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travel-quotidiano-13-15-maggio-2020

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Quotidiano www.travelquotidiano.com ANNO XXXII - N. 15-16 13-15 MAGGIO 2020

IL TURISMO È SOLO

GIORNALE DI INTERESSE PROFESSIONALE PER IL TURISMO - POSTE ITALIANE SPA - SPED.

IN

ABB. POST. D.L. 353/2003 (CONV.

IN

L. 27.02.2004, N° 46), ART. 1,

MILANO - Il turismo organizzato aveva chiesto al ministro Franceschini un fondo di 750 milioni di euro e si trova la bella cifra di 25 milioni di euro. Ora se uno ti chiede una cifra, magari non gliela dai per intero, si contratta, come si fa sempre, ma mi sembra evidente che 25 milioni di euro rappresentino, in poche parole, l’evidenza che al ministro Francreschini del turismo

PREZZO PER COPIA EURO 0,10

COMMA

1, C1-TR-0143

organizzato non interessa nulla. Magari si è anche sforzato di capirlo, ma forse risulta eccessivamente complesso, o troppo poco complesso. Non lo so. Penso solo che è uno schiaffo in faccia ad imprese che non sanno più come andare avanti. Ci vorrebbe maggiore saggezza quando si tocca la vita degli altri. Saggezza e intelligenza. A PAGINA 2

COR (RO) SIVO

Una volta, ai tempi della prima Repubblica, il Pci costituiva il governo ombra. Per ogni ministro ufficiale ce n’era uno ombra. Penso che con Franceschini la riunione di ministro reale e ministro ombra si sia realizzata. Senza alcuna cattiveria, ma vedendo i provvedimenti presi per sostenere il turismo, possiamo dire che Franceschini è l’ombra di un ministro reale.

Operatori

Nicolaus è pronto Servono regole certe OSTUNI - «Abbiamo bisogno di regole certe». Lo dice l’a.d. del Gruppo Nicolaus, Giuseppe Pagliara, ma è come se lo richiedessero tutti gli operatori del comparto. Non si può ripartire davvero senza protocolli chiari e trasparenti a cui attenersi. A PAGINA 3

Trasporti

Rebasti: «Volotea punta sull’estate»

CODOGNO – Il grounding della flotta è confermato ancora fino all’11 giugno, ma Valeria Rebasti, commercial country manager Italy & Southeastern Europe di Volotea, confida in una ripresa dei voli attorno a metà mese, “con un grande focus sul mercato domestico”. A PAGINA 6

Alberghi

Hnh Hosptality: dialogo con i partner MESTRE – Razionalità e dialogo con i partner. È l’approccio di Hnh Hospitality alla questione ripartenza. Collaborare, in fondo, è nell’interesse di tutti: fornitori, investitori, operatori e finanche territori e destinazioni. A PAGINA 8

Mondo

La Commissione europea: linee guida per riprendere a viaggiare BRUXELLES – Linee guida. Raccomandazioni. Si è “concretizzato” in questo modo il tanto atteso intervento dell’Ue che mira a ridare impulso o quanto meno ad armonizzare la ripresa dei viaggi e quindi del turismo in Europa. Nessun interven-

to lesiglativo insomma. Ma tant’è. Si spazia dal ripristino della libera circolazione all’introduzione dei voucher, a suggerimenti per ristoranti e hotel. Incluso il “no” secco al social distancing a bordo degli aerei. A PAGINA 9


In primo piano

L’industria turistica è completamente abbandonata, anche in questo momento di emergenza economica 13-15 maggio 2020

TURISMO E POLITICA, L’incomprensione è totale Gli aspetti della crisi

l Incapacità di dialogo fra le strutture di base del turismo, cioè tour operator e agenzie di viaggio, e le istituzioni

l Eccezionale potere della lobby del trasporto aereo

MILANO - (g.a) Ci sono due aspetti di questa crisi del turismo che saltano all’occhio: l’incapacità di dialogo fra le strutture di base del turismo, cioè tour operator e agenzie di viaggio, e le istituzioni, e dall’altro l’eccezionale potere della lobby del trasporto aereo. Ma andiamo per ordine. La base del turismo organizzato e le istituzioni non si capiscono. Questo è un fatto. Se dal Decreto rilancio, per agenzie e tour operator, è uscito solo un fondo da 25 milioni di euro, qualcosa significa. E significa che a livello politico le istanze del turismo organizzato non sono assolutamente comprese. Ora possibile che da 70 anni nessun ministro del turismo, o sottosegretario o quel che è, sia mai riuscito ad entrare nel mondo dell’organizzazione del turismo italiano? Abbiamo avuto in questi ministeri solo dei buontemponi che non capiscono niente di niente? Non credo. D’altra parte il movimento del turismo rappresentato da numerose organizzazioni di pres-

FINALE LIGURE - Finale Ligure riparte con un nuovo piano integrato di promozione turistica. La cittadina in provincia di Savona, che si propone da tempo con un mix composto di offerta balneare, outdoor, tessuto culturale e ricca tradizione gastronomica, reagisce alla crisi attivamente, proponendo una strategia di marketing turistico innovativa, che guarda alla valorizzazione delle risorse e alla sinergia tra gli operatori del settore come punti di forza per comunicare e promuovere la destinazione. «A novembre abbiamo avviato un piano insieme ad agenzie e professionisti - commenta l’assessore al turismo Claudio Casanova - ed ora, alle prese con le gravi conseguenze dell’emergenza Covid-19, siamo pronti per partire. Contiamo in una ripresa dalla metà di giugno. Naturalmente attendiamo indicazioni precise dal governo e dalla regione». Il piano, che sarà sostenuto dagli introiti della tassa di soggiorno, parte dalla considerazione che il territorio è in grado di offrire una vacanza a 360 gradi. «Dal 2014 al

Quotidiano www.travelquotidiano.com

Editore: Travel Open Day srl Proprietà: Network & Comunication srl

sione o di sindacato, la loro parte l’hanno fatta. Allora? Semplice. Non si capiscono. La politica non capisce l’importanza delle imprese che rappresentano lo sfondo essenziale dell’industria turistica italiana. Per il ministro di turno, il turismo è solo accoglienza, stranieri che arrivano da ogni parte del mondo, ristoranti che si riempiono, monumenti e musei da visitare, senza pensare che anche dietro a questi numeri c’è un’organizzazione. Una serie di imprese che lavorano a questa complessissima operazione. Se poi ci rivolgiamo alle imprese che lavorano sull’outgoing allora la cosa diventa ancora più complessa. Come potrebbe mai Franceschini o chi per lui pensare che ci sono ampie fette di mercato di italiani che vanno all’estero e che per andarci passano da operatori e da agenzie di viaggio. E ora che i viaggi all’estero sono off limits, cosa fanno queste aziende? Aspettano il fondo di 25 milioni di euro che diviso per le 11

mila imprese del turismo, fra adv e to, fa 2 mila 700 euro a cranio? Folle. Sarebbe opportuno, invece, che le confederazioni inizino a difendere pesantemente il settore e non attraverso le loro associate. Quando va in crisi un settore strategico Confindustria con il suo presidente si fa sentire, e lo stesso succede con Confcommercio. Quando è il turismo ad andare in crisi queste personalità difficilmente si espongono. È ora che le grandi armate prendano il posto dei cavalleggeri. Fate sentire la vostra voce e vediamo cosa succede.

Questione Iata

Tutto ciò che la Iata chiede ottiene. Strano. I rimborsi, per esempio, ha deciso di non restituirli nonostante tutte le indicazioni delle istituzioni nazionali e sovranazionali. E perché riesce ad andare così facilmente oltre le norme? Perché ha potere. In secondo luogo i rapporti con i governi. Le più grandi compagnie europee (e

25 mln €

Fondo dal Decreto rilancio destinato al turismo per le 11 mila imprese del settore

Più voce

Sarebbe opportuno che le confederazioni inizino a difendere pesantemente il settore e non attraverso le loro associate. In questo momento di crisi queste personalità è tempo che si espongano

Quotidiano

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mi fermo a queste) stanno chiedendo a gran voce l’intervento dei governi. Questi dovrebbero versare cifre imponenti senza pretendere però di entrare nei consigli di amministrazione. Be’ al momento Germania, Francia, Austria e altri governi sono disposti a versare nelle casse dei vettori miliardi di euro. Bene. Hanno chiesto ai ceo delle varie compagnie che fine hanno fatto gli utili stratosferici prodotti negli ultimi anni dagli stessi vettori? Possibile che linee aeree ricchissime nel giro di due mesi siano sul lastrico? Allora non erano ricchissime. Erano già sull’orlo del lastrico e non lo dicevano. Perché Ryanair non chiede aiuto al governo irlandese e Lufthansa lo chiede al Bundestag? Che differenza c’è? Che una è redditizia sul serio e l’altra no? Non si capisce.

Distanziamento

Infine il sedile vuoto. Iata è riuscita e non far passare la norma sul distanziamento in aereo. Cioè se devo andare a fare la spesa devo stare in fila a un metro di distanza con guanti e mascherina all’aperto, in aereo invece me ne sto appiccicato ad uno seduto al mio fianco e questo va bene. E perché? Perché questo va bene e se faccio la coda in farmacia no? Perché questo è il vero potere: fare solo ciò che può difendere e rafforzare la mia posizione, il mio profitto, infischiandomene di tutto il resto del mondo.

Finale Ligure, la ripartenza è a portata di mano

Gallia est omnis divisa in partes tres, quarum unam incolunt Belgae, aliam Aquitani, tertiam qui ipsorum lingua Celtae, nostra Galli appellantur. direttore responsabile GIUSEPPE ALOE

direttore editoriale DANIELA BATTAGLIONI

Autorizzazione del Tribunale di Milano numero 793 del 30/11/91 Iscrizione a R.o.c. numero 13242 del 26.03.2005 Spedizione in abb.postale (pubblicità al 45%)

2017 la crescita delle presenze è stata importante - aggiunge Casanova - Dal 2018 al 2019 abbiamo assistito ad un assestamento. Purtroppo il Covid-19 ha determinato una forte battuta d’arresto ma noi ci stiamo attrezzando per accogliere i turisti». Tra gli obiettivi del piano aumentare la visibilità della destinazione verso l’esterno, in primo luogo verso il mercato Italia nel 2020 e, successivamente, verso i mercati DACH (Germania, Austria, Svizzera). Tra le priorità la costituzione, dapprima, di un DMO (Destination Management Organization) per garantire una governance del turismo e integrare i molteplici soggetti coinvolti a vari livelli nella creazione del prodotto e dei servizi e nella promozione del territorio, e successivamente di un DMS (Destination Management System) che potenzi la struttura di comunicazione e commercializzazione integrata in modo da passare dalla promoAMMINISTRAZIONE, ABBONAMENTI REDAZIONE ROMA Via Aosta, 30 - 00182 ROMA tel. +39 06 890 17 577

zione del prodotto turistico. Importante l’apporto dei soggetti attivi sul territorio, in primis il Mudif - museo diffuso del Finale, il consorzio per la promozione turistica e la tutela del territorio Finalese, For - Finale outdoor region, l’associazione alberghi e turismo di Finale Ligure e Varigotti. Tra i soggetti coinvolti anche il Cea, centro di educazione ambientale Finale Natura, l’associazione Bagni Marini, la condotta Slow Food. L’efficacia del progetto, coordinato e finanziato dal comune di Finale, si basa in gran parte sulla capacità del gruppo di lavoro di portare avanti le iniziative in modo continuo, integrato e olistico rispetto ai tanti prodotti turistici che Finale Ligure possiede. Per quanto riguarda le fasi di attuazione, il piano prevede in un primo momento azioni di comunicazione e promozione e, in seguito azioni più incisive, di ri-posizionamento e vendita diretta della destinazione sul mer-

REDAZIONE Via Montepulciano, 5 20124 MILANO tel. +39 02 395 24 922

Stampa: Tipolitografia Federici s.r.l. - Via Adda, 3 - 05100 Terni

Priorità

l Costituzione di un DMO (Destination Management Organization)

l Costituzione di un DMS (Destination Management System)

Concessionaria di pubblicità Network & Comunication srl Via Aosta, 30 - 00182 Roma Tel. +39 06 890 17 577 Fax +39 06 933 80 433 UFFICIO MILANO tel.: +39 02 395 24 922

cato. Il lavoro, già in atto, si svolge su due fronti: da un lato verso il consumatore, intercettando la domanda consapevole e quella latente per ottenere la fiducia degli utenti, fornendo contenuti utili e di valore e portarli a visitare per la prima volta, o acquistare nuovamente, la destinazione; dall’altro, a supporto degli operatori del settore, come agenzie di viaggio e tour operator, per dare loro informazioni e strumenti indispensabili per promuovere e vendere la destinazione. Il sito web www.visitfinaleligure.it sarà il punto di atterraggio di tutte le azioni di comunicazione e promozione volute e realizzate dal comune di Finale Ligure ma anche la porta d’accesso per gli utenti ai siti “verticali” già attivi sul territorio dedicati. I canali social @visitfinaleligure si arricchiranno di contenuti mirati alla fruizione delle diverse tipologie di target potenziale e daranno visibilità alle iniziative territoriali.

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Operatori

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Nicolaus: noi siamo pronti ma mancano le regole Il tour operator pugliese è ottimista: possibile recuperare il 70%-75% del fatturato 2019

13-15 maggio 2020

RIMETTERSI IN MOTO SIGNIFICA ADOTTARE UNA SERIE DI MISURE DI SICUREZZA CHE AVRANNO INEVITABILMENTE DELLE RICADUTE IN TERMINI DI COSTI

OSTUNI – Tutti pronti a ripartire ma servono le condizioni per farlo. È la richiesta pressante che arriva dagli operatori del comparto, impegnati nel difficile doppio esercizio di tenere a galla le aziende in uno scenario di crisi mai visto prima e al contempo di immaginare come sarà il futuro prossimo dei viaggi. «Rimettersi in moto, per noi - spiega l’amministratore delegato di Erregi Holding, Gruppo Nicolaus, Giuseppe Pagliara - significa adottare una serie di misure di sicurezza che inevitabilmente avranno delle ricadute in termini di costi e procedure. Prima di prendere qualsiasi decisione, abbiamo perciò bisogno di capire esattamente quali saranno le regole che presiederanno al nuovo contesto». Molte sono in effetti le questioni aperte. A cominciare dal nodo trasporti: «Quali saranno le regole per i traghetti e gli aerei? Come viaggeremo? – si domanda l’a.d. . Se per l’Italia continentale è probabile che molti decideranno di muoversi in auto, come si farà invece per raggiungere una destinazione chiave come la Sardegna? Quando riapriranno inoltre le scuole? Se la ripresa delle lezioni dovesse essere anticipata, l’industria dei viaggi sarebbe ulteriormente penalizzata. Infine, il pericolo più grave: riaprire i villaggi, assumere centinaia di stagionali e trovarsi poche settimane dopo a dover richiudere a causa dell’ondata di ritorno del contagio. Sarebbe il colpo di grazia per il settore». A fronte di tante e tali incognite, il gruppo Nicolaus non smette però di credere nelle prospettive di ripresa. Anzi, lo scenario ritenuto più probabile dalla compagnia prevede che l’operatore alla fine dell’anno possa arrivare a generare ben il 70%-75% del fatturato del 2019, tenendo in considera-

SCENARI

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TOP Riapertura estiva con mare Italia e qualche destinazione mediterranea

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FLOP Se salta la stagione estiva non rimane che il medio raggio a partire da settembreinizi ottobre

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Quali saranno le regole per i traghetti e gli aerei? Come viaggeremo?

Giuseppe Pagliara

zione quanto già accumulato nel primo trimestre 2020. Se così fosse, sarebbe un risultato straordinario, date le condizioni attuali: «L’ipotesi si basa su una riapertura estiva limitata al mare Italia e a poche destinazioni mediterranee, tra cui, in modo magari parziale, Egitto e Tunisia – rivela Giuseppe Pagliara -. Il discorso Grecia appare invece più complicato, perché il mercato ellenico dipende molto anche dalla domanda inglese e tedesca. Paesi in cui la curva del contagio è in ritardo di qualche settimana rispetto alla nostra. Lo scenario prevede poi un prolungamento della stagione a partire da ottobre con le mete a medio raggio invernali, tra cui ancora una volta l’Egitto, e le destinazioni del Capodanno, con Maldive e Zanzibar in testa a tutti». Lo scenario peggiore tiene invece in considerazione l’ipotesi che la stagione estiva possa saltare com-

pletamente: «A quel punto ci rimarrebbe solo il medio raggio da fine settembre – inizi di ottobre». Nessuna preoccupazione, invece, riguardo alla dinamica dei prezzi. Non ci sarà, in altre parole, una rincorsa al ribasso. «Anche perché gli alberghi, così come tutti noi – interviene il presidente, Roberto Pagliara – si troveranno certamente ad affrontare costi maggiori, a seguito degli investimenti in tema di sicurezza e distanziamento sociale. Ma anche dal lato della domanda, per il mare Italia prevediamo richieste in linea con quelle dell’anno scorso. L’inevitabile calo del numero dei vacanzieri complessivi sarà infatti con ogni probabilità controbilanciato dal crollo dei movimenti in outgoing». Ecco allora l’idea di attrezzare i villaggi con nuovi servizi, adeguati al contesto in cui si andrà a operare: «Occorrerà ridisegnare il

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PREZZI In linea con quelli dell’anno scorso

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SERVIZI Innovativi e adeguati al contesto in cui si andrà a operare. In arrivo anche una web app ad hoc

prodotto - riprende Giuseppe Pagliara -. Ed è probabile che alcuni elementi classici di una vacanza in villaggio, come la spa, saranno difficilmente fruibili». In fase di lancio è in particolare una web app, che consentirà alle strutture di gestire una serie di operazioni come il web check-in, il servizio in camera, la consegna dei drink in spiaggia, le prenotazioni per i ristoranti à la carte… L’operatore che, contesto permettendo, conferma tutte le nuove aperture annunciate a inizio anno, compreso il rebranding in Valtur dell’Ostuni Rosa Marina, prevede inoltre di rilanciare alcune delle proprie business unit alternative al mondo villaggi: «Pensiamo per esempio alle ville, così come alle case dei privati, la cui richiesta sarà sicuramente più elevata rispetto a prima», aggiunge Giuseppe Pagliara. Ma per l’amministratore delegato del gruppo Nicolaus, la crisi che sta vivendo il comparto è anche un’occasione per capire chi sono gli interlocutori su cui si può contare veramente, i partner a cui affidarsi quando si tratterà di ripartire. E da questo punto di vista la distribuzione tradizionale e i fornitori alberghieri hanno dimostrato «grandissima disponibilità. Quasi tutti hanno capito che è fondamentale stare assieme». Diverso il discorso, invece, relativo ai vettori: «Molte compagnie si stanno comportando con scarsa ragionevolezza, abbarbicandosi su posizioni egoistiche, spesso neppure supportate dalla legislazione italiana, ma poggiate sulla propria residenza fiscale internazionale», conclude l’a.d. La questione è nota e simile a quella già denunciata da tante agenzie: la volontà, da parte di numerosi vettori, di trattenere la liquidità per sé con azioni di tipo unilaterale, senza tener minimamente conto delle difficoltà degli altri attori della filiera del turismo.

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Alpitour: la voglia di ripartire c’è. Bisogna capire come

ANCHE PER IL TO TORINESE LA QUESTIONE PRINCIPALE È LA MANCANZA ASSOLUTA DI INDICAZIONI E PROTOCOLLI A CUI ATTENERSI Opportunità

Il nostro sistema Paese manca di competitività. Questo virus potrebbe quindi rivelarsi l’occasione per ragionare tutti insieme sulle cose che non funzionano. l

l La sostenibilità è una leva competitiva sempre più importante per i turisti internazionali, ma che spesso molti operatori e proprietari alberghieri sottovalutano fortemente.

TORINO – C’è poco da fare. In attesa che il mercato riparta, le compagnie hanno bisogno di prepararsi. Ma per riuscirci, devono conoscere quale sarà il nuovo contesto in cui andranno a operare. Almeno nell’immediato futuro. Lo ha ripetuto, in occasione della sessione di presentazione della maratona online Hack for the Travel Industry a cura di The Data Appeal Company, anche l’amministratore delegato del gruppo Alpitour, Gabriele Burgio: «Nessun Paese è riuscito fino a oggi a definire una piattaforma di regole adeguate alle nostre attività». Ciononostante, la voglia di ripartire c’è dopo il lungo periodo di lockdown: «Stando ad alcune nostre analisi interne – ha proseguito Burgio – il 74% dei nostri clienti desidererebbe rimettersi in movimento non appena questo sarà possibile. Chiaramente c’è l’effetto rimbalzo, dopo tante settimane costretti a casa. Ma per poter tornare all’operatività, c’è bisogno di regole chiare», ha riba-

74%

La percentuale di cienti Alpitour che, da un’indagine interna del to, desidererebbe rimettersi in movimento non appena possibile

dito ancora una volta l’amministratore delegato del gruppo Alpitour. Come sempre però, ha infine sottolineato Burgio, i momenti di crisi possono anche essere l’occasione per cogliere opportunità da tempo trascurate: «La domanda per l’Italia è forte e sempre lo sarà. Ma il nostro sistema Paese manca di competitività e ha una struttura costi inefficiente. Tutto ciò ci ha fatto perdere alcune posizioni a livello globale. Questo virus potrebbe quindi riverarsi l’occasione per ragionare tutti insieme sulle cose che non funzionano. A partire dal tema della sostenibilità ambientale: una leva competitiva sempre più importante per i turisti internazionali, ma che spesso molti operatori e proprietari alberghieri sottovalutano fortemente o non considerano per nulla». Per rimediare a tale situazione, è tuttavia il pensiero di Burgio, gli incentivi fiscali da soli non bastano: serve

Nessun Paese è riuscito fino a oggi a definire una piattaforma di norme adeguate alle nostre attività.

Gabriele Burgio

che tutti comprendano il valore di un’offerta davvero eco-friendly non solo per garantire il recupero di competitività delle nostre mete ma anche «per giustificare, agli occhi del mercato, l’inevitabile sovrapprezzo che la nostra offerta sconta nei confronti di molte destinazioni competitor». Le dichiarazioni di entrambi gli articoli sono state raccolte prima dell’approvazione del cosiddetto decreto Rilancio, ma i contenuti rimangono sostanzialmente validi ancora oggi.


Informazione p.r.

SÌ, VIAGGIARE. DI NUOVO

SVIZZERA E ITALIA AFFRONTANO IL COVID-19: PERCORSO SIMILE, O QUASI

Un osservatorio privilegiato il suo, quello di un professionista che lavora a Milano, propone un prodotto del Canton Grigioni e vive a Mendrisio, Canton Ticino… «Sì, da qui ho seguito passo a passo il diffondersi del coronavirus prima in Italia e, a distanza di un paio di settimane, in Svizzera. Con gli interventi messi in campo dai rispettivi Governi. Come dicevo la Svizzera è stata colpita dalla pandemia qualche settimana dopo la Lombardia, ma proprio grazie “all’esempio italiano” siamo stati in grado di prendere posizioni efficaci e tempestive. In Ticino in particolare, che è stata l’area più colpita, i primi interventi del governo atti ad arginare la pandemia sono stati letteralmente “copiati” da quel che è stato fatto in Italia, riconoscendo un gran merito allo stato italiano che ci ha, per così dire, tracciato la strada giusta».

La Ferrovia Retica guarda all’estate: il rappresentante per l’Italia, Enrico Bernasconi, ripercorre attraverso una sorta di doppio binario virtuale Svizzera-Italia le settimane in cui la pandemia ha lasciato tracce indelebili sulla nostra vita e sull’intera industria del turismo. Destinazione finale: il “ricominciare”, in una “prospettiva di medio termine” che certo non può prescindere dalla riapertura delle frontiere, ma con una buona dose di positività scevra “di illusioni” e fondata “sull’oggettività”.

Qualche differenza però esiste? «La differenza sostanziale è che il Ticino ha chiesto allo stato svizzero una differenziazione di interventi – maggiormente severi proprio perché il Cantone è stato il più colpito - e in via eccezionale (siamo una confederazione di stati) il Governo ha accettato, concedendo due volte una deroga per agire in modo autonomo. Ciò è stato molto importante per il Ticino che a un certo punto ha chiuso tutto, proprio come la Lombardia, mentre nel resto della Svizzera non è stato così. L’ulteriore, grande differenza è che il “restare a casa” non è mai stato un obbligo con il conseguente rischio di essere multati in caso di infrazione della norma. Senza necessità di auto-certificazione per spostarsi, il Canton Ticino ha consigliato quotidianamente di stare a casa tramite i media, comunicati ufficiali e auto della polizia per le strade che portavano la dicitura “Vuoi aiutarci? Resta a casa”. Si è puntato moltissimo sull’auto-responsabilità dei cittadini. E ha dato i suoi frutti: al momento (posto che non si possono fare raffronti con la Lombardia per l’evidente differenza nel numero di abitanti) i dati sono confortanti: all’11 maggio in Canton Ticino si contavano zero decessi e soli tre nuovi contagiati a fronte di giorni con 30-40 decessi e oltre 300 contagiati, su una popolazione di circa 350 mila persone».

proprio paese, inclusa la possibilità - attualmente al vaglio - di introdurre una deduzione fiscale per le spese delle vacanze».

E, nello specifico, sul fronte trasporti? «Per quanto il sistema di trasporti prettamente turistico - quello che include le funivie, i battelli, gli impianti di risalita e quindi i trenini alpini - la riapertura ufficiale dovrebbe avvenire l’8 giugno (la decisione definitiva sarà comunicata il 27 maggio). Ogni azienda avrà facoltà di applicare condizioni particolari per incentivare l’utilizzo dei mezzi e, come Ferrovia Retica, stiamo lavorando a diverse idee condivise per attrarre i viaggiatori. Imprescindibili alcune misure cautelative: trenini alpini, funivie e battelli saranno regolarmente disinfettati dopo ogni corsa, e per questo è prevista l’assunzione o il cambio attività di molte persone. Ad esempio, sulla tratta St. Moritz-Tirano il convoglio non potrà ripartire dopo 20 minuti per la tratta successiva come accadeva finora, ma rimarrà fermo per la disinfezione e ci sarà un altro convoglio a coprire la tratta seguente. Il distanziamento sociale sarà inevitabile, con l’assegnazione automatica di posti alternati in diagonale; consigliatissimo l’uso della mascherina – non obbligatorio, ma lo sarà qualora non si potesse mantenere il distanziamento (ad esempio sui treni per i pendolari, non escludo che inizialmente anche sui treni regionali verrà richiesta la prenotazione posti, gratuita). Direi che siamo a buon punto e attendiamo con ansia la riapertura delle frontiere: per noi significherebbe arrivare a Tirano. Aspettiamo di tornare lì, allora saremmo veramente pronti a dare il via alla nuova era».

LA FERROVIA RETICA IN UNA PROSPETTIVA DI MEDIO TERMINE

Come sarà questa nuova era della Ferrovia Retica? «Tenterò di ricostruire la casetta crollata qualche mese fa, ripartendo da solide fondamenta. Primo obiettivo non sono i grandi numeri, ma riconquistare subito la fiducia della clientela italiana, a partire da quella individuale. Per i gruppi servirà un po’ più tempo, considerate le regole per il distanziamento sociale: magari tra ottobre e novembre. Per l’estate – conditio sine qua non la riapertura delle frontiere – mi concentrerei sul traffico individuale, con piccoli pacchetti offerti dai nostri tour operator, e con un prodotto di alta qualità. Quel che mi fa ben sperare è il fatto che il Trenino del Bernina è una realtà molto conosciuta in Italia e apprezzatissima dalla clientela, soprattutto al Nord . Un prodotto quasi da “fuori porta” per i lombardi, che in questa situazione potrebbe adattarsi facilmente alle prime richieste di viaggio, proprio in virtù di quelle caratteristiche intrinseche che negli anni ne hanno decretato il successo: la raggiungibilità, la flessibilità (escursione in giornata o per un weekend), l’economicità; infine, ora più che mai importante, il contatto diretto con la natura e l’aria pura dei luoghi che si attraversano. Aggiungerei anche che la Svizzera oltre ad essere da sempre percepita come destinazione sicura, particolarmente efficiente anche sotto l’aspetto della pulizia delle sue città, presenta cifre molto rassicuranti sul contagio, soprattutto nei Grigioni. Sarei dunque felice se si potesse partire anche in forma ridotta, con qualche individuale a luglio: passo a passo, senza eccessive illusioni. Ricominciare da qui – al di là delle cifre e dei risultati economici – per me rappresenterebbe un valore aggiunto importante perché significherebbe che ci siamo davvero lasciati alle spalle un periodo delicatissimo».

E’ IL MOMENTO DELLA FASE 2

Tempo di fase 2 anche per la Svizzera quindi? «Siamo in piena fase 2 proprio dall’11 maggio, quando hanno riaperto ristoranti e bar. Non è una vittoria, ma un passo avanti e ora vedremo dove ci porterà. Hanno riaperto anche le scuole dell’obbligo, così come gli hotel, a piccoli passi, con relative regole di distanziamento sociale e tutte le condizioni di sanificazione richieste: ciò rappresenta un grande passo almeno per il turismo interno. Ancora bloccati centri benessere, palestre e piscine, queste ultime potranno riprendere probabilmente a metà giugno».

Le frontiere oggi sono ancora chiuse: cosa succede a livello turistico? «Inevitabilmente la Svizzera inizia a promuovere il turismo domestico e lo fa con una campagna dedicata promossa da Svizzera Turismo che stimola i cittadini a godere di una vacanza nel proprio Paese. Le aperture graduali degli hotel vanno in questa direzione: è già possibile prenotare, ci sono offerte mirate. Qualcosa si muove e, anche se ci vorranno anni per recuperare, si comincia a guardare con meno ansia al futuro. Sono previsti anche incentivi per i cittadini che trascorreranno le vacanze nel

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Assaeroporti: pianificare e incentivare la ripresa

I DATI, TRA CONSUNTIVO E PROSPETTIVE

CODOGNO – Volotea tornerà presto a volare «speriamo entro la metà di giugno»: ne è convinta Valeria Rebasti, commercial country manager Italy & Southeastern Europe della compagnia, momentaneamente ferma a Codogno, in quell’angolo di mondo che per lei è casa e che è improvvisamente balzato sulle prime pagine dei giornali di mezzo mondo a causa della pandemia Covid-19. Da lì, in un assolato pomeriggio di primavera, ci racconta – compatibilmente con decisioni ancora in fieri da parte delle autorità – «gli scenari oggi al vaglio. Quel che è certo che sarà un’estate con grande focus sul mercato domestico». Un network nazionale che rimarrà praticamente inalterato, «mentre quello internazionale subirà inevitabilmente tagli più o meno significativi in relazione allo scenario che ci troveremo ad affrontare». A supporto di questa linea si inserisce il lancio “coraggioso” come lei stessa lo definisce - della nuova rotta Bologna-Olbia (dal 3 luglio): un’aggiunta quindi a quel network domestico ita-

ROMA - Una crisi epocale e senza precedenti. Ripetitivo ormai sottolinearlo, ma nel caso del sistema aeroportuale italiano è la sola definizione adeguata. Lo spiega Assaeroporti con il suo consuntivo del primo trimestre 2020, con il solo mese di marzo che ha registrato 2 milioni 082 mila 648 passeggeri, cioè con una perdita di quasi 12 milioni di unità, rispetto allo scorso anno. Un 2019 che aveva fatto registrare complessivamente «oltre 193 milioni di passeggeri negli scali italiani, con un trend in costante crescita che puntava ai 200 milioni per quest’anno» sottolinea Valentina Lener, direttore generale di Assaeroporti. Ma l’emergenza sanitaria da Covid-19 ha praticamente azzerato il traffico in tutti gli scali nazionali, molti dei quali sono rimasti operativi per assicurare la continuità del servizio pubblico di trasporto aereo e per garantire esigenze operative di voli cargo e posta, nonché di voli di Stato e di enti di Stato, di emergenza sanitaria o di emer-

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genza di altro tipo. Un’apertura costosissima, «visto che a fronte dell’azzeramento del traffico passeggeri gli scali si trovano a dover coprire costi incomprimibili compresi – a seconda dei casi – tra il 60 e l’85% del totale» prosegue Lener che per dare un’idea precisa del momento attuale ribadisce che «nell’intero mese di aprile ha viaggiato lo stesso numero di passeggeri di un solo giorno dell’aprile 2019». Preparati per reagire alle emergenze, gli aeroporti e tutta la filiera del trasporto aereo sono pronti a ripartire: il Paese ha bisogno, oggi più che mai, di un trasporto aereo pienamente operativo, volano strategico per la ripresa dell’economia nazionale. L’Italia deve poter competere ad armi pari con il resto d’Europa continuando a garantire la sicurezza dei passeggeri: «Ciò di cui abbiamo bisogno è di pianificare e incentivare ripresa traffico aereo e mobilità passeggeri, anche per stimolare il turismo».

VOLOTEA CREDE NELL’ESTATE “Grande focus sui voli domestici”

In attesa di decisioni definitive da parte delle autorità, il vettore punta alla seconda metà di giugno liano che nel 2019 rappresentava il 66% di quello globale del nostro Paese. Uno scenario futuro che ad oggi però «manca ancora di una linea guida generale a livello internazionale che metta in chiaro come i vettori dovranno operare, a bordo e a terra. Non parlo solo dell’Italia, lo stesso accade negli altri Paesi dove

abbiamo le nostre basi, in Francia, in Spagna e – in minor misura – in Grecia: qui l’impatto della pandemia è stato decisamente più contenuto e i voli nazionali potrebbero riprendere forse all’inizio di giugno». La flotta di 39 aeromobili, composta da 25 Airbus 319 e 14 Boeing 717 «e sei nuovi A319 che sarebbero dovuti entrare in servizio quest’anno, è al momento a terra fino all’11 giugno incluso». Mille 450 circa i dipendenti «di cui oltre 400 in Italia, attualmente in cassa integrazione». E l’obiettivo, preCovid 19, di trasportare quasi 9 milioni di passeggeri nel 2020. Non sono certo i numeri di un “gigante” dell’aviazione, ma oggi «queste dimensioni ci con-

sentono forse di essere più flessibili e in grado di adattarci ai cambiamenti» rispetto a realtà dalle spalle molto più larghe. «Fermo restando che questo problema coinvolge tutti indistintamente» la vision della manager è ottimista, a patto che «si riesca a ripartire, ovviamente sui network domestici poiché per gli internazionali ci saranno restrizioni ancora da definire, almeno durante l’estate». In queste settimane di attesa Volotea ha creato una «task force dedicata all’emergenza Covid per dialogare con autorità e partner, per definire nuovi protocolli» perché ormai è chiaro - il modo di volare, così come quello di muoversi negli aeroporti cambierà.

“rappresentava Nel 2019 il network nazionale italiano il 66% del totale del Paese ” Valeria Rebasti

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Trasporti

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Intanto, timidi segnali di incoraggiamento giungono proprio dalla nuova rotta Bologna-Olbia: «Le prime prenotazioni sono già entrate, in una misura che ci ha piacevolmente sorpresi. La promozione prevede qualunque tipo di modifica per i biglietti emessi entro il 20 maggio, per volare entro fine luglio». Isole che sin dall’avvio delle attività hanno avuto un ruolo significativo nel network della compagnia: «Sicilia e Sardegna sono molto importanti nel nostro network italiano. In Sicilia siamo presenti in 4 aeroporti (Palermo, Catania, Lampedusa e Pantelleria) e in Sardegna in 3 (Cagliari, Alghero e Olbia). Contiamo molto sulle rotte da e per le due maggiori isole, che sono collegate con moltissime destinazioni sia domestiche sia internazionali, senza dimenticare che proprio su queste due isole abbiamo due delle nostre basi italiane: Palermo e Cagliari».

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Summer 2021 In vendita Con un occhio volto al futuro, Volotea gioca d’anticipo e ha messo in vendita il 13 maggio l’intera stagione estiva 2021, «con cambi di volo illimitati e gratuiti», sottolinea Valeria Rebasti. In pratica è possibile prenotare entro il 30 giugno voli fino a settembre 2021, con la garanzia di poter modificare la data del volo senza nessun costo. Ed è sempre di un paio di giorni fa la notizia della nascita di “Voliamo per l’Italia”, la nuova associazione di vettori low fare composta oltre che da Volotea, da Blue Air, Norwegian, Ryanair, easyJet e Vueling: «L’associazione nasce con lo scopo di rappresentare gli interessi delle compagnie aeree low cost – che rappresentano sul mercato short haul domestico oltre il 50% del traffico nell’ambito delle relazioni con le autorità governative italiane e con gli altri interlocutori istituzionali».

La compagnia riapre i collegamenti con Dubai. Calo del 28% per gli utili dell’anno fiscale chiuso al 31 marzo

Emirates anticipa il ritorno a Milano al 21 maggio

Ci vorranno almeno altri 18 mesi prima che la domanda di viaggi torni ad avere una parvenza di normalità

INSIEME AD ALTRE OTTO DESTINAZIONI

DUBAI - Emirates tornerà ad operare la rotta DubaiMilano prima di quanto previsto. Il volo per Malpensa sarà infatti attivo già dal prossimo 21 maggio, insieme ad altre otto riaperture previste per Londra Heathrow, Francoforte, Parigi, Madrid, Chicago, Toronto, Sydney e Melbourne. La compagnia offrirà anche connessioni via Dubai per coloro che viaggiano tra il

Regno Unito e l’Australia. «Siamo felici di poter riprendere il servizio passeggeri verso queste destinazioni - ha dichiarato Adel Al Redha, chief operating officer di Emirates -. Stiamo lavorando costantemente con le autorità per riaprire i collegamenti anche verso altre città. Abbiamo già previsto in aeroporto misure adeguate, in coordinamento con le rispettive autorità,

Ahmed bin Saeed Al Maktoum

per garantire il distanziamento sociale e la sanificazione. La sicurezza e il benessere dei nostri dipendenti e dei passeggeri rimangono infatti la nostra priorità». Intanto il gruppo Emirates

ha reso noti i dati di chiusura dell’esercizio 20192020 terminato il 31 marzo: utili per 456 milioni di dollari, in calo del 28%, per cui non verrà distribuito alcun dividendo. Lo comunica la compagnia aerea, sottoline-

ando di aver realizzato comunque profitti per il 32esimo anno consecutivo «a fronte di un calo nel fatturato (7 miliardi di dollari, -5%) principalmente dovuto alla riduzione delle operazioni durante la chiusura

prevista della pista dell’aeroporto di Dubai nel periodo aprile-giugno 2019 e all’impatto delle restrizioni sui voli e i viaggi connesse alla pandemia nel trimestre gennaio-marzo». «Prevediamo – ha spiegato lo sceicco Ahmed bin Saeed Al Maktoum, presidente del gruppo – che ci vorranno almeno altri 18 mesi prima che la domanda di viaggi torni a una parvenza di normalità. Al contempo, stiamo attivamente collaborando con le autorità di regolamentazione e con le parti interessate nel definire gli standard per garantire la salute e la sicurezza di viaggiatori e operatori nel mondo post-pandemia.


IL CONTESTO Molte le incognite per le compagnie alberghiere che si accingono a ripartire. Al centro della questione, oltre alla mancanza di regole certe, anche i rapporti con i partner-investitori

13-15 maggio 2020

HANNO DETTO

Quali sono stati gli effetti dell’emergenza Coronavirus sul vostro business? «Secondo le nostre stime dovremmo chiudere l’anno con un fatturato complessivo di una trentina di milioni di euro. Solo due mesi fa si trattava della nostra ipotesi di scenario peggiore. Oggi è diventata la migliore».

Originariamente, quali erano i vostri obiettivi? «Nel 2019 abbiamo chiuso l’anno fiscale per la prima volta a novembre. In soli dieci mesi abbiamo registrato ricavi complessivi pari a 32,6 milioni di euro, corrispondenti a un incremento del 4,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il margine operativo lordo (ebitda) è rimasto invece stabile a quota 4,762 milioni. Date anche le numerose aperture del 2019, ben cinque, e quelle in arrivo quest’anno, gli obiettivi per il 2020 erano piuttosto ambiziosi: superare quota 60 milioni. Purtroppo non sarà il caso. Eppure, la nostra organizzazione tutto sommato sta reggendo. C’è a chi sta andando decisamente peggio».

Nel 2017 avete aperto la vostra società a capitali esterni, con l’arrivo del fondo di private equity francese Siparex, che oggi detiene poco più del 36% del vostro gruppo. Cosa significa tutto ciò per voi, in questo momento? «Adesso è facile dire che si è trattata di una scelta vincente. Senza l’apporto dei fondi, e il ripensamento della struttura aziendale che ne è seguito, ora saremmo molto più in difficoltà. Certo, anche loro sono preoccupati. Come tutti d’altronde. Tuttavia, il loro contributo rimane estremamente importante. Senza contare che li sentiamo settimanalmente per ragionare insieme sugli

DIETER MUELLER di Motel One ha proposto al governo tedesco una moratoria sugli affitti, in modo da distribuire meglio i costi della crisi tra tutti gli operatori economici ELISABETTA FABRI Sua l’idea di una tassa di 100 euro da far pagare a ogni visitatore straniero in Italia, con l’obiettivo di sostenere l’industria turistica nazionale

INTERVISTA* MESTRE – Il momento sta finalmente arrivando: a breve, contagi permettendo, il turismo affronterà la tanto attesa ripartenza. Ma come? Difficile dirlo. Anche solo perché non esistono ancora regole e protocolli a cui attenersi. È quello che van dicendo da tempo i principali protagonisti dell’industria dei viaggi e dell’ospitalità: tour operator, linee di crociera, hotel… Ciononostante bisogna prepararsi. Con quali prospettive lo chiediamo a Luca Boccato, amministratore delegato di Hnh Hospitality: una white label company che gestisce 13 strutture principalmente distribuite nel Nord-Est, con altre due aperture previste proprio quest’anno a Roma e a Verona. La società collabora con molti brand di livello internazionale, tra cui Best Western, Doubletree by Hilton, Indigo e Crowne Plaza (Ihg). Tutte le proprietà sono rimaste chiuse durante il lockdown.

Quotidiano

Alberghi

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SERVE TANTA RAZIONALITÀ E DIALOGO CON I PARTNER La ricetta di Hnh per la ripartenza

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La torta è una sola. Impossibile pensare di allargarla per far fronte alle richieste di tutti i settori

Luca Boccato

30mln €

L’obiettivo di fatturato della compagnia per il 2020, alla luce degli effetti dell’emergenza Coronavirus

60mln €

La soglia di giro d’affari che Hnh Hospitality si aspettava di superare prima che scoppiasse la crisi innescata dal Covid-19

Hnh Hospitality

l È una white label company che gestisce 13 hotel principalmente distribuiti nel NordEst, con altre due aperture previste proprio quest’anno a Roma e a Verona. Collabora con brand quali Best Western, Doubletree by Hilton, Indigo e Crowne Plaza (Ihg)

scenari futuri. E i benefici spesso sono anche indiretti. Mi riferisco soprattutto alle risposte positive che stiamo ricevendo dagli istituti bancari. Forse tre anni fa sarebbe stato tutto più complesso…»

A proposito di relazioni con i creditori: come state affrontando la questione degli affitti relativi agli alberghi in gestione, che ora come ora non sono ovviamente in grado di generare alcuna liquidità… «Abbiamo fin da subito avviato un dialogo costruttivo con le proprietà dei nostri alberghi, ricevendo ottimi riscontri. Attualmente non siamo in grado di quantificare come tale disponibilità si tradurrà in riduzione dei costi a bilancio. Anche solo perché non sappiamo cosa accadrà nel prossimo futuro. Tuttavia, sono tutti ben consapevoli dalla situazione che stiamo vivendo. In fondo, credo che sia nell’interesse degli stessi investitori puntare a preservare il valore dei propri asset nel lungo periodo».

In Germania, il fondatore e amministratore delegato di Motel One, Dieter Mueller, ha chiesto ufficialmente al governo tedesco una moratoria sugli affitti: un modo, ha sostenuto lo stesso Mueller, per distribuire più equamente il peso della crisi tra i vari operatori economici del Paese. Cosa ne pensa? «Credo sia una questione di buon senso. Se tutti i locatari fossero co-

stretti a pagare per intero e subito il dovuto, molti operatori semplicemente non sopravviverebbero. Anche una mera riduzione temporanea degli affitti potrebbe al contrario garantire benefici per tutti: a partire dalla stessa proprietà, fino ai gestori e persino alle comunità presenti nelle località dove operano gli hotel».

Qualche giorno fa l’amministratore delegato di Starhotels, Elisabetta Fabri, parlando al Sole 24 Ore ha proposto di introdurre una tassa di 100 euro a carico di ogni visitatore internazionale che si rechi in Italia. La sua idea è proprio quella di utilizzare le somme così ottenute per sostenere l’industria turistica nazionale. Dice di essere convinta che, data la popolarità globale della nostra destinazione, non dovremmo subire alcuna ripercussione dal punto di vista degli arrivi… «Per una volta non sono d’accordo con lei. È come la tassa di soggiorno. Ufficialmente fu introdotta per finanziare gli investimenti delle amministrazioni locali nel turismo, ma sappiamo bene come è finita. Inoltre, seppure sia anch’io convinto che viviamo in un Paese bellissimo, rimango dell’idea che le decisioni delle persone in materia di viaggi e vacanze siano pur sempre basate sulle proprie capacità di spesa». Voi, infine, come vi state preparando alla ripartenza? «Stiamo iniziando a riattivare le strutture business che possono già ora contare su una adeguata domanda corporate. Gli hotel nelle destinazioni marine seguiranno in una seconda fase, probabilmente tra fine mese e gli inizi di giugno».

Come giudica invece i provvedimenti attuati fino a oggi dal governo italiano? Specialmente in tema di garanzie statali sui finanziamenti alle imprese maggiormente colpite dalla crisi… «Ne avevamo efA quali misure di fettivamente bisosicurezza e sanifigno. E importanti state penSenza il fondo Siparex cazione sono state anche le sando in questa misure di rafforza- le relazioni con le banche prima fase? mento degli am«Abbiamo definito oggi forse sarebbero mortizzatori souna serie di principi più complicate ciali. Mi chiedo generali che stiamo solamente se aldeclinando in ogni meno un po’ delle comparto. Mi riferisco a misure di dirisorse così allocate sarebbero potute stanziamento sociale e ad attività di essere spese per aiutare le compagnie igienizzazione ad hoc, tra cui alcune alberghiere che stanno provando a ria- ispirate per esempio al protocollo pubprire. È evidente, infatti, che all’inizio blicato dalla American Hotel & Lodi costi, per chi ripartirà, saranno con ging Association (Ahla), inclusa la ogni probabilità superiori alle entrate. norma per cui una stanza, prima di acSenza incentivi è perciò possibile che cogliere un nuovo ospite, dovrà rimamolti operatori preferiscano semplice- nere libera per almeno 72 ore. Penmente rimanere chiusi aspettando siamo inoltre di rafforzare le operatempi migliori». zioni di pulizia nel back office, perché per noi è fondamentale preservare anAlcune associazioni, tra cui Confin- che la salute dei nostri collaboratori». dustria Alberghi, hanno recentemente pubblicato un Manifesto del State valutando pure qualche forma turismo, in cui tra l’altro chiedono di certificazione di terze parti? alle istituzioni un investimento a «Sì, ci stiamo riflettendo. Ma ce ne fondo perduto per il settore di mi- sono tante e per noi è importante canimo 750 milioni di euro… pire quali siano quelle più accettate e «Ovviamente ne sarei felice. Ma dob- considerate dai nostri mercati di riferibiamo rimanere razionali: le risorse mento». sono scarse; la torta è una sola. Impossibile pensare di allargarla per far *L’intervista è stata condotta prima fronte alle richieste di tutti i settori dell’approvazione del cosiddetto deeconomici». creto Rilancio

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Mondo

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RACCOMANDAZIONI L’intervento della Commissione Ue si limita però a “consigli” utili, senza intervenire sul piano legislativo. Si spazia dal ripristino della libera circolazione alla possibilità di proporre voucher in sostituzione dei rimborsi 13-15 maggio 2020

60%-80%

Stima Unwto dei ricavi bruciati dall’industria turistica a livello mondiale nel 2020 rispetto al 2019 (perdita tra gli 840 e i 1.000 miliardi)

L’Europa riapre con “linee guida comuni”

BRUXELLES – «L’estate 2020 avrà la sua stagione turistica. Potremo andare in vacanza. Anche se con qualche limitazione imposta dagli standard di sicurezza sanitaria»: è questa la dichiarazione di Paolo Gentiloni, commissario europeo per l’economia a margine della presentazione da parte della Commissione Ue delle linee guide e raccomandazioni approvate due giorni fa, con l’ambizioso obiettivo di salvaguardare, almeno in parte, la stagione estiva e le innumerevoli realtà che rientrano nel complessi ingranaggio dell’industria turistica. Industria che a livello globale nei 27 Stati dell’Unione rappresenta l’11-12% del Pil (circa mille 400 miliardi di euro), il 12% della forza lavoro per quasi 3 milioni di imprese che, nel 90% dei casi, sono Pmi. «L’Europa sta riaprendo, passo dopo passo - aggiunge la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen -. Oggi la Commissione Ue fornisce una guida su come riprendere a viaggiare in modo sicuro e responsabile per rimettere in piedi il turismo europeo». Resta forse il rammarico, come evidenziato dall’Ectaa, per quelle che – a conti fatti – sono solo “raccomandazioni”, mentre una legislazione vera e propria sarebbe stata auspicabile anche in prospettiva di un eventuale – speriamo quanto mai lontano – riproporsi di problematiche similari. Premessa imprescindibile la riapertura

TUNISI - La Tunisia guarda con un misto di fiducia e apprensione al futuro. E nella fase di assoluta incertezza relativa agli spostamenti aerei da quelli che sono da sempre i suoi principali bacini di affluenza turistica, passo a passo studia la ripartenza post Covid-19 e lo fa con un protocollo che codifichi passo a passo l’esperienza del viaggiatore dall’istante in cui metterà piede nel Paese. Come anticipato la scorsa settimana da Souheil Chaabani, direttore per l’Italia dell’Ente nazionale tunisino per il turismo, a margine della videoconferenza che ha visto protagonista la splendida offerta archeologica romana del Paese maghrebino, è arrivata puntuale l’ufficializzazione dell’iniziativa. «Il protocollo riguarda tutti gli aspetti del viaggio, dall’arrivo in aeroporto, ai trasferimenti, al check-in e check-out in hotel: tutto quello che concerne il viaggio sarà assicurato attraverso procedure precise, che illustreremo nel corso di una conferenza stampa con il ministro. Sarà importantissimo per garantire la sicurezza dei nostri ospiti in Tunisia». Le strutture alberghiere del paese sono dunque autorizzate ad utilizzare solo il 50% della propria capacità, e ciascun hotel dovrà garantire la presenza di infermieri e igienisti. L’accesso alle piscine sarà limitato ad una persona ogni 3 metri quadrati e i ristoranti dovranno garantire il distanziamento sociale tra

No al distanziamento sociale in volo

Capitolo a parte per i trasporti e nello specifico per quello aereo, da cui dipende una fetta enorme degli spostamenti dei cittadini, in Europa e oltre. «In questo momento non raccomandiamo in maniera specifica di avere dei posti vuoti sugli aerei» come misura di sicurezza legata al contenimento del contagio di Covid-19, «tuttavia raccomandiamo di indossare una mascherina e altri dispositivi di protezione, sia ai passeggeri sia all’equipaggio, e abbiamo stabilito altri protocolli relativi all’imbarco e al disimbarco dei passeggeri» ha sottolineato la commissaria Ue ai trasporti, Adina Valean. Niente social distancing quindi, scelta così spiegata dalla Valean: «Da un lato sappiamo che gli aerei hanno alcuni dispositivi di sicurezza», legati in particolare ai sistemi di ventilazione, «e dall’altro il settore possiede una grande esperienza nel mettere in campo protocolli di sicurezza e regolamenti». L’Easa (Agenzia europea per la sicurezza aerea) e l’Ecdc (Agenzia Ue per la prevenzione e il controllo delle malattie) presenteranno comunque «nelle prossime settimane» ulteriori linee guida tecniche per «facilitare un approccio coordinato e assistere le autorità nazionali».

delle frontiere chiuse allo scoppio della pandemia tra i vari paesi del continente inclusi quelli dell’area Schengen: la rimozione delle restrizioni dovrà essere coordinata e le quarantene oggi obbligatorie in gran parte dei paesi partner eliminate gradualmente tra aree con simile rischio epidemiologico (controllo Ecdc). L’intento è quello di evitare la creazione di corridoi turistici tra alcuni stati membri, che andrebbe a sfavore dei più colpiti dal Covid-19, come l’Italia. La Germania, in particolare, prevede l’apertura delle frontiere entro il 15 giugno: anzi, «via libera già dal 16 maggio sul confine con il Lussemburgo – ha spiegato il ministro dell’interno tedesco Horst Seehofer -; lo stesso dicasi per la Danimarca». Invece, Francia, Austria e Svizzera ritengono sia ancora presto per aprire le frontiere con Italia e Spagna. Sul fronte Regno Unito

(che ha sì ufficialmente decretato l’uscita dall’Ue, ma per il 2020 ancora segue le regolamentazioni dell’Unione), è per ora confermata la quarantena di 14 giorni all’arrivo in aereo nel paese, eccetto che per i passeggeri provenienti da Irlanda e Francia. Da oggi è attiva una sorta di “bolla baltica” che consente il trasporto ferroviario, marittimo e aereo attraverso Estonia, Lettonia e Lituania, ma con una quarantena inizialmente prevista per chi entra da altri stati. Semaforo rosso per il ventilato passaporto sanitario chiesto da diversi governi: per Bruxelles non esistono attualmente basi scientifiche per dichiarare una persona immune. La commissione spinge invece a favore di una potenziale interazione fra le diverse app nazionali, così da consentire ai turisti di utilizzarle in tutti i paesi della Ue per il tracciamento dei contagi e contenimento di nuove in-

La Tunisia lancia il suo protocollo per la sicurezza dei viaggiatori

fezioni. A sostegno della crisi di liquidità e nel tentativo di limitare i fallimenti a catena delle imprese del turismo, Bruxelles chiede ai governi di affiancare al rimborso dei viaggi cancellati a causa del Covid la possibilità di offrire dei voucher per recuperare la vacanza più avanti. Sarà però il cliente ad avere l’ultima parola tra rimborso e rinvio del soggiorno. Quanto al settore alberghi, ristoranti, l’invito è quello a creare protocolli simili in tutti i paesi così da rassicurare i viaggiatori, che ritroverebbero all’estero le stesse abitudini del proprio paese di residenza. Infine, Bruxelles sta elaborando una cartina interattiva dell’Europa per fornire ai viaggiatori informazioni in tempo reale sulla situazione sanitaria e turistica (inclusa la disponibilità nelle strutture alberghiere e nei ristoranti) regione per regione.

CHAABANI: “PER UNA VERA RIPRESA DOVREMO ATTENDERE ALMENO IL 2021”

14%

L’incidenza del comparto turistico sul Pil globale della Tunisia

9,4 mln

Gli arrivi totali in Tunisia nel 2019, +13,6% sull’anno precedente. Oltre 125.000 i turisti italiani

gli ospiti. Il personale alberghiero sarà tenuto a comunicare alla direzione l’eventuale presenza di ospiti con sintomi riconducibili al Covid-19. Negli aeroporti saranno implementate misure volte alla sicurezza dei passeggeri così come in tutte le location frequentate dai turisti all’interno del Paese. Mohamed Ali Toumi, ministro del turismo della Tunisia, rivolgendosi agli operatori turistici ha sottolineato la necessità della destinazione «di sviluppare inizialmente il turismo interno - considerata la difficile situazione economica attuale – sempre nel rispetto delle raccomandazioni previsti dai protocolli sanitari». Oltre che la «promozione di quelle aree del Paese che oggi sono poco visitate e frequentate». L’industria turistica «è fondamentale per l’economia del Paese» con un’incidenza «del 14% sul Pil nazionale», con circa 500.000 posti di lavoro diretti e 1,5 milioni di posti nell’indotto. «Al momento qui, come nella gran parte del mondo, non c’è attività aerea, con una crisi gravissima per i vettori che chie-

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L’industria turistica per il nostro Paese è fondamentale

Souheil Chaabani

Europa

La Commissione Ue stima che le perdite hanno già raggiunto il 50% per hotel e ristoranti, l’85% per tour operator e agenzie di viaggio e il 90% per compagnie aeree e di crociere. In generale il calo delle prenotazioni è pari al 6090% rispetto al 2019

11%

Incidenza del comparto turistico sul Pil globale dei 27 stati membri dell’Unione europea, pari a circa 1.400 miliardi di euro

Recovery Fund

Si ipotizza che un quinto delle risorse potrebbe essere dedicato proprio al turismo

dono aiuti ai governi. Ma senza trasporto aereo non esiste turismo… Vedremo l’andamento dei prossimi mesi, anche durante la bassa stagione, ma per una vera ripresa dovremo attendere il 2021». In attesa di tornare in Tunisia, a Moncef Ben Moussa, ex direttore del Museo del Bardo di Tunisi, attuale direttore del Centro delle Arti, della Cultura e delle Lettere (Ministero della cultura tunisino) il compito di condurci per mano attraverso i secoli, fino all’epoca di massimo splendore dell’Impero romano sulla costa africana. Cominciando dall’anfiteatro di El Jem, patrimonio Unesco: «Questo momento di pausa forzata anche per tutti i musei e siti archeologici – ha sottolineato Moussa – è un’occasione per riflettere e preparaci al domani. La Tunisia, dalle sue coste all’interno, è una sintesi perfetta della storia del Mediterraneo e delle sue civiltà, che da qui sono passate lasciando tracce giunte fino ai giorni nostri. Il nostro Paese è un museo a cielo aperto, uno specchio per ciascuno di noi, dove scoprire sempre qualcosa di nuovo». Nel 2019 la Tunisia ha accolto 9 milioni 400 arrivi, per una crescita del 13,6% rispetto all’anno precedente; gli arrivi dall’Italia sono stati oltre 125 mila, +21%, dato che pone il nostro mercato al quinto posto dopo Francia, Russia, Germania e Inghilterra.


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