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travel-quotidiano-13-novembre-2020

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Quotidiano www.travelquotidiano.com ANNO XXXII - N. 36 13 NOVEMBRE 2020

GIORNALE DI INTERESSE PROFESSIONALE PER IL TURISMO - POSTE ITALIANE SPA - SPED.

IN

ABB. POST. D.L. 353/2003 (CONV.

IN

L. 27.02.2004, N° 46), ART. 1,

Operatori

Lazzerini rilancia Ita-Alitalia

Quality riparte da Italia e Europa

TORINO - Da dove ripartire? Italia ed Europa per necessità, sostiene Marco Peci di Quality: «Ma il problema non sono tanto le destinazioni disponibili, quanto che alcuni Paesi al mondo non ci vogliono». A PAGINA 4

PREZZO PER COPIA EURO 0,10

COMMA

1, C1-TR-0143

COR (RO) SIVO

Non riesco a capire il motivo per il quale gli alberghi siano rientrati nel ristori bis e adv e to no. Il settore è lo stesso, e non credo che gli alberghi abbiano perduto di più rispetto ai to. Forse gli alberghi sono più potenti. Ma i soldi in questo caso si danno a tutti non a chi è più potente.

IL VACCINO È IN ARRIVO Il turismo rivive MILANO - Sta per arrivare il vaccino, così ha annunciato Pfizer, e il turismo riesce a vedere, finalmente, la luce alla fine del tunnel. Certo la ripresa sarà lenta,

ma la cosa fondamentale è che si possa parlare di ripresa dopo quasi un anno di fermo totale. Aspettiamo fiduciosi. A PAGINA 2

Lufthansa mantiene i motori al minimo FRANCOFORTE . Reggere il colpo di quella che il ceo Carsten Spohr definisce come «la peggiore per il trasporto aereo dalla seconda guerra mondiale ad oggi»: così il Gruppo Lufthansa terrà i motori al minimo per tutta la stagione invernale, operando un quarto

Fabio Lazzerini prende in mano Ita-Alitalia e punta a rimetterla in gioco. Il piano della nuova compagnia punterà ad una maggiore agilità strutturale e ad una funzionalità più performante. La sfida è sul serio enorme e le pressioni gigantesche. Ma la base questa volta sembra solida.

Operatori

Enjoy Destination, il to di Kkm Group MILANO – Nasce dall’iniziativa di due professionisti del settore come Manuela Altinier e suo marito Ernesto Adiletta il nuovo to della scuderia Kkm Group: Enjoy Destinations sarà operativo a partire dalla prossima primavera, con una proposta dal forte taglio esperienziale. A PAGINA 5

Trasporti

Wizz Air: la ripresa sarà forte e rapida MILANO – Sarà un inverno “duro” ma la ripresa arriverà, da aprile, “forte e rapida”: Jozsef Varadi, ceo di Wizz Air, non arretra dalle sue convinzioni mentre sul mercato italiano sempre più strategico è costretto a ridurre, momentaneamente, la capacità. A PAGINA 6

Alberghi

Espansione continua per Radisson BRUXELLES – Non si ferma l’espansione di Radisson, come dimostrano le 15 acquisizioni annunciate in area Emea nel secondo trimestre 2020. In Italia il gruppo è ora in trattativa per diverse soluzioni in località di montagna e per hotel urban-lifestyle. A PAGINA 8

Carsten Spohr

della capacità rispetto alla stagione 2019. E allungando lo sguardo all’estate 2021, la prospettiva non va oltre il 50% della capacità pre-Covid, conditio si ne qua non che consentirebbe al gruppo di tornare a un flusso di cassa operativo positivo. A PAGINA 7


Eurocontrol Il rapporto di Eurocontrol prevede che le compagnie low cost avranno più agilità a riprendere in pieno le proprie attività e che, per il lungo raggio, uno dei primi corridoi a generare domanda sarà il Nord Atlantico

MILANO - Siamo tutti aggrappati al vaccino. Imprese, operatori, agenzie di viaggio, compagnie aeree, viaggiatori, alberghi. Tutta l’industria turistica sembra aver emesso un sospiro di sollievo qualche giorno fa quando Pfizer ha dichiarato l’efficacia al 90% del vaccino contro il Covid. Le prime ad accorgersene sono state le borse, che hanno fatto un balzo in avanti, comprese le aziende turistiche. The Ibex è aumentato del 9% dopo aver appreso dell’efficacia del vaccino di Pfizer. Le aziende turistiche sono state le principali beneficiarie del boom dei mercati dopo aver appreso la notizia. Iag, società madre di Iberia e British Airways, è salita di quasi il 35,8% per raggiungere il 40%. Aziende come Meliá sono aumentate di oltre il 37,56%, Ferrovial del 13,44%, Aena del 14,81%. NH Hotel ha guadagnato il 17,37%, ben dietro a Meliá ma segnando un forte rialzo in un anno caratterizzato da importanti crolli del mercato azionario a causa della crisi sanitaria. Tutte le principali compagnie aeree europee hanno registrato un anticipo di oltre il 20%. La tedesca Lufthansa e la francese Air France, sono aumentate rispettivamente del 20% e del 23%, entrambe le compagnie aeree hanno dovuto essere salvate dai rispettivi governi per evitare il fallimento. Anche le compagnie aeree low cost sono in forte aumento, ma più moderato. Ryanair è cresciuta del 13%, lontana dalla britannica easyJet che è aumentata del 27% e dall’ungherese Wizz Air del 15%. E questo per dare solo un piccolo saggio dell’euforia che si è scatenata nel mondo del turismo internazionale. Pfizer ritiene di poter produrre 1,3 miliardi di dosi il prossimo anno, che immunizzerebbero 650 milioni di persone.

Eurocontrol

L’amministratore delegato di Eurocontrol, Eamonn Brennan, prevede che «anche nello scenario più positivo, non ci aspettiamo una ripresa ai livelli del 2019 prima del 2024. Esiste una previsione realistica che potrebbe richiedere più tempo, forse fino al 2029», nel

Quotidiano www.travelquotidiano.com

Editore: Travel Open Day srl Proprietà: Network & Comunication srl

13 novembre 2020

Euforia in borsa

l Le aziende turistiche sono state le principali beneficiarie. IAG, società madre di Iberia e British Airways, è salita di quasi il 35,8% per raggiungere il 40%. Meliá è aumentata di oltre il 37,56%, Ferrovial del 13,44%, Aena del 14,81%, NH Hotel guadagna il 17,37%

Sta arrivando il vaccino Il turismo vede la luce

La Borsa, Eurocontrol, i grandi operatori internazionali, le compagnie aeree, si stanno preparando per il rilancio

l Eamon Brennan

1,3 mld

Le dosi di vaccino anti Covid-19 di Pfizer in produzione per il prossimo anno, che immunizzerebbero 650 milioni di persone

direttore responsabile GIUSEPPE ALOE

direttore editoriale DANIELA BATTAGLIONI

Autorizzazione del Tribunale di Milano numero 793 del 30/11/91 Iscrizione a R.o.c. numero 13242 del 26.03.2005 Spedizione in abb.postale (pubblicità al 45%)

Il boom nei cieli

l Le principali compagnie aeree europee hanno registrato un anticipo di oltre il 20%. Lufthansa e Air France, sono aumentate rispettivamente del 20% e del 23% l Low cost in forte aumento, ma più moderato. Ryanair è cresciuta del 13%, easyJet del 27% e Wizz Air del 15%.

vorevoli. E gli agenti beneficerebbero di un ottimo ritorno d’immagine, nel momento in cui gli stessi clienti si renderanno conto del risparmio ottenuto. Ma non è solo una questione di prezzo, ha commentato durante lo stesso panel, il business development director di Tui Uk, Richard Sofer: «Le tariffe rimangono certo una leva competitiva fondamentale, ma in questi mesi l’attenzione dei consumatori si è spostata anche su altri elementi dell’offerta. La flessibilità, in particolare, è diventata un fattore fondamentale nella scelta del viaggio».

Ryanair

I protagonisti

Non ci aspettiamo un livello di traffico come quello del 2019 se non nel 2024

Quotidiano

In primo piano

2

l Miles Morgan

Questo è il momento perfetto per vendere i viaggi

l Richard Sofer

La flessibilità è diventata un fattore fondamentale nella scelta del viaggio

caso in cui non venga trovato alcun vaccino efficace. Con il vaccino durante la prossima estate, le operazioni potrebbero raggiungere il 73% in più rispetto allo scorso anno, con un aumento sconcertante fino al 2024. Eurocontrol prevede inoltre che se non ci fosse un vaccino efficace contro il Covid-19 ci sarebbe un periodo minimo di dieci anni di traffico depresso in Europa, passando per il 2024 in cui si raggiungerebbero 8,3 milioni di operazioni, il 75% del volume dell’anno previsto per il 2024 . Il rapporto di Eurocontrol prevede che le compagnie low cost avranno più agilità a riprendere l’attività e che, per il lungo raggio, uno dei primi corridoi a generare domanda sarebbe il Nord Atlantico.

AMMINISTRAZIONE, ABBONAMENTI REDAZIONE ROMA Via Aosta, 30 - 00182 ROMA tel. +39 06 890 17 577

l Michael O’Leary

La vera differenza la fa sempre il pricing, la competizione si gioca lì

Miles Morgan

«Questo è il momento di vendere viaggi ai vostri clienti. Prima che i prezzi risalgano nuovamente, quando arriverà finalmente la luce verde per la ripartenza». E’ il messaggio che Miles Morgan, presidente dell’omonimo network britannico, si è sentito di dare dal palco virtuale del Wtm 2020: «I prezzi in questo momento sono fantastici, così come straordinaria è la flessibilità dell’offerta». Con l’annuncio del vaccino Pfizer, e la conseguente speranza di un ritorno alla normalità per la prossima primavera, è stato il suo ragionamento, si aprono interi nuovi scenari per agenti e consumatori. Chi dovesse prenotare le proprie vacanze in queste settimane, infatti, godrebbe di sconti davvero fa-

REDAZIONE Via Montepulciano, 5 20124 MILANO tel. +39 02 395 24 922

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«Il periodo storico che stiamo vivendo è molto particolare. Siamo nel pieno dell’epidemia del coronavirus, ormai diventata pandemia mondiale e chiaramente il settore dei viaggi è assolutamente in crisi. Già durante il primo lockdown i voli aerei, così come le prenotazioni degli alberghi, avevano subito un drastico crollo. Durante l’estate, complice la diminuzione dei casi di Covid-19 il settore sembrava essersi un po’ ripreso, ma ora siamo di nuovo circondati da questo virus». Intervenuto in un importante incontro virtuale del settore di viaggi, il ceo di Ryanair ha infatti espresso una grande fiducia nella ripresa. Nella primavera 2021, secondo lui, dovremmo tornare alla normalità con un 80% della capacità rispetto al 2019 che è comunque un ottimo risultato. Chiaramente questo settore ha costi più bassi perché nel business secondo O’Leary vince il pricing. E quindi è importante essere molto competitivi. Cosa fare nell’attesa? Test rapidi, ma non in aeroporto Anche Ryanair quindi ha seguito un po’ l’ondata di positività arrivata insieme all’annuncio della Pfizer inerente il nuovo vaccino sviluppato con BioNtech. I vaccini quindi stanno arrivando e secondo il ceo della low cost irlandese c’è da chiedersi se saranno già disponibili per l’estate 2021. Se così non fosse chiaramente per garantire la mobilità in questo periodo storico, l’unico modo per far sentire viaggiatori sicuri e permettergli di muoversi in tranquillità è quella dei test rapidi. www.travelquotidiano.com CONTATTI E MAIL redazionemilano@travelquotidiano.com redazioneroma@travelquotidiano.com seguici anche su


Quotidiano

Notizie

3

13 novembre 2020

Importi medi delle agevolazioni contributive per dipendente (in euro)* 2015

2016

2017

2018

TOTALE

4.559

4.389

4.002

3.747

Industria

5.331

5.191

4.719

4.389

Costruzioni

5.778

5.244

4.694

4.399

Commercio

4.367

4.270

3.881

3.599

Informatica e servizi alle imprese

4.157

4.148

3.828

3.621

Trasporti e comunicazioni

4.798

4.647

4.226

4.083

Altri settori

3.877

3.710

3.385

3.154

Hotel e ristoranti

3.650

3.422

3.064

2.805

*Fonte: Inps

Il settore riceve un’attenzione più scarsa rispetto ad altri comparti economici

FEDERALBERGHI: BISOGNA aumentare gli incentivi alle assunzioni di MASSIMILIANO SARTI

RIMINI - Meno incentivi alle assunzioni rispetto a quelli riservati ad altri settori e scarsa attenzione alle esigenze specifiche del comparto, in particolare alla spiccata stagionalità di alcune destinazioni e alla volatilità della domanda turistica. Le istituzioni non tengono nel dovuto conto i bisogni dell’hôtellerie. Eppure si tratta di un segmento notoriamente labour intensive, che oggi dà lavoro in Italia a circa 1 milione 400 mila persone, di cui 1 milione 200 mila dipendenti diretti. Lo denuncia Andrea Serra, della divisione sindacale di Federalberghi, intervenuto a un convegno dedicato agli incentivi al reclutamento svoltosi in occasione di Ttg Travel Experience a Rimini: «Non diciamo che un’azienda dovrebbe assumere solo in presenza di incentivi. Chiediamo solo che il legislatore ponga la giusta attenzione nei nostri confronti». Parole, le sue, rafforzate da una serie di evidenze tratte direttamente dai dati Inps sui quattro principali sconti contributivi dedicati alle nuove assunzioni in vigore tra il

2015 e il 2018 (compreso il Jobs act), per un ammontare totale di poco sotto ai 20 miliardi di euro. Stando quindi all’analisi Federalberghi, in questi quattro anni il comparto degli hotel e della ristorazione ha beneficiato di incentivi direttamente proporzionali al proprio contributo ai livelli occupazionali, pari a circa il 9% del totale. Al contrario, le costruzioni e il retail sono stati in grado di attirare quote relativamente superiori di aiuti alle assunzioni: l’uno dà lavoro infatti al 6% degli occupati totali in Italia, ma ha ricevuto incentivi per più dell’11% dell’ammontare complessivo degli sconti; per il commercio si parla invece di 15% della forza lavoro nazionale e di oltre il 18% di incentivi. E non è solo una questione di volumi, ha sottolineato Serra. Le aziende dell’ospitalità hanno infatti beneficiato di importi medi delle agevolazioni contributive per dipendente nettamente inferiori a quelli di altri settori. Solo nel 2015, le imprese hanno ottenuto nel complesso sconti contributivi pari a 4.559 euro per neo-assunto, mentre gli hotel e i ristoranti si sono fermati a quota 3.650 euro. Un gap di circa mille

euro, che si è mantenuto pressoché costante durante tutto il periodo analizzato. La ragione di tale differenza risiede sostanzialmente nel fatto che la stragrande maggioranza degli interventi è dedicata alle assunzioni a tempo indeterminato. «In pratica, circa il 60%-70% delle strutture italiane ne è esclusa: aziende stagionali o dalla forte volatilità della domanda, che hanno frequente necessità di ricorrere al lavoro intermittente, al fine di garantire i livelli minimi di servizio». Una situazione delicata, insomma, che le ultime norme introdotte con il decreto Dignità rischiano di aggravare ulteriormente. Su ogni rinnovo di contratto temporaneo le aziende sono infatti tenute a versare un contributo addizionale incrementale dello 0,5%, che si aggiunge peraltro all’1,4% già previsto dalla riforma Fornero. «Grazie alle pressioni di Federalberghi - ha concluso Serra - da tale obbligo sono escluse proprio le strutture stagionali. In termini tecnici, l’esenzione riguarda quindi tutti gli alberghi che rimangono chiusi almeno 60 giorni consecutivi o un totale di 120 giorni all’anno. Ma tutti gli altri la devono pagare.

“

Il legistatore deve porre la giusta attenzione nei nostri confronti

Andrea Serra

Non crediamo perciò di essere molto lontani dalla realtà, se diciamo che, a causa del decreto dignità, molti alberghi dovranno sborsare addizionali anche dell’1,5%, solo per affrontare i momenti più intensi di picco della domanda».

Unwto: il turismo deve ripartire. In gioco 100 milioni di posti di lavoro «LA CRISI CI FA RIFLETTERE E RIPENSARE MODELLI DI TURISMO NAZIONALI E INTERNAZIONALI DIVERSI DAGLI ATTUALI» di VALERIA BECCARI

“

E’ fondamentale il lavoro di supporto dei governi

Alessandra Priante

MILANO - Allentare quanto prima le restrizioni dei viaggi nei Paesi europei e avviare il pacchetto di misure per sostenere i 2,4 milioni di imprese che sono impegnate nel settore dei viaggi. Questi i due principali aspetti che la delegazione Unwto, l’agenzia Onu attiva per la promozione di un turismo responsabile e sostenibile e universalmente accessibile, guidata dal segretario generale dell’organizzazione Zurab Pololikashvili, ha portato all’ attenzione dei rappresentanti della Commissione europea incontrati a Bruxelles: Margaritis Schinas, vice presidente della Commissione, Virginijus Sinkevičius, commissario europeo per l’Ambiente, gli Oceani e la Pesca, David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, i rappresentanti chiave del Consiglio europeo e in particolare Thierry Breton, commissario europeo per il mercato interno. «E’ chiaro che il turismo può e deve ripartire e che se così non fosse, potrebbero esserci degli impatti devastanti. La nostra associazione si propone di promuovere valori come

la sostenibilità, l’accessibilità versus economia mondiale ma soprattutto attenzione ai Paesi in via di sviluppo oltre a continuare a fornire ai governi la consapevolezza delle dinamiche, perché è solo conoscendo, che possiamo ripartire con il piede giusto», ha affermato Alessandra Priante, direttore Europa Unwto. Ha quindi aggiunto: «Sono in gioco oltre 100 milioni di posti di lavoro diretti e noi abbiamo il dovere di essere accanto a coloro che chiedono una ripartenza combinata; devono sussistere le condizioni per aiutare il settore a livello globale. Stiamo parlando di una potenziale perdita di GDP di un’intera filiera collegata al turismo che è a rischio e non possiamo assolutamente dimenticarlo. A livello europeo, dove il settore contribuisce per il 10%, si parla di un impatto importante soprattutto perché circa il 90% di business turistico, in Europa in particolare, è costituito da piccole-medie imprese. Stiamo parlando della regione che in assoluto, fino al 2019, aveva più arrivi internazionali del mondo (51%). Dobbiamo aspettarci una ripartenza con i volumi di 20 anni fa ma con gli strumenti di oggi. Non possiamo pensare

che la ripresa, con i livelli che abbiamo visto nel 2019, possa avvenire in maniera immediata, noi stimiamo dai 2 anni e mezzo ai 4 anni per ritornare ai livelli pre covid. Abbiamo anche un’altra considerazione che poniamo ai nostri interlocutori nel settore pubblico e privato. Il turismo non è causa della diffusione del virus. La mobilità internazionale ha sicuramente degli impatti ma chiuderci all’interno della nostra Nazione non può essere la soluzione. Accessibilità, innovazione, verde, educazione, sostegno alle start up e collaborazione tra pubblico privato, devono essere le parole chiave che guidano la ripartenza. Se è vero che l’impatto del Covid non ha ancora esaurito i suoi effetti è altrettanto vero che dobbiamo ripartire in maniera diversa e il Covid come tutte le crisi, può essere un’occasione per ripartire al meglio. Abbiamo di fronte a noi una serie di possibilità che sono legate ad un ripensamento in chiave strategica del turismo domestico e di prossimità. Riteniamo fondamentale il supporto dei governi che devono mettere il turismo al centro dei loro piani perché questo può avere effetti positivi anche per tutto il resto».

Oltre 100 mln

I posti di lavoro diretti in gioco

Punti focali

Allentare quanto prima le restrizioni dei viaggi nei Paesi europei l

Avviare il pacchetto di misure per sostenere i 2,4 milioni di imprese che sono impegnate nel settore dei viaggi l


Operatori

Giappone, Cina e molte località africane sono riuscite a contenere bene il virus. Il problema, semmai, siamo noi

LA RIPRESA SECONDO QUALITY GROUP: SERVONO PROTOCOLLI CONDIVISI FREE TO TRAVEL

Policy di prenotazione all’insegna della flessibilità

Iata

Decisivo il suo ruolo per garantire voli Covid-free

Europa e Italia Le prime destinazioni a ripartire

“

di MASSIMILIANO SARTI

TORINO – Quello che tutti paventavano ma che in molti speravano non si verificasse alla fine è accaduto. La pandemia è tornata a colpire, e con essa è arrivato il lockdown, la limitazione agli spostamenti, la quasi assoluta impossibilità di viaggiare. Con l’unica notevole eccezione delle crociere, gli scaffali delle agenzie sono nuodesolatamente vamente vuoti. Da dove ripartire è quindi il grande quesito che tutti nel mondo del travel si stanno ponendo, mentre si attende che l’emergenza sanitaria, con l’arrivo del vaccino o per naturale depotenziamento del virus, finalmente scompaia dai nostri orizzonti. «Immagino che l’Italia e le altre destinazioni europee saranno per ovvi motivi le prime a ripartire», racconta il direttore commerciale di Quality Group, Marco Peci, cercando di leggere nella sfera di cristallo della ripresa.

E dopo, provando ad andare oltre il Vecchio continente? «Vedo bene il Giappone, dato il forte contenimento del virus che sono riusciti a realiz-

zare. Inoltre, nel 2021 ci saranno le Olimpiadi e dunque il Paese si sta già predisponendo per la migliore accoglienza possibile ai turisti che arriveranno. Anche altre destinazioni asiatiche, la Cina in primis, sono molto ben messe sotto il profilo del contenimento del virus. Per non parlare poi della Namibia e di tutta una serie ulteriore di mete africane dove il virus è rimasto pressoché ai margini. Il problema, allora, non sono tanto le destinazioni potenzialmente raggiungibili, quanto il fatto che come italiani abbiamo una mobilità ridotta e che alcuni Paesi al mondo non ci vogliono, perché europei e statunitensi non hanno dato prova di saper contenere efficacemente la diffusione del virus».

Cosa si può fare quindi? «Sarà fondamentale capire quello che riuscirà a fare la Iata nei prossimi mesi in termini di protocolli certificati, condivisi e riconosciuti in tutto il mondo, al fine di garantire che, chi sale a bordo di un aereo e arriva in una destinazione, sia persona Covid-free».

A cosa state pensando per supportare nel frattempo le

Nel breve e medio termine ci sarà un ridimensionamento del potenziale di spesa della classe media. A fronte di ciò nasceranno tuttavia nuovi prodotti e nuove prospettive

Marco Peci

agenzie e il mondo della distribuzione? «La nostra policy di prenotazione e cancellazione Quality Group free to travel sta aiutando concretamente il mercato della distribuzione a seminare per il futuro. Stiamo inoltre lavorando intensamente con i nostri partner in tutto il mondo per mantenere in piedi tutti quei plus e quel personale altamente qualificato che abbiamo in esclusiva e per ottenere elasticità inimmaginabili sino a nove mesi fa: alla ripartenza, in un mondo che sarà più complicato dal punto di vista turistico, tutto ciò rappresenterà una grande leva competitiva per i nostri prodotti. Inoltre, stiamo preparando un modello di viaggio, in grado in loco di garantire il rispetto di

13 novembre 2020

tutti i protocolli europei per la prevenzione del Covid19».

Quanto gli effetti della crisi economica incideranno però a suo avviso sul potere d’acquisto del vostro target di mercato nel breve, medio e lungo periodo? «È ragionevole pensare che nel breve e medio termine ci sarà un ridimensionamento del potenziale di spesa della classe media. A fronte di tale contesto nasceranno tuttavia nuovi prodotti e nuove prospettive. Sui segmenti ad alto potenziale di spesa non prevediamo invece grandi scostamenti rispetto al passato, ma anzi contiamo sulla piena disponibilità ad assorbire i prevedibili aumenti di prezzo».

Boscolo Tours presenta la nuova collezione di cofanetti regalo

UN’OPPORTUNITÀ PER CHI NON VUOLE RINUNCIARE ALL’IDEA DI REGALARE UN VIAGGIO, GRAZIE ALLA VALIDITÀ DI 12 MESI DEI BOX

di CHIARA AMBROSIONI

MILANO - In attesa che la situazione volga finalmente per il meglio, Boscolo Tours presenta l’edizione 2020 dei Boscolo Gift: cofanetti con una validità di 12 mesi, quindi ideali per chi non vuole rinunciare a regalare un viaggio, garantendosi al contempo piena flessibilità sulle date di partenza. «Boscolo è un’azienda familiare, un to con 40 anni di storia - spiega Elisa Boscolo, del settore finanziario -. In questo periodo, un po’ in controtendenza, abbiamo quindi deciso di spingere il doppio. La collezione punta in maniera forte sull’Italia in tutte le sue sfaccettature: artistica, culturale, enogastronomica, ma anche borghi, città, province e regioni. È veramente omnicomprensiva e guarda in maniera lungimi-

rante al futuro, accogliendo tutto il mondo». I cofanetti regalo sono oltre 30 e racchiudono singole esperienze, soggiorni e veri e propri viaggi, da uti-

“

lizzare entro 12 mesi e da personalizzare sulle esigenze di ciascun viaggiatore. Dagli itinerari naturalistici all’aria aperta, anche in sella alla bicicletta, alle

Il nostro prodotto si differenzia dalla concorrenza perché gode del vantaggio di essere stato messo a punto da un tour operator

Elisa Boscolo

otto proposte di arte e cultura, tra il design e la riscoperta di antiche tradizioni. Variegato lo sguardo sul mondo del food & drink, con una selezione di weekend enogastronomici, sempre immersi nelle meraviglie del territorio. Le più belle città del mondo si raccolgono nelle serie Extraordinary e Meravigliosa - che rivelano già in questi aggettivi l’esperienza che si potrà vivere - e 36 ore, che indica il tempo in cui se ne riscoprirà la bellezza. Chi invece preferisce la nostra penisola, potrà scegliere la proposta Per borghi e dintorni, ricca di storia e tradizioni. E, ancora, le pause rigeneranti dei gift Relax & Benessere e il calore delle serie Love e Family & friends. Oltre alla possibilità di riscoprire le isole d’Italia, del Mediterraneo e del mondo nella raccolta Mare e isole.

«Boscolo Gift è una collezione dinamica che brilla per la sua qualità che - sottolinea la Boscolo - è uno dei must della nostra azienda. Il nostro prodotto si differenzia dalla concorrenza perché gode del vantaggio di essere stato messo a punto da un tour operator: le strutture vengono visitate, validate e certificate da un team di 15 persone che è presente tutto l’anno sul territorio, mentre i nostri clienti godono di un’assistenza 24 ore su 24». I cofanetti oggi disponibili sono 33, ma la collezione è dinamica e presto supererà i 50 titoli. «Dal prossimo anno arriveremo ai 100 titoli, oltre alle limited editions. Per scoprire al meglio la collezione dei Boscolo Gift - conclude la Boscolo - sono stati anche creati una nuova piattaforma tecnologica e un nuovo sito, attivo dal 13 ottobre scorso».

Quotidiano

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FATTURATI 2020 L’anno nero del turismo

MILANO - Sono stime impietose quelle che alcuni dei principali operatori del turismo organizzato italiano fanno per il 2020. Dati che messi uno in fila all’altro spaventano davvero: Alpitour, in particolare, pensa di fermarsi a quota 750 milioni di euro, contro i 2 miliardi del 2019; Veratour teme di chiudere con un 80% in meno rispetto al fatturato di 252 milioni dell’anno scorso; Quality Group prevede un calo dei ricavi del 90% a confronto dei volumi 2019. Profondo rosso, infine, anche per il gruppo Gattinoni, che inizialmente aveva stimato per il 2020 un fatturato da 395 milioni e ora invece teme di fermarsi su livelli del 78% inferiori rispetto alle proiezioni pre-crisi. Numeri che confermano quanto va dicendo da tempo Astoi, secondo cui il comparto sarebbe destinato a perdere il 90% del proprio volume d’affari complessivo. E l’ultima stagione estiva, con l’allentamento delle misure restrittive, si è dimostrata solo un pannicello caldo incapace, come era naturale che fosse, di rimettere in piedi un’annata ormai irrimediabilmente compromessa. Ad agosto, ha rivelato per esempio a Repubblica il presidente Gabriele Burgio, Alpitour ha tenuto aperto 20 villaggi, capaci di registrare un 90% di occupazione. Eppure, l’operatore ha perso comunque il 60% del proprio fatturato estivo complessivo. E questo perché la stagione è stata più corta di 40 giorni e la capacità delle strutture necessariamente limitata, mentre i costi sono aumentati sensibilmente per rispettare le procedure antiCovid. Vede nero anche il direttore generale di Veratour, Stefano Pompili, che si appresta ad archiviare il primo anno senza utili della società capitolina, dopo che nel 2019 aveva chiuso con un +14 milioni di euro. Il problema, per Franco Gattinoni, presidente dell’omonimo gruppo, è sempre lo stesso: nonostante l’importanza di un settore capace di generare il 17% del pil nazionale, considerato anche l’indotto, il turismo non riesce mai a presentarsi in maniera compatta davanti alle istituzioni. Forse, suggerisce sempre Gattinoni, sarebbe il caso di ridurre il numero delle associazioni.


Quotidiano

Operatori

5

13 novembre 2020

A monte del progetto, l’idea di far sperimentare le destinazioni come le vivono gli abitanti del posto

cresce la community enjoynet

«Appena sono arrivata, mi sono detta che prima di tutto io rimango un’agente di viaggio. Il mio obiettivo, perciò, non può che essere quello di costruire un rapporto personale con i colleghi. Il tutto con l’idea di contribuire a realizzare un modello di business capace di seguire una logica che va dal basso verso l’alto». Si presenta in questo modo, Roberta Florenzano, da circa due mesi nuovo direttore commerciale di EnjoyNet, nata nel febbraio 2020 dall’aggregazione di FreeNet Network con Enjoy Travel Network. Una realtà che non vuole essere una rete agenziale tradizionale, bensì una vera community senza quota di iscrizione, ma dotata di una struttura flessibile grazie alla quale ogni associato può scegliere i servizi di cui beneficiare. EnjoyNet punta quindi su regimi commissionali competitivi e un’ampia gamma di prodotti, che comprendono anche le proposte di Enjoy Destinations: il nuovo to nato all’interno di Kkm Group (già a monte di Enjoy Travel Network). Sul fronte tecnologico, le agenzie EnjoyNet hanno inoltre accesso a tool di prenotazione, gestionali e strumenti specifici per la fiscalità, la formazione e il miglioramento delle performance, mentre la collaborazione con Aiav garantisce un supporto professionale qualificato per tutti gli aspetti e le problematiche di carattere legale, fiscale, assicurativo e amministrativo. «E per il prossimo futuro - aggiunge Roberta Florenzano - stiamo anche pensando a un progetto legato all’incoming». Nonostante il periodo, la community EnjoyNet continua quindi ad allargarsi, anche grazie all’acquisizione di alcune realtà strategiche, come I Viaggi di Rachele, consolidata adv del panorama lombardo, con cinque punti vendita nel mantovano e nel bresciano. In totale le agenzie della rete sono oggi circa 120, abbastanza ben distribuite sul territorio nazionale. «Nel corso delle ultime settimane - conclude Roberta Florenzano - abbiamo ricevuto un numero crescente di adesioni da parte di adv che conoscevano e utilizzavano già i nostri servizi o che banalmente volevano abbandonare il loro network di provenienza. Anche per loro stiamo perciò definendo una serie di nuovi progetti. A cominciare da una piattaforma multiservizi attraverso la quale potranno caricare e condividere con le altre adv della community il proprio prodotto». di MASSIMILIANO SARTI

MILANO - Sarà operativo per la fine della prossima primavera il nuovo tour operator Enjoy Destinations della scuderia Kkm Group. «In un’epoca in cui sempre più il modo di fare turismo è banalizzato e appiattito - dichiara la responsabile programmazione, Manuela Altinier - la nostra missione è proporre esperienze autentiche, rispettose dell’ambiente, dei popoli e delle tradizioni locali, per scoprire e godere della parte più vera delle destinazioni. Per lo stesso motivo, e nel rispetto di agenzie e clienti, abbiamo deciso di posticipare l’apertura del booking a quando i tempi saranno maturi: non vogliamo chiudere prati-

IN ARRIVO ANCHE

LE NOVITà LEGOLAND WATER PARK E WONDER WOMAN IN HD

CASTELNUOVO DEL GARDA - (m.s.) Mice e team building. Saranno loro il focus delle attività sales di Gardaland per il 2021, grazie a un’offerta inedita rafforzata da proposte personalizzate per le varie esigenze del mondo corporate. Sempre a livello sales, l’esclusiva sui pacchetti parco più hotel per l’Italia rimarrà poi in capo ad Alpitour, mentre in Israele una partnership importante è stata siglata con l’operatore Tamuz, il quale vanta una piattaforma ad hoc per il nostro Paese, «dove il Lago di Garda è la prima destinazione di ricerca», rivela l’head of sales del parco, Daniele Montemurro. In tema di attrazioni, le novità più attese non potranno invece che essere il Legoland Water Park e Wonder Woman in Hd. Strutture che, come

Proposte non convenzionali

La fiera giapponese di videogiochi, dove è possibile vedere le anteprime del settore e ammirare i costumi degli appassionati di Cosplay

Il festival di musica elettronica di Capodanno a Phu Quoc, in Vietnam, oppure le esperienze di eliski in Canada

IN PRIMAVERA ARRIVA ENJOY DESTINATIONS Il nuovo to Kkm Group dal taglio esperienziale Da sinistra, Roberta Florenzano e Manuela Altinier

che a ogni costo, se non esiste una realistica possibilità di partire e tornare senza intoppi». A monte del progetto Enjoy Destinations, due esperti viaggiatori e professionisti di lunga data del settore come la stessa Manuela Alti-

nier e suo marito Ernesto Adiletta, oggi responsabile operativo del to: «Io ed Ernesto viviamo per la maggior parte dell’anno in Portogallo. Ci siamo quindi chiesti: perché non far sperimentare ai nostri clienti la destinazione come la vi-

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Le linee di prodotto: Travel experiences, Events, One more time, Luxury travel, Best sellers, Club & disco

target

Medio-alto. Il to prevede di partire inizialmente con una serie di offerte orientate verso il segmento del lusso e specialmente sulla destinazione Maldive, senza al contempo trascurare la penisola iberica.

vono gli abitanti del posto? Uscendo la sera, trovando il locale giusto e conoscendo quali sono gli eventi a cui non mancare… Informazioni che difficilmente un turista può ottenere da solo, durante un soggiorno di pochi giorni. Il tutto, naturalmente, accompagnato dalla costruzione di un prodotto capace di venire incontro alle inclinazioni di ogni viaggiatore». L’operatore punta soprattutto a un target medio-alto: «Prevediamo di partire inizialmente con una serie di offerte orientate verso il segmento del lusso e specialmente sulla destinazione Maldive - svela sempre Manuela Altinier -. Sfruttando inoltre la nostra conoscenza di Spagna e Portogallo, vorremmo proporre qualcosa di speciale sulla penisola iberica, con assistenza in loco per i viaggiatori». A regime, l’offerta sarà declinata in sei linee di prodotto dal taglio fortemente esperienziale: Travel experiences, Events, One more time, Luxury travel, Best sellers e Club & disco. «Pensiamo soprattutto a proposte non convenzionali - conclude Manuela Altinier . In tema di eventi, per esempio, molti conoscono il fenomeno del foliage in Giappone e le manifestazioni che ruotano attorno a esso, ma in pochi forse sanno di una fiera di videogiochi, dove è possibile vedere le anteprime del settore e ammirare i costumi degli appassionati di Cosplay. Per non parlare del festival di musica elettronica di Capodanno a Phu Quoc, in Vietnam. Per il mercato del lusso invece abbiamo selezionato esperienze esclusive come l’eliski in Canada o i soggiorni in un’isola privata di 150 acri nelle Filippine, che mette a disposizione degli ospiti un’intera flotta di diverse imbarcazioni per gite in mare dal taglio fortemente personalizzato».

Gardaland rafforza l’offerta mice e team building per il 2021

Gallia est omnis divisa in partes tres, quarum unam incolunt Belgae, aliam Aquitani, tertiam qui ipsorum lingua Celtae, nostra Galli appellantur.

ammette lo stesso Montemurro, sarebbero state già pronte da tempo, ma di cui l’emergenza sanitaria ha costretto a rimandare l’inaugurazione al prossimo anno. Novità sono inoltre previste in materia di offerta alberghiera, con i tre hotel di Gardaland che diventeranno pet-friendly. «Prevediamo la realizzazione di un piccolo

parco giochi dedicato agli amici a quattro zampe - aggiunge Montemurro -, nonché l’organizzazione di una serie di iniziative in collaborazione con associazioni cinofile. Stiamo persino parlando con radio Bau per un’eventuale partnership». Ci si prepara insomma alla ripartenza, dopo un 2020 che, come per tutti, è stato un anno davvero complicato: «Nei primi nove mesi dell’anno siamo riusciti a superare il budget rivisto alla luce degli ef-

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Siamo riusciti a superare il budget rivisto alla luce della pandemia. Ma è pur sempre una magra consolazione

Daniele Montemurro

Hotel pet-friendly

In previsione la realizzazione di un piccolo parco giochi dedicato agli amici a quattro zampe, nonché l’organizzazione di una serie di iniziative in collaborazione con associazioni cinofile. Discussioni in corso con radio Bau per un’eventuale partnership

fetti della pandemia - conclude l’head of sales -. Ma è pur sempre una magra consolazione, visto che abbiamo recuperato appena una quota compresa tra il 20% e il 30% del nostro revenue tradizionale. La domanda è arrivata soprattutto dalle regioni più vicine: Lombardia in primis, seguita da Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna e Toscana. Praticamente a zero il resto della Penisola e in particolare il Sud». In attesa che la pandemia finalmente termini, Gardaland prevede infine di mantenere il limite d’inventario alberghiero anche per i primi mesi del 2021. A differenza di quanto avvenuto negli scorsi mesi, però, tutti e tre gli hotel saranno operativi, incluso il Magic che nel 2020 è rimasto chiuso. Sarà infatti il Gardaland resort a essere gestito con una disponibilità ridotta rispetto allo standard.


30-50%

Range entro cui si attesterà la capacità offerta durante i mesi invernali, rispetto al 2019

259

Velivoli in ordine della famiglia A320neo, tra cui 20 A321Xlr in consegna a partire dal 2023

Sei

Le rotte del network domestico da Malpensa, incluse le tre nuove per Brindisi, Lamezia e Napoli che decolleranno rispettivamente il 10, 15 e 17 dicembre. (Bari, Catania e Palermo).

Quotidiano

Trasporti

6

13 novembre 2020

Wizz Air l’equilibrista, fra restrizioni di viaggio e conquista di nuove quote di mercato

Il bacino italiano resta strategico, malgrado la momentanea riduzione di capacità. E da aprile la domanda tornerà a crescere

di MARIELLA CATTANEO

MILANO – Wizz Air non molla la presa sul mercato italiano ma è costretta ad allentarla, almeno per un breve periodo. Le ultime restrizioni imposte anche nel nostro Paese nel tentativo di frenare la diffusione della pandemia hanno lasciato poca scelta alla low cost che tra l’altro aveva appena annunciato l’apertura della sua terza base italiana, Bari - che ha così ridotto in maniera significativa la capacità offerta sul territorio. A cominciare da Milano Malpensa che, orfana dei collegamenti internazionali della low cost, vede anche un significativo taglio sul network domestico, che ora conta soli 11 voli rispetto ai 29 originari. E’ lo stesso ceo di Wizz Air, Jozsef Varadi, ad anticipare come ci si stia preparando ad affrontare un inverno “duro” segnato proprio dalle restrizioni di viaggio, e da un conseguente affondo della domanda di viaggio, che però «dall’inizio di aprile tornerà a crescere. E sarà una ripresa forte e rapida».

Vision comunque in positivo per la low cost ungherese, che non nasconde i contraccolpi del Covid-19 - che hanno peraltro

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Sarà un inverno duro, ma la domanda di viaggio a inizio aprile tornerà a crescere, forte e rapida

Jozsef Varadi

messo in ginocchio i più blasonati vettori legacy -: i risultati del semestre chiuso lo scorso 30 settembre evidenziano infatti una perdita netta di 145 milioni di euro (contro un utile di oltre 368 milioni dello stesso semestre dell'anno scorso) e un numero di passeggeri trasportati che è diminuito del 71% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso; i ricavi complessivi si sono attestati a 471,2 milioni di euro, paragonati a 1,67 miliardi del primo semestre 2019. Da 16 anni in Italia, Wizz Air ha trasportato nel 2019 «2 milioni di passeggeri sul network da Milano». Inutile negare il peso della crisi provocata dalla pandemia, «l’impatto Covid sull’industria del trasporto aereo è stato molto forte, anche in questo momento: ciò che per noi ha fatto la differenza è stato l’essere entrati nella crisi con un forte posizione di cash, 1,6 miliardi di euro, dato che ci permetterebbe di sopravvivere altri 24 mesi, anche senza volare. Inoltre possiamo contare

sul grosso vantaggio di avere i costi unitari più bassi di tutti i vettori in Europa. Per questo viviamo questa crisi come un’ulteriore opportunità per investire nel futuro, lo dimostra il lancio delle 12 nuove basi nel 2020, così come questo ultimo investimento su Malpensa. Nel periodo Covid, Wizz Air ha messo in evidenza tutta la sua resilienza ed è stata la compagnia che è cresciuta di più: oggi contiamo su una flotta di 134 velivoli e siamo operativi su 163 aeroporti in 46 paesi». Ma nel frattempo la capacità ha dovuto subire un riallineamento alla domanda, «già ridotta al 60% in settembre e purtroppo il trend continua. Ci sono molti collegamenti internazionali soggetti a restrizioni (e modifiche costanti, ndr)». Ad oggi il ceo Varadi stima quindi di operare durante l’inverno tra il 30% e il 50% della capacità offerta lo scorso anno, dato sicuramente migliore di quello prospettato nelle ultime settimane da easyJet (non oltre il 20%) e da Ryanair (ferma al 40%).

Il semestre

1

Perdita da 145 mln di euro nei sei mesi chiusi il 30 settembre

2

I passeggeri sono diminuiti del 71%

3

Ricavi per 471 mln di euro

Prove tecniche di decollo per lo scalo di Forlì che punta a diventare l’hub della Romagna

QUATTRO I VETTORI CHE NE FARANNO UNA BASE PER LE LORO OPERAZIONI, MA LA SECONDA ONDATA DELLA PANDEMIA COSTRINGE ALLA MODIFICA DEGLI OPERATIVI

FORLI’ - (ma.c) Diventare l’aeroporto della Romagna: questa la vision a medio lungo termine del rinato aeroporto di Forlì. Un percorso lungo oltre tre anni, «complesso» ma che dà il via ad un futuro «visionario e temerario, mosso anche dall’ottimismo che sarà in grado di farci superare i problemi legati alla pandemia»: sono le parole di Ettore Sansavini, vice presidente F.A. Airport, che ha sottolineato come la riapertura sia frutto «di un progetto di rilancio di un’area già a forte vocazione turistica, da rilanciare a livello nazionale e internazionale. Vogliamo attrarre su questo territorio le attenzioni di un turismo culturale, sostenibile, termale, enogastronomico e che punti alla destagionalizzazione». Purtroppo la seconda ondata della pandemia non fa sconti a nessuno e la ripartenza del Ridolfi conta le prime defaillance, dopo che Air Dolomiti ha rimandato l’apertura originariamente programmata per inizio dicembre della rotta verso Monaco di Baviera.

La Regione

Il presidente della regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ha confermato l’impegno nei confronti dello scalo, che «rientra pienamente tra le priorità infrastrutturali» nella stessa misura di quanto fatto per quello di Parma (12 milioni di euro)

Restano la neonata Ego Airways, la greca Lumiwings e la maltese Air Horizont, ndr) che qui apriranno una base stabile. L’investimento iniziale sul Ridolfi è stato «di oltre 10 milioni di euro, per un recupero infrastrutturale importante» che sarà in grado di «creare un volano per l’economia e l’occupazione e un conseguente aumento del Pil nell’area di influenza dello scalo. Esiste una correlazione diretta fra turismo, Pil e occupazione: si stima perciò che nel 2025 si avranno benefici economici per oltre 100 milioni di euro». «Il turismo, uno dei settori più colpiti dalla pandemia, è uno dei pilastri della nostra regione e la Riviera un punto di riferimento internazionale - ha aggiunto il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini -. In questo contesto il Ridolfi rientra pienamente tra le priorità infrastrutturali, in un mondo che ha bisogno di opere sempre più moderne e funzionali. Abbiamo consegnato 12 milioni

di euro a Parma per l’allungamento della pista e vogliamo confermare anche per Forlì la stessa cifra. Si tratta di un investimento necessario per uno scalo che si prende oggi una bella quota di rischio, in un momento che suggerirebbe il contrario».

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L’investimento iniziale è stato di 10 mln di euro

Ettore Sansavini


Quotidiano

Trasporti

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Se per l’inverno la capacità non supererà il 25% rispetto a quella della stagione 2019, l’auspicio per l’estate 2021 è di arrivare almeno al 50% così da poter contare su un flusso di cassa operativo positivo 13 novembre 2020

Il gruppo ha previsto il grounding di ulteriori 125 aeromobili per la winter in corso, in risposta al calo della domanda di viaggio. Secondo i piani del ceo, all’uscita della crisi il gruppo sarà “più piccolo ed efficiente” pur mantenendo il ruolo di leader in Europa

5,58 mld

di euro, la perdita registrata nei primi nove mesi del 2020, di cui 2 miliardi soltanto nel terzo trimestre. Nello stesso periodo (gennaiosettembre) del 2019 il gruppo aveva centrato un utile da 1 mld di euro.

32,2 mln

I passeggeri trasportati dai vettori del gruppo nei primi nove mesi 2020: il dato corrisponde al 29% di quelli movimentati nello stesso periodo del 2019

Motori al minimo per il Gruppo Lh di MARIELLA CATTANEO

MILANO – Motori al minimo, è il caso di dirlo, per tutto l’inverno. Così il colosso dei cieli europei che porta il nome di Gruppo Lufthansa è entrato nella winter con un quarto della capacità offerta rispetto alla stagione 2019. E allungando lo sguardo all’estate 2021, la prospettiva non va oltre il 50% della capacità pre-Covid, conditio si ne qua non che consentirebbe al gruppo di tornare a un flusso di cassa operativo positivo. Accantonato quindi il progetto - o forse sarebbe meglio dire quella che era una speranza - di tornare al 50% della capacità disponibile entro fine 2020, è il ceo Carsten Spohr a porre l’accento su nuovi «programmi di ristrutturazione che vengono portati avanti trasversalmente, per rendere il gruppo più efficiente, in ogni area». «Siamo all’inizio di un inverno che sarà duro e impegnativo per tutta la nostra industria. Ma siamo determinati a fare di questa ristrut-

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Siamo all’inizio di un inverno che sarà duro e impegnativo per tutto il settore

Carsten Spohr

turazione un ulteriore vantaggio competitivo per il nostro gruppo. Poiché puntiamo a rimanere il gruppo europeo leader, una volta terminata questa crisi» crisi che viene definita da Spohr - durante l’inaugurazione dell’aeroporto di Berlino come la peggiore per il trasporto aereo dalla seconda guerra mondiale ad oggi. Ad emergere sarà quindi un gruppo «più piccolo ed efficiente, che utilizzerà velivoli più moderni». Mentre in cassa c’è il salvataggio da 9 miliardi di euro (tra i maggiori messi a disposizione dai governi europei) di cui i due terzi ancora disponibili per gestire l’emergenza, i conti dei primi nove mesi del 2020 evidenziano in pieno l’impatto della pandemia: tra gennaio e settembre la perdita netta si attesta a 5,58 miliardi di euro (rispetto al miliardo di utile dello stesso periodo 2019),

di cui quasi 2 miliardi nel solo terzo trimestre. Ricavi totali in calo del 65% (meno 78% nel terzo trimestre); i passeggeri trasportati dalle compagnie del gruppo nei nove mesi sono stati 32,2 milioni - pari al 29% del totale del medesimo periodo dell’anno scorso - a fronte di una capacità offerta scesa al 33% di quella dell’anno precedente. Il load factor si è fermato al 68%, per un calo di 15 punti percentuali. La «significativa riduzione delle operazioni» prevede l’utilizzo di 125 aeromobili

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Porteremo avanti programmi di ristrutturazione per rendere il gruppo più efficiente, in ogni area

in meno rispetto a quanto inizialmente previsto e i vettori del Gruppo «adegueranno l’originale pianificazione offrendo un massimo del 25% della capacità dello scorso anno da ottobre a dicembre. Questa consistente riduzione di capacità garantirà che le operazioni forniscano un contributo positivo agli utili». Per ridurre i costi, Lufthansa è passata al leasing di più aeromobili, ritirando i velivoli più vecchi e ad alto consumo di carburante e riducendo la sua flotta di circa 150 aerei per riflettere la minore domanda, soprattutto nel segmento business travel, maggiormente redditizio. Il gruppo punterebbe anche a cedere l’attività di ristorazione all’estero e starebbe valutando la vendita di una quota di minoranza nella divisione che si occupa della manutenzione degli aeromobili.

La pandemia innesca la parabola discendente di Norwegian. Schram: “Futuro incerto” TAGLIATI ALTRI MILLE 600 POSTI DI LAVORO, RIMARRANNO OPERATIVE SOLTANTO SEI ROTTE SUL NETWORK DOMESTICO

OSLO - (ma.c.) Lo aveva anticipato il ceo Jacob Schram: il futuro, dopo il no del governo ad un sostegno finanziario, sarebbe diventato «molto più incerto». «Non escludo nulla ora», aveva detto Schram, dalla bancarotta ai licenziamenti. Ed è così che è arrivato il taglio di ulteriori mille 600 dipendenti e il grounding di 15 dei 21 aeromobili impiegati negli ultimi mesi (rispetto alla flotta pre-Covid di 140 velivoli). Co-fondata nel 1993 dall’ex pilota di caccia Bjorn Kjos e passata dal mercato scandinavo a quello europeo per poi insidiare quello transatlantico con i suoi voli low cost, Norwegian non godeva però di una situazione finanziaria florida, ben prima dello scoppio della pandemia. Di conseguenza, le più recenti «restrizioni ai viaggi imposte dal Governo hanno di fatto soffocato ogni speranza di una ripresa stabile e progressiva. Norwegian è stata colpita da tutti i lati da

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Jacob Schram

”

Il futuro è incerto: in questo momento non escludo nulla

fattori al di fuori del nostro controllo» ha sostenuto il ceo scusandosi con i suoi stessi dipendenti del fatto che attualmente «non esistono alternative» (ai licenziamenti, ndr). «Norwegian impiegava più di 10 mila persone, ma nei prossimi mesi saranno ridotte a sole 600. L’obiettivo è mantenere sei velivoli operativi sulle

rotte domestiche, e mi aspetto che Norwegian riceverà anche il route support dal ministero dei trasporti». Schram, alla guida della compagnia soltanto dallo scorso gennaio, ha definito la decisione del governo come «deludente» e «uno schiaffo in faccia a tutti coloro che in Norwegian stanno combattendo per l’azienda, mentre i nostri concorrenti ricevono miliardi di finanziamenti dai rispettivi governi (…) Ci chiamiamo Norwegian, siamo norvegesi. Siamo una parte della Norvegia e la Norvegia è una parte di noi. È così da quasi 20 anni. Il supporto che abbiamo ricevuto dai nostri clienti in tutti questi anni ha significato molto per noi, in particolare ora durante questa crisi. In base al numero di turisti che movimentiamo in Norvegia, contribuiamo a sostenere 24 mila persone nel nostro paese e a rilanciare l’economia locale di circa 18 miliardi di corone norvegesi all’anno. Ciò dimostra chiara-

mente che anche un moderato sostegno finanziario costituirebbe un investimento redditizio per la Norvegia. Da quando la pandemia ha colpito l’aviazione in tutto il mondo a marzo, Norwegian ha effettuato una sostanziale ristrutturazione finanziaria. «Abbiamo potuto vedere chiaramente i risultati del nostro duro lavoro per passare dalla crescita alla redditività. Con un ulteriore supporto per far superare a Norwegian questa crisi senza precedenti per il settore dell’aviazione, saremmo diventati una compagnia aerea più sostenibile e competitiva, con una nuova struttura e un funzionamento migliorato. Senza supporti, la via da seguire è diventata molto più incerta. Tuttavia, faremo tutto il possibile per superare questa crisi, a beneficio dei colleghi, dei nostri “Red Nose Warriors” e dei passeggeri», ha concluso Schram. Ma la parabola discendente sembra aver preso piede.

15

Aeromobili messi a terra sui 21 impiegati negli ultimi mesi (rispetto a una flotta preCovid di 140 velivoli)

600

I dipendenti che manterranno il lavoro, contro i 10.000 di un tempo


JIN JIANG INTERNATIONAL La controllante cinese è il secondo gruppo alberghiero più grande al mondo in termini di numero di camere. Esserne parte consente a Radisson di beneficiare di numerose opportunità per accedere a capitali e risorse rilevanti per la sua strategia di sviluppo.

13 novembre 2020

Quotidiano

Alberghi

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Il rendering di una camera del nuovo Grand Hotel Savoia Cortina d’Ampezzo, a Radisson Collection Hotel

Non si fermano i progetti di espansione Radisson di MASSIMILIANO SARTI

BRUXELLES – Il futuro dello sviluppo alberghiero sarà il franchising. È il mantra di molte compagnie per lo scenario post-Covid, tanto che non pochi gruppi dell’hôtellerie stanno in questo periodo implementando strategie di affiliazioni commerciali ad hoc. Il tutto per provare a sfruttare quello che, si pensa, sarà una delle soluzioni preferite dai proprietari di asset ricettivi impegnati a uscire da una crisi senza precedenti. Ne è convinto anche l’executive vice president & chief operating officer di Radisson Hospitality, Chema Basterrechea, secondo cui «saranno molti gli hotel indipendenti che cercheranno di andare con un marchio in franchising nei prossimi mesi». Tale opzione d’altronde potrebbe non fare solo gola agli albergatori in difficoltà, ma anche alle stesse grandi compagnie alberghiere, che durante la pandemia si sono trovate spesso alle prese con la questione affitti da pagare, per strutture a volte neppure operative. Una questione aperta, che tuttavia Radisson afferma di essere riuscita ad affrontare con successo grazie a «partnership consolidate con i proprietari dei nostri hotel, che ci hanno permesso di concordare riduzioni o differimenti temporanei delle rette». Nonostante la criticità del momento, il gruppo Radisson prosegue quindi la propria strategia quinquennale di espansione, con l’appoggio pieno della controllante cinese Jin Jiang International. «Si tratta del secondo gruppo alberghiero più grande al mondo in termini di numero di camere - osserva lo stesso Basterrechea -. Esserne parte ci consente quindi di beneficiare di numerose opportunità per attirare più ospiti e accedere a capitali e risorse rilevanti per la nostra strategia di sviluppo. Rimaniamo quindi fedeli ai nostri ambiziosi piani di espansione globale, come dimostrano le 15 nuove acquisizioni annunciate in area Emea nel solo secondo trimestre 2020». E per quanto riguarda l’Italia? «Stiamo lavorando su diverse trattative: dalle località di montagna agli hotel urban-lifestyle. Dopo i recenti acquisti a Milano e Cortina d’Ampezzo, la nostra offerta qui sta continuando a crescere. Al momento nella Penisola siamo presenti, infatti, con cinque alberghi in funzione e sette ancora in cantiere, tra cui sei Radisson Collection, cinque Radisson Blu e un Radisson situati a Roma,

Un nuovo soft brand per strutture indipendenti

Nell’ottica del proprio piano di sviluppo quinquennale, Radisson Hotel Group ha annunciato il lancio di un nuovo soft brand: Radisson Individuals è un marchio di riconversione che mira a offrire, agli hotel indipendenti e alle strutture che fanno parte di catene locali o regionali, la possibilità di entrare a far parte della piattaforma globale della compagnia, con la libertà di mantenere però la propria unicità e identità. Alcuni hotel nel Regno Unito e in Asia hanno già aderito al brand, mentre discussioni avanzate sono in corso anche in Italia, Germania, Russia e altrove. Nel terzo trimestre dell’anno il gruppo Radisson ha inoltre firmato ulteriori accordi per dieci nuovi hotel in tutta l’area Emea, tra cui il nuovo Radisson Collection Hotel Venezia in apertura nel 2021.

Milano, Venezia, Galzignano e Cortina». Certo, le difficoltà non sono finite: ci vorranno almeno cinque anni per assistere a una piena ripresa del mercato dell’ospitalità in Europa e quattro in America. Almeno stando ai dati elaborati da Str e con notevoli differenze a seconda delle singole città e destinazioni. «Va detto però - sottolinea Basterrechea - che in Cina la stessa Str stimava ad agosto tempi di recupero molto più lunghi e invece negli ultimi tempi abbiamo registrato risultati quasi sui livelli dell’anno scorso». Il resto dell’area Asia Pacifico fa invece segnare performance in linea con quelli dell’America, «con un ritardo di circa un anno rispetto alla Cina - sottolinea sempre Basterrechea -. In generale, comunque, la velocità di recupero dipenderà da quando e come sarà distribuito il vaccino e sarà diversa da zona a zona del mondo. Proprio in Europa la situazione è più complicata che altrove, per la complessità geografica della regione e per il differente profilo dei viaggiatori, con la componente internazionale e domestica della domanda che varia profondamente a seconda delle destinazioni». La chiave per una ripartenza più rapida possibile passerà poi necessariamente dalla percezione di sicurezza che gli ospiti avranno delle strutture in cui andranno a soggiornare. «Uno degli elementi chiave del nostro piano di riapertura -

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La pandemia ha mutato l’atteggiamento di una parte della clientela, che ora guarda agli agenti anche come a consulenti sulla sicurezza In Cina Str stimava ad agosto tempi di recupero molto più lunghi. Negli ultimi tempi abbiamo invece registrato risultati quasi sui livelli dell’anno scorso

Chema Basterrechea

sottolinea infatti ancora Basterrechea - è stato lo sviluppo e l’implementazione di un protocollo di sicurezza in collaborazione con la società di certificazione elvetica Sgs, nonché il rispetto dei principi contenuti nel documento Wttc Safe Travels. Ma non solo: perché nel corso del 2020 abbiamo anche deciso di potenziare la nostra infrastruttura digitale, con l’obiettivo di venire incontro alle mutate esigenze della domanda. Sono nati così i programmi Hybrid rooms e Hybrid meetings, che erano già in fase di sviluppo ma il cui processo di implementazione abbiamo accelerato per lanciarli in una cinquantina di hotel in Europa, Medio Oriente e Africa».

In tale contesto di scenari mutevoli, l’intermediazione tradizionale continuerà peraltro a giocare un ruolo importante: «In particolare ricorda Basterrechea per la gestione della domanda corporate proveniente dalle piccole e medie imprese, che nell’acquisto dei viaggi spesso preferiscono ancora poggiarsi sulla relazione diretta con gli agenti». Ciò non significa affatto non essere consapevoli di come «negli ultimi anni, il mercato sia cambiato radicalmente. Oggi l’intermediazione si trova a operare in contesti iper-competitivi e sotto una crescente pressione sulle marginalità. La pandemia ha però mutato l’atteggiamento di una parte della clientela, che ora guarda all’agenzia di viaggi anche come a un consulente privilegiato in materia di misure di sicurezza e protezione». Infine, in tema di strategie commerciali e condizioni di vendita, Radisson garantisce formule ad hoc per gli agenti, a cui assicura anche punti del programma Radisson Rewards for Business per ogni prenotazione effettuata. «Non solo: continuiamo inoltre ad aggiornare le nostre policy globali di cancellazione per venire incontro agli sviluppi più recenti dell’emergenza sanitaria e per rispondere a qualsiasi restrizione di viaggio o riunione, sospensione, quarantena o misura di blocco annunciata dai governi di tutto il mondo - conclude Basterrechea -. Il tutto con l’obiettivo di offrire ai nostri ospiti e ai nostri partner la massima flessibilità e comfort di pianificazione possibile».

IL GRUPPO IN ITALIA nella Penisola il gruppo è presente con cinque alberghi in funzione e sette ancora in cantiere, tra cui sei Radisson Collection, cinque Radisson Blu e un Radisson situati a Roma, Milano, Venezia, Galzignano e Cortina

Strategie commerciali

l Radisson garantisce formule ad hoc per gli agenti, a cui assicura anche punti del programma Radisson Rewards for Business

l Il gruppo continua inoltre ad aggiornare le proprie policy globali di cancellazione per venire incontro agli sviluppi più recenti dell’emergenza sanitaria

Quindici

Nuove acquisizioni annunciate in area Emea nel solo secondo trimestre 2020


Quotidiano

Mondo

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I PAESI DEL CENTRO AMERICA PROMUOVONO UN PRODOTTO CHE FA PERNO SU SICUREZZA E DESTINAZIONI DOVE NATURA E DISTANZIAMENTO SONO PROTAGONISTI 13 novembre 2020

Il Cata muove sui mercati europei di VALERIA BECCARI

MILANO - Ha fatto il suo debutto anche in Italia il Central America Virtual Roadshow Europe 2020, il tour digitale tra Belize, Guatemala, Honduras, Nicaragua con tappa in Spagna, Germania, Francia e Regno Unito. L’evento, organizzato da Cata, l’agenzia di promozione turistica del Centro America, è nato con l’obiettivo di approfondire l’offerta turistica, le bellezze, le peculiarità che caratterizzano ciascuno dei quattro Paesi e si è rivelato un’opportunità per rimarcare l’impegno profuso sul fronte sicurezza e illustrare le misure adottate per contenere gli impatti generati dalla pandemia. L’incontro ha visto non solo la presenza del ministro del turismo del Nicaragua e presidente pro tempore del Cd-

Cata Anasha Campbell ma anche rappresentanti di rilievo dei rispettivi Paesi come Laura Laínez, vice direttore marketing e comunicazione dell’Istituto honduregno del turismo (IHT), Gerberth Lederer, direttore marketing dell’Istituto del turismo del Guatemala e Mike Hernández, responsabile comunicazione e pr dell’Ente del turismo del Belize. Durante il roadshow è emerso non solo il potenziale turistico del Centro America come meta multidestinazione ma anche l’impegno che ogni Paese (singolarmente e unitamente agli altri della regione) sta dimostrando per far sì che i flussi turistici ripartano in sicurezza. In un momento come questo, il Centro America diventa destinazione ideale grazie alle sue numerosis-

sime aree isolate, lontane dalla folla, ma al tempo stesso ricche di un’offerta naturale e culturale molto promettente. Il valore aggiunto è dato dal distanziamento sociale che viene garantito da ampi spazi e che permette ai turisti di non concentrarsi unicamente in determinate aree, ma vivere la loro vacanza in tutta sicurezza senza rinunciare al relax, a gite culturali, tour enogastronomici e a esperienze avventurose e adrenaliniche. «Il 25% del nostro territorio è area protetta e offre il 12% della biodiversità di tutto il mondo. Oltre alla bellezza della natura, al ricco patrimonio culturale e alla gastronomia di ottima qualità - ha sottolineato il ministro del Nicaragua - possiamo contare su una popolazione solare e accogliente».

In Centro America, l’impatto dei turisti italiani è stato, fino al periodo antecedente la pandemia Covid-19, molto forte e secondo solo a quello di Nord America e Usa; al momento si registrano più che altro spostamenti di prossimità o di chi fa ritorno al paese d’origine. «Questa situazione ci ha però permesso di rafforzare temi come sostenibilità e resilienza - ha poi precisato la Campbell -. Inoltre, c’è stata una collaborazione su più livelli e un dialogo permanente tra pubblico e privato». «Nel 2019, oltre 8 mila turisti provenienti dall’Europa hanno visitato il nostro Paese: un numero che può sembrare piccolo, ma che per il nostro Paese evidenzia quanto il potenziale europeo sia promettente» ha concluso Hernández.

Dall’inaugurazione del nuovo aeroporto a quella del Forum Humboldt

RISCOPRIRE BERLINO Città verde e dalla rinnovata offerta culturale BERLINO - (v.b.) La “Città dei cento villaggi”, così viene soprannominata Berlino che guarda al 2021 con una serie di iniziative online realizzate da VisitBerlin. La città, dopo aver avviato una campagna di sensibilizzazione e rispetto delle regole volte a prevenire la diffusione del Covid-19, si rivela non solo un centro verdissimo che offre molteplici opportunità outdoor ma anche ricco di attrattive storico-artistiche. Tra le novità che meritano sicuramente un occhio di riguardo, la tanto attesa apertura del nuovo aeroporto Berlino - Brandeburgo. In riferimento alle attrattive cittadine merita sicuramente attenzione l’ampio spazio dove un tempo sorgeva l’aeroporto Templehof e che, rimasto chiuso per 12 anni, è stato convertito in uno spazio in cui gli abitanti della città amano trascorrere il loro tempo libero. Anche sul fronte artistico - culturale, sono stati fatti importanti investimenti di riqualificazione e valorizzazione che hanno portato alla costruzione di nuovi musei e all’apertura della James Simons Gallery, pensata come l’entrata principale all’area definita isola museo. Dopo la riunificazione della città, è avvenuto il ricongiungimento delle grandi collezioni museali tra est e ovest. Nel 1990 è iniziato il master plan per la riqualificazione e valorizzazione del patrimonio artistico culturale. Il piano prevede il completamento dei lavori entro il 2030. Il centro di Berlino sta vivendo un periodo di

Decolla il BER

Dopo il taglio del nastro del 31 ottobre per il nuovo aeroporto di Berlino Brandeburgo, l’8 novembre è seguita la chiusura del Tegel suggellata da un ultimo volo per Parigi operato da Air France e commemorativo del primo volo atterrato al Tegel negli anni ’60, proveniente, appunto, dalla capitale francese. Il nuovo scalo è ora l’unico dell’aerea di Berlin Brandeburgo (BER) e l’aeroporto Shonefeld è diventato il terminal 5 dello stesso BER. «L’aeroporto è moderno e con una capacità adeguata per una città come Berlino», ha commentato Carlo Carbone, market & media relations manager di Visit Berlin. «Plus dello scalo è anche la vicinanza alla ferrovia, cui si accede tramite ascensore. Il collegamento città-aeroporto dura circa 25 minuti».

importanti trasformazioni grazie alla creazione di spazi altamente esperienziali, ricchi di cultura, arte e scienza. Già entro la fine del 2020, accanto all’Isola dei Musei, al Duomo di Berlino, del Palazzo del Principe Ereditario e del Quartiere Nikolai, verrà inaugurato il Forum Humboldt, ricco di storia dal punto di vista archeologico ma anche teatro di eventi importanti degli ultimi 800 anni. Il palazzo è ben visibile da lontano e si estende su una superficie di 30 mila metri quadrati.

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Questo contesto particolare ci ha consentito di rafforzare temi quali la sostenibilità e la resilienza

Anasha Campbell

L’evento

Il Virtual Roadshow Europe 2020 ha rinsaldato i legami fra gli imprenditori turistici del Centro America e il mercato europeo

I partecipanti

Anguilla riapre e lancia le vacanze nella bolla

Hanno partecipato oltre 50 to, adv e travel designer

L’INIZIATIVA

PROTEGGE OSPITI E ISOLANI

THE VALLEY - La riapertura ai viaggiatori internazionali di Anguilla, nella fase 2, è iniziata il 1° novembre, con l’introduzione del concetto di “vacanza nella bolla”. In pratica le strutture possono offrire agli ospiti, durante la quarantena, l’accesso a una serie di comfort, servizi e attività approvate in tutta sicurezza. Tali agevolazioni permettono ai visitatori di accedere all’offerta turistica di Anguilla limitando, al contempo, l’interazione con la popolazione. «Sappiamo che le preoccupazioni per la salute e la sicurezza sia per i nostri visitatori che per i nostri ospiti sono di primaria importanza - ha spiegato il Segretario al turismo, Quincia Gumbs Marie -. In vista della riapertura della seconda fase, abbiamo perciò organizzato corsi di formazione gratuiti per più di 500 imprenditori del

settore turistico - dalle governanti alle imprese di trasporto, alle agenzie di noleggio barche - e più di 100 strutture commerciali hanno ottenuto la certificazione di sicurezza ambientale. La certificazione per l’ambiente sicuro è stata rilasciata a molti fornitori di fasce diverse, per ampliare al massimo l’ambito delle attività e delle esperienze proposte». Con l’inizio della fase 2 sono aumentati i servizi disponibili: il 15 novembre 2020, il ferry che parte dal terminal traghetti St. Maarten-Anguilla tornerà al terminal dei traghetti di Blowing Point ad Anguilla. Calypso Charters, Funtime Charters e GB Express sono le aziende certificate autorizzate a riprendere il servizio navetta privato e semi-privato tra St.Maarten e Anguilla. Molte delle ville di Anguilla sono state riaperte.


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