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Accompagniamola perché ci farà divertire
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BS|27 ottobre 2019 editoriale
Questa Fiorentina è un bel cocktail di gioventù ed esperienza Ma per battere la Lazio serviranno i migliori Chiesa e Ribery E anche i centrocampisti dovranno aumentare il rendimento Il trio della difesa invece, per adesso, è una garanzia
La squadra xxxxxxx è affidabile ma perfettibile: a gennaio servono innesti
Vincenzo Montella • Mario Tenerani
O
La sfida con la Lazio si presenta con altri presupposti: il gruppo di Inzaghi è più forte della Fiorentina e ha una storia diversa negli ultimi anni, compreso le vittorie di alcuni trofei, mentre a Firenze è dal 2001 che non si festeggia. Una gara temibile per i viola che però giocano in casa e contro avversari così le motivazioni raddoppiano. Non sarà facile per la Fiorentina battere la Lazio, ma le possibilità, sia chiaro, ci sono tutte. Serviranno, però, gli acuti dei campioni, quelli che a Brescia sono mancati. Chiesa e Ribery dovranno tornare ai propri livelli perché se loro due gireranno le probabilità di trionfo aumenteranno notevolmente. Anche il centrocampo sarà chiamato ad un aumento di rendimento, nel mezzo la Lazio ha ottimi Franck Ribery interpreti. Circa la difesa, non vorremmo sbagliare, ma Milenkovic, Pezzella e Caceres formano uno dei migliori pacchetti del campionato. Un buon cocktail di gioventù ed esperienza. Accompagniamo la Fiorentina perché ci farà divertire.
tto giornate sono poche, ma offrono comunque lo spunto per una prima riflessione. Questa Fiorentina si mostra come una squadra affidabile, perfettibile - le sessioni di gennaio ed estiva di mercato aiuteranno la crescita -, certo, ma capace di esprimere già una forma di continuità. In 8 partite l’unica veramente sbagliata è stata quella di Genova, nelle altre i viola hanno espresso buoni valori. Il pareggio di Brescia che a molti ha lasciato quel retrogusto amarognolo, si può accettare. Intanto per l’atteggiamento del Brescia, formazione compatta, e poi perché nella narrazione del campionato ci sono anche punti così.
Direttore responsabile Mario Tenerani Tutti i diritti riservati: vietata la riproduzione, anche solo parziale, di contenuti e foto di questa pubblicazione
Caporedattore Tommaso Borghini Chiuso in redazione il 23/10/2019 alle ore 13
Editore e pubblicità SPORTMEDIA GROUP info@brividosportivo.it N° ROC 26744
Redazione redazione@brividosportivo.it Grafica e impaginazione Rossana De Nicola e Alexandra Barbieri grafica@brividosportivo.it
Stampa Baroni e Gori Foto Massimo Sestini Foto storiche archivio Paolo Melani
Hanno collaborato Alessandro Rialti, Giacomo Brunetti, Francesca Bandinelli, Giacomo Cialdi, Ruben Lopes Pegna, Daniele Taiuti, Lucia Petraroli, Duccio Magnelli
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BS| 27 ottobre 2019
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Lente d’ingrandimento
Dopo questa partita sarà più chiaro il ruolo dei viola nel campionato
L’esame di maturità
Al Franchi arriva la Lazio, la squadra giusta per misurare le reali ambizioni della Fiorentina La crescita societaria è cominciata in modo spedito Ma anche dal campo si attendono risposte all’altezza Riccardo Sottil
• Alessandro Rialti
E’
iniziato il nuovo campionato della Fiorentina. Una serie di gare per capire se gli uomini di Montella possano davvero salire sui vagoni che portano verso una stazione europea. E’ la domanda più importante, anche perché una Fiorentina capace di lottare per le prime sette posizioni della classifica valorizzerebbe la crescita che i viola di Commisso stanno facendo sul terreno societario. Una Fiorentina che mantiene le promesse, la realizzazione del Centro sportivo-cittadella del calcio, la costruzione del nuovo stadio nell’area Mercafir dove pare essersi sbloccata la situazione. Per iniziare a sognare manca solo una squadra capace di lottare per l’Europa. E questa sera i viola saranno davanti alla… prova provata.
La Lazio è una squadra che ha ambizioni importanti, appunto una squadra che vuole le Coppe. Una squadra, quella di Inzaghi, che lotta alla pari con le prime. Basta vedere il pari con l’Atalanta, dopo una gara che pareva davvero persa, smarrita e che invece la Lazio ha riaperto. A questo devono pensare i ragazzi di Montella, gli esami si faranno duri specialmente contro avversari diretti, squadre che hanno ambizione e giocatori. E’ questo che i viola devono trovare, la maturità contro avversari che hanno progetti importanti. La squadra viola deve convincersi che sia davvero possibile, che la classifica sia possibile risalirla, come… un salmone del campionato, su oltre la corrente. E la Lazio è proprio l’avversaria giusta, forte, ambiziosa, per capire davvero cosa farà la squadra viola da qui alla conclusione di questa stagione. Può capire davvero chi è.
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Commisso-Lotito, sfida totale
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BS| 27 ottobre 2019 Appunti di viaggio
La Fiorentina di Rocco punta a colmare il gap con la Lazio Aumento del monte ingaggi e investimenti “immobiliari” sono il primo segnale di un’inversione di tendenza destinata a portare i viola sullo stesso livello dei biancocelesti
La rincorsa è cominciata E la concorrenza è aperta anche sul mercato
• FRANCESCA BANDINELLI
D
a una parte c’è Rocco Commisso, il nuovo presidente della Fiorentina che in estate ha detto “no” una volta sola, di fronte alla possibilità di cedere Federico Chiesa nella finestra di mercato alle porte e l’ha mantenuta fino alla fine. Dall’altra c’è Claudio Lotito, il numero uno della Lazio che invece, in tema di trattative relative ai trasferimenti dei calciatori, devi corrispondere esattamente quanto chiede, perché di sconti non è abituato a farne. «Pagare moneta, vedere cammello», uno dei suoi mantra, lo conoscono tutti. Prendiamo il caso Badelj: sì, lo ha lasciato partire (dopo averlo tesserato a costo zero) ma in prestito oneroso, mettendo già da adesso una plusvalenza a bilancio. Caceres, invece, è arrivato sì da svincolato, ma giusto perché era finito in scadenza di contratto sei mesi prima, diversamente non sarebbe andata a finire così. Lotito ha acquistato il club nel 2004, rilevando il club e, di fatto, evitandone il fallimento e da presidente del club ha vinto, fino ad oggi, tre Coppa Italia (2008/09, 2012/13, 2018/19), due Supercoppa Italiana (2009 e 2017) e una Supercoppa Primavera nel 2014. Più o meno negli stessi anni, coi Della Valle in sella a Firenze, la Fiorentina, al di là dei titoli con settore giovanile e calcio femminile, al massimo si è conquistata una finale di Coppa nazionale, maggio 2014 (quella degli scontri fuori dall’Olimpico tra tifosi della Roma e del Napoli, che porteranno alla morte del tifoso azzurro Ciro Esposito). Adesso, tocca a Rocco Commisso lavorare per riportare un titolo a Firenze. E’ il motivo per cui ha deciso di acquistare un club di calcio, per investire e vincere, senza altri calcoli imprenditoriali dietro e già dalla sua prima campagna di trasferimenti il
tito
Claudio Lo
Rocco Commisso
messaggio è parso chiaro. Ha aumentato il monte ingaggi, con Ribery in cima al suo iceberg di stipendi corrisposti ma anche con giovani (da Castrovilli a Venuti) a cui è stata ritoccata sensibilmente la cifra con l’ausilio di bonus ad obiettivo. C’è stato un aumento sensibile rispetto ad un anno fa e, rispetto al passato, non sono più fuori dalla portata i grandi campioni, quelli con emolumenti fino ai 4 milioni di euro netti. Sono cresciuti, seppur di poco, anche i numeri della Lazio, le cui uscite per pagare gli stipendi a tutti i suoi uomini, escluso lo staff tecnico, è passato dai 66
milioni della passata stagione ai 68 attuali. Commisso, poi, annunciando l’acquisizione dei terreni di Bagno a Ripoli dove sorgerà il mega centro sportivo, ha restituito alla Fiorentina un ruolo di prim’ordine: l’estensione dell’opera sarà la seconda del genere in Italia, dietro solo a quella di Formello della Lazio. Si conosceranno personalmente al Franchi (Rocco è rientrato dall'America, pronto a restare un po' con la sua squadra) e in questo caso sarà Commisso a fare gli onori di casa. Sperando, però, di festeggiare il primo successo dal vivo dopo quelli vissuti davanti alla tv.
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Antognoni: “Il Brivido sempre al mio fianco” La Bandiera viola, da noi premiato alla Fiera di Scandicci: “Sono legato a questo giornale che ha seguito tutta la mia carriera La scelta di restare a Firenze a vita non la rimpiangerò mai perché mi ha fatto vincere l’amore eterno della tifoseria gigliata”
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BS| 27 ottobre 2019 L’Unico 10
“Non ho alcun rammarico anche perché sono Campione del Mondo”
Una notte di grandi emozioni a cui hanno partecipato anche Luciano Chiarugi e Claudio Merlo, anche loro premiati dal Brivido Sportivo e da Sportmedia Group come protagonisti dello Scudetto viola del 1969. “Simbolo e bandiera della storia della Fiorentina” questa , invece, la motivazione del premio attribuito ad Antognoni che, davanti ai tantissimi tifosi viola presenti, ha ribadito una volta per tutte il suo amore incondizionato per Firenze e per la maglia viola: “Ho smesso di giocare esattamente 30 anni fa – ha dichiarato l’Unico 10 – e sono ancora circondato da un incredibile affetto, come testimoniato in questa bella serata qui a Scandicci -. Questo dimostra che la mia scelta di restare a Firenze a vita è stata la scelta giusta. Non ho alcun Giancarlo Antognoni, con il premio del Brivido Sportivo, e il sindaco di Scandicci Sandro Fallani rammarico per aver vinto poco perché in realtà ho (foto Costel Dorneanu) vinto la cosa più importante: l’amore di un’intera tifoseria che ho sempre cercato di ricambiare al massimo. • Tommaso borghini E poi qualcosa ho vinto anche sul campo: sono campione del Mondo ed è stata ono molto legato e affezionato al Brivido Sportivo, un giornale che ha una grandissima soddisfazione della quale credo che abbiano goduto anche i fiorentini, avendomi come rappresentante sul campo”. A premiare Antognoni il seguito passo dopo passo la mia carriera, sostenendomi sempre. Da quando sono a Firenze, ormai dal lontano 1972, il Brivido c’è sempre sindaco di Scandicci Sandro Fallani che ha ammesso: “Nel mio ufficio ci sono stato e sono felice che abbia deciso di attribuirmi questo premio”. sempre il presidente della Repubblica Sandro Pertini e… Giancarlo Antognoni. Giancarlo Antognoni ha parlato alla nostra testata a margine della serata dediDi lui ho una statuetta, realizzata proprio dal Brivido Sportivo, che tengo sempre cata al racconto della storia della Fiorentina alla Fiera di Scandicci in piazza della sulla mia scrivania. E questo la dice lunga sull’affetto che provo nei confronti di Resistenza. Giancarlo”.
“S
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L’evento
Antognoni, Chiarugi e Merlo premiati alla Fiera di Scandicci da Sportmedia Group e dal Brivido Sportivo
Una notte magica raccontando la storia viola La penna di Massimo Mattei, la voce di Andrea Bruno Savelli e le mani del sand artist Fatmir Mura per una serata indimenticabile
• Tommaso Borghini
“S
ì… la Fiorentina, Firenze, il Marchese Ridolfi, Pedro Petrone, l’agosto del ’26, la brillantina, un candeggio sbagliato, Bruno Neri, Meo Menti, Miguel Montuori, Julinho e lo scudetto cucito sul petto, capitan Rosetta, il dottor Bernardini, Kurt Hamrin, De Sisti, il Petisso, Il ragazzo che giocava guardando le stelle, mio padre, Roberto e quella sciarpa raccolta, Vittorione, il Re Leone, Pepito, Rocco Commisso e Ribery”. La penna di Massimo Mattei, la voce di Andrea Bruno Savelli, le mani di Fatmir Mura… un mix perfetto per raccontare l’emozionante storia della
(foto Costel Dorneanu)
Le immagini della serata del Brivido Sportivo e di Sportmedia Group alla Fiera di Scandicci, in collaborazione nu)
el Dornea (foto Cost
con il Museo Fiorentina
nostra Fiorentina. In una notte magica che ha colorato di viola ancora più intenso la Fiera di Scandicci. Tre “fuoriclasse” per un romanzo, quello gigliato, che ha toccato le corde del cuore dei tantissimi tifosi presenti in piazza della Resistenza. Insieme a loro, visto che si parlava di storia della Fiorentina, tre colonne dell’epopea viola: Giancarlo Antognoni, Luciano Chiarugi e Claudio Merlo. La Bandiera e due dei protagonisti del mitico Scudetto del 1969.
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BS| 27 ottobre 2019 L’evento
Tutti premiati dal Brivido Sportivo e da Sportmedia Group come simboli che hanno amato profondamente quella maglia di cui, proprio in questi giorni, il Museo Fiorentina, presente con Raffaele Righetti e con una nutrita delegazione, sta celebrando il novantesimo compleanno.
E mentre scorrevano le parole di Massimo Mattei e i filmati del Museo Fiorentina, i bellissimi disegni sulla sabbia del sand artist Fatmir Mura, proiettati sul maxi schermo, regalavano immagini indelebili sul passato di un sodalizio che fa parte della vita di ognuno di noi. Che siamo e saremo per sempre orgogliosi di esserne parte perché “Noi siamo
questi da più di novant’anni. Da più di cinquecento anni. Da quando ‘Stiamo attenti al comando’ e gridiamo nelle nostre piazze ‘Viva Fiorenza’. Perché di Firenze siamo vanto e gloria. Siamo Firenze. E non smetteremo mai”.
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Campioni d’Italia
“Il premio del Brivido? Bello essere ancora nel cuore della gente” • Daniele Taiuti
L’
avvento di Commisso a Firenze ha portato sicuramente entusiasmo. In città quando si parla di Fiorentina si torna a essere ambiziosi, soprattutto per quello che concerne il futuro. Per il capoluogo toscano, lo dimostra la sua millenaria storia, sentirsi protagonista è vitale come l’aria. Nel calcio questa prerogativa è stata legittimata da alcune affermazioni storiche, come testimoniano le vittorie dei gigliati nei campionati 55-56 e 68-69. Se nel primo caso la Fiorentina era in possesso di fuoriclasse affermati come Julinho e Montuori, nell’ultimo scudetto vinto la Viola era composta da talenti straordinari cresciuti per la maggior parte nel settore giovanile, maturando quindi nel corso della loro formazione un grande senso di appartenenza nei confronti della maglia gigliata. Sono ormai passati cinquant’anni da quella conquista, ma è ancora di estrema attualità vista l’emozione che traspare da chi l’ha vissuta da protagonista e chi invece ha potuto essere un testimone di quell’impresa. Un interprete importante nella vittoria del titolo nazionale del 1969 corrisponde al nome di Claudio Merlo, recentemente premiato dal Brivido Sportivo per celebrare il cinquantenario da quello storico trionfo. Arrivato a Firenze a metà degli anni sessanta, dopo la trafila nel settore giovanile riesce a consacrarsi in prima squadra diventando uno dei calciatori più vincenti della storia della Fiorentina.
Merlo: “Vorrei Pedro con Chiesa e Ribery”
Il centrocampista dello Scudetto viola del 1969: “Il 3-5-2 ha dato equilibrio, ma il tridente m’intriga Manca un centrocampista che giochi a tutto campo Ribery? Porta punti solo vedere come si allena” Andiamo adesso a conoscere le sue opinioni in merito all’attualità di casa viola. Claudio Merlo, la Fiorentina con il 3-5-2 ha trovato il modulo ideale per i propri calciatori: può essere la soluzione definitiva? “Fino ad adesso questo schema in campo si è ben sposato con le qualità della squadra di Montella. Tuttavia mi intriga assai la possibilità di vedere l’inserimento di Pedro come riferimento avanzato con Chiesa e Ribery sugli esterni”. Il centrocampo viola quanti margini di crescita possiede? “La mediana della formazione gigliata rappresenta un buon reparto. Però secondo me manca un centrocampista a tutto campo, che possa svolgere le funzioni che in passato spettavano a Veretout”. E’ sorpreso dal rendimento attuale di Ribery? “No. I grandi campioni come lui fino alla fine della loro carriera hanno un’insaziabile fame di conquiste. Solamente vedere il modo in cui si allena porta punti in classifica”. Come va affrontata la Lazio? “La squadra capitolina è la nostra bestia nera: negli ultimi anni a Firenze ha quasi sempre vinto. Se la Viola vuole conquistare un risultato positivo deve preoccuparsi di tagliare i rifornimenti alle loro punte. Sarà determinante in questo senso la prova dei centrocampisti”.
Claudio Merlo con il premio del Brivido Sportivo e di Sportmedia Group (foto Costel Dorneanu)
Recentemente il Brivido Sportivo l’ha premiata per celebrare i cinquant’anni dall’ultimo scudetto: che emozioni ha provato? “Ho ricevuto più premi negli ultimi tempi rispetto al periodo in cui giocavo (ride). E’ sempre bello avere dei riconoscimenti perché significa essere nel cuore della gente, e soprattutto parte della storia di un club importante come la Fiorentina”.
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Chiarugi: “Commisso parla con i fatti”
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Il grande ex attaccante dello Scudetto viola del 1969: “Finito il tempo delle chiacchiere e se riuscisse a fare lo stadio... Montella ha avuto ottime intuizioni, lasciamolo lavorare La Lazio è forte, ma questa Fiorentina può batterla” • Giacomo Cialdi
L
a Fiorentina vuole allungare la striscia positiva di vittorie casalinghe dopo mesi in cui vincere sembrava divenuto impossibile, ma sulla sua strada c'è un avversario tutt'altro che semplice: la Lazio di Simone Inzaghi, che anche quest'anno parte con l'obiettivo Champions League. Per analizzare il match e in generale la stagione delle due squadre, abbiamo intervistato Luciano Chiarugi, grande ex viola premiato pochi giorni fa proprio dal Brivido Sportivo quale protagonista dello Scudetto della stagione 1968/69. Chiarugi, secondo lei la Fiorentina ha imboccato la strada giusta? «Penso proprio di sì. La partenza è stata difficile, complice anche il calendario, c'erano tante perplessità e timori, ma a lungo andare sono emersi dei valori notevoli. La Fiorentina ha affrontato alla grande partite sulla carta proibitive, penso al Napoli e alla Juventus, ma anche all'Atalanta. Questo ha certamente dato morale alla squadra, ne ha rinvigorito le certezze. Adesso la Viola è sulla strada giusta, ed è merito di tutti: i giocatori stanno dando il massimo, l'allenatore sta facendo un lavoro veramente interessante, la società si è mossa bene. Bravi tutti». Sull'allenatore sono piovute molte critiche a inizio stagione... «Il ruolo dell'allenatore, specie in Italia, è sempre soggetto a critiche. Su Montella ne sono piovute di feroci, forse immeritate anche, ma mi sembra che adesso abbia messo tutti d'accordo.
Il cambio di modulo e la scelta di giocare senza una vero centravanti sono state grandi intuizioni del mister. Facciamolo lavorare con serenità». Chi sta lavorando bene è certamente Rocco Commisso. Che giudizio si è fatto dell'italo-americano? «È impossibile avere un giudizio negativo, fino ad ora. Commisso è arrivato a Firenze con grande personalità ma anche umiltà, dimostrando fin da subito di avere voglia di fare. Poche chiacchiere, tanti fatti. Mi sembra una persona d'onore, che fa ciò che dice... e questo è bellissimo. A mio parere dovremmo dargli tutto ciò che chiede, perché se lo lasciamo lavorare ci farà divertire e farà grandi cose per Firenze e per la Fiorentina. Se riuscisse a fare lo stadio, dopo il centro sportivo, saremmo di fronte ad un qualcosa di straordinario». Veniamo al campo, perché oggi al Franchi la Viola affronterà la Lazio. Che squadra è quella di Inzaghi? Che gara dobbiamo aspettarci? «Francamente mi aspettavo qualcosa in più dalla Lazio, ma dobbiamo ammettere che ha avuto anche un pizzico di sfortuna in certe situazioni. Inzaghi ha tra le mani una squadra dal bel potenziale, basti pensare a che giocatori può schierare, ma ho l'impressione che l'ambiente debba trovare un po' più di serenità. Quando non vince, l'allenatore è poco tranquillo... e questo può influire sul rendimento dei calciatori. A Firenze non sarà facile per i biancocelesti, questo è sicuro: la Fiorentina ha grande morale, è in crescita e può contare su due giocatori che fanno la differenza come Chiesa e Ribery. È una gara assolutamente aperta ad ogni risultato, nessuna delle due parte sconfitta in partenza».
Luciano Chiarugi, premiato dal Brivido Sportivo e da Sportmedia Group, con Claudio Merlo e Andrea Bruno Savelli (foto Costel Dorneanu)
“Il riconoscimento del Brivido Sportivo mi ha molto emozionato” In conclusione, una battuta sul premio che ha ricevuto pochi giorni fa alla Fiera di Scandicci proprio dal Brivido Sportivo... «Il premio è qui davanti a me, mentre parlo con lei. È stato un vero onore riceverlo perché lo ritengo un bellissimo omaggio, un premio importante. È il riconoscimento di ciò che abbiamo fatto per la Fiorentina e per i tifosi. E poi, riceverlo in una cornice di pubblico così bella, accanto a due amici come Giancarlo Antognoni e Claudio Merlo è stato davvero emozionante. Grazie Brivido, grazie di cuore!».
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Amarcord
L’ultima volta di Sousa
La Fiorentina non batte la Lazio al Franchi dal 13 maggio 2017 e fu l’ultimo successo in viola del tecnico portoghese Nel 1989 il 3-0 gigliato salvò la panchina di Eriksson La vittoria più bella risale al 1966: 5-1 con tris di Hamrin
Il gol di Kalinic del 2017 • Ruben Lopes Pegna
gio di Cáceres al 45'. Nella ripresa i viola andarono di nuovo in vantaggio con una rete al 9' di Veretout, autore dunque di una tripletta. Ma la Lazio negli ultimi 20 minuti ribaltò il risultato. Felipe Anderson al 25' siglò il gol del 3-3 e al 27' Luis Alberto quello del sorpasso che decretò la sconfitta della Fiorentina.
er la seconda volta nell'anno solare 2019 Fiorentina e Lazio si sfidano stasera in campionato al Franchi. Il match del 10 marzo (anche quello in notturna) si concluse in parità, 1-1. Al gol di Immobile nel primo tempo rispose Muriel nella ripresa.
P
LA VITTORIA VIOLA PIU' BELLA Fu quella del 18 settembre 1966, alla prima giornata di campionato. La squadra, allenata da Beppe Chiappella, si impose per 5-1 con tripletta di Hamrin e gol di Chiarugi e Brugnera. Tutte le reti furono realizzate nella ripresa, negli ultimi 32 minuti.
L'ULTIMA VITTORIA VIOLA La Fiorentina battè la Lazio nella partita giocatasi al Franchi nel campionato 2016/17 (13 maggio 2017). I viola si imposero per 3-2 dopo un incontro spettacolare con le cinque reti segnate in appena 26 minuti del secondo tempo. Dopo il gol di Keita al 10' ci fu il pareggio di Babacar al 22'. Poi Kalinic firmò il sorpasso al 28' e al 31' un autogol di Lombardi sancì il 3-1 per la squadra di Paulo Sousa. Infine al 36' Murgia siglò la rete del definitivo 3-2. Quella con la Lazio fu l'ultima partita vinta dal tecnico portoghese sulla panchina viola.
LA VITTORIA CHE SALVO' LA PANCHINA DI ERIKSSON Il futuro allenatore della Lazio con cui vinse lo scudetto nel 1999/00 rischiò l'esonero quando guidava la Fiorentina. Nel campionato 1988/89 la squadra viola in 5 partite tra novembre e dicembre vinse solo una volta, subendo 4 sconfitte. La sfida con i biancazzurri dell'8 gennaio 1989 fu considerata quasi decisiva per la sua permanenza in riva all'Arno. La Fiorentina giocò una splendida partita e vinse 3-0 con le reti di Borgonovo, Salvatori e Baggio. Eriksson naturalmente rimase saldo sulla sua panchina e a fine stagione portò i viola in Europa.
L'ULTIMA SCONFITTA VIOLA Risale al 18 aprile 2018. Quella sera la Fiorentina dell'ex Stefano Pioli (mai una vittoria per lui sulla panchina gigliata contro la sua ex squadra) fu battuta al Franchi dalla Lazio di Simone Inzaghi per 4-3. Quella sconfitta spezzò la serie utile positiva della Fiorentina durata 8 giornate. La gara fu emozionante. Il portiere Sportiello fu espulso dall'arbitro Damato dopo 7 minuti. Pioli fece allora uscire Eysseric e Dragowski sostituì Sportiello tra i pali. Al 14' fu espulso anche il laziale Murgia. Poi con una doppietta di Veretout al 16' e al 31' (su rigore) la Fiorentina si portò sul 2-0. Luis Alberto accorciò le distanze al 39' prima del pareg-
LA FIORENTINA NELLE ULTIME 9 PARTITE AL FRANCHI BATTUTA 6 VOLTE Nel 2015/16 fu sconfitta 3-1 in una gara che si accese nei minuti di recupero. Dopo il gol di Keita nel primo tempo segnarono Milinkovic Savic al 92', Roncaglia al 94' e Anderson al 96'. Nel 2014/15 la Fiorentina perse 2-0 punita dalle reti di Djordevic e Lulic e nel 2013/14 la squadra di Montella fu sconfitta per 1-0 per il gol di Cana. La Fiorentina aveva perso 2-1 nel 2011/12. Dopo il gol di Cerci segnarono Hernanes e Klose. Anche nel 2010/11 la Fiorentina perse 2-1 dopo essere andata in vantaggio con Ljajic. Allora furono Ledesma e Kozac a ribaltare il risultato.
Fall Winter 2019/2020
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Questi successi della Lazio erano stati interrotti dalla vittoria viola per 2-0 nel 2012/13 (nella prima stagione di Montella a Firenze) grazie ai gol di Ljajic e Toni. LA FIORENTINA HA VINTO CON LA LAZIO A FIRENZE UNA COPPA ITALIA Nella finale in gara unica dell'11 giugno 1961 i viola, che due settimane prima avevano conquistato la Coppa delle Coppe, si imposero per 2-0 al Comunale grazie alle reti di Petris e Milan. Questo fu il primo (e unico) trofeo conquistato dal presidente Enrico Longinotti, insediatosi pochi giorni prima alla guida della società. INZAGHI HA VINTO AL FRANCHI LA COPPA ITALIA PRIMAVERA L'attuale allenatore biancazzurro ha conquistato a Firenze l'importante trofeo nella stagione 2013/14. La Lazio superò la Fiorentina di Semplici all'andata a Formello per 3-1 e nel ritorno al Franchi il 9 aprile 2014 per 4-2. Due giocatori che disputarono le due finali adesso militano nelle rispettive prime squadre dei due club. Sono Venuti e Strakosha.
Il tecnico portoghese Paulo Sousa
Rambaudi: “Sarà una fiera del gol”
| 13 | BS| 27 ottobre 2019 Parola all’esperto
L’ex ala della Lazio prevede una gara divertente: “Viola e biancocelesti giocano un calcio propositivo E poi hanno elementi come Ribery e Immobile che garantiscono reti e spettacolo per i tifosi” • Giacomo Brunetti
F
iorentina-Lazio è un’altra grande partita dal sapore di corsa europea. Fondamentale, per la Viola e per i biancocelesti. A raccontarcela, in questa preview, è Roberto Rambaudi, ex calciatore del Foggia dei miracoli di Zeman, nel quale formava un trio formidabile con Signori e Baiano oltre che della Lazio per 4 stagioni, vestendo in due occasioni anche la maglia della Nazionale. Rambaudi, la Lazio ha balbettato nelle ultime uscite, in un’altalena di risultati che la proiettano comunque nella prima parte della classifica. Come giudica le prestazioni dei biancocelesti? “Stanno andando a singhiozzo, mi aspettavo di più. Come nella scorsa stagione, stanno incontrando alcune difficoltà contro le piccole. Devono trovare continuità: l’obiettivo è la qualificazione alla Champions League”.
Anche se la continuità con cui sta trovando il gol è davvero importante e può fare la differenza”.
“Badelj? A Roma non ha inciso Ma è un ottimo regista”
Lo scorso anno a Roma c’era Milan Badelj, che è tornato alla Fiorentina dopo un anno di lontananza. Cosa non è andato? “Non ha inciso. È un ottimo giocatore, deve fare solo quello che sa fare bene, mettendosi a disposizione dei compagni. Non dobbiamo aspettarci grandi cose da regista, come lanci di 40 metri. Lui è un rubapalloni che gioca semplice, ha esperienza e inserimento. Al suo arrivo, lo paragonarono a Lucas Leiva, ma sono calciatori diversi. Avrebbero potuto giocare insieme, ma evidentemente Badelj non ha sentito la fiducia e la stima dell’allenatore, e questo ha influito. Doveva rimanere, secondo me”.
Ciro Immobile, invece, è la certezza. Ha già iniziato a segnare a raffica… “Non è un fatto di singoli, di Immobile. La Lazio gioca bene, ma non ha continuità. Gioca bene con tutti gli interpreti, tre o quattro elementi naturalmente sono al di sopra degli altri e Immobile è uno di questi. Roberto Rambaudi in maglia biancoceleste
Si aspettava invece Ribery alla Fiorentina? “No, il suo acquisto è stato una manna dal cielo, come alcol per il fuoco per aumentare il livello di tutti e alzare l’attenzione ed entusiasmo. Ci voleva alla Lazio uno come lui, complimenti ai viola per l’acquisto. Il fenomeno di Firenze potrà essere decisivo in questa partita”. Dove pensa che possano arrivare Fiorentina e Lazio?
Rambaudi con Signori e Baiano nel Foggia di Zeman
“La squadra di Montella deve fare passo dopo passo, non è giusto dire dove potrebbe arrivare, nel rispetto del lavoro e della crescita dei ragazzi. La Lazio nella titolarità non invidia niente a nessuno, è alla pari con Inter, Milan e Roma. Il problema è che, a parte 13 o 14 giocatori, non ha eguali con le altre”. Che partita si aspetta al Franchi? “Adesso la Fiorentina ha entusiasmo, viene da un ciclo positivo. Sarà difficile contro la Lazio, ma propongono calcio e hanno un gioco frenetico. Mi aspetto una partita con molti gol e tanto spettacolo per i tifosi”.
BS| 27 ottobre 2019
Uno Sputnik Viola oltre la Cortina di Ferro
| 14 |
Brividi Sportivi
In Coppa dei Campioni la Fiorentina di Pesaola va a giocare nell’Urss contro la Dinamo Kiev Gli avversari sono una “nazionale”, lo stadio fa paura ma i viola sono protagonisti di una storica vittoria
Segnano Chiarugi e Maraschi e la stampa esalta il trionfo gigliato • Massimo Mattei
li chiamavano ‘yè yè’ e non avevano vinto il titolo italiano. Ma lasciare l’Ocoppa dei campioni, altro che cidente per giocare laggiù fa ancora Champion’s League. Ma inten- paura anche a loro. Di là li aspettano in diamoci, nessuno vuole sminu- centomila. Da Firenze li hanno accomire la competizione regina del calcio pagnati in 400, ultras ante litteram, europeo. E’ solo che quando si chiamava ‘dei campioni’ era un gradino più veri eroi del tifo che si fanno sentire in su, era una gara tra le prime squa- come fossero diecimila. La squadra dre, le prime e basta, di ogni campio- viola gioca la partita perfetta: arcigna nato e alla coppa poteva ambire solo in difesa, solida a centrocampo, agile chi aveva già vinto il torneo nazionale in avanti. Al 35’ grazie ad un’azione nel proprio paese. Solo prime. Niente combinata partita da dietro, Chiarugi seconde o terze, figurarsi quarte. segna il vantaggio viola. Gli ucraini La Fiorentina il torneo di casa sua lo pareggiano dopo un quarto d’ora graaveva vinto, per la seconda volta nel- zie ad una fortunata carambola. I viola la sua storia. A proposito di grandi non ci stanno e segnano ancora con nazioni, per l’Unione Sovietica c’è la Maraschi che raccoglie con astuzia Dinamo Kiev, per l’Italia appunto la Fiorentina. I giocatori della nazionale una respinta del portiere su un calcio di punizione. La gara si avvia alla sovietica, sono in pratica quelli ucraini della Dinamo, di fatto la squadra viola fine, i viola la controllano e la vincono, va a giocare contro la Russia. Anzi Urss incassando anche i complimenti del perché il crollo del muro è ancora di là pubblico e degli avversari. La stampa da venire. La cortina è sempre di ferro, italiana esalta la prova della Fiorenil mondo è diviso in due blocchi contina, tra i tanti titoli dei giornali resta trapposti. E nell’immaginario di molti memorabile quello del Corriere dello italiani - non di tutti va detto - l’Unione Sport: ‘uno sputnik viola’ (lo sputnik Sovietica è ancora quella di cui parlafu il primo satellite artificiale sovietico va negativamente Giovanni Guareschi nei racconti di Don Camillo e Peppo- lanciato nello spazio). Insomma vincemmo. Non la Coppa ne. Ma la Fiorentina gioca tra i grandi Studio: Spinello Aretino, 18 Studio: Spinello Aretino, 18 importante. Oltre il 50143 FIRENZE 50143 FIRENZE ma una partita Studio: Spinello Aretino, 18 del continente e volare verso l’ignoto Tel. 055716952 Tel. 055716952 50143 FIRENZE muro che allora an3299326305divideva davvero 3299326305 Tel. 055716952 di Kiev fa parte del gioco. I ragazzi di e-mail: studio.gmarini@libero.it e-mail: studio.gmarini@libero.it 3299326305 Part. I.V.A. 04460080486 Part. I.V.A. che le nostre vite che comunque erae-mail: studio.gmarini@libero.it Pesaola sono un po’ meno affamati di04460080486 C.F. MRN GLC 63B09 D612A C.F. MRN GLC 63B09 D612A Part. I.V.A. 04460080486 C.F. MRN GLC 63B09 D612A un paio d’anni prima quando ancora no sempre piene di Fiorentina.
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Andata 29/09/2019
Ritorno 23/02/2020
Ritorno
Andata
19/01/20
01/09/19
2^ giornata
Ritorno 26/01/20
Costruzione e Restauro 3^ giornata
Andata 15/09/2019
0-1
Cagliari-Brescia
2-3
Atalanta-Torino
3-4
Brescia-Bologna
3-4
Fiorentina-Napoli
1-0
Bologna-Spal
0-0
Fiorentina-JUVENTUS
1-1
Verona-Bologna
1-2
Cagliari-Inter
1-2
Genoa-Atalanta
4-0
Inter-Lecce
2-1
Genoa-Fiorentina
0-1
Verona-Milan
0-1
Parma-JUVENTUS
4-3
JUVENTUS-Napoli
1-0
Inter-Udinese
3-3
Roma-Genoa
1-1
Lazio-Roma
2-0
Napoli-SAMPDORIA
0-3
SAMPDORIA-Lazio
0-1
Lecce-Verona
1-3
Parma-Cagliari
2-3
Spal-Atalanta
1-0
Milan-Brescia
4-2
Roma-Sassuolo
2-1
Torino-Sassuolo
4-1
Sassuolo-SAMPDORIA
2-1
Spal-Lazio
1-0
Udinese-Milan
1-3
Udinese-Parma
1-2
Torino-Lecce
Andata
7^ giornata
06/10/2019
Ritorno 01/03/2020
Andata
8^ giornata
20/10/2019
Ritorno
Andata
8/03/2019
27/10/2019
9^ giornata
Cagliari-Verona
3-1
Atalanta-Lecce
0-0
Brescia-Fiorentina
Atalanta-Udinese
2-0
JUVENTUS-Spal
2-2
Bologna-Lazio
2-0
Cagliari-Spal
Bologna-SAMPDORIA
4-0
Lazio-Genoa
-
Brescia-Sassuolo
2-1
JUVENTUS-Bologna
Fiorentina-Lazio
0-1
Lecce Roma
1-0
Fiorentina-Udinese
3-3
Lazio-Atalanta
Genoa-Brescia
1-3
Milan-Fiorentina
1-2
Genoa-Milan
2-2
Milan-Lecce
Verona-Sassuolo
2-1
Napoli-Brescia
2-0
Verona-SAMPDORIA
2-0
Napoli-Verona
Inter-Parma
3-2
Parma-Torino
1-2
Inter-JUVENTUS
5-1
Parma-Genoa
Lecce-JUVENTUS
1-3
sampdoria-Inter
1-1
Roma-Cagliari
0-0
SAMPDORIA-Roma
Roma-Milan
1-4
Sassuolo-Atalanta
1-0
Spal-Parma
3-4
Sassuolo-Inter
Spal-Napoli
1-0
Udinese-Bologna
0-0
Torino-Napoli
1-0
Udinese-Torino
Torino-Cagliari
Andata
12^ giornata
Ritorno 11/04/2020
Andata
13^ giornata
24/11/2019
Ritorno 19/04/2020
Andata
14^ giornata
01/12/2019
Ritorno 22/04/2020
Andata
15^ giornata
08/12/2019
Brescia-Torino
Atalanta-JUVENTUS
Brescia-Atalanta
Atalanta-Verona
Bologna-Parma
Cagliari-SAMPDORIA
Bologna-Milan
Inter-Verona
Verona-Fiorentina
Fiorentina-Lecce
Inter-Roma
JUVENTUS-Milan
Lecce-Cagliari
Genoa-Torino
Lazio-JUVENTUS
Lazio-Lecce
Milan-Napoli
Verona-Roma
Lecce-Genoa
Napoli-Genoa
Roma-Brescia
Inter-spal
SAMPDORIA-Parma Sassuolo-Cagliari
Parma-Roma
SAMPDORIA-Udinese
JUVENTUS-Sassuolo
SAMPDORIA-Atalanta
Sassuolo-Lazio
Lazio-Udinese
Spal-Brescia
Sassuolo-Bologna
Spal-Genoa
Napoli-Bologna
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Udinese-Spal
Torino-Inter
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Ritorno 15/03/2020
1-1
10/11/2019
Ritorno 02/02/2020
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Andata 22/09/2019
5^ giornata
Ritorno
Andata
9/02/2020
25/09/2019
Ritorno 16/02/2020
CLASSIFICA Serie A
P
g
partite totali v n p
CLASSIFICA Serie A
P
g
partite totali v n p
2-2
Atalanta-Fiorentina
1-2
Brescia-JUVENTUS
1
Juventus
22
8
7
1
0
11
Udinese
10
8
3
1
4
1-2
Bologna-Roma
2-1
Fiorentina-SAMPDORIA
2
Inter
21
8
7
0
1
12
Milan
10
8
3
1
4
3-1
Cagliari-Genoa
0-0
Genoa-Bologna
JUVENTUS-Verona
Atalanta
17
8
5
2
1
13
Bologna
9
8
2
3
3
0-0
Verona-Udinese
3
2-1 2-0
Lazio-Parma
1-0
Inter-Lazio
4
Napoli
16
8
5
1
2
14
Verona
9
8
2
3
3
1-4
Lecce-Napoli
0-1
Napoli-Cagliari
5
Cagliari
14
8
4
2
2
15
Brescia
7
7
2
1
4
0-2
Milan-Inter
1-0
Parma-Sassuolo
6
Roma
13
8
3
4
1
16
Lecce
7
8
2
1
5
1-0
SAMPDORIA-Torino
0-2
Roma-Atalanta
7
Lazio
12
8
3
3
2
17
Sassuolo
6
7
2
0
5
Parma
12
8
4
0
4
18
Spal
6
8
2
0
6
Fiorentina 12
8
3
3
2
19
Genoa
5
8
1
2
5
8
3
1
4
20
Sampdoria
4
8
1
1
6
3-0
Sassuolo-SPAL
1-3
Spal-Lecce
0-1
2-1
8
Udinese - Brescia
Torino-Milan
9
11^ giornata
10
10^ giornata
30/10/2019
Andata
Ritorno 22/03/2020
Andata 03/11/2019
Brescia-Inter
Atalanta-Cagliari
Cagliari-Bologna
Bologna-Inter
JUVENTUS-Genoa
Fiorentina-Parma
Lazio-torino
Genoa-Udinese
Milan-Spal
Verona-Brescia
Napoli-Atalanta
Lecce-Sassuolo
Parma-Verona
Milan-Lazio
SAMPDORIA-Lecce
Roma-Napoli
Sassuolo-Fiorentina
Spal-SAMPDORIA
Udinese-Roma
Torino-JUVENTUS
16^ giornata
15/12/2019
Ritorno 03/05/2020
Andata
Ritorno
10
05/04/2020
17^ giornata
22/12/2019
Classifica Marcatori
Andata
Torino
Ritorno 10/05/2020
Andata
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14
NOME Immobile Berardi Zapata Muriel Belotti Lukaku Cornelius Dzeko Gomez Mertens Donnarumma Ronaldo Martinez Mancosu
18^ giornata
05/01/2020
Ritorno 17/05/2020
SQUADRA Lazio Sassuolo Atalanta Atalanta Torino Inter Parma Roma Atalanta Napoli Brescia Juventus Inter Lecce
RETI 9 6 6 5 5 5 4 4 4 4 4 4 4 4
RIGORI 3 0 0 1 2 2 0 0 0 0 1 1 2 3
19^ giornata
Andata 12/01/2020
Ritorno 24/05/2020
Bologna-Atalanta
Atalanta-Milan
Atalanta-Parma
Cagliari-Milan
Brescia-Lecce
Fiorentina-Roma
Bologna-Fiorentina
Fiorentina-Spal
Cagliari-Lazio
Inter-Genoa
Brescia-Lazio
Verona-Genoa
Fiorentina-Inter
Lazio-Verona
Genoa-Sassuolo
Inter-Atalanta
Genoa-SAMPDORIA
lecce-bologna
JUVENTUS-Cagliari
Lazio-Napoli
Verona-Torino
Parma-Brescia
Lecce-Udinese
Parma-Lecce
JUVENTUS-Udinese
SAMPDORIA-JUVENTUS
Milan-SAMPDORIA
Roma-JUVENTUS
Milan-Sassuolo
Sassuolo-Napoli
Napoli-Inter
SAMPDORIA-Brescia
Napoli-Parma
Torino-Spal
Roma-Torino
Torino-Bologna
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BS|27 ottobre 2019
Probabili formazioni
FIORENTINA – LAZIO STADIO ARTEMIO FRANCHI, 27.10.2019, ORE 20.45
P
artita dall’alto coefficiente di difficoltà per la Fiorentina che, contro la La-
FIORENTINA 3-5-2
Ribery Dalbert
zio al Franchi, cercherà di allun-
Castrovilli
gare una striscia positiva che la
Chiesa Badelj
Caceres
vede imbattuta da 6 partite (3 vittorie e 3 pareggi). Vincenzo
Pulgar
69 Dragowski
Lirola
4 Milenkovic 20 Pezzella 22 Caceres
Pezzella
Montella, salvo ripensamenti
Dragowski
dell’ultim’ora, non dovrebbe di-
21 Lirola 78 Pulgar 5 Badelj 8 Castrovilli 29 Dalbert 25 Chiesa 7 Ribery
Milenkovic
scostarsi dal 3-5-2, modulo con il quale ha inanellato i già citati
Allenatore: Montella
risultati positivi. Dunque, davanti a Dragowski, confermata la linea difensiva a tre compo-
A Disposizione: 1 Terracciano, 17 Ceccherini, 6 Ranieri, 23 Venuti, 15 Cristoforo, 24 Benassi, 27 Zurkowski, 18 Ghezzal, 10 Boateng, 28 Vlahovic, 11Sottil, 9 Pedro.
sta da Milenkovic, Pezzella e Caceres. Nel centrocampo a 5, sulle fasce Lirola (a destra) e Dalbert (a sinistra). A Badelj le chiavi della regia, supportato da Pulgar e Castrovilli (nella veste di incursore offensivo). In attacco la “strana coppia” Chie-
LAZIO 3-5-2 1 Strakosha 3 Luiz Felipe 33 Acerbi 26 Radu
sa – Ribery. In panchina, oltre
a gara in corso, potrebbe avere l’opportunità di esordire con la maglia viola in campionato.
Immobile
Lulic
Luis Alberto
11 Correa 17 Immobile
a Vlahovic e Boateng, scalpita anche il brasiliano Pedro che,
77 Marusic 21 Milinkovic 6 Leiva 10 Luis Alberto 19 Lulic
Correa
Leiva
Marusic Milinkovic Luiz Felipe Acerbi
Radu
Strakosha
Allenatore: Inzaghi
A Disposizione: 24 Proto, 23 Guerrieri, 15 Bastos, 93 Vavro, 4 Patric, 29 Lazzari, 5 J. Lukaku, 32 Cataldi, 16 Parolo, 7 Berisha, 22 Jony, 20 Caicedo.
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BS| 27 ottobre 2019
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Il personaggio
"Ai miei tempi c’era grande gioia e facevamo a gara a raccontare le barzellette"
Manzuoli: “Finalmente rivedo la vera Fiorentina”
L’ex medico viola, che ha collaborato anche con la Lazio: “Prima si tergiversava, Commisso ha voglia di fare sul serio Adesso la squadra viola non è inferiore ai biancocelesti Ribery e Chiesa importanti come esempio per tutto il gruppo”
• Lucia Petraroli
I
l dottor Marcello Manzuoli è un pezzo di storia della Fiorentina. Nel 1992 diventa medico ufficiale della società viola, allora di proprietà della famiglia Cecchi Gori, periodo nel quale arrivano i due trionfi in Coppa Italia (1996 e 2001) e in Supercoppa Italiana (1996). Nel corso della sua esperienza gigliata si prende cura di campionissimi come Gabriel Batistuta e Manuel Rui Costa e conclude la collaborazione col club viola nell’agosto del 2002, in seguito al fallimento della società guidata da Vittorio Cecchi Gori. Successivamente segue il tecnico Roberto Mancini alla Lazio, diventando il medico ufficiale della società biancoceleste dove milita l’attuale allenatore Simone Inzaghi. Le sue ulteriori esperienze sportive lo hanno condotto non solo nella vicina Empoli, ma anche all’estero come medico del CSKA Mosca nella quale vive l’emozione di una finale di Coppa Uefa. Proprio alla vigilia della sfida fra Fiorentina e Lazio, noi del Brivido Sportivo lo abbiamo intervistato nella veste di opinionista, ripercorrendo la sua carriera fra aneddoti del passato e riferimenti al presente. Dottor Manzuoli, innanzitutto parliamo di lei e delle sue tante esperienze nel campo sportivo, dalla Fiorentina alla Lazio passando per Empoli e CSKA. Che cosa le hanno lasciato? “Le esperienze nel calcio ti danno molto sia da un punto di vista professionale, nel quale hai un accrescimento continuo, sia dal punto di vista umano.
Manzuoli in panchina con Trapattoni e Antognoni
L'esperienza all'estero mi ha anche dato la possibilità di confrontarmi con la realtà della medicina dello sport in altri paesi. Un bagaglio importante”. Da dove nasce la sua passione per il calcio e per lo sport? “Fin da bambino. Quando potevo, scappavo subito a giocare con gli amici a pallone, poi era nostra premura pulirle nell'erba le scarpe buone perché all'epoca con quelle non si poteva andare a giocare. Durante il liceo avevo maturato fin da subito l’idea di svolgere la professione di medico dello sport e che Medicina sarebbe stato il mio indirizzo universitario”. Quale tra le sue tante esperienze ricorda con maggiore affetto? “Quella con la Fiorentina, la squadra per la quale faccio il tifo. Senza dubbio è stata l'esperienza più bella e la ricordo con un velo di nostalgia e affetto. Con le altre squadre ero molto più distaccato a livello emo-
tivo. Anche se la finale di Coppa Uefa, che ho vissuto con il CSKA, mi ha molto emozionato. Per il resto si è trattato semplicemente di lavoro”. Da tifoso viola che stagione si aspetta? “Mi aspetto il meglio. Il cambio di proprietà è stato un passaggio importante grazie al quale si rivede la Fiorentina vera. Se prima si tergiversava, con Commisso è cambiato tutto. Il presidente ha voglia di fare e di fare sul serio e questo fa bene alla città”. Secondo lei, che ha avuto la fortuna di lavorare nella Fiorentina del grande Batistuta, quanto possono fare la differenza giocatori come Ribery e Chiesa? “Moltissimo. Perché i giocatori di esperienza e carisma dettano le regole e servono a far capire agli altri come stare in campo e come comportarsi nello spogliatoio”.
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BS| 27 ottobre 2019
Voa Voa Amici di Sofia
Manzuoli seduto alle spalle di Ranieri
Gocce di Speranza, insieme si può vincere la partita contro la MLD
Che partita prevede tra Fiorentina e Lazio? “Se si guardano ai valori delle due squadre, si può dire che oggi possono equivalersi. Negli ultimi anni la Lazio ha ottenuto grandi risultati a Firenze. Stavolta mi auguro che le cose cambino e che sia la Fiorentina a portare via un risultato positivo”. Da ex medico biancoceleste, come giudica la Lazio di Simone Inzaghi? “Seguo la Lazio con affetto, sono stato bene a Roma e porto nel cuore le persone con le quali ho collaborato. Sono contento per Inzaghi, uno dei miei giocatori all’epoca. Lui rappresenta la Lazio, è una bandiera. Ha trascorso vent’anni di carriera con la maglia biancoceleste ed è davvero un bravo ragazzo. Gli auguro ogni bene”. Stadio nuovo o restyling Franchi… da che parte si schiera? “Innanzitutto credo che la cosa prioritaria sia creare una buona squadra. Poi, se devo scegliere, dico il restyling del Franchi. Sono molto legato a livello affettivo a questo stadio. Sappiamo che ci sono problemi dal punto di vista logistico però, messa a punto questa cosa, credo che Campo di Marte sia la soluzione migliore”. Ci racconta un aneddoto della sua lunga esperienza in viola? “Una cosa buffa la posso raccontare: ci piaceva raccontare barzellette ed era nato un gioco tra noi. Ricordo che ci prendevamo in giro. Abbiamo vissuto anni gioiosi”. Qual è il giocatore viola che le è rimasto più nel cuore? “Con tutti ho mantenuto un rapporto importante nel tempo. Ci sentiamo sempre e quando hanno bisogno sanno che ci sono. Siamo molto legati affettivamente”.
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iorentina - Juventus 4 a 2: era il 20 ottobre del 2013, quando Sofia entrava al Franchi per la prima volta, sulle ali di uno striscione a lei dedicato dalla Curva. Anni dopo, il 2 gennaio del 2018 Sofia è tornata alla stadio su un nuovo striscione, ma questa volta per l’estremo saluto. La battaglia della nostra piccola guerriera prosegue nelle mani dei suoi genitori Guido e Caterina attraverso l’associazione Voa Voa! Onlus. Ad un anno dalla morte della loro bambina, hanno dato vita a Gocce di Speranza, la campagna di crowdfunding che vuole concretamente sconfiggere la MLD (Leucodistrofia Metacromatica) finanziando il primo progetto al mondo di screening neonatale per questa terribile malattia. Attualmente la partita contro la MLD segna 12 a 0: dodici bambini in Italia che ogni anno alla diagnosi sono condannati
a morte, ma che grazie allo screening neonatale potrebbero salvarsi. Se riusciamo ad arrivare prima della comparsa dei sintomi, infatti, è possibile intervenire con la Terapia Genica e salvare il bambino da una morte lenta e dolorosa, come è successo alla piccola Sofia. Continueremo a raccontare la Campagna Gocce di Speranza a tutti i tifosi viola che hanno tifato per Sofia e che potranno aiutare concretamente a sostenere questa partita fino all’esultanza finale, quando Voa Voa Onlus sarà riuscita a finanziare i 450.000€ necessari a testare circa 75.000 neonati, i bambini toscani che nasceranno duranti i tre anni del progetto pilota.
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BS| 27 ottobre 2019
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Brivido nella storia
Vendetta viola dopo il bruciante ko nella finale del 1958
Il capitano viola Alberto Orzan alza la Coppa Italia del 1961 • Ruben Lopes Pegna
L’11 giugno 1961 la Fiorentina batte la Lazio in finale e conquista il secondo trofeo dopo la Coppa delle Coppe Petris apre le marcature e Milan chiude la contesa Subito una gioia per Longinotti, presidente da pochi giorni gamento è davvero alto. L'allenatore viola, l'ungherese Hidegkuti, è però bravo a caricare a dovere la squadra che si presenta alla finale concentrata. Rispetto alla formazione che ha trionfato in Europa, battendo i Rangers di Glasgow 2-1 nel match di ritorno al Comunale (dopo il successo all'andata in Scozia per 2-0), c'è una sola novità. Gioca il mediano Marchesi al posto di Rimbaldo. Vanno in campo così: Albertosi; Robotti, Castelletti; Gonfiantini, Orzan, Marchesi; Hamrin, Micheli, Da Costa, Milan, Petris. La Fiorentina è in grande spolvero. E dopo quattro minuti va in vantaggio. Hamrin passa il pallone a Petris. L'ala sinistra gigliata scocca un tiro secco rasoterra sul quale niente può il portiere biancazzurro Cei. La Lazio attacca e per due volte l'ex Rozzoni impegna Albertosi. Sul finire del primo tempo la Fiorentina si fa pericolosa e Cei è bravo a parare le conclusioni di Hamrin, Petris e Da Costa. Nella ripresa il ritmo della gara cala d'intensità. Alla mezzora, comunque, Petris con un tiro al volo colpisce la traversa. E' il preludio al gol del raddoppio. Infatti, al 36' Milan sfugge al controllo di due difensori laziali e segna la rete del definitivo 2-0. Dopo la Coppa delle Coppe la squadra viola si aggiudica così anche la Coppa Italia. E' ancora, come due settimane prima, il capitano Alberto Orzan ad alzare al cielo il prestigioso trofeo, mentre la banda dei vigili urbani intona l'inno di Mameli. Per il presidente Enrico Longinotti insediatosi da pochi giorni alla guida della società è una grande soddisfazione anche se la Coppa Italia resterà l'unico trofeo vinto sotto la sua gestione. Firenze è ebbra di felicità. Una stagione anonima in campionato (con il settimo posto finale) è diventata semplicemente fantastica.
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a Lazio evoca ricordi felici per i tifosi viola. L'11 giugno 1961 (una domenica) la Fiorentina conquista, infatti, la sua seconda Coppa Italia, battendo i biancazzurri degli ex Prini (uno dei protagonisti del primo scudetto), Rozzoni e Amos Mariani e del futuro tecnico gigliato Carosi. La finale in gara unica è una sorta di rivincita di quella giocata a Roma nel settembre 1958 e vinta dalla Lazio, allora guidata da Fulvio Bernardini, il tecnico del primo scudetto viola. Il match si gioca a Firenze davanti a un pubblico scarso. Sono appena 14.000 gli spettatori presenti al Comunale per un incasso di circa dieci milioni e mezzo di lire. La Fiorentina è sugli scudi perché due settimane prima ha conquistato la Coppa delle Coppe. Il rischio dell'appa-
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Eriksson, lo svedese che stregò Firenze
| 23 | BS| 27 ottobre 2019 Il rettore di Torsby
Dopo una prima stagione in chiaro – scuro “Svengo” regalò calcio spettacolo a Firenze con la B2 Fino al drammatico spareggio Uefa con la Roma nel quale superò il maestro e connazionale Leidholm • Tommaso Borghini
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egli anni di Firenze non era ancora noto per le sue avventure sentimentali, ma gli avevano già appiccicato addosso l’ironico soprannome di “perdente di successo”. Era l’estate del 1987 e Sven Goran Eriksson non aveva ancora 40 anni quando approdò in Riva all’Arno. Reduce dall’infelice esperienza sulla panchina della Roma, il tecnico svedese aveva comunque un pedigree di tutto rispetto per le sue imprese internazionali con il Goteborg e per gli scudetti con il Benfica. Passato che gli valse il soprannome “il Rettore di Torsby” (la sua terra d’origine). Nella Capitale, invece, si era fatto sfuggire incredibilmente il tricolore e aveva bisogno di rilanciarsi. Così accettò la proposta del direttore sportivo viola Nardino Previdi che, per non infrangere le re-
Baggio e Borgonovo, la famosa B2 di Eriksson
gole del tempo, ingaggiò anche il compianto Sergio Santarini, lui formalmente il titolare della panchina, ma in realtà vice allenatore. Eriksson subentrava a Eugenio Bersellini, mettendo in pratica un’autentica rivoluzione tattica rispetto al vecchio “Sergente di Ferro”. Difesa a zona, affidata al connazionale Glenn Hysen e una grande stella tra tanti gregari: il giovane Roberto Baggio, finalmente a posto dopo il grave infortunio. Ma la sua prima Fiorentina non ingrana, il centravanti che gli è stato consegnato dal mercato, Stefano Rebonato, si dimostra inadeguato e nonostante l’ottima partenza (storico il 2-0 di San Siro firmato da Baggio e Diaz) , il resto del cammino è piuttosto anonimo. L’ambiente viola è poi scosso dalla tragica scomparsa del presidente Pier Cesare Baretti, e alla fine arriva soltanto un poco esaltante ottavo posto. Nella stagione successiva la musica cambia, Eriksson si lascia sfiorare dall’idea di chiedere la cessione in prestito Roberto Baggio, ma fortunatamente ci ripensa e può contare su un centrocampista stratosferico come Carlos Dunga e su un nuovo attaccante proveniente dal Como, via Milan, Stefano Borgonovo. Il nuovo centravanti stavolta non tradisce, anzi forma una coppia sublime con Baggio che passerà alla storia come la B2 viola. La Fiorentina tocca vette altissime di gioco e segna tanto (44 reti), salvo perdersi sul più bello, soprattutto in trasferta. Comunque le vittorie contro la Juventus e l’Inter dei record esaltano il popolo viola. Il capolavoro di Eriksson, però, rischia di infrangersi in un finale di campionato in caduta libera. Ma il meglio arriva nella coda: il settimo posto a pari merito con la Roma conduce allo spareggio di Perugia. “Svengo”, come lo chiamavano i tifosi, sfida il maestro - connazionale
Sulla panchina della Lazio vinse lo storico Scudetto del 2000
Sven Goran Eriksson
Liedholm e lo batte, incredibilmente, grazie al gol del 34enne, grande ex di turno, Roberto Pruzzo che, fino a quella partita, non aveva mai segnato neppure per sbaglio. La Fiorentina va in Europa e il Rettore di Torsby annuncia una nuova scelta di vita: “Torno a Lisbona, grazie di tutto”. Un nuovo inizio che lo porterà a un lunghissimo girovagare, tra Portogallo, di nuovo Italia, Inghilterra, Messico, Costa d’Avorio, Thailandia e Cina. Accumulando titoli, anche con la Lazio con cui vince lo storico Scudetto nel 2000, una Coppa delle Coppe e due Supercoppe Italiane. E aumentando la sua fama per alcune storie d’amore che riempiranno le pagine dei rotocalchi di mezzo mondo.
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BS| 27 ottobre 2019 La top 11 dei doppi ex
Il grande Bernardini guida una squadra ricca di campioni d’Italia con la casacca gigliata
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I campionissimi viola-biancocelesti Ripercorriamo la storia della grande sfida del Franchi attraverso i migliori giocatori protagonisti con entrambe le maglie
• Tommaso Borghini
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l Franchi arriva la Lazio, indiscutibilmente diventata da tempo una grande della serie A, e dunque riprende la nostra rubrica dedicata alla top 11 dei doppi ex delle partitissime del campionato viola. Un gioco divertente che ci ha dato riscontri positivi da parte dei nostri lettori che, spesso e volentieri, criticano le nostre scelte e di questo siamo felici perché significa che la rubrica suscita interesse e accende il dibattito. Discussioni che, stavolta ne siamo sicuri, non riguarderanno l’allenatore visto che abbiamo l’opportunità di citare il nome di uno dei tecnici più grandi della storia viola: Fulvio Bernardini. L’allenatore del primo Scudetto della storia e della finalissima di Coppa dei Campioni, giocata dalla sua Fiorentina contro il grande Real Madrid nel 1957. Bernardini che, anche sulla panchina della Lazio, ha raccolto soddisfazioni vincendo una Coppa Italia nel 1958 (primo trofeo della storia biancoceleste, ottenuto proprio battendo la Fiorentina in finale). Per il ruolo di portiere la scelta è caduta su Claudio Bandoni, campione d’Italia viola da riserva di Superchi e alla Lazio nel 1971/72. La linea difensiva a 4 è guidata da Roberto Galbiati, libero della Fiorentina del quasi Scudetto del 1982 e alla Lazio nel 1985/86. Accanto a lui un viola fresco fresco come Martin Caceres, titolarissimo anche della squadra di Vincenzo Montella. Sulle fasce “Lollo” De Silvestri e Sergio Castelletti, grande terzino della Fiorentina degli anni ‘60. A metà campo due campioni della Fiorentina del primo Scudetto: Gratton e Prini, che furono compagni di squadra anche nella Lazio nella sta-
Enrico Chiesa
gione 1961/62. In cabina di regia un altro viola di oggi: Milan Badelj, vice captano della Fiorentina, reduce da una stagione negativa trascorsa con la maglia biancoceleste. In attacco altri due campioni d’Italia con la casacca della Fiorentina: Claudio Bizzarri, attaccante della squadra del ‘56, e Mario Maraschi, capocannoniere della formazione di Pesaola, trionfatrice nel ‘69. Insieme a loro Enrico Chiesa che, oltre a essere il babbo di Federico, è stato uno straordinario attaccante della Fiorentina a cavallo tra gli anni ‘90 e il 2000.
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Nutritissima la panchina dove trovano spazio altri straordinari doppi ex che, certamente, accenderanno il dibattito sulla bontà delle nostre scelte.
La top 11 dei doppi ex
Modulo 4-3-3 Chiesa Prini Fulvio Bernardini
Maraschi Badelj
Castelletti Caceres
Galbiati
Bizzarri Gratton
De Silvestri
Bandoni
A disposizione: Sulfaro (portiere), Calisti, Marchesi, Baronio, Fuser, Can Bartù, Della Martira, Pancaro, Di Mauro, Caso, Jimenez, Clerici, Amos Mariani, Ferruccio Mazzola, Buso, Morrone, Petris, Speggiorin, Giampiero Vitali. Milan Badelj
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BS| 27 ottobre 2019
Bati-gol e i Leoni di Wembley
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Una partita una storia
27 ottobre 1999: la Fiorentina batte l’Arsenal in Champions ed è la prima squadra italiana a espugnare il mitico stadio inglese Il gran gol di Batistuta, i miracoli di Toldo e i fischi del Trap Cronaca di una delle vittorie più importanti della storia viola La foto sequenza del gol-vitt
oria di Batistuta a Wembley
• Ruben Lopes Pegna
E'
un giorno speciale il 27 ottobre per tutti i tifosi della Fiorentina. Esattamente vent'anni fa la squadra viola, guidata da Giovanni Trapattoni, scrive, infatti, una pagina importante della sua storia, vincendo a Londra. Nella penultima giornata della fase a gironi di Champions League la Fiorentina affronta, nel mitico stadio di Wembley (poi abbattuto e ricostruito) davanti circa 74.000 spettatori tra i quali ci sono anche 4.000 tifosi gigliati, l'Arsenal con cui è a pari punti in classifica. Con un successo la formazione viola supererebbe il turno. Con un pareggio, invece, rischierebbe l'eliminazione (cosa che avverrebbe matematicamente in caso di sconfitta) visto che nell'ultima gara del girone dovrà giocare al Franchi con il Barcellona, sia pure già qualificato, a differenza degli inglesi che se la vedranno con il fanalino di coda Aik Solna. L'impresa sembra proibitiva, anche perché la Fiorentina è reduce da tre sconfitte consecutive in campionato, con Roma e Parma a Firenze e a Piacenza. Trapattoni che ha rischiato l'esonero (c'è chi dice anche che abbia rassegnato le dimissioni respinte dal presidente Vittorio Cecchi Gori) dopo la
paio di giocatori inglesi, fa partire un missile in diagonale che non dà scampo al portiere Seaman. Esplodono i quattromila tifosi viola presenti a Wembley. Ma la partita è ancora lunga. L'Arsenal non ci sta e si getta in avanti con veemenza. Al 42' l'attaccante croato Suker colpisce il palo. Sul pallone si avventa Kanu ma il suo tiro è parato da Toldo. La partita finisce con il successo dei viola. Fanno festa sugli spalti i supporter gigliati anche perché la vittoria sull'Arsenal regala il passaggio del turno con una giornata d'anticipo. Trapattoni che in questo stadio nel 1963 aveva conquistato da giocatore con il Milan la Coppa dei Campioni battendo il Benfica di Eusebio per 2-1 salva la sua panchina. La Fiorentina, dal canto suo, diventa la prima squadra di club italiana a vincere a Wembley contro una formazione inglese.
sconfitta di tre giorni prima in Emilia manda in campo la seguente formazione schierata con il 3-4-1-2: Toldo; Pierini, Firicano, Repka; Di Livio, Rossitto, Cois (Adani dal 1' s.t.), Heinrich; Rui Costa; Chiesa, Batistuta. Dopo un primo tempo equilibrato, con buone occasioni create da entrambe le squadre, nella ripresa l'Arsenal si fa particolarmente pericoloso. Toldo è sugli scudi. Firicano è un leone così come Pierini, Repka e Adani. Ma anche Di Livio e Rossitto si battono su ogni pallone. Poi a un quarto d'ora dalla fine la Fiorentina imbastisce un'azione di contropiede, iniziata da Firicano, il centrale difensivo. E' suo il passaggio per Heinrich e del tedesco è l'assist per Batistuta che in posizione di ala destra, dopo essersi liberato di un
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Ohrstrom: “Firenze nel cuore”
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Brivido in rosa
La numero 1 svedese non è più titolare, ma non si arrende: “Qui sto benissimo e lavoro duro per farmi trovare pronta Campionato più competitivo, ma vogliamo vincere noi Scrivere è la mia seconda passione e mi sta dando soddisfazioni” • BRUNELLA CIULLINI
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a percorso tutta la crescita della Fiorentina Women’s, fin dal 2016, quanto il club viola è entrato nel calcio femminile diventando un esempio (poi imitato) per altre importanti società di Serie A. Stéphanie Ohrstrom, svedese di Trelleborg, 32 anni, è una delle veterane della squadra per militanza e anche esperienza essendo sbarcata in Italia 9 anni fa. Una lunga parentesi nel Verona con cui nel 2014-2015 ha vinto il primo scudetto, poi l'arrivo a Firenze dova ha conquistato il suo secondo titolo più varie coppe confermandosi una sicurezza tra i pali. “Il mio contratto è in scadenza ma è presto per parlarne con la società – afferma al Brivido – Di certo a Firenze vivo ormai da anni e mi trovo a meraviglia e ho vissuto tutta la crescita e i successi della squadra”. Da metà della scorsa stagione la numero uno svedese però non è più titolare, al suo posto ecco la giovane Francesca Durante già entrata nel giro della Nazionale. Grazie al suo carattere però Ohrstrom non si è lasciata andare e ogni giorno si allena sempre con impegno. Un anno fa difese con successo la porta viola nella finale di Supercoppa con la Juve vinta dalla Fiorentina per 1-0 (rete di Ilaria Mauro). Stessa finale che si è replicata oggi a Cesena (il Brivido è andato in stampa con la sfida ancora da disputare). Il calcio comunque non è la sola passione della giocatrice svedese, appena il tempo glielo permette scrive. Così, un po’ per gioco ma non solo Ohrstrom si è scoperta scrittrice e proprio in questi giorni è uscito il suo primo libro intitolato ‘Elisa e Bella Francavilla’ (Corrado Tedeschi Editore). ''E’ una storia che vuol dimostrare che il calcio non è uno sport solo per gli uomini: Elisa è una bambina
BS| 27 ottobre 2019
che non desidera altro che giocare a pallone, ma la sua famiglia pensa che non sia uno sport femminile. Lei però decide lo stesso di inseguire il suo sogno e proverà a farlo insieme ad un’amica”. La protagonista del libro gioca in porta come Ohrstrom. “Mi è sempre piaciuto scrivere. Ammetto – sorride – che all’inizio ero quasi in imbarazzo invece sto raccogliendo grandi soddisfazioni”. E infatti starebbe già pensando a dare un seguito alla storia di Elisa anche se ora il suo impegno è tutto per la Fiorentina e la propria professione. Ohrstrom non è una che si arrende facile, affronta sempre tutto col sorriso e un temperamento da combattente. “Ho accettato le scelte del tecnico e della società continuando a allenarmi ogni giorno al massimo per farmi trovare pronta appena l’allenatore mi chiamerà e la squadra avrà bisogno di me”. La stagione come da pronostico si sta confermando particolarmente competitiva: già archiviata l’avventura in Champions dopo un sorteggio a dir poco sfortunato (la Fiorentina ha dovuto affrontare le campionesse inglesi dell'Arsenal) tutte le energie ora sono dirottate sul campionato e la Coppa Italia. “La Juve si conferma la squadra da battere ma attenti anche al Milan che ha un bel potenziale offensivo: lo affronteremo dopo la Supercoppa, sarà un bel banco di prova. La Roma ci ha battute di recente ma è stata una partita stregata dove avremmo meritato di più. Di certo rispetto al passato non ci sono più gare dal risultato scontato, da quando sono arrivata in Italia sono stati compiuti tanti passi in avanti, l’ingresso della Fiorentina prima e il bel Mondiale disputato dalle azzurre hanno segnato la svolta, manca solo l’ultimo passaggio, il professionismo, ma ci siamo vicine”. Intanto col cambio di proprietà la sensazione è
che la Fiorentina continuerà a crescere: “Il presidente Commisso ci segue con attenzione e ci sta trasmettendo tanta carica. Lo abbiamo incontrato una volta e i suoi messaggi sono stati più che positivi - conferma Ohrstrom Lo stesso progetto del centro sportivo sarà importantissimo. C’è tutto insomma per garantire alla nostra squadra un futuro sempre più roseo”. E Stéphanie, manco a dirlo, ha una voglia matta di continuare a farne parte.
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i Locali di tendenza
Alla Trattoria Dall’Oste una bistecca unica al mondo
Carmine, manager della comunicazione del gruppo: “Le nostre carni sono certificate e di altissima qualità per un’esperienza gastronomica che soddisfa ogni palato e molto apprezzata anche dai campioni della Fiorentina”
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i bistecche alla fiorentina ce ne sono tante, ma la bistecca alla fiorentina della Trattoria Dall’Oste è senz’altro un’esperienza gastronomica unica al mondo. Perché alla Trattoria dall’Oste, dal 1979, la ristorazione e, soprattutto, la carne è cultura e la sua qualità è garantita da allevamenti etici e sostenibili dove gli animali vengono nutriti con alimenti di prima qualità senza l’utilizzo di ormoni e antibiotici. Frollata e maturata al punto giusto per offrire ai clienti bistecche di altissima qualità che, oltre ad essere molto buone per il palato, sono anche sicure per la salute. Chiedere, per credere, ai tanti fiorentini e ai molti turisti, italiani e stranieri, che scelgono le “Chianinerie Dall’Oste” per i propri pranzi e le proprie cene. Ed anche ai numerosi calciatori della Fiorentina che non perdono occasione per gustarne le specialità. Di tutto questo, e molto di più, abbiamo parlato con Carmine, il manager della comunicazione del gruppo della Trattoria Dall’Oste.
La Trattoria Dall’Oste è, oggi, un punto di riferimento della ristorazione fiorentina. Ci racconta qual è la vostra specialità? “Senz’altro la carne e tutto nasce dalla bistecca alla fiorentina, il piatto tradizionale di Firenze che è stato rivalorizzato e sul quale abbiamo deciso di puntare in un investimento che è culturale prima ancora che professionale. Le nostre carni provengono tutte da allevamenti certificati, tracciati, etici e sostenibili.
Noi acquistiamo soltanto attraverso il controllo del Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco, unico ente certificato per la difesa della Chianina IGP. E’ importante sottolineare che ogni animale è differente ed ha le proprie qualità e che ogni razza ha un suo particolare gusto. Da noi si possono trovare 12 tipi di manzo in vari tagli tra cui Scottona, Chianina, Romagnola, Wagyu tipo Kobe, Marchigiana e Fassona Piemontese. Insomma, offriamo una grandissima scelta per soddisfare ogni tipo di palato”. I vostri locali sono definiti anche “Chianinerie”, ci spiega il perché? “Perché all’interno dei nostri locali abbiamo sviluppato una branchia interamente dedicata alla Chianina. I nostri ospiti possono scegliere dei menù che sono tutti a base di Chianina certificata. Dalle tartare, alle bistecche, passando per i primi piatti per un’esperienza gastronomica unica al mondo”. Quanti e dove sono i vostri locali e da che tipo ci clientela sono frequentati? “Trattoria Dall’Oste è situata in diverse location del centro di Firenze: via Degli Orti Orticellari 29, via Luigi Alamanni 29 r e 3/5 r, via dei Cerchi 40 r e Borgo San Lorenzo 31.
I nostri locali sono frequentati da persone di tutte le età. Si può dire che siamo “di tendenza” perché intercettiamo molti fiorentini, ma anche turisti italiani e stranieri e persone che soggiornano a Firenze per questioni d’affari. La tranvia consente di rendere fruibili i nostri ristoranti anche a chi abita più lontano dal centro. E poi, tra i nostri clienti più affezionati, ci sono molti vip tra i quali alcuni giocatori della Fiorentina”. Dunque Trattoria Dall’Oste è frequentata anche dai giocatori viola? Ci può dire di chi si tratta e quali sono i loro menù preferiti? “Diversi calciatori della Fiorentina attuale e anche alcuni ex calciatori molto famosi vengono da noi perché si sentono a casa. Noi offriamo un ambiente non invasivo, oltre che una selezione di carni che rispetta anche le diverse esigenze religiose. Tra i nostri clienti più assidui ci sono grandi amici come Thereau e Dabo e anche i nuovi arrivati Boateng e Ribery scelgono spesso di venire da noi per trascorrere le loro serate. Tutti amano molto la carne. A Ribery diamo sempre una saletta privata dove possa rilassarsi e gustare in tutta tranquillità i nostri menù con la propria famiglia. Il fatto di essere apprezzati anche dai viola ci rende orgogliosi. Riceviamo spesso anche la visita di ex importantissimi come Gabriel Batistuta e Sabastien Frey. Grandi calciatori che hanno fatto la storia della Fiorentina e a cui siamo molto affezionati”.
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Rimedi naturali
| 29 | BS| 27 ottobre 2019 Salute e benessere
A seconda delle stagioni un alimento o una bevanda hanno effetti differenti. Ecco alcuni consigli autunnali
L'olio d'oliva è un drenante epatico e biliare, lassativo, ottimo depurativo ricco di vitamina E, C e B è molto indicato per rafforzare le difese immunitarie prima dell'inverno. L'orzo è un digestivo, tonico nervino, drenante epatico, ipertensivo, indicato nei casi di demineralizzazione, atonia gastrica ed epatica. Ricostituente nei casi di diarree e dissenterie. Aiuta tutte le malattie infiammatorie delle vie urinarie soprattutto le cistiti. Una tazza di orzo preso tutte le mattine è un ottimo ricostituente. Il ribes nero è ricco di vitamina C utilizzato nella stagione autunnale, aiuta a rafforzare le difese immunitarie e prevenire tutti i disturbi tipici di questa stagione. • cATIA cECCHINI
U
n’influenza importante sull'organismo è rappresentata dal clima, dalle radiazioni solari e terrestri, dalla temperatura, dall’elettricità atmosferica, dalla pressione barometrica, dai venti, dal ciclo solare, dalle macchie solari, dalle variazioni di ionizzazione elettrica, dalle irradiazioni di varia origine cosmica.
Le irradiazioni cosmiche agiscono sul sistema neuro-endocrino, da cui dipendono gran parte degli squilibri psichici. Tutte le attività dell’organismo sono messe in funzione da mediatori chimico-elettrici, chiamati ormoni, prodotti da cellule di un determinato tessuto ghiandolare endocrino e rilasciati in circolo in risposta ad uno stimolo appropriato. Il clima e le onde elettromagnetiche svolgono un’azione diretta sulle ghiandole a secrezione interna. A seconda delle stagioni un alimento o una bevanda hanno degli effetti differenti. Ecco alcuni consigli autunnali: Un frutto molto conosciuto in questa stagione è la castagna.
La castagna è molto nutriente, energetica, remineralizzante, un tonico muscolare, antisettico, un tonico per eccellenza per il sistema nervoso e venoso, però sconsigliata per i diabetici. Inoltre, è molto ricca di ferro, zinco, rame, manganese, fosforo, magnesio, zolfo, sodio calcio, vitamina B1 e B2.
Ma sulle nostre tavole non può mancare la cicoria ricca di calcio, potassio, fosforo, sodio, ferro, magnesio, manganese, rame, vitamina B, C, K, è un potente diuretico, indicata per astenie, atonie, gotta, infezioni urinarie, artritismo, calcolosi, dermatosi, insufficienza biliare, anemie, stipsi. Bere un infuso di foglie fresche aiuta a prevenire la
Questo frutto è consigliato per bambini e anziani. Aiuta gli sportivi ed è indicato per le astenie fisiche e intellettuali. I ceci oltre ad essere buoni sono un ottimo rimedio per la stanchezza cronica ed un potente diuretico naturale, aiutano anche a prevenire i parassiti intestinali. Per chi soffre di ritenzione di liquidi il brodo di ceci è molto raccomandato nelle sere fredde autunnali. La melanzana è un potente antianemico e lassativo, ottimo da consumarsi in autunno quando l'organismo ha più bisogno di depurarsi.
febbre ed è un ottimo digestivo.
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Fuorigioco
La squadra di Inzaghi ha dimostrato grande forza e determinazione
La Viola tra futuro e presente
Si torna al Franchi in prima serata per un match di cartello I riflettori sono puntati sul dibattito per il nuovo stadio Ma il presente sono le partite da giocare sul campo e il coefficiente di difficoltà contro la Lazio è tra i più alti
• Duccio Magnelli
S
i torna al Franchi di domenica sera, alle 20.45. Un orario da incontri di cartello quale è, sicuramente, quello di stasera tra Fiorentina e Lazio. Si torna al Franchi e ci si tornerà ancora per un bel po’ di tempo, visto che la questione nuovo stadio sembra ben lontana dal trovare soluzione. Commisso ha fretta, molta fretta, ma alcune amministrazioni della Città Metropolitana non riescono a tenere il suo passo. Per adesso sembra che soltanto il Comune di Bagno a Ripoli sia riuscito a trovare un modo per incanalare il grande entusiasmo del patron della Fiorentina. Il terreno in cui sorgerà il nuovo (e si dice avveniristico) centro sportivo è pronto per l’uso. Peccato che nella stessa area non ci sia posto anche per il nuovo stadio, altrimenti il sindaco della cittadina alle porte di Firenze avrebbe fatto tombola. Nel frattempo Firenze e Campi Bisenzio si guardano con sospetto: chi sarà il primo sindaco a sgombrare il terreno per ospitare il nuovo parco giochi della Viola? Nell’era Della Valle era tutto meno elettrico. Fra plastici e progetti, prime pietre e carotaggi sono passati gli anni e non è successo quasi niente. Unico fatto concreto il gioco da tavolo “La Cittadella”. Chi l’ha comprato se lo tiene ben stretto: in futuro potrebbe avere un certo valore come oggetto di modernariato. Giochi a parte, il sospetto è che nessuno abbia mai preso veramente in considerazione l’idea di costruire un nuovo stadio.
Joe Barone saluta Chiesa prima di Brescia - Fiorentina
Era tutto talmente lento che anche il più incallito ottimista dei tifosi a un certo punto ha smesso di crederci. Adesso però che Ribery è arrivato, che Chiesa potrebbe rimanere, che magari anche Ibrahimovic ha fatto un pensierino a venire qua, le cose sono molto cambiate. Insomma oggi il calcio a Firenze è in bilico tra futuro e presente. C’è uno stadio da fare, un centro sportivo da costruire, una società da rendere più competitiva per attirare il maggior numero di più campioni possibile.
C’è però anche il presente con le partite da giocare, a cominciare da quella di stasera contro una Lazio che, sabato scorso, ha miracolosamente recuperato un risultato che dopo quarantacinque minuti sembrava già scritto. Forse l’Atalanta ha peccato di presunzione pensando di aver già risolto la pratica, ma rimontare tre gol è stata una grande impresa per Inzaghi & c. Un segno di forza e determinazione. Ne tengano conto, stasera, i ragazzi di Montella. Buona partita a tutti.
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