That extra mile just got a little more sustainable.
dati & statistiche
10 I Il distretto dello Sportsystem, un’eccellenza italiana
COMUNICAZIONE
12 I ASICS: liberi di non essere perfetti
INTERVISTE
14 I Franco Collé: un dna da gigante
FOCUS SHOP
16 I Rico Running di Livorno
scarpa del mese
18 I Ulysses Waya URC1
focus PRODOTTO
22 I Run Visible Collection di Brooks
24 I Clifton 9 GTX di HOKA
26 I Triumph R FG di Saucony
26 I BV Sport: la linea in lana Merino
focus tessuti
28 I Icebreaker: “Move to Natural”
eventi
30 I Karhu & Garmin Running Tour
gare
32 I 100 miglia di emozioni
run the worlD
34 I Beirut, Libano 12 16 32 28 18 24 14
ANNO 12 - NUMERO 10 - 2023
Giovanna Epis
Massimo Mangino
Yoann Stuck
Autunno caldissimo
Enon solo per il clima (per la cronaca, comunque, quello 2023 è stato il settembre più caldo mai registrato sulla Terra da quando esistono misurazioni scientifiche affidabili, mentre in alcune giornate di ottobre pare di essere in pieno agosto). Ma fuori dal significato letterale, le scorse settimane si sono rivelate davvero intense e ricche di avvenimenti significativi e in alcuni casi storici per il mondo della corsa.
P artiamo dai sentieri e dalle lunghe distanze. Delle grandi imprese americane sia in campo maschile che femminile all’UTMB vi abbiamo parlato sullo scorso numero. Quasi raddoppiando i 170 km della regina dell’ultra trail, eccoci catapultati pochi giorni dopo sulle due Alte Vie della Valle d’Aosta con partenza e arrivo a Courmayeur: è questo il percorso del Tor des Géants, conquistato nuovamente quest’anno per la quarta volta da un grandissimo Franco Collé: il quale lo scorso 13 settembre, all’età di 45 anni, ha stabilito non solo il record della gara, ma anche il proprio personale terminando il suo viaggio in 66h 39’16’’. Vi raccontiamo questa impresa, sempre nel nostro stile, a pagina 14.
A proposito di record: nel giro di sole due settimane è stata riscritta la storia della maratona maschile e femminile. Con due incredibili primati che abbassano ulteriormente i tempi sui 42k e ritoccano notevolmente l’asticella dei limiti umani. Proiettandoci in un prossimo futuro dove non è più impensabile aspettarsi di scendere sotto le due ore in maratona per gli uomini e sotto le 2h 10’ per le donne (anche se soprattutto in quest’ultimo caso la distanza è ancora tanta). Ma andiamo per ordine, partendo proprio dalla categoria femminile: lo scorso 24 settembre a Berlino, infatti, l’etiope Tigist Assefa ha frantumato il record mondiale sulla distanza correndo in 2h 11’53’’. Ai piedi indossava il modello Adizero Adios Pro Evo 1, che con una vera e propria operazione di luxury marketing, il brand ha commercializzato anche per i “comuni mortali” in edizione limitata e su prenotazione, al prezzo di 500 euro.
Ma con richieste assai superiori alle disponibilità e persone disposte a offrire ben più di 1.000 euro per accaparrarsi uno dei rari modelli disponibili.
N on si è fatta attendere la risposta della rivale Nike e di uno dei suoi atleti, il keniano Kelvin Kiptum. Che lo scorso 8 ottobre ha forse messo fine all’era Kipchoge, il quale, è bene ricordarlo, proprio nell’ottobre 2010 stato il primo e finora unico a scendere sotto il muro delle due ore, ma in un evento a Vienna non ufficiale e disegnato su misura, con l’aiuto di 41 lepri e un’automobile a fare da apripista. Kiptum, invece, ha stabilito il nuovo primato mondiale in una maratona ufficiale correndo a Chicago con il roboante tempo di 2 ore e 35 secondi. Essendo alla sua terza gara sulla distanza, viene da pensare che l’atleta potrebbe arrivare a oltrepassare il fatidico muro delle due ore in una gara ufficiale.
M erito agli atleti, certo. Ma non può passare in secondo piano anche il ruolo delle “super scarpe” con piastra in carbonio che hanno utilizzato. In entrambi i casi, peraltro, si tratta di due prototipi. Ai piedi di Kiptun c’erano le Nike Dev 163, appena approvate dalla federazione internazionale, che obbliga l’azienda americana a metterle in vendita e a disposizione solo a partire dal prossimo 1° gennaio a un numero super selezionato di utenti e di top atleti.
O perazioni che possono essere criticate ma che, dobbiamo ammetterlo, contribuiscono comunque a spingere l’innovazione di prodotti e tecnologie verso nuove frontiere. Oltre che ad aumentare interesse e visibilità della corsa su tutti i media, dagli specializzati ai generalisti. E quando, in ogni caso, lo sport è in primo piano, non possiamo che esserne contenti. Ancor più se diventa anche parte della nostra Costituzione, come stabilito il 20 settembre da un disegno di legge approvato in via definitiva all’unanimità. Come a dire che la promozione dello sport è una di quelle rarissime attività in grado di mettere tutti, ma proprio tutti, d’accordo.
Anno 12 - N. 10 - 2023 - Periodico mensile - Registrazione al Trib. di Milano n. 38 del 20 gennaio 2012. Iscrizione al ROC n. 16155 del 23 novembre 2007 Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 - conv. in L. 46/2004 Art.1 Comma 1 - LO/MI.
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Questo numero è stato chiuso il 9 ottobre 2023
ASICS EMEA: AUMENTO DEI RICAVI NEL Q2 2023
AMER SPORTS È PRONTA PER ENTRARE IN BORSA
ASICS EMEA ha comunicato un aumento dei ricavi netti consolidati del 12,1% rispetto allo scorso anno, una crescita rilevata in tutti i canali di distribuzione fino a giugno 2023 e con un margine di utile operativo del 10,4%. Il marchio ha registrato un’importante crescita in tutte le categorie prodotto: dal running al tennis, dagli sport indoor al segmento sportstyle. I canali all’ingrosso hanno riscontrato una crescita dell’11,3% rispetto all’anno precedente, con aumenti significativi in Iberia (31,2%), Benelux (26,3%), Germania (23,6%), Regno Unito (22,4%) e Svezia (15,8%). ASICS EMEA ha, inoltre, ottenuto un aumento del 32,9% per l’e-commerce rispetto al 2022.
MVC GROUP ACQUISISCE IL 70% DI ZOOT E si inserisce NEL MERCATO DEL TRIATHLON
MVC Group, specializzato in abbigliamento outdoor e ciclismo con i marchi Castelli, Karpos e Sportful, ha annunciato l’acquisizione del 70% di Zoot, azienda americana tra i leader nella produzione e commercializzazione di abbigliamento e accessori per il triathlon. Fondato nel 1946 dalla famiglia Cremonese, oggi alla terza generazione, MVC Group è partecipato al 40% dal fondo Equinox e nel 2022 ha raggiunto un fatturato consolidato di 132,4 milioni di euro. “Grazie all’acquisizione di Zoot, oltre a rafforzarci nel triathlon, abbiamo l’opportunità di consolidare il posizionamento del gruppo in un segmento strategico come il canale Direct To Consumer, dove Zoot genera circa il 70% del proprio fatturato, con una marginalità operativa superiore al 30%”, ha sottolineato Alberto Cremonese, presidente di MVC e responsabile della divisione IT.
Amer Sports, la società madre di Salomon, Peak Performance, Arc’teryx e altri marchi sportivi, ha ipotizzato un valore (offerta pubblica iniziale) di 10 miliardi di dollari. L’offerta avverrebbe in un momento in cui l’attività della società ha registrato una crescita notevole, trainata da Arc’teryx e Salomon. Secondo quanto riportato da Bloomberg News, la società intende quotarsi in borsa all’inizio del prossimo anno. La speculazione sull’IPO arriva dopo che Amer Sports ha assunto ad aprile Andrew Page come direttore finanziario del gruppo e membro del comitato esecutivo. Page riferisce a James Zheng, che ha sostituito Heikki Takala come ceo del gruppo nell’ottobre 2020.
SCOTT DEALER RUNNING EXPERIENCE 2023
A fine settembre, tra il lago d’Iseo e le montagne che lo circondano, Scott ha ospitato la sua rete vendita per una vera e propria running experience. L’obiettivo? Rafforzare le relazioni tra il brand e i suoi dealer e incoraggiare un momento di confronto professionale, ma in un contesto informale e rilassante. I clienti hanno potuto provare delle scarpe che verranno svelate al grande pubblico a inizio 2024. Attività che ha permesso a Scott di ricevere dei feedback direttamente dal campo a seguito del test. Jessica Signori, marketing manager Scott sport division, ha commentato: “Questi eventi dedicati ai dealer assumono grande importanza. Soprattutto in un momento delicato come quello che stiamo vivendo. Sono fondamentali per rafforzare le relazioni e offrono occasioni di confronto”. “Siamo stati molto felici di incontrare di persona i nostri rivenditori italiani in un contesto entusiasmante”, è stato invece il commento di Simone Besana, sport division sales manager Scott. “Questo evento è stata un’occasione privilegiata che ci ha permesso un confronto sui temi quali il mercato e il prodotto. Il format, che è stato molto apprezzato, verrà sicuramente replicato anche nei prossimi anni”.
ASICS CORPORATION NOMINA MITSUYUKI
TOMINAGA PRESIDENTE E COO
Il Consiglio di amministrazione di ASICS Corporation ha nominato un nuovo presidente e ha riconfermato gli altri dirigenti con incarichi diversi da quelli attuali. Dal primo gennaio l’organigramma sarà il seguente: Motoi Oyama, attuale presidente e direttore della società, passerà al ruolo di consulente senior e direttore. Oyama andrà in pensione dalla carica di amministratore al termine dell’Assemblea generale ordinaria degli azionisti prevista per il 22 marzo 2024. Yasuhito Hirota, presidente, ceo, coo e direttore rappresentativo, diventerà chairman, ceo e direttore rappresentativo. Mitsuyuki Tominaga, amministratore delegato, cdo e cio, diventerà presidente e coo. Tominaga sarà eletto amministratore durante l’Assemblea generale ordinaria degli azionisti. Egli sarà inoltre eletto amministratore rappresentativo nella riunione del consiglio di amministrazione prevista per lo stesso giorno.
SAUCONY: Chris Deschenes NOMINATO NUOVO VICEPRESIDENTE VENDITE US
Saucony ha assunto Chris Deschenes come vicepresidente delle vendite nella regione degli Stati Uniti, con effetto immediato. Inoltre, si è unito al senior leadership team dell’azienda, rispondendo direttamente al global brand president Rob Griffiths. Deschenes recentemente ha assunto ruoli come vicepresidente delle vendite per The Wolverine Kids Group. Saucony stessa è una divisione di Wolverine Worldwide. La nuova figura entra in Saucony con un’esperienza ventennale, passando da ruoli in sales e merchandising di prodotto per Life is Good, Sperry, Converse e Puma Nord America. Come vicepresidente delle vendite per The Wolverine Kids Group, ha gestito un portfolio di marchi per bambini, inclusi Sperry, Saucony, Merrell, Keds, Pro Keds e Hush Puppies. “Questo è un anno fondamentale per noi, nonché il 125esimo anniversario del brand. Chris è il leader perfetto per aiutarci a dare forma al futuro del nostro marchio”, ha detto Griffiths. “Ho il più profondo rispetto per l’importanza del mercato US: qui è dove tutto è iniziato, ed è cruciale che continuiamo a vincere in casa, prima di tutto”.
IL WELFARE AZIENDALE IN LA SPORTIVA
La Sportiva ha vissuto un importante percorso di crescita negli ultimi anni grazie alla capacità di investire in persone, innovazione, tecnologie avanzate, digitalizzazione e ricerca. I dipendenti sono parte integrante del processo di sviluppo, motivo per cui il brand ha deciso di implementare il pacchetto welfare volto a migliorare il benessere generale dell’azienda e dei suoi lavoratori.
Dal primo luglio, infatti, l’azienda ha promosso alcune novità: sono state messe a disposizione tre navette per raggiungere l’azienda, è stata ampliata la flessibilità oraria di ingresso al mattino dalle 7:30 alle 9:00 (con conseguente uscita possibile dalle ore 16:00 in poi) e si è espanso il programma di attività outdoor così come le serate culturali e formative.
SCARPA
E GORE-TEX INSIEME IN AMAZZONIA
SCARPA e Gore-Tex hanno promosso una sorprendente experience alla scoperta della foresta amazzonica, patrimonio naturale, con l’obiettivo di trasmettere i valori principali e la mission dei due brand.
Le aziende, accomunate da un impegno costante sul piano della sostenibilità, hanno ideato l’iniziativa sul bacino idrografico del Rio delle Amazzoni, enorme estensione di foresta pluviale ricca di biodiversità che gioca un ruolo fondamentale di regolazione del clima e dei cicli biologici della terra. Protagonisti del viaggio sono stati la travel blogger Manuela Vitulli, il green & sustainability explorer Anselmo Prestini, la cestista Valentina Vignali e Stefano Paleari e Riccardo Casiraghi, founder del magazine online GNAMBOX.
WORLD PLOGGING CHAMPIONSHIP: RACCOLTI 3.000 KG DI RIFIUTI
Nel weekend di fine settembre, a Genova, è andata in scena la terza edizione del Campionato Mondiale di Plogging, che ha visto al via oltre 80 plogger provenienti da Algeria, Argentina, Francia, Ghana, Giappone, Grecia, Italia, Messico, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Senegal, Serbia, Spagna, Svezia e Uruguay. Il valore sociale e ambientale di questa manifestazione viene ben dimostrata dall’impatto concreto che ha permesso di generare: sono stati raccolti circa 3.000 kg di rifiuti abbandonati, di cui oltre 2.000 kg (il 71% del totale) sono stati differenziati e avviati al riciclo. Pertanto, sono quasi 6 milioni i grammi di CO2 non emessa in atmosfera grazie alla corretta separazione e avvio al riciclo dei rifiuti raccolti, in pratica le emissioni equivalenti di circa 60.000 km percorsi da un’auto o di 50 voli aerei Milano-Roma. Numeri ancora più notevoli, se si pensa che in media sono stati raccolti 2,2 kg di rifiuti ad ogni chilometro percorso: nel loro insieme i partecipanti hanno percorso 1.318 km di sentieri e strade nelle sei ore di gara.
WALKING ROAD
WALKING DAY: KEEN È PARTNER DELL’OTTAVA EDIZIONE
Keen, marchio di calzature fondato nel 2003 a Portland, sarà presente come partner ai prossimi Walking Day di Milano che si svolgeranno il prossimo 22 ottobre. L’evento, giunto alla sua ottava edizione, è dedicato a tutti gli amanti della camminata all’aria aperta, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza dell’attività fisica e mentale del walking. Sarà allestito anche un villaggio dedicato all’attività di promozione e sensibilizzazione sulla camminata.
TRAIL
BROOKS RUNNING DIVENTA NAMING SPONSOR DELLA MEZZA MARATONA DI BARCELLONA
Brooks Running è diventato sponsor ufficiale della eDreams Mitja Marató Barcelona per le prossime due edizioni. In quanto sponsor tecnico della prova, Brooks vestirà i partecipanti con la maglietta ufficiale della gara, così come i volontari e lo staff dell’organizzazione. “Dopo un anno senza uno sponsor tecnico, siamo onorati di essere arrivati a un accordo con Brooks, uno dei brand più prominenti nel mondo del running”, ha dichiarato Mauro Llorens, direttore della eDreams Mitja Marató Barcelona by Brooks.
FOLLOWYOURPASSION: LA MILANO21 ENTRA NEL CALENDARIO AIMS
Il prossimo 26 novembre si correrà Milano21, la mezza meneghina di FollowYourPassion. Il format rimane quello degli scorsi anni con due gare, la 21K e la 10K, quest’ultima anche non competitiva. La mezza maratona quest’anno è entrata nel prestigioso calendario internazionale AIMS (Association of International Marathons and Distance Races), un riconoscimento, che premia la qualità di un’organizzazione che di anno in anno ha saputo ulteriormente migliorare i servizi offerti al maratoneta. Anche per il 2023 l’evento conferma la collaborazione con Sport Senza Frontiere, onlus che favorisce l’inclusione sociale, l’educazione e il benessere psico-fisico di bambini e adolescenti svantaggiati attraverso lo sport. Acquistando un pettorale solidale, ogni runner potrà donare una quota libera alla Onlus. La Milano21 2023 verrà inaugurata, venerdì 24 novembre, con l’apertura dell’Area Expo allestita nel centro congressi Allianz MiCo, dove i partecipanti potranno entrare in contatto diretto con le aziende del settore.
GOLDEN TRAIL WORLD SERIES: GRAN FINALE
CON IL GOLFO DELL’ISOLA TRAIL RACE
Il gran finale delle Golden Trail World Series andrà in scena in Liguria dal 19 al 22 ottobre, con Il Golfo dell’Isola Trail Race. Il programma, strutturato in giornate riservate rispettivamente a donne e uomini, prevede giovedì 19 e venerdì 20 ottobre lo svolgimento di un prologo crono di 8,7 km con 400 m D+, mentre sabato 21 e domenica 22 ottobre si terrà la gara principale su 25 km con 1.260 m D+. Ma le travolgenti emozioni e la pura adrenalina di questa intensa avventura non animeranno solo gli atleti élite: anche 800 amatori e appassionati avranno la possibilità di correre insieme ai campioni della disciplina. Il cuore pulsante delle competizioni sarà la Fan Zone, dove i trail runner da tutto il mondo transiteranno ben cinque volte lungo il percorso. Il Golfo dell’Isola Trail Race sarà trasmesso in diretta su Eurosport, sulle piattaforme YouTube e sui relativi canali social. Sono attesi in Liguria 150 atleti di fama mondiale e uno staff di oltre 30 professionisti, quatro commentatori in lingue diverse e una visibilità distribuita attraverso 70 canali televisivi.
TOUR
AL VIA IL PRIMO
“FEEL THE COMFORT TOUR” DI ASICS
È partito ufficialmente a settembre il Feel The Comfort Tour di ASICS. Durante le tappe italiane che toccheranno città come Milano, Torino e Roma, i consumatori avranno l’occasione di partecipare alle Mind Run, concentrando la propria attenzione sulla respirazione e sulla consapevolezza prima di correre. Quasi un terzo (32%) dei runner italiani non è a conoscenza dei benefici che diversi modelli di calzature sono in grado di dare sulla base di andatura e/o stile di corsa. Per questo, gli esperti di ASICS saranno a disposizione per i test prodotto, guidando gli appassionati nella scelta del modello più idoneo alle proprie esigenze. Il comfort è il primissimo elemento che ogni runner tiene in considerazione quando acquista un paio di scarpe.
SI AVVICINA LA SECONDA EDIZIONE DEL VALLE DEI SEGNI WINE TRAIL
Mercoledì 4 ottobre, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della seconda edizione del Valle dei Segni Wine Trail, in programma il 27, 28, 29 ottobre. Molteplici solo le novità di quest’anno, come raccontato da Matteo Giorgi, il responsabile del comitato organizzativo: “La grande novità di quest’anno riguarderà le gare da 18 e 55km che si correranno sabato 28 ottobre così da regalare ad atleti e pubblico e famiglie una bella serata di festa al termine delle competizioni. Il giorno dopo, nel pomeriggio, andranno in scena le prove ‘short’ da 8 km nella formula competitiva e non. Nell’ottica di proporre un evento il più inclusivo possibile, che coinvolga anche i giovani, nel pomeriggio di venerdì 27 proporremo anche una gara promozionale a circuito nel centro storico di Darfo, per bambini delle scuole elementari e medie”. “Il nostro sogno è diventare un evento internazionale, un vero e proprio festival dello sport e dell’enogastronomia”, ha dichiarato Giorgi. A sostegno del trail, oltre a Sportland con il quale vi è un rapporto consolidato, ci sarà anche ASICS.
IL FIND YOUR RUN TOUR DI BROOKS TORNA AD ANIMARE LE CITTÀ ITALIANE
È iniziato il 5 ottobre e si svolgerà fino a novembre presso 20 rivenditori selezionati in tutta Italia, il Find Your Run Tour di Brooks. I partecipanti potranno testare i nuovi modelli della collezione e farsi consigliare dai tecnici di prodotto la scarpa più adatta per le proprie esigenze e il proprio stile di corsa. Si parte poi tutti insieme per un allenamento tenuto da coach professionisti che darà la possibilità di testare direttamente sul campo le calzature. I coach che si alterneranno durante le diverse tappe saranno: Daniel Fontana, atleta olimpico, tre volte vincitore di un Ironman; Tito Tiberti, team manager e coach FIDAL; Elena Casiraghi, specialista in nutrizione e integrazione dello sport; Fabio Moretti, fondatore della Scuola Italiana di Camminata Sportiva. Il 20 ottobre Find your Run Tour farà tappa a Mestre (VE) in occasione della WizzAir Venice Marathon. Un allenamento dedicato al pre-gara di 5 km guidato da Daniel Fontana con l’obiettivo di preparare mentalmente e fisicamente tutti coloro che correranno tutte le gare in programma o per chi vuole allenarsi in compagnia. Il secondo appuntamento è per il 25 novembre a Milano alle ore 10 presso il village della Milano21 Half Marathon.
CHICAGO MARATHON
nella STORIA
CON IL KENIANO KIPTUM
In 2 ore e 35 secondi, lo scorso 8 ottobre il keniano Kelvin Kiptum ha conquistato il podio della Chicago Marathon, stabilendo il nuovo record del mondo della distanza. A soli 23 anni e con un’esperienza di due maratone alle spalle, l’atleta è il primo uomo a scendere sotto le due ore e un minuto, migliorando di oltre 30 secondi l’ex record di Eliud Kipchoge. Kiptun aveva già lasciato presagire il futuro, vincendo la sua prima maratona a Valencia in 2h 01′ 53”. In seguito ha conquistato Londra con un tempo di soli 13″ maggiore del record mondiale e infine ha frantumato il primato proprio a Chicago. Il keniano è transitato alla distanza della mezza maratona con un tempo di 1h 00’48”, tenendo una media di 2.54/km fino al trentesimo. Da qui fino alla fine il campione ha corso a una media di 2.48-2.49/km, tempi incredibili che lo hanno portato a un risultato mai raggiunto prima. Kiptum, atleta Nike, indossava un prototipo (Nike Dev 103), modello di ultimissima generazione. Un elemento che, insieme al clima perfetto, ha contribuito senz’altro all’impresa di questo atleta destinato a infrangere il muro delle due ore.
IL TRAILRUNNING TEAM
VIBRAM SI AMPLIA CON RICCARDO MONTANI
Il Trailrunning Team Vibram – composto da atleti pluripremiati provenienti da ogni parte del mondo (Europa, Asia, USA) – si amplia con l’ingresso di Riccardo Montani. Il giovane talento rappresenterà il brand, per la prima volta, in occasione della prossima edizione di Vibram Ultra Trail Lago d’Orta in programma il 13-14-15 ottobre a Omegna (VB), dove correrà i 55km. Riccardo ha raggiunto importanti traguardi, come il 7° posto all’edizione 2022 della CCC (gara sorella dell’Ultra-Trail du Mont Blanc sulla distanza di 100km) e, nello stesso anno, il 1° posto al Vibram Maremontana (distanza 62,5 km). Il top runner vanta inoltre due partecipazioni in Nazionale Italiana di Trail FIDAL (europei in Spagna, Isole Canarie, El Paso 2022, mondiali in Thailandia, Chang Mai, 2022) e tre partecipazioni in Nazionale Italiana di Skyrunning FISKY (mondiale in Scozia 2018, europei in Val Bognanco 2019, europei in Portogallo 2021).
L’ATLETA ADIDAS TIGIST ASSEFA
FRANTUMA IL RECORD MONDIALE ALLA MARATONA DI BERLINO
Il suo nome rimarrà scritto nella storia per sempre: Tigist Assefa ce l’ha fatta, è l’atleta donna più veloce del mondo sulla distanza regina. L’etiope, atleta d’élite adidas, ha tagliato il traguardo alla Maratona di Berlino in 2:11:53, difendendo il titolo dello scorso anno e dimostrando di essere la migliore maratoneta femminile al mondo, sbaragliando ancora una volta la concorrenza. Quest’anno ha battuto il record del mondo e migliorato il proprio sul percorso di ben 2 minuti e 11 secondi indossando le nuove Adizero Adios Pro Evo 1. Dopo la gara, Tigist Assefa ha dichiarato: “Sono molto grata per il supporto del pubblico durante la gara, ma anche per il mio partner adidas che mi ha equipaggiato con la scarpa da corsa più legge -
ra di sempre che oggi mi ha dato quella spinta in più per raggiungere un traguardo mondiale”. Alberto Uncini Manganelli, general manager Running & Credibility Sports di adidas, ha dichiarato: “Questa scarpa rappresenta la nostra infinita ricerca per creare il meglio per l’atleta, per continuare a superare i limiti di ciò che è possibile, per aiutarlo a correre più veloce che mai. Vedere Tigist prendere il suo posto nei libri di storia è la prova che il duro lavoro, la fiducia in sé stessi e la perseveranza ripagano”.
Il distretto dello Sportsystem, un’eccellenza del nostro Paese
Tessuto imprenditoriale, interscambio con l’estero e mercato del lavoro. I dati statistici dell’Osservatorio Economico _ di manuela barbieri
Lo scorso 30 giugno, presso Villa Zuccareda Binetti a Montebelluna (TV), Fondazione Sportsystem ha presentato i dati statistici ed economici riguardanti l’Osservatorio Economico del distretto dello Sportsystem. Gli studi sono stati realizzati in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Camera di Commercio Treviso-Belluno | Dolomiti.
IL TESSUTO IMPRENDITORIALE DEL DISTRETTO
• Nel territorio considerato e nel complesso delle attività economiche operano 11.000 sedi d’impresa e oltre 2.000 unità locali per un totale di 43.000 addetti.
Con riferimento all’attività peculiare del distretto, lo Sportsystem, si contano 622 sedi d’impresa da cui dipendono oltre 8.000 addetti (il 18,3% sul totale del territorio).
Nelle attività core (pelletteria, calzature, articoli sportivi) operano 250
sedi d’impresa per oltre 5.000 addetti; la più rilevante è la calzatura con 221 sedi d’impresa e 4.500 addetti.
Nelle attività connesse (tessile, abbigliamento, design) operano 370 sedi d’impresa per 3.000 addetti; a emergere è l’abbigliamento con 230 sedi d’impresa e oltre 2.000 addetti.
IL CONFRONTO CON GLI ALTRI DISTRETTI
I l confronto con gli altri distretti italiani conferma gli ottimi livelli di competitività di Montebelluna: in particolare, spicca la maggiore crescita messa a segno da articoli sportivi (+185%). È stata ottima anche la performance del comparto calzature sportive, dove però si è registrato un ridimensionamento dell’avanzo commerciale a causa della crescente incidenza delle importazioni, causata molto probabilmente dai processi di esternalizzazione produttiva di alcuni importanti attori del distretto.
LE CIFRE IN SINTESI DEL DISTRETTO SPORTSYSTEM DI MONTEBELLUNA
Le cifre in sintesi del distretto dello Sportsystemdi Montebelluna
786 unità locali totali (di cui 316 nelle attività Core)
di cui 622 sedi d’impresa (di cui 250 nelle attività Core)
Attività core (ai sensi della DGRV 2415/2014):
14.2 confezione articoli pelliccia
15.1 pelletteria e concia
15.2 fabbricazione di calzature
32.3 fabbricazione di articoli sportivi
Territorio (ai sensi della DGRV 2415/2014)
Alano di Piave, Altivole, Arcade, Asolo, Caerano di San Marco Castelcucco Cornuda Crocetta del Montello, Fonte, Giavera del Montello, Maser, Monfumo, Montebelluna, Possagno, Trevignano, Volpago del Montello.
7.931 addetti nel territorio (di cui 5.144 nelle attività Core, quasi il 65% del totale addetti)
di cui 28 giovanili (di cui 8 nelle attività Core)
Attività connesse:
13 industrie tessili
14 industrie dell'abbigliamento (escluso 14.2)
74.1 attività di design specializzate
2,8 mld di valore produzione* pari al 35,5% della VP misurabile nel territorio (di cui 2,2 mld nelle «Core» e 0,6 mld nelle «Connesse»)
di cui 319 artigiane (di cui 140 nelle attività Core)
export 1,6 miliardi calzature e articoli sportivi in provincia di Treviso +370 saldo occupazionale (di cui +320 nelle attività Core) 3
Fonti: elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA di Treviso – Belluno su dati Infocamere (dicembre 2022), Istat, Veneto Lavoro *Infocamere AnBI: dato ricavato da 181 bilanci depositati nel 2021
Montebelluna in evidenza negli articoli sportivi
Confronto EXPORT Distretto Montebelluna vs altri Distretti Italia secondo la specializzazione produttiva tra il 2009 e il 2022 (2008 = 100)
Distretto Montebelluna
Distretti Italia
Fonte: Intesa Sanpaolo
L’export di calzature nel 2022 (in milioni di euro)
Treviso –Principali mercati di destinazioni dell’EXPORT di calzature nel 2022
L’export di articoli sportivi nel 2022 (in milioni di euro)
L’EXPORT di articoli sportivi nel 2022 (valori in milioni di euro)
La provincia di Treviso rispetto alle altre province italiane province venete Treviso rispetto
N el 2022, l’export di calzature e articoli sportivi è stato pari a 1,6 miliardi di euro (1,8 miliardi includendo anche il distretto della bicicletta).
L’avvio del 2023 ha visto una crescita tendenziale delle esportazioni del distretto pari al +7,6%, pur in un contesto di indebolimento degli scambi internazionali.
Export di calzature:
Treviso è terza provincia d’Italia per export di calzature (dopo Firenze e Milano)
le calzature sportive restano di gran lunga il primo comparto per valori esportati (pari a 1,2 miliardi di euro nel 2022): +17,6% rispetto al 2021 oltre il 70% delle vendite all’estero di calzature è diretto ai mercati dell’Unione europea (Germania e Francia in particolare)
• crescono le vendite verso il Nord America (Stati Uniti, primo mercato Extra Ue27, e Canada); in recupero le esportazioni verso Cina e Hong Kong e, parzialmente, verso il Regno Unito
Export di articoli sportivi:
• Treviso è prima provincia d’Italia per export di articoli sportivi l’export di articoli sportivi è stato di 410 milioni, in aumento del +40,4% sul 2022
più della metà delle vendite di articoli sportivi realizzate all’estero è diretta al mercato dell’Unione Europea (+48,7% nell’ultimo anno)
• sono in forte crescita le esportazioni verso gli Stati Uniti, primo mercato di riferimento, non solo per l’area extra Ue27; aumenti si osservano anche per Svizzera, Cina e Hong Kong
IL MERCATO DEL LAVORO
Sul fronte della dinamica del mercato del lavoro, nel corso del 2022, lo Sportsystem ha movimentato quasi 2.200 assunzioni, contro le 1.900 dello scorso anno e le 1.600 pre-Covid (2019). Il saldo occupazionale è stato positivo, pari a 367 posizioni di lavoro dipendente (oltre metà del saldo occupazionale misurato nel territorio per il totale attività). Nel settore delle calzature, le assunzioni complessive nel 2022 sono state 1.385, di cui 690 unità a tempo indeterminato (quasi il 50%).
LA DIVERSIFICAZIONE RIDUCE IL RISCHIO
I n prospettiva, per reagire meglio e più velocemente agli shock economici in un contesto che vede rischi geo-politici, le scelte strategiche delle imprese del distretto dovranno puntare sulla diversificazione dei mercati di sbocco e di approvvigionamento, con l’obiettivo di ridurre i rischi e di sfruttare al meglio le opportunità presenti a livello internazionale.
Assunzioni e saldi occupazionali nello Sportsystemnel 2022 (e confronto con anni precedenti). Rapporto di lavoro attivati nelle imprese private (contratti T.IND., T.D., Apprendistato)
Fonti: elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA di Treviso –Belluno su dati Istat
Un personal best non è un numero. È sentirsi in equilibrio.
Un personal best non è un numero. È sentirsi meglio di prima.
Un personal best non è un numero. È sentirsi pieni di gioia.
Liberi di non essere perfetti
“A Personal best is not a number. It’s a feeling”. Il claim di ASICS dedicato al nuovo progetto parla forte e chiaro: svincolare le persone dall’idea che i propri traguardi sportivi debbano essere numeri, valori, misure. A sostegno invece dell’attività fisica come veicolo per il benessere mentale
_ di BENEDETTA BRUNI e daniele pansardi
In una realtà sportiva ultracompetitiva, aizzata anche dai social media, praticare attività per divertimento può essere delicato. L’esaltazione per il raggiungimento di un obiettivo si traduce automaticamente in un podio, e di conseguenza ciò che non è oro non vale neanche la pena che luccichi. Il GPS come gendarme del passo del runner, i set persi che gravano sull’umore del padelista, ed ecco che lo sport è necessariamente prestazione anche quando dovrebbe essere un semplice diversivo. ASICS vuole opporsi a tutto questo. In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, che cade il 10 ottobre, il marchio ha lanciato la sua nuova campagna per contrastare una cultura dello sport ossessionata dalla performance e che scoraggia le persone a praticare esercizio. Il progetto “New Personal Best” vuole promuovere il potere edificante che lo sport ha sulla salute mentale, senza statistiche, senza tempi e senza numeri. ASICS spera così di motivare più individui a praticare attività fisica per il benessere psichico, ridefinendo il proprio personal best su come l’esercizio ci fa sentire piuttosto che su un valore misurabile. Ed effettivamente dare forma all’idea fondante dell’azienda: Anima Sana in Corpore Sano.
A sostegno della propria campagna, ASICS ha anche presentato i dati di uno studio condotto fra gli italiani che non praticano attività fisica. Il 46% degli intervistati si dichiara di sentirsi troppo in imbarazzo ad andare in palestra perché ritiene di non corrispondere al “tipico” soggetto che si allena, mentre il 75% vorrebbe avere più fiducia in se stesso per fare movimento. L’81% crede che la frase “no pain, no gain” sia ancora valida quando si parla di sport e il 38% ammette che vedere contenuti che esaltano l’attività fisica sui social media li fa sentire un fallimento prima ancora di iniziare. Eppure, lo sport è lo strumento ideale per agire sul proprio benessere psicologico: l’87% ne è a conoscenza, ma la sola consapevolezza non sembra sufficiente a far smuovere queste persone. A SICS spera così di motivare più individui a praticare attività fisica per il benessere psichico, ridefinendo il personal best sulla base dei benefici dell’esercizio piuttosto che su un valore misurabile.
L’iniziativa si svolge in collaborazione con l’associazione di beneficenza per la salute mentale Progetto Itaca, a cui verranno devolti 5 euro per o gni foto condivisa tra il 10 ottobre e il 10 dicembre 2023 sui social (Instagram, Facebook, TikTok e Twitter) inserendo #NewPersonalBest
intervista a Stefano Baldini
Lunga
vita alla curiosità
Levento di presentazione della campagna, tenutosi al B asicVillage di Milano il 4 ottobre, ha visto l’intervento di otto ambassador che hanno prestato il loro volto alla campagna. Tra questi Stefano Baldini: ex maratoneta e mezzofondista italiano, campione olimpico di maratona ad Atene 2004 e due volte campione europeo.
Cosa vuol dire per te personal best?
I l personal best nella mia vita ha avuto un’evoluzione. È passato dalla prestazione quando ero atleta al continuo ricercare un miglioramento, che si traduce in un senso di curiosità, cercando di essere migliori rispetto a ieri. Non soltanto attraverso i numeri, come possono essere tempi o distanze, ma anche attraverso un atteggiamento positivo volto al benessere. Rendendomi conto che ho reso un lavoro la mia passione più grande: vivere nel mondo dello sport e vedere dei ragazzi coltivare i propri sogni.
Nella tua posizione, sia come allenatore sia come maratoneta di livello, come pensi di poter comunicare il messaggio di questa campagna in modo efficace?
H o fatto almeno 20 anni di professionismo, e mi divertivo così tanto che avrei anche continuato, ma purtroppo la curva fisiologica non è governabile. La mia fortuna, che trovo sia la chiave del discorso, è stata quella di avere vicino le persone giuste con le quali vivere bene il quotidiano. D’altronde, un atleta di alto livello sta in giro sei mesi all’anno. Se questi 180 giorni non si vivono bene non è possibile essere
felici, né tantomeno sognare di raggiungere un primato personale. Lo posso confermare anche oggi: ogni volta che vado al campo ad allenare dei giovani atleti non percepisco la mia età. Per me questo è già un primato personale meraviglioso. E soprattutto un “feeling” quotidiano. Ricollegandomi a questa domanda, è stato difficile passare da uomo da record a persona che si allena solo per sé?
N on è stato difficile perché non è mai stato un mestiere, piuttosto una passione o un divertimento. Ho sempre praticato running e per questo posso ancora permettermi, pur avendo chiuso l’agonismo da almeno 13 anni, di allenarmi con i ragazzi quando fanno riscaldamento. Questo è un altro personal best che custodisco gelosamente. E non voglio smettere. Non è una cosa scontata: mi ripeto sempre “lunga vita a questo momento”, perché alcuni colleghi non hanno avuto la possibilità di coltivare allo stesso modo la propria passione nella vita di tutti i giorni.
Quindi ci si può permettere di essere felici anche senza un record o un numero.
A ssolutamente sì. Io dico sempre che ho due vite. Riprendendo il concetto secondo cui un campione dello sport è un uomo o una donna che ha la fortuna di vivere due volte. Una prima vita da atleta, che è una dimensione meravigliosa, e una seconda, diversa dall’altra, che è quella quotidiana. E sa essere ugualmente bella.
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RIBELLE RUN KALIBRA HT è la scarpa dal fit perfettamente avvolgente per i runner che ricercano la massima precisione e stabilità sui terreni rocciosi e sconnessi.
Un dna da gigante
Franco Collé ha conquistato per la quarta volta il Tor Des Géants. L’atleta Kailas ha siglato il record della gara battendo il suo stesso primato. Nessun segreto per lui, se non una buona dose di perseveranza, l’attrezzatura giusta e un po’ di fortuna. Ce lo racconta nel testo che segue _ di cristina turini
Con l’arrivo a Courmayeur alle 3:39 del mattino di quel 13 settembre in “sole” 66 ore, 39 minuti e 16 secondi, Franco Collé si è aggiudicato la vittoria del Tor stabilendo il record della gara e quello personale. E riprendendosi il suo scettro di Gigante dopo il ritiro dello scorso anno. Non era scontato, come lui stesso racconta, poiché è impossibile prevedere come reagiscono corpo e mente a una sfida di tale portata. Fino al Col de Malatrà, il vero traguardo “emotivo”. Dove la tensione si scioglie per lasciare posto alle lacrime, all’emozione e alla certezza di avercela fatta ancora una volta.
Parliamo subito del Tor des Géants. Sembra che tu sia stato programmato per vincerlo… Diciamo che è una gara che mi piace molto e che rispecchia le mie caratteristiche: mi sento abbastanza dotato per poter affrontare tutte quelle sfide che il Tor presenta, come la privazione del sonno, i dislivelli, la tecnicità del terreno.
Il Tor più di ogni altra importante gara di trail running ti ha conquistato. Sarà per il tuo profondo legame con il territorio?
Il Tor passa davanti a casa mia e i primi anni, quando ancora non lo correvo, ero solito vedere questi atleti affrontare il percorso. E già mi affascinava molto. L’evento interessa tutta la Valle d’Aosta e la comunità lo vive allo stesso modo in cui lo vive chi lo corre: come una grande festa e un momento di profondo legame con la realtà circostante. Spessissimo le persone che incontro mi chiedono: “farai il Tor anche quest’anno?”. Perché per loro non esiste altra gara. Perché non dovrei correrlo? Il Tor ormai è nel mio quotidiano e non potrei stare senza.
Il Tor è soprattutto una sfida psicologica. Hai affrontato gran parte del percorso insieme a Olivier sapendo che prima o poi uno dei due avrebbe staccato l’altro. Quando hai capito che non saresti stato tu a mollare?
Lo sapevo già dal primo passo. Sono un testone e ci provo fino all’ultimo. Correre con Olivier è stato importante per studiare bene l’avversario, i suoi punti deboli e quelli di forza. Il mio vantaggio sta nel riuscire a non dormire. Mi sono solo fermato cinque minuti a Champoluc, mi sono sdraiato imponendomi di riposare ma non ho dormito. Ho sempre dato il meglio di me nell’ultima parte della gara, riesco a tenere un ritmo altissimo fino alla fine. Ho aspettato che calasse la prestazione di Olivier per approfittarne e staccarmi da lui. Tanto che gli ultimi due colli finali li ho corsi in tranquillità.
Come hai iniziato a correre il Tor e cosa è cambiato da allora a oggi?
Tutto è iniziato nel 2012, quando mia sorella mi ha iscritto a mia insaputa. Quando me lo ha annunciato mi ha detto: “Secondo me puoi farcela!”. Fino ad allora avevo fatto scialpinismo e la montagna è sempre stata il mio elemento. Diciamo che non ero proprio improvvisato. Sono arrivato quinto. Un grande risultato per essere un debutto ed è stato amore a prima vista. Oggi non è cambiato quasi nulla se non il recupero. A 45 anni le mie prestazioni sono migliorate, ma i tempi di recupero si sono inevitabilmente allungati. Per tornare a essere competitivo ci vorrà qualche mese e dovrò ricominciare da capo con la preparazione atletica.
Come e quanto si allena Franco Collé per vincere il Tor?
Tutti i miei allenamenti durante l’anno sono finalizzati al Tor. Durante l’inverno non corro quasi mai, pratico scialpinismo e lavoro molto sulla forza, necessaria per affrontare poi la stagione delle gare. Dopo l’inverno inizio con la corsa in montagna, aumentando gradualmente le distanze e i carichi di lavoro. Quest’anno la gara più lunga fatta in vista del Tor è stato il Cervino Matterhorn Ultra Race, 173 km e 12.000 m di dislivello, una prova fisica e mentale per testare le mie condizioni. Anche se poi non puoi mai essere sicuro di essere pronto per il Tor. Non è come quando prepari una maratona. Arrivi alla partenza di Courmayeur con mille punti interrogativi e non sai mai come possa reagire il tuo fisico. Ma il bello è che, oltre a tutta la preparazione che puoi fare, conta molto anche la fortuna e la mia storia lo ha dimostrato: o vinco o mi ritiro.
Quanto conta l’integrazione per affrontare una prova del genere? Come l’allenamento e l’attrezzatura, anche l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale. Sono solo due le gare prima del Tor in cui faccio dei test e delle prove in tal senso, ma sono essenziali per perfezionare l’integrazione e capire come alimentarmi alle basi vita.
Sono molto meticoloso sia nell’alimentazione che nell’idratazione. Mi preparo sempre molto bene con uno schema di tutto quello che devo ingerire scandito nel tempo, con pasti completi e una quantità minima di carboidrati da assumere ogni ora, per esempio. Altrimenti alla fine non ci arrivo.
Raccontaci un aneddoto bello e uno un po’ meno di questo Tor.
La parte più bella è stato l’arrivo al Malatrà, dove mi commuovo sempre. Ci sono arrivato in piena notte e con la pioggia. Pensavo di essere solo, che non ci fosse nessuno. Peraltro è un colle che faccio sempre e solo in gara per scaramanzia, perché per me è la vera fine del Tor. In quel momento mi sono messo a piangere ed è stato magnifico. Solo dopo ho visto i fotografi e i videomaker che mi incitavano. Ma è stato come se mi avessero prima lasciato un po’ solo con me stesso, per elaborare la fine di questo bellissimo viaggio.
La parte brutta è stato il momento in cui avevo la vista offuscata. Mi è sembrato di rivivere il tragico momento della gara nel 2019, quando il mio sistema oculare era andato in tilt e mi sono dovuto fermare. Una condizione arrivata a causa dello stress provocato dai continui sbalzi di quota e dalla disidratazione. Ero disperato, temevo peggiorasse come quattro anni fa e per un momento ho visto andare in fumo un anno di sacrifici. Invece poi alla base vita di Donnas mi hanno dato un collirio e dopo qualche ora la situazione è migliorata. Quando passi questi momenti, poi apprezzi ancora di più ogni momento della gara.
della mia vita. I risultati si sono visti, mi sento molto migliorato non solo come atleta ma anche a livello personale. Nell’ultimo mese poi è stato bellissimo incontrare atleti e personaggi legati al brand di altre nazionalità, come gli Sherpa. Passare del tempo con loro è stato molto importante per me, per la mia apertura mentale e per il mio arricchimento culturale.
Parliamo di Kailas, ormai è un anno che sei legato a questo brand. Vuoi fare un primo bilancio?
Prima di avvicinarmi a questo brand ho voluto provare tutto il materiale. Volevo essere sicuro, anche se l’attrezzatura di ottima qualità l’avevo già vista indossata dagli Sherpa che affrontano le montagne più alte del mondo. Ci tenevo a sposare questo progetto così ambizioso, che abbraccia una cultura diversa. Era quello di cui avevo bisogno per trovare la motivazione giusta in questa fase
Con quale modello di scarpe hai affrontato il Tor e quanto ti ha aiutato l’attrezzatura?
Ho corso con le Kailas Fuga EX3, il nuovo modello della stagione 2024. Mi sono trovato molto bene. Utilizzavo già la versione precedente, ma queste sono state migliorate ulteriormente a livello di ammortizzazione e traspirabilità, lasciando inalterata la suola Vibram Megagrip, fondamentale per avere la migliore trazione su ogni tipo di terreno. Un altro elemento importante che mi ha accompagnato lungo tutta la gara è lo zaino Fuga Air, brandizzato TorX, che è poi stato dato a tutti i finisher mentre io ho potuto testarlo in anteprima. Ha un design incredibile, posso solo dirti che in 330 km di gara non ho mai avuto bisogno di toglierlo perché avevo tutto a portata, oltre all’incredibile capienza data anche dall’elasticità dei tessuti.
Quali sono i tuoi progetti prossimi futuri?
Innanzitutto devo recuperare le forze. Poi andrò a fare l’Oliena Sky Trail, una 50 km in Sardegna (mentre leggete la gara si è già svolta l’8 ottobre). In previsione c’è anche una gara in Thailandia dell’UTMB World Series e la Transgrancanaria a novembre. Poi partirò per la Cina con Kailas per affrontare un altro evento di trail running e per visitare l’azienda, un viaggio che abbiamo rimandato a causa della pandemia ma che finalmente di sta realizzando.
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Progettiamo strategie a supporto delle imprese per sviluppare modelli di business più sostenibili e virtuosi in partnership con
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Kailas Fuga EX3
Lo zaino Kailas Fuga Air, brandizzato TorX, che Franco Collé ha potuto testare in anteprima durante la gara
Corsa contro il tempo
Persone, prima di clienti: è così che Rico Running considera i visitatori dei suoi negozi, lo storico di San Miniato (PI) e il più recente di Livorno, dedicandogli anche un’ora di consulenza mirata. Cosa non scontata per uno sport dove vale anche il centesimo di secondo
_ di BENEDETTA BRUNI
In un mondo come quello della corsa che invita alla velocità, a superare i propri limiti e performare sempre – e necessariamente – al massimo, le realtà che invitano alla riflessione, all’accortezza e a ponderare le proprie scelte, soprattutto in fatto di equipaggiamento, sono ancora poche. E in netto contrasto con i concetti di immediatezza e frenesia che caratterizzano i nostri tempi, sempre tesi al risparmio del minuto, del secondo, del centesimo. Nella vita come nella corsa. Ed è qui che Rico Running va controcorrente, nel suo essere genuinamente interessato alla persona, più che al cliente. Rifacendosi su una lunga tradizione che dà il giusto peso al lato umano della vendita, intesa come un perfetto incastro tra la domanda e l’offerta volto al reale miglioramento di una condizione esistente. Verrebbe da dire “calzante”. I negozi di San Miniato (PI) e Livorno – di più recente apertura – sono la prova che una formula che mette al centro la persona è sempre vincente. Abbiamo parlato con Massimo Mangino, titolare insieme a Rico Matteoni e responsabile dello store di Livorno, che ci ha raccontato in cosa consiste il loro servizio.
nostra identità, che perciò si ritrova ugualmente nei due negozi. Qual è il vostro cliente tipo? Trovate che sia diverso nelle due sedi?
N oi accogliamo sia camminatori sia corridori, di tutti i livelli. Non solo: offriamo supporto e servizi specifici anche per chi presenta delle problematiche ai piedi, come la prova del plantare. Teniamo particolarmente alla preparazione del personale. Di conseguenza, il nostro cliente tipo è molto spesso l’abituale che già ci conosce e che perciò viene da noi a cercare consiglio; il runner esigente che chiede una consulenza approfondita; la persona che necessita di una calzata adatta a un piede propenso a dolori se con la scarpa sbagliata.
Quando nasce il vostro primo store e da dove proviene il nome?
I l primo negozio, quello sito a San Miniato, lo abbiamo fondato ormai nel 2010. Il nome proviene da uno dei due soci, Rico Matteoni. Quali le premesse che vi hanno portato ad aprire un altro negozio a Livorno? Quando lo avete aperto e in cosa è diverso dal primo? I n realtà è nato quasi per caso. Una domenica Rico si trovava a Livorno e, alla vista della quantità di runner sul lungomare, non ha esitato un secondo: mi ha chiamato dicendo che avremmo dovuto aprire un’altra sede. Ovviamente, a questa idea sono seguiti studi approfonditi, ricerche, analisi di mercato. Siamo partiti da uno store di appena 19 mq nel 2012, finché a giugno del 2013 abbiamo inaugurato il negozio attuale di Via Magenta, più grande e specializzato. Col tempo la lungimiranza di Rico ci ha dato ragione. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di crescere nel settore, specializzandoci nel running e in tutto quello che comporta, dalla conoscenza tecnica al servizio mirato. Di fatto, disponiamo di prodotti specifici non solo per chi ama correre, ma anche per chi è alle prime armi, per i camminatori, per chi semplicemente ricerca nel moto e nell’attività sportiva una certa dimensione di benessere. Questa visione è una parte fondante della
A fronte anche dell’ampliamento del bacino dei runner e al sempre maggiore utilizzo delle scarpe da running per camminare o semplicemente per bellezza, com’è cambiata la clientela negli anni?
S e in effetti la clientela negli anni ha subito un cambiamento, per noi conta veramente solo una cosa: il benessere. Spesso spendiamo anche 30, 40 minuti, un’ora intera ad assistere l’acquirente.
I clienti per noi sono tutti importanti in egual modo e tutti ricevono lo stesso trattamento, che equivale alla nostra completa attenzione. Noi non mettiamo mai fretta o pressione: è importante che chi entra in negozio si senta in un ambiente sicuro, e che non venga trattato come un numero, bensì come quello che è. Una persona.
Organizzate o partecipate a eventi con una community? Che rapporto avete?
P artecipiamo per lo più agli eventi dei brand che abbiamo in catalogo, come Brooks e Saucony. Organizziamo anche delle prove scarpa e saremo presenti alla mezza maratona di San Miniato.
Per il resto, cerchiamo di coinvolgere i runner tramite i social. Come selezionate i brand nella vostra offerta?
D ipende dalla richiesta del mercato e anche dal luogo in cui trattiamo. Ad esempio, nei cataloghi di San Miniato e Livorno c’è una leggera differenza perché nel primo è più facile praticare trail, trovandosi in campagna e tra le colline; di conseguenza, offriamo una varietà maggiore di prodotti dedicati all’offroad rispetto a Livorno, che invece è una località prettamente marittima. Avete dei progetti per il futuro? Tanti, ma non si possono ancora svelare. Non vediamo però l’ora di realizzarli.
scheda tecnica
Nome: Rico Running Indirizzo: via Magenta 10/A, 57125 - Livorno N. telefono: 339.4705304
E-mail:
info@ricorunning.it
Sito: ricorunning.it
Facebook: @RicoRunning Specializzato Nel Running
Instagram: @ricorunning
TikTok: ricorunning
Gestione magazzino: digitale
Titolari: Rico Matteoni e Massimo Mangino
Numero sedi: due Nascita dello shop: 2012 Vetrine: 4
Questa scarpa è stata progettata per ogni distanza, con un’alta traspirabilità e un’eccellente vestibilità. Con il suo peso leggero e la resistente suola in gomma Paw Grip è dedicata ai runner di tutto il mondo
informazioni di base
DISCIPLINA
Road running
TARGET
Per corridori sia con appoggio neutro, che cercano stabilità, sia per coloro bisognosi di sostegno per eccessiva pronazione, fornito dal sistema brevettato N.A.R.S. per Unisex collezione FW 24
peso
298 g (taglia 10 e mezzo) differenziale
6 mm misure
4-14 USM +1/2 sizes
COLORi
• military green/paper
• fluo/white
• pearl white/pumpkin prezzo
160 euro
LE TECNOLOGIE
1 / NARS: Natural Adaptive
Running System
L’intersuola neutra dal design brevettato con la sua compressione progressiva produce il supporto necessario per gli atleti con iper-pronazione, pur mantenendo la leggerezza e la perfetta vestibilità di una scarpa neutra per gli atleti non pronatori. Il modello non vuole correggere la pronazione: analizzando il modo di correre della maggior
parte degli atleti professionisti, ne è risultato che la maggior parte di questi “prona”. È stato inoltre rilevato che correre con differenti tipi di falcata non ha una corrispondenza diretta con gli infortuni.
2 / NUNNEHI
L’area “Running Spirit”, appena sotto la pianta del piede è stata progettata con la giusta quantità di flessibilità, ammortizzazione e ritorno di energia per favorire falcate corrette riducendo l’affaticamento del piede.
3 / P-M1A1 Polyester Jacquard Mesh
Il team di ricerca e sviluppo di Ulysses ha mappato le immagini termiche dei piedi
surriscaldati durante la corsa e ha generato la posizione delle aree di ventilazione. Il design ottimizzato riduce al minimo il peso, massimizza la traspirazione e mantiene la resistenza adeguata nelle aree critiche, assicurando che il piede sia anatomicamente contenuto e libero nel movimento durante la corsa.
4 / FIS - first impact system Lo spoiler di primo
appoggio, sulla porzione laterale posteriore del tallone corregge l’atterraggio durante la falcata, riportando il piede nella sua posizione naturale in minor tempo, limitando gli urti e i relativi traumi tipici della fascite plantare.
5 / Paw Grip - suola
Estremamente resistente all’abrasione, questa suola è la risposta alle esigenze della corsa su strada, una formulazione
Comunicazione e Marketing /
Le attività a supporto di un lancio, non solo di un prodotto ma, in questo caso, di un brand, sono molteplici.
Vanno soprattutto nella direzione b2b, ovvero attività rivolte ai punti vendita con iniziative a loro gradite: verrà infatti destinato un budget dedicato e personalizzato alle esigenze dei rivenditori con la sola supervisione dell’azienda.
La stessa strategia verrà messa in atto anche sui mercati di competenza Ulysses, vedi tutta l’Europa e Nord America, in collaborazio-
ne, in questo caso, con i distributori nazionali.
A questo si aggiunge una prima pianificazione “di base” con ADV e attività digital su Running Magazine, su Gazzetta dello Sport e Gazzetta.it, Correre, The Pill, Runner’s World, 4Runner, Muoversi
A tutto ciò si unisce la collaborazione (in via di definizione) con due interpreti della comunicazione social che il brand svelerà a breve. Sono previste partnership con manifestazioni podistiche, atleti e club.
_ L’essere appassionati, entusiasti e visionari ha sempre contraddistinto il nostro operato e ci è sempre stato molto piacevolmente riconosciuto da tanti addetti ai lavori… Continueremo su questa strada con un super vantaggio: poterlo fare iniziando a scrivere su un foglio perfettamente bianco.
Marco Rocca, marketing manager
leggera a base di NBR con la giusta durezza per soddisfare le aspettative dei corridori su strada ad alte prestazioni.
6 / Gold Last - tomaia
La forma della tomaia si basa su studi statistici scientifici che utilizzano
la scansione del piede 3D, con l’obiettivo di adattarsi meglio ai gruppi etnici dell’Europa e del Nord America, assicurando una calzata precisa, una maggiore sensazione al suolo e riduzione dello sfregamento. È in un unico pezzo e pannello laterale in rete jacquard di poliestere con supporto in PU (componente poliuretanico) e puntale protettivo in TPU (elastomero termoplastico).
7 / DLT
La tensione di allacciatura differenziata utilizza lo stesso principio di funzionamento dei tensionatori. Il doppio occhiello sul secondo laccio permette una minore tensione sulla zona del secondo metatarso favorendo la circolazione sanguigna anche durante le sessioni più lunghe.
8 / Soletta
Il sottopiede 6 mm in Asker “C” 40 EVA parzialmente
riciclata offre un ottimo compromesso tra ammortizzazione e ritorno di energia.
9 / UNRHELL
Il contrafforte interno nella zona del tallone offre supporto laterale ed essendo smerlato sull’area del calcagno, riduce al minimo l’area di contatto. In combinazione con il rivestimento extra morbido aiuta a prevenire la tendinite di Achille.
Marco Rocca - 349.1674576 - mrocca@ulyssesrunning.com
10 / Fodera interna
In poliestere ultra morbido da 1 mm 80 g/m².
11 / intersuola
Design brevettato G-Foam ad alta risposta alle sollecitazioni e ammortizzante in EVA Supercritical iniettato con azoto.
Free 2000 di Silva, la frontale con più luminosità in dimensioni ridotte
CARATTERISTICHE
• Emissione di 2000 lumen
• Batteria a lunga percorrenza da 10 Ah (72 Wh) con indicatore di batteria
• 3 livelli di luminosità – da 80 a 2000 lumen
• Cavo di ricarica USB-C incluso
• Più lumen in una lampada più piccola
• Archetto con elettronica integrata
• Luce Silva Intelligent – una combinazione unica di un faretto a lunga portata e un proiettore a fascio stretto
• Silva Flow Light: varia lo schema della luce a seconda della tua attività
• Sistema di flusso d’aria per un raffreddamento ottimale
• Sistema a clic per un facile mix and match di gruppi lampada e batterie
• Resistente all’acqua: sia la lampada frontale che la batteria soddisfano lo standard IPX5
• Luce rossa di sicurezza sulla parte posteriore della testa
Wave Rebellion Pro di Mizuno, la scarpa efficiente e propulsiva
Il modello combina le tecnologie Mizuno Wave, Mizuno Enerzy lite e Smooth Speed Assist, sfruttando l’appoggio ideale di avampiede che consente il massimo rendimento di corsa e di propulsività. L’intersuola è stata progettata per fornire un alto ritorno di energia e una forte propulsività in avanti con il massimo comfort. La nuova piastra in carbonio fornisce rimbalzo e stabilità durante la partenza grazie a una piattaforma stabile. La sensazione di leggerezza è ottenuta rimuovendo la parte centrale della piastra in carbonio per fornire una sensazione di maggiore comfort all’avampiede e un peso complessivo inferiore. La Wave Rebellion pesa solo 225 g. Il supporto mediale ottenuto dalla piastra migliora la stabilità, mentre l’area tallonare è stata disegnata per offrire maggior sospensione in fase di appoggio ed evitare l’arretramento del piede. Mizuno Italia Srl - 011.3494811 - info.it@eu.mizuno.com
DRX Bliss di Salomon, la scarpa road per tutti i giorni
Per i runner in cerca di comfort e di una guida per la loro falcata, il brand presenta la nuova DRX Bliss. L’Energy Foam posizionato nell’intersuola della scarpa offre un’ammortizzazione di alto livello e crea una sensazione di reattività, quasi di rimbalzo, sotto il piede. Scarpa da running per tutti i giorni, la Bliss utilizza una tecnologia di schiuma Active Chassis più densa su ogni lato per sostenere il piede e guidarlo durante la corsa, fornendo stabilità sotto l’estremità. Un collare comodo e traspirante offre sostegno e la tecnologia SensiFit avvolge il piede per un appoggio sicuro. La tomaia utilizza il 56% di materiali riciclati (21% del peso totale della scarpa).
È la versione a cinque dita perfetta per road running e fitness in generale, ideale per chi desidera passare da una scarpa normale a un allenamento minimalista. Presenta un’intersuola in Vibram Vi-Lite di 4 mm che aumenta il livello di ammortizzazione e una suola sottile per una maggiore sensazione di contatto con il terreno. Inoltre, la presenza mescola Vibram XS Run sul tacco e sulle dita offre maggiore aderenza durante la corsa. La tomaia è realizzata in materiale leggero e areato, dotato di diversi fori per aumentarne la traspirabilità. Le colorazioni disponibili da uomo sono black/ yellow e blue/black; quelle da donna sono black/yellow/purple e blue/blue.
Nagino Run Jacket di ASICS, massima difesa dalle intemperie
Questa giacca fornisce protezione da vento e da pioggia, offrendo una traspirabilità avanzata. La sua versatilità la rende ideale per condizioni impreviste di maltempo. Almeno il 50% del materiale principale di questo capo è realizzato con prodotti riciclati per ridurre i rifiuti e le emissioni di carbonio.
INFO TECNICHE
• Leggera e ripiegabile – zone di ventilazione
• Cappuccio elasticizzato – vestibilità ottimale
• Tasche laterali con cerniera – ripiegabili all’interno della tasca laterale
• Dettagli riflettenti progettati per contribuire a migliorare la visibilità in condizioni di scarsa luminosità – almeno il 50% del materiale principale è realizzato con prodotti riciclati per ridurre i rifiuti e le emissioni di carbonio
• Cordino regolabile in vita
Questa calzatura da mountain running è in membrana Gore-Tex con tecnologia Invisible Fit dedicata alla corsa off-road nei mesi invernali. Jackal II GTX è concepita per un utilizzo su distanze ultra e allenamenti prolungati, grazie all’eccezionale ammortizzazione garantita dall’innovativa intersuola ad alto ritorno di energia Infinitoo Technology. Jackal II GTX di La Sportiva, protezione invisibile
CARATTERISTICHE
• Fit confortevole e calzata ampia pensata per utilizzo nelle ultra-trail
• Allacciatura con passanti incorporati direttamene nei pannelli laterali della tomaia: facilita l’adattamento dei volumi
• Net-Mesh laterale per massima traspirabilità
• Rock-Shield integrato nell’intersuola in EVA ad alta densità per una corsa più stabile
• Battistrada in mescola FriXion Red con tasselli a spessore differenziato Impact Brake System e FLEX grooves
• Linguella Comfort-Fit avvolgente e morbida per massima libertà di movimento, con costruzione a soffietto interno per protezione da sassi e fango
• Suola/intersuola innovativo pacchetto in EVA con cuscinetti interni ammortizzanti ad alto ritorno di energia InfinitooTM Technology. L’inserto frontale aumenta l’ammortizzazione, l’inserto posteriore contribuisce alla stabilizzazione della corsa
• Puntalino protettivo in TPU anti-urto e anti-abrasione
La Sportiva - 0462.57080 - lasportiva.com
AltraFWD Experience, il modello di Altra alla portata di tutti
Leggera e performante, AltraFWD Experience presenta una comoda tomaia ingegnerizzata e lo spazioso puntale Standard FootShape. La geometria rocker favorisce uno stacco efficiente e un drop basso di 4 mm consente una rullata più fluida e veloce. L’altezza neutra dello stack (32-28 mm per gli uomini e 30-26 mm per le donne) combinata con una schiuma leggera crea una corsa senza sforzo per tutti i runner. Grazie ai feedback dei consumatori e ai test degli atleti, AltraFWD Experience è stata progettata per i corridori per i quali le prestazioni sono un dato di fatto e lo stile è un must. Attraverso numerose prove, gli atleti Altra Elite hanno sottolineato la sensazione di poco sforzo e la propulsione naturale che avevano mentre correvano con questa scarpa, un’enfasi sul godersi l’esperienza della corsa.
Spin ST di SCARPA, leggerezza e reattività sui terreni più difficili
altrarunning.eu
Il modello combina un’elevata trazione a leggerezza e traspirabilità per massime performance sui terreni fangosi a qualsiasi tipo di pendenza. Tra le caratteristiche più spiccate la reattività e il controllo: è super leggera, resistente, ammortizzata e dinamica con un grip eccellente e un fit notevole che avvolge il piede senza costrizione, adatta a brevi distanze per utilizzi tecnici.
HIGHLIGHTS
• Massima trazione sui terreni morbidi
• Leggerezza e traspirabilità
• Blocca lacci regolabile NBS
Vibram SpA - 0331.999777 - vendite@vibram.com
CARATTERISTICHE
• Tomaia: Mesh + Microfiber + TPU
• Fodera: Stretch textile
• Costruzione: il compound della suola Vibram Megagrip Traction Lug è progettato con una geometria e tasselli di 7 mm per un’ottima potenza di trazione e di frenata. La tomaia è costruita con un tessuto traspirante e resistente all’abrasione, il collarino protegge la caviglia da ogni tipo di contatto esterno.
• Suola: Vibram Megagrip Traction Lug
• Stack: drop 4 (22 mm – 18 mm)
S.C.A.R.P.A.
- info@scarpa.net
Ferrino & C. - 011.22300711 - info@ferrino.it
ASICS Italia - 0171.416111 - info@asics.com
Calzaturificio
INFO: Sport Leader s.r.l. mail: info@sportleader.pro tel: 0171413175
Per non passare (mai) inosservati
Per l’autunno 2023, la Run Visible Collection di Brooks si arricchisce di nuovi prodotti.
Obiettivo: consentire ai runner di essere visibili anche in condizioni di scarsa luminosità
Novità di quest’anno sono i nuovi tights termici Run Visible che, grazie al tessuto DriLayer Threshold, aiutano i runner a rimanere al caldo anche quando le giornate si accorciano e le temperature si abbassano.
O ltre all’abbigliamento e agli accessori, la Run Visible Collection include anche le versioni ad alta visibilità dei modelli di scarpe più popolari e di maggior successo di Brooks, ossia la Glycerin 20, morbida e leggera, e la Ghost 15, ideale per la corsa su strada.
Tutti gli articoli di questa linea, oltre a garantire ai runner di essere visti da un veicolo in movimento anche a più di 180 metri di distanza, sono realizzati in materiali riciclati.
Secondo un sondaggio condotto da EM Research per conto di Brooks Running su un campione di oltre 5.600 runner europei provenienti da Spagna, Italia, Francia, Regno Unito, Irlanda, Germania, Austria, Paesi Bassi e Belgio, il 65% degli intervistati corre regolarmente in condizioni di scarsa illuminazione. Il 48% dei runner, tuttavia, non si sente sicuro quando corre al buio, motivo per cui prende precauzioni, come, per esempio, scegliere un percorso sicuro, utilizzare prodotti rifrangenti e condividere sempre la propria posizione geografica in tempo reale. Nello specifico, sentirsi esposti a rischi a causa della circolazione delle auto è un fattore che interessa il 26% dei runner, di cui il 53% sono donne e il 47% uomini.
L’utilizzo di prodotti rifrangenti nel running Quando escono a correre al tramonto o all’alba, tre quarti dei runner intervistati (circa il 75%) hanno dichiarato di utilizzare già prodotti rifrangenti. Ma nonostante questo, non sempre sono convinti di usare capi adeguati:
• il 52% ritiene di non disporre di quelli ideali per correre al buio
• il 50% ha dichiarato di non sapere dove trovarli
Correre al buio come scelta intenzionale
Il sondaggio, infine, ha evidenziato come per alcune persone correre al buio non costituisca
Tessuto /
• colori a contrasto
• fluorescenza
• materiali certificati bluesign
• utilizzo di circa 11/12 bottiglie di plastica a paio
Inserti rifrangenti 3M Scotchlite Carbon Black Stretch /
• posizionati strategicamente nei punti più interessati dal movimento
tasche /
• in cui riporre al sicuro gli oggetti (a scomparsa sui fianchi)
Zip alla caviglia /
• per indossare e togliere i pantaloni più facilmente
affatto un problema, ma al contrario rappresenti una scelta intenzionale. Un nutrito gruppo di runner (il 70% circa) corre in condizioni di scarsa illuminazione una volta a settimana o persino con più frequenza. Le motivazioni principali sono:
• le strade sono più tranquille e questo contribuisce a migliorare le prestazioni
• aiuta loro a rilassarsi
• si tratta dell’unico momento della giornata in cui si trova il tempo per correre
• aiuta a dormire meglio
• aiuta a essere più vigili
Il sondaggio
Donna Uomo
A prova di intemperie
La classica di HOKA, la Clifton 9, arriva in versione GTX con materiale riciclato ed elementi che migliorano la trazione per aiutare i runner a correre in qualsiasi condizione meteo
Il brand americano si è basato su una grande classica della sua gamma, la Clifton 9, per realizzare la prima scarpa a prova di intemperie. La versione in Gore-Tex Invisible fit è inoltre realizzata in materiale parzialmente riciclato. Pensato per correre anche in condizioni meteo proibitive, il nuovo modello è dotato di una maggiore vestibilità e di una ventilazione impermeabile per garantire comfort, anche grazie alla tomaia in mesh di poliestere riciclato al 30%. La trazione è ulteriormente migliorata per fornire grip anche su terreni più accidentati grazie alla suola in Durabrasion Rubber. La scarpa mantiene l’ammortizzazione della Clifton 9, con il Meta-Rocker vicino al collo del piede e l’intersuola in schiuma EVA modellata a compressione per una maggiore reattività. Motivo per cui il modello si conferma versatile e adattato sia ai runner neofiti che ai più esperti per affrontare qualsiasi distanza.
Clifton 9 GTX è catarifrangente a 360° per garantire ai corridori maggiore sicurezza anche in condizioni di scarsa luminosità.
CINFO: hoka.com
a Giovanna Epis
INFO DI BASE PESO / 273 g drop / 5 mm
caratteristiche
Tessuto Creel Jacquard M aggiore traspirabilità
Catarifrangente a 360°
Ventilazione impermeabile più leggera e traspirante
• Suola in Durabrasion
Rubber
• M aggiore trazione s u superfici scivolose
• M aggiore aderenza a l terreno
Parlano i risultati
a mpionessa di maratona e mezzofondista italiana, Giovanna Epis è entrata nella famiglia HOKA a inizio gennaio. Nell’intervista che segue fa un primo bilancio di questa esperienza, dei modelli che predilige e dei suoi progetti futuri.
Com’è il tuo rapporto con la corsa?
La corsa fa parte di me e scandisce le mie giornate. Ormai non faccio più caso a quanto corro, tranne quando vado in vacanza dove senz’altro corro meno. Allora poi tornare al “normale” carico di lavoro è più impegnativo. A ogni modo mi alleno due volte al giorno, tranne una volta alla settimana, quando corro 30 km. Alla corsa poi si sommano le sedute in palestra e gli esercizi di respirazione. Quando e come sei entrata nella famiglia HOKA?
Ci sono arrivata a gennaio 2023, quindi quasi da un anno. Mio marito già lavorava per il brand come sales executive. Quando l’ho accompagnato alla maratona di Francoforte ho avuto l’opportunità di entrare in contatto con l’azienda. Da lì ho iniziato a testare i prodotti e mi son trovata fin da subito molto bene. Sono molto esigente da questo punto di vista.
Un primo bilancio della tua esperienza?
M olto positiva, perchè HOKA è riuscita a creare una dimensione familiare
con noi atleti. Io sono una persona riservata, parlano le prestazioni per me e in questo trovo un’analogia con il brand, che si è affermato sul mercato attraverso la qualità delle sue calzature: parlano i prodotti.
A proposito di prodotti, gli atleti contribuiscono allo sviluppo dei modelli? Quali prediligi della gamma road running?
P roviamo le scarpe che andranno in commercio almeno un paio di mesi prima, sia in allenamento che in gara, dando i nostri feedback e raccontando le nostre sensazioni. Attualmente sto usando molto Clifton 9 e Rocket X 2. Con la prima non è stato esattamente amore a prima vista perché la sentivo troppo ammortizzata. Ora invece ne sono dipendente. Rocket X 2 invece è la scarpa perfetta per le gare, perché non mi appesantisce tendini e polpaccio (i miei punti deboli), spinge bene ed è protettiva.
Hai già provato Clifton 9 in versione GTX?
P er ora l’ho provata poco, fa ancora caldo e non piove. Dalle prime impressioni posso dire che, a differenza dei modelli di altri brand che usano la membrana Gore-Tex, la scarpa risulta essere morbida e questo è un aspetto fondamentale. Se passerò l’inverno a Milano la userò senz’altro per i miei allenamenti.
Che progetti hai per il prossimo futuro?
A breve parteciperò ai Campionati Mondiali Militari di mezza maratona, che si terranno a Lucerna a fine ottobre. Sto pensando anche di correre una maratona a febbraio/marzo, che per me sarà un’importante prova prima delle Olimpiadi. Non posso ancora dire quale, ma sarà all’estero. Per il 2024 c’è anche l’idea di fare un team building internazionale con HOKA. Non vedo l’ora di conoscere altri atleti di alto livello: sono sicura che sarà un’esperienza che mi arricchirà sia a livello personale che professionale.
intervista
Clifton 9 GTX
Giovanna Epis
_ di cristina turini
Comfort rinnovabile
La nuova Triumph R FG di Saucony è la scarpa più responsabile che il brand abbia mai realizzato. Composta prevalentemente da materiali di origine vegetale, mantiene inalterate le prestazioni e limita la dipendenza dalla plastica
Il nuovo modello persegue l’obiettivo di Saucony, che prevede il 90% dei prodotti realizzati con materiali biologici, riciclati o rinnovabili entro il 2025, percentuale che raggiungerà il 100% entro il 2030. Come parte della sua strategia green, il brand ha introdotto lo standard R FG, una misurazione di base che indica se un prodotto soddisfa gli obiettivi di sostenibilità, pur continuando a fornire le prestazioni di cui i consumatori hanno bisogno. Un prodotto con tali requisiti
INFO DI BASE
SUPPORTO / neutro
PESO /
Uomo: (10.4oz) 295 g
Donna: (9.7oz) 275 g
drop / 10 mm
taglie /
Uomo: 7-13, 14, 15
Donna: 5-12
Schiuma a base di mais al 55% gomma naturale
ALL’80%
ottiene, appunto, il badge R FG. I l nuovo modello combina coloranti di origine vegetale utilizzati nella tomaia con un’intersuola in PWRRUN Bio+, una schiuma composta per il 55% da mais: una scelta per contribuire a limitare la dipendenza dalla plastica e, conseguentemente, il notevole impatto ambientale negativo legato a essa. La suola in gomma naturale all’80%, progettata per offrire lo stesso livello di prestazioni di una sintetica, completa il tutto.
INFO: saucony.com
Caldo performante
TOMAIA / realizzata in cotone utilizza coloranti a base vegetale
AMMORTIZZAZIONE / PWRRUN BIO+, a base di mais, una risorsa rinnovabile che limita la dipendenza dalla plastica
SUOLA / realizzata in gomma naturale
Protagonista della nuova collezione invernale di BV Sport è la lana Merino, con una linea anti-odore che regola la temperatura, assorbe il sudore ed è naturalmente morbida
Run Marathon + MERINO
Questa calza fa parte della nuova collezione Run Marathon +, che propone modelli più alti rispetto ai precedenti. È composta per il 45% da lana Merino, è resistente, rinforzata, e ultra leggera per la corsa su tutte le distanze. Dispone di una soletta anatomica tecnica 3D, ispirata ai pneumatici automobilistici, che migliora la stabilità del piede all’interno della scarpa durante lo sforzo. Presenta rinforzi mirati sulle parti sollecitate e surriscaldate durante la corsa: il tendine di Achille, la zona dei lacci, il tallone e la punta del piede. La maglia leggera e strutturata permette di eliminare rapidamente il sudore. L’ampio bordo a coste impedisce l’effetto laccio emostatico e mantiene efficacemente il calzino in posizione. Run Marathon + ha cuciture piatte per ridurre attrito e irritazioni plantari. È anche asimmetrica per adattarsi perfettamente all’anatomia del piede. Garantisce supporto e stabilità del piede e della caviglia a 360°. Disponibile nel colore antracite.
Trail Ultra + MERINO
Questa calza fa parte della nuova collezione Trail Ultra +, che propone modelli più alti rispetto ai precedenti. Composta per il 40% da lana Merino, è tecnica, confortevole, resistente e ultra rinforzata per la pratica del trail running su tutte le distanze. Dispone di una soletta anatomica 3D ultra rinforzata che migliora la stabilità del piede nella scarpa e lo protegge dagli impatti durante il contatto con il terreno. Il supporto e la stabilizzazione a 360° permettono di proteggere la caviglia e stabilizzare il piede nella scarpa. Trail Ultra + presenta rinforzi mirati sui punti strategici soggetti a sfregamenti: il tendine d’Achille, la zona dei lacci, il tallone e la punta del piede. La trama leggera e a nido d’ape permette di eliminare il sudore durante tutta l’attività. Il bordo a coste ampio non stringe ma mantiene la calza in posizione. La calza presenta cuciture piatte per limitare gli sfregamenti e le irritazioni plantari. Disponibile nel colore antracite.
MAGLIA
RTech Evo 2 - Uomo
Composta per il 44% da lana Merino e prodotta in Italia, la struttura specifica di questa t-shirt da uomo è una combinazione di diverse maglie con più livelli di supporto distribuiti sui principali gruppi muscolari della parte superiore del corpo. Con numerose zone di ventilazione lungo la spina dorsale, l’addome e i lati, assicurano una regolazione della temperatura ottimali. La maglia migliora il tono muscolare durante lo sforzo, riducendo le vibrazioni, ottimizzando le prestazioni muscolari e fornendo una libertà di movimento ottimale. Il suo girocollo ultra sottile termosaldato ha un assemblaggio di termofusione al collo. Questa tecnica evita l’attrito e migliora il comfort e la leggerezza. Le cuciture piatte della maglietta riducono la frizione e limitano l’irritazione della pelle.
FASCIA
Composta per il 61% da lana Merino, questa fascia è l’ideale per le uscite di road / trail running in condizioni di freddo, per tenere la testa al caldo.
CALZE
Equipe Sestriere XT. Grounded on nature.
Designed to guarantee maximum comfort during trail running sessions, Equipe Sestriere XT is provided with X-Terrain technology, able to offer maximum protection on four different surfaces: grass, gravel, mud and wet rocks.
Inspired by the V shape of the ibex’s hoof, the sole is made of hard rubber in its lateral parts to ensure stability and adherence and high grip soft rubber in the central part.
GRASS MUD GRAVEL WET ROCKS
Move to Natural
Raccontata da Yoann Stuck, atleta del team Icebreaker che ha sposato la filosofia del brand
di manuela barbieri
_
Calda in inverno e fresca d’estate, la lana Merino nasce sulle montagne e non in un laboratorio petrolchimico. Oltre ad avere un’eccellente capacità termoregolatrice, assorbe il sudore, ostacolando i cattivi odori. Super-leggera, morbida sulla pelle e soprattutto non pruriginosa, è anche naturalmente rinnovabile, riciclabile e biodegradabile. È stato dimostrato che le sue fibre, dopo essere state sotterrate, si decompongono in un lasso di tempo di circa 12 mesi. È il modo in cui Madre Natura riassorbe questo materiale naturale. Ne abbiamo parlato con Yoann Stuck, atleta del team Icebreaker che utilizza i capi del brand in lana Merino per performare al meglio naturalmente.
Icebreaker offre alternative all’abbigliamento a base sintetica per creare un futuro più sostenibile per la nostra specie e il nostro pianeta. Quando hai iniziato a sposare questa filosofia e quando e come è nata la collaborazione con Icebreaker?
Ho deciso di unirmi al movimento Icebreaker attraverso il programma dei loro atleti perché sposo in pieno i loro obiettivi e la loro visione sulle fibre naturali. Ho capito l’importanza di fare scelte più consapevoli e responsabili nell’ambito dell’attività outdoor qualche anno fa. Il mio obiettivo è performare al meglio naturalmente. La collaborazione con Icebreaker è nata in modo spontaneo, condividiamo la passione per l’outdoor e la sostenibilità. È stata quindi una scelta naturale e sono orgoglioso di far parte del programma dei loro atleti.
La tua prima sensazione quando hai indossato un capo Icebreaker in lana Merino?
Sono rimasto letteralmente sbalordito dal comfort percepito dalla mia pelle, nonché dalla morbidezza e dalla traspirabilità. Ho capito subito che sarebbe stato un punto di svolta per le mie corse off-road.
Oltre all’eccellente rapporto peso-calore, quali sono i vantaggi più evidenti? Come ha migliorato la tua esperienza di corsa?
In primo luogo, la lana Merino utilizzata da Icebreaker ha eccellenti proprietà di assorbimento dell’umidità: mi mantiene asciutto e regola la mia temperatura corporea, cruciale quando percorro lunghe distanze. In secondo luogo, la traspirabilità: la lana Merino lascia respirare la mia pelle durante le attività ad alta intensità. Questi vantaggi hanno notevolmente migliorato la mia esperienza di corsa, permettendomi di performare al meglio.
L’uso di lana Merino e fibre di origine vegetale e biologica quanto e come impatta sulla tecnicità/performance del prodotto?
Oltre a quanto menzionato nella risposta precedente, una delle proprietà naturali della lana Merino è la resistenza agli odori. Una maglietta realizzata in questo materiale si può indossare per più giorni: facendole prendere aria di notte, il giorno dopo è ancora fresca. Ciò consente un maggiore utilizzo, meno capi nel proprio run kit e lavaggi limitati, consentendo di risparmiare acqua e di avere quindi minor impatto sull’ambiente. La linea ZoneKnit, per esempio, utilizza lana Merino e Tencel unito a tessuto a rete, per eliminare il calore in modo più efficace. C’è la convinzione che la lana Merino sia puramente una fibra invernale, ma in realtà è in grado di “gestire” il microclima del corpo, regolandone la temperatura tutto l’anno e anche quando si è sudati.
A livello di durata dei capi, invece, hai notato differenze rispetto a quelli realizzati con fibre sintetiche?
In termini di durata, sono stato piacevolmente sorpreso dalla longevità dei capi Icebreaker. La lana Merino miscelata al Tencel è più resistente di quanto mi aspettassi. È sicuramente una scelta sostenibile e durevole.
Quali sono i capi Icebreaker che preferisci/utilizzi di più in allenamento e in gara? E perché?
Ho alcuni indumenti Icebreaker che utilizzo in allenamento e altri in gara. I miei preferiti sono la t-shirt a maniche corte ZoneKnit Merino, la maglia Cool-Lite Merino Sphere e lo strato intermedio a maniche lunghe ZoneKnit Merino. Forniscono il perfetto equilibrio tra calore e traspirabilità nelle attività ad alta intensità e posso indossarli in qualsiasi condizione meteorologica. Questa versatilità è fondamentale per le mie prestazioni off-road.
Lo sapevate che…
… le pecore Merinos hanno evoluto un manto capace di mantenerle calde in inverno e fresche in estate perché allevate in alcune delle aree più aspre e mutevoli del mondo?
… ogni pecora Merinos produce circa due chilogrammi di lana all’anno?
… la lana Merino non ѐ irritante come altre lane perché le sue fibre sono ultrafini (circa un terzo del diametro del capello umano)?
Yoann Stuck
Ballando con gli orsi
Dopo il successo delle due tappe svoltesi a Milano e Cuneo, il Karhu & Garmin Running
Tour ha chiuso la sua prima edizione con gli appuntamenti autunnali a Viareggio e Roma. Test prodotto, sport e divertimento sono stati gli ingredienti _ di cristina turini
Gli specializzati di Viareggio e Roma, rispettivamente AlfRun il 29 settembre e LBM Sport il 6 ottobre, sono stati i protagonisti delle ultime due tappe del Karhu & Garmin Running Tour. D opo il successo riscosso dagli appuntamenti di Cernusco sul Naviglio (MI) del 10 maggio e di Cuneo del 24 giugno, gli eventi sono ripresi in autunno con una versione più snellita del programma (senza i talk finali con i personaggi protagonisti dell’atletica leggera italiana) ma con tanta voglia di correre, fare community, testare i prodotti e divertirsi. Tutti obiettivi messi ancora una volta a segno, grazie anche al prezioso supporto dei due negozi che hanno sup -
portato il brand. Nel programma di entrambe le giornate gli iscritti si sono trovati al gazebo Karhu posto davanti allo store, hanno provato i modelli messi a disposizione dagli specializzati (tra i quali le già note Fusion e Ikoni e, soprattutto, la nuovissima e apprezzata Mestari), hanno corso per una distanza di circa 5 km fino a tornare al negozio dove sono stati accolti da birra marchiata Karhu e bruschette. Una formula semplice ma molto efficace, apprezzata da tutti.
I feedback degli specializzati
Alessio Bertolani, collaboratore ALfRun Viareggio
Gianfranco Balzano, titolare LBM Sport Roma
Da quanto siete clienti Karhu e come vi trovate?
Alessio: siamo clienti da un anno e ci troviamo bene. La dimensione del brand si riflette con il tipo di rapporto instaurato, amichevole e personalizzato. Dal punto di vista di prodotto i modelli sono ottimi. L’ultimo, Mestari Run, sta riportando davvero ottimi feedback, è una scarpa super ammortizzata adatta anche ai camminatori. Un modello che sicuramente nella gamma del brand mancava.
Gianfranco: siamo clienti da sei anni e abbiamo un ottimo rapporto. Con Mauro Biagetti (sales manager Karhu, ndr), c’è una bella amicizia. Un rapporto del genere non ti fa sentire un numero, ma una persona. Questo tipo di umanità è rara da percepire di questi tempi, ed è bello che esista ancora.
Il primo evento, il Karhu & Garmin Running Tour, come è andato?
Alessio: direi che è andato bene, l’iniziativa è stata abbastanza partecipata. Dopo la presentazione dei modelli, abbiamo corso sul lungo mare per una distanza di circa 5 km. Le scarpe sono state molto apprezzate e anche il ristoro finale a base di birra e bruschette. Devo dire
che quelli di Karhu sono molto ben organizzati.
Gianfranco: b ene, è stato molto più di un test prodotto, una vera e propria festa. I partecipanti erano una cinquantina, hanno prima assistito alla presentazione dei modelli e poi sono andati a correre in compagnia del team Karhu a ritmo di musica. Al rientro hanno trovato come ristoro birra e bruschette. È stato davvero un momento piacevole.
Che ritorno avete avuto?
Alessio: a bbiamo venduto diverse Mestari, direi che ne è valsa la pena. Anche la linea trail ha un bellissimo design e spesso la vendiamo come sneaker Karhu rispetto ai marchi più blasonati è meno conosciuto, c’è sicuramente bisogno di questi eventi in store per presentare ai clienti i suoi modelli che poi, una volta indossati, piacciono molto. Anche la storia che c’è dietro questo marchio, sicuramente è bello raccontarla e portarla a conoscenza dei runner.
Gianfranco: abbiamo venduto un po’ di paia, quindi il ritorno c’è stato. Ma soprattutto la Mestari è una scarpa che piace e durante la prova è stata molto apprezzata.
ALfRun Viareggio
LBM Sport Roma
Mauro Biagetti, sales mangaer Karhu
RUN. LONGER.
Affronta ogni tipo di terreno, oltre il tempo, oltre la di stanza. Massima stabilità, ammortizzazione e ritorno di energia. Il trail è ai tuoi pie di RUN. LONGER.
100 miglia di emozioni
Lo scorso 21 e 22 luglio, accanto alla distanza regina, ha debuttato la 60K. Tappa conclusiva di questa grande sfida sportiva ai piedi del Re di Pietra è stato il Monviso Trail del 27 agosto. Tra le tante novità di quest’anno, il nuovo sponsor tecnico Topo Athletic, che si è aggiunto ai già partner Ferrino, Mico e Silva
_ di manuela barbieri
“IIl Monviso e lo spettacolo di un percorso vario, tecnico e affascinante sono il nostro biglietto da visita, le persone e il territorio il nostro plus”, ha dichiarato Alberto Dellacroce del comitato organizzativo in un’intervista rilasciata a Running Magazine lo scorso aprile. E così è stato.
Oltre 400 sono stati gli atleti che lo scorso luglio hanno partecipato alla 100 Miglia e alle sue sorelle minori, cimentandosi in una sfida che richiede te -
4 le giornate di gara
•
42 le ore totali
• 2 le vallate che hanno ospitato la manifestazione
Il podio maschile
sta, fisico e passione allo stesso tempo. La testa per non cedere alla fatica, il fisico per sostenere fino a 40 ore di corsa, la passione per andare oltre, falcata dopo falcata, passo dopo passo.
E poi c’è il territorio, votato all’attività outdoor, che in queste quattro lunghe giornate di gara ha ospitato gli atleti, raccontandosi attraverso i suoi sentieri e la sua gente, accogliente e presente sia nelle piccole borgate che nei punti ristoro in quota.
Il gran finale: tutti i numeri
18 i comuni coinvolti •
5 le gare (3 competitive: 100 Miglia Monviso e Monviso 60K e Monviso Trail - 2 non competitive di 5 km: Monviso Walking for Kodjlan e Vibram Terres Monviso Running Park)
In testa per tutta la durata della 100 Miglia del Monviso, Fabio Di Giacomo ha concluso l’impresa in 24 ore 44 minuti e 51 secondi. La 60 K è stata invece vinta da Danilo Lantermino che l’anno scorso aveva dominato la 100 K. In occasione del Monviso Trail, pronostico rispettato per Martin Dematteis che ha concluso la gara in 2 ore e mezza (nella foto)
oltre 400 gli atleti iscritti alle competizioni •
200 i volontari che hanno reso possibile lo svolgimento dell’evento
I vincitori delle due gare competitive
Il podio femminile
100 MIGLIA MONVISO
1 . Di Giacomo Fabio (24:44:51)
2 . Vallauri Fabio (26:37:32)
3 . Giusto Stefano (27:52:40)
MONVISO 60K
1 . Lantermino Danilo (6:27:37)
2 . Ridolfi Fabrizio (6:43:26)
3 . Bello Piero (7:05:51)
MONVISO TRAIL
1 . Dematteis Martin (2:29:54)
2 . Solavaggione Manuel (2:31:11)
3 . Bongiovanni Elia (2:37:36)
Nella categoria femminile, le gemelle Dematteis che vivono e si allenano da sempre in Val Varaita (in Provincia di Cuneo, in Piemonte) hanno sbaragliato in casa tutta la concorrenza e non solo: Enrica si è classificata prima donna nella 100 K, nonché seconda assoluta a poco più di un’ora di distanza dal primo; la sorella gemella Luisa, invece, l’ha attesa al traguardo dopo aver conquistato la 60 K. Sono le cugine dei due campioni di corsa in montagna, i gemelli Dematteis. Dopo la vittoria della 100 Miglia Monviso, Enrica Dematteis, un mese dopo, si è aggiudicata anche il Monviso Trail, seguita dalla gemella Luisa, vincitrice della Monviso 60k.
100 MIGLIA MONVISO
1 . Dematteis Enrica (25:54:01)
2 . Gossa Nicoletta (31:54:20)
3 . Bernardi Laura Ines Maria (33:19:56)
MONVISO 60K
1 . Dematteis Luisa (7:14:30)
2 . Lo Prete Ilaria (8:27:21)
3 . Oliveri Virginia (8:37:25)
MONVISO TRAIL
1 . Dematteis Enrica (3:07:25)
2 . Dematteis Luisa (3:12:49)
3 . Lagomarsino Sara (3:28:16)
“ “ “
Q uando immaginiamo la ‘montagna perfetta’, da piemontesi non possiamo non rivolgere lo sguardo al Re di Pietra: la sua sagoma inconfondibile domina su tutta la pianura. Il Monviso è stato protagonista della storia dell’alpinismo, così come lo è stata Ferrino nei suoi 150 anni di attività. La contemporaneità del trail running e la riscoperta di un territorio ricco di tradizioni e testimonianze sono rappresentate in questo viaggio chiamato 100 Miglia Monviso e si sposano con i valori che da sempre Ferrino trasmette nello sviluppo dei suoi prodotti. Siamo stati da subito partner di questo evento che gli amici cuneesi hanno saputo creare su queste montagne. E non ci pentiamo affatto! Giorgio Rabajoli - Ferrino
È stato un onore e un piacere essere partner della 100 miglia del Monviso per il terzo anno consecutivo, in particolare per la passione comune verso la montagna e l’outdoor, punti focali delle rispettive attività. Rappresentare un evento che ambisce a far conoscere le nostre splendide Alpi e la loro storia è stato molto importante per presidiare il territorio a livello nazionale: ricordo infatti che il 95% dei nostri prodotti sono made in Italy e il 100% della filiera della calza è a chilometro zero. Vedere molti atleti cimentarsi in queste imprese con le nostre calze ai piedi e i nostri capi a contatto pelle è significativo di come il brand Mico, anche grazie a questo tipo di partnership, si sia ritagliato un ruolo di rilievo nel panorama del trail running Giovanni Setti - Mico
Abbiamo scelto di supportare la 100 Miglia Monviso, giovane ma già ricca di storia, in quanto incarna perfettamente i tre ‘pilastri’ di Topo Athletic. In primis il comfort: quello di Saluzzo, cittadina caratterizzata da un magnifico borgo medievale, dai numerosi caffè e dalla sagoma inconfondibile del Re di Pietra. A seguire il valore della performance, a cui puntano i partecipanti alla manifestazione, che alla distanza leggendaria delle 100 miglia affianca anche corse collaterali adatte a tutte le tipologie di appassionati. Infine, il suo ‘fit’ grazie a un percorso unico in Italia studiato per essere un viaggio nel territorio, attraverso le valli principali, il Po e il Varaita che, dalla fine della pianura, conduce al cospetto del Monviso Paolo Padovani - Topo Athletic
Presi dal gusto d’esplorazione veloce che solo il running consente, abbiamo visitato una città che nel tempo ha subito molte trasformazioni
_ testo e foto Dino Bonelli
Chi scrive era già stato a Beirut, e quindi in Libano, 27 anni fa, a fare snowboard con un gruppo internazionale di atleti di ottimo livello, solcando le nevi delle diverse stazioni sciistiche locali. In questo lasso di tempo, anche se nella vivace capitale libanese nulla è cambiato, ai miei occhi tutto sembra essere diverso.
B eirut, capitale di quella che una volta veniva considerata “la Svizzera del Medio Oriente”, poi flagellata da guerre, attentati terroristici e infine dall’esplosione del 4 agosto 2020, dovuta a un silos di nitrato di ammonio non stoccato in condizioni di sicurezza, nella zona del porto. Per capire l’entità di quest’ultima deflagrazione, si pensi che fu la terza esplosione in ordine di potenza dopo le due bombe atomiche sganciate sul Giappone nella Seconda guerra mondiale.
Con tre amici, Maurizio Icardi, 48 anni, dentista e runner amatoriale, Simone Bianchino, 35 anni, avvocato con un paio di mezze maratone e qualche trail corto alle spalle, e Marco Liprandi, 23 anni, dottore in ingegneria chimica, maestro di sci e trail runner da medie distanze, siamo a Beirut solo per un paio di giorni e alloggiamo in un hotel di Hamrra street, nel quartiere musulmano. La prima mattina, io e Marco, ci facciamo una corsetta tranquilla, tanto da muovere un po’ le gambe in esplorazione, verso est, verso Armenia street, nella zona cristiana, e poi oltre, in downtown, un campo neutro dove a poca distanza l’una dall’altra ci sono una chiesa Maronita, una Greco Ortodossa e la bella moschea Mohammad Al Amin. Da qui prendiamo verso nord in direzione del mare per raggiungere il porto. Un camminamento stretto che costeggia la grande arteria stradale costiera della città, con il grosso silos esploso sulla destra, ci porta sulla lunga e larga passeggiata, detta Corniche, e rientrati nel quartiere mussulmano, ritorniamo in hotel.
N ella tarda mattinata, in abiti turistico casual e con gli altri amici, torniamo a guardare il silos e a renderci conto dei danni collaterali dovuti alla sua impressionante deflagrazione. Con noi anche Luca, la guida della BHS Travel che, conoscitore della zona, ci accompagna e spiega molte cose.
Di sera invece, presi dal gusto d’esplorazione veloce che solo il running consente, tutti e quattro al piccolo trotto, percorriamo un breve pezzo di urbanità libanese, con i suoi marciapiedi vivi di commercio e il suo caotico e chiassoso traffico, e ritorniamo sulla Corniche, esattamente là dove io e Marco l’avevamo lasciata poche ore prima. Ognuno con il suo passo, con i più veloci a ritornare spesso indietro dagli altri, e non perderci, prendiamo verso sud con la passeggiata che smette subito di essere piatta e incomincia in un dolce ondulare. Si passa vicino agli scenici Scogli dei Piccioni, e si prosegue verso il quartiere di Ramlet Al Baida, con lunga spiaggia sabbiosa annessa. Il sole sta calando e il buon senso ci suggerisce di ritornare indietro, sullo stesso percorso. Alla fine il mio Garmin segnerà poco più di 12 chilometri, goduti come doveva essere nella nostra tranquilla gita conoscitiva.
Sul prossimo numero andremo a correre tra le risaie dell’Indonesia