ovvero la lieve e tersa leggerezza al di fuori dal cielo
Eugenio Della Chiara
Venerdì 26 settembre - ore 18
FORCOLA fraz. SIRTA L’ALBERO DELLE FIABE Monti - Piloni
OTTOBRE
Sabato 4 ottobre - ore 21
DELEBIO
AZULEJOS
Scene dal Sudamerica e dalla Spagna
Trio Estampas
Sabato 11 ottobre - ore 21
TRESIVIO IL POLIEDRO DI PANDORA
Ovvero la solitudine del tempo a venire
Jorge A. Bosso
NOVEMBRE
Domenica 16 novembre - ore 18
MORBEGNO
PERCHÉ GLI OMAGGI CI
RENDONO PIÙ FELICI...
Omaggio a Morricone
Banda Barsotti
Giovedì 27 novembre - matinée
MORBEGNO
L’ALTRO MOZART
Azione scenica per attore ed ensemble di fiati
Wind Ensemble Orchestra
Filarmonica Ettore Pozzoli
DICEMBRE
Sabato 13 dicembre - ore 21
ROGOLO
UNA NOTTE DI LUCE
fate, elfi, folletti e miracoli
TrameSonore
Martedì 30 dicembre - ore 21
CHIESA IN VALMALENCO
UNA NOTTE DI LUCE
fate, elfi, folletti e miracoli
TrameSonore
con il sostegno del MiC e di SIAE nell’ambito del progetto “Per Chi Crea”
Ingressi: con offerta libera (contributo responsabile) esclusi: live di Alberto Fortis del 01.08 20 euro + prevendita platea numerata - 5 euro posto unico in piedi, acquistabile in loco a partire dalle 19.30 solo in caso di concerto all’aperto.
show A Todo Tango del 13.09: biglietto 10 euro, ridotto studenti 5 euro spettacolo Omaggio a Morricone del 16.11: biglietto 10 euro, ridotto studenti 5 euro
Per gli stage prenotazione obbligatoria al 347 4370595 info@seratemusicali.net www.seratemusicali.net
I concerti si svolgeranno anche in caso di maltempo nei luoghi segnalati in programma
TEAM ALPISONANTI
Ivana Zecca
direzione, segreteria artistica e coordinamento
Jorge A. Bosso compositore in residenza
Gloria Rabbiosi e Irene A. Zecca organizzazione e logistica
media partner
Prevendita biglietti: per live del 1 agosto ALBERTO FORTIS & Sentimental City Band sul sito www.seratemusicali.net e per lo show del 13 settembre A Todo Tango e lo spettacolo del 16 novembre Omaggio a Morricone presso Consorzio Turistico Porte di Valtellina e Consorzio del Mandamento di Sondrio oppure la sera del concerto a partire dalle 20.00
Direzione artistica: Ivana Zecca tel. 347 4370595 info@seratemusicali.net www.seratemusicali.net
Per informazioni:
Consorzio Turistico Porte di Valtellina p.zza Bossi 7/8 - Morbegno (SO) tel. 0342 601140 www.portedivaltellina.it infopoint@portedivaltellina.it
Mariapia Pedrazzini
social media marketing
Ivan Azzetti e Luca Zugnoni service audio luci
Mottarella Studio Grafico progetto grafico
Associazione Serate
con la collaborazione di:
I numeri sono divisi in categorie.
Numeri complessi, numeri reali, numeri razionali, numeri interi e numeri naturali. A loro volta, le classi in cui sono suddivisi sono smisurate, come incalcolabile è il numero di volte che ognuno di noi tenta, oppure ha provato, a varcare il fiume millenario che scorre nei nostri cuori.
Vorrei condividere con voi il mio desiderio di creare un’ulteriore categoria: i numeri emotivi. Perché nonostante la loro intrinseca natura astratta, i numeri ci rispecchiano, i numeri ci avvertono, e infine i numeri ci emozionano.
Molti anni e una grande quantità di energia ho dedicato –con il team di Serate Musicali ETS- a un progetto culturale che ho visto crescere lungo il tempo, spinta da un profondo amore per il mio territorio e il desiderio di condividere esperienze. La vostra risposta è la linfa vitale di questo processo. La vostra presenza è il motivo per cui una proposta culturale nella nostra valle possa acquisire una sua naturale legittimità.
I numeri emotivi hanno una natura differente. Sono parziali e soggetti al senno di ognuno di noi. Il nostro vissuto è essenziale al momento di dover esprimere un parere e plasmare la nostra quotidianità tramite una opinione. Perché le parole sono la nostra dimora, e i nostri pensieri i suoi incorporei custodi.
La prima edizione, anno 1992, comprese 2 concerti e 2 comuni. Il palinsesto di quest’anno offre 34 spettacoli (incluse le repliche), 25 comuni.
I numeri di questa edizione ci raccontano molto di più: 4 solisti internazionali sotto i trentacinque anni, 16 autori sotto i quarant’anni, 2 gruppi emergenti, 3 gruppi sotto i venticinque anni, 9 spettacoli multidisciplinari tra musica, danza e teatro, 2 coproduzioni, 4 nuove produzioni, 2 spettacoli per le scuole, 1 spettacolo per le residenze sanitarie assistenziali, 3 iniziative collaterali.
AlpiSonanti è uno spazio di condivisione e partecipazione, dove il gesto artistico si tramuta in spazio di crescita e inclusione. E tramutano in numeri emotivi nell’istante in cui acquisiamo consapevolezza del loro significato e valore.
Un disegno culturale a lungo termine richiede la riunione di una innumerevole quantità di fattori, e la collaborazione di tutte le risorse possibili, affinché si possa pervenire a uno stato di sana e robusta sostenibilità. Una azione che col passare degli anni, possa trascendere noi stessi e diventi parte caratteristica e primigenia del tessuto sociale. Quando i numeri naturali divengono numeri emotivi i nostri propositi si proiettano verso una dimensione che oltrepassa il nostro gesto. Ed esso si trasforma in punto di incontro.
Perché fin dall’inizio, ripetiamo una e mille volte: AlpiSonanti è punto d’incontro!
MUSICALI
Ivana Zecca Direttore Artistico
MORBEGNO 13 SETTEMBRE
In più occasioni, nella città di Buenos Aires si sente parlare di tango in quanto esercizio di libertà. Libertà di inventare e libertà di reinventarsi.
Probabilmente la bellezza del tango risiede nella costante e sempiterna evoluzione, avendo davanti come faro guida il suo passato. Le nuove generazioni interpretano il tango come riflesso del loro tempo presente e vivono con allegria e felicità la libertà che il tango propone. Dodici anni sono passati da quando i funambolici Hermanos Macana salirono sul palco del Tango Festival. In questa nuova edizione i ballerini Ricardo Cabrera, Jessika Santodomingo e Katia Azzarito ballano la tradizione all’insegna della contemporaneità. Il folklore e le danze argentine oltre il tango sono anche una caratteristica della loro poetica e percorso artistico.
Creatori del International Tango Day, il loro incontro nella prestigiosa accademia di Miguel Angel Zotto sigilla la memoria e la storia, alla continua ricerca del proprio cammino e luce di libertà.
Per gli stage
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
al 347 4370595 info@seratemusicali.net www.seratemusicali.net
Prevendita per lo spettacolo-concerto A Todo Tango presso:
Consorzio Turistico Porte di Valtellina e Consorzio del Mandamento di Sondrio
Per informazioni dettagliate:
Serate Musicali ETS
info@seratemusicali.net
www.seratemusicali.net
Facebook: ASSOCIAZIONE
SERATE MUSICALI
Instagram: alpisonanti
MORBEGNO
Auditorium e Chiostro Sant’Antonio
Sabato
13
Settembre Show, Stage e Milonga
Maestri: Ricardo Cabrera, Jessika Santodomingo e Katya Azzarito ballerini
Sabato 13
STAGE A CURA
DEI MAESTRI BALLERINI
ore 15.00-16.15
Técnica masculina y femenina: musicalidad, precisión del movimiento e interpretación para aplicar en pista. ore 16.30-17.45
Milonga: elementos fundamentales para la circularidad en pista, ritmo, traspié y secuencias de viejos milongueros ore 21.00
Spettacolo/concerto A TODO TANGO ore 22.30
Milonga nel Chiostro
TDJ Ricardo Cabrera
MORBEGNO 13 SETTEMBRE
A TODO TANGO Sonder Tango Orquesta
Melody Raquel Quinteros violino
Nicolas Maceratesi bandoneón
Javier Fernandez pianoforte
Virgilio Monti contrabbasso
Martin Eduardo Troncozo voce e chitarra
Ingresso 10 euro ridotto studenti (5 euro)
Ricardo Cabrera
Jessika Santodomingo
Katya Azzarito ballerini
MORBEGNO
Auditorium S. Antonio S ABATO 13 SETTEMBRE ORE 21
Il diciassettesimo Tango Festival della città di Morbegno presenta musica di Buenos Aires, composta da autori argentini ed eseguita da artisti nati in Argentina. La Sonder Tango Orquesta propone un accattivante spettacolo che abbraccia un’importante parte del vasto e ricco ventaglio della musica del paese sudamericano. Nel tango non c’è niente di straniero, è un fenomeno puramente nazionale nel quale si presenta in modo spoglio e ignudo una drammaticità pienamente porteña. Un quartetto tradizionale, con strumenti tradizionali, esegue il repertorio tradizionale. La Sonder Tango Orquesta affronta con estro e ispirazione il lascito tramandato dai grandi compositori quali Aníbal Troilo, Leopoldo Federico, Horacio Salgán e Ástor Piazzolla.
I loro tour li hanno portati a percorrere quasi tutta Europa e Medio Oriente. Hanno al loro attivo due CD, Seguime si podés e Respirando Buenos Aires. Il bandoneón respira tango e Morbegno tutta, ancora una volta, balla il suo respiro, e si adagia sul suo corazón
Prevendita: Consorzio Turistico Porte di Valtellina e Consorzio Turistico del Mandamento di Sondrio, oppure la sera dell’evento a partire dalle 20.00
Per informazioni: Consorzio Turistico Porte di Valtellina p.zza Bossi 7/8 - Morbegno (SO) tel. 0342.601140 www.portedivaltellina.it infopoint@portedivaltellina.it
con il patrocinio di
ALBERTO FORTIS & Sentimental City Band
Fernando Pantini chitarra
Franco Cristaldi basso
Nicola Polidori batteria
Evento organizzato con la collaborazione e il sostegno congiunto dei Comuni di Civo e Traona.
Biglietti:
Platea numerata 20 euro + prevendita
Posto unico in piedi 5 euro (acquistabile in loco)
Prevendita sul sito www.seratemusicali.net
Oppure la sera dell’evento a partire dalle 19.30
Nei punti di parcheggio disponibile servizio di bus navetta gratuito per persone con mobilità ridotta, passaggio ogni 10/15 minuti a partire dalle 20.00
Rosaventi dei la
Con il sostegno del MiC e di SIAE nell’ambito del programma
“Per Chi Crea”
NOTO
ovvero l’aereo rifugio di sfolgoranti dolcezze e segrete sillabe
Michele Marco Rossi violoncello
La generazione dorata dei cantautori italiani è ancora oggi un fulcro di arte smisurata. La loro traboccante poesia ci scaraventa in uno spazio emotivo, dove ognuno di noi si scopre e identifica tra le parole delle loro canzoni e la naturalezza dei loro album. Ogni angolo del nostro paese ha visto nascere un referente della canzone italiana, ciascuna regione ha scolpito nella nostra memoria versi che ci hanno accompagnato lungo tutta la nostra vita e continuano a essere parte della nostra quotidianità.
A voi romani, Milano e Vincenzo, sono solo alcuni delle composizioni che il cantautore nato a Domodossola interpreterà, accompagnato dalla sua Sentimental City Band. Insieme ai suoi più celebri e popolari successi, l’artista piemontese proporrà composizioni più recenti, frutto della sperimentazione e costante ricerca che l’hanno portato verso spazi sonori e atmosfere di inusitata bellezza. Tu sei il profumo di rosa e il fiume mi parlerà, cantava Fortis nel ’82 - e canta oggi ancora in un tempo presente alle Fragole infinite di cent’anni fa.
Quattro giovani artisti sono convocati da una millenaria metafora, dove mitologia e memoria abbozzano, oltre i versi degli antichi poeti, quotidiano esercizio di identità. La Rosa dei Venti, composizione in quattro movimenti scritta da Jorge A. Bosso, si snoda attraverso la presenza di quattro musicisti con caratteristiche e pensieri alquanto diversi. Ciascun movimento sarà eseguito a ogni concerto in prima assoluta. Un palinsesto di quattro appuntamenti, ognuno singolare verso l’irraggiungibile orizzonte di eccellenza.
Il violoncellista Michele Marco Rossi, premio Abbiati 2022 conferito dall’Associazione Nazionale dei Critici Musicali, è un artista pervaso da una prepotente e vorace contemporaneità. La sua proposta artistica si nutre di un continuo e fluido dialogo tra passato e presente. Le danze di Bach e i capricci tardo barocchi, tanto amati sul suo strumento, si accostano a un repertorio quasi sterminato per violoncello solo, del quale il musicista ne crea una sua inconfondibile poetica. michelemarcorossi.it
Chiesa Arcipretale di Sant’Alessandro
Già esistente nel secolo XIII, fu ricostruita a partire dal 1604, conservando il campanile, l’abside e l’elegante porticato che costituisce uno dei balconi panoramici sulla bassa Valtellina. All’interno testimonianze pittoriche dell’artista Gianolo Paravicini, nell’ampio e scenografico presbiterio. Al Paravicini sono attribuite anche le 18 tele a tempera, rappresentati le virtù e una Madonna con Angeli. Un ampio sagrato, un tempo cimitero, circonda la chiesa. Sul lato ovest, attorno alla metà del Settecento, fu eretto un ossario chiuso da una pregevole cancellata in ferro battuto.
Santa Maria delle Grazie
Il complesso di S. Maria delle Grazie con chiesa, campanile ed ex convento, domina Gravedona ed Uniti. Sorto nel 1467 nel luogo dove si trovava sin dal VI secolo la chiesa dedicata a S. Salvatore, fu costruito secondo la regola degli Eremitani di S. Agostino. Una cornice a dentelli in cotto e i portali in marmo di Musso, ricchi di decorazioni rinascimentali e lunette affrescate del XIV secolo, impreziosiscono le semplici pareti. L’interno, ad “archi traversi”, è interamente affrescato (fine XV-inizio XVI sec.) con opere della scuola lariana. Tre absidi chiudono sul fondo l’ampio e suggestivo spazio.
Chiostro di Santa Maria delle Grazie
(in caso di maltempo
Chiesa di Santa Maria delle Grazie)
IL FULGIDO SPECCHIO DELL’ANIMA
Trio Zanardi-Zecca-Bosso
Patrizia Zanardi soprano Ivana Zecca clarinetto Jorge A. Bosso violoncello
Musiche di Bach, Bosso, Tosti, Respighi e Mascagni
In un Ade senza dio dormi quanto puoi profondo. Tutto è sogno, tutto è oblìo: l’asfodèlo è il fior del Mondo. (Gabriele D’Annunzio)
L’asfodelo è una pianta che racchiude tra i suoi petali un gran numero di simboli. Nell’antica Grecia si usava piantare asfodeli nelle tombe, i prati colmi dei suoi fiori rappresentavano la strada verso l’Ade. Nell’antica Roma, i suoi fiori appesi alle porte nelle case di campagna allontanavano i sortilegi maligni. Un soprano, un clarinetto e un violoncello cantano la pianta che fiorisce in tarda primavera.
Francesco Paolo Tosti e Gabriele D’Annunzio scrissero uno dei più bei cicli della musica da camera italiana, Quattro Canzoni d’Amaranta. Tutto è sogno, tutto è oblio canta il poeta abruzzese. Un lamento trasognato e traboccante d’immagini è ornato dalle armonie del compositore nato a Ortona. Il compositore Ottorino Respighi e la poetessa Ada Negri scrissero alcune pagine da camera di suggestiva bellezza. Un legame liquefatto e tinteggiato da cupi colori si fonde tra i carmi del ciclo abruzzese e il sodalizio tra l’artista romano e la scrittrice lombarda. Gli angoli si smussano, i confini s’intersecano. I mondi paralleli potrebbero incrociare, a volte - e solo a volte -, un destino e sorte comune.
Chiesa di San Giovanni Battista
La Chiesa Parrocchiale di Campodolcino, consacrata nel 1528, è dedicata a San Giovanni Battista. Esistente già nel ‘400, subì lavori di ampliamento e restauro fino all’attuale struttura a 3 navate. Al suo interno si trovano alcune pregevoli opere: due altari settecenteschi in legno intagliato, l’Altare maggiore e l’Altare del Crocefisso. Qui il piccolo Luigi Guanella fu battezzato il 20 dicembre 1842 dal cugino don Gaudenzio Bianchi al fonte battesimale ancora oggi esistente, a quei tempi però collocato in una nicchia sul lato sinistro della Chiesa.
E POI... CARMEN BALLÒ LA RUMBA! Jeux d’Harpe Trio
Letizia Pellanda arpa
Francesca Bordin arpa
Dara Mattiello arpa
next generation
Danziamo col pensiero, danziamo con la mente, danziamo con lo spirito, e infine danziamo con i piedi. Il gesto millenario del corpo ci attraversa con la sua presenza quotidiana, e una ineffabile urgenza stringe ogni cultura e tutti i popoli in un abbraccio comune.
Jeux d’Harpe Trio ci porta verso un viaggio dove la danza diventa un passe-partout lungo il tempo e lo spazio. Dalle danze tradizionali celtiche ai quartieri a luci rosse di New Orleans, dalla Spagna colorata dal pennello di Bizet alla rumba tinteggiata dall’estro di Salzedo, dalle foreste paraguaiane di Ortiz allo squisito linguaggio di Respighi. Nato tra gli androni e aule del Conservatorio Arrigo Pedrollo della città di Vicenza, Jeux d’Harpe Trio ha vinto diversi premi e riconoscimenti. La nascita del noto dipinto di Degas, La Classe di Danse, ascoltò per la prima volta la celebre habanera. Intanto dall’altra parte dell’oceano, in continente americano, il blues incominciava a riflettere una nazione agli albori del suo presente. La danza ci unisce e congiunge nella perentoria necessità di far parte di uno stesso spazio emotivo; E poi... Carmen ballò la rumba!
Palazzo Lavizzari
Palazzo Lavizzari, si trova nel centro storico del paese, si articola compatto intorno a una corte lastricata e risulta composto da due corpi di fabbrica. Quello più antico fa angolo sulla piazza e sembra sia appartenuto alla famiglia dei Venosta di Match, quello aggiunto in epoca rinascimentale disegna invece l’angolo occidentale e comprende gli appartamenti di rappresentanza dei nuovi proprietari del palazzo, i signori Lambertenghi, che lo acquisirono nel 1530. Nel 1650 il palazzo passò ai Lavizzari che ornarono alcune stanze con decorazioni pittoriche e a stucco.
La tua passione e il tuo fervore – come il divino furore – saranno sempre presenti tra noi.
The North Wind è un nuovo progetto che coinvolge tre artisti attivi nel campo della musica irlandese: Michel Balatti e Tom Stearn (membri dei Birkin Tree, il più importante e riconosciuto gruppo italiano in questo ambito), insieme al grande violinista irlandese Tola Custy, noto e apprezzato in tutto il mondo da cultori e appassionati di questo genere musicale. Nel panorama della musica irlandese, Il Trio offre una proposta unica, caratterizzata da un approccio originale e innovativo. Il progetto si distingue per l’ibridazione di linguaggi espressivi e stili musicali, integrando la musica tradizionale irlandese con brani provenienti da tradizioni apparentemente lontane ma culturalmente affini (Nord Italia, Bretagna, Scozia e Scandinavia), oltre a composizioni originali.Il loro repertorio include anche canzoni, provenienti dalla tradizione o firmate da cantautori scozzesi, irlandese e americani. Ogni performance è caratterizzata da uno stile minimalista che valorizza l’espressività e il pathos, creando un’esperienza di forte impatto emotivo per il pubblico.
Abbazia di San Pietro in Vallate L’Abbazia di S.Pietro, edificio romanico, cui era annesso in passato un piccolo convento, fu edificato nel 1078, quando Ottone e Bonizza dell’isola Comacina donarono i terreni ai monaci di Cluny. Esso contava originariamente di due navate coronate da absidi. Del monastero e dell’antica chiesa a esso adiacente sono rimasti soltanto il campanile, che in passato era incorporato nella navata minore, parte dei muri perimetrali e parte dell’abside maggiore.
Servizio di Bus Navetta, con partenza dalle ex scuole di Piagno e da Piazza della Chiesa ogni 10/15 minuti dalle ore 20.00. Per le auto parcheggio consigliato Piazza della Chiesa.
L’universalità degli ideali e della musica dei Beatles ha accomunato generazioni e popoli: questo è lo spirito con il quale i Fab Four in four si cimentano con alcuni dei classici immortali della popolare band di Liverpool. L’ensemble propone una versione nuova dei brani, li arrangia e interpreta con maestria in una veste personale e imprevedibile, senza rinnegare la freschezza e l’immediatezza degli originali, non si limita quindi a giocare con una pur piacevole nostalgia, ma si colloca in un ideale crocevia fra tradizione e innovazione, e ribadisce la vitalità e l’universalità del canzoniere dei Beatles: un vero e proprio patrimonio globale, che non ha mai smesso di ispirare ed emozionare. In programma brani in ordine cronologico con alcune curiosità sulla storia dei Beatles e sulla creazione del loro mito senza tempo. Zunino, voce emozionante e dalle mille sfumature; Sainato, personalità di spicco della tradizione storica della chitarra d’autore genovese e autore degli arrangiamenti in programma; Guazzo, sassofonista raffinato ed eclettico; Sezzi un percussionista che ha scelto la strada della creatività.
Buglio in Monte
Sull’estremo lembo orientale della bassa Valtellina, al confine con la media Valtellina, si trova, nel versante retico, Buglio in Monte (m. 577), posto in posizione climatica felice, nella parte alta di un ampio terrazzo di prati e vigneti, che s’innalza di circa trecento metri rispetto alla piana della Selvetta. Per la mitezza del clima invernale, l’aspetto ridente e la collocazione particolarmente panoramica il paese è stato denominato “giardino della Valtellina”. Il suo nome deriva dal termine dialettale “bui”, che significa sorgente d’acqua, abbeveratoio o fontana.
maltempo Chiesetta di San Gerolamo)
PERCHÉ ANCHE I RICORDI SI AVVERANO…
Sogni e visioni della musica da film
Bruno Gambarotta voce narrante
Elena Cornacchia flauto
Giorgio Costa pianoforte
Probabilmente senza accorgercene, rendiamo quotidiano omaggio alle musiche, melodie e brevi gesti sonori che, in un modo o in un altro, ci hanno accompagnato in determinati periodi della nostra vita. Il suono orna i nostri ricordi ed essi prendono forma, e rinvigoriscono attraverso il nostro tentativo di riviverli tra i labirinti e il silenzio della nostra memoria. Reminiscenze di intenzioni preservate e accolte da amabili custodi.
Federico Fellini, Miloš Forman, Robert Zemeckis, Francis Ford Coppola, James Cameron.
Le loro regie e il loro estro hanno dato spazio a grande musica. Da i Beatles a Wolfgang Amadeus Mozart, da Ennio Morricone a John Williams. Colonne sonore e celebri arie si susseguono senza soluzione di continuità, come ritagli frantumati di pensieri che ci fanno abbozzare - dal nulla - un sorriso, e riempiono di spensieratezza e leggerezza le nostre giornate.
Un flauto e un pianoforte insieme allo scrittore e conduttore televisivo Bruno Gambarotta propongono un caleidoscopio di sogni e visioni. Perché anche i ricordi si avverano.
Dazio
Nascosta dietro la formazione montuosa del Culmine di Dazio, spartiacque fra bassa e media Valtellina, sta un’incantevole piana, dove riposa il paesino di Dazio, a 568 metri sul livello del mare, uno dei più piccoli della provincia di Sondrio. Qui troviamo piante da frutta, oleandri, allori e palme, grazie al clima mite che si gode anche nella stagione invernale. Un piccolo territorio, denso di storia, colore e tradizioni, che si anima, in particolar modo, d’estate, quando gli emigrati “romani” tornano alla terra da cui partirono i loro avi.
UNA MUSICA PUÒ FARE
I successi di San Remo
Pop Tools
next generation
Annaviola Viaggi voce principale, percussioni Andrea Caprioli basso elettrico Giovanni Stracuzzi chitarra acustica, cori
Nel gennaio del 1951 si svolge la prima edizione del Festival della Canzone Italiana, trasmessa per via radiofonica. I venti brani in gara sono interpretati solo da tre cantanti, questo perché è la Canzone ad essere protagonista della rassegna. Da allora la manifestazione è mutata profondamente. Con “Una musica può fare” vogliamo percorrere l’evoluzione della musica e della cultura italiana, attraverso i brani protagonisti del Festival, vincitori e non. Alcuni esempi: Piazza Grande (Dalla), Almeno tu nell’universo (Martini), Vacanze romane (Matia Bazar), Oggi sono io (Britti)… non mancheranno aneddoti e sorprese! I Pop Tools sono un trio acustico di grande versatilità che da anni calca diversi palchi tra nord Italia e Francia. La peculiarità del gruppo è proporre canzoni appartenenti a mondi musicali anche molto distanti tra loro. A dar coerenza a un repertorio così variegato sono gli arrangiamenti originali da loro prodotti. I membri del gruppo vantano una formazione ed esperienze musicali a cavallo tra diversi generi: jazz, rock, funk, soul e pop.
Albaredo per San Marco
Albaredo per San Marco è situato nel cuore della valle del bitto. Il suo nome deriva dal fatto di essere punto di transito sulla strada che conduce al Passo San Marco, importante via di comunicazione tra la Serenissima (Venezia) e i Grigioni. Storicamente il paese ha avuto un ruolo significativo come snodo commerciale tra Valtellina e Val Brembana, specialmente con la costruzione della Via Priula.
Il sagrato, spazio antistante la facciata barocca slanciata con portale in granito e interno a navata unica, con due cappelle laterali della Chiesa di San Rocco e San Sebastiano, ha funzione di filtro tra la chiesa e il contesto urbano.
IL CONCIORTO
Uno spettacolo comico e musicale che unisce natura e tecnologia
Gian Luigi Carlone polistrumentista e attore
Biagio Bagini conduttore radiofonico e scrittore
INTERSEZIONE
Duo Iroko
Giorgia Nina vibrafono
Lin Gabrielli marimba
next generation
Il Conciorto è un progetto musicale di Biagio Bagini e Gian Luigi Carlone che unisce tecnologia e natura, infatti, attraverso una scheda elettronica e grazie all’acqua presente negli ortaggi, le verdure stesse diventano strumenti musicali, riescono a emettere suoni (in quanto conduttori di elettricità) creando stupore e spasso. Il Conciorto non è solo verdure che suonano, è canzoni originali che parlano del rapporto tra l’uomo e la natura, racconti di orti immaginari appartenuti a musicisti e registi, è teatro e movimento, poesia e divertimento. Eseguito in Italia, Svizzera, Francia, Galles, Inghilterra e Portogallo con Gian Luigi Carlone, membro della Banda Osiris dal 1980, musicista e compositore di colonne sonore per cui ha vinto prestigiosi premi (Orso d’argento a Berlino, David di Donatello, Nastro d’argento) e Biagio Bagini musicista e scrittore che affronta tematiche di gusto animalista e ambientale (Prendere una Lepre - Lavieri), biografo musicale (Swingin Stravinsky e Odio GershwinOligo) e scrittore per l’infanzia.
Bema
Ai piedi del Pizzo Berro (1847 m.), si sviluppa su un ampio e soleggiato terrazzo, in posizione dominante verso Morbegno. Dal poggio sul quale è ubicata sembra trarre anche il proprio nome. Il significato di “gradino” fu scelto per rafforzare un pregio del borgo, grazie alla sua posizione di belvedere alpino. La Valle del Bitto qui si ramifica dando origine al ramo di Albaredo e a quello di Gerola. Il piccolo paese alpino si mostra alla confinante Val Gerola all’altezza di Sacco e gode di un clima più mite, rispetto alle altre località della valle, grazie alla sua aperta posizione.
La tua passione e il tuo fervore – come il divino furore – saranno sempre presenti tra noi.
Ad Anna Tonelli
Intersezione è un punto d’incontro tra due musiciste che si cercano attraverso il suono, tra chi ascolta e chi crea, tra percorsi individuali che si intrecciano per un momento condiviso. Un concerto che esplora in modo esclusivo e approfondito le possibilità espressive delle percussioni a tastiera (vibrafono e marimba), un concetto timbrico affascinante quanto poco esplorato al di fuori della musica classica contemporanea. Il Duo Iroko nasce all’interno delle mura del Conservatorio Bruno Maderna di Cesena nel 2021, grazie all’amicizia ma soprattutto alla complicità musicale sviluppatasi nel tempo. Attualmente è seguito dal Maestro Saverio Tasca al Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza. Il repertorio è prettamente contemporaneo: si spazia dal nuevo tango di Astor Piazzolla con la suite Histoire duTango dal clima aggressivo e deciso ma anche struggente e malinconico, al clima di dolcezza e purezza di Takatsugu Muramatsu che con Land accompagna l’ascoltatore in un viaggio meditativo attraverso le possibilità sonore della marimba.
Chiesa dell’Assunta
Nella piazzetta del paese, mediante un porticato che si apre a sinistra sulla facciata, sorge la graziosa chiesetta di Mellarolo, dedicata all’Assunta. L’edificio, nella forma attuale, risale al 1660 ma probabilmente sviluppa una precedente chiesetta quattrocentesca. Sono interessanti all’interno della Chiesa l’organo, ancora barocco, a timpano; un piccolo retablo quattrocentesco con pradella che ha al centro la Madonna col Bambino.
“Love Songs” è un concerto dedicato all’Amore, in ogni sua forma. I più grandi autori italiani e stranieri si prodigano - da sempre – per rendere omaggio al sentimento più forte e incredibile dell’animo umano. Da Paoli a Concato, da Lauzi a Dalla, da Stevie Wonder a Chick Corea: un viaggio dalle atmosfere sognanti degli anni sessanta che approda a un sound più fresco e contemporaneo con arrangiamenti innovativi e inaspettati. Alternando grandi classici, rarità e alcune composizioni originali, il programma è un’esperienza unica, capace di trasportare il pubblico in un’ atmosfera raffinata ed evocativa. Il quartetto riunisce, per questa occasione, quattro eclettici musicisti liguri che collaborano tra loro in diverse formazioni da numerosi anni. Il nome della formazione “Arthur’s Quartet”, è stato ispirato da un brano scritto a quattro mani da Burt Bacharach e Christopher Cross, colonna sonora del film “Arturo”, del 1981, la cui storia va simbolicamente a rappresentare l’amore profondo e la totale abnegazione per la musica, che li unisce e accomuna.
ARPA LATINA
Floraleda Sacchi arpa
All’origine della musica si trova il movimento ed è attraverso il suo studio che tutto ciò che è musicale deve poter venire fuori e prendere forma. É. J.Dalcroze
All’età di quattro anni non sapevo nulla di musica, i miei genitori, che non sono musicisti, mi comperarono un mangianastri e cassette di Beethoven, Ravel, Chopin, Mozart... Il mio divertimento era piroettare e inventare coreografie su queste musiche improvvisando le storie che quelle note mi suggerivano.
La mia iniziazione musicale è quindi arrivata dal corpo che disegna la musica; un percorso danza-musica e non musica-danza che ancora oggi si insinua nella mia mente quando inizio a suonare. L’arpista (con braccia flessibili che rimbalzano ritmicamente, piedi che premono pedali e dita che passeggiano veloci tra le corde) e il danzatore spesso mi paiono sovrapporsi.
Mi è parso così impossibile non cercare di realizzare un programma dedicato a brani costruiti su ritmi di danza in cui sperimentare nuove coreografie e ricordare il piacere e la sensualità che da sempre si accompagna alla relazione musica-corpo.
Madesimo
Madesimo situato in Valle Spluga, a 1550 m di altitudine, vanta una natura suggestiva, luogo di passaggio transfrontaliero e punto di partenza per numerose mete escursionistiche. Chiamato la perla della Valchiavenna, fin dal secolo scorso, è un luogo rinomato per le bellezze naturali che lo contraddistingue. Tra il 1888 e il 1905, il grande poeta Giosuè Carducci trascorse le sue estati nel consiglio comunale di Isolato, come si chiamava allora il comune di Madesimo. A Madesimo e alla valle, Carducci dedicò A una bottiglia di Valtellina del 1884, raccolta nelle Odi Barbare, Elegia del Montespluga e Sant’Abbondio in Rime e Ritmi.
Santa Maria del Tiglio
La chiesa risale al XII secolo: il nome deriverebbe da una pianta di tiglio cresciuta sul campanile a fine costruzione. È un esempio chiaro di stile romanico, costruita utilizzando la pietra locale: il marmo bianco di Musso e la pietra nera di Olcio. È a pianta centrale, nella tradizione dei battisteri, e presenta tre absidi semicircolari sui tre lati, mentre la facciata è caratterizzata dal campanile aggettante, un unicum nell’architettura lombarda, derivato da modelli renani e borgognoni; il campanile ha base quadrata, mentre la parte superiore è ottagonale, e probabilmente venne costruito in epoca più tarda.
Sagrato
Chiesa di Santa Maria del Tiglio
(in caso di maltempo
Centro Polifunzionale via Roma)
PROFUMI E BALOCCHI
Storie e canzoni d’inizio ‘900
Funny Quartet
Mimma La Monica flauto
Ivana Zecca clarinetto
Nicola Olivieri baritono e voce narrante
Sonia Vettorato pianoforte
Uno spettacolo teatral-musicale per condividere il vastissimo e prezioso repertorio di canzoni indimenticabili che hanno scandito i primi 50 anni del ‘900. Dagli albori del caffè concerto ai tabarin fino alla rivista, senza tralasciare i divi dell’EIAR. Le macchiette di Petrolini ma anche le songs dei cantanti aristocratici. Macario e le sue “donnine”. Natalino Otto e il Trio Lescano. Un affresco sonoro e storico dell’Italia di quegli anni che ci riporta a romantiche melodie, amori appassionati, amori traditi, parodie scanzonate. Funny Quartet con il poliedrico e ironico Nicola Olivieri, membro delle Sorelle Marinetti (nei panni di una chantosa del cafè chantant), narra la storia italiana attraverso un patrimonio di canzoni popolari che riporterà alla luce atmosfere, mode e culture del nostro paese per scoprire la musica che ha fatto cantare, sognare e divertire i nostri nonni, raccontare alle nuove generazioni, con allegria, l’evoluzione del gusto e del costume. Balocchi e profumi, Creola, La Pansè, Ti parlerò d’amor…sono alcune delle melodie che ci condurranno attraverso un viaggio intrigante, divertente e ricco di sorprese.
Civo
Civo, si trova in posizione strategica sulla Costiera dei Cech, in bassa Valtellina, è composto da diverse frazioni distribuite su terrazzamenti e boschi. Ha una storia antica con radici che affondano nel Medioevo e tracce di insediamenti preistorici. Il nome stesso, secondo alcune fonti, deriverebbe da “Civium”, che significa “declivio”, a testimonianza della sua posizione su un versante montuoso. La sua storia, ricca e interessante, intrecciata a quella della Valtellina e dei suoi personaggi di potere, dai Visconti alle Tre Leghe Grigie, è caratterizzata da momenti di cambiamento e di sviluppo.
HARPE MUNDI
Vincenzo Zitello arpa celtica e arpa bardica
Vincenzo Zitello, arpista e compositore italiano contemporaneo, allievo di A. Stivell, noto soprattutto per il suo pionieristico lavoro con l’arpa celtica in Italia dal 1977. Dedica la sua carriera alla riscoperta e alla valorizzazione delle arpe celtiche antiche e tradizionali, trasformandole in strumenti di espressione musicale moderna. In concerto utilizza due arpe, in alternanza, della tradizione Gaelica, con caratteristiche sonore ed espressive differenti, fonde elementi della tradizione celtica, medievale, classica, jazz e contemporanea, con influenze che spaziano dal minimalismo al world music. Il risultato è un linguaggio musicale personale, evocativo, ricco di suggestioni. Ha collaborato con artisti di rilievo come F. Battiato, I. Fossati, Alice, Tosca…, ha partecipato come special guest a oltre 150 produzioni discografiche, ha composto colonne sonore per il teatro, il cinema e musica sacra per il Vaticano. Continua a esplorare nuove frontiere musicali, rimanendo una figura di riferimento nella musica strumentale italiana e nella scena internazionale dell’arpa.
Aprica
La prima notizia sulla località è la presenza di uno xenodochio, alloggio per viandanti, intorno all’anno 1000. Per secoli mantiene il ruolo di via di transito per gli eserciti, sotto la dominazione francese, grigione e austriaca. Intorno alla metà del XIX secolo, il governo austriaco s’impegna nella costruzione di una nuova strada per il collegamento con Sondrio. In seguito si apre la via dello sviluppo turistico e in breve diventa rinomata meta di villeggiatura della Valtellina.
Chiostro Abbazia di Piona (in caso di maltempo Abbazia di Piona)
Rosaventi dei la
Con il sostegno del MiC e di SIAE
nell’ambito del programma
“Per Chi Crea”
EURO
e l’aureo mantello del figlio della Dea delle rosee dita
Clarissa Bevilacqua violino
Quattro giovani artisti sono convocati da una millenaria metafora, dove mitologia e memoria abbozzano, oltre i versi degli antichi poeti, quotidiano esercizio di identità. La Rosa dei Venti, composizione in quattro movimenti scritta da Jorge A. Bosso, si snoda attraverso la presenza di quattro musicisti con caratteristiche e pensieri alquanto diversi. Ciascun movimento sarà eseguito a ogni concerto in prima assoluta. Un palinsesto di quattro appuntamenti, ognuno singolare verso l’irraggiungibile orizzonte di eccellenza.
Clarissa Bevilacqua, vincitrice dell’International Mozart Competition 2020 di Salisburgo, si propone come interprete di speciale carisma sulla scena attuale. Da Bach a Hindemith, da Yasÿe a Kreisler, il suo spirito affonda nelle radici della tradizione; la rinomata rivista The Strad ha lodato il suo estro come luminosamente elevato, elegante e agile. Nel 2024, Clarissa è stata vincitrice della selezione annuale della prestigiosa Fondation Gautier Capuçon; è direttore artistico del festival DYNAMIKfest, nel cuore di Salisburgo. clarissabevilacqua.com
Abbazia di Piona
L’Abbazia di Piona è un raro e prezioso gioiello dell’architettura romanica lombarda. Si erge sulla piccola penisola di Olgiasca, poco distante dall’omonimo centro abitato del comune di Colico. Già nel VII sec., una comunità monastica risiedeva nell’ameno promontorio con un affascinante e unico scorcio sull’Alto Lario. Dal 1938 il priorato appartiene a una comunità di monaci cistercensi che segue l’ultra-millenaria saggezza di S. Benedetto, basata sull’equilibrio tra ora et labora. L’Abbazia di Piona è costituita dalla Chiesa di S. Nicola e dal Chiostro: quest’ultimo, “Paradisus claustralis”, è il perno intorno a cui ruotano in modo funzionale e armonico i vari ambienti monastici, scandendone spazi e proporzioni.
VOLVER
Fairy Guitar Quartet
Francesco Fausto Magaletti chitarra
Roberta Mercorio chitarra
Sarah Badlissi chitarra
Francesco Smirne chitarra
next generation
Quando pensiamo al tango, l’immaginazione sprofonda nel suono di un bandoneón. Pochi sanno quanto rilevante fu la chitarra nella storia del tango ai suoi albori, strumento che accompagnò durante tutta la sua carriera il più importante cantor de tangos di tutti i tempi: Carlos Gardel.
I primi decenni dello scorso secolo rappresentarono uno scenario di grandi cambiamenti nella città di Buenos Aires. Il tango descrisse la sua metamorfosi in maniera viscerale. Ogni verso divenne fotogramma e simbolo di resistenza allo strappo del ricordo di un vissuto collettivo nei confronti dell’ineluttabile sviluppo di una metropoli. Il Fairy Guitar Quartet ci propone alcune delle musiche più rappresentative e meravigliose di Carlos Gardel insieme ad alcuni tangos tradizionali, accattivanti melodie di Astor Piazzolla e brani originali.
Il futuro del tango è nel passato - disse il poeta Horacio Ferrer. Necessariamente le nuove generazione interpretano quegli stati d’animo a loro modo e, come la libertà è un valore supremo nel tango, ognuno troverà il proprio cammino.
Cino
Per comprendere la vita contadina e l’edilizia tipica della Costiera dei Cech basta osservare con attenzione: le vecchie case del borgo di Cino abbellite dai balconi in legno, i vari ballatoi con le gialle pannocchie in essiccazione, i colori azzurri o rosa, che contornano gli intonaci delle porte. Il silenzio che avvolge queste abitazioni permette di immaginare la vita di un tempo con le donne alla fontana, gli anziani in piazza o nell’osteria del paese, i bambini intenti nel seguire il bestiame o tornare a casa con le fascine di legna. La chiesa parrocchiale in stile barocco con il suo sagrato sorge in posizione panoramica e dominante sulla bassa Valtellina.
CINO Sagrato Chiesa di San Giorgio
(in caso di maltempo Chiesa di San Giorgio)
Posti limitati è consigliata la prenotazione a info@seratemusicali.net
LE VOCI UMANE un’evocazione di parola e suono
Ensemble Orfeo Futuro
Nunzia Antonino voce recitante
Luciana Elizondo voce e viola da gamba
Gioacchino De Padova viola da gamba
Gabriele Natilla tiorba
Gianvincenzo Cresta elettronica
Musiche di A. Corelli, T. Hume, M. Marais, C.F. Abel, R. De Visée, G. Cresta Testi di Calvino e Pasolini
L’amore per la parola si traduce in amore per il gesto condiviso, e il bisogno di riconoscere la circostante alterità penetra il quotidiano linguaggio in quanto veicolo di intenzione e proposito.
Le Voci Umane - un’evocazione di parola e suono – compone uno spazio di consapevolezza attraverso simboli e intenzioni tramandati da due grandi personalità che segnarono la seconda metà dello scorso secolo nel nostro paese: Pier Paolo Pasolini e Italo Calvino. L’assenza delle loro voci diviene presenza, il loro lascito si tramuta in esercizio di memoria. Necessario e doveroso.
Musiche antiche e suoni attuali accolgono le loro idee, utopie e visioni. Composizioni del passato si snodano, senza soluzione di continuità, nella proposta sonora del compositore Gianvincenzo Cresta. Quarant’anni sono passati dalla scomparsa di Calvino, cinquant’anni dalla morte di Pasolini. Il ricordo asseconda la costruzione di una memoria collettiva che ci lega a una storia comune. Memoria che racchiude un vincolo di responsabilità assunta con il passato e obbligo morale verso il futuro.
Palazzo Malacrida
Il settecentesco Palazzo Malacrida, rappresenta il più mirabile esempio del rococò in Valtellina. Grandiose e raffinate le sale interne decorate con stucchi, spettacolari trompe-l’oeil e prospettive architettoniche.
Sorge nella parte alta dell’abitato di Morbegno, nel cuore dell’antica contrada di Scimicà. L’esterno di composizione sobria nasconde all’interno sale riccamente decorate fra cui spicca il salone d’onore, grandioso e raffinato, con prospettive architettoniche ardite che creano l’illusione di un grande e variopinto giardino.
TANGOS AT AN EXHIBITION!
BossoConcept e DANCEHAUSpiù
Ivana Zecca clarinetto Davide Vendramin bandoneón Jorge A.Bosso violoncello Andrea Grossi contrabbasso
Paola Lattanzi
Matteo Bittante
Barbara Allegrezza Nicolò Castagni ballerini
Alcuni anni indietro abbiamo pubblicato il CD e DVD Tangos at an Exhibition! Un lavoro la cui natura suggeriva l’utopia di proporre una visione contemporanea della musica di Buenos Aires. Una promenade lungo la quale immagini sonore, ognuna caratteristica e peculiare, si susseguono di pari passo con una vertigine di libertà, al servizio di un disegno attraente composto da nuove illusioni e attuale entusiasmo. Oggi tentiamo di proporre alcune musiche di quest’album al servizio della danza. Quasi come se, in questa maniera, il tango tornasse alle origini e il ballo si riprendesse lo spazio usurpato. La collaborazione tra l’ensemble BossoConcept e DANCEHAUSpiù risiede nel desiderio di percorrere un cammino lontano dai cliché, e nella possibilità di creare uno spazio dove sia lecito la proposta di un gesto differente perché necessario. Perché nell’azione di rintracciare l’indole perenne del suo mutamento, e la condizione effimera del suo presente, abita la magia sconfinata di ogni espressione artistica.
Villa Visconti Venosta
Villa Visconti Venosta è l’antica residenza della nobile famiglia omonima, che era solita trascorrere qui l’estate. A pianta centrale con portico e loggiato, la Villa è racchiusa da due ali: quella sinistra, più antica, venne saccheggiata e incendiata nel 1620 e poi ricostruita per volere del gesuita Marcantonio Venosta sul finire del XVII secolo. Quella a destra è stata modificata più volte nel corso degli anni secondo il volere del Marchese Emilio, illustre membro della famiglia, importante diplomatico e Ministro degli Esteri del Regno d’Italia. La villa ospita oggi la Biblioteca civica e il Museo.
GROSIO Villa Visconti Venosta
(in caso
IL DRAPPO DI TOLOMEO BossoConcept
Ivana Zecca clarinetto Davide Vendramin fisarmonica
Jorge A. Bosso violoncello Andrea Grossi contrabbasso
con la partecipazione di: Stefano Scherini voce recitante
Musiche di: Bosso, G. De Machaut, Schubert, Ginastera, Pärt
Testi tratti da: Bibbia, Bosso, Borges, Bruno, Isidoro di Siviglia, Shakespeare e Whitman
E il mare concederà a ogni uomo nuove speranze, come il sonno porta i sogni. (Cristoforo Colombo)
Poesie antiche, poemi moderni, testi da epoche lontane e scritti attuali, si susseguono senza soluzione di continuità tra suoni del mondo sin da tempi remoti fino ai giorni nostri. I testi sacri, carmi di Walt Whitman, i diari di bordo del Vespucci e Colombo, versi cristallini di Jorge Luis Borges, una mappa dei sentimenti ornato da un lied di Schubert, un canto a La Pampa di Alberto Ginastera, il processo a Giordano Bruno e l’accogliente austerità di Arvo Pärt. Un caleidoscopio di metafore e simboli, un compendio di segni e allegorie ci propongono una inusuale narrazione del mondo abitato attraverso la storia della cartografia. La terra promessa, stillante latte e miele - la più bella tra tutte le terre -, nutre e sazia l’intero cerchio; Asia fu legata al nome di Sem, Europa a Japheth e Africa a Cam - i tre figli di Noè. Il Drappo di Tolomeo è un racconto dentro il racconto, una metafora nella metafora: una mappa si srotola davanti ai nostri occhi e si stende trasformando le nostre certezze in essenza soggettiva.
DI ROSE E DI SPINE esposizione
Opere di Donatella
A cura di Iacopo Pesenti
next generation
De Rosa e DoraPoi
In occasione dell’annuale appuntamento con il TANGOFestival, nell’ambito di AlpiSonanti XIII edizione 2025, Serate Musicali ETS offre al pubblico un’esposizione di illustrazioni e grafiche di due giovani artiste di raro talento, accomunate dalla fascinazione per l’assurdo e il surreale. Le loro opere sono istantanee di mondi sospesi tra la veglia e il sonno, popolati da figure bizzarre e sensuali che come in una Silly Simphony si esprimono in danze di gesti enigmatici, di bisbigli nell’orecchio, di code serpentine, di rose e di spine. Chi incroci il loro sguardo non potrà resistere alla gotica dolcezza del loro delirio, e dovrà unirsi al loro girotondo, al di là del sacro e del profano, del bene e del male.
Donatella De Rosa (Frosinone, 1991) si è diplomata presso la scuola di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. Formatasi nell’uso delle tecniche tradizionali della pittura e del disegno, della fotografia e della grafica d’arte, lavorando prevalentemente su carta, nel tempo prosegue nella sua ricerca adoperando i supporti digitali. Le sue opere sono state esposte in numerose mostre presso spazi indipendenti e gallerie d’arte, e scelte per pubblicazioni cartacee e digitali di libri, riviste e album musicali. Attualmente vive e lavora a Milano.
Chiara Fasanella, in arte DoraPoi (Busto Arsizio, 1992) si è diplomata presso la scuola di Grafica d’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. Specializzata nelle tecniche dell’incisione, lavora prevalentemente su carta, a pennino e matita, con chine e acquarelli. Le sue opere sono state esposte in diverse mostre personali e collettive, e scelte per illustrare i testi di scrittori e poeti contemporanei. Attualmente vive e lavora tra Busto Arsizio e Milano
Sabato 6 settembre 17.30 - 23.00
Domenica 7 settembre 10.30-12.30 / 15.00-19.00
Feriali su prenotazione al numero 3394644689
Sabato 13 settembre 10.30-12.30 / 15.00-23.00
Rosaventi dei la
Con il sostegno
del MiC e di SIAE
nell’ambito del programma
“Per Chi Crea”
BOREA
e la sciolta chioma, da dove approdano i carri trainati dai cigni
Nicolò Cafaro pianoforte
Quattro giovani artisti sono convocati da una millenaria metafora, dove mitologia e memoria abbozzano, oltre i versi degli antichi poeti, quotidiano esercizio di identità. La Rosa dei Venti, composizione in quattro movimenti scritta da Jorge A. Bosso, si snoda attraverso la presenza di quattro musicisti con caratteristiche e pensieri alquanto diversi. Ciascun movimento sarà eseguito a ogni concerto in prima assoluta. Un palinsesto di quattro appuntamenti, ognuno singolare verso l’irraggiungibile orizzonte di eccellenza.
Vincitore del Premio Venezia 2022, Nicolò Cafaro rappresenta con spontaneità lo strumentista del nostro tempo: il naturale virtuosismo, frutto di un innesto tra scuole distanti, l’italiana e la russa. Sesto vincitore del Concorso Internazionale Ferruccio Busoni edizione 2016, fin da giovanissimo il suo pianismo è quasi esclusivamente focalizzato sul repertorio storico; il repertorio in programma esprime fedelmente il suo lirismo, la sua poetica: Respighi e Chopin custodiscono due brevi e poco eseguiti gioelli di Giacomo Puccini. nicolocafaro.it
Mazurche, valzer, ballate e alessandrine dalle terre dell’appennino. Il Trio presenta la tradizione musicale di un’area appenninica del nord Italia nota come Quattro Province, dove il piffero, aerofono ad ancia doppia, è lo strumento principe del repertorio, accompagnato dalla fisarmonica e dalla piva, con le quali gioca in contrappunti melodici e ritmici in un repertorio di canti e musica da danza. Formato da importanti figure del mondo della musica tradizionale italiana, l’ensemble si è esibito in Italia, Svizzera e Germania. Si annovera il concerto tenuto nel prestigioso Ravenna Festival 2024. Stefano Valla e Daniele Scurati sono i più rilevanti interpreti di questa secolare tradizione. Hanno inciso numerosi CD e tenuto migliaia di concerti in Italia, Europa e Cina. Recentemente hanno partecipato ai prestigiosi “I concerti del Quirinale” (RAI RADIO 3).
Fabio Rinaudo è tra i più famosi suonatori di cornamusa in Italia. Più di 3000 concerti in Italia, Europa e Canada, 90 CD e decine di incisioni per emittenti radiofoniche e televisive italiane ed europee.
Ore 15.00 - 17.00
“Momenti di benessere per la mente, il corpo e l’anima” a cura di Spazio Kora: un luogo di incontro e condivisione, una casa culturale, uno studio di Yoga e movimento del corpo.
Ore 17.30
Inaugurazione esposizione “Di Rose e di Spine”
Ore 21.00
Concerto dell’artista Nicolò Cafaro
Dubino
Dubino accoglie, sul versante settentrionale della valle, la lunga e solatia Costiera dei Cech, quanti entrano in Valtellina. Il suo territorio, affacciandosi anche sul fianco orientale della bassa Valchiavenna, sta a cavallo tra le due valli. Il nome è riconducibile alla medesima radice celtica che ha dato origine alla più illustre Dublino, si tratta del termine “dublindum”, che significa “acqua nera”, cioè torbida. G.R. Orsini, ipotizza insediamenti ancora più antichi, riconducendo il toponimo Spineda di Dubino a una radice ligure (i liguri, secondo lo storico, si insediarono in alcuni luoghi della Valtellina intorno al 1500 a.C.).
DUBINO
Piazza Caduti (in caso di maltempo palestra comunale, via Spinera 4)
Con il sostegno del MiC e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”
MOSAICO SONORO
Philia Ensemble
Emma Pilastro flauto e ottavino
Daria D’Onofrio oboe
Miriam Goffredo clarinetto Anna Bellini fagotto Giovanni Crespi corno
next generation
Come in un fitto mosaico, gli strumenti a fiato disegnano travolgenti intersezioni di linee e colori, andando a permeare il suono di esperienze proficue e stimolanti. Philia Ensemble è una formazione nata tra le mura del Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza, che spazia dal trio al sestetto con pianoforte. Attraverso un repertorio pregiato e l’esplorazione della qualità sonora, l’ensemble diffonde un patrimonio musicale senza tempo: con i quintetti di Taffanel, Milhaud, Ibert e Ligeti, il pubblico sarà immerso in un viaggio mozzafiato nella musica per fiati, riflettendone le variopinte e multiformi tendenze stilistiche. Un anfiteatro naturale nel silenzio, ideale luogo della memoria accoglierà il quintetto di giovani musicisti con un programma che spazia dall’impressionismo alle influenze jazz, mescolando tradizione e modernità, Mosaico Sonoro rende partecipi dell’evoluzione della tradizione romantica verso linguaggi sempre più innovativi, riflettendo le eterogenee tendenze compositive del Novecento.
Chiesetta di S. Andrea
Sulla cima del Mot, luogo straordinario, dove l’essenzialità che consola e risolleva si respira ancora, si erge la candida Chiesetta di S.Andrea, di fronte un ampio sagrato con un ippocastano e un panorama mozzafiato. All’interno della Chiesa, apparentemente spoglia, si rilevano di grande interesse gli affreschi a muro del presbiterio del pittore valchiavennasco G. B. Macolino, realizzati nel 1632. A lato della Chiesa, separato da essa il campanile, edificato nel 1735, che si slancia verso il cielo, rendendosi visible da molti punti di osservazione sul versante montuoso di Samolaco.
ZEFIRO
Ovvero la lieve e tersa leggerezza al di fuori dal cielo
Eugenio Della Chiara chitarra
Quattro giovani artisti sono convocati da una millenaria metafora, dove mitologia e memoria abbozzano, oltre i versi degli antichi poeti, quotidiano esercizio di identità. La Rosa dei Venti, composizione in quattro movimenti scritta da Jorge A. Bosso, si snoda attraverso la presenza di quattro musicisti con caratteristiche e pensieri alquanto diversi. Ciascun movimento sarà eseguito a ogni concerto in prima assoluta. Un palinsesto di quattro appuntamenti, ognuno singolare verso l’irraggiungibile orizzonte di eccellenza.
Eugenio Della Chiara, artista NAXOS dal 2024, si è caratterizzato fin dagli esordi per il desiderio di ravvicinare il repertorio tradizionale a opere meno note o mai incise né eseguite. La sua versatilità lo porta alla creazione di repertori come quello in programma, il novecento storico nella chitarra spagnola: opere originali e suggestive trascrizioni, da Moreno Torroba a De Falla, e le danze dall’inconfondibile sapore flamenco di Turina.
Parallelamente agli studi musicali, si laurea presso l’Università Cattolica di Milano in Lettere Classiche e in Filologia Moderna.
eugeniodellachiara.com
Collegiata di San Lorenzo
La Collegiata di San Lorenzo, è nominata per la prima volta nel 973, ma le sue origini sono più antiche e risalgono al V secolo. Nel 1042 venne elevata al rango di pieve e nel 1098 divenne basilica. Il complesso religioso è completato da un alto campanile costruito tra il 1597 e il 1603 in sostituzione di quello romanico, da un porticato quadrangolare costruito nel 1698-99 in armoniche forme rinascimentali e dal nuovo battistero che ha preso il posto di quello romanico, abbattuto nel 1699 per poter completare il porticato. L’interno si presenta a tre navate coperte da volte ed è stato interamente affrescato dai comaschi Filippo Fiori e Giovanni Maria Giussani (1759-60).
L’ALBERO DELLE FIABE
Cristina Monti pianoforte Franco Piloni attore
Musiche di Cristina Monti
next
generation
Uno strampalato contadino coltiva un albero speciale, un albero che sulle sue chiome invece di maturare frutti matura fiabe. Ma per far maturare le fiabe serve un grande lavoro: bisogna zappare, innaffiare, potare e lucidare, ma soprattutto bisogna nutrire l’albero con la musica che dà il carattere alle fiabe. È quando le fiabe sono mature, si possono cogliere e godere tutti assieme di ciò che ci raccontano: amicizia, sogni, avventure, fantasia e molto altro.
Lo spettacolo vuole valorizzare il ruolo della musica quale compagna dei nostri sentimenti e delle nostre emozioni, capace di dire prima e meglio delle parole, ciò che poi sarà svelato e reso esplicito dalle fiabe, le quali maturano lentamente sull’albero magico e vengono colte e lette solamente quando la loro musica ne mostrerà il giusto grado di maturazione. La musica può quindi anche essere molto aspra e sgradevole, se la fiabe non è ancora matura... ma al contrario, se la maturazione è al punto giusto, può accompagnare la lettura della fiaba sottolineandone con discrezione e tanta fantasia le atmosfere e i contenuti. Ad accompagnare la lettura di alcune delle fiabe dello spettacolo ci sono anche le immagini, a volte dolci e dalle tinte delicate, a volte buffe e dai colori vivaci.
Lo spettacolo è ideato e realizzato dall’attore Franco Piloni, presente sul palco insieme al suo albero. Le musiche sono di Cristina Monti, che le esegue dal vivo alla tastiera. I testi delle fiabe: Giochi di streghe, giochi di fate di Eva Montanari - La mucca che voleva imparare a volare di Gemma Merino - Affamato come un lupo di Silvia Borando - Mutande spaziali di Claire Freedman con traduzione di Marinella Barigazzi - Il litigio di Claude Boujon.
AZULEJOS
Scene dal Sudamerica e dalla Spagna Trio Estampas
Gianni Cesarotto chitarra
Julia Nagy chitarra
Carla Tessari chitarra
Miriam Callegaro mezzo soprano
AZULEJOS le famose formelle che in tutto il mondo latino, dalla Spagna al Sudamerica, riproducono con sgargianti colori i disegni e le scene delle tradizioni di quei popoli. Il concerto dà suono a queste immagini attraverso le musiche di compositori dalla forte personalità, accumunati dall’amore e dal desiderio di ricerca per le musiche originarie delle loro terre, ma con lo sguardo rivolto anche altrove verso la musica colta europea e i nuovi linguaggi, in un continuo gioco rigenerativo di commistioni tra stili, provenienze, epoche. L’amore che strega di De Falla, le antiche canzoni spagnole del poeta e drammaturgo Federico Garcia Lorca, si intrecciano con gli intensi temi di Chinquina Gonzaga, la madre del ritmo musicale brasiliano chorinho, ritmo ibrido che ha le sue radici nella polka e nel lundu, denominato anche “il tango brasiliano”. La vocalità eclettica, estesa e raffinata di Miriam Callegaro si fonde con l’ampia gamma di timbri ed effetti sonori del Trio Estampas per ricercare le più intime sonorità nel passionale e coinvolgente percorso.
Chiesa di Santa Domenica
La Chiesa dedicata a Santa Domenica, sorge nei pressi della piazza del Municipio e fu fondata nel XII secolo. Nel Seicento subì ristrutturazioni architettoniche che ne hanno rispettato la struttura iniziale, il luogo si presenta immerso dall’antistante e ben curato prato verde. Si segnala il portale d’ingresso e l’affresco che lo sovrasta e lo impreziosisce. L’opera, ancora ben conservata, dona solennità alla Chiesa.
DELEBIO Chiesa di Santa Domenica
IL POLIEDRO DI PANDORA
Ovvero la solitudine del tempo a venire
Jorge A. Bosso violoncello
La volontà di abitare la solitudine ci immerge in un tempo, dove l’assenza si riempie di significato e il silenzio scansiona l’istante. Istante la cui materia interpelliamo, senza il desiderio di risposte. Perché solo l’austero gesto in arsi, senza ulteriori o molteplici declinazioni, ci suggerisce un cammino di unità e bellezza.
Il Poliedro di Pandora propone musica del nostro tempo per violoncello solo accostata a cinque sarabande, tratte dalle suites di Johann Sebastian Bach. Brani originali, commissionati ad alcuni dei compositori più interessanti del panorama musicale europeo, si abbinano a espressioni di singolari caratteristiche quale Bunraku, scritto dall’artista giapponese Toshiro Mayuzumi, oppure l’Improvvisazione per violoncello solo del musicista russo Alfred Schnittke. Provare a tradurre l’illimitato dell’esperienza umana attraverso un singolo strumento enfatizza la carica emotiva della sua espressione, della sua parola.
Perché la musica è l’ombra del silenzio; e il silenzio, la musica di Dio.
PERCHÉ GLI OMAGGI
CI RENDONO PIÙ FELICI...
Omaggio a Morricone
Banda Barsotti
Ivana Zecca clarinetto Massimo Barsotti pianoforte Giulio Barsotti contrabbasso
Un omaggio ci rende sempre felici, i nostri cuori pretendono di scegliere e schiudono le loro porte al ricordo d’istanti di gioia e lampi di festosità. Rievocare una melodia, ravvivare il sorriso di pienezza che abbiamo provato la prima volta che abbiamo ascoltato un motivo musicale, pur brevissimo, è perpetuare un sentimento. La Banda Barsotti propone un luogo di memoria per celebrare uno dei più rilevanti compositori nel mondo del cinema. Lo sguardo di Claudia Cardinale, il sorriso ultimo di Robert De Niro, le parole di vita di Philippe Noiret, lo spirito irriverente di James Coburn sono per sempre accostati alle suggestive pennellate, sempre sognatrici, di Ennio Morricone. C’era una volta il West, C’era una Volta in America, Nuovo Cinema Paradiso, Giù la Testa sono alcune delle colonne sonore che fanno già parte della nostra vita, perché molti di noi hanno permesso che esse lo siano. La Banda Barsotti presenta rivisitazioni dell’eredità del compositore romano perché un omaggio alla sua figura è necessario, e perché gli omaggi ci rendono più felici.
Cripta del Santuario della Santa Casa Lauretana
Collocato tra i vigneti del colle di Tronchedo, vicino a Sondrio, il santuario è una delle chiese più imponenti della Valtellina e meta di pellegrinaggi da tutta la valle. Costruito tra il 1646 e il 1790 come ex voto dopo la peste del 1630, domina il territorio da una posizione sopraelevata. Al centro dell’edificio, sotto la cupola, si trova il tempietto della Santa Casa, eretto nel 1701 sul modello del santuario di Loreto: una cappella con due piccoli ingressi e volta affrescata con un cielo stellato. In una nicchia è custodita la Madonna Nera, circondata da ori, candelabri, ex voto dipinti, sculture raffinate e quattro preziosi reliquiari in legno intarsiato, frutto della devozione popolare.
Auditorium di Sant’Antonio
Il complesso di S. Antonio ha origini quattrocentesche: le strutture allungate lungo la piazza testimoniano l’antico convento domenicano. Colpisce subito il blu intenso del manto della Vergine nella lunetta sopra il portale, dipinta da Gaudenzio Ferrari, “culmine della pittura rinascimentale in Valle”, protetta dal piccolo portico su colonne. L’interno è ad aula unica con otto cappelle laterali; il presbiterio, ora parzialmente nascosto, ospita il moderno Auditorium. Gli arredi liturgici sono scomparsi, ma restano affreschi riemersi sotto la calce, con immagini di santi e patroni, i più antichi nelle cappelle di destra. Gli archi mostrano i colori autentici domenicani: bianco, nero e rosso. Dopo importanti lavori di restauro, l’antica chiesa, da tempo chiusa al culto, è oggi un Auditorium ideale per concerti, spettacoli e incontri culturali.
EDUCATIONAL NUOVA COPRODUZIONE
L’ALTRO MOZART
next generation
Azione scenica per attore ed ensemble di fiati
Wind Ensemble Orchestra
Filarmonica Ettore Pozzoli
Mauro Bernasconi direttore
Testo Alessia Todeschini
Musica Marco Marzi
Nico è un ragazzo di oggi. Per colpa di cattivi maestri che non gli hanno fatto amare la musica, odia le note e identifica nella figura del suo antenato W. A. Mozart, la causa delle sue frustrazioni. Ma il genio salisburghese per magia appare e si riscatta, diventando amico e mentore del protagonista. Conquista il ragazzino, lo aiuta ad affrontare con maggiore fiducia in sé stesso le sfide adolescenziali e lo attira con sé nell’affascinante mondo della musica.
Lo spettacolo presenta sia brani musicali mozartiani sia composizioni inedite scritte e propone uno sguardo diverso e accattivante sul celebre artista. Il tema del disagio giovanile, affrontato, mette sotto i riflettori, con una comunicazione coinvolgente e divertente, le modalità con cui questo disagio può essere espresso. Irrequietezza, iperattività, difficoltà di apprendimento, di attenzione e di inserimento nel gruppo, scarsa motivazione, basso rendimento. Vi sono coinvolte variabili personali: l’autostima, l’autoefficacia, componenti cognitive: l’ambiente di vita, l’ambiente scolastico, il rapporto tra l’alunno e l’insegnante, tra la famiglia e l’insegnante, tra l’adolescente e i suoi pari.
Lo spettacolo sarà preceduto da un progetto educational di preparazione alla fruizione che si svolgerà all’interno delle istituzioni scolastiche della Provincia di Sondrio da parte di esperti nel settore musicale e teatrale, al fine di favorire la partecipazione degli alunni allo spettacolo dal vivo. È rivolto a tutti, in particolare agli alunni del secondo ciclo scuola primaria (classi 3°,4° e 5°) e dell’intero ciclo scuola secondaria di primo grado.
Le repliche saranno realizzate nelle province di: Sondrio e Monza e della Brianza.
Coproduzióne Serate Musicali ETS e Filarmonica Ettore Pozzoli
UNA NOTTE DI LUCE
fate, elfi, folletti e miracoli
TramaSonora
Eliana Zunino voce bodhran, shruti box
Ivana Zecca clarinetto, percussioni
Katia Zunino arpa celtica, percussioni
In un mondo ideale ognuno crede in ciò che sente; non c’è giudizio, c’è solo confronto, semmai arricchimento. Dal mondo antico della leggenda e della tradizione orale arrivano insegnamenti senza tempo. Un racconto in viaggio attraverso il mondo, per grandi e piccini, con brani trasversali, emozionali, che evocano magia, amore, spiritualità; che rimandano a un credo inclusivo e plurale. Composizioni note che comunicano una dimensione spirituale universale e una sensazione di appartenenza alla grande comunità degli uomini. Musica senza pregiudizi, musica per tutti. Melodie popolari e ancestrali si intrecciano con delicatezza trascinando il pubblico in un mondo senza età. Arpa, voce, clarinetto e percussioni, quattro timbri distinti, un unico respiro.
L’arpa celtica, strumento dal suono dolce e cristallino, tipico della tradizione musicale e voce dei boschi e dei venti del nord, tesse trame di luce, antiche e sognanti. La voce, pura e vibrante dà forma alle emozioni. Il clarinetto, racconta con suono caldo storie sospese nel tempo, il suo timbro ora vellutato, ora vivace, accompagna gli ascoltatori lungo i sentieri reconditi dell’anima, come un racconto sussurrato tra le note del vento. Le percussioni pulsano come il suono della terra, richiamano ritmi ancestrali.
Insieme intrecciano un viaggio sonoro che abbraccia tradizione e magia per creare Una Notte di Luce, gioiosa e allo stesso tempo intima, di serenità e allegria.
Buone Feste a tutti, in qualsiasi modo vogliate pensarle.