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Iniziativa di protezione attualità – N. 29 / Settembre 2019

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Pubblicazione n. 29 / settembre 2019

: e r a i l i c i m o d e n Istruzio a t s e r r a a i z i l o p la i z z a g a r o r t t a qu

La lotta di un padre per i suoi figli Dirk Wunderlich è un padre di famiglia con le idee chiare su come istruire i suoi figli. Soprattutto da quando ha letto l’affermazione del pedagogista tedesco Hans-Jochen Gamm (1925-2011) che recita: «Abbiamo bisogno della stimolazione sessuale degli allievi per realizzare il rimodellamento socialista della società ed eliminare l’obbedienza all’autorità e l’amore che i bambini nutrono per i genitori.» Da allora difende il suo diritto ad istruire i suoi figli in famiglia, non lesinando gli sforzi per farlo. La sua famiglia gli è grata, ma ha dovuto attraversare momenti molto difficili. Un giorno, il padre di famiglia Dirk Wunderlich osserva dalla finestrella aperta del bagno cosa sta succedendo all’esterno e vede qualcosa come 30 agenti di una squadra speciale intenti a circondare la sua casa unifamiliare a Wembach, vicino a Darmstadt. Il comandante della squadra speciale intima di aprire immediatamente la porta di casa e mentre l’ufficiale giudiziario minaccia di forzare l’ingresso, due membri della squadra speciale si mettono in posizione davanti alla porta muniti di una sorta di ariete. Il padre non ha altra scelta che aprire.

Come racconta Dirk Wunderlich a «Iniziativa di protezione - Attualità», a questo punto tutto si svolge molto rapidamente. Il 29 agosto del 2013, verso le 8, le autorità irrompono nella casa unifamiliare. Al padre viene consegnata la decisione del tribunale che ordina il trasferimento immediato dei figli all’ufficio preposto alla cura dei giovani. La decisione prevede anche, tra le altre cose, l’uso della forza contro chi si opponga alla decisione, bambini compresi. Continua a pagina 2

Il padre (a sinistra) con il suo patrocinatore legale


«Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare»

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Continuazione da pagina 1: I tre bambini più piccoli vengono fatti salire su due automobili. Il maggiore, riferisce Wunderlich, oppone resistenza e viene portato fuori casa con la forza dagli agenti della squadra speciale. «Il trambusto dura pochissimo e dopo un attimo i quattro bambini, dai 7 ai 14 anni di età, non ci sono più», racconta il padre a «Iniziativa di protezione Attualità». Dopo l’internamento in istituto dei quattro figli, i genitori, con il patrocinio di un avvocato, intraprendono un’azione legale per riportare a casa i figli. Tre settimane più tardi, il Tribunale della famiglia emette La famiglia Wunderlich 2014 una decisione favorevole ai genitori. I bambini sono di nuovo a casa, ma l’autorità parentale resta all’Ufficio delle gioventù e i ragazzi sono pertanto costretti a frequentare la scuola pubblica. Germania: istruzione domiciliare non permessa A differenza di molti paesi europei e della maggior parte dei Cantoni svizzeri (vedi nostro servizio a pagina 3), la Germania non permette ai genitori di istruire i figli a casa, in famiglia. Ma è esattamente questa le scelta che i Wunderlich avevano fatto oltre dieci anni prima. Fino al momento dell’intervento della polizia occorso nell’agosto del 2013, la famiglia cambia più volte residenza in Germania, addirittura «fuggendo» per un breve periodo all’estero (in Francia, Norvegia e Ungheria), al solo scopo di sottrarsi alla persecuzione che lo Stato mette in atto nei loro confronti in ragione della loro scelta di istruire i figli in casa!

In un video della durata di 3 minuti3 i genitori spiegano le ragioni della loro scelta di istruire i figli a casa. Potete accedere al sito con il vostro smartphone leggendo questo codice QR con l’apposita APP. Con l’iPhone potete leggere il codice QR anche con la normale funzione fotocamera.

Ai genitori ci vuole un intero anno, a partire dalla data dell’intervento della polizia, per riottenere, nell’agosto del 2014, la custodia legale dei figli. Riprendono a istruire i figli in casa, ricorrendo a ogni sorta di espediente giuridico, fino ad arrivare alla più alta istanza giudiziaria tedesca, la Corte costituzionale federale1. Quest’ultima, tuttavia, nell’autunno del 2014 respinge un reclamo motivato sulla Costituzione. Successivamente, i Wunderlich approdano, grazie all’aiuto di ADF International2, un’organizzazione cristiana di assistenza giuridica, alla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU). Nel giudizio che esprime nella primavera del 2019, la CEDU ritiene, tuttavia, che nel caso della sottrazione dei bambini all’autorità parentale attuata con la forza nel 2013, non vi fu violazione del «diritto al rispetto della sfera privata e familiare» (art. 8 CEDU). In merito alla decisione della Corte, il patrocinatore legale ADF della famiglia Wunderlich lamenta che in Europa i diritti dei genitori sono calpestati e le decisioni prese nei confronti dei giovani sproporzionate. «Iniziativa di protezione - Attualità» ha posto alcune domande a Dirk Wunderlich: «Iniziativa di protezione - Attualità»: perché non vuole che i suoi figli seguano l’insegnamento della scuola pubblica? Dirk Wunderlich: «Rifiutiamo la scuola come istituzione in quanto si tratta di una sorta di campana di vetro (acuita dalla casermizzazione provocata dalla convivenza con soli coetanei) che distrugge la creatività, ostacola fortemente il processo di maturazione naturale dei bambini e si rivela generalmente distruttiva per le famiglie e la cultura. I pensieri e le intenzioni che Dio ha per noi (sia in quanto genitori, sia in quanto figli) possono trovare spazio solo all’interno di una convivenza famigliare in comunità e indisturbata, durante l’intero arco della giornata.» Continua a pagina 6

1 vedi la cronologia dettagliata su www.mediafire.com/file/ndquan4c7g0dnja/Chronologie_-_Fall_Wunderlich.pdf 2 Alliance Defending Freedom (ADF); adfinternational.org 3 Link al video: www.iniziativa-di-protezione.ch/media/videoteca


Pubblicazione n. 29 / settembre 2019

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Istruzione domiciliare in crescita A differenza della Germania, l’istruzione domiciliare non è vietata in Svizzera. Poiché la sovranità in materia di istruzione scolastica spetta ai Cantoni, i requisiti per l’istruzione domiciliare possono variare ed essere più o meno stringenti. Negli ultimi 10 anni, il numero di ragazzi che beneficia di questa forma di insegnamento è triplicato e ha raggiunto la cifra di 2000 allievi. In Svizzera, la maggior parte degli studenti che usufruiscono di un’istruzione domiciliare si trova nel Canton Berna (oltre 500 casi) e Vaud (oltre 600 casi). Seguono i Cantoni di Argovia e Zurigo. Il numero è in costante aumento e si attesta complessivamente in Svizzera a 2000 unità.

Contattato da «Iniziativa di protezione - Attualità», Villiger spiega che la sua associazione conta attualmente circa 700 membri. In occasione della giornata d’incontro che l’associazione ha promosso il 7 settembre 2019 ad Aarau, vi hanno aderito ulteriori 150 persone. Un altro padre ha recentemente rivelato all’Associazione iniziativa di protezione che per la sua famiglia l’istruzione domiciliare si sta rivelando sempre più una valida alternativa alle scuole statali scristianizzate. In precedenza aveva chiesto consiglio all’Associazione iniziativa di protezione, poiché non era per nulla d’accordo con il concetto di educazione sessuale proposto dalla scuola frequentata dai suoi figli. Con una mozione inoltrata al Consiglio nazionale nella primavera del 2019, PS e Verdi liberali chiedevano l’armonizzazione a livello svizzero delle condizioni per l’istruzione domiciliare, indicando come problematico il fatto che dei genitori traslocassero appositamente in Cantoni con esigenze meno stringenti. Nel frattempo, il Consiglio federale ha raccomandato di respingere la mozione, poiché in materia di insegnamento scolastico la sovranità è cantonale e a suo avviso non vi sarebbe necessità di uniformizzazione. Il Consiglio federale esprime piena fiducia ai Cantoni nell’assolvere la loro missione nel campo dell’istruzione.

Una famiglia che sta facendo scuola a casa

Quanto sono severi i requisiti per l’istruzione domiciliare nei Cantoni svizzeri?

I genitori che scelgono un’istruzione alternativa a domicilio per i loro figli lo fanno anche per motivi economici. Infatti, non tutti possono assumersi i costi spesso elevati delle rette di una scuola privata. Nel soggiorno o nella cucina di casa si può insegnare con poca spesa. Come scrive sulla sua homepage l’associazione Bildung zu Hause Schweiz (Istruzione domiciliare Svizzera) «è il mondo l’aula di scuola». L’associazione fornisce aiuto mettendo in contatto fra loro le famiglie, organizzando eventi comuni e fungendo da piattaforma centrale d’informazione1. Willi Villiger è presidente dell’associazione e a sua volta insegnante di scuola media superiore in una scuola pubblica. I suoi figli sono ottimamente integrati socialmente, visto che sono attivi in varie associazioni del paese. Diversi suoi figli studiano inoltre all’Università di Zurigo.

Verde scuro: requisiti da inesistenti a poco severi Rosso scuro: requisiti severi Esempio di interpretazione del grafico: in Ticino l’insegnamento privato in casa è permesso solo in casi eccezionali (in presenza di motivi fisici o psichici). Fonte: www.avenir-suisse.ch/freiheitsindex/

1 www.bildungzuhause.ch


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Rapporto da Berna Informazioni sulla sessualità nelle scuole: il Consiglio federale finanzia militanti femministe di sinistra Nel corso della sessione estiva ho presentato un’interpellanza in Parlamento. Essa verteva sull’organizzazione privata «Salute Sessuale Svizzera», che si impegna per l’atSebastian Frehner, tuazione il più fedele possibile alla consigliere nazionale lettera degli standard per l’Europa UDC, Basilea-Città (secondo noi dannosi) dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) in materia di educazione sessuale - anche in Svizzera. Da un lato, la risposta che il Consiglio federale ha dato il 21 agosto 2019 è da valutare positivamente: gli standard dell’OMS non sono obbligatori in Svizzera e in ambito scolastico la competenza per le informazioni sulla sessualità spetta ai Cantoni. Poi, però, il Consiglio federale appoggia le raccomandazioni dell’OMS rilevando che «l’approccio mirante ad una ‘educazione sessuale olistica’ sia utile non solo in considerazione dell’ampio sostegno di cui gode fra gli esperti in Svizzera e all’estero, ma anche perché coniuga la cura della salute con la sua promozione.»

Cosa fa però in realtà SSS? Scrive, ad esempio, in collaborazione in particolare con organizzazioni femministe di sinistra, una lettera aperta al Consiglio federale, esortandolo a sostenere nella propria agenda politica questioni specifiche legate alla donna e alla promozione della parità fra i sessi.

Che sia chiaro: non ho nulla contro l’uguaglianza giuridica fra i sessi. Tuttavia, non deve essere compito di un’associazione che, da statuti, è chiamata a propagare in Svizzera la cosiddetta «salute sessuale», farsi promotrice della lotta per l’eguaglianza rmatarie (estratto): Reti e organizzazioni cofi fra i sessi servendosi di fondi federali. Così facendo, il Consiglio federale finanzia una truppa di femministe ideologizzate di sinistra a spese dei contribuenti! Francamente, lo ritengo scandaloso.

In parole povere: il Consiglio federale approverebbe un’applicazione a livello nazionale degli standard dell’OMS, ma non lo fa perché le informazioni sulla sessualità nelle scuole elementari è di competenza dei Cantoni.

Sono dell’opinione che tutto ciò valga una nuova interpellanza al Consiglio federale. Perché il Consiglio federale finanzia militanti femministe di sinistra? Vi terrò aggiornati. Ancora una cosa: il 20 ottobre 2019 si terranno le elezioni alle due camere parlamentari. Scegliete bene: votate solo coloro che si impegnano a fare in modo che i genitori rimangano responsabili dell’educazione dei propri figli e che si impegnano per le informazioni sulla sessualità nelle scuole per gradi, non nociva e consona all’età dei bambini. Per il bene della nostra società.

Una risposta che non mi rassicura affatto! Volgiamo ancora una volta brevemente lo sguardo su «Salute Sessuale Svizzera» (SSS), la punta di diamante dell’OMS per l’attuazione in Svizzera degli standard citati. Ogni anno questa organizzazione riceve cospicui finanziamenti dalla Confederazione. Nel 2018 la cifra si è nuovamente aggirata intorno al milione di franchi. I fondi vanno impiegati per migliorare la cosiddetta «salute sessuale» in Svizzera, questo è il mandato.

Sebastian Frehner, Consigliere nazionale, Riehen (BS)

1 www.sante-sexuelle.ch/wp-content/uploads/2019/06/ Brief_Bundesrat_Juni2019.pdf


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Pubblicazione n. 29 / settembre 2019

Indottrinamento LGBT a Disneyworld? La fondazione spagnola CitizenGO sta attualmente raccogliendo firme per una petizione online indirizzata alla direzione della Disney Corporation. Scopo dell´azione è chiedere al gigante dell’intrattenimento di rinunciare in futuro ad autorizzare, nei suoi parchi di divertimento, eventi inneggianti alla «celebrazione e promozione dell’ omosessualità». L’Associazione iniziativa di protezione chiede di unirvi anche voi nel sostenere la petizione1.

Cosa succede se la società civile (cristiana) non riesce a far passare il messaggio alla Disney Corporation? «L’ideologia gender e l’agenda LGBT troveranno sempre più ampia diffusione negli ambiti più disparati. Con slogan come ‹Diversità›, ‹L’amore è amore› e ‹No alla discriminazione›, aree sempre più ampie dell’economia e del vivere quotidiano saranno permeate con questi temi. Lo scopo dovrebbe essere quello di promuovere l’uguaglianza e l’accettazione di queste idee e stili di vita. Ma non è esattamente così. Anche se sottaciuta, è presente l’intenzione di voler cambiare la società sdoganando per normali gli stili di vita LGBT.» Perché firmare questa petizione? «Perché ogni singola voce conta. Disney è un’impresa che opera su scala mondiale e potrà essere smossa dalle sue posizioni solo se riusciamo a motivare un numero significativamente grande di cittadini, in tutto il mondo, a sostenere la nostra petizione e a telefonare alle varie sedi della Disney esprimendo disappunto».

Minnie e Mickey sono tristi (CitizenGO)

L’iniziativa promossa da CitizenGO si pone sullo sfondo della gay parade organizzata da attivisti omosessuali al parco di divertimenti Disneyworld di Parigi nel giugno del 2019. La protesta online si rivolge alla direzione della Disney Corporation e a inizio settembre ha già raccolto oltre 336’000 firme. L’obiettivo è raggiungere 500’000 firme! «Iniziativa di protezione - Attualità» ha posto alcune domande a Eduard Pröls di CitizenGO Germania: Perché bandire gli attivisti LGTB2 da un parco divertimenti della Disney? «I parchi ricreativi come quelli della Disney sono stati concepiti in primo luogo per offrire momenti di svago e divertimento spensierato alle famiglie con bambini di tutte le età. Si dovrebbe quindi rinunciare per principio a proporre attività che si pongono sullo sfondo di un indottrinamento politico, come avviene con l’ideologia gender e l’agenda LGBT.

Se la Disney Corporation non dovesse fermare la propaganda LGBT, quali sviluppi dovremmo attenderci? «Se le gay parade LGBT fanno scuola nelle strutture ricreative, presto assisteremo alla tendenza a ospitare eventi del genere anche in altri contesti, come le società sportive, le piscine e i bagni pubblici, gli asili nido, le scuole dell’infanzia e la scuole in generale. Questo poiché i sostenitori dell’agenda LGBT faranno di tutto per indottrinare bambini più giovani con la loro ideologia dannosa.» L’Associazione iniziativa di protezione vi esorta a sostenere questa importante petizione (vedi nota in calce 1).

1 www.citizengo.org/de/fm/171901-disney-stop-die-weltweite-lgbt-indoktrinierung 2 LGBT: Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender


«Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare»

Continuazione dell’intervista da pagina 2: I critici dell’insegnamento in famiglia sottolineano la necessità per i ragazzi di confrontarsi in dialogo con coetanei dalle opinioni differenti. Inoltre, anche la collettività avrebbe interesse all’integrazione di tutti gli allievi nella società attraverso la frequentazione della scuola pubblica. «Il termine ‹collettività› è solo una finzione nebulosa che viene sempre usata quando lo Stato vuole imporre le sue visioni senza esserne legittimato. Lo Stato spinge per una forma di ‹integrazione› che non ha alcun diritto di imporre. Purtroppo, allo Stato non basta che il cittadino prenda solo conoscenza di altre idee o opinioni. No, lo Stato le vuole imporre! L’educazione sessuale ideologizzata e nociva per i bambini è un ottimo esempio in questo senso!»

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Ci vuole coraggio per difendere i propri diritti di genitore in modo così deciso? «Non ci siamo mai posti la domanda del coraggio. Piuttosto, in tutte le domande che riguardano la vita, ci chiediamo se ciò che facciamo sia giusto o sbagliato. Se si prende sul serio la Parola di Dio, noi genitori commetteremmo peccato ad esporre i nostri figli alla malvagità.» Dirk Wunderlich, che si definisce cristiano, nell’intervista con «Iniziativa di protezione - Attualità» lamenta il fatto che lo Stato vada ben oltre i suoi limiti e perseguiti le famiglie che in Germania vogliono occuparsi di persona dell’istruzione dei loro figli. Mette in guardia da uno Stato che limita in misura sempre maggiore i diritti e le libertà fondamentali dei suoi cittadini e chiede che «venga finalmente posto fine al terrore di Stato».

Azione banconota da 10 franchi Se non difendiamo il diritto all’istruzione dei genitori oggi, apriremo le porte, un domani, al diffondersi di ideologie inquietanti e alla loro azione distruttiva negli asili nido, nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole pubbliche. Solo unendo le forze possiamo contrastare, oggi, questa pericolosa evoluzione. Sosteneteci anche voi!

a) Vanderso 10 franchi coprite le spese annuali di produzione di questa rivista.

b) Con 30 franchi aiutate una famiglia con bambini a difendere i propri diritti.

c) Con 50 franchi contribuite, in più, a sostenere una campagna contro la sessualizzazione precoce dei bambini. Le donazioni sono ora deducibili fiscalmente (a livello federale e cantonale). Grazie di cuore.

Fate una donazione: Iniziativa di protezione Casella Postale, 4142 Münchenstein Conto Postale: PC 70–80 80 80–1 IBAN: CH67 0900 0000 7080 8080 1 www.iniziativa-di-protezione.ch, info@iniziativa-di-protezione.ch

Impressum: Iniziativa di protezione – attualità è una pubblicazione trimestrale / Abbon.: CHF 10.– l’anno; gratuito per i benefattori / Editore e redazione: Associazione Iniziativa di protezione, Casella postale, 4142 Münchenstein / Tel. 061 702 01 00 / info@iniziativa-di-protezione.ch, www.iniziativa-di-protezione.ch, Conto postale: 70-80 80 80-1 / © Associazione Iniziativa di protezione / Fotografie: pag. 1/3: Shutterstock; le altre: m.a.d. / Grafica: WJP Werbeagentur, 4053 Basel / Stampa: Spühler Druck AG, Rüti.


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