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Un altro porto dove attraccare

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BS|20 dicembre 2019 editoriale

Dopo l'Inter al Franchi arriva la Roma Un'altra tempesta speriamo "imperfetta" La Fiorentina adesso ha più autostima e con il coraggio di Vlahovic potrebbe farcela

Nuovo esame per Montella che ha retto al primo assalto Dusan ha grandi mezzi e piano piano li sta tirando fuori, bisogna solo dargli il tempo necessario. Dargli il diritto di sbagliare: se pensiamo che tutto quello che fa è qualcosa di guadagnato siamo in linea con il percorso, ma se pensiamo che un 19enne possa farsi carico di tutto il peso dell’attacco viola, pronti magari pure a criticarlo, allora siamo fuori strada. E’ l’unico centravanti vero della Fiorentina, Vlahovic deve giocare, ma va accompagnato nella crescita. Di Pedro, infatti, non si hanno notizie: pare sia ben lontano da un adatL'abbraccio Montella-Vlahovic

• Mario Tenerani

P

rimo porto raggiunto, la tempesta non ha affondato la nave del comandante Montella. Adesso i viola salperanno per un’altra avventura e le previsioni meteo del mare non sono buone. La Roma è un’altra tempesta, speriamo imperfetta per Fonseca. Giallorossi forti, fisicamente e tecnicamente, Direttore responsabile Mario Tenerani

Tutti i diritti riservati: vietata la riproduzione, anche solo parziale, di contenuti e foto di questa pubblicazione

Caporedattore Tommaso Borghini Chiuso in redazione il 17/12/2019 alle ore 19

tamento di sostanza col nostro calcio. Bo-

senza se e senza ma, inutile trovare scorciatoie. La Fiorentina, magari, arriva a questa gara di venerdì con qualche grammo di autostima in più dopo la bella performance con l’Inter. Mancherà ancora Ribery, ma Vlahovic, reduce da un gol pazzesco ai nerazzurri, sarà caricato a pallettoni, speranzoso di mettere un’altra firma sulla partita. Editore e pubblicità SPORTMEDIA GROUP info@brividosportivo.it N° ROC 26744

Redazione redazione@brividosportivo.it Grafica e impaginazione Rossana De Nicola e Alexandra Barbieri grafica@brividosportivo.it

ateng va bene per l’esperienza e la fisicità, ma non è un numero nove. Avanti con Vlahovic allora, avanti con questa Fiorentina, piena di limiti, ma con un ritrovato coraggio. Il comandante Montella può salpare, il mare è agitato, ma all’orizzonte c’è un altro porto dove attraccare. Stampa Baroni e Gori Foto Massimo Sestini Foto storiche archivio Paolo Melani

Hanno collaborato Alessandro Rialti, Giacomo Brunetti, Francesca Bandinelli, Giacomo Cialdi, Duccio Magnelli Ruben Lopes Pegna, Daniele Taiuti, Lucia Petraroli

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BS| 20 dicembre 2019

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Lente d'ingrandimento

Occorre un nuovo mezzo miracolo La Roma è superiore alla Fiorentina Ma i viola potrebbero sorprenderla e confermare che il pari con l’Inter non è stato solo frutto del caso male l’assenza specialmente di Ribery. E non stanno bene Chiesa, Castrovilli, Badelj, però il resto della squadra ha reagito. Una Fiorentina «viva» con la voglia di riproporsi e di cancellare i rischi sulla testa di Montella, può raddoppiare e almeno non perdere contro la Roma. Certo che una vittoria riaccenderebbe anche i sogni. Sarebbe il massimo per un Natale che era apparso freddo e rischioso. Dunque una partita ancora da quasi quarantamila spettatori, la riprova generale, per tentare di uscire dal campionato grigio fumo

Gaetano Castrovilli

La squadra ha reagito nonostante sfortuna e infortuni

• ALESSANDRO RIALTI

E’

ancora una partita quasi impossibile. La Roma sta crescendo, si sta proponendo ai vertici del campionato. Ha i due difensori centrali più forti fra quelli che sono in circolazione e Dzeko è sempre il campione che può decidere ogni gara. Vero, ma... la Fiorentina ha la possibilità di dimostrare che il pari con l’Inter non è stato casuale. Può confermarsi e riproporsi come aveva fatto all’inizio della stagione, quando pareva possibile recitare un ruolo da... piccola protagonista. E’ vero che sono tanti, troppi, i giocatori in difficoltà fisica, in sofferenza. Alcuni non ci saranno, fa

che un po’ tutti avevamo iniziato a prevedere. Contro la Roma i rischi saranno ovviamente tanti, però è giusto concedere a Vlahovic e compagni una speranza, un’opportunità. Una Fiorentina che potrebbe anche riacciuffare la zona senza paure del centro classifica. Bisogna crederci, bisogna sperare che i ragazzi di Montella provino a rialzarsi definitivamente.

Federico Chiesa


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BS| 20 dicembre 2019 Esclusiva

“Sul mercato di gennaio servono investimenti importanti”

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Di Livio: “Firenze merita il massimo”

L’ex capitano viola, simbolo della risalita dalla C2: “Non mi aspettavo una partenza così negativa Sta mancando Ribery, ma la squadra deve dare di più Montella? Sa bene che il suo destino dipende dai risultati” • Giacomo Brunetti

mentare insieme (in esclusiva) il delicato momento viola, alla vigilia di una partita molto sentita dal popolo gigliato.

P

er la Fiorentina è sceso in serie C2, dopo aver giocato il Mondiale del 2002. Per la Fiorentina ha attraversato i campi di mezza Italia, con umiltà e coraggio. Fino alla risalita nella massima serie. Angelo Di Livio è stato il grande protagonista del “Rinascimento Viola” dei primi anni 2000. Quando arrivò a Firenze era considerato un simbolo della juventinità, avendo vinto numerosi trofei in bianconero. Ma lo scetticismo nei suoi confronti si è presto tramutato in amore da parte della tifoseria viola, conquistata dal suo modo di onorare la maglia, dalla sua grinta e dalle sue scelte di vita sempre orientate al bene della Fiorentina. La sua vita e la sua carriera sono iniziate a Roma e con la Roma, la squadra che arriva al Franchi nell’ultima giornata del 2019. Per questo lo abbiamo conAngelo Di Livio con Ugo Poggi nel giorno del suo arrivo a Firenze tattato per com-

Angelo Di Livio, la Fiorentina è partita male: tante sconfitte e poche prestazioni degne di nota. La piazza non è contenta, l’allenatore è ancora in bilico, nonostante il pareggio arrivato in extremis con l’Inter. Dopo un’estate di grandi cambiamenti, il campo non sta dando seguito alla voglia di far bene che regna intorno al Club... “Una partenza negativa poteva essere contemplabile, ma non così. Reputo la Fiorentina una buona squadra: non dico di parlare di un quarto posto, ma neanche negativamente in questo modo. Ha ottimi elementi, l’insieme di squadra non sta rispondendo. E questo influenza l’andamento generale. È mancato Franck Ribery tra squalifiche e infortuni, sta mancando Federico Chiesa a causa di una scarsa forma”.

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|7| Se le cose non miglioreranno, a pagare potrebbe essere l’allenatore, che continua a oscillare dopo essere stato confermato nonostante le numerose sconfitte. Vincenzo Montella riuscirà a salvare la panchina? “È consapevole che, in queste partite, senza fare punti sarà c a m b i a m e nto. Le prestazioni negative sono lampanti, sotto gli occhi di tutti. Prima di diventare un allenatore, è stato un campione: sa cosa potrà accadere e come funzionano certe dinamiche. Vediamo. È chiaro che i giocatori in campo devono dare di più”. La brutta notizia è arrivata la scorsa settimana: Ribery si è operato in Germania e starà fuori per circa 2 mesi. Uscito nella partita contro il Lecce, ha provato a recuperare ma alla fine si è dovuto arrendere... “Mancherà tanto, soprattutto per carattere e leadership. In tal senso, è un calciatore

"Soldatino" Di Livio capitano della Fiorentina

BS| 20 dicembre 2019 Esclusiva

Di Livio con Oliveira e il gruppo viola del 1999/2000

dal peso specifico notevole. Il francese viene a mancare in un momento così difficile per la squadra e per il tecnico, è una notizia davvero negativa. Il suo arrivo a Firenze ha rappresentato un’operazione molto importante, una vera intuizione. Qualitativamente, per la piazza di Firenze, mi aspetto sempre di più”. E poi c’è Federico Chiesa, tra campo e mercato. “Mi dispiace per il momento che sta vivendo. Dalla mia bocca, per Chiesa sono sempre uscire parole di grandissimo elogio. Federico è uno dei giovani più forti del nostro campionato. Quando si gioca, si gioca con la testa. E si deve stare con la testa per impegnarsi e dare il massimo. Quello che accadrà, nel suo futuro, non lo so. Dipende dalla società. Quando sei dentro a una squadra, pensare di andare via è difficile”. Quali ambizioni può avere questa Fiorentina? “Sarebbe importante arrivare in Europa League. La vedo difficile, però. Ha già buttato via tanti punti e ci sono squadre più attrezzate per piazzarsi nei primi posti”. Come interverrebbe nel mercato di gennaio? “Mi aspetto molto in fase di rafforzamento. Le parole di Rocco Commisso sono state precise. La squadra va migliorata con un grande attaccante, e poi è chiaro che se Montella rimarrà dovrà essere interpellato per valutarne le richieste e capire dove andranno fatti gli investimenti”.

Di Livio, simbolo della risalita viola dalla C2

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BS| 20 dicembre 2019 Viola amore mio

“Chiesa? Troppi problemi fisici Per rendere deve stare bene” • Daniele Taiuti

N

onostante il pareggio con l’Inter, agguantato all’ultimo tuffo, il momento resta difficile in casa Fiorentina. La squadra ha collezionato troppe Giancarlo De Sisti sconfitte. capitano viola A preoccupare di più non sono i risultati che non arrivano, che comunque qualche apprensione al tifoso e ai dirigenti la possono legittimamente creare, ma il livello delle prestazioni che si è progressivamente abbassato nell’ultimo periodo. Dall’esterno sembra si sia smarrita quell’armonia che regnava intorno all’ambiente a inizio stagione. È come se la spinta emotiva portata dall’entusiasmo di Commisso

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De Sisti: “Guardiamoci alle spalle”

L’ex grande capitano del secondo Scudetto: “Servono risultati, altrimenti diventa difficile Montella? Avanti se la squadra è con lui Contro la Roma decisivi i duelli individuali” e Barone, trascinante tutto il gruppo, col tempo sia venuta meno e abbia messo in luce le pecche alcuni limiti della rosa. Ai nuovi dirigenti va comunque lasciato il giusto tempo per assorbire i meccanismi del calcio italiano, anni luce lontano da quello statunitense. Aspettando con fiducia i risultati, bisogna riconoscere a Commisso di essere entrato meglio in sintonia con la città rispetto alla vecchia proprietà. Al suo arrivo Patron Rocco ha indicato subito nel forte senso di appartenenza alla maglia viola un elemento imprescindibile di qualsiasi calciatore gigliato. Questo a partire dal settore giovanile, cercando quindi di far pervenire alla prima squadra elementi in cui il tifoso sia perfettamente in grado di riconoscersi. Amore verso la maglia e una cura maniacale del vivaio sono elementi decisivi che hanno permesso alla Fiorentina di regalarsi dei momenti di gloria nel passato. Stiamo parlando del tricolore vinto dalla Viola nella stagione 68-69, formazione composta anche da grandi talenti cresciuti nelle giovanili radunati dall’inarrivabile Egisto Pandolfini, che dopo la vittoria del 55-56 ha regalato a Firenze l’altra

re gigliato dal

De Sisti allenato

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De Sisti,

256 prese

nze viola

in serie A

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e 28 gol

“In generale di transizione. La squadra ha le qualità per assestarsi a ridosso delle posizioni europee. Molto però dipende da Ribery, il cui infortunio è un brutto colpo per i viola. Tuttavia se questa carenza di risultati dovesse persistere, io uno sguardo alle spalle lo darei...”. Montella è finito nell’occhio della critica: vede responsabilità del tecnico campano nel momento di crisi della Viola? “Nel calcio le colpe e i meriti vanno sempre condivisi fra calciatori e tecnico. Riguardo a Montella bisogna vedere la situazione nello spogliatoio dopo questa serie negativa di risultati. Se ci fosse qualche calciatore scontento, la situazione sarebbe ricomponibile grazie a un intervento della società. Con un malcontento comune a tutta la rosa, proseguire il rapporto sarebbe impossibile. I calciatori ormai sono aziende quasi alla pari dei club”.

più grossa soddisfazione in ambito calcistico. Quel gruppo aveva in Giancarlo De Sisti, detto Picchio, il capitano e una delle principali guide. L’ex calciatore romano, ma fiorentino di adozione, rimane in viola dal 65 al 74, anni in cui oltre al titolo nazionale vince anche una Coppa Italia e una Coppa Mitropa. Nel capoluogo toscano ritorna poi nei panni di tecnico sfiorando lo scudetto nella stagione 81 82. L’altra squadra della sua vita è la Roma, con cui disputa dieci campionati, vincendo un’altra Coppa Italia e una Coppa delle Fiere. Interroghiamo ora le sue conoscenze calcistiche per interpretare il momento che stanno vivendo i gigliati, e per parlare della delicata sfida in arrivo. Giancarlo De Sisti, secondo lei che tipo di stagione è destinata a vivere la Fiorentina?

Come giudica la costruzione della squadra? “Ci sono dei buoni calciatori, l’età media del gruppo è molto giovane quindi a volte pecca di inesperienza. Bisogna dare tempo alla squadra di maturare, certo con qualche risultato in più l’attesa sarebbe meno difficile...”. Il momento alterno che sta vivendo Chiesa a cosa è da addebitare? “Penso sia da ricondurre solamente ai problemi fisici che ha avuto. Il calciatore è straordinario e serio, e viene da una famiglia altrettanto seria non credo per cui possa subire influenze dalle chiacchiere riguardanti il contratto”. È utopistico pensare che la Viola possa ancora vincere lo scudetto, grazie agli elementi provenienti dal vivaio? “Credo di sì. C’è ormai un grande gap economico fra

BS| 20 dicembre 2019 Viola amore mio

“Mercato di gennaio? Servono giocatori d’attacco” i grandi club e le medio-piccole. Considero quindi il nostro acuto del 69 difficilmente ripetibile in epoca attuale”. Nel mercato di Gennaio fosse un dirigente viola dove interverrebbe per rinforzare la Fiorentina? “Ci sono dei calciatori giovani che manderei a maturare in altri lidi, e visto anche il recente infortunio di Ribery acquisterei un pezzo importante dalla metà campo in avanti”. La Roma è di scena a Firenze: che partita sarà? “I giallorossi sono più forti però mi aspetto un incontro equilibrato e ricco di gol dove saranno decisivi gli scontri individuali”. Ci può raccontare i suoi ricordi più cari in relazione ai periodi vissuti con Fiorentina e Roma? “A Firenze sono stato nel migliore momento della mia carriera e mi sento di dire di aver dato di più alla Fiorentina rispetto alla Roma a livello tecnico. Lo scudetto vinto corona la mia esperienza in viola. La Roma è casa mia lì sono diventato uomo e calciatore”.

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Ciak si gira

Proietti: “Guai a dare per spacciata la Fiorentina!” Il grande attore e regista, romanista doc: "Viola sfavoriti, ma se la Roma li sottovaluta... Sarà una partita aperta, combattuta e spero bella Giocare al Franchi è sempre dura per tutti" Per commentare la sfida di questa sera, il Brivido

«È vero, leggo che ci sono molte polemiche da voi...

Sportivo ha intervistato in esclusiva il grande Gigi

e mi dispiace perché i fiorentini sono campioni d'iro-

Proietti, attore, regista, cantante, doppiatore non-

nia e la Fiorentina è una squadra simpatica. Purtrop-

ché romanista doc.

po nel calcio ci sta di affrontare momenti difficili, occorre un po' di pazienza e di equilibrio».

Proietti, è soddisfatto della Roma vista in quest'ultimo periodo? «Dopo una prima fase francamente un po' preoc-

"Montella penalizzato dall'assenza di Ribery e dai problemi di Chiesa"

cupante, mi sembra che i giallorossi si siano ripresi, abbiano trovato una loro quadratura. C'è stato lo scivolone di Parma, ma nel complesso gli uomini di Fonseca mi sono piaciuti nell'ultimo periodo, con la vittoria contro il Napoli e il pareggio di San Siro Gigi Proietti

con l'Inter. Guardo la Roma e mi diverto... il che non è poco!».

• Giacomo Cialdi

Secondo lei cosa non ha funzionato in casa viola?

Quanti meriti dà a Paulo Fonseca?

«Da fuori non posso dirlo con precisione. Da spetta-

iorentina-Roma è tra le partite più affascinanti e più sentite a Firenze, dopo ovviamente quella con la Juventus. Una Roma che negli

«In Italia tendiamo a dare giudizi un po' frettolosi,

tore esterno, però, mi sembra che la squadra abbia

anche sull'allenatore della Roma c'era molto scetti-

patito molto l'assenza di Ribery, che in pochissimo

cismo. In realtà, con un po' di pazienza, sta trovando

tempo è divenuto un leader e un punto di riferimen-

ultimi dieci anni, in Serie A, ha sbancato il Franchi

la strada giusta, è arrivato il gioco e, di conseguenza,

to imprescindibile, e il calo psico-fisico di Federico

ben cinque volte (tre i pareggi, solo due le vittorie

i risultati. Quindi ha diversi meriti».

Chiesa. Il che mi sembra piuttosto normale: chiun-

F

dei padroni di casa), ma che dovrà fare i conti con

que soffrirebbe privandosi dei suoi due uomini mi-

una Viola determinata a non perdere altri punti per

A Firenze si respira un'aria decisamente diversa,

gliori. L'operazione del francese non ci voleva pro-

strada.

nelle ultime settimane.

prio».

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BS| 20 dicembre 2019

Il libro

Storie di Fiorentina, tutto sulla storia viola

“L Proietti nei panni di "Mandrake"

A suo parere Montella merita ancora la fiducia della società? «Reputo Vincenzo un ottimo tecnico, in carriera ha fatto anche cose egregie, adesso sembra attraversare un momento complicato come la sua squadra. Nel calcio, lo sa meglio di me, il primo a pagare quando le cose non vanno bene è l'allenatore, anche quando non ha tutte le responsabilità. Talvolta dare una scossa serve, altre invece no. Comunque, prima di esonerare un tecnico, ci vuole la capacità da parte di una società di individuare un altro mister all'altezza della situazione: cambiare tanto per cambiare non porta risultati».

Sulla carta la Roma sta un po' meglio e forse parte

Veniamo al match del Franchi: che gara si aspetta tra Fiorentina e Roma? «Sia viola che giallorossi prediligono il gioco, quindi è lecito aspettarsi una partita aperta, combattuta... bella!

di diamante. La sessione invernale di mercato, in

leggermente favorita, ma guai a dare per morta la Fiorentina, specie davanti al proprio pubblico. Sarà un match complicato per entrambe le squadre, importante per entrambi i club: è una sfida sentita dai tifosi e ci sono in palio punti pesanti». In conclusione, dove vede le due squadre alla fine della stagione? «Spero più in alto possibile! Secondo me la Viola ha le potenzialità per occupare posizioni più di prestigio rispetto a quella che ricopre in questo momento, tutto dipende però da come girano le sue punte questo senso, può aiutare. I giallorossi a mio avviso hanno l'obbligo di puntare alla qualificazione in Champions League. Non è detto che ce la facciano, ma provarci e correre fino alla fine è doveroso».

a storia della Fiorentina è come la storia di Firenze: una storia meravigliosa. Un qualcosa di passionale e romantico al tempo stesso, profondamente radicato nel cuore e nell'animo del popolo fiorentino. Una storia ricca ed emozionante che merita di essere ripercorsa attraverso un nostalgico – ma salutare – tuffo nel passato: nel libro "Storie di Fiorentina", di Giacomo Cialdi e Roberto Romoli, si rincorrono una serie di gustosi aneddoti, molti dei quali sconosciuti ai più, che spaziano dal 1929 ai giorni nostri; si ripercorre, giornata dopo giornata, lo storico Scudetto del 1969 e le gesta dei protagonisti di quella straordinaria stagione; Inoltre, trovano spazio le ultime, sentite parole di un grande personaggio dello sport come Emiliano Mondonico a proposito di Davide Astori. Il tutto con uno scopo benefico: il ricavato del volume verrà devoluto in beneficenza in favore della Fondazione Tommasino Bacciotti. Perché scrivere di Fiorentina è un meraviglioso privilegio, ed era doveroso restituire qualcosa alla collettività”.

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Appunti di viaggio

La prima rete in campionato al Franchi gli ha dato carica e fiducia

Vlahovic, il vero nueve Il gol contro l'Inter può cambiargli la carriera Il centravanti serbo sta crescendo di gara in gara e riesce a essere decisivo anche entrando nel finale Ma il suo spazio sembra destinato ad aumentare

• FRANCESCA BANDINELLI

U

na volta, c’era il quarto d’ora granata. Quello del Grande Torino, quando Valentino Mazzola, guardando la tribuna, con un cenno invitava Bolmida, il trombettiere dello stadio Filadelfia a suonare la carica. Il segnale erano le maniche della maglia granata che il capitano si tirava su e da quel momento non ce n’era per nessuno. Dusan Vlahovic, nato nel millennio dopo a quello del Grande Torino più ho meno ha imparato a fare lo stesso. Poco importa se da titolare o da subentrato: lui la differenza ha cominciato a farla lo stesso, nel suo quarto d’ora, quello dal minuto 75 al 90, pure di più, sfruttando la scia del recupero. E’ successo in Coppa Italia quando, con la sua prima doppietta tra i professionisti, ha evitato di fatto che la Fiorentina fosse eliminata dal Monza nel suo primo match della gestione Commisso.

L'esultanza di Dusan Vlahovic dopo il gol all'Inter

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BS| 20 dicembre 2019

Appunti di viaggio

L'abbraccio con Montella un segnale da non sottovalutare quell’orgoglio di cui la città aveva assoluto bisogno. E’ corso poi ad abbracciare il suo allenatore, quel Montella che dopo la gara di Lecce lo aveva pubblicamente difeso e si è goduto quel momento a lungo atteso. Sì, perché quel ragazzone acquistato da Pantaleo Corvino nel gennaio 2018 e tesserato solo sei mesi dopo per via del suo status da extracomunitario aveva voglia di cominciare a prendersi il palcoscenico del calcio che conta. Aveva fatto la differenza Vlahovic, sempre più protagonista in maglia viola con la Primavera di Bigica un anno fa, ma serviva un passo in più, definito ulteriormente domenica sera. E’ stata la sua incoscienza a frenare un’Inter che, fin Ha segnato due volte lui ed ha fatto calare a Chiesa il tris, sfrutqui, in trasferta si era mostrata nella sua versione da schiactando il pugno di minuti concessi da Montella. Il primo gol è arrivato al minuto 35 della ripresa, il secondo al 41’, con l’assist ciasassi: sette vittorie su sette partite disputate lontano da calato tre giri d’orologio più tardi. Con il Cagliari, nonostante San Siro. Prima del Franchi, che comunque una piccola batla sonora sconfitta per 5-2, ha fatto lo stesso: alla mezz’ora del tuta d’arresto l’ha sancita. Vlahovic, adesso, ha solo bisogno secondo tempo, sfruttando un assist di Dalbert ha segnato il di spazio. Nel frattempo, Pedro, l'altro giovane acquistato in primo centro in campionato, prendendosi comunque la scena estate, potrà crescere ed abituarsi al calcio italiano con più poco dopo, al 42’, per una doppietta dal sapore di beffa, con il tranquillità. Dovrà essere bravo Montella a tenere gli equilibri resto della squadra completamente naufragata alla Sardegna del gruppo, intanto quel ragazzone che il primo gol al Franchi Arena. Gli mancava la rete al Franchi e se l’è presa di forza, l'ha dedicato al "babbo", come si dice a Firenze, punta solo a con un sinistro chirurgico, contro l’Inter, l’ennesima big frena- ripetersi. Magari già contro l'altra grande che sta arrivando, ta davanti al pubblico di casa, ed ha restituito in un secondo quella Roma che ora fa meno paura.

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BS| 20 dicembre 2019

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Brividi Sportivi

I Leoni di Wembley

Il 27 ottobre 1999, nel Tempio del Calcio la Fiorentina giocò una partita memorabile Quella vittoria ci fece capire che “si può” Si poté allora, si potrà di nuovo... Speriamo

• Massimo Mattei

T

re sconfitte. Brutte e umilianti. E’ vero che la Fiorentina in quella stagione a cavallo del nuovo millennio, 1999-2000 puntava molto se non tutto sulla Champion’s League, ma tre sconfitte sono tre sconfitte e Firenze è Firenze. Quella del Trap è una squadra di campioni, c’è Batistuta e c’è Rui Costa, c’è Chiesa, in porta c’è Toldo, ma ci sono anche Heinrich, Torricelli, Repka, Adani, Mijatovic, Cois, Balbo, Firicano, Pierini, una truppa imponente alla quale la piazza chiede gioco e risultati. E’ quindi un autunno caldo, fumantino quello che vede partire le truppe gigliate alla volta del tempio del calcio inglese: Wembley, la tana dei Gunners. All’andata al Franchi è finita a reti bianche, ma solo per i miracoli di Toldo. Ma è il 27 ottobre e sono in tanti i fiorentini arrivati in terra inglese, ma anche gli occhi della città tutta sono fissi sullo storico stadio dell’Arsenal. Trapattoni siede in panchina masticando le sue preghiere, accanto a lui c’è Luciano Dati, il massaggiatore burlone, mascotte della squadra e di Batistuta, un massaggiatore sui generis che tenta come sempre di dissacrare e stemperare la tensione. Il Trap ha disegnato una Fiorentina tosta e muscolare: davanti a Toldo ci sono Repka (a lui scappa sempre di chiamarlo ‘Rekpa’), Firicano, Pierini e Heinrich, la mediana è forte e dinamica con Di Livio, Rossitto e Cois, davanti c’è la miglior qualità che la viola può

schierare quell’anno con Rui Costa, Chiesa e Batistuta. Di là, agli ordini di Wenger ci sono i vari Seaman, Adamas, Vieira, Petit, Bergkamp, Overmars, Kanu e compagni. I viola partono con un modulo molto coperto, un classico trapattoniano 4-4 1-1, con Batistuta spesso troppo isolato là davanti, ma è Batistuta. I padroni di casa invece, forti del vantaggio psicologico, partiranno spingendo. Batistuta è solo e si sente frustrato, l’indole generosa lo spinge a dannarsi l’anima nel pressing, ma esagera e prende un giallo dopo pochi minuti per un’entrata su Dixon. Gli inglesi prendono il dominio del match collezionando occasioni. Il leitmotive della gara pare scontato: viola chiusi a riccio che ogni tanto la buttano là davanti nella speranza di un colpo dei propri campioni. Leitmotive scontato e anche un tantino deludente per i tifosi a Wembley e quelli davanti alla tv. Ma il Trap non è un gatto che finisce facile nel sacco e sa che se i suoi là dietro reggono, la spe-

ranza è sempre viva. E i suoi là dietro reggono eccome, anche se l’Arsenal aumenta il ritmo e colpisce anche un legno con Bergkamp. Ma il 74’ è l’ora in cui i leoni si svegliano nella savana. Firicano recupera una palla su Bergkamp alla trequarti e serve Chiesa il quale innesca il vivace Heinrich che s’avvia verso l’area avversaria. Da come corre il tedesco, pare voglia tirare in porta, invece confeziona per il re dei leoni, Batistuta che stazionava sulla destra dell’area dell’Arsenal. Bati controlla, scatta felino e dribbla Winterburn arrivando in una posizione dove vede la porta. La vede sì, ma più col suo genio calcistico che con gli occhi, perché l’angolazione in cui si trova l’attaccante è impossibile, di quelle che al massimo prendi l’esterno della rete o la mandi alle stelle. Ma come diceva il filosofo Vujadin Boskov: ‘grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri’. E Batistuta in quello spiraglio minimo vede un’autostrada e ci spedisce un rabbioso siluro che s’insacca all’angolino sotto il sette opposto. Lo stadio tinto di viola esplode e così la Firenze rimasta a casa. A suggellare la storica vittoria della Fiorentina arriva anche il miracolo di Toldo dieci minuti dopo, il portiere viola toglie con la manona un gol fatto a Kanu e dona il passaggio del turno alla squadra gigliata con l’Arsenal eliminato. E’ un sogno che si avvera, è una vittoria storica che finisce di diritto nell’album dei ricordi del cuore di ogni tifoso viola che la ricorda perché c’era e di ogni giovane tifoso cui viene raccontata. E’ la vittoria che certifica che ‘si può'. Che è possibile anche per la Fiorentina arrivare fin lassù, fino ad uno dei grandi templi del calcio per espugnarlo. E’ difficile, ma si può. Si poté allora. Si potrà nuovamente un giorno, speriamo.

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BS| 20 dicembre 2019

Corsi: “Serve programmazione”

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Parola all’esperto

“Occorre fare mercato Ma non per prendere un altro centravanti”

L’ex dirigente della Fiorentina degli anni ‘80: “Commisso ha dato solidità al club viola Ora ci vuole un altro step per arrivare in alto L’allenatore? Io non mi accanirei su Montella”

• Lucia Petraroli

T

ito Corsi è stato uno dei dirigenti più abili e importanti degli anni ‘80. La parte più significativa della sua esperienza professionale l’ha vissuta nei 5 anni alla Fiorentina. Era il maggio del 1980 quando la famiglia Pontello lo scelse per il ruolo di direttore generale della società. E con lui dietro la scrivania, i gigliati arrivarono a sfiorare clamorosamente lo scudetto nel 1982, arrivando secondi a un solo punto dalla Juve. Mentre nel 1984 colsero il terzo posto. A lui si devono gli acquisti di giocatori quali Pecci, Graziani, Vierchowod, Massaro, Passarella. Corsi ebbe anche il merito di iniziare le operazioni che portarono a Firenze altri futuri campioni come Baggio e Dunga. Oggi da profondo conoscitore dell’ambiente viola, gli abbiamo chiesto un giudizio sull’attuale Fiorentina in difficoltà. Tito Corsi, perché la Fiorentina ha un rendimento così negativo? “È difficile poter giudicare le cause di quest'inizio negativo di stagione. Le difficoltà possono nascere da molteplici aspetti: lo spogliatoio, il rapporto allenatore - rosa, la preparazione. Sulla carta la Fiorentina è una buona squadra. Quindi per risolvere i problemi andrebbe analizzato tutto in maniera molto chiara e dettagliata dall'interno”.

Tito Corsi (Foto twitter profilo Tito Corsi)

Montella è uno dei maggiori responsabili? “Le problematiche interne possono andare a scalfire anche il lavoro dell'allenatore. Un rapporto difficile anche con qualche giocatore può fare la differenza. Io non mi accanirei contro Montella, non possono essere solo sue le colpe. Nella mia esperienza solo una volta mi sono trovato in questa situazione, ma prima sono andato a cercare quale era la reale causa”.

Lei cambierebbe guida tecnica? “Non è facile trovare un allenatore che traghetti in questo momento la squadra. Montella ha un contratto di due anni. Se bisogna cambiare, va trovata una persona che faccia la differenza, che cambi davvero le cose”. Che partita sarà contro la Roma?

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| 17 | BS| 20 dicembre 2019 “Sarà una gara non facile, la Roma è una delle 4 formazioni più in salute di questo campionato. La differenza la faranno le motivazioni, che la Fiorentina in questo momento ha smarrito, e le può trovare solo dentro di sé. Speriamo in un inciampo di Dzeko e compagni”.

Parola all’esperto

Cosa pensa della nuova società targata Commisso? “Ha fatto tanto in poco tempo, lo sta dimostrando coi fatti, con gli investimenti, con l'assetto societario. Ha dato solidità. Ora serve una programmazione per arrivare a qualcosa di importante”. La Fiorentina andrà sul mercato a Gennaio? “Deve farlo. Anche solo per una questione ambientale e diplomatica. Ma non sarà facile. Si punta un centravanti, eppure io darei spazio a chi già abbiamo, hanno dimostrato qualcosa, la voglia di volercela fare. Vlahovic ha fatto un gran gol con l'Inter. Pedro sembra abbia recuperato, diamo spazio anche a lui. Il calcio brasiliano è diverso, il ragazzo ha bisogno di ambientamento, soprattutto dopo l'infortunio. In

giro le punte scarseggiano, soprattutto a livello italiano, non ce ne sono di disponibili”. Il futuro di Chiesa sarà in viola? “Non sarà a Firenze il suo futuro e aggiungo giustamente. Avrà la possibilità di essere ceduto a squadre che in questo momento gli competono. Un giorno sarà così anche la Fiorentina, ma non oggi”. Restyling Franchi o nuovo stadio? “In ogni caso si tratterà di un impegno molto grosso. Se si punta ad un investimento che giovi alla Fiorentina con cittadella produttiva ed annessi, ben venga. Altrimenti sistemiamo quello che abbiamo. Il Franchi è uno stadio bello, da migliorare”.


BS| 20 dicembre 2019

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Il cappellano

“Vorrei rivivere una notte come quella di Anfield” • Giacomo Brunetti

È

da anni la guida spirituale e non solo della Fiorentina. Don Massimiliano Gabbricci è una figura ormai riconosciuta nell’ambiente viola, dai giocatori ai dirigenti fino ai tifosi. E ci ha raccontato la sua Viola. Il momento della Fiorentina non è dei migliori. Ha avuto modo di vedere la squadra recentemente? “L’ho incontrata in occasioni di festa. Ho visto i ragazzi per il compleanno di Rocco Commisso che ha festeggiato i suoi 70 anni, per la festa di Natale in Santa Maria Novella e prima della partita contro l’Inter, quando sono andato in ritiro”. Come ha trovato il gruppo? “È un momento particolare, non facile. Con alcuni giocatori ho contatti frequenti, ci sentiamo spesso. A volte mi trovo a cena con alcuni di loro e riesco a sentire il polso della situazione: per loro non è semplice essere tranquilli adesso, ma c’è voglia di riemergere da questa situazione complicata. La determinazione c’è. A volte, chi più e chi meno, ci si scontra con la paura di sbagliare. Sono determinati a uscire da questa situazione”.

Don Massimiliano: “C’è tanta voglia di risalire” Gabbricci, il padre spirituale della Fiorentina: “Momento difficile, ma ho visto nei ragazzi forte volontà di riemergere da questa situazione Con Commisso e Barone rapporto splendido” Che rapporto ha con Rocco Commisso? “Bellissimo, ha grande considerazione di me. Lui come Barone. Ci sentiamo spesso: quando viene in Italia poi il contatto è continuo. Parliamo della Fiorentina e dei vari aspetti legati alla Viola. Tengono molto alla mia presenza e al contributo che posso dare. Conosco l’ambiente, ma al di là della figura spirituale hanno voluto conoscere che tipo di persona sono”. Il 9 dicembre erano 10 anni dall’impresa di Anfield: che cosa ricorda di quel periodo? “Dovevo andare a Liverpool, ma per motivi pastorali non partii. Ho ricordi vivi, la partita la vidi in televisione. E subito dopo i contatti telefonici con i grandi protagonisti. Tanti sono amici: Gila ma non solo. Ho ricordi bellissimi di quella serata, nella speranza di riviverli”. A quali calciatori è rimasto maggiormente legato negli anni? E ci sveli un ricordo particolare… “A livello di rapporto umano porto dentro una grande amicizia con diversi calciatori, ora molti hanno smesso. Nel rapporto con loro e con le famiglie, nell’averli preparati al matrimonio, sposati e averne battezzato i figli. Da Dainelli a Donadel, da Gilardino a Zauri fino a Cerci.

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Don Massimiliano Gabbricci

Ci sono tanti episodi intimi che tengo per me è porto nel cuore. Uno scambio di esperienze molto bello. Ricordo quando la squadra tornò a Firenze dopo la qualificazione in Champions League a Torino con il gol di Osvaldo: mi ricordo che ero con i dirigenti rimasti a Firenze, facemmo il giro dello stadio per vedere se fosse tutto a posto e attendere la squadra di ritorno dalla trasferta. Facemmo il bagno, fu un momento scherzoso e di gioia”.


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Ritorno 23/02/2020

Ritorno

Andata

19/01/20

01/09/19

2^ giornata

Ritorno 26/01/20

Costruzione e Restauro 3^ giornata

Andata 15/09/2019

0-1

Cagliari-Brescia

2-3

Atalanta-Torino

3-4

Brescia-Bologna

3-4

Fiorentina-Napoli

1-0

Bologna-Spal

0-0

Fiorentina-JUVENTUS

1-1

Verona-Bologna

1-2

Cagliari-Inter

1-2

Genoa-Atalanta

4-0

Inter-Lecce

2-1

Genoa-Fiorentina

0-1

Verona-Milan

0-1

Parma-JUVENTUS

4-3

JUVENTUS-Napoli

1-0

Inter-Udinese

3-3

Roma-Genoa

1-1

Lazio-Roma

2-0

Napoli-SAMPDORIA

0-3

SAMPDORIA-Lazio

0-1

Lecce-Verona

1-3

Parma-Cagliari

2-3

Spal-Atalanta

1-0

Milan-Brescia

4-2

Roma-Sassuolo

2-1

Torino-Sassuolo

4-1

Sassuolo-SAMPDORIA

2-1

Spal-Lazio

1-0

Udinese-Milan

1-3

Udinese-Parma

1-2

Torino-Lecce

Andata

7^ giornata

06/10/2019

Ritorno 01/03/2020

Andata

8^ giornata

20/10/2019

Ritorno

Andata

8/03/2019

27/10/2019

9^ giornata

Cagliari-Verona

3-1

Atalanta-Lecce

0-0

Brescia-Fiorentina

7-1

Atalanta-Udinese

2-0

JUVENTUS-Spal

2-2

Bologna-Lazio

2-0

Cagliari-Spal

2-1

Bologna-SAMPDORIA

4-0

Lazio-Genoa

-

Brescia-Sassuolo

2-1

JUVENTUS-Bologna

1-2

Fiorentina-Lazio

0-1

Lecce Roma

1-0

Fiorentina-Udinese

3-3

Lazio-Atalanta

3-1

Genoa-Brescia

1-3

Milan-Fiorentina

1-2

Genoa-Milan

2-2

Milan-Lecce

0-1

Verona-Sassuolo

2-1

Napoli-Brescia

2-0

Verona-SAMPDORIA

2-0

Napoli-Verona

2-2

Inter-Parma

3-2

Parma-Torino

1-2

Inter-JUVENTUS

5-1

Parma-Genoa

1-1

Lecce-JUVENTUS

1-3

sampdoria-Inter

1-1

Roma-Cagliari

0-0

SAMPDORIA-Roma

2-1

Roma-Milan

1-4

Sassuolo-Atalanta

1-0

Spal-Parma

3-4

Sassuolo-Inter

1-1

Spal-Napoli

1-0

Udinese-Bologna

0-0

Torino-Napoli

1-0

Udinese-Torino

1-1

Torino-Cagliari

Andata

12^ giornata

Ritorno 11/04/2020

Andata

13^ giornata

24/11/2019

Ritorno 19/04/2020

Andata

14^ giornata

01/12/2019

Ritorno 22/04/2020

Andata

15^ giornata

08/12/2019

Brescia-Torino

1-3

Atalanta-JUVENTUS

0-3

Brescia-Atalanta

3-2

Atalanta-Verona

5-2

Cagliari-Fiorentina

2-2

Bologna-Parma

4-3

Cagliari-SAMPDORIA

2-3

Bologna-Milan

2-1

Inter-Verona

1-0

Verona-Fiorentina

0-1

Fiorentina-Lecce

0-0

Inter-Roma

1-0

JUVENTUS-Milan

2-2

Lecce-Cagliari

0-1

Genoa-Torino

3-1

Lazio-JUVENTUS

4-2

Lazio-Lecce

1-1

Milan-Napoli

1-3

Verona-Roma

2-2

Lecce-Genoa

0-0

Napoli-Genoa

3-0

Roma-Brescia

2-1

Inter-spal

0-1

SAMPDORIA-Parma

2-0

Parma-Roma

2-1

SAMPDORIA-Udinese

2-2

JUVENTUS-Sassuolo

2-2

Sassuolo-Cagliari

0-0

SAMPDORIA-Atalanta

1-2

Sassuolo-Lazio

3-0

Lazio-Udinese

0-1

Spal-Brescia

3-1

Sassuolo-Bologna

1-1

Spal-Genoa

1-2

Napoli-Bologna

2-1

Torino-Fiorentina

0-0

Udinese-Spal

0-3

Torino-Inter

0-1

Parma-Milan

1-1

Udinese-Napoli

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Ritorno 26/04/2020

0-4

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Ritorno 15/03/2020

1-1

10/11/2019

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Ritorno

Andata

9/02/2020

25/09/2019

Ritorno 16/02/2020

CLASSIFICA Serie A

P

g

partite totali v n p

CLASSIFICA Serie A

P

g

partite totali v n p

2-2

Atalanta-Fiorentina

1-2

Brescia-JUVENTUS

1

Inter

39 16 12

3

1

11

Bologna

19 16

5

4

1-2

Bologna-Roma

2-1

Fiorentina-SAMPDORIA

2

Juventus

39 16 12

3

1

12

Verona

19 16

5

4

7

3-1

Cagliari-Genoa

0-0

Genoa-Bologna

36 16 11

3

2

13

Fiorentina

17 16

4

5

7

0-0

Verona-Udinese

Lazio

2-1

JUVENTUS-Verona

3

2-0

Lazio-Parma

1-0

Inter-Lazio

4

Roma

32 16

5

2

14

Sassuolo

16 15

4

4

7

1-4

Lecce-Napoli

0-1

Napoli-Cagliari

5

Cagliari

29 16

8

5

3

15

Lecce

15 16

3

6

7

0-2

Milan-Inter

1-0

Parma-Sassuolo

6

Atalanta

28 16

8

4

4

16

Sampdoria

15 16

4

3

9

1-0

SAMPDORIA-Torino

0-2

Roma-Atalanta

7

Parma

24 16

7

3

6

17

Udinese

15 16

4

3

9

3-0

Sassuolo-SPAL

1-3

Spal-Lecce

0-1

Napoli

21 16

5

6

5

18

Brescia

13 15

4

1

10

Udinese - Brescia

2-1

8

Torino-Milan

9

Torino

21 16

6

3

7

19

Genoa

11 16

2

5

9

11^ giornata

10

Milan

21 16

6

3

7

20

Spal

9

2

3

11

10^ giornata

30/10/2019

Ritorno 22/03/2020

Andata 03/11/2019

Ritorno 05/04/2020

Atalanta-Cagliari

1-2

Brescia-Inter

0-2

3-2

Cagliari-Bologna

1-2

Bologna-Inter

2-1

JUVENTUS-Genoa

1-1

Fiorentina-Parma

4-0

Lazio-torino

1-3

Genoa-Udinese

1-0

Milan-Spal

2-1

Verona-Brescia Lecce-Sassuolo

Classifica Marcatori

Andata

9

16

NOME

SQUADRA

RETI

RIGORI

1

Immobile

Lazio

17

6

2

Joao Pedro

Cagliari

10

2

3

Lukaku

Inter

10

3

4

Ronaldo

Juventus

9

3

5

Muriel

Atalanta

9

4

6

Berardi

Sassuolo

8

0

7

Martinez

Inter

8

2

Napoli-Atalanta

2-2

0-1

Parma-Verona

1-2

Milan-Lazio

1-1

SAMPDORIA-Lecce

2-1

Roma-Napoli

1-2

Sassuolo-Fiorentina

0-1

Spal-SAMPDORIA

8

Caputo

Sassuolo

7

0

0-4

Udinese-Roma

0-1

Torino-JUVENTUS

9

Belotti

Torino

7

4

2-2

Andata

16^ giornata

15/12/2019

Ritorno 03/05/2020

Andata

17^ giornata

22/12/2019

Ritorno 10/05/2020

Andata

18^ giornata

05/01/2020

Ritorno 17/05/2020

19^ giornata

Andata 12/01/2020

7

Ritorno 24/05/2020

2-1

Bologna-Atalanta

Atalanta-Milan

Atalanta-Parma

Cagliari-Milan

3-0

Brescia-Lecce

Fiorentina-Roma

Bologna-Fiorentina

Fiorentina-Spal

1-2

Cagliari-Lazio

Inter-Genoa

Brescia-Lazio

Verona-Genoa

1-1

Fiorentina-Inter

Lazio-Verona

Genoa-Sassuolo

Inter-Atalanta

0-1

Genoa-SAMPDORIA

lecce-bologna

JUVENTUS-Cagliari

Lazio-Napoli

3-3

Verona-Torino

Parma-Brescia

Lecce-Udinese

Parma-Lecce

3-1

JUVENTUS-Udinese

SAMPDORIA-JUVENTUS

Milan-SAMPDORIA

Roma-JUVENTUS

0-0

Milan-Sassuolo

Sassuolo-Napoli

Napoli-Inter

SAMPDORIA-Brescia

1-2

Napoli-Parma

Torino-Spal

Roma-Torino

Torino-Bologna

3-1

Roma-Spal

Udinese-Cagliari

Spal-Verona

Udinese-Sassuolo

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Assalto ai giallorossi

| 23 |

BS|20 dicembre 2019

Probabili formazioni

FIORENTINA – ROMA Stadio Artemio Franchi, 20.12.2019, ore 20.45

A

ltro giro, altra corsa. Dopo l’Inter, al Franchi arriva la Roma per un’altra sfida da

FIORENTINA 3-5-2

Chiesa Dalbert

Castrovilli

Vlahovic Badelj

Pulgar

Caceres

brividi per la Fiorentina di Mon-

69 Dragowski

Lirola

4 Milenkovic 20 Pezzella 22 Caceres

Pezzella

tella. L’allenatore viola cercherà

Dragowski

di recuperare a tutti i costi Fede-

21 Lirola 78 Pulgar 5 Badelj 8 Castrovilli 29 Dalbert 28 Vlahovic 25 Chiesa

Milenkovic

rico Chiesa per il quale, al momento della chiusura del nostro

Allenatore: Montella

giornale, non c’erano ancora certezze. Non dovesse farcela, spazio a Boateng. Per il resto la

A Disposizione: 1  Terracciano, 79  Cerofolini, 23  Venuti, 17  Ceccherini, 6  Ranieri, 27  Zurkowski, 15  Cristoforo, 24  Benassi, 10  Boateng, 11  Sottil, 18  Ghezzal, 9  Pedro.

formazione dovrebbe ricalcare quella schierata nell’ultimo turno di campionato, ad eccezione di Vlahovic, stavolta pronto a giocare dal primo minuto al centro dell’attacco. Dunque in difesa, davanti a Dragowski, il trio composto da Milenkovic, Pezzella e Caceres. A metà cam-

ROMA 4-2-3-1 13 Pau Lopez 24 Florenzi 20 Fazio 23 Mancini 11 Kolarov

perabile), Badelj e Pulgar. Sulle fasce, a destra Lirola e a sinistra Dalbert.

Pellegrini

21 Veretout 42 Diawara 22 Zaniolo 7 Pellegrini 8 Perotti

Zaniolo

Perotti Diawara Kolarov

9 Dzeko

po Castrovilli (anche lui in non perfette condizioni, ma recu-

Dzeko

Veretout Fazio

Florenzi

Mancini Pau Lopez

Allenatore: Fonseca

A Disposizione: 63  Fuzato, 45  Cardinali, 37  Spinazzola, 15  Cetin, 5  Juan Jesus, 17  Under, 77  Mkhitaryan, 19  Kalinic, 48 Antonucci.

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BS| 20 dicembre 2019 L’evento

| 24 |

Notte da Brivido a “La Nave sull’Arno”

Serata emozionante e divertente per festeggiare i 92 anni del giornale e per augurarsi buon Natale con tanti graditissimi amici • Tommaso borghini

U

na bella festa per augurarsi buon Natale e per festeggiare il compleanno del Brivido Sportivo, giunto alla veneranda età di 92 anni. La redazione del nostro giornale, insieme a tutti i collaboratori di SportMedia Group, SportManager Group e di In Viola, oltre a tanti e graditissimi amici, si è ritrovata al ristorante pizzeria “La Nave sull’Arno” per una serata dalle grandi emozioni nella quale, oltre allo squi-

sito cibo di uno dei locali fiorentini di maggiore tendenza, i protagonisti sono stati la musica e il ballo. Con un finale dedicato al Brivido attraverso una grande e buonissima torta di compleanno, accompagnata dalla melodia e dalle parole dell’immancabile Inno Viola. Nell’augurio che la nostra testata possa festeggiare altrettanti compleanni al fianco della Fiorentina, come è sempre stata dall’ormai lontano 1927.

Le immagini della cena di Natale del Brivido Sportivo e dei collaboratori di SportMedia Group, SportManager Group e di In Viola. Foto Leonardo Fricelli


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BS| 20 dicembre 2019

Fiorentina-Roma dalla A alla Zeta

| 26 |

L'alfabeto della partita

Giocatori, personaggi ed episodi che hanno fatto la storia delle sfide tra viola e giallorossi giocate allo stadio Artemio Franchi

Chiesa doppietta nella prima da ex al Franchi di Batistuta • Ruben Lopes Pegna

F

iorentina-Roma dalla a alla zeta con alcuni dei protagonisti delle sfide tra le due squadre e non solo.

ALESSANDRO GAMBERINI Segna con la maglia viola tre gol alla Roma al Franchi: uno nel match del

Gabriel Batistuta e Abel Balbo

2007/08 finito 2-2, un altro nella sfida del 2010/11 finita con lo stesso punteggio e l'ultimo nel 2011/12 quando la Fiorentina batte i giallorossi per 3-0

BALBO ABEL Il centravanti argentino gioca nella Fiorentina solo nella stagione 1999/00. Disputa 19 partite in campionato, realizzando 3 reti. E 3 gol li segna anche in Champions League. Nell'estate del 2000 torna alla Roma (nella quale aveva già militato in precedenza)con cui vince (da riserva lo scudetto). CHIESA ENRICO Il papà di Federico realizza una doppietta alla Roma (che conquisterà lo scudetto) nel match del campionato 2000/01 al Franchi vinto dalla Fiorentina per 3-1. Quella è anche la prima partita da ex di Batistuta (applaudito da una parte dei tifosi viola ma da una parte anche fischiato) e viene disputata di lunedì. Lo stadio è comunque pieno e nel settore giallorosso compare uno striscione molto ironico con la scritta "Semo tutti parrucchieri" (gli unici a non lavorare il lunedì). DE SISTI GIANCARLO E' il capitano della Fiorentina che vince, con Pesaola (ex ala giallorossa) in panchina, lo scudetto nel 1968/69. A Firenze conquista anche una Coppa Italia nella sua Roma (in finale con il Catanzaro) e una Mitropa Cup nella stagione 1965/66. Con i giallorossi, prima di passare ai viola, si era aggiudicato una Coppa delle Fiere e una Coppa Italia. ERIKSSON SVEN GORAN Allena la Roma. Poi viene alla Fiorentina che guida nelle stagioni 1987/88 e 1988/89. Nel suo secondo campionato a Firenze porta i viola in Coppa Uefa, battendo i giallorossi per 1-0 nello spareggio di Perugia.

FERRANTE UGO Il libero viola, prematuramente scomparso nel 2004 a soli 59 anni, si rompe una gamba nella partita con la Roma al Comunale del campionato 1971/72 vinta dalla Fiorentina di Liedholm per 2-0 con un autogol di Petrelli e una rete di Clerici. Stoicamente rimane in campo per alcuni minuti dopo l'infortunio. GALASSI ALBERTO Il centravanti viola realizza quattro reti alla Roma nel match giocato al Comunale il 2 ottobre 1949 e vinto dalla Fiorentina per 4-1. I primi tre gol tra l'altro li segna nei primi trentaquattro minuti di gioco. HUMBERTO MASCHIO La mezzala viola segna una doppietta alla Roma al Comunale nel match del campionato 1964/65 vinto dalla Fiorentina di Chiappella per 2-0. IORIO MAURIZIO Il centravanti disputa due campionati nella Roma con cui vince lo scudetto, con l'ex Liedholm in panchina, nel 1982/83. Gioca a Firenze nella stagione 1985/86 e in quella successiva fino a ottobre. Al suo attivo solo 25 presenze e un gol. JOVETIC STEVAN Segna su rigore il primo gol nella stagione 2011/12 quando la Fiorentina dell'ex allenatore laziale Delio Rossi batte al Franchi la Roma per 3-0.

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| 27 | chi al 92' nel match del campionato 2012/13, il primo dell'ex Montella sulla panchina viola. PRUZZO ROBERTO L'ex centravanti della Roma segna nella stagione 1988/89 contro la sua ex squadra il gol partita (1-0) nello spareggio di Perugia per accedere alla Coppa Uefa.

Nils Liedholm col presidente viola Ugolino Ugolini

KHOUMA EL BABACAR Segna il gol dell'1-2 al 94' nella sfida al Franchi del campionato 2015/16. Non basta, però, ad evitare la sconfitta. LIEDHOLM NILS Il tecnico svedese guida la Fiorentina per due stagioni, nel 1971/72 e nel 1972/73, portandola sempre in Coppa Uefa. Fa debuttare tra gli altri Antognoni in serie A. Con la Roma vince uno scudetto e tre Coppe Italia. MAGLIA VIOLA La Fiorentina la indossa per la prima volta (prima giocava con la casacca biancorossa) in una partita amichevole con la Roma disputatasi il 22 settembre 1929 allo stadio di via Bellini a Firenze. I viola perdono quello storico incontro per 3-0. NAKATA HIDETOSHI Vince lo scudetto con la Roma nel 2001/01 con Fabio Capello in panchina. Gioca con la Fiorentina nel campionato 2004/05 (20 presenze senza gol), il primo in serie A dopo gli anni del purgatorio in C2 e in B. OSVALDO Il giocatore che porta la Fiorentina in Champions League nel 2007/08 (suo il gol decisivo a Torino contro i granata all'ultima giornata) segna la rete che regala alla Roma la vittoria per 1-0 al Fran-

QUATTRO A UNO La Fiorentina di Cesare Prandelli batte i giallorossi con questo punteggio il 25 aprile 2009 dopo una partita fantastica. Per i viola apre le marcature Vargas. Poi Gilardino segna una doppietta prima del gol di Gobbi. RE LEONE Dopo i nove anni alla Fiorentina con cui vince una Coppa Italia (nel 1995/96) e una Supercoppa italiana (nel 1996), passa alla Roma nell'estate del 2000 e conquista subito il tricolore e poi un'altra Supercoppa italiana (nel 2001) proprio contro i viola. SUPERCHI FRANCO Il portiere di Allumiere, cittadina in provincia di Roma, vince lo scudetto da titolare con la Fiorentina nel 1968/69 e da riserva (di Tancredi) con la Roma nel 1982/83 a 39 anni. TONI LUCA Gioca due stagioni nella Fiorentina. Nella prima, nel 2005/06, vince la classifica dei cannonieri con 31 reti e la Scarpa d'oro. In quel campionato realizza due gol ai giallorossi, uno all'Olimpico e uno al Franchi (entrambi gli incontri terminano 1-1). Milita nella Roma da gennaio a giugno del 2010. UNICO DIECI Giancarlo Antognoni è a lungo corteggiato dal presidente della Roma Dino Viola tra la fine degli anni '70 e i primi anni '80 del secolo scorso. Ma Antonio alla fine rifiuta ogni proposta per restare a Firenze.Con le regole attuali avrebbe segnato una tripletta ai giallorossi nel match giocato al Comunale • continua a pag 28

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BS| 20 dicembre 2019 L’alfabeto della partita

Liedholm, il "Barone" che fece debuttare Antognoni

Maurizio Iorio


BS| 20 dicembre 2019

| 28 | ToGHE VIOLA

L’alfabeto della partita

Superchi, il portiere dei due Scudetti viola e giallorosso

E’ vero che una rondine non fa primavera, però...

• segue da pag 27

il 5 aprile 1980 e vinto dalla Fiorentina dell'ex laziale Carosi per 3-1. Il terzo gol di Antognoni viene, però, considerato come autorete del difensore della Roma

• Andrea Vascellari

C

i avviciniamo all'ultima partita dell'anno che vedrà impegnata la nostra squadra al

Franchi contro la Roma e ci portiamo dietro il ricordo dell'incontro che la Viola ha avuto con l'Inter. Una partita che, sebbene non abbia dato completi segni di guarigione da parte della squadra, sicuramente è stata più piacevole e più fluida ri-

Franco Superchi festeggia lo Scudetto viola con Bruno Pesaola

Santarini (sarà il secondo di Erikssson, quando il tecnico svedese siederà sulla panchina viola). VIRGILI GIUSEPPE Segna il primo gol alla Roma al Comunale l'8 dicembre 1955 nel match vinto dalla Fiorentina per 2-0 grazie anche a un autogol di Losi nel finale. In quella stagione la Fiorentina conquisterà il suo primo scudetto. WILLIAM VIALI Il difensore gioca contro la Roma all'Olimpico la prima partita dell'era Della Valle in serie A nel

2004/05. Ma dopo appena 14 minuti viene espulso. X Nel senso di pareggi. Sono stati 32 nelle 79 partite casalinghe di campionato anche se una, quella del 1947/48, alla prima giornata, viene giocata a Siena, per la squalifica del Comunale e vinta dalla Fiorentina per 1-0 con un gol di Bortolotto all'89'.

spetto alle precedenti. La squadra, pur lamentando gli stessi inconvenienti che dall'inizio dell'anno si trascina, ha dato comunque la consapevolezza di voler aggiustare il risultato che l'ha vista soccombere sino al 92'. Oggi si parla, come sicu-

Le lacune della squadra non sono certo svanite con una sola partita, in particolare mi riferisco alle carenze del centrocampo dove manca un uomo di peso, di movimento, dal tiro da fuori area in quanto sia Badelj che Pulgar sono troppo simili nel gioco e a volte, non riescono a sveltire la manovra o a dare quell'impeto al centrocampo che altre squadre, pur con giocatori più modesti riescono a primeggiare. Interessante e da riprovare in altra occasione, la collocazione di Boateng come attaccante puro, utilizzato unitamente a Chiesa o a Vlahovic in quanto ha dato modo ai difensori avversari di duellare per tutta la par-

ramente è stato, di un pareggio rag-

tita e, a volte, prevalere sotto porta

giunto per la prodezza di un giocato-

nei colpi di testa.

re ancora giovane e che avrà un futu-

In complesso una formazione più

ro sicuro ma se ci limitiamo a ridurre

accattivante che, spinta da una mag-

l'effetto risultato solo a tale episodio,

giore intraprendenza ed un maggior

non siamo onesti nell'ammettere

coraggio ad osare, potrebbe far risa-

ZANETTI CRISTIANO Cresciuto nelle giovanili viola, vince lo scudetto con

che questo è avvenuto anche grazie

lire le sue quotazioni raggiungendo

ad un collettivo che ha tenuto testa

un posto in classifica di maggior

la Roma nel 2000/01.

all'Inter fino al pareggio.

spessore.

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BS| 20 dicembre 2019

| 30 |

Una partita una storia

Pruzzo, una rete contro il passato Il 30 giugno 1989 la Fiorentina sfida la Roma nello spareggio per accedere alla Coppa Uefa La gara la decide un grande bomber, ex di turno che in viola segnerà soltanto quel gol

Roberto Pruzzo

Sul neutro di Perugia vincono i gigliati allenati da Eriksson • Tommaso Borghini

C’

era una volta la Coppa Uefa, una manifestazione prestigiosa nella quale i club italiani erano spesso protagonisti. Già, perché quella coppa era molto diversa dall’Europa League, la sua sorellastra di oggi. In Uefa, infatti, si qualificavano le migliori classificate del campionato ad eccezione della squadra campione d’Italia che disputava la Coppa dei Campioni e della vincitrice della Coppa Italia che veniva inserita nella Coppa delle Coppe. Alla fine della stagione 1988-89, la Fiorentina giunge settima a pari merito con la Roma, ma grazie alla contemporanea vittoria della Sampdoria

in Coppa delle Coppe e del Napoli in Coppa Italia, ha la possibilità di giocarsi lo spareggio con i giallorossi per accedere alla Coppa Uefa. Lo stadio prescelto è il Curi di Perugia (un impianto che si rivelerà molto fortunato per i colori viola, anche nella stagione successiva). L’allenatore è Sven Goran Eriksson, ex tecnico proprio della Roma, che aveva guidato per tre stagioni, fino al 1987. Tra i gigliati c’è anche un altro grande ex giallorosso: Roberto Pruzzo, detto o’Rey di Crocefieschi per la sua straordinaria media gol: ben 138 reti nei suoi 10 anni trascorsi nella Capitale. Un bomber ormai sul viale del tramonto che, a 34 anni, aveva scelto Firenze come ultima tappa del suo lungo viaggio calcistico, lasciando Roma dove restava (e resta tutt’oggi) amatissimo. Succede che il 30 giugno, il giorno dello spareggio, Borgonovo (il centravanti titolare della Fiorentina) non è disponibile, così Eriksson decide di schierare proprio Pruzzo, mai a segno nelle 13 presenze in campionato. La Fiorentina scende in campo con la seguente formazione: Landucci, Mattei, Carobbi, Dunga, Battistini, Pin, Salvatori, Cucchi, Pruzzo, Baggio, Di Chiara. La Roma, allenata dal “Barone” Nils Liedholm, risponde con Tancredi, Tempestilli, Nela, Manfredonia, Collovati, Di Mauro, Gerolin, Desideri, Voller, Giannini, Massaro. I viola non sono certo i favoriti, tanto è vero che nell’ultima sfida di campionato, giocata un mese prima a Roma, erano usciti nettamente sconfitti. Ma la Fiorentina ha Roberto Baggio ed è proprio il numero 10 viola che, al 14’, pennella un assist delizioso per il suo improvvisato compagno di reparto. La palla scavalca Tancredi e Pruzzo può saltare indisturbato e infilare, di testa, nella porta sguarnita. Il bomber esulta, eccome se esulta… a quei tempi non era in voga la moda (ipocrita) di

non festeggiare i gol contro le proprie ex squadre. E festeggiano anche i tanti tifosi viola assiepati sulle tribune dello stadio perugino. La Roma reagisce di rabbia e nella ripresa sfiora più volte il pareggio. I giallorossi perdono anche la testa, soprattutto “il Principe” Giannini che viene espulso nel finale. Dopo il triplice fischio dell’arbitro Pezzella di Frattamaggiore, esplode la gioia gigliata. Nessuno ancora lo sa, ma l’avventura in Coppa Uefa, le cui gare casalinghe si giocheranno al Curi per il lavori di ristrutturazione al Franchi, sarà esaltante. La Fiorentina cavalcherà l’Europa, incredibilmente, fino a quella “sporca” finale contro la Juventus del 1990. Ma questa è un’altra storia.

Sven Goran Eriksson

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Ricordando Giovanni Bertini

| 31 | BS| 20 dicembre 2019 Brivido nella storia

Difensore roccioso e pupillo di Mazzone era un doppio ex di Roma e Fiorentina E' scomparso il 3 dicembre scorso stroncato dalla Sla a 68 anni • Ruben Lopes Pegna

E

ra un buon difensore Giovanni Bertini, scomparso il 3 dicembre scorso a 68 anni, vittima della Sla, la sclerosi laterale amiotrofica. Era la stessa malattia che aveva colpito anche Stefano Borgonovo, deceduto nel 2013. Bertini che si era ammalato tre anni fa aveva giocato anche nella Fiorentina nella stagione 1975/76. Firenze era nel suo destino. Al Comunale, infatti, appena diciottenne debuttò in serie A nella Roma di Helenio Herrera il 14 dicembre 1969. Il match tra i viola di Pesaola che giocavano con lo scudetto sulla maglia e i giallorossi terminò in parità, 2-2. Bertini giocò la partita con la maglia numero due. Doveva controllare Amarildo. E l'inizio della sua partita fu difficile. Dopo ventotto minuti proprio il fantasista brasiliano portò in vantaggio la Fiorentina. Ma Bertini non si scoraggiò e comunque la Roma raddrizzò il match. Nella ripresa

Fece parte della rosa viola che vinse la Coppa di Lega Italo-Inglese

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al 9' pareggiò Cappelli e, dopo il nuovo vantaggio viola con Chiarugi al 14', Cappellini a otto minuti dal novantesimo firmò il gol del definitivo 2-2. Nella Roma il giovane Bertini giocò due stagioni (1969/70 e 1970/71), collezionando 9 gettoni di presenza in campionato, prima di passare all'Arezzo. Tornò nel club giallorosso, disputando 20 gare nel 1972/73 e nel 1973/74 fino ad ottobre quando andò a Taranto. L'anno dopo (1974/75) fu quello della svolta positiva della sua carriera. Ad Ascoli, con Carletto Mazzone in panchina, disputò 15 partite. E il tecnico romano capì che quel difensore forte e roccioso, capace di fare il terzino ma anche all'occorrenza lo stopper (uno dei difensori centrali dei nostri tempi, quello addetto al controllo del centravanti avversario) avrebbe potuto ambire a squadre più importanti. Così quando nella stagione 1975/76 Mazzone approdò alla Fiorentina (che, ironia della sorte, debuttò proprio ad Ascoli, perdendo 1-0) chiese l'acquisto di Giovanni Bertini. Non aveva la maglia da titolare l'ex giallorosso. Ma si ritagliò ugualmente il suo spazio in una difesa dove c'erano giocatori forti come Roggi, Galdiolo, Della Martira, Ennio Pellegrini e Tendi. Bertini disputò 10 gare, un terzo del totale visto che le giornate di campionato allora erano 30. Il suo debutto avvenne a San Siro con l'Inter il 30 novembre 1975, in una partita persa dalla Fiorentina per 1-0 per un gol di Boninsegna al 90'. Subentrò a Roggi al 66'. La prima da titolare Bertini la disputò la settimana dopo (il 7 dicembre) contro la sua Roma al Comunale, in una gara vinta dai viola per 2-0 con reti di Antognoni e Desolati.

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GIovanni Bertini in maglia viola

E all'Olimpico con i giallorossi giocò anche la sfida di ritorno finita 2-2 (gol viola di Antognoni e Casarsa). L'ultimo suo incontro in campionato Bertini lo disputò a Torino contro i granata, campioni d'Italia in carica, il 18 aprile 1976, la domenica di Pasqua. La Fiorentina perse 4-3 e l'ex giallorosso fu sostituito da Pellegrini alla fine del primo tempo. Bertini giocò anche una partita di Coppa Italia, la prima del girone finale a Genova con la Sampdoria il 9 giugno 1976. Il match finì 3-3, con la Fiorentina che era andata in vantaggio per 3-0. L'ex giallorosso realizzò il primo gol, l'unico con la maglia viola (di Rosi gli altri due). Finì lì la sua avventura in maglia viola, durante la quale si tolse la soddisfazione comunque di far parte della rosa che il 10 dicembre 1975 conquistò a Londra contro il West Ham la Coppa di Lega italoinglese.


BS| 20 dicembre 2019

| 32 |

Amarcord

Nel 1931-32 il primo successo sulla Roma della storia viola

Badelj - gol per l’ultimo acuto

La vittoria al Franchi coi giallorossi in campionato manca dal 18 settembre 2016 Quel giorno fu decisivo il croato con una botta dai venticinque metri Badelj esulta

E'

finita in parità, 1-1, l'ultima sfida tra Fiorentina e Roma giocatasi al Franchi nello scorso campionato. Al gol di Veretout su rigore nel primo tempo, rispose Florenzi a cinque minuti dalla fine. TRIONFO IN COPPA ITALIA Quella odierna è, comunque, la seconda partita dell'anno solare 2019 al Franchi tra le due squadre. Il 30 gennaio nel match (in gara secca) dei quarti di finale i viola batterono i giallorossi per 7-1, grazie a una tripletta di Chiesa, a una doppietta di Simeone e ai gol di Muriel e Benassi. L'ULTIMA SCONFITTA VIOLA AL FRANCHI Fu il brasiliano Gerson, futuro giocatore gigliato, il protagonista del match perso dalla Fiorentina di Pioli per 4-2 il 5 novembre 2017. Il centrocampista brasiliano realizzò, infatti, una doppietta in un match emozionante. Portò in vantaggio i giallorossi dopo 5 minuti. Poi al 9' ci fu il pareggio di Veretout. Ma Gerson alla mezzora andò ancora a segno prima del 2-2 di Simeone al 39'. Nella ripresa Manolas al 5' e Perotti al 42' realizzarono le altre due reti dei giallorossi. L'ULTIMA VITTORIA VIOLA IN CAMPIONATO Risale al 18 settembre 2016. La squadra di Paulo Sousa si impose per 1-0 con un gol di Milan Badelj a sette minuti dal novantesimo. Il centrocampista croato segnò con un tiro da 25 metri con Kalinic in fuorigioco (attivo o passivo a seconda dei punti di vista).

EX O FUTURI GIALLOROSSI NEI DUE SCUDETTI DELLA FIORENTINA Tra i viola che si laurearono campioni d'Italia per la prima volta nella stagione 1955/56 c'era innanzitutto l'allenatore Fulvio Bernardini, che era stato prima giocatore e successivamente tecnico dei giallorossi. E poi c'era un ragazzino, Sergio Carpanesi, allora una semplice riserva, che sarebbe approdato in seguito alla Roma. Nella Fiorentina che tredici anni più tardi, nel campionato 1968/69, conquistò il secondo scudetto c'era un altro ex giallorosso in panchina.

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• Ruben Lopes Pegna

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L'allenatore Bruno Pesaola, infatti, aveva giocato nella Roma. E poi c'erano il capitano Giancarlo De Sisti, ex e futuro centrocampista giallorosso nonché futuro tecnico viola, Amarildo, che sarebbe approdato nella capitale nell'estate del 1970 e il portiere Franco Superchi.

GLI EX ATTUALI Nelle file della Roma sono quattro. Nicolò Zaniolo e Gianluca Mancini hanno militato nelle giovanili viola, senza mai debuttare in prima squadra. Nikola Kalinic e Jordan Veretout hanno disputato entrambi due campionati a Firenze. Kalinic ha giocato nel 2015/16 e nel 2016/17 (68 partite di campionato e 27 gol), Veretout nel 2017/18 e nel 2018/19 (69 gare di campionato e 13 reti). LA PRIMA VITTORIA La Fiorentina ottenne il primo successo sulla Roma in serie A nel suo primo incontro nel massimo campionato. Era il 1931/32. I viola si imposero per 3-1 in rimonta. Dopo il gol dell'ex Volk segnarono Rivolo, Prendato e Petrone.

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Amarildo, il brasiliano yè-yè Campione del Mondo col Brasile nel 1962 a Firenze vinse lo Scudetto da protagonista Dopo tre stagioni trascorse in maglia viola indossò per due anni la casacca giallorossa • Ruben Lopes Pegna

Q

uando viene acquistato dal Milan nell'estate del 1967, molti, tra cui chi scrive, storcono la bocca. Per avere Amarildo la Fiorentina cede al club rossonero Kurt Hamrin, una delle bandiere della squadra viola di cui è tra l'altro il capitano. Inoltre paga pure un conguaglio di ottanta milioni di lire. Tanta roba insomma. Comunque Amarildo personaggio è unIl giocatore molto bravo, un fantasista dotato di un tiro forte e preciso. E' un vero campione. Anzi un campione del mondo, visto che nel 1962 in Cile, ha trascinato la sua nazionale, nella quale ha giocato al posto dell'infortunato Pelè, alla conquista del titolo (segna anche un gol nella finale con la Cecoslovacchia vinta dai carioca per 3-1). La sua avventura in maglia viola in campionato comincia alla grande. Segna una doppietta, nel match d'esordio al Comunale, con il Varese il 24 settembre 1967, vinto dalla Fiorentina di Chiappella per 3-1 (di Maraschi l'altro gol). Rildo indossa quel giorno la casacca numero nove, anche se non è un vero centravanti. Dicembre è il suo mese. Realizza una rete a Firenze con l'Inter nell'incontro finito 1-1 e un'altra a Genova nella partita con la Sampdoria terminata anch'essa 1-1. E poi ancora segna il primo gol al Comunale il giorno di San Silvestro (allora si gioca anche l'ultimo dell'anno) nell'incontro con il Mantova che la Fiorentina (sulla cui panchina siedono Ferrero e Bassi dopo l'esonero di Chiappella) si aggiudica per 2-0 (di Maraschi l'altra rete). E' il suo ultimo gol del campionato. Infatti la settimana dopo, il 7 gennaio 1968, a Ferrara con la Spal (dove i viola perdono per 1-0, puniti da un gol dell'ex Rozzoni), Amarildo si frattura il perone. Rientra in squadra a fine stagione ma senza riuscire più a regalare altre gioie ai tifosi gigliati. Poi va in Brasile per le vacanze. Ma da lì non risponde alla convocazione della società per il ritiro, anche su consiglio della sorella Nicea (una sorta di procuratore di quei tempi) che cura i suoi rapporti economici. Alla fine comunque il direttore sportivo Carlo Montanari e il

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Amarildo al suo arrivo a Firenze

nuovo allenatore viola Bruno Pesaola lo convincono a tornare a Firenze. Il "petisso" gli dà subito fiducia e, nonostante in tutta l'estate giochi solo una gara in Coppa Italia con il Pisa, lo manda in campo alla prima di campionato all'Olimpico con la Roma. Amarildo (che nel frattempo indossa la maglia numero undici) lo ripaga alla grande. Gioca una gara straordinaria e segna il gol del pareggio al 13' del secondo tempo nella partita poi vinta dalla Fiorentina per 2-1 grazie a un gol Maraschi a cinque minuti dalla fine. E' il 29 settembre 1968. Quel giorno inizia la lunga cavalcata viola verso la conquista del secondo scudetto. Amarildo è uno dei protagonisti di quell'annata meravigliosa. Segna ancora altre cinque reti: alla Sampdoria al Comunale (nel match vinto per 1-0), a San Siro con l'Inter (successo viola per 2-1 grazie anche a un gol di Chiarugi) e poi ancora con il Napoli a Firenze (vittoria gigliata in rimonta per 2-1 con rete anche di Rizzo). Il gol capolavoro, però, lo realizza all'Arena Garibaldi il 12 gennaio 1969. Quel giorno si disputa il primo derby in serie A tra Pisa e Fiorentina. Lo risolve Amarildo con una rete su punizione (i calci da fermo sono una delle sue specialità) sul finire del primo tempo di un match che la squadra di Pesaola vince per 1-0. Poi il campione brasiliano segna di nuovo su rigore all'ultima giornata nella partita con il Varese al Comunale vinta per 3-1 dalla Fiorentina, già campione d'Italia da una settimana. Amarildo è protagonista in Coppa dei Campioni nella stagione successiva (1969/70), l'ultima da lui trascorsa in riva all'Arno. Segna due delle sei reti complessivamente realizzate dai viola in questa competizione. Le realizza entrambe in trasferta: a Vaxjo, in Svezia, nei sedicesimi di finale, e a Kiev, in Unione Sovietica negli ottavi. La Fiorentina vince tutte e due le partite per 2-1 e verrà eliminata solo nei quarti di finale dal Celtic. In campionato Rildo realizza cinque reti, ma salta diverse partite per squalifica (le espulsioni, per lo più dopo provocazioni degli avversari sono uno dei suoi punti deboli). Segna alla Roma, dove si trasferisce alla fine di quella stagione, nel match del Comunale

E' stato anche il secondo di Lazaroni nel 1990 finito 2-2 e a San Siro con il Milan, il suo primo club italiano dove i viola perdono 4-2. E poi va in gol a Brescia (successo viola per 2-1) e a Firenze con il Palermo (vittoria viola per 3-1). Le sue reti le realizza in quattro giornate consecutive. L'ultima sua rete in maglia viola la sigla, invece, alla Lazio al Comunale il 15 febbraio 1970, quando la formazione di Pesaola supera i biancazzurri per 2-0. L'ultima sua gara in campionato con la Fiorentina la disputa all'Olimpico con la Roma (ironia della sorte) il 5 aprile 1970. I viola vincono per 1-0 con una rete di Rizzo su rigore. E proprio all'Olimpico, con i giallorossi di Helenio Herrera, contro la Fiorentina il 27 settembre 1970, disputa la sua prima gara di campionato da giocatore della Roma. Quel giorno indossa la maglia con il numero nove, lo stesso del giorno del suo debutto a Firenze tre anni prima. I viola vincono per 1-0 con un gol di Chiarugi nel primo tempo ma Amarildo fa tremare la sua vecchia squadra con un gran tiro che si stampa sulla traversa. Il brasiliano che in tre stagioni a Firenze realizza 21 gol (16 in campionato) in 85 partite (62 in serie A) rimane a Roma nel 1970/71 e nel 1971/72, segnando 11 gol in 42 gare ufficiali. Uno di questi gol lo sigla al Comunale il 31 gennaio 1971 nella prima partita di Oronzo Pugliese sulla panchina viola. Amarildo, nel match finito 2-2, realizza su rigore la rete del momentaneo vantaggio giallorosso. A Firenze torna nell'estate del 1990, come secondo di Sebastiao Lazaroni, l'ex commissario tecnico della nazionale brasiliana. In campionato esordisce sulla panchina viola il 9 settembre di quello stesso anno. Il calendario gli riserva un debutto particolare. Sembra un segno del destino. La sua Fiorentina gioca, infatti, all'Olimpico con la Roma. Il risultato, purtroppo, è la nota stonata di quell'amarcord, perché i viola perdono 4-0. La sconfitta per 1-0 con la Roma a Firenze il 29 settembre dell'anno dopo (23 anni esatti dopo l'inizio del campionato del secondo scudetto), invece, segnerà la fine del rapporto di Lazaroni e dunque di Amarildo con la Fiorentina.


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Brivido in rosa

• BRUNELLA CIULLINI

L'

esordio stagionale è stato più che convincente a dimostrazione di quanto la Fiorentina Women's tenga alla Coppa Italia. Una competizione che è nelle sue corde come dimostrano i brillanti risultati inanellati in questi ultimi anni: due volte la squadra viola è riuscita a mettere il prestigioso trofeo in bacheca, la prima è stata nella stagione 2016-17 contrassegnata anche dalla conquista del titolo. Poi il bis nella stagione successiva (2017-18) a certificare un dominio assoluto. Infine in quella passata la Fiorentina è approdata di nuovo in finale (terza consecutiva) anche se poi ha dovuto lasciarla... nelle mani di quella che è già diventata la storica rivale, la Juventus, vittoriosa in aprile per 2-1 in un duello che sta sempre più contrassegnando il calcio femminile in Italia. Nonostante la sconfitta contro la formazione bianconera quello di Alia Guagni e compagne in Coppa Italia è stato fino ad adesso un cammino entusiasmante. E naturalmente non è finita. Perché anche quest'anno la squadra viola punta a ritagliarsi un ruolo da protagonista. Il che significa non solo cercare di arrivare fino in fondo alla competizione ma soprattutto riuscire a portarsi a casa l'ambito trofeo: sarebbe il terzo della storia recente del club. Se non è un record, poco di manca. Come detto l'esordio stagionale - avvenuto qualche giorno fa in trasferta - è stato bagnato da un successo netto, rotondo, una vera goleada, cinque reti con cui è stato travolto il Ravenna in gara secca. Una vittoria indiscutibile che è valsa la qualificazione agli ottavi di finale. Le giocatrici viola si sono imposte mettendo in campo tutte le loro qualità, grinta, determinazione, classe. E fra le curiosità emerse in quei 90' il fatto che la squadra di Antonio Cincotta sia andata a segno

Le regine di Coppa

Debutto-show in Coppa Italia per la Fiorentina Women's che punta a conquistare la sua terza edizione del trofeo con cinque giocatrici diverse: Bonetti, Mascarello, Thogersen, Parisi su rigore e Lazaro. Questo significa che la Fiorentina dispone di più alternative per arrivare in area di rigore e colpire l'avversaria di turno, una dote che può aiutarla a superare le molte insidie che questa impegnativa stagione può presentare. Altro aspetto positivo di questa partita è che Cincotta nell'occasione ha schierato tante giovani capaci di mettere in mostra personalità e motivazione. "Tutta la squadra ha dato un'ottima risposta - ha evidenziato il tecnico - Le ragazze del nostro settore giovanile si sono fatte trovare pronte con idee e intensità". Fra le protagoniste Mascarello: "Ogni partita si sta confermando difficile e quella con il Ravenna non è stata di meno al di là del risultato che potrebbe far pensare il contrario. C'è sempre in agguato il rischio di sbagliare l'approccio ed è un errore che può costare caro. Per fortuna io e le mie compagne siamo state brave perché fin dall’inizio abbiamo imposto il nostro gioco. Bisogna continuare su questa strada". E il riferimento è anche al campionato. Intanto il prossimo avversario in Coppa Italia per Mascarello & c. sarà il Milan di capitan Giacinti: doppia sfida andata e ritorno valida per i quarti in programma a febbraio. Una doppia sfida tosta quanto fascinosa. Nell'attesa la Fiorentina si è goduta il 5-0 di Ravenna assaporando pure una bella rivincita: come ha ricordato Cincotta "quella squadra ci eliminò 5 anni fa proprio agli ottavi e negli anni a seguire in campionato ci ha spesso strappato punti pesanti. Anche per questo non abbiamo preso sottogamba la partita: la storia insegna che se lo facciamo riceviamo solo delusioni. Bisogna dunque - la raccomandazione dell'allenatore -

Paloma Lazaro

mantenere sempre alta la concentrazione ed evitare di abbassare la guardia". Raccomandazione che andando avanti andrà seguita alla lettera visto che il sorteggio stavolta non è stato benevolo con le viola: rispetto alle precedenti edizioni nel loro tabellone ci sono tutte le big esclusa la Juve. Ciò vuol dire che il percorso s’annuncia assai più complicato e richiederà ancor più energia e determinazione. Questa Fiorentina però ha abituato bene, possono capitare giornate storte ma complessivamente il livello delle sue prestazioni finora si è sempre confermato alto. Ecco perché le giocatrici viola puntano a confermarsi regine di coppa.

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BS| 20 dicembre 2019

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medicina e chirurgia

Rumori mandibolari? click durante l’apertura della bocca? Ecco probabili cause e terapie.

• domenico valente

C

apita spesso di avvertire dei rumori durante la masticazione, il tipico click ogni qualvolta si apre la bocca. Niente di grave, avvertire questo fastidio è abbastanza comune e può derivare da problematiche legate all'articolazione temporo mandibolare. L’articolazione temporo-mandibolare, che entra in azione quando si mangia, si deglutisce, si sbadiglia e si parla, è costituita dalla parte finale dell’osso della mandibola detta condilo, che si inserisce in una cavità dell’osso temporale del cranio, la fossa glenoidea. Tra queste due strutture si trova un cuscinetto di tessuto fibrocartilagineo, il cosiddetto disco articolare o menisco, che serve a far combaciare i due capi articolari e a rendere più fluidi i movimenti. Se per qualche particolare motivo questo disco non si trova nella sua posizione naturale e ad ogni movimento continua a scivolare in avanti, il condilo perde aderenza con questa capsula e, quando la bocca si apre e si chiude, si sente un fastidioso scrocchio,il cosiddetto "click". Il rumore avvertito, che viene descritto come uno scroscio articolare talvolta accompagnato anche da una sensazione dolorosa acuta, è quindi causato da una mancanza di coordinazione tra il disco articolare, responsabile della scorrevolezza della mandibola, e il condilo, che si relaziona con il cranio e va a creare la zona di movimento. Ma perché in alcune il disco articolare va fuori posto, scatenando il fastidioso rumore? I fattori che determinano questo problema sono molteplici, ma sicuramente la causa principale è rappresentata da una malocclusione, che si instaura quando le due arcate dentarie non combaciano perfettamente. Ciò accade soprattutto in presenza di anomalie di sviluppo del massiccio facciale, come il progenismo e il prognatismo. Nel primo caso si ha un ipersviluppo della mandibola, che da un aspetto con mento ben rappresentato, mentre nel secondo caso la mandibola è iposviluppata o ruotata posteriormente, con l’arcata dentaria superiore più sporgente di quella inferiore. In entrambe le situazioni l’individuo, proprio a causa della sua conformazione anatomica, si ritrova in un’alta percentuale dei casi a dover fare i conti con lo scatto mandibolare, che può insorgere anche in età adulta e non necessariamente durante l’infanzia. Questo disturbo si può verificare anche in seguito alla perdita dei denti posteriori, specialmente negli anziani, in chi ha subito un trauma, come il classico colpo di frusta o in coloro che soffrono di bruxismo. Il serramento continuo è un atto motorio svolto inconsapevolmente soprattuto durante le ore notturne, provocando tensioni muscolari, un’usura della superficie dentale e un progressivo disallineamento delle arcate, che a lungo andare può compromettere la posizione del disco articolare. Ignorare il disturbo, che inizialmente tende a essere banalizzato da molti, può portare a problemi più seri. C' è il rischio che si possa sviluppare dolore e infiammazione e che tale situazione si cronicizzi dando luogo a fenomeni artrosici, che non solo aggravano il quadro clinico ma scatenano anche dolori intensi (simile ad una emicrania) e un senso di pulsazione davanti all’orecchio (sensazione di sabbia nelle orecchie). Quindi, se il click si ripete e magari è accompagnato anche da fitte fastidiose, bisogna rivolgersi quanto prima ad un chirurgo maxillo facciale e ad uno gnatologo, che si occupa dello studio della posizione delle arcate dentali e delle funzioni dell’articolazione temporo-mandibolare, con un’attenta valutazione clinica, sono in grado di mettere a fuoco il

problema. Generalmente la diagnosi di dislocamento del disco richiede la sola palpazione della mandibola quando si apre la bocca,ma il ricorso a indagini più approfondite, in particolare la risonanza magnetica a bocca aperta e chiusa ed una ortopanoramica possono aiutrare a chiarire qualsiasi dubbio sulle cause del problema. Attualmente il click mandibolare può essere risolto con diversi trattamenti: se il disturbo è in fase iniziale, lo specialista ritiene che sia ancora reversibile e non è subentrata alcuna patologia artrosica, si può intraprendere un percorso conservativo che prevede l’utilizzo di un particolare bite, cioè un apparecchio realizzato su misura e che va indossato per tutto il tempo richiesto dal medico, in associazione a farmaci miorilassanti e analgesici, che riducono la tensione muscolare e contrastano il dolore. Questo dispositivo è in grado di ricollocare il menisco nella sua sede naturale e stabilizzare la posizione mandibolare più idonea. All'utilizzo del bite è necessario associare in alcuni casi specifici trattamenti fisioterapici di riabilitazione mandibolare per rieducare i muscoli durante l'apertura e la chiusura della bocca. Nel caso in cui la disposizione del disco articolare non fosse più recuperabile con tecniche di mantenimento, lo specialista può optare per l’intervento. Qualora, infatti, ci fossero problemi di severa malocclusione dentoscheletrica è più che mai necessario intraprendere un trattamento combinato, che prevede innanzitutto il riposizionamento chirurgico del cuscinetto fibrocartilagineo e l’eventuale correzione dei rapporti mascellari. L’operazione, che viene eseguita in anestesia generale, dura circa due ore. Se necessario anche il riposizionamento delle basi scheletriche maxillo-mandibolari l’interventi diventa più complesso, ma con le moderne tecniche oggi a disposizione l’invasività si è ridotta moltissimo. E’ spesso necessario eseguire una ortodonzia pre o post-chirurgica: il paziente, cioè, deve indossare un apparecchio apposito per un periodo di sei-otto mesi, con lo scopo di stabilizzare i risultati ottenuti con l’intervento. L’attuale chirurgia ortognatica assicura un’esperienza post-operatoria sopportabile: il disagio successivo è davvero minimo, i tempi di recupero sono tanto brevi da consentire all’individuo di aprire la bocca fin da subito, con la possibilità di assumere liquidi già nelle ore seguenti. Nel caso in cui il condilo mandibolare fosse deformato o il disco articolare fosse deteriorato in maniera irreversibile a causa di un processo degenerativo artrosico il medico può optare per un intervento di rimodellamento condilare con eventuale ricostruzione delle strutture anatomiche dell'articolazione temporo mandibolare. Se viene trascurato a lungo, il click può trasformarsi in lock, ossia in un vero e proprio blocco. Si tratta di una lussazione

mandibolare, che consiste nella perdita completa del rapporto articolare tra il condilo e la fossa glenoidea, causata dalla dislocazione anteriore del disco articolare. Se il disco cartilagineo, infatti, scivola in avanti e non riesce più a raggiungere la sua sede naturale, come invece accade nel caso del click, le altre strutture dell’articolazione temporo-mandibolare non sono più in grado di muoversi e l’individuo può rimanere a bocca chiusa o con movimenti estremamente limitati. In questo caso bisogna applicare un particolare tipo di bite distrattore che permette di recuperare la posizione del disco articolare e solo nei casi più gravi si arriva all’intervento chirurgico. In alcuni casi selezionati c'è anche possibilità di fare affidamento su particolari infiltrazioni che prendono il nome di artrocentesi eseguite dal chirurgo maxillo facciale, un trattamento eseguito in anestesia locale che dura circa 10 minuti, assolutamente indolore che consente di liberare il disco dal suo blocco e riattivare i movimenti della rima orale. A questo punto il paziente dovrà seguire un ciclio di riabilitazione mandibolare che consente di raggiungere i normali movimenti di eloquio e masticazione.

Dott. Domenico Valente Chirurgia orale - Chirurgia Maxillo Facciale Chirurgia e medicina estetica Disturbi dell’articolazione temporo mandibolare

Socio SIME - Socio AICEFF Riceve presso: Centro medico Acciaiolo via Pantin 28 Scandicci Firenze Meridiana medical center via Ettore Cristoni, 12, 40033 Casalecchio di Reno Bologna Casa di cura Villa Letizia via Gaetano Donizetti, 12, 20122 Milano


Idrologia

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BS| 20 dicembre 2019

Salute e benessere

L’idrologia o medicina termale è una scienza medica e biologica che studia e insegna le caratteristiche dei mezzi di cura, la modalità della loro applicazione, le loro azioni biologiche e farmacologiche, e gli effetti terapeutici.

Azione risparmiatrice sul metabolismo basale, sul consumo dell’azoto. Questa azione viene attivata dalle acque solfuree e arsenico ferruginose. Azione contro le stasi intestinali, stitichezza, colon irritabile. Questa azione viene svolta dalle acque clorurate semplici deboli e acque clorurate alcaline. Azione contro la stasi circolatoria, svolta dalle acque alcaline, solfato bicarbonate e ricche di CO2 dissociato. Azione contro la stasi biliare, svolta dalle acque solfatate. Azione contro la stasi di acqua e linfa nei tessuti, quindi per soggetti linfatici svolta da acque diuretiche, oligomettaliche. Quindi da tutto questo possiamo capire che bere l'acqua giusta è molto importate. • catia cecchini

E

sistono dei metodi di cura termale che agiscono sull’organismo per migliorarlo da un punto di vista biologico, chimico, energetico, e psichico. Uno dei metodi di cura e prevenzione più conosciuti fin dall’antichità è il bagno o il termalismo. Per cure termali o termalismo si intende un sistema che esprime l’insieme di fenomeni collegati all’attuazione delle cure termali, alla valutazione clinica, e ai risultati terapeutici ottenuti.

chiamiamo terme. Nel rinascimento fu Paracelso (1493-1951) che fece capire l’importanza degli effetti chimici e biologici delle acque minerali, perché da questi dipendevano le proprietà curative delle acque stesse. Nell’accademia di Francia del XVII secolo la medicina termale era insegnata come una vera e propria disciplina medica.

I mezzi di cura termale sono: La Balneoterapia. (terapia mediante i bagni termali: liquidi, caldo secchi, caldo umidi, idromasaggio, docce, spruzzature, immersioni ) Le acque Minerali. (terapia mediante l’introduzione interna sia per bibita, sia per lavanda di acque minerali naturali provenienti da sorgenti naturali) Fanghi. (terapia mediante l’utilizzo di fanghi ricchi di minerali).

La cura termale per l’apparato digerente consiste nel bere acque non acide, ma acque bicarbonate. Il calore e gli oligoelementi stimolano la liberazione di pepetidi digestivi dalle cellule secernenti e promuovono l’eccitabilità e la contrattilità delle miocellule. Gli ioni stimolano la secrezione di gastrina, favoriscono l’apertura dello sfintere, e hanno un effetto epatoprotettivo, stimolante e tonificante delle vie biliari. L’azione terapeutica dei bagni termali avviene grazie a meccanismi particolari che agiscono sui vari organi partendo dal sistema nervoso vegetativo. L’azione è diretta al nervo vago e simpatico, e per riflesso nervoso sulla cellula renale, sulla cellula epatica, sulle vie biliari, sulle funzioni metaboliche, sul sistema polmonare.

La balneoterapia (terapia mediante i bagni termali) medica è il primo metodo di cura e prevenzione usato fin dall’antichità. I romani chiamavano thermae quelle che oggi noi chiamiamo bagni pubblici e Balnea gli impianti curativi che oggi

Azione dell’Acqua sull’organismo: Azione attivatrice del ricambio e del consumo di proteine, purine, carboidrati, grasso, lipidi. Questa azione viene attivata dalle acque ricche di bicarbonati e solfati alcalini, acque oligometalliche.

Lo scopo della cura termale è: • prevenzione • cura • riabilitazione


BS| 20 dicembre 2019

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Fuorigioco

Commisso contro Pallotta, la sfida americana nella sfida

… e che sia davvero un buon Natale

Il punto strappato all’Inter nell’ultimo turno potrebbe aver regalato certezze alla Fiorentina Nella speranza che il divario con la Roma sia meno evidente di quanto dice la classifica

• Duccio Magnelli

V

enerdì prenatalizio al Franchi. Da oggi cominciano le vacanze, per qualcuno meritate per altri meno. Quest’anno l’esperimento del campionato il 26 dicembre non verrà ripetuto. Troppo trasgressivo, meglio lasciarlo agli inglesi il Boxing Day (Santo Stefano come lo chiamano da quelle parti) con il pallone. Qui si rispetta la tradizione. Le vacanze, soprattutto quelle dei giocatori, sono sacre. Arriva a Firenze la Roma, squadra che, nonostante i tanti infortuni, è riuscita mantenere una buona linea di galleggiamento. Tra le prime in campionato, ai sedicesimi di Europa League. Non male, per una società che qualcuno considera un po’ troppo assente. James Pallotta, il presidente, non si vede molto all’Olimpico, a differenza di Commisso che da giugno a oggi non ha certo lesinato le sue visite a Firenze. In comune i due presidenti hanno la nazionalità americana e l’origine italiana, ma anche un desiderio finora non esaudito: voler costruire un nuovo stadio per le loro squadre. Pallotta sta aspettando da anni che dal Campidoglio qualcuno gli dia il via libera, e forse anche per questo sta pensando di vendere tutto. Commisso invece ha cominciato ora la sua battaglia, e già la situazione gli apparirà sicuramente ingarbugliatissima. Auguri a tutti e due, di buon Natale ma soprattutto di buon proseguimento.

La partita di stasera appare più equilibrata di quanto dica la distanza fra le due squadre in classifica. Forse perché la Viola, dopo il pareggio insperato con l’Inter, ha recuperato fiducia e coraggio. Pareggio ottenuto, tra l’altro, nel momento più buio, quando la squadra si è ritrovata senza Chiesa, Ribery e Castrovilli, la creme de la creme (e con il redivivo Eysseric in campo). Ma anche con un gol di Vlahovic, entrato in campo a partita iniziata da un bel po’. Questo non significa che Montella possa fare a meno dei suoi gioielli (anche se Ribery starà fuori

GARAGE DELFINO

fino forse a primavera). Però dimostra la bellezza del calcio e la sua illogicità. Sulla carta infatti la Roma sembra più forte della Fiorentina, ma il punto con l’Inter potrebbe aver messo le ali a una squadra, quella di Montella, finora inchiodata a terra da paure e incertezze. Insomma, se scossa c’è stata, può essere stato il gol di Vlahovic a darla. La palla che rotola in rete è l’essenza e il presente del calcio. Gli stadi nuovi li lasciamo a un futuro comunque sempre molto lontano. Buona partita e, soprattutto, buon Natale a tutti.

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Il Brivido Sportivo Stadio Fiorentina-Roma del 20.12.2019 by SPORTMEDIA GROUP SRLS Società/Ditta - Issuu