Pubblicazione n. 28 / giugno 2019
Ticino: ria o t a g li b b o a s n e M dai 4 anni. ti! Genitori indigna
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Verena Herzog Consigliera nazionale
L’associazione rinfranca padri e madri Regolarmente riceviamo i ringraziamenti di padri e madri per il nostro lavoro di consulenza. Perché quando in una scuola sono previste, o hanno già avuto luogo, lezioni di educazione sessuale oltre i limiti destinate a bambini o adolescenti, offriamo consulenza e sostegno su misura in ogni singolo caso. È poi un piacere vedere il sollievo nei volti dei genitori in cerca di aiuto quando l’associazione li mette in contatto con altri genitori in situazioni simili, in tutta la Svizzera e al di là delle barriere linguistiche! Spesso già un primo colloquio riesce a fare chiarezza sul quadro legale e l’ulteriore modo di procedere. I genitori sono meglio informati sui loro diritti e doveri e si sentono rinfrancati.
Cito qui solo brevemente un caso concreto di consulenza del 2018, dove la direzione di una scuola elementare era venuta a conoscenza dei piani di educazione sessuale fuori luogo di un insegnante solo grazie al coraggioso intervento dei genitori. Dopo numerose discussioni, all’insegnante fu infine proibito di continuare a utilizzare in classe contenuti didattici offensivi. Un grande successo per i genitori e i bambini di questa scuola! Per poter rendere possibili simili successi anche in futuro, servono, come dice la dott. Gudrun Kugler (ved. pagg. 2–3), padri e madri che si impegnano «con forza e coraggio» nella società. Indipendentemente dal ruolo o posizione che ciascuno di noi occupa nella società! Con il vostro sostegno, cara lettrice, caro lettore, potremo continuare anche in futuro a offrire consulenza e infondere coraggio a tanti genitori preoccupati. Grazie di cuore.
Verena Herzog, Consigliera nazionale UDC, Turgovia Membro di comitato dell’Associazione iniziativa di protezione
«Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare»
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Ottima conferenza con cinque doma Di Vienna, dottoressa in legge, Gudrun Kugler è nota a livello internazionale. Nel corso di una coinvolgente conferenza sul tema del «come e con quali obiettivi concretizzare l’impegno cristiano in politica e nel settore pubblico» tenuta a Olten in occasione dell’assemblea annuale dell’Associazione iniziativa di protezione, pone l’accento sull’importanza dell’impegno personale di ciascuno nella società, indipendentemente dalla sua posizione sociale. Allo stesso tempo mette in guardia dalla tentazione di rifugiarsi nella propria sfera privata, una scelta fatale che porterebbe in poco tempo a un quadro legislativo fortemente limitativo della libertà! Kugler inizia citando il filosofo politico e pensatore conservatore britannico Phillip Blond, noto tra l’altro anche per essere il fratellastro di Daniel Craig, l’attore interprete di James Bond. Secondo Blond hanno fallito sia la destra che la sinistra. La sinistra perché non ha reso tutti uguali, la destra perché non ha reso tutti ricchi. La gente è in cerca di risposte, di una via nuova. Ma dove porta il viaggio? A sinistra la prospettiva è il collettivismo totale, a destra l’individualismo a oltranza. Blond, prosegue Kugler, pone fra questi due estremi l’etica sociale cristiana. Essa poggia su valori comprovati e sperimentati da secoli. I valori cristiani poggiano su criteri ragionevoli a riguardo della società umana. Ciò di cui ha bisogno l’umanità, afferma Kugler, lo si deriva dalla stessa fenomenologia umana. In passato si parlava di legge naturale, oggi di ecologia dell’uomo. In quest’ottica, ogni essere vivente è dotato di una propria ecologia innata, una legge che deve rispettare, se vuole prosperare. Altrimenti affonda, come un orso polare in mare che non trova più lastroni di ghiaccio su cui sostare! Un discorso che vale anche per il mondo vegetale, al quale dovremmo assicurare tutto ciò di cui ha bisogno affinché prosperi. Secondo Kugler, uno dei grandi errori dell’Europa è stato il non aver applicato
questo principio anche alla società umana. Cinque domande Retoricamente chiede se il fatto che l’umanità sia costituita di uomini e donne rappresenti un problema. Perché è proprio questo il quesito alla base della discussione gender. Nelle direttive sull’insegnamento si esprime l’auspicio che la scuola si lasci alle spalle «ruoli di genere rigidamente bipolari». Perché, se si distingue fra uomo e donna, la donna diventa il «sesso debole» e finisce automaticamente per essere discriminata. Se ci si dichiara d’accordo con il principio che la società è composta da donne e uomini, prosegue Kugler, si sottintende che l’eterosessualità è meglio dell’omosessualità, e dunque gli omosessuali sarebbero discriminati. Quindi, per non discriminare donne e omosessuali, è meglio dire che nella società non ci sono né uomini, né donne. Ecco cosa è il gender! Ma se vogliamo davvero evitare qualsiasi discriminazione, è necessario, al contrario, promuovere «buoni comportamenti» e il «senso di comunità», presupposti, questi sì, indispensabili per il convivere sociale in presenza di diversità, sostiene Kugler. Kugler chiede poi se l’elemento fondante di una società sia
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ande la famiglia o l’individuo. Nel rimarcare il tasso di natalità molto basso dei paesi dell’Europa occidentale, critica l’atteggiamento dominante di considerare i bambini un peso. Una posizione secondo lei riconducibile al comunismo. Friedrich Engels aveva scritto infatti nel suo manifesto sulla famiglia che questa rappresentava sempre e comunque una forma di violenza e di oppressione nei confronti di donne e bambini. Kugler sottolinea poi come fra i seguaci di questa ideologia i bambini sono solitamente messi in relazione solo con problemi (il problema della violenza nelle famiglie, il problema della cura dei bambini, etc.), con la conseguenza che i bambini sono visti come un qualcosa che necessita evitare. Un’ulteriore domanda è se sia un bene per un bambino di età inferiore ai tre anni rimanere a casa o se non sia meglio metterlo in un «parcheggio sociale». Le donne che rimangono a casa ad accudire i figli sarebbero penalizzate dal punto di vista economico. L’economia e parte dei partiti politici, tuttavia, continuano a rivendicare nuovi asili nido, anche laddove le madri non ne avvertono il bisogno. «È legittimo pretendere qualcosa da un individuo per un bene sociale superiore?» chiede ancora Kugler. Per la maggior parte dei politici, eutanasia e aborto sono un atto di «amore verso il prossimo», perché eviterebbero «sofferenze inutili», mentre altre soluzioni costituirebbero una pretesa. Al giorno d’oggi, ci si starebbe addirittura superando quanto a compassione. Kugler in proposito cita il filosofo francese Hadjadj1, quando parla dell’eresia dell’amore e del totale fraintendimento del significato dell’amore per il prossimo. Tanto che i cristiani che agiscono per amore vero sono addirittura considerati crudeli.
piaceri personali. Oggetto di critica in questo caso sono i contenuti delle lezioni di educazione sessuale, che incoraggiano il secondo aspetto. Basta porre queste cinque domande a un politico per capire in pochissimo tempo da che parte sta. La dott. Kugler raccomanda agli amanti del pensiero strategico il testo «To Change the World» di James Davison Hunter2. Nell’opera l’autore mostra minuziosamente i cambiamenti culturali in atto e gli insegnamenti che i cristiani possono trarne. Come dovrebbero agire i cristiani, Kugler lo spiega sulla scorta di proposte concrete e attuabili, sollecitando l’azione di ciascuno, dove e come meglio può. Il riferimento è alla «faithful presence», interpretata come «agire nella fede». Ognuno di noi è chiamato a dare il suo contributo nel mondo, con forza e coraggio. Non è tanto il successo che si sarà ottenuto al termine della propria vita a contare, quanto piuttosto il nostro impegno «forte, leale e coraggioso» per il bene, conclude Kugler. Al termine di un lungo applauso, l’ex consigliere nazionale Toni Bortoluzzi, presidente dell’Associazione iniziativa di protezione, ringrazia di cuore la dott. Gudrun Kugler per l’eccellente conferenza e consegna un regalo.
Dott. iur. Gudrun Kugler, giurista, teologa, madre di quattro figli e Consigliere nazionale nel parlamento austriaco.
La quinta domanda che pone Kugler, è se con la scuola e l’istruzione vogliamo contribuire al successo delle relazioni oppure puntare sul soddisfacimento dei bisogni e dei
La dott.essa Gudrun Kugler è attiva in vari ambiti: • dal 2001 opera in seno a vari organismi UE, ONU e OSCE • è impegnata nella lotta contro la persecuzione dei cristiani (www.intoleranceagainstchristians.eu) • è fondatrice dell’Alleanza mondiale della gioventù in Europa (www.wya.net) a Bruxelles • è promotrice di varie interpellanze al parlamento austriaco tese a migliorare la protezione dei bambini e degli adolescenti dalla pornografia.
1 Fabrice Hadjadj è di genitori ebrei, porta un nome arabo e si è convertito al cristianesimo. È uno dei maggiori filosofi francesi, ma vive con sua moglie e i suoi otto figli in Svizzera. 2 To Change the World. The Irony, Tragedy and Possibility of Christianity in the Late Modern World; James Davison Hunter; Oxford University Press, 368 pag., ISBN 978-0-19-973080-3
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Rapporto da Berna Il Consiglio federale è o no a conoscenza della sessualizzazione precoce in base agli standard OMS Le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) nel campo dell’educazione sessuale in Europa sono notoriamente criticate per il fatto di istigare la sessualizSebastian Frehner, zazione precoce dei bambini. Anaconsigliere nazionale lizzandole attentamente, è difficile UDC, Basilea-Città scrollarsi di dosso l’impressione che a essere in primo piano non siano tanto l’insegnamento e la lotta contro gli abusi, quanto piuttosto l’obiettivo di trasformare i bambini in esseri sessuali «completi». In Svizzera, a impegnarsi per una implementazione tel quel di questi standard è soprattutto «Salute Sessuale Svizzera», un’organizzazione privata senza scopo di lucro che ha sempre seguito con determinazione questa sua linea d’azione, senza curarsi di rispondere alle giustificate critiche mosse da genitori e altre organizzazioni. Di per sé, in quanto organizzazione privata, avrebbe il diritto di fare ciò che vuole. Non fosse che da diversi anni essa beneficia di cospicue sovvenzioni pubbliche (attorno a un milione di franchi svizzeri nel solo 2018) erogate dalla Confederazione nel contesto del «Programma nazionale HIV e altre infezioni sessualmente trasmissibili (PNHI)». Siccome nutro delle riserve sull’operato di «Salute Sessuale Svizzera», il 6 marzo 2018 avevo sottoposto al Consiglio federale un’interpellanza (18.3075) nella quale chiedevo se i fondi erogati servissero anche a propagandare la sessualizzazione precoce secondo gli standard dell’OMS. Il Consiglio federale rispose che gli standard dell’OMS non sono «una normativa vincolante per i singoli paesi». Affermò pure che l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) non era a conoscenza di progetti finalizzati all’attuazione degli standard dell’OMS.
La risposta del Governo mi aveva in parte rassicurato. Nel numero 24 di «Iniziativa di protezione - Attualità», uscito nel giugno del 2018, avevo perciò espresso la mia soddisfazione e intitolato il mio «Rapporto da Berna» così: «Il Consiglio federale ‹si distanzia› dagli standard OMS per l’educazione sessuale.» Ahimè, una soddisfazione di breve durata, poiché il 24 maggio 2019 un comunicato stampa di «Salute Sessuale Svizzera» mi ha messo in allarme. L’organizzazione annuncia infatti il lancio di una piattaforma online (www. educazionesessuale-scuola.ch), che propone un’educazione sessuale «olistica» secondo gli standard dell’OMS. Il comunicato contiene tra l’altro anche la frase seguente: «... il Consiglio federale definisce l’educazione sessuale come un approccio olistico in linea con gli standard dell’OMS Europa. (...)» Dove sta allora la verità? È vero che in Svizzera non sono stati attivati progetti finanziati dalla Confederazione e finalizzati alla sessualizzazione precoce dei bambini secondo gli standard dell’OMS, come si può evincere dalla risposta alla mia interpellanza? Oppure è vero il contrario? Se così fosse, cosa ha indotto questo mutamento di posizione? O forse è solo «Salute Sessuale Svizzera» che cita indebitamente il Consiglio federale per rafforzare la propria visione nel campo della «educazione sessuale»? Domande su domande. Fatto sta che in questa sessione presenterò una nuova interpellanza. È un aspetto che va assolutamente chiarito. Per il bene dei nostri figli.
Sebastian Frehner, Consigliere nazionale, Riehen (BS)
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Ticino: incubo all’asilo Padri e madri di bambini che frequentano la scuola dell’infanzia riferiscono all’Associazione iniziativa di protezione di uno sviluppo preoccupante in atto in Ticino. Uno dei padri coinvolti è contrariato per il fatto che suo figlio di 4 anni non ha il permesso tornare a casa sul mezzogiorno per pranzare con i genitori (poiché la mensa è obbligatoria). Un altro aspetto controverso è l’obbligo di frequentare la scuola dell’infanzia anche il pomeriggio. Madri e padri coinvolti hanno ora deciso di opporsi fondando l’associazione ARIPE1.
Sono pesanti ingerenze nei confronti della vita familiare e del diritto all’istruzione dei genitori, che hanno per finire portato alla fondazione dell’associazione ARIPE. Che si pone due obiettivi: l’abolizione dell’obbligatorietà della frequentazione della mensa e l’abolizione dell’obbligatorietà della frequentazione della scuola nel pomeriggio durante il primo anno di scuola dell’infanzia, dato il peso eccessivo di una tale prolungata assenza da casa (circa 7 ore al giorno) per dei bambini di questa fascia d’età. Principale responsabile di questo regolamento ostile alle famiglie è il DECS4, il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, diretto a Bellinzona dal consigliere di Stato Manuele Bertoli. Come ex insegnante di scuola elementare e giurista, l’«imperturbabile politico di sinistra» (NZZ) certamente conosce l’effetto che questa regolamentazione produce sulle famiglie. Alle lamentele, tuttavia, il suo dipartimento risponde che la pausa pranzo è un «momento educativo» al quale tutti devono partecipare5. In quest’ottica, i pasti scolastici sono visti come una parte integrante del «compito educativo» della scuola dell’infanzia.
Bellinzona.
Il Dr. med. Alessandro Perucchi, membro di comitato dell’associazione ARIPE, parla molto bene il tedesco e ha informato l’Associazione iniziativa di protezione sulla situazione in Ticino, dove bambini di 4 anni2 sono allontanati dalle madri anche quando queste vogliono prendersene cura personalmente. A differenza di quanto avviene in tutti gli altri cantoni svizzeri, in Ticino l’obbligo di frequentazione a tempo pieno la scuola dell’infanzia vale già a partire dai 4 anni di età. I bambini della scuola dell’infanzia di 4-5 anni sono obbligati a pranzare lontani dalle loro famiglie 4 volte alla settimana, poiché vige l’obbligo delle frequentazione della mensa scolastica imposto a livello cantonale. Enrico Ferrari, un altro dei padri coinvolti, membro di comitato e portavoce di ARIPE, è contrariato per il fatto che a pranzo la sedia di suo figlio a tavola rimanga vuota. Parlando a nome di molti genitori, chiede che la mensa torni ad essere facoltativa. Entrambi i papà si sentono raggirati dallo Stato! Una madre del Sottoceneri denuncia il fatto che pranzare all’asilo è diventato un incubo per sua figlia. La bambina ha paura, sta male e vomita3.
Se i genitori in Ticino non combattono queste forme di ingerenza statale, dovranno presto fare i conti con sempre nuovi «momenti educativi», come, ad esempio lezioni ai bambini sul loro diritto ad una sessualità autonoma (vedi programma di sessualizzazione precoce dell’OMS6).
Informazioni di contatto associazione ARIPE Indirizzo:
ARIPE C/o Enrico Ferrari Casella postale 343 6950 Tesserete
E-mail:
associazionearipe@gmail.com
Facebook: https://www.facebook.com/aripeticino/
1 ARIPE (Associazione per il Rispetto di un’Infanzia Pedagogicamente Equa). 2 L’obbligo di frequentazione della scuola a partire dai 4 anni inizia sempre dalla fine di ottobre 3 www.caffe.ch 4 Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, Piazza Governo 7, 6501 Bellinzona, Direttore: Manuele Bertoli 5 www.caffe.ch 6 https://www.bzga-whocc.de/fileadmin/user_upload/Dokumente/WHO_BZgA_ Standards_italienisch_new.pdf
«Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare»
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«Ben fatto Iniziativa di protezione!» È questo il complimento rivolto all’Associazione iniziativa di protezione da un padre della Svizzera romanda più che soddisfatto. Si tratta di un padre che ha partecipato con la moglie e i tre figli all’assemblea generale 2019 dell’Associazione iniziativa di protezione a Olten. Ha definito l’associazione «una forza per il bene nella lotta contro l’ideologia gender nella scuola e nella società». Ha apprezzato molto la conferenza della dott. Gudrun Kugler, al pari delle «opportunità di poter incontrare altri genitori e allacciare contatti». Ci ha detto che sta preparando un incontro a livello locale dove «condividere informazioni» allo scopo di proteggere i bambini da questa dannosa ideologia sui sessi. Conclude dicendo «Ben fatto iniziativa di protezione!». Un altro papà, della regione di Berna, è venuto a Olten con sua figlia. Ha ringraziato esplicitamente l’Associazione iniziativa di protezione per il «sostegno diretto ricevuto dalla sua famiglia». L’associazione è stata «di grande aiuto» per sua moglie e lui, perché a scuola e nella cerchia dei genitori si erano scontrati con un muro di incomprensione. «È molto importante trovare persone che la pensano allo stesso modo in circostanze come questa», cosa che del resto gli è riuscita
«dopo una breve ricerca in Internet». Ha poi augurato all’Associazione iniziativa di protezione forza e determinazione nel suo impegno per la protezione dei bambini dalle ingerenze ideologiche all’interno del sistema scolastico.
Papà creano una rete.
Novità: le donazioni sono ora deducibili! L’amministrazione fiscale del Cantone di Basilea Campagna ha riconosciuto lo statuto di associazione senza scopo di lucro all’Associazione iniziativa di protezione, assicurandole perciò l’esenzione fiscale e la possibilità per i sostenitori di dedurre le donazioni dalle imposte. Ciò significa che, d’ora in poi, tutte le donazioni devolute all’Associazione iniziativa
di protezione potranno essere detratte dalla dichiarazione dei redditi in tutti i cantoni svizzeri e a livello federale. Dopo la fine dell’anno invieremo un attestato fiscale a tutti i donatori. Ci ha fatto davvero molto piacere vederci riconosciuti i nostri sforzi nell’offrire consulenza ai genitori e in favore della protezione di bambini e adolescenti.
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