Comitato scientifico: Domenico Di Canosa, Antonio Sacchetti, Marco Stazi, Ildebrande Bevere, Pasquale Capezzuto, Ernesto Santini, Daniele Coppi, Giuseppe Frullo, Andrea Lanna, Domenico Marotta, Gianluca Musetti, Luca Nadir, Dario Sala, Giuseppe Santoro Hanno collaborato: Luca Baldin, Domenico Repetto, Ilaria Rebecchi, NiiProgetti, Antonella Terrasi, Niccolò Aste, Claudio Del Pero, Fabrizio Leonforte, Marco Ventimiglia, Marcello Bologni, Veronica Lucia Castaldo, Maria Francesca Talamo, Maria Dicorato, Aldo Fumi, Giuseppe Forte, Francesca Marasciuolo, Michele Fucci, Domenico Di Canosa, Pasquale Capezzuto, Rossano Capannini, Andrea Lupo, Alessio Vannuzzi, Mauro Rigo
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SMART BUILDING ITALIA MAGAZINE
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Un ricordo di Paolo Dalla Chiara
Il 29 giugno ci ha lasciati Paolo Dalla Chiara, storico fondatore e Presidente di Pentastudio. Questo è quindi il primo numero della nostra rivista che esce in sua mancanza ed è semplicemente logico che tra le pagine ce ne sia una dedicata a lui.
Paolo ha condotto Pentastudio attraverso oltre cinquantâanni di storia, non sempre semplici, direi sempre stimolanti, a tratti entusiasmanti. Per noi era una presenza costante e, ancora oggi, a distanza di quasi quattro mesi dalla sua scomparsa, quando suona il campanello ci attendiamo di vederlo comparire dalla porta.
Paolo si è formato negli anni della contestazione giovanile, anni dominati da una vitalità prorompente e da una volontà di andare oltre le regole, gli anni della fantasia al potere.
Un imprinting che, unito allâindole curiosa e alla creativitĂ , gli hanno permesso spesso di guardare âoltreâ, di scorgere quello che gli altri non vedevano. Questa combinazione originale di curiositĂ creativa e tenacia ha segnato lâintera sua vita.
E parlo di vita, non di attivitĂ , perchĂŠ le due cose in Paolo coincidevano. In tal senso, è stato anche un tipico prodotto del Nord-Est migliore, quello che nel breve volgere di un paio di decenni ha trasformato il Veneto da regione arretrata e prevalentemente contadina, qual era ancora nel secondo dopoguerra, in una delle locomotive dâItalia, grazie a imprenditori geniali, ma anche a grandissimi lavoratori apprezzati in tutto il mondo, e Paolo era lâuno e lâaltro.
Paolo era certamente un visionario, ma di una specie rara, perchĂŠ era in grado di coniugare la visionarietĂ con la concretezza, e gli piaceva molto spiegare i passaggi che dallâidea portano al risultato, non avendo mai smesso completamente i panni del professore. I suoi migliori amici sono stati uomini e donne come lui, al contempo colleghi e amici di una vita con cui ha realizzato imprese che la maggior parte delle persone ritenevano semplicemente fantasiosi voli pindarici.
Per questo Paolo era un cultore del paradosso, del pensiero laterale, dellâironia tagliente e persino impertinente che per lui era una pars construens, non destruens.
CosĂŹ lo volgiamo ricordare, senza essere inutilmente cerimoniosi (lui non lâavrebbe gradito). Nel prosieguo di questa bella storia faremo di tutto per essere alla sua altezza.
CIAO PAOLO
Luca Baldin e tutto il personale di Pentastudio
DALLA BIENNALE ARCHITETTURA UN APPROCCIO PRAGMATICO E POSITIVO ALLA CRISI CLIMATICA
Luca Baldin
Questo 2025 rimarrĂ nella memoria come uno degli anni piĂš complicati e per certi versi surreali della storia recente. La politica, come la majonese, sembra letteralmente impazzita e ancor piĂš sembra aver perso qualsiasi rapporto con la realtĂ . Câè chi sostiene che unâera si stia concludendo, quella del dominio americano incontrastato post caduta del muro di Berlino, quello della âfine della storiaâ teorizzata da Francis Fukuyama, e probabilmente câè del vero, ma si fa davvero fatica a intravvedere quale altro sistema geopolitico si stia affermando, al di lĂ di quelle che al momento sembrano piĂš ambizioni modello Dottor Stranamore che realtĂ dotate di fondamento.
In questo quadro confuso una visita alla Biennale Architettura 2025, curata da Carlo Ratti, può apparire come una boccata di ossigeno, dal momento che ha la qualitĂ , rara, di abbinare la visionarietĂ , che è il segno distintivo di tutte le Biennali, con una inusuale concretezza. Nel testo introduttivo al catalogo, Ratti spiega molto bene qual è il ragionamento che ha guidato le sue scelte curatoriali e da quel testo un passaggio appare particolarmente illuminante, ovvero quando scrive: âQuando i sistemi su cui abbiamo a lungo basato la nostra comprensione cominciano a fallire, sono necessarie nuove forme di pensiero. Per decenni, lâarchitettura ha risposto alla crisi climatica con la mitigazione: progettare per ridurre il nostro impatto sul clima. Ma questo approccio non è piĂš sufficiente. Ă il momento che lâarchitettura abbracci il campo dellâadattamento: ripensare il modo in cui progettiamo in vista di un mondo profondamente mutatoâ.
Ratti in sostanza ci dice una cosa che, in fondo, un poâ conosciamo e un poâ temiamo tutti: i nostri sforzi per ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera produrranno qualche risultato, ma non basteranno a modificare in modo sostanziale il ciclo di riscaldamento in atto del pianeta, dal che ne deriva che mitigare sarĂ necessario ma non sufficiente e che bisognerĂ iniziare seriamente a pensare a politiche di adattamento.
Che câè di positivo in tutto ciò? Apparentemente nulla, ma a ben vendere lâatteggiamento di Ratti spazza via il fatalismo (e non è poco) e introduce lâidea che si possa e si debba ancora fare qualche cosa. Nello specifico, il fatto che la casa dellâuomo, che in fondo ci ha sempre riparati dalle intemperie, a certe condizioni, potrĂ continuare a farlo.
Nellâadottare in tempi non sospetti il suffisso âsmartâ al nostro marchio, il pensiero era andato proprio allâintelligenza che avremmo voluto governasse i processi di cambiamento che giĂ si intravvedevano con chiarezza. Nei prossimi decenni, ci dice la Biennale di Carlo Ratti, avremo bisogno di molta intelligenza, per sviluppare politiche di adattamento al cambiamento climatico; e uno dei temi portanti in cui questa intelligenza dovrĂ esprimersi sarĂ proprio la ridefinizione dei parametri dellâabitare e del vivere gli spazi urbani. La twin transition, per funzionare, dovrĂ essere prima di tutto intelligente. â
16 NOV 25
03
Dalla Biennale Architettura un approccio pragmatico e positivo alla crisi climatica
06 Comunicare le transizioni: lâarte di dare senso al Cambiamento
08 Tecnologia e umanesimo per lâarchitettura del futuro
12 Lâinfrastruttura digitale per una capitale smart
16 Smart Building Expo: lâevento di riferimento in Italia ed Europa per la home & building automation e la twin transition del settore edilizio
18 Fiera Milano per Milano-Cortina 2026: Smartness e sostenibilitĂ alla base del progetto della Venue Olimpica
20 Stato dellâarte 2025-2027 su opportunitĂ e prospettive, alla luce del New European Bauhaus
22 Smart Lighting: La Leva Strategica per lâEfficienza e il Benessere nella Transizione
24 Impianti elettrici: Italia in bilico tra sicurezza, efficienza e futuro
25 Intervista a Ezio Galli, FME
26 Bollette piĂš care e dipendenza energetica. LâUnione Europea corre ai ripari
30 Le promesse allâedilizia dellâIntelligenza Artificiale
32 Assimpredil ANCE presenta Cantiere Impatto Sostenibile il codice di condotta per i soci
34 La capacitĂ predittiva dellâIA al servizio delle reti energetiche
36 Intelligenza Artificiale, Data Center e BACS: il filo che unisce innovazione e sostenibilitĂ
38 La Puglia punta sui data center: A Marzo 2026 un evento in Fiera del Levante a Bari
40 Quando lâIntelligenza Artificiale entra negli edifici: cosĂŹ nascono gli Smart Building e le Smart City
42 Smart City in Italia: a che punto siamo?
46 La gestione dei dati nelle cittĂ intelligenti
48 Microreti in corrente continua per servizi di flessibilitĂ e in comunitĂ energetiche: il dimostratore del progetto ECS4DRES
52 Dal 5G al 6G: evoluzione tecnologica, prestazioni e impatto sullâinquinamento elettromagnetico
56 La nuova frontiera dello Smart Water Management
58 Navigare Verso Il Futuro: ecco come Fincantieri guida la rivoluzione dellâIdrogeno con la prima nave da crociera a zero emission
60 Edifici storici ed efficienza energetica: il progetto di ricerca RSE
62 Italia persa nel paradosso digitale: ad edifici sempre piĂš intelligenti una normativa sempre meno stringente
66 APAVE Italia Parola dâordine: qualitĂ del costruire
68 Ventilazione, purificazione e qualitĂ dellâaria indoor
70 A Napoli un nuovo ecoquartiere rigenera lâarea di Ponticelli
72 Uffici, Arte e neuroscienze nel Progetto di Riconversione della Caserma di Basiliano
74 Nuovo residenziale di pregio a Courmayeur: la trasformazione delle ex funivie
76 Roma: Il nuovo progetto di Via del Crocifisso tra rigenerazione urbana, arte e tecnologia
78 Le prioritĂ di Smart Buildings Alliance
80 J2 Innovation: Lâascesa di FIN Intelligence
82 JLL, Molex ed Italtel: Immobili intelligenti e sostenibili, con piĂš valore
84 Tecnofiber per gli impianti FFTH
86 Cellnex: Smart Building: la connettivitĂ come spina dorsale del Paese
88 Homematic IP Wired: StabilitĂ , sicurezza e controllo nella casa smart
91 Selektra Italia: CittĂ piĂš intelligenti e Servizi efficienti a disposizione di chi le vive
92 Gira G1: Intelligente. PiĂš veloce.
94 Kieback&Peter Grattacielo Piemonte: a Torino tecnologia e sostenibilitĂ al servizio della Pubblica Amministrazione
96 Dabbel: Risparmi Automatic
97 Beta Cavi: lâeccellenza italiana nei cavi per lo Smart Building
98 La casa smart, semplice e integrata, con le soluzioni connesse Finder e 4box
100 Distech Controls: innovazione al servizio degli smart building
102 Due Esse: quando il mondo IT incontra lo Smart Building (e lâArchitettura)
104 Quicklink Solutions: Smart Building Evolution
105 Smart Future. Tecnologie integrate per cittĂ ed edifici intelligenti: lâapproccio di Allnet.Italia
106 Alpha Elettronica 50 anni
107 Vimar: Plana Up evoluzione naturale di Plana
108 Ajax Systems: quando âsicurezzaâ è la parola dâordine
110 Ridurre il consumo di energia negli edifici utilizzando i dati di advizeo by Hager
111 xxter e Pairot: lâevoluzione dellâecosistema KNX secondo eelectron
113 Av: Tecnologia, esperienza, intelligenza
114 Dalla comprensione del linguaggio allâazione intelligente: I LAM trasformano la domotica e gli edifici smart in sistemi dinamici, adattivi e realmente proattivi
117 Sistemi di automazione orientati al miglioramento del comfort e dellâesperienza negli ambienti dedicati allâhospitality
120 Tecnologie AV e Universal Design: lo Smart Building accessibile a tutti
122 Eurovisioni 2025 a Palazzo Farnese
123 ISE 2026: Dove gli spazi intelligenti prendono vita
124 ENGLISH VERSION:
AV Technology Experience Intelligence
COMUNICARE LE TRANSIZIONI: LâARTE DI
DARE SENSO AL CAMBIAMENTO
Domenico Repetto
Domenico Repetto, Direttore Divisione V° Comunicazione, benessere organizzativo, trasparenza e anticorruzione - D.G. CORUC - Ministero dellâAmbiente e della Sicurezza Energetica MASE
Le transizioni del nostro tempo non sono semplici traiettorie di sviluppo tecnologico o ambientale: sono processi profondi che cambiano strutture sociali, mentalità collettive, modelli economici e abitudini quotidiane. In questo scenario, la comunicazione non è un accessorio, nÊ un mero strumento di divulgazione: è un driver strategico, una leva capace di orientare la percezione, stimolare la partecipazione, consolidare la fiducia e, soprattutto, dare un senso condiviso a trasformazioni che, per loro natura, generano incertezza. La comunicazione, in sostanza, serve a costruire senso, a fornire un significato e una ragione alle ragioni che sono alla base delle scelte che ciascuno di noi è chiamato a compiere in un contesto
sociale, economico e politico mutevole e scarsamente prevedibile. Transizione deriva dal verbo latino transire, che significa passare e nellâaccezione attuale da significato al passaggio dal paradigma dellâeconomia lineare a quello circolare, da un passato fatto di certezze che si sono sedimentate nel corso degli ultimi 80 anni ad un presente pieno di domande che cercano risposte.
Le due grandi transizioni â quella ambientale e quella digitale â si incrociano e si alimentano a vicenda. Da un lato, lâurgenza della sostenibilitĂ impone di ripensare le catene produttive, gli stili di vita e le politiche pubbliche. Dallâaltro, la digitalizzazione offre strumenti potenti per misurare, rendicontare, innovare e accelerare il cambiamento. Ma nessuna di queste due transizioni può riuscire senza un linguaggio in grado di trasformare la complessitĂ in cultura diffusa e consapevolezza sociale.
Comunicazione come motore della transizione ambientale
Ogni transizione rischia di generare disorientamento. La comunicazione ha il compito di fornire bussole: cultura e consapevolezza. Cultura come accumulo di conoscenze che permette di collocare il cambiamento in una prospettiva storica e sociale. Consapevolezza come capacitĂ di leggere le proprie scelte quotidiane dentro la cornice globale delle trasformazioni. La transizione ecologica richiede investimenti, tecnologie e norme. Ma senza unâadeguata cornice narrativa
rischia di apparire come unâimposizione, un insieme di divieti e restrizioni. Serve, anzi urge, una nuova Stele di Rosetta che aiuti a tradurre le politiche ambientali in messaggi comprensibili, inclusivi, ânormalizzantiâ. Parlare di decarbonizzazione o di neutralitĂ climatica non significa solo citare dati sulle emissioni, ma soprattutto raccontare come queste scelte incidono positivamente sul benessere quotidiano delle persone.
Ă in questo solco che il Ministero dellâAmbiente e della Sicurezza Energetica ha avviato progetti di sensibilizzazione orientati a far crescere cultura e consapevolezza. Senza cittadini consapevoli, le transizioni rischiano di restare âdallâaltoâ, calate dallâistituzione verso la societĂ , invece che condivise. Lâobiettivo è chiaro: trasformare la transizione in un percorso collettivo, non in un capitolo riservato a tecnici e specialisti. La narrazione normalizzante diventa cosĂŹ un linguaggio che avvicina: non piĂš la crisi climatica come minaccia distante, ma lâefficienza energetica come opportunitĂ presente; non piĂš lâambiente come vincolo, ma come infrastruttura immateriale vitale per lo sviluppo delle relazioni sociali ed economiche. In tale contesto, la misura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) relativa alla cultura e consapevolezza ambientale mira a promuovere una maggiore comprensione delle sfide ambientali e a incoraggiare comportamenti sostenibili tra i cittadini italiani.
Questo investimento si propone di aumentare il livello di consapevolezza sugli scenari
di cambiamento climatico e sulle relative conseguenze, educare in merito alle opzioni a disposizione per lâadozione di stili di vita e consumi piĂš sostenibili, e promuovere lâadozione di comportamenti virtuosi a livello di comunitĂ . Per raggiungere questi obiettivi, il Ministero dellâambiente e della sicurezza energetica ha realizzato un portale www. culturaeconsapevolezza@mase.gov.it allâinterno del quale sono stati pubblicati contenuti omni-channel sulle tematiche di transizione ecologica, come podcast, video per scuole, documentari e long forms. La piattaforma è caratterizzata da un claim molto significativo: #Dipendedanoi, che mira ad evidenziare come il processo di transizione ecologica in atto necessiti un ripensamento degli stili di vita comuni nel senso della sostenibilitĂ e richieda una cosciente trasformazione culturale nei cittadini.
Comunicazione come motore della transizione digitale
La digitalizzazione non è un processo neutro: richiede adattamento, apprendimento e fiducia. Anche qui, la comunicazione svolge un ruolo fondamentale. Lâintroduzione di nuove tecnologie â dallâintelligenza artificiale allâInternet of Things â non può essere descritta solo attraverso parametri di performance. Occorre dimostrare e raccontare i benefici concreti per cittadini e imprese, senza nascondere i rischi legati a sicurezza, inclusione, divari generazionali. La dimensione digitale, come quella ambientale, ha bisogno di linguaggi normalizzanti. Spiegare che la transizione digitale non è un salto nel vuoto, ma un processo di continuitĂ con lâesperienza quotidiana, significa ridurre ansie e resistenze. Qui emerge un dato interessante: chi ha vissuto lâera pre-internet, chi conosce il peso delle relazioni fisiche, dei media tradizionali, delle logiche analogiche, possiede un capitale di competenze prezioso. Sono queste professionalitĂ ibride a garantire una mediazione efficace tra linguaggi vecchi e nuovi, tra pubblico e istituzioni, tra cittadini e tecnologie
Lâincrocio delle due transizioni Quando le transizioni ambientale e digitale si incrociano, la comunicazione assume una funzione ancora piĂš strategica. Le piattaforme digitali, infatti, sono oggi i veicoli principali per veicolare messaggi di sostenibilitĂ . I big data, le dashboard interattive, le campagne social consentono di visualizzare in tempo reale lâimpatto delle
scelte ambientali, trasformando il cambiamento in unâesperienza tangibile. Ma câè un rischio: la frammentazione narrativa. Se i linguaggi digitali tendono a privilegiare la velocitĂ , la viralitĂ e lâimmediatezza, la transizione ambientale ha bisogno di profonditĂ , di visione di lungo periodo, di sedimentazione culturale. La sfida comunicativa sta nel coniugare queste due logiche: usare il digitale per ingaggiare, senza smarrire la capacitĂ di costruire una cultura solida della sostenibilitĂ .
Il valore dellâibridazione professionale
Le professionalitĂ che hanno attraversato lâera pre-digitale rappresentano una risorsa fondamentale. Non si tratta di nostalgia, ma di un vantaggio competitivo: chi conosce i tempi lunghi della carta stampata, le responsabilitĂ del giornalismo economico-finanziario, lâetica della mediazione informativa, è in grado di trasferire queste competenze nella nuova ecologia digitale. Lâibridazione professionale è la vera innovazione comunicativa. Le transizioni non chiedono solo esperti tecnici, ma mediatori culturali capaci di tradurre linguaggi diversi. Una campagna di sensibilizzazione ambientale efficace, ad esempio, deve combinare la forza delle infografiche digitali con la profonditĂ di unâanalisi giornalistica. Un progetto di alfabetizzazione digitale deve intrecciare la rapiditĂ del tutorial online con il valore pedagogico del contatto umano.
Normalizzare per includere
Nelle narrazioni delle transizioni, i messaggi normalizzanti svolgono un ruolo cruciale. Parlare di sostenibilitĂ non come di unâeccezione virtuosa, ma come di una pratica quotidiana accessibile a tutti. Descrivere lâuso del digitale non come un privilegio di pochi esperti, ma come un diritto di cittadinanza. La normalizzazione non significa banalizzare, ma rendere ordinario ciò che oggi appare straordinario.
La comunicazione, in questo senso, è un atto politico e culturale: abbassa le barriere, crea fiducia, stimola comportamenti coerenti. à il linguaggio a trasformare un obbligo in opportunità , un vincolo in possibilità , un dovere in scelta condivisa.
Innovazione come pratica comunicativa
Quando parliamo di innovazione pensiamo spesso a tecnologie o modelli economici. Ma
lâinnovazione piĂš potente è spesso linguistica e narrativa. Innovare significa trovare parole nuove per descrivere scenari inediti. Significa costruire immaginari positivi che anticipino il futuro.
Significa anche avere il coraggio di archiviare linguaggi obsoleti che non rispondono piĂš alle sfide del tempo. Nella transizione ambientale, parlare di âeconomia circolareâ invece che di ârifiutiâ cambia la percezione collettiva. Nella transizione digitale, raccontare la âcittadinanza digitaleâ invece che la âtecnologiaâ apre scenari di inclusione. Innovare la comunicazione è, in definitiva, innovare la societĂ .
Conclusione: comunicare per governare il cambiamento
Le due grandi transizioni non sono destini ineluttabili, ma processi governabili.
E la comunicazione è il ponte che collega decisioni istituzionali, innovazioni tecnologiche, comportamenti quotidiani
Chi comunica bene non solo informa: costruisce fiducia, genera partecipazione, consolida la legittimitĂ delle scelte politiche. In tale contesto, è fondamentale che la comunicazione ambientale non si limiti a trasmettere messaggi, ma incoraggi anche il dialogo e la partecipazione attiva. La creazione di piattaforme dove le persone possono esprimere le loro opinioni, condividere idee, e collaborare su progetti ambientali può rafforzare il senso di comunitĂ e impegno collettivo verso un futuro sostenibile. Attraverso una divulgazione immediata e accessibile a tutti è possibile far percepire lâimportanza di agire, favorendo un salto di qualitĂ che trasformi una generica conoscenza nella concreta e responsabile adozione di comportamenti sostenibili.
In conclusione, la comunicazione ambientale è un potente strumento per aumentare la consapevolezza e promuovere comportamenti sostenibili. Attraverso lâeducazione, il coinvolgimento emotivo, lâinclusivitĂ e la partecipazione attiva, possiamo costruire una societĂ piĂš consapevole e pronta a proteggere il nostro pianeta per le generazioni future. In questo quadro, le professionalitĂ ibride, i linguaggi normalizzanti e la costruzione di cultura e consapevolezza diventano i veri asset strategici. PerchĂŠ le transizioni non sono mai solo tecniche: sono, prima di tutto, culturali. E una societĂ che sa raccontarsi in modo chiaro, inclusivo e innovativo è una societĂ che sa affrontare il futuro. â
TECNOLOGIA E UMANESIMO PER LâARCHITETTURA
DEL FUTURO
Luca Baldin
Angela Panza
Progettista specializzata in soluzioni per lâefficienza energetica, la sostenibilitĂ e la tassonomia ambientale. Abilitata alla diagnosi energetica (EGE civile), qualificata come esperto CAM edilizia ISO/ IEC 17024 e GIF AP Practitioner.
Esercita la libera professione di architetto con focus sulle tematiche energetiche, dalla progettazione di edifici nZEB alla certificazione energetica e ambientale. In relazione alle tematiche ambientali si occupa di consulenza alle imprese come referente dello sportello CAM-DNSH per Assimpredil ANCE e supporta le aziende per la reportistica della sostenibilitĂ in ottica ESG. Svolge attivitĂ di ispezione per societĂ pubbliche e private. Supporta professionisti e aziende nellâapplicazione della normativa e nella formazione per le tematiche oggetto della professione.
Ă Consigliere eletto dellâOrdine e della Fondazione degli Architetti PPC di Milano con deleghe specifiche alle tematiche âenergia e sostenibilitĂ ambientaleâ e âformazione professionaleâ.
Intervista ad Angela Panza,
Consigliere dellâOrdine e Fondazione degli Architetti PPC di Milano
Architetto Panza, su Smart Building Italia ci occupiamo di utilizzo delle nuove tecnologie applicate agli edifici e alle città . Lei sicuramente non sembra insensibile agli sviluppi tecnologici, in qualità di architetto qual è il suo rapporto con la tecnologia?
Il mio rapporto con la tecnologia è profondamente radicato nel connubio tra rigore scientifico e visione creativa. Ritengo che ogni progetto affondi le proprie radici in una rigorosa padronanza teorica delle discipline ingegneristiche e in un accurato esame delle normative vigenti, per prendere poi vita soltanto nel momento in cui queste conoscenze vengono tradotte, attraverso la fase creativa, in soluzioni concrete e di qualitĂ . In questâottica, la tecnologia non è un semplice strumento da impiegare, bensĂŹ un
vero e proprio linguaggio che permette di raccontare lâarchitettura attraverso materiali innovativi, sistemi costruttivi allâavanguardia e approcci digitali avanzati. Proprio per questo la considero una âdottrina dellâarteâ: un campo in cui composizione, bellezza e funzionalitĂ trovano sintesi grazie a saperi specialistici che si alimentano reciprocamente.
Mario Cucinella ha parlato recentemente di âsenso civico del mestiereâ; come si intreccia secondo lei questo concetto con la grande sfida della sostenibilitĂ a cui lâintero comparto edilizio è chiamato?
Il senso civico che deve animare la figura dellâarchitetto che si occupa di sostenibilità è anzitutto una responsabilitĂ nei confronti della collettivitĂ . Progettare in chiave sostenibile significa infatti riconoscere che ogni edificio è parte di un sistema urbano piĂš vasto, con conseguenze dirette su qualitĂ dellâaria, comfort degli abitanti e valore sociale degli spazi comuni.
Per questo ritengo fondamentale coltivare continuamente la competenza tecnica - dalla scelta dei materiali alla conoscenza approfondita dei criteri di efficienza energetica, comfort acustico e salubritĂ ambientale - e allo stesso tempo promuovere un dialogo trasparente con le comunitĂ interessate, affinchĂŠ le decisioni progettuali rispondano davvero alle esigenze quotidiane di chi vivrĂ quegli spazi.
Nei prossimi decenni (lâUe ci ha dato un termine al 2050) in Italia e in Europa, gioco forza, parleremo soprattutto di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, piĂš che di costruzione del nuovo. Come si può raggiungere un buon compromesso tra la conservazione del valore storico delle nostre aree urbane e lâurgenza di avere edifici meno energivori, specie in un Paese come il nostro?
Per giungere a un equilibrio duraturo tra conservazione del patrimonio storico e riduzione del consumo energetico occorre innanzitutto un approccio integrato che metta al centro la conoscenza approfondita dellâedificio esistente.
Ogni manufatto ha una propria identitĂ , fatta di materiali, stratificazioni e, talvolta, criticitĂ costruttive. Solo dopo avere ricostruito questa storia è possibile intervenire con tecniche di isolamento termico mirate, soluzioni impiantistiche efficienti e fonti rinnovabili studiate per non alterarne lâaspetto originario. Al tempo stesso è indispensabile lavorare in sinergia con storici dellâarte, ingegneri e tecnici ambientali, superando la frammentazione delle competenze e semplificando gli iter autorizzativi per accelerare le tempistiche di intervento senza comprometterne la qualitĂ .
Milano ci ha abituati negli ultimi anni a un fiorire di progetti a effetto, che qualcuno ha anche definito âglamourâ. La necessitĂ di intervenire sul costruito può essere un antidoto a questa
ASA Studio Albanese
voglia di stupire a tutti i costi e per riportare lâarchitettura al suo altissimo valore sociale, che è pur sempre quello di realizzare la casa per lâuomo?
Credo fermamente che la vera forza dellâarchitettura risieda nel suo impatto sulla vita delle persone e sul tessuto urbano.
I progetti âglamourâ possono creare visibilitĂ , ma rischiano di restare eventi isolati se non dialogano con la comunitĂ e con il contesto. Detto questo, non esiste il progetto âgiustoâ a priori, poichĂŠ nasce dallâincontro di molteplici elementi: a volte si interviene recuperando lâesistente, altre volte si rende necessario ricostruire da capo.
Il progetto di architettura deve esprimere appieno il proprio potenziale di rigenerare interi quartieri, restituendo ai cittadini spazi pubblici riqualificati, percorsi pedonali accessibili e abitazioni confortevoli.
Solo attraverso interventi calibrati, rispettosi delle stratificazioni culturali e attenti ai bisogni sociali, si può restituire allâarchitettura il suo valore piĂš autentico: offrire accoglienza, benessere e senso di appartenenza.
I primi provvedimenti volti a stimolare la rigenerazione del patrimonio edilizio italiano non sono stati un grande successo (penso soprattutto al Superbonus, costato moltissimo e con risultati modesti); molti pensano che i tempi siano maturi per un nuovo grande âpiano casaâ (con un occhio di riguardo allâedilizia pubblica) che dovrebbe favorire e accelerare la conversione green. Può essere questa la strada per raggiungere gli obiettivi sfidanti della EPBD4?
Le ricadute del Superbonus sono state raccontate in modo eterogeneo e a tratti confuso: in diversi casi ha favorito interventi di qualitĂ , ma la complessitĂ delle procedure e la mancanza di controlli rigorosi ne hanno limitato lâefficacia su larga scala.
Un nuovo piano dovrebbe dunque puntare su incentivi calibrati sulle reali esigenze dellâedilizia sociale, prevedendo aliquote differenziate a seconda delle classi energetiche di partenza e semplificando i flussi autorizzativi.
Contestualmente, andrebbero rafforzati i meccanismi di monitoraggio dei risultati, promuovendo contestualmente una cultura del senso civico capace di coinvolgere tutti gli attori - dalle istituzioni
agli operatori di cantiere - affinchĂŠ i fondi stanziati generino benefici tangibili e duraturi.
Se dovesse dare un suggerimento a chi entro maggio del prossimo anno dovrĂ definire le linee guida del Paese per il raggiungimento dei risultati posti dalla Direttiva europea sulle case green, a cosa penserebbe?
Nel definire le linee guida nazionali, proporrei innanzitutto di istituire tavoli tecnici a livello territoriale, in cui le tematiche delle energie rinnovabili, dellâadattamento climatico e dellâanalisi del rischio vengano valutate in modo congiunto.
Attraverso una mappatura puntuale del potenziale delle fonti locali - sole, vento, biomasse - sarebbe possibile individuare distretti energetici e comunitĂ rinnovabili capaci di alimentare gli edifici piĂš energivori, garantendo al contempo resilienza climatica. Tale mappatura andrebbe concertata e validata da enti pubblici, in modo da assicurare il principio di trasparenza e affidabilitĂ , con gruppi di lavoro che integrino le competenze di tutti i professionisti e coinvolgano attivamente i giovani. Fondamentale sarebbe poi fissare scadenze precise e indicatori di monitoraggio, cosĂŹ da verificare periodicamente i progressi e adattare le strategie in corso dâopera, creando un percorso che risulti al contempo ambizioso ed effettivamente realizzabile sul territorio.
Infine: guardando ai primi passi di Papa Leone XIV, qualcuno ha parlato di apertura allâumanesimo tecnologico, ovvero a unâidea di tecnologia che metta al centro sempre lâuomo: può essere la via maestra anche per lâarchitettura del XXI secolo? PiĂš che di un umanesimo incentrato sul singolo, auspico un vero âumanesimo di comunitĂ â: unâidea di tecnologia che ponga al centro la coesione sociale e la partecipazione collettiva. Le soluzioni digitali e le piattaforme di intelligenza artificiale non devono limitarsi a ottimizzare processi, ma servire a creare reti di collaborazione, facilitare la condivisione di informazioni e coinvolgere anche le categorie piĂš fragili.
Solo in questo modo lâinnovazione potrĂ generare un nuovo Rinascimento, in cui ogni cittadino si senta protagonista del progetto urbano e il valore dellâarchitettura si misuri sulla capacitĂ di migliorare davvero la vita di tutti. â
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Luca Baldin
Intervista a Antonella Melito, Vicepresidente della Commissione Roma
Capitale, Statuto e Innovazione Tecnologica, racconta la proposta di deliberazione che mira ad attuare nella Capitale lâobbligo di infrastrutturazione digitale negli edifici
Gentile dottoressa Melito, lei è la prima firmataria di una proposta di deliberazione del Comune di Roma che prevede di dare precisa attuazione a quanto previsto giĂ dieci anni fa come obbligo da una norma dello Stato, ovvero assicurare lâinfrastrutturazione digitale del patrimonio edilizio di nuova costruzione o profondamente ristrutturato (ex art. 135 bis del T.U. dellâedilizia). Come nasce questa iniziativa e qual è, secondo lei, la ragione per cui finora questa norma è stata cosĂŹ disattesa?
Lâiniziativa nasce dal bisogno concreto di colmare uno scarto tra norme giĂ esistenti e una realtĂ operativa che non si è ancora pienamente allineata. Spesso si pensa che lâobbligo di digitalizzazione degli edifici sia nato con lâarticolo 135-bis del Testo Unico
Antonella Melito
dellâEdilizia, ma in realtĂ quellâarticolo è solo una tappa â importante, ma non lâorigine â di un processo iniziato ben prima. Il vero punto di svolta risale al 2014, con il decreto cosiddetto âSblocca Italiaâ (DL 133/2014), quando il legislatore italiano ha recepito indirizzi europei fondamentali: ha infatti incluso le reti di comunicazione elettronica ad alta velocitĂ in fibra ottica tra le opere di urbanizzazione primaria, al pari di fognature, acqua, luce e gas. Ă lĂŹ che nasce il principio, poi tradotto concretamente proprio dal 135-bis, che indica come si realizza questo obbligo, vincolando i progetti edilizi a una guida tecnica precisa: la CEI 306-2. Per la prima volta, una norma tecnica entra a far parte del diritto positivo italiano come condizione per lâagibilitĂ . Questa stratificazione normativa â tra diritto europeo, urbanistica, edilizia e tecniche impiantistiche â ha richiesto tempo per essere compresa, assimilata e soprattutto coordinata. Ă il tempo della maturazione, che oggi può dirsi compiuto. Lo dimostra anche una recente e importante pronuncia del Consiglio di Stato (sentenza n. 2823 del 2025), che afferma con chiarezza un principio fino ad ora sottovalutato: lâassenza
di infrastrutturazione digitale impedisce il rilascio dellâagibilitĂ .
La nostra proposta di deliberazione nasce proprio da qui: non per introdurre nuovi obblighi, nĂŠ per individuare responsabili, ma per rendere applicabili e sostenibili quelli giĂ vigenti, traducendoli in procedure chiare, accessibili, verificate e comprensibili per tutti gli attori coinvolti.
Come intendete metterla in pratica? Avete in previsione di condividere questa vostra iniziativa a livello nazionale?
La proposta non intende presentare Roma come unâeccezione, ma come un metodo. Non offriamo un modello da replicare rigidamente, bensĂŹ un esempio di attuazione integrale e coerente di obiettivi normativi giĂ vigenti. Ă un metodo costruito attraverso il confronto tra tutti i soggetti che esercitano funzioni pubbliche nel processo edilizio: amministrazioni, professionisti, operatori di rete, mondo commerciale. Non nasce da unâintuizione isolata, ma da una presa dâatto istituzionale: le norme ci sono, le responsabilitĂ sono distribuite, serve solo coordinamento.
Ed è proprio questa capacità di coordi-
namento locale ciò che rende lâiniziativa replicabile: da altri Comuni, da gestori di rete, da aziende pubbliche o miste, da investitori privati, da chi opera nel mercato immobiliare o nei servizi digitali.
Non imponiamo un assetto rigido, ma mettiamo a disposizione una struttura operativa concreta, che altri potranno adattare alle proprie specificitĂ locali.
A Roma abbiamo scelto di non partire da un nuovo regolamento, ma da una vera e propria intesa operativa, che coinvolge ordini professionali, libere professioni iscritte alla Camera di Commercio e soggetti tecnici che, pur non iscritti ad albi, esercitano funzioni rilevanti nelle pratiche edilizie.
La proposta prevede lâaggiornamento della modulistica edilizia e, soprattutto, lâistituzione di un gruppo tecnico congiunto, il GLIME, che coinvolgerĂ rappresentanti dellâamministrazione e degli Ordini professionali.
Questo gruppo avrĂ il compito di proporre la creazione di un sistema, anche allineando operativamente gli archivi pubblici che consenta di monitorare, verificare e promuovere lâapplicazione delle norme, ma anche di trasmettere le proprie risultanze a
sedi istituzionali piĂš ampie, come la Regione Lazio, la Conferenza Stato-Regioni e la Conferenza Stato-CittĂ . In questo modo lâesperienza romana può contribuire a costruire, dal basso, una strategia nazionale efficace, coordinata e condivisa.
Nel documento di proposta avete espresso lâintenzione di coinvolgere anche gli Ordini professionali. PerchĂŠ questa scelta e che ruolo dovrebbero avere i professionisti in questa complessa operazione? Il coinvolgimento degli Ordini è fondamentale. I professionisti non solo progettano, certificano e asseverano gli impianti digitali, ma sono anche responsabili della qualitĂ dellâintervento. Il loro ruolo è normativamente vincolato: il certificato che definisce la qualitĂ e la commerciabilitĂ di un immobile, cosĂŹ come la segnalazione certificata di agibilitĂ , sono firmati da un tecnico iscritto allâalbo che si assume piena responsabilitĂ . LâAmministrazione vigila, ma non può sostituirsi alla professionalitĂ di chi opera sul campo.
Per questo, nella proposta è prevista lâistituzione del GLIME, un gruppo di lavoro interdisciplinare con rappresentanti dellâamministrazione e degli Ordini. Tuttavia, non basta coinvolgere gli Ordini: nella pratica edilizia intervengono anche altre figure chiave come installatori specializzati, agenti immobiliari, valutatori.
La Camera di Commercio, insieme a Unioncamere, è parte attiva di questo percorso. Lâobiettivo è mettere in rete tutte le competenze, promuovendo una cultura diffusa della digitalizzazione e della responsabilitĂ .
Quanto è importante, in una città complessa come Roma, poter contare su una rete digitale efficiente? E come si interseca questo con le ambizioni di avere una Capitale Smart?
La digitalizzazione non è unâopzione, è una condizione necessaria per ogni politica pubblica che voglia incidere davvero sulla vita dei cittadini. Per Roma Capitale e per i territori che condividono questa visione, digitalizzazione e transizione energetica
sono vere e proprie infrastrutture primarie, al pari di fognature e acqua potabile. Una casa senza connessione non è una casa pronta per il presente, nÊ tantomeno per il futuro. Non si tratta solo di cavi e centraline, ma di una rete intelligente e diffusa: fibra ottica, piattaforme 5G, microantenne DAS già installate nei municipi, nelle stazioni metro, negli edifici pubblici, grazie alla collaborazione con Infratel.
La Consulta Roma Smart City Lab riunisce cittadini, università , imprese e istituzioni per una città intelligente, partecipata, dove la digitalizzazione abilita diritti fondamentali: lavoro, salute, istruzione, inclusione. à lo stesso approccio infrastrutturale che stiamo adottando per la transizione energetica. La casa intelligente è anche la casa sostenibile.
Quali sono, secondo lei, i servizi che in una cittĂ come Roma si avvantaggeranno maggiormente da edifici connessi con reti a banda ultra larga e dotati di infrastrutture digitali abilitanti?
La digitalizzazione e la transizione energetica non sono opzioni, ma condizioni necessarie per politiche pubbliche efficaci. Roma Capitale ha scelto una regia pubblica integrata: non solo fibra ottica, ma una rete diffusa e intelligente, che abilita servizi evoluti. Il Roma Smart City Lab, con i suoi 11 tavoli tematici, sta generando proposte operative su energia, salute, mobilitĂ , dati urbani. I benefici toccano ogni ambito: sanitĂ digitale, domotica, telelavoro, colonnine per veicoli elettrici, monitoraggio energetico, produzione da fonti rinnovabili.
La digitalizzazione permette un dialogo personalizzato tra cittadini e PA, accesso integrato ai servizi, attenzione ai piÚ fragili grazie alla condivisione controllata delle informazioni. Il convegno che abbiamo organizzato in Campidoglio il 9 luglio scorso è stato una chiamata aperta a chi vuole contribuire concretamente a una città piÚ giusta, intelligente e vicina ai cittadini.
La vera sfida, come per le case green, sarĂ sul patrimonio edilizio esistente.
Come si può promuovere lâinfrastrutturazione digitale degli edifici giĂ costruiti, evitando disparitĂ tra nuovo e vecchio?
Chi ha letto fin qui lo ha capito: non esistono cittadini di serie A e B, esistono persone che abitano in edifici diversi ma che tutti pagano bollette, tasse e contributi. E quelle bollette giĂ oggi finanziano lâinfrastruttura digitale ed energetica.
Non servono nuove leggi, ma un vero coordinamento tra soggetti coinvolti: tecnici, servizi pubblici locali, amministrazioni. I proprietari devono essere riconosciuti come gestori delle proprie infrastrutture, in linea con la normativa europea. Ogni intervento può diventare bancabile, attrarre quella che chiamiamo oggi âfinanza giustaâ.
Abbiamo iniziato dal nuovo perchĂŠ la legge è chiara, ma i diritti non dipendono dalla data di costruzione. Il convegno in Campidoglio non è servito a inventare un modello, ma a condividere strumenti per passare dalla norma alla realtĂ , dimostrando che non solo è giusto, ma anche possibile. â
in
a Roma, si è svolto mercoledÏ 9 luglio 2025 il Convegno
âLa casa giusta nella cittĂ smartâ, che ha avviato un dibattito cruciale nella Capitale sul futuro della casa in chiave digitale ed energetica.
Presso la Sala della Protomoteca
Campidoglio
UN EVENTO DI RIFERIMENTO IN ITALIA ED EUROPA
PER LA HOME & BUILDING AUTOMATION E
LA TWIN TRANSITION DEL SETTORE EDILIZIO
Smart Building Expo è una delle principali manifestazioni in Italia e tra le prime in Europa dedicata alla home and building automation e alle tecnologie per le smart cities. Anche per questa edizione SBE fa parte di MIBA-Milan International Building Alliance, il format che riunisce lâofferta di quattro manifestazioni - SBE, SICUREZZA, Made expo e GEE - con lâobiettivo di offrire a migliaia di operatori professionali una visione complessiva sui cambiamenti in atto nel campo delle costruzioni e delle tecnologie per il building, costituendo una porta ideale per le imprese del settore ad un mercato che nei prossimi anni toccherĂ oltre 12 milioni di edifici impegnati nella loro transizione green.
Ma Smart Building Expo non è soltanto una Fiera, è molto di piĂš: è un luogo unico dove fare networking di qualitĂ con alcuni tra i piĂš importanti player del mercato, ed è il luogo dove comprendere le nuove tecnologie e anticipare gli sviluppi del costruito grazie ad unâattivitĂ formativa e informativa di primissimo livello e di rilevo internazionale. Smart Building Expo si è imposta negli anni come lâevento di riferimento per la community professionale che si occupa di home and building automation, ed oggi è anche il luogo in cui si concretizza la grande sfida della twin transition, digitale ed energetica, del patrimonio edilizio. â
Gli eventi da non perdere di Sala Leonardo
MercoledĂŹ 19 novembre
Ore 11.00 EPBD4: verso i decreti attuativi
Un confronto tra i principali stakeholder del settore sulle strategie da attuare in Italia per cogliere gli obiettivi di decarbonizzazione del patrimonio edilizio posti dallâUnione Europea.
Ore 14.00 Conto Termico 3.0 e transizione energetica: il ruolo dei professionisti e dellâinnovazione nellâedilizia intelligente
La tavola rotonda, promossa dal Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati (CNPI) e dalla Fondazione
Opificium, intende approfondire il ruolo dei professionisti tecnici, delle imprese e delle istituzioni nella concreta attuazione delle politiche di sostenibilitĂ e nella valorizzazione degli strumenti incentivanti.
Ore 16.00 Data Center: roadmap per la sostenibilitĂ
Realizzato in collaborazione con Deerns Italia, uno dei piĂš importanti studi di progettazione di Data Center, il workshop mira ad evidenziare le nuove sfide legate alla sostenibilitĂ di questa fondamentali infrastrutture della societĂ moderna e le soluzioni tecnologiche giĂ oggi disponibili.
GiovedĂŹ 20 novembre
Ore 10.30 Il mondo del Real Estate di fronte alla transizione energetica
Lâobiettivo del workshop è quello di dare evidenza al ruolo del mondo del Real Estate nel processo di decarbonizzazione del patrimonio edilizio, sia in termini di scelte inerenti in nuovo costruito, sia nel campo strategicamente fondamentale della conversione di quello esistente.
Ore 14.00 Gli scenari dellâelettrificazione
Realizzato in collaborazione con Prosiel e con la testata Rinnovabili, il workshop analizzerĂ le problematiche inerenti il processo di elettrificazione in atto nel comparto edilizio, con unâattenzione particolare ai temi della sostenibilitĂ e della sicurezza.
Ore 16.30 Hotel 4.0: nuove sfide tecnologiche per lâhospitality italiana
Realizzato in collaborazione con BIT, la Borsa Internazionale del Turismo organizzata da Fiera Milano, il seminario proporrĂ lo scenario sfidante per i gestori delle strutture alberghiere in termini di adeguamento impiantistico, efficienza energetica e nuovi servizi digitali in unâottica di competitivitĂ globale.
VenerdĂŹ 21 novembre
Ore 10.30 From building to city
Realizzato in partenariato con Smart Buildings Alliance e lâAssociazione Energy Managers il workshop, partendo dal piano Italia a 1 Giga, dalla proposta di legge sulla rigenerazione urbana e dalla nuovissima norma UNI 11973-2025, indagherĂ il rapporto sempre piĂš stretto tra connettivitĂ , edifici e cittĂ nella logica della twin transition. Ore 14.30 Forum Smart Installer e presentazione del Progetto europeo LIFE-SKEMA
Per ovviare alla carenza di tecnici qualificati, lâUnione Europea ha finanziato il programma LIFE-SKEMA per il reskilling del personale tecnico che vede come capofila ENAIP. Tale programma verrĂ presentato al pubblico per la prima volta a Milano e sarĂ al centro dei lavori del Forum Smart Installer.
Programma aggiornato al 10 ottobre 2025
| 20 | 21 Novembre
LâEVENTO EUROPEO SULLA TWIN TRANSITION DIGITALE ED ENERGETICA DEGLI EDIFICI E DELLE CITTĂ
Tre giorni per fare il punto su digitalizzazione, efficientamento energetico, elettrificazione e building automation. Unâoccasione unica per scoprire le soluzioni piĂš avanzate, realizzare partnership strategiche e realizzare concrete opportunitĂ di business.
VISITA LA FIERA
Milano si trasforma per i giochi: i nuovi allestimenti sportivi prendono forma nei padiglioni fieristici
Un importante intervento ingegneristico e un allestimento su misura per trasformare quattro padiglioni in unâarena pronta ad aprire le porte, il prossimo febbraio, alle gare di speed skating e hockey su ghiaccio
SMARTNESS E SOSTENIBILITĂ ALLA BASE DEL
DELLA VENUE OLIMPICA
Non solo partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, ma anche venue che, dopo un importante intervento infrastrutturale, si prepara ad accogliere nei suoi spazi alcune competizioni olimpiche: Fiera Milano, il prossimo febbraio, sarĂ lo scenario in cui si svolgeranno le gare di speed skating e hockey su ghiaccio.
Infrastrutture smart per lo sport e per il futuro
La trasformazione strutturale dei padiglioni 13-15, che in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 diventeranno il Milano Speed Skating Stadium, e dei padiglioni 22-24, che si trasformeranno nella Milano Rho Ice Hockey Arena, e insieme formeranno il Milano Ice Park, è unâimportante case history di riqualificazione edilizia. Gli interventi complessivi coinvolgono anche la realizzazione del Main Media Center presso Allianz MiCo, il centro congressi a Milano, che accoglierĂ la stampa nazionale e internazionale.
Un esempio concreto di come un evento possa lasciare unâereditĂ in grado di valorizzare spazi esistenti, aprendoli a nuovi utilizzi e migliorandone il comfort e i servizi. Un impegno non solo infrastrutturale, ma anche tecnologico e logistico finalizzato a
migliorare la fruibilitĂ e la gestione degli spazi durante i Giochi, ma anche per tutti gli eventi futuri.
Nel caso del 13-15, un intervento ingegneristico di grande complessitĂ ha eliminato i pilastri interni, in modo da consentire la migliore gestione dei flussi di atleti, media e pubblico. I padiglioni sono stati trasformati in uno dei piĂš grandi spazi indoor dâEuropa per concerti ed eventi, con una capienza fino a 30.000 persone, che dopo i Giochi potrĂ ospitare grandi concerti, congressi fino a 12.500 persone e manifestazioni sportive di livello internazionale. Una riconversione che consolida la vocazione di Fiera Milano a capitale europea dei grandi eventi, dellâentertainment e dellâinnovazione.
Per erogare servizi ad alto valore aggiunto, il progetto ha posto grande attenzione alla smartness, che si tradurrĂ anche in soluzioni tecnologiche integrate per il controllo dei flussi di spettatori e operatori e sicurezza evoluta. La fruibilitĂ degli spazi riguarda naturalmente anche lâaccessibilitĂ . Gli impianti olimpici saranno completamente privi di barriere architettoniche, con percorsi accessibili per atleti, spettatori e operatori. Un impegno che riflette valori condivisi con i Giochi: inclusione, apertura, partecipazione, rispetto.
La sostenibilitĂ come biglietto da
visita
Per Fiera Milano la sostenibilitĂ non è una dichiarazione dâintenti, ma un impegno strutturale che trova nei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 un acceleratore naturale. Lâattenzione allâambiente è giĂ visibile nelle pratiche quotidiane di gestione degli eventi â dalla riduzione degli sprechi negli allestimenti al riciclo dei materiali â e si rafforza oggi grazie a unâinfrastruttura energetica allâavanguardia. Il quartiere di Rho ospita infatti il piĂš grande impianto fotovoltaico su tetto in Italia â 300.000 metri quadrati, 18 MWp di potenza â capace di garantire una produzione significativa di energia rinnovabile, a cui si aggiunge un avanzato sistema di teleriscaldamento alimentato da fonti di recupero.
Questo mix consente di alimentare gli spazi dove si svolgeranno i Giochi principalmente con energia pulita, riducendo lâimpatto ambientale delle competizioni.
Un percorso coerente con gli standard UFI (The Global Association of the Exhibition Industry), che fissano traguardi ambiziosi: ridurre le emissioni del 50% entro il 2030 e raggiungere la carbon neutrality entro il 2050.
Le gare di pattinaggio di velocitĂ e le partite di hockey diventano cosĂŹ non solo spettacolo sportivo, ma anche dimostrazione
concreta di come un grande evento possa trasformarsi in piattaforma di innovazione sostenibile e modello per il settore fieristico internazionale.
Dallâinfrastruttura allâallestimento: un banco di prova di eccellenza Lo scorso giugno Fiera Milano ha aggiunto un ulteriore tassello strategico grazie allâassegnazione di un appalto per la progettazione, gestione e dismissione delle infrastrutture temporanee del Milano Ice Park che accoglierĂ gli eventi sportivi negli spazi di Rho. Tribune modulari, tensostrutture, moduli prefabbricati, impianti provvisori: un ecosistema di soluzioni flessibili, sicure e performanti che permetterĂ di ospitare in perfetta efficienza le competizioni e di restituire poi gli spazi alla loro vocazione originaria.
Questo progetto conferma la capacitĂ del Gruppo di unire know-how tecnico e soliditĂ organizzativa nella gestione di operazioni complesse, rafforzando il ruolo di infrastruttura nazionale al servizio del Paese.
Con gli interventi messi in campo, Fiera Milano - che giĂ oggi ogni anno accoglie circa 4,5 milioni di visitatori da tutto il mondoridisegna la propria identitĂ , proponendosi come piattaforma internazionale in grado di connettere non solo business e mercati, ma anche cultura, spettacolo e sport. â
Giornalisti in visita al cantiere dei lavori per le Olimpiadi di Cortina
STATO DELLâARTE 2025-2027 SU OPPORTUNITĂ E PROSPETTIVE, ALLA LUCE DEL NEW EUROPEAN BAUHAUS
In un momento storico in cui la sostenibilitĂ ambientale, lâefficienza energetica e la qualitĂ dellâambiente costruito sono diventati temi centrali delle politiche europee, il triennio 2025-2027 si configura come cruciale per il rilancio e la trasformazione del settore delle costruzioni. Il recepimento della Direttiva EPBD IV (âCase Greenâ), unitamente alla strategia europea della Renovation Wave, porrĂ le basi per un cambiamento strutturale del comparto. Allâinterno di questo contesto, un ruolo particolarmente rilevante è assunto dal New European Bauhaus (NEB), che ambisce a coniugare transizione ecologica, innovazione sociale e qualitĂ estetica dellâabitare. Nel periodo 2025â2027, il principale strumento di implementazione finanziaria del NEB sarĂ rappresentato dalla NEB Facility , un meccanismo europeo strutturato in due componenti: una prima, dedicata alla ricerca e innovazione (circa 120 milioni di euro lâanno, raggiungibili tramite progetti Horizon Europe.), e una seconda focalizzata sulla messa a terra e attuazione pratica dei progetti, con ulteriori 120 milioni di euro lâanno, attivabili attraverso altri programmi europei come FESR e LIFE. Lâobiettivo della Facility è duplice: da un lato, promuovere interventi edilizi sostenibili, inclusivi e intelligenti; dallâaltro, mobilitare risorse pubbliche e private su larga scala. Uno degli aspetti piĂš strategici di questo strumento è rappresentato dal suo elevato potenziale moltiplicativo. Secondo alcune stime del settore, ogni euro investito dalla NEB Facility è in grado di generare fino a 30 euro di investimenti complessivi , grazie allâattivazione di cofinanziamenti nazionali, risorse regionali, capitali privati, fondi immobiliari, strumenti finanziari green e partenariati pubblico-privati. Considerando dunque il fattore moltiplicatore citato, si prevede che la NEB Facility possa attivare ogni anno circa 7 miliardi di euro in progetti NEB-oriented, per un volume complessivo stimato di oltre 20 miliardi di euro tra il 2025 e il 2027. Questo meccanismo di leverage non si limita a espandere il perimetro finanziario dellâiniziativa: funge da catalizzatore capace di connettere politiche europee, strumenti tecnici e attori del mercato. In altri termini, la NEB Facility ha il potenziale per trasformare il NEB da visione culturale a motore economico, favorendo lâintegrazione tra estetica, sostenibilitĂ e inclusione
sociale nei progetti edilizi reali. Ă inoltre uno strumento pensato per attivare investimenti resilienti e autofinanziabili, in grado di superare la logica emergenziale degli incentivi una tantum, promuovendo invece modelli di business stabili, scalabili e replicabili. Assumendo che lâItalia mantenga un tasso di assorbimento dei fondi NEB in linea con la sua quota media nei programmi di coesione europei (circa il 13%) , si può stimare che il nostro Paese potrĂ beneficiare di un volume di investimenti NEB-oriented pari a circa 2,5 miliardi di euro nel periodo 2025â2027. Tali risorse potranno tradursi in un volano di innovazione per il mercato edilizio nazionale, favorendo la diffusione di interventi su edifici pubblici, scolastici, residenziali e culturali, ispirati ai principi del New European Bauhaus. Estendendo lo stesso criterio di stima ad altri Paesi europei, e distribuendo il volume complessivo di investimenti NEB secondo quote proporzionali ricevute nei precedenti programmi, si può ipotizzare che Germania e Francia attivino circa 1 miliardo di euro e la Spagna 1,6 miliardi. In questo scenario, lâItalia risulta coerentemente posizionata in termini di quota potenziale, pur presentando margini di miglioramento legati allâefficienza attuativa e alla capacitĂ di generare sinergie tra fondi europei, strumenti nazionali e investimenti privati. A livello interno, questo scenario sarĂ ulteriormente rafforzato dalla presenza di strumenti consolidati come il Bonus Ristrutturazioni, confermato per il 2025 con una detrazione del 50%, e dal Conto Termico, che sostiene interventi di efficientamento energetico sugli impianti. Inoltre, il previsto aggiornamento del Decreto Requisiti Minimi, allineato ai target del Green Deal e ai criteri ZEmB, imporrĂ nuovi standard tecnici che impatteranno sia sulla progettazione che sullâesecuzione degli interventi.
La sinergia tra la programmazione europea (NEB Facility), le misure fiscali nazionali e gli adeguamenti normativi tecnici può quindi offrire al settore delle costruzioni una traiettoria evolutiva piÚ stabile, integrata e ad alto valore aggiunto, capace di coniugare decarbonizzazione, innovazione tecnologica e qualità architettonica. In questo contesto, il NEB non rappresenta solo una cornice culturale, ma una leva finanziaria concreta e strategica per la
2. Esperienze analoghe nei programmi di investimento UE hanno dimostrato che i fattori leva possono variare da 5Ă fino a oltre 30Ă in ambiti ad alto potenziale di cofinanziamento.
3. valore del 13% è una stima basata sulla quota media che lâItalia riceve nei programmi di coesione dellâUnione Europea. In diversi cicli di programmazione dei fondi strutturali, lâItalia ha tipicamente ricevuto tra il 12% e il 15% del totale UE, a seconda del periodo e dei criteri di allocazione. https:// www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01078736.pdf; https://ec.europa.eu/regional_policy/information-sources/publications/factsheets/2014/ cohesion-policy-and-italy_it
Niccolò Aste, Claudio Del Pero, Fabrizio Leonforte, DABC, Politecnico di Milano
trasformazione dellâambiente costruito europeo, con ricadute tangibili anche sul mercato italiano.
Risulta interessante effettuare anche delle analisi previsionali relativamente alla ripartizione degli investimenti nei 4 macrosettori specifici coinvolti in MIBA 2025, ovvero Architettura sostenibile ed innovazione del settore, Smart-buildings, Sicurezza e MobilitĂ interna agli edifici.
Architettura sostenibile
La quota di investimento destinata in modo specifico alle componenti di architettura sostenibile â intesa come progettazione passiva, impiego di materiali bio-based, soluzioni per la circolaritĂ dei materiali e integrazione armonica con il contesto ambientale âsi colloca, in base allâesperienza dei progetti pilota NEB, tra il 20% e il 30% del valore complessivo degli interventi edilizi, variando in funzione della scala e della complessitĂ progettuale.
Assumendo una stima media pari al 25%, e ipotizzando un investimento annuale complessivo di 7 miliardi di euro a livello europeo per progetti NEB-oriented, il giro dâaffari attribuibile alle componenti di architettura sostenibile può essere stimato in circa 1,75 miliardi di euro lâanno, corrispondenti a un totale di 5,25 miliardi di euro nel triennio 2025â2027. Considerando una quota di assorbimento italiana pari al 13%, in linea con la media storica nei programmi di coesione europei, si stima che lâItalia possa beneficiare di circa 680 milioni di euro destinati a interventi di architettura sostenibile finanziati attraverso la NEB Facility nel periodo considerato.
Smart technologies nelle costruzioni
Una componente centrale dei progetti NEB è la digitalizzazione dellâambiente costruito. A tal proposito nel documento NEB Investment Guidelines pubblicate dalla Commissione Europea (luglio 2024), si fa riferimento alla necessitĂ di integrare tecnologie digitali, smart building solutions e strumenti per la gestione dei dati nei progetti NEB. Considerando dunque, in base a esperienze pregresse (es. progetti Horizon Europe come NEB-STAR, DRIVE 0, HEART, RE-SKIN) che la quota dedicata a tecnologie smart oscilla tipicamente tra il 10% e il 15% del valore progettuale, in base alla tipologia di intervento, è possibile che mediamente il 12% del valore totale dei progetti NEB venga destinato a tecnologie intelligenti. Applicando questa proporzione a un investimento annuo NEB di 7 miliardi di euro, il giro dâaffari associato alle smart technologies nei progetti NEB-oriented è stimato in circa 900 milioni di euro lâanno, per un totale di circa 2.7 miliardi nel periodo 2025â2027 Applicando lo stesso criterio di ripartizione utilizzato precedentemente, il valore stimato per lâItalia nelle è di circa 350 milioni di euro nel periodo considerato.
MobilitĂ interna: scale mobili e ascensori Nei progetti NEB, lâinclusione e lâaccessibilitĂ costituiscono valori fondamentali, e le soluzioni per la mobilitĂ verticale sono spesso parte integrante della progettazione. Assumendo una quota media del 2,5% del valore dei progetti NEB destinata a soluzioni per la mobilitĂ interna, si stima un giro dâaffari annuo di circa 175 milioni di euro/anno e un valore cumulato di circa 500 milioni di euro nel periodo considerato. La stima corrispondente per lâItalia è di circa 65 milioni di euro nel periodo 2025â2027.
Sicurezza: antincendio e antintrusione
Il settore della sicurezza (inclusi sistemi antincendio e antintrusione) rappresenta una componente trasversale dei progetti NEB. La spinta verso edifici intelligenti e sostenibili implica lâintegrazione di soluzioni di sicurezza avanzate: sistemi IoT di rilevazione precoce incendi, compartimentazioni intelligenti, sensori ambientali, sorveglianza passiva e tecnologie CPTED (Crime Prevention Through Environmental Design). Con una quota stimata del 5,5% sul valore complessivo dei finanziamenti NEB, il giro dâaffari annuale per la sicurezza tecnica è stimato intorno ai 385 milioni di euro, con un valore complessivo di circa 1,2 miliardi di euro nel periodo 2025â2027. Applicando la stima proporzionale, il valore atteso per lâItalia in questo settore è pari a circa 150 milioni di euro â
8. Nei progetti edilizi pubblici e privati, i sistemi di sicurezza rappresentano in media tra il 4% e il 7% del costo complessivo dellâopera, in funzione della destinazione dâuso (es. scuole, carceri, ospedali, residenziale sociale).
SMART LIGHTING: PER LâEFFICIENZA E IL BENESSERE NELLA TRANSIZIONE
LA LEVA STRATEGICA
Intervista a
Carlo Comandini, Presidente Assil
Ilaria Rebecchi
Presidente Comandini, lâilluminotecnica, in particolare lo Smart Lighting, è sempre piĂš al centro delle dinamiche di innovazione. Qual è, secondo ASSIL, il ruolo strategico di questa tecnologia allâinterno della âtwin transitionâ energetica e digitale?
Lo Smart Lighting non è piÚ un semplice accessorio, ma un tassello fondamentale per la twin transition del patrimonio edilizio italiano ed europeo. La luce, integrata con sistemi intelligenti, contribuisce in modo diretto alla home and building automation e, di conseguenza, al risparmio energetico negli edifici e nelle aree urbane. I numeri lo confermano: lo scenario previsto dal
PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) per raggiungere gli obiettivi UE prevede ben 5 miliardi di euro di investimenti nei settori dellâilluminazione interna e pubblica entro il 2030. Questo programma dimostra quanto lâimpegno istituzionale si stia rafforzando , riconoscendo che il nostro comparto è risultato piĂš dinamico della media dellâelettrotecnica.
Concentrandoci sullâefficienza, quanto è quantificabile il vantaggio economico e di sostenibilitĂ che le soluzioni Smart Lighting offrono a imprese e cittadini? I vantaggi sono rapidi e significativi, rendendo la transizione una scelta strategica
per contenere i costi operativi, soprattutto considerando il continuo incremento del costo dellâenergia elettrica. Il recente studio commissionato al Politecnico di Milano sullââAnalisi delle potenzialitĂ di mercato delle soluzioni di smart lighting in Italiaâ lo dimostra con dati concreti:
⢠Settore Ospedaliero: Lâintroduzione di sistemi di gestione avanzata può garantire un risparmio energetico dellâ83%, con un tempo di ritorno sullâinvestimento (ROI) stimato in soli 2,3 anni.
⢠Illuminazione Pubblica: Un investimento in sistemi avanzati porta a un saving energetico del 67% e una riduzione delle emissioni di CO2 superiore a 980 tonnellate.
⢠Consumatori Privati: Secondo le stime della Commissione Europea, il passaggio a prodotti efficienti fa risparmiare al singolo consumatore in media circa 30⏠allâanno.
Oltre al risparmio, quali sono gli altri benefici portati dallâilluminazione di qualitĂ , in particolare in contesti come uffici, scuole o ospedali, e come si inseriscono questi elementi nella visione di ASSIL?
Lâilluminazione di qualità è un asset fondamentale non solo per lâefficientamento, ma anche per il miglioramento del benessere e comfort visivo in ogni ambito applicativo.
I sistemi avanzati garantiscono comfort visivo, benessere e illuminazione di qualitĂ , che sono elementi da integrare in ogni intervento progettuale.
La luce non viene piĂš valutata solo per i benefici di risparmio energetico, ma per quelli legati al miglioramento della qualitĂ di vita delle persone.
Per ASSIL, assicurare adeguati livelli di comfort visivo deve rappresentare un obiettivo da considerare fin dalla progettazione dellâedificio.
Lâassociazione ha recentemente siglato un accordo con il GSE e partecipa a iniziative fieristiche come Smart Building Expo. Come si traduce lâimpegno istituzionale di ASSIL nel concreto supporto al mercato?
Il nostro impegno si concretizza su piĂš fronti. Lâaccordo con il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) è un tassello chiave che supporta la decarbonizzazione della filiera e la promozione della digitalizzazione e delle migliori tecnologie in linea con gli obiettivi della Transizione 5.0.
Inoltre, lâassociazione sostiene la promozione di una vera e propria cultura della luce. Partecipare a eventi come SMART BUILDING EXPO (dove coordineremo lâarea collettiva SMART LIGHTING ) è per noi una preziosa opportunitĂ di confronto per costruire insieme il futuro sostenibile dellâilluminazione.
Infine, collaboriamo con il Ministero per lâaggiornamento dei Criteri Ambientali Minimi (CAM), sostenendo criteri che valorizzino il contributo del comparto nel rinnovamento del patrimonio immobiliare. â
I NUMERI CHIAVE DELLO SMART LIGHTING
Dati essenziali dallâIndagine âAnalisi delle potenzialitĂ di mercato delle soluzioni di smart lighting in Italiaâ (Politecnico di Milano per ASSIL)
Lo studio si è articolato su tre temi principali: Regulatory Assessment (incentivi e normativa), Market Analysis (prospettive di mercato e investimenti) e Environmental & Socio-Economic Impact (impatto ambientale e sociale).
Questi i risultati che quantificano il potenziale di questa transizione per la filiera e per il Sistema Paese.
POTENZIALE ECONOMICO E AMBITI DI SVILUPPO
⢠Investimenti Attesi: Lo scenario previsto dal PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) per lâilluminazione interna e pubblica prevede 5 Miliardi di Euro di investimenti attesi entro il 2030.
⢠Impatto Complessivo della Filiera : La filiera dellâilluminazione, considerando produttori e attori collegati (come le ESCo), genera un impatto economico complessivo stimato in oltre 50 miliardi di euro.
⢠Settori di Interesse: Lâindagine ha preso in esame il risparmio ottenibile in numerosi settori: musei, scuole, ospedali, hotel, uffici, comparto retail, industria e illuminazione pubblica.
RISPARMI E TEMPI DI RITORNO (ROI)
Lâintroduzione di sistemi di controllo avanzato garantisce un rientro sullâinvestimento rapido e significativo, come dimostrato dai seguenti casi studio:
Settore Intervento Risparmio Riduzione Tempo di Ritorno Energetico CO2 (ROI)
Ospedali
Introduzione di 2.150 83% 221 2,3 anni punti luce con sistema (pari a 861 tonnellate di gestione avanzata. MWh annui)
Oltre 980 tonnellate circa
Illuminazione Pubblica
Introduzione di 10.000 punti luce di sistemi avanzati.
4,8 anni circa 67% (pari a 2,4 MWh annui)
Copertina Studio Polimi
IMPIANTI ELETTRICI: ITALIA IN BILICO TRA SICUREZZA, EFFICIENZA E FUTURO
Ilaria Rebecchi
In occasione di una recente tavola rotonda organizzata dalla FME (Federazione Nazionale Grossisti Distributori Materiale Elettrico), âLo Stato degli Impianti in Italia: Sicurezza, Efficienza e Futuro tra Edilizia e Industriaâ, si sono puntati i riflettori su un tema di vitale importanza per il Paese: la necessitĂ di ammodernare e rendere piĂš sicuri ed efficienti gli impianti elettrici nel nostro vasto patrimonio immobiliare e industriale.
Il dibattito ha evidenziato una realtà preoccupante ma non inaspettata: oltre il 60% degli edifici italiani è stato costruito prima del 1980. Si tratta di un dato che non rappresenta solo una cifra storica, ma un indicatore critico. Molti di questi impianti, infatti, sono obsoleti e non in grado di soddisfare le attuali esigenze energetiche, sia in termini di consumo che di sicurezza.
LâItalia si trova di fronte a una sfida ingente che riguarda lâefficienza energetica e parallelamente la sicurezza delle abitazioni e degli ambienti di lavoro.
Un dato particolarmente allarmante emerso dalla discussione è che il 30% degli incendi domestici in Italia ha origine elettrica. Questa percentuale sottolinea con forza lâurgenza di intervenire.
Eppure, nonostante questi rischi evidenti, nel nostro Paese mancano ancora normative chiare e stringenti che impongano la manutenzione o lâispezione periodica degli impianti elettrici nelle abitazioni private. Questa lacuna normativa espone milioni di cittadini a pericoli spesso sottovalutati.
In occasione del dibattito è emersa la necessità di affrontare questa problematica con urgenza e in maniera sistemica. Sono state proposte diverse misure operative concrete, volte a creare un quadro normativo e infrastrutturale piÚ solido e sicuro.
Le proposte
Il censimento degli impianti elettrici esistenti : si tratta di una mappatura dettagliata dello stato degli impianti sarebbe il primo passo per comprendere lâentitĂ
del problema e individuare le aree a maggiore rischio.
Gli obblighi per gli amministratori di condominio, attraverso lâintroduzione di responsabilitĂ chiare per gli amministratori, affinchĂŠ garantiscano la verifica e la manutenzione degli impianti nelle parti comuni e, possibilmente, sollecitino interventi nelle unitĂ private.
Importante, anche una campagna nazionale di comunicazione pubblica volta ad informare e sensibilizzare i cittadini sui rischi legati agli impianti obsoleti e sullâimportanza della manutenzione e della sicurezza, e lâesigenza di un sistema di classificazione degli impianti simile alle classi energetiche degli edifici, e che potrebbe aiutare a evidenziare le situazioni piĂš critiche e a orientare gli interventi.
infine, si dibatte molto di incentivi ad imprese e cittadini utili a promuovere interventi di adeguamento e ammodernamento attraverso agevolazioni fiscali o contributi diretti, rendendo piĂš accessibile e conveniente la messa a norma degli impianti, e del coinvolgimento attivo delle compagnie di assicurazione che potrebbero giocare un ruolo chiave, incentivando o richiedendo la certificazione e la manutenzione degli impianti come precondizione per la copertura o per premi ridotti.
LâItalia, dunque, ha bisogno di unâinfrastruttura elettrica moderna, digitale e sicura e non solo per una mera questione di sicurezza o di efficienza, ma come requisito fondamentale per raggiungere gli obiettivi di sostenibilitĂ e per affrontare con successo la transizione ecologica â
FME - GALLI: âNecessaria una normativa utile a monitorare e verificare la buona salute degli impianti elettrici, che nel futuro saranno sempre piĂš importantiâ
Dal 1970 FME - Federazione Nazionale
Grossisti Distributori Materiale Elettrico - opera per creare un ambiente favorevole alla crescita e al successo delle imprese associate, promuovendo anche il benessere della comunitĂ commerciale.
La federazione ha ad oggi un ruolo di riferimento strategico per la filiera elettrica, garantendo ai suoi soci un ruolo di protagonisti nella trasformazione tecnologica e nella crescita del settore. E, guidando il mercato verso un futuro piĂš competitivo e strutturato, FME opera con azioni mirate in tema di innovazione, sostenibilitĂ e valorizzazione del ruolo dei distributori.
Abbiamo incontrato il Presidente di FME â Ezio Galli: Presidente, FME, con lâanalisi SVE di aprile 2025, ha registrato una crescita dello 0,2% rispetto allo stesso mese del 2024: dal vostro punto di osservazione, qual è lâandamento del mercato visto dalla distribuzione?
Si tratta di un segnale positivo ma limitato e contenuto, che interrompe la sequenza negativa dei primi tre mesi dellâanno. Dopo un inizio dâanno in discesa, dunque, ad aprile abbiamo registrato una timida inversione di tendenza che ci ha fatti sperare in una maggiore stabilitĂ che potrĂ essere favorita dalla stagionalitĂ e da una graduale ripresa della domanda.
Ma il mercato dipende da molteplici e spesso imprevedibili fattori, dalla situazione politica ed economica nazionale ed
internazionale al tema del PNRR e dellâelettrificazione del Sistema Italia, nel quale riscontriamo, ad oggi, una poca concretezza sul piano pratico. Da tempo, infatti, FME è impegnata ad organizzare momenti di incontro e dibattito con istituzioni e mondo della politica sul tema, perchĂŠ se non è possibile verificare che gli impianti elettrici del nostro paese siano in grado di sostenere un cambio di richiesta, il tema stesso dellâelettrificazione del Paese diventa poco sostenibile.
Come è cambiato il ruolo della distribuzione negli ultimi anni?
La nostra filiera vede al vertice il mondo della Produzione che è ricco e propone sempre nuove tecnologie da utilizzare. Sta poi a noi distributori e ai fornitori il compito di diffondere il verbo in tema di innovazione tecnologica, ma riscontriamo sempre numerose difficoltĂ . Il problema è che spesso risulta difficile coinvolgere il mondo degli installatori nellâutilizzo e nella scoperta di queste nuove tecnologie. Pur organizzando spesso corsi di formazione, presentazioni e momenti di aggiornamento tecnologico, è emerso da una recente ricerca FME che il 50% dei tecnici si rivela poco propenso a cogliere le innovazioni tecnologiche, anche tra le nuove generazioni.
Quali sono le prioritĂ di FME in materia di decreti attuativi della EPBD4?
FME dal 2024 è attiva ed impegnata sul tema dei decreti attuativi ad ampio
spettro. Infatti, siamo impegnati e operativi nel campo dellâorganizzazione di incontri e tavole rotonde con il mondo della politica per sensibilizzare sul tema degli impianti elettrici e delle necessitĂ che ad oggi riscontriamo nel nostro settore.
Va sottolineato, infatti, che mentre sul piano degli impianti a gas, ad esempio, ci sono normative recenti che vanno a regolamentare il tutto, a livello di impianti elettrici le leggi sono poche e molto spesso poco aggiornate. Per inteso, ci sono leggi che stabiliscono in maniera precisa e accurata come deve essere fatto un impianto elettrico affinchĂŠ lâinstallatore possa certificarlo, ma per ciò che concerne la vita dello stesso la normativa è per lo piĂš assente
Un impianto elettrico, però, vive con la casa, la fabbrica, lo stabile, spesso fino anche a 20-30 anni o oltre, e in questi decenni è normale che lâimpianto subisca degrado e modifiche, pertanto sarebbe auspicabile che la normativa prevedesse una verifica cadenzata sullo stesso.
Non ci sono però decreti attuativi in tal senso ed FME si impegna sul mettere a fuoco nella prospettiva delle istituzioni il mondo degli impianti elettrici: il mondo va avanti e lâelettricitĂ sarĂ sempre piĂš essenziale anche in relazione a ciò che lâEuropa ci chiede a stretto giro.
Pertanto è fondamentale che un impianto elettrico venga controllato, verificato e gestito nellâarco di tutta la sua vita. â
Ezio Galli, Presidente di FME
BOLLETTE PIĂ CARE E DIPENDENZA ENERGETICA
LâUNIONE EUROPEA
CORRE AI RIPARI
Marco Ventimiglia
Il Piano dâazione della Commissione Europea per garantire risparmi crescenti e incentivare la produzione energetica interna, a cominciare dallâulteriore sviluppo delle fonti rinnovabili
Può una guerra avere dei lati positivi? Assolutamente no, e ci ostiniamo a credere che qualunque causa di un conflitto potrebbe essere risolta con un pacifico e sensato confronto fra le parti interessate. Ma una conseguenza dellâinvasione russa dellâUcraina, seppur non positiva, è sicuramente importante: le nazioni europee hanno compreso quanto sia ormai insostenibile la loro dipendenza da forniture energetiche esterne, ovviamente a cominciare da quelle provenienti da Mosca.
Un problema gigantesco di cui naturalmente si deve fare carico in primis lâUnione Europea, il cui braccio operativo, la Commissione Europea, ha approvato e diffuso questâanno un importante documento dal titolo âAction Plan for Affordable Energyâ, che si può liberamente tradurre in Piano dâazione per unâenergia a prezzi accessibili. In particolare, il documento prevede misure a breve termine per abbassare i costi dellâenergia, completare lâUnione dellâenergia, attirare investimenti e prepararsi meglio a potenziali crisi energetiche.
UE a un punto di svolta âLâUE è a un punto di svolta decisivo per la sua competitivitĂ , decarbonizzazione e sicurezza â si legge nel Piano â. Agire è imperativo. Costi dellâenergia strutturalmente elevati nuocciono ai nostri cittadini e alle nostre imprese. Le sfide sono chiare, cosĂŹ come chiaro è il ruolo dellâUnione europea nel farvi fronte.
Questo Piano, elemento chiave del patto per lâindustria pulita, andrĂ in aiuto non solo delle famiglie che devono fare i conti con i rincari delle bollette energetiche, ma anche
delle imprese che faticano a sostenere gli ingenti costi di produzioneâ.
Una prima considerazione è legata ai calcoli della Commissione Europea: si spera vivamente che non siano troppo ottimistici. Infatti, nella visione di Bruxelles, unâapplicazione puntuale dei dettami del Piano dâazione porterĂ a risparmiare ben 45 miliardi di euro giĂ nellâanno in corso. Una cifra peraltro destinata ad aumentare progressivamente, tanto che alla fine di questo decennio i risparmi nel comparto energetico UE dovrebbero ammontare a 130 miliardi di euro lâanno, per poi salire ulteriormente ed attestarsi sui 260 miliardi di euro annuali nel 2040.
Oltre i limiti strutturali
PiĂš nel dettaglio, il Piano propone azioni volte a superare le sfide strutturali che spingono al rialzo i costi dellâenergia nellâUE, soprattutto la dipendenza europea dai combustibili fossili importati e le carenze di un sistema elettrico non pienamente integrato. Azioni basate sulla recente riforma dellâassetto del mercato dellâenergia elettrica, sul piano REPowerEU, su piani settoriali per lâeolico, il solare e le reti, nonchĂŠ sulla normativa in materia di energia e clima. âIl Piano dâazione porterĂ sollievo ai consumatori nel breve periodo e spianerĂ la strada al completamento dellâUnione dellâenergia, anticipando i benefici offerti da piĂš energie rinnovabili, dal risparmio energetico, da una piĂš profonda integrazione del mercato e da interconnessioni miglioriâ.
Per quanto riguarda le rinnovabili, il Piano esorta ad accelerare gli investimenti. Inoltre, tempi piĂš rapidi delle autorizzazioni per i progetti di energia rinnovabile e per le infrastrutture energetiche contribuiranno a far scendere i costi di produzione dellâenergia. La presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, sottolinea come âi prezzi dellâenergia in Europa si sono giĂ ridotti potenziando le fonti rinnovabili. Il Piano dâazione per lâenergia rinnovabile, che parte dal nostro patto per lâindustria pulita, rappresenta un ulteriore passo avanti verso prezzi piĂš prevedibili, connessioni piĂš solide in tutta Europa e maggiori volumi di compravendita di energiaâ.
Le 8 azioni necessarie
Un piano, quello messo a punto dalla Commissione, ancorato alla realtĂ .
Quindi, nonostante i risultati giĂ raggiunti, nel documento si sottolinea come âlâUE si trova a un punto di svolta cruciale per la sua competitivitĂ , la decarbonizzazione e la sicurezza energetica. Gli elevati costi energetici mettono lâEuropa a rischio reale di deindustrializzazione e minacciano la nostra crescita economica.
Stanno danneggiando i nostri cittadini, con la povertĂ energetica che colpisce oltre 46 milioni di europei. I prezzi al dettaglio dellâelettricitĂ sono quasi raddoppiati per le industrie. Questa situazione mina la posizione globale dellâUE e la sua competitivitĂ internazionaleâ. E in questâottica di concretezza, gli interventi necessari per aumentare lâefficienza, la sostenibilitĂ e la sicurezza del comparto energetico europeo vengono sintetizzati in otto azioni:
1. Rendere le bollette elettriche piĂš accessibili con tariffe di rete che riflettono i costi energetici reali e tasse e imposte piĂš basse. I consumatori devono inoltre poter passare a fornitori di energia piĂš economici e puliti, il che può aiutare le famiglie a risparmiare fino a 200 euro allâanno.
2. Ridurre il costo della fornitura di energia elettrica con contratti piĂš a lungo termine, flessibilitĂ e permessi piĂš rapidi per lâenergia pulita e le reti. Inoltre, poter disporre di piĂš interconnettori, una rete piĂš forte e piĂš scambi transfrontalieri.
3. Migliorare i mercati del gas per prezzi energetici equi. Una task force sul mercato del gas contribuirĂ a garantire una concorrenza leale, mentre lâUE sfrutterĂ il suo potere dâacquisto per ottenere prezzi migliori per le importazioni.
4. Favorire risparmi energetici aumentando finanziamenti e incentivi per lâacquisto di prodotti ad alta efficienza energetica. I consumatori europei possono risparmiare piĂš di 120 miliardi di euro allâanno sulle bollette energetiche.
5. Garantire energia a prezzi accessibili per lâindustria europea coinvolgendo le industrie che consumano energia, i produttori di energia pulita e il settore pubblico. Ciò aumenterĂ la trasparenza e la certezza, sosterrĂ le decisioni di investimento e ridurrĂ i costi e i prezzi dellâenergia.
6. Completare lâUnione energetica integrando pienamente i mercati energetici, promuovendo lâelettrificazione, decarbonizzando i settori del riscaldamento e del raffreddamento, digitalizzando il sistema energetico e mobilitando capitali per la transizione.
7. Garantire la sicurezza dellâapprovvigionamento energetico per la stabilitĂ dei prezzi, con un quadro di sicurezza energetica aggiornato contro le interruzioni causate da tensioni geopolitiche, attacchi informatici, attacchi deliberati o eventi meteorologici estremi.
8. Prepararsi alle crisi dei prezzi realizzando programmi per premiare i consumatori che riducono i consumi nelle ore di punta e tenendo sotto controllo le bollette energetiche. Inoltre, allâoccorrenza bisogna poter aumentare temporaneamente la capacitĂ di interconnessione transfrontaliera per ottenere elettricitĂ piĂš economica. Ciò contribuirĂ a ridurre la volatilitĂ dei prezzi e ad attenuare i picchi dei prezzi locali in determinati mercati. â
LE PROMESSE ALLâEDILIZIA
DELLâINTELLIGENZA ARTIFICIALE
Marco Ventimiglia
Capace di una diffusione inarrestabile e multiforme, lâIA si appresta a cambiare le regole del gioco anche nel comparto delle costruzioni, uno dei
piĂš pigri nel recepire le novitĂ tecnologiche
LâIntelligenza Artificiale, almeno a parole, in poco tempo è divenuta anche in Italia una presenza fissa nella quotidianitĂ di buona parte dei cittadini. Merito del martellamento dei media che veicolano lâIA nei modi piĂš diversi, unâoperazione peraltro facilitata dalla natura multiforme dellâIntelligenza Artificiale, le cui applicazioni si estendono praticamente a tutte le principali attivitĂ di una societĂ moderna, sia in ambito lavorativo che domestico. Non fa certo eccezione lâedilizia, anche se dellâadozione dellâIA in un comparto cosĂŹ importante per lâeconomia del nostro Paese si parla ancora relativamente poco.
Diffusa arretratezza dei cantieri
Eppure proprio nellâedilizia lâadozione dellâIA può offrire un enorme valore aggiunto, consentendo al settore di evolversi dalle modalitĂ spesso obsolete nel quale si svolgono tuttora le attivitĂ imprenditoriali. Lo sottolinea il World Economic Forum che osserva come âanche nel mondo moderno di oggi, il processo di costruzione è per lo piĂš frammentato e poco tecnologico. Ă quasi indistinguibile dai cantieri degli Anni 90. I responsabili dei cantieri si affidano ancora a progetti obsoleti, proiezioni di tempistiche in ritardo e metriche di performance prive delle informazioni in tempo
reale necessarie per misurare e migliorareâ. E in un ambito lavorativo obsoleto lâIntelligenza Artificiale ha un effetto simile a quello di un paio di buoni occhiali da vista, permettendo di avere una visione dâinsieme delle cose ed evidenziando i passaggi dei processi di costruzione dove intervenire per ottenere dei miglioramenti.
In altre parole, grazie allâIA manager e supervisori possono comprendere appieno non soltanto ciò che accade nei loro cantieri, ma anche i modi per ottimizzare le attivitĂ quotidiane, apportando delle modifiche capaci di aumentare la redditivitĂ in ogni opera di costruzione.
I quattro punti cardine del cambiamento
Dallâanalisi del World Economic Forum emerge che lâIntelligenza Artificiale sta rivoluzionando lâedilizia principalmente in quattro modi:
1.Ottimizzazione dellâutilizzo delle attrezzature,
2.Accelerazione dellâistruzione e della formazione sul lavoro
3.Maggiore sicurezza del sito di lavoro
4.Maggiore sostenibilitĂ dei lavori
In relazione al primo punto, è notorio che i cantieri edili richiedono degli ingenti investimenti in attrezzature. In questâambito, grazie allâIntelligenza Artificiale è possibile avere un quadro specifico e chiaro di ciò che è stato fatto, del tempo impiegato, con la possibilitĂ di apportare miglioramenti confrontando i risultati con la tempistica prevista. La differenza principale rispetto al passato sta nel fatto che adesso diventa possibile ottimizzare i tempi di costruzione senza dover ricorrere ai âsolitiâ programmi da applicare ai progetti per determinare a priori la durata effettiva dei lavori. Uno degli aspetti essenziali nel comparto dellâedilizia, che spesso si trasforma in una criticitĂ , è quello dellâistruzione e della for-
mazione sul luogo di lavoro. Ebbene, ricorrendo allâIntelligenza Artificiale e alle soluzioni di modellazione predittiva anche i neofiti del settore edile possono prepararsi al meglio nei loro nuovi ruoli sfruttando lâesperienza dei veterani dellâedilizia attraverso lâacquisizione sistematica dei dati messi a disposizione dallâIA.
Maggiore sicurezza e sostenibilitĂ
Altro aspetto della massima importanza è quello della maggiore sicurezza nei cantieri derivante dallâadozione dellâIntelligenza Artificiale. Risulta del resto abbastanza intuitivo che poter contare su un maggior controllo dei processi grazie allâIA può contribuire a ridurre incidenti e decessi nei luoghi di lavoro. In particolare, sfruttando lâIntelligenza Artificiale diventa piĂš agevole
rilevare e analizzare potenziali pericoli, monitorare e segnalare attivitĂ non sicure, nonchĂŠ garantire in modo piĂš efficace il rispetto dei protocolli. Infine, fra i fattori su cui maggiormente incide lâadozione dellâIntelligenza Artificiale câè quello della sostenibilitĂ , che soprattutto significa, fatto salvo il rispetto delle normative sullâutilizzo e lo smaltimento dei materiali, la riduzione degli sprechi. Infatti, i cantieri edili ne possono produrre molti e di vario genere, derivanti dalla modifica di ordini giĂ consegnati, dallâimprecisione dei progetti o da una sovrastima dei materiali necessari. Tutte situazioni in cui lâIA può rivelarsi particolarmente utile per ridurre gli sprechi. Soprattutto nellâapprovvigionamento, lâIntelligenza Artificiale può aiutare a prevedere con precisione cosa è necessario, quando e a quale ritmo, riducendo quindi gli sprechi di materiali.
partire dagli istituti tecnici superiori fino allâuniversitĂ , nellâottica di un successivo aggiornamento continuo in azienda.
2. Sviluppare un piano di incentivazione per permettere alle imprese di dotarsi agevolmente di macchinari e attrezzature idonee e di sostenere la relativa formazione, in analogia con il piano nazionale Transizione 4.0 attivo giĂ da anni.
3. Sviluppare una governance adeguata alla gestione efficace e in sicurezza dei dati utili allâalimentazione dellâIntelligenza Artificiale, garantendo degli standard per la loro piĂš vasta condivisione e messa a disposizione di tutti gli operatori e utenti del settore.
Gestire i dati
al meglio
Quello della gestione dei dati è un elemento fondamentale quando si parla di Intelligenza Artificiale, per il semplice fatto che
Le proposte dellâANCE
Nello specifico italiano, le applicazioni e gli impatti dellâIntelligenza Artificiale sono apparsi subito evidenti allâAssociazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE). Nella visione dellâente i vantaggi si configurano soprattutto in termini di aumentata produttivitĂ nel lavoro e migliore pianificazione, automazione di specifiche attivitĂ grazie allâuso di macchine e strumenti sempre piĂš smart e interconnessi, sviluppo dellâedilizia industrializzata, nonchĂŠ miglioramento della sicurezza in cantiere e sul luogo di lavoro. ANCE che formula quindi tre proposte per cogliere al meglio le opportunitĂ offerte dallâIA e renderle pienamente sostenibili:
1. Formazione sullâIA a tutti i livelli e con adeguati strumenti di finanziamento, a
senza dati su cui âallenarsiâ e apprendere lâIA non può operare nel modo ottimale. Se possibile, vale ancor piĂš nellâedilizia dove occorre che siano disponibili grandi quantitĂ di dati strutturati e il piĂš possibile in formato aperto e interoperabile, senza dimenticare che i sistemi devono poter parlare un linguaggio comune.
E qui câè unâulteriore proposta dellâANCE, ovvero quella di sviluppare una piattaforma nazionale digitale delle costruzioni, capace di favorire la crescita digitale dellâintera filiera dellâedilizia e in cui la gestione strutturata del dato sia pienamente integrata con lâIntelligenza Artificiale, aumentando cosĂŹ il beneficio su larga scala per la Pubblica Amministrazione, le imprese e i cittadini. â
ASSIMPREDIL ANCE
PRESENTA CANTIERE IMPATTO
SOSTENIBILE IL CODICE DI
CONDOTTA
PER I SOCI
Si tratta di un codice di condotta da adottare dopo la condivisione di una serie di impegni contenuti in un Manifesto. Punto di partenza dellâiniziativa è la considerazione che âle imprese di costruzione ogni giorno contribuiscono alla qualitĂ dei luoghi dove si vive e si lavora, e lo fanno assumendo impegni concreti e misurabili per la sostenibilitĂ â.
Ed è con questa consapevolezza che Assimpredil ANCE ha dato vita a Cantiere Impatto Sostenibile, che è appunto il nome del codice di condotta per i soci. Questâultimi sottoscrivendo il Manifesto
collegato âadottano impegni alla decarbonizzazione, alla tutela dellâambiente, alla legalitĂ , alla regolaritĂ del lavoro, alla sicurezza, al sociale e alla filiera di fornitura nellâambito piĂš generale della responsabilitĂ sociale delle impreseâ.
Assimpredil ANCE spiega che non si tratta di nuova certificazione o validazione, ma di âun codice di condotta che parte dalla valorizzazione delle azioni che giĂ sono in atto da parte dellâimpresa o che si svilupperannoâ. Il logo Cantiere Impatto Sostenibile viene concesso ai singoli cantieri dei soci che volontariamente sottoscrivono lâimpegno ad assumere in maniera consapevole e responsabile gli 8 valori alla base del Manifesto.
Assimpredil ANCE, lâAssociazione delle imprese di costruzione edili di Milano, Lodi, Monza e Brianza, ha diffuso un documento di particolare importanza per i propri soci. Si tratta di un codice di condotta da adottare dopo la condivisione di una serie di impegni contenuti in un Manifesto
I valori, tradotti in una serie di impegni e declinati con azioni concrete e misurabili, sono i seguenti:
1 - LâIMPEGNO ALLA SOSTENIBILITà è quello che la governance dellâimpresa assume e che la impegna nelle scelte strategiche oltre la sfera economica verso quella ambientale e sociale.
2 - LâIMPEGNO ALLA DECARBONIZZAZIONE è legato alla scelta di abbattere la CO2 prodotta attraverso acquisti di energia verde o compensazioni.
3 - LâIMPEGNO ALLA TUTELA DELLâAMBIENTE è quello che innesca un processo di economia circolare partendo dal consumare meno, dal ridurre la produzione di scarti e dal fare scelte che favoriscono il recupero.
4 - LâIMPEGNO ALLA LEGALITĂ deve essere concreto e misurabile, in linea con quanto giĂ molte imprese fanno con i rating di legalitĂ e la legge 231.
5 - LâIMPEGNO ALLA DIGNITĂ DEL LAVORO è uno dei punti piĂš importanti ed è incentrato sul valore della regolaritĂ legata al contratto collettivo di lavoro per i propri dipendenti e per i sub-appaltatori.
6 - LâIMPEGNO ALLA RESPONSABILITà è sicurezza sul lavoro e controllo su tutta la filiera che opera nel cantiere, affinchĂŠ il cantiere rappresenti un investimento economico e sociale destinato a lasciare un segno tangibile nel tempo.
7 - LâIMPEGNO SOCIALE è legato al rapporto tra la conduzione del cantiere e i cittadini, per mitigarne gli impatti in fase esecutiva, ma è anche volto a promuovere lâaccoglienza dei giovani.
8 - LâIMPEGNO VERSO LA CATENA DI FORNITURA riguarda il ruolo che può avere il committente o lâaffidatario nello spingere scelte sostenibili in tutta la filiera. â
LA CAPACITĂ PREDITTIVA DELLâIA AL SERVIZIO
DELLE RETI ENERGETICHE
Dal dizionario Treccani, alla voce predizione: âIl fatto di predire, di annunciare cioè in precedenza, a voce o in uno scritto (e di solito con autoritĂ e in tono solenne) lâavverarsi di cose futureâ. Sul tono solenne non ci pronunciamo, ma per tutto il resto stiamo parlando della capacitĂ che piĂš di ogni altra fa risaltare i vantaggi dellâIntelligenza Artificiale applicata al settore energetico. Infatti, la capacitĂ dellâIA di prevedere lâandamento dei consumi e il funzionamento futuro dei complessi sistemi energetici può garantire enormi risparmi e migliorare in modo sostanziale la loro sicurezza.
Gli ostacoli alla diffusione
Partiamo da alcune importanti considerazioni espresse in un recente report dellâAgenzia Internazionale dellâEnergia (AIE). âLâenergia â si legge â è oggi uno dei settori piĂš complessi e critici al mondo, eppure può e deve fare di piĂš per cogliere i potenziali benefici derivanti dallâutilizzo dellâIntelligenza Artificiale. Infatti, il settore energetico si trova ad affrontare ostacoli alla diffusione dellâIA, tra cui lâaccesso inadeguato o insufficiente ai dati, alle infrastrutture e alle competenze digitali, nonchĂŠ persistenti problemi di sicurezza digitale e fisica, che spesso vanificano i potenziali guadagni di efficienzaâ.
Ed ancora, lâAgenzia Internazionale dellâEnergia sottolinea come attualmente la presenza di competenze legate allâIntelligenza Artificiale è molto piĂš bassa nel settore energetico rispetto ad altri comparti. Ne consegue, nella visione dellâIA, che saranno necessari dei significativi cambiamenti politici e normativi per poter consentire al settore energetico di cogliere appieno i benefici offerti dallâadozione dellâIntelligenza Artificiale.
Lâimportanza delle capacitĂ predittive Ă facilmente intuibile che fra i benefici offerti dallâIA, capaci di âgiustificareâ i cambiamenti politici e normativi sopra citati, quelli derivanti dalle sue capacitĂ predittive siano fra i piĂš significativi. Ma quali sono queste capacitĂ predittive? Quella principale è relativa alla possibilitĂ dellâIA di anticipare lâandamento della domanda e dellâofferta.
La natura dellâIntelligenza Artificiale gli consente di analizzare dati complessi, come i trend storici di consumo, informazioni sui clienti e condizioni meteo, nonchĂŠ di ottenere dati in tempo reale dalla rete energetica.
Tutto questo permette allâIA di prevedere con esattezza quanta energia sarĂ richiesta in un dato momento.
Grazie a queste caratteristiche lâIA facilita lâinterattivitĂ fra i consumatori energetici e i loro fornitori. Questâultimi, in particolare, possono adattarsi prontamente, come mai accaduto in precedenza, a eventuali cambiamenti nella domanda.
Si tratta di una dinamica che permette di stabilizzare il sistema energetico, attenuando lâimpatto dei picchi della domanda e gestendo al meglio le fluttuazioni della richiesta di energia.
Il risultato è una rete energetica meno soggetta ai sovraccarichi, il che comporta minori rischi di blackout. Last but non least, tutto ciò comporta anche una riduzione dei costi e un miglioramento dellâefficienza energetica.
Minori costi di manutenzione
Un altro importante plus offerto dalla capacitĂ predittiva dellâIA è quello di contribuire a ridurre i costi di manutenzione delle apparecchiature, nonchĂŠ rivelare il rischio del verificarsi di futuri guasti della rete. In questâultimo caso a fare la differenza è la capacitĂ dellâIntelligenza Artificiale di analizzare una grande quantitĂ di dati in tempi brevi, compresi i registri di manutenzione e le statistiche di utilizzo delle apparecchiature, il che rende possibile la previsione dei possibili guasti futuri.
LâAgenzia Internazionale dellâEnergia sottolinea che âlâIntelligenza Artificiale può migliorare la previsione e lâintegrazione della generazione variabile di energia rinnovabile, riducendo i tagli e le emissioni. Il rilevamento dei guasti basato sullâIntelligenza Artificiale può aiutare a identificare rapidamente e localizzare con precisione i guasti della rete, riducendo la durata delle interruzioni del 30-50%â. Sotto il profilo economico, la riduzione dei costi di manutenzione comporta ovviamente dei risparmi per lâazienda, che lâAIE stima in circa 110 miliardi di dollari entro il 2035.
Prevedere lâapporto delle fonti rinnovabili
Infine, unâaltra importante modalitĂ predittiva dellâIntelligenza Artificiale consiste nella previsione della generazione da fonti rinnovabili, tradizionalmente complicata a causa della loro natura intermittente. Fin qui la variabilitĂ della produzione fotovoltaica ed eolica, influenzata dalla disponibilitĂ quotidiana di Sole e di vento, ha rappresentato una sfida importante per garantire un apporto stabile delle fonti rinnovabili nelle reti energetiche.
Marco Ventimiglia
Fra i settori che possono beneficiare maggiormente dellâIntelligenza Artificiale câè quello energetico, in termini di efficienza, risparmio e sicurezza
Ebbene, come viene spiegato in un articolo pubblicato sul sito di ENEA, âper affrontare questa complessitĂ , si stanno dimostrando particolarmente efficaci gli approcci ibridi, che combinano metodi previsionali di tipo fisico e tecniche basate sullâIA. Questi approcci sfruttano i punti di forza delle diverse metodologie, consentendo di ottenere risultati piĂš accurati e affidabiliâ.
Il ruolo affidato allâIntelligenza Artificiale è quello di analizzare e fondere informazioni eterogenee, come immagini del cielo, immagini satellitari, dati meteorologici e storici di produzione, per ottimizzare le previsioni anche nel brevissimo termine, un aspetto critico per gestire la variabilitĂ delle risorse rinnovabili su scala oraria o infra-oraria. â
INTELLIGENZA ARTIFICIALE, DATA CENTER E BACS:
IL FILO CHE UNISCE INNOVAZIONE E SOSTENIBILITĂ
Mauro Rigo
Mentre
lâintelligenza artificiale avanza a ritmi vertiginosi, dietro le quinte opera unâinfrastruttura silenziosa che lavora senza sosta per alimentarla:
i data center
Che si tratti di capannoni anonimi ai margini delle cittĂ , o di architetture hi-tech inserite in contesti industriali, questi edifici sono i veri âmotoriâ dellâeconomia digitale. Ogni ricerca sul web, ogni video in streaming, ogni algoritmo di machine learning transita tra corridoi di server che consumano energia paragonabile a quella di interi quartieri.
La sfida principale, tuttavia, non è solo farli funzionare, ma renderli affidabili e sostenibili. Un data center moderno non è un semplice âmagazzino di serverâ: concentra elevatissime densitĂ energetiche, sistemi di raffreddamento sofisticati e requisiti di continuitĂ operativa che non ammettono margini di errore. Anche piccoli miglioramenti nellâefficienza si traducono in risparmi significativi di energia e costi operativi. Nei tradizionali edifici commerciali, la gestione degli impianti è affidata ai BACS (Building Automation and Control Systems), sistemi che regolano climatizzazione, illuminazione, ventilazione e sicurezza
per ottimizzare comfort ed efficienza. Con la Direttiva Europea EPBD e il suo recepimento in Italia (D.Lgs. 48/2020), i BACS sono diventati obbligatori per edifici non residenziali di grandi dimensioni (potenza termica >290 kW), rappresentando anche uno strumento strategico per lâefficienza energetica. Nei data center, però, le logiche cambiano: non sono persone a necessitare di comfort, ma server da mantenere a condizioni operative ottimali, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Qui, lâautomazione non mira solo al risparmio energetico ma alla continuitĂ e flessibilitĂ operativa I progettisti devono quindi adattare i requisiti BACS alle esigenze specifiche dei data center, armonizzando la conformitĂ legislativa con le best practice del settore (ad esempio gli standard ANSI/TIA-942 o le linee guida Uptime Institute).
Sempre piĂš spesso, ai BACS si affiancano i DCIM (Data Center Infrastructure Management), piattaforme che combinano il monitoraggio dei server con quello de-
gli impianti elettrici e meccanici, offrendo una visione olistica dellâintero ecosistema. Mentre il BACS gestisce gli impianti âediliâ, il DCIM integra anche lâinfrastruttura IT, permettendo decisioni dinamiche su carico, distribuzione dellâenergia e gestione del raffreddamento.
La frontiera piĂš avanzata è rappresentata dal DCOS (Data Center Operating System), un livello software che coordina e ottimizza in tempo reale lâintero ambiente. Se il DCIM raccoglie e visualizza dati, il DCOS li trasforma in azioni operative: regola setpoint HVAC, distribuisce carichi IT tra diverse sale, ottimizza lâuso dellâenergia in fase a domanda prevista e tariffe, dialogando costantemente con BACS e DCIM. Questa integrazione a tre livelli â BACS per lâautomazione degli impianti, DCIM per il monitoraggio infrastrutturale, DCOS come piattaforma di orchestrazione â trasforma il data center in un ecosistema autonomo e sostenibile. Il BACS fornisce i dati operativi, il DCIM li arricchisce con informazioni IT e il DCOS, grazie ad algoritmi di AI, elabora tutto per definire in tempo reale strategie operative. La sfida tecnologica consiste nel coordinare efficacemente tre livelli distinti: il BACS, giĂ normato da leggi nazionali ed europee, mentre DCIM e DCOS, pur sempre piĂš diffusi, non sono soggetti a obblighi legislativi specifici in Italia. Ciò solleva questioni di standardizzazione, interoperabilitĂ e responsabilitĂ .
I benefici tuttavia sono concreti: lâefficienza energetica cresce grazie a controlli intelligenti e proattivi che adattano le condizioni operative alle reali necessitĂ ; lâaffidabilitĂ aumenta perchĂŠ lâautomazione predittiva anticipa guasti e ribilancia i sistemi prima che si verifichino interruzioni; la sostenibilitĂ diventa un obiettivo realizzabile in concreto con data center âgreenâ che, grazie a orchestrazione intelligente, permettono di migliorare i KPI ESG delle aziende (legati ai parametri ambientali PUE, WUE, emissioni CO2 e a quelli di governance), ottimizzare la performance con impatto positivo sulle certificazioni ambientali e rispondere in maniera efficace ai requisiti di rendicontazione della direttiva EED.
In questo modo, lâAI, non solo alimenta la crescita dei data center, ma diventa uno strumento per gestirli meglio. I data center italiani hanno oggi lâopportunitĂ di evolvere da infrastrutture energivore a hub intelligenti, capaci di sostenere la rivoluzione digitale in modo responsabile e sostenibile. â
Foggia
LA PUGLIA PUNTA SUI DATA CENTER: A Marzo 2026 un evento in Fiera del Levante a
Bari
La domanda di location per la realizzazione di nuovi data center è in forte crescita anche in Italia, come dimostrano, ad esempio, i dati di Terna sulla richiesta di nuovi allacciamenti elettrici, con 342 richieste di connessione alla rete nel 2025, in crescita di oltre 50 volte rispetto al 2021, per un totale di 55 GW. Due sembrano essere le questioni piĂš rilevanti in merito: la sovranitĂ dei dati, che spinge alla realizzazione di infrastrutture sul territorio nazionale; e la sostenibilitĂ ambientale di tali infrastrutture strategiche, legate a doppio filo allo sviluppo dellâIA e di tutte le tecnologie piĂš avanzate basate sulla digitalizzazione.
BarlettaAndriaTrani
Lâattuale distribuzione di data center in Italia vede ai primi posti Lombardia e Lazio; tuttavia, la Regione Puglia ha avviato una serie di procedure e di attivitĂ che la candidano naturalmente ad essere una location ideale nei prossimi anni.
BarlettaAndriaTrani
BarlettaAndriaTrani
Foggia Bari LecceTarantoBrindisi
Foggia Bari LecceTarantoBrindisi
Non a caso, seconda solo dopo la Lombardia, la Puglia ha varato da pochi mesi le linee guida regionali per lâidentificazione di siti idonei, al fine di snellire e accelerare le pratiche autorizzative, forte del fatto di poter annoverare peculiaritĂ particolarmente interessanti per i produttori/gestori di grandi data center che si possono riassumere in numerosi punti di forza:
⢠ha una elevatissima produzione di energia da fonti rinnovabili (eolico e solare in primis), solo in parte utilizzata;
⢠è lâunica area del bacino del Mediterraneo Orientale a bassissima sismicitĂ
⢠è una regione dellâItalia, ovvero del secondo Paese Europeo per produzione industriale dotato di grande stabilitĂ politico-sociale
Bari LecceTarantoBrindisi
⢠è il nodo di alcuni dei principali cavidotti sottomarini nord-sud e est-ovest
⢠è un centro di formazione tecnica di eccellenza grazie alle sue UniversitĂ
⢠ha dei potenziali utilizzatori di big data sul suo territorio (in primis il distretto dello Spazio)
⢠ha una bassa densità abitativa e numerosi siti idonei alla collocazione dei data center e delle power unit
La Puglia, inoltre, grazie al decreto-legge 19 settembre 2023, n.124, coordinato con la legge di conversione 13 novembre 2023 n.162, fa parte della Zona Economica Speciale Unica del Sud (ZES). La ZES Unica ha lâobiettivo di favorire nelle aree di riferimento gli investimenti delle imprese italiane ed estere creando condizioni favorevoli allo sviluppo economico grazie ad una serie di incentivi fiscali e procedure accelerate per la costituzione di nuove imprese e punta, pertanto, sia a sostenere la nascita di nuove attivitĂ produttive che la crescita e lo sviluppo di quelle esistenti. Tutti questi elementi candidano naturalmente la Puglia ad essere una location ideale per i nuovi Data Center, garantendo loro un approvvigionamento sicuro di energia green in grado di rendere carbon neutral ed ecologicamente sostenibile una delle infrastrutture piĂš energivore.
Al fine di favorire lâincontro tra i principali operatori attivi nel campo dei Data Center e gli stakeholder del territorio e dellâarea vasta che fa capo a Bari (lâarea balcanica in primis), Pentastudio in collaborazione con MedisDIH (il Distretto meccatronico regionale e Digital Innovation Hub della Puglia) e col Politecnico di Bari, organizza il 27 marzo 2026 presso il Centro Congressi della Fiera del Levante di Bari il âMediterranean Data Center Forumâ, una giornata di lavori e di networking tra operatori ed utilizzatori di data center che avrĂ lâobiettivo di lanciare definitivamente la Regione come attore di primo piano dellâinnovazione nel Sud Italia. â
MedisDIH, il Digital Innovation Hub della Puglia ha stretto un accordo quadro con Pentastudio e Smart Building Italia: primo obiettivo: promuovere la realizzazione di data center sul territorio regionale. âCon Pentastudio non sigliamo un accordo: lanciamo unâalleanza strategica per modificare le regole del gioco dellâinnovazione digitale in Pugliaâ dichiara Michele Ruta, Presidente di MedisDIH, Digital Innovation Hub della Puglia. âCredo sia concluso il tempo delle sole dichiarazioni dâintenti. Adesso occorre fare, servono partnership operative, risultati misurabili. Il workshop 2024 sui Data Center lo ha dimostrato senza appello: la Puglia può diventare il nuovo hub tecnologico del Mezzogiorno. Ha le infrastrutture, ha le competenze, ha la visione. Adesso però dobbiamo dotare la regione dellâecosistema giusto. Pentastudio è il partner ideale per costruirlo. Insieme accelereremo progetti concreti su innovazione urbana, sostenibilitĂ digitale e soprattutto infrastrutture di calcolo intelligenti. Smart Building Levante diventerĂ il laboratorio permanente dove pubblico e privato co-progettano idee nuove. Io ringrazio il dott. Baldin per averci posto questa sfida e averci reso disponibili le sue competenze e la sua rete. MedisDIH vuole fare di questa collaborazione il benchmark nazionale dellâinnovazione territorialeâ.
Luca Baldin
Michele Ruta, Presidente di MedisDIH
Oggi i principali data center in Italia si concentrano in Lombardia e Lazio; la Puglia, però, ha già avviato iniziative e progetti che la pongono tra le aree piÚ promettenti per i prossimi anni
Immaginate un ufficio che regola da solo la temperatura prima che voi arriviate, un condominio che riduce la bolletta energetica del 30-40 % senza che nessuno debba intervenire, o una abitazione che segnala un guasto allâimpianto elettrico giorni prima che accada.
Non è fantascienza: è ciò che succede quando lâIntelligenza Artificiale (AI) incontra gli smart building.
Contesto e definizioni
Secondo lââEnergy Technology Perspectivesâ dellâAgenzia Internazionale per lâEnergia (IEA, 2023), il settore edilizio è responsabile di circa il 30% dei consumi energetici mondiali e del 27% delle emissioni globali di COâ. Lâadozione di tecnologie intelligenti rappresenta una delle leve principali per ridurre tali impatti. LâAI, definita come la capacitĂ di sistemi informatici di apprendere dai dati e prendere decisioni autonome, si configura come il motore abilitante per la gestione avanzata degli edifici.
Dal âprogrammareâ allââimparareâ
Per anni gli edifici automatizzati hanno funzionato come âagende elettronicheâ: un
QUANDO LâINTELLIGENZA ARTIFICIALE ENTRA NEGLI EDIFICI: COSĂ
NASCONO GLI SMART BUILDING E LE SMART CITY
timer accendeva le luci, un sensore attivava il riscaldamento, un comando abbassava le tapparelle eccâŚ.
Oggi lâAI porta tutto questo a un livello superiore. Non si limita piĂš a reagire, ma impara dai dati. Attraverso algoritmi di machine learning, il sistema apprende dalle abitudini degli occupanti e dai dati storici per anticipare bisogni e ottimizzare i parametri in tempo reale.
Analizza i comportamenti delle persone, le condizioni meteo, i consumi passati, e con queste informazioni individua i bisogni. In pratica, un edificio diventa quasi un organismo vivente, che ascolta, osserva e decide. Il risultato è una gestione dinamica e personalizzata, capace di coniugare comfort, risparmio energetico e sostenibilità .
Risparmiare energia senza accorgersene
Uno dei campi di applicazione piĂš rilevanti è quello dellâenergy management
LâAI analizza flussi di consumo elettrico, termico e idrico, incrociandoli con fattori esterni come le condizioni climatiche o il prezzo dellâenergia sul mercato. In questo modo è possibile:
Marcello Bologni, Responsabile Formazione Progetto Smart Installer
â˘ridurre i picchi di domanda, bilanciando lâuso degli impianti;
â˘integrare fonti rinnovabili e sistemi di accumulo in maniera piĂš intelligente;
â˘prevedere guasti e malfunzionamenti prima che si verifichino, riducendo i costi di manutenzione e sospensione servizio. Secondo uno studio pubblicato su Applied Energy (2023), lâadozione di piattaforme AI per il controllo degli impianti HVAC può determinare una riduzione dei consumi tra il 20% e il 40%, con ritorni economici in 2-5 anni e quindi benefici immediati e un impatto positivo sulla sostenibilitĂ ambientale. Il primo beneficio è sotto gli occhi â o meglio, nelle bollette â di chi abita e lavora in questi spazi. Algoritmi intelligenti possono ridurre i consumi energetici anche del 40%. Come? Evitando sprechi invisibili: spegnendo climatizzatori e luci in stanze vuote, sfruttando meglio la luce naturale, ricaricando le batterie quando lâenergia costa meno. Ă un cambio di paradigma: non siamo piĂš noi a ricordarci di abbassare il termostato, ma è lâedificio stesso che gestisce in modo efficiente le proprie risorse.
Comfort su misura
Ma un edificio smart non si limita a farci risparmiare. Sa anche renderci la vita piĂš comoda. Pensiamo a un open space in cui ognuno può avere il microclima preferito senza litigare sul condizionatore, o a una sala riunioni che regola luci e connessione video appena entrano i partecipanti. Il comfort diventa personalizzato, dinamico, cucito addosso alle persone. E se vivere o lavorare in un ambiente piacevole aumenta produttivitĂ e benessere, il valore va oltre il semplice âstare beneâ.
Sicurezza intelligente
Non solo comfort ed energia: lâAI è anche un alleato della sicurezza. Telecamere intelligenti distinguono tra un vero intruso e il passaggio di un gatto, riducendo falsi allarmi. Sensori predittivi avvisano se un ascensore mostra segnali di usura o se un impianto elettrico rischia di guastarsi. Secondo il report Smart Buildings and AI di Markets&Markets (2024), questo approccio può ridurre del 25% i costi di manutenzione e del 70% i tempi di inattivitĂ . Significa
meno emergenze improvvise e piĂš tranquillitĂ per chi vive e lavora negli edifici.
Dalla casa alla cittĂ
La vera rivoluzione arriva quando i singoli edifici dialogano tra loro. In una cittĂ sempre piĂš connessa, con la diffusione delle smart grid e dei sistemi urbani interconnessi gli smart building diventano nodi di una rete: scambiano energia con i vicini, modulano i consumi in base alle esigenze del quartiere, collaborano alla riduzione delle emissioni contribuendo agli obiettivi di neutralitĂ climatica fissati dallâUnione Europea al 2050 (European Commission, 2023). Ă il tassello mancante per trasformare le smart city da slogan a realtĂ .
Le sfide da affrontare
Naturalmente non è tutto semplice, ci sono molti aspetti critici che vanno affrontati in modo adeguato.
LâAI ha bisogno di enormi quantitĂ di dati, e questi dati vanno protetti: la privacy diventano una prioritĂ .
Poi câè il problema della frammentazione tecnologica: non tutti i sistemi âparlano la stessa linguaâ e standardizzare le piattaforme è ancora una sfida.
Infine, serve formazione: senza tecnici preparati, anche lâedificio piĂš intelligente rischia di essere poco piĂš che un âgiocattolo costosoâ. Il progetto Smart Installer nasce proprio con questo obbiettivo: ambizioso ma fondamentale per lo sviluppo del mercato futuro, ossia quello di formare e aggiornare una rete di tecnici certificati che sappiano implementare al meglio le tecnologie in uno scenario tecnologico unico.
Un futuro giĂ iniziato
Non parliamo di un domani lontano: molte di queste tecnologie sono giĂ operative in uffici, ospedali e residenze allâavanguardia.
La tendenza è chiara: gli edifici del futuro non saranno solo piÚ belli o piÚ ecologici, ma anche piÚ intelligenti e avranno un notevole aumento del valore con semplici ed economici interventi.
Grazie allâAI, lo spazio che abitiamo diventa un partner silenzioso, che lavora per noi: riduce gli sprechi, aumenta il comfort, ci protegge. E ci ricorda che la vera innovazione è quella che migliora la vita quotidiana, senza che quasi ce ne accorgiamo. â
SMART CITY IN ITALIA: A CHE PUNTO SIAMO?
Ilaria Rebecchi
Il concetto di Smart City è ormai saldamente radicato nel dibattito pubblico e nelle strategie di sviluppo urbano in Italia e in Europa. Infatti, si può dire che non si tratta piĂš di un futuro miraggio lontano, ma di una realtĂ in evoluzione e che ha lâobiettivo di rendere i centri urbani piĂš efficienti, sostenibili, inclusivi e a misura dâuomo attraverso lâintegrazione di tecnologie avanzate. Sebbene il percorso verso la piena realizzazione delle cittĂ intelligenti sia ancora complesso e disseminato di sfide, i dati recenti evidenziano un mercato in costante crescita, seppur con un ritmo che in Italia procede con maggiore cautela rispetto alla media europea.
I dati
Nel 2024, il mercato italiano delle Smart City ha superato la soglia di 1,05 miliardi di euro, registrando un aumento del +5% rispetto allâanno precedente. Questo dato conferma una tendenza positiva e si confronta con una crescita media del +9% a livello europeo, suggerendo che lâItalia ha ancora un margine significativo per accelerare la propria transizione verso modelli urbani piĂš intelligenti. Lâimportanza delle Smart City è innegabile e queste rappresentano una delle risposte piĂš concrete e innovative alle pressanti sfide globali, dalla crisi climatica alla necessitĂ di migliorare la qualitĂ della vita dei cittadini, fino alla promozione di uno sviluppo economico sostenibile e di una maggiore coesione sociale.
Investimenti pubblici e aree di interesse
La spinta principale agli investimenti nel settore Smart City proviene da una combinazione di fondi pubblici e iniziative private Il PNRR funge da catalizzatore di risorse come mai accaduto, con destinati piĂš di 10 miliardi di euro a progetti di sviluppo urbano intelligente con circa 2,5 miliardi di euro allocati alle cittĂ metropolitane, per potenziare le loro capacitĂ di innovazione, oltre 6,7 per la mobilitĂ sostenibile, la transizione energetica e la
In Italia il percorso verso le Smart City procede gradualmente: un settore in evoluzione che, pur tra lentezze, offre ampie prospettive di trasformazione per le cittĂ del futuro
digitalizzazione delle infrastrutture urbane e circa un miliardo di euro per la rigenerazione urbana e per favorire lâinclusione sociale nelle aree piĂš vulnerabili.
Dunque, non solo un sostegno economico, ma anche un segnale politico forte, che punta ad innescare un cambio di passo sul piano culturale e tecnologico necessario per lâintero Paese.
Secondo i risultati della ricerca dellâOsservatorio smart city del Politecnico di Milano, nella ripartizione degli investimenti nel 2024, emergono due aree che hanno assorbito la quota maggiore di mercato:
1. Smart Public Lighting, segmento che ha rappresentato la voce piĂš consistente, con circa 240 milioni di euro di investimenti, il 23% del mercato totale. Lâilluminazione pubblica intelligente non si limita allâadozione di lampade a LED, ma include sistemi di gestione adattiva che regolano lâintensitĂ luminosa in base alle condizioni ambientali, al passaggio di veicoli o pedoni, consentendo risparmi energetici significativi e contribuendo a migliorare la sicurezza stradale e la percezione di sicurezza nei quartieri.
2. Smart Mobility con circa 215 milioni di euro di investimenti (20% del mercato), e progetti che spaziano dalla gestione intelligente del traffico per ridurre la congestione, allâottimizzazione del trasporto pubblico, allo sviluppo di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici e alla promozione di servizi di mobilitĂ condivisa (sharing mobility). Lâobiettivo è rendere gli spostamenti piĂš fluidi, sostenibili e accessibili, rispondendo a una delle principali preoccupazioni degli italiani: lâ85% considera la mobilitĂ e la sicurezza stradale come le principali criticitĂ sociali.
Accanto a questi ambiti maggiori, si registrano investimenti diffusi in settori come la sicurezza e la sorveglianza (adottati dal 27% dei comuni tra il 2023 e il 2024) e lo sviluppo di ComunitĂ Energetiche Rinnovabili, che riflettono un approccio sempre piĂš olistico alla gestione urbana.
Il ruolo delle Amministrazioni locali
Lâimpegno delle amministrazioni comunali italiane è evidente e in crescita.
Secondo i dati POLIMI, nel 2024 il 42% dei comuni ha avviato nuovi progetti Smart City, e unâimpressionante maggioranza del 91% ha dichiarato lâintenzione di avviare iniziative in questo ambito nei prossimi due anni. Questa tendenza positiva è sostenuta dalla constatazione che il 78% delle amministrazioni che hanno giĂ implementato progetti smart ha riportato benefici pari o superiori alle aspettative.
Ma la percezione dei cittadini è affare ben piĂš articolato: circa la metĂ degli italiani considera insufficiente lâaccessibilitĂ ai servizi pubblici nel proprio comune, indicando che, nonostante gli sforzi, la qualitĂ della vita urbana può essere ancora migliorata.
Inoltre, ci sono preoccupazioni significative riguardo a unâeccessiva dipendenza tecnologica (per il 41% dei cittadini) e al rischio di esclusione digitale (39%), in primis tra le fasce piĂš anziane della popolazione, evidenziando la persistenza di un digital divide. Tra i giovani della Generazione Z si manifestano timori per la perdita di posti di lavoro a causa dellâautomazione.
Percezione dei cittadini sulle Smart City (fonte Polimi 2024)
Rischio di esclusione digitale (39%)
Altri timori (Gen Z, lavoro, ecc.)
Eccessiva dipedenza tecnologica (41%)
Accesso ai servizi insufficiente (50%)
Le sfide tra competenze, AI e risorse
Per accelerare il passo e colmare il divario con le altre nazioni europee, il mercato delle Smart City in Italia deve affrontare e superare alcune criticitĂ strutturali.
Tra queste la mancanza di un approccio coordinato, laddove spesso, i progetti Smart City vengono avviati in modo frammentario e isolato, senza una strategia nazionale o regionale ben definita che ne massimizzi lâimpatto e la scalabilitĂ . E poi si parla di carenza di competenze con gli specialisti ICT e di professionisti qualificati nella gestione di progetti complessi ancora in esiguo numero e lâItalia, con lâ1,5% di laureati specialisti ICT rispetto a una media UE del 4,5%, nella posizione di chi deve investire in formazione in maniera sostanziale. Poi ci sono i limiti imposti da governance e normative, e lâassenza di approcci standardizzati e di regole condivise per la rendicontazione e la valutazione degli impatti dei progetti rende difficile misurare lâefficacia degli interventi e replicare i modelli di successo. E le risorse? Secondo i dati, nonostante i fondi del PNRR, la capacitĂ di progettare, gestire e implementare efficacemente i progetti richiede un rafforzamento delle competenze amministrative e una visione aggregata per ottimizzare lâuso delle risorse. Infine, in tema di sicurezza dei dati e privacy, la preoccupazione diventa una barriera significativa per contrastare lâadozione dellâAI e di altre tecnologie emergenti.
Il futuro
Nonostante queste sfide, il futuro del mercato Smart City nel nostro Paese si prospetta promettente, in particolare con lâavanzamento dellâIntelligenza Artificiale (AI). Ad oggi, infatti, solo il 4% dei comuni utilizza lâAI nei propri progetti Smart City, ma un considerevole 35% prevede di implementarla entro i prossimi due anni. Le amministrazioni stanno sperimentando piattaforme avanzate come i Digital Twin e le Smart Control Room che, abilitati dallâAI, promettono di rivoluzionare la gestione urbana, rendendola piĂš consapevole, predittiva e reattiva. LâAI potrĂ ottimizzare la raccolta e lâanalisi dei dati, consentendo alle cittĂ di anticipare i problemi, gestire le risorse in modo piĂš efficiente e offrire servizi piĂš personalizzati ai cittadini.
Il mercato delle Smart City in Italia risulta quindi un settore in crescita, vitale per affrontare le sfide ambientali e sociali del nostro tempo: per raggiungere il suo pieno potenziale, però, è necessario un impegno coordinato tra istituzioni, imprese e cittadini, investimenti mirati nella formazione e nello sviluppo di competenze, e una visione strategica capace di integrare tecnologia e partecipazione civica, per costruire cittĂ non solo piĂš intelligenti, ma anche piĂš vivibili e inclusive per tutti. â
LA GESTIONE DEI DATI NELLE CITTĂ INTELLIGENTI
Viviamo in unâera di dati, e le nostre cittĂ non fanno eccezione. Ogni giorno, le aree urbane generano una quantitĂ enorme di informazioni, dalla circolazione dei veicoli ai consumi energetici, dalla qualitĂ dellâaria alle segnalazioni dei cittadini. Tutta questa mole di dati, quando viene raccolta, organizzata e analizzata, prende il nome di dataset urbani. Sono, in poche parole, le collezioni strutturate di informazioni che descrivono le cittĂ in ogni loro sfaccettatura.
Nelle cittĂ e negli edifici si raccolgono e scambiano oggi, e si dovranno sempre piĂš scambiare, dati.
Il rapporto OECD âUrban Studies Smart City Data Governance - Challenges and the way forwardâ 2023, sottolinea come le cittĂ intelligenti mirino a migliorare il benessere dei cittadini, promuovendo ambienti sostenibili e ottimizzando lâerogazione dei servizi pubblici sfruttando le tecnologie, in particolare quelle digitali, nellâambito di un processo collaborativo e multilaterale.
Le tecnologie digitali (ad esempio, intelligenza artificiale, IoT, big data), le innovazioni nella robotica, la tecnologia dei droni e il supporto alle infrastrutture e ai dispositivi digitali (ad esempio, reti wireless a banda larga, smartphone e cloud computing) generano unâenorme quantitĂ di dati in tempo reale che possono aiutare sia il settore pubblico che quello privato a innovare e fornire servizi pubblici in modo piĂš efficiente ed efficace; ma il problema è che la quantitĂ di dati generati sta crescendo piĂš rapidamente della capacitĂ dei governi di archiviarli ed elaborarli.
Pasquale Capezzuto
Solo il 2% dei dati prodotti nel 2020, per esempio, è stato salvato e conservato nel 2021 e le stime suggeriscono anche che solo lâ1% dei dati generati dellâIoT sia realmente utilizzato.
Le previsioni (Markets and Markets) indicano che il mercato globale dellâInternet of Things (IoT) nelle cittĂ intelligenti crescerĂ dai 300 miliardi di dollari del 2021 ad oltre 650 miliardi di dollari entro il 2026. Solo negli Stati Uniti, si prevede che le cittĂ investiranno 41 trilioni di dollari nei prossimi 20 anni per aggiornare e beneficiare delle tecnologie digitali.
Ă evidente quindi che i dati e la loro applicazione rappresentano gli elementi chiave delle cittĂ intelligenti.
La digitalizzazione sta infatti trasformando il modo in cui le cittĂ vengono concepite e funzionano, poichĂŠ lâuso delle tecnologie digitali copre quasi ogni aspetto della vita urbana: contatori e reti intelligenti vengono utilizzati per gestire il consumo energetico; sistemi di home and building automation consentono di gestire la domanda e lâuso dellâenergia; auto a guida autonoma e piattaforme di car sharing consentono per migliorare la mobilitĂ e di ridurne lâimpatto; sensori e telecamere intelligenti consentono di migliorare il flusso del traffico e la sicurezza pubblica. Tutte queste tecnologie, ormai onnipresenti, producono dati sulla vita cittadina e forniscono una mole enorme di informazioni sulle comunitĂ urbane, senza soluzione di continuitĂ .
Il successo dei progetti di smart city dipende, quindi, in larga misura dallâuso efficace dei dati prodotti. Per questo motivo, alcuni
paesi hanno emanato una strategia nazionale sui dati per sfruttarne il potenziale e orientarne lâutilizzo nello sviluppo di smart city (è il caso delle strategie nazionali sui dati di Giappone e Regno Unito).
Le piattaforme urbane, infatti, per funzionare hanno lâesigenza di scambiare dati di provenienza diversa e, per scambiarli, è indispensabile che essi rispondano a precisi standard di qualitĂ , semantica e interoperabilitĂ .
Gli open data sono talvolta inclusi come componente fondamentale di tali strategie nazionali per garantire che i dati delle organizzazioni pubbliche siano disponibili a tutti in formati aperti, gratuiti e accessibili (ad esempio, la piattaforma per lâintermediazione dei dati in Spagna; la strategia nazionale sui geodati in Svezia).
La necessità per le amministrazioni cittadine di interagire con altre organizzazioni pubbliche e private e di scambiare dati o documenti è in aumento e sta diventando sempre piÚ importante nel contesto della digitalizzazione e della costruzione di città intelligenti. Queste interazioni, che fanno parte della trasformazione digitale di paesi e città , stanno diventando anche piÚ complesse man mano che le organizzazioni diventano piÚ interdipendenti.
Nelle comunitĂ energetiche e nei distretti energetici, per fare un esempio, lâinterazione tra gli Energy Data Management System (EDMS), i Building Management Energy Systems (BEMS) e le piattaforme di gestione e pianificazione intelligente delle risorse energetiche urbane (come la piattaforma PELL di Enea) è strettissima.
Ma lâuso di dati di alta qualitĂ , coerenti e riproducibili è essenziale anche nelle fasi di pianificazione, attuazione e monitoraggio dei piani di adattamento ai cambiamenti climatici delle aree urbane.
Lâinteroperabilità è, quindi, un elemento essenziale per contribuire alla trasformazione digitale ed è fondamentale per attuare iniziative di smart city al fine di garantire unâamministrazione moderna, efficiente ed efficace, traducendosi nella âcapacitĂ di diversi servizi digitali di lavorare insieme e comunicare tra loro (âŚ) e di sviluppare interfacce di programmazione applicativa che consentono queste connessioniâ (OCSE, 2021).
La capacitĂ dei servizi di comunicare e scambiare informazioni in modo efficiente, efficace, rapido e semplice con altri servizi allâinterno di organizzazioni e città è quindi un aspetto caratterizzante una cittĂ smart e garantire lâinteroperabilitĂ dei set di dati è un passaggio fondamentale per la loro costruzione che necessita di regole condivise.
Di grande importanza sono quindi norme come la ISO 37114 e la piĂš recente UNI 11973 che forniscono una guida per assicurare una corretta gestione dei dataset degli edifici nella cittĂ .
Ma non di meno appaiono fondamentali anche provvedimenti europei come lo European Data Act e lo European Data Governance Act, che appaiono dei pilastri insostituibili nella definizione di una strategia di livello continentale e nella creazione di un mercato unico dei dati.
Una strategia, quella delineata dallâUnione Europea, che ha tracciato il percorso chiaro e condiviso verso la creazione di spazi dati europei comuni in alcuni settori strategici come salute, agricoltura, produzione, energia, mobilitĂ , finanza, pubblica amministrazione, competenze, European Open Science Cloud e Green Deal.
La creazione di spazi dati comuni e interoperabili a livello europeo in settori strategici consentirĂ di superare le attuali barriere legali e tecniche alla condivisione dei dati e, di conseguenza, di liberare lâenorme potenziale dellâinnovazione basata sui dati. â
Crescita del mercato globale IoT nelle cittĂ intelligenti
Miliardi di dollari
LMICRORETI
IN CORRENTE
CONTINUA PER SERVIZI DI FLESSIBILITĂ E IN COMUNITĂ
Il dimostratore del progetto ECS4DRES
Maria Dicorato, Giuseppe Forte, Francesca Marasciuolo
âimplementazione di reti elettriche con un elevato numero di attori connessi (ad esempio, produttori di energia rinnovabile, sistemi di accumulo di energia locali, consumatori/prosumer, ecc.) pone sfide rilevanti in termini di organizzazione della rete, stabilitĂ di frequenza e tensione, regolazione della potenza reattiva, inerzia e sicurezza. A tal fine, le tecnologie di digitalizzazione svolgono un ruolo fondamentale nel processo di integrazione e gestione delle risorse energetiche distribuite rendendole fruibili agli operatori del settore e agli utenti finali e consentendo il miglioramento dellâefficienza, dellâaffidabilitĂ e della flessibilitĂ del sistema. In questo contesto, è attualmente in corso il progetto ECS4DRES, finanziato dallâUnione Europea nel programma H2020 attraverso Chips Joint Undertaking e da enti nazionali, che coinvolge 27 partner tra industrie, universitĂ e centri di ricerca in 5 Stati europei (Germania, Paesi Bassi, Spagna, Italia, Slovacchia).
Il progetto ha lâobiettivo di rendere le fonti di generazione rinnovabile distribuite flessibili, coordinate e resilienti, sviluppando diverse soluzioni innovative e interoperabili incentrate sulla conversione e gestione dellâenergia per i sistemi distribuiti e incentrate sul concetto di microrete, attraverso la progettazione, lo sviluppo e lâimplementazione dei componenti hardware (inclusi convertitori di potenza e relativi sistemi di controllo, sensori e sistemi di monitoraggio), algoritmi e strumenti software (incluse tecniche di controllo per le reti di distribuzione, bilanciamento locale tra produzione e consumo di energia nelle microreti), tecniche di comunicazione (incluse applicazioni del 5G ed estensioni wireless delle comunicazioni su linee elettriche).
Il Progetto prevede la validazione dei risultati tramite esempi sul campo e dimostratori, e in questo ambito il Politecnico di Bari e Enel X sono impegnati nella realizzazione di uno dei casi dâuso, costituito da un dimostratore sperimentale basato su una microrete con una architettura in corrente continua per la ricarica di veicoli elettrici.
La microrete, che è stata avviata nellâambito dei precedenti progetti CONNECT e PROGRESSUS, include un sistema fotovoltaico da 20 kW, un sistema di accumulo sodio-nichel da 25 kW e 90 kWh, cinque colonnine di ricarica per veicoli elettrici in modalitĂ bidirezionale (vehicle-to-grid) da 15 kW e una colonnina fast-charge da 75 kW.
Questi componenti sono collegati, ciascuno con un proprio convertitore, ad una sbarra in corrente continua a 600 V, che è connessa alla rete di distribuzione in bassa tensione trifase con un convertitore dedicato con una potenza massima di 50 kW. Lâarchitettura, mostrata nella Figura 1, integra sistemi di misurazione e supervisione connessi ad una rete ethernet che lavora in Modbus per la raccolta dei dati e lâinvio dei segnali di controllo, compatibile con controlli remoti.
La microrete sperimentale è realizzata presso il Porto di Bari nellâambito di un protocollo di intesa con lâAutoritĂ di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, prevedendo una sperimentazione basata anche sullâuso dei veicoli elettrici di servizio dellâAutoritĂ . Una prima messa in servizio è stata effettuata nel Novembre 2023 nellâambito delle verifiche finali del progetto PROGRESSUS, alla quale si riferiscono le immagini riportate. Si riporta una visione dâassieme dellâarea del dimostratore, con la pensilina fotovoltaica e le colonnine di ricarica dei veicoli e lo shelter che contiene le batterie e un quadro in corrente continua con i convertitori e i singoli componenti di protezione, manovra e comunicazione, insieme con una interfaccia di controllo locale.
Nelle ultime figure sono mostrate le prove di ricarica di veicoli elettrici sulla postazione di ricarica fast-charge e le interfacce utente curate da Enel X.
Figura 1
Le attivitĂ di sviluppo del dimostratore nel progetto ECS4DRES da parte del gruppo di lavoro del Politecnico di Bari hanno lâobiettivo di elaborare procedure di pianificazione per le microreti in corrente continua che includono stazioni di ricarica bidirezionali e che puntano a coprire il carico locale tenendo conto delle interazioni con la rete di distribuzione, nonchĂŠ nellâambito delle comunitĂ energetiche.
Le sfide realizzative sono anche legate alla gestione energeti-
ca in presenza di un valore non elevato di potenza scambiabile con la rete, al fine di utilizzare al meglio le risorse per soddisfare i fabbisogni dei veicoli elettrici.
La presenza dei punti di ricarica bidirezionali consente anche lâuso delle batterie dei veicoli come supporto ad altri componenti della microrete stessa e/o per la fornitura di energia ad altri sistemi esterni, interessando la rete di distribuzione. Inoltre, le attivitĂ mirano anche allâimplementazione delle logiche di programmazione e gestione, per investigare lâinterazione tra microreti diverse e con altri sistemi mediante modellistica avanzata dei componenti.
In particolare, questo caso dâuso mira a dimostrare lâefficacia degli approcci di energy management che sfruttano il controllo distribuito tra prosumer e si concentrano sul concetto di ComunitĂ Energetica, con lâobiettivo di fornire servizi locali specifici a livello di rete e promuovere nuove infrastrutture a supporto di soluzioni di accumulo di energia, integrazione delle fonti rinnovabili e ricarica di veicoli elettrici gestiti mediante piattaforme di aggregazione messe in campo da Enel X.
Questo caso dâuso costituisce un ambiente in cui confluiscono competenze interdisciplinari sviluppate da altri partner del progetto che coinvolgono: unâarchitettura dedicata per convertitori di potenza ad alta efficienza, reti di sensori per il monitoraggio dello stato della microrete, algoritmi basati su intelligenza artificiale e apprendimento automatico per la previsione dei guasti e la manutenzione predittiva delle apparecchiature integrate a livello di nodo.
I possibili soggetti interessati dallâarchitettura della microrete in corrente continua oggetto del dimostratore includono:
⢠Prosumer: che possono essere dotati dellâarchitettura e del controllo della microrete proposti per migliorare le loro prestazioni tecnico-economiche integrando servizi di ricarica per veicoli elettrici e sfruttandoli come accumuli mediante la tecnologia vehicle-togrid per sostenere le ricariche rapide.
⢠Fornitori di servizi: la struttura modulare può essere facilmente scalabile per adattarsi meglio a diverse esigenze e requisiti, e la capacitĂ di interagire in una comunitĂ energetica garantisce unâerogazione efficiente dei servizi di rete, potendo costituire una iniziativa di partenza per lo sviluppo di una comunitĂ con obiettivi ambientali e sociali nella promozione della mobilitĂ elettrica.
⢠Operatori di rete: la consapevolezza delle potenziali azioni di regolazione potrebbe implicare una migliore gestione del sistema, migliorando la qualitĂ della distribuzione e fornitura dellâenergia, mediante lâinclusione della microrete in corrente continua tra i soggetti abilitati a fornire servizi di rete. â
Nota: Questo documento è stato creato nellâambito del progetto ECS4DRES, finanziato da Chips Joint Undertaking - con accordo di finanziamento numero 101139790 â e dai suoi membri, incluso il finanziamento top-up da parte delle autoritĂ nazionali competenti di Germania, Italia, Slovacchia, Spagna e Paesi Bassi. Il finanziamento nazionale in Italia è gestito dal MIMIT.
18 | 19 NOVEMBRE 2026
NUOVA FIERA DEL LEVANTE, BARI
SMART BUILDING LEVANTE TORNA A BARI CON UNA GRANDE NOVITĂ
Nasce MIBA Levante, evento Internazionale che riunisce quattro fiere: Smart Building Levante, Sicurezza, Made Expo, GEE in una grande e unica manifestazione
Negli ultimi anni il termine 5G è entrato nel linguaggio comune, spesso accompagnato da promesse di connessioni super veloci e di una rivoluzione digitale che avrebbe trasformato il nostro modo di vivere. In parte queste aspettative si stanno realizzando: il 5G è giĂ realtĂ in molti Paesi e sta portando benefici in settori come lâindustria, i trasporti e la sanitĂ . Eppure, mentre ci stiamo abituando faticosamente in Italia a questa nuova tecnologia, per le paure infondate della popolazione, per altro cavalcate dalle istituzioni su possibili ma infondate ripercussioni sulla salute, il mondo della ricerca guarda giĂ oltre, e cioè verso il 6G, la cui implementazione è prevista attorno al 2030.
Questo parlare del 5G in fase di implementazione e sapere che presto potrĂ arrivare il 6G fa sorgere spontaneamente nella popolazione queste domande: se il 5G è giĂ cosĂŹ veloce e prestante, a cosa servirĂ davvero il 6G? E quali saranno le conseguenze, non solo in termini di prestazioni, ma anche per lâambiente e per lâinquinamento elettromagnetico, ovvero un tema che suscita spesso timori e dibattiti?
Dal 5G al 6G un salto tecnologico non solo in termini di velocitĂ di trasferimento dati
Il 5G ha segnato un punto di rottura con
il passato. Rispetto al 4G non si limita a migliorare la velocitĂ di connessione, ma introduce una nuova architettura di rete. Usa frequenze di trasmissione piĂš alte, comprese le onde millimetriche (dellâordine dei GHz) e permette di collegare simultaneamente un numero enormemente elevato di dispositivi. Ă ciò che rende possibili le Smart Cities, la Logistica Automatizzata, la Guida Autonoma e i Sistemi Medici a distanza (Telemedicina) grazie anche alla latenza molto bassa, ridotta a circa 1 ms. Il 6G, invece, non si accontenterĂ di potenziare quanto giĂ esiste.
SarĂ la prima rete pensata per integrare Intelligenza Artificiale Nativa, con algoritmi capaci di gestire traffico, energia e prioritĂ in tempo reale. Inoltre, utilizzerĂ frequenze ancora piĂš alte, arrivando nellâambito dei TeraHertz (THz) e punterĂ a esperienze immersive come la RealtĂ Olografica, la Telepresenza Avanzata e il cosiddetto Internet dei Sensi, dove tatto, vista e udito saranno replicati digitalmente, tutto questo possibile grazie a una latenza fortemente ridotta, rispetto al 5G, a pochi microsecondi. Per inciso la RealtĂ Olografica è un concetto che nasce dallâunione tra Olografia (la tecnica che permette di registrare e riprodurre immagini tridimensionali usando la luce Laser) e le nuove tecnologie digitali di comunicazione.
In pratica, significa poter proiettare immagini 3D estremamente realistiche di persone, oggetti o ambienti, visibili da piĂš angolazioni, come se fossero davvero presenti nello spazio fisico.
A differenza della realtĂ virtuale, non serve indossare visori a supporto: lâologramma âcompareâ davanti a noi.
La Telepresenza Avanzata è lâevoluzione dei sistemi di videoconferenza che conosciamo oggi. Lâobiettivo è far sĂŹ che, anche a distanza, le persone abbiano la sensazione di trovarsi davvero nello stesso ambiente fisico, eliminando quanto piĂš possibile la percezione dello schermo o della distanza. Un esempio pratico: un chirurgo potrebbe collaborare in telepresenza con un collega dallâaltra parte del mondo, vedendolo e interagendo con lui come se fosse nella stessa sala operatoria. Oppure, in ambito educativo, un professore potrebbe âapparireâ in una classe remota come se fosse fisicamente presente.
Infine, lâInternet dei Sensi è unâevoluzione delle tecnologie immersive giĂ oggi esistenti â realtĂ virtuale, realtĂ aumentata â ma con una differenza chiave: ampliare le modalitĂ di interazione sensoriale.
Non si limita piĂš al âvedereâ o âascoltareâ, ma permette di toccare virtualmente superfici o oggetti digitali, sentire vibrazio-
Rossano Capannini
ni, pressione, consistenza, temperatura; di annusare odori (olfatto), ad esempio sentire il profumo di un fiore, dellâerba appena tagliata, del mare; di gustare sapori digitali, magari riprodotti chimicamente o attraverso stimoli meccatronici, per ricreare lâesperienza del gusto.
Inoltre, si ipotizza che lâinterfaccia tra utente e tecnologia diventi sempre piĂš naturale, spostandosi verso interazioni via sensori, dispositivi indossabili (wearables), e forse anche tramite segnali neurali (cioè lettura / interpretazione del pensiero) nel tempo.
Un punto meno evidente ma fondamentale della tecnologia 6G è lâefficienza. Il 6G dovrebbe consumare meno energia per bit trasmesso, grazie a sistemi di ottimizzazione basati su AI. Questo è cruciale in un mondo in cui la quantitĂ di dati cresce esponenzialmente e la sostenibilitĂ non è piĂš una opzione ma una necessitĂ .
Lâimpatto sullâinquinamento elettromagnetico
Quando si parla di nuove reti, molto frequentemente emergono paure legate allâin-
quinamento elettromagnetico. Con il 5G, la necessitĂ di installare piĂš antenne â spesso di dimensioni ridotte e a bassa potenza â ha sollevato dubbi e proteste sulla cittadinanza. Ma qual è la realtĂ dei fatti?
Frequenze piĂš alte, copertura piĂš corta
Le onde del 5G, soprattutto quelle millimetriche, hanno una portata limitata: si propagano poco e vengono assorbite facilmente da ostacoli come muri o dalla stessa pioggia. Per questo servono piĂš antenne, ma ciascuna emette a potenze molto inferiori rispetto a quelle tradizionali. Lo stesso principio varrĂ per il 6G, che userĂ onde ancora piĂš corte, con copertura ridotta e potenze ancora minori.
Miniaturizzazione e densitĂ
Il 6G richiederĂ un numero molto maggiore di micro-antenne distribuite negli spazi urbani, ma proprio la loro bassa potenza di emissione ridurrĂ lâesposizione media della popolazione allâinquinamento da campi Elettromagnetici. In altre parole, la presenza di piĂš trasmettitori non significa necessariamente piĂš radiazioni nocive: anzi, la distribuzione capillare permette di abbassare i livelli complessivi.
Beamforming intelligente
Le nuove reti non irradiano piĂš segnali in tutte le direzioni, come accadeva in passato. Grazie al beamforming, le onde vengono indirizzate con precisione solo verso il dispositivo che ha bisogno in quel momento di piĂš banda. Con il 6G, questa tecnica diventerĂ ancora piĂš sofisticata, riducendo sprechi e limitando esposizioni ai Campi Elettromagnetici non necessarie. â
Normative e salute Ă importante sottolineare che tutte le reti mobili devono rispettare i limiti fissati da organismi internazionali riconosciuti a livello mondiale come lâICNIRP (International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection, ente non governativo riconosciuto dallâOMS), lâOMS (Organizzazione Mondiale della SanitĂ ) e la IARC (International Agency for Research on Cancer). Ad oggi non esistono prove scientifiche che colleghino lâesposizione al 5G a rischi per la salute. Le stesse valutazioni di sicurezza verranno applicate al 6G, che, nonostante frequenze piĂš alte, non potrĂ superare i limiti di legge attualmente esistenti.
OpportunitĂ e sfide
Il 6G non sarĂ solo una tecnologia di comunicazione: diventerĂ un ecosistema globale, dove il confine tra mondo fisico e digitale si farĂ sempre piĂš sottile. Potrebbe trasformare il lavoro, lâistruzione, lâassistenza sanitaria e perfino il tempo libero, introducendo servizi che oggi possiamo solo immaginare. Tuttavia, questa evoluzione porterĂ con sĂŠ nuove sfide:
⢠Energetiche, perchĂŠ milioni di dispositivi connessi avranno comunque un impatto sullâambiente, anche se il 6G è pensato in una logica di efficientamento energetico.
⢠Etiche, per lâuso massiccio di intelligenza artificiale nella gestione dei dati personali.
⢠Sociali, legate al rischio di ampliare il divario digitale tra chi ha accesso a queste tecnologie e chi ne resta escluso.
Considerazioni conclusive
Il confronto tra 5G e 6G mostra chiaramente che non si tratta solo di âandare piĂš velociâ. Si parla di una trasformazione radicale delle reti, che diventeranno intelligenti, sostenibili e ubiquitarie. Sul fronte dellâinquinamento elettromagnetico, le evidenze attuali indicano che lâaumento delle antenne non
coincide con un aumento dei rischi, grazie a potenze ridotte e tecnologie di gestione mirata dei segnali radio.
Il 5G ha iniziato a costruire le fondamenta di un mondo iperconnesso. Il 6G promette di trasformarlo in una realtĂ dove comunicazione, intelligenza artificiale e ambienti digitali si fonderanno.
La sfida sarĂ trovare il giusto equilibrio tra Innovazione, Salute e SostenibilitĂ , perchĂŠ il progresso tecnologico sia davvero al servizio delle persone e del pianeta. â
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LA NUOVA FRONTIERA DELLO SMART WATER MANAGEMENT
In Italia, lâapproccio alla gestione idrica sta vivendo una trasformazione grazie allo âsmart water managementâ. Questo sistema sfrutta lâinnovazione digitale per ottimizzare lâintero ciclo dellâacqua, garantendo un uso piĂš efficiente e sostenibile di questa risorsa fondamentale.
Le sfide attuali
Lâinfrastruttura idrica nazionale è in gran parte datata e soffre di unâenorme perdita dâacqua: si stima che il 42% della risorsa immessa nella rete non arrivi mai a destinazione. Questa inefficienza, combinata con gli effetti del cambiamento climatico (siccitĂ , alluvioni, ecc.) e lâincremento della domanda, rende la modernizzazione del settore una necessitĂ .
La situazione è ulteriormente complicata dalla frammentazione della gestione, con oltre 2.000 enti che rendono difficile lâadozione di politiche uniformi e lâinvestimento in nuove tecnologie.
Come funziona lo smart water management
Le tecnologie alla base di questo approccio sono principalmente:
- Sensori di flusso e pressione: monitorano la rete idrica in tempo reale per identificare perdite o anomalie.
- Contatori intelligenti: misurano con precisione i consumi degli utenti, incentivando un uso piĂš responsabile dellâacqua.
- Noise logger: dispositivi per il monito-
raggio acustico delle reti di distribuzione e adduzione dellâacqua.
La raccolta di questi dati massicci (big data) viene analizzata da piattaforme software basate su intelligenza artificiale e machine learning.
Questi sistemi predittivi sono in grado di prevedere la domanda, ottimizzare la pressione nelle tubazioni per ridurre le perdite e identificare le aree a rischio di guasto prima che si verifichino. Lâintegrazione con reti IoT (Internet of Things) permette la comunicazione continua tra i vari dispositivi, creando
un ecosistema digitale che automatizza e ottimizza i processi.
Noise logger: il dispositivo che si è trasformato di piÚ rispetto agli altri negli ultimi anni
In passato, la ricerca delle perdite con i noise logger era spesso unâattivitĂ âlift & shiftâ (sposta e misura).
Un team di operatori si recava in loco, installava i dispositivi in vari punti della rete per un breve periodo, raccoglieva i dati manualmente (spesso tramite radio) e li analizzava in un secondo momento.
Andrea Lupo
Questo approccio, seppur efficace, richiedeva tempo e risorse, limitando la frequenza dei controlli. Oggi, il concetto si è spostato verso il monitoraggio continuo e permanente. I moderni noise logger sono progettati per rimanere installati a lungo termine sulla rete idrica, in punti strategici come valvole e idranti. Questa installazione fissa consente di monitorare costantemente il livello di rumore della tubazione e di rilevare lâinsorgenza di una perdita non appena si manifesta. Inoltre, Aziende internazionali come vonRoll hydro, hanno sviluppato algoritmi altamente sofisticati, permettendo di individuare il punto esatto della perdita, consentendo agli operatori di effettuare interventi mirati riducendo, dunque, le interruzioni del servizio. Unâaltra importante innovazione riguarda la connettivitĂ e lâintelligenza dei dispositivi. Se prima i dati venivano letti manualmente o tramite comunicazioni radio a corto raggio, i noise logger attuali sono spesso dotati di tecnologie wireless come GSM, NB-IoT. Questo permette ai dispositivi di inviare automaticamente i dati a una piattaforma cloud, rendendo lâanalisi disponibile in tempo reale e da remoto.
Vantaggi e prospettive future
Lâadozione della gestione idrica intelligente offre numerosi benefici. In primo luogo, riduce le perdite idriche, preservando una risorsa preziosa e riducendo i costi energetici associati al pompaggio e al trattamento dellâacqua. Unâaltra grande opportunitĂ riguarda lâottimizzazione della manutenzione: il monitoraggio predittivo permette
interventi mirati, evitando guasti improvvisi e costosi. Inoltre, la gestione smart migliora la qualitĂ del servizio per i cittadini, garantendo un approvvigionamento piĂš stabile e trasparente, con la possibilitĂ di informare gli utenti su eventuali interruzioni in tempo reale. Le prospettive per il futuro sono incoraggianti. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha stanziato ingenti fondi per la digitalizzazione e la resilienza delle infrastrutture idriche, accelerando la transizione verso modelli di gestione piĂš efficienti. Progetti pilota e investimenti in alcune regioni del Nord e del Sud Italia stanno giĂ dimostrando i notevoli vantaggi economici e ambientali di queste soluzioni. Tuttavia, per una piena implementazione a livello nazionale, sarĂ necessario superare le barriere normative e promuovere una maggiore cooperazione tra i vari gestori. La strada verso unâItalia idricamente piĂš sicura e sostenibile passa inevitabilmente per lâinnovazione tecnologica. â
Andrea Lupo è responsabile commerciale vonRoll hydro per la divisione Life & Service. Dal 2012 al 2022 si è occupato di vendite e promozione di tubi plastici per lâinfrastruttura di base degli acquedotti, quindi di fluidi in pressione e a gravitĂ .
Contestualmente ha potuto esplorare anche altri settori, come quello irriguo ed industriale.
Nel 2022 è approdato in vonRoll hydro occupandosi di strumenti monitoraggio perdite idriche e lâottimizzazione delle reti per garantire che queste funzionino in maniera efficiente.
NAVIGARE VERSO IL FUTURO: ECCO COME FINCANTIERI GUIDA
LA RIVOLUZIONE DELLâIDROGENO
CON LA PRIMA NAVE DA CROCIERA A ZERO EMISSIONI
Si apre una nuova era per lâindustria crocieristica: Fincantieri, uno dei maggiori complessi cantieristici al mondo, e Viking, compagnia leader nel settore delle crociere, hanno siglato un accordo destinato a ridefinire gli standard di sostenibilitĂ marittima. Al centro câè la âViking Libraâ, e cioè la prima nave da crociera al mondo progettata per essere alimentata ad idrogeno stoccato a bordo, e in grado quindi di promettere una navigazione e unâoperativitĂ complessiva a zero emissioni
La Viking Libra prende forma nel cantiere Fincantieri di Ancona, con consegna previ-
sta per la fine del 2026: potrĂ ospitare fino a 998 persone in 499 cabine, mantenendo elevati standard di comfort e lusso con il plus di una coscienza ambientale senza precedenti. La decisione di adottare lâidrogeno come combustibile primario rappresenta infatti un passo audace e decisivo verso la decarbonizzazione del trasporto marittimo, un settore tradizionalmente ad alta intensitĂ di emissioni.
La sfida dellâidrogeno
Lâidrogeno prodotto da fonti rinnovabili (idrogeno verde) è considerato un vettore energetico pulito, dal momento che la
sua combustione e il suo utilizzo in celle a combustibile producono come unico sottoprodotto lâacqua. Lâimpiego dellâidrogeno in ambito marittimo implica dunque sfide ingegneristiche significative, legate soprattutto allo stoccaggio del combustibile e alla sua gestione a bordo in modo sicuro ed efficiente.
In tal senso, Fincantieri, grazie alla sua esperienza e capacitĂ innovativa, si sta posizionando come pioniere in questa frontiera tecnologica, dimostrando la fattibilitĂ di soluzioni complesse per la propulsione navale a basse emissioni. E cosĂŹ la scelta
Ilaria Rebecchi
di integrare sistemi a idrogeno a bordo di una nave da crociera di grandi dimensioni sottolinea la maturitĂ raggiunta dalle tecnologie e la visione a lungo termine delle realtĂ coinvolte.
Il progetto della Viking Libra non è un caso isolato, ma lâapripista di una vera e propria trasformazione della flotta Viking tanto che è giĂ stata annunciata la prossima nave in costruzione, la âViking Astreaâ - consegna prevista nel 2027 - sempre alimentata a idrogeno.
Le due aziende, inoltre, hanno firmato in tandem per la costruzione di altre due navi da crociera aggiuntive, includendo unâopzione per altre due unitĂ , che, quando e se confermaste, porterebbero il totale delle nuove costruzioni fino a sei navi.
Tutte le navi saranno progettate per rispettare le piĂš recenti e stringenti normative ambientali e di sicurezza.
LâIndustria crocieristica e la tutela dellâambiente
Lâintroduzione di navi da crociera a idrogeno segna un punto di svolta per lâintera industria. Questo perchĂŠ non solo risponde alla sempre crescente pressione normativa per la riduzione delle emissioni marittime, ma al contempo anticipa le aspettative di un pubblico sempre piĂš sensibile ai temi ambientali.
Le crociere a zero emissioni possono contribuire a mitigare lâimpatto ambientale del turismo su ecosistemi marini e costieri sensibili, migliorando la qualitĂ dellâaria nei porti e riducendo lâimpronta carbonica complessiva del settore.
Questa iniziativa fissa il nostro paese lâItalia in una posizione di leadership nellâinnovazione navale sostenibile, rafforzando il suo ruolo strategico nel panorama cantieristico globale.
La âViking Libraâ e le sue navi-sorelle fungeranno quindi da simboli di unâambizione collettiva per decarbonizzare il mare, offrendo un modello scalabile per lâintera industria marittima. E cosĂŹ, dalla terra al mare, è ufficialmente iniziata lâera delle crociere a zero emissioni. â
Combustibili alternativi e design innovativo: non solo navi, ma vere Smart City galleggianti
Ilaria Rebecchi
Lâadozione e lo sviluppo di combustibili alternativi è una ricerca concentrata su soluzioni a basse o zero emissioni come il gas naturale liquefatto (LNG) e lâidrogeno: queste le basi da cui partire per guardare ad un futuro del settore dei trasporti marittimi.
Lâidrogeno, in particolare, rappresenta la frontiera piĂš avanzata, promettendo di eliminare completamente le emissioni in atmosfera durante la navigazione e le operazioni portuali. E questo si traduce in un contributo significativo alla riduzione dellâinquinamento atmosferico e marino, fondamentale per la salvaguardia degli ecosistemi. Oltre ai combustibili, un ruolo cruciale è giocato dal design navale
In tal senso, soluzioni innovative capaci di migliorare lâefficienza energetica delle navi fungono da motore per la progettazione dove spiccano tecnologie quali scafi ottimizzati per ridurre lâattrito con lâacqua, sistemi di propulsione piĂš efficienti e lâadozione di tecnologie per il recupero del calore disperso.
Digitalizzazione e decarbonizzazione
La nave del futuro è indissolubilmente legata alla trasformazione digitale: lâintegrazione di tecnologie avanzate a bordo permette una gestione piĂš intelligente delle operazioni navali e un monitoraggio costante delle performance ambientali. Sensori, sistemi di Big Data, intelligenza artificiale e connettivitĂ avanzata creano navi che sono veri e propri âecosistemi intelligentiâ. Queste tecnologie digitali consentono, ad esempio:
⢠un monitoraggio in tempo reale, con il controllo costante dei consumi energetici, delle emissioni e dello stato di salute dei macchinari.
⢠lâottimizzazione delle rotte, attraverso algoritmi avanzati per definire i percorsi piĂš efficienti, tenendo conto delle condizioni meteo e delle correnti, riducendo i tempi di navigazione e il consumo di carburante.
⢠la manutenzione predittiva, con analisi dei dati per anticipare guasti e necessità di manutenzione, evitando fermi macchina imprevisti e ottimizzando le risorse.
⢠lâautomazione di alcune funzioni di bordo per aumentare lâefficienza e la sicurezza.
La nave del futuro sarĂ una Smart City galleggiante
Nella visione delle aziende coinvolte, nel prossimo futuro avremo unitĂ navali simili a vere e proprie smart city galleggianti: non solo, quindi, efficienti e a basse emissioni, ma anche rappresentanti ambienti altamente connessi, sicuri e confortevoli, capaci di offrire unâesperienza ottimale per passeggeri ed equipaggio.
Lâautomazione e la connettivitĂ avanzata contribuiranno a rendere queste navi sempre piĂš autonome e integrate con lâambiente circostante. â
Il progetto di ricerca
Nellâambito del Progetto di ricerca triennale 2025-2027 âEdifici ad alta efficienza per la transizione energeticaâ, finanziato dal fondo di Ricerca di Sistema del Ministero dellâAmbiente e della Sicurezza Energetica (MASE), RSE (Ricerca sul Sistema Energetico) ha avuto il mandato di studiare il caso peculiare degli edifici storici. Tali immobili sono connotati da particolare valore storico, artistico e culturale e, in virtĂš di tali caratteristiche, nonchĂŠ per la valenza testimoniale a livello architettonico, risultano spesso sottoposti a molti vincoli, tra cui quelli previsti dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio D.Lgs. 42/2004.
Alla luce degli sfidanti obiettivi di decarbonizzazione del settore edilizio, in linea con il Green Deal europeo e i target previsti dal PNIEC al 2030, la riqualificazione del patrimonio esistente rappresenta oggi una prioritĂ per poter raggiungere la neutralitĂ climatica. A livello nazionale, gli edifici con valenza storica rappresentano oltre il 46% del patrimonio immobiliare, e oltre 3 milioni sono beni vincolati dal codice dei Beni Culturali. Secondo stime RSE, riportate nella monografia: âI consumi della Pubblica Amministrazioneâ, complessivamente, gli edifici storici della Pubblica Amministrazione occupano una superficie di quasi 3,5 milioni di m2; costituiscono, pertanto, una porzione non trascurabile del patrimonio nazionale che dovrĂ essere oggetto di intervento nei prossimi anni, anche nellâottica del perseguimento degli obiettivi di ristrutturazione annua della PA. La Direttiva Europea 2023/1791 (EED) richiede, infatti, che almeno il 3% della superficie totale riscaldata e/o raffrescata degli edifici di proprietĂ pubblica venga ristrutturata ogni anno trasformandoli in edifici a emissioni zero.
EDIFICI STORICI ED EFFICIENZA ENERGETICA: IL PROGETTO DI RICERCA RSE
Lâobiettivo del progetto di ricerca nasce proprio dalla necessitĂ di conciliare la transizione energetica in atto con la valorizzazione e la tutela del patrimonio storico-testimoniale nazionale, che è spesso caratterizzato da strutture e impianti obsoleti, nonchĂŠ da vincoli architettonici e culturali che limitano lâapplicazione di piĂš tradizionali e standardizzate soluzioni e misure di retrofit. Come schematizzato in Figura 1, il progetto mira a sviluppare un approccio innovativo e replicabile per la riqualificazione energetico-ambientale di edifici di elevato valore storico-testimoniale che sia innovativo, integrato e trasparente, al fine di coniugare le esigenze di conservazione con gli obiettivi di miglioramento della sostenibilitĂ ambientale ed efficienza energetica.
In aggiunta, si punta allâottimizzazione della qualitĂ microclimatica e del comfort degli occupanti, valorizzando il patrimonio storico-testimoniale come risorsa per la transizione energetica e lavorando mediante un approccio multi-obiettivo, che coniughi le esigenze di conservazione, efficienza energetica, il comfort e la sostenibilitĂ , e allo stesso tempo multi-scala, partendo dal livello del singolo materiale edilizio fino ad arrivare allâ intero edificio e al contesto circostante. La metodologia proposta mira cosĂŹ a trasformare i vincoli e le complessitĂ degli edifici storici in unâopportunitĂ per innovare e diffondere pratiche di sostenibilitĂ nel settore edilizio, contribuendo agli obiettivi nazionali ed europei.
I primi risultati
Durante il primo anno di ricerca, le attivitĂ si sono concentrate sulla definizione del quadro conoscitivo, indispensabile per lâespletamento delle fasi successive, in particolare:
⢠analisi del contesto di riferimento: lâattivitĂ ha previsto una ricognizione del patrimonio edilizio storico-testimoniale, dei vincoli architettonici, urbanistici e normativi, nonchĂŠ della letteratura scientifica di settore;
⢠studio dei principali protocolli di certificazione energetico-am-
Veronica Lucia Castaldo, Maria Francesca Talamo âRSE, Dipartimento EUT
Foto GP
bientale rating system applicabili agli edifici storici (GBC Historic Building, LEED O&M, SITES, CAM edilizia);
⢠individuazione di strategie passive e attive innovative di retrofit a ridotto impatto architettonico e ad elevata efficienza, compatibili con i vincoli di asset connotati da valenza storica;
⢠definizione di un approccio alla riqualificazione che tenga conto di criteri di sostenibilitĂ tra cui, ad esempio, la metodologia basata su Life Cycle Assessment (LCA) e carbon footprint per la valutazione dellâimpatto ambientale delle misure di riqualificazione proposte e identificate come compatibili con edifici storici.
Con specifico riferimento ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) emanati dal MASE, è stato avviato un tavolo di lavoro dedicato allâapprofondimento dellâapplicazione di tali criteri a edifici con valenza storico-testimoniale, con un particolare focus sui CAM Edilizia. In tal senso, il gruppo di lavoro ha avviato un processo di raccolta e analisi di esperienze progettuali concrete relative allâapplicazione dei CAM in contesti storici coinvolgendo enti, associazioni e professionisti del settore, con lâobiettivo di acquisire documentazione tecnica e relazioni CAM per individuare eventuali criticitĂ emerse nellâapplicazione. Tali dati costituiscono un contributo fondamentale per il raggiungimento dellâobiettivo finale del tavolo tecnico,
con Eni e Accademia dei Lincei ha prodotto uno studio preliminare (Figura 2) dedicato alla valutazione di strategie per lâefficientamento energetico e ambientale della sede storica dellâAccademia, individuata come caso pilota di eccellenza per sviluppare un modello replicabile di riqualificazione conservativa negli edifici storici di pregio.
Lâobiettivo del lavoro è lâindividuazione e lâanalisi di una combinazione di soluzioni integrate attive e passive mediante un approccio scientifico-sperimentale, per ridurre lâimpatto energetico-ambientale preservando al contempo lâintegritĂ artistica e architettonica del complesso. Il suddetto studio sarĂ seguito da ulteriori approfondimenti tecnici attraverso modellazioni, simulazioni numeriche e misure in campo, al fine di comparare scenari alternativi e redigere un documento di indirizzo per la definizione puntuale degli interventi di retrofit.
Prospettive future
Nei prossimi due anni, il progetto prevede di consolidare le analisi preliminari svolte nel corso del primo anno attraverso modellazioni numeriche e sperimentazioni in situ, anche grazie allâindividuazione di ulteriori casi studio reali. Saranno, inoltre, approfonditi i
Figura 1 Approccio metodologico del progetto âmulti-scalaâ e âmulti-obiettivoâ.
ovvero la definizione di Linee Guida e best practice operative rivolte a stazioni appaltanti, progettisti e imprese a supporto della corretta applicazione dei CAM nel caso di riqualificazione sostenibile del patrimonio edilizio storico. Come giĂ citato in precedenza, il progetto ha come punto focale la definizione di un approccio integrato e conservativo per la riqualificazione di edifici storico-testimoniali, da validare anche mediante lâindividuazione di casi studio dâeccellenza. A tal fine, è stato scelto come primo caso studio il complesso di Villa Farnesina a Roma, uno dei piĂš significativi esempi di architettura rinascimentale italiana, edificata nei primi anni del XVI secolo e attualmente di proprietĂ dellâAccademia Nazionale dei Lincei. LâattivitĂ di ricerca svolta da RSE nellâambito di una partnership
Figura 2 â Studio Preliminare âRoadmap per la decarbonizzazione del complesso di Villa Farnesinaâ
criteri di comfort termo-igrometrico degli occupanti mediante lo sviluppo di modelli specifici per edifici storici e verranno realizzate modellazioni e analisi microclimatiche locali a scala urbana, ampliando la prospettiva dello studio per valutare gli effetti derivanti dallâapplicazione di strategie di retrofit dal singolo edificio al contesto circostante. Le attivitĂ e i risultati sviluppati dal progetto mirano a fornire strumenti a supporto della conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale nazionale mediante interventi di rigenerazione effettuati nel rispetto dellâintegritĂ e dellâidentitĂ storico-architettonica dei manufatti e creando, in collaborazione con le principali istituzioni ed enti del settore, competenze e strumenti volti a facilitare e supportare comportamenti e scelte energeticamente consapevoli. â
Nota: Questo lavoro è stato finanziato dal Fondo di Ricerca per il Sistema Elettrico nellâambito del Piano Triennale 2025-2027 (DM MASE n.388, 06-11-2024), in ottemperanza al DM 12 aprile 2024â.
ITALIA PERSA NEL
PARADOSSO DIGITALE:
EDIFICI SEMPRE
PIĂ INTELLIGENTI UNA
NORMATIVA SEMPRE
MENO STRINGENTE
Canosa
La Certificazione R2S di SBA è la vera garanzia per gli utenti
Domenico Di
In un panorama urbano sempre piĂš orientato verso lâefficienza e la digitalizzazione, la promessa degli âsmart buildingâ rischia di rimanere unâaspirazione astratta, se non supportata da criteri solidi e verificabili. Come abbiamo imparato da esperienze passate, lâentusiasmo per le grandi trasformazioni deve sempre confrontarsi con la necessitĂ di una misurazione trasparente e certificata dei risultati, per evitare che investimenti significativi si traducano in mere dichiarazioni di intenti, prive di un impatto tangibile. Paradossalmente, proprio mentre lâinfrastruttura digitale degli edifici diventa strategica, la normativa italiana crea un regime di tutela piĂš blando rispetto agli altri impianti. La appena rivista Legge 37/08, attraverso lâArticolo 5-bis, introduce per la prima volta una disciplina âspecificaâ per lâinfrastruttura multiservizio degli edifici. Tuttavia, mentre per tutti gli altri impianti mantiene lâobbligo della rigorosa Dichiarazione di ConformitĂ (con verifiche di funzionalitĂ , responsabilitĂ precise e controlli sistematici), per lâinfrastruttura digitale prevede solo una generica âattestazioneâ che lâedificio è âpredisposto alla banda ultra largaâ. La Dichiarazione di ConformitĂ , secondo lâArticolo 7, viene rilasciata âal termine dei lavori, previa effettuazione delle verifiche previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalitĂ dellâimpiantoâ e comporta responsabilitĂ precise del tecnico, verifiche obbligatorie, allegati tecnici dettagliati e controlli sistematici. Lâattestazione prevista dallâArticolo 5-bis, invece, rappresenta un regime semplificato che non prevede le stesse garanzie e responsabilitĂ .
Questo depotenziamento normativo crea un vuoto di tutela proprio nel settore piĂš strategico per il futuro degli edifici, lasciando i proprietari con infrastrutture formalmente conformi ma potenzialmente inadeguate alle reali esigenze. Ă come pretendere la giusta certificazione medical grade per le apparecchiature di sala operatoria, ma accontentarsi di unâautocertificazione per connetterle, introducendo rischi e pregiudicandone le performances: avremo tantissimi interventi tecnicamente riusciti nei quali però il paziente è morto.
Ă in questo contesto di realismo e lungimiranza che si inserisce la certificazione R2S (Ready2Services), unâiniziativa promossa da Smart Buildings Alliance for Smart Cities Italia ETS che colma proprio questo gap normativo. Lungi dallâessere un semplice sigillo di qualitĂ , essendo R2S completamente armonizzata con le norme CEI di riferimento, si configura come un rigoroso framework volto a garantire che gli edifici siano realmente âpronti ai serviziâ digitali, capaci di interagire, adattarsi e contribuire attivamente allâecosistema delle smart city, ripristinando quel rigore tecnico che la normativa ha paradossalmente abbandonato. Per comprendere il valore rivoluzionario di R2S, pensiamo agli smartphone: questi dispositivi hanno trasformato la nostra vita non per le loro singole funzioni, ma perchĂŠ garantiscono, attraverso hardware potenti ed a basso costo, interfacce per utente standardizzate, sistema operativo robusto e formati standard di scambio dati, la possibilitĂ per chiunque di creare applicazioni utili ed accessibili a chiunque. Il risultato? Un ecosistema digitale che aiuta un parco utenti estremamente eterogeneo ad affrontare ogni esigenza quotidiana.
R2S trasforma lâedificio in uno âsmartphone urbanoâ: grazie ai suoi sei pilastri, crea lâinfrastruttura standardizzata e lâinteroperabilitĂ necessarie perchĂŠ sviluppatori e fornitori di servizi possano creare applicazioni digitali innovative per cittadini e gestori. Mentre altre certificazioni valutano singole prestazioni tecniche, R2S costruisce le fondamenta per un vero marketplace di servizi edilizi, dove lâedificio diventa piattaforma abilitante per lâintegrazione di soluzioni esistenti con altre future ancora da immaginare.
La transizione digitale implica un nuovo modo di progettare, costruire e gestire gli immobili. Il paradigma rivoluzionario stabilisce che lâinfrastruttura deve essere al servizio delle applicazioni, non viceversa, colmando finalmente il gap tra tecnologie e servizi reali.
La certificazione R2S analizza lâinfrastruttura digitale dellâedificio attraverso un approccio olistico che considera lâimmobile come componente di un macrosistema urbano composto da ambiente, cittĂ , quartiere e comunitĂ .
Il processo di certificazione, applicabile a nuove costruzioni, ristrutturazioni ed edifici esistenti, si articola attraverso una revisione documentale dalla fase progettuale e audit in loco, con follow-up periodici per garantire il mantenimento degli standard nel tempo.
Al centro della valutazione R2S vi sono sei principi cardine organizzati secondo una logica che abbraccia aspetti tecnici, di governance e di servizio: la ConnettivitĂ assicura che lâedificio sia costantemente collegato attraverso reti esterne, terrestri e wireless, con cablaggio scalabile, ridondanza e sicurezza per prestazioni elevate e affidabilitĂ continua.
LâArchitettura di Rete definisce la âSmart Networkâ unificante dellâedificio, orientata ai servizi e basata su protocollo IP, utilizzando standard Ethernet localmente e Internet per le comunicazioni esterne, integrando reti intelligenti e degli occupanti con gestione centralizzata.
Le Attrezzature e Interfacce garantiscono lâinteroperabilitĂ dei dispositivi attraverso interfacce di comunicazione aperte e accesso facilitato a dati e servizi. Gli ecosistemi hardware comunicano sulla Smart Network usando API standardizzate, evitando che un servizio imponga tecnologie proprietarie specifiche.
La Sicurezza Digitale fornisce protezione completa con meccanismi di autenticazione avanzati, monitoraggio continuo dei flussi di rete, gestione proattiva degli incidenti, aggiornamenti software automatizzati e protezione rigorosa dellâaccesso alle applicazioni critiche.
La Gestione Responsabile stabilisce una governance efficace che comprende il governo del progetto, la gestione immobiliare professionale, framework contrattuali chiari per i servizi e standard elevati di qualitĂ ambientale. I Servizi rappresentano la capacitĂ concreta dellâedificio di erogare soluzioni digitali complete, dai servizi energetici avanzati allâottimizzazione intelligente degli spazi, fino al miglioramento del benessere degli occupanti attraverso tecnologie innovative.
Lâapproccio R2S utilizza tre livelli indipendenti che offrono massima flessibilitĂ : applicazioni (servizi), comunicazioni (infrastruttura di rete) e ecosistemi materiali (attrezzature).
Questa architettura modulare permette lâintercambiabilitĂ di ogni strato senza modificare gli altri, garantendo evoluzione tecnologica senza obsolescenza. Il sistema di punteggio assegna valutazioni oggettive per ogni requisito, calcolando attraverso algoritmi specifici un livello di performance che va dal âbaseâ (minimo 20% dei punti) fino al massimo riconoscimento a 3 stelle (100% dei punti). Per comprendere appieno la portata innovativa di R2S, è fondamentale distinguerla dalle altre certificazioni esistenti. Lo Smart Readiness Indicator (SRI) europeo si concentra principalmente sullâefficienza energetica e il comfort degli occupanti attraverso nove domini tecnici specifici, misurando come le tecnologie intelligenti riducono i consumi e migliorano il benessere interno. WiredScore si specializza nella qualitĂ dellâinfrastruttura di connettivitĂ per edifici commerciali, valutando trasparenza e affidabilitĂ dellâaccesso internet e della copertura mobile per soddisfare le esigenze degli inquilini. R2S abbraccia invece una visione strategica piĂš ampia e lungimirante. Non si limita allâottimizzazione operativa interna o alla connettivitĂ di base, ma valuta la predisposizione dellâedificio a diventare un hub di servizi digitali complessi, con architettura di rete avanzata, sicurezza informatica a 360 gradi
e gestione responsabile dei sistemi. Se WiredScore assicura âtubature digitaliâ di qualitĂ e SRI certifica âintelligenza energeticaâ, R2S garantisce che lâedificio sia completamente âsicuro e pronto a dialogareâ e partecipare attivamente allâera digitale, creando un ecosistema di servizi paragonabile agli app store degli smartphone, dove lâinnovazione può fiorire senza vincoli tecnologici.
In unâepoca in cui efficienza, sostenibilitĂ e digitalizzazione sono imperativi economici, la certificazione R2S rappresenta un investimento strategico nella trasparenza, sicurezza ed efficacia che si traduce direttamente in incremento del valore di mercato. Un edificio certificato R2S offre vantaggi concreti e misurabili: gestione energetica ottimizzata con algoritmi predittivi, manutenzione intelligente che previene i guasti, efficienza operativa superiore in tutti i processi, sicurezza informatica che protegge dati sensibili e sistemi critici, e interoperabilitĂ che consente evoluzione tecnologica continua senza costosi rifacimenti.
Questi benefici tangibili rendono lâimmobile significativamente piĂš attraente per inquilini e acquirenti consapevoli, giustificando un premium sostanziale sul mercato immobiliare. Le analisi comparative di mercato e i risparmi operativi documentati indicano che un edificio certificato R2S può vedere il proprio valore aumentare tra lâ8% e il 18%, a seconda del livello di certificazione raggiunto, del contesto di mercato e della tipologia immobiliare, grazie alla combinazione di costi operativi ridotti, resilienza tecnologica superiore e attrattiva commerciale distintiva.
Ă lâora di un realismo costruttivo che trasformi la visione degli smart building in una realtĂ concreta e verificabile, generando valore reale per proprietari, occupanti e comunitĂ urbane. Mentre auspichiamo che il legislatore comprenda lâimportanza di equiparare la tutela degli impianti multiservizio a quella degli altri impianti, il mercato non può permettersi di rimanere fermo. Preparate i vostri edifici al futuro, rendendoli protagonisti dellâera digitale e piattaforme per il marketplace di servizi urbani di domani, con la garanzia di una certificazione che colma il paradosso normativo con competenza e visione. â
Per maggiori informazioni sulla certificazione R2S e per prenotare una valutazione, invitiamo le aziende interessate a contattarci allâindirizzo: segreteria@sbaitalia.it
APAVE ITALIA PAROLA DâORDINE: QUALITĂ DEL COSTRUIRE
Luca Baldin
âLa vostra sicurezza è la nostra missioneâ; questo è il motto di APAVE Italia, filiale della multinazionale francese attiva fin dal 1867 nel settore industriale ed oggi particolarmente attiva nello sviluppo della transizione digitale ed energetica del patrimonio edilizio.
Il tema della qualitĂ delle realizzazioni e, di conseguenza, delle competenze dei tecnici chiamati a progettare e realizzare nuove opere o a rigenerare quelle esistenti, è ritenuto ormai da tutti di primaria importanza, al punto da rientrare a pieno titolo tra le raccomandazioni del piano sulla competitivitĂ dellâUnione Europea messo a punto da Mario Draghi.
APAVE Italia si propone quindi in questo contesto come un attore di primaria importanza, sia come ente certificatore delle opere, che come ente di formazione e di certificazione delle competenze di progettisti e tecnici coinvolti nel processo.
Nel campo del controllo tecnico delle costruzioni, APAVE svolge una funzione fondamentale e prevista dalla Legge che, col D.Lgs n. 122 del 20 giugno 2005 e successive modifiche, ha introdotto lâobbligo per il costruttore di assicurare lâimmobile di nuova costruzione a copertura di gravi difetti di costruzione a favore dellâacquirente/committente per 10 anni dalla consegna dellâimmobile stesso. AffinchĂŠ la polizza sia valida, le modifiche introdotte nel 2022 (DM 20 luglio 2022 n. 154) prevedono che un
âcontrollore tecnicoâ (ovvero un organismo di Tipo A accreditato ISO 17020, come APAVE) effettui con esito positivo le attivitĂ ispettive in corso dâopera.
Ă evidente come questo ruolo di controllore, assegnato dal legislatore ad un ente terzo come APAVE, miri alla qualitĂ complessiva del costruito, ma anche a tutelare i diritti degli acquirenti/committenti, che nel caso in cui si abbia a che fare con commesse di notevole valore da parte di operatori nel campo del Real Estate, assumono una particolare rilevanza.
In unâottica di âmissione di conformitĂ â, APAVE opera anche in altri ambiti sempre piĂš rilevanti, come la progettazione BIM, le certificazioni EGE, quelle sulla salubritĂ dellâedificio e, infine, nella nuovissima certificazione R2S (Ready to service), messa a punto in collaborazione con Smart Buildings Alliance, per garantire lâaccesso ai nuovi servizi digitali degli edifici.
Nel campo tecnico, vista la velocitĂ con la quale si impongono le nuove tecnologie, diventa sempre piĂš rilevante la competenza di APAVE nel fornire formazione e certificazione in ambiti in cui è previsto lâobbligo di legge, come i patentini F-GAS e le certificazioni FER, ma APAVE è anche fortemente impegnata ad allargare le proprie competenze in ambiti strategici come la Fibra Ottica, i sistemi BACS e tutte le tecnologie legate alle energie rinnovabili, sfruttando le certificazioni professionali ISO 17024
Intervista a Urbano Strada, direttore generale di APAVE Italia
Dott. Strada, Apave è uno dei piÚ importanti enti di certificazione e ispezione in Italia, eppure non è ancora pienamente riconosciuta come punto di riferimento nel settore.
SÏ, è vero, ma è fondamentale inquadrare la nostra realtà nel contesto internazionale: APAVE, fondata in Francia nel 1867, è un vero e proprio attore globale. Nata per garantire la sicurezza delle caldaie a vapore durante la Prima Rivoluzione Industriale, oggi APAVE è un leader indiscusso nel settore ispezione e certificazione in Francia, con oltre 10.000 dipendenti che si occupano anche della sicurezza delle centrali nucleari. In Italia, APAVE è presente da piÚ di 30 anni e si sviluppa attraverso quattro società con oltre 300 dipendenti. Pur non eguagliando i numeri della nostra casa madre, siamo un attore consolidato e in forte crescita sul mercato italiano.
Lasciando sullo sfondo le moltissime attivitĂ che vi vedono impegnati ad assicurare la conformitĂ e la sicurezza, cosa vi spinge oggi a guardare con interesse al mercato delle costruzioni?
Partiamo col dire che giĂ oggi una fetta rilevante del nostro operato ha a che fare con le costruzioni, soprattutto con i controlli sulle grandi opere, le infrastrutture strategiche del Paese, dove abbiamo unâesperienza da leader del settore.
Ma quello che ci fa guardare con maggiore interesse anche al mondo degli edifici è la considerazione che essi sono cambiati in
modo epocale negli ultimi anni e continueranno a farlo nei prossimi decenni. Una volta lâedificio era un semplice involucro con ben poca tecnologia al suo interno, oggi i cosiddetti âsmart buildingsâ sono un concentrato di tecnologia e di raffinatezze costruttive.
Per tutelare il cliente finale â dal grande operatore Real Estate al privato cittadino â la qualitĂ di progettazione e di realizzazione è un fattore determinante che deve essere garantito da specifici controlli e verifiche. E APAVE fa esattamente questo.
Parliamo di opere, ma anche di addetti ai lavoriâŚ
Certamente! APAVE non si limita a svolgere attività di controllo e ispezione sulle opere; il nostro ruolo è piÚ ampio. Offriamo anche la certificazione delle competenze per i professionisti che partecipano alla progettazione e realizzazione.
Inoltre, siamo in grado di accompagnare ogni fase del ciclo di vita di un edificio, dalla progettazione alla realizzazione, indipendentemente dalle sue dimensioni.
PerchÊ è importante certificare le competenze degli operatori?
Per una ragione semplicissima, perchĂŠ la tecnologia oggi corre a velocitĂ inimmaginabili: questo implica lâesigenza di competenze da parte di chi interviene nel processo costruttivo che devono essere non solo garantite, ma aggiornate nel tempo. A questo servono le certificazioni, sono il âmarchio di qualitĂ â delle competenze. In primo luogo tutelano il consumatore, ma in ultima analisi aumentano anche il valore e lâaffidabilitĂ dellâopera realizzata.
Quindi la certificazione è un valore aggiunto di un edificio e di un tecnico?
Certamente sĂŹ, e su questo ormai câè una convergenza di opinioni. Per raggiungere gli obiettivi ambiziosi dalla EPBD4 servirĂ moltissima tecnologia e competenze professionali avanzate, spesso condivise ai vari livelli, come il BIM.
Lâesperienza del Superbonus, per quanto complessa, ci ha insegnato che dobbiamo premiare e certificare le performance effettive, non le dotazioni, di un edificio. Noi di APAVE vogliamo far parte di questo processo virtuoso e mettiamo sul campo tutti i nostri oltre 150 anni di esperienza. â italy.apave.com
VENTILAZIONE, PURIFICAZIONE E QUALITĂ DELLâARIA INDOOR
Lâepidemia da COVID-19 ha portato allâattenzione generale lâimportanza, per la nostra salute e il nostro benessere, della qualitĂ dellâaria che respiriamo, dipendente da una serie di fattori quali la temperatura e lâumiditĂ relativa, le concentrazioni di ossigeno e anidride carbonica (CO2), la presenza di allergeni, agenti patogeni e inquinanti.
Tale consapevolezza consente di individuare le misure e i prodotti adatti ad assicurare livelli adeguati di qualitĂ dellâaria indoor, un dato sempre piĂš importante data la crescente diffusione di edifici di classe efficienza energetica elevata, il cui numero è destinato a crescere con il recepimento della nuova Direttiva EPBD â Energy Performance Building Directive, meglio nota come Direttiva Case Green, che ha il duplice obiettivo di ridurre i consumi e le emissioni di gas clima alteranti.
Accrescere lâefficienza di un edificio implica migliorarne lâisolamento, un obiettivo solitamente conseguito realizzando un rivestimento esterno (il âcappottoâ) e installando infissi ad alte prestazioni. Tali misure, se non accompagnate da interventi atti a garantire un efficace ricambio dellâaria, possono facilmente causare seri problemi, dei quali la proliferazione di muffe su pareti e soffitti sono la prima avvisaglia, come emerso da numerose ristrutturazioni eseguite sfruttando i vantaggi del Superbonus 110%, che non premiava in misura apprezzabile lâimplementazione di soluzioni ad hoc.
Occorre qui ricordare come il nostro metabolismo influenzi direttamente la IAQ degli ambienti in cui viviamo: respirando, consumiamo ossigeno ed emettiamo CO2 e vapore acqueo, in misura variabile a seconda dellâintensitĂ degli sforzi che compiamo. Lâaria che respiriamo è composta per circa il 20% da ossigeno; in una giornata trascorsa a riposo inaliamo circa 8 litri di aria al minuto, oltre 11.500 litri al giorno, corrispondenti a 2.300 l di ossigeno, di cui espiriamo solo i ž, ovvero 1.725 litri. La restante parte, 575 litri, la assorbono le nostre cellule che, in cambio, cedono CO2. Ă questa la quota che occorre reintegrare. Allo stesso tempo, sempre in condizioni di riposo, in un giorno, respirando e traspirando, immettiamo in ambiente da 1,2 litri a 1,5 litri di acqua, valori che crescono allorchè si considerino gli effetti indotti da attivitĂ quali il lavaggio e lâasciugatura di indumenti. Solo un adeguato ricambio dâaria, estraendo la CO2 e lâumiditĂ in eccesso e reintegrando livelli di ossigeno adeguati può ristabilire condizioni confacenti al nostro benessere. In passato, il problema veniva risolto aprendo le finestre; è però del tutto evidente come tale pratica si scontri con la logica degli interventi di efficientamento energetico: a che pro infatti investire per isolare lâinvolucro dellâedificio dovendo poi aprirlo periodicamente? Senza contare lâesposizione agli inquinanti e al rumore esterni che tale azione comporta.
nei singoli ambienti
La soluzione al problema esiste, ed è rappresentata dai sistemi per la ventilazione meccanica controllata, comunemente noti come VMC, che estraggono lâaria viziata, umida e carica di CO2, sostituendola con aria esterna, adeguatamente pre-filtrata, ricca di ossigeno. Lo scambiatore, nel quale i due flussi scambiano calore senza venire a contatto, minimizza gli sprechi energetici. A titolo di esempio, ipotizzando unâefficienza dello scambiatore pari allo 85%, valore comune alla maggioranza dei prodotti sul mercato, in un giorno dâinverno lâaria esterna a 0 °C viene
Aldo Fumi, ANIE CSI
Schema di VMC centralizzata per la ventilazione dellâintera abitazione
Sistema di ventilazione basato su VMC installate
1. Camera da letto
2. Bagno
3. Soggiorno/cucina
4. Studio
immessa in un ambiente a 20 °C pre-riscaldata gratuitamente dallâaria espulsa a 17 °C, riducendo cosĂŹ drasticamente il lavoro dellâimpianto di riscaldamento, che deve colmare un differenziale termico di soli 3°, con evidenti risparmi in bolletta. Analogamente, in estate sarĂ lâaria indoor condizionata a pre-raffrescare il flusso caldo proveniente dallâesterno. Il mercato offre diverse tipologie di VMC, differenti per prestazioni, funzionalitĂ e prezzi, adatti a disparate esigenze applicative: dai prodotti, adatti alle nuove costruzioni e alle ristrutturazioni profonde, che assicurano la corretta ventilazione dellâintera abitazione sfruttando opportuni condotti di distribuzione dallâaria, agli apparecchi, finalizzati al ricambio dellâaria nei singoli locali, economici e semplici da installare, ideali per interventi di efficientamento energetico piĂš contenuti.
elettrostatico
Merita qui sottolineare come la VMC sia uno strumento efficace anche nei confronti degli inquinanti, quali polvere, microparticolato, batteri, virus e molto altro, grazie alla diluizione delle rispettive concentrazioni conseguente al ricambio dâaria.
Tassi di inquinamento elevati necessitano peraltro di alte portate dâaria di ricambio, possibile causa di elevati consumi ed emissioni sonore. Una soluzione al problema è rappresentata dagli apparecchi per la depurazione e la sanificazione dellâaria, che trattengono le particelle in sospensione e rendono inattivi gli agenti patogeni. Equipaggiati di filtri, meccanici o elettrostatici HEPA, anche detti âfiltri assolutiâ per la capacitĂ di abbattere fino al 99,995% delle particelle di dimensioni fino a 0,3 Îźm (25 volte inferiori a quelle dei globuli rossi), abbinati a filtri ai carboni attivi, efficaci contro i cattivi odori, e integranti sistemi di fotocatalisi, lampade UV-C o generatori di plasma freddo, che impediscono la proliferazione di virus e batteri, i depuratori sanificatori svolgono unâefficace azione a supporto delle VMC, limitandone lâazione al solo ripristino dei corretti tassi di ossigenazione e umiditĂ relativa.
Le politiche volte a ridurre i consumi energetici e contenere il cambiamento climatico stanno trasformando gli spazi confinati in
cui trascorriamo gran parte del nostro tempo in involucri sempre meglio sigillati. Per garantire al loro interno condizioni adeguate al nostro benessere è essenziale assicurare il costante ricambio dâaria e limitare le concentrazioni di inquinanti. La VMC, eventualmente abbinata ad un depuratore sanificatore assolve a tale compito in misura efficace ed efficiente. â
ANIE CSI è lâAssociazione che, allâinterno di Federazione ANIE, rappresenta lâindustria dei componenti e sistemi per impianti. ANIE CSI è divisa in quattro Gruppi che riuniscono al loro interno costruttori di componenti per installazione elettrica, pile, batterie (avviamento, industriali, sistemi di storage) e strumenti di misura (contatori di gas, di acqua statici e di calore). A loro volta i Gruppi sono suddivisi in Sottogruppi e Gruppi di lavoro in funzione delle diverse tipologie di prodotti trattati. Con oltre 90 aziende aderenti, corrispondenti allâ85% dellâintero mercato nazionale, e 10 mila addetti, lâAssociazione è finalizzata alla promozione degli impianti elettrici evoluti: www.impiantialivelli.it/
Schema di funzionamento di un depuratore sanificatore
Schema di depuratore con filtro
Procede a Napoli lâintervento voluto dal Comune per la realizzazione di un nuovo ecoquartiere urbano a prevalente destinazione residenziale, posto in Via Isidoro Fuortes nellâarea di Ponticelli. Il progetto è a firma di un team di professionisti guidato da Sab e formato da Exid, AR Project e Dodi Moss.
A NAPOLI UN NUOVO ECOQUARTIERE RIGENERA LâAREA DI PONTICELLI
Lâintervento in corso comporta la completa rigenerazione e la bonifica di una vasta area urbana posta nella parte nord-orientale del capoluogo campano che comprende il Campo Bipiani, ed è stato preceduto dalla demolizione di volumetria prefabbricata risalente agli anni â80, costruita nel contesto dellâemergenza post-terremoto. Verranno realizzate 104 unitĂ abitative destinate allâedilizia residenziale pubblica, caratterizzate da prestazioni energetiche di alto livello, con caratteristiche nZEB ed edifici in Classe A4. Le abitazioni hanno tagli che vanno dal monolocale di 28 mq al quadrilocale di 95 mq, con logge profonde e balconi aggettanti che prolungano lâabitare verso lo spazio collettivo. Una quota significativa della volumetria a piano terra è destinata a servizi collaborativi e di vicinato: aree di coworking, un urban center, bar e spazi di ristorazione e un teatro open-air coperto.
Il disegno progettuale reinterpreta il concept della tipica corte napoletana, attualizzata attraverso nuovi volumi stereometrici che disegnano una grande piazza pubblica con corte alberata. Sono previsti spazi per la socialitĂ e orti urbani.
Dal punto di vista della scelta dei materiali, il basamento in laterizio sabbiato e i muretti a bugnato in listelli e pianelle evocano il cocciopesto partenopeo, mentre i volumi superiori avranno intonaco chiaro e parapetti metallici per restituire unâimmagine unitaria, rigorosa e contemporanea.
Lâefficienza energetica è garantita da involucro a cappotto, serramenti ad alte prestazioni, pompe di calore reversibili aria-acqua per ogni corpo scala con distribuzione verticale in cavedio dedicato e campo fotovoltaico in copertura. Inoltre, una vasca di accumulo da 20 mila litri raccoglie le acque meteoriche per lâirrigazione, chiudendo il ciclo idrico in unâottica di circolaritĂ .
Il progetto aderisce ai CAM (Criteri Ambientali Minimi) e al principio DNSH (Do No Significant Harm). Questâultimo prevede che gli interventi previsti dai PNRR nazionali non arrechino nessun danno significativo allâambiente. Lâintervento a Ponticelli persegue una riduzione di almeno il 20% della domanda di energia primaria non rinnovabile rispetto ai livelli di riferimento per la classe A4. Il nuovo ecoquartiere verrĂ infine circondato da oltre 12 mila mq di verde pubblico. Al posto dei prefabbricati demoliti ci sarĂ un grande parco urbano con pavimentazioni drenanti e alberature ombreggianti. Una nuova green-line su Via Fuortes - una linea verde continua formata da parcheggi a raso alberati, quinte di mitigazione e aree con piante ornamentali a bassa manutenzione - permetterĂ di mitigare le isole di calore, di incrementare la biodiversitĂ e di ricucire i margini urbani. â
UFFICI, ARTE E NEUROSCIENZE NEL PROGETTO DI RICONVERSIONE DELLA CASERMA DI BASILIANO
Lâ ex caserma Lesa nel Comune di Basiliano (Udine) sta per cambiare radicalmente aspetto. Ă infatti in corso il progetto, firmato Lombardini22, per la rigenerazione del complesso e di tutta lâarea circostante che diventerĂ la nuova sede di Icop SpA SocietĂ Benefit.
Oltre alla realizzazione di spazi direzionali, il progetto, basato sui criteri ESG, prevede molteplici servizi a favore di un alto livello di benessere aziendale e un nuovo grande parco a uso pubblico che valorizzerĂ tutto il territorio circostante.
Punto di partenza del disegno progettuale è il recupero del patrimonio esistente, escludendo la costruzione di nuovi manufatti e anzi liberando lâarea da volumi inutilizzati, aumentando la per-
meabilitĂ del suolo e la disponibilitĂ di spazi verdi. Gli uffici, flessibili e multifunzionali, hanno facciate rivolte verso il verde del parco e sono pensati per avere diversi livelli di privacy. Mensa interna, un giardino sensoriale che promuove unâalimentazione sana e biologica, aree social e food, spazi per attivitĂ sportive e fitness, meeting point allâaperto e un asilo - scuola puntano a favorire il benessere psicofisico delle persone e a rafforzare il legame con la comunitĂ .
La mobilitĂ sicura, aspetto chiave dellâintervento, predispone una separazione netta tra il traffico pesante e quello leggero: due accessi distinti garantiranno maggiore sicurezza e una migliore fruibilitĂ dellâarea.
Vista Blocco uffici
La sostenibilitĂ ambientale prevede lâuso di energie rinnovabili. Verranno installati pannelli solari termici e fotovoltaici su coperture e parcheggi e verranno messi a punto sistemi di raccolta delle acque piovane da riutilizzare per lâirrigazione. I posti auto coperti saranno dotati di colonnine di ricarica elettrica.
Lâarea circostante al volume principale diventerĂ Il Giardino delle Macchine: un parco artistico e culturale aperto al pubblico, con opere dâarte e installazioni artistiche, percorsi sensoriali, spazi per eventi e per attivitĂ educative. Verranno siglate convenzioni con gallerie dâarte per lâesposizione di opere, anche in formato digitale, nei padiglioni del parco. Il coinvolgimento con le scuole locali permetterĂ di avvicinare i giovani al mondo artistico. Al centro del parco ci sarĂ unâarena naturale con capienza per circa 150 persone. Al centro di questo spazio verrĂ posizionata unâopera dâarte che funge da quinta scenica, rafforzando lâequilibrio tra arte e ambiente.
Il Giardino delle Macchine integra inoltre le neuroscienze con la progettazione degli spazi per le attivitĂ didattiche. Colori e forme architettoniche sono studiate per favorire il benessere psicologico e cognitivo dei visitatori.
Dal recupero di vecchi container navali presenti sul sito nasceranno tre padiglioni esperienziali e didattici aperti al pubblico. Al loro interno si svolgeranno attività rivolte a molteplici target con diversi obiettivi di apprendimento ed esperienza. Il filo che lega le attività proposte sarà il tempo: lo scopo didattico è quello di rendere i visitatori coscienti dei processi cognitivi responsabili della percezione del tempo. Esso viene percepito in modo diverso da bambini, giovani, anziani e persone con esigenze di accessibilità . Ogni padiglione ospiterà un esperimento diverso riguardo alla percezione del tempo nelle sue tre dimensioni: il passato, il presente e il futuro.
Allâinterno del parco sono previsti sistemi di segnaletica e di orientamento, integrati nellâambiente circostante e sviluppati secondo gli standard di inclusivitĂ . â
Vista Dehor
Vista Birdview
NUOVO RESIDENZIALE DI PREGIO A COURMAYEUR: LA TRASFORMAZIONE DELLE EX FUNIVIE
Ăin pieno corso tra le montagne della Valle dâAosta, piĂš precisamente a Courmayeur, lâintervento relativo alla realizzazione di un nuovo complesso a uso residenziale turistico alberghiero (RTA) promosso da Castello Sgr.
Lâintervento prevede il recupero e la ristrutturazione della ex stazione di partenza della vecchia funivia posta nella frazione di Dolonne, in passato utilizzata come collegamento con gli impianti sciistici. Il piccolo borgo a 1205 metri dâaltitudine e posto ai piedi del Monte ChĂŠtif è poco lontano dal centro storico di Courmayeur.
Il complesso delle vecchie funivie è stato dismesso negli anni â80. Da qui la necessitĂ di un intervento che ne permetterĂ il recupero e la valorizzazione in unâottica di sostenibilitĂ ed efficientamento energetico. VerrĂ trasformato in un immobile a uso residenziale turistico alberghiero (RTA) rivolto a una clientela di fascia alta. Il volume sarĂ sviluppato su una superficie complessiva di circa 4 mila mq distribuita su quattro piani fuori terra, con tre livelli interrati.
Al suo interno verranno ricavati 60 serviced apartment, cioè alloggi
completamente arredati e completati da finiture di pregio, con balconi e terrazze affacciati sul paesaggio alpino. Sono previsti in totale 190 posti letto. Le aree comuni a disposizione degli ospiti della struttura includono reception, lounge bar, ski room, bike room, sala colazioni, sala eventi, palestra e un centro benessere. Lâarea esterna di pertinenza che circonda il complesso si estende su una superficie di circa 2 mila mq.
La progettazione è curata dagli studi Alerta Design e STG Ingegneria. La gestione della struttura sarĂ affidata a Halldis by Vita, operatore attivo nella gestione di serviced apartment e strutture ricettive su tutto il territorio nazionale, acquisito da Castello Sgr nellâagosto 2024. Il cantiere è in corso, con avvio lavori dato nel corso della primavera 2025. La conclusione dei lavori e lâapertura della struttura sono previsti nel corso dellâinverno 2025 - 2026. Lâintervento porterĂ al recupero e alla rifunzionalizzazione di un lotto dismesso da decenni ma posto in un contesto di assoluto pregio turistico e residenziale. PermetterĂ inoltre di rigenerare e valorizzare il patrimonio edilizio esistente nel rispetto del territorio e senza consumo di suolo.
Lâarea di Courmayeur nella quale si inserisce lâintervento di recupero è caratterizzata da unâalta domanda immobiliare, sia a scopo abitativo che di investimento, alla quale però risponde una scarsa offerta di nuove strutture disponibili, da un lato per le caratteristiche del territorio e dallâaltro per le rigide limitazioni autorizzative.
Tuttavia, il progetto di Dolonne conferma lâimpegno degli investitori nellâespandere le potenzialitĂ di Courmayeur. Castello Sgr ha infatti giĂ investito nel complesso Le GĂŠant, Courmayeur, Apartments by Marriott Bonvoy e nellâhotel a 5 stelle Le Massif Hotel & Lodge. In questo scenario, le ex funivie offrono unâopportunitĂ di riqualificazione strutturale capace di generare ulteriore valore tanto per lo sviluppo turistico quanto per la riconversione e la gestione delle preesistenze sul territorio. â
Un intervento che recupera e rifunzionalizza unâarea dismessa da decenni, restituendola al territorio. Un progetto di rigenerazione che valorizza il patrimonio edilizio esistente senza consumo di suolo.
ROMA: Il nuovo progetto di Via del Crocifisso tra rigenerazione urbana, arte e tecnologia
Ilaria Rebecchi
Nel cuore di Roma, a pochi passi dalla CittĂ del Vaticano e dalla stazione di San Pietro, Techbau ha avviato un ambizioso progetto di rigenerazione urbana firmato da Mario Cucinella Architects
Il nuovo edificio polifunzionale in via del Crocifisso si inserisce in un piĂš ampio piano di valorizzazione del quartiere, per migliorare vivibilitĂ , accessibilitĂ e qualitĂ urbana in unâarea da anni poco utilizzata ma ricca di potenzialitĂ culturali e internazionali. Il progetto di via del Crocifisso si propone come un ecosistema urbano integrato dove si incontrano architettura contemporanea, servizi diversificati, innovazione sociale e ambientale, arte pubblica e riqualificazione dello spazio urbano. Un modello di rigenerazione che va oltre i confini dellâedilizia, mettendo in primo piano inclusione, sostenibilitĂ e partecipazione cittadina.
IL PROGETTO
Lâintervento si sviluppa su quattro piani fuori terra e tre livelli interrati: allâinterno saranno ospitati 187 alloggi per studenti e 111 camere dellâhotel, per un totale di 387 posti letto, pensati per intercettare esigenze diverse in un contesto dinamico e multiculturale. Lâofferta di servizi spazia da ristoranti, palestra, spazi culturali, supermercato e parcheggio interrato con 370 posti auto pensato anche come nodo di scambio con il trasporto pubblico.
La strategia progettuale punta su spazi collettivi inclusivi: una nuova piazza pubblica e un giardino attrezzato (oltre 3.000 m²) sono concepiti come catalizzatori di socialità urbana, coesione comunitaria e benessere diffuso, integrandosi con la vita quotidiana del quartiere.
Lâintervento di urbanizzazione pubblica comprende anche il rifacimento della viabilitĂ , il potenziamento delle reti infrastrutturali e lâinstallazione di impianti ad alta efficienza energetica, in linea con la visione di unâarchitettura sostenibile e su misura
Parte integrante del progetto è il bando Connessioni Urbane realizzato grazie alla collaborazione con la Galleria Nazionale dâArte Moderna e Contemporanea di Roma, che invita giovani artisti a reinterpretare la lunga parete muraria (145 m) fronteggiata dai binari della stazione per trasformarla in barriera visiva in superficie narrativa e simbolica.
Ai vincitori sarà riconosciuto un contributo di 5.000 ⏠e ogni proposta dovrà dialogare con la complessità stratificata della città eterna.
Infine, nella nuova piazza pubblica sarĂ collocata unâopera dello scultore italiano Floriano Bodini, Volo di colombe , che dialogherĂ con la spiritualitĂ del contesto diventando riferimento per la comunitĂ . â
Un ecosistema urbano integrato che unisce architettura contemporanea, servizi, innovazione, arte pubblica e riqualificazione dello spazio
Intervista
ad Antonio Sacchetti, neo eletto Vice Presidente dellâassociazione SBA
LE PRIORITĂ DI SMART BUILDINGS ALLIANCE
Luca Baldin
SBA ha rinnovato da poco le sue cariche, affidandole il ruolo di Vicepresidente, carica che si aggiunge a quella, altrettanto recente di Presidente della sezione Industria di Confindustria Bari Bat . Anzitutto le nostre congratulazioni. Come SBA quali sono i principali temi che volete portare allâattenzione di tecnici e progettisti nei prossimi mesi?
Lâinteroperabilità è assolutamente il concetto principale che sarĂ al centro della nostra azione. Riteniamo importante sottolineare che questo è lâunico percorso possibile per una strategia win-win in cui gli utenti finali, cittadini, PA ed imprese, possano beneficiare di nuove opportunitĂ e gli operatori economici, nelle varie forme di impresa e professionalitĂ , possano sviluppare la loro attivitĂ dando vita a nuovi e piĂš redditizi mercati. Che si tratti di gestione energetica, comfort, salute e benessere, i mercati si sviluppano solo tramite lâappetibilitĂ e la fruibilitĂ dei servizi che i prodotti e le competenze possono generare. Introducendo, passo passo, elementi di interoperabilitĂ nei prodotti e servizi per gli edifici, sfruttando ove possibile le enormi potenzialitĂ dellâapproccio edge computing, utilizzabile liberamente da qualsiasi operatore economico, si può progettare meglio, installare meglio, manutenere meglio.
La nostra missione è dimostrare agli operatori del settore che lâinteroperabilitĂ fra prodotti e servizi aiuta a sviluppare i mercati, ad aumentare i ricavi e la redditivitĂ . In tal senso non meno importante sarĂ ribadire la centralitĂ delle infrastrutture digitali dâedificio, e in questâambito ci accingiamo a varare definitivamente il sistema di certificazione R2S e a proporlo ad operatori e PA come standard di riferimento in questo campo, in linea con quanto richiesto dallo Smart Readiness Indicator dellâUE, ma anche dallâArt. 135 bis del TU dellâedilizia.
Qual è il ruolo di una associazione come SBA nel quadro in evoluzione della cosiddetta âtwin transitionâ del patrimonio edilizio?
Spronare gli enti di normazione e legislazione a definire le regole e gli standard per tutti i servizi necessari ad abilitare lâenergia digitale (metering, demand-response, interfacce di comunicazione e scambio dati), nonchĂŠ ad introdurre incentivi smart capaci di aiutare concretamente la diffusione delle tencologie per gli edifici intelligenti, a partire dagli impianti multiservizio, nuove colonne montanti, infrastrutturazione di telecomunicazioni. La Twin transition coniuga la digitalizzazione con lâenergia verde ed efficiente, elementi fondamen-
tali per ogni approccio sostenibile: come sistema paese le opportunitĂ vanno colte in tempo, comunicando tempestivamente e mettendo a disposizione degli utenti e dei progettisti/installatori regole chiare e semplici, incentivi efficaci.
SBA dichiara di operare nel mercato a vantaggio del cittadino, distinguendosi dalle associazioni datoriali e di filiera, perchÊ, secondo voi, è importante questo atteggiamento in un contesto come quello attuale e perchÊ le realtà della filiera dovrebbero aderire al vostro progetto?
Ieri, oggi e domani le associazioni di categoria, gli enti di rappresentanza verticali operavano, operano ed opereranno tutelando legittimi interessi settoriali.
Una ETS come SBA Italia riesce a tenere insieme progettisti, costruttori, gestori, produttori di hardware e software, nonchĂŠ installatori e system integrator, focalizzandosi solo sulle leve orizzontali che abilitano gli sviluppi economici salvaguardando gli interessi dei cittadini e degli utenti tutti.
SBA Italia è semplicemente, ma fortemente, un agevolatore della sintesi dei diversi interessi, al servizio della corretta comunicazione e formazione di utenti ed operatori, nonchĂŠ a servizio degli enti di legislazione e normazione. â
J2 INNOVATIONS: Lâascesa di FIN Intelligence
Potenziare edifici intelligenti e sostenibili
Nel panorama in continua evoluzione dellâautomazione degli edifici, è emerso un nuovo eroe â uno che non indossa un mantello, ma brandisce la potenza dellâintelligenza artificiale generativa. Lâultima innovazione di J2 Innovations, FIN Intelligence, lâIA generativa per la gestione degli edifici e delle apparecchiature, potrebbe sembrare solo una parola dâordine tecnologica â ma in realtĂ rappresenta un cambio di paradigma nel modo in cui gestiamo, ottimizziamo e interagiamo con i nostri edifici.
Il cattivo: lâinefficienza
Gli edifici di oggi affrontano un nemico silenzioso: lâinefficienza. Molti sistemi interni, come gli impianti HVAC, rappresentano quasi il 50% del consumo energetico totale di un edificio. Controlli obsoleti, processi manuali e dati frammentati hanno intrappolato molte strutture in cicli di manutenzione reattiva e in costi operativi elevati. Ma la marea sta cambiando.
Lâeroe: FIN Intelligence
FIN Intelligence è un insieme di funzionalitĂ basate sullâintelligenza artificiale integrate nel FIN Framework, progettate per semplificare e potenziare lâautomazione degli edifici. Ă una soluzione olistica che trasforma lâingegneria, le operazioni e lâinterazione con lâutente attraverso tre capacitĂ fondamentali:
ottimizzare lâuso dellâenergia, migliorando lâefficienza energetica, riducendo i tempi di inattivitĂ e prolungando la vita delle apparecchiature.
Oltre la conformitĂ : guidare con uno scopo
FIN Intelligence non solo aiuta a rispettare le normative, ma consente anche a OEM, energy manager e operatori di edifici di agire con sostenibilitĂ , semplicitĂ e prestazioni come prioritĂ . Automatizzando attivitĂ complesse e democratizzando lâaccesso ai dati degli edifici, FIN Intelligence supporta gli obiettivi ESG, migliora la trasparenza operativa e valorizza ogni stakeholder.
PerchĂŠ ora?
La crisi climatica richiede azioni coraggiose. Gli edifici sono al tempo stesso una sfida e una soluzione. Con FIN Intelligence, le organizzazioni possono ridurre lâimpronta di carbonio, abbattere i costi e promuovere una trasformazione del settore. Come afferma Matteo Pierone, CEO di J2 Innovations: âGli eroi non aspettano che le normative li costringano ad agire. Agiscono per primi â adottando soluzioni come FIN Intelligence per ispirare gli altri, accelerare il progresso e contribuire a costruire un futuro piĂš sostenibile.â
Il futuro è FIN
FIN Intelligent Tagging: sfrutta lâIA generativa e lâontologia di Project Haystack per automatizzare lâetichettatura dei dati dellâedificio â riducendo i tempi di ingegnerizzazione fino allâ80%. Rileva schemi, applica metadati coerenti e prepara gli edifici a unâanalisi scalabile.
FIN Intelligent Assistant: unâinterfaccia in linguaggio naturale che consente agli utenti â dagli integratori di sistemi al personale non tecnico â di porre domande e ricevere informazioni in tempo reale. Dallo stato degli allarmi alle tendenze energetiche, lâassistente rende i dati dellâedificio accessibili e utilizzabili.
FIN Intelligent Optimization: focalizzata sulle operazioni delle centrali frigorifere, utilizza modelli predittivi e dati in tempo reale per gestire la sequenza dei refrigeratori, regolare i setpoint e
Attualmente in fase beta e disponibile per partner OEM selezionati, FIN Intelligence rappresenta la nuova generazione dellâautomazione degli edifici. Ă intuitiva, incentrata sullâuomo e progettata per lâedge, con capacitĂ cloud quando necessarie. Che tu sia un system integrator, un facility manager o un leader aziendale, lâopportunitĂ di essere un eroe è qui.
Lâefficienza non è piĂš un sogno â è intelligente, concreta e a portata di mano. â
www.j2inn.com/
JLL, Molex ed Italtel insieme per trasformare gli edifici in smart building
IMMOBILI INTELLIGENTI E SOSTENIBILI, CON PIĂ VALORE
JLL , societĂ di consulenza in servizi immobiliari e gestione di capitali, Molex Connected Enterprise Solutions, produttore globale di sistemi di connettivitĂ elettronica, elettrica e in fibra ottica, ed Italtel, storica multinazionale dellâICT specializzata nella trasformazione digitale, hanno stretto una partnership per accompagnare le aziende verso lo Smart Building.
Tre sono gli elementi chiave della partnership: lâapproccio ecosystem-based, che integra consulenza immobiliare, tecnologia hardware e implementazione software, con una proposta di valore che copre lâintera filiera della trasformazione digitale
degli edifici; il focus su ROI tangibile, dimostrato dal caso cliente LEED che evidenzia concretamente come lâinvestimento tecnologico si traduca in upgrade certificativo e maggiore attrattivitĂ per i tenant; infine la sostenibilitĂ operativa della soluzione che, attraverso lâintegrazione con infrastrutture esistenti, evita sprechi e massimizza il ritorno sullâinvestimento.
âUn progetto Smart Building non riguarda solo gli impianti: significa ripensare il valore dellâimmobile attraverso una strategia data-driven che ottimizza performance ESG e la user experience. Creare spazi piĂš confortevoli e produttivi per chi li utilizza diventa un driver competitivo fonda-
mentale per attrarre e trattenere talenti. Posizionare lâasset sul mercato in linea con i criteri ESG non è piĂš opzionale, ma essenziale per rispondere alle aspettative degli investitori e prepararsi alle future normativeâ, commenta Simona DâOca, Head of Sustainability di JLL Italia
âLa capacitĂ di proporre piattaforme IoT di monitoraggio continuo consente di poter gestire in modo semplice ed immediato gli spazi che occupiamo. Che siano nuovi uffici, campus o progetti di rigenerazione urbana, la convergenza digitale ci permette di garantire da un lato spazi piĂš efficienti e sostenibili in modo integrato, dalla ridotta impronta di CO2,
e dallâaltra di raggiungere elevati livelli di comfort e benessere per le persone, cosĂŹ da poter attrarre talenti piĂš facilmenteâ, spiega Alberto Biundo, Business Development Manager di Molex.
âLa partnership assume per noi un valore strategicoâ, spiega Dario Giuseppe Lucatti, Chief Business Development Officer di Italtel. âLa nostra missione è progettare reti intelligenti, sicure e sostenibili, il vero sistema nervoso dellâedificio. Con partner come Molex e JLL Italtel concretizza lâinnovazione, offrendo soluzioni endto-end che integrano infrastrutture IT, networking e consulenza, valorizzando gli investimenti esistentiâ.
Da Gold a Platinum nella certificazione
LEED Existing Building Operation and Maintenance
âStiamo lavorando tutti insieme a un progetto per un cliente che intende ristrutturare un proprio stabile a Roma per realizzare questo upgrade.
La sfida è migliorare le prestazioni dellâedificio per aumentarne lâattrattivitĂ nei confronti dei tenantâ, spiega Luca Simonini, Head of Competence Center Modern Work di Italtel.
Il progetto prevede lâattivazione di sistemi Smart Light over PoE, sensori ambientali e smart plug forniti da Molex. Queste soluzioni raccolgono dati su luminositĂ , qualitĂ dellâaria e consumi energetici che confluiscono nella piattaforma software giĂ presente nello stabile, che permette di monitorare e gestire i consumi e il benessere ambientale.
In questo ecosistema, JLL guida il percorso immobiliare, assicurando che lâinvestimento si traduca in maggiore
valore per lâedificio e in spazi piĂš attrattivi e confortevoli. Molex è la tecnologia ed Italtel implementa il progetto, integrando il software con le infrastrutture preesistenti e fornendo i servizi gestiti. Il risultato è una regia tecnologica che garantisce interoperabilitĂ , sicurezza e gestione centralizzata.
Il tutto avviene senza la sostituzione degli impianti esistenti, ma con un lavoro di integrazione intelligente e sostenibile. â
La trasformazione in smart building parte dagli spazi che viviamo ogni giorno
Nella Demo Area Italtel di Milano, dedicata a soluzioni di smart building, il futuro degli edifici intelligenti è giĂ realtĂ
Soluzioni TCKâLAN per impianti FTTH: per unâedilizia smart e conforme alle normative (legge 164/2014, Guida CEI 306â2)
TECNOFIBER PER GLI IMPIANTI FFTH
Lo sviluppo di edifici smart richiede infrastrutture FTTH solide, flessibili e conformi alle normative. Tecnofiber risponde con una gamma completa di prodotti a marchio TCK-LAN 100% Made in Italy: quadri, STOA, cavi e componenti per reti domestiche e condominiali.
Impianti FFTH a norma di legge La legge 164/2014 (âSblocca Italiaâ) impone la predisposizione di impianti multiservizio in fibra ottica in edifici nuovi o ristrutturati in modo significativo. Inoltre, la Guida CEI 306-2 stabilisce i requisiti tecnici per la posa, la sicurezza e la manutenzione delle reti FTTH.
Tecnofiber integra queste disposizioni giĂ in fase di progettazione, offrendo soluzioni che semplificano il lavoro di installatori e progettisti.
Prodotti TCK-LAN per impianti FTTH
⢠CSOE: quadri metallici robusti, verniciati con polveri epossidiche in poliestere che ne garantiscono durata e resistenza alla corrosione. Possono servire fino a 16 appartamenti.
Esempio di cablaggio CSOE servizi
⢠QDSA: quadri per segnali dâappartamento, da incasso per cartongesso o laterizio, con staffe DIN e supporto per 8 connettori RJ45. Centralizzano i servizi digitali: dati, domotica e TV.
QDSA da incasso per laterizio
⢠STOA: scatole di terminazione ottica prodotte internamente, testate al 100% e disponibili in misure standard e custom. Possono essere preintestate su uno o due lati, semplificando lâinstallazione.
TCK-LAN con cavo preterminato
⢠Cavi ottici, incluso lâinnovativo micro cavo TKPUSH dalle dimensioni particolarmente contenute e dalla sezione piatta, facile da infilare allâinterno delle tubazioni.
Micro cavo ottico TKPUSH TCK-LAN
⢠Altri componenti: ricevitori e trasmettitori ottici/coax, piÚ strumentazioni dedicate come giuntatrici, kit di attestazione e strumenti di misura.
Made in Italy, qualitĂ garantita I prodotti FTTH TCK-LAN sono progettati e realizzati allâinterno della carpenteria e dei laboratori Tecnofiber. Questo consente controllo qualitĂ costante, consegne rapide e personalizzazioni su misura. Con la gamma FTTH TCK-LAN, Tecnofiber offre soluzioni integrate e conformi alle normative, pensate per garantire affidabilitĂ , efficienza e durabilitĂ alle reti di nuova generazione. â
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Il ruolo strategico delle infrastrutture DAS e Small Cell di Cellnex
SMART BUILDING: LA CONNETTIVITĂ COME SPINA
metropolitane, aeroporti, centri commerciali, ospedali, hotel e centri direzionali. Queste tecnologie si rivelano efficaci anche per la copertura di ambienti sotterranei, quali tunnel e parcheggi.
La connettivitĂ al centro della progettazione
In unâottica di smart city e smart building, integrare lâinfrastruttura di connettivitĂ fin dalle prime fasi progettuali è una scelta strategica che garantisce il valore e la funzionalitĂ dellâimmobile nel tempo. CosĂŹ come le normative sullâefficienza energetica sono un pilastro per la sostenibilitĂ , la connettivitĂ mobile indoor va considerata unâinfrastruttura primaria e un requisito qualificante per ogni edificio moderno. Ă quindi cruciale che progettisti, architetti e developer includano soluzioni di copertura dedicate come i sistemi DAS, unâarea di eccellenza per Cellnex.
Cellnex agisce come operatore neutrale (Neutral Host), gestendo lâintero ciclo di vita dellâinfrastruttura: dalla richiesta dei permessi alla progettazione, installazione, collaudo e manutenzione, con un monitoraggio della qualitĂ del servizio attivo 24/7.
In possesso di una licenza del MIMIT, Cellnex ha consolidato un rapporto basato su esperienza e profonda conoscenza delle reti radio. Questo ruolo permette di abbattere i tempi di realizzazione e, grazie alla condivisione dellâinfrastruttura da parte dei diversi operatori, di ottimizzare i costi e ridurre lâimpatto visivo degli impianti. Il modello Neutral Host di Cellnex si rivela cosĂŹ vantaggioso per tutti gli attori coinvolti, garantendo un servizio plurale e di alta qualitĂ per gli utenti finali.
CASE STUDY
Porta
Nuova,
Milano: connettivitĂ allâavanguardia in un distretto urbano iconico
Nel cuore di Milano, il distretto di Porta Nuova â con Piazza Gae Aulenti e lâarea Garibaldi â è oggi uno dei piĂš avanzati esempi di rigenerazione urbana in Europa. Per rispondere allâelevata densitĂ di persone, eventi e attivitĂ , è stata realizzata una rete DAS (Distributed Antenna System) su scala distrettuale, la piĂš grande in Europa, basata su unâinfrastruttura condivisa e multi-operatore. Questa soluzione garantisce connettivitĂ mobile ad alte prestazioni, migliorando lâesperienza digitale quotidiana di residenti, lavoratori e visitatori. Rafforza lâattrattivitĂ internazionale del distretto, rendendolo ideale per aziende globali ed eventi di rilievo. Inoltre, il modello condiviso riduce lâimpatto ambientale e i consumi, offrendo una infrastruttura sostenibile e pronta per il futuro
⢠Esperienza digitale migliorata : connettività mobile ad alta capacità per residenti, lavoratori e visitatori, essenziale in un distretto ad alta densità e verticalità .
⢠Attrattività internazionale: infrastruttura digitale robusta che rende Porta Nuova ideale per aziende globali ed eventi su larga scala, rafforzando il ruolo di Milano come città globale.
⢠Sostenibilità : modello condiviso multi-operatore che riduce
CELLNEX
Cellnex Telecom è il principale operatore europeo di infrastrutture di telecomunicazioni wireless, con una presenza consolidata in 10 paesi. Le attività di Cellnex si articolano in quattro aree principali: servizi per infrastrutture di telecomunicazioni, reti di diffusione audiovisiva, servizi per reti di sicurezza ed emergenza, e soluzioni per la gestione intelligente di infrastrutture e servizi urbani (Smart Cities e IoT).
I componenti Homematic IP Wired e wireless possono essere combinati tra loro in modo flessibile
Homematic IP Wired Access Point e gli attuatori per la regolazione dellâintensitĂ luminosa o il controllo delle tapparelle sono montati centralmente nel quadro elettrico
Comodo controllo dellâilluminazione, delle tapparelle e della temperatura in un design elegante con il display in vetro Homematic IP Wired
HOMEMATIC IP WIRED: STABILITĂ, SICUREZZA E CONTROLLO NELLA CASA SMART
Con Homematic IP Wired, eQ-3 ridefinisce lâautomazione domestica professionale, offrendo un sistema solido, flessibile e pronto a evolversi con le esigenze degli edifici intelligenti del futuro.
Grazie alle soluzioni domotiche, lâambiente domestico diventa intelligente, reattivo e perfettamente adattato alle esigenze quotidiane e offre un controllo smart e personalizzato di illuminazione, riscaldamento, accessi e molto altro.
Che si scelga una soluzione cablata, wireless o una combinazione di entrambe, i moderni sistemiâ come Homematic IP â garantiscono unâintegrazione perfetta tra tutti i dispositivi e una facile gestione.
In questo contesto si inserisce Homematic IP Wired, la soluzione cablata lanciata recentemente sul mercato italiano dal produttore tedesco eQ-3, ideale sia per nuove costruzioni che ristrutturazioni.
Offre affidabilitĂ assoluta, latenza minima e semplice installazione grazie alla sua comunicazione bus che garantisce continuitĂ anche in caso di interruzione del cavo se configurato ad anello.
Il centro del sistema è lâAccess Point Wired, che connette i componenti cablati - tra cui attuatori per la commutazione, regolazione dellâintensitĂ luminosa e controllo dellâombreggiamento, nonchĂŠ sensori di movimento, termostati a parete ed elementi di comando - a internet. Ciò consente il controllo locale del sistema, ad esempio tramite il display in vetro Homematic IP Wired e la pulsantiera a parete, oppure il controllo remoto con lâapp per smartphone e il cloud Homematic IP, in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo.
Una caratteristica fondamentale di Homematic IP Wired è la sua completa compatibilitĂ con i dispositivi radio Homematic IP. Grazie alla tecnologia Advanced Routing, è possibile combinare componenti cablati e wireless nello stesso impianto offrendo agli utenti il meglio dei due mondi: la robustezza e affidabilitĂ del cablato e la flessibilitĂ del wireless per eventuali ampliamenti futuri senza la necessitĂ di interventi strutturali. â homematic-ip.com/it
LâINTEGRAZIONE INTELLIGENTE
PER OGNI POMPA DI CALORE
Controllo intelligente con i regolatore per riscaldamento a pavimento, 8 canali, motorizzato Homematic IP
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LoRaWAN by Thermokon
Soluzioni wireless per ambienti smart , tra efficienza energetica , comfort e installazione semplificata .
Gestire in modo intelligente temperatura , qualitĂ dellâaria e presenza negli ambienti è oggi possibile grazie ai sistemi di room automation Thermokon basati su LoRaWANÂŽ, pensati per ottimizzare comfort ed efficienza senza interventi invasivi
Al centro del sistema vi è un ecosistema completo di sensori Thermokon, progettati per misurare con precisione tutti i principali parametri ambientali: temperatura , umiditĂ relativa , qualitĂ aria (COâ e VOC), luminositĂ , movimento, presenza
Dispositivi come il modulo ambiente NOVOS 3, i multisensori MCS e gli attuatori di valvola SAB07 raccolgono i dati in tempo reale e li trasmettono in modalitĂ wireless tramite il protocollo LoRaWAN, senza necessitĂ di cablaggi o interventi invasivi
Le informazioni vengono ricevute da un gateway LoRaWAN, che le inoltra a dashboard locali, sistemi cloud MQTT oppure, attraverso convertitori come NBnano, a impianti esistenti basati su Modbus, BACnet o altri standard di building automation. Questo flusso continuo consente una visualizzazione remota costante e, soprattutto, lâattivazione di azioni automatiche per regolare riscaldamento, illuminazione e ventilazione in base alle reali condizioni rilevate
Le soluzioni Thermokon assicurano un risparmio energetico concreto grazie al controllo preciso e dinamico degli ambienti, offrendo al contempo una installazione semplice e flessibile: ideali sia in nuove costruzioni sia come retrofit in edifici giĂ esistenti. La vasta gamma di prodotti copre tutte le esigenze, dai sensori agli attuatori, dai gateway ai dispositivi di integrazione
Per scoprire l'intera gamma di sensori Thermokon in LoRaWAN, visita il sito iot thermokon.de Troverai dettagli tecnici, casi dâuso, supporto dedicato e tutto ciò che serve per progettare e realizzare ambienti intelligenti.
SELEKTRA ITALIA: CITTĂ PIĂ INTELLIGENTI E SERVIZI EFFICIENTI
A DISPOSIZIONE DI CHI LE VIVE
Questa è la visione di Selektra Italia specializ zata nellâofferta di Soluzioni Integrate di Reti di Telecomunicazioni ed Ecosistemi IoT che abilitano applicazioni di Efficienza Energetica, EâMobility, Industry e Office Automation
Selektra Italia parteciperĂ a Smart Building Expo 2025 a Milano per presentare la propria visione di system integrator nazionale: realizzare infrastrutture che connettano persone, edifici e cittĂ , abilitando una trasformazione digitale sostenibile e misurabile.
Consolidata come realtĂ di riferimento nelle telecomunicazioni, Selektra Italia ha attraversato lâevoluzione del settore: dalle reti di coverage tradizionali agli attuali scenari con DAS, Small Cells e 5G-WiFi, Private Networks ed applicazioni Mission Critical System, oggi pilastri per la creazione di ecosistemi digitali complessi. A complemento ed utilizzazione della trasmissione del segnale, lâazienda sviluppa progetti IoT e Smart Building integrando sensori, piattaforme dati e servizi digitali
per ottimizzare processi, sicurezza e qualitĂ della vita.
Con Headquarter a Pomezia (Roma) e 12 sedi sul territorio nazionale e una rete di partner qualificati, affianca imprese e PA dalla progettazione allâoperation, con un approccio data driven orientato a performance, sicurezza e sostenibilitĂ . In coerenza con questa visione, e grazie allâesperienza maturata nella realizzazione di Reti sono nate due nuove divisioni: Energy & E-Mobility: Sistemi di ricarica per veicoli elettrici, impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo ed efficienza energetica, fino a soluzioni integrate per supportare imprese e pubbliche amministrazioni nei percorsi di decarbonizzazione.
Industr.IA: Ecosistemi Verticali che sfruttano moderne tecnologie basate su AI per applicazioni in ambiti quali ad esempio
Health & Safety, Industria, Pubblica Amministrazione, Trasporti, Difesa, SanitĂ . La presenza a Smart Building Expo è vista come occasione di confronto con istituzioni e professionisti. Lâing. Giuseppe Frullo, CTO di Selektra Italia e membro del Comitato Direttivo di Smart Building Alliance, sottolinea come collaborazione e condivisione delle competenze siano decisive per trasformare la transizione digitale ed energetica in opportunitĂ concrete per cittadini e imprese.
Per Selektra Italia, lâevento non è solo una vetrina ma un momento di ascolto e coprogettazione: lâintegrazione tra connettivitĂ , energia e innovazione tecnologica è la via per costruire ambienti piĂš sicuri, inclusivi e sostenibili â oggi e domani. â selektraitalia.it
Gira G1: INTELLIGENTE. PIĂ VELOCE.
Gira G1 di seconda generazione Vetro nero / Vetro bianco Ambiente. Il Gira G1 di seconda generazione è il nuovo modello di fascia alta per il sistema Smart Home Gira One, il server Gira X1 e il Gira HomeServer. Si distingue per le prestazioni superiori, lâampio display da 7 pollici e il collegamento ottimizzato al Gira HomeServer
La
seconda generazione
del G1 si distingue per prestazioni elevate, interfacce versatili e massima flessibilitĂ
Nellâera digitale, una connettivitĂ mobile continua e senza interruzioni è una richiesta fondamentale dei cittadini e unâesigenza imprescindibile per le aziende. Per soddisfare questa domanda, le tradizionali stazioni radio base non sono piĂš sufficienti. Ă diventato essenziale âdensificareâ le reti, avvicinandole agli utenti finali attraverso antenne a bassa potenza e di dimensioni ridotte.
Il nuovo Gira G1 di seconda generazione ridefinisce il controllo dei sistemi Smart Building. Il display multitouch da 7 pollici con risoluzione di 800 x 1280 pixel garantisce immagini nitide e leggibilitĂ ottimale da qualsiasi angolazione. I sensori di luminositĂ e prossimitĂ adattano automaticamente il display alle condizioni ambientali, assicurando massima efficienza in ogni situazione.
Grazie a software migliorato e al client Gira HomeServer evoluto, il G1 stabilisce nuovi standard in termini di prestazioni, stabilitĂ e velocitĂ di risposta. Funzioni Smart Building complesse possono essere implementate in modo affidabile e personalizzato, dal residenziale agli uffici fino agli edifici commerciali.
Un dispositivo, molteplici possibilitĂ :
Il Gira G1 controlla centralmente illuminazione, riscaldamento, climatizzazione, tapparelle e sistemi di comunicazione interna tramite gesti touch e swipe intuitivi. Sono disponibili opzionalmente sensori di temperatura e umiditĂ e versioni con o senza WLAN, perfette anche per retrofit.
Particolarmente rilevante per gli integratori di sistemi: il Gira G1 può essere utilizzato come unitĂ abitativa nel sistema di videocitofonia Gira e, come client SIP, supporta lâintegrazione in sistemi esterni. Interfacce complete, elevata stabilitĂ software e configurazioni flessibili consentono implementazioni rapide ed efficienti, riducendo al minimo il supporto necessario.
Con massimo comfort di utilizzo, tecnologia avanzata e integrazione massima, il Gira G1 è il dispositivo centrale per progetti Smart Building professionali. â
partner.gira.com/it
PiĂš rapido. PiĂš grande. PiĂš forte. Il nuovo Gira G1.
Il Gira G1 controlla tutti i sistemi Smart Home Gira: è a prova di futuro, stabile, con funzionalità avanzate e prestazioni piÚ veloci.
partner.gira.com/it
KIEBACK&PETER
GRATTACIELO PIEMONTE: A TORINO TECNOLOGIA E SOSTENIBILITĂ AL SERVIZIO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Siamo nel centro della cittĂ , in Piazza Piemonte 1, e di fronte a noi si erge il Grattacielo Piemonte , la nuova sede unica della Regione nonchĂŠ simbolo di una nuova pubblica amministrazione, qui proiettata verso un futuro sostenibile, sicuro e digitalmente connesso. 206 metri di altezza e un progetto che porta la firma illustre dellâarchitetto Massimiliano Fuksas: questo edificio si distingue per la sua imponenza architettonica e per le innovative soluzioni tecnologiche. Protagonista, in tal ambito, di questo ambizioso progetto, è Kieback&Peter, azienda leader nella building automation, che ha assunto un ruolo fondamentale nella realizzazione di unâinfrastruttura intelligente, efficiente e flessibile
Il ruolo di Kieback&Peter Il lavoro di Kieback&Peter al Grattacielo Piemonte rappresenta un esempio virtuoso di come lâautomazione intelligente possa tradursi in efficienza operativa, sostenibilitĂ ambientale e sicurezza attiva, contribuendo alla creazione di spazi pubblici piĂš performanti e confortevoli.
SostenibilitĂ
Il Grattacielo Piemonte è esempio concreto in tema di edilizia green. Vanta, infatti, lâintegrazione di una centrale geotermica ad alto rendimento e lâutilizzo di oltre
Kieback&Peter protagonista della gestione intelligente dellâedificio piĂš alto del Piemonte
1.000 m² di pannelli fotovoltaici capaci di integrare il fabbisogno energetico dellâedificio, contribuendo a una significativa riduzione delle emissioni di COâ.
La struttura, totalmente in vetro e cemento armato, ospita inoltre allâultimo piano un bosco pensile, a testimonianza di un approccio architettonico che coniuga design, benessere e rispetto per lâambiente.
Inoltre, grazie ai sensori di irraggiamento è possibile gestire le temperature in base a effettivo apporto del sole e con i sensori di qualitĂ dellâaria si può garantire comfort e salute interna allâedificio.
Building Automation
Kieback&Peter ha realizzato lâintera infrastruttura di building management system (BMS) con una gestione automatizzata e modulare delle principali funzioni impiantistiche. Il controllo delle sottocentrali termiche, dei circuiti fancoil e UTA e dei sistemi di acqua potabile e aria primaria e secondaria è stato affidato a sistemi
DDC con moduli intelligenti I/O.
Inoltre, ogni ambiente è dotato di regolatori BACnet MS/TP a soffitto che re -
IL PROGETTO
golano autonomamente illuminazione, climatizzazione e ventilazione grazie a sensori di presenza e luminositĂ . Le sole interazioni manuali previste sono per le tende, con interruttori EnOcean wireless, senza batterie e riposizionabili.
Manutenzione e risparmio
Un team dedicato ha consentito lâattenta manutenzione ordinaria e straordinaria e attivitĂ consulenziali strategiche, ma anche supporto a collaudi, scenari speciali e altre iniziative di ottimizzazione.
A titolo di esempio, la rimodulazione della gestione luminosa ha portato ad un risparmio netto annuale e alla riduzione di oltre 40 tonnellate di COâ
La progettazione dellâimpiantistica e della rete di comunicazione su protocollo BACnet MS/TP su RS485 permette scalabilitĂ e nuovi controllori senza impatto sugli indirizzi IP, e la piattaforma software adottata consente debugging avanzato e simulazioni, favorendo test accurati anche in ambienti virtuali. â www.kieback-peter.com/it
Parla lâIng. Marco Causio, Direttore Tecnico
Lâazienda ha approcciato il progetto e quali sono stati i principali obiettivi?
Lâazienda ha seguito fin dallâinizio lo sviluppo del progetto, intervenendo direttamente con lo studio di progettazione, supportandolo nella definizione delle logiche di funzionamento e dellâintegrazione di tutte le parti dellâimpianto.
Lâobiettivo principale è stato quello di farle funzionare in modo efficiente, gestendone la complessitĂ , garantendo visibilitĂ e semplicitĂ di accesso alla gestione dellâimpianto. Abbiamo dovuto integrare protocolli diversi, tutti standard, cosĂŹ che abbiamo potuto esaudire in modo semplice tutte le richieste emerse durante e dopo la realizzazione.
Lâutilizzo di tecnologie innovative firmate dallâazienda, concretamente, quali vantaggi porta allâedificio e ai suoi occupanti, in tema di risparmio energetico e benessere degli occupanti e dellâambiente?
Abbiamo cercato di sviluppare un sistema che avesse una quasi completa automazione della gestione delle variabili in ambiente, garantendo uniformitĂ di funzionamento e standardizzazione dei KPI. Controlliamo con i nostri sistemi temperatura, qualitĂ dellâaria, luci e oscuranti, raccogliendo un grande numero di variabili, incluso lâapporto del sole grazie a dei sensori di irraggiamento. Il sistema BEMS che raccoglie tutti i dati dellâimpianto permette, anticipandone i problemi, di risolverli con interventi mirati volti anche allâefficientamento.
Abbiamo utilizzato poi diverse soluzioni wireless, permettendo facilitĂ di installazione e flessibilitĂ di utilizzo. Abbiamo sempre garantito interoperabilitĂ e semplicitĂ di gestione grazie allâutilizzo di protocolli standard.
Quali prossimi progetti ha in serbo Kieback&Peter in ambito smart building? Il focus è verso lo sviluppo di servizi a base IT. Stiamo sviluppando i primi BETA test di una nuova piattaforma di gestione per edifici, anche in ottica multi-site, che possa garantire informazioni chiare, facilità di consultazione, possibilità di intervento rapida e puntuale, anche in ottica ESG e ISO500001.
DABBEL: RISPARMI AUTOMATICI
DABBEL trasforma gli edifici con risparmi energetici automatizzati, certificati e con risultati pronti per lâaudit. Il futuro del real estate sostenibile non si basa su supposizioni, ma è guidato dallâintelligenza. DABBEL, pioniere nei sistemi di gestione degli edifici basati sullâIA, sta ridefinendo il modo in cui lâefficienza energetica viene realizzata su larga scala. Grazie allâautomazione delle operazioni HVAC, lâIA di DABBEL apprende, si adatta e ottimizza lâuso dellâenergia in tempo reale. Il risultato: edifici che consumano meno energia mantenendo il comfort. I clienti in tutta Europa ottengono costantemente un risparmio medio del 20% senza alcun investimento iniziale.
Lâimpatto è evidente nella pratica. Nei casi studio, DABBEL ha ridotto i consumi energetici migliorando al tempo stesso la stabilitĂ della temperatura in interi complessi. Lâ AI-BMS ha ottenuto risparmi costanti e ha fornito ai facility manager report trasparenti per la conformitĂ ESG Anche in contesti complessi, come gli impianti di produzione, DABBEL ha dimostrato la propria capacitĂ di ridurre costi ed emissioni senza compromettere le
La DABBEL Dashboard mostra in tempo reale i risparmi di energia, costi ed emissioni di COâ. Fornisce piena trasparenza sulle performance dellâedificio, aiutandoti a monitorare lâefficienza, ridurre i costi HVAC e raggiungere gli obiettivi di sostenibilitĂ con facilitĂ .
operazioni. Ciò che distingue DABBEL non è solo lâautomazione, ma anche la responsabilitĂ . Ogni risparmio è scientificamente verificato e certificato secondo standard riconosciuti a livello internazionale, tra cui IPMVP, ISO 50015 e ISO 50009 Questo garantisce alle aziende documentazione trasparente e pronta per lâaudit, a supporto delle strategie ESG e dei requisiti normativi.
Lâimplementazione è rapida e senza attriti. Con un processo completamente da remoto, DABBEL accompagna i partner in ogni fase: dalla valutazione dei bisogni energetici allâanalisi degli asset, dalla definizione degli obiettivi di performance allâintegrazione dellâAI-BMS fino allâottimizzazione dei risultati. Non è necessaria alcuna sostituzione hardware, il che rende la sostenibilitĂ conveniente e scalabile.
Per i decisori aziendali, questo significa molto piÚ che bollette ridotte. CFO, sustainability manager e responsabili di struttura ottengono prove credibili dei progressi nella decarbonizzazione e una solida base per la rendicontazione ESG a lungo termine. Combinando automazione e certificazione, DABBEL offre ciò che
pochi altri possono: risparmi automatici, risultati certificati.
Con obiettivi climatici sempre piĂš stringenti e costi energetici in crescita, le aziende hanno bisogno di soluzioni innovative e affidabili. DABBEL offre esattamente questo. Scoprilo in una demo â
Link casi studio:
https://eu1.hubs.ly/H0ns4kW0
Link demo: www.dabbel.eu/request-demo-form info@dabbel.eu www.dabbel.eu/en/
Abel Samaniego, Fondatore & CEO
Abel Samaniego ha fondato DABBEL nel 2018 con la missione di rendere gli edifici piĂš sostenibili grazie allâIntelligenza Artificiale.
In qualitĂ di CEO, guida la visione dellâazienda per ridurre i consumi energetici e le emissioni di COâ, aiutando le organizzazioni a contenere i costi e raggiungere i loro obiettivi climatici.
Abel Samaniego
BETA CAVI: LâECCELLENZA ITALIANA NEI
CAVI PER LO SMART BUILDING
Quando si parla di infrastrutture affidabili per lo Smart Building, la qualitĂ del cablaggio è un elemento imprescindibile. BETA CAVI rappresenta oggi lâazienda italiana piĂš qualificata nella produzione di cavi di comunicazione per sistemi elettronici dedicati alle tecnologie dellâedificio, distinguendosi per competenza tecnica, ampiezza di gamma e innovazione continua. Il portafoglio produttivo spazia dalle soluzioni per la trasmissione dati fino ai cavi resistenti al fuoco destinati a sistemi di rivelazione incendio ed evacuazione vocale, garantendo sicurezza e continuitĂ operativa anche in condizioni critiche.
A questo si aggiungono cavi per automazione cancelli, cavi per impianti antintrusione e per i piĂš diffusi protocolli di building automation come KNX, DALI, Modbus, BACnet e M-Bus, assicurando compatibilitĂ e integrazione con le architetture di controllo piĂš evolute. Lâattenzione di BETA CAVI non si limita ai sistemi in rame: lâazienda produce anche cavi in fibra ottica
resistenti al fuoco e cavi per impianti FTTH e multiservizio, oggi sempre piÚ centrali nella gestione digitale degli edifici e delle comunità connesse. Un ulteriore elemento distintivo è la disponibilità di versioni antiroditore, progettate per garantire affidabilità in contesti complessi, come installazioni industriali, tunnel o aree esterne, dove la durabilità del cavo diventa un fattore critico.
Con un approccio interamente âMade in Italyâ, BETA CAVI si conferma partner di riferimento per progettisti, system integrator e installatori che operano nel settore dello Smart Building, offrendo prodotti in grado di unire prestazioni, sicurezza e lunga durata nel tempo. â www.betacavi.com
LA CASA SMART, SEMPLICE E INTEGRATA, CON LE SOLUZIONI CONNESSE FINDER E 4BOX
In un mercato sempre piĂš digitalizzato, Finder introduce innovazione nelle case attraverso soluzioni IoT avanzate, ampliando il proprio catalogo con dispositivi di ultima generazione e nuove integrazioni.
Dai relè multifunzione ai dimmer per lâilluminazione, dai dispositivi specifici per tapparelle alle prese intelligenti, dai termostati smart ai pulsanti wireless, ogni soluzione è progettata per offrire massimo comfort ed efficienza.
YESLY, il sistema di smart home alla portata di tutti
Il controllo degli apparecchi elettronici domestici tramite smartphone è solo una delle caratteristiche distintive del concetto di smart living.
Finder YESLY è un innovativo sistema di smart home che consente di gestire in modo intelligente luci, clima, tende, elettrodomestici, tapparelle/tende elettriche ed elettroserrature, offrendo vantaggi come risparmio energetico, comfort e riduzione dei consumi. I dispositivi del sistema comunicano tra loro tramite connessione Bluetooth Low Energy e protocollo Wi-Fi e possono essere controllati con un tocco sullo smartphone o tramite comandi vocali, grazie allâintegrazione con Google Assistant e Amazon Alexa.
La gamma YESLY di Finder include relè multifunzione e dimmer per lâilluminazione, attuatori per tapparelle, interfacce input per rendere smart i comandi tradizionali, e accessori come pulsanti, range extender e gateway.
Una delle ultime novitĂ , pensata per gli elettricisti e per semplificare lâinstallazione, è il kit tapparelle preconfigurato: una soluzione pratica e completa per gestire in modo rapido e semplice tutte le tende e le tapparelle, senza lavori di ristrutturazione invasivi e senza lâuso di un telefono per la configurazione.
Serie S 4box, soluzioni smart compatibili
I dispositivi della Serie S di 4box completano lâofferta di Finder, rappresentando la soluzione ideale per chi desidera una casa smart senza modificare lâimpianto esistente. Questi prodotti, compatibili con gli assistenti vocali Google/Alexa, non richiedono alcun gateway per il funzionamento e la configurazione poichĂŠ il protocollo di comunicazione Wi-Fi è integrato nei dispositivi stessi.
I prodotti 4box sono compatibili con le serie civili piĂš diffuse.
La gamma include:
â˘P40 S, lâinnovativa presa intelligente di 4box, unica nel suo genere.
â˘Un iko Lite S, il comando smart di 4box per la gestione di interruttori, deviatori o invertitori.
â˘Uniko Pro S, lâunico comando smart multifunzione per la gestione di luci e avvolgibili.
â˘Relè Lite S e Relè Pro S, i relè da derivazione che rendono smart qualsiasi impianto.
â˘Swipe, il primo cronotermostato Wi-Fi da incasso con display OLED
I vantaggi di una casa smart con Finder
⢠Una casa smart in pochi e semplici passi: Trasforma qualsiasi abitazione in una smart home in modo semplice e intuitivo, grazie a unâinstallazione agevole.
⢠Versatilità e scalabilità : Installa i dispositivi del sistema YESLY e della gamma Serie S, in tutta la casa o in una sola stanza, aggiungi dispositivi e modifica la programmazione in qualsiasi momento.
⢠Senza interventi di ristrutturazione invasiva : Dimentica lavori complessi e costosi. Le soluzioni si integrano perfettamente con lâimpianto elettrico esistente, senza necessitĂ di modifiche strutturali.
⢠Flessibilità al centro : I dispositivi si adattano ai sistemi civili preesistenti, garantendo una transizione fluida verso la smart home.
⢠Gestione intelligente completa : Richiama scenari personalizzati con un semplice tocco. Ogni aspetto della casa sarà gestibile in modo intelligente.
⢠Controllo totale tramite app e assistenti vocali : Gestisci la tua smart home anche a distanza, utilizzando una unica app dedicata o gli assistenti vocali Google Home e Amazon Alexa. â
Scopri tutti i vantaggi di una casa smart integrata con le soluzioni Finder su smarthome.findernet.com
DISTECH CONTROLS: INNOVAZIONE AL SERVIZIO DEGLI SMART BUILDING
Con 30 anni di successi alle spalle,
Distech Controls prosegue la propria crescita continua ed entra a far parte a pieno diritto nella lista dei grandi costruttori del settore del controllo BMS
Distech Controls è azienda di riferimento nel mercato dellâautomazione BMS e che offre soluzioni per il controllo e la gestione di illuminazione, riscaldamento, condizionamento, ventilazione e il controllo generale di tutti i componenti meccanici, spesso complessi, degli edifici.
Lâazienda opera con lâobiettivo di favorire la connessione e la comunicazione tra edifici di ogni tipo, al fine di aumentare in modo ottimale la sicurezza e il benessere degli occupanti, senza dimenticare un significativo risparmio energetico.
Tra ieri, oggi e domani
Distech è stata fondata 30 anni fa partendo da unâidea semplice: risparmiare energia negli edifici. In origine realtĂ che si poneva come rivenditore e installatore, Distech Controls nel tempo è diventata unâazienda innovativa e produttrice, costruendo la sua competenza sfruttando al meglio le sfide insite nel clima canadese che ha costretto lâazienda a sviluppare in fretta competenze sia nel riscaldamento che nella climatizzazione. Nel 2015 lâazienda è stata acquisita dal gruppo americano Acuity Inc. (ex Acuity Brands), leader globale come costruttore illuminotecnico e rapidamente si afferma tra i pilastri tecnologici di Acuity. Nel 2024 Distech Controls ha consentito alla divisione Acuity Intelligent Spaces (AIS ), di cui fa parte, di registrare un fatturato di quasi 300 milioni di dollari e lo scorso luglio ha celebrato un numero record di prodotti realizzati in un solo mese in tutti i suoi stabilimenti in Canada, Francia e Stati Uniti, confermando la costante crescita globale. Oggi, Distech Controls equipaggia edifici in oltre 60 paesi nel mondo ed è riconosciuta come leader dellâinnovazione nelle soluzioni di gestione dellâenergia, grazie allâofferta di tecnologie, servizi e soluzioni innovative per edifici piĂš sostenibili attraverso una grande passione per lâinnovazione, la qualitĂ , la soddisfazione del cliente.
Ne abbiamo parlato con Matteo Vecchi, Sales Director Southern Europe per Distech Controls.
30 anni di successi: cosa è stato realizzato e a che punto è lâazienda oggi?
âDalla nascita nel 1995 come piccolo System Integrator canadese, allo sviluppo successivo come costruttore BMS indipendente nei primi anni 2000, dalle aspirazioni internazionali, fino al debutto effettivo nel mercato Europeo nel 2010 ed il successivo ingresso nella grande famiglia di Acuity nel 2015, Distech Controls ha sempre mantenuto una mentalitĂ ambiziosa ma totalmente aperta, unita ad una impressionante agilitĂ ed una grande passione per lâ innovazione, la qualitĂ , la soddisfazione del cliente e per la sostenibilitĂ Questo ha permesso allâazienda di crescere globalmente a ritmi incessanti negli ultimi 20 anni, fino ad affermarsi come nuovo attore emergente nel settore della building automation e degli smart building in senso esteso, con aspirazione di raggiungere le primissime posizioni globali tra i produttori BMS/HVAC piĂš riconosciuti storicamente, entro i prossimi cinque anniâ.
Qual è la visione strategica di Distech Controls che ha portato al successo dellâazienda in questi anni?
âCome leader dellâinnovazione nelle soluzioni di gestione dellâenergia, Distech Controls offre tecnologie di gestione degli edifici e servizi unici che ottimizzano lâefficienza energetica e il comfort delle persone, riducendo allo stesso tempo tutti i costi operativi. La scelta strategica di operare sul mercato esclusivamente attraverso il proprio network di System Integrator certificati, ha permesso allâazienda di guadagnare in fretta la fiducia di molte realtĂ emergenti del settore, che hanno sposato la mentalitĂ aperta ed apprezzato al tempo stesso lâinnovazione tecnologica portata da Distech sul mercato.â
Quale ruolo giocano Europa e Italia nella visione futura dellâazienda?
âLâEuropa è un mercato chiave per Distech Controls a livello globale, ed è in Europa che lâazienda ha consolidato la sua posizione pionieristica, fin dal 2010 con lâinaugurazione della sede Europea di Lione in Francia, riuscendo ad affermarsi localmente addirittura come produttore BMS leader del mercato negli ultimi anni.
Ora, lâattenzione e la volontĂ di crescita nel mercato italiano è evidente e condivisa ad ogni livello, cosĂŹ come lâentusiasmo che ne consegue, con investimenti concreti, mirati e strategici, in questa direzione, che si concretizzeranno nellâimmediato futuro.â
Cosa riserva il futuro per Distech Controls e quali sono i vostri obiettivi a lungo termine?
âRimane prioritario per Distech Controls proseguire la strategia di innovazione, con soluzioni che integrano machine learning e intelligenza artificiale per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, cosĂŹ come continuare la crescita ed il successo a livello globale, estendendo la propria influenza in modo capillare, fino ad unirsi alla lista dei piĂš grandi costruttori del settore del controllo BMS entro i prossimi cinque anni, per diventare una sorta di âIntel Insideâ degli edifici connessi.â â www.distech-controls.com/
Matteo Vecchi
DUE ESSE: QUANDO IL MONDO IT INCONTRA LO SMART BUILDING (E LâARCHITETTURA)
Albanesi: âIl filo conduttore tra IT e smart building è la sicurezza e per questo integriamo infrastruttura informatica e gestione accessi con un unico approccio cloud e su misuraâ
Nata nel 1996 dallâintuizione di Stefano Albanesi e Sandra Soave, Due Esse è una realtĂ di eccellenza nel comparto IT, specializzata nellâassistenza tecnica sistemistica e nella gestione di infrastrutture IT.
Tra studi professionali e PMI, Due Esse opera con soluzioni tecnologiche affidabili, scalabili e personalizzate, offrendo sicurezza informatica, Unified Communications, cloud computing, consulenza IT, infrastrutture e outsourcing. Dalla consulenza alla progettazione, fino alla gestione operativa dei sistemi informatici, Due Esse offre soluzioni chiavi in mano per ogni esigenza tecnologica legata ad edifici residenziali, aziendali e anche in ambito hotellerie, tra analisi copertura reti WiFi e infrastrutture di rete, sicurezza informatica, telefonia IP, supporto al moving tecnologico di nuove sedi, controllo accessi e organizzazione degli impianti.
Parola chiave: sicurezza
La sicurezza è fondamentale per Due Esse, come spiega Albanesi: âSi parla di sicurezza per le aziende in ambito cybersecurity, accessi informatici, dati sensibili, ma anche degli edifici, in un contesto, come quello attuale, in cui lo smart building deve essere protetto al meglio da intrusioni tra controllo accesi, operativitĂ da remoto e via discorrendoâ.
Parlare di sicurezza significa molto piĂš che installare software: si tratta di un
Stefano Albanesi
Milano, ospita un intervento
approccio strutturato che coniuga tecnologie, procedure, competenze e la conformitĂ a normative come il GDPR.
In questo ambito, Due Esse offre ai clienti un supporto completo nella prevenzione e gestione dei rischi informatici, aiutando a proteggere i propri dati prima che si verifichi una violazione, che, secondo studi recenti, mediamente può costare oltre 75 600 ⏠per una PMI.
Due Esse svolge attivitĂ di analisi, selezione e configurazione di soluzioni capaci di integrare al massimo lâoperativitĂ quotidiana con la necessitĂ di sicurezza e protezione dei dati ed è in grado di supportare PMI e Studi Professionali nel complesso percorso di adeguamento al GDPR, non solo nella scelta di idonei strumenti di cybersecurity, ma anche nellâindividuazione dei principali rischi che possono causare lâinvolontaria diffusione di dati.
IT e SMART BUILDING
Ad oggi Due Esse opera soprattutto nel cuore pulsante di Milano, in palazzi storici dove lâobiettivo è conciliare innovazione e rispetto architettonico
Una sfida vinta con eleganza, grazie allâutilizzo di materiali pregiati (ad esempio ottone e vetro) e soluzioni in cloud flessibili, gestibili da remoto e che permettono di limitare gli investimenti sui cablaggi degli edifici.
Tra i partner principali, DueEsse sceglie 2N, azienda leader nelle soluzioni di videocitofonia IP e controllo di accessi. â
www.dueesse.it
SMART BUILDING IN VIA MONTENAPOLEONE:
DUE ESSE PORTA LâINNOVAZIONE NEI PALAZZI STORICI
Via Montenapoleone a Milano è una delle strade piĂš iconiche dâEuropa: un contesto prestigioso e raffinato nel quale Due Esse ha realizzato uno degli interventi piĂš significativi, coniugando tecnologie allâavanguardia e massimo rispetto per la storicitĂ degli edifici. Intervenire in un palazzo dâepoca in una delle vie piĂš esclusive della cittĂ richiede competenza tecnica, sensibilitĂ architettonica e grande attenzione ai dettagli e usabilitĂ e i residenti e gli amministratori condominiali avevano bisogno di una soluzione moderna, discreta e non invasiva. Infatti, lâedificio era dotato di un sistema citofonico tradizionale obsoleto in termini di sicurezza: la soluzione scelta grazie a Due Esse con tecnologia 2N ha permesso ad amministratori, proprietari e residenti di ottimizzare i costi aggiuntivi per il cablaggio necessario ai risponditori dei singoli appartamenti.
Ă stata utilizzata la tecnologia per le unitĂ di risposta IP 2N Indoor View touch 7ââ con connessione WiFi e app m2N utilizzabile via smartphone. Inoltre, lâobiettivo era migliorare lâesperienza di accesso e la protezione degli ingressi, senza compromettere lâestetica o dover intervenire allâinterno degli appartamenti.
La soluzione: tecnologia intelligente e stile impeccabile
La sinergia tra tecnologia e design, tra efficienza e rispetto per lâesistente, è il tratto distintivo che rende ogni progetto un piccolo capolavoro di equilibrio. Due Esse ha progettato e installato un sistema di videocitofonia avanzato, basato su tecnologia 2N e IP Cloud. Una scelta che ha permesso lâintegrazione di un sistema di gestione degli accessi totalmente digitale, capace di dialogare con gli smartphone dei residenti e offrire un controllo remoto sicuro, intuitivo e flessibile
Uno degli elementi distintivi dellâintervento è la cura del design esterno: il posto esterno videocitofonico è stato incassato in una targa in ottone satinato su misura in stile con le caratteristiche estetiche dellâimmobile, coniugando funzionalitĂ , raffinatezza e coerenza visiva con le finiture originali.
Grazie alla pianificazione e allâutilizzo di tecniche di cablaggio avanzate, Due Esse ha operato esclusivamente sulle parti comuni: nessun accesso agli appartamenti privati, nessun disturbo ai residenti nĂŠ intervento invasivo sulle strutture murarie interne. Una strategia che ha comportato vantaggi quali rapiditĂ di esecuzione, minimo impatto quotidiano per gli abitanti, riduzione dei costi accessori e valorizzazione dellâimmobile senza alterarne la configurazione originale.
Oggi, il palazzo di Via Monte Napoleone gode di un sistema di accesso sicuro, moderno e tecnologicamente allineato agli standard internazionali.
Questo intervento, dunque, rappresenta il perfetto esempio della filosofia di Due Esse: unire innovazione, discrezione e attenzione per il contesto in cui si opera. Due Esse, infatti, non si limita a installare impianti, ma progetta soluzioni su misura per ciascun edificio, valorizzando le peculiaritĂ architettoniche e soddisfacendo le aspettative di una clientela esigente.
SOLUZIONI
QUICKLINK SOLUTIONS
SMART BUILDING EVOLUTION
Edifici intelligenti tra supervisione evoluta e machine learning
Il settore energetico sta attraversando una svolta senza precedenti, spinto dalla digitalizzazione e dalla crescita esponenziale dei dati. Le aziende devono affrontare sfide complesse: ridurre i consumi, semplificare la gestione e reagire in tempo reale. In molti edifici, però, i sistemi restano disconnessi: troppi strumenti, troppe interfacce, troppi dati isolati. Serve un cambio di paradigma. La centralizzazione del controllo è il punto di svolta: migliora lâefficienza, ottimizza le risorse e assicura il rispetto delle normative. EasyLink ed Easy Machine Learning sono la risposta a queste esigenze. Supervisionare, analizzare e prevedere diventano un unico flusso integrato. Ă lâevoluzione della gestione: smart, predittiva e pronta al futuro.
EasyLink App Controllo flessibile a portata di mano
EasyLink: la supervisione centralizzata e semplificata
EasyLink, integrato nella piattaforma Niagara di Tridium, consente il monitoraggio e la gestione centralizzata di impianti multi-sito e multi-cliente. Interfaccia intuitiva, configurazione rapida e massima personalizzazione rendono EasyLink una soluzione potente e versatile.
La versione mobile, EasyLink APP, estende queste funzionalitĂ ovunque: è possibile controllare impianti da remoto, reagire in tempo reale agli eventi, prendere decisioni piĂš rapide e ottimizzare i consumi. Una gestione piĂš smart e connessa che aumenta lâefficienza e riduce i costi.
Easy Machine Learning: il futuro degli edifici intelligenti Con lâintelligenza artificiale, si apre una nuova frontiera nella gestione predittiva. Easy Machine Learning sfrutta lâAI per analizzare i dati raccolti da diverse fonti (inclusa la piattaforma Niagara di Tridium), individuare anomalie, anticipare criticitĂ e migliorare lâefficienza dei sistemi nel tempo. Una soluzione che trasforma i dati in decisioni piĂš informate e permette di costruire processi che favoriscono lâefficienza a lungo termine, riducendo i costi energetici e migliorando la sostenibilitĂ . Una nuova generazione di edifici è possibile: connessi, intelligenti, sostenibili. E giĂ pronta ad affrontare il domani. â
Lâinnovazione del Machine Learning
EasyML
SMART FUTURE. TECNOLOGIE
INTEGRATE PER CITTĂ ED EDIFICI
INTELLIGENTI: LâAPPROCCIO DI
ALLNET.ITALIA
Iprogetti in ambito Smart City â e nelle loro declinazioni come Smart Building, Smart Traffic, Smart Parking e Smart Utilities â hanno come obiettivo principale la gestione intelligente e la fruibilitĂ degli spazi e dei servizi cittadini, rendendoli piĂš accessibili, efficienti e sicuri.
ÂŤLa nostra missione â sottolinea Vito Mariella, BU Director Smart&Secure di Allnet.Italia â è accompagnare i partner nello sviluppo di progetti realmente utili, che semplifichino la vita quotidiana e migliorino la sicurezza degli spazi, senza mai sacrificare la tutela della privacy.Âť
La trasformazione digitale delle città e dei loro spazi non è piÚ una prospettiva futura, ma una realtà necessaria per migliorare la qualità della vita delle persone
Un esempio concreto riguarda la gestione energetica e delle utilities: grazie ai moduli e sensori di brand come Shelly, Milesight, Audenis o MFC88, è possibile monitorare i consumi di edifici e impianti, regolare in automatico illuminazione, climatizzazione e carichi elettrici e ottimizzare lâuso delle risorse idriche, garantendo un risparmio energetico fino al 30%
In ambito urbano, la combinazione di telecamere intelligenti Axis e sensori ambientali Milesight permette di rilevare anomalie comportamentali, monitorare la qualitĂ dellâaria e i cambiamenti climatici. Il tutto integrato con reti LoRaWAN a copertura estesa, che abilitano scenari di smart parking, smart traffic e monitoraggio ambientale diffuso, aumentando la sicurezza e migliorando la vivibilitĂ degli spazi pubblici.
La connettivitĂ rappresenta la colonna portante di queste soluzioni: i router e gateway Teltonika assicurano comunicazioni affidabili e continuitĂ di servizio anche in scenari critici, consentendo ad esempio il controllo remoto di impianti energetici o reti idriche.
Per quanto riguarda il controllo degli accessi e la sicurezza fisica, i sistemi 2N di videocitofonia IP permettono di gestire ingressi e varchi in modo sicuro e centralizzato, anche da remoto, combinando protezione e semplicitĂ dâuso.
ÂŤNon ci limitiamo a distribuire prodotti âconclude Mariella â ma offriamo formazione, supporto tecnico e consulenza progettuale, mettendo al centro lâintegrazione e la sostenibilitĂ . Ă questo approccio che rende Allnet.Italia un partner di riferimento nel percorso verso smart building e smart city realmente a misura di persona.Âť www.allnet-italia.it
Vito Mariella, BU Director Smart&Secure di Allnet.Italia
Da mezzo secolo passione e in novazione al servizio dellâe lettronica. A novembre a Milano, alla Smart Building Expo 2025.
Alpha Elettronica S.r.l. festeggia nel 2025 un traguardo specia le: 50 anni di attivitĂ . Un mezzo secolo di passione, impegno e innovazione costante nel settore dellâelettronica e della tecnolo gia, che hanno permesso allâa zienda di diventare un punto di riferimento per grossisti di materiale elettrico, elettronico, installatori e professionisti.
Fondata nel 1975, Alpha Elet tronica ha saputo crescere nel tempo con una visione chiara: offrire soluzioni affidabili e stru menti avanzati, capaci di rispon dere alle esigenze in continua evoluzione del mercato. Dalla distribuzione di componenti elet tronici alla proposta di sistemi e tecnologie per il cablaggio strutturato, lâazienda ha sem pre mantenuto al centro della propria filosofia la qualitĂ e la vicinanza ai clienti.
Il 2025 sarĂ anche lâoccasione per presentare al pubblico le novitĂ piĂš attese in occasione della
ALPHA ELETTRONICA 50 ANNI
Smart Building Expo , che si terrĂ dal 19 al 21 novembre a Milano. Uno spazio privilegiato in cui Alpha Elettronica porterĂ la propria esperienza e le proprie innovazioni, mettendo in primo piano prodotti pensati per rendere piĂš semplice e sicura la realizzazione di reti e impianti.
Tra le novitĂ , spicca lo strumento per reti LAN modello 94-108, progettato per il tracciamento e la verifica del cablaggio dei cavi Ethernet in rame. Un alleato indispensabile per chi lavora ogni giorno con infrastrutture di rete, capace di semplificare il rilevamento della posizione dei cavi e di garantire un controllo immediato sulla correttezza del collegamento. Un prodotto che incarna perfettamente la filosofia di Alpha Elettronica: unire funzionalitĂ , praticitĂ e innovazione al servizio dei professionisti. Il cinquantesimo anniversario non rappresenta solo una celebrazione, ma anche un punto di partenza verso nuove sfide. Alpha Elettronica rinnova infatti il proprio impegno a continuare a investire in tecnologie, competenze e servizi, con lâobiettivo di supportare la crescita del settore e accompagnare i clienti nella trasformazione digitale del building.
Con 50 anni di storia e lo sguardo rivolto al futuro, Alpha Elettronica conferma la sua vocazione: essere partner affidabile e innovativo per chi costruisce il domani delle reti e delle tecnologie. â
Plana Up è lâevoluzione naturale d i Plana, la serie civile piĂš iconica e apprezzata, si rinnova senza rinunciare alla qualitĂ , alla soliditĂ e allâaffidabilitĂ che ne hanno fatto la storia.
Nuovo design dai volumi compatti, linee pulite, profilo minimale, curve armoniche e superfici continue definiscono un nuovo linguaggio discreto e sofisticato. Un minimalismo elegante e contemporaneo che si traduce in unâinnata versatilitĂ , capace di interpretare con naturalezza ogni stile abitativo.
Plana è oggi la serie piĂš completa del mercato per numero di funzioni, unendo innovazione tecnologica e nuove prestazioni a unâestetica moderna e in grado di garantire continuitĂ funzionale, massima versatilitĂ , e completa compatibilitĂ con gli articoli esistenti.
Nuove tonalitĂ , nuove atmosfere: grazie a unâattenta ricerca sulle attuali tendenze dellâinterior design, le finiture diventano protagoniste, con una palette di 13 colori, valorizzate anche dalla nuova texture
Matt. Dai neutri caldi, perfetti per creare ambienti accoglienti, ai metallizzati, contemporanei e luminosi; dai colori pastello, delicati e romantici, fino allâintramontabile Total Look bianco.
VIMAR: PLANA UP EVOLUZIONE NATURALE DI PLANA
Plana è sempre connessa, attraverso la gamma completa di dispositivi smart del sistema View Wireless, che permette di gestire temperatura, illuminazione, tende e tapparelle, controllo accessi, consumi di energia, in modo facile e sicuro, anche da smartphone con lâapp View o con gli assistenti vocali.
Perfettamente integrati nella placca, i nuovi comandi assiali disegnano una superficie unica e continua, valorizzati da una retroilluminazione a led puntiforme, discreta ma ben visibile, ora arricchita della versione a luce bianco caldo, pensata per accompagnare con naturalezza i gesti quotidiani, anche nei rinnovati comandi basculanti. Linee continue e pulite diventano elemento di stile, ulteriormente esaltate dalla nuova presa a filo, dotata di un meccanismo brevettato che assicura fluiditĂ dâuso e previene ogni rischio di inceppamento.
Plana amplia inoltre le potenzialità delle soluzioni tradizionali con il nuovo pulsante a relè integrato Quid, per il controllo centralizzato delle luci.
Plana si adatta ad ogni contesto: residenziale, hospitality, terziario, sanitĂ . Grazie alle soluzioni smart con il sistema View Wireless, al sistema domotico By-me Plus
per funzioni integrate ed espandibili, fino allâimpianto di automazione su standard KNX, Well-Contact Plus, per la completa gestione degli edifici, trova la sua collocazione in qualsiasi ambiente e arriva ovunque garantendo soluzioni protette e sicure anche allâesterno.
Plana Up è 100% compatibile con gli articoli esistenti, una caratteristica distintiva che assicura semplicitĂ dâinstallazione e perfetta integrazione. Le innovazioni introdotte mantengono la continuitĂ funzionale, grazie alla piena interoperabilitĂ con i dispositivi esistenti.
Non un semplice restyling, ma una naturale evoluzione, proiettata nel futuro del design Made in Italy. Un equilibrio perfetto tra innovazione e continuitĂ , dove la ricerca estetica si unisce alla funzionalitĂ , mantenendo intatti i principi di affidabilitĂ , semplicitĂ e versatilitĂ che da sempre contraddistinguono Vimar. â
www.vimar.com
AJAX SYSTEMS: QUANDO âSICUREZZAâ Ă LA PAROLA DâORDINE
Di fronte a una costante evoluzione delle esigenze di sicurezza, Ajax Systems ha annunciato tre novitĂ che segnano un salto tecnologico e strategico importante per lâazienda. Si tratta delle nuove telecamere con illuminazione ibrida (HL), NVR H con uscita HDMI e la linea modulare di rilevazione incendi EN54 Line che arricchiscono il portfolio dellâazienda e puntano ad integrare sorveglianza video e sistemi antincendio in modalitĂ piĂš intelligente, veloce e flessibile.
âCon la linea EN54, le nuove telecamere ibride e lâNVR H, Ajax Systems porta la sicurezza a un livello superioreâ. A parlare è Ivan Galimberti - Country Manager Italy, che aggiunge: âAjax propone sistemi affidabili e intelligenti che rilevano e segnalano tempestivamente ogni minaccia, garantendo protezione completa e integrata. Lâobiettivo è offrire soluzioni facili da usare, innovative e performanti, sia per ambienti residenziali sia professionali, rafforzando la nostra leadership nel settoreâ.
Con queste novitĂ , Ajax Systems punta a una convergenza fra sorveglianza video intelligente e rilevazione incendio certificata. Le telecamere HL espandono le capacitĂ visive notturne, gli NVR H consentono di visualizzare video live e archiviati direttamente su uno schermo collegato, mentre la linea EN54 introduce lâingresso dellâazienda nel mondo antincendio conforme agli standard. Un punto di forza strategico è la compatibilitĂ e integrazione: le soluzioni possono dialogare tramite applicazioni Ajax, scenari video (trigger da eventi), integrazione con sistemi di monitoraggio (CMS) grazie agli aggiornamenti remoti.
Nel contesto del mercato della sicurezza, Ajax rafforza il suo posizionamento come fornitore non solo di sistemi antintrusione, ma di un ecosistema completo che unisce video, antincendio, domotica e automazione
Videosorveglianza senza compromessi
Ajax amplia la propria linea di videosorveglianza con la serie NVR H, pensata per una gestione video locale semplice, sicura e flessibile. I nuovi videoregistratori di rete, disponibili in due versioni da 8 e 16 canali (HAC 8-ch e HAC 16-ch), integrano unâuscita HDMI che consente la visualizzazione
diretta su schermo senza PC o computer, oltre a un sistema di gestione video (VMS) con videowall virtuale personalizzabile. La tecnologia proprietaria JetSparrow assicura trasmissioni criptate e navigazione fluida negli archivi, con sincronizzazione degli eventi al sistema di sicurezza Ajax. Lâinstallazione è semplificata grazie a SmartBracket e alla configurazione via QR code, con supporto ONVIF/RTSP e ricerca automatica delle telecamere. Ideale per PMI, uffici e residenze, NVR H offre un monitoraggio locale affidabile con la possibilitĂ di integrare lâaccesso remoto per una sorveglianza completa.
Lâazienda ha recentemente presentato
anche la linea HL (Hybrid Light) e le tre fotocamere con capacitĂ di illuminazione ibrida: BulletCam HL, TurretCam HL e DomeCam Mini HL Questi dispositivi combinano lâilluminazione infrarossa tradizionale ai LED bianchi che entrano in funzione su riconoscimento umano, permettendo una visione a colori anche in ambienti bui e sorprendendo lâintruso. In condizioni notturne normali la telecamera usa lâIR, mentre al rilevamento di movimento accende luce bianca per restituire immagini cromatiche: ciò consente di distinguere dettagli spesso critici, come il colore dei vestiti, targhe o elementi ambientali. Inoltre, il dispositivo regola dinamicamente lâintensitĂ luminosa per
Ivan Galimberti
evitare problemi di sovraesposizione, garantendo visibilitĂ sia degli elementi vicini che di quelli piĂš lontani.
Ne parla approfonditamente Ivan Galimberti: âLe telecamere ibride di Ajax uniscono il meglio della sorveglianza cablata e wireless, offrendo rilevazione intelligente dei movimenti, riduzione dei falsi allarmi e immagini ad alta definizione, anche in condizioni di scarsa illuminazione Progettate dai nostri team R&D, garantiscono massima affidabilitĂ , sicurezza e semplicitĂ dâuso, risultando ideali sia per applicazioni residenziali sia professionali. Con lâintroduzione delle telecamere ibride con illuminazione, Ajax compie un ulteriore passo avanti: una risposta concreta a una delle sfide piĂš comuni della sicurezza, ovvero catturare dettagli critici a colori anche di notte, ampliando cosĂŹ le possibilitĂ di protezione in una vasta gamma di scenariâ
Le telecamere HL integrano algoritmi di intelligenza artificiale distinguendo persone, animali, veicoli e garantendo maggiore velocitĂ e riservatezza nellâelaborazione. Tra le altre caratteristiche, supportano il True WDR per migliorare la resa in condizioni di forte contrasto luce/ombra.
Lâaggiunta al sistema Ajax avviene tramite scansione del QR code, mentre lâarchiviazione può essere su NVR Ajax o microSD (tra 32 e 256 GB) secondo il modello. Queste telecamere possono essere integrate nella piattaforma Ajax per attivare scenari video legati a eventi (ad esempio, attivare una telecamera quando un sensore intrusione segnala movimento).
Dal punto di vista applicativo, la tecnologia HL pone le basi per un ecosistema video piĂš intelligente, con analisi a bordo camera e riduzione dei falsi allarmi â un passo importante verso soluzioni ibride fra antintrusione e videosorveglianza integrata.
EN54 Line: un passo nel settore antincendio certificato
Parallelamente allâevoluzione video, Ajax ha presentato la EN54 Line, una linea di sistemi antincendio completamente wireless, conforme agli standard europei EN 54 per rilevazione allarme incendio. Al centro del sistema câè il Fire Hub Jeweller, dispositivo di controllo e segnalazione (CIE), con touchscreen da 10,1â, supporto Ethernet, Wi-Fi e doppia SIM per continuitĂ di comunicazione. Può gestire fino a 200 dispositivi indirizzati e 40 zone di rilevazione.
Ajax ha recentemente presentato la linea HL (Hybrid Light) e le tre fotocamere con capacitĂ di illuminazione ibrida: BulletCam HL, TurretCam HL e DomeCam Mini HL.
tramite il touch screen del CIE o le app Ajax. Lâinstallazione è rapida, poco invasiva e adatta a implementazioni su singole sedi o portafogli multi-sito. Lâassenza di rumore, la bassa manutenzione e la supervisione centralizzata la rendono ideale per scuole, ospedali e strutture ad alto rischioâ. I rilevatori che compongono la linea includono modelli smoke (fumo), heat (calore), con o senza segnalatori acustici (85 dB), usando camere ottiche dual-spectrum basate sullâalgoritmo HazeFlow 2 e sensori termici con due termistori per cogliere incrementi rapidi di temperatura. Inoltre, sono inclusi moduli I/O (2 ingressi / 2 uscite) per integrazione con dispositivi esterni, batterie interne (24 h e 72 h) per autonomia energetica e un ripetitore radio Fire ReX Jeweller per estendere il raggio dâazione fino a 35 km in impianti complessi. Per la segnalazione allarmi visiva/acustica, vengono attivati sounder e dispositivi VAD (Visual Alarm Devices) entro 3 secondi, con volumi fino a 100 dB e 32 toni selezionabili.
Notevole, in aggiunta, è la semplicità di installazione: non è necessario smontare le custodie per accedere alle batterie e ciascun dispositivo può essere aggiunto al sistema scansionando un QR code.
Abbiamo chiesto a Ivan Galimberti quanto valore ha questo ingresso dellâazienda nel settore della protezione antincendio commerciale wireless: âAjax Systems era giĂ presente nel settore antincendio, ma con lâintroduzione della EN54 Line la gamma si è notevolmente arricchita. Il mercato necessitava di innovazioni dirompenti e, riconoscendo questa lacuna, il team di Ajax ha sviluppato un sistema certificato EN54 che integra rilevazione incendi e sistemi di allarme in unâunica piattaforma completa, offrendo protezione efficace, affidabile e conforme agli standard internazionali. La EN54 Line è progettata per i flussi di lavoro reali degli installatori e le esigenze dei clienti: facile da installare, configurabile rapidamente tramite app, completamente wireless e gestibile sia in locale che da remoto
La comunicazione wireless utilizza i protocolli Jeweller, Wings e TurboWings, garantendo connettivitĂ anche in condizioni sfavorevoli, con la possibilitĂ di utilizzo di ripetitori per copertura ampliata.
Il sistema è progettato per rispettare gli standard EN 54-2, EN 54-3, EN 54-5, EN 54-7, EN 54-23 e EN 54-25, offrendo affidabilità , comunicazione ridondata e risposta ai guasti secondo le normative europee.
Altro elemento di rilevo è lâintegrazione con il portafoglio video di Ajax: è possibile implementare la verifica visiva dellâallarme usando le telecamere del sistema per ridurre falsi allarmi e accelerare lâintervento. Conclude Galimberti: âAbbiamo voluto integrare antincendio e antifurto in un unico sistema, semplificando la gestione per installatori e utenti e aprendo la strada a strategie di sicurezza piĂš intelligenti e integrate anche per siti commerciali. Invece di considerare lâantincendio come un livello separato di protezione, abbiamo progettato i prodotti della EN54 Line, combinandoli con la protezione antifurto, lâautomazione e la videosorveglianza Ajax, per costruire una solida base per qualsiasi progetto. Si tratta di una soluzione completamente wireless con portata eccezionale, scalabilitĂ , manutenzione da remoto e implementazione rapida, progettata per adattarsi a ogni tipo di progetto.â â https://ajax.systems/it/
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Con xxter e Pairot, eelectron integra automazione, gestione energetica e controllo vocale in unâunica piattaforma intelligente e connessa.
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gestire i carichi in base alla disponibilitĂ energetica, dialogando con impianti fotovoltaici, pompe di calore e colonnine di ricarica EV
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Tecnologia, esperienza, intelligenza
audio visual
Tre parole che oggi ridefiniscono il modo in cui progettiamo, costruiamo e viviamo gli spazi.
Con questo numero inauguriamo una nuova sezione della rivista dedicata allâintegrazione audiovisiva, intesa non come semplice insieme di dispositivi, ma come linguaggio comune tra architettura, automazione e interazione umana. Il mondo degli impianti AV e dei sistemi smart è entrato in una fase di profonda trasformazione: la convergenza tra reti, protocolli aperti e intelligenza artificiale sta rendendo gli ambienti sempre piĂš sensibili, adattivi, capaci di apprendere e dialogare con chi li abita. La progettazione audiovisiva diventa cosĂŹ un campo di ricerca e di sintesi, dove la componente tecnica si unisce a quella esperienziale, comunicativa e percettiva. Questa nuova sezione nasce per dare spazio a idee, metodi e strumenti che aiutino progettisti, integratori e committenti a interpretare questa evoluzione. Racconteremo casi, tecnologie e scenari applicativi con un linguaggio chiaro ma rigoroso, mettendo al centro la qualitĂ del progetto e non la semplice innovazione di prodotto. Lâobiettivo è costruire un punto dâincontro tra chi lavora nel mondo dellâautomazione, dellâilluminazione, del suono, del video e della gestione intelligente degli edifici: una piattaforma di confronto interdisciplinare, dove la tecnologia è al servizio delle persone e dei luoghi. A curare i contributi di questo primo ciclo è un gruppo di autori provenienti da ambiti diversi, accomunati da una visione condivisa: fare dellâAV un terreno di dialogo tra competenza tecnica, creativitĂ e cultura del progetto. Con questa apertura, la rivista si propone di accompagnare la trasformazione in atto â dal controllo allâintelligenza, dalla funzione allâesperienza, dallâautomazione al senso. Un percorso che riguarda tutti noi, perchĂŠ gli spazi che abitiamo stanno imparando a parlarci. E noi, finalmente, possiamo rispondere. â
DALLA COMPRENSIONE
DEL LINGUAGGIO ALLâAZIONE
INTELLIGENTE: I LAM trasformano la domotica e gli edifici smart in sistemi dinamici, adattivi e realmente proattivi
Michele Fucci
Negli ultimi anni ci siamo abituati a convivere con assistenti vocali e sistemi di automazione domestica che ci semplificano la vita: accendere le luci con un comando, regolare il riscaldamento dallâapp o avviare un elettrodomestico da remoto è ormai una pratica comune. Si tratta di strumenti utili, ma ancora limitati: funzionano bene quando gli diciamo esattamente cosa fare, meno quando si tratta di interpretare i nostri bisogni impliciti o di
adattarsi a situazioni non previste. Proprio in questo spazio di âcarenza di intelligenzaâ si colloca la nuova generazione di modelli di intelligenza artificiale: i Large Action Models (LAM) . Questi sistemi rappresentano unâevoluzione rispetto ai Large Language Models (LLM) che conosciamo, perchĂŠ non si limitano a comprendere e generare linguaggio, ma traducono intenzioni in azioni concrete, orchestrando dispositivi, interfacce e applicazioni.
Il salto è significativo: se i LLM hanno portato la capacità di conversare e produrre testo con fluidità sorprendente, i LAM introducono la possibilità di imparare dai nostri comportamenti e agire di conseguenza, fino ad anticipare i bisogni. Una trasformazione che non riguarda solo il mondo digitale, ma che apre scenari concreti nella gestione degli spazi domestici e professionali, dalle smart home agli edifici intelligenti.
Cosa sono i Large Action Models
I Large Action Models, o LAM, possono essere descritti come la naturale evoluzione dei Large Language Models (LLM). Mentre questi ultimi hanno rivoluzionato lâinterazione uomo-macchina grazie alla capacitĂ di comprendere e generare testo, i LAM fanno un passo ulteriore: trasformano lâinformazione in azione. In pratica, non si limitano a rispondere a un comando o a restituire una frase, ma sono in grado di muoversi allâinterno di interfacce digitali, interagire con applicazioni, controllare dispositivi fisici e orchestrare sistemi complessi. Significa, ad esempio, che un LAM potrebbe navigare su un sito per effettuare una prenotazione, compilare moduli, gestire un impianto domotico o ottimizzare i consumi di un edificio, il tutto imparando dai comportamenti dellâutente. La loro forza non sta solo nella capacitĂ di eseguire istruzioni, ma soprattutto nellâadattamento: apprendono dalle abitudini, riconoscono pattern ricorrenti e distinguono tra ciò che viene detto esplicitamente e ciò che è implicito nelle nostre azioni. Questo li differenzia nettamente dagli assistenti vocali tradizionali, che eseguono soltanto compiti circoscritti e predefiniti.
Possiamo quindi considerarli un nuovo livello di intelligenza artificiale, capace di combinare il ragionamento simbolico con lâapprendimento automatico, in una forma piĂš vicina a un âagenteâ che non a un semplice strumento.
LAM nella smart home e nella domotica
Le automazioni che conosciamo oggi nelle smart home si basano soprattutto su regole statiche: programmazioni orarie, scenari preimpostati, attivazione di sensori che accendono o spengono dispositivi. Sono utili, ma rigide: funzionano se abbiamo previsto in anticipo le condizioni, meno quando serve flessibilitĂ . Con lâintroduzione dei LAM, lo scenario cambia radicalmente. Lâautomazione diventa dinamica e adattiva: il sistema è in grado di osservare come viviamo gli spazi, imparare le nostre preferenze e adattarsi in tempo reale alle condizioni del momento. Non piĂš semplici âscriptâ decisi dallâutente, ma un ecosistema che evolve insieme a noi. Immaginiamo, ad esempio, una casa che
regola la temperatura non solo in base a un comando vocale, ma considerando quante persone sono presenti, che attivitĂ stanno svolgendo e lâora del giorno. Oppure un sistema di illuminazione che non si limita ad accendersi quando entriamo in una stanza, ma sceglie intensitĂ e tonalitĂ in base al contesto: rilassante per la sera, energizzante al mattino, adattato alla concentrazione durante il lavoro. Il vantaggio non è solo il comfort, ma anche lâefficienza.
I LAM possono ottimizzare lâuso dellâenergia, avviando gli elettrodomestici nei momenti in cui lâimpianto fotovoltaico produce abbastanza energia, o regolando i consumi in funzione delle previsioni meteo. Ă un approccio piĂš intelligente perchĂŠ mette insieme esigenze pratiche, abitudini personali e sostenibilitĂ . In sintesi, i LAM portano la domotica oltre il concetto di ârisposta a un comandoâ, trasformandola in un sistema che agisce in modo proattivo, quasi come un assistente invisibile che anticipa i bisogni.
Ombre e limiti attuali
Come spesso accade con le tecnologie emergenti, anche i LAM portano con sĂŠ sfide e punti critici da non sottovalutare. Uno dei rischi principali è lâover-automation: quando il sistema diventa troppo autonomo e prende decisioni senza il giusto equilibrio con il controllo umano.
Pensiamo a una luce che si spegne perchĂŠ il sistema interpreta lâassenza di movimento come âstanza vuotaâ, mentre in realtĂ stiamo semplicemente leggendo immobili sul divano. In questi casi, lâautomazione da risorsa si trasforma in fastidio. Unâaltra difficoltĂ riguarda la gestione delle preferenze multiple. Nelle abitazioni condivise, le esigenze non sono mai univoche: câè chi preferisce ambienti piĂš caldi, chi ama la luce intensa e chi invece la penombra. Per un sistema, bilanciare preferenze divergenti e spesso non esplicitate è un compito complesso, che richiede capacitĂ di mediazione e intelligenza contestuale ancora in fase di sviluppo. A questi aspetti si aggiungono le questioni di privacy e trasparenza
Un LAM, per funzionare al meglio, deve raccogliere e interpretare una grande quantitĂ di dati su abitudini, movimenti e comportamenti degli utenti. Ă quindi fondamentale stabilire regole chiare su come questi dati vengono gestiti, protetti e resi comprensibili
alle persone, altrimenti il rischio è che la fiducia verso la tecnologia venga meno. In sintesi, i LAM offrono potenzialitĂ enormi, ma devono ancora superare sfide di progettazione e di accettazione sociale. La vera partita non si gioca solo sulla loro capacitĂ tecnica, ma sulla qualitĂ dellâesperienza che sanno offrire e sulla fiducia che riescono a generare.
LAM come tassello di un ecosistema intelligente
I Large Action Models non vanno considerati come strumenti isolati, ma come parte di un ecosistema piĂš ampio che combina sensori, dispositivi IoT e sistemi di intelligenza artificiale distribuiti.
Ă proprio da questa integrazione che possono esprimere il loro vero potenziale. Grazie alla connessione con la sensoristica ambientale, un LAM può interpretare dati in tempo reale su temperatura, consumi energetici, presenza di persone, qualitĂ dellâaria o livello di luminositĂ . Integrando queste informazioni con le abitudini apprese, diventa in grado di prendere decisioni contestuali e proattive. In altre parole, non solo ârispondeâ, ma âagisceâ con cognizione di causa.
Un ruolo chiave lo giocano anche le tecnologie abilitanti giĂ disponibili. Gli standard di interoperabilitĂ come Matter permettono a dispositivi di marchi diversi di comunicare senza difficoltĂ , riducendo la frammentazione tipica delle smart home e rendendo le automazioni piĂš fluide e universali. Le tecnologie di localizzazione avanzata, come lâUltra-Wideband (UWB), consentono invece di tracciare con precisione la posizione di persone e oggetti allâinterno degli spazi, rendendo le interazioni ancora piĂš puntuali e personalizzate. Infine, lâelaborazione on edge, cioè direttamente sui dispositivi locali senza passare dal cloud, garantisce tempi di risposta rapidi, maggiore protezione della privacy e continuitĂ operativa anche senza connessione. Se pensiamo in prospettiva, i LAM potrebbero diventare la colonna portante non solo della casa intelligente, ma anche degli edifici complessi e delle cittĂ connesse. Ambienti capaci di adattarsi, coordinarsi e imparare, trasformandosi in organismi digitali sempre piĂš vicini ai bisogni reali delle persone.
Conclusioni
Il passaggio dai Large Language Models ai Large Action Models segna unâevoluzione significativa nel modo in cui immaginiamo lâintelligenza artificiale allâinterno degli spazi che abitiamo. Se i primi hanno reso possibile un dialogo naturale con le macchine, i secondi aprono la strada a unâinterazione ancora piĂš avanzata, capace di tradurre intenzioni in azioni concrete e di adattarsi ai nostri comportamenti quotidiani.
Nelle smart home e negli edifici intelligenti, questo significa passare da automazioni rigide a sistemi dinamici, in grado di anticipare i bisogni, ottimizzare lâuso dellâenergia e migliorare il comfort con un livello di personalizzazione mai visto prima. Non mancano i limiti, legati soprattutto al rischio di eccessiva autonomia, alla complessitĂ di gestire preferenze diverse e alle delicate questioni di privacy.
Ma sono sfide che la ricerca e il mercato stanno affrontando con crescente attenzione. Guardando al futuro, i LAM non rappresentano solo una tecnologia innovativa, ma un tassello fondamentale per costruire ambienti piĂš intelligenti, flessibili e sostenibili. Non piĂš semplici strumenti al nostro servizio, ma veri e propri partner digitali capaci di imparare con noi e per noi. â
Tecnologie abilitatrici dei LAM
Oltre ai Large Action Models, esistono alcune tecnologie chiave che ne supportano lo sviluppo e lâintegrazione negli ambienti intelligenti.
Protocollo Matter
Matter è lo standard di interoperabilità sviluppato da un consorzio di aziende globali. Il suo obiettivo è permettere a dispositivi di marche diverse di comunicare tra loro senza vincoli proprietari. In questo modo, lampadine, termostati e sensori possono dialogare in maniera uniforme, semplificando la configurazione e superando la frammentazione che oggi caratterizza il mercato della smart home.
Ultra-Wideband (UWB)
LâUltra-Wideband è una tecnologia di localizzazione ad alta precisione che consente di rilevare con grande accuratezza la posizione di persone e oggetti, con un margine di errore di pochi centimetri. Diversamente dal Bluetooth o dal Wi-Fi, UWB è in grado di calcolare anche la direzione del movimento, rendendola ideale per scenari come il riconoscimento della presenza in una stanza o la gestione sicura degli accessi.
AI on Edge
Con AI on edge si intende lâelaborazione dellâintelligenza artificiale direttamente sui dispositivi locali, senza passare per il cloud. Questo garantisce tempi di risposta piĂš rapidi,
maggiore tutela della privacy e continuitĂ operativa anche senza connessione. Nei sistemi di domotica e negli edifici smart, significa automazioni piĂš affidabili e sicure, capaci di adattarsi in tempo reale alle condizioni ambientali.
Tecnologie abilitatrici dei LAM
Protocollo Matter
⣠Standard di interoperabilità tra dispositivi di marche diverse.
⣠Supera la frammentazione e semplifica la configurazione della smart home.
Ultra-Wideband (UWB)
⣠Tecnologia di localizzazione con precisione centimetrica.
⣠Rileva posizione e direzione di oggetti e persone.
⣠Ideale per riconoscimento presenza, accessi sicuri, tracciamento indoor.
AI on Edge
⣠Intelligenza artificiale elaborata direttamente sui dispositivi locali.
⣠Risposte immediate, privacy protetta, autonomia anche senza connessione.
⣠Automazioni piÚ affidabili e sicure.
SISTEMI DI AUTOMAZIONE ORIENTATI AL MIGLIORAMENTO DEL COMFORT E DELLâESPERIENZA NEGLI
AMBIENTI DEDICATI
ALLâHOSPITALITY
Alessio Vannuzzi
Immaginiamo di arrivare in una struttura ricettiva, che sia un boutique hotel nel centro storico di Firenze, un resort vista mare o un piccolo B\&B nascosto tra le colline della Val DâOrcia. La prima impressione non si gioca solo sul sorriso di chi ci accoglie, ma anche sulla percezione immediata dellâambiente: la luce, la temperatura, i suoni, persino lâodore. In altre parole, tutto ciò che contribuisce al comfort e allâesperienza dellâospite.
Qui entra in campo la building automation, ovvero quellâinsieme di tecnologie che, se ben progettate, trasformano gli ambienti in spazi âintelligentiâ, capaci di adattarsi alle esigenze di chi li vive. PerchĂŠ se è vero che un letto comodo e una colazione abbondante restano punti fermi, oggi i viaggiatori chiedono molto di piĂš: personalizzazione, efficienza e sostenibilitĂ . La domotica applicata al mondo dellâhospitality non è piĂš un âdi piĂšâ da raccontare con orgoglio sul sito web dellâhotel. Ă diventata uno standard atteso. Un ospite internazionale non si sorprende piĂš se può regolare luci e tende da un pannello touch, ma si accorge subito se non lo può fare. Comfort significa poter entrare in camera e trovare giĂ la temperatura ideale, una luce calda che invita al relax, una musica soft di sottofondo, il tutto con un consumo energetico ottimizzato e invisibile agli occhi del cliente. Lâesperienza, invece, è quel passo in piĂš: immagina che, grazie allâintegrazione con il sistema di booking, la camera sappia giĂ che preferisci 22 gradi e una luce indiretta. O che il ristorante dellâhotel possa proporti un menu calibrato in base alle tue intolleranze registrate al check-in digitale o che ti proponga dei menĂš fissi, che tengono conto dei tuoi gusti preferiti o, meglio ancora, di una dieta particolare che hai segnalato ed evidenziato. La grande novitĂ che si affaccia allâorizzonte è lâintroduzione di agenti intelligenti, architetture basate su intelligenza artificiale capaci di dialogare in modo naturale con lâospite. Non piĂš solo comandi vocali (âAlexa, spegni la luceâ), ma veri e propri assistenti virtuali che imparano dalle abitudini, anticipano i bisogni e si interfacciano con i sistemi dellâedificio.
Facciamo un esempio concreto: un ospite torna in hotel dopo una giornata di lavoro. Lâagente intelligente ha rilevato (grazie al calendario sincronizzato) che ha avuto una conferenza impegnativa e ha prenotato una sessione alla spa alle 19:00, perchĂŠ negli ultimi due giorni il cliente aveva chiesto piĂš volte servizi di relax. Quando entra in camera, trova giĂ pronta unâatmosfera piĂš soft: tende abbassate, temperatura leggermente piĂš alta, playlist rilassante in sottofondo. Non è fantascienza, è la naturale evoluzione di tecnologie giĂ disponibili, che con lâIA diventano âproattiveâ e che se sapute integrare adeguatamente al resto dei sistemi, sono giĂ disponibili oggi.
Caso dâuso reale: lâEuphoria Resort
di Creta
Un esempio concreto di come i sistemi di automazione possano migliorare comfort ed efficienza in ambito hospitality è lâEuphoria Resort, un resort cinque stelle da 287 camere situato a Kolymbari, sullâisola di Creta. La struttura è stata progettata con unâinfrastruttura di building automation basata su KNX e Modbus, capace di integrare climatizzazione, illuminazione, schermature solari, prese di corrente e aree comuni in un unico ecosistema digitale.
Ogni camera dispone di circa 28 dispositivi intelligenti collegati al sistema centrale, che consentono di gestire luci, tende e prese elettriche. La climatizzazione, integrata tramite protocollo Modbus, viene regolata automaticamente in base allo stato della camera: occupata, libera o in fase di check-in/check-out. Questo permette non solo di ottimizzare i consumi energetici, ma anche di garantire allâospite un ambiente sempre confortevole al suo arrivo.
Il resort ha inoltre sviluppato una GUI personalizzata (interfaccia grafica utente) che offre agli ospiti un controllo semplice e intuitivo delle funzioni della camera, mentre il management dispone di una vista globale di amministrazione: dalla gestione energeti-
ca al monitoraggio delle richieste di pulizia, fino alle notifiche di manutenzione.
I benefici sono tangibili:
⢠riduzione degli sprechi energetici grazie allo spegnimento automatico di luci e climatizzazione nelle camere non occupate;
⢠esperienza personalizzata per gli ospiti, che possono modulare luce, temperatura e schermature secondo le proprie preferenze;
⢠maggiore efficienza operativa per il personale, che riceve alert e segnalazioni in tempo reale.
Questo caso dimostra come lâintegrazione di standard aperti e protocolli diversi (KNX, Modbus, DALI2, ecc.) permetta di costruire un vero ecosistema intelligente, dove comfort, sostenibilitĂ e gestione ottimizzata non sono in contraddizione, ma parte della stessa visione.
SostenibilitĂ senza compromessi
Un altro tema cruciale è la sostenibilitĂ . Automazione e AI permettono di ridurre consumi energetici senza rinunciare al comfort. Nei contesti hospitality questo si traduce in un doppio vantaggio: da un lato un risparmio reale per la struttura, dallâaltro un messaggio forte per gli ospiti, sempre piĂš attenti allâimpatto ambientale dei loro viaggi. Pensiamo alle schermature solari automatizzate che regolano lâapporto di luce naturale, agli impianti HVAC (riscaldamento, ventilazione e aria condizionata) che modulano la potenza in base alla presenza in camera, o alla gestione intelligente dellâacqua calda sanitaria. Tutto orchestrato da sistemi che, sempre piĂš, possono essere guidati da algoritmi di AI capaci di ottimizzare in tempo reale.
Esperienza phygital: tra fisico e digitale
Il futuro dellâhospitality si muove nella direzione del âphygitalâ, dove fisico e digitale si intrecciano. Un soggiorno non sarĂ piĂš solo fatto di spazi ben progettati, ma anche di interazioni digitali fluide e naturali. Check-in automatizzati con riconoscimento facciale, suggerimenti personalizzati inviati direttamente allo smartphone, percorsi esperienziali costruiti su misura. Qui i sistemi di automazione diventano la spina dorsale invisibile: orchestrano, raccolgono dati (nel pieno rispetto del GDPR, va sottolineato) e li trasformano in esperienze. Ă un cambio di prospettiva: dallâedificio che âobbedisceâ a comandi allâedificio che âcollaboraâ con chi lo vive. Ovviamente non tutto è semplice. Servono standard aperti, interoperabilitĂ e figure professionali in grado di progettare e gestire questa complessitĂ . Il system integrator diventa sempre piĂš centrale: non è piĂš solo colui che âfa dialogare gli impiantiâ, ma il regista di unâesperienza. Ed è qui che entra in gioco anche la cultura dellâintegrazione: chi lavora nel settore hospitality dovrĂ abituarsi a pensare in termini di scenari e non di singoli impianti. PerchĂŠ la luce da sola non basta, lâaudio da solo non basta, la climatizzazione da sola non basta. Ă la sinfonia che fa la differenza.
Uno sguardo avanti
Guardando al futuro, possiamo immaginare un ospite che, ancora prima di arrivare in hotel, riceve un âbenvenuto digitaleâ: lâapplicazione della struttura dialoga con i suoi dispositivi personali, riconosce preferenze, prenota attivitĂ , ottimizza gli spazi. Tutto orchestrato da una rete di sistemi di automazione e agenti intelligenti che lavorano dietro le quinte. La sfida sarĂ mantenere un equilibrio: tecnologia avanzata sĂŹ, ma senza mai dimenticare il calore umano dellâaccoglienza. PerchĂŠ, nonostante AI e automazione possano fare molto, nessun algoritmo sostituirĂ mai un sorriso sincero alla reception.
I sistemi di automazione applicati allâhospitality sono giĂ oggi un tassello fondamentale per migliorare comfort, efficienza e sostenibilitĂ . Lâarrivo di agenti intelligenti e architetture AI promette un salto di qualitĂ : dallâautomazione âreattivaâ allâesperienza âproattivaâ, in cui lâedificio non solo risponde, ma anticipa. Il futuro dellâhospitality sarĂ fatto di camere che si adattano, servizi che si modellano sulle esigenze degli ospiti e strutture capaci di raccontare, attraverso la tecnologia, unâidea precisa di benessere. Un futuro che, in realtĂ , è giĂ iniziato: basta guardare negli edifici piĂš innovativi dâEuropa per capire che non stiamo parlando di fantascienza, ma di concretezza.
E, se mi concedete una battuta, forse tra qualche anno non chiederemo piĂš al concierge âa che ora apre la spa?â, ma sarĂ la spa stessa a scriverci: âTi aspetto, ho giĂ preparato la tua musica preferitaâ. â
Laureato in Ingegneria Elettronica, da oltre 15 anni progetto e realizzo sistemi di automazione che uniscono comfort, efficienza energetica ed estetica. Mi piace definirmi un âsarto della casa e degli edificiâ, perchĂŠ ogni impianto che creo è pensato su misura, capace di adattarsi e crescere insieme a chi lo vive.
Alla passione per la progettazione affianco da piÚ di un decennio quella per la formazione: trasmettere competenze a giovani, imprese e professionisti è per me una missione, oltre che una fonte continua di stimoli e nuove idee.
Credo che costruire edifici intelligenti significhi anche formare persone consapevoli e preparate: questo è il motore che guida ogni mio progetto e ogni mia lezione.
Alessio Vannuzzi
TECNOLOGIE AV E UNIVERSAL DESIGN: LO SMART BUILDING
ACCESSIBILE
A TUTTI
Integrazione e inclusione: il ruolo dellâAV
nellâaccessibilitĂ degli edifici intelligenti
Quando parliamo di accessibilitĂ negli edifici intelligenti, il pensiero corre spesso alle normative: obblighi da rispettare, barriere da abbattere, adeguamenti tecnici. Eppure, lâaccessibilitĂ non è solo un vincolo, ma un criterio progettuale imprescindibile capace di qualificare ogni intervento e ne determina il valore per la collettivitĂ . Significa pensare e disegnare spazi e tecnologie che siano realmente fruibili da tutti, indipendentemente da condizioni fisiche, sensoriali o cognitive. In questo senso, lâaccessibilitĂ non è un tema di nicchia, ma un obiettivo sociale che riguarda Tutti e che deve diventare parte integrante della cultura del costruire intelligente.
Oggi il ruolo delle tecnologie AVC â audio, video e controllo â diventa cruciale in questa sfida. Non parliamo soltanto di strumenti di supporto, ma di veri abilitatori di inclusione. Progettare un impianto AVC accessibile vuol dire consentire ad esempio ad un ipoudente la possibilitĂ di rendere immediatamente comprensibili interventi e presentazioni attraverso sistemi di traduzione automatica e sottotitolazione basati su intelligenza artificiale, permettere a un non vedente di orientarsi in un ambiente grazie a segnalazioni sonore o vocali di prossimitĂ , garantire a una persona con disabilitĂ motorie la gestione autonoma delle funzioni, ad esempio, di una sala tramite comandi vocali o interfacce semplificate. Sistemi di feedback aptico consentono di ricevere informazioni attraverso vibrazioni tattili cosĂŹ come anche i sistemi di allarme luminosi, abbinati a segnali sonori, aumentano il livello di sicurezza e permettono a ciascuno di percepire tempestivamente eventuali emergenze. In ambito educativo come ulteriore esempio, le tecnologie AV accessibili possono agevolare studenti con DSA attra-
verso interfacce intuitive e materiali multimediali personalizzati, mentre in ambito lavorativo rendono ambienti meeting e spazi comuni piĂš inclusivi e funzionali. Persino nellâambito residenziale, la domotica inclusiva migliora lâautonomia di persone anziane o con ridotte capacitĂ motorie, offrendo strumenti semplici per la gestione della casa.
Il concetto di âuniversal designâ ci invita a guardare alla tecnologia non solo come risposta alla disabilitĂ ma come strumento e opportunitĂ per migliorare la qualitĂ della vita, ne aumenta la sicurezza e restituisce autonomia.
Una rampa facilita la vita non solo a chi si muove in carrozzina, ma anche a genitori con passeggini; i sottotitoli sono utili non solo agli ipoudenti, ma anche a chi segue un evento in lingua straniera o in un contesto rumoroso. Allo stesso modo, interfacce semplici e personalizzabili sono apprezzate sia da utenti con deficit cognitivi sia da persone anziane, studenti o professionisti che desiderano una comunicazione chiara e immediata. Universal design significa quindi progettare ambienti e tecnologie che non si limitano a garantire lâaccesso, ma generano un valore condiviso. Ă una filosofia progettuale che promuove equitĂ , semplicitĂ , adattabilitĂ e intuizione dâuso, elementi che diventano strategici nello sviluppo degli smart building di nuova generazione. Pensare lâaccessibilitĂ in termini di universalitĂ permette inoltre di anticipare scenari futuri: un edificio progettato oggi con criteri inclusivi sarĂ in grado di adattarsi meglio ai bisogni della societĂ di domani.
AffinchĂŠ ciò accada, la progettazione deve però partire da lontano. Integrare lâaccessibilitĂ non può essere unâaggiunta successiva, ma
Antonella Terrasi
un principio guida fin dalle prime fasi del progetto. Eâ fondamentale che i progettisti tecnologici si confrontino con gli Utenti stessi, in particolare con persone con disabilitĂ , raccogliendo esigenze, esperienze e difficoltĂ concrete. Solo cosĂŹ sarĂ possibile tradurre le tecnologie in soluzioni reali e non in astratte promesse. Un consiglio pratico è proprio quello di aprire i tavoli progettuali al contributo diretto degli Utenti, favorendo un processo inclusivo e condiviso.
Ă evidente, tuttavia, che ci sono ancora margini di crescita sia tecnologica che culturale. Da un lato, lâevoluzione verso soluzioni sempre piĂš mature e standardizzate rappresenta unâopportunitĂ per superare la frammentazione delle interfacce e facilitare lâintegrazione tra sistemi di automazione, dispositivi assistivi e soluzioni AV. Dallâaltro lato, occorre una maggiore sensibilizzazione dei Committenti e degli Operatori: spesso lâaccessibilità è ancora percepita come un costo extra, anzichĂŠ come un investimento strategico di valore capace di generare valore, migliorare lâesperienza dâuso e rendere gli edifici piĂš inclusivi e competitivi.
La tecnologia, se ben integrata, può rappresentare un alleato straordinario. Lâautomazione permette di semplificare attivitĂ quotidiane, riducendo lo sforzo fisico e cognitivo richiesto agli Utenti. Le tecnologie assistive aprono scenari interessanti: il controllo vocale, per esempio, consente di gestire ambienti complessi con semplicitĂ , mentre il digital signage può trasformarsi in uno strumento di orientamento e supporto. Le interfacce inclusive âprogettate per essere user friendly e personalizzabili â rappresentano un altro tassello fondamentale: un sistema che comunica in modo chiaro e adattabile non agevola solo chi ha disabilitĂ , ma migliora lâesperienza per tutti. Non va dimenticato, infine, il tema della sicurezza, con sensori ambientali e di movimento che possono prevenire incidenti, e quello dellâaccessibilitĂ ambientale, che integra la dimensione tecnologica con lâergonomia dello spazio. In prospettiva, lâintegrazione tra intelligenza artificiale, Internet of Things e sistemi AV promette di
portare lâaccessibilitĂ a un nuovo livello, dove lâambiente diventa realmente capace di adattarsi alle esigenze di ciascun individuo.
Siamo dunque a un punto di svolta. Le soluzioni esistono e si moltiplicano, ma la vera sfida è culturale: portare lâaccessibilitĂ al centro del progetto, senza relegarla a un adempimento marginale ma come Valore chiave.
In unâepoca in cui gli smart building promettono efficienza e innovazione, rendere gli impianti AV realmente accessibili significa fare un passo in piĂš verso un futuro inclusivo, in cui la tecnologia diventa strumento di democrazia e di qualitĂ della vita. Ă questa la direzione che Architetti, Ingegneri e Integratori sono chiamati a perseguire, per costruire spazi davvero intelligenti perchĂŠ pensati per tutti. â
**Ronald L. Mace e lâUniversal Design**
Ronald L. Mace (1941-1998), architetto statunitense colpito da poliomielite fin dallâinfanzia, è considerato il padre dellâUniversal Design. Costretto a muoversi in sedia a rotelle, sperimentò personalmente le barriere fisiche e sociali negli ambienti costruiti. Da questa esperienza nacque la sua visione: superare la logica delle barriere architettoniche e degli adattamenti âspecialiâ per disabili, per arrivare a un design che funziona per tutti.
Negli anni â80, guidando un gruppo multidisciplinare alla North Carolina State University, definĂŹ i sette principi fondamentali dellâUniversal Design, oggi riconosciuti a livello internazionale: 1.EquitĂ dâuso - soluzioni accessibili a tutti
2.FlessibilitĂ â adattabili a diversi utenti
3.SemplicitĂ e intuitivitĂ â comprensibili senza sforzo
5.Tolleranza allâerrore - ridurre rischi e conseguenze involontarie
6.Minimo sforzo fisico â ridurre la fatica nellâutilizzo
7.Spazi adeguati â dimensioni e proporzioni adatte a tutte le persone
Il pensiero di Mace risulta centrale anche nel conetto realizzativo degli Smart Building: applicare questi principi alle tecnologie AV e ai sistemi di Controllo significa non solo garantire accessibilitĂ a chi ha disabilitĂ , ma migliorare lâesperienza di tutti.
Professionista con oltre 15 anni di esperienza nella progettazione e consulenza di soluzioni multimediali e Audio/Video. Attualmente Multimedia Presales Manager, ha maturato ruoli di Solution Architect in aziende di primo piano, seguendo progetti innovativi di integrazione tecnologica per spazi corporate, istituzionali e culturali. Laureata in Architettura al Politecnico di Milano e certificata PRINCE2ÂŽ, unisce approccio consulenziale, creativitĂ progettuale e attenzione alla User Experience.
Antonella Terrasi
Ariadna Barrio
EUROVISIONI 2025 A PALAZZO FARNESE
20 21 NOVEMBRE
La 38ÂŞ edizione di Eurovisioni si terrĂ a Palazzo Farnese, sede dellâAmbasciata di Francia a Roma. SarĂ la prima dopo la scomparsa di Giuliano Berretta e Paolo Dalla Chiara, due dei suoi membri fondatori. Il tema sarĂ lâimpatto della regolazione europea del digitale sullâindustria audiovisiva.
Il 21 novembre si discuterĂ del regolamento europeo sullâIntelligenza Artificiale, del futuro del servizio pubblico e delle nuove regole per la misurazione dellâaudience che includeranno anche le piattaforme online. Apriranno i lavori Roberto Viola (DG Connect â UE), il presidente di Eurovisioni e il presidente AGCOM
Giacomo Lasorella. Interverranno, tra gli altri, rappresentanti di AGCOM, ARCOM, UER, RAI, France TĂŠlĂŠvisions e BBC, oltre al direttore generale del CNC francese.
Nel programma anche un ricordo dei due fondatori e un dibattito sul futuro dellâindustria tecnologica europea. Chiuderanno lâevento le anteprime di ARTE (20 novembre) e RAI (21 novembre), questâultima preceduta da un confronto sul nuovo piano europeo âAgorĂ â che sostituirĂ il piano Media.
GiovedĂŹ 20 â Giornata italiana
8.45 Verifica accrediti e controllo sicurezza a Palazzo Farnese
Salone di Ercole
09.00 â 13.00 Sessione âItalian policymakers forum: Quale nuova legge per il servizio pubblico italiano? Un anno dopoâ
Presiede Barbara Floridia, Presidente della Commissione
Parlamentare per l´indirizzo e la Vigilanza dei servizi radiotelevisivi Sono invitati i parlamentari coinvolti nel dibattito. In collaborazione con le associazioni del settore
A seguire:
Discorso programmatico sullâimpatto dellâintelligenza artificiale sulla democrazia.
Domande e risposte con giovani studenti sullâimpatto del pacchetto di transizione digitale dellâUE (DSA-DMA-A.I. act, EMFAâŚ): in collaborazione con Arci nazionale, UniversitĂ Roma La Sapienza, Radio Sapienza, Premio Morrione, Institut Français Italie, ecc.).
âVerso un futuro eco-sostenibile delle trasmissioni tvâ â
Presentazione della ricerca LOCAT 2025 sulle trasmissioni ecologiche in collaborazione con Eutelsat e TivĂš srl
Commemorazione di Giuliano Berretta e Paolo Dalla Chiara: quale futuro per lâindustria dellâinnovazione dellâUE? Alla ricerca della nuova Eutelsat di domani
Sala cinema:
Celebrazione del XX anniversario della Convenzione UNESCO 2005 sulla diversitĂ culturale
Co-organizzato con IFCCD, UNESCO, CICT-IFCT, Presentazione di un documentario prodotto da ARTE in collaborazione con partner europei
VenerdĂŹ 21 â Giornata internazionale
(in collaborazione con AGCOM, Institut francais)
8.45 Verifica accrediti e controllo sicurezza a Palazzo Farnese
*Programma aggiornato 14-10-2025
Salone d´Ercole
9.15 Discorsi di apertura:
â˘Mar tin Briens, Ambasciatore francese presso il Governo italiano
â˘Michel Boyon, Presidente di Eurovision
â˘Giacomo Lasorella, Presidente dellâAGCOM
â˘Olivier Henrard, DG CNC
â˘Rappresentanti dellâARCO, della RAI, di Eutelsat, ecc.
10.00 Discorso di apertura: Rober to Viola, DG Connect Commissione Europea
10.45 Sessione 1: Produzione audiovisiva e diritto dâautore di fronte alla sfida dellâintelligenza artificiale
Le linee guida dellâA.I. Act, lâattuazione della protezione del diritto dâautore, la giusta remunerazione degli autori e dei produttori, la remunerazione degli editori da parte dei social media, le opere di intelligenza artificiale potrebbero essere coperte dal diritto dâautore Anteprima romana âThe promptâ di Francesco Frisari, presentata da Rai Cinema
11.45 Pausa caffè
12.00 Sessione 2: I media di servizio pubblico nellâera digitale Il servizio pubblico radiotelevisivo e le sue relazioni con il pubblico giovane, con i nuovi protagonisti dellâinformazione (come giornalisti e influencer), lâintegritĂ dei media nellâera dellâintelligenza artificiale
13.30 Pausa pranzo
14.30 Sessione 3: (DSA ed EMFA) Sistemi di misurazione dellâaudience: la fine del Far West?
16.30 Sessione 4: Il futuro di MEDIA/AgoraEU, la convenzione europea di coproduzione audiovisiva e la speranza di una piattaforma europea di riferimento.
In collaborazione con lâIstituto Francese di Roma e Eurimages Chiusura dei lavori: Eurovisioni, Istituto Francese, AGCOM Sala cinema: Anteprima Rai Fiction (titolo da confermare)
www.eurovisioni.it/programma-2025/
ISE 2026: DOVE GLI SPAZI INTELLIGENTI PRENDONO VITA
Integrated Systems Europe (ISE) 2026 torna con un tema elettrizzante: Push Beyond
Riconosciuto come lâevento di riferimento per il settore audiovisivo e dellâintegrazione di sistemi, ISE torna alla Fira de Barcelona dal 3 al 6 febbraio 2026 . Preparati a unâesperienza straordinaria che infrange i confini e reinventa le possibilitĂ .
PiĂš che un semplice tema, Push Beyond è un appello allâintera comunitĂ AV e dellâintegrazione di sistemi: lâevento vuole ispirare, connettere e dare potere ai partecipanti per raggiungere nuove vette e ridefinire il futuro.
Per il mondo degli smart building, ISE 2026 non rappresenta soltanto unâevoluzione, ma un vero e proprio salto nel futuro, evidenziando gli Smart Spaces come uno dei suoi Megatrend distintivi e mettendo in luce come la tecnologia stia trasformando i luoghi in cui viviamo, lavoriamo e ci connettiamo. Nel 2026 la conversazione si sposterĂ con decisione sugli ambienti intelligenti, dove integrazione e innovazione trasformano idee audaci in realtĂ quotidiane.
Residential & Smart Building Technology Zone: dove le idee prendono forma
Nei padiglioni 1 e 2, la Residential & Smart Building Technology Zone ospiterĂ i talenti piĂš brillanti e le aziende piĂš ambiziose del settore. Dai dispositivi IoT e la gestione degli edifici basata su AI, ai progressi in illuminazione, HVAC, sicurezza ed energia, questa area raccoglie lâintero spettro delle tecnologie per smart building. Ogni soluzione è sele -
zionata per la sua capacitĂ di ottimizzare, automatizzare e personalizzare gli ambienti, rispondendo alla crescente domanda di spazi adattabili e pronti per il futuro.
Gli espositori chiave di ISE 2026 presenteranno il meglio delle tecnologie AV e smart building. Technology Integration Partners proporrĂ un portafoglio di soluzioni orientate al design, con brand come Domotz, Russound e D-Tools.
ADI | Snap One + Control4 e KNX Association metteranno in evidenza le ultime novitĂ negli standard di controllo degli edifici, nella gestione dellâenergia e nellâautomazione, stabilendo nuovi parametri di interoperabilitĂ , personalizzazione e integrazione senza soluzione di continuitĂ .
I visitatori potranno inoltre scoprire lâavanguardia della smart home technology con innovatori come Basalte e Lutron , mentre CEDIA porterĂ contenuti di alto livello sul Fase CEDIA Smart Home Technology , con dimostrazioni, approfondimenti e ispirazioni sul futuro del vivere connesso.
Le registrazioni sono giĂ aperte â non perdere lâoccasione di essere protagonista nel futuro del connected living. Usa il codice â smartbuildingitalia â per registrarti gratuitamente â
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TECHNOLOGY EXPERIENCE INTELLIGENCE
Three words that today redefine the way we design, build, and live in spaces.
With this issue, we inaugurate a new section of the magazine dedicated to audiovisual integrationâunderstood not as a mere collection of devices, but as a common language between architecture, automation, and human interaction.
The world of AV systems and smart technologies has entered a phase of profound transformation: the convergence of networks, open protocols, and artificial intelligence is making environments increasingly sensitive, adaptive, and capable of learning and communicating with their occupants.
Audiovisual design thus becomes a field of research and synthesis, where technical components merge with experiential, communicative, and perceptual ones.
This new section aims to give space to ideas, methods, and tools that help designers, integrators, and clients interpret this evolution. We will showcase case studies, technologies, and application scenarios through a clear yet rigorous language, focusing on project quality rather than mere product innovation.
The goal is to build a meeting point for professionals in automation, lighting, sound, video, and intelligent building managementâa platform for interdisciplinary dialogue, where technology serves people and places.
The contributions for this first series are curated by a group of authors from diverse fields, united by a shared vision: to make AV a ground for dialogue between technical expertise, creativity, and design culture.
With this new direction, the magazine aims to accompany the ongoing transformation â from control to intelligence, from function to experience, from automation to meaning.
A journey that concerns us all, because the spaces we inhabit are learning to speak to us. And we, at last, can respond. â
FROM UNDERSTANDING LANGUAGE TO INTELLIGENT ACTION:
LLMS ARE TRANSFORMING HOME AUTOMATION AND SMART BUILDINGS INTO DYNAMIC, ADAPTIVE, AND TRULY PROACTIVE SYSTEMS
From Understanding Language to Intelligent Action
In recent years, weâve grown accustomed to living with voice assistants and home automation systems that make our lives easier: turning on the lights with a voice command, adjusting the heating through an app, or starting an appliance remotely are now everyday habits. These are useful tools, but still limited: they work well when we tell them exactly what to doâless so when it comes to interpreting our implicit needs or adapting to unexpected situations.
It is precisely in this âintelligence gapâ that a new generation of artificial intelligence models has emerged: Large Action Models (LAMs). These systems represent an evolution of the Large Language Models (LLMs) we already know. They donât just understand and generate languageâthey translate intentions into concrete actions, orchestrating devices, interfaces, and applications. The leap is significant: if LLMs brought us the ability to converse and generate text with surprising fluidity, LAMs introduce the capacity to learn from our behaviors and act accordinglyâeven anticipating our needs. This transformation extends beyond the digital realm, opening up tangible applications in the management of domestic and professional spaces, from smart homes to intelligent buildings.
What Are Large Action Models?
Large Action Models, or LAMs, can be described as the natural evolution of Large Language Models (LLMs). While LLMs revolutionized humanâmachine interaction through their ability to understand and generate text, LAMs go one step further: they turn information into action. In practice, they donât just respond to a command or output a phraseâthey can move through digital interfaces, interact with applications, control physical devices, and orchestrate complex systems. For example, a LAM could navigate a website to make a reservation, fill out forms, manage a home automation system, or optimize a buildingâs energy consumption, all while learning from user behavior. Their strength lies not only in executing instructions, but in adaptation: they learn from habits, recognize recurring patterns, and distinguish between what is explicitly said and what is implicit in our actions. This clearly sets them apart from traditional voice assistants, which only perform predefined, limited tasks. We can therefore consider them a new level of artificial intelligenceâone that combines symbolic reasoning with machine learning, taking the form of an agent rather than a mere tool. LAMs
in Smart Homes and Building Automation
Todayâs home automation systems are mostly based on static rules: scheduled routines, preset scenarios, or sensor-based triggers that turn devices on or off. Useful, yesâbut rigid. They work only when weâve anticipated every condition, and less so when flexibility is required.
With the arrival of LAMs, this scenario changes radically. Automation becomes dynamic and adaptive: the system observes how we use spaces, learns our preferences, and adjusts in real time to current conditions. No longer just user-defined âscripts,â
but an evolving ecosystem that grows with us.
Imagine, for instance, a home that adjusts temperature not only on voice command, but based on how many people are present, what theyâre doing, and the time of day. Or a lighting system that doesnât just turn on when you enter a room, but chooses intensity and tone based on contextârelaxing in the evening, energizing in the morning, focused during work hours.
The benefit isnât just comfortâitâs efficiency. LAMs can optimize energy use, running appliances when the photovoltaic system generates enough power, or adjusting consumption according to weather forecasts. Itâs a smarter approach that balances practical needs, personal habits, and sustainability.
In short, LAMs take home automation beyond the concept of âresponding to a command,â transforming it into a proactive systemâlike an invisible assistant that anticipates your needs. Shadows and Current Limitations
As with any emerging technology, LAMs come with challenges and potential pitfalls. One of the main risks is over-automationâ when the system becomes too autonomous and starts making decisions without sufficient human oversight.
Think of a light turning off because the system interprets stillness as an empty room, while youâre simply reading motionless on the sofa. In such cases, automation turns from helpful to annoying. Another issue concerns managing multiple preferences. In shared living spaces, needs are rarely uniform: one person prefers warmth, another likes bright light, another prefers dimness. For a system, balancing these often unspoken, conflicting preferences is complex and requires contextual intelligence still under development.
Add to this the privacy and transparency challenge. A LAM must collect and interpret large amounts of data on user habits, movements, and behaviors to function effectively. Clear rules on how this data is managed, protected, and made understandable are essentialâotherwise, public trust in the technology may erode. In summary, LAMs offer enormous potential but must still overcome design and social-acceptance hurdles. Their success will depend not only on technical performance, but on the quality of the experience they deliver and the trust they inspire.
LAMs as a Piece of a Broader Intelligent Ecosystem
Large Action Models shouldnât be seen as isolated tools, but as part of a broader ecosystem combining sensors, IoT devices, and distributed AI systems. Itâs from this integration that their true potential emerges. Connected to environmental sensors, a LAM can interpret real-time data on temperature, energy use, occupancy, air quality, or light levels. By combining these inputs with learned habits, it can make contextual and proactive decisionsâ in other words, it doesnât just respond, it acts with awareness. Enabling technologies already play a key role. Interoperability standards like Matter allow devices from different brands to communicate seamlessly, reducing the fragmentation that has long plagued smart homes and making automation smoother and more universal. Advanced localization technologies such as Ultra-Wideband (UWB) can accurately track the position of people and objects within spaces, enabling more precise and personalized interactions. Finally, edge computingâprocessing data locally rather than in the cloudâensures faster response times, stronger privacy, and uninterrupted operation even without an internet connection. Looking ahead, LAMs could become the backbone not only of smart homes, but also of complex buildings and connected citiesâenvironments capable of adapting, coordinating, and learning, transforming into digital organisms ever closer to real human needs.
Conclusions
The transition from Large Language Models to Large Action
Models marks a significant step forward in how we imagine artificial intelligence within the spaces we inhabit.
If LLMs made natural dialogue with machines possible, LAMs open the way to an even more advanced interactionâone that can translate intentions into concrete actions and adapt to our daily behaviors. In smart homes and intelligent buildings, this means moving from rigid automation to dynamic systems able to anticipate needs, optimize energy use, and enhance comfort with unprecedented personalization. Challenges remainâexcessive autonomy, complex user preferences, privacy concernsâbut research and industry are addressing them with growing attention. Looking to the future, LAMs are not just another innovation, but a key building block for a truly intelligent ecosystemâone where technology learns, collaborates, and ultimately serves people better.
AUTOMATION SYSTEMS DESIGNED TO ENHANCE COMFORT AND EXPERIENCE IN HOSPITALITY ENVIRONMENTS
Imagine arriving at a hospitality venue â whether itâs a boutique hotel in Florenceâs historic center, a seaside resort, or a small B&B hidden among the hills of the Val dâOrcia.
The first impression doesnât just depend on a welcoming smile, but on the immediate perception of the environment: light, temperature, sound, even scent. In other words, everything that contributes to the guestâs comfort and experience.
This is where building automation comes into play â a set of technologies that, when properly designed, transform spaces into âintelligentâ environments capable of adapting to the needs of those who inhabit them. Because while a comfortable bed and a generous breakfast remain essential, todayâs travelers expect much more: personalization, efficiency, and sustainability. Home automation in hospitality is no longer an optional luxury to boast about on a hotel website. It has become an expected standard. An international guest is no longer impressed by being able to adjust lights or blinds from a touch panel â but will immediately notice if they canât.
Comfort today means entering a room that already has the ideal temperature, warm lighting that invites relaxation, and soft background music â all with optimized energy use, invisible to the guestâs eyes. Experience, however, is the next step forward. Imagine that, thanks to integration with the booking system, your room already knows you prefer 22°C and indirect lighting. Or that the hotel restaurant can suggest a menu tailored to your dietary restrictions recorded at digital check-in â or even offer fixed menus that take into account your personal tastes or dietary preferences. The great innovation on the horizon is the arrival of intelligent agents â AI-based architectures capable of communicating naturally with guests. No longer just voice commands (âAlexa, turn off the lightsâ), but true virtual assistants that learn from habits, anticipate needs, and interact with the buildingâs systems.
Letâs take a concrete example: a guest returns to the hotel after a long working day. The intelligent agent, having synced with their calendar, knows they had a demanding conference and has already booked a spa session at 7 p.m., since the guest had requested relaxation services several times over the previous days. Upon entering the room, they find a soothing atmosphere: blinds drawn, temperature slightly higher, and a relaxing playlist
in the background. This isnât science fiction â itâs the natural evolution of technologies that already exist today. When combined with AI and properly integrated with other systems, they become truly proactive.
Real Case Study: Euphoria Resort, Crete
A real-world example of how automation systems can improve comfort and efficiency in hospitality is Euphoria Resort, a fivestar complex with 287 rooms located in Kolymbari, on the island of Crete. The property has been designed with a building automation infrastructure based on KNX and Modbus, capable of integrating climate control, lighting, solar shading, power sockets, and common areas into a single digital ecosystem.
Each room includes about 28 smart devices connected to the central system, allowing guests to control lights, blinds, and power outlets. The HVAC system, integrated via Modbus, is automatically adjusted according to the roomâs status â occupied, vacant, or during check-in/check-out. This approach not only optimizes energy consumption but also ensures that each guest always finds a comfortable environment upon arrival.
The resort has also developed a custom graphical user interface (GUI) that provides guests with intuitive control over room functions, while management benefits from a centralized dashboard â from energy management to housekeeping requests and maintenance alerts.
The tangible benefits include:
⢠Reduced energy waste thanks to automatic shutdown of lights and HVAC in unoccupied rooms.
⢠Personalized guest experience, allowing individual control over lighting, temperature, and shading.
⢠Improved operational efficiency, with real-time alerts and notifications for staff.
This case demonstrates how the integration of open standards and multiple protocols (KNX, Modbus, DALI2, etc.) enables the creation of a true intelligent ecosystem, where comfort, sustainability, and optimized management are not in conflict â but part of the same vision.
Sustainability Without Compromise
Another key theme is sustainability. Automation and AI make it possible to reduce energy consumption without sacrificing comfort. In hospitality, this results in a dual advantage: real savings for the facility, and a powerful message for guests who are increasingly aware of the environmental impact of their travels. Think of automated solar shading that adjusts natural light intake, HVAC systems that modulate power based on room occupancy, or smart water heating systems â all orchestrated by AI algorithms capable of real-time optimization.
The Phygital Experience: Where Physical Meets Digital
The future of hospitality is moving toward the âphygitalâ â a seamless fusion of physical and digital experiences.
A stay will no longer be defined only by beautiful spaces, but also by fluid, personalized digital interactions: automated facial recognition check-ins, personalized recommendations sent directly to the guestâs smartphone, or curated experiential paths. Here, automation systems act as the invisible backbone â orchestrating, collecting data (fully GDPR-compliant, of course), and transforming them into meaningful experiences. Itâs a shift in perspective: from buildings that merely respond to commands to buildings that collaborate with their users. Naturally, challenges remain. Open standards, interoperability, and skilled professionals are essential to manage such complexity. The system integrator plays an increasingly central role â no longer just the technician who connects devices, but the conductor of an experience.
And this is where the culture of integration becomes crucial.
Professionals in the hospitality sector must learn to think in terms of scenarios, not isolated systems. Light alone is not enough. Sound alone is not enough. Climate control alone is not enough. Itâs the symphony that makes the difference.
Looking Ahead
Looking to the future, we can imagine a guest who, even before arriving at the hotel, receives a digital welcome: the propertyâs app interacts with their personal devices, recognizes preferences, books activities, and optimizes spaces.
All of this is orchestrated by a network of automation systems and intelligent agents working behind the scenes.
The challenge will be maintaining balance â embracing advanced technology without losing the human warmth of true hospitality. Because no matter how capable AI and automation become, no algorithm will ever replace a sincere smile at reception. Automation systems are already a cornerstone for improving comfort, efficiency, and sustainability in hospitality.
The arrival of intelligent agents and AI architectures promises a true leap forward â from reactive automation to proactive experiences, where buildings not only respond but anticipate. The future of hospitality will be made of rooms that adapt, services that mold to guest needs, and properties that use technology to express a clear vision of well-being. And that future, in truth, has already begun â just look at Europeâs most innovative hotels to see that weâre not talking about science fiction, but about tangible progress. And if youâll allow a lighthearted thought: in a few years, we may no longer ask the concierge, âWhat time does the spa open?â â itâll be the spa itself messaging us, âIâm waiting for you â your favorite music is already playing.â
AV TECHNOLOGIES AND UNIVERSAL DESIGN: SMART BUILDINGS ACCESSIBLE TO EVERYONE
It conveys the meaning clearly and reads well in English. When we talk about accessibility in smart buildings, the mind often goes to regulations: obligations to comply with, barriers to remove, technical adjustments. Yet accessibility is not just a constraint â it is an essential design principle that shapes every intervention and defines its value for society. It means thinking about and designing spaces and technologies that are genuinely usable by everyone, regardless of physical, sensory, or cognitive conditions. In this sense, accessibility is not a niche topic but a social goal that concerns everyone and should become an integral part of the culture of intelligent construction. Today, AVC technologies â audio, video, and control â play a crucial role in this challenge. These are not merely support tools but true enablers of inclusion. Designing an accessible AVC system means, for example, allowing a hearing-impaired person to immediately understand presentations through AIbased automatic translation and subtitling, enabling a visually impaired person to navigate a space via proximity-based audio or vocal cues, and allowing a person with mobility impairments to autonomously control room functions using voice commands or simplified interfaces. Haptic feedback systems provide information through tactile vibrations, while visual alarm systems, combined with audio signals, increase safety and allow everyone to promptly perceive emergencies. In educational contexts, accessible AV technologies can support students with learning
disabilities through intuitive interfaces and personalized multimedia materials. In the workplace, they make meeting rooms and common areas more inclusive and functional. Even in residential settings, inclusive home automation enhances autonomy for elderly people or those with reduced mobility, offering simple tools to manage their home. The concept of âuniversal designâ invites us to view technology not only as a response to disability but as a means to improve quality of life, enhance safety, and restore autonomy. A ramp eases movement not only for wheelchair users but also for parents with strollers; subtitles help not only the hearing impaired but also those following an event in a foreign language or in a noisy environment. Similarly, simple, customizable interfaces are appreciated by both users with cognitive impairments and older adults, students, or professionals seeking clear, immediate communication. Universal design means designing spaces and technologies that do more than provide access â they generate shared value. It is a design philosophy promoting equity, simplicity, adaptability, and intuitive use â elements that become strategic in the development of next-generation smart buildings. Thinking about accessibility in universal terms also anticipates future scenarios: a building designed today with inclusive principles will be better able to meet the needs of tomorrowâs society. To achieve this, design must start early. Integrating accessibility cannot be an afterthought but must guide the project from the very beginning. Technology designers must engage with users themselves, particularly people with disabilities, gathering their needs, experiences, and concrete challenges. Only then can technologies be translated into real solutions rather than abstract promises. A practical recommendation is to involve users directly in design discussions, fostering an inclusive and shared process. It is clear, however, that there is still room for both technological and cultural growth. On one hand, the development of more mature and standardized solutions offers opportunities to overcome interface fragmentation and facilitate integration between automation systems, assistive devices, and AV solutions. On the other hand, there is a need for greater awareness among clients and operators: accessibility is often still perceived as an extra cost rather than as a strategic investment that adds value, enhances user experience, and makes buildings more inclusive and competitive. Well-integrated technology can be an extraordinary ally. Automation simplifies daily tasks, reducing the physical and cognitive effort required by users. Assistive technologies open up exciting possibilities: voice control, for example, allows complex environments to be managed simply, while digital signage can serve as a tool for orientation and support. Inclusive interfaces â user-friendly and customizable â are another fundamental piece: a system that communicates clearly and adaptably benefits not only those with disabilities but improves the experience for everyone. Finally, safety should not be overlooked: environmental and motion sensors can prevent accidents, while environmental accessibility integrates technology with spatial ergonomics. Looking ahead, the combination of artificial intelligence, the Internet of Things, and AV systems promises to take accessibility to a new level, where the environment truly adapts to the needs of each individual. We are at a turning point. Solutions exist and are multiplying, but the real challenge is cultural: placing accessibility at the center of the project, not as a marginal compliance issue but as a key value. In an era where smart buildings promise efficiency and innovation, making AV systems truly accessible is a step toward an inclusive future, where technology becomes a tool for democracy and quality of life. This is the direction that architects, engineers, and integrators are called to pursue â to create truly intelligent spaces designed for everyone. â
ISE 2026: WHERE SMART SPACES COME TO LIFE
Integrated Systems Europe (ISE) 2026, returns with an electrifying theme: Push Beyond.
Known as the leading event for the audiovisual and systems integration industry, ISE is returning to Fira de Barcelona, 3 â 6 February 2026. Prepare for a show-stopping experience that shatters boundaries and reimagines possibilities.
More than just a theme, ISEâs Push Beyond is a rallying call for the entire AV and systems integration communities. The event aims to inspire, connect, and empower attendees to scale new heights and redefine the future.
For the world of smart buildings, ISE 2026 promises more than evolution, it is a leap into the future, as it highlights Smart Spaces as one of its defining Megatrends, spotlighting how technology is reshaping where we live, work, and connect. In 2026, the conversation moves firmly to cover intelligent environments where integration and innovation turn bold ideas into daily realities. Residential & Smart Building Technology Zone: Where Ideas Take Shape
In Halls 1 and 2, the Residential & Smart Building Technology Zone will showcase the industryâs brightest minds and most ambitious companies. From IoT devices and AI-driven building management to advances in lighting, HVAC, security, and energy, this zone captures the full spectrum of smart building technology. Each solution is selected for its ability to optimise, automate, and personalise environments, meeting the growing demand for adaptable and future-ready spaces.
Key exhibitors at ISE 2026 will showcase the cutting edge of AV and smart building technology. Technology Integration Partners will present a portfolio of design-focused solutions, featuring brands such as Domotz, Russound, and D-Tools. ADI | Snap One + Control4 and KNX Association will highlight the latest in building control standards, power management, and automation, setting new benchmarks for interoperability, personalization, and seamless integration. Visitors can also explore the forefront of smart home technology with innovators like Basalte and Lutron, while CEDIA brings expert content to the Fase CEDIA Smart Home Technologyw, offering demonstrations, insights, and inspiration on the future of connected living.
Registration is open now - donât miss your place at the forefront of connected living, use our code âsmartbuildingitaliaâ for FREE registration.
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Il primo cronotermostato smart da incasso con display OLED, firmato Finder e 4box
SWIPE è il cronotermostato da incasso Wi-Fi (parte integrante della Serie S) che si distingue per un design innovativo e unâavanzata integrazione tecnologica, ideale sia per abitazioni che per uffici.
Oltre a svolgere le tradizionali funzioni di termostato e cronotermostato, SWIPE si propone come un vero e proprio pannello di controllo per la smart home. Grazie alla sua connettivitĂ Wi-Fi integrata, elimina la necessitĂ di un gateway esterno, semplificando lâinstallazione e la gestione. SWIPE è, infatti, anche controllabile da remoto (tramite app 4box), ampliando di conseguenza le possibilitĂ di gestire la temperatura in modo intelligente ed efficiente, con un occhio di riguardo al risparmio energetico.
Direttamente da SWIPE è possibile controllare il sistema di riscaldamento e raffrescamento, ma anche richiamare routine preimpostate, come lo spegnimento o lâaccensione di tutti i dispositivi connessi. Funziona inoltre come stazione meteorologica virtuale da parete.
Un sensore di luminositĂ interno assicura unâilluminazione ottimale del display, adattandosi alla luce ambientale. Il display OLED garantisce massima leggibilitĂ , oltre ad aggiungere un tocco estetico dallo stile raffinato ed elegante, che si fonde armoniosamente con qualsiasi ambiente.
MODALITĂ DI FUNZIONAMENTO
RISCALDAMENTO OFF
RAFFRESCAMENTO
Lâevoluzione intelligente del comfort
Nuovo cronotermostato Tipo 4BSTHSW
â Per scatole da incasso 2, 3, 4, 6 e 7 moduli e â 65 mm
â Compatibile con le serie civili piĂš diffuse
â Adatto come pannello di controllo per tutta lâabitazione
RICHIAMA LE ROUTINE
CONTROLLA LA TEMPERATURA
CONTROLLA LâUMIDITĂ CONNESSIONE Wi-Fi
STAZIONE METEO VIRTUALE LUMINOSITĂ AUTOMATICA DISPLAY TOUCH OLED
OL-U trasforma il modo di vivere gli spazi: unisce design essenziale, tecnologia KNX Secure e libertĂ di personalizzazione in molteplici materiali, finiture e combinazioni.