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Obiettivo salvezza, altro che storie...
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EDITORIALE
E’ l’ora di prenderne atto senza indugi: la Fiorentina dovrà lottare seriamente per non scivolare nell’inferno della serie B Pensiamo a fare 40 punti il prima possibile
Il destino di Montella passa da Inter e Roma Sul banco degli imputati c’è l’allenatore e anche questo fa parte del gioco. Non tutte le colpe possono essere ascritte a Montella, francamente la rosa della Fiorentina sembra normale, ma il tecnico è l’anello debole della catena. Così la società ha deciso di assegnargli ancora due partite, Inter e Roma, prima di decidere il suo destino. La speranza è che la Fiorentina compia il miracolo calcistico con due avversarie così forti perché andare avanti con Montella significherebbe evitare un trauma forte. In caso contrario durante la sosta a Firenze ci sarà un nuovo tecnico, magari Gattuso (che però pare destinato al Napoli) o forse Prandelli, che per inciso in riva all’Arno ci abita da anni. Ma dovrà essere fatta anche una riflessione sulla squadra: il mercato estivo non è stato azzeccato e allora a gennaio, per quanto questa sessione sia difficile, bisognerà rimediare. A cominciare dall’attacco perché la Fiorentina ha grande difficoltà a segnare. Questo è il principale dei problemi. E ora avanti con l’Inter.
Vincenzo Montella
• MARIO TENERANI
O
biettivo salvezza, altro che storie. E’ giunto il momento di prenderne atto, senza indugi. Il quadro generale è preoccupante, la squadra è involuta e poi ci sono i risultati che inchiodano i viola alle loro responsabilità: nelle ultime 5 partite in campionato 4 sconfitte e un pareggio. Non ci aspettavamo una grande stagione, era chiaro a tutti o quasi che sarebbe stata un’annata di transizione e soprattutto di ricostruzione, ma adesso le cose vanno peggio del previsto. La vicenda viola sta diventando pericolosa, si sta ingarbugliando. I segnali sono preoccupanti. Per questo è necessario pensare a fare i punti decisivi, diciamo una quarantina, per vedere in sicurezza la Fiorentina. Il resto verrà nella prossima stagione, quando la squadra viola sarà auspicabilmente più competitiva. Direttore responsabile Mario Tenerani
Tutti i diritti riservati: vietata la riproduzione, anche solo parziale, di contenuti e foto di questa pubblicazione
Caporedattore Tommaso Borghini Chiuso in redazione il 11/12/2019 alle ore 13
Editore e pubblicità SPORTMEDIA GROUP info@brividosportivo.it N° ROC 26744
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Martin Caceres
Redazione redazione@brividosportivo.it Grafica e impaginazione Rossana De Nicola e Alexandra Barbieri grafica@brividosportivo.it
Stampa Baroni e Gori Foto Massimo Sestini Foto storiche archivio Paolo Melani
Hanno collaborato Alessandro Rialti, Giacomo Brunetti, Francesca Bandinelli, Giacomo Cialdi, Duccio Magnelli Ruben Lopes Pegna, Daniele Taiuti, Lucia Petraroli
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LENTE D’INGRANDIMENTO
La classifica è brutta e servono punti a ogni costo
Tutto in una notte Non ci sono più giustificazioni Anche se l’Inter pare insuperabile, la Fiorentina deve ritrovarsi per forza e tirare fuori la prestazione perfetta
• ALESSANDRO RIALTI
N
on ci sono giustificazioni. E’ vero, l’Inter pare insuperabile, più forte, micidiale nella coppia di attaccanti, ma non conta più. La classifica è sotto gli occhi di tutti. Non si può più sbagliare. Dopo le quattro sconfitte consecutive la Fiorentina deve muovere la classifica. Subito, senza pensare al valore dell’avversario. Sì, gli uomini di Conte sono più forti ma è proprio adesso che i ragazzi viola devono trovare quello che purtroppo non hanno più da troppo tempo: i gol, la freddezza, la determinazione, la cattiveria e magari anche un po’ di fortuna. E devono trovare tutto insieme, senza discussione. Devono giocare sapendo che non c’è più la possibilità di rimandare, di rinviare. Chiesa deve ripartire da quel finale di Torino, quando ha provato a rimontare i due gol subiti. Federico è essenziale in un momento in cui la squadra parte sempre contratta, come arresa. Deve essere lui uno che non si arrende mai a contagiare i compagni. Troppo anemici, fermi sul campo, autentiche statue che poi, almeno in parte, riescono a ritrovarsi. E con l’Inter non ci possono essere attese eccessive. Il Franchi come sempre sarà pieno, impaurito ma pieno. Tutti sanno che sarà una notte difficile, per certi aspetti terribile, ma proprio contro le grandi la piccola Fiorentina ha fatto alcune delle sue gare migliori.
Federico Chiesa
E’ solo con questo spirito che la squadra potrà davvero tentare di ottenere finalmente un risultato utile. Per evitare la quinta sconfitta. Dopo verrà anche la Roma e la zona retrocessione è lì, troppo vicina. Altri passi falsi potrebbero diventare davvero mortali. E tutta Firenze lotterà con la squadra, se la squadra dimostrerà che vuol lottare fino all’ultima energia.
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BUON COMPLEANNO A NOI
Alla redazione di oggi non manca niente per essere all’altezza di un grande passato
Paolo Melani, storico direttore del "Brivido"
Brivido, 92 anni di grandi emozioni
Una vita vissuta sempre al fianco della Fiorentina con passione, ironia e un pizzico di sana polemica La nostra testata, fondata l’8 dicembre del 1927, ha festeggiato una storica ricorrenza • TOMMASO BORGHINI
V
ivere la vita con passione, ironia e quel pizzico di polemica tipicamente fiorentina, sempre al fianco della squadra viola. Il Brivido Sportivo lo ha sempre fatto e continua a farlo, noncurante di un’età che avanza e che l’8 dicembre ha toccato quota 92 anni, festeggiando un compleanno prestigioso. Un anno soltanto in meno rispetto alla Fiorentina che, come tutti sappiamo, ha visto la luce nell’agosto del 1926. Ebbene il nostro giornale ha, invece, emesso i primi vagiti esattamente l’8 dicembre del 1927 come supplemento sportivo al settimanale Il Brivido, storica rivista fiorentina che prendeva il nome dal suo fondatore, l’umorista e caricaturista Alberto Manetti, detto, appunto, “Brivido”. Il foglio satirico si distingueva per le sue rubriche pungenti dai nomi caratteristici: “Punzecchiature”, “Brividi Regionali”, “Angoli Fiorentini” e “Telegrammi”. Successivamente, sotto la gestione della famiglia Melani, in particolare sotto la guida dello storico direttore Paolo Melani, la testata è diventata un punto di riferimento per i tifosi viola con i quali ha condiviso tutte le gioie e i dolori della storia viola. Il giornalista fiorentino (classe 1930, scomparso nel marzo del 2012) l’ha trasformata in un settimanale di critica e attualità diventato a stretto giro di posta popolarissimo in città, tra le voci più seguite e ascoltate sulle vicende gigliate. Melani, che era anche un grande tifoso della Fiorentina, è passato alla storia, tra le altre cose, per il semplice e geniale motto “Meglio secondi che
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ladri!” ideato nel maggio 1982, dopo il clamoroso scippo dello Scudetto da parte della Juventus nei confronti dei gigliati guidati da Giancarlo De Sisti. Nella redazione del Brivido sono cresciuti molti giornalisti sportivi fiorentini che si sono poi affermati nel panorama nazionale. Tra questi Luca Calamai, Mario Sconcerti, la compianta Manuela Righini, Massimo Sandrelli, Alberto Polverosi, Franco Ligas, Alessandro Bocci, Carlo Pallavicino (oggi noto procuratore), Gianluca Tenti, Franco Picchiotti, Aldo Gaggini, Maurizio Naldini, Laura Alari e tanti altri. Dopo una lunga interruzione delle pubblicazioni, SportMedia Group ha ripreso in mano la testata, rilanciandola a partire dal 2006 e trasformandola in un free press di successo che vie-
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BS| 15 dicembre 2019 BUON COMPLEANNO A NOI
ne distribuito a Firenze e provincia nei vari punti commerciali e fuori dallo stadio Artemio Franchi, con edizioni speciali dedicate alle gare casalinghe della Fiorentina. La redazione di oggi, diretta da Mario Tenerani e guidata dal caporedattore Tommaso Borghini, è formata dagli opinionisti Alessandro Rialti, Massimo Mattei e Francesca Bandinelli e dai cronisti Giacomo Cialdi, Lucia Petraroli, Ruben Lopes Pegna, Duccio Magnelli, Giacomo Brunetti e Daniele Taiuti. Un gruppo in grado di raccogliere la sfida di essere sempre all'altezza di un grande passato. Coadiuvato da una struttura commerciale appassionata e preparata che lavora sodo per far crescere, giorno dopo giorno, il nostro amato “Brivido”.
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Fine anno da urlo
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APPUNTI DI VIAGGIO
La Fiorentina non vince al Franchi in campionato dallo scorso 6 ottobre (1-0 sull’Udinese) E ha davanti 2 sfide terribili con Inter e Roma nelle quali non mancherà l’appoggio del pubblico
I tifosi si aspettano una reazione d’orgoglio dalla squadra
pure in trasferta (il record è stato a Verona, con oltre 4000 unità) di cui gli ultras vanno fieri. Intanto si è festeggiato il passaggio del turno nella coppa nazionale, ma la speranza è provare a fare di più. Non si può sbagliare, anche alla luce delle ultime parole di Commisso. Non è tanto questione di ultimatum, quanto piuttosto di punti da fare il prima possibile, nonostante un finale di 2019 da urlo, con le big chiamate agli straordinari al Franchi.
• FRANCESCA BANDINELLI
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opo il successo in Coppa Italia, adesso c’è da tornare a vincere al Franchi dove la vittoria in campionato manca ormai dallo scorso 6 ottobre (1-0 sull'Udinese). Contro una grande, come accaduto col Milan, ma stavolta davanti al proprio pubblico. C’è da prendere spunto da quella che fu, alla terza giornata di campionato, la sfida contro la Juventus e da alzare l’asticella, perché di fronte c’è l’Inter di Conte. Il tecnico nerazzurro già una volta ha “pianto” lacrime amare, ai tempi della Juventus. Sempre contro Montella. I bianconeri conducevano per 2-0, Tevez si era permesso pure di “smitragliare” come in passato aveva fatto l’argentino per antonomasia a Firenze, Gabriel Omar Batistuta, ma alla fine fu la legge di Pepito Rossi a prevalere. Tripletta e remuntada messa in cassaforte. Adesso, c’è da mettersi in scia. È vero che Lukaku da solo ha segnato praticamente più dei giocatori offensivi viola messi insieme, ma il desiderio di provare a scrivere una nuova pagina di storia è fortissimo in tutti. Montella ha bisogno di conferme, di risultati per alimentare l’ambizione del club e con lui il gruppo, giovane sì
ma con al suo interno elementi di carisma ed esperienza. E poi c’è Chiesa. Corteggiato (anche) dal club di proprietà cinese, e difeso dal patron Commisso. Adesso che le parti si sono incontrate, che prima di tutto è stato sancito il bene della Fiorentina, ogni cosa appare sotto una luce diversa. Compreso il sorriso di Federico, immortalato anche nella visita ai piccoli degenti del Meyer. Chiunque sogna l’impresa, in un tandem di partite che porterà alla sosta invernale e che, tra Inter e Roma, non permetterà distrazioni. E poi c’è da rendere merito ad una tifoseria che, ad oggi, nelle gare interne non è mai scesa sotto le trentamila unità di presenze, considerando i 28 mila abbonati. La missione è quella di rispolverare quell’orgoglio di essere fiorentino cantato sempre
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Mazzola: “Altro che partita facile...”
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IL PERSONAGGIO
La bandiera nerazzurra: “Inter favorita Ma giocare al Franchi è sempre difficile e io ne so qualcosa. Sarà una gara più equilibrata di quanto si possa pensare” • GIACOMO CIALDI
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a Fiorentina sta attraversando un periodo complesso, con il proprio allenatore criticato da buona parte della tifoseria e il futuro di Chiesa che – anche se sembrano esserci delle schiarite all'orizzonte – farà discutere Firenze ancora per molto tempo. Adesso però i ragazzi di Montella devono pensare soltanto al campo, e al Franchi si presenta un avversario tutt'altro che arrendevole: l'Inter di Antonio Conte. Per analizzare il match e la stagione delle due squadre, il Brivido Sportivo ha intervistato in esclusiva Sandro Mazzola, bandiera nerazzurra e fuoriclasse del calcio italiano degli anni '60 e '70. Mazzola, è un'Inter partita molto bene quest'anno, che sensazioni ha? «Le sensazioni sono estremamente positive, soprattutto perché vedo finalmente un gioco di squadra, un gruppo che si aiuta a vicenda e che resta compatto nelle difficoltà. Non mi aspettavo di arrivare a questo punto della stagione e vedere l'Inter così in alto, addirittura a competersi il primato con la Juv... con l'innominabile. Da tifoso nerazzurro, sono molto soddisfatto». Quale crede sia l'arma in più di quest'Inter? «Come ho detto, il gioco di squadra. Poi, ovviamente, l'allenatore. La bravura e l'impronta di Antonio Conte sono sotto gli occhi di tutti. Sono d'accordo con chi dice che il più grande fuoriclasse di questa squadra siede in panchina. Il mister riesce ad entrare nella testa dei giocatori, riesce a trasmettere loro determinate convinzioni. Una caratteristica che era propria di Helenio Herrera: il mago era capace, nel tempo di un paio di giri di campo, di convincerci che avevamo fatto una buonissima gara anche se non era vero, riusciva a tirarci su il morale e darci nuove consapevolezze».
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“Per la sua storia la Fiorentina dovrebbe stare sempre in Europa”
La Fiorentina, sopratutto nell'ultimo periodo, è andata un po' meno bene invece. Che giudizio si sta facendo sulla Viola? «La Fiorentina l'ho vista diverse volte e devo dire che ha alternato prestazioni buone a vere e proprie battute d'arresto. In generale, non sono d'accordo con chi dice che non ha un gioco, io vedo la mano di Montella e spesso mi diverto a veder giocare Chiesa e compagni. Rispetto alla Fiorentina di Pioli c'è un nuovo modo di giocare, che forse per alcuni calciatori non è facile assimilare. Soltanto così mi spiego brutte gare come quella di Cagliari. Nel complesso, però, la Viola mi piace molto, credo sia un bel mix di giocatori esperti e giovani talenti dal futuro radioso. Aspettiamola, penso ci divertiremo».
A Firenze, nelle ultime settimane, si è discusso molto anche di Federico Chiesa. Cosa ne pensa della sua situazione? «Chi discute Chiesa capisce poco di calcio. Il ragazzo è un talento vero, fa divertire e decide le partite da solo. Certo, deve star bene fisicamente. Nell'ultimo periodo l'ho visto un po' appannato, ma può starci. A tifosi viola dico di coccolarlo e non criticarlo troppo, perché talenti come Federico, in Italia, se ne vedono pochi a giro. A Firenze dovete fare attenzione: farselo scappare sarebbe un vero peccato capitale. Nella mia Inter, ad esempio, ci starebbe benissimo!». [ride, ndr] Che partita crede verrà fuori al Franchi tra Fiorentina e Inter? «Si scordi che le dica chi vincerà o chi deciderà la gara, sono troppo scaramantico per farlo. Dico soltanto che mi aspetto una partita divertente e con diversi gol, perché in campo ci sono due ottime formazioni. Forse l'Inter è leggermente favorita, ma giocare al Franchi è sempre difficile... Io ne so qualcosa».
A proposito di Montella, sta ricevendo diverse critiche da parte della tifoseria: secondo lei cosa sbaglia? «Gli allenatori sbagliano sempre quando non vincono e sono fenomeni quando raccolgono i tre punti... ciò che sta in mezzo, ovvero la prestazione e gli episodi, per i tifosi non contano. Quindi è normale che in un periodo difficile Montella sia criticato, è il destino di ogni tecnico. Però mi sembra che Vincenzo abbia le idee chiare su che tipo di giocatori vuole e sul gioco che vuole esprimere. Certe volte riesce a mettere in pratica le sue idee, altre no, ma la sua capacità è indubbia». Sandro Mazzola ai tempi dell'Inter
In conclusione, dove pensa saranno le due squadre a fine stagione? «L'Inter deve cercare di stare attaccata alla Juventus e approfittare di eventuali passi falsi; la Fiorentina, per la storia e per i giocatori che ha in rosa, ha l'obbligo di correre sempre per la zona europea, anche se la situazione attuale di classifica dice che deve prima pensare a salvarsi».
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Graziani: “Servono cuore e cattiveria”
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VIOLA AMORE MIO
L’ex centravanti, entrato nella Hall of Fame Viola: “Vorrei vedere più attaccamento alla maglia gigliata Chi la veste deve diventarne il primo tifoso e onorarla Vlahovic mi piace molto. Pedro, invece, è un mistero”
“Commisso ci mette passione Per questo Firenze lo ama”
• TOMMASO BORGHINI
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l suo nome di battesimo è Francesco, ma tutti lo chiamano “Ciccio”. Graziani è uno di quei giocatori che, pur avendo vestito la maglia viola per due sole stagioni, non si possono dimenticare. Per i suoi gol, ma anche per la sua proverbiale “generosità” che esprimeva sul terreno di gioco rincorrendo tutto e tutti, sempre al servizio della squadra. E per quella sua amicizia profonda con Giancarlo Antognoni, col quale ha vissuto momenti di gioia e di dolore, sia a Firenze che in Spagna, durante il favoloso Mundial ‘82, trascorso da compagno di camera dell’Unico 10. E per tutto questo “Ciccio” è stato recentemente inserito dal Museo Fiorentina nella Hall of Fame Viola, con pieno merito. Una notte nella quale ha ricordato tutto il suo percorso fiorentino, parlando del passato e di quello Scudetto “scippato” dalla Juve proprio all’ultima giornata. Ma anche della squadra attuale, della carica di entusiasmo della nuova proprietà che fa un po’ da contraltare con i risultati negativi del campo. “Presidente Commisso – così ha detto dal palco Graziani, rivolgendosi al numero uno viola presente in platea – Firenze la ama e sa perché? Perché ha capito che lei ci mette grande cuore, lo stesso cuore che sarebbe bello rivedere nei calciatori che indossano la maglia viola. Perché chi veste questa maglia deve diventarne il primo tifoso e onorarla ogni giorno con il sudore della fronte e con la passione che merita”.
Francesco “Ciccio” Graziani in maglia viola
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Una passione che lei non ha mai fatto mancare e, forse, anche per questo è entrato nella Hall of Fame Viola… “Entrarci è stata una grande soddisfazione. Aspettavo questo momento e sapevo che sarebbe arrivato. A Firenze ho passato due grandi stagioni da calciatore e un periodo da allenatore. In entrambi i casi abbiamo sfiorato la vittoria. Prima sul campo e, senza l’infortunio di Antognoni avremmo vinto noi lo Scudetto. Poi in panchina, arrivando fino alla finale di Coppa Uefa. Peccato, ma abbiamo dato il massimo e non abbiamo quindi rimpianti”. Cosa pensa del momento viola di oggi? “Fa un po’ arrabbiare vedere prestazioni come quelle di Cagliari e Verona. Perché si può perdere, ma devi sempre lottare e combattere. Cosa che non ho visto in quelle gare. Poi c’è stata una reazione, anche col Lecce, ma la sfortuna ha prevalso. Se non la butti dentro, creando 4-5 occasioni da gol, allora ci sta di perdere. E brucia ancora di più”. Secondo lei Montella ha delle responsabilità? “Le ha lui come le hanno i calciatori. Ripeto: vorrei vedere più cattiveria nell’affrontare le partite”. Da ex grande centravanti come giudica le due prime punte della Fiorentina di oggi? “Vlahovic mi piace molto e se fossi io l’allenatore sarebbe sempre in campo. Pedro è un po’ un mistero. Si è visto pochissimo e se la situazione non cambia bisognerà intervenire sul mercato per risol-
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| 11 | BS| 15 dicembre 2019 Poi se sarà ceduto a una grande squadra, con i soldi la società viola potrà fare acquisti importanti” Oltre a Chiesa, c’è un giocatore viola che le piace particolarmente? “Certo che c’è: Castrovilli, io stravedo per lui e per il suo modo di giocare al calcio”. Insomma, Ciccio Graziani si conferma un buongustaio di pallone e, alla vigilia della gara con l’Inter, è bello ricordare uno dei suoi gol più importanti segnati in maglia viola proprio contro i nerazzurri, il 3 gennaio del 1982, in un 4-2 per la Fiorentina che sembrò lanciare i viola verso la conquista di quel terzo Scudetto che, nonostante tutto, Firenze si sente cucito sul petto.
VIOLA AMORE MIO
“Nel 1982, senza l’infortunio di Antognoni, avremmo vinto lo Scudetto”
Graziani in maglia azzurra
vere i problemi là davanti. Anche perché né Ribery né Chiesa sono delle vere punte. Servono attaccanti veri che facciano gol”. A proposito di Chiesa, qual è la sua opinione sul momento vissuto da Federico a Firenze? “Le chiacchiere non portano nulla di buono. Lui deve pensare a giocare e a fare bene sul campo. Così farebbe il bene suo e della Fiorentina.
Graziani premiato alla Hall of Fame Viola con Antognoni e Galbiati
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UN SOGNO CHE SI AVVERA
La prima squadra si allenerà insieme alla squadra femminile e al settore giovanile
Centro Sportivo… qui si fa la storia
Dopo 93 anni la Fiorentina avrà la sua nuova “Casa” Per realizzarla Commisso investirà 70 milioni Ci saranno 10 campi da gioco e tanti spazi verdi per una struttura bellissima e all’avanguardia
• TOMMASO BORGHINI
“F
ast, fast, fast!” aveva detto Rocco Commisso nel giorno del suo sbarco a Firenze e il presidente è stato di parola. Finalmente la Fiorentina avrà il suo Centro Sportivo e sarà il più grande e bello d’Italia. Il nuovo quartier generale viola verrà costruito sui 25 ettari del terreno di Bagno a Ripoli, recentemente acquistato dal club gigliato in una magnifica zona collinare oltre che prossima alle infrastrutture viarie principali, compresa l’uscita del casello autostradale. Dunque, per la prima volta nei suoi oltre 93 anni di storia, la società viola si doterà di una “Casa” di proprietà, elemento essenziale per le aspirazioni della nuova presidenza che punta a diventare, nell’arco di pochi anni, all’avanguardia non soltanto sul piano sportivo, ma anche su quello delle infrastrutture. Due livelli che si compenetrano perché poter concentrare le proprie formazioni in un unico luogo, permette di lavorare e collaborare con serenità, portando grandi vantaggi, per tutte le squadre, anche in termini di punti in classifica. La nuova “Casa Viola” è stata presentata in tutti i suoi dettagli nella sala consiliare del Comune di Bagno a Ripoli. C’era, naturalmente, il presidente Commisso e con lui c’erano anche il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini, l’architetto Marco Casamonti e l’as-
Le immagini della nuova "Casa Viola" (Foto AcfFiorentina)
sessore regionale all’urbanistica Vincenzo Ceccarelli. Per una conferenza stampa che ha svelato un progetto fantastico che è ispirato all’Enfield Trading Centre, il Centro Sportivo del Tottenham, uno dei più belli del mondo. “Sui 25 ettari totali, 24 e rotti rimarranno verdi – ha spiegato l’architetto Casamonti -. Ci saranno 10 campi da calcio. Pianteremo mille alberi e il colore prevalente sarà il verde. Sarà un Centro Sportivo immerso nella natura: se pensate che i
Centri Sportivi del Sassuolo e del Bologna sono circa 5 ettari vi rendete conto della differenza. Non vogliamo fare un “campificio” ma un luogo dove potersi allenare a contatto con la natura. Il tema di fondo è quello di unire generi e generazioni. Per questo la prima squadra si allenerà insieme alla squadra femminile e al settore giovanile. Tutti in uno stesso luogo, senza differenze. Due campi saranno mini-stadi dotati di tribune. Ci sarà un ampio parcheggio e si potrà arrivare in bici perché sarà estesa la pista ciclabile.
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UN SOGNO CHE SI AVVERA
La planimetria del nuovo Centro Sportivo
Da sinistra Vincenzo Ceccarelli, Francesco Casini, Rocco Commisso e Marco Casamonti
Il cuore vero dell'impianto sarà una collina artificiale di 2800 metri quadri coperta da prato verde, che sarà una camera con vista della tribuna sportiva. Avremo luci led a basso consumo, l'acqua sarà tutta riciclata e ci saranno pannelli meno impattanti di quelli fotovoltaici. La foresteria sarà grandissima: circa 100 camere per ospitare 200 atleti”. L’aspetto “green” e il basso impatto ambientale saranno, dunque, linee guida imprescindibili in modo che la struttura si integri alla perfezione
con lo splendido paesaggio collinare della zona di Bagno a Ripoli, recuperando, grazie all’investimento della proprietà viola, un’area abbandonata da tempo. Insomma la qualità della nuova “Casa della Fiorentina” sarà altissima e per realizzarla Rocco Commisso non baderà a spese: l’investimento complessivo ammonterà a circa 70 milioni. Perché l’intenzione dichiarata dal patron è quella di aprire una nuova era, scrivendo una pagina storica per il club.
Per quanto riguarda i tempi di realizzazione, i lavori dovrebbero poter cominciare nei primi mesi del 2020 ed essere portati a termine nel giro di circa 2 anni. Ma il presidente viola ha già fatto sapere che spingerà il più possibile sull’acceleratore in modo da velocizzarne la realizzazione. Perché il suo motto è sempre lo stesso: “fast, fast, fast!”. Per costruire, rapidamente, una Fiorentina sempre più importante e competitiva sotto ogni profilo.
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Perchè siamo stati anche a Sochaux Dal Camp Nou di Barcellona a Gualdo Tadino Una storia di panini avvolti col cellophane e di levatacce all’alba quando potevi dormire Pezzi di memoria di un amore più forte di ogni sconfitta • MASSIMO MATTEI
È una storia di cartine e non solo stradali. Di pullman con i vetri rotti dai sassi e di treni troppi pieni sullo strapuntino con lei sulle gambe per trecento chilometri. Che ci andavi per la Fiorentina mica per lei, intendiamoci. Di sciarpe mostrate con orgoglio fuori dai finestrini e pomeriggi che alle cinque era già buio e quando avevi perso era proprio triste
È
una storia di panini avvolti nel cellophane. Di alzate all'alba nell'unico giorno magari che potevi dormire. Di mamme e babbi preoccupati che mica c'erano i cellulari quando si andò tutti a Sochaux. Perché siamo stati anche a Sochaux che non saprei mica ritrovarlo quel paesone francese sulla cartina.
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| 15 | BS| 15 dicembre 2019 BRIVIDI SPORTIVI
tornare a casa. Di un campo neutro a Piacenza d'inverno contro l'Inter. Per la Coppa Italia nemmeno per il campionato perché a vent'anni un po' fave lo siamo davvero. Son storie. Non soltanto di Londra oppure Barcellona ma anche di Acireale, che tanto si cantava uguale.
Di lui che zittisce il Camp Nou e della poesia di Gualdo Tadino. È una storia nostra. La mia, la tua. Di questa specie d'amore più forte di ogni sconfitta e più grande di ogni vittoria. A Wembley come al Romeo Galli di Imola. Perché noi tifiamo la Fiorentina, e voi avete già perso.
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BS| 15 dicembre 2019 IL DOPPIO EX I
“Vlahovic è fortissimo ma deve avere più continuità”
Robbiati con la casacca nerazzurra
| 16 |
Robbiati: “Serve il miglior Chiesa!”
“I campioni si vedono nei momenti difficili Federico lo è e deve tornare trascinatore L’Inter fa paura, ma la Fiorentina può esaltarsi contro le big del campionato”
• DANIELE TAIUTI
I
l “Fast, Fast, Fast” di Rocco Commisso incontra i primi successi, vista la recente presentazione in pompa magna del progetto del nuovo centro sportivo, a Bagno a Ripoli. Tuttavia, deve fare i conti sul piano sportivo con una realtà che presenta le sue criticità. Va dato atto comunque sia al patron italoamericano sia alla nuova dirigenza di aver illustrato ampiamente alla tifoseria e agli addetti ai lavori quali difficoltà la stagione in corso di svolgimento avrebbe comportato. In cuor suo c’è da giurarci, Commisso vorrebbe già lottare per lo scudetto. La situazione attuale però presenta una squadra da mezza classifica. Il collettivo viola ha delle buone individualità, ma non tutti sono sullo stesso livello. Perché chi subentra fino ad adesso non ha lo stesso rendimento dei titolari. Rimanendo su questo aspetto e ritornando indietro con la memoria, viene spontaneo alla mente il nome di Anselmo Robbiati, uno che entrando dalla panchina sapeva cambiare le partite come pochi, tanto da essere ribattezzato “Sant’Anselmo da Lecco”, oltre che “Spadino” per il suo fisico esile e scattante. L’ex calciatore lombardo disputa in viola sei campionati, dal 93 al 99 senza contare un breve ritorno nel 2002. Con la casacca gigliata vince una Coppa Italia e una Supercoppa di Lega,
entrambe nel 96. Nella sua carriera vive un breve periodo con la maglia dell’Inter, dal 2000 al 2002 intervallato da alcuni prestiti fra cui quello alla Fiorentina appunto. Analizziamo con lui il momento della Viola, con un accenno alla partita in arrivo. Anselmo Robbiati, quali sono le maggiori criticità che la Fiorentina ha denunciato in questo periodo? “A livello tecnico non credo ci siano particolari appunti da fare, a parte Cagliari, le prestazioni ci sono sempre state. Poi è logico: se non capitalizzi le occasioni che crei alla fine paghi dazio...”.
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| 17 | BS| 15 dicembre 2019 A tal proposito cosa pensa di Vlahovic? “Il serbo è fortissimo e il futuro della Fiorentina; la giovane età però lo fa essere discontinuo. Potrà essere considerato pronto ad alti livelli quando sarà in grado di confermare un buon numero di reti a campionato”.
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Oggi è giusto essere pazienti Ma il futuro passa da un nuovo ciclo
Chiesa in questa stagione può ancora essere considerato un valore aggiunto per la Viola? “Ha le qualità per essere tale. I campioni si vedono nei loro momenti più difficili: deve estraniarsi dall’extra-campo e tornare a trascinare la Fiorentina!”.
• ANDREA VASCELLARI
C
ari amici, anche quest'anno giungiamo alle Feste Natalizie, ma come tifosi della Fiorentina non abbiamo niente da festeggiare. La squadra pur con tutte le attenuanti, ha finora sempre offerto prestazioni deludenti. Priva di gioco, grinta ed in particolare di una volontà di dimostrare di essere squadra. La nuova proprietà dovrà tener conto di tale atteggiamento, e se non potrà intervenire nel mercato di gennaio, dovrà predisporre una grossa rivoluzione per la prossima stagione. Una rivoluzione che dovrà preservare gli elementi in cui ha creduto (i giovani, e qualche uomo che ha portato esperienza) ma cedere tutti gli altri giocatori che fanno parte dell'organico. Dovrà altresì impostare un nuovo ciclo con un allenatore e con uno staff da squadra di spessore che rispecchi una società intenzionata a raggiungere almeno la partecipazione ad una delle Coppe Europee. Questo Firenze se lo merita ed in particolare i TIFOSI VIOLA che pur consapevoli che altre piazze sono meglio attrezzate, sono altresì consapevoli che la Fiorentina non può essere inferiore a squadre come Parma, Sassuolo, Lecce, Verona, Torino e cosi via.
L’Inter fa visita ai gigliati: quante possibilità dà alla squadra viola di conquistare un risultato positivo con la Beneamata? “Fino a ora la Fiorentina ha sempre disputato delle buone prove contro le grandi squadre. È legittimo aspettarsi lo stesso anche con l’Inter, da cui bisogna diffidare vista l’alta qualità della squadra e una sensibile maturazione della stessa, più continua durante la gara”.
Anselmo Robbiati in maglia viola
Quali ricordi conserva in relazione alle esperienze maturate con Fiorentina e Inter? “A Firenze ho vissuto la parte più importante della mia carriera, considerati i trofei vinti e le competizioni disputate. All’Inter ho trascorso una fugace esperienza, ma l’averne fatto parte per me vale come un riconoscimento”.
Oggi abbiamo giocatori che danno la sensazione di essere privi di stimoli, che, nonostante le sconfitte, non escono dal campo dispiaciuti, affranti e tengono un atteggiamento di distacco come se la questione non riguardasse Loro. Dove sono finiti quei giocatori che negli anni passati hanno scritto la storia della Fiorentina? Sicuramente la vecchia proprietà, oltre a portare delusione nei Tifosi, ha contagiato anche gli addetti ai lavori. E' su queste basi che COMMISSO ED I SUOI COLLABORATORI devono rifondare la Società: è bello infatti sapere che la Fiorentina potrà disporre di un nuovo Centro Sportivo e forse di un nuovo Stadio, ma quello che maggiormente interessa sono i risultati della squadra. Se dobbiamo attendere e soffrire fino a giugno 2020, ritengo che qualsiasi VERO TIFOSO, sebbene a malincuore, può essere paziente ed aspettare di terminare nel migliore dei modi questa stagione di transizione purché si riconosca e si dica ufficialmente CHE TALE SITUAZIONE non si ripeterà poiché altrimenti non sarebbe più in alcun modo T O L L E R A T A.
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BS| 15 dicembre 2019 AMARCORD
Benassi e Dalbert hanno fatto il percorso inverso • RUBEN LOPES PEGNA
E
' la seconda sfida al Franchi dell'anno solare 2019 quella odierna. Il 24 febbraio un match emozionantissimo terminò 3-3. I viola andarono in vantaggio grazie a un'autorete di De Vrij dopo un minuto. Poi i nerazzurri ribaltarono il risultato con i gol dell'ex Vecino al 6', di Politano al 40' e di Perisic su rigore al 52'. La Fiorentina accorciò le distanze con Borja Valero una rete di Muriel al 74' e pareggiò con un rigore trasformato da Veretout all'undicesimo minuto di recupero.
La pattuglia degli ex Dal simbolo Borja Valero, al discusso Biraghi Quattro nerazzurri hanno vestito di viola Vecino fu strappato con la clausola rescissoria D’Ambrosio è cresciuto nelle giovanili gigliate 3 VITTORIE CONSECUTIVE A FIRENZE La squadra viola aveva vinto anche nel 2015/16 (in rimonta) per 2-1. Dopo il gol di Brozovic segnarono Borja Valero e Babacar, quest'ultimo al 92'. Nel 2014/15 la squadra di Montella si impose per 3-0 con gol di Babacar, Cuadrado e Tomovic.
L'ULTIMA VITTORIA DELLA FIORENTINA I viola dell'ex Paulo Sousa si imposero sull'Inter di Stefano Pioli per 5-4 con doppiette di Vecino e Babacar e gol di Astori nel match giocatosi al Franchi il 22 aprile 2017. Per i nerazzurri che, a due minuti dal novantesimo perdevano 5-2, segnarono Perisic e Icardi una tripletta.
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L'ULTIMA SCONFITTA VIOLA La Fiorentina non perde al Franchi con l'Inter dal campionato 2013/14 (con Montella in panchina), quando fu battuta 2-1. Dopo il gol di Palacio e il momentaneo pareggio di Cuadrado, Icardi firmò la rete del successo nerazzurro.
in maglia viola tre gol ai nerazzurri nel match vinto dalla Fiorentina di Hidegkuti al Comunale il 21 gennaio 1962 per 4-1 (l'altra rete la realizza Can Bartù). A fine campionato Milani si aggiudica la classifica dei cannonieri insieme al milanista Altafini. GLI EX Nelle file dell'Inter ci sono, oltre all'ex simbolo viola Borja Valero, Matias Vecino (che fu strappato ai viola attraverso la clausola rescissoria), Cristiano Biraghi (mai amato dal popolo viola e che aveva già giocato nelle giovanili nerazzurre) e Danilo D'Ambrosio che ha militato nelle giovanili gigliate. Nella Fiorentina gli ex interisti sono Marco Benassi, che ha debuttato in serie A con i nerazzurri, e Henrique Dalbert.
LA VITTORIA CON IL MAGGIOR SCARTO DI RETI A FIRENZE La Fiorentina la ottenne nel campionato 1951/52 quando si impose per 5-0 con una doppietta di Pandolfini, futuro giocatore dell'Inter, e i gol di Roosemburg, Lefter e Giancarlo Vitali. LA TRIPLETTA DI AURELIO MILANI Il futuro centravanti dell'Inter con cui vincerà scudetto e Coppa dei Campioni realizza
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1^ giornata
25/08/19
6^ giornata
Andata 29/09/2019
Ritorno 23/02/2020
Ritorno
Andata
19/01/20
01/09/19
2^ giornata
Ritorno 26/01/20
Costruzione e Restauro 3^ giornata
Andata 15/09/2019
0-1
CAGLIARI-BRESCIA
2-3
ATALANTA-TORINO
3-4
BRESCIA-BOLOGNA
3-4
FIORENTINA-NAPOLI
1-0
BOLOGNA-SPAL
0-0
FIORENTINA-JUVENTUS
1-1
VERONA-BOLOGNA
1-2
CAGLIARI-INTER
1-2
GENOA-ATALANTA
4-0
INTER-LECCE
2-1
GENOA-FIORENTINA
0-1
VERONA-MILAN
0-1
PARMA-JUVENTUS
4-3
JUVENTUS-NAPOLI
1-0
INTER-UDINESE
3-3
ROMA-GENOA
1-1
LAZIO-ROMA
2-0
NAPOLI-SAMPDORIA
0-3
SAMPDORIA-LAZIO
0-1
LECCE-VERONA
1-3
PARMA-CAGLIARI
2-3
SPAL-ATALANTA
1-0
MILAN-BRESCIA
4-2
ROMA-SASSUOLO
2-1
TORINO-SASSUOLO
4-1
SASSUOLO-SAMPDORIA
2-1
SPAL-LAZIO
1-0
UDINESE-MILAN
1-3
UDINESE-PARMA
1-2
TORINO-LECCE
Andata
7^ giornata
06/10/2019
Ritorno 01/03/2020
Andata
8^ giornata
20/10/2019
Ritorno
Andata
8/03/2019
27/10/2019
9^ giornata
CAGLIARI-VERONA
3-1
ATALANTA-LECCE
0-0
BRESCIA-FIORENTINA
7-1
ATALANTA-UDINESE
2-0
JUVENTUS-SPAL
2-2
BOLOGNA-LAZIO
2-0
CAGLIARI-SPAL
2-1
BOLOGNA-SAMPDORIA
4-0
LAZIO-GENOA
-
BRESCIA-SASSUOLO
2-1
JUVENTUS-BOLOGNA
1-2
FIORENTINA-LAZIO
0-1
LECCE ROMA
1-0
FIORENTINA-UDINESE
3-3
LAZIO-ATALANTA
3-1
GENOA-BRESCIA
1-3
MILAN-FIORENTINA
1-2
GENOA-MILAN
2-2
MILAN-LECCE
0-1
VERONA-SASSUOLO
2-1
NAPOLI-BRESCIA
2-0
VERONA-SAMPDORIA
2-0
NAPOLI-VERONA
2-2
INTER-PARMA
3-2
PARMA-TORINO
1-2
INTER-JUVENTUS
5-1
PARMA-GENOA
1-1
LECCE-JUVENTUS
1-3
SAMPDORIA-INTER
1-1
ROMA-CAGLIARI
0-0
SAMPDORIA-ROMA
2-1
ROMA-MILAN
1-4
SASSUOLO-ATALANTA
1-0
SPAL-PARMA
3-4
SASSUOLO-INTER
1-1
SPAL-NAPOLI
1-0
UDINESE-BOLOGNA
0-0
TORINO-NAPOLI
1-0
UDINESE-TORINO
1-1
TORINO-CAGLIARI
Andata
12^ giornata
Ritorno 11/04/2020
Andata
13^ giornata
24/11/2019
Ritorno 19/04/2020
Andata
14^ giornata
01/12/2019
Ritorno 22/04/2020
Andata
15^ giornata
08/12/2019
BRESCIA-TORINO
1-3
ATALANTA-JUVENTUS
0-3
BRESCIA-ATALANTA
3-2
ATALANTA-VERONA
5-2
CAGLIARI-FIORENTINA
2-2
BOLOGNA-PARMA
4-3
CAGLIARI-SAMPDORIA
2-3
BOLOGNA-MILAN
2-1
INTER-VERONA
1-0
VERONA-FIORENTINA
0-1
FIORENTINA-LECCE
0-0
INTER-ROMA
1-0
JUVENTUS-MILAN
2-2
LECCE-CAGLIARI
0-1
GENOA-TORINO
3-1
LAZIO-JUVENTUS
4-2
LAZIO-LECCE
1-1
MILAN-NAPOLI
1-3
VERONA-ROMA
2-2
LECCE-GENOA
0-0
NAPOLI-GENOA
3-0
ROMA-BRESCIA
2-1
INTER-SPAL
0-1
SAMPDORIA-PARMA
2-0
PARMA-ROMA
2-1
SAMPDORIA-UDINESE
2-2
JUVENTUS-SASSUOLO
2-2
SASSUOLO-CAGLIARI
0-0
SAMPDORIA-ATALANTA
1-2
SASSUOLO-LAZIO
3-0
LAZIO-UDINESE
0-1
SPAL-BRESCIA
3-1
SASSUOLO-BOLOGNA
1-1
SPAL-GENOA
1-2
NAPOLI-BOLOGNA
2-1
TORINO-FIORENTINA
0-0
UDINESE-SPAL
0-3
TORINO-INTER
0-1
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Ritorno 26/04/2020
0-4
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Ritorno 15/03/2020
1-1
10/11/2019
Ritorno 02/02/2020
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Andata 22/09/2019
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Ritorno
Andata
9/02/2020
25/09/2019
Ritorno 16/02/2020
CLASSIFICA Serie A
P
g
partite totali v n p
CLASSIFICA Serie A
P
g
partite totali v n p
2-2
ATALANTA-FIORENTINA
1-2
BRESCIA-JUVENTUS
1
Inter
38 15 12
2
1
11
Verona
18 15
5
3
7
1-2
BOLOGNA-ROMA
2-1
FIORENTINA-SAMPDORIA
2
Juventus
36 15 11
3
1
12
Bologna
16 15
4
4
7
3-1
CAGLIARI-GENOA
0-0
GENOA-BOLOGNA
JUVENTUS-VERONA
Lazio
33 15 10
3
2
13
Fiorentina
16 15
4
4
7
0-0
VERONA-UDINESE
3
2-1 2-0
LAZIO-PARMA
1-0
INTER-LAZIO
4
Cagliari
29 15
8
5
2
14
Sassuolo
15 14
4
3
7
1-4
LECCE-NAPOLI
0-1
NAPOLI-CAGLIARI
5
Roma
29 15
8
5
2
15
Lecce
15 15
3
6
6
0-2
MILAN-INTER
1-0
PARMA-SASSUOLO
6
Atalanta
28 15
8
4
3
16
Udinese
15 15
4
3
8
1-0
SAMPDORIA-TORINO
0-2
ROMA-ATALANTA
7
Napoli
21 15
5
6
4
17
Sampdoria
12 15
3
3
9
3-0
SASSUOLO-SPAL
1-3
SPAL-LECCE
0-1
2-1
8
Parma
21 15
6
3
6
18
Genoa
11 15
2
5
8
UDINESE - BRESCIA
TORINO-MILAN
9
Torino
20 15
6
2
7
19
Brescia
10 14
3
1
10
10
Milan
20 15
6
2
7
20
Spal
9
2
3
10
10^ giornata
30/10/2019
Ritorno 22/03/2020
Andata
11^ giornata
03/11/2019
ATALANTA-CAGLIARI
1-2
BRESCIA-INTER
0-2
3-2
CAGLIARI-BOLOGNA
1-2
BOLOGNA-INTER
2-1
JUVENTUS-GENOA
1-1
FIORENTINA-PARMA
4-0
LAZIO-TORINO
1-3
GENOA-UDINESE
1-0
MILAN-SPAL
2-1
VERONA-BRESCIA
2-2
NAPOLI-ATALANTA
2-2
LECCE-SASSUOLO
0-1
PARMA-VERONA
1-2
MILAN-LAZIO
1-1
SAMPDORIA-LECCE
2-1
ROMA-NAPOLI
1-2
SASSUOLO-FIORENTINA
0-1
SPAL-SAMPDORIA
0-4
UDINESE-ROMA
0-1
TORINO-JUVENTUS
Andata
16^ giornata
15/12/2019
Ritorno 03/05/2020
Andata
Ritorno 05/04/2020
17^ giornata
22/12/2019
CLASSIFICA MARCATORI
Andata
Ritorno 10/05/2020
Andata
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11
NOME Immobile Joao Pedro Lukaku Muriel Berardi Martinez Caputo Ronaldo Belotti Correa Dzeko
18^ giornata
05/01/2020
SQUADRA Lazio Cagliari Inter Atalanta Sassuolo Inter Sassuolo Juventus Torino Lazio Roma
Ritorno 17/05/2020
RETI 17 10 10 9 8 8 7 7 7 6 6
15
RIGORI 6 2 3 4 0 2 0 3 4 0 0
19^ giornata
Andata 12/01/2020
Ritorno 24/05/2020
BOLOGNA-ATALANTA
ATALANTA-MILAN
ATALANTA-PARMA
CAGLIARI-MILAN
BRESCIA-LECCE
FIORENTINA-ROMA
BOLOGNA-FIORENTINA
FIORENTINA-SPAL
CAGLIARI-LAZIO
INTER-GENOA
BRESCIA-LAZIO
VERONA-GENOA
FIORENTINA-INTER
LAZIO-VERONA
GENOA-SASSUOLO
INTER-ATALANTA
GENOA-SAMPDORIA
LECCE-BOLOGNA
JUVENTUS-CAGLIARI
LAZIO-NAPOLI
VERONA-TORINO
PARMA-BRESCIA
LECCE-UDINESE
PARMA-LECCE
JUVENTUS-UDINESE
SAMPDORIA-JUVENTUS
MILAN-SAMPDORIA
ROMA-JUVENTUS
MILAN-SASSUOLO
SASSUOLO-NAPOLI
NAPOLI-INTER
SAMPDORIA-BRESCIA
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BS|15 dicembre 2019
PROBABILI FORMAZIONI
FIORENTINA – INTER Stadio Artemio Franchi, 15.12.2019, ore 20.45 FIORENTINA 3-5-2
Ribery
A
l Franchi arriva la ca-
Dalbert
polista Inter e per Vincenzo Montella si
Castrovilli Badelj
Chiesa Pulgar
Caceres
tratta di un esame da dentro o fuori. Per questo il tecnico
69 Dragowski
Lirola
4 Milenkovic 20 Pezzella 22 Caceres
Pezzella
viola farà di tutto per recupe-
Dragowski
rare Pezzella e Ribery, i due
21 Lirola 78 Pulgar 5 Badelj 8 Castrovilli 29 Dalbert 25 Chiesa 7 Ribery
Milenkovic
leader reduci da infortuni la cui assenza ha pesato tan-
ALLENATORE: MONTELLA
tissimo nell’economia della squadra viola. L’argentino dovrebbe farcela e giocare con una maschera a prote-
A Disposizione: 1 Terracciano, 17 Ceccherini, 23 Venuti, 6 Ranieri, 27 Zurkowski, 24 Benassi, 15 Cristoforo, 16 Eysseric, 10 Boateng, 11 Sottil, 18 Ghezzal, 9 Pedro
zione dello zigomo recentemente operato. Con lui, in difesa, Caceres e Milenkovic.
INTER 3-5-2
Il francese, invece, al momento della chiusura del nostro giornale, era in forte dubbio. Se non dovesse recuperare in tempo, in attacco al fianco
1 Handanovic 2 Godin 6 De Vrij 37 Skriniar
di Chiesa ci sarà Vlahovic. A
lui non in perfette condizioni
19 Lazaro 8 Vecino 77 Brozovic 20 Borja Valero 34 Biraghi
Brozovic Biraghi
Borja Valero Skriniar
9 Lukaku 10 Martinez
metà campo, nella linea a 5, Lirola, Pulgar, Badelj (anche
Lukaku Martinez
Vecino
De Vrij
Lazaro Godin
Handanovic
ALLENATORE: CONTE
e in ballottaggio con Benassi), Castrovilli e Dalbert.
A Disposizione: 27 Padelli, 46 Berni, 33 D’Ambrosio, 13 Ranocchia, 95 Bastoni, 18 Asamoah, 21 Dimarco, 32 Agoumé, 16 Politano, 30 Esposito, 40 Fonseca
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BS| 15 dicembre 2019 CIAK SI GIRA
Muzzi: “Montella, che confusione!”
L’attore comico tifosissimo viola: “Non capisco l’idea di gioco del tecnico Commisso? Ci fosse un suo bambolotto me lo porterei a casa! E’ straordinario”
“Conte torna a Firenze? Mi aspetto un coro sul parrucchino” • LUCIA PETRAROLI
A
ndrea Muzzi, esilarante comico e attore, oltre che regista e straripante tifoso viola. Soprattutto di quel “ragazzo che giocava guardava le stelle” che gli ha attaccato una strana malattia chiamata Fiorentina. Muzzi, recentemente tra i protagonisti della fiction televisiva di successo “Pezzi unici”, fa il punto insieme al “Brivido Sportivo” sul difficile momento in casa viola, non celando l’amore verso Rocco Commisso che lo ha completamente conquistato tanto da cercare un suo pupazzo da poter tenere a casa... Ma attenzione perché Andrea non le manda a dire a Vincenzo Montella e per l’arrivo di Antonio Conte a Firenze si aspetta da parte dei tifosi qualcosa di davvero ironico. Sentite un po’... Andrea Muzzi, innanzitutto parliamo dei suoi progetti presenti e futuri... “Sono in preparazione di un film a breve in uscita. Nel 2020 dovrò iniziare a girarne un altro come regista. Oltre ad aver scritto, nel frattempo, due spettacoli che avranno come protagonisti attori importanti, ma di cui ancora non posso rivelare i nomi”. Dove nasce la sua passione per la Fiorentina? “Iniziando a giocare a pallone, militavo nel Roccastrada, da lì è cominciata la mia passione per Giancarlo Antognoni, “il ragazzo che giocava guardando le stelle”. Così la Fiorentina mi entrò nel cuore”. Cosa pensa del presidente viola Rocco Commisso? “Commisso mi piace molto, ci fosse un suo bambolotto me lo porterei a casa... (ride). Era tanto che non avevamo un bel presidente così. Carismatico, travolgente, pieno d’amore per la viola e i suoi tifosi”.
Montella è in discussione, anche lei è dello stesso parere? “Credo che Montella sia entrato in uno stato confusionale. Abbiamo alternato buone prestazioni a partite gravemente insufficienti. Spero le cose migliorino. L’idea di calcio che abbiamo è piuttosto confusa”. Andrea Muzzi
E adesso il calendario si fa duro... “Fin qui la Fiorentina è riuscita a fare buone prestazioni con le grandi, per le motivazioni che gare di questo tipo possono dare, mentre ha deluso con le piccole. Mi aspetto partite maiuscole in questo fine anno, dobbiamo risollevare la situazione”. Che gara sarà tra Fiorentina e Inter? “Quando Conte militava nella squadra che non possiamo nominare, al Franchi gli fu fatto uno dei più bei cori della storia, prendendo di mira il suo parrucchino. Mi aspetto la stessa dissacrante ironia (ride). A parte gli scherzi, l'Inter è davvero forte, spero che Frankino (Ribery), che adoro, possa essere disponibile. E con un Chiesa che ritrova il sorriso, ce la possiamo giocare”. La Fiorentina andrà sul mercato a gennaio? “Andranno e torneranno (ride). Sì, faranno mercato, Comisso non sa dire bugie, hanno in testa qualcosa, glielo si legge in faccia. Mi piace molto Politano, proprio come uomo dico…
Soprattutto il tatuaggio che ha sul polpaccio (ride). Prenderei un centravanti e un centrocampista, al netto che hai già in rosa un ottimo Castrovilli e un Pedro che potrebbe sbocciare”. Il futuro di Chiesa sarà a Firenze? “Con Commisso è tutto possibile, ha un’energia che ti fa pensare in grande. Stando alle ultime informazioni credo rinnoverà il contratto, poi bisognerà capire se davvero ci potrà
essere un futuro insieme. Bisognerà resistere alle sirene di mercato”. Favorevole al nuovo stadio o al restyling del Franchi? “Io sono per il restyling del Franchi. Comprendo le tutele in quanto monumento storico, ma è assolutamente una struttura da rivalutare non da abbandonare”. Ha mai pensato alla Fiorentina per un suo spettacolo? “Il film che girerò è tratto da un mio spettacolo che si chiama “All’alba perderò” nel quale racconto la storia delle debacle, delle sconfitte, dei campioni che hanno perso in modo straordinario. Per la Fiorentina però non mi è venuto in mente nessuno. Mentre, guarda caso, mi sono buttato su vicende juventine interessanti, come quella di un ex portiere di riserva bianconero, tale Alessandrelli, che nell'ultima partita di campionato contro l’Avellino prese 3 gol in 20 minuti giocati”.
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Pistocchi: “E’ possibile andare avanti così?”
| 25 | BS| 15 dicembre 2019 PAROLA ALL’ESPERTO
Il noto giornalista: “Risultati troppo negativi Squadra che gioca al di sotto delle sue possibilità In questa situazione non so quanto possa durare la pazienza di Commisso verso Montella”
È stato un errore confermarlo? E adesso come dovrebbe comportarsi la società? “Lui è motivato professionalmente, ma le difficoltà nel dare un gioco funzionante alla squadra ci sono. Fa sempre fatica, in campionato come in coppa. Mi chiedo se e fino a quando Commisso avrà pazienza. Penso che cambiare allenatore sia un fallimento in primis per il Club, ma qui non ci sono giustificazioni”.
Come può riprendersi la Fiorentina? “Ci sono due problematiche. La prima è il caso Chiesa, che ovviamente condiziona tutti. È un caso spinoso. Non si capisce se il ragazzo sia orgoglioso di essere considerato una bandiera o se invece abbia ambizioni diverse. Dovrebbe fare chiarezza, conosco il pubblico di Firenze e non accetterà ancora per molto questo tira e molla. Chiesa deve dire chiaramente cosa vuol fare senza creare problematiche. Se vuol restare, tratti il rinnovo. Se vuole andare via, si confronti con la società. Il secondo problema è legato al gioco: prendendo in analisi il modulo e visti i centrocampisti a disposizione – Pulgar e Castrovilli su tutti – credo che il 4-3-3 sia la disposizione ideale. Bisogna continuare a dare fiducia ai ragazzi. Vlahovic è interessante, Pedro lo conosco dal Brasile: era uno dei migliori, ma gli serve tempo. Servì anche a Vitor Hugo per attestarsi su buoni livelli. Dare tempo ai giovani, meno a Montella e Chiesa”.
Crede che Commisso prenderà provvedimenti? “Ha ereditato l’allenatore dalla precedente gestione. Commisso viene da un mondo – lo Sport americano - in cui non esiste l’abitudine di cambiare tecnico in corso d’opera: si aspetta la fine per fare i conti, si fanno le verifiche e si decide se l’andamento è stato o non è stato buono. Credo che sia per questo che Commisso sta aspettando. Ha giustamente difeso l’allenatore, mi chiedo dove questa situazione possa arrivare”.
Chi sarebbe secondo lei il profilo più adatto per sostituire Montella? “Ripeto: non sono favorevole al cambio in corsa. In queste situazioni, e lo dicono i risultati, il miglior allenatore è Ballardini. Prese il Cagliari, salvandolo. Prese il Palermo con Cavani in lista trasferimenti, lo mise punta e fece il record di vittorie. Con la Lazio ha vinto la Supercoppa contro l’Inter di Mourinho. E ha salvato il Genoa tre volte”.
Maurizio Pistocchi • GIACOMO BRUNETTI
M
aurizio Pistocchi è uno dei giornalisti più famosi del panorama italiano per la sua partecipazione a programmi cult degli anni '90/2000 come Pressing, L’appello del martedì con Maurizio Mosca e Guida al campionato. E insieme a noi ha commentato la preview di Fiorentina-Inter.
Pistocchi, un inizio negativo ha contraddistinto fin qui il girone d’andata della Fiorentina. “Non ci siamo. La squadra ha giocatori tecnicamente di livello superiore alla posizione in classifica, può esprimere un calcio migliore rispetto a quello mostrato fin qui. Considerando anche l’operato della scorsa stagione, i risultati sono il biglietto da visita di Montella. La sua seconda avventura a Firenze non sta andando secondo le aspettative: mi meravigliai del suo ritorno, veniva da esperienze negative tra Italia e Spagna. E il rapporto con i DV non era dei migliori”.
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Fiorentina-Inter dalla A alla Zeta
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L’ALFABETO DELLA PARTITA
Giocatori, personaggi ed episodi che hanno fatto la storia delle sfide tra viola e nerazzurri giocate allo stadio Artemio Franchi
La prima da ex di Nicola Berti e le fantastiche prodezze di Baggio e Borgonovo • RUBEN LOPES PEGNA
F
iorentina-Inter dalla a alla zeta. Attraverso i giocatori e non solo ricordiamo alcune tra le sfide più importanti giocate a Firenze tra le due squadre. ADANI DANIELE Uno dei commentatori più autorevoli di Sky segna all'Inter, sua futura squadra, al 91' al Franchi il gol del definitivo 2-1 per la Fiorentina dell'ex Trapattoni nel match del 9 gennaio 2000 (l'altra rete la firma Batistuta). Una bella soddisfazione soprattutto per un difensore centrale che in maglia viola disputa 75 partite di campionato in tre stagioni (dal 1999/00 al 2001/02), realizzando 4 reti. BAGGIO ROBERTO Realizza un gol al Comunale nel match in cui la Fiorentina batte l'Inter di Trapattoni 4-3 il 12 febbraio 1989, all'ultima giornata del girone d'andata (i nerazzurri sono ancora imbattuti). Le altre reti portano la firma di Stefano Borgonovo (doppietta) e dell'ex Enrico Cucchi, anch'egli come Borgo prematuramente scomparso. E' quello il primo incontro da ex a Firenze di Nicola Berti, sommer-
Roberto Baggio e Nicola Berti
so di fischi e insulti e sostituito dal Trap dopo mezzora. Baggio gioca anche nell'Inter due stagioni nel 1998/99 e nel 1999/00. E nel 1999/00, con Lippi in panchina, segna il gol decisivo nello spareggio con il Parma per accedere in Champions League.
nel match contro l'Inter al Comunale del campiona-
CONCETTO LO BELLO L'arbitro di Siracusa fischia due rigori contro i viola per presunti falli dell'ala sinistra Petris (sul secondo l'attaccante viene espulso)
appare poco verosimile), volontariamente per evi-
to 1960/61 finito 1-1 (di Da Costa la rete del vantaggio della Fiorentina). Il primo rigore viene trasformato dallo svedese Lindskog che sbaglia il secondo per un errore oppure, secondo qualcuno (ma l'ipotesi tare una probabile invasione di campo da parte dei tifosi viola inferociti per le decisioni di Lo Bello.
- trattoria - LA BOTTEGA DEL CORNOCCHIO I sapori della cucina casalinga
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DESOLATI CLAUDIO Segna una tripletta all'Inter nell'incontro decisivo per il terzo posto finale (conquistato dalla Fiorentina di Carletto Mazzone; miglior piazzamento dopo lo scudetto conquistato nel 1968/69) giocatosi al Comunale il 15 maggio 1977 e vinto dai viola per 3-0.
L’ALFABETO DELLA PARTITA
L’illusione della “meteora” Keirrison e l’acuto di Beppe Iachini
ENTUSIASMANTE E' la vittoria della Fiorentina di Montella sull'Inter al Franchi per 4-1 del 17 febbraio 2013. "Il pallone è quello giallo" è la canzoncina che i tifosi viola intonano quella sera ironicamente nei confronti dei nerazzurri umiliati sul piano del gioco e del risultato. Per la Fiorentina segnano una doppietta ciascuno Jovetic e Ljajic, futuri nerazzurri (per l'Inter il gol lo sigla Cassano all'87' sul 4-0). FREY SEBASTIEN Il portierone francese gioca 35 partite di campionato nell'Inter nel 1998/99 e nel 2000/01 e 175 nella Fiorentina dal 2005/06 al 2010/11.
HAMRIN KURT Realizza diverse reti all'Inter a Firenze. Ma la più importante è quella che segna nel finale della semifinale della Coppa Italia 1965/66 (in gara secca) vinta dalla Fiorentina in rimonta per 2-1 al Comunale (di Brugnera il gol del pareggio dopo il vantaggio nerazzurro con Jair). La Fiorentina conquisterà poi il trofeo, battendo in finale il Catanzaro.
Luis Jimenez
Sebastien Frey
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GIUSEPPE BRIZI Il difensore viola firma al 90' il gol del 2-2 nel match con l'Inter al Comunale del campionato 1970/71 alla penultima giornata. Quel gol (l'unico dei due da lui segnati in una lunga carriera) sarà determinante per la salvezza della Fiorentina, andata in vantaggio con una rete di Giorgio Mariani (futuro attaccante nerazzurro) al 20' ma poi raggiunta e superata dai gol di Jair (74') e Mazzola (78') prima del pareggio di Brizi.
IACHINI BEPPE E' un mediano infaticabile, che dà tutto in campo. A Firenze disputa 92 partite di campionato in serie A e 34 in B dal 1989/90 al 1993/94, segnando solo due reti. Una la realizza al Franchi all'Inter il 1 marzo del 1992 con i viola sotto di un gol. Il match, grazie al gol di Beppe, termina 1-1. JIMENEZ LUIS Realizza il secondo gol viola all'Inter dopo quello di Brocchi nell'incontro dell'8 febbraio 2006 vinto dalla Fiorentina al Franchi per 2-1. Jimenez vestirà poi la maglia nerazzurra. KEIRRISON DE SOUSA CARNEIRO Segna a Firenze la rete del momentaneo vantaggio della Fiorentina di Prandelli nella partita del 10 aprile 2010 terminata 2-2. Kroldrup, dopo i due gol nerazzurri, realizza la rete del definitivo pareggio.
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L’ALFABETO DELLA PARTITA
non segna mai. Realizza, invece, una doppietta ai nerazzurri (il portiere è Pagliuca) a San Siro nel match del 16 novembre 1996 terminato 2-2, nel quale i viola di Ranieri vanno due volte in vantaggio.
"Bobo" Vieri segna nel Franchi deserto per protesta contro Vittorio PUNTERO Questo è il soprannome di Daniel Bertoni (campione del mondo con l'Argentina nel 1978) che realizza una doppietta all'Inter il 3 gennaio 1982 (nel campionato del "meglio secondi che ladri") al Comunale nell'incontro vinto dalla Fiorentina di De Sisti per 4-2 (di Graziani e Pecci le altre reti).
Luca Toni
LUCA TONI Segna una doppietta (sullo 0-3), purtroppo inutile, il 9 settembre 2006 nel match con l'Inter perso dalla Fiorentina di Prandelli al Franchi per 3-2 alla prima giornata di campionato (quello del dopo calciopoli, iniziato con una penalizzazione di 19 punti, poi ridotta a 15). MANUELA PRANDELLI E' la moglie di Cesare scomparsa per un brutto male nel novembre 2007. L'allenatore viola torna in panchina, dopo la sua morte, per la prima volta al Franchi nel match contro l'Inter (in Coppa Uefa ad Atene c'è il suo secondo Pin). Il minuto di silenzio è da brividi. I nerazzurri vinceranno poi 2-0. NENAD TOMOVIC Segna al Franchi all'Inter il 5 ottobre 2014 l'unica sua rete in maglia viola. Quella sera la Fiorentina di Montella batte i nerazzurri 3-0 (di Babacar e Cuadrado le altre reti). OLIVEIRA LUIS Lulù - questo il suo soprannome disputa sei partite di campionato con la maglia viola contro l'Inter, tra il 1996/97 e il 1998/99. Al Franchi
QUATTRO PERE Armando Segato e Kurt Hamrin realizzano una doppietta ciascuno nell'incontro con l'Inter del 19 ottobre 1958 vinto a Firenze dalla Fiorentina per 4-0. RE LEONE Gabriel Batistuta (che giocherà anche nell'Inter a fine carriera) nella stagione 1995/96 segna 4 gol ai nerazzurri al Franchi, uno in campionato nell'incontro finito 1-1 e tre nella semifinale d'andata di Coppa Italia vinta dai viola di Ranieri (che poi si aggiudicheranno il trofeo) 3-1. SERENA MICHELE Conquista con la Fiorentina di Ranieri (futuro tecnico nerazzurro) la Coppa Italia del 1995/96 e la Supercoppa italiana del 1996. A fine carriere gioca anche nell'Inter. TRE A ZERO La Fiorentina vince con questo risultato contro l'Inter (allora chiamata Ambrosiana) nel primo incontro in serie A tra le due squadre giocato al Berta, l'attuale Franchi, il 24 aprile 1932. Per i viola segnano Galluzzi e Bonesini una doppietta. ULTRA' VIOLA Onorano Giacinto Facchetti, il terzino della grande Inter e della Nazionale di Valcareggi campione d'Europa nel 1968 (è il capitano) e vicecampione del mondo nel 1970 nonché dirigente ne-
Christian Vieri
razzurro, nel match del 9 settembre 2006 al Franchi a pochi giorni dalla sua scomparsa. VIERI CHRISTIAN Il futuro centravanti della Fiorentina (nel 2007/08) firma il gol della vittoria nerazzurra nell'incontro del campionato 2001/02 (1-0). Quel giorno i tifosi viola rimangono fuori dal Franchi per uno sciopero contro Vittorio Cecchi Gori. Entrano solo nel finale per acclamare Francesco Toldo ceduto pochi mesi prima ai nerazzurri. ZERO A ZERO Finisce così il match del Comunale del 9 ottobre 1955 nella stagione del primo scudetto viola tra la Fiorentina di Bernardini e la capolista Inter.
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UNA PARTITA UNA STORIA
Era la prima stagione di Vincenzo Montella allenatore gigliato
Il pallone è quello giallo
Cronaca del memorabile Fiorentina-Inter del 2013: la squadra viola annichilì gli avversari nerazzurri con un gioco spettacolare e le doppiette di Jovetic e Ljajic Mentre i tifosi cantavano un coro passato alla storia
• RUBEN LOPES PEGNA
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iorentina-Inter è una partita che in genere regala spettacolo come accadde il 17 febbraio 2013, nella prima stagione di Vincenzo Montella a Firenze. Prima di questo match i nerazzurri di Stramaccioni sono quarti con quattro lunghezze di vantaggio sui viola (a fine campionato l’Inter sarà nona e la Fiorentina quarta) . Nell’Inter attuale ci sono ancora due reduci di quella gara: il portiere Handanovic e il difensore centrale Ranocchia. In panchina (ma non entrerà nel corso della partita) c’è un ragazzino di diciott’anni che oggi veste la maglia viola. E’ Marco Benassi, che comunque ha già debuttato in serie A. Della Fiorentina di allora non è rimasto nessuno a Firenze. Ricordiamola quella formazione, schierata col 4-3-3. Viviano; Tomovic, Gonzalo Rodríguez, Savic, Pasqual; Aquilani, Pizarro (Sissoko dal 68’), Borja Valero; Cuadrado (Llama dall’83’), Jovetic (El Hamdaoui dal 72’), Ljajic. In panchina accanto a Montella ci sono Neto, Lupatelli, Roncaglia, Compper, Larrondo, Migliaccio, Wolski, Toni e Romulo. Sembra passato un secolo ma sono meno di sette anni. La Fiorentina, reduce dalla sconfitta a Torino con la Juve per 2-0, parte in quarta con Jovetic che scalda subito le mani ad Handanovic. Poi al 13’ su cross di Pasqual il montenegrino (schierato da Montella come falso nueve) di testa serve un assist perfetto a Ljajic che sempre di testa porta in vantaggio i viola. La Fiorentina insiste. Handanovic fa i miracoli. Ma nulla può al 33’. Aquilani recupera il pallone e lo serve a Jovetic. Il suo tiro a giro dal limite dell’area è fortissimo e imprendibile per Handanovic. Il Franchi è in delirio. L’Inter è alle corde. Il 2-0 con cui finisce il primo tempo non rispecchia i valori espressi in campo. C’è, infatti, solo la Fiorentina. E nella ripresa la squadra di Montella riparte alla grande.
Jovetic scocca il tiro che batte Handanovic
Sfiora più volte il tris per imprecisione o per le parate di Handanovic. Il gol del 3-0 arriva al 10’. Lo segna Jovetic con un tiro dall’interno dell’area di rigore su assist di tacco di Aquilani. E’ un gol semplicemente da urlo. Al 20’, poi, Ljajic recupera il pallone nella metà campo viola. Lo passa a Borja Valero che glielo restituisce. Il giocatore serbo con un tiro a giro nell’angolino basso alla sinistra di Handanovic non dà scampo al portiere nerazzurro. Realizza così anche lui la sua doppietta. E’ la rete del 4-0. I tifosi viola impazziscono di gioia.
Questo è calcio champagne. La squadra di Montella rallenta. Comincia a fare la melina e a far girare il pallone. Arrivano i primi cambi. Ma la musica non cambia. L’Inter continua a non vedere mai la palla. E a questo punto i tifosi viola cominciano a irriderla. “Il pallone è quello giallo, il pallone è quello giallo” – canta il Franchi entusiasta. Passa il tempo e a tre minuti dalla fine ci vuole un gol di Antonio Cassano a rendere meno amara la serata dei nerazzurri. La Fiorentina vince per 4-1 una partita che passerà alla storia come la gara del “pallone è quello giallo”.
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Hall of Fame ecco i nuovi miti
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L’EVENTO
Nel corso dell’ottava edizione altri 7 personaggi sono entrati nella Galleria della Fama Viola davanti agli occhi di Commisso
• TOMMASO BORGHINI
U
na serata storica alla quale ha partecipato, per la prima volta da quando è stata istituita la Hall Of Fame Viola, anche il proprietario della Fiorentina. Ma non avevamo dubbi perché Rocco Commisso è un presidente passionale e che ama la storia del calcio italiano, per questo non poteva certo mancare alla ottava edizione della “Galleria della Fama ”, organizzata con altrettanta passione dagli splendidi volontari del Museo Fiorentina. Un gruppo di persone, innamorate della società gigliata, che dedica una buona fetta del proprio tempo libero alla causa viola, celebrandone e custodendone la grande storia. Come accaduto lo scorso 2 dicembre in una notte che ha visto l’ingresso di 7 nuovi personaggi nella Hall of Fame. Il primo è stato Artemio Franchi, rappresentato dalla figlia. Il più grande dirigente del calcio italiano, tifoso viola e cresciuto come dirigente nella Fiorentina. Poi è stata la volta di Roberto Germogli, fotografo recentemente scomparso, che ha immortalato i protagonisti della storia viola nei loro gesti tecnici ed umani per circa 60 anni. Così come continuano a fare il figlio e il nipote (presenti a ritirare il premio). Così come era presente Clara Mondonico per l’omaggio all’indimenticabile Emiliano, il grandissimo allenatore-tifoso viola che riportò la Fiorentina in serie A. Nella Galleria della Fama sono entrati anche Sergio Castelletti, indelebile terzino della Fiorentina e della Nazionale negli anni '60 e Moreno Roggi, anche lui terzino viola e
Le immagini dell'ottava edizione della Hall of Fame Viola
della Nazionale, fermato giovanissimo da un maledetto infortunio. E dulcis in fundo è stata la volta di Francesco “Ciccio” Graziani, centravanti gigliato nella stagione del "Meglio secondi che ladri" e Campione del mondo 1982.
Oltre che allenatore della Fiorentina nella “sporca” doppia finale Uefa con la Juventus del 1990. Da quest’anno, per ricordare Davide Astori, è stato pure istituito il premio "BANDIERA DEL CALCIO DA 13", assegnato a Gigi Riva e ritirato dal figlio.
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BS| 15 dicembre 2019 UNA VITA DA MEDIANO • RUBEN LOPES PEGNA
Sempre lì, lì nel mezzo
"Lele" Oriali è stato una bandiera dell'Inter con cui vinse due Scudetti e una Coppa Italia Quando arrivò a Firenze molti lo davano per finito Ma divenne il perno di un centrocampo fantastico
egli anni ottanta Firenze è la città dei campioni del mondo. Ci sono quelli azzurri di Bearzot che conquistarono il titolo in Spagna nel 1982, ma anche quelli argentini di Menotti che vinsero il mondiale a casa loro nel 1978. Così dopo la cessione di Graziani alla Roma, nell'estate del 1983 la Fiorentina acquista dall'Inter il trentenne comasco Gabriele Oriali (titolare in Spagna), a cui Ligabue dedicherà nel 1999 una splendida e celebre canzone, ovvero "una vita da mediano". In maglia viola Lele gioca le ultime quattro stagioni della propria splendida carriera, chiusa nel maggio del 1987 quando in panchina siede Bersellini, l'allenatore con cui nell'Inter aveva vinto lo scudetto nel 1979/80, il secondo della sua carriera dopo quello del 1970/71 al suo esordio (due sole presenze). In nerazzurro aveva conquistato anche due Coppe Italia, nel 1977/78 e nel 1981/82, e un Mundialito per club nel 1980/81. Con la Fiorentina Oriali disputa 105 partite d i campionato (allora a 16 squadre; in pratica in quattro anni salta solo 15 gare), realizzando sette reti. La prima la segna nel suo primo incontro in serie A con la maglia gigliata l'11 settembre 1983, quando la squadra di De Sisti batte al Comunale il Napoli per 5-1 con una tripletta di Monelli e un gol di Pasquale Iachini. E' una Fiorentina da sogno con sei campioni del mondo in campo. Oltre ad Oriali ci sono anche Antognoni, Galli, Massaro, Bertoni e Passarella. Lele è uno dei perni di quel centrocampo fantastico nel quale ci sono anche Antognoni, Pecci e Massaro. Quella Fiorentina avrebbe potuto lottare tranquillamente per lo scudetto se Antognoni a febbraio non si fosse rotto tibia e perone in uno scontro con il Gabriele Oriali difensore della Sampdoria in maglia viola Luca Pellegrini nel match con i doriani al Comunale
vinto dai viola per 3-0. In quel torneo che la Fiorentina chiude al terzo posto alle spalle di Juve e Roma Oriali salta solo una partita (a Torino con i bianconeri dove la squadra di De Sisti perde per 1-0 per una rete di Vignola su rigore al 90'), segnando altri 4 gol. L'ultimo suo gol in maglia viola, invece, lo realizza ad Ascoli il 9 novembre 1986 alla nona giornata. E' una rete scacciacrisi quella perché regala alla Fiorentina la vittoria (per 1-0), la seconda del campionato, tra l'altro dopo due sconfitte consecutive. L'ultima sua partita in maglia viola Oriali la disputa al Comunale il 17 maggio 1987, all'ultima di campionato. Sotto una pioggia torrenziale, con la salvezza conquistata nel turno precedente a Napoli, nel giorno in cui Baggio segna il suo primo gol in serie A, la Fiorentina batte 1-0 l'Atalanta con una rete di Di Chiara all'89' e condanna i bergamaschi alla serie B. Oriali quel giorno, a trentatré anni e mezzo, decide che è l'ora di smettere con il calcio attivo. Lele, nel periodo trascorso a Firenze, vede tra gli altri Baggio crescere sotto i suoi occhi. E' in campo sia il giorno del suo esordio in serie A, il 21 settembre 1986 al Comunale nel match con la Sampdoria vinto dalla Fiorentina per 2-0 con doppietta di Diaz che in quello del suo primo gol a Napoli. E da direttore generale del Bologna riuscirà nel 1997 a portare Roby
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sotto le due torri. Il suo primo successo importante da dirigente, invece, lo ottiene a Firenze con il Parma, conquistando il 5 maggio 1999 la Coppa Italia, una settimana prima della vittoria della Coppa Uefa. Quello stesso anno Lele torna all'Inter come responsabile dell'area tecnica e vi resta per undici stagioni, contribuendo, tra l'altro, nel 2010 alla conquista del triplete con Mourinho in panchina. Dallo scorso giugno è di nuovo in nerazzurro come first team technical manager e stasera lo ritroveremo sulla panchina interista accanto ad Antonio Conte. Così come lo ritroveremo come team manager accanto a Roberto Mancini nelle partite dell'Italia, con la speranza che dopo un campionato del mondo vinto da giocatore Oriali possa conquistare da dirigente anche un campionato europeo.
Oriali con la casacca dell'Inter
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Ricordando Bruno Beatrice
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Il 16 dicembre ricorrono i 32 anni dalla scomparsa dell’ex viola E Fiorentina-Inter sarebbe stata una partita molto speciale per lui • RUBEN LOPES PEGNA
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tifosi viola e tutti coloro che amano la Fiorentina non lo hanno dimenticato né lo dimenticheranno mai. Domani, poi, è un giorno particolare perché ricorrono 32 anni dalla scomparsa di Bruno Beatrice, morto ad Arezzo il 16 dicembre 1987 a 39 anni di leucemia linfoblastica dopo essere stato molto male negli ultimi venti mesi. Quella di oggi tra Fiorentina e Inter sarebbe stata una partita speciale per lui nato a Milano e cresciuto nelle giovanili nerazzurre. Nella Fiorentina (che lo acquistò dalla Ternana con cui aveva debuttato in serie A), invece, aveva giocato per tre stagioni, dal 1973/74 al 1975/76 conquistando tra l'altro due trofei, la Coppa Italia del 1974/75 e la Coppa di Lega italo-inglese del 1975. Correva tanto Beatrice che giocava da mediano, quello che marcava il giocatore più tecnico della squadra avversaria, o da terzino destro a seconda delle necessità. Ma soprattutto era uno che non si tirava mai indietro. Ha disputato in maglia viola 97 partite ufficiali, segnando una rete. Beatrice aveva esordito con la Fiorentina in serie A, con Radice in panchina, il 7 ottobre 1973 a Firenze nel match con il Verona vinto dai gigliati per 2-1 con gol di Desolati e Speggiorin nei primi sette minuti di gioco. L'unica rete l'aveva realizzata al Cesena, proprio la squadra a cui lo cedette la Fiorentina, il 25 aprile 1976 nell'incontro vinto dai viola per 3-1. Beatrice segnò il secondo gol, dopo il pareggio dei romagnoli. Una doppietta quel giorno la realizzò Desolati. L'"indiano" - questo il suo soprannome - ha avuto quattro allenatori nella Fiorentina: Gigi Radice nel suo primo anno in riva all'Arno, Nereo Rocco nel secondo ma non nella fase finale di Coppa Italia, Mario Mazzoni e Carletto Mazzone. Con Mazzoni il 28 giugno 1975 all'Olimpico di Roma
conquistò il primo trofeo della sua carriera contro una delle squadre della sua città, il Milan. Per lui, visti i trascorsi nelle giovanili dell'Inter, fu quasi una sorta di derby. La Fiorentina vinse 3-2 con i gol di Casarsa su rigore, Guerini e Rosi. Beatrice, uscì per infortunio alla fine del primo tempo, sostituito da Lelj a sua volta sostituito dopo due minuti da Rosi, l'autore del gol decisivo. Nella stagione successiva, con Carletto Mazzone in panchina, conquistò la Coppa di Lega italo-inglese, disputando entrambe le partite con il West Ham. A Firenze i viola vinsero 1-0 con un gol di Guerini e Beatrice giocò terzino destro accanto a Roggi. A Londra, il 10 dicembre 1975, nella sera del trionfo, quando la Fiorentina si o Beatrice impose per 1-0 Fiesole di Brun Il ricordo della con una rete di Speggiorin e si aggiudicò il trofeo, Beatrice in- dossò la casacca numero sei e fu schierato come mediano. Fu quella una giornata di gioia immensa per lui e per tutta la Fiorentina. E' quella l'immagine che noi che abbiamo avuto la fortuna di ammirarlo dal vivo vogliamo portarci per sempre nella nostra mente.
BS| 15 dicembre 2019
BRIVIDO NELLA STORIA
Nato a Milano e cresciuto in nerazzurro E’ arrivato al top in viola
Beatrice in maglia viola
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Commisso rilancia anche sul calcio femminile
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BRIVIDO IN ROSA
Il presidente viola: “Nel mio progetto le ragazze hanno un posto fondamentale” E la squadra ha reagito al ko con la Juve restando in piena corsa per la Champions • BRUNELLA CIULLINI
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Rocco Commisso con Ilaria Mauro
on sarà facile recuperare sulla Juventus che ha una grandissima squadra. Però anche noi l'abbiamo e vediamo cosa riusciremo a fare. Di sicuro dentro il mio progetto viola il calcio femminile avrà un ruolo importantissimo". Se qualcuno aveva anche solo qualche piccolo dubbio ci ha pensato Rocco Commisso a spazzarlo via con le sue dichiarazioni e la sua volontà di rilanciare la Fiorentina a tutti i livelli, dalla prima squadra maschile continuando con il settore giovanile e ovviamente il calcio femminile. Prova ne è quanto ha dichiarato il patron viola al termine dell'ultimo derby vinto dalle giocatrici viola a Empoli per 3-0, derby al quale lui non ha voluto assolutamente mancare, a dimostrazione (semmai ce ne fosse ancora bisogno) della grande e sentita attenzione che nutre nei confronti della Fiorentina Women's e di tutte le partite che sta affrontando in questa stagione. Basti ricordare la presenza sugli spalti dello stadio di Cesena per tifare per Alia Guagni e compagne nella finale di Supercoppa poi vinta dalla Juventus, o ancora al 'Buozzi' in occasione degli impegni casalinghi delle giocatrici viola. Insomma, una partecipazione costante e ribadita anche durante la recente presentazione del progetto dell'avveniristico centro sportivo che sorgerà a Bagno a Ripoli e dove ci sarà un vasto spazio che ospiterà la Fiorentina Women's, prima volta assoluta nel calcio italiano in cui nello stesso centro - in questo caso quello viola - si alleneranno squadre maschili e femminili. Nell'attesa Commisso prima di rientrare negli Stati Uniti si è tolto la soddisfazione di assistere alla vittoria viola in trasferta nel derby con l'Empoli che pure è una delle formazioni-sorpresa dell'attuale campionato. Una vittoria per 3-0 (a segno Agard, Bonetti e Cordia) che ha riscattato in parte la delusione per la sconfitta ri-
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mediata a Torino contro la Juventus capolista per 1-0 (rete della solita Girelli) e che insieme a quella da lui stesso definita "una bellissima prestazione" ha entusiasmato molto il presidente viola. Anche perché, in attesa che venga recuperata Milan-Pink Bari rinviata per troppa nebbia a data da destinarsi, con questa vittoria la Fiorentina si è catapultata al secondo posto in classifica a quota 19 punti, in scia alla squadra bianconera che ha travolto con 7 gol in trasferta l'Orobica nell'ultimo turno. Dunque il duello fra la Juve e la Fiorentina sembra destinato a rinnovarsi per conquistare il titolo o comunque un posto nella prossima Champions League, uno degli obiettivi prefissati dal tecnico Antonio Cincotta. Il tutto in vista dell'impegno interno che - curiosità - oggi alle 12,30 vedrà le giocatrici viola affrontare lo stesso avversario che i colleghi maschili sfideranno questa sera al Franchi: l'Inter. C'è anche un altro aspetto che in questi giorni ha inorgoglito il patron Commisso e tutto l'ambiente viola: in occasione del Gran Gala del Calcio che si è svolto la scorsa settimana a Milano sono stati consegnati i vari premi assegnati dall'Associazione italiana calciatori. E due di questi sono andati ad altrettante giocatrici della Fiorentina, inserite nella migliore formazione femminile della stagione: si tratta della capitana Alia Guagni (attualmente ai box per l'infortunio rimediato in Nazionale e reduce anche da un altro riconoscimento in occasione della Giornata Olimpica celebrata nella sede della Regione Toscana) e dell'attaccante Ilaria Mauro, entrambe premiate durante la serata. Premi meritatissimi aspettando che altre giocatrici viola vengano inserite nella 'squadra dei sogni' come auspicano Commisso e tutti i tifosi.
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MEDICINA E CHIRURGIA
Frattura del naso?
Ecco come risolvere i difetti estetici e i problemi respiratori
• DOTT. DOMENICO VALENTE
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e fratture delle ossa nasali, sono le fratture più comuni del volto per la particolare posizione centrale e prominente del naso. Le cause più frequenti sono i traumi sportivi (calcio, rugby, arti marziali,ecc), incidenti stradali e colluttazioni. Le fratture delle ossa nasali vengono trattate di solito immediatamente dopo il trauma con un intervento in anestesia locale in cui il naso viene riportato in asse. Dopo la guarigione dalla frattura, possono residuare molto spesso deformità del naso, nonché problemi respiratori. I difetti estetici e le difficoltà a respirare possono condizionare la qualità della vita e le normali attività quotidiane. La soluzione a queste problematiche è rappresentata dalla rinosettoplastica. Questo intervento eseguito in anestesia generale e in regime di day-surgery consente al paziente di rientrare a casa dopo l’operazione. La tecnica utilizzata dal Dott. Valente non prevede l'utilizzo dei tanto temuti tamponi endonasali rendendo l'intervento più sopportabile e assolutamente indolore.
La rinosettoplastica miniinvasiva ha come priorità quella di migliorare innanzitutto la funzionalità respiratoria andando a correggere l'eventuale deviazione del setto nasale, l'ipertrofia dei turbinati inferiori e il collasso della valvola nasale interna. Durante lo stesso intervento è possibile correggere deformità nasali post-traumatiche come il naso torto, corto, lungo, largo; con la punta cadente o globosa; con il gibbo nasale pronunciato e con tutte quelle imperfezioni che il paziente vorrebbe correggere per dare al proprio volto un aspetto più equilibrato. Dopo l'intervento viene applicata una mascherina nasale rigida, poi rimossa entro 7 giorni insieme ai punti per l’accesso chirurgico mentre invisibili cerotti nasali da medicazione vengono mantenuti per 2 settimane. Durante gli anni di esperienza in campo traumatologico ed estetico il Dott. Valente ha sviluppato una maggior ricerca del risultato naturale, eliminando così quella percezione del cosiddetto “naso artefatto”.
DOTT. DOMENICO VALENTE Chirurgia orale - Chirurgia Maxillo Facciale Chirurgia e medicina estetica Disturbi dell’articolazione temporo mandibolare
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a tavola
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SALUTE E BENESSERE di Catia Cecchini
Un alimento preparato, e abbinato nel modo giusto può Un alimento preparato, abbinato modo giusto può portare molti portare molti benefici, questoegli antichi lonel sapevano molto bene,questo infatti abbinavano alimenti a spezie benefici, gli antichii vari lo sapevano molto bene, infatti abbinavano per rendere il cibo armonico, saporito e curativo.
i vari alimenti a spezie per rendere il cibo armonico, saporito e curativo.
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In questo periodo di feste non possiamo dimenticarci di mantenere un equilibrio anche a tavola, per questo ecco alcuni consigli utili che possono aiutarci. Dopo i vari pasti festivi è utile fare degli spuntini con mele e sopratutto la mela annurca perché recenti studi hanno dimostrato che questo frutto ci aiuta molto nel controllo del colesterolo e del picco glicemico. Inoltre la mela contiene vitamina B, A, E, C, B1, B2, PP, zolfo, zinco, iodio, manganese, fosforo, calcio, magnesio, ferro, silicio, potassio, rame, zinco. Non dimentichiamoci dell’uva dei boschi o mirtillo un protettore delle pareti vascolari, antidiabetico e battericida, aiuta l’intestino e smaltire meglio i residui dopo i pasti abbondanti. Inoltre durante le feste non può mancare la frutta secca. La noce favorisce il drenaggio linfatico, aiuta i diabetici, previene la diarrea. Un ottimo piatto curativo e semplice è il pesce con le patate. La patate è un tubero molto prezioso ricco di sali di potassio, oligoelementi come il fosforo, ferro, rame zolfo, manganese, vitamina B, B1, B6, C e K. Le patate sono molto digeribili aiutano le funzioni intestinali, diuretiche, emollienti, calmanti delle mucose digestive, intervengono nell’obesità per la loro presenza di potassio. Aiuta nelle dispepsie, epatiti, litiasi biliare, e gastriti.
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Per depurare l’organismo dopo le feste possiamo preparare il depurativo cena a base di patate. Cuocere a vapore le patate, dopo averle schiacciate mettete un po’ di sale estratto dalla terra o sale rosa, poco olio d’oliva e aggiungere delle carote frullate. Può essere utilizzato insieme al pesce cotto al forno con olive nere e rosmarino. Inoltre possiamo fare delle minestre di porri ricchissimi di vitamina B, C, ferro, fosforo, sodio, potassio, manganese, zolfo, silicio, magnesio. Il porro è un diuretico naturale aiuta gli organi emuntori ad eliminare le tossine accumulante durante il periodo natalizio, un ottimo lassativo e antisettico, previene le cistiti e aiuta nella ritenzione idrica. Combatte i reumatismi, l’artrite, e le atonie.
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La melanzana può aiutare ad eliminare anche lei le tossine, ha proprietà lassative, diuretiche, stimolante epatico e del pancreas. La mattina durante la colazione possiamo bere un genuino succo di pompelmo ricchissimo di sodio, ferro, rame, è un ottimo depurativo, drenante epatico e renale. Il pesce azzurro (sgombro, acciughe, sarde, ecc.) può essere consumato almeno tre volte a settimana ci aiuta per eliminare le sostanze tossiche accumulate durante i pasti eccessivi. Ricordiamoci di bere tanto durante il giorno. Con questi pochi consigli possiamo affrontare meglio i nostri pasti, senza troppi rimorsi, buone feste a tutti voi.
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artita di altissimo livello, stasera al Franchi: nell’orario canonico delle gare di cartello, arriva l’Inter di Antonio Conte. Una gara di grande fascino, anche perché per la prima volta, dopo tanti anni di campionati noiosi e scontati, arriva a Firenze una capolista che non è la Juventus. Anche solo per questo il campionato 2019-20 andrebbe annoverato tra quelli da raccontare ai nipoti. Fine (almeno per adesso) del monopolio bianconero, nonostante l’Inter non sembri ancora lo squadrone in grado di diventare il nuovo punto di riferimento del calcio italiano. Ma piuttosto una squadra dal gioco non brillantissimo, come spesso accade a quelle del tecnico ex bianconero, con pochi svolazzi, molta so-
Vincenzo Montella
Una giornata molto... particolare
Al Franchi arriva la nuova capolista per una partita di grande fascino a patto che la Fiorentina resusciti per non sprofondare ancora più giù lidità e concretezza. Migliore difesa del campionato, attacco perfettamente assortito con il potente Lukaku e l’agile Lautaro Martinez. Centrocampo di buon livello agonistico con Sensi, Barella (ora infortunati) e Brozovic, con Vecino, Borja Valero e Gagliardini di rincorsa. Certo, i padroni del vapore cinesi non hanno badato a spese, anche se Conte si lamenta perché la rosa non è così ampia come lui avrebbe voluto. Come dire, se non vinciamo non è colpa mia. Con queste premesse, stasera per la Viola non si prevede niente di facile. Soprattutto se scenderà in
E’ finito il tempo di alibi fumosi campo una Fiorentina di quelle viste nelle ultime cinque partite. Si dice che quest’anno la squadra gigliata abbia dato il meglio di sé contro le squadre più forti. E forse è vero, sebbene contro Napoli, Juventus e Lazio sia stato portato a casa un misero punticino (se però consideriamo anche il Milan una grande, allora la situazione migliora un po’). Il vero problema è che la gara di stasera non può essere affrontata con leggerezza e inconsistenza, come invece è avvenuto spesso nelle ultime giornate. Perché la classifica piange a dirotto e non sono più ammesse distrazioni di nessun tipo. Non solo da parte di chi andrà in campo ma anche dal tecnico, le cui dichiarazioni nei postpartita ultimamente sono parse un po’ troppo impegnate a cercare fumosi alibi.
Antonio Conte
La società, poi, dovrà essere pronta a prendere decisioni importanti in caso di ulteriore passo falso. Senza pensare di risolvere qualcosa con il mercato di gennaio, che notoriamente offre ben poco di buono. Dunque una giornata molto particolare, quella di oggi. In cui la Viola dovrà decidere se resuscitare dalle proprie ceneri o sprofondare ancora più in basso. Buona partita a tutti.
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