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Amici del bambino

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ASSOCIAZIONE

AMICI DEL

1995-2010

ASSOCIAZIONE AMICI DEL BAMBINO

BAMBINO QUINDICIANNI

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I bambini hanno molto da insegnare agli adulti. Se non altro sulla gioia di vivere.

“Si è costituita il 6 settembre 1995 a Morbegno, con sede provvisoria nel reparto di pediatria dell’Ospedale Civile di Morbegno, l'Associazione di volontariato "Amici del Bambino", che si occupa del disagio sociale e fisico dei bambini da 0 a 14 anni e si prefigge lo scopo di promuovere e realizzare tutte le iniziative atte alla tutela del bambino che necessiti sia di ricovero ospedaliero che di interventi in ambito familiare ed istituzionale” Così, il giornale “La Provincia di Sondrio”, del 7 Settembre 1995, dava notizia della nascita delle nuova associazione. Una nuova stella nel vasto firmamento del volontariato locale, che andava a coprire spazi non ancora oggetto di particolare attenzione da parte delle ASSOCIAZIONE AMICI DEL BAMBINO

altre associazioni già presenti sul territorio o curati solo

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parzialmente. Ben presto gli operatori hanno preso atto dei bisogni presenti nel settore e, se pur con qualche difficoltà, hanno iniziato la loro opera.


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AMICI DEL

BAMBINO QUINDICIANNI ASSOCIAZIONE AMICI DEL BAMBINO

1995-2010

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Quindici anni di impegno Sono trascorsi ormai 15 anni dalla costituzione dell’A ssociazione “Amici del Bambino”. Sorta inizialmente con l’intento di favorire l’ingresso nel reparto pediatrico di donne disponibili a curare i bambini ricoverati le cui mamme erano impegnate a casa con altri figli, le finalità sono poi gradualmente cambiate in rapporto alle modificate esigenze dei bambini. La permanenza in ospedale è diventata molto più breve, mentre si sono affacciate altre necessità altrettanti importanti, a cui l’A ssociazione si è sforzata man mano di dare delle risposte, cambiando il modo di agire. Si sono così evidenziati bisogni materiali, necessità di aiuto in ambito sanitario, problemi legati alla frequenza nelle scuole materne, come negli altri ordini di scuola. I bisogni si sono quindi molto mutati e le problematiche affrontate in questi 15 anni passati rapidamente, sono state molte e diversificate. Leggendo il libretto, semplice e scorrevole, vi renderete conto di quanto realizzato – spesso silenziosamente – dal nostro gruppo. Abbiamo cercato di fare fronte alla maggior parte di esse, con mezzi finanziari ridotti e con tanta disponibilità e buona volontà. Forse non siamo stati sempre perfetti, però abbiamo sempre cercato di rispettare l’intimità e la personalità dei bambini e delle famiglie, evitando volutamente manifestazioni esteriori, che avrebbero turbato la sensibilità delle persone. Tanti sono stati i volontari che hanno dato il loro aiuto spontaneo e generoso, a loro il mio ringraziamento. Un grazie particolare ai componenti del direttivo, che con pazienza e comprensione, hanno collaborato in tutti questi anni.

Dott. Giuseppe Zecca Presidente


Parole di speranza Queste pagine semplici, raccontano una favola dei nostri giorni. Fogli che svolazzano leggeri sospinti da un soffio misterioso di speranza. Quel vento che pervade gli animi desiderosi di migliorare il vivere di tanti bambini, oggi più che mai necessario. Nell’ingrandire e sfogliare queste pagine scoprirete una favola particolare e speciale: una relazione-descrizione dettagliata, vera. Il dottor Giuseppe Zecca e la “sua“ numerosa squadra di volontari dell’Associazione Amici del Bambino con questo significativo libretto hanno avuto l’idea - rispettosa - di fare conoscere a tutti il loro poco pubblicizzato lavoro. Un lavoro quasi quotidiano, fatto in punta di piedi, del quale tutto lo staff durante l’anno si fa carico per aiutare gli altri. E le iniziative sono davvero molte. Questa encomiabile associazione di Morbegno si è distinta e si distingue ancor oggi con il valore del fare ed il senso di responsabilità personale. Il 2012 porta sul calendario “morbegnese” il ricordo di 17 anni di una gran bella ed affascinante storia che ben presto si divulgò nella comunità di Morbegno ma, non solo. In questi anni, senza mai enfatizzare, l’Associazione Amici del Bambino è cresciuta. Ha trovato una dimora fissa funzionale e funzionante ( la sede è in via Martello a Morbegno ), ha sempre avuto un presidente, un consiglio direttivo ed uno staff di collaboratori efficienti e sempre tanti soci. Lo scopo era e rimane sempre “tutelare i diritti dei più piccoli” e dal 1995, anno della costituzione, di strada l’Associazione ne ha fatta davvero parecchia. Ha messo in campo varie iniziative atte a migliorare il benessere dei minori e, col passare del tempo, con una politica di buon senso e di equilibrio, come quella della formica, ha realizzato importanti progetti. Qui, li troverete tutti. Gli “Amici del Bambino” sempre in prima linea contro il disagio e le nuove povertà: sempre dalla parte dei più piccoli. Ai giorni nostri fra le molte associazioni di volontariato esistenti il gruppo Amici del Bambino rappresenta una risposta concreta a bisogni diffusi nella collettività della bassa valle: i molteplici problemi e disagi dei bambini, le tematiche degli extracomunitari, le, purtroppo, crescenti difficoltà delle nostre famiglie e molto altro. Se l’arma migliore per vincere nella vita quotidiana è la semplicità ed essere se stessi sempre, questo libretto ne è una testimonianza. Antonio Rivolta


Parlare dell’Associazione Amici del Bambino nel contesto del volontariato, se da una parte potrebbe risultare facile e rientrare nell’ambito dell’informazione generale, dall’altra richiede molta attenzione. Molteplici, infatti, sono gli aspetti che, per la loro specificità, caratterizzano la vita dell’Associazione. Ripensare all’anno della sua nascita quando, pur nella chiarezza degli obiettivi, erano ancora molto generici gli ambiti e le modalità di intervento, ci fa riflettere sul bisogno che nel nostro contesto ci fosse di una tale presenza. Il grande mondo dei bambini così diversificato nelle problematiche che nei vari momenti della loro crescita si manifestano, non era stato preso in considerazione, in maniera così puntuale e specifica, da altri gruppi di solidarietà, che pur operavano con interventi di grande rilievo nei vari settori della società. I primi passi, timidi, quasi per sondare il terreno sul quale poter costruire la propria opera, ben presto avevano rivelato le grandi possibilità di intervento che si aprivano dinanzi; un mondo da scoprire, con il quale dialogare, per poter operare. Non si possono nascondere le difficoltà dell’avvio: farsi conoscere, ispirare fiducia e trovare cuori generosi che aiutassero la nuova Associazione a reperire fondi e quanto fosse necessario per garantire il servizio per il quale si era messa in gioco. Il nome e la realtà dell’Associazione, comunque, si sono diffusi, con insperata rapidità ed è stato possibile offrire aiuto ad un numero sempre maggiore di richiedenti. Molteplici, sono state le iniziative che l’hanno vista protagonista, dalla distribuzione di indumenti, di viveri, di medicine, all’assunzione di oneri per garantire visite specialistiche o ricovero ospedaliero a bambini particolarmente bisognosi ed in situazione di forte disagio economico, fino alla collaborazione con scuole, per farsi carico di problemi di particolare rilevanza che richiedono finanziamenti specifici. Interventi che hanno qualificato il lavoro dell’Associazione e continuano a caratterizzarla, nella grande realtà del volontariato e della solidarietà. Molti, forse, conoscono l’Associazione solo perché essa ha portato i bambini Bielorussi in Valtellina per disintossicarsi dalla radioattività accumulata nel loro organismo in seguito all’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl; questa è stata un’operazione importante che ancora è in atto, ma molto più importante è conoscere il lavoro che capillarmente, giorno dopo giorno, attua in tutto il mandamento di Morbegno e anche fuori. Durante i quindici anni di vita, la persuasione che le scelte operative fatte nel lontano 1995, siano state giuste, si è via via rafforzata, infatti, i problemi allora presenti sono andati aumentando, fino ad assumere dimensioni sempre più preoccupanti, specialmente con l’arrivo degli extracomunitari: fenomeno di cui tutti ne conoscono l’entità. L’Associazione, oggi, si trova di fronte ad un campo d’azione molto più vasto, pertanto l’esigenza primaria è quella di sensibilizzare il maggior numero possibile di persone, al fine di raccogliere risorse sufficienti per ridare fiducia e speranza a quanti necessitano di un aiuto concreto e puntuale, nel momento del bisogno. Santi Perforati

L’associazione e il volontariato


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COME OPERA L’ASSOCIAZIONE

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Famiglie in emergenza economica Nel corso degli anni ci sono stati molti interventi, in particolar modo, a favore di famiglie con problemi di vario genere e, visto il numero delle richieste, a volte, in base alle disponibilità, si è stati costretti a stabilire delle priorità. La complessità e l’urgenza delle richieste avanzate, a volte, è stata superiore alle nostre disponibilità, ed abbiamo dovuto coinvolgere altri sodalizi per far fronte al bisogno: un particolare aiuto ci è stato fornito con le iniziative organizzate dal Rotary Club di Sondrio, che ringraziamo ancora. Potremmo elencare una casistica molto particolareggiata degli interventi fatti, ma preferiamo rimanere nel generale, anche perché essendo coinvolte persone è giusto rispettare la privacy. L’utenza che si rivolge a noi è la più diversificata, sia per provenienza che per estrazione sociale. In questi ultimi anni sono aumentate le presenze di famiglie extracomunitarie con più figli, in genere, in tenera età; molti sono i bisogni di ordine economico, scolastico ed anche di salute di cui sono portatrici, dall’indispensabile latte per neonati al pagamento della retta della scuola materna, dell’affitto di casa, delle bollette della luce e così via: diverse sono state le famiglie che hanno potuto evitare lo sfratto o il taglio dell’allacciamento alla rete del gas e luce con il nostro aiuto. Quello del pagamento della retta della scuola materna o del pulmino, è un problema che ci siamo ritrovati per l’insolvenza di alcuni Comuni che negano, a queste famiglie extracomunitarie, tali servizi, senza pensare minimamente che anche questi saranno i futuri cittadini italiani. In situazioni di particolare emergenza, ci è capitato di aiutare anche persone adulte, in particolare quando erano membri di famiglie con bambini: tanto per fare un esempio, nel 2010, gli interventi fra adulti e minori, sono stati oltre 270. Per razionalizzare la distribuzione degli aiuti, è stato anche fatto un accordo con il “Centro Aiuto alla Vita”, in maniera da evitare doppioni e abusi da parte di tante famiglie, con bambini nel primo anno di vita che si rivolgevano anche alla loro associazione. Allo stato attuale, anche a causa delle difficili condizioni economiche generali, le richieste di aiuto stanno aumentando in maniera vistosa con casistiche sempre più complesse. Il grande e impegnativo campo d’azione che ci si è presentato d’innanzi in questi anni ci ha confermato come la presenza di un’associazione come

la nostra sia stata veramente un punto di riferimento per tante famiglie in momenti particolarmente critici nei quali si sono trovate.

La Scuola, un bene per tutti. Un settore dove l’Associazione si è spesa in modo particolare è stata la Scuola. L’istruzione, questo bene di tutti, non sempre, purtroppo, è tale. Specialmente le famiglie più fragili economicamente e culturalmente, condizionate dalla loro situazione, a volte non ritengono importante far frequentare ai loro figli la scuola cominciando fin da quella Materna, spesso, per non gravare con ulteriori spese sui loro incerti bilanci familiari. Varie sono state le situazioni dove l’Associazione è intervenuta per fare opera di sensibilizzazione e convinzione, accollandosi anche le eventuali spese che rappresentavano un grosso ostacolo per la frequenza. Tale problema è stato riscontrato in particolar modo in famiglie di extracomunitari ma anche di residenti che si trovavano in situazioni particolari. Lo spirito che ha spinto i nostri volontari ad affrontare questi problemi con determinazione, è stato dettato dalla convinzione che mettere questi bambini alla pari con i meno svantaggiati, vuol dire dare pari opportunità a tutti, indipendentemente dalla situazione sociale di ognuno. Questo è stato un grosso impegno, sotto tutti gli aspetti, ma ci ha accreditato a pieno titolo nel sociale ed ancor oggi è uno degli compiti che ci troviamo a dover assolvere frequentemente.

Sostegno scolastico nella sede dell’Associazione e fuori Anche i locali dell’Associazione vengono impegnati per svolgere attività a favore dei bambini che lo chiedono. Varie volontarie si alternano per aiutare i bambini a fare i compiti e a preparare le lezioni. E’ un’iniziativa scaturita da alcune richieste e che ha riscosso consensi, per cui è destinata a proseguire. Un segno particolare della nostra presenza sul territorio è che anche alcuni Comuni bussano alla nostra porta, legittimando ciò con il fatto che alcune famiglie di extracomunitari, non pagano i servizi dei loro bambini che frequentano le scuole materne. Per questa ragione abbiamo dato al comune di Delebio 2000,00 euro, per saldare il conto di otto bambini extracomunitari per poter consentire loro la frequenza della scuola materna ed iniziare così il loro inserimento nel nostro contesto scolastico.

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INTERVENTI NEL SOCIALE

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IL BANCO ALIMENTARE

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del 2003, alle 650 del 2010, solo quelli richiesti tramite la nostra Associazione. Si potrebbe pensare che l’aumento sia dovuto ad una sempre più massiccia presenza di extracomunitari ma le statistiche ci mostrano un’altra realtà: 48% di stranieri e 52% italiani; questo ci dimostra come le fasce di bisogno si vadano sempre più allargando anche fra i nostri concittadini.

408

220

2010

2009

2008

2007

2006

2005

2004

120

200

309

396

471

650

Pacchi alimentari distribuiti dall’Associazione dal 2003 al 2010

2003

La realizzazione del banco alimentare è stata certamente la risposta più significativa che l’Associazione, nel 1998, ha contribuito a dare alla richiesta di aiuto presente nel territorio. Il banco alimentare, è un punto di raccolta di viveri di varia natura: riso, pasta, zucchero, conserve di vario genere, latte a lunga conservazione, omogeneizzati e tanti altri alimenti, donati da varie ditte produttrici e vengono raccolti in un grande magazzino a Meda e da qui distribuiti ai vari “banchi alimentari” dislocati in vari paesi. Anche nella città di Morbegno, per interessamento della nostra Associazione e di altre tre: Caritas, Croce Rossa Maschile e Femminile e Dame di S. Vincenzo, dopo molte difficoltà è sorto il banco alimentare, con grande sollievo di tante famiglie in difficoltà economiche; attualmente la nostra Associazione partecipa alla gestione del banco ed alla distribuzione dei viveri alle famiglie che chiedono. La distribuzione richiede molta attenzione perché alcune persone potrebbero fare molteplici richieste, anche oltre il bisogno, per cui per evitare abusi e incomprensioni, è stata messa in atto una procedura di identificazione, in maniera da rispettare la cadenza mensile stabilita. Infatti gli incaricati della distribuzione, mensilmente, confezionano dei pacchi, contenenti i viveri di prima necessità, in quantità rapportata al numero dei componenti la famiglia; Per ottenere il pacco, occorre rivolgersi a una delle quattro Associazioni, che fatti i debiti accertamenti per verificare se il richiedente ha i requisiti previsti: stato di bisogno, numero componenti il nucleo familiare ecc., rilascia un documento con l’autorizzazione al ritiro del pacco. Non possiamo dimenticare la preziosa opera nella preparazione e distribuzione dei pacchi data, fin dall’inizio, dal Sig. Cornaggia Vittorio, di Regoledo, che si è sempre distinto per competenza, precisione e disponibilità. Dal 2009, la Croce Rossa Femminile non partecipa più alla gestione del Banco Alimentare e quindi le Associazioni impegnate in questa attività sono rimaste tre. Il banco alimentare di Morbegno, si trova in Via San Marco. Per quanto concerne la spesa dell’affitto del capannone, si fa carico la Comunità Montana di Morbegno, in quanto i beneficiari provengono da tutto il mandamento. Le richieste di pacchi alimentari, da quando è nato il banco sono andate sempre più aumentando, dalle 120

I dati riportati nel grafico, ci stimolano a proseguire questa attività, anche se molto impegnativa, specialmente in questo periodo particolarmente difficile per tante famiglie.


L’OPERAZIONE CHERNOBYL Questa operazione, in Provincia, fu molto apprezzata e sentita; aveva toccato profondamente il fatto che solo un mese di permanenza qui da noi, avesse un effetto così efficace per quei bambini e dal 1998 al 2003, ben 450 di loro furono ospiti da famiglie sul nostro territorio. Questa operazione che è ancora attiva, dal 2004 in poi ha avuto momenti alterni nel numero delle presenze; varie sono state le ragioni del graduale calo, dal minor numero di famiglie disponibili ad accogliere i bambini, alle sopraggiunte difficoltà economiche, alle maggiori difficoltà burocratiche intervenute. Questo fenomeno ha indotto il Direttivo dell’Associazione a riflettere sull’opportunità di portare avanti l’iniziativa o valutare se fosse più proficuo fare interventi alternativi, sempre a favore di questi bambini. Nonostante i 25 anni trascorsi dall’esplosione, però, la radioattività è ancora presente nell’ambiente, per cui il bisogno di disintossicarsi, per le generazioni attuali esiste ancora; questa ragione ha determinato il Direttivo a continuare l’operazione, anche se sono meno i beneficiari.Dobbiamo, comunque rilevare che anche se in calo, le presenze avute dal 2004 al 2010 sono state 270: numero da non sottovalutare, considerati anche i costi che per le famiglie ospitanti sono aumentati, a seguito del cambiamento della situazione economica generale.L’intento dell’Associazione, proprio anche in virtù delle sue finalità generali è quello di poter venire incontro anche in queste situazioni, al maggior numero possibile di persone ma necessita della collaborazione di tante persone sensibili a questi problemi, che sono di portata sociale e di grande importanza.

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Questa è stata certamente una delle prime attività dell’Associazione. Già nel 1997 l’operazione Chernobyl ha mobilitato i membri dell’intera Associazione per raccogliere i fondi necessari per l’iniziativa: mercatini per i bambini, cena di beneficenza, concerti, lotterie, mostre di quadri, rappresentazioni teatrali, ect. hanno portato le prime risorse. Questi fondi e la disponibilità di alcune famiglie, ci hanno consentito di accogliere in Valtellina i primi 40 bambini bielorussi, durante il mese di luglio. La notevole motivazione umanitaria che muoveva questa operazione, aveva sollecitato anche altre realtà ed un sostanzioso aiuto venne offerto anche dalla “Morbegno Promotion”. La fuga di radiazioni dalla centrale nucleare di Chernobyl aveva avuto una enorme risonanza in tutto il mondo, in particolare per i conseguenti rischi per la salute degli abitanti della zona. La contaminazione del territorio per centinaia di chilometri aveva creato danni ingenti all’ambiente e minato gravemente la salute di migliaia di abitanti, tanto che il numero dei tumori, specie alla tiroide, era aumentato oltre ogni limite. D’altra parte era stato dimostrato, che la permanenza al di fuori della zona contaminata, anche solo per un mese, era sufficiente per ridurre della metà il livello di radioattività presente nei soggetti contaminati. Da qui la distribuzione dei giovani in varie parti del mondo: Italia, Germania, Spagna, Francia e altri paesi ancora.

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AIUTI SANITARI A BAMBINI EXTRACOMUNITARI CON GRAVI PATOLOGIE

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Da alcuni anni l’ Associazione si impegna anche nel portare in Italia bambini di varie nazioni, affetti da patologie che non trovano adeguata risoluzione nelle loro realtà. Questa operazione richiede pratiche burocratiche lunghe e complesse e a volte è già un successo il riuscire a portare questi bambini in Italia. La procedura per portare in porto questi interventi è abbastanza complessa, infatti, in primo luogo occorre individuare la clinica - in genere universitaria - che certifichi la necessità dell’intervento che si chiede e dichiari la disponibilità ad accogliere il malato, poi trasmettere tutta questa certificazione all’Ufficio regionale competente per la delibera di accettazione della nostra richiesta e quindi finanziare per intero il costo del ricovero. A questo punto il bambino viene portato in Italia e ricoverato per le cure del caso. Da notare che tale richiesta può essere fatta solo da Associazioni che garantiscano anche la collocazione del bambino e dei familiari in apposite sedi. Vogliamo, anche qui, citare alcuni casi, fra i più significativi, di interventi andati a buon fine. Nel 2003 una bambina brasiliana colpita da una grave malformazione al labbro superiore e al palato (labiopalatoschisi) che praticamente rendeva molto difficile, se non impossibile, l’alimentazione, (veniva infatti nutrita con un sondino), è stata felicemente operata presso l’Istituto Stomatologico di Milano e possiamo dire che la bimba carioca è ritornata nella sua terra con il sorriso sulle labbra. Sempre nell’anno 2003 una ragazzina bielorussa, affetta da una grave forma di “ipertensione portale”; portata in Italia è stata ricoverata presso gli Ospedali Riuniti di Bergamo per gli accertamenti . Purtroppo i chirurghi, non hanno potuto intervenire in quanto un precedente intervento chirurgico, praticato a Minsk, era stato fatto in modo inappropriato e tale da compromettere ogni successivo intervento . Nel 2005 invece ci viene segnalata la necessità d’intervenire a favore di un ragazzo albanese con disturbi fisici e psichici. Portate a termine tutte le pratiche necessarie nella primavera del 2006 il giovane dall’ Albania è stato portato in Italia e ricoverato presso il reparto N.PI dell’Istituto

Neurologico Mondino di Pavia. In questa sede è stato possibile stabilire una diagnosi precisa sulle cause della malattia e quindi l’impostazione del programma terapeutico: il bambino ha difficoltà nella deambulazione e nell’ eloquio come conseguenza di una grave sofferenza neonatale. E’ nostra intenzione seguire il bambino anche dopo il suo rientro in Albania . Nel 2010 ci è stato richiesto un aiuto per una bambina dell’Ucraina, nata, con una grave malformazione: in pratica le manca tutto il padiglione auricolare destro con evidente danno estetico e funzionale. Dopo il nulla osta della Regione, il giorno16 giugno 2010 presso l’istituto Stomatologico di Milano la bimba è stata visitata da quattro specialisti, due chirurghi maxillo facciale, un otorino, un audiologo. La piccola, dell’età di 18 mesi, potrà essere operata presso il suddetto nosocomio solo fra due anni, essendo necessario, qualche anno di età in più: la bimba è troppo piccola bisogna aspettare che cresca. Per ottenere il visto d’uscita dall’Ucraina si è dovuto compilare e firmare una garanzia in cui risultasse che la famiglia si sarebbe fermata solo temporaneamente e garantire, in contemporanea l’ assistenza in Italia. Comunque la bimba sarà rivista fra due anni per una nuova valutazione. La richiesta di questo intervento ci è pervenuta dai “servizi per gli immigrati “ del comune di Paullo. Nel 2011, dati 1000 euro ai genitori di un piccolo tunisino, sottoposto a trapianto midollare presso il reparto di onco-ematologia del Policlinico S. Matteo di Pavia. L’Associazione, in questo momento particolare, ha voluto mostrare la sua vicinanza alla famiglia intervenendo con questo piccolo aiuto. Su interessamento della nostra Associazione, la Fondazione Tirelli, a cui va un plauso, ha donato alla famiglia di un ragazzo affetto da grave forma di osteoporosi, la somma di Euro 3.500, per affrontare le spese per le cure del figlio.


L’Associazione è divenuta un punto di riferimento per tante famiglie con bambini diversamente abili, per cui sempre più frequente è la richiesta di aiuto sanitario. Queste richieste non provengono solo dal nostro mandamento, ma anche da famiglie extracomunitarie, specialmente del Sud America, che hanno conosciuto l’Associazione tramite volontari che operano in quelle zone. Per dare un’informazione più completa e far conoscere anche ai nostri sostenitori come interveniamo ed operiamo, citeremo alcuni esempi: Acquisto di una carrozzina particolare per facilitare l’autonomia di un bambino tetraplegico, che deve frequentare la scuola materna , (L’ASL fornisce solo una parte della somma richiesta.) Nell’anno 2000 abbiamo acquistato una carrozzina per una bimba cerebropatica ,brasiliana, per permetterle di raggiungere e frequentare la scuola; la mamma portava la bambina in spalla, dalla casa di residenza alla scuola, per un percorso lungo 8 km. La carrozzina è stata fatta costruire su misura all’Istituto Rizzoli di Bologna e quindi inviata in Brasile. Nel 2004, ci è stata segnalata la presenza nella “Casa San Danielito” nel Mato Grosso (Perù), la presenza di 22 bambini epilettici, praticamente senza alcuna cura specifica, per il loro male. In base ad alcune notizie, raccolte con grande fatica e del resto molto frammentarie, con i consigli di neuropsichiatri infantili dell’Istituto Neurologico Besta di Milano, sono stati preparati farmaci per ogni tipo di epilessia segnalato. Da allora i farmaci vengono inviati regolarmente ogni anno. Come noto i farmaci servono per il controllo delle crisi e da allora la situazione clinica dei ragazzi è notevolmente migliorata. Nell’anno 2005, sono stati inviati 4000 euro al piccolo ospedale argentino di Taco-Pozo, per l’acquisto di un ecografo di cui l’ospedale era privo. Gli abitanti di questa cittadina dovevano recarsi a 500 km di distanza per usufruire di questo servizio. Sempre nello stesso anno, tramite la CEI (Conferenza Episcopale Italiana), abbiamo elargito la somma di 5.000 euro per contribuire alla costruzione di un ospedale per bambini in Thailandia. L’imponente tsunami aveva sconvolto quel paese, arrecando gravi

danni alle infrastrutture e distruggendo anche alcuni degli ospedali esistenti. Il nostro contributo di 5.000 euro ha contribuito alla costruzione di un ospedale per bambini. Ci è stato assicurato, che una cameretta di quell’ospedale, sarà intestata alla nostra Associazione. Dall’ anno 2007 viene concesso un contributo di Euro 250,00 ad un ragazzo autistico, ogni volta che deve recarsi a Siena, per sottoporsi alla terapia necessaria. Tale nostra decisione è determinata soprattutto dal fatto, che il ragazzo in oggetto è stato inserito in un protocollo di ricerca con la sperimentazione di nuovi farmaci. Le ricerche, più recenti sul sistema nervoso centrale, basate sull’impiego della risonanza magnetica funzionale, hanno evidenziato nell’encefalo autistico consistenti alterazioni a carico del solco temporale superiore, che documentano una ipo. perfusione bitemporale, tanto più accentuata, quanto più grave è il deficit cognitivo. Questa è una scoperta di eccezionale importanza, in quanto dimostra che l’autismo non è una condizione funzionale dovuta alle “mamme frigorifero”, come si riteneva sino ad ora, ma a cause biologiche “vere e visibili”. Nell’anno 2009, è stato richiesto un contributo da una famiglia, per un bambino di 12 anni, affetto da una grave forma di osteoporosi. Il ragazzo è ancora in accertamento, presso vari ospedali. Per tutti questi ricoveri, i genitori hanno speso cifre ragguardevoli, per cui hanno chiesto un contributo all’Associazione che ha dato 1.000 euro. Sempre nel 2009 è stata soddisfatta la richiesta di farmaci anti-epilettici per un bambino dell’Ecuador affetto dalla “Sindrome di West”, una forma particolare di epilessia, che se non adeguatamente curata, porta verso uno stato vegetativo. I farmaci specifici, sempre su indicazione dei medici della N.P.I dell’Istituto Besta di Milano, sono stati subito inviati e verranno regolarmente spediti ogni 6 mesi. La cura durerà circa tre anni. Dalle poche notizie, che ci giungono, risulta un netto miglioramento delle condizioni cliniche. Nell’anno 2010, Padre Massimo ci chiede un aiuto economico per un bambino peruviano affetto da spina bifida; il contributo è destinato all’acquisto di medicinali; il direttivo ha deciso di donare la fornitura di medicinali per 6 mesi, per un importo di euro 1.200; in seguito si valuterà quale altro tipo di aiuto potremo dare, considerato che tale malformazione richiede interventi sia chirurgici, che protesici.

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FORNITURE MATERIALE SANITARIO A BAMBINI DIVERSAMENTE ABILI E A STRUTTURE OSPEDALIERE

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UN’OPERA DI GRANDE IMPORTANZA: APPARTAMENTO A PAVIA IN COMPROPRIETA’ CON UN’ALTRA ASSOCIAZIONE

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Fra le tante nostre iniziative, dobbiamo dire che una ci qualifica in modo particolare, in quanto è unica nel contesto degli interventi del volontariato Valtellinese; è vero che non siamo stati soli nella realizzazione di tale opera, i cui costi sono stati di tutto rispetto, ma l’unica Associazione inValtellina, a rispondere alla proposta dei promotori. Nell’anno 2001, l’Associazione ha contribuito all’acquisto e alla successiva ristrutturazione di un appartamento in uno stabile ubicato nelle immediate vicinanze del Policlinico San Matteo di Pavia, in via Noè n° 6. L’iniziativa era nata per ricordare il piccolo Quarenghi Paolo, affetto da grave leucemia e deceduto dopo una lunga sofferenza, presso il reparto pediatrico dell’ospedale di Morbegno. A nulla erano valsi due trapianti di midollo. Per ricordarne la memoria, su iniziativa di vari soci, nacque “l’Associazione Paolo Quarenghi”. Il Presidente dell’Associazione, Paolo Cioccarelli di Sondrio, a cui va riconosciuto il merito principale in quanto ha coordinato e diretto tutte le iniziative atte alla realizzazione di questa importante opera; in data 3 agosto 2000, aveva stipulato il contratto per l’acquisto di questo appartamento da ristrutturare, al costo di 115 milioni di lire (59.322 euro). Tale appartamento viene utilizzato per il temporaneo domicilio (gratuito) dei familiari, i cui bambini affetti da malattie onco-ematologiche, sono ricoverati presso il Policlinico S. Matteo di Pavia. Il 22 agosto 2001, l’appartamento completamente ristrutturato e arredato, costituito da una sala con angolo cottura e un divano letto, dai servizi e una camera matrimoniale, venne consegnato al reparto. L’appartamento è ubicato al piano rialzato dello stabile e si presenta molto bello e funzionale. Naturalmente alla raccolta del cospicuo importo, hanno partecipato, oltre alla nostra Associazione, altre meritevoli istituzioni: Lions Club Sondrio, il BIM, la Comunità Montana di Sondrio e la Iuventus Club di Sondrio. L’appartamento rimane comunque di proprietà dell’Associazione Quarenghi Paolo;. il Presidente dell’Associazione Amici del Bambino è componente del direttivo dell’Associazione Quarenghi Paolo; dal momento della consegna, non è rimasto libero per una sola notte.


ADOZIONI A DISTANZA I bambini, bisogna proprio dirlo, non sono cittadini di un paese, ma del mondo e ovunque ci sono bambini lì c’è la vita, la gioia ma anche sofferenza e problemi. L’Associazione, che è nata per i bambini, non poteva rimanere insensibile ai bisogni di quelli colpiti da calamità naturali o altro, anche se questi non appartenevano al nostro territorio; da qui sono nate le adozioni a distanza, cosa che molti conoscono ma che pochi, purtroppo, fanno. Così, a seguito dello tsunami in Thailandia, tramite padre Giacomo Urbani, Valtellinese di nascita, abbiamo adottato dieci bambini orfani. Il nostro contributo li aiuterà, oltre che a fornire loro il necessario per vivere, anche a farli studiare ed imparare un mestiere. Analoga cosa abbiamo fatto per due bambini, un maschio ed una femmina, del Ghana; le Istituzioni di riferimento,ci tengono informati sui progetti scolastici e di crescita di questi ragazzi, mandandoci fotografie e informazioni di vario tipo.

Progetti per interventi sul disagio scolastico. La nostra collaborazione con le scuole, tesa a contrastare e ridurre il fenomeno del disagio nell’ambito scolastico, ha inizio nel 2001. In quell’anno il progetto denominato Prisma ha coinvolto 60 ragazzi ed è stato attuato presso la Scuola elementare del 1° Circolo di Morbegno, in collaborazione con il Muschio, Associazione che si occupa di disabili. Il progetto ha usufruito del contributo previsto dalla legge Regionale n° 23 del 1991. Nell’anno scolastico 2002/2003, il progetto è continuato con le medesime finalità, con una nuova denominazione: La Curiera. Sono stati coinvolti 80 bambini, fra Morbegno e Sondrio. Per la prima volta il progetto ha interessato anche alcune scuole del capoluogo, dove è stato molto apprezzato. Nell’anno scolastico 2005/2006, l’Associazione ottiene dalla Regione un contributo per realizzare un progetto dal nome Educare alla Diversità. Iniziato nei primi mesi dell’anno scolastico, viene completato nel 2006. Come si evince dal titolo, viene affrontato il tema della diversità nell’ambito della scuola. Viene attivato in diversi plessi scolastici del mandamento. E’ un percorso significativo, per affrontare in modo

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PROGETTO DI SUPPORTO ALLE SCUOLE

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intelligente i problemi non solo dell’infanzia, ma dell’intera vita. Si tratta in pratica di sviluppare la coscienza dell’identità, aumentare la consapevolezza e il rispetto della propria e altrui diversità, stimolando nei ragazzi la formazione di una personalità flessibile. Nel complesso sono stati coinvolti 250 bambini nelle varie scuole dell’Istituto Comprensivo di Delebio. Nel corso del progetto , viene spiegato ai bambini il senso della diversità, attraverso esperienze ludiche, sensoriali, emozionali, esaminando le loro preferenze e le loro avversioni, per poi confrontarle con quelle dei compagni. Il progetto scolastico ha incontrato notevole consenso, sia da parte del corpo insegnante, che da parte dei genitori, tanto da chiedere la continuazione del medesimo negli anni successivi e il coinvolgimento di un numero maggiore di classi. Nell’anno scolastico 2006/2007, è stato realizzato il progetto Stare bene insieme: lo scopo di questo progetto era quello di promuovere il benessere dei bambini nel loro contesto di vita. Gli insegnanti riscontrano nei loro bambini sempre più difficoltà d’ascolto, intolleranza alla noia, incapacità di controllo delle emozioni e degli impulsi e, nei ragazzi più grandi, il calo delle motivazioni. Lo scarso senso d’appartenenza al gruppo, la fragilità rispetto ai conflitti di adattamento, per non parlare di quel fenomeno di cui oggi tanto si parla, ma con cui, da anni, le scuole stanno facendo i “conti”, che è il “bullismo”: sono i segni profondi di questo disagio. Gli insegnanti chiedono pertanto un supporto per promuovere nei loro alunni lo sviluppo di adeguate abilità emotive e relazionali, accanto all’aiuto e ai suggerimenti, per gestire la complessità delle dinamiche relazionali delle classi. I genitori, che incontriamo nel corso delle serate di presentazione dei progetti, ci portano da un lato la crescente difficoltà di accogliere, decodificare e contenere le conflittualità tipiche della crescita dei loro figli e dall’altro il desiderio di aver più occasioni per confrontarsi fra di loro e con personale specializzato per avere suggerimenti pratici che li supportino nello svolgimento del loro ruolo. L’ orientamento metodologico di fondo, si ispira alle tecniche di educazione socio-affettiva, che promuove nelle scuole attività volte non solo all’educazione della sfera cognitiva delle persone, ma anche quella sociale e affettiva. La nostra Associazione si è proposta, pertanto, di

promuovere nelle scuole percorsi di sviluppo di quelle capacità individuali, che si configurano come fattori di protezione e promozione del benessere: consapevolezza di sé, intelligenza emotiva, creatività, progettualità, capacità di continui rapporti significativi con gli altri, senso di appartenenza e coesione accanto a occasioni e spazi di ascolto dedicati ad insegnanti e genitori. Il progetto è stato realizzato entro la fine dell’anno scolastico 2006/2007 e ha coinvolto oltre 400 alunni. Il costo dell’operazione è stato finanziato con un contributo della regione Lombardia e della Fondazione del Credito Valtellinese. Nell’anno scolastico 2008/2009 è stato realizzato il progetto scolastico Orizzonte; nonostante il nostro progetto non abbia ottenuto i finanziamenti nella quota richiesti, abbiamo ricevuto, comunque, dalla Regione un contributo sufficiente, per attuarlo ugualmente, anche se solo nelle scuole di Morbegno 2, Traona e Delebio, tutte direzioni molto interessate ai nostri progetti. Questo è il terzo anno consecutivo, che la nostra Associazione propone un progetto nell’ ambito degli interventi volti a combattere il fenomeno della dispersione scolastica. Come indicato dalla stessa Legge 23/99, i progetti che si prefiggano questo obiettivo, devono essere rivolti a sostenere i percorsi formativi dei minori, aiutandoli a maturare responsabilmente la piena consapevolezza della propria persona e della propria capacità, anche in vista del raggiungimento del successo formativo. Appare quindi subito chiaro, dalle stesse linee guida della legge, che la consapevolezza di sé e la valorizzazione delle capacità individuali sono considerati due fattori fondamentali, da una parte, di prevenzione della dispersione e del disagio, dall’altra di promozione del successo formativo e del benessere personale. Lo sviluppo globale del bambino può essere disturbato e ostacolato da una serie di difficoltà, che determinano un disagio, che può coinvolgerlo sia a livello di apprendimento che relazionale. Le forme di disagio, che più frequentemente vengono registrate dagli insegnanti sono le difficoltà di adattamento alla vita scolastica: la labilità nell’attenzione/concentrazione, l’aggressività, l’impulsività, la scarsa capacità riflessiva, un basso livello di tolleranza alla frustrazione , intolleranza alle regole, ansie, insicurezza, scarsa motivazione, scarsa capacita di iniziativa. Tale disagio si configura come una delle variabili del rischio di dispersione, - per dispersione possiamo


L’apprendimento scolastico è frutto di un processo interattivo risultante da una serie di variabili che intervengono in una situazione di insegnamentoapprendimento. II successo scolastico di un bambino non è frutto solo delle proprie capacità individuali e cognitive, ma dipende anche dal contesto scolastico e dal ruolo svolto dalla famiglia nell’accompagnare il bambino durante il suo percorso formativo. Partendo da questi presupposti, gli obbiettivi che il progetto si era prefissato di raggiungere erano: promuovere lo sviluppo integrale del bambino; fornire un sostegno e supporto agli alunni che presentino difficoltà scolastiche; rafforzare le abilità e le competenze acquisite nei bambini che non manifestano difficoltà specifiche; migliorare la qualità della permanenza a scuola dei bambini, il loro percorso formativo ed arricchire la loro sfera emotiva- motivazionale; prevenire la dispersione scolastica e favorire un processo efficace di apprendimento attraverso azioni mirate al rafforzamento delle capacità individuali e cognitive; offrire una formazione tecnico-specifica a quegli insegnanti che intendono dotarsi di conoscenze e competenze da poter spendere a favore degli alunni con difficoltà; fornire ai genitori strategie operative che li possano aiutare nel seguire i figli nei compiti a casa e migliorare la qualità delle relazioni con i figli e la scuola. L’esperienza è stata positiva ed i genitori ne hanno richiesto la continuazione.

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intendere tutti quei fattori che modificano il regolare svolgimento del percorso scolastico di uno studente. Per prevenire la dispersione scolastica e il disagio, la scuola deve dunque rafforzare la sua azione orientante: l’orientamento infatti è la risposta più adeguata alla dispersione - orientamento significa proprio “conoscere e conoscersi per scegliere”. Sono stati nel complesso coinvolti 180 bambini dai 4 ai 10 anni ed inoltre è stato tenuto un corso di formazione per i genitori; l’hanno frequentato in 40. Riteniamo di aver raggiunto, in buona parte, gli obiettivi fissati: incremento del senso di efficacia personale dell’alunno, dell’insegnante e del genitore; ampliamento delle strategie di gestione delle problematiche relazionali, aumento della qualità delle relazioni nel contesto scolastico: tra alunni, tra insegnanti e alunni, tra insegnanti e genitori, tra genitori; sono stati individuati anche dei percorsi e delle iniziative in continuità con il progetto, volti alla promozione del benessere psicologico e socio-affettivo. Nell’anno scolastico 2009/2010, è stato realizzato un progetto scolastico dal titolo A scuola con successo: anche per questo è stato chiesto ed ottenuto un contributo dalla regione Lombardia, ed in più è sopraggiunto anche un contributo del BIM; il tutto ha consentito di portare avanti l’iniziativa senza problemi. II progetto è maturato dall’analisi dei bisogni effettuata nel contesto scolastico, in cui l’Associazione “Amici del Bambino” aveva operato negli anni precedenti. Questa analisi ha messo in evidenza come nella Scuola ci siano molti alunni che, pur non avendo un disturbo specifico certificato dell’apprendimento, hanno difficoltà a livello scolastico e ciò comporta, una riorganizzazione del lavoro in classe, con un notevole impegno da parte degli insegnanti, a scapito del normale svolgimento dell’attività didattica.

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CHI FINANZIA L’ASSOCIAZIONE ?

PERIPEZIE PER UNA SEDE DEFINITIVA L’Associazione, come risulta dall’atto costitutivo, è nata ospite del reparto di pediatria dell’Ospedale Civile di Morbegno; sede transitoria in attesa di una sede definitiva dove poter operare. Eravamo nell’ambiente adatto: andare incontro ai bambini partendo dal reparto a loro destinato, sembrava di buon auspicio e, visto col senno di poi, lo è stato sul serio. Le difficoltà della neonata Associazione, per la ricerca di un posto, non furono poche, anche perché bisognava contemperare la funzionalità dei locali con i costi. Dobbiamo dire grazie alle “Dame di San Vincenzo” che nel 1998 ci ospitarono, temporaneamente, nella loro sede situata nel palazzo Malacrida; non era la soluzione ideale ma l’ospitalità fu provvidenziale e molto gradita. A fine 98, il Comune di Morbegno ci mise a disposizione un’ampia sala nell’ex convento di Sant’Antonio; avevamo molto spazio, comodo per raccogliere il vario materiale da distribuire ai richiedenti. Purtroppo la tranquillità durò poco, perché sul finire del 1999, ci fu comunicato che l’edificio sarebbe stato ristrutturato, per cui avremmo dovuto cercare un’altra sede. La ricerca, non semplice, finalmente portò a trovare una sede soddisfacente, in via Martello 8 e, dopo aver espletato le formalità burocratiche per il cambio di indirizzo, divenne il nostro ritrovo operativo. Questa sede offriva vari spazi, molto utili per il ricevimento del pubblico, la distribuzione di materiale di vario genere alle famiglie nel bisogno che ne facevano richiesta e per le riunioni degli organi statutari dell’Associazione. Questa è rimasta la nostra sede ancora oggi ed è il punto di riferimento per tante persone. La sede è aperta ogni martedì e venerdì, dalle 15.00 alle 17.00, per ricevere il pubblico.

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Parlando di risorse, potremmo anche noi esclamare come Renzo Tramaglino, di Manzoniana memoria: La c’è la Provvidenza!. La prima provvidenza sono i nostri, tanti sostenitori e in primo luogo i soci col versamento delle quote associative, diversificate a seconda che uno sia socio simpatizzante, ordinario o sostenitore. Un particolare rilievo, riveste il “Punto Vendita”, situato in via Garibaldi dove, una volta, esisteva la “mitica” tipografia Mattei, da anni chiusa. La posizione dove si trova questo negozio è sicuramente privilegiata; un punto di passo continuo del pubblico di tutte le età e di tutti i gusti e tutti, volendo, vi possono trovare qualche cosa che li soddisfi. Vi sono esposti simpatici e ben fatti oggetti da regalo, anche in pasta e sale, di vario tipo, adatti in particolare per compleanni, onomastici, battesimi ed anche matrimoni. Questo è un punto caro all’Associazione, infatti oltre che essere un punto vendita, serve anche a pubblicizzarla. Il successo che ha questo negozio, lo dobbiamo a due volontarie d’eccezione, le sorelle Caterina e Aurelia Nicolini, le quali, con molta generosità e altruismo, a volte coadiuvate da altre volontarie, svolgono un lavoro meticoloso molto utile all’Associazione. Accanto a queste fonti, dobbiamo ricordare che tante volte l’Associazione beneficia anche di proventi frutto di iniziative organizzate da privati cittadini, da Enti o altre Associazioni. Non possiamo non esprimere il nostro plauso e la nostra riconoscenza alla Marvel Snow di Sondrio, che per due anni di seguito ha organizzato uno spettacolo, devolvendo parte dell’incasso alla nostra Associazione. Molto apprezzata nel 2010 l’iniziativa del personale del Bar del ristorante” La Brace” che ci ha donato il ricavato della vendita di un calendario speciale da loro stessi realizzato. Non mancano altri mecenati e generosi cittadini che preferiscono dare il loro contributo “in punta di piedi” ma danno, consapevoli che il loro gesto servirà a riportare un po’ di serenità in qualche cuore. L’Associazione è grata a tutti per la solidarietà e gli incoraggiamenti che riceve, ma la nostra gratitudine non avrebbe senso se non fosse accompagnata dal sorriso riportato sul volto di un bambino.

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RASSEGNA STAMPA

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MANI TESE AI BAMBINI BISOGNOSI Si è costituita il 6 settembre 1995 a Morbegno, con sede provvisoria nel reparto di pediatria dell’Ospedale Civile di Morbegno, l’Associazione di volontariato “Amici del Bambino”, che si occupa del disagio sociale e fisico dei bambini da 0 a 14 anni e si prefigge lo scopo di promuovere e di realizzare tutte le iniziative atte alla tutela del bambino che necessiti sia di ricovero ospedaliero che di interventi in ambito familiare ed istituzionale. Essa collabora con L’UNICEF, con altre associazioni a livello locale, con gli enti pubblici, con la USSL e con chiunque voglia mettere il bambino al centro della propria attenzione. E’ un’ associazione di volontari: mamme, insegnanti in pensione e non, personale medico e infermieristico e giovani sensibili ai problemi sociali, che cerca di rispondere in maniera concreta ai problemi e alle difficoltà di cui viene a conoscenza e si impegna a dare il suo contributo per la difesa dei diritti spesso calpestati dei bambini. l’Associazione si finanzia esclusivamente attraverso le quote associative ed eventualmente le donazioni di enti e privati. L’Associazione si è collegata e collabora con enti privati, altre associazioni di volontariato, enti pubblici (Comuni Servizi Sociali - ospedale) e con privati cittadini. L’ obiettivo prioritario, accanto ad azioni di pronto intervento su bisogni molto concreti ed urgenti di singoli casi, è quello di promuovere e mantenere lo stato di benessere del bambino, in tutte le sue forme. Nel prezioso pianeta del volontariato e della solidarietà questa nuova associazione occupa sicuramente un posto importante. Il bambino infatti, nella globalità dei suoi problemi, non era stato preso in considerazione da nessun gruppo in maniera così specifica. L’ intervento sui bambini ci auguriamo serva a modificare anche il mondo dei grandi che con loro interagiscono, al punto da creare una cultura centrata sull’attenzione alla qualità della vita, in generale, ma soprattutto a vantaggio delle fasce più deboli e i bambini appartengono a queste”. Viviamo sempre più in una società fatta di adulti e di anziani in cui lo spazio per l’infanzia viene man mano compresso dai ritmi frenetici della vita quotidiana. Sono tante le situazioni di disagio economico, familiare, sociale, che non sempre vengono alla luce, vuoi per il

timore di parlarne, vuoi per i troppi passaggi burocratici che si frappongono, per questo era necessaria una rete di solidarietà concreta e immediata per la tutela del bambino. Ma è Giuseppe Zecca, primario del reparto pediatria dell’ospedale di Morbegno, socio fondatore e promotore dell’iniziativa, ad aggiungere qualcosa in più. “Vede - ci dice - ci sono tanti gruppi meritevoli, che si occupano solo in modo settoriale dei bambini, il nostro obiettivo, invece, è quello di individuare nel loro ambiente momenti di difficoltà economica, scolastica o necessità di ricovero in ospedale”. L’associazione ha per oggetto lo studio, la promozione e la realizzazione di tutte le iniziative che tutelino il bambino che necessita di ricovero ospedaliero o di interventi nell’ambito familiare e istituzionale, (Cosi recita un articolo dello statuto). Su un terreno più concreto si punta alla realizzazione di attività ludiche e creative nei reparti pediatrici, dove spesso i bambini rimangono da soli - per - parecchie ore della giornata. “ Inoltre - continua Giuseppe Zecca - intendiamo promuovere il miglioramento del personale medico, infermieristico che più di altri ha rapporti coi bambini. Diversi poi sono i campi d’intervento: dall’aiuto alle mamme che hanno piccoli ricoverati e che non possono accudirne altri a casa, al supporto di spese scolastiche. Anche di questo si fa carico l’Associazione che può offrire collaborazione e sostegno. Altro ambito di intervento sono le famiglie di immigrati: nascono in media due bambini al mese, afferma il dott. Zecca, e spesso non hanno neppure il denaro per comprare il latte in polvere e la biancheria; qualcuno se ne deve pur fare carico.”

II Giorno, novembre 1995

UN’ASSOCIAZIONE PER DIFENDERE I DIRITTI DEI FANCIULLI CON DISAGI Il sodalizio avrà la sua sede operativa a palazzo Malacrida, utilizzando la sede dell’ associazione “ Dame di S. Vincenzo “ , messa gentilmente a disposizione. E’ nata una nuova associazione di assistenza sociale privata, che si occupa del disagio sociale e fisico dei bambini. Si chiama “ Amici del Bambino” e si prefigge lo scopo di “studiare - spiegano i componenti del sodalizio -, promuovere e realizzare tutte le iniziative atte alla tutela del bambino che necessiti sia di ricovero ospedaliero

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La Provincia di Sondrio, settembre 1995

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che di interventi in ambito familiare e istituzionale.” L’ Associazione è nata, in sostanza, con l’obiettivo di far rispettare i diritti del bambino nell’interesse di garantire il pieno ed armonioso sviluppo della sua personalità. “Considerato che, in conformità ai principi proclamati dallo Statuto delle Nazioni Unite, - si sostiene in Associazione - il riconoscimento della dignità umana costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace.” L’Associazione è interessata a collaborare con gli enti pubblici, le Ussl e con chiunque voglia mettere il bambino al centro della propria attenzione. Questa Associazione di volontari, avvalendosi di personale qualificato, cerca di rispondere in maniera concreta ai problemi che questi bambini hanno e alle difficoltà che incontrano nell’ ambito sociale e istituzionale. Procurare i mezzi per lo svolgimento di attività ludiche e ricreative, agevolare l’acquisizione di presidi tecnici sempre più moderni ed efficaci per la diagnosi ed il trattamento delle malattie infantili, promuovere l’aggiornamento del personale medico ed infermieristico: sono questi i principali obiettivi degli “Amici del Bambino”. Un sodalizio importante che potrà certamente dare un contributo alla difesa dei diritti, spesso calpestati, dei bambini. Il problema dei fanciulli maltrattati non è solo una caratteristica delle periferie delle metropoli. Purtroppo sta drammaticamente sviluppandosi anche in Valtellina, dove fino a qualche tempo fa non lo si poteva nemmeno immaginare.

II Giorno, marzo 1996

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“UNA FESTA PER TUTTI - FESTINCONTRO 1996”

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Nuove realtà si affacciano nel variegato mondo dell’impegno sociale. Gruppo Primavera - Gruppo Anffas Bassa Valle - Anffa Sondrio -Associazione Amici Del Bambino - Aias Sondrio - Amici Del Venerdi’ Chiavenna Coordinamento Famiglie Disabili Bormio - Handy Sport Livigno. Domenica 10 marzo si e tenuta presso “La Bussola” di Verceia una festa organizzata dal gruppo Handicap & Volontariato della provincia con il contributo e la collaborazione del sig. Ligari, proprietario del locale, e di tutto il personale. E’ stato un vero successo per questa iniziativa senza precedenti che i gruppi di volontariato hanno voluto con lo scopo di coinvolgere le persone ai problemi e alle

esigenze dei bambini portatori di handicap e dell’infanzia in generale e di sensibilizzare in questo senso la società, affinché i bambini siano sempre più al centro dell’ attenzione degli adulti. La festa ha voluto essere ed è stata un’occasione di incontro per promuovere e rafforzare il concreto impegno di tutti nel sociale, in una cornice di allegria e festosità. I vari gruppi organizzatori della festa hanno dato la loro preziosa opera di aiuto, sostegno e solidarietà a favore dei disabili e dei bambini con problematiche diverse Fra tutte le organizzazione di volontariato intervenute, degna di particolare nota è la neonata Associazione Amici del Bambino con sede a Morbegno, alla quale si può rivolgere chiunque avesse bisogno o fosse a conoscenza di situazioni di disagio. L’ Associazione rappresenta una risposta concreta all’esigenza che si avvertiva da tempo nella nostra provincia di un gruppo di volontari che si occupasse dei problemi e dei disagi del bambino nella sua globalità. Di essa possono farne parte tutti coloro che ne condividano le finalità, esclusivamente umanitarie. Scopi dell’Associazione, come risulta dallo Statuto, sono: “lo studio, la promozione e la realizzazione di tutte le iniziative atte alla tutela del bambino che necessiti sia di ricovero ospedaliero che di interventi in ambito familiare e istituzionale”. “Interessare e coinvolgere con ogni mezzo, più appropriato possibile, gli enti pubblici, le USSL, i mezzi di informazione e la società in genere, ai problemi e alle necessità del bambino, procurare i mezzi per lo svolgimento di attività ludiche e ricreative nei reparti pediatrici”. “Agevolare l’acquisizione di presidi tecnici sempre più moderni ed efficaci per la diagnosi e il trattamento delle malattie infantili”, “promuovere la collaborazione con altre associazioni e movimenti aventi finalità affini alle proprie”; infine “promuovere l’aggiornamento del personale medico e infermieristico”.

La Provincia di Sondrio, aprile 1996

GLI “AMICI DEL BAMBINO” CONTRO IL DISAGIO E LE NUOVE POVERTÀ. Dalla parte dei più piccoli Interventi e soluzioni pratiche per le famiglie in situazioni difficili. L’Associazione ha cominciato la sua attività negli ultimi mesi dello scorso anno. Nata con l’obiettivo di aiutare i più piccoli che vivono in


Centro Valle, dicembre 1996

NATALE DI SOLIDARIETA PER CHERNOBYL “Anch’io per i bambini di Chernobyl” è lo slogan che da alcune settimane si ripete nei negozi di Morbegno e in molti uffici. L’iniziativa parte dall’Associazione Amici del Bambino, da Morbegno Promotion e dal Comune di Morbegno. Lo scopo è di raccogliere fondi per ospitare, questa estate, un gruppo di bambini di Chernobyl a Morbegno. “Siamo molto soddisfatti e fiduciosi - ci ha dichiarato Mario Rovagnati di Morbegno promotion. In questo mese numerose sono state le adesioni e tanta la sensibilità dimostrata nei confronti di questa iniziativa che caratterizzerà il Natale morbegnese. Contribuisce alla raccolta fondi specialmente Annalisa Corti in Cavalli che, con tanto impegno sta coordinando le numerose iniziative in programma: • giovedì 19 Dicembre appuntamento benefico musicale al Gran Caffé di vi Stelvio, ore 21 concerto della Jazz Band di Antonio Speziale, • sabato 21 Dicembre, per le vie del centro si terrà il mercatino dei bambini: si vendono, si offrono e si scambiano libri, giocattoli e altro. • domenica 22 Dicembre. assaggi gastronomici per le vie del centro e lotteria di solidarietà con scambio degli auguri di Natale • per i più fortunati il 7 gennaio 1997 alle ore 12.40 diretta su Radio Rezia per l’ estrazione dei biglietti vincenti della Lotteria di solidarietà.

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situazioni difficili, sia esse economiche che familiari e di intervenire attraverso una rete capillare di solidarietà, la dove per i servizi pubblici è, spesso, più difficile essere presenti o conoscere da vicino alcune realtà di disagio, l’associazione promossa da Giuseppe Zecca, primario di pediatria dell’ ospedale di Morbegno, è riuscita in questi primi mesi di attività a consolidare la sua presenza sul territorio. Dopo un avvio non certo facile, per l’incertezza d’intraprendere un lavoro che richiede grande sensibilità ed equilibrio, le volontarie del gruppo che seguono in questo momento alcune situazioni difficili, dicono:”Ci interessiamo delle più diverse situazioni, in particolare di famiglie dove vi sono bambini con gravi malattie. Se la madre è impegnata nella cura costante e quotidiana di un figlio e non ha supporti familiari, diventa allora difficile per lei seguire anche le pratiche quotidiane, “di solito riusciamo a conoscere le diverse situazioni grazie a segnalazioni. Prima di intervenire verifichiamo direttamente la loro fondatezza. Il nostro lavoro comunque si svolge in collaborazione con le istituzioni; per esempio chiedendo l’intervento dell’assistente sociale oppure di altre associazioni come la Croce Rossa. Gli Amici del Bambino rivolgono la loro attenzione anche al mondo degli immigrati. “Interveniamo direttamente con alimenti e indumenti, in favore dei neonati, figli di immigrati ecc. I problemi maggiori per gli extracomunitari sono i soliti: lavoro, case piccolissime dove vivono numerose persone stipate in due locali. Spesso non riescono neppure a pagare la bolletta della luce o del gas.” Insomma nuove povertà che affiorano anche nella nostra provincia. Ma accanto al disagio materiale non mancano neppure i casi di convivenza difficile, a volte intrisi di violenza, che hanno ripercussioni negative sui bambini. I componenti dell’ Associazione pensano anche al futuro con proposte concrete. Si è discusso della possibilità di favorire i bambini con gravi handicaps, i quali devono sottoporsi a visite periodiche fuori provincia. Di qui l’ipotesi di avere sul territorio le figure specialistiche competenti. Oppure attivarsi perché bambini con handicap possano trovare presso strutture sanitarie italiane una risposta adeguata. Una seconda iniziativa si prefigge di trovare coppie disponibili ad ospitare per un tempo brevissimo bambini, i cui genitori sono costretti ad assentarsi per qualche giorno.

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Responsabile Contabilita’ Onda Acquistapace Responsabile banco alimentare Sabrina Del Nero Operazione Chernobyl Micaela Rralli Rapporti con enti pubblici/privati Micaela Tralli Rapporti con enti statali Bruna Affilastro Attivita’ promozionale Paola Passerini Rapporti con istituzioni scolastiche Giuseppe Zecca Addetto stampa Antonio Rivolta Responsabile ricerca sponsor Agostino Bianchini Raccolta indumenti articoli infanzia e testi scolastici Annalisa Corti Micaela Cavenaghi

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DIRETTIVO

Raccolta adesioni soci e volontari Romano Pedrolini Santi Perforati

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Azioni di sostegno scolastico Sabrina Del Nero Annalisa Marconi Bukarova Svetlana

L’ORGANIZZAZIONE

1995 – Nascita Dell’associazione Presidente: Bruna Massera Vice-Presidente: Enrica Gualzetti Segretaria: Onda Acquistapace Tesoriere: Santi Perforati 1996 Presidente: Bruna Massera Vice-Presidente: Enrica Gualzetti Segretaria: Onda Acquistapace Tesoriere: Santi Perforati 1997 Presidente:Bruna Massera Fino Al 09 Giugno-1997 Fiorenzo Bertoli dal 09 Giugno-1997 Giuseppe Zecca dal 04 Dicembre-1997 Vice-Presidente: Enrica Gualzetti Segretaria: Onda Acquistapace Tesoriere: Santi Perforati Dal 1998 al 2000 Presidente: Giuseppe Zecca Vice-Presidente: Enrica Gualzetti Segretaria: Onda Acquistapace Tesoriere: Perforati Santi 2001 Presidente: Giuseppe Zecca Vice-Presidente: Enrica Gualzetti Segretaria: Onda Acquistapace Tesoriere: Santi Perforati Dal 2002 Al 2011 Presidente: Giuseppe Zecca Vice-Presidente: Santi Perforati Segretaria: Onda Acquistapace Tesoriere: Sabrina Del Nero


DENOMINAZIONE – SEDE – DURATA – FINALITA’ Art. 1 E’ costituita un’associazione denominata “ASSOCIAZIONE AMICI DEL BAMBINO”, quale organizzazione di volontariato per lo svolgimento dell’attività dei propri aderenti in modo personale, spontaneo, gratuito ed esclusivamente per i fini di solidarietà. Art. 2 L’Associazione ha sede in Morbegno, presso il reparto di pediatria dell’Ospedale Civile in Piazza Sant’Antonio. Art. 3 La durata dell’Associazione è a tempo indeterminato. Art. 4 L’Associazione è apartitica, apolitica, aconfessionale, non ha scopo di lucro ed ha esclusivamente finalità umanitarie, Essa è, infatti, costituita da persone liberamente associate, desiderose di tradurre in impegno concreto il loro senso morale e civile. Nello svolgimento della sua attività l’Associazione si avvarrà, pertanto, in modo determinante e prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti. OGGETTO Art. 5 L’Associazione ha per oggetto lo studio, la promozione e la realizzazione di tutte le iniziative atte alla tutela del bambino che necessiti sia di ricovero ospedaliero che di interventi in ambito familiare e istituzionale. A titolo puramente esplicativo e non tassativo l’Associazione dovrà: • interessare e coinvolgere con ogni più appropriato mezzo gli enti pubblici, le USSL, i mezzi d’informazione e la società in genere, ai problemi e alle necessità del bambino; • procurare i mezzi per lo svolgimento delle attività ludiche e ricreative nei reparti pediatrici; • agevolare l’acquisizione di presidi tecnici sempre più moderni ed efficaci per la diagnosi ed il trattamento delle malattie infantili; • promuovere la collaborazione con altre associazioni e movimenti aventi finalità affini alle proprie; • promuovere l’aggiornamento del personale medico e infermieristico Fare in genere, anche se sopra non specificato, tutto quanto sarà ritenuto necessario per il raggiungimento dello scopo sociale. SOCI Art. 6 L’Associazione si compone di un numero illimitato di soci, che possono essere ordinari ed onorari. Possono essere soci ordinari tutti coloro che, maggiorenni, condividano ed accettino le finalità e gli scopi dell’Associazione ed i modi di attuazione degli stessi. Il Consiglio direttivo può conferire la qualifica di socio onorario a coloro che abbiano particolari benemerenze verso l’Associazione. Art. 7 I soci sono tenuti ad osservare le disposizioni statutarie e regolamentari, nonché le direttive e le deliberazioni che, nell’ambito delle disposizioni medesime, sono emanate dagli organi dell’Associazione.

FONDO COMUNE Art. 9 Per il conseguimento degli scopi sociali e per sopperire alle spese di funzionamento l’Associazione ha un fondo comune, che sarà alimentato e costituito da: • quote sociali annue stabilite dal Consiglio direttivo e ratificate dall’Assemblea dei soci; • contributi dello Stato, della Regione, di Comuni, di Enti e Istituzioni pubbliche; • erogazioni liberali di soci e non soci (società, banche, enti privati, ecc.); • entrate derivanti da manifestazioni ed iniziative di vario tipo organizzate dall’Associazione stessa o da terzi a favore dell’Associazione; • donazioni. ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE Art. 10 Gli organi dell’Associazione sono: • l’Assemblea dei soci; • il Consiglio direttivo. Art. 11 L’Assemblea regolarmente costituita rappresenta l’universalità dei soci e le sue deliberazioni prese in conformità alla legge ed al presente statuto obbligano tutti i soci. L’Assemblea è il massimo organo deliberante. L’Assemblea: • esamina i problemi di ordine generale, fissa le direttive per l’attività dell’Associazione nonché discute e delibera sulla relazione annuale dell’attività sociale predisposta dal Consiglio direttivo; • approva il bilancio al 31 Dicembre di ogni anno predisposto dal Consiglio direttivo; • nomina i membri del Consiglio direttivo; • ratifica l’entità delle quote sociali annuali stabilite dal Consiglio direttivo; • approva gli eventuali regolamenti interni predisposti dal Consiglio direttivo; • delibera sulle modifiche dello statuto sociale predisposte dal Consiglio direttivo; • delibera sull’eventuale scioglimento dell’Associazione individuando le organizzazioni a cui devolvere il patrimonio residuo dell’Associazione. Art. 12 L’Assemblea è convocata presso la sede sociale o altrove, purché nel territorio nazionale, almeno una volta all’anno, entro il primo semestre. Inoltre, essa deve essere convocata ogni qualvolta ciò venga richiesto dal Presidente dell’Associazione o da un terzo del Consiglio direttivo o da un terzo dei soci. La convocazione è fatta dal Presidente dell’Associazione o da persona dallo stesso a ciò delegata mediante: • lettera semplice spedita ai soci almeno quindici giorni prima della data della riunione, oppure • pubblicazione dell’avviso di convocazione sul notiziario dell’Associazione spedito ai soci almeno quindici giorni prima della data della riunione, oppure • affissione dell’avviso di convocazione nella sede dell’Associazione almeno quindici giorni prima della data della riunione. L’avviso di convocazione deve contenere il luogo, la data e l’ora della riunione, sia in prima che in eventuale seconda convocazione e l’ordine del giorno. L’Assemblea può essere convocata in seconda convocazione in ora successiva dello stesso giorno della prima convocazione.

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LO STATUTO

Art. 8 La qualità di socio può venire meno per espulsione, per decadenza e per recesso volontario. L’espulsione e la decadenza sono deliberate dal Consiglio direttivo. Nel primo caso, per atti compiuti dal socio in contrasto a quanto previsto dal presente statuto o qualora siano intervenuti gravi motivi che rendano incompatibile la prosecuzione del rapporto associativo, sentito il socio interessato. Nel secondo caso, qualora siano trascorsi sei mesi dal mancato versamento della quota sociale annuale. Il recesso volontario si ha quando il socio comunica per scritto la rinuncia alla propria posizione di associato. I soci espulsi, decaduti, receduti o che comunque abbiano cessato di appartenere all’Associazione non hanno alcun diritto sul fondo comune e sul patrimonio dell’Associazione stessa.

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Art. 13 Hanno diritto di intervenire all’Assemblea i soci ordinari ed onorari; quelli ordinari devono essere in regola col versamento della quota sociale ed essere iscritti all’Associazione almeno un mese prima della data della riunione. Essi possono farsi rappresentare da altro socio mediante delega scritta. Non sono ammesse più di dieci deleghe alla stessa persona. Spetta al Presidente dell’Assemblea constatare la regolarità delle deleghe. Art. 14 Ogni socio ha diritto a un voto. In prima convocazione le deliberazioni dell’Assemblea sono prese a maggioranza dei voti presenti e con la presenza fisica o per delega di almeno la metà dei soci. In seconda convocazione le deliberazioni dell’Assemblea sono prese a maggioranza dei voti presenti, qualunque sia il numero degli intervenuti. Nel conteggio della maggioranza dei voti non si tiene conto degli astenuti. Per le modificazioni dello statuto occorre, sia in prima che in seconda convocazione, la presenza, in proprio o per delega, di almeno due terzi dei soci e le deliberazioni relative sono prese col voto favorevole della maggioranza dei voti presenti. Per deliberare lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del fondo comune e del patrimonio occorre, sia in prima che in seconda convocazione, il voto favorevole di almeno i tre quarti dei soci. Art. 15 L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione o, in sua assenza, da un membro del Consiglio direttivo designato dai presenti. Le funzioni di segretario sono disimpegnate dal segretario del Consiglio direttivo o, in sua assenza, da persona nominata dal presidente, che potrà essere anche un socio. Le deliberazioni prese dall’Assemblea saranno fatte constare da processo verbale firmato dal Presidente e dal Segretario.

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Art. 16 Il Consiglio direttivo è composto da un minimo di cinque ad un massimo di quindici membri eletti dall’Assemblea, che ne determinerà di volta in volta il numero. Il Consiglio direttivo ha il compito di promuovere e di attuare tutte quelle iniziative necessarie al conseguimento dell’oggetto sociale. Al Consiglio direttivo compete inoltre: • di assumere tutti i provvedimenti necessari per l’amministrazione ordinaria e straordinaria; • di organizzare il funzionamento dell’Associazione; • di predisporre il bilancio annuale, dal quale dovranno risultare tutte le entrate previste dall’art. 9 nonché il loro utilizzo, sottoponendolo poi all’approvazione dell’Assemblea corredato da una relazione sull’attività svolta dall’Associazione; • di stabilire l’ammontare delle quote sociali annuali dovute dai soci, da sottoporre poi alla ratifica dell’Assemblea; • di assumere personale dipendente, esclusivamente nei limiti strettamente necessari al funzionamento dell’Associazione. Il Consiglio direttivo può demandare ad uno o più consiglieri lo svolgimento di determinati incarichi, delegare a gruppi di lavoro lo studio di determinati problemi e rilasciare procure speciali per singoli atti o categorie di atti.

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Art. 17 Il Consiglio direttivo nomina tra i suoi membri Il Presidente dell’Associazione, il segretario ed il tesoriere. Il Consiglio direttivo può predisporre appositi regolamenti interni che, conformandosi alle norme del presente statuto, dovranno regolare gli aspetti pratici e particolari della vita dell’Associazione. I regolamenti interni dovranno essere sotto posti all’approvazione dei soci, che delibereranno con le maggioranze dell’Assemblea ordinaria. Art. 18 I membri del Consiglio direttivo durano in carica tre anni e sono rieleggibili. Tutte le cariche sociali sono a titolo gratuito. Se vengono a mancare uno o più consiglieri, il Consiglio direttivo provvede a sostituirli, nominando al loro posto il socio o i soci che nell’ultima elezione assembleare seguirono nella graduatoria della votazione. In ogni caso i nuovi consiglieri scadono insieme a quelli che sono in carica all’atto della loro nomina. Se vengono a mancare consiglieri in numero superiore alla metà, il Presidente deve convocare l’Assemblea per nuove elezioni.

Art. 19 Il Consiglio direttivo si raduna su invito del Presidente ogni qualvolta se ne dimostri l’opportunità, oppure quando ne facciano richiesta scritta almeno due membri del Consiglio stesso. Ogni membro del Consiglio direttivo dovrà essere invitato alle riunioni almeno tre giorni prima; in caso di urgenza, il Consiglio direttivo potrà essere convocato nelle ventiquattrore, anche telefonicamente. L’avviso di convocazione deve indicare gli argomenti posti all’ordine del giorno. Art. 20 Per la validità delle riunioni del Consiglio direttivo è necessaria la presenza della maggioranza dei membri in carica. La riunione è presieduta dal Presidente dell’Associazione o, in caso di sua assenza, da un membro del Consiglio a ciò designato dagli altri membri presenti. Le funzioni di segretario sono disimpegnate da segretario del Consiglio stesso o, in sua assenza, da persona designata da chi presiede la riunione. Le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti; in caso di parità prevale il voto di chi presiede. Delle deliberazioni stesse sarà redatto processo verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario. Art. 21 La rappresentanza dell’Associazione e la firma sociale spettano al Presidente. Il Presidente cura l’osservanza delle norme statutarie e regolamentari ed il corretto perseguimento dei fini dell’Associazione. Art. 22 Gli esercizi sociali si chiudono il 31 Dicembre di ogni anno. Alla chiusura dell’esercizio verrà redatto il bilancio, che dovrà essere sottoposto all’approvazione dell’Assemblea entro il primo semestre dell’anno successivo. SCIOGLIMENTO Art. 23 In caso di scioglimento dell’Associazione nei modi previsti dall’art. 14, i beni che residueranno dopo l’esaurimento della liquidazione saranno devoluti ad altre organizzazioni di volontariato operanti in identico o analogo settore. RICHIAMO ALLE DISPOSIZIONI DI LEGGE Art. 24 Per i casi non previsti dal presente statuto si fa riferimento alle disposizioni delle leggi vigenti. (seguono firme) REGOLAMENTO INTERNO Art. 1 – ORGANIZZAZIONE Come previsto dall’art. 17 dello statuto sociale, il consiglio direttivo nomina tra i suoi membri, il presidente, il segretario ed il tesoriere. La carica di segretario e quella di tesoriere possono essere cumulate. Per il conseguimento degli scopi sociali, il consiglio direttivo assegna i seguenti incarichi ad uno o più membri del consiglio stesso: 6) Presidente; 7) segretaria generale; 8) tesoreria; 9) volontario attivo; 10) didattica medica; 11) attività ludiche; 12) attività assistenziali; 13) manifestazioni e spettacoli; 14) stampa e propaganda; 15) pubbliche relazioni; 16) autofinanziamento. Art. 2 – PRESIDENTE Il presidente sovrintende all’attività dell’associazione, dandole impulso e sorvegliando la gestione economica; si rende interprete delle delibere del consiglio direttivo e ne controlla l’esecuzione. Il presidente dispone con firma libera dei conti bancarie postali (fondo comune) dell’associazione, dando rendiconto del suo operato al consiglio direttivo.


Art. 4 – IL TESORIERE Il tesoriere gestisce i conti correnti bancari e postali e la cassa per le spese correnti. Tiene la contabilità dell’associazione, comunicando periodicamente il dettaglio delle entrate e delle uscite, nonché il relativo saldo finanziario, al presidente. Al 31 dicembre redige il bilancio annuale, che, dopo approvazione da parte del consiglio direttivo, deve essere presentato all’assemblea dei soci. Il consiglio direttivo può delegare al tesoriere la facoltà di disporre con firma libera dei conti bancari e postali (fondo comune) dell’associazione. Art. 5 – VOLONTARIO ATTIVO Questo servizio è organicamente affidato ad un responsabile. Questi provvede ad identificare tutte quelle persone che, nei campi più disparati daranno la propria disponibilità per le varie attività dell’associazione, nei tempi e nei modi che saranno concordati tra responsabile e volontari. Tutti i volontari saranno raccolti in un apposito elenco al fine di facilitare il reperimento delle “figure” di volta in volta richieste. Art. 6 – DIDATTICA MEDICA Il responsabile di questo servizio deve predisporre un programma annuale allo scopo di: • organizzare corsi informativi atti a divulgare informazioni e materiali che hanno utilità sociale e culturale per i bambini; • preparare dispense per ogni lezione tenuta nei corsi informativi; • segnalare libri da leggere; • informare e relazionare su congressi e/o conferenze riguardanti il problema del “bambino • in ospedale” e problemi di interesse più generale. AArt. 7 – ATTIVITA’ LUDICHE ( animazione – didattica) Questo servizio ha lo scopo di sensibilizzare tutti coloro che prestano opera di volontariato, sull’importanza del gioco come momento di aggregazione e di crescita dei bambini. A tale fine deve: • predisporre supporti ludici atti ad informare i bambini sugli strumenti, sulle persone e sui diversi aspetti della vita in ospedale; • collaborare all’organizzazione di festicciole e/o spettacolini decisi dall’associazione o in collaborazione con altre associazioni; • sovrintendere alla fornitura di giochi, cancelleria e addobbi ai vari reparti, a scuole o a singoli bambini che ne presentino necessità; • fornire supporto didattico nei casi in cui richiesto. Art. 8 – ATTIVITA’ ASSISTENZIALE Questo servizio ha lo scopo di fornire a bambini bisognosi, anche al di fuori del nostro mandamento, aiuti economici sia sotto forma di alimenti o abbigliamento, ma che possono anche avere forme diverse come il pagamento di rette a frequenze scolastiche, spese per trasporti, affitti, corsi di perfezionamento o altri. Le richieste saranno soddisfatte dopo approfondito esame per quanto riguarda la validità e le effettive necessità e compatibilmente con la disponibilità dell’associazione. Art.9 – MANIFSTAZIONI E SPETTACOLI Questo servizio ha i compito di organizzare rappresentazioni teatrali e cinematografiche, concerti, serate conviviali, ed ogni altro tipo di manifestazioni, contribuendo così alla divulgazione dell’associazione presso il pubblico ed alla raccolta di fondi da utilizzare per gli scopi sociali.

Art. 10 – AUTOFINANZIAMENTO Si comprendono tutte quelle iniziative finalizzate alla raccolta di fondi necessari al mantenimento dell’associazione. Art. 11 – STAMPA E PROPAGANDA Il responsabile della stampa e propaganda deve: • mantenere contatti con gli organi di informazione (giornali, riviste, radio, televisione, ecc.) al fine di far conoscere al grande pubblico l’associazione ed i suoi scopi; • partecipare a convegni e seminari che interessano l’obiettivo dell’associzione amici del bambino; • tenere rapporti con tutti coloro che desiderano avere informazioni sull’associazione. Art.12 – PUBBLICHE RELAZIONI Questo servizio deve: • studiare e perseguire ogni via e modo utili a dare impulso ed incremento all’attività sociale; • creare nuove relazioni presso le amministrazioni ospedaliere, gli enti pubblici, le società, i privati; • potenziare tutti quei canali di propaganda che ritiene validi per il raggiungimento di una capillare informazione. Art.13 – MODIFICHE Il regolamento interno potrà essere modificato al fine di tenerlo aggiornato all’evolversi dell’attività sociale ed alle trasformazioni che potrebbero intervenire nell’organizzazione sanitaria nazionale. Art.14 – APPLICAZIONE Il regolamento interno entra in vigore subito dopo la sua approvazione da parte dell’assemblea dei soci,

SOCI FONDATORI Lucia Digonzelli

Colico (LC)

Enrica Gualzetti

Morbegno (SO)

Bruna Massera

Morbegno (SO)

Giuseppe Zecca

Cosio Valtellino (SO)

Clotilde Manzoni

Dervio (LC)

Onda Acquistapace Annalisa Marconi Rita Zecca

Delebio (SO)

Morbegno (SO)

Morbegno (SO)

Albreto Gerosa

Morbegno (SO)

Santi Perforati

Morbegno (SO)

ASSOCIAZIONE AMICI DEL BAMBINO

Art. 3 – SEGRETARIO Il segretario deve: • preparare le riunioni del consiglio direttivo e dell’assemblea dei soci assistendo il presidente, o chi presiede in sua vece, durante le riunioni; • redigere e sottoscrivere, unitamente al presidente, i verbali delle riunioni del consiglio direttivo e delle assemblee dei soci; • curare tutte le pratiche di carattere particolare riguardanti l’associazione e quelle relative all’eventuale assunzione di personale dipendente retribuito; • incassare le quote sociali e le offerte effettuate in contanti, rilasciando le relative ricevute; • tenere un archivio dei soci, provvedendo al sollecito delle quote sociali scadute non ancora rinnovate.

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ASSOCIAZIONE AMICI DEL BAMBINO

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Morbegno Sede: Via Martello, 8 Tel 0342 614373 Negozio: Via Garibaldi, 12 Tel 0342 601066 www.amicidelbambino.org e-mail: amicidelbambino@libero.it


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