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Outdoor Magazine n° 11 - 2011

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P E R S O N A G G I

In bilico tra elogi e critiche, ha ridisegnato l’alpinismo rappresentando il riscatto di un Paese Dalle parole di Alessandro Gogna il ricordo del grande alpinista italiano

L’innovazione

ATK ha una nuova casa

Il brand ormai diventato un must per i suoi attacchi da sci alpinismo ha inaugurato i nuovi uffici di 300 mq, dotati anche di impianto fotovoltaico

Analisi, sensazioni, scelta e creazione della linea. Intervista doppia a Mauro Calibani ed Enrico Baistrocchi: i due forti climber in occasione del San Vito Climbing Festival hanno preparato ben 16 nuove vie.

REPORTAGE

UTMB 2011, dietro le quinte con Vibram

Sportmaker, con un team di 10 persone, ha ripreso notte e giorno gli atleti Vibram. Una splendida esperienza che ha portato alla realizzazione di un intenso video

IN QUESTO NUMERO ANCHE:

• Testimonial del mese: Alessandro Beber

• Action cameras, bluetooth e dintorni

• EOF 2011, un evento da numeri uno

• Rock Junior, piccoli climber crescono

• Focus shop: Maurizio Sport, Condino (TN)

Investimenti, passioni, visioni

Ci sono almeno due buoni motivi che mi portano a scrivere un editoriale nuovamente “positivo”, dopo che su quello precedente avevo sottolineato le sorprendenti crescite dell’outdoor in USA e Cina, nonché lo stato di discreta salute del mercato europeo Il primo è di nuovo un dato oggettivo e di carattere economico: nelle passate stagioni, con particolare riferimento alle ultime due, abbiamo assistito a un aumento degli investimenti nell’outdoor da parte di grandi gruppi internazionali Qualche esempio? Partiamo proprio dall’ultimo in ordine di tempo: è notizia freschissima l’acquisizione di Five Ten da parte di Adidas per 25 milioni di dollari (vedi news a fianco) Ma il gigante tedesco in realtà già da qualche anno ha ricominciato a puntare forte nel nostro settore ridando nuova linfa alla sua divisione outdoor (nata fin dai tempi di Messner ma poi progressivamente abbandonata) tanto che oggi Adidas è uno dei big player del mercato e per il 2015 prevede che l’outdoor incida sul suo fatturato per oltre 500 milioni di dollari

Citiamo poi i casi di Asics, che nel 2010 ha acquisito Haglöfs per 128 milioni di dollari o la potenza di fuoco del gruppo VF, già proprietario di The North Face, che lo scorso luglio si è comprata un “bocconcino” come Timberland per 2 miliardi di dollari Nello stesso periodo Jack Wolfskin è passato al fondo Blackstone per 700 milioni di euro Intanto altri grandi big player stanno alla finestra e “mettono il naso” nell’outdoor con qualche prodotto o linea dedicata, anche per capire che aria tira (vedi per esempio Puma) Ed effettivamente l’aria pare essere buona e salutare Anche in casa nostra Non vogliamo certo negare che esistano problematiche più o meno serie anche nel mercato domestico Ma ad oggi – incrociando le dita – prevale l’ottimismo, più o meno cauto Qui veniamo al secondo buon motivo di cui sopra Outdoor Magazine è protagonista del mercato ormai da 5 anni e a memoria non ricordo un periodo nell’ultimo lustro nel quale avessimo assistito ad un proliferare di “nuove aperture” come in questi mesi del 2011

Sto parlando di ogni genere di nuova apertura: dai negozi alle aziende, passando per associazioni e palestre di arrampicata, a livello italiano ed internazionale Sullo scorso numero abbiamo documentato il “varo” del progetto Zamberlan XXL, la spettacolare parete d’arrampicata a fianco della sede del marchio veneto Ma anche i n questo numero ne avete due validi esempi: basta leggere gli articoli alle pagine 22 e 26-27 riguardanti rispettivamente l’ampliamento della sede firmata ATK Race a Fiorano Modenese e l’attesa inaugurazione del nuovo avveniristico headquarter Salewa di Bolzano Senza contare che sul prossimo numero vi presenteremo il nuovo, bellissimo punto vendita Mountain Spirit (che abbiamo oltretutto incoronato Best Outdoor Shop 2010/11) e vi parleremo della riapertura della divisione produttiva italiana di Aku dedicata ai modelli top di gamma Solo alcuni esempi tra i più recenti ed eclatanti Altri non sono mancati e non mancheranno nei prossimi mesi

Non si tratta certo di decisioni prese a cuor leggero, poiché gli investimenti sono sempre notevoli e possono essere coperti senza patemi solo se il business è solido Ma in queste scelte è facile intravedere qualcosa di più che i pur doverosi calcoli economici o di ritorno sull’investimento a medio o lungo termine C’è infatti una fortissima passione per il proprio lavoro, che quindi merita una casa il più possibile curata, confortevole e moderna, al passo con i tempi e le nuove sfide del futuro (che coincide sempre più con il presente) Dietro queste scelte c’è quasi sempre una “visione” nel senso più positivo del termine, intesa come capacità di prevedere come si evolverà il mondo intorno a sé adeguandosi prima e meglio degli altri Una capacità di azione e un’incrollabile fiducia nelle proprie capacità che possa portare a conseguire risultati magari un tempo nemmeno immaginabili Proprio come ci ha insegnato un grande uomo come Walter Bonatti, al quale il nostro nuovo e prestigioso collaboratore Alessandro Gogna dedica alcune intense riflessioni alle pagine 12-13 di questo numero che – come avrete percepito –è particolarmente pervaso di una poetica e positiva energia

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Anno 4 - N 11 / 2011

Periodico mensile - Registrazione al Trib di Milano n 186 del 20 marzo 2007

Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale D L 353/2003 -

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Tali dati saranno utilizzati per la gestione degli abbonamenti e per l invio di informazioni commerciali In base all’Art 13 della Legge n° 196/2003, i dati potranno essere rettificati o cancellati in qualsiasi momento scrivendo a: Edizioni Turbo S r l - Responsabile dati: Riccardo Colletti Questo numero è stato chiuso in redazione il 15 novembre 2011

IN PRIMO PIANO

Mad Rock e Brunngard per Amorini

Importanti colpi di mercato per Amorini, che ha acquisito la distribuzione di altri due marchi oltre a quelli che già tratta (tra i quali Tsl, Princeton Tec, Tatonka, Courant e Vango) Il primo è Mad Rock , brand californiano con sede a Santa Fe Springs Nato nel 2002, è da sempre impegnato nella creazione di scarpette da arrampicata innovative, tecniche ma anche economicamente accessibili Dopo anni di esperienza e milioni di paia di scarpette vendute, i responsabili di M ad Rock continuano a essere tra i più attivi del mercato, convinti che i migliori prodotti siano quelli ancora da realizzare Nella foto sopra ad esempio l’ultima rivisitazione d e l m o d e l l o F l a s h 2 0, n e l corso degli anni oggetto di ottime recensioni e vincitore di numerosi riconoscimenti negli USA (è inoltre la prima scarpetta ad includere un gel in grado di ridurre l’urto sul tallone) A pagina 19 vedi anche l a d e s c r i z i o n e d e l m o d e l l o Demon 2 0 Ma Mad Rock non significa solo scarpette Nel 2010 è stata creata una linea hardware e accessori in nuovi dettagli, colori e opzioni, co m p re n d e n te m o s c h e t to n i

(nella foto il Trigger Wire), rinv i i , a ss i c u ra to r i , d i s ce n s o r i , imbraghi, crash pad e altri accessori A completare il tutto un team di atleti che conta Rob D'Anastasio, Sasha DiGiulian e Zach Lerner ai quali si affiancano molti altri climber sponsorizzati Il secondo brand è Brunngard: fondato da Paul Brunngard nel 1983 con gli uffici direzionali a Boras (Svezia), dal 1994 è distributore e produttore indipendente di alcuni dei marchi più famosi per la cura delle pelletterie e degli accessori pelle, c a l z a t u r e e t e s s u t i t e c n i c i Amorini si occuperà in particolare della distribuzione delle Ice - Grippers (vedi foto sotto), testate tra l’altro a bassissime temperature direttamente dallo staff Amorini, esperto di esposizione e tenuta dei materiali non lega/ferrosi alle basse temperature Il risultato è stato più che soddisfacente e Brunngard si preannuncia come uno dei nuovi marchi più interessanti anche per la qualità/prezzo offerta (s arà presente anche a Ispo 2012)

INFO : Amorini 075 691193 commerciale@amorini it

Briko nei Paesi d’oltralpe con OberAlp

L’azienda italiana Briko, da 25 anni tra i leader nella produzione di articoli sportivi per lo sci alpino e nordico e per il ciclismo, punta a una sostanziale crescita nei mercati europei E lo fa stringendo un accordo di distribuzione con il gruppo OberAlp di Bolzano, titolare tra gli altri di Salewa e Dynafit A seguito di questa partnership, le filiali di Austria, Francia e Polonia dell’azienda a l to ates i n a m ette ra n n o n e l proprio catalogo anche i prodotti Briko che rappresentano un’offerta complementare agli articoli sviluppati per il mountaineering e lo sci alpinismo Il primo passo della collaborazione è avvenuto in occasione di EuroBike, manifestazione f i e r i s t i c a d i Fr i e d r i c h s h afe n dedicata al mondo del ciclismo, dove i tecnici di OberAlp hanno preso visione della proposta Briko PE2012 In generale Briko può contare su un’offerta estiva consistente in caschi, occhiali e abbigliamento

Nel l’ottica di offrire nuove opportunità alle imprese, Assosport (A ssociazione Nazionale fra i Produttori di Articoli Sportivi) ha siglato un accordo co n B a n c a A n to n ve n e t a (Gruppo Montepaschi) per forn i re a l l e i m p re s e a ss o c i a te prodotti e servizi d’eccellenza al fine di affrontare le nuove sfide imposte dal mercato Tra questi servizi, prodotti finanziari, supporto nei processi di internazionalizzazione e una d i a g n o s t i c a g e s t i o n a l e g ratuita Quest ’ultima, in particolare, è un’analisi attraverso la quale la Banca e le imprese possono congiuntamente approfondire aspetti qualitativi e strategici facendo emergere i fattori gestionali di eccellenza e r i l eva n d o a l co n te m p o g l i elementi di criticità per migliorare il rating e creare i presupposti per sostenere le imprese

“La concorrenza e la crisi dei m e rc at i r i c h i e d o n o m a g g i o r i competenze e strumenti finanziari a supporto degli imprenditori che investono per il rilancio e la crescita delle nostre aziende Credo che questo accordo e il relativo servizio porteranno le nostre imprese ad affrontare le sempre maggiori sfide del mercato con successo e professionalità”, ha dichiarato Luca Businaro, presidente di Assosport Giuseppe Menzi, d

cordo abbiamo individuato un nuovo percorso di crescita con le imprese, offrendo un servizio di diagnosi gestionale, ma

molte imprese”

acquisisce Five Ten

In data 3 novembre il Gruppo Adidas ha ufficializzato l’acquisizione totale del marchio di calzature outdoor Five Ten, compreso il capitale azionario emesso di Five Ten USA Il costo della transazione, che dovrebbe chiudersi nelle prossime settimane, ammonta a 25 milioni di dollari in contanti alla chiusura dei pagamenti e al conseguimento di alcuni obiettivi da parte di Five Ten nei prossimi tre anni L’acquisizione rientra nel piano strategico del Gruppo Adidas, secondo il quale lo stesso Gruppo dovrebbe registrare una crescita organica del suo segmento outdoor fino al superamento di 500 milioni di euro in vendite entro il 2015 A seguito di questa acquisizione ci saranno dei cambiamenti in termini di produzione per Five Ten Il marchio infatti non solo continuerà a realizzare le scarpette da roccia e i prodotti Guide Tennies e Yosemite Jeans negli Stati Uniti, ma cercherà di riportare in America gran parte della sua produzione

IL PARERE DEI VERTICI - Rolf

con la sua attenzione alla qualità del prodotto e nel fare ciò che è necessario per dare all’atleta un vero vantaggio” Adidas, secondo Charles Cole, si basa sugli stessi principi che hanno guidato Five Ten per 30 anni, ovvero mettere atleti e performance prima di ogni cosa

bike che inf luisce sul fatturato annuo per il 35% Il rimanente 65% è registrato dal comparto inverno L’abbigliamento, dallo sci di fondo al ciclismo, rappresenta oggi solo i l 3 0 % d e l l ’ i n te ro b u s i n ess aziendale ma è destinato a crescere anche grazie all’export nei Paesi dove OberAlp è presente con una propria distribuzione diretta

Reinschmidt, senior vice president di Adidas Outdoor, ha dichiarato: “Siamo molto entusiasti di unire le forze con Five Ten, un marchio leader nel mercato tecnico outdoor e al l’interno del la comunità degli sport d’azione Five Ten è sempre stata in prima linea nell’innovazione e condivide con Adidas la stessa passione per gli atleti Rappresenta un’ottima aggiunta al portafoglio Adidas Outdoor e ci consentirà di espanderci in segmenti di mercato complementari” Questa acquisizione sottolinea il chiaro impegno dell’azienda verso l’outdoor e la sua ambizione a occupare un ruolo leader nel settore in futuro Dal canto suo Charles Cole, fondatore e presidente di Five Ten, ha commentato: “L’accordo offre grandi prospettive per Five Ten Sostenuti dal Gruppo Adidas, possiamo finalmente raggiungere il pieno potenziale che il ‘brand of the brave’ ha da offrire Ci piace la filosofia del fondatore di Adidas Adi Dassler,

DUE PAROLE SUI BRAND - Five Ten è un pioniere nel mercato tecnico dell’outdoor Nel 1985, anno della sua fondazione, ha infatti creato la mescola Stealth la cui famiglia oggi include diverse soluzioni pluripremiate che assicurano aderenza in varie condizioni I prodotti Five Ten sono testati dall’Elite Team, composto da alcuni degli atleti più forti al mondo come Dean Potter (riconosciuto come atleta del l’anno 2011 da National Geographic), JT Holmes (campione di sci big mountain) e Suz Graham (atleta femminile di action sport) Adidas non è però da meno Ha una lunga storia in prodotti innovativi tra cui la celebre Super Trekking, la prima scarpa leggera da trekking indossata dal leggendario alpinista Reinhold Messner per la sua prima scalata sull’Everest senza l’aiuto di ossigeno (1978) Il brand ha collaborato con grandi atleti outdoor come i fratelli Huber, Beat Kammerlander e Barbara Zangerl ma anche con prestigiose organizzazioni come l’Alpin Center Zermatt e i Ragni di Lecco

Il Gruppo Adidas
Da sinistra: Gianluca Pellegrinelli (ceo di Briko), Massimo Baratto (ceo di OberAlp/Salewa) e Carlo Boroli (presidente di Briko)

Al via la quarta edizione dei Climbing Party

Dopo il successo delle precedenti edizioni, tornano a dicembre per il quarto anno consecutivo i “La Sportiva Climbing Party” A calendario 3 date in 3 importanti palestre europee: Lezecka Aréna a Jablonec nad Nisou (Repubblica Ceca, 3 dicembre), Boulderwelt a Monaco (Germania, 7 dicembre) e Le Mur de Lyon a Lione (Francia, 15 dicembre) In occasione di questi appuntamenti gli appassionati d’arrampicata potranno incontrare gli atleti testimonial del brand Ma non solo: potranno infatti partecipare anche a boulder contest con ricchi premi in palio, divertirsi durante gli happy hour e testare in esclusiva gli ultimi modelli di scarpette tra cui le Futura con tecnologia No -Edge, Speedster, Miura VS Woman e Python Foto e report di tutte le tappe saranno disponibili sul sito ufficiale La Sportiva e sulla pagina Facebook dell’azienda

Lo staff aziendale in Cina al Petzl Roc Trip 2011

Campagna Timberland per il nuovo boot eco-friendly

r i i n t u tt a l a va l l e S p o n s o r u ff i -

c i a l e d e l l a m a n i fe s t a z i o n e e ra L a S p o r t i va , p resente in loco con il suo staff e il suo distributore

c i n e s e P ro p r i o q u e s t a m e rav i g l i o s a l o cat i o n , ca ratte r i z zat a d a u n a n at u ra d ef i n i t a “ s co nvo l -

g e n te ” d a l tea m L a S p o r t i va , h a v i s to p o c h i a n n i fa l a G u i d a A l p i n a f ra n ce s e O l i v i e r B a l m a m u ove re i p r i m i p a s s i ve r s o l ’a r ra m p i cat a d urante alcuni corsi per il Chinese Mountain Deve-

l o p m e n t I n s t i t u te I l c re s ce n te i n te re s s e ve r s o q u e s t a att i v i t à h a s p i n to Pet z l a o rg a n i z za re i l s u o Ro c Tr i p G l i at l et i L a S p o r t i va h a n n o a n c h e trovato il tempo per fare due tiri e assistere al le a c ro b a z i e d e g l i a l t r i c l i m b e r p re s e n t i Tra t u tt i , s p i cca n o l e p e r fo r m a n ce d i Da n i A n d ra d a c h e a p p e s o a 1 5 0 m et r i d i s t at i ca s a l i va e s ce n d eva tre volte al giorno per provare la via Corazón de E n s u e ñ o, c h e p o i h a effett i va m e n te l i b e rato s up e ra n d o p e r s i n o u n tetto n e g at i vo P re s e n t i a nche alcuni esponenti italiani come Gabriele Moroni, Rolando Larcher e Maurizio Oviglia, oltre a Steve M c C l u re, Ly n n H i l l , M aya S m i t h G o b at e Cody Roth Quest ’ultimo, insieme ad Arnaud Petit , Stephanie Bodet , Toni Lamiche, Miki Fuselier e L i v S a n s oz , è s t ato p rot a g o n i s t a d i u n a s e ssione di autografi al booth La Sportiva Prima di r i e n t ra re i n I t a l i a , i l tea m L a S p o r t i

Timberland presenta la campagna di comun i c

l s

Water Embraces The Earth”, per il lancio del nuovo boot eco - compatibile Earthkeepers Traditional 6” Boot Rivisitazione in chiave green del classico 6” Premium Boot , nato nel 1973 come scarpa da lavoro e diventato icona del brand, è sinonimo di comfort , qualità e resistenza È realizzato in pel le premium con una s

a suola esterna scolpita garantisce una migliore trazione al terreno e la soletta anatomica AntiFatigue offre comfort e sostegno L’impermeabilità e la massima resistenza sono arricchiti da dettagli eco quali la fodera in PET riciclato al 100% e la suola Green Rubber costituita per il

42% da gomma riciclata Lo scarpone fa parte del la col lezione Earthkeepers nata nel 2007, che punta a ridurre l’impatto ambientale sia nel la scelta dei materiali (organici e riciclati)

che attraverso l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili per la fase di produzione La nuova

vetrine nei punti vendita Timberland Un prog etto

stazioni di bike sharing BikeMi a Milano La creatività è curata da Leagas Delaney e la pianificazione da Vizeum Italia

L’atleta Es Tresidder è il primo ambasciatore dell’EOCA

Es Tresidder è stato nominato primo ambasciatore dell’European Outdoor Conservat i o n A ss o c i at i o n ( EO C A ) E s, s p o n s o r i z z ato d

Equipment , è membro dell’associazione, ha registrato record di velocità nel mountain running , ha portato a termine numerose arrampicate in inverno e in estate ed è stato l’inglese migliore nel campionato mondiale individuale di sci alpinismo nel 2011 È inoltre studioso di mutazione climatica e problemi ambientali, sta frequentando un dottorato di ricerca in architettura ambientale In qualità di ambasciatore

per l’EOCA , sarà portavoce dell’associazione e condividerà la sua passione per la conservazione in ambiente outdoor Tanya B ascombe, joint general manager dell’associazione, ha dichiarato: “Siamo felici di lavorare con Es La sua conoscenza in materia ecologica e la sua passione per le attività outdoor l o re n d o n o l ’a m b a s c i ato re ideale” Richard Woodall, marketing manager di Mountain Eq u i p m e n t , l e fa e co : “ È u n atleta molto attivo e siamo orgogliosi di lavorare con lui Inoltre il suo amore per l’ambiente e la conservazione fa di lui un perfetto portavoce per EOCA”

Il BC Export Awards premia gli approcci delle aziende esportatrici del British Columbia, in qualunque settore operino e in qualsiasi luogo dell’area geografica interessata siano situate Tra le varie categorie di premiazione troviamo quella dedicata ai “consumer products”, pensata per aziende e organizzazioni specializzate nell’esportazione di prodotti destinati ai consumatori finali o al circuito dei dettaglianti Quest ’anno il premio in questa categoria è stato assegnato ad Arc’teryx per la crescita significativa del business globale grazie all’export , ma anche per l’adozione di strategie di esportazione mirate a promuovere la brand awareness in nuovi mercati internazionali L’azienda canadese, tutt ’oggi impegnata localmente nella promozione della propria attività produttiva, è famosa nel mondo outdoor per la sua impronta fortemente pionieristica I capi che produce nel suo stabilimento di Burnaby (Canada) sono distribuiti in oltre 45 Paesi in tutto il mondo

L’Innovation Price alle protezioni Komperdell

Da 10 anni Komperdell investe nella realizzazione di strumenti di sicurezza e protezione Grazie alla cooperazione con diversi brand del settore motociclistico, l’azienda può contare su un importante know-how che le consente di realizzare soluzioni efficaci per attività alpine In particolare negli ultimi anni le protezioni Komperdell sono divenute più sicure, leggere, flessibili e soprattutto comode da indossare Per la prossima stagione inverna l’azienda ha ulteriormente migliorato la linea Cross, riducendone il peso del 40% e incrementandone al contempo il comfort Inoltre grazie al sistema multi-camera, Komperdell ha raggiunto nuovi traguardi nella flessibilità Il nuovo Cross2, con cintura rimovibile consiste in diversi strati di schiuma a doppia densità e si adatta al profilo del corpo grazie a camere cucite ad hoc Protegge al massimo la colonn vertebrale ed è certificato CE1621-2 Vanta un valore residual energy di 4,97 kN e conta protettori addizionali su coscia e aree soffici (quali l’area della milza) Cross2, venduto a un prezzo consigliato di 199,95 euro, è stato premiato da SkiM agazin (Germania) con l’Innovation Price 2012

E D I TO R I A

Psycho Vertical

EDIZIONE VERSANTE SUD

La casa editrice milanese Versante Sud presenta il volume Psycho Vertical, che ha come protagonista l’alpinista Andy Kirkpatrick Andy è un ragazzo con problemi di dislessia e ha alle spalle un’adolescenza travagliata, oltre a una moglie e una figlia che gli ricordano delle responsabilità dalle quali vuole fuggire Ossessionato dall’alpinismo invernale e dal l’idea di scalare, si ca cc i a co n t i n u a m e n te n e i guai Non si vergogna della paura e dei dubbi che accompagnano ogni sua mossa mentre gli obiettivi scoragg i a n t i c h e s i i m p o n e r ischiano di soffocarlo Al contempo la sua vitalità e il suo entusiasmo per l’arrampicata e i luoghi inaccessibili rendono avvincente la lettura Un'escalation spaventosa ma ra cco n t at a b r i l l a n te m e n te con un asciutto umorismo inglese, fino al coronamento di un progetto ambizioso: l'ascensione in solitaria della Reticent Wall su El Capitain in Yosemite Il volume, che conta 280 pagine e 16 tavole, è stato insignito nel 2008 del rinomato premio letterario Boardman Tasker È distribuito al pubblico a un prezzo consigliato di 19 euro

Fango

EDIZIONE MONTURA

Immagini e avvenimenti quanto mai attuali, accaduti nella notte del 15 agosto 2010: dopo due giorni di pioggia incessante, novantamila metri cubi di fango si staccano dal Monte Costal invadono la frazione di Campolongo Baselga di Pi di Trento Lo spostamento d’aria e un assordante boato svegliano di soprassalto gli abitanti: ottantasette riescono a fuggire nel buio sotto un’acqua torrenziale, mentre il fiume di fango nell’arco di pochi minuti sommerge il paese A partire dalle cinque del mattino e per sei giorni si mette in moto una possente macchina di soccorso che evacua definitivamente le case e già nelle prime ore del giorno riesce a garantire l’accesso da parte dei vigili del fuoco, della Protezione civile e dei mezzi necessari allo sgombero della zona Per non lasciare nel dimenticatoio tale evento l’amministrazione comunale ha voluto fissarne la memoria in un volume: Fango Oltre che documentazione e testimonianza diretta dell’accaduto, Fango vuole essere spunto per una meditazione sulle cause della sciagura, sulla gestione del territorio e sulle eventuali misure preventive da adottare al fine di scongiurare simili eventi, qui e altrove La pubblicazione, edita da Montura, si compone di un portfolio fotografico a colori realizzato nelle ore successive alla frana dal fotografo Daniele Lira e di una serie di dittici dello stesso autore, a corredo delle interviste effettuate dalla giornalista Maddalena Di Tolla Deflorian a sei mesi di distanza dal fatto Il tutto preceduto da una nota introduttiva di Franco de Battaglia, storica penna del territorio alpino

Grande attesa per la 60ª edizione del TrentoFilmfestival

Il 2012 sarà un anno d’eccezione per il TrentoFilmfestival, visto che dal 26 aprile al 6 maggio andrà in scena la sua 60ª edizione La rassegna cinematografica internazionale dedicata alla montagna si prepara all’avvenimento con un calendario ricco di iniziative e personaggi d’eccezione Tra i film che saranno proiettati ci saranno cortometraggi, documentari e lungometraggi Non mancheranno poi i libri, con la 26ª edizione di “MontagnaLibri” I film-maker di tutto il mondo (quasi 360 quelli che hanno partecipato nel 2011) sono quindi chiamati a raccontare tramite la loro telecamera il mondo della natura d’alta quota Tutte le pellicole verranno valutate da una giuria internazionale, che sceglierà i vincitori dei prestigiosi premi: Gran Premio Città di Trento – Genziana d’oro al miglior film che in assoluto corrisponda agli obiettivi culturali a cui il festival si ispira; Premio del Club Alpino Italiano – Genziana d’oro al miglior film di

montagna e alpinismo; Premio della Città di Bolzano – Genziana d’oro al miglior film di sport alpino, esplorazione o avventura; Premio della Giuria; Premio Luciano Emmer assegnato dal direttivo del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI) A questi si aggiungono due premi del pubblico e tre Genziane d’Argento (al miglior contributo tecnico -artistico; al miglior mediometraggio; al miglior cortometraggio) Gli interessati possono iscrivere entro il 31 gennaio le opere prodotte tra il 2010 e il 2011, entro il 29 febbraio per le opere del 2012

www trentofestival it

Outdoor Retailer sempre più aperto agli action sport

Si conferma in crescita la partecipazione dei marchi boardsport e action sport lifestyle alla fiera Outdoor Retailer Winter Market Così all’edizione 2012, in programma a Salt Lake City dal 19 al 22 gennaio con un All Mountain Demo il 18 gennaio, prenderà parte per la prima volta Burton Snowboards, che presenterà la sua linea invernale 2012/13 declinata in abbigliamento, accessori e snowboard Kenji Haroutunian, direttore della fiera, ha commentato: “Burton beneficerà della presenza di operatori del mercato active outdoor e al contempo attirerà alla manifestazione retailer attivi nel business giovanile e action sport” Oltre a Burton, esporranno alla fiera altri marchi action sport tra cui Dakine, Hurley, O'Neill, Quiksilver e Von Zipper

www outdoorretailer com

La fibra Dryarn nei prodotti underwear firmati TCX

TCX , marchio del gruppo Novation, si dedica all’abbigliamento e alle calzature per motociclismo, sviluppando soluzioni tecniche volte ad aumentare il comfort e la sicurezza dei suoi prodotti L’azienda ha recentemente stipulato una partnership con Dryarn per studiare due linee di abbigliamento underwear: TCX

Base Layer Summer e TCX Base Layer Winter, dotate di grandi contenuti tecnici Anche nel mondo del motociclismo si ricercano fibre intelligenti che offrano comfort e migliorino le prestazioni nel rispetto della natura In quest’ottica Dryarn può rappresentare la fibra ideale per realizzare capi underwear traspiranti, termoregolatori, anallergici, easycare, batterio-

statici, confortevoli e pratici

TCX Base Layer Winter è stata studiata approfonditamente per mantenere la pelle asciutta e calda in inverno, impedendo al sudore di ristagnare e di produrre freddo, conservando la temperatura del corpo costantemente confortevole anche in caso di escursioni termiche molto forti La collezione TCX

Base Layer Summer è invece l’ideale per il periodo più caldo dell’anno, quando il corpo è più soggetto a sudorazione e diventa fondamentale la termoregolabilità del capo che si indossa In tutti i capi TCX Base Layer la tecnologia Seamless garantisce un fit perfetto a pelle che segue la morfologia del corpo e customizza lo stesso senza condizionamenti

A .M .S.I. e Collegio Nazionale uniti per tracciare il futuro

Negli ultimi anni tra l'Associazione Maestri Sci Italiani (A M S I ) e il Collegio Nazionale Maestri Sci (Col Naz) era emersa una certa difficoltà di condivisione e soluzione delle problematiche legate al mondo dell’insegnamento sulla neve Una situazione non facile, accentuata dalla crisi economica che ha coinvolto anche il turismo invernale Così il 14 ottobre a Modena le due associazioni si sono messe al tavolo per riallacciare i rapporti e porre le basi per il rilancio della categoria Al via dei lavori i presidenti Maurizio Bonelli (A M S I ) e Luciano Magnani (Col Naz ) hanno esposto le motivazioni dell’incontro e delineato i punti su cui si svilupperà il lavoro congiunto delle due entità Tra i più significativi si è deciso di delineare la distinzione dei ruoli, un maggiore collegamento con le scuole e diret-

tori, il ruolo di sindacato dell’Associazione, l’importanza del lavoro di squadra, attività in ambito internazionale e la sede comune dei maestri italiani Successivamente la parola è passata ai Consiglieri, dai quali è partito un vivace e lungo scambio di opinioni e suggerimenti Tra le altre cose è stata sottolineata anche la funzione della Federazione Italiana Sport Invernali (F I S I ) nella componente tecnica dei maestri italiani e la necessità si comporre un Comitato d’intesa tra A M S I , Col Naz e F I S I I presidenti Amsi e Collegio hanno inoltre segnalato la volontà di organizzare un Congresso Direttori Scuola verso la fine di novembre Positivi i feedback avuti da due presidenti, che alla fine della giornata hanno espresso soddisfazione per l’inizio di questo nuovo legame

Il bivacco Gervasutti installato sul ghiacciaio Freboudze

É stato recentemente installato a quota 2835 mt il nuovo bivacco Gervasutti L’innovativa struttura high tech di 30 mq è posta sopra uno sperone roccioso sul ghiacciaio del Freboudze, di fronte alla spettacolare parete Est delle Grandes Jorasses del Monte Bianco Il bivacco, commissionato dal CAI Torino e voluto dalla Scuola e dalla Sottosezione SUCAI, è stato prog ett ato d a g l i a rc h i tett i L u c a G e nt i l co re e Stefano Testa e presenta un’estrema sintesi di comfort , sicurezza e rispetto dell’ambiente Realizzato in materiale composito (sandwich vetroresina e pvc ad alta densità) con una scocca modulare di trenta metri quadri, il bivacco è alimentato con pannelli fotovoltaici e rappresenta già modello pilota per altri siti ipertecnologici ed ecosostenibili Al suo interno è attivo un sistema dedicato di autodiagnosi e di rilevamento di dati ambientali interni ed esterni, oltre che di un punto di chiamata di soccorso Un sistema di connessione via internet con-

sentirà al Bivacco di essere costantemente collegato con il mondo per fornire informazioni in tempo reale sulle condizioni meteo, gestire l’organizzazione delle presenze e attivare una comunità di frequentatori in grado di scambiarsi notizie sul “libro del rifugio” virtuale La s t

all’importante supporto di Gore, della Regione Valle D’Aosta, della Fondazione CRT e di EDF ENR Solare

Il 19 novembre aprirà il nuovo Alpstation di Sarzana

nazionale a corredo tra cui incontri con testimonial e atleti Montura Da segnalare anche che a fine ottobre il punto vendita Alpstation di Milano ha festeggiato i suoi primi 2 anni di attività con un aperitivo aperto al pubblico e con scontistiche particolari sul l’abbigliamento e le attrezzature invernali Sempre nel mese di ottobre questo punto vendita ha proposto un corso sul l’utilizzo del GPS (Global Position System) in vari appuntamenti Il corso è

Biagini con un’escursione guidata in un parco del l’area milanese

Montura presenta un nuovo monomarca Alpstation Dopo le aperture di Cles, Brunico, B ass ano del Grappa, S alzburg , Isera, Tarvisio, Dolzago (LC), Milano e Aosta, l’azienda si appresta a inaugurare un punto vendita a S arzana (SP) L’apertura ufficiale del negozio era prevista lo scorso 29 ottobre ma, a seguito del la drastica al luvione che ha colpito lo spezzino il 25 ottobre, per rispetto del la popolazione è stata spostata al 19 novembre Il negozio, situato in via Variante Aurelia 7, si estenderà per 650 mq e tratterà sci, sci alpinismo freeride, alpinismo, trekking , arrampicata, tempo libero e viaggio Impiegherà 7 persone tra cui uno ski man per il laboratorio di sci In occasione del l’apertura s aranno previsti sconti del 20% su tutto l’abbigliamento N o

Marmot inaugura a Norimberga il suo 1° store europeo

scorso 1° ottobre a Norimberga, nella cent ra l e K a i s e r s t ra ß e 3 5 , è s t a t o i n a u g u ra t o i l primo store europeo di M armot Andy Schimeck , managing director di M armot Mountain Europe, ha dichiarato: “Con il nuovo negozio vogliamo creare una piattaforma che consenta agli amanti della montagna di incontrarsi con gli appassionati di outdoor” L’offerta del punto vendita, che si estende per 500 mq divisi su due piani, comprende l’intera collezione M armot con tutti i modelli e tutte le variazioni colore In particolare sono a scaffale capi di abbigliamento tecnico per uomo e donna, prodotti casual, abbigliamento funzionale da bambino, guanti, sacchi letto, tende, zaini e altri accessori per sport da montagna In occasione dell’apertura, poi, M armot ha presentato le Nürnberg Marmot Store Shirts al 100% in cotone organico, dedicate a donne, uomini e bambini e realizzate in edizione limitata (foto sotto a sinistra) Saranno disponibili solo nel negozio di Norimberga e per ogni vendita M armot donerà 5 euro a SOS Kinderdorf Nürnberg e Bluepingu e V Da segnalare che il negozio rif lette l’interesse del brand nella natura e nella sostenibilità Pertanto è stato costruito con materiali eco -friendly e il sistema di illuminazione, progettato da Zumbtobel, garantisce la massima efficienza energetica Lo store, che impiega 7 appassionati outdoor tra cui anche la manager Julia Weyh, è moderno e caratterizzato da facciata in vetro, scala centrale e gallerie per una visuale completa dell’edificio Al primo piano, una zona lounge invita i visitatori a bere un caffè di Christoph Feichtinger - Café de Guatemala o un drink della eco -birreria Neumärkter Lammsbräu Il negozio non vuole dunque essere solo un’area di vendita ma anche un punto d ’ i n co n t ro t ra fa n

i amanti della montagna L’ampio Event Space ospiterà infatti eventi che spazieranno da serate di lettura a sfilate di moda, racconti di viaggio e corsi culinari (nell’ultima foto, la cucina allestita all’interno dell’area)

www.marmot.eu

Lo

Polartec Challenge 2012 in cerca di avventure da sponsorizzare

Durante gli ultimi vent ’anni Polartec ha sostenuto centinaia di spedizioni in ogni angolo del mondo È questa la missione del Polartec Challenge, programma internazionale di sponsorizzazione creato per incoraggiare l’avventura outdoor Per l’edizione 2012 di questa iniziativa, Polartec è in cerca di spedizioni a basso impatto ambientale, rispettose delle culture locali, eco‐sostenibili e in grado di fungere da modello per la comunità outdoor internazionale Le domande di sponsorizzazione, che possono essere inviate entro il 31 dicembre, sono valutate in base alla visione dell’avventura outdoor che sono in grado di esprimere, al loro impegno sul versante della tutela ambientale, ai valori educativi e culturali di cui

sono portatrici e non alla natura competitiva del progetto Tra i vincitori delle precedenti edizioni figurano fra gli altri Conrad Anker, Jimmy Chin, Steve House, Marko Prezelj , Andrew McLean, Greg Hill e John Shipton Tra i più recenti vincitori vanno invece ricordati Jon Turk e Erik Boomer (che da poco hanno completato la prima circumnavigazione dell’isola Ellesmere, una delle spedizione artiche più notevoli degli ultimi anni) e Kate Harris e Melissa Yule (che al momento stanno viaggiando in bicicletta dall’Europa all’Asia per esplorare lo stato della conservazione ambientale)

www.polartec.com

L’alpinista italiana Nives Meroi sul forum di Casio Pro Trek

Casio Italia ha lanciato un nuovo forum all’interno del sito dedicato alla linea di orologi sportivi Pro Trek (www protrek it) che vuole rivolgersi a tutti gli amanti della montagna e delle attività outdoor Il forum vedrà protagonista l’alpinista italiana Nives Meroi, che vanta la conquista di ben 11 Ottomila Così, in questa sezione del sito, sarà possibile trasmettere e condividere con Nives l’amore e la passione per l’avventura in montagna, che sia arrampicata o semplice hiking L’intento di Casio è quello di esprimere uno dei valori fondamentali dell serie Pro Trek : l’autenticità La stessa alpinista italiana è stata la prima a inaugurare il forum secondo questo valore, condividendo i racconti e le immagini di alcune tra le sue imprese più emozionanti e avvincenti L’ultima realizzazione della linea Pro Trek è il Pro Trek

Presentato

il

PRW-2500 Dotato di triplo sensore, è in grado di misurare il rilevamento alla bussola e i valori dell’altitudine necessari per scalare le montagne Non solo visualizza l’altitudine corrente fino a 10 000 metri, ma anche l’ora corrente e il cambiamento recente di altitudine alla stessa ora Questo si rivela utile per monitorare, ad esempio, il ritmo di una salita in montagna Il design è essenziale: presenta una struttura LCD a doppio strato, mentre la grossa lunetta della bussola e i pulsanti assicurano un funzionamento corretto e sicuro Tra le caratteristiche tecniche più interessanti, il PRW-2500 impiega la tecnologia radio controllata per la calibrazione automatica dell’ora, che utilizza segnali standard da sei trasmettitori in tutto il mondo, e vanta anche l’affidabilità di una misurazione con alimentazione a energia solare

Master Internazionale in Medicina di Montagna

L’Università degli Studi del l’Insubria, in col laborazione con l’Institute Of Mountain Emergency Medicine, ha realizzato un M aster Internazionale in Medicina di Montagna Tale master vuole focalizzare il campo del la medicina di montagna, che in Italia è ancora poco conosciuto e valorizzato In un periodo in cui il turismo estivo e invernale tende a riscoprire la montagna, diventa fondamentale valorizzare il fattore sicurezza nel la prevenzione e nel l’eventuale trattamento medico in incidenti occorsi durante l’escursionismo o la pratica alpinistica In questo senso il medico di spedizione o anche solo operante nel l’ambiente alpino deve quindi essere preparato adeguatamente per intervenire Il M aster Internazionale, approvato dal le organizzazioni internazionali UIAA , ICAR e ISMM , s arà perciò indirizzato a medici italiani ed esteri Le iscrizioni sono aperte a un massimo di 20 partecipan-

ti Il corso, per un totale di 550 ore tra lezioni, tirocini e pratica sul campo, avrà inizio nel gennaio 2012 e si articolerà durante l’anno a cicli di settimane fino a ottobre 2012 Le lezioni si svolgeranno al l’Università degli Studi del l’Insubria a Varese e presso la sede EURAC del l’Institute of Mountain Emergency Medicine di Bolzano La parte pratica sul campo s arà seguita da scuole di Alpinismo del CAI e dai Ragni di Lecco coadiuvati da alcuni tra i maggiori alpinisti del momento Il costo d’iscrizione è di 3 500 euro La frequenza è obbligatoria per almeno l’85% del le lezioni e dei tirocini È previsto un es ame finale con test a risposta multipla e la presentazione di tesi precedentemente concordate Al termine verrà consegnato un diploma www.uninsubria.it luigi.festi@ospedale.varese.it

Aku e Mangia Trekking in aiuto al popolo ligure colpito dall’alluvione

Lo scorso 25 ottobre la Liguria è stata teatro di una disastrosa alluvione Diversi i paesi distrutti dalla furia dell’acqua e numerosi i borghi ancora oggi evacuati In questo scenario, si sono movimentate numerose associazioni di volontariato che s t a n n o a i u t a n d o l a p o p o l a z i o n e locale a ripristinare una situazione di “normalità” Tra queste associazioni spicca Mangia Trekking che ha sede proprio nel borgo medievale di Mangia, nello spezzino, completamente evacuato a seguito dell’alluvione e della conseguente frana Sotto il coordinamento del comune di Sesta Godano, i membri dell’assoc i a z i o n e, d u e d i t te p r i va te co n m ez z i m e cc a n i c i , l ’e n co m i a b i l e Croce Rossa di Sesta Godano, le aziende acqua, gas ed elettricità, alcuni liberi professionisti esperti di

edilizia e geologia stanno mettendo in atto gli interventi necessari I volontari dell’associazione, la cui sede non ha subito danni e rimane aperta, stanno aiutando a spalare, liberare carruggi e cantine, spostare

auto che intralciano il procedere dei lavori Al momento le ruspe stanno r i p r i s t i n

l e acque e asportando il materiale depositato Stanno inoltre costruendo una via alternativa per facilitare i lavori necessari alla sicurezza del paese Da segnalare che Aku, con la quale l’associazione Mangia Trekking collabora, ha contattato il Comune di Sesta Godano per dar vita a una campagna a favore del borgo della Val di Vara Per restituire al più presto questa perla ai propri abitanti e a tutti gli appassionati del trekking, l’azienda invita a contribuire con una donazione alla raccolta fondi del comune di Sesta Godano con un versamento al conto corrente numero:

(Causale: Evento calamitoso 25 ottobre Mangia)

Hansjörg Auer - Il climber austriaco del Global Team di atleti The North Face Hansjörg Auer ha aperto una nuova via sulla parete Sud della Marmolada Dopo aver aperto la parte superiore della via durante la sua prima ascesa in libera, l’atleta ha completato la salita nell’area del Pilastro Dorso d’Elefante della Marmolada Hansjörg ha dedicato il successo al fratello Vitus Auer, che lo ha supportato durante l’impresa, chiamando la via “Bruderliebe” ovvero “Amore Fraterno” Salendo 19 tiri con chiodi e viti solo dove necessario, l’atleta ha percorso un tracciato di grado 8b/8b+ con una presa verticale sulla roccia di 800 mt Dopo aver scalato la sezione bassa su un terreno leggermente a strapiombo in 8 giorni, i due fratelli hanno raggiunto un terreno quasi alpino negli ultimi tiri

Moro, Urubko, Richards - The North Face annuncia per il 26 dicembre 2011 la partenza degli alpinisti Simone Moro, Denis Urubko e Cory Richards (in foto) per una spedizione alla volta del primo tentativo di ascesa invernale della cima Nanga Parbat (8 125 mt) sull’Himalaya, in Pakistan Il successo dell’impresa, in puro stile alpino, dipenderà dalla presenza delle condizioni atmosferiche minime tra la fine di gennaio e marzo 2012 Gli alpinisti della spedizione sono portavoce di tre continenti: Simone Moro per l’Italia, Denis Urubko per il Kazakistan e Cory Richards per gli Stati Uniti Sono famosi per aver compiuto la prima ascesa invernale degli 8 025 mt del Gasherbrum II a Karakoram, in Pakistan, nel febbraio 2011 Capo della spedizione sarà Simone Moro che ha oltre 40 spedizioni alle spalle di cui 11 invernali Il kazako Denis Urubko ha accompagnato Moro in diverse spedizioni e ha raggiunto la vetta di quattordici 8 000 senza ossigeno Chiuderà la spedizione lo scalatore e fotografo americano Cory Richards, già temprato dall’esperienza sul GII

Iker ed Eneko Pou - I fratelli Iker ed Eneko Pou, climber spagnoli parte del Global Team di atleti The North Face, hanno scalato per la prima volta in libera e in un’unica spedizione due dei simboli del Brasile: il Corcovado che porta alla statua di Cristo Redentore e il Pan di Zucchero Hanno scalato il Pan di Zucchero dalla via “Totem” (8a+, 250 mt) situata nel distretto dell’Urca Dopo un giorno di pausa, i tre si sono dedicati al Corcovado che Cortés aveva già salito in precedenza fino alla seconda sezione 8a+ Hanno affrontato la via “Atalio del Diablo” (8a+, 300 mt) per raggiungere i piedi del Cristo Redentore “Iker ha terminato la seconda sezione 8a+ in due tentativi La terza sezione era fantastica perchè strapiombante e atletica La quarta sezione è praticamente un giardino verticale, considerando la fitta vegetazione La quinta infine è davvero difficile, con un livello di grip a 7c”, ha aggiunto Eneko A causa della difficoltà di questa impresa, i tre hanno dovuto allestire un bivacco tra le ultime due sezioni, rese tra l’altro ancor più difficili da salire dal clima rigido Questa impresa ha chiuso un’estate di successo per i due fratelli, che all’inizio della bella stagione hanno aperto una nuova via sul Monte Bianco chiamata “Classic Modern” e situata sul versante italiano

Il Dream Team italiano al Garmin Barcelona Triathlon

Il 16 ottobre in Spagna

pato circa 1 000 persone

gareggiato nella distanza

rante un cambio) della testata Runner's World,

maschile Aless andro Turci, giornalista

az i o n i co n s o d d i sfaz i o n e d i Stefa n o V i g a n ò , res p o n s a b i l e d e l l a d i v i s i o n e S p o r t

del media team italiano, supportato da Matteo Bortesi, product specialist dell’area fitness

esclusiva il Forerunner 910XT, GPS da polso

Con la vittoria in Malesia, Jornet conquista 5 continenti

L’atleta Salomon Kilian Jornet Burgada vince la Skyrunner SuperCup e conclude la sua personale sfida lanciata a inizio anno e denominata Kilian’s Quest vincendo la cors a Mount Kinabalu International Climbathon in Malesia Questa gara (21 km a più di 4 000 mt di altitudine) è l’ultima delle cinque vittorie conquistate dall’atleta in cinque diversi continenti Kilian ha infatti alle spalle vittorie in Sudafrica, Australia, Usa ed Europa dove ha partecipato all’Ultra Trail du Mont Blanc In terra asiatica Kilian ha chiuso la gara in 2 ore e 37 minuti precedendo di soli 44 secondi l’italiano Marco De Gasperi www skyrunning com

Un nuovo apparel team nell’organico di Black Diamond

Dopo la ristrutturazione dello scorso agosto del team di marketing , Black Diamond ufficializza nuove assunzioni nel segmento abbigliamento Peter Metcalf, presidente e ceo dell’azienda, ha dichiarato : “Continuiamo a investire in persone e processi necessari per incentivare il nostro business e raggiungere gli obiettivi strategici che ci siamo preposti” In particolare entra in azienda Cheryl Knopp, n u ova d e s i g n l ea d e r p e r l ’a b b i g l i a m e n to L’esperienza di Knopp include lavori come freelance designer per Mountain Hardwear e Simms Fishing Products, oltre a collaborazioni di consulenza per W L Gore & Associates Knopp, che è stata anche vice presidente dello sviluppo prodotto per Arc'teryx Equipment , gestirà un team di designer composto fra gli altri da Damien Kelly, Jenny Grad e Teri Davis Entra in Black Diamond anche A jay Badiga, che

rivestirà il ruolo di direttore dell’approvvigionamento e dello sviluppo per l’abbigliamento Badiga ha alle spalle 20 anni di esperienza nel segmento apparel Ha lavorato per 15 anni in The Sports Authority, dove negli ultimi 10 anni ha ricoperto il ruolo di direttore dell’approvvigionamento e dello sviluppo per outerwear, sportswear e abbigliamento atletico Da ultimo, Jeff Nash è stato eletto vice presidente nei servizi di supporto di ingegneria Nash era in precedenza direttore dello sviluppo materiale per The North Face e ha lavorato come vice direttore per American Society per il comitato test e materiali in ambito softgood da campegg i o H a i n o l t re co l l a b o ra to co n l ’ O u td o o r Industry Association Eco Working Group Infine Nash è stato un elemento chiave nell’adozione della certificazione bluesign nella catena di produzione The North Face

Medaglia al lavoro per Antje von Dewitz , ceo di Vaude

Antje von Dewitz , ceo di Vaude Sport GmbH & Co KG, è stata premiata con una medaglia al business per il suo encomiabile operato nel settore outd o o r n e l l a re g i o n e d i B a d e n -

Württemberg (Germania) Tale riconosci mento le è stato dato da Daniel Rousta, capo del dipartimento del ministero della finanza e dell’economia di Baden-Württemberg In particolare ad Antje vengono riconosciuti gli obiettivi di business raggiunti e la professionalità, oltre al servizio reso all’economia statale Le sono stati inoltre riconosciuti l’impegno sociale a livello locale e globale e il ruolo nella promozione di uguali opportunità di lavoro tra donne e uomini riconciliando la vita lavorativa e familiare Il riconoscimento, consistente in una medaglia, è stato attribuito al dr Nils Schmid e a 11 tra uomini e donne presso il castello Neuen Schloss di Stoccarda Ad Antje il ministro ha dichiarato : “Lei è stata una delle prime

a riconoscere l’importanza della preservazione dell’ambiente naturale Per questo nel 2008

Vaude è stata la prima azienda nel settore outdoor a ricevere la certificazione EMAS che rispetta le condizioni stability dall’EU EcoManagement and Audit Scheme” Vaude ha anche conseguito il premio “Libertà e respons abilità”, il premio ambientale di B adenWürttemberg e il sigillo di qualità “Certificate for career & family audit”

Nuovi atleti nel team snowboard Patagonia

Patagonia apre sempre di più le porte al lo s n

r d , a m p l i

i l s u o t e a m d i ambass ador Di recente ha infatti dato il benvenuto a Josh Dirksen, Ryland Bel l e Forrest Shearer Questi atleti, che hanno al le spal le una lunga carriera dedicata al lo snowboard, col laboreranno fianco a fianco con i designer del la società per supportare ogni aspetto del la performance e design di prodotto L’impegno ecologico e l’etica ambientale nel design di Patagonia hanno giocato un ruolo chiave nel la decisione degli atleti di entrare a far parte del team di ambass ador del marchio, che già annovera tra le sue fila nel surf i fratel li M al loy e Gerry Lopez , i climber Tommy Caldwel l, Sonny Trotter e altri famosi atleti

Mathias Basedow nel marketing dell’EOG

L’European Outdoor Group (EOG) ha eletto Mathias Basedow nuovo responsabile marketing e comunicazione “La decisione di assumere un professionista della comunicazione a tempo pieno è il risultato di un forte incremento del carico di lavoro”, ha dichiarato Mark Held, segretario generale dell’EOG “L’ingresso di Mathias ci consentirà di mantenere aggiornati sia i membri della nostra associazione che il settore in generale” Mathias, 28enne originario dell’Austria e appassionato di mountain bike e sci alpinismo, ha lavorato per Oakley come coordinatore della comunicazione a livello Europeo Ha iniziato a lavorare con l’EOG lo scorso settembre, sostituendo la precedente consulente di comunicazione Vaness a Knowles che continuerà a lavorare nel team EOG gestendo marginalmente la comunicazione e iniziando ad essere coinvolta in nuovi progetti tra cui la ristrutturazione del Sustainability Working Group

L’ultimo saluto di Patagonia al gm Eu Holger Bismann

Patagonia piange la scomparsa di Holger Bismann, general manager Europe e appassionato ciclista La notizia è stata diffusa dal ceo dell’azienda Casey Sheahan che ha dichiarato: “Anche se molti di voi non ne erano a conoscenza, per il modo in cui l’eccezionale atteggiamento positivo di Holger è riuscito a prevalere sui suoi recenti problemi di salute, era malato da tempo” Holger è entrato a far parte del team nel dicembre 2008 come General Manager di Patagonia Europe Fin dal primo giorno, la sua gioia per la vita e la passione per Patagonia sono state un binomio perfetto per i colleghi di Annecy “Il suo spirito straordinario e la sua vitalità palpitavano in ogni persona che incontrava, rendendolo uno dei nostri più energici brand ambassador Ricorderò e custodirò quella sua capacità eccezionale di prendersi cura degli altri come un tesoro e sono sicuro che lo farete anche voi”, ha aggiunto Sheahan A seguito di questa scomparsa Andrea Tomasini, md di Patagonia Italia, ricoprirà ad interim il ruolo di general manager, affiancato negli uffici di Patagonia Europe da Jonathan Petty, European marketing manager

Columbia e Sorel: nuove piattaforme di e-commerce

Lo avevamo annunciato lo scorso maggio in un’intervista a Christian Finell In quell’occasione il general manager EMEA di Columbia ci aveva anticipato che entro la fine dell’autunno l’azienda avrebbe esteso il mercato dell’e-commerce per i brand Columbia e Sorel in Canada e in altri 8 Paesi strategici dell’area europea, ovvero Gran Bretagna, Francia, Spagna, Germania, Italia, Austria, Belgio e Paesi Bassi Nel rispetto dei piani, lo scorso 12 ottobre è stato annunciato il lancio ufficiale di piattaforme nuove Sommando questi nuovi siti a quelli già esistenti in Usa, Corea e Giappone, si raggiunge una presenza digitale di ben 24 e-commerce locali che operano in 12 Paesi L’azienda, inoltre, fornisce un supporto centralizzato per i siti non-e-commerce dei brand Columbia (in 28 Paesi) e Sorel (in 20 Paesi) I siti, che presentano capi disponibili, prezzo, valuta, gradimento e metodi di pagamento, sono stati progettati per rafforzare il legame tra i consumatori e i brand, fornendo un facile accesso alle informazioni su prodotti, tecnologie, innovazioni e contenuti marketing I rivenditori che hanno e-commerce e punti vendita beneficeranno inoltre dell’accesso a una libreria di risorse digitali da usare all’interno dei propri siti e marketing media L’elenco dei siti di e-commerce è disponibile sui portali dei due brand In foto l’homepage del sito italiano www columbia com - www sorel com

GM sul web tra storia, prodotti, ambiente e cultura

i g e n ze e l o

st i l e d i o g n i s p o r t i vo

ATT E N Z I O N E G R E E N - L ’az i e n d a s i d i ce co nv i n -

t a c h e l a q u a l i t à n o n p o ss a p res c i n d e re d a l l a

res p o n s a b i l i t à a m b i e nt a l e A q u esto a s p etto,

c h i a m ato

“ l ove t h e p l a n et ” , v i e n e d e d i c at a

u n a p a g i n a s p e c i f i c a s i a p e r co n d i v i d e re l a

st rate g i a az i e n d a l e d i p ro d u z i o n e e co -f r i e n -

d l y s i a p e r s u g g e r i re a g l i u te nt i co m e s i p o ss a r i s p a r m i a re, r i c i c l a re e r i s p ett a re d i p i ù i l p i a -

n et a D a l c a nto s u o, G M p rest a atte n z i o n e a

s ce l te d i p ro d u z i o n e c h e te n g a n o co nto d e l

m i n o r

Aku presenta il suo nuovo sito internet , inaugurandolo con la mostra fotografica digitale “La montagna disincantata” di Corrado Piccoli, che si apre con un pop up nella home Sono proprio le immagini e le visioni del mondo montano i protagonisti indiscussi del nuovo sito, veicolo di emozioni ed esperienze fra le vette Il nuovo portale rappresenta una finestra non solo sul mondo Aku, ma più in g e n e ra l e s u l l

n a ” co m e luogo di vita e scenario di storie di umanità Il sito racconta esperienze legate all’ambiente alpino, descrive la lunga tradizione dell’azienda, i suoi prodotti, le iniziative promosse e il proprio impegno green per ridurre l’impatto ambientale Il portale consente un’intuitiva navigazione grazie all’indicazione in home page di tre macro aree: Alps, Heritage e Green Alps racchiude il tributo alle Alpi di Aku per

Heritage racconta la storia di una produzione a

te ; Green presenta le iniziative di stampo istituzionale e di Responsabilità Sociale, frutto dell’impegno dell’azienda per abbattere l’impatto ambientale della propria attività e promuovere un modello di business eco -sostenibile Il sito è anche una vetrina dei prodotti presentati nella loro totalità Disponibili anche indicazioni sui rivenditori più vicini e le coordinate degli shops online www aku it

Personaggi

Dalle parole di Aless andro Gogna il ricordo del grande alpinista italiano scomparso lo scorso settembre

Walter Bonatti, eroe salvifico e redentore dell'azione

Sempre in bilico tra elogi e critiche, ha ridisegnato i confini dell’alpinismo raggiungendo l’impossibile e rappresentando il riscatto di un Paese intero.

Da questo numero inauguriamo un’importante collaborazione con Alessandro Gogna Per molti non ha bisogno di presentazioni, essendo una delle figure chiave dell’alpinismo italiano Per gli altri ricordiamo che è nato nel 1946 e oltre a essere alpinista di fama internazionale, è anche storico dell’alpinismo, guida alpina e opinion maker sulla problematica turistico-ambientale della montagna Ha pubblicato una cinquantina di libri e si dedica anche al giornalismo e all’organizzazione di serate dedicate all’alpinismo In questo primo appuntamento sul nostro magazine le sue profonde ed evocatrici parole ci ricordano Walter Bonatti, uno dei più grandi alpinisti di ogni tempo scomparso lo scorso 14 settembre all’età di 81 anni

Le sue imprese, e ancor più la marmorea fedeltà alle proprie idee nel realizzarle, ne fanno una figura di spicco assoluto nella storia dell’alpinismo mondiale del Dopoguerra Dino Buzzati scrisse che se Bonatti fosse vissuto ai tempi di Omero le sue imprese sarebbero state raccontate con un grande poema Certamente uomo dall'infanzia difficile, con un'adolescenza vissuta in tempo di guerra, Walter Bonatti comincia giova-

nissimo ad arrampicare in Grignetta, sognando il Monte Bianco e le Dolomiti A dispetto delle dimensioni delle torri della Grigna, il terreno è assai adatto a forgiare delle personalità: basta pensare a quella di Riccardo Cassin Infatti, ben presto il giovane Walter dimostra di avere dentro di sé una forza e una volontà del tutto sconosciute ad altri sia pur forti arrampicatori

L’ALPINISTA CALCOLATORE

Sono soprattutto la determinazione, la tenacia fuori del comune, la pazienza nelle attese, unitamente a una calma glaciale e un'istintuale capacità di calcolo, che gli permettono di avere ancora prima di partire una completa visione generale del problema da affrontare, così declinata nei singoli dettagli da poter affrontare anche gli imprevisti Lo dicono già le sue prime imprese, tipiche di un giovane che non è mai veramente soddisfatto di ciò che ha appena realizzato, perché i suoi programmi sono ben superiori alla realtà appena vissuta Chi lo conosceva poteva vedere, dietro a quello sguardo un po’ glaciale e penetrante, dietro a quel sorriso stretto, l'immensa arsura della sua anima, così fermamente tesa al futuro da non potersi concedere alcuna gioia duratura nel presente Come arrampicatore è stato giudicato "freddo, calmo, forse un po’ lento" Indubbiamente al suo tempo vi erano alpinisti forse più brillanti e perfino più dotati di lui, sia in Italia che in Europa Ma nessuno era così calmo e così costante, nessuno aveva la forza interiore della locomotiva Bonatti Di certo, dove altri erano passati, passava anche lui, anche se magari impiegando qualche ora in più Non è altrettanto certo il contrario

LA RICERCA DELL’IMPOSSIBILE

Dopo neppure due anni Bonatti è pronto a travalicare quei limiti che nessuno aveva neppure ancora concepito Il suo concetto di possibile ha incluso progetti che per l'élite di allora erano ancora compresi nel campo dell'impossibile Come sulla Est del Grand Capucin o sul Petit Dru, sul pilastro che, prima di crollare nel 2005, portava il suo nome Entra nell'avventura del mai osato con un autocontrollo che non può che essere imitato

Perché lucida freddezza e piena coscienza del proprio esatto valore non si possono imparare come una qualunque tecnica: bisogna nascerci così Mentre pensa alle imprese alpine, si allena

sistematicamente, è certamente ambizioso e perfezionista E come tutti i perfezionisti stenta a considerarsi davvero soddisfatto di un risultato In pratica riunisce la grande capacità realizzativa di un Riccardo Cassin con l'individualismo sognatore di un Giusto Gervasutti Ed è alla ricerca dell'avventura perfetta: forse per ottenere quel riscatto, agognato da tutti i suoi contemporanei, italiani colpiti nel loro orgoglio, ferito in un perduto conflitto mondiale e anche smarrito in una guerra civile In una parola Bonatti diventa eroe salvifico, redentore dell'azione, per ridare il valore all'uomo

TRA ELOGI E ATTACCHI

In questa missione, grande è il suo fastidio per le regole e per le restrizioni È probabilmente questo il motivo che spinse il capospedizione del K2, Ardito Desio, a non includerlo nella cordata scelta per l'attacco finale alla vetta La grande ricerca di Bonatti è sempre stata volta al miglioramento del l'uomo, con una grandiosità tale d'intenti da escludere con sicurezza che il suo primo obiettivo fosse l'ingigantimento della sua figura Questo era più una conseguenza che una causa Purtroppo tutto ciò non è stato compreso dai più, in un diluvio di critiche, di invidie e di calunnie La stampa per prima non si rende conto che lo sta deificando, attribuendogli caratteristiche da superuomo Pronta però a farlo cadere dalle stelle alle stalle al primo incidente di percorso E del resto così sono sempre stati trattati i provocatori, coloro che sono in grado con la loro creatività di dare scossoni positivi a un'umanità dormiente, ma che alla fine della parabola, sono giudicati scomodi e negativi Da imprigionare e magari sopprimere Le tragedie del Natale 1956 e del luglio 1961, entrambe sul Monte Bianco, sono le rampe di lancio del lungo scontro, quasi cinquantennale, tra Bonatti e la stampa Un sordido gioco al massacro, nel quale tanto più la figura dell'alpinista veniva esaltata, tanto più si aggrediva e si malgiudicava l'umano che necessariamente era il protagonista delle imprese Da una parte Bonatti per le masse è unico e irraggiungibile: "Tutti cadono e muoiono, ma Bo-

natti non muore", sintetizza amaramente Gian Piero Motti Dall'altra si scatenano così contro di lui gli editoriali dei benpensanti del boom economico degli anni '60, dei moralisti, degli scribacchini che razzolano nel torbido e nella facile sensazione A ogni attacco segue una nuova impresa, a ogni nuova impresa seguono le lodi unitamente a nuovi attacchi Non c'è dunque da stupirsi se Bonatti, per non cadere egli stesso nella schizofrenia dell'informazione, decide di lasciare, chiudendo in bellezza con l'ultima stupefacente impresa sul Cervino Prima di essere vittima definitiva di un circolo vizioso che prima o poi lo avrebbe ucciso, Bonatti spiazza tutti con il suo memorabile abbandono

UN ESEMPIO DI VITA

Per me Walter Bonatti ha rappresentato (e rappresenta tuttora) il maestro che ha forgiato, con le sue imprese e i suoi libri, la mia nascente e giovanile voglia d'avventura, incanalandola sulle montagne Tramite i suoi racconti ho capito come si possa essere liberi di creare in piena libertà rispettando solo poche ed elementari regole di etica Tutta la sua vita alpinistica è stata un grande e unico esempio, dalle più audaci solitarie e invernali alle prime di enorme levatura, da imprese quasi ineguagliate come quella al Gasherbrum IV alla pazzesca avventura umana del K2 Un uomo segnato tanto da successi senza precedenti nel mondo mediatico quanto da tragedie con il seguito di decennali polemiche (è rimasto memorabile nel 2004 il rifiuto del titolo di Cavaliere di Gran Croce, dopo aver saputo che il presidente Ciampi avrebbe dato la stessa onorificenza anche ad Achille Compagnoni!) Un nome noto in tutto il mondo, limpido, cristallino come le sue montagne Un nome che conferma a un'Italia, in questo momento assai dubbiosa dei propri valori, quanto invece sia ricca di individui di fama planetaria che l'hanno fatta grande E Dio solo sa quanto abbiamo bisogno ogni tanto di ricordarcelo Alessandro Gogna www.alessandrogogna.com

1958 – Piazza Dante, Trento Fiaccolata in onore dei conquistatori del Gasherbrum IV Da sinistra Riccardo Cassin (capo-spedizione), Walter Bonatti e Carlo Mauri
Alessandro Gogna in Albigna
Walter Bonatti in azione in due foto d’epoca

22 GIUGNO 1930 – Nasce a Bergamo Walter Bonatti Trasferitosi a Monza, cresce alpinisticamente nel locale

g r u p p o d e i “ P e l e O s s ” ( P e l l e e oss a)

1949 – Appena diciannovenne ripete la parete Nord- est del Pizzo B adile, la Ovest dell’Aiguille Noire de Peutérey e la via Cassin sul la N o rd d e l l o S p e ro n e Wa l k e r a l l e Grandes Jorasses

1951 – B alza al la ribalta con una

s c a l a t a c h e s p i n g e a l l ' e s t re m o i l concetto di arrampicata artificiale, tecnica fino a quel momento in uso più che altro sul calcare delle Alpi Orientali e delle Dolomiti: assieme a Luciano Ghigo, la trasferisce sul granito e vince così la parete est del Grand Capucin

1953 – Mentre Ardito Desio comincia a selezionare la squadra di alpinisti destinati a tentare la prima ascensione del K2 (8611 mt), Bonatti scala con Carlo M auri (per alcuni anni i due sono ritenuti la coppia più forte del mondo) la Nord

d e l l a C i m a O v e s t d i L a va re d o i n prima invernale Subito dopo compie (con Roberto Bignami) un’altra prima invernale aprendo la diretta della Cresta Furggen sul Cervino

1 9 5 4 – A 2 4 a n n i , p a r te c i p a a l l a s p e d i z i o n e

s c i e n z i a t o A rd i t o D e s i o s u l l a s eco n d a m o n t a g n a p i ù a l t a d e l mondo, il K2 Una spedizione destinata al successo, con l'epica salita in vetta di Achille Compagnoni e Lino Lacedelli Il giorno prima, Bonatti, il più giovane della spedizione, sceso al campo inferiore per recuperare altre bombole di ossigeno, ris ale con il portatore hunza Amir M ahdi Giunti a quota 8100 mt circa i due scoprono che Lacedel li e Compa-

si sono trascinate per anni, anche nei tribunali) Compagnoni e Lacedelli si sono macchiati di omissione di soccorso Soltanto nel 2004 la commissione d'inchiesta del Club Alpino Italiano riconosce la versione di Bonatti «A 53 anni dalla conquista del K2 - scriverà Bonatti - sono state finalmente ripudiate le falsità e l e s co r re t t ez ze co n t e n u t e n e i p u nt i c r u c i a l i d e l l a ve r s i o n e u ff iciale del capospedizione Ardito Desio Si è così ristabilita, in tutta la sua totalità, la vera storia dell'accad u t o i n q u e l l ' i m p re s a n e i g i o r n i della vittoria»

1955 – Un Bonatti più determinato che mai affronta così la stagione successiva: la lotta solitaria durata sei giorni sul Petit Dru lancia il suo n o m e a n c h e a l d i f u o r i d e l l ’a mbiente alpinistico A Natale del lo stess o a n n o af f ro n t a co n S i l va n o Gheser la scalata invernale del lo Sperone Moore, sul Monte Bianco Al bivacco della Fourche i due inco n t ra n o i g i ova n i s c a l a t o r i J ea n V i n ce n d o n e F ra n ço i s H e n r y, u n

gnoni non hanno allestito l'ultimo campo, il IX , nel luogo concordato, bensì oltre una fascia roccios a che, nella notte incipiente, si rivela un ostacolo insormontabile per la cordata di appoggio Il vento ostacola le comunicazioni, ma Compagnoni e Lacedelli si limitano a suggerire da lontano di lasciare l'ossigeno e tornare indietro Vista l'impossibilità di scendere a quell'ora, Bonatti e M ahdi trascorrono la notte a temperature polari, senza alcun riparo Sopravvivono – all’epoca si credeva fosse impossibile – e scendono alle prime luci, mentre Compagnoni e Lacedel li, recuperate le bombole, s algono fino in vetta M ahdi, semiassiderato, subisce l'amputazione di numerose dita

La spedizione al K2 del 1954 lascia una traccia amara e indelebile nella vita di Bonatti Per equivoco o per scelta (polemiche e discussioni

sione assoluta Alterna quindi l’attività sul Monte Bianco (Grand Pilier d’Angle, Pilastro Rosso di Brouillard con Andrea Oggioni) con le spediz i o n i ex t ra e u ro p e e ( Pa t a g o n i a e Ande Peruviane) fino a quando, nel luglio del 1961, si ritrova al centro di una nuova ondata di polemiche 1961 – All’inizio di luglio, due cordate tentano la prima ascensione d e l P i l o n e Ce n t ra l e d e l Frê n ey (Monte Bianco): Bonatti con Andrea Oggioni e Roberto Gallieni; il francese Pierre Mazeaud con Pierre Koh l m a n n , Ro b e r t G u i l l a u m e e A ntoine Vieille A soli 120 metri dalla fine delle grandi difficoltà, tutti devono desistere per una tormenta violentissima Dopo giorni di bivacchi al gelo cercano scampo scendendo al la capanna Gamba Solo Bonatti, Gallieni e Mazeaud ci ries co n o A cco r s e ro a Co u r m aye u r i giornalisti e vi fu un grande dispiegamento di media, attratti dalle fosche tinte della tragedia La difesa di Mazeaud, che spiega come Bonatti fosse riuscito comunque a portare in salvo due dei sei compagni, non basta a tenere l’italiano al riparo dalle critiche Ma la Francia lo insignisce della Legion d’Onore

1963 – Assieme a Cosimo Zappelli, co m p i e l a p r i m a i n ve r n a l e d e l l o Sperone Walker

1 9 6 4 – Co n M i c h e l Va u c h e r, u n a n u ova v i a s u u

(Whymper) delle Jorasses

1965 – Il capolavoro che ne chiude in pratica la carriera alpinistica d’alto livello: una via nuova, diretta, invernale e solitaria, sulla Nord del Cervino

Inizia la seconda vita di Walter Bonatti, quella di reporter nei luoghi più selvaggi della terra Nando Sampietro, allora direttore del settimanale Epoca, era affascinato dall'idea che qualcuno potesse incarnare, nel secolo XX , la mitica figura d

i Henry Stanley, una specie di mod

esterni: da Capo Nord al l’isola di Pasqua; dentro le viscere infuocate del vulcano Nyragongo o sull’isola di Mas a Tierra da novello Robinson Crusoe; attraverso il deserto della Namibia o il ghiacciaio di San Valentin; tra i pigmei dell’Ituri e gli aborigeni dell’Orinoco Le sorgenti del Rio delle Amazzoni sono l'oggetto di ricerca di due diverse spedizioni, a Sumatra studia il compor-

francese e un belga Nella bufera le due cordate si uniscono ed escono i n s i e m e s u l l a c a l o t t a s o m m i t a l e Bonatti, che ha il compagno Gheser sfinito, invita Vincendon e Henry a seguirli subito al rifugio Vallot , ma i due si fermano per rifocillarsi e al Vallot non arriveranno mai Gheser e Bonatti sono recuperati da una s q u a d ra i t a l i a n a V i n ce n d o n e d Henry, nonostante un’operazione di s o cco r s o f ra n ce s e, s t ra o rd i n a r i a q u a n to c a ot i c a , m u o i o n o d o p o 8 giorni e i cadaveri sono recuperati soltanto il 19 marzo Bonatti è, ingiustamente, accus ato di non aver prestato sufficiente aiuto ai due colleghi

1958 – Compone la cordata di punta insieme a Carlo M auri nella spedizione guidata da Riccardo Cassin al G a s h e r b r u m I V ( 7 9 2 9 m t ) , u n a

delle più difficili vette del Karakorum, e ne compie la prima ascen-

t o d e l l a t i g re a l co s p e t t o dell'uomo Nelle isole M archesi è sui percorsi delle avventure raccontate in Typee e Omoo, i romanzi dove Herman Melville racconta di e s s e re s c a p p a t o d a l l a b a l e n i e ra

Acushnet sulla quale era arruolato per finire prigioniero dei cannibali e fuggire ancora fortunosamente Bonatti tenta di dimostrare la veridicità di tale storia

ANNI SETTANTA – Compie alcune sped i z i o n i i n s o l i t a r i a a C a p o H o r n , lungo 500 km di fiordi della Patagonia, lungo il corso del fiume Santa Cruz , in Congo, in Guyana, in Alaska e in Antartide Sono parecchie decine i suoi viaggi, prima raccontati s u E p o c a , p o i a n c h e s u A i ro n e Scrive anche una quindicina di libri autobiografici

13 SETTEMBRE 2011 – Muore di cancro al pancreas a Roma

Walter Bonatti davanti a una delle sue montagne simbolo, il Cer vino
18 aprile 1962 – Schio - Da sinistra: Gino Soldà, Walter Bonatti e Severino Casara

Testimonial del mese

Un tour spettacolare alla scoperta della storia verticale delle Dolomiti La giovane guida alpina di Trento Alessandro Beber ha recentemente realizzato il progetto “DoloMitiche, Opere d’arte a cielo aperto”, ripercorrendo da maggio a settembre una ventina di vie storiche, tra le più simboliche e affascinanti del Gruppo del Brenta, del Catinaccio, delle Pale di S Martino, del Gruppo Sella-Pordoi e della Marmolada L’obiettivo alla base del progetto promosso da Trentino era di svelare e valorizzare una piccola parte della storia alpinistica delle Dolomiti, privilegiando nella selezione percorsi meno noti e capolavori semi-dimenticati da riportare alla luce, ricercando allo stesso tempo le pareti migliori per invogliare gli eventuali ripetitori Un compito decisamente impegnativo ma svolto con grande passione da Alessandro, che ha dedicato tutta l’estate andando a ripercorrere e relazionare gli itinerari, intervistando parallelamente i protagonisti delle prime salite di queste vere e proprie “Opere d’arte a cielo aperto” Ciò che ne è venuto fuori è una raccolta di relazioni tecniche, un compendio pratico e utile, una guida audio-visiva di alto valore culturale e sportivo Abbiamo intervistato Alessandro per fargli un po’ di domande a riguardo

Prima di parlare del progetto DoloMitiche, parlaci un po’ di te Quando e perchè hai cominciato ad arrampicare? Cosa ti ha spinto alla ricerca della verticalità?

Credo che la vita in qualche modo ti porti dove devi andare non saprei dire perchè ho cominciato, non ho nessuna tradizione alpinistica in famiglia Forse è stata colpa di qualche libro di troppo: quando mi è capitato tra le mani “Arrampicare è il mio mestiere” di Cesare Maestri, è stato un colpo di fulmine Ci sono altri sport outdoor che ti piace praticare?

Naturalmente Il mio primo grande amore è stato (ed è tuttora) lo sci Prima le gare, poi lo scialpinismo, passando per lo sci ripido e il telemark Da adolescente comunque ho provato un po' di tutto, ma in montagna ho trovato la possibilità di dare libero sfogo alla mia indole in tutte le stagioni

Andiamo ora al progetto: quando e perchè è n at a l ’ i d ea ? Q u a l ’ è l o s co p o d e l l e DoloMitiche?

Ho sempre avuto una passione per la storia dell'alpinismo e in particolare per i retroscena che accompagnano ogni impresa Così ho pensato che sarebbe stato bello dare un volto ai grandi protagonisti, che altrimenti nella maggior parte dei casi rimangono nell'ombra A questo si è aggiunta la volontà di portare anche un pubblico non specializzato a guardare le pareti con gli occhi degli alpinisti, che vi disegnano le proprie invisibili opere d'arte Secondo quali criteri hai scelto le vie da affrontare?

Ho cercato di andare a toccare le pareti più belle e importanti dei vari massicci delle Dolomiti Trentine, coinvolgendo ogni volta alpinisti diversi, in rappresentanza sia di epoche sia di stili di apertura differenti, al di là del

mio giudizio personale

Delle venti vie che hai ripercorso, quale ti è piaciuta di più e quale è risultata più impegnativa?

Impossibile scegliere la più bella: ognuna è stata un'avventura a sé stante Invece la più impegnativa è stata probabilmente “Caries”, una realizzazione di Adam Holzknecht sul Dente del Sassolungo

Quali avevi già affrontato in precedenza?

Soltanto la “Via dei 5 muri” in Vallaccia, a causa di un cambio di programma dell'ultim'ora Ovviamente come stimolo personale ho cercato di scegliere vie che non conoscevo

Con chi ti sei trovato più a tuo agio fra i tuoi compagni di parete?

Direi con tutti Oltre a essere amici e ottimi alpinisti, sono stati anche molto pazienti a sopportare le esigenze documentarie del sottoscri tto, co n ral le ntam e nti e co mpli caz i o n i annesse

Ci sono particolari imprevisti o aneddoti più o meno divertenti da raccontare?

Ce ne sarebbero per scrivere un libro

Soprattutto per quanto riguarda la mia travagliata gavetta di cameraman: ad esempio ho fatto parlare qualche povero alpinista per 40 min a microfono spento!

In che modo i tuoi sponsor ti hanno supportato in questa iniziativa?

Trentino Spa, promotore principale del progetto, mi ha messo a disposizione una notevole bacheca virtuale (www visittrentino it/dolom i t i c h e ) d ove a rc h i v i a re g ra d u a l m e n te i l materiale raccolto Gli sponsor tecnici (Millet e Scarpa) mi hanno invece messo a disposizione abbigliamento e materiale di assoluta qualità Dopo un’estate passata su ventuno meravigliose vie delle Dolomiti, hai già in mente la prossima sfida che vuoi affrontare? Ci puoi anticipare qualcosa?

Anni: 25

Nato a: Trento

Vive a: Valle dei Laghi - Trentino

P rofe s s i o n e : G u i d a A l p i n a f u l l -t i m e

Sponsor ufficiali: M i l l et , S ca r p a

Titoli di studio: L a u reato i n G e o g raf i a

Principali spedizioni compiute: M a l i ,

A l g e r i a , G ro e n l a n d i a , Ca n a d a

La tua impresa più difficile: Fa re i l

p a p à !

Quella di cui sei più orgoglioso: L a m i a

g u i d a “ L a g o ra i - S c i a l p i n i s m o - s c i a l p i -

n i s m o d ' av ve n t u ra ”

La tua prossima spedizione: M i s e n to u n

p o ' s e m p re i n s p e d i z i o n e co m u n q u e

n o n h o a n co ra d ef i n i to n u l l a

L’impresa che prima o poi vorresti compiere: Pa s s a re u n l u n g o p e r i o d o s u l l e

m o n t a g n e d i ca s a , fa ce n d o d e l l ' a l p i n i -

s m o, s e n za m a i s ce n d e re a va l l e : u n

p o ' s u l m o d e l l o d e l l a t rave r s at a d e l l e

A l p i d i Pat r i c k B e r h a u l t

Obiettivi per il 2012: S e m p re t ro p p i

m a ve d re m o d i rea l i z za r n e q u a l c u n o !

M I L L E T - COLOUIR 30 LIGHT

Le idee non mancano, ma mi sembra giusto lasciare un po’ di suspense Z a i n o t e c n i co d a 3 0 l t p e r t u t t e l e d i s c i p l i n e d

Estremamente versatile, ultraleggero ed ergonomico, è perfetto p escursioni ad alto ritmo e per lo scialpinismo moderno Pres scomparto principale estendibile, schienale ergonomico, porta pic ze, cinghie porta sci, spal lacci ergonomici con fischietto, net-pock laterali, cintura ergonomica e compatibile con imbracatura Pe 0,99 kg

Dove l’hai utilizzato: Tour DoloMitiche

Punti di forza: Leggerezza

In cosa può essere migliorato: Inserendo un piccolo rinforzo al l'a lo di aggancio del la parte alta, per appenderlo in parete

Consigli per un utilizzo ottimale: Escursioni (arrampicata o sci alpinismo) di una giornata

M I L L E T - PETUTEREY PANT

Pantaloni elasticizzati resistenti al le condizioni di tempo avverse e al le abrasioni, adatti al le attività di montagna in tutte le stagioni su roccia, neve e terreno misto Assorbono l’umidità, sono idrorepel lenti e asciugano rapidamente Il comfort stretch assicura totale libertà di movimento Il model lo dispone inoltre di taglio ergonomico, cintura regolabile integrata, 4 tasche con zip e ginocchia preformate

Dove l’hai utilizzato: Tour DoloMitiche

Quando dà il meglio di sè: Trekking , ferrate e/o arrampicata in ambiente alpino

Punti di forza: Elasticità e traspirabilità

M I L L E T - TRILOGY LIMITED GTX JKT

Giacca per alpinismo dotata di membrana Gore -Tex Active Shel l a 3 str la rende impermeabile, traspirante e altamente performante La cos

Flex Comfort senza cuciture sotto le braccia offre una maggiore libertà mento Tra le altre caratteristiche il capo presenta rinforzi sul le sp

Ceramic , cappuccio annesso Easy Hood regolabile in altezza e compati le col casco, visiera semirigida, zip tasche impermeabili e zip di ventila zione sotto le braccia

Dove l’hai utilizzato: Tour DoloMitiche e scialpinismo

Quando dà il meglio di sè: Sempre

Punti di forza: Leggerezza (pesa solo 390 gr), vestibilità ottimale e impermeabilità assoluta

Consigli per un utilizzo ottimale: Da mettere al la prova su qualsiasi terreno

S CA R PA - MAGIKO

Nuova calzatura da approach firmata Scarpa Ideale su sentieri, sterrati, ghiaioni e erba in condizioni di asciutto e umido, Magiko offre sensibilità estrema e grande comfort La calzata è eccezionale, come un vero e proprio guanto, mentre il sistema di al lacciatura consente una facile personalizzazione in base al la morfologia del piede La struttura del col lare ottimizza la chiusura al la caviglia, impedendo a pietre e altri materiali di penetrare al l’interno La suola Vertical è estremamente stabile, con ottimo grip Presenta tomaia in suede e microfibra, fodera

Velveteen Pesa 375 gr (42 - 1/2 paio) Prezzo consigliato: 139 euro

Dove l’hai utilizzato: Tour DoloMitiche

Quando dà il meglio di sè: Terreno tecnico (ferrate o avvicinamento al le pareti)

Punti di forza: Precisione e leggerezza

TECNOLOGIES IN ACTION

LIQUID IMAGE

impact e summit, maschere “da ripresa”

Fanno parte della Linee Impact Series e Summit Series le nuove maschere Digital Camera Goggles firmate Liquid Image e commercializzate da SofTeam, distributore di prodotti di elettronica di consumo e informatica Queste mas c h e r e d a s c i / s n o w b o a r d ( S u m m i t ) e d a motocross/offroad (Impact) sono dotate di una fotocamera e videocamera integrata che consente di acquisire foto e filmati in alta definizione per rivedere e condividere con amici le proprie esperienze sulla neve o con gli appassionati di motocross Leggere e comode si adatt a n o p e r f e t t a m e n t e a l l a f o r m a d e l v i s o , v estendo comodamente e assicurando un ottima protezione Sulla montatura dispongono di due tasti, uno per attivare e disattivare la videocam e

m aschere Digital Camera Goggles, che supportano SD card fino a 32 GB si possono realizzare filmati in H 264 a 30 frame per secondo e si possono registrare fino a 16 ore di video a 720p Inoltre si possono scattare oltre 18mila immagini jpg da 5Mpixel con scheda di memoria da 16 GB Tantissimi gli accessori disponibili: quattro tipi di lenti pensati per le maschere da neve e da cross a filtri e batterie di ricambio Inoltre, la versione da cross è dotata di un dispositivo a strappo per il cambio rapido delle pellicole copri lenti, per eliminare i problemi di visibilità In foto un modello Summit Series da neve, venduto a un prezzo consigliato di 229 euro

DRIFT

Filmati in high deFinition con driFt hd

Videocamera waterproof Full HD 1080p con riprese a 60/50fps per tutti gli sport Consente la realizzazione di video in alta qualità slowmotion grazie alla sua impostazione 60fps a 720p utile per rivedere e perfezionare i propri esercizi Può inoltre riprendere video in qualità Full HD a 1080p, 720p o WVGA, oppure foto a 5 Megapixel con un obiettivo grandangolare di 170 gradi intercambiabile Ha una lente di rotazione di 300 gradi per permettere il montaggio della telecamera in qualsiasi angolo e il jack per microfono esterno Come la Drift HD170 stealth, la Drift HD è stata ridotta di dimensioni di 2 5 cm Ha un display per la riproduzione dei video e l’anteprima video utile per il posizionamento della stessa nella ricerca dell i n q u a d r a t u r a I l t e l e c o m a n d o a r a d i o f r equenza permette di risparmiare le batterie e modificare il tempo Il telecomando RF avvia tranquillamente e ferma la registrazione, senza lottare con la telecamera in movimento Sono d i s p o n i b i l i n u m e r o s i s u p p o r t i U n a v

t a f i ss a t a l a v i d e o c a m e r a , è p o s s i b i l e r u

r e l obiettivo per avere un quadro verticale La t e l e c a m e r a , r e s i s t e n t e a s c h i z z i d a c q u a e neve pesa 138 gr e misura 95x50x33 mm Ha una memoria interna di 32 MB ma supporta memory card fino a 32 GB La batteria dura 2,5 ore a 1110mAh e 4 ore a 1700mAh

le maschere tecnologiche Firmate Briko

È una delle tendenze dell’inverno, ma non solo La tecnologia in realtà già da alcune st agioni è arrivat a all’interno dei prodotti spor tivi, ma il nuovo trend è quello che riguarda riprese e audio Capofila di quest a tendenza è st ato cer t amente Go Pro, brand americano produttore delle omonime telecamere in grado di riprendere varie attività spor tive grazie a una qualità dell’immagine notevole e alla possibilità di applicare la camera davvero dapper tutto Nell’ultimo periodo tutt avia sono sbarcati sul mercato altri competitor, tra cui Midland e Sof team Ma non mancano anche altre proposte all’insegna della tecnologia e in quest a pagina vi proponiamo una prima selezione dei prodotti attualmente in commercio, in attesa di svelar vene altri sui prossimi numeri

L innovativa maschera Veloce realizzata da Briko in collaborazione con la canadese Recon Instruments, è predisposta all’alloggio del kit GPS MOD con visore Micro LCD widescreen a colori, che consente di registrare la traccia del percorso o della pista da sci mostrando alcune informazioni base quali velocità, distanza, altitudine, cronometro, temperature, velocità ascensionale Al termine della giornata i dati contenuti all’interno del GPS potranno essere scaricati tramite connessione USB, così da poterli rivedere sul proprio computer grazie a un software dedicato, con la possibilità di analizzare anche i salti (tempo in aria drop e altezza) La maschera è compatibile anche con la versione pro del GPS sviluppato da Recon: il kit MOD Live Questo sistema aggiunge alle caratteristiche sopra citate la possibilità di visualizzare in tempo reale il tracciato che si sta percorrendo, evidenziando la posizione di amici che indossano lo stesso dispositivo Inoltre dispone di una videocamera in HD posizionabile a lato della maschera per filmare tutte le evoluzioni sulla neve Il kit MOD Live può essere connesso a un dispositivo smartphone e consente di telefonare scorrendo la rubrica con il remote controller La maschera dispone di spugna a 3 livelli di densità lenti toriche con trattamento antifog ed è disponibile nei colori silver, black, gunmetal, white, al prezzo di 125 euro Il sistema GPS è venduto separatamente a partire da 149 euro direttamente dall’area shop nel sito dell’azienda Recon Instruments

i prodotti o-range che sFruttano l’energia solare

sempre in moVimento con garmin app Fit

MIDLAND

comunicare

anche in pista con Bt ski

L azienda italiana O-Range ha disegnato e sviluppato diverse serie di prodotti che uniscono design accattivante e componenti tecnologiche Tra questi la borsa Thin U-04 e lo zaino da spedizione Thin S-09 La prima rappresenta, come le altre della collezione, un nuovo concetto di borsa per portare cose di poco volume in totale comfort grazie anche alla costruzione Special Glued Construction e ai materiali hi-tech elastici e in poliuretano con trattamento waterproof assemblati seamless Lo zaino invece è coto con parti componibili e lo rendono perfetto per attività multisport Oltre al design unico, questi prodotti dispongono di un innovativo e istema tecnologico: ORange Solar Charge System grato converte e in elettricità pannelli solari, consentendo di ricaricare funzionare didispositivi elettano da ogni

Garmin ha annunciato l’arrivo dell’App Fit per iPhone (0,99 dollari) e Andro (0,79 euro) Si tratta della prima applicazione che consente agli utenti di tenere traccia di dati quali velocità passo distanza tempo calorie durante l’attività sportiva “L’App Fit di Garmin è la soluzione ideale per tutti gli utenti che per la prima volta si avvicinano al fitness e agli strumenti per monitorare i propri esercizi ma anche per coloro che vogliono estendere il raggio d'azione del proprio cellulare , ha commentato Stefano Viganò, MarComm manager recreation di Garmin Italia Facile da installare e da utilizzare visualizza il tempo, la distanza percorsa, l andatura e anche le calorie bruciate durante la sessione di allenamento senza impedire le funzioni Mp3, telefono e sms Garmin ha presentato anche Adaptor ANT+ (39 euro) per iPhone che consente ai possessori dello smartphone firmato Apple di utilizzarlo come un vero e proprio GPS Garmin per il fitness consentendo di associare accessori Garmin come la fascia cardio e il foot pod Al termine dell’attività fisica, gli utenti hanno la possibilità di inserire delle note personali circa l allenamento I dati potranno essere inviati a Garmin Connect dove è possibile visionare tramite grafici, illustrazioni, mappe, foto, topografiche e altro i dati registrati di tempo, velocità, altitudine e frequenza cardiaca L App Fit di Garmin conserva uno storico dei dati fino a 30 giorni precedenti

riprese “eroiche” con gopro hd hero2

È il più piccolo e pratico dispositivo bluetooth dedicato alle comunicazioni e all intrattenimento nelle attività sportive e ricreative invernali Permette di parlare al cellulare di conversare in modalità Intercom con un altro dispositivo Midland BT Ski in un raggio di 200 mt e di ascoltare musica È facile da usare e compatibile con tutti i cellulari di ultima generazione con bluetooth integrato È dotato di ampi pulsanti riconoscibili al tatto e di Plug per la connessione a filo con un iPod/Mp3 player o con i ricetrasmettitori PMR446 Midland G8 BT per le comunicazioni di gruppo con più utenti fino a una distanza di 12 km Questa connessione si effettua grazie a un kit disponibile in due versioni, con connettore a 1Pin o connettore a 2Pin a seconda del ricetrasmettitore Lo strumento risulta pertanto ideale per attività sportive, sci, sci di fondo, snowboard, trekking, mountain bike ma anche per i maestri di sci durante le lezioni È tra l’altro associabile all’accessorio BT Ski Action Kit per l’installazione del BT Ski su casco da bici/arrampicata o per utilizzare il Bt Ski senza casco Può essere trasferito dal casco da sci e dallo scalda-orecchie a tutti i tipi di caschi da moto grazie al “kit accessorio opzionale” Midland BT Moto Audio Kit È disponibile anche nella versione Cristal con Swarov Elements Sia l versione originale che quella con Swarovski sono proposte in due varianti: co scalda-orecchie

Midland BT Ski Helmet compa tutte le tipologie di casco

Doppiamente po rispetto all originale Pro, la nuova camer Hero2 permette di c rare e diffondere momenti più eccitanti tramite video a risoluzione 1080p HD e foto a 11 MP È disponi bile da Athena Evolution a un prezzo consigliato di 349,99 euro Grazie al suo sistema di fissaggi, alla sua resistenza e alle dimensioni compatte risulta essere la telecamera più versatile al mondo Con l'arrivo del nuovo Wi-Fi BacPac e Wi-Fi Remote Control, per i quali è prevista l uscita questo inverno, la HD Hero2 abilita il controllo remoto video tramite Wi-Fi a distanza su smartphone dispositivi tablet e computer, permettendo la trasmissione video in diretta da ovunque ci si trovi via Wi-Fi o tramite hotspot mobile Il modello presenta nuova interfaccia LCD semplificata doppia lente professionale in vetro, uscita mini-HDMI e nuovo sensore immagine due volte più veloce, segnalatore di surriscaldamento batteria, maggiore durata della batteria in condizioni di basse temperature, Led su ogni lato della camera, entrata 3 5 mm microfono esterno Supporta schede SD fino a 32 GB Con queste caratteristiche, lo strumento consente performance professionale in situazioni di scarsa luminosità È disponibile in tre configurazioni: Outdoor Edition (in foto), Motorsport Edition e Surf Edition È compatibile con tutti i supporti e gli accessori GoPro

Videocamere “estreme” di alta qualità

Le videocamere Midland Xtreme Action Camera sono delle grandangolo piccole compatte e di immediato utilizzo, ideali per tutti coloro che desiderano immortalare e rivivere le proprie imprese Prodotti che possono essere utilizzati praticamente ovunque e in qualsiasi condizione Sulle piste da sci e in spiaggia sul manubrio della bici e della moto, in strada o in vacanza Perfette per registrare ogni piccolo dettaglio I tre modelli Midland XTC100 XTC 200 HD e XTC300 Full HD sono dotati di un unico comando (Off/Record) che consente di registrare con estrema facilità i video con audio direttamente su una micro SD memory card removibile L immediatezza dei comandi riduce al minimo le distrazioni: valore aggiunto per le attività sportive dove la fluidità e la libertà nei movimenti sono condizioni necessarie Il modello XTC300 Full HD (in foto) in particolare rappresenta la novità assoluta proposta da Midland La tecnologia Full HD garantisce un ’altissima risoluzione delle immagini girate, che si traduce in un sensibile aumento del dettaglio e della tridimensionalità del filmat Il d tt ò t t agilmente su confezione è una custodia proof resiste l’acqua per fino a una p di 30 mt

Prodotti FW 2011/12

ADIDAS

SPORT PERFORMANCE

Questa giacca firmata Adidas è realizzata con Primaloft Sport 60 gr, 100% poliammidica, in grado di riscaldare anche in caso di forte umidità Il capo pes a 350 gr, è estremamente comprimibile e presenta tecnologia Formotion per un maggior comfort durante il movimento Disponibile nel le taglie 40 -50 e nei colori sharp red e sharp blue

HAGAN X-ULTRA

Il nuovo sci X-Ultra di Hagan è stato ulteriormente migliorato e alleggerito di 120 gr rispetto al vecchio modello Così ora pesa solo 1000 gr e offre performance ancor più elevate, rendendo più agevole l’escursione backcountry Perfetto per lunghi e impegnativi tour, garantisce ottime prestazioni anche in discesa L’XUltra combina la sciancratura 11171-101 mm con una sofisticata costruzione sandwich Questo sci, lungo 163 cm, è perfetto per chi vuole arrivare lontano

ASOLO SUNSTONE GV

Il modello Sunstone GV di Asolo è costituito da una tomaia in pelle scamosciata idrorepellente 1,6 -1,8 mm, è foderato in Gore-Tex performance comfort footwear e presenta sottopiede di montaggio Asoflex light e sottopiede anatomico Sporting La suola è in Vibram Off Road gomma-eva Pesa 540 gr, ed è disponibile nei colori grafite/blue navy e wool/testa moro

GARMIN

FORER UNNER 910XT

Il Forerunner 910XT è il nuovo dispositivo GPS da polso all-in-one che trova riscontro in tutte le discipline endurance all’aria aperta Creato per il triathlon, è in grado di fornire in modo preciso i dati sulla distanza percorsa nel nuoto in acque libere e piscina, oltre a mettere a disposizione le informazioni su velocità, distanza, cadenza, frequenza, cardiaca, potenza durante la corsa o la frazione in bicicletta Ma non solo: il Forunner calcola anche il valore di SWOLF, ovvero la somma tra il tempo, la distanza e il numero delle bracciate compiute per percorrere una vasca, mentre in acque libere tiene traccia del percorso fatto, in modo da poterlo rivedere e analizzare su una mappa quando verrà scaricato su Garmin Connect Robusto e facile da usare, è impermeabile fino a 50 mt Inoltre fornisce dati di altitudine, sulla pendenza da affrontare e la velocità ascensionale, dimostrandosi perfetto anche per le attività outdoor endurance Dispone poi

MOUNTAIN SKYVER

KIBO ALU/CARBON

Il Kibo è il più vers atile skyver di tutta la collezione firmata Mountain Skyver Con la sua particolare forcella di sospensione e gli speciali ammortizzatori offre il massimo divertimento in disces a o a passeggio in città Kibo ruota anteriore di 50,8 cm mentre q posteriore è di di 40,6 cm, ribass ata bassissima resistenza al rollio, così s molto tempo durante la disces a La Kibo Carbon con il suo telaio ultrale un comfort garantito La forcella di s permette di divertirsi evitando i per sul percorso

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In vetrina i modelli delle collezioni FW 2011/12 di alcuni tra i top brand del settore

delle funzioni Training Effect , con cui ogni atleta può valutare l’intensità dei propri allenamenti e i miglioramenti che questi portano alla preparazione fisica, e Virtual Racer, che permette di importare sul Forerunner 910XT la prova di un altro utente e di sfidarlo sullo stesso tracciato Grazie alla tecnologia ANT+ potrà essere utilizzato con il Foot Pod Garmin, con la fascia cardio, con il sensore velocità e cadenza e con l’innovativo sensore di potenza a pedale Vector Le dimensioni del suo display lo rendono uno strumento di facile e immediata lettura grazie alla durata della batteria di circa 20 ore il Forerunner 910XT s arà utile per le prove più lunghe e dure Prezzo al pubblico a partire da 399 euro

PATAGONIA

NORTHWALL JACKET

Avveniristica giacca softshell per lui e per lei Realizzata con il tecno tessuto Polartec Power Shield Pro con caldo interno high-loft Eccezionalmente traspirante, idrorepellente, elasticizzata Cuciture sigillate a ultrasuoni Zero ingombro, grandi performance in montagna Prezzo consigliato: 310 euro

Il rampone più leggero del mondo (solo 294 gr), nuovo riferimento per le competizioni di sci alpinismo Grazie all’innovativo sistema di aggancio posteriore Clip-in (brevetto

C A M P ) il rampone si aggancia perfettamente al centro del tallone degli scarponi da sci alpinismo dotati di inserto metallico Il sistema di regolazione della lunghezza in fettuccia Dyneema consente di ridurre ulteriormente il peso Questo sistema permette inoltre di piegare il rampone su se stesso rendendolo così estremamente compatto Il modello presenta inoltre astina di regolazione in lega di alluminio e struttura a dieci punte in lega di alluminio 7075 T6 Colorazione diversa tra rampone destro e sinistro per un’immediata identificazione

Scarpone da telemark freeride che garantisce performance indiscutibili La ricerca dello spigolo in sciata è immediata grazie al rivoluzionario utilizzo del carbonio all’interno della scocca Carbon Power Insole e Carbon Power Support sono due tecnologie brevettate da Crispi e dedicate al target di esigenti pro rider Il modello è caratterizzato da flessione rigida, scafo in Pebax e carbonio, gambetto con sistema Power Extention Cuff Evolution, quattro l micrometriche regolabili in alluminio e velcro con funzione di quinta leva, sistem Walk posteriore per un veloce passaggio dalla modalità Ski a Walk , suola Crispi Kogatz e scarpetta Dynamic Liner È compatibile con attacchi 75 mm Pesa 19 gr ed è disponibile nelle misure 24,5-30, nel colore green-ice

REGATTA ELIANA

Giacca da donna con tessuto traspi impermeabile e c nastrate Presenta cappuccio nascost con regolazione, cerniera di ventilazione sotto ascella, interno staccabile in pile anti-pelucchi e bordo regolabile con elastico rinforzato Prezzo al pubblico: 100 euro

JORASSES JACKET

ra alle avvenmontagna portare neppurammo in più, accade con la sses Jacket, una istente giacca istrato con ambizioni ecologiche secondo i severi standard bluesign per procedimenti produttivi e materiali La membrana Sympatex senza pori ed elastica garantisce ottime performance nelle avventure alpine grazie a valori eccezionali di traspirabilità, caratteristiche antivento e

Per coloro che credono ch lo strumento indispensabi scalare in maniera perform scarpetta, Mad Rock ha in nuova e perfezionata Dem scarpa da alte prestazioni, da sempre con la punta rivolta verso il basso, la Demon 2 0 è in grado di affrontare qualsiasi sfida, dalle pareti verticali ai difficili strapiombi Completamente rinnovata per il 2012 e implementata con le nuove mescole ad alta aderenza, la Demon è realizzata per i percorsi che richiedono un gioco di gambe ben delineato e allenato Dalle micro fessure ai “piedini” per palestre, questa scarpa aggancierà qualsiasi cosa lungo il percorso che ci si è prefissi di raggiungere

SCARPA NOMOS

VIBRAM FIVEFINGERS

BIKILA

Diversamente da qualsiasi scarpa da running presente oggi sul mercato, la Bikila è un prodotto innovativo che favorisce una più naturale, sana ed efficiente presa dell'avampiede La Bikila è il primo modello Fivefingers progettato specificatamente per un'esperienza più naturale della corsa Costruita su una piattaforma completamente nuova, dispone di un sottopiede in poliuretano di 3 mm (thickest under the ball) coperto da Dri-lex e una suola pod di 4 mm dal design anatomico che offre una protezione più fasciante e distribuisce l'impatto sull’avampiede, senza compromettere l’importante feedback del terreno, essenziale per una corretta prestazione di running Un collare e una linea dorsale più atletici e imbottiti una chiusura hook and loop, superfici tezioni per le dita in TPU, sistenti alle abrasioni, puntano a rifinire questo design davvero ivoluzionario Il modello ikila è ideale per corsa e fitness

Colore, colore, colore: è il leitmotiv di Nomos Per prendere l’inverno con leggerezza e con tutti i plus della tecnologia più avanzata Altezza alla caviglia, sistema di allacciatura pratico e rapido, fit perfetto Il temperamento di Nomos abbraccia la quotidianità cittadina (dall’ufficio al teatro), le escursioni, i viaggi Una funzionalità poliedrica Presenta morbida tomaia in camoscio e suola Captive per un grip superiore Disponibile nei colori red, purple, turquoise, shark , pine, black , cigar, splash, moss, cocoa, river Prezzo consigliato : 165 euro

GREAT ESCAPES NEW HELIUM

Pantalone da uomo della linea Alpine in tessuto elasticizzato e leggero Dispone di vita con elastico, tasche con zip, tasca laterale con zip e tassello di snodo all’inguine

Questa giacca è dotata di strato esterno al 100% in nylon twill, mentre la fodera interna è al 100% in poliestere È dotata di tecnologia Omni-Heat , che grazie all’innovativa fodera a punti argentati permette al tessuto di traspirare aiutando la termoregolazione e aumentando la ritenzione del calore in media del 20% Il capo dispone inoltre di cuciture termosaldate nei punti critici impermeabili e traspiranti in Omni-Tech, cappuccio antipioggia rimovibile e regolabile, tasche impermeabili con chiusura a zip, ghetta antineve regolabile con chiusura con bottoni a pressione, tasca di sicurezza interna e porta ski-pass Prezzo al pubblico : 180 euro

LA SPORTIVA SIDERAL

Sideral è lo scarpone da sci alpinismo all-around pensato per l’escursionista esigente É dotato di uno scafo interamente in Grilamid e di gambaletto in Poliamide PA12 con supporto ergonomico nella parte posteriore Il sistema di allacciatura Fast Lock System (patent pending), formato dalla robusta ed ergonomica vertebra strutturale Vertebra Technology e dall’innovativa chiusura Cam Closure System, permette i passaggio dalla modalità ski a quella walk in un unico velocissimo movimento e garantisce al contempo un’ottimale regolazione dei volumi L’escursione di movimento è eccezionalmente ampia grazie allo snodo EZ Flex presente sulla linguella in Pebax La rullata è facilitata dal profilo ergonomico dello scafo che migliora il comfort e agevola sia la camminata che la trasmissione della potenza sugli sci La soletta WarmSole interna estraibile crea una barriera isolante con l’esterno Finalmente un prodotto tecnico anche per sci alpinisti di medio livello Uscita sul mercato : febbraio 2012

MOUNTAIN HARDWEAR

EFFUSION HOODED JACKET

Incorpora la tecnologia Dry Q Active per offrire traspirabilità superiore, totale impermeabilità, leggerezza e proprietà stretch Ideale per il running tutte le attività aerobiche, si avvale della costruzion “bodymapped” per minimizzare l’ingombro e massimizzare la libertà di movimento Questa giacc presenta anche tasca con zip sul retro, logo luminescente, fit atletico, costruzione termo nastrat idrorepellente, trattamento DWR, cappuccio dal fit eccellente Il tessuto è Dry Q Active Solution 3L Jersey Disponibile in versione donna e uomo Prezzo consigliato: 200 euro

Inter viste

Analisi, sensazioni, scelta e creazione della linea. Intervista doppia a Mauro Calibani ed Enrico Baistrocchi

Creatività e stile, la chiodatura secondo noi…

In occasione del S. Vito Climbing Festival in Sicilia i due forti climber hanno preparato ben 16 nuove vie, di cui 9 nella suggestiva Grotta dei Santi.

A cura di BENEDETTO SIRONI

Era l’occasione ideale per incontrare e vedere all’opera due dei principali esponenti dell’arrampicata nostrana non tanto in veste di climber quanto nel ruolo di chiodatori E proprio da una serie di chiacchierate con i due personaggi in questione prima e dopo l’evento è nato lo spunto per una bella intervista doppia modello “Iene” L’evento in questione è il S Vito Climbing Festival (vedi box dedicato nella pagina seguente) e i due “loschi” figuri sono Mauro Calibani ed Enrico Baistrocchi (per un loro breve profilo vedi foto e dida a fianco)

Come nasce questa esperienza di chiodatura e preparazione itinerari per il Festival?

MC - Alla fine della scorsa edizione, colloq u i a n d o co n M a ss i m o C a p p u cc i o, D a n i e l e Arena e Peppe Gallo, i 3 principali organizzatori del San Vito Climbing Festival, ho proposto d’interessarmi alla chiodatura di nuovi settori o itinerari, per mettere tutti sullo stesso piano, proponendo tracciati sconosciuti a tutti La mia proposta è stata ben accolta dagli amici siciliani, così l’esperienza è partita

Tecnicamente dove inizia la creazione della linea e dove finisce?

MC - Il discorso è molto delicato Sono un creativo, nella vita e nei pensieri di tutti gli istanti Per questo la roccia è il mio principale mezzo espressivo e vivo ogni mia apertura come qualcosa di molto intimo e profondo Nella sua staticità, apparente, può risultare liscia o impossibile Io sono il mezzo che le da importanza e le dona la vita, che per lei avrà sempre un pensiero speciale In tutto questo processo, dall’idea fino alla salita in libera, gioisco, soffro, ma mi sento felice La roccia è la tela e la via di salita è l’opera creativa che nasce Una volta salita la via, il ciclo di quell’esperienza è terminato, anche se ogni linea mi resta viva dentro Anzi a volte gioco, provando a ricordarmele tutte e per ognuna emano un’energia breve ma intensa Devo dire che non riesco mai a ricordarle tutte, è quasi impossibile

EB - Dal mio punto di vista tutto nasce dall’individuazione di una linea estetica che colpisca a prima vista Dopodiché inizia l’approccio classico per individuare la linea logica di appigli di salita, l’eventuale ricognizione dall’alto migliora anche la determinazione dei punti di sicurezza e conseguente piazzamento degli spit, infine si passa alla pulizia e messa in sicurezza della roccia Penso che per ogni chiodatore la chiusura del cerchio sia la prima salita della nuova “creatura” anche se devo ammettere che è molto bello e piacevole regalare anche ai propri amici e colleghi una propria creazione e riceverne poi impressioni e pareri O più semplicemente vederne il sorriso stampato in faccia!

Quali sono state le difficoltà principali in questa esperienza?

MC - Nessuna in particolare, a parte evitare di farci cadere addosso sassi sparsi lungo le calate dall’alto

EB - Devo ammettere che grossi problemi non ce ne sono stati anche grazie all’ottimo supporto dei ragazzi di San Vito capitanati da Daniele, abbiamo sempre avuto a disposizione ottimo materiale e soprattutto le aree che ci hanno chiesto di “sviluppare e chiodare” erano estremamente belle e particolari Devo ammettere anzi che ho imparato parecchi trucchi dai miei tre compagni (Mauro, Sbisi e Daniele) di merende a cui va un mio grosso ringraziamento Inoltre ho avuto anche la fortuna di essere impegnato altrove quando si è palesata la necessità di partire dal basso per andare a piazzare qualche sosta scampata In questo caso Sbisi (Gabriele Gorobey) è stato un drago

Voi e poi i vari climber siete rimasti soddisfatti del lavoro effettuato a S Vito? Qual è in generale il vostro feedback dell’evento?

MC - Direi di sì Ho lavorato per la prima volta a un evento in cui in pochi giorni dovevano nascere una decina di vie nuove, con l’incognita di non avere neppure visionato le porzioni di roccia su cui attrezzarle Proprio questo è stato lo stimolo nuovo e poco ci è voluto a “vedere” il meglio In questo progetto sono intervenuti, dopo il mio invito, anche Enrico Baistrocchi, che da qualche anno si è intrippato nel viaggio della

MAURO CALIBANI: storico esponente dell'arrampica ta italiana vincitore Coppa Italia Lead 1997 e Campione del Mondo bouldering 2001 Scalatore polivalente con all'attivo salite di assoluto rilievo tra le quali: Tonino78 (primo blocco italiano 8c), It is not always Pasqua E9 (7a trad), Pesce Fritto (8c trad), Rosso Piceno Superiore e 12 (entrambe attorno all 8c+) Sponsorizzato Camp e La Sportiva, è titolare dell'eclettico marchio E9 Foto: Klaus Dell'Orto

chiodatura, assieme a Sbisi, un altro giovane amico e forte scalatore triestino, già esperto chiodatore Sono nati itinerari interessanti e anche difficili Abbiamo tirato fuori 16 vie nuove di cui 9 nella nuova Grotta dei Santi, un gioiellino con vie decisamente “boulderose”, che è stato molto apprezzato dai forti scalatori venuti alla manifestazione Ho visto brillare gli occhi di Giupponi e di Larcher e per me questo è abbastanza

EB - Personalmente le linee chiodate da me e soprattutto da Mauro e Sbisi nella Grotta dei Santi sono piaciute moltissimo, un condensato di tecnica, forza e soprattutto sezioni “boulderose” con bei movimenti e di non semplice interpretazione Sfortunatamente non sono potuto rimanere sino alla manifestazione perché ero impegnato nella tracciatura della Coppa Italia Boulder a Brescia ma Mauro mi ha detto che c’è stata comunque parecchia soddisfazione da parte dei partecipanti per le vie ed il fantastico contesto

ENRICO BAISTROCCHI: arrampicatore sportivo con salite fino all'8c+, boulderista e sempre alla ricerca

un’emozione Laureato in Scienze Motorie e Tracciatore Nazionale, è responsabile tecnico del Centro Fitness & Arrampicata Way Out di Milano Alcune dellle sue vie significative: Solo Stile (8a), Deadline (8b+), Onyx (8c) e Shadowfax (8b-blocco) Sponsor: Climbest E9 Kong La Sportiva Smith Optics

la chiodatura dell’itinerario Tendenzialmente in falesia si attrezza dall’alto e in montagna dal basso, poiché si devono salire molti tiri di corda uno dietro all’altro, essendo la parete molto alta, individuando con il proprio istinto la migliore linea di salita, ovvero il punto debole della parete in cui s’intende avventurarsi Tendenzialmente chiodare su grandi pareti è più faticoso e se “si spinge” con la chiodatura, ovvero si distanzian o l e p ro tez i o n i d i m

l to, affrontando lunghi tratti non protetti anche difficili, ecco qui che la componente psicologica

nostra avventura

Quali sono i vostri attrezzi del mestiere e i vostri trucchi e segreti in fase di chiodatura?”

MC - Gli attrezzi del mestiere sono il trapano, il martello, una o due ancorette quando ricordo di portarle, la chiave inglese, una spazzola, corda imbrago, ecc Insomma le solite cose

L’arma più preziosa in tutto questo gioco resta la mia fantasia

EB - Come ho anticipato prima ho imparato parecchi trucchi dai miei soci soprattutto nell’utilizzo di ancorette Daniele mi ha fatto un “master” su come mettere le soste anche e soprattutto perché il genere di vie e roccia che normalmente chiodo, il granito, fino a ora non mi avevano richiesto parecchie nozioni in tal senso : il genere di via che mi piace è spesso su grossi massi strapiombanti su cui non piazzo praticamente mai la sosta e quindi si esce slegandosi Tornando al materiale abbiamo utilizzato Fix e Piastrine Kong e come trapano ho utilizzato come sempre un Bosh 36Volt anche se devo dire che mi ha ben impressionato un DeWalt dell’onnipresente Dani

Che differenza c ’è tra chiodatura dal basso e dall’alto?”

MC - Sono due stili totalmente differenti, che arrivano entrambi allo stesso obiettivo finale,

Personalmente quale delle due preferite e perché?

MC - Amo chiodare dall’alto bei tiri in falesia, per confrontarmi con la mia capacità d’immaginazione, cercando tratti di roccia apparentemente impossibili, su cui nessuno aveva scommesso nulla In montagna e sulle grandi pareti le mie esperienze d’apertura si riducono ma credo con certezza che potrà divenire uno dei miei nuovi terreni futuri

EB - Io non ho nessuna esperienza dal basso Le volte che son salito dal basso proteggendomi l’ho fatto per raggiungere un punto per piazzare una sosta e poi calarmi per visionare una linea che intendevo chiodare Penso inoltre che lo stile che utilizzi dipenda chiaramente anche dal genere di via e difficoltà che intendi chiodare Se ci aggiungi che per una progressione artificiale non so neanche da che parte si cominci capisci perché principalmente chiodo dall’alto In futuro comunque mi piacerebbe provare ad aprire dal basso e penso che il terreno d’elezione siano le grandi pareti Dovrò quindi andare a lezione da qualche “mostro” sacro

Come si caratterizza il vostro stile di chiodatura? Ci sono sostanziali differenze? MC - Credo che in falesia lo stile “giusto” sia

Mauro Calibani su Segesta (8a) e Terra Media, due delle vie chiodate e poi aperte a S Vito Foto: Klaus Dell’Orto

GOROBEY: esponente della nuova generazione di talenti triestini, arrampicatore con all'attivo diversi tiri fino all'8c+, ottimo boulder e attivo chiodatore nonchè facente parte del Soccorso Alpino Triestino, a destra impegnato nella scelta del materiale appropriato prima della salita dal basso per la chiodatura di un nuovo itinerario a S Vito Sponsor: E9 e Scarpa

quello di chiodare bene senza far ammazzare nessuno A volte però, dove si può, mi piace distanziare le protezioni, per dare alla via un valore aggiunto legato anche alla componente psicologica nell’affrontare tratti di roccia in cui si può scalare senza moschettonare, con il vuoto sotto, godendo con il corpo e la mente che si fondono in una sorta di trans Non amo la chiodatura cosiddetta seriale e tutta uguale, ogni via ha un suo carattere che attraverso noi e la chiodatura può essere interpretato, ma per fare questo bisogna confrontarsi con i vari stili di chiodatura e soprattutto con gli altri per cambiare idee Dalle parti mie ad Ascoli, alcuni chiodatori con molto tempo libero stanno fagocitando la poca roccia a disposizione di tutti, uniformando le piccole falesie a un uso commerciale e monotono, con i chiodi molto ravvicinati e con la motivazione che così la gente non si fa male Non credo che questa sia la strada giusta Queste persone non hanno mai

visto Finale Ligure, Ceuce e altri posti in cui la chiodatura aumenta la bellezza delle vie facendo emozionare

EB - Tolto lo stile d’apertura (alto o basso) penso che la differenza sostanziale tra i chiodatori sia dove essi “vedano” la linea e come interpretino l’andamento della roccia Questo mi piace perché coinvolge sostanzialmente la creatività rendendo ognuno diverso dall’altro Non a caso una via che abbiamo chiodato si chiama “Via la Discordia” per uno scambio di vedute tra me e Mauro Comunque posso dire che entrambi apprezziamo le vie con sezioni intense e “trickettose” In una parola: boulderose

Sappiamo che siete assolutamente contro chi manipola la roccia. Tuttavia può capitare per un chiodatore di dover anche solo parzialmente intervenire sulla roccia? Qual è il confine tra la manipolazione e la messa in sicurezza? Voi come vi comportate in questi casi?

MC - Cerco di manipolare il meno possibile l’elemento per cui ho vissuto fino a oggi, la roccia Mi capita di staccare massi pericolanti, scagliette rotte, togliere aghetti appuntiti su appigli che altrimenti taglierebbero la carne dei polpastrelli, insomma il minimo indispensabile Mi è capitato di dover consolidare qualche appiglio con la resina, ma purtroppo, quando mi succede di doverlo fare, la via passa subito nella mia clas-

sifica di serie “B”, poiché la serie “A” è perfetta, basta buttare su le protezioni e salire EB - Io su questo punto, e non solo, sono abbastanza radicale: la roccia non si tocca, non si scava e non si consolida Si tolgono le parti instabili e questo vale anche per le prese, faccio un esempio personale: sto provando un progetto molto duro con una presa che potrebbe essere a rischio, ho fatto il singolo 2 o 3 volte e da allora non l’ho più tirata temendo che si rompa e aspettando di arrivarci in continuità; per me questo tiro è molto importante ma se si dovesse rompere questa presa non ne farei un dramma, significherebbe che la roccia non era in grado di sostenermi e mi metterei a cercare un nuovo metodo o aspetterò tra qualche anno che passi un fuoriclasse a mostrarmi i nuovi limiti Non bisogna essere egoisti, la roccia è di tutti e non bisogna piegarla al proprio volere, bisogna lasciarla libera di essere quello che è

Nella vostra attività chiodate regolarmente?

Quante chiodature vi capita di effettuare all’incirca in un anno?

MC - Chiodo frequentemente, anche perché la roccia non smetterà mai di stupirmi per le bizzarre forme e colori, per cui ogni volta che vedo un muro, mi parte l’immaginazione e non ho pace fino a che non sperimento qualcosa di nuovo, anche attraverso la chiodatura In termini numerici non so dire quante con esattezza, anche se punto tendenzialmente più sulla qualità che sulla quantità

EB - Diciamo che siccome amo chiodare solo linee che mi piacciono e mi interessano a oggi ho realizzato una quindicina di vie (ho iniziato un paio d’anni fa) Comunque nell’ultimo periodo scalo ad alto livello solo sulle “mie” vie e ripeto giusto qualche tiro qua e là quando capita Sono abbastanza focalizzato sul mio ultimo progetto

Qual è stata la chiodatura più impegnativa che avete portato a termine e quale quella più bella in termini di linea?

MC - Tra le mie follie c’è pure la classifica delle top 10 fra le linee che ho chiodato Ma non saprei dirti qual’è più bella fra tutte, forse perché “Ogni scarafone è bello a mamma sua”! Di certo le vie più faticose sono state quelle strapiombanti in cui non avevo le ancorette e mi sono sfondato le

braccia per trapanare Alla fine del lavoro ero devastato fisicamente Ma qualche giorno dopo mi sentivo in forma eccezionale

EB - Solo Stile penso in assoluto sia la linea più bella che abbia chiodato, rappresenta totalmente il mio stile: pilastro di granito nero strapiombante, 2 sezioni boulder, 3 spit in 15/18 metri e rimontata in cima al sasso slegandosi

Come scegliete una linea, cosa vi colpisce guardandola?

MC - Forma, colore, esposizione, ambiente circostante e mio stato d’animo Non per forza tutte queste caratteristiche devono compartecipare perché io debba chiodare una nuova via di salita, chiaramente quando tutto è bello e funziona è il massimo

EB - In una parola: geometria Tutto il resto viene di conseguenza

Prossimi progetti e/o eventi che vi vedranno coinvolti?

MC - Pianificare per me è diventato impossibile, per carattere e per la crescita d’impegni nella mia vita e nel lavoro con E9 Per cui spero di riuscire a incontrarmi nuovamente con Enrico e Sbisi per un'altra avventura simile a questa del Festival di San Vito, male che vada se gli organizzatori sono stati contenti del nostro lavoro, saremo ancora lì per la prossima edizione

EB - Il progetto di cui parlavo prima penso che mi vedrà invecchiare lì sotto Per il resto un occhio sempre puntato a qualche linea nuova e a qualche bel massone isolato che non aspetta altro che essere “attenzionato” E poi gli imman-

cabili due viaggetti all’anno possibilmente in compagnia della family Per quanto riguarda gli eventi spero in qualche bella tracciatura l’anno prossimo per vedere all’opera i fenomeni delle nuove generazioni e soprattutto non vedo l’ora di tornare a San Vito

Giochino finale: maggior pregio e difetto l’uno dell’altro

MC - Enrico è una persona molto simpatica, scherzos a, aperta al la scoperta del nuovo Quando comincia a scherzare spara un s acco di str che mi fanno ridere fino al mal di pancia Vi dico solo che quest ’anno in mezzo al bel lissimo mare di S an Vito, per il bagnetto serale dopo la chiodatura, si è tirato giù il costume e ha iniziato a fare il capodoglio col culo per aria al crepuscolo tra le onde Io e Daniele, che nuotavamo poco distanti da lui, abbiamo rischiato di morire affogati dal le ris ate! Il suo difetto? Parla un casino e non sta quasi mai zitto!

EB - Il pregio di Mauro è di sicuro la sua creatività che sprizza da ogni poro : dal concepire un capo d’abbigliamento a chiodare e intuire una linea pazzesca, dallo scrivere e disegnare un nome alla base di una via arrivando ai suoi pensieri in libertà Per non parlare di quando arrampicando “esplode” in un movimento liberatorio È creatività allo stato puro! Il difetto è che abita troppo lontano : è una vita che lo invito a provare le mie linee per stare insieme a scalare e goderci bei momenti ma come al solito, accampando mille scuse, non alza mai le chiappe! Eddai Marè ti aspetto!

SAN VITO CLIMBING FESTIVAL – 6/9 OTTOBRE – TERZA EDIZIONE

U n a m a n i f e s t a z i o n e i m p e r d i b i l e p e r g l i amanti dell’arrampicata La terza edizione del San Vito Climbing Festival, tenutasi dal 6 al 9 ottobre, ha portato diverse centinaia di climber da tutta Europa sulle suggestive falesie di San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani Quattro giorni intensi, tutti dediti al climbing, vissuti in un clima di festa nonostante il tempo non fosse sempre favorevole (fatto che ha portato a una lieve dimin u z i o n e d i p r e s e n z e r i s p e t t o a l l o s c o r s o anno) Molto ricco il programma tra competizioni ed eventi: oltre alla già collaudata e popolare Open Marathon a coppie sulle fal e s i a d i S a l i n e l l a , c u i h a n n o p a r t e c i p a t o q u a s i 2 0 0 s q u a d r e , i n t e g r a t a q u e s t ’ a n n o con una competizione dedicata a top climbers, si è svolta anche una gara DWS, arr a m p i c a t a i n f r e e s o l o s u l l e s c o g l i e r e a picco sul mare che ha regalato forti emozioni a tutti i partecipanti Numerosi altri eventi, collaterali alle gare, hanno caratterizzato il San Vito Climbing Festival: conferenze con alpinisti di punta della scena naz i o n a l e , p r o i e z i o n e d i f i l m a t i i n collaborazione con il Vancouver Mountain

Film Festival, test-lab delle aziende presenti e gli immancabili party in spiaggia con musica dal vivo, birra e buon cibo Tra gli appuntamenti più interessanti e di rilievo: la conferenza 30 anni di arrampicata a San Vito lo Capo”, con la partecipazione di alcuni alpinisti tra cui Alessandro Gogna, gli incontri con Rolando Larcher e Ben Heason le proiezioni dei film Life Cycles (premiato al festival canadese) e “What Happened on Pam Island”, alla presenza dei due protagonisti Eliza Kubarska e David Kaslikowsky Senza dimenticare la proiezione di foto di Massimo Faletti sulle pareti rocciose d i 5 c o n t i n e n t i U n e v e n t o p o s i t i v o p e r i l clima festoso che lo contraddistingue, cui hanno fornito un supporto decisivo diverse a z i e n d e s p e c i a l i z z a t e : B l a c k D i a m o n d , Camp, E9, Millet, Petzl, Scarpa e Vibram Ora non resta che attendere la quarta edizione, a ottobre 2012, per una nuova sessione di roccia e divertimento in uno degli spot più belli del sud Italia

www sanvitoclimbingfestival it

Ph credits: Klaus Dell'Orto.

Enrico Baistrocchi - Uno due euro tre tre euro (7c, 8a) A destra: su Cardo Mannaro (7c) Altre due tra le vie chiodate e aperte a San Vito Lo Capo dai tre climber Foto: Mauro Calibani
GABRIELE

L’innovazione ATK Race ha una nuova casa

Una superficie di 300 mq con impianto fotovoltaico, sistema di illuminazione naturale, esclusiva area test e macchine in grado di triplicare la produzione.

Dal nostro inviato

BENEDETTO SIRONI

Visto il background di grande specializzazione in un segmento molto tecnico ma differente da quello dello sci alpinismo, solo alcuni anni fa nessuno forse avrebbe potuto scommetterci Gimec Group infatti è un azienda emiliana con alle spalle un’esperienza trentennale nell’ambito delle lavorazioni meccaniche applicate alle più innovative tecniche di produzione

ATK RACE

Nel 2007 la famiglia Indulti decide di dare vita anche al marchio ATK Race, che oggi è uno dei brand grandi protagonisti a livel lo italiano ed internazionale nel lo sci alpinismo Un mondo nel quale la tecnicità la fa da padrone e la vera innovazione è il metro reale con il quale si decreta il successo di un prodotto o di un marchio Insomma, i bluff non esistono o se ci sono hanno vita breve Oggi la gamma ATK Race, con particolare riferimento agli attacchi, è un vero punto di riferimento per gli amanti del la disciplina di tutto il mondo Il model lo NX World Cup ha permesso a molti atleti di conquistare i podi più prestigiosi

La punta di diamante di ATK Race è l’attacco da gara SL World Cup (in sopra), che con l’incredibile peso di 110 gr è l’attacco da sci alpinismo più leggero al mondo Ma ATK non significa solo gare: nel 2010 nasce infatti ATK Race RT, una rivoluzionaria sinergia tra gara e Touring volta a soddisfare gli amatori più esigenti La filosofia ATK viene poi applicata anche alle altre attrezzature utilizzate dagli atleti, quali pale, sonde e bastoni, oltre che agli accessori come per esempio il rampante e l’innovativo ski-stop funzionante sia in salita che in discesa Una realtà cresciuta anno dopo anno fino a rendere necessario l’ampliamento della sede aziendale, inaugurata in grande stile lo scorso 1° ottobre alla presenza di molti ospiti d’eccezione e di alcuni media, tra cui Outdoor Magazine

L’INAUGURAZIONE

Hanno preso parte alla festa di inaugurazione 250 invitati tra cui anche svariate personalità di settore e non Erano ad esempio presenti il guru tecnico dello sci alpinismo Diego Amplatz , Franz Nicolini e Omar Oprandi, tester ATK Race, insieme a numerosi atleti del team aziendale Da segnalare inoltre la presenza di importanti aziende del settore come Scarpa, rappresentata da Massimo Pellizzer (product manager) e Davide Parisotto (proprietario), e La Sportiva, presente nella persona di Lorenzo Delladio (amministratore delegato) Prestigiosa anche la

partecipazione “politica” con un parterre composto da Emilio Sabattini (presidente della provincia di Modena), Vasco Errani (presidente della regione Emilia Romagna) e Claudio Pistoni (sindaco di Fiorano Modenese)

I NUOVI UFFICI

Il nuovo headquarter dell’azienda fondata da Giovanni Indulti sostituisce la vecchia sede, completamente rivoluzionata in tempo record in soli 90 giorni I nuovi uffici sorgono a Fiorano, in provincia di Modena, e si estendono su oltre 300 mq suddivisi tra amministrazione, commerciale e uffici tecnici I due piani del nuovo stabilimento sono in grado di accogliere il doppio dell’organico attuale, che conta circa 15 dipendenti Da segnalare che i vertici aziendali credono fortemente nell’attività che svolgono, investendo il 100% delle proprie energie e soprattutto dei propri ricavi in innovazione “Non è un atteggiamento scontato nel periodo di forte crisi che stiamo attraversando”, ha dichiarato a proposito Giovanni

UN OCCHIO AL RINNOVABILE

A dimostrazione dei continui investimenti di ATK Race in termini di innovazione ma anche dell’attenzione riservata dall’azienda all’ambiente, la nuova sede può contare su un impianto fotovoltaico da 50 KW/h in grado di fornire tutta l’energia necessaria ad ATK Race per far funzionare qualsiasi strumento elettronico, dai macchinari ai computer A questo impianto si affianca un sistema di illuminazione naturale che sfrutta solamente la luce solare attraverso 15 installazioni di specchi dislocati in tutta l’area produttiva Da ultimo, lo staff ATK Race ha acquistato un prezioso e innovativo macchinario di lavorazione CNC che ha permesso all’azienda di triplicare la sua capacità produttiva Nella nuova sede si potranno potenzialmente realizzare migliaia di pezzi a stagione “Tengo a sottolineare che tutti i nostri attacchi e i nostri accessori –ha concluso Giovanni – sono prodotti solo ed esclusivamente in Italia Il 95% della nostra produzione avviene all’interno della nostra azienda per mezzo di macchinari ultramoderni di lavorazione meccanica a controllo numerico con precisioni che sfiorano il millesimo di millimetro” Per un viaggio più approfondito all’interno della sede ATK Race e per la spiegazione dei vari procedimenti produttivi e dei test , l’appuntamento è su uno dei primi numeri del 2012 di Outdoor Magazine

Inaugurati il 1° ottobre a Fiorano Modenese i rinnovati uffici del brand, ormai diventato un must nello ski alp

L’interno dell’azienda con i macchinari e la sala esposizione dell’area produttiva
La facciata principale della sede Gimec Group, di cui ATK fa parte A destra l’impianto fotovoltaico da 50 KW/h
Macchina per test di resistenza agli urti: sempre esclusiva ATK Race, permette di verificare la resistenza agli urti delle talloniere A destra: macchina per controllo taratura di sgancio
Macchina per test di durata: creata da ATK Race, simula le fasi di camminata in salita e di sciata in discesa con decine di migliaia di cicli al giorno, al fine di verificare l’usura dovuta all’utilizzo ultra-intensivo del prodotto
Taglio del nastro Da sinistra: Giovanni Indulti, Claudio Pistoni (sindaco di Fiorano), Vasco Errani (presidente della regione Emilia Romagna) ed Emilio Sabattini (presidente provincia di Modena)

Reportage

Blade Runner, THE GREAT POWDER TRIP

In viaggio con le più professionali organizzazioni heliski del Nord America, rappresentate nel nostro paese dalla società piemontese di Sergio Camolese.

A cura di SIMONE

Parole d’ordine: powder e divertimento Blade Runner Adventures rappresenta in Italia alcune delle migliori organizzazioni di heliski in Canada e Alaska, selezionate in base all’esperienza e serietà, con cui operano localmente ormai da 25 anni: TLH Heliskiing , Last Frontier, Great Canadian, Klondike, Mike Wiegele, R K Panorama, Selkirk Tangiers, Chugach Powder Guides, Alaska Backcountry, Out of Bounds, Monashee Powder Adventure, Retallack Alpine Adventures Per praticare l’heliski o l’heliboarding non è necessario essere sciatori o snowboarder esperti Grazie alla suddivisione in classi d’abilità e alla possibilità di utilizzare gli sci larghi per neve fresca (FAT), chiunque può provare l’emozione adatta alle proprie capacità, in totale sicurezza e accomp a g n a to d a e s p e r te g u i d e a l p i n e ce r t i f i c a te UIAGM, maestri di sci, snowboard e telemark Un briefing sulle norme di sicurezza intorno agli elicotteri è di norma la prima attività della giornata, seguita immediatamente da un’esercitazione sull’utilizzo dell’Arva Il dislivello giornaliero varia dai 4,5 ai 6 km al giorno e le discese da un minimo di 4 a un massimo di 10 Di seguito il resoconto di due settimane (inverno 2011) passate ad “annegare” nella neve fresca dalle vive parole di Sergio Camolese (foto qui a fianco), responsabile Blade Runner Adventure

TACCUINO DI VIAGGIO - Dopo aver passato molti, forse troppi anni a parlare di powder senza neanche vederla da vicino, abbiamo deciso di fare un “piccolo viaggio” di 2 settimane tra il Canada e l’Alaska, per visitare i nostri partners e toccare con sci e tavole le novità per la prossima stagione La “Niña” nel 2011 ha portato tante e tali tempeste di neve da toccare i 4 mt e mezzo di candido manto nevoso Non resta che recarci allora nella British Columbia

1 - GREAT CANADIAN HELISKI - Una quantità di n e v e i m b a ra z z a n t e ( v e d i f o t o s o t t o ) e u n a mezza giornata di heliski da guinness, con 9 runs in 4 ore per 5,5 km di dislivello, hanno caratterizzato questa prima incredibile tappa Alla faccia di chi dice che le organizzazioni che propongono dislivel lo il limitato cercano di volare i l m i n i m o s i n d a c a l e G rea t C a n a d i a n H e l i s k i ( G C H ) s i co nfe r m a u n a d est i n az i o n e p e r c h i ama dislivel lo, boschi e pendenze serie e impegnative Il tutto condito da massima sicurezza, grande professionalità e un ambiente simpatico e informale

2 - MONA SHEE POWDER SNOWCATS - Il viaggio per raggiungere il Monashee Powder Lodge è a dire poco affascinante La tipologia di autosto p p i st i c h e s ’ i n co nt ra n o è u n p o’ “ i n g o mbrante” (vedi foto a fianco), ma la combinazione di bus+snowcat+motoslitte rende il lodge un gioiel lo tanto irraggiungibile quanto prezioso Anche qui la quantità di neve è letteralmente “mai vista prima” (in telemark arrivava al la vita) e le pendenze sempre notevoli Una giornata con 13 discese e 4 km di dislivel lo quasi esclusivamente negli splendidi boschi Un rapporto qualità prezzo decis amente elevato, senza contare che, mentre noi “cavalcavamo le onde di questo oceano bianco”, le org a n i z z a z i o n i d i h e l i s k i e ra n o f e r m e p e r v i a dell’ennesima tempesta di neve Il lodge, completamente rinnovato, è molto confortevole e accogliente, lo staff e l’atmosfera davvero rilass anti e divertenti In sostanza una vera e propria mecca per chi vuole provare un powder da sogno senza spendere un occhio del la testa

3 - LAST FRONTIER HELISKI - D o p o u n p a i o d i voli su Vancouver e Smithers, abbiamo lasciato i l cu o re d e l l a B r i t i s h Co l u m b i a p e r fa re rott a ve r s o n o rd ,

Adventures tour 2011, due fantastiche settimane all’insegna del powder tra Canada e Alaska

Sergio Camolese insieme alla moglie Claudia dopo un’intensa giornata di heliski in Canada

Il tutto con elicotteri da 5 clienti e solo 3 gruppi per elicottero, che ci hanno permesso di seguire un ritmo davvero impressionante: nessuna attesa, solo salite e discese E una volta ritornati al lodge, il massimo dei servizi che si possano desiderare in una cornice senza pari Aggiungiamo un paio di “licenze poetiche” del pilota per sorvolare 2 alci e un orso avvistati durante il rientro al lodge e si completa la tappa più entusiasmante del tour Parola d’ordine: quando si torna? Dopo Last Frontier Heliski, così vicina all’Alaska, potevamo forse tornare indietro? Certo che no, e quindi

4 - CHUGACH POWDER GUIDES - ALASKA - Potrebbero bastare le foto, ma in realtà c ’è molto da dire su un’organizzazione perfetta e piena di valide alternative in caso di maltempo I primi 3 giorni non ha fatto altro che nevicare (dopo una

prima parte di stagione incredibilmente secca), situazione che normalmente porterebbe all’esasperazione, ma qui i gatti sono un divertimento davvero inaspettato anche per il sottoscritto Pendenze, pillows, rolls (slang locale per indicare cambi di pendenza e salti in genere): tutto ciò che ci si sogna in una giornata di fresca Inoltre i gatti sono dotati di impianto stereo e cavetto per collegare iPod, iPhone e palm vari, così che puoi cambiare dj a ogni giro Un manicomio di musica e risate, condito da discese che nulla hanno da invidiare al catskiing in Canada Dopo 3 giorni di tempesta di neve ecco finalmente il sole, che ci ha permesso di realizzare 12 runs in sci e tavola per 8 km di dislivello, con rientro alle 1 9 i n h o te l N o n s a p re i co s a a g g i u n g e re I l giorno successivo, altra tormenta di neve e altra serie di discese col gatto (a volte alla cieca) in u n d e l i r i o b i a n co, co n “ to r te l l e ” e “ a n n e g amenti” da parte di quasi tutti i 10 pazzi presenti Solo mezz ’ora di pausa-pranzo in un bivacco nel bosco, sperduto ma confortevole, e via di nuovo fino alle 18 30 Per l’ultimo giorno un regalo inaspettato, con un’altra giornata indimenticabile A questo punto si conclude il tour 2011, ma questa ultima tappa ci lascia ancora più convinti che Chugach Powder Guides sia la migliore soluzione per l’heliski in Alaska Si respira aria di sicurezza e professionalità, inoltre in un giorno di gatto si fanno almeno 4 km di dislivello e ne vengono “caricati” solo 2,5 sul conto del pacchetto : un vero affare

Tra i vari pacchetti disponibili in questa stagione offerti da Blade Runner Adventures spicca una proposta davvero speciale decisamente interessante anche per le aziende Si tratta del pacchetto Whistler + TLH Heliski dal 23 al 30 gennaio 2012

Una possibilità eccezionale per vivere la magia di Whistler, una delle stazioni sciistiche nordamericane più celebri e scoprire il volto selvaggio del Canada con una fra le migliori esperienze possibili di sci e snowboard sulla neve polverosa con TLH Heliskiing, per un totale di 3 giorni con gli impianti a Whistler/2 giorni di Heliski a TLH/1 notte a Vancouver Di seguito l’itinerario completo:

1º - 4º GIORNO

- 1º giorno - Arrivo all aeroporto internazionale di Vancouver trasferimento a Whistler con SUV privato, sistemazione in camera doppia al Fairmont Chateau Arrivo a TLH alle 15:45 e Briefing

- 2º - 4º giorno - Sci/Snowboard a Whistler

5º – 8º GIORNO

- 5º giorno - Trasferimento a TLH Heliskiing alle 11:30

- 6º e 7º giorno (sabato/domenica) - Heliski/Helisnowboard con TLH

- 7º giorno (domenica 29 gennaio) -Trasferimento in pullman a Vancouver alle 17:45 - Alloggio al Fairmont Pacific Rim Vancouver

- 8º giorno (lunedi 30 gennaio) - Partenza dall aeroporto Internazionale di Vancouver Volo di rientro in Italia con arrivo martedì

IL PACCHETTO COMPRENDE:

• 2 giorni di heliski con DISLIVELLO ILLIMITATO

• Trasferimento in SUV privato da Vancouver a Whistler

• Trasferimenti da Whistler a TLH e da TLH a Vancouver

• Vitto e alloggio al Tyax Lodge (sede di TLH Heliskiing)

• 4 notti al Fairmont Chateau Whistler

• 1 notte al Fairmont Pacific Rim Vancouver

• 3 skipass per Whistler/Blackcomb

• Servizio guide professionale a TLH Heliskiing

• Uso attrezzatura sicurezza (ARVA zainetto ABS) a TLH

• Utilizzo degli sci da fuoripista K2 e bastoncini

• Utilizzo di tutte le attrezzature al Tyax Lodge (SPA racchette da neve, motoslitte, pattini da ghiaccio, sci di fondo)

*Prezzo per persona in camera doppia. Tasse incluse. Volo da e per l’Italia escluso

In questa pagina alcuni splendidi scatti realizzati durante l’ultima tappa in Alaska
Immagini dello splendido Tyax Lodge, sede dell’heliski

Salewa World, welcome to the new era...

Un nuovo, importante capitolo nella storia del Gruppo OberAlp. Dopo l’innovativa palestra Cube ecco la presentazione dell’intera sede aziendale.

Dai nostri inviati a Bolzano

B E N E D E T T O S I R O N I , M O N I c a v I g a N ò

E S I M O N E B E RT I

A Salewa piace fare le cose in grande Ne avevamo già avuta prova durante l’inaugurazione della palestra d’arrampicata Salewa Cube, lo scorso 13 maggio La conferma è arrivata da quella che, da pochi mesi, è la nuova sede di Bolzano del gruppo Oberalp/Salewa, inaugurata il 6 ottobre alla presenza di centinaia d’invitati fra collaboratori, partner, clienti, amministratori pubblici e rappresentanti dei media Un evento decisamente significativo per la storia dell’azienda altoatesina, proprietaria dei marchi Salewa, Dynafit, Silvretta e Pomoca, che nel 2010 ha festeggiato i 75 anni, con 340 collaboratori in tutto il mondo, 165 milioni di euro di fatturato e una presenza in quasi 40 paesi Il nuovo headquarter, costato oltre 30 milioni di euro, è un vero e proprio gioiello dell’edilizia, un’avveniristica struttura all’avanguardia che si rapporta armoniosamente con la natura circostante Tanto da ricevere la certificazione Work & Life assegnata dall'agenzia KlimaHaus, che si basa su criteri tecnici e strategici per quanto concerne i tre ambiti della sostenibilità: natura ed ecologia, attività socio - culturale e trasparenza economica All’inaugurazione non potevamo certamente mancare

LA CONFERENZA STAMPA - Un momento così importante per Oberalp non poteva che essere guidato, in maniera brillante a nostro avviso, da Heiner Oberrauch, presidente e fondatore del gruppo, vero mattatore della giornata Heiner ha dapprima dato il benvenuto ai media durante la conferenza stampa che si è tenuta nel primo pomeriggio, ricordando il valore simbolico del nuovo headquarters non solo per l’azienda, ma anche per il territorio: “Abbiamo costruito un edificio che ha caratteristiche uniche e che è speculare a ciò che la nostra storia e i nostri marchi rappresentano, partendo dalla nostra terra, l’Alto Adige, e costruendo una struttura che si integra nel paesaggio circostante ma con la caratteristica di essere un landmark nel territorio” Durante la conferenza stampa di presentazione sono intervenuti anche Massimo Baratto, CEO di Oberalp, Gianluca Coneglian, general manager di Salewa Italia, e Reiner Gerstner, group brand & marketing director di Salewa, mentre la descrizione

strutturale dell'edificio è spettata di diritto agli autori del progetto, gli architetti Cino Zucchi e Filippo Pagliani Molto interessante il commento portato da Massimo Baratto, che ha sottolineato come la nuova sede non solo ospita le principali attività dell’azienda, ma è anche il luogo dove coltivare e sviluppare tutti i brand in portafoglio, compresi quelli in distribuzione sul territorio nazionale come Speedo e Rip Curl “Più che un edificio ci piace pensarlo come una piattaforma di vita dei nostri marchi” Non solo un luogo dove produrre, ma un contenitore di esperienze di lavoro, di attività In coda alla conferenza c’è stata l'occasione per la consegna ufficiale della targa con la certificazione Work & Life direttamente nelle mani di Heiner Oberrauch

TOUR E PARTY - Concluso il momento ufficiale con la stampa, è partito il tour guidato della struttura con una guida d’eccezione: lo stesso Heiner Il quale, preso in mano un megafono, ha condotto i giornalisti presenti in visita ai locali dell’enorme struttura, dai magazzini agli uffici, dal negozio Salewa World alla vastissima distesa di pannelli solari presenti sul tetto (per maggiori info sulla struttura vedi box a fianco/nella pagina successiva) Grande stupore ha destato l’area logistica e il magazzino automatico dove un gigantesco sistema robotizzato consente la movimentazione di oltre 45 000 articoli al giorno, dal moschettone alla tavola da surf Giunti ormai al tramonto è stato dato il via all’aperitivo con buffet nel piazzale antistante l’ingresso dell’edificio, un modo ristoratore per condurre tutti gli invitati all’esterno, dove di lì a poco si è svolta la presentazione al pubblico alla presenza di alcune autorità locali, tra le quali l'assessore della provincia di Bolzano, Thomas Widmann, e il sindaco di Bolzano Luigi Spagnoli Il taglio del nastro non poteva che avvenire in maniera spettacolare, grazie al gruppo di ballerini Sky Dancer che, legati a una corda, si sono esibiti in evoluzioni a tempo di musica lungo la parete nord della torre di 50 mt Nel gran finale dello show lo stesso Heiner Oberrauch si è poi calato dalla parete per portare il nastro che Widmann, Spagnolli e Hans Berger, vicepresidente della provincia di Bolzano, hanno tagliato, dando ufficialmente il via ai festeggiamenti a base di musica e specialità culinarie dell’Alto Adige

OBERALP

HEADQUARTER - Il nuovo quartier generale, firmato dal lavoro congiunto degli studi milanesi Cino Zucchi Architetti e Park Associati,

ha fin da subito destato un notevole interesse, tanto che, come ha affermato il numero uno di Oberalp, “abbiamo avuto la visita di ben 1 200 tra ingegneri e architetti da tutta Europa” La silhouette dell’edificio s’inserisce con naturalezza nel paesaggio montuoso circostante grazie alla forma che richiama un massiccio di montagna e s’ispira in modo evidente al cristallo di rocca, impressione cui fa seguito la tipologia di materiali adottati, dalla vetrata sul lato nord all’alluminio nel resto della copertura L’incontro perfetto tra tecnologia e ambiente “L’architettura del nuovo complesso Salewa risponde con un gesto sintetico alle richieste del programma iniziale, alle questioni ambientali, alla comunicazione aziendale e all’inserimento nel paesaggio della valle”, ha affermato Cino Zucchi Di estrema importanza l’attenzione all’aspetto sostenibile e l’impegno verso il territorio, evidenziata in particolar modo dall’impianto fotovoltaico installato sul tetto, che rende l’intero edificio autonomo dal punto di vista energetico e consente una drastica riduzione di emissioni di CO2 Senza contare poi che il 90% dei fornitori durante la costruzione erano locali, quindi a km zero Il nuovo headquarter però non vuole essere un luogo unicamente deputato allo sviluppo aziendale, ma anche uno spazio alla persona, un luogo dove lavorare e vivere, come ben testimoniano la palestra Salewa Cube, il bistro Bivac, il negozio Salewa World, il centro fitness e l’asilo, tutti ele-

menti di carattere pubblico e al servizio del dipendente, in grado anche di accogliere appassionati di montagna o semplici cittadini Un contesto fondamentale che rientra nel piano CSR (Corporate Social Responsability) di responsabilità sociale “Tutto ciò perché crediamo fortemente che al centro delle nostre attenzioni debba restare sempre la persona, sia interna che esterna alla struttura Oberalp/Salewa”, sottolinea il CEO Massimo Baratto, “e vogliamo offrire alla stessa persona la possibilità di relazionarsi con i nostri marchi, non solo di proprietà ma anche quelli in distribuzione, in più dimensioni” È questa, in estrema sintesi, la struttura avveniristica che vuole raccogliere le sfide del prossimo futuro: un edificio di valore e ricco di valori, dove l’uomo resta il baricentro intorno al quale ruota l’azienda

INTANTO NEGLI USA - Ma le novità in casa Oberalp non si fermano al vecchio continente Salewa e Dynafit North America hanno infatti annunciato il trasferimento nei nuovi headquarter di Boulder, Colorado Le nuove sedi offriranno il 150% in più di spazio lavorativo, conseguenza dell’enorme crescita avuta a partire dal 2007, hanno in cui la filiale si è stabilita in Nord America: più del 500% I nuovi spazi garantiranno perciò un ulteriore aiuto allo sviluppo dei brand, facilitando le relazioni con il pubblico e i clienti

Il nuovo headquarter illuminato in occasione della festa d’inaugurazione
Veduta generale della sede Salewa in tutta la sua ampiezza
Heiner Oberrauch, Massimo Baratto, l'arch Cino Zucchi, Gianluca Coneglian, l'arch Filippo Pagliani e Reiner Gerstner
Un’altra fase della festa A destra un particolare della torta a tema e i testimonial Salewa sul palco

La nuova sede costituisce un punto d incontro tra più dimensioni: fisiche, sociali e comunicative

L’azienda Oberalp ha fortemente voluto che l’innovativo headquarter fosse sito proprio a Bolzano, per realizzare un punto di aggregazione per la città In tal modo l edificio si pone come una nuova porta della città un landmark visibile ai 20 milioni di automobilisti che ogni anno transitano sull’Autostrada del Brennero L’IMPIANTO GENERALE

Un edificio produttivo vive di due realtà strettamente correlate: quella di “macchina” funzionale e quella di luogo di lavoro conviviale A queste se ne aggiunge una terza quella di essere immagine e luogo di relazione con il pubblico, oltre che condensatore fisico dell’immagine dell’azienda Questa dimensione, privata e pubblica allo stesso tempo, è leggibile nella stessa organizzazione planimetrica dell organismo architettonico, dove la sequenza di spazi aperti pubblici e privati organizza i volumi edilizi Così a nord trovano luogo il volume delle torri con gli uffici e lo showroom, a est la palestra di roccia, a sud i magazzini (sotto una foto) Le torri si affacciano verso l autostrada a ovest, creando un tutt’uno con la struttura dei magazzini grazie alle pannellature forate che ricoprono gran parte dell’edificio, mentre il lato nord si presenta completamente vetrato e crea una sorta di continuità tra la hall, lo showroom e gli uffici Le facciate rivolte a sud e ovest sono schermate da pannellature metalliche che nascondono gli elementi di risalita e le vetrate degli uffici chiusi

MATERIALI E SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Cosciente della sua dimensione topografica , l edificio è stato realizzato con pochi e semplici materiali che alludono alla forte sensibilità nei confronti della natura e dell’ambiente che caratterizza la filosofia Salewa Tutte le pareti dei volumi sono rivestite con pannelli di allumino forato con spessore di 3 mm in diverse sfumature di colori freddi, che richiamano il mondo della montagna e dei paesaggi alpini La colorazione dell’alluminio avviene tramite un processo naturale di elettrocolorazione per interferenza I pannelli sono forati da una maglia regolare di buchi di diverso diametro e svolgono anche la funzione di brise-soleil La grande estensione della copertura è caratterizzata dall’uso di pannelli fotovoltaici sul tetto dei magazzini per uno sviluppo complessivo di 4000 mq (foto sotto)

PRINCIPI ENERGETICI

Per assicurare l opportuno comfort all interno di una edificio si consuma energia, la cui produzione ha dei costi sia in termini economici che di risorse Per questo motivo è fondamentale l’ottimizzazione e la razionalizzazione dell apporto energetico tramite particolari ed evolute soluzioni tecniche, nella scelta delle quali ri-

sulta assolutamente vincolante considerare le specifiche condizioni climatiche del sito: temperature estive, temperature invernali, venti prevalenti, irraggiamento e inclinazioni solari Da questa interpolazioni di dati allora nasce la disposizione ottimale dell’edificio Non a caso quindi l headquarter s affaccia a nord e a est con una superficie totalmente trasparente mentre si scherma verso ovest e verso sud con una superficie quasi totalmente opaca Questa soluzione infatti ottimizza consumi energetici investimenti gestionali a lungo termine e comfort termo-igromentrico La scelta di porre le superfici trasparenti a nord e a est, e quelle opache su tutto il resto dell’edificio, serve a limitare il più possibile l irraggiamento solare che nel periodo estivo a Bolzano sfiora dei regimi critici soprattutto nelle parti dell’edificio esposte a sud e a ovest Di conseguenza la struttira può schermarsi dagli apporti solari e limitare al minimo ogni produzione d energia che dovrebbe essere prodotta per raffrescare gli interni Per lo stesso motivo le parti opache a sud e a ovest dell’edificio sono rivestite da una pelle formata da pannelli d alluminio che hanno la principale funzione di catturare l energia solare, prima che essa possa trasferire energia alle parti dure, contribuendo a un veloce e rilevante aumento delle temperature interne e quindi del proporzionale incremento dell eventuale energia di raffrescamento Questi pannelli catturano l’energia attraverso la loro faccia esterna e la liberano nell’intercapedine formata tra i pannelli stessi e le parti dure dell’edificio In questa intercapedine, per alte differenze di temperature si forma una corrente che a

sua volta libera l’energia verso l’esterno attraverso gli appositi fori del rivestimento La pelle d alluminio presenta infatti dei fori di quattro diversi diametri (70, 50, 30 e 10 mm) associati a quattro pannelli diversi, tutti dalle stesse dimensioni (1200 mm x 600 mm) I fori raggiungono la massima dimensione in corrispondenza dei serramenti degli uffici Tra l altro gli agenti atmosferici che entrano a contatto con questa “pelle” e percolano nel terreno verso la falda non sono inquinati, poiché il processo di elettrocolorazione è totalmente naturale e non presenta nessun prodotto inquinante Al cuore di tutto il concetto energetico della struttura c’è ovviamente il grande impianto fotovoltaico installato sulla copertura dei magazzini, capace di sviluppare una potenza pari a 450 kWel e 520 000 kWh di energia elettrica all anno, evitando 335 tonnellate di CO2 in emissioni Il controllo e la scrupolosa riduzione dei consumi tramite lo sfruttamento di sistemi passivi, unito all impianto fotovoltaico porta alla quasi totale eliminazioni di emissioni CO2, oltre che, ovviamente, all’autarchia energetica

LO STORE

Il nuovo punto vendita Salewa World si propone l’obiettivo di creare un nuovo concetto d interazione con il consumatore finale In questo senso lo store vuole essere un luogo in grado di esprimere il concept dell azienda, schiudendo i propri marchi al mondo: Salewa, Dynafit, Silvretta e Pomoca Un area lounge totem informativi, iPad, libri, service centre e tanto altro sono a disposizione del consumatore, in modo da coinvolgerlo nel mondo Salewa e condurlo a una nuova esperienza d’acquisto Ma non solo, perché le spiegazioni tecniche sono fornite anche tramite piccoli monitor posizionati vicini ai prodotti, così da facilitare la conoscenza degli stessi prodotti “In questo modo vogliamo far percepire al visitatore l atmosfera moderna e tecnologica, ma allo stesso coinvolgente, della nostra azienda”, ha commentato Gianluca Coneglian, general manager di Salewa Italia, perché in questo luogo tutto parla di montagna e di passione per la montagna” Così, grazie alle possibilità interattive offerte dal punto vendita, il cliente viene maggiormente coinvolto dalle spiegazioni tecniche dei prodotti e materiali durante l’acquisto e può rilassarsi leggendo un libro o sfogliando una rivista di montagna “Non vuole essere un semplice negozio, poiché Salewa World diventa il contenitore delle nostre attenzioni e dei nostri servizi per il

LA PALESTRA

Da sempre il movimento “verticale” è radicato nel DNA di Salewa e la realizzazione di una palestra di arrampicata a Bolzano è stata una naturale conseguenza di questo inscindibile legame Dopo 15 mesi di lavori la struttura finanziata per due terzi da Salewa e per un terzo dall’amministrazione pubblica, è stata inaugurata ben prima dell intera sede (13 maggio), pur facendone parte L intenzione di base nella progettazione della palestra era quella di creare una struttura innovativa dai grandi spazi aperti Perciò è stata creata una grande porta di ingresso alta quanto l’intera palestra e completamente apribile In questo modo coloro che sono impegnati sulle pareti hanno la sensazione di trovarsi all’aria aperta pur rimanendo al riparo dagli agenti atmosferici “Climbing indoor, feel outdoor è proprio il motto della palestra Salewa Cube La struttura è liberamente fruibile da tutti anche da coloro che lavorano nelle vicinanze e vogliono trascorrere i momenti di pausa in mezzo alla natura ma può essere sfruttata anche per competizioni di livello nazionale e internazionale La gestione della stessa è affidata a Martin Knapp, presidente onorario dell AVS Bolzano La realizzazione della palestra è stata affidata alla cura dell’ingegnere Ralf Preindl (Ingenieurburo Ralf Preindl) I pannelli di arrampicata sono in compensato di betulla sintetico resinato su

cliente, oltre al punto d incontro delle nostre passioni ha sottolineato Reiner Gerstner, group brand & marketing director di Salewa, “ e sarà una piattaforma in continua evoluzione rispecchiando le caratteristiche del nostro mercato e dei nostri marchi” Tra i servizi offerti è presente anche un laboratorio interno per installazioni piccole riparazioni e manutenzioni, mentre a fine anno verrà installato uno specchio interattivo Il luogo, infine, si presta a numerose iniziative rivolte sia ai negozianti che possono in questo modo vedere realizzato il concept dell azienda, sia all utente finale attraverso clinic tecnici, incontri con testimonial eventi e serate di approfondimento “Vogliamo che sul pianeta Salewa World atterrino tutti gli appassionati di montagna , conclude Reiner Gerstner e per questo abbiamo già avviato contatti per collaborazioni con le associazioni di montagna offrendo il negozio come base di incontro per le loro attività

strutture in acciaio, mentre la parete est è in fibra di vetro rinforzata (una replica di una parete di roccia reale) Tra le diverse pareti presenti impressiona quella alta 18 metri, mentre per i climber che si vogliono specializzare nella disciplina speed sono disponibili anche alcuni percorsi veloci che si snodano in tre direzioni differenti sino a 15 metri di altezza Da ultimo la palestra prevede uno spazio bouldering con varie difficoltà Esternamente è stata addirittura allestita una via ferrata, studiata per i principianti, che prevede per loro un accesso facilitato Non manca infine una parete esterna di dry-tooling lungo la quale ci si potrà allenare con la picozza e testare in loco le attrezzature Salewa

• 1 855 mq di arrampicata interna

• 200 mq di arrampicata esterna

• 250 mq il boulder interno

• 200 mq il boulder esterno

• 18 mt l altezza massima delle pareti

• 15 mt l’altezza delle vie speed

• 9,5 mt il dislivello

• 25 mt di arghezza e 14 mt di altezza l arrampicata sul lato sud

• 180 i tracciati d’arrampicata proposti

• 1 100 i rinvii

• 11 000 le prese di arrampicata in 35 colorazioni differenti per un totale di 13 produttori

• Da 4 a 8c i gradi di difficoltà di arrampicata

• Da A a E i gradi di difficoltà boulder

Focus on

EOF 2011, evento da numeri uno

L’11 e il 12 ottobre ad Annecy si è svolta la seconda edizione dell’appuntamento

In occasione dell’European Outdoor Forum, la crème del mondo outdoor si è riunita nel paese francese per discutere del mercato e definirne i profili futuri. Nove gli interess anti seminari a programma.

Dai nostri inviati

DaNIELE DE NEgRI E BENEDETTO SIRONI

Ancora una volta Annecy si è trasformato in centro nevralgico del mondo outdoor L’occasione è stata la seconda edizione dell’European Outdoor Forum, andato in scena l’11 e il 12 ottobre al cospetto di oltre 230 key player provenienti da tutta Europa Obiettivo della due-giorni era quello di incontrare esperti del settore, discutere del mercato in un ambiente rilassato e acquisire informazioni utili a prendere decisioni e a plasmare il futuro dell’outdoor Organizzato dall’Outdoor Sports Valley in partnership con l’European Outdoor Group, l’EOF ha potuto contare anche sul supporto di Sport Achat , ISPO, SGI Europe-The Compass, aWorkbook , Sympatex , Polygiene, Outdoor Show, ERAI e CIM Da segnalare inoltre la partecipazione di Outdoor Magazine e Outdoor Magazine USA (il nostro omologo americano) in qualità di media partner dell’iniziativa e presenti in forze anche all’evento

FINALITÀ DELL’EVENTO - L’evento è stato pensato per creare relazioni durature tra i principali attori del mercato europeo ed è già diventato un punto fisso del calendario outdoor Lo conferma anche David Udberg , presidente dell’EOG e managing director di Lowe Alpine: “Per molti anni il settore outdoor europeo ha cercato di creare un forum che consentisse di analizzare i temi che influenzano la sua evoluzione Lo scorso anno l’EOG ha supportato l’Outdoor Sports Valley nell’organizzazione della prima edizione dell’European Outdoor Forum di Annecy Che ha registrato un indiscusso successo e feed back decis amente positivi Si tratta di un evento destinato a crescere e da parte nostra cercheremo di ampliare le prospettive per abbracciare sempre più tematiche”

AZIENDE PARTECIPANTI - Tra le aziende partecipanti alla seconda edizione dell’appuntamento spiccano: 1% For The Planet, 8264 Com, Aku, Amer Sports, Arc’teryx, As Adventure Group, Aspom, Assosport, Astrum Brands, Bailo, Camp, Cascade Designs, China Outdoor Retailer Association, Coalision, Coleman, Deuter, Diffusion, Eagle Creek , Edelrid, Eider, Escape Lane, Ethical Trading , Ferrino & C Spa, Fifas, Filiere Sport, Fjällräven, Genfoot, Globetrotter, Greensport , Groupe H, Hark Solutions, Honesty, Innovaski, Invista, Italian Outdoor Group, Jonathan & Fletcher, Julbo, Kamik , Katoen Natie, Keen, Klingheim Sowk , La Compagnie Du Bain, La Sportiva, The Lifestyle Company, Lowa, Lowe Alpine, Mammut , Marmot , Millet , Montagne Tv, Mountain Equipment Co-Op, Nic-Impex , Nikwax , Editions Niveales, Nordica, Oberalp Group, Odlo,

Outdoor Industry Association, Outdoor Experts, Outdoori, Outdoor Italia, Outdoor USA , Patagonia, Petzl, Picture Organic Clothing , Recco, Rossignol, Salomon, Sanfo, Savoie Hexapole, Scandinavian Outdoor Group, Scarpa, Scott, Sintef, Social Accountability International, Sport Guide, Sport Pulsion, Sports Recruitment , Supply Chain Council, Switch Consulting, Tatonka, Tecnica Group, The Lifestyle Company, The North Face, The OIA , Thermore, Timberland, TSL Outdoor, Vaude, Vibram, Viking Footwear, Vuarnet , WL Gore e WWW Inc

TEMI CHIAVE - Tra i topic dell’edizione 2011, i trend dei mercati europeo, cinese e nord americano Si è poi discusso di social media, corporate social responsibility, sostenibilità, proprietà intellettuale, catena di distribuzione e mercato giovanile L’atmosfera internazionale del l’evento è stata ulteriormente alimentata dall’intervento di speaker provenienti non solo dall’Europa ma anche dal Nord America e dalla Cina Inoltre i pranzi firmati SGI Europe-The Compass e aWorkbook e la cena offerta da ISPO hanno agevolato la creazione di nuovi rapporti di business

PROGRAMMA 2011 - I lavori si sono aperti con un discorso di introduzione di David Udberg (presidente dell’EOG) e Jean-Luc Diard (presidente dell’Outdoor Sports Valley) Sono stati poi previsti 9 seminari dei quali potete trovare un approfondimento nella pagina a fianco Oltre a questi meeting, numerose le altre iniziative da segnalare Innanzitutto il primo giorno si è chiuso con la presentazione del Forum Gift da parte di Jacques Fath (direttore di 1% for the Planet in Francia) e Benjamin Marias (Outdoor Sports Valley head of sustainability) Quest’anno il regalo sponsorizzato da Sympatex consisteva in un CD scaricabile con musiche di 1% for the Planet La stessa sera si è svolta la cena ISPO Forum Dinner a bordo della MS Libellule, che ha attraversato il lago di Annecy fino a mezzanotte Hanno partecipato alla cena oltre 160 operatori del settore Ospite d’onore Heiner Oberrauch, presidente del Gruppo OberAlp/Salewa, che ha tenuto un discorso con indosso una lampada frontale Petzl presentatagli direttamente da Paul Petzl, speaker della cena nel 2010 Il giorno seguente si è svolto il primo Global Retail Best Practices Panel per esaminare lo stato dell’arte del retail e le migliori pratiche di vendita Il meeting è stato gestito da Eugenio Di Maria (fondatore e ceo di SGI Europe) ed ha visto la partecipazione di Heng Zhang (fondatore e ceo di Sanfo), David Labistour (ceo di Mountain Equipment Co-op del Canada), Frederic Hufkens (ceo di AS Adventure) e Thompas Lipke (managing director di Globetrotters)

Oberrauch durante la cena sulla MS Libellule

UN FORUM ECO-COMPATIBILE

Gli organizzatori del forum sono guidati da una visione comune e intendono promuovere i migliori standard di sostenibilità oltre che cercare nuove pratiche di business che tutelino l’ambiente, la forza lavoro e la società Per questo l’European Outdoor Forum, insieme ai suoi partner si impegna in un programma di gestione sostenibile dell evento

L’IMPEGNO DEGLI ORGANIZZATORI

• Minimizzare le emissioni di gas tossici

• Limitare il consumo di risorse naturali quali acqua ed energia e soddisfare la domanda in base alla disponibilità di risorse locali

• Evitare, ove possibile, la creazione di rifiuti

In caso contrario, provvedere a un loro riciclo Proteggere la biodiversità, l acqua, l aria e le risorse della terra

• Causare il minimo danno ambientale durante la preparazione del forum La comunità locale ne beneficia economicamente socialmente e persino a livello ambientale sia durante che dopo l’evento

• La selezione della sede e dei mezzi di trasporto è un parametro importante per minimizzare l’impatto sull’effetto serra e migliorare l’accessibilità al forum per persone con mobilità ridotta

• Incrementare la consapevolezza dei partecipanti, dei fornitori di servizi e della comunità locale in riferimento a temi sostenibili tramite la comunicazione di obiettivi e soluzioni green

• Coinvolgere gli ospiti, le autorità, gli sponsor, i gruppi cittadini, le associazioni no-profit e gli esperti tecnici e di business nell’adozione di un atteggiamento eco-compatibile per rispettare gli impegni sopra elencati

IL PIANO DI AZIONE - Il piano di azione si applica agli organizzatori, alle conferenze, alle cene e persino ai pranzi Tale piano abbraccia tutti gli aspetti organizzativi del forum e in particolare trasporti, alloggio, gestione in loco (cibo, bevande, energia, acqua, rifiuti), sede, marketing e comunicazione, consapevolezza ed educazione

LE ATTIVITÀ - “Se non sai da cosa partire, pianta un albero Solo una persona ottimistica è in grado di farlo Queste le parole di Yvon Chouinard, patron di Patagonia L’European Outdoor Forum condivide questo spirito green fin dalla prima edizione, quando gli organizzatori hanno sottoscritto un programma di gestione sostenibile per ridurre l’impatto dell’evento e non venir meno alle proprie responsabilità sociali Il programma, seguito anche quest’anno e integralmente proposto sul sito dell iniziativa è stato definito e gestito da Azimut, un agenzia eco-innovativa con sede ad Annecy Queste azioni sono solo il primo passo verso la realizzazione di un evento al 100% sostenibile Gli organizzatori hanno infatti intenzione di migliorare il loro impegno di anno in anno, anche tramite l’invio di questionari ai partecipanti che consentano di valutare l effettivo impatto ambientale del forum e le eventuali soluzioni da integrare

Heiner
David Udberg, presidente EOG Jean-Luc Diard, presidente OSV
Da sinistra: Sandro Parisotto (Scarpa), Giulia Delladio (La Sportiva) e Riccardo Milani (Scarpa) con il regalo “ecologico” consegnato all’edizione 2010
Il folto pubblico presente alle conferenze Il panel debate dedicato al futuro del retail

Il discorso d’apertura tenuto da David Udberg e Jean-Luc Diard ha dato il via ai 9 seminari in programma Interessanti i temi trattati ma ancor più rilevanti i dati resi noti dai relatori Di seguito un breve riassunto di tutti gli appuntamenti

1 CINA, LA NUOVA FRONTIERA

Roger Zeng presidente e fondatore di CORA Il relatore ha fornito ai presenti una accurata overview del mercato outdoor cinese e dei 10 principali trend che i brand dovrebbero tenere in considerazione in caso di business in questo Paese Roger ha anche spiegato come funziona il settore outdoor per retailer, brand e produttori Tra i dati da lui resi noti spicca la crescita dell’economia dagli occhi a mandorla che si attesta al 9 -10% annuo L’outdoor sta addirittura crescendo del 30%, trainato da un forte aumento della middle class (nel 2010 ben 125 milioni di cinesi sul totale di 1,3 miliardi avevano una media o alta capacità di spesa)

2 & 3 RESPONSABILITÀ SOCIALE, MEGLIO AL SICURO CHE DISPIACIUTI

Edwin Koster ceo di Max Value & Julia Hawkins di Ethical Trading Entrambi i relatori hanno trattato lo stesso tema ma da prospettive diverse Hanno evidenziato l’importanza della responsabilità sociale in Europa così come in ogni altra parte del mondo

Per questo i marchi devono prestare attenzione non solo al prodotto ma anche alla moralità e alle persone con cui entrano in contatto per il

proprio business Le società devono dunque assicurare al pubblico la difesa dei diritti dei propri dipendenti e di quelli dei collaboratori

4. LA GESTIONE DELLA CATENA DI DISTRIBUZIONELA PIANIFICAZIONE PRIMA DI TUTTO

Kent ha spiegato come prevedere una riduzione di rischio nella catena di distribuzione Per fare ciò ha presentato uno schema di un soggetto complesso che è stato in grado di attirare l’attenzione dei presenti in sala La globalizzazione, la complessità del mercato moderno e l’outsourcing hanno incrementato il potenziale di disservizio nella catena di distribuzione Da un punto di vista finanziario, poi, si è sempre meno tolleranti e al contrario sempre più attenti ai rischi che si possono correre e al conseguente potenziale impatto sulle operazioni di business Il seminario ha esaminato le risposte di centinaia di aziende che hanno partecipato a una recente ricerca Ha svelato inoltre i rischi delle principali aziende, il loro livello di esposizione e l’impatto che quest’ultima potrebbe avere sull’abilità della Cina e di tutti gli altri Paesi asiatici divenuti fornitori per il mercato europeo

5

Il relatore ha accompagnato i presenti in una divertente analisi su come sfruttare i social

media per il proprio business Le social communities dei new media sono infatti una gigantografia dei più ridotti gruppi di amici e alimentano il gossip Naeslund ha così presentato un modello in grado di rendere il gossip un caposaldo delle campagne di marketing

Per la prima volta l’EOG ha promosso una ricerca europea con il supporto di brand del settore operativi nel Vecchio Continente L’obiettivo era quello di creare uno studio che potesse essere un punto di riferimento per le realtà outdoor Held ha presentato i dati raccolti da questa prima ricerca europea sul settore, interpretandoli secondo la sua personale esperienza Stando alla ricerca, l’Europa vive un buon momento nonostante le difficoltà economiche L’outdoor nel nostro Continente risulta dunque essere una solida realtà in tutti i principali Paesi europei e il trend positivo è destinato a proseguire

7 COME CATTURARE IL MERCATO GIOVANILE

A l ex S t r i l e r c o n s u l e n

Il seminario ha analizzato quanto gli action sport hanno attirato i giovani consumatori e come la strategia di marketing dei brand di questo settore è stata adattata ai nuovi trend per attirare nuovi potenziali clienti anche verso sport più tradizionali Un esempio del successo di questo nuovo approccio è rappre-

sentato dal freeski, che ha influenzato il mercato dello sci alpino

8 PROPRIETÀ INDIVIDUALE, UNA SFIDA CRESCENTE A

La Laurent ha esaminato i problemi correlati alla proprietà intellettuale (IP) L’aumento di violazioni di queste proprietà ha un enorme impatto sul settore outdoor I moderni metodi di comunicazione aumentano potenzialmente il rischio di importazione di materiale contraffatto dal Far East da parte di privati, retailer e organizzazioni criminali In questo seminario sono state analizzate le ultime soluzioni adottate dai marchi per ridurre questo rischio La Laurent ha anche presentato alcune iniziative poste in essere da svariate associazioni per aiutare il settore outdoor a combattere questo problema

Durante la sua presentazione, il relatore ha fatto alzare in piedi i vari delegati per testare la loro conoscenza del mercato nord americano Interessante notare come le affermazioni più corrette siano state fatte da Zhang Heng di Sanfo Hugelmeyer ha poi reso noti i dati raccolti dall’OIA negli ultimi 12 mesi, dai quali è emerso che negli USA l’economia generale cresce del 2% circa ma l’outdoor lo fa addirittura 4 volte tanto Metà degli americani pratica una o più attività all’aria aperta e anche i giovani sono sempre più coinvolti

Eventi

Rock Junior, piccoli climber crescono in fretta

Gli atleti internazionali più talentuosi presenti agli

European Youth Climbing Days. Suddivisi in 3 categorie, hanno affrontato gare di boulder, speed e lead.

A cura di

La bellezza di 562 giovani e rampanti climbers ha letteralmente invaso la decima edizione del Rock Junior, evento noto anche come European Youth Climbing Days e valido per l’assegnazione dell’Under 14 Cup Le centinaia di talenti in erba del l’arrampicata, provenienti da 20 differenti nazioni, si sono così sfidate l’1 e 2 ottobre all’interno del Climbing Stadium di Arco, il medesimo dove si sono svolti i mondiali IFSC , in gare di boulder, lead e speed Adam Ondra, David Lama, Angela Eiter, Johanna Ernst , tutti climbers di fama mondiale, hanno iniziato la propria esperienza sportiva in quel di Arco, e con tutta probabilità i loro eredi sono saliti in parete proprio a inizio ottobre nella stessa cornice del Rock Junior L’anno scorso la vittoria dell’Under 14 Cup era andata all’austriaco Christopher Stelzmueller e alla serba Stasa Gejo nella categoria A , agli sloveni Luka Drolc e Janja Garnbret nella categoria B, a Joe Goodacre (USA) e Celina Schoibl (AUT) tra i giovanissimi della C Un bronzo (Sigmund Moritz cat B) e due argenti (Giorgio Bendazzoli cat B, Tito Traversa cat C) sono invece stati conquistati dai piccoli atleti nostrani, ma bisogna anticipare che l’edizione 2011 è andata molto meglio per i colori italici Il Rock Junior 2011, organizzato dal l’associazione Rock M aster, ha potuto usufruire del supporto della società Arco Climbing , del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, del Centro Addestramento della Polizia di Moena e degli Accompagnatori di alpinismo giovanile della SAT

GARE E ALTRO

I ragazzi in competizione erano divisi per categorie a seconda dell’età: la categoria A riguardava i nati nel 1998 e 1999, la B quelli nel 2000 e 2001 e infine la C i più piccoli, classe 2002, 2003 e 2004 I climbers si sono dovuti cimentare lungo le due giornate in sei problemi boulder, una prova unica di velocità e due manche per il lead Al termine di tutte le competizioni è stata stilata una speciale classifica combinata finale, che ha decretato i nuovi campioncini internazionali di arrampicata Le gare agonistiche non sono state però le uniche protagoniste del Rock Junior, perché numerosi eventi collaterali sono stati organizzati durante i due giorni ai piccoli climber e alle loro famiglie I Family Rock e Kid’s Rock ad

esempio proponevano un mix di gare d’abilità dedicati ai piccoli climbers di tutti i livelli e ai loro familiari Nel primo i bambini e i ragazzi, suddivisi in 5 categorie (A , B, C, D, più quella Atleti per i partecipanti alla Coppa Under 14), hanno dato vita insieme a mamme e papà a una staffetta a coppie (tra i partecipanti anche il presidente IFSC Marco Scolaris insieme alla figlia Ilaria), mentre il Kid’s Rock presentava un approccio diverso e più giocoso al mondo dell’arrampicata attraverso una serie di gare di abilità (arrampicata bendati, senza mani, boulder) e velocità Infine, l’ultimo giorno ha visto numerosi piccoli climbers partecipare al Cuccagna Climbing, un albero della cuccagna in versione arrampicata Inoltre, durante le varie competizioni, alcuni blocchi erano stati allestiti a fianco delle aree di gara, una sorta di sportcamp tutto gioco e divertimento aperto a tutti

PRIMO GIORNO, BOULDER E SPEED

Oltre 200 atleti sono saliti nella giornata di sabato sulle pareti del Climbing Stadium pronti ad affrontare le prove speed e boulder valide per l’Under 14 Cup Nel parterre erano presenti numerose celebrità del climbing nazionale, a partire dall’azzurra dello speed Sara Morandi, che ha svolto alla perfezione il ruolo di madrina delle competizioni speed A fare il tifo per la nuova generazione di climbers c’erano gli atleti Martino

Ischia e Sara Avoscan, oltre al presidente IFSC Marco Scolaris Fin dalle prime prove i ragazzi hanno mostrato grandi abilità, destrezza e forza, mettendo in luce un talento che in alcuni di loro esploderà certamente nel corso degli anni, portando alla luce nuove stelle nel panorama mon-

Dall’1 al 2 ottobre al Climbing Stadium di Arco di Trento la decima edizione

diale In particolare nel boulder hanno brillato la slovena Janja Garnbert e l’austriaco Bernhard Krenmayr nella categoria A , la slovena Lana Skusek e l’azzurro Filip Schenk nella B, l’ungherese Blanka Rubint e lo svizzero Tim Bucher nella C Bernhard Krenmayr e Tim Bucher hanno poi fatto il “bis di primi” anche nella gara di speed delle rispettive categorie, conquistata anche dall’austriaca Franziska Sterrer (cat A), dal bulgaro Petar Ivanov e dalla slovena Alja Zalar (cat B), oltre che dall’italiana Anna Aldè (cat C) Nel complesso, in questa prima giornata di gare i piccoli atleti italiani si sono dati molto da fare, riuscendo a centrare ben 14 piazzamenti sul podio

ULTIMO GIORNO, LA COPPA UNDER 14

La seconda e conclusiva giornata del Rock Junior è stata una vera e grande festa Il rosso delle quasi 600 magliette indossate dai partecipanti dominava il Climbing Stadium L’evento clou è stata la prova lead, che ha permesso di completare definitivamente la classifica combinata finale Ed è stata una sorta di rivincita italiana rispetto al recente digiuno dei Mondiali In primis è da segnalare il bel 1° posto della giovane Alice Gianelli, dodicenne di Ravenna in gara nella cat A , che ha sbaragliato le altre concorrenti grazie alla vittoria nel lead conseguente a due ottimi secondi posti nelle prove boulder e speed Sempre per quanto riguarda la cat A , è stato l’astro nascente austriaco Bernhard Krenmayr a conquistare il primo posto Scendendo di una

CATEGORIA A

1) Krenmayr Bernhard (AUT)

2) Carnati Stefano (ITA)

3) Sharkov Todor (BUL)

1) Gianelli Alice (ITA)

2) Garnbert Janja (SLO)

3) Sterrer Franziska (AUT)

CATEGORIA B

1) Schenk Filip (ITA)

2) Bogolin Maks (SLO)

3) Ivanov Petar (BUL)

4) Moritz Sigmund (ITA)

5) Traversa Tito Claudio (ITA)

1) Skusek Lana (SLO)

2) Tesio Giorgia (ITA)

3) Zalar Alja (SLO)

4) Rogora Laura (ITA)

CATEGORIA C

1) Bucher Tim (SUI)

2) Stefani Jacopo (ITA)

3) Pucci Manildo Alessandro Eitel (ITA)

1) Rubint Blanka (HUN)

2) Aldè Anna (ITA)

3) Waltz Helena (GER)

4) Randi Giulia (ITA)

categoria, e quindi di qualche anno di età, ritroviamo sventolare le bandiere tricolori grazie al 1° posto dell’altoatesino Filip Schenk , già 2° nel 2009 Filip ha sempre ottenuto il podio durante la manifestazione, con l’argento nello speed e l’oro nelle altre due prove Quarta e quinta piazza per gli italiani Sigmund Moritz e Tito Claudio Traversa Nella B femminile invece nulla ha potuta la nostra Giorgia Tesio, che si è dovuta arrendere al talento della slovena Lana Skusec La categoria dei più piccoli, la C, ha visto il dominio dell’ungherese Blanka Rubint e dello svizzero Tim Bucher, l’unico climber ad aver vinto tutte e tre le prove Un ottimo argento è stato ottenuto da Anna Aldè, mentre Jacopo Stefani e Alessandro Eitel Pucci Manildo nulla hanno potuto contro il fenomeno svizzero, piazzandosi secondo e terzo

“Chiunque sia passato per Arco e per lo stadio ha potuto vedere di persona la grande festa del Rock Junior, e constatare quanto il Mondiale e, in generale, l’arrampicata abbiano portato alla nostra città, in termini di presenze turistiche e immagine Il bilancio non può che essere positivo, per il Rock Junior abbiamo avuto un boom di 600 partecipanti e questo è un dato che parla da solo”, ha commentato a fine giornata Albino Marchi, presidente del comitato organizzatore dei Campionati del Mondo Arco 2011 e membro del comitato organizzatore del Rock Junior, ovvero l’associazione sportiva Rock Master

Alice Gianelli
Filip Schenk

International Mountain Summit , la terza edizione in scena dal 21 al 30 ottobre

L’IMS cresce e cammina verso la retta via

Numeri in aumento per il festival di Bress anone, tra novità e conferme. Molto ben riuscite alcune

s ez i o

Dalla nostra inviata a Bressanone MONIca

Al la sua terza edizione l’IMS era certamente chiamato a una prova di maturità, dopo due anni nei quali la manifestazione aveva dimostrato certamente spunti positivi ma al contempo alcune zone d’ombra Come ad esempio il fatto di aver coinvolto inizialmente un pubblico troppo ristretto e locale, nonostante le grandi risorse economiche a disposiz i o n e S i a m o s t a t i i n p r i m a p e r s o n a a Bress anone per verificare se siano stati fatti passi avanti e dobbiamo dire che l’IMS sembra finalmente avviato sul la retta via, anche se può ulteriormente migliorare coinvolgendo maggiormente le masse di appassionati e non Tra gli aspetti più positivi il coinvolgimento dei grandi nomi del l’alpinismo mondiale e le iniziative come gli IMS Wal k , i cui biglietti sono andati letteralmente a ruba ben p r i m a d e l l ’ i n a u g u r a z i o n e , o g l i A r c ’t e r y x Climbing Days, novità assoluta al l’IMS 2011 Due sotto - eventi che hanno offerto l’opportunità ai partecipanti di testare prodotti e materiali per trekking e climbing , dagli imbrachi Arc ’teryx al le calzature Aku In ogni caso, alla fine della manifestazione, sono stati registrati 12 000 visitatori totali (di cui 1 200 dall’estero), 2 000 in più del 2010: scalatori, slackliner, alpinisti, esperti di settore, scienziati, associazioni alpine e amanti della montagna, che si sono presentati a Bress anone, dal 21 al 30 ottobre, per partecipare a questa kermesse di respiro internazionale

I NUMERI DEL 2011 - Talk , Discussion, Media, Congress, Wal k , Arc ’teryx Climbing Days, Slackline, Film e AVS Boulder Festival Un mare di attività e momenti d’incontro, dislocati in diversi spazi di Bressanone: dalla Piazza Duomo, dove 2 700 persone si sono entusiasmate per la seconda finale dei Mondiali di Slackline, alla palestra di pallamano, luogo deputato all’AVS Boulder Festival cui ha assistito un pubblico di 2 900 appassionati Ma è stato il Forum di Bressanone a raccogliere il numero maggiore di visitatori, 6 300, tutti accorsi al ricchissimo programma di congressi, incontri e discussione Fra i media invece sono stati accreditati 118 giornalisti, provenienti da 9 paesi differenti

FORUM - Tra i diversi eventi di spicco del Mountain Summit vi sono stati certamente gli IMS Talk , dove alcuni fra i migliori alpinisti e climber del mondo hanno avuto l’occasione di

raccontarsi e raccontare della loro passione Il palco del Forum ha così ospitato ben 12 fra i migliori atleti e climber della scena mondiale: Chris Sharma e Stefan Glowacz il 22/10, Ines Papert e Josune Bereziartu il 23, Roger Schäli e Simon Gietl il 24, Marko Prezelj il 25, Thoomas Heber il 26, Beat Kammerlander il 27, Dean Potter il 28 e, a gran chiusura, Adam Ondra e Alexander Huber il 29 Una parata di personaggi eccezionali, coinvolgenti, che hanno permesso al pubblico di guardare da più prospettive alle molteplici sfaccettature del mondo della

montagna Oltre al format dei Talk vi sono stati diversi altri momenti di spicco, a partire dalla discussione inaugurale del 21 ottobre “Tragedie di montagna”, che ha mostrato l’altra faccia dell’alpinismo, ossia quella tragica degli incidenti mortali, e dal congresso “Arrampicata e salute” Al centro della discussione “Spiritualità e montagna”, di domenica 23 ottobre, c’era invece l’eterna forza d’attrazione esercitata dalle montagne sull’uomo e sulla sua spiritualità Venerdì 28 è stato particolarmente pieno, con il congresso “Sport e bosco quali limiti?” che ha trat-

DAYS

Ovviamente i Talk non sono stati gli unici momenti in cui poter godere della presenza di tali celebrità della montagna Per gli IMS Walk ad esempio sono state organizzate 6 escursioni nei dintorni di Bressanone guidate da Reinhold Messner, Dean Potter, Adam Ondra, Beat Kammerlander, Stefan Glowacz, Josune Bereziartu, Roger Schäli, Simon Gietl, Marko Prezelj, Thomas e Alexander Huber, che hanno registrato il tutto esaurito “La domanda per i biglietti è stata anche quest anno molto grande e tutti i Walk erano ben occupati; ciò ci rende molto felici , hanno commentato gli organizzatori dell IMS Markus Gaiser e Alex Ploner Le attività Walk hanno potuto godere dell’importante supporto di Gore e Aku Quest’ultima in particolare ha offerto l’opportunità ai partecipanti alle escursioni di testare alcuni modelli dotati di membrana Gore-Tex: Cresta GTX La Stria GTX e Arriba GTX Quest anno abbiamo voluto contribuire agli IMS Walk proprio perché incarnano la nostra idea di scoprire in prima persona la montagna, stimolando il confronto con gli esperti e testando sul campo le calzature Aku e siamo molto felici dei positivi riscontri che abbiamo ottenuto”, ha commentato Vittorio Forato, marketing manager di Aku Un altra occasione di condivisione con gli atleti è stata offerta dagli Arc teryx Climbing Days, sabato 22 e domenica 23 ottobre Atleti del calibro di Ines Papert, Josune Bereziartu (in basso a destra), Rikar Otegui, Jvan Tresch, Michi Tresch e Toni Lamprecht si sono prodigati nel regalare consigli a tutti i partecipanti, che hanno anche potuto testare imbraghi e abbigliamento firmati Arc teryx

tato il rapporto tra sport outdoor, ecologia ed economia del bosco, e con quello che forse è stato l’evento più importante del Forum: la discussione “Quando l’alpinismo fa spettacolo” tra i protagonisti Reinhold Messner, Stephan Glowacz , Adam Ondra, David Lama, oltre a giornalisti, fotografi e rappresentanti dell’industria

NON SOLO FORUM - In realtà l’intera città di Bressanone è stata invasa dall’atmosfera di montagna durante tutto il Summit La Piazza del Duomo ha mostrato la sua faccia più versatile,

trasformandosi in un suggestivo cinema all’aperto per l’IMS Film, facendo da palcoscenico alla seconda edizione dei Mondiali di Slackline, che hanno visto il trionfo dell’americano Michael Payton, oltre che da spazio espositivo per la mostra fotografica del Photo Contest 2011 by KIKU Nella palestra di pallamano di Bressanone Sud sono andati in scena l’AVS-Boulder Festival e l’IMS Cup 11, vinta da Adam Ondra e Anna Stöhr Due appuntamenti imperdibili per tutti gli amanti del boulder

TITOLI DI CODA - Durante la conferenza conclusiva dell’IMS, Albert Purgstaller, sindaco di Bressanone, ha voluto evidenziare il valore che la manifestazione ha assunto per la città di Bressanone: “L’International Mountain Summit rappresenta un valore aggiunto non solo per gli ospiti di Bressanone, ma anche per i suoi cittadini Un valore espresso in contenuti e ospiti richiamati in città, ma soprattutto in introiti riversati sull’economia locale” Alle belle parole del sindaco si è voluto aggiungere anche M arkus Huber, presidente del l’A ssociazione Turistica di Bressanone, che ha dichiarato : “Dal punto di vista del turismo, l’IMS ha un valore impagabile, in quanto trasporta il marchio di Bressanone in modo positivo e sostenibile in tutto il mondo Vorrei, per questo, fare i miei complimenti ai responsabili della politica e agli organizzatori dell’evento L’Associazione turistica e l’intera economia turistica sostengono al 100% l’IMS” Soddisfazione è stata espressa anche da Gislar Sulzenbacher, rappresentante l e g a l e d e l S u d t i ro l e r A l p e n ve re i n : “ S i a m o molto lieti di poter fare da padroni di casa e i nv i t a

l mondo, come anche tutti gli appassionati della montagna L’AVS-Boulder Festival ha avuto grande successo, come anche il congresso Arrampicata e salute, durante il quale si è discusso sull’evoluzione e il futuro dell’arrampicata; sono emerse tesi che promettono futuri dibattiti, come ad esempio il tema dell’arrampicata connesso agli handicap”

Chris Sharma e Beat Kammerlander tra i protagonisti agli IMS Talk
Alex Ploner durante la conferenza d’apertura

Reportage

Dietro le quinte dell’UTMB 2011 con Vibram

Un team di 10 persone ha ripreso notte e giorno gli atleti Vibram. Una splendida esperienza che ha portato alla realizzazione di un intenso video.

Dal nostro inviato a Chamonix

BENEDETTO SIRONI

Della The North face Ultra Trail du Mont Blanc 2011 sapete ormai tutto Sono passati quasi 3 mesi dalla gara e i vari media, specializzati e non, hanno ampiamente vivisezionato l’evento con dovizia di particolari e considerazioni annesse, a partire dalla terza vittoria consecutiva di Kilian Jornet (2008, 2009 e 2011, nel 2010 la gara è stata sospesa a causa del maltempo) Il motivo per cui noi ne parliamo solo adesso è la diversa chiave di lettura che vogliamo offrirvi, visto che quest’anno l’UTMB l’abbiamo vissuta in prima persona sotto un’angolatura particolare, molto intensa ed emozionante (per un riassunto telegrafico della gara vedi il box a destra)

IL TEAM VIBRAM - Breve premess a: come vi avevamo annunciato sul numero 9 di Outdoor Magazine, Vibram - già sponsor ufficiale dell’evento negli ultimi quattro anni - ha deciso di partecipare all’UTMB 2011 con un proprio team Partendo da 150 candidature provenienti da 12 nazioni sono stati selezionati 5 atleti che potessero rappresentare al meglio lo spirito del brand e che rispondessero al claim “Ordinary people being extraordinary”, ovvero persone “normali” in grado di compiere imprese eccezionali (sottointeso, grazie anche al brand dell’ottagono giallo, visto che hanno utilizzato modelli Lafuma, Saucony, Hi-Tec e New Balance con suola Vibram) È nato così il Team Vibram UTMB, con due atleti italiani, uno svizzero e due francesi, in grado di rappresentare tutti e tre i paesi attraversati Nella pagina a fianco trovate le interviste ai 4 atleti (il quinto, lo svizzero Candide Gab i o u d , n o n h a p o t u to p a r te c i p a re c a u s a infortunio) Menzione a parte merita Jerome Bernard, responsabile marketing Vibram, che non ha partecipato all’UTMB ma ha dato ottima prova di sé nell’altrettanto impegnativa CCC (92

km – 5 100 mt di dislivello positivo) piazzandosi oltretutto in ottima posizione

DIETRO LA TELECAMERA - Al fine di documentare al meglio questa straordinaria esperienza, ogni atleta Vibram è stato seguito nel corso d e l l a

azienda milanese specializzata in servizi per le aziende tra i quali proprio la produzione video La troupe di Sportmaker aveva già realizzato il video di presentazione del team Vibram e per l’UTMB si è fatta letteralmente “in quattro”: ossia ha seguito notte e giorno la gara con ben 10 persone suddivise in quattro team, uno per la logistica e tre dedicati unicamente alle riprese video, al fine di poter documentare i passaggi di tutti e quattro gli atleti in svariate posizioni del percorso Il tutto con il supporto di Ferrino (che ha fornito il materiale), sotto la supervisione tecnica di Alessandro Beltrame (esperto operatore con svariate esperienze tra documentari e outdoor in qualsiasi condizione e frangente) e la precis a regia di Luca S antini (vero e proprio guru della logistica e general manager di Map srl, società italiana di formazione aziendale specializzata in outdoor training)

DUE GIORNI INTENSI - Abbiamo avuto il piacere di unirci al team Sportmaker e di vivere quindi sul campo l’evolversi della gara Innanzitutto le condizioni meteo quest’anno sono state davvero impegnative per gli atleti Pioggia battente, neve in quota e basse temperature hanno costretto gli organizzatori a posticipare la partenza alle 23 30 (anziché alle 18 30) e a modificare il percorso (169 km al posto di 166 km) Tutto ciò ha reso l’edizione 2011 la più sfiancante della storia dell’UTMB, come testimonia anche l’elevato numero di abbandoni (circa la metà) Seguire dal vivo molte fasi della gara, accogliere gli atleti esausti e affamati ai ristori, scorgere nei loro occhi le più variegate e intense emozioni E ancora: aspettarli in cima a un colle dopo un’interminabile salita di 1 000 metri di dislivello alla luce di una lampada frontale o incrociare il loro sguardo perso tra la voglia di abbandonare e l’incrollabile volontà di arrivare fino alla fine per sé, per la propria famiglia, per tutti coloro che li hanno sostenuti Un viaggio verso i confini dei propri limiti, tante scene di un unico film che le telecamere di Sportmaker hanno cercato di immortalare in un epico ma quanto mai umano racconto corale

Dal 22 al 28 agosto la nona edizione, particolarmente selettiva, con oltre la metà dei ritiri su 2.500 atleti

Una delle frasi del video Vibram: “Start Factor - Tensioni, speranze, paure, certezze Il sapore dolce-amaro dell’inquietudine Riesco quasi a sentirli: centinaia di cuori palpitanti d’attesa, migliaia di battiti sempre più forti Come granelli di questa umana, immensa clessidra, scandiamo l’attesa della partenza”

U T M B 2 0 1 1 I N P I L L O L E

1 6 9 k m dell’edizione 2011

9 . 7 0 0 m t di dislivello positivo in semi-autonomia

4 6 ore massime per finire la gara

2 5 5 4 iscritti

2 3 6 9 i concorrenti sulla linea di partenza

1 8 6 donne (7,85%)

1 1 3 3 finishers (il 47,83% contro il 60,5% nel 2009) tra cui 72 donne

1 2 3 7 numero di abbandoni (52,25%)

1 7 0 0 volontari

3 paesi attraversati (Francia, Svizzera, Italia)

1 5 comuni attraversati

7 1 ghiacciai lungo il percorso

4 0 0 vette attorno al percorso

3 3 punti ristoro

5 5 0 0 sacchi da gestire

4 8 punti di controllo

1 0 0 personale medico (30 medici, 70 infermieri)

LA FORZA DEL TEAM - Al di là dei risultati raggiunti, comunque ottimi (vedi interviste a fianco), l’esperienza del team Vibram è stata anche l’occasione per un coinvolgimento di parte dello staff aziendale Oltre a essere presenti con uno stand nel villaggio espositivo di Chamonix , come tutti gli altri sponsor, Vibram ha infatti messo in campo un secondo team composto da alcuni dei suoi dipendenti e collaboratori, chiamati a seguire e assistere gli atleti lungo il percorso Tra i quali Nicola Faccinetto (team coordinator), Corrado Giambalvo (maratoneta e membro del Vibram FiveFingers Test Team), Annalaura Gatto (marketing) e il già citato Jerome Bernard Perfino l’amministratore delegato Adriano Zuccala ha dato prova del suo “attaccamento alla maglia” nonché della sua ottima forma fisica correndo per alcuni tratti del percorso con i vari atleti

BUONA VISIONE - Questa bellissima esperienza ha dato vita a “The Extraordinary Story”, filmdocumentario di 40 minuti dedicato appunto al team Vibram ma anche all’UTMB in generale, con tutto il suo incredibile bagaglio di emozioni Ci piace per questo chiudere proprio citando un’altra delle frasi racchiuse in questo film, oltre a quella che trovate sotto la foto in apertura:

1 5 0 punti soccorso

4 8 . 0 0 0 TUC

2 0 . 0 0 0 barrette ai cereali

7 5 0 0 banane

4 0 0 k g di salame

2 6 0 0 k g di formaggio

8 5 0 0 l i t r i di minestra

1 0 0 0 0 l i t r i di Coca- Cola

4 8 0 0 lattine di birra

9 6 o r e d’animazione

Po d i o f e m m i n i l e :

2 5 h 0 2 m 0 0 s Elisabeth Hawker (GB)

2 7 h 5 5 m 3 4 s Néré Martinez Urruzola (ESP)

2 8 h 3 0 m 2 8 s Darcy Piceu Africa (USA)

Po d i o m a s c h i l e :

2 0 h 3 6 m 4 3 s Kilian Jornet Burgada (ESP)

2 0 h 4 5 m 3 0 s Iker Karrera Aranburu (ESP)

2 0 h 5 5 m 4 1 s Sébastien Chaigneau (FR)

“Nature factor - Sentire il caldo abbraccio dell’infinito, condividere gli umori della terra Natura in queste cangianti distese, tra spazi lucenti e incontaminati, ritrovo te, materna compagna di viaggio Un’ombra minuscola mi corre a fianco, tra cime imponenti e maestose Ripenso alle parole di Walter Bonatti Come un instancabile esploratore, proteso verso nuove sfide, sconfinati orizzonti Ma la più grande avventura è sempre dentro noi stessi”

Il film Vibram realizzato da Sportmaker sarà distribuito tramite DVD attraverso molteplici canali È candidato inoltre a partecipare ad alcuni tra i più importanti festival di cinema e montagna in Italia e a livello internazionale

Un riassunto del filmato è stato inserito nel DVD ufficiale dell’UTMB In attesa di una visione completa potete gustarvi il trailer inquadrando il codice QR o visitando il nostro sito nella sezione video (www outdoormag it)

Foto: Ettore Cavalli - www sportmaker it

Foto davanti allo stand Vibram per alcuni atleti e staff aziendale
campo base del team Sportmaker, autore delle riprese del video Vibram A destra il team Sportmaker al completo

Jerome Bernard, direttore marketing di Vibram, è sceso in campo all’UltraTrail du Mont-Blanc gareggiando nella CCC , maratona di 93 km e 5 300 mt di dislivel lo Passione e costanza al la base di un risultato sorprendente

Hai chiuso 292° alla CCC, un ottimo piazzamento per un atleta neofita In cosa ti ha aiutato sentirti una “ordinary person” e cosa c’è di “extraordinary” nella tua esperienza all’UltraTrail du Mont-Blanc?

Ho partecipato alla CCC con molta umiltà e con mille riserve Avevo due obiettivi: quello dichiarato di terminare la gara e quello “nascosto” di provare a tagliare il traguardo in un massimo di 20 ore Ed è stato davvero straordinario riuscirci in 16 ore!

anno intero di sacrifici e allenamenti La CCC era un obiettivo personale, una sfida con me stesso Ora posso dire che è stata una fatica ben spesa, visto che sono riuscito a percorrere di corsa tutti i tratti in piano e in discesa, e a mantenere un ritmo quasi invariato a partire dal 20 km di gara

Come ha inciso sulla tua prestazione il doppio ruolo di atleta sul campo e direttore marketing Vibram?

Vibram è un marchio così forte da comportare un grosso carico di aspettative nel momento in cui decidi di gareggiare con i suoi colori Questo ha significato per me una sorta di pressione durante tutta la corsa Ma il rovescio della medaglia è stata la forte carica e la spinta ad andare avanti derivate dal vedere gli spettatori associare immediatamente il mio nome a quello di un brand così prestigioso Vivere la gara anche da atleta mi ha permesso inoltre di guardare l’intero evento UTMB da una prospettiva diversa, un punto di vista privilegiato che ti fa scoprire quanto lavoro c’è dietro al “palcoscenico” di ogni singola gara in programma

Cosa ti ha spinto a non mollare fino al traguardo finale?

Una grande motivazione legata a un

Francese di 39 anni, è un impiegato dotato di grande motivazione e forte potenziale Definisce l’UTMB, che ha chiuso al 101° posto in 33h13m26s, “la corsa la più prestigiosa al mondo”

Sei passato dal 52° posto alla CCC del 2010 al 101° dell’UTMB nel 2011 Un importante passo avanti, no?

Certamente Aggiungerei anche il 72° posto all’Argentière, ma lì ho perso terreno perché sono rimasto sulla strada e al la fine i piedi hanno cominciato a farmi molto male Sono arrivato al traguardo camminando Quali sono le differenze tra la CCC e l’UTMB in termini di performance e di emozioni vissute?

Qual è il ricordo più bello che conservi di tutta la gara?

Gli ultimi 7 km prima dell’arrivo Li ho vissuti con uno stato di grazia che non provavo da tantissimo tempo Le gambe andavano bene, avevo l’impressione di volare, un’emozione davvero indimenticabile!

Anche tu, come Marco Zanchi, gareggiavi con le Saucony Xodus 2 0, con suola Vibram Xodus Qual è il tuo giudizio su questa calzatura?

Questa scarpa, così come tutti i prodotti Saucony, ha la corsa nel suo dna È comoda e precisa, con una suola perfettamente in grado di assicurare grip e tenuta in tutte le condizioni, anche sul bagnato Con tutta la pioggia che abbiamo preso, posso garantire che la performance della suola è stata incredibile Se indossi Saucony Xodus 2 0, praticamente ti dimentichi di averla al piede e questo credo sia il complimento più grande che si possa fare a una scarpa In realtà l’intero equipaggiamento di gara, compresi gli articoli forniti dai nostri partner tecnici (Petzl, Montura, Camelbak , Julbo), si è dimostrato all’altezza delle aspettative riposte

Possiamo allora tradurre il tuo entusiasmo in una promessa di partecipazione alla prossima edizione?

Ogni sfida che si rispetti, come la CCC, ha bisogno di tempi e valutazioni

Staremo a vedere

sole dietro l’innevata Croix du Bonhomme è stato magnifico! Il passo del monte Seign con la neve e le raffiche di vento non sono stati così piacevoli, ma hanno permesso ai partecipanti di dimostrare la loro determinazione a finire la gara nonostante le avversità climatiche

Il sostegno del Vibram Tester Team ti ha aiutato?

Dopo l’interruzione forzata dell’edizione 2010, Beppe Marazzi questa volta è arrivato fino al traguardo finale dell’UTMB Ecco la sua cartolina dal MonteBianco

Arrivare 49° all’UTMB a tre anni dall’ingresso ufficiale nel circuito del trail running è davvero un ottimo risultato Cosa ti ha aiutato in questa impresa personale?

Di sicuro ha giocato un ruolo fondamentale mantenere la testa sulle spalle e conservare sempre un certo equilibrio Perdere il controllo nei tanti momenti di abbattimento avrebbe di sicuro pregiudicato l’esito della gara Ho chiuso con un tempo di 30h17m51s

L’anno scorso hai vissuto solo l’esperienza della partenza a causa dell’interruzione forzata della gara dovuta al maltempo Come hai vissuto questa seconda partecipazione all’UTMB?

Per certi versi come una continuazione della precedente Le condizioni del tempo alla partenza erano molto simili a quelle dell’anno scorso e temevo una nuova interruzione Poi tutto è migliorato e ho potuto finalmente vivere le emozioni della corsa fino alla fine

Cosa ti ha colpito di più della gara?

Di sicuro il tratto che va dal 30° km (più o meno

dove l’anno scorso c ’era stata l’interruzione) fino a Courmayeur Paesaggi mozzafiato e sconosciuti che ho attraversato con il morale alto e il fisico riposato Dovendo racchiudere l’esperienza dell’UTMB in una massima, direi che questa gara ti aiuta a esplorare i tuoi limiti per capire fin dove puoi spingerti col corpo e con la mente, e come sia possibile sfruttare in fondo tutte le tue capacità e abilità È stato importante il supporto dei tuoi sostenitori?

Direi fondamentale Soprattutto nei momenti di crisi e di scoraggiamento, la differenza la faceva la grossa spinta morale dei ragazzi del Vibram Tester Team e dell’intera troupe che ci seguiva Sapere che c’è un fotografo che resta sveglio di notte nel bosco per scattarti una foto ti aiuta ad andare avanti perché sai che qualcuno ti sta aspettando e che è lì per valorizzare la tua impresa

Hai gareggiato con scarpe Lafuma Speed Trail con suola Vibram Vitesse Un tuo parere su queste calzature?

Sono perfette per grip, leggerezza e traspirazione Assicurano tenuta e perfomance anche nelle condizioni di maggiore disagio, come nella corsa sulla roccia e sul fango

Pronto a partire per l’UTMB 2012? È davvero un grande impegno, ma direi di sì

Dal punto di vista emotivo, le due gare sono identiche In entrambi i casi mi sono ritrovato ad attraversare territori sconosciuti come all’interno di una vera avventura In termini di performance, ero più preparato per l’UTMB Conoscevo una parte del percorso grazie alla precedente esperienza della CCC e al lavoro di ricognizione fatto a luglio col Team Vibram Mi ero anche allenato molto di più, sia in termini di distanze coperte che di intensità Nessun aspetto della gara doveva essere lasciato all’improvvisazione, dalla gestione del cibo ai tempi di permanenza nelle stazioni di ristoro

Qual è il più bel ricordo che ti sei portato dietro dall’UTMB?

Di sicuro la partenza, perché ero ansioso di iniziare la gara Già solo cominciare è stata una vittoria E il sorgere del

Non credevo che avrei avuto assistenza durante la gara, quindi la presenza del team Vibram è stata una vera sorpresa Nonostante la mia “timida” partenza, erano sempre lì ad aspettarmi nelle stazioni di ristoro per incoraggiarmi e assistermi Anche grazie a loro, tagliare il traguardo non è stato poi così duro

Hai corso l’UTMB con scarpe Saucony Xodus 2 0, con suola Vibram Xodus

Qual è il tuo giudizio su queste calzature dopo una gara così faticosa? Hanno un grip davvero eccezionale e, nonostante il look non particolarmente accattivante, una volta indossate sono leggere e dinamiche Il sistema di supporto, con i rinforzi gialli che dalla scarpa arrivano alle stringhe, assicura un’eccezionale stabilità in discesa

Parteciperai all’edizione 2012 dell’UTMB?

C’è sempre qualcos a da imparare in una gara così faticos a Ora so dove bisogna migliorare Quindi sì, sarò dispon i b i l e p e r l a p ro s s i m a e d i z i o n e L a parte più dura s arà il sorteggio di gennaio 2012

Francese di 41 anni, lavora nella logistica Corridore di lunga esperienza, atleta di triathlon dal 1987 al 1995, ha partecipato all’UTMB nel 2006 classificandosi 12°

La tua precedente partecipazione all’UTMB, nel 2006, è stata un vero successo e si è conclusa con un 12° posto Sfortunatamente quest’anno hai dovuto abbandonare la gara al 50° km Cosa è successo?

Non ero al massimo della mia condizione fisica Il meglio della mia stagione è stato molto tempo prima dell’UTMB Dopo un ottimo periodo tra maggio e luglio, c’è stato un lento declino che mi ricorda di essere un uomo e non una macchina

notte, le avversità del tempo e la fatica fisica

In che modo il Vibram Tester Team ti ha aiutato durante la gara?

Qual è l’esperienza più entusiasmante che questo tipo di gara regala a un atleta, anche quando non arriva a tagliare il traguardo?

L’emozione della partenza Dopo mesi di preparazione, il momento finalmente arriva e ti sale l’adrenalina insieme alla paura È necessario conservare una buona dose di umiltà per confrontarsi con l’oscurità della

È importante sapere che condividerai le emozioni della gara con altre persone, con il Vibram Tester Team, con la famiglia, con gli amici Questo mi incoraggiava e mi dava la giusta motivazione per andare avanti

Hai usato le scarpe Lafuma Speed Trail con suola Vibram Vitesse Qual è il tuo giudizio su questa calzatura dopo una gara così faticosa?

Amo queste scarpe per la loro leggerezza, flessibilità e dinamicità In più, il loro grip è davvero eccezionale Quando il terreno si fa difficile e le condizioni climatiche critiche, le suole Vibram mi danno sicurezza e questo è un fattore fondamentale

Sfiderai di nuovo il Monte Bianco partecipando all’edizione 2012 dell’UTMB?

Non sono così sicuro per il 2012, ma di certo un giorno tornerò perché non sopporterei di legare il mio ultimo ricordo della gara a un ritiro M A R C O Z A N C H I : “A

Emozioni e ricordi dalla gara Marco Zanchi quest’anno ha partecipato per la prima volta all’UTMB e questo, come lui stesso ha dichiarato, “è un sogno che si concretizza” Giunto 32°, ci racconta la sua impresa

Arrivare 32° alla gara regina del trail running è davvero un’esperienza “extraordinary” per un atleta che ha cominciato a correre in montagna “solo” dal 2002 Cosa ti ha aiutato a raggiungere un tale risultato?

La mia fortuna è stata avere dei maestri di prim’ordine, atleti di prestigio nazionale che mi hanno accompagnato negli allenamenti durante tutti questi anni La forza di volontà e la costante voglia di migliorare hanno fatto il resto Sono arrivato primo tra gli atleti italiani iscritti, con un tempo di 28h37m14s

fatt

In cosa differisce l’UTMB dalle altre gare?

Qual è lo spirito con cui hai affrontato l’UTMB?

Mi ritengo una “ordinary person”, non un grande atleta Non sognavo di arrivare primo ma di raggiungere un obiettivo personale, quello di terminare la gara Le incognite da affrontare sono state davvero tante: il freddo, il buio, la pioggia Lo scoraggiamento è sempre dietro l’angolo Cosa ti ha spinto ad andare avanti?

Co nt i n u i p e rc h é s e i l ì , t ra s c i n ato d a g l i a l t r i at l et i e s u

L’Ultra-Trail du Mont-Blanc è una vera e propria sfida personale, una battaglia con se stessi che impegna la mente almeno quanto il fisico Quando sei sfinito e le gambe sembrano non reggere più, sono solo la motivazione, la voglia di finire a tutti i costi e la carica di chi fa il tifo per te a convincerti a continuare È come se a un certo punto scattasse una scintilla che ti fa superare la stanchezza fisica

Che giudizio dai alle calzature utilizzate nella gara, le Saucony Xodus 2.0 con suola Vibram Xodus?

Sono le scarpe ideali per la corsa sulle lunghe distanze La resistenza al tempo e all’usura sia della tomaia che della suola Vibram le rende perfette per una prova di endurance come l’UTMB

Focus shop

Maurizio Sport, dalla vendita alla consulenza

Nato 27 anni fa il negozio è diventato un meeting point per atleti e amatori specializzato in outdoor e running , anche grazie all’esperienza sul campo.

A cura di MONIca vIgaNò

Affonda le sue origini nel 1984 e dopo 27 anni di attività si ritrova a essere uno dei punti di riferimento per gli amanti della montagna della provincia di Trento Si tratta di Maurizio Sport che deve il suo nome proprio al titolare e fondatore Maurizio Tolettini È proprio lui a spiegarci la genesi del suo punto vendita: “Ho scelto di intraprendere questa avventura dando ascolto alla mia passione per lo sport Da giovane infatti ho iniziato una carriera agonistica nella corsa su strada e negli anni ho partecipato a svariate maratone conquistando ottimi risultati Ho anche alle spalle 4 anni di triathlon e infine sono approdato alle gare di corsa in montagna Corro ancora oggi che ho 48 anni”

DA PUNTO VENDITA A PUNTO DI RIFERIMENTO

Il negozio, che si estende su una superficie di 250 mq, propone a scaffale alcuni tra i più importanti marchi del settore outdoor dedicati a climbing (anche su ghiaccio), trekking , alpinismo, nordic walking , ciaspole, sci alpinismo e sci Ma anche e soprattutto running in tutte le sue forme Negli anni è cresciuto fino a divenire un vero e proprio meeting point per atleti e amatori locali “Spesso mi trasformo in consulente e dispenso consigli su come allenarsi o su come usare le attrezzature”, ammette Maurizio Che in negozio è aiutato dalla moglie Mirka Togni, alla quale ha trasmesso la passione per l’agonismo e la corsa A testimonianza della crescita del giro d’affari, Maurizio ha deciso di trasferire il punto vendita dalla storica sede di via Roma n°49 a una nuova superficie in via Acquaiolo n°38, sempre a Condino in provincia di

Trento “L’estivo è andato decisamente bene”, ha commentato Maurizio “Stiamo già pensando di ampliare ulteriormente la superficie espositiva nel prossimo futuro”

LE COLLABORAZIONI

Grazie alla competenza e alla disponibilità di Maurizio e sua moglie, il negozio ha conquistato col tempo uno status di opinion leader Questo ha concesso ai gestori di avvicinare alcune Guide Alpine con le quali oggi collaborano per la parte tecnica: “Le Guide mettono la loro competenza a servizio dei nostri clienti A volte partecipano a giornate informative che organizziamo direttamente in negozio oppure organizzano viaggi a n c h e a l l ' e ste ro co n i l s u p p o r to d i M a u r i z i o Sport Tra tutte le Guide, quella che più assiduamente collabora con noi è Antonio Prestini”

EVENTI E APPUNTAMENTI

Oltre a questo, M aurizio Sport vanta una serie di rapporti con svariati operatori del settore come ci conferma il titolare: “Spesso lavoriamo congiuntamente con le aziende del settore organizzando insieme a loro dei test prodotti Ultimamente ad esempio ne abbiamo creato uno i n s i e m e a D y n af i t S p ess o p o i o rg a n i z z i a m o delle giornate informative durante le quali le aziende del settore presentano le loro novità A questi appuntamenti presenziano solitamente anche personaggi del mondo outdoor Di recente ci ha fatto visita il noto maratoneta Migidio Buriffa, che ha presentato la nuova linea XB i o n i c ” O ra n a t u ra l m e n t e l ’a t t e n z i o n e è concentrata sull’inverno, che si spera abbondante di neve, conclude Maurizio, “per poter organizzare al meglio le uscite sci alpinistiche con i nostri clienti”

Parla Maurizio Tolettini, titolare del negozio di Condino (TN), recentemente trasferitosi in

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