Pubblicazione n. 13 / settembre 2015
Toni Bortoluzzi, Consigliere nazionale UDC, ZH
Il significato di un’iniziativa popolare Con la raccolta di 100’000 firme, gli aventi diritto di voto hanno la possibilità, nel nostro paese, di proporre, mediante un’iniziativa popolare, correttivi o aggiunte alla costituzione. L’obiettivo è perlopiù correggere sviluppi indesiderati in campo sociale o economico. Per l’autoproclamata «élite» e i cosiddetti «potenti» che gravitano dentro e intorno a Berna è scomodo essere sottoposti al giudizio del popolo per il tramite di un’iniziativa popolare. L’iniziativa di protezione si inserisce senza soluzione di continuità nel solco di altre richieste popolari che non volevano altro che impedire o annullare simili sviluppi indesiderabili. L’iniziativa si è rivelata efficace, riuscendo
a prevenire l’introduzione di un’educazione e una pedagogia sessuale già istradate. L’iniziativa popolare è uno strumento politico che permette di sensibilizzare governo e parlamento su un problema e indurli ad adottare dei correttivi. L’obiettivo prefissato è stato raggiunto − per il momento. La rivoluzione sociale targata gender che si voleva per mezzo della nuova pedagogia sessuale appena sventata, è però ancora lungi dall’essere accantonata. I tentativi messi in atto dai promotori del gender di esautorare i genitori su questi temi e far attecchire l’idea che tutte le forme di sessualità siano equivalenti sono destinati a proseguire. Ritirare l’iniziativa in questa fase è stata la scelta giusta, perché è difficile rendere comprensibili misure preventive. Un eventuale suo rifiuto avrebbe poi dato l’impressione che l’educazione sessuale non sia più la responsabilità, in primo luogo, dei genitori, bensì solo di «esperti». È ciò che era importante impedire.
Toni Bortoluzzi, Consigliere nazionale
Iniziativa popolare federale «Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare»
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Non esiste un’educazione sessuale c Nel 2011, l’UFSP annunciò per la prima volta l’introduzione a livello nazionale dell’educazione sulla sessualità a partire dalla scuola dell’infanzia. Il Cantone di Basilea-Città si mise a disposizione per un progetto pilota attuando le specifiche del centro di competenza in pedagogia sessuale e scuola di Lucerna. Nel frattempo, su pressione dell’opinione pubblica, sia a Basilea che a Lucerna è stata ingranata a retromarcia: il centro di competenza è stato chiuso e il nuovo piano di studi 21, in vigore a Basilea-Città da agosto 2015, non prevede più l’insegnamento in materia di sessualità prima del 10° anno di età. Perché? Perché l’insegnamento sulla sessualità ad un età così precoce è inutile e dannoso, come sostengono gli esperti citati qui di seguito. Christine Roth-Schwendener, insegnante di scuola elementare, canton Sciaffusa
« Un abuso sessuale può distruggere la vita intera di un bambino, anche se la vittima non ne muore. Ecco perché l’aspetto della prevenzione va trattato con grande prudenza, per evitare, nonostante le eventuali buone intenzioni, di peggiorare la situazione di bambini vulnerabili. Un’educazione sessuale prematura dei bambini in tenera età sicuramente non è la strada giusta. I più piccoli non sono in grado di comprenderne ed elaborarne correttamente il significato. Più che ricevere aiuto, finiscono per essere confusi. Esistono molte misure di prevenzione consone alle differenti fasi dello sviluppo infantile, che stimolano ad esempio la consapevolezza dei propri limiti e di quelli altrui e incoraggiano a scegliere in modo autonomo quando dire sì e quando dire no.
»
Gudrun Koller Kausler, insegnante di scuola elementare e di sostegno, Canton Zurigo
«
Ho lavorato per più di 40 anni nella città di Zurigo con bambini e adolescenti. La sessualità ai bambini più piccoli semplicemente non interessa. Confrontarli troppo presto con la sessualità è una grave violazione della personalità, che per il bambino può rivelarsi dannoso al pari di un abuso sessuale. Questo vale anche per quell’educazione sessuale considerata ‹consona all’età› a partire dalla scuola dell’infanzia.
»
Sabina Geissbühler-Strupler, granconsigliera del canton Berna, insegnante di scuola elementare e di ginnastica/sport
« L’idea è che toccandosi le parti intime e giocando al dot-
tore, il bambino non dovrebbe più vergognarsi. Non concordo affatto che ciò serva a prevenire gli abusi sessuali. È un affronto nei confronti di tutti quei genitori che introducono i loro
figli al tema della sessualità delicatamente, con premura in modo responsabile.
»
Hans Kaufmann, insegnante di scuola elementare e media, Canton San Gallo
« Ho 30 anni di esperienza. La legge sulla scuola (VSG nei
cantoni SG, ZH, TG e.a., cpv. 2 e 3) stabilisce con chiarezza il quadro delle responsabilità in ambito educativo e, tra le altre cose, dice che ‹la scuola sostiene i genitori nei suoi compiti educativi›. Né la scuola, né il Consiglio federale possono as-
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consona ai bambini in età prescolare! tutto campo per la prevenzione dagli abusi sessuali nelle scuole dell’infanzia ed elementari. È solamente a partire dalla scuola media che l’Ufficio dei giovani ha sviluppato, in collaborazione con la Magistratura dei minorenni, un programma di prevenzione incentrato su vari temi, tra cui, ad esempio, il sexting. Hanspeter Kumli, Capo Educazione Stradale della Polizia di Basilea Campagna Al telefono Hanspeter Kumli ci spiega che quanto alla sicurezza sul percorso casa-scuola, la polizia già mette in guardia i bambini dagli sconosciuti che rivolgono loro la parola o offrono regali. Egli rileva che, considerando lo sviluppo psicologico dei bambini in età prescolare, non è nemmeno possibile trattare in modo più approfondito il tema. Solo argomenti semplici e incisivi sono d’aiuto per i bambini in età prescolare. Il foglio informativo del concordato delle polizie della Svizzera nordoccidentale ‹Lo sfruttamento sessuale e l’abuso dei minori›, che tematizza la prevenzione dei bambini sui rischi sessuali, cita esplicitamente: ‹…dal punto di vista pedagogico, l’educazione sessuale compete a chi detiene la responsabilità dell’educazione› Tabea Freitag, psicologa e traumatologa diplomata, Hannover, Germania
«
sumersi la responsabilità del comportamento scorretto degli adolescenti e perciò non possono nemmeno arrogarsi il diritto, con il pretesto della protezione dei minori, di togliere ai genitori la responsabilità individuale dell’educazione sessuale dei loro figli.
»
Kurt Frei, Responsabile del Ufficio dei giovani della Polizia di Basilea Campagna Intervistato sul tema da ‹Iniziativa di protezione – Attualità›, Kurt Frei dichiara che non è prevista alcuna offerta a
Da anni sono in circolazione materiali e concetti collaudati, che funzionano senza bisogno di educazione sessuale esplicita. Si tratta di sviluppare la consapevolezza di determinati limiti, ad esempio, che nessuno è obbligato a lasciarsi toccare. Si parla di segreti buoni o cattivi e così via, ma mai si entra nel dettaglio di rapporti o pratiche sessuali. Spiegazioni come queste violano al contrario il naturale senso di pudore dei bambini rendendone labili i confini e, in ultima analisi, favoriscono l’abuso sessuale. Gli standard OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) intendono promuovere la masturbazione e i ‹giochi del dottore› dalla nascita e in età prescolare, perché ‹attraverso il comportamento sessuale fra bambini vengono appresi norme e valori›. Ma quali norme imparano i bambini, se non lo sfruttamento reciproco? Questo tipo di educazione sessuale a partire della scuola dell’infanzia, non solo stimola l’abuso sessuale, ma è un abuso sessuale a tutti gli effetti! Inoltre, i bambini non sono in grado comprendere le informazioni trasmesse con un’educazione sessuale prematura, che non fa altro che confonderli ed esporli al rischio di ulteriori violazioni.
»
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Cambio di strategia per l’iniziativa di protezione: il Comitato d’iniziativa fonda l’«Associazione Iniziativa di protezione» Il Comitato dell’iniziativa popolare «Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare» ha reso noto il 14 luglio 2015 il ritiro dell’iniziativa, dicendosi soddisfatto dei numerosi risultati raggiunti sinora e nel convincimento che, piuttosto che forzare una decisione a breve alle urne, sia meglio unire le forze a sostegno di una campagna a lungo termine che ponga al centro l’aspetto della protezione dei bambini fino al compimento del loro nono anno di età e oltre. Favorevoli alla decisione di ritirare l’iniziativa popolare e di trasformare il comitato in associazione non vi era solo una forte maggioranza di membri del comitato, ma anche molti collaboratori attivi, esperti di comunicazione e giuristi. La neocostituita «Associazione Iniziativa di protezione» assolve compiti di sorveglianza e sarà in futuro chiamata a contrastare sistematicamente ogni sorta di eccesso nell’ambito dell’insegnamento sulla sessualità. I preparativi per la costituzione dell’associazione sono in pieno svolgimento e l’assemblea costituente è programmata per il mese di gennaio 2016. Ulteriori informazioni in merito saranno comunicate a tempo debito. Dal lancio nel 2012 dell’iniziativa popolare «Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare», il comitato ha già ora raggiunto molti risultati positivi: 1. L’opinione pubblica è ora informata dei piani dell’UFSP e di altre organizzazioni tendenti all’introduzione dell’educazione sessuale in Svizzera. 2. La Confederazione (il Consiglio federale, l’Amministrazione federale, il Consiglio Nazionale e degli Stati) e i Cantoni (consiglieri di Stato e amministrazioni cantonali) devono ora confrontarsi con la questione dell’introduzione dell’insegnamento sulla sessualità a partire dalla scuola dell’infanzia. La riuscita dell’iniziativa, con le sue 110’000 firme raccolte, mostra inequivocabilmente che la popolazione non è disposta ad accettare la strisciante introduzione di questo tipo d’insegnamento senza battere ciglio. 3. Si è ottenuta l’eliminazione del materiale pornografico dalle cosiddette «sexbox» destinate alle scuole dell’infan-
zia ed elementari basilesi e la rimozione del poco appropriato termine «sexbox»; quest’ultime per finire sono poi state definitivamente eliminate. 4. Ha chiuso i battenti il «Centro di competenza pedagogia sessuale e scuola» dell’Alta scuola pedagogica di Lucerna, istituito su incarico dell’UFSP. Anche in questo caso l’UFSP è stato messo a tacere. 5. Il piano di studi 21 non prevede l’insegnamento in materia di sessualità a bambini sotto i 10 anni di età. Nell’intero piano di studi si è inoltre rinunciato a utilizzare l’espressione di stampo ideologico «gender». Con un’associazione forte e guidata in modo competente ci poniamo l’obiettivo di continuare con successo la lotta contro la sessualizzazione nelle scuole pubbliche in Svizzera.
Peter Föhn, Consigliere agli Stati, Svitto:
«
Come politico a livello nazionale, posso dire che l’iniziativa popolare ‹Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare› ha ottenuto appieno l’effetto auspicato nella Berna federale. Ciononostante, e soprattutto a livello cantonale, sarà necessario anche in futuro il coinvolgimento attivo di tutti noi per impedire simili derive. La nuova ‹Associazione Iniziativa di protezione› ormai prossima alla fondazione, si impegnerà in favore della tutela dei nostri bambini in età scolare.
»
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Il popolo svizzero contro l’educazione sessuale obbligatoria (ES) a partire dalla scuola dell’infanzia Un sondaggio rappresentativo a livello nazionale condotto nel giugno del 2015 fra gli aventi diritto di voto sul tema dell’educazione sessuale (ES) ha confermato il rifiuto degli elettori svizzeri dell’obbligatorietà di tale tipo di insegnamento. Nel periodo dall’8 al 13 giugno 2015, il rinominato istituto lucernese DemoSCOPE ha intervistato complessivamente 1’168 persone sul tema. In questo numero vi presentiamo parti importanti del sondaggio svolto.
3% non so 8% Educazione sessuale a partire dal livello inferiore (1. classe)
27% deve essere possibile la dispensa
23% sempre obbligatoria
Una prima domanda verteva sul grado di approvazione o rifiuto dell’ES obbligatoria a partire dalla scuola dell’infanzia. Con il 74%, una netta maggioranza si è espressa contro l’obbligo dell’ES a partire dalla scuola dell’infanzia, sia perché considera indispensabile la possibilità di ottenere una dispensa (27%), sia perché l’insegnamento obbligatorio dovrebbe essere legato ad un livello scolastico minimo.
3% non so
9% Educazione sessuale solo a partire dal livello superiore 29% Educazione sessuale solo a partire del 9° anno di età
La seconda domanda chiedeva a partire da quale livello scolastico, in concreto, potrebbe diventare obbligatorio l’insegnamento sulla sessualità.
23% sempre obbligatoria
27% deve essere possibile la dispensa
1% Educazione sessuale già a partire dalla scuola dell›infanzia
47% a dipendenza del livello scolastico
Una netta maggioranza (65%) si oppone ad una ES obbligatoria prima del 9° anno di età. Gli intervistati mostrano dunque di rifiutare nettamente l’educazione sessuale obbligatoria nelle scuole dell’infanzia e nei primi anni della scuola elementare. Il sondaggio dimostra inoltre che le preoccupazioni espresse dall’iniziativa di protezione trovino ampio riscontro presso la maggioranza della popolazione votante. Con il vostro aiuto, la neocostituita «Associazione Iniziativa di protezione» si impegnerà ad assicurare che il controverso e ripugnante programma di educazione sessuale proposto dall’UFSP non possa essere introdotto nemmeno in futuro nelle scuole dell’infanzia.
Iniziativa popolare federale «Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare»
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Fondazione dell’«Associazione Iniziativa di protezione» La fondazione dell’ «Associazione Iniziativa di protezione» è il primo passo per salvaguardare gli obiettivi dell’iniziativa popolare «Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare». L’associazione avrà il compito di sorvegliare l’evoluzione dell’insegnamento in materia di sessualità in Svizzera, prendendo tutte le misure necessarie per prevenire eventuali eccessi. Le nostre lettrici e i nostri lettori riceveranno per tempo tutte le informazioni necessarie. La rivista trimestrale «Iniziativa di protezione – Attualità» continuerà a uscire come organo informativo dell’associazione. Estratti della pubblicazione appariranno regolarmente sul sito internet dell’associazione. L’associazione, in forza delle firme raccolte, godrà di forza d’iniziativa e di referendum e sarà quindi in grado di assolvere con efficacia la propria funzione protettiva. I compiti dell’associazione sono: aiuto se l’insegnamento sulla sessualità nelle scuole della vostra regione dovesse diventare offensivo, ➔ offrire adottando tutte le misure necessarie;
➔ informare l’opinione pubblica sul tema; ➔ vigilare sulle attività della «lobby dell’educazione sessuale» divulgandole al pubblico; sui piani lesivi dell’Ufficio federale della sanità pubblica e delle organizzazioni da esso sostenute ➔ Informare quali «Salute Sessuale Svizzera» e «Aiuto Aids Svizzero». Voi stessi potete contribuire a proteggere i nostri figli dall’ «insegnamento sulla sessualità» impartito nelle scuole pubbliche a partire dalla scuola dell’infanzia. Insieme possiamo condurre una lotta efficace e vincere!
Sosteneteci: Fate una donazione per sostenere la campagna contro l’educazione sessuale a partire dalla scuola dell’infanzia (vedi anche il sondaggio sulla cedola di versamento) Conto: CP 70–80 80 80–1 Impressum: Iniziativa di protezione – attualità è una pubblicazione trimestrale / Abbon.: CHF 10.– l’anno; gratuito per i benefattori / Editore e redazione: Comitato apartitico «Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare», Casella postale, 4142 Münchenstein / Tel. 061 702 01 00, Fax 061 702 01 04 / info@iniziativa-di-protezione.ch, www.iniziativa-di-protezionie.ch, Conto postale: 70-80 80 80-1 / © Comitato d’iniziativa / Fotografie: pag. 1: fotolia; pag. 2, 3,: Polizia comunale a Basilea-Campagna; pag. 4-6: m.a.d. / Grafica: GOAL AG für Werbung und Public Relations, 8450 Andelfingen / Stampa: Engelberger Druck AG, 6370 Stans.