La cerimonia di premiazione della II edizione si è svolta il 12 settembre durante OST riscontrando un successo ancora maggiore rispetto al 2015
Winter sport, quale futuro?
Novembre segna il giro di boa nella stagione autunnale e ovviamente tutti iniziano a pensare alla neve… Sul nostro arco alpino alcune prime nevicate anche abbastanza corpose (fino a mezzo metro) e anche a quote medio basse (per la stagione) si sono già verificate. Esiste un detto: “Quando nevica sulla foglia l’inverno non ha voglia”. Speriamo non sia una previsione effettiva perché la sequenza degli ultimi inverni non è certo stata favorevole al settore winter sport. A proposito: uno studio condotto dal dipartimento di Geografia dell’Università di Zurigo ha analizzato la situazione degli skiresort di Austria, Germania, Italia, Francia e Svizzera in relazione ai modelli di cambiamenti climatici previsti per i prossimi anni (+1° nel 2020, +2° nel 2050, +4° gradi nel 2100). Risultato: nel breve termine, ovvero il 2020, in Austria solo il 67% dei comprensori esistenti saranno fruibili con neve naturale, in Germania il 28 % (!), in Italia l’82%, in Svizzera l’87% e in Francia l’83%. Guardando nel medio e lungo termine le percentuali continueranno a diminuire. Questi cambiamenti a livello economico avranno un forte impatto sull’economia degli ski resort. I quali, conclude la ricerca, per poter sopravvivere dovranno “saper investire non più in uno “Ski Resort Enviroment” ma in un “All Season Project”. Come evidenzia la stessa ricerca e come del resto possiamo confermare anche noi operando in tutti i settori dello sport, altri mondi quali outdoor, running, bike, golf, ecc sono in salute o in crescita, mentre continua la difficoltà degli sport invernali. Non è un caso che a fianco di questo editoriale possiate trovare una news dedicata alla volontà di mettere in vendita importanti marchi del settore winter sport da parte del gruppo Newell, una vera bomba per il settore…
Altro problema che si aggiunge al dibattito è certamente quello delle tempistiche di vendita e acquisto, che spesso non paiono certo andare incontro alle reali esigenze dei consumatori e di un mercato che è cambiato parecchio rispetto a solo pochi anni fa. Qualche esempio? Consumatori che ad agosto, quando ancora è tempo di mare e piscine, trovano nei negozi già pesanti piumini: il problema è noto da tempo. Secondo Tobias Gröber, direttore di ISPO: “Il settore, industrie e retailer insieme, ha bisogno di cambiare”. Condivide il parere anche Andy Schimeck, responsabile della divisione Outdoor della BSI (Federal Association of the German Sporting Goods Industry) e Chief Executive di Marmot. Il problema è quello della tempistica dei saldi che ormai non corrisponde più a quella delle condizioni meteo, con la neve che arriva sempre più tardi, quando ormai la merce è sugli scaffali da molto e viene quindi scontata. Inefficienze nascono anche dalle diverse esigenze che hanno i retailer: le grandi catene hanno necessità di fare gli ordini molto presto per poi stampare i propri cataloghi e le varie iniziative promozionali. I negozi al dettaglio invece vorrebbero poter ordinare i prodotti non con largo anticipo ma quasi “sul pronto” o perlomeno quando la stagione è agli inizi. Insomma, deve essere, come avviene un po’ nel mondo della moda, “anche l’offerta ad orientare la domanda”, sostiene Schimeck.
Una soluzione, già indicata da molti, sarebbe quella dell’aumento delle date di consegna: prima i prodotti intermedi autunnali, e poi a ottobre quelli per le più rigide temperature invernali. Questo verrebbe inoltre incontro alle esigenze del terzo soggetto del settore, ovvero i fornitori, spesso esteri, che si trovano oggi a confrontarsi con la situazione di avere la loro capacità produttiva al limite in certi periodo dell’anno e scarica in altri. Anche se occorre ricordare che molti fornitori, soprattutto i più grandi, richiedono mesi d’anticipo per mandare in produzione i prodotti. Insomma non è sicuramente tutto così facile a farsi. Quel che è certo, urge un momento di confronto reale sul tema, che tenga conto delle esigenze di aziende, retailer (grandi e piccoli), fornitori e di cambiamenti climatici che paiono essere ormai segnati. Far finta di niente unicamente “sperando che nevichi” rischia davvero di non bastare più.
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Giovanni Maruzzi alla guida del Sud Europa di Brooks
Cambio ai vertici per Brooks, azienda punto di riferimento mondiale nel settore running, che nomina Giovanni Maruzzi nuovo Country Manager per l’Italia e la Spagna. Sposato con due figli, 35 anni, sportivo e appassionato di kitesurf e climbing, Maruzzi porta in Brooks un’importante esperienza manageriale che va da Vodafone Italia, dove si è occupato di Finance e Corporate Governance, a Procter & Gam-
ble, dove ha ricoperto vari ruoli manageriali nel sales e nel Trade Marketing, fino a Nike. Più recentemente infatti, e per oltre tre anni, Maruzzi ha lavorato in Nike ricoprendo il ruolo di Direttore delle Vendite per il Running, con una particolare responsabilità nel settore femminile, per il quale ha contribuito a sviluppare una strategia dedicata. Inoltre, in qualità di Director Strategic Account, si è occupato della gestione funzionale delle strategie di business all’ingrosso con un focus particolare sul web e sull’e-commerce.
K2, Volkl, Line Skis, Full Tilt, Dalbello e Marker in vendita?
L’azienda statunitense Newell Brands aveva annunciato l’intenzione di vendere i marchi facenti parte del settore wintersport in relazione a una nuova strategia di business. Stiamo parlando di K2 Sports, Völkl, Line Skis, Full Tilt, Dalbello e Marker. Il “pacchetto” di aziende (sotto Jarden Corporation) era stato rilevato nel dicembre del 2015 per 15,4 miliardi di dollari. Cosa ne sarà ora delle singola aziende? Il CEO di Newell Brands, Michael Polk, aveva dichiarato: “Cesseremo l’attività per i marchi che non creano valore e che rappresentano una mera distrazione per il nostro business”. Ma questa affermazione ha mandato il mercato in agitazione. “Quando leggi notizie di vendite di tale portata, inizialmente avverti
una grande preoccupazione. E spesso non è legata in toto alle prestazioni dei singoli marchi. Völkl e K2 in particolare hanno entrambe un’immagine eccellente e una notevole forza innovativa. La cessione di tali aziende indebolisce l’intero settore rappresenta un segnale di pericolo da guardare con attenzione. Chi ha responsabilità deve comprendere che l’intero settore è diventato troppo saturo”, aveva dichiarato in merito alla vicenda Andreas Rudolf, CEO di Sport 2000. In seguito alla preoccupazione generatasi nel mercato wintersports, Newell ha poi affermato che, senza possibile acquirenti, i marchi K2, Marker, Dalbello e Volkl rimarranno in mano al gruppo. Vi terremo ovviamente aggiornati su tutti gli sviluppi della vicenda.
The North Face celebra il 50° anniversario con Question Madness
In occasione del suo 50° anniversario, The North Face ha svelato la sua nuova campagna mondiale dal titolo Question Madness. L’iniziativa vuole rappresentare la storia e l’evoluzione del brand, partito da un piccolo negozio aperto a San Francisco nel 1966. Protagonisti della campagna digitale 2016 sono gli atleti che hanno fatto parte della storia del marchio con le loro straordinarie imprese, come ad esempio Xavier De Le Rue, Emily Harrington, Alex Honnold, Renan Ozturk e Conrad Anker. La campagna è caratterizzata da immagini mozzafiato catturate nei luoghi più remoti del globo e buona parte di quanto girato è stato realizzato dagli atleti stessi durante le loro spedizioni. La colonna sonora del video è data dalla bellissima “Miles From Nowhere” di Cat Stevens. Question Madness punta a valutare le motivazioni che sono alla base del desiderio di esplorare e che
inoltre diffusa sui media online e attraverso alcune iniziative OOH in mercati di paesi selezionati.
In occasione della visita del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi presso il quartier generale di Tecnica Group, il presidente del gruppo Alberto Zanatta ha voluto dedicare le seguenti parole, ricordando l’importante evento. “A nome del Gruppo Tecnica ringrazio Matteo Renzi per la sua visita nel nostro quartier generale. La sua presenza è un segnale importante di attenzione da parte del Governo, non solo per noi, ma per tutto il distretto dello scarpone di Montebelluna. Nel giro fatto all’interno dei nostri stabilimenti ci siamo soffermati in particolare nel reparto di Ricerca e Sviluppo, uno dei nostri fiori all’occhiello. Il Premier ha ammirato l’intero procedimento di progettazione, studio, nascita del prototipo e test dei nostri prodotti nonché la produzione pilota. Si tratta del frutto dell’esperienza e del know how insiti nel nostro dna aziendale valorizzati dai costanti investimenti di Tecnica Group in Ricerca e Sviluppo. Alla domanda del
Premier ‘Cosa avete bisogno?’ la nostra risposta è stata proprio incentivi per l’area R&S. Ho spiegato che all’estero, come in Austria, ci sono maggiori facilitazioni e lui si è detto disposto a copiare i modelli che funzionano. Altri due punti chiavi su cui abbiamo consigliato lavorare sono il taglio della burocrazia e una maggiore flessibilità. Durante il colloquio avuto ho sottoposto a Matteo Renzi la problematica della tutela delle eccellenze familiari: vale per noi come per tante altre grandi realtà imprenditoriali italiane che si sono affermate intorno alla presenza di una famiglia vocata all’impresa. Ci aspettiamo una maggiore attenzione da parte del Governo sul tema della defiscalizzazione degli investimenti per incentivare lo sviluppo economico delle aziende. Sarebbe un importante segnale concreto da parte del Governo: il tessuto imprenditoriale è la forza del nostro Paese, dobbiamo lavorare fianco a fianco per rilanciare l’economia italiana”.
Il premier Matteo Renzi visita la sede Tecnica Group
portano le persone a sfidare i propri limiti. La campagna è stata lanciata su Facebook in 16 Paesi e sarà
Nuovi Maglioni Rossi per i Ragni di Lecco
Da sempre “Ragni di Lecco” è sinonimo di Grande Alpinismo. Lunedì 17 ottobre i soci dello storico gruppo lecchese hanno decretato l’ammissione allo stesso di 4 nuovi maglioni rossi. I primi due sono Simone Tentori e Stefano Carnati, entrambi fortissimi figli d’arte. Simone negli ultimi anni ha scalato su livelli altissimi, soprattutto nel boulder, mentre Stefano ha dominato più volte le gare mondiali giovanili e nell’ultimo anno ha centrato più volte obiettivi in falesia di grado 9a. Qualche anno in più sulle spalle se lo porta il terzo dei nuovi ragni: Riky Felderer, ottimo arrampicatore, specialista della scalata in fessura, nonché bravissimo fotografo. Conclude il quartetto il nome di Luigi Bosisio, il celeberrimo “Bis”, accademico del CAI e veterano dell’alpinismo lecchese, compagno di cordata del ragno Romano Perego in molte delle sue salite alpine (Cassin alla Ovest di Lavaredo, Bonatti al Dru e Major alla Brenva solo per citarne alcune).
Tutti i Quattromila delle Alpi, dalla Barre des Écrins al Bernina: in casa Camp fu l’ultima avventura di Patrick Berhault e l’exploit di Franco Nicolini, che in 60 giorni ha salito tutti gli 82 giganti. Ma anche - e ci leviamo il cappello - il sogno realizzato da Marino Chemello, che ce l’ha fatta senza essere un professionista delle scalate. Perché Marino, che ha 44 anni e vive a Bassano del Grappa, è da lunga data agente C.A.M.P. e in montagna ci va il sabato e la domenica, testando i prodotti che vende. Ma quando la passione è grande, quando si cercano momenti indimenticabili in scenari da favola dove le rocce, la neve e il cielo sembrano toccarsi, non si bada più alle difficoltà e si continua, fino a quel traguardo che all’inizio poteva sembrare irraggiungibile. Marino l’ha tagliato il 23 agosto 2016 sulla vetta della Jungfrau, nelle Alpi Bernesi, completando un progetto cominciato otto anni prima e che ha visto ben 24 compagni alternarsi al suo fianco. Evidenziamo inoltre che il collaboratore di Camp ha salito alcuni Quattromila più di una volta, arrivando ad un totale di 98 vette per complessivi 126.280 metri di dislivello in salita, superati a piedi o con gli sci.
AGENTE DI COMMERCIO
Sinerline srl, distributrice del marchio spagnolo LURBEL, brand di abbigliamento sportivo ad alto livello di innovazione nei materiali tecnici, cerca agente plurimandatario – agenzia di rappresentanza con esperienza nel settore outdoor per la regione Lombardia.
I candidati dovranno avere un proprio portafoglio clienti, una buona conoscenza del modo tecnico sportivo e buona capacità motivazionale.
Per informazioni inviare C.V. all’indirizzo redazione@outdoormag.it
AGENTE DI COMMERCIO
BV SPORT, produttrice e distributrice di prodotti a compressione appositamente studiati per gli sportivi, ricerca giovane agente esclusivo con esperienza nel settore, per la zona Nord Ovest Italia
Il/la candidato/a dovrà avere un proprio portafoglio clienti e saper altresì sviluppare la clientela attualmente esistente e potenziale al fine di realizzare un obiettivo di vendita dal punto di vista qualitativo e quantitativo
Richiediamo grande motivazione, buona conoscenza del mondo tecnico sportivo oltre a determinazione, dinamicità e motivazione Luogo di abitazione: Milano e dintorni
Inviare la candidatura a mezzo mail a: redazione@outdoormag.it (lettera di motivazione e curriculum vitae)
L’agente Camp Marino
Luigi Bosisio (a destra) Riky Felderer
Stefano Carnati Simone Tentori
“Still Alive”: Messner entusiasma e commuove
L’International Mountain Summit ha chiuso i battenti il 16 ottobre con il film Still Alive, che ha consacrato Reinhold Messner regista per la prima volta. Sul palco dell’IMS proprio lui, Messner, insieme ai protagonisti di questa sua ennesima avventura. Questo docu-film racconta la drammatica azione di salvataggio sul monte Kenia del 1970, organizzata per soccorrere i medici austriaci Gert Judmaier e Oswald Oelz. Si parla di amicizia, cameratismo, amore, sopravvivenza e morte. Reinhold Messner ha sottolineato come sostanzialmente sia stata la montagna a definire la regia del film: “La montagna non é calcolabile, siamo noi a doverci adeguare ad essa”. In apertura di
“Connected” il film che racconta AKU
La storia di AKU è da sempre legata a un duplice filo: la montagna, come sistema di valori da cui trarre ispirazione, e la passione per il proprio lavoro.
serata é stato consegnato il tradizionale premio Paul Preuss, che viene conferito a quegli alpinisti capaci di realizzare imprese fuori dal comune. Quest’anno il premio é andato ad Hansjörg Auer (attore protagonista del film, dove ha recitato insieme al fratello Vitus, distinguendoli non esclusivamente per doti alpinistiche ma anche artistiche), per il suo free solo sulla via “Attraverso il Pesce” in Marmolada.
A Messner la UIAA ha anche consegnato la tessera come socio onorario. Il film sarà presto tradotto anche in altre lingue diverse da quella originale, che è il tedesco.
Eiger Face to Face: II tappa della trilogia by Millet
Con la sua parete nord lunga 1.800 metri, l’Eiger rappresenta ancora per molti scalatori la sfida più avvincente. Harlin, Lauper, Messner, Piola: sono solo alcuni degli illustri alpinisti che nel corso dei secoli si sono cimentati “faccia a faccia” con il maestoso muro di ghiaccio. Per rendere omaggio a questa montagna mitica, Millet ha realizzato un documentario (ri)portando sulla sua parete nord in inverno Lorenz Frutiger, membro della Compagnia delle Guide di Grindelwald, equipaggiate dal brand dal 2015, e Louis Laurent, della Compagnia delle Guide di Chamonix, dal 2009 partner Millet. Il risultato è un avvincente documentario che sarà presentato ai principali festival europei del cinema di montagna come Trieste, Granz (A), Kendal (UK) e Grenoble (FR). A questo si aggiungono interviste ad altri alpinisti europei portavoce del brand. Tra questi Enrico Bonino, testimonial Italia. La guida alpina valdostana ha coronato il suo sogno di scalare la parete nord dell’Eiger per la prima volta insieme a un suo cliente, vivendo quello spirito di condivisione e cooperazione evocato dal documentario, che narra la storica salita di Lorenz e Louis.
“Connected / a movie about AKU” è la storia del profondo legame tra Aku, i propri prodotti e l’amore per la natura. Nel film si intrecciano tre storie diverse, in ambienti altrettanto particolari e selvaggi, tre modi differenti di vivere e camminare. Ogni storia nasce da un primo passo, il più difficile, e per iniziare qualsiasi cammino servono delle scarpe. Le tre storie, infatti, partono da dentro la fabbrica, nel luogo da dove nascono tutti i modelli della collezione, dall’alpinismo al trekking, ai modelli per il tempo libero attivo. La Regia è di Cosenude Media Projects.
/ green
Weather Fi by Haglöfs: Wi-Fi per il maltempo
Dal 1914 Haglöfs realizza materiale per proteggersi dalle condizioni meteo avverse. Oggi però pare non contare più solamente restare asciutti quando diluvia, ma sembra essere sempre più importante restare connessi. Ed è per questo che l’azienda ha deciso di collocare un Wi-Fi lungo il sentiero Kungsleden, nel nord della Svezia, che darà la possibilità agli escursionisti di essere online in luoghi dove normalmente non esiste connettività… nei giorni di pioggia! Il Wi-Fi, infatti, funziona solo quando piove. La connessione Wi-Fi segue i principi guida di ecosostenibilità del brand ed è alimentata da pannelli solari, collegati ad una stazione meteo locale che agisce come un interruttore on e off. Peggiore è la pioggia, migliore è il segnale.
/ poltrone
David Lawner entra nel
Columbia Sportswear ha nominato in data
management Columbia
3 ottobre David Lawner come senior vice president retail per North America e EMEA mentre l’azienda è alla ricerca di un nuovo leader per rimpiazzare Shawn Cox. Il presidente di Columbia Bryan Timm ha dichiarato “siamo molto fortunati ad avere un professionista del retail come David a guidarci durante questa importante stagione di vendita. Guiderà il nostro solido team gestendo sia i negozi fisici che i canali ecommerce per assicurare di prosegui-
re con i nostri piani di espansione per il prossimo anno”. Dal 2011 fino al marzo 2016 Lawner era stato presidente dell’area retail ecommerce per il brand Nautica dove aveva gestito tutti gli aspetti del suo business, in America diretto ai consumatori. Nei vent’anni precedenti aveva costruito il successo di piattaforme retail per Ann Taylor, Tommy Hilfiger, Carter’s, Bob’s Stores, Children’s Place e GapLawner risponderà direttamente al presidente Bryan Timm a partire dal 10 ottobre.
John Walbrecht è presidente di Black Diamond
Dopo soli sette mesi alla guida di Mountain Hardwear, John Walbrecht ha rassegnato le proprie dimissioni accettando il ruolo di presidente per Black Diamond Equipment, effettivo dal 3 ottobre. Tra le motivazioni anche l’intenzione di avvicinarsi alla famiglia, nello Utah. Walbrecht vanta oltre 30 anni di esperienza nel settore a livello manageriale. Prima di approdare a Mountain Hardwear aveva ricoperto il
ruolo di presidente e CEO a Fenix Outdoor per quattro anni, mentre in precedenza aveva lavorato per Brandbase, Spyder Active Sports, Dr. Martens AirWair, Gloria Vanderbil e Timberland. Il presidente di Columbia Sportswear Bryan Timm assumerà un ruolo attivo anche per il marchio Mountain Hardwear (di proprietà del gruppo Columbia) in attesa di una nuova figura.
Nuovo direttore esecutivo per OSV
Dopo sette anni passati al servizio di Outdoor Sports Valley, l’associazione b2b francese del settore outdoor con più di 390 membri, Remi Forsans ha deciso di rinunciare alla sua carica di direttore esecutivo per tornare a un ruolo imprenditoriale nel settore. Dato che questa decisione era stata preannunciata con largo anticipo, Remi ha lavorato a stretto contatto negli ultimi mesi con Jean-Luc Diard e Patrick Giraudon, rispettivamente ex presidente e presidente dell’associazione, al fine di garantire una successione lineare ed efficiente con il nuovo direttore a partire dal 2017: Anne Schott.
L’European Outdoor Group (EOG) ha annunciato l’aggiunta di 3 nuove figure al proprio team per focalizzare l’attenzione dell’associazione su vendita al dettaglio e sostenibilità. Andy Airey e Anny Cardinahl hanno infatti iniziato a lavorare come consulenti per il retail, mentre Katy Stevens è il nuovo project manager dedicato alla sostenibilità. Dal 2014, anno in cui l’EOG decise di includere membri provenienti dal retail, a oggi sono 19 i
membri attivi protagonisti della vendita al dettaglio. Andy Airey è ben conosciuto nell’ambiente e prima di entrare nell’EOG era a capo del dipartimento acquisti per il rivenditore britannico George Fisher Ltd. Anche Anny Cardinahl vanta una notevole esperienza, avendo lavorato per oltre 20 anni in Globetrotter. Il nuovo project manager dedicato alla sostenibilità, Katy Stevens, è invece una specialista delle tecniche tessili.
EOG rafforza il proprio team con tre nuovi volti
Arc’teryx Veilance apre un Concept Shop a New York City
Arc’teryx Veilance, marchio di abbigliamento prettamente urban dell’azienda canadese specializzata nell’outdoor, ha annunciato l’apertura di un concep store temporaneo a New York City, dal 28 ottobre all’8 gennaio 2017, all’81 di Greene Street. Si tratta del primo concept shop dell’azienda. Lo spazio di 185 mq del negozio sarà organizzato in tre sezioni differenti che espongono i capi protettivi del marchio contro vento, pioggia e freddo. “La disposizione geometricamente ispirata e la divisione degli spazi conducono il visitatore attraverso territori inaspettatamente astratti, esplorando la collezione Veilance”, spiegano dall’azienda.
Oakley, un monomarca high tech a Milano
Oakley apre il suo primo negozio monomarca a Milano, in Piazzale Cadorna. L’azienda, nata in California nel 1975, specializzata nella produzione di occhiali da sole per lo sport, riflette la cura, l’innovazione e le alte prestazioni dei suoi prodotti, in un concept store high-tech. Lo spirito innovatore di Oakley traspare ovunque: il negozio è un concentrato di dettagli e materiali all’avanguardia, come i rivestimenti esterni in Viroc, un’innovativa miscela tra legno di pino e cemento, o come la pedana centrale in Steelcolor su cui è esposto un modello di bici da corsa disegnata da Pinarello appositamente per il brand. Lo store milanese è un vero e proprio racconto della storia di Oakley: dalle tappe più importanti che il brand ha intrapreso nel corso degli anni alle innovazioni radicali grazie all’impiego di nuove tecnologie miscelate allo stile, all’attenzione dei dettagli e alla qualità dei materiali.
Nuovo punto vendita Patagonia a Montebelluna
Patagonia, azienda di abbigliamento outdoor a livello internazionale, ha annunciato l’apertura di un nuovo punto vendita europeo a Montebelluna. In provincia di Treviso, storico distretto dell’outdoor in Italia, offrirà un assortimento di prodotti per lo sci e lo snowboard, l’alpinismo, le collezioni kids e abbigliamento sportswear per uomo e donna. Il nuovo store si sviluppa su una superficie di 250 m quadrati. In tutti i suoi punti vendita Patagonia segue da vicino la mission dell’azienda californiana: “Realizzare il prodotto migliore, non provocare danni inutili, utilizzare il business per ispirare e implementare soluzioni per la crisi ambientale”. In accordo con la filosofia del brand, gli arredi e gli elementi espositivi del negozio sono stati realizzati utilizzando legname locale e metallo riciclato e presentano un design semplice e sempre funzionale, proprio come i capi Patagonia.
Speciali corner Lafuma & Millet nel nuovo Campo Base
I brand transalpini Millet e Lafuma hanno partecipato giovedì 6 ottobre all’inaugurazione del nuovo punto vendita del negozio sportivo romano Campo BaseTravel Equipment, dedicato al mondo del tempo libero e dei viaggi. Assieme a Campo Base Nomentano ed Aurelio, specializzati nel mondo della verticalità, questo sarà il terzo punto vendita nella capitale, dove entrambi i marchi francesi disporranno di aree personalizzate. I nuovi corner hanno un valore strategico per il posizionamento e la distribuzione dei brand, in un’ottica di espansione commerciale volta a incrementare la presenza e la visibilità dei marchi all’interno del punto vendita. In questi spazi i clienti potranno trovare i capi delle collezioni Autunno-Inverno 16-17, con particolare attenzione per la linea Urban Travel Lafuma, dedicata al viaggio ma tuttavia è ideale anche per un uso più cittadino.
ph:
Davide
Dal Mas
Reda Rewoolution: 3a gara per Orobie Ultra Trail 2017
Lo staff di Spiagames Outdoor Agency ha presentato la nuova edizione del Reda Rewoolution Orobie Ultra-Trail e Gran Trail Orobie in occasione di Alta Quota, Fiera della Montagna di Bergamo. Pertanto sono ufficialmente aperte le iscrizioni degli atleti per queste due gare. Il 2017 riserva una interessante novità. Oltre ai tracciati delle scorse edizioni: OUT 140 km con 9.500 D+ e GTO 70 km con 4.200 m D+, lo staff sta lavorando a una terza gara. Per ora si sa solamente che sarà una gara più corta (20k e 600 D+) e che si svolgerà in notturna. Le iscrizioni alla “corta” saranno possibili non appena definiti tutti i particolari.
www.orobieultratrail.it
Across the Outback by Michele Evangelisti
3100 km di corsa e 50 giorni, attraversando l’outback australiano da Darwin ad Adelaide. Un deserto caldo e pericoloso, su cui Michele Evangelisti, ambassador Buff, si cimenterà a partire dal 13 novembre per raccogliere fondi in favore del progetto “Correre per chi non può farlo”, dedicato ai disabili e pensato in collaborazione con AUS Niguarda Onlus, associazione che affianca l’unità spinale unipolare dell’o-
spedale Niguarda di Milano (occupata nella cura e riabilitazione delle persone con lesione al midollo spinale e dei bambini nati con spina bifida). “Perché per me non c’è modo migliore per vivere, conoscere, scoprire e incontrare un territorio e le culture, oltre alle genti che lo abitano. Una sfida fisica, ma soprattutto mentale, per affrontare un territorio straordinario nel periodo più torrido, perché se sfida sarà, che sia a 360 gradi”, racconta Michele Evangelisti, forestale classe 1980, già nazionale di canottaggio e ultratrailer. www.micheleevangelisti.com
A scuola di rifugista grazie ai corsi di formazione CAI
Un corso di formazione totalmente gratuito organizzato per la prima volta in Italia per i gestori dei rifugi Cai e non solo, con l’obiettivo di fornire competenze che agevolino e semplifichino la professione dei rifugisti secondo gli ultimi dettami delle leggi nazionali e regionali. È questo lo scopo del progetto “Conoscere le problematiche igienico sanitarie e l’utilizzo in emergenza del defibrillatore semiautomatico”, un’iniziativa del Cai Regione Lombardia, finanziata dal Cai Nazionale e organizzata dalla Com -
missione Rifugi ed Opere Alpine e dalla Commissione medica del Cai Lombardia. 3 Giornate di studio che si terranno nel mese di novembre e dicembre 2016 al Rifugio Carlo Porta ai Piani dei Resinelli, Valsassina. Le date di cui dovete prendere nota, per partecipare, sono: sabato 26 novembre e domenica 27, e sabato 3 dicembre. Le richieste di partecipazione si possono inviare. Indicando nome, cognome, età, numero di telefono, email, professione, all’indirizzo email: rifugi@cailombardia.org
“Incoming di operatori esteri – settore outdoor” è la nuova iniziativa organizzata da Assosport in collaborazione con Agenzia ICE e Ministero dello Sviluppo Economico, in programma il 24-25 novembre (location ancora in definizione). L’obiettivo è quello di mettere in contatto le aziende italiane con alcuni operatori stranieri provenienti da Scandinavia (Svezia, Norvegia), Stati Uniti, Corea del Sud, Giappone, Germania, Francia, Gran Bretagna, Russia, Brasile,
Canada e Cina. L’evento sarà strutturato nel corso di due giornate. La prima sarà dedicata a business meeting, incontri b2b selezionati dall’Agenzia ICE sulla base dei profili e dei desiderata espressi dalle aziende partecipanti. La seconda giornata invece permetterà alle aziende, in relazione all’interesse dimostrato, di ospitare in visita la delegazione di operatori.
assosport@assosport.it
Columbia alla ricerca di due Directors of Toughness
Columbia Sportswear ha iniziato la ricerca di due nuovi Directors of Toughness, un ruolo sognato dagli avventurieri più appassionati e aperto per la prima volta ai candidati europei di base in Inghilterra. I prescelti infatti partiranno per nove mesi di avventura in giro per il mondo testando i prodotti Columbia nelle condizioni più estreme. I candidati idonei potranno registrarsi al colloquio esclusivamente online su Columbia.com/ToughJobs.
Per essere considerati dovranno affrontare
“The Toughest Interview” e tra i requisiti indispensabili figurano la padronanza della lingua inglese e un’ottima preparazione atletica. Gli ultimi due candidati alla posizione saranno scelti dopo 4 chiamate di preselezione: 2 in America, 1 in Canada e 1 in Inghilterra. I primi due Directors of Thougness, Lauren Steele e Zach Doleac, erano stati selezionati tra numerosi candidati e hanno passato sei mesi viaggiando per il mondo, dalle appendici del vulcano Cayambe in Ecuador alle coste artiche del Manitoba. Quest’ anno Columbia ha alzato la posta in gioco: oltre allo stipendio full time e a tutti i benefici per i candidati, l’azienda ha esteso la durata del lavoro da sei a nove mesi.
Dynafit lancia “What’s your Mountopia?”
Dal 26 settembre Dynafit, con il supporto del partner Gore, offre agli sportivi di ogni nazione la possibilità di candidarsi al concorso “What’s your Mountopia?”. La parola nasce da una crasi fra “mountain” e “utopia” con l’obiettivo di spronare gli utenti a non porre troppi limiti al proprio sogno. Le candidature “alla propria grande impresa” possono essere inoltrate sul sito fino all’8 gennaio. Il progetto vincente dovrà poi essere realizzato tra marzo e luglio 2017. Il vincitore del concorso otterrà un finanziamento e l‘equipaggiamento idoneo al coronamento della propria Mountopia, nonchè l’esclusiva consulenza degli atleti Dynafit e di preparate guide alpine. In seguito all’8 gennaio Dynafit sceglierà i 10 progetti più convincenti che passeranno alla fase successiva: gli utenti selezionati dovranno infatti mostrare l’entusiasmo, l’impegno e la passione che sono in grado di investire nella propria Mountopia. Dynafit li spronerà omaggiandoli con una videocamera offerta da GoPro e fornendo quattro settimane di tempo per immortalare le proprie imprese. Mediante una piattaforma online la community deciderà infine quali Mountopia potranno accedere alla finale in cui giuria di esperti eleggerà il progetto vincente.
/ la polemica
“Volano gli stracci” tra Guide Alpine e Associazione Guide Canyoning
Il Collegio Nazionale Guide Alpine Italiane, in seguito alla lettera aperta inviata alla stampa da Simone Cecchi, presidente dell’Associazione Italiana Guide Canyoning, ha voluto dare una risposta affermando che la suddetta lettera (non riportata nel comunicato)non viene riconosciuta dal Collegio che “anzi riscontra una lunga serie di travisamenti e di accuse infondate”. Le Guide sottolineano quanto i tribunali si siano più volte espressi con sentenze di condanna
per esercizio abusivo della professione di istruttore di canyoning (non guida alpina). Si sostiene infine che poiché l’attività del canyoning contempla anche la presenza dell’acqua, con conseguente necessità di attrezzature alpinistiche declinate ad hoc e la gestione di rischi propri delle gole e dei torrenti, i professionisti abilitati all’accompagnamento e all’insegnamento del canyoning sono le Guide Alpine specializzate in questa disciplina.
Con Elbrus GV Asolo omaggia il vero tetto d’Europa
Tra le Seven Summits del pianeta, l’Elbrus ha ispirato imprese e leggende. Punto più alto nella catena del Caucaso e della Russia, il monte di origine vulcanica è descritto nella mitologia come il luogo in cui era stato incatenato Prometeo. Proprio dalla storica cima caucasica prende il nome la nuova calzatura per l’alpinismo firmata Asolo, un modello performante, preciso e dal peso contenuto, ideato per le attività di arrampicata tecnica su roccia e misto. Risultato della ricerca condotta con tester professionisti, lo scarpone è realizzato con i migliori materiali, a partire dalla tomaia in tessuto Schoeller Soft Shell e pelle idrorepellente fino alla fodera in Gore-Tex impermeabile e traspirante. La nuova suola progettata in collaborazione con Vibram è dotata dell’esclusiva tecnologia Dual Integrated System che assorbe l’impatto, aiuta in trazione e trattiene in frenata su qualsiasi tipo di terreno. Inoltre, il design della calzatura è completato da un puntalino anteriore protettivo. Elbrus GV è predisposto per l’aggancio del rampone semi-automatico ed è disponibile in due versioni: man, in colore blu aster/argento e woman, in colore lime/mimosa.
Buff ha festeggiato Halloween con prodotti dedicati
DISTRIBUITO DA: Asolo - 0422.8866 - asolo@asolo.com
Dolomite Cinquantaquattro Warm WP, la risposta alle fredde passeggiate cittadine invernali
La collezione Lifestyle di Dolomite si arrichisce quest’autunno di un nuovo modello che riprende la storica lanciata dal brand, quella Cinquantaquattro che è un intramontabile omaggio alla spedizione italiana che, calzando scarpe Dolomite, raggiunse la vetta del K2 in quell’anno per la prima volta assoluta. Le Cinquantaquattro Warm Wp sono il fiore all’occhiello della nuova collezione Dolomite. L’imbottitura interna in PrimaLoft Gold Eco garantisce calore anche in caso di umidità, rapidità di asciugatura e un alto livello di traspirabilità con un superiore controllo sull’umidità. L’isolamento è molto leggero, soffice ed offre la soluzione migliore per un comfort duraturo, caldo, traspirante, e costituito per il 90% da materiale riciclato. Inoltre, la membrana waterproof garantisce impermeabilità. Tecnologia e design per tre modelli che conquistano: inserto in feltro per chi ama i colori neutri, inserto scozzese o in tessuto di lana spina pesce per chi preferisce un look originale.
DISTRIBUITO DA: Dolomite - 0422.884488 - info@dolomite.it Scott Italia - 035.756144 - infosport@scott-sports.it
La linea The North Face Summit Series ora entra in uno zaino
Continua l’evoluzione della collezione Summit Series, che per l’inverno 2016-17 viene arricchita ulteriormente (dopo il rilancio nel 2015). Questa collezione, una delle più tecniche e curate nel design tra quelle dedicate agli alpinisti, è caratterizzata da con una vestibilità specifica in grado di rispondere alle esigen degli atleti, nuove gamme cromatiche (roisin green/climbing ivy per l’uomo e darkest spruce/conifer teal per la donna) e l’aggiunta di Gore-Tex al guscio L5 Jacket e al pantalone L5 Shell Pant. La nuova collezione si completa con lo zaino Summit Series Alpine 50L, leggero e durevole, appositamente ideato per le spedizioni alpinistiche ad alta quota creato con materiali e tecnologie all’avanguardia quali Fuseform e nylon Cordura. Tra le sue caratteristiche principali troviamo la patella superiore che si sdoppia e può essere usata anche come sistema porta corda, cintura e pannelli dello schienale rimovibili e copertura rinforzata per proteggere dalle punte delle piccozze. Summit Series FW16 è disponibile solo in punti vendita selezionati, presso i distributori specializzati e online visitando il sito thenorthface.it.
DISTRIBUITO DA: The North Face - 0423.683100 - www.thenorthface.com
Vibram Furoshiki, tre diverse altezze per adattarsi ad ogni stagione
Tre sono i key concept che rendono unica Furoshiki The Wrapping Sole: easy on, multi fit e multi use. Una scarpa versatile e comoda sviluppata nelle tre diverse misure: bassa, media e alta, per adattarsi alla vita quotidiana regalando comodità e un tocco di stile anche nei mesi più freddi. Le versioni in Neoprene sono in perfetta sintonia con il mood urbano: garanzia di sicurezza e comfort grazie alla suola Vibram Megagrip + Glow in the dark e la tomaia dotata delle proprietà idrorepellenti di questo materiale, che consentono la massima versatilità nel contesto invernale cittadino. La struttura della scarpa è “full black”, con suola e dettagli a contrasto in tonalità verde brillante, rosso intenso o blu royal, rispettivamente nelle varianti bassa, media e alta. Un’idea originale per un regalo natalizio alternativo.
Buff presenta per questa FW 16/17 le nuove collezioni Kids Hat e Kids Lifestyle dopo il successo dello scorso anno quando realizzò, per la prima volta, una ricchissima collezione di cappelli. La lunga esperienza nel disegno e nella creazione di accessori headwear (Buff compie 25 anni nel 2017) ha dato al marchio il know-how necessario per intraprendere con fiducia il lancio delle nuove linee con gli stessi materiali che ha sviluppato nel corso degli anni. Con la maggior parte della produzione realizzata nel quartier generale a Igualada (Barcellona), Buff riesce a monitorare l’intero processo di produzione, dalla concezione alla confezione. Il marchio ha proseguito anche lo sviluppo della collezione lifestyle di scaldacollo, per la quale ha messo in gioco la sua storia e la sua esperienza nella lavorazione tubolare dei tessuti. La collezione Lifestyle è stata creata dal team di design Buff seguendo gli ultimi trends nello sport e nello street-wear, tra cui alcune grafiche in stile horror perfette per arricchire il proprio costume per la notte di Halloween!
Il parka modulabile di Vaude con integrato l’isolamento traspirante del Polartec Alpha
Vaude Ampeza 3 in 1 è un parka da donna ideale sia per l’uso cittadino sia per l’escursionismo leggero. Impermeabile e antivento, offre grande calore e traspirabilità al contempo grazie all’isolamento Polartec Alpha. Questo tecno-tessuto è infatti in grado di fornire comfort totale in diverse situazioni e condizioni grazie alla sua particolare costruzione traspirante che permette di offrire “calore attivo”.
La giacca segue i canoni Vaude in fatto di eco-sostenibilità (è infatti certificata Green Shape) e presenta nella parte esterna cappuccio regolabile, tasca sul petto, tasche laterali e tasca interna con zip (e passaggio per cuffie), gomiti articolati, polsini in velcro regolabili e aperture di ventilazione sotto le braccia.
DISTRIBUITO DA: Panorama - 0472.201114 - info@panoramadiffusion.it
Columbia Peakfreak Low con OutDry: versatilità & impermeabilità sono il binomio perfetto
I moderni metodi di costruzione rendono la Peakfreak XCRSN II XCEL Low OutDry una scarpa versatile e praticamente indistruttibile. La tomaia in tessuto con sovralaminature termosaldate ne garantisce la leggerezza, mentre l’intersuola in Techlite fornisce comfort duraturo e ammortizzazione elevata. La suola Omni-Grip non-marking invece garantisce una trazione straordinaria. Grazie ad OutDry è completamente impermeabile e si candida così a diventare una delle scarpe più polivalenti e versatili per le escursioni autunnalli tra sentieri nei boschi ricoperti di foglie umide così come quelle in mountain bike facendo lo slalom tra le pozzanghere. Abbiamo ricevuto questa scarpa per un test e sui prossimi numeri vi terremo aggiornati sulle nostre impressioni, per il momento “a secco” ne abbiamo apprezzato la calzata in puro stile americano, ovvero comoda e con ampio spazio per le dita.
DISTRIBUITO DA:
Columbia Sportswear Italy - 0423.648756 - www.columbiasportswear.it
Per Camp il piumino perfetto ha solo l’essenziale
L’inverno si avvicina e sia per le attività più dinamiche sia per le attività che richiedono lunghe permanenze in alta montagna, avere nello zaino un capo molto caldo, da indossare nei momenti in cui ci si ferma, è essenziale per resistere al freddo. Pensiamo allo scialpinista veloce che sale vestito molto leggero ma al momento di fare il cambio pelli rischia di raffreddarsi improvvisamente se non indossa qualcosa con un forte potere coibente. Oppure a coloro che compiono salite su ghiaccio e misto e si trovano di passare una notte in un freddo bivacco di emergenza. Ma un capo utilizzabile solo per i momenti di pausa diventa un peso inutile nello zaino, ingombrante per essere usato durante l’azione dinamica. Non è così per i piumini Essential di Camp, caratterizzati da design e materiali estremamente tecnici perfetti anche durante prestazioni di altissimo livello tecnico.
La collezione Essential propone capi invernali per ogni utilizzo, con imbottitura in piuma certificata Responsible Down Standard (RDS). ED Protection Jacket è il best seller della linea Essential: il tessuto Hitex Evo è leggero, resistente e con trattamento DWR, l’imbottitura in piumino è di prima qualità (700 cuin). Il cappuccio fisso con visiera, le tasche interne ed esterne e la Stow-Away Pocket completano un prodotto tecnico il cui design sciancrato (Slim Fit) assicura comfort e ingombro ridotto. Peso 460 g (taglia M uomo).
DISTRIBUITO DA: C.A.M.P. - 0341.890117 - contact@camp.it
Odlo Evolution Warm Muscle Force, la durata conta… quanto il recupero!
Più durata e più prestazione: questo è quanto pretende da sé stesso il vero sportivo, e lo stesso esige dal suo abbigliamento. Deve sostenere al meglio il corpo durante l’attività offrendo il massimo comfort. Con Evolution Warm Muscle Force Odlo, il marchio specialista dell’intimo tecnico ha creato una nuova generazione di capi, che si rivolge agli sportivi ambiziosi, in particolare agli appassionati di sci alpino. Con i pantaloni Evolution Warm Muscle Force viene offerto un prodotto che sostiene i muscoli e al contempo mantiene la consueta qualità dell’intimo Evolution. Le zone di supporto inserite nel materiale senza cuciture nell’area delle cosce riducono il tremolio muscolare del 42% circa, riducendo l’affaticamento muscolare e favorendo anche un recupero più rapido. Ciò significa più divertimento e più durata. La compressione ottenuta attiva il metabolismo e aumenta la capacità dei muscoli di assorbire ossigeno e sostanze nutritive ed eliminare i prodotti di scarto. La rapida asciugatura e l’innovativo design in vita senza cuciture con la cintura tagliata più alta dietro assicurano una perfetta vestibilità rendendoli piacevoli da indossare. Sul tronco sono state sviluppate delle particolari zone funzionali. Qui Odlo utilizza un materiale più robusto, leggermente ruvido all’interno e isolante, piacevole da indossare, in combinazione con un materiale più sottile per allontanare al meglio il calore dal corpo. Queste zone funzionali consentono una termoregolazione ottimale e mantengono freschi e asciutti durante la stagione fredda.
DISTRIBUITO DA: Premiere Distribution 0471.844594 - info@premieredistribution.it
Piedi asciutti e al caldo con la prima Meindl in Gore-Tex Surronud
X-SO Wave GTX è il primo modello di Meindl realizzato a costruzione a maglia con Gore-Tex Surround. La nuova tecnologia, applicata alla calzatura, la rende completamente traspirante e impermeabile nel tempo. Grazie a questa esclusiva costruzione i piedi rimangono più asciutti e il comfort è maggiore. Il cuore della nuova tecnologia è la struttura sotto al piede: il vapore
acqueo passa attraverso il laminato Gore-tex in un apposito distanziale a celle aperte e da qui fuoriesce lateralmente dalla scarpa. Il distanziale garantisce inoltre una calzata morbida. Anche il colore è convincente: un bel giallo / azzurro che non stenta a farsi notare. La suola è in gomma con ammortizzante EVA e la tomaia in VentilationMesh.
DISTRIBUITO DA: Panorama - 0472.201114 – info@panoramadiffusion.it
Si avvicina l’inverno e Scarpa punta anche sul trail
Molti appassionati di trailrunning con la stagione fredda dismettono le scarpe da corsa per indossare strani stivaletti in plastica e (più spesso per quel target) carbonio e dedicarsi alle competizioni di scialpinismo. Sono però moltissimi per i quali invece la corsa è una passione totalizzante, smart, dal basso investimento e dalle immense soddisfazioni. Ma correre nelle stagioni più umide e fredde è cosa ben diversa, e richiede prodotti specifici. Scarpa ha sviluppato due calzature per questi usi, differenziate per la maggior o minor ammortizzazione e dunque dedicate a diverse distanze di percorso. Scarpa Neutron G è la calzatura ideale per affrontare le condizioni di maltempo, i fondi accidentati e gli allenamenti durante le stagioni fredde. Neutron G racchiude tutta l’affidabilità della Neutron – scarpa per l’alpine running performante, agile e reattiva,
destinata all’uso nelle gare di trail e skyrunning – in una ghetta laminata in OutDry, la membrana esterna che evita l’inzuppamento del materiale esterno con ovvi problemi di traspirabilità, per permettere di affrontare qualsiasi situazione mantenendo i piedi sempre asciutti. Grazie alla cerniera waterproof, allo strap superiore e alla chiusura interna a cavo, Neutron G assicura una fasciatura ottimale del piede, mentre la ghetta, alta fino al malleolo, è arricchita con particolari catarifrangenti e permette di correre in sicurezza anche al buio. La suola Genetic by Vibram in mescola Icetrek assicura tenuta anche sui fondi più scivolosi, mentre i particolari stampati sulla tomaia permettono maggior contenimento e resistenza all’usura.
DISTRIBUITO DA: Calzaturificio Scarpa 0423.5284 - info@scarpa.net
Stop ai dolori alla cervicale grazie all’occhiale da sicura
I fastidi alla cervicale affliggono molti scalatori ma non solo. Gli occhiali Y&Y sono stati ideati appositamente per chi fa sport e lavori “verticali”. Sono già protagonisti di numerose gare internazionali.
Nati per l’arrampicata ma non solo! L’occhiale da sicura permette di adottare una postura naturale e confortevole ed è indicato per tutti coloro che devono guardare a lungo verso l’alto. Scalatori, certamente, ma anche tutti coloro che per lavoro o per svariati motivi sono costretti a “guardare” chi o quello che si trova sopra di loro. E non si tratta di una metafora! Per certe professioni, come per esempio quelle legate alla manutenzione della rete elettrica, l’uso di questi occhiali rafforza la sicurezza in quanto l’addetto non è obbligato a dover riposare il collo ogni tanto, permettendogli di restare concentrato sull’oggetto o la persona sopra di lui. Per questo Y&Y ha ideato non una ma ben due linee di occhiali che soddisfino tutte le esigenze del climber e del lavoratore.
TRE MODELLI: CLASSICI, COLORATI E
CLIP UP - Gli Y&Y Classic sono stati il primo modello messo in commercio. Hanno rappresentato un best seller testato sul campo e hanno soddisfatto molti scalatori. Grazie alla montatura flessibile si adatta-
no a tutte le forme del viso. Permettono di fare sicura al partner in confort e sicurezza. Dopo qualche tempo sono arrivati i più economici (ma altrettanto funzionali) Plasfun. Montatura in plastica leggera e resistente, i Plasfun sono disponibili in 5 colori. Infine i Clip Up: pensati per coloro che portano gli occhiali da vista, da sole, si adattano a tutte le montature e sono facili da utilizzare grazie alla posizione On/Off.
COME SONO FATTI - Sono degli occhiali con le lenti prismatiche che riflettono l’immagine dello scalatore senza che l’assicuratore alzi la testa. In questo modo l’assicuratore può fare sicura senza forzare la sua muscolatura ad un’estensione cervicale. Eliminano ogni rischio di dolore cervicale e riducono i rischi di incidenti dovuti ad una mancata attenzione dell’assicuratore verso lo scalatore.
tenere una posizione innaturale del collo per dei periodi prolungati. È fortemente consigliato l’uso di occhiali da sicura.
PERCHÉ USARE L’OCCHIALE DA SICURA
Quando si parla di dolori cervicali nell’arrampicata, ci stiamo riferendo ad un quadro clinico doloroso causato da una contrattura muscolare incontrollabile e persistente della regione cervicale posteriore, che tocca un muscolo o un gruppo di muscoli. La contrattura comprime i capillari sanguigni che irrorano i muscoli impedendo l’afflusso sanguigno ai muscoli e questo favorisce la contrattura e ne impedisce la guarigione. Questo quadro è frequente nel campo dell’arrampicata dove l’assicuratore deve
NICOLA BASSI, MAGO DELLA POLIVALENZA IN MONTAGNA
Trasversalità, differenziazione e specificità in un’unica soluzione
Alla luce dei suoi brillanti risultati in veste di atleta, Nicola ci riporta le sue impressioni sui benefici riscontrati dall’utilizzo delle solette.
Nicola Bassi ha 28 anni ed è un atleta a tutto tondo. Pratica infatti diversi sport, tutti strettamente connessi al mondo della montagna, tra i quali corsa, bici, alpinismo/ arrampicata e scialpinismo. Si approccia alla corsa all’età di 16 anni, sfruttandola come allenamento per migliorare le performance in montagna. Da subito si appassiona anche a questa disciplina e si accorge di prediligere le lunghe distanze. Inizia quindi a cimentarsi con le prime gare di corsa in montagna, su distanze sempre maggiori, arrivando ben presto a misurarsi con le gare più estreme. Conosce i prodotti Noene tramite il passaparola fra amici dell’ambiente trail, da tutti molto apprezzati per l’efficacia nel dissipare le vibrazioni dovute all’impatto con il terreno durante
la corsa. Con lo spirito dell’atleta, ma anche un po’ per curiosità, decide di testarli.
Polivalenza – “L’utilizzo del modello Ergonomic AC2 con il suo specifico sostegno della volta plantare mi ha aiutato ad abbreviare le tempistiche di recupero dovute ad un sovraccarico del Tibiale posteriore. Il significativo assorbimento delle vibrazioni da impatto con il terreno durante la corsa, specialmente su terreni rocciosi, ha avuto come conseguenza una riduzione dello stress da impatto a livello muscolare”.
Differenziazione e specificità –“Sono rimasto molto colpito dalla differenziazione e specificità dei vari modelli a seconda della destinazione di utilizzo. Dalla soletta ultra sottile e
leggera per l’utilizzo con scarpe da strada o addirittura ciclismo, al modello più ammortizzante per le gare trail sui terreni più tecnici ed accidentati”.
Il suggerimento – “Un suggerimento che potrei dare all’azienda sarebbe di rendere il sostegno della volta plantare nel modello Ergonomic AC2 più alto ed efficace, rendendo il modello specifico per chi non ha una volta plantare particolarmente accentuata”.
“ Ho testato, nell’arco di un paio di mesi, tutti i prodotti della linea Noene, utilizzando le varie tipologie a seconda dell’attività affrontata: dalla bici allo scarpone da sci-alpinismo, passando ovviamente per moltissime ore di trail, in gara e non
UTILIZZATI ANCHE DAI PRO - Sono tantissimi gli scalatori professionisti che ne fanno uso e che li consigliano. Gli occhiali Y&Y sono anche stati utilizzati all’ultimo Rock Master e, ancora più recentemente, sono stati fornitura ufficiale dei 26 assicuratori dei Campionati del Mondo (14 -18 settembre 2016). Gli organizzatori della competizione si sono espressi in questo modo: “La nostra intenzione era quella di mettere gli assicuratori dei Campionati del Mondo nelle migliori condizioni possibili. Gli occhiali sono solo una proposta, non certo un obbligo di utilizzo”, spiega Marie-Anne Midy, responsabile della comunicazione della FFME. “Questa opportunità ci permette anche di far conoscere questo prodotto al maggior numero di persone: abbiamo avuto recensioni molto positive fino ad ora!”. occhialidasicura.com
a cura di: Tatiana Bertera
a cura di: Tatiana Bertera
Nicola Bassi
Classic Plasfun
Il nuovo modello Clip Up
Mammut e la sicurezza
Le migliori proposte per la peggiore evenienza durante le gite invernali.
L’estate è appena finita è vero, ma tra gli appassionati delle discipline outdoor invernali sappiamo bene che si nascondono dei veri “powder” addicted che, al detto: “neve sulla foglia, l’inverno non ha voglia”, non hanno mai davvero creduto. E così, puntuali, alla prima spruzzata di fine settembre sopra 2.000 metri delle Alpi, hanno già spolverato gli sci (già deposti prontamente sciolinati e con le lamine rifatte alla perfezione) e cambiato, da buoni freeride 2.0, l’immagine del profilo Facebook con una d’azione in un metro di polvere, destinata a rimanere per circa 6 mesi, quanto il loro inverno dura (per alcuni anche 8). Ecco quindi che di fronte a questi appassionati, a noi tocca portarci avanti, presentando le novità della montagna invernale che troveremo nei negozi nei prossimi mesi. Tema caldo come sempre è quello della sicurezza, sul quale molte aziende proporranno numerose novità interessanti presentate durante lo scorso Ispo. Tra loro Mammut, con la linea di zaini fornita di pallone anti-seppellimento, la cui bombola NON è compresa nella fornitura e deve essere acquistata a parte.
I SISTEMI ANTIVALANGA Sono essenzialmente due i sistemi di Airbag antivalanga di Mammut: il Removable Airbag 3.0 e il Protection Airbag 3.0. Entrambi possono essere rimossi dai loro zaini e inseriti in altri compatibili con stesso sistema e in modo da renderli utilizzabili anche d’estate. A differenziarli è solo il peso (700 g per il Removable e 920 per il Protection, con la bombola in carbonio da 300 bar si passa invece a 1 kg e 1.2 kg) e il fatto che il Protection Airbag ha una forma che protegge anche dagli impatti riducendo la possibilità per il rider di ferirsi durante il travolgimento.
Nb: quello che contraddistingue il sistema airbag adottato da Mammut è l’attivazione meccanica che rende sicuro l’innesco sia alle basse temperature sia con condizioni meteorologiche particolarmente avverse.
I TRE MODELLI
ULTRALIGHT - Removable Airbag 3.0
Lo zaino airbag che apre una nuova dimensione di peso in questa categoria di prodotto: il nuovo sistema 3.0 Ultralight Airbag rimovibile pesa solamente 1500 grammi, lo zaino senza il sistema airbag 500 g. Nonostante la leggerezza, questo zaino offre tutti i dispositivI necessari per lo scialpinismo (cinghia di sicurezza sulle gambe, fissaggio per sci diagonale, fissaggio per piccozze/ bastoni, accesso al reparto principale con cerniera nello schienale, schienale rimovibile e utilizzabile per sedersi) e ovviamente anche il sistema airbag garantisce la stessa sicurezza degli altri airbag Mammut.
RIDE - Removable Airbag 3.0
Zaino funzionale da 28 o 30 litri con il sistema “Removable Airbag” di Snowpulse. Ideale per snowboard, freeride, escursioni con racchette da neve o scialpinistiche di uno o più giorni. Sia gli zaini che la nuova AIRBAG TECHNOLOGY 3.0 sono stati ottimizzati per l’inverno 16/17. Questo zaino offre possibilità di fissaggio e l’integrato sistema antivalanga “Airbag 3.0 System” convince per le funzioni affidabili (cinghia di sicurezza sulle gambe, etichetta SOS con istruzioni d’emergenza, compatibilità con sistemi di idratazione, fissaggio per sci diagonale a scomparsa, fissaggio per snowboard, doppio portapiccozze e cinghie di compressione laterali) e l’efficiente maneggevolezza. Tirando la maniglia fissata sulla bretella infatti si innesca la cartuccia ad alta pressione che in meno di 3 secondi riempie l’airbag di forma quadrata. Volume zaino: 28 lt o 30 lt Volume airbag: 150 lt. Peso: 28 lt = 2.730 g (incl. airbag), 30 lt = 1.500 g (senza airbag). Colori: black, dark cyan, lava.
Protection Airbag 3.0
Offre massima protezione da ferite e contusioni in aggiunta ai benefici di un airbag tradizionale proteggendo le zone della testa, del collo e del torace. Altre caratteristiche sono la cinghia ventrale imbottita rimovibile, dotata di asole portamateriale, il fissaggio diagonale per gli sci e quello per lo snowboard, il doppio portapiccozza/ bastoncini nascondibili e la compatibilità con il sistema di idratazione.
Peso: zaino 1.200 g, con sistema: 2.430 g. Colori: dark cyan.
Removable Airbag 3.0
Il nuovissimo “Removable Airbag System 3.0” è stato rielaborato ed è diventato ancora più piccolo e leggero. Con un volume di 150 litri offre un eccellente galleggiamento e mantiene la testa emersa dalla superficie della neve. Può essere rimosso in qualsiasi momento e inserito in un altro zaino compatibile con il sistema R.A.S. Lo zaino può quindi essere utilizzato come zaino normale. Volume: 18 lt (20 lt senza Airbag) Colore: dark cyan.
LIGHT - Protection Airbag 3.0
Nonostante i 30 litri di volume è un autentico peso piuma provvisto di ampio spazio per l’attrezzatura necessaria nei tour di scialpinismo e snowboard nella neve fresca. Si distingue inoltre per il suo eccellente comfort. Il materiale robusto rende questo zaino airbag molto durevole e resistente alle intemperie.
PRIMI SEI MESI 2015 VS 2016: NUMERI A CONFRONTO / LE CINQUE GARE CON
Il trend continua a crescere, fra “classiche” e nuove proposte
Nella prima metà dell’anno le nuove proposte del calendario sono state quasi tante quante quelle nell’intero arco del 2015. Le competizioni storiche d’altra parte registrano una forte crescita di numeri, con Passatore e Lavaredo a firmare record storici per quanto riguarda i finisher.
Ve ne avevamo parlato già negli scorsi mesi, presentandovi, dati alla mano, l’impatto delle gare sulle ultra distanze nel mondo del running. Considerando le competizioni su strada o trail con un chilometraggio superiore ai 42K, abbiamo infatti potuto notare come la crescita del nostro settore stia proseguendo in maniera sensibile. Per questo motivo abbiamo deciso di pubblicare su questo numero di Outdoor Magazine un aggiornamento delle cifre che interessano questa categoria. Prendiamo in esame in particolare i primi sei mesi del 2016. La nostra fonte è ancora una volta Enrico Vedilei, membro del direttivo IUTA – Italian Ultramarathon & Trail Association, con un passato in qualità di coordinatore della nazionale italiana di Ultra Trail.
PRIME CONSIDERAZIONI / In primo luogo si può notare come il primo semestre di quest’anno sia stato caratterizzato da una sensibile crescita dell’offerta (tabella 1), in quanto il numero di gare è salito rispetto al 2015 da 105 a 126. Circa il 20% in più è allo stesso tempo sintomo ed effetto di quanto stiamo affermando da diverso tempo: la crescita del running e quella dell’ultra running vanno a braccetto. Sul totale delle competizioni svolte i finisher sono stati ben 19.209, contro i 16.815 del 2015 per un incremento del
14,24%. Andando nel dettaglio, se il trail si conferma il settore che trascina il trend, la strada rispetto agli anni passati riduce sensibilmente la forbice: da 74 a 80 gare è infatti stata la crescita nel settore off road (+8,11%), da 31 a 46 in quello road (+48,39%).
I finisher delle prime sono stati 12.489 (contro i 11.273 del 2015, +10,79%) e delle seconde sono stati 6.720 (contro i 5.542 del 2015, +21,26%).
TOP 5 /
Le cinque gare con più finisher (tabella 2) sono state le stesse del 2016. Fra le quali si registra al primo posto la 100km del Passatore, che per la prima volta nella sua storia supera quota 2.000 atleti. Al secondo posto anche la Lavaredo Ultra Trail registra una crescita significativa oltrepassando per la prima volta la soglia dei 1.000 finisher: addirittura 1.235, con un aumento del 64,67% rispetto al 2015. Se si considera poi che il Cortina Trail al terzo posto fa parte con la LUT di un’unica manifestazione, la somma fra le due prove arriva a contare addirittura 2.206 finisher. La somma delle competizioni di questa top 5, 5.800 runner, corrisponde al 30,19% di tutti i finisher finora registrati. Dodici mesi fa lo stesso dato contava 5.323 finisher in rappresentanza del 31,66% di tutto il movimento. Come considera Enrico: “Questi risultati molto simili testimoniano
che dall’aumento generale dei finisher traggono beneficio anche le manifestazioni più grandi e datate”. Fra le novità nel calendario invece, alla tabella 3 si possono leggere i numeri delle tre nuove competizioni che hanno contato più finisher (tutte gare di trail). In tutto il 2015 si erano contate 16 gare con più di 300 finisher: quest’anno dopo soli sei mesi sono già 13 e quindi sicuramente il dato nell’arco dell’anno è destinato a superare quello passato. Nella tabella 4 sono segnalate le tre fra quelle 16 competizioni nate nel 2015 che hanno avuto il maggior incremento percentuale.
MOLTO BENE LA STRADA / Andando a compiere un’analisi qualitativa di questi dati, si può inoltre osservare che il trail, pur rimanendo sempre il terreno prediletto fra gli amanti delle ultra distanze, sia finalmente incalzato in maniera più decisa dalla strada: si registrano infatti 1.216 finisher in più nel trail rispetto al 2015, ma anche 1.178 nel segmento road. Numeri molto vicini.
Prosegue Enrico: “Penso che questo sia dovuto in parte al fatto che per 10 anni la forte crescita del trail sia stata influenzata dal fatto che ha saputo attirare molti atleti provenienti da altre specialità e sport: ora qualcuno di questi ha iniziato ad aprirsi anche alla strada”. Degno di nota anche l’aumento della per-
di donne che finiscono le gare ultra. Per la prima volta si supera il muro del 15% del totale: sono 2.970 le finisher femminili. Un incremento per l’esattezza del 15,46%. Da considerare che delle quasi 3.000 runner, sono state ben 1.073 a scegliere gare su strada: ovvero il 36,13% delle donne in totale.
centuale
Per Salomon è Time to Play
Nella nuova campagna Salomon, il concetto di divertimento all’aria aperta e la parola “gioco” diventano il nuovo filo conduttore in tutti gli sport che l’azienda rappresenta da oltre sessant’anni.
L’azienda francese, da oltre sessant’anni tra i marchi leader nel design di prodotti sportivi innovativi per la montagna, lo scorso agosto ha lanciato il nuovo claim: “Time to play”. Con questo slogan ha finalmente dato un nome alla filosofia e allo stile che da sempre caratterizza Salomon nello spirito di innovazione e nelle nuove espressioni di libertà e passione, ovvero le qualità principali impiegate per creare i prodotti e le tecnologie specifiche. “Time to play” è il motto con il quale l’azienda si identifica ed è un invito per tutti i consumatori e gli sportivi a condividere la gioia del gioco e della vita all’aria aperta, per ricordare che lo sport è soprattutto divertimento e d’invogliare le persone a ritagliarsi del tempo per praticare l’attività outdoor preferita.
LA COMUNICAZIONE / L’affermazione del nuovo claim, è stata supportata dal lancio di una nuova campagna sui canali media e new media nel mese di settembre andando a coinvolgere tutti gli sport in cui Salomon è protagonista, ognuno in modo diverso. Ogni disciplina sportiva è rappresentata da un colore e con una frase diversa dove all’interno viene espresso in modo esplicito il concetto di gioco. Il punto di partenza per la nuova comunicazione è il sito strutturato ad hoc per offrire maggior interazione con i consumatori. In particolare, il 21 settembre
verrà lanciato a livello mondiale il nuovo video “Time to Play” a cui ognuno
potrà ispirarsi per creare a sua volta altri video e dare vita a una vera e propria “Community remix”, che rappresenterà i momenti di gioco vissuti secondo i valori del brand. Coinvolti in prima persona in questo progetto, anche gli atleti e gli ambassador dei vari sport.
IL COINVOLGIMENTO / La nuova campagna è stata lanciata a livello globale e l’azienda ne è parte attiva. Tutti coloro che lavorano all’interno del progetto sono uniti infatti dal senso di appartenenza nei confronti dello sport, abbinato allo stile di vita all’aria aperta. Questo è il punto di partenza fondamentale per estendere il messaggio ai consumer e agli sportivi. Il coinvolgimento non avverrà solo tramite social media, ma anche attraverso i punti vendita, le gare e gli eventi in cui Salomon sarà presente. Con “Time to Play”, possiamo parlare di una sorta di rinascita con la quale però l’azienda rimane fedele al proprio Dna e riafferma con passione ed entusiasmo i valori che ha sempre seguito fin dalla nascita, al fianco degli atleti e dei tanti appassionati outdoor. Grazie ai nuovi strumenti digitali, il rapporto con i consumatori potrà essere veicolato ancora di più, consolidando la sintonia e la fiducia di Salomon con tutti gli sportivi che ne utilizzano i prodotti. www.salomon.com
IL LANCIO DEL VIDEO A LIVELLO GLOBALE
Tutti gli sportivi hanno l’opportunità ogni giorno di trasformare l’allenamento in un vero e proprio momento di svago, come le avventure vissute da giovani e il gioco all’aria aperta. Tale è lo spirito con cui si dovrebbero affrontare le prove e le fatiche e Salomon riporta alla luce questa filosofia di vita che da sempre sostiene. L’azienda offre l’opportunità a tutti di tornare protagonisti e rivivere il momento del gioco. In occasione del nuovo posizionamento di brand, “Time to Play”, Salomon ha realizzato un video celebrativo insieme ai suoi atleti in luoghi particolarmente affascinanti e spettacolari. Il video è stato lanciato su Facebook il 27 settembre e vuole essere d’ispirazione per sportivi e appassionati outdoor per spronarli a ritrovare l’entusiasmo della gioventù attraverso le immagini delle avventure in tutto il mondo degli atleti di trail running, hiking e sport invernali del team Salomon. Sportivi e appassionati saranno invitati a prendere parte alla seconda versione del video, che sarà realizzata proprio sulla base dei contributi che verranno raccolti (User Generated Content - UCG). Salomon infatti chiederà ai suoi fan e followers di ricreare situazioni simili a quelle narrate nel video originale, inviando foto e riprese alla piattaforma timetoplay.salomon.com. I contenuti ricevuti verranno selezionati per realizzare un nuovo video con l’obiettivo di celebrare i momenti di gioco vissuti secondo i valori Salomon nel modo più autentico possibile. “Mettersi in gioco e divertirsi. Questo vogliamo che facciano gli sportivi.” Dice Eric Pansier, Global Vice President Salomon. “Vogliamo anche che si sentano coinvolti e partecipi della nostra stessa passione”. Le Community Salomon che interagiscono attraverso i social media sono davvero tante e saranno partecipi al Remix che l’azienda realizzerà per affermare ancora una volta i valori del divertimento e dello sport legati alle attività outdoor.
Inquadra il Qr Code per visionare il video
Alcuni visual della campagna “Time to Play” di Salomon, veicolata sui media tradizionali e sui canali social
a cura di: Simone Berti
Salewa accelera verso il futuro con Alpine Speed
Il brand bolzanino, in collaborazione con Michelin e Polartec, ha lanciato un’importante campagna di cross marketing volta a presentare le novità estive 2016, facendo tappa in 37 negozi in tutta Italia, da aprile ad agosto.
La campagna però non si ferma e, per il 2017, raddoppia con tante nuove iniziative.
Quest’estate Salewa ha dato un forte risalto alle novità prodotte relative al footwear lanciando la campagna Alpine Speed e focalizzandosi sulle attività veloci in montagna. “Un’importante campagna di cross marketing che ha raggiunto oltre 51 milioni di contatti tramite un articolato piano media a mezzo stampa generalista (in particolare la media-partnership con il gruppo RCS), specializzata e locale, un impattante piano digital marketing (webbaners, native advertsing, social media, e-mail marketing), un press trip a Montebelluna e Val Badia, oltre ad azioni di product seeding a giornalisti
di riferimento e bloggers”, ha spiegato Luca Dragoni, responsabile marketing Salewa Italy. Ma soprattutto la campagna ha coinvolto numerosi negozi specializzati attraverso i “Promotion & Test Days”. Punto di partenza è stato il Salewa Store di Milano, in Corso Garibaldi, dove si è svolta una conferenza stampa (a cui i nostri inviati non sono mancati) che ha illustrato al meglio il concetto di “Mountain Training”, alla base dello sviluppo di questi prodotti l’esigenza di soddisfare appieno un’ampia fascia di utilizzatori. “La nostra campagna stagionale Alpine Speed è sviluppata attraverso un approccio mar-
keting a 360° che affianca i consumatori nel loro ‘viaggio all’interno della linea’ attraverso molteplici occasioni di contatto”, spiega ancora Luca. “Il marketing mix comprende trade marketing, marketing digitale, comunicazione online e offline e comunicati stampa”.
PROMOTION & TEST DAYS - “A livello locale, abbiamo supportato i punti vendita Salewa organizzando e promuovendo clinic volti al supporto e alla vendita, oltre a test prodotti, sia con comunicazione su stampa locale e billposting”, racconta ancora Dragoni. Il notevole impegno profuso ha così
permesso, con successo, l’organizzazione di ben 37 appuntamenti per i Promotion & Test Days da aprile ai primi di agosto. Centinaia di appassionati di montagna hanno potuto testare e apprezzare i modelli Salewa Lite e Ultra Train, versatili e studiati da Salewa per il concetto di “Mountain Training”: camminate veloci, corsa nei boschi, balzi, allenamenti di potenza e altro ancora, sempre in mezzo alla natura.
IN STORE - Dal punto di vista dell’allestimento nei punti vendita, è stata prestata molta cura nell’esposizione del concetto “Alpine Speed”, sia per le vetrine che per l’allestimento interno. Sono state perciò studiati manichini dedicati, immagini retroilluminate, stampe su forex e materiale POS specifico. “Si può sicuramente affermare che tutto questo ha dato una spinta importante per agevolare il sell-out delle nuove calzature Lite e Ultra Train con suola Michelin e la gamma di prodotti della linea Pedroc”, ha commentato Luca.
VERSO IL 2017 - Nella stagione SS 2017 la campagna Alpine Speed verrà attivata anzitutto con la sponsorizzazione della Red Bull X-Alps, un evento che offrirà un’immensa visibilità al brand Salewa in qualità di main sponsor e fornitore tecnico ufficiale (i completi per atleti e staff saranno firmati Salewa dalla testa ai piedi). Inoltre il marchio bolzanino supporterà massicciamente con contenuti editoriali la preparazione alla gara degli atleti Paul Guschlbauer e Aaron Durogati, ambasciatori Salewa per la Red Bull X-Alps 2017.
Fitwell: tutti i perché di un ritorno al made in Italy
Un’azienda sempre sulla scia delle innovazioni. Ieri con il primo scarpone d’alta quota moderno, oggi con il primo stivale da snowboard con suola Vibram, sviluppato sia per la discesa, sia per l’ascensione tecnica in combinazione con i ramponi.
È interessante scoprire come dietro al tessuto imprenditoriale del nostro settore spesso ci siano belle storie da raccontare: storie d’impresa, ma anche di sport ai massimi livelli, storie di prodotto e innovazioni passate alla storia. Come nel caso dell’azienda trevigiana Fitwell.
LA NASCITA DEL MARCHIO - Nel
1979 Giuliano Grotto fonda un marchio di calzature per l’outdoor mettendosi in proprio a soli 23 anni, dopo aver lavorato un paio d’anni in un calzaturificio. ONESport è il nome del suo nuovo marchio, le cui prime quattro lettere indicano i quattro punti cardinali, esprimendo il desiderio di portare gli utlizzatori delle calzature a conoscere i 4 angoli del globo. L’azienda si distingue subito nel mercato delle calzature artigianali da montagna proponendo l’Ottomila, il primo scarpone pensato per le spedizioni in alta quota (oltre gli 8.000 metri). Allora infatti, si utilizzavano per le spe-
dizioni i tradizionali scarponi con scafo esterno in plastica e scarpetta interna, che però non erano sufficienti a proteggere dalle temperature più rigide dell’alta quota: bisognava abbinare delle ingombranti ghette sovra-scarpa, che ricoprivano interamente lo scarpone, in quanto si era capito che la maggior dispersione di calore derivava dalla suola. ONESport ebbe la brillante idea di fondere insieme scarpa e ghettone, con notevoli vantaggi rispetto ai tradizionali scarponi in plastica. Oggi tutti gli scarponi da alta quota dei principali brand sono realizzati in questo modo. Tra i primi utilizzatori anche l’alpinista italiano Sergio Martini, che ha all’attivo tutti i 14 ottomila.
Gli anni ‘80 proseguono nel segno dell’innovazione proponendo calzature interessanti come le Resin Rose, scarpette d’arrampicata rosa e viola soprannominate “Click Clock” per via della barretta d’acciaio applicata all’interno che provoca questo genere di suono.
Gli anni ‘90 rappresentano un momento di transizione. In particolare il 1998 segna un anno importante per l’azienda, che inizia a collaborare con un gruppo francese che acquisisce il marchio ONESport. A seguito di questa vicenda Giuliano Grotto decide di fondare una nuova società, il Calzaturificio Fitwell.
FITWELL OGGI - Nel nuovo millennio, dopo alcuni anni di vendita diretta a negozianti italiani e stranieri, si decide di creare una rete distributiva in Italia più capillare, che riesca a coprire maggiormente il mercato della calzatura. Sul fronte estero l’azienda è presente in Europa, USA, Giappone,
Nuova Zelanda e recentemente Iran. Sono gli anni della grande ripresa, in cui Fitwell torna sugli alti livelli raggiunti negli anni ‘80 con ONESport grazie all’introduzione di un’ampia gamma di prodotti che coprono un po’ tutte le attività in montagna. Tra questi anche modelli estremamente specialistici come lo Gnaro 8000, l’ultimo modello di scarpone da spedizione himalayana (che come tutti i modelli di questo tipo affonda le sue radici nell’innovazione ideata da ONESport) testato dal grande alpinista Silvio Mondinelli e il Backcountry, rivoluzionario scarpone per lo snowboard alpinismo e il freeride più impegnativo. Nato da un’idea geniale e al tempo
stesso scontata a cui nessuno aveva fino ad oggi pensato: applicare una suola Vibram adatta all’uso di ramponi semi-automatici che desse sufficienti garanzie di tenuta per un uso alpinistico, anche ad uno scarpone dedicato allo snowboard, il cui principale tester è stato il noto freerider italiano Luca Pandolfi.
LA GAMMA FITWELL: dall’alta quota al trekking urbano, dalla parete di roccia al… volo! La gamma di calzature Fitwell, pensata per tutte le necessità di chi frequenta la montagna, si compone di otto collezioni tra cui anche quella dedicata ai lavori boschivi e in quota. Ci sono poi quelle dedicate al trekking leggero e adatte alla vita di tutti i giorni come la Hiking e la Outdoor Line, per passare alla Backpacking con calzature più strutturate per escursioni di più giorni “zaino in spalla”. Gli arrampicatori apprezzeranno invece la ricca linea Approach che varia da calzature basse e flessibili a scarponi adatti a ramponi semiautomatici ma caratterizzati tutti da un’attenzione per la sensibilità del piede nelle fasi di arrampicata. Infine le linee Alpinism e Winter Alpinism, dove si
In queste foto Sergio Martini con ai piedi gli scarponi OneSport durante le sue ascensioni ai 14 Ottomila
Al centro il testimonial Silvio Mondinelli insieme al fondatore di Fitwell, Giuliano Grotto e la figlia Marika, durante una visita in azienda
A destra, in tuta rossa, Silvio “Gnaro” Mondinelli in vetta all’Everest con ai piedi gli scarponi a lui dedicati
Backcountry
Gnaro 8000
Uno dei modelli storici di scarponi ONESport per l’alpinismo d’alta quota
collocano i modelli dedicati agli alpinisti, che coprono ogni range di temperature e altezza e dove troviamo anche i due modelli dedicati allo snowboard alpinismo e al freerider. Fitwell infine mette le ali ai piedi anche ai numerosi appassionati di parapendio con il modello Dragonfly (qui in foto), e agli amanti del canyoning con Aquator un modello dall’eccezionale grip sul bagnato per muoversi sicuri sui massi dei torrenti.
SCARPONI MADE IN ITALY - Uno dei punti di forza di Fitwell è senza dubbio la produzione di calzature made in Italy, tutti i prodotti infatti vengono realizzati nello stabilimento di Pederobba (TV). La volontà di realizzare prodotti interamente in Italia rappresenta la risposta di Fitwell alla sfida del mercato delle calzature da montagna. La politica dell’azienda è
volta sia a promuovere la qualità intrinseca del prodotto, sia a migliorarne continuamente le prestazioni e le funzionalità per rendere le scarpe sempre più leggere e confortevoli. Per questo, la produzione è totalmente artigianale e altamente specializzata spaziando da scarpe in cuoio leggere e confortevoli per camminare su qualsiasi terreno, fino a scarponi antinfortunistici. I prodotti inoltre vengono sempre testati, anche più volte, da una squadra di tester altamente qualificati come il freerider Luca Pandolfi e l’alpinista Silvio “Gnaro” Mondinelli. Sul piano tecnico le calzature Fitwell rappresentano una garanzia di qua-
lità, funzionalità e sicurezza per tipologia di materiali impiegati, forme e calzate con una costruzione robusta e affidabile. Tutto questo grazie al know-how maturato in oltre 30 anni di esperienza e all’utilizzo di materiali di primissima qualità, come pellami, tessuti idrorepellenti, traspiranti e suole Vibram, specifiche per ogni prodotto in modo da essere adatte ad ogni esigenza e situazione.
CONTATTI:
Calzaturificio Fitwell Zona industriale 110/112 31040 Pederobba - TV 0423.64407 info@fitwellsrl.it - www.fitwellsrl.it
UNA CASE HISTORY ACCADEMICA
A proposito di reshoring
Un paper recentemente redatto dall’Università de L’Aquila in collaborazione con l’Università svedese di Uppsala, presentato alla Business School dell’Università polacca di Poznan, ha trattato l’argomento del re-shoring proprio attraverso la realtà di Fitwell. Per reshoring si intende “il volontario processo di re-impatrio dell’attività manifatturiera precedentemente esternalizzata in un paese straniero” (Fratocchi e al. 2015). L’azienda infatti, come ben spiegato nel paper, dopo aver venduto nel 1997 il marchio OneSport a un gruppo francese, ed essere diventata sua terzista, per rispondere alle continue pressioni di riduzioni dei costi, scelse di ester-
nalizzare la fase produttiva dei modelli di bassa e media gamma in Romania. Tuttavia, sotto la spinta di ulteriori riduzioni di costo e l’eventuale scelta di esternalizzazioni in Paesi a minor costo del lavoro (vedi far east), ha poi deciso di creare un proprio brand, Fitwell, con prodotti di alta qualità e concentrandosi su quello, far rientrare tutta la produzione in Italia fregiandosi del Made In Italy. Un caso, ad oggi, più unico che raro nel distretto.
Uno dei momenti più apprezzati: l’happy hour firmato Gore-Tex sotto e a fondo pagina le altre numerose aziende presenti
Outdoor Shop Test, un bis che piace e convince
La seconda edizione è stata un vero successo. A confermarlo sono il maggior numero di espositori (ben 50) e di presenze (100 ragioni sociali intervenute) per un totale di oltre 500 iscritti tra aziende, retailer, agenti, media, associazioni e guide alpine.
Dopo averla lanciata con successo nel mondo neve e bike già da parecchi anni, che la formula fosse vincente anche nell’outdoor ne avevamo avuto conferma nel 2015, con la prima edizione alla Pietra di Bismantova. Le forti aspettative che il lancio di questa iniziativa aveva generato sono state in effetti soddisfatte con una seconda edizione in forte crescita sotto ogni aspetto, sia numerico che qualitativo. La location di Cavalese poi, grazie alla parfetta organizzazione e partnership con APT Val di Fiemme, si è rivelata quanto mai azzeccata per quello che in soli due anni si è imposto come l’evento di riferimento per il mercato outdoor italiano. Tanto che gli organizzatori di Pro Shop Test srl, realtà che ci vede coinvolti in prima linea, sono già al lavoro per far crescere ancor più l’evento nel 2017. Con tante novità in vista, per ora top secret… In attesa di sver-
Una bellissima falesia attrezzata per testare l’attrezzatura climbing
I MARCHI PRESENTI A OUTDOOR SHOP TEST 2016
larvele, ripercorriamo la seconda edizione di Outdoor Shop Test, in scena a Cavalese dall’11 al 13 settembre, sfruttando sia lo splendido territorio della Val di Fiemme per i test materiali, sia i funzionali spazi indoor e outdoor del Pala Fiemme, dove sono stati allestiti gli stand dei numerosi brand presenti (vedi elenco a fondo pagina) e anche alcuni showroom per ordini e appuntamenti riservati.
TEST, VILLAGE E ATTIVITÀ – I percorsi test, così come la falesia attrezzata, sono stati identificati tutt’intorno al centro del paese e alla zona espositiva. Questo per rendere ancora più agevole il test dei materiali da parte dei partecipanti. Oltre ai negozianti, a essere invitati sono stati anche gli addetti ai lavori come guide, gestori di palestre, istruttori di nordic walking, accompagnatori di media montagna e giornalisti che operano nel settore outdoor.
adidas Eyewear, AST, Beal, Brugi, Cep, Camp, Cassin, CMP, Climbing Technology, ClimbStation, DMM, Dolomite, Edelrid, Elle Erre, Enervit, Equilibrium, Ferrino, Five Ten, Gabel, Garsport, Garmont, GM Calze, Gore-Tex, Kayland, La Sportiva, Lizard, Leki, Lurbel, Mission, Mammut, Monvic, Montane, MSR, Meindl, Nembol, Nordsen, Nikwax, Ocun, Ortovox, Outdoor Research, Petzl, Primus, Red Chili, Rock Slave, Scarpa, Scott, Sea to Summit, Thule, Vaude, Vibram, Terra Peak, Thermarest e Teva.
Dentro e fuori dal Pala Congressi di Cavalese, i vari brand presenti hanno esposto tutte le novità della prossima stagione, avvalendosi dei funzionali spazi offerti dalla location. Non sono mancati i momenti formativi (workshop, vedi pag. 26) e quelli conviviali, le premiazioni (sono stati consegnati gli attesissimi Industry Awards, pag. 28-29) e i test materiali (percorsi trail, falesia attrezzata, percorso su via ferrata, nordic walking e molto altro). Tutti, sia neofiti che esperti, indipendentemente dal grado di preparazione fisica, hanno potuto testare i vari materiali messi a disposizione dalle aziende prendendo parte ai percorsi trail (diversi e di svariate lunghezze) o scalando nella falesia attrezzata, con la corda dall’alto o anche da primi di cordata, con l’ausilio di guide alpine e personale specializzato. Tutto questo allo scopo di testare scarpe tecniche e zaini da trail, calze e bastoncini, occhiali da sole e ac-
Il sorridente staff di Outdoor Shop Test 2016
cessori di vario genere, scarpette da arrampicata e imbragature, caschetti e crash pad (allestito anche uno spazio boulder). Per non dimenticare chi ha voluto provare e prendere parte a una lezione di nordic walking o chi, più coraggioso e armato di kit da ferrata, ha voluto arrivare fino alla vetta, dopo aver affrontato insieme a una guida alpina un sentiero attrezzato.
LA SERATA DI PUNTA – Nella sera del 12 settembre sono stati consegnati gli ambiti Outdoor Industry Awards, nati con l’obiettivo di premiare le eccellenze e valorizzare l’impegno dei marchi attivi nel mercato outdoor italiano dal punto di vista commerciale, marketing e di prodotto. Sono seguiti uno splendido buffet a base di specialità tipiche locali e una proiezione di film tratti da Play Alpinismo (piattaforma dedicata alla cinematografia di montagna di La Gazzetta dello Sport).
La via ferrata è stata una delle esperienze sicuramente più emozionanti per i partecipanti di OST. In queste 5 immagini alcuni momenti salienti, compresi l’arrivo in vetta e l’avvicinamento
PROGRAMMAZIONE TV – L’evento è andato anche in onda su molteplici emittenti televisive grazie al prezioso e impeccabile lavoro svolto dagli operatori di Sportoutdoor.tv e di Sky Icarus 2.0. A partire da domenica 25 settembre e da lunedì 26 infatti, a pochissimi giorni da OST, sono andati in onda uno speciale di 30 minuti di Hard Trek, realizzato da Sportoutdoor.tv e un servizio realizzato dal programma di Sky Icarus 2.0. A conferma dell’attenzione anche mediatica che Outdoor Shop Test 2016 ha generato, non solo tra gli operatori del settore, al quale peraltro è rivolto. Arrivederci dunque al 2017, quando non mancheranno come detto delle grandi novità che renderanno OST ancor più strategico e irrinunciabile. Uno dei gruppi che hanno preso parte ai test di trail running e nordic walking
OST: non solo test e business, ma anche formazione
Nuove normative sui caschi nelle competizioni di scialpinismo e ultimi test sui cordini ausiliari per l’alpinismo e relative implicazioni. Questi i temi dei momenti formativi per i negozianti, scelti ascoltando le esigenze di aziende e retailer. I relatori sono stati individuati per la loro competenza e autorevolezza.
Come abbiamo sempre detto, Outdoor Shop Test deve essere per i negozianti un evento a “tre anime”: offrire la possibilità di testare i prodotti, essere (e siamo convinti lo sarà sempre più) un’occasione di business (ovvero per far conoscere nuovi marchi e incontrare i propri fornitori) ed essere un momento di formazione. Anche quest’anno si è voluto dare spazio a questo aspetto, concentrandosi su tematiche tecniche invece che su quelle commerciali-operative, perché in un settore come quello dell’outdoor dove le novità e le innovazioni tecniche si susseguono a ritmi serrati, il negoziante deve riuscire ad essere sempre aggiornato, pena il non saper reagire alle esigenze dei propri clienti. Abbiamo così deciso di invitare i rappresentanti di due realtà che operano nell’ambito dello scialpinismo agonistico e dell’educazione all’alpinismo per parlare di novità sui materiali: ovvero la Federazione internazionale di Scialpinismo e il Centro Studi Materiali e Tecniche del Club Alpino Italiano.
Interesse e soddisfazione per la riuscita di questi due seminari è stata espressa sia da negozianti che aziende presenti. La nostra redazione invita dunque negozianti e aziende a segnalarci fin da ora eventuali tematiche d’interesse (di carattere tecnico o commerciale o di promozione/marketing) da trattare nella prossima edizione di Ost. Ogni suggerimento o spunto di miglioria è benvenuto!
ISMF: NUOVA NORMATIVA CASCHI
In rappresentanza del comitato dell’ISMF ha parlato Giulio Cavallo che, dopo un introduzione su cos’è la Federazione e qual è il ruolo che svolge in termine di gestione delle competizioni di scialpinismo, ha introdotto il nuovo regolamento sui caschi. Infatti, da questa stagione, nel corso di tutte le gare organizzate sotto l’egida dell’ISMF dovranno essere utilizzati caschi con doppia certificazione, ovvero sia rispondenti alla norma EN 12492 relativa ai caschi da alpinismo che alla EN 1077 legati allo sci alpino. Cavallo ha illustrato le ragioni di sicurezza che hanno portato a questa scelta. Un tema sicuramente d’interesse sia per i numerosi negozianti presenti, tra i cui clienti sicuramente ci sono anche partecipanti a gare di scialpinismo, sia per i rappresentanti delle aziende produttrici in sala. Cavallo ha infatti colto l’occasione per parlare del POOL di aziende di scialpinismo interno all’IFSM (ben diverso da quello della FISI) che ha l’obiettivo di raccogliere le aziende produttrici di materiali per questa disciplina e farle dialogare sugli standard normativi dei materiali nelle gare. Necessità quanto mai urgente se pensiamo come la ricerca esasperata delle leggerezza, inevitabile in gara, non debba mai portare a una mancanza di sicurezza per l’atleta. La nostra redazione ha intenzione di collaborare in futuro con questo ente, dando spazio ai suoi rappresentanti sulle nostre pagine per tenere monitorato sempre più il mondo dello scialpinismo competitivo, tutt’ora in crescita.
Sala piena e grande interesse e interazione per i due workshop proposti
SOSTE E LONGE: STATICO VS DINAMICO
Hanno poi preso la parola Giuliano Bressan e Massimo Polato, istruttori di alpinismo e ingegneri membri del Centro Studi Materiali e Tecniche del Cai che, attraverso una struttura “a torre” e il laboratorio di Padova, si occupa di eseguire test e studi sui materiali e tecniche utilizzati in alpinismo e arrampicata per fornire indicazioni su quali siano le soluzioni migliori da utilizzare per ogni situazione al fine di garantire la sicurezza. Queste indicazioni vengono poi tradotte in direttive trasmesse direttamente alle scuola di alpinismo del Cai, in modo che questi corsi seguano le più recenti tecniche in fatto di sicurezza della cordata. “L’obiettivo del nostro intervento ha riguardato i tipi di materiale con cui la sosta è costruita. Sia dalle prove a corda bloccata che dalle assicurazioni dinamiche, in caso di cedimento di un ancoraggio, è emerso dai nostri test che le sollecitazioni sulla sosta (sui due chiodi o su quello rimanente) sono significativamente inferiori se la sosta è costruita con materiale dinamico rispetto a quello statico (cordini di nylon statici e/o kevlar-Dyneema)” hanno spiegato i due. “L’altro contributo ha esaminato le longe e le Daisy Chain, attrezzature di cui è indispensabile conoscere i limiti d’impiego. L’utilizzo corretto di una longe o di una daisy chain prevede categoricamente che a esse si rimanga appesi. Spesso capita però erroneamente di portarsi sopra l’ancoraggio; ecco che allora si può essere esposti anche a un fattore di caduta prossimo a due. In queste situazioni la longe rappresenta l’unico elemento preposto all’assorbimento dell’energia di caduta e il suo comportamento cambia drasticamente in relazione alla dinamicità (o meno) del materiale con cui è costruita”. Una questione tecnica poco interessante per negozianti e aziende? Neanche un po’! Per i primi potrebbe essere utile dotarsi di un rotolo di corda dinamica (o soluzioni apposite) da vendere per la costruzione delle soste o delle longe, le seconde valuteranno magari, come qualcuna ha già fatto, se commercializzare prodotti appositi per questi usi in materiale dinamico. Come i due hanno voluto sottolineare, i materiali da soli non bastano, è la conoscenza che fa la sicurezza, tuttavia conoscere i vantaggi e i limiti di ciò che usiamo (e vendiamo) e cercare di migliorarlo, male non fa! Entrambi i workshop hanno suscitato l’interesse dei presenti (negozi, aziende, rappresentanti, promoter e guide alpine), intervenuti con domande e osservazioni.
a cura di: Paolo Grisa foto: Klaus Dell’Orto
Il riuscitissimo layout del villaggio indoor realizzato all’interno del Pala Fiemme
OIA 2016... and the winner is...
Seconda edizione per i premi all’eccellenza del settore ideati dal nostro gruppo editoriale e assegnati dai retailer. Se già lo scorso anno gli Awards erano stati per le aziende una sentita occasione di fare “sfoggio” del loro buon operato in ambito marketing e non solo, quest’anno l’iniziativa ha riscontrato un successo ancora maggiore.
Se la seconda edizione di OST è stata un successo, come vi abbiamo raccontato nelle pagine precedenti, ha viaggiato in parallelo anche un’altra importante iniziativa lanciata da Outdoor Magazine proprio nel 2015 in occasione di Outdoor Sop Test e riproposta quest’anno con ulteriori novità e riuscite novità.
Stiamo parlando della seconda edizione degli Outdoor Industry Awards, iniziativa organizzata dal nostro gruppo editoriale, con premiazione finale che si è svolta proprio durante la serata di lunedì 12 settembre a Cavalese.
L’iniziativa, che fa seguito ad altri Industry Awards lanciati con crescente successo in questi anni da Sport Press in alcuni dei mercati nei quali opera (in particolare winter sport, bike e running), ha registrato una forte crescita rispetto allo
I VINCITORI NELLE QUATTORDICI CATEGORIE
1. MIGLIOR CAMPAGNA STAMPA
NomiNAtioN: GArmoNt LA SportivA mAmmut
SALewA ScArpA
wiNNer: mAmmut - teSted by HeArt
Da sinistra: Paolo Gilmozzi (assessore Turismo e Sport di Cavalese), Uberto Pilloni (promoter e consulente Mammut) e Bruno Felicetti (direttore APT Val di Fiemme)
About / La campagna riprende il claim “Absolute Alpine” con il quale si pone l’accento sul fatto che i prodotti sono completamente collaudati nei dintorni delle tre vette Eiger, Mönch e Jungfrau. Il risultato? Un acceleratore di battito con qualità svizzera e un vertiginoso aumento della produzione di endorfina e adrenalina.
3. MIGLIOR VIDEO
NomiNAtioN: ASicS coLumbiA LA SportivA
ScArpA SALomoN vibrAm
wiNNer: coLumbiA - teSted touGH
About / Il video che si è aggiudicato la vittoria è uno di quelli che vedono coinvolti gli impiegati e la presidente, Gert Boyle, mentre testano i prodotti Columbia in condizioni estreme (#testedtough), nei più impervi luoghi che circondano l’azienda, che ha sede a Portland (Oregon). Si ispira a una storica campagna nominata “Tough Mother” che vedeva coinvolti la già presidente, Gert Boyle, e suo figlio, Tim Boyle, attuale AD.
scorso anno.
Moltissime le aziende che hanno presentato le loro candidature nelle varie categorie e che sono state valutate da una giuria super competente, che ha quindi individuando le nomination. È stata quindi la volta di oltre 120 retailer del settore che hanno votato per ogni categoria e decretato i migliori. I vincitori sono stati i marchi più attivi del mercato outdoor italiano dal punto di vista commerciale, marketing e di prodotto. Ma non solo: sono state premiate anche le aziende che incentrano la loro attenzione sull’eco-sostenibilità e sulle iniziative charity.
Di seguito le nomination per ogni categoria, elenco e foto dei vincitori con relative descrizioni delle iniziative e dei prodotti premiati.
2. MIGLIOR CAMPAGNA NEW MEDIA
NomiNAtioN: ASicS dyNAfit ferriNo Gm LA SportivA
wiNNer: LA SportivA - No-edGe virAL SerieS
Da sinistra: Paolo Gilmozzi (assessore Turismo e Sport di Cavalese), Luca Mich (responsabile marketing La Sportiva), Lorenzo Delladio (presidente La Sportiva) e Bruno Felicetti (direttore APT Val di Fiemme)
About / La campagna centra l’obiettivo di rendere semplice e attrattiva la comunicazione di una tecnologia tecnicamente complessa come il sistema di costruzione “no-edge” (senza spigoli) applicato all’omonima linea di scarpette high-end La Sportiva. Il format è quello di una web series di 3 episodi incentrati sui concetti di adattabilità e assenza di spigoli spiegati in modo divertente, allegorico attraverso la presenza di atleti La Sportiva che compiono azioni “inusuali”. Claim: The No-Edge Change my Life. Canali: YouTube, Facebook, magazine aziendale, blog e siti partner.
4. MIGLIOR ATTIVITÀ E MATERIALE IN-STORE
NomiNAtioN: Aku ASicS doLomite SALewA SALomoN
wiNNer: Aku - ALL’AvveNturA coNcorSo A premi
About / Il concorso di Aku invitava i consumer a scoprire la collezione SS 2016. In palio 15 grandi trekking della durata di 4 giorni, per i clienti dei rivenditori di calzature Aku. Per partecipare il cliente doveva recarsi presso un rivenditore Aku e provare una calzatura Aku. Provata la calzatura, il cliente doveva compilare un coupon che il negoziante inviava poi in sede Aku. Il Kit All’Avventura per i negozianti era composto da: una locandina, uno Shoetalker (mini cartello da sistemare sulla
un cubo urna, un cartello espositore con tasca dispenser coupons,
100 coupons elenco
224 i negozianti coinvolti e 22.400 i coupons distribuiti.
scarpa),
100 coupons partecipazione,
premi. Ben
Da sinistra: Corrado Magnoni (autore e giornalista di Icarus, trasmissione su Sky Sport), Federica Forato e Omar Bonsembiante (rispettivamente marketing e sales manager di Columbia Italia)
Da sinistra: Vittorio Forato (communication manager Aku) e Massimo Zuin (buyer Sportland)
di: Tatiana Bertera
5. MIGLIOR PARTNERSHIP
NomiNAtioN: coLumbiA ferriNo
mAmmut redA rewooLutioN ScArpA
wiNNer: redA rewooLutioN - orobie uLtrA trAiL
8. MIGLIOR INIZIATIVA GREEN
NomiNAtioN: Aku LA SportivA ortovox primALoft
wiNNer: Aku - AdottA
sinistra: Tatiana Bertera e Paolo Grisa (Outdoor & Running Magazine), Mirko Ferrari e Gregorio Totaro
6. MIGLIOR INIZIATIVA EXTRA-SETTORE
7.
NomiNAtioN: Gore-tex LA SportivA
wiNNer: Gore-tex - iNStALLAzioNe AL fuoriSALoNe (mi)
About / Gore-Tex ha scelto di comunicare a un target e in un contesto un po’ lontani dai soliti. Questo per trasmettere i concetti di natura, benessere e vita all’aria aperta a chi ancora non li ha fatti propri. Sono state realizzate installazioni luminose e sonore in grado di coinvolgere i visitatori, parte integrante dell’installazione. In aggiunta sono stati invitati 12 giornalisti europei, da Elle a Sportswear, a trascorrere del tempo e a prendere parte a una tavola rotonda, di design e funzionalità. In totale sono stati registrati 10.635 visitatori.
NomiNAtioN: mAmmut primALoft
ScArpA wL. Gore
wiNNer: ScArpA - mojito for NepAL
About / Per un’azienda outdoor come Scarpa, il Nepal è un luogo carico di significato, che evoca imprese alpinistiche, alta montagna e fa parte del DNA di 80 anni di storia. Il terremoto che ha coinvolto Katmandu e il Nepal in generale, provocando enormi disagi alla popolazione locale non poteva lasciare Scarpa indifferente. Nasce così “Mojito for Nepal”, una scarpa prodotta in edizione limitata di 5.000 paia numerate, con cuciture e label dedicati. I ricavati dell’azione commerciale verranno devoluti all’Associazione Giuliano De Marchi per il Nepal Onlus.
10. MIGLIOR PRODOTTO DELL’ANNO
About / Il sentiero CAI 348 che da Passo Rolle giunge ai laghetti di Colbricón è uno degli itinerari che permette di osservare alcuni degli scenari naturali più straordinari del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino. Dall’estate 2016 il sentiero è stato “adottato” da Aku. Adottare un sentiero significa custodirlo, prendersene cura, condividere l’uso responsabile, collaborando con l’Ente Parco alla sua gestione/manutenzione.
Da sinistra.: Corrado Magnoni (autore e giornalista di Icarus, trasmissione su Sky Sport) e Vittorio Forato (marketing manager Aku)
11. MIGLIOR INNOVAZIONE DI PRODOTTO
NomiNAtioN: cAmp coLumbiA
GArmiN vibrAm
wiNNer: vibrAm - meGAGrip
About / La soluzione top sul mercato in termini di grip.
13. MIGLIOR PARTNERSHIP CON IL TRADE
9. MIGLIOR PACKAGING
NomiNAtioN: ferriNo Gm kAyLANd
wiNNer: ferriNo - cuStodie teNde
About / Su tutte le tende Ferrino è presente un QR Code che permette di visualizzare le istruzioni di montaggio delle tende stesse. Così anche l’utilizzatore meno preparato ha un supporto online anche outdoor (campo permettendo).
12. MIGLIOR EVENTO
NomiNAtioN: dyNAfit GArmiN LA SportivA
SALomoN ScArpA tHe NortH fAce
wiNNer: GArmiN - feNix 3 Hr
About / GPS sport watch che unisce anima sportiva e quotidianità. È il prodotto di punta per l’outdoor grazie alle caratteristiche avanzate di cui è dotato quali altimetro, barometro, bussola a 3 assi, ricezione satelliti GPS/GLONASS e profili multisport personalizzabili. Il dispositivo strizza l’occhio alla “smart technology” grazie alla funzione Smart Notification per ricevere SMS, chiamate e notifiche push direttamente dallo smartphone.
NomiNAtioN: doLomite LA SportivA LizArd SALewA tHe NortH fAce vibrAm
wiNNer: doLomite - doLomite outdoor experieNce
About / Un evento che ha reso felice anche il palato. I numerosi dealer (oltre 70) intervenuti hanno avuto modo di scoprire la collezione Dolomite SS 2016-2017 per scarpe lifestyle/outdoor e la linea apparel. Il vino è stato il filo conduttore di questi appuntamenti e proprio per questo motivo i meeting sono stati organizzati nelle regioni italiane con grande rilevanza per la viticoltura mondiale. Oltre a un’esperienza culinaria, il Team di Dolomite ha proposto a tutti i partecipanti un tour guidato con E-Bike - Mtb Scott o in alternativa un tour wine walking con calzature Dolomite.
NomiNAtioN: ASicS dyNAfit w. L. Gore SALewA vibrAm
wiNNer: SALewA - viSuAL mercHiNdiSiNG
About / Salewa punta molto sull’esposizione qualitativa del prodotto attraverso il ruolo fondamentale del Team
Visual Merchandising, in particolare attraverso la formazione e assistenza presso il punto vendita. Cross Merchandising, Window Concepts, POS Box a rafforzare le campagne Brand e Seasonal.
14. MIGLIOR LOGISTICA & SERVIZIO AI RETAILER wiNNer: LA SportivA
(Outdoor & Running Magazine)
Da sinistra: Marco Sampaoli (direttore generale Pro Shop Test) e Aldo Felici (sales manager Dolomite)
Da sinistra: Luca Dragoni (responsabile marketing Italia per Salewa), Federica Cannata (responsabile Visual) e Massimo Zuin (buyer Sportland)
About / Reda Rewoolution Orobie Ultra Trail è uno dei più difficili e sfidanti trail al mondo, e ha avuto luogo dal 29 al 31 luglio 2016, con partenza nel cuore delle Alpi Orobie e arrivo a Bergamo Alta.
Da sinistra: Giorgio Rabajoli (sales manager Ferrino) e Roberto Cappucciati (responsabile Versante Sud)
Da sinistra: Simone Triggiani (marketing specialist Maxi Sport) e Annalaura Gatto (marketing coordinator EMEA di Vibram)
Al centro, Riccardo Ferrein (agente Garmin Nord-Ovest) con Paolo Grisa e Tatiana Bertera
Da
(Spia Games)
Da sinistra: Luca Castaldini (giornalista di Sportweek), Michele Castelli (account sales manager), Mirko Ferrari (Spia Games), Francesca Dal Bosco (retail account manager W.L. Gore) e Gregorio Totaro (Spia Games)
Da sinistra: Luca Castaldini (giornalista di Sportweek), e Francesco Favilli (sales manager Scarpa)
Da sinistra: Luca Mich (responsabile marketing La Sportiva), Enrico Carniel (sales manager La Sportiva) e Simone Triggiani (marketing specialist Maxi Sport)
INIZIATIVE CHARITY
iL SeNtiero dei LAGHetti di coLbricóN
About / In questa categoria non c’erano nomination ma è stato chiesto ai retailer di indicare liberamente il nome di un brand giudicandolo sotto l’aspetto del servizio al retailer e al cliente finale (precisione e puntualità delle consegne, assistenza al punto vendita, servizio post vendita, ecc).
dai nostri inviati: Benedetto Sironi e Paolo
Gran debutto per il Cmp Trail
Gara corta e gara lunga, le abbiamo volute provare entrambe tanta era la curiosità per questo nuovo appuntamento di trail organizzato dal noto marchio di abbigliamento e calzature. E ne è valsa la pena perché un territorio così vario e ricco di cultura sportiva ed enogastronomica meritava davvero di essere valorizzato con un’iniziativa come questa.
Stai correndo sul lungo Brenta, hai già percorso parecchi chilometri sulla sponda est, poi hai attraversato il celebre Ponte degli Alpini di Bassano del Grappa, ora ti trovi sulla sponda opposta. Senti dei passi alle tue spalle, poco dopo vieni superato da un fisico longilineo e agile, i passi rapidi, la schiena un po’ incurvata di chi pare averne vinte tante di battaglie… lo riconosci all’istante, dalla maglietta grigia Dryarn: ti ha appena superato Marco Olmo.
e aggregazione anche per i giovanissimi senza particolari controindicazioni.
IMPRESSIONI SUL PERCORSO - Il percorso di gara della 39 km era davvero vario e interessante. Il meteo, non eccellente ma piuttosto nuvoloso, ha fortunatamente retto e non ha impedito di gustare appieno il bel territorio bassanese. A detta anche di alcuni degli atleti più forti al via e in accordo con le nostre impressioni, si trattava di un per-
È questa la ciliegina sulla torta della nostra bella esperienza al Cmp Trail, la gara di trail promossa dall’azienda Fratelli Campagnolo sui sentieri e sulle strade del suo territorio, quello di Bassano del Grappa. L’evento si è svolto domenica 9 ottobre e la nostra redazione ha voluto partecipare in forze: abbiamo infatti corso sia la gara corta sia quella lunga. Ci siamo diretti con calma il sabato a Bassano per goderci la giornata in visita alla cittadina e i suoi bellissimi dintorni. Le gare di questa manifestazione sono state tre: quella lunga di 39 km (in realtà per esigenze logistiche, alla partenza ci hanno comunicato che al percorso erano stati aggiunti due ulteriori km) con un dislivello positivo di 1.600 metri, quella corta di 16 km e 520 metri di salita, e, a dimostrazione dell’attenzione dell’organizzazione e del title sponsor di gara Cmp alle giovani leve, una Youth Trail per studenti delle scuole medie e superiori di 7 km con un dislivello di 200 metri. Segno che il trail può diventare una bella occasione di crescita
mente tecnica. Il rischio di un così lungo tratto corribile in piano era ovviamente quello di non tenere adeguate riserve per l’ultima salita finale, la più impegnativa: circa 700 metri di ascesa, spesso su sentieri molto stretti e con diagonali in pendenza. Poi una ripida discesa di circa 300metri e ulteriore risalita di altri duecento e infine la planata finale verso Bassano del Grappa. Il percorso fino al 16esimo chilometro era in comune con quella della gara corta.
corso piuttosto veloce, caratterizzato da un lungo tratto mediano (dal 9° al 18° km) pianeggiante sul lungofiume che costringeva a correre molto. La partenza invece, dopo un paio di chilometri in piano per distendere il gruppo, presentava subito una discreta salita di circa 400 metri di dislivello interrotta solo da un breve tratto di discesa e falsopiano. Dopo essere transitati per il centro di Bassano sul tradizionalissimo ponte e aver percorso a passo di corsa l’altra sponda del Brenta, arrivavano circa 9 km piuttosto nervosi attraverso i filari dei vigneti dove si producono i tipici vini del territorio. Qui ripidi e brevi strappi si alternavano a tratti diagonali corribili e a ripidissime e (scivolose) discese sui prati che fanno da base alle piante di uva. La prima parte del percorso era ancora piuttosto umida dal giorno prima, e dunque i ciottolati di alcuni sentieri erano davvero viscidi, così come certe discese su strada inumidite dal fango dei runner che ci precedevano. Tutti questi aspetti hanno reso la corsa particolar-
UN TERRITORIO RICCO - Bassano del Grappa ha scritto una pagina importante della storia del trail, ospitando tra i suoi sentieri e le sue colline questa prima edizione del CMP Trai. Per questo esordio, sono stati registrati numeri da record sui percorsi immersi nel verde tra i fitti boschi di Pove, Solagna, Bassano del Grappa e Marostica, con passaggi fra i vigneti e gli ulivi tipici della zona. Terreni accidentati, ripidi saliscendi e scalinate impervie, il tutto si è svolto a a pochi passi dal fiume che ha fatto da cornice all’evento assieme a Villa Angarano Bianchi Michiel, patrimonio dell’Unesco, punto di partenza e di arrivo della gara, che ha accolto non soltanto gli atleti ma anche i tanti accompagnatori e appassionati giunti in città per l’evento. Un evento reso possibile, oltre che dal marchio dei Fratelli Campagnolo, anche dal main sponsr Dryarn, e da Proaction, Fizan, Fantic e molti altri, che certamente saranno soddisfatti dalla visibilità raggiunta. L’appuntamento è dunque al prossimo anno: l’8 ottobre 2017 sarà ancora CMP Trail.
I VINCITORI
Tre gare parallele, per un totale di quasi 900 iscritti in arrivo da 6 diverse nazioni. A tagliare per primo il traguardo è stato Matteo Pigoni, del Team Tecnica, che ha completato i 41 km della gara con un tempo di 3h 32’ 42’’. Risultato, questo, arrivato quasi inaspettato, vista la dichiarata difficoltà dello stesso Pigoni ad allenarsi a dovere per impegni di lavoro. Silvia Serafini, invece, decima assoluta, ha dominato la corsa al femminile con un tempo di 4h 10’ 49’’, staccando di 25 minuti le prima delle sue avversarie. A gara appena terminata Silvia ha usato parole di elogio per l’organizzazione ammettendo, come già fatto da Matteo Pigoni, che il percorso veloce e pianeggiante nella prima parte ed estremamente ostico nella seconda l’ha colta di sorpresa. Grande successo anche per il percorso di 16 km, che ha visto ben 462 runner al nastro di partenza. Tra loro anche un mito del mondo running, Marco Olmo. Vincitore a 58 anni de L’Ultra Trail del Monte Bianco nel 2007 e di altre numerose competizioni, Marco Olmo ha spento 68 candeline il sabato pre gara ed è stato presente all’evento bassanese.
Grisa
Podio maschile della Long
Podio femminile della Long
Podio della Youth Trail
La corsa a fil di cielo più spettacolare del mondo
Tremila metri di dislivello positivo in meno di 10 km di distanza.
La competizione di “triplo chilometro verticale” si conferma la vertical race di riferimento nella scena
mondiale. Quest’anno con due formule nuove, il K1 e il K2. A fare il tifo per gli eroi del Rocciamelone, c’eravamo anche noi.
Lo scorso 30 luglio, al cospetto del Re delle Alpi, il maestoso e imponente Rocciamelone, si sono presentati oltre 300 atleti richiamati da ogni parte del mondo, Spagna, Francia, Svizzera, Slovenia e perfino dal Sudafrica e oltreoceano dalla West Coast.
L’appuntamento era sotto l’Arco di Augusto nel centro della storica cittadina piemontese di Susa in occasione del Redbull K3, la celebre vertical race che quest’anno, per la prima volta, oltre al classico percorso con un dislivello positivo totale di 3.036 metri su un percor-
to e Philip Götsch che si sono distinti, oltre che per la grande performance, anche per lo spirito sportivo. Con un tempo di 2 ore, 8 minuti e 29 secondi, dopo una gara condotta fianco a fianco, hanno scelto di tagliare il traguardo insieme, facendo suonare l’inno italiano in cima alle Alpi. Seconda vittoria per il piemontese già campione nel 2014 e terzo classificato nel 2015, prima partecipazione invece per l’altoatesino, reduce della recente vittoria del Dolomites Vertical Kilometer di Canazei. A completare il podio l’azzurro altoatesino Henry Hofer che
so di soli 9,7 km di lunghezza, ha previsto anche altre due formule. Il K1 (chilometro verticale - a 1.670 metri di quota con un dislivello di 1.180 m e sviluppo metrico di 4.500 m) e il K2 (doppio chilometro verticale - a 2.850 metri di quota con dislivello di 2.330 m e sviluppo metrico di 8.000 m). Due “new entry” per consentire agli specialisti delle diverse distanze di concorrere in differenti classifiche al fianco dei top runner.
E di atleti élite che hanno tentato di sfidare il Rocciamelone quest’anno ce n’erano davvero tanti. Primi fra tutti Marco Molet-
buttare in una vertical race. La più impegnativa e spettacolare.
Anche numerose donne dai muscoli d’acciaio hanno sfilato sotto l’Arco di Augusto di Susa, per risalire i prati sotto il rifugio Ca’ d’Asti e i sentieri che conducono in vetta al mitico Rocciamelone, regine in-
ha raggiunto la vetta in 2 ore 9 minuti e 47 secondi conquistando la medaglia di bronzo.
Si sono presentati al via del “triplo chilometro verticale” anche lo statunitense Jason Schlarb, reduce dalla recentissima vittoria, a pari merito con Kilian Jornet, dell’ultima edizione dell’Hardrock 100, una cento miglia leggendaria conosciuta in tutto il mondo; Roland Fischnaller, nel 2015 Campione del Mondo di Slalom Parallelo, alla sua seconda presenza al Redbull K3; e Ryan Sandes, trail runner del team Red Bull nato a Cape Town che ha scelto il Rocciamelone per de-
discusse delle corse a fil di cielo come la spagnola Vanesa Ortega che, dopo un terzo posto conquistato nell’edizione dell’anno scorso, ha tagliato per prima il traguardo in 2 ore 37 minuti e 2 secondi. Hanno difeso invece i colori azzurri la piemontese Raffaella Miravalle, seconda classificata con il tempo di 2 ore 45 minuti e 44 secondi, e Barbara Cravello che si è aggiudicata un terzo posto chiudendo la gara in 2 ore 47 minuti e 6 secondi. Doppio orgoglio azzurro.
Nella rosa delle atlete si sono date battaglia anche Tamara Lunger, Rory Bosio e Corinne Favre. La
Lunger, atleta altoatesina reduce dalla straordinaria spedizione dello scorso febbraio sul Nanga Parbat – la nona montagna più alta della Terra situata in Pakistan - campionessa del mondo di sci alpinismo e due volte vincitrice della leggendaria “Pierra Menta”, ha conquistato nel 2014 la vetta del K2 senza l’uso dell’ossigeno e si è fatta conoscere nel mondo trail vincendo la Transalpin Run con Annemarie Gross. Al Red Bull K3 purtroppo non si è piazzata tra le prime dieci, così come nemmeno la trentaduenne californiana Rosy Bosio, una delle più forti ultra trailer al mondo, vincitrice anche di due Ultra Trail du Mont Blanc, della Lavaredo Ultra Trail e dell’Atacama Xtreme 100 Miles. La sorridente Corinne Favre, ex pluricampionessa mondiale di skyrunning, presente a tutte le edizioni dell’evento, con un terzo posto conquistato nel 2014, quest’anno invece è arrivata sesta. Niente Marsigliese per lei, ma comunque un gran risultato.
Ospite d’eccezione Giovanni Storti del mitico trio comico “Aldo, Giovanni e Giacomo”, grande appassionato di trail running.
Insomma una gara davvero spettacolare baciata dal sole che, per le caratteristiche e la difficoltà del percorso, merita una partecipazione di pubblico ogni anno maggiore e soprattutto un gran tifo. Perché quelli del Rocciamelone sono eroi veri. www.redbull.com/k3
1° Enzo Mersi (01:43:51) 2° Luca Gronghi
ph:
Mauro
Puccini
ph:
Damiano
Levati
Vanessa Ortega ph: Damiano Levati
Marco Moletto e Philip Gotsch
ph: Daniele Molineris
ph: Mauro Puccini
ph: Mauro Puccini
Giovanni Storti
a cura di: Tatiana Bertera - photo: OpenCircle
Una tostissima bionda “Attraverso il Pesce”
Il 17 luglio Federica Mingolla ha realizzato la prima salita femminile (da capocordata) della celebre via attraverso il Pesce sulla parete sud della Marmolada. Con lei in parete un team di video-operatori e fotografi specializzati in lavori “in alta quota”.
Si tratta di una via storica, dai gradi non altissimi ma non banale, simbolo della storia di questa gloriosa parete che ha visto susseguirsi solamente i migliori. La mitica Weg durch den Fisch, aperta nel lontano 1981 dai “cecoslovacchi” Jindrich Sustr e Igor Koller, è stata croce e delizia di molti alpinisti. Ed è stata salita interamente in libera, da capocordata e in 8 ore e 27 minuti, dalla bella climber torinese Federica Mingolla. Qualche mese fa i Tiro Mancino le hanno chiesto di scalare per il loro video “Piccoli Miracoli” e hanno incontrato subito la sua disponibilità. Si era già distinta in passato, sulla plastica, ma che potesse essere un’alpinista a tutti gli effetti, la giovane Federica, forse lo doveva ancora dimostrare. Lo ha fatto durante una calda (per noi! In Marmolada pare tirasse un bel venticello) domenica di luglio, sulla via “Attraverso il Pesce”.
poi è ripartita e ha salito tutto il resto della via in libera (900 metri e fino al grado 7b+).
QUATTRO CHIACCHIERE CON FEDERICA
Hai un programma di future ascensioni?
Avevo in programma per agosto di andare a salire una via sull’Eiger, Magic Mushroom, ma fino ad ora non ci sono state le condizioni per andare a realizzare l’idea, comunque rimane per il futuro! In questo momento punto sicuramente a salire vie estetiche e difficili in montagna, sia in termini di gradi che in senso alpinistico. Poi per l’autunno sto pensando a un viaggio... Cosa ci puoi anticipare in merito?
LA SALITA – Ne hanno già parlato tutti: dai siti specializzati a Gazzetta dello Sport, dalla stampa italiana a quella estera. La Mingolla ha fatto cordata con l’alpinista bresciano Roberto Conti. Partiti alle 05:22, i due hanno raggiunto la famosa nicchia del Pesce verso le 13, un’ora in ritardo rispetto alla loro tabella di marcia. Dalla nicchia, dove partono i tiri tecnicamente più impegnativi, hanno però recuperato parte del tempo perduto, arrivando così in cengia alle 17. Le ultime tre ore (molto difficoltose nonostante il grado relativamente basso, come dirà poi Federica) sono state salite con la lampada frontale. Raggiunta la cima i due hanno bivaccato e sono scesi il lunedì mattina. La salita ha avuto soltanto un piccolo stop, sul tiro di 6c che porta alla famosa nicchia dove è caduta perché non trovava un appoggio “nascosto” da... un friend. Nella caduta è volata fino alla sosta,
Nulla, perchè è ancora tutto da scoprire anche per me! Sto vivendo alla giornata in questi mesi e faccio pochi programmi!
Come è cambiato il tuo rapporto con il grande pubblico dal Pesce? E con il mondo degli “scalatori”?
Non penso sia cambiato qualcosa, l’unica cosa che è davvero cambiata è la mia esperienza in campo alpinistico, il periodo in Marmolada mi ha insegnato tanto e adesso mi sento più matura. Il rapporto con le persone non cambia per una salita di una grande via… Sicuramente adesso ho un bel curriculum e di conseguenza alcuni
scalatori mi chiedono di fare vie insieme in montagna. Del resto mi sembra normale!
Si sono fatti avanti nuovi sponsor interessati a sostenerti come alpinista?
Sì, la cosa mi ha fatto molto piacere perchè ho capito che posso credere di più in me stessa e in quel che faccio ora. Mi sono sempre accontentata ed è andata benissimo fino ad ora, però vorrei puntare più in alto adesso...
Sei una ragazza e anche molto carina. Ritieni che questo influenzi in qualche modo la tua attività alpinistica? Trovi ad esempio di poter avere qualche vantaggio o facilitazione nella ricerca di sponsor?
Sicuramente le persone con cui vado in montagna non disdegnano il fatto che sia una ragazza carina. Vale anche per i miei sponsor attuali o quelli che si stanno facendo avanti. Non è un fattore negativo, i pro superano i contro ovviamente. Non mi piace pensare però che questo possa influenzare le decisioni che gli altri prendono su di me perciò non ci penso e basta. Come si sposa l’alpinismo con la tua vita privata?
Benissimo direi, sono sempre stata una ragazza a cui piace l’aria aperta perciò non ho mai frequentato ambienti troppo citta-
dini e se lo faccio è solo raramente. Quindi per me andare in montagna a scalare, sciare, correre o anche solo a fare una passeggiata è vita (o come direbbero in Spagna “pura vida”), mi fa stare bene. Se poi ci abbino la compagnia delle persone con cui ho un bel rapporto e a cui voglio bene è il massimo.
E con gli studi?
Sono a un passo dalla laurea ma è come se ci fosse un muro di cemento che mi impedisce di raggiungerla! È difficile concentrarsi sugli studi quando hai troppa energia che vuoi sfruttare invece in altri ambienti che per me sono la montagna e l’arrampicata in generale. Vorrei poter mettere la stessa energia o per lo meno la metà di quella che impiego in ambito sportivo anche nell’università. Vorrei, ma com’è facile immaginare, non è possibile!! Però è un traguardo importante anche quello e, sicuramente, anche se con i miei tempi, riuscirò a raggiungerlo.
Nella nicchia del Pesce, la cui caratteristica forma dà il nome alla via
Le due tende posizionate in vetta... in attesa dell’arrivo della coppia in cordata
L’imponente parete sud della Marmolada, sulla quale si sviluppa la via
I COMMENTI DI FEDERICA CIRCA I MATERIALI CON CUI SI È AVVENTURATA SUL PESCE
1) Casco Sirocco: leggero, è come non averlo addosso. È ottimo da utilizzare per qualsiasi situazione in montagna in cui si necessiti di una protezione per la testa (arrampicata, ghiaccio, misto, vie ferrate). A mio parere è già un prodotto pressoché perfetto qualitativamente parlando, forse se la forma fosse meno ovoidale sarebbe anche più bello esteticamente!
2) Imbracatura Sitta: leggera! Ha il separa materiale che aiuta a tenere ordinata l’attrezzatura da mettere in parete (rinvii, friends, nuts, moschettoni). Inoltre la cintura è fatta di tanti fili in spectra che permettono una giusta ripartizione del peso sulla schiena. Non ho consigli per migliorare il prodotto perchè lo trovo perfetto.
3) Rinvii Ange Finesse: leggeri ovviamente, comodi e pratici. Hanno il moschettone della grandezza giusta
Uso per scalare il modello Pantera 2.0, che è quello con i lacci che meglio si presta all’arrampicata su via lunga, sia perchè è semi-rigida e quindi da un buon sostegno al piede, sia perchè è precisa sulla punta. Ha un buon rapporto qualitàprezzo quindi le consiglio a tutti quelli che scalano molto su roccia e che non vogliono indossare scarpette dolorose, infatti sono molto comode.
Sono già in contatto con l’azienda sponsor per effettuare alcune piccole ma significative modifiche che renderanno questa calzatura ancor più performante per il mio piede
per moschettonare e la fettuccia sottile perciò sono comodi da tenerli all’imbrago perchè non occupano spazio e puoi metterne tanti. Sono perfetti per fare vie lunghe e alpinismo proprio per il loro peso pressoché nullo, li sconsiglio per la falesia perchè meglio usare rinvii che puoi usare per azzerare i passaggi, quindi rinvii più grossi. Sono entusiasta di questo prodotto!
4) Corde Paso: inutile ripeterlo... leggere! Sono di 60 m, colori sfalsati, sottili il giusto (7,7 mm) e la calza si consuma molto lentamente, quindi durano a lungo! Anche usandole su granito che è la roccia che fa più male alle corde! Sarebbe bello se si riuscisse a diminuire ancora un po’ il peso!
5) Carrucola bloccante Micro Traxion: indispensabile per recupero del sacco su bigwall e anche per fare conserva su progressione in ghiacciaio.
Leggera e facile da usare, buon rapporto qualità – prezzo, puoi usarla anche come autobloccante per recuperare il compagno di scalata (proprio come il saccone!).
6) Moschettoni ghiera Attache e Spirit Screw-Lock: leggerissimi e facili da maneggiare, l’unico difetto che ho notato è che la ghiera per chiudere il moschettone è un po’ molle e tende a svitarsi facilmente. Per questo motivo bisogna fare sempre attenzione che sia ben chiusa perchè potrebbe essersi aperta nel corso del tempo.
7) Assicuratore-discensore Reverso 4 + moschettone ghiera Am’D ball-lock: una bella accoppiata! Un buon mezzo per assicurare il primo di cordata e recuperare il secondo (o i secondi) di cordata, leggero e coloratissimo, l’altro un moschettone con sistema di chiusura rapida automatica.
Tenda Pilier 2: due posti, leggera, di dimensioni ridotte e quindi comoda da mettere nello zaino e sopratutto veloce da montare e smontare! Isola bene dal terreno ed è utilizzabile per lo stesso motivo per dormire su ghiacciaio. Doppio telo, quello esterno puoi anche non metterlo se fa molto caldo in modo da far traspirare meglio.
Sacco a pelo Nightec 300: ideale per l’uso 4 stagioni. L’imbottitura sintetica ga-
rantisce la massima termicità e il sistema Dual-zip un ottimo comfort. Leggero e compatto per poterlo portare in giro nello zaino.
Materassino Swift 50: comodissimo e leggero, occupa poco spazio dello zaino. Consente di dormire a diversi cm da terra, quindi molto alto e con 21 tubi orizzontali che si gonfiano grazie a un sistema incorporato nel materassino (foot pump). Potrebbero farlo leggermente più largo perchè è difficile non uscire dal materassino quando ti giri.
ABBIGLIAMENTO
Pantaloni Rockslave Grau W: pantalone in cotone elasticizzato loose fit (vestibilità comoda). Vita totalmente elasticizzata. Leggeri e comodi per qualsiasi tipo di arrampicata. Se fossero ancora più resistenti, sarebbero la soluzione ideale per le mie vie lunghe su roccia. Coloratissimi!
T-shirt: prototipo che non è ancora in commercio ma che si preannuncia una coloratissima e vivace soluzione in cotone per le arrampicate!
Pile Highlab Malatra Jckt W: giacca multistagione, tessuto stretch termico sul dorso e fianchi, cappuccio e spalle in tessuto highloft che è un pile morbidissimo che rende questo prodotto molto amato soprattutto dalle donne.
Duvet Viedma Jckt W: prototipo della prossima versione del capo imbottito che uscirà a breve, caldo, comodo da compattare.
Un team di “professionisti della verticalità”
OpenCircle nasce nel 2012 dalla joint venture di Klaus Dell’Orto e Pietro Bagnara, professionisti affermati del settore media (video/foto) nel campo dello sport outdoor. Nel 2014 insieme a Tatiana Bertera OpenCircle si arricchisce della parte social e giornalistica. Oggi Mirko Sotgiu e Flavia Chiarelli completano il gruppo grazie alle loro figure professionali specializzate nella comunicazione outdoor a 360°. Il team così composto, costituito non solo da professionisti della comunicazione e media, ma anche da appassionati sportivi dediti all’alpinismo, all’arrampicata, al trail running e tutti gli sport all’aria aperta, si propone come partner unico sul mercato internazionale in grado di comprendere e seguire nel dettaglio le specifiche esigenze di un brand legato al particolare mondo dello sport
outdoor. Visual storytelling, film documentari, video corporate, fotografia.
Altre attività del team sono: Strategie di Marketing e Comunicazione Integrata Progetti integrati di Digital Strategy Athletes Sponsorship management: un servizio di consulenza professionale all’atleta a partire dall’individuazione di potenziali aziende sponsor, gestione della contrattazione e di possibili opportunità di sviluppo del business. Coordinamento di trasferte, momenti promozionali ed engagement. Costruzione da zero dell’immagine dell’atleta in ogni suo aspetto, sempre nel profondo rispetto della sua individualità e del suo percorso unico di crescita sportiva. www.opencircle.it
WILD CLIMB
PETZL
FERRINO
L’atmosfera magica dell’UTMB
Lo scorso 28 agosto ha preso il via l’edizione 2016 dell’UTMB, una delle competizioni di ultra trail più amate e partecipate di sempre. In questa occasione, a Chamonix aziende e organizzatori di gare hanno presentato tutte le loro novità.
Sarà che Chamonix è una delle più belle stazioni turistico-montane del mondo, sarà che l’intero Monte Bianco è un massiccio affascinante e carico d’energia, sarà che il tempo ha dato una grossa mano offrendo un cielo sempre terso e temperature veramente estive, ma questa edizione dell’Ultra Trail du Mont Blanc (UTMB) passerà alla storia come lo splendore nello splendore. Runner presenti ovunque, qualcuno in gara (nella settimana si svolgono 5 gare: la PTL di 290 km in semi autosufficienza e da fare in coppia, la TDS di 120 km, la CCC di 101 km, la OCC di 55 km e la regina di tutte le ultra, l’UTMB appunto, di 170 km), qualcuno in allenamento, qualcheduno giustamente seduto negli splendidi dehor del centro, altri in gironzolo tra gli stand dell’expo. Una fiera questa che negli anni si è sempre ingrandita e migliorata, un agglomerato di casette in legno vestite a gusto da bandiere variopinte e striscioni inneggianti le novità. Novità che come ogni anno sono il punto di forza delle varie
aziende esponenti che per logica sono state suddivise in due settori: uno per i prodotti commerciali e l’altro per gli organizzatori di gare che vogliono far conoscere le loro creature.
AZIENDE, PRODOTTI E ATLETI / Girovagando nella zona commerciale, abbagliati dai mille colori e spinti da una folla talvolta oceanica, si son viste le aziende storiche del settore e qualche interessante new entry. Tra le prime, sempre attenta al prodotto finale senza tralasciare il lato estetico dell’esposizione, che in questo quasi singolo caso non è una delle solite casette prefabbricate ma un vero e proprio Truck in cui personale addetto svolge il suo lavoro di risuolatura scarpe, l’energica e italica Vibram. L’ambiziosa azienda varesina, con gli atleti del suo Trailrunning Team Vibram, ha partecipato a tutte le cinque gare che si snodano sulle pendici del Bianco, raggiungendo risultati di alta classifica. Di fianco al TIR Vibram, lo splendente caravan anni sessanta
delle lampade frontali Petzl si contende con Buff e La Sportiva, entrambe ben rappresentate nel cuore dell’expo, la superstar americana Anton Krupicka. Un runner, Anton, che con fior fior di risultati agonistici e l’inconfondibile immagine di uomo barbuto d’altri tempi, si è imposto alla grande sulle tante pagine patinate dei media di tutto il mondo. Una piscinetta per bambini attira l’attenzione sull’impermeabilità che si può dare ai prodotti nati per l’outdoor. Siamo di fronte al grosso stand OutDry in cui tra l’altro la resistenza all’acqua viene anche dimostrata lasciando uno dei nuovissimi zaini Ferrino, trattato appunto con Out Dry, al getto continuo di una piccola fontanella. Tra i mille colori che arricchiscono il villaggio di casupole in legno, interessanti soluzioni per l’idratazione in corsa vengono mostrate dall’azienda americana Nathan, mentre poco distante la francese Ulti Mum propone gel energetici completamente estratti dalla frutta disidratata. Tanti gusti, con e senza aggiunta di zucchero di canna,
testo e foto di:
Dino Bonelli
Il granitico Marco Olmo tra l’americano Anton Krupicka
(a sinistra) e il direttore sportivo del Team La Sportiva Alessandro Tedoldi
Il fortissimo ultrarunner canadese
Calum Neff
Trio d’eccezione allo stand Run the World-I run 4 Ultra con Marco Olmo, Nicola Bassi e il norvegese Sondre Amdahl
per un’energia immediata e pulita. La Juilbo, che ha nel forte ultrarunner americano Calum Neff un testimonial d’eccezione, mostra tutta la sua grinta e la sua vasta colorazione nell’assortimento dei suoi occhiali, mentre Columbia, main sponsor dell’intero UTMB dal 2015, oltre a esporre, vende anche i prodotti specificatamente personalizzati per la grande occasione.
LE GARE PROMOSSE / Nel settore dove espongono gli organizzatori delle gare, con competizioni provenienti da tutto il mondo, bella e sobria l’unione tra “Run the World” e “I run 4 Ultra”. La prima, un’associazione di gare selezionate con logica varietà geografica e con severi criteri di serietà professionale, propone gare a tappe e ultratrail nei più bei posti del mondo.
Un raggruppamento di eventi studiati per far convivere alla perfezione lo sport a noi caro, con un sano turismo intelligente. La seconda invece, è la branchia sportiva di una no profit americana, la “Hope so Bright”, voluta e sostenuta dalla filantropa Linda Sanders. Tanti i forti atleti che si sono dati appuntamento nei pressi di questo doppio stand, tra questi il già citato Calum Neff, trentaduenne canadese che a novembre, a Doha in Quatar, proverà a dir la sua nel campionato del mondo su strada nella lunghezza di 50 km; il fortissimo Jason Schlarb recente vincitore dell’Hardrock 100 miles (160 km) a pari merito con il mitico Killian; il norvegese Sondre Amdahl, qui in gara alla TDS ma solo per preparare al meglio il TOR di cui vorrà essere protagonista; Nicola Bassi, la giovane speranza dell’ultra-
trail italiano poi in gara al UTMB; la bella Corinne Favre che da quando ha smesso di gareggiare vincendo tutto quello che c’è da vincere, è diventata donna immagine La Sportiva per la Francia; l’alpinistarunner-freerider Cala Cimenti che ha fatto visita al villaggio scendendo direttamente dalla cima del massiccio, il quattro volte vincitore della Marathon des Sables Rachid Elmorabity, poi secondo nella OCC; il corridore dell’estremo Tommaso De Mottoni, poi finisher alla PTL e il granitico e sempreverde Marco Olmo, ospite fisso e testimonial d’eccezione sia per “Run the World” che per “I run 4 ultra”. Olmo, un simbolo del trail running che proprio 10 anni fa trionfava per la prima volta al UTMB, concedendo poi un grandioso bis l’anno successivo, tra gli applausi di una folla ipnotizzata che da allora lo ha etichettato come “The legend”. Musica, colori, fantasia e rumori, runner
ed accompagnatori, tanti bambini, tanto chiasso, un bel chiasso, un rumore che a volte diventa assordante, come quando lo speaker ufficiale dell’evento, tecnico, simpatico e plurilingue, a cinque minuti dalla partenza del UTMB, dedica la corsa alle vittime del terrorismo e a quelle del recentissimo terremoto che ha distrutto le case degli “amici italiani”. Lo speaker non chiede il solito minuto di silenzio, ma un lunghissimo minuto di baccano che sia un inno alla vita. Il centro di Chamonix allora diventa una bolgia, una fantastica arena urlante e applaudente fatta da oltre 10.000 persone assiepate ai bordi della strada. Un lunghissimo e assordante minuto di brividi e occhi inumiditi di commozione e speranza, poi il via alla regina delle gare, mentre l’expo aveva già chiuso i battenti qualche ora prima e tutte le altre competizioni avevano già avuto il loro vincitore.
Sotto Nicola Bassi prima della partenza dell’UTMB
Anton Krupicka allo stand della Petzl
Sport, intrattenimento e qualità: Kong apre le porte al pubblico
Arrampicata, slackline, voli gratuiti, auto d’epoca, visite aziendali e persino un piccolo museo: l’Open Day Kong si conferma come un appuntamento fisso per gli appassionati di montagna.
Anche quest’anno, per la decima volta negli ultimi 10 anni, Kong ha aperto al pubblico le porte del proprio stabilimento a Monte Marenzo per far conoscere al grande pubblico, utilizzatori e non, la propria realtà. La storia aziendale e sportiva di questa azienda, che affonda le proprie radici tra la provincia di Bergamo e quella di Lecco, è lunga e ricca di soddisfazioni. Nonostante il meteo inizialmente poco clemente (pioggia intensa per l’intera mattinata e anche nel tardo pomeriggio) e persino un Giro di Lombardia in atto (che ha tenuto chiusa la strada di fronte alla sede aziendale per una buona mezz’ora) la gente è arrivata a frotte. Come, anzi, in numero maggiore rispetto agli altri anni.
GRANDI NUMERI - Più di mille (di cui 300 bambini) le persone che
INTERNATIONAL
hanno preso parte all’evento. Tutte cercando di sfruttare al meglio le attività proposte durante la mezza giornata di sole. Dimostrazione del fatto che il Kong Open Day stia diventando, ogni anno sempre di più, un appuntamento fisso e tradizionale di inizio ottobre.
LE ATTIVITÀ - Lo staff Kong e le Guide Alpine del Lario e delle Grigne hanno dato la possibilità
a chiunque, adulti e bambini, di cimentarsi in arrampicata, tree Climbing e slackline. A emozionare i bambini (soprattutto i maschietti!) anche i Vigili del Fuoco della caserma di Lecco con il loro camion autopompa su cui salire e farsi fotografare. Per gli adulti invece, oltre alle visite guidate allo stabilimento dove il personale tecnico e specializzato ha mostrato le fasi di produzione e
di test dei dispositivi Kong, anche i consueti voli gratuiti con gli aerei del volo club (ricordiamo che il signor Bonati, storico titolare di Kong, è un appassionato del volo), il raduno di auto d’epoca e la gara di arrampicata a “coppie casuali”. Circa 15 le coppie che si sono confrontate sulla nuova parete strapiombante di 15 metri di sviluppo.
IL MICRO-MUSEO IN AZIENDAL’Open Day è stato inoltre la prima occasione di apertura al pubbli-
MOUNTAIN SUMMIT 2016 OSPITA LA PRIMA MONDIALE DI STILL ALIVE
IMS2016: si chiude
con il grande cinema
Non solo Reinhold Messner, tra gli ospiti eccellenti anche Ueli Stek e molti altri. Attenzione alle organizzazioni alpinistiche di tutto il mondo (con rappresentanze da ogni parte del pianeta), attenzione a giovani e bambini e serate toccanti e innovazione.
Si è svolto dal 10 al 16 ottobre, a Bressanone, il tradizionale
International Mountain Summit, giunto quest’anno alla sua ottava edizione. E pare aver registrato numeri davvero importanti! Secondo l’organizzazione, infatti, gli spettatori sono arrivati da oltre 80 nazioni per prendere parte alle numerose conferenze, durante le quali si sono alternati 64 relatori diversi tra alpinisti, consulenti della personalità e formatori. Mai prima di quest’anno cosí tanti bambini e giovani avevano preso parte agli eventi collaterali
dell’IMS. A “IMS.Youth.Camp”, ad esempio, hanno partecipato in totale 1.800 giovani nel corso di una settimana.
130 da tutto il mondoIn collaborazione con l’Alpen Verein sudtirolese si é poi svolta a Bressanone l’assemblea generale della UIAA, l’associazione che riunisce i più importanti club alpini del mondo. 130 delegati delle associazioni alpine di tutto il mondo provenienti da più di 80 nazioni sparse per i 6 continenti hanno preso parte all’Assemblea. La nomina a socio onorario è stata conferita quest’anno al decano degli alpinisti estremi Reinhold Messner. Nel corso dell’Assemblea il presidente Frits Vrijlandt, olandese, è stato riconfermato nella carica per altri quattro anni. “I compiti dell’UIAA sono - è stato spiegato in apertura
dell’assemblea annuale - lo sviluppo e la protezione dell’alpinismo, la conservazione delle sue tradizioni, inoltre l’UIAA si occupa di fornire norme per la sicurezza e per un comportamento etico in montagna, sostiene giovani alpinisti e supporta i giochi olimpici”. Inoltre l’UIAA ha espresso l’auspicio che in futuro venga adottata un’unica segnaletica internazionale in tutti gli spazi alpini, cosa che renderebbe più semplice per gli amanti delle montagne orientarsi nelle montagne di tutto il mondo.
co del nuovo micro-museo aziendale dove sono esposti disegni, progetti, prototipi, vecchie glorie e tante curiosità tutte relative al mondo Kong. Il piccolo museo, voluto dal titolare e supportato con entusiasmo dai dipendenti, è in costante crescita.
Tra i punti di forza, e vanto dell’azienda, anche il rinnovato centro di formazione per la sicurezza sul lavoro: 800 mq di superficie coperta, con tutti gli scenari per tenere corsi pratici e di teoria in ambito sicurezza. Da qualche giorno l’azienda ha ottenuto anche l’accreditamento per tenere corsi IRATA (Industrial Rope Access Trade Association). Cibo e musica non sono mancati e hanno fatto da corollario a questa edizione davvero di successo!
Messner protagonista
indiscusso – Tra i molti incontri e serate, a emozionare sono stati sicuramente Ueli Stek e, ancor di più, Reinhold Messner. Il suo primo film da regista, “Still Alive”, è un racconto vivo, crudo per certi versi, estremamente colorato. Sensazioni forti, momenti di smarrimento e di sconforto, la speranza che trasuda da ogni gesto e parola. Lo sforzo per un salvataggio che pare impossibile. A fare da attore protagonista un grandissimo alpinista che, nonostante la giovane età, si è già distinto: Hansjörg Auer, che è stato proprio in questa occasione anche insignito del premio Paul Preuss. La vicenda si svolge nel 1970, il territorio
il
Judmaier e Oswald Oelz sono due medici austriaci e rimangono coinvolti in un drammatico incidente alpinistico. Reinhold Messner per il suo debutto alla regia voleva riuscire a fare un documentario in grado di contenere tutte quelle componenti che riguardano le persone, perché la vera determinate (lo ha detto proprio lui sul palco) sono le emozioni. E pare avercela fatta. In questo toccante film si parla di amicizia,cameratismo, amore, sopravvivenza e morte. Tra l’altro ricorre un anniversario importante per Messner: il trentennale della salita del suo 14° Ottomila. Il 16 ottobre 1986 infatti raggiungeva la vetta del Lhotse (8.516 msl).
a cura di: Tatiana Bertera
a cura di: Tatiana Bertera
d’azione è
monte Kenia. Gert
Chiusa l’edizione del 2016 si aprono i lavori per quella del 2017, che si terrà dal 9 al 16 ottobre, ovviamente a Bressanone
Due climber sulla parete di arrampicata montata per l’occasione
I partecipatanti della lezione prova di arrampicata per ragazzi
Il pubblico, numerosissimo, ascolta Messner a bocca aperta