’aria per accelerare l’evaporazione del sudore nella zona più calda del capo, assicurano flusso d’aria costante e massima traspirazione, anche nelle giornate più calde. Il sistema anti-scalzamento RSR10 e le tre taglie disponibili garantiscono una calzata personalizzata per ogni forma di testa. Venger Cross consente di scegliere fra un’imbottitura con retina anti insetti o la tradizionale configurazione aperta per una maggiore ventilazione. Venger Cross ha grafiche e frontino che si adattano al meglio ai mondi gravel e mountan bike. Il casco è disponibile anche nella versione road senza frontino. Misure disponibili: S ( 51-55 cm), M (55-59 cm), L (59-62 cm). Peso: Venger Cross (con frontino) 240g-250g-270g.
rudyproject.com
Scheda tecnica
• Parte superiore in tessuto impermeabile 100% poliestere
• Palmo in AX Suede impermeabile
• Facili da infilare
• Resistente finitura idrorepellente contro umidità, fango e detriti
• Pollice e indice compatibili con touch screen
• Logo con stampa serigrafica
PRODOTTI 2020 R c _
R Ciclo Promo Components
Campa Bros - XC Marathon II - Nuovi pedali a sgancio rapido di Campa Bros. Il pedale è in alluminio rivestito e ha l’asse in Cr-Mo lavorato CNC. Dotato di cuscinetti sigillati, si dimostra una valida scelta per per la pratica off-road. Oltre a una buona qualità dei materiali, presenta la possibilità di regolare la tensione. Interessante anche il peso di 396 g la coppia. Pedale dalle buone qualità prestazionali che può fregiarsi di un ottimo rapporto qualità prezzo, sicuramente una scelta valida per chi è un amante delle lunghe uscite con la ruote tassellate. campabros.com
X-Lite100 - Fanalino - Nuovo fanalino con oscilloscopio che permette un aumento dell’intensità della luce al momento della frenata. Due le modalità di accensione e spegnimento del fanalino: modalità manuale e modalità automatica in base alla luminosità rilevata. La modalità automatica è utile per risparmiare energia.
Distribuito in Italia da: ciclopromo.com
SCHEDA TECNICA
• Corpo resistente in alluminio lavorato CNC
• Certificazione d’impermeabilità IPX6
• Led cob a disposizione circolare
• Modalità fissa e due modalità di intermittenza
• Ricaricabile micro USB
• Attacco per telaio sella e attacco per reggisella Peso 32 g (solo fanalino), 42 g (fanalino con attacco sella)
Durata della batteria 20 ore
_ Selle San Marco - GND Open
GND Open, la sella off-road anche per l’eBike, rappresenta l’evoluzione della sorella GND ed ha come scopo la massimizzazione della leggerezza. Mantenute invariate le superfici ergonomiche nella zona ischiatica, si è lavorato sia nell’imbottitura, ora completamente scaricata grazie al nuovo foro centrale, che nella combinazione dei materiali. A completamento della gamma viene presentato anche l’allestimento Carbon FX con telaio in Full Carbon. Il risultato è una sella unica nel suo genere in termini di leggerezza e performance. GND Open-fit è disponibile in due larghezze: wide e narrow (145mm e 135mm). Le versioni Racing e CarbonFX presentano il materiale Woven nelle estremità laterali della copertina per preservare la sella in caso di caduta o contatto contro corpi abrasivi. sellasanmarco.com
c Acerbis – Speeder Mtb Jersey
Acerbis fa il suo ingresso nel mondo della bici con un catalogo completo mtb, eMtb e bmx. Tra i prodotti disponibili troviamo la maglia a manica lunga Speeder Mtb Jersey, specifica per mountain bike. Questo capo ha una vestibilità slim e si può indossare sia con le protezioni, anche le più voluminose, sia senza. Tra i dettagli che la caratterizzano, anche la tasca posteriore con cerniera. Il tessuto è Microfresh high-tech, traspirante e ventilato, in grado di smaltire il sudore velocemente. Composizione: 98% poliestere, 2% elastane. Peso: 200 grammi. Disponibile in sei taglie e tre colorazioni differenti.
acerbis.com
_ Bonin
Blackburn - Luci Grid Side Beacon
La recente introduzione del brand Blackburn a catalogo del distributore veneto comporterà presto un ulteriore ampliamento dell’offerta, con la distribuzione italiana anche delle borse del marchio americano. In attesa di ricevere news ulteriori a riguardo, e di presentare la gamma bike pack di Blackburn, parliamo ora di un prodotto adatto alla stagione invernale e a tutti i ciclisti che vogliono pedalare in condizioni di scarsa visibilità. Si tratta delle luci Grid Side Beacon, che permettono di essere visti da tutte le angolazioni. Secondo Blackburn infatti il 27% degli incidenti in bici avvengono per impatti laterali. Le Grid Beacon sono studiate per lavorare con la luce anteriore e posteriore per aumentare la propria visibilità a 360°. Le luci possono essere montate su entrambi i lati della forcella con cinturini in silicone riutilizzabili. Ogni elemento può essere utilizzato come luce indipendente o come parte integrante del set di luci Luminate 360. Le Grid Beacon hanno luci Led color ambrato e resistono alle intemperie.
blackburndesign.com
Bell – Super Air R Presentato al mondo solamente in ottobre, è già pronto per la stagione enduro 2020 e per affrontare i trail in maniera aggressiva anche d’inverno. Bell è stata un’azienda tra le prime a presentare i modelli con mentoniera removibile, quindi porta in questo casco tutto il suo know-how nel settore. Super Air R si spinge al limite delle prestazioni, ma anche della versatilità, trovandosi a suo agio nei sentieri come nei bike park. Bell utilizza le migliori tecnologie per questo casco, come Flex Spherical e MiPS, e offre una ventilazione superiore con un rispario di peso di ben 144 grammi rispetto al modello precedente. La mentoniera è resistente e sicura, nonché semplice da rimuovere, bastano infatti due click per trasformarlo da fullface ad aperto. Disponibile in quattro varianti di colore: Matte/Gloss Black, Matte/Gloss Grays, Matte/Gloss Blue Hi Viz e Matte/Gloss Green-Infrared; e in tre taglie: S (52-56), M (55-59), L (58-62). bellhelmets.com
Distribuito in Italia da: boninbike.com
Funn - pedali Funndamental
Spesso vengono bistrattati e snobbati dai rider più esperti, nonostante molti pro e anche atleti di alto livello li prediligano nei confronti dei più nobili clipless. Parliamo dei pedali flat, che nel mondo della mtb, siamo pronti a scommettere, non moriranno mai. Anzi, negli ultimi tempi sembra che stiano vivendo una seconda giovinezza. Utilizzati nel mondo dei bike park, nell’enduro, nel trail riding aggressivo, dai principianti ma anche nel nuovo mondo delle eBike, dove sono apprezzati dalla maggior parte dei biker. Tra i produttori di flat pedal, da anni uno dei brand più quotati è sicuramente Funn, che produce componenti per il mondo mtb e gravity, robusti e dall’ottimo rapporto qualità prezzo. Uno dei prodotti di maggior fattura tra i pedali Funn è il modello Funndamental, che unisce doti di performance a indubbia resistenza. La qualità salta subito all’occhio, grazie alla pregevole lavorazione CNC della pedana, completamente in alluminio 6061. La base è piatta con 11 pins removibili e inseribili in due direzioni. Essi garantiscono un grip perfetto, con possibilità di personalizzazione e, all’occorrenza, sostituzione dei singoli elementi. Sono disponibili due lunghezze diverse di pins, da 4 mm e da 3 mm. L’asse passante è in robusto CrMo, che ruota su cuscinetti; il corpo pedale è anche facilmente smontabile per effettuare ingrassaggio e manutenzione. I gravity rider, si sa, non si fermano di fronte a nulla, terra e fango sono elementi naturali per loro, quindi il pedale risulta esposto in maniera particolare allo sporco e all’umidita. Per questo Funn ha pensato a un sistema chiamato GRS (Grease Renew System), che permette la lubrificazione del perno direttamente dalla base del pedale tramite una vite con testa esagonale ben protetta.
Il mondo delle bici è in continua evoluzione. Nuovi prodotti si affacciano sul mercato, mentre altri scompaiono inesorabilmente e questo in tutte le categorie, dalle bici da strada alle mtb, dalle bici che superano i diecimila euro a quelle da poche centinaia. Alla continua “evoluzione della specie” partecipano anche le bici da bambino, quei prodotti destinati a essere il primo mezzo di trasporto per i più piccoli, ma anche il primo contatto con il nostro mondo. Da grande potrà amare oppure odiare la bicicletta, ma di una cosa siamo certi: quel primo piccolo oggetto a ruote lo ricorderà per tutta la vita e sarà stato parte fondamentale della sua evoluzione come persona. Sì, perché
• Dimensione pins: 4 mm e 3 mm
• Accessori: chiavi montaggio pins
• Colori: Nero, Grigio, Rosso e Arancio
spesso passa come cosa scontata, ma la prima bici insegna molte cose a un bambino: l’equilibrio, il senso del pericolo, la percezione della velocità. L’ultima evoluzione della “prima bici” sempre più spesso è senza pedali, e passa sotto il nome di balance bike. Brera propone il proprio modello pensato per far muovere i primi passi ai più piccoli nel mondo delle due ruote. La nuova kids bike Brera è stata progettata per avvicinare i più piccoli al nostro magnifico mondo, per dare loro fiducia in maniera sicura e divertente.
Semplice, tecnologica, studiata per i piccoli
Non esiste modo migliore di questo per imparare la difficile arte dell’equilibrio, acquisire sicurezza e scoprire la passione per le due ruote. Anche se dall’aspetto minimalista e semplice, la Bubybike garantisce una cura maniacale dei dettagli (less is more!). Il telaio e la forcella sono perfettamente proporzionati per i più piccoli. Il baricentro basso offre libertà di movimento e infonde la sicurezza necessaria per non intimorire i giovani rider. Tutti i tubi della bicicletta sono arrotondati smussando, ove possibile gli spigoli, per evitare infortuni durante l’utilizzo. La serie sterzo è provvista di limitatore di sterzata integrato. Lo scopo è quello di evitare manovre fatte con troppo entusiasmo che potrebbero essere causa di piccole cadute. La dotazione include veri pneumatici con camera d’aria per dare comodità e scorrevolezza, il freno posteriore è morbido e fluido, per non mettere in difficoltà i bambini. Il freno è un particolare molto importante perché, anche se i più piccoli si fermano con l’azione dei piedi, abitua loro al suo utilizzo, che sarà molto utile nel passaggio alla bicicletta con pedali. La sella è concava e ha una conformazione tale che agevola il bambino nella spinta. Il paracolpi sull’attacco manubrio completa la dotazione di sicurezza che Brera ha dedicato a questa bicicletta senza pedali.
breracicli.it
SCHEDA TECNICA
Sistema GRS per la lubrificazione della penna
Il contenuto della confezione Funndamenta, completo di tutto il necessario
Talent Scout
Oltre 30 anni di attività e una passione viscerale per l’off-road. Lo store di Lainate si racconta partendo dal sogno di tre fratelli. Fino a un presente che, oltre a un'attività fiorente, promuove lo sport con un team che colleziona successi e condivide la passione con amici e clienti
Scout è una realtà presente sul territorio da molti anni. Raccontateci il vostro passato e il vostro presente. Cosa c’è nel vostro futuro?
La ditta Scout nasce nel 1989 grazie alla passione dei fratelli Antonio, Sergio e Stefano Larghi in seguito alla nascita ed esplosione del fenomeno della Mtb. Nostro padre Giacomo, già nel 1960, commercializzava accessori e bici all’ingrosso. Oggi la ditta Scout, con la forza di 11 addetti tra vendita, magazzino e assistenza, è una realtà ben presente sul mercato. Il core business dell’azienda sono la commercializzazione dei migliori marchi di accessori presenti sul mercato e la distribuzione esclusiva sul mercato nazionale dei marchi Nukeproof e NS Bikes, con la capacità di consegnare entro le 24 ore dall’ordine, con una disponibilità di magazzino sempre al top. Nel futuro c’è lo sviluppo di una gamma tutta nuova di bici elettriche col marchio di proprietà Scout e un servizio di assistenza sempre più rapido e professionale per limitare al minimo l’assenza di bici per gli appassionati sempre in crescita.
Non solo vendita, ma anche un servizio che accompagna il cliente dall’idea di mettersi in sella fino allo sviluppo della sua passione. Quali sono i vostri punti distintivi in questo percorso? Sicuramente la presenza sui campi da gara da oltre 20 anni rappresenta un punto di forza per quelle che sono le conoscenze ed esperienze che trasmettiamo all’utente finale, il quale si fida dei nostri consigli. Non siamo qui solo per vendere, ma anche per trasmettere
la passione e il desiderio di andare in bici accompagnando nelle uscite i clienti e gli amici.
Scout ha una forte vocazione gravity, raccontateci i vostri progetti e la vostra passione.
La passione per il gravity è nata quasi 20 anni fa, quando uno dei soci e fratelli, Sergio, si è dato alle prime competizioni di downhill insieme ad alcuni amici. Passione che poi è sempre più cresciuta, andando a influenzare anche la parte commerciale e di distribuzione. Oggi Sergio è anche team manager della squadra di DHTeamScoutbike.com che ha ottenuto, nella stagione 2019, i migliori risultati sia nazionali che internazionali con piloti di altissimo livello.
A Lainate è presente un importante pump truck, avete qualche progetto legato a questa struttura?
La pump track di Lainate è il frutto, molto dolce, di un lavoro di oltre 20 anni con l’amministrazione comunale. Siamo arrivati a un punto di fortuna in cui hanno combaciato i fattori determinanti: fondi, volontà e terreno. La pista è gestita dalla nostra associazione sportiva che, nell’aprile scorso, ha organizzato nel migliore dei modi la tappa italiana del Campionato del Mondo Red Bull Pump Track. Progetti futuri ce ne sono: di terreno a disposizione ne abbiamo, si tratta solo di avere l’autorizzazione per sviluppare un percorso per test di eBike (stile enduro moto) ed uno skate park.
Team Scout downhill
Da destra Sergio, Stefano e Antonio Larghi, tre fratelli titolari
Total Energy Recovery> PRO+ The Post Race Revolution
> Approvato dal World Tour, è il Post Race Drink per il recupero u ciale del Tour de France
> Con 30g di Proteine Isolate del Siero del Latte
> Fonte naturale di BCAA 6,67g/500ml
> Esclusiva formulazione innovativa ed altamente tecnica