Pubblicazione n. 7 /Febbraio 2014
Voci dell’iniziativa popolare
Andrea Geissbühler Consigliera nazionale, UDC, BE
Conclusa con successo la raccolta delle firme Il comitato d’iniziativa «Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare» ha consegnato martedì 17 dicembre 2013 alla Cancelleria federale a Berna 110 000 firme convalidate. L’iniziativa popolare si rivolge in primo luogo contro i piani dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) che, con il pretesto della prevenzione dell’Aids, mirano a introdurre in tutta la Svizzera lezioni obbligatorie di educazione sessuale a partire dalla scuola dell’infanzia. Le firme raccolte provengono dalla Svizzera intera. Il migliore esito della raccolta di firme (cfr. la lista S. 2) è stato raggiunto nel Cantone liberale di Basilea Città.
L’iniziativa popolare vuole stabilire nella Costituzione federale che l’educazione sessuale compete ai genitori e che le scuole non possono impartire lezioni di educazione sessuale a bambini d’età inferiore ai nove anni. Inoltre possono essere impartite sia lezioni a titolo di prevenzione degli abusi su bambini a partire dalla scuola dell’infanzia, sia lezioni di biologia destinate alla trasmissione di informazioni sulla riproduzione e sullo sviluppo umani ad allievi che hanno compiuto almeno dodici anni. Mediante il suo concetto di protezione, l’iniziativa popolare persegue un rafforzamento dei diritti fondamentali costituzionali della libertà personale, dell’integrità dei bambini e del rispetto della vita privata e famigliare. La votazione popolare avrà presumibilmente luogo fra due anni. È rallegrante la notizia secondo cui i genitori basilesi che avevano ricorso contro le lezioni obbligatorie di educazione sessuale nelle scuole dell’infanzia di Basilea con i provocatori «box del sesso», si rivolgano ora al Tribunale federale. Gli argomenti di discussione non mancano, rimanete in campo con noi!
Andrea Geissbühler Consigliera nazionale, UDC, BE
Iniziativa popolare federale «Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare»
Perché questa iniziativa popolare è urgentemente necessaria educazione sessuale nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole elementari. Furono allestiti relativi programmi e obiettivi d’insegnamento e si mise a disposizione materiale didattico, denominato indelicatamente «box del sesso». I media posero Dott. iur. Sebastian Frehner, l’interrogativo: «Questi box del sesso rovinano i Consigliere nazionale, UDC, BS nostri figli?» Per noi si poneva un’altra domanda: «Vogliamo sì o no introdurre lezioni obbligatorie di educazione sessuale dalla scuola dell’infanNella primavera del 2011 i media avevano annun- zia?» La risposta fu subito chiara: «No! Non vociato che il Cantone di Basilea Città voleva intro- gliamo, è troppo presto! In questa tenera età durre dall’agosto 2011 lezioni obbligatorie di l’educazione sessuale spetta ai genitori!»
Risultati della raccolta per Cantone Cantone
Aventi diritto di voto
Numero di firme
in % degli aventi diritto di voto
BS
114 087
5 097
SG
314 097
AI
Cantone
Aventi diritto di voto
Numero di firme
in % degli aventi diritto di voto
4.47%
AG
406 534
8 167
2.01%
13 074
4.16%
LU
265 444
5 326
2.01%
11 451
475
4.15%
VS
211 359
4 164
1.97%
AR
37 981
1 557
4.10%
SO
175 570
3 399
1.94%
SZ
100 088
3 352
3.35%
ZG
72 917
1 367
1.87%
TG
164 146
4 626
2.82%
OW
25 766
426
1.44%
BE
722 153
18 164
2.52%
FR
190 478
3 131
1.64%
GR
135 990
3 339
2.46%
NW
30 589
442
1.44%
BL
186 686
4 306
2.31%
TI
215 089
3 038
1.41%
GL
26 067
562
2.16%
VD
417 213
3 525
0.84%
SH
50 614
1 083
2.14%
NE
110 398
808
0.73%
UR
26 212
558
2.13%
JU
51 425
329
0.64%
ZH
889 444
18 280
2.06%
GE
243 535
1 455
0.60%
5 195 333
110 040
2.12%
Totale
Pubblicazione n. 7 /Febbraio 2014
Presto constatammo che non si trattava soltanto di introdurre nel Cantone di Basilea Città lezioni obbligatorie di educazione sessuale dalla scuola dell’infanzia, bensì che l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) aveva elaborato da tempo un piano strategico che prevedeva l’introduzione di lezioni di educazione sessuale dalla scuola dell’infanzia sull’intero territorio della Svizzera. Menziono al riguardo il «Programma nazionale HIV e altre infezioni sessualmente trasmissibili 2011-2017 (PNHI)» e il «Centro di competenza pedagogia sessuale e scuola» realizzato su incarico dell’UFSP, il quale aveva a sua volta pubblicato un documento di base in materia di pedagogia sessuale e scuola (Grundlagenpapier Sexualpädagogik und Schule, soltanto in ted.). In una nota del PNHI (pag. 90, n. 93) si legge espressamente che, nell’ambito di tale programma, non è ammesso che i bambini (risp. i loro genitori) si appellino al loro diritto di autodeterminazione per farsi dispensare dalle lezioni obbligatorie di educazione sessuale!
L‘iniziativa si rivolge contro i piani dell‘UFSP Noi non siamo d’accordo con i piani dell’UFSP. Un bambino di quattro anni non deve imparare a distinguere tra omosessuale, pederasta, lesbica e bisessuale. Ci difendiamo da una tale educazione sessuale ideologizzata. Con la nostra iniziativa popolare chiediamo quindi in un certo senso all’UFSP anche di abbandonare tali piani!
Effetto di protezione già da oggi Con la nostra iniziativa abbiamo raggiunto già oggi qualcosa: i «box del sesso» basilesi per le scuole dell’infanzia ed elementari non sono più denominati tali. Il materiale pornografico è stato eliminato da essi. I piani d’insegnamento sono stati adeguati. Il Centro di competenza pedagogia sessuale e scuola di Lucerna è stato chiuso a li-
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vello nazionale. Il piano d’insegnamento 21 è orientato alla concezione insita nella nostra iniziativa. Da oggi fino al giorno della votazione popolare, nel 2016, la nostra iniziativa popolare esplicherà costantemente un crescente effetto di protezione: nessuna direzione scolastica e nessun dipartimento dell’educazione si azzarderanno a introdurre lezioni obbligatorie di educazione sessuale: sarebbe come fornire carne da cannone per la nostra iniziativa popolare!
110 000 firme da tutti i Cantoni I Cantoni di Zurigo e Berna sono in assoluto quelli che hanno contribuito maggiormente alla raccolta delle firme totalizzando ciascuno 18 000 firme. Segue San Gallo con oltre 13 000 firme. Sono cifre impressionanti. Tuttavia il quadro cambia se le poniamo in rapporto con la popolazione avente diritto di voto: al primo posto troviamo Basilea Città, dove quasi uno per venti dei cittadini ha firmato!
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La mia responsabilità di madre Ne ho abbastanza di sentire le ripetute prediche di sedicenti specialisti finanziati dallo Stato, i quali sostengono che presumibilmente molti genitori non vogliono più educare i loro figli e nemmeno sono più in grado di farlo.
Ulrike Walker, co-presidente, BS
Conosco la mia responsabilità di madre nei confronti dei miei figli e voglio assumerla. In quanto cittadini svizzeri sappiamo che essere autoresponsabili è importante; crediamo che, in quanto adulti maggiorenni, siamo sufficientemente maturi per educare noi stessi i nostri figli. Questo diritto a un’educazione pienamente responsabile dei miei figli – così come io ritengo sia giusto – non voglio perciò lasciarmelo togliere. Non dobbiamo lasciare che lo Stato ci detti che cosa sia meglio per i nostri figli. La scuola deve formare i nostri figli ma l’educazione e la trasmissione di valori competono principalmente a noi genitori
Come madre consapevole della propria responsabilità ne ho anche abbastanza di subire le prediche dello Stato, secondo cui i suoi esperti sono più capaci di noi genitori. Proprio la storia dei «Verdingkinder» ha mostrato che gli esperti dello Stato non possono offrire alcuna garanzia per il bene dei nostri figli. Non si può permettere che, a causa di singoli casi problematici, lo Stato passi sopra la maggioranza dei genitori maggiorenni e pienamente responsabili e ne assuma le veci.
Basta con gli esperimenti! Noi non siamo di principio contrari all’educazione sessuale nelle scuole. Tuttavia, attraverso i programmi di prevenzione e i chiarimenti, i bambini piccoli sono privati della loro spensieratezza e vengono spiritualmente abusati. Un abuso del genere si era già verificato nelle scuole durante gli anni Ottanta. È quanto emerge da una citazione di un’ex allieva di una scuola basilese: «Fummo costretti e parlare di qualcosa di intimo che non conoscevamo ancora.» Allora la si chiamava pedagogia riformativa, oggi pedagogia emancipatoria, ma il contenuto è rimasto invariato. Bambini e giovani vengono costretti a fare qualcosa che non vogliono ma, spesso a causa di dinamiche di gruppo, non osano dirlo. Per tale motivo vorrei dare anche in futuro una voce a tutti quei bambini e giovani. Anche se i media o le autorità tentano a più riprese di convincerci del contrario, di bambini spensierati che non vogliono saperne nulla di sessualità, ve ne sono ancora; vi sono addirittura giovani che da tempo non nutrono interesse per questo tema e vi sono genitori che sono consapevoli della loro responsabilità! L’obiettivo dell’iniziativa è di lasciare che i bambini siano bambini! La raccolta delle firme si è conclusa con successo segnando la nostra prima tappa. Nei prossimi due anni fino alla votazione popolare avremo il tempo di approfondire ulteriormente gli interrogativi che abbiamo formulato in questa sede e di esaminare le fondamenta del progetto elaborato da enti statali che prevede l’introduzione di lezioni obbligatorie di educazione sessuale nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole elementari.
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Pubblicazione n. 7 /Febbraio 2014
60 cartoni decorati colmi di firme
Nathalie, piccola aiutante di otto anni, mentre ripone l’ultimo cartone
La professoressa dott. Suzette Sandoz, ex consigliera nazionale PLR, discute con una giornalista
Circa settanta persone in totale sono giunte a Berna per consegnare le firme presso la Cancelleria federale
Iniziativa popolare federale «Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare»
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Dopo la consegna delle firme era annunciata una visita a Palazzo federale
Un nuovo capitolo di democrazia svizzera Il comitato d’iniziativa ringrazia di cuore tutti i lettori che si sono impegnati per la riuscita dell’iniziativa popolare! Un primo grande passo è stato fatto! La Cancelleria federale ha dato via libera alla possibilità di una votazione popolare fra circa due anni. Apriamo ora insieme con entusiasmo un nuovo capitolo di democrazia svizzera e ci rallegriamo per questo. Unendo le forze raggiungeremo l’obiettivo!
La preghiamo di rafforzare questa iniziativa popolare anche con una donazione sul conto: PC 70-808080-1. Grazie di tutto cuore! Impressum: Iniziativa di protezione – attualità è una pubblicazione trimestrale / Abbon.: CHF 10.– l’anno; gratuito per i sostenitori / Editore e redazione: Comitato apartitico «Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare», Casella postale, 4011 Basilea / Tel. 061 702 01 00, Fax 061 702 01 04 / info@iniziativa-di-protezione.ch, www.iniziativa-di-protezione.ch, Conto postale: 70-80 80 80-1 / © Comitato d’iniziativa / Grafica e fotografia: GOAL AG für Werbung und Public Relations, 8600 Dübendorf / Stampa: Engelberger Druck AG, 6370 Stans.