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Manuale SD76 - Tipo a

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Rev.02_05/15

INDICE

Gamma SD76 Tipo A 04

DISPOSITIVI TRATTATI NEL MANUALE

06

RIFERIMENTI DEL PRODUTTORE

07

INTRODUZIONE E AVVERTENZE GENERALI

08

CONFORMITA’ NORMATIVE, CERTIFICAZIONI ED AMBITO DI APPLICAZIONE

09

CARATTERISTICHE DEI DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO ED ASSEMBLAGGIO DEI SUPPORTI 09 TESTA KIT GIREVOLE e TESTA DOPPIA 16 MARTE 18 MERCURIO 19 VEGA e VEGA CON CAVALLOTTO 21 CAVETTO SINGOLO e CAVETTO DOPPIO

23

MODALITA’ DI INSTALLAZIONE

24

MARCATURA

26

PROGETTAZIONE DEI SISTEMI DI ANCORAGGIO e FASCICOLO DEL SISTEMA DI ANCORAGGIO

28

UTILIZZO DEI DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO

30

ISPEZIONE, MANUTENZIONE E DURATA

33

IMBALLAGGIO, STOCCAGGIO E TRASPORTO

33

GARANZIA

34

APPENDICE A

36

APPENDICE B

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Manuale d’installazione uso e manutenzione GAMMA SD76 Tipo A

Dispositivi di ancoraggio Sicur Delta srl Gamma SD76 Tipo A trattati all’interno di questo manuale TESTA KIT GIREVOLE (SD00100A/Z) e TESTA DOPPIA (SD00300A/Z) per supporti Tipo PALO

MARTE base Piana e base Colmo

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MERCURIO

VEGA e VEGA+CAVALLOTTO

CAVETTO SINGOLO e CAVETTO DOPPIO

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Manuale d’installazione uso e manutenzione GAMMA SD76 Tipo A

RIFERIMENTI DEL PRODUTTORE

Sicur Delta S.r.l.

Via C.Colombo, 4 - 56029 - Santa Croce sull’Arno (PI) Tel. +39 0571 33588 Tel. +39 0571 367677 Fax +39 0571 367599 Cap. Soc. euro 115.000,00 i.v. Cod. Fisc. e P. Iva 05738810489 N. Iscriz. Reg. imprese di Pisa 05738810489 N. R.E.A. PI - 158714 info@sicurdelta.it www.sicurdelta.it www.sicurdelta.net

Per dubbi, approfondimenti tecnici e qualsiasi altra necessità contattare il produttore ai riferimenti sopra riportati. E’ vietato riprodurre questo manuale anche parzialmente senza autorizzazione da parte di Sicur Delta srl.

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INTRODUZIONE ED AVVERTENZE GENERALI • •

Questo manuale ha solo funzione informativa, pertanto non consente di apprendere le tecniche dei lavori in quota. Il presente manuale contiene istruzioni destinate ad informare sul corretto montaggio, utilizzo ed ispezione / manutenzione dei dispositivi di ancoraggio Sicur Delta gamma SD76 di Tipo A elencati a pagg. 4-5, pertanto è importante conservarlo per tutta la durata di vita del dispositivo poiché ne costituisce parte integrante.

LEGGERE E CONSERVARE QUESTO MANUALE E METTERLO A DISPOSIZIONE DEI FUTURI UTILIZZATORI E MANUTENTORI DEL DISPOSITIVO DI ANCORAGGIO • •

Il responsabile della gestione del dispositivo / sistema di ancoraggio (proprietario dell’immobile, amministratore, RSPP, datore di lavoro, ecc…) deve assicurare che il presente manuale d’uso, assieme alle progettazioni del sistema ed alla documentazione di installazione, siano conservati in buono stato, e deve metterli a disposizione dell’utilizzatore o dell’ispettore / manutentore. In caso di smarrimento il presente manuale è consultabile e scaricabile dal sito www.sicurdelta.it oppure contattare il produttore per averne copia digitale o cartacea.

E’ NECESSARIO LEGGERE E COMPRENDERE LE ISTRUZIONI RIPORTATE NEL PRESENTE MANUALE PRIMA DI INSTALLARE, EFFETTUARE ISPEZIONE / MANUTENZIONE O UTILIZZARE IL/I DISPOSTIVO/I DI ANCORAGGIO. • •

Le attività in quota in cui si utilizzano dispositivi di ancoraggio sono lavori ad alto rischio nei quali un’errata selezione, uso o manutenzione delle apparecchiature potrebbero causare danni, lesioni gravi o morte. Poiché è indispensabile per la sicurezza degli utilizzatori, qualora il prodotto sia rivenduto fuori dall’Italia, i rivenditori dovranno fornire il presente manuale, le schede tecniche e le informazioni su sforzi e comportamenti del punto di ancoraggio ( esempio sulla deflessione ), e le certificazioni di conformità, nella lingua di destinazione dove deve essere rivenduto o utilizzato il prodotto.

LA MANCATA OSSERVANZA DI QUANTO RIPORTATO NEL PRESENTE MANUALE, L’USO IMPROPRIO E LA MANCANZA DI CAUTELA, METTE IN PERICOLO LA SICUREZZA DELLE PERSONE, POTENDO PRODURRE INCIDENTI CON CONSEGUENZE FISICHE GRAVI O MORTE DELLE STESSE! • • • • •

Dispositivi devono essere trattati ed utilizzati solo per il fine consentito come descritto nel presente manuale. Oltre a quanto riportato in questo manuale, rispettare sempre quanto riportato dalla legislazione in materia antinfortunistica / salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione sia alle fasi di montaggio, utilizzo e ispezione / manutenzione. Al sorgere di dubbi in qualsiasi fase (progettazione e redazione documentazione di installazione / installazione / ispezione periodica, manutenzione e dismissione / utilizzo), non procedere oltre e contattare il fabbricante. I dispositivi di ancoraggio trattati necessitano di assemblaggio. E’ assolutamente vietato ed estremamente pericoloso assemblare il dispositivo in maniera diversa da quanto di seguito descritto e modificare componenti. Non apportare alterazioni o aggiunte, anche se di entità ritenute non rilevanti, né effettuare riparazioni in quanto non consentite, come specificato nel capitolo che tratta le ispezioni e manutenzioni. Non utilizzare un componente del dispositivo di ancoraggio in combinazioni diverse da quella/e prevista/e ed autorizzata/e dal fabbricante: utilizzare soltanto componenti che sono stati testati ed approvati insieme nella/e configurazione/i ammessa/e.

Oltre alle avvertenze riportate in questo paragrafo, di carattere generale, ve ne sono altre riportate nei paragrafi di riferimento.

RISCHIO FULMINAZIONE / ELETTROCUZIONE Tutti i dispositivi di ancoraggio prodotti da Sicur Delta possono essere soggetti alla captazione di scariche atmosferiche una volta installati; sulla base di questa indicazione sarà cura ed onere del proprietario o responsabile della gestione del sistema di ancoraggio / impianto anticaduta (proprietario dell’immobile, amministratore, RSPP, datore di lavoro, ecc…) verificare, in base alle norme vigenti in materia, se l’edificio risulta autoprotetto con il sistema installato, oppure farsi cura ed onere di adottare misure ed impianti idonei a renderlo protetto. L’installazione dei dispositivi di ancoraggio dovrà essere realizzata lontano da cavi ad alta tensione, impianti elettrici e non avere collegamenti né con questi né con antenne od altri sistemi che possono entrare in tensione e fungere da conduttore, in quanto i dispositivi della gamma SD76 possono accidentalmente entrare in tensione: è da disporsi un’attenta valutazione del rischio.

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Manuale d’installazione uso e manutenzione GAMMA SD76 Tipo A

CONFORMITA’ NORMATIVE, CERTIFICAZIONI ED AMBITO DI APPLICAZIONE I dispositivi di ancoraggio puntuali Gamma SD76 Tipo A prodotti da Sicur Delta e riportati in questo manuale sono certificati in rispondenza alle disposizioni della norma UNI 11578:2015, EN 795:2012 e specifica tecnica CEN/TS 16415:2013, relativamente al tipo C di ognuna di queste da Laboratorio DOLOMITICERT. I test svolti in conformità alla UNI 11578:2015 e CEN/TS 16415:2013 dimostrano la possibilità di utilizzo da parte di 4 operatori contemporaneamente. Le certificazioni di conformità sono consultabili e scaricabili dal sito www.sicurdelta.it, mentre i dati sugli sforzi e spostamenti dei punti di ancoraggio (freccia del sistema) sono riportati sul configuratore in rete www.sicurdelta.net Si rimanda alle norme di riferimento per la definizione di “dispositivo di ancoraggio di tipo A”, e per ogni altra specifica in questa riportata. Sicur Delta srl è azienda con Sistema di Gestione per la Qualità Certificato UNI EN ISO 9001 – Requisiti di Qualità Estesi per la Saldatura UNI EN ISO 3834-2. Sia la certificazione ISO 9001:2008 che la ISO3834-2:2006 sono state rilasciate da RINA Services S.p.A., rispettivamente con certificati n° 30436/14/S e n° 3834-601/14/S

AMBITO DI APPLICAZIONE I dispositivi di ancoraggio Sicur Delta riportati in questo manuale, una volta correttamente posti in opera, hanno funzione di ancoraggio affidabile nei sistemi individuali per la protezione contro le cadute, opportunamente progettati, conformi alla EN 363 (si rimanda al capitolo sulle caratteristiche dei dispositivi, per le specifiche/avvertenze/limitazioni concernenti l’utilizzo in alcuni sistemi, come ad esempio l'accesso su Fune) e possono ospitare anche più utenti collegati contemporaneamente (si rimanda alla lettura del capitolo sulle caratteristiche dei dispositivi di ancoraggio dove sono riportate le varie casistiche ed il numero massimo di operatori corrispondente). Ogni altro uso è assolutamente vietato, il dispositivo di ancoraggio non deve essere utilizzato al di fuori delle sue limitazioni o per scopo diverso da quello di protezione contro le cadute dall’alto dell’utilizzatore. Si ricorda che i dispositivi riportati in questo manuale non si ritengono conformi come: •

Dispositivi di ancoraggio per essere utilizzati in qualsiasi sport o attività ricreativa, ad esempio parchi avventura o parchi giochi;

•

Attrezzatura progettata per essere conforme alla EN 516 o EN 517

•

Elementi o parti di strutture che sono stati installati per un uso diverso da quello di punto di ancoraggio o dispositivi di ancoraggio, per esempio travi, colonne, ecc…

•

Dispositivi per le attrezzature di sollevamento, ad esempio anche il sollevamento, spostamento o trasporto di equipaggiamento o materiali

I dispositivi di ancoraggio trattati in questo manuale non sono DPI (Dispositivi di Protezione Individuale). Si rimanda al D.Lgs. 81/08 e smi (art. 74 comma1 e art. 76 comma 1) ed al D.Lgs. 475/92 (art. 1 comma 2) per le definizioni di Dispositivo di Protezione Individuale. Per brevità di spiegazione rientrano fra questi dispositivi di ancoraggio quelli che seguono il lavoratore che li porta in loco, li installa e li rimuove a fine lavoro: sono installati non permanentemente, quindi amovibili e trasportabili. Dove non applicabili il D.Lgs. 81/08 ed il D.Lgs. 475/92 si faccia riferimento alla definizione riportata nella Direttiva Europea sui Dispositivi di Protezione Individuale 89/686/CEE. I dispositivi di ancoraggio trattati in questo manuale sono destinati ad essere INSTALLATI PERMANENTEMENTE quindi caratterizzati dall’essere posizionati in maniera fissa ANCHE SE IL DISPOSITIVO O TALUNI COMPONENTI DI ESSO SONO RIMOVIBILI. La possibilità di rimozione del dispositivo (o di componenti dello stesso) può dipendere dal tipo di fissaggio alla struttura o dalla conformazione dello stesso, e può essere necessaria in taluni casi anche per fini di ispezioni o sostituzioni. In rispondenza a quanto riportato ne segue che: In conformità alla definizione ed allo scopo e campo di applicazione EN 795:2012 i dispositivi trattati in questo manuale possono essere de-

•

stinati ad essere removibili dalla struttura •

In conformità alla definizione ed allo scopo e campo di applicazione UNI 11578:2015 i dispositivi di ancoraggio trattati in questo manuale possono essere destinati all’installazione permanente su o nella struttura

Il tipo di applicazione è deciso dal progettista sulla base delle necessità, quindi dovrà essere progettato anche un sistema di fissaggio, oltre che idoneo ai carichi trasmessi e compatibili con la struttura di supporto, in riferimento allo scopo ed al tipo di installazione.

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CARATTERISTICHE DEI DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO ed ASSEMBLAGGIO DEI SUPPORTI Dispositivi di ancoraggio puntuali per applicazioni strutturali: l’idoneità della struttura di supporto ed il tipo di fissaggio sono argomento di valutazioni da parte del progettista incaricato. I dispositivi di ancoraggio descritti di seguito nel manuale sono conformi: EN 795:2012 tipo A (1 operatore) + CEN/TS 16415:2013 tipo A e UNI 11578:2015 tipo A con test superati per utilizzo contemporaneo da parte di 2 operatori.

EN 795:2012 tipo A CEN / TS 16415:2013 tipo A

UNI 11578:2015 tipo A

Il numero massimo di utilizzatori contemporanei consentito può essere decrementato dal progettista o dall’ispettore/manutentore per ragioni da loro motivate e non ipotizzabili in sede di progettazione e fabbricazione del dispositivo, ad esempio ragioni legate al luogo di installazione o alla tenuta del fissaggio e del supporto.

TESTA KIT GIREVOLE (SD00100A/Z) e TESTA DOPPIA (SD00300A/Z) per supporti Tipo PALO SUPPORTI TIPO PALO

Supporti tipo palo, con conformazione tubolare con diametro esterno di 76 mm, altezze e piastre di base variabili in base al modello. Per assemblare la Testa Kit Girevole (SD00100A/Z) e la Testa Doppia (SD00300A/Z) sono compatibili i supporti tipo palo:

PALO BASE PIANA Supporti in Acciaio Inox Codice

Descrizione

Misura

SD76015A

Palo base piana

15cm

SD76035A

Palo base piana

35cm

SD76050A

Palo base piana

50cm

SD76060A

Palo base piana

60cm

Supporti in S235 zincato a caldo

Codice

Descrizione

Misura

SD76015Z

Palo base piana

15cm

SD76035Z

Palo base piana

35cm

SD76050Z

Palo base piana

50cm

SD76060Z

Palo base piana

60cm

(fig. 01)

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Manuale d’installazione uso e manutenzione GAMMA SD76 Tipo A PALO BASE COLMO Supporti in Acciaio Inox Codice

Descrizione

Misura

SD76C35A

Palo Colmo

35cm

SD76C50A

Palo Colmo Palo Colmo

50cm 60cm

SD76C60A

Supporti in S235 zincato a caldo Codice

Descrizione

Misura

SD76C35Z

Palo Colmo

35cm

SD76C50Z SD76C60Z

Palo Colmo

50cm

Palo Colmo

60cm

(fig. 02)

PALO BASE FALDA Supporti in Acciaio Inox Codice

Descrizione

Misura

SD76F35A

Palo Falda

35cm

SD76F50A

Palo Falda

50cm

SD76F60A

Palo Falda

60cm

Descrizione

Misura

SD76F35Z

Palo Falda

35cm

SD76F50Z

Palo Falda

50cm

SD76F60Z

Palo Falda

60cm

Supporti S235 zincato a caldo Codice

(fig. 03) La scelta dell’idonea base del palo per la specifica installazione deve essere effettuata sulla base del fissaggio da effettuare e del supporto di fissaggio. Le indicazioni di assemblaggio ed utilizzo per il modello Testa Kit Girevole (SD00100A/Z) o Testa Doppia (SD00300A/Z) sono le medesime a prescindere dall’altezza e dal tipo di base del palo, ragione per cui le immagini sono tutte riferite a pali con base piana.

TESTA GIREVOLE (SD00100A/Z) Dispositivo puntuale Testa Girevole, denominato anche kit girevole, da assemblare a supporti tipo palo: è possibile ottenere diverse conformazioni di dispositivo tipo A, date dalle varie basi ed altezze di palo disponibile, quindi riuscire a coprire diverse esigenze dettate dal supporto strutturale di fissaggio e dal “pacchetto tetto” per applicazioni su coperture.

KIT GIREVOLE cod. SD00100A (elemento in acciaio inox AISI 304) cod. SD00100Z ( elemento in S235 zincato a caldo) (fig. 04) Costituito da un doppio piatto con interposto l’elemento ruotante e dotato del punto di ancoraggio. L’asse di rotazione è attorno al bullone di serraggio in dotazione del palo, che ha anche funzione di chiusura per l’assemblaggio all’elemento di supporto tipo palo. 10

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SPECIFICHE E CASISTICHE DI UTILIZZO Collegarsi al punto di ancoraggio tramite connettore EN 362.

(fig.05) Il dispositivo ammette spostamenti del punto di ancoraggio fornendo a quest’ultimo la possibilità di ruotare attorno al bullone di serraggio della testa e di assumere, sul piano di rotazione, qualsiasi posizione sui 360°: la testa girevole non è possibile bloccarla in una direzione, in quanto la stessa può ruotare liberamente se sollecitata durante l’utilizzo.

(fig.06) Al dispositivo è possibile applicare il carico in ogni direzione sui 360° in cui la testa è orientabile. Il picco di carico in direzione di applicazione della forza è consultabile e scaricabile dal configuratore in rete al sito www.sicurdelta.net. Lo spostamento del punto di ancoraggio in direzione di applicazione del carico in caso di arresto caduta è di circa 2 cm, con deformazione plastica. Il dispositivo completo Testa Girevole + Supporto Palo è idoneo per installazione su superfici orizzontali ed inclinate (pendenza massima del 50%), non è ammessa l’installazione a parete ed a soffitto. Come per le superfici di installazione, l’utilizzatore può operare su coperture/luoghi di lavoro sia orizzontali che inclinati, con pendenza massima del 50%, o comunque con inclinazione che permette all’utilizzatore di camminare sul piano di lavoro: è possibile quindi l’utilizzo nei sistemi di trattenuta ed arresto caduta. E’ possibile implementare anche sistemi di posizionamento, lavoro su fune e salvataggio, valutando attentamente la progettazione di tali sistemi in funzione alla possibilità di rotazione della testa. Attenzione, evitare effetto pendolo o spostamenti dell’operatore dati dalla rotazione della testa: utilizzare la testa orientata in direzione di calata. La configurazione del sistema (dispositivo installato + zona operativa dell’utilizzatore) deve essere progettata ponendo particolare attenzione affinché il sistema di collegamento fra il punto di ancoraggio ed il sistema di tenuta per il corpo dell’utilizzatore venga usato in conformità alle indicazioni del fabbricante del sistema di collegamento stesso. Porre particolare attenzione ad eventuali spigoli vivi o impedimenti sui quali sia i DPI dell’operatore, che eventuali componenti del dispositivo di ancoraggio, possono urtare danneggiandosi creando pericolo grave, quindi evitare tale situazione di utilizzo.

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Manuale d’installazione uso e manutenzione GAMMA SD76 Tipo A

TESTA DOPPIA (SD00300A/Z) Dispositivo puntuale Testa Doppia da assemblare a supporti tipo palo: è possibile ottenere diverse conformazioni di dispositivo puntuale, date dalle varie basi ed altezze di palo disponibile, quindi riuscire a coprire diverse esigenze dettate dal supporto strutturale di fissaggio e dal “pacchetto tetto” per applicazioni su coperture.

TESTA DOPPIA cod. SD00300A (elemento in acciaio inox AISI 304) cod. SD00300Z (elemento in S235 zincato a caldo)

(fig. 07)

Costituito da un piatto dotato di doppio punto di ancoraggio e di un foro centrale per l’assemblaggio all’elemento di supporto tipo palo, tramite bullone di serraggio in dotazione di quest’ultimo.

SPECIFICHE E CASISTICHE DI UTILIZZO La Testa Doppia assemblata sui supporti tipo palo può avere anche funzione di elemento di testa negli ancoraggi di estremità dei dispositivi tipo C; oltre a quanto di seguito riportato, si rimanda allo specifico manuale (nota informativa) dove sono specificate limitazioni ed utilizzo per l’ applicazione di tipo C: manuale Sicur Delta gamma SD76 tipo C. Casistiche di utilizzo come dispositivo di ancoraggio puntuale tipo A: • utilizzo promiscuo come dispositivo di ancoraggio di tipo A e di tipo C: per formare supporti di estremità del dispositivo di ancoraggio lineare TIPO C da una sua terminazione forata, mentre dall’altra che rimane libera è possibile collegarsi direttamente attraverso connettore EN 362 così da avere funzione di dispositivo di ancoraggio puntuale TIPO A.

(fig.08) • utilizzo esclusivo come dispositivo di ancoraggio puntuale di tipo A: è possibile collegarsi direttamente attraverso connettore EN 362 ai punti di ancoraggio.

(fig.09) 12

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La direzione di applicazione del carico da ogni punto di ancoraggio (possibile range di utilizzo dell’operatore) è evidenziata nella figura 10.

(fig.10) Il massimo valore di deflessione del dispositivo di ancoraggio, lo spostamento del punto di ancoraggio ed il picco di carico in direzione di applicazione della forza è consultabile e scaricabile dal configuratore in rete al sito www.sicurdelta.net. Lo spostamento del punto di ancoraggio in direzione di applicazione del carico in caso di arresto caduta è comunque contenuto, assumendo un valore di circa 2 cm con deformazione plastica. Il dispositivo completo Testa Doppia + Supporto Palo è idoneo per installazione su superfici orizzontali ed inclinate (pendenza massima del 50%), non è ammessa l’installazione a parete ed a soffitto. Come per le superfici di installazione, l’utilizzatore può operare su coperture/luoghi di lavoro sia orizzontali che inclinati, con pendenza massima del 50%, o comunque con inclinazione che permette all’utilizzatore di camminare sul piano di lavoro: è possibile quindi l’utilizzo nei sistemi di trattenuta ed arresto caduta. E’ possibile implementare anche sistemi di posizionamento, lavoro su fune e salvataggio, valutando attentamente la progettazione di tali sistemi in funzione di come viene orientata e bloccata la testa. Attenzione, evitare effetto pendolo o spostamenti dell’operatore dati da eventuali possibili spostamenti del connettore collegato al punto di ancoraggio: orientare l’asse maggiore della testa in direzione di calata. La configurazione del sistema (dispositivo installato + zona operativa dell’utilizzatore) deve essere progettata ponendo particolare attenzione affinché il sistema di collegamento fra il punto di ancoraggio ed il sistema di tenuta per il corpo dell’utilizzatore venga usato in conformità alle indicazioni del fabbricante del sistema di collegamento stesso. Porre particolare attenzione ad eventuali spigoli vivi o impedimenti sui quali sia i DPI dell’operatore, che eventuali componenti del dispositivo di ancoraggio, possono urtare danneggiandosi creando pericolo grave, quindi evitare tale situazione di utilizzo.

ASSEMBLAGGIO DELLE TESTE SUI SUPPORTI TIPO PALO Per un idoneo serraggio si consiglia di effettuare l’assemblaggio delle teste sui supporti una volta terminata l’installazione di quest’ultimi sulla struttura. Nella versione zincata poggiare l’elemento di testa necessario nell’installazione in esame sulla sommità del palo dotato di cappellotto copripalo, che non deve essere rimosso. Nella versione inox, pur non essendo presente il cappellotto copripalo, effettuare le stesse manovre poggiando l’elemento di testa direttamente sulla sommità del palo. Serrare tramite bullone M14X60 dotato di rondella in dotazione del palo: bullone in A2-70 su palo inox, classe 8.8 su palo zincato. Coppia di serraggio 80 Nm.

Testa Kit Girevole (SD00100Z/A)

(fig. 11 A, B, C)

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Manuale d’installazione uso e manutenzione GAMMA SD76 Tipo A Testa Doppia (SD00300Z/A)

(fig. 12 A, B, C)

ASSEMBLAGGIO DI PIU’ ELEMENTI DI TESTA SUI SUPPORTI TIPO PALO E’ possibile installare più elementi di testa su uno stesso supporto tipo palo, con le limitazioni di seguito: • •

• • •

Se il dispositivo Supporto Palo + Elemento/i di Testa è ad esclusivo utilizzo come dispositivo di tipo A, sono installabili massimo 2 teste sovrapposte. Il numero massimo di utilizzatori contemporanei per ogni supporto tipo palo è di 2. Se il Supporto Palo + Elemento/i di Testa è ad utilizzo promiscuo sia come dispositivo di ancoraggio puntuale (tipo A) che come componente di una linea di ancoraggio flessibile orizzontale (dispositivo tipo C) sono installabili massimo 3 teste sovrapposte. Le restrizioni sul numero di operatori sono date dalla configurazione del sistema, che può formare anche un insieme di dispositivi con le avvertenze/limitazioni che questi comportano. Il dispositivo tipo A ammette comunque un massimo di 2 operatori collegati contemporaneamente. Per l’utilizzo promiscuo sia come tipo A che come tipo C di un supporto tipo palo si faccia riferimento allo specifico manuale (nota informativa) dove è trattata questa applicazione: manuale Sicur Delta gamma SD76 tipo C. Non è possibile assemblare sui pali la Testa Kit Girevole in aggiunta alla Testa Rompitratta SD00410Z/A utilizzata nelle linee di ancoraggio flessibili tipo C. In caso di utilizzo promiscuo (tipo A + tipo C) di un supporto tipo palo, se necessaria su questo installazione dell’elemento Testa Rompitratta SD00410Z/A, in aggiunta può essere assemblata, al di sotto della stessa, soltanto n°1 Testa Doppia SD00300Z/A. E’ possibile installare sui pali fino a 2 testa kit girevole l’una sovrapposta all’altra. Il bullone deve essere incrementato di lunghezza sulla base dell’incremento di spessore dato dagli elementi di testa, quindi utilizzare un bullone M14x90 (cl. 8.8 per installazioni zincate, A2-70 per installazioni inox). Il numero massimo di utilizzatori contemporanei è comunque di 2 per ogni supporto tipo palo, quindi 1 operatore ogni testa kit girevole.

(fig. 13) •

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E’ possibile assemblare sui pali la testa kit girevole SD00100A/Z in aggiunta alle teste di estremità SD00200Z/A e SD00300Z/A (massimo 3 elementi di testa in totale, fino a massimo 2 testa kit girevole). Per l’utilizzo promiscuo sia come tipo A che come tipo C di un supporto tipo palo si faccia riferimento allo specifico manuale (nota informativa) dove è trattata questa applicazione: manuale Sicur Delta gamma SD76 tipo C. L’elemento testa kit girevole può svolgere solo funzione di punto di ancoraggio in un dispositivo di tipo A, quindi non è possibile utilizzare la stessa come elemento di una linea di ancoraggio flessibile tipo C . Per la scelta della lunghezza del bullone di serraggio necessario ad assemblare correttamente sul palo questa testa kit girevole con le teste di estremità si faccia sempre riferimento a quanto sopra riportato, ovvero incrementare la lunghezza dello stesso in base al maggiore spessore dato dalle teste: per numero 3 teste sovrapposte il bullone deve avere lunghezza di 90 mm.

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i seguito un ese

D mpio di assemblaggio, in un sistema promiscuo (tipo A + tipo C) di tre teste sul supporto palo.

(fig.14) Assemblaggio testa doppia + testa singola + kit girevole (fig.15) Assemblaggio finito

RACCOMANDAZIONI La gamma Sicur Delta prevede modelli sia di supporto palo che di elementi di testa realizzati sia in acciaio S235 con trattamento anticorrosivo di tipo galvanico che in acciaio INOX AISI 304. I supporti palo in acciaio INOX AISI 304 dovranno combinarsi con elementi di testa in acciaio INOX AISI 304, invece i supporti palo in acciaio S235 con trattamento anticorrosivo di tipo galvanico dovranno combinarsi con elementi di testa in acciaio S235 con trattamento anticorrosivo di tipo galvanico. Non assemblare supporti palo, teste e bulloneria di assemblaggio di materiale aventi caratteristiche diverse. La bulloneria di assemblaggio fra teste e supporti palo viene fornita con quest’ultimi da Sicur Delta. Il materiale costituente i supporti palo e le teste è riconoscibile anche dal codice del prodotto riportato con marcatura a microimpulsi sullo stesso: tutti i supporti ed elementi in acciaio INOX terminano con la lettera A (esempio marcatura testa girevole SD00100A), mentre quelli zincati terminano con la lettera Z (esempio marcatura testa girevole SD00100Z). Inoltre il supporto tipo palo zincato si differenzia dal palo inox in quanto è dotato di cappellotto copripalo, che deve rimanere assemblato anche ad installazione finita, come evidenziato dall’immagine di seguito.

(fig. 16) (fig. 17)

Le schede tecniche prodotto dei dispositivi Sicur Delta, fra cui quella della testa SD00100A/Z, della testa SD00300A/Z, e dei supporti tipo palo, sono consultabili e scaricabili dal sito www.sicurdelta.it.

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Manuale d’installazione uso e manutenzione GAMMA SD76 Tipo A

MARTE base Piana e base Colmo Dispositivo di ancoraggio interamente saldato, sia fra la base e lo stelo che fra quest’ultimo ed il punto di ancoraggio a golfare, così da non permettere il distacco involontario di nessun elemento costituente il dispositivo. Non necessita di assemblaggio. E’ possibile procedere direttamente all’installazione con idoneo sistema di fissaggio e su idonea struttura, come indicato in relazione di calcolo.

MARTE base PIANA

Dimensioni piastra di base 15x25 cm.

Supporti in Acciaio Inox Codice

VK00500A

Descrizione

Misura

Marte

20cm

VK00510A

Marte

30cm

VK00540A

Marte

40cm

VK00550A

Marte

50cm

Codice

Descrizione

Misura

VK00515Z

Marte

15cm

VK00500Z VK00505Z

Marte

20cm

Marte

25cm

VK00510Z

Marte

30cm

VK00540Z

Marte

40cm

VK00550Z

Marte

50cm

Supporti in S235 zincato a caldo

(fig.18)

MARTE base COLMO

Dimensioni piastra di base 15x25 cm, con inclinazione di 16,7° lungo il suo asse maggiore.

Supporti in AISI 304 Codice

VK00512A VK00542A

Descrizione

Marte per Colmo Marte per Colmo

Supporti in S235 zincato a caldo Codice Descrizione

VK00512Z VK00542Z

Marte per Colmo Marte per Colmo

Misura

30cm 40cm

Misura

30cm 40cm

(fig.19)

La scelta dell’idonea base del palo per la specifica installazione deve essere effettuata sulla base del fissaggio da effettuare e del supporto di fissaggio.

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Rev.01_06/15

SPECIFICHE E CASISTICHE DI UTILIZZO Collegarsi al punto di ancoraggio tramite connettore EN 362. Il fissaggio deve essere effettuato tramite la piastra di base.

(fig. 20) (fig. 21) Al dispositivo è possibile applicare il carico in ogni direzione sui 360° attorno al punto di ancoraggio, come evidenziato in figura 22. Il massimo valore di deflessione del dispositivo di ancoraggio, lo spostamento del punto di ancoraggio ed il picco di carico in direzione di applicazione della forza è consultabile e scaricabile dal configuratore in rete al sito www.sicurdelta.net. L’immagine 23 schematizza il comportamento che assume il dispositivo Marte in caso di arresto caduta, deformandosi plasticamente.

(fig. 22) (fig. 23) Il dispositivo Marte è idoneo per installazione su superfici orizzontali, verticali ed inclinate: non è ammessa l’installazione a soffitto. E’ possibile implementare sistemi di protezione individuali contro le cadute in trattenuta, arresto caduta, posizionamento, lavoro su fune e salvataggio. La configurazione del sistema (dispositivo installato + zona operativa dell’utilizzatore) deve essere progettata ponendo particolare attenzione affinché il sistema di collegamento fra il punto di ancoraggio ed il sistema di tenuta per il corpo dell’utilizzatore venga usato in conformità alle indicazioni del fabbricante del sistema di collegamento stesso. Porre particolare attenzione ad eventuali spigoli vivi o impedimenti sui quali sia i DPI dell’operatore, che eventuali componenti del dispositivo di ancoraggio dovuti anche a deformazione dello stesso, possono urtare danneggiandosi creando pericolo grave, quindi evitare tale situazione di utilizzo. La scheda tecnica dei dispositivi Marte base Piana e Marte base Colmo sono consultabili e scaricabili dal sito www.sicurdelta.it.

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Manuale d’installazione uso e manutenzione GAMMA SD76 Tipo A

MERCURIO Dispositivo composto da unico elemento piegato. Non necessita di assemblaggio. E’ possibile procedere direttamente all’installazione con idoneo sistema di fissaggio e su idonea struttura, come indicato in relazione di calcolo. Dimensioni piastra di base 12 x 4 cm.

Supporti in Acciaio Inox

VK00780A

Mercurio

Unica

Supporti in S235 zincato a caldo Codice

VK00780Z

Descrizione

Mercurio

Misura

Unica

(fig. 24)

SPECIFICHE E CASISTICHE DI UTILIZZO Collegarsi al punto di ancoraggio tramite connettore EN 362. Il fissaggio deve essere effettuato tramite la piastra di base.

(fig. 25) (fig. 26) Al dispositivo è possibile applicare il carico in ogni direzione sui 360° attorno al punto di ancoraggio, compreso l’asse perpendicolare alla base, come evidenziato in figura 26. Il massimo valore di deflessione del dispositivo di ancoraggio, lo spostamento del punto di ancoraggio ed il picco di carico in direzione di applicazione della forza è consultabile e scaricabile dal configuratore in rete al sito www.sicurdelta.net. Se sottoposto a sollecitazione nella direzione evidenziata in figura 27-28 il dispositivo può deformarsi plasticamente.

(fig. 27) (fig. 28) Il dispositivo Mercurio è idoneo per installazione su superfici orizzontali, verticali ed inclinate: è ammessa l’installazione a soffitto. E’ possibile implementare sistemi di protezione individuali contro le cadute in trattenuta, arresto caduta, posizionamento, lavoro su fune e salvataggio. La configurazione del sistema (dispositivo installato + zona operativa dell’utilizzatore) deve essere progettata ponendo particolare attenzione affinché il sistema di collegamento fra il punto di ancoraggio ed il sistema di tenuta per il corpo dell’utilizzatore venga usato in conformità alle indicazioni del fabbricante del sistema di collegamento stesso. Porre particolare attenzione ad eventuali spigoli vivi o impedimenti sui quali sia i DPI dell’operatore, che eventuali componenti del dispositivo di ancoraggio dovuti anche a deformazione dello stesso, possono urtare danneggiandosi creando pericolo grave, quindi evitare tale situazione di utilizzo. La scheda tecnica del dispositivo Mercurio è consultabile e scaricabile dal sito www.sicurdelta.it. 18

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Rev.01_06/15

VEGA e VEGA+CAVALLOTTO Dispositivo composto da unico elemento piegato. Non necessita di assemblaggio. E’ possibile procedere direttamente all’installazione con idoneo sistema di fissaggio e su idonea struttura, come indicato in relazione di calcolo. Dimensioni piastra di base 120 x 35 mm.

Supporti in Acciaio Inox Codice

SD00705A

Descrizione

Misura

Vega

Unica

Vega

Unica

Supporti in S235 zincato a caldo

SD00705Z

(fig. 29)

SPECIFICHE E CASISTICHE DI UTILIZZO Collegarsi al punto di ancoraggio tramite connettore EN 362. Il fissaggio deve essere effettuato tramite la piastra di base.

(fig. 30) (fig. 31) Il dispositivo è in grado di resistere a sforzi trasmessi lungo il suo asse maggiore con il punto di ancoraggio rivolto verso valle su piani inclinati, come evidenziato in figura 31. Il massimo valore di deflessione del dispositivo di ancoraggio, lo spostamento del punto di ancoraggio ed il picco di carico in direzione di applicazione della forza è consultabile e scaricabile dal configuratore in rete al sito www.sicurdelta.net. Se sottoposto a sollecitazione il dispositivo può deformarsi plasticamente, allungandosi in direzione di applicazione della forza per circa 3 cm, come da figura 32.

(fig. 32) Il dispositivo Vega è idoneo per installazione su superfici inclinate (pendenza massima del 50%), quindi l’utilizzatore può operare in copertura/luoghi di lavoro compatibili con la direzione di apllicazione del carico. E’ possibile implementare sistemi di protezione individuali contro le cadute in trattenuta ed arresto caduta. www.sicurdelta.it

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Manuale d’installazione uso e manutenzione GAMMA SD76 Tipo A

Nei sistemi in trattenuta il dispositivo può operare su più direzioni attorno al punto di ancoraggio, come riportato in figura 33.

(fig. 33) La configurazione del sistema (dispositivo installato + zona operativa dell’utilizzatore) deve essere progettata ponendo particolare attenzione affinché il sistema di collegamento fra il punto di ancoraggio ed il sistema di tenuta per il corpo dell’utilizzatore venga usato in conformità alle indicazioni del fabbricante del sistema di collegamento stesso. Porre particolare attenzione ad eventuali spigoli vivi o impedimenti sui quali sia i DPI dell’operatore, che eventuali componenti del dispositivo di ancoraggio dovuti anche a deformazione dello stesso, possono urtare danneggiandosi creando pericolo grave, quindi evitare tale situazione di utilizzo. La scheda tecnica del dispositivo Vega è consultabile e scaricabile dal sito www.sicurdelta.it.

ASSEMBLAGGIO CON CAVALLOTTO Accoppiamento necessario per rialzare il dispositivo Vega dalla struttura e superare dislivelli, ad esempio strati di isolante in copertura.

Supporti in Acciaio Inox Codice

Descrizione

Misura

SD00804A

Cavallotto Distanziatore

4 cm

SD00805A

Cavallotto Distanziatore

5 cm

SD00806A

Cavallotto Distanziatore

6 cm

SD00808A

Cavallotto Distanziatore

8 cm

SD00810A

Cavallotto Distanziatore

10 cm

SD00812A

Cavallotto Distanziatore

12 cm

SD00815A

Cavallotto Distanziatore

15 cm

Supporti in S235 zincato a caldo

(fig. 34)

20

Codice

Descrizione

Misura

SD00804Z

Cavallotto Distanziatore

4 cm

SD00805Z

Cavallotto Distanziatore

5 cm

SD00806Z

Cavallotto Distanziatore

6 cm

SD00808Z

Cavallotto Distanziatore

8 cm

SD00810Z

Cavallotto Distanziatore

10 cm

SD00812Z

Cavallotto Distanziatore

12 cm

SD00815Z

Cavallotto Distanziatore

15 cm

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Rev.01_06/15

(fig. 35)

(fig. 36)

Assemblaggio tramite 2 bulloni M12x40 (cl. 8.8 per installazioni di materiale zincato) (A2-70 per installazioni di materiale inox) dotati di rondella, in dotazione con il cavallotto. I Vega in acciaio INOX AISI 304 dovranno combinarsi con Cavallotti in acciaio INOX AISI 304, invece i Vega in acciaio S235 con trattamento anticorrosivo di tipo galvanico dovranno combinarsi con Cavallotti in acciaio S235 con trattamento anticorrosivo di tipo galvanico. Non assemblare dispositivi di materiale aventi caratteristiche diverse.

SPECIFICHE E CASISTICHE DI UTILIZZO Sono le medesime del dispositivo Vega, eccetto: • •

Il massimo valore di deflessione del dispositivo di ancoraggio, lo spostamento del punto di ancoraggio ed il picco di carico in direzione di applicazione della forza, consultabili e scaricabili dal configuratore in rete al sito www.sicurdelta.net. Se sottoposto a sollecitazione il dispositivo può deformarsi plasticamente, allungandosi in direzione di applicazione della forza, con escursioni variabili in base all’altezza del cavallotto.

La scheda tecnica del dispositivo Vega + Cavallotto è consultabile e scaricabile dal sito www.sicurdelta.it.

CAVETTO SINGOLO e CAVETTO DOPPIO Dispositivo composto da piastra di base e cavetto/i in acciaio inox vincolato alla stessa tramite perno. Fornito già preassemblato, quindi non necessita di assemblaggio. E’ possibile procedere direttamente all’installazione con idoneo sistema di fissaggio e su idonea struttura, come indicato in relazione di calcolo. Dimensioni piastra di base 130 x 40 mm. Fornito standard con cavetto in acciaio Inox AISI 316 - diametro 6 mm - lunghezza 65 cm: possibilità di fornitura con lunghezza cavo su misura nel range 50 – 100 cm.

Cavetto Singolo

Supporti in Acciaio Inox Codice

SD00630A

Descrizione

Cavetto Singolo

Supporti in S235 zincato a caldo

SD00630Z

Misura

65cm

Cavetto Singolo

65cm

Descrizione

Misura

Cavetto Doppio

65cm

(fig. 37)

Cavetto Doppio Supporti in Acciaio Inox Codice

SD00635A

Supporti in S235 zincato a caldo (fig. 38)

SD00635Z

Cavetto Doppio www.sicurdelta.it

65cm 21


Manuale d’installazione uso e manutenzione GAMMA SD76 Tipo A

SPECIFICHE E CASISTICHE DI UTILIZZO Collegarsi al punto di ancoraggio tramite connettore EN 362. Il fissaggio deve essere effettuato tramite la piastra di base.

(fig. 39)

(fig. 40)

Al dispositivo è possibile applicare il carico in tutte le direzioni sui 360° del piano della piastra di base, ed in tutte le configurazioni che possono generarsi inducendo sforzo di estrazione sui fissaggi (figure 41, 42). Il massimo valore di deflessione del dispositivo di ancoraggio, lo spostamento del punto di ancoraggio ed il picco di carico in direzione di applicazione della forza è consultabile e scaricabile dal configuratore in rete al sito www.sicurdelta.net.

(fig. 41)

(fig. 42)

Il cavo di acciaio collegato alla base di ancoraggio, essendo flessibile, può muoversi in ogni direzione in cui viene sollecitato facendo spostare il punto di ancoraggio.

(fig. 43) Il dispositivo Cavetto, sia esso singolo che doppio, è idoneo per installazioni su superfici orizzontali, verticali ed inclinate: è ammessa l’installazione a soffitto. L’utilizzo più frequente è come dispositivo di ancoraggio “sottotegola”. E’ possibile implementare sistemi di protezione individuali contro le cadute in trattenuta, arresto caduta, posizionamento, lavoro su fune e salvataggio. Nella progettazione ed implementazione del sistema di protezione valutare attentamente i possibili spostamenti del punto di ancoraggio. La configurazione del sistema (dispositivo installato + zona operativa dell’utilizzatore) deve essere progettata ponendo particolare attenzione affinché il sistema di collegamento fra il punto di ancoraggio ed il sistema di tenuta per il corpo dell’utilizzatore venga usato in conformità alle indicazioni del fabbricante del sistema di collegamento stesso. Porre particolare attenzione ad eventuali spigoli vivi sui quali sia i DPI dell’operatore, che eventuali componenti del dispositivo di ancoraggio, possono urtare lacerandosi o danneggiandosi creando pericolo grave, quindi evitare tale situazione di utilizzo. Spigoli in ferro/acciaio a contatto con il cavo del dispositivo sono molto pericolosi in quanto potrebbero tranciarlo oppure usurarlo, quindi assolutamente vietato creare tale situazione di utilizzo! La scheda tecnica del dispositivo Cavetto, sia singolo che doppio, è consultabile e scaricabile dal sito www.sicurdelta.it. 22

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Rev.01_06/15

MODALITA' DI INSTALLAZIONE 1. INSTALLAZIONE DEI SUPPORTI / DISPOSITIVI PROGETTO DEL FISSAGGIO

Per l’installazione dei supporti / dispositivi alla struttura è necessario un progetto che esula dalle informazioni fornite in questo manuale. Per il posizionamento dei dispositivi nel luogo di lavoro seguire il progetto. Fissare i dispositivi alla struttura come da progettazione strutturale del fissaggio e di verifica del supporto strutturale di installazione (relazione di calcolo). La struttura di fissaggio, purchè ritenuta idonea nella relazione di calcolo, può essere quella di un’opera edile come altri elementi strutturali di opera diversa, il cui materiale costituente può essere di varia natura: ad esempio si possono valutare materiali come il c.a., il legno, le murature, elementi metallici, ecc… Per installazione su quest’ultimi valutare la compatibilità fra i metalli accoppiati, poiché metalli diversi fra loro possono indurre processi corrosivi potenzialmente pericolosi. Anche se la norma UNI 11578:2015 tratta dispositivi di ancoraggio installabili su o nella struttura, soltanto per i dispositivi tipo palo e tipo Marte può essere previsto il fissaggio con la propria piastra di base che risulta annegata nel getto. Si evince che è possibile valutare installazioni con fissaggio diretto, oppure attraverso sottostrutture con soluzioni progettate ad hoc, oppure con sottostrutture standardizzate fornite da Sicur Delta le cui schede tecniche sono consultabili e scaricabili dal sito www.sicurdelta.it, ad esempio: • • • •

contropiastre per il cerchiaggio delle travi, di varie misure e spessori profili angolari per la ripartizione del carico dime per i fissaggi prima del getto dima a mensola per pareti verticali

Vi sono varie soluzioni per il fissaggio, alcune delle quali riportate nella sezione ‘contenuti’ del sito www.sicurdelta.it alla voce "Esempi di fissaggio". Si ricorda che questi esempi ed indicazioni fornite non sono da considerarsi in sostituzione della relazione di calcolo. Contattare l’ufficio tecnico Sicur Delta per dettagli sugli accessori e sistemi di fissaggio.

RACCOMANDAZIONI DI POSA

Si ricorda, eccetto ulteriori specifiche verificate e riportate nella relazione di calcolo, di garantire la planarità del supporto e adesione fra la sua base di appoggio e la struttura di fissaggio. L’installazione distanziata dalla superficie della struttura dovrà essere valutata attentamente in termini di resistenza flessionale del sistema di ancoraggio. La manomissione o alterazione di un qualsiasi elemento parte del dispositivo, od eventuali aggiunte apportate allo stesso, sono vietati. L’assemblaggio diverso da quello indicato comporta la conformazione di sistemi ibridi non autorizzati da Sicur Delta, la quale declina ogni responsabilità verso questi vietandoli. E’ necessario verificare, prima di procedere nell’installazione dei dispositivi, che non vi siano impedimenti spaziali tali da impedire il posizionamento come da progetto e la rispondenza fra la struttura di supporto presente e quanto riportato nella relazione di calcolo. Qualora venissero riscontrate difformità nelle verifiche ai punti precedenti è indispensabile interrompere immediatamente l’installazione ed interfacciarsi con il tecnico progettista di riferimento. Effettuata la posa dei supporti/ dispositivi, prima di ogni altra procedura ed ogni altro assemblaggio o serraggio (ad esempio quello necessario per bloccare le teste sui pali), si ricorda di attendere il tempo per poter applicare le coppie di serraggio ai fissaggi o per avere il fissaggio pronto ed idoneo all’utilizzo. Questo tempo è necessario e variabile in funzione del tipo di fissaggio utilizzato, due casi ricorrenti sono: il fissaggio di tipo chimico per il quale è necessario rispettare le tempistiche riportate dal produttore dello stesso, ed il sistema di fissaggio annegato dentro il getto di calcestruzzo per il quale è necessario attendere l’avvenuta maturazione del getto.

2. ASSEMBLAGGIO

Per gli assemblaggi ammessi e necessari si rimanda al capitolo precedente.

3. CONTROLLI POST INSTALLAZIONE

Una volta terminate le operazioni descritte in precedenza il dispositivo di ancoraggio puntuale risulta installato. Effettuare un controllo visivo del sistema ripercorrendo le fasi di assemblaggio ed installazione, assicurandosi che non vi siano elementi danneggiati, oppure ostacoli. Effettuare un controllo strumentale / funzionale accertandosi che le unioni bullonate abbiano la giusta coppia di serraggio, e che se il dispositivo in servizio deve ammettere spostamenti del punto di ancoraggio, quest'ultimo abbia idonea mobilità. Come richiesto dalle norme cui i dispositivi rispondono ai requisiti di conformità, deve essere predisposta una marcatura aggiuntiva in prossimità del dispositivo quando, una volta installato, la marcatura dello stesso non è più visibile. Si rimanda al capitolo inerente la marcatura per i dettagli sulla stessa.

4. COMPLETAMENTO DEL “FASCICOLO DEL DISPOSITIVO/SISTEMA DI ANCORAGGIO”

Con la redazione della ‘Dichiarazione di corretta posa in opera’, la compilazione della targhetta identificativa con apposizione di questa in prossimità dell’accesso, ed il completamento e la consegna del Fascicolo relativo al dispositivo/sistema di ancoraggio al responsabile della gestione dello stesso, viene sancita la messa in esercizio. L’installatore, salvo vi siano regolamenti di legge che chiamano in causa altre figure quali ad esempio il progettista od il coordinatore per la sicurezza, è tenuto a completare e consegnare la documentazione di installazione denominata Fascicolo del dispositivo/sistema di ancoraggio (vedi capitolo PROGETTAZIONE DEI SISTEMI DI ANCORAGGIO. FASCICOLO DEL DISPOSITIVO/SISTEMA DI ANCORAGGIO) al proprietario o responsabile della gestione del dispositivo/sistema di ancoraggio, oltre che a compilare la/e targhetta/e identificative posizionandole ove necessario. www.sicurdelta.it

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Manuale d’installazione uso e manutenzione GAMMA SD76 Tipo A

RACCOMANDAZIONI E’ necessario prevedere modalità di posa in opera garantendo condizioni di salute e sicurezza in conformità con le normative vigenti sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro agli installatori; quest’ultimi sono tenuti altresì al loro rispetto. Sicur Delta prepara gli installatori e gli ispettori / manutentori: l’installazione dei dispositivi si consiglia debba essere svolta da personale con adeguata competenza, formazione ed addestramento. Contattare Sicur Delta per la lista del personale competente. Prima di procedere con il montaggio l’installatore deve accertarsi che il materiale sia completo e ben conservato, che i dispositivi, in ogni suo componente ed elemento, non presentino danni o difetti e che siano integri. Nel caso di prodotti deformati, danneggiati o deteriorati prima dell’installazione contattare Sicur Delta. Il posatore deve inoltre recepire i progetti al fine di poterli eseguire, assieme alle indicazioni del presente manuale e delle norme tecniche di riferimento. Come già riportato nel manuale, in caso di dubbio sulla regolare e corretta installazione contattare il/i progettista/i e Sicur Delta. Sino alla sua completa installazione e dichiarazione di conformità (dichiarazione di corretta posa in opera), un dispositivo di ancoraggio / sistema di ancoraggio non deve essere usato come componente di un sistema contro le cadute dall’alto.

MARCATURA

La marcatura risulta conforme alla EN 365:2005 come richiesto dalla EN 795:2012 e dalla UNI 11578:2015, ed alla CEN/TS 16415:2013 e UNI 11578:2015 in sostituzione al punto 6 a) della EN 795:2012 relativamente al numero massimo di operatori consentiti simultaneamente. Se il dispositivo di ancoraggio puntuale tipo A gamma SD76 è formato da più elementi/supporti, ognuno di essi riporta propria marcatura. Di seguito, per indicare le modalità di lettura, si riporta il contenuto ed il significato della marcatura del supporto palo( nell'esempio palo base piana h 50 Inox) e degli elementi di testa assemblabili.

(fig. 44) Palo base piana h 50cm inox (fig. 45) Testa kit girevole inox

(fig. 46) Testa doppia inox

①: modello del supporto o elemento componente del dispositivo di ancoraggio. Viene usato come riconoscimento il codice prodotto, ad esempio SD76050A per quanto riguarda il supporto palo base piana di altezza 50 cm versione Inox. ②: logo del fabbricante, ovvero logo con il marchio registrato di Sicur Delta. ③: numero e anno della/e normativa/e cui il dispositivo fa riferimento (3a) e tipologia/e di appartenenza (3b): il supporto palo fa riferimento sia al tipo C che al tipo A perchè utilizzabile sia come componente del dispositivo di ancoraggio lineare che come componente del dispositivo di ancoraggio puntuale. Ugualmente per l'elemento testa doppia. ④: numero massimo di operatori collegabili contemporaneamente, in riferimento al tipo di appartenenza normativo per cui si prevede l'utilizzo: (rispetto a quanto riportato sul dispositivo posso essere date restrizioni da parte del progettista limitando ad un numero inferiore rispetto a quanto riportato il numero di utilizzatori contemporanei). ⑤: leggere il Fascicolo del sistema di ancoraggio, di cui fa parte anche il presente manuale, prima dell’uso, dell’installazione o dell’ispezione / manutenzione. ⑥: numero di lotto di produzione. Il primo numero riporta il n° di settimana dell’anno di produzione, il secondo l’anno di produzione. Il numero di lotto risulta indispensabile per determinare la durata di vita del dispositivo; si rimanda al capitolo delle ispezioni / manutenzioni per ulteriori dettagli sul conteggio relativo. Di seguito, per indicare le modalità di lettura, si riporta il contenuto ed il significato di alcuni dispositivi che non hanno necessità di assemblaggio.

(fig. 47) Cavetto singolo Inox (fig. 48) Vega inox 24

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(fig. 49) Mercurio inox


Rev.01_06/15

TARGHETTA IDENTIFICATIVA e MARCATURA AGGIUNTIVA In aggiunta alla marcatura, conforme EN 365 e con impresso il numero massimo di operatori collegati contemporaneamente, al punto 6 della UNI 11578:2015 (alla quale si rimanda per una lettura dettagliata dei 3 punti successivi) si prescrive che all’accesso della copertura deve essere presente una targa che indica/avverte: • • •

Di consultare il “fascicolo del sistema di ancoraggio” Sulla data/periodicità d’ispezione Di non utilizzare il sistema/dispositivo laddove l’ispezione non è stata eseguita

Come targa all’accesso è possibile utilizzare la targhetta identificativa codice SL001000. Laddove nel luogo di lavoro sia installato un sistema di ancoraggi composto da diversi dispositivi di ancoraggio è possibile utilizzare più targhette. Di seguito un esempio di targhetta identificativa compilata per l'accesso in copertura: l'esempio riporta un sistema di ancoraggio composto da n°1 dispositivo palo h35 zincato con assemblato un testa kit girevole + n°4 dispositivo cavetto singolo zincato ( installazione, quindi anche cadenze ispettive, secondo UNI 11578:2015). Nelle Note è riportato il numero di lotto del dispositivo (settimana / anno) con data antecedente rispetto agli altri, così da evidenziare la data di inizio / decorrenza ai fini del calcolo della durata massima di vita del dispositivo/ sistema. (Si rimanda al capitolo delle ispezioni / manutenzioni per i dettagli sulla durata di vita del dispositivo.) La targhetta identificativa può essere utilizzata anche laddove, una volta installato il dispositivo di ancoraggio, la marcatura dello stesso non è più visibile, in quanto le norme di riferimento richiedono che deve essere predisposta una marcatura aggiuntiva in prossimità del dispositivo. Può essere utilizzato anche altro idoneo sistema efficace a soddisfare i requisitivi normativi inerenti la marcatura addizionale, ricordando che non sono ammesse incisioni, modifiche o aggiunte dirette alla marcatura sul dispositivo o altri sistemi che ne modifichino le caratteristiche od il suo corretto funzionamento; sarà cura dell’installatore scegliere le modalità e provvedere alla stessa. La marcatura aggiuntiva deve riportare le medesime indicazioni delle marcature dei dispositivi.

(fig. 50)

Anche se visibile la marcatura post installazione, il dispositivo di ancoraggio deve essere marcato con la data entro la quale effettuare l’ispezione successiva. Non sono ammesse incisioni, modifiche o aggiunte dirette alla marcatura sul dispositivo. Riportare questa scadenza attraverso marcatura aggiuntiva tramite la targhetta identificativa.

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Manuale d’installazione uso e manutenzione GAMMA SD76 Tipo A

PROGETTAZIONE DEI SISTEMI DI ANCORAGGIO e FASCICOLO DEL SISTEMA DI ANCORAGGIO INDICAZIONI IN AUSILIO ALLA PROGETTAZIONE Non è possibile studiare un unico sistema di protezione individuale contro le cadute idoneo per ogni situazione. Dovrà essere scelto il modello di dispositivo di ancoraggio sulla base delle caratteristiche funzionali dello stesso, al luogo di lavoro ed al tipo di lavoro da svolgere, quindi individuati i DPI necessari e le modalità operative. Due regole fondamentali da seguire nella progettazione del sistema sono • ergonomia, garantendo libertà di movimento • arrestare la caduta nel minor tempo possibile, ove possibile prevederla. Soluzioni che evitano la caduta libera sono da preferire a quelle che arrestano la caduta libera, infatti il progettista dovrà dimensionare un impianto che, se possibile, consenta di operare in condizioni di trattenuta. Laddove possibile si deve quindi impedire all’operatore di poter arrivare al bordo esposto a potenziale caduta. Nel caso in cui si debba operare in arresto caduta perseguire l’obbiettivo di lavorare con fattore di caduta il più possibile prossimo allo zero, limitando quindi sia il potenziale di caduta che la lunghezza della caduta ove è possibile prevederla. Al fine di limitare la possibilità di una caduta libera o ridurre il più possibile il fattore di caduta, effettuare attente valutazioni sulla posizione del dispositivo di ancoraggio / punto di ancoraggio in relazione al lavoro da svolgere, e sui sistemi di collegamento (DPI). E’ consigliabile che il dispositivo /punto di ancoraggio sia posizionato sopra la posizione dell’utilizzatore. E’ sconsigliato prevedere l’installazione di dispositivi di ancoraggio ad una quota inferiore rispetto al piano di calpestio dell’utilizzatore, laddove possibile prevedere il punto di ancoraggio sempre a monte dell’utilizzatore. FATTORE DI CADUTA = ALTEZZA DI CADUTA / LUNGHEZZA DEL CORDINO

(fig. 51) Nei sistemi di arresto caduta occorre verificare che la zona del bordo oltre il quale si ammette la caduta non abbia spigoli vivi che possano ostacolare o tagliare il sistema di collegamento (es. cordino) o produrre lesioni alla persona. Gli stessi controlli preventivi e le stesse attenzioni rivolte ai collegamenti e possibili lesioni degli stessi sono comunque da prevedere per ogni sistema individuale di protezione contro le cadute. Laddove sia necessario operare in arresto caduta, una corretta progettazione del posizionamento dei dispositivi di ancoraggio deve permettere di impedire la caduta con effetto pendolo (ovvero l’oscillazione del corpo post caduta con possibile urto contro ostacoli di varia natura), e valutare se possibile ammettere un arresto caduta effettuando il calcolo del tirante d’aria. Per arrestare la caduta in sicurezza di un utilizzatore il tirante d’aria, definibile come il minimo spazio libero di caduta in sicurezza, deve essere inferiore allo spazio libero da ostacoli disponibile in loco. E’ la distanza minima, misurata in verticale, necessaria ad arrestare in sicurezza un lavoratore in un sistema di arresto caduta. Si compone della distanza di arresto più lo spazio libero di 1 metro che deve rimanere sotto i piedi dell’utilizzatore, al fine di evitare collisioni in una caduta. Il tirante d’aria varia sulla base di fattori quali la deflessione del dispositivo di ancoraggio ed il sistema di collegamento allo stesso: anche scegliendo il medesimo collegamento devono essere valutate le caratteristiche specifiche di ogni modello, ad esempio anche gli assorbitori di energia conformi alla medesima normativa possono avere dilatazioni di apertura diverse. Per una corretta valutazione del tirante d’aria consultare, oltre ai dati forniti sul dispositivo di ancoraggio, il manuale di istruzioni dei DPI. Si rimanda per maggiori approfondimenti alla norma UNI 11560:2014 dove al punto 3.39 definisce il Tirante d’Aria spiegandolo anche graficamente, poiché quanto sopra nel paragrafo “INDICAZIONI IN AUSILIO ALLA PROGETTAZIONE” non deve essere considerata una guida tecnica alla progettazione di sistemi anticaduta, ma un promemoria per ricordare alcuni aspetti progettuali importanti. Conoscere le caratteristiche dimensionali e meccaniche della struttura portante di supporto, al fine di verificarne la tenuta ed effettuare un corretto dimensionamento del fissaggio, oltre ad una posa in opera del fissaggio corretta, sono presupposti indispensabili per garantire un sistema di ancoraggio anticaduta sicuro. 26

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DOCUMENTAZIONE DI PROGETTO e DI INSTALLAZIONE. FASCICOLO DEL SISTEMA DI ANCORAGGIO Dove installare il dispositivo di ancoraggio deve essere progettato sulla base del tipo di sistema individuale contro le cadute che si intende implementare e sulla base del suo futuro utilizzo; il fissaggio del dispositivo di ancoraggio deve essere progettato, sulla base del tipo di supporto ove effettuare l’applicazione, valutando anche l’idoneità strutturale di quest’ultimo. Inoltre per una corretta realizzazione di sistemi di ancoraggio permanenti in copertura è anche possibile far riferimento alla sequenza di fasi riportata al punto 7 della norma UNI 11560:2014, dove si evince la necessità di un progetto sulla configurazione del sistema di ancoraggio sviluppato sulla base della valutazione del rischio da parte del progettista (di seguito denominato dimensionale e funzionale), e di relazione di calcolo in base al supporto strutturale di installazione. Quindi un sistema di ancoraggio necessita di progettazione: • Dimensionale e funzionale del sistema, nella quale il progettista incaricato dovrà effettuare una valutazione dei rischi anche in base ai pericoli dati dalle condizioni al contorno, alle distanze libere di caduta, agli impedimenti spaziali ed alla conformazione del luogo di lavoro, così da progettare il posizionamento del/i dispositivo/i di ancoraggio, valutando ed indicando per lo specifico luogo di lavoro gli accessi, i percorsi e le modalità operative, oltre ai DPI necessari ed al loro corretto utilizzo, sulla base del tipo di sistema individuale contro le cadute dall’alto che si intende mettere in atto. LA PROGETTAZIONE DIMENSIONALE E FUNZIONALE DEL SISTEMA E’ AL DI FUORI DEL CONTENUTO DEL PRESENTE MANUALE. E’ NECESSARIO AVVALERSI DELLA CONSULENZA DI UN PROFESSIONISTA ABILITATO IN GRADO DI SVOLGERE TALE PROGETTO • Strutturale del fissaggio e di verifica del supporto di fissaggio, nella quale un professionista abilitato al calcolo strutturale deve dimensionare il sistema di fissaggio più idoneo a seconda del dispositivo di ancoraggio da installare e del supporto di installazione presente, oltre a valutare la tenuta di detto supporto agli sforzi trasmessi. Sul sito www.sicurdelta.net è presente un configuratore dove sono consultabili e scaricabili gli sforzi generati in caso di caduta sui dispositivi, oltre ad eventuali spostamenti del punto di ancoraggio. LA PROGETTAZIONE DEL SISTEMA DI FISSAGGIO E LA VERIFICA DELLE AZIONI STRUTTURALI TRASMESSE DAL/I DISPOSITIVO/I DI ANCORAGGIO AGLI ELEMENTI PORTANTI DELLA STRUTTURA A CUI IL DISPOSITIVO E’ FISSATO E’ AL DI FUORI DEL CONTENUTO DEL PRESENTE MANUALE D’USO. E’ NECESSARIO AVVALERSI DELLA CONSULENZA DI UN PROFESSIONISTA ABILITATO AL CALCOLO STRUTTURALE. La necessità di questa verifica è riportata nella UNI 11578:2015, ma anche nella EN 795:2012 in appendice A.1 si ritrova che anche l’installazione dovrebbe essere verificata mediante calcolo o prova. Al fine di non danneggiare i dispositivi ed il fissaggio alla struttura, creando possibili lesioni anche non visibili o deformazioni che richiederebbero la sostituzione del sistema, redigere una relazione di calcolo è il metodo consigliato: in ausilio al calcolo possono essere svolte prove pre installazione sul fissaggio o sull’intero sistema, progettate dal professionista incaricato di redigere la relazione di calcolo; sia il fissaggio che il dispositivo sottoposto a prova devono essere rimossi in quanto da considerarsi non più idonei. Queste prove, come il metodo e lo sviluppo del calcolo, sono da progettarsi e comunque a discrezione del tecnico incaricato della relazione di calcolo. I progetti (dimensionale e funzionale + relazione di calcolo) fanno parte della documentazione di installazione denominata Fascicolo del sistema di ancoraggio. Completano questa documentazione a corredo del dispositivo / sistema di ancoraggio: • • • •

Certificati di conformità del fabbricante dei dispositivi di ancoraggio installati secondo la norma UNI di riferimento. Sono consultabili e scaricabili sul sito www.sicurdelta.it. Dichiarazione di corretta posa in opera controfirmata dal responsabile dell’installazione, ed allegata documentazione fotografica. In appendice A, un modello di esempio con i contenuti minimi di dichiarazione. Programma di ispezione e manutenzione con scheda si registrazione, denominata “scheda di controllo”. In appendice B, un modello di esempio con i contenuti minimi di dichiarazione. Manuale d’installazione, uso e manutenzione del/i dispositivo/i installato/i.

La documentazione di installazione è indispensabile in quanto prova di una installazione avvenuta correttamente, oltre che assunzione di responsabilità da parte dell’installatore attraverso la dichiarazione di corretta posa in opera. Il responsabile della gestione del sistema di ancoraggio (proprietario dell’immobile, amministratore, RSPP, datore di lavoro, ecc...) è colui al quale deve essere consegnata tale documentazione, da conservare nell’edificio/luogo di lavoro, così da essere disponibile in caso di necessità ed utilizzo del sistema. Laddove si debba fotografare più di un dispositivo di ancoraggio è da raccomandarsi che questi devono essere contraddistinti fra se con numeri, così da riportare sia nelle registrazioni di ispezione/manutenzione che nella planimetria del progetto questa numerazione. In tutte quelle applicazioni dove il fissaggio non risulta più visibile ad installazione ultimata, la documentazione fotografica deve trattare i particolari del fissaggio al supporto di fondo. Sul sito www.sicurdelta.it sono consultabili e scaricabili, oltre alle schede tecniche ed esempi di fissaggio, le certificazioni di conformità UNI 11578:2015, EN 795:2012 e CEN/TS 16415:2013 relative ai dispositivi di ancoraggio Sicur Delta, rilasciate da Ente Terzo. Esistono varie legislazioni/regolamentazioni a seconda del luogo geografico dove viene installato il dispositivo/sistema di ancoraggio che impongono specifiche documentazioni per l’installazione degli stessi, alcune con obbligo di redazione di propria modulistica. Queste regolamentazioni, per lo più rivolte ad installazioni a carattere permanente, possono richiedere documentazioni tra loro diverse sia come denominazione che come contenuti. Oltre a seguire quanto richiesto da queste regolamentazioni locali di riferimento, laddove presenti, si raccomanda di rispettare come contenuti minimi di documentazione quanto riportato in precedenza in questo paragrafo (Documentazione di installazione denominata anche Fascicolo del sistema di ancoraggio). www.sicurdelta.it

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Manuale d’installazione uso e manutenzione GAMMA SD76 Tipo A

UTILIZZO DEI DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO Come utilizzare un dispositivo di ancoraggio vuol dire progettare a monte un sistema in accordo con la EN 363:2005; il presente manuale esula dalle valutazioni di implementazione di questi sistemi. Si ricorda che il numero di utilizzatori contemporanei massimo per ogni dispositivo tipo A è di 2 operatori. Possono essere applicate limitazioni dal/i progettista/i o dall’installatore o dall’ispettore/manutentore. Inoltre possono essere creati dispositivi misti, insiemi di dispositivi oppure utilizzare il supporto palo e la testa doppia come dispositivi puntuali: per queste configurazioni si rimanda al capitolo sulle caratteristiche dei dispositivi di ancoraggio, come per comprendere nel dettaglio la conformazione dei dispositivi di ancoraggio SD76 trattati ed il loro ambito applicativo e quindi di utilizzo, come ad esempio le direzioni di carico ammesse. Per un utilizzo sicuro è indispensabile una profonda conoscenza del dispositivo stesso.

PROCEDURE E CONTROLLI

Una volta effettuata l’installazione secondo le istruzioni riportate nel presente manuale, e prima di ogni utilizzo, eseguire sempre un controllo preliminare sul buono stato apparente del dispositivo.

Controlli preliminari

Di seguito sono elencati alcuni dei principali controlli di buona prassi necessari per un utilizzo sicuro del dispositivo di ancoraggio, ma questo non esclude l’implementazione di ulteriori controlli e prassi per gestire ed utilizzare in sicurezza il dispositivo / sistema di ancoraggio. Indispensabile è l’ ispezione prima dell’uso, che va intesa come controllo diretto del buono stato del dispositivo installato attraverso una verifica documentale e visiva. Verificare che ogni targhetta sia correttamente compilata e leggibile in ogni sua voce, e sincerarsi che siano state effettuate le ispezioni periodiche, altrimenti non utilizzare il dispositivo / sistema. Per le cadenze si rimanda al capitolo successivo. Prima di ogni uso l’ utilizzatore è tenuto a farsi consegnare tutta la documentazione/progettazione a corredo del/i dispositivo/i di ancoraggio (sistema di ancoraggio), prendendo coscienza di come effettuare un corretto utilizzo e dei pericoli che vi sono in caso di uso errato. Effettuare una ispezione visiva al dispositivo di ancoraggio in modo da verificare il buono stato apparente. I dispositivi di ancoraggio devono risultare, sia prima che durante l’utilizzo, in condizioni operative e funzionali ottimali, senza presentare segni di corrosione, deformazione o danneggiamento: punti di corrosione, elementi che hanno prodotto dissipazione, spostamenti del punto di ancoraggio non ammessi, sono indicazioni che devono far interrompere subito l’utilizzo. Il controllo deve comprendere anche le unioni bullonate che non devono apparire allentate.

(fig. 52) Dispositivo che presenta evidente ossidazione e punti di corrosione: prevedere sostituzione E’ possibile utilizzare il dispositivo di ancoraggio solo se l’ispezione prima dell’uso non ha riportato anomalie, danni o mancanze allo stesso. Inoltre, NON UTILIZZARE O INTERROMPERE IMMEDIATAMENTE L’UTILIZZO se: • • •

Sorgono dubbi su un possibile funzionamento sicuro e corretto Il dispositivo ha arrestato una caduta L’ispezione prima dell’uso ha riportato anomalie o mancanze

Se ricorre uno dei casi precedenti è obbligo avvertire il responsabile del sistema anticaduta (proprietario, amministratore, ecc...) che dovrà porre immediatamente fuori servizio il dispositivo/sistema di ancoraggio e far intervenire personale competente che, se possibile, attraverso interventi di manutenzione/sostituzione potrà porre il sistema nuovamente in condizioni di poter essere utilizzato in sicurezza: necessaria conferma scritta dove viene dichiarata la possibilità di riutilizzo del dispositivo / sistema se sussistono le condizioni di sicurezza. Nei sistemi di arresto caduta, per la sicurezza dell’operatore, è essenziale verificare lo spazio libero richiesto al di sotto dell’operatore in corrispondenza della posizione di lavoro prima di ogni utilizzo, in modo tale che, in caso di caduta, non vi sia collisione con ostacoli sulla traiettoria di caduta. Verificare che non vi siano bordi o spigoli vivi che possano ostacolare o tagliare il sistema di collegamento (es. cordino) o produrre lesioni alla persona durante l’utilizzo, oppure vincoli che non permettono al connettore, una volta collegato al punto d ancoraggio, di lavorare in direzione idonea. Quando si utilizza il dispositivo di ancoraggio si raccomanda sempre la massima attenzione, al fine di evitare di cadere o scivolare nel vuoto, ma anche evitare di far cadere nel vuoto attrezzatura, struttura o componenti della zona di lavoro, pericolosi per eventuali investimenti nella zona sottostante. Una volta inserito e bloccato/chiuso il connettore nel punto di ancoraggio si raccomanda di verificare che questa operazione sia stata eseguita correttamente. Prima di iniziare ad utilizzare i dispositivi di ancoraggio si faccia una Valutazione dei Rischi aggiuntivi a quello di caduta dall’alto dell’operatore stesso, dovuti alle condizioni al contorno rispetto all’ambiente di lavoro, e che potrebbero causare incidenti. Nei lavori in quota un rischio ricorrente aggiuntivo può essere lo schiacciamento per la caduta di materiale dall’alto, ed una possibile soluzione può essere quella di tenere sgombra l’area sottostante la zona di lavoro. Effettuare controllo di buono stato ed efficienza dei DPI che si andrà ad utilizzare. 28

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DPI Dispositivi di Protezione Individuale I dispositivi di ancoraggio Sicur Delta riportati in questo manuale, una volta correttamente posti in opera, sono punti di ancoraggio affidabili per i sistemi individuali per la protezione contro le cadute conformi alla EN 363; i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) utilizzabili sono pertanto quelli necessari a formare il sistema EN 363 progettato. Si ricorda che per alcuni dispositivi vi sono limitazioni, avvertenze e/o divieti ad essere utilizzati come componenti in alcuni tipi di sistemi individuali per la protezione contro le cadute: si rimanda al capitolo che tratta le caratteristiche dei dispositivi di ancoraggio dove per ognuno sono evidenziate eventuali avvertenze e/o limitazioni dello stesso in determinati sistemi, quali ad esempio di lavoro su fune o di salvataggio. Sarà da effettuarsi caso per caso la valutazione degli idonei DPI necessari per soddisfare la particolare esigenza di lavoro. La scelta dei DPI è subordinata al tipo di sistema di protezione individuale che si intende implementare ed alle esigenze di lavoro. Ogni modello di DPI, anche se conforme alla medesima norma, può avere caratteristiche, restrizioni applicative ed utilizzi consentiti diversi: è necessario osservare le istruzioni fornite dai relativi produttori, quindi si raccomanda di leggere e comprendere la nota informativa del DPI individuato ed utilizzarlo compatibilmente a quanto riportato sia in essa che in questo manuale. Ogni DPI o sistema di DPI in collegamento con il dispositivo di ancoraggio deve essere compatibile con il dispositivo stesso, deve esserci compatibilità fra tutti i componenti o sottosistemi e devono essere idonei al tipo di lavoro da svolgere, considerando i limiti di ogni singolo componente dell’equipaggiamento. Tutti i componenti devono essere in accordo alle normative europee: per ciascuno leggere e rispettare le istruzioni d’uso/nota informativa al fine di evitare interferenze non ammesse e rispettare tutte le indicazioni riportate. Per la sicurezza dell’operatore, utilizzare DPI testati in conformità alle norme europee di riferimento e marcati CE. Ogni utente deve utilizzare propri DPI.

LA FORZA DI ARRESTO ESERCITATA SULL’OPERATORE NON DEVE SUPERARE I 6 kN Quando il dispositivo di ancoraggio viene utilizzato come parte di un sistema di arresto caduta ogni utente deve essere collegato al punto di ancoraggio dello stesso dispositivo con DPI (Dispositivi di Protezione Individuali) idonei per limitare le forze dinamiche esercitate su di sé durante l’arresto di una caduta ad un massimo di 6 kN. Al punto di ancoraggio dei dispositivi gamma SD 76 collegarsi tramite connettore EN 362. Si ricorda che l’unico dispositivo di tenuta del corpo accettabile che può essere utilizzato in un sistema di arresto caduta è l’imbracatura per il corpo conforme EN 361.

AVVERTENZE NECESSARIA ADEGUATA FORMAZIONE TECNICA I dispositivi di ancoraggio devono essere utilizzati esclusivamente da personale autorizzato, competente ed adeguatamente addestrato, che abbia letto e compreso totalmente le istruzioni contenute nel presente manuale, e che sia in idonee condizioni psicofisiche. Le situazioni di lavoro in cui si utilizzano dispositivi di ancoraggio sono potenzialmente pericolose, gli utilizzatori dei dispositivi di ancoraggio devono pertanto conoscere i limiti e il campo di applicazione di questi, ed essere informati, formati ed addestrati al corretto uso degli stessi in combinazione agli idonei DPI anticaduta necessari a formare il sistema individuale per la protezione contro le cadute; vista la necessità di utilizzo DPI III° categoria è necessario addestramento specifico in conformità alla legislazione vigente in materia. Inoltre devono trovarsi in condizioni psicofisiche ottimali per poter operare in sicurezza sia in condizioni di uso normale che di emergenza, essere lucidi e non affaticati, non deve aver assunto farmaci, alcol o sostanze stupefacenti, non soffrire di vertigini o malattie cardiocircolatorie. Effettuare pause durante l’utilizzo, con tempi lavoro/pausa variabili a seconda delle condizioni al contorno: ad esempio aumentare i tempi di pausa ed accorciare i tempi di lavoro continuativo se esposti a radiazioni ottiche naturali (raggi solari) o temperature estreme (molto caldo o molto freddo). Nel caso di uso improprio, o di utilizzo da parte di operatori senza i DPI necessari o non qualificati all’uso, Sicur Delta si esime da ogni responsabilità derivante da eventuali incidenti. E’ vietato l’uso dei dispositivi di ancoraggio con avverse condizioni meteo quali vento, pioggia, neve ecc... o qualora la copertura, o zona di lavoro, possa risultare scivolosa o difficilmente praticabile, oltre che in condizioni di scarsa visibilità/luminosità.

PREDISPORRE PROCEDURE DI EMERGENZA Sul luogo di lavoro deve essere predisposto un efficace piano per far fronte a qualsiasi eventuale emergenza che potrebbe insorgere durante il lavoro, e misure per il recupero laddove si operi in arresto caduta o non si possa escludere a priori la possibilità che si possa avere una caduta. Accertarsi di essere perfettamente a conoscenza della procedura da seguire. Ad esempio, prima dell’utilizzo, deve essere prevista una procedura di soccorso che consenta di recuperare, in tempi ragionevoli, l’operatore dopo una caduta. La sospensione inerte in un’ imbracatura anticaduta può provocare gravi disturbi fisiologici dovuti alla compressione dei vasi degli arti inferiori e al conseguente disturbo del ritorno di sangue venoso, possono possono riscontrarsi danni gravi a carattere permanente e morte! www.sicurdelta.it

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Manuale d’installazione uso e manutenzione GAMMA SD76 Tipo A

Si consiglia quindi al lavoratore di utilizzare il dispositivo di ancoraggio in presenza almeno di un secondo operatore che può intervenire in caso di emergenza. Il sistema di protezione individuale implementato può portare, durante l’utilizzo, a situazioni pericolose che compromettono il corretto funzionamento del sistema di protezione. Ad esempio queste possono derivare, come già riportato in altri punti del manuale, da condizioni estreme di lavoro come temperature molto alte o molto basse, attorcigliamento o sfregamento di sistemi di collegamento DPI su bordi affilati, conduttività elettrica, abrasioni e tagli, cadute con effetto pendolo, reagenti chimici, ecc… Si raccomanda infine di non apportare alterazioni o aggiunte al dispositivo sia in fase di fermo che durante l’uso.

ISPEZIONE, MANUTENZIONE e DURATA DI VITA Come per l’installazione anche per gli interventi descritti in questo capitolo si consiglia vengano effettuati da personale con adeguata competenza e formazione. L’ispettore / manutentore dovrà essere persona adeguatamente formata ed addestrata a questa mansione, con conoscenza sia sull’installazione che sulle modalità di intervento ispettivo e manutentivo da effettuare ai dispositivi oggetto del manuale. Sicur Delta prepara gli installatori e gli ispettori/manutentori: per la lista del personale competente formato ed addestrato, e quindi idoneo a svolgere l’ispezione / manutenzione dei dispositivi gamma SD 76, contattare la stessa. Non sono ammesse manutenzioni straordinarie dopo eventi di caduta o danneggiamento del dispositivo/ sistema, poiché i dispositivi possono subire deformazioni permanenti e non è ammesso nessun tipo di riparazione sugli stessi: in questi casi deve essere predisposta la messa fuori servizio, quindi la rimozione e la successiva dismissione . Oltre alle azioni consentite nell’ispezione periodica può essere valutata la sostituzione dell’intero dispositivo di ancoraggio con la dismissione del precedente.

LE RIPARAZIONI NON SONO AMMESSE IN NESSUN CASO!

ISPEZIONE PERIODICA Interventi di ispezione periodica secondo le cadenze temporali riportate sono necessari per il corretto funzionamento del dispositivo / sistema di ancoraggio, quindi per salvaguardare la sicurezza degli utilizzatori.

Per l'installazione ed utilizzo in conformità UNI 11578:2015, in accordo anche con la UNI 11560:2014, le cadenze temporali sono di massimo 24 mesi per quanto riguarda il dispositivo di ancoraggio, ed almeno ogni 48 mesi per valutare il buono stato del fissaggio e della struttura di supporto. Per installazione ed utilizzo in conformità EN 795:2012 e CEN/TS 16415:2013, in accordo alla EN 365:2005, la frequenza massima per l'ispezione periodica al dispositivo di ancoraggio è di 12 mesi. Si raccomanda di svolgere anche controlli relativi al fissaggio e alla struttura di supporto, da programmarsi con la stessa tempistica. L’ispettore/manutentore interviene direttamente sul luogo di lavoro ove il dispositivo risulta installato. Per la valutazione del fissaggio e della struttura di supporto è necessario l’intervento di un professionista progettista competente per queste valutazioni. Particolari condizioni ambientali e di utilizzo, come il frequente uso dell’impianto o l’esposizione ad ambiente che possa accelerare il processo corrosivo del materiale, sono elementi che devono indurre ad effettuare interventi ispettivi più frequentemente. Il/i progettista/i, l’installatore o il futuro personale incaricato delle ispezioni/manutenzioni possono ridurre i tempi di ispezione sulla base di valutazioni proprie sul sistema. Il professionista progettista può intervenire con la cadenza dei 48 mesi o laddove si rileva la necessità. Il dispositivo / sistema di ancoraggio che non è stato ispezionato entro le tempistiche indicate deve essere messo fuori servizio. Potendo prevedere per alcuni dispositivi (supporti/ elementi) la possibiltà di essere rimossi l’ispezione va comunque fatta a dispositivo / sistema installato, quindi anche la cadenza è riferita ad un dispositivo / sistema installato per un periodo più lungo rispetto ai tempi di cadenza ispettiva periodica sopra riportati, incluse eventuali restrizioni. Per dispositivi rimossi e reinstallati successivamente l’ ispezione periodica risulta da fare durante l’ installazione, prima che lo stesso dispositivo venga utilizzato. Si sottolinea che molti dei controlli coincidono con prassi di montaggio. L’ispezione periodica consiste in un esame approfondito sui dispositivi per verificare la presenza di danni o difetti, come ad esempio deformazioni oppure usura. La prima parte dell’ispezione periodica coincide con l’ispezione prima dell’uso, che va intesa come controllo diretto del buono stato del dispositivo installato attraverso una verifica documentale e visiva. 1) Verificare la documentazione a corredo del dispositivo/sistema di ancoraggio, effettuando un controllo sul rispetto delle precedenti cadenze temporali per gli interventi ispettivi, che se non rispettati portano alla necessità di un esame approfondito del sistema anche da parte di un progettista ed un professionista incaricato della relazione di calcolo per la redazione dei relativi progetti (possono coincidere nella stessa figura). Deve essere presente il Fascicolo del sistema di ancoraggio completo di ogni suo allegato. Controllare la leggibilità della/e targhetta/e identificativa/e, ed eventualmente sostituirla nuovamente compilata se necessario. Nel caso siano rilevate mancanze documentali porre il dispositivo / sistema di ancoraggio fuori uso, ed implementare un’ispezione straordinaria che 30

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consiste prima nell’effettuazione dei punti 2) e 3) dell’ispezione periodica, poi della valutazione del fissaggio e della struttura di supporto. Laddove venga rilevata la possibilità di una rimessa in servizio del dispositivo / sistema di ancoraggio, devono essere redatte le documentazioni mancanti al Fascicolo del sistema di ancoraggio da parte del progettista o dell’ispettore/manutentore, ognuno per le sue competenze. 2) Esame visivo del dispositivo e di ogni suo componente per sincerarsi del buono stato generale, della leggibilità delle marcature, se vi sono segni di corrosione, deterioramento o danneggiamento, come ad esempio avvenuta dissipazione / deformazione o spostamenti del punto di ancoraggio non ammessi.

(fig. 53) Evidente deformazione della coppella copripalo e allentamento del bullone di serraggio Controllare che ogni dispositivo sia installato come riportato in questo manuale, ad esempio l’orientamento degli elementi di testa. Controllare la presenza di tutti i fissaggi segnati in progetto. Nel caso siano rilevate mancanze, difetti o danni al dispositivo / sistema di ancoraggio, lo stesso deve essere messo immediatamente fuori servizio e deve essere implementata un’ ispezione straordinaria. 3) Controlli funzionali e/o strumentali al/i dispositivo/i. Effettuare pulizia per rimuovere sporco, agenti corrosivi, materiale eventualmente depositato o altri adesivi, etichette o scritte non autorizzate: non utilizzare sostanze chimiche che possono aggredire il materiale come acidi o similari. Utilizzare sapone neutro o comunque compatibile sia con il materiale di cui è fatto il dispositivo, che con l’eventuale materiale del supporto di fissaggio. Per l'elemento testa kit girevole controllare se il punto di ancoraggio ruota liberamente. Controllo e regolazione coppie di serraggio delle unioni bullonate, ove presenti. Controllare che i fissaggi non presentino allentamenti o distacchi, ove visibili, anche durante le ispezioni ai dispositivi di ancoraggio. Il controllo sul buono stato del fissaggio e della struttura di supporto deve essere progettato / validato da un professionista competente per valutazioni strutturali. Si rimanda al capitolo sulle caratteristiche dei dispositivi e sulla loro installazione, che deve essere attentamente studiato prima di effettuare una ispezione / manutenzione, dove sono riportate immagini e spiegati dettagli sulle componenti e gli elementi dei dispositivi fondamentali per effettuare quanto sopra descritto. Nel caso siano rilevate anomalie sui controlli o azioni necessarie, il dispositivo / sistema di ancoraggio deve essere messo immediatamente fuori servizio e deve essere implementata una ispezione straordinaria. Qualora il dispositivo / sistema di ancoraggio risulta idoneo alla verifica documentale, ispezione visiva ed a quest’ultimi controlli funzionali e strumentali, (quindi sono state implementate eventuali azioni correttive necessarie) l’avvenuta ispezione periodica ed il suo esito positivo devono essere riportati con assunzione di responsabilità da parte dell’ispettore/manutentore sulla scheda di vita o “scheda di controllo del dispositivo / sistema di ancoraggio”. Un modello della stessa da poter seguire è riportato in appendice B. A seguito di ogni intervento, sia questo di ispezione / manutenzione periodica programmata o di messa fuori servizio o nuova installazione, deve essere compilata la “scheda di controllo del dispositivo / sistema di ancoraggio”, chiamato anche “programma di manutenzione”: vanno annotati gli interventi effettuati e se vi è stata la messa fuori servizio, va eventualmente integrata con i nuovi elaborati di progetto e quindi rilasciato esito positivo scritto sulla possibilità di riutilizzo dell’impianto. Si consiglia di effettuare foto sui dispositivi che risultano idonei ed archiviarle.

MANUTENZIONE Essendo la manutenzione quel complesso di azioni necessarie al corretto e sicuro funzionamento del dispositivo, gli interventi manutentivi necessari sono stati indicati fra quelli riportati nell’ispezione periodica, quindi la manutenzione risulta coincidere con l’ispezione periodica, sia come azioni, tempi e personale addetto. Laddove il dispositivo venga disinstallato e destinato ad altra installazione permanente, nei periodi fra un’installazione e l’altra, l’imballaggio, lo stoccaggio ed il trasporto sono fondamentali per la sua durata di vita, tali da considerarsi azioni necessarie al corretto e sicuro funzionamento futuro. Ulteriore manutenzione non inserita nelle azioni di ispezione periodica è definibile straordinaria, quindi da effettuare in conseguenza ad ispezione straordinaria, ed interessa eventuali sostituzioni poiché, come già riportato nel manuale, non è possibile effettuare riparazioni o modifiche.

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Manuale d’installazione uso e manutenzione GAMMA SD76 Tipo A

ISPEZIONE STRAORDINARIA In seguito ad una messa fuori servizio, è sempre necessaria una verifica ispettiva straordinaria, o una rimozione con conseguente messa fuori servizio definitiva di quel dispositivo / sistema! Post rimozione, l’obbligo legislativo o la necessità di reinstallare un nuovo dispositivo / sistema di ancoraggio esula dal contenuto del presente manuale. L’ispezione straordinaria consiste nel verificare se il dispositivo di ancoraggio, compreso il suo fissaggio e la struttura di supporto, risultano idonei all’utilizzo, oppure è necessario effettuare azioni correttive. Queste, relativamente al dispositivo di ancoraggio, possono essere sostituzioni la rimozione dello stesso con conseguente dismissione. L’ispezione straordinaria deve essere svolta, oltre che dall’ispettore / manutentore, da un professionista /progettista in grado di valutare fissaggio e supporto, e che indichi le azioni correttive da effettuare se necessarie. In caso di dubbi sul dispositivo effettuare la rimozione e conseguente dismissione dello stesso, oppure far intervenire un funzionario incaricato da Sicur Delta per una definitiva valutazione. A rimozione avvenuta è possibile redigere un nuovo progetto, e sulla base di questo implementare una nuova installazione con rilascio finale del ‘Fascicolo del sistema di ancoraggio’, di cui anche i progetti sono parte integrante. (si rimanda al capitolo progettazione dei sistemi di ancoraggio e fascicolo del sistema di ancoraggio).

MESSA FUORI SERVIZIO Come ricordato in più casistiche nel manuale, è possibile che sia necessaria la messa fuori servizio del dispositivo di ancoraggio o dell’intero sistema di ancoraggio. Fra queste casistiche le più frequenti si hanno a seguito di un evento dannoso sul dispositivo (ad esempio una caduta, un urto con altre attrezzature, ecc...), oppure in fase di controllo (ispezione pre utilizzo, ispezione periodica, ecc...) o anche in fase di utilizzo: può essere rilevata presenza di mancanze, difetti, anomalie o semplicemente dubbi su un possibile corretto funzionamento. Laddove la messa fuori servizio di uno o più dispositivi preclude l’utilizzo sicuro del sistema di ancoraggio o parte di esso, ad esempio possibilità di raggiungere in sicurezza altri dispositivi facenti parte del sistema, deve essere messo fuori servizio l’intero sistema di ancoraggio. Sono possibili 2 casistiche, a seconda che il dispositivo / sistema possa essere ripristinato (messa fuori servizio temporanea), oppure dismesso (messa fuori servizio definitiva).

MESSA FUORI SERVIZIO TEMPORANEA ed EVENTUALE RIPRISTINO IN SERVIZIO

Dopo una ispezione straordinaria, laddove a seguito di sostituzioni o meno, il dispositivo / sistema risulta idoneo all’utilizzo e quindi può essere ripristinato, deve essere compilata la scheda di vita (scheda di controllo del dispositivo / sistema di ancoraggio) con descrizione della situazione rilevata, di quanto svolto, dispositivi sostituiti, ecc…, ed avallo con timbro e firma dichiarando il ripristino del dispositivo / sistema di ancoraggio (assunzione di responsabilità da parte dell’ispettore / manutentore e del professionista progettista intervenuto, ognuno per le sue competenze).

MESSA FUORI SERVIZIO DEFINITIVA: DISMISSIONE DEL DISPOSITIVO DI ANCORAGGIO

Laddove uno o più dispositivi (o l’intero sistema) non risultano più idonei all’utilizzo questi devono essere rimossi, se installati, e devono essere dismessi: nella scheda del dispositivo viene indicato che lo stesso è messo fuori servizio in maniera definitiva, mentre lo stesso deve essere smaltito tramite discarica autorizzata. Dismissione: disinstallazione se il dispositivo risultava installato al momento della messa fuori servizio definitiva + suo smaltimento in discariche autorizzate a termine di legge, senza così poter creare una situazione ambigua per la quale il dispositivo viene nuovamente utilizzato anche se non più idoneo. In caso di sostituzioni dell’intero dispositivo/i di ancoraggio, trattandosi di vere e proprie nuove installazioni, si dovrà redigere le documentazioni di installazione, quindi far intervenire un progettista ed un professionista incaricato della relazione di calcolo per la redazione dei relativi progetti (possono coincidere nella stessa figura).

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DURATA DI VITA

Il dispositivo ha una durata di vita di 30 anni in assenza di cause che ne decretino la sua messa fuori servizio, e a condizione che vengano eseguite tutte le ispezioni periodiche previste e le eventuali manutenzioni necessarie, con registrazione dei loro risultati nel “scheda di controllo del dispositivo / sistema di ancoraggio”. I 30 anni di durata di vita decorrono dalla fabbricazione del dispositivo, infatti il numero di lotto del prodotto riporta settimana ed anno della stessa: ad esempio un dispositivo con numero di lotto 36/2014 può avere una durata di vita massima fino alla settimana n°36 (compresa) dell’anno 2044. Essendo il dispositivo di ancoraggio composto da più supporti / elementi, laddove con numeri di lotto diversi, si deve prendere per riferimento il più vecchio di questi al fine del calcolo della durata di vita (ad esempio fra 30/2014, 35/2014 e 15/2015 la data di riferimento è 30/2014). Poiché durante le ispezioni è possibile che venga effettuata la sostituzione di un componente del dispositivo di ancoraggio, alla sua prima installazione deve essere indicata la data massima di durata di vita che non potrà essere ulteriormente posticipata. Il responsabile della gestione del dispositivo di ancoraggio / sistema di ancoraggio (proprietario dell’immobile, amministratore, RSPP, datore di lavoro, ecc…) è responsabile di: • far effettuare l’ispezione periodica (comprende anche gli interventi manutentivi come spiegato nel capitolo); • prevedere la messa fuori servizio temporanea garantendo il NON UTILIZZO del dispositivo/sistema di ancoraggio (fino all’intervento di personale competente da lui incaricato ad una ispezione straordinaria) in caso: • Sorgono dubbi su un possibile funzionamento sicuro e corretto, quindi sull’idoneità del dispositivo / sistema di ancoraggio. • L’ispezione prima dell’uso, l’utilizzo stesso o l’ispezione periodica hanno riportato anomalie o mancanze. • prevedere la messa fuori servizio definitiva garantendone il NON UTILIZZO e provvedendo a far effettuare la dismissione quando: • Il dispositivo ha arrestato una caduta o si è verificato un evento dannoso. • Sono decorsi i tempi di durata di vita del dispositivo / sistema. • A seguito di una ispezione sono dichiarati non più idonei e sicuri (elementi, componenti o dispositivi). • Degli elementi, componenti e dispositivi rimossi a seguito di una ispezione perché non più idonei e sicuri. • far effettuare la dismissione del dispositivo una volta effettuata la messa fuori servizio definitiva;

IMBALLAGGIO, STOCCAGGIO, TRASPORTO Ogni dispositivo di ancoraggio è fornito da Sicur Delta nel proprio packaging di imballo, così da prevenire eventuali perdite o scambi di elementi o componenti del dispositivo, inoltre il packaging previene durante lo stoccaggio la formazione di polveri, sporcizia e danni accidentali. Importante verificare che l’imballo risulti non danneggiato, altrimenti occorre verificare con cautela la presenza di eventuali danni al dispositivo stesso. I dispositivi devono essere conservati all’interno della sua scatola / imballo sia durante lo stoccaggio che il trasporto, assicurandosi di prevenire danneggiamenti, pertanto si consiglia di prevedere imballi esterni aggiuntivi. Per conservare il prodotto il luogo ideale deve essere asciutto, ventilato e non esposto a fumi, con bassa umidità e non salino, lontano da esposizioni che agevolano la corrosione dell’acciaio, da fonti di calore, oggetti appuntiti o che possono schiacciarlo e ogni altra possibile fonte di danno o deterioramento: urti, usi non conformi, contatti con sostanze chimiche e temperature elevate possono ridurre la vita del prodotto o danneggiarlo. Inoltre, una volta acquistato dall’utente finale, questo non deve essere stoccato sul veicolo di trasporto fino a necessità di installazione così da evitare urti, scosse e vibrazioni.

GARANZIA Sicur Delta srl è azienda con Sistema di Gestione per la Qualità Certificato UNI EN ISO 9001 – Requisiti di Qualità Estesi per la Saldatura UNI EN ISO 3834-2, e grazie a questi sistemi gestionali riesce ad effettuare tracciabilità del proprio prodotto dall’acquisto delle materie prime fino all’immissione sul mercato. La conformità alle norme tecniche di prodotto, subordinata a test svolti in campo prova, è rilasciata con Certificazione di Conformità da Ente Terzo. Il rispetto normativo, sia di produzione che di prodotto, offre una GARANZIA DI VERIDICITA’, sinonimo di bontà funzionale dei dispositivi. La durata nel tempo dei dispositivi di ancoraggio, non potendo prevedere il luogo di installazione, la frequenza di utilizzo e molteplici condizioni al contorno del prodotto installato ed utilizzato, è subordinata ad interventi che ne mantengano il buono stato di efficienza e sicurezza. Come specificato al capitolo relativo alle ispezioni e manutenzioni, la durata di vita massima del dispositivo è di 30 ANNI in assenza di cause che ne decretino la sua messa fuori servizio, e a condizione che vengano eseguite tutte le ispezioni periodiche previste e le eventuali manutenzioni necessarie, con registrazione dei loro risultati nella "scheda di controllo del dispositivo / sistema di ancoraggio". Al ricevimento del materiale (dispositivi di ancoraggio) il ricevente ha l’obbligo di accertare che la consegna corrisponde totalmente all’ordine per quantità di componenti. L’accettazione del materiale equivale a confermare la detta corrispondenza.

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Manuale d’installazione uso e manutenzione GAMMA SD76 Tipo A

APPENDICE A DICHIARAZIONE DI CORRETTA POSA IN OPERA Timbro installatore

INDIRIZZO E UBICAZIONE DELL’INSTALLAZIONE  COPERTURA DELL’IMMOBILE  ALTRO (SPECIFICARE)............................................................................................................................ SITO IN:

VIA ....................................................................................................................................................... N.°.................. COMUNE .............................................................................................CAP......................... PROVINCIA.........................

SOCIETA’ DI INSTALLAZIONE NOME DELLA SOCIETÀ........................................................................................................................................................ CON SEDE IN VIA ................................................................................................................................. N.°................... COMUNE DI .........................................................................................CAP......................... PROVINCIA.........................

Pag.1/2 – Dichiarazione di corretta posa in opera.

ISCRITTO ALLA C.C.I.A.A. DI ......................................................................................... N.°..............................................

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RESPONSABILE DELL’INSTALLAZIONE NOME E COGNOME.......................................................................................................................................................... IN QUALITÀ DI .................................................................................................................................................................. DICHIARA CHE IL/I DISPOSITIVO/I DI ANCORAGGIO INSTALLATO/I: 

Sono stati correttamente messi in opera in conformità alle istruzioni di installazione fornite dal fabbricante.

Sono stati correttamente messi in opera in conformità al progetto (in allegato) redatto da ……………………………

Sono stati correttamente messi in opera in conformità alla relazione di calcolo (in allegato) sul sistema di fissaggio e verifica della tenuta della struttura di supporto come indicato dal progettista: fissaggio specificato (ad esempio il numero di bulloni, materiali corretti, corretta posizione) e substrato specificato, redatta da ..........................................................

Sono stati commissionati conformemente alle informazioni del fabbricante

Sono stati forniti con informazioni/documentazione fotografica.

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Rev.01_06/15

DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO INSTALLATI NORMA TECNICA E TIPO

QUANTITÀ

MODELLO

FABBRICANTE

N°

N° UTILIZZATORI

LOTTO

CONTEMPORANEI

SICUR DELTA SRL

SICUR DELTA SRL

SICUR DELTA SRL

La documentazione di installazione: progetto con elaborato/i grafico/i, relazione di calcolo, certificazione di conformità dei dispositivi di ancoraggio installati secondo la norma/e UNI di riferimento, manuale d’installazione uso e manutenzione, programma di manutenzione, unitamente alla presente sono stati consegnati al responsabile della

PROPRIETARIO DELL'IMMOBILE

SIG………………………………………………….

AMMINISTRATORE

SIG………………………………………………….

................................................................................................................................................ ATTENZIONE

Sarà cura del responsabile della gestione del sistema di ancoraggio / impianto anticaduta (proprietario dell'immobile / amministratore, ecc...) mantenere le attrezzature installate in buono stato al fine del mantenimento nel tempo delle necessarie caratteristiche di solidità e resistenza e provvedere alle ispezioni periodiche/manutenzioni secondo le modalità e periodicità indicate nel manuale e nel programma di manutenzione. L’installatore declina ogni responsabilità per il mancato rispetto delle cadenze delle ispezioni periodiche o per mancati interventi manutentivi necessari. Data di installazione………………………………… Firma e timbro dell'installatore

Firma del proprietario o responsabile della gestione del sistema di ancoraggio

................................................................................

.................................................................................

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Pag.2/2 – Dichiarazione di corretta posa in opera.

gestione del sistema di ancoraggio / impianto anticaduta:

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Manuale d’installazione uso e manutenzione GAMMA SD76 Tipo A

APPENDICE B SCHEDA DI CONTROLLO DEL DISPOSITIVO / SISTEMA DI ANCORAGGIO (PROGRAMMA DI MANUTENZIONE)

INDIRIZZO E UBICAZIONE DELL’INSTALLAZIONE  COPERTURA DELL’IMMOBILE  ALTRO (SPECIFICARE)................................................................................................................................................................... SITO IN:

VIA ................................................................................................................................................................. N.°...................................... COMUNE ....................................................................................................CAP............................................... PROVINCIA.........................

DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO INSTALLATI NORMA TECNICA E TIPO

QUANTITÀ

MODELLO

FABBRICANTE

N°LOTTO

DATA DI INSTALLAZIONE

Pag.1/5 – Dichiarazione di corretta posa in opera.

SICUR DELTA SRL

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SICUR DELTA SRL

SICUR DELTA SRL

PRIMA ISPEZIONE PREVISTA ENTRO _____________________

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Rev.01_06/15

TABELLA INTERVENTI INTERVENTO2:                            

I/M I.S. F.S.T. F.S.D. I/M I.S. F.S.T. F.S.D. I/M I.S. F.S.T. F.S.D. I/M I.S. F.S.T. F.S.D. I/M I.S. F.S.T. F.S.D. I/M I.S. F.S.T. F.S.D. I/M I.S. F.S.T. F.S.D.

NOTE3

FIRMA E TIMBRO DELL’ESAMINATORE

DATA SUCCESSIVA MANUTENZIONE

VEDI NOTA / E N°: ______

VEDI NOTA / E N°: ______

VEDI NOTA / E N°: ______

VEDI NOTA / E N°: ______

VEDI NOTA / E N°: ______

VEDI NOTA / E N°: ______

Pag.2/5 – Dichiarazione di corretta posa in opera.

DATA1

VEDI NOTA / E N°: ______

1

SE INTERVENGONO PIÙ FIGURE CONTEMPORANEAMENTE, OGNUNA COMPILA UNA RIGA DIVERSA.

2

TIPOLOGIE DI INTERVENTO: I/M = ISPEZIONE PERIODICA / MANUTENZIONE I.S. = ISPEZIONE STRAORDINARIA F.S.T. = MESSA FUORISERVIZIO TEMPORANEA (ATTESA DI ISPEZIONE STRAORDINARIA F.S.D. = MESSA FUORISERVIZIO DEFINITIVA (DISPOSITIVO DISMESSO)

3

DIFETTI NOTATI, CONTROLLI EFFETTUATI, SOSTITUZIONI EFFETTUATE, AZIONI CORRETTIVE IMPLEMENTATE ED ALTRE INFORMAZIONI PERTINENTI;

RIFERIMENTI AD EVENTUALI ALLEGATI PRODOTTI (DA INSERIRE NEL FASCICOLO DEL DISPOSITIVO/SISTEMA)

2

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Manuale d’installazione uso e manutenzione GAMMA SD76 Tipo A

DATA1

INTERVENTO2:                           

Pag.3/5 – Dichiarazione di corretta posa in opera.

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       

I/M I.S. F.S.T. F.S.D. I/M I.S. F.S.T. F.S.D. I/M I.S. F.S.T. F.S.D. I/M I.S. F.S.T. F.S.D. I/M I.S. F.S.T. F.S.D. I/M I.S. F.S.T. F.S.D. I/M I.S. F.S.T. F.S.D. I/M I.S. F.S.T. F.S.D. I/M I.S. F.S.T. F.S.D.

NOTE3 VEDI NOTA / E N°: ______

VEDI NOTA / E N°: ______

VEDI NOTA / E N°: ______

VEDI NOTA / E N°: ______

VEDI NOTA / E N°: ______

VEDI NOTA / E N°: ______

VEDI NOTA / E N°: ______

VEDI NOTA / E N°: ______

VEDI NOTA / E N°: ______

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FIRMA E TIMBRO DELL’ESAMINATORE

DATA SUCCESSIVA MANUTENZIONE


NOTA N°

Rev.01_06/15

DESCRIZIONE

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03

04

05

Pag.4/5 – Dichiarazione di corretta posa in opera.

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Manuale d’installazione uso e manutenzione GAMMA SD76 Tipo A

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