






Rider 22 Saucony Triumph Iso 4


I Enzo Caporaso: sfida da record
I Graglia nel deserto dell’Atacama




![]()







Rider 22 Saucony Triumph Iso 4


I Enzo Caporaso: sfida da record
I Graglia nel deserto dell’Atacama




Lo scorso editoriale sulle paventate chiusure domenicali ha creato reazioni e dibattiti, anche per quanto riguarda l’inevitabile paragone con il commercio online (che – è bene ricordalo ancora una volta – non chiude mai). Nell’attesa di capire cosa succederà, torniamo a parlare di e-commerce. Ma da una prospettiva diversa. Siamo freschi reduci da una trasferta a Seattle, proprio la patria dell’indiscusso gigante del settore. Parliamo ovviamente di Amazon. Scopo del nostro viaggio – in realtà – è stata un’esclusiva visita nella sede mondiale di Brooks. Per assistere, unico media italiano insieme a una decina di americani, al lancio globale della nuova tecnologia GuideRails applicata sul modello AdrenalineGTS19, che promette di innovare profondamente il concetto di supporto. Ma di questo vi racconteremo nei dettagli sul prossimo numero. A rrivando nella città dello stato di Washington e girandola nei giorni successivi, abbiamo notato ampie zone interessate da lavori di costruzione. I tassisti – come sempre tra i meglio informati – ci hanno rivelato che molti dei nuovi edifici e hotel appartengono alla società di Jeff Bezos, sono a essa collegati o beneficiano della sua crescita esponenziale. Destinati ad accogliere ancor più dipendenti, collaboratori e clienti del gigante del commercio online (che proprio quest’anno ha raggiunto i 1.000 miliardi di capitalizzazione, al pari di Apple). Ma Seattle non è solo la citta dove è nata Amazon (oltre che Boeing, Microsoft, Jimi Hendrix e il grunge). Qui nel 1971 fu aperto il primo Starbucks. Inoltre, molti anni prima, precisamente nel 1935, Lloyd e Mary Anderson fondarono REI (Recreational Equipment, Inc) cominciando a importare piccozze da ghiaccio dall’Austria. Due realtà molto diverse per storia, categoria merceologica e diffusione. Se Amazon oggi conta ormai 31mila negozi in tutto il mondo, REI ne ha “appena” 151 nei soli Stati Uniti, con un fatturato totale di 2,6 miliardi di dollari.
M a entrambi i brand hanno vari punti in comune, come abbiamo potuto verificare di persona visitando due dei loro punti vendita. Certo, non proprio negozi qualunque. Sulla 222 Yale Ave N sorge il più grande REI di tutti gli States. Uno store sensazionale, con una superfice di quasi 10.000 mq su tre piani, con ambienti caldi e curati nei minimi dettagli, per la maggior parte costruiti in legno e altri materiali naturali. Un inno all’autentico spirito outdoor americano, dove è possibile acquistare ogni genere di amenità in fatto di montagna, camping, running, bike, sci, tempo libero e molto altro. In ambienti ampi, accoglienti e con allestimenti da set cinematografico.
A pochi isolati di distanza, nel 2014, è stata inaugurata la prima roastery firmata Starbucks. A dominare il locale una grande macchina tostatrice al centro, che produce caffè di grande qualità (provare per credere) servito con un pervasivo senso di accoglienza tutta italiana. Ne esistono per ora solo altre due al mondo, una a Shanghai e l’altra di recente apertura a Milano. Città peraltro celebrata con numerosi rimandi e riferimenti all’interno dello store americano: proprio in un caffè milanese, Howard Schultz fu colpito dal senso di comunità e contatto umano dei nostri bar e ne ripropose il modello a livello globale.
D ue ambienti decisamente diversi ma allo stesso modo evocativi, coinvolgenti e suggestivi. Dove si percepisce un’atmosfera di reale passione. Sia da parte di chi li ha ideati e realizzati, sia da parte dei dipendenti che vi lavorano. Gentili, preparati, mai invadenti. Se vi capita di passare da quelle parti, non mancate di visitare questi due spazi (chiamarli negozi è riduttivo). Da entrambi siamo usciti dopo un bel po’ di tempo con più di una borsa in mano (difficile non acquistare) e due certezze in tasca: nessuna digital experience può competere con simili situazioni reali e plurisensoriali; i negozi fisici - a patto di puntare senza compromessi su qualità, empatia e servizio - non moriranno mai.
benedetto sironi
Editore Sport Press Srl
Direttore responsabile: ANGELO FRIGERIO Direttore editoriale: BENEDETTO SIRONI
Redazioni: via Roncaglia 14, 20146 Milano - Tel: 02.87245180 Fax: 02.87245182
Corso della Resistenza, 23 - 20821 Meda (MB)
Email: redazione@runningmag.it - Website: runningmag.it Stampa: Ingraph - Seregno (MB)
Anno 7 - N. 10 - 2018 - Periodico mensile - Registrazione al Trib. di Milano n.38 del 20 gennaio 2012. Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 - conv. in L. 46/2004 Art.1 Comma 1 - LO/MI. Una copia 1.00 euro. L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati in suo possesso. Tali dati saranno utilizzati per la gestione degli abbonamenti e per l’invio di informazioni commerciali. In base all’Art. 13 della Legge n° 196/2003, i dati potranno essere rettificati o cancellati in qualsiasi momento scrivendo a: Sport Press S.r.l. Responsabile dati: Benedetto Sironi
Questo numero è stato chiuso in redazione il 17 ottobre 2018
LANCIA
ph: LaPresse

La diciannovesima edizione della Generali Milano Marathon è stata presentata all’interno dell’avveniristica
Torre Hadid. L’appuntamento con l’evento sportivo, tra i più importanti della città, è fissato per il prossimo 7 aprile. Tra i presenti, anche Urbano Cairo, Presidente e Amministratore Delegato di RCS Media Group, che ha sottolineato il legame sempre più stretto tra la maratona, le istituzioni e la città. La prima grande novità di questa edizione è proprio l’ingresso di Generali, in qualità di Title Sponsor. Alla manifestazione la compagnia assicurativa sarà presente con The Human Safety Net, l’iniziativa globale di Gruppo che si fonda sulla convinzione che la creazione di comunità di persone che aiutano altre persone possa apportare un cambiamento di lungo termine. Un’altra tra le novità di rilievo nel 2019 sarà la trasformazione del Marathon Village in un grande hub espositivo (circa 8.000 mq previsti), intorno al quale si articoleranno attività di intrattenimento, di try&buy, di forum/clinic, di presentazione eventi e prodotti. L’iniziativa prenderà il nome di Milano Running Festival e si svolgerà da giovedì 4 a sabato 6 aprile, diventando un momento di aggregazione per gli operatori commerciali del mondo della corsa, del fitness e del turismo sportivo, ma soprattutto per i praticanti attivi del running.
valore economico di Orobie Ultra Trail
L’indotto generato da Orobie Ultra Trail ammonta a 600.000 euro, secondo una stima che tiene conto di quanto speso in trasporti, alloggi e spese varie. Il calcolo tiene anche conto delle centinaia di stranieri che sono giunti da più di trenta nazioni diverse per partecipare alla manifestazione. Quindi anche Orio al Serio ne ha beneficiato, anche se le entrate dell’aeroporto non sono incluse nel calcolo. Non sono calcolabili con precisione anche tutti quegli aspetti positivi legati alla creazione di una comunità e alla promozione di uno sport sano e in equilibrio con la natura; tutti fattori molto preziosi anche se non direttamente monetizzabili. A fronte di tutto questo, il costo della manifestazione è di oltre 250.000 euro; un impegno sostenuto per la maggior parte dalla bergamasca Agenzia Spia Games, specializzata nell’organizzazione di eventi outdoor, ideatrice e co-organizzatrice dell’evento con l’ASD Asso Orobica. Dall’anno scorso, un aiuto importante è arrivato dal Pool Sponsor OUT: Lovato, IVS Italia, Scame e Montello. Sono aziende che pur operando anche fuori dall’Italia hanno una forte attenzione per il territorio in cui sono nate e in cui mantengono le loro radici. Grazie anche alla collaborazione di Eolo, l’edizione 2018 si è chiusa con un sostanziale pareggio di bilancio, con l’obiettivo di continuare a crescere, sia in termini di numeri che di qualità con la ricerca di nuovi partner. Orobie Ultra-Trail ha prodotto un giro economico di cui hanno beneficiato gli esercenti della città di Bergamo, ma anche delle valli e dei paesi che le tre gare attraversano.


361° all’Haspa Marathon di Amburgo

361° affianca una delle più importanti maratone europee diventando sponsor tecnico della Haspa Marathon di Amburgo. Già sponsor delle ultime Olimpiadi di Rio 2016, il brand si avvicina sempre di più al mondo del running internazionale. Fondata in Cina nel 2003, l’azienda ha esteso il suo business, oltre che in Asia, in Nord e Sud America e, dal 2016, in Europa. Con i suoi 35.000 partecipanti, l’Haspa Marathon di Amburgo è la maratona primaverile più importante della Germania, oltre a essere il più grande evento sportivo della città tedesca.

Da sinistra, Aref Al Awani Saif, Al Falahi, Paul Tergat e Andrea Trabuio
Il prossimo 7 dicembre si terrà la prima edizione della ADNOC Abu Dhabi Marathon, organizzata da Abu Dhabi Sports Council (ADSC) e Abu Dhabi National Oil Company (ADNOC). Sponsor tecnico della gara sarà Emporio Armani EA7. I percorsi saranno due: 42,195 km e 10 km. Per i neofiti, e senza alcun limite di età, c’è anche il percorso da 5 km e quello da 2,5 km. Un’opportunità per tutti di prendere parte all’evento. Gli organizzatori hanno reso noto il montepremi previsto, che ammonta a 379.000 dollari, e che verrà diviso nelle diverse categorie di gara, assegnando – tra gli altri – un importo di 100.000 dollari a ciascuno dei vincitori di sesso maschile e femminile della maratona, di 25.000 dollari ai secondi classificati e 15.000 dollari ai terzi classificati. Dall’HQ di ADNOC è intervenuto H.E Aref Al Awani, Segretario Generale del Consiglio Sportivo di Abu Dhabi, che ha dichiarato: “La nostra partnership con Emporio Armani EA7 e l’importante montepremi della prima edizione di ADNOC Abu Dhabi Marathon attestano la maratona come evento di livello mondiale”.
TORNA LA 100 KM DEL SAHARA TARGATA ZITOWAY

Dopo quattro anni di assenza, è tornata a ottobre in Tunisia la mitica “100 km del Sahara”, l’ultra-maratona targata Zitoway che ha fatto storia nel mondo del trail running. Nata nel 1999 da un’idea di Adriano Zito, la 100 km vanta assistenza logistica e organizzativa, cibo e gestione tutti italiani. Suddivisa originariamente su cinque tappe che si sviluppavano tra l’oasi di Chenini e quella di Ksar Ghilane, nel sud-est della Tunisia, la 100 km si è evoluta negli anni con alcuni cambi di itinerario. Ksar Ghilane è divenuto il luogo di partenza, mentre l’arrivo è stato spostato a Douz, pur mantenendo tutte le caratteristiche di gara impegnativa ma “alla portata”. Una sorta di “iniziazione all’estremo”, una preparazione alle gare in auto-sufficienza (come la leggendaria “Marathon des Sables”) per i più forti e un traguardo prestigioso per gli amatori curiosi di nuove esperienze. Dopo i difficili anni tra il 2012 e il 2015, durante i quali le condizioni di sicurezza per organizzatori e partecipanti in Tunisia non potevano essere garantite, si è finalmente ritornati a una situazione tranquilla. Non a caso i principali operatori turistici hanno ripreso a organizzare gruppi e le compagnie aeree a operare voli charter sul paese. Questo ha persuaso Zitoway a riproporre per l’autunno 2018 la 100 km del Sahara con un nuovo, stimolante programma, ridotto nella durata, ma non nella bellezza e nell’impegno. Anzi, con un prologo notturno di 8 chilometri e due tappe rispettivamente di 50 e 42 chilometri, l’ultra-maratona torna a proporsi agli appassionati più esigenti e “tosti”.

L’edizione 2019 della Dogi’s Half Marathon sarà valida per l’assegnazione delle maglie tricolori assolute, promesse e juniores. Sei titoli – tre maschili e altrettanti femminili – che daranno ulteriore lustro a uno degli appuntamenti più attesi dai runner di tutta Italia. Commenta Michele Stellon, presidente dell’Atletica Riviera del Brenta, società organizzatrice della Dogi’s Half Marathon: “Sarà un grande evento per l’intera Riviera del Brenta. Confidiamo nel pieno supporto del territorio e in particolare delle amministrazioni comunali. Un campionato italiano è un evento storico per la Riviera del Brenta”. Ben 19 ville venete sfileranno davanti agli occhi dei partecipanti alla Dogi’s Half Marathon. Uno spettacolo che ogni anno conquista i cuori di migliaia di runner.
VERONAMARATHON: VOLKSWAGEN per la prima volta nel running

Volkswagen, la cui filiale italiana ha sede proprio a Verona, si avventura per la prima volta nel mondo del podismo con un importante sodalizio: è il nuovo title sponsor della Veronamarathon. Un ulteriore tassello di crescita per l’evento che conferma la qualità organizzativa già certificata dal sigillo Silver Label da parte di FIDAL, testimoniata anche dai tanti partecipanti che già posizionano la maratona di Verona al quinto posto tra le 42 km italiane per numero di arrivati. Il prossimo 18 novembre saranno ben 11.000 gli atleti impegnati sulle strade veronesi, insieme alla ZeroWind Cangrande Half Marathon e alla Last 10. “La partnership con Veronamarathon è molto importante per noi, perché si svolge proprio nella città che ospita la filiale italiana della Volkswagen e perché gli sport praticati, come appunto la corsa, sono molto affini ai nostri clienti; donne e uomini che, come noi, amano l’impegno, la costanza, il miglioramento continuo e il raggiungimento di obiettivi ambiziosi”, ha dichiarato Fabio Di Giuseppe, direttore marketing di Volkswagen Italia.
EDIZIONE A FAVORE DI DYNAMO CAMP

Dopo sette edizioni a Milano Marittima e due a Madonna di Campiglio, la Running In quest’anno ha corso anche in Toscana, nella splendida Forte dei Marmi, per una prima edizione che si è tenuta sabato 29 settembre. Due i tracciati da 6 e 11.5 km, competitivi e non. Partenza e arrivo nel simbolo del paese, il pontile sul mare. Uno start davvero scenografico per una gara che, come prevede il suo format, ha valorizzato i paesaggi e gli scorci più belli di Forte dei Marmi. Beneficiario di questa prima edizione di Running In Forte dei Marmi è stato Dynamo Camp, il primo camp di terapia ricreativa in Italia dedicato a bambini con patologie gravi e croniche, a cui è stata devoluta una parte delle iscrizioni, e che insieme all’organizzazione ha coordinato alcune delle attività dedicate ai più piccoli all’interno del format gratuito Running In 4 KIDS. Grande spazio anche per la musica e il divertimento, con iniziative collaterali organizzate dai partner che hanno animato il villaggio sportivo per tutta la giornata di sabato.
NAPOLI CITY HALF MARATHON: NASCE LO SPORT EXPO

La Napoli City Half Marathon si rinnova di anno in anno. Con il prossimo appuntamento, previsto per il prossimo 24 febbraio, nasce un nuovo progetto denominato Sport Expo, molto più ampio e allargato rispetto al precedente. Lo Sport Expo sarà un’opportunità per presentare tutte le novità riguardanti il mondo dello sport, delle attività turistiche e del tempo libero attraverso anche convegni, tavole rotonde e presentazione di eventi. Tra gli espositori saranno presenti sia aziende locali che nazionali, istituzioni pubbliche, eventi sportivi e associazioni di beneficenza. Il tutto presso la Mostra d’Oltremare che rappresenta il grande quartiere fieristico di Napoli che per dimensioni, servizi e qualità architettonica si colloca ai vertici del sistema fieristico italiano. Lo Sport Expo avrà una durata di ben tre giorni, a partire da venerdì 22 a domenica 24 febbraio e per questa nuova edizione della Napoli City Half Marathon la previsione di iscritti è di almeno 7.900 persone per la mezza maratona agonistica e circa 1.000 persone per la Family Run&Friends.
Asics supporta cinque start up

Cinque start up che lavorano nel settore sport e benessere sono state selezionate da ASICS per essere inserite nel programma Tenkan-Ten, con l’intento di aiutare a motivare e crescere le imprese che operano nell’innovazione dei loro prodotti e servizi e sul loro impegno nel promuovere il movimento in linea con la filosofia ASICS (Anima Sana In Corpore Sano). I l programma dura quattro mesi. A partire da settembre 2018 fino a gennaio 2019, le aziende selezionate lavoreranno direttamente nell’ASICS’ Innovation Centre nel cuore di Barcellona. Ciascuna azienda riceverà un supporto finanziario pari a 30.000€ per sviluppare il proprio progetto, oltre alla possibilità di comunicare direttamente con i dirigenti ASICS, tra cui Alistair Cameron (ad di ASICS EMEA), Carsten Unbehaun (ad di Haglofs) e Dan Smith (presidente e general manager di ASICS Digital).
Cambio di poltrona in Vibram USA

V ibram ha annunciato l’entrata in azienda di Fabrizio Gamberini con il ruolo di presidente di Vibram Corporation negli USA, subentrando a Mike Gionfriddo che lascerà la società il 31 dicembre 2018. Vibram ha inoltre comunicato che Richard Riegel, attuale membro del Consiglio d’Amministrazione, è stato eletto direttore del Consiglio di Amministrazione di Vibram Corporation USA. Entrambe le nomine sono effettive a partire da ieri, 9 ottobre 2018. Fabrizio Gamberini entra in Vibram Corporation USA dopo la sua significativa esperienza come ceo di Geox USA e di Marcolin USA, come general manager per Nike Inc. e come direttore commerciale per Hewlett Packard. Gamberini, che affiancherà Mike Gionfriddo fino alla fine dell’anno con l’obiettivo di garantire una transizione graduale, porta in Vibram la sua expertise nella gestione di importanti brand di diversi settori merceologici e lavorerà a stretto contatto con il management internazionale e con il Consiglio d’Amministrazione. Richard “Dicky” Riegel è stato direttore di Vibram Corporation dal 2015 e ora assume il ruolo di Direttore del Consiglio di Amministrazione.

ENDU4team, l’aiuto che mancava ai team manager
Si chiama ENDU4team ed è il software gestionale lanciato dalla start-up italiana Engagigo dedicato alle squadre e alle società sportive del mondo endurance. La stessa realtà aveva lanciato ENDU, la piattaforma digitale per gli appassionati delle discipline sportive di resistenza e per questo si afferma nel settore con una credibilità già ben radicata. Il rilascio del software, in concomitanza con l’inizio della stagione dei tesseramenti, interviene in aiuto di tutti i team manager: in questo modo sarà possibile risparmiare tempo grazie all’utilizzo delle numerose funzioni disponibili gratuitamente e la semplificazione di diverse procedure burocratiche. Il progetto è quello di sviluppare sezioni dedicate all’inserimento delle anagrafiche e dei tesseramenti, alle iscrizioni di gruppo e alla gestione dei pagamenti in entrata e in uscita. In più, questo software è in grado di fornire un valido aiuto nella creazione di informative sulla privacy personalizzate, facilitando l’adeguamento al GDPR. L’accesso all’utilizzo della piattaforma è gratuito. Semplici e veloci procedure di importazione dati permettono una fruizione del gestionale senza alcun sforzo. Inoltre, fino al 31 dicembre 2018, grazie a una promozione speciale per il lancio, sarà possibile effettuare le iscrizioni alle gare di ENDU senza alcun costo di commissione.


“NEW EXPLORER” DI THE NORTH FACE
The North Face lancia una nuova campagna di comunicazione globale per ispirare una generazione di nuovi esploratori. La campagna torna a enfatizzare il motto evergreen del brand, secondo cui l’esplorazione continua è fonte di ricerca, scoperta e cambiamento nella vita. Il concetto della nuova campagna intende però andare oltre lo spazio fisico per proporre l’esplorazione come stato interiore. Per rendere omaggio ai nuovi esploratori, è stata realizzata una serie di cortometraggi con protagonisti i “New Explorer”, ovvero musicisti, atleti e attivisti – tra cui il rapper, cantautore e produttore musicale Pi’erre Bourne, lo snowboarder Jess Kimura, il regista Jimmy Chin, il pianista Okiem e l’attore acrobatico Marie Mouroum – che hanno in comune l’esplorazione come mentalità e stato d’animo. In Europa, The North Face organizzerà una serie di eventi locali gratuiti alla presenza di questi artisti che, in modo non convenzionale, incoraggeranno i partecipanti a uscire dalla loro comfort zone e a esplorare il proprio ambiente in modi nuovi.

A partire da questo numero ospiteremo alcuni approfondimenti sulla sostenibilità sviluppati in collaborazione con RadiciGroup – multinazionale attiva nei settori della chimica, della plastica e delle fibre sintetiche – con l’obiettivo di fornire chiavi di lettura relativamente a importanti argomenti che riguardano da vicino anche il mondo sportivo in generale. Stay tuned!
Con l’eco-design nuove prospettive per l’abbigliamento tecnico sportivo
Quando si tratta di abbigliamento per la pratica del nostro sport preferito, siamo tutti attenti alle caratteristiche di quello che indossiamo: leggerezza, traspirabilità e comfort sono “irrinunciabili”. Ma che ne è dei nostri capi usurati e non più utilizzabili? Quanti se lo sono mai chiesto?

Quel che è certo è che oggi la nostra maglietta da running o pantaloncini da biker non sono riciclabili. Perché non sono stati progettati nell’ottica dell’eco-design, un approccio che consentirebbe, a fine vita, di riutilizzarli (dopo opportuna trasformazione) in altri settori. Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di economia circolare. Impossibile. Oggi se ne discute in lungo e in largo, tutti i media ne parlano. Ma vogliamo capire in concreto cosa significa? Un esempio, realmente messo a punto, è il gilet che RadiciGroup (produttore di filati sintetici anche per il mondo sportswear) ha realizzato in collaborazione con gli altri operatori della filiera. Collaborazione, già questa è una parola da tener presente. Si tratta di un capo monomateriale (100% nylon) pensato, progettato e realizzato secondo l’approccio dell’eco-design: a fine vita, il gilet verrà sminuzzato, macinato, rilavorato termo-meccanicamente in estrusione e compoundato per dare una nuova vita nel mondo plastico. Questo perché tutte le sue componenti, dal filato al tessuto, dall’imbottitura a tutti gli accessori (zip, etichette, cuciture), sono stati realizzati in nylon, un materiale a elevate performance che se “non contaminato” da altri materiali è facilmente (e auspicabilmente) riciclabile. Facile, no? Non è fantascienza, ma realtà se i designer, i brand, i produttori di materie prime, i tessitori e tutti gli operatori della filiera tessile si coordinano per un progetto ambizioso. E anche la sensibilità di noi consumatori può giocare la sua parte. In questa direzione, lo scorso 18 aprile 2018, il Parlamento Europeo ha definito che entro il 2025 tutte le municipalità dovranno organizzarsi per la raccolta dei rifiuti tessili, con l’obiettivo di avviarli al riciclo. Facciamoci trovare pronti!
“Will Makes Us Family” è la nuova campagna di Under Armour che racconta gli allenamenti del team di ambassador del brand, affiancandoli a sportivi di tutti i giorni. Le storie degli atleti professionisti parlano di un percorso verso il miglioramento, intrapreso con una forza di volontà senza eguali. Il cosiddetto “Will” (slogan di Under Armour) significa determinazione, perseveranza e dedizione. L’unione di questi valori accomuna tutti gli atleti indipendentemente dallo sport che praticano, rendendoli una famiglia. Gli atleti protagonisti nella campagna sono: Cam Newton, quarterback football, Misty Copeland, ballerina, Lindsay Vonn, campionessa sci, Anthony Joshua, campione do boxe, Jordan Spieth, campione di golf. La campagna mostra i momenti di fatica e di frustrazione dei campioni durante i loro allenamenti estenuanti, celebrando contemporaneamente la vicinanza del loro percorso, nonostante i diversi sport.

PER SALVARE GLI OCEANI DALLA PLASTICA
a didas punta a vendere 5 milioni di scarpe realizzate in partnership con Parley for the Oceans. La dichiarazione arriva dal produttore Far Eastern New Century (FENC) che collabora con l’azienda tedesca producendo la tomaia dei modelli Parley che deriva dal riciclo delle bottiglie recuperate dal mare. G ià all’inizio del 2018, adidas aveva annunciato di aver raggiunto l’obiettivo iniziale vendendo 1 milione di paia di scarpe, per ognuna delle quali la tomaia è stata realizzata da FENC con 11 bottiglie recuperate dall’oceano e riciclate. Eric Huang, vicepresidente della divisione filati FENC, durante l’ultimo Intertextile di Shanghai ha dichiarato che FENC dimostra la sua fedeltà al concetto Parley anche incoraggiando i propri dipendenti a prendere parte a progetti di pulizia dei mari. Nel giugno 2018, tutta l’azienda si è riunita nella spiaggia di Green Bay, a 35 chilometri da Taipei, per raccogliere bottiglie di plastica e, naturalmente, trasformarle in poliestere riciclato.


LIFEGATE
Al porto di Marina di Varazze è stato installato il primo Seabin, il “cestino dei mari” in grado di catturare dalla superficie dell’acqua circa 1,5 chilogrammi di detriti al giorno. Ha preso vita così il progetto LifeGate PlasticLess, che la benefit corporation italiana ha intrapreso con l’appoggio di Volvo Car Italia, messo a punto per salvaguardare i mari italiani dalle quasi 90 tonnellate di plastica che ogni giorno vi convogliano. Questo “cestino” ha la capacità di intercettare oltre alle plastiche, anche le microplastiche fino a 2 mm e le microfibre fino 0,3 mm di diametro, elementi estremamente pericolosi che entrano nel ciclo alimentare dei pesci e solitamente molto difficili da intercettare e prelevare. I Seabin lavorano senza sosta filtrando l’acqua che entra che poi viene espulsa tramite una pompa elettrica, mentre i rifiuti restano all’interno del contenitore. Riescono a pompare fino a 25.000 litri d’acqua all’ora e si stima che un dispositivo sia in grado di raccogliere fino a 500 chili di plastica in un anno. Entro fine dicembre ne verranno installati una decina.
PATAGONIA THRIFT SHOP:
OLTRE 21.200 EURO in beneficenzA
Lo scorso 6 ottobre Patagonia ha aperto per un giorno ai milanesi le porte del suo negozio di seconda mano. Il temporary shop in via Tortona ha dato la possibilità ai cittadini di scegliere e acquistare un prodotto dell’iconico marchio a un prezzo speciale, incoraggiando i clienti a prolungare al massimo la vita di ciò che indossano. Aver cura dei nostri indumenti e aggiustarli quando necessario è la cosa migliore che possiamo fare per ridurre l’impatto ambientale sul pianeta. In questo modo non sarà più necessario acquistare sempre nuovi prodotti, evitando così di generare emissioni di CO², la produzione di scarti e rifiuti, e il consumo di acqua associati ai cicli produttivi del settore tessile. Mettendo a disposizione per l’acquisto un capo di seconda mano del brand a persona, riparato e rigenerato, pronto per una nuova vita, l’azienda ha raccolto nell’arco della giornata un totale di 21.217 euro, che sono stati interamente devoluti in beneficenza a quattro organizzazioni no profit italiane: Mountain Wilderness Italia, Cittadini per l’Aria, Genitori Antismog e Io non ho paura del lupo.


È prevista a novembre l’apertura del nuovo punto vendita Maxi Sport a Brescia situato in via Rieti 6, ang. via Orzinuovi. Il negozio si estenderà su una superficie di 2.500 mq per offrire il meglio delle collezioni moda e sport. Con tante idee per creare il proprio stile, selezionate tra le migliori proposte dei brand di riferimento del settore. Un assortimento di sneaker; i prodotti tecnici per running, sci, subacquea, golf e tanti altri sport; e una speciale Area #BSS dedicata ai trend urban del momento: basket, street style, snowboard. Fiore all’occhiello, la presenza di personal shopper e tecnici specializzati a completa disposizione per garantire un servizio di alto livello in perfetto stile Maxi Sport.
VF CORP SI TRASFERISCE A DENVER

Lo scorso 18 settembre, V F Corp ha annunciato che ha selezionato una destinazione, all’interno del Denver’s Lower Downtown (LoDo) district, per il suo nuovo headquarter globale. La notizia segue l’annuncio dell’azienda datato 13 agosto con il quale aveva comunicato che i suoi principali brand, The North Face, JanSport, Smartwool, Eagle Creek e Altra e il suo Global Innovation Center for Technical Fabrics and Digital Lab si sarebbero spostati in Colorado. La nuova collocazione semplificherà l’operatività fisica degli uffici nordamericani del gruppo e ne rafforzerà la collaborazione interna. Con una capacità stimata di 1.200 persone, la costruzione fornisce a VF Corp l’opportunità di espandere nei prossimi otto anni la sua forza lavoro ben oltre gli 800 posti che si aspetta di impiegare a Denver. L’azienda dà lavoro a quasi 70.000 persone nel mondo e le sue operazioni si espandono su oltre 170 paesi.

La Sportiva ha esteso la propria brand experience a livello internazionale aprendo a fine settembre 2018 il suo primo brand-store al di fuori dei confini europei. Merito del distributore partner Alta Vertical che ha permesso al marchio di aggiungere ai mono-marca di Cavalese, Ziano di Fiemme, Arco, Finale Ligure e Rodellar (Spagna) anche il primo negozio nel continente americano a Città del Messico. La scelta di città del Messico ad opera del distributore messicano Alta Vertical, mira a rafforzare ancora la visibilità del marchio in un paese in rapida crescita in termini di fatturato e in cui si sta sviluppando un forte movimento per gli sport outdoor con particolare riferimento a discipline come il trail running e l’arrampicata. “ Ricordo quando a fine anni 70 riuscimmo a uscire dall’Europa e a far conoscere il marchio anche sul suolo americano con la nostra prima distribuzione negli Stati Uniti – ricorda Lorenzo Delladio, CEO e Presidente La Sportiva – vedere oggi il marchio così ben rappresentato in un paese non facile come il Messico, è per la nostra famiglia una grandissima soddisfazione”.

-dati & statistiche-

Tre anni fa l’associazione si è cimentata in una sfida non facile, inglobando la disciplina del trail running e suscitando non poche polemiche. Tra chi vede la Federazione come un avversario e chi invece come un partner
_ di CRISTINA TURINI
L’ingresso della Federazione nella disciplina del trail running per alcuni è una mossa con fini esclusivamente economici mentre altri (i puristi dell’off-road) non amano associare questo sport all’atletica leggera. Ma in molti hanno fiducia in questo sodalizio, auspicando maggiore regolamentazione e sicurezza nelle gare. L’obiettivo è altresì quello di ottenere un cambiamento qualitativo senza tuttavia snaturare questa disciplina che, ricordiamolo, ha già dei princìpi intrinseci e ben chiari a ogni atleta, che nascono prima di qualsiasi regolamento, come correre in natura senza inquinare l’ambiente e aiutando chiunque sia in difficoltà, pena, la squalifica. Abbiamo intervistato Paolo Germanetto, responsabile tecnico di corsa in montagna, trail e ultradistanze, che ci ha fornito un po’ di numeri spiegando perché FIDAL nel mondo del trail deve essere vista come un valore aggiunto.
In occasione del 50° congresso della IAAF tenutosi a Pechino nell’agosto 2015, il trail running ha fatto il suo ingresso nella famiglia dell’atletica leggera. Tralasciando gli aspetti filosofici-etici che molti hanno da sempre associato a questa disciplina e al suo supposto “spirito trail”, ci spieghi cosa ha concretamente comportato a livello organizzativo mondiale e, nel caso della FIDAL, anche italiano?
Ha comportato soprattutto l’esigenza di dare risposte credibili a un movimento cresciuto in modo autonomo e che ha tendenzialmente visto la Federazione come un avversario piuttosto che un partner con cui lavorare. In questo senso, è nata la necessità di cercare il confronto con i vari attori del trail e trovare delle vie differenti per crescere insieme. È quanto a livello internazionale stanno facendo IAAF e ITRA, è quanto sta provando a fare la FIDAL in campo nazionale.
Quante sono le società FIDAL che organizzano gare di corsa off-road? Tra corsa in montagna e trail, sono oltre 300 le diverse realtà organizzative legate alla Federazione.
La FIDAL ha stilato un regolamento anche per questa disciplina e la relativa organizzazione di gare? Quali sono le differenze rispetto, ad esempio, ai regolamenti delle più celebri gare di trail running?
Nessuna differenza, i regolamenti FIDAL sono stati rivisti insieme ai principali organizzatori italiani, sulla base delle indicazioni provenienti da IAAF e ITRA. È un percorso di revisione ancora in corso e che attende la nuova regola internazionale che la IAAF emanerà entro la fine dell’anno dopo il lavoro fatto insieme a ITRA e WMRA (l’associazione mondiale che presiede la corsa in montagna).
A oggi quante sono le gare di trail running organizzate sotto l’egida della FIDAL? È possibile stimare quante sono rispetto alla totalità?
Nel calendario nazionale FIDAL si contavano 44 corse in montagna e 34 trail nell’anno 2017; al netto di eventuali modifiche di calendario in corso d’anno, i numeri sostanzialmente si confermano per il 2018. In percentuale, potremmo essere attorno al 25%-30%. Il resto è gestito attraverso i 14 differenti Enti di Promozione Sportiva esistenti in Italia, UISP e CSEN in particolar modo. I calendari regionali sono abbastanza fitti (con ovvia prevalenza di gare in montagna nelle regioni alpine, di trail nelle altre). Anche qui le competizioni si suddividono in un ambito più strutturato e organico ai calendari federali come quello della corsa in montagna e in un ambito meno legato all’istituzionalizzazione quale quello del trail running.
A livello territoriale è spesso convenienza anche degli organizzatori appoggiarsi a un Ente di Promozione Sportiva, tuttavia con buona approssimazione si contano 235 competizioni di trail e corsa in mon -
tagna inserite nei calendari regionali federali, con progetti integrati anche nelle regioni meridionali (ad esempio il circuito di 10 prove denominato Fidal Mountain Running Grand Prix Sud 2018 che coinvolge Puglia-Basilicata-Calabria-Campania). Più difficile stimare il numero di competizioni solo provinciali, principalmente giovanili, ma non sono meno di 200... Bisogna puntualizzare il fatto che i campionati italiani e territoriali (regionali e provinciali) sono di esclusiva pertinenza di FIDAL, sia per la corsa in montagna sia per il trail. Come è stato recepito dalle aziende del settore questo passo?
Inizialmente alcuni brand si erano posti in modo critico, salvo cambiare approccio e atteggiamento strada facendo, anche a seguito della maggiore credibilità che i Campionati Istituzionali di mountain e trail running hanno acquisito negli ultimi anni. Si tratta semplicemente di trovare strategie comuni o comunque non concorrenziali, cosa che peraltro accade continuamente ad esempio negli sport invernali o in altri ambiti sportivi già più strutturati.

Tra corsa in montagna e trail, sono oltre 300 le diverse realtà organizzative legate alla Federazione
Nel calendario nazionale FIDAL si contavano 44 corse in montagna e 33 trail nell’anno 2017; al netto di eventuali modifiche di calendario in corso d’anno, i numeri sostanzialmente si confermano per il 2018
In percentuale, potremmo essere attorno al 25%-30% Il resto è gestito attraverso i 14 differenti Enti di Promozione Sportiva esistenti in Italia, UISP e CSEN in particolar modo
Cosa risponderesti invece a chi dice che l’integrazione del trail all’interno della federazione snaturi l’essenza stessa della disciplina?
Che in tutte le nazioni, Spagna e Francia in testa, è un’integrazione in corso d’opera. Che è stata in primis ITRA, l’associazione presieduta da Michel Poletti, l’inventore di UTMB, a volere un’integrazione con IAAF, per dare basi più solide al proprio movimento. E che UTMB stessa è gara che da sempre si svolge sotto l’egida della Federazione atletica francese e mi pare che sia universalmente considerata l’emblema del trail running internazionale.
Doping e trail running… Cosa sappiamo e cosa può cambiare con l’ingresso dell’atletica leggera nelle discipline?
Penso che il doping rimanga una questione di carattere culturale. Scelgo di doparmi e quindi di barare a prescindere dall’appartenenza a una federazione o meno. Se cresce il livello della competizione, non deve cambiare l’approccio etico al tema. Dal punto di vista della battaglia al doping, l’ingresso tra le discipline atletiche, comporta l’assunzione completa del codice Wada per quanto riguarda i controlli pre e post gara. A ciò si aggiunge la politica di prevenzione sulla salute portata avanti da ITRA tramite il suo programma Quartz a cui aderiscono ormai tantissimi atleti e organizzatori.

Il commercio online ha portato indubbi vantaggi per il consumatore finale in termini di mero prezzo e varietà di scelta.
Ma anche alcuni rischi. Sul web la truffa è dietro l’angolo. Ce lo confermano aziende e avvocati
_ di paolo grisa
L’esplosione dell’e-commerce anche nel settore sportivo ha certamente aiutato il cliente finale nell’avere a sua disposizione una più ampia scelta di prodotti e (in certi casi) a prezzi più convenienti. Una minaccia per i punti vendita fisici non sufficientemente reattivi alle innovazioni del mondo del retail e un’opportunità per coloro che hanno saputo coglierla e strutturarsi per primi. All’adozione di portali e-commerce a fianco dello store fisico però si è affiancato anche il fenomeno dell’apertura di punti vendita prettamente online. La battaglia sul prezzo si è fatta sempre più serrata, acuita dalla nascita di quei portali “compara prezzi”. Il rischio talvolta dell’affannosa ricerca del consumatore del prezzo più basso sulla rete è quello di finire vittima di portali truffaldini. Spesso basta una semplice occhiata per smascherarli, altre volte può essere più complicato, certo il sistema di rating dei venditori che alcuni grandi portali online offrono è una prima soluzione. Addirittura, abbiamo scoperto, esistono siti web che sono veri e propri motori di ricerca che indicizzano le truffe segnalate su internet.
Proprio qualche tempo fa abbiamo individuato un portale che vendeva modelli di calzature (anche top di gamma) di alcuni dei principali brand running a prezzi sospetti (ovvero molto livellati tra loro). Ci è apparso subito chiaro che erano fasulli, abbiamo quindi prontamente contattato le aziende coinvolte (tra loro Asics, adidas, Brooks, Diadora, Mizuno, New Balance, Nike, Hoka One One, La Sportiva, Puma, Under Armour, Salomon, Saucony e Scott) che in gran parte ci hanno confermato l’evidenza: ovvero che non si trattava di un proprio rivenditore. Ovviamente, sul portale, www.mediasportgroup.it, non c’era alcun riferimento chiaro alla società proprietaria. Certo, come detto, in questo caso bastava fare due riflessioni per accertarlo e il grado di consapevolezza sui rischi di noi acquirenti del web oggi è molto alto. Ma anche i suoi frequentatori sono in aumento, e magari qualcuno potrebbe cascarci. Oltre al fatto che diventa un danno di immagine, in primis per le aziende, le quali ci hanno confermato che è un caso tutt’altro che isolato, e in secondo luogo per i negozianti. Verificando poi su uno di questi “motori di ricerca di truffe” abbiamo effettivamente trovato un feedback su questo portale datato 21/12/2017 che affermava di non aver mai ricevuto la merce (solo uno, c’è da sperare che non ci siano cascati in molti). Fatta dunque la premessa che la cosa migliore è fare sin da subito prevenzione, usando alcune elementari precauzioni negli acquisti online, a truffa avvenuta la domanda ovviamente è: l’acquirente ha modo di rivalersi? E chi ne riceve un danno d’immagine, ovvero l’azienda produttrice? I retailer infine, possono fare qualcosa per arginare il fenomeno? Per rispondere a queste e altre domande ci siamo rivolti a uno studio legale con una certa esperienza sul tema.
Buongiorno Simona, il vostro studio legale si è mai occupato di cause legate a portali web fraudolenti che truffano consumatori e aziende?
Ci occupiamo di questo tipo di violazioni da tempo, dal momento che il nostro studio si occupa prevalentemente di diritto della proprietà

industriale e intellettuale, e abbiamo competenze specifiche nel settore delle nuove tecnologie e Internet.
Dalla vostra esperienza come si sta evolvendo il fenomeno in generale e quali sono i settori merceologici più colpiti? Quanti casi registrate mediamente?
I l fenomeno è in costante crescita e si evolve sia dal punto di vista tecnico (con nuovi metodi di tipo informatico, prevalentemente destinati a sfuggire alle autorità che si occupano dell’antipirateria) sia dal punto di vista commerciale (con strategie mirate a colpire fasce di consumatori più vaste e più indifese, come i minori sui social network). Il settore più attaccato è quello del diritto d’autore (musica, cinema, giornali), poiché la natura immateriale dei beni semplifica lo scambio illecito e rende anche più semplice nascondere le tracce.
_ La battaglia sul prezzo si è fatta sempre più serrata, acuita dalla nascita dei portali “compara prezzi”
Sono tuttavia molto colpiti anche i brand, soprattutto quelli famosi, in particolar modo nel settore dell’abbigliamento e del lusso, ma anche la rubinetteria, i pezzi di ricambio, le console per videogiochi, etc. Insomma si tratta ormai di attività che si esplicano a 360 gradi. Nel nostro studio registriamo decine di casi che, come detto, sono in costante aumento grazie da un lato alla progressiva estensione del fenomeno e dall’altro alla crescente consapevolezza, soprattutto da parte delle aziende titolari dei diritti.
Nel nostro settore per esempio abbiamo individuato un portale che vende un gran numero di prodotti, dalle calzature all’abbigliamento, a prezzi sospetti (molto bassi e tutti molto simili). Abbiamo interpellato le aziende ed effettivamente è risultato fasullo: non è un loro cliente. Aggiungendo che non è l’unico caso che hanno accertato… Il sospetto è, dunque, confermato da una segnalazione di un utente su un motore di ricerca per tentativi di raggiri online. Ovviamente dal sito, malamente tradotto in italiano, non c’è modo di risalire alla società e ai suoi dati. Ora, premesso che un consumatore un minimo avveduto riuscirebbe a intuire che c’è qualcosa di sospetto e ci
penserebbe due volte prima di acquistare su questo tipo di piattaforma, l’acquirente caduto comunque nella trappola ha qualche possibilità di rivalersi?
I l consumatore può e deve denunciare l’illecito, soprattutto per evitare che altri ignari acquirenti caschino nella stessa trappola. Dal punto di vista della sua personale difesa, tuttavia, il consumatore purtroppo normalmente ha poche possibilità di recuperare quanto speso e quindi si trova danneggiato sia nel caso in cui non riceva alcun prodotto, sia nel caso in cui riceva un prodotto, ma questo sia contraffatto. Di norma infatti chi viola i diritti si posiziona all’estero, usa nomi falsi, continua a cambiare sede e/o nome commerciale per sfuggire ai controlli. Questo fa sì che il contrasto di questo tipo di violazioni sia particolarmente complesso. Bisogna poi tenere presente che si tratta di violazioni molto diffuse e quindi le autorità generalmente debbono selezionare e tendono ad agire solo nei casi più rilevanti (quando vi siano molti soggetti coinvolti, per esempio, o un danno molto rilevante). Astrattamente il consumatore potrebbe anche fare causa ma, considerato il valore del danno, spesso i costi e la durata del giudizio sconsigliano questo tipo di scelta. La migliore tutela, come detto, è la prevenzione, ossia la cautela circa la scelta dei siti, che debbono essere noti e affidabili. Assolutamente sconsigliabile credere che un prodotto possa essere legittimamente disponibile sulla rete a prezzi notevolmente più bassi di quelli normali; in questi casi la prudenza deve essere massima perché di norma ci si trova davanti a delle vere e proprie truffe.
Il negoziante del settore, anch’egli danneggiato seppur non direttamente coinvolto, cosa può fare per evitare questa concorrenza, che concorrenza non è ma di vera e propria truffa si tratta? L’unica arma in suo possesso è segnalare questi casi alle aziende fornitrici in modo che si muovano per combattere il fenomeno?
I l negoziante in realtà ha a sua disposizione una serie di strumenti di azione, ossia: a) può denunciare il caso alle autorità penali quando si tratti di un vero e proprio reato, perché queste ipotesi sono normalmente considerate reati perseguibili d’ufficio (e dunque possono essere denunciate da chiunque); b) può agire davanti all’Antitrust per segnalare il fatto che ci sono dei siti online che presentano come originale del materiale contraffatto ed in tal modo violano le regole a tutela del commercio e dei consumatori; c) potrebbe infine agire avanti al giudice ordinario, anche con un provvedimento urgente d’inibitoria (che normalmente è concesso in poche settimane) per ottenere che il sito sia oscurato, se vi è una violazione di norme pubblicistiche, o se vi è qualche altra forma di violazione delle regole in materia di concorrenza leale.
Guardando al fenomeno dal punto di vista delle aziende, è chiaro che questi casi comportino un forte danno anche per loro: in primis c’è la perdita di credibilità sia da parte del consumatore finale sia da quella dei retailer. Come possono difendersi, specie se si tratta di società con sede estera? È possibile e sostenibile economicamente risalire al reale titolare per intentare causa?
Le aziende hanno a loro disposizione molti strumenti giudiziari, perché questo tipo di violazione è considerato molto severamente dal diritto comunitario e da quello italiano, che anzi sotto questo profilo è uno dei più avanzati. Le aziende possono in primo luogo svolgere attività di monitoraggio, in modo da mappare il numero e il tipo delle violazioni. A seconda dei casi possono poi denunciare gli illeciti avanti all’autorità penale, possibilmente fornendo supporto tecnico o effettuando dei training alle forze di polizia (per la corretta identificazione del marchio tutelato e di quello contraffatto). Possono fare azione civile, che in questo caso è particolarmente incisiva e veloce, in quanto nel nostro ordinamento la violazione dei diritti di proprietà intellettuale consente di richiedere descrizioni, sequestri, inibitorie, che vengono trattati da sezioni specializzate presso le corti competenti, le quali sono composte da giudici preparati e consapevoli della gravità degli illeciti. Si può anche fare azione amministrativa, davanti all’Antitrust (come detto sopra) o – se si tratta di violazioni online di beni immateriali – anche davanti all’AGCOM – Autorità per la Comunicazione. Ancora, si possono coinvolgere nella tutela le autorità doganali, presentando una apposita domanda di intervento e cercando di supportare con quante più informazioni possibili. Queste azioni sono disponibili anche per le società con sede estera e anche quando la violazione è commessa all’estero, perché quello che rileva è la visibilità e la possibile commissione dell’illecito ai danni del consumatore posto sul territorio italiano. Da tempo sono state elaborate misure che coinvolgono i fornitori di servizi di accesso a Internet, ai quali viene ordinato di impedire l’accesso ai siti esteri in

violazione dei diritti, di fatto ottenendo l’oscuramento del sito sul territorio nazionale. Le possibili azioni vanno calibrate a seconda dell’obiettivo e del budget a disposizione del cliente, ma possono anche partire da somme relativamente basse, soprattutto per quanto riguarda le azioni di denuncia in sede penale e/o amministrativa.
Cosa può offrire dunque il vostro studio per questi casi? I l nostro studio può offrire un’esperienza decennale nell’enforcement dei diritti di proprietà industriale e intellettuale sul territorio italiano (e non soltanto), effettuata sia per clienti italiani sia per clienti stranieri. Grazie a questa esperienza conosciamo bene i fenomeni della pirateria in Internet e siamo costantemente aggiornati dal punto di vista tecnico e legale. Abbiamo creato nel tempo anche una rete di esperti e consulenti tecnici che possono fornire ausilio per le tecniche di acquisizione della prova in modalità forensic (un metodo di acquisizione delle prove digitali che consente di creare delle copie legali, le c.d. copie forensi, di dati o dispositivi digitali, in vista del loro utilizzo in giudizio, ad esempio “clonazione” di computer, cellulari o siti web, attraverso una strumentazione certificata che garantisce l’assenza di alterazioni rispetto al dato originale), per effettuare degli acquisti di prova, per esaminare i prodotti e determinare la violazione. Conoscendo bene il settore di riferimento, possiamo consigliare il cliente circa le strategie migliori per ottenere un’adeguata difesa dei suoi diritti, tenendo sempre in considerazione l’obiettivo del nostro assistito e le sue capacità di spesa, per consigliare l’approccio economicamente più conveniente a parità di possibile risultato. Abbiamo un rating di successi sia in sede giudiziale sia in sede stragiudiziale in questo specifico ambito, per quanto riguarda la protezione dei marchi, del design, del diritto d’autore. Siamo inoltre classificati fra i migliori studi in Italia per il nostro settore (come dimostrato dai ranking Chambers, Legal500; Leaders League; IP Stars; etc.).
INFO: LGV Avvocati 02.5406971 info@lgvavvocati.it

A un anno dalla sua conclusione, il progetto di Diadora che ha portato 20 ragazze a correre la Maratona di New York diventa un libro
_ di MAnuela barbieri
Cinque mesi di selezioni, sei mesi di allenamento e 42 km e 195 metri corsi il 5 novembre 2017 nella Grande Mela, ma soprattutto un’esperienza unica e irripetibile per tutte le protagoniste che l’hanno vissuta. Tra cui io che ho seguito le #diadorabili - è questo il nickname che le fortunate vincitrici del concorso #RunToNYC si sono date - durante tutto il percorso di crescita sia sportiva che personale. Fino al giorno della tanto attesa Maratona di New York che ho corso anche io, condividendo con loro le emozioni prima della partenza, la fatica degli ultimi chilometri e la gioia del traguardo.
A quasi un anno di distanza, Diadora celebra la conclusione di questo importante progetto - che ancora sprigiona energia - attraverso il romanzo “La Regina di New York”, scritto da Alberto Rosa - blogger di per4piedi.wordpress.com - ed edito da Becco Giallo, con illustrazioni della giovane artista emergente Elisa2B (Elisa Beli Borrelli). I n libreria dall’11 ottobre 2018, il libro è stato presentato alla stampa il 2 ottobre scorso presso la Canottieri Olona 1894 di Milano


di cui Diadora è partner. Data non casuale perché si tratta del giorno del trentennale dell’oro olimpico conquistato a Seul da Gelindo Bordin, oggi merchandising e sport marketing director di Diadora. Colui che, insieme a Romina Zanchetta - responsabile marketing e comunicazione di Diadora - ha fortemente voluto declinare al femminile #RunToNYC. E che ha seguito personalmente il programma di allenamento delle 20 runner, portandole tutte a correre 42 km e 195 metri. Compresa me, orgogliosa di essere una NYC Marathon Finisher.
R accontando un anno di fatica, passione e condivisone, “La Regina di New York” miscela realtà e fantasia, attraverso l’abile penna di Alberto Rosa che, seguendo tutto il progetto fin dalla sua genesi e intervistando tutte le ragazze durante l’avvicendarsi di allenamenti e ritiri, ha trovato un filo diretto con loro riuscendo a costruire il personaggio di Gaia, la ventunesima ragazza. Un personaggio immaginario che racchiude assieme le caratteristiche delle 20 concorrenti. Sintesi perfetta di forza, audacia e ironia, Gaia celebra non solo le runner che hanno fatto parte del progetto, ma tutte le donne che fanno sport. Consapevoli che dentro ognuna di loro c’è un’eroina, capace di ispirare se stessa e le persone a loro vicine. Perseguendo con costanza piccoli obiettivi e affrontando con determinazione grandi sfide con i propri limiti. È la dimensione più intima dello sport, quella che ti cambia fuori ma soprattutto dentro.
A sinistra, la dichiarazione di Gelingo Bordin stampata in IV di copertina del libro (a destra)

Da sinistra, Gelindo Bordin con Alberto Rosa e Romina Zanchetta, in occasione della presentazione del libro alla Canottieri Olona 1894
Il web contest #RuntoNYC è stato lanciato da Diadora nel settembre del 2016. Per partecipare bastava iscriversi sul sito dedicato, caricare un selfie con indosso un capo Diadora e scrivere una frase che raccontasse cosa rappresenta il termine “Bright run”. Le vincitrici – selezionate dal pubblico che ha potuto votarle in diretta e seguire in tempo reale sul sito l’andamento delle votazioni – hanno coronato il sogno di correre la Maratona di New York il 5 novembre 2017, dopo un training di 6 mesi supportate dall’allenatore d’eccezione Gelindo Bordin. La selezione ha premiato 20 donne provenienti da tutta Italia che, ancora oggi, condividono la passione per la corsa con gioia ed entusiasmo, rappresentando al meglio il claim Diadora “Make it bright”. il concorso



Parla Franco Marangoni, uno dei titolari dei tre negozi tecnico-sportivi di Cazzago di Pianiga (VE), Ponte San Nicolò (PD) e del nuovo punto vendita di Treviso di manuela barbieri
Da che tipo di esperienza lavorativa provenivi?
Ho lavorato sempre nel commercio, ma nel settore dell’orologeria.
Come è nata l’idea di aprire il negozio?
D all’esigenza di offrire più scelta e più competenza tecnica in un territorio dove il running è diffusissimo.
Che tipo di esperienza vuole essere quella di Un Sesto Acca per il cliente?
U n’esperienza completa, che si distingue per competenza, simpatia e anche giusto rapporto qualità/ prezzo.
Se dovessi descrivere il runner tipico nella tua zona con tre parole, quali sceglieresti?
Attento, dinamico e partecipativo.

Franco Marangoni
Quali sono i principali trend che riscontri con la tua attività?
Sicuramente la crescita del trail e del triathlon. Ma sono sempre di più anche le persone che camminano semplicemente.
In un’epoca in cui il mercato e-commerce sta guadagnando sempre più quote, che cosa cerca un runner in un negozio fisico? E che cosa può fare da parte sua un negoziante per fidelizzare il consumatore?
I l negoziante ormai è diventato un consulente personale e il negozio un vero e proprio centro di aggregazione. È dinamico, è parte attiva delle manifestazioni e degli eventi e soprattutto dell’emozione che si prova praticando questo meraviglioso sport.
scheda tecnica /

Nome negozio / Un Sesto Acca
NUMERO SEDI / Tre
TitolarI / Franco Marangoni, Luca Damin e Alberto Zanetti
Email / info@unsestoacca.it Sito / unsestoacca.it
facebook / @UnSestoH instagram / @franco_un_sesto_acca
Che rapporti hai stretto con le aziende?
Molto buoni e collaborativi.
Con quali partnership è più stimolante/produttiva/efficace?
T i direi un po’ con tutte. Siamo una realtà molto attiva e le aziende apprezzano la nostra voglia di fare e il nostro entusiasmo.
Quali sono state le principali innovazioni prodotto nelle ultime stagioni?
Su tutte l ’intersuola DNA AMP di Brooks. Più reattiva, ammortizza e restituisce l’energia “alimentando” la corsa.
Sul fronte abbigliamento, credi che i consumatori inizino a percepire l’importanza di investire anche da questo punto di vista o la cultura del running è ancora prevalentemente legata al footwear?
Le calzature rappresentano ancora la parte più importante nel segmento running. Con l’abbigliamento abbiamo più difficoltà, va ben spiegato e soprattutto compreso.
E la tecnologia che ruolo ricopre?
È sempre più importante. GPS e sportwatch stanno diventando sempre più di uso quotidiano.
Quali sono le tendenze running che si svilupperanno nei prossimi anni?
Tomaie sempre più leggere e mescole che ammortizzano e restituiscono energia. Ci saranno inoltre forti investimenti nel trail running.

1/6 H è il rapporto tra il piede e l’altezza delle persone e deriva da un attento studio dell’uomo di Leonardo da Vinci e dalle proporzioni individuate dai pittori fiamminghi. L’atleta raffigurato nel logo del negozio è la stilizzazione di Edwin Moses, primatista dei 400 metri ostacoli nel decennio 1975/1985.

I servizi offerti
Un Sesto Acca offre ai propri clienti diversi servizi, tra cui: • controllo dell’appoggio e verifica posturale • tabella allenamenti in collaborazione con personal trainer • presenza specialisti • identikit del piede • allenamenti collettivi
SEDE 1 SEDE 2 SEDE 3
anno di nascita / 2009 2014 2017
LOCALITà / Cazzago Di Pianiga, (VE) Ponte San Nicolo (PD) Treviso
INDIRIZZO / via Monviso 3/6 via Marconi 35/A viale 4 Novembre 84/B
Telefono / 041.3032042 049.2950462 0422.420120
Numero VETRINE / 2 2 2
Discipline trattate / Running - Trail - Triathlon - Nordic Walking
Marchi running / Nike, Saucony, Brooks, New Balance, adidas, asics, Salomon, Mizuno, Diadora, Karhu, Hoka One One, BV Sport, Newline, Oxyburn, 2XU, Gore Running Wear
Marchi accessori / Garmin, Suunto, Noene, Proaction, Ironman




Il titolare di un punto vendita sportivo ci racconta quali vantaggi offre questo innovativo portale. Destinato ai rivenditori che vogliono collaborare tra loro in una strategia “win-win” di paolo grisa
ederico Zaccagna lavora nel mondo dello sport da circa 15 anni come co-proprietario di Outdoor srl, negozio specializzato di Roma. Recentemente ha lanciato autonomamente un progetto interessante, frutto dei cambiamenti che vive ogni giorno il mondo del retail: un portale dedicato a negozianti e fornitori per collaborare in maniera 2.0.
Ciao Federico, se dovessi descrivere Shop Around, cosa diresti?
È un portale aperto esclusivamente a negozi e fornitori, dove è possibile cercare e acquistare prodotti non più disponibili nel proprio magazzino e vendere articoli in eccedenza; dove, inoltre, è possibile scambiarsi dati sull’andamento del mercato. Come nasce l’idea di questo portale?
N asce dalla mia esperienza in questo settore da diversi anni. Ogni giorno mi confronto con le esigenze che un negozio ha nella sua quotidianità: migliorare le vendite, alleggerire e far ruotare il magazzino, conoscere l’andamento del mercato, centrare gli investimenti. Non sempre si riesce a prevedere con largo anticipo l’andamento delle vendite, si potrebbe aver necessità di dover reperire gli articoli usciti bene dal negozio e dover invece alleggerire il magazzino da quelli che non sono andati secondo le aspettative. I noltre si potrebbe aver necessità, per vendere un prodotto che non si ha mai trattato, di avviare una ricerca sulla piattaforma per trovarlo in qualche altro negozio italiano. Un altro punto fondamentale di Shop Around è lo scambio costruttivo di dati: a ogni operatore iscritto vengono richieste statistiche sull’andamento del mercato che, una volta raccolte, possono essere consultate da tutti gli aderenti. Lo scambio di dati è sempre costruttivo, perché dà la possibilità di conoscere ancor meglio il proprio settore per poter centrare gli investimenti futuri. C’è infine una sezione “forum” dedicata allo scambio di opinioni e alla richiesta di informazioni. Shop Around è uno strumento solo per piccoli negozianti o anche per multistore e catene di prodotti sportivi?
La piattaforma è utile a tutti. Ovviamente il negozio singolo, di piccole
Se vuoi andare lontano, vai insieme agli altri”. -REtail 2.0-
e medie dimensioni, sarà il primo ad avvantaggiarsi della piattaforma. Attualmente sono registrate sia piccole realtà che grandi negozi, ma anche agenzie di rappresentanza e distributori. Anche le aziende possono aderire e sfruttare in tutto o in parte le risorse del portale. Pensiamo, per esempio, allo studio dei dati statistici che descriveranno la situazione reale del mercato.
Chi volesse aderire, cosa deve fare?
B asta andare sul sito shop-around.it, registrarsi, scegliere i settori d’interesse e il piano di abbonamento. L’amministrazione, una volta verificata la correttezza dei dati inseriti, provvederà ad abilitare l’account e da quel momento si potrà iniziare a sfruttare tutte le potenzialità del portale. A ogni iscritto verrà assegnato un identificativo (unico dato visibile sul portale), quindi ogni operazione sarà in completo anonimato: sul portale non comparirà mai il nome o la ragione sociale dell’operatore. Q uesta riservatezza ha lo scopo di non intaccare, con nessun pregiudizio, il fine comune del portale che è

_ Se vuoi andare veloce, vai da solo. Se vuoi andare lontano, vai insieme agli altri
la collaborazione tra i vari operatori del settore. Le operazioni di vendita e acquisto verranno concluse anche se provenienti da concorrenti diretti. Quali costi ha questo servizio?
Per aderire a Shop Around viene chiesto solo un abbonamento, senza nessun altro costo/commissione. Si può scegliere un abbonamento mensile di 20 euro o annuale di 200 euro. È inoltre previsto un periodo di prova gratuito di quattro mesi. I costi contenuti danno la possibilità a tutti di aderire ed entrare a far parte di un circuito unico nel suo genere. È un portale dedicato unicamente allo sport o anche ad altri mondi?
Shop Around non ha limiti di settore. Per ora abbiamo attivato categorie affini a l mondo sportivo, ma crediamo che uno sviluppo di questo portale sia utile a tutti i settori. Shop Around è un portale pensato per essere dinamico, seguendo le esigenze in divenire, per questo nello staff c’è anche uno dei programmatori che lo ha realizzato, perché dobbiamo essere in grado di migliorarlo sempre ed in tempi brevi.
Q uesto è un progetto nuovo, innovativo e per certi versi rivoluzionario, il cui motto ne racchiude la mission: “Se vuoi andare veloce, vai da solo.
-scarpa del mese-
La nuova arrivata della gamma Energize combina il ritorno di energia con un supporto olistico che guida il corpo nel suo naturale allineamento
COLLARINO / avvolge il piede e il tab scamosciato protegge il tendine d’Achille

VERSIONE DONNA / nella colorazione
Pink/Black/White

tomaia / in Fit Knit estremamente adattabile per il massimo comfort


allacciatura / in fascia elastica con traversino ad amaca
intersuola / in DNA AMP garantisce il massimo ritorno di energia. Nello stesso tempo l’innovativa tecnologia GuideRails fornisce un notevole supporto portando il corpo nel suo naturale allineamento, guidando proattivamente il piede, riducendo la rotazione del tallone e della tibia e controllando i movimenti in eccesso delle ginocchia
informazioni di base
DISCIPLINA
Road Running TARGET
Dedicata a tutti i runner che cercano supporto ma allo stesso tempo il massimo ritorno di energia per
Uomo - Donna collezione
FW 2018/19
peso
318 g uomo, 281 g donna differenziale
8 mm
misure
dal 7US al 15US uomo - da 5US al 12US donna COLORI
Black/Grey/Orange; Black, Teal, Nightlife - uomo
Pink/Black/White; Blue, Nightlife, White - donna
VERSIONE UOMO
nella colorazione
Black/Grey/Orange
i tre punti di forza

1. Sostegno olistico grazie all’innovativa tecnologia GuideRails
2. Massimo ritorno di energia
con il DNA AMP
3. Calzata sicura e massimo comfort
prezzo consigliato
180 euro


distribuito da /
Brooks Italia - 050.6398601
info@brooksrunning.it



suola / in Crystal Rubber La forma a punta di freccia del battistrada rende rapido il passaggio taccopunta e assorbe gli impatti col suolo

Comunicazione e Marketing
è la campagna marketing dedicata al lancio delle tre calzature della categoria Energize: Levitate2, Bedlam e Ricochet.
Vetrine ad hoc e allestimenti in-store dedicati alla campagna e materiale POP dedicato esclusivamente a Bedlam (in foto). Brooks ha messo a disposizione dei propri clienti banner e assets digitali da usare sui propri canali. Le tre scarpe inoltre si possono testare durante le attività try-on di Brooks e durante le tappe del Run Happy Tour (runhappytour.it)

Tutti i dettagli tecnici e i benefici sono dettagliatamente descritti nella pagina web dedicata alle 3 calzature: brooksrunning.com/it
trade marketing
Comunicazione social media dedicata al prodotto con calendario editoriale specifico per Facebook e Instagram dei retailer.
Assets social media distribuiti a tutti i retailer che hanno acquistato il prodotto. Comunicazione Degli Assets Sviluppata Tramite Piattaforma Brooks Training Center Http://Www.Brookstrainingcenter.It/
attività Pr e comunicazione
Evento stampa a Cascais, in Portogallo, il 5 settembre, dedicato alle maggiori testate sportive e di settore, organizzato per il lancio di Bedlam insieme a Levitate2 e Ricochet, modelli della famiglia Energize. Il concept dell’evento è stato la Superhuman Academy: un’occasione di formazione, per imparare come superare le barriere mentali, perfezionare il proprio equilibrio e allenare la propria forza – tutto per sviluppare i propri “superpoteri” nello sport della corsa.
“Tutto quello che facciamo in Brooks, lo facciamo pensando al runner in modo da rendere la sua esperienza di corsa la migliore possibile”, ha dichiarato Matt Dodge, Managing Director EMEA. “Grazie alla nostra rivoluzionaria intersuola dotata di tecnologia DNA AMP, ora tutti possono attingere ai propri superpoteri. Il DNA AMP di Brooks è pensato per trasformare i runner ordinari in veri supereroi (o superunner). E, in fondo, chi dice che non lo siano?”.
Seeding: e un ampio panel di giornalisti, blogger e influencer hanno ricevuto un “super kit” con una t-shirt e il modello scelto della famiglia Energize.
Social: Brooks promuove Bedlam e i suoi benefici dati dalle tecnologie DNA AMP e GuideRails anche sui propri social network con una campagna social dedicata. Adv: campagna sulle maggiori testate di running online e offline.
Quad Short CSX di bv sport: trail running a compressione selettiva

Il centro Ricerca e Sviluppo BV Sport ha dimostrato che le pressioni trasmesse agli arti inferiori variano in funzione del tipo di spessore dei tessuti biologici viventi che li compongono. Sono tessuti che si comportano come se assorbissero la pressione o, al contrario, come se le respingessero. La compressione selettiva rispetta l’anatomia e la fisiologia dello sportivo, ottimizza la biomeccanica muscolare nei movimenti, migliora il ritorno venoso, limita le vibrazioni e le oscillazioni dei muscoli. Già utilizzata dal 2004, la troviamo anche nei Quad Short CSX, pantaloni con fibra Quantum Energy Fusion Fiber che migliora lo scambio termico mantenendo una temperatura corporea ideale indipendentemente dalla temperatura esterna. È inoltre antibatterica, anti U.V., resistente e nello stesso tempo leggera e comoda. INFO: BV Sport Italia – 335.5927456 - bvsport.it
l’alpine running invernale
CON LA Spin Pro OD DI scarpa
Tra i modelli SCARPA della collezione alpine running fall-winter 2018/19, questo modello leggero ed essenziale è pensato per le corse off-road, anche sui terreni bagnati. La Spin Pro OD è riconoscibile per il design distinto e funzionale. La tomaia è in materiali idrorepellenti. Il SockFit Plus con ghetta integrata alla tomaia protegge e avvolge il piede come una calza e garantisce precisione e comfort di calzata evitando l’ingresso di fango, sassi e neve. La fodera è in tessuto tecnico elasticizzato con membrana OutDry per massima impermeabilità e comfort. La suola Fixion ha un elevato grip e trazione su qualsiasi tipo di terreno grazie al design del battistrada in mescola Vibram Megagrip.

L’intersuola è in EVA a compressione a media densità + inserto in EVA a bassa densità sull’avampiede per effetto shock-absorbing + inserto in ESS per massima reattività e assorbimento degli impatti.
INFO: Calzaturificio Scarpa 0423.5284 - info@scarpa.net

DryFlx - 360° reflective di Buff
La nuova linea Buff Running è stata concepita con un nuovo tessuto ultra stretch, confortevole, morbido e termico, il DryFlx (49% Polyestere, 47% Polyamide, 4% Elastane), che offre traspirabilità e ottima gestione dell’umidità durante l’attività fisica ad alta intensità, mantenendo tutte le caratteristiche di ottima vestibilità. La collezione in DryFlx per i runner si compone di: headband, Buff multifunctional (tubolare), nechwarmer e hat, sempre abbinabili secondo il concetto Mix & Match, i quali presentano elementi retroriflettenti a 360°, inseriti nella fantasia e non necessariamente visibili alla luce, che si accenderanno una volta colpiti dai raggi luminosi, per dare la miglior visibilità e sicurezza.
Pro Vest DI Camelbak
Molto leggero (180 g), viene fornito con due borracce morbide Quick Stow (0,5 L ciascuna), in tre taglie. Il gilet garantisce il massimo flusso d’aria. Offre inoltre numerose tasche frontali per un facile accesso a barrette, acqua o sali, oltre a una tasca dove si possono riporre strati di vestiario extra. La tasca posteriore può infine ospitare un serbatoio CRUX aggiuntivo per le corse in autosufficienza. Logo profili e inserti riflettenti migliorano la sicurezza dei runner che si allenano nell’oscurità.

Zeroweight di Odlo riscalda l’allenamento
La giacca da running Zeroweight Windproof Jacket Warm utilizza il principio dell’Organic Body Mapping. La zona anteriore del torso è composta da un tessuto laminato a tre strati resistente all’acqua che assicura protezione dal vento facendo dimenticare il freddo e offrendo allo stesso tempo un’ottima elasticità e traspirabilità. Per gli atleti a cui piace tenere d’occhio i dati delle proprie prestazioni, la manica è dotata di un’apertura nella zona dell’orologio. Inoltre le stampe catarifrangenti garantiscono maggiore sicurezza al buio. Gli Zeroweight Windproof Pants sono studiati per tutti i runner che danno importanza al comfort e alla termo-regolazione. Come per la giacca, anche i pantaloni presentano dettagli catarifrangenti e seguono l’esclusivo principio dell’Organic Body Mapping. INFO: Premiere Distribution - 0471.847766 - info@premieredistribution.it
Salomon: tutte le novità della Sense Ride

La nuova gamma di colori declinata alle Sense Ride è stata creata per fare convergere al meglio alte prestazioni e stile urbano. I nuovi colori Sense Ride per la linea uomo sono black/ white/phantom, white/black/pearl blue e green/white/martini olive. per la linea femminile invece sono black/white/phantom, white/ graphite/pearl blue e potent purple/white/graphite. Salomon ha inoltre lanciato, per questo autunno, la Sense Ride Gore-Tex Invisible Fit. La scarpa ha le stesse caratteristiche prestazionali della gamma leggera Sense Ride - tra cui ammortizzazione consistente e gomma Premium Wet Traction – ma con un’esclusiva costruzione Gore-Tex che la rende partner ideale per quelle lunghe sessioni in condizioni meteorologiche sfavorevoli.
INFO: Amer Sports Italia SpA - 0422.5291- amersports-italy@amersports.com
Brooks Nightlife, per runner sempre visibili
Realizzati pensando sia allo stile che alla sicurezza, tutti i capi della linea Nightlife sono caratterizzati da inserti riflettenti posizionati in punti strategici in modo che gli automobilisti possano vedere i runner immediatamente, alla prima occhiata. Il materiale riflettente nelle zone più critiche è tanto elegante quanto visibile. I capi sono traspiranti, minimali e leggeri, permettono di correre all’aperto di notte o nelle aree trafficate in tutta sicurezza. Un tipo di sicurezza che non compromette lo stile. Per allenarsi in qualsiasi condizione meteo rimanendo caldi e asciutti. INFO: Brooks Italia
050.6398601 - info@brooksrunning.it


l’inverno illuminante di ASICS

INFO: NOV.ITA srl - 011.6467743 - nov-ita.com


Lite-Show Jacket - Ideale per correre protetti dal freddo o da particolari condizioni meteorologiche. Il materiale softshell è antivento e impermeabile, mentre i pannelli in maglia spazzolata sui fianchi e sul dorso consentono l’eliminazione dell’umidità, mantenendo il corpo asciutto e a proprio agio per tutta la corsa. Non mancano particolari reflective invisibili sul dorso e sulle maniche. Le ampie tasche frontali sono dotate di zip e di porta multimediale per gli auricolari. Lite-Show Winter Tight - La visibilità riflettente a 360° e la copertura completa sono la caratteristica più importante di questi pantaloni aderenti lunghi da uomo. Il tessuto morbido spazzolato ha caratteristiche termiche che proteggono dal freddo, mentre la tecnologia di gestione dell’umidità mantiene la pelle asciutta e garantisce il comfort. La stampa riflettente Lite-Show su tutto il capo garantisce visibilità a 360°. Grazie alle pratiche zip alla caviglia indossarli e toglierli risulta estremamente facile.
INFO: ASICS Italia - 0171.416111 - info@asics.com
Marcello Vendramin, direttore scientifico di Freelifenergy “Fuel For Sport”, spiega come e quali integratori risultano ideali per un’ottimale gestione della maratona in tutte le sue fasi
Sono molti i fattori da tenere in considerazione durante la preparazione della distanza regina: un allenamento personalizzato studiato da un preparatore atletico che comprenda anche il riposo e il recupero, un’alimentazione sana e corretta per un giusto apporto di sostanze nutritive adeguate, una corretta gestione della nutrizione e integrazione prima, durante e dopo la gara per non rischiare di rovinare un giorno così importante. I prodotti Freelifenergy “Fuel For Sport” sono studiati per tutti gli sportivi, agonisti ed amatori, e sono integratori efficaci e sicuri, senza aggiunta di additivi chimici superflui.
Energetika per il pre-gara – Normalmente ci si sveglia e si fa colazione almeno 2 se non 3 ore prima della partenza. Questo significa che, anche se si è fatta una colazione corretta ed equilibrata, ci si troverà sulla griglia di partenza al limite della riserva energetica. Si rischia di essere ‘vuoti’ ancora prima del via. Solitamente suggerisco di assumere circa 45 minuti prima dello start la nostra barretta Energetika a base di carboidrati ad assimilazione sequenziale. Un prodotto liquido o a base di gel in questa fase rischia di avere un’assimilazione troppo rapida e provocare il classico picco glicemico, con conseguente crisi energetica. Un prodotto a rapida digestione ed utilizzo sequenziale come la barretta Energetika, ci garantisce di partire con il giusto livello di carburante.
Super Energy durante la gara – La condotta nutrizionale che consigliamo in gara, è in realtà molto semplice con la sola assunzione di Super Energy. Si presenta liquido in fiala a base di glucidi ed elettro -
liti immediatamente disponibili e va assunto ogni 45-50 minuti circa. Per esempio possiamo dire che un atleta medio potrebbe assumere il Super Energy al km 10, 20, 30 e 35, così da non avere cali nel finale. È importante assumere le fiale sin dall’inizio per non andare mai ad intaccare la riserva energetica, bisogna prevenire e non curare ‘la crisi’. Super Energy è stato studiato per essere benzina allo stato puro, digeribile e tollerabile da chiunque, in qualunque circostanza. È stato testato da ultramaratoneti su strada, nel deserto e in montagna, con i migliori risultati.
Hydrorace come idratarsi in gara – È fondamentale idratarsi bene almeno nei 3 giorni precedenti la maratona. Questo potrà essere fatto assumendo almeno 2 litri d’acqua e due bustine di Hydrorace al giorno. Durante la gara, per i più veloci consigliamo di assumere solo acqua ai ristori, mentre per chi impiega più di 4 ore consigliamo di assumere una bustina di Hydrorace a metà gara. Utilizzare prodotti che non conoscete, trovati casualmente ai ristori, potrebbe determinare spiacevoli disturbi gastrointestinali.
Proteika per il dopo gara – Fondamentale la prima mezz’ora appena tagliato il traguardo per promuovere un ottimo recupero e ripristinare le riserve energetiche (glicogeno) e minerali. Si fa tutto in due mosse: una bustina di Hydrorace e la nostra barretta Proteika, da assumere immediatamente dopo l’arrivo. Con questi semplici accorgimenti, la sensazione di nausea dovuta allo sforzo e alla fatica viene solitamente superata brillantemente.
INFO: Freelifenergy Point - 039-5970356 - info@freelifenergy.com






I capi Rewoolution garantiscono performance sportive e tecniche di alto livello grazie alle capacità termoregolatrici dei tessuti. Unite alla loro traspirabilità elevata e alla naturale morbidezza, elasticità e resistenza all’usura
Icapi Rewoolution pensati per il running sono realizzati in lana Merino etica, proveniente da fattorie neozelandesi con certificazione ZQ. Leggerissimi e morbidi, i tessuti vengono prodotti attraverso una gestione sostenibile delle risorse ambientali, economiche e sociali, tracciandone l’intero percorso e salvaguardando il benessere delle persone e degli animali. Ma ciò che più differenzia i tessuti Rewoolution – la cui lana viene lavorata negli storici stabilimenti Reda, in Piemonte - è l’esclusivo sistema di filatura con cui sono prodotti: la tecnologia CompACT3. Sviluppato nei laboratori Reda, questo processo potenzia le caratteristiche naturali uniche della lana Merino purissima, assicurando il 15% di resistenza, il 30% di elasticità e il 20% di morbidezza in più rispetto a quella tradizionale. Trattata con la tecnologia CompACT3, la materia prima nobile accresce il proprio potere isolante, traspirante e termoregolante. Il filato risulta privo di pelosità, non punge, protegge dai raggi UV e impedisce la formazione di odori sgradevoli, inoltre è facile da curare e asciuga rapidamente. Ma soprattutto, durante l’attività sportiva garantisce un’eccellente elasticità, una resistenza straordinaria all’usura e una leggerezza estrema: benessere, comfort e performance.
donna / Quilted Vest
• Gilet con cappuccio impermeabile
richiudibile nel collo
• Apertura centrale con zip camlock
• Tasche basse davanti chiuse da zip invisibile
• Bordature in nastro elastico
• Fodera interna in materiale tecnico Sensitive Fabrics
• Trapuntatura

sul davanti e sul dietro
• Tessuti: 100% Reda Active Merino
Punto Roma, Nylon ultralight & Recycled Polyester Thermo Padding; fodera interna in Sensitive Fabrics
• Peso: midweight 280 g
uomo / Full Zip Pockets
• Full zip con apertura camlock
• Taschino al petto termonastrato, chiuso da zip con cursore camlock

• Tasche basse frontali chiuse da zip invisibile
• Fodera davanti in rete tecnica
Sensitive Fabrics
• Tessuti: 100% Reda Active Merino
Punto Roma & Sensitive Fabrics
Technical Mesh
• Peso: midweight 280 g
Jogging
• Vita elasticizzata con coulisse
• Tasche anteriori chiuse da zip camlock
• Girotasca termonastrato
• Tasca a toppa posteriore
• Polsino al fondo gamba elasticizzato
• Tessuti: 100% Reda Active Merino
Punto Roma
• Peso: midweight 280 g
INFO: Rewoolution - 015.7049111 - customercare@rewoolution.it

Dopo la Sonic, Under Armour introduce la tecnologia di ammortizzazione HOVR sulla Phantom. E nelle prossime stagioni, lo farà anche in altre categorie di calzature. HOVR è una piattaforma di ammortizzazione studiata per garantire la perfetta combinazione di ammortizzazione e reattività. L’intersuola HOVR utilizza una schiuma brevettata in collaborazione con Dow Chemical che garantisce un effetto di grande morbidezza al durometro e ammortizzazione a ogni falcata. Questo nuovo sistema soddisfa l’esigenza dei runner di poter contare su una scarpa che non solo sostiene, ma garantisce anche un buon ritorno di energia e un’ottima ammortizzazione. Merito anche dell’”Energy Web”, una rete mesh di compressione che racchiude il nucleo di ammortizzazione, contenendo e modellando la schiuma UA HOVR. Tutte queste features migliorano le prestazioni. Con HOVR, infatti, la scarpa assorbe parte dell’impatto aumentando il comfort.
IL COLLETTO / a coste, avvolge la caviglia senza costringere

Una nuova propulsione unita a una calzata ultra comoda e aderente
la TOMAIA /

IL CONTRAFFORTE / assicura un sostegno estremamente stabile
LA suola / interamente in gomma, presenta un’esclusiva struttura a tasselli per maggiore aderenza e durabilità
si asciuga rapidamente e assicura una calzata aderente e traspirante che offre leggerezza e forza direzionale oltre a un buon comfort
LA PARTE CENTRALE / pannello 3D sagomato nella parte centrale del piede con perforazioni realizzate al laser per una maggiore ventilazione

/ 8 mm PESO / 293 g
INFO: Oberalp - 0471.242900 - info@oberalp.it
L’INTERSUOLA / SpeedForm 2.0 altamente traspirante con profili specifici per uomo e donna garantisce maggiore protezione e un sostegno più morbido alla pianta del piede
Con un nuovo sistema di ammortizzamento che assicura ancora più stabilità, comfort e fluidità di corsa
“Power To Perform” è il claim della nuova campagna di Mizuno che identifica l’essenza più profonda di tutta la produzione del brand giapponese. Risultato dell’impegno costante da parte del Dipartimento Ricerca e Sviluppo dell’azienda che, per i runner più esperti, ha disegnato la Mizuno Wave Rider 22.
IL NUOVO SISTEMA DI AMMORTIZZAZIONE
La Wave Rider 22 è caratterizzata da un nuovo sistema di ammortizzamento che assicura ancora più stabilità e comfort. Presenta un nuovo “wave” con la parte tallonare convessa in grado di assorbire in modo ottimale gli shock in fase di appoggio, dissiparli lungo l’intersuola e restituire energia in fase di spinta. Si ottimizzano così ammortizzazione, stabilità e fluidità di corsa.
TOMAIA / La tomaia è stata nuovamente alleggerita con un mesh molto sottile e traspirante, di consistenza ridotta, per una calzata ancora più comoda


intersuola / L’intersuola della Mizuno Wave Rider 22 è costruita con una doppia mescola, composta da U4icX e U4ic, che rende l’ammortizzazione ancora più dinamica e la scarpa più leggera e morbida
INFO: Mizuno Italia srl - 011.3494811 - info@mizuno.it
Adatta agli allenamenti di fondo e studiata per macinare chilometri. È da sempre simbolo di protezione e comfort in casa Saucony


caratteristiche drop: 8 mm
taglie:
M 7-13,14,15 – W 5-12
peso:
m 306 g w 266 g colori:
M - silver/blue/vizired –White
W - White/Aqua – White





intersuola e la Topsole sono costituite dall’Everun presente per tutta la lunghezza della scarpa. Questo si differenzia dalla più classica EVA per alcune peculiarità: possiede un grande potere ammortizzante con un conseguente ritorno d’energia, assorbe efficacemente i picchi di pressione, mantiene inalterata la sua struttura durante tutto il tempo di vita della calzatura e non risente degli sbalzi termici. La suola in questa nuova versione ha un nuovo design che fornisce maggiore comodità, flessibilità, ma soprattutto favorisce la transizione tallone punta.
La tomaia è costituita dal sistema Isofit, un’efficace unione di fodera interna e gabbia mobile che crea un fit più dinamico, si adatta alla forma del piede e ne asseconda i movimenti.
D ate le sue caratteristiche di comfort e ammortizzamento assoluto, è particolarmente adatta per percorrenza su lunghe e lunghissime distanze. Oltre agli atleti che necessitano di ammortizzazione, è rivolta a runner pesanti e camminatori.
Una selezione di alimenti di altissima qualità certificati. Particolarmente adatti per chi pratica sport
Bio Raw Natural è il nome della nuova linea food di BRN, nata per soddisfare gli atleti dal palato esigente, attenti alla propria alimentazione e salute. Si tratta di una linea di prodotti 100% biologici certificati, realizzati con ingredienti attentamente selezionati per le loro proprietà organolettiche e la ricchezza dei loro valori nutritivi. Esaltati dal particolare processo di essiccazione, in grado di mantenere all’interno di ciascun alimento l’energia e la ricchezza nutritiva che porta in natura. La ricca proposta di BRN comprende, oltre alle polveri proteiche e di recupero, gustose barrette energetiche e proteiche, croccantissime confezioni di muesli e due creme spalmabili.

Perché BIO?
Il metodo della coltivazione biologica si differenzia da quello convenzionale principalmente perché sfrutta la naturale fertilità del suolo e limita o esclude totalmente l’utilizzo di prodotti di sintesi e degli organismi geneticamente modificati (OGM).
Perché RAW?
Raw vuol dire crudo. Quando cuociamo il cibo distruggiamo parte delle sue virtù nutrizionali. Per questo BRN ha scelto un processo produttivo che si svolge interamente sotto i 42°: è questa infatti la soglia di temperatura di lavorazione entro cui i cibi mantengono tutti i loro valori nutrizionali.
Perché NATURAL?

Tutti gli ingredienti sono attentamente selezionati e preparati per conferire ai prodotti un sapore e un gusto unico, con una carica energetica 100% naturale. La selezione è vasta e comprende frutta, frutta secca, semi (anche già germinati) e germogli.
INFO: BRN Bernardi Componenti per Ciclo - food@brn.it
Più controllo nella corsa e una migliore risposta. Parla l’ultratrailer ambassador del brand svizzero, undicesimo all’ICON Livigno Xtreme Triathlon
Quando e come hai conosciuto le solette e i plantari Noene? Circa tre anni fa a una gara. Nel premio c’erano anche le solette Noene SP01 (in foto).
Quali modelli hai avuto modo di testare? SP01, N02 e AC+.
Le indossi sia in allenamento che in gara?
Sì, specialmente le 01 e 02.
In quali situazioni le hai trovate più performanti?
Trovo le solette molto utili soprattutto nel trail.
Quali effetti generali hai riscontrato a livello di prestazione?
Assorbendo le vibrazioni a livello articolare, riesco ad avere più controllo nella corsa e una migliore risposta. Sei riuscito a risolvere anche problemi di carattere fisico, come per esempio tallonite, fascite plantare, mal di schiena o altro?
Per fortuna non ho mai sofferto di fascite e altri fastidi. Quello che mi sento di dire è che, da quando utilizzo le solette, accuso molto meno le vibrazioni a livello articolare, di conseguenza ne traggo più giovamento.

Qual è il beneficio che più ti ha colpito della tecnologia Noene?
La capacità di dissipare le vibrazioni al momento dell’impatto.

INFO: noene-italia.com
carta d’identità
nome e cognome: Paolo Massarenti età: 51 nato a: Borgosesia (VC) vive a: Ronchi dei Legionari (GO) professione: commesso principali gare compiute:
AIM Energy Trail 2°, Kokos Trail 2°, maratona dell’UNESCO 2°, ICON Livigno Xtreme Triathlon 11° la gare più difficile: Toubkal Marocco e ICON Quella di cui sei più orgoglioso: nel 2018 sicuramente ICON a Livigno; mettersi in gioco in una disciplina per me quasi totalmente nuova e avere raggiunto un bellissimo risultato ( 11° posto) è motivo di orgoglio; la preparazione di un triathlon estremo è complessa, richiede molti sacrifici; su 110 partiti, l’abbiamo finito solo in 27 La tua prossima gara: Triathlon olimpico a Muggia e CMP trail 43km
L’impresa che prima o poi vorresti compiere: La Marathon des Sables
“Così voglio ricordarli ora. In un cielo improbabilmente attrezzato per lo sport, uno a insegnare i corretti passaggi del running, l’altro le giuste traiettorie dello sci”
_ DI DINO BONELLI
Pakistan, 15 giugno 2018. Scorrendo con lo sguardo la ripida parete frontale del K2 che si erge di fronte a me, un tremendo misto di roccia e neve, salgo verso la cima e poi mi perdo nel cielo terso. Più o meno nello stesso momento, a migliaia di chilometri di distanza, un amico, vittima di un incidente con gli sci sul Gelas, una montagna delle Alpi cuneesi, sale con lo spirito verso la sua nuova celeste dimora. Massimo Dalmasso, 49 anni - per tutti Macio - che con la sua esuberante voglia di vivere, il suo sorriso contagioso e la sua energia sempre super positiva, sembrava invincibile e addirittura immortale, in quello sfortunato momento di quel triste giorno di metà giugno ci ha lasciati per sempre.
IL MEMORIAL DI MACIO - 7 ottobre 2018, ho le gambe gonfie dalle tante ore d’aereo, i muscoli sono tutt’altro che allenati e il fuso orario di un lungo viaggio mi ha tenuto sveglio per gran parte della notte, ma vado lo stesso. A Caraglio, una quindicina di chilometri da Cuneo, c’è una 21km che da quest’anno, purtroppo, è anche il Memorial di Macio. Una breve e toccante cerimonia prima della partenza ricorda la bella persona che era il nostro amico, mentre gli anziani genitori ne scoprono una gigantografia attaccata al montante del gonfiabile rosso che funge da partenza-arrivo. Anni fa sentii dire da qualcuno che nessun genitore dovrebbe mai sopravvivere a un figlio e nel vedere gli occhi lucidi e le guance rigate dei Signori Dalmasso, mi convinco più che mai della veridicità di quel detto. Nonostante le previsioni di pioggia, la giornata è bella e nonostante le tante gare in concomitanza, ci sono 150 atleti al via. Il percorso è vario e bello, l’asfalto si mescola con stradine sterrate non impegnative, un paio di dislivelli interessanti disturbano un ritmo più da stradisti che da trailer, benché la gara si chiami Half Trail della Val Grana by Saucony. Il paesaggio della Val Grana sorride con i suoi sontuosi colori autunnali e probabilmente, dall’alto dei cieli, anche Macio
sorride, come suo solito, applaudendo tanto i primi quanto gli ultimi, tanto i runner della 21 km quanto i non competitivi della 10 km, tanto gli amici quanto quelli che non lo hanno mai conosciuto. Perché lui era così, non si sottraeva mai a nessuno, conoscente o sconosciuto che fosse, aveva parole gentili e/o d’incoraggiamento per chiunque. “Era il coach perfetto”: come ha testimoniato una sua giovane allieva del campo d’atletica, perché Macio era anche coach e anche in questo era bravo, molto bravo, e anche qui sembrava invincibile e addirittura immortale.

IL GRANDE CESCO DEFLORIAN - Stesso giorno, verso sera, mentre scrivo queste quattro righe rubate a questo giornale, una telefonata mi avvisa della morte di un altro grande uomo. Un’altra persona speciale, un altro amante della vita vissuta intensamente e allegramente, un altro coach, questa volta non d’atletica ma di sci, un altro amico. Il grande Cesco Deflorian, già azzurro e poi allenatore della valanga azzurra, dopo l’ennesimo giretto in bici con gli amici, si spegne d’infarto, all’età di 80 anni, nella sua casa di Manta, poco distante dalla sopracitata Caraglio. Non so se Cesco e Macio si conoscessero, ma li accomuna il fatto che oltre che miei cari amici, sono stati per me e per molti altri che hanno avuto la fortuna di conoscerli, un esempio positivo e allegro di come vivere la vita, sempre attivi e sorridenti, sempre concreti ed effervescenti. E così voglio ricordarli ora, in un cielo improbabilmente attrezzato per lo sport, uno a insegnare i corretti passaggi del running, l’altro le giuste traiettorie dello sci

Connettersi con la natura in maniera totale attraverso l’ultra distanza. Dove la corsa endurance diventa uno stile di vita.
Zac Marion, ambassador di Topo Athletic, si racconta in un’esclusiva intervista
_ di cristina turini
L’atleta élite e ambassador di Topo Athletic, utilizzava le scarpe del brand ancora prima di diventarne testimone, apprezzandone, sia come atleta ma anche come fisioterapista, le qualità tipiche della gamma, che assecondano una postura di corsa naturale senza togliere protezione e ammortizzazione, per permettere al corpo di muoversi in modo efficiente per lunghi periodi di tempo. E per prolungare quella sensazione di libertà miglia dopo miglia, rimanendo in sintonia con il proprio corpo nel gesto ancestrale della corsa in corsa. R ecentemente ha vinto la Gore-Tex Transalpine-Run, sette tappe che attraversano tre nazioni, per un totale di 258,4 km, 16.454 metri di dislivello in salita e 16.590 metri di dislivello in discesa. Il podio è stato conquistato nella categoria Mixed insieme ad Amanda Basham. Un’importante traguardo per l’atleta, o forse l’inizio di un’altra avventura…
Ciao Zac, quali sono stati i momenti significativi della tua vita che ti hanno trasformato prima in runner, e poi in ultra runner?
La corsa per me ha sempre riguardato il fitness e il vivere uno stile di vita sano e attivo. Quando pesavo 110 kg ho iniziato a correre proprio per perdere peso. In quei primi mesi di corsa ha iniziato a manifestarsi in me una ritrovata passione per il vivere sano e il sentirsi benissimo nel farlo. Da allora non ho più smesso e la corsa è entrata a far parte del mio stile di vita. Sono sempre stato un atleta e la mia natura competitiva mi ha aiutato a spingere in qualunque sport praticassi. Ho sempre cercato di correre più lontano e più veloce. Alla fine ho lasciato la strada e ho scoperto il trail e l’ultra running, completando il Leadville 100 del 2013. Da allora ho trovato il modo di mettermi alla prova su queste distanze e in montagna. Come sei diventato ambassador Topo Athletic? Conoscevi e utilizzavi già le scarpe del brand (o comunque minimal) oppure le hai scoperte con questa collaborazione?
S ono diventato un atleta Topo Athletic dopo aver osservato l’azienda fin dal suo esordio. Ho infatti usato alcuni modelli anni prima di correre come loro ambassador. Essendo un fisioterapista ho sempre sostenuto l’utilizzo di una calzata naturale e ho lavorato solo per marchi che abbracciavano la filosofia del natural running. Topo Athletic offre una fantastica combinazione tra scarpe poco ammortizzate e scarpe più ammortizzate in grado di offrire anche un drop più basso da tallone a punta e un puntale dalla forma naturale, che permetta alle mie dita di allargarsi comodamente ad ogni passo. La mente gioca un ruolo fondamentale nelle lunghe distanze. Ma anche una postura corretta aiuta a preservare il fisico dagli infortuni e ad andare avanti più a lungo. I modelli Topo Athletic ti hanno aiutato in questo senso?
A ssolutamente! Permettendo al mio corpo di lavorare con la minor quantità possibile di forze esterne contro cui combattere, esso può fare ciò che è naturalmente destinato a fare. Biologicamente siamo


progettati per essere “animali di resistenza”, in questo senso l’approccio di Topo Athletic permette di tornare a un movimento della corsa primitivo. La corsa riporta l’atleta agli elementi base della fisiologia. Con queste scarpe non ho mai avuto la sensazione che il mio corpo stesse lavorando contro qualcosa. Né ho mai avuto vesciche o punti caldi. Mi sono sempre sentito protetto ma allo stesso tempo connesso alla terra ad ogni singolo passo. Quali modelli Topo Athletic usi in allenamento e quali in gara? Uso tutte le scarpe Topo Athletic in allenamento. Il modo migliore per essere in grado di gestire qualsiasi cosa è allenare tutto. Corro con una scarpa mista per strada e trail in modo che il mio corpo si adatti a tutto ciò che incontro. Inoltre mi alleno un paio d’ore alla settimana sulla forza in palestra, facendo esercizi di stabilità e mobilità. Anche in questo caso uso Topo Athletic. La maggior parte
Vorrei esplorare la natura ovunque nel mondo, solo con la mia forza “
delle mie sessioni di corsa sono con le MT-2 o le Magnifly 2. Ho corso molto e gareggiato con le nuove Ultraventure. Trovo che abbiano la trazione, la rullata, l’ammortizzazione e il comfort migliori per me. Probabilmente sarà il mio nuovo modello preferito il prossimo anno.
La Gore-Tex Transalpine-Run è stata la tua ultima fatica ma anche il tuo ultimo successo. Come ti sei preparato a questa gara? H o corso la gara l’anno scorso ma mi sono infortunato (rottura del bicipite femorale). Quindi è stata più o meno un’occasione per familiarizzare con le Alpi e capire come affrontare una settimana impegnativa di corse e gare. Sapevo cosa mi aspettava quest’anno, e quindi mi sono allenato conseguenza facendo molti lavori sulla velocità, per essere sicuro di avere il VO2 max giusto per affrontare le salite. Gli Stati Uniti non hanno molti terreni simili alle Alpi, ma lo
Utah ci va piuttosto vicino. Così ho fatto molte gare lì, pianificate apposta per simulare l’esperienza della Gore-Tex Transalpine-Run. Ho aggiunto nel programma anche allenamenti incentrati sulla forza per essere in grado di gestire la salita e anche recuperare più velocemente e mi sono allenato molto su una salita di 1,6 km con circa 450 m di dislivello, a un isolato da casa mia. Fondamentalmente, tutto il mio anno si è concentrato su un allenamento studiato per gareggiare al meglio sulle montagne europee. Che modello di scarpa hai utilizzato per affrontare la gara?
H o usato l’Ultraventure per i tratti lunghi, alternandole con le Runventure quando il percorso era particolarmente breve e veloce. Come vieni coinvolto da Topo Athletic nella promozione delle varie collezioni? Aderisci a qualche iniziativa particolare?
La mia collaborazione con Topo Athletic è sempre stata speciale. Come medico, allenatore e atleta, supporto completamente la loro visione e l’iniziativa di #movebetternaturally con le loro calzature che assecondano il movimento naturale del corpo. Come atleta, sono in grado di fornire feedback e opinioni durante i test delle scarpe, che l’azienda tiene in grande considerazione e utilizza per perfezionare il prodotto. Offre una grande linea di prodotti che risponde alle esigenze di ogni atleta. I modelli sono sempre protettivi, con una grande trazione, tomaie dalla forma naturale e differenziale minimi da tallone a punta. Ma offrono anche diversi livelli di ammortizzazione per le necessità di ogni individuo. Per me le scarpe di Topo Athletic sono perfette.
Qual è l’aspetto più bello di correre una ultra maratona? Il motivo che ti spinge a non fermarti mai?
Per me, l’aspetto più bello di correre una ultra maratona è il processo che porta a spingerti oltre i tuoi limiti. È l’occasione quotidiana per migliorare me stesso come corridore e atleta in allenamento. Gestire la gara è solo una celebrazione di un processo e di un nuovo livello di preparazione. Correre è solo la parte divertente! Attraversare quel traguardo per la prima volta e superare tutte le avversità che solo le ultra maratone possono offrire è molto soddisfacente e davvero emozionante. Inoltre queste distanze danno l’opportunità di raggiungere splendidi scenari di montagna. Se scelgo di correre

per così tante ore, voglio farlo in posti incredibili. Vorrei esplorare la natura ovunque nel mondo, solo con la mia forza, piuttosto che in qualsiasi altro modo. Quindi per me è un’opportunità per connettermi con la terra e l’ambiente in un modo molto primitivo e intimo. Questo è ciò che mi fa andare avanti. Hai un sogno da realizzare? O lo hai già realizzato?
I l mio massimo sogno è continuare a vivere uno stile di vita sano che mi offra continuamente l’opportunità di connettermi con il mondo intorno a me solo grazie alle mie forze. Come atleta, direi che il mio più grande obiettivo è quello di continuare a migliorare e correre bene nella Western States 100 Mile Endurance Run. È l’originale 100mile race, nonché la gara più grande e competitiva degli Stati Uniti su questa distanza.


La sfida di Enzo Caporaso punta direttamente al Guiness dei Primati. Con il supporto di Saucony _ di manuela barbieri
Sguardo fiero e Ride ISO White Noise ai piedi. È così che lo scorso 14 settembre, alle ore 11, Enzo Caporaso - runner conosciuto nell’ambito delle imprese podistiche da record - si è presentato al Parco Ruffini di Torino presso lo Stadio Primo Nebbiolo. Ed è così che farà ogni giorno fino all’11 novembre, data in cui terminerà la sua nuova impresa: correre 59 maratone in 59 giorni consecutivi. Un’impresa che ha dell’incredibile - quasi ai limiti delle capacità umane – e che Saucony ha deciso di supportare. In questa sfida, oltre a testa, fiato, cuore e gambe, le sue fedeli compagne saranno infatti le nuove Ride Iso, modello Saucony di punta rinnovato per la stagione FW18. Perfetto equilibrio di ammortizzamento e reattività per garantire a Enzo tutto il supporto e la propulsione di cui ha bisogno.
Enzo è tuttora detentore del primato di maggior numero di maratone consecutive (51 nel 2008), e ha alle spalle la conquista del maggior numero di ultramaratone corse in giorni consecutivi (7 gare da 100 km nel 2010). Ora ci riprova, tentando di correre 59 maratone in 59 giorni. Numero non casuale. Enzo, infatti, ha 59 anni ed è nato nel 1959.
Per seguire l’impresa, oltre agli aggiornamenti sulla pagina Facebook di Saucony Italia, su quella del protagonista e su quella del negozio Giannone Sport, è attivo un canale Youtube: “59 Alla Terza”, come il nome dell’impresa.

• 1.034 partecipanti
• 329 iscritti alla 19 km
• 705 iscritti alla 13 km e 9 km
Lo scorso 14 ottobre, in qualità di sponsor tecnico dell’ottava edizione del “Trail del Prosecco Superiore“ a Pieve di Soligo, Saucony è tornata a correre in terra trevigiana. In mezzo a spettacolari crinali coltivati a vigneto alternati a suggestivi tratti boschivi, in un susseguirsi di saliscendi e tratti altamente tecnici. La cornice ideale per il trail running, con due tracciati a disposizione da 19 (D+760) e da 13 km (D+410), e un percorso da 9 km per il nordic walking.
“Non potevamo mancare, per almeno due ragioni: oltre all’innegabile legame con il nostro territorio, siamo consapevoli che il trail running è una disciplina in crescita. Saucony è presente nel comparto offroad con diversi modelli, dalla pluripremiata Xodus ISO 3, novità di stagione, alla veloce Peregrine 8, passando per la versatile Excursion TR12 e le speciali Koa ST e Koa TR”, spiega Thomas Lorenzi, responsabile atleti & eventi Saucony, e trailrunner.


• 700 partecipanti
• 7.000 euro raccolti a favore dell’Istituto di Candiolo
Saucony lo scorso 30 settembre ha rinnovato il suo impegno nel sociale supportando la 19esima edizione della Stracandiolo, organizzata da Giannone Running e dal Gruppo Sportivo Podistico Torino ’75. Una corsa di solidarietà nata per raccogliere fondi a favore dell’Istituto per la ricerca e la cura del cancro di Candiolo (Torino).
“Siamo particolarmente orgogliosi di essere presenti come sponsor tecnico – afferma Thomas Lorenzi, responsabile atleti & eventi Saucony – perchè si conferma ancora una volta quanto la corsa faccia non solo bene, ma anche del bene”.
In questi anni infatti, la Stracandiolo ha permesso di raccogliere 150 mila euro, tutti destinati alla lotta contro il tumore.




Michele Graglia ha attraversato di corsa il deserto dell’Atacama in Cile, correndo per 925 km. Ecco l’analisi del dott. Lorenzo Lanzillotta che l’ha seguito in questa nuova sfida
Testo e foto Dino Bonelli
Il deserto dell’Atacama, nel nord del Cile, è uno degli ambienti più aridi e inospitali del mondo. Benché la sua lunghezza sia quasi indeterminata per il continuo congiungersi con lingue desertiche minori che espatriano addirittura in Perù e Bolivia, i cileni amano pensare che il loro deserto sia compreso tra la bella cittadina di San Pedro de Atacama al nord e la più grossa e rumorosa Copiapò al sud, mentre a ovest il confine naturale è disegnato dalla catena Andina e a est dall’oceano Pacifico.
LA NUOVa SFIDA DI GRAGLIA / In questo desolato lembo prevalentemente roccioso che custodisce ricchi giacimenti minerari nel sottosuolo, Michele Graglia, l’ex fotomodello ligure ora votato all’ultra running e recente vincitore della massacrante Badwater 135 in California (leggete il suo libro “Ultra” per saperne di più sulla sua vita), ha corso per 925 km al fine di attraversarlo tutto sulle proprie gambe. Il gesto sportivo come tramite per un’avventura estrema in cui è stato accompagnato da un mini team che lo ha aiutato nelle fasi d’alimentazione e di accampamento. Nella crew anche il dott. Lanzillotta, sessantacinquenne otorinolaringoiatra di Cuneo, con all’attivo 7 Ironman e almeno 20 maratone portate al termine e, quindi, una grossa esperienza personale nel campo dell’endurance sportivo. “Quando mi è stato chiesto di accompagnare Michele in questa incredibile attraversata mi sono un po’ spaventato. Poi ho riflettuto su un paio di cose come il fatto che il soggetto è uno sportivo sempre in super forma e senza alcuna patologia di rilievo e che di per sé quest’avventura non presentava particolari pericoli. Così, visto che conosco bene l’atleta ma, soprattutto, ammiro l’uomo che c’è in lui, ho accettato l’incarico”. Lanzillotta, che come logico sia, è sempre stato chiamato “Doc” da tutto il team, ha seguito Michele quasi metro per metro in quanto, insieme ad altri due membri della crew, con l’apposito mezzo fuoristrada, aveva il compito di alimentarlo, idratarlo, sorvegliarlo e rincuorarlo con punti di ristoro che variavano dai 4 ai 7 km a seconda della durezza del percorso.
DUE MARATONE E MEZZA AL GIORNO / “La scelta tecnico-tattica per questa attraversata è stata quella delle due maratone e mezza al giorno, con i primi 42 km da correre subito di mattina, con partenze prima dell’alba. Durante la prima piccola pausa ristoratrice, oltre a una valutazione medica generale, l’ho anche sottoposto a massaggi decontratturanti perché, nonostante l’ottima struttura muscolare di Michele, i polpacci, il tendine d’Achille e i glutei, specie dopo i primi 300 km, hanno iniziato a risentire dell’immenso sforzo. Di pomeriggio ha corso la seconda maratona, a cui ha fatto seguito un secondo stop con tanto di mini pasto e un riposino. Di sera gli ultimi 21 km che finivano inevitabilmente di notte. Qui, dopo una minestra calda, Michele andava a dormire per un sonno di 4-5 ore, poi di nuovo la sveglia e il ciclo da oltre 100 km al giorno si ripeteva. Nella seconda sosta giornaliera ho tenuto sotto controllo Michele con esami delle urine in cui si evidenziava un aumento progressivo del peso specifico e delle emazie (sangue) in funzione della progressiva
disidratazione che veniva corretta con liquidi addizionati a elettroliti”. Il Doc sfoglia un taccuino su cui molto meticolosamente ha annotato ogni singolo valore laboratoristico. “Altro esame che ho fatto con cadenza giornaliera è la pulso ossimetria (controllo mediante sensore cutaneo della quantità d’ossigeno presente nel sangue e frequenza cardiaca) da cui è risultata la perfetta ossigenazione, anche a quote elevate”. Nella seconda giornata, infatti, il tragitto scelto da Michele e imposto dai limiti di diverse postazioni militari disseminate nell’arido nulla, ha scollinato oltre i 3.400 mt sul livello del mare. Il deserto dell’Atacama, come molti altri suoi simili, è molto caldo di giorno e molto freddo di notte, quindi anche la scelta dell’abbigliamento è stata molto curata. “Un atleta che fa performance sportive così estreme è normalmente molto asciutto, non ha grassi superflui e, giorno dopo giorno, col perdere ulteriormente peso, perde anche energia e quindi le temperature percepite sono inferiori a quelle reali. In questi casi, l’unico consiglio che ho potuto dare è stato quello di vestirsi sempre bene e di coprire bene la gola che tra il costante vento e il gran secco aveva già i suoi bei problemi d’idratazione”.
La scelta tecnico-tattica
è stata quella delle due maratone e mezza al giorno “
925 KM TRA ROCCE E SABBIA / Michele, 183 cm x 69 kg di peso forma in partenza (64 all’arrivo), ha alternato corsa a camminata veloce, specie in salita, non si è quasi mai fermato se non alla fine delle tappe programmate e, durante lo sforzo fisico, ha integrato l’alimentazione di base con quello che il Doc gli ha passato al volo. “Sotto sforzo ha tenuto un ritmo di alimentazione molto preciso che per i primi 3 giorni era molto simile all’alimentazione da gara e, quindi, con un apporto calorico minimo, specie di proteine e grassi. Strada facendo, si sono aggiunti i gel di frutta e il Ginger-ale (bevanda gasata allo zenzero). Dal sesto giorno in poi hanno fatto la loro comparsa le patatine fritte, per la gioia del palato e per un ulteriore apporto di sali, e la CocaCola”. 925 km tra rocce e sabbia, con il vento quasi sempre in faccia e con l’oceano burrascoso ad accompagnarlo per un lungo tratto, poi il nastro di asfalto che s’infila nel centro abitato di Copiapò in una notte ancora di luna piena (come già fu alla Badwater) e un arrivo con le braccia di nuovo rivolte verso il cielo. Una vittoria più personale che agonistica questa, una sfida lanciata e vinta, un test psico-fisico che il Doc riassume così: “Questa impresa è stata una prova in cui fisico e mente hanno viaggiato parallelamente a livelli eccezionali e anche gli esami medici post arrivo, in cui i valori non hanno subito grosse variazioni, lo hanno confermato. Correre per quasi 1.000 km è stato un test di grande importanza a livello sportivo, soprattutto in vista degli impegni agonistici e non, che Michele sta mettendo nei suoi programmi futuri”.



La Salomon Running Milano ha la capacità di regalare ogni anno un percorso tanto originale quanto sfidante. Con una scenografia cittadina a tratti inedita, l’ottavo appuntamento non ha deluso le aspettative dei runner milanesi
_ DI CRISTINA TURINI
Ve lo avevamo già anticipato quest’estate che la sesta edizione dell’urban trail meneghino avrebbe riservato nuovi inediti passaggi all’interno della città, e così è stato. Il 23 settembre, per l’ottava volta i runner milanesi (e non solo) si sono dati appuntamento presso l’Arena Civica per mettere alla prova le proprie capacità di correre sui dislivelli più originali che Milano mette a disposizione. Questa gara, proprio perché esce dagli schemi delle corse cittadine su asfalto, è molto sentita e apprezzata, tanto che ogni anno gli organizzatori (A&C Consulting) strutturano allenamenti ad hoc per preparare i runner alle salite (ma anche alle discese) che i percorsi di gara offrono, e la partecipazione a questi training propedeutici, aumenta ogni anno di più. In 3.600 si sono trovati sulla linea di partenza per affrontare le tre consolidate distanze che ogni anno l’evento propone. L’Allianz Top Cup da 25 km quest’anno ha assegnato per la prima volta il titolo di Trail Corto – Assoluto e Master ai due vincitori: Riccardo Borgialli, che ha conquistato il podio in 1:30’43” e Emma Linda Quaglia, vincitrice tra le donne con un tempo di 1:35’22”. I campioni hanno vinto anche le altre due sfide comprese nella competizione. Si sono aggiudicati infatti sia il Trofeo Allianz Tower, scalando i 644 gradini dei 23 piani della torre Allianz con un tempo di 3’20” per Borgialli e 3’45” per la
numeri
3.580 - iscritti totali - donne 31% - uomini 69%
1.152 - iscritti top - donne 20,50% - uomini 79,50%
1.235 - iscritti fast - donne 29,50% - uomini 70,50%
1.193 - iscritti smart - donne 43% - uomini 57%
Quaglia, sia il Trofeo Suunto, assegnato su un tragitto cronometrato tra il parco Montestella e il cono del Portello. La gara regina, la Allianz Top Cup di questa edizione, ha avuto anche l’originale passaggio all’interno di due luoghi prima d’ora inaccessibili alla corsa, come la stazione della metropolitana Cairoli e la galleria commerciale City Life Shopping District. Quest’ultimo punto ha interessato anche la gara Fast di 15 km e la Smart di 9 km. Oltre a questi, anche il Castello Sforzesco con il passaggio nel fossato, il Montestella e il Parco del Portello, il centro storico con le vie di Brera, piazza della Scala, palazzo Reale e Piazza Duomo, sono stati la scenografia ormai nota di una delle competizioni più amate nel panorama podistico milanese, che coniuga la tecnicità con il divertimento e l’amore per Milano. Una filosofia che si rispecchia in pieno in Salomon, title sponsor della gara fin dalla prima edizione del 2010. Il brand francese sostiene Salomon Running Milano con lo scopo di divulgare il verbo della corsa off-road nel rispetto dei suoi valori e del claim “Time to Play”.

_ La Allianz Top Cup, ha avuto l’originale passaggio in due luoghi prima d’ora inaccessibili alla corsa
Scheda tecnica della gara
NOME
Salomon Running Milano
CITTÀ Milano
Tipologia Trail
Percorsi 3 (9,9 km - 15 km - 25 km)
Organizzazione Friesian Team - A&C Consulting
Edizione VIII
Iscritti totali 3.580
Crescita in % degli iscritti totali - 0% (stessi numeri)
Nazioni partecipanti 10 novità vs 2017 Passaggio metropolitana Cairoli - nuovo percorso Monte StellaCitylife Shopping District - Ponte delle Gabelle
Main sponsor Salomon - Suunto - Allianz - Citylife Shopping District - Lario Mi Auto
SPONSOR TECNICO Salomon Suunto
Altri sponsor Noberasco - Dib Hotel - Meritene - Paulaner - Endu - Ristorante Vivo - MicoProntissimo Lavazza - Mastertent
media partner
Radio Montecarlo - Correre - Runnig Magazine
sito web runningmilano.it pagine social FB: salomonrunningmilano - Instagram: salomonrunningmilano



Appuntamento per domenica 25 novembre con una partenza piena di novità. Dal percorso rinnovato a misura di runner, all’area del City Life che diventa il fulcro di una manifestazione destinata a crescere sempre di più _ di cristina turini
Proprio così, l’accesso facilitato a tutti i servizi e il nuovo tracciato sono il nuovo inizio della seconda edizione della Milano21 Half Marathon. Il cambio della zona di partenza e arrivo è stato dettato infatti anche dall’esigenza di creare un vero e proprio “villaggio” dove i runner possono trovare tutto ciò che serve: l’expo, il ritiro pettorali e pacchi gara, il deposito borse, la zona ristoro all’arrivo. Quale miglior location poteva soddisfare tutte queste esigenze, se non il moderno e accogliente City Life? Start e finish line sono previste in viale Cassiodoro, all’altezza di Piazza VI Febbraio con un percorso veloce e più scorrevole sul quale misurarsi con ben due distanze, 10 km e 21 km.
_Un “villaggio” dove trovare tutto ciò che serve
La gara, che si inserisce nel calendario del circuito di Follow Your Passion, è un evento importante per la città, a dimostrazione degli oltre 6.500 iscritti della prima edizione (altrettanti ne sono previsti per quest’anno). La manifestazione coinvolge infatti più realtà sul territorio, rientrando perfettamente nelle politiche di promozione del turismo sportivo. Inoltre la data strategica attrae non solo i podisti, ma anche le famiglie, che in quel week end vedranno una città in trasformazione vestita già con le luminarie natalizie, potranno usufruire degli sconti del Black Friday per lo shopping e scoprire il patrimonio artistico e culturale che Milano offre.
Ci racconta qualcosa in più Marcello Magnani, amministratore delegato MG Sport che, in collaborazione con Laguna Running, organizza, gestisce e promuove il circuito FollowYourPassion.
INTERVISTA A Marcello Magnani
“Un richiamo internazionale”
Lo scorso anno avete dato vita a una manifestazione che ha tutte le carte in regola per diventare tra le più partecipate delle gare autunnali. Quali sono i vostri obiettivi a lungo termine?
La Milano21 Half Marathon può diventare una manifestazione con un richiamo internazionale. La data in calendario consente agli sportivi di arrivare e vivere Milano in un momento molto particolare per la città, con l’accensione delle luminarie natalizie e l’avvio delle aperture domenicali dei negozi del centro. Insomma il perfetto mix tra sport, turismo, cultura, shopping.
La seconda edizione è caratterizzata da un percorso completamente cambiato. Quali sono le caratteristiche del nuovo tracciato?
sizione una promo speciale per chi arriva da fuori città. Questi e altri “local partner” saranno presenti nell’Expo.
Quanti partecipanti prevedete per l’edizione 2018?
Lo scorso anno fummo “travolti” dall’entusiasmo, con oltre 6.500 iscritti. Quest’anno puntiamo a consolidare quei numeri stringendo un rapporto fiduciario con gli appassionati runner. Siamo impegnati a fondo per dare il meglio qui a Milano. Se dovessimo riuscire a incrementare le iscrizioni ne saremo davvero lieti.

Il nuovo tracciato è stato concepito mettendo al centro i runner. Alla luce dell’analisi dei pro e dei contro della passata edizione, abbiamo voluto privilegiare la facilità di accesso per tutti i servizi dedicati agli iscritti che, quest’anno, avranno a disposizione l’area di City Life per ciò che attiene a ritiro pacchi gara, deposito borse, expo e ristoro finale. Grazie alla collaborazione con il comune di Milano e i vigili urbani, abbiamo disegnato un percorso che prevede anche passaggi molto spettacolari, come quello di fronte a piazza Duomo. Per noi, che siamo una manifestazione “giovane”, è un onore poter sfilare nella piazza simbolo della città.
Chi sono gli sponsor e i partner della manifestazione?
Abbiamo con noi sponsor molto affezionati come Diadora, Ventura, San Benedetto e Italian Hospitality Collection. Quest’anno c’è la novità BMW che ci fornisce le auto di direzione di gara. C’è anche B&B Hotels che mette a dispo-
Avete siglato accordi di cooperazione anche con enti stranieri?
Sì, la gara è promossa nei paesi scandinavi da RaceOne, un operatore che attraverso una diversificata piattaforma digitale (APP, sito, social media), promuove le più belle gare del mondo ai runner del Nord Europa.
Attraverso quali canali state comunicando l’iniziativa?
Prevedete il coinvolgimento di sportivi o testimonial noti?
Il sistema FollowYourPassion tradizionalmente si promuove attraverso il nostro sito e il nostro store on line, con i nostri canali Fcebook e Instagram (hashtag ufficiale gara #milano21) e con campagne pubblicitarie su riviste specializzate. Prevediamo di sfruttare anche il circuito affissioni comunali in città.
Possiamo inoltre contare sulla media partnership con RDS, la radio 100% Grandi Successi che ci garantisce un flight di promo sulle sue frequenze. RDS sarà peraltro live dalla linea di partenza il 25 novembre con la sua musica e la sua energia per render ancor più divertente la Milano21 Half Marathon 2018.
L’azienda con sede a Boston spinge per competere nella corsa e lo fa allargando la famiglia di scarpe Floatride. Top store specialist e giornalisti per la prima volta insieme al running meeting italiano
_ DI manuela barbieri
In occasione del running summit italiano che si è svolto lo scorso 24 settembre presso la sua sede italiana situata a Monza, Reebok ha sperimentato una nuova formula. Invitare giornalisti, blogger/influencer e ambassador insieme ai suoi top store specialist.
I l Reebok running summit è stata un’occasione importante, non solo per aver un’overview completa della gamma di prodotti dedicati al running – dalle scarpe al nuovo PureMove Bra presentato a Parigi a fine agosto (focus prodotto sul n.9/2018 di Running Magazine) – ma anche per confrontarsi e scambiarsi opinioni su un segmento sul quale Reebok vuole puntare e investire sempre di più, per ritornare a essere competitivo come un tempo. Presenti anche Paul Astorino e Ted Fitzpatrick, rispettivamente senior director product e director product, Running Footwear. Entrambi hanno corso con noi durante una sessione di running al Parco di Monza per testare le principali novità.

Focus di questa stagione è sicuramente la Floatride Run Flexweave, dotata di un’innovativa e sofisticata mescola, più leggera del 50% rispetto alle tradizionali mescole in EVA. Composta da cellule con struttura regolare che assicurano il giusto mix tra ammortizzazione e reattività. Grande novità è la tomaia in Flexweave, una





trama intrecciata in grado di offrire allo stesso tempo ottima traspirabilità, flessibilità e resistenza. Dall’intreccio di 8 filati differenti nasce una superficie uniforme ma composta da zone di diversa intensità che garantisce una calzata migliorata.
Le “sorelle più leggere” si chiamano Floatride Run Fast e Floatride Run Fast Pro, rispettivamente di 175 e 100 gr. Quest’ultima è la scarpa performance più leggera sul mercato. In occasione della maratona di Boston, tre atleti Reebok con ai piedi la Run Fast Pro sono arrivati al traguardo tra i primi dieci. Non fa parte della famiglia Floatride ma rientra sempre nella gamma running di Reebok, la Harmony Road 2, con la quale ho corso la Reebok Ragnar Wattenmeer lo scorso 25 e 26 agosto.
O ltre la Reebok Ragnar Relay, di cui abbiamo già ampiamente parlato sullo scorso numero di Running Magazine, gli ospiti global presenti al summit ci hanno presentato altre due importanti “running activations” che confermano la volontà di Reebok di spingere in questo segmento. Quella con i Midnight Runners, una community di runner di tutte le età e nazionalità che corre di notte per divertimento e per conoscere nuova gente. Sono presenti a Londra, Berlino, Barcellona, Parigi e perfino New York, Boston e Los Angeles. Ma “Powered by Reebok” è anche il Boston Track Club. Per il brand americano il 2019 si prospetta quindi davvero esplosivo.






Il prossimo 10 novembre prenderà vita per la sesta volta il Valtellina Wine Trail: un appuntamento imperdibile per gli appassionati di trail running e di buon vino. Molte le novità di questa edizione, tra le quali il possibile epilogo in notturna
_ DI cristina turini
Tutto nacque nel 2012, quando una trasferta nella terra dello champagne fatta di corse tra i filari di Pinot e Chardonnay ispirò gli organizzatori a ideare un evento che coniugasse l’amore per il trail running e per il vino anche nella loro valle. Dopo un anno di impegno e tenacia, per la squadra capitanata da Marco De Gasperi il sogno si realizza: nel 2013 nasce il Valtellina Wine Trail. Fin dalla prima edizione questa gara ha registrato un ottimo numero di presenze: dei 500 pettorali messi a disposizione, infatti, all’ultimo viene deciso di aumentare i posti a 700. Il successo di questa manifestazione è un crescendo di anno in anno, tanto che a ogni edizione i pettorali vanno a ruba registrando presto il sold out. Il segreto di tanto appeal è da ricercare sicuramente nell’unione di questa disciplina, il trail running, sempre più amata e praticata, con le specialità enogastronomiche del territorio messe a disposizione dalle aziende e dalle eccellenze locali. I format di gara infatti prevedono, oltre ai panoramici passaggi sulle Orobie valtellinesi e sui bellissimi terrazzamenti che fanno da cornice alla gara, anche il passaggio nelle cantine produttrici di vino più prestigiose della zona, alcune delle quali fungono da veri e propri ristori offrendo agli atleti, oltre che acqua e tè caldo, anche la degustazione. Inoltre i percorsi sui quali i runner possono misurarsi sono tre, per cui anche chi è neofita del trail running può avventurarsi tra le cantine, i vigneti e i sentieri che propone il Sassella Trail (la gara da 12,4 km).

Le novità della sesta edizione / Le due gare più sfidanti, l’Half Trail di 21 km e il Trail di 42 km, quest’anno partiranno alle 14 invece che al mattino come di consueto, mentre la partenza alle 10 rimane per la gara più corta, il Sassella Trail. Il motivo di questa variazione è per diversificare l’esperienza degli atleti rispetto allo scorso anno, che correranno con le luci frontali godendo del tramonto e del paesaggio che si trasforma all’imbrunire. Inoltre, sempre nell’ottica di garantire un’organizzazione ineccepibile, il ristoro finale diviso in due fasi della giornata (con la produzione dei pizzoccheri al momento per 2.500 atleti previsti) diventa più scorrevole e meno affollato. Anche lo sponsor tecnico per l’edizione 2018 è cambiato, esce Scott ed entrano BV Sport, brand francese specializzato in abbigliamento a compressione, e Hoka One One, azienda californiana produttrice di scarpe da corsa. Main sponsor della manifestazione è il Salumificio Rigamonti, azienda storica di Sondrio che, al fianco del Valtellina Wine Trail fin dalle prime edizioni, quest’anno consolida il suo rapporto impegnandosi a sostenere ancora di più questa manifestazione. Infine prende vita per la prima volta una gara non competitiva dedicata agli studenti delle scuole valtellinesi, su un percorso di 3 km e circa 200 metri di dislivello. Un’iniziativa molto sentita, finalizzata a diffondere la pratica sportiva tra i più giovani come strumento di inclusione e di socializzazione, di educazione e di rispetto, nei confronti del prossimo e del territorio.
la parola degli sponsor
Sopra, in grande, Lucia Moraschinelli
A destra, all’interno della cantina, Luca Carrara
“Sappiamo bene quanto il Valtellina Wine Trail sia una gara ambita da tutti i trail runner. Ma soprattutto sappiamo quanto questa gara sia affascinante e unica. Abbiamo per questo scelto di affiancarci all’evento per diffondere i nostri prodotti adatti al trail running e costruiti per migliorare la performance dell’atleta e il suo recupero” Manuela Corona, direttore commerciale Italia BV Sport
“Hoka One One è nata in montagna e - anche se le innovazioni tecnologiche portate dal brand si sono ormai dimostrate più che valide anche nella corsa su asfalto - sarà sempre presente nelle gare trail più rappresentative. Valtellina Wine Trail si sta imponendo come una delle nuove realtà di riferimento in questo ambito grazie alla combinazione di un’organizzazione eccellente, un’identificazione forte con il proprio territorio e un livello tecnico elevato. Il coinvolgimento nel comitato organizzativo di Marco De Gasperi poi, membro del nostro team internazionale, rende irrinunciabile la partnership poiché la nostra fiducia nel suo operato a tutti i livelli è praticamente incondizionata”
Simone Ponziani - ceo di Artcrafts International, distributore esclusivo per l’Italia di Hoka One One



Dove ogni anno, a fine luglio, si svolge la più cocente delle ultra-marathon: la Badwater _ testo e foto dino bonelli

La California, a differenza di quel che erroneamente si pensa, non fu conquistata dalle carovane di pionieri provenienti dall’est del continente americano, bensì dai conquistadores spagnoli che vi arrivarono da sud. Vi giunsero dal Messico, costruendo il Camino Real, un percorso di oltre 1.600 km, iniziato nella bella Loreto, sonnolente sul Mar de Cortez, e continuato con 46 tappe da un giorno di cammino l’una (40-45km circa), identificate con chiese in pietra di missioni gesuite che servivano come ricovero per la notte. Missioni dai nomi ispanici quali Loreto appunto, San Javier e San Felipe, oggi chiese ben restaurate e aperte al pubblico in Baja California (Mexico) o San Diego, San Clemente, Los Angeles, Santa Barbara, Santa Cruz e San Francisco, oggi famose citta della costa pacifica americana. Non è ben chiaro da dove arrivi il termine California. Qualcuno sostiene che il nome derivi probabilmente da quello di una terra delle Indie Occidentali che gli autori spagnoli del primo Cinquecento immaginavamo che fosse piena di oro e donne nere senza mariti. La prima volta che si trova nella letteratura è nel romanzo di Garci Ordóñez de Montalvo “Las Sergas de Esplandián”, dove si narra che il territorio in cui le donne vivevano “come le Amazzoni” era governato dalla regina Califia e da qui, quindi, il nome California. Altri sostengono invece che la seconda parte di questa denominazione, “fornia”, derivi, appropriatamente storpiata, del termine “forno” o “fornace”, per via delle sue tremende temperature nel deserto.


In alto,
Qui sopra, Giorgio Zangrando e Gianluca Moreschi
P roprio in questo torrido deserto, ogni anno a fine luglio si corre la più cocente delle ultra-marathon, la Badwater 135 (217 km). Con l’occasione di vedere e supportare un trio di Italiani al via di questa estenuante gara (Michele Graglia, poi vincitore, Julius Iannitti 37° all’arrivo e Simone Leo 51°), un gruppo di runner nostrani ha scorrazzato in alcuni dei luoghi più suggestivi di questo splendido stato. Corse singole senza particolari chilometraggi o tempi a cui sottostare, corse abbandonate al piacere di muoversi tra icone universali, come le colline hollywoodiane, piuttosto che in situazioni ambientali davvero difficili, come sulle sublimi colline di Zabriskie Point o sotto il livello del mare nella bollente Death Valley. Corse capaci di seguire il fiuto del runner che a sua volta segue il piacere dello sguardo, corse ritagliate nei pochi momenti liberi di un viaggio semplice ma nello stesso tempo avventuroso, un itinerario che s’immerge in toto nella quotidianità californiana con tocchi, qua e là, di sano turismo.
Sul prossimo numero Andremo a correre, in autosufficienza, nello splendido Mozambico

