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travel-open-daily-25-settembre-2015

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GFK ora rileva nelle agenzie anche le vendite di pacchetti tailor made, molto forte sotto data e sul lungo raggio. Come ci spiega Daniela Mastropasqua, capo del settore turismo.

Fiavet fa lobby per salvare il Fondo di Garanzia presso il ministero del turismo. Senza il quale le agenzie rischiano di dover sostenere nuovi oneri. «Non ci sono alternative» ci dice Jacopo De Ria, il nuovo presidente della Federazione.

La fiera è morta! Viva la fiera! GFK: «ECCO IL TAILOR MADE»

“Il re è morto! viva il re!”. In Francia prima della Rivoluzione questo grido annunciava la morte del re, e insieme la continuità della monarchia: c’è qualcosa che ricorda la polemica in corso sulle fiere del turismo. La notizia infatti

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«SALVIAMO IL FONDO»

è di quelle che fanno storia: molti dei t.o. di Astoi avrebbero deciso di disertare le fiere, per ora. Presenti magari nello stand Astoi, alcuni in veste di sponsor e protagonisti di eventi e dibattiti, ma senza esporre come di consueto.

25 SETTEMBRE 2015 ANNO I - N. 14 PREZZO PER COPIA EURO 0,10

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Expedia, al lavoro con voi È pronto il nuovo calendario dei Travel Open Day, i nostri workshop face to face nelle città italiane

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Storie d’agenzia

Conca D’oro Viaggi si racconta pag.

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Da settimane la voce genera sconcerto e dibattito, anche piuttosto acceso. In una rapida inchiesta abbiamo chiesto alle agenzie il loro parere sulla questione.

La voce delle agenzie

TORNANO GLI OPEN DAY!

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IL SELFIE

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ALLEGATO A TRAVEL QUOTIDIANO N° 52 DEL 25 SETTEMBRE 2015


12 anni di TAAP 25 settembre 2015

La parola a Expedia

Un successo tutto italiano costruito con le agenzie

Il programma TAAP di Expedia è nato 12 anni fa da un’idea italiana che ha fatto scuola: del tutto in controtendenza, è stata la prima riuscitissima collaborazione tra le online agency e i negozi tradizionali. Così ora Expedia è l’unica olta che collabora attivamente con le agenzie di viaggi, alle quali offre strumenti di lavoro efficienti e in costante evoluzione sul nuovo portale TAAP, varato nel 2014. Alla squadra italiana di Diego Pedrani, Senior Director Expedia Partner Solutions, Expedia ha affidato lo sviluppo di tutto il lavoro con il trade nel mondo,.

A Milano, la prospettiva ribaltata

«Il nostro dialogo con le agenzie di viaggi – ci dice – è nato qui a Milano nel 2002, e poi si è esteso quasi tutto il mondo. Fummo i primi a offrire prodotto online anche alle agenzie, quando nessuno avrebbe scommesso un soldo su un’operazione del genere. Le olta nascevano per competere con le agenzie, noi abbiamo ribaltato la prospettiva. Il primo anno uscimmo da TTG con centinaia di biglietti di visita delle agenzie, non avrei mai immaginato la fila per registrarsi su TAAP».

«Siamo piccoli, ma giochiamo la nostra parte»

Diego Pedrani, Senior Director Expedia Partner Solutions

Visto il successo Expedia ha incaricato i suoi italiani di portare il progetto in Germania, Francia, Inghilterra e poi anche negli USA, in America latina, in Australia «e adesso la scommessa si gioca sull’Asia – dice Pedrani – dove Expedia ha una partnership con Air

di Marina Firrao

Asia. Ora TAAP è in oltre 30 paesi, e ha più di 50.000 agenzie di viaggi affiliate. Certo all’interno di Expedia Inc. siamo piccoli, ma giochiamo la nostra parte. E anche nei momenti in cui la grande Expedia ha rallentato, nel pieno della crisi economica globale, noi siamo andati forte».

«Ogni novità risponde ad una richiesta»

TAAP coglie tutti e fino in fondo i punti forti nell’evoluzione della casa madre, il colosso che ora prenota quasi 300mila alberghi in 70 Paesi del mondo, oltre a voli, attrazioni e innumerevoli servizi accessori, ovunque salvo in Cina (per ora). Soprattutto TAAP capitalizza gli investimenti di Expedia nella ricerca scientifica: «Tutte le funzioni che rinnovano il portale sono state testate a lungo sistematicamente – spiega Pedrani – con sistemi estremamente sofisticati che analizzano le reazioni mentali e psicologiche dell’utente online, che per noi sono gli agenti di viaggi. E così ogni innovazione viene accolta dai nostri affiliati con la massima naturalezza, si inserisce facilmente nei processi di lavoro e li facilita: perché è sempre la risposta a una richiesta che abbiamo ricevuto dalle agenzie».

“Il dialogo con le agenzie è nato qui a Milano nel 2002, e poi si è esteso in quasi tutto il mondo ”

Prezzo e semplicità

Così anche in questo 2015, il suo dodicesimo anno, Expedia TAAP ha varato novità, tutte giocate su prezzo e semplicità: quel che serve davvero alle agenzie di viaggi.

Sconti per soli affiliati. Alla

voce ‘prezzo’ ci sono le nuove tariffe scontate riservate ai soli agenti di viaggi affiliati TAAP, e commissionate come da contratto: in sigla MOD, member only deals, e anche in anteprima, annunciati nelle newsletter di Expedia. «In ogni città abbiamo al massimo una sessantina di hotel – spiega Pedrani – e facciamo in modo di avere sempre offerte scontate in almeno dieci dei top seller, i migliori e i più richiesti. Sono tutte offerte vere e di va-

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lore, sulle quali paghiamo le commissioni del caso».

“Filtra per tipologia”. In tema di ’semplicità’ ci sono nuovi strumenti come “Filtra per tipologia di hotel”: si prenotano le migliori tariffe, ma si sceglie anche la tipologia di hotel che soddisfi al meglio le esigenze di ogni cliente, per esempio in fatto di pagamenti: prepagato online o con saldo al checkout. “Mostra Commissione”. Molto comoda e semplice anche l’opzione “mostra commissione”, per capire in tempo reale quanto si incassa dalla singola vendita. “Personalizza Voucher”. Nuova anche l’opzione “ante-


25 settembre 2015

la parola a Expedia

L’agenzia online a 360 gradi che continua a crescere

Il titolo Expedia viaggia in questi giorni intorno ai 120 dollari di quotazione al Nasdaq: quasi raddoppiato rispetto agli ultimi tre anni. Grande protagonista nel mondo del turismo online, il gruppo Expedia è nato da uno spinoff di Microsoft nel 1996. Ora opera circa 150 portali in una settantina di Paesi del mondo in 35 lingue, e impiega 18mila persone. Tramite il sito internet e l’app mobile, Expedia.it offre ai viaggiatori italiani l’accesso a più di 400 linee aeree e a centinaia di migliaia di alberghi prenotabili in tutto il mondo, con una gamma che include hotel di lusso e le maggiori catene alberghiere. Dopo il secondo trimestre 2015, il gruppo Expedia stima per l’intero esercizio prenotazioni totali per un valore di 53 miliardi di dollari, con profitti di circa 6 miliardi su un totale di quasi 172 milioni di notti vendute.

Expedia e l’Unesco

Tra le curiosità, nel 2005, poco dopo l’ingresso al vertice di Dara Khosrowshahi (nella foto sopra) Expedia ha fondato con le Nazioni Unite, la World Heritage Alliance, cui si deve la lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

prima per procedere successivamente alla stampa, all’invio o all’esportazione in Personalizza Voucher”: appare nel menu agenzia e serve per modificare, nascondere e aggiungere dettagli sulla propria agenzia in pochi click. L’effetto finale del voucher

Leader negli Usa, fortissimi in Australia

Dara Khosrowshahi, CEO di Expedia

dere presto alcune ancillary del vettore, a cominciare da Extra e Preferred Seats: Greg Schulze, Senior Vice President global tour e trasporti di Expedia, ha annunciato investimenti in tecnologia dedicata per almeno 700 milioni di dollari, subito. Perché la vendita delle ‘branded fares’ – i pacchetti inclusivi di uno o più servizi ancillary – è destinata a decollare verso fine anno in Expedia, «con strumenti che consentiranno ai clienti di confrontarle e di capire meglio cosa stanno comprando»: la biglietteria aerea vale solo il 10% dei ricavi di Expedia, per ora. Ma tutto fa pensare che il gruppo voglia trarne molto di più. E questo, appunto, richiede forti investimenti e forte collaborazione con i tre gds.

«Expedia vende più prodotti con grande successo – commenta Diego Pedrani –. Lo dobbiamo a più fattori e soprattutto al processo iniziato circa due anni fa. Un processo evolutivo che ha coinvolto tutti i brand del gruppo, in una strategia centrata sul lungo periodo, e tuttavia flessibile quanto basta per anticipare trend e adattarsi, se necessario». Alcune delle scelte tattiche hanno fatto crescere sostanzialmente l’inventario del GruppoExpedia come la copertura di brand in diversi paesi. Ad esempio, l’acquisto di Wotif, OLTA australiana, all’inizio di quest’anno: «Che ci ha resi molto forti sul prodotto Australia» nota Pedrani. Nello stesso periodo Expedia ha comprato anche Travelocity, l’agency online di Sabre, per 280 milioni di dollari. Avanti a due cifre Il che fa di Expedia l’OLTA leader per il prodotto Nel frattempo il progresso di cui parla Diego Pedrani si declina costantemente a due cifre. Nel alberghiero negli USA. seoondo trimestre di quest’anno, concluso a fine luglio scorso, altri 27 mila alberghi si sono Voli: arrivano le ancillary aggiunti al portfolio globale, prenotabili su tutti Sul campo dei voli, Expedia ha appena stretto i siti di Expedia Inc.nel mondo. l’accordo con American Airlines Group per ven-

si visualizza in diversi formati (Docx,RTF,PDF).

L’help desk dedicato agli agenti di viaggi. Naturalmente

per risolvere ogni dubbio e problema le agenzie affiliate al programma TAAP contano già da

anni sul supporto dedicato, e totalmente gratuito, della squadra di help desk guidata da Gianluca Curti, il quale insieme a Ludovica, Eleonora, Marco, Lara e Michela assicura un assiduo supporto telefonico, anche online con webinar e conference.

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La fiera è morta! 25 settembre 2015

L’inchiesta

di Marina Firrao

“Il Re è morto! Viva il Re!»

In Francia prima della Rivoluzione questo grido annunciava la morte del re, e insieme la continuità della monarchia e l’imminente incoronazione del successore: c’è qualcosa che ricorda la polemica in corso sulle fiere del turismo. La notizia infatti è di quelle che fanno storia: molti dei t.o. di Astoi avrebbero deciso di disertare le fiere, per ora. Presenti magari nello stand Astoi, alcuni in veste di sponsor e protagonisti di eventi e dibattiti, ma senza esporre come di consueto. Da settimane la voce genera sconcerto e dibattito, piuttosto acceso. In questa breve inchiesta sul tema – che peraltro ora non risulta proprio al centro dei pensieri della distribuzione – tra le agenzie abbiamo raccolto pareri discordi, in tutta la gamma dall’indifferenza all’adesione entusiasta. Chi ama le fiere le frequenta per trovare novità e innovazione, anche se ormai non servono più per raccogliere cataloghi. Ma tutti, anche i detrattori, ammettono che la fiera è l’occasione per ritrovare i colleghi, confrontarsi e capire dove va il mercato: un valore prezioso, che spesso prescinde dalla presenza dei grandi marchi. Piuttosto serpeggia il sospetto velenoso: «Se in fiera non ci vengono è perché vogliono fare a meno di noi».

“perAndrei volentieri cercare nuovo

prodotto, ma se ne vede sempre meno

”

Gianluca Galdangelo

Vista Mare

“Innuove fiera portiamo le tendenze, di prima mano, come le esprimono i nostri clienti

” Luciano Carlicchi Grifo Viaggi

“

Preferisco il workshop dove il fornitore ce l’hai davanti, e se hai qualcosa da dirgli ci riesci

”

“nuove L’efficienza delle tecnologie

«SE IL T.O. CI SCAVALCA LA FIERA DIVENTA INUTILE» CRISTINA PUGLIATTI

Advanced Travel di Oderzo

«In fiera troviamo sempre meno operatori, e meno affidabili. Noi andiamo saltuariamente, solo se siamo certi di trovare qualcosa che ci preme, come certe DMC che mi trovano gli hotel e mi offrono servizi». Perché, come spiega il direttore tecnico Cristina Pugliatti, Advanced Travel è specialista di business travel. «C’è anche la sensazione molto forte che sempre più tour operator abbiano deciso di rivolgersi direttamente al cliente. Abbiamo visto alcune scorrettezze eclatanti, con offerte al pubblico al di sotto dei nostri prezzi, e plus in omaggio sul booking diretto, perfino il wifi gratuito in crociera. Una mancanza di serietà che di seguito distrugge anche anche il valore delle fiere». Per aggiornarsi, in alternativa, c’è il roadshow del tour operator, «ma non ne fai tanti – dice Cristina – ci vai se è vicino, se è di sera e non ti ruba tempo di lavoro. Meglio ancora il workshop face to face con il fornitore». «IL WORKSHOP FACE TO FACE SERVE A PERSONALIZZARE IL PRODOTTO» GIANLUCA GALDANGELO Vista Mare, Gavirate

«Noi il contatto con i tour operator già ce l’abbiamo, e se è solo per prendersi il catalogo le fiere non servono più. Soprattutto viste dalla mia piccola realtà. Prima ci andavamo per fare quattro chiacchiere, quest’anno basta». Pollice verso da Gianluca Galdangelo di Vista Mare: «Andrei volentieri a cercare nuovo prodotto – aggiunge – ma nelle fiere di novità ne arrivano sempre meno. E ancora mi chiedo come facciano certe Regioni a spendere tanti soldi

“oraErano una vetrina, offrono anche lo

Matteo Bonsignore

scambio culturale che ti da una visione più ampia del mercato

Rossoclub

Claudio Iotti

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”

Holidays & Tours

ha finito per spiazzare anche i grandi eventi

”

Stefania Ranalli

Lighthouse

per i loro enormi stand in fiere come Bit, ad esempio, quale ritorno riescano a tirarne fuori. Personalmente preferisco il workshop face to face, perché è la sola formula che mi consente di ottenere un prodotto personalizzato, costruito davvero sulle esigenze mie del cliente. È la formula che fa trovare idee e soluzioni, con il contatto personale che resta insostituibile. Poi la tecnologia fa tutto il resto».

«SCARSEGGIA LA MASSA CRITICA CHE VALE L’INVESTIMENTO» STEFANIA RANALLI Lighthouse, Pescara

«A Rimini non manchiamo mai – dice Stefania Ranalli di Lighthouse – anche se si vede che di operatori ce ne vanno sempre meno. E senza i tour operator novità e innovazione scarseggiano. Un tempo in fiera si facevano contratti diretti con le strutture, e anche questo non funziona più. In generale non c’è più la massa critica che rendeva produttivo l’investimento sulla fiera». Secondo Ranalli è anche questo un segno dei tempi: «I grandi gruppi si sono tutti dotati di piattaforme di booking molto avanzate. Costa ad esempio paga poco, ma la piattaforma è perfetta per servire un cliente che non aspetta più. E non serve la fiera per imparare ad usarla, meglio il roadshow, o il workshop vero e proprio».

“

Se non ci trovi i grandi marchi la fiera perde valore, ma ci si va ugualmente

”

Donatella Camatti

Mantunitour & Partytour


Viva la fiera! 25 settembre 2015

L’inchiesta

“

A noi servono molto anche i piccoli t.o. e quelli di nicchia, in fiera faremo affari con loro

«PER L’INCOMING QUESTE FIERE NON FUNZIONANO» LUCIANO CARLICCHI

”

Grifo Viaggi, Perugia

«Da Grifo Viaggi, dettagliante e ricettivista di Perugia, parliamo con Luciano Carlicchi, il titolare: «Andiamo solo a Rimini, perché è la più vicina. Ci serve soprattutto per consolidare le relazioni. E prima di ogni altra cosa in fiera cerchiamo nuovo prodotto, per rispondere alle nuove tendenze della domanda. Se i clienti cominciano a chiedere spesso una meta che ancora non è sul mercato andiamo a cercarla in fiera. Ma per l’incoming le fiere italiane non vanno: registrano tutti, troviamo piccoli fornitori italiani che in un modo o nell’altro contribuiscono alla ressa e allungano i tempi. Benissimo il matching anticipato per incontrare i buyer stranieri, ma poi in pratica non si realizza, la fiera resta dispersiva. Per noi la più importante di tutte è il WTM, dove incontriamo davvero i buyer stranieri». «I T.O. NON VENGONO PIÙ PERCHÉ PUNTANO AL CLIENTE» MATTEO BONSIGNORE RossoClub di Taranto

«Alla fine quel che si dice in fiera poi non si fa, io ci vado poco»: non è entusiasta Matteo Bonsignore, RossoClub, cinque punti vendita tra Taranto e la Puglia. «Mi pare che ormai le fiere siano solo una vetrina. I tour operator vogliono arrivare direttamente al cliente finale, e tendono a rubartelo. Lo stesso che fanno gli albergatori, se appena possono. Quindi le fiere non sono più quelle di prima, in cui si facevano davvero accordi. È per questo che i fornitori vengono sempre di meno nelle fiere, non hanno lo stesso prodotto di una volta, e non te lo danno come prima. Sono combattuti tra B2B e B2C. Mi piacciono di più i workshop dove il fornitore ce l’hai davanti, se hai qualcosa da dirgli ci riesci, e in un solo giorno ne incontri molti. E poi vanno bene i roadshow dei fornitori, non fai contratti ma trovi prodotto, e aggiornamento». «IN FIERA SI INTRAVEDE IL FUTURO» CLAUDIO IOTTI

Holidays & Tours, Rubiera e Scandiano

Invece c’è chi le fiere le ama e partecipa con entusiasmo, come Claudio Iotti di Holidays & Tours, due punti vendita a Rubiera e Scandiano, Reggio Emilia. «Ci vado da sempre, sono un momento importante di confronto, trovi tanti amici che non vedi mai. Poi prima erano una vetrina, ora offronooccasioni di formazione e di scambio culturale molto utili, dibattiti e seminari che ti danno il polso del mercato, una visione più ampia. Anche se ora tutti navigano a vista, e il futuro è così difficile da leggere». In più Iotti vede le cose da veterano: «Alla fine degli anni ’70 ero alla prima edizione di Bit, che ora è diventata la vetrina di Regioni e destinazioni.

“ai Siamo molto legati nostri operatori,

è un rapporto al quale la fiera non aggiunge nulla

”

Antonella Mariani e Gianluca Massa

La Superba

Patrizio Di Lorenzo

Ma c’è il vostro Open Day, il workshop face to face che la rende utile comunque. Poi ora si fa sempre più tailor made, e in fiera incontriamo i corrispondenti stranieri. Mio malgrado però, perché io volevo fare proprio solo il dettagliante, e ora sono costretto a fare da me, per la carenza di prodotto dei tour operator: scarso il volato, poche novità. Non vengono più in fiera? Se è vero si stanno proprio dando la zappa sui piedi». «LA FIERA È UTILE ANCHE SENZA I BIG»

PATRIZIO DI LORENZO AP Travel di Ercolano

Le fiere piacciono anche a Patrizio Di Lorenzo, AP Travel di Ercolano. «Io sono un fedelissimo di TTG, e comunque anche se la crisi ha ridotto la presenza dei tour operator le fiere rimangono importanti e interessanti. Si fanno molte PR e pochi contratti, ma si vedono i fornitori stranieri e anche i nuovi tour operator. N «oi lavoriamo con tutti, ci premono molto i piccoli e gli specialisti di nicchia, alcuni molto bravi usciti dai grandi tour operator, magari non espongono ma li trovi ugualmente». Quindi l’eventuale diserzione dei grandi marchi non basterà a silurare le fiere: «Andrà bene anche senza i big – dice Di Lorenzo – ci sarà comunque da lavorare, e poi forse il vero richiamo, il più forte di tutti, è il confronto con i colleghi. Si va per parlare, per sentire l’aria che tira». «SE CI SI PARLA SI TROVANO I MEZZI PER CAMBIARE» DONATELLA CAMATTI

Mantunitour & Partytour, Mantova

«Io ero innamorata di TTG a Riva del Garda, di quella dimensione umana. Nell’edizione del 2014 mi sono un po’ ritrovata: meno affollata, più distesa. Perché TTG ha rischiato di seguire la deriva dispersiva e frenetica di Bit, che aprendo ai consumatori ha perso identità»: parla a cuore aperto Donatella Camatti, direttore tecnico della storica Mantunitour & Partytour di Mantova. E spiega: «Non mi servono i cataloghi, mi serve di incontrare le persone, quelle dei grandi tour operator e anche delle DMC, ora che la domanda di tailor made sta crescendo molto. Dunque le fiere restano fondamentali, si scambiano parole importanti, se poi diventano fatti e ti danno la possibilità di cambiare. Certo se non ci trovi i tour operator perdono valore, ma ci si va ugualmente».

“fornitori Mi confronto con i sui piccoli

problemi, vedo gente che di solito non si incontra

”

Fabrizio Leotta

Fuorirotta Viaggi

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Le fiere vanno sostenute, ora più che mai. Perché senza i grandi eventi l’immagine del turismo in quanto industria nazionale rischia di sparire dalla scena, non solo mediatica. Ma bisogna che anche le fiere sostengano gli operatori, in termini di costi e di efficienza, e soprattutto di visione strategica. Le fiere devono percepire e anticipare i mutamenti del mercato, e forse dovrebbero restituire agli operarori il grande appoggio che ne hanno ricevuto per tanti anni: se sono diventati grandi gli eventi lo devono agli investimenti dei tour operator e dei fornitori, e questo non va dimenticato. Intanto le fiere del turismo all’estero hanno resistito a molte crisi, forse sarebbe il caso di studiarne l’evoluzione. Dal canto nostro in Travel abbiamo affrontato il cambiamento, cercando una formula d’incontro semplice e a misura d’uomo, che a quanto pare continua a rendersi utile a tutti, fornitori e agenzie». Daniela Battaglioni direttore di Travel Open Daily «NOI ISOLANI, AFFAMATI DI INFORMAZIONE» FABRIZIO LEOTTA

Fuorirotta Viaggi, Siracusa

«Noi isolani siamo affamati di informazione, e dobbiamo andarcela a prendere dove circola. Soprattutto ora che la grande stampa nazionale non è più minimamente credibile»: per questo Fabrizio Leotta, titolare di Fuorirotta a Siracusa, dice che le fiere sono comunque importanti. «Magari non andiamo più alla Bit, spiazzata per data e qualità degli espositori. Magari a Rimini si vedono meno operatori, ma anche senza i big io ci trovo novità operative e tecnologiche. Mi confronto con i fornitori sui piccoli problemi, incontro gente che di solito non si vede. E poi di certo anche chi non espone sarà in fiera con i propri commerciali. Si va per parlarsi, per sentire l’aria che tira. Poi di questi tempi ogni occasione è utile, dal workshop face to face che mi offre molti plus alla serata con il tour operator, che me ne offre altri». «LA FILIERA È CAMBIATA, E HA INDEBOLITO I GRANDI EVENTI»

ANTONELLA MARIANI e GIANLUCA MASSA La Superba, Genova

«Da La Superba, a Genova, per le fiere il sentimento è molto tiepido: «Personalmente non le amo molto – dice Antonella Mariani – ma ora mi pare che il cambiamento radicale della filiera abbia molto indebolito i grandi eventi, nella formula e nei contenuti. Poi noi siamo molto legati ai nostri fornitori, da anni sosteniamo gli operatori convinti di far bene all’intero mercato. E sono relazioni alle quali la fiera non aggiunge nulla». «Un tempo ci si andava di più, anche a prendere i cataloghi – dice Gianluca Massa – ora solo per i gruppi, per incontrare i corrispondenti. Anche perché di tour operator se ne vedono sempre meno. E quelli che ci premono li incontriamo qui in agenzia».


La voce delle agenzie

25 settembre 2015

GFK: Vi diciamo quanto vale il tailor made di Marina Firrao

Da quasi un anno GFK rileva le vendite delle agenzie italiane con la metodologia Total Store Reporting. «Significa che oltre alla vendita di pacchetti dei tour operator rileviamo anche il tailor made, ossia i servizi assemblati in pacchetto dalle singole agenzie», come spiega Daniela Mastropasqua, capo del settore industria del turismo in GFK Italia. E se il colosso tedesco delle analisi di mercato – 13mila ricercatori con tecnologia avanzatissima – ha scelto di dedicarsi anche al tailor made, vuol dire che i volumi sono alti, in crescita e determinanti. GFK rileva i dati con il suo Retail Panel, a lungo collaudato sulle vendite di beni durevoli: il software che cattura i dati di vendita (ma non quelli dei clienti) in automatico dal gestionale di quasi 2mila agenzie con minimo 250 vendite di pacchetti l’anno, campione rappresentativo di tutta la distribuzione italiana. I dati dunque non sono frutto di impressioni personali o stime, ma indicano vendite reali. E segnalano l’andamento marchi, destinazioni, formule, prezzi, distinguendo leisure da business, incoming da turismo interno. Così GFK fornisce ai suoi clienti i dati e gli stru-

menti di intelligence per il marketing, e per affrontare l’evoluzione frenetica del mercato. «Sui numeri si continua a fare gran confusione – commenta Mastropasqua – le rilevazioni sono

spesso incoerenti, i media le interpretano a braccio. Serve chiarezza e noi lavoriamo per questo».

Cosa vi ha decisi ad applicare TSR al turismo?

«I numeri. Dal 2008 il la vendita di pacchetti di tour operating in Italia è crollata, approssimativamente da 7,5 a 3,5 miliardi di euro. A rigore la distribuzione avrebbe dovuto perdere punti vendita allo stesso ritmo. Il che non è stato, e anzi la decrescita è in frenata. Bisognava capire cosa altro vendessero le agenzie per rimanere sul mercato, e a quale cliente». Oltre a trasporti e ricettività quali servizi tracciate?

«Assicurazioni e traghetti ad esempio si sono rivelati molto più importanti e intermediati di quel che credevamo. Solo nell’area assicurativa rileviamo una dozzina di brand che competono con forza e fanno innovazione. Lo stesso vale per i tra-

Daniela Mastropasqua

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ghetti. Ma pesano molto anche i parchi tematici, in generale le attrazioni».

Nel mix di vendita quanto vale il tailor made?

«Un valore sorprendente, di fatto la metà di quel transita in agenzia non è pacchetto di t.o.. Ad esempio in maggio 2015 abbiamo rilevato 323mila vendite di turismo organizzato, e 781mila in TSR, che magari però includono anche il treno Milano-Torino. Significativa la stagionalità: a febbraio e marzo il pacchetto da t.o. vale il 60% delle vendite; a giugno invece è il tailor made a fare il 60%, e comunque grandi numeri in last minute, con netta prevalenza del lungo raggio». Dati di quest’anno?

«Da agosto 2014 a luglio 2015 in Italia si sono venduti 3,7 milioni di pacchetti di tour operator, per circa 3,5 miliardi di euro. Sul tailor made abbiamo per ora solo 10 mesi di rilevazioni, con vendite per un valore di circa 3 miliardi di euro, è in cantiere un’analisi approfondita dei dati».


25 settembre 2015

L’intervista

«Salviamo il Fondo di Garanzia»: Fiavet, la guerra di De Ria «Vogliamo la proroga del Fondo di Garanzia, non ci sono alternative. Ci sto lavorando dal primo giorno del mio mandato. E la Fiavet combatte da sola questa battaglia»: il fiorentino Jacopo De Ria, presidente di Fiavet Nazionale dal 29 maggio, fa il punto con Travel Open Daily sulla spinosa questione del Fondo, che minaccia di riversare presto altri oneri sulle agenzie. Ricapitolando: il 3 agosto è uscita in Gazzetta Ufficiale la legge 115/29 luglio 2015, la quale al comma 1 dell’articolo 9 dice che da gennaio 2016 i contratti saranno “assistiti” da polizze assicurative o garanzie bancarie obbligatorie per operatori e agenzie di viaggi, per coprire l’eventuale insolvenza o fallimento dell’operatore, e quindi assicurare al cliente rimborso ed eventuale rimpatrio. Questo perché (dice sempre l’articolo 9) il 31 dicembre 2015 chiuderà il Fondo Nazionale di Garanzia presso il ministero del turismo. Restano coperti solo i contratti stipulati entro fine anno, se insolvenza e fallimenti vengono comunicati entro tre mesi. Il che vale per tutti i pacchetti di t.o., e anche per i pacchetti tailor made delle agenzie.

Ma il governo ha spiegato questa scelta? «No, affatto. Bruxelles ha avviato nel 2012 una procedura di infrazione contro l’Italia sul Fondo di Garanzia, ma non si sa perché. Il ministero non ha risposto alle nostre richieste di chiarimento, e di rendicontazione contabile del Fondo. Intanto però era salita dal 2 al 4% la quota delle polizze RCP destinata al Fondo, e pareva che questo servisse a risolvere la questione con Bruxelles. Così non è stato, e noi abbiamo cominciato a fare lobby.

Come siete intervenuti? «Abbiamo scritto al ministro Franceschini spie-

Sulle agenzie incombono nuovi oneri per la copertura del tailor made

E quando sarà recepita la nuova Package Travel Directive UE? «La proroga del Fondo serve appunto a rivedere la normativa una volta per tutte, senza sprofondare le imprese nella confusione. Appunto perché tutti i governi Ue dovranno recepire entro entro fine 2017 la nuova Package Travel Directive, che rivede anche il sistema di garanzie al consumo. Ogni decisione ora è prematura, e chiudere subito il Fondo è una scelta insensata, spero che il governo lo comprenda.

La Fiavet ha un piano B? «Non esistono ancora prodotti assicurativi adatti in Italia, ma Fiavet li sta studiando con alcune compagnie. All’estero ci sono formule efficienti, la britannica Abta ha una polizza inclusa nella quota annuale. Non è escluso che il prodotto giusto si possa comprare fuori. Ma è tutto prematuro, prima serve la proroga del Fondo, e poi recepiremo la Package Travel Directive.

gando che il passaggio della garanzia da collettiva e pubblica a individuale e privata sarebbe stato traumatico per le imprese. Ci siamo appellati al principio di proporzionalità, articolo 5 del Trattato di Maastricht, per il quale gli oneri imposti da ogni misura europea agli operatori economici non possono oltrepassare il necessario, commisurato agli obiettivi del caso. E abbiamo spiegato che non esistono ancora sul mercato prodotti assicurativi adeguati.

Finora cosa avete ottenuto? «L'Ordine del giorno G/1962/7/14, presentato dalla Senatrice del PD Valeria Cardinali, impegna il Governo a riconsiderare quanto prima l'articolo 9, per conformare la disciplina alla nuova direttiva europea, alla luce del principio di proporzionalità. E anche dall’opposizione il senatore Cotti, Movimento 5 Stelle, ha caldeggiato la proroga segnalando che la procedura d’infrazione si deve alla ‘fragile’ capitalizzazione del Fondo Nazionale di Garanzia. In autunno sarà presentato anche il nuovo Disegno di Legge europea 2015, per affrontare tutte le procedure di infrazione. E qui Fiavet forse potrà davvero impedire la chiusura del Fondo. Io sono ottimista».

«La Package Travel Directive è già vecchia», parola di Tom Jenkins

La nuova Package Travel Directive sarà superata in pochi mesi, e richiederà riforme rapide: non ha dubbi Tom Jenkins, l’energico capo della European Tour Operators Association. E lo diceva già prima che la nuova Direttiva fosse approvata, con l’accordo tra Commissione Europea, Consiglio d’Europa e Parlamento Europeo. Nei suoi interventi Jenkins ha apprezzato molte delle misure, come la nuova categoria dei ‘linked travel arrangements’, che assoggettano alle norme anche parte dei pacchetti costruiti online su più piattaforme. «Tuttavia – ha avvertito – la direttiva precedente è stata superata da una combinazione di nuove tecnologie e scelte del consumo. La nuova sarà soggetta alle stesse pressioni, in pochi mesi. Anche perché ci saranno gran lamentele sulle nuove norme che investono un business brillante come quello online. Il guaio è che le riforme costano, e questi costi ricadranno tutti sui consumatori». Fatto sta che la Package Travel Directive, una volta recepita dall’ordinamento italiano, potrebbe imporre alle agenzie un radicale riassetto assicurativo, assimilandole in parte ai tour operator. Perché dovranno rispondere al cliente dei servizi che gli hanno venduto in un pacchetto di tailor made, anche se erogati da fornitori terzi sui quali potranno eventualmente rifarsi. Dal 2018 infatti, anche per il tailor made d’agenzia, in Europa le cose andranno così: se anche uno solo dei servizi viene sostanzialmente modificato prima della partenza il cliente può cancellare senza penale. Se qualcosa va storto durante il viaggio il fornitore/agente di viaggi dovrà risolvere o fornire subito un’alternativa adeguata: se non lo fosse scatta il diritto al rientro anticipato a spese del fornitore. E in ogni caso se l’hotel non sarà il quattro stelle prenotato ma un tre stelle c’è il diritto allo sconto, o alla compensazione. Per la prima volta la copertura ricade sui fornitori anche in circostanze eccezionali, come la nube del vulcano islandese nel 2010: il cliente bloccato ha diritto a tre giorni di riprotezione completa allo stesso standard del pacchetto acquistato, se possibile. Oltre i tre giorni il fornitore è tenuto ad assistere il cliente, ma non più a sostenere i costi.

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“le riforme costano, e questi costi ricadranno tutti sui consumatori ”


e i f l e S

Le persone 25 settembre 2015

Gianni Rotondo

direttore generale Italia RCL Cruises Data di nascita

31 agosto 1961

Cosa farò da grande

Lavorare fuori dal turismo Il mio sogno nel cassetto

Il valore nel quale credo di più è la libertà

Nel mio IPod

Musica anni ‘70, Pink Floyd

Cosa non sopporto

Le persone che esprimono negatività Dove non andrei mai

Il mio pregio Sono aperto, vedo il lato positivo nelle persone

Nei paesi con regimi dittatoriali

Eccessivamente attento ai dettagli

Sportivo o sedentario?

L’ultimo libro letto

Il mio difetto

Suttree di Cormac McCarthy

La scelta più importante

Sportivo!

Se fossi un piatto, sarei…

Non essere radicato a un luogo ma spostarmi frequentemente in diverse città per cogliere sempre nuove opprotunità

Pastasciutta, con ketchup per renderla più “internazionale”

Fotografia, sport

Il grande Lebowski dei fratelli Cohen

Partire in auto e muovermi in totale libertà

Bionda

Il mio Hobby

La meta preferita?

8

Il film del cuore

Bionda o bruna?


25 settembre 2015

Notizie

Conca D’Oro Viaggi, un’impresa italiana

Storie d’agenzia

Per capire la storia del turismo organizzato in Italia – dal dopoguerra agli anni di gloria, fino a questi tempi difficili – bisogna parlare con Gino Campanella, decano degli agenti di viaggi siciliani, da alcuni mesi presidente di Fiavet Sicilia. Sul campo già negli anni ’50, quando a viaggiare erano più di tutto i nostri migranti, i fratelli Giuseppe, Rocco, Salvatore e Gino Campanella fondarono nel 1981 Conca D’oro Viaggi, insegna sto-

rica di Palermo: protagonista di primo piano nella distribuzione di crociere, del turismo scolastico e di fede, pioniere sul campo del marketing con iniziative brillanti anche nella promozione dei viaggi di nozze. Hanno fatto storia leloro feste spettacolo per gli innamorati, animate da Salvo Cambria e altri attori della brillante scuderia coltivata dai Campanella, che il teatro ce l’hanno nel sangue. Da sempre in trincea contro ogni tipo di abusivismo, nel corso degli anni l’azienda ha messo insieme una squadra di una trentina di collaboratori, reclutati entro e fuori la grande famiglia. Così di fatto Conca D’Oro Viaggi incarna appieno i valori espressi dall’articolo 41 della Costituzione, per il quale l’iniziativa economica “non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. Valori

Gino Campanella al Travel Vip Day di Gardaland con Ester Tamasi, Malta Tourism Authority

che Conca d’Oro afferma nella difesa tenace dei suoi posti di lavoro, mentre contribuisce con impegno al PIL siciliano e della città di Palermo: memorabile anche lo sciopero coraggioso organizzato con Fiavet contro Alitalia, per il taglio delle commissioni. Nella bella sede di Piazza Indipendenza, con le sue sale affrescate e da poco restaurate, la storia di Conca D’Oro Viaggi attraversa tre generazioni, e si spinge nel futuro con le nuove leve. Tutto si racconta in immagini, let-

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tere, documenti, testimonianze di fornitori e clienti, e riconoscimenti che ora Gino e Giuseppe Campanella hanno raccolto nella nuova edizione del volume dedicato alla loro impresa e al contributo prezioso dei collaboratori. Un racconto a tratti divertente e commovente, che trasuda dedizione, creatività e coraggio. C’è la storia di un’impresa italiana, esemplare per chi nel turismo ha il proprio mestiere, e prima ancora la propria passione. M.F.

Mercati

Usa, ritorno in adv

Grandi novità nell’ultima edizione – la venticinquesima – del Portrait of American Travelers, la più ‘antica’ e regolare indagine sulla domanda ndi turismo negli Usa, a cura di MMGY Global. Le novità sono importanti. Benché alcuni analisti contestino i risulati: quanto ai numeri tutto il mondo è paese. I dati sono ricavati da 2.832 interviste, dalle quali risulta che negli Usa la voglia di viaggiare è al massimo, e che stanno cambiando le abitudini di acquisto. Per il quarto anno consecutivo cresce il pubblico che preferisce la consulenza delle agenzie: soprattutto i Millennial, la fascia 18-35 anni, che prevedono di spendere in media 6mila dollari per famiglia quest’anno, più 19% rispetto a un anno fa. Per la prima volta inoltre le agency online perdono punti contro i siti diretti dei fornitori, anche se continuano a macinare utili. Gli alberghi riprendono in parte il controllo del loro prodotto: ora il 58% dei clienti intervistati dice di aver avuto informazioni dalle olta, era l’84% un anno fa. E pare sia scesa dal 36 al 13% la quota di coloro che hanno prenotato sulle olta: la maggior parte perché ritiene di aver trovato prezzi migliori sul sito del fornitore (64%). Sembra che alla tendenza contribuisca il successo dei metasearch come Kayak, che confrontano tutte le tariffe, spostando quote di mercato dalle olta ai siti dei fornitori. E nel frattempo, dice MMG, gli hotel continuano a cedere mercato a Airbnb e agli altri siti di sharing.


Notizie

25 settembre 2015

Destinazioni

Ecco le città più sicure del mondo È dedicato alla sicurezza delle persone nelle città l’ultimo report pubblicato dalla Economist Intelligence Unit, la divisione ricerca dell’autorevole settimanale britannico. Roma e Milano si piazzano rispettivamente al numero 27 e 26 nella classifica assoluta di 50 città rappresentative del loro Paese, variamente superate dalle altre grandi capitali europee. In cima alla graduatoria c’è Tokyo, seguita nella top ten da Singapore, Osaka, Stoccolma, Amsterdam, Sydney, Zurigo, Toronto, Melbourne, con New York al decimo posto. Nella categoria della sicurezza personale Milano, ventisettesima, fa molto meglio di Roma che si piazza solo al quarantesimo posto: sotto a Johannesburg e sopra a Bruxelles. Per stilare la graduatoria i ricercatori dell’Economist valutano qualcosa come quaranta fattori diversi, organizzati in quattro macro categorie: sicurezza digitale, sanitaria, delle

infrastrutture e sicurezza personale. E ciascuna delle categorie si articola a sua volta in una lista di sub-indicatori, da tre a otto secondo i casi. I risultati sono interpretati, spiegano da EIU, con la consulenza di numerosi esperti di punta in ciascuna area di analisi. «Nelle città moderne – commentano gli analisti – la sfida per la sicurezza si fa sempre più complessa. La mentalità della fortezza, prodotto della

paura, non consente mai di creare un ambiente urbano vivibile e sicuro, soprattutto ora che il mondo online non conosce confini. Al contrario le città possono usare un design intelligente per contenere la minaccia del terrorismo e della violenza, all’interno di un paesaggio piacevole e attraente per tutti». Il report è pieno di dati, interessante e gratuito, si scarica qui: www.eiu.com.

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iBeacon, tutti vogliono il faro concierge Tecnologia

In tutto il mondo si testano gli iBeacon, i piccoli ‘fari’ di Apple che comunicano con chiunque sia dotato di apposita app sull’iPhone: in aeroporto, nel grande centro commerciale, nel museo. Alimentato a batteria, il faro iBeacon ’cattura’ lo smartphone in una rete Bluetooth a basso consumo per offrire informazioni importanti: una

volta nel raggio di iBeacon – da pochi centimetri a qualche decina di metri – il cellulare ci dice ad esempio dove siamo sulla mappa dell’aeroporto, dove sono il nostro banco di check in, la nostra lounge o la più vicina toilette, ci avverte su tempi d’imbarco, eventuali ritardi o cancellazioni del volo, ci dice dov’è il nostro bagaglio. Di più: iBeacon ci invia notifiche e messaggi, tutti personalizzati e anche commerciali, ad esempio dai negozi dell’aeroporto. Insomma funziona come un vero concierge, nella nostra lingua. Arrivano anche i competitor, da Google (senza l’app e anche per Android) e Samsung con il suo Placedge. iBeacon è già negli aeroporti internazionali di Miami, Amsterdam e Hong Kong.


25 settembre 2015

Calendario Open Day

L’UNICA FIERA ITINERANTE NELLA TUA CITTÀ IN ITALIA E ALL’ESTERO Le tappe del 2015 LATINA NAPOLI

22 23

NOVEMBRE LECCE BARI CIVITANOVA MARCHE PESCARA

3 4 11 12

OTTOBRE

NOVEMBRE (BRESCIA) Desenzano PADOVA FIRENZE SARONNO ALESSANDRIA MODENA

17 18 19 25 26 27

APRILE

5 7 13 14 19 21

Le tappe del 2016 GENNAIO

LUGANO (Ch) MILANO TORINO

26 28 29

FEBBRAIO

ROMA NAPOLI

2 3 BIT 11-13

MARZO

BARI POTENZA REGGIO CALABRIA CATANIA PALERMO

17 18 23 24 26

NOVARA GENOVA LUBIANA (Slo) TRIESTE MONZA VERONA BOLOGNA

2 3 9 10 15 16 17

TRAGHETTI - VILLAGGI MONDO MARE

SANREMO CAGLIARI RIMINI PERUGIA ROMA LIVORNO

MAGGIO

6-7

OTTOBRE

27 28 3 4 9 10 16 17 18 22 23 24

LATINA NAPOLI NOVEMBRE LECCE BARI CIVITANOVA MARCHE PESCARA (BRESCIA) Desenzano PADOVA FIRENZE SARONNO ALESSANDRIA MODENA

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