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MSC Crociere: «Pronti per il booking fino al 2020» «Ancora una volta – annuncia Leonardo Massa, Country Manager Italia MSC Crociere – portiamo nelle agenzie una quantità di novità straordinarie». Arriva da BMT il catalogo 2019/2020. E il 2 giugno a Civitavecchia si festeggia la nuova MSC Seaview. pagine 2 e 3

Tutti gli approfondimenti su: www.travelopendaily.com www.travelquotidiano.com

Travel Open Day, prossime date: 27 marzo 2018 - Verbania 27 marzo 2018 - Novara 28 marzo 2018 - Biella

23 marzo 2018 Anno IV N° 2 allegato a Travel Quotidiano n. 17-18 del 21-23 marzo 2018 Prezzo per copia Euro 0,10

E ora tutti a norma! Costi quel che costi Direttiva UE sui pacchetti, nuovo regolamento sulla privacy, protezione dei dati delle carte di credito: l’Europa e il mercato globale pretendono di trattare con imprese a norma, modernizzate e in sicurezza. Per adeguarsi nei tempi – ormai strettissimi – le agenzie contano sui loro network e sulle associazioni, ma non saranno rose e fiori. pagine 4, 5 e 6

TOVE 2018: debutto ad alto gradimento pagine 14 e 15

CAVAP: Alessandria contro gli abusivi pagina 11

pagina 10

Francesco Veneziano Distal & ITR Group FUORI SCAFFALE pagina 12

L’Artico di lusso con Gioco Viaggi Maldindia e i Beatles Tus Air a Cipro e Tel Aviv


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inchiesta

La voce delle agenzie

Venerdì 23 marzo 2018

E ora tutti a norma! Costi quel che costi Direttiva UE sui pacchetti, nuove norme sulla privacy e per la protezione dei pagamenti con carta di credito: per adeguarsi le agenzie contano molto sui loro network e e sulle associazioni, ma non saranno rose e fiori. Il recepimento della Direttiva UE sui pacchetti entra in vigore il primo di luglio prossimo. Il GDPR europeo sulla privacy il 25 maggio: Fiavet nazionale ha fatto il punto in un convegno a Roma. E la Iata ha rinviato al primo marzo del 2019 l’adeguamento dell’Italia allo standard PCI DSS, per la protezione dei dati delle carte di credito che pagano la biglietteria. Ma c’è un problema: alle agenzie ‘non compliant’ i vettori possono bloccare la vendita di biglietteria, in qualsiasi momento. Quindi il rinvio formale della Iata ha poco senso. Come ci spiegano anche Ernesto Mazzi, Fiavet Lazio; Sergio Pellegrini di Travelport, e Gabriele Milani di FTO. È una vera valanga di norme in arrivo dall’Europa e dal sistema globale, che richiede investimenti non esigui e sottopone le agenzie a uno stress fortissimo, in una confusione dovuta anche al ritardo delle istituzioni italiane. Molti degli agenti con cui abbiamo parlato contano sul proprio network, e sulle associazioni, che si stanno muovendo. E forse stavolta anche i più tenaci indipendenti vorrebbero supporto. Ma una cosa sembra chiara: stress e costi stavolta sono un investimento, che metterà le agenzie al riparo dalla frode digitale e le renderà più competitive, capaci di fornire ai loro clienti – anche quelli incontrati sul grande mercato internazionale – ancora garanzie e sicurezza sconosciuti al ’fai da te’ . Peccato capiti tutto tra un inverno inaspettatamente produttivo e un’alta stagione ancora tutta da costruire.

Cosa dicono le agenzie SUSANNA PERETTI, BTM , PADOVA

«Avrei voluto vedere tavoli di lavoro per affrontare insieme tutti i problemi» «Qui in Italia ci abbiamo messo più di un anno per recepire la Direttiva, e il GDPR ci arriva addosso senza che se ne sapesse quasi nulla: prima erano due crocette su un modulo, ora serve un controllore interno responsabile e uno esterno che verifica la gestione dei dati. Non sarà facile: se con un cliente scatta un contenzioso io come faccio a cancellare i dati della sua pratica? E devo conservare i documenti fiscali per 10 anni. Ero a un incontro in Confcommercio che non ha neppure scalfito il cuore del problema»: parla Susanna Peretti, presidente e direttore commerciale di BTM, specialista di business travel da 18 milioni di fatturato, a Padova. Che è già quasi in regola con tutto. Aggiunge Peretti: «Per PCI DSS la Iata ti fa riempire un questionario con centinaia di domande, e voglio vedere come andrà il cambio da Bsp a NewGen ISS. Noi con Travelport siamo a posto, anche grazie a Siap, il nostro gestionale, ma è roba da non dormirci la notte. Mentre circola la falsa notizia di un anno di rinvio, male interpretata dalla

“Paghiamo un prezzo alto per benefici non ancora percepibili”

stampa: se il vettore decide che non sei in regola ti toglie la biglietteria». E ancora: «È un turbinio di situazioni incerte – dice – la Reso Iata del ’70 sulle carte di credito è dormiente, a dicembre una circolare minacciava di ADM per malpractice le agenzie che emettono con carta di credito propria contro cash del cliente. Ma l’Europa ci chiede di aumentare i pagamenti elettronici con carta, e intanto il mio vicino di casa compra biglietti per chiunque con la propria carta sul sito dei vettori, nessuno gli dice nulla. Noi in regola siamo i più tartassati, quando troviamo la via per sopravvivere». Una Babele insomma, per una categoria mai solidale: «A me sarebbe piaciuto vedere tavoli di lavoro su tutti i problemi, per risolverli insieme. All’estero va così. Disuniti siamo tutti più deboli, con la sensazione di pagare un prezzo alto per benefici non immediatamente percepiti, e di essere dentro a una sperimentazione vera e propria con tecnologie stellari in un Paese che ancora non è attrezzato per supportarle. Tutto questo accade mentre siamo tutti tracciati da un’elettronica invasiva, sempre e ovunque. E la carta d’imbarco che butti nel cestino con il codice a barre è piena di dati sensibili a disposizione di chiunque». Un paradosso abbagliante. >>>


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La voce delle agenzie

Venerdì 23 marzo 2018

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LOREDANA PISANO, EQUIPAGE, GENOVA

«Passiamo il 60% del nostro tempo a capire cosa dobbiamo fare» «Ci stiamo diventando matti, anche in Fiavet Liguria. I colleghi preoccupati affollano i nostri seminari, tutto insieme è troppo» protesta Loredana Pisano, Equipage Tour di Genova. «Su molti punti quel che si sapeva a novembre non vale più a gennaio. Noi agenzie da sole non possiamo farcela. Forse stavolta anche i cani sciolti avrebbero bisogno di un’associazione di categoria. Passiamo il 60% del nostro tempo a capire cosa dobbiamo fare. Anche il commercialista più attrezzato “A molti servirà tutto deve aggiornarsi di continuo, e non voglio pensare alla fatturazione un altro gestionale” elettronica B2C, servirà tutto un altro gestionale. Mi chiedo chi mai a giugno, in piena alta stagione, sarà in regola con la nuova legge sui pacchetti, in un anno non ci hanno ancora detto cosa di preciso dobbiamo fare: come deve vendere la ragazza al front office? con quale IVA? se da piattaforma o da sito dell’hotel?. È una questione seria per tutte le agenzie che non ce la fanno con la sola intermediazione e hanno cominciato a costruire, chi aveva la contabilità semplificata deve cambiare tutto. Con PC DSS anche i consolidatori avranno qualche problema, figuriamoci noi. I cambiamenti si cumulano e bisogna essere svelti, anche a scapito del nostro vero lavoro che è vendere viaggi».

SILVIA TESTA, VIAGGIOSAURO, LEGNANO

«Abbiamo chiesto al nostro network, cerchiamo come contenere i costi» Non si scoraggia Silvia Testa, Viaggiosauro di Legnano. «Ci stiamo informando in ogni modo, abbiamo chiesto al network e a quelli del nostro gestionale. Sto studiando tutta la normativa, cerco di capire dove arginare i costi». Anche Viaggiosauro conta sul network: «Abbiamo Gattinoni da consolidatore Iata, per il leisure siamo con Professione Turismo di Frigerio, entrambi stanno scegliendo consulemti esterni. Da soli dovremmo sostenere costi altissimi, e anche per PCI DSS: non conta che la IATA abbia rinviato il termine di un anno, i vettori saranno liberi di bloccarci la vendita a loro discrezione. Sulla Direttiva UE ho seguito tutte le conferenze, anche con l’Ente Bilaterale, molto illuminante, ma non possiamo fare nulla. Proprio ora che si lavora tanto e bene anche d’inverno, ad averne il tempo».

Fiavet nazionale e Authority per la Protezione dei Dati hanno fatto qualche chiarezza a Roma sulle nuove norme della privacy. Il decreto attuativo del GDPR europeo è atteso a breve, salvo evoluzioni politiche in corso: si aggiungono forse paletti e distinguo, ma chi è già del tutto in regola con la vecchia 196 dovrebbe cavarsela con relativamente poco. E comunque: con o senza l’aiuto del network o dell’associazione di categoria servirà un consulente esterno, per tutti o quasi. o si è capito bene nel convegno di Roma con gli interventi del presidente Fiavet Jacopo De Ria e del responsabile del servizio legale Federico Lucarelli; del vice presidente dell’Autorità Augusta Iannini, dell’assistente Mario Erminio Malagnino, di Luigi Montuori, responsabile relazioni comunitarie e internazionali dell’Autorità, e di alcuni professionisti specializzati. Il GDPR fissa regole omogenee in Europa, e per la prima volta consente a chi tratta i dati di autocertificare procedure e sistemi, mentre l’Autorità esercita d’ora in poi funzioni di controllo. Fin qui il sistema si semplifica, e si impone a chi tratta dati per mestiere o su larga scala. Ma devono adeguarsi anche tutte le agenzie perché trattano sempre dati sensibili, come quelli su credo religioso – basta prenotare un pasto kasher su un volo – o sanitari: l’imbarco di un disabile, l’infortunio di un cliente in viaggio, e anche il dato giudiziario richiesto per ottenere alcuni visti. Tre le innovazioni obbligatorie nel GDPR: l’adozione di un registro dei trattamenti dei dati, che riporti ogni tipo di operazione connessa all’organizzazione o intermediazione di viaggi; la nomina di un titolare del trattamento dei dati, che ne diviene responsabile civilmente e penalmente; infine la nomina di un DPO, Data Protection Officer, supervisore di tutti i processi e sistemi della privacy in azienda: software, hardware e formazione dei dipendenti, e la ‘valutazione d’impatto’ sul titolare dei dati nel caso l’impresa li smarrisca, ne venga derubata o ne faccia un uso improprio. Ma il DPO non è obbligatorio per le micro agenzie con un bacino di mercato locale, che dunque non trattano dati su larga scala. La buona notizia è che la Fiavet – ha spiegato De Ria – sta pensando a un ‘codice di codotta’ verticale’, che serva da guida alla nuova privacy per le imprese del turismo.

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“Sulla Direttiva UE ancora non possiamo fare nulla” PINO CRIBARI, DUE PINI, ROMA

«Io sono avanti, cancello sempre tutti i dati sensibili» Pino Cribari, Due Pini di Roma, è uno specialista di tailor made in alta gamma: «Mi sto documentando – dice – ancora non ho preso iniziative. Le norme non sono ancora definitive, e mi pare ci siano problemi molto più gravi ignorati dalle istituzioni, come l’irregolarità fiscale degli abusivi». Quanto alla privacy: «Sono in regola con la legge 196, e per tacito accordo tutta la documentazione che ricevo dai clienti viene cancellata dopo ogni viaggio. Non conservo nulla, ogni volta devo ri“Ai miei clienti preme chiedere numeri di passaporto e altro. Mi rimangono nome e cognome sul gestionale, forse un indirizzo, dati sensibili mai. Perché ai molto la privacy” miei clienti preme molto la privacy. Sono certo che mi basterà un professionista in gamba per risolvere tutto. E conto su Gattinoni, il mio network, che si sta già muovendo bene sull’innovazione normativa. Anche su PCI DSS mi sto adeguando, e comunque il cliente mi firma sempre un’autorizzazione all’addebito su carta».

ALESSANDRA IACATTUNI, PASSWORLD, ROMA

«Solo PCI DSS costerà un migliaio di euro, con un consulente italiano» «È una gran fatica, il tempo non basta per vendere, per diversificare il prodotto e correre dietro ai clienti. Io sono continuamente al lavoro per acquisirne di nuovi e queste novità nelle regole si aggiungono a tutto il resto»: è affannata Alessandra Iacattuni, titolare di Password, agenzia su Via Vittoria, nel cuore di Roma a due passi da Piazza di Spagna. «Per fortuna – aggiunge – da Geo si sono mossi subito per PCI DSS, ci daranno una mano. Io sono Iata, almeno fin quando non deciderò di rinunciare alla licenza, ma non incasso mai biglietteria con la carta dei clienti, lo farò se e quando sarà indispensabile. E comunque mi pare che avremo bisogno di un consulente esterno per adeguarci al PCI DSS, forse costerà poco meno di mille euro, con un partner specializzato italiano».

FIAVET: “Tocca a tutti la nuova privacy”

“Non c’è più tempo per vendere e correre dietro a nuovi clienti”

Privacy globale, ma non negli Usa Il GDPR europeo coinvolge le imprese anche a livello globale: l’agenzia che consegna i dati dei clienti a un fornitore straniero può pretendere un identico regime di protezione. Ci sono intese con alcuni Paesi, ad esempio con il virtuoso Canada, ma non con gli Usa dove il concetto di privacy resta vago. In questo caso, come per tutti i Paesi in condizioni analoghe, farà da scudo all’agenzia il consenso del cliente: mai più ‘preflaggato’, ossia automatico, o inconsapevole. Con una modulistica, questa si, tutta o quasi da riscrivere. Pronte le sanzioni Dal 25 maggio infine scattano le sanzioni, segmentate per ogni e qualsiasi errore o malpractice del trattamento dei dati, che colpiranno imprese e persone fisiche. Qui si vede bene l’intento preventivo dichiarato dal GDP che vuole le sanzioni“proporzionali, effettive e dissuasive”: fino al 2 o al 4% del fatturato annuo globale, secondo i casi, e fino a 10 o 20 milioni di euro. Ma prima si parla anche di avvertimenti, ammonizioni, ingiunzioni correttive. Controllerà l’Autorità Garante, niente Regioni o Provincie.


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inchiesta

La voce delle agenzie

Venerdì 23 marzo 2018

VALENTINA MELI, TRAVEL AND GO, FIRENZE

«Welcome ci segue e ci supporta molto»

PAOLO TSIMBIRLIS, RAPTIM, ROMA

“Nelle frodi digitali la perdita reale vale due volte e mezzo quella diretta: nel mondo sono stati 15 miliardi di dollari nel 2017, in forte accelerazione”

Foto: Adrian Kuipers

«Noi siamo in Welcome, delle nuove norme stiamo parlando con il nostro area manager, se ne è parlato anche nella convention ai primi di febbraio». È preoccupata ma non troppo Valentina Meli, Travel And Go di Firenze. Perché conta su Welcome Travel: «Per la privacy e la protezione dei dati prevediamo complicazioni e tempo da spendere, proprio ora che abbiamo un incredibile inverno, inaspettato, pieno di early booking. Ma Welcome ci segue e ci supporta molto, ci aspettiamo una spesa sopportabile, come è stato per il Fondo di Garanzia».

SERGIO PELLEGRINI, TRAVELPORT

«Ma a noi italiani la Iata chiede ancora la strisciata della carta di credito» «L’adeguamento che ci chiede la Iata mi sembra tutto un altro paradosso, in Italia credo abbiamo davvero molte difficoltà»: è molto scettico Paolo Tsimbirlis di Raptim, agenzia storica e tra le maggiori imprese romane. «Voglio capire come faremo noi – considera – perché credo l’Italia sia ancora uno dei pochi Paesi del mondo dove, con tanto di biglietteria elettronica, chi vende biglietteria Iata è ancora obbligato a rendicontare ai vettori e alla Iata ogni incasso di biglietteria con la strisciata cartacea della carta di credito. In tanti anni questo non è cambiato. Ma ci preoccupiamo così tanto della protezione dei dati. Vedremo».

ERNESTO MAZZI, FIAVET LAZIO: “MA SERVE UN CONSULENTE ITALIANO”

«Per PCI DSS non si può aspettare» «Altro che un anno di proroga, dobbiamo adeguarci subito allo standard PCI DSS»: Ernesto Mazzi, presidente Fiavet Lazio, lancia l’allerta. «Anche se la Iata ha rinviato il termine per i Paesi non ancora in New Gen ISS i vettori possono decidere a modo loro, e chiudere i ponti in qualsiasi momento alle agenzie non in regola. Anche certe circolari Iata si contraddicono sui tempi, quindi basta, dobbiamo muoverci subito». Bisogna trovarsi un consulente intitolato alla procedura: «La società proposta da Iata parla tante lingue ma non l’italiano, che con i tecnicismi estremi del caso è indispensabile. Il questionario è molto complesso, e poi noi italiani siamo ancora tenuti a inviare ai vettori e alla Iata il modulo stampigliato per gli incassi su carta, firmato in tua presenza dal cliente Anche molti vettori vogliono ancora l’audit coupon cartaceo. Adducono motivi fiscali, che però non hanno ad esempio Alitalia, American e United». I costi per la compliance variano con le dimensioni dell’agenzia: «Per un numero relativamente scarso di transazioni può bastare anche l’autovalutazione con certificazione, e la scansione trimestrale delle linee, tutto sotto la propria responsabilità. Ci sono sul mercato opzioni tra i 600 e i 900 euro, con TurstWave o SecurityMetrics forse molto meno, ma è veramente complicato».

GABRIELE MILANI, FTO: “PCI DSS È UN INVESTIMENTO, NON UN COSTO”

«Subito tanta formazione» «Si, i network di FTO ci hanno dato mandato per l’applicazione del GDPR, per far convergere le risorse, fare efficienza, ridurre i costi. Sappiamo che le agenzie contano su di noi»: parla Gabriele Milani, direttore della Federazione Turismo Organizzato. E spiega: «Il nostro lavoro fa testo per tutte le agenzie, dove la quotidianità che deve cambiare. Ed è chiaro che quando metto in sicurezza i dati lo faccio per tutto. Lo standard PCI DSS in realtà si riversa su tutti gli incassi con carta per tutti i servizi, non solo la Iata». E nessuno può sfuggire: «I dati sono un valore assoluto, vanno protetti anche se la legge non ti obbliga. È un investimento più che un costo perché la norma che mette in discussione le nostre vecchie abitudini ci costringe a evolvere culturalmente. È giusto che associazioni e network impegnino come facilitatori del cambiamento». Dunque FTO mette in campo molta formazione: «Prepariamo materiale che renda le cose intuitive, pillole su carta e webinar per i network, sessioni in aula nei loro roadshow. Forse qualche sessione con Confcommercio, per unire gli sforzi». E consulenza: «Raccogliamo offerte di partner consulenti che valgano per tutti gli associati. Non è facile ma vorremmo un pacchetto completo per processi, informatica e fronte legale, valutiamo alternative. L’obiettivo è mettere le imprese a norma per ogni tipo di controllo». La strada è segnata, coinvolge tutto e tutti, e non si annuncia semplicissima.

SERGIO PELLEGRINI, TRAVELPORT

«È ora di difendere il denaro delle imprese» «Tutti noi professionisti siamo storditi da questa serie di scadenze ravvicinate, e rischia di sfuggirci un punto chiave: tutti i processi per lo standard PCI DSS servono a proteggere ogni pagamento, non solo la biglietteria, e ad aumentare la sicurezza delle imprese». La raccomandazione accorata è di Sergio Pellegrini, Marketing and Corporate Communications Manager Sud Europa di Travelport, uno dei partner digitali essenziali al trade che sulla protezione dei dati ha uno dei punti più sensibili di tutta la propria struttura globale. «E bisogna adeguarsi subito, un mese di anticipo è un mese in meno di rischio – insiste Pellegrini – solo per l’intermediazione si parla di frodi globali complessive di 15 miliardi di dollari nel 2017, e 20 miliardi entro 2020. Perché il turismo è un mercato molto attraente e vulnerabile: vive di miliardi di transazioni di piccola entità, spesso così sotto data che non si riesce a seguire il percorso del denaro, e le imprese hanno spesso margini troppo esigui per difendersi».

Il B2B decenni dietro al B2C Per il turismo la perdita reale è stimata a due volte e mezzo quella diretta, con i costi del tentato recupero, il rimborso del cliente o del fornitore, il danno d’immagine non calcolabile. «Nel B2B siamo decenni indietro al B2B – aggiunge Pellegrini – ora si cerca di semplificare perché il pagamento è una parte fondamentale dell’esperienza di acquisto. E alla fine in agenzia i clienti troveranno garanzie inesistenti in qualsiasi fai da te». Dunque si tratta di mettere in regime protetto dispositivi e connessioni, e anche i processi: «È inutile proteggere la Lan se lascio in bella mostra sulla scrivania i documenti del cliente con il suo numero di carta».

Travelport è compliant La piattaforma Travelport è già PCI DSS Compliant, come previsto dal 30 giugno: da allora sarà obbligatorio l’uso del nuovo protocollo crittografico aggiornato, che investe tutto quel che passa dalla piattaforma GDS incassando con le carte di credito dei cinque gruppi del PCI Council, in pratica tutto il mercato. La Iata ha inserito il protocollo nel nuovo standard PCI DSS. «Ma gli agenti che usano Travelport sono protetti solo se usano i nostri prodotti e soluzioni più aggiornati. E per sostenere le agenzie in tutto quel che fanno al di fuori della nostra piattaforma abbiamo individuato SecurityMertrics, un partner ufficiale a costi ridotti per i clienti Travelport. La spesa può ridursi a poche centinaia di euro per le piccole agenzie». Nel frattempo è adeguata allo standard PCI DSS anche la carta virtuale eNett di Travelport, che dopo l’uso scompare e non può essere clonata. E con il passaggio a NEW Genn ISS arriverà l’analoga Easypay di Iata.

Pagamenti con carta dell’agenzia? Si, forse Quanto ai pagamenti con carta dell’agenzia: «La Paconf di novembre scorso ha approvato il Transparency Payment – dice Pellegrini – che lo consente. Ma la norma ammette anche che ogni singola compagnia possa consentire o meno l’utilizzo della carta di ogni singola agenzia. Insomma si, forse. La tendenza è questa, ma non possiamo immaginarne gli sviluppi».


Venerdì 23 marzo 2018

COSA FARÒ DA GRANDE Spero di fare ancora a lungo quel che faccio oggi. Mi piace soprattutto avere la possibilità di conoscere ed entrae in relazionemcon tantissime persone di diverse culture, religioni ed estrazione sociale. Il che appaga la mia sconfinata curiosità sul genere umano.

LA META DEL CUORE Sri Lanka e Cuba. In entrambi i Paesi si respira una grande umanità e una sincera allegria, al di sopra dei loro molti problemi.

DA PICCOLO SOGNAVO DI FARE Il musicista. Suono da sempre batteria e percussioni, chitarra e basso elettrico.

IL VIAGGIO CHE MI HA CAMBIATO Tre settimane in bus attraverso l’Australia, che mi sono regalato per la laurea.

IL MIO PREGIO La creatività.

DOVE NON ANDREI MAI Nelle destinazioni “finte”, o in certe crociere dove ci si deve divertire per forza, ma non si entra mai veramente dentro le persone, la cultura e le tradizioni locali.

IL MIO PEGGIOR DIFETTO Prendere tutto troppo sul serio sia nella vita privata che nel lavoro. Vorrei poter prendere le cose e le persone con po’ più di leggerezza… ma non ci riesco. IL SOGNO NEL CASSETTO Un lungo viaggio in moto senza una meta precisa per assaporare la bellezza dei luoghi e delle persone senza i soliti schemi e i substrati culturali con cui facciamo i conti giornalmente. LA SCELTA PIÙ IMPORTANTE Spero di non averla ancora fatta, e che il futuro mi regali tante altre opportunità.

L’ULTIMO LIBRO LETTO Un saggio sul Bosone di Higgs.

IL MIO HOBBY Suonare solo o con gli amici e riparare orologi di qualsiasi tipo, ma rigorosamente meccanici.

COSA APPREZZO DI PIÙ NEL MIO PROSSIMO La sincerità e l’onestà intellettuale, anche quando questo crea immediati dissapori. Approfondendo, se si è sinceri reciprocamente, si può diventare anche amici e di certo almeno meritarsi il rispetto reciproco. COSA NON SOPPORTO I pettegolezzi e le dietrologie. QUEL CHE NON RIFAREI Passare troppo poco tempo con i miei figli quando erano bambini.

IL LIBRO PIÙ AMATO I sette pilastri della saggezza, di Thomas Edward Lawrence, Lawrence d’Arabia.

VISTI DA VICINO

SPORTIVO O SEDENTARIO? Sportivissimo, minimo tre volte la settimana in palestra e nel week end e in ferie corro sempre. SQUADRA DEL CUORE? Niente calcio ma motori. Moto GP e Formula 1. Valentino for ever!!!

NOME E COGNOME

FRANCESCO VENEZIANO L’A Z I E N D A

D I S TA L & I T R G R O U P D ATA D I N A S C I TA

1 MARZO 1960

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IL FILM DEL CUORE Blade Runner. l’originale ovviamente.

Da piccolo sognavo di fare il musicista. Suono da sempre batteria e percussioni, chitarra e basso elettrico.

IL FILM DEL CUORE

IL LIBRO PIÙ AMATO

SE FOSSI UN PIATTO, SAREI… Un bel risotto di mare con tutti gli ingredienti aggiunti al momento giusto e mescolati con pazienza, assaggiando di tanto in tanto per correggere il gusto se necessario. Così che chi lo assaggerà potrà riconoscere e apprezzare il gusto dei singoli componenti. Mi piace pensare che chi si relaziona con me possa scoprire pian piano tutti gli aspetti e le sfaccettature della mia personalità SE FOSSI UN ANIMALE SAREI… Un cane, sempre fedele, leale e se necessario coraggioso.

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La voce delle agenzie

NEL MIO IPOD Musica per correre e da ascoltare in aereo. Progressive ma anche rock in ogni salsa. CANE O GATTO? Cane al 100% ma non necessariamente di razza anzi… i meticci trovatelli sono quasi sempre più intelligenti e divertenti dei blasonati. BIONDA O BRUNA? “Agli uomini piacciono le bionde ma sposano le more.” Così ho fatto io, e dopo quasi 30 anni siamo insieme felici e contenti, nonostante le normali difficoltà di una coppia che ha cresciuto due figli. QUEL CHE CONTA DI PIÙ La Famiglia e gli amici veri. Gioie e dolori ma vale la pena investire tutte le energie per continuare a dare, se si vuole ricevere. Equazione non sempre risolta, ma è l’unica cosa che realmente ci dona la dignità e lo status di esseri umani.


fare rete

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ANCHE ALESSANDRIA CONTRO GLI ABUSIVI Nasce CAVAP, il primo comitato della provincia: 32 agenzie al debutto, molto agguerrite i sono incontrati in una sala dell’Antica Caffetteria di Alessandria e hanno fondato il primo comitato di agenzie della provincia decise a combattere l’abusivismo. «Ci ha dato coraggio il servizio di Striscia la notizia», dice Francesco Conta di Aleramic Tour, che insieme a Cristina Valdata, Valdata Tour, ha tenacemente organizzato la rivolta contro gli irregolari, raccogliendo subito molte adesioni tra i colleghi della zona.

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Un invito a tutti i colleghi Sappiamo che anche altri gruppi di colleghi si sono mossi in altre Regioni italiane – aggiunge – contro un fenomeno che pare sottraagga al mercato regolare il 35% dei gruppi, e al fisco tra i 500 e i 600 milioni di euro

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l’anno, tutti sulle spalle dei contribuenti. Non rispettano alcuna regola ed espongono i loro clienti, spesso ignari, a rischi di ogni tipo». Nasce così CAVAP, Comitato delle Agenzie di viaggi di Alessandria e Provincia. «Alcuni non hanno potuto partecipare – dice Francesco – ma sono comunque dei nostri. Per ora siamo 32 agenzie, veterani e nuove leve tutti insieme. E invitiamo tutti i colleghi piemontesi a farsi vivi. Abbiamo con noi anche Piemonte Heritage, associazione di guide professionali. E Giorgio Abonante, consigliere del Comune di Alessandria». All’Antica Caffetteria si sono intrecciate storie di abusivismo diffuso. «Ci accomuna un terribile senso di impotenza – dice Francesco – la sensazione di essere soli contro tutti. Ma sappiamo altri gruppi come il

nostro si sono già mossi in altre Regioni. Cercheremo di capire come gli altri ottengono risultati.

Subito la formazione per i clienti Intanto partiremo dalla formazione dei clienti, – dice Francesco – che senza saperlo si rendono complici degli abusivi. Perché una volta che spieghi alle persone i rischi cui vanno incontro finiscono per preferire un professionista. Stiamo mettendo insieme idee e proposte per colpire sia i

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piccoli che i grandi abusivi, anche in chiave fiscale. Pensiamo a un incontro allargato, per capire che non dobbiamo più combattere da soli. Sembra incredibile riuscire a parlare insieme dei nostri problemi, a partire da un nemico comune. Si può fare, è una bella senzazione». Nella foto il gruppo dei fondatori: Arte e Viaggi, L’Oblò, Stravacanze, La Sartoria dei Viaggi, Travel Consulting, Orava Travel, ADM Viaggi, Sassone Viaggi, La Tartaruga Viaggi, Monile Viaggi, Viar Viaggi, Bluvacanze, Altruist, Stranalandia, Quadrifoglio e Adam’s Travel.


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Travel Open Village Evolution 2018: debutto ad alto gradimento rande affluenza di agenzie, animazione e tanto business Fuori di Fiera, al Melià Milano, la due giorni del Travel Open Village Evolution, alla prima edizione domenica 11 e lunedì 12 febbraio scorso. Cinquanta i marchi di prodotto esposti su oltre quaranta desk. In parallelo il programma di presentazioni, formazione e incontri su alcuni dei temi più caldi del momento, con gli esperti e gli operatori. Particolarmente seguito Ernesto Mazzi, presidente di Fiavet Lazio, che ha parlato di Pci Dss – Payment Card Industry Data Security Standard, la certificazione che le carte di credito richiedono contro le frodi informatiche sui pagamenti di biglietteria Iata. Lo stesso vale per Giulio Benedetti, responsabile del servizio legale Fiavet, che ha fatto il punto sulle ultime novità in campo tributario.

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Hanno presentato le loro novità MSC Crociere, Gioco Viaggi, Going, Valtur, Gattinoni Mondo di Vacanze. Il tutto rigorosamente riservato agli agenti di viaggi, per lavorare serenamente al Fuori di Fiera con i fornitori, nell’atmosfera consueta dei Travel Open Day: efficiente ma informale, rilassata e quasi familiare. Interrotta solo sul finire dei lavoro dalle estrazioni di premi offerti dagli espositori agli agenti di viaggi presenti. E anche dall’ottimo pranzo nella elegante sala del Melià Milano, con una paella che ha fatto parlare di sé, e un buffet di dolci molto ricco e vario sul quale in parecchi si sono attardati. A chiudere il Fuori di Fiera la serata di gala con l’Egitto, organizzata da Travel al Melià con oltre 150 ospiti, il presidente dell’Ente del Turismo egiziano al Cairo Hisham El Demery e il direttore per l’Italia Emad Fathy Abdalla.

eventi


eventi

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È GIA IN CANTIERE TOVE 2019 È piaciuta molto al trade la prima edizione del nuovo Fuori di Fiera milanese di Travel: lo testimoniano espositori e agenzie intervistati – anche in video – nella bella sala del Melià Milano. Gigi Torre, Gioco Viaggi. «TOVE è

Franco Gattinoni, Gruppo

stata una piacevolissima sorpresa, quasi un ritorno indietro nel tempo. Abbiamo salutato tanti agenti, vecchi amici e volti nuovi, abbiamo presentato le nostre crociere in due sessioni formative. Ritroviamoci l’anno prossimo».

Gattinoni. «TOVE mi sembra un progetto interessante. È importante uno spazio riservato alle agenzie, un luogo per trovarsi e per parlarsi. Forse tornasse nello stesso ambiente della fiera sarebbe meglio. Vedremo i risultati».

Diego Borrelli, Bluvacanze.

Luca Riminucci, Albatravel. «Per noi i Travel Open Day sono una lunga abitudine, ci siamo e ci saremo anche in futuro. A maggior ragione qui al TOVE: siamo in una fase di grandi cambiamenti, abbiamo aperto a Messina, stiamo aprendo a Napoli, entro fine marzo avremo la piattaforma voli e molto altro ancora».

«Siamo qui perché siamo in continuo sviluppo, su scenari importantissimi e da protagonisti. E davvero complimenti a tutto il vostro staff, grande organizzazione, saremo sempre al vostro fianco».

Quirino Falessi, Tui Italia. «TOVE è una nuova occasione per scambiarsi idee. Sono venute agenzie molto interessate al nostro prodotto, proiettato sul futuro con tutti i brand di un grande gruppo che crede nel mercato italiano».

Claudio Asborno, Best Tours. «Abbiamo grandi novità nel 2018: prodotto, pricing, politica commerciale molto aggressiva e vicina alle agenzie. Ne parliamo agli agenti di viaggi che sono

venuti qui a trovarci, sta andando molto bene».

Jacopo De Ria, presidente Fiavet. «Non mi aspettavo tanta partecipazione, 45 operatori, molti colleghi. E molto ben organizzato, ci saremo anche l’anno prossimo. È stata anche l’occasione per parlare di quel che facciamo, ad esempio sulla fiscalità». Massimo Fede, GDSM. «È un piacere lavorare qui. Abbiamo incontrato tanti agenti, splendida location, ottima organizzazione. E una preziosa opportunità per scambiarci idee tra noi espositori». GDSM ha annunciato al TOVE il lancio della sua nuova piattaforma B2B, unico accesso per tutte le rappresentanze, inclusi i brand del gruppo Hertz.

Luca Manchi, Karisma Travelnet. «Quale occasione migliore per presentare le nostre novità. Bello il TOVE, ottima organizzazione che ci fa incontrare le agenzie di viaggi. Di eventi così dovete farne di più».

Crescenzo Rossi, Imperoso tour di Crispano. «Tanti operatori di spessore, ambiente ottimo, molta gente al lavoro, il Tove è un evento da non sottovalutare. Io sono in Blunet, mi hanno consigliato loro di non mancarlo e avevano ragione»

Alice Ciotti, RCD Hotels. «Siamo in Messico, Repubblica Dominicana e a Miami, con i nostri Hard Rock Hotels e i Nobu. Sono felice di poter presentare qui anche le nostre prossime importanti novità».


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