Skip to main content

01 Running Mag 2015

Page 1


ANNO 4 - NUMERO 1 - 2015
Foto: Dino Bonelli –Runners: Bernard e Martin Dematteis –Location: Prato Nevoso

Un’ALTRA storia americana

CORRERE A NATALE

MARGINI &

DOVREBBE TENERE PRESENTE PER UNA CORRETTA GESTIONE FINANZIARIA DEL PUNTO VENDITA E UNA MAGGIOR CONSAPEVOLEZZA DEI PROPRI GUADAGNI

Più connessi, multimediali e… inconsapevoli

Dal 2014 anche per i giornalisti è d’obbligo l’aggiornamento professionale, come già avviene in altre categorie. Anche il sottoscritto quindi, come altre migliaia di colleghi in Lombardia e in tutta Italia, ha partecipato a corsi inerenti la deontologia e altri aspetti della professione giornalistica (alcuni obbligatori, altri a scelta). Molti degli incontri - che proseguiranno anche nei prossimi anni - riguardano web, social e nuove tecnologie. Del resto sappiamo bene che le modalità di lavoro sono state cambiate e in alcuni casi rivoluzionate dall’evoluzione di questi mondi. Oggi nessuno, o quasi, può considerarsi estraneo al fenomeno, che è entrato a far parte della vita quotidiana e lavorativa delle persone sotto molteplici aspetti.

Siamo tutti più connessi, multimediali e aggiornati. Sul mondo e sulla nostra rete di contatti. Ma lo siamo altrettanto sugli stessi strumenti che utilizziamo? Quanto siamo consapevoli delle reali caratteristiche, tra opportunità e rischi, riguardanti il web, i social network e gli strumenti tecnologici? La risposta mediamente è “poco”, anche per chi (come i giornalisti, appunto) si trova ad utilizzare più di altri e per lavoro le nuove tecnologie. Tanto più essendo esse in continua e frenetica evoluzione. Facciamo un esempio concreto: quanti di voi sanno che nel 2012 (dopo la quotazione in borsa) Facebook restrinse al 16% la percentuale di utenti che possono visualizzare nella propria timeline un post pubblicato da una pagina della quale sono fans? In altre parole: su 10mila fans solo 1.600 visualizzavano il post

sulla propria timeline. Bene, da febbraio 2014 questa percentuale è scesa al 6%. E per le pagine con oltre 500mila likes addirittura al 2%!

È solo un esempio dei numerosi possibili. Di certo oggi la conoscenza e l’aggiornamento su queste tematiche sono imprescindibili per chi - come la maggior parte dei nostri lettoribasa una buona parte del suo business sulle attività commerciali, relazionali e marketing. Anche per questo sulle nostre pagine (cartacee e online) continueremo a proporvi spunti a riguardo. Anzi, da questo numero introduciamo un’apposita sezione di news dedicate a “WEB & DINTORNI” (vedi pagina 12). Paradossale per una rivista cartacea? Assolutamente no. Del resto una delle mission principali del nostro gruppo editoriale è sempre stata quella di accrescere la conoscenza e la cultura dei nostri lettori, proponendo analisi, spunti e dati che permettano loro di mantenere uno sguardo aperto e moderno sul mondo.

In aggiunta, al posto del consueto e apprezzatissimo “prodotto del mese” che tornerà sulla prossima uscita, nelle due pagine centrali su questo numero trovate la rubrica “CONSIGLI UTILI”, dedicata in particolare ai negozianti, con alcune considerazioni e concreti suggerimenti sul “far di conto”. Aspetto basilare ma non sempre gestito in maniera corretta e consapevole. Così come dovrebbe essere ogni attività connessa in modo tanto importante al proprio lavoro, sia essa “off” oppure “online”.

Editore Sport Press Srl

Direttore responsabile: ANGELO FRIGERIO

Direttore editoriale: BENEDETTO SIRONI

Redazione Italia: Corso della Resistenza, 23 20821 Meda (MB) - Tel. 0362.600469 - Fax 0362.600616

Email: redazione@runningmag.it

Website: www.runningmag.it

Stampa: Ingraph - Seregno (MB)

Redazione USA: DNF Media, Inc

1956 Bohannon Drive - Santa Clara, CA 95050

Tel: 001.408.261.8809

Anno 4 - N.1 - 2015

Periodico mensile - Registrazione al Trib. di Milano n.38 del 20 gennaio 2012. Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale

D.L. 353/2003 - conv. in L. 46/2004 Art.1 Comma 1 - LO/MI. Una copia 1.00 euro. L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati in suo possesso.

Tali dati saranno utilizzati per la gestione degli abbonamenti e per l’invio di informazioni commerciali. In base all’Art. 13 della Legge n° 196/2003, i dati potranno essere rettificati o cancellati in qualsiasi momento scrivendo a: Sport Press S.r.l. Responsabile dati: Benedetto Sironi. Questo numero è stato chiuso in redazione il 14 gennaio 2015

IN PRIMO PIANO //

La Maratona di Roma 2014 fra le top 5 in Europa

Sono state 4.305 le gare sulla distanza di 42,195 chilometri che si sono svolte nel 2014 (source: Association of Road Racing Statisticians). La ventesima edizione della maratona di Roma, svoltasi lo scorso 23 marzo ha contato la cifra record nazionale di 14.875 arrivati, che l’ha portata al quinto posto in Europa (17esimo nel mondo) nella classifica di riferimento. Lontanissimi ancora i numeri di Parigi, che si è confermata regina delle prove continentali con 39.116 podisti al traguardo, seguita da Londra, che con i suoi 35.803 arrivati ha scalzato Berlino al secondo posto (28.999 in grande calo) e Stoccolma con 16.076 arrivati. Roma, che ha superato Barcellona, ha avuto l’incremento percentuale più alto tra le grandi: +39,5% rispetto al 2013. Berlino, invece, ha il dato negativo più vistoso, -20,4%. In termini assoluti il maggior incremento percentuale lo ha fatto registrare la maratona di Mosca, +72,6% (dai 2.336 del 2013 ai 4.033 del 2014). La lista delle gare sulla distanza con più di 10.000 arrivati, invece, sale di tre unità: a tagliare il traguardo quest’anno sono state anche le maratone di Valencia, Rotterdam e Atene, che hanno portato il totale europeo a 14 e quello mondiale a 39.

Columbia Sportswear è il nuovo main sponsor dell’UTMB

Fra gli appuntamenti più attesi da tantissimi appassionati nel 2015, l’UTMB si svolgerà dal 24 al 30 agosto e fra le novità principali è stato ufficializzato nelle scorse settimane l’importante accordo che porterà Columbia Sportswear al fianco dell’organizzazione in qualità di main sponsor al posto di The North Face: “Siamo molto entusiasti di sostenere questo iconico evento di classe mondiale che riunisce un gran numero di appassionati di outdoor, segnando nuovi confini per lo sport”, afferma Franco Fogliato, senior vice president e general manager EMEA Columbia Sportswear Company. “I nostri marchi Columbia, Mountain Hardwear e Montrail forniranno agli atleti prodotti e tecnologie unici per supportarli nelle difficili condizioni che dovranno affrontare”. Alcuni di questi prodotti saranno specificamente sviluppati per l’UTMB. I modelli di Columbia saranno caratterizzati dalle innovazioni Omni-Freeze Zero, Omni-Shade, Omni-Heat e TurboDown. Mountain Hardwear regalerà a tutti i finisher una canottiera in tessuto Polartec e fornirà tende e attrezzatura. Montrail lancerà un’edizione limitata di calzature da corsa off road perfette per completare l’outfit dei partecipanti della prossima edizione.

C’è un prima e un dopo…

Proprio come uno dei primi numeri 2014, che ritraeva Nico Valsesia, apriamo l’anno con una copertina a effetto firmata dal nostro Dino Bonelli. Un bello scatto che raffigura i fortissimi gemelli Dematteis: Bernard a sinistra, Martin a destra (già ospiti sulle pagine di Running Magazine) mentre corrono e saltano come camosci tra le rocce e la neve di Prato Nevoso, nei pressi del tracciato della Sunset Running Race alla quale parteciperanno in marzo. Un’immagine così plastica e armonica, con la suggestiva intersezione dei corpi, che parrebbe quasi un opera di Photoshop. Ma per i più dubbiosi ecco a fianco le altre due istantanee con il momento precedente e successivo di questo “movimento perfetto”, pura espressione di divertimento e libertà, con il quale auguriamo a tutti i nostri lettori un dinamico e felice salto nel 2015.

Corri in libreria //

Come reagire alla crisi: le tecniche di Pietro Trabucchi

// Dopo aver parlato della vocazione alla resistenza e alla perseveranza delle persone, alla sua terza pubblicazione Pietro Trabucchi racconta la difficile e più che mai attuale sfida contro la “resa interiore”. Perché prima ancora che economica la crisi è interiore, riguarda il progressivo indebolimento delle forze mentali e motivazionali delle persone cui concorrono fattori culturali, educativi e legati allo stile di vita. Il libro si intitola “Tecniche di resistenza interiore – Come sopravvivere alla crisi della no-

Il Manuale del Trail

stra società” ed è edito da Mondadori. Si tratta di una invettiva della nostra società condotta con linguaggio ironico, dalla quale emergono tuttavia non solo i tratti negativi di questa epoca ma anche la consapevolezza che una soluzione è ben possibile. Come spiega l’autore, forte della sua esperienza di preparatore mentale di numerosi atleti e di docente e ricercatore universitario, non si deve stare fermi ad aspettare l’intervento delle riforme politiche: meglio partire da un lavoro su se stessi, allenando le proprie risorse interiori per recuperare e sviluppare quello straordinario patrimonio di risorse psicologiche che chiamiamo resilienza.

Running: tutti i consigli degli esperti

// Tutti consigli su preparazione atletica, programmazione, nutrizione ed equipaggiamento per il trail running. E ancora tecnica, tattica, prevenzione e trattamento degli infortuni: a parlare sono alcuni dei personaggi più autoritari per quanto riguarda questo sport, dall’ultra trailer Marco Olmo al docente, preparatore e psicologo Pietro Trabucchi, passando per Pablo Criado, Marco Gazzola, Filippo Canetta, Simona Morbelli, Fulvio Dapit, Virginia Olivieri, Stefano Marta, Tite Togni, Aurelio Michelangeli. Dedicato a ogni tipo di appassionato, dal neofita all’esperto, “Il manuale del trail running” è una collezione dei contributi offerti dai professionisti di corsa in montagna raccolta dall’autorevole penna di

Fulvio Massa. Il testo è edito da Spm Publishing. L’AUTORE // Fulvio Massa è nato ad Alessandria nel 1966, sposato, padre di quattro figli. Pratica il trail running dal 1986 e in quasi 30 anni di attività ha portato a termine numerose competizioni su varie distanze in Italia e in Europa. È diplomato in Educazione Fisica, specializzato in Attività Motorie per la Terza Età, massofisioterapista e massaggiatore sportivo. È laureato in Scienze e Tecniche delle Attività Fisiche e Sportive presso l’Università Claude Bernard di Lione e in Scienze Motorie presso l’Università degli Studi di Torino. È specializzato in recupero funzionale, tecniche di riabilitazione sportiva e preparazione atletica di atleti dilettanti e professionisti. Attualmente è titolare dello studio Kinesis di Alessandria, struttura privata dotata di studi fisioterapici, medici e di palestra polifunzionale.

Viaggiare correndo: esce “Il giro del mondo in 30 corse”

// Il running come sinonimo di viaggio, scoperta, avventura. Il nuovo libro edito da 24 Ore Cultura e intitolato “Il giro del mondo in 30 corse” è una guida alle più belle corse che si tengono in tutto il globo ma soprattutto è un omaggio reso a questo sport nella sua accezione più libera, sorprendente e in qualche modo più intima. Trenta eventi in trenta città, trenta viaggi, trenta latitudini, trenta valigie diverse: curato dal giornalista sportivo e runner Enrico Aiello, il testo descrive le gare nei loro aspetti tecnici e riporta la mappe illustrate dei percorsi, sulle quali sono indicate le meraviglie principali che caratterizza-

no ogni meta a suo modo. Completano il volume delle schede di approfondimento che offrono consigli sull’abbigliamento e le scarpe corrette da utilizzare, come alimentarsi e idratarsi, come allenarsi e prevenire gli infortuni più comuni. Le maratone di New York e Gerusalemme, la gelida Polar Night Half Marathon che si corre all’altezza del 70° parallelo durante la notte polare, la Two Oceans Marathon di Città del Capo che collega idealmente Oceano Atlantico e Oceano Indiano; e ancora l’Italy Coast to Coast a staffetta che in quattro tappe copre un impegnativo percorso che unisce l’Adriatico al Tirreno, o la Runiceland che si svolge in più giorni attraverso l’affascinante e selvaggio territorio dell’Islanda: ci sarebbe da scrivere un romanzo…

Le potenzialità del gps per “Allenarsi con il cardiofrequenzimetro”

// Il cardiofrequenzimetro è sempre di più una parte fondamentale per i runner di oggi. A dispetto di quella che è la grandissima crescita di eventi nei quali prima di tutto conta il divertimento e lo stare insieme, dove non sono importanti la prestazione, lo stato di forma fisica, il tempo, il trend della hi tech è di assoluto rilievo per il mondo della corsa. In parte perché i dispositivi permettono agli utenti di restare sempre connessi con telefoni, smartphone, social network, e in parte perché in fondo si corre sempre per un obiettivo, soprattutto quando ci si allena. Ecco perché tantissimi appassionati troveranno molto interessante il libro di Roy Benson e Decian Connolly pubblicato in Italia da Elika Editrice con il titolo “Allenarsi con il cardiofrequenzimetro. Il testo, attraverso l’accurata descrizione delle caratteristiche e le funzioni del gps, i numerosi consigli operativi, l’interpretazione e la messa in pratica dei risultati, è un’utile guida per il raggiungimento passo dopo passo di

Il campione Ironman Craig Alexander entra nel team di 2XU

// In carriera è stato per tre volte sul gradino più alto del podio a Kona e per due volte è stato vincitore del titolo di Campione del Mondo Ironman 70.3. Per molti lui è semplicemente “Alexander the great” anche se il suo nome per esteso è Craig Alexander, uno degli atleti più forti degli ultimi anni nonché uomo simbolo del triatlon per il suo Paese, l’Australia, e non solo. Il nativo di Sydney ha firmato un accordo di collaborazione esclusiva con il brand 2XU. In qualità di nuovo ambasciatore del marchio si affiderà ai capi Triathlon e Compression in allenamento, in gara e per

il recupero. “Sono veramente emozionato di poter collaborare con 2XU, un brand nato nel triathlon e ora famoso in qualsiasi sport come eccellenza nell’abbigliamento e nell’innovazione per tutti gli atleti”, ha dichiarato il campione australiano. La partnership prevede inoltre che per i prossimi due anni 2XU sarà a fianco di Alexander nella sua attività di coaching: grazie a un rapporto di stretto contatto con i designer e progettatori del settore ricerca e sviluppo sarà così creata la collezione Sansego Performance, una linea altamente specializzata di capi per il triathlon.

Garmin cala un nuovo poker d’assi al CES di Las Vegas

// Dalla fiera Ces di Las Vegas, vetrina mondiale dell’elettronica di consumo aperta a inizio gennaio, Garmin ha presentato quattro novità molto interessanti. epix è il primo GPS da polso cartografico con schermo touch screen a colori, che accanto al nuovo fenix 3 farà contenti moltissimi appassionati di sport outdoor, trail running e skyrunning compresi. vívofit 2 è una fitness band dotata di uno schermo retroilluminato e di cinturino autobloccante. Semplice e funzionale, è pensata per un’interazione rapida e intuitiva. “Questa novità eliminerà le difficoltà che ci fanno desistere dall’avere uno stile di vita attivo e

sano, aiutandoci a prendere consapevolezza di quanto siano importanti per la nostra salute piccoli gesti a volte sottovalutati”, ha spiegato Stefano Viganò, managing director di Garmin Italia. vìvoactive è infine lo smartwatch con GPS integrato che unisce la tecnologia e la praticità di una fitness band a funzioni dedicate a varie attività sportive come running, ciclismo, nuoto, golf e walking. Il dispositivo fornisce dati precisi sull’attività, dando la possibilità all’utente di restare sempre connesso con familiari e amici grazie alle Smart Notification. Sui prossimi numero approfondiremo i vari dispositivi.

tre obiettivi per l’ottimizzazione delle performance: capire come sfruttare al meglio le potenzialità del cardiofrequenzimetro, imparare ad applicare i principi della fisiologia dell’allenamento, stabilire il miglior allenamento per sé in basse alle proprie potenzialità, livello di forma e obiettivo.

GLI AUTORI // Roy Benson è un professionista dell’esercizio fisico e allenatore di corsa di fondo. Per più di 40 anni ha gareggiato come atleta a livello agonistico e per 46 anni ha allenato squadre delle forze armate, società sportive, università e scuole superiori. È proprietario e presidente della società Running Ltd., è stato consulente per Polar e Nike sull’allenamento con il cardiofrequenzimetro e ha scritto tre libri sull’utilizzo di questo dispositivo per la corsa. Scrive per la rivista Running Times e ha collaborato con Running Journal. Declan Connolly è docente e fisiologo dell’Esercizio fisico presso l’Università del Vermont, dove dirige il laboratorio di Human Performance. È consulente per la NHL, la NFL, la U.S. Rowing e la U.S. Skiing, ed è stato consulente del Comitato Olimpico Internazionale.

// È uno dei punti vendita di sport più moderni d’Europa, in grado di soddisfare le esigenze di tutti gli appassionati con tecnologie e servizi all’avanguardia. Sono queste le caratteristiche del flagship store Sportler, aperto in via Portici 1 nel centro di Bolzano. Il negozio è il primo segnale della nuova era Sportler, quella dei nuovi amministratori dell’azienda Jakob ed Elisabeth Oberrauch. Durante l’inaugurazione è stato definito un programma lungo una settimana. Tra gli eventi previsti, la corsa per le strade del centro storico Sportler Night Run e la proiezione nel reparto Running del nuovo video Brooks realizzato in esclusiva per il nuovo punto vendita Sportler Bolzano (vedi qr code). I clienti dello store hanno a disposizione una superficie di 4.500

mq distribuita su ben 7 piani. L’area è coperta da connessione Wi-Fi gratuita e sono previste stazioni di ricarica per smartphone, così come una stazione di prelievo per i prodotti ordinati attraverso internet dal sito Sportler. Grazie all’utilizzo di monitor, la vetrina è concepita in maniera multimediale. Nei piani sono allestiti una pista da corsa indoor con moderna video analisi e una innovativa Scott-Bike-Fitting, la prima nel suo genere in Italia. Per gli appassionati di sci c’è invece la possibilità, attraverso una scansione, di poter avere uno scarpone su misura del marchio Ertl Renz, oppure di attingere alla tecnologia Fischer attraverso la gamma Vacuum. A tutto ciò si aggiungono oltre 40 dipendenti con una formazione specifica per rispondere a ogni esigenza.

nuove aperture //
Un flagship store per inaugurare la nuova era Sportler
epix fenix 3 vìvofit 2 vìvosmart

Nello stato dell’Oregon Nike e adidas di nuovo in tribunale

// Se la fine dell’anno porta sempre con sé bilanci e idee per il futuro, c’è da dire che l’ultimo scorcio del 2014 è stato un periodo in cui le strade di Nike e adidas si sono incrociate in più di un’occasione. Anche nelle aule giudiziarie. Da una parte, si può dire definitivamente conclusa la vicenda riguardante l’ipotetica infrazione del brevetto sulla tecnologia Flyknit sviluppata dal marchio con lo swoosh. La disputa, iniziata alla vigilia delle Olimpiadi di Londra del 2012, è stata archiviata lo scorso novembre dopo che una corte federale di Monaco ha dichiarato che tale sistema di costruzione della tomaia con un pezzo unico non può essere considerato un’esclusiva Nike e che quindi in Germania la licenza esclusiva è stata cancellata. A poche settimane prima

invece risale la nuova denuncia depositata in Oregon sempre da parte dell’azienda americana, secondo la quale tre designer passati nel corso degli ultimi mesi dai suoi laboratori a quelli del marchio a tre strisce avrebbero cominciato a esercitare il ruolo di consulenti per adidas mentre stavano ancora lavorando per Nike, divulgando alcune future strategie del marchio degli Stati Uniti nel running, nello sportswear e nel calcio. A quanto dichiarato dai portavoce di Nike, l’ammontare del danno sarebbe pari a 10 milioni di dollari. In un comunicato diffuso via Twitter, i tre ingegneri negano di aver venduto alcun tipo di notizia ad adidas, che tiene a sottolineare di non avere bisogno di “vecchi lavori o idee del passato”, come riferito da un suo rappresentante.

La Canottieri Olona festeggia il 120° compleanno e si rifà il trucco

// Il 2014 stato un anno di quelli che vanno onorati e celebrati in grande stile: nata nel 1894, la Canottieri Olona ha festeggiato il suo 120esimo compleanno pensando… al futuro. La sua storia ricca di momenti importanti che hanno segnato in parte lo sviluppo e la crescita dello sport nell’area dei Navigli l’hanno portata a consolidarsi come uno dei punti di riferimento fra gli appassionati milanesi. Non da ultimo nel mondo del running. La nuova società di gestione sta preparando un profondo

rinnovamento, con l’obiettivo di rendere la struttura più moderna e innovativa. Primo passo di questo corso: la bellissima area fitness: situata in una zona del club con vista diretta sul Naviglio Grande, rappresenta il primo passo di un piano che per tutto il 2015 e parte del 2016 prevede una serie di interventi di riqualificazione delle aree ristorazione, spa, spogliatoi e sale polifunzionali per trasformare l’impianto con locali e servizi aggiornati. Nel frattempo non mancheranno le attività e gli eventi promossi, fra i quali anticipiamo la prima edizione della Cimento Run: dopo aver ristabilito il rito del Cimento che nei freddissimi giorni della merla vede tantissimi temerari gettarsi fra le acque del naviglio, la Canottieri Olona in collaborazione con il VP Group ha deciso di promuovere una particolare versione podistica di questa simpatica goliardata il prossimo 25 gennaio: con il canale asciutto per via dei lavori dell’Expo, si è pensato a un’originale staffetta di corsa... in costume da bagno. www.olona1894.it

Michelin fa sul serio nelle suole: obiettivo 50 milioni di paia

// Annuncio in grande stile a una platea di giornalisti internazionale (tra i quali il nostro inviato) quello andato in scena lo scorso 26 novembre a Clermont-Ferrand, all’inter no della sede mondiale di Michelin: il marchio francese, leader nella pro duzione di pneumatici, è entrato ufficialmente nel mercato delle suole high performance (lo stesso di Vibram). Ora emergono nuovi det tagli su questo ambizioso progetto, nato dalla partnership con la multinazionale Jihua, state company cinese che opera nell’abbigliamento professionale, nel setto- re tessile e nella produzione di dotazioni di sicurezza. L’unione tra i due colossi ha dato vita a una nuova realtà denominata JV International, a cui fa capo tutto il progetto di suole a marchio Michelin. Una realtà con doppia sede in Italia: a Tavernerio (CO) sorgono gli uffici commerciali, marketing e amministrativi, mentre a

Running Magazine corre con Radio Run: le vostre classifiche con le 10 top rock song

// Fresca, attiva, veloce: Radio Run è la frequenza sul web per tutti gli appassionati di corsa e dintorni che trasmette 24 ore su 24 per offrire agli appassionati notizie, trasmissioni a tema running e tanta musica rock. Negli scorsi mesi vi avevamo parlato della stretta collaborazione nata fra la nostra testata e l’emittente del running motivator Giuseppe Tamburino. Fra le iniziative che abbiamo promosso, abbiamo già avuto modo di raccontare attraverso la musica scelta da alcuni negozianti selezionati le sensazioni che la corsa trasmette. Ecco di seguito alcune delle più belle classifiche stilate dai punti vendita che abbiamo contattato e che sono andate in onda. www.radiorun.it

One / U2

Stairway to Heaven / Led Zeppelin

Personal Jesus / Depeche Mode

Hold the line / Toto

Livin on a prayer / Bon Jovi

With or without you / U2

I was made for lovin’ you / Kiss

You follow me down / Skunk Anansie

Sweet home Chicago / Eric Clapton

Nuestros Nombres / Héroes del Silencio

Paraffin / Planet Funk

Amandoti / Gianna Nannini

Losing my religion / R.E.M.

This is radio Clash / The Clash

I still haven’t Found What I’m Looking for / U2 Spirit in the sky / Doctor and the Medics

Through the barricades / Spandau Ballet

A kind of magic / Queen

Purple rain / Prince Vado al massimo / Vasco Rossi

Skyrunning 2015: coming soon //

// Durante la pausa invernale lo skyrunning non è completamente fermo sotto la neve. In attesa della ripresa delle gare che a partire dalla prossima primavera si succederanno per una nuova emozionante stagione di sport, le organizzazioni di tutti i principali circuiti sono all’opera pensando a quali grandi novità regalare ai numerosi appassionati di questa disciplina. Così, dopo il successo delle prime tre edizioni del trofeo La Sportiva Mountain Running Cup, si registra una grande attesa per l’anno nuovo. Come spiegato da Alessandro Tedoldi, marketing & comunicazione per il brand con sede a Ziano di Fiemme: “Il bilancio 2014 è sicuramente positivo. Abbiamo selezionato manifestazioni che credono in questa

iniziativa e degli operatori lungimiranti che hanno centrato il nuovo record di presenze a ogni singola evento”. Anche il prossimo anno il calendario sarà composto da cinque competizioni di sicuro appeal a cavallo tra Lombardia e Trentino. Confermate Trentapassi di Marone (24 maggio), ResegUp di Lecco (6 giugno), Stava Mountain Race di Tesero (28 giugno) e Giir di Mont di Premana (26 luglio), la principale sorpresa è stata programmata per il gran finale: ”La International Rosetta SkyRace (6 settembre) non ha certo bisogno di presentazioni” prosegue Tedoldi. “È una gara bella, ben organizzata, ben comunicata e dal trend in crescita. Tutte credenziali che ci hanno puntato a puntare su di lei”.

Verona è stata aperta una divisione di R&D e design. Alla guida di JV International c’è Ambrogio Merlo, già noto nell’outdoor per essere stato (guarda caso) ad di Vibram dal 2002 al 2007. A lui recentemente si è affiancato un altro volto noto del mondo outdoor italiano come Andrea de Pascale, per oltre 20 anni operativo in Gore-Tex Italia, in particolare nel marketing. JV ha già messo a segno alcune importanti partnership nel 2014, con TCX (moto), Northwave (bike) e Diadora (antinfortunistica). Nel settore trail running invece grade novità è l’avveniristica suola sviluppata per Under Armour (disponibile per il momento solo negli USA), di cui prossimamente vi parleremo in esclusiva. Ma i progetti e le collaborazioni prestigiose in cantiere sono tante e gli obiettivi ambiziosi: 50 milioni di suole prodotte equivalenti al 10% del mercato (stimato in 500 milioni di paia all’anno).

// Il ranking atleti ISF utilizza uno speciale algoritmo e raggiungerà la completezza dal 2016, ovvero quando potrà elaborare i risultati ottenuti in tre stagioni agonistiche. Quando venne sviluppato e fatto esordire nel 2013 il calcolo dei punteggi teneva in considerazione, tra gli altri parametri, la presenza o meno di atleti elite. All’epoca, non essendo ancora associato a priori nessun punteggio ai top runner, la variabile in ciascun evento era rappresentata dalle loro presenze. Per il 2014 si è invece finalmente potuto tener conto dell’effettivo punteggio di tutti gli atleti classificatisi nelle prime 30 posizioni maschili e nelle prime 15 femminili. I punteggi sono stati ponderati con quelli ottenuti nel 2013 per il calcolo finale. Per quanto riguarda Il ranking elaborato per la categoria Ultra, ci

si è affidati all’analisi dei rilievi raccolti in 34 gare disputatesi in 5 continenti: 18 in Europa, 10 in Nord America, 2 in Asia, 2 in Oceania e 2 in Africa. Sono state prese in esame le performance di 1.747 gli atleti provenienti da 52 Paresi (1.210 uomini e 537 donne).Per i soli risultati riferibili all’ultima stagione, i migliori tre uomini sono stati il francese Francois D’Haene, lo spagnolo Luis Alberto Hernando e il connazionale Kilian Jornet. Tra le donne il podio è stato composto da un’altra rappresentante della penisola iberica, Nuria Picas, dalla neozelandese Anna Frost e dalla svedese Emelie Forsberg. In virtù della classifica combinata del 2013 e del 2014 dunque, il Ranking Ultra vede al primo posto Kilian Jornet ed Emelie Forsberg. www.skyrunning.com

Novità per La Sportiva Mountain Running Cup
PIANETA SPORT, MASSAFRA (TA) // YES WE RUN, CASTELLANZA (VA) //

TREND

CHI LO DICE CHE DURANTE LE FESTE SI INGRASSA? DAGLI EVENTI PIÙ CONOSCIUTI A QUELLI LOCALI E TRADIZIONALI, VI PRESENTIAMO DI SEGUITO ALCUNI DEI MOMENTI PIÙ

SIGNIFICATIVI DELL’ULTIMO AVVENTO. CONCLUSO IL 2014 CON UN TREND DI CRESCITA

DI ASSOLUTO RILIEVO, NON RESTA CHE ATTENDERE E VEDERE COSA SUCCEDERÀ TRA MENO DI DODICI MESI. CONSERVATE IL VESTITO ROSSO E LA BARBA BIANCA…

CORRERE A NATALE

UNA

C’è una bella frase di Larry Wilde che recita: “Non preoccuparti della dimensione del tuo albero di Natale. Agli occhi di un bambino sono tutti alti 10 metri”. Ed è difficile negare che, se si assume il punto di vista dei più piccoli, in qualche modo si riesce a percepire il clima delle feste e l’arrivo del 25 dicembre in un senso più autentico e in qualche modo speciale. Anche per questo è così che vogliamo iniziare a raccontarvi delle numerosissime iniziative legate al mondo del running organizzate nel periodo natalizio. Semplicità, ironia, gioco e soprattutto tanta solidarietà sono i sentimenti comuni che caratterizzano un po’ tutti i numerosissimi appuntamenti che vanno a comporre un calendario davvero ricco di proposte.

PALUANI CHRISTMAS RUN “FA IL BOTTO”: SOLD OUT A VERONA A QUOTA 4MILA RUNNER

A VARESE LA CURVA NORD PROMUOVE UN GESTO SEMPLICE DAL CUORE GRANDE

Raccogliere fondi da destinare a un progetto per l’acquisto di un mezzo di trasporto per i cittadini diversamente abili. L’obiettivo con cui è nata la manifestazione era prima di tutto benevolo, anche se alla fine il risultato è stato anche un bel momento di divertimento, sport e gioia. Lo scorso 6 dicembre in Val Seriana circa 200 runner vestiti con un costume rosso da Babbo Natale si sono simpaticamente sfidati per sostenere l’iniziativa promossa dal corpo volontari Presolana. Un breve percorso di 3,5 km che porta da Bratto a Castione è stato disegnato per l’occasione, così da consentire davvero a chiunque di partecipare e dare il proprio contributo alla buona causa. Testimonial della corsa promossa da Promoeventi Sport e Turismo Presolana è stato l’ex campione italiano di maratona Migidio Bourifa, presente anche per regalare tre pettorali ad altrettanti fortunati Babbi Natale per la prossima edizione della Mezza Maratona dei Mille Città di Bergamo, in calendario il 27 settembre 2015.

LA CARICA DELLA BABBO RUNNING ATTORNO AL CASTELLO SFORZESCO

Fra tutte le iniziative a tema natalizio è forse quella più conosciuta e popolare anche fra i non sportivi, quella più sponsorizzata e quella più… di tendenza. Sarà perché si corre a Milano. Che poi si può davvero dire che qui nella città della moda la Babbo Running è ormai diventata una vera e propria tradizione, quasi quanto il panettone. Lo dimostra il fatto che, anche se si è trattata soltanto della quarta edizione, la 5 K non competitiva che si svolge attorno al Castello Sforzesco e all’interno del Parco Sempione, lo scorso 14 dicembre ha visto oltre 10mila runner darsi appuntamento per vivere un pomeriggio all’insegna dello sport e della solidarietà. L’iniziativa è stata accolta con grande entusiasmo, ironia e spirito di solidarietà. L’evento è stato organizzato con lo scopo di raccogliere fondi da destinare al finanziamento dei progetti di Onlus Sos Bambini, che opera a supporto dei bambini meno fortunati. Per il terzo anno consecutivo Puma è stato lo sponsor tecnico, impegnato per fornire a tutti i partecipanti il classico run pack contenuto nella Clever Little Bag. www.puma.com/foreverfaster

Il running nella città scaligera è ormai abituato a numeri davvero degni di nota. Verona Marathon e Giulietta & Romeo Half Marathon sono entrate ufficialmente di diritto negli ultimi anni fra gli eventi di riferimento per il podismo nel

Bel Paese fra 42 K e 21 K. Ecco perché il pacco scartato con qualche giorno di anticipo sul Natale con la Paluani Christmas Run è stato una sorpresa che in qualche modo bisognava attendersi. Certo che il sold out a quota 4mila partecipanti, circa il doppio rispetto all’edizione dello scorso anno, è stato un risultato di assoluto rilievo. La corsa dei

Babbi Natale, supportata a livello tecnico da Décathlon, si è svolta il 14 dicembre con partenza dalla splendida pizza Bra. L’iniziativa è stata un’occasione per raccogliere fondi da destinare in

beneficienza al reparto di terapia intensiva pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Borgo Trento guidata dal dottor Paolo Biban: l’obiettivo è stato di regalare un macchinario per la misurazione della capacità respiratoria dei neonati e dei bambini affetti da insufficienza respiratoria. La giornata è stata indicabile per tantissime famiglie, un grande esempio di una Verona unita verso un unico obiettivo fatto di sport, sorrisi e solidarietà. Una domenica che poi per tanti Babbo Natale si è trasformata in un pomeriggio di shopping e turismo con le bellezze artistiche della città.

SUI NAVIGLI LA SECONDA EDIZIONE DELLA PANDORUN , A SCOPO BENEFICO PER DUE ASSOCIAZIONI

Una seconda edizione caratterizzata dalle condizioni meteo non proprio favorevoli ma che non hanno compromesso il bello spirito della PandoRun: una corsa sulle sponde del Naviglio Grande che si è volta lo scorso 20 dicembre a Milano. Organizzata da Soul Running, il punto vendita Verde Pisello con la sua associazione VPGroup Milano e Canottieri Olona, con il supporto di Scott e Buff, la 5K a scopo benefico ha sostenuto i progetti di H2 Dynamic Handysport (che propone attività sportive e ludiche per ragazzi disabili) e della onlus Bambino Reumatico (che opera al Centro di Reumatologia Pediatrica alla Clinica de Marchi di Milano per aiutare i bambini

affetti da malattie reumatiche). I partecipanti si sono ritrovati verso le 11,30 presso la Canottieri Olona (vedi anche news a pagina 9), Alzaia Naviglio Grande 146, per ritirare il proprio speciale berretto natalizio. Sono poi partiti lungo i Navigli, che fino a marzo oltretutto sono interessati da vari lavori di ristrutturazione in vista di Expo e sono stati svuotati dall’acqua. La massa multiforme e colorata dei runners è stata accompagnata da una carrozza con cavalli guidata da Babbo Natale in persona e anche alcuni disabili, grazie al supporto di speciali carrozzine, hanno potuto gustarsi questa bella mattinata tra corsa e solidarietà. www.verdepisellomilano.it

Il fascino e il vero punto di forza di una manifestazione come quella che si è svolta lo scorso 30 novembre a Buguggiate, in provincia di Varese, sono forse rappresentati dal suo spirito in qualche modo paesano. E lo si dice in senso assolutamente positivo, perché la semplicità e la familiarità che si respirano in eventi come la Corsa dei Babbi Natale qui giunta alla terza edizione sono merce rara e di grande valore. Parliamo di manifestazioni di carattere popolare che si organizzano pressoché ovunque e che rappresentano la linfa vitale del nostro movimento, oltre che un’occasione per lasciarsi contagiare in maniera genuina e profonda da tutto ciò che c’è di buono nell’attesa del Natale, ben oltre il banale sentimentalismo tristemente venduto durante l’Avvento. La gara varesina si è tenuta per iniziativa della Curva Nord del Varese Calcio e di New Bar, con il supporto della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. Un’iniziativa di sport e divertimento, ma soprattutto dedicata alla solidarietà: il ricavato sarà infatti devoluto alla parrocchia San Vittore di Buguggiate e alla fondazione Giacomo Ascoli Onlus che opera in sostegno dei bambini affetti da malattie oncoematologiche e delle loro famiglie.

A BELLUNO LA GRANDE FESTA PER LA DECIMA SANTA KLAUS RUNNING

È stata un’edizione speciale quella del 2014 per la Santa Klaus Running. La manifestazione natalizia che si è svolta nella città di Belluno è giunta al suo decimo anno di vita. Una ricorrenza davvero importante che è stata festeggiata nel migliore dei modi con il record di presenze, visto che al via c’erano 2.300 appassionati fra Half Marathon, 12 K, 6 K e Nordic Walking. Il podio della mezza maratona ha visto sul gradino più alto l’atleta trentino Simone Wegher, seguito da Stefano Fantuz e Giorgio Dell’Osta Uzzel. A suggellare il successo dell’iniziativa le parole di Ivan Piol, presidente di Dolomiti Psg, organizzatrice dell’evento: “Questo successo premia uno sforzo organizzativo molto grande con poche risorse e tanto lavoro di una squadra che negli ultimi giorni non si è risparmiata curando ogni dettaglio, dalla segreteria alla segnaletica lungo il percorso,

Silvia Marangoni, campionessa del mondo di pattinaggio e madrina della Santa Klaus Running 2014

i ristori, la chocolate fest dell’arrivo gestita dalla sezione Ail-Admo di Belluno”. Sulla stessa linea il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro: “Questa manifestazione va difesa a tutti i costi e dobbiamo assolutamente fare in modo che nel 2015 resti a Belluno. È un’opportunità per far divertire la gente e far conoscere la nostra città, il fatto che sia un evento di sport è un valore aggiunto. Il prossimo anno correrò anch’io, magari con i miei figli”.

SLITTA CARICA DI DONI ALLA CORSA DEI BABBI NATALE IN VAL SERIANA

@ WEB & DINTORNI

// Internet e social media sono sempre più uno strumento fondamentale per l’aggiornamento, il divertimento, il business. Anche se, cercando di superare quelli che sono ormai i soliti discorsi sulla scoperta dell’acqua calda, è opportuno fare un paio di considerazioni.

Prima di tutto il fatto che tali risorse troppo spesso non sono sfruttate per quello che realmente sono in grado di offrire e non solo per un discorso di mancanza di aggiornamento delle moderne tecnologie da parte di molti utenti: sovente sono infatti le informazioni sui meccanismi di normative e burocrazia a mancare, o i risvolti sulla macroeconomia di uno stato o di un’area di interesse specifica. Entrambi questi aspetti incidono in maniera decisiva sulle potenzialità del business di un’impresa. Per questo motivo a partire da

TREND E SPUNTI DAL MONDO DI INTERNET

questo numero di Running Magazine vogliamo raccontarvi le ultime novità riguardanti il web e il mondo social, attraverso la pubblicazione di news, report e dati legati a questo tema.

La seconda considerazione che si voleva fare e che si dimostra tutt’altro che trascurabile è la reale portata di questo mezzo. Si pensi che secondo l’Istat in Italia ci sono 21 milioni e 994 mila persone che non hanno mai utilizzato Internet. Si tratta di quasi il 40% della popolazione residente nel nostro Paese, fanalino di coda in Europa assieme a Grecia, Bulgaria e Romania: le quote maggiori si concentrano nelle fasce di età più anziane e in uscita dal mondo del lavoro, con il 74,8% di cittadini fra i 65-74 anni e il 93,4% di chi ne ha 75 o più; tra i giovanissimi (1 milione 518 mila tra i 6-10 anni) oltre il 50% non utilizza la rete. Parlando

// Le recenti notizie provenienti da oltreoceano raccontano che i negozianti americani di piccole e medie dimensioni sono in stato di massima allerta per quanto riguarda il possibile ingresso negli States di Alibaba, big cinese del web. Una richiesta di maggior tutela sarebbe dunque stata presentata direttamente alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti d’America, con la quale si sarebbe spinto per l’approvazione di un atto di legge redatto per proteggere i retailer dalle azioni dei colossi e-commerce asiatici ma anche dagli stessi player americani quali eBay e Amazon. Il nodo della questione sarebbe da individuare nel fatto che con l’approdo di un big quale Alibaba i giganti nazionali si troverebbero in una situazione di concorrenza critica, soprattutto per i punti vendita fisici. Il nuovo decreto sarebbe stato scritto per ridurre quello che

di dispositivi, utilizza il personal computer il 59,3% degli uomini e il 50,2% delle donne naviga su Internet il 62,3% degli uomini e il 52,7% delle donne. I maggiori utilizzatori del personal computer e di Internet restano i giovani fra i 15 e i 24 anni. Aumenta leggermente la quota di utenti che accedono ai siti della Pubblica Amministrazione per ottenere informazioni: il 29,8% degli utenti di Internet, in crescita dal 28,5% del 2013 Segno più anche per l’e-commerce, come c’era da aspettarsi: nel 2014 il 34,1% delle persone dai 14 anni che hanno usato Internet ha acquistato prodotti e servizi per uso privato. Circa un terzo degli utenti ha fatto ricorso a servizi cloud per accedere ai propri file. Gli spazi per l’archiviazione/condivisione su Internet sono usati soprattutto dagli uomini (il 30,2% contro il 26,1% delle donne) e dalle persone tra i 18 e i 34 anni.

è finora il principale vantaggio per le realtà online, vale a dire l’esenzione dalle tasse sulle vendite. L’obiettivo dei retailer, uniti in questa causa alla American Conservative Union, è quello di aggiornare il mercato attuale al fine di creare un contesto nel quale valgano le stesse norme per tutti. Come ha spiegato Dan Schneider, executive director di American Conservative Union: “È già negativo che i nostri negozi debbano competere con le piattaforme americane e concedere gli stessi vantaggi a una realtà proveniente da un altro Paese potrebbe voler dire scrivere la parola fine per gli affari delle nostre imprese”. Le ultime novità su questo fronte evidenziano infine che se Amazon si era finora opposta all’attuazione del decreto, la più che reale possibilità dell’imminente arrivo di Alibaba avrebbe fatto cambiare idea ai suoi dirigenti che ora si direbbero più propensi ad accogliere la nuova legislazione.

DONNE SENZA PAURA //

Correre insieme, per non essere più sole

La notizia si è diffusa rapidamente dopo che una donna è stata aggredita mentre stava correndo in una delle zone più frequentate dai podisti milanesi. Il fatto, accaduto il 1° novembre in pieno giorno, avrebbe potuto alimentare la paura di chi vorrebbe sentirsi al sicuro e invece non può. Per questo si è scelto di fare gruppo, per non cedere al ricatto del terrore e sensibilizzare le autorità e le istituzioni.

Quando ho iniziato a correre tre anni fa, tenevo sempre in mano una pietra appuntita. Perché, mi dicevo, non si sa mai. Poi con il tempo ho abbassato la guardia, non ci ho più pensato. Fino a quando ho saputo di Irene, la runner aggredita in un tentativo di stupro da tre uomini. Lei corre dove corro io, tra San Cristoforo e Corsico, ha la mia età ed è una mamma come me. Una donna quindi con i suoi mille pensieri: il lavoro in ufficio, il lavoro a casa, i figli e quando si può, in qualsiasi momento della giornata e della settimana ci sia uno spazio libero, la corsa.

// Ci sono voluti giusto un paio di giorni perché l’iniziativa ricevesse 80mila “mi piace”. E l’aspetto interessante riguardo alla bella novità in questione deriva dal fatto che non stiamo parlando di foto curiose, strane mode o appelli anonimi lanciati più che altro per muovere le non sempre movimentate acque del mondo dei social network. L’invito è arrivato dallo stesso Mark Zuckerberg a inizio anno. Il 2015 dovrà essere l’anno dei libri secondo lo stesso numero uno di Facebook, come ha dichiarato lanciando un post in cui ha istituito il Club della lettura: “Leggeremo un libro nuovo ogni due settimane e ne discute-

remo assieme. Le nostre scelte saranno orientate principalmente a farci apprendere nuove culture, fedi, storie e tecnologie. Qualsiasi tipo di suggerimento su nuovi testi da proporre sarà sempre beneaccetto”. Il primo titolo di cui parlare è stato indicato dallo stesso fondatore e amministratore delegato di Facebook: si tratta de “La fine del potere”, saggio di 300 pagine scritto dal giornalista venezuelano Moisés Naim e pubblicato a marzo del 2013, in cui viene affrontato il tema del potere nell’epoca contemporanea, divenuto più facile da ottenere ma più difficile da esercitare e più semplice da perdere.

Appena ho appreso la notizia sono rimasta sconvolta e un balenarsi di pensieri e domande si sono susseguiti nella mia mente. Qualcosa, qualcuno o il destino hanno deciso che dovesse toccare a lei e non a me. Quel mercoledì maledetto sono passata prima di lei. E poi ancora: come lo spiegherà ai suoi figli? E soprattutto: avrà la forza per superare e ricominciare a correre? Cosa potrei fare con una pietra appuntita nella mano quando ti circondano in tre e sono anche armati? Niente. Non potrei fare niente. All’inizio la reazione di terrore mi ha fatto pensare di cambiare percorso. Basta, sul Naviglio Grande non corro più.

Sul Naviglio Grande non corro più… E invece no. Io sul Naviglio Grande correrò ancora e ancora. Non posso permettere che la paura limiti la mia vita.

Non saranno tre malviventi disadattati a cambiare le mie abitudini. Non ne hanno il diritto. Abbandonare vorrebbe dire dargliela vinta. Abbandonare vorrebbe dire sotterrare il mio diritto di essere donna, libera e runner. La stessa cosa devono averla pensata le centinaia di donne (ma anche uomini e bambini), che grazie all’iniziativa di Alessandra Vismara, dipendente della Canottieri Milano e amica della vittima, domenica 9 novembre si sono trovate davanti all’area dei canottieri per manifestare pacificamente contro la violenza e stringersi intorno ad Irene per dirle che non è sola: runners, ciclisti ma anche non sportivi che hanno a cuore il territorio in cui vivono, si sono riuniti in una corsa tutti insieme per 3 km fino al parco ex area Pozzi, dove è avvenuta l’aggressione.

Un evento emozionante e necessario, volto anche a sensibilizzare il Comune di Milano affinché prenda provvedimenti per trasformare l’area del Naviglio che collega Milano a Corsico in un territorio sicuro e all’altezza di chi lo usa: sportivi, bambini e persone che amano stare all’aria aperta.

Marc Zuckerberg, fondatore e amministratore delegato di Facebook
Il dirigibile di Alibaba. Possibile atterraggio negli States?
Un’immagine della home page di Amazon
La particolare immagine realizzata con un collage di foto della manifestazione

PARTENDO DAL PAYOFF “REINVENTED SPORT CLOTHING”, BEE1 È L’INNOVATIVA

LINEA DI CALZE E INTIMO TECNICI

PRODOTTI E SVILUPPATI DALL’AZIENDA

VENETA PIEFFE SPORT

Realizzati con il Cupron, una speciale fibra al rame brevettata a livello mondiale, questi prodotti garantiscono eccellente vestibilità, comfort e traspirabilità al top, eliminando i difetti delle microfibre tradizionali. Tra i testimonial anche il mitico Marco Olmo.

Il volo iper-tecnologico dell’ape

// Imparare dalla natura. Partendo dall’osservazione di come si comporta l’ape e in particolare dalla particolarissima fisionomia delle sue ali, nasce un nuovo concetto di design dei tessuti e dell’abbigliamento tecnico sportivo. Sviluppata da Pieffe Sport, la linea Bee1 importa questo concetto per introdurre nel mercato prodotti ad alte performance per diverse categorie sportive, dalle discipline invernali all’outdoor, alla bici fino al running. Elemento chiave del progetto è la fibra al rame Cupron, per la quale Pieffe Sport è un partner di sviluppo esclusivo in Italia sui modelli della collezione. I prodotti Bee1 sono il risultato della passione condivisa di due fratelli e della loro esperienza atletica nel ciclismo: Paolo e Francesco Rossignoli hanno fondato Pieffe Sport nel 1995 e grazie alla competenza maturata sul campo hanno creato le prime calze dedicate al mondo del ciclismo e del calcio. Dopo aver registrato negli anni un fatturato in costante crescita e con oltre 1,5 milioni di paia di calze vendute mediamente nelle ultime stagioni, l’azienda veneta intende ora fare un ulteriore salto di qualità e imporsi fra i leader di settore a livello nazionale e non solo. Già fornitore ufficiale della FISI per lo sci alpinismo, della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio e degli istruttori nazionali di sci alpino, telemark e snowboard, con all’attivo una collaborazione con il vincitore del Giro d’Italia nel 2013 e del Tour de France nel 2014 Vincenzo Nibali, il marchio dell’ape punta a farsi sempre di più un nome di rilievo fra gli appassionati e i professionisti. Tra i suoi testimonial c’è anche l’intramontabile ultra trailer due volte vincitore all’UTMB, nonché specialista di corse endurance nel deserto, Marco Olmo. La mission dei suoi ingegneri è soddisfare le nuove esigenze degli atleti di ultima generazione, allargare il proprio business senza rinunciare ai valori artigianali e la capacità di cura del prodotto che l’hanno sempre distinta e infine garantire prestazioni al top di gamma per la tutela della salute del cliente.

LE CARATTERISTICHE DEI PRODOTTI / Pieffe Sport produce abbigliamento e accessori sportivi di ottima qualità manifatturiera, esaltando il design e la tecnologia applicata attraverso un processo di lavorazione artigianale made in Italy, svolto nel pieno rispetto delle esigenze degli atleti utilizzando esclusivamente fibre tecniche.

Una veste accattivante, aggressiva e una morbidezza eccellente sono le caratteristiche di questi prodotti che più colpiscono a un primo impatto. Anche se poi fra i maggiori punti di forza che si devono elencare a proposito della linea Bee1 vi sono anche altissima resistenza e una perfetta vestibilità. Ogni prodotto si distingue inoltre per la grande qualità in termini di traspirabilità e di azione antiodore, eliminando il 99,9% di batteri e funghi che causano cattivi odori (negli USA Cupron ha ottenuto un certificato esclusivo dalla Environment Protection Agency americana per i suoi prodotti che “uccidono il fungo che causa il piede d’atleta”).

Elemento comune ai capi e agli accessori pensati per moltissime discipline sportive, fra le quali il running e il trail running, è costituito dalla esclusiva fibra brevettata Cupron, infusa con particelle del minerale rame in modo permanente e resistente ai lavaggi (certificata da studi scientifici e anche con OEKO-TEX 100). Sicura al 100%, è garanzia di un prodotto che si veste come una seconda pelle in condizioni di comfort assoluto. Il rame è un elemento essenziale del corpo umano e in natura si trova in molti frutti come: mandorle, melograno, avocado, cioccolata, integratori multivatiminici. Il nostro organismo usa questo minerale quotidianamente e la tecnologia Cupron è stata sviluppata utilizzando la potenza naturale del rame per fornire molteplici benefici agli atleti:

• Aiuta a migliorare l’aspetto della pelle. Favorisce il 30% in più di elasticità in 30 giorni.

• Parte integrale di un sistema di tecnologie per aiutare a migliorare performance e recupero

• Riduce l’aspetto di iper-pigmentazione (macchie solari)

• Aiuta a contrastare i processi naturali dell’invecchiamento della pelle

• Igienico e anti-odore (elimina il 99,9% di batteri e funghi che causano l’odore)

• Tecnologia permanente (dura per tutta la vita del prodotto e non viene persa coi lavaggi)

I prodotti della linea running sono realizzati anche con tecnologia Lycra Sport, che garantisce vestibilità perfetta e duratura, eccellente allungamento e capacità di rientro, comfort ottimale. Senza dimenticare la fibra tecnica Dryarn: microfibra tra le più leggere al mondo che conferisce ai tessuti morbidezza e leggerezza. L’elevata tensione superficiale della microfibra permette ai capi che la incorporano di trasportare umidità e sudore all’esterno del tessuto lontano dalla pelle. Ha proprietà isolanti caldo/ freddo ideali per ogni situazione sportiva o outdoor, mentre le caratteristiche del filato impediscono la proliferazione di batteri e muffe per un alto livello di igiene.

MATERIALE POP DEDICATO //

I modelli di calze RU0113
I modelli di gambaletti CALF0113
Marco Olmo in azione. Sotto il modello di calza a lui dedicato

CONSIGLI UTILI

Oltre che un appassionato biker, Vittorio Mangano ha una grande esperienza nel mercato dello sport come negoziante, agente e consulente

l’app consigliata

Margini & dintorni: cosa c’è da sapere

CHE SIA TRAMITE UNA APP PER SMARTPHONE O TRAMITE IL PIÙ ELEMENTARE MOLTIPLICATORE, CI SONO POCHI SEMPLICI CALCOLI CHE IL RETAILER DOVREBBE SEMPRE TENERE PRESENTE E ADOTTARE PER UNA CORRETTA GESTIONE FINANZIARIA DEL PUNTO VENDITA E UNA MAGGIOR CONSAPEVOLEZZA DEI PROPRI REALI GUADAGNI.

• MONICA VIGANÒ

Alla base di ogni economia, persino di quella domestica, c’è la matematica. Che è fatta di calcoli precisi e che lascia poco all’interpretazione. Quei calcoli ci aiutano a capire se ci possiamo ritenere in salute oppure se dobbiamo “correggere il tiro”. Quei calcoli sono dunque essenziali, soprattutto per i negozianti che tramite essi possono capire effettivamente quanto a fine mese si mettono in tasca. Anche se apparentemente possono sembrare complessi, in realtà rispondono a poche regole che se prese seriamente in considerazione possono davvero aiutare il retailer, anche il più piccolo, a gestire correttamente la propria situazione finanziaria. Per far luce su questi aspetti (tra margini, profitti e mark up con qualche accenno al marketing finanziario) vi proponiamo questa interessante intervista a Vittorio Mangano: anche se la sua attività e i marchi da lui gestiti come rappresentante non fanno parte del mercato running, vista la sua profonda esperienza del mercato sportivo come negoziante e agente, nonché il suo nuovo ruolo di consulente, siamo certi che ogni dealer possa trovare degli spunti interessanti e utili in queste due pagine.

Partiamo con una tua breve presentazione. Lavoro nel mercato sportivo dagli anni ’80. Ho rivestito vari ruoli a partire da quello di negoziante. A 18 anni ho ereditato da mio padre un negozio di articoli sportivi che ho gestito dal 1982 al 1998. Nel frat-

tempo, nel 1992, ho iniziato ad andare e venire dall’Australia. Una volta rientrato definitivamente in patria, nel 1994, ho iniziato a lavorare come agente oltre che come negoziante. Poi nel 1998 ho chiuso il ne-

gozio di mio padre e, con l’idea di portare in Italia ciò che avevo visto in Australia, ho aperto un negozio di streetwear che ho venduto nel 2003 per seguire l’attività di rappresentante. Sono stati anni bellissimi ed è stata un’esperienza appassionante. Vivevo il mio ruolo di negoziante come un lavoro ma anche come una passione molto forte. Senza di quella, in realtà, ancora oggi si riesce a fare ben poco.

Quali erano le difficoltà per un commerciante in quegli anni?

Quello che mancava era il tempo per poter fare tutto. Non c’era internet e le informazioni non erano accessibili quanto oggi. Per cui per essere avanti bisognava realmente muoversi. Erano gli anni ’80, già andavo all’Ispo e avevo un laboratorio di riparazione sci. Poi praticavo tanto sport, che all’epoca aveva un forte valore sociale e bisognava saperlo fare per capirlo, per sentirlo e quindi venderlo al meglio.

Hai poi lavorato anche come agente e agente unico per diversi brand. Quali i principali?

Quiksilver, Roxy, Armada, Flow, Timezone per citarne alcuni. E anche No Fear: per i miei clienti ero “Vittorio No Fear” perché a livello di mercato non avevo e non ho paura. È quello che cerco ancora oggi di dire ai negozianti: per fare qualcosa bisogna osare, non aver paura e non aspettare che capiti da sé. Bisogna sbatterci proprio la testa.

Come mai sei passato da negoziante ad agente, da un lato all’altro della staccionata?

Appunto la visione è quello che conta nel mondo. Se non hai una visione vuol dire che non sai dove andare e cosa fare. Quindi è inutile che ti butti in un’impresa perché è sicuro che non funzionerà.

Di cosa ti occupi ora?

Oggi sono agente per alcuni marchi bike e sport sell consultant, ovvero consulente sportivo commerciale. Cerco in pratica di fare da mediatore tra azienda e negoziante con l’intento di soddisfare le esigenze di entrambe le parti. La discussione tocca spesso l’aspetto economico/finanziario, perchè il negoziante il più delle volte non conosce i calcoli che gli possono dire se e quanto guadagnerà da un acquisto. Per cui spesso incappa in errori grossolani, seguendo campagne di marketing molto ben congeniate che però creano falsi miti in quanto a margini e guadagni.

È stata un’evoluzione naturale. In più ero stanco di star fermo in negozio. Credo che “galeotto fu” il viaggiare in Australia, che mi ha dato nuovi stimoli e visioni.

Seguendo questa tua evoluzione, com’è cambiato il tuo punto di vista e dunque il tuo modo di ragionare? Conosco bene tutti gli attori del mercato e cerco di focalizzare il problema che mi viene posto. Lo focalizzo dal punto di vista dell’azienda (vendere, come?), del cliente (comprare, come?) e dal mio (…cerchiamo di stare vivi). Se “sento” la soluzione, la propongo.

Non è sicuro al 100% che funzioni ma non ho paura di espormi e lo faccio. So che pare un discorso filosofico, ma nella realtà il tutto è molto concreto. Non può funzionare come all’epoca del boom economico in cui l’azienda imponeva un ordine e il negoziante lo comprava perché tanto sapeva di venderlo. Ora non è più così. Ora l’azienda ha una necessità e il negoziante un’altra e non serve farsi la guerra. Piuttosto bisogna trovare una soluzione che possa accontentare tutti.

Quali sono i processi basilari che un negoziante deve seguire per capire l’effettivo guadagno sui prodotti da lui venduti e perché ritieni non ci sia sempre chiarezza su questo punto?

È aumentata la confusione, sia per il grande numero di marchi a disposizione sia per il marketing finanziario che è l’illusione più grande, persino sulla matematica. I bravi uomini del marketing sanno far credere a un negoziante che con i loro prodotti guadagnerebbero di più. Ma il calcolo da fare per verificarlo in pochi si prendono la briga di farlo. Sostanzialmente il negoziante può fare due cose: o scarica una app di calcolo margini sul suo smartphone e se la fa spiegare dal commercialista. Oppure chiede all’azienda a quanto ammonta il moltiplicatore, che comprende l’IVA. Levata quella, il negoziante sa quanto esattamente gli resta in tasca quindi più il moltiplicatore è alto, meglio è.

Ecco un esempio:

se il moltiplicatore è 2 e acquisto un bene a 1.000, significa che lo rivendo a 2.000. Scorporando il 22% di IVA, ottengo 1.639 e quindi il mio profitto prima delle tasse sarà 639.

Parlando proprio in termini economici, qual è la situazione odierna dei commercianti dal tuo osservatorio?

Purtroppo non sono in salute e non è solo un problema di soldi. Spesso non si riconosce dove stia il problema e si tende ad andare avanti per inerzia. Oppure ad affidare le proprie sorti alle aziende, che promettono prodotti che vendono bene. Ma chi fanno guadagnare realmente? Al negoziante quanto rimane in tasca?

Cosa cambia in particolare a seconda dei settori tra i punti vendita?

Fondamentalmente niente. In tutti i settori bisogna essere veramente preparati dal punto di vista finanziario e bisogna conoscere ciò che si vende. Per questo secondo aspetto è fondamentale praticare lo sport cui il negozio si riferisce. Dal punto di vista finanziario invece è importante farsi seguire da un bravo commercialista ma è egualmente importante non chiudere mai gli occhi per evitare di farsi abbindolare con promesse di facili guadagni.

Credi che sia una conseguenza solo dell’economia del Paese o anche di una cattiva gestione economica del punto vendita?

Sicuramente entrambi. Credo che i punti vendita abbiano un po’ perso la strada. Fanno fatica a capire cosa sta succedendo. Di certo una volta c’era meno concorrenza, tutto era per un certo verso più semplice perché c’erano meno marchi. Ora è difficile per il negoziante orientarsi nell’universo di brand che ha a disposizione e allo stesso modo è difficile per il consumatore finale saper scegliere correttamente. La selezione è un aspetto critico per entrambe le parti.

Cosa è cambiato negli ultimi anni?

Si è modificata (in peggio) la consapevolezza del negoziante sul funzionamento degli strumenti finanziari che lo potrebbero aiutare a muoversi sul mercato. Aggiungo che in generale che c’è poca autostima. Il negoziante è portato a muoversi poco perché c’è la crisi, perché ci sono i big di mercato. Si crede poco in una via d’uscita e si finisce per non cercarla neanche, scegliendo di star fermi e farsi trascinare dalla corrente. Invece se i piccoli negozi si muovono, riescono anche se con fatica ad andare avanti.

Faccio l’esempio di un piccolo ma virtuoso negozio action sport della Brianza.

È situato nel “triangolo delle Bermuda” tra Longoni, Sport Specialist, Maxi Sport e Mascheroni. Eppure vive. Alla base ci sono dei titolari con passione e competenza e soprattutto in grado di far bene i conti.

Riassumendo, se dovessi rivolgerti a un negoziante e consigliarlo sulla gestione economica del suo punto vendita, quali sono gli aspetti che dovrebbe tenere in considerazione e soprattutto in che modo?

Dovrebbe guardare il margine (che non comprende l’IVA) e il profitto diviso due (levando così le tasse che influiscono circa per il 50%) per capire cosa si mette in tasca. La cosa più elementare è calcolare il moltiplicatore (che comprende l’IVA). Oppure più semplicemente può scaricare un’applicazione sul suo smartphone e inserire il parametro IVA per il calcolo. Io per iPhone uso Margins 2.5 ma ne esistono per ogni sistema operativo.

Pensi che spesso ci sia anche poca formazione imprenditoriale?

La condizione dei negozianti di oggi potrebbe certamente migliorare con una corretta formazione. Il retailer dovrebbe conoscere le tante variabili che deve considerare oltre al calcolo del profitto. Dovrebbe ad esempio saper capire se vale la pena acquistare più merce per avere uno sconto quantità, valutando se poi questo “di più” sarà assorbito dal potenziale di vendita o sarà una probabile rimanenza di magazzino. Dovrebbe saper valutare un listino prezzi che deve essere credibile e gestibile perché da lì partono i margini. Se l’azienda si accorge di aver davanti una persona competente, smette di far promesse che non sono reali e inizia a collaborare. Se funzionasse così, l’economia sarebbe sicuramente più sana.

Quali sono i negozianti più preparati? Senza dubbio i big come Sport Specialist, Longoni, Decathlon. E non è solo perché hanno dalla loro ingenti capitali, è anche perché sanno fare bene i conti.

Qual è il difetto che riscontri di più e quale altro consiglio in generale ti senti di dare? Io sono convinto che i negozianti abbiano troppa paura. Se acquistano un marchio noto, sono sicuri di venderlo perché tutti lo conoscono. Se hanno a scaffale qualcosa di nuovo, invece, lo devono spiegare al cliente finale. Ma non è detto che la novità, pur dando loro meno certezza di vendita, faccia loro guadagnare di meno. A volte devono assumersi il rischio e osare.

Concludiamo con un tuo pensiero finale. Il margine è diretta conseguenza della “filosofia” con cui un negoziante affronta gli acquisti. Il momento dell’ordine è il più importante per il retailer, che deve essere concentrato al massimo. Deve ritagliarsi del tempo da dedicare all’agente (e quindi all’azienda) e passarlo ad ascoltare ciò che gli dice senza distrazioni di sorta. Al termine, deve saper ribattere con parole giuste e competenti. Così facendo si assicura un rifornimento ad hoc per il suo punto vendita. Tutto parte da lì, dall’ordine. Bolt quando fa il record del mondo lo si vede per 10 secondi. Ma cos’ha fatto prima di arrivare lì, quanto si è allenato? La preparazione è tutto. In ogni ambito.

Non perdetevi la prossima puntata della nostra rubrica “Consigli utili”.

PRODOTTI SS 2015

ADIDAS / Linea StellaSport

// Collezione di abbigliamento, calzature e accessori al femminile dedicata a un pubblico giovane e sviluppata sotto la direzione creativa della stilista Stella McCartney: una collaborazione che nel 2015 festeggia il suo decimo anniversario. La serie comprende prodotti specifici per le categorie running, yoga, studio, nuoto, weekender e sport invernali. Audace, dai colori accesi e con nuove stampe, si caratterizza per uno stile unico pensato per le sportive più attente alla moda. Stella McCartney, direttore creativo di adidas StellaSport ha dichiarato: “La ragazza adidas StellaSport è giovane, moderna e sempre attiva, attraverso il suo look vuole distinguersi: abbiamo voluto portare tutto questo nella collezione, unendo la prestazione allo stile per creare performance pop”. Un inaspettato colour blocking caratterizza i tank sportivi, i reggiseni e le calze, realizzati con il tessuto ad asciugatura rapida Climalite per il massimo comfort e una vestibilità adatta alla vita di tutti i giorni. Le calzature presentano tomaia in open mesh per una maggiore ventilazione e solette incorporate per una calzata più confortevole. La gamma è completata da una selezione di accessori sportivi, tra cui i cappellini, i calzettoni alti da palestra e gli zaini dai colori pop.

LA SPORTIVA /

Helios SR

COLLEZIONE // SS 2015 IN CONSEGNA // Da gennaio DISTRIBUITO DA // adidas Italia 039.27151 customer.service@adidas.com

New

Balance / 980 Boracay

Brooks / Adrenaline GTS 15

COLLEZIONE // SS 2015 IN CONSEGNA // A febbraio

DISTRIBUITO DA // La Sportiva / 0462.571800 / www.lasportiva.com

// È la calzatura leggera e minimalista indossata da Urban Zemmer per battere il record del mondo di percorrenza in un Vertical Kilometr fermando il crono al di sotto dei 30 minuti. Ogni dettaglio è stato pensato per contenere il peso al minimo, offrendo allo stesso tempo supporto e sostegno. La struttura della tomaia è realizzata con uno scheletro leggero in alta frequenza e con un reticolo di Eva morbida traspirante e confortevole. La costruzione Slip On facilita la calzata ed esercita un effetto fasciante. La flessibilità elevata favorisce il movimento naturale del piede senza esercitare costrizioni nelle zone anteriori. L’intersuola a iniezione con tecnologia Morpho Dynamic e il battistrada FriXion XT a doppia mescola lavorano in sinergia per un’ottima ammortizzazione. Il modello è dotato d’inserti catarifrangenti, rinforzi in microfibra su punta e tallone e serigrafia interna protettiva. Differenziale: 2 mm.

Saucony /

COLLEZIONE // SS 2015 IN CONSEGNA // Da fine gennaio DISTRIBUITO DA // Sportlab 0423.622009 / info@sportlab.net

// Questo modello, assieme a Triumph e Hurricane, compone la nuovissima linea Iso Series. Si tratta in particolare della calzatura con il migliore rapporto fra ammortizzazione e leggerezza, merito soprattutto delle innovative tecnologie Powergrid+ e IsoFit. La prima è una speciale mescola della suola in grado di assicurare il 20% in più di cushioning e di durata rispetto ai materiali tradizionali. La seconda è il particolare concetto di costruzione della tomaia tramite una speciale gabbia contenitiva molto flessibile e disegnata per assecondare il movimento naturale del piede senza esercitare costrizione. Il battistrada è caratterizzato da un design con intagli molto profondi, al fine di garantire massima flessibilità e reattività. Differenziale: 4 mm. Peso: 235 gr.

COLLEZIONE // SS 2015 IN CONSEGNA // Da fine gennaio MATERIALE POP // Vedi foto DISTRIBUITO DA // Gartner Sport 0471.062313 / info@gartner-sport.com

// Nuovo modello presentato all’interno della linea Fresh Foam, progettata per assicurare la sensazione di una corsa morbidissima. Questa calzatura offre un eccellente livello di comfort e una transizione ancora più fluida. L’impiego di un software intelligente per la realizzazione della suola favorisce un approccio innovativo nello studio della scarpa, per ottenere una combinazione ottimale tra ammortizzazione e morbidezza. Costruita su una piattaforma molto flessibile, la calzatura è dotata di una tomaia che garantisce un fit preciso senza costrizioni. Fabbricata senza cuciture in air mesh con rinforzi strutturali in Tpu termosaldati, è leggera e comoda. Il battistrada è in gomma soffiata, resistente e ammortizzante. Differenziale: 4 mm.

SCOTT / Kinabalu Supertrac

// Scarpa realizzata per offrire sostegno e sicurezza durante la corsa e allo stesso tempo garantire un’eccellente risposta in termini di reattività e leggerezza. La nuova mescola dell’intersuola ottenuta con una speciale combinazione di BioMoGo e Dna Brooks assicura un’ottimale capacità di ammortizzamento con il massimo della leggerezza. Omega Grooves maggiorato per un appoggio più morbido e una transizione più confortevole dal tallone alla punta. La struttura della suola con Segmented Crash Pad è stata migliorata ed estesa su tutta la lunghezza del piede per una più efficace risposta agli impatti e una transizione ancora più fluida. La tomaia con rivestimenti non cuciti consente di ottenere una calzata molto confortevole, virtualmente priva di punti di attrito: il risultato è una scarpa dal fit ottimale e che non crea irritazioni. Differenziale: 12 mm. Peso: uomo 311 gr, donna 261 gr.

COLLEZIONE // SS 2015 IN CONSEGNA // Da gennaio a febbraio DISTRIBUITO DA // Brooks Italia 050.804696 / info@brooksrunning.it

MATERIALE POP // A 280 negozi selezionati è stato consegnato uno speciale layout per l’allestimento delle vetrine: window display 1,7 x 1,2 m (foto a sinistra), window 1 x 1 m, shoe inserts

COLLEZIONE // SS 2015 IN CONSEGNA // Da fine gennaio MATERIALE POP // Tower espositiva, tappetino e cubo dedicati. Banner ad hoc con immagini ambientate DISTRIBUITO DA // Scott Italia / 035.756144 infosport@Scott-Sports.it

// La tomaia in rete e materiale sintetico supporta il piede con un’ammortizzazione per tutta la lunghezza. La suola in Eva e gomma ha una scolpitura Supertrac per il massimo grip su ogni terreno. Il modello è caratterizzato da Lace Bungee (la trama dei lacci assicura un’allacciatura resistente), Wet-Traction-Rubber, Self-Cleaning Lug Positioning, talloniera iniettata (migliora stabilità e supporto). Le tecnologie adottate sono aeroFoam+ (mescola ammortizzante, resistente e protettiva), Insole System (plantari differenti per uomo e donna), eRide (forma Rocker per un appoggio stabile e forma tallone che trasforma l’energia dell’impatto in movimento). La scarpa ha un differenziale di 8 mm ed è disponibile da uomo (7-14 Us, 340 gr) e da donna (6-11 Us, 320 gr).

Under Armour / Gemini

// È il modello di punta della collezione footwear dedicata al running, realizzata per offrire il massimo del comfort e un’efficienza di corsa eccellente grazie all’intersuola Charged Foam che reagisce a ogni passo in maniera dinamica. In aggiunta il doppio strato di Micro G garantisce un’efficace risposta ammortizzante a un peso molto contenuto. La suola a doppia densità con inserti rigidi assicura lunga durata e precisione, inoltre ha un design con punti di flessione anatomici strategicamente posizionati per sostenere la rullata in ogni fase e rendere la transizione più veloce. Per finire la tomaia con tecnologia UA Speedform è tessuta per eliminare punti di frizione con la pelle, con cuciture anatomiche saldate con nastro Bemis e tessuto Heat Gear in grado di favorire una calzata su misura e traspirabilità al top. Differenziale: 10 mm. Peso: 242 gr.

COLLEZIONE // SS 2015 IN CONSEGNA // A febbraio MATERIALE POP // Vedi foto sotto DISTRIBUITO DA // Sportbox 0423.621984 / info@sportbox.it

Gore Running Wear / Linea Air Lady

// Dedicata alle runner più dinamiche e vivaci, questa collezione è stata rinnovata per la prossima stagione estiva. Outfit moderni e funzionali, disegnati per offrire combinazioni sempre ad hoc, e un look giovane e fresco compongono una linea perfetta per ogni tipo di allenamento ma anche per le gare. Creata, testata e approvata dalle donne per le donne: un team di designer e sviluppatori ha interamente ridisegnato questi capi di successo per renderli ancora più tecnici e moderni. Tessuti morbidi, funzionali e moderni per modelli di tendenza, dalla perfetta aderenza e un design accattivante che sottolineano la femminilità di chi li indossa, sempre abbinati alla massima funzionalità.

Mizuno / Wave Rider 18

COLLEZIONE // SS 2015 IN CONSEGNA // Da inizio febbraio DISTRIBUITO DA // Gore Running Wear 800.681168 www.gorerunningwear.it

// Rispetto alla precedente versione, il modello punta di diamante della collezione running Mizuno è stato ulteriormente migliorato in termini di ammortizzamento e performance. L’intersuola in U4iC ha uno spessore maggiore di 1 mm e un design più sagomato, per una durata superiore e comfort. La nuova piastra in Pebax Rnew garantisce una corsa più leggera e reattiva. La suola è stata rinforzata nei punti critici e il differenziale è stato incrementato di 1 mm per un più corretto bilanciamento. La tomaia è dotata di cuciture a scomparsa sulla zona mediale e laterale, per un fit più preciso e comodo. Sono state eliminate le termosaldature nelle parti di raccordo e allacciatura per evitare di creare punti di attrito e per ammorbidire la calzata. I supporti elastici interni saldati e il logo cucito aumentano la tenuta e il sostegno. Differenziale: 12 mm.

COLLEZIONE // SS 2015 IN CONSEGNA // Da inizio gennaio a febbraio MATERIALE POP // Vetrofania e totem DISTRIBUITO DA // Mizuno Italia Srl 011.3494811 / info@mizuno.it

ARRIVA IN ITALIA CON ICON HEALTH AND FITNESS

IL MARCHIO FONDATO NEL 2008 NEGLI STATI UNITI

E CAPACE DI RAGGIUNGERE IN MADRE PATRIA L’OTTAVO

POSTO FRA LE CALZATURE RUNNING PIÙ VENDUTE

UN’ALTRA STORIA AMERICANA

È UN APPROCCIO MOLTO PRECISO AL NATURAL RUNNING QUELLO DEL BRAND NATO NELLO UTAH. I SUOI MODELLI SONO TUTTI “ZERO DROP”: NESSUN DIFFERENZIALE FRA TALLONE E PUNTA SENZA RINUNCIARE A COMFORT E AMMORTIZZAZIONE. DOPO I PRIMI BRILLANTI RISULTATI NEI PRINCIPALI PAESI EUROPEI, ARRIVA ANCHE DA NOI QUELLA CHE PER ORA È UNA SCOMMESSA MA CHE PUNTA A PROPORSI COME UNO DEI MARCHI PIÙ ORIGINALI E RICONOSCIBILI.

Probabilmente una storia come quella di Altra non poteva iniziare se non da una scelta originale, radicale e in qualche modo rivoluzionaria. E probabilmente era scritto da qualche parte che si sarebbe trattato di una storia “americana”. Spirito di osservazione, intraprendenza, gusto per la novità sono i caratteri che contraddistinguono questa giovane realtà che in pochi anni è stata capace di affermarsi sul mercato del running footwear a stelle e strisce raggiungendo il settimo posto in classifica fra i marchi più venduti. Dicevamo di come è cominciata questa avventura. L’episodio in sé è anche piuttosto curioso. Si racconta che un giorno un negoziante dello Utah abbia deciso di tentare un esperimento su un paio di scarpe da corsa: con l’ausilio di un microonde, fuse la suola esterna e rimosse

Tecnologie e caratteristiche dei modelli Altra Running //

1. ZERO DROP

A differenza dei prodotti minimalisti, l’approccio al natural running di Altra si caratterizza per la grande importanza riservata a valori quali comfort e protezione. Per questo, le calzature con Zero Drop realizzate dal brand di Golden Harper sono tutte dotate di un sistema della suola che garantisce un importante stacco dal terreno: la differenza rispetto alle tradizionali calzature ammortizzanti è che c’è un rapporto di 1:1 tra lo spessore del tallone e quello della punta. L’appoggio così non è più sostenuto dal tallone. In questo modo si riattivano senza sovraccarico le zone del polpaccio e del tendine d’Achille. L’approccio alle nuove scarpe deve essere comunque graduale. Per questo motivo, i tecnici del brand consigliano di prendere confidenza con i modelli Altra poco per volta, partendo anzi dall’abitudine di allenare il piede camminando scalzi il più spesso possibile (ad esempio prima e dopo l’allenamento). Inoltre anche l’utilizzo di calzature minimali-

ste può aiutare a migliorare la propriocezione e il movimento naturale delle articolazioni e dei tendini: sempre massima cautela anche in questo caso, perché secondo i tecnici Altra è importante iniziare a correre su distanze molto ridotte (da buoni americani suggeriscono di partire da “one mile”) e progressivamente aumentare un poco.

I consigli per facilitare la transizione:

- Ascolta il tuo corpo: non voler fare troppo, troppo presto

- Alterna la tua corsa, senza fare rivoluzioni improvvise

- Quando i muscoli degli arti inferiori e dei piedi si abituano alla diversa biomeccanica di corsa favorito dalle calzature con Zero Drop, prova anche prodotti meno protettivi che consentono una superiore sensibilità

- Lavora sul tuo stato di forma, verifica con personal trainer e istruttori la tua tecnica di corsa

2. COSTRUZIONE PERSONALIZZATA UOMO / DONNA Tutti i modelli maschili e quelli femminili si differenziano per la costruzione conforme alle caratteristiche anatomiche di genere. Fra

l’inserto ammortizzante nel tallone al fine di ottenere una piattaforma senza differenziale tallone-punta. Avendo notato come i suoi clienti modificassero la propria andatura una volta indossate le calzature da running, ruotando eccessivamente le caviglie e allungando in maniera innaturale il proprio passo, voleva far sì che potessero tornare a muoversi come se fossero a piedi nudi. Il risultato fu notevole: meno lesioni, maggiore comfort, migliori performance. Era nata la prima versione del modello Zero Drop.

LA NASCITA - Il protagonista della vicenda si chiama Golden Harper. In breve parlò di questo suo esperimento con il cugino Jérémy Howlett e a seguire con il collega nonché ultramaratoneta Brian Beckstead. I tre divennero così i fondatori del brand Altra Running. Era il 2008. All’inizio a dire il vero, l’idea era di chiamare la società con il nome “Altera”. Alla fine però si preferì optare per la forma contratta, in quanto vi si sarebbe potuto leggere l’acronimo LTR: Learn To Run. Il concetto di base di questo progetto era da subito suggerito. Imparare a correre, ovvero correre in maniera naturale, come facciamo da bambini prima di abituarci alle scarpe con

i punti fondamentali, le calzature da donna sono state disegnate con una zona del tallone più sottile e il mesopiede più affusolato, un collo più alto e una conformazione in punta più a “rocker”.

3. TOE BOX MAGGIORATO

Le calzature Altra si caratterizzano per la pianta molto ampia nella zona della punta. In questo modo le dita sono completamente libere di muoversi in tutte le direzioni, per un comfort maggiore, una superiore efficienza di corsa e un miglior bilanciamento.

differenziale. L’aspetto originale di tutto ciò però era costituito dal fatto che le calzature con Drop Zero, a differenza dei tradizionali prodotti minimalisti, erano comunque molto protettive perché dotate di uno spesso supporto ammortizzante. Dalla sua esperienza, Harper era convinto che poter spostare il punto d’appoggio e di conseguenza portare in avanti il baricentro significava per un runner ridurre gli infortuni e migliorare l’efficienza del proprio movimento. Aveva infatti osservato suo padre utilizzare questa tecnica: dopo aver subito una grave frattura al ginocchio, che non gli avrebbe più permesso di giocare a football o di praticare attività atletiche di qualsiasi tipo, si era imposto di trovare un metodo che gli consentisse di ridurre la pressione sul ginocchio e le articolazioni. Funzionò e da quel momento iniziò a partecipare anche a maratone. Altra Running nacque da questo retaggio di famiglia e con la consapevolezza del suo ideatore che sul mercato non ci fosse ancora nulla che favorisse una corretta biomeccanica.

IL BUSINESS - Le prime mille paia di calzature con Zero Drop furono vendute in brevissimo

tempo, l’espansione del marchio nel mercato americano fu sorprendente: attualmente si stima che circa il 60% dei negozi specializzati running negli Stati Uniti venda scarpe Altra. Determinante per la svolta anche a livello internazionale è stato poi l’acquisto del brand da parte del gruppo Icon Health and Fitness nel 2011. Nel Vecchio Continente da circa un anno guida gli affari dell’azienda in qualità di European brand manager Frank Warnars, del cui curriculum basti citare l’esperienza in Saucony. I recenti accordi per la distribuzione in Paesi quali Svizzera, Repubblica Ceca e Danimarca stanno a testimoniare l’ulteriore crescita nell’area europea, dopo i già ottimi riscontri a livello di sell in registrati in Francia, Spagna, Olanda, Regno Unito, Belgio e Norvegia. In Italia, sfruttando la piattaforma offerta dalla filiale di Icon per la distribuzione, Altra Running è arrivata solo a fine novembre scorso attraverso i negozi specializzati Free Run, Mar-Tek, Genova Running, Franco Sport Biella e Silei Sport (i quattro modelli di scarpe da strada e i due da off road sono inoltre acquistabili su www.altrarunning.it). Nei piani per l’immediato futuro, è infine previsto l’ingresso in Cina e Sud Africa.

Learn to Run: ritrovare un movimento naturale //

1 / POSTURA BILANCIATA, CON BARICENTRO AVANZATO

• Mantenere la schiena eretta, guardare dritto in avanti (non verso terra)

• Aprire la cassa toracica ottimizzando la respirazione, portare le spalle leggermente indietro in posizione rilassata

2 / MOVIMENTO DELLE BRACCIA

• La posizione dei gomiti deve essere vicina al corpo

• La spinta delle braccia deve essere indietro per mantenere il corretto allineamento posturale

• Non piegarsi sugli addominali e non ruotare i fianchi

• Non ruotare i fianchi, restare in posizione rilassata lungo l’asse centrale del corpo

3 / APPOGGIO MORBIDO SULLA PIANTA

• Evitare un’eccessiva tensione degli arti inferiori, atterrare con le ginocchia piegate per evitare di sovraccaricare le articolazioni

• Cercare di spostare il punto di impatto il più avanti possible nella zona mediale / avampiede

4 / RITMO DI CORSA EFFICIENTE

• Rimanere circa tra i 170 e i 180 appoggi al minuto

• Contenere la falcata, mantenendo l’appoggio il più morbido e rapido

EVENTI

IL 26 OTTOBRE SCORSO SI È SVOLTA LA QUARTA EDIZIONE

DELLA PRINCIPALE MARATONA DEL SOL LEVANTE. MIZUNO

ANCORA UNA VOLTA HA GIOCATO IN CASA E PER L’OCCASIONE LA FILIALE ITALIANA HA ORGANIZZATO UNA VISITA DAVVERO SPECIALE

La maratona di Osaka è sicuramente un fenomeno atipico, nel mondo delle grandi corse “cittadine”: nata solo quattro anni fa, il 26 ottobre scorso ha visto schierarsi alla partenza ben 30.000 partecipanti, ai quali si sono andati ad aggiungere gli oltre 2.000 pettorali della “Challenge Run” da 8,8 km. Numeri indiscutibilmente imponenti, che avvicinano la giovanissima 42 K giapponese al ristretto club delle grandi corse di massa. Ribattezzata anche “Rainbow Marathon” in virtù del charity program a essa abbinata, che identifica con un diverso colore dell’arcobaleno le varie tipologie di associazioni coinvolte, è anche in qualche modo la maratona di Mizuno: non solo perché il marchio giapponese è sponsor ufficiale, ma anche e soprattutto perché proprio a Osaka Mizuno ha il suo quartier generale. Stiamo parlando

Arigato Osaka!

FRA I 30MILA RUNNER AL VIA DELLA 42 K E GLI OLTRE 2MILA DELLA CHALLENGE RUN, C’ERANO ANCHE NICO VALSESIA CON GIOVANNI STORTI E ALDO BAGLIO DEL TRIO ALDO, GIOVANNI E GIACOMO. LA LORO AVVENTURA PERÒ È ANDATA BEN OLTRE IL RISULTATO SPORTIVO, PERCHÉ IL VERO SPETTACOLO QUI LO FANNO IL POPOLO E LE TRADIZIONI LOCALI. L’OSPITALITÀ GIAPPONESE È SPESSO PIENA DI SORPRESE: FRA CORDIALITÀ, ENTUSIASMO E STRAVAGANZE È TORNATO A ILLUMINARSI L’ARCOBALENO DI OSAKA.

di quell’avveniristico grattacielo ai cui piedi è montato il grande gonfiabile dell’arrivo della corsa. Per rispondere alla chiamata della casa madre, quest’anno Mizuno Italia ha deciso di organizzare una spedizione speciale, che ha avuto come protagonisti alcuni dealer selezionati e un “dream team” davvero d’eccezione composto niente meno che da Aldo Baglio e Giovanni Storti (del trio Aldo, Giovanni e Giacomo) e dal biker e ultra-trailer da record Nico Valsesia.

LA SEDE MIZUNO - Nessuno dei tre, a dire il vero, è uno specialista della corsa su strada. Aldo, podista piuttosto riluttante, in questo caso ha optato per la versione breve della gara. Gli altri due, per quanto runner esperti, sono invece abituati a cimentarsi quasi esclusivamente nei percorsi silenziosi e più o meno solitari dei trail in montagna. D’altra parte la “full immersion” in terra giappone-

se è andata ben oltre il semplice riscontro cronometrico: “Che tempo ho fatto? Meglio se diciamo che ormai ha fatto il mio tempo” ha dichiarato Giovanni all’arrivo, un po’ sconsolato delle sue 4 ore e poco più. Quello però di cui i tre sono stati soprattutto testimonial è stato un viaggio di esplorazione per conoscere un ambiente e una cultura profondamente diversi dai nostri, i cui caratteri si esprimono tanto nella vita quotidiana quanto nel running. Una vera e propria scoperta è stato anche il quartier generale Mizuno, che ha aperto le porte ai visitatori italiani il giorno precedente la maratona: dalle tecnologie per il rilevamento delle dinamiche della corsa all’affascinante museo aziendale (dedicato al running, ma anche al tennis, al baseball, al golf, al nuoto) ricco di curiosità e memorabilia, fino all’inaspettato incontro con uno dei “mastri calzolai” che tuttora lavorano in azienda, a

fianco della produzione “standard”, e che realizzano ogni anno a mano, passaggio dopo passaggio, poche centinaia di curatissimi e pregiatissimi pezzi da collezione.

ACCOGLIENZA GIAPPONESE - Tornando alla maratona, quel che più colpisce a detta di Giovanni è la straordinaria organizzazione e partecipazione del pubblico: “Incredibile! Mi hanno detto che lavoravano sul percorso oltre 10.000 volontari. E il risultato si vedeva perfettamente, nonostante la folla oceanica: nessuna coda, nessun intoppo, nessuna attesa”. Alla consegna delle borse alla partenza, davanti a ogni camion c’erano ordinatissime file composte da quattro volontari ciascuna: ”Il primo, in guanti bianchi, riceveva con due mani il sacchetto dal concorrente e ringraziava con sorriso e un inchino, poi si girava e passava il tutto al secondo volontario (altro sorriso e altro inchino), idem con il terzo volontario, fino all’ultimo che prendeva in consegna il tutto (sempre inchinandosi ogni volta in segno di rispetto) e adagiava la sacca all’interno del camion con la delicatezza e la cura che noi in genere riserviamo alle uova o ai servizi di cristalleria”. E poi il pubblico: “Davvero fenomenale! In tutta sincerità non si può dire che Osaka sia una bella città, in compenso lo spettacolo sono state le due ali di folla che ci hanno accompagnato per tutti i 42 km senza mai smettere di incoraggiare i runner”.

Tra curiosità, storia, qualità made in Japan… e divertimento: la visita alla sede Mizuno di Osaka
La Wave Rider 18 Special Edition della Maratona di Osaka 2014
La spedizione al completo: A fianco di Giovanni Storti, Aldo Baglio e Nico Valesia, il gruppo guidato da Mizuno Italia, con alla testa Mark Kaiway, Mauro Battistin e Michele Morrica era composto da: il giornalista Rosario Palazzolo di Runner’s World e i negozianti Paola Baresi e Lorella Cucchi di Lucky Sport, Stefano Trillò di Italgolf, Paolo Rusconi e Patrizia Missaglia di DF Sport Specialist, Concetta Aneto e Simone Deriu di Deriu Sport Cagliari e Luigi Ferraris di Ready to Run. Quest’ultimo è stato grande protagonista della Challenge Run di 8.8 km vincendo la corsa e diventando “idolo” dei giapponesi
Lo speciale trio: Giovanni, Aldo e... Nico

NUMERO 1 - 2015

CARTOLINE DALLA MARATONA - Poco meno di 3 ore e mezza è quanto deve aver impiegato Nico Valsesia, al suo esordio assoluto in una maratona su strada: “In realtà non so bene quanto ci ho impiegato. Ma non è che mi interessi molto: per quanto mi riguarda, 42 chilometri sull’asfalto, tra case e grattacieli, sono molto più stancanti e stressanti di qualunque ultra trail”. Tempo non pervenuto, infine, anche Aldo Baglio alla Challenge Run di 8,8 km: “Mi piace correre, ma le maratone non fanno per me. Voglio divertirmi e in questo caso, in compagnia di due amiche assai poco competitive, ce la siamo veramente presa comoda”. Anche perché lo spettacolo non mancava: “Tra i partecipanti abbiamo visto le persone più improbabili e i travestimenti più incredibili: guerrieri Ninjia, Api Maie, uomini d’affari in completo nero e valigetta ventiquattrore, Minnie e Topolino, ballerine con un enorme cigno montato sulla testa. E vogliamo parlare dei

/ SOSTENERE LA SPERANZA A VIVERE

Trattamenti di rigenerazione con cellule staminali e ricerche sugli effetti delle droghe, aiuto ai malati di cancro e ai loro familiari

/ INCORAGGIARE UN SOGNO

Supporto agli atleti con disabilità mentali, assistenza ai giovani disoccupati

/ AIUTARE LE FAMIGLIE

Assistenza medica alle persone povere in tutto il mondo, aiuto ai bambini affetti da un male cronico

bagni? C’erano ‘pit stop’ con bagni chimici ogni pochi chilometri, e quella stessa gente che quasi si ammazzava per arrivare un minuto o due prima, al momento di fare pipì si piazzava in lunghe file (dirette dal solito volontario tutto inchini e sorrisi) per aspettare il proprio turno: non uno a cui venisse in mente (tranne un italiano piccoletto e coi baffi di cui non farò il nome) di approfittare rapidamente di un cespuglio o di un angolo un po’ nascosto. I giapponesi sono davvero uno strano popolo”.

La prima memorabile spedizione del 2013 //

/ CONSERVARE E VALORIZZARE L’AMBIENTE

Opere di forestazione in Giappone e oltremare, e di restauro della flora nelle coste che hanno subito danni a causa del terremoto

/ CONSERVARE LE ACQUE PULITE

Azioni di depurazione delle acque e di igienizzazione nelle aree in fase di sviluppo, protezione e supporto ai rifugiati e ai senzatetto / DONARE AI BIMBI UN FUTURO DI SPERANZA

Donazioni

Sulle tracce di Mizuno

Già alla terza edizione della maratona di Osaka il presidente di Mizuno Italia Mark Kaiway e il marketing & promotion manager Mauro Battistin hanno guidato un affiatato team di operatori del settore running all’interno del quartier generale di Osaka.

Già lo scorso anno per festeggiare la terza edizione della maratona di Osaka, Mizuno Italia ha organizzato uno speciale viaggio dall’altra parte del mondo per conoscere i colori, i simboli e i gesti di una tradizione che forse come nessun’altra ha saputo conservarsi intatta nella storia. Un’occasione che in parte ha inaugurato la nuova filosofia del brand che ha scelto di riscoprire la sua anima giapponese e di mostrare i contenuti più autentici della propria cultura. La Maratona di Osaka rappresentava un appuntamento davvero degno di nota per il running internazionale se si pensa che già nel 2011 furono 27.161 gli atleti al via della gara da 42,195 km. Ed è così che la filiale italiana del marchio, rappresentata dal suo presidente Mark Kaiway e dal marketing & promotion manager Mauro Battistin, ha invitato alcuni qualificati operatori del mercato nostrano a conoscere la città che un tempo era stata la capitale commerciale del Giappone. A beneficiare della impeccabile ospitalità nipponica sono stati i negozianti Luigi Olivieri di Genova Running, Michele Cecotti di

Operazioni

& Sport (Villasanta, MB), Leandro Mangani de L’isolotto dello sport a Firenze, Salvatore Miceli di Nonsologol (Amantea, CS) e Salvatore Fiore di Tecnica Sport (Palermo), oltre a Sergio Visentin, agente storico del brand che per l’occasione è stato premiato dal presidente Kaiway con una menzione speciale (sotto una sua dichiarazione). Presente anche Filippo Pavesi di Correre, oltre al vostro inviato di Running Magazine.

VISITA ALL’HEADQUARTER - Nel corso della spedizione è stata anche organizzata una visita all’headquarter di Osaka per visitare gli uffici aziendali e il museo storico e assistere alla presentazione delle anteprime prodotto per il running. La diciassettesima edizione della Wave Rider, frutto del lavoro di 36 mesi, è stata in particolare il fiore all’occhiello dell’ultima stagione per Mizuno. Quanto alla gara del 2013, tra gli ospiti della spedizione Mizuno c’è stato chi ha voluto unirsi ai 28.000 partenti della gara da 42,195 km e chi ha preferito la Challenge Run di 8 km. E a con-

clusione del viaggio nella terra del Sol Levante, grandi emozioni le ha riservate la visita a Kyoto per conoscere l’antica capitale del Giappone: il tempio di Kinaku-ji, l’assaggio dei piatti tipici del luogo e lo spettacolare incontro con i maestri del rito del tè hanno rappresentato alcuni dei momenti più intensi di tutta la settimana.

UN PO’ DI STORIA - L’azienda fondata nel 1906 da Rihachi Mizuno in oltre 100 anni di storia è stata capace di distinguersi come una delle realtà più importanti nel settore dell’industria sportiva a livello internazionale. Fu nel 1969 che il marchio venne presentato per la prima volta all’interno di mercati stranieri. Nel 1982 furono costituite le filiali americana e britannica. Nel 1987 fu il turno della Germania e nel 1990 della Francia. Nel nostro Paese il brand è presente direttamente a partire dal gennaio del 2012 dopo l’apertura della sede torinese di Mizuno Italia, che ha rilevato il precedente distributore Alto Spa.

Affari
Marc Kaiway e Filippo Pavesi in una foto ricordo scattata all’expo Mizuno della maratona
Michele Cecotti di Affari e Sport (a destra) con un simpatico “local”
Foto di gruppo alla partenza del 2013
Un’immagine scattata all’interno del museo Mizuno nella sede di Osaka
Alcuni momenti della corsa: fra l’attesa per la partenza della maratona e della Challenge Run, le improvvisate di Aldo e gli immancabili “sorrisi e inchini” del popolo giapponese

EVENTI

A MONTEBELLUNA UNA CONFERENZA STAMPA PER PRESENTARE I TRE ATLETI CLASSIFICATI NEI PRIMI 10 POSTI AL TOR DES GÉANTS

Tecnica premia i suoi “giganti” e rilancia l’area del Montello

COLLÈ VINCITORE, GALEATI SETTIMO, TAGLIAFERRI NONO. UN VALDOSTANO, UN EMILIANO E UN LOMBARDO TUTTI MEMBRI DEL TECNICA TRAIL RUNNING TEAM TRA I PRIMI DIECI NELLA CORSA PIÙ DURA. SIAMO STATI INVITATI NELLA SPLENDIDA CORNICE DI VILLA BINETTI-ZUCCAREDA, SEDE DEL NOTO MUSEO DELLO SCARPONE DI MONTEBELLUNA A FARCI RACCONTARE COSA SIGNIFICA CORRERE PER 330 KM E 24000 METRI DI DISLIVELLO. UN’OCCASIONE ANCHE PER PARLARE DEL DISTRETTO CALZATURIERO LOCALE E DEI SUOI SVILUPPI FUTURI. E OVVIAMENTE PER APPROFITTARE DI UNA VISITA AL MUSEO.

Una gara in cui l’azienda ha sempre creduto partecipando come main sponsor e alla quale gli atleti del Tecnica Trail Running Team hanno voluto partecipare con obiettivi ambiziosi. E infatti i risultati sono arrivati. Venerdì 7 novembre 2014 Tecnica ha festeggiato lo straordinario successo ottenuto dal proprio team, con ben tre atleti nelle prime dieci posizioni del Tor des Gèants.

TECNICA E IL TOR - Tra loro il vincitore, il valdostano Franco Collè, il romagnolo Gianluca Galeati e il lombardo Massimo Tagliaferri. Presenti anche il capitano del team, il bergamasco Marco Zanchi (6° al Tor des Géants 2013) e Matteo Pigoni. Di questa gara, ormai arcinota ed entrata nell’immaginario di tutti gli sportivi varcando i confini degli appassionati, in continua crescita molto si è detto. 330 km di percorso per compiere il periplo della Valle d’Aosta, 24.000 metri di dislivello positivo sulle pendici dei “giganti” di questa regione quasi interamente montana, il tutto da compiere entro il limite di tempo delle 150 ore. Il Tor des Géants nasce cinque anni fa proprio come il progetto trail running di Tecnica, come ha ricordato Maurizio Di

Trani, che, in quel momento, era alla ricerca di una vetrina di grande impatto. E, in questo senso, il Tor è stata l’occasione perfetta: “Non è una gara, è un sogno”.

Le calzature che hanno fatto la storia

FRANCO COLLÈ - Ma torniamo al vincitore: Collè si era classificato 3° già nel 2013; lo scorso anno dunque puntava a vincere, e così è stato con il tempo di 71 ore e 33 minuti. Nella precedente edizione aveva dormito circa 2h e mezza nelle basi vita; questa volta, ci ha detto: “Non mi sono mai fermato per dormire, al massimo ogni tanto mi sdraiavo sul sentiero, chiudevo gli occhi contando fino a 50, per staccare il cervello, e poi riprendevo”. E continua: “È una gara che si vince con la testa prima che col fisico, è diversa da tutte le altre”. Alla domanda: “Cosa insegna il Tor?”, risponde: “A lottare, a superare le crisi”. Com’è il post Tor? “Da un punto di vista della pressione mediatica, è stata dura, ho voluto staccare per qualche tempo. Sotto l’aspetto fisico, una volta arrivato ho innanzitutto dormito, poi ho iniziato a mangiare, in modo molto graduale. Il sonno in un paio di giorni l’ho recuperato, mentre per recuperare i chili (ne ha persi 9 durante la corsa, ndr) ci ho messo circa una settimana”. A proposito di allenamento, Franco ha raccontato che non ha il tempo di prepararsi come un professionista e d’inverno fa competizioni di sci alpinismo, in questo modo risparmia le articolazioni che durante le gara di trail sono particolarmente sollecitate. Sul suo futuro Collè ha dichiarato: “Da un lato dopo questo risultato sarà dura trovare le motivazioni per

Dopo averne tanto sentito parlare, ed aver letto libri sulla nascita e lo sviluppo di questo distretto produttivo, un vero e proprio pezzo della storia industriale del nostro Paese, finalmente siamo riusciti, approfittando dell’occasione di questo invito, a visitare il celebre Museo Dello Scarpone di Montebelluna.

UN SAPERE CENTENARIOUn territorio che rappresenta una vera e propria Silicon Valley dell’outdoor. Ancora oggi, anche grandi marchi che vogliono realizzare calzature per la montagna, inevitabilmente vengo a progettare i prodotti qui a Montebelluna, dove si concentra il know how necessario. A breve uscirà un nuovo studio, ma già si stima che su circa 10 miliardi di fatturato nel territorio del Montello, 1 miliardo arrivi dallo Sportsystem. La

location del museo è davvero incantevole: una villa storica del XVI secolo ristrutturata fedelmente, sostenuta totalmente dagli imprenditori dello Sportsystem di Montebelluna, conserva oltre 2000 oggetti legati al mondo del design, della progettazione, dell’innovazione tecnologica nelle calzature sportive. Il Museo nasce dalla lungimiranza e munificenza di alcuni imprenditori, padri fondatori dei marchi storici del distretto, uniti dal 1984 nell’Associazione Museo dello Scarpone e della Calzatura Sportiva, e dell’Am-

ministrazione del Comune di Montebelluna, che ha concesso la location, allo scopo di recuperare Villa Zuccareda Binetti, e nel contempo creare un luogo vitale per celebrare la storia dell’ingegno e dell’imprenditoria del distretto.

UN PO’ DI STORIA - Abbiamo avuto la fortuna di essere accompagnati nella nostra visita da Antonio Lauro, presidente dell’Associazione degli Industriali che sostiene il Museo. Antonio ci ha illustrato, partendo dal piano superiore del museo, quello dedicato alle calzature più antiche, fino a scendere ai piani inferiori, dedicati alle calzature sportive più moderne, l’intera storia del distretto. Una storia fatta di legami familiari, successioni, acquisizioni e produzione e progettazione conto terzi anche per altri grandi marchi d’oltreoceano. Una storia iniziata con un territorio agricolo e una popolazione in gran parte analfabeta (questo handicap impedì per esempio ai produttori del tempo di inserirsi nel ricco mercato degli appalti per le forniture militari), che decollò con la produzione di scarpe per il lavoro nei boschi. Un distretto che riuscì a salire alle cronache con la fornitura delle calzature Dolomite per la spedizione nazionale al K2 del 1954. Che seppe cogliere l’opportunità offerta dall’esplosione del tempo libero dedicato allo sport e della nascita dello sci, per poi trasformarsi profondamente dal punto di vista produttivo con l’avvento dell’invenzione da parte di Bob Lange dello scafo in plastica.

IL DNA DEI CAMPIONI - Tra le scarpe antiche esposte nel museo anche un paio di scarpini da calcio, forse tra i primissimi ad essere realizzati specificatamente per quello sport.

Antonio a proposito di quel pezzo ci ha raccontato con una punta d’orgoglio dello stupore dei vertici Nike, in vista al museo, alla vista di quella scarpa così antica, un prodotto che prima di allora pensavano di aver inventato loro. Un altro vanto del museo è quello di aver raccolto spesso e volentieri non semplici modelli di calzature passate alla storia, ma proprio le scarpe indossate da atleti e campioni, “impregnate del loro DNA”. Tra questi campioni basti citare Bjorn Borg, Roberto Baggio e per quanto riguarda l’outdoor Lino Lacedelli e Achille Compagnoni che grazie al supporto di Walter Bonatti e dell’Hunza Madhi raggiunsero nel 1954 la vetta del K2 (usando calzature in pelo di renna Dolomite), lo sciatore Zeno Colò (guardare le sue scarpe, antecendenti all’uso della plastica e pensare alle velocità a cui scendeva fa venire i brividi) o l’alpinista Hans Kammerlander. Ora a fianco di questi ed altri campioni ci sarà anche la scarpa Tecnica di Franco Collè, che per casualità sarà la numero 50.

il Museo dello Scarpone //
Maurizio di Trani, responsabile mkt Tecnica
Gli atleti Tecnica distintisi al Tor des Géants e il “loro trofeo”
Lo stivale Dolomite in pelo che permise alla spedizione italiana del ’54 di conquistare il K2
Lo scarpone di Hans Kammerlander usato per le salite sugli Ottomila
Originale sistema di scarpone inseribile dentro uno scafo in plastica per l’utilizzo con gli attacchi da sci. Allo scorso Ispo una calzatura con un simile principio si è aggiudicata un award: ritorno al futuro?

partecipare a un altro Tor, dall’altro so che per me, valdostano, questa gara è molto più di una competizione, e dunque mi mancherebbe troppo guardandola da spettatore”.

MONTEBELLUNA, MARANELLO DELL’OUTDOOR?Di Trani ha voluto ricordare che Tecnica proviene da 45 anni di esperienza nell’outdoor ed entrando nel settore trail ha colto una delle maggiori tendenze del momento. Oggi a calendario ci sono fino a 4/5 corse ogni weekend. Perché questa opportunità possa essere vissuta però, Di Trani ha sottolineato la necessità di far capire che “Il trail non è uno sport estremo, ma accessibile ovunque e a chiunque”. Proprio a questo scopo Tecnica punta a rilanciare il territorio di Montebelluna e tutta l’area del Montello come una vera e propria “Maranello degli sport outdoor”: una location

dove non solo c’è un alto tasso di aziende che si occupano di calzature outdoor ma esiste anche un ambiente naturale che offre ampie opportunità all’appassionato di sport all’aria aperta. Chiaro, non ci sono i terreni e i dislivelli tipici delle grandi montagne valdostane, ma proprio per questo si può creare una sorta di laboratorio per lo sviluppo di formule di avvicinamento al trail running e altre discipline, come la mountain bike. Non a caso qui è nata “La Terre Rosse”, Granfondo di Mtb ormai giunta alla tredicesima edizione. Ma “La Terre Rosse” è ormai un vero e proprio brand che si allarga ad altre discipline outdoor, trail in primis, sotto il nome di Montello Outdoor Academy. L’anno scorso infatti si è svolta il 22 giugno la Montello International Trail, edizione zero di una gara di corsa off road con percorsi

di 31 e 16 km che debutterà quest’anno. Il percorso lungo ha visto il successo del capitano Marco Zanchi e Cinzia Bertasa. Lo stesso giorno si è svolta anche una gara non competitiva di nordic walking, dove i sindaci dei sette comuni della zona (Montebelluna, Trevignano, Crocetta, Nervesa, Volpago, Caerano e Giavera), hanno partecipato indossando le scarpe delle aziende locali (Asolo, Tecnica, Garmont, Lotto, Diadora, Geox e Scarpa). L’idea per il prossimo anno è di realizzare un vero e proprio camp per far conoscere a un pubblico sempre più ampio queste discipline. Durante la conferenza stampa è intervenuta anche una rappresentante del consorzio turistico della Marca, che ha ricordato come le ultime ricerche indichino che le attività sportive ricoprano sempre più un ruolo cruciale nella scelta delle destinazioni di vacanza.

Video del report

dell’edizione zero del Terre Rosse Montello Outdoor Academy

La Montello Outdoor Academy non sarà solo imperniata sullo sport, ma nell’ottica di valorizzare tutte le eccellenze del territorio, verranno coinvolti anche gli operatori locali del settore enogastronomico.

TEAM TECNICA DAY - Dopo la conferenza stampa il team Tecnica si è diretto alla volta di Bergamo, terra del suo capitano, Marco Zanchi, in una sorta di raduno dove gli atleti hanno potuto allenarsi insieme, fare gruppo e, tra l’altro, sperimentare il percorso del prossimo Orobie Ultra Trail (di cui vi abbiamo parlato nei numeri precedenti della nostra rivista), la cui prima edizione è prevista per il 2015 e al quale sicuramente alcuni atleti prenderanno parte. Proprio Marco ha partecipato al disegno e al test del percorso durante l’edizione zero. La sera di venerdì, il team, accompagnato dal responsabile marketing, si è riunito infine per festeggiare e fare i programmi per la stagione prossima. Ospiti a sorpresa: due vips del mondo del motociclismo, Giacomo Agostini e Marco Lucchinelli.

Partnership confermata anche per ferrino alla 5 a edizione consecutiva con un nuovo progetto //

Tor des Géants: lo storytelling di Ferrino

Anche nel 2014 l’azienda si è affiancata all’ultra trail valdostano. La collaborazione, oltre al consueto supporto tecnico-organizzativo per l’allestimento delle basi vita, ha visto l’agenzia Pillowlab, braccio addetto alla comunicazione del marchio torinese, raccontare la gara giorno per giorno attraverso gli elementi umani e naturali in gioco. Un’iniziativa che si è meritata un Ispo Award nella categoria Social Communication.

“Cercare un nuovo punto di vista sul Tor des Géants, cercando di trasmettere quelle che sono le molteplici esperienze che è possibile vivere partecipando, o anche solo assistendo”. Con queste premesse Ferrino e l’agenzia Pillowlab hanno inaugurato un nuovo progetto all’interno della pluriennale partnership con il Tor des Géants: Elements. Il nuovo impegno infatti è stato quello di raccontare in tempo reale l’esperienza del Tor des Géants in tutte le

sue uniche e affascinanti sfaccettature, grazie al team di professionisti dell’agenzia che ha seguito e raccontato le storie degli atleti sul blog Ferrino, con aggiornamenti continui disponibili sulla pagina Facebook Ferrino Outdoor e sul canale YouTube Ferrino Video. Per saperne di più abbiamo posto qualche domanda ad Anna Ferrino e a Luca Albrisi di Pillowlab.

Come si è evoluta la partnership

nel corso delle diverse edizioni fino all’anno scorso? Quest’anno siete stati coinvolti come mai prima. Puoi raccontarci in che termini?

AnnA Ferrino - Garantire la sicurezza dei partecipanti è per gli organizzatori un grande impegno e siamo stati lieti di poterli affiancare in questo arduo ma imprescindibile compito fin dalla prima edizione. Il materiale che forniamo è di vario genere, dalle brandine per consentire ai concorrenti di riposare all’interno delle basi

vita e nei bivacchi mobili sparsi nei punti strategici, alle tende e sacchi a pelo di cui sono dotati i soccorritori per qualunque operazione di emergenza. Di anno in anno la collaborazione si è fatta sempre più stretta e costruttiva per arrivare al progetto di comunicazione dell’edizione 2014.

Entriamo nel dettaglio della parte prettamente comunicativa e di storytelling che vi ha coinvolto quest’anno: quali erano gli obiettivi? LucA ALbrisi - L’obiettivo principale era quello di cercare un nuovo punto di vista sul Tor des Géants, cercando di trasmettere quelle che sono le molteplici esperienze che è possibile vivere partecipando, o anche solo assistendo, a un evento del genere. Da qui anche il nome TDG Elements, cioè gli elementi che costituiscono il Tor des Géants, tutte le sue emozioni. Altro obiettivo fondamentale del progetto era quello di avere un approccio il più possibile transmediale al nostro racconto. Quello che

ci siamo prefissati dunque era di tradurre gli “Elements” in diversi contenuti da diffondere sul web sui diversi canali idonei a ospitarli. Per questo, pur rimanendo le cinque produzioni video la parte centrale del progetto, ci siamo focalizzati molto anche sulla parte fotografica e testuale.

Che esperienza è stata per voi poter seguire la competizione così da vicino? Come vi siete organizzati?

LucA ALbrisi- L’esperienza che abbiamo vissuto è stata sicuramente eccezionale. Questo credo sia dovuto in primis al clima che respiri a un appuntamento del genere, alla magia creata dall’entusiasmo di atleti, organizzatori e volontari. Per poter raccogliere al meglio tutte queste emozioni abbiamo deciso di rimanere sempre a contatto con l’anima vera della gara. Così abbiamo anche dormito, mangiato, corso e riposato insieme ai partecipanti. Diciamo che come ore di sonno ci siamo avvicinati molto a quelle dei concorrenti.

Il team Tecnica in ritiro sulle montagne bergamasche
Tutto il team con Antonio Lauro, presidente
il Museo
Ph Pillow Lab
Ph Pillow Lab

DAL 3 AL 10 FEBBRAIO SI TERRÀ

LA

EDIZIONE

DELLA EMOZIONANTE CORSA IN CIAD

SULLA SABBIA E LE ROCCE DELL’ENNEDI

LA LEGGE DEL DESERTO

ORGANIZZATA DA POINT AFRIQUE, CON IL CONTRIBUTO DELL’AGENZIA ITALIANA SPAZI D’AVVENTURA, TREG È UNA SPEDIZIONE DAVVERO UNICA ALLA SCOPERTA DELLE MERAVIGLIE DEL SAHARA. UN TRAIL IN UNA REGIONE IN CUI LE NOTTI DI LUNA PIENA RIVELANO IL FASCINO MAGICO DI GUELTAS, ARCHI ROCCIOSI E PITTURE RUPESTRI.

• DAVIDE CORROCHER

C’è qualcosa di magico nel deserto, un fascino esotico e misterioso che ha sempre destato un mescolanza di timore e senso di avventura e scoperta. Gli uomini sono esploratori, sono attirati verso l’ignoto e l’immenso. Sia esso un luogo reale, fisico, geografico, piuttosto che uno spazio interiore, invisibile, spirituale. “Ho sempre amato il deserto. Ci si siede su una duna di sabbia. Non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualche cosa risplende in silenzio”, recitava il Piccolo Principe. Proprio in cerca di quello splendore suggerito da Antoine de SaintExupéry si muovono sempre più spesso i runner più appassionati e intrepidi, animati dalla volontà di mettersi alla prova e di misurarsi con qualcosa di più grande. In Ciad, fra gli incredibili siti naturali e le splendide distese dell’Ennedi, si corre un trail unico al mondo, estremo e avvincente, che dopo la prima edizione del 2014 sta per ripartire il prossimo febbraio. Si chiama Treg ed è una competizione in auto-navigazione con GPS, no stop e in autosufficienza alimentare. Le sue particolarità sono il contesto autentico e incontaminato, in una regione in cui le notti di luna piena rivelano il fascino quasi ultraterreno di gueltas e archi rocciosi.

COME È NATA - Il nome Treg nasce dalla contrazione delle parole “trail” e “reg”, quest’ultima definisce un terreno desertico. Un titolo autoctono, insomma, per una manifestazione che è stata concepita prima di tutto proprio per valorizzare questi paesaggi e dare modo al popolo che qui vive di partecipare in maniera attiva e concreta all’organizzazione della gara. Oltre che un momento di sport, Treg è

quindi un’occasione per contribuire allo sviluppo locale: gli abitanti dell’Ennedi si occupano di fornire autisti e guide, cuochi, steward, e le donne in particolare sono responsabili della costruzione del villaggio e della preparazione di pane fresco e altro cibo tipico così da rendere il soggiorno di ogni partecipante una vera e propria avventura “sahariana” a 360 gradi. La gestione di questo tipo di attività e

servizi è offerta da Point Afrique, mentre la parte tecnica dell’evento è affidata a Societé de Voyages Sahariens Tchad. L’agenzia, con sede a N’Djamena, è una delle costole di Spazi d’Avventura, tour operator 100% made in Italy, fondato nel 1977 su iniziativa del medico e guida alpina Piero Ravà e della moglie Marina. La struttura si presenta come una compagine mista italotchadiana, che mette sul mercato un’inusuale fusione di competenze e talenti.

CORRERE NEL DESERTO - Dalla profonda conoscenza di Spazi d’Avventura del deserto dell’Ennedi e dei suoi popoli, si è dunque potuto disegnare un percorso ad hoc per le tre competizioni di cartello previste per la seconda edizione: Treg da 180 km e 2.200 m di dislivello positivo, Mezzo Treg da 90 km e 1.200 m di dislivello positivo e infine Maratona Treg da 45 km e 600 m di dislivello positivo. Fra i luoghi simbolo che i runner potranno incontrare nel corso della loro avventura, grande fascino sarà suscitato come si è detto dai tipici archi e dalle gueltas. Questi ultimi in particolare sono dei bacini di acqua naturale dalla particolarissima conformazione rocciosa. Le più note di questa regione sono la Guelta d’Archei e di Bachikélé, mentre

Le premiazioni della prima edizione nel 2013

NUMERO 1 - 2015

fra gli archi si ricordano quelli di Aloba, di Chinekeï e quello di Djoulia a forma di lira. Per finire gli esploratori potranno osservare le pitture rupestri di Manda Guili e dovranno affrontare il labirinto d’Oyo. Anche se va detto, per poter godere dei tesori del Sahara dovranno riuscire a sostenere la difficile sfida di resistere al grande calore del deserto, si imbatteranno in alcuni passaggi dove il terreno è coperto di Cram Cram, piccole palle spinose che si attaccano ai tessuti, o ancora è costituito dalla sabbia molle degli Oued. E per finire dovranno sostenere la grande prova: la lunga traversata di 11 ore dell’Erg di Djourab per raggiungere l’Ennedi.

IL PROGRAMMA - Il lungo viaggio che attende i futuri protagonisti di questo specialissimo evento partirà il prossimo 1 febbraio, con decollo da Parigi verso N’Djamena e trasferimento verso la regione d’Archei. Ogni dettaglio per la corsa sarà pianificato il giorno della vigilia, ovvero il 5 febbraio, con la verifica del materiale tecnico e della farmacia, sessione formativa per l’uso dei gps e tag/satellitari e briefing del percorso. La notte di luna piena del 6 febbraio farà da cornice al primo giorno di gara, che si concluderà domenica 8 con la premiazione finale per tutte e tre le competizioni di cartello. Successivamente si procederà al ritorno verso N’Djamena, dove la sera del 10 i partecipanti faranno rotta di ritorno verso Parigi.

// Spazi d’Avventura è un tour operator italiano fondato nel 1977 e specializzato in spedizioni e viaggi nelle regioni del Sahara. Per gestire al meglio le attività sul territorio ha fondato due agenzie locali, una in Tchad e una in Niger. Il credo fondamentale di questa realtà è rappresentato dal fatto che prima di tutto occorre rispettare e salvaguardare le terre in cui si viaggia, in quanto soggette a fragili e preziosi equilibri. Gli itinerari sono sempre tesi alla conoscenza approfondita degli aspetti paesaggistici più spettacolari delle regioni percorse e all’avvicinamento alla vita e alla cultura delle popolazioni locali nelle loro espressioni spontanee. In questo senso è privilegiata la formula del viaggio a piedi, del “conoscere camminando”, la cui lentezza lascia spazio all’approfondimento e alla condivisione di una quotidianità di una vita cittadina.. La “Méharées”, ovvero il viaggio a dorso di un cammello, e la “Randonée Chameliere”, trekking con al seguito una carovana di dromedari per il trasporto bagagli, sono alcune delle iniziative

pensate per fare conoscere ai viaggiatori i ritmi nomadi delle vite di Tuaregh e di Tubu. In 30 anni Spazi d’Avventura è stata scelta per accompagnare numerose spedizioni scientifiche: Théodore Monod, National Geographic e Smithsonian Institute si sono in più occasioni affidati ai suoi specialisti. Le guide di Spazi d’avventura sono specialisti dell’outdoor in tutte le sue variabili. Le mete sono infatti paesi e territori spesso molto diversi fra loro, dal Sahara alla Mongolia, dalla Groenlandia alla Puna Argentina, al Ladakh e alle Alpi.

COLLABORAZIONI // / ZDF television (1994) / National Geographic Magazine (1998) / GEO magazine with Mr Uwe George (1999)

/ Prof. Theodore Monod (scientific expedition 1995, 1996,1998) / Trust for African Rock Art with Alec Campbell and David Coulson (1996, 1997) / ZED france television / Science Vision Natural Documentary

/ SCF/SaharaConservationFund with John Newby (2005/6/8/10/12)

/ Wildlife Conservation Society / National Geographic with Mike Fay (2005/6) / La 7 television / Missione Natura in Niger and Benin / The North Face Ennedi Expedition (2010) / TF1 television - Ushuaia Nature (2011/12)

Foto dalla spedizione
“The North Face: Towers of Ennedi 2010”, con protagonisti i tre atleti del brand americano Mark Synnott, James Pearson e Alex Honnold, organizzata insieme a Spazi d’Avventura

DOPO LE VICTORIA FALLS, PROSEGUE L’AVVENTURA DEL NOSTRO REPORTER

DINO BONELLI FRA I TESORI NASCOSTI DEL CONTINENTE NERO.

QUESTO MESE VI PORTIAMO IN UGANDA, A CONOSCERE UN MONDO DAL FASCINO PRIMORDIALE E SELVAGGIO

IL LIBRO DELLA GIUNGLA

SEMBRA USCIRE DAI RACCONTI DI RUDYARD KIPLING L’AVVENTURA CHE ATTENDE I VISITATORI SUI SENTIERI DELLE BWINDI MOUNTAINS: PER OSSERVARE DA VICINO GLI SPLENDIDI GORILLA DI MONTAGNA O GLI ALTRI INCREDIBILI ANIMALI CHE POPOLANO QUESTE FORESTE E PER CORRERE CIRCONDATI DA UNA VEGETAZIONE RICCA E COLORATISSIMA.

• TESTO DINO BONELLI

• FOTO GIORGIO CODIAS

Uganda TTT (Trek Track Trail): un’avventura stile running-week ampliata e diversificata. L’Uganda rimane uno dei pochi Paesi africani che non hanno subìto il cambiamento che il turismo di massa porta con sé, colonizzando a suon di charter e infrastrutture cementate falsamente dorate. Tristemente famosa per guerre e genocidi di un recente passato, l’Uganda è riuscita a liberarsi dei propri fantasmi e rimettersi in piedi con un’economia semplice ma stabile. Il microturismo intelligente ora esistente è parte integrante di questa crescita economica e le poche organizzazioni che vi mettono piede sono invitate a rispettare un ambiente rimasto ancora genuino e naturale. Qui non ci sono le orde di barbari mimetizzati da turisti che invadono irrispettosi di tutto e di tutti con la presunzione del poterlo fare. Qui non c’è il rumoroso divertimento di massa. Ci sono ancora silenzio e natura, rispetto per le regole e coscienza di essere in uno dei pochi posti al mondo dove l’uomo, specie se straniero, è semplicemente e umilmente ospite. Lunghi trasferimenti, che scorrono veloci come i lussureggianti paesaggi che fluisco -

no dai finestrini, per poter attraversare le pianure e arrivare ai piedi delle montagne, dove le foreste si allungano verso l’alto e la nostra avventura incomincia ad accendersi.

TREK - Il trekking alla ricerca dei fantastici gorilla di montagna è forse il motivo principale della nostra visita. L’avvistamento di queste dolci e possenti bestie avviene su segnalazione delle guardie del parco, che li seguono giorno e notte per conoscerne gli spostamenti e quindi tutelarli dai crudeli bracconieri del vicino Congo che ne stanno mettendo a repentaglio l’esistenza nello spregevole nome del dio denaro. L’avvistamento può essere discretamente facile, dopo una o due ore di intrepida camminata sugli scoscesi versanti delle Bwindi Mountains. Oppure più difficile, con trekking che arrivano anche a sei sette ore di cammino. Quando s’incontrano

queste grosse creature dal pelo nero corvino (i maschi adulti hanno una macchia argentata sul dorso, da cui prendono il nome Silver-Back), si ha un’ora esatta di tempo per guardarli, fotografarli, seguirli e vivere il loro ambiente. Sessanta emozionanti minuti in cui ovviamente bisogna comportarsi come da istruzioni dei ranger. Non ci si può avvicinare troppo a meno che siano loro a farlo, si cerca di non far rumore per non infastidirli e di non incrociare il loro sguardo: nel caso del maschio

adulto risulterebbe essere un affronto, una sfida, ovviamente decisamente impari a nostro sfavore. Sessanta minuti di puro “Istinto primordiale”, come nel film del 1999 interpretato da Anthony Hopkins. Ci viene anche da ricordare la vicenda di Dian Fossey, ricercatrice e antropologa americana sacrificatasi alla causa per salvare i gorilla di montagna la cui affascinante storia è stata resa nota al grande pubblico dalla pellicola del 1988 “Gorilla nella nebbia”, con protagonista Sigourney Weaver.

TRACK & TRAIL - In programma abbiamo anche un giorno in cui seguiremo le tracce degli scimpanzé. Una lunga camminata alla ricerca di quest’altro magnifico primate in un’altra affascinante esperienza, soprattutto perché inaspettata, selvaggia e assolutamente pura. Dulcis in fundo, non si deve dimenticare che in questo bellissimo manifesto ugandese si può anche correre. E a noi piace correre, sudare, sentirci in forma, stare bene. Lo facciamo su un trail di 3 tappe tra gli 8 e i 12 chilometri, tutte in salita, tutte in altura, tutte immerse in un ambiente talmente nuovo che le gambe girano da sole. Una terra rossa e ben pressata come superficie d’appoggio, tanti sguardi dei local incuriositi che ti seguono nel gesto atletico, qualche bambino che scalzo ti accompagna chiacchierando mentre tu sei al gancio. E un cielo azzurro tigrato di grigio che ti ricorda che qui, nella foresta impenetrabile ai piedi delle montagne, l’acqua è sempre in agguato. Qualche safari con i fuoristrada per vedere come vivono i leoni e le loro prede, gli elefanti, le zebre e le giraffe. Un safari in barca per scoprire il micro-mondo di ippopotami, bufali e coccodrilli, e far riposare le gambe che ogni giorno, in un modo o nell’altro, si muovono tra foreste e montagne (per info www.ugandaTTT.com).

Sul prossimo numero // Run the World non si ferma mai e con i suoi servizi continua il suo giro podistico intorno al globo e sul prossimo numero vi porterà nella poverissima Haiti. www.runtheworld.it

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook