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Nello scorso editoriale ci interrogavamo sul futuro di OutDoor Show (a proposito: annunciate le nuove date, tutto invariato se non uno spostamento di una settimana al 2019), e in generale sull’oggetto “fiere di settore” in un mercato sempre più investito dalle trasformazioni che il digitale comporta in termini di flussi di informazione: molto più veloci, multidirezionali e interattivi rispetto a come circolavano una volta proprio attraverso mezzi tradizionali come le fiere. L’evento di Friedrichshafen, come sappiamo, evidenzia alcune criticità. Al di là di quelle storiche relative a logistica e location, pesa in particolare il fatto che una fiera deve oggi essere in grado di offrire un reale valore aggiunto e non essere semplicemente una vetrina statica. Ragion per cui tali problematiche iniziano a pesare, tanto che quest’anno si faranno notare alcune assenze di rilievo come quella che vi avevamo annunciato in anteprima di tutto il gruppo Oberalp, che motiva la presa di posizione dicendo che le fiere (come organizzate oggi) non rispondono alle nuove esigenze del mercato. Recentemente il gruppo ha quindi scelto di offrire ai propri partner commerciali un servizio che rispecchi queste trasformazioni del mercato, una convention a cui anche noi abbiamo partecipato. Non si è trattato di una presentazione prodotto, ma piuttosto un interrogarsi insieme su “un futuro da immaginare insieme”, in un momento di indubbia difficoltà del mercato. Proprio lì abbiamo avuto l’occasione di fare una chiacchierata sul tema con Stefan Rai-
ner, general manager Salewa. Ne è emerso non un abbandono totale dell’evento sul lago di Costanza ma, piuttosto, la volontà di dare un segnale. Dalla chiacchierata con Stefan è risaltata anche l’importanza di parlare di più al consumatore finale. Un’esigenza frutto in parte della digitalizzazione, che lima i confini tra ciò che è trade e ciò che è consumer e anzi facilita l’interazione diretta tra quest’ultimo e i brand. A Stefan abbiamo chiesto anche che scelta prenderà il gruppo sulla fiera di Ispo, ma ci ha risposto che l’azienda è ancora in fase decisionale.
Proprio a Ispo però bisogna riconoscere il merito di aver saputo innovare offrendo un prodotto 365 giorni l’anno. Basti pensare a iniziative come la newsletter con tante info utili, le piattaforme Ispo Jobs e Ispo Open Innovation o le iniziative di formazione di Ispo Academy. Ben al di là dunque di uno spazio fisico limitato a pochi giorni dove esporre le proprie novità prodotto. Se OutDoor avrà saputo fare un primo step in questa direzione (alcuni valori aggiunti quest’anno paiono esserci) ve lo sapremo dire. Dopo 4 giorni di presenza tra i padiglioni della fiera e lunghe chiacchierate a raccogliere in presa diretta le voci di aziende, negozianti, agenti, atleti e professionisti. Presenti (o magari assenti) all’appuntamento… Nel dubbio, ci vediamo in fiera! E per chi non ci sarà (ma anche per quelli che ci saranno) diamo appuntamento alla terza imperdibile edizione di Outdoor Shop Test (9-10 luglio – outdoorshoptest.com).
Are fairs (still) necessary?
In our previous editorial, we wondered about the future of OutDoor Show (by the way: the new dates have been announced, and everything is unchanged except for a one-week shift in 2019) and more broadly about the fate of trade fairs in the sector – especially given a market that has been taken over by digital information, which is quicker and more interactive than information which used to be circulated at fairs in the past. The Friedrichshafen event has to face some critical issues. There are old points such as logistics and location – but more importantly there’s the fact that a fair today must be able to offer real added value and cannot be just a static showcasing event. These issues are beginning to be felt as some notable companies are going to absent at this year’s edition. We already revealed that the entire Oberalp group is not taking part in the fair, citing as reason the fact that fairs – as they are currently organised – do not meet the needs of an evolving market. The group has decided to organise a convention (which we took part in) for its partners, a service that strives to take these changes into account. This was more than a product presentation – it was a chance to discuss a “future we need to envision together”, especially at a difficult time on the market.
It’s at this convention that we were able
to have a chat on this issue with Stefan Rainer, general manager at Salewa. What emerged is that there is no intention of abandoning the event on lake Constance, rather there is the need to send out a signal. Another important point that emerged with our interview with Stefan was the need to speak more to consumers. A need that stems, among other things, from digital media blurring the lines between consumers and retailers, making it easier for end-users to interact directly with brands. We also asked him what the company’s intentions are regarding Ispo although the general manager at Salewa said the company is still to make a final decision.
It must be noted that Ispo has been able to innovate, offering yearlong initiatives such as its useful newsletter, the Ispo Jobs and Ispo Open Innovation platforms and the Ispo Academy training initiative. We are going to tell you whether OutDoor will have been able to take steps in this direction –there are already some signals. We are going to spend four days among the fair’s pavilions talking to companies, retailers, agents, athletes and professionals. Whether you’re coming or not, we are going to meet! Anyone who’s not coming (and those who are), we’ll see you at the third, unmissable edition of Outdoor Shop Test (July 9-10, outdoorshoptest.com).


Edelrid & Red Chili: the merger is official
The management at Edelrid and Red Chili have signed a merger agreement that will grant ownership to the former. Red Chili’s brand identity will be maintained, due to its strong position on the German climbing market. The sectors dealing with the brand, clothing and climbing footwear will still be overseen by the company’s founders, Stefan Glowacz and Uwe Hofstädter. The product range will be adapted to the merger: Edelrid will give up its climbing footwear line and the clothing lines of the two brands will be both sold to specialised retailers. Edelrid will also hire most of the r&d and design department workers at Red Chili. As result of this merge Camp spa release a communication about conclusion of the Red Chili brand distribution in Italy.
Inov8 torna ad ABC Distribution
A partire dalla SS18


ABC Distribution, dopo il successo ottenuto con Hoka One One, tornerà alla distribuzione per l’Italia del marchio inglese Inov8, affiancandolo agli zaini di Ultimate Direction. Inov8, azienda fondata nel 2003, è totalmente dedicata al mondo del trail, all’OCR e al cross-fit, con un vasto assortimento di scarpe e abbigliamento. Presente in 60 Paesi del mondo, la sua tecnicità lo rende un brand ideale per la distribuzione di ABC.
ABC Distribution 0463.422401 - info@abcdistribution.it
Panorama Diffusion distributore italiano di Hydro Flask
Panorama Diffusion, agenzia con ben 30 anni di esperienza nella vendita e nella promozione dell’outdoor sul mercato italiano, distribuirà ora Hydro Flask nel nostro Paese. La ricerca di un distributore che conoscesse molto bene il mercato italiano e che fosse tra i leader del mercato stesso era in atto già da qualche tempo. Dopo attente ricerche e valutazione da parte dell’azienda nata nel 2009 nell’Oregon, la scelta è caduta proprio su Panorama. Hydro Flask è un’azienda internazionale specializzata nel campo dei prodotti a

isolamento termico e la sua storia ha inizio nel 2009 a Bend, in Oregon. Grazie all’utilizzo dell’acciaio inossidabile 18/8, le borracce e contenitori per il cibo Hydro Flask mantengono la loro promessa di mantenere caldo ciò che è caldo e freddo ciò che è freddo. I prodotti si distinguono per i colori accessi e il design semplice e raffinato, sempre restando BPA-free, riciclabili e garantiti a vita.
Panorama Diffusion Sas 0472.201114 info@panoramadiffusion.it
Wave Distribution, agenzia con magazzini e comparto spedizioni siti a Grugliasco (To) e attiva sul mercato italiano da 12 anni nel mondo degli articoli snow, acquisisce dalla SS18 anche la distribuzione del marchio Treksta, che va ad affiancarsi a marchi già noti come Jones Snowboard, Yes, Bern Helmet e Pow Gloves.

La fondazione di Treksta risale al 1988. Da più di 25 anni è player internazionale per quanto riguarda le calzature da light trekking. I motti dell’azienda sono ‘Everything in the world is wrong’ and ‘Dare to be different’. Essa crede fortemente nel cambiamento e nell’identificazione in qualcosa di diverso. Non è un caso che abbia brevettato
l’esclusiva tecnologia NestFIT, presente solo in scarpe Treksta, che si basa sul fatto che la forma convenzionale delle scarpe normalmente in commercio non sia funzionale (o quanto meno non sarebbe la scelta migliore) per il piede umano. Treksta è il marchio di calzature più rappresentativo in Corea e il dodicesimo tra i marchi globali di altri 60 Paesi del mondo. Negli obiettivi dell’azienda c’è sicuramente quello di continuare a progredire per diventare tra i marchi più rappresentativi a livello mondiale entro il 2020. Wave Distribution 011.7801938 info@wavedistribution.it
Un nuovo appuntamento per gli sport invernali e il turismo
Una manifestazione pensata per offrire stimoli e spunti di riflessione a tutti gli stakeholders, agli appassionati e al grande pubblico del mondo della montagna. Nasce con questo intento Dolomiti Snow, la nuova fiera pensata dall’agenzia I Buoni Motivi di Belluno in sinergia con Longarone Fiere, con il patrocinio di FISI e Fondazione Cortina 2021. La manifestazione andrà in scena nei padiglioni di Longarone dal 30 settembre al 2 ottobre di quest’anno e vedrà protagonisti i maggiori brand dell’abbigliamento

e dell’attrezzatura sportiva, comprensori sciistici, tour operator e strutture ricettive, con ampio spazio per eventi e workshop. “Abbiamo dato subito il nostro convinto sostegno all’iniziativa”, afferma il presidente della FISI Flavio Roda, “perché siamo convinti possa essere importante per contribuire a far sviluppare il legame tra sport della neve e territorio montano. Al contempo Dolomiti Snow sarà importante come cassa di risonanza di Cortina 2021”. dolomitisnow.it


Dopo l’annuncio della prossima edizione “italiana” dell’European Outdoor Summit, L’European Outdoor Group ha ora ufficializzato anche le date e il luogo in cui si terrà la 5a edizione del Summit: 4 e 5 ottobre 2017 a Treviso. L’evento, organizzato in collaborazione con Assosport e Italian Outdoor Group, si terrà presso il BHR Treviso Hotel, strategicamente posto a pochi minuti dal centro città e dall’aeroporto di Treviso (mentre quasi mezz’ora è richiesta per quello di Venezia). L’attenzione dell’EOS 2017 sarà posta sul consu-

matore finale. “Per ogni EOS ricerchiamo location che non siano solo facili da raggiungere, ma che in qualche modo trasmettano lo spirito outdoor. Inoltre Treviso è la casa di alcuni dei più importanti produttori e marchi, con la zona calzaturiera di Montebelluna a solo mezz’ora da Treviso e le Dolomiti a breve distanza”, ha commentato il segretario generale dell’EOG Mark Held. europeanoutdoorsummit.com
Scott Italia preme l’acceleratore e presenta Enduro Run, una nuova dimensione per la corsa che ha come obiettivo finale non solo l’aspetto race, ma anche quello del divertimento. La gara sarà il 5 agosto 2017 nella splendida location Monte Pora località Pian del Termen a Castione della Presolana (BG) e verrà gestita a livello organizzativo da Fly Up. La gara consisterà in tre brevi sezioni

di percorso cronometrate che prevedono una prova collinare, un vertical e una discesa. La somma delle tre prove decreterà il vincitore. Il tutto verrà tracciato su sentieri permanenti e registrati su Strava in modo che si possa anche creare engagement social. A fine corsa ci sarà un “terzo tempo di livello” con pasta party, birra e DJ Set. scott-sports.com
Marchio abbigliamento e calzature Outdoor leader nel mercato iberico e in rapida crescita internazionale sta cercando AGENTI indipendenti per costituire una rete di vendita in Italia. Il marchio appartiene ed è gestito da una società multinazionale quotata, specializzata nella gestione e distribuzione di marchi propri di abbigliamento sportivo, di reti esclusive di negozi di sport e di sviluppo e gestione di centri commerciali di standard elevato. I candidati sono invitati a presentare il loro profilo completo dei marchi e delle aree di competenza territoriale, attualmente rappresentati, al seguente indirizzo: berg@daineseconsulting.com


Four study programs to work in the outdoors industry by OSV
Outdoor Sports Valley (OSV), in partnership with Université Savoie-Mont-Blanc, IUT Annecy, and EMLYON business school, created 4 specialized undergraduate and graduate programs to tackle an everchanging market and to directly address the needs of the industry. The goal? To guarantee highly-trained talent for key professions in the outdoor industry. The Courses are developed by professionals from the sports industry. Trade shows and company visits, participation in OSV partner events,the OSV internship Forum, which allows students to meet with companies from the industry through interviews in “speed dating” format. These courses provide an experience in France or abroad. The Auvergne-RhôneAlpes region is a major European hub for the outdoor sports industry. A recent study counts more than 354 outdoor industry companies based in the region that represent more than 822 brands and 5600 jobs. This is the reason why two bachelor’s degrees are created here - “Performance Sports Textile & Footwear” (PSTF), “International Sales Specialists in Sport” (I3S) - and a Master of Sciencein “Sports Industry Management” (SIM). OSV will launch a new bachelor’s degree in September 2017, “Sports Design & Communications” (SDC) to train future “go-to-market” specialists. This new curriculum will provide companies with creative, passionate, and qualified talent to reinforce their ranks.
Naglev, first time at OutDoor



This year’s edition of this Friedrichshafen Outdoor Show will also feature the participation of Naglev, the outdoor brand based in Montebelluna and founded by Achille Morlin, who acquired and resumed the Garmont brand in the ‘90s, and his daughter Elettra. Thanks to a solid family tradition (the Morlin family has been dealing with mountain footwear for six generations), Naglev project aims to innovate the outdoor sector by offering technological and sustainable products inspired by the principle “technology protects nature”. These are therefore footwear that combine the strength of the latest generation synthetic materials, in the outer shell, with the comfort of natural materials that, like a sock, wrap the foot. UNICO is the first Naglev product and it will be officially presented to the public during the Friedrichshafen Outdoor Show on the Italian Breakfast organized by the Italian Outdoor Group on June 19th. UNICO consists of an upper made of a unique piece of kevlar that contains a wool sock. The foot is then in contact with the wool that performs a thermoregulatory action and rests on a natural leather and coconut fiber insole. The indestructible outer shell is seamless and contains nylon laces. The sole is made by natural rubber with a specially designed pattern for maximum grip in all types of terrain. Naglev’s staff will be available to the public in Hall A1 for the duration of the Outdoor Show to meet any curiosity about the product (which can be tested) and its constructive phases. naglev.com


VF Corporation (NYSE: VFC) announced the appointment of Arne Arens to the position of Global Brand President, The North Face, effective immediately. In March of this year, Arens was named Vice President and General Manager, The North Face, Americas. He will continue to report to Scott Baxter, Vice President, VF and Group President, Outdoor & Action Sports Americas. Since joining VF in 2010, Arne led The North Face brand in EMEA where he oversaw sales, marketing, merchandising, product development and direct-to-consumer activities. In his most recent role as General Manager of the Americas, he managed the brand’s Americas business and strategic initiatives for sales, merchandising and the direct-to-consumer business. Prior to joining VF, Arne worked at Nike in Europe, where he spent eight years in marketing, sales and category roles. Before Nike, Arne served in consulting roles across a range of industries and geographies.


The staffing upheaval at the Oberalp Group continues: after eight years, General Manager Central Europe Christoph Mannel is leaving the outdoor company that owns the brands Salewa, Dynafit, Pomoca and Wild Country. Benedikt Böhm, who was General Brand Manager for Dynafit before, will take over his role.
The 39-year-old from Munich who has the slogan “Less chat, more action!” prominently displayed on his homepage, enjoys a good reputation in the scene as a former mountain climber. The Oberalp Group is experiencing a period of restructuring. In summer 2016 the CEO Stefan Rosenkranz left the outdoor company, in autumn the Marketing Manager Reiner Gerstner left.


Boa Technology Inc. is pleased to announce the appointment of Shawn Neville to position of Chief Executive Officer, effective immediately. Neville joins Boa following his most recent tenure as CEO and Chairman of Aerosoles Group, a leading global footwear company, and remains an active board member of Zildjian Percussion. He began his career at Procter & Gamble and VISA USA after graduating with honors from the University of Denver. His career path turned to the footwear industry when Neville joined Reebok International in the early 90’s. Shawn joined Footaction USA as CEO and President in 1998 and led Keds Corp as President from 2004-2008, which was recognized as Global Footwear Marketer of the Year in 2006 and where he also led the successful acquisition of Saucony. In 2009, Neville joined Avery Dennison as President of its $1.6 billion global Retail and Information Solutions Group.
Il progetto Salomon How to Trail Run – dedicato a ispirare, formare e sostenere i runner che desiderano avvicinarsi al trail running – entra nel vivo con l’avvio delle iniziative locali in collaborazione con i punti vendita Salomon di tutto il territorio nazionale. Gli incontri, che sono partiti proprio nel mese di giugno, sono gestiti in collaborazione con gli Ambassador Salomon associati ai diversi negozi e verranno promossi attraverso la piattaforma Trail Station Salomon. 15 gli Ambassador Salomon in Italia pronti a fornire suggerimenti e a condividere la passione per la corsa in natura. Con l’aiuto di immagini e video, gli Ambassador diffonderanno l’attività formativa e contribuiranno a divulgare la libertà, la semplicità, l’amicizia di uno sport vero e genuino, come il trail running. Il calendario dei prossimi eventi è già disponibile sulla pagina Facebook di Salomon.

facebook.com/salomonrunning


C.A.M.P. and the Ragni di Lecco are delighted to announce their new partnership. This collaboration is set between two pioneering historical institutions which share the same passion and interest in going beyond one’s limits, crafting innovative gear and drawing lines on rock walls the world over. Team spirit, passion, the will to improve and, quite obviously, Riccardo Cassin: these are the pillars upon which both C.A.M.P. and the Ragni di Lecco built their partnership.

It’s Great Out There Coalition confirms

The “It’s Great Out There Coalition” has closed the window for Founding Members to join the coalition. A total of 23 companies signed up for Founding Member status, including brands, retailers, technology brands and trade shows. Following an initial commitment by 11 companies and one national association by Ispo, a further 12 firms have since joined the It’s Great Out There Coalition as Founding Members: Berghaus, Columbia, Intersport, Nordisk, OutDoor, Primaloft, Regatta, Reima, Salomon, Sport2000, Vango and Vaude.

In addition, the coalition is inviting other national associations to be members and two have joined so far: UK-based Outdoor Industries Association (OIA) and Bundesverband der Deutschen Sportartikel-Industrie e.V. (BSI) in Germany. The coalition has also started recruiting standard Full Members and AKU, Deuter, Lowe Alpine and Rab have already signed up. The “It’s Great Out There” website will be a central resource for both the public and the trade as the campaign develops. The site has been significantly updated in recent months and showcases a wealth of content, which is constantly being enhanced thanks to the input of members.
itsgreatoutthere.com

Claim Michelin: prima ancora della scarpa la suola
Così come esiste uno pneumatico adatto a un determinato tipo di terreno, a diverse condizioni meteo e a uno specifico utilizzo, nello stesso modo è importante avere suole progettate in base all’attività di impiego, tenendo conto delle necessità tecniche di chi le indosserà. Attingendo alla propria esperienza, la proposta Michelin punta a collaborare in partnership con i brand calzaturieri, per sviluppare prodotti in cui tomaia e suola lavorano in perfetta sinergia, ottimizzando le performance. Alla tomaia sono riservati compiti come la traspirabilità,
la protezione da acqua e altri agenti esterni, la ricerca di massimo comfort e vestibilità anche attraverso il sistema di allacciatura, solo per citarne alcuni, ma per puntare alla performance bisogna spostare lo sguardo in basso, voltare la calzatura e concentrarsi sulla suola. Ingegnerizzando la giusta mescola della gomma e individuando il migliore design per il battistrada, le suole Michelin offrono un controllo avanzato sul terreno in termini di trazione, durabilità e autopulizia. Ecco chi ad oggi ha scelto di equipaggiare le proprie proposte con suola Michelin.
Just as there are tires for different types of ground surfaces, different weather conditions and for specific uses, in the same way it is important to have soles designed for different uses and activities, also taking into account the technical needs of those who wear them. Inspired by its own expertise, Michelin aims to collaborate with footwear brands, to co-produce shoes where there is a perfect synergy between upper and sole. The upper must meet requirements for breathabi-
lity, protection from water and other elements, the search for maximum comfort and fit through the lacing system, just to name a few. If the focus is on performance, however, the shoe needs to be turned over to look onto the sole. Engineering the right rubber compound and identifying the best tread design, Michelin sole offering advanced ground control in terms of traction, durability and self-cleaning. Here the brands who have chosen to equip their footwear with Michelin soles.




In August China will have the largest indoor glimpse of the planet. The Wanda Harbin Indoor Ski Resort will be inaugurated as a skydome caravan with 3 km of pistes, 2 lifts, 1 freestyle track and even a children’s area. The plant realized by the Harbin Wanda Cultural Tourism City is a 20 billion yuan cultural tourism investment project located in the Songbei New District of Harbin. Nine hotels are to be built with a combined 4.500 rooms and 6.000 beds. They will include a six-star hotel, five-star hotel, two four-star hotels and five themed hotels. “The town is expected to welcome 20 million visitors every year, and more than 10,000 jobs will be generated”, Liu Ming, vice general manager of Harbin Wanda City Investment Co. Ltd told China Daily. The ski resort will build 6 beginner to advanced-level ski runs. Each measures 484 meters in length and 150 meters in maximum span. All the ski runs will have a snow-resistance and wind tunnel testing before they are put into use.

For a number of years, the Bergamo-area shopping mall held the record position as the biggest in Italy. Now the mall is going to take back its primacy with the opening of a new wing. Oriocenter – located next to a DF Sport Specialist shop – is going to host a number of new brand owned retailers catering to the outdoor market.

There’s a store by The North Face, and a Salewa Store. A Thule store has also opened – the brand is better known for its automotive products, though in recent years it has opened up its product range to include other transport accessories and outdoor equipment for athletes and children. Last but absolutely not least, the first European brand store for Under Armour.

From 24 to 27 august, the 2017 edition of the Rock Master Festival presents an intense and rich calendar of competitions and events dedicated to great climbing.
A long weekend will bring to Arco the global climbing community, from the young under 14 champions, to the stars of the IFSC World Cup, to the top ten of the Rock Master. The youngest, from 5 to 13 years,

will start the show with the qualifications for the Boulder and Speed of the Rock Junior. Friday 25 and Saturday 26 the champions of teams from all over the world will challenge the Speed and Lead competitions of the IFSC World Cup. The classics of the Rock Master – Duel and KO Boudler – are reserved for the elite superchampions and will beautifully end a Total Climbing weekend. On Sunday the youngest will make their way back to the climbing wall with the lead challenges of the Rock Junior and in the climbing games of the Kids and Family Rock. At the end, on Friday 25th the Casinò of Arco will host the Arco Rock Legends Awards.
rockmasterfestival.com

The European Outdoor Conservation Association (EOCA) is celebrating being able to support more projects than ever before during its 2017 Spring Funding Round. During March, following a four month process of accepting, accessing and approving applications, EOCA held its annual spring public vote. A shortlist of projects was showcased by The Great Outdoors (UK), Alpin (Germany, Austria and Switzerland), and Norr Magazin (Germany), as well as on the English and German EOCA websites. A private vote for members only was then held, with a further three projects being chosen for funding. In addition to the 6 projects funded by EOCA, members Pomoca, Keen and Osprey Europe have also each chosen a specific conservation project to fund entirely themselves and Ortlieb decided to make a donation towards a winning river conservation project in Germany which they were supportive of. The 9 projects are all in different countries, 5 being in Europe, and tackle issues as wide ranging as metal waste left in mountains, elephants being poached, rubbish in rivers, overuse of forest resources, the captive elephant tourist trade and restoration of peatland.

outdoorconservation.eu


Un marchio italiano attento alla ricerca e all’innovazione, operante in diversi settori industriali e capace di diventare una realtà internazionale attiva in 60 Paesi. Le suole in gomma per lo sport e il tempo libero incontrano le esigenze di importanti realtà calzaturiere.
Nata nel 1955 e specializzata nella produzione di lastre e suole in gomma per calzature, Davos è un marchio che ha fatto di qualità e innovazione i suoi principi fondanti. Dall’originario background calzaturiero alle prime lastre in gomma verniciata prodotte nel 1964, l’azienda è diventata negli anni un’importante realtà internazionale presente in 60 Paesi del mondo e operativa in numerosi settori, dalle suole per calzature di ogni genere ai componenti per elettrodomestici.
GAMMA PRODOTTI - Davos offre una gamma prodotti decisamente ampia, in grado di soddisfare esigenze diverse e mantenendo standard qualitativi elevati. Le lastre in gomma Thunit by Davos, brand nato nel 2004, sono disponibili sul mercato in 3 tipologie: verniciate per suole, compatte per suole e tacchi, in microporosa per suole e intersuole. Le suole in gomma
invece sono utilizzate su prodotti tecnici da montagna, trekking, motocross, calcio, calcetto indoor e outdoor, calzature da utilizzo quotidiano e articoli tecnici di vario tipo.
SUOLE IN GOMMA - Le suole in gomma sono utilizzate da numerosi e importanti marchi di prodotti sportivi e del settore motociclistico, quest’ultimo un settore particolarmente importante per l’azienda.
E ORA ANCHE CLIMBING - L’ultimo campo di utilizzo della gomma Davos è il climbing, uno degli sport più in crescita del momento, con il suo prodotto: Stick Plus, studiato per offrire il massimo del grip.
Garantisce altissime prestazioni su qualsiasi tipo di superficie ed in presenza della più estrema condizione metereologica. Test accurati non lasciano dubbi, Stick Plus Davos è sinonimo di:
• Aderenza ed adattabilità ad ogni superficie;
• Altissima resistenza all’abrasione
• Comodità grazie alla sua stabilità che garantisce una postura corretta anche nelle superfici più estreme
• Unica mescola – infiniti disegni: Stick Plus è facilmente adattabile ad ogni tipo di stampo e questo permette di soddisfare esigenze di qualsiasi prodotto ove necessiti il massimo dell’aderenza.
È realizzata in gomma che rispetta le normative CE più restrittive ed è disponibile in tre colori: Nero, Azzurro e Giallo. Spessore lastre 2/4/5 millimetri. Le varianti colorate la rendono adatta sia per calzature per arrampicata indoor in quanto è “no marking”) che outdoor. È stata testata da alcuni dei maggiori brand del settore climbing. DAVOS S.p.A. 0423.5435 davos@davos.it - davos.it





In occasione della presentazione della nuova linea, prossimamente nei negozi italiani, anche quella del Team Tornado, già noto nel mondo delle corse ma da ora sponsorizzato CMP
È stato proprio Marco Olmo, Cmp Ambassador e ultramaratoneta di primissimo livello, a introdurre la nuovissima linea di prodotti Food del brand di abbigliamento sportivo del gruppo F.lli Campagnolo. È successo il 6 maggio, presso lo showroom di Romano d’Ezzelino, data in cui è stata colta l’occasione per presentare il Tornado Trail Team e tutti i suoi atleti e per annunciare il programma del CMP Trail Bassano 2017. A fine giornata tutti i presenti sono stati invitati ad una corsa “in compagnia” di Olmo e dei super-atleti del team, che hanno “giustamente” tenuto a freno i motori per permettere a tutti di vivere una bella esperienza collettiva.
LINEA FOOD – “Curo da solo la mia alimentazione e penso che la dieta mediterranea sia la migliore alleata per chi pratica attività sportiva”. Queste le parole di Olmo (da anni vegetariano per scelta), utilizzatore della linea di prodotti Cmp, pensata per l’alimentazione dello sportivo. Cmp è la prima

azienda italiana produttrice di abbigliamento e calzature sportive a lanciare un progetto a carattere alimentare.
“Ho testato i prodotti che fanno parte della nuova linea Cmp Sport, preparati con materie prime da agricoltura biologica, sane e nutrienti, ma al contempo appetitose e digeribili”.
In cosa consiste il Progetto Benessere di Cmp Sport?
UNA PARTNERSHIP FONDATA SU SANI VALORI SPORTIVI
Il team Tornado è legato alla società Tornado Trail Running, fondata da Marco Famengo. Nasce ufficialmente il primo gennaio 2016 e in poco tempo raduna molti tra i più prestigiosi atleti italiani. Con i suoi 30 atleti, il Tornado Trail Running è in costante e continua crescita e si è già messo in risalto nel panorama delle competizioni italiane ed estere. All’inizio del 2017 pochi potevano immaginare una stagione del trail running tanto ricca di successi per la neonata squadra, snocciolando un po’ i
Si tratta di un progetto legato all’alimentazione, che ha portato alla creazione di una linea nuova e originale che sposa la dieta mediterranea con quella ideale dell’atleta e la ricerca del benessere con le migliori performance. Alla base del progetto sono proprio i cereali integrali, i vegetali e gli oli extravergine, tre solide fondamenta della piramide alimentare della dieta mediterranea, inserita recentemente dall’Unesco nel patrimonio immateriale dell’umanità per i suoi apporti benefici sulla salute.
Dove si possono trovare i prodotti?
Tutti i prodotti della linea saranno proposti in selezionati punti vendita di attrezzature e abbigliamento sportivo: i primi corner sono previsti in Germania, a seguire in altri Paesi europei e i prodotti presto online al sito ufficiale Cmp.
Nello specifico, quali sono i prodotti al momento sul mercato? Penne & Trivelline biologiche al farro, lenticchie e quinoa, sono il cavallo di battaglia della linea.
numeri emergono i 63 podi, di cui 37 vittorie, 16 secondi posti e 9 terzi posti per il Top Team. “La partnership tra Cmp e il Team Tornado Trail Running non riguarda la semplice fornitura di prodotto, ma si sviluppa attorno a valori sportivi che, fin da subito, hanno accomunato tutti i protagonisti: atleti, responsabili del team, e azienda. La collaborazione ha già portato allo sviluppo di una linea di merchandising dedicata alla squadra.” ha affermato Marco Famengo, presidente e team manager.

Altamente proteiche, ricche di fibre e proprietà antiossidanti, a basso indice glicemico rispetto alla pasta di grano duro, pur conservandone l’aspetto. Sono state studiate in collaborazione con “Mulino e Pastificio Sgambaro”, azienda italiana che da tre generazioni ha scelto come mission il Biologico e la sostenibilità ambientale. Sgambaro è la prima azienda italiana a certificare un pacco di pasta fin dall’origine ad aver ottenuto la dicitura “100% Grano Duro Italiano”.

Gettate le basi per la 2a edizione
È stata presentata anche la seconda edizione della CMP Trail Bassano del Grappa, che si terrà il prossimo 8 ottobre. L’evento ha registrato nel suo “anno zero” più di 900 presenze. Restano confermate le 3 gare parallele: CMP LONG TRAIL: distanza 43 km, dislivello 2.000 m CMP SHORT TRAIL: distanza 16.4 km, dislivello 520 m CMP YOUTH TRAIL: distanza 7 km, dislivello 200 m L’organizzazione ha voluto pensare anche ai più piccoli, ai quali è stato riservato un percorso denominato “Mini Trail” di 2 km tra i vigneti di Villa Angarano e un’area all’interno della villa per garantire loro intrattenimento e divertimento.
Oltre alla pasta, qualcos’altro?
Anche una linea di sughi, realizzati da “La Madre Terra”, marchio rinomato della cooperativa La Fraternità Onlus, presente sul mercato da 30 anni, che identifica prodotti biologici di qualità. Sempre la stessa, ha curato la scelta dell’olio extra vergine di oliva e condimenti a base di olio extra vergine di oliva esaltati da sapienti aromatizzazioni ottenute con macerazione a freddo. cmpsport.com


The new product – also coming to Italy – was introduced together with the announcement that the well-known Tornado Team will be sponsored by CMP.
It was Marco Olmo, Cmp Ambassador and top-tier ultramarathon runner, who introduced the new Food product line by the sportswear brand owned by F.lli Campagnolo Group.
The launch event was held on May, 6th at the Romano d’Ezzelino showroom.
During the same event, the company introduced the Tornado Trail Team and unveiled the program for CMP Trail Bassano 2017.

At the end of the day, all participants were invited to run with Mr Olmo and the other super-athletes who “rightly” took it easy so that everyone could enjoy a wonderful social occasion.
THE FOOD LINE – “I look after my diet and I believe the Mediterranean one to be the best for active people. I’ve been testing the products in the new Cmp Sport line, made
with organically sourced products, and they are healthy, whole yet light and tasty.” This is how Mr Olmo – who has been a vegetarian for years – describes Cmp products for sports people. Cmp is the first Italian sportswear company to launch a food product line.
What is the Well-being Project by Cmp Sport?
It’s a project connected to healty eating that has led to the creation of a new, original product line that combines the Mediterranean Diet with the needs of athletes, the best performances with well-being. The foundation of our products are whole-grain cereals, vegetables and extra-virgin olive oil – the pillars of the Mediterranean Diet, which has recently been included by Unesco in its list of Cultural Intangible Heritage for its benefits to human well-being.

Where can you find the products?
The products will be sold at selected sportswear and equipment retailers: the first product isles will be set up in Germany and other European countries will soon follow.
What products are you going to sell?
Penne & Trivelline pasta made of spelt flour, lentils and quinoa are the flagship product. They are rich in proteins, fibres and antioxidants, characterised by lower sugar content than regular wheat pasta, while still maintain its features. They were developed in collaboration with Mulino e Pastificio Spadaro, a company that has been active in organic, sustainable food for three generations. Sgambaro was the first company in Italy to certify the organic sourcing of materials and obtaining the “100% Italian Flour” brand.
What are you selling besides pasta?
We are introducing a tomato sauce line made by La Madre Terra, a brand owned by
La Fraternità Onlus, an ONG that has been selecting quality organic food for the past 30 years. La Madre Terra has also selected extra-virgin olive oil and extra-virgin olive oil-based products for us – these is truly delicious oil, further enhanced by well-balanced aromas and by the cold press extraction process.





L’organizzazione dell’Italian Outdoor Group, 9 aziende coinvolte e 57 partecipanti a rappresentare negozi da tutta Italia. Gli ingredienti erano buoni, la riuscita c’è stata e il parere generale è quello di un evento che, fra clinic e convegni, può segnare un nuovo modo di lavorare fra marchi e punti vendita.
La prima Accademia IOG, l’evento dedicato alla formazione dei negozi da parte delle aziende, ha visto al suo esordio la partecipazione di 57 rappresentanti di negozi da tutta Italia, coinvolti in clinics e incontri personali dalle 9 aziende coinvolte e protagoniste assieme all’Italian Outdoor Group. L’iniziativa si è svolta a Desenzano sul Garda il 27 marzo con l’obiettivo di elevare la qualità della formazione, fattore fondamentale per competere sul mercato, e al contempo rendere questo processo molto più razionale, snello e organizzato.

“Un successo, non c’è che dire! Alla I Accademia IOG eravamo molto numerosi, più di quanto avessimo sperato. Abbiamo volutamente limitato il numero di aziende a un massimo di 9 e chiuso le iscrizioni per i negozianti al 10 marzo, altrimenti saremmo stati ancora di più.
Quest’evento è la prova tangibile della collaborazione tra aziende a negozianti: è nato dal confronto tra gli associati a IOG (negozianti e fornitori) e fa della formazione il suo punto di forza. Questo è il futuro che mi immagino: collaborare”, ha dichiarato un soddisfatto Luca Pedrotti, presidente IOG, al termine dell’evento.
La giornata, intensa di appuntamenti, è stata scandita da clinic istituzionali, dagli incontri liberi fra negozianti e rappresentanti aziendali e dall’interessante convegno sull’etichettatura, tenuto dalla dott.ssa Cusumano. Quest’ultima in particolare ha riscosso notevole interesse data l’importanza del tema trattato, facendo scaturire fra i presenti numerose domande atte ad approfondire la questione nel dettaglio.
Aicad, Aku, Artcrafts International, Camp, F.lli Campagnolo, Ferrino, Garmont, Calze GM Sport e Panorama erano le 9 aziende protagoniste in rappresentanza di 14 marchi. I negozianti che hanno aderito all’Accademia IOG provenivano da tutta Italia, dall’Abruzzo al Piemonte, fino all’Alto Adige.

“Un’iniziativa molto valida con una buona partecipazione di clientela veramente interessata e disponibile all’ascolto. Un’ulteriore conferma sull’importanza della formazione per competere sul mercato dei prodotti di alta qualità”

“Decisamente buona la prima edizione dell’Academia organizzata dall’IOG. Alto l’interesse dei rivenditori presenti per le varie clinic proposte dalle aziende. Anche il convegno sull’etichettatura è stato seguito con attenzione. Questo tipo di manifestazione manca come servizio al negoziante e sono convinto che una prossima edizione, forse in più regioni, troverà anche un maggiore riscontro”

“L’Accademia IOG è stata una piacevole sorpresa: un’edizione zero che ha centrato l’obiettivo di creare un momento di incontro/formazione tra aziende e clienti in un ambiente rilassato, ideale per tutti. Il format è stato snello e veloce, l’adesione ottima. Personalmente è stata una valida occasione per presentare i valori e il rinnovamento del brand e stringere la mano a clienti storici e nuovi. Colgo l’opportunità per fare i complimenti a tutto lo staff che si è davvero impegnato in questo nuovo progetto dal futuro certo”

Elisabetta Montagni, Calze G.M. Sport
“L’Accademia IOG è stato secondo me un evento interessante e costruttivo, sia la parte con le aziende, sia l’incontro con la consulente per le etichettature. La cosa interessante è stata anche l’incontro è il confronto diretto con le aziende e i loro tecnici, questa cosa aiuta noi negozianti a esseri più qualificati sulla conoscenza dei prodotti che vendiamo” Christian Vergottini, Go-up Mountain
“L’accademia organizzata da I.O.G. è stata una prima pietra per una valida collaborazione tra aziende e negozi che deve andare oltre al rapporto prettamente commerciale. Mi è piaciuto molto il momento dell’assemblea in cui sono emerse diverse criticità nelle etichettature che tutti devono tenere in conto, negozi e aziende. Si è fatta formazione e alcune cose che sembravano scontate alla fine non lo erano affatto. I clinic con le aziende li ho trovati interessanti poiché si spiegavano le caratteristiche di un prodotto: avere conoscenza di ciò che si vende è il valore aggiunto. Ritengo sia la strada giusta nel percorso della formazione e mi auguro che lo ripropongano come appuntamento fisso con nuovi argomenti e problematiche da dibattere”


Durante la lavorazione di questo articolo
Hervé Barmasse si trovava già in Tibet, in compagnia di David Göttler dove, dopo un intenso periodo di acclimatamento, è partito alla volta del suo obiettivo, una prima volta per lui: la salita di un ottomila. Ma Hervé, come di consueto, non cerca facili successi seguendo rotte già trattate da altri.

Per questo la loro ambizione è di raggiungere la vetta del Shisha Pangma esplorando la possibilità di tracciare una via nuova sul versante sud del gigante (8027 m). Una volta ai piedi della montagna i due saranno totalmente isolati. L’unica possibilità di comunicare, “solo in caso di emergenza” ci tiene a precisare Hervé, sarà rappresentata dai Garmin InReach. Vi presentiamo l’intervista che Hervè ci ha rilasciato prima della partenza.
“Attraversare il Tibet è molto emozionante. Le terre asciutte, il cielo blu e la neve bianca luccicante delle alte cime dell’Himalaya ti rapiscono lo sguardo per tutto il viaggio. E quando per la prima volta in lontananza vedi lo Shisha Pangma, 8.027m, lo stupore per tanta bellezza e il timore per la sua grandezza ti colgono impreparato…”.
Dai social di Hervé Barmasse, 24 aprile 2017 Oggigiorno, a proposito degli ottomila si sentono ogni genere di news, spesso si sente parlare di code chilometriche lungo gli itinerari di salita e liti ai campi base, come mai ha deciso di confrontarti con questo genere di sfida?
Lo Shisha Pangma sarà per me il primo 8.000. E ho scelto di affrontarlo a modo mio: aprendo una via nuova. È l’alpinismo che piace a me: quello che accetta le sfide, che non segue i percorsi già segnati ma ne traccia di nuovi. Sarà come tornare indietro nel tempo, rivivere le emozioni degli esploratori che si sono trovati davanti agli occhi per la prima volta queste montagne. Saliremo senza ausilio di ossigeno né corde fisse e campi preallestiti, come si usa fare sugli 8.000. Sulla via non troveremo nessuno, saremo solo io e David Göttler, il mio compagno di avventura. È un’impresa difficile, ma è il nostro sogno e provare a superare il limite è sempre una bella sfida.
Come farete una volta sulla montagna a comunicare?
Anche solo per conoscere le previsioni meteo?
Dal momento in cui saremo sulla montagna non avremo più la possibilità di comunicare. Ci affideremo solo ai nostri InReach per le comunicazioni di emergenza. È l’unico dispositivo di sicurezza accettato anche in Cina, dove di solito gli apparecchi satellitari non sono ben visti. InReach a parte, saremo isolati. Anche per questo abbiamo scelto con cura la strumentazione di cui dotarci.
Vi porterete altri strumenti elettronici sulla montagna? Abbiamo anche un fēnix 5 che ci sarà molto utile per monitorati le nostre condizioni fisiche, a partire dalla frequenza cardiaca. E poi non poteva mancare la Virb, che ci servirà per documentare l’impresa. E credo che ne ricaveremo immagini e video spettacolari lassù.
Oltre all’attrezzattura come ci si prepara per un’impresa del genere? Esistono studi accurati su quale sia miglior modo per allenarsi, fisicamente e mentalmente?

Trattandosi di una sfida nuova, anche la preparazione è stata diversa dal solito. Abbiamo iniziato a febbraio, in alta quota, nella valle dell’Everest.
Per prepararsi a salire senza corde fisse e campi preallestiti tutto è sperimentale. No, non ci sono studi di “prealpinismo”, nessuno ti dice come salire in alta quota con uno zaino di 10 kg, per una via mai battuta. Significa fare i conti con qualcosa che non conosci e con inevitabili difficoltà tecniche. Per i primi 1.500 metri, salendo da 5 a 7.000, queste difficoltà dovrebbero essere gestibili, poi la salita si farà più ripida e allora dovremo giocare le nostre carte. La parte più impegnativa sarà tra i 7 e gli 8.000.
Come prosegue la vostra preparazione in vista della salita vera e propria?
Siamo in Tibet già da diversi giorni. Abbiamo trascorso un periodo tra i 6.100 e i 6.900 metri, per la necessaria fase di acclimatamento. Ora ci stiamo trasferendo ai piedi della montagna, in attesa che il meteo ci permetta di iniziare la scalata.
Sulla parete sud dello Shisha Pangma esistono già diversi itinerari impegnativi: la via polacco svizzera, la britannica etc, c’è ancora spazio per un itinerario senza accettare rischi troppo alti? Che percentuale di successo avete stimato?
Come in tutte le montagne del mondo, se apri una via nuova significa che tutte quelle più accessibili sono state tracciate e i sentieri rimasti sono quelli più difficili e pericolosi. Il rischio di fallire è molto alto, ma è un rischio che abbiamo deciso di accettare. È l’essenza stessa della nostra spedizione: prefe-
• LAST UPDATES •

8 maggio
“Se pur il tempo è molto instabile siamo riusciti a prepararci al meglio, gli ultimi giorni ad acclimatarci su montagne di 6100 metri e ieri, dormendo a 6900 m, il nostro periodo di acclimatamento si può dire concluso. Ora un po’ di meritato riposo poi speriamo nelle buone notizie del meteo. […]”

15 maggio
“l brutto tempo sembra non avere un fine. Neve, temporali e vento accompagnano le nostre giornate al campo base. Per mantenere la motivazione e soprattutto per riscaldarci proviamo a correre in salita. […]”
risco fallire provando a fare qualcosa di mai tentato prima, piuttosto che avere successo su una via facile, già tracciata da altri. È sempre stato questo il mio modo di fare alpinismo: cercando il limite, senza seguire i sentieri già percorsi. È l’alpinismo dei grandi, di Messner, di Bonatti.
Come prevedete che si svolgerà logisticamente la salita?
Partiremo appena possibile, nei prossimi giorni. Poi tenteremo la scalata: abbiamo previsto almeno 3-4 giorni per arrivare in cima. Il tempo limite, comunque, è il 30 maggio.
In bocca al lupo!
NB: Mentre andremo in stampa Hervè sarà già tornato dal Tibet e scopriremo l’esito di quella che, in ogni caso sarà stata una grande avventura. Un’avventura che, a prescindere dal risultato finale, avrà permesso a lui e David di esplorare ancora una volta i limiti umani, sempre un gradino oltre quanto era già stato fatto prima… e questo vale molto più di un obiettivo raggiunto seguendo la strada più facile e conosciuta ma già percorsa da molti.


Their ambitious goal is to reach the summit of the Shisha Pangma, exploring the possibility of tracing a new path on the south wall of the 8,027 metre giant. Once they reach the foothills of the mountain the two will be completely isolated. The only means of communication – “only in case of emergency,” stresses Hervé – will be the Garmin InReach. The following is the interview we did before he left.
““Crossing Tibet is exciting. The dry lands, the blue sky, the shining snow on the Himalayan peaks capture your eyes for the entire journey. And when you see the 8,027-metre Shisha Pangma for the first time you cannot but wonder at such beauty and majesty. You are utterly unprepared for it
Hervé Barmasse on his social feed. April, 24th 2017
Hello Hervé. Today 8,000 metre mountains are all over the news – we often hear about crowds gathering along the climbing paths and base camps. Why did you decide to take up this challenge?
The Shisha Pangma will be my first 8,000 metre climb. I’ve chose to approach it on my own terms: opening a new route. This is the alpinism I like: taking up new challenges, discarding wellbeaten paths, tracing new routes. It will be like travelling back to a time when the first explorers were looking at these mountains for the first time. We will climb without oxygen support, pre-installed camps or ropes – which is the usual way of going about such a climb. We aren’t going to meet anyone along the way – it will just be me and David Göttler, my companion in this adventure. It’s going to be a difficult feat, but it’s our dream and overcoming limits is always a wonderful challenge.
How are you going to prepare to the climb?
We’ve been here in Tibet for some days now. We have spent some time between 6,100 and 6,900 metres for the necessary acclimatization phase. Now we have moved to the foothills of the mountain, waiting for the weather to allow us to set off.

How will you communicate once your journey starts - be it only for the weather forecast?
Once we start the ascent we won’t be able to communicate. We are going to trust our InReach devices for emergency communications. This is the only safety device accepted in China, where satellite devices aren’t usually well accepted. Besides the InReach, we will be isolated. This is the reason why we have carefully chosen our equipment.
What electronic devices are you going to carry?
We have a fēnix 5 which will be very useful to keep our physical condition in check, besides basic heart rate measurements. We are also taking a Virb, which we will use to document our climb. I’m sure we are going to record some stunning imagery and videos up there.
While we were working on this article, Hervé Barmasse was already in Tibet with David Göttler. After an intense acclimatization period, Barmasse has set off for the goal: climbing above 8,000 metres, the first time the athlete has tried such a feat. As his usual, Hervé is not after easy goals on well-beaten paths.

Equipment aside, how does one prepare for such a venture? Are there any reliable studies on the best physical, psychological training? This is a new kind of challenge, so our preparation has been different. We began in February, at high altitude, in the Everest valley. Preparation for a climb without ropes nor pre-set camps is all experimental. There are no “prealpinism” studies, and no one can tell you what is the best way to get ready to prepare for opening up a new route with only a 10kg backpack. This kind of feat means having to deal with the unexpected and with unforeseeable technical issues. For the first 1,500 metres these challenges will be easy to face, but once we are above 7,000 metres and the climb gets steeper and we will have to prove ourselves. The most challenging part will definitely be between 7,000 and 8,000 metres.
On the south side of the Sisha Pangma there are already some challenging routes: the Polish-Swiss route, the British one etc. Is there still room for a new route without it being unacceptably risky? What do you consider you chances for success to be?
When you decide to open up a new route it means that all the easy ones have already been traced. Chances of failure are high, but it’s a risk we are willing to take. It’s at the very essence of our expedition: I’d rather try and fail doing something new than be successful on an easy path. This is how I’ve always viewed alpinism: the struggle to overcome limits, doing something new. This is the alpinism of the greats like Messner or Bonatti.
What is the climb going to be like?
We are going to leave as soon as possible, in the next few days. We are then going to attempt are climb. We belive we can reach the summit in 3 to 4 days. Our limit is May, 30th.
Good luck!

Garmin inReach
GPS OUTDOOR E COMUNICATORE SATELLITARE IRIDIUM
Un sistema combinato GPS e comunicatore satellitare, per chi ama le emozioni forti ma non vuole rinunciare alla sicurezza. In mezzo al mare, in cima a una montagna o tra le dune al deserto, grazie alla copertura globale della rete Iridium Garmin inReach assiste nella navigazione e consente una messaggistica bidirezionale da (e verso) qualsiasi dispositivo mobile o indirizzo email, anche nelle regioni più remote del pianeta, là dove non esiste la rete cellulare.
• Satelliti Iridium visibili in tutti gli angoli del mondo
• Invia e riceve messaggi (e-mail e sms)
• Chiama i soccorsi e comunica direttamente con loro
• Interfaccia utente semplificata
• Tracciamento GPS per far sapere dove ti trovi
• Condivisione posizione sui social
• Batteria lunga durata
• Monitoraggio remoto (i tuoi contatti possono interrogare la tua posizione)
• Earthmate App associabile allo smartphone
• Sicurezza dei dati
• Previsioni meteo personalizzate (opzionale)
• Mappa topo DeLorme precaricata
• Altimetro, barometro e bussola elettronica a 3 assi (solo modello Explorer+)
NB:
While this issue is going to print Hervé will already have been back and we are going to find out whether his expedition was successful. In any case, this will have been a great adventure. An adventure that, whatever the result, will have given Hervé and David a chance to explore their limits, a step ahead of beaten paths. And this is definitely worth more than going down an easy path.

Ancora non è iniziato e già registra numeri da primato. Parliamo di Monteavena, il festival del volo che andrà in scena nella Valbelluna e a cui parteciperanno ben 48 Nazioni da tutto il mondo.
Restando in tema parapendio, ci teniamo a darvi alcuni aggiornamenti circa il mondiale Monteavena 2017 di cui vi abbiamo parlato nello scorso numero. Il primo riguarda un record stabilito ancora prima dell’inizio della manifestazione. Saranno infatti 48 le Nazioni presenti all’edizione tutta
italiana del Mondiale di parapendio, un numero che non era mai stato raggiunto prima nella storia della disciplina. Per fare un paragone diretto, nella precedente edizione dei Mondiali di parapendio che si sono svolti a Roldanillo, Colombia, nel 2015, le nazioni in gara erano 38. Il commento a caldo di Matteo Di Brina, presidente del comitato organizzatore: “Siamo ovviamente fieri e soddisfatti di questo traguardo raggiunto. Ancora una volta –dichiara – spetta a noi il merito di aver alzato di una tacca l’asticella degli standard in questo sport. Senza dubbio la location straordinaria garantita dal nostro territorio ha giocato un ruolo im-

portante nell’attirare l’interesse di così tante Nazioni. La speranza ora è che gli italiani manifestino lo stesso entusiasmo e si presentino numerosi ai vari appuntamenti, con una risposta all’altezza della fiducia che le squadre delle varie nazioni ci hanno anticipatamente dimostrato”. Moltissime infatti le iniziative che il Comitato ha programmato per l’intera durata dei quindici giorni (dall’1 al 15 luglio 2017) in cui il Mondiale di parapendio sarà in

“Siamo fieri e soddisfatti di questo traguardo raggiunto.
Ancora una volta spetta a noi il merito di aver alzato di una tacca l’asticella degli standard in questo sport


svolgimento, iniziative dedicate agli appassionati di parapendio, ma anche a quanti vorranno approfittare del periodo per scoprire
percorsi escursionistici, centri storici e prelibatezze gastronomiche che la Valbelluna ha da offrire. monteavena2017.org



La strategia commerciale del brand si basa sulla suddivisione del Paese in tre macro-aree e si focalizza sul consolidamento della leadership nella distribuzione tecnica. Un attento studio delle esigenze e dei gusti del consumatore sta alle spalle di questo processo. Andrea Ruota ci svela i dettagli.
Buongiorno Andrea, ci spieghi la strategia commerciale che adotta The North Face in Italia e come è cambiata negli ultimi anni da quando sei country manager?
La strategia Italia si basa su quattro pilastri fondamentali: essere leader nella distribuzione outdoor premium; emergere nel mercato da noi definito Mountain Athletics (e specificatamente nel trail running); massimizzare il nostro potenziale nel Mountain Lifestyle; ultimo ma molto importante, disegnare il mercato del futuro. Da azienda leader nel settore riteniamo di dover guidare il mercato. Questa strategia si sintetizza con un concetto che meglio rappresenta The North Face nei nostri tempi: The Modern Outdoor Brand. La strategia è molto cambiata negli ultimi anni: i 50 anni di storia del brand sono stati infatti caratterizzati da innovazione ed esplorazioni che hanno dato vita a prodotti pensati per le spedizioni e poi testati dai nostri atleti di fama mondiale. Rispettando il nostro passato, adesso stiamo definendo il nostro futuro. Un futuro che mette al centro di ogni singolo progetto il consumatore finale. Abbiamo infatti definito

4 “consumer territories”, che non sono altro che un modo per differenziare al meglio il mercato, le collezioni, le scelte strategiche e far emergere le esigenze del consumatore finale. Inoltre, negli ultimi anni è stata realizzata una chiara analisi del mercato dal punto di vista distributivo e sono state create delle collezioni ad hoc per ogni singolo canale. In questo modo riusciamo a soddisfare al meglio le esigenze dei nostri clienti e dei loro consumatori registrando dei miglioramenti nelle performance di sell out del prodotto instore.
Come gestite gli ordinativi e la relativa logistica? In che modo

la tecnologia influenza il canale commerciale? Quali sono le tempistiche che potete garantire ai retailers?
Gli ordini vengono raccolti nei nostri showroom (10 in tutta Italia) dove vengono presentate le nostre collezioni cercando di guidare i nostri clienti nella scelta del migliore assortimento dal punto di vista del brand mix presente in negozio, del posizionamento, del prezzo, delle capacità espo-
“La tecnologia è sempre più presente in The North Face. Oggi per esempio forniamo a tutti i nostri negozi una piattaforma per la formazione del personale
sitive e del visual merchandising. Per quanto riguarda la logistica, il gruppo VF ha un magazzino centralizzato in Belgio totalmente automatizzato che permette la consegna di un riassortimento in 3/5 giorni lavorativi. Inoltre gli ordini stagionali possono essere suddivisi in diverse finestre di consegna al fine di garantire il prodotto giusto al momento giusto.
La riorganizzazione della forza vendita italiana: gli agenti e come è suddiviso il territorio
The North Face copre tutto il territorio Italiano con più di 1.100 punti vendita. Il territorio viene suddiviso in tre grandi aree: Nord, Centro e Sud. Ogni singola area ha una specifica strategia e, seguendo questo modello, le scelte relative alla forza vendita hanno portato alla costruzione di un nuovo team per prepararci ad affrontare al meglio le sfide del futuro. I recenti cambiamenti hanno coinvolto tutto il Nord Italia dove la strategia è soprattutto focalizzata sull’implementare la leadership nella distribuzione tecnica. Questo viene definito un vero e proprio “North Italy Attack”. Per questo motivo abbiamo
costruito un’agenzia ad hoc in Piemonte che vede Cristian Balducci come agente tecnico dell’area. Christian, guida alpina con alle spalle una solida esperienza con Dynafit, sicuramente riuscirà a diffondere la forza tecnica del marchio e specificatamente della collezione Summit Series. La Lombardia avrà un approccio gestionale totalmente nuovo per noi: abbiamo infatti deciso di gestire l’area direttamente con il nuovo Sales Rep, Enrico Campanari. Enrico vanta esperienze in marchi del calibro di adidas e Salomon. Il nostro obiettivo in un’area così importante è consolidare l’ottimo
In cosa potrebbe essere implementata?
Oggi stiamo lavorando sulla possibilità di avere sul proprio smartphone la distribuzione per singolo punto vendita e dare la possibilità a ogni singola agenzia di avere a portata di mano tutti i dettagli e le informazioni necessarie per supportare al meglio i nostri clienti in tutto il territorio italiano.
Spesso le grandi catene hanno benefit dei quali il piccolo negoziante non può usufruire, anche per voi è così?
In realtà per The North Face non è così e ne sono dimostrazione i vari cambiamenti che stiamo por-
tando alla nostra forza vendita, dedicata appunta ai retailer più piccoli. Abbiamo 11 agenzie in Italia e nella maggior parte dei casi con più di una persona dedicata al marchio e a un canale distributivo specifico. L’obiettivo è di stare vicino ai nostri clienti, supportarli e lavorare al loro fianco per raggiungere insieme performance positive nel mercato. L’Italia e la sua distribuzione tradizionale, costituita di piccoli e medi retailer specializzati, rappresenta il presente ma anche il futuro della nostra strategia distributiva!
Com’è il rapporto tra The North Face e la vendita on line?

lavoro fatto negli anni ed emergere nel settore trail running. Anche il Trentino Alto Adige e l’area Veneto Friuli verranno seguite direttamente. La prima farà capo a Matteo Loda, che fa parte del nostro team da più di sette anni, ha una solida esperienza nel ruolo di formatore sui prodotti The North Face e un’approfondita conoscenza in ambito tecnico e di prodotto. L’area del Veneto e Friuli sarà gestita da Mario Scanu, anche lui a lungo a fianco di Dynafit. È un grandissimo appassionato di trail running e sci alpinismo, riconosciuto per la sua esperienza in tutta la distribuzione nel nord Italia.

CRISTIAN BALDUCCI - 39 anni, Piemonte ex Dynafit 349.7552856 cristian.balducci@wiviansfactory.it

LODA - 36 anni, Trentino Alto Adige ex The North Face 347.4685014 matteo_loda@vfc.com

CAMPANARI - 39 anni, Lombardia ex Salomon 349.3034899 enrico_campanari@vfc.com

SCANU - 41 anni, Veneto e Friuli ex Dynafit 347.3370035 mario_scanu@vfc.com
The North Face, come tutti i grandi brand, vende e lavora con l’online. Non vediamo l’online come una minaccia ma riteniamo al contrario che rappresenti una grande opportunità. Non credo che andrà a sostituire la vendita instore ma vi saranno sicuramente dei cambiamenti nella vendita nei negozi fisici. Si parla molto di multichannel e credo che questa sia la direzione da seguire, ma ritengo che sarà sempre più importante l’emozione, l’esperienza instore e il contatto con le persone. Questi sono aspetti che un sito Internet fatica a trasmettere, pertanto credo che noi e i nostri retailer dovremo sempre più lavorare in tale direzione.
Qual è la percezione che il consumatore ha del brand The North Face oggi? È diversa rispetto ad altri Paesi?
The North Face investe costantemente sull’analisi del consumatore, chiamata “consumer insight”, dalla quale emerge quanto detto precedentemente: il consumatore cambia percezione a seconda se si tratti di nord centro e sud, allineandosi perfettamente alla nostra strategia commercia-
“L’online è una grande risorsa. Ovviamente come brand leader dobbiamo regolamentare l’approccio al mercato online che a oggi, a mio parere, sembra essere fuori controllo
2015, posizionando l’Italia tra i top mercati a livello EMEA.
Come si posiziona l’Italia rispetto agli altri Paesi europei a livello di vendite? E L’Europa rispetto all’America?
In Italia, The North Face sta registrando grandi passi avanti negli ultimi anni. I dati positivi dell’Italia vanno a inserirsi in un quadro EMEA altrettanto favorevole, che colloca tale area geografica subito dopo gli USA in termini di crescita.
È imminente l’appuntamento di OutDoor; a tuo parere ha ancora rilevanza o rischia di non essere più al passo con i tempi?
Credo che l’evento fiera stia
so che la fiera debba diventare per le aziende soprattutto un’occasione per organizzare veri propri workshop/eventi dedicati ad approfondire tutte le novità della stagione ed è importante che gli organizzatori della fiera si impegnino ad agevolare questo processo di cambiamento.
Negli anni più “riusciti” la presenza di negozianti italiani superava abbondantemente le 100 unità. Negli ultimi anni non si arriva a 50 / 60 presenze. Ci confermi questi dati e quanti retailer italiani avete incontrato le scorse 2 edizioni? Confermo questi numeri anche per le ultime due edizioni.
Come giudichi l’anticipo di un mese rispetto all’anno scorso?
Si tratta di un cambiamento positivo perché i clienti medio/piccoli vedranno in anticipo le novità come una sorta di “preline”.
Avete in previsione anche iniziative / eventi ad hoc per i vostri top dealer o anche per gli altri shop per presentare le novità, in fiera o al di fuori di essa, prima o dopo?

le. In generale il brand gode di una percezione molto elevata in termini di qualità, tecnicità e innovazione. Credo che questo aspetto insieme alla qualità distributiva del marchio in Italia, abbiano contribuito negli ultimi anni a rendere il brand sempre più importante sul mercato italiano.
Quali sono i principali trend che il vostro brand ha attraversato negli ultimi anni?
Come tutti i brand, durante il periodo delle crisi non abbiamo registrato grandi crescite, ma il livello della nostra distribuzione, il prodotto e le strategie commerciali e di marketing hanno permesso di accelerare in modo considerevole negli ultimi anni. Infatti registriamo delle performance estremamente positive dal
“The North Face sta registrando grandi passi avanti: nel 2016 il nostro Paese si posiziona terzo tra i paesi dell’area EMEA, subito dopo i colossi del Regno Unito e della Germania
diventando più un momento di incontro/marketing più che una vera propria fiera come concepita in passato. Credo che in futuro dovrà cambiare qualcosa altrimenti i brand tenderanno a dedicare i propri investimenti ad altre attività. Sicuramente quest’anno, che vede l’Outdoor show anticipato di un mese, potrebbe essere percepito positivamente da alcuni clienti/brand ma credo non sia sufficiente. Pen-


“Un rilancio sorprendente”
Sicuramente. Oltre al Mountain Festival di settembre organizzato da The North Face EMEA dove inviteremo alcuni nostri clienti, stiamo organizzando degli eventi specifici per la linea Summit Series e trail running.
Cosa ne pensi del nostro evento Outdoor Shop Test, quest’anno anticipato al 9-10 luglio al fine di cadere in un periodo strategico per la campagna vendite?
Credo che sia un’ottima iniziativa ma per quanto ci riguarda ancora non allineato alle nostre esigenze, che ci portano sempre più ad anticipare la campagna vendite e la relativa raccolta ordini. Credo anche che questa tipologia di eventi vadano valutati con il ritorno dell’investimento/risorse necessarie.
Il cavallo di battaglia di The North Face a livello di tecnicità e performance. Lanciata per la prima volta nel 2000, si era un po’ persa per strada negli ultimi anni, forse a causa di un ampliamento eccessivo, a tutto svantaggio del suo carattere di esclusività. Fino al rilancio nell’autunno/inverno 2015. A parlare è sempre Andrea Ruota: “Il rilancio del 2015 lo definirei sorprendente. L’obiettivo era quello di cambiare le regole del gioco, proponendo qualcosa di totalmente diverso e con dei contenuti tecnici fuori dal comune. Tutti i nostri clienti sono stati molto soddisfatti dei risultati ottenuti. L’obiettivo di questo rilancio è quello di rinforzare ulteriormente l’identità tecnica del nostro brand e questo attraverso il nostro marchio di punta, Summit Series, che in futuro diventerà sempre più il marchio in cui ogni singolo alpinista si riconoscerà”.
Ricordiamo la strategia distributiva scelta per un prodotto così esclusivo e in quali negozi è stato distribuito:
“Abbiamo analizzato in dettaglio tutta la distribuzione e il brand mix di ogni singolo negozio. Sulla base di questa analisi abbiamo definito 20 negozi in Italia. Questi sono tutti negozi specializzati Outdoor di prima fascia, con un brand mix altamente qualitativo e ricco di innovazione e tecnicità, al cui interno lavorano persone altamente specializzate”.


The brand’s commercial strategy is based on the division of Italy into three large areas and focuses on strengthening its position in the technical sector distribution channels. The company has based its strategy on a careful evaluation of consumer needs and tastes. Andrea Ruota goes into the details.
Good morning Andrea, can you tell us more about The North Face sales strategy in Italy and how it has changed since you’ve become Country Manager?
The Italian strategy is based on four pillars: get the lead in premium outdoor distribution; gain importance in what we call the Mountain Athletics sector (especially in trail running); maximise our potential in the Mountain Lifestyle segment; and help design the future of the market. As a the leading company on the market we feel we have to guide the market. This strategy gets summed up in the idea that represents The North Face today: The Modern outdoor Brand. Our strategy has changed dramatically over the past 50 years: the history of the brand has been characterised by innovation and explorations that have in turn shaped new products that were then tested by our roster of athletes in their expeditions. Whilst respecting our past, we are now defining our future. The future we envision keeps the final user at the centre of everything. We have defined four “consumer territories”, a way to better understand the market, the collections and the strategic choices we need to make to keep the consumer at the centre. Over the last years we have conducted an indepth analysis of the distribution side of the market and we have created different product lines specially for different distribution channels.
How do you manage orders and logistics? How is technology influencing sales? What timing can you guarantee to retailers?
Orders are received by our showrooms (there are 10 in Italy) where we introduce our product lines, trying to guide our clients, helping them to choose the best assortment for them in terms of product and brand mix, positioning, price, showcasing and visual merchandising. VF Group has a central warehouse in Belgium – it is fully automated and allows for deliveries in 3/5 working days.
What other technologies are you going to introduce? We are working on a smartphone app for point of sale distribution.
Retail chains often have a competitive edge over smaller retailers. Is this also true for you? Actually, it doesn’t work this way for The North Face. We are in fact reorganising our sales force in order to cater better to smaller retailers. We have 11 agencies in Italy,
most of the time with more than one person working full time on our brand and on a specific distribution channel.
What is your relationship to online sales?
As any other major brand, we do sell online. We do not see online commerce as a threat, but rather as a great opportunity. I don’t believe it is ever going to replace in-store sales, though there are surly going to be changes for brick and mortar retailers. There’s a lot of talk about “multichannel” retail, but I think that personal, physical relationships are going to be ever more important.

“For what concernes
The North Face our country in 2016 is ranked third among the countries in the area EMEA, right after the giants of the United Kingdom and Germany
How is The North Face seen in Italy today? Is it different than in other countries?
We have been investing a great deal in consumer insight analyses, and what we found out is in line with our main strategy: there are different perceptions in the North, centre and South of Italy. Broadly speaking, the brand has an excellent status among consumers, in terms of quality, technicality and innovation.
What are the main trends of the last years?
As all other brands, during recent crises we did not score high growth figures. Our distribution, product and sales strategies have allowed us to pick up the pace in the last few years, however. We have been recording excellent performances since 2015, and Italy has been one of the biggest markets in the EMEA region.
How is Italy faring compared to other European countries? And compared to the US?
In Italy, The North Face has been making great steps forward. These positive results are in line with a favourable EMEA scenario, and the region is the second market after the USA in terms of growth.
During the “best” years the fair attracted more than 100 Italian retailers. In recent years there were never more than 50/60. Do you believe these numbers are accurate?
How many Italian retailers have you met in the past two editions?
I think these numbers are accurate for the past two editions.
How do you consider moving the fair a month earlier? It’s a positive change. Many smaller clients are going to be able to see the new collections earlier.
Are you organising special events and initiatives for your top dealers and for other retailers during and around the fair?
Certainly. In addition to the Mountain Festival in September – which is organised by The North Face EMEA – we are setting up some special events for the Summit Series and trail running product lines.
What do you think of our Outdoor Shop Test, which we have also moved to an earlier date, July, 9-10th in order to have it coincide with a key moment in the sales campaign?
I think it is an excellent initiative. However, it is still not fully in tune with our needs. We have been moving our sales campaigns and order placement to earlier and earlier dates. I think that this kind of events need to be evaluated in terms of returns on investments and of required resources.
“A surprising relaunch”

This year’s OutDoor is coming up soon. Do you believe this event is still relevant or does it risk becoming outdated?
I believe the fair has become more of a marketing/meeting occasion, compared to the past when it was more of a fair. I think something must change in the future, otherwise brands will tend to focus their investments on other activities. Having move the event a month earlier is bound to be considered a positive move by some clients and brands, but I don’t believe it is enough. The fair should become a chance to organise workshops and events dedicated to in-depth presentation of the season’s novelties and I think the organisers should take the lead in moving things in this direction.
The North Face’s forte in terms of technical features and performance. Fist launched in 2000, this product line had lost its way a little over the years, also due to an excessive expansion which tended to dilute its “exclusive” feel. This until it was revamped during the 2015 fall/winter season.
In Andrea Ruota’s words:
“The 2015 relaunch was meant to be surprising. Our goal was to think outside the box, offering something completely different and with top technical features. All of our clients have been impressed with the results. With this relaunch, we wanted to strengthen our “technical brand” identity further. The Summit Series is our top product line and it’s bound to be the go-to brand for every alpinist in the future.”
A note on the distribution strategy for this exclusive product:
“We carried out an in-depth analysis of the entire distribution chain and of the brand mix in each shop. Following this analysis, we have selected 20 retail outlets in Italy. These are all top-tier outdoor, specialist retailers that offer a quality, innovative brand mix with highly specialised staff.”




Dalla passione per il motociclismo all’idea Buff. Così Joan Rojas ha iniziato a pensare ai tubolari realizzati nell’azienda di famiglia a Igualada, in Catalogna (Spagna), come accessorio di protezione destinata a molteplici sport.
Joan Rojas è un grande appassionato di moto, con un animo ribelle e anticonformista che ben si adatta allo spirito del motociclismo e a quel senso di libertà che le due ruote possono dare. La sua famiglia possiede una fabbrica di maglieria a Igualada, in terra catalana. È stata proprio la sua passione a generare in lui un’idea nuova, versatile, brillante nella sua semplicità. Joan infatti non era soddisfatto della protezione offerta al collo quando viaggiava in moto, per questo sfrutta lo stabilimento di famiglia per realizzare ciò che a lui serviva, facendo nascere il primo accessorio tubolare in microfibra e senza cuciture, ribattezzato poi l’Original Buff. Era il 1992. Inizialmente era conosciuto e utilizzato solo da Rojas e i suoi amici, ma una volta cresciuto l’interesse fra la gente si decise di immetterlo sul mercato. Dopo solo 3 anni era già distribuito in Francia, Germania e Svizzera. Ora è venduto in 70 paesi nel mondo.
NUOVA SEDE, NUOVO MOTTO
I 25 anni di età però non significano solo una ricorrenza da celebrare, ma anche un punto di partenza e di rinnovamento nella storia dell’azienda. In tal senso si inserisce alla perfezione la nuova veste architettonica del brand. L’intero staff, che in due anni è passato dalle 100 alle 200 unità (con un’età me-


dia di 37 anni) ora lavora in un unico edificio di 12.000 mq, sempre a Igualada, dove sono realizzati 5.000.000 di articoli all’anno appartenenti a 100 differenti tipologie di prodotto (il 90% della produzione totale) e dove, ovviamente, sono anche progettati, sviluppati, collaudati e confezionati. Il rinnovato stabilimento ora è più moderno, confortevole, funzionale e rispettoso dell’ambiente. Lo spirito di continua innovazione ed evoluzione che contraddistingue il marchio non poteva che esprimersi infine in un nuovo motto aziendale: Live More Now. Un invito a vivere fino in fondo ogni esperienza, nella stessa mo-
dalità con cui è prodotto ogni articolo Buff.
INNOVAZIONE E DESIGN
25 anni dopo l’idea anticonformista di Joan Rojas, Buff continua a sviluppare accessori innovativi, multifunzionali conosciuti in tutto il mondo e studiati per attività outdoor e molteplici discipline sportive. Prodotti estremamente versatili, tecnologicamente avanzati e caratterizzati da un’elevata qualità, grazie anche alle collaborazioni avviate con esperti e atleti professionisti. Proprio grazie a loro hanno avuto origine alcune delle novità più recenti del marchio catalano, tutte rigorosamente (ma non è una novità) certificate Oeko-Tex Standard 100: il Pack Run Cup lanciato questa primavera e i prodotti realizzati in Thermonet, in arrivo dal prossimo inverno. buff.eu
• SS 2017: PACK RUN CAP •


Un cappello ultra-leggero di soli 30 grammi realizzato in Fastwick Extra Plus. Assicura protezione solare UPF 50, asciugatura rapida, alta traspirabilità e una perfetta vestibilità grazie all’utilizzo di un secondo tessuto elastico in due direzioni perpendicolari tra loro.
La piccola visiera è realizzata in poliuretano indeformabile: piegato e avvolto su se stesso, per occupare il minor spazio in una tasca o in una piccola zip, riacquisterà la sua forma originale alla prima necessità. Comprimibilità, leggerezza, comfort, traspirabilità e protezione solare (fino a 50 UPF) sono le qualità in cui eccelle questo prodotto.
• FW 2017/18: THERMONET/PRIMALOFT •
Thermonet è un nuovo tessuto rivoluzionario ad alte prestazioni che combina la tradizione tessile di Buff con la capacità tecnica e innovativa di PrimaLoft, che ha progettato e realizzato il tessuto. Thermonet è il risultato di anni di ricerca e di test. Estremamente leggero, risulta 4 volte più caldo e isolante della microfibra tradizionale. Veicola rapidamente l’umidità verso l’esterno, elimina la sensazione di freddo e umidità grazie alla sua rapidissima asciugatura e, catturando il calore a contatto con la pelle, mantiene la temperatura costante. I prodotti realizzati in Thermonet sono confortevoli, pratici e caldi grazie alla tradizionale lavorazione tubolare di Buff e alle tecniche più avanzate di cucitura dei tessuti. Questo nuovo filato creato da PrimaLoft in esclusiva per Buff vanta inoltre il 70% delle fibre ottenute da bottiglie in PET riciclate.


From a passion for motorbikes to Buff. This is how Joan Rojas started designing tubular headwear for many different sports in his family business in Igualada, in Cataluña, Spain.
Joan Rojas has always been passionate about motorbikes, a rebel and a maverick spirit well attuned to the freedom synonymous with riding motorbikes. His family owns a knitting factory in Igualada, in Cataluña, Spain. It was his passion that led him to design a truly novel, versatile idea, brilliant in its simplicity. Joan was not satisfied with neck protection while riding his motorbike. Thus, he decided to use his family’s plant to design what he needed, creating the first tubular, seamless microfiber accessory which he later called the Original Buff. This happened in 1992. While initially only used by Rojas and his friends, wider interest in the product grew and he decided to market it. After just 3 years, the headwear was being distributed in France, Germany and Switzerland. Today it is sold across 70 countries globally.


NEW HEADQUARTERS, NEW MOTTO
The past 25 years do not only call for celebration – they also are the starting point for the future of the company. The vision for the future is exemplified by the new architecture of the headquarters. The entire staff – which has grown from 100 to 200 in two years, with an average age of 37 – now work out of a 12,000-square-metre building, in Igualada, manufacturing 5 million items each year. There are over 100 product categories and the main plant manufactures 90% of the total products. The new facility has had a complete overhaul, resulting in a more modern, comfortable, functional and environmentally friendly building. Innovation and evolution are key characteristics of the brand, now expressed through a new motto: Live
More Now. An invitation to experience more and more fully – in line with the design of each Buff product.
25 years later, the unorthodox idea by Joan Rojas, Buff is still designing world-famous, innovative, multifunctional products for outdoor activities and sports. Versatile products characterised by technology and high quality, also thanks to long-standing partnerships with experts and professional athletes. It’s thanks to the latter that some of the most recent products by the Catalan brand were born – all of which Oeko-Tex Standard 100 certified: the Pack Run Cup, launched in spring, and the new Thermonet products that will be introduced in the coming winter.

a cura di: Paolo Grisa

A questo OutDoor Show il brand di suole tecniche porta tante novità sotto molteplici punti di vista: innanzitutto due nuovi segmenti, l’approach e il climbing, ma non solo. La sua offerta di soluzioni innovative si allarga ora dalla suola esterna all’intersuola. E poi tre nuovi brand partner: Boreal, Viking e Wild Country.
Il comparto delle attività outdoor è da alcuni anni in crescita e protagonista di questo sviluppo è certamente l’apporto tecnologico che le aziende contribuiscono a offrire. Tra queste Michelin ricopre un ruolo importante, perché da quando si è affacciata sul mercato delle suole tecniche, il settore calzaturiero ha trovato un partner in grado di fornire costante innovazione.
La forza del brand è stata quella di accettare sfide impegnative attraverso la proposta di soluzioni creative. Sin da subito Michelin si è posta nei confronti delle aziende come un partner capace, non solo di sviluppare suole personalizzate ma anche di ingegnerizzare soluzioni tecniche innovative ai problemi dei consumatori.
Tra le novità che hanno rappresentato una vera sfida, Michelin ha recentemente
presentato l’Ice Control Technology, per un controllo avanzato su terreni invernali, e la Fiber Lite Technology, la suola che integra specifiche fibre tessili per ridurre il peso del battistrada pur mantenendo alto il livello di performance.
Durante la fiera OutDoor di Friedrichshafen verranno presentate al mercato altre soluzioni sviluppate in collaborazione con i brand partner. Una delle suole realizzate con Garmont si caratterizza per il sistema ERP che consiste in una protezione in gomma costruita intorno all’EVA per evitare che l’intersuola perda in cushioning, per Boreal Michelin si è occupata dell’intera Sole Unit, sviluppando anche l’EVA e lo shank in TPU, per un risultato finale che interagisse in modo completo con la tomaia. E infine la grande novità firmata Michelin e Wild Country per il settore climbing, in grado di riscrivere le regole della disciplina.
At OutDoor Show the technical soles brand will present many news about different aspects. New segments: approach and climbing, a new offer including not only the outsole but also inners sole. And last but not least three new brand partners: Boreal, Viking e Wild Country.
The outdoor industry continues to grow from season to season, and the chief reason for this development is certainly technological contributions made by companies involved. Among these Michelin plays an important role because, since entering the outsole market, the footwear industry has found a partner who is able to provide real innovation.
The strength of the brand is to accept challenges and propose creative solutions. From the beginning Michelin arose as a capable partner for companies, not only in the development of custom soles, but in going as far as the engineering of innovative technical solutions to consumer problems. Among the innovative solutions to a real challenge, Michelin has recently presented Ice Control Techno-

L’incontro fra lo storico marchio inglese Wild Country, azienda situata nel cuore del Peak District che dal 1977 progetta e produce attrezzatura di alta qualità per l’arrampicata e l’esperto nel contatto al suolo Michelin, non poteva che generare risultati sorprendenti. Un lavoro di squadra che ha portato alla realizzazione delle prime scarpette da arrampicata Wild Country: Parthian e Meshuga, in grado di far lavorare in modo sinergico tomaia e suola, rispettando la biomeccanica del piede, grazie a soluzioni innovative che cambiano le regole del climbing. Abbiamo chiesto di raccontarci questo approccio del tutto nuovo ad Andrea de Pascale e Trond Sonnergren (rispettivamente Head of Marketing & Partnership Development e Head of Design & Product development at Michelin Technical Soles), a Emmanuel Igier (Technical Director for Michelin brand licensing), oltre ad aver sentito Stefano Madau e Massimiliano Sacchi (General Manager Wild Country e Innovation & Research Manager Wild Country).
When Wild Country, the UK company responsible for making climbing equipment since 1977 in the Peak District, joins forces with Michelin, the results are always going to be exciting. A teamed up approach to create Wild Country first ever climbing shoes: the Parthian and Meshuga. Their designs make the upper and the sole work in synergy to support foot biomechanics, thanks to innovative solutions, which are going to change the face of climbing. We have asked to tell us more about this new approach to Andrea de Pascale and Trond Sonnergren (Head of Marketing & Partnership Development and Head of Design & Product development at Michelin Technical Soles), to Emmanuel Igier (Technical Director for Michelin brand licensing), together with Stefano Madau and Massimiliano Sacchi (General Manager Wild Country and Innovation & Research Manager Wild Country).
logy for advanced control on winter terrain and better grip on ice and packed snow, and Fiber Lite Technology: the sole integrates special textile fibres to reduce the weight of the tread design, while maintaining a high level of performance.
During the OutDoor Friedrichshafen trade fair, other solutions will be presented to the market that have been developed in collaboration with brand partners. One of the soles made with Garmont features the ERP system which consists of a rubber protective layer built around EVA to prevent the midsole losing cushioning.
For Boreal Michelin dealt with the entire Sole Unit, developing EVA and TPU shank which interact in synargy with the upper. And finally, great innovation by Michelin and Wild Country for the climbing sector is able to rewrite the rules of the sport.

“Siamo estremamente soddisfatti del risultato della partnership con Wild Country. Siamo convinti di aver contribuito alla nascita di una suola rivoluzionaria per compound, disegno e processo di produzione. Sono due i problemi che, da sempre, preoccupano gli appassionati di climbing: la precisione sugli appoggi e la variazione di temperatura. Come riuscire a ottenere una performance ottimale anche in condizioni estreme? Per rispondere a questa esigenza di precisione, durata e affidabilità, abbiamo attinto al nostro know how tecnologico: l’esperienza di Michelin casa madre, guidata dall’Ing. Emmanuel Igier e il team dei nostri designer con sede a Verona, guidato da Trond Sonnergren, che hanno lavorato con costante impegno ed entusiasmo”
“We are extremely satisfied with the result of our partnership with Wild Country. We believe that we have contributed to the emergence of a revolutionary sole for its compound, design and production process. Two issues have always been a key concern for climbers: precision and temperature variation.
How can climbing shoes deliver optimal performance even in extreme conditions? In response to this need for precision, durability and reliability, we have drawn upon our profound know-how: the HQ experts led by Emmanuel Igier and the design team based in Verona, managed by Trond Sonnergren, have all worked with commitment and enthusiasm”
ANDREA DE PASCALE Head of Marketing & Partnership Development at Michelin Technical Soles

Nasce la prima scarpetta per l’arrampicata di Wild Country. Perché proprio oggi?
Wild Country è un’azienda che fin dalle sue origini ha scelto di dedicarsi completamente al climbing puro e all’arrampicata. Vogliamo restare fedeli alle nostre origini, portando innovazione e reali vantaggi ai climber. L’idea di una linea di scarpette per l’arrampicata nasce dalla convinzione che non sia una normale calzatura, ma un vero e proprio attrezzo sportivo per il climber. Una linea dedicata doveva per noi rappresentare un momento di cambiamento. Come nasce la partnership con Michelin e perché vi siete rivolti proprio all’esperienza dell’azienda di pneumatici?
Con l’avvicinamento al Gruppo Oberalp, in particolare con l’esperienza della Footwear Division, ci siamo resi conto che i tempi erano maturi per affrontare con determinazione e con le risorse adeguate un progetto ambizioso. Internamente eravamo pronti per sviluppare una nuova tecnologia nella costruzione della tomaia, mentre la collaborazione Michelin ci ha dato quella spinta necessaria per metterci alla prova: eravamo sicuri di lavorare con chi ha il know-how sul compound e un approccio nuovo, con la voglia di sperimentare. Quanto è stato stimolante lavorare a un

STEFANO MADAU, General Manager Wild Country
progetto di questo genere?
Il progetto è nato circa due anni fa ed è stato, posso dirlo, il più importante, sia per i contenuti innovativi che dal punto di vista del prodotto. L’ingresso di Wild Country nelle scarpette è una precisa scelta strategica oltre a un’opportunità commerciale alla luce del costante trend di crescita della neo-disciplina olimpica e delle strutture a lei dedicate anche all’interno delle palestre di fitness tradizionale. Puntiamo così a far crescere il marchio offrendo al climber un prodotto di fiducia.
The first climbing shoe from Wild Country is born. Why just today?
Wild Country is a company that since its inception has chosen to devote itself entirely to traditional and free climbing. Our conviction is to remain faithful to our roots, bringing innovation and real benefits to the climber. The idea of a line of climbing shoes stems from the belief that it is not a normal shoe, but really sports equipment for the climber. A dedicated line represented a time of change for us. How did the partnership with Michelin begin and why did you seek the experience of the tyre company?
With the approach of the Oberalp Group and especially with the experience of the Footwear Division and collaboration already initiated with Michelin, we realized that the time was now ripe and the conditions were there to attempt, with determination and with adequate resources, an ambitious project. Internally we were ready to develop a new technology for the construction of the upper. Partnering with Michelin gave us the momentum necessary to make the attempt. We knew we would be working with those that have perfect know-how related to compounds and who have an approach never seen until now, along with the desire to experiment. How exciting has it been to work on a project like this?
The project began about two years ago and
Cosa cercavate in una calzatura per l’arrampicata?
In una parola potrei dire “elasticità”. Tutto nasce dalla convinzione che il mercato fosse fermo da tempo. Cercavamo una soluzione non convenzionale per arrivare sì ad una proposta performante, ma nella convinzione che precisione e sensibilità non dovessero per forza passare per modelli di scarpetta stretti e molto piccoli. Volevamo una suola capace di rispondere adeguatamente alle tecnologie di costruzione della tomaia, che seguisse la biomeccanica del piede per adattarsi alle diverse morfologie. Doveva avere prestazioni di aderenza superiori e fornire un fitting perfetto fin dall’inizio, già “fuori dalla scatola”. Chi fa climbing sa che le scarpette disponibili fino ad oggi


sul mercato richiedono del tempo per “abituarsi al piede” e hanno un livello di degrado elevato, diventano troppo morbide in fretta.
Per il 2018 Wild Country cosa presenta?
Parthian e Meshuga sono le nostre prime scarpette d’arrampicata. Il design nuovo della tomaia si concretizza in uno strato elastico di poliuretano laminato all’interno di due strati di microfibra, una costruzione “a sandwich” da noi brevettata. Poiché il PU ha viscoelasticità minore rispetto alla gomma convenzionale, le scarpette mantengono la loro forma e la performance per più tempo, senza deformarsi ed allargarsi. Inoltre non è necessaria alcuna cucitura o gomma aggiuntiva, pertanto ci sono meno punti di pressione.
Come e dove si sono svolti i test?
In due anni abbiamo condotto un numero decisamente esteso di test in laboratorio, ma soprattutto sul campo. Abbiamo cercato di coprire più zone e condizioni possibili, cercando di prevedere ogni uso da parte dei climbers. Nel tempo l’entusiasmo del team è andato via via crescendo, i rispettivi designer, tecnici e atleti hanno dato costanti feedback ed è stato impressionante e sempre più coinvolgente vedere trasformare le proprie sensazioni e i propri suggerimenti con l’avanzare del progetto, prototipo dopo prototipo.
Da climber cosa ti ha colpito di più?
Il feeling è diverso, fin dal primo momento in cui si indossano le scarpette. Sento di sfruttare la gomma al massimo della sua potenzialità. Se sono statico la scarpetta appoggia e tiene, nel momento in cui mi muovo, lavora insieme a me.
The Meshuga is a performance Velcro-closure model designed with flexibility and sensitivity for bouldering and trad and sport climbing, particularly on steep and overhanging routes.

What were you looking for in a climbing shoe?
In one word, I would say “elasticity”. It all stems from the belief that the market was dead, for a long time, for a single proposal. We were looking for an unconventional solution to bring about a performing proposal, but with the belief that precision and sensitivity do not necessarily pass through narrow and very small shoe models. We wanted an outsole capable of responding adequately to the construction technology of the upper, and that followed the biomechanics of the foot, to adapt to different morphologies. These had to have traction performance and provide a perfect fit from the beginning, already “out of the box”. Who climbs, knows that shoes available to date on the market take time to, let’s say “get used to the foot” and have a high deterioration level, quickly becoming too soft.
What’s new in Wild Country 2018?
Parthian and Meshuga are our first climbing shoes. The completely new design of the upper takes the form of an elastic


was, I can tell you, the most important for both the innovative content and from the point of view of the product. The entry of Wild Country into footwear is a strategic choice and a business opportunity in light of the constant growth trend of the neo-Olympic discipline and structures dedicated to it also found within traditional fitness gyms. We aim to create growth for the brand by offering the climber a trusted product.
MASSIMILIANO SACCHI, Innovation & Research Manager Wild Country
layer of Polyurethane laminated inside two layers of microfibre, a Wild Country patented composite construction. Since PU has less viscoelasticity than conventional rubber, the shoes retain their shape and performance for longer, without deforming and widening. Furthermore, no sewing or extra rubber is required, so there are less pressure points.
How and where did testing take place?
In two years, we have conducted a number of extended laboratory tests, but for the most part in the field. We tried to cover as many areas and conditions as possible, trying to anticipate every use by climbers. Over time the enthusiasm of the team has been gradually growing. Designers, technicians and athletes have given constant feedback and it was impressive and increasingly engaging to see their feelings and suggestions transform with the progress of the project, prototype by prototype.
What struck you the most, as climber?
The feeling is different, from the first moment you wear the shoes. You immediately feel that the foot works as if it were an elastic element. You feel the rubber used to its maximum potential. If static placed and not moving, the shoe grips and holds, and at the time to move, the shoe works with me.
The Parthian is lace-up shoe with the precision and rigidity for pockets and cracks when trad climbing, sport climbing and bouldering on slabs to moderately overhanging routes. It is also suitable for indoor use.
Il progetto con Wild Country va ben oltre la realizzazione di una nuova scarpetta da climbing. Si tratta di un concentrato di tecnologia, frutto di un rivoluzionario processo di produzione. Un lavoro possibile grazie a un intenso scambio di conoscenze dei rispettivi team, analizzando anche le calzature disponibili sul mercato, per individuare innanzitutto il livello di decadimento della performance della suola.
Parlando di studio, da che cosa siete partiti?
Il punto di partenza sono stati il grip e l’attrito. Abbiamo subito attivato i nostri esperti di mescole al centro di ricerca di Michelin a Clermont Ferrand, coordinati dall’Ing. Emmanuel Igier. Attingendo al profondo know-how Michelin con il contatto con il suolo, sono stati individuati gli pneumatici che rispondevano ai requisiti necessari. Si tratta di quelli sviluppati da Michelin per la MotoGP, con la tecnologia degli pneumatici da racing Slick, che si distinguono per controllo e adesione al terreno.
Un rivoluzionario processo di
produzione… ce ne parli?
Serviva una soluzione che permettesse a tomaia e suola di lavorare l’una in funzione dell’altra in modo naturale, seguendo l’anatomia del piede e la sua biomeccanica con una precisione assolutamente indiscutibile. Abbiamo ragionato e fatto numerose prove, arrivando a capire quanto fosse necessario il controllo al 100% anche del processo di produzione. Proprio per migliorare la precisione abbiamo abbandonato il sistema a lastra, per scegliere una suola stampata e modellata direttamente sul fondo della scarpetta.
…cosa comporta questa scelta?
Riusciamo ad avere una suola tridimensionale, definendo lo spessore e l’orientamento esatto della gomma nelle diverse aree del piede, per offrire massima sensibilità e migliore attrito. L’integrato supporto ad arco garantisce poi stabilità e resistenza alla torsione. Questa scelta permette inoltre di ridurre gli scarti, e, in caso di usura, di risuolare con la stessa precisone la scarpetta nella zona dell’avampiede, sempre tramite suola stampata.

The project with Wild Country goes far beyond the creation of a new climbing shoe. It is a concentration of technology, a gem of design that is the result of a revolutionary production process. A project made possible thanks to an exchange of knowledge by several teams and experts, also analysing the shoes available on the market, to first identify the level of deterioration of the performance of the sole.
Tell us more about how you started. The starting points were grip and friction. We quickly turned to our compounds expert at the Michelin Research Center in Clermont Ferrand, coordinated by engineer Emmanuel Igier. Tapping into the deep Michelin know-how in ground contact, tyres were identified that met the necessary requirements. These were developed by Michelin for MotoGP with techno -

TROND SONNERGREN, Head of Design & Product development at Michelin Technical Soles
logy from racing Slicks, which are known for control and adherence to the ground. A revolutionary production process ... can you talk about it?
There needed to be a solution that would allow the sole and upper to work with one as a function of the other in a natural way, meaning that they follow the foot anatomy and biomechanics during movements and foot placement, with an absolutely indisputable accuracy. To do this, we studied and made numerous trials, coming to realize that it was necessary to have 100% control of the production process. And to improve the precision, we abandoned the sheet system, for a moulded sole modelled directly on the bottom of the shoe.
…what does this choice mean?
We get a 3D sole, defining the exact thickness and orientation of the rubber at different areas of the foot, to provide maximum sensitivity and better friction. The integrated arch support guarantees stability and torsion resistance. This process also significantly reduces wastage as there are no offcuts. Furthermore, it also means that if the sole wears out, it can be resoled at the forefoot area with full precision, thanks to a special moulded half-sole.
L’uomo delle mescole Michelin: “Per i climber... una formula segreta”
Per la prima volta riusciamo a fare una chiacchierata con il massimo esperto di compound del centro di ricerca Michelin: Ing. EMMANUEL IGIER
Qual è il tuo supporto al progetto Michelin
Technical Soles?
Sono Technical Director for Michelin brand licensing a Clermont Ferrand, dove ha sede il nostro Competence Center. Insieme ai designer della sede di Verona, stiamo conducendo numerosi progetti di ricerca sulle suole tecniche sfruttando i diversi dipartimenti Michelin. Stiamo adattando le nostre tecnologie di ultima generazione al settore del footwear, per trovare soluzioni dirompenti ai problemi dei consumatori. Sono abituato a sperimentare, mi sono specializzato lavorando in Formula 1 per cinque anni.
Cos’è la mescola Formula?
È la nostra formula segreta, la mescola specificamente ingegnerizzata per il climber, che offre prestazioni di aderenza superiori, con un grip ottimale e costante in un ampio raggio di temperature e dalla durata superiore. Crediamo di aver contribuito alla nascita di una nuova generazione di compound per l’arrampicata, stiamo già lavorando a nuove proposte per il futuro. Si tratta a mio avviso di un ottimo esempio di come la tecnologia Michelin possa essere presa e applicata alle suole tecniche, lavorando sulle performance. Come nasce?
Abbiamo aperto le porte ai nostri laboratori di ricerca e sviluppo, analizzando i dati degli studi e dei test “comportamentali” relativi alle superfici che i climber normalmente devono affrontare. Partendo dalla performance della nostra ampia offerta di pneumatici, abbiamo individuato nelle “gomme” riservate alle gare, le Michelin Slick, le caratteristiche eccezionalmente simili e necessarie a quelle che si usano per l’arrampicata. Abbiamo condotto uno studio avanzato di analisi delle calzature presenti sul mercato oggi, effettuando test di laboratorio e test sul

campo, per individuare innanzitutto il preciso livello di decadimento della performance della suola. Abbiamo analizzato i punti di appoggio della mescola di una scarpetta durante una scalata, per capire come funziona tecnicamente e scientificamente. Sto parlando di velocità di scorrimento sulla roccia, di pressione, coefficiente di attrito richiesto... La famiglia degli pneumatici da MotoGP, come mai?
Posso dire che questa volta non è stata proprio così immediata l’associazione, perché gli pneumatici per la MotoGP scivolano molto e la pressione di contatto non è la stessa rispetto all’arrampicata. Ma la conoscenza che abbiamo sugli studi fisici dell’aderenza, sul metodo e sull’approccio sono esattamente gli stessi. Abbiamo estrapolato i dati di performance, grip, durata, trasformandoli ed adattandoli allo specifico gesto atletico del climber.
Nasce da qui il compound Formula Wild ? Sì, ingegnerizzato in esclusiva per e con Wild Country, che garantisce, allo stesso modo, un’aderenza ottimale, precisione e resistenza nel tempo. Una soluzione in grado di mantenere le performance al crescere e all’abbassarsi delle temperature, da 0 a 25 gradi.
What is your support for the Michelin Technical Soles project?
I’m Technical Director for Michelin brand licensing in Clermont Ferrand, at the Michelin Competence Center. In collaboration with designers from the Verona office, we have been conducting several research projects on technical soles using the expertise of several departments within the Michelin Group globally. We are able to use our experience, adapting our latest generation technologies and solutions onto footwear. We try to find sensational solutions to consumer problems. I’m very used to experiment as I have specialized working in Formula 1 for 5 years.
What is the compound Formula?
It is our secret formula, the compound specifically engineered for the climber, that provides superior friction, optimal and constant grip in a wide range of temperatures and exceptionally long duration. We believe that we have contributed to the emergence of a new generation of climbing compound, the studies don’t stop here, we are already working on new proposals for the future.
This is in my opinion a very good example of how Michelin technology can be taken and applied to technical soles, working on performance.
INNOVATIVE MICHELIN OUTSOLE
How did it begin?
We have in fact opened the doors of our highly specialized R&D laboratories, we analysed data from studies and “behavioural” tests related to surfaces that climbers normally have to face, in all weather conditions, strategic information in the team’s approach. Starting from the performance of our wide range of tyres, we identified the “tyres” reserved for races, the Michelin Slicks, with exceptionally similar and necessary characteristics to those used for climbing. We conducted an advanced analysis of footwear on the market today, performing laboratory tests and field tests, to first identify the precise level of deterioration of the performance of the sole. A precise analysis of the supporting points of the compound by a shoe during a climb, to try to understand how it works technically and scientifically. I’m talking about sliding speed on rock, pressure, friction coefficient required...
The Michelin Slick-inspired tyres, why? I can say that this time the connection was not so immediate, because the tyres for MotoGP slide a lot and the contact pressure is not the same compared to climbing. But with knowledge that we have from physical studies on grip, the method and the approach are exactly the same. We extrapolated data on performance, grip, durability, transforming them and adapting them to the specific athletic gesture of the

And here it comes Formula Wild?
Yes, Formula Wild is the specific engineered compound for Wild Country. It guarantees optimum adhesion, precision and resistance over time. This solution maintains performance at higher and lower temperature with an unmatched efficiency from 0 to 25° C.



12 +12 totale blocchi
42 atleti uomini
18 atlete donne Campionato italiano Boulder 129 atleti
82 atleti uomini
47 atlete donne
14ma edizione per l’evento che ogni anno attira migliaia di boulderisti sui blocchi della Val Masino e Val di Mello. Quest’anno anche tappa del Campionato Italiano Boulder. Test field e attività collaterali, rese possibili anche dal meteo clemente.
Saranno state le magliette realizzate da Marmot, in cotone organico, fair trade (realizzato senza “sfruttare” i lavoratori) e stampato senza agenti chimici nocivi. Oppure sarà stato il fatto che di Mello, ahimè, quest’anno si è parlato davvero tanto. E la paura che l’edizione, la 14ma per inciso, potesse saltare, lo ha reso ancora più irrinunciabile agli occhi degli scalatori. Sarà che poi, alla fine,
vento “vuole essere per sempre”. Saranno stati tutti questi aspetti, e molti altri ancora, che hanno fatto sì che, anche quest’anno, il bilancio dell’evento fosse assolutamente positivo.
CAMPIONATO ITALIANO BOUL-
DER - Nella giornata di venerdì si sono svolte le qualifiche del Campionato Italiano Boulder. 150 Gli atleti tricolori provenienti da

L’atleta italiano che ha chiuso più blocchi è stato Stefano Carnati, al quinto posto con 8 problemi risolti
l’evento non solo è stato la solita, grande festa tra i massi della Val Masino e Val di Mello, ma ha addirittura ospitato la tappa unica del Campionato Italiano Boulder. E poi quell’hashtag, così significativo che abbiamo voluto riportare nel titolo, perché il Melloblocco “sono gli scalatori” e perché l’e-
56 società sportive diverse che hanno battagliato fino all’ultima “presa” per accedere alle semifinali (e finali) di sabato. Organizzata dalla FASI su una struttura artificiale spettacolare, la stessa che qualche anno fa aveva visto gareggiare a Milano gli atleti di Coppa del Mondo, la gara è stata apprezzata oltremodo dal pubblico che ha seguito le finali galavanizzato dallo speaker d’eccezione, Simone Raina. I finalisti sono stati Gabriele Moroni, Riccardo Piazza, Michael Piccolruaz, Marcello Bombardi, Matteo Manzoni, Filip Schenk (per gli
uomini); Miriam Fogu, Andrea Ebner, Giorgia Tesio, Camilla Moroni, Annalisa De Marco, Laura Rogora, Asja Gollo, Sara Morandini (per le donne). Dopo una battaglia serrata i vincitori sono stati Michael Piccolruaz per la categoria maschile e Giorgia Tesio per la femminile. Vice-campioni italiani invece Matteo Manzoni e Andrea Ebner. Terzo gradino del podio per Riccardo Piazza e Camilla Moroni.
Si stimano 8.000 presenze in Valle nelll’arco dei 4 giorni
IL GIOCO DEI MASSI – “Plastica” a parte, l’evento “vero”, che da 14 anni attira migliaia di persone in Valtellina, è quello che si svolge sui massi. Sui 24 blocchi Montepremi (12 maschili e 12 femminili) tracciati da Simone Pedeferri e dalla sua “banda di super boulderisti” e, per chi non è tra i big dell’arrampicata, sui blocchi sparsi in Val Masino e Val di Mello. Tanti i nomi degli stranieri che, anche quest’anno, non sono mancati. Lara Neumeier, Barbara Zangerl, Giuliano Cameroni, Jacopo Larcher, Albert Charles, Samuel Ometz, Marco Erspamer, Anthony Gullsten, Alban Levier, Kipras Baltrunas, Mauro Schwaszta, Jernej Kruder, Marvin Mitterhuber e Jorg Verhoeven fino all’ultimo si sono dati battaglia. Megos, uno dei tre scalatori più forti al mondo (insieme a Ondra e Sharma) è stato presente nelle giornate di giovedì, venerdì e sabato, chiudendo 10 blocchi su 12 e

Altro “classicone” del Melloblocco è il Village, dove le aziende sponsor espongono i loro prodotti e permettono il noleggio per testarli. Tra queste Scarpa, La Sportiva, Ocun e Simond (test scarpette), Petzl (che ha permesso di testare il nuovo freno GriGri+ nell’ambito dell’omonimo GriGri+ Tour, con tanto di imbraghi e caschetti), Marmot (con i suoi spazzolini personalizzati dati in omaggio a chiunque si facesse un selfie e lo postasse, con l’opportuno tag, su Instagram) e Wild Climb (presente con il gadget dei bicchieri per-
sonalizzati), Camp-Cassin (con test field di imbraghi e caschetti nella falesia del Sasso Remenno e il contest Cassin Bloc), adidas terrex (con scarpe da running e approach e abbigliamento tecnico). Presenti in qualità di sponsor anche e9 (gadget nel pacco manifestazione) e ZlagBoard (presente nel Village con il suo Zalgboard contest). Nel Village non è mancata la sempreverde Monvic, DocRoc di Alberto Gnerro e Crazy Idea, marchio valtellinese sempre più presente nei mondi skialp e trail ma che non disdegna l’arrampicata.

Il
tema del Photocontest di quest’anno è stato “Il sorriso” e l’hashtag da utilizzare su Instagram per partecipare è stato #mellosmile
facendo credere (erroneamente visto quanto accaduto la domenica) di essere irraggiungibile. Ci hanno pensato Anthony Gullsten e Jorg Verhoeven a ribaltare la situazione, chiudendo 11 blocchi su 12 a parimerito. Tra le donne, irraggiungile la “in formissima” Barbara Zangerl (anche lei 11 blocchi chiusi su 12) seguita da Lara Neumeier (che però si è fermata a 8). E gli italiani? Come si era già detto molti degli at-

leti italiani hanno “rinunciato” a partecipare ai primi tre giorni di manifestazione perché impegnati nel campionato italiano boulder. La vera sorpresa è stata però il brillantissimo Stefano Carnati che, nonostante fosse impegnato nella competizione italiana, ha chiuso 8 blocchi su 12 in sole due giornate.
ATTIVITÀ COLLATERALI – Mellokids, Mellobaby e MelloJuonior (organizzati dalle Guide Alpine Val di Mello per i più piccoli), MelloYoga e workshop Test (tra i relatori Kelios Bonetti), aperitivi bio e degustazioni di vini, le feste serali (tra cui anche il compleanno di Climbing Radio) hanno reso l’evento ancora più piacevole e vario per chi ha partecipato.

Sopra Valentina D’Amico, in arte “Vertige”, blogger che ha partecipato all’evento, della quale vi invitiamo a leggere il report su vertige.com A destra il post Fb con il maggior numero di visualizzazioni (12.882 al 5 giugno).
Marmot è stato main sponsor di Melloblocco per 4 anni consecutivi. Abbiamo iniziato questa collaborazione non tanto a scopi pubblicitari ma al fine di promuovere l’evento e, negli anni in cui ci siamo impegnati a fare press release “live” e in diverse lingue, abbiamo avuto grossi riscontri anche all’estero. Quello che mi dispiace è che in questi 4 anni la Valle non ha tenuto il passo con l’incremento delle presenze, soprattutto straniere (a livello di strutture recettive, ad esempio, e accoglienza). Non mi aspettavo sinceramente quest’anno la stessa affluenza dello scorso, ma i numeri sembrano dire l’opposto. Il mio parere è che ormai l’evento in Italia sia già ben conosciuto, se vuole crescere deve rivolgersi maggiormente al pubblico degli stranieri. Emanuele Pellizzari, Marmot


Il Melloblocco resta il più grande raduno di arrampicatori al mondo, e come azienda leader del più importante attrezzo da scalata, la scarpetta, siamo ben felici di esserci. In tre giorni di evento, anno dopo anno, continuiamo a dare in test centinaia di scarpe a climbers di tutti i gusti e livelli, con il piacere di dare alla comunità verticale un servizio concreto che va ben oltre le parole. Pietro Dal Pra, La Sportiva
quest’anno il Melloblocco non ha deluso: il successo dell’evento è davanti agli occhi di tutti. Bravissimi gli organizzatori, capaci di creare un evento unico, ed eccezionale il contesto ambientale, che col sole ha davvero pochi eguali: detto questo è facile capire perché campioni e appassionati siano sempre numerosi, pronti a cimentarsi sia sui blocchi gara sia su quelli storici, di ogni livello. Come azienda abbiamo sempre creduto nel Melloblocco: lo sosteniamo fin dalla prima edizione e continueremo a sostenerlo.


Per Scarpa e’ stato un immenso piacere poter sostenere il Melloblocco, che e’ diventato un appuntamento immancabile per appassionati di tutto il mondo. Quando quest’inverno si vociferava sull’annullamento dell’evento abbiamo fatto tutti un salto sulla sedia e abbiamo deciso di contribuire con il nostro sostegno alla riuscita della manifestazione che, per la prima volta dopo tanti anni, ha riavvicinato il mondo delle competizioni a quello della roccia.
Valdo Chilese, Scarpa
Massimo Brini, Camp - Cassin
Il Melloblocco è per adidas Terrex un appuntamento immancabile da molti anni e rappresenta un palcoscenico prestigioso e insostituibile con la presenza di un pubblico sempre molto numeroso. Durante l’evento, il brand ha l’opportunità di incontrare i suoi consumatori e di confrontarsi con loro offrendo la possibilità di testare i prodotti e di mostrarli tramite le ultime imprese dei “Ragni di Lecco”. Nell’edizione 2017 Matteo Della Bordella, insieme a Matteo De Zaiacomo e Luca Schiera, ha proiettato il filmato della spedizione sull’isola di Baffin in Canada. Team adidas
This event we can count among our media partnerships reached 2700 members
It could be thanks to Marmot’s fair-trade (made without “exploiting” the manufacturers) organic cotton jerseys, printed without harmful chemicals. It could also be because this year Mello has been, alas, a hot topic: the fear that this 14th edition could never happen made it even more indispensable in the eyes of the climbers. It could also be that, in the end, the event was not only the usual big celebration among the boulders of Val Masino and Val di Mello, but it even hosted the unique stage of the Italian Bouldering Championship. And then there was that hashtag we couldn’t help but repeat in our headline, the proof that Melloblocco is “made of its climbers” and the reason why this event “is meant to be forever”.
All these things, and many others, could have been the main reason why this event has proved to be an absolute success.
ITALIAN BOULDERING CHAMPIONSHIP -
On Friday, the Italian Bouldering Championship qualifiers took place. 150 Italian athletes from 56 different sports clubs battled until the last “grip” to enter the semi-finals (and finals) on Saturday. The competition was set by FASI on a spectacular artificial


structure, the same the World Cup athletes had competed in Milan a few years ago, and widely appreciated by the audience, who followed the finals through the exciting commentary of the guest speaker Simone Raina. The finalists were Gabriele Moroni, Riccardo Piazza, Michael Piccolruaz, Marcello Bombardi, Matteo Manzoni, Filip Schenk (men); Miriam Fogu, Camilla Moroni, Annalisa De Marco, Laura Rogora, Asja Gollo, Sara Morandini (women). After a tight battle, the winners were Michael Piccolruaz for men and Giorgia Tesio for women. Italian Vice-Champions were Matteo Manzoni and Andrea Ebner. Third place for Riccardo Piazza and Camilla Moroni.
A GAME OF BOULDERS - “Plastics” apart, the “true” event, which has attracted thousands of people in Alta Valtellina for 14 years, is what happens on the boulders, on the 24 prize blocks (12 for men and 12 for women) traced by Simone Pedeferri and his “super bouldering band” and, for amateurs, on the blocks scattered in Val Masino and Val di Mello. Also this year a large number of foreign contestants couldn’t miss this chance. Among them, Lara Neumeier, Barbara
Zangerl, Giuliano Cameroni, Jacopo Larcher, Albert Charles, Samuel Ometz, Marco Erspamer, Anthony Gullsten, Alban Levier, Kipras Baltrunas, Mauro Schwaszta, Jernej Kruder, Marvin Mitterhuber, Jorg Verhoeven, all fighting until the end. Megos, one of the three strongest climbers in the world (along with Ondra and Sharma) was present on Thursday, Friday and Saturday, closing 10 blocks over 12, seemingly unbeatable – until Sunday’s revelation, when Anthony Gullsten and Jorg Verhoevend reversed the situation, ending with a tie at 11 blocks over 12. For women, a top-of-the-crop Barbara Zangerl showed her true colours at 11 blocks over 12, followed by Lara Neumeier – who, however, stopped at 8. What about the Italians? As already said yesterday many Italian athletes have “given up” to participate in the first three days of event because they are engaged in the Italian bouldering championship. The real surprise was, however, the brilliant Stefano Carnati who, despite being involved in the Italian competition, closed 8 blocks over 12 in only two days.
THE VILLAGE - Another “classic” of Melloblocco is the Village where sponsor


al cielo durante la cerimonia conclusiva

companies showcase their products and allow test rental. Among these: Scarpa, La Sportiva, Ocun and Simond (shoe test), Petzl (testingthe new GriGri+ brake in the so-called GriGri+ Tour, with harnesses and helmets), Marmot (gifting its trade brushes to anyone taking a selfie and posting with the appropriate tag on Instagram) and Wild Climb (featuring their personalized water cups), Camp-Cassin (with a test field of harnessed and helmets on the Sasso Remenno crag and the Cassin Bloc contest), adidas terrex (with running and approach shoes, as well as technical clothing). Also featured as sponsor: e9 (gadget in the event pack) and ZlagBoard (present in the Village with its Zalgboard contest). Monvic couldn’t miss this event, as well as DocRoc by Alberto Gnerro, and Crazy Idea, the Valtellina brand ever more present in the skialp and trail mountains.
COLLATERAL ACTIVITIES - Mellokids, Mellobaby and MelloJunior (organized for kids by the Val di Mello Alpine guides), MelloYoga and Test Workshops (featuring Kelios Bonetti as a speaker), organic aperitifs and wine tastings, evening parties (including the birthday of Climbing Readio) made the event even more enjoyable and varied for those who participated.


Boreal, azienda spagnola che dal 1975 sviluppa e produce calzature da arrampicata e da montagna, si è affidata alle abilità innovative di Michelin per potenziare la gamma “approach” della propria collezione Multi Activity.
Boreal, the Spanish climbing shoe experts who have been developing and producing climbing and mountain footwear since 1975, is harnessing Michelin’s expertise to enhance the “approach” range of its Multi Activity collection.
Le calzature tecniche per l’approccio alla falesia devono avere caratteristiche piuttosto uniche. Anzitutto assicurare supporto, ammortizzazione e aderenza su terreni difficili e misti, caratteristiche tipiche di una scarpa da escursionismo, ma fornire, allo stesso tempo, i benefici di una scarpetta da climbing: trazione e adattabilità sui passaggi più tecnici.
Proprio per rispondere alle esigenze dei climber e attingendo al profondo know how di Michelin nel contatto con il suolo, i designer si sono ispirati ai comportamenti dello pneumatico Michelin Starcross 5 Hard per moto da cross, adatto a ogni tipo di terreno e dotato di tasselli a stella che consentono un’eccellente trazione in rettilineo e un’elevata progressività in curva. Il design della nuova suola Michelin, realizzata con e per Boreal nel modello Shango, richiama le caratteristiche di questo pneumatico, a partire dai robusti tasselli sulle spalle e nell’area del tallone, che offrono stabilità e resistenza nel tempo. La distanza tra un tassello e l’altro è funzionale a una maggior autopulizia.

Technical shoes for approaches and walk-ins are quite unique. They have to provide support, cushioning and adherence on difficult and mixed terrain, typical features of a hiking shoe, but at the same time offer the performance of a climbing shoe: traction and adaptability on more technical passages.
To meet climbers’ needs, drawing on Michelin’s profound know-how in ground contact, the designers were inspired by the Michelin Starcross 5 Hard tire for motocross. Suitable for all types of terrain, it is equipped with star-shaped sculptures which give excellent traction on straight sections and high reactivity when cornering.

The design of the new Michelin sole, made with and for Boreal on the Shango model, uses the features of this tyre, starting with the massive sculptures on shoulders and on the heel area to offer stability and durability.
The distance between each sculpture promotes functional self-cleaning.

La massima efficienza su superfici difficili è garantita anche dalla speciale mescola OCX (Extreme Outdoor Compound), adatta per attività outdoor estreme. Boreal Shango, disponibile per uomo e per donna, è in grado di unire trazione progressiva e adattabilità, aderenza e cushioning grazie alla suola Michelin. La tomaia in microfibra con fondo iniettato assicura resistenza all’abrasione, mentre il rivestimento interno offre comfort e ventilazione.
To guarantee maximum efficiency on difficult surfaces, the special Extreme Outdoor Compound (OCX) is suitable for extreme outdoor activities and adapts to even wet, slippery surfaces, whilst ensuring good durability.
The Boreal Shango footwear, available for men and women, combines progressive traction and adaptability with grip and cushioning.

The microfiber upper and injected base provides abrasion resistance, while the interior lining offers comfort and ventilation.

“
Siamo estremamente soddisfatti di questa nuova partnership con Boreal, anche e soprattutto perché ci ha permesso di affrontare una sfida che si è rivelata molto stimolante: realizzare non solo una suola tecnica, ma una vera e propria Sole Unit, una struttura complessa della scarpa che interagisce in modo completo con la tomaia, sviluppando anche l’EVA e lo SHANK in TPU”
“We are extremely pleased with this new partnership with Boreal, above all because it has allowed us to face a challenge that has proved to be very stimulating: to realize not only a technical sole but a complete Sole Unit, a complex structure of the shoe Fully interacts with the upper, also developing EVA and SHANK in TPU”
Ing. AMBROGIO MERLO,
Managing Director at JVI for Michelin Technical Soles



La ghiotta occasione si è presentata in quanto Anton si trovava in Italia per un ciclo di incontri di lancio del filmato Purpose in cui racconta la sua vita (vedi Qr Code nella pag. seguente), realizzato grazie al suo (vecchio) nuovo sponsor, La Sportiva. Diciamo anche “vecchio” in quanto nel 2006 il brand della Val di Fiemme e l’atleta, che forse più di ogni altro incarna l’ultratrail come mezzo per entrare in una sintonia profonda con l’ambiente naturale, avevano collaborato ufficialmente. Allora il movimento della corsa off-road non era diffuso quanto lo è oggi e la stessa azienda italiana, pur avendo già allora scarpe dedicate al mountain running, non era affermata in questo mondo quanto lo è oggi, tra i marchi più riconosciuti a livello internazionale.
“La corsa è molto in sintonia con il mio carattere introverso, stare da solo e fare fatica ia contatto con la natura mi piace
Ma chi è davvero, al di là dello stereotipo del corridore alto, dai lunghi capelli mossi e dalla barba bionda, atipico nel panorama del trail running grazie al suo fisico magro sì, ma muscoloso, che (spesso e volentieri) corre vestendo solo un paio di calzoncini e tenendo una borraccia in mano? Anton, classe ’83, è nato da una famiglia di campagna del Nebraska, dove ha vissuto la sua gioventù all’aria aperta e si è avvicinato alle discipline di corsa già da giovanissimo (prima maratona a 12 anni), tanto che, ci ha rac-


Come già anticipato online il 6 aprile nella sezione news, la nostra redazione non si è persa l’imperdibile opportunità di correre con Anton Krupicka, uno dei nomi più noti del panorama internazionale trail running su lunga distanza, appena tornato a far parte del team di atleti del brand italiano.
contato: “In quinta elementare mi sono preparato per una gara di un miglio e per tutto il mese precedente mi sono allenato correndo quella distanza”. Ovviamente gara vinta, poi: “Il giorno dopo, non mi sono più fermato”.
SOLITARIO MA… SOCIAL
Un fisico statuario, muscoloso e completo, diverso da quello di molti runner. Avrebbe sicuramente potuto eccellere in molti altri sport, ma perché ha scelto proprio una disciplina di fatica e allenamenti solitari come la corsa? “Credo sia perché è molto in sintonia con il mio carattere introverso, stare da solo e fare fatica in mezzo alla natura mi piace. È uno sport solitario, dove dipende tutto da te, e se ti prepari seriamente, i risultati li ottieni, non sei condizionato dalla prestazione di eventuali compagni di squadra”. Solitario sì, ma oggi Anton è particolarmente attivo sui social: la sua pagina Facebook ha tantissimo seguito (oltre 100mila fans) così come su Instagram (105 mila follower), nelle foto la sua figura (o più spesso i suoi piedi, visto che ama allenarsi da solo) appare il più delle volte “di passaggio” all’interno del contesto, un piccolo dettaglio disperso all’interno di panorami

““In quinta elementare mi sono preparato per una gara di un miglio e per tutto il mese precedente mi sono allenato correndo quella distanza”. Ovviamente gara vinta, poi: “Il giorno dopo, non mi sono più fermato
grandiosi. Come se il focus non fosse quasi mai la prestazione fine a sé stessa ma l’immersione totale nella natura con meno filtri possibili, fossero anche solo quelli di una maglietta o uno zaino.
CORRERE SENZA FILTRI
Siamo parecchi giornalisti, tutti provenienti da testate specializzate, a correre con lui nell’ambiente decisamente più indu-
striale del Naviglio Martesana, non lontano dal punto vendita DF Sport Specialist che, in collaborazione con La Sportiva, ha ospitato in serata l’incontro con il pubblico. Gli chiediamo:
“Come ti trovi a passare dalle lunghe gare americane (con regole molto meno stringenti in termini di materiale obbligatorio) alle nostre Ultra Trail Alpine con zaino e attrezzattura da portare obbligatoriamente?”. Anton fa spallucce chiosando: “Non mi importa, ci sono delle regole che son uguali per tutti e le rispetto, semplicemente quando mi muovo per conto mio in montagna sono abituato a non aver bisogno di tutta una serie di accessori che bisogna portare in gara. La sicurezza che ricerco è quella della conoscenza del mio fisico e il portarmi appresso poco o nulla mi aiuta a vivere un contatto ancor più diretto con l’ambiente”.
UNA PARTNERSHIP PERFETTA
Un contatto con la terra, quello ricercato da Anton, le cui origini risalgono a quell’infanzia passata a esplorare i dintorni della fattoria dei genitori in Nebraska che gli hanno insegnato a prendersene cura, riducendo al minimo l’impatto. Un punto di visto

nome: anton KrupiCKa data e luogo di nasCita: 2 agosto 1983
neBrasKa (usa) alto: 181 Cm peso: 72 Kg studi: 3 “aCademiC degree” in FisiCa, FilosoFia e geologia
Vittorie più importanti: 2006 2007
leadVille 100 miles 2009 e 2010
leadVille 50 mile trail
2010
miWoK 100 K e seCondo posto alla Western state enduranCe run 2014 laVaredo ultra trail
che combacia perfettamente con la filosofia La Sportiva, un’azienda che è anche una famiglia, radicata in un preciso contesto geografico (quello delle Dolomiti della Val di Fiemme). Un matrimonio perfetto dunque, anche perché la caratteristica di Anton è quella di essere riconosciuto al di là dei suoi valori in gara. Sì, ne ha vinte molte, (Leadville 100 e 50 mile trail, più volte, Western States


100 e, stando sulle Alpi, Lavaredo Ultra Trail) ma non è nei numeri delle competizioni che gli appassionati di trail (e lui stesso) lo identificano. Non a caso alla nostra domanda: “Che percentuale gioca la componente agonistica nella passione per la corsa e se correrà anche quando non sarà più in grado di gareggiare ai massimi livelli” ci risponde con un sorriso, guardandosi intorno all’area residenziale urbana dove ci troviamo, come se in realtà stesse abbracciando con lo sguardo la catena dei Flatirons, sopra casa sua a Boulder, per dire: “Perchè non dovrei più frequentare tutto questo?”. E aggiunge: “Le gare servono solo a dare qualche stimolo in più”.
OUTDOORER A 360°
E con “tutto questo” Anton non intende semplicemente la corsa in montagna perché proprio il contatto con la montagna e la natura in generale sa dare sensazioni sempre nuove, per inseguirle lui cerca di vivere i luoghi in molti modi diversi. E questo è senza dubbio un altro elemento a favore del recente matrimonio con La Sportiva, azienda, è bene ricordarlo, nata con le calzature da montagna ma che nel tempo ha ampliato enormemente la sua offerta, coprendo diverse attività. Nell’ultimo periodo Anton è stato lontano dalle competizioni e dalla corsa in generale a causa di un infortunio a un ginocchio. Ovviamente non per questo è stato fermo, anzi, è stata per lui l’occasione di dedicarsi ad altre attività, che ha comunque sempre praticato. La bicicletta innanzitutto, classico sfogo dei runner infortunati in quanto non traumatica,

poi l’arrampicata, sia quella “trad” come la chiamano in America, sia il punto di giunzione tra la stessa e il trail running: quello che gli americani chiamano “scrambling”. Ovvero il “muoversi su terreno ripido in velocità usando sia le gambe che le braccia per salire”. Nello short video che abbiamo visto al termine della corsa presso il punto vendita, si vede Anton scalare una parete dei Flatirons senza alcun tipo di assicurazione, la parete all’inizio è molto appoggiata e Anton si muove molto velocemente, ma verso la fine si raddrizza molto (a occhio e croce potrebbe essere tranquillamente un 5c – 6°, ndr) e Anton è costretto a fare un delicato traverso. Lui sembra molto tranquillo, probabilmente l’avrà già fatto 100 volte, ma l’immagine ha suscitato in tutti gli spettatori molta tensione e per un attimo nella sala si è smesso di respirare.

“La sicurezza che ricerco è quella della conoscenza del mio fisico e il portarmi appresso poco o nulla mi aiuta a vivere un contatto ancor più diretto con l’ambiente

Ovviamente per questo tipo di prestazione Anton non usa scarpe da running, ma ad esempio le TX2, la scarpa da approach leggerissima e con costruzione a maglia di La Sportiva. Alla parete ci è arrivato in bici (spesso va a scalare sulla sua Gravel bike), con il casco da arrampicata in testa e un piccolo zainetto. Ma Anton sa anche sciare e quest’inverno era con gli Stratos e in tutina attillata a far gare. Lui si schernisce: “I’m not a very good climber and skimountaineer but I like it”. Già Anton, anche a noi piaci per la tua passione viscerale, per il tuo essere poliedrico, per aver voglia di correre anche se invece che sui Flatiron sei qui con noi in mezzo ai palazzoni a fianco di una roggia cittadina. Parlando di arrampicata ci viene un dubbio: “Vista questa tua passione per lo scrambling, perché non ti dedichi
a gare come le nostre Skyrace alpine, molto molto tecniche?”. Lui risponde che sì, sono gare che si svolgono su terreni che gli piacciono molto, ma in realtà sa che “il suo motore” va meglio sulle lunghe distanze piuttosto che su quelle medie, e in montagna a “gattonare” sul ripido “posso andarci quando voglio e senza un pettorale”.
TRA CELEBRITÀ E RICERCA DI SOLITUDINE
La pausa è finita, durante il ritorno in negozio parliamo con lui di mete esotiche. Mi racconta che è stato a scalare in Patagonia di recente (leggeremo poi sul suo blog che ha fatto niente di meno che un tentativo di record di velocità alla Supercanaleta, legato con Colin Haley, ndr) e allora gli parlo della mia esperienza con quella terra magnifica, severa e scoraggiante. Mi chiede alcuni dettagli, vuole sapere di nomi di pareti, accessi, difficoltà. Anton è stato pazientissimo sia con le nostre domande che con le altrettante richieste di foto. Si vede che tutto questo non gli appartiene ma lo sopporta per poter vivere la libertà della vita che fa: da solo, in montagna, correndo. “Purpose” significa scopo, obiettivo, ma anche convinzione, determinazione, fermezza. Se gli si aggiunge davanti un “all”, significa anche multiuso/polivalente. Come Anton è in montagna, sa fare un po’ di tutto. Questi termini lo descrivono alla perfezione, per quel poco che lo conosciamo ma, al tempo stesso, sentiamo che chi è davvero Anton Krupicka non lo potremo mai scoprire, perché solo lui e la montagna su cui oggi sta correndo lo possono sapere…



Much more than an ultrarunner...
The chance came up when Anton was in Italy for a series of launch events for “Purpose”, a film in which he tells the story of his life. The film was produced by his (old) new sponsor, La Sportiva. “Old” refers to the official 2006 partnership between the Val di Fiemme brand and the athlete, one of the most prominent proposers of ultratrail running as a means to connecting to nature. Back then the off-road running community wasn’t as developed as it is today, and the Italian company itself was not yet internationally well-known.
SOLITARY… THOUGH SOCIAL
“When I was 10 years old I prepared myself for a one mile taced and all the previous month I trained running that distance I win and then, since the next day I never stopped
A muscular, well-rounded body, different from that of many runners. He could have easily excelled at many other sports, so why did he choose a tiring, solitary sport? “I think it is because this discipline is very in tune with my introverted character, I like being alone and struggling in nature. It is a solitary sport and if you prepare seriously you get to the result - and you are not conditioned by the performance of any teammate. “Solitary as a sport as it may be, Anton is still particularly active on social media networks: his Facebook page has a lot of followers (more than 100,000 fans) and so does his Instagram feed (105,000 followers). In his pictures, he mostly appears passing by (more often than not only his feet are visible), a small detail amidst magnificent views. As though the focus was never the performance itself but total immersion in nature with as few distractions as possible not even a t-shirt or a backpack.
RUNNING FREE
Many journalists from sector magazines have come to run with him. This time in a rather more urban environment: the Naviglio Martesana, a canal crossing Milan, close to DF Sport Specialist. The retail outlet has stuck up a partnership with La Sportiva to host the event. We ask him how he feels about going from the tightly-regulated US challenges to European Alpine Ultra Trails (with compulsory rucksacks and equipment). “I don’t really mind: rules hold for everyone and I respect that. When I’m on my own in the mountains I’m used to doing without all the equipment that is necessary to have during a competition. The safety I’m after is the one that leads me to know my body, and carrying next to nothing is what allows me to live in close contact with the natural environment.”
A PERFECT PARTNERSHIP
The contact with nature Anton seeks has its roots in his childhood, spent around his parents’ farm in Nebraska. It’s his parents who taught him to look after the environment and to minimize one’s impact on it. This ethos is a perfect match for La Sportiva’s philosophy: this company is also a
big family, rooted in the local community of Val Di Fiemme. This is an happy marriage also because Anton wants his impact to go beyond his sports success. Yes, he has won a lot of competitions - (Leadville , 100 and 50 thousand trail, more than once, Western States 100 thousand and in the Alps the Lavaredo Ultra Trail). However, what many in the trail running community think characterise him are not his competition figures. That’s why we asked him what role competitions have in his passion for running and whether he is going to keep running after he won’t be in top form to compete. He smiles, has a look around as if he can see his native Flatirons through the urban environment we are in and says: “Why should I give up all this? Races are only useful to set yourself challenges.”
A COMPLETE OUTDOOR PERSPECTIVE
With “all this” Anton doesn’t just mean trail running. The mountains and nature always offer new emotions and he goes after them in many different places and ways. This is another element that makes the recent partnership with La Sportiva particularly significant. It’s worth remembering that though
“I feel my self in safety understanding my body and my limits, not by gear. To Bring with me almost nothing when running help me to feel a closer contact with the environment I was traversing
As anticipated online on April, 6th our team didn’t miss out on the chance to run together with Anton Krupicka, one of the most famous long distance trail runners globally. The athlete has recently come back to the roster of the Italian Brand.

climbing a wall in the Flatirons with no equipment – the first part is quite gentle and Anton navigates it swiftly, though the second part it gets steeper and steeper and the climb gets more risky. In the video he looks totally at ease – he must have done this a hundred times – though the audience couldn’t help but hold their breath for what looked like a scary climb.
Anton wasn’t wearing running shoes for this climb – he was wearing the TX2, the extra-light, approach shoes with knit designe developed by La Sportiva. He got to the wall on his bike (he often goes climbing on his Gravel bike), with a climbing helmet and a small backpack.
Anton is also a keen skier and last winter he was wearing Stratos and a tight tracksuit. He modestly remarks: “I’m not a very good climber and skimountaineer but I like it.”
And we do like Anton for his fierce passion, eclecticism and his enjoyment of running even though we are in the middle of a city instead of the Flatirons.
We ask him: “Considered your passion for scrambling climbing, why don’t you take part in our Alpine Skyrace competitions?” He says that these competitions do take place on terrains he is fond of, but that he knows he can give his best on long distance running and that he can “crawl” on steep mountainsides whenever he feels like it, without having to wear a racing bib.
Anton during the Supercanaleta speed record attempt at Fitz Roy with Colin Haley

the company started out selling mountain footwear, it has greatly expanded its offering over the years. In recent times, Anton hasn’t been too involved in competitions, due to a knee injury. He hasn’t kept still by any means, however, and has embraced many other activities. Cycling, first of all, which is the “classic” retreat of injured runners since it avoids adding to the trauma. And climbing. Both the “trad” style and “scrambling”, the meeting of climbing and trail running. Scrambling refers to moving fast on steep terrains using legs and arms. In the short video we saw during the post-run presentation, we could see Anton
BETWEEN FAME AND SOLITUDE
After a break, we talk to him about exotic destinations.
He was recently in Patagonia (we find out later that he’s attempted to beat the Supercanaleta speed record with Coling Haley, ed.’s note) and I talk to him about my experience in that beautiful, unforgiving land.
He’s curious about walls, difficulties and access points. He was very patient with our many questions and infinite requests for pictures. It’s clear this is not his lifestyle but he willingly goes with it in order to live freely: in the mountains, running, on his own. “Purpose” is goals but also conviction, determination. Add “all” in front of it and you also get Anton’s attitude to the mountains and his many talents. We feel this is the perfect description for him, even though we can’t claim to know Anton Krupicka that well, and probably never will. Only he and the mountains where he runs can know…

Il marchio transalpino propone una serie di prodotti e dispositivi per lo sport altamente tecnologici in cui sicurezza e tecnica la fanno da padrone: caschi, maschere, occhiali, action cam, cuffie, GPS, smartwatch, lettori MP3 e altro ancora.

My Future Innovation (MFI) è una giovane azienda francese nata a Nizza nel 2015 su iniziativa di un imprenditore italiano, nel cuore della Costa Azzurra, vicina a Sophia Antipolis, la Silicon Valley europea. Il brand si contraddistingue per la forte impronta tecnologica dei propri prodotti, studiati e realizzati per il ciclismo e l’outdoor. Distribuita in Italia da Errebi Electronics, di sede a Bergamo, vanta un testimonial di grande levatura: l’ex campione di ciclismo Paolo Savoldelli, volto anche di Bike Channel.
SICUREZZA PRIMA DI TUTTO

lare in sicurezza senza tenere cellulari in mano o per ascoltare musica.
I modelli City, Urban e Kross dispongono della funzionalità “frecce posteriori”. Sono dotati inoltre di sensore S.O.S. che, grazie alle App permette di preimpostare numeri di emergenza in modo che, in caso di caduta e urto violento, se il sensore rileva che il casco non si muove da 90 secondi, inviano sms di emergenza con la posizione Gps.


La sua storia ha avuto inizio proprio nel settore bike con l’invenzione di un casco con alcune speciali soluzioni tecnologiche improntate alla sicurezza, per aiutare gli appassionati delle 2 ruote a essere più visibili sulla stra-
da e quindi più sicuri (alla luce anche dell’aumento di incidenti con ciclisti coinvolti). Attualmente l’azienda propone in catalogo 4 modelli differenti di casco Future Helmet, “figli” di quel primo modello, improntati alla sicurezza e in grado di sposare diverse esigenze ciclistiche: City, Urban, Kross ed Explorer. Sono dotati di tecnologia Bluetooth e microfoni incorporati, fondamentali per par-
Hi-tech from the Cote d’Azure
Lo stesso discorso relativo alla sicurezza riguarda poi i modelli di occhiali MFI che integrano action cam: oltre alla funzionalità e alla praticità offerte da una simile soluzione, eliminano i rischi dovuti ai supporti e alle “appendici” realizzate per le tradizionali action cam con custodia. Anche per gli occhiali, denominati Future View, sono presenti 3 versioni adatte a differenti attività.
The French brand is launching a series of hi-tech products and devices where technical features and safety are the key elements: helmets, masks, eyewear, action cams, headphones, GPS, smartwatches, MP3 players and much more.
My Future Innovation (MFI) is a fresh, French company founded in the heart of the French Riviera, in Nice in 2015 by an Italian entrepreneur. The company is close to Sphioa Antiplis, the “European Silicon Valley”. The brand is characterized by hi-tech products developed with outdoor sports and cycling in mind. The products are distributed by Errebi Electronics, a Bergamo-based company, and have been endorsed by the former cycling champion Paolo Savoldelli, who is also a presenter on Bike Channel.
SAFETY, FIRST OF ALL - The company’s first product was a helmet which featured some special technological solutions to make cyclists on the road safer and more visible – especially since accidents involving bikes have been on the rise. The company now offers four different models of the Future Helmet, “children” of the first model, all geared towards
increased safety and marketed for different cycling needs: Urban, City, Kross and Explorer. They feature Bluetooth connectivity and built-in mics, essential to be able to use a phone or to listen to music without compromising safety. The City, Urban and Kross helmets also feature rear turn signals. They also have a special SOS sensor – which sends a text message with GPS location to emergency numbers you can set with an app – whenever it detects a fall or a violent impact and the helmet hasn’t moved for more than 90 seconds.
Safety features are also built into MFI eyewear products with action cam: comfortable and practical, they help you get rid of the risks connected with traditional, bulky action cams. The glasses, called Future View, are sold in three models designed for different activities.


FUTURE VIEW /
RUNNING INNOVATION
HD









Che si tratti di trail running o di speed hiking, gli impegnativi sentieri della Scandinavia, resi ancor più duri dalle mutevoli condizioni atmosferiche e del terreno, richiedono una scarpa adatta. Viking Footwear, azienda norvegese di calzature, ha unito forze e conoscenze con Michelin per realizzare due nuovi modelli di scarpa: Invertex Cross e Anaconda Light GTX.
Whether it’s trail running or speed hiking, Scandinavia’s challenging trails and ever-changing conditions underfoot means you need suitable shoes. Norwegian footwear company, Viking Footwear, has joined forces with Michelin and pooled their vast knowledge to come up with two new shoe models: the Invertex Cross and Anaconda Light GTX.
Per rispondere a queste necessità, Michelin ha unito l’expertise di Viking con la sua notevole e comprovata esperienza nella tecnologia degli pneumatici, per sviluppare una suola che offrisse ai trail runner e agli escursionisti una performance di alto livello e un miglior controllo sul terreno.
I modelli Invertex Cross e Anaconda Light GTX presentano, in via esclusiva, la nuova suola Michelin Woodland, ispirata allo pneumatico da mountain bike Michelin Wild Race’r, progettato per affrontare le gare più impegnative su terreni difficili. Creata dai team di designer di Michelin e Viking Footwear, la suola è adatta a terreni sconnessi e lavora in perfetta sinergia con la tomaia. Lo speciale disegno del battistrada fornisce lo stesso grip multidirezionale sia su terreni asciutti sia sul bagnato e consente una rapida autopulizia. La mescola Outdoor Compound (OC), usata nella suola, è realizzata appositamente per terreni sconnessi e accidentati e offre un’elevata resistenza all’abrasione e all’usura.
Invertex Cross è una scarpa da trail running che of fre un supporto eccezionale. Un partner sportivo che garantirà un’eccellente trazione quando si tratterà di correre velocemente lungo i sentieri. L’estensio ne della ghetta fino alla caviglia impedisce a sassi, terra o umidità di penetrare nella scarpa. Anaconda Light GTX è la scelta perfetta per lo speed hiking, che assicurerà una camminata sicura con ottimo grip su tutti i sentieri preferiti. Con la tecnologia Gore-Tex Extended Comfort Footwear, il cattivo tempo non sarà più un pro blema. Inoltre, il team di esperti dei due partner ha reso possibile l’integrazione nella suola del la tecnologia Ultimate Grip Concept (UGC) di Viking, in grado di garantire un miglior controllo al suolo.


To fulfil these needs Michelin has combined Viking’s expertise with its own extensive experience, tried-and-tested in tyre technology, to develop a sole that offers trail runners and hikers guaranteed high performance and improved ground control.
The Invertex Cross and Anaconda Light GTX models exclusively feature the new Michelin Woodland sole. It is based on Michelin’s Wild Race’r mountain bike tyre, designed to take on challenging bike races over tough terrain. Created by the design teams at Michelin and Viking Footwear, the sole adapts to uneven ground and works in perfect synergy with the upper materials. The special tread pattern provides the same multi-directional grip on dry and wet ground alike and promotes quick self-cleaning. The highly robust Outdoor Compound (OC) used in the sole, is specially developed for uneven, rugged terrain and is highly abrasion and wear resistant.

The Invertex Cross is a trail running shoe that provides extra support. It will be a sporty companion providing excellent traction when beating down trails in higher speed. The integrated gaiter prevents stones, dirt or moisture from getting into the shoe.
For speed hiking, the Anaconda Light GTX is the perfect choice, wit will offer a secure hike with perfect grip on all favourite trails. With its Gore-Tex Extended Comfort Footwear technology, there is no such thing as bad weather. In addition, the two partners’ expertise meant that Viking’s Ultimate Grip Concept (UGC) could be integrated into the sole. This gives the user markedly improved ground control on trails.


““Siamo elettrizzati per la collaborazione con Michelin. Viking Footwear realizza scarpe per condizioni, atmosferiche e del terreno, tipicamente nordiche.

Con la suola Michelin, combinata alla tecnologia UGC di Viking, siamo sicuri di offrire una calzatura dall’eccellente trazione e grip su sentieri scivolosi. I due stili si adattano perfettamente per una performance ottimale con le condizioni atmosferiche variabili tipiche del Nord Europa”
“We are thrilled about the collaboration with Michelin. Viking Footwear makes shoes for Nordic conditions, weather and terrain. With the Michelin sole combined with Viking’s UGC sole concept we are sure to provide footwear with excellent traction and grip on slippery trails. The two styles are optimally adapted to perform perfectly in varying weather conditions typically in the Nordic region”
Rebekka Sørli, communication manager Viking Outdoor Footwear
““The partnership with Viking has been a challenge for us. We accepted it with great enthusiasm because it allowed us to apply our tyres knowledge onto technical footwear, most of all in a highly variable environment such as the Scandinavian peninsula and the fact that the new sole made for Viking can count on a very good performance on this type of terrain is a further proof of the reliability of Michelin solutions”

““La collaborazione con Viking è stata per noi una sfida che abbiamo accettato con entusiasmo, perché ci ha permesso di applicare le conoscenze acquisite nel mondo degli pneumatici alle suole per calzature tecniche, in un ambiente dalle condizioni estremamente variabili come la penisola scandinava e il fatto che la nuova suola realizzata per Viking garantisca un’ottima performance proprio su questo tipo di terreni è un’ulteriore prova dell’affidabilità delle soluzioni Michelin”
Chiara Carozzi, Marketing Manager in JVI per Michelin Technical Soles



