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italo_aprile_2016

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APRILE 2016

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Milano, il fashion investe nel food Moda: come ci vestiremo in inverno? In tour tra Monza e la Brianza Basilicata, una terra di cinema

I mille volti del carciofo campano La strada del Prosecco in Veneto Francesco Guccini, cantautore Intervista a Franco Cologni

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Il Museo del legno di Riva a Cantù Oltre, l’arte contemporanea a Ivrea KY< BV\Vo^cZ HZ\j^iZX^ hj

(Foto di Marco Asprea)

ITALO I VIAGGI DEL GUSTO by VDG MAGAZINE I VIAGGI DEL GUSTO | ANNO 6 | N.58 | MENSILE | EURO 4,90

i Viaggi del Gusto


MADE MADE IN IN


DANDY’S Via Galvani, 5 - Roma • LORD BRUMMEL Via Sopramuro, 35 - Piacenza • JACK PLAZA 13 Via Andrea Doria, 13 - Torino THE STORE Via Solferino, 7 - Milano • EREDI CHIARINI Via Porta Rossa, 33R - Firenze


editoriale aprile 2016

La fabbrica dei “saperi” Quell’Italia che vanta le migliori scuole dei mestieri

C

di Domenico Marasco

ari lettori, un nuovo numero di VdG Magazine è nelle vostre mani. Come di consueto, abbiamo cercato di costruire un magazine che possa darvi modo di scoprire le straordinarie eccellenze italiane del “saper fare”. Aprile, com’è noto, è il mese della manifestazione più importante dell’anno nel settore arredamento, ovvero il Salone del Mobile di Milano. Un altro settore appunto, quello del legno-arredo, dove l’Italia è leader incontrastata nel mondo. Da New York a Dubai, da Shangai a Sydney, lo stile per la casa più amato, esclusivo, ricercato è, senza dubbio, quello italiano. Merito dei nostri designer, dei falegnami, degli ebanisti e di tutti gli attori di quella filiera che, nel distretto del mobile della Brianza, ha il suo fiore all’occhiello. Certo, rispetto a qualche decennio fa, anche questo mondo paga dazio alla recessione. E, come nel caso di altre produzioni, sconta il mancato supporto della classe dirigente, la stretta soffocante della burocrazia, lo scarso sostegno all’export e tutti quegli altri problemi che, in generale, fanno da tappo alla nostra economia. Senza far torto a nessuno, tra le tante, vogliamo segnalarvi in particolare

l’azienda che fa capo a Maurizio Riva, artigiano brianzolo di talento e imprenditore illuminato, un visionario al quale va anche il merito di aver costruito, a Cantù, un Museo del Legno che tutti dovrebbero visitare. Riva, peraltro, è tra i pochi in Italia a investire sui giovani. Anche qui, sulla formazione e i mestieri d’arte, la politica potrebbe e dovrebbe fare di più. L’Italia è leader nei “saperi” ma forse non ne è abbastanza consapevole per costruire, proprio su questo, il proprio futuro. Abbiamo le più importanti scuole di cucina, 170 istituti alberghieri, le facoltà universitarie di Scienze Agrarie, le fashion school, i corsi di artigianato, persino le scuole per potatori di vite. Tutte fabbriche del “saper fare” che il mondo intero ci invidia. Facciamole diventare una risorsa. Per l’economia, presente e futura, del Paese. Buon viaggio del gusto

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sommario aprile 2016

68 28

Gli eventi del mese

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Milano da bere

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Roma è servita

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L'Almanacco di Barbanera

84

60

in viaggio

Cover story È una delle quattro “A” delle eccellenze made in Italy. Anche nell'Arredamento, il nostro saper fare trionfa nel mondo. Dal legno, materia prima sulla quale tradizionalmente l'italico genio riesce ad esprimersi al meglio, designer ed ebanisti sono capaci di tirare fuori pezzi unici: mobili, accessori, complementi d’arredo. A rendere lo stile italiano della casa un must esclusivo, ci pensano quindi la creatività e l’innovazione che contraddistingue i nostri distretti storici - a partire dalla Brianza - le accademie che forgiano i talenti di domani e l'evento internazionale che celebra il comparto: il Salone del Mobile a Milano 14

aprile 2016

panorama

42 Facce. L'Italia che merita Chef, musicisti, amministratori: vi segnaliamo i volti e le idee di chi rende il Paese migliore ROTARY E SOCIALE 46 INIZIATIVE. Un club che aiuta i più bisognosi fin dal 1905.

E che ora s'è messo in testa di debellare la polio IL CIBO CHE VA DI...MODA 48 FOCUS. Lvmh, Prada, Armani, Trussardi: i grandi brand

del fashion, a Milano, investono...in pasticceria Interviste. FRANCESCO GUCCINI 52 Un cantautore che non scrive più canzoni, ma

libri e storie su un mondo antico ormai perduto PERSONAGGI. FRANCO COLOGNI 54 Ha guidato i migliori marchi europei del lusso:

oggi lavora per il recupero dei mestieri d'arte

STORIE. ARTISTI DEL LEGNO 68 Falegnami, designer, mobilieri: da Nord a Sud

la creatività italiana non smette mai di stupire

52

76 LOMBARDIA. MONZA E LA BRIANZA Centri d'arte e artigianato: un itinerario a tema, dalla Villa Reale a Como, nel distretto del design

80 PIEMONTE. LA "NUOVA" TORINO La città grigio-industriale? È un lontano ricordo: andiamo a scoprirne il suo volto contemporaneo

84 BASILICATA. TERRA DI CINEMA Viaggio tra i paesi "da Oscar" di quella Lucania che ispira sempre più registi italiani e stranieri

90 trentino. levico terme Laghi e vallate verdi, sport e acque rigeneranti.

Non c'è che dire: la vacanza salutare abita qui

calabria. s. pietro in amantea 94 Un piccolo borgo. Un grande patrimonio, fatto di

paesaggi, cultura, tipicità. E un'idea per rilanciarlo

96 Proposte week-end 102 Una città in 24 ore, Instanbul 104 travel news, Cambogia, Olanda, Dallas


sommario aprile 2016 magazine

i Viaggi del Gusto Rivista ufficiale del CIM

Direttore Responsabile Domenico Marasco Direttore Editoriale Sergio Luciano Coordinatore di redazione Francesco Condoluci Grafica e impaginazione Daniel Addai

140

Editing Gilda Ciaruffoli Segreteria di redazione Monia Manzoni - Tel. 02.8688641 segreteriadiredazione@vdgmagazine.it Consigliere d'amministrazione Roberto Patti Relazioni esterne Cavaliere Nicolino Narducci Responsabile moda Rita Palumbo Editore: Opera Italia Srl Via Pola, 15 20124 Milano Sito web: www.vdgmagazine.it Stampa: Rotolito Lombarda S.p.A. 20063 Cernusco Sul Naviglio (MI)

118 cibo&territorio

borghi del gusto. sauris 112 Uno dei luoghi più affascinanti e più autentici della montagna friulana. Da gustare e da godere a 360° In TOUR TRA I carciofI 114 campania. Da quello di Paestum a quello di Schito, l'ortaggio

cantato da Neruda ha tante facce e altrettante virtù il prosecco veneto 118 vino. Nasce tra le colline di Treviso la bollicina italiana

più famosa, che contende lo scettro allo champagne

122 perle d'italia 128 Salute. i germogli 130 consumi. le patatine fritte 132 ristoranti. locanda martinelli 134 RICETTE. alessandro borghese 136 ORTO. IL ROSMARINO 16

aprile 2016

114

piaceri

MUSEI. IL LEGNO A CANTù 140 Un tempio dell'arte lignea, il più grande d'Europa, in casa di Riva, simbolo dell'ebanisteria brianzola arte. "oltre" a iVREA 142 Opere e provocazioni contemporanee in mostra nella città piemontese di Olivetti e del carnevale tradizioni. ceramiche SASSOLESI 146 Cento anni di storia e una capacità continua di rinnovarsi: ecco il segreto del distretto modenese

148 Libri 150 spettacoli 152 gioielli 154 trendy 156 Shopping

Distribuzione Italia So.Di.P. S.p.A. Via Bettola 18 20092 Cinisello Balsamo (MI)

Abbonamenti Opera Italia Srl - Via Pola 15 - 20124 Milano Tel. 02.86886479 - fax 02.89053290 abbonamenti@vdgmagazine.it Il Servizio abbonati è in funzione dal lunedì al venerdì dalle 10,00 alle 12,30. L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi periodo dell’anno. L’eventuale cambio di indirizzo è gratuito. Informare il Servizio abbonati almeno 20 giorni prima del trasferimento, allegando l’etichetta con la quale arriva la rivista. GARANZIA DI RISERVATEZZA PER GLI ABBONATI L’Editore garantisce la massima riservatezza dei dati forniti dagli abbonati e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione ai sensi dell’art. 7 del D. leg. 196/2003 scrivendo a: Opera Italia Srl Sede legale: via Pola 15 - 20124 Milano Redazione: via Pola 15 - 20124 Milano tel. 02.8688641 - fax 02.89053290 Registrazione Tribunale di Milano n. 92 del 10/02/2011 L’editore ha ricercato con ogni mezzo i titolari dei diritti fotografici senza riuscire a reperirli. È ovviamente a piena disposizione per assolvere quanto dovuto nei loro confronti

Per la vostra pubblicità: OPERA ITALIA Srl Via Pola 15 - 20124 Milano Tel. 02.8688641 - fax 02.89053290 e-mail: segreteria@operaitaliasrl.com

Prenotazione spazi e ricevimento impianti tel. 02.8688641 - segreteria@operaitaliasrl.com N.B. Ci riserviamo il diritto di accettare solo la comunicazione pubblicitaria coerente con i contenuti e le immagini della testata.

Responsabile per i cambi merce pubblicitari Ruggero Marasco (VdG Market)


contributors aprile 2016

hanno collaborato a questo numero:

LAURA RUGGIERI

SONIA SBOLZANI

MARCO GEMELLI

ANTONELLA PETITTI

Romana (da piÚ di sette generazioni!), studi classici e in storia dell'arte, s'è sempre occupata di raccontare percorsi ed emozioni, in radio e sulla carta stampata. Ma la sua curiosità , oltre che dal bello, è fatalmente attratta anche dal buono. E cosÏ anche i capolavori del gusto sono entrati nelle sue narrazioni appassionate. pagg. 36

Economista bocconiana esperta di comunicazione e giornalista, lavora per enti prestigiosi nel settore dell'alta gamma, a partire dalla gioielleria. Ama lo studio dell'arte, a cui ha dedicato vari saggi, e il Made in Italy bello e ben fatto che "quando è sotteso da qualità , creatività , passione e cultura", dice, "non ha rivali al mondo". pag. 48

Giornalista professionista dal 2007. Dopo essersi occupato per anni di cronaca ed economia, oggi vive a Firenze e collabora felicemente con diverse testate nel settore eventi, turismo ed enogastronomia. Ha ideato i progetti â&#x20AC;&#x153;Le cene della legalitĂ â&#x20AC;? e â&#x20AC;&#x153;Lâ&#x20AC;&#x2122;Opera a Tavolaâ&#x20AC;?, e fondato il sito www.itreforchettieri.it. pag. 60

Viene dalla Daunia, ma vive in Campania. Come giornalista si dice "golosa, curiosa e con la coscienza verde". Si destreggia tra web, carta stampata, tv e radio, occupandosi dei suoi chiodi fissi: viaggi ed enogastronomia. E da buona sommelier adora le birre artigianali. pag. 114

Antonella Aquaro Marco Asprea Guido Bianchi Alessandro Borghese Germana Cabrelle Piero Caltrin Elisabetta Canoro Olga Carlini Stefania Cattoni Mara Cinquepalmi Anna Colia Gina Cuomo Silvana Delfuoco Maria Pia Fanciulli Eleonora Fatigati Lorenzo Foti Beatrice Ghelardi Stefano Gianuario Isa Grassano Greta La Rocca Riccardo Lagorio Claudio Modesti Monia Manzoni Rita Palumbo Maria Grazia Tornisiello Fondazione Veronesi

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(Indicare con una X solo la casella prescelta. Data e firma sono obbligatorie)

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â&#x20AC;&#x153;Il trattamento dei dati personali che la riguardano viene svolto nellâ&#x20AC;&#x2122;ambito della banca dati elettronica di Opera Italia Srl, nel rispetto di quanto stabilito dalla Legge sulla tutela dei dati, D. Igs 196/2003, di cui la garantiamo la massima riservatezza, al fine di aggiornarla su iniziative e offerte dellâ&#x20AC;&#x2122;Editore. I suoi dati non verranno comunicati o diffusi a terzi ottobre 2015 e per essi Lei potrĂ richiedere in qualsiasi momento la modifica e la cancellazione. Se non desidera comunicazioni dellâ&#x20AC;&#x2122;Editore lo segnali barrando lâ&#x20AC;&#x2122;apposita casellina a lato


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SALMOIRAGHI & VIGANÒ, NATA A MILANO 150 ANNI FA, È OGGI NELLA MEMORIA E NEGLI OCCHI DI TUTTI GLI ITALIANI.


italia eventi aprile

Buon compleanno Vinitaly! di Maria Grazia Tornisiello

Sono 50 le candeline sulla torta ideale pensata per la manifestazione veronese i cui ingredienti speciali quest’anno profumano di Spagna e Cina. La base la fanno le eccellenze provenienti da 140 paesi, tra le quali emergono ovviamente le bottiglie italiane. E se la fiera si tiene dal 10 al 13 aprile, dall’8 all’11 anche il centro cittadino è protagonista con momenti golosi, spettacolari, e un evento nell’evento dedicato al biologico Era il settembre 1967 quando nelle sale del Palazzo della Gran Guardia di Verona si svolgevano le prime Giornate del Vino Italiano. Da allora sono passati 50 anni e la kermesse veronese ne ha fatta di strada, affermandosi come il più importante salone dei vini e dei distillati al mondo. Per quattro giorni, dal 10 al 13 aprile, migliaia tra espositori e operatori provenienti da oltre 140 paesi, s’incontrano, si confrontano, degustano, ma soprattutto hanno l’opportunità di conoscere le produzioni italiane di piccole e grandi cantine provenienti da tutte le regioni. Non mancano naturalmente le aree dedicate alle aziende internazionali: la grande protagonista di quest’edizione è la Spagna, presente con una collettiva di 18 can28

aprile 2016

Vinitaly and the City è l'evento pensato per chi, pur non essendo addetto ai lavori, coltiva la passione per il vino. Piazza dei Signori, il Cortile del Mercato vecchio, la Loggia di Fra’ Giocondo e l’Arsenale Austriaco si trasformano così in un vero e proprio fuori salone dove percorsi di degustazione si alternano a spettacoli e incontri a tema


Eventi collaterali... mai così centrali!

Scelti per voi dove mangiare Enoteca Segreta Prelibatezze della tradizione veronese reinterpretate da giovani ristoratori. Prezzo medio: 35 euro Vicolo Samaritana, 10 Tel. 045.8015824 www.enotecasegreta.it Osteria Locandina Cappello Piccola locanda dall’atmosfera calda e accogliente. Prezzo medio: 25 euro Via Cappello, 16/b Tel. 045.8035218 www.osteriacappello.it

dove dormire

tine in rappresentanza di tutti i suoi territori vitivinicoli, ma la vera novità del padiglione Vininternational è il debutto dei vini cinesi ai quali è data la possibilità per la prima volta di partecipare al concorso internazionale 5 Star Wines, che prevede il rilascio di un bollino/etichetta con un punteggio da apporre sulle bottiglie. Largo anche ai vini biologici e artigianali nei due spazi ampliati di Vivit e Vinitalybio, con un occhio di riguardo all’ambiente e alla salvaguardia del territorio. E non poteva mancare un omaggio alla storia dell’enologia italiana con il tasting dedicato a Giacomo Tachis, il principe degli enologi recentemente scomparso, inventore di alcune tra le più importanti etichette di vini, tra cui Tignanello, Sassicaia e Solaia. Prevista inoltre una degustazione guidata da Jean-Claude Berrouet, considerato uno dei tre maggiori enologi a livello mondiale.

Hotel Fiera Verona Un moderno 4 stelle a cinque minuti dall’ingresso principale della fiera. Doppia: 355 euro a notte nel periodo del Vinitaly Via Zannoni, 26 Tel. 045.8204485 www.hotelfieraverona.biz

Parallelamente al Vinitaly, dall’8 all’11 aprile, il centro storico di Verona si apre ai numerosi eventi collaterali di Vinitaly and the City pensati per tutti coloro che, pur non essendo degli addetti ai lavori, hanno la passione per il buon vino. Piazza dei Signori, il Cortile del Mercato vecchio, la Loggia di Fra’ Giocondo, l’Arsenale Austriaco si trasformano così in un vero e proprio fuori salone dove percorsi di degustazione guidata con noti sommelier si alternano a spettacoli musicali, visite culturali e incontri sul tema enogastronomico con giornalisti ed esperti del settore. In particolare, all’interno dell’Arsenale Austriaco, si svolge Biologic, una mostra-mercato di vini esclusivamente biologici e biodinamici che, da prodotti di nicchia, negli ultimi otto anni hanno fatto registrare un aumento del 97% delle coltivazioni biologiche di vigneti in Italia, di cui il 55% solo nel sud e nelle isole (basti pensare che in Sicilia un ettaro su quattro coltivato a vite è bio; seguono la Puglia e la Toscana). A far da corollario alla manifestazione, le prelibatezze della cucina su ruota dei foodtruck gourmet. Per saperne di più:

www.vinitaly.it

Roseo Hotel Leon D’Oro Tra la stazione di Porta Nuova e il centro città. Doppia con colazione: 288 euro a notte nel periodo del Vinitaly Viale Piave, 5 Tel. 045.8445140 www.roseohotelleondoro.com

Sono 4 i collegamenti giornalieri che partono da Verona, collegandola al mondo dell’alta velocità (Bologna, Firenze, Roma e Napoli), e altre 4 corse quotidiane raggiungono il capoluogo veneto; 4 anche i treni giornalieri che collegano Verona a Brescia. www.italotreno.it

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italia eventi aprile

di Gilda Ciaruffoli

fino al 18 settembre Maria Callas. The Exhibition

fino al 4 settembre I Macchiaioli. Le collezioni svelate Un percorso di 9 sezioni si dipana negli spazi espositivi del Chiostro del Bramante offrendo al visitatore la possibilità di scoprire i Macchiaioli, il movimento pittorico più importante dell’Ottocento italiano e il clima storico che fa da sfondo alla vicenda di questi artisti. In mostra oltre 110 opere che rappresentano la punta di diamante delle ricchissime raccolte dei grandi mecenati dell’epoca, talvolta donate dagli autori stessi e più spesso acquistate per sostenere gli amici pittori in difficoltà.

È la prima grande mostra dedicata alla Divina Callas, racconto della sua straordinaria carriera artistica e della sua intensa vita privata. Accompagnati dalla insuperata voce della Callas, da filmati d’epoca, interviste, foto e oggetti appartenuti all’artista, si potranno ammirare documenti, abiti e gioielli del tutto inediti. In contemporanea, l’Arena Museo Opera ospita la mostra dedicata al fotografo Terry O’Neill Icons.

Verona – Veneto

www.arenamuseopera.com

2-3 aprile Shopping nel Medioevo Profumi e sapori antichi per la prima edizione primaverile del Mercato nel Campo. Due giorni per curiosare tra oltre 150 banchi allestiti nella suggestiva conchiglia alla maniera dell’antica Repubblica senese, dove sarà possibile trovare i migliori prodotti dell’enogastronomia del territorio: dai salumi alla pasta fresca, dai formaggi all’olio, dal miele allo zafferano, dai dolci tipici, come i cavallucci e il panforte, alle erbe aromatiche. Ricco anche il cartellone di eventi con laboratori, attività per bambini, musica e teatro.

Siena – Toscana

www.facebook.com/SienaMercatonelCampo

Roma – Lazio

http://chiostrodelbramante.it

fino al 31 dicembre Arte in Venaria

fino al 4 settembre Il Nilo a Pompei Quanto la cultura Egizia ha influenzato l’Italia del periodo romano? Quali sono stati i risultati di questa contaminazione? A queste e a molte altre domande risponde la prima mostra del Museo Egizio: Il Nilo a Pompei, un viaggio dall’Egitto faraonico all’Italia Romana. Il percorso espositivo si sofferma in particolare sui siti campani di Pozzuoli, Cuma e Benevento, con un approfondimento su Pompei e Ercolano, presentando opere di straordinaria bellezza: oltre 300 reperti provenienti da 20 musei italiani e stranieri.

Torino – Piemonte

www.museoegizio.it 30

aprile 2016

Varie le esposizioni allestite in questi giorni presso la Venaria Reale. A partire dalle restaurate Grotte del muro castellamontiano nel Parco basso dei Giardini, dove fino al 31 dicembre troviamo sette opere dell’artista Giuseppe Penone. Fino al 10 luglio invece nelle sale della Venaria sarà possibile ammirare l’esposizione Fatto in Italia. Dal Medioevo al Made in Italy dedicata ai momenti salienti della storia della produzione artistica italiana. Dal primo aprile al 25 settembre, infine, in mostra nella Citroniera anche Steve McCurry, uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea con oltre 250 tra i suoi scatti più famosi.

Venaria Reale (To) – Piemonte www.lavenaria.it

2 aprile – 6 giugno Giorni di un futuro passato Quella allestita al Museo Archeologico Nazionale di Napoli è la mostra più grande a oggi mai dedicata ad Adrian Tranquilli, un percorso inedito che mette a confronto alcuni tra i nuclei tematici più significativi del suo lavoro. Particolarità dell’artista è quella di utilizzare esclusivamente i motivi del fumetto super-eroico, sia come materiale primario della sua ricerca, sia come emanazione di un proprio, inconfondibile vocabolario plastico. Di qui il titolo, preso in prestito da una nota saga dedicata agli X-Men, eroi mutanti Marvel.

Napoli – Campania

http://cir.campania.beniculturali.it


3-10 aprile

7 aprile – 1 maggio

15-17 aprile

Romero a Lucca

Saranno Famosi

Sarà George Romero, regista e sceneggiatore, maestro dell’horror, l’ospite d’onore del Lucca Film Festival 2016. All’autore di film-cult quali La notte dei morti viventi sarà dedicata una retrospettiva di tutta la sua produzione cinematografica e una mostra inedita in Italia. Vari gli appuntamenti legati al regista, che si inseriscono in un programma fitto di proiezioni, convegni e concerti, che spaziano dalle produzioni mainstream a quelle sperimentali.

Il musical dedicato alla scuola di danza e arti più famosa degli anni ’80 torna finalmente sui palcoscenici italiani con una nuova, importante versione per festeggiare i 35 anni dall’uscita del celebre e indimenticabile film Fame. Lo spettacolo debutterà al Teatro Nazionale di Milano con un innovativo allestimento e la collaborazione della Scuola Del Musical di Milano, accademia professionale fondata da Saverio Marconi che proprio quest’anno festeggia 10 anni di attività.

Sangiovese e i suoi fratelli

Lucca e Viareggio – Toscana

www.teatronazionale.it www.fameilmusical.it

www.luccafilmfestival.it

Milano – Lombardia

Per tre giorni Cesena diventa la capitale del vino chiamando a sé vignaioli, winelovers, cuochi e appassionati del buon vivere con il Romagna Wine Festival. Il cuore della città malatestiana si trasforma così in una grande arena del gusto dove il Sangiovese e gli altri vini del territorio duettano con i prodotti della gastronomia locale e con tanti ospiti eccellenti provenienti da tutta Italia.

Cesena (Fc) – Emilia Romagna www.romagnawinefestival.it

2-17 aprile Artigiani in festa Varie le iniziative promosse dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte durante le settimane del design milanesi. Si parte il 2 aprile quando, in occasione dell’inaugurazione della XXI Triennale Internazionale delle arti applicate e del design, si aprono anche le Giornate Europee dei Mestieri d’Arte (2-3 aprile): da ricordare il padiglione New Craft, che ospiterà laboratori artigianali finalizzati a un orientamento intelligente delle giovani generazioni verso i mestieri d’arte; previste inoltre mostre temporanee dedicate al tema del rapporto tra mestieri d’arte e design contemporaneo. Dal 12 al 17 aprile, presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, si svolge invece DoppiaFirma, progetto che ha messo in dialogo designer e artigiani dal know how unico, che hanno lavorato a 16 oggetti raffinati e realizzati con materiali e tecniche rari e poco frequentati: dall’ebanisteria all’alabastro, dalla carta all’ottone, dalla pietra ollare allo smalto a fuoco, dalla stampa a ruggine alla cesteria, dal bronzo alla scagliola, dal ricamo al bucchero, dalla ceramica a lustro al vetro. Nello stesso periodo, presso l’Albergo diurno Venezia (in foto) di Piazza Oberdan, 50 spettatori alla volta potranno assistere allo svilupparsi di un progetto innovativo legato al wellness nel contesto dell’evento Vestae.

Milano – Lombardia

giornatedeimestieridarte.it www.fondazionecologni.it

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italia eventi aprile

22 aprile – 1 maggio In amore vince chi frigge

21-27 aprile Cene stellate e street art Torna Fish & Chef con le sue sei cene gourmet (costo 70 euro) organizzate in località dai panorami mozzafiato come Malcesine, Gardone Riviera, Garda, Bardolino e Costermano; a mettersi alla prova con la cucina di lago saranno alcuni dei più importanti chef internazionali. Tutti i giorni invece il lungolago della cittadina di Garda sarà animato da un evento nell’evento durante il quale si avvicenderanno su un palco alcuni tra i migliori chef gardesani con le loro preparazioni accanto a performance di street artist e street band. Un’occasione per conoscere i segreti e le specialità dei più amati cuochi stellati.

Parafrasando un noto detto popolare, Fritto Misto invita tutti i buongustai a partecipare alla 12a edizione della kermesse. Quest’anno ad arricchire l’ampia varietà di ricette proposte all’interno del Palafritto arrivano gli sfiziosi bitterballen olandesi e i tradizionali pasteis de bacalhau portoghesi, mentre chef ed esperti maestri di cucina metteranno nel cartoccio, oltre alle olive ascolane del Piceno Dop, regine indiscusse della manifestazione, tantissime altre prelibatezze, dallo gnocco fritto di Modena all’esotica tempura giapponese. Imperdibili degustazioni di specialità fritte verranno proposte anche in abbinamento a birra e vini tipici del territorio.

30 aprile Jack & Jack in concerto Jack Gilinsky e Jack Johnson, conosciuti dai loro 20 milioni di follower sui social network come Jack & Jack, arrivano per la prima volta in Italia per un unico appuntamento al Fabrique di Milano. I due diciannovenni hanno iniziato a girare e caricare sui social network brevi video durante l’estate prima dell’ultimo anno di scuole superiori e, in pochi mesi, hanno conquistano il cuore di milioni di fan. Attualmente stanno lavorando a un album previsto per il 2016 e iniziando le prove di un tour in Europa e Sud America, oltre a scrivere una serie comedy (biglietti disponibili sul circuito Ticketone e nei punti vendita Vivaticket).

Ascoli Piceno – Marche

www.frittomistoallitaliana.it

Località varie – Veneto e Lombardia www.fishandchef.it

Milano – Lombardia

www.jackandjackofficial.com

23-25 aprile Merenda tra gli ulivi

A tutta natura Originale festa dedicata a tutto quanto fa orto, Ortinparco si svolge nella suggestiva cornice del Parco secolare degli Asburgo di Levico Terme con la presenza di trenta installazioni “ortigiardino”, l'esposizione, lo scambio e la vendita di piante e di prodotti derivati a cura di vivaisti, aziende agricole e artigianali. Da non perdere gli originali laboratori didatticocreativi per bambini e adulti e le proposte di alcuni ristoranti della località con speciali menu a base di ortaggi e primizie di stagione.

Levico Terme (Tn) – Trentino www.visitvalsugana.it 32

aprile 2016

1 maggio Cultura e identità sarde in festa

Trevi (Pg) – Umbria www.picnicatrevi.it

Foto di Alesssia Gatta

22-25 aprile

Il borgo storico di Trevi torna a festeggiare l’arrivo della primavera con la 9a edizione di Pic & Nic, appuntamento dedicato a natura, paesaggio e prodotti di qualità, la migliore occasione per chi vuole trascorrere un fine settimana in Umbria, all’aria aperta, nella quiete del paesaggio olivato, unendo il piacere della scoperta di luoghi incantati alla possibilità di degustare prodotti eccellenti come il pregiato olio extravergine di oliva Dop.

Come da tradizione secolare torna la Festa di Sant’Efisio. Si tratta della processione religiosa più importante della Sardegna, organizzata ininterrottamente sin dal 1657, i cui protagonisti sono i fedeli provenienti da tutta l’isola vestiti in abiti tradizionali. Oltre a essere una tra le più antiche, con circa 65 km percorsi a piedi in 4 giorni di cammino quella di Sant’Efisio è anche una tra le più lunghe processioni religiose del Mediterraneo.

Cagliari – Sardegna

www.cagliariturismo.it


visti per voi italia eventi

so per natura, raccoglie meglio tutti gli aspetti di questi cambiamenti: ogni giorno si aprono dibattiti a suon di post, commenti, pagine fb, gruppi segreti e non, comunità, blog, articoli. Ma il web a volte può essere dispersivo. Il 20 marzo abbiamo fatto una scommessa: portare in un luogo reale queste suggestioni, spunti, idee, domande per approfondire quattro grandi temi: figli-genitori e tecnologia, come sono cambiati i padri, la multi genitorialità e la maternità e il lavoro. Dal successo di pubblico direi che ci siamo riusciti.

Famiglia punto zero Lo scorso 20 marzo al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma si è tenuto il Festival delle famiglie che cambiano. Una giornata di approfondimenti e incontri dedicata a tutti coloro che volessero confrontarsi su alcuni dei temi di attualità legati al cambiamento delle famiglie moderne. Tra gli ospiti: Franco Lorenzoni, Laura Bononcini, Tiziano Scarpa, Simona Argentieri, Melita Cavallo, Claudio Rossi Marcelli, Lidia Ravera, Claudia Bugno e molti altri. Il costo del biglietto ha sostenuto la campagna contro la povertà minorile Illuminiamo il futuro di Save the Children. Per l’occasione abbiamo posto qualche domanda a Santa Di Pierro, tra le promotrici del Festival. Perché Famiglia punto zero? Trovare un nome a un evento sulla famiglia che non richiamasse appartenenze religiose e politiche è stata la prima sfida che ci siamo trovati davanti! Volevamo parlare delle famiglie dei nostri giorni, quelle che si interrogano sui cambiamenti e che cercano informazioni soprattutto in rete. Famiglia punto zero nel nome evoca una modernità legata al web perchè la rete, strumento poro-

Oggi è necessario pensare ai genitori in modo nuovo, come veri e propri addetti ai lavori per crescere gli adulti, i professionisti, i cittadini di domani

Uno dei temi scelti è il rapporto tra genitori analogici con figli digitali. Pensa sia una sfida della famiglia moderna o già una sconfitta? Una sfida, senza dubbio. La maggior difficoltà è certamente l’uso che noi genitori facciamo degli strumenti digitali, le nostre paure dovute a una scarsa conoscenza di uno strumento che stiamo imparando a conoscere da relativamente pochi anni, oltretutto venendo fuori da dinamiche cognitive e comportamentali assai diverse. Questo corto circuito prende fuoco quando entriamo in contatto con i figli che invece nascono con l’idea che lo smartphone, il computer, il web siano la cosa più naturale del mondo. La famiglia deve reimparare una grammatica tutta nuova rispetto a questo. Il Festival ha voluto approfondire, informare, capire, ascoltare. MAXXI, ospiti importanti, temi d’attualità: tra tutte, qual è stata la caratteristica principale di Famiglia punto zero? La caratteristica principale è quella di pensare ai genitori non solo come coloro che devono imparare un mestiere fatto di cambi pannolini, svezzamento, capricci ma anche come veri e propri addetti ai lavori per crescere gli adulti, i professionisti, i cittadini di domani. Abbiamo provato a scommettere su questa prima edizione mettendo l’accento sulla qualità dei contenuti e degli ospiti: credo che ogni partecipante sia tornato a casa con una risposta in più, forse anche con qualche domanda in più. Ma sicuramente con meno pregiudizi.

Per saperne di più: www.famigliapuntozero.com

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milano da bere italia eventi aprile

Milanodabere.it Testi di Elisabetta Canoro

a cura della redazione di

novità Buffolino, estro e spontaneità Cambio di testimone al ristorante Acanto del Principe di Savoia: il nuovo chef è il talentuoso Alessandro Buffolino, originario della provincia di Benevento, forte di un’esperienza maturata nella brigata di Alfonso Iaccarino a Roma, poi in prestigiose cucine di Londra e in Francia. Premiato come Miglior chef under 30 del Centro Italia nell’edizione 2014 del concorso Chef Emergente, promette di conquistare i palati meneghini con piatti a base di prodotti ricercati lavorati con tecniche innovative, estro e spontaneità. Per saperne di più: www.dorchestercollection.com

festival Mille e una notte in cucina È la fiabesca cornice dello Château Monfort a ospitare quattro serate dedicate alla cucina marocchina del Gourmet Festival, la prestigiosa kermesse gastronomica firmata Relais & Châteaux (43 appuntamenti in 24 location in tutta Italia). Mercoledì 6 aprile l’appuntamento è con Said Fargani, chef di Villa Diyafa Boutique Hotel & Spa di Rabat e la sua raffinata cucina che accosta sapori orientali e influenze occidentali. Per saperne di più: www.relaischateaux.com

tendenze Un bistrot di design

A pochi passi dalla Darsena, dall’incontro della storica Pasticceria Clivati (in Viale Coni Zugna dal 1969) con l’interior designer Valter Pisati nasce l’Interior Design Cafè. Un locale unico nel suo genere, un po’ bistrot e un po’ caffetteria, ricavato all’interno dell’ex serra dello showroom di Via Arcangelo Ghisleri 1, dove tutti gli oggetti esposti sono anche in vendita. Da provare i cocktail tailor made. Per saperne di più: www.interiodesigcafemilano.com

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opening Scusa mamma, esco a cena! In principio era #BomakiSempione, inedita location dall’atmosfera easychic dove vivere un’experience nipponica abbinata ai profumi e ai colori brasiliani. La uramakeria nippo-brasileira ha poi raddoppiato con #BomakiFoppa in zona Garibaldi e ora rilancia l’offerta in zona Marghera con la stessa collaudata formula di deliziosi piatti fusion e freschi pestati di frutta fresca tipica brasiliana in un ambiente dominato da un murales del noto mixologist, Riccardo Poli. Da poco la cucina sarda ha trovato un nuovo scenario da Taccas – Sabores de su tempus in Via Tadino, per una cena a base di vino e prodotti rigorosamente sardi. La tendenza a degustare il cibo in mini porzioni si esprime bene da 100 Montaditos in Via Ascanio Sforza, locale spagnolo nel cui menu troviamo appunto 100 montaditos, ovvero piccoli panini per tutti i gusti. Da street food a locale, infine, SorryMama, novità che porta lasagne classiche, light, vegetariane e vegane nel cuore della città a pochi passi dalla fermata Crocetta della metropolitana gialla. Per saperne di più: www.bomaki.it www.taccas.net http://italy.100montaditos.com www.facebook.com/sorrymama.lasagna


roma è servita italia eventi aprile

di

Anna Colia

opening

Zuma approda in Italia Il primo aprì a Londra nel 2002, poi altri 8 punti in tutto il mondo e ora finalmente è toccato a Roma, che lo ha accolto nei piani più alti del celebre Palazzo Fendi, con ingresso riservato da Via di Fontanella Borghese. Ispirato allo stile informale dell’izakaya, Zuma vi aspetta con la sua cucina giapponese autentica, ma non tradizionale, per pranzo o per cena, ma anche per un aperitivo servito nella zona bar. Per saperne di più:

www.zumarestaurant.com

fuoriporta La natura è servita Alle porte della Capitale, nel parco dell’Appia Antica, c’è la nota azienda vinicola Fattoria di Fiorano: 120 ettari di bellezza. Se il suo orto, il piccolo caseificio e lo spaccio di prodotti biologici della tenuta permettono di portare a casa le sue eccellenze, il ristorante L’Orto di Alberico vi consente di gustarle al momento secondo le ricette dello chef Daniele Rossi. Inoltre, tante sono le iniziative per scoprire la natura e godere dei suoi sapori. Per saperne di più:

www.ortodialberico.it www.fattoriadifiorano.it

tendenze

una dolce alternativa

Dessert sani ma goduriosi? Uovo À Pois ne ha creati usando solo zuccheri e farine integrali, evitando l’impiego di latte, latticini, prodotti chimici e grassi idrogenati. Il locale di Via Matteucci, oltre che con i dolci, vi incanterà con i suoi scaffali di articoli di design per la cucina e la tavola, le sue idee e torte per gli sposi e il suo ricco calendario di corsi. Questo mese due sono gli appuntamenti: Dolci senza zucchero e Dolci vegani (4 e 11 aprile). Per saperne di più:

www.uovoapois.it

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il piatto forte Musica per il palato di Laura Ruggieri Proiettato verso la contemporaneità, pur senza dimenticare i grandi classici, il Teatro dell’Opera sembra avere vinto la sfida di fare della lirica un repertorio cool e si guarda intorno adoperandosi anche per una sorta di “miracolo” urbanistico sulla piazza (Beniamino Gigli) antistante e i suoi dintorni. A cominciare dal food con l’apertura del Caffè dell’Opera che sposa il nuovo e accoglie la cucina creativa di Marzapane con Alba Esteve Ruiz, pochi anni e molto talento. Dalla prima colazione alla cena, la cifra è decisamente contemporanea tra contaminazioni italiane e spagnole: caffetteria, bistrot, tapas bar; panini gourmet, insalate d’autore e, da aprile, dehor esterno con piatti caldi e un menu articolato da godere anche in contemporanea agli spettacoli. In Via Veneto, che i romani avevano ormai da tempo lasciato ad uso esclusivo di un turismo vintage, sorprende l’Elegance Cafè, buon jazz più cocktail sette giorni su sette e jam session due volte a settimana. Elettronica, indie, rock, folk, fino alle realtà più sperimentali, invece al Quirinetta (Via Marco Minghetti), da poco tornato all’origine storica di caffè concerto. Riaffiorati arredi e decori Liberty, è rinato con formula club e musica live. Per saperne di più:

www.operaroma.it www.elegancecafe.it www.quirinetta.com


Golf passion ione

ediz 10 aprile

UNA Poggio dei Medici Golf Club (Firenze)

24 aprile

Circolo del Golf Roma Acquasanta (Roma)

1 maggio

Golf Club Perugia (Perugia)

8 maggio

Marco Simone Golf & Country Club (Roma)

22 maggio

Golf Club Le Fonti (Bologna)

28 maggio

Modena Golf & Country Club (Modena)

29 maggio

Golf del Ducato (Parma)

5 giugno

Golf Club Cavaglià (Biella)

17 luglio

Old Course Cannes Mandelieu (Cannes - F)

23 luglio

Golf Club Am Mondsee (Salzburg - A)

30 luglio

Golf Club Garlenda (Savona)

Premi: 1° netto per categoria, 2° netto per categoria, 1° lordo, 1° lady, 1° senior, 1° netto assoluto chirurghi, medici e farmacisti. E tanti altri premi speciali. Sponsor

11 settembre Adriatic Golf Club Cervia (Ravenna) 8 ottobre

Golf Club Bergamo l’Albenza (Bergamo)

9 ottobre

Golf Club Carimate (Como)

UNA Golf Cup 2016

18 buche Stableford - 3 categorie FINALE 29 ottobre by UNA Poggio dei Medici Golf Club (Firenze) Autorizzazione R 4-2g FIG/2/2016

www.unahotels.it

Seguici su

#unagolfcup2016

Organizzazione tecnica: UNA Poggio dei Medici Golf Club Via San Gavino, 27 - 50038 Scarperia (FI) Tel. 055 8435562 - Fax 055 8430439 info@golfpoggiodeimedici.com www.golfpoggiodeimedici.com


almanacco di barbanera

di M. Pia Fanciulli

Il bel tempo d’aprile La natura rinasce. E noi con lei. Di giorno in giorno, in un diffondersi allegro di colori e profumi, le fioriture accolgono il ronzio delle api, mentre il verde brillante di prati e alberi ci dona energia. Si torna alla terra, tra semine e primi fruttuosi raccolti, sul balcone, nell’orto e nel giardino

Belli &sani Possiamo risparmiare e ottenere gli stessi effetti dei cosmetici che si acquistano, optando per ricette naturali da preparare in casa. Per rendere ad esempio la pelle liscia e setosa, mettere in una ciotola 3 cucchiai di zucchero, 4 di olio di oliva e 3 gocce di olio essenziale di limone. Il nostro scrub (composto granelloso) naturale è pronto. Con il preparato si fa, nei giorni di Luna calante, una pulizia della pelle del corpo massaggiandola ancora asciutta con movimenti circolari prima della doccia, poi si sciacqua.

Il Sole

• Il 1° sorge alle 06.42 e tramonta alle 19.26 • L’11 sorge alle 06.26 e tramonta alle 19.37 • Il 21 sorge alle 06.10 e tramonta alle 19.48

Venerdì 1° – Il pesce d’aprile Dice il proverbio “la burla non è bella se non è fatta a tempo”. Nessuno allora avrà certo da ridire se lo scherzo arriva il primo d’aprile! Ma che usanza è? Forse si deve allo spostamento della data di inizio anno dal primo aprile al primo gennaio che i sovrani – ad esempio Carlo IX di Francia – introdussero in epoche diverse. E poiché a capodanno ci si scambiavano doni, sarebbe invalso l’uso di inviare doni scherzosi il 1° di aprile, o di invitare gli ingenui a incontri o feste, magari in luoghi scomodi, per burlarsi di loro. L’espressione “pesce d’aprile” deriverebbe poi dal fatto che il Sole il primo giorno del mese si trova nella costellazione dei Pesci.

Saggezza popolare · Aprile dolce dormire, gli uccelli a cantare, gli alberi a fiorire. · Per san Marco Evangelista, la spiga è già in vista. · Aprile, o una goccia o un fontanile. 38

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Sole&Luna

Da ricordare

Le giornate si allungano. Il 1° aprile si hanno 12 ore e 44 minuti di luce solare, il 30 se ne hanno 14 e 01 minuti. Si guadagnano 1 ora e 17 minuti di luce solare.

La Luna

• Il 1° sorge alle 02.37 e tramonta alle 12.45 • Il 12 tramonta alle 00.22 e sorge alle 10.29 • Il 21 tramonta alle 05.59 e sorge alle 19.10

Luna in viaggio

In questo mese i giorni favoriti dalla Luna per gli spostamenti sono: 2, 3, 25, 26, 29, 30.

Orti &dintorni Le piante aromatiche uniscono l’utile al dilettevole. Anche in vaso danno ottimi risultati, l'importante è che abbiano almeno un foro di drenaggio; la gran parte delle aromatiche ha bisogno di almeno 20 cm di profondità per crescere. E in giardino? Nei giorni di Luna calante potare gli arbusti a fioritura primaverile appena sfioriscono. Trapiantare astri, zinnie, lantane e gerani. Eliminare i rami secchi dagli agrumi e arieggiare le serre per fare in modo che le piante si ambientino prima di collocarle all’esterno. In Luna crescente continuare invece con il trapianto di tagetes, begonie e petunie. Seminare nell’orto carote, cipolle, indivia riccia, lattuga, ravanelli, sedano, gli spinaci e tutti gli ortaggi per l’estate.


L’ITALIA È U N A COLORI, PROFUMI E SAPORI SEMPRE DIVERSI. UN’ACCOGLIENZA UNICA, DA SCOPRIRE NEI NOSTRI 31 HOTEL E RESORT IN ITALIA.

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“Tradizione e gusto” nel cesto delle delizie Immaginiamo di attraversare la Val di Fiemme con un cesto. Quali sapori tipici degustare sul posto e quali portare a casa ? Quale conoscenze della tradizione? Quali accortezze estetiche?

lasciarci guidare dalla mappa “Tradizione e Gusto”. Mentre ci immergiamo nella bellezza naturalistica

Possiamo

delle Dolomiti, riconosciute dall’Unesco “Patrimonio Naturale dell’Umanità”, ne assaporiamo l’essenza esplorando i sapori. Al club “Tradizione e Gusto” appartengono ristoranti con menù chilometri zero, produttori, artigiani, agritur, b&b e piccoli alberghi, ricchi di fascino e tradizione, che hanno sposato scelte di risparmio energetico e bioarchitettura con estrema naturalezza. Si tratta di un team affiatato che valorizza antichi saperi e antichi sapori, favorendo una relazione diretta tra chi produce e chi consuma. In questa terra, albergatori, ristoratori, artigiani e produttori, non hanno dovuto imitare regole e comportamenti per dare vita a un progetto di accoglienza a favore della tradizione, della salute e della sostenibilità. È bastato attingere a quei valori che hanno sempre accompagnato le giornate di questa silenziosa e laboriosa popolazione di montagna.

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Panorama

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Cover story

È una delle quattro “A” delle eccellenze made in Italy. Anche nell'Arredamento, il nostro saper fare trionfa nel mondo. Dal legno, materia prima sulla quale tradizionalmente l'italico genio riesce ad esprimersi al meglio, designer ed ebanisti sono capaci di tirare fuori pezzi unici: mobili, accessori, complementi d’arredo. A rendere lo stile italiano della casa un must esclusivo, ci pensano quindi la creatività e l’innovazione che contraddistingue i nostri distretti storici - a partire dalla Brianza - le accademie che forgiano i talenti di domani e l'evento internazionale che celebra il comparto: il Salone del Mobile a Milano

42 Facce. L'Italia che merita Chef, musicisti, amministratori: vi segnaliamo i volti e le idee di chi rende il Paese migliore ROTARY E SOCIALE 46 INIZIATIVE. Un club che aiuta i più bisognosi fin dal 1905.

E che ora s'è messo in testa di debellare la polio

54 52 Interviste. FRANCESCO GUCCINI Un cantautore che non scrive più canzoni, ma libri e storie su un mondo antico ormai perduto PERSONAGGI. FRANCO COLOGNI 54 Ha guidato i migliori marchi europei del lusso:

oggi lavora per il recupero dei mestieri d'arte

FOCUS. IL CIBO CHE VA DI...MODA 68 STORIE. ARTISTI DEL LEGNO 48 Lvmh, Prada, Armani, Trussardi: i grandi brand Falegnami, designer, mobilieri: da Nord a Sud

del fashion, a Milano, investono...in pasticceria

la creatività italiana non smette mai di stupire aprile 2016

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le facce #italiachemerita

di Greta La Rocca e Lorenzo Foti

Luigi Ferraro, chef Nato a Cassano Allo Ionio (Cs), ha girato il mondo per far conoscere i prodotti d’eccellenza calabresi vivendo la cucina come spazio culturale e laboratorio sperimentale. Dopo 5 anni a Mosca, da gennaio 2016 è lo chef del lussuoso ristorante Sorrento dello Shangri-La Eros Hotel di New Delhi. Studioso delle diverse tecniche di cottura, predilige quelle che opprimono meno possibile l’ingrediente. La materia prima utilizzata è fresca, ricercata, acquistata e conservata con cura. Ogni dettaglio è estetica e precisione: i piatti si presentano ricchi di minuziosi particolari, dalle decorazioni agli abbinamenti dei sapori.

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Come un’orchestra che unisce strumenti, personalità e stili diversi, così i personaggi che ci raccontano il loro percorso verso l’eccellenza questo mese uniscono esperienze internazionali, attenzione al design, spirito critico e desiderio di integrazione suo percorso formativo nel food design. Gabriele Cossu, sardo classe 1979, ha iniziato la sua carriera nel settore automotive e per due anni consecutivi è stato selezionato tra i giovani designer italiani under 40. Nel 2005 Piergiorgio e Gabriele hanno fondato Officina Quack!, sodalizio creativo in ambito product e food design. Nel 2015 il loro progetto Shockino Mix Experience, una pralina personalizzabile e componibile, ha ricevuto la Menzione d’Onore al Compasso d’Oro Internazionale come prodotto innovativo nella categoria food design.

Piergiorgio Carozza e Gabriele Cossu, designer

Valerio M. Visintin, recensore in incognito

Carozza, molisano classe 1979, terminati gli studi ha lavorato nel campo della comunicazione. Dal 2007 ha iniziato il

È il volto sconosciuto della critica gastronomica. Da 25 anni. È proprio l’operare in incognito, con coerenza e la

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massima imparzialità possibile, che ha forgiato il suo successo come “cronista gastronomico”. Da sempre in forze al Corriere della Sera, in particolare su ViviMilano, Visintin si distingue per l’ironia con cui condisce i suoi scritti e per la pluralità di approcci analitici alla cronaca di un fatto alimentare. Il sequel del suo libro Osti sull’orlo di una crisi di nervi è in prossima uscita, e nell’era del “tutti recensori” più o meno preparati, lui persegue con cura maniacale l’obiettivo di fornire un supporto effettivamente utile alle buone forchette. Una mosca bianca, anche se completamente vestita di nero.

Massimo Latronico, musicista Quarantasette anni, è un originale interprete della sperimentazione in ambito musicale. Nel 2006 fonda l’Orchestra di Via Padova, ensemble multietnico che mescola i ritmi del mondo alla ricerca di un linguaggio il più possibile universale. L’orchestra vanta, infatti, 19 musicisti professionisti da 9 Paesi diversi, ognuno con la sua sensibilità artistica e i suoi strumenti più rappresentativi. Un progetto di inclusione e integrazione che gravita attorno alla contaminazione musicale, espressione del fermento che anima il quartiere milanese di Via Padova noto per il melting pot culturale. Dal 2008 l’orchestra ha prodotto 3 cd e l’ultimo, intitolato Acqua, racconta l’elemento più importante della vita attraverso i sound di cinque continenti.


OGNI POMODORO CHE SI RISPETTI VORREBBE DIVENTARE PETTI. Perché per offrire il massimo di qualità e gusto, Petti sceglie solo pomodoro toscano. Perché lo lavora a bassa temperatura per conservare la fragranza, la consistenza e il colore rosso vivo del pomodoro fresco appena raccolto.

Stabilimento Petti

“Gli speciali”

Datterini BIOLOGICI pelati

“L’essenziale”

Concentrato di pomodoro in bustine monodose

“Il polposissimo”

Polpa finissima di pomodoro

“Il delicato”

Passata extrafine senza bucce né semi

“Il sublime”

Passata di datterini BIOLOGICI


#italiachemerita le idee

di Antonella Aquaro

La Milano che si legge nel metrò Mentre tutto il mondo punta all’intangibilità del digitale, la capitale italiana dell’imprenditoria e dell’innovazione torna a valorizzare le biblioteche, trasformandole in centri culturali all’avanguardia grazie all’interazione tra editoria classica, e-book e video game. Ma c’è di più, grazie all’uso del QRcode quella letteraria diventa un’esperienza urbana diffusa Sentire parlare, nell’anno di grazia 2016, di fondi per la cultura “fa veramente strano”. Tanto più se sono destinati alle biblioteche, ovvero al regno della polverosa carta stampata! Tutto inizia nel 2015, quando la Regione Lombardia stanzia un pacchetto di 3.769.500 euro a sostegno della cultura. Il comune di Milano ne approfitta e sguinzaglia l’assessore Filippo Del Corno con l’obiettivo di presentare idee e progetti al fine di portare a casa nuove risorse. Risultato? Il sogno di un’agenda digitale diventa improvvisamente realtà. «Milano ha un’importante rete di biblioteche pubbliche alle quali, per stare al passo con i tempi, è stata regalata un’anima virtuale». Così Del Corno, promotore del progetto, lo contestualizza presentando una serie di iniziative inaugurate a partire dal mese di marzo e sviluppate proprio nel contesto delle biblioteche pubbliche. Innanzitutto Milano da leggere, che prevede la pubblicazione di manifesti digitali presso i mezzanini della metropolitana milanese attraverso i quali, smartphone alla mano, sarà possibile scaricare una serie di ebook. Per iniziare, saranno resi disponibili 8 titoli di diversi autori e contesto temporale come De Marchi, Verga, Oreste del Buono, ma tutti legati dal tema “Milano”. Nuovo anche il servizio dedicato agli appassionati di videogame che in biblioteca trovano ora un’area – la Gaming Zone – dove giocare, noleggiare, ma anche consultare libri, fumetti e riviste di settore. In particolare l’iniziativa riguarda le biblioteche Valvassori Peroni e Cassina Anna dove due volte a settimana 44

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In alto, il poster che pubblicizza l'iniziativa Milano da leggere. Qui sotto invece il suo promotore, l'assessore Filippo Del Corno

saranno disponibili spazi per bambini, ma anche agli adulti grazie al Retrogaming, una sezione dedicata ai vecchi giochi per console e ai grandi classici anni ’70-80-90. «La digitalizzazione del sociale si trascina dietro i rischi del digital divide. Per questa ragione le biblioteche milanesi sono impegnate ad avvicinare i cittadini alla tecnologia favorendo la lettura in modo libero, gratuito e alternativo». Così Del Corno, che auspica l’incontro sempre più stretto fra un video gioco e la storia sottostante, ovvero il libro che l’ha ispirato. «Noi puntiamo a stimolare il passaggio dal momento ludico alla lettura direttamente in biblioteca trasportando i lettori in direzione del conscius game, il gioco consapevole». E sempre in biblioteca, in Sormani, è già attivo un servizio di prestito di e-book: 22 dispositivi contenenti una serie di proposte editoriali aggiornate con le ultime novità del settore.


#italiachemerita

Per fare un mondo di bene di Olga Carlini

“Service above self”, servire al di sopra di ogni interesse personale. È questo, fin dal 1905, il motto del Rotary club, che si traduce nell’impegno dei suoi soci in ambiti umanitari come la fornitura di acqua e strutture igienico-sanitarie, la salute materna e infantile, il supporto all’istruzione, lo sviluppo delle economie locali e la promozione della pace. E ovviamente la lotta alle malattie, come la polio, contro la quale l'Italia è in prima fila «Sono solo una goccia nel mare, ma ritengo sia importante dare una mano alle persone bisognose di una vita migliore». A dichiararlo è Cirino Fichera, medico italiano e socio del Rotary impegnato da decenni in azioni umanitarie in Africa, Asia ed Europa. Un esempio significativo dell’atteggiamento che accomuna gli oltre 1,2 milioni di Rotariani impegnati per un cambiamento positivo e duraturo in 200 Paesi e aree geografiche nel mondo. Tra le priorità d’intervento per i membri degli oltre 35 mila club nel mondo c’è l’eradicazione mondiale della polio, una malattia che inizialmente causava la paralisi o il decesso di oltre mille bambini al giorno in 125 Paesi. 46

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Sono oltre 1,2 milioni i Rotariani organizzati in più di 35 mila club nei cinque continenti, impegnati per un cambiamento positivo e duraturo in 200 Paesi e aree geografiche nel mondo In queste immagini, i soci del Rotary impegnati in prima perona nelle azioni umanitarie promosse dal club

Grazie al suo lavoro come partner principale della Global Polio Eradication Initiative – con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie, l’Unicef e la Bill & Melinda Gates Foundation – il Rotary ha aiutato a ridurre queste cifre del 99,9%, con soli 74 casi in due Paesi accertati nel 2015.

Ricambiare il bene ricevuto In tal senso, l’esperienza dei Rotariani italiani ha preso il via nel 1979 con l’invio del primo milione di dosi di vaccino nelle Filippine, campagna che ha portato poi al supporto globale del Rotary per l’eradicazione della polio. At-


Affiliandosi al Rotary si incontrano persone che vogliono lavorare insieme per creare un mondo migliore. È un modo per esprimere il proprio desiderio di solidarietà e giustizia; lo stesso che varrà celebrato il prossimo 30 giugno da Papa Francesco in occasione del Giubileo dei Rotariani

Il contributo di NTV Per sostenere i grandi progressi contro la polio e assicurare la tutela di tutti i bambini, secondo gli esperti sono necessari con urgenza 1,5 miliardi di dollari. Senza l’intero finanziamento e l’impegno politico, la malattia potrebbe ritornare nei Paesi già liberati, mettendo a rischio tutti i bambini, ovunque si trovino. Il Rotary ha contribuito con oltre 1,5 miliardi di dollari a favore dell’eradicazione della polio dal lancio dell’iniziativa globale. Fino al 2018, ogni dollaro impegnato dal Rotary per questa causa sarà equiparato con un rapporto di 2 a 1 dalla Bill & Melinda Gates Foundation, per un massimo di 35 milioni di dollari l’anno. Da parte sua, NTV contribuisce a questa campagna detraendo automaticamente da tutti i biglietti della linea Italo acquistati dai soci del Rotary una percentuale del prezzo d’acquisto da destinare alla campagna End Polio Now; NTV prevede anche

uno sconto del 10% e 100 punti di Bonus di benvenuto per tutti i Rotariani che si registrano al programma Italo Più. «Siamo più vicini che mai ad avere un mondo senza polio – dichiara il Presidente del Rotary International K.R. Ravindran – I contributi di NTV ci aiuteranno ad assicurare che nessun altro bambino debba più soffrire a causa di questa malattia devastante o prevenibile».

tualmente, tra gli ambiti di intervento internazionali dei club italiani possiamo segnalare quello ad Haiti, dove una comunità di 15 mila persone è stata aiutata ad avere accesso all’acqua potabile, con l’installazione di 10 km di tubature e il restauro di 45 fontane pubbliche; grazie al progetto Aquaplus è stato inoltre ristrutturato anche un sistema di irrigazione per 500 ettari, è stata acquistata una macina, e sono stati messi sul mercati prodotti come il Mamaplus, un alimento per bebè che ha già aiutato i bambini di 600 famiglie a riprendersi dalla malnutrizione. Dall’altra parte del mondo, in Cambogia, una clinica medica mobile offre assistenza a bambini e adolescenti che vivono in aree rurali difficili da raggiungere, grazie a un progetto finanziato da otto Rotary club italiani, un Rotaract club (per giovani di 18-30 anni) e l’Ospedale Bambin Gesù di Roma. Nella regione esiste un alto tasso di mortalità infantile, e ogni settimana un’equipe di medici distribuisce medicinali e si porta dietro un macchinario portatile per ecografia e altre attrezzature e rifornimenti per rispondere alle richieste di aiuto. In un solo anno, la clinica mobile ha fornito cure gratuite a ben oltre 700 pazienti. Affiliarsi al Rotary è insomma un mezzo per ricambiare il bene ricevuto dalla comunità e incontrare persone con la stessa passione: creare un mondo migliore. È un modo per esprimere il proprio desiderio di solidarietà, speranza e giustizia; lo stesso che varrà celebrato il prossimo 30 giugno da Papa Francesco in occasione del Giubileo dei Rotariani.

Per saperne di più:

www.rotary.org/it www.endpolio.org/it

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lâ&#x20AC;&#x2122;indagine

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Peccati di gola... deluxe

Louis Vuitton e Cova, Prada e Marchesi. Fashion e pâtisserie, un incontro “da leccarsi i baffi” che si è consumato sulla piazza più gourmet d’Italia, quella di Milano. Entrambi i casi però sono solo due ciliegine sulla torta di un fenomeno che da qualche anno coinvolge le maison internazionali del lusso per le quali il food è ormai terra di conquista di Sonia Sbolzani I dolci ingolosiscono i colossi della moda, che negli ultimi anni sembrano essersi accorti delle straordinarie potenzialità del comparto alimentare d’alto livello. È il capoluogo lombardo ad aggiudicarsi la palma di “salotto gastronomico” d’Italia, come ha sancito il Milano Fashion Global Summit 2014 dal titolo Fashion is Food, Food is Fashion, che ha sottolineato l’importanza del Made in Italy per entrambi i settori e il ruolo della metropoli meneghina come “capitale morale” anche in fatto di cibo. La “grande abbuffata” delle maison del lusso nella pâtisserie di qualità ebbe inizio nel 2013 con Lvmh che a sorpresa acquisì l’80% di Cova, fiore all’occhiello di Via Monte Napoleone, per una somma pari 32,8 milioni di euro: per allettare Monsieur Arnault, gli furono presentati sul vassoio i 7,2 milioni di euro di ricavi che l’anno prima la realtà dolciaria aveva conseguito, dopo essersi proiettata decisamente verso l’internazionalizzazione (con franchisee nelle prospere città asiatiche di Shanghai, Hong Kong, Tokyo). Anche Prada aveva corteggiato a lungo, con l’acquolina in bocca, lo storico caffè meneghino (per il quale era arrivata a offrire oltre 12 milioni), ma il gruppo francese aveva dimostrato maggior appetito, spuntandola alla fine, malgrado qualche strascico giudiziario dal gusto un po’ amaro. Così, la maison di Miuccia e Patrizio Bertelli rintuzzò per un po’ la fame, o meglio “la voglia di qualcosa di buono”, come suggeriva una celebre pubblicità, per poi confermare il suo desiderio di praline e panettone con l’acquisizione, nel marzo 2014, della blasonata pasticceria Marchesi in zona Magenta, per cui sborsò 7,7 milioni di euro, rilevando i 4/5 delle quote.

La “grande abbuffata” delle maison del lusso nella pâtisserie di qualità ebbe inizio nel 2013 con Lvmh che a sorpresa acquisì l’80% di Cova, fiore all’occhiello di Via Monte Napoleone, per una somma pari 32,8 milioni di euro aprile 2016

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l’indagine

Il caso Prada Sono i dolci, dunque, la nuova frontiera del lusso per i grandi gruppi in ottica di diversificazione. Prada nel 2015, anno dell’Expo, non solo ha inaugurato il proprio museo, ma ha anche pigiato l’acceleratore sul progetto food, rafforzando la presenza del marchio Marchesi sia a Milano sia all’estero. In effetti la società ha previsto aperture “zuccherine” a Dubai, Hong Kong, Tokyo e, ancora nel capoluogo lombardo, in Via Monte Napoleone (vernissage celebrato nel settembre scorso)… tanto per ingaggiare un duello che sa di derby con Cova-Lvmh e consumare così la sua soave vendetta. La ghiotta Prada ha pure “sfornato” l’idea di esportare la sua alta gastronomia a Londra, da Harrods, e poi, sempre a Milano ha messo in cantiere un ristorante chic in partnership col “solito” Marchesi in Galleria Vittorio Emanuele (nello spazio ex-McDonald’s, per cui Prada ha vinto l’appalto del Comune, in chiave di riqualificazione della prestigio-

«L’operazione Marchesi si inserisce nell’ambito di un progetto per solleticare l’interesse del consumatore non solo nella moda – dichiara Patrizio Bertelli – Speriamo che la gente voglia mangiare panettone e tortellini e torni a rilassarsi. Dopo la crisi inizia sempre una fase di ripresa» sa location). Inoltre, grazie all’Expo che ha suscitato un benefico fermento nel mondo della ristorazione ambrosiana con nuove opportunità di rilancio del cibo, la boutique Prada in Galleria ha pensato bene di ospitare una bottega di dolci, con offerta aggiuntiva di piatti salati, per colazioni, spuntini e conversazioni. L’intenzione, come ha spiegato l’amministratore delegato Bertelli, è farne un punto di ritrovo globale, riconoscendo dunque al food un potere di attrazione speciale. Il top-manager ha puntualizzato però di non voler avviare un vero e proprio business di ristorazione… Insomma, una farcitura e via, senza dimenticare di passare all’incasso (in termini finanziari e di immagine)! Lo stesso Bertelli infatti ha precisato: «L’operazione Marchesi si inserisce nell’ambito di un progetto per solleticare l’interesse del consumatore non solo nella moda, ma anche in settori collaterali. Più che creare una sorta di Prada food, è più giusto affidarci a un marchio esistente». Un brand, quello di Angelo Marchesi srl, che nel 2012 aveva mietuto ricavi per 2,4 milioni di euro. Il numero uno del gruppo Prada ha quindi puntualizzato: «Il marchio deve avere visione più globale e il food ci aiuta… Speriamo che la gente voglia mangiare panettone e tortellini e torni a rilas50

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Menu griffati Milano ha calamitato gli interessi culinari di buona parte delle star della moda, a partire da Giorgio Armani, che vanta ben tre locali (il giapponese Nobu, l’Emporio Armani Caffè, il ristorante e lounge bar all’interno dell’Armani Hotel), Roberto Cavalli con il suo gaudente Just Cavalli, Trussardi che possiede lo stellato ristorante alla Scala (supervisionato da Carlo Cracco), oltre al Trussardi Cafè (mentre la sua dolce metà Michelle Hunziger addentava fette di formaggio svizzero, Tomaso Trussardi ha annunciato aperture internazionali a Dubai e alla Fiera di Colonia, seguendo il trend cosmopolita di alcuni colleghi). All’insegna del connubio food-entertainment si sono mossi anche altri big quali Gucci e Bulgari, che offrono sfiziosi spunti-

ni e aperitivi rispettivamente in Galleria Vittorio Emanuele e all’interno dell’hotel in via privata Fratelli Gabba. Anche la griffe DSquared2 dei gemelli Dean e Dan Caten ha aperto con successo un ristorante per fashion gourmet (il Ceresio 7 all’ultimo piano del palazzo Enel, con due piscine ai lati), mentre il vulcanico Marc Jacobs si è “accomodato” ai tavoli dell’omonimo mondanissimo locale, in Piazza del Carmine, che propone stuzzichini e drink must-have. Controcorrente Dolce&Gabbana che, dopo 8 anni di attività, hanno ceduto il ristorante Gold all’estroso chef Filippo La Mantia, sebbene non abbiano rinnegato del tutto la scelta food, concentrandosi piuttosto sul Martini Bar D&G di Corso Venezia.


Nelle immagini: la Wellcome Area dell'Hotel Armani e sotto un raffinato piatto del Trussardi alla Scala, creazione dello chef Roberto Conti (nella foto in basso accanto a uno scorcio dell'enoteca del ristorante)

sarsi. Dopo la crisi inizia sempre una fase di ripresa». Prada ha tenuto a comunicare che il proprietario della pregiata pasticceria fondata nel 1824 continua a essere coinvolto nella gestione della società in qualità di amministratore delegato per presidiare la qualità dei prodotti. Qualcuno potrebbe pensare che “l’affare del pasticcino” sia una sorta di capriccio da stilista, deprecando il fatto che un altro pezzo di storia milanese ceda alle lusinghe del mercato e, nella fattispecie, del Fashion System. Tutt’altro: il rilancio di Marchesi e il suo graduale sviluppo internazionale rientrano nei piani strategici di una maison che nel corso del tempo ha costantemente dato prova di essere una delle realtà italiane d’eccellenza, in grado non solo far progredire l’economia del Paese, ma anche di stimolare un “rinascimento” della vita culturale.

L’entrata nel settore food assicura alle aziende del lusso la possibilità di intercettare un target più ampio, incrementando i profitti. Le griffe, però, non devono mai perdere di vista la loro storia e devono evitare di “annoiare” i consumatori sovraesponendosi, così da non perdere il legame che li unisce, fatto soprattutto di emozioni

de gamme, almeno finora. Il discorso vale in primis per Sant’Ambroeus in Corso Matteotti (30 dipendenti, 3 milioni di fatturato) che sarebbe entrata nel mirino “degustativo” del gruppo triestino Illy, “re del caffè”, disposto a sborsare 20 milioni di euro per il 100% della società: tuttavia la notizia non è stata confermata. Rende alla perfezione, però, l’idea, di quanto i dolciumi d’alto lignaggio facciano gola a chi opera nell’universo del lusso. A questo punto, come economista, non posso esimermi da un breve commento sulla progressiva diversificazione che molte maison stanno portando avanti, per offrire un modello di lifestyle completo. L’operazione è destinata al successo se sa trasmettere ai consumatori la brand consistency, ovvero la coerenza del marchio con i suoi valori ed il suo stile. L’entrata nel settore food assicura alle aziende del lusso la possibilità di intercettare un target più ampio, attirandone l’interesse e incrementando i profitti, tanto più in tempi non facili per l’economia, caratterizzati da rivoluzioni digitali e repentini mutamenti di tendenze. Le griffe, però, non devono mai perdere di vista la loro storia e soprattutto la conoscenza acquisita del pubblico di riferimento; altrimenti rischiano di smarrire la loro “missione”. In pratica, devono evitare di “annoiare” i consumatori sovraesponendosi, così da non perdere il legame che li unisce, fatto soprattutto di emozioni.

Total lifestyle Pare, comunque, che altre “mitiche” pasticcerie milanesi abbiano saputo resistere alle offerte assai lusinghiere di intraprendenti colossi haut aprile 2016

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i viaggi del gusto di...

Storia di un viaggiatore pigro Francesco Guccini ha smesso di scrivere canzoni ma l’esigenza di raccontare, e raccontarsi, non lo ha mai abbandonato. «Scrivo ricordi della mia vita, oppure di persone che conducevano una vita che non esiste più», ci dice in occasione dell’uscita del suo ultimo libro Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto, titolo insolito ma evocativo del piccolo mondo antico che emerge dalle pagine del suo romanzo. È un mondo del quale hai nostalgia? Non provo una vera e propria nostalgia per quello che non c’è più e di cui parlo nei miei romanzi e nelle mie canzoni. Si tratta di un mondo intero che è completamente svanito insieme ai suoi protagonisti. Esisteva una vita rurale, espressione di una civiltà contadina e montanara, che è scomparsa; era una vita difficile e dura, molto distante da quella che conduciamo oggi, piena di lussi. Non si può avere una vera e propria nostalgia di una realtà del genere, tutt’al più si può provare malinconia per quello che si è vissuto e che non tornerà o per le persone che di quel mondo facevano parte. Nel tuo ultimo romanzo racconti di due momenti che coinvolgevano la comunità intera, il matrimonio e il funerale. Credi che questa condivisione, questa partecipazione alla vita comune, siano ancora attuali in Italia? Dalle mie parti (Sambuca, in provincia di Pistoia, sull’Appennino Tosco Emiliano ndr) esiste ancora un concetto forte di comunità ma la società si è evoluta trasformandone di conseguenza il concetto stesso. Il rito del funerale per esempio si svolge ancora con le stesse modalità che ho descritto nel libro – con l'affissione dell'annuncio nei soliti posti e la partecipazione al rito funebre di tutto il paese – ma il matrimonio no. Per le rare coppie che decidono di sposarsi il matrimonio non è più un evento che coinvolge l’intero paese, non esistono più processioni a piedi o il rito del banchetto, che allora rappresentava un momento raro durante il quale poter mangiare piatti che di rado erano messi in tavola come il bollito, l'arrosto e gli zuccherini. 52

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di Eleonora Fatigati

Come lo vedi il futuro del tuo Appennino? Nero. Stanno chiudendo molte fabbriche che davano da mangiare a questa montagna come la Daldi o la Saeco che lasceranno a piedi moltissime famiglie, e non esiste più la vita rurale che garantiva un’agricoltura di sussistenza. La montagna si sta a poco a poco spopolando. C’è stato un grande periodo di emigrazione partito alla fine dell’800 verso gli Stati Uniti, la Francia, e proseguito fino al primo dopoguerra, che forse ricomincerà. Basti pensare che un censimento del 1911, di cui sono venuto in possesso di recente, sanciva la presenza di 7000 abitanti nel Non provo una vera e propria Comune di Sambuca, mentre nostalgia per quello che non c’è oggi se ne contano 1400 scarsi. Esistono frazioni del Comupiù, per il mondo rurale di cui parlo ne completamente disabitate nei miei romanzi e nelle canzoni. d’inverno.

Era una vita difficile, dura. Non

E tu oggi come trascorri le tue si può avere nostalgia di una realtà giornate? del genere, tutt’al più si può provare Le passo scrivendo, leggendo, facendo qualche giro a piedi malinconia per quello che si è in mezzo ai boschi, osservanvissuto e che non tornerà do la natura che muta e cercando di stare il più possibile con gli amici la sera a cena. In estate vado al lago. Una volta amavo molto andare in canoa, adesso non lo faccio più, ma il rito di andare ogni giorno al lago di Suviana in estate è per me irrinunciabile. Viaggi? Non sono mai stato un grande viaggiatore, sono sempre stato molto pigro e lo sono diventato ancora di più negli ultimi anni. Nei pochi viaggi che mi concedo oggi sono meno ardimentoso di un tempo e pretendo comodità che una volta mi lasciavano indifferente. Parlando di cibo invece, di cosa sei goloso? Sono nato a Modena, anche se mi considero un montanaro visto che mio padre era originario propri dei luoghi dove ora vivo. Queste radici metà toscane metà modenesi mi fanno essere ghiotto di tutte le specialità tipiche delle due zone, quindi pasta emiliana e salumi toscani accompagnati da pane rigorosamente sciapo, carne e salsicce alla brace. Il pesce lo ammetto solo se conservato, come usava da queste parti. Metti una sera a cena... dove ci porteresti? Le trattorie dove amo più andare qui sono essenzialmente tre: la Caciosteria due Ponti a Pavana, da Gianni alle Tele e la Trattoria Toscana a Porretta Terme. Sono tre ristoranti dove si può trovare una cucina multiforme, tendenzialmente tosco-emiliana con ingredienti genuini locali.

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Ilpersonaggio

Franco Cologni

ambasciatore del lusso di Guido Bianchi

Figura mitica nel mondo del luxury management, nel 1973 ha fondato “Les Must de Cartier Italia”, prima filiale di Cartier nel mondo. È stato presidente di Cartier International, Direttore Esecutivo del settore gioielleria e orologeria per il Gruppo Richemont, e nel 1995 ha dato vita alla Fondazione Cologni. Oggi condivide con noi le sue riflessioni in tema «In oltre cinquant’anni di carriera, le definizioni che ho dato alla parola “lusso” sono state sempre funzionali – a un momento, a un luogo, allo spirito dei tempi – mai radicali. Lusso è l’eccellenza nella creatività, nel saper fare e nel saper offrire: è un sistema etico ed estetico in cui cliente e creatore si parlano e si comprendono». Risponde così quando gli chiediamo cosa sia per lui il lusso, Franco Cologni – Cavaliere del Lavoro nonché Chevalier de l’Ordre National du Mérite e Commandeur dans l’Ordre des Arts et des Lettres e Officier de la Légion d’Honneur in Francia – che proprio di questo prestigioso settore è stato definito l’ambasciatore italiano. «Un’idea molto bella: dovremmo essere tutti “ambasciatori” del Made in Italy, e non conquistadores alla caccia di nuovi territori», commenta. 54

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La Fondazione da vicino Nata a metà degli Anni ’90 del secolo scorso, la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte si adopera per salvaguardare e promuovere il patrimonio dell’artigianato artistico d’eccellenza attraverso iniziative culturali, scientifiche e divulgative. Le attività della Fondazione, finalizzate a un ”nuovo Rinascimento” dei mestieri d’arte, si rivolgono soprattutto ai giovani: formare nuovo generazioni di Maestri d’Arte, salvando le attività artigianali di eccellenza dal rischio di scomparsa, è infatti uno dei principali obiettivi perseguiti.

Sono in molti a sostenere che se l’Italia puntasse sulla sua capacità di “creare bellezza” potrebbe lasciarsi alle spalle le difficoltà di questi anni. Qual è la sua opinione e quali le strategie da mettere in campo? Il mondo ha fame e sete di Italia, e il nostro Paese deve puntare su questa capacità di stupire e far innamorare.Valorizzare la figura dei maestri d’arte, proteggerne il lavoro e tutelarne il talento sarebbero già misure efficaci. Altro tema caldo è quello del ricambio generazionale: la Fondazione Cologni è impegnata a promuovere i mestieri d’arte fra le giovani generazioni. Come lo fate e qual è il bilancio dopo vent’anni di attività? La necessità di inserire giovani talenti nel


mondo dei mestieri d’arte è prioritaria. Con il progetto Una Scuola, un Lavoro. Percorsi di Eccellenza abbiamo messo a bottega 110 tirocinanti in cinque anni: finanziando tirocini di sei mesi abbiamo cercato di dare una risposta concreta a un tema complesso. Ma per suscitare vocazioni è necessario anche migliorare la visibilità e la desiderabilità dei mestieri d’arte, azioni che cerchiamo di svolgere tramite mostre, progetti editoriali e didattici.

Qual è lo “stato di salute” dell’artigianato artistico italiano? Il nostro primato è certamente riconosciuto, ma occorre essere consapevoli dei rischi e dunque favorire il ricambio generazionale, sostenere il valore del mestiere d’arte e favorire la cultura dell’eccellenza

Foto di Susanna Pozzoli

In apertura, Franco Cologni. Qui Alessia Martini, classe 1992, durante il suo tirocinio presso l'Atelier di sartoria Spazio Milani

Siamo alla vigilia del Salone del Mobile, ma anche della XXI Triennale, che torna a Milano dopo vent’anni. Che ruolo ha nel più generale panorama dell’artigianato artistico italiano il settore del legno-arredo? I più grandi creativi trovano da sempre in Italia la disponibilità e la competenza dei migliori artigiani, che non sono semplici esecutori ma veri interpreti. Qui nascono prototipi, progetti e prodotti che il mondo intero considera icone: perché la perfezione della realizzazione nasce da un dialogo tra mano e mente, e da una cultura del bello ben fatto che non è certamente rintracciabile ovunque. La XXI Triennale metterà in luce l’evoluzione di questo rapporto, analizzando – tra gli altri aspetti – anche il New Craft, cui sarà dedicato un intero Padiglione al quale la Fondazione Cologni ha collaborato. Quali sono le iniziative che la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte organizza in occasione di queste manifestazioni? Il progetto DoppiaFirma, realizzato con yoox.com e Living ed esposto durante il Salone alla Biblioteca Ambrosiana, che ben rappresenta questo dialogo tra progetto e realizzazione: sedici designer importanti hanno collaborato con sedici maestri specializzati in mestieri “rari”, per creare una collezione inedita ed evocativa. Presso il Diurno di Porta Venezia, invece, con il progetto Vestae rappresenteremo un nuovo modo di intendere il wellness, visto attraverso gli occhi dei venti studenti internazionali della scuola di design che il gruppo Richemont ha fondato a Milano, la Creative Academy. Per saperne di più:

www.fondazionecologni.it

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CECILIA RODRIGUEZ

sweetyears.it


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Arte e artisti di casa (nostra) di Marco Gemelli 60

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È una delle quattro “A” delle eccellenze Made in Italy: anche nell'arredamento, il nostro “saper fare” trionfa nel mondo. Dal legno, materia prima sulla quale tradizionalmente l'italico genio riesce a esprimersi al meglio, designer ed ebanisti del Belpaese sono capaci di tirare fuori pezzi unici: mobili, accessori, complementi d’arredo. A rendere lo stile italiano della casa un must esclusivo, ci pensano quindi la creatività e l’innovazione che contraddistinguono i nostri distretti storici – a partire dalla Brianza –, le accademie che forgiano i talenti di domani e l'evento internazionale che celebra il comparto: il Salone del Mobile di Milano aprile 2016

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Arte e artisti di casa (nostra)

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Appuntamento al Salone

l’evento

ccompagna da sempre la creatività di artigiani e designer nostrani, e a ben vedere è stato il supporto materico su cui nel tempo il genio italico ha saputo esprimersi al meglio costruendo alcuni dei suoi capolavori. È il legno, che nella sua specifica accezione di arredo rappresenta una delle quattro “A” delle eccellenze nazionali (insieme ad alimentari, abbigliamento e automazione) grazie a solide radici artigianali, alla capacità di innovazione e a una netta propensione a diversificare il comparto, che nel tempo si è allargato fino a comprendere il design ad alto valore aggiunto. Tutti elementi che hanno portato l’industria del legno a imporsi come leader in Europa sia nella quantità di prodotti esportati che nella loro qualità. Si tratta di un settore piuttosto vasto, con le sue quasi 60mila aziende che spaziano dal legno per la falegnameria a quello per la costruzione di mobili e accessori. È su questi ultimi aspetti che vale la pena concentrarsi, perché – nonostante il buon Collodi, scrivendo Le avventure di Pinocchio, abbia reso famosa nel mondo la figura di Geppetto come esempio di falegname italiano – il gusto e lo stile Made in Italy vengono apprezzati soprattutto nel comparto dell’arredamento della casa, che rispetto al resto della produzione “pesa” oltre il 60% e arriva al 2,6% del totale dell’industria italiana. A trainare le esportazioni sono proprio questi “frammenti” di stile italiano, che appassionati di tutto il mondo (l’export assorbe oggi quasi la metà della produzione complessiva nazionale) ricercano per assaporare quel gusto per il bello e il ben fatto che l’Italia e i suoi artigiani sembrano avere scritto nel Dna. Il mercato interno apprezza di più i mobili per negozi e uffici, cucine e letti, mentre fuori dai nostri confini sono sedie e poltrone a dominare le richieste. Diverse categorie merceologiche, dunque, ma un unico fil rouge: l’origine artigianale del settore, poi arricchita con la creatività e il design. Con un background del genere, non è difficile comprendere perché l’Italia ospiti oggi il più importante salone internazionale del comparto.

Trecentomila operatori provenienti da 160 Paesi e un pubblico di 30mila persone attese nel weekend, per quella che è oggi la vetrina più importante del legno arredo italiano a livello mondiale. La 55a edizione del Salone del Mobile va in scena dal 12 al 17 aprile e, con un indotto generato di circa 200 milioni, conferma il ruolo di Milano come capitale del design. Solo a Rho sono 650 gli “stilisti del mobile” chiamati a mettersi in mostra insieme ai 2.310 espositori: «Il 70% di questi – spiega il presidente del Salone, Roberto Snaidero – arriva dall’estero: l’offerta commerciale si coniuga alla cultura dell’abitare attraverso gli eventi collaterali». Del resto, che il settore continui a essere strategicamente importante lo conferma Carlo Calenda, viceministro dello Sviluppo Economico: «Il comparto sta dando segni di ripresa, con un aumento dell’export vicino al 6% nel 2015. E ci sono buoni segnali anche sul mercato interno, grazie al rinnovo del bonus mobili estenso anche alle giovani coppie». Tra le novità di quest’anno, il debutto del settore xLux, dedicato alla fascia di prodotti luxury, che vedrà protagonisti alcuni dei maggiori brand del fashion tra cui Borbonese, Fendi, Ferrè, Roberto Cavalli, Versace, Tonino Lamborghini... Torna poi l’appuntamento di EuroCucina con l’evento colla-

terale Technology For the Kitchen, così come il Salone Internazionale del Bagno che presenta le anteprime per personalizzare l’ambiente della casa dedicato alla cura di sé. In quanto al SaloneSatellite, il tema di quest’anno è “Nuovi materiali, nuovo design”, con i protagonisti che presenteranno prototipi e progetti attinenti proprio a cucine e bagni. Spazio inoltre alla mostra Stanze – Altre filosofie dell’abitare (presso il Palazzo dell’Arte dal 2 650 “stilisti del mobile” e 2.310 espositori si danno appuntamento presso i padiglioni della fiera di Rho dal 12 al 17 aprile aprile al 12 settembre), che intende sottolineare il compito dell’architettura degli interni e dare una visione proiettata verso il futuro del nostro abitare. Milano rendere omaggio anche a ciò che è venuto prima del design, con la mostra Before Design: Classic, una riflessione sull’anima classica dell’abitare contemporaneo, mentre un cortometraggio del regista Matteo Garrone narra del gusto classico Made in Italy e la sua attualità. Il FuoriSalone, infine, animerà le vie e le piazze della città, coinvolgendo centinaia di migliaia di appassionati, turisti e designer.


che portò moltissimi artigiani a pensare a nuovi modelli di mobili e complementi d’arredo. In fondo, il nostro Paese ha sempre avuto un tessuto di piccole e medie imprese: l’ideale, per un’operazione che richiedeva grande flessibilità. La fiera dell’arredamento di Milano – che alla prima edizione contò 328 aziende e 12mila visitatori – seppe ritagliarsi in breve tempo una sua popolarità, diventando stabilmente di livello internazionale negli anni Novanta, inserendosi nella Settimana del Design e aprendosi alla città con il Fuorisalone. Nel 2005, poi, dai locali della Fiera campionaria la kermesse si è spostata nella nuova sede realizzata dall’architetto Massimiliano Fuksas. Oggi il Salone rappresenta un autentico show-room di respiro mondiale dove non mancano prototipi e spazi dedicati alle nuove tecnologie, con performance di designer sia famosi che emergenti.

I distretti produttivi del nord

Una vetrina internazionale Per gli operatori del settore casa-arredamento, il Salone Internazionale del Mobile è la più importante occasione d’incontro a livello mondiale. L’orizzonte della manifestazione è fissato al 2032, poiché almeno fino a questa data l’evento sarà organizzato nel capoluogo lombardo, ma per capire le ragioni del suo successo è necessario guardare al suo passato, a prima ancora dell’edizione che ne segnò il debutto, nel 1961. Tutto risale alla fine degli anni Cinquanta e alla necessità di ricostruzione post-bellica,

il Salone del Mobile di milano è la più importante occasione d’incontro per gli operatori del settore, un autentico show-room di respiro mondiale dove non mancano prototipi e nuove tecnologie, con performance di designer sia famosi che emergenti

Ma da dove vengono le aziende italiane che saranno presenti al Salone? Anche nel campo del legno-arredo la produzione è concentrata in alcune aree chiave: basti pensare che sui circa 200 distretti industriali italiani, ben 40 – concentrati nel Triveneto, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Marche e Puglia – sono specializzati nel settore del legno arredo. Tra questi, la palma del più antico va al territorio della Brianza, a sua volta diviso tra la Comasca e Cantù, la zo-

In queste pagine, immagini di repertorio del Salone del Mobile, dal 2005 allestito nei padiglioni disegnati da Fuksas per FieraMilano

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Arte e artisti di casa (nostra)

Snaidero: «destinati a eccellere» «Essere primi non è mai facile, ma recuperare dopo essersi fatti sorpassare sarebbe piuttosto difficile. Ecco perché non abbiamo scelta: nel campo del legno arredo siamo i migliori e dobbiamo restarlo». Non ha dubbi il presidente nazionale di Federlegno e del Salone del Mobile, Roberto Snaidero. I numeri ispirano ottimismo, ma per l’imprenditore friulano titolare dell’omonima azienda di cucine è fondamentale non cullarsi sugli allori. Abbiamo chiesto al presidente una fotografia del comparto, alla vigilia del 55° Salone del Mobile.

Chi registra le performance migliori? Sia le grandi che le piccole aziende del comparto hanno sempre avuto nel proprio Dna l’esportazione, quindi a prescindere dal problema specifico della Russia, in tutti gli altri Paesi – Usa, Francia, Cina – le imprese italiane ottengono buone performance. Anche sul fronte interno finalmente si vede la luce in fondo al tunnel, sia grazie al bonus mobili (prorogato fino alla fine dell’anno) sia per gli sgravi alle giovani coppie, due misure che hanno dato una svolta positiva.

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Quali sono i punti di forza dell’offerta italiana? Senza dubbio il design, la qualità del prodotto e l’immagine dei brand. Lo dimostra la vivacità del Salone del Mobile, dove innovazione, ricerca e sviluppo di nuovi materiali lasciano di stucco gli addetti ai lavori. Le nostre aziende investono 50milioni di euro nella ricerca, e i mercati sono ricettivi. Dopo la Cina, siamo i secondi esportatori mondiali di arredo legno. Ma laggiù non hanno materiali né certificazioni paragonabili alle nostre. I nostri competitors fanno passi avanti, ma noi presentiamo sempre qualcosa di nuovo. Se ci fermiamo, è la fine. Cosa aspettarci per il futuro? Beh, noi continuiamo a vedere segnali di crescita e a darci da fare. Abbiamo in programma un evento a Shanghai a novembre per riconfermare la nostra presenza sul mercato asiatico, dove fatturiamo 300 milioni solo in quel Paese: prima i cinesi ci copiavano e rivendevano sul mercato locale, adesso la classe abbiente può permettersi l’originale ed è ciò che chiede.

l’intervista

Presidente, qual è lo stato attuale del settore italiano del legno? Dal 2008 al 2014 il comparto ha vissuto grosse difficoltà, specie sul mercato interno. Il 2015 si è chiuso col segno positivo su ambo i versanti: se è vero che la nostra non è una crescita a doppia cifra, bensì del 5-6% annuo, lo è altrettanto che il comparto fattura complessivamente 40 miliardi, di cui il 42% in export. Teniamo conto che il nostro settore è composto soprattutto da Pmi, se escludiamo i primi 10-15 gruppi. In seno a Federlegno contiamo su circa 3000 associati che comprendono l’intera filiera.

i punti di forza dell’offerta italiana? design, qualità del prodotto e immagine dei brand. I competitors fanno passi avanti, ma noi presentiamo sempre qualcosa di nuovo. Se ci fermiamo, è la fine na più vicina a Milano con Lissone (che nel ’67 diventa centro europeo dell’arredamento) e Comuni come Barlassina, Cesano Maderno, Desio, Giussano, Macherio, Seregno, Seveso… e infine la zona che ha fulcro nel Meratese. Si tratta di un distretto che conta circa 4700 imprese con 22500 addetti e che genera un fatturato di circa 200milioni di euro (su un totale nazionale di 10miliardi di esportazioni, in crescita), orientato per il 60% all’estero: «I nostri imprenditori – spiega Carlo Edoardo Valli, presidente della Camera di Commercio di Monza e Brianza – hanno iniziato a sviluppare una maggiore propensione verso l’estero, puntando sulle produzioni personalizzate per soddisfare le esigenze dei nuovi mercati, promuovendo così prodotti di alta qualità come strategia di mantenimento del distretto». Nato nell’Ottocento con le prime botteghe artigiane, il distretto della Brianza è specializzato nella


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Arte e artisti di casa (nostra)

Tra i 40 distretti del mobile nazionali, la palma del più antico va al territorio della Brianza, tra como, monza e merate, che conta circa 4700 imprese

produzione di mobili, oggetti in legno e complementi d’arredo (imbottiti, armadi, tavoli, sedie, camere da letto). Accanto al tradizionale distretto lombardo, si sono affiancate da diversi anni le dinamicissime imprese del Triveneto, forti di alcune punte del settore, ma anche di un tessuto integrato di piccole unità produttive aggressive e spregiudicate. Tra queste spicca il distretto della sedia in Friuli.

... e quelli del centro-sud

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Traendo le sue origini da una tradizione antica, non c’è da stupirsi se il legno e l’arte della falegnameria abbiano in Italia una serie di musei dedicati. Secondo Confartigianato ne esistono 17, tutti concentrati nelle aree geografiche più vocate. Come il Mav, Museo dell’artigianato valdostano di tradizione di Aosta, i diversi musei “del Falegname” a Bergamo, Brescia e Vicenza, il Museo dell’arredamento e dell’ammobiliamento ospitato nella Palazzina di caccia di Stupinigi (Torino), che nella stessa zona comprende il Museo del mobile – Centro di documentazione della cultura valligiana, e il Museo etnografico del pinerolese. La carrellata prosegue con il Museo del legno a Como, il Museo degli attrezzi per la lavorazione del legno a Milano, il Castello di Vetro a Modena o il Museo bottega della tarsilignea a Napoli. E ancora: il Museo dell’arte della tornitura del legno a Novara, il Museo del vecchi mestieri a Pesaro, il Museo della tarsia a Reggio Emilia e il Museo etnografico sulla lavorazione del legno a Vicenza. Infine, da ricordare due musei dedicati a uno dei manufatti in legno più amati, la pipa, a poca distanza: uno è a Brebbia, l’altro a Gavirate, entrambi nel varesotto.

In queste pagine, un laboratorio artigianale del distretto di Bassano, un ritratto di Paola Zanotto e alcune manifatture prodotte sul territorio

da vedere

Nel centro Italia prevale il contesto romagnolo e marchigiano, rappresentato soprattutto dal distretto di Pesaro: qualcuno potrebbe definirli i “cucinieri” d’Italia, perché hanno raggiunto punte d’eccellenza in quel comparto. Sta di fatto che negli anni il distretto ha saputo attirare l’interesse dei grandi mercati internazionali, in primis Stati Uniti e Russia. Nonostante la produzione non sia limitata alle cucine, questa specializzazione ha consentito a oltre 1300 aziende di sopravvivere alla crisi e anzi imboccare la strada della ripresa. Anche se l’anno scorso il distretto ha consolidato la presenza all’estero (+7,3%), specie negli Stati Uniti (+25%), sul mercato interno l’incremento non va oltre l’1,8% e il numero delle imprese è in calo; caratteristica predominante è la compresenza di grandi aziende vocate all’internazionalizzazione e Pmi di fascia più bassa con strategie meno evolute. In Toscana c’è il distretto della Valdelsa, concentrato tra Poggibonsi e Sinalunga, che si allarga anche a diversi Comuni del Chianti più Quarrata nel pistoiese: i suoi punti di forza sono la capacità di realizzare mobili ad alto valore aggiunto di design, la specializzazione nell’arredo per caravan e la presenza del Cen-

La storia tra quattro mura


tro sperimentale del mobile e dell’arredamento, che ha permesso al settore di sbarcare in Europa, Medio Oriente e Cina. A ruota, si sono costituiti i consorzi Tuscany Woodworking Technologies e Casa Toscana per l’innovazione nel settore del legno, mobile e arredo. Nel sud Italia, infine, da ricordare il distretto murgiano pugliese che ha come esponente di spicco il gruppo Natuzzi, abile a crescere fino a imporsi a livello mondiale: la zona compresa tra i Comuni di Matera,Altamura e Santeramo in Colle, coinvolge 110 aziende con 8000 addetti.

il legno e l’arte della falegnameria hanno in Italia una serie di musei dedicati: 17 Secondo Confartigianato, concentrati nelle aree geografiche più vocate

Designer di oggi e di domani

di Germana Cabelle Lo chiamano così il distretto legato al Comune in provincia di Vicenza, con le sue 460 imprese che lavorano nel sistema legno e arredo, affacciate lungo la statale della Valsugana con i loronegozi spaziosi e le vetrine ammiccanti che hanno in esposizione mobili di alta gamma. “Un settore che – come emerge dai dati elaborati dall’ufficio studi di Confartigianato Vicenza su base Unioncamere – nel 2015 ha registrato un trend negativo del -3%”. Paola Zanotto, responsabile commerciale di un’azienda artigiana di terza generazione, nonché presidente provinciale del mandamento di Bassano del Grappa della Confartigianato, raccon-

ta: «Soffriamo di una situazione legata all’edilizia e alla svalutazione del rublo, dal momento che i russi erano fra i principali clienti. Le aziende sono state quindi costrette a riorganizzarsi nei processi innovativi, investendo in risorse umane e aprendosi a nuovi mercati come l’India e gli Stati Uniti. Le aziende stanno capendo quanto importante sia lavorare su marketing, promozione e comunicazione, figure che non possono più mancare nelle nostre realtà. Abbiamo avuto una boccata d’ossigeno con gli incentivi fiscali, ma ora tutto passa per la rete, internet e i social in primis, ed è necessario adeguarsi».

la case history

Bassano del Grappa: la “Brianza” Veneta

Da questo panorama emergono i grandi nomi del design italiano – da Gianfranco Frattini a Mario Bellini, da Achille e Pier Giacomo Castiglioni a Matteo Thun – e generazioni di giovani e meno giovani che a questi personaggi si ispirano. C’è chi si specializza in un comparto particolare, come “Atelier di cucina”, e chi invece orienta la sua creatività ad ampio spettro. Ci sono gli evergreen come Pininfarina, che al Salone presenterà (il 13 aprile alle 20 allo showroom di Reflex) in anteprima mondiale la Idea40 di Snaidero, primo frutto del progetto Pininfarina Home Design di lusso, innovazione e artigianalità. E poi ci sono scuole e accademie, dove la creatività può essere guidata fino alla creazione di oggetti in grado di alimentare il mito del gusto italiano. In Italia se ne contano numerose: dagli Istituti di design con specializzazioni nel legno (lo IED di Firenze o lo IID di Perugia, ad esempio) fino a quelli nati con una predisposizione particolare al comparto del legno arredo, come le Scuole San Carlo di Torino. aprile 2016

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#italiachemerita/le storie

Il legno sulla pelle di Riccardo Lagorio

Modellano con sapienza la materia prima. Pensano e creano arredi durevoli. Inventano e costruiscono complementi d’arredo. Sono i designer, gli ebanisti, i prototipisti, i mobilieri: eccellenze umane che lavorano con la testa e con le mani. Impossibile, nelle loro creazioni, stabilire dove finisca la funzionalità e cominci l’arte. Ecco perché il mondo ama lo stile italiano dell’abitare La casa è il bene al quale gli italiani tengono di più. L’arredamento è invece la dotazione del proprio spazio intimo e vitale con oggetti che non solo possiedono una funzione ben precisa, ma che rappresentano anche una dimensione estetica. Dietro a questa sintetica definizione, in Italia si muove un plotone di artigiani e designer: talenti della manualità che sanno applicare anche le più avanzate tecnologie messe a disposizione dalla domotica.

Il falegname 2.0 Come, ad esempio, la cassettiera a comando vocale Cuore solitario 2.0, studiata e realizzata dall’ebanista Alessio Gismondi. Sie68

aprile 2016

Giacomo Moor, giovane designer in ascesa formatosi tra l'università e la bottega artigiana, oggi lavora per aziende private e gallerie. L'approccio che lo contraddistingue? Non ama dichiarare la funzionalità dei suoi progetti, rendendo il cliente protagonista dell'atto creativo In foto, da sinistra: Giordano Viganò e Giacomo Moor al tavolo di lavoro

te impegnati con entrambe le mani e avete la necessità di prendere una busta dal cassetto? Tramite Arduino, la scheda elettronica di piccole dimensioni (anche questa studiata in Italia, a Ivrea) Cuore solitario 2.0 riconosce l’ordine e il cassetto si apre magicamente. «A questo sono arrivato dopo 35 anni di lavoro continuo e tre generazioni di esperienza di falegnameria alle spalle», ci informa Gismondi nel suo laboratorio di Civitavecchia. Spesso le soluzioni sono richieste da altri professionisti, chiamati a sviluppare mobili di design con


Design&medicina

alta tecnologia applicata in piccole serie. «Ma con il tempo, la curiosità mi ha portato ad affrontare nuove frontiere e fare mie proposte – continua il titolare dell’azienda Codice-abarre – tanto che oggi la mia impresa continua a progettare e realizzare oggetti d’arredo con l’intento di rendere ogni ambiente un luogo evocativo, uno scenario che permetta di dimenticare la routine». Se la casa è il nido dove trovare conforto, la postazione di lavoro è essenziale per realizzare al meglio la propria attività. E quando uno scrittoio riesce a con-

ciliare tradizione artigianale e design, allora sì che un semplice strumento di lavoro diventa un’opera d’arte.

Quando la materia è sacra Riconoscibilità a prima vista la parola d’ordine, dunque. Come accade anche per i mobili dell’Officina Rivadossi Falegnameria, che da quarant’anni (ma oltre 85, se si tiene conto dell’esperienza accumulata nel secolo scorso dal capostipite Clemente Rivadossi) si contraddistingue per l’alta qualità del materiale,

… un matrimonio curioso, ma Alessio Gismondi è riuscito a combinare anche questi due elementi. Realizzando nel 2013, in collaborazione con il Museo della Scienza di Trento e l’Università della città atesina il progetto Con_ tatto, che affronta il delicato problema delle malattie cutanee: ogni mobile ha una speciale finitura decorativa con elementi tattili diversi che rendono l’oggetto palpabile e rappresentativo di nove patologie selezionate, dall’orticaria alla psoriasi, al fine di sensibilizzare il pubblico su questi argomenti. aprile 2016

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#italiachemerita/le storie

la cura e la ricerca del dettaglio costruttivo, la precisione degli incastri e dell’assemblaggio, l’armonia degli accostamenti e gli elementi di modernità. «Pensiamo di essere depositari di uno stile unico e personale grazie alla lavorazione totalmente artigianale e manuale: le essenze di noce, ciliegio, rovere e tiglio sono scelte, accostate, lavorate ed esaltate in tutte le loro qualità. I manufatti sono la rappresentazione dell’unione armonica tra il legno e il design moderno, con grande attenzione alla funzionalità e alla destinazione nella vita reale» ci racconta Marco Rivadossi. Nascono così credenze, madie, sedie, librerie e cucine su commissione, ma anche arredi sacri che si esprimono nell’austerità delle forme, nella semplicità della concezione, nella preziosa eloquenza dei materiali lignei. Altro punto di forza dei Rivadossi è la presenza di abili giovani artigiani che vengono cresciuti e maturati direttamente nel laboratorio di Nave, nel Bresciano. Quando si crede nei giovani, i talenti nascono.

Mobili da interpretare È accaduto a Giacomo Moor: «La mia passione per il legno è sbocciata negli anni dell’università grazie all’assidua frequentazione di una bottega artigiana. Così nacque l’idea di disegnare, ma soprattutto realizzare in prima persona degli oggetti nei quali la componente manuale po-

Arredi a misura di… desiderio L’evoluzione del modo di abitare e di intendere l’ambiente è ben presente nelle realizzazioni di un maestro di lunga esperienza come il brianzolo Giordano Viganò, il quale, dagli esordi con mobili in stile Anni ’70 a fianco di importanti designer come Luigi Massoni e Gianfranco Frattini, è approdato a una forma d’espressione moderna e contemporanea applicando tecniche nuove e gli ultimi ritrovati in tema di materiali e finiture. «Ai giorni nostri – afferma – il committente, più che mai, deve essere coinvol-

Chi entra in bottega non va a comprare un prodotto, ma vuole vivere un’esperienza. L’artigiano non deve realizzare una richiesta, ma deve dare vita a un sogno to nella preparazione dell’oggetto che desidera: chi entra nel laboratorio deve trovare il carisma dell’artigiano e la preparazione del tecnico nella scelta del materiale e del procedimento. Chi entra nella bottega non va a comprare un prodotto, ma vuole vivere un’esperienza. L’artigiano non deve realizzare una richiesta, ma deve dare vita a un desiderio che forse il cliente non riesce ad esprimere». I versanti lungo i quali si è evoluto

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l’arredamento d’autore sono due, insomma: lo stile e i materiali utilizzati. E le sorprese non mancano: come nel caso del legno di palma, adoperato da Viganò per la sua Scacchiera Tabula Aurea, sezionato per favorire il contrasto cromatico solitamente ottenuto accostando il bianco e il nero. La bordatura in ebano del Gabon e le finiture esterne in argento rappresentano il tocco per il raggiungimento di una bellezza autentica, nascosta in dettagli che rendono l’oggetto unico ed emozionale. «È fondamentale l’esperienza che ho maturato collaborando con grandi artigiani che mi permettono di costruire gli oggetti a me ordinati: molto richiesti sono quelli composti da legno e metallo o legno e vetro – chiosa Viganò – questo tipo di lavorazione è sempre più stimolante, specie quando si desidera ottenere effetti decorativi, come l’inserimento di tasselli d’osso o di galuchat, particolarmente delicata da lavorare per la sua grana naturalmente perlata». In occasione del Salone del Mobile di quest’anno, questo artista del legno che nel 2008 ha ricevuto il riconoscimento di Eccellenza Artigiana Lombarda, è stato chiamato a esporre le sue opere presso la Biblioteca Ambrosiana, unitamente ad altri maestri d’arte italiani e celebri designer, per un’interpretazione della tradizione artigianale che illustri una collezione esclusiva di 16 pezzi costruiti con tecniche rare e materiali ricercati.


Nella pagina precedente, un tavolino in ebano e osso firmato Viganò. Qui una zona notte dell’Officina Rivadossi Falegnameria, creatori di qualità da oltre quarant’anni

tesse diventare il valore aggiunto del progetto», svela. Oggi Moor è nome assai noto, che lavora per clienti privati, gallerie e aziende. I primi successi li ha raccolti con la collezione Metropolis: sette mobili in edizione limitata, numerati e firmati dall’autore (tavolino, scrivania, armadio, consolle, libreria, parete attrezzata orizzontale e verticale) dove i volumi in legno di noce si compenetravano con strutture reticolari di ferro laccato nero, articolandosi nello spazio e creando micro-architetture da interni. Venivano assolte così precise esigenze funzionali ma anche evocate forme archetipiche di metropoli, e insieme si profilava il particolare equilibrio tra rigore geometrico e flessibilità del noce. Moor non dichiara espressamente la funzionalità de-

Ad Alessio Gismondi ci sono voluti 35 anni di lavoro e l'esperienza di tre generazioni di falegnami per progettare e costruire oggetti d'arredo geniali e ad alta tecnologia come Cuore Solitario 2.0, cassettiera a comando vocale che semplifica la vita Per saperne di più:

www.codicelab.com www.giordanovigano.it www.rivadossimobili.com www.giacomoor.com

gli oggetti che crea: spetta all’utilizzatore scoprirne ante e cassetti. «Il cliente – dice – deve avere la possibilità di seguire l’evoluzione del prodotto, dalla fase di progettazione a quella di lavorazione e finitura». Ed è così che i clienti diventano protagonisti nella costruzione dell’oggetto, grazie alla collaborazione con designer e artigiani, all’interno della sua bottega di Milano. Nella successiva collezione Palafitte, Giacomo ha indagato le facoltà del bambù, anche plasmandolo in materia viva che s’ispira alla verticalità delle case sull’acqua. Tavoli, scrivanie, sistemi d’arredo su misura, lampade e sedute: uno stile tutto italiano che rende più accattivante la casa. E avvicina il mondo al modo di pensare, e di vivere, italiano. aprile 2016

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INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

panorama imprese

di Piero Caltrin

lezionano soggetti prestatori di beni e servizi necessari all’organizzazione e al funzionamento propri, sia quando procedono all’affidamento di contratti di formazione professionale che possano giuridicamente configurarsi, sotto il profilo oggettivo, come affidamento di appalto pubblico. Tale qualificazione dei fondi porta a un’attività di vigilanza sugli affidamenti di appalti pubblici.

Controllo e vigilanza dell'Anac sui Fondi Anche i fondi interprofessionali saranno soggetti alla vigilanza dell'Autorità nazionale anticorruzione. Il direttore di Formazienda, Rossella Spada: «Formazienda continuerà a operare come sempre al fianco delle imprese» Nel mese di gennaio il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), Raffaele Cantone, ha inviato al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti una lettera in cui sostiene che i fondi paritetici interprofessionali sono da considerarsi organismi di diritto pubblico e che eserciterà su di essi l’attività di vigilanza e controllo di propria competenza sul rispetto della normativa in materia di appalti pubblici. Ne abbiamo parlato con Rossella Spada, direttore del fondo Formazienda. Che cosa sostiene l’Anac nella lettera inviata a Poletti? L’Anac afferma che i fondi possono considerarsi organismi di diritto pubblico e che per questo sono tenuti ad applicare le procedure di aggiudicazione previste dal Codice. L’applicazione va fatta sia quando essi se72

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Quali sviluppi si prevedono ora per voi fondi? L’Anac ha informato che eserciterà vigilanza e controllo sull’attività svolta, specificando che l’applicabilità o meno del codice degli appalti pubblici dovrà essere analizzata caso per caso. Restiamo in attesa di indicazioni da parte del ministero del Lavoro in qualità di ente vigilante, in assenza della costituenda Anpal, soprattutto con riferimento alle ricadute gestionali e operative della nota dell’Anac. L’intervento dell’Anac che effetto ha sulle imprese aderenti a Formazienda? A oggi il Fondo ha sempre operato rispettando quanto disposto dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e stiamo continuando a garantire alle imprese aderenti a Formazienda l’accesso ai nostri strumenti di finanziamento.

Come aderire al fondo Formazienda Aderire è semplice e non comporta alcun costo per l’impresa. È sufficiente inserire il codice FORM nella denuncia contributiva e retributiva mensile (modello Uniemens). L’adesione, ricordiamo, può essere espressa anche da parte delle aziende agricole (modello Dmag). Il fondo Formazienda accoglie il contributo versato dalle imprese sia per i dipendenti sia per le figure dirigenziali. Per ulteriori informazioni circa le modalità di adesione si può visitare il nostro sito e prendere contatti con i nostri uffici.


La vita è una storia bellissima

RESIDENZE PER ANZIANI ANNI AZZURRI Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche. Lavoriamo con passione per far sì che presso di noi gli ospiti trovino lo stesso calore di casa, si sentano accuditi e coccolati e possano riempire le loro giornate di nuove e stimolanti attività ed esperienze. Le nostre competenze in campo sanitario e assistenziale ci consentono di accogliere anche anziani con particolari patologie e problemi di salute o psicologici, sempre con la garanzia della migliore assistenza. La sensibilità dei nostri addetti rende meno traumatico il cambiamento e il trasferimento dall’ambiente domestico, facendo dell’esperienza in una residenza un’occasione di miglioramento della qualità della vita.

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Gruppo


In Viaggio

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90 102 calabria. s. pietro in amantea 76 LOMBARDIA. MONZA E LA BRIANZA 94 Centri d'arte e artigianato: un itinerario a tema, Un piccolo borgo. Un grande patrimonio, fatto di

dalla Villa Reale a Como, nel distretto del design

paesaggi, cultura, tipicità. E un'idea per rilanciarlo

80 PIEMONTE. LA "NUOVA" TORINO 96 Proposte week-end La città grigio-industriale? È un lontano ricordo: andiamo a scoprirne il suo volto contemporaneo 102 Una città in 24 ore, Instanbul 84 BASILICATA. TERRA DI CINEMA 104 travel news, Cambogia, Olanda, Dallas Viaggio tra i paesi "da Oscar" di quella Lucania che ispira sempre più registi italiani e stranieri

90 trentino. levico terme Laghi e vallate verdi, sport e acque rigeneranti.

Non c'è che dire: la vacanza salutare abita qui

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inviaggio

In Brianza,

sulle strade del design di Antonella Aquaro

Che questa sia la patria degli artigiani del legno, il distretto del mobile, la terra dell'arredo... è un punto fermo nell’immaginario collettivo. È qui che la creatività milanese ha trovato mani capaci di trasformare i progetti in realtà. Meno noti invece sono i musei e i centri d’arte e cultura – a Monza come a Lissone, Cantù e Como – che di questo angolo di Lombardia raccontano la storia 76

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Un territorio non é solo i suoi confini, i suoi borghi o le sue chiese. È l’espressione di una natura ben più ampia che si porta dietro tutto il suo passato, l’economia, ma soprattutto il suo capitale umano. Un caso emblematico è quello della Brianza che, attraverso un’intensa storia fatta di artigiani e mobilieri, ha saputo conquistare nel tempo un’identità che va ben oltre quella geografica e che, a partire dal 2001, le permette di fregiarsi del riconoscimento ufficiale di “distretto industriale del legno-arredo”, il più grande d’Italia. Su un’area di circa 258 kmq, da Monza fino a Como, gravita così un’intensa produzione di mobili, complementi d’arredo e oggetti in legno. Un’alta concentrazione di imprese mediopiccole, guidate dai nomi più blasonati del mercato come Boffi, Poliform, Cappellini, Molteni, B&b Italia, Arflex. La lista completa la si trova all’indirizzo www.brianzadesigndistrict.it, una guida virtua-


le alla scoperta di un territorio che ha fatto della bellezza e della creatività il suo fiore all’occhiello. L’iniziativa è della Camera di Commercio di Monza e Brianza che in un momento di prolungata instabilità economica intende sostenere il territorio e il suo valore aggiunto. Sua anche la firma del “Passaporto del mobile”, uno strumento virtuale che permette di associare il valore materiale del prodotto ad alcuni elementi immateriali come le caratteristiche dell’oggetto, la filiera di produzione, la certificazione di autenticità, la garanzia, la manutenzione e le varie tipologie di utilizzo. A monte un logo, Made in Brianza, che attraverso lo strumento del marketing territoriale traduce istantaneamente la ricchezza del sedime intellettuale milanese (terra di architetti e designer) insieme al valore delle attività artigianali brianzole, da sempre simbolo del distretto.

The Monza Method Ma al di là di tante parole, è nelle cose e nella loro storia che sta la percezione della realtà. In questo è bravissima la Reggia di Monza (reduce da uno straordinario restauro) dove oltre alla visita degli appartamenti reali – commentati in realtà aumentata – è possibile addentrarsi in un percorso inedito (gli Spazi del Belvedere) all’insegna della storia del design italiano. È il Museo Triennale di Monza che torna a rivivere dopo lunghi decenni di abbandono grazie a un corpus di pezzi fra i più rappresentativi in termini d’innovazione formale e tecnologia applicata al prodotto. Oggetti che in qualche modo hanno segnato la vita di ognuno di noi, o quantomeno l’hanno influenzata, e che portano nomi altisonanti come Alessi, Ponti, Fontana, Gregotti, Sottsass, Fornasetti, Munari, Mendini, Branzi, solo per citare i più famosi. Ma come è fa-

Monza

Lombardia

La Reggia di Monza illuminata ad arte

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inviaggio

Attraverso un’intensa storia fatta di artigiani e mobilieri, la Brianza ha saputo conquistarsi un’identità che va ben oltre quella geografica e che, a partire dal 2001, le permette di fregiarsi del riconoscimento ufficiale di “distretto industriale del legno-arredo”, il più grande d’Italia cile intuire, le ispirazioni dettate da Monza non si consumano nei fasti della reggia. Basti solo pensare all’Autodromo, meta sportiva d’eccellenza, o al suo Duomo. Pregevole inoltre la cappella della regina Teodolinda che è tornata a risplendere in tutta la sua bellezza dopo anni di restauri: un lavoro che viene già licenziato, contemporaneamente, come evento storico, scientifico e culturale, coniando l’espressione Monza Method; oltre al restauro, significativa anche la creazione di led di particolare conformazione colorimetrica e ottica che sottopongono il visitatore, per la prima volta al mondo, a un’illuminazione dinamica (capace cioè di registrare la luce naturale integrandola, in base alla funzione d’uso, a quella artificiale).

Pezzi di storia vivente Restando in tema di design, la tappa immediatamente successiva è Lissone. Sullo sfondo appena 45 mila abitanti, perlopiù dediti alla produzione e vendita di mobili. Da visitare il Museo d’Arte Contemporanea (di fine Anni ’90) particolarmente sensibile a iniziative di design, insieme alla Biblioteca del Mobile e dell’Arredamento che sorge esattamente al posto dell’ottocentesco Mobilificio Meroni, di cui sono conservate ancora tracce nell’impianto architettonico. Qui è possibile consultare un archivio di 6.500 opere 78

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Ci piace Il cammino di Sant’Agostino, un pellegrinaggio concepito per collegare cinquanta santuari della Lombardia in un percorso circolare chiuso di 352 km che dura 15 giorni di cammino e parte e arriva a Monza passando per 30 diversi edifici di culto non Ci piace Che molte delle visite nei luoghi del design in Brianza siano pensate esclusivamente per un pubblico infrasettimanale, effettuabili cioè solo dal lunedì al venerdì In alto, il Museo Molteni e Villa Antona Traversi a Meda. Qui, la cappella di Teodolinda

presenti in varie lingue (suddiviso nelle sezioni: arte, architettura, arredamento, design e legno), considerato a livello italiano, ma anche forse europeo, un patrimonio unico nel suo genere in ragione della sua specificità e specializzazione. Ancora pezzi di storia vivente, quelli conservati nel Museo d’Impresa Molteni che nella nuova sede risultano arricchiti di ritrovamenti, arredi e documenti inediti, disegni e progetti e un allestimento multimediale in costante aggiornamento. Siamo a Giussano, quartier generale dell’omonimo gruppo, un colosso nel settore del mobile componibile che dagli Anni ’30 a oggi ha sviluppato tre aziende, una presenza in 37 paesi nel mondo, ma soprattutto delle sinergie perfette fra tecnologia, ricerca ed esplorazione di nuove tipologie d’arredo. Una visita al Museo (previa prenotazione) permette di ripercorrere, passo dopo passo, gli 80 anni di storia aziendale attraverso i suoi 45 prodotti-icona e prototi-


Scelti per voi dove mangiare A di Alice Ambiente solare, contaminato d’arte. Menu ricercato. Si mangia con 50 euro Viale Elvezia 4, Monza Tel. 039.9162219 www.adialice.it

La provincia di Monza e Brianza è ricca di “Ville di Delizie”, un patrimonio inestimabile di residenze monumentali con vasti parchi e giardini in cui un tempo i nobili si ritiravano nei periodi di villeggiatura e che oggi fanno spesso da contenitore a eventi culturali pi originali. E quando la storia si allarga al territorio è inevitabile citare la Galleria del Design e dell’Arredamento di Cantù. Il centro documentale della provincia di Como può essere infatti definito il “Museo del distretto produttivo lombardo dell’arredo” grazie alla sua memoria d’archivio resa attraverso attrezzi di uso comune che raccontano l’evoluzione del mestiere di artigiano del legno, così come mediante l’esposizione di pezzi rari (come il tornio a pedale del XVIII secolo e la macchina da lavoro con funzioni equivalenti a dieci utensili). Una rassegna che va dall’ambiente domestico a quello commerciale, dai servizi pubblici all’ambiente urbano con circa 400 pezzi all’attivo, di cui più di 120 premiati. Inoltre, una raccolta di mobili del Razionalismo italiano e una collezione di oltre 1000 opere di Bruno Munari (fra cui oggetti, opere d’arte, di grafica ed editoriali concentrate al secondo piano della Galleria) completano un percorso che del XIX secolo racconta il meglio dell’Italia e il confine sottile che separa produzione industriale e design.

L’idea in più Fossimo nel ’700 avremmo occasione di vivere il lusso, la bellezza e i fasti attribuibili per definizione alle “Ville di Delizia” di cui è fitta la provincia di Monza e Brianza. Famiglie come i Borromeo, i Durini, i Trivulzio, gli Arese, i Taverna, i Morando ne furono protagonisti lasciando in eredità un patrimonio inestimabile di strutture monumentali con vasti parchi e giardini all’italiana o all’inglese. Sostanzialmente residenze di campagna (oggi diremmo seconde case) in cui i nobili si ritiravano nei periodi di villeggiatura dedicandosi allo svago, oggi sono state messe in rete dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza, classificandole in base alla loro disponibilità a visite guidate e servizi vari. Prima di programmare una gita turistica, meglio verificare l’effettiva apertura delle ville e la presenza di personale addetto. Per saperne di più:

www.villedidelizia.it

Pomiroeu Classico con slanci di contemporaneità. Già stella Michelin, il ristorante, oltre che nella cucina, ha il suo pezzo forte nella cantina. Menù da 60 euro Via Garibaldi, 37 Seregno Tel. 0362.237973 www.pomiroeu.com

dove dormire B&b La Villa Ambiente caldo e riservato dei primi del ’900, con vista lago. Camere da 100 euro a notte Via Rienza, 59 Como Tel. 031303409 www.lavillacomo.it Villa Cavadini Relais Raffinato b&b situato in un’ala di una villa ottocentesca. Immerso nel parco privato. Quattro camere da 99 euro Via Borgo, 3 Appiano Gentile (Co) Tel. 329.2223415/4131455 www.villacavadini.it

Per saperne di più:

www.madeinbrianza.it www.villarealedimonza.it www.comune.lissone.mb.it/ museo-arte-contemporanea www.museimpresa.com www.collezionebrunomunari.it www.clacsrl.it

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inviaggio

Torino

come non l’avete mai vista di Silvana Delfuoco

Che sotto il velo elegante e nobile della città coronata, apparentemente immobile nella sua maestosa bellezza, fremesse ben altro spirito innovativo, lo si avvertiva già da un po’. Ma forse è solo negli ultimi anni che la capitale sabauda ha dimostrato di essere anche capitale del contemporaneo, nell’arte, nell’architettura, nelle periferie recuperate, nel cibo... Percorriamone insieme le strade e scopriamone le novità

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Piemonte

Torino

Ha la casa più bella del mondo e ora anche gli uffici dove si lavora meglio. Lo ha da poco decretato ArchDaily, “the world’s most visited architecture website”, che già nel 2015 aveva premiato la prestigiosa ristrutturazione del palazzo Valperga Galleani, meglio noto in città come la “casa di Via Alfieri 6”. Questa volta il titolo di Building of the Year è toccato al nuovissimo grattacielo Intesa Sanpaolo: 166 metri d’altezza, uno soltanto in meno della Mole Antonelliana in segno di rispetto per l’intoccabile simbolo cittadino. E allora non sarà un caso se anche il New York Times ha inserito Torino – unica città italiana – tra le 52 mete da non perdere nel 2016. Che sia davvero il segno tangibile di una mutazione genetica per questa riservata e un tantino defilata prima capitale d’Italia? Un cambiamento che ha avuto una precisa data d’inizio: le mitiche Olimpiadi invernali del 2006.

La città post-olimpica Avvezzi da tempo immemore allo scippo di tutte le loro più prestigiose invenzioni, dalla moda, al cinema, alla televisione fino al vermouth, allo spumante, ai gianduiotti, al tramezzino e persino al gioco dei tarocchi, tutti nati qui e andati poi a far fortuna altrove, alla notorietà i torinesi ancora non si sono abituati. Osservano incuriositi, e un tantino scettici, i sempre più numerosi visitatori accorsi nella “capitale italiana del turismo”: è infatti di pochi giorni fa il record italiano dell’anno – oltre 300 mila visitatori – con cui ha chiuso i battenti la mostra su Monet alla Gam, la civica Galleria d’Arte Moderna. Perché, anche per chi crede di conoscerla da una vita, questa città è spesso fonte di inedite meraviglie.

Dal centro… Non la storica Via Roma ma la più defilata Via Lagrange è il percorso pedonale più “in” del momento. Tra un’occhiata alle vetrine e una alle facciate di solenni palazzi, si trova sempre il tempo per una sosta tentatrice: da

Info utili L’aeroporto internazionale Sandro Pertini è a Caselle Torinese, a circa 16 km dal centro città cui è collegato con bus navetta e linea ferroviaria. Una navetta collega la città anche all’aeroporto di Milano Malpensa. Quattro invece le stazioni dislocate nelle diverse parti della città: Porta Nuova, Porta Susa, Lingotto 
via Pannunzio e Stazione Dora. In automobile, si raggiunge dalle autostrade: A4 (Torino – Milano), A5 (Torino - Ivrea), A6 (Torino – Savona), A21 (Torino – Piacenza), collegate tra loro e alla città dalla tangenziale. L’autostrada A32 inoltre collega Torino al Traforo del Frejus. La città ha una linea metropolitana, una funzionale rete di tram e bus, e numerosi parcheggi (in struttura e posti auto) in tutta la zona centrale. Per saperne di più:

www.turismotorino.org www.aeroportoditorino.it www.torinoportanuova.it www.gtt.to.it

Prendi Italo per raggiungere Torino! Sei i collegamenti giornalieri che soddisfano le esigenze orarie di tutti i viaggiatori, e 2 le stazioni: Torino Porta Nuova e Torino Porta Susa. Chi parte da Torino ha sempre a disposizione 6 treni al giorno e la possibilità di scegliere tra le due stazioni di riferimento. www.italotreno.it

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inviaggio

…alle periferie

Defilippis o da Eataly per un piatto veloce; all’Enoteca del Barolo o da Signorvino, nella curiosa cornice di un’ex chiesa ottocentesca, per un calice di aperitivo; o magari, trasgressione massima, per un bicerin alla cioccolateria Gobino. Senza mai perdere di vista la cultura. Come non cedere al fascino del suggestivo restauro del Museo Egizio? Per poi ritagliarsi un momento di relax al Circolo dei lettori, nelle sale barocche di palazzo Graneri della Roccia. E poi via, per una Merenda Reale con tanto di cioccolata calda e irresistibili bagnati come ai tempi dei Savoia in uno dei risorgimentali caffè storici; o, meglio ancora, per una cena tradizionale al ristorante Del Cambio, seduti al tavolo che fu del conte di Cavour. 82

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Ci piace La metro in sicurezza e senza conducente, il centro pedonalizzato, i nuovi hotel quattro stelle nei palazzi storici, il biglietto unico per tutti i musei del Polo Reale, lo street food del Mercato Metropolitano sulla banchina dell’ex Stazione di Porta Susa. non Ci piace Le piste ciclabili che s’interrompono senza un perché, la ristrutturazione mai finita di Porta Nuova, l’abbandono del Palazzo del Lavoro all’ingresso di Torino sud, il Museo di Scienze naturali ancora chiuso per restauri, la metro che il lunedì sera si ferma alle 21.

Dal centro alla periferia, anzi alle periferie, si arriva quasi senza soluzione di continuità. È questo il vantaggio di una città romana, che ha conservato, ampliandola nei secoli, la sua originaria disposizione ortogonale. Come inalterata è rimasta la passione per le ardite soluzioni architettoniche – Juvarra e Antonelli docent – che di recente ha regalato inattese trasformazioni alle grandi aree dismesse degli ex quartieri operai. Ecco la nuova chiesa del Santo Volto, nell’ex area industriale Spina Reale. Pensata come concattedrale della città, il progettista, l’architetto ticinese Mauro Botta, ha voluto affiancarle come singolare campanile la ciminiera in cemento armato delle ex Ferriere Fiat. Non troppo lontano, nella periferia nord occidentale, ecco lo Juventus Stadium, il primo in Ita-


Scelti per voi dove mangiare Kido Ism Tradizioni culinarie differenti che interagiscono tra loro in perfetta armonia: anche questa è la nuova Torino! Menu d’assaggio senza vino: 38 euro Corso Rosselli, 54/a Tel. 011.5096561 www.kidoism.it Il Circolo dei lettori Vero biglietto da visita della tradizione culinaria piemontese in un luogo d’incontro spesso internazionale. Menu degustazione senza vino: 39 euro Via Bogino, 9 Tel. 348.2416367 www.circololettori.it Oca fola A due passi dalla nuova Stazione di Porta Susa, una simpatica trattoria della tradizione. Menu degustazione senza vino: 30 euro Via Bernardino Drovetti, 6 Tel. 011.4337422 www.ocafola.it

dove dormire Turin Palace Hotel Ha riaperto da poco dopo un’accurata ristrutturazione il più storico dei 4 stelle torinesi. Doppia da 170 euro Via Paolo Sacchi, 8 Tel. 011.0825321 www.turinpalacehotel.com Best Quality Hotel Gran Mogol Un moderno tre stelle di qualità nel cuore dello shopping cittadino. Doppia da 77 euro Via Guarino Guarini, 2 Tel. 011.5612120 www.bestqualityhotel.it Hotel Dock Milano Tre stelle a due passi dalla Stazione di Porta Susa e dal terminal della navetta per l’aeroporto. Doppia da 62 euro Via Cernaia, 46 Tel. 011.5622622 www.hoteldockmilano.it

Ormai riconosciuta “capitale italiana del turismo”, il New York Times ha inserito Torino tra le 52 mete da non perdere nel 2016, unica rappresentante del Bel Paese lia privo di barriere architettoniche nonché primo impianto ecocompatibile al mondo, ben presto diventato uno dei nuovi monumenti-simbolo della città. Vi interessa fare un salto nel futuro? Entrate per una visita alla Thales Alenia Space, azienda leader a livello mondiale nel settore dei sistemi e delle infrastrutture spaziali, anche lei Made in Turin, che ha sede appena fuori città. E l’ultimo saluto, prima di imboccare la tangenziale sud, non può essere che al Museo dell’Automobile in corso Unità d’Italia. Perché Torino è pur sempre, nella memoria collettiva, la “città della Fiat”.

Nella pagina accanto: il Museo del Risorgimento, un'opera d'arte custodita nei Musei Reali e il rito dell'aperitivo torinese. Qui, i grandiosi interni del Museo del Cinema

L’idea in più Per gli appassionati di storia patria, è possibile realizzare il sogno di sposarsi nelle sale di Palazzo Madama o del Museo del Risorgimento; oppure, per i più romantici, nel Giardino delle Delizie del Borgo Medievale; o andare trionfalmente in scena sul palcoscenico del Teatro Carignano… D'altra parte si sa,Torino è una città magica! Per saperne di più:

www.comune.torino.it/matrimoni

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Basilicata, terra di cinema di Isa Grassano

Pensate al nome di un regista o di un attore famosi. Bene, 9 su 10 è stato in Lucania, c’ha girato un film o se n’è innamorato. Ora forse la percentuale è un po’ ottimistica, ma non troppo lontana dalla realtà. È incredibile la quantità di pellicole per le quali sono stati scelti i panorami di Matera, prima di tutto, ma della regione in generale. Ve li raccontiamo con un itinerario tra i borghi “da Oscar” lucani «Tu che ne sai, l’hai vista mai... Ba Ba Basilicata». È il ritornello di una canzone diventata tormentone grazie all’attore Rocco Papaleo e alla sua band. Di certo, la Basilicata si vede tanto sul piccolo come sul grande schermo, set a cielo aperto scelto da decine di registi e di case di produzioni per film, fiction, documentari e pubblicità. Un modo per svelarsi al grande pubblico e mostrare così le proprie bellezze, mentre sui social spopola l’hashtag #basilicataterradicinema. Così a Castelmezzano, tra i Borghi più Belli d’Italia, protagonista del recente sceneggiato Questo è il mio paese, con Violante Placido. «Il regista Michele Soavi, cercava una località dove ci fossero sia roccia che mare», spiega l’assessore Lorenzo Palazzo che ha seguito da vicino le riprese. «Dopo tante ricerche ha visto Castelmezzano, adagiato a una parete di guglie e se ne è innamorato. Ha voluto lo sfondo del borgo come cartolina, “costruendo il mare” e facendolo diventare aprile 2016

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Foto di Lucrezia Argentiero

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La Basilicata è un set a cielo aperto scelto da decine di registi e case di produzioni per film, fiction, documentari e pubblicità. Un modo per svelarsi al grande pubblico e mostrare così le proprie bellezze, mentre sui social spopola l’hashtag #basilicataterradicinema spot per la promozione della serie tv. Di certo in tanti (oltre 5 milioni di telespettatori a puntata) si sono domandati “ma dove si trova quel borgo?” e il fatto che il mare realmente non ci sia, non è un problema perché i turisti trovano tante altre meraviglie in cui “tuffarsi”».

La grande seduzione E Castelmezzano torna a farsi ammirare, questa volta al cinema. È ancora nelle sale infatti Un paese quasi perfetto, girato quasi interamente tra le Dolomiti Lucane, diretto da Massimo Gaudioso, con un cast stellare che schiera Fabio Volo, Silvio Orlando, Nando Paone, Miriam Leone e Carlo Buccirosso. Si racconta una storia vera: agli abitanti di un piccolo villaggio viene promesso un importante sostegno all’economia locale sotto forma di una nuova fabbrica, a patto che convincano un medico a stabilirsi in zona. «Questo è un nuovo veicolo di promozione turistica e di economia per il territorio», sottolinea Nicola Valluzzi, sindaco del borgo. «Gli attori e i produttori hanno una fruizione attiva del paesaggio, molti hanno provato l’emozione del Volo dell’Angelo o l’esperienza della Via Ferrata. Inoltre riempiono strutture ricettive e ristoranti. La popolazione, all’inizio solamente incuriosita, ora è collaborativa. Tanti sono chiamati come comparse. E, infine, di primaria importanza le location scelte. Oltre i paesaggi d’insieme, si ha la valorizzazione dei dettagli, come la vecchia galleria del percorso provinciale trasformata in 86

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Opere d’arte e amori perduti Tra gli altri set a cielo aperto lucani: Irsina, Pomarico e Montescaglioso. Nel primo, anni fa, è stato ambientato Del Perduto Amore, di Michele Placido, dove venivano messi in evidenza i problemi politici del Sud, ed è oggi conosciuto per custodire la Statua di Sant’Eufemia, l’unica scultura dell’artista Andrea Mantegna. Pomarico (con una masseria del Seicento) e il centro storico di Montescaglioso si sono fatti apprezzare per Io e la Giulia, di Edoardo Leo, con Luca Argentero e Claudio Amendola. Qui vale la pena visitare l’Abbazia Benedettina di San Michele Arcangelo (contattare il numero 334.8360098). Ci piace La Lucania Film Commission che sta lavorando per far conoscere il territorio nel mondo non Ci piace L'aumento dei prezzi, fenomeno che sta toccando prima di tutto Matera

Qui, Matera di notte. In apertura di servizio Castelmezzano; a destra i set di Un paese quasi perfetto con Silvio Orlando e sotto Questo è il mio paese con Violante Placido

miniera o l’hotel Dolomiti usato per le scene del bar. Insomma davvero una “grande seduzione”, come doveva essere il titolo originario del film». Ed è rimasto sedotto dalla Basilicata anche Francis Ford Coppola: «L’emozione che provo di fronte alla bellezza è la mia parte italiana», ha detto. Da qualche anno ha aperto a Bernalda, paese di origine di suo nonno Agostino (emigrato in America agli inizi del ’900), un resort lussuoso, Palazzo Margherita, dove tutto tra pareti e soffitti affrescati parla di settima arte. A iniziare dal salone in cui vengono proiettati, per gli ospiti, alcuni dei capolavori della cinematografia italiana, scelti personalmente da Coppola, che non di rado può capitare di incontrare per le strade. Al piano terra, c’è il bar Cinecittà, in cui spiccano le fotografie in bianco e nero di attori hollywoodiani.


Passione per i Sassi Un’oretta di viaggio e si arriva a Matera con i suoi Sassi. La tradizione cinematografica inizia già negli Anni ’50 con La Lupa di Alberto Lattuada. Poi a rendere noto questo scenario è stato Pier Paolo Pasolini quando, nel 1964, fra le grotte dell’altipiano, aveva ricostruito Il Vangelo secondo Matteo; il clou però si è avuto con Mel Gibson e il suo The Passion. E così aggirandosi tra le silenziose viuzze, le scalinate impervie, i vicoli ciechi, l’insieme di case una sull’altra, si è condotti nelle storie e nelle emozioni della Basilicata sempre più terra di cinema, anche se non ci sono le telecamere in azione (da leggere Ciak si Viaggia di Mariateresa Cascino, guida dedicata al cineturismo, realizzata dall’Apt Basilicata). Prossimamente sarà nelle sale The Young Messiah (regia di Cyrus Nowrasteh), pellicola biblica

Foto di Lorenzo Palazzo - Castelmezzano.net

Quella tra Basilicata e cinema è una storia significativa e autorevole lunga mezzo secolo, che oggi, con il lavoro della Lucana Film Commission, si rinnova e punta a creare un distretto di piccole e medie imprese locali, capaci di contaminarsi con produzioni di tutto il mondo. «Aiutati dalla designazione di Matera a Capitale Europea della Cultura, riusciamo a interagire con addetti di settore internazionali capaci di far arrivare nello scenario dei Sassi film come Ben Hur in uscita nelle sale fra qualche mese, mentre ci apprestiamo ad accogliere Nightngale una grande produzione che rinverdisce il mito fumettistico di Wonder Women», dice Paride Leporace direttore della Lucana Film Commission. L’ultimo bando per fondi regionali ha assegnato un milione di euro a favore di film, documentari e web series da spendersi sul territorio, impegnando maestranze locali, sia tecniche che artistiche. «Sono ottimi budget. Molti giovani autori stanno emergendo. Si chiamano Giuseppe Marco Albano vincitore del David di Donatello per il miglior corto; uguale ambito espressivo per Nicola Ragone o per Vito Cea e Antonio Andrisani vincitore di un Globo d’oro per il corrosivo e centrato Sassiwood», continua Leporace. La Basilicata è una delle regioni che meglio sostiene con determinazione produttiva pure i cortometraggi. «Nella tabella italiana per opere e fondi assegnati, la terra di Rocco Papaleo e Antonio Gerardi – conclude Leporace – è seconda in graduatoria superando di gran lunga regioni più vaste e più ricche. Il momento di crescita si registra anche nell’audiovisivo. Intanto si sono concluse le riprese di Cinzia Torrini per la Fiction Chiara con Anna Valle e Giorgio Marchesi, che vede la Endomol allestire per Rai uno dei titoli più attesi per i palinsesti del 2017».

Foto di Lorenzo Palazzo - Castelmezzano.net

Una nuova Cinecittà lucana?

Il binomio Sassi e cinema inizia negli Anni ’50 con La Lupa di Lattuada. A rendere noto questo scenario è stato quindi Pasolini, che nel 1964 vi ha girato Il Vangelo secondo Matteo. Il clou però si è avuto con Mel Gibson e il suo The Passion incentrata sulla vita di Gesù che all’età di 7 anni scopre la verità sul suo destino; Stefano Accorsi è invece l’interprete di Veloce come il vento, film sulle corse automobilistiche che lo vede sfrecciare di notte nei Sassi, mentre si fanno sempre più insistenti le indiscrezioni su un kolossal americano, Giulio Cesare, con il “mostro sacro” Al Pacino nel ruolo di Cesare. Per scoprire cosa renda questa cittadina tanto interessante per il mondo dello spettacolo, è possibile seguire uno dei movie tour organizzati aprile 2016

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Scelti per voi

Foto di Lucrezia Argentiero

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dove mangiare Locanda di Pietra Il fiore all’occhiello è il terrazzo, uno sguardo aperto sulle Dolomiti Lucane. In cucina i piatti forti del territorio. Prezzo medio: 25 euro Via Garibaldi, 58 Pietrapertosa (Pz) Tel. 0971.983181 Www.lalocandadipetra.com Trattoria Da Spadino Il meglio della cucina tradizionale. Prezzo medio: 25 euro Piazza Paternò Castelmezzano (Pz) Tel. 334.8709461

Tante le iniziative pensate per far toccare con mano ai visitatori la “Matera da film”: è già possibile infatti partecipare a veri e propri movie tour sulle tracce dei set più famosi, mentre sono in progetto l'apertura di un Museo del cinema e di una Cineteca da Angelo Fontana di “Sassi e Natura”, che ci accompagna lungo passeggiate tra le mura di fortificazione. Dalla Porta della Civita con la torre Metellana, fino a Via Muro, coreografica strada più volte immortalata dalla pellicola. Il Comune di Matera, invece, sta lavorando alla creazione di un Ufficio Cinema; come spiega Giovanni Schiuma, vicesindaco e tra gli ideatori del progetto: «due le direzioni nelle quali si svilupperà questa idea, una più tecnica per essere di supporto alle produzioni, l’altra rivolta a appassionati e curiosi con la realizzazione di un Museo

del cinema e una Cineteca che recuperi anche documenti dell’Archivio Storico Istituto Luce». Infine, da non perdere Casa Noha, vicino alla cattedrale: grazie a un percorso multimediale, ci si addentra nella storia dei “Sassi invisibili” per intuire subito la ricchezza di quella che è diventata la capitale della cultura per il 2019.

Per saperne di più:

www.sassienatura.it www.visitfai.it/casanoha www.volodellangelo.com

L’Abbondanza Lucana Il ristorante preferito dai vip. Le specialità seguono il filo della tradizione con un tocco d’estro. Prezzo medio: 50 euro Via Bruno Buozzi, 11 Matera Tel. 0835.334574

dove dormire Il Molino della Contessa Agriturismo ricavato da un vecchio molino del 1800 restaurato, con sette camere. Doppia da 70 euro Contrada Fiumara ­ Castelmezzano (Pz) Tel. 0971.986099 Le Monacelle Ha una piccola chiesetta dove a volte Mel Gibson si ritirava per pregare. Ambiente ricercato e una terrazza sulla Murgia. Doppia da 90 euro Via Riscatto, 9 Matera Tel. 0835.344097 www.lemonacelle.com

In alto, uno sguardo sulle Dolomiti lucane. Qui invece gli spazi esterni de Le Monacelle a Matera

L’Affaccio B&b nel cuore dei Sassi. Pareti impreziosite dalle opere curate da Mani nell’Arte, piccola bottega e galleria d’arte di Angela Difonzo. Doppia da 90 euro Via Santa Cesarea, 4 Matera Tel. 329.2039091 www.laffaccio.com

Foto di Lucrezia Argentiero

Palazzo Margherita La casa di Coppola, dove respirare le atmosfere della settima arte. Prezzi da 390 euro Corso Umberto I, 64 Bernalda (Mt) www.thefamilycoppolaresorts.com

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LA LIBERTAâ&#x20AC;&#x2122; DI SCEGLIERE NOLEGGIO MENSILE

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Levico Terme...

un bagno di benessere! di Luisa Bertoldi

Laghi di montagna e verdi vallate, natura incontaminata e cucina tradizionale, sport e cure termali: un concentrato di â&#x20AC;&#x153;bellezze trentineâ&#x20AC;? in un unico contesto, il cui fiore allâ&#x20AC;&#x2122;occhiello sono le acque rigeneranti. Per una vacanza a tutta salute

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Trentino - Alto Adige

C’era un volta un re, si chiamava Fravort. Era padre di quattro figli: Sidero, Cobalto, Cupro e Ocra. Si racconta che i giovani, abbandonata la casa paterna, andarono per il mondo propagando disordini, guerre e malvagità. Per questo furono rinchiusi in una caverna, nel cuore della Catena del Lagorai, a piangere e a espiare i loro misfatti. Le loro lacrime filtrarono attraverso le rocce fino a raccogliersi in una grotta a Vetriolo, dando così origine a una sorgente miracolosa. È questa la storia che si narra da tempi immemori essere all’origine delle proprietà delle acque termali di Levico e Vetriolo. Dietro ai nomi dei principi ribelli infatti si nascondo gli elementi – ferro, arsenico, rame e ferrigna – che ritroviamo come fondamentali in queste acque che stillano in fondo a una galleria dal cuore delle montagne del Lagorai a 1600 metri di quota.

Parentesi di relax e salute Altamente mineralizzata, l’Acqua Forte (così è anche nota l'acqua termale di Levico) è caratterizzata da un ph molto acido e da un elevato contenuto di ferro, che a contatto con l’aria si ossida, conferendole l’inconfondibile colorazione rossastra; contiene inoltre rame, manganese, magnesio, calcio e una leggera concentrazione, efficace da punto di vista terapeutico ma non tossica, di arsenico: da qui la sua classificazione come acqua termale solfato-arsenicale-ferruginosa. Proprietà dell’Acqua Forte è quella di prendersi cura della nostra salute e del nostro benessere: un rimedio naturale per alleviare, prevenire e curare patologie, migliorando la nostra qualità di vita. E così, Levico Terme diventa una meta imprescindibile per tutti gli amanti delle vacanze rigeneranti e per quanti desiderino prendersi una pausa dalla frenesia cittadina togliendosi dalle spalle il peso e gli acciacchi del vivere quotidiano. Sedute di fangoterapia, balneoterapia o inalazioni pensate per risolvere o lenire specifiche patolo-

Un passato da scoprire Non solo natura, ma il fascino di un passato ricco di storia circonda Levico Terme e la Valsugana. Castelli fortificati, scolpiti con merli e ampi torrioni dominano le colline e raccontano ai visitatori l’antico passato medievale della zona. Sugli altipiani e lungo i crinali delle montagne si respira ancora il ricordo della tragedia della Grande Guerra: i resti delle trincee, i segni delle granate e i forti bellici visitabili permettono di rivivere fino in fondo la storia del primo conflitto mondiale. E per gli amanti della cultura, a pochi chilometri da Levico Terme, il capoluogo Trento è una tappa imperdibile per ammirare il suo repertorio di musei, palazzi rinascimentali, monumenti e chiese, come il Duomo e il Castello del Buonconsiglio.

Per saperne di più:

info@levicoholidays.it Tel. 0461.706481

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I trattamenti nel dettaglio Fangoterapia: per alleviare i dolori e le tensioni tipiche di artrosi e reumatismi extra-articolari, svolgendo un effetto antinfiammatorio che migliora la mobilità di corpo e articolazioni. Balneoterapia: è efficace nel trattamento di numerose patologie osteoarticolari e ha un effetto curativo e lenitivo sulle malattie della pelle come la psoriasi e la dermatite atopica.

Le Terme di Levico e Vetriolo sono convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale: basta l’impegnativa del proprio medico di base per poter usufruire delle cure termali pagando esclusivamente il ticket gie, vanno a sommarsi a una serie di innovativi trattamenti beauty, formulati sfruttando al massimo le potenzialità dell’Acqua Forte come massaggi, percorsi termali, proposte di benessere e “remise en forme”.

Un regno d’acqua Per godere in toto della rigenerante atmosfera termale, l’ideale sarebbe che anche il contesto nel quale la struttura si va a inserire sia altrettanto confortevole e attraente. E a Levico Terme le cose stanno proprio così! Pittoresca cittadina ottocentesca della Valsugana, domina dalla 92

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Cure inalatorie: aerosol, inalazioni, docce nasali, ventilazioni polmonari... Il reparto delle cure inalatorie offre una serie di trattamenti su misura, specializzati nella cura delle patologie respiratorie e nella prevenzione delle malattie croniche stagionali Irrigazioni vaginali: sono particolarmente indicate nella cura delle affezioni croniche dell’apparato genitale femminile per la loro azione antinfiammatoria e antibatterica. Le Terme di Levico e Vetriolo sono convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale: basta l’impegnativa del proprio medico di base per poter usufruire delle cure termali pagando esclusivamente il ticket. A pagamento è inoltre possibile integrare le cure termali con i nostri trattamenti complementari: fisioterapia, kinesiterapia, riabilitazione motoria, massaggi e molto altro.

cima di una collina una vallata verde e rigogliosa. Levico Terme conserva intatto il suo disegno originale e rivela tutto il fascino dell’antico impero asburgico attraverso i suoi giardini ordinati, i colorati viali e le eleganti costruzioni in stile liberty. Resa famosa nel XIX secolo dalle proprietà miracolose della sua acqua, da allora non ha mai smesso di affascinare turisti e viaggiatori, che ogni anno incrociano le sue strade. Ad accoglierli, ai piedi della città, il Lago di Levico che, con le sue acque cristalline, fende la vallata allungandosi come un fiordo tra i boschi e la campagna. Un posto incantato che sorprende con la magia dei suoi colori e il fascino selvaggio che ancora lo caratterizza. L’ideale per fare splendide passeggiate lungo le sue sponde, per dedicarsi all’hobby della pesca e per tuffarsi nelle sue acque rinfrescanti. A poca distanza, circondato da una bellissima pista ciclabile, si trova anche il lago di Caldonazzo: il secondo più grande del Trentino. Entrambi i laghi hanno recentemente ricevuto il prestigioso riconoscimento “Bandiera blu d’Europa” per la gestione sostenibile ed ecologica del territorio

Sport, natura e montagna In un contesto naturale di rara bellezza, la Valsugana è dunque la destinazione ideale per gli amanti del verde e degli sport all’aria aperta. La vallata è circondata dalle splendide montagne dei Lagorai: un paradiso d’alta


quota dove la natura regna incontaminata. Itinerari di trekking risalgono vette rocciose che offrono panorami spettacolari, dolci passeggiate attraversano i boschi e costeggiano splendidi laghetti alpini, mentre sui verdi pascoli le mucche riposano tranquille. Quassù il tempo è ancora scandito dai ritmi lenti della natura e dopo una gita alla ricerca di funghi o una pedalata in mountain bike basta raggiungere una malga per rifocillarsi con i sapori autentici della sua produzione locale. Per gli amanti delle due ruote, la bicicletta è la compagna ideale per esplorare i dintorni di Levico Terme e godersi tutta la bellezza dei paesaggi trentini pedalando lungo la pista ciclabile che costeggia laghi, campagne e paesi, con la possibilità, per i più allentati, di raggiungere Bassano del Grappa. E per coniugare la bellezza della natura con l’arte, l’imperdibile parco di Artesella offre un’immensa esposizione a cielo aperto di vere e proprie opere d’arte realizzate con

Quassù il tempo è ancora scandito dai ritmi lenti della natura e dopo una gita alla ricerca di funghi o una pedalata in mountain bike, basta raggiungere una malga per rifocillarsi con i sapori autentici della sua produzione locale

dove&come Palazzo delle Terme di Levico Viale Vittorio Emanuele, 10 Levico Terme Tel. 0461.706077 www.termedilevico.it

Sapori antichi e cucina tipica A Levico Terme polenta, formaggi, canederli e tutti i sapori più autentici della cucina tipica trentina si possono assaggiare nei raffinati ristoranti, nelle pittoresche osterie o nelle rustiche malghe direttamente sui pascoli. Tanti ambienti diversi ma accomunati da una cucina semplice e genuina tramandata da generazioni, per degustare il meglio del territorio nei prodotti locali a chilometri zero e cucinati come tradizione comanda.

sassi, foglie, rami e tronchi che giorno per giorno prendono forma nel loro ambiente naturale. Dai trekking sulle montagne dei Lagorai agli sport acquatici, dalle emozioni sulle due ruote ai voli sul parapendio, dallo sci invernale alle passeggiate lungo il lago. Che siate amanti delle vacanze attive o che preferiate rilassarvi nel silenzio della natura, a Levico Terme vi aspetta tutta la bellezza del Trentino. aprile 2016

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Itinerari integrati

Alla scoperta di San Pietro in Amantea di Piero Caltrin Cinque percorsi che portano alla scoperta dei fondali marini, dei luoghi di culto, dell’entroterra montuoso o del gusto unico di una terra ricca di tipicità. È questo in sostanza il cuore del progetto portato avanti dal Comune di San Pietro in Amantea nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013 della Regione Calabria. Per dare nuovo slancio al turismo e mettere in luce le proprie potenzialità, il borgo con poco più di cinquecento abitanti della provincia di Cosenza ha infatti elaborato un sistema di itinerari che, partendo dai principali attrattori turistici della cittadina, abbracciano i territori limitrofi nell’ottica della creazione di un’offerta comprensoriale di tipo integrato. 94

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È un obiettivo ambizioso quello che si sono posti nel piccolo borgo dell’entroterra cosentino. Grazie a un progetto nato attorno all’elaborazione di itinerari pensati ad hoc per valorizzare le potenzialità di questo territorio, si vuole creare una rete di eccellenze e rileggere il rapporto centro-periferia. In un’ottica di sviluppo turistico, ma non solo

Per scoprire questo insolito territorio si può partire dunque dal portale internet www.vivisanpietro.it o dalla app Vivi San Pietro appositamente creati e messi in rete per fornire al turista tutte le indicazioni necessarie a elaborare, secondo il suo gusto e le sue esigenze, un percorso tagliato su misura e strutturato miscelando i vari spunti offerti dai cinque itinerari di partenza. Si va dai fondali marini nei pressi degli Scogli di Isca alla scoperta delle distese di posidonia oceanica e dei relitti presenti nello specchio d’acqua prospiciente la costa, all’opportunità di vivere e visitare i luoghi mistici di culto che hanno dati i natali a San Francesco di Paola e San Nicola da Longobardi. Dai percorsi di trekking che congiungono San Pietro in Amantea ai territori vicini, come le pendici di Monte Cocuzzo, Sito di Interesse Comunitario, alla “tavola” con la possibilità di deliziarsi di un paniere di produzioni agroalimentari di altissima tipicità. «Proiettare San Pietro in Amantea nel futuro, invertendo il concetto centro/periferia: è questo l’obiettivo principale che ho avuto il piacere di raggiungere – dichiara con orgoglio Gioacchino Lorelli, sindaco di San Pietro in Amantea – San Pietro in Amantea prospera perché ci siamo rimboccati le maniche, manifestando il nostro amore per le colline che disegnano il paesaggio, per la storia che trasuda dal borgo antico, per i colori e gli odori che inebriano i sensi. Continuiamo a percorrere questa strada, senza esitazioni e senza paura, ma soprattutto facciamolo insieme».

Qui, il sindaco di San Pietro in Amantea, Gioacchino Lorelli. Nelle altre immagini, alcuni scorci del borgo


San Pietro in Amantea

Calabria

Il valore delle aree rurali Se è dunque chiaro come la promozione del territorio del borgo del cosentino passi attraverso la valorizzazione dei suoi prodotti identitari, nella consapevolezza dell’intima connessione tra luogo e cultura di produzione e qualità delle produzione agro-eno-alimentari, dalle parole del sindaco si evince chiaramen-

«San Pietro in Amantea prospera perché ci siamo rimboccati le maniche, manifestando il nostro amore per le colline che disegnano il paesaggio, per la storia che trasuda dal borgo antico, per i colori e gli odori che inebriano i sensi»

te come il progetto legato ai cinque itinerari di San Pietro in Amantea non si limiti ad avere una ricaduta turistica, ma miri a ripensare l’intero territorio in un’ottica e in una prospettiva più ampie. «Le aree rurali infatti sono da tempo (e con ogni probabilità lo saranno sempre più in futuro), al centro di una rinnovata attenzione da parte dei residenti delle aree urbane, che ne sono attratti e al contempo ricercano prodotti, servizi e valori che solo i territori rurali possono esprimere – ci spiega il dottor Rosario De Micheli, responsabile del progetto – Il Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria ha fornito validi strumenti di contrasto al processo di spopolamento di tali contesti, puntando al miglioramento della qualità e invertendo la tendenza dell’abbandono dei territori. Punto nodale dei successivi step di azione dovrà essere quello relativo al miglioramento delle condizioni di vita delle fasce più deboli e disagiate che abitano queste aree». «I giovani – conclude il sindaco Lorelli – che sono anche i nostri figli, avranno buoni motivi per formare le proprie famiglie nello stesso ambiente in cui sono cresciuti. E potranno farlo perché abbiamo elevato il livello generale della qualità della vita, abbiamo costruito i presupposti per diventare luogo di attrazione e non di fuga. Abbiamo generato una speranza. Ma questo lavoro non si è ancora concluso. Tutti insieme possiamo e dobbiamo fare ancora di più».

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week-end benessere

di Olga Carlini

Pedalando in Maremma Terra suggestiva che si snoda tra le spiagge del Tirreno e le dolci colline al sud della Toscana, la Maremma ha la sua punta di diamante nella Costa d’Argento, famosa per le acque cristalline e la natura selvaggia. Proprio qui, tra Porto Ercole e Porto Santo Stefano, l’Argentario Golf Resort & Spa si snoda in un’oasi protetta di macchia mediterranea. Da scoprire passeggiando, certamente, ma ancora meglio muovendosi a bordo di una bicicletta, mezzo di trasporto tra i più adatti a godere a pieno delle bellezze e dell’atmosfera di questa zona. Sì, perché quella di Maremma è terra ideale per gli amanti del cicloturismo, per i professionisti delle due ruote come per chi abbia solo voglia di provare un approccio nuovo alla vacanza, più sostenibile e salutare. E allora, ogni periodo è buono – ma certamente quello primaverile è il migliore – per inforcare

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Celebre per l’esclusivo Metodo Wellbeing che aiuta i suoi ospiti a ritrovare il benessere perduto grazie a percorsi tagliati su misura, e per i suoi compi da golf che richiamano qui appassionati da tutto il mondo, l’Argentario Golf Resort &Spa è anche un importante punto di riferimento per i cicloturisti, ai quali dedica speciali pacchetti

la bici e seguire per esempio il percorso ad anello segnato dal Grand Tour che attraversa buona parte della Provincia di Grosseto; e passa anche non troppo distante dalle coste dell’Argentario, toccando i borghi di Manciano e Magliano in Toscana, per risalire poi su su fino a Massa Marittima. Un bell’itinerario del quale i più sportivi tra gli ospiti dell’Argentario Resort potrebbero pensare di seguire un tratto in giornata, tornando poi la sera a farsi coccolare dal centro benessere Espace dove ad attenderli troveranno una biosauna con cromoterapia, un percorso Kneipp, piscine sia esterne che interne con vista panoramica e acqua salina, e persino la possibilità di massaggi e trattamenti. L’ingresso alla Spa è anche incluso del pacchetto Bike Clinic. Valido per un minimo di 5 persone, il pacchetto è pensato a misura di ciclista: grazie a questa soluzione gli ospiti avranno infatti l’occasione di conoscere e partecipare a uscite su due ruote con Max Lelli, noto professionista della volata, seguendo un percorso che prevede lezioni di tecnica applicata, controllo della postura, analisi dell’uscita a fine giornata, ma anche un menu appositamente pensato per l’allenamento a base di piatti tipici locali preparati con prodotti biologici del territorio, nonché l’utilizzo degli altri spazi dedicati allo sport del Resort come i campi da tennis e ovviamente quello da golf. Insomma, all’Argentario Golf Resort & Spa il benessere si conferma ancora una volta sartoriale: non solo gli ospiti possono rimettersi in forma attraverso l’esclusivo Metodo Wellbeing, ma vengono assecondati anche nelle loro passioni e accompagnati lungo itinerari di benessere che, nel caso del pacchetto Bike Clinic, possono prevedere soggiorni di 2 o 3 notti a seconda delle esigenze.

dove&come Argentario Golf Resort & Spa Via Acquedotto Leopoldino Porto Ercole (Gr) Pacchetto Bike Clinic da 593 a 613 euro (a seconda della stagione) a persona in doppia per due notti Tel. 0564.810292 www.argentarioresort.it


ph. ales&ales


week-end mare

di Piero Caltrin

Di Versilia ce n’è solo... una! A due passi da un limpido mare insignito della prestigiosa Bandiera Blu, questa struttura avveniristica del circuito UNA Hotels vi attende per invitarvi a godere dei primi giorni di mare, facendovi sentire come a casa, ma con tutte le comodità di un albergo di lusso Da una parte c’è la natura. Il profumo del mare, la brezza, il sole che bacia la pelle passeggiando lungomare, lo sciabordio delle onde, le rigogliose colline alle spalle. Dall’altra lo stile. Con Viareggo e Forte dei Marmi a due passi, che solo a nominarle evocano serate danzanti e aperitivi all’aperto. Poi ci sono l’arte e la cultura di Pisa e di Lucca, a una manciata di chilometri, la cucina e il buon vino. D’altra parte siamo in Toscana! Ci si guarda attorno e c’è proprio tutto quello che può rendere una vacanza unica, e il mondo visto da qui sembra un posto più bello. Siamo a Lido di Camaiore, una delle più rinomate località di villeggiatura della Versilia, località entrata di diritto nel mito delle vacanza italiane da un secolo a questa parte. Ma non per questo decisa a non rinnovarsi, a non continuare a dettare tendenze e stile, soprattutto per quanto riguarda l’accoglienza. Ed è con questo spirito che è nato l’UNA Hotel Versilia, prestigioso resort di design, nominato Miglior Beach Hotel sulla costa toscana da Trivago. 98

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La soluzione ideale

In vacanza c’è più gusto La struttura, dall'architettura innovativa e funzionale, ospita 69 camere, di cui 42 Junior Suite, ma anche 30 ampi appartamenti bilocali o trilocali ideali per un soggiorno più lungo, dotati di angolo cottura e di ogni comfort utile a rendere la vacanza una vera pausa di relax. Gli interni dell’hotel sono caratterizzati dall’accostamento di colori chiari, da arredi e complementi attraversati da luce naturale, le cui linee si distinguono per il design sobrio e moderno. Grande attenzione è dedicata anche alla tavola: due infatti i ristoranti dove è possibile gustare le prelibatezze della cucina toscana, il pesce del Tirreno appena pescato, i salumi e i formaggi della Garfagnana, accompagnati da una prestigiosa selezione di vini. Il ristorante, al piano terra, affacciato sui verdi giardini che circondano l’hotel, è ideale per colazioni di lavoro e banchetti e può ospitare fino a 200 persone. Al termine di una giornata di mare e di benessere la suggestiva terrazza panoramica, che permette di abbracciare con lo guardo Viareggio e il Golfo dei Poeti, accoglie gli ospiti per un happy hour al tramonto, per una cena romantica e un dopo cena al chiaro di luna. Il Grill Restaurant sulla terrazza serve infine grigliate di pesce freschissimo, carne e verdure cucinate al momento.

Per un’emozione senza tempo immersi in un’atmosfera magica, UNA Hotel Versilia offre uno speciale pacchetto che include un soggiorno di una notte in camera doppia, accesso alla piscina e al centro benessere e un massaggio a camera, a partire da 107 euro a persona. Sono disponibili anche pacchetti di Day SPA, dedicati a chi, pur non soggiornando in hotel, voglia vivere una giornata di totale benessere e relax, per farsi coccolare in ambiente esclusivo, respirando l’odore del mare.

dove&come UNA Hotel Versilia Via Sergio Bernardini, 335/337 Lido di Camaiore (Lu) Pacchetti da 107 euro Tel. 0584.012001 Numero Verde Italia 800.606162 www.unahotels.it

Il lusso del relax Punta di diamante dell’esclusiva struttura è un lussuoso centro benessere, a disposizione degli ospiti dell’hotel, che comprende una sala fitness con attrezzi Technogym e una piscina riscaldata di 15 metri con percorso idrorelax, sauna, bagno turco e docce emozionali (mix di acqua, luci, colori e aromi). Si può scegliere tra una selezione di trattamenti esclusivi dedicati al benessere e consigliati da esperte operatrici sulla base delle esigenze individuali, tra cui massaggi drenanti, snellenti, decontratturanti, rilassanti, insieme a speciali trattamenti viso e corpo all’elisir di oliva e all’uva rossa e alla rosa. A disposizione anche trattamenti estetici e aromatici, e particolari massaggi orientali come quello a base di pietre calde, il massaggio thailandese, l’Ayurvedico e la riflessologia plantare. A disposizione degli ospiti anche due campi da tennis e un’ampia piscina scoperta di 25 metri; inoltre, su richiesta, è possibile noleggiare gratuitamente le biciclette in hotel per esplorare in tutta comodità il lungomare della Versilia. Durante l’estate è attivo un servizio di mini-club con animazione per permettere ai più piccoli di divertirsi mentre gli adulti si rilassano, così come lezioni di tennis e nuoto per bambini e speciali trattamenti dedicati ai piccoli nella Spa. Per chi infine, oltre al divertimento, deve anche pensare al business, la struttura dispone di un attrezzato centro congressi con 6 sale modulari in grado di accogliere fino a 640 ospiti nella sala plenaria. aprile 2016

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week-end salute

di Olga Carlini

In viaggio verso una nuova vita Siamo a Bressanone, in Alto Adige, paradiso di storia e arte, dove la Casa di Cura Dr. von Guggenberg dal XIX secolo invita i suoi ospiti a una remise en forme completa, che porti a recuperare la salute di corpo e spirito passando attraverso il potere curativo delle forze naturali e una dieta sana... ma sempre gustosa! Procediamo sicuri e spediti tra immagini in sfuocata sovrapposizione che fondendosi con pensieri e memoria diventano balsamo per la nostra mente affaticata. Tutti abbiamo sperimentato la piacevolissima sospensione dalla faticosa quotidianità che ci è data da un viaggio in treno. C’è un luogo dove sensazioni analoghe arricchite da pratiche terapeutiche e rigeneratrici si possono provare stando fermi in un ambiente rassicurante attorno al quale a muoversi sono solo le spume di un torrente montano. Questo luogo è la Casa di Cura Dr. 100

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dove&come Casa di Cura Dr. von Guggenberg Via Terzo di Sotto, 17 Bressanone (Bz) Pacchetto lancio 3 notti: da 730 euro Tel. 0472.820222 www.von-guggenberg.it

von Guggenberg di Bressanone. Qui da ormai 125 anni, agli ospiti è data la possibilità non solo di curare malanni di vario genere togliendosi di dosso qualche chilo di troppo, ma anche di gettare le basi per una vita più sana e rigeneratrice. Partita e ispirata nell’Ottocento dalla lungimirante collaborazione tra il fondatore Otto e il grande abate Kneipp, l’offerta della clinica Dr. von Guggenberg si è sempre più ampliata affiancando le virtù curative delle forze naturali, e in particolare dell’acqua, ai più recenti strumenti medico-scientifici di diagnosi e terapia. In un ambiente dotato di grande fascino, l’ospite è assistito da personale all’avanguardia in campo sia clinico sia dietetico; il tutto arricchito dall’efficienza nutrita di piena disponibilità che è il marchio di fabbrica della famiglia von Guggenberg. In più si può sperimentare che un regime dietetico non deve più essere sinonimo di rinuncia: le ricette elaborate da Johanna von Guggenberg consentono tutti i benefici di un’alimentazione sana senza che per questo si debba rinunciare ai piaceri della gola. E oltre la soglia del romantico cancello della clinica inizia la città di Bressanone da tempo conosciuta in tutt’Europa come un paradiso storico-artistico in cui ci si può dedicare ai piaceri dello shopping di gran classe; dalla moda e dall’alimentazione ispirata dalle antiche tradizioni tirolesi sino agli oggetti ormai irrinunciabili della nostra civiltà connessa.


una città in 24 ore

di Stefano Gianuario

Istanbul in 10 tappe È l'unica città al mondo a cavallo tra due continenti, e infatti la chiamano “la porta” dell’Europa e dell’Asia. L’antica Bisanzio (e ancor prima Costantinopoli) vanta due mari, con le acque del Mar Nero che arrivano dal Bosforo e si mescolano a quelle del Mar di Marmara, ma anche un’atmosfera magica, multiforme, coi suoi musei, le chiese, i palazzi, le moschee, i negozi Un ponte tra passato e futuro Sultanahmet è il cuore antico di Instanbul, con Aya Sofya, la Moschea Blu e il Grand Bazaar. Beyoglu rappresenta invece la modernità, con la Torre di Galata e Istiklal Caddesi, viale pedonale della movida e dello shopping che sfocia nella suggestiva Piazza Taksim. Ayasofya, grandiosa e bellessima È una grandiosa basilica divenuta moschea capace di mantenere intatto il suo fascino nei secoli. Costruita tra il 532 e il 537 per volere di Giustiniano, è stata convertita in Moschea con l’arrivo dei turchi nel 1453 poi in Museo statale per volere di Atatürk nel 1935, ed è tuttora tra i più importanti simboli di Istanbul. Ayasofya o Santa Sofia, è famosa anche per essere una delle più grandi opere architettoniche al mondo per dimensione. I sei minareti della Moschea Blu Oltre 21 mila piastrelle in ceramica dalle diverse tonalità di azzurri e blu ne ricoprono l’interno e la trasformano in una vera opera d’arte. La Moschea del Sultano Ahmet è una tappa imprescindibile a Istanbul. Risale al XVII secolo, ed è l’unica a vantare ben sei minareti, superata solo dalla moschea della Ka’ba alla Mecca. Il mondo ”sotterraneo” della Basilica Cisterna Un’antica cisterna voluta, ancora una volta, dall’imperatore Giustiniano, che nasconde una basilica pagana. È una spettacolare struttura ipogea, ribattezzata dagli Ottomani Yerebatan Sarayi (che significa palazzo sotterraneo): basta infatti scendere una piccola scala per ritrovarsi in un vero e proprio tempio sommerso. Palazzo Topkapi, simbolo di potere Se si dovesse riassumere in un solo edificio il potere e la magnificenza dell’Impero Ottomano, sarebbe senza 102

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Scelti per voi dove mangiare Pandeli Situato all’interno del Bazaar delle Spezie, si può gustare la tipica cucina turca, sia di carne che di pesce. Da non perdere gli antipasti (meze). Prezzo medio 20 euro www.pandeli.com.tr Constantine’s Ark Ambiente elegante, cucina tradizionale, con piatti a base di pollo, agnello e pesce, serviti in casseruole di rame. Kebab e dolci di ottimo livello. Si mangia con 35 euro www.constantinesark.com

dove dormire Ottoman Hotel Imperial Istanbul Nel cuore di Sultanahmet, da un’antica scuola ottomana, a metà ‘900 è nato un hotel che nel 2005 è stato restaurato completamente, diventando un Premium & Superior Historical Hotel. Doppia da 70 euro www.ottomanhotelimperial.com Four Seasons Istanbul L’ospitalità classica del Four Seasons in un elegante palazzo ottomano del XIX secolo che si affaccia sulla riva europea del Bosforo, tra Besiktas e Ortakoy. Doppia da 300 euro www.fourseasons.com/bosphorus

Per saperne di più:

www.turchia.it

Sono legate al nome dell'imperatore Giustiniano molte delle principali architetture della metropoli Turca, come la Basilica di Santa Sofia e la Basilica Cisterna, spettacolare struttura ipogea, vero e proprio tempio sommerso di grande bellezza dubbio il Palazzo Topkapi. La realizzazione si deve a Maometto il Conquistatore e per oltre quattro secoli ha ospitato i sultani ottomani. Dopo la fine dell’Impero, è stato convertito in museo (1924) e insieme a Santa Sofia è il monumento più visitato della Turchia. Il Grand Bazaar: imperdibile, dal XV secolo Un intricato dedalo di stradine e passaggi sovrastati da volte affrescate e stracolmo di colori, profumi, mercanzia di ogni tipo e brulicante di persone. Tutto cominciò nel 1456 con due bedesten in legno intorno ai quali sorsero numerose botteghe. Ad oggi, con una superficie di 31 mila metri quadri e 4 mila esercizi commerciali e laboratori artigiani, ristoranti, moschee e hamam, è il mercato coperto più grande al mondo. L’ippodromo, tra Bisanzio e Venezia Fu centro della vita pubblica di Bisanzio per mille anni e di quella dell’Impero Ottomano per altri 400. Oggi, dell’ippodromo resta la caratteristica forma della piazza e qualche colonna a ricordarne gli antichi fasti. Fu costruito da Settimio Severo e ampliato da Costantino per accogliere fino a 100 mila spettatori. Sotto gli Ottomani, era utilizzato come campo per il gioco del cirt (sport simile al polo). Una curiosità: da qui provengono i 4 cavalli di bronzo che si trovano ora alla Basilica di San Marco a Venezia.

Passeggiando lungo le rive del Bosforo Lo stretto di mare che separa idealmente Occidente e Oriente e fisicamente l’Europa dall’Asia. Nei secoli è stato scenario di importanti eventi storici e mitologici. Oggi è un luogo in cui ci si può godere la vita, infilandosi in uno dei tanti bar e ristoranti o passeggiando lungo la riva. L’ideale è partire da Besiktas, fermarsi ad Ortaköy per mangiare un kumpir (patata arrostita e farcita), proseguire fino a Bebek. La città vista dalla Torre di Galata Oltre il famosissimo Ponte di Galata si staglia una torre che domina, con i suoi 67 metri di altezza, il profilo di Istanbul. Era il 1348 quando i genovesi costruirono la “Torre di Cristo” a scopo difensivo. Nonostante i terremoti e le demolizione delle fortificazioni, la torre non è mai crollata. Ad oggi è un luogo molto amato dai turisti, per la terrazza panoramica che offre una visuale mozzafiato. Istiklal Caddesi: cuore della città Istiklal Caddesi è il cuore pulsante – notte e giorno – della Istanbul europea e l’asse centrale del quartiere di Beyoglu. Bar, ristoranti, atelier degli artisti e i negozi di abbigliamento, di musica, di libri la fanno da padrone. Istiklal Caddesi è il luogo dove tutta la città va a fare shopping e a divertirsi, rendendola una delle strade più vivaci del mondo. aprile 2016

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news travel quotidiano

Un ponte tra Parigi, New York e Teheran di Mariella Cattaneo

Novità Air France sul lungo raggio: da una parte la storica tratta che unisce la Ville Lumière e Grande Mela si arricchisce di partenze quotidiane da Orly. Dall’altra, si inaugura in questi giorni il collegamento diretto tra l’aeroporto Charles de Gaulle e quello della capitale iraniana New York, la città che non dorme mai e che riserva novità ogni volta che ci si torna. Teheran, la destinazione che quest’anno si affaccia fiduciosa alla ribalta del turismo internazionale. Due realtà apparentemente lontane, ma entrambe – anche se per motivi diversi – mete irrinunciabili in una potenziale wish list dei viaggiatori. E tutte e due tornano quest’anno alla ribalta nell'ampia lista delle destinazioni di lungo raggio di Air France. Dal prossimo giugno La Grande Mela sarà raggiungibile ogni giorno da Parigi anche dall’aeroporto di Orly: il collegamento, che si aggiunge a quello già attivo da Charles de Gaulle, sarà operato nell’ambito della joint-venture transatlantica con Delta e consentirà di scegliere la partenza anche dal secondo aeroporto parigino, agevolando le coincidenze per i clienti che arrivano a Parigi Orly dalla rete metropolitana. Il volo, effettuato con un B777-200 da 309 posti (35 Business, 24 Premium Economy e 250 Economy) non rappresenta chiaramente una première sulla tratta Parigi-New York, che è anzi una delle rotte storiche di Air France. Il primo volo risale addirittura al luglio 1946, con un DC-4 da 33 passeggeri che impiegava 23 ore e 45 minuti per attraversare l’Atlantico. Nel 1960, Air France collegava Paris-Orly e New York con Boeing 707 in 8 ore e 15 minuti; nel 1970 l’aeroporto Jfk accolse prima i Boeing 747 e poi il Concorde (1977), per dare il via a oltre 25 anni di idillio. Nel 2009, New York è sta104

Sono state inaugurate entrambe nel 1946 ma hanno avuto una storia molto diversa le due tratte Air France sotto i riflettori in questo momento

to il primo aeroporto ad accogliere l’A380. Dall’altra parte del mondo, la storia dei collegamenti tra Parigi e Teheran ha tutt’altro sapore, quasi pionieristico: infatti, quando Air France inaugurò la rotta il 29 aprile 1946, prima di toccare terra in Iran il volo faceva scalo a Marsiglia, Tunisi, Bengasi, Il Cairo, Beirut e Bagdad. La tratta sarebbe poi stata sospesa nell’ottobre 2008. Oggi invece, con la fine delle sanzioni commerciali verso l’Iran, il Paese gode di una nuova luce in ambito economico e quindi turistico. L’Unione europea è il quarto partner economico dell’Iran ed Air France, naturalmente, ambisce a un nuovo sviluppo in questo paese protagonista di una crescita dinamica. Ecco allora da questo mese di aprile il nuovo operativo della compagnia francese da Parigi Charles de Gaulle a Teheran, che prevede tre frequenze alla settimana nei giorni di mercoledì, venerdì e domenica.

Per saperne di più:

www.airfrance.it www.klm.it

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LOGO AIRFRANCE-K

Nº dossier : 2008332E Date : 09/02/09


news travel quotidiano

di Isabella Cattoni

terre lontane

di Elisabetta Canoro

In Olanda per il Festival dei fiori

Cambogia, terra da scoprire Ospitale, rigoglioso, ricco di tradizioni che ancora oggi consentono al visitatore di immergersi con tutti i sensi in un storia affascinante e antica, questo Paese del sud-est asiatico stupisce con i suoi templi e i villaggi di palafitte, i suoi colori e il suo folklore Della Cambogia gli taliani conoscono davvero poco rispetto ai tesori artistici e naturalistici che racchiude. Si tratta di un Paese sicuro, ospitale e ancora molto legato alle tradizioni, imperniato della pacifica filosofia buddhista. Un mondo autentico e colorato, che sa incantare i visitatori che non possono prescindere dalla visita di Siem Raep e dei templi di Angkor. La cittadina offre il meglio di sé fin dall’arrivo all’aeroporto internazionale, circondato da una natura lussureggiante che ne esalta l’architettura. La sera poi è possibile assistere alle esibizioni del circo Phare o agli spettacoli kmer del Tetro delle ombre, per finire in uno dei locali di Pub St. o al mercato serale. Durante il giorno, magari utilizzando un moto-rikshaw per gli spostamenti, è imperdibile la visita ai templi della zona, ognuno diverso dall’altro, da Angkor Wat ad Angkor Thom dove si trova anche il suggestivo Ta Prohm. Questi monumenti possono essere osservati anche dall’alto a bordo di una mongolfiera e associati alla visita del museo nazionale di Angkor. Nei dintorni, oltre al museo delle mine antiuomo, vale assolutamente uno stop il villaggio di palafitte di Kompong Pluk, in prossimità del lago Tonle Sap, che durante il periodo delle piogge va esplorato in canoa. Asiatica, tour operator con una sede a Siem Raep e personale che parla italiano, è a disposizione per organizzare viaggi su misura a quote particolarmente concorrenziali. Possibili anche le combinazioni con il Vietnam, il Laos o la Thailandia. Per saperne di più:

info.it@asiatica.com massimo.bianchessi@asiatica.com

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È stato più volte premiato come il più bello al mondo. Si tratta del Keukenhof, famoso parco botanico situato nei pressi della città di Lisse, non lontano dalla località balneare di Noordwijk, sulla costa dell'Olanda Meridionale, scenario ogni anno dei giochi di colore realizzati con 7 milioni di fiori da bulbo che sbocciano su un manto di oltre 32 ettari. Fino al 16 maggio, oltre 800 varietà di tulipani, narcisi e giacinti diventano parte di disegni che attirano un milione di visitatori da ogni parte del globo. Tema della 67a edizione del Festival è Il Secolo d'Oro, periodo storico che ha visto il fiorire del commercio, dell'arte e della scienza. Le composizioni si possono immortalare anche in barca, prenotando la gita di un'ora. Per saperne di più:

www.keukenhof.nl

Big Dallas è pronta a stupirvi Per chi sogna il mito americano, Dallas è certamente la destinazione ideale per il 2016. Grazie a 25 miliardi di investimenti, oggi la capitale del Texas si presenta con un’offerta turistica a tutto tondo. La sua area metropolitana offre le migliori possibilità di shopping di tutto il Sudovest degli Usa, una gastronomia di qualità che va dal Tex-Mex al barbecue e, nei dintorni, 200 campi da golf, 381 parchi, 250 km di sentieri escursionistici. E ancora: il più grande “art district” americano, un quartiere spalmato su 19 isolati che pullula di artisti internazionali, e la “casa” di alcune tra le migliori squadre del Paese, tra cui i leggendari Dallas Cowboys. Grazie al Dallas CityPass, è possibile avere biglietti d’ingresso alle maggiori attrazioni, tra le quali la Reunion Tower GeO-Deck che con i suoi 143 metri di altezza offre una vista mozzafiato sulla metropoli. Per saperne di più:

www.visitdallas.com


viaggiare viag·già·re v. intransitivo

Trasferirsi da un luogo a un altro con un mezzo di trasporto compiendo un tragitto. Si può viaggiare in macchina, in treno, in aeroplano, per mare.

Per diletto. Per affari. RICCIONE, MISANO, CATTOLICA (RN) Siamo sulla parte finale della Riviera Romagnola, con una miriade di possibilità a disposizione per quanti desiderano rilassarsi, staccare dallo stress quotidiano e godere del meritato riposo in una delle strutture ricettive di questa ambita zona della costa adriatica. Qui è tutto a portata: mare, parchi acquatici e di divertimento, locali alla moda, ma anche bellissime colline e borghi medievali dove incontrare la protagonista indiscussa della Romagna: la sua ottima cucina.

STINTINO (SS)

REGGIO EMILIA

Sabbia bianca finissima, panorami mozzafiato, acque azzurro-turchesi e uno dei mari più belli dell'intero Mediterraneo: questa è Stintino, rinomata località turistica sulla estremità nord-occidentale della Sardegna, in provincia di Sassari. Stintino possiede una delle coste più affascinanti dell'intera Sardegna e rappresenta un vero paradiso per gli amanti del mare e per tutti coloro che vogliono trascorrere una vacanza a contatto con una natura selvaggia e inalterata.

Una città a misura d'uomo in vetta alle classifiche delle città più prospere e vivibili d'Italia: conosciuta per l'elevato livello dei servizi e per l'operosità e l'ingegno dei suoi abitanti. Reggio non è soltanto una bellissima città d’arte, ma anche un importantissimo snodo di affari. Per questo è anche una stazione direttamente servita dai Treni ITALO. Fare affari a Reggio Emilia diventa facilissimo anche grazie all’ospitalità e alla professionalità che distingue le strutture ricettive. Alberghi e Ristoranti possono infatti ritenersi veri fiori all’occhiello della città.


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HOTEL REMILIA-ITALO, UNA COMBINAZIONE VINCENTE Lâ&#x20AC;&#x2122;Hotel piĂš vicino alla Stazione Mediopadana

REMILIA HOTEL

Via Danubio, 7 - 42124 Reggio Emilia - T. +39 0522 517917 - remilia@fabbrihotels.com - www.remiliareggioemilia.com

Situato in un parco di 4 ettari

di fronte al Parco Nazionale dellâ&#x20AC;&#x2122;Asinara ZZZ KRWHOFDODURVD LW 7HO

Stintino Un+oasi di mare e natura nel Golfo dellâ&#x20AC;&#x2122;Asinara

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STINTINO (SS) Tel +39 079 527085 www.hotelancora.info info@hotelancora.info


Cibo&Territorio

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borghi del gusto. sauris 112 122 perle d'italia Uno dei luoghi più affascinanti e più autentici della montagna friulana. Da gustare e da godere a 360° 128 Salute. i germogli In TOUR TRA I carciofI 114 campania. 130 consumi. le patatine fritte Da quello di Paestum a quello di Schito, l'ortaggio cantato da Neruda ha tante facce e altrettante virtù 132 ristoranti. locanda martinelli il prosecco veneto 118 vino. 134 RICETTE. alessandro borghese Nasce tra le colline di Treviso la bollicina italiana più famosa, che contende lo scettro allo champagne 136 ORTO. IL ROSMARINO aprile 2016

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iborghidelgusto

Il Friuli che...ti aspetti di Olga Carlini

Sauris

Friuli - Venezia Giulia

Sauris. Circondato da una corona di monti che, isolandolo, ne ha fatto uno dei luoghi più affascinanti della montagna friulana, è celebre per la sua vocazione ai salumi, tra i quali spicca il prosciutto Igp. Ottimi anche i formaggi, come la ricotta affumicata, le erbe aromatiche e una speciale birra artigianale Le sue quattro frazioni, Sauris di Sotto, Sauris di Sopra, Lateis, La Maina, si trovano tra i 1000 e i 1400 metri di altitudine, rendendolo il comune più alto del Friuli Venezia Giulia. Qui si parla ancora oggi una lingua d’origine tedesca, testimonianza del passato di questa vallata, dove alla fine del ’200 si era insediata una comunità proveniente d’Oltralpe che ha saputo mantenere intatte fino ai giorni nostri tradizioni, gastronomia e architettura: il nome stesso del paese è la latinizzazione del tedesco Zhare. Precedute da un verdissimo lago dove d’estate è possibile fare il bagno e andare in canoa, le borgate hanno conservato intatte le vecchie case in pietra e legno, con il tetto coperto da scandole (le tipiche tegole carniche di legno); nell’arrivarci, la prima cosa che colpisce è il silenzio, e poi il verde dei prati, che si insinuano senza soluzione di conti-

Artigianato carnico Alla Tessitura di Sauris, ospitata in un’antica falegnameria a Sauris di Sotto, Sandra e Adriana Schneider realizzano su tradizionali telai in legno tappeti, stuole, arazzi, scialli, gilet, rustiche biancherie per la casa e coloratissimi capi d’abbigliamento (anche lavori su ordinazione). A Sauris di Sopra si trova invece Legnostile, la bottega artigiana di Ermanno Plozzer, che realizza sculture artistiche in legno e lavori a intaglio, intarsio e tornio. Per saperne di più:

www.sauris.org

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Scelti per voi dove mangiare Locanda alla pace Da oltre mezzo secolo qui si mangia come da tradizione. Prezzo medio: 30 euro Sauris di Sotto, 38 Tel. 0433.86010 www.ristoranteallapace.it Speck Stube Ideale per un pranzo veloce, una degustazione con taglieri di affettati e formaggi di malga. Prezzo medio: 15 euro Sauris di Sopra Tel. 0433.86024

dove dormire Riglarhaus Ottimi il ristoramte tradizionale e la Spa dove rilassarsi dopo una giornata nella natura. Costo medio a persona: 68 euro Lateis, 3 Tel. 0433 86049 www.riglarhaus.it Albergo diffuso Appartamenti ubicati nelle tradizionali case saurane (pietra e legno) nelle frazioni di Sauris di Sopra, Sauris di Sotto e Lateis. Costo medio monolocale: 70 euro al giorno Tel. 0433.86221 www.albergodiffusosauris.com

dove comprare Prosciuttificio Wolf Via Dante Volvan, 88 Sauris di Sotto Tel. 0433.86054 Sauris Agribeer Sauris di Sopra Tel. 0433.866314/328.3015384 www.zahrebeer.com Malga Alta Carnia Sauris di Sotto, 98 Tel. 338.8918928 www.malgacarniaformaggi.it Azienda Agricola Natur Preiths Preithspoudn Sauris di Sopra, 68 Tel. 0433.907283 Bianca Sauris Loc. La Maina, 8 Cell. 389.9842236

Precedute da un limpido lago, le borgate hanno conservato intatte le vecchie case in pietra e legno, sulle cui facciate d’estate viene appeso il fieno a essiccare e d’inverno tralci di pino e pannocchie nuità fra case sulle cui facciate d’estate viene appeso il fieno a essiccare e d’inverno tralci di pino e pannocchie. Belle anche le antiche chiese: quella di Sant’Osvaldo di Sauris di Sotto, che conserva al suo interno un prezioso flugelaltar (altare a sportelli) scolpito e dipinto nel 1524 da Nicolò da Brunico, e quella di San Lorenzo di Sauris di Sopra, con il suo campanile dall’alta cuspide ricoperta di scandole. Sauris però è conosciuta non solo per le sue tradizioni e le sue architetture, ma anche per la sua gastronomia, per i suoi ristoranti, per i suoi piccoli ma confortevolissimi alberghi. Prodotti tipici sono il prosciutto e i salumi affumicati (nonché la ricotta, pure affumicata) e la grappa, dove vengono messi a macerare i germogli dei mughi, conifere d’alta montagna. I piatti proposti dai ristoranti sono quelli della tradizione come cjarsòns, dunkalte con polenta (a base di carne di maiale e salsicce cotti nel latte, era la pietanza dei giorni di festa) e vle (aromatiche frittelle con menta selvatica).

Prosciutto, birra e formaggi Il nome di Sauris è indissolubilmente legato a quello del suo squisito prosciutto crudo Igp. Tradizionalmente affumicato con legno di faggio, aromatizzato con ginepro ed erbe e lasciato lentamente stagionare all’aria fresca e asciutta delle malghe, per produrlo ancora oggi si utilizzano le tecniche di un tempo, facendo stagionare per 12/16 mesi i prosciutti prima di affettarli. Dove trovarli? Nelle salumerie e nelle macellerie del paese (che insaccano in proprio ottimi salami) o direttamente al Prosciuttificio Wolf che, pur essendo un’azienda di notevoli dimensioni, continua a produrre ancor oggi con metodo artigianale. Per chi volesse conoscere da vicino le tecniche di lavorazione del prosciutto, le porte dell’azienda sono aperte per visite su prenotazione; a fare da guida la proprietaria, Licia Peteris, grande conoscitrice della gastronomia e della storia di Sauris. In paese ci sono pure un apprezzato birrificio artigianale, da cui esce la Zhare Beer, ottima birra integrale, e Malga Alta Carnia che affina a Lateis formaggi di una ventina di malghe carniche. In queste immagini: le tradizionali architetture carniche di Sauris, i prosciutti Igp e, qui sopra, formaggi salati e di malga a Lateis

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I mille volti del carciofo campano di Antonella Petitti

Quello di Paestum è precoce. Il bianco del Tanagro è tenerissimo. Di quello di Pietralcina si apprezzano i “carducci” mentre a Castellammare di Stabia è violetto. E potremmo continuare nell’elenco. Sì, perché ogni angolo della regione ha il suo, e provarli tutti vuole dire intraprendere un tour tra paesaggi e borghi uno più bello dell’altro “Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero” scriveva Neruda in un componimento che è un’ode alla bellezza e alla maestosità di questo ortaggio simbolo della biodiversità del nostro Paese, primo produttore mondiale. Una delle regioni più ricche è la Campania, al quarto posto in Italia con duemila ettari in prevalenza concentrati nella vasta e fertile Piana del Sele. Ed è proprio da qui che partiremo alla scoperta dei carciofi campani e dei territori che li ospitano.

Street food tra i templi Igp da 12 anni, il carciofo di Paestum fa parte della famiglia del Romanesco, ma nei 14 comuni della Piana del Sele contemplati dal disciplinare, acquisisce peculiarità proprie. Carnoso, gustoso, con i capolini tondeggianti e senza spine, la sua storia è legata a doppio filo a quella della 114

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L’idea in più... Il carciofo resta un intenso simbolo di ruralità, lo dimostrano le numerose feste e sagre ad esso dedicate. Sul finire di aprile, ad aprire le danze è l’8a edizione della Festa del carciofo di Paestum Igp, che si spalmerà su due week-end dal 23 al 25 aprile e dal 30 aprile all’1 maggio. Durante questa seconda tornata sarà in festa anche il bel borgo di Auletta, con la 7a edizione di Bianco Tanagro, evento dedicato al carciofo bianco campano. Nel mese di maggio toccherà a Pietrelcina celebrare il guerriero dal cuore tenero, in una festa che viene dapprima benedetta da una santa messa e poi prosegue con un mercatino dov’è possibile acquistare i carciofi.

regione campana. Le prime testimonianze della sua coltivazione risalgono infatti ai Borboni, ma la sua vera diffusione agricola la si deve all’opera di bonifica degli anni Trenta. Da allora gli agricoltori hanno affinato le tecniche di coltivazione di un ortaggio prezioso anche per la sua precocità: compare sulle nostre tavole a inizio febbraio, per restarci fino a fine maggio. Assaggiarlo nel luogo di produzione non può prescindere da una visita al Parco Archeologico di Paestum. Patrimonio dell’Umanità per l’Unesco è dominata dai tre templi di Hera, Poseidone e Cerere. Durante la stagione dei carciofi è facile trovarli tra i numerosi banchi di ortofrutta che colorano la statale che collega Salerno al Parco Archeologico, ed a volte è possibile acquistarli già cotti alla brace dai venditori ambulanti. Un inusuale street food per godersi a pieno una passeggiata nella storia.


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“Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero, ispida edificò una piccola cupola, si mantenne all’asciutto sotto le sue squame, [...] e un bel giorno, a ranghi serrati, in grandi canestri di vimini, marciò verso il mercato a realizzare il suo sogno: la milizia” (Ode al carciofo, Pablo Neruda)

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Una tenerezza unica

In pellegrinaggio a Pietralcina

A circa 70 chilometri di distanza, sempre nella provincia salernitana, si apre la Valle del Tanagro. Qui, nei comuni di Auletta, Caggiano, Pertosa e Salvitelle, va crescendo la coltivazione del carciofo bianco di Pertosa (o del Tanagro). Questa varietà, salvata di recente dall’estinzione anche grazie all’istituzione di un Presidio Slow Food, rappresenta la migliore espressione cinaricola della regione. Verde argenteo all’esterno, va schiarendosi al suo interno, regalando una tenerezza unica nel suo genere, accompagnata da una spiccata dolcezza. Caratteristiche che lo rendono adatto a essere servito come carpaccio e hanno ispirato un gelato d’autore firmato dal maestro gelataio Enzo Crivella.

A rappresentare il Sannio, sornione e riservato, è il carciofo di Pietrelcina. Nel paese natìo di Padre Pio, divenuto negli anni mèta di pellegrinaggio, fu introdotto nel 1840 da un prefetto di origini pugliesi. Da allora questo ortaggio scandisce i tempi degli agricoltori con una serie di fasi eseguite rigorosamente a mano. A caratterizzare questa coltivazione sono i “carducci”, i quali rientrano a pieno titolo in un piatto beneventano preparato nel periodo natalizio, denominato cardone. In pratica i germogli che la pianta produce alla base vengono ripiegati su se stessi, legati e lasciati crescere ricoperti di terra. L’assenza di luce aiuta il mantenimento di una eccezionale tenerezza e carnosità. Una volta giunti a Pietrelcina alla ricer-

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Buono, non solo in cucina Digestivo e diuretico, il carciofo è entrato di recente a far parte degli “alimenti di particolare interesse” segnalati dal professor Guido Gridelli, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Toracica, nel suo libro In cucina contro il cancro, grazie alla sua attività antiossidante e antitumorale dovute alla presenza dei polifenoli. È invece merito della cinarina, che gli conferisce il gusto amaro, se il carciofo torna utile in caso di disturbi gastrici e nella riduzione dei livelli di colesterolo. Come se non bastasse ha pochissime calorie ed è ottimo da consumare come tisana per beneficiare a pieno del suo effetto diuretico.


ca del suo carciofo, non privatevi di una lenta passeggiata nel suo centro storico, curato e affascinante. Suggestiva la visita alla casa natale di Francesco Forgione, al secolo Padre Pio. Ferma nel tempo, rappresenta uno spaccato della vita di inizio Novecento.

Il carciofo di Pasquetta Nel napoletano resiste ancora oggi il carciofo di Schito, così denominato perché in epoca romana coltivato principalmente nell’area definita “orti di Schito”, negli ultimi quarant’anni violentata dalla cementificazione selvaggia. Nel territorio di Castellammare di Stabia questo carciofo violetto viene protetto dai raggi del sole con delle coppette di terracotta, denominate pignatte, posizionate sull’infiorescenza apicale. Ciò gli consente di conservare un colore più tenue e una maggiore tenerezza. Presidio Slow Food, è il simbolo indiscusso del giorno di Pasquetta, dove il carciofo arrostito sulla brace è un’istituzione che non subisce contraccolpi. Castellammare di Stabia è una base logistica indiscussa per conoscere il Nord della Campania, anche grazie al suo nuovo porto, tra i più grandi d’Europa. Con le sua cinquanta chiese e i quattro santuari, permette letture diverse in base ai propri interessi. Senza dimenticare il fascino delle antiche dimore stabiesi che enumerano otto ville e sessanta ville rustiche. A rinforzare le fila dei tanti itinerari turistici possibili con in comune il fil rouge del carciofo campano, vi sono pure i carciofi “capuanella”, di Montoro e di Procida. Il primo prende il nome da un vezzeggiativo della città di Capua, nella provincia di Caserta. Il carciofo irpino, coltivato in particolare nella frazione di Preturo, fa anch’esso uso delle pignatte. Stavolta a difesa del freddo e del gelo, più che del sole. Infine il carciofo isolano, anch’esso del tipo Romanesco, non può che raccogliere le influenze della piccola Isola di Arturo. Il famoso libro di Elsa Morante è stato pretesto per fondare un interessante premio letterario che ancora oggi porta scrittori e appassionati lettori a Procida.

Ortaggio simbolo della biodiversità del nostro Paese, che ne è primo produttore mondiale, il carciofo trova terreno fertile in Campania, e in particolare nella vasta e fertile Piana del Sele, zona particolarmente vocata alla sua coltivazione A sinistra, il territorio di Paestum, patria di un carnoso carciofo Igp. Sotto, un esempio di carciofo bianco e i caratteristici fiori di questa pianta tanto diffusa sul territorio nazionale

Ci piace Il carciocacio, caciotta ottenuta con caglio vegetale da carciofo bianco del Tanagro. Intenso e aromatico, è il prodotto giusto per la nuova generazione di consumatori non Ci piace La frammentarietà della produzione che rende difficile trovare le diverse varietà di carciofi fuori dai mercati locali

Scelti per voi dove comprare Terra Orti Bottega Via Antonio Vivaldi – SS 18 loc. Ponte Barizzo, Capaccio (Sa) Tel. 0828.871154 www.terraorti.it Associazione Carciofo bianco Contrada Vagni Comune di Auletta (Sa) Tel. 0975.392254 – 329.6918690 Mercatino al coperto Aperto tutte le mattine Piazza Mercato Caserta

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Prosecco,

questione di lifestyle Testo e foto di Germana Cabrelle

È il vino italiano più esportato, la bollicina più conosciuta al mondo, ma anche quella “che vanta (i più) innumerevoli tentativi d’imitazione”. Per via, prima di tutto, delle diverse tipologie in commercio che creano ancora parecchia confusione e lo rendono facile preda di concorrenza sleale. Resta comunque un simbolo del Made in Italy. Che nasce fra le colline di Treviso, in un paesaggio “inebriante” per definizione È conosciuto in tutto il mondo, al pari dello Champagne, ma la sua storia inizia a Conegliano e Valdobbiadene, due Comuni dell’area collinare in provincia di Treviso che dista 50 km da Venezia e un centinaio dalle Dolomiti. Quando si arriva in auto da queste parti l’occhio si perde, tante sono le viti all’intorno: allineate al piano campagna e negli scoscendimenti, inerpicate in salita e in discesa come denti di un pettine che riga e accarezza il paesaggio. I lati delle carreggiate invece sono delimitati dalle insegne delle cantine. I nomi? Carpenè Malvolti, Col Vetoraz, Bellussi, Bisol, per citarne soltanto alcune. «La forza del Prosecco – afferma Gianluca Bisol, presidente e amministratore delegato dell’omonima azienda di famiglia – risiede nella sua capacità di farsi conoscere non come status symbol, ma come lifestyle symbol: infatti è fine, moderno, versatile, sostenibile (anche nel prezzo) e rappresenta lo stile di vita italiano».

Vigneti vista mare? L’area di produzione del Prosecco Docg si estende su 15 Comuni della provincia di Treviso dove, da più di tre secoli, si coltiva la Gle-

L’idea in più Il tour del Prosecco è un’escursione guidata attraverso le colline e i filari, i borghi storici, gli antichi castelli e le abbazie delle terre del Prosecco. Consiste in un servizio navetta con accompagnamento di un esperto che spiega l’itinerario nei dettagli e prevede anche due visite con degustazioni in altrettante cantine della Strada del Prosecco da Conegliano a Valdobbiadene. La quota di partecipazione è di 49 euro a persona. Per saperne di più:

Tel. 0438.970350

ra che da disciplinare deve essere presente al 100% o per l’85%. Il restante 15% possono essere uve di Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera, Glera lunga, Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio o Pinot nero vinificato in bianco. Nato in Veneto e in Friuli-Venezia Giulia, ha avuto il suo massimo boom negli anni ’90 e poi il 17 luglio 2009, con la promulgazione del decreto di riconoscimento della Doc Prosecco, ha conseguito le due Docg Conegliano Valdobbiadene – Prosecco e Colli Asolani – Prosecco (o Asolo – Prosecco) e la zona di produzione è stata estesa anche alle province di Venezia, Padova e Belluno. Questo allargamento ha fato sì che, accanto ad aziende storiche e consolidate, ci sia ora anche una nuova imprenditoria mossa dalla voglia di fare business nelle bollicine. Ne è un esempio la giovane Giusti Wine, di proprietà dell’imprenditore trevigiano Ermenegildo Giusti (alla guida di un gruppo industriale in Canada, leader nelle costruzioni in West Coast) che tra il Montello e il Piave produce Prosecco Superiore Docg e Prosecco Doc in diverse tenute. Francesco Adami, enologo di Bellussi Spumanti di Valdobbiadene e consulente di altre aziende marzo aprile 2016

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Scelti per voi dove mangiare Seccoo Osteria-enoteca moderna che raduna le migliori etichette di Prosecco e serve le bollicine sia come aperitivo che a tutto pasto. Prezzo medio 25 euro Piazza Marconi, 24 Valdobbiadene (Tv) Tel. 0423.975710 Locanda da Condo Lungo la strada che porta ai vigneti, un luogo di sapere e sapore dove degustare piatti tipici veneti come risi e bisi, bollito misto e oca arrosta col sedano. Menu di stagione 28 euro vini esclusi Piazza Fontana, 134 Col San Martino (Tv) Tel. 0438.898106 www.locandadacondo.it

dove dormire Country House Abbazia Si trova trova ai piedi dei resti della basilica benedettina e all’intero di una struttura vinicola con uno splendido panorama circostante. Doppia da 218 euro Via del Volante, 4 Nervesa della Battaglia (Tv) Tel. 0422.720198 www.giustiwine.com Relais & Chateaux Villa Abbazia Complesso settecentesco che conserva intatto il fascino del passato. All’interno il ristorante La Corte, stellato Michelin. Doppia da 220 euro Piazza IV Novembre, 3 Follina (Tv) Tel. 0438.971277 www.hotelabbazia.it

Per saperne di più:

www.prosecco.it www.coneglianovaldobbiadene.it www.primaveradelprosecco.it

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vitivinicole della zona, è però critico nei confronti della nuova estensione della Doc: «Si tratta di terre tradizionalmente vocate ad altre coltivazioni, tutto fuorché a vigneti – dice – Le colline hanno lavorato 50 anni per fare un marchio che si chiamava Prosecco Doc e che ora è stato regalato a un’area che produce 3 milioni e 400 mila ettolitri di Prosecco contro i 700 mila della Docg storica che è l’unica che possiede il microclima ottimale». «A Jesolo non c’è mai stato il Prosecco – insiste Adami – ma ora si produce anche lì, vicino al mare, senza distinzione sulla zona di origine e sulla denominazione». «Nella zona della Docg la lavorazione deve essere fatta a mano perché le colline non si prestano alla meccanizzazione e quindi la resa per ettaro, di 135 quintali, è inferiore rispetto a quella della pianura con i suoi 180 quintali. Ciò, ovviamente, incide sui costi – conclude Adami – E se possimo dire che il consumatore italiano ha affinato una certa cultura della qualità, questo non è altrettanto vero per il mercato estero, con tutte le conseguenze del caso».

Ci piace La Primavera del Prosecco, maratona di 16 appuntamenti enoturistici che si svolge da marzo a giugno di ogni anno, con degustazioni, concerti, attività all’aperto e visite tra pievi e borghi non Ci piace Il fatto che dal 2009 si possa produrre Prosecco anche a Jesolo, vicino al mare, senza distinzione sulla zona di origine e sulla denominazione, dando vita a un mercato dove vige il numero delle bottiglie prodotte e la leva prezzo a discapito della qualità

In alto, le terre vitate del Prosecco in Veneto. Qui, una bottiglia Giusti Wine


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Un’oasi di relax

Tranquillo, fra verdi paesaggi, l’Hotel Terme è uno storico albergo ben rinnovato nel cuore di Vittorio Veneto. Vicino alla stazione ferroviaria, ai migliori ristoranti e alle vie dello shopping, è base ideale per vacanze culturali come per itinerari enogastronomici nelle vicine colline del Prosecco.

Un grande Prosecco Dal biondo grappolo di uva Glera alla tradizione unica e autentica di un fine “perlage”, appagante e armonioso: questo è il Prosecco Superiore Docg prodotto da Scandolera viticoltori in Colbertaldo. Familiare azienda in collina dove gli ospiti, desiderosi di trascorrere qualche ora in allegra compagnia, sono sempre accolti con piacere, qui, accompagnati dai proprietari, potrete passeggiare tra i magnifici vigneti aziendali godendo di un panorama spettacolare, visitare la cantina e infine concludere il suggestivo percorso con un brindisi spumeggiante in compagnia di un favoloso Prosecco in cui ritroverete tutto il sapore e l’energia di un territorio a grande vocazione vitivinicola.

Hotel Terme Via delle Terme 4 Vittorio Veneto (Tv) Tel. 0438.554345 www.hotelterme.tv

Scandolera Via Scandolera 95 Colbertaldo di Vidor (Tv) Tel. 0423.985107 www.scandolera.it

Fra storia, ospitalità e sapori Agriturismo tutto l’anno Immerso fra le vigne della ConeglianoValdobbiadene prosecco superiore Docg, Althe’a vi attende fra deliziosi paesaggi in un bel casolare del ’700. Con 5 accoglienti camere e cucina tipica accompagnata da ottimi vini di produzione, dal giovedì al sabato sera e domenica a pranzo e cena, è ideale per passeggiate, visite alle città d’arte, gite a Venezia e Cortina d’Ampezzo. Azienda Agricola Althe’a Via Maresia 2 Bigolino di Valdobbiadene (TV) Tel. 0423.982151 Marika.d@drusian.it

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Nella cinquecentesca cornice di Pieve di Soligo, nel cuore delle colline del Prosecco Superiore e non lontano da Venezia e Cortina d’Ampezzo, l’Hotel Contà è un curatissimo e lussuoso quattro stelle, accogliente e con ogni comfort. Adiacente l’Enoteca Corte del Medà: eccellente cucina e pregiati vini. Hotel Contà Borgo Stolfi, 25 Pieve di Soligo (Tv) Tel. 0438.980435 www.hotelconta.it


evi scopri Vini e spumanti secondo natura

L’Azienda Sandrin nasce nel 2009 ma le sue radici risalgono al 1939, anno in cui il nonno Alessandro, detto “Sandrin”, iniziò a lavorare i terreni collinosi nel cuore del Valdobbiadene, oggi di proprietà della famiglia. I vigneti, distribuiti tra le due storiche zone del Valdobbiadene e Asolo Prosecco Superiore Docg, sono baciati dal sole dal mattino alla sera, accarezzati tutto l’anno dalle correnti d’aria fresca che, create dallo scorrere del fiume Piave tra il Monte Grappa e le Prealpi Trevigiane, danno vita a un clima favorevole alla coltivazione della vite. Ogni scelta in vigneto e in cantina asseconda ritmi e necessità della natura, protagonista poi, pura e intensa, in vini e spumanti di qualità. Azienda Agricola Sandrin Vicolo Col Roer, 11 Valdobbiadene (Tv) Tel. 0423.976398 www.aziendasandrin.it

Dalle nostre mani al vostro cuore Produttrice di uve da fine ‘800, dal 1915 la famiglia Fornasier vinifica e vende i propri vini grazie prima a nonno Giuseppe, poi a papà Riccardo e infine all’attuale terza generazione che, animata dalla stessa passione, ha scelto di produrre vino con certificazione di filiera, selezionando le migliori zone e coinvolgendo agronomi ed enotecnici nel progetto, sempre nel pieno rispetto della natura e della salute del consumatore. È nato così il Prosecco Riccardo, primo Doc garantito dalla tracciabilità di filiera alimentare, frutto di persone che amano condividere i meravigliosi frutti dei loro vitigni: uve e vini che, gratificando il palato e il cuore, vi invitano a far parte di questa famiglia.

Gioie tra vini e salumi A Col San Martino, nel cuore della zona di produzione del Conegliano-Valdobbiadene Docg in un territorio dall’immenso valore storico, paesaggistico e culturale, Riva Granda si distingue per l’ottimo lavoro in collina e nelle vigne dove la proprietà mantiene negli impianti quasi centenari, insieme al vitigno Glera, le storiche varietà Perera, Bianchetto e Verdisio, preziosi scrigni di antichi sapori e saperi. Su prenotazione la titolare e neo sommelier Silvia Spadetto vi guiderà lungo originali viaggi sensoriali prima fra le sue vigne e poi tra i vini, ben valorizzati dal gusto della tipica soppressa trevigiana che l’azienda. Riva Granda Via Canal Vecchio, 5/a Col San Martino di Farra di Soligo (Tv) www.proseccorivagranda.it

Azienda Agricola Riccardo Via Cieca d’Alnè, 4 Vidor (Tv) Tel. 0423.989126 riccardo@proseccoriccardo.com www.proseccoriccardo.com

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Sapori dell’Umbria e del Lazio

A pochi passi da Piazza di Spagna, Hostaria al 31 offre in un unico menu le migliori ricette umbre e laziali. Qui potrete scegliere fra bruschette e fettuccine al tartufo nero, pappardelle al cinghiale, coda alla vaccinara, trippa alla romana e carciofi alla giudia. Vini scelti e birre artigianali.

Tradizioni e saporite sorprese Splendida, l’Osteria Rinascimento vi attende dove Roma è più bella e suggestiva per offrirvi la calda accoglienza di Danilo e Marco, sapienti ristoratori e accoglienti gestori di questo gradevole ritrovo. Felicemente situata fra Piazza Navona e il Pantheon, offre un’ottima occasione per riscoprire i veri sapori della tradizionale cucina romana gustando specialità a base di prodotti stagionali sempre freschi. Qui, fra eleganti arredi in stile classico, oltre ai migliori piatti tipici potrete trovare carni danesi grigliate, gli irresistibili dolci firmati Sal De Riso e, martedì e venerdì, buon pesce di giornata. Climatizzato, il locale vanta anche tavoli all’aperto e connessione WiFi gratuita.

Hostaria al 31 Via delle Carrozze, 31 – Roma Tel. 06.6786127 www.hostariaal31.com

Osteria Rinascimento Corso del Rinascimento, 66 Roma Tel. 06.6476119 www.osteriarinascimento.com

Con Filo ogni donna è favolosa Be Fabulous è un mondo creato da Filomena Di Iulio che, dopo una carriera manageriale in una multinazionale, ha deciso di dedicarsi alla moda. Diventata Style Consultant & Personal Shopper alla Carla’s Academy apre prima il blog poi la boutique luminosa e accogliente dove troverete capi diversi dal solito e consigli di stile fra un caffè, due chiacchiere e una risata.

Tradizione e nuove idee per arredare La Bottega Margutta Via Margutta, 58 – Roma Tel. 06.3207981 laura.pepe@fastwebnet.it

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Nata in una famiglia di antiquari da un secolo, Laura Pepe coltiva il fascino del passato nella Bottega Margutta, galleria aperta nel 1950 da sua zia, Anna Pepe. «Mio nonno, mio padre e le mie zie erano antiquari e io sono cresciuta respirando la polvere di tappeti d’epoca fra mobili pieni di porcellane, bronzi, giade e argenti», ci racconta. Oggi Laura ripropone l’antichità in cui è vissuta in chiave moderna, creando originali accostamenti tra stili e gusti diversi. «Gli studi di architettura mi hanno fatto conoscere un nuovo modo di scegliere e armonizzare mobili di pregio, quadri e oggetti d’arte». La Bottega Margutta riassume la sua ricerca: innovative e originali soluzioni con un particolare accento sugli arredi della tradizione tirolese e mitteleuropea.

Be Fabulous Boutique Piazza Pietro Merolli, 23 – Roma Tel. 06.6532205 www.befabulouswithfilo.com


evi scopri Grande negli spazi e nei gusti

Dopo il 1970, anno in cui Anacleto e Tina hanno aperto il loro primo Vini e Oli a Roma, la famiglia Bleve ha saputo affermarsi sempre più nell’universo dell’enogastronomia capitolina sino a inaugurare nel 2003 Casa Bleve, splendido ristorante nel cuore del Campo Marzio e della Roma barocca. Qui, nella prestigiosa cornice di Palazzo Medici Lante della Rovere, fra accoglienti saloni e sale arredati in stile classico, buongustai di tutto il mondo sanno di poter trovare i tesori dell’Italia in tavola, piatti e sapori della tradizione, specialità creative e ricette di famiglia tipiche salentine. Spettacolari le cantine, con un muro di epoca romana e una ricchissima scelta di prestigiose etichette. Casa Bleve Via del Teatro Valle, 48 Roma Tel. 06.6865970 www.casableve.it

Un gioiello per turisti e businessmen L’ingresso dell’Hotel Art by the Spanish Steps è un passaggio minimalista mimetizzato tra le tante Gallerie d’arte che costeggiano via Margutta. Entrando vi stupirà la hall con colonne e volte a crociera, le tante opere d’arte, le camere d’atmosfera... Deliziosa la corte interna, ideale per rilassarsi con pregiati tè, aperitivi, piatti freddi e stuzzichini. Hotel Art by the Spanish Steps Via Margutta, 56 Tel. 06.328711 www.plh.it

Sapori d’eccellenza A Roma dal 1932, Castroni vanta oggi una dozzina di negozi in città con in evidenza quello centralissimo di Via Frattina, fra Piazza di Spagna e Piazza San Lorenzo in Lucina. In tutti, una ricchissima selezione dei migliori prodotti tipici italiani assieme a specialità salutari e sfiziosità etniche. Castroni Via Frattina, 79 Roma Tel. 06.69921903 www.castroni.it

Antica trattoria dal 1870 Tempio della vera amatriciana, La Matriciana conserva l’impronta che lo caratterizza dagli anni ’30, atmosfere e arredi d’epoca impreziositi da una splendida cabina telefonica di quei tempi. Nato nel 1870 e oggi fra i Locali Storici d’Italia, vede la famiglia Crisciotti, papà Fortunato e i fratelli Fabio e Mauro, entrambi sommelier, proporre alla clientela un’affascinante full immersion nei profumi e sapori della vera tradizione romanesca con in primo piano il piatto principe: i bucatini alla Matriciana. Qui, di fronte al Teatro dell’Opera, dove sono stati ospiti Mario Del Monaco, Maria Callas, Carla Fracci e Riccardo Muti, ogni angolo suscita un mito, un pensiero galante, una scena da film... La Matriciana dal 1870 Locale Storico d’Italia Via del Viminale, 44 Roma Tel. 06.4881775 www.lamatriciana.it

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Solo specialità romane Per i cultori della vera cucina capitolina l’indirizzo giusto è Hostaria Edmondo, da 50 anni fedele alla genuina tradizione gastronomica romana. Nata nel 1963 e da dieci anni affidata a una nuova proprietà, vede i titolari tutti i giorni impegnati nella ricerca quotidiana di materie prime d’eccellenza. Tutto ciò che viene portato in tavola, infatti, è frutto di acquisti giornalieri basati sulle disponibilità del mercato. Il menu è quello classico: rigatoni con coda alla vaccinara, cacio e pepe, gricia, carbonara, rigatoni alla pajata, trippa, coratella coi carciofi, abbacchio e maialino al forno... Tra i cinque migliori ristoranti per l’amatriciana, il locale propone anche deliziosi dolci fatti in casa. Hostaria Edmondo Circonvallazione Clodia, 90/2 Roma Tel. 06.3701272 www.hostariaedmondo.it

Ombrelli unici e pregiata pelletteria Artigiano di ombrelli dal 1989, Luca Domizio ha aperto nel 2008 la Pelletteria Domizio dove, oltre a coltivare la sua passione creando parapioggia che sono pezzi unici fatti a mano, propone una qualificata gamma di borse in pelle, cinture, portafogli, calzature, accessori moda. Centro assistenza e riparazione ombrelli. Pelletteria Domizio Via Collatina, 100/C Tel. 06.31070825 Via Prenestina 273 Tel. 06.89010193 Roma www.ombrellidomizio.com

Movida e cucina di tendenza

Sport, natura e benessere Nel parco Valle dei Casali, Villa York Sporting Club è una moderna e confortevole struttura pensata per chi ama fare sport circondato dalla natura. Dotata di avanzati impianti sportivi, sale fitness, piscina, percorso running e area termale, offre anche le delizie gastronomiche dello Yorkafe ed è disponibile per feste. Villa York Sporting Club Via Affogalasino, 40 Roma Tel. 06.6570535 www.villayorksc.it 126

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A un soffio dal Circo Massimo, Rosso Ristorante propone cucina di tendenza nei luoghi delle movida a partire dal mattino con cornetti, dolci e biscotti preparati quotidianamente dalla pasticcera con farine biologiche o, per chi ama il salato, con l'english breakfast a base di uova e bacon. A pranzo ecco invece la formula buffet e, sabato e domenica, brunch con piatti internazionali. Fantastico l’happy hour dalle 18.30 alle 20.30 con drink e accesso libero al bancone di 18 mq con piatti caldi e freddi sempre diversi. E infine il nuovo menu con specialità tipiche romane, le ormai celebri Wok e delizie come il pollo d’oriente, l’astice alla catalana, le ricette vegane e gli hamburger gourmet. Rosso Ristorante Eat Drink Stay Viale Aventino, 32 Roma Tel. 06.64420656 www.rossoristora.it


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A cura della Redazione scientifica Fondazione Veronesi

la salute nel piatto

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Se la tavola... germoglia! Di porro o di fagioli azuki, di girasole o di erba medica, freschi, sott’olio o sott’aceto che siano, arricchiscono ogni portata non solo di nutrienti ma anche di bellezza, donando al nostro piatto un tocco in più. Per non parlare poi della nostra dieta, alla quale aggiungono vitamine, sali minerali e tanto gusto

Serena Zoli

È primavera ed è tutto un fiorire di germogli. Belli da vedere, ma buoni anche da mettere in tavola. I germogli sono uno dei mattoni fondamentali della dieta crudista, un particolare stile alimentare oggi molto di moda. Queste minuscole piantine sono un concentrato di vitamine, enzimi, minerali e proteine. Venivano e vengono tuttora consumate soprattutto in Oriente, ma ormai la contaminazione fra usi ha portato anche da noi questi “gioiellini” naturali, che possiamo acquistare sott’olio, sott’aceto, in acqua e sale o anche freschi. Approfondiamone alcuni con qualche informazione nutrizionale e organolettica. Germogli di soia: ricchi di vitamine (soprattutto la C) e sali minerali. Sono utilissimi per drenare i liquidi (e quindi le tossine) dal corpo. Inoltre apportano potassio, sodio, calcio e fosforo. Germogli di alfaalfa o erba medica: si usano nelle insalate e sono ideali anche in un tramezzino al posto della solita insalatina. Sono ricchi di vitamina C, D, E, K e minerali quali calcio, fosforo, zinco, rame, selenio, silicio, ma non basta. Le foglioline contengono sostanze molto simili agli ormoni che agiscono regolarizzando per l'appunto la produzione ormonale del corpo. Germogli di azuki: sono i germogli di soia rossa, di origine giapponese; hanno un sapore leggermente piccante. Ideali su bistecche ai ferri o nell’insalata. Germogli di aglio: è abbastanza intuibile il tipo di sapore che avremo in bocca quando li mangiamo… Ideali in panini imbottiti, tramezzini, aperitivi, con il pesce. Germogli di girasole: ricchi di vitamine C, E, di fosforo, calcio e fitosteroli, hanno un delicato sapore di olio e di noce. Ottimi nelle insalate, nel pane e nei salatini. Germogli di finocchio: molto indicati come arricchimento di pane e salatini grazie al delicato gusto di anice. Germogli di grano: fonte di vitamina E, a colazione, nello yogurt o tuffati nel miele sono una squisitezza. C’è anche chi li preferisce tostati e salati, nelle insalate o nella caprese. Germogli di lenticchia: sono da preferire crudi, ma si fanno anche cotti al vapore o saltati in padella. Hanno notevoli quantità di ferro e di vitamine B1, B2 e C. Germogli di porro: di uno splendido verde, hanno un gusto forte. La “morte loro” sono i formaggi freschi e spalmabili.

Per saperne di più:

www.fondazioneveronesi.it

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fatti e contraffatti

di Claudio Modesti

Le patatine di Maillard Sono fritte, certamente buone, ma pericolosamente tossiche se mangiate in quantità eccessive. Perché? Questione di temperatura e di acrilamide. Vi spieghiamo di cosa si tratta, aggiungendo anche qualche trucco per rendere questo contorno sfizioso più sano e meno pericoloso Louis-Camille Maillard, chimico e medico francese, descrisse per primo nel 1912 una serie di reazioni chimiche destinate a diventare una colonna portante della cucina moderna. Si tratta per l'appunto delle “reazioni di Maillard” che rivelarono molti segreti relativi alle modificazioni molecolari che intervengono sugli alimenti trattati ad alta temperatura. In particolare si è notato come zuccheri, aminoacidi e sostanze grasse presenti o aggiunte agli alimenti, al di sopra dei 120° reagissero formando una serie di composti capaci di stimolare piacevolmente i nostri sensi, i cosiddetti aromi, presenti in gran quantità nei cibi tostati, arrostiti e fritti, che risultano dunque particolarmente appetibili. In seguito, gli studi sui composti aromatici misero in evidenza che durante le cotture ad alta temperatura l’aminoacido asparagina dà origine a un composto di famigerata tossicità, l’acrilamide, definito da organismi come l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) e l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) un “probabile cancerogeno per l’uomo”. Le fonti di acrilamide sono alimenti di consumo quotidiano come patatine fritte, caffè e tutti i farinacei cotti ad alta temperatura (pane, crakers, biscotti...), che però ne contengono quantitativi molto differenti a seconda della temperatura di cottura: se vicina ai 120° porta alla formazione di pochi composti tossici, che aumentano però quando la temperatura cresce fino circa ai 190°. Il caffè tostato e utilizzato per l’espresso, per esempio, sembra contenere solo 400 microgrammi/chilo e per superare la soglia di 35 microgrammi, da alcuni considerata sicura, se ne dovrebbero consumare alcune decine di tazze al giorno; diverso il discorso per le patatine fritte: uno studio francese indica che un bambino di 20 chili che ne mangia un sacchetto da un chilo assume una quantità di acrilammide 83 volte superiore alla dose giornaliera consigliata dall’Oms. Le varie patatine in commercio hanno valori di acrilammide che variano da 5 microgrammi/chilo a 3.500 microgrammi/chilo, mentre quelle fatte in casa possono presentar130

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Contenuto in microgrammi di acrilamide Prodotti da forno 50-450 Patatine fritte 50-3.500 Cereali da colazione 50-1.346 Biscotti, cracker, toast 30-3.200 Patatine fritte in casa 3.500-12.000

ne fino a 12.000 microgrammi/chilo! Dunque, cosa possiamo fare per goderci un bel piatto di french fries senza pericolo? Iniziamo a conservare le patate al buio ma mai a basse temperature, perché il freddo le rende più dolci dunque più ricche di zuccheri liberi in grado di reagire con l’asparagina; per lo stesso motivo è da evitare anche la germinazione dei tuberi: con questo processo infatti la patata riattiva il proprio metabolismo e si arricchisce di zuccheri semplici. In conclusione possiamo dire che buona norma è limitare il consumo di cibi cotti ad alta temperatura, fermarsi alla doratura evitando la brunitura o la carbonizzazione; scegliere lipidi con alto punto di fumo; consumare cibi preparati con cotture delicate e rispettose delle caratteristiche organolettiche della materia prima.


il ristorante

di Beatrice Ghelardi

La casa dell’olio... quello buono Sentirsi a proprio agio alla Locanda Martinelli di Nibbiaia, sulle colline livornesi, a pochi chilometri dal mare, è facile. La cucina infatti è di quelle che ti coccolano, con la scelta di prodotti di stagione e territorio acquistati al mercato proprio come farebbe una mamma, e conditi con uno dei tesori più preziosi di Toscana, e non solo

I coperti sono venti, sulla lavagna si leggono le proposte dello chef. A voce si aggiungono le idee che nascono dalla spesa del giorno. La cucina di Michele, patron del locale con la moglie Evelyn, esalta la qualità dell’olio extravergine di oliva; al punto che la guida Flos Olei 2015 ha riconosciuto la Locanda Martinelli di Nibbiaia come Ristorante dell’anno. «Non posso fare a meno dei grandi oli – ci racconta Michele – quando ti avvicini a questo mondo, lo studi e ne capisci il valore, ti rendi conto che un solo ottimo extravergine di oliva non basta. Ogni piatto ha il suo». C’è anche una carta dedicata con la descrizione dei prodotti, monocultivar per la maggior parte, e la possibilità di fare una degustazione degli oli delle diverse regioni d’Italia e stranieri. Dal mare alla terra i confini in cucina si aprono, con attenzione alla materia prima, per offrirci il pesce fresco del mercato di Livorno, i formaggi del pastore di Nibbiaia, la cacciagione di zona, i fiori, i funghi, le insalate e le erbe di campo, o il filetto di black cod, la piuma di Patanegra, la terrina di foie gras fatta in casa e cotta sottovuoto. Seguendo le stagioni il menù sorprende e stuzzica con il finto uovo di zucca al tartufo bianco, il raviolo di ripieno di stracchino di capra e ragù di colombaccio, quello di asparagi servito con calamaretti e crema di burrata o la pralina di palamita ai pistacchi e yogurt. Incuriosiscono per dessert la sfera al cioccolato, olio e lamponi, l’astronave, il cioccolatissimo. Accanto alla cottura a bassa temperatura si riscopre quella in forno, della nonna, nelle pentole di ghisa per la salsa di colombaccio, il cinghiale, gli stufati e i brasati. Lo chef privilegia l’uso di pasta di propria produzione, con l’abitudine di tenerne sempre in carta una ripiena. Il pane è fatto in casa con lievito madre. La carta dei vini presenta 250 etichette, dalle locali alle selezioni di Champagne e Riesling, dai vini base agli Châteaux più importanti. Dopo le esperienze di lavoro in Germania, Francia, Inghilterra, Giordania, Lussemburgo, Michele Martinelli ha portato nella sua Locanda di Nibbiaia una cucina aperta, che guarda al territorio, ma non lo sente come una barriera. Il suo menu è un abito cucito su misura, al variare delle stagioni e delle ispirazioni.

dove&come Locanda Martinelli Piazza Mazzini, 11 – Nibbiaia (Li) Menù completo: 50 euro Tel. 0586.740161 www.locandamartinelli.it

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il buono a tavola

a cura dello chef Alessandro Borghese Il lusso della semplicità banqueting’n’catering

Cannolo di mare Ingredienti per 4 persone: 4 fette di pane in cassetta 200 gr di caprino 8 filetti di acciuga 8 gamberi saltati in padella 2 carote dragoncello q.b. olio evo e pepe q.b. succo di lime q.b. erbe aromatiche q.b. (timo, ruta e santoreggia)

Foto di AB Normal S.r.l.

Preparazione: Prendi due fette di pane e stirale con il mattarello per renderle più sottili. Arrotola le due sfoglie ottenute sui cannoli d’acciaio, spennellali con olio evo e mettili in forno a 180° fino a quando non diventano dorati. Nel frattempo prepara la farcia: mescola il caprino con le acciughe, i gamberi tagliati a pezzettini e il dragoncello tritato. Quando il pane si è raffreddato sfila il cannolo d’acciaio, aiutandoti con la sac à poche riempili con la farcia. Prepara un’insalatina di carote: pela e affetta le carote a listarelle con la mandolina e immergile in acqua e ghiaccio. Scola le carote e inizia a condire con pepe, olio, erbe aromatiche e succo di lime. Impiatta disponendo due cannoli, un ciuffo d’insalatina di carote, un pizzico di pepe e un giro d’olio evo.

Ascolto: Joe Satriani – Flying In A Blue Dream Bevo: Riesling Trocken Saarburger Kupp “Alte Reben” 2014 – Dr. Fischer - Bocksteinhof

Accordi e disaccordi Questo mese Alessandro Borghese, chef della sua azienda di catering: “AB – il lusso della semplicità” e giudice in tv con Junior Masterchef Italia, conduce su Sky Uno Alessandro Borghese 4 Ristoranti e Alessandro Borghese Kitchen Sound e firma la sua rubrica su VdG con piatti a regola d’arte

alessandroborghese.com

Per info e contatti:

alessandroborghese.com

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Quanto è importante conoscere ciò che mangi? Cucinare è un gesto quotidiano: per qualcuno un mestiere, per chi legge una passione, per tanti una goduria, per altri ancora un grattacapo. L’Italia è un Paese che permette di scegliere tra prodotti eccellenti, ognuno da studiare e perimentare per il proprio benessere quotidiano. Un ingrediente sconosciuto può essere difficile da lavorare o semplicemente non piacerti; eppure dopo averlo compreso, trasformato e abbinato, cambierai opinione. La prima volta che ascolti un arpeggio di Joe Satriani la mente cerca di volare dietro le sue dita; le sue scale geometriche al primo ascolto sembrano enormi Moai, e come le statue monolitiche catturano e suggestionano, ma in seguito affascinano e scuotono i sensi. Conoscere le materie prime permette di usarle al meglio; sentirne l’odore, la consistenza, il sapore, apprendere le giuste tecniche di cottura vuol dire educare il palato e ren­dere una ricetta… il tuo piatto!

Pici e canocchie Ingredienti per 4 persone: 400 gr di pici toscani 4 rametti di dragoncello 16 canocchie 1 limone 1 spicchio d’aglio 1 costa di sedano olio evo, sale e pepe q.b. Per i Pici: 380 gr di farina 1 bicchiere d’acqua 1 uovo Preparazione: Inizia a pulire le canocchie facendo ben attenzione a non pungerti. Con l’aiuto delle forbici taglia i lati del corpo della canocchia, solleva il carapace estrai la carne e tienila da parte; prendi le teste e gli altri scarti che hai ricavato dalle canocchie e metti tutto in padella con olio, aglio e sedano. Inizia a far soffriggere il tutto e aggiungi dell’acqua fino a coprire le canocchie; lascia cuocere a fiamma bassa. Quando l’acqua si sarà ristretta, più della metà, togli dal fuoco e frulla il tutto; passa in un colino a maglie fini per ottenere un brodetto dal sapore molto concentrato di canocchia. Prepara i pici: disponi la farina a fontana sulla spianatoia di legno, meglio se di marmo; versaci mezzo bicchiere di acqua a temperatura ambiente e l’uovo, impasta energicamente per un quarto d’ora, aggiungendo l’acqua rimanente e un pizzico di sale, fino a ottenere un panetto liscio e sodo. Lascia riposare per trenta minuti e forma con il palmo della mano dei lunghi serpentelli più grandi di uno spaghetto. Metti a bollire l’acqua in una pentola per cuocere la pasta. Sfoglia il dragoncello, tritalo fi-


Foto di AB Normal S.r.l.

nemente e lascialo asciugare qualche minuto su un foglio di carta assorbente, questo ti aiuterà ad asciugare l’acqua di vegetazione e ti permette di conservare il trito in frigo senza che ammuffisca. Grattugia il limone e taglia la carne delle canocchie a pezzi. Fai bollire l’acqua, salala e cuoci la pasta; scola i pici molto al dente e finisci la cottura in padella con il brodetto della canocchia. Quando il sugo inizia a legare manteca velocemente con un filo d’olio; aggiungi poi il dragoncello tritato e le canocchie. Impiatta con la scorza di limone grattugiata.

Ascolto: Duke Ellington – Pie Eye’s Blues Bevo: Pinot Bianco Jermann 2014

Scorfano in crazy water Ingredienti per 4 persone 4 filetti di Scorfano 1 peperone 1 porro 8 pomodori datterino 1 limone 1 pezzetto di zenzero 1 cipolla 1 scalogno 1 spicchio d’aglio 1 peperoncino erbe aromatiche q.b. (menta, alloro, aneto, prezzemolo riccio, basilico, origano, timo limoncino e isoppo) olio evo, sale e pepe q.b.

Nella pagina precedente, in apertura, il cannolo di mare. In questa pagina, in alto, i pici con le canocchie e sotto lo scorfano “crazy water“

Preparazione Inizia preparando le verdure per condire l’acqua pazza. Taglia il peperone in diagonale per formare delle losanghe, ricava dal porro 2/3 rondelle e ricava il cuore di uno scalogno, taglia i pomodori datterini, due fette di limone, un cubetto di zenzero e aggiungi le erbe aromatiche miste, un pezzo di cipolla rossa, uno spicchio d’aglio e un peperoncino. Immergi tutto in una pentola piena d’acqua, aggiungi del sale grosso, pepe in grani e accendi sotto la padella. Quando l’acqua ha preso calore immergi il filetto di scorfano e fai cuocere delicatamente per qualche minuto a seconda dalla grandezza del filetto. Impiatta adagiando le verdure sul fondo del piatto, poi il pesce e per ultimo aggiungi un po’ di brodo. Completa con un po’ di pepe e un filo d’olio.

Ascolto: Gary Clark Jr. – Bright Lights Bevo: Kolbenhof Gewürztraminer 2014

“Lasciamo spazio all’interpretazione, senza per questo cambiare la melodia”, ha detto Joe Satriani. Lasciamo spazio alle variazioni sul tema a partire da ingredienti noti, attraverso abbinamenti e soluzioni insolite, senza temere la prova del gusto. Perché assaggiare un nuovo piatto non è sempre facile, ma imparare a conoscerlo è un’esperienza unica

Foto di AB Normal S.r.l.

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orto dei semplici

di M. Pia Fanciulli

Coltiviamolo così Pianta rustica, prospera in qualsiasi terreno ben drenato. Preferisce posizione soleggiata, calda e protetta, ma cresce bene pure a mezz’ombra e si adatta anche ai terreni aridi e secchi. Ottimi risultati si ottengono in vaso. A marzo comincia a fiorire, quando è tra l’altro tempo di trapianti e semine. Il vaso e il terriccio Tra marzo e aprile è tempo del trapianto, da fare in Luna crescente, mettendo una piantina in un contenitore di almeno 50 cm di diametro con del terriccio standard e ponendolo al sole. Durante i mesi più freddi dell’inverno sarà bene tenerlo al coperto, per proteggerlo dalle gelate.

Rosmarino: l’amico del vento Il suo profumo sa di casa e di sapori semplici. Ci chiama nell’orto o nel giardino degli aromi, ci fa entrare in cucina dove si presta a mille usi. A primavera dona fioriture capaci di attrarre api e insetti utili e di dare ancor più slancio alla sua potente profumazione

“Rugiada del mare” – o forse all’orgine “rosa del mare” –, questo arbusto mediterraneo sbuca da orti e recinti, da argini sassosi e assolati e si protende verso l’alto. Irte e rigide, le foglie persistono tutto l’anno, proprio come quelle del pino al quale spesso s’accompagna, diffondendo tutt’intorno il suo aroma resinoso e pungente, dal retrogusto un po’ amaro. Pur costruendosi su scaglioso legno, come racconta un Erbario di Barbanera “rosmarino sa tuttavia piegarsi, fino a strisciare, per guadagnare il suo terreno vitale, riuscendo poi, comunque, a sollevarsi in uno slancio verso l’alto, che ripete nel suo ceruleo, piccolo fiore”. Ed è proprio dalle fitte fioriture che stilla, seppur in variante più lieve, la sua già energica profumazione, mentre il cespuglio si veste di una bella tonalità azzurrina, la stessa delle atmosfere marine che predilige. La lunga storia del rosmarino si accompagna a quella dell’uomo, e già migliaia di anni fa i suoi rami conservavano la 136

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carne, donandole al contempo fresca fragranza e gradevole aroma. Sempre più ampio uso se ne fece in fitoterapia, dove ancora oggi lo si utilizza quale tonico circolatorio e cardiaco, battericida, antisettico e antidepressivo. Nelle cucine poi non manca mai, amato e insostituibile aroma dai mille usi; infilato quindi tra tessuti e abiti ne salvaguarda l’incolumità. E se la giornata è stata faticosa e abbiamo bisogno di recuperare, prendiamone una buona manciata e uniamolo a bacche di ginepro e a un pizzico di fiori di lavanda. Chiudiamo il miscuglio in un sacchetto di stoffa e immergiamolo nell’acqua: renderà tonificante il nostro bagno caldo. In caso invece di dolori muscolari e reumatismi – evitando però di usarlo se i tessuti sono infiammati o gonfi – prepariamo un olio per massaggi delicati facendo bollire pianissimo per un’ora in 100 gr di olio di oliva 20 gr di foglie di rosmarino e 10 gr di foglie fresche di alloro. Si filtra spremendo bene.

Coltivazione Può essere riprodotto da seme in giugno, ma i semi sono difficili da trovare e la germinazione è molto lenta. La lavorazione risulta più facile trapiantando una piantina da vivaio a marzo, con la Luna calante, in una buca di 30 cm nelle tre dimensioni, concimando con 500 gr di letame maturo. Dal trapianto alla fine dell’estate si deve annaffiare senza eccedere. È necessario potare regolarmente per evitare che cresca disordinato e per ottenere un portamento compatto. Punti deboli In caso di piante coltivate all’esterno, il rosmarino teme il gelo che ne danneggia le radici. In aree particolarmente fredde o nelle regioni del nord, sarà bene allora effettuare una pacciamatura alla base dei fusti con paglia, foglie e cortecce o altro materiale disponibile. Buono a sapersi Si può propagare per talea da marzo a settembre. La talea si fa prelevando dai giovani rametti porzioni di circa 12-15 cm. Si eliminano le foglie alla base e si interrano di circa un terzo in un vasetto con un misto di sabbia e torba. Si annaffia spesso per un mese così da favorire l’emissione di radici, poi si passerà ad annaffiare solo quando la terra apparirà secca. Si trapianterà definitivamente in terra dopo circa un anno. Raccolta e conservazione È cosa ben fatta raccogliere le foglie e i fiori da marzo a settembre, secondo le necessità, in Luna calante per poi essiccarli all’ombra e conservarli in vasi di vetro. Invece se si vogliono essiccare rametti interi, è bene tagliarli solo nei mesi estivi.


ANNUNCIO PUBBLICITARIO

Per DIMAGRIRE:

l’Invenzione del Secolo!

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compressa ... e hop ...

Un’invenzione che rimette in gioco tutto quello che esiste oggi per dimagrire!

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Non è un caso se in tutto il mondo CarranZa sta diventando l’UNICO prodotto contro i chili di troppo, che ottiene un successo fuori dal comune… In pochi mesi, sono stati venduti 4 milioni di pezzi di CarranZa in America (del Nord e del Sud insieme). È un vero e proprio successo! Bisogna precisare che con CarranZa si ha la certezza di dimagrire a colpo sicuro e nelle migliori condizioni, ovvero in modo semplice e facile. Immagini: 1 sola compressa ogni 5 giorni per perdere 3 chili ogni 5 giorni! Pensa che sia un sogno?

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Per la sua salute, eviti di mangiare troppi grassi, troppi zuccheri, troppo sale.

ORDINI VIA SMS*: 337 10 64 276

Invii il suo ordine tramite sms indicando: codice media, codice prodotto, quantità, cognome, nome, indirizzo completo, cap, località, provincia, data di nascita, comune di nascita (solo per italiani), stato di nascita (solo per stranieri). ESEMPIO*: PC2104,I102,ROSSI,ENRICA,VIALOMBARDIA,9,20123, MILANO,20/03/74,FIRENZE ogni parola deve essere seguita dalla virgola senza spazi

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chili! � Senza pensarci � Senza diete � Senza sforzi � Senza fatica � Senza pericolo

Per saperne un pò di più a proposito di CarranZa

Si starà chiedendo qual è “la “Molecola famosa” contenuta in CarranZa?… si tratta di una Molecola in particolare e di un cocktail di molecole brasiliane che, per sinergia, permettono di ottenere una perdita di peso di 3 chili ogni 5 giorni con una sola ed unica compressa. Si chiederà “se non c’è alcun rischio nel dimagrire con CarranZa?” Le rispondo che lei potrà, senza alcun rischio per la sua salute, assumere una compressa ogni 5 giorni. Detto questo, una volta che lei avrà perso tutti i suoi chili, interrompa il suo trattamento, lo potrà riprendere più tardi per essere certa di conservare la sua nuova linea. Lei materrà così la linea dei suoi sogni!

Tutti lo sanno: nell’ambito dell’estetica, il Brasile è da 20 anni al culmine del progresso. I più grandi specialisti della bellezza e dell’alimentazione vanno ogni anno a Rio de Janeiro. Per questo l’anno 2014 resterà un anno che farà la storia per la ricerca sul dimagrimento. In effetti, una molecola che smuove i grassi istantaneamente e che li espelle per vie naturali per 5 giorni, con 1 sola compressa, è stata resa pubblica durante l’ultimo Congresso. Mai visto prima! “Un evento senza precedenti” titolava la stampa brasiliana, seguita dalla stampa americana, che qualificavano CarranZa come un PRODIGIO!

Una molecola che smuove i grassi e che li espelle in 5 giorni per vie naturali

NATURALE

Ebbene, basta fare una prova per constatare cosa significa dimagrire con piacere… e verificare che non si tratta di un sogno!

Come utilizzare CarranZa al meglio e dimagrire definitivamente • L’uso di CarranZa è molto semplice. • Un flacone contiene 4 preziose compresse che equivalgono ad una perdita di peso media di 12 kg. • Se desidera perdere più di 12 kg è necessario ordinare 2 flaconi, che le faranno perdere fino a 24 kg, con sole 8 compresse… e così via...

Importante: Per dimagrire, CarranZa è un prodotto fuori dal comune, perché con nessun altro prodotto conosciuto fino ad oggi lei può dimagrire con regolarità di 3 kg ogni 5 giorni con una sola compressa. No, non ce n’è nessun altro. E per questo CarranZa si impone oggi come il distruttore di grassi per eccellenza! E malgrado la sua forza

IL SEGRETO:

02 455 57 028

CarranZa si attacca già dai primi minuti alla massa di grasso più profonda… e provoca nello stesso tempo uno scioglimento immediato della cellulite.

Buono d’Ordine Da rispedire a: Naturalfit P.O. Box 247 - 3940 AE Doorn - The Netherlands

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d’azione, CarranZa non può in alcun modo alterare la sua salute. Lei non rischia niente. Lei perderà peso, punto e basta! Per fare questo noi le chiediamo solo una cosa: non cerchi di perdere più di 3 kg ogni 5 giorni e quindi, non usi più di una sola compressa ogni 5 giorni!

scelgo qui di seguito il numero di compresse di CarranZa di cui ho bisogno, in funzione della perdita di peso che voglio ottenere.

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Piaceri

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MUSEI. IL LEGNO A CANTù 140 148 Libri Un tempio dell'arte lignea, il più grande d'Europa, in casa di Riva, simbolo dell'ebanisteria brianzola 150 spettacoli arte. "oltre" a iVREA 142 152 gioielli Opere e provocazioni contemporanee in mostra nella città piemontese di Olivetti e del carnevale 154 trendy tradizioni. ceramiche SASSOLESI 146 156 Shopping Cento anni di storia e una capacità continua di rinnovarsi: ecco il segreto del distretto modenese aprile 2016

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lemaniraccontano

Il tempio dell'arte lignea di Francesco Condoluci (foto di Marco Asprea)

Sfidano il tempo con il loro design essenziale le creazioni Riva1920. Una storica realtà brianzola, oggi gestita dai tre fratelli Maurizio, Davide e Anna, che lavora da sempre con un occhio di riguardo alla natura e uno alla formazione delle nuove generazioni. Un Museo ne racchiude la storia e ne racconta la filosofia Già solo l’odore, d’antico e d’eterno, che ne impregna la sala, varrebbe una visita. Ma fermarsi al semplice olfatto, entrare a occhi chiusi, sarebbe davvero un peccato. Assieme alle narici, anche la vista, anche il tatto, reclameranno la loro parte, davanti a questo poderoso spettacolo della sapienza umana che sa trasformare in arte, la natura. Il legno, ha scritto il romanziere milanese Luigi Santucci, “è materia nobile e strana, non è più terra, e carne non è ancora: è come il latte che non è sangue ma è già più che acqua”.

Nel cuore del distretto canturino Qui al civico 137 di Via Milano, a Cantù, lo sanno talmente bene che a questo miracolo del creato, hanno eretto un tempio, una sorta di santuario pagano che, assieme al nobile legno, onora la mano e l’estro dell’uomo. Lo ha voluto, lo ha fatto, Maurizio Riva, eccelso mastro ebanista che di mobili di pregio ne sa per lignaggio e storia familiare, ma tutto il 140

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In apertura, Maurizio Riva circondato dalle opere d'arte lignee custodite tra le sale del Museo e nello showroom della Riva1920

“Il legno è materia nobile e strana” hanno scritto. E al civico 137 di Via Milano, a Cantù, lo sanno talmente bene che a questo miracolo del creato hanno eretto un tempio. Un museo voluto e realizzato da Maurizio Riva nella cittadina che ha visto nascere l'impresa che porta il nome della sua famiglia, Riva1920


Sciur Maurizio, il gran sacerdote

resto – lungimiranza imprenditoriale, amore per l’arte, mecenatismo, sostenibilità e sensibilità sociale – ce lo ha messo di suo. Tirando su nel cuore della sua città («qui, e non a Milano – chiarisce – perché qui c’è la storia: delle fabbriche, del distretto brianzolo, della mia famiglia») l’imponente edificio ricoperto in larice che al pianoterra ospita lo showroom dell’azienda Riva1920 – una stirpe di mobilieri che in quattro generazioni, da piccoli falegnami sono diventati player mondiali nel segmento più alto del legno-arredo – e appena un piano più su, il Museo (privato) più grande d’Europa nel suo genere, con 4 mila pezzi che raccontano a tutto tondo la storia

Per impreziosire ancora di più questo tempio canturino del legno e metterlo a disposizione degli artigiani e dei designer di domani, il suo “gran sacerdote” ha in mente di costruire ai piani superiori anche una xiloteca per l’esposizione di tutte le specie legnose e riportare a casa Pangea, il tavolo ispirato al macrocontinente racchiudente tutte le terre emerse prima delle ere geologiche che, su disegno di Michele De Lucchi, la Riva1920 ha realizzato per il Padiglione Zero di Expo, con 80 mq di legno di Kauri risalente a 48 mila anni fa, e 271 gambe fatte con le briccole. Un capolavoro di creatività e artigianalità. Di quelli che a Maurizio Riva da Cantù (ideatore in prima persona del famoso tavolo con i “bordi irregolari naturali”) piacciono tanto, perché mettono assieme arte, design sostenibile, talento manuale. Lui, del resto, coi grandi designer è abituato a lavorare da sempre. Sono stati proprio gli architetti di fama internazionale – e un galeotto viaggio a New York che l’ha fatto innamorare della cultura del legno di riforestazione – a spingerlo verso la produzione ecofriendly basata sull’utilizzo di materia prima proveniente da aree di forestazione controllata. Sulle targhette dei best-seller di Riva completamente naturali e rifiniti a mano (tavoli, librerie, complementi d’arredo) esposti nello show-room, i nomi che si leggono sono da far tremare i polsi: dietro a queste opere d’arte c’è la fantasia di archistar italiani e internazionali come Matteo Thun e Mario Botta, Marc Sadler e Terry Dawn. Tutte medaglie appuntate al petto di Maurizio Riva, il quale però, se glielo fate notare, da buon brianzolo, alzerà le spalle e vi risponderà che «bisogna guardare avanti, ai ragazzi, a quelli che verranno».

del legno e della sua lavorazione. Metà dei reperti sono macchinari e utensili storici: pialle, tavoli di lavoro, seghe a nastro, bindelle. Una collezione unica, che rappresenta un po’ la summa della grande tradizione artigiana brianzola e italiana. Là dentro, e al piano di sotto, si respira profumo di acero e di noce, di cedro del Libano e di Kauri neozelandese, il legno più antico al mondo che, unitamente alle briccole – i pali in rovere recuperati dalla laguna veneziana – rappresenta la materia prima privilegiata (rigorosamente di riuso) sulla quale lavorano le falegnamerie di Riva1920, dove formaldeide e trattamenti sono banditi e dove ogni semilavorato alla sera, viene coperto con un telo rosso, con la stessa delicatezza «di quando si mette a letto un bambino», dicono. «Da noi vengono in visita scuole e università – racconta Maurizio – così è nata l’idea di fare del nostro “Riva Center” un polo culturale, un luogo d’incontro e conoscenza. È fondamentale far capire alle nuove generazioni l’arte manuale, altrimenti in Italia la capacità di fare rischia di andare perduta. Personalmente, sono anni che investo sulla formazione dei giovani, sulla ricerca, sui concorsi di idee».

Al Riva Center vanno in visita scuole e università. E così è nata l’idea di farne un polo culturale grazie al quale far capire alle nuove generazioni l’arte manuale, per evitare il rischio che la “capacità di fare” tutta italiana vada perduta

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l’italiainmostra

Ivrea,

oltre il carnevale (c’è di più) di Francesco Condoluci

Paradigma dell’Italia che poteva essere e non è stata, da qualsiasi prospettiva la si guardi, la capitale del Canavese racconta una storia diversa. Dal teatro romano “invisibile” al villaggio Olivetti dove nacque il primo computer, dalle insegne Anni ’50 del centro alle leggende antiche che ormai emergono a stento, coperte da una pioggia... di arance Non potranno che essere le torri a guidarvi, da lontano, verso la città. Le tre del castello sabaudo, rosse, svettanti contro le Alpi e orfane di una quarta abbattuta e mai più ricostruita, che ispirarono il famoso verso del Carducci. Ma anche quella di Corso Cavour che impreziosisce il lungofiume, e le ciminiere sopra i tetti di opifici andati ormai perduti.Torri malinconiche, retaggio d’un tempo antico e maestoso al quale quella che fu la romana Eporedia (toponimo che rimanda ai cavalli, simbolo indimenticato di queste terre) è ancor oggi aggrappata. Al pari d’ogni luogo del Piemonte, anche Ivrea, come una vecchia zia che custodisce a mò di reliquie le sue spille d’epoca nel portagioie, non sfugge a un certo nostalgico arroccamento sul proprio pas142

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Ivrea

Piemonte

sato. Una nobile decaduta che conserva ancora il contegno e, assieme alle vestigia, anche i rimpianti dei fasti che la videro, intorno all’anno Mille, capitale ante litteram del regno d’Italia per volontà di re Arduino e poi, per tutto il secolo scorso, polo industriale d’avanguardia, grazie alle intuizioni di Camillo Olivetti e del figlio Adriano.

La città (industriale) ideale Ivrea dunque, è città che, prima di tutto, fa rabbia. Una sorta di paradigma dell’Italia che poteva essere e non è stata. Qui, ancor prima che l’ingegner Camillo tirasse su nel 1908 il famoso “edificio in mattoni rossi” capace nei decenni successivi di sfornare macchine da scrivere e da calcolo su cui avrebbero lavorato intere generazioni, la grande industria era già di casa, grazie alla presenza di manifatture tessili di prim’ordine come Rossari&Varzi e Soie de Chatillon, azienda questa che per prima a inizio ’900 produsse le calze di seta. Qui, soprattutto, per tornare a Olivetti, mezzo secolo fa nasceva il prototipo del calcolatore elettronico “di seconda generazione” (l’antesignano del pc), venduto all’americana General Electric dopo la morte di Adriano. Quel che poteva essere e non è stato, appunto. Fortuna che, rabbia a parte, c’è spazio anche per le emozioni. Oggi che l’azienda è di proprietà di Telecom e i muri se li sono presi gli immobiliaristi, dell’eredità olivettiana resta quello straordinario Museo a cielo aperto delle Architetture Moderne che è il MaAM: un percorso di 2 km attraverso gli edifici più rappre-

“Ivrea la bella, che le rosse torri specchia sognando a la cerulea Dora nel largo seno, fosca intorno è l’ombra di re Arduino” (Piemonte, Giosuè Carducci) aprile 2016

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l’italiainmostra

Qui, dall'alto, uno scorcio dell'unità residenziale “Talponia“ e, sotto, uno stabilimento OIlivetti

sentativi della sua storia. Dal già citato “edificio in mattoni rossi” agli stabilimenti più moderni, dai centri di ricerca alle case per i dipendenti che Adriano Olivetti aveva immaginato per la sua idea di “Comunità” nella quale produzione industriale e politiche sociali non potevano essere disgiunti. Tra l’ex-asilo e le abitazioni civili, l’unità residenziale detta “Talponia” (ottanta alloggi interrati, a semicerchio, con affaccio sul bosco) e la piccola chiesa quattrocentesca di San Bernardino – che merita una visita solo per gli affreschi di Gian Martino Spanzotti e l’iscrizione di una preghiera in italiano moderno risalente al 1430 – c’è un po’ tutto l’Olivetti-pensiero materializzato nello spazio. Un complesso industriale e urbanistico che, nel 2012, è valso a Ivrea la candidatura a patrimonio Unesco quale Città industriale del XX secolo. 144

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L’arte del dubbio Al centro della dechirichiana Piazza Ottinetti – contraddistinta dal colonnato dell’ex monastero che la incornicia – il Museo Civico Pier Alessandro Garda di Ivrea ospita Oltre, prima tappa italiana di una carrellata di installazioni artistiche già presentate a Budapest lo scorso anno, a cura di Sabino Maria Frassà, segretario della Fondazione Giorgio Pardi e fondatore del Premio cramum per l’arte contemporanea. Sedici gli artisti italiani e ungheresi in mostra e più di 50 opere che, a detta di Frassà, hanno l’obiettivo di muovere alla riflessione e insinuare dubbi nella mente di chi osserva. “Buio” e “sfumature” sono i leit-motiv delle fotografie, dei manufatti, dei disegni e delle installazioni, sempre al limite tra raffigurazione e provocazione, collocati in mezzo alle storiche collezione già presenti al Garda, in un percorso di ideale accostamento e dialogo tra opere e artisti di diversi periodi. Ad accogliere i visitatori, all’esterno del Garda, il gonfiabile in pwc Salvami di Franco Mazzucchelli, artista famoso per il suo vezzo di “abbandonare” le opere negli spazi urbani per “avvicinare l’arte all’uomo”; all’interno si possono ammirare invece i lavori di artisti ungheresi come la scultrice tessile Andi Kacziba che propone metafore in corda, ferro e ceramica della rinascita delle donne vittime di violenze, il fotografo Zoltán Tombor, gli emergenti David Merényi, Beáta Székely e Kamilia Kard. Tra gli italiani, spiccano i quadri di pittori in ascesa come Alberto di Fabio, e i volti in nitrato di Francesca Piovesan vincitrice del premio cramum 2015. «Portare l’arte contemporanea qui, in provincia, è una scommessa – afferma Frassà – Oltre non è una semplice mostra, ma un approccio all’arte, che si propone di innescare dubbi e critiche. In ogni caso, di far riflettere. Andare “oltre” l’indifferenza, appunto». fino al 29 aprile www.museogardaivrea.it www.cramum.it

Oltre non è una semplice mostra, ma un approccio all’arte che si propone di innescare dubbi e critiche, di far riflettere. Andare “oltre” l’indifferenza, appunto. Sedici gli artisti presenti e più di 50 le opere collocate accanto a quelle delle collezioni storiche già protagoniste del Museo Civico Pier Alessandro Garda La leggenda della Mugnaia e altri tesori segreti Da Via Jarvis, asse stradale su cui è incardinata la legacy urbanistica olivettiana, risalendo verso il centro, stupore e rabbia non smettono d’andare a braccetto. Alla rotonda di Corso Nigra, ad esempio, una scultura a forma di mano che stringe un’arancia, ci ricorda che l’attuale capoluogo del Canavese è noto ai più per la “battaglia delle arance” che ogni anno in febbraio infervora le sue contrade. Peccato però che, ad ascoltarne la genesi, si scopre che la pittoresca lotta sia solo un’appendice – moderna e anche un po’ casuale, se vogliamo – d’una festa carnascialesca che affonda le sue radi-


Il MaAM, Museo a cielo aperto delle Architetture Moderne, è un percorso attraverso gli edifici più rappresentativi della storia che lega Ivrea alla Olivetti. Un passato che le è valso la candidatura a patrimonio Unesco quale Città industriale del XX secolo

Scelti per voi dove mangiare Ristorante La Mugnaia La sua cucina ricercata è frutto dell’incontro, e dell’amore che ne è nato, tra una pugliese e un eporediese Doc. Si mangia con 40 euro, vino escluso Via Arduino, 53 Tel. 0125.40530 www.mugnaia.com

ci nel Medio Evo, incarnando al meglio miti e ideali del territorio. La Mugnaia, personaggiosimbolo, rappresenta infatti una popolana che si ribellò allo ius primae noctis uccidendo il tiranno, innescando la rivolta e affrancando gli eporediesi dalla schiavitù. Ecco perché al suo passaggio, durante i giorni di festa, il popolo si inchina. Per fare la fortuna dello storico Carnevale d’Ivrea però son dovute arrivare, dall’Ottocento in avanti, le arance (non esattamente un prodotto locale). Tant’è. I residenti non stanno a sottilizzare, anzi. E continuano a tenersi stretti il loro passato, comunque sia. Basta guardare le insegne dei negozi del centro, che sembrano uscite da un film Anni ’50. Se invece, dal lungofiume che costeggia la Dora Baltea si fa un giro ampio per sbucare sulla strada principale, Via Palestro, passando per l’unità residenziale La Serra dalla forma di macchina da scrivere – altro lascito architettonico di Olivetti –, ci si imbatte nel vecchio cinema

Trattoria moderna Il Simposio Menu raffinatissimi e cantina d’eccezione. Da non perdere la battuta al coltello di fassone piemontese. Menu da 30 euro, vino escluso Via Circonvallazione, 4/F Banchette d’Ivrea (To) Tel. 0125.610210 www.trattoriamodernailsimposio.it

dove dormire Crystal Palace Hotel A due passi dall’autostrada e in posizione ideale per scoprire le bellezze del Canavese. Doppia da 100 euro Via Circonvallazione, 4/F Banchette d’Ivrea (To) Tel. 0125.613060 www.hcrystalpalace.com

Boaro, “il primo che diede in Italia rappresentazioni di cinematografia microscopia e raggi x nel 1897”. È la parte più antica della città, da percorrere a piedi, indugiando magari sull’ampia piazza del municipio che ha tre nomi (“di Città”, “Nazionale” o “Vittorio Emanuele”, fate voi, comunque non sbagliate) e un palazzo comunale sulla cui cima svetta il simbolo della canapa, un tempo coltura assai diffusa nel Canavese. Il tragitto che conduce al Castello dalle torri rosse care al Carducci e poi al Duomo dell’Assunta, all’interno del quale c’è una meravigliosa cripta del X secolo, passando per la salita di Via Peana sotto il cui ciottolato si celano le rovine del teatro romano, ci conferma che questa città cambia continuamente prospettiva, a seconda di come la si guardi: romana, napoleonica, razionalista, industriale. Legata ostinatamente alla propria memoria, certo, ma forse non proprio a torto.

Qui, l'incontro tra la collezione storica del Museo Civico Pier Alessandro Garda e l'arte di Andi Kacziba

Hotel La Villa L’accoglienza di una volta e i servizi della modernità. Camere spaziose da 70 euro Via Torino, 334 Tel. 0125.631696 www.ivrealavilla.com

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terre&tradizioni

Le piastrelle di Sassuolo Cento anni di storia, la capacità di rinnovarsi e innovare, spirito di competizione e attenzione alla qualità. Sono questi i tratti distintivi del distretto ceramico italiano che fa capo alla cittadina del modenese. Il cui centro ricco di arte e storia, nonché i dintorni con le celebri terme, meritano certamente una visita di Mara Cinquepalmi Ha radici antiche, ma il cuore è tutto lanciato verso l’innovazione: a Sassuolo la ceramica, le cui origini risalgono a un editto del duca d’Este nel 1741, è infatti sinonimo di tradizione e tecnologia. Dal XVIII secolo il Comune del modenese è capitale del distretto ceramico italiano con numeri da record. Come quelli del 2015, che si è chiuso con esportazioni nell’ordine dei 320 milioni di mq (+1,8%) e vendite stabili per 81 milioni di mq sul mercato nazionale (-0,3%). «A Sassuolo – spiega il presidente di Confindustria Ceramica Vittorio Borelli – la ceramica è un’eccellenza perché quella moderna e industriale è nata e vive qui. Anche l’innovazione è di casa perché si è saputo sviluppare nuove tecnologie per aumentare la bellezza e la resistenza della materia prima e dei prodotti, con le nostre aziende che continuano a investirci circa il 6% del fatturato per far sì che l’innovazione continui a parlare italiano».

Nobili origini Sassuolo è il cuore pulsante del distretto ce146

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Delizie estensi e benessere Il comune, che fu dominio dei Canossa fino al primo decennio dell’anno Mille, e poi degli Estensi ai quali se ne deve lo sviluppo economico e artistico, offre al turista emozioni nel segno della cultura e del benessere. L’itinerario comincia dal Palazzo Ducale, noto anche come Delizia Estense, gioiello barocco che incantò anche Diego Velazquez e la regina Cristina di Svezia. L’interno del palazzo è un susseguirsi di ambienti progettati e decorati da architetti, scenografi e artisti straordinari, tra cui il pittore di corte Jean Boulanger. A 3 km dalla città si trovano invece le Terme della Salvarola. Note già al tempo dei Romani e forse utilizzate anche da Matilde di Canossa, oggi fanno parte di un elegante complesso che comprende l’Hotel Terme Salvarola e il Centro Benessere Estetico Clinico Termale Balnea.

ramico che si snoda lungo l’asse che porta fino a Fiorano Modenese, dove già gli antichi romani cuocevano argilla a Torre delle Oche, e comprende i comuni modenesi di Formigine, Maranello e Castelvetro e quelli reggiani di Scandiano, Casalgrande e Rubiera. È qui che sono nate tutte le tipologie di piastrelle: quelle sottili, la monocottura, il grès porcellanato, solo per citare le più comuni. A far conoscere questo centro nel mondo, gli Estensi, che lo scelsero – grazie alla natura del suo terreno – come luogo dove produrre le ceramiche di corte e per questo chiamarono a raccolta esperti ceramisti da tutta Italia. Una seconda tappa importante di questa storia arriva a fine ’800 con il passaggio dalla produzione locale di carattere artigianale-artistico a quella industria-


In apertura: Panaria Ceramiche. Qui il Palazzo Ducale, noto anche come Delizia Estense

Dal XVIII secolo il Comune del modenese è capitale del distretto ceramico italiano. Qui se ne è sviluppata l'industria moderna e sempre da qui arrivano le principali innovazioni tecnologiche le. È proprio in quel periodo infatti che la famiglia Rubbiani eredita la ditta più antica (che oggi conosciamo come Marca Corona) e passa dalla produzione industriale di stoviglieria a quella ceramica. Testimonianze di quel passaggio si possono ammirare ancora oggi nella Galleria Marca Corona, il museo dove è possibile ripercorrere l’evoluzione della fabbrica sassolese dal 1741 a oggi. Proprio con la Marca Corona – che nel corso degli anni cambierà più volte nome e proprietà – nascono le prime piastrelle, che ebbero un’iniziale fortuna con le insegne stradali, poi furono favorite dalla legislazione

italiana che prevedeva l’uso della ceramica nelle scuole e negli ospedali. Negli Anni ’30, nel nostro Paese esistevano circa 15 aziende produttrici e di queste 9 si trovavano a Sassuolo; il boom però è tra le due guerre, quando l’80% delle oltre 400 aziende italiane che producevano ceramica era a Sassuolo. Negli anni, la città è diventata un’eccellenza riconosciuta per l’abilità e per la capacità di vendere un prodotto che ha saputo stare al passo con i tempi. Quello che fa capo al Comune modenese è oggi un distretto integrato, dove lavorano fianco a fianco produttori e fornitori di tecnologie.

Raggiungi Sassuolo con Italo Bus! Tre le connessioni giornaliere che collegano la stazione di Reggio Emilia AV a Sassuolo tra le 8.47 e le 20.47. Altrettanti collegamenti sono garantiti per ripartire da Sassuolo tra le 6.43 e le 15.43. Tutte le corse effettuano una fermata intermedia a Modena. www.italotreno.it

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libri letti per voi

di Eleonora Fatigati

La doppia vita di Kafka

Birra, che passione!

Nella Marca Trevigiana

Tra i massimi esperti di birra italiani, Lorenzo “Kuaska” Dabove è il padre del movimento della birra artigianale nazionale, un “guru” per il mondo degli homebrewers.

Giampiero Rorato è scrittore, giornalista e studioso di enogastronomia. È inoltre Accademico della Cucina e Accademico della Vite e del Vino.

Che cosa significa “la birra non esiste”? È il mio mantra, il simbolo della mia battaglia contro i luoghi comuni. Perché “la birra” non esiste? Perché le birre sono fatte da persone diverse in territori diversi per culture, tradizioni, religioni, climi e abitudini.

Cosa racconta il libro? Siamo entrati nelle cucine del ristorante La Vigna del Relais Monaco di Treviso per raccontare il lavoro dello chef Domenico Longo e i prodotti del territorio. Non solo, abbiamo anche dedicato una parte del volume alla storia della Villa Persico-Guarnieri, complesso architettonico del XIX secolo che ospita il Relais.

A chi si rivolge il libro? A un “nuovo consumatore”, attento e sensibile, con una spiccata socialità, che preferisce bere di meno ma con maggiore qualità, degustare con calma e concentrazione la sua birra per coglierne per intero gli aromi e i sapori. Il mio lettore non è quindi solo assetato di birra ma anche di conoscenze e quindi di una vera e propria cultura birraria. Per un week end di degustazione dove ci porteresti? In Belgio, la mia seconda patria. Qui si può scoprire il lambic, la birra acida, “anello di congiunzione tra birra e vino”, con aromi e sapori dalle sfumature uniche e introvabili. Bruxelles, Bruges e la zona del Pajottenland offrono poi un panorama di locali unici, dove spesso faccio da guida agli affezionati dei miei viaggi birrari. Altreconomia 176 pg 14,50 euro

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Quali sono i prodotti della tradizione trevigiana raccontati nel volume? Il risotto, gli asparagi di Cimadolmo e del Sile, i funghi del Montello, il radicchio rosso di Treviso e il variegato di Castelfranco. Poi ci sono i formaggi delle tante piccole e grandi aziende casearie, gli insaccati e i vini di cui la Marca Trevigiana è rinomata produttrice. Come descriveresti le ricette proposte dallo chef? Si tratta di una cucina seria, importante, legata a territorio e stagionalità. Ma anche innovativa, che fa tesoro di quanto di buono è giunto da fuori, come Venezia ha insegnato nei lunghi secoli della sua storia. Dario de Bastiani Editore 140 pg 24 euro

“Accettò un lavoro impiegatizio pur di arrivare a fine mese, dedicando alla sua passione principale, ovvero la scrittura, solo i ritagli di tempo”, racconta Cesare Lanza nel suo ultimo libro, un viaggio interessante e insolito nella vita di uno dei più grandi letterati del XX secolo, Franz Kafka. Come molti colleghi poeti e scrittori – Balzac, Dickens, Bukowski, Poe, Neruda, solo per citarne alcuni, ma l’elenco è vastissimo – Kafka si dedicò a un mestiere distante dalle ambizioni creative cui aspirava. Così, nel 1907, a Praga, un ventiquattrenne come tanti ma con il sogno di diventare scrittore, iniziava la sua carriera da assicuratore presso la sede ceca delle Generali, mostrandosi scrupoloso ed estremamente responsabile nei confronti dell’azienda. Attraverso un lavoro di ricerca, Lanza ci mostra la personalità complessa e ambigua del boemo, un uomo che ha vissuto tra immaginario artistico e obblighi quotidiani, caratterizzato da un’irresistibile fantasia ma anche da un’incrollabile e costante senso del dovere. L’Attimo Fuggente 144 pg 22 euro


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di Anna Colia

Street Opera: dalla strada al palco Cinque rapper, cinque stili diversi per cinque personalità forti della scena musicale contemporanea. Che si raccontano per raccontare l’evoluzione di questo genere in Italia, e lo fanno in un film documentario che ha ricevuto la menzione speciale ai Nastri d’Argento 2016 e a maggio uscirà in dvd

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«Ci hanno cresciuto dicendoci che l’inglese è musicale e l’italiano non lo è e che quindi evidentemente il rap italiano non poteva esistere. Per fortuna si sbagliavano». Queste le parole di Linus, direttore artistico di Radio Deejay, con cui si apre Street Opera, documentario sul rap italiano diretto da Haider Rashid. L’idea era di spiegare come è cambiato questo genere dagli anni Novanta, quando ha mosso i primi passi, a oggi, attraverso il racconto di cinque rapper appartenenti a correnti diverse. C’è Tormento, ex voce dei Sottotono, il cui modo di fare rap si avvicina al soul e al funk; c'è Danno, MC della crew simbolo della Capitale Colle Der Fomento, legatissimo alla visione del rap come mezzo di denuncia svincolato da logiche del mainstream; Clementino che, più vicino al pop, tiene strette le sue radici campane, e Gué Pequeno dei Club Dogo che strizza l’occhio ai rapper americani con macchinoni, champagne, orologioni perché, dice, «la figura del cantante impegna-


In apertura, Guè Pequeno durante un concerto in un fotogramma del film e qui sotto con Clementino, il regista Haider Rashid e Tormento. Nella pagina accanto, Elio Germano

Nel film emerge la voglia di sperimentarsi, il rapporto col pubblico e le paure per il futuro... perché non esistono ancora rapper italiani “in su con gli anni” a prova del fatto che si possa continuare a fare rap vita natural durante!

Glossario to non m’ha mai convinto!». A fare da collante, Elio Germano, attore e membro del gruppo rap Bestierare, che fa saggiamente il resoconto di come questo genere, nel ventennio 1994-2014, sia passato “dalla strada al palco”, come cantava nel ’99 Luca Barcellona – aka Lord Bean – nell’album di Fritz Da Cat 950 nell’omonimo pezzo da cui è stato ripreso il titolo del documentario. Storie di hip-hop Il regista Haider Rashid, classe ’85, nato a Firenze da padre iracheno e madre italiana, è riuscito a mettere tutti i sui protagonisti a loro agio, per rivelarne sacrifici e passioni: le radici teatrali di Clementino, che fin da piccolo seguiva i genitori alle loro prove di teatro amatoriale; il rapporto stretto di Gué con il padre; le pazzie adolescenziali di Danno, che a 15 anni attraversava la tangenziale a piedi con un suo amico pur di assaporare la cultura hip-hop della stazione Nomentana; la musica jazz e i ritmi del cuore di Tor-

MC = (Master of Ceremonies, maestro di cerimonie) rapper in grado di comporre testi improvvisando rime su qualsiasi tipo di base, dando il ritmo giusto per trascinare le folle Crew = gruppo di persone che collabora a un progetto artistico o culturale, come ad esempio un gruppo di ballo o un gruppo di writers Turntablism = l'arte di creare musica con il giradischi e il mixer da dj Beatbox = la capacità di riprodurre tutti i suoni di una batteria e di altri strumenti attraverso l’utilizzo della bocca e della voce

mento; la naturalezza con cui la passione per la musica fa convivere l’attore con l’MC in Germano. In Street Opera c’è il loro mondo descritto sì a parole, ma anche testimoniato da una cinepresa che dall’ottobre 2013 all’agosto 2015 silenziosamente li ha seguiti ai concerti, dai locali più noti, come l’Alcatraz di Milano, fino ai centri sociali e agli spazi occupati dove ci si dà appuntamento per serate hip-hop underground. Diviso in una serie di cortometraggi monografici, Street Opera non manca di soffermarsi anche sul writing, la breakdance, il turntablism e la beatbox, tutte manifestazioni di una cultura hip-hop che il regista racconta anche tramite filmati di repertorio incastrati sapientemente tra un racconto e un pezzo rap live. Prodotto dalla Radical Plans e da Gold, presentato nella sezione Alice nella città dell’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma, Street Opera, dopo la menzione speciale ai Nastri d’Argento 2016, uscirà in dvd; inoltre, a maggio inizierà un tour per le principali città italiane associato a eventi musicali che coinvolgerà i musicisti protagonisti del progetto e non solo.

Per saperne di più:

www.goldworld.it

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gioielli piaceri

di Gina Cuomo

Così etnico, così chic Cosa c’è di più bello che viaggiare, conoscere nuove culture, guardarsi attorno e cercare di trarre il meglio da ciò che ci circonda? Dal loro tour ideale (e non solo) attorno al mondo, sono tornate arricchite Ayala Bar, Lebole e Periamma, e ce ne parlano attraverso le loro creazioni

“Mal d’Africa” L’originalissima collezione Africa di Lebole Goielli ha un significato e un valore davvero speciale, grazie alla collaborazione con l’associazione umanitaria Oxfam Italia. La linea mantiene ferme le caratteristiche che rappresentano i tratti distintivi di tutte le creazioni Lebole: l’uso del tessuto applicato su un’anima di legno leggerissima e l’asimmetricità delle forme. Gli orecchini Africa sono infatti costituiti da una coppia asimmetrica di soggetti: la maschera abbinata alla cartina dell’Africa oppure alla figura femminile. Tutto Made in Italy. Per saperne di più:

www.lebolegioielli.it

Meticciato come intreccio di culture È questo il leitmotiv della nuova collezione “hip” Golden Dawn, dove i colori sgargianti e le passamanerie in corda di cotone creano tesori multietnici. Dal blu profondo degli abissi alle bianche spiagge tropicali, la nuovissima linea firmata Ayala Bar sorprende per la straordinaria capacità della designer israeliana di calare il gioiello d’autore nelle meraviglie della natura. Mini capolavori che sanno trasmettere atmosfere calde in un quadro di eleganza “naturale”. Per saperne di più:

www.aibijoux.com

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L’oriente addosso Battiti by Periamma International è una raffinata collezione che strizza l’occhio alle bambole giapponesi. Il mondo orientale, con le sue raffinate atmosfere e la delicatezza delle forme, ha affascinato i designer e stimolato le esperte mani artigiane nella creazione di personaggi a metà tra l’icona e il fumetto. Makoto e Ryoko sono due delle simpatiche protagoniste di questo particolare brand, che ha scelto di utilizzare smalti, argento e pietre naturali. Realizzati a mano, rappresentano piccole opere d’arte prêt-à-porter. Per saperne di più:

Tel. 0575.410540


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declinazione del logo BARLEYARTS su fondo chiaro

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MER 08 GIUGNO 2016 - MILANO - FABRIQUE

SAB 25 GIUGNO 2016 - PIAZZOLA SUL BRENTA (PD) - POSTEPAY SOUND

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MER 13 LUGLIO 2016 - SESTO S. GIOVANNI (MI) - CARROPONTE GIO 14 LUGLIO 2016 - PESCARA - TEATRO D’ANNUNZIO SAB 16 LUGLIO 2016 - ROMA - CIRCO MASSIMO (opening for BRUCE SPRINGSTEEN AND THE E STREET BAND)

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jbonamassa.com

GIO 14 LUGLIO 2016 - PIAZZOLA SUL BRENTA (PD) - POSTEPAY SOUND

jamesmorrisonmusic.com

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MAR 26 APRILE 2016 - MILANO - ALCATRAZ

MER 04 MAGGIO 2016 - MILANO - ALCATRAZ

parovstelar.com

ptxofficial.com

VEN 10 GIUGNO 2016 - SESTO SAN GIOVANNI (MI) - CARROPONTE

SAB 18 GIUGNO 2016 - ROMA - ATLANTICO DOM 19 GIUGNO 2016 - MILANO - ALCATRAZ

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trendy trendy

di Rita Palumbo

Forme e colori

in nome dell’arte

Vi raccontiamo i must delle sfilate Milano Moda Donna, AutunnoInverno ’16-17. Linee geometriche e tagli morbidi, disegnati da artisti dei tessuti che hanno come muse giovani eroine tecnologiche Colori, colori, colori. E forme geometriche. Le tendenze moda per il prossimo Autunno/ Inverno sono un atto di riverenza all’arte del Modernismo, del Costruttivismo e dell’Astrattismo. Abiti pantaloni, giacche e cappotti si allungano e si allargano. Sono un tripudio di tagli, segmenti, colori dagli orli frastagliati. La somma delle parti è sempre in evidenza anziché occultata. Il moltiplicarsi delle linee in full color carica la geometria di istinto, espressività e gioia. Le stampe hanno disegni geometrici, micro motivi floreali e fiori a grappolo a dimostrare che gli abiti non solo vestono, ma raccontano storie ed emozioni. E anche quando si scelgono rigore e linee maschili, tailleur e cappotti in stile militare sottolineano il massimo delle femminilità, grazie a un capo che diventerà di sicuro un must: il casco di pelliccia, di volpe per la precisione, che potrà variare nei colori nero, bruciato, grigio, giallo e bordeaux e toni metallici. Colori non colori che cancellano il ricordo di altri tempi per riportarci all’era tecnologica. Gli abiti saranno morbidi, corti, a fondo nero, più spesso che su fondo bianco, con segni e disegni da era digitale. Linea pulita,

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Modernismo, Costruttivismo e Astrattismo sono i movimenti artistici che hanno ispirato gli stilisti nel definire le tendeze della prossima stagione aprile 2016


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La somma delle parti è sempre in evidenza anzichÊ occultata. Il moltiplicarsi delle linee in full color carica la geometria di istinto e gioia In apertura, cappotto Salvatore Ferragamo. Qui altri modelli protagonisti delle sfilate milanesi dello scorso febbraio: 1) Emporio Armani, 2) Ermanno Scervino, 3) Salvatore Ferragamo, 4) Giorgio Armani, 5) I'Marras, 6) Max Mara, 7) Sportmax

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forme nette, spalle disegnate e arrotondate vestiranno giovani eroine tecnologiche. Altro must per il prossimo autunno inverno sarĂ il velluto: nero, denso, tattile, misterioso. Protagonista della collezione di Giorgio Armani, il velluto ha caratterizzato creazioni differenti, unite dalla scelta di un tessuto che, mai come altri, gioca con la luce e i riflessi, dipingendo un immaginario sofisticato e seducente. Abiti elegantissimi ma che guardano al reale, con un occhio sempre nuovo. Per donne straordinariamente femminili, sensuali ed eleganti, padrone e guerriere del proprio tempo.

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shopping

di Monia Manzoni

Stile internazionale... “made in Roma” È quello di una donna disinvolta e di personalità, che cerca il giusto capo senza cedere a compromessi nel rapporto qualità/prezzo, l’universo attorno al quale ruota il mondo Ferrone, realtà proiettata su un mercato globale in grado di soddisfare con i suoi modelli i gusti e le esigenze della femminilità in tutte le sue declinazioni

Per farsi un’idea di cosa ha saputo realizzare Sandro Ferrone nel corso della sua vicenda imprenditoriale è bene ricorrere ad alcuni numeri: il fatturato, salito dal 2014 al 2015 da 31 a 35 milioni di euro, è stato infatti totalizzato non solo grazie ai 2 flagship di proprietà in Via del Corso a Roma e corso Vittorio Emanuele a Milano, ma soprattutto grazie ai 100 punti vendita in franchising monomarca e ai 400 punti vendita multimarca diffusi in Italia e all’estero, in tutta Europa compresi i Paesi dell’Est nonché in Russia, Giappone, Canada, Malta, Olanda, Libano... Una realtà di livello internazionale, quindi, con al centro le esigenze di eleganza e vestibilità di un target femminile definibile come una giovane signora, disinvolta e dalla forte personalità, che cerca il giusto capo senza cedere a compromessi per quanto riguarda il rapporto fra qualità e prezzo. «Credo che proprio questa sia una delle caratteristiche che più ci hanno consentito di cavalcare l’onda della crisi senza perdere posizioni, anzi, ne abbiamo guadagnate. Il nostro segreto, che poi tanto segreto non è, risiede infatti soprattutto nella costante ricerca del miglior equilibrio fra il livello qualitativo delle nostre proposte e il costo da sostenere per acquistarle». A sentire le parole di Sandro Ferrone tutto sembra semplice, ma in effetti qui stiamo parlando di un’organizzazione globale, strutturata in modo da presentare con sei mesi di anticipo le classiche collezioni autunno-inverno e primavera-estate ma anche di intervenire tempestivamente in corso di stagione per aggiornare un modello, cambiare colori e taglie, integrare di continuo la gamma del primo campionario per rispondere alle nuove richieste provenienti dal mercato. «Buona parte di questo lavoro cerchiamo di farlo in anticipo: già sappiamo per esperienza che nelle varie aree del mondo ci sono diverse abitudini di consumo e diverse fisicità da vestire, e questi aspetti li curiamo nel nostro ufficio stile, peraltro quotidianamente impegnato a mettere a punto nuovi modelli per intercettare i desideri del domani. Altro invece è la richiesta improvvisa, alla quale siamo in grado di rispondere in tempi ridottissimi. È il concetto del “pronto moda”, o se vogliamo “fastfashion“, che riusciamo a realizzare, come quasi tutto il resto del nostro output, attraverso la rete dei nostri partner, produttori che abbiamo accuratamente selezionato fra i migliori in Italia per garantire alle nostre clienti l’eccellenza del Made in Italy».

Per saperne di più:

www.sandroferrone.it

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2016 SPRING/ SUMMER COLLECTION WITH FEDERICA NARGI


shopping shopping

di Monia Manzoni

Comfortable look Just casual Il look perfetto per il fine settimana, senza rinunciare a un tocco chic. Top in voile di seta color latte e voile di lino bianco Muusa (210 euro), da indossare sopra il jeans 5 tasche in denim con toppe applicate ton sur ton Pence 1979 (275 euro). Ai piedi la slip on firmata Lumberjack dalla tomaia con rifinitura silver o bronze che garantisce un effetto di grande impatto a cui si somma il comfort della suola in gomma. Gli inserti elasticizzati garantiscono perfetta vestibilità (69.90 euro)

Columbia presenta la nuova linea di capi dalle proprietà anti-uv (grazie alla tecnologia Omni-Shade capace di creare una barriera contro i raggi solari nocivi) abbinate alla straordinaria capacità della tecnologia Omni-Wick di allontanare velocemente il sudore dal corpo per una rapida evaporazione. Da abbinare alla Men’s Silver Ridge Long Sleeve Shirt (69 euro), il pantalone Ronnie in Luxe Performance Superior Black firmato 7 For All Mankind Men Collection (220 euro). Ai piedi slip on in pelle nera ultra leggera con suola in gomma naturale vulcanizzata by Superga (79 euro)

Sempre al tuo fianco

Occhi di gatto Immaginazione, creatività, scelta accurata dei materiali, ma soprattutto eleganza e cultura del bello. C'è tutto questo dietro le proposte Sovrani, come il bracciale in ottone con finitura oro rosè e rodio con occhio di gatto cipria (37 euro), della collezione Bijoux 2016

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È la Leica X-U la compagna ideale per chi ama il viaggio e l’avventura. Perfetta per l’outdoor, la nuova fotocamera offre qualità d’immagine senza compromessi, con risultati brillanti anche in condizioni estreme. Consente inoltre di cogliere dettagli perfetti persino in immersione fino a 15 m di profondità. Per conservare poi i momenti più emozionanti, la funzione video Full hd facilita la registrazione di filmati in qualità cinematografica (Leica X-U, Typ 113: 3.300 euro)

www.muusa-luxury.com www.pence1979.com www.lumberjack.it www.sovrani.com www.columbiasportswear.it www.7forallmankind.it www.superga.com www.leica.com


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maGazine

selezioni

L’essenza dell’eleganza Vermouth Riserva Carlo Alberto si svela nella sua nuova e raffinata bottiglia, celando in sé un pezzo di storia italiana: quella della Torino liberale e risorgimentale La location è di grande prestigio: siamo nei sotterranei di Palazzo Carignano, storico edificio nel salotto di Torino, sede del primo Parlamento Italiano. In questo luogo, lo scorso 7 marzo, Vermouth Riserva Carlo Alberto ha svelato la sua nuova bottiglia. Il richiamo all’Esposizione Universale di Torino del 1911 è palese. Unendo l’eco di Palazzo Madama nella parte centrale della bottiglia, è nel collo e nella parte alta a cupola che si intuiscono le evoluzioni dell’Art Nouveau; la parte inferiore, invece, rimanda al colonnato della chiesa della Gran Madre del capoluogo piemontese. L’etichetta, dal canto suo, suggella la liaison con l’Art Déco, più diffusa Oltreoceano. «Riserva Carlo Alberto è da anni il simbolo della ricchezza del bel bere, grazie alla storia, alla ricerca della conoscenza nelle grotte Alchemiche di una Torino da sempre magica e in cerca della vera scoperta dell’essere umano» dichiarano dall’azienda. Come nasce un mito Le sue origini risalgono al 1837, quando Tumalin Bartolomé Baracco de Baracho, trisavolo di Dario Baracco (per tutti Tigre Ciliegio, attuale fondatore della maison che firma Riserva Carlo Alberto: Compagnia dei Caraibi di Vidracco) carpì la formula dal cuoco della Real Casa Savoia Giovanni Vialardi per poi metterne a punto una personale produzione. Come da ricetta del 1837, ancora oggi alla base del Vermouth Riserva Carlo Alberto troviamo due vini eccezionali: il Moscato d’Asti Docg e l'Erbaluce di Caluso Docg; quest’ultimo di produzione limitatissima, praticamente introvabile (12mila ettolitri annui, a differenza dei 400mila del Trebbiano). Entrambi questi vitigni sono tipici del territorio piemontese e rappresentano l’essenza storica di questo vermouth e il suo più importante legame con il territorio. Tutti gli altri prodotti omologhi utilizzano vini neutri, per lo più pugliesi, con l’aggiunta di estratti di erbe e


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selezioni

“Per uomini e dei, dal 1837” Il nome Riserva Carlo Alberto vuole essere un omaggio al sovrano illuminato e liberale che regnava proprio nel periodo in cui questo storico vermouth vide luce. È il 1837 e siamo a Torino, città magica nonché fucina di idee e di fatti determinanti per la Storia, dove il rito del vermouth, a quell’epoca bevuto prima dei pasti, era il momento nel quale tutto il fermento innovativo dei tempi si incontrava con vigore, sobrietà ed equilibrio. Nelle cioccolaterie, nei caffè, nei ristoranti, nei salotti, l’ora del vermouth era il momento in cui si discuteva, con eleganza di modi, sulla politica, sull’economia e i valori spirituali. Non passeranno vent’anni che proprio qui prese il via anche la produzione standardizzata del vermouth che diventa rapidamente un prodotto di punta dell’economia Piemontese e dal Regno Sabaudo, con le bottiglie che iniziano a raggiungere le terre più lontane al mondo. A quei tempi, Tumalin Bartolomé Baracco de Baracho, negoziante di vini pregiati di Alba, partiva da Castellinaldo e arrivava a Torino, affrontando un viaggio lungo e avventuroso che durava due giorni e prevedeva che ci si incontrasse con altri “pendolari” per costituire delle carovane e contrastare le imboscate dei banditi. Arrivato a Torino, il “posto” di Tumalin si trovava all’angolo tra Corso Vittorio Emanuele e Via Madama Cristina, dove il vino veniva venduto a mestoli attingendo dalle brente. Una storia antica e di tradizioni profonde dunque quella di Compagnia dei Caraibi, della quale possiamo provare l’aroma sorseggiando un bicchierino di limpido Vermouth Riserva Carlo Alberto!

È una sintesi di cultura e architettura, genio locale e spirito globale, la nuova veste del Vermouth Riserva Carlo Alberto. «Un vermouth che in bottiglia ha la stessa capacità di un vino: cambia col tempo, si evolve, è un prodotto vivo», commenta Tigre Ciliegio, fondatore di Compagnia dei Caraibi non con erbe macerate. Compagnia dei Caraibi invece pone particolare attenzione ai botanicals come spezie, bacche, infiorescenze e frutti (27 per il Vermouth Rosso, 25 per il bianco e 23 per il Dry) che vengono fatti macerare per 40 giorni in vino e alcol a 45%. A questo punto, il fiore della macerazione viene filtrato e fatto decantare in fusti per un periodo che va dai tre ai sei mesi, valutando di volta in volta la perfetta maturazione per l’imbottigliamento. «Un vermouth come il nostro, che usa vini non filtrati ed erbe macerate, in bottiglia ha la stessa capacità di un vino – spiega Tigre – Cambia col tempo, si evolve, è un prodotto vivo». Vermouth Riserva Carlo Alberto si esprime in tre versioni: il Vermut Rosso, dalla tonalità chiara brunito-ramato, dai freschi sentori di ciliegia, fiori di achillea, fava tonka e menta, mentre note speziate, di frutta rossa, scorze d’arancia e quassia lo bilanciano alla perfezione. E poi il Vermut Dry, morbido e dalla vena leggera. Infine, il Vermut Bianco, color luna, deliziosamente dolce, pieno e persistente.

Compagnia dei Caraibi Via Marconi 8, Vidracco (To) Tel. 0125.791104 www.riservacarloalberto.com


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selezioni

Quattro stili, un'anima La Leone de Castris, che ha festeggiato nel 2015 i suoi 350 anni di attività, continua la sua strada verso l’innovazione senza dimenticare la tradizione e i principi che l’hanno portata a essere nota come azienda attenta al territorio e ai vitigni autoctoni. Ultimo progetto, una linea di prestigio presentata al Vinitaly 2016, frutto di dedizione, qualità, passione e cura del particolare

Si chiama Per lui la nuova linea nata in casa Leone de Castris, espressione massima di quattro vitigni autoctoni come Negroamaro, Primitivo, Susumaniello e Ottavianello, che danno vita a quattro vini d’eccellenza capaci di racchiudere in sé tutte le sfide affrontate e vinte dalla storica realtà pugliese. Non per niente, Piernicola de Castris ha voluto dedicare Per lui a suo padre Salvatore, autentico simbolo della viticoltura salentina, come omaggio alla sua vita intensa votata alla crescita dell’azienda di famiglia e allo stesso tempo al rilancio della economia locale; l’avvocato fu peraltro pioniere della diffusione nel mondo del Salice Salentino, il vino che nasce in questa azienda nel 1954 dalla mescolanza di Negroamaro e Malvasia e che ottiene nel 1971 la Denominazione di Origine Controllata. I quattro vini Per lui, sintesi di un attento bilanciamento tra tradizione e innovazione, si sposano dunque perfettamente alla figura di un uomo che ha saputo coniugare nel suo lavoro il passato di una delle più antiche famiglie del Sud con il futuro di una delle più innovative aziende vitivinicole. In occasione di Vinitaly 2016 ad essere presentato è il Per lui Ottavianello, ultimo nato a completamento dell’elegante linea, che riporta in auge un antico vitigno arrivato in puglia attorno al 1800: pare infatti che a introdurlo a San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi, sia stato il Marchese di Bugnano di stanza nel paese di Ottaviano (da qui il nome), nel napoletano. Nel corso degli ultimi decenni la coltivazione di Ottavianello è stata progressivamente abbandonata da parte dei viticoltori pugliesi. Consapevoli delle grandi potenzialità di questo vitigno, la Leone de Castris ha deciso invece di valorizzarlo realizzando dalle sue uve uno dei rossi più importanti di tutta la sua produzione. Il vino ottenuto dal nobile vitigno Ottavianello si contraddistingue per il colore rosso rubino piuttosto tenue, i profumi di visciola sottospirito e di viola, e dal gusto piacevole ed equilibrato.

Leone De Castris Salice Salentino (Le) www.leonedecastris.com Vinitaly 2016: Pad. 7, stand E5


i Viaggi del Gusto

benvenuti a bordo Il piacere di un viaggio ad alta qualità il network

le nostre offerte

le novità

la carrozza cinema

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IL PROGRAMMA fedeltà di Italo gli ambienti

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la sicurezza a bordo

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il network venezia

Brescia torino

mestre

padova

firenze verona

milano

bologna

napoli roma

reggio emilia

Il network Italo continua a crescere, ora c’e’ anche Brescia Dall’1 Marzo Brescia è entrata a far parte del Network di Italo. Dopo l’approdo nelle stazioni di Milano Centrale e Torino Porta Nuova e l’apertura della nuova tratta su Verona Porta Nuova, Italo continua a portare avanti la sua strategia di espansione tagliando un altro importante traguardo: l’ingresso di Brescia tra le principali stazioni raggiunte dal suo network. Il capoluogo lombardo è infatti connesso al-

salerno

le città di Verona, Bologna, Firenze, Roma (Termini e Tiburtina) e Napoli grazie a 4 nuovi collegamenti giornalieri che l’avvicinano sempre più al resto d’Italia. Italo in questo modo porta l’alta velocità a Brescia, continuando a garantire collegamenti comodi, di qualità ed estremamente rapidi a quelle zone del Paese che fino a poco tempo fa erano tagliate fuori da questo mercato.

Come acquistare i biglietti Il treno Italo può essere acquistato attraverso tanti canali, a cominciare dal web: • Il sito internet italotreno.it • Il Contact Center Pronto Italo allo 06.07.08 • Le agenzie di viaggio convenzionate • Le biglietterie Italo in tutte le stazioni servite dal treno

Italobus continua a riscuotere consensi! Dal 14 marzo nuovo orario A più di 3 mesi dalla partenza dell’innovativo servizio continuano a crescere gli apprezzamenti È attivo ormai dal 13 dicembre 2015 il servizio Italobus. Questo nuovo modello di trasporto integrato rotaia – gomma fornito da Italo è ora una realtà consolidata nella zona dell’Emilia Romagna, collega infatti 7 città della zona alla stazione di Reggio Emilia AV Mediopadana. Le città in questione sono: Parma, Modena, Cremona, Mantova, Piacenza, Sassuolo e Carpi. I collegamenti sono bidirezionali e congiungono Reggio Emilia verso nord (Milano e Torino) e verso sud (Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Salerno). L’obiettivo principale del progetto, quello di avvicinare progressivamente all’alta velocità anche quei centri italiani che

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fino ad ora ne erano esclusi, è pienamente centrato. A più di 3 mesi dalla partenza del servizio infatti i riscontri sono positivi e Ntv continua a lavorare per migliorare ulteriormente la propria offerta. Dal 14 marzo è entrato in vigore il nuovo orario Italobus, grazie a questo diventano 11 i collegamenti giornalieri con Parma (rispetto ai precedenti 9), 8 con Modena, 7 con Piacenza (rispetto ai precedenti 6, 2 diretti e 5 con fermata intermedia a Parma), 6 con Mantova (1 diretto e 5 con fermata intermedia a Carpi), 5 con Carpi (rispetto ai precedenti 4), 4 con Cremona (tutti con fermata a Parma) e 4 con Sassuolo (tutti con fermata

a Modena). Gli orari delle corse sono distribuiti in maniera tale da poter soddisfare le esigenze orarie delle diverse tipologie di viaggiatori. Italobus, oltre a favorire la mobilità locale di coloro che quotidianamente si spostano per esigenze lavorative, è un ottimo incentivo anche per il turismo: l’Emilia Romagna è infatti una tra le aree italiane più belle e ricche di storia, cultura e tradizione eno-gastronomica. Grazie all’acquisto di un biglietto integrato i passeggeri possono partite in treno con Italo e proseguire il viaggio con Italobus o viceversa, sicuri di godere della massima assistenza fornita dal personale Ntv che offre costanti servizi di accoglienza al binario e stalli bus in prossimità delle stazioni servite. Il progetto lanciato in Emilia Romagna può fungere da apripista a progetti simili da esportare in altre località italiane ancora tagliate fuori dal mercato dell’alta velocità. Nel frattempo Italo continua a lavorare per avvicinare tutta Italia a questo settore, come dimostrato dall’ampliamento del proprio network che dallo scorso 1 Marzo ospita anche Brescia (collegandola così alla linea ferroviaria veloce). Foto di copertina di Massimo Rinaldi


le novità

La festa è a Roma Termini: passerella di Star per la nuova Lounge Italo Club Il 14 febbraio scorso è stata inaugurata la nuova Lounge Italo Club di Roma Termini, la seconda Lounge aperta da Italo (la prima è stata quella “temporanea” di Milano Centrale). Per l’occasione Italo ha organizzato un evento che ha riscosso grande successo tra i suoi viaggiatori e i tanti VIP accorsi per l’occasione. Fra i moltissimi partecipanti: Lino e Rosanna Banfi, Giorgio Pasotti, Carolina Crescentini, Lorenzo Flaherty, Katy Sanders, Giulia Bevilacqua, Andrea Bosca, Francesco Arca, Susy Laude, Francesca Valtorta, Giampaolo Morelli, Fran-

cesca Reggiani, Dario Bandiera, Luca Calvani, Eleonora Giorgi, Elena Di Cioccio, Giorgio Marchesi, Dino Abbrescia, Eliana Miglio, Francesco Paolantoni, Vittorio Emanuele Propizio, Massimiliano Gallo, Paola Minaccioni, e tanti altri. Dopo l’apertura della lounge di Termini, e di una lounge temporanea a Milano Centrale, sono state aperte quelle di Torino Porta Susa e di Roma Tiburtina. Prossima tappa di questo percorso sarà Firenze, Napoli, Milano Centrale e Bologna. Il nuovo stile di accoglienza proposto da Italo all’inter-

no di queste sale fornisce servizi dedicati ai propri viaggiatori come il wi-fi veloce per ottimizzare i tempi di attesa, giornali, riviste, schermi video, snack e bevande. Le Lounge sono dedicate ai passeggeri di Club Executive e ai titolari delle carte Italo Più Black, Italo Più Platinum e Italo Più Sprint; dal 16 marzo inoltre l’ingresso a queste sale è acquistabile per i passeggeri di Prima al costo di soli 10€ (servizio acquistabile per le sale di Roma Termini e Milano Centrale, via Call Center o direttamente all’interno delle Lounge).

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le novità

Italo Impresa: la nuova incredibile offerta per Aziende e Partita IVA Italo lancia italoimpresa.it, il nuovo portale dedicato ad Aziende e Partite Iva pensato per semplificare e rendere convenienti le trasferte di lavoro. Viaggiare con Italo per lavoro significa conciliare il massimo del comfort con la flessibilità di viaggio. L’offerta di Italo Impresa è l’unica che permette di risparmiare fino al 30%* del valore dei propri acquisti. Registrarsi è facile e gratuito e già dal primo viaggio su Italo Treno, i clienti accumulano fino al 30% di credito bonus riutilizzabile dal secondo biglietto. Italo Impresa garantisce servizi in linea con le esigenze del mondo business, a partire

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In arrivo a bordo di Italo i defibrillatori salvavita Italo aumenta la sicurezza dei passeggeri in viaggio installando i defibrillatori salvavita a bordo. Dallo scorso Marzo infatti i 25 i treni che compongono la flotta di Italo sono equipaggiati di un defibrillatore semi-automatico esterno (DAE) da utilizzare in caso di emergenza. Italo è il primo operatore ferroviario in Italia ad aver scelto l’installazione di questi strumenti di protezione sanitaria salvavita per offrire il massimo supporto ai propri viaggiatori in caso di grave necessità. I defibrillatori, collocati in carrozza 7 in corrispondenza della postazione del capotreno e indicati da un’apposita segnaletica, sono estremamente facili da usare: tirando l’apposita maniglia l’apparecchio si accende e si attivano le istruzioni vocali che guidano l’operatore durante l’intero processo. I DAE sono inoltre “intelligenti” nel senso che sono capaci di stabilire in maniera autonoma la necessità della scarica elettrica in caso di bisogno. 166

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Numerosi studi e ricerche dimostrano come l’intervento tempestivo con defibrillatore entro i primi minuti dall’arresto cardiaco, possa salvare la vita in oltre il 50% dei casi*. Proprio per questo Italo ha anche provveduto a formare il suo personale di bordo all’impiego di questi apparecchi che, per legge, possono essere utilizzati anche da personale non sanitario, purchè abilitato. La formazione del personale di Italo è avvenuta in collaborazione con la Croce Rossa Italiana Comitato Provinciale di Bologna e con l’ARES 118 Lazio. Partner di Italo in questo progetto è la Iredeem S.p.A. società che ha fornito i defibrillatori installati a bordo e distributore autorizzato in Italia per il mercato extra-ospedaliero dei prodotti Philips Healthcare.

*Dati: Ministero della Salute e Ares118 Lazio


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noscimento immediato sul sito italotreno.it e al Contact Center. In più, grazie alla nuova partnership con il Programma MilleMiglia di Alitalia è ora possibile convertire i punti Italo Più accumulati in miglia. E i vantaggi non finiscono qui: superata la soglia dei 10.000 punti qualificanti* si raggiunge il livello Italo Più Sprint che consente di guadagnare ben il 20% in più di punti, upgrade gratuiti e accedere alle esclusive Lounge Italo Club. Con Italo, più si viaggia e più si guadagna!

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le nostre offerte

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CON ITALO FAMIGLIA I RAGAZZI VIAGGIANO GRATIS Con l’offerta Italo Famiglia, i giovani di età inferiore ai 16 anni viaggiano gratis con la famiglia in ambiente Smart. Gli adulti possono acquistare i biglietti al prezzo dell’offerta Flex. Non rientrano nel conteggio i bambini tra i 0 e i 23 mesi, che possono viaggiare senza posto assegnato in braccio a un adulto. Fino

a

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Andata e ritorno a partire da 19 euro Viaggiare con Italo acquistando in un’unica soluzione un’andata e ritorno è comodo e conveniente. L’offerta permette spostamenti a partire da 19 euro: basta prenotare fino alle ore 24 del giorno precedente la partenza! *Le Tariffe sono soggette a variazioni. Consulta Termini e Condizioni su www.italotreno.it **solo per la Italo Special sabato è necessario acquistare entro tre giorni prima della partenza aprile 2016

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Chi sceglie la Carrozza Cinema non sbaglia mai. La carrozza numero 11, quella dedicata al cinema, consente ai viaggiatori di tutte le età di godersi comodamente il viaggio intrattenuti da un buon film. Questo mese il palinsesto è completamente dedicato al cambiamento, con un’offerta di diversi film di ogni genere. Ci sono infatti film drammatici, film

sentimentali e commedie che vi accompagneranno durante il tragitto a seconda della programmazione*. Gli 8 monitor posti in carrozza, da 19 pollici ognuno, e rigorosamente in HD, garantiranno una visione di ottimo livello: servirà solamente collegare l’auricolare alla presa posta accanto alla seduta. Salite a bordo e godetevi lo spettacolo!

Acquista gli auricolari a bordo di Italo * Il palinsesto è soggetto a variazioni, consulta la sezione Viaggiare con italo su www.italotreno.it

Sud - Nord

Il Cinema a bordo di Italo: lo spettacolo è assicurato

Nord - Sud

la carrozza cinema

Youth - La giovinezza

As you like it (Come vi piace)

Tutto molto bello

Ma che bella sorpresa

Sole a catinelle

Piovuto dal cielo

Le leggi del desiderio

L'amore all'improvviso

Midnight in Paris

Il ricco, il povero e il maggiordomo

gli ambienti

Gli ambienti di Italo Scopri l’atmosfera e l’accoglienza dei nostri ambienti di viaggio! Italo offre viaggi ricchi di esperienze di intrattenimento e servizi personalizzati, nel massimo comfort, pensati per le diverse esigenze di ogni tipo di viaggiatore. Sono quattro gli ambienti di viaggio: la Smart offre grande qualità a prezzi competitivi. Convenienza, comodità, praticità. Lo stile Smart è improntato al self-service per favorire la massima accessibilità di prezzo, senza nulla togliere al comfort dei clienti.

Un particolare del Poggiatesta in Prima

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aprile 2016

L’eXtra Large è il mix perfetto tra la convenienza del viaggio in Smart e la grande comodità della Prima. La Prima è dedicata a chi, in viaggio, cerca comodità e un servizio curato e attento. Massimo relax, servizio unico. Il personale di bordo è pronto a offrire il servizio di benvenuto con un’ offerta di snack dolci e salati, da accompagnare

con bevande calde e fredde. E poi c’è la Club: riservatezza ed eccellenza su misura. Un ambiente di viaggio esclusivo per i viaggiatori più esigenti. La Club Executive è composta di soli 19 posti suddivisi in due soluzioni: un’area “open space” che offre ampi spazi individuali, e 2 salotti riservati, prenotabili “a corpo” per un massimo di quattro viaggiatori.


sicurezza a bordo / on-board safety instructions La mappa a bordo treno / On-board train map Carrozza / Coach: 1

Carrozza / Coach: 2, 4, 5

Carrozza / Coach: 3

Carrozza / Coach: 6

Carrozza / Coach: 7

Carrozza / Coach: 8

Carrozza / Coach: 9, 10

Carrozza / Coach: 11

Legenda / Legend Cassetta di pronto soccorso

Uscita di emergenza Emergency exit

CASSETTA DI PRONTO SOCCORSO

Finestrino di emergenza

Toilette handicap Disabled toilet

Diaper change pad TOILETTE

Via di fuga Escape route

Distributore

Estintore

Automatic vending machine

Fire extinguisher

Hammer for breaking glass

Wheelchair spaces

Fasciatoio

Emergency window

Martello frangivetro

Posti per sedia a rotelle

First aid kit

PMR

Persona a mobiltĂ ridotta Persons with reduced mobility

Maniglia allarme passeggeri

Toilette

Handle passenger alarm

Toilet

Cestini carta Paper baskets

Cestini plastica Plastic baskets

Cestini indifferenziata Other waste baskets

aprile 2015 / Aprilaprile 2015 2016 XI 169


sicurezza a bordo / on-board safety instructions Come comportarsi in caso d’emergenza

/ What to do in an emergency

Nella condizione ordinaria di marcia in sicurezza, i passeggeri devono occupare esclusivamente gli spazi idonei al loro trasporto in modo da non ostacolare il personale di bordo nell’espletamento delle attività connesse con la sicurezza e eventuali operazioni di evacuazione del treno in emergenza. In caso di evacuazione del treno in emergenza è necessario attenersi alle istruzioni del personale di bordo prestando attenzione al rispetto delle seguenti istruzioni di carattere generale: • •

• •

Abbandonare il treno senza indugi, in maniera ordinata e con calma; Aiutare chi si trovi in difficoltà, con priorità a soggetti “sensibili” (bambini, donne in stato di gravidanza, portatori di handicap, ecc.); Abbandonare i bagagli e non tornare indietro per nessun motivo; In presenza di fumo o fiamme camminare chini.

In ordinary condition of safe running, travellers must remain in their assigned seats so that they do not prevent the work of on-board staff performing safety-related tasks or interfere with train evacuation in the event of an emergency. In the event of an emergency evacuation, follow the instructions of the on-board staff and the following general safety information: • •

• •

Evacuate the train quickly, calmly and in an orderly fashion; Help passengers requiring assistance, giving priority to children, pregnant women, the disabled; Leave your luggage behind, and do not re-enter the train for any reason; Walk bending down if there is smoke or flame.

Esodo galleria linea AV/AC Firenze-Bologna Tunnel AV/AC evacuation Florence-Bologna Per un ordinato e rapido esodo dalla galleria è necessario attenersi alle istruzioni fornite dal personale ferroviario direttamente o mediante gli impianti di diffusione sonora, prestando comunque osservanza alle seguenti indicazioni di carattere generale: 1. Una volta discesi dal treno occorre dirigersi verso la direzione più opportuna per l’esodo seguendo i cartelli segnaletici affissi sulla parete della galleria e/o le indicazioni fornite dal personale ferroviario; 2. La galleria dovrà essere percorsa camminando esclusivamente sul marciapiede laterale della stessa evitando di invadere i binari; 3. L’attraversamento dei binari, se necessario per raggiungere l’uscita, deve essere preventivamente autorizzato dal personale ferroviario; 4. Durante l’esodo occorre mantenere la calma, non spingere o accalcarsi con le persone che precedono, non creare allarmismo; 5. Aiutare, per quanto possibile, le persone a mobilità ridotta; 6. Una volta raggiunta l’uscita occorre non disperdersi e seguire le istruzioni impartite dalle squadre di soccorso.

For an orderly and efficient evacuation in a tunnel please follow the instructions provided by the train personnel either or over the train P.A. system, while bearing in mind the following general indications: 1. Once off the train, you must head in the most appropriate direction for evacuation by following the indications of the train personnel and/or, if there are, the signs on the tunnel walls; 2. While in the tunnel, walk along the side pavement only and be sure to avoid encroaching on the tracks; 3. Crossing of the tracks, if required in order to reach the exit, must be authorized in advance by the train personnel; 4. During the evacuation you must keep calm all the time. Avoid pushing or crowding the people in front and do not panic; 5. People with reduced mobility should be helped as much as possible; 6. On reaching the exit, remain in the area and follow the instructions provided by rescue teams.

Apertura porte di emergenza / Opening the emergency exits

Finestrini /

Per • • •

Prelevare il martello frangivetro (Fig. 2), colpire il finestrino nel punto indicato sul vetro (Fig. 3) e spingere il finestrino.

aprire la porta in emergenza: girare la maniglia verso il basso (Fig. 1, disegno A - 1); attendere l’accensione del pulsante rosso; premere il pulsante rosso ed aprire la porta (Fig. 1, disegno B - 2).

To open the emergency exits: • • •

Turn the handle downwards (Fig. 1, drawing A-1); Wait until the red light comes on; Press the button with the red light on it open the door (Fig. 1, drawing B–2).

Windows

Pick up the hammer for breaking glass (Fig. 2), use it to strike the window at the spot marked (Fig. 3) and push the window out. Fig. 2 Fig. 3

Fig. 1

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aprile 2015 / April 2015 XII


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