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Outdoor Magazine 05/2022

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PUNTO IOG

12 I Nasce il Gruppo Valore Outdoor

SOTTO LA LENTE

14 I Supply Chain: criticità e proposte

DATI E STATISTICHE

16 I Il valore dello Sport System

FOCUS SHOP

18 I Più Sport - Anima Sportiva, Sacile (PN)

NUOVA APERTURA

19 I Business Park, lo showroom a Ortisei

INTERVISTA

20 I Luca Mich, nuovo content marketing manager di Salewa

24 I Emilio Aldeghi, presidente CAI Lombardia

24 I Fabio Meraldi, direttore Tecnico SkiAlp

44 I Federica Mingolla, climber La Sportiva

REPORTAGE

22 I Petzl Roc Trip, il festival del climbing che di è svolto a Manika in Grecia

28 I Oberalp summit: a tu per tu con il ceo Christoph Engl

EVENTI

30 I Outdoor by ISPO, l’edizione della ripartenza

32 I ORBDays: ottava edizione, 10 e 11 luglio a Riva del Garda

34 I Dolomiti Hike&Bike by AKU

35 I Campo Base Festival in Val D’Ossola, Piemonte

#MONTURA MOVEMENT

26 I Testimonial tra le falesie di Indian Creek e le vette himalayane

TRAIL RUNNING

36 I La prima edizione del Malcesine Baldo Trail

WORK & SAFETY

38 I La storia e il ruolo di Vibram in questo segmento

TEXSTYLE & TECH

40 I L'elastico a doppio labbro di Nastrotex

CLIMBING

42 I La montagna scende in città con Climb Europe de La Sportiva

46 I Il Team Alpine di Salomon

48 I La conversione estiva dei negozi del settore neve

50 I Lo sci riciclabile di Rossignol

VERSO PIÙ ALTI VALORI

Il titolo, lo diciamo subito, ben si presta per una duplice interpretazione. Partiamo da quella più immateriale. Lo sappiamo e lo ribadiamo, quello outdoor è un mondo fondato – o almeno dovrebbe esserlo – su valori profondi e autentici: abnegazione, rispetto, sensibilità per le persone e la natura. Potremmo elencarne molti altri. Il secondo significato è quello materiale, sul quale c’è molto da dire. Già, perché quello del “costo” del prodotto è uno dei temi più caldi per il mercato outdoor (e non solo). Insieme ad altri ambiti per forza di cose collegati, come la supply chain e il nodo dei trasporti. Proprio su questo numero affrontiamo questi argomenti sotto differenti e complementari punti di vista. Da sottolineare l’approfondimento (dal titolo volutamente beffardo-provocatorio) sui trasporti via mare e sulle eventuali alternative, come quella del trasporto su rotaia (vedi pagine 14-15).

Se analizziamo i dati, l’aumento dei costi relativi ai noli mare ha visto un importante incremento nel periodo pandemico: si è passati dai 1.500$ a container (da 40 piedi) di gennaio 2019, ai 2.500$ di luglio 2020, sino al picco di oltre 10.500$ di ottobre 2021. Lo scenario che sembrava in via di miglioramento lo scorso dicembre con il raggiungimento dei 9.000$, a causa della crisi Russia-Ucraina è tornato ad acuirsi, portando nuovamente i prezzi dei container a sfiorare i 10.000$. La situazione relativa alla tratta Far East – Europa è ancor più delicata in quanto, nel gennaio di quest’anno i prezzi dei container da 40 piedi hanno sfiorato i 14.000$ sulla rotta Shanghai-Rotterdam e 13.000$ sulla Shanghai-Genova. Oggi i prezzi sono calati a 10.000$ per la prima e 12.000$ per la seconda e sembrano in via di stabilizzazione.

L’articolo offre anche alcuni consigli su come negoziare migliori condizioni e accordi a lungo termine con le compagnie marittime. Ma propone anche possibili alternative. Come quella del traporto su rotaia. Del resto, la linea ferroviaria che collega la Cina all’Europa è stata ultimata nel 2011 e, a distanza di dieci anni, ha registrato un’importante crescita (con un ulteriore +30% dal 2020 al 2021).

In attesa di capire come si evolverà la situazione, una cosa è certa: i prezzi sono aumentati per tutta la filiera. E anche il tema dei siti produttivi è tornato in primo piano. Ne abbiamo avuto conferma in due importanti occasioni di incontro e confronto tra aziende e retailer. Parliamo del recente Oberalp Summit, la cui

tematica centrale è stata proprio un dibattito su “made in Asia or made in Europe?”. Cercando di affrontare il tema senza populismo e con un motivato buonsenso. In sintesi, la strategia è quella di mantenere i siti produttivi laddove vi siano le competenze manifatturiere necessarie. Oggi sarebbe alquanto difficile, infatti, trovare in Italia o in Europa, la manodopera esperta necessaria per riportare “in casa” una parte significativa della produzione. Il secondo momento è stato quello dell’Accademia Outdoor Pro organizzata dall’Italian Outdoor Group di Assosport, della quale vi abbiamo raccontato sullo scorso numero. Durante la quale si è parlato anche dell’iniziativa GVO (Gruppo Valore Outdoor), che promuove uno spostamento del calendario dei saldi per salvaguardare il valore dei prodotti, ma anche degli stessi retailer e marchi.

Inevitabilmente la tematica sarà al centro delle discussioni anche durante il prossimo OutDoor by ISPO, che torna dopo ben due anni di assenza in una nuova location in quel di Monaco, (ri)accogliendo circa 300 espositori. Non male in assoluto, certo lontano dalle presenze più che doppie del 2019. Se parliamo di numeri è doveroso ricordare anche quelli degli ORBDays di Riva del Garda, all’ottava edizione (10-11 luglio). Con oltre 150 marchi e 400 insegne attese. Tra le quali non mancheranno anche negozi dall’anima più “fredda”. Nel senso di specializzati nelle attività invernali. Ma in media sempre più attivi all season, grazie a una progressiva diversificazione del business. Come ben sappiamo infatti, le attività montane si fanno sempre più ibride e non è difficile vedere qualcuno inforcare una bici anche in pieno inverno o chiedere di rifare le lamine agli sci in piena estate. Minimo comune denominatore di tutto è spesso la bici, appunto, che strizza sempre più l’occhio anche ai marchi dell’outdoor. O viceversa, come nel caso della bella iniziativa di AKU che vi raccontiamo a pagina 34.

Un altro esempio virtuoso in questo senso è il negozio Siene Sport di Livigno di Marco Confortola, il quale durante l'inverno propone un’ampia gamma di prodotti per il noleggio sci, dalla discesa, al fondo fino allo scialpinismo e allo snowboard. In primavera diventa invece il luogo dove noleggiare l’attrezzatura per il ciclismo su strada, la mountain bike e ogni tipo di attività su due ruote, comprese le eBike. Sentieri sempre più condivisi, insomma. Possibilmente con la comune volontà di preservare e comunicare i giusti valori (in tutti i sensi) del nostro mondo.

Benedetto Sironi

benedetto.sironi@sport-press.it

Editore: Sport Press Srl SB

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Direttore editoriale: BENEDETTO SIRONI

Contributors: KAREN POZZI, TATIANA BERTERA, SARA CANALI, ERIKA POZZI, PIETRO ASSERETO, SUSANNA MARCHINI

MANUELA BARBIERI, CRISTINA TURINI, ALESSANDRO MARRA, MASSIMO PILERI, MARIO GIAQUINTA, BENEDETTO SIRONI

Art Director: ROSANGELA BARNI

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mensile. Registrazione al Trib. di Milano n.186 del 20 marzo 2007. Iscrizione al ROC n. 16155 del 23 novembre 2007 Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 - conv. in L. 46/2004 Art.1 Comma 1 - LO/MI Una copia 1.00 euro.

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Chiuso in redazione il 30 maggio 2022

TYLER LAMOTTE È MARKETING DIRECTOR EMEA DI PATAGONIA

Tyler LaMotte è stato nominato marketing director

EMEA di Patagonia. Grazie alla sua esperienza ventennale nell’industria dell’outdoor, il suo obiettivo sarà quello di supervisionare la strategia di marketing per il brand in tutta l’area

EMEA – ovvero l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa. Questo incarico, tuttavia, è per LaMotte un ritorno in Patagonia, in precedenza infatti ha lavorato come global business unit director per le categorie snowsports, performance baselayer, trail running e accessories, presso la sede centrale di Ventura. Ha anche ricoperto posizioni senior nel marketing di realtà come adidas, Keen, Salomon e Apple.

ORTOVOX APRE LA FILIALE ITALIANA

A partire dal 1° aprile 2022, Ortovox rafforza la propria presenza sul mercato italiano tramite l’apertura della nuova filiale Schwan Stabilo Outdoor Italia con sede a Ranica, nei pressi di Bergamo. Dopo 25 anni di proficua collaborazione, l’agenzia Outback '97 passerà il testimone alla nuova organizzazione guidata dal general manager Stefano Finazzi. L’obiettivo della nuova squadra, comporta da sei membri, sarà quello di continuare a rafforzare il brand in qualità di pionieri della sicurezza, esperti di sport ad alta quota e promotori di uno stile di vita sostenibile e rispettoso della natura.

Info: Schwan Stabilo Outdoor Italia srl - ORTOVOX - 035.008631 - info-it@ortovox.com

GIAN LUCA GASCA ENTRA IN KARPOS COME CONTENT MANAGER

Un ingresso che conferma la crescita del brand, che nel prossimo futuro ha in previsione l'inserimento di altre due figure nel medesimo staff. Con un ruolo operativo e organizzativo nell'ufficio marketing di Karpos, Gasca seguirà e gestirà la realizzazione di campagne di copywriting, produzione di contenuti utili alla valorizzazione di storie, persone e prodotti che costituiscono l'anima del marchio outdoor di Manifattura Valcismon. Marco Capretta, marketing manager del brand, ha commentato: "Karpos sta vivendo una crescita importante, che porta con sé l'esigenza di ampliare la sua struttura marketing per essere in linea con la crescita e poter dare valore alla moltitudine di attività legate al marchio. Una figura con l'esperienza e l'energia di Gian Luca nel mondo della comunicazione va a integrare le competenze e le professionalità di cui il marchio necessita sia per valorizzare al meglio le progettualità esistenti, sia per allargare il raggio d'azione con contenuti nuovi e freschi, espressione dello spirito di Karpos per un pubblico sempre più moderno". Per Gasca, classe 1991, si tratta di un importante cambio professionale che lo porta dal mondo del giornalismo di settore a quello del marketing, a cui si è progressivamente avvicinato negli ultimi anni gestendo la comunicazione di atleti e progetti legati al mondo outdoor.

DAMIEN HUANG SARÀ PRESIDENTE DI COTOPAXI

Damien Huang sarà il nuovo presidente Cotopaxi, marchio di Salt Lake City certificato B-Corp e lanciato nel 2015 In passato ha ricoperto posizioni in Patagonia, come vice presidente del design e del merchandising, e in The North Face, dove per dieci anni si è occupato dei prodotti. “Confidiamo che la diversa esperienza di Damien, sia nel business che nella leadership, possa essere applicata abilmente anche qui da noi”, afferma David Smith, ceo e fondatore Cotopaxi. Nel suo nuovo ruolo all'interno del marchio Huang, si concentrerà sul suo sviluppo, con un focus strategico sul brand e sull’elevazione del design e della produzione.

LAVORI IN CORSO PER IL NUOVO DF SPORT SPECIALIST A LISSONE

Un nuovo punto vendita Df Sport Specialist aprirà a Lissone presso la sede dello storico Palazzo del Mobile 100 firme. Il progetto di restyling non ha intenzione di stravolgere lo stabile che, dal 1956, è un simbolo per la città di Lissone, ma vuole mantenere questa memoria storica importante per il territorio. L’edificio vedrà la sola aggiunta di due corpi scala, per un totale di tre piani. Il nuovo store sarà dotato di tre ascensori panoramici. Saranno allestite sei scale mobili che garantiranno un collegamento verticale anche alle attività del terziario che si svilupperanno al quarto piano. I posti auto a disposizione per i clienti saranno circa 300 con un posteggio articolato su pluripiano.

OSPREY SCEGLIE B-FACTORY PER LA DISTRIBUZIONE IN ITALIA

Osprey, marchio di Helen of Troy, nomina due nuove agenzie di distribuzione: Koch alpin GmbH in Austria e B-Factory in Italia, per sostenere ulteriormente le vendite dirette e aumentare la quota di mercato. B-Factory, fondata nel 1995 da Pietro Colturi, ha sede a Lissone (MB) e vanta oltre 25 anni di esperienza. La mission è di ottimizzare le strategie di vendita e marketing nel mercato italiano. Le vendite in Austria saranno invece in mano a Koch alpin GmbH. Da maggio l’azienda a conduzione familiare, fondata nel 1978 in Tirol e con oltre 44 anni di esperienza nel settore outdoor, supporterà le strategie e gli obiettivi di vendita complessivi di Osprey.

Info: B factory srl - 039.9193830

Da sinistra, Simone Sciolette, Giovanni Pagnoncelli, Serena Crippa, Stefano Finazzi, Veronica Animelli. Nello schermo Elmar Zischg

Celebrating the Outdoors

Let’s shape the future of our industry. Together.

June 12–14, 2022

MOC – Event Center Messe München

The most important industry meeting of the year—perfectly timed. Make the most of OutDoor by ISPO to meet your partners, retailers and colleagues. Get yourself a comprehensive overview of the market. Discover the brands’ innovations and trends. Enjoy discussions on a wide range of topics and celebrate with us. For more information, visit ispo.com/outdoor

SCARPA

ICELAND WOMEN EXPERIENCE, SUPPORTATO ANCHE DA GORE-TEX

SCARPA Iceland

Women Experience è l’iniziativa ideata e promossa dal brand varesino in collaborazione con Gore-Tex che ha avuto luogo in Islanda dal 26 al 30 aprile. Cinque giorni per trasmettere i valori fondamentali del brand attraverso un fitto programma di attività sportive tra i paesaggi più belli di questa terra. “No place too far!”. Con questo payoff, SCARPA vuole comunicare che nessun luogo è lontano, riflettendo appieno la filosofia del brand in un’esperienza che ha visto protagoniste un gruppo di donne accomunate dalla stessa passione per la natura e il mondo outdoor.Co-protagonista di questa esperienza islandese anche Gore-Tex, storico partner del marchio di calzature che, con la sua membrana rivoluzionaria, assicura impermeabilità e traspirazione.

LA SPORTIVA LAVAREDO ULTRA TRAIL

SOLD OUT

Manca quasi un mese al via di uno degli appuntamenti più attesi dall’intero panorama delle competizioni ultra: dal 23 al 26 giugno, a Cortina, andrà in scena La Sportiva Lavaredo Ultra Trail by UTMB. Gli iscritti complessivi sulle quattro gare hanno superato quota 5 mila, raggiungendo il tetto massimo stabilito. La gara clou è la Lavaredo Ultra Trail (15a edizione), 120 chilometri di sviluppo e 5.800 metri di dislivello positivo, da percorrere entro il tempo massimo di 30 ore. “Stiamo mettendo a punto gli ultimi dettagli per un evento che, finalmente, è tornato a pieno regime. Dopo la brillante ripartenza dello scorso anno, l’edizione 2022 ospiterà concorrenti da ben 76 nazioni, in rappresentanza di tutti i continenti”, sottolineano Cristina Murgia e Simone Brogioni, direttori di gara.

ZARA LANCIA UNA COLLEZIONE OUTDOOR

TRENTO FILM FESTIVAL

Messner e Baldo nuovi Soci

Il presidente del Trento Film Festival Mauro Levighi ha annunciato due nuovi soci onorari: le icone dell’alpinismo mondiale Reinhold Messner e Palma Baldo. In un auditorium gremito, ai due alpinisti è stata donata una targa e una pergamena con le motivazioni che hanno spinto l’Assemblea dei Soci del Festival a conferire loro la nomina. Alla celebre lista dei soci onorari sono iscritti anche Sir Chris Bonington, Kurt Diemberger, Sergio Martini, Pierre Mazeaud, Nives Meroi e Romano Benet, Roberto Sorgato, Goretta Traverso Casarotto. Prima di loro, purtroppo scomparsi, anche Erich Abram, Armando Aste, Walter Bonatti, Riccardo Cassin, Bruno Detassis e Cesare Maestri.

14.000 biglietti e 107 film

Si è conclusa con numeri entusiasmanti la settantesima edizione del Trento Film Festival: quasi 14mila biglietti venduti al cinema, 9mila spettatori agli eventi, 15mila visitatori a MontagnaLibri.

Per dieci giorni la città di Trento si è animata di tantissimi appassionati, entusiasti di riempire le sale cinematografiche, il teatro, il padiglione di MontagnaLibri e le oltre trenta location che hanno ospitato proiezioni, incontri, eventi, mostre. Quasi 14mila i biglietti venduti per le proiezioni al Cinema Modena e al Supercinema Vittoria dei 107 film selezionati, provenienti da 28 differenti paesi, di cui 26 in gara nel Concorso Internazionale. Più di 9mila spettatori hanno partecipato agli oltre 100 eventi in 37 differenti location della città. Nel padiglione allestito in piazza Fiera quasi 15mila visitatori hanno potuto sfogliare i 600 libri esposti, tra romanzi, biografie, saggi e guide sui temi della montagna.

SCOTT SPONSOR DI UNA GARA “MONDIALE”

Zara, il brand principale del colosso spagnolo Inditex, rafforza la propria posizione nel settore dell’abbigliamento sportivo con il lancio della sua prima collezione mirata alle attività outdoor. Pensata appositamente per le donne che praticano attività ad alta intensità, come il ciclismo o l’arrampicata, la collezione è stata presentata con il nickname di Zara Outdoor, nome con il quale è possibile trovarla già tra le novità donna sul sito web, nei negozi fisici e sull’app Zara. A dimostrazione delle prestazioni e della qualità offerta nei capi della sua nuova collezione, Zara non ha esitato a circondarsi di un piccolo team di ambassador.

Scott ancora a fianco di Orobie Vertical il 2 giugno. Il vertical all’ombra del Pizzo Coca, organizzato da Mario Poletti e Fly-Up Sport, è stata quest’anno la seconda gara italiana a entrare a far parte del prestigioso circuito VK OPEN Championship lanciato l’anno scorso dalla ISF (International Skyrunning Federation) per mettere in evidenza la specialità del Vertical Kilometer. Il circuito è aperto a tutti gli atleti, professionisti e amatori. E così, quest’anno e grazie a Poletti, anche le montagne di Bergamo sono salite su un palcoscenico mondiale. Una bella soddisfazione per il campione bergamasco di skyrunning e il suo team.

Ph. © Michele Purin

LA NAZIONALE AZZURRA SKYRUNNING SI VESTE CRAZY

Il team azzurro verrà sponsorizzato dal brand valtellinese per i prossimi tre anni e indosserà le nuove divise ufficiali sia in gara che durante le trasferte nelle competizioni più importanti. I copmpleti forniti agli atleti della nazionale sono una serie di capi, sia maschili che femminili, pensati appositamente per chi deve spingere al massimo senza preoccuparsi di quello che indossa.

La consegna ufficiale delle divise è avvenuta durante il raduno della nazionale nel fine settimana del 6-8 maggio a Mezzocorona (TN). Nella giornata di sabato i ragazzi, coadiuvati dal presidente Fabio Meraldi e dal CT Roberto Mattioli, si sono confrontati sugli obiettivi della stagione estiva e hanno avuto la possibilità di fare un primo test dei materiali per dare il loro feedback per eventuali miglioramenti.

ROOKIE TEAM 2022, AL VIA LA QUARTA EDIZIONE

Riparte il progetto dedicato alle giovani leve del mondo trail sotto la sapiente guida del team manager Franco Collé e il supporto di HOKA e Karpos. La squadra per l’anno in corso è composta da otto promesse del trail: Arianna Dentis, Alice Testini, Manuela Pedrana, Nicol Canova, Alex Rigo, Fabio Carrara, Luca Farolfi, Lorenzo Mo. Dopo l’incontro con i ragazzi, il tre volte vincitore del Tor des Géants ha aggiunto: “Non spingiamo i ragazzi a ottenere performance o a correre distanze non consone alla loro età. Il nostro obiettivo è farli crescere come atleti, ma soprattutto come persone. Quest’estate avranno la possibilità di correre in posti fantastici, conoscere nuovi amici, incontrare grandi campioni… il tutto senza tante pressioni”.

SCARPA CONSOLIDA LA COLLABORAZIONE CON IL GIRO D’ITALIA

SCARPA consolida la collaborazione con il Giro d’Italia, in programma dal 6 al 29 maggio, confermando il proprio impegno sul fronte della sostenibilità ambientale. Per il quarto anno consecutivo, l’azienda veneta è stata infatti fornitore ufficiale della Corsa Rosa, giunta alla 105esima edizione. Ha supportato la competizione fornendo a tutto lo staff una speciale “limited edition” della Ribelle Run GTX, calzatura da trail running perfetta per le corte e medie distanze, che si caratterizza per essere impermeabile e leggera grazie alla tecnologia Gore-Tex Invisible Fit: un modello progettato per avvolgere il piede con precisione grazie a una forma a basso volume e a caratteristiche dedicate alle esigenze degli atleti.

#SHE IS OUTDOORS TORNA IN UNA VERSIONE PIÙ CONSAPEVOLE

Il primo premio europeo dedicato all’attrezzatura outdoor femminile, #she is outdoors, torna anche quest’anno con il suo appuntamento estivo Women’s Gear Award, in una veste più sostenibile.

A partire dall’estate 2022 infatti, tutti i prodotti, anche quelli laminati, dovranno essere più eco-friendly, dunque senza PTFE (politetrafluoroetilene). La cerimonia di premiazione si terrà a luglio 2022 in un evento ibrido trasmesso in diretta. “Le donne hanno percorso una strada lunga e difficile nell’industria dell’Outdoor. Siamo uscite di nascosto da casa e abbiamo scalato vette ripide indossando gonne lunghe – nessuno ne ha parlato pubblicamente. Abbiamo avuto degli idoli, come Lynn Hill, la prima persona a scalare in libera “il naso” nel 1993. Oggi, molte ragazze e donne sono libere di vivere l’avventura all’aperto come hanno sempre fatto gli uomini”, spiega l’organizzatrice Jana Erb.

PRIMALOFT, IL PRIMO RAPPORTO “RELENTLESSLY RESPONSIBLE”

PrimaLoft ha pubblicato il Primo Rapporto Relentlessly Responsible che mette in evidenza gli importanti risultati degli ultimi anni, con giusta enfasi al 2021, e si sofferma sulla visione di PrimaLoft per il futuro. Al centro di questo resoconto, il focus principale continua a essere la riduzione dell’impatto ambientale tramite l’utilizzo continuo di materiali riciclati, la progettazione per la circolarità, la riduzione di carbonio e lo sviluppo di tecnologie che utilizzano materie prime non basate sul petrolio: tutto ciò continuando a elevare le prestazioni dei singoli prodotti. Negli ultimi anni, PrimaLoft ha compiuto importanti passi verso la decarbonizzazione, con sforzi concertati in ogni area del business.

MONS ROYALE, SEMPRE PIÙ ETICA E SOSTENIBILE

Tessuti innovativi capaci di migliorare le prestazioni della lana merino durante le calde giornate estive: questa la grande novità di Mons Royale per la collezione spring summer 2022. Per farlo, ha combinato la pregiata lana delle pecore nezolandesi certificata z.q. con tessuti ricilati al 100% sottolineando ancora una volta la direzione etica e sostenibile del brand. I capi Mons hanno la capacità di regolare la temperatura corporea, e consentono di rimanere freschi e asciutti anche ad alte temperduraature e sotto sforzo. Le qualità anti odore della lana Merino fanno sì che ogni capo non emani cattivi odori anche dopo un’intensa attività sportiva.

EUROJERSEY CONTINUA IL SUO PERCORSO VIRTUOSO

Non si ferma l’impegno di Eurojersey nell’integrare la sostenibilità nella propria strategia aziendale. Per il quinquennio 2021-2026, l’azienda si impegnerà nella riduzione dei consumi di acqua del -20%, delle emissioni di CO2 del -15% per unità di prodotto e lavorerà sulla rigenerazione degli scarti di produzione con l’obiettivo di dare una nuova vita ai tessuti Sensitive Fabrics. Questo è solo la parte finale di un processo iniziato fin dal 2007 grazie al lancio del programma SensitivEcoSystem che ha innescato una serie di comportamenti e azioni virtuose nell’intero processo produttivo. Grazie al consolidamento degli investimenti nel processo produttivo realizzati fra il 2016 e il 2021, Eurojersey ha modificato il proprio dna aziendale rendendolo sempre più sostenibile, rivedendo il proprio impatto ambientale e portandolo a uno stadio di vera efficienza con risultati significativi.

CLIMB&CLEAN, IL SECONDO APPUNTAMENTO DI MVC GROUP

Protagonisti della serata organizzata da MVC Group nella prima metà di maggio sono stati l’alpinista di fama internazionale Matteo Della Bordella e la guida alpina Massimo Faletti. Molti appassionati si sono recati allo store di Seren del Grappa (BL) per ascoltare i racconti dei due scalatori, alla scoperta del progetto Climb&Clean. Quest’ultima è un‘iniziativa nata da una comunione di ideali tra Matteo, Massimo e Karpos e si è sviluppata attraverso azioni concrete di pulizia lungo tutta la penisola. Dalle falesie di Valgano (Varese) fino a quella di Trentinara (Salerno), 120 volontari hanno raccolto oltre 5000 chili di rifiuti. Nel nuovo negozio di MVC Group, i presenti hanno potuto guardare il docufilm dell’iniziativa e immergersi nell’atmosfera di quelle giornate, vivendo e scoprendo insieme le motivazioni che hanno spinto i due scalatori ad abbandonare per un attimo le loro attività alpinistiche per dedicarsi a un lavoro comune.

THE NORTH FACE ED EOCA CONTRO L’INQUINAMENTO DA PLASTICA

The North Face, insieme a EOCA (European Outdoor Conservation Association), continua a tutelare la natura e a proteggere gli habitat dalla minaccia della plastica. The North Face, tramite l’Explore Fund, sosterrà cinque progetti in quattro paesi europei, per un costo totale di 218.000 euro. I cinque progetti sono i seguenti: Zero Waste Mountain (Francia); The Plasticfree Peaks CleanUP Tour 2022 (Germania e Austria); CleanALP – Protect and clean our mountains (Italia); Fell Care Days (Regno Unito); Let’s Do It Ourselves – Protecting and Enhancing our Outdoor Playgrounds (Regno Unito).

NASCE GVO - GRUPPO VALORE OUTDOOR

Un'alleanza fra industria e distribuzione per riformare il calendario dei saldi. Un tema da affrontare per un sistema che deve evolvere, nell'ottica di salvaguardare aziende, insegne e prodotti a cura del tavolo di lavoro IOG

Ci sono valori che non possono e non devono mai essere messi in discussione. Nella vita come nel mercato. Si chiamano coerenza, impegno, rispetto, personalità, identità... valori che si traducono in qualità nei rapporti fra le persone e in profitto nelle relazioni di mercato.

SALDI

DI FINE STAGIONE: SALVAGUARDIA DEL VALORE

Parlando di mercato. una riflessione sulla salvaguardia del valore si pone oggi come questione di primo piano nel momento in cui si affronta il delicato tema dei saldi di fine stagione. Se ne sente la necessità specialmente in una situazione di mercato come quella contingente, caratterizzata dall’anomalia dei ritardi di consegna delle forniture stagionali e dal rischio concreto che una buona parte dei prodotti arrivi nei punti vendita oltre il “tempo limite”, pregiudicando di fatto la stagione di vendita e i profitti, sia per l’industria che per la distribuzione. Un quadro problematico al quale si aggiunge il crescente peso delle vendite online, completamente slegate dalle tempistiche del mercato tradizionale, che aggiunge complessità all’ormai evidente impossibilità di determinare il giusto momento in cui sia opportuno dare il via alla corsa ai saldi, vuoi per ragioni di incompatibilità fra le varie categorie merceologiche, vuoi per le diverse stagionalità in rapporto alle aree territoriali.

Un sistema in crisi quello dei saldi, legato a consuetudini inadeguate ad affrontare le problematiche del presente. Dannoso per tutti, per il mercato dell’outdoor in particolare, che vede svilito a ogni cambio di stagione il valore di prodotti che sono spesso il risultato di importanti investimenti in ricerca e sviluppo su nuove tecnologie oltre che per la salvaguardia della tradizione manifatturiera.

Servono nuove idee, nuovi impulsi e, soprattutto, il coraggio di fare scelte difficili nel presente, ma confortate da una visione di salvaguardia del profitto nel medio e lungo periodo.

GRUPPO VALORE OUTDOOR

Proprio sulla base di queste riflessioni e pur nella piena consapevolezza della difficoltà oggettiva nell’affrontare la questione, l’Italian Outdoor Group di Assosport intende passare all’attacco e lanciare un’iniziativa che ha come fine unico la salvaguardia del valore dei marchi e delle tante insegne indipendenti che da sempre virtuosamente rifiutano la corsa al ribasso come strategia di vendita.

Nasce così GVO, Gruppo Valore Outdoor, un’iniziativa spontanea di autodisciplina che vuole raggruppare produttori, distributori e rivenditori per intraprendere una nuova strada e salvaguardare il valore dei prodotti anche ripensando il calendario dei saldi di fine stagione, proponendo di posticipare le tradizionali date di almeno un mese e di contenere il ribasso sui prodotti continuativi che sono spesso una gamma piuttosto ampia delle collezioni outdoor, in particolare per calzature, equipaggiamento ed accessori, ma anche per diverse tipologie di abbigliamento.

Una proposta di alleanza dunque, che è il migliore o forse l’unico modo per affrontare il futuro che ci attende, fatto di impegno responsabile e solidale, a tutti i livelli.

A supporto del progetto, l’Italian Outdoor Group di Assosport ha previsto la realizzazione del necessario materiale di comunicazione che consentirà ai punti vendita di informare correttamente il cliente finale sullo scopo dell’iniziativa, nella certezza che aprire una nuova via sia possibile e che insieme sarà emozionante percorrerla.

PUNTO IOG

ATTACCATI AL TRENO

Assosport e D.B. Group spa insieme per proporre una soluzione concreta all’impennata dei costi del trasporto via mare

di Erika Pozzi

ÈAssosport, ancora una volta, ad accendere i riflettori sulle tematiche che da più di due anni stanno preoccupando l’outdoor industry e non solo.

L’incontro, intitolato “Una risposta di sistema per un nuovo efficientamento della supply chain” ha visto protagonista il socio aggregato D.B. Group spa, azienda veneta che si occupa di spedizioni internazionali, consulenza doganale e logistica. Assosport e D.B. Group SPA si pongono l’obiettivo di dare una risposta concreta, aprendo nuovi tavoli di lavoro per trovare una possibile soluzione alla problematica dell’impennata dei costi del trasporto via mare. A fare una panoramica completa sullo stato dell’arte, sono stati Silvia Moretto, CEO di D.B. Group, oltre che presidente di Fedespedi (Federazione Italiana Spedizionieri Industriali) e vice presidentevicario di Confetra - Lucia Padoan, Head Of Overseas Pricing & Procurement di D.B. Group e Roberto Babbo, Sales Director Italy di D.B. Group.

LE CAUSE

L’attuale situazione del commercio internazionale e dell’industria logistica trova origine nell’ultimo biennio che, senza ombra di dubbio, ha sconvolto il mondo in molteplici aspetti facendo emergere la notevole interconnessione delle catene del valore globale ma anche la loro fragilità.

In primis vi è stata la pandemia che ha costretto il mondo alla chiusura forzata per tre mesi, mettendo in standby siti produttivi e intere filiere, e bloccando la circolazione delle merci. A ciò è seguito un improvviso crollo sia della domanda che dell’offerta con una contrazione dell’operatività dei principali hub portuali. La risposta delle compagnie marittime è stata l’adozione di strategie di ottimizzazione dei costi e dei propri servizi riducendo le prestazioni, il numero delle toccate nei porti internazionali e la ripianificazione day-by-day dei viaggi delle navi, con conseguente aumento dei costi degli spazi in stiva.

Solamente nella seconda metà del 2020, domanda e offerta hanno subito un importante rebound a cui però non è seguito un adeguamento dei costi dei trasporti che, in tratte come quella Far East - Mediterraneo, ha registrato un +500%. A complicare la situazione è stato anche il blocco del Canale di Suez. ll risultato? È che

due navi su tre arrivano in ritardo.

Nel 2022 il conflitto Russia-Ucraina, unito alla chiusura del porto internazionale di Shanghai, ha nuovamente messo tutto in discussione limitando la fase espansiva dell’economia; per il secondo semestre gli esperti prevedono sia una contrazione della domanda che una nuova disruption della supply chain.

LE CRITICITÀ DELLA SUPPLY CHAIN

• impennata del costo del trasporto via mare

• controllo della disponibilità della stiva mondiale, delle rotte di navigazione e del numero di navi in transito da parte di solo tre player

• aumento transit time. Nella tratta Cina-USA siamo passati da 39 giorni nel 2019 a 68 giorni nel 2021

• congestionamenti delle filiere di approvvigionamento

• incremento dei costi delle materie prime e difficoltà nel reperimento delle stesse

• aumento dell’inflazione

ANDAMENTO DEI NOLI MARITTIMI

L’aumento dei costi relativi ai noli mare ha visto un importante incremento a partire da luglio 2020: si è passati dai 1.500$ a container (da 40 piedi) di gennaio ’19, ai 2.500$ di luglio ’20, sino al picco di oltre 10.500$ di ottobre ’21. Lo scenario che sembrava in via di miglioramento a dicembre ’21 con il raggiungimento dei 9.000$, a causa della crisi Russia-Ucraina è tornato ad acuirsi, portando nuovamente i prezzi dei container a sfiorare i 10.000$.

La situazione relativa alla tratta Far East – Europa è ancor più delicata in quanto, nel gennaio ’22 i prezzi dei container da 40 piedi hanno sfiorato i 14.000$ sulla rotta Shanghai-Rotterdam e 13.000$ sulla Shanghai-Genova. Oggi i prezzi sono calati a 10.000$ per la prima e 12.000$ per la seconda, e sembrano in via di stabilizzazione

Andamento noli mare

Ciò che sembra essere certo è un ulteriore allungamento del transit-time che, di fatto, consiste in un aumento di costi indiretto. Ciò porterà a una maggior congestione ai terminal, al fermo delle merci nei porti che dovranno essere spedite, non appena finirà il lockdown in Cina e il porto di Shanghai tornerà a essere operativo. Inoltre è molto probabile vi sia una riduzione delle schedule da parte delle compagnie marittime che, per far tornare in rotazione le navi oceaniche, cancelleranno viaggi e scali nei porti. Tutto questo si tradurrà in ulteriore instabilità, in un picco straordinario della domanda che porterà, ancora, a un innalzamento dei prezzi

Congestionamento al porto di Shanghai

GLI OBIETTIVI

Al fine di raggiungere una stabilità l’unica soluzione possibile sembrerebbe, da parte delle aziende, incaricare il proprio spedizioniere di negoziare accordi long terms con i vettori. Questi prevedono, oltre a tariffe stabili, un aumento dei volumi della stiva che, qualora non venissero rispettati, comprenderebbero il pagamento di penali nei confronti delle compagnie stesse. Laddove invece il modello di business non dovesse consentire di avere contratti a lungo termine, sarà necessario per le aziende avvalersi delle tariffe spot, negoziando dunque la miglior condizione.

Importante, per qualunque realtà, è quindi valutare la suddivisione del rischio, ovvero capire, a parità di prezzo, quale delle tre compagnie offre la reliability rate (tasso di affidabilità) maggiore. Per quanto riguarda le strategie di acquisto, è determinante rendere il proprio business attrattivo nei confronti dei tre top player che hanno facoltà di scelta nel selezionare chi avere a bordo.

In questo senso bisogna considerare che:

• la stiva non è elastica dunque offrire regolarità è certamente un fattore vincente

• comprendere la strategia del vettore in base al proprio impegno (contratti long-term o spot rates)

• il proprio spedizioniere deve essere il solo incaricato di negozionare in esclusiva per proprio conto con i vettori

LE ALTERNATIVE AL “VIA MARE” L’opzione più immediata, e sostenibile, al trasporto via mare è senza dubbio quello su rotaia.

"Il miglior rapporto speed-for-price con i benefici della sostenibilità, della sicurezza e della capacità di carico"

La linea ferroviaria che collega la Cina all’Europa è stata ultimata e, a distanza di dieci anni, ha registrato un’importante crescita, basti pensare che il 2021 ha fatto registrare un +30% sul 2020 Questo è certamente avvenuto anche perché il costo del trasporto via mare è quadruplicato, oltre al fatto che i fornitori di servizi su rotaia sviluppano nuove soluzioni logistiche, incentivando alla digita-

Il 77% del traffico via ferrovia che entra in Europa avviene tramite la linea Kazakistan, Russia e Bielorussia. La principale località di spedizione cinese è Xi'an che movimenta il36% dei volumi in uscita dalla Cina, poi seguono Chengdu e Chongqing. Il transit-time odierno è stimato tra i 28/30 giorni, a cui se ne aggiungono dieci per le operazioni doganali e di consegna. Il servizio prevede due partenze a settimana.

La risposta di Assosport e D.B. Group, nei confronti di tutti gli associati, per un efficientamento della supply chain, è dunque quella di fare sistema e proporsi come gruppo con esigenze comuni in modo da trovare la miglior soluzione sia in termini di compensazione di costi molti alti che dei tempi di trasporto.

ANDAMENTO DEI NOLI VIA MARE
Source: D.B. Group - market Update
Source:

IL VALORE DELLO SPORT IN ITALIA

Banca Ifis presenta il primo Osservatorio sullo Sport System nel nostro Paese. Dai numeri di mercato all’importanza economica degli attori protagonisti di Karen Pozzi

Lo sport, come ha riconosciuto la Commissione Europea già qualche anno fa, contribuisce significativamente all’economia del nostro continente. L’Italia, a oggi, non si è ancora dotata di un sistema di rendicontazione capace di raccogliere ed elaborare con regolarità i dati dello Sport System richiesti dall’UE. Per questo motivo Banca Ifis ha deciso di dare vita all’Osservatorio sullo Sport System e il report, presentato il 30 marzo, ha come obiettivo quello di misurare l’impatto economico e sociale di questo settore e di monitorare nel tempo la sua evoluzione. Risponde, inoltre, all’esigenza di misurare, tramite un modello replicabile nel tempo (ogni 365 giorni), la dimensione economica di tutte le componenti dello sport. Il periodo straordinario che lo sport ha affrontato nel biennio 2020-2021 costringe a tener contro dei vincoli e delle restrizioni che la pandemia ha imposto. Per questo i dati sono articolati su due periodi temporali: il 2019, considerato quale anno medio di riferimento e il 2020 e 2021, per misurare l’impatto del periodo di crisi e la ripresa, ove iniziata. Si segnala che i dati sono relativi a sport misurabili spesso legati a Federazioni pertanto risultano assenti discipline specifiche dell'outdoor quali per esempio il trekking e il trail running.

I DATI

Gli sportivi - Con 35 milioni di interessati e 15,5 milioni di praticanti, lo sport dimostra di avere un grande seguito in Italia. Sono il 61% gli italiani maggiorenni interessati allo sport, uomini e donne adulti (il 79% è sopra i 34 anni, mentre ben l’80% utilizza servizi in differita o ondemand su qualsiasi dispositivo, per esempio DAZN, Sky, Sky-Go, Net!lix, Amazon Prime). I praticanti, ovvero gli italiani maggiorenni che fanno almeno uno sport, sono il 27%, in prevalenza uomini (63%), con un’età media inferiore rispetto a quel 61% di interessati. Si concentrano in tre regioni: Lombardia 18%, Lazio 11% e Campania 9%. Il 30% degli sportivi scommette online e il 26% almeno una volta al mese.

I nc I denza sulla popolaz I one de I pr I nc I pal I sport

Le discipline - Dopo il calcio, che appassiona la metà dei maggiorenni, sono ben otto gli sport con un seguito superiore al 25% della popolazione. In media gli interessati seguono tre sport pur non essendo spesso beneficiari dello stesso supporto economico pubblico del calcio, trascinati dai successi sportivi dei nostri campioni per esempio durante l’olimpiade di Tokio 2020, o delle iniziative delle singole federazioni. I primi tre sport praticati invece sono calcio, nuoto e ciclismo.

I ricavi - Lo Sport System determina ricavi annui per 96 mld€, che contribuiscono al 3,6% del Pil, grazie anche a 10 mld€ di esternalità positive derivanti dalla capacità dello sport di rappresentare un modello partecipativo.

I l valore dello sportsystem per l econom I

18% dei ricavi

Aziende a monte

48% dei ricavi

Società core

11% dei ricavi

Esternalità Aziende a valle

23% dei ricavi

La spesa pubblica e privata - Gli investimenti pubblici nello sport e ricreazione hanno una forza propulsiva particolarmente elevata. Nel 2019, l’Italia ha registrato una spesa pubblica di 4,7 miliardi che ha messo in moto risorse private per quasi 42 miliardi. Il fatturato annuo generato di 96 miliardi è pari a oltre 20 volte l’investimento pubblico iniziale e 2,3 volte le risorse investite dagli operatori economici.

Impatto della pandemia - Durante la crisi del biennio 2020-2021 lo Sport System italiano è stato impattato più della media del sistema economico nel suo complesso, mentre la ripresa del 2021 risente ancora delle restrizioni alla partecipazione dal vivo. Nel 2020 i ricavi dello Sport System italiano si sono ridotti del -31% e gli occupati del -22%. Particolarmente rilevante il calo di valore delle esternalità 2020 perché fortemente condizionato dalle restrizioni all’attività motoria. Il 2021 ha registrato un parziale recupero nei ricavi del 19%, pur mancando ancora 17,1 mld$ per tornare al livello del 2019. L’apporto al Pil è passato dal 3,6% del 2019 al 2,5% del 2020 (a fronte di un calo del Pil nazionale del -8%) e al 3,0% del 2021 (VS +6,6% del Pil), riduzione che conferma quanto l’impatto della crisi per il mondo dello sport sia stato maggiore rispetto agli altri settori produttivi del nostro Sistema Paese.

I COMPARTI DELLO SPORT SYSTEM

Lo Sport System contribuisce in modo significativo all’economia italiana, grazie al lavoro di 65.000 società sportive, 10.000 imprese produttrici, 9.000 società di gestione impianti e 50 tra società editoriali e di scommesse. Nel complesso impiega circa 400.000 addetti.

Gli attori - Lo Sport System è un settore di valore per l’economia e la società italiana, grazie all’apporto dei quattro comparti che lo compongono:

VARIAZIONE PIL NAZIONALE ANNO SU ANNO %

VARIAZIONE RICAVI ANNO SU ANNO %

INCIDENZA SUL PIL NAZIONALE %

- aziende a monte: i produttori (società di produzione e di riparazione con bilancio in Italia, depositato o meno) di abbigliamento, attrezzature e veicoli sportivi che generano oltre 17 miliardi (18% del totale);

- società Core: le società sportive, professionistiche e dilettantistiche, incluse le 45 Federazioni nazionali e di gestione degli impianti che fatturano 46 miliardi all’anno (48% del totale);

- aziende a valle: i media sportivi, le spese collegate a eventi e betting sportivi con un valore annuo di quasi 23 miliardi (23% del totale);

- esternalità positive: il valore sociale ovvero l’efficacia dello sport nel generare ogni anno 10 miliardi come effetto economico indiretto grazie ai risparmi indotti sulle spese sanitarie da un’attività sportiva anche moderata.

PRODUTTORI

In un anno medio di riferimento le imprese produttive dello Sport System hanno una potenzialità di oltre 17 mld€ di fatturato annuo, il 62% attribuibile alle imprese di abbigliamento e calzature. Forniscono un contributo al Pil nazionale dello 0,47%, occupano circa 161mila addetti e rappresentano nello Sport System il 18% dei ricavi e il 41% degli occupati. Nel 2020 le restrizioni legate alla pandemia hanno determinato una riduzione del -14% del loro fatturato che, però, nel 2021 è cresciuto a ritmo più elevato del sistema economico italiano. Nel 2020 il calo più accentuato nei ricavi (-21%) è stato registrato dal comparto abbigliamento. Gli occupati nel 2020 si sono ridotti di 41.000 unità. Per il 2021, nonostante il perdurare della crisi nella prima parte dell’anno, l’incremento è stato di circa il 14% nei ricavi, superiore alla media del sistema produttivo italiano come dimostra l’incidenza sul Pil in aumento allo 0,56%, superiore anche al 2019

SOCIETÀ SPORTIVE

Producono ricavi annui per oltre 40 mld€ in un anno medio, il 10% relativo alle sole società professionistiche. Contribuiscono all’1,52% del Pil nazionale e occupano circa 189mila addetti. Rappresentano nello Sport System il 42% dei ricavi (per le società sportive derivanti da biglietteria, abbonamenti, organizzazione eventi, cessione

2019 Imprese dello Sport System: Ricavi in mld€

OCCUPATI

dei diritti sportivi, sponsorizzazioni, contributi e incentivi pubblici) e il 49% degli occupati. Nel 2020 i vincoli alla socialità hanno colpito duramente le società sportive (ricavi -19%). Nel 2021 si prevede una ripresa parziale dell’attività con un gap ancora da colmare di 5,3 mld€ rispetto al 2019

IMPIANTI SPORTIVI

Le società di gestione degli impianti sportivi valgono, in media, 6,2 mld€ di ricavi all’anno, il 29% dei quali sono relativi a contributi delle pubbliche amministrazioni. Contribuiscono allo 0,13% del Pil nazionale e occupano circa 39mila addetti. Rappresentano dello Sport System il 6% dei ricavi e il 10% degli occupati.

MEDIA

In un anno medio di riferimento i ricavi del settore media attribuibili allo sport ammontano a 2,5 mld€ con un peso rilevante (86%) dei broadcaster. Contribuiscono allo 0,09% del Pil nazionale, quasi interamente derivante dallo sfruttamento dei diritti audiovisivi da parte dei broadcaster (quali Sky, DAZN, Mediaset, Rai). Nello Sport System rappresentano il 3% dei ricavi.

EVENTI SPORTIVI

La ripartizione della spesa legata agli eventi sportivi evidenzia come il turismo sportivo (stranieri e italiani che si spostano per un evento) rappresenti un’opportunità di sviluppo economico. Nel 2019 le presenze agli eventi sportivi sono state 32 milioni e hanno generato una spesa complessiva di 7,6 mld€, pari a un contributo dello 0,42% del Pil e al 7% del totale ricavi dello Sport System. Il 50% della spesa complessiva è stata generata da italiani non residenti nel luogo dell’evento. Le voci di spesa che contribuiscono maggiormente sono alloggio (33%), ristorazione (16%) e shopping (14%). La spesa diretta per l’accesso agli eventi (vendita biglietti) contribuisce per solo il 7% del totale.

BETTING

Nel 2020 l’industria del betting resiste alla crisi grazie al canale online riducendo i ricavi di solo 1,5 mld€. Nel 2021 si prevede un recupero completo.

VARIAZIONE PIL NAZIONALE ANNO SU ANNO %

VARIAZIONE RICAVI ANNO SU ANNO %

INCIDENZA SUL PIL NAZIONALE %

OCCUPATI

Ricavi
Ricavi 2020
Ricavi 2021

CI VUOLE UN’ANIMA SPORTIVA

Ai piedi delle Dolomiti Friulane, Roberto Bortolussi si occupa del suo punto vendita con passione, premura e una chiara visione imprenditoriale di Susanna Marchini

Èsempre bello raccontare la storia di famiglie appassionate che si dedicano con tenacia alla loro attività. È ancora più bello quando queste storie parlano di come da una semplice intuizione si possa creare una realtà stimolante, accogliente e sempre in evoluzione. Più Sport - Anima Sportiva è una realtà che nel corso degli anni ha saputo adattarsi alle tendenze di mercato e cavalcare l’onda tecnologica, passando da essere un semplice negozio di articoli sportivi a espandersi fino a diventare un vero e proprio punto di riferimento per un’intera zona geografica. Abbiamo chiesto a Roberto Bortolussi, il proprietario, di raccontarci meglio i progressi del suo punto vendita.

Qual è la storia del vostro punto vendita? Più Sport nasce per mano di mio padre, che all’epoca possedeva insieme a un gruppo di soci una serie di supermercati. Nel 1990 venne deciso di aprire all’interno di questa rete un negozio di articoli sportivi per ampliare il business. Quando il gruppo ricevette un’offerta e scelse di vendere, mio padre decise di tenere il negozio per sé, perché nel frattempo aveva sviluppato una grande passione per il mondo outdoor. Negli anni successivi siamo entrati in attività prima io poi mio fratello e abbiamo portato avanti questa sua idea iniziale, evolvendo sia lo spazio che l’idea commerciale.

Come si è evoluta la filosofia del negozio nel tempo?

E-commerce vs negozio fisico. Quali differenze riscontrate?

Il mercato online deve essere visto come un'estensione del punto vendita fisico, va gestito con la stessa cura. Non bisogna pensare che l’ecommerce sia un mercato più facile, è un punto vendita nuovo che va seguito con nuove regole. I consumatori online sono estremamente eterogenei: c’è chi consulta il nostro assortimento online e poi viene a concludere l’acquisto in negozio, chi chiama direttamente per avere informazioni su quello che ha visto sul sito, chi è completamente autonomo. L’e-commerce, se viene seguito nel modo giusto, fa crescere anche il punto vendita fisico.

Quali ulteriori strategie avete applicato per stare al passo con questo nuovo pool di clienti?

Siamo passati da essere un negozio generico a decidere di specializzarci in attività specifiche; abbiamo iniziato con il calcio per poi introdurre il running, la palestra e il mondo outdoor. Sicuramente quest’ultimo ha determinato una grossa crescita dell’attività, grazie anche alla spinta del 2020 che ha visto una crescita esponenziale delle discipline sportive individuali.

Come ha impattato questa spinta sul vostro business?

Era già da un paio d’anni che ipotizzavamo questo cambio e abbiamo iniziato a spostare i nostri assortimenti verso alcuni settori piuttosto che altri. Con il lockdown abbiamo riscontrato un ingresso di massa nel mondo dell’outdoor di tanti neofiti, specialmente per la zona geografica in cui ci troviamo. Questi stessi clienti, poi, si sono specializzati facendo richieste mirate su prodotti più tecnici con una consapevolezza diversa. La nostra forza è aver fatto gioco di squadra con le aziende con cui collaboriamo per far sì che il prodotto non mancasse mai. Ci siamo confrontati spesso con gli agenti su come si stava spostando la domanda per parare il colpo in anticipo e non rimanere mai sforniti.

I social network rappresentano per noi un punto di contatto importantissimo, se usati in maniera costruttiva. Per aumentare il nostro seguito abbiamo anche attivato delle campagne di comunicazione sia sul nostro blog che tramite le newsletter. Cerchiamo sempre di creare un dialogo con l’utenza finale parlando anche di lifestyle, viaggi e consigli, andando oltre il mero scambio commerciale. Organizzate anche delle attività extra con il vostro negozio?

L’anno scorso abbiamo invitato alcuni clienti a trascorrere con noi una giornata di test prodotti. Il nostro desiderio era quello di passare del tempo di qualità insieme, non volevamo necessariamente che fosse una giornata commerciale. È stata un successo, ancora oggi a distanza di un anno riceviamo proposte per organizzare un’altra esperienza.

Come vi rapportate al tema della sostenibilità?

Personalmente sono molto attento, cerco sempre di approfondire i prodotti e fare selezione, perché attualmente il tema sostenibilità viene usato un po' come specchietto per le allodole. È importante che le informazioni siano complete su ogni prodotto dichiarato tale e che i brand raccontino di più. C’è molto interesse verso il tema da parte dei clienti, ma non sono ancora pronti a riconoscere la sostenibilità dei capi come feature principale.

Com'è il punto vendita del futuro?

Il successo di un’attività è strettamente legato a un corretto equilibrio commerciale che ancor oggi può incrinarsi a causa di un eccessivo peso da parte di qualche stakeholder. Per migliorare la forza negoziale dei retail, le superfici di vendita dovranno necessariamente costare meno, essere più redditizie e permettere investimenti frequenti per evolvere. In questo modo un negozio di sport diventerà naturalmente un ecosistema di proposte e vantaggi per il consumatore.

Nome: Più SportAnimaSportiva

Indirizzo: Viale Trento, 59 33077 - Sacile (PN) N. telefono-fax: 043.4780696

E-mail: servizioclienti@ animasportiva.com

Sito: animasportiva.com

FB: @animasportiva

IG: @piusport_animasportiva

E-commerce: sì

Titolari: Roberto e Gianfranco Bortolussi

Nascita shop: 1990 Vetrine: due

Personale: 20 persone

Mq totali: 2.000

Mq calzature: 600 Mq abbigliamento: 1.300

Mq attrezzatura: 100 Discipline trattate: running, trekking, hiking, ciclismo, padel, snowboard, scialpinismo Gestione magazzino: digitale

MARCHI OUTDOOR

Abbigliamento: Crazy, Karpos, McKinley, Patagonia, The North Face Calzature: Altra Running, ASICS, Asolo, Brooks, HOKA, La Sportiva, New Balance, Saucony, SCARPA , Tecnica, Topo Athletic

Attrezzatura: CAMP Deuter, Ferrino, Gabel, Leki, McKinley, Petzl

MARCHI SNOW

Abbigliamento: Crazy, Colmar, EA7 Karpos, Mc Kinley, Odlo, Patagonia, Rewoolution, X-Bionic Calzature: Asolo, La Sportiva, Olang, SCARPA

Attrezzatura: Briko, Buff, CAMP Deuter, Ferrino, Leki, McKinley, Oakley, Reusch, Salice, Tubbs

sc H eda tecn I ca
Roberto Bortolussi, titolare
Lo staff del negozio

L’UNIONE FA LA FORZA

Alex Plancker e Hubert Moroder sono amici e colleghi. E hanno capito che insieme possono portare ai loro clienti, comuni e non, un grosso vantaggio

Titolari di due agenzie di rappresentanza e distribuzione di diversi marchi del mondo outdoor, Alex Plancker e Hubert Moroder, dopo anni di amicizia e collaborazione, aprono uno showroom a Ortisei nell’area denominata Business Park. Lo spazio, sito in via Arnaria 43, è un luminoso open space di ben 500 mq, suddiviso in una duplice area: una dedicata all’esposizione dei marchi di Plancker e l’altra a quelli di Moroder.

Facile da raggiungere e con un ampio parcheggio, presenta ampie vetrate sulla facciata dove sono esposti, come fossero in una vetrina, i prodotti. All’interno, suddivise per brand, le col-

Hurbert Moroder rappresenta e distribuisce con la sua agenzia quattro brand: Edelrid, Red Chili, 4F, Black Yeti. Moroder, ne è il titolare, si occupa dei rapporti con gli agenti nelle diverse zona d’Italia, recandosi spesso dai maggiori clienti in prima persona. Con lui Laura Stufflesser e Klaus Malsiner, entrambi in ufficio, e Matthias Eichbichler, che si divide tra il lavoro dietro la scrivania e quello di rappresentanza in Trentino e Alto Adige.

lezioni possono essere visionate e, in alcuni casi, anche testate dai clienti. È inoltre presente uno spazio caffetteria che unisce le due parti.

Il nuovo showroom consente la presentazione delle collezioni nella loro interezza (il brand 4F per esempio ne lancia ogni anno di molto vaste e sarebbe impossibile trasportarle in toto. Per questa ragione alcuni clienti preferiscono andare a visionarle in loco). Uno spazio ideale dunque per momenti di incontro, utili a spiegare le novità, i prodotti più tecnici o fare clinic sull’attrezzatura e il suo utilizzo.

BRAND DISTRIBUITI

Alex Plancker, in collaborazione con il nipote Armin, fa da agente per l’Alto Adige dei brand Leki, Falke, Fritschi e per il Triveneto di ElanAlpina, Toko, Sidas e Term-ic (calzini e guanti riscaldabili).

Da destra, Hubert Moroder con Matthias Eichbichler
Alex Plancker

DARE VALORE ALLE STORIE

Luca Mich è il nuovo content marketing manager di Salewa. Il suo ruolo sarà quello di elaborare i messaggi del brand per toccare le corde più emozionali

Conosciamo il mondo attraverso le storie che ci vengono raccontate. Quella umana è una conoscenza di tipo narrativo e decidiamo di credere o no a qualcosa a seconda di come ci viene esposta. In questo senso, anche un brand può catturare la nostra attenzione e guadagnare la nostra fiducia attraverso un utilizzo sapiente dello storytelling, trasmettendoci emozioni e coinvolgendoci nella sua narrazione. Il Gruppo Oberalp ha creato un vero e proprio team al suo interno, che si occuperà di questo importante aspetto e, a guidarlo, sarà Luca Mich, figura poliedrica e ben conosciuta nel mondo dell’outdoor. L’ex marketing communication manager di La Sportiva è ora in forze a Salewa come content marketing manager. Dopo 15 anni nell’azienda della Val di Fiemme, in Salewa Luca Mich ricoprirà un ruolo diverso rispetto al passato, seguendo l’intera produzione di contenuti video e fotografici, campagne e copywriting all’interno dell’ufficio marketing del brand. Nel suo profilo Linkedin, descrive la sua esperienza come fondamentale al fine di maturare competenze profonde in ogni aspetto del marketing e della comunicazione, volgendo particolare attenzione ai sistemi di comunicazione online, digital e performance marketing e alla social media strategy.

Quali sfide ti hanno maggiormente attratto di questa nuova avventura?

L’aspetto che ho sempre amato di più del marketing è proprio quello della creazione del contenuto, legato allo storytelling e al copy. Qui ho la possibilità di concentrarmi su questo e di dare valore a storie, persone e prodotti di assoluto livello in un ambiente davvero internazionale. Il brand ha un potenziale enorme con contenuti potenti che meritano il giusto spazio all’interno della comunicazione e che sono perfetti per smuovere le corde emozionali di un pubblico sempre più moderno, “progressive” come viene definito in azienda, e che permette di unire e mescolare linguaggi nuovi.

Luca Mich, content marketing manager Salewa

"L'obiettivo del brand è risuonare a livello profondo con le persone

Di cosa ti occuperai in Salewa?

Il mio ruolo è quello di content marketing manager, gestirò quindi tutti i contenuti brand sia video che fotografici, dalla loro produzione alla delivery attraverso i vary touch point aziendali, sia digitali che fisici negli store a marchio Salewa. È un ruolo piuttosto ampio in cui rientrano anche campagne adv e aspetti di copywriting. Gestirò un team giovane e super motivato, penso sarà una grande esperienza dove il gioco di squadra sarà fondamentale.

Dalla valle alla città: è un aspetto che ti ha influenzato nella scelta?

In parte sì, Bolzano è una città con un’influenza molto europea, l’ambiente universitario porta idee e professionalità di rilievo e l’azienda ha un respiro molto internazionale. Conciliare uno stile di vita a contatto con la natura con le contaminazioni culturali e lifestyle dell’ambiente urbano inoltre, è sempre stata una mia prerogativa.

Cosa porti con te della lunga esperienza maturata a La Sportiva?

Penso di portare entusiasmo e cuore principalmente, oltre a una visione di insieme maturata nel corso degli anni seguendo progetti di marketing in tutte le loro declinazioni. Ho un passato fatto anche di tanta operatività sul campo, dalla scrittura alla gestione di progetti multi-mediali, e quindi penso di poter comprendere bene anche il ruolo e lo sforzo di ogni membro del team, nello sviluppare gli strumenti necessari.

Quali sono i nuovi aspetti lavorativi che vorrai esplorare e quale sarà il tuo valore aggiunto?

Ho da sempre un approccio umanista alla materia perché sono profondamente convinto che l’obiettivo di un brand stia nel risuonare a livello profondo con le persone più che nel persuaderle all’acquisto. Il content marketing permette proprio di perseguire questa visione mettendo al centro le storie di cui un brand come Salewa è davvero ricchissimo.

N. Tondini, Gruppo del Sella, Dolomiti

LA NUOVA MECCA DELL’ARRAMPICATA

Scoperta da alcuni scalatori francesi e portata sul palcoscenico mondiale durante l’ultimo Petzl Roc Trip, Manikia ha ancora tantissimo potenziale e pareti che aspettano di essere scalate

Di quelle greche, Eubea (o Evia) è tra le più grandi. Seconda solamente alla più turistica Creta, su questa isola collegata alla terraferma da un ponte, il turismo internazionale è un fenomeno in via di sviluppo. Eubea è nota per il mare azzurro, le spiagge e le belle coste. In Grecia è conosciuta come “il mare degli ateniesi”, data la vicinanza, perché i flussi di turismo estero paiono non essere ancora arrivati se non in una minima percentuale. In pochissimi però sapevano che qua, oltre al turismo balneare, un’altra attrattiva può essere costituita dagli sport outdoor e, in particolare, dall’arrampicata. Questo fino al 12-15 maggio, periodo in cui, a Manikia, si è svolta l’ultima edizione del Petzl Roc Trip. A cui hanno preso parte i top climber, ambassador del marchio francese provenienti da tutto il mondo e una community “ristretta” di “soli” 150 partecipanti dall’Europa. Una scelta coraggiosa quella di non aprire il Roc Trip 2022 a migliaia di scalatori? Certamente, ma non per questo meno partecipata, anzi. Per la prima volta l’avventura è stata anche virtuale e da ogni parte del mondo i fan del marchio hanno potuto registrarsi su petzl-roctrip.com e seguire, quotidianamente, le attività della giornata. In questo modo, cioè limitando il numero di partecipanti e quindi i grandi spostamenti, il brand è riuscito a lanciare un messaggio di sostenibilità forte e soprattutto concreto. La nostra rivista è stata l’unica italiana presente e, attraverso articoli quotidiani pubblicati sul proprio sito web e sui canali social, è riuscita a mostrare al pubblico italiano e in contemporanea allo svolgimento dell’evento, la nuova location. L’obiettivo dei Petzl Roc Trip è quello di valorizza-

re territori poco conosciuti ma con un grandissimo potenziale per quanto riguarda l’arrampicata e l’outdoor, dando alla popolazione autoctona tutti gli strumenti per portare avanti il progetto in maniera autonoma. Ciò significa anche, come accaduto ai chiodatori di Manikia, insegnare ai local come si attrezzano falesie e multipitch in sicurezza, come si effettua il primo soccorso, come si crea uno sport d’arrampicata e, successivamente, i lavori di manutenzione.

LA LOCATION - Da Manikia il mare non si vede. Rimane nascosto dalle pareti rocciose alte fino a qualche centinaio di metri. Calcare rosso, giallo e grigio, estremamente lavorato; “tufas” che corrono verso il cielo e grotte tra le cui stalattiti è possibile scalare e, capacità permettendo, tracciare la propria linea di salita. Eppure il mare è là, oltre le montagne, distante solamente una mezz’oretta di auto. Il paesino è piccolo e, per ora, privo di alberghi o strutture ricettive. Gli abitanti, incuriositi dagli scalatori che da tanto lontano vengono per quelle pareti che per loro sono “solamente” roccia, li accolgono con gioia. Stanno lentamente realizzando che per la piccola Manikia, paesino di poche anime da cui i giovani “scappano” per mancanza di lavoro, il turismo outdoor potrebbe costituire la rinascita. Ci chiedono come è la scalata, ascoltano interessati le nostre risposte. Qualcuno ha sentito parlare di Kalymnos, che vive di arrampicata, e sono curiosi di sapere se le tufas di Manikia sono come quelle della più famosa isola greca. Ci raccontano che qua le primissime vie di arrampicata furono attrezzate nella zona di Vrisi, diversi anni orsono,

dalla nostra inviata Tatiana Bertera
Sotto,

NUMERO DI VIE PER LIVELLI

NUMERO DI VIE PER ZONE GEOGRAFICHE E DIFFICOLTÀ

da alcuni alpinisti locali. Ma erano poche e, senza la giusta spinta, fu impossibile farle conoscere. Il posto è rimasto, per molti anni, praticamente sconosciuto. Fino a che, nel 2015, un gruppo di alpinisti francesi non ha notato l’area e riconosciuto la qualità e la bellezza uniche della sua roccia. Entrati in contatto con le autorità locali e con il supporto del Comune di Kimi-Aliveri, il gruppo ha avviato tutte le procedure per iniziare i lavori di chiodatura. Le prime vie “fatte dai francesi” risalgono a ottobre 2018. Entro la fine del 2019, le vie chiodate erano diventate 350 e ci sono ancora tantissime pareti tutte da esplorare. Manikia Project, l’associazione no profit degli abitanti di tutti i villaggi della più ampia area Manikia – Vrisi – Kimi, è nata per valorizzare il potenziale legato al proprio territorio. E in questo Petzl è stata al suo fianco. Oltre all’organizzazione di questa edizione di Roc Trip, il brand francese ha sostenuto l’associazione economicamente e portando i suoi migliori chiodatori, ha creduto fortemente nel progetto e ha fatto sì che Manikia salisse col Roc Trip su un palcoscenico mondiale.

I CLINIC - Erano 150 i partecipanti da tutta Europa che, quotidianamente, potevano decidere a quale clinic prendere parte. Ognuno della durata di una giornata e con il supporto di guide alpine esperte e degli atleti di casa Petzl. Un’esperienza immersiva e coinvolgente, nella quale i partecipanti erano chiamati a mettersi alla prova in prima persona, scalando su vie singole o multipitch, provando le manovre, facendo canyoning, montando un campo base, dormendo in portaledge o, addirittura, chiodando. Uno dei clinic prevedeva anche la Deep Water Solo Experience. Il campo base con tende e van organizzato da Petzl proprio alla base delle pareti e a 10 minuti di cammino da Manikia fungeva da luogo di ritrovo serale e notturno.

LE SERATE

Ogni sera i partecipanti hanno cenato insieme al base camp e, successivamente, ad assistere alle video-produzioni realizzate dalle quattro squadre protagoniste del Creative On Sight. Quattro team composti da atleti, fotografo e operatore video, che si sono sfidati nella creazione quotidiana di contenuti visivi che mettessero in mostra il villaggio di Manikia e l’incredibile arrampicata che ha da offrire. I capitani delle squadre: Sasha DiGiulian, Alex Megos, Margo Hayes e Sean Villanueva. I progetti sono stati votati dal pubblico (presente e da casa) attraverso la piattaforma e, per ogni like, le squadre hanno guadagnato punti, convertiti poi in denaro per la raccolta fondi del progetto Manikia. Vota anche tu il tuo preferito iscrivendoti su petzl-roctrip.com e contribuisci all’investimento di Petzl

MAPPA DELLE AREE SCALABILI
Non sono mancati momenti di festa, con musica dal vivo, dj set e danze popolari
Clinic Bolting
Clinic Single Pitch con Federica Mingolla
Clinic Deep Water Solo
Episkopi
Manikia
Makrichori Gaia
Vrysi

IL CAI È SEMPRE PIÙ “ROSA”

È Adriana Baruffini la prima presidente donna della sezione di Lecco, una delle più antiche d’Italia

di Tatiana Bertera

La sezione lecchese del Club Alpino italiano è una delle più vecchie e longeve. Fu fondata nel 1874 e in seguito intitolata all’alpinista locale per eccellenza: Riccardo Cassin. E in quasi 150 di storia, di avventure e di grandi personalità, alla guida non vi è mai stata una figura femminile. Sino ad oggi. È recente la notizia della nomina di Adriana Baruffini come nuova presidente. Una ventata di aria fresca per il CAI Lecco che si avvia a festeggiare i 150 anni. E lo farà proprio sotto l’egida di Adriana, socia dal 1994 e consigliere della sezione per quattro

La presenza delle donne che frequentano la montagna cresce ogni anno. Ne avete avuto sentore anche in ambito CAI? Sicuramente. Registriamo un aumento in tutte le sezioni della nostra regione. La Lombardia, essendo con i suoi 90mila iscritti il ragruppamento più consistente, può considerarsi rappresentativo della situazione italiana.

Riusciamo a tracciare un identikit della donna che entra a far parte del Club Alpino Italiano? La tipologia della socia CAI rappresentativa della maggioranza delle iscritte attuali è quella di una donna di media età (non giovanissima, cioè dai 30-35 anni in su), con famiglia, che probabilmente ha messo da parte la

Imandati dal 2006 al 2018. La Baruffini ha negli anni vissuto la realtà associativa sotto molteplici aspetti, ricomprendo anche il ruolo di accompagnatrice del gruppo di alpinismo giovanile. È però negli ultimi anni Che a voluto dedicarsi anche ad attività più squisitamente culturali. Tra queste il coordinamento del notiziario “Cai Lecco 1874” e la catalogazione della collezione museale del Cai Lecco, la digitalizzazione dell’archivio storico e la co-realizzazione del cittadino Museo della Montagna.

passione per la montagna quando i figli erano molto piccoli. Una volta cresciuti si riavvicina al CAI frequentandolo in maniera assidua e continua, talvolta anche impegnandosi nelle varie attività della sezione. Afferendo più che altro ai mondi del trekking e dell’hiking.

Quante sono le tesserate donne in Lombardia e quanti gli uomini? Donne per il 36% e uomini per il 64%, su un totale di 90mila iscritti.

Qual è l’affluenza femminile ai corsi che il CAI organizza? Quali sono quelli più apprezzati dalle donne? Le varie sezioni CAI hanno corsi di ogni genere: da quelli di alpinismo all’arrampicata sportiva, dallo sci di fondo allo scialpinismo, dalla speleologia,

fino ad arrivare alla sezione di Lecco che è una delle poche con il corso di speleologia subacquea. Attualmente i corsi più frequentati dalle donne sono scialpinismo (per le più giovani) e sci di fondo (per quelle in età più avanzata).

E per quanto riguarda l’ambito dell’alpinismo giovanile? Il CAI propone corsi per bambini dai sette anni fino ai ragazzi di 18. I più piccoli si avvicinano al CAI perché iscritti da genitori a loro volta appassionati di montagna. Ho notato, nella fascia 15-20 anni, un ritorno di ragazze che si iscrivono ai corsi di arrampicata, fortemente attratte dall’ambiente della falesia. In tal senso credo che l’aumento delle palestre di arrampicata siano state un grande incentivo.

LO SCIALPINISMO AZZURRO

HA UN NUOVO DIRETTORE TECNICO

Sarà Fabio Meraldi insieme a un team di professionisti ad accompagnare la nazionale all’esordio olimpico del 2026

di Tatiana Bertera

l presidente della FISI Flavio Roda ha ufficializzato, con delibera n.289 del 4 maggio, la composizione delle squadre azzurre di scialpinismo per la stagione 2022/23. Se per quanto riguarda la rosa azzurra (27 atleti in totale tra senior, osservati e under23) non ci sono state grandi sconvolgimenti, le novità interessano invece il direttivo che vede l’ingresso di Fabio Meraldi, nuovo direttore tecnico che succede a Stefano Bendetti e che sarà coadiuvato in questo impegnativo compito da uno staff d'eccellenza, composto da professionisti che faranno il massimo per mantenere la Nazionale ai livelli attuali e, se sarà possibile, addirittura migliorarla. Non sarà semplice e neppure scontato dare continuità a un lavoro che, ci ha confermato anche Meraldi, Bendetti ha svolto con impegno, passione e grandissimi risultati, portando in otto anni di onorata carriera la nazionale italiana per ben tre volte sul primo gradino del podio (classifica a squadre). Un team di campioni che Meraldi e i suoi hanno l’importante ruolo di supportare e preparare al meglio nel quadriennio olimpico.

SQUADRA SENIOR

Antonioli Robert

Boscacci Michele

Canclini Nicolò

Ernesto

Eydallin Matteo

Magnini Davide

Maguet Nadir

Nicolini Federico

Oberbacher Alex Rossi Giovanni

ATLETE

De Silvestro Alba

Martini Mara Veronese Ilaria

Murada Giulia

Cosa vuol dire per te questa nomina?

Sono onorato e ringrazio il presidente Roda per la fiducia accordata. Pur avendo avuto gli azzurri già un'esperienza alle Olimpiadi Giovanili, credo che le Olimpiadi Invernali siano un traguardo ancor più importante e per questo si lavora, sin da oggi, con l’obiettivo di portare a Cortina 2026 un team di atleti e atlete nelle migliori condizioni possibili. Ciò non escluderà naturalmente tutta la parte di Coppa del Mondo che seguirà una sua calendarizzazione e riguarderà quel ramo dello skialp di lunga distanza e in ambiente.

Quali saranno i primi interventi come nuovo direttore tecnico?

A stretto giro ci sarà incontro conoscitivo del nuovo staff con tutti gli atleti e le atlete. A metà giugno ci sarà la prima trasferta al centro di preparazione olimpica a Roma. Ritengo importante che anche gli atleti vengano a conoscenza delle dinamiche e meccanismi che portano a una Olimpiade.

SQUADRA OSSERVATI

SENIOR

Boffelli William Guichardaz Sebastien

Prandi Andrea Compagnoni Giulia

SQUADRA UNDER 23

Baldini Rocco

Festini Purlan Pietro

Rossi Alessandro

Salvadori Marco

Sostizzo Matteo

Tomasoni Luca

ATLETE

Berra Silvia

Bertolina Samantha Mascherona Katia

Moreschini Lisa

TEAM & ATLETI
Fabio Meraldi
PARLA EMILIO ALDEGHI, PRESIDENTE LOMBARDIA

TESTIMONIAL TRA LE FALESIE DI INDIAN CREEK E LE VETTE HIMALAYANE

LA DIMENSIONE DI MONTURA RISIEDE NELL’ESPLORAZIONE, NELL’AVVENTURA E NEL VIAGGIO, CHE IL BRAND ITALIANO HA SAPUTO RIASSUMERE APPIENO NEL SUO CLAIM: “SEARCHING A NEW WAY”

Questa attitudine viene applicata nel concreto dai suoi testimonial, che attraverso spedizioni e viaggi sono alla continua ricerca di nuove visioni da realizzare. Parlando di “sogni alpinistici”, non si può non menzionare la spedizione sull’Everest della cordata composta dalla guida alpina e testimonial Montura Luca Montanari e dall’atleta paralimpico e alpinista Andrea Lanfri, che a seguito di una meningite fulminante nel 2015 è rimasto senza arti inferiori e sette dita delle mani. Una spedizione che per entrambi ha rappresentato la prima ascesa sulla montagna più alta al mondo e una sfida per dimostrare che “si può arrivare ovunque desideriamo o almeno provarci, se lo vogliamo davvero”. La cordata Montanari-Lanfri ha

raggiunto la vetta dell’Everest tra il 12 e il 13 maggio al primo tentativo, dopo più di un mese di preparazione e acclimatamento.

La filosofia di Montura viene espressa anche sulle pareti di roccia. È questo il caso della guida alpina e testimonial Montura Alessandro Baù, che è appena tornato dagli Stati Uniti, dove ha intrapreso una spedizione che lo ha portato in varie località tra le più gettonate per gli arrampicatori. La prima tappa è stata un luogo cult per l’arrampicata in fessura: stiamo parlando di Indian Creek, nel deserto dello Utah, che Baù ha definito come il “perfetto posto fuori dal mondo”. Nella seconda tappa ha affrontato invece le grandi pareti di roccia arenaria del Zion National Park. Nella terza e quarta fase si

Dopo il successo del primo crowdfunding nel 2017, che ha reso possibile la riapertura della “Falesia Dimenticata”, nei pressi del meraviglioso borgo di San Lorenzo Dorsino (TN), ora l’associazione Dolomiti Open e Sportfund Fondazione per lo sport Onlus, in collaborazione con Montura, lanciano una nuova raccolta fondi. L’obiettivo? Ampliare l’area di arrampicata di questa parete pensata in ottica inclusiva, aggiungendo 30 vie alle 30 già esistenti. Dopo decenni in cui la falesia era in uno stato di abbandono, grazie a decine di volontari e all’aiuto di diversi enti pubblici e privati, è tornata a essere un fiore all’occhiello per gli amanti di questa disciplina. Che aspetti? Dai una mano allo sport inclusivo!

è recato in altri luoghi affascinanti: il Red Rock Canyon in Nevada e lo Yosemite National Park. Sui social di Montura, dove racconterà nei prossimi giorni la sua esperienza attraverso immagini e video.

“Ripartire da zero”, è questo il nome del nuovo progetto della guida alpina e testimonial Montura Omar Oprandi che, dopo aver affrontato due operazioni alle anche non più di due mesi fa, ha trovato la determinazione per partire in bicicletta dal Trentino e raggiungere le pendici del Monte Bianco, che ha salito con gli sci dal versante francese, tutto in nove giorni. Queste e altre storie dei testimonial Montura possono essere trovate sul sito e seguendo i canali social dell’azienda.

Tribute Jacket è una delle massime espressioni di innovazione tecnologica nella linea di giacche in Gore-Tex di Montura. Si tratta di un capo da uomo che offre massima protezione dagli agenti atmosferici, mantenendo un livello di traspirazione elevato, ideale per chi cerca un prodotto trasversale da utilizzare in tutte le stagioni. È progettata in maniera specifica per affrontare diverse attività outdoor dinamiche, dall’arrampicata allo scialpinismo, dal trekking all’alpinismo veloce. È estremamente comprimibile e leggera, nonché dotata di buona resistenza meccanica. Il tessuto primario è realizzato con la più innovativa membrana Gore-Tex Active 3 strati, che garantisce elevata impermeabilità e traspirabilità (colonna d’acqua 28.000 mm e <3,5 RET), aumentata dai numerosi dettagli costruttivi quali la presenza

INFO - 0445.318911 - montura@montura.it - montura.it

di zip di aerazione nel sottoascella e dalla zip con doppio cursore frontale, utile anche per l’utilizzo con imbrago. È inoltre presente nella zona del cappuccio e dei polsi l’innovativo tessuto Gore-Tex stretch a costruzione 3D, che innalza notevolmente il livello di performance e comfort, rendendo ogni dettaglio costruttivo estremamente funzionale ed ergonomico.

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Alessandro Baù Omar Oprandi
Luca Montanari e Andrea Lanfri

ALLA RICERCA DI NUOVI APPROCCI E SOLUZIONI COMUNI

L’Oberalp Summit ha posto sotto la lente d'ingrandimento la contrapposizione tra l’incremento della domanda di prodotti outdoor e la fragilità della supply chain. A tu per tu con Christoph Engl, ceo del Gruppo dalla nostra inviata Erika Pozzi

“Made in Asia or Made in Europe?”

Questa è l’interrogativo intorno al quale è ruotato l’Oberalp Summit che si è svolto lo scorso 10 maggio nella meravigliosa cornice di Igls, alle porte di Innsbruck. Occasione che ha permesso ai media italiani e internazionali del settore e alcuni retailer selezionati di scoprire in anteprima le novità SS 23 dei marchi di proprietà del Gruppo Dynafit, Evolv, LaMunt, Pomoca, Salewa e Wild Country. Al giorno d'oggi stiamo assistendo a due fenomeni contrastanti: da una parte l'incremento della domanda di calzature, abbigliamento tecnico e attrezzatura sportiva, generato in maniera significativa dal continuo aumento dei praticanti outdoor, dall'altra la fragilità delle catene di approvvigionamento globali. Una vulnerabilità provocata dalle crisi e dai conflitti odierni che, in alcuni Paesi, hanno costretto le aziende produttrici a "mettersi in standby , bloccando dunque la produzione, a cui si aggiunge la difficoltà nel reperimento delle materie prime e un cospicuo innalzamento dei costi di trasporto. A tutto questo si somma l’emergenza climatica che pone l’intera industria dell’outdoor davanti a nuove sfide. Il Gruppo Oberalp con sede a Bolzano ha affrontato queste tematiche attraverso un documentario composto da quattro episodi, in cui sono state raccolte le riflessioni di fornitori, associazioni industriali e rinomati competitor.

alla quale, logicamente, abbiamo il compito di ovviare: vent’anni fa si sceglieva di spostare i siti produttivi in Asia per ridurre notevolmente i costi della manodopera, oggi invece l’idea è quella di identificarli e mantenerli laddove vi siano le competenze manifatturiere necessarie alla gestione di tailoring di grandi dimensioni. In Italia e in Europa le nuove generazioni non hanno più portato avanti queste capacità, dunque sarebbe estremamente complicato trovare anche la manodopera competente necessaria.

Come scegliete dunque il sito produttivo "adatto"?

Scegliamo i siti produttivi in base a dove risiedono le maggiori competenze per la realizzazione di specifici prodotti. Le pelli di foca Pomoca, per esempio, vengono realizzate tra Svizzera, Germania e Austria, luoghi in cui risiede questa cultura produttiva. Inoltre, il Gruppo Oberalp con questa scelta privilegia l’occupazione di persone e non di macchinari. Quindi, se valutassimo su una scala più estesa cosa succederebbe se si riportasse tutta la produzione in Europa, ci renderemmo conto che sottrarremmo lavoro creando un danno e una conseguente migrazione economica dall’Oriente verso l’Occidente. Anche questo è un valore aziendale che vogliamo portare avanti.

LA PRODUZIONE

Oggi il Gruppo Oberalp produce:

Christoph Engl, ceo del Gruppo Oberalp, ci regala la sua versione in questa intervista.

Visti i problemi che si stanno riscontrando a livello di supply chain, qual è la posizione del Gruppo Oberalp nel riportare la produzione all’interno dei confini europei?

Oggi si è portati a pensare che, se producessimo tutto in Europa, i nostri prodotti sarebbero qualitativamente migliori rispetto a quelli realizzati nel lontano Oriente. Credo che questa concezione sia molto populista

• il 41% in Europa, in ben 16 Stati diversi

• il 58% in Asia, in 10 Stati diversi

• l’1% in Africa e nel Medio Oriente

Proprio nell’ottica di voler valorizzare le competenze dei lavoratori, non avrebbe senso portare il settore calzaturiero in Europa?

Oggi Montebelluna è considerata la Mecca del settore calzaturiero, qui abitano tutte le competenze e il vero know-how che, nel corso degli anni, si è sempre più consolidato. Dal punto di vista produttivo

Christoph Engl, ceo del Gruppo Oberalp

qualcosa viene ancora fatto in Italia, ma per le grandi quantità ci si è dovuti spostare in altri Paesi europei, come Romania e Bulgaria. Vi sono certamente anche sedi produttive in Asia, giustificate anche dal fatto che la domanda è sempre maggiore.

Tutte le aziende del panorama outdoor (e non solo), sono chiamate ad affrontare problematiche legate alla difficoltà di reperimento delle materie prime e al notevole aumento dei costi di trasporto, oltre a un costante aumento della domanda. Come state affrontando tale situazione?

Dove ce lo possiamo permettere e, dove ha senso farlo, ci stiamo verticalizzando partendo proprio dalla materia prima: per un marchio la cosa più bella sarebbe poter apporre il proprio nome su ogni singolo componente del prodotto. Con il nostro marchio Pomoca, per esempio, siamo molto vicini a questo obiettivo. Penso dunque che per un brand diventerà sempre più importante non essere completamente dipendente dai fornitori. Laddove invece questo non risulti essere fattibile, sarà allora necessario stabilire delle partnership a lungo termine, per programmare gli ordini con il giusto tempo e in maniera più conveniente.

"Scegliamo i siti produttivi in base a dove risiedono le maggiori competenze per la realizzazione di specifici prodotti

Parlando invece di mercato: avete marchi destinati a target differenti, questo vi permette di avere una visione completa dei trend. Qual è il più in voga?

Come state supportando i vostri dealer? E quali sono le azioni concrete che possono portare a uscire da questa impasse?

Negli ultimi due anni Oberalp ha corso il rischio di non riuscire a svuotare il magazzino: non abbiamo cancellato alcun ordine durante il periodo del Covid e abbiamo fatto i conti con l’eventualità di non poter vendere la merce. Avendo sovradimensionato il nostro magazzino, siamo quindi riusciti a consegnare tutto, sebbene non fossimo esenti da ritardi, come tutti. Pensiamo di mantenere questa impostazione anche per il futuro, sviluppando ancor più accordi a lungo termine e strategici con i nostri partner, in quanto questa impostazione porterà sempre di più a una ridistribuzione del rischio.

In quest’ottica quanto ritenete sia importante che le aziende facciano “fronte comune” e cooperino tra loro?

L'industria dell'outdoor è un esempio lampante per tutti gli altri settori. I brand stanno già collaborando su progetti comuni come, per esempio, quello di evitare lo spargimento delle microplastiche in natura. Oppure come quello di sedersi a uno stesso tavolo, nonostante la concorrenza, per valutare e trovare soluzioni a difficoltà comuni. Penso che molte delle problematiche odierne non possano essere gestite da un singolo, ma ci debba essere un fronte comune. Nei filmati che abbiamo presentato oggi lo dimostriamo: abbiamo chiesto l’aiuto di altre aziende per rispondere agli interrogativi condivisi.

Ciò che notiamo è che il grandissimo trend dell’urbanizzazione sta generando una controtendenza che corrisponde alla necessità delle persone di immergersi nella natura nel tempo libero. Come Gruppo Oberalp possiamo rispondere, grazie ai nostri diversi marchi, alle esigenze di ognuno, da colui che si sente più atleta a chi non bada alla performance, sino a esigenze particolari del pubblico femminile. Stiamo notando inoltre un’esplosione su tutto il territorio europeo delle climbing hall che, a loro volta, si stanno evolvendo inserendo spazi per il benessere mentale e aree per i coffee break. Qui nasce il nuovo mondo dell’urban climber, una fusione di chi vive in città e vuole vivere in città con chi desidera svolgere attività outdoor. Un altro trend che cogliamo e a cui abbiamo deciso di rispondere con il lancio di un marchio dedicato è quello della “donna in montagna”.

"Coloro che incentivano le persone a essere attive nella natura devono anche aver fatto della conservazione della natura stessa il loro punto di riferimento

IL FUTURO: IMPARARE DALLA MONTAGNA LA SOSTENIBILITÀ SECONDO IL GRUPPO OBERALP

Stiamo risettando la nostra CSR policy per raggiungere l’importante obiettivo di diventare carbon neutral entro il 2030 Dobbiamo focalizzarci sul concetto di circular economy, e investire sui nostri partner della supply chain: questo, per esempio, significa che oltre a mettere i pannelli solari sui nostri stabilimenti, li installeremo anche su quelli dei nostri partner. Sostenibilità per noi significa anche durevolezza. Chi concepisce il prodotto lo deve pensare partendo dalla materia prima che si è rivelata non essere disponibile all’infinito. Bisogna quindi avere una visione più lungimirante, trovare nuove alternative (possibilmente sostenibili) e sviluppare capi durevoli, senza cambiare le collezioni ogni stagione. Il nostro obiettivo a lungo termine è quello di offrire prodotti che potranno essere riparati, dunque è importante concepirli come prodotti per la vita e non per la singola stagione.

Non parliamo di prodotti ma di azioni. Ci piacerebbe fare in modo che le persone possano imparare dalla montagna, per noi da sempre una scuola di vita. La gestione del rischio dove la si impara oggi, nei corsi universitari? E il team building? La circular economy? I canederli sono l’esempio lampante di economia circolare, fatti di pane raffermo! Tutto si impara sul campo e, in questo senso, la montagna è una delle migliori università che la natura possa offrirci. Mi piacerebbe sviluppare programmi formativi proprio perché l’outdoor e l’ambiente montano si stanno sempre più democratizzando ed è necessario che qualcuno – e in questo caso Oberalp Group – si prenda queste responsabilità. Quindi non vorremo solo offrire prodotti per andare in montagna, ma far sì che le persone imparino dalla montagna.

A VOLTE RITORNANO

Dopo lo stop forzato di due anni causato della pandemia e vari posticipi sulle date, OutDoor by ISPO andrà in scena dal 12 al 14 giugno. La nuova location ospiterà circa 300 espositori

di Karen Pozzi

L’edizione 2020 era stata annullata a causa della prima ondata di Covid e delle conseguenti restrizioni che, seppur allentate nel periodo estivo, rendevano un evento di questa portata fuori luogo. Nei mesi successivi era poi stato annunciata la cncellazione della fiera invernale e successivamente anche di quella estiva 2021, con un rinvio di quest’ultima tra il 5 e il 7 ottobre 2021. Il format sarebbe stato quello del Global Summit Edition, in parte online e in parte dal vivo sul posto, sempre in quel di Monaco. Poi la conferma. OutDoor by ISPO 2022 si terrà dal 12 al 14 giugno 2022 (da domenica a martedì) e finalmente questa volta è tutto vero. ISPO 2022 invece si svolgerà dal 28 al 30 novembre (da lunedì a mercoledì).

DATE ANTICIPATE - Lo spostamento permanente delle date è una decisione strategica e rivoluzionaria concordata tra i principali marchi di sport e outdoor, i rivenditori e le associazioni Messe München, dovuta ai profondi cambiamenti del mercato degli ultimi anni. L’industria e il commercio al dettaglio stanno affrontando grandi mutamenti nella catena di approvvigionamento globale, che ha anche causato variazioni nei cicli degli ordini. Programmare ISPO Monaco a gennaio o febbraio, come avveniva in precedenza, sarebbe quindi troppo tardi per molti operatori del settore. La data definitivamente anticipata di OutDoor by ISPO, invece, soddisfa i nuovi cicli degli ordini. Giugno rappresenta un passo

"Quando il settore cambia, anche noi dobbiamo trovare nuove strade
Klaus Dittrich, ceo di Messe München

intermedio verso una data ancora “precedente” a partire dal 2023 anno in cui la fiera sarà in programma dal 22 al 24 maggio.

IL FORMAT - Per un impatto ottimale, la durata di entrambi gli eventi sarà ridotta a tre giorni e sarà introdotta una dimensione massima per gli stand. Attualmente, non si potranno superare i 150 metri quadrati per OutDoor by ISPO e i 200 metri quadrati per ISPO Munich. Per la prima volta nella storia della fiera, inoltre, saranno integrate offerte supplementari per i consumatori finali in un nuovo padiglione b2c2b dal nome “Collaborators Zone”: intrattenimento, infotainment e test faranno da cornice e assicureranno uno scambio forte tra i marchi e gli utenti più influenti.

LA LOCATION - La kermesse si terrà al MOC Veranstaltungscenter und Ordercenter, nell’ex impianto di riparazione delle ferrovie situato nelle immediate vicinanze. Tutte e quattro le sale del centro eventi saranno aperte per OutDoor by ISPO. Inoltre, le aree centrali dei quattro atri e gli oltre 130 showroom prenotabili offrono uno spazio espositivo sufficiente per ogni tipo di allestimento del marchio. Oltre ai pacchetti stand nei padiglioni, ci sarà anche l'opportunità di presentare il marchio nello spazio aperto HangOut, allestito direttamente di fronte al MOC.

GLI ESPOSITORI - Sono circa 300 i brand che tornano in scena a Monaco, un numero distante da quello dell'ultima fiera pre pandemia del 2019 ma che per questa edizione della ripartenza soddisfa gli organizzatori dell'evento. Tra i marchi presenti: AKU, Bach, Brugi, Cotopaxi, Crispi, Devold, Dolomite, Eastpak, Fjällräven, Gabel, Grivel, Haglöfs, Hanwag, HDry, Helly Hansen, Leki, La Sportiva, LOWA, Lomer, Lowe Alpine, Rab, Masters, Mammut, Marmot, Meindl, Millet, Montura, Mountain Equipment, Norrøna, Oakley, Osprey, Ortovox, PETZL, Rossignol, Samsonite, Scott, Sea to Summit, Tecnica, Ternua, Teva, Thule, Uyn, VAUDE e Vibram.

I TOPIC

Molti i temi che verranno trattati, dai cambiamenti del mercato alle principali questioni globali che stanno guidando il nostro intero settore, ai megatrend fino a un'ampia varietà di nuovi prodotti

ALPINISMO, TREKKING, ARRAMPICATA, BOULDER

Il boom dell'outdoor è progredito senza sosta negli ultimi anni e la pandemia ha contribuito a diffondere la pratica di queste discipline. Per rispondere alle esigenze di neofiti ed esperti, marchi e

produttori presentano in fiera le loro ultime innovazioni e sviluppi in termini di calzature, tessuti e attrezzature per il loro prossimo progetto all'aperto.

URBAN OUTDOOR

L'outdoor ora si svolge anche in città, ed è diventato anche uno stile

di vita. Alcuni brand hanno creato linee specifiche per un utilizzo trasversale e versatile.

CAMPEGGIO E STILE

DI VITA ALL'APERTO

Dalla tenda al sacco a pelo, dall'attrezzatura da campeggio per vanlife ai portapacchi, tutto per il turismo outdoor.

VIAGGI AVVENTURA

Le ultime tendenze e innovazioni in questo campo. Dalla montagna, ai laghi o in campagna, l’importante è vivere un’esperienza indimenticabile e i marchi propongono il loro miglior supporto.

SOSTENIBILITÀ

Questo tema giocherà un ruolo centrale. Oggi è un must per i marchi prestare attenzione alla produzione sostenibile e realizzare prodotti durevoli. Inoltre gli stand forniti dalla fiera sono costituiti da materiale già utilizzato da ISPO Monaco di Baviera o OutDoor da ISPO 2019

ORBDAYS 2022: CRESCE L’ATTESA

PER L’OTTAVA EDIZIONE

Anche quest’anno, sarà la splendida scenografia dell’Alto Garda Trentino a ospitare - il 10 e 11 luglio 2022gli Outdoor & Running Business Days. Confermati oltre 150 marchi e attese più di 400 insegne a cura della redazione

Giunti alla loro ottava edizione, gli ORBDays, organizzati da Sport Press Srl SB, sono diventati negli anni l’evento trade di riferimento del mercato italiano dedicato ad aziende, negozi, agenti e addetti ai lavori. Per i brand gli ORBDays sono un’occasione per consolidare e fidelizzare il rapporto con i propri negozi, ma anche per inserirne di nuovi all’interno della propria rete distributiva. Per i negozi sono invece un’importante opportunità per conoscere e testare le novità della prossima stagione e incontrare direttamente i rappresentanti delle aziende. Qu est’anno Sport Press punterà a superare i già ottimi numeri registrati la scorsa edizione, che aveva visto la partecipazione di oltre 100 brand e 700 retailer in rappresentanza di 300 punti vendita. Per l’edizione 2022 hanno già confermato più di 150 marchi e sono attese oltre 400 insegne. Con una consolidata formula nella quale si alterneranno presentazioni, test prodotto su nuovi percorsi e aree dedicate, anteprime esclusive, momenti di networking e formazione gratuita su tematiche strategiche. Con la possibilità di effettuare ordini presso il proprio stand o in appositi showroom.

LOCATION

Confermato anche per quest’anno il polo fieristico di Riva del Garda (TN), uno spazio polifunzionale di oltre 49.000 m2 di superficie espositiva. Collocato a soli tre minuti dal centro cittadino, è facilmente raggiungibile dall’uscita autostradale e gode inoltre di un ampio parcheggio con 1.400 posti (gratuito per espositori e visitatori). L’area espositiva dedicata occuperà i due padiglioni B2 e C2. La sala workshop sarà allestita separatamente, all’interno del contiguo padiglione B2. Oltre a queste aree, sono previste anche salette showroom private, adiacenti

agli stand, dove poter effettuare ordini e ospitare i clienti in un’ambiente più riservato.

HOSPITALITY E SERIVIZIO BOOKING

Tutti i negozi sono invitati con ospitalità alberghiera e altre speciali agevolazioni offerte dall’organizzazione. Mentre per la sera di domenica 10 luglio è confermata l’attesa cena open air con party aperto a tutti i partecipanti nel magico scenario fronte Lago della Spiaggia degli Olivi.

APERTURA AI BUYER INTERNAZIONALI & PARTNERSHIP IOG

Grazie al supporto di Assosport, IOG e ICE, agli ORBDays verranno invitati per la prima volta anche alcuni selezionati buyer esteri dai principali Paesi europei e non solo. Confermata anche la partnership strategica con l’Italian Outdoor Group, che presenzierà con molti dei suoi associati. I quali usufruiranno di importanti agevolazioni e potranno contare sull’utilizzo della Piazza IOG posta al centro di uno dei padiglioni, nella quale organizzare meeting e presentazioni.

UN EVENTO RESPONSABILE

L’ottava edizione degli Outdoor & Running Business Days, anche quest’anno sarà carbon neutral, ossia tutte le emissioni prodotte dallo svolgimento dell’evento saranno compensate. In generale ci sarà grande attenzione al tema sia durante lo svolgimento dell’evento che a livello di tematiche affrontate nel programma dei workshop, che si confermano alcuni dei momenti più seguiti e apprezzati della manifestazione.

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Giovanni Ferrari - 02.87245180 - info@outdoorbusinessdays.com

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AKU SUI SENTIERI CONDIVISI

Il brand di calzature, in partnership con Vibram e Ferrino, lancia un nuovo evento per promuovere un approccio comune alla montagna e unire due mondi complementari, quello dell'escursionismo a piedi e quello in e-bike di Erika Pozzi

Quelli promessi saranno due giorni di esperienze tra le montagne più belle del mondo. A San Tomaso Agordino (BL), il 2 e 3 luglio, andrà in scena Dolomiti Hike&Bike, un evento che intende mixare l’hiking con l’utilizzo della bicicletta a pedalata assistita sui sentieri che si snodano tra il Civetta, le Pale di San Lucano e il Sasso Bianco. Coprotagonisti di questo evento sono AKU e il gruppo Girovagando in eBike nelle Dolomiti che, all’ideazione del progetto, hanno trovato pieno consenso nel sindaco di San Tomaso Agordino, Moreno De Val, anch’esso partner organizzativo. Dolomiti Hike&Bike è inoltre supportato da Ferrino e Vibram. L’obiettivo di questa manifestazione è quello di far incontrare, e dunque scoprire, il moderno mondo delle eBike al più tradizionale fruitore della montagna. Come sottolineato più volte su bikefortrade, le bici a pedalata assistita stanno riscuotendo sempre più successo, basti pensare ai dati relativi al 2021 riportati da Confindustria Ancma (Associazione Ciclo Motociclo Accessori) che descrivono un mercato nazionale in salute, dove le eBike continuano, anche se in modo meno robusto, la loro crescita con 295mila biciclette a pedalata assistita vendute, +5% sul 2020

fino ai veterani della montagna. Un trend nel quale crediamo si inserisca perfettamente il lancio del nuovo modello AKU Rocket Dfs GTX con tecnologia Vibram Traction Lug, in arrivo per l’estate 2022, che sarà appunto il protagonista della due giorni ai piedi del Civetta e ai piedi dei ragazzi del gruppo Girovagando in eBike ai quali spetterà il compito di accompagnare alcune delle escursioni previste dal programma a piedi e sui pedali. Due mondi solo in apparente contrasto, che pensiamo possano trovare un punto di intesa nella comune visione di un approccio responsabile al rapporto con la montagna. Una visione che rappresenta da sempre l’ispirazione del brand AKU”.

Vittorio Forato, marketing manager AKU.

“Abbiamo risposto con entusiasmo all’invito di AKU per questo evento che coniuga due modi di godere delle nostre montagne: il trekking e la eBike. Il nostro contributo, oltre a una condivisione dei costi, si espliciterà mettendo a disposizione le tende per un pernottamento “wild” che consenta di vivere appieno l’esperienza in montagna”, Giorgio Rabajoli, direttore vendite Italia Ferrino.

l’escursionismo tradizionale

Dolomiti Hike&Bike sarà l’occasione per stimolare la felice convivenza fra il mondo della bici a pedalata assistita e

“L’evento Dolomiti Hike&Bike trae spunto dalla collaborazione fra AKU e il gruppo Girovagando in eBike nelle Dolomiti, nato sul web per iniziativa di quattro amici bikers della vallata agordina e diventato, lo scorso anno, test partner della nostra azienda per un’attività nuova rispetto a quella per noi abituale. L’attività combinata di escursionismo a piedi e in bicicletta rappresenta infatti un trend in forte crescita nel mercato dell’outdoor, capace di generare interesse in un pubblico trasversale, dai nuovi appassionati

“Il mondo delle mtb e, nell’ultimo periodo, di quelle a pedalata assistita, sta esplodendo, un settore in cui le gomme Vibram hanno un ruolo importante da giocare. A questa esplosione si unisce quella di tutti gli utenti che hanno scoperto – e qualcuno riscoperto – il mondo dell’hiking e del trekking. Dunque, Dolomiti Hike&Bike è un evento che mira a diventare un punto di connessione tra questi due mondi. Proprio per questo diventa ancor più importante avere l’attrezzatura ideale, con un ottimo grip, per affrontare ogni tipologia di terreno, anche quando si indossano calzature da mtb che devono essere in grado di condurre in rider anche nei punti più critici, in sicurezza. All’evento del 2 e 3 luglio ci troverete ai piedi di chi sceglierà di partecipare con le Rocket Dfs GTX firmate AKU che montano una suola, ovviamente, Vibram”.

Jerome Bernard, sports marketing director di Vibram.

Saranno quindi proposte numerose escursioni che daranno la possibilità di unire l’utilizzo della eBike – o della bicicletta tradizionale, per chi volesse – e il piacere di camminare, alla ricerca di scorci, panorami ed esperienze. La giornata potrà essere gestita dai partecipanti in totale libertà, sfruttando sia itinerari liberi, sia prendendo parte alle escursioni in gruppo o guidate che prevedono dunque l’assistenza lungo il percorso, oltre che punti ristoro ricchi di prodotti tipici del territorio. Le escursioni oltretutto saranno differenziate in base a distanza e dislivello.

Nella giornata di sabato, alle 16, ci sarà un momento d'incontro con degli ospiti proprio per affrontare il tema dell'approccio consapevole alla montagna e più in generale all'esperienza outdoor.

Inquadra il QR Code e scopri il programma di Hike&Bike

IL PROGRAMMA

Da sinistra Hervé Barmasse e Alessandro Gogna

CAMPO BASE IN VAL D’OSSOLA

Dal 2 al 4 settembre un evento dedicato alla cultura della montagna, agli sport e alle attività outdoor e alla relazione tra essere umano e ambiente. In un contesto di rara bellezza

di Sara Canali

Saranno due i binari principali su cui viaggerà l’edizione 2022 di Campo Base Festival: l'attivismo ambientale, inteso come l’urgente necessità di azioni concrete per contrastare la crisi climatica, e le donne. In linea con l’obiettivo del festival, che arriva quest’anno alla sua seconda edizione, l’evento che animerà la Val D’Ossola dal 2 al 4 settembre indagherà la relazione tra essere umano e ambiente passando attraverso la cultura della montagna, gli sport e le attività outdoor. Un vero e proprio appuntamento con i grandi nomi della scienza e della filosofia, con esploratori, arrampicatori ma anche con artisti e chef durante cui sarà possibile provare diverse attività sportive come canyoning, arrampicata, hiking, parapendio e yoga. Il tutto accompagnato da installazioni e performance musicali, proposte cinematografiche e laboratoriali, escursioni e degustazioni alla scoperta di un modo diverso di concepire la cucina e il rapporto con il cibo. Curato da Nicola Giuliani, Chantal Ferrari e con la curatela scientifica di Alessandro Gogna, prodotto dalla Fondazione Tones on the Stones, Campo Base Festival è uno degli eventi di punta di Tones Teatro Natura, uno spazio progettuale e performativo realizzato in un’ex cava di granito in Val D’Ossola. Parla Nicola Giuliani, consigliere della Fondazione Tones on the Stones e curatore, insieme a Chantal Ferrari, di Campo Base Festival.

Come e quando è nata l’idea di Campo Base Festival?

Era il 2020, in piena pandemia. In quel periodo stavamo pensando a un progetto sperimentale che ci portasse a interrogarci su come stesse cambiando il rapporto con l’ambiente e che proponesse pratiche di riconnessione con ciò che ci circonda per affermare la centralità della natura nell’esperienza umana. Perché avete pensato proprio a un festival?

Come organizzatori di eventi, abbiamo trovato nel festival la forma più appropriata per far incontrare le persone e focalizzarci sui problemi. Si tratta di un momento aggregativo che permette di focalizzarci sui problemi e trovare delle risposte. Come nell’800 le grandi scoperte venivano messe in mostra all’interno delle stazioni ferroviarie, i festival sono quelle realtà che oggi sono in grado di darci la possibilità di sperimentare e fare ricerca e di capire quali sono i nuovi limiti e tendenze. Pensatori, scienziati e i protagonisti dello sport e dell’esplorazione, sono chiamati al festival per condividere le loro esperienze, aprirci a percorsi di senso, stimolare riflessioni. Campo Base Festival è uno degli eventi di punta di Tones Teatro Natura. Di cosa si tratta?

È uno spazio performativo realizzato dentro l’ex cava di pietra nel Comune di Crevoladossola ed è nato da un progetto di riqualificazione di uno spazio dismesso di cui si è occupata la Fondazione Tones on the Stones. Si propone come contenitore di una serie di progetti spettacolari e laboratoriali, di cui Campo Base Festival vuo-

le essere l’evento conclusivo.

Come sarà organizzato a livello logistico il Campo Base Festival? Quali saranno i luoghi coinvolti nella manifestazione?

Partiamo da un’installazione sonora, con 250 speaker che riproducono il suono di 250 api, ideata da Félix Blume e che avrà luogo a Domodossola a partire dal 26 agosto. Questa rappresenterà un’anticipazione del festival. Poi dal 2 al 4 settembre il festival avrà come elemento cardine il Tones Teatro Natura e il campeggio che diviene il fulcro dell’evento. Abbiamo utilizzato il concetto di campo base al 100%: un punto di partenza per andare a scoprire il territorio attraverso delle esperienze di diverso tipo.

Quali saranno le novità dell’edizione 2022?

Manteniamo una struttura simile a quella dell’anno scorso che ha portato al grande successo della prima edizione. Quest’anno ridurremo la parte di speach per dare maggiore spazio alla parte esperienziale introducendo l’Ossola Outdoor School che ci permetterà di organizzare molte più attività sportive. Ci avvarremo della collaborazione con la FASI per tutti i momenti dedicati all’arrampicata e introdurremo il progetto Fermento cibo di Montagna, un nuovo tassello che coinvolgerà studenti e produttori locali in un percorso di reciproca conoscenza e apprendimento che si concluderà con la creazione di un menù ad hoc ispirato al concetto di rifugio.

Quali i principali partner dal mondo outdoor?

Montura, Vibram, Patagonia e Ferrino. Dopo aver presentato il nostro progetto, abbiamo ricevuto una risposta entusiasta da parte dei brand. E questo ci ha aiutato a credere fortemente in quello che stavamo facendo e a rendere possibile tutto questo.

GLI OSPITI

Il filosofo green Emanuele Coccia, l'etnobotanico Alessandro Ditizio, il designer Robert Fliri, l'alpinista Tamara Lunger, il climatologo e divulgatore scientifico Luca Mercalli, l'esploratore Franco Michieli, gli arrampicatori Federica Mingolla e Luca Schiera, l'artista Matteo Nasini, il ricercatore Giorgio Vacchiano, lo chef Matteo Sormani

Inoltre, le realtà ambientaliste di The Outdoor Manifesto e Ci Sarà Un Bel Clima l'Associazione Pachamama, il duo Amaro & Rovina, i musicisti Nicola Ratti Enrico Malatesta e Attila Faravelli con il progetto Superpaesaggio, il sound artist Félix Blume e il produttore, musicista e sound designer torinese Davide Tomat che dialogherà con il Coro Alpino SEO-CAI Domodossola

Nicola Giuliani, consigliere della Fondazione Tones on the Stones
Inquadra il QR Code la home del Festival

TRAIL CON VISTA

Wald, bosco: è da questa parola tedesca che il Monte Baldo prende il suo nome. Un massiccio montuoso talmente rigoglioso da essere conosciuto anche come il “giardino botanico d’Europa”. Attraverso i suoi sentieri tortuosi si è tenuta durante il weekend del 20-22 maggio la prima edizione di ASICS Malcesine Baldo Trail, tre giorni di eventi con quattro percorsi di gara sviluppati tra il lago e la montagna. Organizzato dal Verona Marathon Team, un gruppo di professionisti con 10 anni di esperienza internazionale nel mondo delle gare su strada, questo appuntamento è stato un successo complice anche una splendida sinergia tra regioni, comuni ed associazioni locali. “Con la consapevolezza che una prima edizione ha sempre ampi margini di miglioramento, siamo soddisfatti”, ha dichiarato il responsabile del comitato organizzatore Claudio Arduini. “Gli atleti ci hanno dato feedback incoraggianti, confermando la nostra convinzione che questa location e questo format hanno grandi potenzialità”. Erano 660 gli atleti provenienti da città, regioni e nazioni diverse che hanno affollato il piccolo borgo di Malcesine per tutto il weekend. Alcuni nomi di spicco che hanno preso parte alla manifestazione: i bergamaschi Nicola Carrara e Sergio Bonaldi, Alessia Scaini, l’altoatesino Armin Larch e Stephanie Kroll.

LE GARE - I primi a prendere il via sono stati gli atleti della gara Vertical. Partenza nel bosco poco sopra la stazione di mezzo della Funivia del Monte Baldo, arrivo in vetta a 1.790 m. Sabato è stata la volta degli eroi dell’Ultra da 50 km partiti dal lago di buon’ ora per portare a termine più di 3.300 D+. Un’ora più tardi, sono partiti i partecipanti alla Medium da 24 km ripercorrendo il tracciato dell’ Ultra con un dislivello inferiore di “soli” 1.994 D+. Ultima fatica: domenica mattina si è svolta la gara

Short da 16 km con un percorso sviluppato prevalentemente su sentieri e strade sterrate a mezza costa. Tutte le competizioni sono state accompagnate da una forte impronta green; segnaletica riciclabile, pacchi gara senza packaging, squalifica immediata per gli atleti sorpresi a gettare i propri rifiuti lungo il percorso.

ASICS: ALLEATO VINCENTE - Questa prima edizione è stata resa possibile anche dalla presenza in campo di ASICS, storico brand running che con i suoi modelli pensati per il trail dal grip irresistibile, si sta facendo sempre più largo nel panorama alpino. “Crediamo molto in questo mondo e ci auguriamo di dare continuità a queste collaborazioni” ha dichiarato Tiziano Piccini, trade marketing specialist di ASICS Italia. “Queste partnership sono fondamentali per i nostri nuovi prodotti e l’approccio che abbiamo di farli testare di persona durante gli eventi si sta rivelando estremamente utile per puntare a una qualità sempre maggiore”.

ASICS - TRABUCO 10

STAMPA 3D / impedisce agli elementi del sentiero di penetrare all'interno della scarpa

SISTEMA DI AMMORTIZZAZIONE / con tecnologia GEL, migliora l'assorbimento degli impatti e crea una sensazione di maggiore morbidezza a contatto con il piede

SISTEMA DI SUPPORTO DUOMAX / migliora il sostegno e la stabilità e previene l'iperpronazione

PIASTRA DI PROTEZIONE / con un design flessibile aiuta a proteggere il piede da rocce e terreni accidentati

SUOLA ASICSGRIP / offre un'elevata aderenza su vari terreni, senza compromettere la durata

Più di 600 atleti per quattro percorsi tra panorami mozzafiato. Il resoconto della prima edizione di ASICS Malcesine Baldo Trail di Susanna Marchini
"Deve davvero essere così scomoda?"

La vera storia dell'invenzione dell'abbigliamento Fast and Light

"Appena arrivata a casa mi sono affrettata a togliere quell'orribile giacca da sci.

Ci sudavo dentro durante ogni allenamento! Era fredda, pesante e non traspirava per nulla.

Deve dawero essere così scomoda? E i pantaloni devono davvero essere così voluminosi, pieni di tasche e avere tessuti così irritanti? E le maglie tecniche devono davvero essere così rigide e gelate sulla pelle?"

Non che ci fossero alternative. "Sono questi i vestiti da montagna" mi dicevano tutti.

Era il 1989 quando ho deciso che le cose potevano cambiare. Ho voluto credere in questo sogno e creare io stessa l'alternativa.

Ho iniziato aprendo una boutique per atleti e ho avuto l'onore di vestire i migliori atleti della montagna moderna.

Dalle necessità di questi atleti ho studiato soluzioni per tutti gli amanti della montagna come te.

Creando capi che superassero i limiti dell'abbigliamento tradizionale attraverso innovazioni continue:

• 1989: la prima tuta da sci alpinismo

• 1991: la prima giacca specifica per sci alpinismo del mondo

• 1993: i primi pantaloni specifici da montagna

• 2000: l'intruduzione delle cuciture piatte nel mondo della montagna

• 2013: la prima giacca completamente elastica

• 2021: la giacca più leggera del mondo

Ho unito la migliore tecnologia sul mercato con la ricerca del comfort e della performance.

Negli anni, molte aziende hanno seguito la strada battuta da Crazy e il sogno in cui ho creduto, oggi si chiama Fast and Light. L'abbigliamento che ha sancito la nuova era di andare in montagna.

In Crazy abbiamo inventato l'abbigliamento fast and light e siamo l'unica azienda a seguire questa filosofia con tutti i nostri prodotti.

Scopri i nostri prodotti e gli stare in cui li puoi trovare su www.crazy.it

DALL’ALPINISTA AL LAVORATORE

Entrambi alla ricerca di sicurezza in alta quota come sul luogo di lavoro.

Vibram risponde alle loro esigenze e continua a crescere anche nel mercato del work and safety. La storia del brand in questo segmento e le prospettive future

Un brand con un importante background nel mondo outdoor che si è affermato anche un altro mercato, quello del work and safety. Un segmento più giovane che prende ispirazione dall’industria sportiva in cui la performance è al centro di tutto, soprattutto delle richieste dei consumatori sempre più maturi. Ma se nel settore outdoor Vibram rientra naturalmente nell’immaginario comune come imprescindibile per praticare sport in sicurezza, in quello del lavoro il percorso di consapevolezza dell’utilizzatore sulla differenza tra scarpe con o senza suola in gomma, è ancora nel pieno del suo compimento (seppur la crescita continua del brand negli ultimi anni dimostri che siamo sulla buona strada). E i principali attori di questa evoluzione potrebbero essere proprio loro, gli outdoor addicted, per i quali è più facile percepire l’importanza nella scelta di materiali che garantiscano un prodotto di alta qualità e ne motivino il prezzo.

Per entrare nel vivo di questo mercato e del ruolo di Vibram, abbiamo chiesto l’aiuto a Vincenzo Milani, sales manager del segmento work and safety e Annalaura Gatto, Vibram marketing manager Emea che ci hanno raccontato una storia appassionante, condotto passo passo in questo segmento che si intreccia con quello dell’outdoor e che oggi, per Vibram, rappresenta un potenziale di crescita.

LA STORIA

Com’ è nata la scarpa da lavoro?

L’introduzione della calzatura vera e propria da work and safety in Europa è segnata dall’approvazione della direttiva numero 686 del 1989 che introduce l’obbligo del dispositivo di protezione individuale sul luogo di lavoro qualunque esso sia (casco, occhiali, scarpe). Non era quindi più possibile utilizzare, come accadeva nei primi anni del ‘900, quella da outdoor ma era richiesto un modello che rispondesse a specifiche direttive e standard. Un obbligo percepito inizialmente come inutile e per il quale le persone erano disposte a spendere molto poco. Qual è stata la sua evoluzione?

Appena nate erano calzature molto basiche, simili tra loro, tutte nere, con poca attenzione alle prestazioni e al comfort. Successivamente il mercato si è evoluto grazie alla richiesta di certificazioni più stringenti e alla necessità dei lavoratori di indossare un prodotto qualitativamente alto e confortevole. Agli inizi degli Anni ’90 finalmente si è affermata la necessità di applicare suole in gomma alle calzature da lavoro sia per soddisfare requisiti di sicurezza che per rendere consapevole il lavoratore circa la sua incolumità, aprendo così lo spazio nel mercato per un prodotto con prezzo e posizionamento medio-alto. A questo punto i brand i top player dovevano rivolgersi a Vibram che non ha competitor in questo senso. La nostra strategia in Europa è stata quella di avere delle partnership per ogni nazione con i principali leader di tale mercato, tra i quali anche brand outdoor che producono entrambe le tipologie di calzature come Lowa, Diadora e Timberland.

Quando Vibram è entrato nel mercato?

La storia di Vibram nel mondo del work and safety inizia molto prima del 1989, in America, mercato con una storia che precede quella europea. Identifichiamo nel ‘64 l’anno di partenza, quando il colosso di calzature americano RedWing, già in contatto con Vibram per le suole outdoor, decide di utilizzare la tecnologia e l’esperienza Vibram anche per la produzione di suole destinate al mondo del lavoro. RedWing propone a Vibram di iniziare a produrre le suole in America e la mette in contatto con lo stabilimento Quabaug Rubber. Nasce così una collaborazione esclusiva tra Vibram e lo Quabaug Rubber che dal 2015 è diventata proprietà di Vibram.

In Europa la prima collaborazione in ambito work & safety è stata con Grisport, già partner di Vibram per le suole Outdoor e tra i primi brand a voler introdurre la suola in gomma anche in ambito work & safety.

OGGI

Quanto conta per voi il comparto work and safety?

Per Vibram, rappresenta il secondo mercato dopo l’outdoor. A livello globale conta circa il 30% del fatturato totale dell’azienda, contro il 50% di quello sportivo. Nello specifico, in Europa vale intorno al 15-20 % con una grandissima possibilità di crescita in quanto si tratta di un’industria giovane. Quali sono i settori work and safety in cui siete maggiormente presenti?

Soprattutto nei lavori praticati all’esterno, quelli più estremi, dove la scelta della performance non è un optional, ma una necessità: il settore delle costruzioni quindi l’edilizia, le miniere, le foreste, i lavori in altura e l’agricoltura. Ultimamente proprio perché il mercato sta maturando ci sono ambiti specifici, seppur indoor, dove la durata, il grip, la trazione, il comfort diventano sempre più importanti e Vibram è in grado di garantirli, offrendo tecnologie studiate ad hoc. Si tratta per esempio di lavori in magazzino, automotive, e i settori medical e HORECA. Comparti al momento più nuovi per noi ma dove vediamo un’ottima possibilità di crescita e dove i top player ci chiedono già soluzioni.

IL MERCATO

Come si posizionano le calzature con suola Vibram in questo comparto?

Le calzature con suola Vibram rappresentano l’eccellenza anche nel segmento del work & safety. La suola Vibram si trova sui brand top di gamma e sulle linee di prodotto più performanti. I lavoratori che cercano sicurezza, performance e comfort, riconoscono la differenza che può fare una calzatura con suola Vibram. Come per l’Outdoor, anche in ambito work & safety, ci impegniamo ad offrire la tecnologia migliore per l’utilizzo finale, il che si traduce in un alto livello di specificità per le suole destinate ai diversi segmenti, dall’utility, all’heavy duty, all’horeca, all’oil & gas. È ovvio che una suola altamente tecnologica ha un impatto sul prezzo finale della calzatura e la tecnicità di un prodotto come Vibram, si trova su modelli con fasce di prezzo più alte. Il che può costituire una barriera d’acquisto importante, soprattutto per quei lavoratori che non sono ancora disposti a pagare di più per un prodotto più performante e sicuro. È questo il punto su cui dobbiamo lavorare per fare cultura: pagare di più per una calzatura più duratura, più performante, più comoda, più specifica, vuol dire avere maggiore affidabilità e sicurezza. Come per gli atleti, anche per i lavoratori la calzatura diventa un’alleata fondamentale e pagare di più per un prodotto che dura di più non vuol dire “spendere di più”. Quindi che tipo di consumatore sceglie scarpe da lavoro con suola Vibram?

È più facile che sia anche un appassionato di outdoor, e quindi associ direttamente Vibram a un prodotto di alta qualità, che lo accompagni sia nel tempo libero che sul lavoro. Oppure perché opera in un ambiente più insidioso ed è alla ricerca di un prodotto più affidabile.

LE SUOLE

Cosa prevede la normativa attuale?

Una suola per calzature da lavoro deve superare diversi test, tra i principali: di scivolamento, grado di durabilità, flessibilità, proprietà elettriche di conduttibilità elettrica o di isolamento, resistenza al calore agli oli e agli acidi. Queste sono le caratteristiche di base, il resto dipende dall’ambito di utilizzo. Cosa offre in più la suola in gomma Vibram?

Oltre alla sicurezza e al grip importante in alcuni specifici ambienti di lavoro, offre altre performance: la durabilità per esempio, quindi utilizzandole tutti i giorni si consumano meno, la resistenza al cambio termico, al freddo e al caldo, l’isolamento, la leggerezza, il comfort e la flessibilità.

Cosa differenzia le suole work and safety da quelle outdoor? Ci sono dei trend nelle richieste del mercato?

Il mercato work and safety necessita di suole con mescole particolari, diverse da quelle dell’outdoor, ma ci sono tecnologie che vengono usate nelle calzature sportive e che, con i dovuti adattamenti per rispettare le normative, portiamo nel mondo del lavoro. È l’esempio di Litebase con la quale riusciamo a rispondere a un trend di richieste sempre maggiore che è quello delle scarpe da lavoro leggere senza nessun compromesso in termini di performance. Il processo di ideazione delle suole in generale è molto simile, nel senso che lo sviluppo procede con un lavoro a quattro mani con i brand partner. Cambia sicuramente il discorso dei test, che oltre a quelli svolti sul campo, mirano a ottenere certificazioni e quindi le tempistiche possono essere più lunghe di quelle relative a un progetto outdoor.

Quanto è forte la richiesta di suole sostenibili?

Non quanto quella del mondo dell’outdoor, dov’è diventata una necessità, ma anche in questo ambito comunque è aumentata sia lato consumer che dei brand partner nello sviluppare prodotti che siano in parte anche ecosostenibili. Vibram ha lavorato per offrire al mercato W&S una mescola realizzata con percentuale di gomma riciclata. sulla scia della Vibram Ecostep, molto conosciuta e utilizzata in ambito Outdoor, è nata Vibram Ecostep PRO e siamo molto soddisfatti della risposta che ci sta dando il mercato. Il processo complesso è stato creare il giusto equilibrio, per mantenere inalterata la performance di grip e durabilità

"La distribuzione della calzature da lavoro nei retail Outdoor sarebbe un modello molto interessante".

che ci si aspetta da Vibram. La loro durabilità è di per sé un concetto di responsabilità ambientale, ancor più nel mondo del lavoro dove le calzature vengono utilizzate tutti i giorni con un rischio maggiore di usura.

LA DISTRIBUZIONE

Dove vengono vendute queste scarpe? Quali prospettive ci sono per i retail outdoor?

Attualmente non sono distribuite nei negozi outdoor, ma sarebbe un modello molto interessante. La tipologia di retail più usato per la calzatura da lavoro è il ferramenta, oppure la distribuzione diretta dal produttore alle aziende e i grandi magazzini del calibro di Leroy Merlin o Brico. Ci sono brand importanti, in particolare nei mercati del Nord e in Germania, che, oltre alla distribuzione normale, iniziano ad aprire dei negozi monomarca … si tratta di primi passi , ma in prospettiva potrebbero diventare importanti luoghi di contatto con il consumer e dove costruire una “ cultura della sicurezza sul lavoro”. La vendita nel negozio outdoor sarebbe perfetta vista l’evoluzione del mercato del lavoro che ha quindi richieste sempre più mature. Un negozio outdoor potrebbe adattarsi perché sarebbe più specializzato, parlerebbe in modo più corretto al cunsumatore, non solo di normative ma di utilizzo.

IL FUTURO

Quali sono le prospettive per il futuro nelle calzature work and safety?

Si va sempre più verso una calzatura di maggiore qualità nelle componenti (dalla suola, alla tomaia, ai puntali, alle intersuole), in grado di offrire comfort elevato e con look estetici sempre più gradevoli, di ispirazione outdoor, o addirittura lifestyle e il prezzo medio della calzatura da lavoro è destinato ad alzarsi.

Quali sono le previsioni di crescita in questo mercato?

Da quando siamo entrati in maniera decisa in questo segmento in Europa, abbiamo registrato un costante aumento del +6-8% su base annua e pensiamo che i margini di crescita siano questi per altrettanti anni. Abbiamo un grosso potenziale, dobbiamo solo cercare di aumentare la consapevolezza di questo consumatore. Un prezzo più alto motiva un prodotto che dura di più e veste meglio.

TECNOLOGIE OUTDOOR

NEL MONDO DEL LAVORO

Arctic Grip Pro è una soluzione innovativa “all rubber” per rispondere all’esigenza di grip continuo quando si incontra un terreno ghiacciato e particolarmente bagnato sul luogo di lavoro.

Litebase è studiata per diminuire di circa il 30% il peso del battistrada, tramite la riduzione del fondo gomma del 50%, mantenendo inalterata la disposizione e la forma dei tasselli, senza quindi alterare le prestazioni di grip, trazione, durata e resistenza all’usura. Questa tecnologia ha permesso la realizzazione della calzatura antinfortunistica più leggera di una scarpa da running. La calzatura Utility Fly poweed by Virbam Litebase, è alleggerita anche da un puntale in fibra di carbonio o una tomaia in tessuto tecnico multifibra Matryx estremamente traspirante.

BATTISTRADA

- tecnologia Vibram Litebase con mescola Vibram ESD

- resistenza allo scivolamento src non-marking

- ampia area di contatto per miglior grip

- design aperto per facilitare l’auto-pulizia

- tassellatura rinforzata per stabilità e durabilità

Due esempi sono Vibram Arctic Grip Pro e Vibram Litebase.

L’ECOSOSTENIBILITÀ AL SERVIZIO DEL DESIGN

Nastrotex e Dryarn uniscono le forze. Il risultato è PP 52-36: "l'elastico più leggero di sempre"

di Pietro Assereto

Da settanta anni, l’esperienza sviluppata da Nastrotex Cufra accompagna i propri clienti nella progettazione della soluzione perfetta per ogni esigenza. Grazie al know-how acquisito nel tempo l’azienda di Covo, in provincia di Bergamo, è in grado di operare fianco a fianco con i suoi acquirenti nel mondo dell’abbigliamento e della calzatura tecnica-sportiva outdoor per creare prodotti ad hoc. L’ufficio ricerca e sviluppo e quello tecnico lavorano in sinergia per arrivare alla migliore soluzione che soddisfi tre parametri fondamentali del brand: prestazione, qualità e innovazione.

IL DOPPIO LABBRO

Il must have Nastrotex SS 23 è sicuramente l’elastico a doppio labbro. Presente nei campionari del marchio sin dagli Anni 90, ultimamente il prodotto ha acquisito parecchia notorietà.

La caratteristica principale consiste nella presenza di un “doppio labbro” sul bordo, che facilita il confezionamento garantendo alte performance qualitative e strutturali. Ciò permette di avere un capo rifinito anche all’interno dando la possibilità di risvoltarlo senza avere cuciture e fili in giro. Progettato per poter essere sviluppato in diverse pesantezze, filati e personalizzazioni, è realizzabile anche in jacquard.

Il fiore all’occhiello è la versione in polipropilene Dryarn, definita la fibra più leggera esistente in natura. È considerato il filamento del futuro per la sua incredibile leggerezza, traspirabilità e termoregolazione da utilizzare per un guardaroba ecosostenibile.

Più traspirante del poliestere, più isolante della lana e più leggero di ogni altra fibra.

"ll polipropilene Dryarn è antimacchia, si asciuga velocemente e non si deve stirare; inoltre, è durevole nel tempo grazie all’alta resistenza chimica, all’abrasione, alla rottura e all'ottima solidità del colore

Ecco ciò che rende il filato Dryarn una soluzione ideale per la produzione di nastri elastici applicabili all’abbigliamento tecnico sportivo:

• poco utilizzo d’acqua durante il processo di filatura, può essere lavato a basse temperature e non stirato

• riciclabile al 100%

• gode di un eccezionale isolamento termico il che lo rende ideale per tutto l’anno. La pelle rimane asciutta in qualsiasi situazione climatica: calda nei mesi invernali e fresca nei mesi estivi

• dermatologicamente testato, non crea effetti indesiderati, soprattutto delle persone più sensibili o che presentano problemi cutanei

POWER AI R™

COSTRUZIONE I-BEAM

LA MONTAGNA SCENDE IN CITTÀ

Tra tournée internazionali, test prodotto e ospiti d’eccellenza, La Sportiva accompagna i climber europei alla scoperta dell’arrampicata

Che l’arrampicata sportiva stia spopolando è ormai assodato.

I numeri parlano chiaro: secondo la Fasi (Federazione arrampicata sportiva italiana) solo quest’anno in Italia abbiamo raggiunto la cifra record di quasi 43mila tesserati. Grazie anche all’esordio di questa disciplina alle Olimpiadi di Tokio 2021, sempre più persone si avvicinano al climbing, indipendentemente dal loro livello e dalla loro passione per la montagna. C’è da sottolineare, infatti, che l’apertura sempre più frequente di palestre in città ha stimolato l’interesse verso questa disciplina anche come pratica fitness per tenersi in forma, non solo come preparazione per la falesia. La Sportiva, che da sempre fa dell’arrampicata uno dei suoi interessi principali, ha deciso di accompagnare in questo percorso di scoperta anche i neofiti. Dalle montagne della Val di Fiemme alle principali città europee, sabato 30 aprile l’azienda ha inaugurato l’ambizioso progetto Climb Europe, un appuntamento dedicato a tutti gli appassionati e alla community climbing con l’obiettivo di avvicinare sempre più persone a questo mondo.

CLIMB EUROPE - Sei palestre, rispettivamente nelle città di Milano, Parigi, Londra, Barcellona, Vienna e Monaco di Baviera, hanno ospitato in contemporanea la tappa di partenza di un lungo viaggio europeo attraverso 14 Paesi e 71 palestre: il Climb Europe Tour. Il progetto è ambizioso e il suo obiettivo è non solo quello di permettere agli appassionati di testare le

novità climbing del brand trentino, ma anche di educare il consumatore, principiante ma anche più esperto, nella scelta delle calzature più adatte per le proprie esigenze, seguendo la filosofia “Test & Feel”: provare il prodotto e imparare a percepire il proprio piede, acquisendo sensibilità e esperienza sulle proprie necessità.

LA TAPPA DI MILANO - La giornata si è svolta tra workshop formativi e test dei nuovi prodotti del marchio. Tra gli atleti che hanno animato le palestre e coinvolto gli iscritti ci sono stati James Pearson a Londra, i fratelli Pou a Barcellona, Hannah Schubert a Vienna, Jeremy Bonder a Parigi e Martina Demmel a Monaco. In Italia, durante la tappa milanese all’interno della palestra Rockspot, si sono presentati due ospiti d’eccellenza. Stefano Ghisolfi, miglior atleta italiano nella Coppa del Mondo di arrampicata lead dal 2010, ha tenuto un incontro su come lavorare una via. Michael Piccolruaz, vincitore della Coppa Italia boulder di arrampicata nel 2013, ha insegnato ai partecipanti a leggere un blocco di boulder. Il resoconto della giornata è stato sicuramente positivo sia per i numerosi partecipanti che per La Sportiva, che ha avuto l’occasione di consolidare un rapporto di fiducia con la community e anche di avvicinarsi a un pubblico nuovo. Permettere a tutti di testare i propri prodotti è sempre una buona occasione per raccogliere feedback e far conoscere in modo ravvicinato la storia, i valori e la qualità del brand.

STEFANO GHISOLFI, PROFESSIONAL CLIMBER

DUE DRITTE DA CAMPIONE

Come è nata la tua passione per l'arrampicata?

Sono approdato al mondo dello sport quando avevo sei anni. Mio padre è maestro di mountain bike e con lui ho iniziato a fare le gare. Un pomeriggio, proprio dopo una competizione, i miei amici mi hanno portato a provare una parete artificiale su una diga. È stata la prima volta in cui ho scalato e mi sono sentito subito a mio agio. Mi sono divertito e ho capito che era una cosa che mi piaceva, da quel momento non mi sono più fermato.

Che rapporto c’è con La Sportiva?

La nostra collaborazione è iniziata nel 2015. Abbiamo uno scambio di feedback molto aperto sui prototipi e sui prodotti, soprattutto adesso che il gesto tecnico si sta differenziando molto tra roccia, palestra e gare. È interessante potersi confrontare sulla direzione in cui andrà il climbing nei prossimi anni.

Perché ti piace far parte di questa famiglia?

Ovviamente la cosa più importante per me, come atleta, è la qualità dei prodotti che uso e con loro non ho mai avuto delusioni. Inoltre apprezzo il fatto che un brand italiano abbia mantenuto la sua principale sede produttiva in Italia. Il fatto di essere entrambi italiani e radicati sul territorio trentino è sicuramente un valore aggiunto.

Che caratteristiche cerchi in una scarpetta da arrampicata?

Le parti principali delle scarpette sono la punta e il tallone, devono essere adat-

te alla forma del proprio piede. E questa è una scelta assolutamente personale. Quando si inizia a scalare, poi, non ha senso comprare dei modelli troppo stretti, bisogna stare comodi per essere precisi senza lo stress da prestazione. In generale, ognuno deve sentire sua la scarpetta a seconda di quello che vuole fare (e dove).

Quali sono i tuoi modelli preferiti?

Ho gareggiato per sette anni con le Futura No Edge, mentre per la roccia uso le Solution e le Solution Comp. Ultimamente sto anche sperimentando con i modelli Theory e Mantra. Le Mantra le sto provando per gli allenamenti perché sono morbide, leggere e molto divertenti, ideali per correre sui blocchi moderni.

Come sta cambiando il panorama dell’arrampicata in Italia?

Quando ho iniziato a scalare, a Torino c’era solo una palestra di arrampicata, ora ce ne sono dieci. Sicuramente la nascita di tutti questi nuovi spazi nei centri urbani sta facendo conoscere questo sport e quindi aumentare il numero degli appassionati.

Che consiglio daresti a chi si approccia al climbing?

L’arrampicata è uno stile di vita, influenza la tua mentalità, il tuo tempo, le tue vacanze. Per viverla al meglio è fondamentale divertirsi e sperimentare tanto, non solo in palestra ma anche in falesia.

© Matteo Pavana

Come nasce il progetto Climb Europe?

Climb Europe nasce come input dal nostro Climb-in-GYM Tour che portiamo avanti da sei anni. Quest'anno, dopo due anni di stop, abbiamo voluto creare un evento unico di lancio per presentare i nuovi prodotti e far testare la collezione a un pubblico di utenti selezionati legati al mondo delle palestre. Per noi questi eventi sono importantissimi perché riusciamo a entrare in contatto diretto con gli utenti finali per raccogliere i feedback, dare consigli e riuscire a intercettare nuove esigenze e tendenze. La cosa fondamentale per noi è riuscire anche a trasmettere quella che è la cultura dell'arrampicata; non è solo uno sport da praticare sulla plastica della palestra, ma anche fuori. Il fatto poi di farlo in sei città contemporaneamente trasmette ancora di più l’idea di condivisione e inclusività tipica della community.

La diffusione di questa disciplina sta facendo aumentare esponenzialmente i neofiti di questo sport. Come si sta muovendo La Sportiva in merito?

maggiori in tutto il mondo. I prodotti storici sono stabili nelle vendite, difficilmente vengono tolti dalla collezione anzi continuano a crescere e adattarsi all'evoluzione della domanda.

L’IMPORTANZA DI ESSERCI

La nostra missione è accompagnare un appassionato di montagna alla scoperta dell'arrampicata in tutte le sue declinazioni. Storicamente, per noi, l’arrampicatore professionale è coperto come target aziendale con un prodotto all'avanguardia per soddisfare le esigenze più particolari, anche legate al mondo olimpico. Oggi ci rendiamo conto che il pubblico che si avvicina all'arrampicata è completamente diverso ed è nostra responsabilità creare un prodotto che riesca a farlo appassionare senza troppo timore. Cerchiamo di seguire tutte le sfaccettature con una vasta gamma prodotti e stiamo già pensando a come questo gruppo evolverà in futuro, parlando con i gestori delle palestre e gli addetti del settore. Intercettare le esigenze dei nuovi climber è molto più complesso ed eventi come questo ci aiutano molto a capire quali sono le esigenze reali. Rispetto a un atleta con il piede allenato, è più facile che un utente non abituato a utilizzare scarpette riesca a dirti con più precisione cosa non funziona.

Che ruolo hanno i vostri atleti nell’ecosistema La Sportiva?

Gli atleti passano spesso in azienda, alcuni seguono anche la nascita e lo sviluppo di nuovi prodotti. Durante i workshop aziendali facciamo sempre dei tavoli di lavoro dove li coinvolgiamo per il loro contributo puntuale sulle varie discipline che praticano.

Quali sono i prodotti più richiesti?

A livello di numeri, la scarpetta entry level è quella che sta generando quantitativi

BENVENUTA MANTRA

Come marchio avete una tradizione lunga quasi 100 anni: cos’è cambiato e cos’è rimasto invariato in La Sportiva dal 1928 a oggi?

Siamo nati e cresciuti in Val di Fiemme e per noi è un punto di forza incredibile. Riuscire a ideare e sviluppare prodotti per l’attività in montagna in mezzo alle montagne è un fattore distintivo che ci portiamo dietro dagli Anni Venti. Quello che sta cambiando velocemente sono le dinamiche di mercato, i trasporti, il reperimento di materie prime. Questo incide sulla gestione aziendale, sullo sviluppo del prodotto, sui costi di materie prime, produzione e distribuzione.

Nel tuo ruolo, qual è l’aspetto strategico su cui ti sei concentrata?

Il mio focus principale è l'organizzazione delle risorse. Mi circondo di persone che condividono uno spirito imprenditoriale e la passione per l’outdoor. Cerco di strutturare dei team che riescano a implementare quelle che sono le analisi di mercato a contatto con il cliente finale, senza mai perdere lo spirito di squadra.

L'alpinismo resta una disciplina dominata dagli uomini, ma la diffusione degli sport di montagna sta aumentando tra il pubblico femminile?

Negli ultimi due anni il prodotto donna ha iniziato a raggiungere il livello dei prodotti maschili, in certi casi l’ha addirittura superato. Alcuni capi specifici che venivano creati come unisex, ora vengono realizzati in versione donna. Anche lato atleti stiamo cercando di incorporare sempre più donne con delle storie sia alpinistiche che personali molto interessanti.

La Sportiva e la sostenibilità: come vi state muovendo?

Credo che ci siano vari approcci per essere considerati sostenibili. Noi crediamo molto nell’allungamento della vita dei prodotti e nella loro durabilità, a partire per esempio dalla risuolatura delle scarpette da arrampicata. Attualmente stiamo cercando di portare questo concetto anche su altre categorie, per esempio sui modelli TX2 Evo, dove inseriremo un sistema costruttivo del pacchetto suola che permetta di risuolare la scarpa senza perderne le caratteristiche tecniche. Cerchiamo inoltre di riciclare e riutilizzare gli scarti di produzione, specialmente quelli di gomma che vengono lavorati e utilizzati su alcuni modelli di scarpette d'arrampicata.

FOCUS PRODOTTO

Scarpetta d’arrampicata iper leggera pensata per l’indoor e dedicata a climber di medio/alto livello. La sua struttura garantisce massima prensilità e polivalenza d’uso su qualsiasi tipo di presa. La tomaia è destrutturata e gli spessori dei bordi in gomma sono ridotti al minimo per la massima sensibilità e vicinanza con la superficie. I volumi interni permettono di muovere agevolmente le dita sia verso l'alto che verso il basso. La suola avvolge la calzatura lateralmente per una totale assenza di spigoli laterali, favorendo gli appoggi dinamici e la spalmabilità sulle forme delle prese indoor più evolute.

CARATTERISTICHE / Nessuna costrizione per una scalata fluida

TOMAIA destrutturata

COSTRUZIONE No-Edge

TECNOLOGIA D-Tech (Dynamic Technology)

MESCOLA Vibram XS Grip2

UNA COSCIENZA CHIAMATA "PAURA"

Federica Mingolla racconta la sua esperienza con la sensazione del vuoto come compagna di cordata. È lei l’ospite del secondo appuntamento con La Sportiva Meet Up

di Sara Canali

Sono quattro gli appuntamenti organizzati da La Sportiva che fanno parte del nuovo format dedicato agli appassionati del mondo indoor climbing. Il brand ha infatti lanciato La Sportiva Meet Up, ovvero un circuito di giornate formative che vedono la partecipazione di grandi atleti del team, con l’obiettivo di comunicare temi che spaziano dalla prevenzione contro gli infortuni fino ai consigli sui migliori metodi di approccio ai boulder. Le giornate sono organizzate in collaborazione con Urban Wall Milano e vedono la presenza di un pubblico tra le 20 e 60 persone a ogni evento. Il progetto è veicolato principalmente tramite i canali di comunicazione della palestra e sarà successivamente replicato su altri centri in altri stati. Mercoledì 9 marzo è stata la volta di Jacopo Larcher mentre il 6 aprile la protagonista dell’incontro è stata Federica Mingolla. Il 18 maggio invece sarà il turno di Marcello Bombardi.

E cosa è cambiato?

Ho iniziato così a fidarmi troppo del mio cadere e della mancanza di paura che ho cominciato a fare voli sempre più lunghi e su protezioni veloci anche quando non le mettevo molto bene. Ma mi accorsi che dovevo trovare una via di mezzo.

Con Federica, alpinista torinese, classe 1994, i temi affrontati sono stati i primi di cordata, la riduzione dei rischi e il materiale base per l'arrampicata. Ma in particolare, la fortissima climber ci ha raccontato la sua esperienza con una componente fondamentale dell’andare in montagna: la paura. Attraverso il racconto di aneddoti legati alla sua crescita personale e sportiva, la raccolta delle impressioni dell’audience sul loro rapporto con la verticalità e il senso di vuoto, il Meet up ha voluto affrontare il tema del “volo” in parete tradotto poi in una prova pratica sulle prese della palestra meneghina. Ecco cosa ci ha raccontato sull’argomento.

Ciao Federica, tu di cosa hai paura?

La paura è un'emozione che ti accompagna. All’inizio avevo paura della paura. Non riuscivo a spingermi mai in là, non volevo provare la sensazione di cadere in parete per non perdere il controllo. Il mio allenatore mi diceva di provare a fare dei “voli” per farne esperienza e per imparare a fidarmi della corda e di chi mi faceva sicura. Ma non riuscivo a lasciarmi andare. Finché mi disse che ogni volta che avrei detto "blocca'' mi avrebbe dato una manciata di corda. Non avevo altra scelta: o fare tanti metri di caduta o assecondare il suo volere e cadere. Dopo averlo fatto la prima volta mi sono sbloccata e ho così capito che la sensazione di vuoto non è così orribile e che si può riuscire a gestire.

Come hai trovato l’equilibrio?

Crescendo! Ero troppo immatura quando ho cominciato ad andare in montagna. Con l’esperienza ho capito che in alcuni punti si può cadere e in altri no. E che la paura lavora come fosse la nostra coscienza che ci parla costantemente.

Quindi è una questione di scelta?

Di valutazione più che altro: valutare l’itinerario e scegliere se e come affrontare il rischio. È veramente una questione di esperienza. Sono convinta che sia fondamentale avere paura, è la compagna necessaria con cui bisogna sempre confrontarci perché è sano temere per la propria vita. Dovremmo preoccuparci se non fosse così, se al contrario cominciassimo a non preoccuparci più di niente e a fidarci troppo di noi stessi e della nostra attrezzatura. La paura deve esserci, ed è importante imparare a gestirla. Se non ha modo di esistere, la superi, se invece persiste, bisogna valutare il motivo che la provoca.

Come altro sei cambiata?

Come qualsiasi persona che si evolve. Sono passata da amare l’arrampicata come gesto sulla parete indoor, per poi uscire all’aria aperta fino a raggiungere l’estasi in alta montagna, un posto che amo con tutto il cuore. Questa evoluzione è ancora in atto e sta ancora avvenendo. E l'evoluzione sportiva ha rispecchiato quella della mia personalità.

In che senso?

Da piccola ero impulsiva e senza freni, come tutti i bambini che non hanno ancora avuto esperienze negative. Crescendo ci si scontra con la realtà, con i propri traumi e quelli delle persone che purtroppo se ne vanno e allora impari ad ascoltare la tua paura. Sono felice ora di essere più matura perché, se non lo fossi, sarei più incosciente. Mi piace moltissimo la montagna, e poterla scalare è per me vivere la mia passione nell’ambiente che mi fa sentire a casa. Oggi vivo l’arrampicata sportiva come un allenamento anche se, a volte, è ancora in grado di darmi tanto.

Federica Mingolla

IL TEAM ALPINE DI SALOMON SI RIEMPIE DI STELLE

Gisin, Robinson e Faivre sono le new entry nel roaster dell’azienda francese, conquistate dai prodotti di altissima gamma. Intervista a Davide Simoncelli, athletes and development manager

# di Sara Canali

Il 2022 sembra essere l’anno dei grandi ingressi nel team Salomon: nell’arco di pochi giorni, sono stati fatti nomi di fortissimi atleti, segno che il marchio francese sta puntando in alto, forte della sua competenza sui materiali race. Dopo Michelle Gisin, anche Alice Robinson e Mathieu Faivre diventano atleti della grande S e rappresentano la ciliegina sulla torta di una squadra di stelle. Arrivare a questo risultato è il frutto di un lavoro più complesso che si basa su un rapporto di fiducia tra l’atleta e l’azienda che viene coltivato da figure intermedie, come quella che ricopre Davide Simoncelli, athletes and development manager Salomon international.

Ci racconti il tuo background che ti ha portato a lavorare per il Salomon International Alpine Racing Team?

Ho passato la mia vita sugli sci, ho cominciato a sciare a tre anni e poi, crescendo, da gioco e divertimento è diventato un lavoro. Sono un ex atleta di sci, chiaramente, e ho gareggiato per sedici anni in Coppa del Mondo, ho partecipato a sette edizioni dei mondiali e a tre olimpiadi. Sono salito sul podio di Coppa per otto volte in slalom gigante, tra cui due vittorie. Tutto ciò sempre con ai piedi sci Salomon. Nell’arco di questi sedici anni ho avuto la possibilità di sviluppare, assieme agli ingegneri francesi, i materiali che usavo in gara. Finito il mio percorso da atleta, Salomon ha pensato di inserirmi nel suo racing team come manager. In cosa consiste il tuo lavoro?

Il mio lavoro si divide in più ambiti. Seguo i nostri top atleti per capire con loro che direzione prendere con lo sviluppo dei nuovi materiali (sci, scarponi e attacchi) facendo da tramite, portavoce e ”traduttore” tra loro e gli ingegneri. Ho la responsabilità di decidere le quantità e i modelli di sci da produrre di stagione in stagione per coprire il fabbisogno di materiale necessario per garantire il giusto numero di sci a tutti gli atleti Salomon nelle varie Nazioni, da quelli di Coppa del Mondo fino alle Nazionali Junior. Durante la stagione invernale sono sul campo a seguire la Coppa del Mondo per aiutare atleti e skimen in ogni loro necessità. Come si “selezionano” gli atleti? Quali sono i parametri?

L’obiettivo è di puntare sui più bravi, poi, non essendo da soli, dobbiamo “combattere” con i nostri numerosi competitor per essere più appetibili degli altri cercando di far provare i nostri migliori prodotti. Gli atleti bravi si distinguono per le loro abilità tecniche, fisiche e mentali. L’età è anche un fattore determinante: se si riesce a farli crescere già da ragazzi e aiutarli nel loro percorso, poi diventano i nostri campioni. Marta Bassino ne è un esempio.

Avete un numero minimo di atleti per ogni disciplina?

L’ideale sarebbe avere atleti che coprano un po’ tutte le discipline, la realtà dice che in questo momento siamo più attrezzati in certe specialità rispetto ad altre.

Qual è l’obiettivo del team Salomon per la prossima stagione?

L’obiettivo è quello di essere costantemente presenti sui podi di Coppa del Mondo. Per ottenere questo risultato è fondamentale aumentare il nostro roadster di atleti top. Infatti a fine stagione abbiamo lavorato tanto, facendo numerose sessioni di test materiali e abbiamo avuto già alcune new entry molto importanti.

Quali sono, secondo te, le caratteristiche dei nuovi materiali Salomon che ingolosiscono gli atleti?

I feedback più frequenti sono stati sulla facilità degli sci da slalom e l’efficienza di quelli da gigante; il tutto abbinato a una varia scelta di scarponi. Quanto lavorate in sinergia con ogni singolo atleta per la messa a punto del set up personalizzato di ciascuno?

Il più possibile. Più riesci a seguirli sulle piste, più il lavoro è efficace; scambiarsi opinioni sul campo e avere la possibilità di avere dei riscontri immediati aiutano il lavoro di sviluppo e diminuiscono i tempi per il raggiungimento del giusto set up.

Le ultime new entry del team, Michele Gisin e Alice Robinson, sono tra le più forti atlete del circuito. Quali aspettative riponete in loro?

Michelle e Alice sono due superstar nel mondo dello sci. Hanno entrambe già dimostrato quello che valgono, la nostra speranza è che se ci hanno scelto, è perché hanno visto che con Salomon possono crescere ancora di livello.

Sono in programma ulteriori ingressi nel team? Puoi svelarci qualcosa? Le due ragazze non sono le uniche novità, nei maschi è entrato a far parte della nostra famiglia anche Matthieu Favre, campione mondiale in carica di gigante e bronzo olimpico, e siamo ancora in trattativa con altri atleti. Nel settore femminile abbiamo avuto altre nuove entrate tra cui Camille Rast e Nadine Fest, anche loro giovani e già ad alti livelli in coppa del Mondo.

A destra, Davide Simoncelli
Michelle Gisin
Mathieu Faivre

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La collezione McKee’s nasce per le attività outdoor, dove è davvero in grado di fare la differenza, perché amante della natura e delle cose semplici.

Creata per gli esploratori moderni sempre in cerca di nuove emozioni e opportunità, li sostiene quando affrontano le loro avventure in ogni condizione climatica, dal sole splendente fino alle nevicate più intense.

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UN NOLEGGIO ALL SEASON

Silene Sport di Livigno è uno degli esempi più significativi di come un negozio possa diversificare la sua offerta per la montagna. Parla il titolare Marco Confortola

# di Sara Canali

Salutato come l’anno della rinascita per il settore dello sci alpino, il 2022 non ha deluso le aspettative e ha fatto segnare un trend decisamente in salita rispetto agli ultimi due anni, come riporta un comunicato stampa diramato da Assosport. "Siamo molto soddisfatti per l’andamento della stagione – afferma Corrado Macciò, Presidente di Pool Sci Italia e Consigliere di Assosport. “Più o meno tutte le aziende parlano di risultati gratificanti. Del resto, venivamo da due anni di buio e la voglia di tornare in pista si era fatta sentire già in autunno, quando abbiamo riaperto gli ordinativi, con una significativa richiesta di prodotti da parte dei negozianti che, poi, hanno effettivamente venduto gran parte della merce, compresa quella rimasta in magazzino durante i periodi di chiusura forzata”. Altra peculiarità della stagione sciistica appena conclusa la traccia l’edizione 2022 di Prowinter Season Finale che, a sua volta, ha ospitato lo Ski Rental Summit da cui è emerso come l’80% degli intervistati si sia dichiarato soddisfatto della stagione appena conclusa. Ma cosa succede ora?

ticipare gli ordini, ma stagione dopo stagione, questi si fanno sempre più ibridi e intra stagionali. Cerchiamo di farci trovare pronti per rispondere alle diverse esigenze, sia preparando gli sci d'estate che regolando una bici in inverno”. Il punto vendita livignasco vanta un’officina attrezzata per le riparazioni di sci e bici: “Durante l’inverno il laboratorio è dedicato al mondo neve, ma lasciamo sempre una parte riservata a quello delle due ruote in modo da essere pronti a ogni richiesta”.

DIVERSIFICARE - Uno dei temi che più è emerso a Bolzano è quello della diversificazione del business per i retailer che vogliono aprirsi a nuove possibilità. Oggi le attività montane si fanno sempre più ibride e non è difficile vedere qualcuno inforcare una bici d’inverno o chiedere di rifare le lamine agli sci in pieno agosto. Tutto ciò apre alla possibilità di convertire i rental montani dediti al settore neve al noleggio di biciclette durante la stagione estiva. “Questa estensione, che abbatterebbe la stagionalità del settore, si scontra da una parte con la mole di investimento economico delle bici elettriche, più ingente rispetto a quella di sci e scarponi – dice Geraldine Coccagna, brand manager di Prowinter – ma soprattutto deve fare i conti con la realtà attuale del comparto ciclismo che paga le difficoltà di approvvigionamento nella catena del valore”.

UN ESEMPIO - A fare le veci di questo esempio virtuoso è il negozio Silene Sport di Livigno di Marco Confortola che, dal 2012, rappresenta un punto di riferimento per la località sia in inverno che in estate. Sviluppato su una superficie di circa 300 mq nel centro di Livigno, il punto vendita si trova vicino alla pista di sci di fondo e al percorso ciclopedonale, e durante l'inverno propone un’ampia gamma di prodotti per il noleggio sci, dalla discesa, al fondo fino alle attrezzature per scialpinismo e snowboard. In primavera diventa invece il luogo dove noleggiare l’attrezzatura per il ciclismo su strada, la mountain bike e ogni tipo di attività su due ruote comprese le biciclette a pedalata assistita. “Il mercato degli sport di montagna è in divenire, non c’è una ricetta segreta e fissa, ma funziona a seconda di come si sviluppa la stagione”, dice il titolare di Silene Sport Marco Confortola. “Noi abbiamo sempre cercato di an-

Silene Sport nasce nel 2012. Qual era l’idea iniziale per questa attività?

Siamo nati 10 anni fa come negozio dedicato al mondo outdoor. In inverno ci siamo fin da subito occupati di sci, dalla discesa al fondo passando per lo scialpinismo trattando sia l’attrezzo che l’accessorio mentre per il noleggio abbiamo sempre fatto riferimento a tutti i mondi, anche lo snowboard. D'estate ci occupavamo di trekking e running.

Dopo un paio d'anni sono arrivate le bici: abbiamo iniziato con il noleggio e l’assistenza mentre oggi ci occupiamo anche di vendita, seppur marginalmente. Siamo in un periodo storico in cui i cambiamenti sono all'ordine del giorno, le aziende partner con cui eravamo partiti subito si sono affacciati al mondo bici. Cosa vi ha spinto a credere in questo settore?

Un po’ anche per una richiesta arrivata da parte delle aziende, soprattutto per quando riguarda brand che trattano abbigliamento e intimo funzionale come UYN, X-Bionic, Craft e Odlo che si occupano di sport endurance a 360°

Come organizzi il punto vendita per essere “sempre pronti”?

Immagina una fisarmonica che si gonfia e si sgonfia: a settembre il negozio è pieno di sci, attrezzattura e abbigliamento perché ti aspetti di trovare tutta la migliore gamma del mercato lasciando sempre un corner alle bici. Andando avanti con i mesi, i volumi invernali lasciano spazio all’abbigliamento da ciclismo che è molto meno ingombrante e alle bici. Abbiamo creato aree estremamente modulabili con pareti che possono essere allestite e disallestite velocemente.

E per i macchinari che preparano gli sci e lavano le bici?

Quelli voluminosi che gestiscono gli sci restano lì. Mentre quello che riguarda le bici lo montiamo e smontiamo a inizio e fine stagione perché il problema della nostra località è che l’acqua si ghiaccia. Sicuramente la nostra forza è un magazzino spazioso e capiente dove poter avere tutto a disposizione.

Per rendere tutto questo più veloce vi avvalete di un servizio di noleggio online?

Assolutamente sì! Sul nostro sito si può prenotare il proprio pacchetto completo. Se sistemare uno sci è questione di pochissimo tempo, diverso è invece il discorso che riguarda le due ruote. Se riusciamo a organizzarci la sera tramite prenotazioni online allora tutto diventa più facile.

Marco Confortola, titolare Silene Sport

PESSENZIALMENTE RICICLABILE

Questa la caratteristica principale del nuovo sci firmato Rossignol che, oltre a essere amico dell’ambiente, promette un riuso dei materiali del 77%

er eco design si intende l’intero processo di ideazione e di progettazione di un prodotto che tenga presente, in tutte le sue fasi, la riduzione dell’impatto ambientale, compresa quella di smaltimento. Questo è l’obiettivo perseguito da Rossignol con il lancio di Essential, lo sci progettato con pochissimi materiali, tutti riciclabili e valorizzabili, presentato in occasione della Giornata Internazionale della Terra, lo scorso 22 aprile. Il fine ultimo del brand sarà quello di sviluppare, entro il 2028, un terzo delle sue linee attraverso un approccio di economia circolare e sostenibile.

Se infatti uno sci convenzionale può essere considerato un prodotto sostenibile solamente al 10%, Essential presenta un tasso di riuso superiore al 75%. Sarà interamente realizzato a Sallanches, nell’Alta Savoia, nel cuore delle Alpi francesi, il luogo in cui verrà anche sia riparato che riciclato.

Questo sci all mountain promette un’ottima sciabilità grazie alla sua larghezza di 69 mm nella parte centrale. Con un’anima in legno di pioppo (35%), è realizzato principalmente in alluminio (35%) con una piccola componente d’acciaio (7%): queste le basi per considerare ben il 77% delle materie prime utilizzate riciclate o certificate naturali e di origine biologica mentre il restante 17% comprende il 12% di plastiche, il 5% di legno fine e il 6% di perdite. Il topsheet semplice pensato per Essential non sfrutta solventi o acqua ed è stato prodotto nello stabilimento di Sallanches che utilizza energia rinnovabile.

L’approccio di Rossignol, dunque, è stato quello di puntare sulla circular economy riducendo il numero di materiali e selezionando solo quelli che potessero essere facilmente riciclabili. Ciò che infatti è alla base di una corretta gestione del fine vita di qualsiasi prodotto è la fase embrionale dello stesso, ovvero la sua progettazione. Le valutazioni del brand fran-

cese del ciclo di vita (Life Cycle Assessment) mostrano che i componenti rappresentano tra il 60 e il 70% dell'impronta di carbonio del prodotto, cosa non scontata in quanto, al termine della loro vita utile, le materie prime utilizzate sono oggi per la stragrande maggioranza non riciclabili. Sfruttare quindi il 77% di materiali riciclabili nella gamma Essential significa per Rossignol arrivare quasi a dimezzare l'impronta di carbonio che genera la produzione di sci.

“Ci stiamo assumendo la nostra responsabilità di fron te alle immense sfide della conservazione dell'ambiente. Per esempio, sono personalmente coinvolto nella Convention des Entreprises pour le Climat, la convenzione commerciale francese per trovare soluzioni ai problemi del cambiamento climatico. Stiamo anche andando avanti costruendo partnership, attualmente con MTB e con altre aziende a venire, in relazione alla gestione del fine vita del prodotto. Ciò alimenta la nostra ambizione etica di promuovere lo sviluppo sostenibile, l'inclusività e i benefici della montagna per tutti, attraverso il sostegno di associazioni come Sport dans la Ville e la Share Winter Foundation Vincent Wauters, ceo del Gruppo Rossignol

Partner nella messa a punto della gamma Essential è dunque MTB, realtà – anch’essa francese – che si occupa di riciclaggio di materiali con sede a Trept, che ha sviluppato Recycling Box, un nuovo processo che esclude l’uso di acqua per un migliore recupero dei materiali. Questi ultimi potrebbero essere impiegati per il riuso nell'industria automobilistica, del giardinaggio o delle costruzioni e in futuro parzialmente riutilizzati nei nuovi prodotti del Gruppo Rossignol. Questo strumento innovativo sarà operativo nel 2023 e donerà nuova vita a sci, scarponi e bastoncini.

DISTRIBUZIONE DELL'IMPRONTA DI CARBONIO DI UNO SCI

IL GRUPPO ROSSIGNOL PUNTA A RAFFORZARE I PROPRI IMPEGNI AMBIENTALI E SOCIALI

RESPECT è il programma di CSR lanciato nel 2020 in vista della riduzione della propria impronta di carbonio del 30% entro il 2030 e i rifiuti industriali del 40% entro il 2025.

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