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Ravanusa

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IIS Giudici Saetta e Liv atino - Ravanusa- Progetto Vivi la tua Città - RAVANUSA Realizzato dalle ragazze del Progetto Vivi la tua città 2016-2017 MARIA PIA LO VULLO 11 APRILE 2017 21:50

Benvenuti A Ravanusa. Dalla nostra Bacheca Virtuale abbiamo creato questo e-magazine che vuole essere una presentazione in immagini e parole della nostra cittadina dalla storia antica.

Dove e quando nasce Ravanusa Ravanusa (nome la cui etimologia non è ancora ben chiara: forse da un aggettivo greco che la de nirebbe "ricca di verdure", forse dalla parola dialettale "Rivinuta" in riferimento alla racconto del miracolo dell'acqua) è il comune più orientale della provincia di Agrigento in Sicilia. Sorge ad est di Agrigento, a sud di Caltanissetta e di

Il Monte Saraceno Sul monte Saraceno, a 1 Km a sud- est di Ravanusa, interessanti scavi hanno portato alla luce un centro indigeno, poi ellenizzato. Si tratta dei resti di un insediamento protostoico assoggettato, alla ne del VII sec. a. C. Dai Geloi e, nel VI, dagli Agrigentini. Nella parte più alta, a nord, era l'acropoli con l'area sacra. Più in basso, si vedono i segni di due abitati su terrazzamenti: il primo si riferisce all'urbanizzazione del VII se. a. C., il secondo è quello del VI-VI sec. a. C. La maggior parte dei materiali qui rinvenuti sono stati conservati prima nel Museo Archeologico di Agrigento ed oggi si trovano esposti al Museo archeologico "S. Lauricella di Ravanusa", sito in corso della Repubblica n.13

Sommatino (CL), a nord della vicina Licata e a est della vicinissima, distante solamente 4 km, Campobello di Licata. Ravanusa dista 50 km da Agrigento e 20 km dalle spiagge di Licata, a cui no a pochi anni fa era collegata con una superstrada a Scorrimento Veloce che si percorre in 20 minuti circa, ma che adesso è inagibile per via del crollo di uno dei ponti e della fragilità degli altri. Di origine sicane, ebbe un periodo di grande splendore in epoca greca. Passata poi sotto la dominazione romana, araba, la città, anticamente situata sul Monte Saraceno, fu rifondata alle sue pendici. Il nuovo paese fondato nel periodo normanno risale al 1086 anno in cui Ruggero d'Altavilla conquistò Agrigento e il territorio circostante. Ruggero invocò la Vergine che gli indicò il co che si trovava ai piedi del monte dal quale sgorgò l'acqua. L'esercito si dissetò e, riprese le forze, scon sse i Saraceni. Vicino al co per ringraziare la Madonna venne eretto il primo tempio cristiano dedicato alla Madonna del Fico e del Fonte. Secondo tale racconto, il paladino battezzò quella zona con il nome di Rivinuta, acqua rinvenuta. I cristiani superstiti scesero dal Monte e formarono il primo nucleo di un nuovo paese. Ciò fa pensare che il conte Ruggero dovette trovare degli


abitanti cristiani e la costruzione della chiesetta riunì le

chiesa dedicata a San Giacomo, che rappresentava al tempo

poche famiglie.

l’unica parrocchia di Ravanusa, fu nanziata per intero dal

Il feudo di Ravanusa venne concesso da Ruggero a Salvatore Palmeri che si era distinto nella lotta contro i Saraceni.

barone Giacomo Bonanno che ne ebbe il diritto di patronato. Nell'altare centrale troneggia la Statua del Sacro

Vicende alterne vedono il succedersi di signorotti su questo feudo nché nel 1449 Giovanni Andrea Crescenzo lo

cuore di Gesù, mentre sugli altari minori si trovano le statue di S. Teresina, del Croci sso, di S. Rita, della Madonna delle

ricevette in dote dalla moglie. Questi ottenne dal re il permesso di elevare il feudo da semplice a nobile e dal 30

Grazie e Maria Ausiliatrice. L’interno della Chiesa è impreziosita dalla presenza di due belle tele del Manzelli: la

dicembre 1472 ha inizio la Baronia di Ravanusa. Quando Ferdinando di Borbone abolì le fedualità in favore dei

Madonna del Carmelo e Gesù che scaccia i mercanti nel tempio. La Chiesa madre di San Giacomo è anche nota per la

Comuni, i feduatari furono così costretti a cedere i loro palazzi. Il paese attuale fu fondato da Giacomo Bonanno con

pratica delle sepolture, all'esterno dell'edi cio sacro, nel “claustrum”, ossia nell'area cimiteriale davanti o attorno alla

licentia populandi del 1616. Le vicende del paese si intrecciano quindi con la storia del

chiesa. Le cripte interne e il nudo pavimento nelle navate o adiacente agli altari erano riservati agli ecclesiastici, ai

mezzogiorno d'Italia: dominazioen angioina, il regno delle due Sicilie, il Regno d'Italia no ad arrivare quasi ai nostri

confrati e ai fedeli benefattori di offerte o lasciti per disposizione testamentaria. Inoltre è da osservare la Piazza

giorni con il passaggio alla Repubblica (1946).

Umberto su cui si affaccia la grandiosa chiesa.

Ravanusa Documentario della serie Piccola Grande Italia

La Chiesa Madre di San Giacomo la Chiesa Madre di San Giacomo, edi cata in stile barocco nel 1632. La costruzione della chiesa dedicata a San Giacomo, che rappresentava al tempo l’unica parrocchia di Ravanusa, fu nanziata per intero dal barone Giacomo Bonanno che ne ebbe il diritto di patronato. Nell'altare centrale troneggia la Statua del Sacro cuore di Gesù, mentre sugli altari minori si trovano le statue di S. Teresina, del Croci sso, di S. Rita, della Madonna delle Grazie e Maria Ausiliatrice. L’interno della Chiesa è impreziosita dalla

Ravanusa - Piccola Grande Italia Comune siciliano, in pr ovincia di Agrigent o, con poco meno di tredicimila abitanti. Ra vanusa è gemellata con Sulzbach (Germania). YOUTUBE

presenza di due belle tele del Manzelli: la Madonna del Carmelo e Gesù che scaccia i mercanti nel tempio. La Chiesa madre di San Giacomo è anche nota per la pratica delle sepolture, all'esterno dell'edi cio sacro, nel “claustrum”, ossia nell'area cimiteriale davanti o attorno alla chiesa. Le cripte interne e il nudo pavimento nelle navate o adiacente agli altari erano riservati agli ecclesiastici, ai confrati e ai fedeli benefattori di offerte o lasciti per disposizione testamentaria.

Piazza e Madrice Se si visita il centro storico di Ravanusa una tappa obbligata è sicuramente quella alla Chiesa Madre di San Giacomo, edi cata in stile barocco nel 1632. La costruzione della


La chiesa, ad unica navata, ben decorata, è ricca di stucchi del Provenzani di Palma di Montechiaro. La Chiesa di Santa Maria e il Convento, nel 1706, per intercessione di Filippo Bonanno, principe di Rocca orita, furono af dati dal vescovo di Girgenti ai Religiosi Minori Osservanti di San Francesco.Nel 1800 una frana mise in pericolo la vecchia Chiesa dei Canonici, perciò si pensò di costruire una nuova Chiesa più vicina all'abitato e a destra di essa il Convento.Nel 1866, ai tempi dell'Unità, i frati furono allontanati e i loro edi ci incamerati. All'interno della chiesa, guardando dal lato destro vediamo nel primo altare, con raf gurazione su legno, la statua lignea, molto preziosa, del francescano San Diego d'Alcalà.Nel secondo altarino, con raf gurazioni su legno, c'è la statua lignea, molto preziosa, di San Francesco di Assisi.Nel terzo altarino, in marmo, c'è un bel Croci sso, scolpito su legno, di grandezza naturale.

il convento esterno

Madonna del co Ruggero, espugnata Kerkent (Agrigento) il 25 luglio 1086 dice il Malaterra e ripetono tutti gli storici siciliani di ogni tempo -, si diede subito alla conquista di undici castelli, tra cui Licata, Bifar, Muclof, Naro e Remise tutte località familiari ai ravanusani, in quanto località a noi distanti pochi chilometri. La conquista dell’antica fortezza posta sul Monte Saraceno non fu impresa facile per i Normanni; data la sua posizione, né uomini né macchine potevano avvicinarsi alle sue mura: gli assediati lanciavano dall’alto grossi massi per rintuzzare gli attacchi dei nemici. Era il mese di agosto e l’afa in acchiva ed assetava i soldati di Ruggero, già provati dalla lunga e dura fatica. I Saraceni, pur privi del loro capo, l’emiro Mel-Kelb-Mulè vinto ed ucciso in battaglia dal normanno Salvatore Palmeri, resistevano ad oltranza. La situazione dei Normanni era ormai critica, quando si veri cò il famoso miracolo della Vergine della Fonte e del Fico. Riportiamo per intero la leggenda così come narrataci da Luigi Natoli ne “I Vespri siciliani”.

Convento Maria SS. Assunta.

“… Si narrava infatti che sul monte sovrastante che si chiamò poi Saraceno, fosse un castello di musulmani, e che il conte Ruggero normanno ve li avesse assediati: ma la grande siccità gli decimava le milizie e i cavalli, gli intristiva quelli


che gli occorrevano, sicchè, era quasi risoluto a levare

Archeologico di Agrigento. L’Università di Messina, in

l’assedio. Egli aveva la tenda piantata intorno a un co. Ora una notte gli apparve la Madonna e gli disse che se avesse

particolare la Sezione Archeologica del Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Facoltà di Lettere e Filoso a, ha

scavato sotto il co avrebbe trovato l’acqua per dissetare le

curato la progettazione del percorso espositivo,

milizie e gli animali. Così fece. Appena spuntò il giorno, fatto scavare, l’acqua scorgò copiosa. Le milizie cristiane, allora

l’elaborazione scienti ca dei dati e l’apparato didattico dell’allestimento. Il fondatore, Salvatore Lauricella, per

ristorate d’acqua e animate dal miracolo, montarono d’assalto ed espugnarono il monte. Ruggero in memoria del

Ravanusa spende tutta la sua esistenza, riuscendo a creare condizioni di civiltà e di sviluppo. Ritiene che il tesoro dei

miracolo eresse ivi, dove era il co un tempio alla Madonna;

reperti archeologici presenti sul Monte Saraceno possa

e il co del miracolo fu serbato come sacra reliquia, e da un pezzo del tronco si scolpì un’immagine della Madonna che

diventare una grande risorsa per il paese. Così, predispone tutte le condizioni per la creazione del Parco archeologico

posta sull’altare era oggetto di venerazione. L’acqua e il tronco godevano reputazione miracolosa e da tutto il

del Monte Saraceno e per la costruzione del Museo, che oggi porta il suo nome. E' stato costruito nel 2007.

territorio vi si recava gente devota per sciogliere voti e impetrare grazie”. I cristiani superstiti scesero dal Monte e formarono il primo nucleo di un nuovo paese chiamato Ruinusa o Rovinosa e, quindi, Ravanusa.

Il satiro Il pezzo di straordinario interesse ed elevato valore artistico, proviene dalla necropoli messa in luce presso la via Olimpica alla periferia ovest di Ravanusa, e datata tra il 520 e il 460 a.C.. Esso faceva parte del ricco corredo di un sarcofago a cassa di dimensioni ridotte e quindi attribuite ad un bambino o ad un ragazzino. L'oggetto è costituito da un vaso, una sorta di pisside, di cui non si è conservato il coperchio, collocato sulla groppa di un asinello, al quale si aggrappa da dietro un satiro, in evidente atteggiamento erotico. Tema dionisiaco arricchito dalle scene raf gurate sulla super cie del vaso e tra le zampe dell'animale.

Il museo Il Museo Archeologico di Ravanusa raccoglie i risultati delle ricerche condotte dagli anni Venti del Novecento no ad oggi nell’importante sito di Monte Saraceno. L’esposizione è nata da un’iniziativa dell’Amministrazione Comunale di Ravanusa, che ha fornito la struttura e ha nanziato l’allestimento. I reperti sono stati messi a disposizione dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali e dal Museo


monumento ai caduti - di Marialuisa

museo uno dei due sarcofagi a cappuccina.Â

La cisterna

Carnevale Ravanusano (carri allegorici) Il Carnevale a Ravanusa è un momento molto atteso: i cittadini di Ravanusa e dei paese vicini partecipano a questa ricorrenza con costumi e carri allegorici.


all’assessore al ramo Gian lippo Lombardo, ha acquistato oltre 300 libri per incrementare ed arricchire ulteriormente il bagaglio storico-culturale della Biblioteca Giuseppe Zagarrio. Struttura che ogni giorno riceve tantissimi utenti sia ravanusani, ma anche provenienti da comuni limitro sprovvisti di tale struttura.

Carnevale Ravanusano 2014 Uploaded by Riccardo Vangelista on 2014-03-27. YOUTUBE

Vittorio Turco, il grande pediatra cantante prematuramente scomparso, leader della Magic Doctor's Blues Band. Canazza Blues si intitolava il brano più famoso di Vito Turco e la Magic Doctor's Blues Band. Dopo la morte di Vito Turco, dovuta a malaria contratta in uno dei viaggi umanitari in Africa, la band si è sciolta , ma tutti i ragazzi degli anni '90 lo tengono ancora nel cuore. https://www.facebook.com/MagicDoctorsBluesBand

Concittadini Illustri Padre Luigi Di Rosa – Filosofo – Maestro – Soldato Frate francescano e asceta, pensatore e losofo, nel senso più genuino della parola, maestro e soldato si può de nire la maestosa e cogitabonda gura di Padre Luigi Di Rosa, cui Ravanusa diede i natali nel lontano 19 gennaio 1886. La nostra cittadina gli ha intitolata una via, ma sarebbero opportune altre onoranze a questo illustre glio di Ravanusa. L'Arcivescovo Lauricella, Mons. Calogero Lauricella è il primo Arcivescovo — e sinora l’unico — che abbia avuto i natali a Ravanusa. Castrenzo Di Prima Colonnello-Scrittore Il col. Castrenzo Di Prima nato a Ravanusa il 10 gennaio 1909, prese parte alla guerra sul fronte greco, meritandosi per atti di valore sul campo, una medaglia d’argento, una di bronzo, tre croci di guerra e sei encomi per fatti di arme, avendo riportato tre ferite in combattimento. Gaspare Miccichè insigne educatore, ministro. Da vero pioniere, nel 1881 — nel pericolo in cui Francesco Crispi, essendo la Sinistra al potere, contava molto e godeva

Biblioteca comunale Presso la biblioteca di Ravanusa si potranno trovare per tutti coloro che coltivano la passione dello studio e della lettura, una copia del Corano, l’opera omnia di Luigi Sturzo, l’opera omnia di Antonio Gramsci, libri che raccontano il genocidio degli armeni, dei curdi e degli italiani morti nelle foibe, oltre diversi libri di attualità, da Paolo Mieli a Magdi Cristiano Allam, e di letteratura, da Stephen King ad Antonio Manzini ed una sezione tutta dedicata alla Sicilia, al Sud ed alla questione meridionale.L’amministrazione comunale di Ravanusa, retta dal sindaco Carmelo D’Angelo, unitamente

illimitata ducia presso il governo e la monarchia, per il. suo acceso triplicismo e l’aperta ostilità alle correnti di Estrema Sinistra, tanto d’essere chiamato al ministero con il portafoglio degli Interni Onorevole Presidente SALVATORE LAURICELLAE' nato a Ravanusa (Agrigento) il 18 maggio 1922, morto a Catania, 7 novembre 1996 . Laureato in giurisprudenza e avvocato, seguì le orme del padre Giuseppe (avvocato socialista) e nel 1946, sostenuto dal Partito Socialista Italiano, divenne sindaco del paese alla giovane età di 24 anni. Venne confermato in questa carica per quattordici mandati, no al 1990, diventando in tal modo uno dei primi cittadini d'Italia più duraturi.


Leader storico del socialismo siciliano e nazionale, da segretario regionale del PSI in Sicilia, fu l'ideatore e il promotore del primo governo di centro-sinistra in Italia, che si formò alla Regione Siciliana con l'accordo della Democrazia Cristiana di D'Angelo. Era il padre di Giuseppe Lauricella, attuale deputato del PD. Deputato nazionale dal 1963, al 1981 e poi dal 1992 al 1994,

Tavole di S.Giuseppe Questa festa popolare ha origini antichissime è unisce fede e tradizione. Famosa è la “Tavola” di San Giuseppe e la recita dei “Santi”, che per tradizione vengono preparate da famiglie che hanno fatto una promessa di voto al Santo, oppure per ringraziarlo per la grazia ricevuta. La “Tavola” non è altro

presentò e fece approvare dal Parlamento nazionale la legge

che una ricca esposizione di dolci, di frutti di vari tipo e di

sulla casa, la legge per la salvaguardia di Venezia e la legge istitutiva della società ponte sullo stretto di Messina. Si deve

esibizione in delle cappelle abbellite e ornate da veli e luci,

alla sua opera di governo la costruzione della rete autostradale che ancora oggi si trova in Sicilia e del sistema di dighe che ha consentito di risolvere il problema

pane dalle forme particolari. I “Santi” invece, fanno la loro recitando “La fuga in Egitto” di Giuseppe, Maria e Gesù. Tre giorni prima della festa che ricorre giorno 19, la gente gira per le strade per visitare le “Tavole e i Santi”.

dell'emergenze idrica. All'interno del PSI aderì alla corrente demartiniana e nel 1968 fu Ministro per la ricerca scienti ca. Nel 1970 divenne ministro dei Ministro dei lavori pubblici, nei governi Rumor e Colombo no al 1974. Nel 1976 fu tra i candidati a segretario del PSI ma si ritrovò come vice di Bettino Craxi; due anni dopo divenne il Presidente del PSI. Nel 1981 lasciò il parlamento nazionale e fu eletto deputato regionale in Sicilia. Per due legislature (1981 - 1991) fu presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana. Nel 1992 tornò alla Camera e nel marzo del 1994 si ritirò a vita privata.

Scinnenza

Giunta Ravanusa Rappresentazione religiosa che si svolge il giorno di Pasqua


RAVANUSA "LA GIUNTA" anno 2014 Regia di Lillo Tornambè.

Polo Sportivo e Piscina Comunale

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a Ravanusa esiste un polo Sportivo che comprende Stadio, area tiro con l'arco, Stadio per la pallaalvolo e pallacanestro e Piscina.

Ciao io sono Aurora Cilia Il C.I.F. di Ravanusa e il Centro Amico Onlus a Ravanusa esistono centri di volontariato che si occupano di riabilitazione e inclusione.

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Ravanusa by Signorina Pia - Issuu