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Outdoor Mag 3 2017

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Anno 10 - Numero 3 / 2017

Atmosfera familiare...

OR: dal 2018 non più nello Utah

È in corso un duro confronto in America tra l’Outdoor Industry Association e il governatore dello Utah, per proteggere l’atto che ha reso “terra pubblica” alcune aree naturali. L’accusa dei brand, con Patagonia in prima linea, è di non tenere in considerazione un settore produttivo a basso impatto ambientale che occupa una grossa parte di popolazione.

Quest’anno al Dolomiti Winter Fest abbiamo sperimentato la corsa sulla neve e la snow fat bike. La creatività degli organizzatori ha avuto la meglio sul clima autunnale. Grande risultato l’inserimento della gara di

del Nortec Winter Trail Running Cup.

Bjorn Arne Toshiki Takei

a cura di Benedetto Sironi

La “qualità”

degli spazi fisici in un mondo sempre più digitale

Nell’editoriale dello scorso numero di novembre ci eravamo chiesti se i negozi fisici avessero ancora un futuro. Lo spunto ci era stato dato dalla notizia in cui si parlava di Amazon e della sua volontà di espandere le proprie librerie fisiche fino a 400 unità in tutto il mondo. Una strategia che non vuole tornare al passato, ma vuole coprire quella fetta di mercato che ancora oggi è legata al negozio fisico tradizionale, per dare la possibilità alla clientela di avere una duplice modalità di acquisto, fidelizzandola ulteriormente. Ma il colosso delle vendite online è una realtà a parte, mentre i clienti “affezionati” ai negozi fisici pare siano in diminuzione. Secondo i dati raccolti dal Digital Transformation Institute di Capgemini in Italia il 42% dei consumatori si dichiara deluso dalle esperienze di acquisto nei negozi, legati a metodologie di vendita ormai obsolete rispetto all’esperienza dello shopping online. Spesso, e soprattutto nell’ambito sportivo, il consumatore si serve del negozio solo per provare i prodotti, ma li acquista poi online in un secondo momento. E non è solo il prezzo a farla da padrone.

Lo stesso Emiliano Rantucci, Vice Presidente e Responsabile Consumer Products & Retail di Capgemini, ha dichiarato che i negozi fisici che hanno deciso di rimanere testardamente off-line sono incapaci di offrire la velocità, la flessibilità e la facilità d’uso che i consumatori trovano nei siti di e-commerce. Nel dettaglio, il 71% trova che confrontare i prodotti all’interno di un negozio sia difficile, il 66% è infastidito dalle lunghe code alle casse, il 65% non riesce a trovare il prodotto che desidera e il 65% si lamenta della scarsa rilevanza delle promozioni offerte. D’altro canto il 58% dei retailer interpellati dal DTI ammette la propria lentezza nel digitalizzare i punti vendita, anche per la difficoltà degli stessi a intraprendere i necessari investimenti. Le due tipologie, negozio on line e negozio fisico, non sono in concorrenza ma devono lavorare in maniera integrata per darsi supporto a vicenda, pur mantenendo vive le proprie differenze in modo da intercettare target differenti ed espandere in questo modo la clientela. I consumatori che integrano nel processo di acquisto sia l’online che l’offline sono sempre più numerosi e il nuovo compito di chi vende è proprio facilitare questa integrazione.

Quindi, contrariamente a quanto sostenevamo nei passati numeri, è ora di suonare il “de profundis” per i negozi fisici? Tutt’altro. Il 70% dei consumatori, infatti, ritiene altresì che toccare con mano i prodotti prima di acquistarli sia fondamentale. E allora occorre puntare proprio su questo dato, come incentivo per i negozianti a fare sempre meglio e creare una nuova generazione di punti vendita che soddisfino il più possibile le esigenze dei clienti e vadano incontro alle loro aspettative, offrendo altresì esperienze in-store introvabili nel mondo virtuale. Quali caratteristiche deve avere allora il punto vendita del futuro? Tre quarti dei consumatori intervistati (il 75%) desiderano sapere se la merce sia disponibile prima di recarsi in un negozio, il 73% si aspetta la consegna in giornata dei prodotti acquistati in store e il 59% si aspetta che i retailer offrano ben più della semplice vendita del prodotto.

Se da una parte il fenomeno delle vendite online in un mondo sempre più digitalizzato è inarrestabile, dall’altra ci sono i negozi fisici che hanno ancora un ruolo importante da giocare. Per farlo occorre sicuramente rimanere aggiornati, studiare e non perdere nessuna occasione utile per accrescere la propria professionalità. Per questo non possiamo che accogliere con piacere e supportare iniziative di formazione come quella di IOG Academy, prevista il 27 marzo: una giornata di formazione da parte delle aziende al personale vendite dei negozianti outodor italiani, che hanno risposto molto positivamente e in grande numero (più di 60 persone in rappresentanza di oltre 30 negozi). Così come avevano fatto in occasione del nostro Outdoor Shop Test, previsto quest’anno il 9 e 10 luglio a Cavalese, che prevederà anch’esso altri momenti importanti di networking e aggiornamento. Senz’altro positiva nelle intenzioni anche la nascita nel mondo running del Consorzio Running DOP, che riunisce quasi una ventina di punti vendita, di cui abbiamo parlato su Running Magazine e di cui vi daremo conto anche su queste pagine. Un’iniziativa nata con l’intento di valorizzare il lavoro dei negozi tecnici che vogliono distinguersi come eccellenze nel settore e offrire al cliente un’esperienza di acquisto tecnica e su misura, che si distingua dalla cosiddetta “vendita zero servizi”. Rimettere al centro il ruolo del negozio in questi termini può essere un primo importante passo per ribadire la centralità delle persone e degli spazi fisici “di qualità” anche in un mondo sempre più digitale.

Editore: Sport Press Srl Direttore responsabile: ANGELO FRIGERIO Direttore editoriale: BENEDETTO SIRONI Redazione Italia:

Sportler acquisisce Outdoor Broker

Sportler rafforza la sua presenza online acquistando la piattaforma Outdoor Broker con sede a Monaco di Baviera. Già 5 anni fa aveva rilevato l’azienda Bergzeit s.r.l. - uno dei rivenditori più forti sul mercato tedesco di articoli del settore Outdoor. Outdoor Broker viene creata nel 2009 da Jochen Paul come Start-up e lavora seguendo il cosiddetto concetto di “liveshopping”: i clienti comprano in tempo reale, le quantità sono limitate, il prezzo e la scelta sono imbattibili. Le promozioni dei settori Montagna, Bici e Sci che cambiano giornalmente, vengono

comunicate direttamente tramite newsletter. “Il concetto e l’alta qualità del marchio Outdoor Broker sono in linea con il nostro posizionamento sul mercato e l’attuale strategia di differenziazione. Acquisiamo Outdoor Broker per consolidare la nostra posizione sul mercato e sviluppare ulteriormente il settore Outlet”, così riferisce il CEO di Sportler, Jakob Oberrauch. Jochen Paul, fondatore e amministratore della Outdoor Broker, resterà a bordo continuando a gestire l’azienda con il suo team. sportler.com outdoor-broker.de

Numeri da record per IWA OutdoorClassics 2017

La 44esima edizione di IWA OutdoorClassics, in scena a Norimberga dal 3 al 6 marzo, ha registrato numeri da record mai stabiliti prima. La fiera internazionale ha infatti accolto 1.515 espositori da 57 paesi sugli oltre 100.000 metri quadrati di spazio fieristico, con più di 49.000 visitatori accorsi da 120 paesi. Rispetto al 2016 il numero di espositori è cresciuto del 4% (erano 1.455 lo scorso anno),

mentre i visitatori sono incrementati dell’8% rispetto al 2016, quando furono 45.530. 8 espositori su 10 e 2 visitatori su 3 provenivano da paesi all’infuori della Germania, segno della grande internazionalità della fiera.

Il prossimo IWA OutdoorClassics avrà luogo ancora all’Exhibition Centre Nuremberg dal 9 al 12 marzo 2018. www.iwa.info

Garmin: il segmento outdoor è in crescita

Garmin ha registrato forti guadagni nel quarto trimestre del 2016, dovuti in gran parte alla vendita dei dispositivi wearable. Le vendite totali sono aumentate del 10% per un ammontare di 861 milioni di dollari, superando la stima di 793 milioni di dollari riportata da Thomson Reuters, segnando +25% rispetto al trimestre dell’anno precedente e contribuendo al 74% dei ricavi totali. L’utile netto trimestrale è salito del 3,2% rispetto al trimestre dell’anno precedente, con 136,6 milioni di dollari, superando le stime di consenso degli analisti. I ricavi del segmento outdoor sono cresciuti del 46%, arrivando

a 175,4 milioni di dollari nel quarto trimestre grazie alle vendite di dispositivi indossabili in combinazione con una crescita di tutte le altre categorie di prodotto e il contributo della linea DeLorme, marchio acquisito lo scorso marzo. La società con sede in Svizzera prevede un ulteriore aumento delle vendite, avendo introdotto a gennaio nel mercato nuovi modelli, tra cui il Fénix 5X. Per l’intero anno 2016, i ricavi sono aumentati del 7% rispetto all’anno precedente grazie ai segmenti outdoor, fitness, marina e aviazione, cresciuti complessivamente del 21%, che hanno contribuito al 71% dei ricavi totali.

Quest’anno l’OutDoor Show inizierà con un mese di anticipo rispetto alle scorse edizioni, svolgendosi dal 18 al 21 giugno. Una delle novità di maggior rilievo sarà l’area Lifestyle Collection, dove cool urban fashion e funzionali outdoor-trends si incontreranno nel padiglione A6. I prodotti dedicati normalmente all’outdoor verranno presentati in tutte le loro singolari sfaccettature, legate anche ai lifestyle trend più recenti e alla nuova tendenza di vivere questi capi anche nelle “avventure cittadine”. L’area Lifestyle Collection rientra nella nuova denominazione integrata OutDoor

Plus e della quale farà parte anche il Running Center al padiglione B4, ovvero il comparto dedicato al mondo della corsa dove ci saranno stand integrati e flessibili in cui gli espositori potranno mostrare i loro prodotti preferiti delle collezioni nel display per calzature “Walk of Fame”. Come per Ispo 2017, grande importanza sarà data alla figura di blogger e influencer grazie a una piattaforma dedicata, in collaborazione con l’Outdoor Blogger Network (OBN): OutDoor Blogger Base rappresenterà il centro pulsante per i blogger dei settori viaggi e outdoor.

Il 12 gennaio 2017 venti organizzatori di eventi sportivi internazionali hanno ratificato, con il sostegno del Ministère des Sports e del WWF France, una Carta che pone le manifestazioni sportive al centro delle prassi eco responsabili. L’UTMB, impegnato da sempre in questo campo, è uno dei venti membri. Tra gli accorgimenti messi in atto (nell’arco degli ultimi 15 anni) dall’UTMB ci sono azioni mirate alla gestione dei rifiuti e dei mezzi di trasporto, al ripristino e manutenzione dei sentieri, nonchè altri gesti di sensibilizzazione che vanno dal numero “limitato” di iscritti alle comunicazioni che passano prevalentemente attraverso il web per limitare l’utilizzo di materiali cartacei.

Calze Gm e Mauro Gobbi insieme per la scienza

Quito, la capitale dell’Ecuador, è stata la destinazione dell’ecologo ed entomologo Mauro Gobbi. Il ricercatore MuSe – Museo delle Scienze di Trento è partito a fine febbraio per effettuare una spedizione di ricerca sulle Ande dalla durata di tre settimane. Il progetto si intitola “Les Insectes du sol, marqueurs de l’anthropisation et du changement climatique en haute montagne: étude comparée dans les Pyrénées et les Andes“. L’ambiente di lavoro è caratterizzato da temperature miti durante il giorno (ca. 15 gradi), anche se molto piovose con forti abbassamenti durante le ore notturne (ca. -5°C). Per Calze GM si tratta della prosecuzione della partnership iniziata lo scorso anno con il MuSe, Gobbi ha utilizzato Calze GM ed accessori tecnici. Gli obiettivi della spedizione andina erano quelli di comprendere gli effetti dei cambiamenti climatici e osservare la distribuzione delle specie di insetti dei Pirenei e delle Ande per stimarne il rischio di estinzione. Una tematica importante per l’azienda trentina che ha adottato il protocollo “Love Our Planet”: produzione 100% made in Italy, selezione delle materie prime, certificazioni Oeko-Tex 100 e confezioni in cartone riciclato, stampato con inchiostri vegetali.

Patagonia:

esce il

Marco Olmo con CMP fino al 2018 L’UTMB

libro per le iniziative Green

“Utilizzare il business per ispirare e implementare soluzioni per la crisi ambientale“. È questa la mission di Patagonia, da sempre attenta alla tutela del Pianeta. Nell’arco di 20 anni sono state davvero moltissime le iniziative messe in atto in tal senso. Ora tutte le principali iniziative socio-ambientali sostenute da Patagonia sono state raccolte in un unico volume intitolato “Tools for Grassroots Activists”. Tra le varie iniziative ricordiamo il passaggio all’impiego esclusivo di cotone organico al 100%, risalente

a 20 anni fa; 1%

For The Planet; il miglioramento della catena di produzione attraverso il Chemical and Environmental Impacts Program; il movimento

DamNation, che si propone di bloccare in tutta Europa la costruzione di nuove dighe e di promuovere lo smantellamento di quelle obsolete. La copia stampata è reperibile presso tutti i punti vendita Patagonia.

/ sponsorship

Non solo la festa, i blocchi e la solita splendida location. In questa edizione 2017 (11-14 maggio) c’è un motivo in più per trascorrere qualche giorno in Valtellina: il Campionato Italiano Boulder che, grazie alla collaborazione con Fasi, approda al Melloblocco. La competizione della Federazione Arrampicata Sportiva Italiana si svolgerà infatti il 12 e 13 maggio, sarà trasportata ed installata in loco una parete di arrampicata mobile della lunghezza di 30 metri, dotata di idonea copertura. Tante anche le aziende che hanno deciso di credere ancora una volta

di... novità

nell’evento e che quindi saranno presenti alla manifestazione. Tra queste ricordiamo il main sponsor Marmot, oltre a terrex adidas, Enel e, new entry, Scarpa.

Avevamo già intuito qualcosa lo scorso anno, quando, il 9 ottobre con il nostro team avevamo partecipato ad entrambe le corse dell’edizione 0 del CMP Trail. In quell’occasione infatti Olmo aveva partecipato alla prova short come invitato speciale.

Ora arriva il comunicato ufficiale: Marco Olmo, noto ultramaratoneta di primissimo livello è diventato Brand Ambassador per CMP, il marchio di abbigliamento sportivo del gruppo F.lli Campagnolo. Di Olmo basti ricordare che è un assoluto protagonista

in una disciplina durissima che lo ha visto fare di corsa il giro del mondo per più di 4 volte. Italianissimo, classe 1948, originario di Robilante (CN) è un esempio per i più giovani e un punto di riferimento per tutti gli appassionati di ultramaratone. CMP è legata fino al 2018 al Top Runner che offrirà all’azienda la sua esperienza nel testare i nuovi prodotti, dalla collaborazione verrà realizzata anche una linea per il trail running dedicata agli atleti più esigenti. cmp.campagnolo.it

Kapriol supporta un team di giovani alpinisti

L’italiano Luca Schiera, l’italo-francese Corrado Korra Pesce e il tedesco Roland Hemetzberger sono i nuovi brand ambassador della Morganti Spa, azienda nata 90 anni fa a Lecco e specializzata nel settore degli utensili a mano, dell’abbigliamento, dei dispositivi di protezione individuale, dei sistemi di sicurezza per i lavori in quota e degli elettroutensili. I tre alpinisti in particolar modo rappresenteranno il marchio Kapriol. “È la prima volta che affrontiamo un progetto come questo, ma siamo convinti che il mercato lo apprezzerà”, ha spiegato Franco Morganti, amministratore delegato dell’azienda. “La montagna

esprime una serie di valori ai quali siamo particolarmente vicini. Il coraggio di proporsi sempre nuove importanti mete, la conoscenza di sé e dei propri limiti, il rispetto per la natura, la capacità di affrontare le sfide in team, il senso di responsabilità, la disponibilità all’impegno e al sacrificio, la voglia di non mollare di fronte anche agli ostacoli più severi. Sono valori che appartengono alla storia della nostra azienda e all’attività imprenditoriale della nostra famiglia”. Il Kapriol Team darà vita nei prossimi mesi a un’importante spedizione alpinistica per celebrare i 90 anni di Morganti Kapriol.

Un Melloblocco carico
Da sin: Mauro Gobbi con Gianni Mennea, responsabile comunicazione Calze GM

/ poltrone

4 iF Design Award

per Thule Wim Neels responsabile PrimaLoft di UK, Benelux e Danimarca

Gli iF Design Awards figurano tra i premi di design più importanti al mondo, veri punti di riferimento a livello internazionale per la definizione di standard di qualità e design. Thule, nel corso dell’edizione 2017 dei premi, è riuscita ad aggiudicarsene quattro fra 5.500 nomination di prodotti provenienti da 59 Paesi e selezionati da una giuria internazionale composta da 58 esperti. I quattro prodotti Thule insigniti del riconoscimento rappresentano differenti aree dell’ampia offerta di prodotti del brand svedese: la valigia da viaggio Thule Subterra Carry-On luggage, il seggiolino da bicicletta Thule Yepp Nexxt Maxi, il box portatutto da auto Thule Motion XT e il passeggino sportivo multifunzionale Thule Chariot Sport.

Vaude ha ricevuto due importanti riconoscimenti da una giuria di esperti in occasione della consegna dei German Federal Government CSR Award.

Nello specifico l’azienda di Tettnang ha ottenuto le nomination nelle categorie “Aziende con 250-999 dipendenti” e “Gestione responsabile della filiera”. “Siamo contenti di essere stati inseriti per due volte tra le 5 migliori aziende in Germania”, ha dichiarato il CEO di Vaude Antje von Dewitz nel corso della cerimonia di premiazione avvenuta

a Berlino il 24 gennaio. “Anche se non abbiamo ottenuto il primo posto rimane una grande soddisfazione per il nostro livello di impegno”. Il premio federale, promosso dal ministero del lavoro e degli affari sociali, giunto alla sua terza edizione, intende riconoscere quelle realtà tedesche che integrano un CSR nella propria attività industriale. Le nomination ottenute dal marchio riconoscono ancora una volta l’impegno totale che Vaude profonde da anni a 360° per l’ambiente e la responsabilità sociale.

PrimaLoft, Inc. ha annunciato l’aggiunta di un nuovo membro al gruppo di vendita europeo. Si tratta di Wim Neels, nominato territory sales manager per Gran Bretagna, Benelux e Danimarca. Neels gestirà il business di PrimaLoft e svilupperà partnership strategiche con clienti importanti nei suddetti Paesi, operando dalla sede di Oudenaarde, in Belgio. Avrà inoltre il compito di rendere visibile e accrescere la presenza del marchio PrimaLoft nel suo specifico territorio nell’ambito dello sport/outdoor, moda, accessori, calzature, abbigliamento da lavoro e settore militare. Lavorerà infine a stretto contratto con il team marketing europeo per sviluppare e implementare programmi di marketing in partnership e attivazioni retail, riportando direttamente a Stefan Brandt, european sales manager PrimaLoft. Neels ha una laurea in “tourism management and political/social science”, parla correntemente tedesco, inglese, olandese, francese e vanta un forte background nel mercato dello sport e dell’abbigliamento. Infatti in precedenza ha lavorato come direttore vendite di Gaastra e ha ricoperto diverse posizioni in Peak Performance.

BD:

Hagenbush gestirà tutta la filiale europea

Dopo aver completato con successo il trasferimento della sede da Baasel (Svizzera) a Innsbruck (Austria) e altre modifiche strutturali BD Europe ha concluso il 2016 in positivo. Tim Bantle, che era Managing Director ha lasciato Black Diamond alla fine di febbraio e ha fatto ritorno negli Usa. Stefan Hagenbush ha così preso la piena gestione del brand in Europa e assume la posizione di vicepresidente delle vendite internazionale, rispondendo direttamente a John Walbrecht, Global President Black Diamond Equipment presso la sede di Salt Lake City. Nel suo ruolo Hagenbusch è responsabile del team europeo, inoltre supervisiona le vendite in EMEA, Asia e Sud America. Questo step permette a Black Diamond di sviluppare una strategia di marketing e vendite olistica per tutti i mercati internazionali e allo sostenere le specifiche necessità dei singoli Paesi. Johann Friembichler, che lavora in BD sin da ottobre 2016, è stato invece nominato direttore finanziario e delle risorse umane nella sede europea.

7 3 / 2017

Menzioni per Vaude ai German Federal Government CSR Award
Stefan Hagenbush
Wim Neels
John Walbrecht

Scott fa coppia con UTM 2017

Andrà in scena il prossimo 30 Aprile presso Badia di Moscheta (FI) e cresce l’attesa per quest’edizione targata Scott. Due le tipologie di distanze proposte per un’avventura che si snoda nel cuore dell’Appennino Fiorentino. Si parte con la gara regina di 60 km e 3200 d+ denominata UTM e si prosegue con un percorso più accessibile Mugello Trail di 23.5 km e 1280 d+. Previsti anche numerosi top runner tra cui Michael Dola e Giacomo Forconi, atleti del Team Scott Italia. Alla starting line troveremo anche altri personaggi del panorama trail italiano quali Cristiana Follador, Lara Mustat, Luca Carrara e Stefano Gregoretti.

Un’estate a tutto skyrunning con La Sportiva

Torna a maggio il circuito running firmato

La Sportiva, con una sesta edizione piena di novità e che dalla Valtellina al Veneto unisce sei tra le più belle skyrace italiane. La Sportiva Mountain Running Cup prenderà il via il il 7maggio con la Trentapassi Skyrace di Marone (Brescia). La Reseg-Up e il Giir Di Mont invece lasceranno il posto alle giovanissime Ledro Skyrace e San Fermo Trail. Altra novità riguarda l’inserimento

di una tappa bonus che darà punti extra a chi segue il circuito, ovvero la neonata Skylakes (09 luglio, Laghi). Per dare la possibilità ai più affezionati di ritornare a correre sui già consolidati percorsi delle passate edizioni, oltre alla già citata Trentapassi rimarranno invariate anche la gara “di casa” La Sportiva, Stava Mountain Race, ed il classico gran finale firmato International Rosetta Skyrace, previsto per il prossimo 3 settembre.

ResegUp: al via i De Matteis e nuova sponsorizzazione

Nella cornice dell’affollatissima sala del Politecnico di Lecco la ResegUp ha ufficialmente aperto il percorso di avvicinamento verso l’ottava edizione che si preannuncia da record. La gara si svolgerà sabato primo giugno. Presenti in sala, oltre ai membri del team 2Slow capitanati dal presidente Paolo Sala, Antonio Rossi, campione olimpico nonché assessore allo sport della Regione Lombardia, Martin e Bernard De Matteis, campioni e vicecampioni Europei e Italiani in carica di corsa in montagna oltre a numerose altre autorità locali. Molte le news presentate, a partire dall’ufficializzazione della partnership stretta con adidas terrex che, da

questa edizione, sarà main sponsor della ResegUp. Tra le novità anche la partenza da Piazza Manzoni a Lecco e il ritorno della tanto attesa maglia tecnica col logo della gara e quello del main sponsor adidas.

Forte dei buoni responsi raccolti nella prima edizione, Sky Vertical Affari & Sport alza l’asticella e ambisce a diventare il più bel circuito lombardo dedicato agli amanti della corsa in salita. Rispetto alla passata estate è da segnalare l’ingresso di nuove prestigiose kermesse quali Kilometro Verticale Chiavenna Lagünc e Orobie Vertical, nuovi partner di livello come Scott, Norda e Named Sport, e infine la grande attenzione alla comunicazione con nuovo sito internet. Ad alzare il sipario su un 2017 da correre a fil di cielo sarà domenica 17 aprile il Valcava Vertical a

Asos

lancia la propria linea sportswear

Dando seguito al lancio di una sezione dedicata all’abbigliamento sportivo, con proposte di marchi del calibro di adidas, Ellesse, Nike, Puma e Reebok solo per citarne alcuni, Asos ha deciso di fare un ulteriore passo presentando una propria linea di abbigliamento active disponibile da novembre. La collezione include capi per corsa, fitness, surf, sci, yoga, skate e snowboard. In realtà il lancio della linea sarebbe dovuto avvenire lo scorso anno, ma problematiche legate al nome del marchio hanno costretto l’azienda a pagare una penale di 20 milioni di sterline al brand svizzero Assos, specializzato nel ciclismo, per poter approdare nel mercato sportivo con il proprio nome, evitando però il settore ciclistico.

In vendita il marchio outdoor spagnolo Grifone

Grifone, il marchio specializzato in sport outdoor catalano, a rischio di chiusura, è in cerca di un acquirente. Secondo quanto riferito da Modaes il gruppo, che tra gli azionisti di riferimento annovera l’ex presidente del Barcellona, Sandro Rosell, “sarebbe in trattativa con diversi gruppi di investimento”, tra i quali però non ci sarebbe ancora un favorito. A rallentare l’operazione sarebbe la recente perdita, da parte di Grifone, della licenza per l’utilizzo di membrane Gore-Tex. Contattata dalla testata di moda, la griffe ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Il marchio in passato aveva vestito, tra gli altri atleti, la forte alpinista Edurne Pasan. Nel 2014 (ultimo dato disponibile) il brand fatturava 2,1 milioni di euro, in calo del 16% rispetto al 2013.

CONCORSI

Altra cerca 50 ambassador per l’Europa

Altra Running recluta 50 ambasciatori per l’Europa. Per gli amanti della corsa a “zero drop”, “wide toebox” e ammortizzazione è arrivata la possibilità di unirsi al progetto del brand seguendo la filosofia “Run Better” ed entrando a far parte di una community di podisti che rompe gli schemi comuni del running. A ogni ambasciatore verranno fornite 2 paia di scarpe a scelta e 8 codici sconto del 50% sul sito web ufficiale, kit di accessori e l’accesso ad un gruppo chiuso di Facebook che riunisce i team europei. altrarunning.it/altra-ambassador

Torre dei Busi. A metà maggio, per l’esattezza domenica 14, sempre nel lecchese sarà la volta del Cornizzolo Vertical. Il 2 giugno la prima new entry, in bergamasca, con l’Orobie Vertical e la mitica ascesa al Rifugio Coca-Merelli. Trenta giorni dopo, il 2 luglio toccherà alla Moggio Artavaggio nel cuore della Valsassina, mentre l’8 ottobre si correrà la Chiavenna Lagünc. Come lo scorso anno il gran finale sarà alla Bobbio Vertical, la data è ancora da definirsi tra domenica 19 e 26 novembre.

valsassinatrailrunning.com

Il marchio Vibram sempre più attivo come incubatore di idee creative. L’azienda ha dato il via al contest Vibram Rubber Skin Attitude tramite Desall, la piattaforma di open-innovation. Il contest ha come obiettivo di esplorare nuove applicazioni per l’esclusiva Vibram Luxury Rubber, lastra sottile di gomma Vibram Morflex, che trova solitamente applicazione, nel mondo delle calzature lifestyle grazie alle performance di leggerezza, grip e durata. Questo innovativo “foglio in gomma similpelle” può essere utilizzato senza limiti di creatività: sarà con questo prezioso materiale che i partecipanti saranno sfidati a sviluppare nuovi prodotti finiti. Il contest, aperto fino al 16 maggio 2017, si articola in due fasi: la prima, aperta a tutti coloro che vorranno iscriversi attraverso Desall e la seconda fase dove verrà data l’opportunità a tutti i creativi di approfondire l’idea selezionata come vincente. La partecipazione, rivolta a designer maggiorenni di qualsiasi nazionalità, è gratuita e possibile esclusivamente dal sito www.desall.com entro il 16 maggio 2017.

Maggiori informazioni e Contest Agreement desall.com

Sky Vertical Affari & Sport: tappe e sponsor
Contest di
“Vibram Rubber Skin Attitude”

Nasce It’s Great Out There Coalition

Alcune delle più importanti aziende outdoor in Europa hanno deciso di unire le forze per lanciare un’iniziativa comune atta a promuovere le attività all’aria aperta, seguendo il successo della campagna firmata dall’European Outdoor Group (EOG) #ItsGreatOutThere.

It’s Great Out There Coalition (IGOT) è la nuova associazione no-profit nata su iniziativa dell’EOG insieme a 18 fra aziende, organizzazioni e retailer del mondo outdoor, con l’obiettivo di incoraggiare le persone alle attività all’aria aperta. “It’s Great Out There” è probabilmente il progetto più importante dell’EOG e il suo successo è essenziale per la salute a lungo termine del nostro settore. Creare la IGOT Coalition è uno step fondamentale per permetterci di passare a un nuovo livello”, ha spiegato John Jansen, presidente dell’EOG. “In quanto organizzazione no-profit, la coalizione potrà raccogliere liberamente fondi, supportare attività e fare campagna per l’intero settore”. La nuova associazione fa seguito al successo della campagna #ItsGreatOutThere lanciata da EOG nel 2015 sui social media, che nel solo 2016 ha raggiunto 20 milioni di perso-

MEMBRI FONDATORI

ne, giocando un ruolo importante nella European Week of Sport (EWOS) lanciata dalla Commissione Europea. A guidare la IGOT Coalition, con base a Bruxelles,

c’è Arne Arens, direttore europeo per The North Face. La sede nella capitale belga aiuterà l’organizzazione nei rapporti con la Commissione Europea, dalla qua-

le si cercherà di ottenere fondi per la promozione delle attività outdoor attraverso il programma Erasmus o il Fondo Strutturale dell’Unione Europea. Anche alla

luce del fatto che numerose autorità stanno riconoscendo che i 2/3 della popolazione del continente è inattiva e non pratica sport. In tal senso l’EOG auspica di coinvolgere anche aziende farmaceutiche, automobilistiche e altri genere di partner, mentre i fondi derivanti da membri della coalizione, sponsor e autorità pubbliche verranno destinati per campagne promozionali.

I MEMBRI

Ispo, la BSI (federazione dell’industria sportiva tedesca) e la IOA (corrispettivo britannico) sono tra i membri fondatori della IGOT Coalition insieme ai rivenditori A.S. Adventure, McTrek and Schuster, Intersport e Sport 2000, cui ai aggiungono le aziende del settore The North Face, Columbia, Jack Wolfskin, Keen, Mammut, Marmot Mountain, Merrell, Reima, Salomon e Ternua. www.itsgreatoutthere.com

Cmp, nasce il Trail Team

Enzo Romeri, Marco Menegardi, Luciano Meneghel e Francesca Dal Bosco sono i primi atleti del Cmp Trail Team, titolo che hanno ottenuto grazie ai loro meriti sportivi e grazie a un’iniziativa promossa da Cmp. Il brand ha premiato infatti con un contratto di sponsorizzazione della durata di un anno i primi classificati della distanza più impegnativa (42 km / D+ 2000 mt) del Cmp Trail e che hanno tagliato il traguardo indossando almeno un capo di abbigliamento o calzature

Cmp. Ognuno di loro ha storie diverse ma sono tutti accumunati dalla voglia di cimentarsi weekend dopo weekend su diversi terreni. Sarà possibile seguire i loro progressi e i loro piazzamenti direttamente sulla pagina web cmptrail.it e sui profili social della gara e dei singoli atleti. Enzo, Marco, Luciano e Francesca si stanno già preparando per la prossima edizione di CMP Trail. Per il 2017 la data è già stata fissata: 8 ottobre! cmp.campagnolo.it

Maremontana ai nastri di partenza

Cominciato il countdown per l’ottava edizione della competizione ligure di domenica 2 aprile. La gara, Memorial Cencin De Francesco, avrà come title sponsor Vibram. Per l’edizione 2017 saranno tre i percorsi di gara previsti: 20K 986 D+, 46K 2514 D+, 63K 3481 D+. Le due gare lunghe, anche quest’anno sono tra le competizioni qualificanti per l’Ultra Trail du Mont-Blanc (UTMB) e il Cro-Trail. Non solo trail: gli appassionati di fitwalking

e nordic walking potranno cimentarsi in una camminata non competitiva di 14 Km e 508 D+, da percorrere a passo libero su strade e sentieri collinari e panoramici. Ci piace sottolineare che la competizione aderisce al Corto Circuito Solidale organizzato da I Run for Find The Cure, impegnandosi a supportare con parte degli introiti derivanti dalle iscrizioni la costruzione della Maternità di Nafadji Coura in Mali. maremontana.it

Val Bregaglia Trail 2017: caccia all’azzurro

In partenza il 23 aprile da Chiavenna, il Val Bregaglia Trail 2017 sarà per il secondo anno consecutivo prova di selezione per il campionato mondiale di trail running in programma nel mese di giugno a Badia Prataglia, come ufficializzato dai vertici Fidal. Tra le 15 gare di diverse specialità figurano sia il Val Bregaglia Trail sia il vertical Chiavenna – Lagùnch, entrambe organizzate dall’Asd Amici Madonna della Neve. Con partenza e arrivo nel centro storico di Chiavenna, il popolo del trail running attraverserà i comuni di Piuro, Villa e Bregaglia correndo in scorci da cartolina. Strizzando l’occhio anche ai meno

allenati, il comitato organizzatore ha confermato la triplice formula: trail, staffetta e half trail.

La prima avrà uno sviluppo complessivo di 42,1 km con 2.758 metri di dislivello positivo. La staffetta vedrà il primo frazionista percorrere 19,6 km prima di dare il touch al proprio partner che lanciandosi sui successivi 22,5 km punterà dritto il traguardo di Chiavenna. Sempre per chi non se la sentisse di affrontare la formula integrale e non avesse un socio con il quale condividere questo viaggio transfrontaliero, ecco la formula half trail da 22,5 km che in pratica ripercorre la seconda frazione della staffetta. kilometroverticalelagunc.it

Due Rocche Trail: dal ’72 un viaggio nella marca

Dal 1972 il 25 aprile di ogni anno si rinnova l’appuntamento con un evento unico davvero nel suo genere: il trail più antico della Marca trevigiana (che esiste, ovviamente, da molto prima che il termine “trail running” assunse un significato preciso). Una corsa nata dalla volontà di un gruppo di amici, che si snoda dalla Rocca di Cornuda alla Rocca di Asolo. Nel tempo i percorsi hanno subito variazioni, fino ad arrivare all’attuale proposta di 48 km, 21 km, 12 km e 6 km. Un evento aperto a tutti, dai runner professionisti alle famiglie in uno degli angoli più suggestivi di Treviso. Passando tra antichi sentieri lungo la dorsale dei Colli Asolani si ammirano il Tempio di Canova, i memoriali della Grande Guerra, una vista privilegiata sul maestoso Monte Grappa e, se le condizioni

atmosferiche lo permettono, le acque della Laguna che esaltano il profilo di Venezia. Per l’edizione 2017, media partner ufficiale dell’evento è il blog dedicato interamente alla promozione della provincia di TrevisoAround & About Treviso. duerocche.com aroundandabouttreviso.com

Novità per la Primiero Dolomiti Marathon

La Primiero Dolomiti Marathon diventa tappa di “Eolo Mountain and Trail Running Grand Prix 2017”, il prestigioso circuito nazionale di corse in montagna promosso dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera e presentato ieri a Milano, nella sede del Comitato Regionale Lombardo. Un riconoscimento importante per questa giovane manifestazione, nata lo scorso anno, che ha subito riscosso grande successo. Sono già, infatti, 500 gli iscritti alla prossima edizione che si disputerà sabato 1° luglio. La maratona partirà alle 8.30 da Villa Welsperg in Val Canali e attraverserà San Martino di Castrozza per arrivare nel centro storico di Fiera di Primiero. Sarà accompagnata

anche quest’anno da una 26K che ad oggi conta più di 700 iscritti e che partirà da San Martino di Castrozza per arrivare a Fiera di Primiero, e un Family Trail di 6,5 km aperto a tutti. primierodolomitimarathon.it

Under Armour annuncia le UA Mountain Running Series

Under Armour ha annunciato l’inaugurazione della Under Armour Mountain Running Series 2017 in partnership con POWDR Adventure Lifestyle CO. Questo circuito di gare del Nord America racchiude “diverse gare in alcuni mountain resort con differenti climi, distanze, terreni e dislivelli per spingere gli atleti a trovare i propri limiti” dichiara l’azienda. La UA Mountain Running Series debutterà in Oregon a luglio sul Monte Bachelor, la tappa successiva sarà in agosto a Killington nel Vermont centrale, si concluderà poi a

Copper Mountain, nelle Rocky Mountains del Colorado. I runner interessati possono iscriversi su www. uamountainrunning. com. Le gare potranno essere corse individualmente o a squadre. Le varie opzioni di gara del percorso includeranno una 5 e 10 k, una mezza maratona, una maratona, 50 k, Vertical k e Maratona a staffetta. Un premio di 5000 dollari verrà suddiviso tra i primi tre atleti maschili e femminili della 50 k ad ogni evento. uamountainrunning.com

Il Trail Tour firmato da Salomon Italia

Malati del trail running, dei sentieri e dello sterrato, delle corse a fil di cielo o a capofitto tra la natura incontamnata, ecco uno dei circuiti più attesi del 2017. Sono sei gli appuntamenti della settima edizione di Salomon Trail Tour Italia, il circuito che premia la stagione dei migliori trail runner: una tappa in più per confermare il successo di una formula che lega le gare più importanti del panorama nazionale e valorizza la passione per la corsa in montagna. Il calendario 2017 si apre con la novità Dolomiti Beer Trail a Pedavena (Bl) il

15 aprile; a seguire il 23 aprile l’Elba Trail, partenza e arrivo da Marciana (Li); il 12/13 maggio Le Porte di Pietra a Cantalupo Ligure (Al); il 28 maggio a Farra (Bl) l’Alpago Trail; il 9 luglio l’Ecomaratona del Ventasso a Busana (Mo) e il 16 settembre il gran finale, come da tradizione, al Sellaronda Trail Running a Canazei (Tn). Nelle varie tappe verranno conteggiati i punti relativi alle prove di oltre 20 km. Partner dell’iniziativa con Salomon, Suunto, orologi e computer da polso per lo sport. salomontrailtouritalia.it

SZIOLS corre con il Tornado Trail Running

Nato l’1 gennaio 2016 per volere di Marco Famengo, Istruttore tecnico nazionale di Trail Running, il Tornado Trail Running è una delle realtà più nuove e competitive del panorama podistico. Per questo motivo Sziols ha comunicato con orgoglio l’inizio della collaborazione tra il Team veneziano e l’azienda tedesca, rappresentata da Davide Beccaro, responsabile Italia Sziols: “Ognuno degli atleti del Tornado Running Team – ha infatti confermato Beccaro – per questo 2017 correrà con il nostro innovativo ed apprezzato sistema occhiale: forniamo un prodotto che è un assoluto top

di gamma, quindi non potevamo che sostenere i migliori atleti!”. Il Tornado Running Team è suddiviso in due ‘anime’: il Road Running Tornado Team e il Trail Running Tornado Team, quet’ultimo è composto da Silvia Serafini, Silvia Rampazzo, Silvia Tomasini, Anna De Biase, Marta Poretti, Marta Damonte, Moira Guerini, Ivan Geronazzo, Nicola Bassi, Eddj Nani, Mirko Miotto, Alessio Camilli, Marco De Togni e Marco Franzini.

sziols.it

Decathlon cresce e guarda oltre

Di fronte a una crescita da record per il 2016 pari a +12% delle vendite, il colosso francese continua a espandere il numero di punti vendita (1.176 attualmente) e Paesi in cui è presente, ben 28. Tra i progetti più caldi per il 2017 l’ingresso in Svizzera e Austria.

Decathlon ha annunciato una crescita delle vendite del 12%, pari a circa 10 miliardi di euro (al netto delle tasse) per il 2016. Tale dato stabilisce un nuovo record, così come da record è anche il totale di articoli venduti negli store del gruppo francese in tutto il mondo nel medesimo periodo: un miliardo. Il tasso di crescita è lo stesso riportato nel 2015, ma allora era dovuto più all’incremento di punti vendita Decathlon e all’espansione delle vendite online del marchio.

2016 POSITIVO - A parità di punti vendita la catena di negozi sportiva ha incrementato le vendite del 4,4% nel 2016, del 5% nel 2015, anno in cui i nuovi negozi sono passati da 140 a 164, con l’ingresso in 5 nuovi mercati: Costa d’Avorio, Messico, Singapore, Slovenia e Malesia. Ora Decathlon è presente in 28 paesi con un totale di 1.176 negozi, inclusi 3 franchising negli Emirati Arabi Uniti (2) e in Libano. Nel corso del 2016 l’espansione del marchio ha continuato in Cina e Taiwan, dove sono stati aperti 51 nuovi

negozi, cui si aggiungono 11 store in Germania, 11 in Russia, 11 in India e 17 in Spagna.

IL VANTAGGIO DI GIOCARE IN CASA - La Francia, paese natio del marchio, rimane il mercato più importante con 301 store. Includendo le vendite online, l’azienda ha registrato nel 2016 una crescita del 3,3% nel mercato domestico per 3,3 miliardi di euro, superando il 3,1% del 2015. La Francia ha rappresentato il 33% del fatturato complessivo lo scorso anno, ma la crescita delle vendite nel mercato transalpino non ha pienamente soddisfatto il management, che si aspettava un risultato migliore alla luce della politica di prezzi aggressiva e del rilascio di numerosi nuovi prodotti. In tal senso la brutta stagione primaverile, le agitazioni sociali di giugno e gli attacchi terroristici, uniti al +7% nelle vendite avuto dal principale competitor nel paese, ovvero Intersport, hanno rappresentato dei fattori

decisivi in negativo per Decathlon.

NUOVI ORIZZONTI - Decathlon ha puntato sui propri radar un’ulteriore serie di nuovi mercati in cui affondare le proprie radici. Quest’anno sarà il turno di Austria e Svizzera, cui si aggiungeranno probabilmente anche Israele e Canada, in corso di studio. Mosse strategiche sono già in essere in Australia e Sud Africa, un preludio all’apertura futura di punti vendita del marchio.

TRA SVIZZERA… - Come già avvenuto in altri casi, il gruppo francese sta approcciando il mercato svizzero partendo dal web e, dopo un mese di beta test (dicembre 2016) che ha permesso di analizzare la domanda locale, è stato lanciato il sito per i consumatori elvetici in versione completa con 70 categorie di prodotti e le pagine in francese, tedesco, italiano e inglese. L’azienda ha deciso inoltre di realizzare una serie di studi sui requisiti locali per l’apertura di punti vendita in loco, anche alla luce dei numerosi sviz-

Numero Shops nel 2016 fine nuove 2016 aperture

Cina 214 +51

Spagna 149 +17

Russia 49 +11

India 46 +11

Germania 36 +11

Francia 301 +8

Italia 113 +7

UK 26 +7

Turchia 20 +5

Hungaria 21 +4

Paesi Bassi 10 +4

Tailandia 9 +4

Messico 3 +3

Portogallo 30 +2

Belgio 27 +2

Brasile 21 +2

Romania 19 +2

Rep. Ceca 11 +2

Marocco 6 +2

Singapore 2 +2

Polonia 46 +1

Slovacchia 4 +1

Croazia 4 +1

Svezia 2 +1

Costa D’Avorio 1 +1

Malesia 1 +1

Slovenia 1 +1

Bulgaria 4 +0

T O T A L 1,176 +164

zeri che, approfittando del forte valore del franco, fanno shopping nei Decathlon francesi vicini al confine. Il gruppo ha intenzione di avere una presenza fisica nel territorio entro la fine dell’anno corrente e il traffico sul sito web permetterà di avere una traccia delle richieste dei consumatori elvetici oltre che di verificare il valore e l’attrattiva del marchio.

… E AUSTRIA - In corso ci sono degli studi anche per il mercato austriaco, dove un team di base a Vienna sta valutando il miglior approccio per l’apertura di un negozio fra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 (dando seguito ai buoni risultati raggiunti in un mercato difficile come quello della Germania). Il focus orientato principalmente su prodotti di marchio di proprietà e a basso prezzo non metterà il colosso francese in diretta concorrenza con le catene locali Intersport e Sport 2000, ma sarà piuttosto in confronto continuo con Sports Direct e XXL, anche quest’ultima caratterizzata da un’aggressiva politica sui prezzi. Entrata da poco nel mercato austriaco, la norvegese XXL ha in obiettivo l’apertura di 80100 store nel territorio.

3 / 2017

Skyrunner World Series: i punteggi dei team

L’analisi del ranking della stagione 2016 conferma le posizioni dell’anno precedente, con il team Salomon in testa, seguito dagli atleti La Sportiva e Scott Running.

È passato ormai un po’ di tempo dalla chiusura della stagione 2016 delle SWS e si guarda già al 2017. Ma vale la pena tornare per un attimo indietro all’anno scorso per un’interessante analisi, ottenuta prendendo in considerazione i punteggi dei vari team che partecipano al circuito. Dalla tabella del team ranking inoltre, si evidenza un incremento di atleti, nonostante la stagione sia stata contrassegnata da infortuni già nel precedente inverno e dal cambio di mano nella gestione stessa delle SWS. Una nuova società infatti è subentrata nella gestione del circuito, la SkyMan SA con sede a Ginevra. Da evidenziare anche l’arrivo come title sponsor di Migu Xempower, società cinese attiva nel campo del benessere e dello sport con vasta esperienza nell’organizzazione di maratone e gare in montagna. Oltre a Migu Xempower, il circuito continua a essere sostenuto anche da diversi sponsor tecnici, tra cui Compressoport e Scott Sports. Altre forme di cooperazione sono allo studio per i vari team commerciali. I risultati si riferiscono alle squadre che hanno preso parte nel 2016 alle Skyrunner World Series.

La tabella riporta l’incremento percentuale dei primi dieci team considerati anche al netto dell’incremento di gare rispetto al 2015. Il punteggio degli atleti si riferisce alle 23 gare svolte, sulla base dei migliori risultati.

I dati, guardando l’anno precedente, crescono: rispetto alle quindici gare del 2015, nel 2016 sono state introdotte anche la Sky Extreme (3 gare) e le Sky Classiche sono passate da 5 a 8 si contano così a 8 Sky, 7 Vertical, 5 Ultra e le 3 nuove Extreme che contribuiscono all’importante incremento ben visibile in tabella team ranking.

Salomon si riconferma prima in classifica con il maggior numero di atleti e, guardando al 2015, ha avuto il miglioramento più significativo rispetto a La Sportiva e Scott Running, nonostante esse confermino una buona posizione in classifica. E poi ci sono le squadre Dynafit, Andorra Team, Adidas e le spagnole FEEC e Euskal che registrano una buona crescita, frutto della passione e dell’impegno condiviso per tutta questa stagione che si è chiusa con successo e un bilancio più che positivo. skyrunnerworldseries.com

Per il 2016, non esiste una classifica combinata che premi un campione assoluto, ma le vittorie sono state assegnate suddivise per le singole Series. Come si può vedere, ancora una volta, è il friulano Tadei Pivk ad avere la meglio, classificandosi primo per la categoria Sky.

Cristina Turini
UOMINI Tadei Pivk - ITA - 356 Cristofer

PRO

OR: dal 2018 non più nello Utah?

È in corso un duro confronto in America tra alcuni brand, guidati dall’Outdoor Industry Association e il governatore dello Utah, che sta cercando di annullare l’atto che ha reso “terra pubblica”, e dunque protetta, alcune aree naturali per dedicarle ad attività estrattive. I brand, Patagonia in prima linea, accusano lo Utah di non tenere in considerazione un settore produttivo a basso impatto ambientale che occupa una grossa parte di popolazione.

Ha fatto molto scalpore la posizione espressa dal fondatore di Patagonia Yvon Chouinard che ha pubblicato in data 11 gennaio un post sul blog dell’azienda dal titolo “The Outdoor Industry Loves Utah; Does Utah Love the Outdoor Industry?”. In estrema sintesi nell’articolo Chouinard sosteneva che Patagonia non parteciperà alle prossime edizioni di Outdoor Retailer, la fiera di riferimento in America per il settore, se il governatore dello Stato dello Utah (OR si tiene a Salt Lake City) non tornerà indietro sulle sue decisioni di promulgare delle leggi che vanno contro l’interesse degli appassionati e delle aziende del settore outdoor. Il territorio dello Utah infatti ospita delle aree meravigliose per praticare varie attività, dalla caccia alla pesca, dallo sci al trekking e questo frutta parecchio allo Stato dal punto di vista dell’indotto: si parla di 12 miliardi di spesa dei consumatori e 122.000 posti di lavoro. Inoltre la fiera di OR è un grosso guadagno per lo Stato. Nonostante questo Chouinard accusa lo Stato di aver denigrato gli ambienti naturali pubblici (“la spina dorsale del business dell’outdoor”) cercando di venderli al miglior offerente (spesso società estrattive) e quindi creando un clima ostile allo sviluppo del settore. Sempre vicino alle tematiche ambientaliste il fondatore del brand ha ricordato come “il settore degli sport all’aria aperta impieghi il triplo di lavoratori rispetto a quello dei combustibili fossili”. Di recente, inoltre, lo Stato ha fatto ricorso contro la Corte Federale per sovvertire la protezione del sito naturalistico e archeologico dei nativi americani di Bears Ears,

caro a climbers ed escursionisti.

“Il Governo non si rende conto che parte della sua stessa economia si regge sulla possibilità di accesso ai territori naturali pubblici per la pratica di attività ricreative” dichiara Chouinard.

Poi conclude dicendo che è certo che altri stati membri saranno molto lieti di rendersi disponibili ad ospitare sul loro territorio la fiera di OR e che, in caso il governo dello Utah non ritorni sulla sua decisione, Patagonia boicotterà l’evento.

VIDEO PER DIFENDERE BEARS EARS

Recentemente Patagonia ha lanciato una raccolta di video interattivi (vedi QR Code) che evidenziano l’importanza culturale e ricreativa della minacciata regione dello Utah sudorientale, dove si trova il Bears Ears National Monument. In “This is Bears Ears National Monument”, che si avvale della tecnologia di ripresa panoramica a 360° di Google, i dieci cortometraggi Patagonia creano per lo spettatore un’esperienza di totale immersione, accompagnata dalla narrazione dei capo tribù di Nativi Americani e di atleti outdoor. Conclude il percorso interattivo un invito all’azione rivolto espressamente al Segretario US Zinke, con la richiesta di un impegno a difesa

del Bears Ears National Monument. Per diffondere e veicolare al meglio questa esperienza, Patagonia ha acquistato uno spazio sull’emittente PBS NewsHour e un annuncio pubblicitario digitale su NewYorkTimes.com. È la prima volta che l’azienda californiana crea una pubblicità televisiva. Discover Bears Ears è stato coprodotto insieme al regista Fitz Cahall e alla sua società, Duct Tape Then Beer.

GLI ALTRI MARCHI

Alla reazione di Patagonia ha fatto seguito quella di altri marchi. In contemporanea prendeva posizione Peter Metcalf, presidente di Black Diamond che dichiarava:

“Se non vogliono cambiare le loro politiche, dovremo rispondere con i nostri dollari, con i partecipanti ai nostri meeting, con i nostri soldi e portare questa fiera in uno Stato che sia maggiormente allineato con i nostri valori” (fonte Denver Post).

Il marchio canadese Arc’teryx, ha annunciato che i fondi messi da parte per la partecipazione alla fiera verranno usati per sostenere il Conservation Alliance’s new Public Lands Defense Fund. “Il settore dell’outdoor ha il dovere di proteggere i luoghi incontaminati che amano i nostri clienti. Il nostro brand è

membro della Conservation Alliance delle aziende del nostro settore. Sin dal 2014 abbiamo partecipato agli sforzi per proteggere Bears Ears così come ha sostenuto le organizzazioni Friends of Cedar Mesa and Utah Dine Bike Yah che lottano per far diventare l’area parco nazionale”.

Uno degli ultimi atti dell’amministrazione Obama era infatti stato quello di designare l’area come monumento nazionale appunto.

“Proteggere le aree naturali pubbliche per le future generazioni è parte dei valori che cerchiamo di trasmettere.” Ha dichiarato il presidente Jon Hoerauf. Altri brand si sono espressi contro l’atteggiamento dello stato dello Utah, come CiloGear, che il 10 febbraio dichiarava sui social “CiloGear sta pensando di andare al prossimo OR e passare le mattinate e i pomeriggi in fiera parlando con i legislatori dello Utah di come il nostro brand sia economicamente dipendente dalla loro decisione e di come queste scelte potrebbero aver effetto sulle tasche dei loro elettori” o Graeme Esarey, presidente di UCO che ha scritto in appoggio a questi brand.

non partecipare, ma alcuni di loro decisamente di spicco, in grado così di mettere realmente a rischio la credibilità dell’evento e di un intero Stato.

LA PRIMA RISPOSTA DEI RETAILER

“Dovremmo fare business solo con aziende e organizzazioni i cui valori sono in accordo con i nostri”.

Per il momento si tratta ancora di uno sparuto gruppo quello dei brand che minacciano di

La Grassroots Outdoor Alliance, il gruppo d’acquisto di retailer specializzati nell’outdoor americano ha annunciato ufficialmente la cancellazione del suo meeting di 4 giorni che era previsto a Sandy, in Utah per l’estate 2018. Grassroots ha dichiarato che la decisione deriva da una opposizione dei membri agli sforzi messi in atto dal Governo dello Utah per ridurre le terre pubbliche e la scarsa attenzione per il valore economico che queste aree hanno per l’industria degli sport outdoor. In alternativa il Grassroots Connect, che è in via di definizione per il 2018, si terrà nella stessa location di Outdoor Retailer. “Stiamo collaborando strettamente con Outdoor Retailer e l’Outdoor Industry Association alla ricerca della nuova location per il 2018” ha dichiarato Devaki Murch, event manager della Grassroots Outdoor Alliance. Intanto, a febbraio, il governatore dello Stato del Colorado, John Hickenlooper, ha già offerto la propria disponibilità a ospitare OR a Denver dove si svolge la fiera SIA (Snow Sport Industry America). Denver tra l’altro, in termini di ricettività e servizi, sarebbe molto più dotata rispetto a Salt Lake City.

Yvon Chouinard, Patagonia
Jon Hoerauf, Arc’Teryx
Graeme Esarey, UCO
Peter Metcalf, Black Diamond

Atmosfera familiare... sui Pirenei con La Sportiva e Snow Factory

Dallo sciare in 40 centimetri di neve fino all’essere spinti a terra da folate di vento fortissime, dal fare un happy hours all’assistere ad una sfilata di capi da skialp dentro a un enorme igloo, e ancora entrare in una Spa bollente con -15° esterni, provare per la prima volta sulla neve le novità skiboots viste a ISPO, dormire su un materasso di ghiaccio e svegliarsi la mattina in cima alle piste del magnifico comprensorio pirenaico di Grandvalira. Questi sono solo alcune delle esperienze che abbiamo potuto vivere al La Sportiva Meeting di Granvalira, nel cuore della Principato Autonomo di Andorra. Quattro giorni davvero a tutta, dove non abbiamo mai finito di sorprenderci per la carica di entusiasmo che il team di Snow Factory (distributore del marchio della Val di Fiemme in Spagna) ha saputo trasmettere a noi e ai numerosi retailers che hanno partecipato all’evento, per non parlare delle sorprese (davvero una dietro l’altra) riservateci durante il soggiorno. Come di consueto, nel caso dell’azienda italiana, quelle più grandi arrivano proprio dai prodotti. Eh sì, i prodotti, a Grandvalira sono stati al centro dell’attenzione, eviscerati dai fondatori di Snow Factory e dai loro collaboratori in tutti i loro aspetti specifici, grazie anche ai numerosi interventi dei negozianti e alle nostre domande.

ANDORRA: UNA LIVIGNO PIRENAICA Andiamo con ordine. Sabato pomeriggio ci alziamo in volo in direzione Barcellona in compagnia di Luca Mich, responsabile marketing La Sportiva e dell’amico Guido Valota della testata consumer specializzata sullo scialpinismo Skialper. Qui ad attenderci i fratelli Alejo e Xavi Garriga, che dopo alcuni anni di lavoro nel settore degli sport alpini hanno aperto la loro società (Snow Factory, che distribuisce tra gli altri il marchio La Sportiva). Sono in compagnia di Enrico Carniel, sales manager La Sportiva, in arrivo da un altro volo. Una realtà giovane dunque, guidata da due fratelli al servizio di una, per il settore dell’outdoor, ormai grande azienda in continua espansione che non ha perso il suo carattere familiare ed è saldamente ancorata alle radici del territorio dolomitico nel quale è nata: la Val di Fiemme. Una “fabbrica di neve” a Barcellona? Proprio così, perché la città da sempre identificata con clima mite, grazie alla vicinanza al mare, scopriamo durante il

Siamo stati sulle montagne di Andorra dove si è svolto il sales meeting spagnolo, ovviamente con focus scialpinismo. Qui abbiamo trovato tanta passione per il marchio made in Italy della Val di Fiemme e la stessa “calda” atmosfera che si respira in casa La Sportiva.

viaggio in auto che si trova a poco più di un’ora dal primo comprensorio sciistico. Noi però andiamo ben oltre, verso la stretta valle alpina che costituisce lo Stato autonomo di Andorra. Per far questo passiamo prima in Francia superando i ripidi tornanti ghiacciati che conducono al Pas de La Cas (rimanendo meravigliati dalle gran quantità di neve che troviamo) e poi attraversiamo il tunnel che in breve ci porta all’ingresso di Andorra, fermandoci nel piccolo villaggio di Tarter. Andorra è una sorta di Livigno, un po’ più grande e con un target di clientela e di residenti decisamente più alto, se possibile. Tutto ha un certo sapore di chic, nel senso che i grossi hotel e residence in pietra a vista lasciano chiaramente intendere come

lo sviluppo turistico sia piuttosto recente e molto legato alle fiorenti attività finanziarie della capitale La Vella.

LA GARA L’evento a cui siamo stati invitati come unici giornalisti italiani, che inizierà il giorno successivo, è La Sportiva sales meeting Spagna. Gli invitati sono i principali rivenditori e agenti del marchio, arrivati qui da ogni parte della Spagna. Alcuni di loro hanno sostenuto anche parecchie ore di auto guidando per oltre 700 km per non mancare all’appuntamento, segno che davvero il brand made in Italy qui è molto sentito. Inoltre ci sono alcuni giornalisti delle testate spagnole specializzate. La scelta della location non è casuale: Snow Factory con La Sportiva è sponsor di una gara di scialpinismo che si tiene domenica proprio sui fianchi del comprensorio sciistico di Grandvalira: la SKIMO 6, una gara di lunga distanza a squadre di 2 o 3 atleti, il cui percorso corre attorno alle cime più alte della zona e concatena sei rifugi della zona. Inoltre supporta la locale associazione di Guide Alpine che, durante l’inverno, accompagna i turisti alla scoperta della pratica dello scialpinismo e del freeride. Infatti il primo giorno di permanenza a Grandvalira partiamo per un’escursione al passo del Mont Malus, sul quale giungiamo giusto in tempo per vedere scollinare i primi atleti, guarda caso del team La Sportiva. Il meteo qui è piuttosto variabile, molto ventoso, soprattutto in cresta, con le nuvole che si spostano molto velocemente,

dal nostro inviato: Paolo Grisa
Abbiamo provato i Sytron anche con i ramponi
L’atleta Pere Rullan racconta il Raceborg ai presenti
Lo chalet delle Guide Alpine dove si è svolto l’evento
Xavi Garriga direttore generale di Snow Factory
Magnifica vista dal ristorante Collada d’Enrador (2.400 mt)

la visibilità non è eccezionale e gli sprazzi di sole sono piuttosto limitati.

FINALMENTE I NUOVI SYTRON AI PIEDI

Durante questa prima gita abbiamo subito avuto l’opportunità di testare i nuovi scarponi due ganci di La Sportiva Sytron, ottenendone un’ottima impressione: leggero e con una mobilità incredibile grazie all’assenza di una linguetta, piacerà sicuramente al pubblico italiano che vuole muoversi leggero senza rinunciare alla sciabilità. Come sci abbiamo adottato lo sci by Skitrab Maestro con grafica personalizzata nata appunto dalla collaborazione di questi due brand dello sci alpinismo entrambi legati al made in Italy e ancorati nelle rispettive valli di montagna. Uno sci multiuso con peso inferiore al chilo: perfetto abbinamento per questo nuovo scarpone. La discesa non è esaltante a causa della scarsa visibilità e della neve fresca piuttosto pesante, ma una volta rientrati sulle piste, perfettamente tenute, lasciamo andare gli sci e ci divertiamo.

FASHION SHOW… IN IGLOO

Nel pomeriggio rientriamo presso lo Chalet Grandvalira Mountain Guide dove, al piano superiore, è allestita la sede delle guide alpine con il deposito materiali, area relax, docce e spogliatoi: un ambiente perfettamente curato a cui le guide si appoggiano per svolgere i loro corsi e uscite con i clienti. Intanto alla spicciolata iniziano ad arrivare i negozianti e verso le 18, dopo un informale momento di saluto e presentazione del team e del programma del giorno seguente, veniamo caricati su due gatti delle nevi e portati a una delle principali sorprese del viaggio: l’Hotel Igloo, situato a 2.350 metri sulle piste da sci. Un vero e proprio hotel di ghiaccio dove veniamo accolti da un happy hour che sorseggiamo mentre alcuni atleti del team La Sportiva sfilano indossando le novità della collezione, illustrate nel dettaglio da Xavi Garriga, CEO di Snow Factor e Cristina Planas, responsabile marketing per il brand. Ci hanno raggiunti qui anche

numerosi amici di La Sportiva Spagna, tra cui il climber e alpinista Eneko Pou e l’alpinista Araceli Segarra, prima donna spagnola ad aver raggiunto la vetta dell’Everest. La sfilata si conclude con il festeggiamento di una ricorrenza molto importante, il compleanno di Snow Factory che compie dieci anni, dunque Xavi e Aleji si trovano a soffiare insieme su una candelina tenendo in mano due palloncini, uno a forma di 1 e l’altro di 0. Al termine della sfilata ci trasferiamo in un igloo, questa volta in plastica e riscaldato, dove consumiamo la cena. Fedeli alla raccomandazione del team marketing, anche se un po’ preoccupati ci siamo portati il

I circuiti segnalati per lo scialpinismo all’interno del comprensorio

volta utilizziamo il modello Spitfire 2.1, lo scarpone a 2 ganci per scialpinisti veloci ed evoluti della attuale collezione. Nonostante siamo un gruppo piuttosto numeroso la gita procede al meglio, e accompagnati da ben tre guide locali facciamo una bella gita ad anello con qualche passo esposto in cresta. Ancora una volta il meteo è estremamente variabile e caratterizzato da forte vento, la neve quindi in fuori pista non è eccezionale, e a parte brevi tratti rientriamo lungo le piste dopo un pranzo in quota. Rientrati allo chalet inizia il meeting vero e proprio, dove Xavi introduce ai presenti il brand La Sportiva, invitando a parlare anche Luca Mich ed Enrico Carniel, che si dicono molto felici di aver potuto prender parte a questo incontro, e poi lasciando la parola ai suoi collaboratori e agenti nell’introdurre i prodotti highlights delle diverse collezioni: skimountaineering, winter trail run-

costume, e così in pochi valorosi accettiamo di provare l’esperienza di una vasca Jacuzzi installata nella neve, con una stellata bellissima sopra la testa ma, al tempo stesso, un po’ di nevischio portato dal vento. Da lì passiamo alla sauna, perché quello che in realtà stiamo facendo è cercare di accumulare calore in vista della notte che ci aspetta: dormire nell’igloo di ghiaccio, all’interno di caldi sacchi a pelo (per fortuna) e svegliarci la mattina direttamente sulle piste. La notte, fortunatamente passa molto bene, e la mattina, rientrati allo Chalet ci prepariamo per un’altra gita con le pelli: questa

ning, mountaineering, trail running e climbing. Notiamo molta attenzione e partecipazione da parte dei negozianti, che chiedono delucidazioni su numerosi aspetti tecnici dei prodotti così come sulle strategie di vendita, e i ragazzi di Snow Factory rispondono con competenza e precisione. Terminato il meeting infatti la discussione tra agenti, gli impiegati Xavi e Alejo, noi giornalisti, Luca ed Enrico prosegue serrata. Infine ci spostiamo verso la cena, davvero impegnativa come di consueto, alleggerita dalla memorabile chiacchierata tra Guido con Jordi Canals, allenatore della squadra catalana

di scialpinismo nonché uno dei primi allenatori di un certo Kilian Jornet, sulle origini dello scialpinismo, che scopriamo, sono molto legate ai Pirenei. Gli occhi di Jordi e Guido si illuminano mentre escono i nomi delle gare principi dello scialpinismo, mescolate ai nomi di vecchi rally dove ancora si gareggiava con sci da fondo. Il giorno successivo, l’ultimo, io e Guido rinunciamo, vista ancora le condizioni meteo variabili, a un’altra gita scialpinistica con il gruppo e stiamo nei pressi del comprensorio per poter testare con calma le altre due grosse novità FW 17/18 della linea di scarponi La Sportiva: il Raceborg, modello da gara con gambaletto in Carbonio che si colloca a metà strada tra Stratos e Syborg e il Syncro, modello quattro ganci per il freeride.

UNA PARTNERSHIP DI SUCCESSO

Terminato il viaggio non possiamo che dirci davvero positivamente impressionati dall’organizzazione dell’evento e dall’efficienza dimostrata dal team di La Sportiva Spagna. Possiamo dire di aver notato una profonda sinergia e comunanza di vedute tra il partner spagnolo e il marchio italiano, così come era evidente la forte passione dei retailer per l’azienda trentina, la sua lunga storia, i suoi prodotti e, ovviamente, il magnifico scenario delle Dolomiti dove questi nascono. Soprattutto qui, tra i retailers spagnoli, spicca tanta positività e voglia di fare e uno sguardo ottimistico verso il futuro, quello che da noi sentiamo un po’ mancare. Non a caso, giusto un paio di giorni dopo il meeting, Xavi con alcuni atleti del team spagnolo è partito a sua volta per Ziano di Fiemme per testare i nuovi prototipi di scarpette di trail running e portare così il contributo anche del team spagnolo allo sviluppo dei prossimi prodotti.

La squadra di Snow Factory festeggia a sorpresa i 10 anni della società con i titolari

Miguel Caballero, atleta, team manager La Sportiva Spagna (e per l’occasione anche modello) serve dei biscotti dedicati ad ognuno degli atleti della squadra
Gli sci pronti per il test
La prima discesa in fresca
... sul filo di cresta
La Sportiva Raceborg

Fair Wear Foundation: trasparenza e tracciabilità

Per Ortovox la sosteniblità ambientale e sociale dei propri prodotti è fondamentale, così come trasparenza e tracciabilitá. La sua politica aziendale esige che i fornitori offrano delle buone condizioni lavorative ai propri dipendenti. Grazie alla Fair Wear Foundation e con il supporto dei fornitori, è possibile migliorare le condizioni lavorative nelle fabbriche dove si producono i prodotti a marchio Ortovox.

In quanto membro, Ortovox si impegna a rispettare le linee guida della FWF. Queste ultime si possono riassumere nei seguenti punti:

• libertá di scelta del lavoro

• nessuna discriminazione sul posto di lavoro

• nessuno sfruttamento del lavoro minorile

• salari dignitosi

• orari di lavoro adeguati

• rapporti di lavoro regolamentati giuridicamente

• libertá di associazione sindacale e diritto a contrattazioni collettive

• condizioni lavorative sicure e sane

Oltre alle condizioni lavorative, anche gli standard eco-ambientali assumono un ruolo fondamentale per Ortovox. L’entrata a far parte del “Bündnis für nachhaltige Textilien” (alleanza per tessuti sostenibili), che

aspira al miglioramento delle condizioni sociali, ecologiche ed economiche nel mondo tessile, é per Ortovox la logica realizzazione delle proprie aspirazioni a creare un economia sostenibile.

FAIR WEAR FOUNDATION

La Fair Wear Foundation (FWF) viene fondata nel 1999 ed é un’organizzazione indipendente di utilitá sociale con sede ad Amsterdam. Obiettivo della FWF é quello di migliorare le condizioni lavorative nell’industria dell’abbigliamento, in collaborazione con le imprese e le fabbriche. La FWF ha piú di 130 membri in diversi settori, ad es. nell’ambito dell’antinfortunistica, del fashion e dell’outdoor. fairwear.org

L‘ALLEANZA PER TESSUTI SOSTENIBILI

Il Bündnis für nachhaltige Textilien (alleanza per tessuti sostenibili) é stato fondato nel 2014 ed é costituito da rappresentanti del mondo dell’economia, della societá civile, di organizzazioni locali e sindacati. L’iniziativa ha lo scopo di migliorare le condizioni sociali, ecologiche ed economiche lungo tutta la catena di produzione del settore tessile e dell’abbigliamento. L’alleanza conta piú di 100 membri.

textilbuendnis.com

L’IMPORTANZA DEL PRIMO SOCCORSO

Il marchio Ortovox storicamente è sinonimo di neve e sicurezza. Il focus del brand sulla sicrezza in montagna è da sempre declinato nei suoi prodtti per il soccorso in caso di valanga, dove è da sempre uno dei brand leader. Ma sicurezza in generale in montagna per Ortovox non è solo neve e le sue insidie. Allargando la sua gamma di prodotti all’alpinismo e alla scalata, molti altri sono i pericoli e gli imprevisti che i praticianti di queste disciplijne della montagna possono incontrare. Ecco allora la gamma di kit di primo soccorso by Ortovox: tre modelli per tutte le esigenze, perchè ognuno di noi può fare qualcosa in caso di emergenza in attesa del soccorso.

FIRST AID MINI

First Aid Mini assicura l’equipaggiamento minimo di una piccola farmacia da montagna e offre soccorso immediato per piccole e grandi ferite. Dalla compressa alla fascia triangolare alla benda, dal rotolo di cerotti autoadesivi fino al kit di cerotti misti, dai guanti usa e getta in vinile a una piccola forbice: nel First Aid Mini si trova tutto l’equipaggiamento base per i casi d’emergenza.

Grazie alla fascetta sulla cintura, il kit di primo soccorso può essere fissato facilmente anche esternamente allo zaino. La semplice divisione interna e il vano interno completamente estraibile danno inoltre un accesso facile e veloce agli utensili d’emergenza.

Caratteristiche

• 1 x Telo triangolare in tessuto non tessuto bianco • 1 x Benda di garza elastica 6 cm x 4 m, in cellophane

• 1 x Cerotti in rocchetto 1,25 cm x 5 m

• 1 paio di guanti monouso in vinile

• Forbici piccole • 2 x Compresse sterili in tessuto non tessuto per la medicazione di ferite 5 x 5 cm

• Set di cerotti

NUYARN: comfort della lana e resistenza del nylon

La caratteristica dei capi Ortovox è da sempre quella di nascere con una forte attenzione per il rispetto dell’ambiente, per questo Ortovox ha scelto di adottare in gran parte delle sue collezioni la lana. Ortovox per I suoi capi a contatto con la pelle adotta questa innovativa fibra.

La fibra Nuyarn combina l’efficacia della fibra naturale con quella sviluppata dall’uomo: la lana Merino incontra il nylon.

struttura di fibra che riunisce tutte le caratteristiche positive delle fibre sintetiche e della lana Merino.

La fibra più funzionale della natura, la lana Merino, è apprezzata da secoli proprio per la sua funzionalità. Soprattutto chi pratica sport in montagna, gode delle sue numerose caratteristiche positive: la lana Merino è neutra agli odori, è capace di regolare l’umidità, è morbidissima, pratica e sostenibile, in quanto ricresce sulle pecore ogni anno. I processi di lavoro vengono ottimizzati, gli sviluppi tecnologici vengono impiegati in settori sempre più vasti e i materiali con i quali lavoriamo vengono anch’essi adattati al meglio a ciascun uso specifico.

STRUTTURA DELLA FIBRA

Il nylon è il nucleo di Nuyarn, una fibra sintetica di poliammide è particolarmente resistente, elastica e leggera. La lana Merino viene avvolta intorno al nucleo di nylon. In questo modo si crea una

FIRST AID ROCK DOC

Pensato specificamente per gli arrampicatori su roccia, il Rock Doc combina un sacchetto porta-magnesite con un kit di primo soccorso. L’apertura del sacchetto può essere regolata a seconda delle necessità per mezzo di un sistema di cordoncini. Il morbido materiale interno e l’ampia apertura consentono un accesso veloce. Lo scomparto di primo soccorso è quello laterale. Il contenuto è completamente adattato per l’arrampicata: dalla scheda d’emergenza, alle compresse di garza e alle bende, da un kit di cerotti misti, cerotti per sutura e una piccola forbice, fino ai guanti usa e getta in vinile - tutto questo trova spazio nello scomparto laterale a fianco della magnesite.

Caratteristiche

• 1 x Benda di garza elastica 6 cm x 4 m, in cellophane • 1 x Cerotti in rocchetto 1,25 cm x 5 m • 1 x Benda sterile in garza elastica Dim. M • 1 paio di guanti monouso in vinile • Forbici piccole • 2 x Compresse sterili in tessuto non tessuto per la medicazione di ferite 5 x 5 cm

• Set di cerotti

Perché Nuyarn funziona ancora meglio della comune lana Merino Comoda: più volume e meno peso. Nuyarn non ha bisogno di torsione di filato ed è perciò più morbida sulla pelle. Anche se è più sottile, Nuyarn tiene più caldo. Elastica: più stretch e forma più stabile. Grazie alla struttura delle sue fibre si adatta meglio al corpo ed è più estensibile della normale lana Merino. Robusta: più forte e meno pilling. Nuyarn è più resistente all’usura e all’attrito. Per questo motivo è la scelta perfetta per gli sport alpini dove i materiali devono sopportare molti sforzi. A rapida asciugatura: si asciuga cinque volte più in fretta. Grazie al volume delle sue fibre, Nuyarn assorbe l’acqua più velocemente e trasporta l’umidità anche più velocemente. Nessun odore: la lana Merino neutralizza gli odori.

La lana è la componente principale della fibra Nuyarn e quindi si conserva una delle caratteristiche più

di salvataggio alle bende e compresse di garza, fino alla forbice o alla pinzetta: nel First Aid Roll Doc si ha tutto ciò che serve per il primo soccorso.

Illustrazioni e diciture informano sul contenuto di ogni scomparto e danno i giusti consigli di prima assistenza. In caso d’emergenza non è facile mantenere il sangue freddo; per questo motivo le indicazioni scritte danno un aiuto quando è davvero importante. Nel primo scomparto si trovano anche la scheda d’emergenza Ortovox. Questa fornisce le informazioni base ai soccorritori: le persone da contattare in caso d’emergenza, così come i dati generali dell’infortunato; dà inoltre indicazioni su come effettuare le chiamate d’emergenza. Sul cartellino d’emergenza sono infatti indicate allergie e malattie, dati di contatto e dati personali. La fascetta integrata assicura un’ottima vestibilità del kit di primo soccorso. Così può essere facilmente fissato alla cintura.

Caratteristiche

• Coperta isotermica oro/argento x 210cm • 2 x Compresse sterili in tessuto non tessuto per la medicazione di ferite 10 x 10 cm • 1 x Telo triangolare in tessuto non tessuto bianco

• 1 x Benda di garza elastica 6 cm x 4 m, in cellophane

• 1 x Pinzetta 8 cm • 1 paio di guanti monouso in vinile

• Forbici di pronto soccorso • Matita, Relazione di incidente, Schema incidente • Compresse sterili in tessuto non tessuto per la medicazione di ferite 7,5 x 7,5 cm

SCARPA, dal Giappone alla Norvegia partner d’eccellenza

Durante l’International Sales meeting Scarpa, abbiamo avuto l’occasione di parlare con Bjørn Arne, distributore del marchio in Norvegia e nei Paesi Scandinavi e Toshiki Takei, direttore vendite del distributore giapponese. Ne è emersa una comune passione per il Made in Italy del marchio trevigiano.

“Il nostro clima ci chiede prodotti performanti anche nella vita di tutti i giorni”

Bjørn Arne direttore di Outdoor, distributore norvegese dal 2004

È la prima volta in Italia?

No, sono stato molte volte qui. Se devo fare una media, direi dalle 4 alle 5 volte all’anno. Nei 12 anni in cui lavoro con Scarpa quindi ho visitato abbastanza spesso il vostro Paese…

Outdoor è una realtà che da anni lavora nel mondo della distribuzione. Ci racconta la vostra attività?

La nostra sede è a Asker, una piccola città vicina a Oslo, la capitale della Norvegia. Contiamo dieci dipendenti e con la nostra attività copriamo tutta la Norvegia visitando i negozi da nord a sud. Insieme a Scarpa, distribuiamo anche altri marchi come Karpos e Patagonia e quindi ai negozi proponiamo anche questi brand. Lo stock lo teniamo presso la nostra sede da cui gestiamo ordini e distribuzione.

Quali sono le differenze tra il mercato italiano e quello norvegese? Come avviene la distribuzione?

La maggior parte del mercato norvegese, diciamo pure il 91%, è coperto da grandi gruppi come XXL o Intersport. Di conseguenza, la maggior parte del nostro business lo facciamo con loro mentre la parte restante la dedichiamo ai negozi specializzati, soprattutto negozi che trattano l’outdoor. Inutile dire che quando ci interfacciamo con i grandi distributori lavoriamo maggiormente con prodotti “main stream”, mentre se parliamo di capi tecnici il mercato maggiore lo abbiamo con i piccoli negozi specializzati. In Norvegia, che è un paese montano, il mercato dell’outdoor funziona molto e ci sono numerosi negozi dedicati alla montagna, magari non dedicati all’outdoor al 100%, ma più che altro shop sportivi con aree specificatamente dedicate alle attività all’aperto.

Ci sono anche differenze a livello di prodotti specialistici venduti tra Italia e Norvegia? Non so molto sulle Alpi e le abitudini di chi frequenta quell’ambiente, ma so che i norvegesi cercano molto il capo tecnico, soprattutto per quanto riguarda le scarpe, gli zaini e i sacchi a pelo per attività all’aria aperta. C’è quindi la disposizione a spendere anche una somma di denaro importante a condizione che il prodotto sia veramente di alto livello e risponda alle esigenze di un paese montano come il nostro, con

quattro stagioni ben distinte. Per questo ci sono tanti brand di outdoor in una Nazione con una popolazione tutto sommato molto contenuta. Il backpacking per esempio non è molto diffuso in Italia mentre lo è in Norvegia, dove si cammina in montagna anche per diversi giorni. Oggi il trend è quello di andare molto più leggeri e veloci, quindi di fare in due giorni quello che prima si faceva in cinque proprio grazie a prodotti innovativi sempre più leggeri.

Come sta andando il trend del trail running? Sta crescendo molto, ma ricordiamoci che il trail running è sempre esistito in Norvegia, non è una moda passeggera. Quando vai a correre in Norvegia per forza di cosa corri in montagna, fai del trail running. Questo anche se vivi a Oslo: al di fuori della capitale c’è la foresta e la maggior parte dell’allenamento estivo si fa o con i rollerski o, appunto, in trail running.

Quali sono i prodotti di Scarpa che vendi con maggior facilità?

Le linee da trekking, hiking e backpacking ma anche scarponi da alpinismo per camminate sul ghiacciaio. Stiamo migliorando anche sulle calzature da roccia, che è un grande trend in crescita per Scarpa e in Norvegia stiamo prendendo mercato in questo senso e iniziando a riuscire a contrastare i nostri competitor. Lavoriamo molto anche con il lifestyle.

E per quanto riguarda la neve e lo sci?

Abbiamo un grande mercato per il telemark, anche se nell’ultimo periodo sta un po’ calando a favore dello sci alpinismo.

Vieni in Italia solo per business?

No, anche per vacanza. Abbiamo una stretta relazione con Scarpa e viaggio spesso per lavoro verso il vostro Paese. Ho cominciato ad amarlo molto e a oggi posso dire che è diventata la mia seconda casa in Europa. Sono stato presentato a Scarpa dal general manager di The North Face dell’epoca. Abbiamo partecipato al Cortina Trail, da dove otto dei nostri impiegati due anni fa hanno corso 47km: era il regalo di Natale che avevo fatto al mio team. Come società siamo andati in Nepal insieme per fare climbing e trekking. La nostra idea è quella di “vivere” al massimo il brand, anche nel nostro tempo libero.

“Da noi Scarpa è un marchio da pro ” Intervista a Toshiki Takei, direttore vendite di Lost Arrow, agenzia di distribuzione di Scarpa in Giappone

Discorso simile per il Giappone dove il distributore del brand italiano è Lost Arrow, fondato da Naoe Sakashita e che lavora con Scarpa da quindici anni. L’avventura di Naoe inizia qualche anno prima, quando tradusse il libro del fondatore di Patagonia, Yvon Chouinard, persona con cui ha creato un forte legame di amicizia e che per primo gli chiese di distribuire l’allora “Chouinard Equipment” in Giappone. Era il 1982, e inizialmente fu molto titubante prima di accettare e mettere in piedi una realtà che nel portfolio, oltre a Scarpa, tratta altri brand molto conosciuti nel panorama outdoor internazionalie come Black Diamond, Osprey, Beal, Boreal e altre. Ma la storia di Lost Arrow inizia in sordina, tanto che all’inizio quello di Naoe era un lavoro da “pony

di più rispetto a quella invernale. “Gli scarponi da sci di Scarpa sono molto apprezzati, ma ci sono davvero molti brand che sono entrati in questo mercato e quest’area di business, mentre per quanto riguarda il telemark, c’è solo Scarpa che se ne occupa e riesce a restare molto stabile. C’è anche da dire che gli appassionati di sci stanno aumentando, è vero, ma nemmeno così tanto perché il costo è davvero troppo alto. Sia per i materiali che per gli sci. I prezzi in Giappone sono più alti perché ci sono tasse di importazione molto alte, pari al 30% del prezzo”, racconta. Anche il Giappone, poi, sta

sulle pagine di Alpinist 56

express” in bicicletta. Poi il business iniziò a crescere ed entrarono a far parte della società anche una segretaria e alcuni agenti, tutti arrampicatori. “Oggi il business di Lost Arrow è cresciuto molto e conta 40 dipendenti”, ci racconta Toshiki Takei, direttore vendite della società. “All’inizio eravamo interessati solo al telemark, poi sono entrati i prodotti da trekking, montagna in generale e sci. Il telemark è da sempre molto praticato in Giappone, ma anno dopo anno anche le altre discipline outdoor stanno sempre più prendendo piede”, continua. Questo trend positivo è sottolineato anche dal fatto che lo stesso direttore vendite ci racconta che la collezioni estiva di Scarpa funziona

vedendo crescere il fenomeno dello sci d’alpinismo. Con Toshiki Takei abbiamo affrontato anche il discorso della distribuzione nel Paese del Sol Levante. “I negozi specializzati sono i nostri migliori acquirenti molto più delle grandi catene di distribuzione che invece non vogliono comprare a causa del prezzo elevato dei prodotti. Inoltre, è difficile vendere ai clienti finali della grande distribuzione sportiva dei capi troppo tecnici per l’attività che fanno. In Giappone è naturale che i negozi specializzati siano per gli specialisti, mentre le grandi catene sono per tutti e, per questo, hanno bisogno di vendere prodotti meno performanti e più conosciuti alla grande massa”.

Paolo Grisa
Da sinistra Keita Kurakami e Atsushi Sekita, responsabili delle vendite. A destra Ryohei Hagiwara, responsabile dell’advertising
Keita Kurakami, forte alpinista giapponese raccontato
Toshiki Takei
Localizzazione della sede norvegese e giapponese
Bjorn Arne

Con Europ Assistance il bagaglio è tracciato

L’assicurazione leader dell’assistenza in viaggio propone una nuova polizza che si avvale di un device sviluppato con una società americana di Miami. Sarà ora possibile monitorare la propria valigia in tempo reale in tutti gli aeroporti del mondo semplicemente via mobile app.

Stivare i bagali è un qualcosa che dona non poche preoccupazioni a chi viaggia, soprattutto quando si trasporta qualcosa di molto importante o prezioso come, ad esempio, l’attrezzatura sportiva. I dati di certo non aiutano a tranquillizzare i viaggiatori visto che nei viaggi aerei si parla di circa 8,43 milioni di bagagli smarriti solo nel 2015 con una media di circa 6,5 bagagli ogni 1000 passeggeri. Provate a immaginare cosa succede a un atleta che, viaggiando per gareggiare, per allenarsi o anche solo per piacere, non dovesse più trovare la sua preziosa attrezzatura una volta arrivato a terra. Difficile riuscire poi a ottenere in tempi celeri un riscontro su dove il bagaglio possa essere andato a finire e ancora più lungo e complesso essere risarciti. Partendo da questi dati, Europ Assistance ha sviluppato una soluzione che promette di ovviare a tutti questi tipi di problema: si tratta di EA BagTrack ed è il primo prodotto telematico nel contesto “viaggi”. “Si tratta di una novità assoluta per quanto riguarda la tecnologia sul bagaglio”. Ci racconta Enrico Tardocchi, innovation & product marketing manager di Europ Assistance. “La novità consiste nell’abbinare garanzie assicurative e device tecnologici allo scopo di creare delle risposte più smart e immediate. Il valore aggiunto è quello di dare un servizio al cliente che includa anche una centrale operativa, in questo modo il supporto che possiamo fornire al cliente è immediato e concreto”.

ASPETTO - Si tratta di un oggetto semplice, più piccolo di un cellulare che, inserito all’interno del bagaglio permette a questo di essere tracciato. Ai controlli in areoporto passa come un device elettronico, come un mini computer o un cellulare. La durata delle batteria è assicurata da una gestione intelligente della carica che spegne il dispositivo in caso di non utilizzo e grazie a un accelerometro triassiale brevettato per spegnersi in volo e riaccendersi all’atterraggio. “Questo localizzatore lo abbiamo costruito in partnership con una start up della Silicon Valley che si chiama LugLoc”. Prosegue Enrico. “In America viene venduto a 90 dollari

incluso un anno di abbonamento, mentre noi lo regaliamo all’utente che decide di stipulare con una poliza che dura un anno e del valore di 120 euro. Una volta inserito all’interno del bagaglio, il localizzatore traccia la posizione dell’oggetto usando le reti GSM e GPRS, quindi non utilizza un GPS che assorbe più batteria”. A questo dispositivo si aggiunge ovviamente la App ‘EA BagTrack’, scaricabile dagli store Android e Apple dove basterà inserire il codice che si trova sul retro del device. La copertura è WorldWide e Europ Assistance è sempre collegata all’oggetto (esclusi Giappone e Sud Corea).

IL FUNZIONAMENTO - In caso di smarrimento del bagaglio, il BagTrack indica un’area sulla mappa in cui si trova il bagaglio. In questo modo rintracciare la città dove si trova è un’operazione immediata che facilita molto l’interazione con l’ufficio lost and found dell’aeroporto. “In caso di smarrimento effettivo, Eruop Assistance dà subito 200 euro indennizzate, via Paypal. Questo avviene perché l’assistente ha modo di accedere al back office dell’applicazione e di

vedere subito dove effettivamente sia il bagalio che si sta cercando. Attraverso la app è possibile monitorare la carica residua della batteria e capire immediatamente qual è l’aereoporto in cui si trova ciò che stiamo cercando”. Il device offre anche una funzione via bluetooth che permette di tenere sotto controllo la propria valigia in un raggio più ristretto (circa 15 metri). “Capita di arrivare tardi al ritiro bagagli, soprattutto in questo periodo in America in cui i controlli doganali stanno diventando davvero capillari e decisamente lunghi. Per questo il bluetooth può essere una risposta immediata per non creare falsi allarmismi di smarrimento dei propri beni. Inoltre funge anche da antifurto”.

LA DIFFERENZA - A differenza delle classiche assicurazioni delle compagnie aeree che coprono solo in parte i disagi legati allo smarrimento e al furto, la risposta di Europ Assistance è immediata andando subito a lavorare sul momento di disagio. Ovviamente l’assistenza fornita dal BagTrack non

MOTIVI DI PERDITA DEI BAGAGLI - 2015

Maltrattamento del bagaglio

Fallimento prima della fase di carico Errore nella fase di carico

Maltrattamento all’arrivo

Aeroporto/dogana/ tempo/restrizione di peso e dimensioni del bagaglio

ALCUNI NUMERI

3.5 BILIONI passeggeri imbarcati nel 2015

6.5 valigie perse ogni 100 passeggeri nel 2015

- 50.7% maltrattamenti in meno alle valigie dal 2007

US$ 22.4 BN risparmio globale dal 2007

sostituisce quella della compagnia aerea, ma si aggiunge velocizzando i processi di recupero dei propri bene. “Oggi la polizza che offriamo si può acquistare o tramite i nostri canali diretti online, al telefono con un operatore, o nei negozi. Dai prossimi mesi si potrà trovare BagTRack anche nelle migliori agenzie di viaggio. Un’idea che potremmo sviluppare potrebbe essere quella di lavorare con dei negozi sportivi che conoscono il valore delle attrezzature con cui spesso si viaggia”. Nel 2017 la community italiana di Tripadvisor ha scelto Europ Assistance come la migliore assicurazione viaggi, un importante riconoscimento per una compagnia che ha superato il tetto delle 600.000 assistenze l’anno.

LE ALTRE FUNZIONI - Ovviamente la copertura BagTrack non vale solo per i viaggi in areo, ma si estende a ogni tipo di spostamento che implica l’utilizzo di un bagaglio. Protezione in caso di furto, scippo o rapina in ogni tipo di viaggio, sia esso anche in macchina. Inoltre l’assicurazione copre anche possibili danni allo smartphone o al tablet mentre si viaggia.

a

Per viaggiatori esigenti

Thule presenta Subterra, la nuova linea di valigie con soluzioni intelligenti per la massima efficienza durante il viaggio.

Al grido “Bring your life”, oggi Thule vende i suoi prodotti in più di 140 mercati in tutto il mondo. Il suo motto, “partorito” su una spiaggia australiana da Magnus Welander - CEO e Presidente di Thule Group - mentre osservava le tante auto equipaggiate di portabagagli per trasportare le attrezzature sportive, ben rappresenta l’azienda svedese che da 75 anni aiuta le persone a mantenere un stile di vita attivo permettendo loro di portare con sé quello che amano di più.

Grazie al passeggino sportivo Thule Urban Glide, per esempio, i genitori che amano la vita all’aria aperta possono godersela in totale sicurezza con i propri bambini. Prodotto d’eccellenza nel campo dell’innovazione e del design che lo scorso novembre, in occasione della prima edizione dei ”DesignEuropa Awards” organizzati dall’Unione Europea, ha vinto l’Industry Award. Ma Thule Urban Glide è

solo una delle tante soluzioni ingegneristiche intelligenti studiate dagli sviluppatori e dai designer di Thule. L’ultima, in ordine cronologico, è la linea di valigie e bagagli Subterra, ideata partendo dal successo raggiunto dalla precedente collezione Crossover che, dal debutto sul mercato nel 2011, ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali.

Una vera e propria evoluzione nel settore merceologico della valigeria pensata per il viaggiatore esperto che predilige la massima efficienza durante il viaggio. Necessità alla quale Thule risponde con soluzioni all’avanguardia come il sistema di compressione per salvare spazio, l’innovativo sistema 2 in 1 grazie al quale è possibile usare la stessa valigia come un unico pezzo da stiva o come due distinti bagagli a mano, e le numerose tasche presenti in tutte le borse e le valigie della nuova linea. Disponibile da febbraio 2017.

DISTRIBUtore thule di zaini outdoor, passeggini, porta bici e valigie nel settore Sport-Outdoor / Panorama Diffusion - 0472.201114 - info@panoramadiffusion.it

Xavier Thévenard

Materiali ultra leggeri, design minimale e vestibilità eccellente sono le caratteristiche che rendono questo gilet la scelta ideale per allenamenti di lunga distanza o per gare élite. Nel 2016 questo zaino ha costituito la scelta di molti atleti per le Ultraraces. Tra questi anche il mitico Xavier Thévenard, che proprio con l’Ultra Pro ha tagliato per primo il traguardo della OCC. Il gilet, piccolo e leggero, del peso di 180 g e capacità max di 6,5 litri (compresa acqua), è anche compatibile con un serbatoio dalla capienza massima di 1,5 litri. Fa parte della collezione Running di CamelBak per il 2017 e sarà nei negozi a partire da marzo 2017.

THULE SUBTERRA BACKPACK DA 23L / L’apposita cinghia consente di combinare lo zaino a trolley e valigie di stiva.

THULE SUBTERRA CARRY-ON 40L

Separa le scarpe e i vestiti sporchi dal resto del contenuto nel compartimento multi-uso.

THULE SUBTERRA LUGGAGE 55CM/22”

GILET CAMELBAK ULTRA PRO

Innovativa soluzione 2 in 1 che permette di scegliere se imbarcare un solo bagaglio da stiva oppure salire a bordo con due piccoli bagagli a mano.

Uno zaino per la vittoria!

È stato usato dal campione

Thévenard per vincere l’OCC

2016: “Il gilet Ultra Pro è così leggero e confortevole, che non vorrei mai toglierlo”... e se lo dice lui, non possiamo che crederci!

Scomparti porta oggetti

DISTRIBUITO DA: Nov.Ita 011.6467743 info@nov-ita.com www.nov-ita.com

Fischietto incorporato

Fodera in mesh 3D

Tasche posteriori

Inserti catarifrangenti

TESTATO PER VOI

Abbiamo provato questo zaino, che fa parte della linea “ultra leggeri” di Camelbak, lungo i sentieri del Monte Canto (BG), palestra di allenamento di numerosi trail runner della provincia e non solo. È veramente ricco di tasche e scomparti: due sulla parte posteriore (entrambe senza cerniera e realizzate in tessuto elasticizzato), due sui lati (per portare barrette, fazzoletti, telo termico, ecc), due nella parte anteriore sopra i tasconi porta-borracce (di cui una con cerniera per contenere cellulare e chiavi).

THULE SUBTERRA BACKPACK - 34L

La sacca interna rimovibile consente di mantenere i vestiti organizzati durante il viaggio.

THULE SUBTERRA CARRY-ON 55CM/22”

Le resistenti ruote di grandi dimensioni e i manici telescopici facilitano il trasporto.

THULE SUBTERRA LUGGAGE 70CM/28” / Facile da trasportare, consente di mantenere organizzato il materiale grazie a uno scomparto principale spazioso diviso in due compartimenti separati.

Lo zaino è prodotto in tre misure (S, M e L)* e regolabile nella parte anteriore (laccetti, che si possono regolare e spostare).

Nella parte anteriore ci sono i tasconi destinati a contenere due borracce della capienza massimo di 500 ml ciascuna.

Completamente foderato in mesh 3D, super traspirante in quanto tutto traforato, piacevole al tatto e indossabile anche senza maglietta. Oltre al fischietto incorporato, interessanti pure gli inserti catarifrangenti, per garantire visibilità anche di notte.

a cura di: Tatiana Bertera

Boa a 360°

Caschi, scarponi da snowboard, da scialpinismo e da winter trekking: l’offerta di prodotti dotati del Sistema di Chiusura Boa è sempre più ampia a ogni nuova stagione. Tanto che non riguardano solo queste categorie prettamente invernali, come dimostrano le calzature da trail running o quelle da golf, oltre agli accessori di diverso tipo. adidas

terrex Conrax Boa

La terrex Conrax è il primo modello in assoluto con il sistema Boa su una scarpa outdoor di adidas. Il modello maschile dal taglio medio è stato progettato per l’hiking invernale anche con racchette da neve. La Conrax offre prestazioni elevate in tutte le condizioni invernali grazie all’isolamento PrimaLoft e alla membrana Climaproof. Il Boa M3 è progettato specificamente per massimizzare le prestazioni delle calzature mid-cut fornendo il massimo comfort e un fit personalizzato. La rotella permette una regolazione rapida e precisa, un millimetro per click, anche quando si indossano i guanti.

DYNAFIT

DNA

Dynafit DNA è un casco da gara super leggero da ski touring che presenta doppia certificazione: alpinismo e sci alpino. Dotato di rotella e laccio Boa FS1, offre all’utente una chiusura uniforme su tutta la testa, mantenendosi saldo al suo posto per tutto il tempo. La rotella Boa FS1 è abbastanza larga da poter essere utilizzata con facilità mentre si indossano i guanti e quando lo si regola il meccanismo ad alta precisione non delude. Realizzato per le gare di scialpinismo di alto livello come il Pierra Menta e il Mezzalama, beneficia della membrana Koroyd per una maggiore sicurezza.

SCARPA

Alien RS

L’ultimo modello della serie Scarpa Alien, l’Alien RS è il successore del leggendario Alien. L’obbiettivo era di rendere uno scarpone già leggero ancora più leggero e agile e contemporaneamente migliorare le performance sia in discesa che in salita. L’Alien RS è costruito per sciatori amatoriali in cerca di uno scarpone di allenamento, o per gli sciatori che amano la velocità nel backcountry cercando il massimo in termini di leggerezza. La combinazione di rotella, laccio in acciaio rivestito in nylon e guide garantisce una distribuzione uniforme senza alcun punto di pressione. La rotella M3 è montata sulla porzione inferiore dello scarpone e con il sistema di guide e lacci si regola la chiusura dal collo alla punta del piede.

Il sole sicuramente ha fatto la sua parte, ma Prato Nevoso – meraviglioso borgo delle Alpi Marittime a 1.500 metri di altezza - di suo, ci ha messo la bellezza dei suoi pendii dolci, a febbraio abbondantemente innevati.

L’invito di Dino Bonelli, storico collaboratore di Running Magazine, fotoreporter e instancabile giramondo, ha subito entusiasmato sia me che le mie compagne di avventura, la showgirl Justine Mattera e la blogger di runandthecity.it Cristina Turini, anche lei collaboratrice del nostro magazine.

Una giornata perfetta, insomma, con un sole forte a scaldare il nostro entusiasmo per una nuova esperienza, quella della corsa sulla neve, vista dagli occhi di tre amiche con differenti background sportivi, ma unite sotto il segno del running.

SUL PERCORSO DI GARA

Dino che i suoi cinquant’anni, oltre a non dimostrarli, sembra proprio non sentirli, appena arrivate a Prato Nevoso, ci ha fatto infilare subito scarpe da running e ramponcini per portarci a correre. Appena il tempo di abituarsi a quell’aria fine e pulita e di ammirare la bellezza di quelle montagne così ben innevate che eravamo già all’arrivo della seggiovia del Rosso a quota 2000 mt, da dove si può godere di una vista mozzafiato sulla catena alpina. Quando il cielo è azzurro e senza nuvole, come in quel fortunato lunedì di metà febbraio, le Alpi lo

Winter running e sci alpinismo a Prato Nevoso

In compagnia della sportivissima showgirl

Justine Mattera e del sci alpinista

Flavio Ferrero, nostro inviato alla gara internazionale a tappe Pierra Menta.

bucano regalando uno spettacolo che per gli occhi è gioia pura. Complice il silenzio di una natura ancora in parte incontaminata e del riverbero della luce sulla neve fresca, su cui, a tratti, si scorgevano le tracce degli sci sulla neve. Seguendole con lo sguardo, ci siamo accorte che in quell’angolo di paradiso non eravamo sole. Su una di quelle dune di neve, impegnato nel suo allenamento in vista del Pierra Menta (di cui potete leggere il racconto nella pagina a fianco), abbiamo incontrato Flavio Ferrero, sci alpinista, ma anche runner e ciclista. Uno sportivo vero, uno che pratica e anche bene, tantissimi sport. Ha 52 anni ed è di Alba (CN), ma d’’inverno - così ci ha raccontato Dino - lo si vede spesso

sulle montagne innevate che circondano Prato Nevoso. Montagne di cui conosce tutte le sfaccettature, i segreti e le storie che le animano nei discorsi tra sci-alpinisti d’inverno, e trail runner d’estate. Fuori dalla stagione delle nevi, Flavio che è anche un amante dei viaggi a tema ovviamente sportivo, mette in calendario gli eventi più importanti, che siano una scalata, una gara ciclistica o un ultra trail, e si focalizza in toto su di essi riempiendo ogni attimo del suo tempo libero con lo sport. A volte esagera – ci spiega sempre Dino - e scopre a sue spese, con i muscoli cotti che non vogliono più dargli retta,

quanto il riposo sia una fase importantissima dell’allenamento. E quel giorno più che mai io e le mie adorabili compagne d’avventura ce ne siamo rese conto.

IL MUSEO ITALIANO DELLO SNOWBOARD Tra le mille cose che fa, oltre a viaggiare e a organizzare eventi sportivi, Dino gestisce il noleggio sci di famiglia e cura il Museo Italiano dello Snowboard, dove abbiamo fatto una pausa. Questo museo è anche un po’ la casa dei ricordi di Dino che con i suoi racconti di viaggio sa incantare il suo pubblico di ascoltatori. Perché si sa, chi viaggia vive due volte e Dino di vite sembra averne vissute mille. Lo raccontano quelle tavole da snowboard che ha trovato in giro per il mondo, ora ben custodite in teche di vetro insieme a scatti fotografici e articoli di giornali che sanno di passato: dagli abbracci con Jake Burton alle copertine dove appaiono i suoi scatti più belli. Dino infatti, è conosciuto come uno dei pionieri dello snowboard. Oltre ad aver contribuito alla nascita in Italia di questo sport, ha anche il grande merito di aver collezionato le tavole nel corso degli anni. Così facendo ha messo in piedi il primo Museo Italiano dello Snowboard, la più importante e completa collezione di snowboard europea. Qui io e Cristina rimaniamo in silenzio, un po’ in contemplazione di questo patrimonio di grande valore, compreso il refrigerator originale della Coca Cola.

dalle nostre inviate: Manuela Barbieri e Cristina Turini foto: Dino Bonelli
Justine Mattera
Flavio Ferrero

Ecco, è arrivato il momento che aspettavo con ansia. Si parte per il Pierra Menta, una delle gare a tappe di sci alpinismo più ambite al mondo con 10.000 metri di dislivello positivo e con 100 km di sviluppo suddivisi in quattro tappe. Il viaggio verso la vicina Francia, con il mio amico e compagno di squadra Elio Griseri, è un susseguirsi di checklist per essere sicuri di aver preso tutto il materiale obbligatorio, richiesto dall’organizzazione.

Appena arrivati ad Arêches-Beaufort (da dove si produce il tipico formaggio Beaufort) ci appare questo splendido paesino di montagna dove le case in legno sono state costruite in ordine sparso, quasi a non voler disturbare la montagna, qui si inizia subito a percepire un’atmosfera festaiola perché tutto il paese è concentrato sull’evento. Andiamo immediatamente a farci registrare e ci rendiamo subito conto che la macchina organizzativa è super collaudata. Non un solo intoppo nel controllo dei materiali e nella dislocazione di noi atleti negli hotel dove soggiorneremo per i quattro giorni di gara. Partecipiamo al primo dei quattro briefing dove veniamo ragguagliati su tutti i dettagli della prima tappa. I pettorali ci vengono distribuiti in una chiesetta in centro paese sotto una fitta nevicata che rende tutto più magico. Non mi accorgo e mi trovo già li a macinare metri di dislivello immerso in una natura magnifica circondato da pini e larici carichi di neve. Terminata la prima tappa ci assicuriamo di aver passato i cancelli orari stabiliti dallo staff organizzativo. Nel leggere la classifica ci accorgiamo che la prova è stata vinta da Damiano Lenzi e Matteo Eydallin e al femminile dalle svizzere Jennifer Fiechter e Severine Pont Combe, tutti atleti di livello mondiale

Al Pierra Menta con un tifo da Tour de France

Il coronamento di un sogno: terminare una delle gare di sci alpinismo più ambite al mondo con 10.000 metri di dislivello positivo e 100 km di sviluppo suddivisi in quattro tappe. Tra i beniamini dello skialp e l’incitamento di 6.000 persone… impossibile trattenere le lacrime dall’emozione.

nello skialp. Purtroppo tutti questi campioni, da Kilian Jornet Burgada a Laetitia Roux e Emilie Forsberg, riesco solo sempre solo a vederli a gara finita.

UN TIFO DA TOUR DE FRANCE

Il post-gara del Pierra Menta è sempre una festa e il ristoro per gli atleti è fornito di tutto, anche per l’ultimo concorrente che viene accolto dai volontari con sorrisi e complimenti. I giorni e le tappe volano e la stanchezza comincia a farsi sentire, ma le gambe girano, aiutate dai massaggi messi a disposizione ogni giorno per tutti gli atleti nei propri hotel. Certo che questo Pierra Menta mi lascerà proprio il segno, perché trascorrere quattro giorni con tutti i beniamini dello skialp è un’esperienza che ti portierai dentro per sempre.

Arrivati all’ultima delle quattro tappe facciamo lo sforzo finale, forti del tifo che ci ha accompagnato tutti i giorni. Dal racconto di chi aveva già partecipato al Pierra Menta sapevamo che all’ultima tappa avremmo avuto un pubblico da Tour de France.

Da lontano inizio a sentire urla, incitamenti e 6.000 persone formano due ali di folla che noi percorriamo per qualche minuto, e qui non riesco a trattenere le lacrime dall’emozione sapendo che stavamo realizzando un nostro sogno che era terminare il Pierra Menta.

Nell’affrontare le ultime salite e creste che si stagliano in un cielo azzurro mi vengono in mente gli scenari magnifici che abbiamo attraversato nei percorsi di gara, godendoci panorami bellissimi che spaziano dal Monte Bianco al Grand Mont, percorsi che ogni mattina all’alba venivano messi in sicurezza dai volontari.

Giungiamo finalmente al traguardo e possiamo scambiarci un lungo abbraccio e portarci a casa finalmente il nostro Pierra Menta che sicuramente nei giorni a seguire ci aiuterà a prendere sonno, ripassando ogni emozione vissuta.

Un grande merito agli atleti saliti sul podio. Al primo posto la squadra formata Matteo Eydallin e Damiano Lenzi con il tempo di h.10.23.55, al secondo posto la squadra di Kilian Jornet Burgada e Alexis Sevennel, terzo posto la squadra di Nadir Maguet e Michele Boscacci.

Al femminile al primo posto Emilie Forsberg e Laetitia Roux con con il tempo di h 13.18.32, al secondo posto Jennifer Fiechter e Sèverine Pont Combe, terzo posto Axelle Mollaret e Lorna Bonnel.

3 / 2017

Flavio Ferrero con Elio Griseri

Dolomiti Winter Fest fa emergere

dalla nebbia Malga Millegrobbe

Quest’anno al Dolomiti Winter Fest abbiamo sperimentato la corsa sulla neve e la snow fat bike.

La creatività degli organizzatori ha avuto la meglio sul clima autunnale.

Grande risultato l’inserimento della gara di trail all’interno del Nortec Winter Trail Running Cup.

Abbiamo voluto bissare la nostra presenza al Dolomiti Winter Fest, format invernale dell’ormai collaudato Adventure Outdoor Fest che si svolge d’estate a San Candido. Purtroppo eravamo presenti solo nelle giornate di venerdì e sabato mattina, perdendoci così la possibilità di partecipare alla seconda edizione del Dolomiti Winter Trail, cui avevamo partecipato lo scorso anno a Sappada.

LA NUOVA LOCATION

Per questa seconda edizione dell’evento è stata scelta una nuova location: l’Alpe Cimbra, una denominazione ufficialmente adottata nella primavera del 2014 con la quale i paesini dell’altopiano di Lavarone (Folgaria, Lavarone appunto e Luserna) hanno scelto di consorziarsi per promuoversi turisticamente come un’unica comunità. Hanno così individuato quegli elementi che in termini di storia e cultura sono condivisi dall’area: l’elemento che storicamente accomuna questi terrazzi alpestri è la cultura tedesco-cimbra. Di questa cultura, che ha le sue radici nel XI secolo, Luserna/Lusérn - la più piccola delle tre località che compongono l’ambito - è un’isola linguistica tutelata da un’apposita legge provinciale. L’ambiente è molto diverso da quello di Sappada, qui ci si trova non in una stretta valle racchiusa da alte montagne ma piuttosto su un vasto altopiano (uno dei più grandi pascoli d’Europa); qui la montagna è dolce, ampio “pianoro d’alta quota”, a un’altitudine che va dai 1.000 ai 2.000 metri. Arrivati a Lavarone già in mattinata, per riempire la giornata (l’evento inizia-

va dal pomeriggio) abbiamo scelto un’escursione lungo Land Art “il respiro degli alberi”, un percorso tematico, a carattere permanente, di arte contemporanea nel bosco, il cui elemento conduttore delle singole opere è l’albero quale elemento di vita. Lungo la camminata è possibile osservare la vicina Vigolana, le Dolomiti di Brenta, la Val di Centa, la Valsugana e il lago di Caldonazzo (video al QR Code).

SNOW NIGHT TRAIL E FAT BIKE

Terminata l’escursione, dopo pranzo ci siamo diretti verso Luserna e, da lì, verso l’altopiano di Malga Millegrobbe, dove si trova una lunga pista da sci di fondo in cui si tengono anche gare di un certo rilievo. Purtroppo il meteo non è stato molto dalla parte degli organizzatori con un clima molto umido e nebbioso, anche se fortunatamente non ha mai piovuto seriamente. La malga è una magnifica baita accogliente, ottimo punto di appoggio per le escursioni in zona, arricchita da un’area wellness. Per la sera, tra le diverse attività proposte, ci siamo iscritti

alla Snow Night trail, una corsa non competitiva sulla neve guidata da Riccardo Marini, fondatore di The Total training (società che si occupa di training e organizzazione di eventi sportivi tra cui l’ironman Italy dell’Emilia Romagna). Abbiamo corso lungo il percorso della gara corta di domenica, alla luce della torcia frontale e a tratti, anche nella neve molle a causa delle temperature non proprio notturne e della foschia. Insieme a noi un buon numero di partecipanti, accolti, dopo la doccia, presso Malga Millegrobbe da un luculliano assaggio di prodotti tipici

del territorio come meritato premio. Durante la cena è passato dalla Malga anche l’ultra trailer Michele Evangelisti, con cui abbiamo fatto due chiacchiere sul recente risultato di attraversare tutto il backland australiano di corsa, di come è arrivato ad avvicinarsi all’ultrarunning e dei suoi progetti futuri per i quali sta lottando con le unghie e con i denti per realizzarli. Il giorno successivo, a causa delle cattive condizioni della neve molto umida e sfondosa, purtroppo non si è tenuta l’escursione in sleedog, con le slitte trainate dai cani. Ci siamo quindi fatti accom-

pagnare insieme ad altri 5 partecipanti alla escursione in fat bike, un’esperienza che non avevamo mai provato. Anche qui il mancato rigelo notturno non ha facilitato certo le cose ma grazie ai consigli di Thomas Carlassare, la nostra guida di Alpe Cimbira Activity, abbiamo imparato a mantenere il controllo del mezzo, cercando di dare pedalate regolari e costanti e a restare nella traccia in modo da non sprofondare troppo… e dopo qualche chilometro abbiamo scoperto che funziona davvero! Siamo arrivati così al forte Luserna, un avamposto militare austro-ungarico a pianta triangolare interamente scavato nella cima del monte. Il forte Luserna durante la prima guerra mondiale fu il primo a essere bombardato, nei primi giorni di guerra fu colpito da 5.000 proiettili in 4 giorni, praticamente un’esplosione ogni minuto. ll suo soprannome tra le truppe italiane era “Padre Eterno”, data la sua imponenza rispetto agli altri forti.

LE ALTRE ATTIVITÀ

Oltre alla corsa notturna e alla fat bike, il Dolomiti Winter Fest ha offerto molto altro: la camminata a piedi nudi sulla neve guidata da Andrea Bianchi di Mountainblog, i diversi appuntamenti di yoga presso la Malga Millegrobbe con la fondatrice di yoga Xrunners Tite Togni e gli insegnanti Giacomo Gerlin e Antonella Tibolla del Centro Yoga Belluno, i percorsi con i cani trainati dalle slitte (che la domenica sono riusciti a partire) guidati da Tiziano e Roberta Ruffa, il workshop di fotografia outdoor di due giorni con il foto-

dal nostro inviato: Paolo Grisa
ph: Giacomo Meneghello
ph: Giacomo Meneghello
ph: Marco
Grober
Tadei Pivk, il vincitore del Dolomiti Winter Trail Long
La partenza della gara
L’Ultra trailer Michele Evangelisti
Lo slackliner e videomaker Ale D’Emilia
Eccoci al briefing prima di sperimentare la fat bike sulla neve

grafo di fama internazionale Paolo Codeluppi e la Slackline con l’appassionato e videomaker Ale D’Emilia fino alle tende sospese di Tentsile tra gli alberi innevati. Tra gli appuntamenti particolari segnaliamo la Dolomiti Winter Night, serata orchestrata dal giornalista Dario Colombo, che ha permesso di ascoltare racconti, passioni e sogni di chi vive l’avventura come un viaggio personale, anche interiore, e di rivedere alcuni emozionanti cortometraggi selezionati da Adventure Outdoor Fest.

DOLOMITI WINTER TRAIL

Una gara elettrizzante e dura, quella che domenica 5 ha visto la partecipazione di alcuni tra i più grandi campioni di Trail e Sky Running e che, grazie alla copiosa nevicata di sabato, si è svolta in un percorso completamente innevato. I nomi dei vincitori della

gara di 20K, il cui tracciato è stato leggermente modificato e allungato per le condizioni della neve, fanno capire da soli il livello della competizione. Tadei Pivk con il tempo di 01.57.48 si è aggiudicato il primo posto, seguito da Marco De Gasperi e Dennis Brunod, per un podio maschile tutto firmato Nortec Sport. La classifica femminile ha visto invece imporsi

la strepitosa Elisa Desco, 14esima assoluta davanti a numerosissimi uomini, con un distacco di quasi 20 minuti sulla seconda e la terza, rispettivamente Federica Schio e Magali Sevoie Descombes. A salire sui primi 3 gradini della Short Trail sono state invece Yokoyama Kaoli, Paola Broilo e Anna Ida Perrone per la categoria femminile, Giorgio Uzzel Dell’Osta, Roberto

Poletto e Daniele Meneghel tra gli uomini. Divertiti e molto soddisfatti, oltre che competitivi e affiatati, anche i runners delle gare a coppie e delle categorie over. La competizione, partita con un cielo nuvoloso e qualche fiocco di neve, si è conclusa con l’arrivo del sole che ha reso ancora più magica e indimenticabile l’atmosfera presso Malga Millegrobbe per gli oltre 300 partecipanti.

I PARTNER

Anche a questa seconda edizione l’evento ha dimostrato, nonostante il meteo sempre un po’ capriccioso, di essere un appuntamento in grado di far riscoprire località rimaste un po’ ai margini del turismo di massa attraverso la natura e tutte le attività sostenibili che in essa si possono praticare. A nostro avviso, ha ancora ampi margini di crescita per diventare davvero un’iniziativa di grande richiamo per quelle Dolomiti un po’ dimenticate e non apprezzate abbastanza, proprio come l’altopiano dell’Alpe Cimbra, luogo perfetto per le vacanze familiari, che ha sostenuto l’evento insieme a Malga Millegrobbe e a Trentino Marketing, oltre ai partner tra cui ricordiamo Skins, Vaude, Lupine, Nortec, Ferrino, Noene, Dryheat, G-TO, Grivel, N&W Curve, WarmMe by Capit e Tentsile Italia.

29 3 / 2013

ph: Giovanni Danieli
Marco De Gasperi
A destra Tite Togni durante il corso yoga per runner
I cani dello sleedog pronti per la partenza
Tite Togni
Elisa Desco, vincitrice della gara Long

OUT, GTO e BGUT:

Oltre alla grande novità (la competizione in notturna), rimangono invariati i due tracciati da 70 e 140 chilometri. Gli iscritti hanno già sfiorato quota 1.000.

Squadra vincente non si cambia. Le prime due edizioni sono state un vero successo e per il 2017, Orobie Ultra-Trail si fa in tre. Proprio così: l’evento trail più importante delle Prealpi Orobiche, che avrà luogo dal 28 al 31 luglio 2017, si arricchisce di una nuova gara dedicata ai trail runner “terrestri”. Se l’Orobie Ultra-Trail (OUT) e il Gran Trail Orobie (GTO) presentano infatti lunghezze e dislivelli proibitivi per chi non vive questa disciplina da “vero atleta”, la nuova Bergamo Urban Trail (il cui acronimo è BGUT), con i suoi 20 km di sviluppo e 700 metri di dislivello positivo, nasce per essere accessibile a tutti quegli appassionati che hanno nelle gambe un minimo di allenamento. La formula di gara della BGUT con partenza e arrivo a Bergamo si sviluppa nel Parco dei Colli, tempo massimo di 4 ore e tetto dei partecipanti fissato a quota 500, la partenza è prevista per le 20.30 di venerdì 28 luglio, quindi una gara in notturna con frontali accese!

LE DUE GARE CLASSICHE - Per quanto riguarda invece le due gare ormai classiche, OUT e GTO, a parte alcuni ritocchi al percorso per mantenerlo a livelli di eccellenza mondiale, tutti gli altri ingredienti della manifestazione sono confermati. Così come rimangono gli stessi gli eventi collaterali che hanno caratterizzato la scorsa edizione. Deus ex machina sarà sempre l’ASD Asso Orobica, che si avvale della preziosa collabo-

razione di Spiagames Outdoor Agency e dell’aiuto delle centinaia di volontari che come di consueto rispondono all’appello.

I TRACCIATI - L’Orobie UltraTrail è una gara con uno sviluppo di 140 km con 9.500 metri di dislivello positivo. Partenza da Clusone, Val Seriana (BG) e arrivo a Bergamo – Città Alta con tempo massimo di percorrenza di 46 ore. Numero massimo partecipanti: 700. Vale 4 points / 6 new points - I-tra (mountain Level 10) ed è qualificante per tutte le gare dell’Ultra-Trail du Mont Blanc 2017-18. Il Gran Trail Orobie è una gara con uno sviluppo di 70 km con 4200 metri di dislivello positivo. Partenza da Carona, Val Brembana (BG) e arrivo a Bergamo – Città Alta con tempo massimo di percorrenza di 24 ore. Numero massimo partecipanti: 1.300. Vale 2 points / 4 new points I-TRA (mountain level 7) ed è qualificante per tutte le gare dell’UltraTrail du Mont Blanc 2017-18.

GIÀ RECORD DI ISCRITTI - Il numero di iscritti ha già sfiorato quota 1.000 (169 partecipanti per Orobie Ultra-Trail, 611 per Gran Trail Orobie e 195 per Bergamo Urban Trail) e provengono da 29 nazioni: Argentina, Australia, Austria, Belgio, Bolivia, Czech republic, Danimarca, Equador, Francia, Germania, Grecia, Hong Kong, Ungheria, Italia, Nuova Zelanda, Israele, Lituania, Lettonia, Olanda, Polonia, Portogallo, Russia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera, UK, USA.

DOVE ALLOGGIARE? - Per chi venisse da lontano e non sapesse dove alloggiare, è stata siglata una collaborazione con Malakite, agenzia di viaggi locale, che aiuterà gli interessati a trovare una sistemazione per una o più notti, a seconda delle singole esigenze. Tutte le informazioni sono disponibili nella sezione “Accoglienza” del sito.

Bertera
ph: Oliviero Bosatelli
ph: Luca Sonzogni
ph: Roby Bragotto
ph: Giovanni Marchesi
Arrivo in Piazza Vecchia, cuore pulsante di Città Alta (BG)
Alcuni spettacolari passaggi lungo il tracciato della 140 km. Qui in foto la fortissima Lisa Borzani

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